Denuncio al mondo ed ai posteri con i miei libri tutte le illegalità tacitate ed impunite compiute dai poteri forti (tutte le mafie). Lo faccio con professionalità, senza pregiudizi od ideologie. Per non essere tacciato di mitomania, pazzia, calunnia, diffamazione, partigianeria, o di scrivere Fake News, riporto, in contraddittorio, la Cronaca e la faccio diventare storia. Quella Storia che nessun editore vuol pubblicare. Quelli editori che ormai nessuno più legge.

Gli editori ed i distributori censori si avvalgono dell'accusa di plagio, per cessare il rapporto. Plagio mai sollevato da alcuno in sede penale o civile, ma tanto basta per loro per censurarmi.

I miei contenuti non sono propalazioni o convinzioni personali. Mi avvalgo solo di fonti autorevoli e credibili, le quali sono doverosamente citate.

Io sono un sociologo storico: racconto la contemporaneità ad i posteri, senza censura od omertà, per uso di critica o di discussione, per ricerca e studio personale o a scopo culturale o didattico. A norma dell'art. 70, comma 1 della Legge sul diritto d'autore: "Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l'utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali."

L’autore ha il diritto esclusivo di utilizzare economicamente l’opera in ogni forma e modo (art. 12 comma 2 Legge sul Diritto d’Autore). La legge stessa però fissa alcuni limiti al contenuto patrimoniale del diritto d’autore per esigenze di pubblica informazione, di libera discussione delle idee, di diffusione della cultura e di studio. Si tratta di limitazioni all’esercizio del diritto di autore, giustificate da un interesse generale che prevale sull’interesse personale dell’autore.

L'art. 10 della Convenzione di Unione di Berna (resa esecutiva con L. n. 399 del 1978) Atto di Parigi del 1971, ratificata o presa ad esempio dalla maggioranza degli ordinamenti internazionali, prevede il diritto di citazione con le seguenti regole: 1) Sono lecite le citazioni tratte da un'opera già resa lecitamente accessibile al pubblico, nonché le citazioni di articoli di giornali e riviste periodiche nella forma di rassegne di stampe, a condizione che dette citazioni siano fatte conformemente ai buoni usi e nella misura giustificata dallo scopo.

Ai sensi dell’art. 101 della legge 633/1941: La riproduzione di informazioni e notizie è lecita purché non sia effettuata con l’impiego di atti contrari agli usi onesti in materia giornalistica e purché se ne citi la fonte. Appare chiaro in quest'ipotesi che oltre alla violazione del diritto d'autore è apprezzabile un'ulteriore violazione e cioè quella della concorrenza (il cosiddetto parassitismo giornalistico). Quindi in questo caso non si fa concorrenza illecita al giornale e al testo ma anzi dà un valore aggiunto al brano originale inserito in un contesto più ampio di discussione e di critica.

Ed ancora: "La libertà ex art. 70 comma I, legge sul diritto di autore, di riassumere citare o anche riprodurre brani di opere, per scopi di critica, discussione o insegnamento è ammessa e si giustifica se l'opera di critica o didattica abbia finalità autonome e distinte da quelle dell'opera citata e perciò i frammenti riprodotti non creino neppure una potenziale concorrenza con i diritti di utilizzazione economica spettanti all'autore dell'opera parzialmente riprodotta" (Cassazione Civile 07/03/1997 nr. 2089).

Per questi motivi Dichiaro di essere l’esclusivo autore del libro in oggetto e di tutti i libri pubblicati sul mio portale e le opere citate ai sensi di legge contengono l’autore e la fonte. Ai sensi di legge non ho bisogno di autorizzazione alla pubblicazione essendo opere pubbliche.

Promuovo in video tutto il territorio nazionale ingiustamente maltrattato e censurato. Ascolto e Consiglio le vittime discriminate ed inascoltate. Ogni giorno da tutto il mondo sui miei siti istituzionali, sui miei blog d'informazione personali e sui miei canali video sono seguito ed apprezzato da centinaia di migliaia di navigatori web. Per quello che faccio, per quello che dico e per quello che scrivo i media mi censurano e le istituzioni mi perseguitano. Le letture e le visioni delle mie opere sono gratuite. Anche l'uso è gratuito, basta indicare la fonte. Nessuno mi sovvenziona per le spese che sostengo e mi impediscono di lavorare per potermi mantenere. Non vivo solo di aria: Sostienimi o mi faranno cessare e vinceranno loro. 

Dr Antonio Giangrande  

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COSE DA PAZZI?

 

CONTROLLO

 

E

 

MANIPOLAZIONE MENTALE

 

 

 

 

DI ANTONIO GIANGRANDE

 

 

 

  

ARMI PSICOTRONICHE E LETTURA DEL PENSIERO

 

 

SOMMARIO

 

INTRODUZIONE.

PRESENTAZIONE DELL’AUTORE.

L'UOMO CYBORG.

TECNICHE DI MANIPOLAZIONE MENTALE.

L'INFLUENZA DEI MASS MEDIA E MANIPOLAZIONE MENTALE.

SOUND OF SILENCE. MANIPOLAZIONE MENTALE (BREVETTATA) ATTRAVERSO APPARECCHI TV E MEDIA.

IL MISTERO DELLA TORTURA BIANCA. DAL MOBBING AI MICROCHIP.

IL CONTROLLO POLITICO CON LE ARMI A ENERGIA DIRETTA.

IL CONTROLLO MENTALE.

IL PROGETTO RES NOVAE.

IL PROGRAMMA HAARP.

IL MUOS.

L'HAARP, IL MUOS ED IL CONTROLLO MENTALE.

LE SCIE CHIMICHE.

I PROGETTI HAARP E DARPA.

GLI ATTACCHI ACUSTICI.

GLI ATTACCHI DDOS.

EMILIANO BABILONIA ED IL PROGETTO MK-ULTRA.

IL PROGETTO BLUE BEAM.

LE ARMI DI PERSUASIONE.

LA SINDROME DI HARBAR.

CONTROLLO MENTALE E TRASFERIMENTO IMPUT DA UN CERVELLO ALL'ALTRO.

LA MANIPOLAZIONE MENTALE (PLAGIO).

MIND CONTROL. MEDIA E STRATEGIA DI CONTROLLO. INSOSPETTABILI GATEKEEPERS.

CONTROLLO MENTALE E MESSAGGI SUBLIMINALI.

CONTROLLO MENTALE ED ECCESSO DI INFORMAZIONI.

LE STRATEGIE DELLA MANIPOLAZIONE MENTALE E LE TECNICHE DEL CONTROLLO MENTALE.

LE PROVE DOCUMENTALI.

I PROGETTI PER LA MANIPOLAZIONE DELLA MENTE.

AGENTI VIRALI PER IL CONTROLLO MENTALE.

AGENTI ROBOTICI E WIFI PER IL CONTROLLO MENTALE.

TECNOLOGIE PER LA LETTURA DEL PENSIERO. LE ARMI PSICOTRONICHE. LE TESTIMONIANZE.

IL MAGISTRATO PAOLO FERRARO E LE SETTE DI STATO.

IRENE SILVESTRI E LA TORTURA PSICO FISICA.

LE GANG STALKING.

LE ARMI NON LETALI, LE ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA "CONVENZIONALI" E LE ARMI ELETTRONICHE.

MAMMA ROSA - LA SACRA CORONA.

LE SETTE DISTRUTTIVE.

IL REATO DI MANIPOLAZIONE MENTALE (PLAGIO).

IL MENTALISMO (ILLUSIONISMO).

PROFILAZIONE CRIMINALE.

LINGUAGGIO DEL CORPO E COMUNICAZIONE NON VERBALE.

LA GRAFOLOGIA.

 

 

INTRODUZIONE.

Non si sa se siano Fake News (bufale) o sintomatologie di soggetti mitomani o pazzi, ma questa sintomatologia si sta estendendo sul web. Che sia verità?

PRESENTAZIONE DELL’AUTORE.

Dr. Antonio Giangrande. Scrittore, sociologo storico, giurista, blogger, youtuber, presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie.

Fa quello che si sente di fare e crede in quello che si sente di credere.

La Democrazia non è la Libertà.

La libertà è vivere con libero arbitrio nel rispetto della libertà altrui.

La democrazia è la dittatura di idioti che manipolano orde di imbecilli ignoranti e voltagabbana.

Cattolici e comunisti, le chiese imperanti, impongono la loro libertà, con la loro morale, il loro senso del pudore ed il loro politicamente corretto.

Per questo un popolo di coglioni sarà sempre governato ed amministrato da coglioni.

Facciamo sempre il solito errore: riponiamo grandi speranze ed enormi aspettative in piccoli uomini senza vergogna.

Un altro errore che commettiamo è dare molta importanza a chi non la merita.

"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza". Dante, Inferno XXVI

Le pecore hanno paura dei lupi, ma è il loro pastore che le porta al macello.

Da sociologo storico ho scritto dei saggi dedicati ad ogni partito o movimento politico italiano: sui comunisti e sui socialisti (Craxi), sui fascisti (Mussolini), sui cattolici (Moro) e sui moderati (Berlusconi), sui leghisti e sui pentastellati. Il sottotitolo è “Tutto quello che non si osa dire. Se li conosci li eviti.” Libri che un popolo di analfabeti mai leggerà.

Da queste opere si deduce che ogni partito o movimento politico ha un comico come leader di riferimento, perché si sa: agli italiani piace ridere ed essere presi per il culo. Pensate alle battute di Grillo, alle barzellette di Berlusconi, alle cazzate di Salvini, alle freddure della Meloni, alle storielle di Renzi, alle favole di D’Alema e Bersani, ecc. Partiti e movimenti aventi comici come leader e ladri come base.

Gli effetti di avere dei comici osannati dai media prezzolati nei tg o sui giornali, anziché vederli esibirsi negli spettacoli di cabaret, rincoglioniscono gli elettori. Da qui il detto: un popolo di coglioni sarà sempre amministrato o governato da coglioni.

Per questo non ci lamentiamo se in Italia mai nulla cambia. E se l’Italia ancora va, ringraziamo tutti coloro che anziché essere presi per il culo, i comici e la loro clack (claque) li mandano a fanculo.

Antonio Giangrande, scrittore, accademico senza cattedra universitaria di Sociologia Storica, giornalista ed avvocato non abilitato. "Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io, vivi i miei dolori, i miei dubbi, le mie risate...vivi gli anni che ho vissuto io e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io. Ognuno ha la propria storia. E solo allora mi potrai giudicare." Luigi Pirandello.

Dapprima ti ignorano. Poi ti deridono. Poi ti emarginano. Poi ti combattono. Tu sei solo, ma non per sempre. Loro sono tanti, ma non per sempre. Ed allora sarai vincente, ma solo dopo la tua morte. I primi a combatterti sono i prossimi parenti ed i compaesani ed allor "non ragioniam di loro, ma guarda e passa" (Dante Alighieri). “Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi”. Mt 13, 54-58.

Se si disprezza quello che gli altri sono e fanno, perché, poi, si è come gli altri e si osteggiano i diversi?

"C’è un’azione peggiore che quella di togliere il diritto di voto al cittadino e consiste nel togliergli la voglia di votare.” (R. Sabatier)

«La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile» - Corrado Alvaro, Ultimo diario, 1961.

Vivere senza leggere, o senza sfogliare i libri giusti scritti fuori dal coro o vivere studiando dai saggi distribuiti dal sistema di potere catto comunista savoiardo nelle scuole e nelle università, è molto pericoloso. Ciò ti obbliga a credere a quello che dicono gli altri interessati al Potere e ti conforma alla massa. Allora non vivi da uomo, ma da marionetta.

Se scrivi e dici la verità con il coraggio che gli altri non hanno, il risultato non sarà il loro rinsavimento ma l’essere tu additato come pazzo. Ti scontri sempre con la permalosità di magistrati e giornalisti e la sornionità degli avvocati avvezzi solo ai loro interessi. Categorie di saccenti che non ammettono critiche. Se scrivi e sei del centro-nord Italia, i conterranei diranno: che bel libro, bravo, è uno di noi. Se scrivi e sei del centro-sud Italia i conterranei diranno: quel libro l’avrei scritto anch’io, anzi meglio, ma sono solo cazzate. Chi siamo noi? Siamo i “coglioni” che altri volevano che fossimo o potessimo diventare. Da bambini i genitori ci educavano secondo i loro canoni, fino a che abbiamo scoperto che era solo il canone di poveri ignoranti. Da studenti i maestri ci istruivano secondo il loro pensiero, fino a che abbiamo scoperto che era solo il pensiero di comunisti arroganti. Prima dell’ABC ci insegnavano “Bella Ciao”. Da credenti i ministri di culto ci erudivano sulla confessione religiosa secondo il loro verbo, fino a che abbiamo scoperto che era solo la parola di pedofili o terroristi. Da lettori e telespettatori l’informazione (la claque del potere) ci ammaestrava all’odio per il diverso ed a credere di vivere in un paese democratico, civile ed avanzato, fino a che abbiamo scoperto che si muore di fame o detenuti in canili umani. Da elettori i legislatori ci imponevano le leggi secondo il loro diritto, fino a che abbiamo scoperto che erano solo corrotti, mafiosi e massoni. Ecco, appunto: siamo i “coglioni” che altri volevano che fossimo o potessimo diventare. E se qualcuno non vuol essere “coglione” e vuol cambiare le cose, ma non ci riesce, vuol dire che è “coglione” lui e non lo sa, ovvero è circondato da amici e parenti “coglioni”.

John Keating: Qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo. Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un'altra prospettiva. Carpe diem. Cogliete l'attimo, ragazzi... Rendete straordinaria la vostra vita!

Gerard Pitts: Cogli la rosa quando è il momento, che il tempo, lo sai, vola e lo stesso fiore che sboccia oggi, domani appassirà. John Keating: Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino: noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana; e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento; ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l'amore, sono queste le cose che ci tengono in vita. Dal film L'attimo fuggente (Dead Poets Society), film del 1989 diretto da Peter Weir e con protagonista Robin Williams.

Studiare non significa sapere, volere non significa potere. Ai problemi non si è capaci di trovare una soluzione che accontenti tutti, perché una soluzione per tutti non esiste. Alla fine nessuno è innocente, perché in questa società individualista, violenta e superficiale tutti sono colpevoli. Io ho preso la mia decisione mentre la totalità di voi non sa prenderne alcuna (anche nelle cose più semplici). Come potreste capire cosa è veramente importante nella vita? Non saprete mai se avete preso la decisione giusta perché non vi siete fidati di voi stessi. Accusate il sistema, ma il sistema è freddo inesorabile matematico, solo chi è deciso a raggiungere la riva la raggiungerà. Vi auguro tutto il meglio per la vostra vita. “Class Enemy”, di Rok Bicek film del 2013. 

Dr. Antonio Giangrande. Scrittore, sociologo storico, giurista, blogger, youtuber, presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie, destinatario delle denunce presentate dai magistrati per tacitarlo e ricevente da tutta Italia di centinaia di migliaia di richieste di aiuto o di denunce di malefatte delle istituzioni. Ignorato dai media servi del potere.

Come far buon viso a cattivo gioco ed aspettare che dal fiume appaia il corpo del tuo nemico. "Subisci e taci" ti intima il Sistema. Non sanno, loro, che la vendetta è un piatto che si gusta freddo. E non si può perdonare...

Un padre regala al figlio un sacchetto di chiodi. “Tieni figliolo, ecco un sacchetto di chiodi. Piantane uno nello steccato Ogni volta che che perdi la pazienza e litighi con qualcuno perchè credi di aver subito un'ingiustizia” gli dice. Il primo giorno il figlio piantò ben 37 chiodi ma nelle settimane successive imparò a controllarsi e il numero di chiodi cominciò piano piano a diminuire. Aveva infatti scoperto che era molto più facile controllarsi che piantare chiodi e così arrivò un giorno in cui non ne piantò nemmeno uno. Andò quindi dal padre e gli disse che per quel giorno non aveva litigato con nessuno, pur essendo stato vittima d'ingiustizie e di soprusi, e non aveva piantato alcun chiodo. Il padre allora gli disse: “Benissimo figliolo, ora leva un chiodo dallo steccato per ogni giorno in cui non hai perso la pazienza e litigato con qualcuno”. Il figlio ascoltò e tornò dal padre dopo qualche giorno, comunicandogli che aveva tolto tutti i chiodi dallo steccato e che non aveva mai più perso la pazienza. Il padre lo portò quindi davanti allo steccato e guardandolo gli disse: “Figliolo, ti sei comportato davvero bene. Bravo. Ma li vedi tutti quei buchi? Lo steccato non potrà più tornare come era prima. Quando litighi con qualcuno, o quando questi ha usato violenza fisica o psicologica nei tuoi confronti, rimane una ferita come questi buchi nello steccato. Tu puoi piantare un coltello in un uomo e poi levarlo, e lo stesso può fare questi con te, ma rimarrà sempre una ferita. E non importa quante volte ti scuserai, o lui lo farà con te, la ferita sarà sempre lì. Una ferita verbale è come il chiodo nello steccato e fa male quanto una ferita fisica. Lo steccato non sarà mai più come prima. Quando dici le cose in preda alla rabbia, o quando altri ti fanno del male, si lasciano delle ferite come queste: come i buchi nello steccato. Possono essere molto profonde. Alcune si rimarginano in fretta, altre invece, potrebbero non rimarginare mai, per quanto si possa esserne dispiaciuti e si abbia chiesto scusa". 

Io non reagisco, ma mi si permetta di raccontare l'accaduto. Voglio far conoscere la verità sui chiodi piantati nelle nostre carni.

La mia esperienza e la mia competenza mi portano a pormi delle domande sulle vicende della vita presente e passata e sul perché del ripetersi di eventi provati essere dannosi all’umanità, ossia i corsi e i ricorsi storici. Gianbattista Vico, il noto filosofo napoletano vissuto fra il XVII e XVIII secolo elaborò una teoria, appunto dei corsi e ricorsi storici. Egli era convinto che la storia fosse caratterizzata dal continuo e incessante ripetersi di tre cicli distinti: l’età primitiva e divina, l’età poetica ed eroica, l’età civile e veramente umana. Il continuo ripetersi di questi cicli non avveniva per caso ma era predeterminato e regolamentato, se così si può dire, dalla provvidenza. Questa formulazione di pensiero è comunemente nota come “teoria dei corsi e dei ricorsi storici”. In parole povere, tanto per non essere troppo criptici, il Vico sosteneva che alcuni accadimenti si ripetevano con le medesime modalità, anche a distanza di tanto tempo; e ciò avveniva non per puro caso ma in base ad un preciso disegno stilato della divina provvidenza.” Io sono convinto, invece, che l’umanità dimentica e tende a sbagliare indotta dalla stupidità e dall’egoismo di soddisfare in ogni modo totalmente i propri bisogni in tempi e spazi con risorse limitate. Trovare il perché delle discrepanze dell’ovvio raccontato. Alle mie domando non mi do io stesso delle risposte. Le risposte le raccolgo da chi sento essere migliore di me e comunque tra coloro contrapposti con le loro idee sullo stesso tema da cui estrapolare il sunto significativo. Tutti coloro che scrivono, raccontano il fatto secondo il loro modo di vedere e lo ergono a verità. Ergo: stesso fatto, tanti scrittori, quindi, tanti fatti diversi. La mia unicità e peculiarità, con la credibilità e l’ostracismo che ne discende, sta nel raccontare quel fatto in un’unica sede e riportando i vari punti di vista. In questo modo svelo le mistificazioni e lascio solo al lettore l’arbitrio di trarne la verità da quei dati.

Voglio conoscere gli effetti, sì, ma anche le cause degli accadimenti: il post e l’ante. La prospettiva e la retrospettiva con varie angolazioni. Affrontare le tre dimensioni spaziali e la quarta dimensione temporale.

Si può competere con l’intelligenza, mai con l’idiozia. L’intelligenza ascolta, comprende e pur non condividendo rispetta. L’idiozia si dimena nell’Ego, pretende ragione non ascoltando le ragioni altrui e non guarda oltre la sua convinzione dettata dall’ignoranza. L’idiozia non conosce rispetto, se non pretenderlo per se stessa.

Quando fai qualcosa hai tutti contro: quelli che volevano fare la stessa cosa, senza riuscirci, impediti da viltà, incapacità, ignavia; quelli che volevano fare il contrario; e quelli, ossia la stragrande maggioranza, che non volevano fare niente.

Certe persone non sono importanti, siamo noi che, sbagliando, gli diamo importanza. E poi ci sono quelle persone che non servono ad un cazzo, non fanno un cazzo e si credono sto cazzo.

Correggi un sapiente ed esso diventerà più colto. Correggi un ignorante ed esso diventerà un tuo acerrimo nemico.

Molti non ti odiano perché gli hai fatto del male, ma perché sei migliore di loro.

Più stupido di chi ti giudica senza sapere nulla di te è colui il quale ti giudica per quello che gli altri dicono di te. Perché le grandi menti parlano di idee; le menti medie parlano di fatti; le infime menti parlano solo male delle persone.

E’ importante stare a posto con la propria coscienza, che è molto più importante della propria reputazione. La tua coscienza sei tu, la reputazione è ciò che gli altri pensano di te e quello che gli altri pensano di te è un problema loro.

Le bugie sono create dagli invidiosi, ripetute dai cretini e credute dagli idioti, perché un grammo di comportamento esemplare, vale un quintale di parole. Le menti mediocri condannano sempre ciò che non riescono a capire.

E se la strada è in salita, è solo perché sei destinato ad attivare in alto.

Ci sono persone per indole nate per lavorare e/o combattere. Da loro ci si aspetta tanto ed ai risultati non corrispondono elogi. Ci sono persone nate per oziare. Da loro non ci si aspetta niente. Se fanno poco sono sommersi di complimenti. Guai ad aspettare le lodi del mondo. Il mondo è un cattivo pagatore e quando paga lo fa sempre con l’ingratitudine.

Il ciclo vitale biologico della natura afferma che si nasce, si cresce, ci si riproduce, si invecchia e si muore e l’evoluzione fa vincere i migliori. Solo a noi umani è dato dare un senso alla propria vita.

Ergo. Ai miei figli ho insegnato:

Le ideologie, le confessioni, le massonerie vi vogliono ignoranti;

Le mafie, le lobbies e le caste vi vogliono assoggettati;

Le banche vi vogliono falliti;

La burocrazia vi vuole sottomessi;

La giustizia vi vuole prigionieri;

Siete nati originali…non morite fotocopia.

Siate liberi. Studiare, ma non fermarsi alla cultura omologata. La conoscenza è l'arma migliore per vincere. 

Antonio Giangrande, orgoglioso di essere diverso.

Se si è omologati (uguali) o conformati (simili) e si sta sempre dietro alla massa, non si sarà mai primi nella vita, perché ci sarà sempre il più furbo o il più fortunato a precederti.

In un mondo caposotto (sottosopra od alla rovescia) gli ultimi diventano i primi ed i primi sono gli ultimi. L’Italia è un Paese caposotto. Io, in questo mondo alla rovescia, sono l’ultimo e non subisco tacendo, per questo sono ignorato o perseguitato. I nostri destini in mano ai primi di un mondo sottosopra. Che cazzo di vita è?

Si nasce senza volerlo. Si muore senza volerlo. Si vive una vita di prese per il culo.

Dove si sentono alti anche i nani e dove anche i marescialli si sentono generali, non conta quanti passi fai e quali scarpe indossi, ma conta quante tracce lasci del tuo percorso.

Il difetto degli intelligenti è che sono spinti a cercare le risposte ai loro dubbi. Il pregio degli ignoranti è che non hanno dubbi e qualora li avessero sono convinti di avere già le risposte.

Un popolo di “coglioni” sarà sempre governato ed amministrato da “coglioni”.

Un chierico medievale si imbatté in un groviglio di serpi su cui spiccava un ramarro che già da solo sarebbe bastato a spaventarlo. Tuttavia, confrontata a quelle serpeggianti creature, la bestiola gli parve graziosa ed esclamò: «Beati monoculi in terra caecorum», nella terra dei ciechi anche l’orbo è re. 

Il ciclo vitale, in biologia, è l'intervallo tra il susseguirsi di generazioni di una specie. L'esistenza di ogni organismo si svolge secondo una sequenza ciclica di stadi ed eventi biologici, caratterizzata in base alla specie di appartenenza. Queste sequenze costituiscono i cosiddetti Cicli Biologici. Ogni essere vivente segue un ciclo vitale biologico composto dai seguenti stadi: nascita, crescita, riproduzione, senescenza e morte. Per quanto possa essere breve o corta la vita, nessun essere vivente preso singolarmente è immortale. Ma la sua specie diventa immortale attraverso la riproduzione e l'evoluzione. Gli esseri viventi si evolvono nel corso del tempo per potersi meglio adattare alla natura che li circonda. Attraverso la riproduzione le generazioni trasmettono i propri geni a quelle future. Durante questo passaggio le nuove generazioni possono assumere caratteristiche nuove o perderne alcune. Le differenze si traducono in vantaggi o in handicap per chi le possiede, agendo direttamente sul processo evolutivo tramite la selezione naturale degli individui. Le nuove caratteristiche che agevolano l'adattamento all'ambiente offrono all'individuo maggiori probabilità di sopravvivenza e, quindi, di riproduzione. E' innaturale non riprodursi. Senza riproduzione non vi è proseguimento ed evoluzione della specie. Senza riproduzione il ciclo vitale biologico cessa. Ciò ci rende mortali. Parlare in termini scientifici dell'eterosessualità e del parto, quindi di stati naturali, fa di me un omofobo ed un contrabortista, quindi un non-comunista? Cercare di informare i simili contro la deriva involutiva, fa di me un mitomane o pazzo? 

Noi siamo quello che altri hanno voluto che diventassimo. Quando esprimiamo giudizi gratuiti, cattivi ed illogici lo facciamo con la nostra bocca ma inconsapevolmente per volontà di altri. Lo facciamo in virtù di quanto ricevuto: dall’educazione familiare, dall’istruzione di regime, dall’indottrinamento politico e religioso, dall’influenza mediatica. Niente è farina del nostro sacco. Se ci basassimo solo sulle nostre esperienze staremmo solo zitti, sapendo che nessuno sarebbe capace e disposto ad ascoltarci.

E’ comodo definirsi scrittori da parte di chi non ha arte né parte. I letterati, che non siano poeti, cioè scrittori stringati, si dividono in narratori e saggisti. E’ facile scrivere “C’era una volta….” e parlare di cazzate con nomi di fantasia. In questo modo il successo è assicurato e non hai rompiballe che si sentono diffamati e che ti querelano e che, spesso, sono gli stessi che ti condannano. Meno facile è essere saggisti e scrivere “C’è adesso….” e parlare di cose reali con nomi e cognomi. Impossibile poi è essere saggisti e scrivere delle malefatte dei magistrati e del Potere in generale, che per logica ti perseguitano per farti cessare di scrivere. Devastante è farlo senza essere di sinistra. Quando si parla di veri scrittori ci si ricordi di Dante Alighieri e della fine che fece il primo saggista mondiale.

Da sempre diffido di chi, vestito da lupo, è pecora genuflessa alla magistratura. I saccenti giustizialisti dei 5 stelle che provino a proporre la figura del difensore civico giudiziario con poteri di magistrato, senza essere uno di loro, per poter metter le mani nelle carte dei fascicoli e poterle sparigliare. Io da anni mi batto inascoltato per questo. I signori dei 5 stelle non si degnano nemmeno di rispondere ai messaggi degli esperti: tanto san tutto loro. A sbraitare son bravi, ma a proporre leggi sensate, mi sa che non son capaci. Parlan solo di soldi, soldi, soldi ed onestà, certificata dai loro magistrati, e mai parlano di libertà ed opportunità senza concorsi ed esami pubblici truccati.

Ad ogni azione umana nefasta si trova sempre una giustificazione...lo si fa per le piante...lo si fa per gli animali...lo si fa per le persone! Ma, alla fine, rimane solo un'azione nefasta che fa male al prossimo...e, spesso, il prossimo siamo noi. A parte il partito preso, noi siamo tutti responsabili delle azioni nefaste di uno, quando gli permettiamo di farle.

Parlare nei miei libri del caso singolo del semplice cittadino significa incorrere nell’accusa di mitomania, pazzia o calunnia, oltre che nel disinteresse. Invece parlo di loro, delle istituzioni che delinquono impunite. Parlo della vera mafia. Cosa posso dire di più di quello che ho scritto e che altri non dicono? Credo che quanto divulgato possa essere di grande soddisfazione per le vittime, non potendo avere altro che quella in questa Italia con italiani di merda a cui interessa solo di loro stessi e se ne fottono degli altri.

Alla fine di noi rimane il nostro operato, checché gli altri ne dicano. E quello bisogna giudicare. Nasco da una famiglia umile e povera. Una di quelle famiglie dove la sfortuna è di casa. Non puoi permetterti di studiare, né avere amici che contano. Per questo il povero è destinato a fare il manovale o il contadino. Mi sono ribellato e contro la sorte ho voluto studiare, per salire nel mondo non mio. Per 17 anni ho cercato di abilitarmi nell’avvocatura. Non mi hanno voluto. Il mondo di sotto mi tiene per i piedi; il mondo di sopra mi calca la testa. In un esame truccato come truccati sono tutti i concorsi pubblici in Italia: ti abilitano se non rompi le palle. Tutti uguali nella mediocrità. Dal 1998 ho partecipato all’esame forense annuale. Sempre bocciato. Ho rinunciato a proseguire nel 2014 con la commissione presieduta dall’avv. Francesco De Jaco. L’avvocato di Cosima Serrano condannata con la figlia Sabrina Misseri per il delitto di Sarah Scazzi avvenuto ad Avetrana. Tutte mie compaesane. La Commissione d’esame di avvocato di Lecce 2014. La più serena che io abbia trovato in tutti questi anni. Ho chiesto invano a De Jaco di tutelare me, dagli abusi in quell’esame, come tutti quelli come me che non hanno voce. Se per lui Cosima è innocente contro il sentire comune, indotti a pensarla così dai media e dai magistrati, perché non vale per me la verità che sia vittima di un sistema che mi vuol punire per essermi ribellato? Si nega l’evidenza. 1, 2, 3 anni, passi. 17 anni son troppi anche per il più deficiente dei candidati. Ma gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Compiti non corretti, ma ritenuti tali in tempi insufficienti e senza motivazione e con quote prestabilite di abilitati.  Così per me, così per tutti. Gli avvocati abilitati negano l’evidenza.  Logico: chi passa, non controlla. Ma 17 anni son troppi per credere alla casualità di essere uno sfigato, specialmente perché i nemici son noti, specie se sono nelle commissioni d’esame. In carcere o disoccupato. Tu puoi gridare a squarciagola le ingiustizie, ma nessuno ti ascolta, in un mondo di sordi. Nessuno ti crede. Fino a che non capiti a loro. E in questa Italia capita, eccome se capita! La tua verità contro la verità del potere. Un esempio da raccontare. Ai figli non bisogna chiedere cosa vogliono fare da grandi. Bisogna dir loro la verità. Chiedergli cosa vorrebbero che gli permettessero di fare da grandi. Sono nato in quelle famiglie che, se ti capita di incappare nelle maglie della giustizia, la galera te la fai, anche da innocente. A me non è successo di andare in galera, pur con reiterati tentativi vani da parte della magistratura di Taranto, ma sin dal caso Tortora ho capito che in questa Italia in fatto di giustizia qualcosa non va. Pensavo di essere di sinistra, perché la sinistra è garantismo, ma non mi ritrovo in un’area dove si tollerano gli abusi dei magistrati per garantirsi potere ed impunità. E di tutto questo bisogna tacere. A Taranto, tra i tanti processi farsa per tacitarmi sulle malefatte dei magistrati, uno si è chiuso, con sentenza del Tribunale n. 147/2014, con l’assoluzione perché il fatto non sussiste e per non doversi procedere. Bene: per lo stesso fatto si è riaperto un nuovo procedimento ed è stato emesso un decreto penale di condanna con decreto del Gip. n. 1090/2014: ossia una condanna senza processo. Tentativo stoppato dall’opposizione.

Zittirmi sia mai. Pur isolato e perseguitato. Gli italiani son questi. Ognuno dia la sua definizione. Certo è che gli italiani non mi leggono, mi leggono i forestieri. Mi leggeranno i posteri. Tutto regolare: lo ha detto la tv, lo dicono i giudici. Per me, invece, è tutto un trucco. In un mondo di ladri nessuno vien da Marte. Tutti uguali: giudicanti e giudicati. E’ da decenni che studio il sistema Italia, a carattere locale come a livello nazionale. Da queste indagini ne sono scaturiti decine di saggi, raccolti in una collana editoriale "L'Italia del Trucco, l'Italia che siamo", letti in tutto il mondo, ma che mi sono valsi l’ostruzionismo dei media nazionali. Pennivendoli venduti ai magistrati, all’economia ed alla politica, ma che non impediscono il fatto che di me si parli su 200.000 siti web, come accertato dai motori di ricerca. Book ed E-Book che si possono trovare su Amazon.it, Lulu.com. CreateSpace.com e Google Libri, oltre che in forma di lettura gratuita e free vision video su www.controtuttelemafie.it , mentre la promozione del territorio è su www.telewebitalia.eu.

Ho la preparazione professionale per poter dire la sua in questioni di giustizia?

Non sono un giornalista, ma a quanto pare sono l’unico a raccontare tutti i fatti. Non sono un avvocato ma mi diletto ad evidenziare le manchevolezze di un sistema giudiziario a se stante. La mia emigrazione in piena adolescenza in Germania a 16 anni per lavorare; la mia laurea quadriennale in Giurisprudenza presa in soli due anni all’Università Statale di Milano, lavorando di notte e con moglie e due figli da mantenere, dopo aver conseguito il diploma da ragioniere in un solo anno da privatista presso un Istituto tecnico Statale e non privato, per non sminuirne l’importanza, portando tutti i 5 anni di corso; tutto ciò mi ha reso immune da ogni condizionamento culturale od ambientale. I miei 6 anni di esercizio del patrocinio legale mi hanno fatto conoscere le magagne di un sistema che non è riuscito a corrompermi. Per questo dal 1998 al 2014 non mi hanno abilitato alla professione di avvocato in un esame di Stato, che come tutti i concorsi pubblici ho provato, con le mie ricerche ed i miei libri, essere tutti truccati. Non mi abilitano. Perché non sono uguale agli altri, non perché son meno capace. Non mi abilitano perché vedo, sento e parlo. Ecco perché posso parlare di cose giuridiche in modo di assoluta libertà, senza condizionamento corporativistico, anche a certezza di ritorsione. E’ tutta questione di coscienza.

Alle sentenze irrevocabili di proscioglimento del Tribunale di Taranto a carico del dr Antonio Giangrande, già di competenza della dr.ssa Rita Romano, giudice di Taranto poi ricusata perché denunciata, si aggiunge il verbale di udienza dell’11 dicembre 2015 della causa n. 987/09 (1832/07 RGNR) del Tribunale di Potenza, competente su fatti attinenti i magistrati di Taranto, con il quale si dispone la perfezione della fattispecie estintiva del processo per remissione della querela nei confronti del dr Antonio Giangrande da parte del dr. Alessio Coccioli, già Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Taranto, poi trasferito alla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce. Remissione della querela volontaria, libera e non condizionata da alcun atto risarcitorio.

Il Dr Antonio Giangrande era inputato per il reato previsto e punito dall’art. 595 3° comma c.p. “perchè inviando una missiva a sua firma alla testata giornalistica La Gazzetta del Sud Africa e pubblicata sui siti internet lagazzettadelsudafrica.net, malagiustizia.eu, e associazionecontrotuttelemafie.org, offendeva l’onore ed il decoro del dr. Alessio Coccioli, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Taranto, riportando in detto su scritto la seguente frase: “…il PM Alessio Coccioli, inopportunamente delegando i carabinieri di Manduria, quali PG, ha reso lecito tale modus operandi (non rilasciare attestato di ricezione da parte dell’Ufficio Protocollo del Comune di Manduria ndr), motivandolo dal fatto che non è dannoso per il denunciante. Invece in denuncia si è fatto notare che tale usanza di recepimento degli atti, prettamente manduriana, può nascondere alterazioni procedurali in ambito concorsuale e certamente abusi a danno dei cittadini. Lo stesso PM Alessio Coccioli, inopportunamente delegando i carabinieri di Manduria, quali PG, per la colleganza con il comandante dei Vigili Urbani di Manduria, ha ritenuto le propalazioni del Giangrande, circa il concorso per Comandante dei Vigili Urbani, ritenuto truccato (perché il medesimo aveva partecipato e vinto in un concorso da egli stesso indetto e regolato in qualità di comandante pro tempore e dirigente dell’ufficio del personale), sono frutto di sue convinzioni non supportate da riscontri di natura obbiettiva e facendo conseguire tali riferimenti, al predetto dr. Coccioli, ad altre notazioni, contenute nello stesso scritto, nelle quali si denunciavano insabbiamenti, o poche richieste di archiviazioni strumentali attribuite ai magistrati della Procura della Repubblica di Taranto”.

Il Processo di Potenza, come i processi tenuti a Taranto, sono attinenti a reati di opinione. Lo stesso dr. Alessio Coccioli, una volta trasferito a Lecce, ha ritenuto che le opinioni espresse dal Dr Antonio Giangrande riguardo la Giustizia a Taranto non potessero continuare ad essere perseguite. 

Ultimo atto. Esame di Avvocato 2015. A Lecce uno su quattro ce l’ha fatta. Sono partiti in 1.108: la prova scritta è stata passata da 275 praticanti. Preso atto.....

All'attenzione dell'avv. Francesco De Jaco. Illustre avv. Francesco De Jaco, in qualità di Presidente della Commissione di Esame di Avvocato 2014-2015, chi le scrive è il dr Antonio Giangrande. E’ quel signore, attempato per i suoi 52 anni e ormai fuori luogo in mezzo ai giovani candidati, che in sede di esame le chiese, inopinatamente ed invano, Tutela. Tutela, non raccomandazione. Così come nel 2002 fu fatto inutilmente con l’avv. Luigi Rella, presidente di commissione e degli avvocati di Lecce. Tutela perché quel signore il suo futuro lo ha sprecato nel suo passato. Ostinatamente nel voler diventare avvocato ha perso le migliori occasioni che la vita possa dare. Aspettava come tutti che una abilitazione, alla mediocrità come è l’esame forense truccato, potesse, prima o poi, premiare anche lui. Pecori e porci sì, lui no! Quel signore ha aspettato ben 17 anni per, finalmente, dire basta. Gridare allo scandalo per un esame di Stato irregolare non si può. Gridare al complotto contro la persona…e chi gli crede. Eppure a Lecce c’è qualcuno che dice: “quello lì, l’avvocato non lo deve fare”. Qualcuno che da 17 anni, infastidito dal mio legittimo operato anche contro i magistrati, ha i tentacoli tanto lunghi da arrivare ovunque per potermi nuocere. Chi afferma ciò è colui il quale dimostra con i fatti nei suoi libri, ciò che, agli ignoranti o a chi è in mala fede, pare frutto di mitomania o pazzia. Guardi, la sua presidenza, in sede di scritto, è stata la migliore tra le 17 da me conosciute. Purtroppo, però, in quel di Brescia quel che si temeva si è confermato. Brescia, dove, addirittura, l’ex Ministro Mariastella Gelmini chiese scampo, rifugiandosi a Reggio Calabria per poter diventare avvocato. Il mio risultato delle prove fa sì che chiuda la fase della mia vita di aspirazione forense in bruttezza. 18, 18, 20. Mai risultato fu più nefasto e, credo, immeritato e punitivo. Sicuro, però, che tale giudizio non è solo farina del sacco della Commissione di esame di Brescia. Lo zampino di qualche leccese c’è! Avvocato… o magistrato… o entrambi…: chissà? Non la tedio oltre. Ho tentato di trovare Tutela, non l’ho trovata. Forse chiedevo troppo. Marcire in carcere da innocente o pagare fio in termini professionali, credo che convenga la seconda ipotesi. Questo è quel che pago nel mettermi contro i poteri forti istituzionali, che io chiamo mafiosi. Avvocato, grazie per il tempo che mi ha dedicato. Le tolgo il disturbo e, nel caso l’importasse, non si meravigli, se, in occasione di incontri pubblici, se e quando ci saranno, la priverò del mio saluto. Con ossequi.

Avetrana lì 26 giugno 2015. Dr Antonio Giangrande, scrittore per necessità.

I mediocri del Politically Correct negano sempre il merito. Sostituiscono sempre la qualità con la quantità. Ma è la qualità che muove il mondo, cari miei, non la quantità. Il mondo va avanti grazie ai pochi che hanno qualità, che valgono, che rendono, non grazie a voi che siete tanti e scemi. La forza della ragione (Oriana Fallaci)

 “L'Italia tenuta al guinzaglio da un sistema di potere composto da caste, lobbies, mafie e massonerie: un'Italia che deve subire e deve tacere.

La “Politica” deve essere legislazione o amministrazione nell’eterogenea rappresentanza d’interessi, invece è meretricio o mendicio, mentre le “Istituzioni” devono meritarlo il rispetto, non pretenderlo. Il rapporto tra cittadini e il rapporto tra cittadini e Stato è regolato dalla forza della legge. Quando non vi è cogenza di legge, vige la legge del più forte e il debole soccombe. Allora uno “Stato di Diritto” degrada in anarchia. In questo caso è palese la responsabilità politica ed istituzionale per incapacità o per collusione. Così come è palese la responsabilità dei media per omertà e dei cittadini per codardia o emulazione."

TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo. Vittorio Alfieri (1790).

"Quando si cerca di far progredire la conoscenza e l'intelligenza umana si incontra sempre la resistenza dei contemporanei, simile a un fardello che bisogna trascinare e che grava pesantemente al suolo, ribelle ad ogni sforzo. Ci si deve consolare allora con la certezza che, se i pregiudizi sono contro di noi, abbiamo con noi la Verità, la quale, dopo essersi unita al suo alleato, il Tempo, è pienamente certa della sua vittoria, se non proprio oggi, sicuramente domani."(Arthur Schopenhauer)

Il pregio di essere un autodidatta è quello che nessuno gli inculcherà forzosamente della merda ideologica nel suo cervello. Il difetto di essere un autodidatta è quello di smerdarsi da solo.

Noi siamo quello che altri hanno voluto che diventassimo con la discultura e la disinformazione. Ci si deve chiedere: perchè a scuola ci hanno fatto credere con i libri di testo che Garibaldi era un eroe ed i piemontesi dei salvatori; perché i media coltivano il luogo comune di un sud Italia cafone ed ignorante; perché la prima cosa che insegnano a scuola è la canzone “bella ciao”? Per poi scoprire da adulti e solo tramite il web: che il Sud Italia è stato depredato a causa proprio di Garibaldi a vantaggio dei Piemontesi; che solo i turisti che scendono a frotte nel meridione d’Italia scoprono quanto ci sia tanto da conoscere ed apprezzare, oltre che da amare; che “Bella ciao” è solo l’inno di una parte della politica italiana che in nome di una ideologia prima tradì l’Italia e poi, con l’aiuto degli americani, vinse la guerra civile infierendo sui vinti, sottomettendoli, con le sue leggi, ad un regime illiberale e clericale.

Ad Avetrana, il paese di Sarah Scazzi, non sono omertosi, sempre che non si tratti di poteri forti. Ma qualcuno certamente vigliacco e codardo lo è. Sapendo che io ho le palle per denunciare le illegalità, questi deficienti usano il mio nome ed appongono falsamente la mia firma in calce a degli esposti che colpiscono i poveri cristi rei di abusi edilizi o commerciali. I cretini, che poi fanno carriera politica, non sanno che i destinatari dei miei strali sono magistrati, avvocati, forze dell’ordine, e comunque pubblici ufficiali o esercenti un pubblico servizio. Che poi queste denunce finiscono nell’oblio perché “cane non mangia cane” e per farmi passare per mitomane o pazzo o calunniatore o diffamatore, è un’altra cosa. Però da parte di questi coglioni prendersela con i poveri cristi per poi far addossare la colpa a me ed essere oggetto di ritorsioni ingiustificate è da veri vigliacchi. D'altronde un paese di coglioni sarà sempre governato, amministrato, giudicato da coglioni.

È molto meglio osare cose straordinarie, vincere gloriosi trionfi, anche se screziati dall'insuccesso, piuttosto che schierarsi tra quei poveri di spirito che non provano grandi gioie né grandi dolori, perché vivono nel grigio e indistinto crepuscolo che non conosce né vittorie né sconfitte. (...) Non è il critico che conta, né l'individuo che indica come l'uomo forte inciampi, o come avrebbe potuto compiere meglio un'azione. L'onore spetta all'uomo che realmente sta nell'arena, il cui viso è segnato dalla polvere, dal sudore, dal sangue; che lotta con coraggio; che sbaglia ripetutamente, perchè non c'è tentativo senza errori e manchevolezze; che lotta effettivamente per raggiungere l'obiettivo; che conosce il grande entusiasmo, la grande dedizione, che si spende per una giusta causa; che nella migliore delle ipotesi conosce alla fine il trionfo delle grandi conquiste e che, nella peggiore delle ipotesi, se fallisce, almeno cade sapendo di aver osato abbastanza. Dunque il suo posto non sarà mai accanto a quelle anime timide che non conoscono né la vittoria, né la sconfitta. Franklin Delano Roosevelt

Cari signori, io ho iniziato a destare le coscienze 20 anni prima di Beppe Grillo e nulla è successo. Io non cercavo gli onesti, ma le vittime del sistema, per creare una rivoluzione culturale…ma un popolo di “coglioni” sarà sempre governato ed amministrato da “coglioni”.

"Il popolo cornuto era e cornuto resta: la differenza è che il fascismo appendeva una bandiera sola alle corna del popolo e la democrazia lascia che ognuno se l'appenda da sé, del colore che gli piace, alle proprie corna... Siamo al discorso di prima: non ci sono soltanto certi uomini a nascere cornuti, ci sono anche popoli interi; cornuti dall'antichità, una generazione appresso all'altra...- Io non mi sento cornuto - disse il giovane - e nemmeno io. Ma noi, caro mio, camminiamo sulle corna degli altri: come se ballassimo..." Leonardo Sciascia dal libro "Il giorno della civetta". 

Un chierico medievale si imbatté in un groviglio di serpi su cui spiccava un ramarro che già da solo sarebbe bastato a spaventarlo. Tuttavia, confrontata a quelle serpeggianti creature, la bestiola gli parve graziosa ed esclamò: «Beati monoculi in terra caecorum», nella terra dei ciechi anche l’orbo è re. 

Noi siamo quello che altri hanno voluto che diventassimo. Quando esprimiamo giudizi gratuiti, cattivi ed illogici lo facciamo con la nostra bocca ma inconsapevolmente per volontà di altri. Lo facciamo in virtù di quanto ricevuto: dall’educazione familiare, dall’istruzione di regime, dall’indottrinamento politico e religioso, dall’influenza mediatica. Niente è farina del nostro sacco. Se ci basassimo solo sulle nostre esperienze staremmo solo zitti, sapendo che nessuno sarebbe capace e disposto ad ascoltarci.

In una Italia dove nulla è come sembra, chi giudica chi è onesto e chi no?

Lo hanno fatto i comunisti, i dipietristi, i leghisti, i pentastellati. Lor signori si son dimostrati peggio degli altri e comunque servitori dei magistrati. E se poi son questi magistrati a decidere chi è onesto e chi no, allora se tutti stanno dalla parte della ragione, io mi metto dalla parte del torto.

Ognuno di noi, anziché migliorarsi, si giova delle disgrazie altrui. Non pensando che a cercar l’uomo onesto con il lanternino si perde la ragione. Ma anche a cercarlo con la lanterna di Diogene si perde la retta via. Diogene di Sinope (in greco antico Διογένης Dioghénes) detto il Cinico o il Socrate pazzo (Sinope, 412 a.C. circa – Corinto, 10 giugno 323 a.C.) è stato un filosofo greco antico. Considerato uno dei fondatori della scuola cinica insieme al suo maestro Antistene, secondo l'antico storico Diogene Laerzio, perì nel medesimo giorno in cui Alessandro Magno spirò a Babilonia. «[Alessandro Magno] si fece appresso a Diogene, andandosi a mettere tra lui e il sole. "Io sono Alessandro, il gran re", disse. E a sua volta Diogene: "Ed io sono Diogene, il cane". Alessandro rimase stupito e chiese perché si dicesse cane. Diogene gli rispose: "Faccio le feste a chi mi dà qualcosa, abbaio contro chi non dà niente e mordo i ribaldi."» (Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, Vita di Diogene il Cinico, VI 60). Diogene aveva scelto di comportarsi, dunque, come "critico" pubblico: la sua missione era quella di dimostrare ai Greci che la civiltà è regressiva e di dimostrare con l'esempio che la saggezza e la felicità appartengono all'uomo che è indipendente dalla società. Diogene si fece beffe non solo della famiglia e dell'ordine politico e sociale, ma anche delle idee sulla proprietà e sulla buona reputazione. Una volta uscì con una lanterna di giorno. Questi non indossava una tunica. Portava come solo vestito un barile ed aveva in mano una lanterna. "Diogene! - esclamo Socrate - con quale nonsenso tenterai di ingannarci oggi? Sei sempre alla ricerca, con questa lanterna, di un uomo onesto? Non hai ancora notato tutti quei buchi nel tuo barile?". Diogene rispose: "Non esiste una verità oggettiva sul senso della vita". A chi gli chiedeva il senso della lanterna lui rispondeva: "cerco l'uomo!". “... (Diogene) voleva significare appunto questo: cerco l’uomo che vive secondo la sua più autentica natura, cerco l’uomo che, aldilà di tutte le esteriorità, le convenzioni o le regole imposte dalla società e aldilà dello stesso capriccio della sorte e della fortuna, ritrova la sua genuina natura, vive conformemente a essa e così è felice."

Aste e usura: chiesta ispezione nei tribunali di Taranto e Potenza. Interrogazione dei Senatori Cinque Stelle: “Prassi illegali e vicende inquietanti”, titola “Basilicata 24” nel silenzio assordante dei media pugliesi e tarantini.

Da presidente dell’ANPA (Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati) già dal 2003, fin quando mi hanno permesso di esercitare la professione forense fino al 2006, mi sono ribellato a quella realtà ed ho messo in subbuglio il Foro di Taranto, inviando a varie autorità (Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Taranto, Procura della Repubblica di Taranto, Ministro della Giustizia) un dossier analitico sull’Ingiustizia a Taranto e sull’abilitazione truccata degli avvocati. Da questo dossier è scaturita solo una interrogazione parlamentare di AN del Senatore Euprepio Curto (sol perché ricoprivo l’incarico di primo presidente di circolo di Avetrana di quel partito). Eccezionalmente il Ministero ha risposto, ma con risposte diffamatorie a danno dell’esponente. Da allora e per la mia continua ricerca di giustizia come Vice Presidente provinciale di Taranto dell’Italia dei Valori (Movimento da me lasciato ed antesignano dei 5 Stelle, entrambi a me non confacenti per mia palese “disonestà”) e poi come presidente nazionale dell’Associazione Contro Tutte le Mafie, sodalizio antimafia riconosciuto dal Ministero dell’Interno, per essermi permesso di rompere l’omertà, gli abusi e le ingiustizie, ho subito decine di procedimenti penali per calunnia e diffamazione, facendomi passare per mitomane o pazzo, oltre ad inibirmi la professione forense. Tutte le mie denunce ed esposti e la totalità dei ricorsi presentati a tutti i Parlamentari ed alle autorità amministrative e politiche: tutto insabbiato, nonostante la mafiosità istituzionale è sotto gli occhi di tutti.

I procedimenti penali a mio carico sono andati tutti in fumo, non riuscendo nell’intento di condannarmi, fin anche a Potenza su sollecitazione dei denuncianti magistrati.

Il 3 ottobre 2016, dopo un po’ di tempo che mancavo in quel di Taranto, si apre un ulteriore procedimento penale a mio carico per il quale già era intervenuta sentenza di assoluzione per lo stesso fatto. Sorvolo sullo specifico che mi riguarda e qui continuo a denunciare alla luna le anomalie, così già da me riscontrate molti anni prima. Nei miei esposti si parlava anche di mancata iscrizione nel registro generale delle notizie di reato e di omesse comunicazioni sull’esito delle denunce.

L’ufficio penale del Tribunale è l’ombelico del disservizio. Non vi è traccia degli atti regolarmente depositati, sia ufficio su ufficio (per le richieste dell’ammissione del gratuito patrocinio dall’ufficio del gratuito patrocinio all’ufficio del giudice competente), sia utenza su ufficio per quanto riguarda in particolare la lista testi depositata dagli avvocati nei termini perentori. Per questo motivo è inibito a molti avvocati percepire i diritti per il gratuito patrocinio prestato, non essendo traccia né delle istanze, né dei decreti emessi. Nell’udienza del 3 ottobre 2016, per gli avvocati presenti, al disservizio si è provveduto con una sorta di sanatoria con ripresentazione in udienza di nuove istanze di ammissione di Gratuito patrocinio e di nuove liste testi (fuori tempo massimo); per i sostituiti avvocati, invece, ogni diritto è decaduto con pregiudizio di causa. Non un avvocato si è ribellato e nessuno mai lo farà, perché mai nessuno in quel foro si è lamentato di come si amministra la Giustizia e di come ci si abilita. Per quanto riguarda la gestione degli uffici non si può alludere ad una fantomatica mancanza di personale, essendo l’ufficio ben coperto da impiegate, oltretutto, poco disponibili con l’utenza.

Io ho già dato per fare casino, non foss’altro che ormai sono timbrato tra i tarantini come calunniatore, mitomane o pazzo, facendo arrivare la nomea oltre il Foro dell’Ingiustizia.

La presente, giusto per rendere edotti gli ignoranti giustizialisti e sinistroidi in che mani è la giustizia, specialmente a Taranto ed anche per colpa degli avvocati.

L'UOMO CYBORG.

ESSERE UMANI di Giorgio Mottola - Scienza. Collaborazione di Alessia Marzi. Report Puntata del 2 aprile 2018. Sta per iniziare l’era dell’Uomo Cyborg. La tecnologia non sarà più intorno a noi ma dentro di noi. Già oggi chip sottopelle consentono di sostituire chiavi, badge e carte di credito. Con la sola forza del pensiero, grazie a sensori a contatto con il cervello, è possibile far muovere oggetti e guidare automobili. E c’è anche chi non si accontenta di avere solo cinque sensi, e attraverso modificazioni del proprio corpo è in grado di percepire i terremoti e avvertire i cambiamenti meteorologici. Ma sull’Uomo Cyborg non scommettono solo la medicina e le università: Google, Facebook, Amazon e Elon Musk da tempo sviluppano progetti per integrare computer e cervello umano. Quali rischi corriamo se una tecnologia in grado di modificare il corpo e la biologia umana risponde alle logiche del marketing?

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Finora l'evoluzione umana ha seguito i tempi lenti della natura. Dopo la comparsa sulla Terra dei primati ci abbiamo messo decine di milioni di anni per imparare a camminare su due piedi. La vista, l’udito, l’olfatto e tutti gli organi di un essere vivente sono il risultato di un processo evolutivo che ha richiesto miliardi di anni. Pensavamo che l’evoluzione fosse da tempo giunta a compimento. E invece forse siamo all’inizio di una nuova trasformazione dell’essere umano.

HANNES SJÖBLAD - BIOHACKER - EPICENTER. È come se noi vivessimo all’interno di un burqa. Questo è il nostro universo sensoriale; cerchiamo di percepire il mondo, di capirlo, ma siamo bloccati all’interno di questa prigione.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. E se il corpo è concepito come un limite, allora quel limite va superato. Per questo l’uomo ha iniziato ad applicare la tecnologia su sé stesso per modificare e migliorare il proprio corpo e la propria biologia. Il risultato è un uomo che ha più di cinque sensi, ha braccia e gambe robotiche, possiede più forza e un’intelligenza potenziata. Un uomo che è molto più di un uomo.

NEIL HARBISSON - CYBORG ARTIST. Io mi definisco un cyborg perché mi sono unito fisicamente e biologicamente alla cibernetica, io non uso e non indosso la tecnologia, io sono la tecnologia.

SIGFRIDO RANUCCI IN STUDIO. Sembra un mattacchione e probabilmente lo è anche. Il problema qual è? Che un governo nazionale gli ha creduto e praticamente lo ha riconosciuto di fatto come il primo uomo cyborg della storia dell’umanità. Sembrava fantascienza, ci siamo dentro. Cyborg è l’unione tra cibernetico e umano. E questa sarà una rivoluzione epocale che non faticherà neanche tanto ad attecchire perché c’è un’intera generazione che è nata a metà degli anni Settanta ed è cresciuta tra i cyborg, vedendo i film con RoboCop, con Edward mani di forbice, la saga di Guerre Stellari. O cresciuta leggendo i romanzi di William Gibson, con la protagonista Molly, la guardia del corpo con poteri eccezionali, straordinari. Oppure leggendo la Compagnia del Tempo di Kage Baker dove c’era un’azienda che proponeva la vendita dell’immortalità. L’inchiesta di questa sera è un’iniezione di fiducia e di speranza, di entusiasmo perché vedremo tecnologie che sono in grado di restituire gambe, mani, braccia, udito, vista e anche facoltà del cervello a chi le ha perse. Questo da una parte, dall’altra, però, pone degli interrogativi. Se queste tecnologie uscissero dai laboratori e finissero nelle mani di chi fa marketing o peggio ancora di chi ambisce a creare il super uomo? Cosa accadrebbe? Sembra fantascienza eppure c’è già chi ci sta lavorando. Facebook ed Elon Musk stanno sviluppando progetti sul cervello in grado di leggere il pensiero. Ecco, cosa risponderemmo se un domani qualcuno ci chiedesse di mettere nel cervello questo microchip? Per rispondere in maniera consapevole dovremmo conoscere i rischi. Ecco, mentre ci pensiamo, c’è una nazione che li sta già usando. Il nostro Giorgio Mottola.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Da quasi vent’anni anche cani e gatti hanno dovuto iscriversi a un’anagrafe. Ma se noi la carta d’identità la portiamo in tasca, loro ce l’hanno addosso.

FRANCESCA BELLINI - VETERINARIA ASL ROMA1. Adesso io impianto il microchip nell’animale, quindi sotto cute. Ecco. Allora, adesso io vado a leggere il numero di microchip con questo lettore.

GIORGIO MOTTOLA. Quindi questa è un po’ come se fosse la carta d’identità dell’animale.

FRANCESCA BELLINI - VETERINARIA ASL ROMA1. Sì, la carta d’identità dell’animale collegata al suo proprietario.

GIORGIO MOTTOLA. E lei questo microchip se lo metterebbe addosso?

FRANCESCA BELLINI - VETERINARIA ASL ROMA1. No.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. In Svezia a questa stessa domanda alcune migliaia di persone hanno risposto: perché no! Questa è la stazione centrale di Stoccolma. I pendolari svedesi però sono diversi da qualsiasi altro pendolare del mondo.

GIORGIO MOTTOLA. Quindi lei ha un chip impiantato nella mano? Ce lo può mostrare?

BEATRICE ALVOLIN. Certo, puoi toccarlo se vuoi.

GIORGIO MOTTOLA. E quindi come funziona?

BEATRICE ALVOLIN. Funziona con l’app delle ferrovie. Mi sono registrata e così qua.

BEATRICE ALVOLIN. Sono molto disordinata.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. E così quando passa il controllore, avvicina il lettore alla mano e verifica che il biglietto sia valido. Le ferrovie dello stato svedesi sono state le prime società di trasporto pubblico del pianeta a sperimentare la tecnologia dei chip impiantabili.

STEPHAN RAY - PORTAVOCE SJ FERROVIE SVEDESI. Sono stati i passeggeri a chiederci di poter usare il chip come un biglietto e noi abbiamo pensato che fosse un’idea fantastica.

GIORGIO MOTTOLA. Oggi quanti passeggeri usano il chip sottopelle?

STEPHAN RAY - PORTAVOCE SJ FERROVIE SVEDESI. Oggi, circa 2200. Ogni mese se ne aggiunge un centinaio. GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. La rivoluzione del chip è partita da questo palazzo di Stoccolma, si chiama Epicenter, è un mega coworking dove hanno la propria postazione di lavoro giovani svedesi e grandi aziende come Google.

JOWAN ÖSTERLUND - BIOHAX. La porta è chiusa. Passo qui il mio chip ed è aperto… più veloce, più semplice, più conveniente.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Con il chip sottopelle è possibile accedere ai computer, attivare le stampanti e pagare al bar self service.

JOWAN ÖSTERLUND - BIOHAX. Se vuoi prendere una bibita in caffetteria… Semplicemente, ti logghi dentro, prendi quello che vuoi da bere, lo scansioni ed è pagato.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Jowan Österlund è il fondatore di Biohax, una società che ha sede dentro ad Epicenter e si è specializzata nell’impianto di microchip.

JOWAN ÖSTERLUND - BIOHAX. Si prepara l’area disinfettandola. Quando è pulita, tutto ciò che bisogna fare è sollevare la pelle… fai un respiro… e… Ecco fatto, per impiantare il chip serve meno di un secondo.

GIORGIO MOTTOLA. Le ha fatto male?

UOMO. No, affatto. Neanche un po’ dolore. Niente a che vedere con il piercing.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Questi chip sono l’evoluzione di quelli impiantati negli animali. Sono fatti di bioglass ed emettono un segnale Nfc, una tecnologia wireless, contenuta in tutti gli smartphone, che consente di trasmettere dati solo a distanze molto ravvicinate.

HANNES SJÖBLAD - BIOHACKER - EPICENTER. Puoi usarlo per sostituire le carte fedeltà e le tessere sconti dei negozi. Oppure puoi caricare dei file dentro al tuo chip, usarlo come se fosse una penna Usb. E ad esempio puoi metterci dentro i tuoi dati personali e sanitari. Inoltre posso usare il chip al posto di una password: invece di digitare il pin, avvicini la mano e il telefono si sblocca. Per i più nerd, si può usare anche per far partire l’auto. Ma la cosa veramente importante è che attraverso il chip sottopelle rendi il tuo corpo una parte dell’Internet delle cose.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Ma c’è già chi si è pentito. Come Andreas: qualche tempo fa è stato il primo uomo al mondo a prendere un aereo usando il suo chip sottopelle al posto della carta d’imbarco.

ANDREAS SJÖSTRÖM - VICEPRESIDENTE SOGETI. Io penso che sia pericoloso utilizzare questi strumenti, senza aver fatto prima sufficienti test per capire se davvero non fanno male alla salute umana. Inoltre, ci sono tutta una serie di problemi riguardo alla privacy. Non sappiamo se gli utenti hanno davvero il pieno controllo dei dati prodotti con il chip.

GIORGIO MOTTOLA. Immagino che lei si sia fatto rimuovere il chip.

ANDREAS SJÖSTRÖM - VICEPRESIDENTE SOGETI. No, è qui, vede… può sentirlo, ce l’ho ancora. Per rimuoverlo bisogna fare un intervento chirurgico.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Negli Stati Uniti, dove la Food and Drug Administration ha autorizzato l’utilizzo dei microchip in ambito sanitario, pochi anni fa si tennero molte proteste pubbliche. Il timore generale più grande è che il chip possa presto trasformarsi nel più invasivo degli strumenti di controllo sociale e individuale.

JOWAN ÖSTERLUND - BIOHAX. Se da me domani venisse Google e mi dicesse ti do 100 milioni di dollari ma devi darmi la possibilità di tracciare le informazioni e i dati di tutte le persone che hanno un chip, io direi: no! Noi ci limitiamo a dare alle persone una scelta in più ed è per questo che lavoriamo solo con aziende che condividono i nostri valori.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. E cresce ogni giorno il numero di aziende nel mondo che si rivolge a società come Biohax. L’idea di applicare addosso ai lavoratori una tecnologia l’ha avuta anche Amazon, che poche settimane fa ha presentato un brevetto per un bracciale, indossabile e quindi rimovibile, che traccia i movimenti degli operai e li guida nelle operazioni di recupero della merce. Braccialetti e chip potrebbero essere presto oggetti di uso quotidiano nei luoghi di lavoro.

HANNES SJÖBLAD - BIOHACKER - EPICENTER. La tecnologia dei chip esiste ed è destinata a espandersi. Per questo penso che sia fantastico che abbiano iniziato a occuparsene biohacker e attivisti. Perché controbilanciano governi nazionali e multinazionali. Come diciamo nel mondo biohacker, ci sono due ragioni per cui devi capire le nuove tecnologie. La prima: perché è utile capire come funzionano. La seconda è che devi capire come può essere usato contro di te, dal momento che sicuramente lo sarà.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Ma il chip sottopelle non è che l’inizio di una trasformazione del corpo e della biologia umana cui da anni stanno lavorando scienziati e biohacker come Hannes. Lo scopo è accelerare e modificare l’evoluzione umana. Vale a dire potenziare, attraverso la tecnologia, le attuali abilità dell’essere umano e crearne di nuove. Insomma stravolgere e superare il disegno che la natura ha disposto per noi uomini.

SIGFRIDO RANUCCI IN STUDIO. Se abbiamo dei limiti, un motivo probabilmente ci sarà. Certo è che se infili nel tuo corpo un oggetto che è connesso, è facile che possa diventare uno strumento di controllo, o addirittura di manipolazione. E questo a nostra insaputa. L'ex vicepresidente degli Stati Uniti, Dick Cheney, uno che le informazioni ce l’ha e anche di prima mano, ha dichiarato che nel 2007 ha ritirato, ha cambiato il suo pacemaker con uno che era in modalità priva di wireless. Questo perché temeva che potesse essere hackerato. Pochi mesi fa, a distanza di 10 anni, la Food and Drug Administration ha richiamato la bellezza di mezzo milione di pacemaker perché li riteneva poco sicuri e soggetti a possibili attacchi cibernetici che potessero modificare il ritmo del battito cardiaco. E poi c’è il caso di questi giorni, di Cambridge Analitica, di cui noi di Report avevamo parlato la bellezza di un anno fa. Ha avuto un ruolo nelle elezioni di Trump e anche nella scelta pro-Brexit. Ha preso, ha utilizzato i profili Facebook degli utenti, ha creato un software e ha condizionato le loro scelte elettorali. È stata anche in contatto, ha lavorato anche con i partiti italiani, ma non ricordano quali. Allora, Washington, Londra, Bruxelles e la nostra Agcom, chiedono spiegazioni a Zuckerberg. Il quale però ha detto “scusate, abbiamo sbagliato. Amici come prima, andiamo avanti”. Quello che abbiamo capito però è che non possiamo farci trovare impreparati. Il cambiamento è epocale e stiamo parlano della manipolazione del corpo. E sono arrivati laddove pensavamo non si potesse arrivare: a leggere e modificare il pensiero. Il progetto si chiama Brain Computer Interface, interfaccia computer cervello. La tecnologia è benedetta quando serve a colmare un handicap che ti lascia la natura o il fato. Invece quando serve a creare un super operaio, un super soldato o addirittura il super uomo?

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. All’Istituto italiano di tecnologia, da anni lavorano alla realizzazione e al perfezionamento di protesi robotiche. E questo, al momento, è il prototipo di mano bionica più avanzato e sofisticato al mondo.

LORENZO DE MICHIELI - RESPONSABILE LABORATORIO CONGIUNTO IIT INAIL. Sostanzialmente si connette con il sistema nervoso periferico dell’uomo in modo non invasivo attraverso due sensori mioelettrici di superficie che vanno a percepire il potenziale di superficie dei muscoli residui del moncone.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Per cui quando si contraggono, come accade ogni qual volta muoviamo la nostra mano, il movimento viene trasmesso alla mano robotica.

GIORGIO MOTTOLA. Io contraggo i muscoli qui, faccio questo movimento e la mano si chiude. Mi rilasso e la mano si apre.

LORENZO DE MICHIELI - RESPONSABILE LABORATORIO CONGIUNTO IIT INAIL. La cosa oltretutto interessante è che la mano si chiude tanto più forte quanto più l’operazione, la contrazione muscolare viene eseguita. La mano può prendere oggetti molto diversi. L’oggetto di una forma molto complicata e difficile e la mano…

GIORGIO MOTTOLA. Eppure riesce a prenderlo. E la presa quanto è forte? Proviamo con la bottiglia.

LORENZO DE MICHIELI - RESPONSABILE LABORATORIO CONGIUNTO IIT INAIL. La presa è forte se stringi a sufficienza i muscoli…

GIORGIO MOTTOLA. Io riesco ad aprire?

LORENZO DE MICHIELI - RESPONSABILE LABORATORIO CONGIUNTO IIT INAIL. Sì.

GIORGIO MOTTOLA. Riesco ad aprire la bottiglia sul serio!

LORENZO DE MICHIELI - RESPONSABILE LABORATORIO CONGIUNTO IIT INAIL. Si, si… e caspita! E come no.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. E sono già decine nel Paese le persone che usano da anni modelli simili di mani robotiche.

MIRKO MEINI. Ci faccio tutto, la indosso dalla mattina e me la tolgo la sera prima di andare a letto.

GIORGIO MOTTOLA. La sente come un corpo estraneo?

MIRKO MEINI. Come parte di me. Come, non so, un paio di scarpe, un paio di occhiali, un orologio. Uno senza, non esce.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. La mano bionica di Mirko è stata realizzata dall’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, dove hanno messo a punto anche prototipi di gambe robotiche.

NICOLA VITIELLO – ISTITUTO DI BIOROBOTICA SCUOLA SUPERIORE SANT’ANNA. Immagina di avere dei sensori che sono simili a quelli che hai nel tuo cellulare, no? Se tu inclini il cellulare, il cellulare capisce come è inclinato. E di metterli in alcune parti critiche del corpo. Per esempio se io sto fermo e sto in appoggio bipodale, quindi su entrambi i piedi, il robot lo sa, la protesi lo sa. Come inizio il movimento, i sensori veicolano questa informazione, la protesi che cosa fa? Capisce che in quel particolare momento deve flettere il ginocchio, oppure deve estendere il ginocchio, oppure deve muovere la caviglia.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. In questa ibridazione tra uomini e robotica, mani e gambe non sono che il primo passo. Nella nostra vita quotidiana potrebbero presto fare la loro comparsa gli esoscheletri, robot che si indossano e consentono di sostituire, migliorare o potenziare i movimenti del corpo umano.

LORENZO DE MICHIELI - RESPONSABILE LABORATORIO CONGIUNTO IIT INAIL. Ogni volta che il busto viene portato in avanti, la macchina compie un passo e quindi è un movimento a pendolo del busto abbastanza simile a quello che normalmente abbiamo in una camminata naturale. Nel momento in cui invece la macchina è necessario che si fermi, allora il busto va riportato indietro e la macchina poi pareggia il passo in una posizione di equilibrio.

GIORGIO MOTTOLA. Quindi una persona paraplegica o che ha semplicemente difficoltà a usare le gambe, grazie a questo esoscheletro è in grado di camminare da sola?

LORENZO DE MICHIELI - RESPONSABILE LABORATORIO CONGIUNTO IIT INAIL. Si, esattamente, è in grado di camminare da sola con una certa fluidità.

GIORGIO MOTTOLA. Un esoscheletro di questo tipo, potrebbe anche aumentare enormemente la velocità di una persona?

LORENZO DE MICHIELI - RESPONSABILE LABORATORIO CONGIUNTO IIT INAIL. Altri tipi di oggetti che hanno una radice comune possono essere derivati per fare compiti in realtà molto diversi.

VIDEO PROMOZIONALE DARPA - DEFENSE ADVANCED RESEARCH PROJECTS AGENCY. Stiamo costruendo un mondo in cui la fantascienza sta diventando realtà. Costruisci l’esoscheletro e il resto seguirà. Affidarsi solo al corpo umano può voler dire solo scegliere fra l’esito della missione e la sicurezza. Ma se si integra l’innovazione con il corpo umano, si ottiene un potenziale inarrestabile. L’unione tra sicurezza e potenziamento umano. Una nuova era dei sistemi di protezione militare è arrivata.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Questo è il video promozionale dell’esoscheletro del Darpa, il dipartimento di sperimentazione tecnologica dell’esercito americano che ha un budget di oltre 3 miliardi di euro all’anno. L’esoscheletro, costato circa 80 milioni di euro, consente, attraverso i motori posti nelle giunture, di aumentare la velocità, e di portare sulle spalle, senza sforzi, pesi superiori ai 60 chili. Potenzia le prestazioni del soldato e la sua protezione contro attacchi nemici. Insomma, trasforma l’uomo in un supersoldato.

VIDEO PROMOZIONALE DARPA - DEFENSE ADVANCED RESEARCH PROJECTS AGENCY. Il futuro è adesso.

NICOLA VITIELLO – ISTITUTO DI BIOROBOTICA SCUOLA SUPERIORE SANT’ANNA. Anche nel caso di questi programmi recenti fatti dal Darpa era più per aiutare il soldato in compiti di logistica. C’è stato un programma in particolare negli anni 2000 sul trasporto di un backpack, di uno zaino per aiutare il soldato a portare il proprio zaino, facendo meno fatica essenzialmente.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. In attesa che il supersoldato faccia la sua comparsa nei campi di battaglia, è già realtà invece il superoperaio. Per competere con i robot in fabbrica, è l’operaio stesso che si robotizza, indossando esoscheletri che facilitino le sue mansioni e migliorino le sue prestazioni.

NICOLA VITIELLO – ISTITUTO DI BIOROBOTICA SCUOLA SUPERIORE SANT’ANNA. Facciamo che io voglia aiutare una persona che lavora per molta parte del tempo con le braccia in alto, va bene? Mi stanco perché i muscoli che tengono su le mie braccia sono continuamente sollecitati. Ci sono lavori in cui una persona solleva due o tre chili ma lo fa 50 volte al giorno. È chiaro che un lavoro del genere alla lunga porta il mal di schiena.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. E se finora la nostra paura era solo che i robot ci rubassero il lavoro, nel futuro prossimo dovremo fare i conti anche con l’ipotesi che attraverso i robot potremo restare a lavoro molto più a lungo.

NICOLA VITIELLO – ISTITUTO DI BIOROBOTICA SCUOLA SUPERIORE SANT’ANNA. Per me sarebbe più opportuno trovare un modo per non arrivare a lavorare a 65 anni. Ma se non c’è alternativa? Bisogna fare in modo e maniera che chi è costretto a rimanere a lungo o più a lungo a lavorare possa farlo garantendosi delle condizioni ergonomiche migliori.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Sono diverse le industrie italiane che hanno adottato questo nuovo strumento per i propri operai e tra queste vi è Fca, che ha introdotto tre esoscheletri nello stabilimento di Melfi.

MAURIZIO LANDINI - SEGRETARIO CONFEDERALE CGIL. Si tratta di capire perché e con quale finalità vengono utilizzate queste cose. Perché se l’obiettivo è quello di utilizzarlo non per migliorare semplicemente la condizione di lavoro o rendere meno faticoso il lavoro, ma in prospettiva studiando i movimenti della persona anche per togliere il lavoratori e sostituirli è chiaro che non è la stessa cosa.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. A Siena, nella Sala del Mappamondo del Palazzo Pubblico, Simone Martini realizzò la Maestà. Il capolavoro colpisce per un particolare misterioso che riguarda San Crescenzio. Il santo è infatti rappresentato con sei dita. Settecento anni dopo, nell’università di Siena, leader nel campo della robotica, hanno studiato e realizzato il sesto dito.

GIORGIO MOTTOLA. Simone Martini l’ha disegnato e lei il sesto dito l’ha realizzato?

DOMENICO PRATTICHIZZO - PROFESSORE DI ROBOTICA – UNIVERSITÀ DI SIENA. Sì, c’è una corrispondenza perfetta tra il passato e il futuro dell’umanità.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Il sesto dito è stato progettato con l’intenzione di aiutare persone che non hanno più la piena funzionalità della mano.

ALESSANDRO BONDI - ESPERTO TECNOLOGIE ASSISTIVE. È un’appendice del mio braccio che per colpa dell’ictus si è… ha iniziato a non collaborare a non...

GIORGIO MOTTOLA. A non funzionare come dovrebbe.

ALESSANDRO BONDI - ESPERTO TECNOLOGIE ASSISTIVE. Bravissimo. Con un impulso della fronte posso chiudere il dito.

DOMENICO PRATTICHIZZO - PROFESSORE DI ROBOTICA – UNIVERSITÀ DI SIENA. Nel caso dell’uomo abile, l’utilizzo del sesto dito robotico è veramente aumentativo. Cioè io veramente creo un superuomo. Io grazie al sesto dito riesco ad avvicinarmi a quest’oggetto e creare una presa che era anatomicamente impossibile. Se io dovessi bere dell’acqua da questa bottiglietta, io potrei tenere questa mano impegnata in altre task, e quindi utilizzare solamente la mano destra aumentata con il sesto dito, per afferrare la bottiglia come sto facendo in questo istante, chiudersi e realizzare questa presa unnare. A questo punto io libero ancora il mio pollice e il mio indice e riesco ad aprire la bottiglia tranquillamente e a bere.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Ma per potenziare il corpo umano e, soprattutto per ripristinare facoltà del corpo bloccate o danneggiate, c’è un’altra strada che il mondo scientifico sta percorrendo da tempo e inizia a dare i primi risultati miracolosi: connettere il computer direttamente al cervello. Lina è stata colpita in quinta elementare da una malattia alla retina che l’ha resa oggi completamente cieca.

LINA COLOMBI. Senza occhiali riesco solo a distinguere giorno e notte.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Quelli di Lina non sono occhiali qualunque. Sono collegati a un microchip impiantato all’interno della retina e collegato al nervo ottico tramite questi minuscoli elettrodi.

LINA COLOMBI. Con gli occhiali, vedo più luce, vedo più ombre, più sagome.

MAURA ARSIERO - DIRECTOR BUSINESS DEVELOPMENT SECOND SIGHT. Abbiamo questi occhiali che hanno una piccola telecamera. Questa telecamera diventa l’occhio del paziente.

GIORGIO MOTTOLA. Questa qui al centro?

MAURA ARSIERO - DIRECTOR BUSINESS DEVELOPMENT SECOND SIGHT. Questa al centro, questa rotonda. L’informazione viene trasmessa a questo piccolo computer e trasformata in impulso elettrico viene spedita agli elettrodi veri e propri.

GIORGIO MOTTOLA. Quindi praticamente le immagini girate con questa telecamera vengono inviate dentro al cervello?

MAURA ARSIERO - DIRECTOR BUSINESS DEVELOPMENT SECOND SIGHT. Si, semplificando molto le cose è quello che succede.

VALENTINA CARBONE – SECOND SIGHT. Aspetta Lina che te le costruisco.

LINA COLOMBI. Allora, c’è un’orizzontale, una verticale, un’orizzontale. Allora sarà solo la l. Lo dico sempre incerta perché mi sento tesa!

VALENTINA CARBONE – SECOND SIGHT. Non ti emozionare!

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Gli strumenti che consentono di connettere il computer al cervello si chiamano Brain Computer Interface, interfaccia cervello-macchina. Ed è in luoghi come questi, il Wyss Centre di Ginevra, che si stanno gettando le basi di un futuro che finora abbiamo visto solo nei film di fantascienza.

JOHN DONOGHUE - DIRETTORE WYSS CENTER GINEVRA. La Brain Computer Interface consente di far comunicare il cervello con il mondo esterno. Funziona tramite apparecchi elettronici che sono in grado di monitorare l’attività cerebrale e capire cosa sta facendo esattamente il cervello.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Connettendo il cervello al computer, qui al Wyss Center, è possibile assistere a eventi straordinari come questo. Una donna paraplegica da più di 30 anni riesce a muovere un braccio robotico solo con la forza del pensiero.

JOHN DONOGHUE - DIRETTORE WYSS CENTER GINEVRA. Sembra magia, ma non lo è. Se il computer è in grado di capire che una persona sta pensando di muovere un oggetto, è sufficiente concentrarsi e pensare il movimento. Il computer analizza l’attività cerebrale e la traduce.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. E il problema più grande è proprio capire il linguaggio del cervello. Se le lingue umane si basano su lettere o segni grafici, l’alfabeto del cervello è composto dagli impulsi elettrici dei neuroni: a ogni azione o pensiero corrisponde una determinata sequenza di neuroni che si accendono e si interconnettono elettricamente con altri neuroni. La difficoltà deriva dal fatto che ci sono miliardi di interconnessioni e quando i neuroni comunicano tra loro lo fanno a una velocità impressionante. Per compilare il dizionario lingua umana-cervello, si può usare un caschetto encefalografico come questo, che è composto da elettrodi, vale a dire microfoni che registrano l’attività dei neuroni e inviano i segnali al computer. Ma il caschetto riesce solo a captare l’attività superficiale del cervello. Lo strumento migliore è il chip impiantabile all’interno della corteccia cerebrale.

JOHN DONOGHUE - DIRETTORE WYSS CENTER GINEVRA. Noi qualche anno fa abbiamo creato questo prototipo di chip, “Neurocomm”. E poi di recente siamo riusciti a progettare questo dispositivo molto più piccolo, che si impianta dentro alla testa e non è visibile dall’esterno. Fa le stesse cose, trasmette all’esterno tutti i segnali del cervello, con cui è connesso attraverso onde radio, come un wi-fi. Ma questo funzionerà davvero solo in futuro.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Essendo ancora troppo invasivo, l’era del chip nel cervello è ancora agli albori. Ma cosa accadrebbe se questa tecnologia di questo tipo venisse usata fuori dall’ambito medico-scientifico? Se ad esempio, venisse usata dal mondo del marketing? Non stiamo parlando di fantascienza. La barriera della tecnologia applicata al cervello per scopi commerciali è stata abbattuta da anni. I pionieri italiani in questo campo sono questi due giovani imprenditori che a Bolzano hanno fondato una società dal core business molto particolare.

GIORGIO MOTTOLA. Che cosa siete in grado di leggere del cervello umano?

ANDREA BARISELLI - COFONDATORE THIMUS. Le emozioni.

GIORGIO MOTTOLA. Quindi riuscite a capire che sensazioni dà un prodotto, che emozioni dà un prodotto.

ANDREA BARISELLI - COFONDATORE THIMUS. Assolutamente sì.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Lo fanno attraverso il caschetto. Per capire come funziona, lo indossiamo e facciamo l’esperimento con una mela.

GIORGIO MOTTOLA. Attraverso questo casco, voi riuscite a capire che cosa ho provato mentre ho mangiato la mela?

ANDREA BARISELLI - COFONDATORE THIMUS. Si, in questo caso sì. Ho ottimizzato quella che è una metrica, in questo caso è il piacere, suddiviso nel tempo della tua degustazione. E quello che possiamo apprezzare è un piccolo andamento. Questo è un indice ma ne possiamo fare ovviamente moltissimi altri.

GIORGIO MOTTOLA. Oltre che sulla mela, voi riuscite a farlo con quale tipologia di prodotto?

ANDREA BARISELLI - COFONDATORE THIMUS. Qualsiasi prodotto; abbiamo fatto molto nel cioccolato, con i vini.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Thimus lavora anche nel settore della moda e dell’abbigliamento, ha avviato una collaborazione con la Boing per valutare il comfort degli aerei e con le più importanti case automobilistiche. E proprio quello delle automobili è uno dei settori più interessati a nuove modalità di utilizzo commerciale della brain computer interface. Poche settimane fa la giapponese Nissan ha presentato al mondo il primo modello di auto che si guida con il pensiero, grazie all’ausilio del caschetto elettroencefalografico. L’auto è in grado di ricevere comandi dal cervello senza l’intermediazione di mani o piedi.

BRUNO MATTUCCI - AMMINISTRATORE DELEGATO NISSAN ITALIA. Quando mi trovo di fronte a una situazione di pericolo è chiaro che il cervello prima elabora la situazione e poi agisce. Ecco, tutto questo ha dei tempi di reazione. Ebbene, se invece riesco a intercettare con un sistema l’onda cerebrale nel momento in cui mi rendo conto dell’azione di pericolo e quindi riesco ad anticipare, per così dire, tutta quella che è la catena di controllo del corpo umano, io posso intervenire in maniera molto più veloce.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Attraverso il cervello è inoltre possibile regolare la temperatura. È l’auto che legge per tutta la durata del viaggio i tuoi pensieri e capisce da sola sei hai caldo o freddo.

GIORGIO MOTTOLA. Quindi di fatto l’attività cerebrale del guidatore viene costantemente monitorata.

BRUNO MATTUCCI - AMMINISTRATORE DELEGATO NISSAN EUROPA. Sì, viene costantemente monitorata e filtrata.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. A sviluppare progetti per garantire un monitoraggio dell’attività cerebrale molto più costante ed efficace, e quindi per potenziare la brain computer interface, attraverso chip impiantabili nel cervello, ci sono altre multinazionali del calibro di Facebook. I cui progetti però sono segreti. E sappiamo solo quel po’ che lasciano filtrare.

REGINA DUGAN – CAPO DIPARTIMENTO HARDWARE FACEBOOK. Abbiamo l’obiettivo di creare un sistema capace di digitare 100 parole al minuto, vale a dire 5 volte più veloce di quanto tu possa fare oggi, scrivendo con lo smartphone. Perché lo si potrà fare direttamente con il pensiero!

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. L’altra grande corporation interessata ai chip nel cervello è Neuralink, la società di proprietà di Elon Musk, il fondatore di Tesla, che progetta di portare l’uomo su Marte. Anche in questo caso i progetti di Neuralink sono segreti ma stando a quanto ha dichiarato lo stesso Elon Musk, l’obiettivo è trovare il modo per integrare intelligenza artificiale e cervello umano.

ELON MUSK - CEO TESLA E SPACEX. Noi siamo già dei cyborg. Praticamente abbiamo superpoteri grazie al computer o allo smartphone. Ma per unirsi in modo davvero simbiotico all’intelligenza artificiale serve un’interfaccia col cervello, un collegamento diretto tra cervello e computer. Io penso che la soluzione migliore sia avere all’interno del cervello un livello di intelligenza artificiale che opera simbioticamente con te proprio come fa il tuo cervello biologico.

WALT MOSSBERG - GIORNALISTA. Ma qualcosa che richiede un intervento chirurgico?

ELON MUSK - CEO TESLA E SPACEX. No. Puoi iniettarlo nelle vene attraverso il sangue o direttamente nella giugulare. Da lì arriva velocemente ai neuroni.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Il progetto di Elon Musk è di fatto incorporare il computer, vale a dire un’intelligenza artificiale all’interno del cervello. Potenziare dunque le attività cognitive umane, ibridando, attraverso microchip, il cervello con il computer. Per capire quali sono i rischi siamo andati da luminare delle neuroscienze, Niels Birbaumer, che è uno dei pionieri della brain computer interface in Europa e continua a sviluppare questa tecnologia in ambito terapeutico.

NIELS BIRBAUMER - NEUROSCIENZIATO WYSS CENTER GINEVRA. Vuole usare queste tecniche anche nelle persone sane per aumentare la sua performance, la sua attività, i suoi pensieri. Certamente può essere un grande business. Ma non sappiamo le conseguenze negative di questo perché le conseguenze negative possono essere drammatiche, perché non abbiamo nessuna idea cosa cambia nel cervello se io ho impiantato tanti elettrodi, cambia la mia attività cerebrale. Possiamo cambiare permanente la nostra personalità con queste cose.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Sembra la trama di un film distopico, ma stiamo parlando di scenari che stanno concretamente prendendo corpo. Riuscire a indurre determinati pensieri nel cervello umano è il progetto a cui stanno lavorando centinaia di ricercatori in tutto mondo. Tra cui anche quelli dell’IIT di Genova, che però lo fanno solo a scopo terapeutico.

STEFANO PANZERI – COORDINATORE IIT ROVERETO. È una cosa che dovrebbe servire inizialmente, quando si riuscirà a sviluppare queste tecniche in maniera sicura e completa, a ridare le funzioni di base, ad esempio la vista e l’udito in casi particolari, clinici, dove si è persa la funzione dell’occhio o dell’udito ma il cervello rimane attivo. E può essere però pensata, nel termine ancora più lungo, come uno strumento per manipolare le capacità cognitive della persona.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. La loro sperimentazione consiste nell’attivare dall’esterno i neuroni e quindi condizionare i pensieri che produce il cervello.

STEFANO PANZERI – COORDINATORE IIT ROVERETO. Si introducono con delle tecniche genetiche, dei piccoli interruttori, delle proteine, che si possono attivare, quindi accendere o spegnere, possono accendere o spegnere il neurone mandando dei piccoli fasci di luce. In questo modo si induce i neuroni a dire quello che noi vogliamo fargli dire.

GIORGIO MOTTOLA. Voi in questo modo siete in grado di accendere i neuroni a vostro piacimento e farmi vedere quello che volete voi?

STEFANO PANZERI – COORDINATORE IIT ROVERETO. Esattamente. Di generare una sensazione virtuale, dove non c’è veramente l’oggetto che si vuole rappresentare.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Vale a dire si può far percepire come reale un’immagine, una sensazione, un’esperienza sebbene sia solo virtuale. Tali esperimenti, iniziati diversi anni fa, hanno già avuto un esito positivo su cavie non umane.

GIORGIO MOTTOLA. Ma è possibile riuscire a indurre qualsiasi tipo di pensiero, anche – che ne so? - una barretta di cioccolato oppure un vestito?

STEFANO PANZERI – COORDINATORE IIT ROVERETO. In teoria si riuscirà a farlo.

GIORGIO MOTTOLA. Potreste rimandare all’infinito la pubblicità nel cervello di una persona insomma?

STEFANO PANZERI – COORDINATORE IIT ROVERETO. Ci sono molte compagnie americane che si stanno muovendo con grossi investimenti perché pensano che questo sia utile per sviluppare le funzioni cognitive oltre quelle attuali.

NIELS BIRBAUMER - NEUROSCIENZIATO WYSS CENTER GINEVRA. Speriamo che la politica di regolazione, in primo luogo negli Stati Uniti, l’Fda, bloccano questo lavoro.

GIORGIO MOTTOLA. Secondo lei è il caso che questo tipo di tecnologia rimanga nei confini della scienza e della medicina?

NIELS BIRBAUMER - NEUROSCIENZIATO WYSS CENTER GINEVRA. La tecnologia del Brain Computer Interface secondo me è molto più pericolosa come la tecnologia delle bombe atomiche.

SIGFRIDO RANUCCI IN STUDIO. Il centro di ricerca avanzata della difesa degli Stati Uniti, gli stessi che hanno partorito la rete internet, tanto per capire quanto facciano sul serio, ha messo a punto un microchip da impiantare all’interno del cervello funziona un po’ come un modem e consente di comunicare all’esterno con gli apparecchi digitali. Ecco è destinato ufficialmente ai veterani rimasti disabili durante i combattimenti ma non è possibile non pensare che qualcuno possa cedere alla tentazione di usarlo anche per altri scopi. Chi sta invece investendo pesantemente su progetti che riguardano il cervello, la possibilità di leggere e modificare il pensiero, sono le spregiudicate multinazionali del web. Le stesse che hanno investito sulla genetica che indirizzata può curare o prevenire le malattie o addirittura creare una specie selezionata. E’ una miscela esplosiva se metti insieme la loro capacità di profilazione degli individui, la loro potenza economica, l’incapacità dei governi di arginarle. Anche le autority hanno le polveri bagnate arrivano quando le cose ormai son già fatte. Secondo alcuni autorevoli filosofi invece la possibilità che stia per nascere una nuova specie, una nuova razza umana c’è, la tecnologia c’è e come vedremo dopo la pubblicità non mancano nemmeno i mattacchioni in giro per il mondo.

SIGFRIDO RANUCCI IN STUDIO. Bentornati, all’inizio c’era il computer, poi il portatile poi il tablet e infine lo smartphone, a cui abbiamo ceduto i nostri dati, le nostre emozioni, la nostra memoria anche la nostra identità. Ora potrebbe cominciare un percorso inverso: la tecnologia digitale potrebbe entrare dentro di noi. Stiamo per entrare nell’era dell’uomo cyborg: metà organismo umano, metà cibernetica. C’è già una intera generazione di uomini e donne che hanno già accolto nel proprio corpo qualcosa di artificiale. Chi per necessità ha inserito un pacemaker, chi si è sparato nel seno del silicone per piacere a se stessa, per piacere agli altri o semplicemente per mettersi sul mercato. C’è chi avverte il proprio corpo e i propri sensi come una prigione, e per liberarsi li potenzia ... Magari cominciando con connettere il cervello a internet, oppure con la sola forza del pensiero muovere un braccio che si trova dall’ altra parte dell’oceano.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Nel 2005 Kevin Warwick, professore universitario di cibernetica ha condotto un esperimento unico al mondo. Standosene seduto a New York, in una stanza della Columbia University, è riuscito a muovere solo con la forza del pensiero, una mano robotica che si trovava a 5mila chilometri di distanza, a Londra.

KEVIN WARWICK – PROFESSORE CIBERNETICA UNIVERSITÀ READING. Nel momento in cui ho mosso la mia mano a New York, dopo mezzo secondo si è mossa la mano robotica. E quando la mano robotica ha toccato un oggetto, il mio sistema nervoso lo ha percepito. In pratica il mio cervello sentiva la mano robotica come se fosse sua.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. È stato possibile perché il professor Warwick è stato il primo uomo al mondo ad essersi trasformato in un cyborg. Nel 2002 ha deciso infatti di installare all’interno del suo braccio un apparecchio elettronico connesso al suo sistema nervoso.

KEVIN WARWICK – PROFESSORE CIBERNETICA UNIVERSITÀ READING. Ho inserito cento elettrodi all’interno del mio braccio che consentivano di trasmettere wireless, all’esterno, i segnali del mio sistema nervoso.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Per molti essere dei semplici homo sapiens non è più sufficiente. L’obiettivo è modificare, potenziare, accelerare il corso dell’evoluzione umana.

HANNES SJÖBLAD - BIOHACKER - EPICENTER. Per esempio, le aquile hanno una vista migliore della nostra, i gatti ci sentono meglio e i cani hanno un olfatto superiore al nostro. È come se noi uomini vivessimo dentro a un burqa. Questo è il nostro universo sensoriale. Da qui dentro proviamo ad annusare, a vedere, sentire, proviamo a percepire il mondo, proviamo a capire il mondo con i nostri sensi, ma siamo rinchiusi all’interno di questa prigione. Come possiamo evadere? La risposta è la tecnologia.

GIORGIO MOTTOLA. Quindi il suo scopo è superare i limiti della natura umana?

HANNES SJÖBLAD - BIOHACKER - EPICENTER. Espandere l’universo sensoriale umano: è più corretto.

GIORGIO MOTTOLA. Non pensa che se la natura ci ha dato un limite forse una ragione c’è?

HANNES SJÖBLAD - BIOHACKER - EPICENTER. L’evoluzione biologica dell’uomo non aveva altre finalità al di fuori della sopravvivenza. Sopravvivere per generazioni e basta. Ma con l’evoluzione tecnologica, noi possiamo decidere quale deve essere l’evoluzione umana. Applicando la cibernetica all’uomo, possiamo migliorare il nostro corpo proprio come si fa un aggiornamento allo smartphone.

GIORGIO MOTTOLA. Quindi sta per iniziare l’era dei cyborg?

HANNES SJÖBLAD - BIOHACKER - EPICENTER. Ci siamo già dentro.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. E ci siamo talmente dentro che in tanti hanno seguito l’esempio del professor Warwick. A partire da Neil Harbisson, che è il primo nella storia a essere riconosciuto come cyborg da un governo occidentale.

NEIL HARBISSON - CYBORG ARTIST. Nel 2012 ho avuto problemi con il governo britannico perché non volevano permettermi di apparire nel passaporto con addosso un apparecchio elettronico. Ma gli ho spiegato che non indosso un’antenna, io ho un’antenna. Così come ho un naso, gli occhi, ho anche un’antenna. Dopo una lunga battaglia legale, hanno, alla fine, accettato la mia spiegazione, consentendomi di apparire nel passaporto con l’antenna.

GIORGIO MOTTOLA Quindi lei si definisce un cyborg?

NEIL HARBISSON - CYBORG ARTIST. Sì, sono un cyborg perché non sono più umano al 100 per cento.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Neil ha una malattia congenita che lo costringe a vedere il mondo in bianco e nero. Per questo ha aggiunto ai suoi occhi questa antenna, dotata di un sensore che gli consente di percepire i raggi infrarossi come i gatti e i raggi ultravioletti come le renne.

NEIL HARBISSON - CYBORG ARTIST. Questa mi dà una vibrazione all’interno del cranio in base alla luce del colore, in base alla frequenza dei colori. Quando arriva la vibrazione nel cranio diventa un suono interiore. Di fatto, sento note specifiche per ogni colore. Quando l’antenna vede il colore… ecco questo è il suono del sofà…rosso. Questo è il mio maglione…

GIORGIO MOTTOLA. E questo è il suono che lei sente?

NEIL HARBISSON - CYBORG ARTIST. Sì, più o meno.

GIORGIO MOTTOLA. E l’antenna è connessa a un chip che è dentro al suo cervello?

NEIL HARBISSON - CYBORG ARTIST. L’antenna è osteointegrata. Mi sono fatto fare dei buchi all’interno del cranio. In uno c’è il chip che vibra in base ai colori e in un altro un chip connesso a Internet. Quindi posso ricevere immagini di colori da qualsiasi parte del mondo. Ora sto parlando con te ma nel frattempo sto ricevendo delle immagini dall’Australia.

GIORGIO MOTTOLA Il suo cranio è connesso a internet?

NEIL HARBISSON - CYBORG ARTIST. Si, ho un chip connesso a internet.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. L’antenna Neil se l’è fatta impiantare clandestinamente da medici e infermieri che hanno dovuto rimanere anonimi. Nessun ospedale oggi infatti autorizza interventi di questo tipo che sono messi al bando da tutte le legislazioni del mondo.

GIORGIO MOTTOLA. Non lo trova eticamente pericoloso provare a cambiare il corso dell’evoluzione naturale?

NEIL HARBISSON - CYBORG ARTIST. In realtà diventando un cyborg, mi sento molto più vicino alla natura e alle altre specie. La realtà che l’antenna mi fa percepire non è realtà virtuale. Io la chiamo realtà rivelata. Perché la tecnologia si limita a rivelare una realtà che già esiste. Come i raggi ultravioletti e infrarossi, che la nostra specie non riesce a percepire perché non abbiamo i sensi per percepirli.

GIORGIO MOTTOLA. Quindi per lei l’antenna è un senso.

NEIL HARBISSON - CYBORG ARTIST. Sì, l’antenna è un organo sensorio che mi consente di estendere la mia percezione della realtà.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Aggiungere ai cinque sensi umani, nuovi cybersensi, in termini tecnici si chiama human augmentation, potenziamento dell’essere umano. Ed è un sogno che oggi coltivano in molti. Per questo Neil ha messo in piedi la cyborg foundation e questa è la sua sede europea a Barcellona. Lo scopo della fondazione è difendere i diritti dei cyborg e aiutare le persone a trasformarsi in cyborg. La cofondatrice è Moon Ribas, un’artista catalana che il suo nuovo cybersenso lo ha impiantato nelle caviglie.

MOON RIBAS - CYBORG ARTIST. Consiste in un chip connesso via bluetooth ai sismografi online e mi consente di sentire l’attività sismica della terra attraverso vibrazioni che sento nei miei piedi. Quindi ora io sono con te a Barcellona, ma se c’è un terremoto in California o in Giappone, sento una vibrazione all’interno del mio corpo. Io lo chiamo senso sismico. Sento contemporaneamente il battito del mio cuore e il battito della Terra.

GIORGIO MOTTOLA. E quand’è che ha percepito l’ultimo terremoto?

MOON RIBAS - CYBORG ARTIST. Poco fa.

GIORGIO MOTTOLA. Era forte?

MOON RIBAS - CYBORG ARTIST. No, era debole.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Ed è all’interno di questo loft che vengono messi a punto nuovi sensi per uomini cyborg. Questi appesi al muro sono i progetti più recenti.

MOON RIBAS - CYBORG ARTIST. Questi sono dei sensori che si attaccano alle orecchie e che consentono di percepire la presenza di persone alle spalle. Quindi amplia la percezione a 360 gradi. Questo invece è un dente bluetooth. Io ho uno di questi denti impianti e Neil pure. Se faccio click, lui sente la vibrazione all’interno della bocca e viceversa. Conoscendo entrambi il codice morse siamo in grado di comunicare tra noi.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Lui è l’ultimo progetto realizzato dalla cyborg foundation: il cyborg barometro.

GIORGIO MOTTOLA. Come funziona?

MANEL MUÑOZ - CYBORG ARTIST. Sento vibrazioni all’interno delle mie orecchie che vanno su o giù, dipende dalla pressione atmosferica. E questo è una specie di organo barometrico, il sensore che percepisce la pressione. E in questo orecchio sento l’alta pressione in quest’altro la bassa.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. I kit per diventare cyborg si possono acquistare anche online da società come Cyborgnest che vende impianti per percepire il senso del Nord.

LIVIU BABITZ - CEO CYBORGNEST. Ogni volta che mi giro verso Nord, sento una vibrazione all’interno del corpo.

GIORGIO MOTTOLA. E dove la sente questa vibrazione?

LIVIU BABITZ - CEO CYBORGNEST. Nel petto. Questo è il senso del Nord. Consiste in due barre di titanio impiantate all’interno che si muovono a seconda dei campi magnetici e all’esterno c’è questo chip.

GIORGIO MOTTOLA. Le barre di titanio sono all’interno?

LIVIU BABITZ - CEO CYBORGNEST. Si, all’interno del petto. Puoi provare se vuoi. Riesci a sentirlo? Ora mi sposto verso Nord.

GIORGIO MOTTOLA. Si, sento una vibrazione. Ma perché non usa una bussola?

LIVIU BABITZ - CEO CYBORGNEST. La bussola è uno strumento eccezionale, ma devi decidere di adoperarla, tirarla fuori dalla tasca e poi metterla via. Il senso del Nord non mi chiede se io voglio sapere in quel momento dove è il Nord. Lo so e basta.

REMO BODEI – PROFESSORE DI FILOSOFIA UNIVERSITY OF CALIFORNIA DI LOS ANGELES. Sono dei fautori di questa composizione uomo-intelligenza artificiale, macchine, chips eccetera nel senso di sentirsi parte di una specie diversa. Noi siamo una specie in estinzione, noi che non abbiamo tutti questi apparecchi dentro di noi.

GIORGIO MOTTOLA. Quindi noi homo sapiens che non ci ibridiamo rischiamo l’estinzione.

REMO BODEI – PROFESSORE DI FILOSOFIA UNIVERSITY OF CALIFORNIA DI LOS ANGELES. Rischiamo di essere come i selvaggi cosiddetti, il termine non è politicamente il più corretto, che stanno nell’Amazzonia o nel Borneo, cioè, siamo retrogradi. GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO Ma se i cyborg che abbiamo visto finora sono per lo più biohacker, attivisti o semplicemente persone che provano a rivoluzionare il loro rapporto con la natura, esiste una nutrita comunità internazionale che ha trasformato il superamento dei limiti biologici e il potenziamento umano in una ideologia. Si chiama transumanesimo e ha decine di migliaia di seguaci in tutto il mondo, a partire dalla Silicon Valley californiana.

BARBARA HENRY – PROF. FILOSOFIA POLITICA – SCUOLA SUPERIORE SANT’ANNA DI PISA. Il transumanesimo è un’ideologia sicuramente distopica. Quindi un’utopia rovesciata. Le distopie più radicali parlano di mind uploading, cioè di caricamento della mente. La possibilità di trasferire una copia della mente umana su un software dentro un hardware che sia considerato il sostituto della corporeità umana. Quindi la possibilità di immaginare che la propria mente sia inserita in un chip microscopico che naturalmente avrà bisogno di un substrato che però non sarà più fisico, non sarà più corporeo, non sarà più mortale.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Il movimento transumanista ha messo da anni radici anche nel nostro paese. Ha un proprio organismo giuridico, l’associazione transumanisti Italiani e un segretario nazionale, Stefano Vaj, che è lo pseudonimo transumanista dell’avvocato milanese Stefano Sutti.

STEFANO VAJ – SEGRETARIO ASSOCIAZIONE TRANSUMANISTI ITALIANI. È come Patty Pravo che in realtà si chiama Nicoletta Strambelli.

GIORGIO MOTTOLA. È un nome d’arte insomma…

STEFANO VAJ – SEGRETARIO ASSOCIAZIONE TRANSUMANISTI ITALIANI. Tutti sanno più o meno che siamo la stessa persona ma non voglio ufficialmente coinvolgermi.

GIORGIO MOTTOLA. Senta, ma quanti sono i transumanisti in Italia?

STEFANO VAJ – SEGRETARIO ASSOCIAZIONE TRANSUMANISTI ITALIANI. Qualche migliaio. E devo dire che il transumanismo italiano è riuscito a ottenere un ascolto davvero trasversale attraverso l’arco politico italiano.

GIORGIO MOTTOLA. Ah quindi voi interloquite abitualmente con la politica?

STEFANO VAJ – SEGRETARIO ASSOCIAZIONE TRANSUMANISTI ITALIANI. In tutti gli ambienti. Noi abbiamo avuto degli iscritti all’associazione italiana transumanisti o abbiamo partecipato a dibattiti con persone appartenenti alla sinistra, estrema sinistra, all’estrema destra, al centro, al centrosinistra, al populismo, all’establishment.

GIORGIO MOTTOLA FUORI CAMPO. Partiti transumanisti sono spuntati in tutto il mondo e negli Stati Uniti hanno espresso persino un candidato alla presidenza durante le ultime elezioni. Ma in Italia alcune frange del transumanesimo sembrano ricollegarsi a una traduzione culturale piuttosto lugubre del passato. Stefano Vaj ha scritto un saggio dal titolo inequivocabile “Per la difesa etnica totale”, in cui parla di omogeneità razziale e in altri testi ha sostenuto che una società sana è una società totalitaria. L’avvocato transumanista è spesso al centro di polemiche anche per via dello stemma del suo studio legale.

GIORGIO MOTTOLA. Ho notato anche lo stemma, sembra quello delle SS.

STEFANO VAJ – SEGRETARIO ASSOCIAZIONE TRANSUMANISTI ITALIANI. C’è stato anche qualcuno che ha detto che è una svastica. Può essere anche, che ne so, un’alabarda spaziale. Ognuno ci vede quello che vuole.

GIORGIO MOTTOLA. Nel vostro manifesto scrivete anche che siete pronti a prendere in mano il destino della specie. Volete conquistare l’umanità?

STEFANO VAJ – SEGRETARIO ASSOCIAZIONE TRANSUMANISTI ITALIANI. Noi vogliamo assolutamente traghettare l’uomo verso il superuomo. L’etica transumanista ci prescrive, ci ordina di arrivare all’oltreuomo.

BARBARA HENRY- PROF. FILOSOFIA POLITICA – SCUOLA SUPERIORE SANT’ANNA DI PISA. Se mi dice di cosa ha paura. Ecco io ho paura dell’effetto capillarmente invasivo di questa ideologia del transumano. Ci sono tracce non piccole di eugenetica e su questo dovremmo imparare a riflettere di nuovo.

SIGFRIDO RANUCCI IN STUDIO La tentazione è quella di liquidarli come fossero dei mattacchioni, ma è la deriva che inqueta. Anche perché oggi i governi vietano ma domani? Se qualcuno riuscisse a condizionare le scelte politiche? La storia di Cambridge analitica ci insegna che è possibile. Gran parte dei seguaci del transumanesimo vive nella Silicon Valley e alcuni di loro occupano dei ruoli ai vertici di quelle aziende che stanno investendo su tecnologia, web e genetica. Se nessuno mette un freno saranno in grado di dettare l’agenda dell’evoluzione umana, indisturbati. E potranno anche presentarla con un certa attrattività: usare le biotecnologie per renderci, più intelligenti, più forti, più longevi, indubbiamente ha un suo appeal. Solo che la prima vittima del transumanesimo potrebbe essere l'uguaglianza. Perché avremo da una parte una classe di uomini potenziati e dall’altra quelli normali. Quali diritti potranno rivendicare quelle creature migliorate, rispetto a quelle lasciate indietro? Sino ad oggi le tecnologie sono servite a colmare le differenze non a crearne altre. E’ intervenuto il welfare, anche zoppicando, per colmare quelle differenze tra ricchi e poveri, sani e malati, giovani e vecchi. Domani, con chi si comporterà? Cos’è che potrà essere definito umano e cosa macchina? Con la macchina non puoi ragionare, non ha il senso del rimorso, non ha il senso della pietà. E la differenza indirimibile tra uomo e macchina è che noi i nostri morti li seppelliamo.

TECNICHE DI MANIPOLAZIONE MENTALE.

Tecniche di manipolazione mentale, scrive Marcello Pamio l'11 ottobre 2010. Tratto dal libro “Neuroschiavi: manuale scientifico di autodifesa” di Marco Della Luna e Paolo Cioni, Macro edizioni. Cercare di spiegare cosa sono e come vengono praticate le cosiddette “tecniche di manipolazione mentale”, in una società quasi completamente controllata e manipolata come la nostra, non è compito facile. Per fortuna il libro scritto dall’avvocato e psicologo Marco Della Luna assieme al neuropsichiatra Paolo Cioni ci viene in aiuto. Affermare che la nostra società - com’è strutturata - è una vera e propria gabbia mentale, fa subito aizzare i paladini e i difensori dei diritti civili, che sbandierando ai quattro venti termini come “libertà” e “democrazia”, cercano immediatamente di tranquillizzarci tutti, soprattutto le loro coscienze. Forse non capiscono. Forse fanno finta di non capire, che parole bellissime come “libertà” e “democrazia” primo non significano granché e secondo vengono sfruttate e amplificate proprio dall’establishment economico-finanziaria (cioè i veri e propri Burattinai), proprio per dare a noi l’illusione di non essere in gabbia. “Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo” Johann Wolfgang von Goethe. Dire alle persone che esse sono prigioniere di un sistema è pericoloso e controproducente perché può scatenare rivolte e ribellioni, mentre convincere gli stessi prigionieri di essere liberi e in democrazia, elimina ogni forma avversa e ogni tentativo di evasione. Il titolo di un libro del gesuita Anthony De Mello, a tal proposito è interessante, perché se un’aquila, che potrebbe tranquillamente volare libera nei cieli, cresce con la convinzione di essere un pollo, rimarrà per sempre dentro il pollaio. Avrebbe la possibilità di volarsene via, di spiccare il volo, ma tale potenzialità (castrata dalla società intorno) rimarrà latente per il resto della vita o almeno fino al “risveglio”. Lo aveva perfettamente compreso Edward Bernays, tecnico della propaganda, che nel suo saggio Propaganda del 1929, spiega come sia stato proprio l’avvento delle forme di governo democratico e delle cosiddette libertà individuali, assieme all’industrializzazione, a produrre la necessità oggettiva (da parte della politica e dell’economia) di governare, cioè manipolare dall’alto il pensiero e il comportamento delle masse, sia come elettori che come consumatori. Questo è il motivo per cui oggi la manipolazione mentale è divenuta una tecnologia e una scienza, nella quale si investono molti più denari che in tutti gli altri campi della psicologia. Non solo, la manipolazione è essenziale e strutturale nella vita quotidiana del mondo in cui viviamo, e se non ci credete leggete fino alla fine. In un siffatto scenario, dove libertà e consapevolezza sono sempre più minacciate, è indispensabile conoscere gli strumenti che le attaccano. Solo conoscendo possiamo difenderci.

L’importanza dell’informazione. L’importanza dell’informazione è fuori da ogni discussione. Informare, lo dice il nome stesso che deriva da “in-formare”, cioè dare forma. Ma dare forma a cosa, se non alle coscienze? Non a caso, tutte le grandi dittature hanno iniziato sempre con il controllo dei mezzi di comunicazione (mass-media), proprio per plasmare le menti e coscienze delle persone. Oggi la maggior parte della comunicazione mira non ad informare oggettivamente, ma a influire nella psiche, sui gusti, sulle decisioni delle persone, dei consumatori, dei risparmiatori, degli elettori, ecc. La totalità delle persone, educata dalla tivù alla passività e pigrizia mentale sin dall’infanzia, non sviluppa la capacità di mantenere l’attenzione autonomamente, se non è emotivamente coinvolta. I manipolatori questo lo sanno bene e per veicolare le loro informazioni (commerciali, politiche, economiche, ecc.), mantengono viva l’attenzione della gente, agendo direttamente nell’emotività. Questo si chiama intrattenimento. Il paradosso è che sono le persone stesse che esigono di essere intrattenute e non informate, e ovviamente il Sistema le accontenta: informa (a modo loro) attraverso l’intrattenimento. L’importanza dei mezzi di comunicazione, come detto prima, è enorme. Ai fini della governabilità, soprattutto nelle società basate sul consenso, è indispensabile limitare, ma anche controllare e orientare l’informazione, la costruzione della rappresentazione illusoria del mondo e da cui dipende la produzione e gestione del consenso. L’informazione proprio per questi motivi, è controllata in modo strettissimo: pochissime agenzia di stampa, di proprietà rigorosamente privata e bancaria, forniscono le informazioni alla quasi totalità dei media (giornali, telegiornali, radio e internet).

Rilassamento e distrazione per meglio controllare. Il rilassamento è la più semplice tra le condizioni mentali che aumentano la suggestionabilità. Tale stato si può indurre facendo in modo che le persone si stanchino fisicamente e mentalmente, oppure tediandole con compiti e discorsi ripetitivi o distraendole con stimoli erotici e/o sessuali (donne bellissime seminude che presentano un programma o vendono un prodotto, ecc.). Anche la musica ha la sua importanza, perché può essere molto dolce per cullare o al contrario usare frastuoni per stordire letteralmente le persone. Se ad un pubblico rilassato (davanti alla tivù) si somministra una storia con determinati contenuti (la classica storia che si vede nei programmi d’intrattenimento), si ottiene l’induzione di una trance, nelle quale è facile poi operare suggestioni e impianti mentali. La distrazione è indubbiamente la strategia principe messa in atto dai mezzi di comunicazione di massa. Tecnicamente il distrarre l’attenzione cosciente (quindi l’azione dell’emisfero cerebrale dominante) di una persona assorbendola in qualche attività o distraendola con notizie e informazioni assolutamente inutili, lascia il subconscio (o l’emisfero non dominante) sguarnito del suo presidio critico, rendendo possibile l’instillazione di suggestioni, immagini, storie, ecc. Tutto quello che viene veicolato media (tivù, giornali, telegiornali e radio) in virtù del controllo capillare che esiste, è totale distrazione di massa. Le telecamere e le luci dei riflettori vengono indirizzate su problematiche del tutto inutili per noi (la casa del partito di governo, i rom, gli stupri, delinquenza, l’assassinio in famiglia, ecc.), ma estremamente funzionali per il Sistema, che in questa maniera non fornisce le Vere informazioni e notizie. Riempiono, per così dire, il palinsesto mediatico, per riempire il nostro cervello con spazzatura, idiozie, gossip, e altre stupidità amene. Una volta raggiunto il limite non c’è più spazio per le cose importanti.

Obbedienza al Sistema. Ogni establishment che si rispetti, ha il suo arsenale di mezzi di dominazione, il cui fine ultimo è quello di produrre compliance, cioè obbedienza, conformazione da parte delle persone. Dominare gli altri significa ottenere la loro compliance, più o meno volontaria. Naturalmente è meglio se volontaria, cioè ottenuta con la manipolazione (illusione, persuasione, intimidazione o condizionamento), anziché imposta con la forza (dittature, colpi di stato).

La scuola. La scuola è il mezzo primario per la manipolazione culturale e mentale. Impadronirsi dei bambini per formarli e condizionarli è nell’agenda di ogni Stato, totalitario o liberale e democratico che sia. Abituare i bambini, attraverso l’esecuzione ripetuta per anni degli ordini degli insegnanti, a seguire gli ordini delle autorità; abituarli alla sistematica gratificazione, all’assenza di regole e di confronti con la realtà, sforna creature incapaci di auto-disciplina, completamente dipendenti e incapaci di organizzarsi. Bambini siffatti, saranno adulti corrotti e dipendenti dall’esterno, quindi più facilmente manipolabili. Nelle scuole, da una parte l’insegnamento delle materie fondamentali è concepito in modo di prevenire proprio il formarsi di una visione d’insieme (storia e scienza sono due banali esempi), dall’altro si cerca che le nuove generazioni non dubitino mai che il sistema di potere sia democratico e legittimo. A tal proposito, il linguista statunitense Noam Chomsky scrive: “siccome nelle scuole non insegnano la verità circa il mondo, le scuole devono ricorrere a inculcare negli studenti propaganda circa la democrazia. Se fossero realmente democratiche, non vi sarebbe bisogno di bombardarli con banalità circa la democrazia”. La conformazione e indottrinamento del popolo statunitense è l’esempio perfetto. Il giorno a stelle e strisce inizia con l’alzabandiera, prosegue con il canto dell’inno nazionale, le preghiere collettive e le esaltazioni patriottiche. Tutta questa “democrazia” e “libertà” del popolo fanno degli USA, non a caso, il paese più guerrafondaio del pianeta! Viene da sé che nelle scuola non possono insegnare la verità, perché la Verità renderebbe gli uomini liberi! Non stupisce quindi trovare scritto negli attuali sussidiari scolastici, commenti sulle straordinarie proprietà degli alimenti transgenici (OGM), e come risolveranno per esempio la fame nel mondo. Questa è la più becera e deleteria propaganda di Regime: facendo crescere i bambini di oggi con simili falsità (facilmente dimostrabili), sarà molto più facile da adulti condizionarli, e questo è solo un banale esempio. Mentre la nostra società deve comporsi non di uomini liberi, ma di una massa di lavoratori-consumatori-elettori alla base, e un piccolissimo gruppo o strato superiore, di dirigenti, figli di imprenditori, politici e banchieri. Solo questi ultimi vengono portati ad un livello di conoscenza privilegiato che consentirà loro di continuare a dirigere la società e mantenere il potere stabilito.

La neuroscienza. Per fare luce sulla manipolazione mentale e come questa viene messa in atto ogni giorno è necessario avere delle nozioni sulle funzioni primarie del nostro cervello. Il cervello è formato da due emisferi: destro e sinistro. Entrambi processano e analizzano gli stessi dati, la differenza sta nel fatto che l’emisfero di sinistra processa in maniera lineare o sequenziale, quello di destra invece processa i dati simultaneamente. Non solo il destro essendo muto (il centro del linguaggio è a sinistra) deve affidarsi all’emisfero sinistro perché gli fornisca spiegazioni plausibili, ragionate, in vista delle decisioni da prendere sulla base del materiale (immagini, suoni, ecc.) processato a ogni istante. In pratica tutto deve passare per il sinistro. Siamo cresciuti con la credenza che nasciamo con un certo numero di neuroni e che questi lentamente muoiono senza ricrescere. Le ultimissime scoperte della neuroscienza dicono invece che i neuroni incessantemente formano nuove sinapsi[2] e sciolgono sinapsi vecchie, e in modesta misura, nel cervello si generano nuovi neuroni, soprattutto in determinate parti del cervello. Questo fatto importante si traduce così: l’acquisizione di nuove conoscenze, abilità, schemi comportamentali, (per esempio apprendere una poesia a memoria, suonare il pianoforte, ecc.) si attua mediante la formazione di nuovi circuiti e lo sviluppo vero e proprio nel cervello delle aree relative. Quindi imparare cose nuove non solo allena il cervello ma anche crea e sviluppa delle zone cerebrali. Viceversa, trascurando queste facoltà, si produce la loro decrescita. Il nostro cervello è in grado di elaborare una mole incredibile di informazioni: oltre 400 miliardi di bits ogni secondo, ma siamo consapevoli di soli 200 bits. In pratica siamo consapevoli di mezzo miliardesimo di ciò che avviene e giunge al nostro cervello! Da questo punto di vista, possiamo, con un certo sforzo e impegno, esercitare e coltivare la capacità intrinseca di essere consapevoli in ogni momento della vita, oppure pigramente lasciarci andare facendoci coccolare e atrofizzare l’encefalo. Tutta l’industria dello spettacolo e del divertimento (discoteche, alcol, droga, ecc.) lavorano intensamente per rendere piacevole proprio questa lenta ma inesorabile atrofizzazione; dall’altra parte la politica scolastica mira a renderle legittime agli occhi dei più giovani. Il tutto perché una popolazione di persone etero-dirette (atrofizzate nel cervello e nella coscienza) è molto più gestibile di una popolazione di persone auto-dirette. L’altra cosa importante necessaria per comprendere il quadro generale è che la maggior parte delle cose che facciamo nella nostra vita, da mattina fino a sera, le eseguiamo inconsciamente. Nel farle, non solo non siamo coscienti di essere coscienti, ma non siamo nemmeno coscienti di farle. Questo processo incredibile sarà chiarito con l’esempio degli acquisti nei supermercati. Ricapitolando il nostro inconscio registra ed elabora molti più dati di quelli di cui siamo consapevoli: il processo di elaborazione verbale, di ragionamento, di coordinamento sensori-motorio, mentre parliamo (scriviamo o guidiamo l’auto o suoniamo il pianoforte o giochiamo a calcio) è non solo interamente, o quasi interamente, subconscio, ma è anche immensamente più veloce della coscienza. Se è vero, come è vero, che il novanta per cento di quello che facciamo viene gestito inconsciamente, mettere le “mani” in questa parte oscura della nostra mente, significherebbe avere un potere enorme di controllo…

Il senso di impotenza. Un'altra strategia, strettamente interconnessa con il tema del controllo, è la gigantesca campagna mediatica che inculca il senso di impotenza. Un vera e propria operazione pianificata che sta facendo da una parte assuefare a sentirsi impotenti, e dall’altra desensibilizzando alla violenza, spegnendo ogni reattività emotiva. Come viene attuato tutto ciò? Bombardando di immagini e notizie violente (assassinii, stragi, eccidi, distruzioni, brutalità) senza che avvenga alcun intervento e/o cambiamento per porvi fine. Perché lo fanno? Assuefacendoci ad accettare l’illegalità, il degrado, il furto, il crimine, l’insicurezza del territorio, le bande, l’immigrazione selvaggia, ecc. come cose inevitabili e irrisolvibili, e contemporaneamente non lasciando il tempo di pensare e riflettere, subissandoci di infiniti, incalzanti, estenuanti adempimenti: fisco, contributi, tasse, tariffe, bolli, revisione caldaia, auto, ecc., non è possibile per noi capire cosa sta realmente accadendo, e soprattutto non è possibile organizzarci di conseguenza. Il senso di impotenza, grazie ai mezzi di comunicazione di massa sta contagiando la società occidentale in maniera capillare, le persone oramai sono completamente apatiche e prive di volontà di cambiamento. Per quale motivo dovremmo cambiare noi stessi e la nostra vita, se non vediamo la luce, se le aspettative sono assolutamente nere? Questo però blocca e paralizza le coscienze di milioni di persone totalmente in balia del Sistema.

Cognizione e comportamento. Abbiamo visto prima che la scuola è strutturata per condizionare culturalmente e socialmente i bambini. Bisogna sapere che già nella prima infanzia ci creiamo falsi sistemi di convincimenti circa la realtà che ci circonda, gli aspetti che più ci toccano (rapporti con i genitori, le figure di potere da cui dipendiamo). Dal punto di vista psicologico, questi sono sistemi falsi, censurati, distorti non conformi alla realtà stessa, al fine adattativo di evitarci angosce e conflitti con certi aspetti della realtà, facendoci vivere in una realtà soggettiva modificata, resa compatibile con i bisogni e le difese della nostra psiche e con l’esigenza di mantenerci in accordo con le persone da cui dipendiamo. Certe pratiche di manipolazione, si agganciano (se ovviamente ben congegnate) proprio a questi meccanismi, alle distorsioni e rimozioni che sono i loro prodotti e che interessano soprattutto il campo della paura, aggressività e sesso. I manipolatori (che possono essere religioni, sette, marketing e politica) costruiscono su di essi l’adepto, il cittadino, il consumatore, il lavoratore. Alle figure di potere genitoriali subentrano o si associano, quelle politiche, governative, giudiziarie, ma anche testimonial della reclame!

Pubblicità. La pubblicità commerciale nasce negli Stati Uniti negli anni ’20 per produrre, dirigere, sostenere la domanda di beni e servizi prodotti in massa dagli impianti manifatturieri. In seguito, dalla metà degli anni ’50, la produzione, l’offerta di beni, superò di molto la domanda, per cui la pubblicità iniziò a indurre la gente a massificare i consumi, creando veri e propri bisogni. Il tutto per vendere prodotti. In seguito si è arrivati in cui la produzione supera il potere di acquisto, il reddito. Questa situazione è socialmente ed economicamente gravissima, perché gli investimenti attuati per la produzione sono a rischio perché la produzione non sarà comperata. Da qui il rischio di un crollo sistematico e da qui la nascita delle forme di ampliamento del potere di acquisto, ampliando l’accesso al credito: carte di credito e di debito! Negli anni ’90 il marketing diventa “one-to-one”: la personalizzazione dei prodotti e dei servizi, permessa dall’informatica e l’elettronica, consente di tracciare il singolo cliente in modo tale dal lanciargli gli stimoli personali e mirati. Stiamo parlando di pubblicità personalizzata, ben rappresentata nel film di fantascienza “Minority Report”. Il marketing pubblicitario, che sia di un farmaco o un cibo, è indubbiamente il più spietato e certamente scientifico sistema di condizionamento mentale. Il loro scopo è quello di convincerci a comprare un prodotto. Per l’analisi delle reazioni e lo studio della psiche, oltre ai test verbali, il marketing di oggi possiede un ricco arsenale di strumenti biofisici (frequenza e ampiezza delle onde corticali, frequenza respiratoria e cardiaca, consumo di ossigeno, resistenza cutanea, tono muscolare, vasocostrizione periferica, ecc.) in gradi di misurare il livello di eccitazione e attenzione del soggetto. La neuroscienza, che in questo ambito potremo chiamare neuromarketing, ha descritto che l’area encefalica rilevante ai fini della decisione (di acquisto) è la corteccia prefrontale mediana. E’ comune pensare allo spot pubblicitario in tivù o su un giornale, come alla classica pubblicità di una azienda. Niente di più sbagliato. Ogni parola, colore, carattere, frase, immagine, logo, soggetto usato, ai nostri occhi inesperti potrà sembra casuale, ma non per i neuroscienziati che stanno dietro. Questi esperti (psicologi, psichiatri, sociologi, neuropsichiatri, ecc.) pagati profumatamente, non creano solo pubblicità, ma veri e propri condizionamenti tali da produrre determinate associazioni o stati d’animo nella mente dei destinatari, cioè noi consumatori. Frequentemente nelle immagini pubblicitarie o propagandistiche vengono inseriti “embeds”, cioè parole o immagini evocative nascoste, non manifeste, non coglibili dalla mente conscia, ma ritenute coglibili dall’inconscio. Spesso e volentieri queste parole o immagini nascoste sono stimoli sessuali: parole come “sesso”, “sex”, o immagini di organi sessuali, donne nude, orge associate al prodotto reclamizzato. Il tutto, da una parte, per facilitare le scelte di acquisto, e dall’altra, per deviare e quindi meglio controllare le masse. Interferire nella sessualità delle persone (come avviene in molti culti religiosi) è un mezzo sicuro ed efficace per agire sugli strati profondi della psiche! Se ciò sembra impossibile, le parole del dottor Lechner in merito a quello che fanno alcuni psicologi e psichiatri nell’ambito dell’alcolismo, potranno sembrare fantascienza. Con la scusa di aiutarli a liberarsi dalla dipendenza dall’alcol, raccolgono informazioni su incubi e allucinazioni che i loro pazienti sperimentano soprattutto quando sospendono l’assunzione dell’alcol, e le usano per congegnare pubblicità di alcolici, col presupposto quanto criminoso scopo di evocare, tramite immagini angoscianti, il bisogno di assumere alcol! Un’altra tecnica “dolce” di conquista seduttiva, consiste nell’indurre la convinzione che la nostra libertà sia in pericolo e che si debba prendere quanto prima una decisione. “Ti stai accontentando? Passa a Quattro Salti in Padella di Findus”, dice la pubblicità televisiva. Tradotto: “stai accettando una limitazione alle tue aspirazioni a mangiar bene? Sei uno sciocco a farlo, perché puoi soddisfarle, liberandoti dai limiti, passando a Quattro salti in padella! Lo spot non vuole certo aumentare la nostra libertà, ma all’opposto restringerla, inducendoci a comprare quel prodotto specifico. Far credere al soggetto che la decisione deve essere sua e solo sua, è un trucco efficace per predisporlo a decidere come si vuole che decida, lasciandogli però l’illusione della libertà. Il filone centrale della psicologia del marketing sono i fattori decisionali: Motivational Research, ricerca motivazionale. La neuroscienza sa che gli uomini non sono consci del perché fanno buona parte di ciò che fanno. Ecco perché le persone, illudendosi del contrario, rispondono allo stimolo condizionato del simbolo e non alla qualità reale. La pubblicità, la tecnica motivazionale si concentra proprio sulla manipolazione dei simboli. I consumatori vengono conquistati mediante suggestioni illogiche, non mediante la qualità o efficacia del prodotto, e questa è la logica delle griffes (prodotti spesso mediocri ma venduti a prezzi alti in virtù di una etichetta-simbolo, quindi esclusivi e per pochi). Il senso di colpa collegato al piacere di consumi voluttari come tabacco, alcol, dolciumi, inibisce i consumi, quindi va contrastato associandolo per esempio a valori positivi (come il medico che fuma, i nomi alcolici di protesta politica “Fidel”, “Cuba Libre”, calore di famiglia, quindi etica, per i dolci ecc.). Rispetto al prodotto artigianale, il bene di produzione di massa viene spettacolarizzato per trasformarlo in un simbolo. I supermercati, non a caso, sono luoghi in cui si concentra un potere enorme di emanazione simbolica, quindi un enorme potere condizionante sulla mente. I due terzi degli acquisti eseguiti nei supermercati sono voluttuari e decisi sul posto, sotto l’effetto di stimoli locali, in uno stato psicofisiologico alterato. Lo ha accertato una ricerca nel 1954 della DuPont Corporation. Infatti nel supermercato la persona è alquanto indifesa rispetto alla manipolazione e si trova in una specie di trappola psicologica, che può essere perfezionata con l’aggiunta di stimoli musicali e olfattivi. Tra tutte le categorie di consumatori, la più indifesa è quella dei fanciulli, nei quali è facile imprimere bisogni, affiliazioni e abitudini. Inoltre i bambini sono molto più vogliosi di cose nuove e meno capaci a resistere agli impulsi. Sono il punto cedevole della famiglia e infatti il marketing punta proprio su di loro per indurre i genitori a sborsare quattrini. Con i bambini è più facile suscitare ondate di moda o voghe, che inducono consumi a valanga di tutto un collegato di prodotti sussidiari e con funzioni diverse. La pubblicità mira a modificare il panorama cognitivo, la visione del mondo, dei valori, dei pericoli o stile di vita, in pratica la pubblicità è l’industria della creazione dei bisogni immaginari e di mode!

Messaggi subliminali. Sono messaggi che vanno ad agire sotto la soglia della coscienza, quindi non sono percepibili. La visione umana può percepire una immagine in un filmato solo se essa è presente almeno in 12 fotogrammi. La Coca-Cola per prima inserì delle sequenze di fotogrammi più brevi, con contenuto pubblicitario, in alcune pellicole cinematografiche. Risultato: gli spettatori esposti a tale pubblicità consumarono il 39% in più di Coca-Cola. Nel 1978 in molti supermercati americani si diffondevano tramite gli altoparlanti, a un livello sonoro impercettibile alla parte conscia, messaggi esortanti a non rubare. Risultato: il taccheggio si ridusse del 36%. Il presidente Gianni Agnelli in una sua lettera agli azionisti della Fiat parlava di messaggi subliminali con i quali “sonorizzare” e strani profumi con i quali “aromatizzare” i propri stabilimenti al fine di aumentare la produttività e migliorare il rapporto (sottomissione) lavoratori-azienda. Anche la frequenza specifica ha la sua importanza. Si è scoperto che le parole di alcuni telepredicatori sono abbinate ad una frequenza di 7 Hz. La frequenza del vibrato sembra avere un effetto suggestionante e alterante sul livello di coscienza e capacità critica. Un’altra frequenza critica è quella intorno ai 3,5 Hz, cioè la frequenza di risonanza del cranio umano. Negli anni ’70 si è scoperto che la musica può indurre la secrezione di sostanze oppioidi (encefaline, beta-endorfina, ecc.) che hanno una spiccata azione sulla psiche, euforizzate e anestetica. Quindi la musica induce decognizione.  Anche la televisione stimola la secrezione delle medesime sostanze.

Associazione e ripetizione. Una iniziativa oggettivamente poco accettabile come una guerra, una legge, una tassazione, ecc. può essere resa meno pesante etichettandogli una denominazione falsa ma semanticamente “buona”, accettabile (lotta al terrorismo, democratizzazione, liberazione, sicurezza collettiva, ristrutturazione, guerra umanitaria, missili intelligenti, ecc.) e ripetendola fino allo stremo in ogni situazione e circostanza. La ripetizione di un messaggio, uno spot, se diventa pervasiva, se avviene molte volte al giorno, può far assorbire il contenuto, le implicazioni del messaggio stesso come se fossero un fatto provato, anche se non lo sono (“le armi di distruzione di massa di Saddam”, “le torri gemelle e Bin Laden”, ecc.). Analogamente applicando denominazioni odiose, repulsive (antisemita, negazionista, revisionista, antisionista, terrorista, stato canaglia, ecc.) si può ottenere l’effetto contrario, al fine di colpire, delegittimare, screditare, criminalizzare le iniziative, le persone, le idee non gradite. Il principio è sempre lo stesso: gli input - se si insiste adeguatamente - tendono a formare schemi inconsci nelle persone. Questo spiega perché i bambini vengono educati e acculturati in questo modo. Attraverso la ripetizione ossessiva e sistematica di apposite suggestioni, attività, esperienze a un modo ben preciso e voluto di concepire la realtà, la nazione, la storia, l’identità, ecc. Crescere ripetendo e sentendosi ripetere decine di migliaia di volte quei messaggi, certamente va a incidere a livello emotivo, cognitivo, identitario sulla costruzione stessa di quello che poi si sentirà “reale”, “provato”. Pensiamo alla nostra società, in cui ogni canale televisivo ha un suo serial popolare, tanto per fare un esempio di indottrinamento, nel quale la polizia, la magistratura svolgono un’azione efficace, incorruttibile a tutela de cittadino, mentre la realtà vede la criminalità sempre più fuori controllo e le istituzioni sempre più inefficienti. Propaganda allo stato puro.

Restrizioni linguistiche. Consiste nell’imporre con diversi mezzi (insegnamento, televisione, ecc.) di non usare locuzioni o concetti, e di usarne altre in sostituzione, solitamente più vaghi, imprecisi. “Cieco”, “negro”, “invalido”, “spazzino” non vanno bene, molto meglio “non vedente”, “nero”, “diversamente abile”, “operatore ecologico”. Ma perché tutto questo? L’inibizione dell’uso linguistico e concettuale, alla formulazione di determinati dubbi (Resistenza, shoà, responsabili dell’11 settembre, ecc.) è idoneo per impiantare nei giovanissimi un senso di divieto, di colpa in relazione al pensare certe cose, quindi educa ad un’autolimitazione del pensiero. Infine un impoverimento espressivo comporta un impoverimento concettuale!

Modificare le certezze. Chiunque voglia manipolare una persona, per indurla a comprare qualcosa o per piegare la sua resistenza a un’azione qualsiasi di persuasione, ha la necessità di somministrare molti stimoli nuovi e interessanti, in modo tale che la corteccia prefrontale lavori e si affatichi. Dopodiché deve sommergerla di dati, dogmi, slogan, ecc. (proprio come lavora la tivù) per stremarla ancor di più, in questa maniera la corteccia prefrontale lascia le redini del cervello ai circuiti limbici, più primitivi ed emotivi, pertanto più suggestionabili e indifesi. La corteccia prefrontale è influenzata da sostanze chimiche tossiche che possono danneggiarla, come le droghe, l’alcol, le tossine alimentari, ma anche da forti emozioni, privazione del sonno, stress cronico e una dieta ricca di grassi animali possono rendere le persone più esposte alle manipolazioni esterne. Per assurdo, concedendo alle persone totale libertà di condurre una vita sregolata, innaturale, ci si agevola il compito di annullare la loro libertà più profondamente di quanto sarebbe possibile senza quella concessione.

“Shock and awe doctrine”. La cosiddetta “dottrina dello shock e sgomento” viene oggi applicata su scala globale. Mettendo singole persone o intere popolazioni sotto shock, si può produrre il loro consenso a un cambiamento, riforma, legge, restrizione di libertà, guerra, ecc. L’esempio delle Torri Gemelle e delle leggi repressive e guerre avvenute dopo, è lapalissiano. Sfruttano l’effetto sorpresa e di spavento come enorme fattore di distrazione e paralisi di massa, inibitore di possibili reazioni e resistenze. Lo shock è molto generico e può essere prodotto da catastrofi naturali (epidemie, terremoti, pandemie, ecc.), quanto da fatti economici (recessioni, crisi, crolli in borsa, fallimenti, ecc.) e politici (guerre, colpi di stato, ecc.). Un esempio sono le domeniche a targhe alterne per meri fini di risparmio energetico. Questa imposizione dall’alto, generando nelle persone, allarme e preoccupazione di non poter usare la propria auto, di perderne l’importante risorsa, crea totale disponibilità ad accettare fortissimi e ingiustificati rincari dei carburanti, pur di conservarla! Un altro esempio della dottrina dello “shock anche awe” potrebbe essere i black-out che hanno interessato il territorio nazionale qualche anno fa, la cui risoluzione sarebbero le centrali nucleari. Questo caso rientra anche nella cosiddetta strategia del “problema-reazione-soluzione”. Avendo in mano la Soluzione (centrali), si crea il Problema (black-out) e si attende Reazione (quasi sempre emotiva) delle masse, che accetterà di buon grado ogni soluzione prospettata pur di evitare il disagio.

Debunking. Il debunking o discredito è una forma manipolatoria, che consiste nel confutare, nello smontare, teorie e informazioni che vanno contro il pensiero ufficiale dominante. Oppure screditare i diffusori di queste teorie e informazioni. La campagna “Mani Pulite” è stata, tra le altre cose, una grande operazione proprio di debunking, finalizzata cioè a salvare la credibilità del sistema politico-giudiziario. Il debunker attacca la controinformazione con messaggi semplici, discorsivi, prevalentemente a livello emotivo, con “ganci” diretti all’inconscio, piuttosto che alla logica. Questi attacchi non si rivolgono al contenuto, alle idee, ma mirano a screditare la fonte e l’autore sul piano morale associandolo spesso ad affiliazioni “appestanti” coi terroristi, nazisti, fascisti, comunisti, antisemiti, antisionisti, ecc. L’approdo estremo del debunking è quello di portare lo smascheramento degli smascheratori alle estreme conseguenze, ossia portare l’opinione pubblica alla conclusione che tutto è marcio, tutti mentono, tutti sono ladri, tutti fregano. Per tanto la verità non si potrà mai sapere, e quindi è moralmente giustificato arrangiarsi, infischiarsi di tutto e tutti. Si giunge all’egoismo più radicale e disumanizzante.

Chi trova un nemico trova un tesoro. La frustrazione genera tensione e aggressività; e l’aggressività può scaricarsi contro di sé o contro un oggetto esterno. Quando un tale tipo di frustrazione è diffusa in tutta la popolazione, il momento è propizio per fondare un movimento e/o organizzare un attacco verso il nemico. Nel nostro mondo tormentato da insicurezza e frustrazione (create ad hoc) c’è un gran bisogno psicologico e sociale di un nemico, di colpevoli, di capri espiatori (terroristi, rom, immigrati, ecc.).

Dipendenze chimiche. Nella nostra società la diffusione dell’uso di sostanze psicotrope è enorme. Un’altissima percentuale di persone fa uso stabile e ha sviluppato qualche forma di dipendenza da droghe, alcol o psicofarmaci. Decine di milioni sono i minori letteralmente drogati con psicofarmaci. Gli effetti di tali sostanze psicoattive convergono tutti nel diminuire la libertà di giudizio, di resistenza e di azione delle persone e ovviamente nell’aumentare la loro condizionabilità e suggestionabilità. In pratica la persona dipendente, da alcol o droghe o psicofarmaci o barbiturici è molto più controllabile e plasmabile dal Sistema, lo stesso che veicola e vende tali sostanze. Coloro che si aiutano e si abituano all’aiuto chimico, perdono la capacità di autodeterminazione. Una società così siffatta non è una società libera. I farmaci psicoattivi o psicofarmaci vengono veicolati, con la compiacenza della psichiatria, dalle case farmaceutiche; il mercato immenso delle droghe e dell’alcol, è gestito dalla grande finanza internazionale e il flusso di narcodollari, per il 60% avviene negli Stati Uniti, collegato a quello del traffico di armi.

Cinema e televisione. Il mussoliniano “cinema l’arma più forte” ha fatto il suo tempo o anche oggi l’intrattenimento cinematografico ha la sua importanza nel condizionare le masse? I film di propaganda seppero produrre nel passato veri e propri capolavori (“Il grande dittatore”, “Il trionfo della volontà” solo per citarne un paio), ma anche oggi la forza dell’arma del cinema non è minimamente spuntata: Hollywood docet. Il cinema ha funzione d’avanguardia per veicolare un certo tipo di messaggio, per poi sondarlo e una volta passato, trasferirlo nel piccolo schermo: la televisione! In pratica il cinema prepara il terreno, predispone l’intero organismo al virus, che poi sarà iniettato nelle masse dai media come i giornali, radio e soprattutto dalla televisione. Senza che ce ne accorgiamo il grande schermo fa filtrare nelle pieghe delle sceneggiature e regia il modo di pensare di domani, e la sua enorme forza di penetrazione sta proprio nel silenzio e attenzione. Mentre la tivù deconcentra (anche questo molto utile per certi aspetti), nella buia sala regna il silenzio totale e si è da soli, con la massima attenzione.  Tratto dal libro “Neuroschiavi: manuale scientifico di autodifesa” di Marco Della Luna e Paolo Cioni, Macro edizioni.

L'INFLUENZA DEI MASS MEDIA E MANIPOLAZIONE MENTALE.

[LIBRO] La realtà mediata: l'influenza dei mass media tra persuasione e costruzione sociale della realtà. E Cheli - 1997 - books.google.com… Il concetto di atteggiamento in psicologia sociale: evoluzione o involuzione?

[LIBRO] Mass media e discussione pubblica: le teorie dell'agenda setting. R Marini - 2015 - books.google.com… che il pubblico stabilisce con essi (quindi senza che vi siano precise intenzioni di persuasione o addirittura di manipolazione dei cittadini … condiviso con altre teorie e approcci, che – intorno agli anni Settanta – aprono una nuova prospettiva sul ruolo dei mass media nella società …

[LIBRO] La fabbrica del consenso. Ovvero la politica dei mass media. N Chomsky, ES Herman - 2008 - books.google.com… processi di manipolazione e di interpretazione sistematicamente faziosa degli eventi, occorre conoscere non solo le macrooperazioni ma anche …

[LIBRO] Il problema della manipolazione: peccato originale dei media? G Gili - 2001 - books.google.com … Page 13. Introduzione. Perché studiare ancora la manipolazione nei mass media? 1. I termini "manipolare" e "manipolazione" derivano dal latino medievale e se ne trova traccia in documenti in lingua italiana, francese e inglese già nel XVII e XVIII secolo …

[LIBRO] La maschera e il volto (percezione sociale del crimine ed effetti penali dei media) C Paliero - Rivista italiana di diritto e procedura penale, 2006 - air.unimi.it… un metro su cui misurare l'obiettività della rappresentazione della criminalità offerta dai media …nel quale tanto il sub-sistema penale quanto il sub-sistema mass-mediatico svolgono … escludere che l'intreccio di questi diversi veicoli comunicativi porti alla manipolazione in itinere …

[LIBRO][PDF] Il quinto potere. I Ramonet - Le Monde diplomatique/ll manifesto, 2003 - archivio.oltreloccidente.org… questo presidente e il suo governo hanno sempre rispettato il quadro democratico, i media, in mano a un piccolo gruppo di privilegiati, continuano a utilizzare tutta l'artiglieria delle manipolazioni, mistificazioni e … I mass media e la globalizzazione liberista sono intimamente legati …

[LIBRO] La globalizzazione delle cattive idee: mafia, musica, mass media. F Viscone - 2005 - books.google.com

[PDF] unimol.it Il fantasma della realtà: Prospettive realiste e idealiste nell'analisi dei mass media G Gili - Studi di sociologia, 1998 - JSTOR … II concetto di manipolazione implica una posizione di equilibrio, dalla quale le notizie possono essere tolte a causa dell'influenza del pregiudizio, del … L'elemento che accomuna tali studi e il rifiuto dell'idea che i mass media riflettano e allarghino un consenso sulla definizione di …

[LIBRO] Il medium è il massaggio. M McLuhan, Q Fiore - 1968 - gliappuntidifabio.it … sensi ei nostri sistemi nervosi alle manipolazioni di coloro che cercano di trarre profitti prendendo in affitto i nostri occhi, le … Page 2. I mass media, secondo McLuhan non sono neutrali, ogni medium condiziona i propri utenti e contribuisce a plasmarne la mente …

ACNP Full Text. Intellettuali e mass-media nell'Italia fascista. R Carpanetto Firpo - Rivista di storia contemporanea, 1974 - search.proquest.com…nella creazione ed affermazione di un mito, ed e uno specchio fedele delle manipolazioni operate dal … 368 Intellettuali e mass-media nell'Italia fascista furono i miti creati e imposti dal nuovo … La manipolazione operata dal regime sulle masse era di tipo emozionale, ed in essa …

[LIBRO] La grande illusione: opinione pubblica e mass media al tempo della guerra di Libia. I Nardi, S Gentili - 2009 - books.google.com… In Italia questo articolato meccanismo di consenso, basato sulla manipolazione della parola e dell'immagine, fu messo a punto con successo a partire dalla guerra di Libia, vera prova generale di quanto avverrà nel campo dei mass media solo tre anni dopo, al momento della …

[DOC] Noi e gli altri. L'immagine dell'immigrazione e degli immigrati sui mass media italiani. M Corte - CESTIM Centro Studi Immigrazione Onlus, Verona, 2002 - cestim.net… comunicazione di massa adulti. In secondo luogo perché influenzano un pubblico che non ha una conoscenza diretta degli avvenimenti e quindi soggiace alle influenze

e alle manipolazioni dei mass media. L'influenza si esercita …

[LIBRO] Chiesa e informazione. I mass media della Santa Sede. L Mazzei - 1997 - books.google.com… IN URBE LUCIANO MAZZEI CHIESA E INFORMAZIONE I Mass Media della Santa Sede dlssertatio ad lauream in Facultate Scientiarum Socialium apud pontificiam universitatem s. Thomae in Urbe «L'ERMA» di BRETSCHNEIDER Romae 1997 Page 2. Page 3 …

[LIBRO] La" camera" dei bambini: cinema, mass media, fumetti, educazione. A Faeti - 1983 - books.google.com… Questi ultimi, «oggetto» di trat- tamento, di elaborazione, di manipolazione, sono divenuti un «soggetto» vendicativo, petulante, esplicitamente … E colpisce, anche in termini di critica ai mass-media, vedere riprodotta quella carta così specificamente «giovane», mostrata per …

[LIBRO] Lo specchio delle brame: mass media, immagine corporea e disturbi alimentari. S Ladogana - 2006 - books.google.com Page 1. Silvia Ladogana LO SPECCHIO DELLE BRAME Mass media, immagine corporea e disturbi alimentari Page 2 … Silvia Ladogana LO SPECCHIO DELLE BRAME Mass media, immagine corporea e disturbi alimentari FRANCOANGELI Thie One li QCPD-AE6-01YJ Page 6 …

[PDF] Genetica e biotecnologie nei mass media italiani. S Mini - JCOM, 2005 - jcom.sissa.it… spazi e dai formati loro consoni (brevi dopo l'11° pagina), entrano in gioco temi legati alla manipolazioni diretta della … La lotta al cancro e la manipolazione della vita sono le due tematiche che più spesso compaiono in apertura e … Genetica e biotecnologie nei mass media italiani …

[LIBRO] La vita è un'emozione?: Mass media, nuovi media e sfide educative. M Geuna, A Arato - 2009 - books.google.com… più quello coi loro simili, ma, statisticamente secondo una curva crescente, con la recezione e la manipolazione di beni … sionali, fino allo spettacolo permanente della celebrazione dell'oggetto nella pubblicità e nelle centinaia di messaggi giornalieri trasmessi dai mass media …

[LIBRO] Dal sogno degli alchimisti agli incubi di Frankenstein. La scienza e il suo immaginario nei mass media: La scienza e il suo immaginario nei mass media. A Candela - 2013 - books.google.com… l'establishment moscovita avrebbe infatti in- vestito ingenti somme di denaro nella progettazione di apparecchiature ca- paci di manipolare il comportamento … nealogie sono radicate nella storia, più o meno profonda, di una tradizione culturale ea cui i mass media ricorrono nel …

[PDF] Storia e uso pubblico della storia. N Gallerano - Id.(a cura di), L'uso pubblico della storia, Milano, Angeli, 1995 - deportati.it… La mia risposta è più sfumata: non solo perché la manipolazione e l'uso strumentale … del fascismo/nazismo e del comunismo: il primo, che s'impegna a manipolare la modernità …incontrastato dell'ups, e ora invece sfidato e incalzato dalla storiografia prodotta dai mass media …

[DOC] Le scienze della comunicazione. G Fatelli, M Morcellini - 1998 - academia.edu… produttori competono per conquistare i consumatori. Ne risulta una varietà di informazioni ed opinioni che "democratizza" i mass media e riduce al minimo il rischio della manipolazione. Coloro che utilizzano tale punto di vista.  Nuovi media e azione collettiva nella Spagna contemporanea: gli eventi del marzo 20041. JA Villacampa, IS Rodríguez - Partecipazione e Conflitto, 2009 - francoangeli.it … 7 Sono cinque i gruppi economici che controllano i mass-media spagnoli: Prisa, Recoletos …specifiche che tuttavia, non avendo ottenuto copertura da parte dei media tradizionali, sono …Essendo la sua una nomina governativa, fu incolpato per la manipolazione dell'informazio- ne …

[PDF] unict.it. Riflessioni sui mass media tra mistificazione informativa e funzione civica. FAM Caruso - Annali della facoltà di Scienze della formazione …, 2011 - annali-sdf.unict.it.… questa fonte. […] Ci difendiamo con un sospetto di manipolazione che non porta però a conseguenze degne di nota, perché il sapere che viene dai mass media si chiude da sé in un complesso che si autorafforza. Attibuiamo a …

Potere culturale, mass media e dinamica storico-sociale. I Vaccarini - Studi di Sociologia, 1984 - JSTOR … l'udienza middle brow, destinataria specifica del midcult, ad essere privilegiata dai mass media di questo periodo … parlano e vivono nella loro pratica quotidiana il linguaggio (ovvero la molteplicità dei linguaggi) dell'avanguardia (...) la pratica della manipolazione eversiva dei …

[PDF] Network nativi e ruolo dei Mass Media nello sviluppo delle nuove identità. N PIERDICA - Antrocom, 2006 - antrocom.net… L'antropologia ha iniziato ad interessarsi e ad analizzare seriamente i mass media soltanto negli anni '80, esplorando in particolare le funzioni dei media indi- geni i quali … facilità d'uso e l'accessibilità economica degli strumenti di produzione e manipolazione dell'immagine …

[LIBRO] Homo mediaticus: mass media e culto dell'immagine. L Gentili - 2014 - books.google.com… In essa vengono esaminati fenomeni mediatici come l'influenza persuasiva, la manipolazione, i messaggi subliminali e l'uso della semiotica per fini commerciali … Herbert Marcuse parla di “bisogni falsi”, indotti dall'azione massificante dei mass media …

[LIBRO] Tonache cross-mediali: I Preti, suore e frati nei mass media. A Romeo - 2011 - books.google.com… di manipolazione che vengono spesso applicate dalla stampa nella “rappresentazione” del religioso. Per citarne altre: si pensi alle «stra- tegie di formazione dell'agenda dei media e di quella del pubblico»; alle «strategie di tematizzazione, cioè le scelte operate dai mass me …

[PDF] luiss.it. Il nuovo rapporto tra Chiesa cattolica e mass media: internet, la nuova frontiera dell'evangelizzazione. B Di Stefano - 2015 - tesi.eprints.luiss.it … di Dio: dalla tradizione orale e scritta, passando per le varie espressioni d'arte alla liturgia, fino ad arrivare ai moderni mass media. Carta stampata, radio, televisione e oggi anche Internet; fenomeno che vede la sua definitiva “esplosione” nella seconda metà degl'anni Novanta …

''Il Potere è nei media''. La P2 e l'editoria nella stampa italiana e inglese. EM La Rocca - 2002 - tesionline.it. … È questa la sfida di partenza che abbiamo accettato, per comprendere come sia possibile orientare la pubblica opinione attraverso i mass-media … Questa tesi vuole dimostrare quanto il potere dei media di manipolare la realtà dei fatti sia ampio, soprattutto nel distogliere la …

Potere dei media e società postindustriale. G SIAS - Studi di Sociologia, 1992 - JSTOR. … zare e manipolare, in un rapporto meccanicistico di causa/effetto (stimolo/risposta), la … più intuitivo che empiricamente accertato — della completa dipendenza degli individui dai mass media … di conoscenze e non piu in termini di persuasione o di manipolazione» (Wolf 1988 …

ACNP Full Text. Comunicazione politica. G Mazzoleni - Rassegna italiana di sociologia, 1997 - rivisteweb.it … semantica che contraddistingue l'espressione «comunicazione politica»: essa rimanda ai concetti di comunicazione, di mass media, di informazione … In quegli anni le tecniche di seduzione e di manipolazione dell'elettorato si sviluppano considerevolmente fino a divenire …

Il Progetto genoma umano ei media. Un case study per valutare l'attenzione dei media per la genetica. T Costa - JCOM, 2003 - jcom.sissa.it… progresso e del potere, della speranza di combattere malattie incurabili e del timore di terribili manipolazioni genetiche … 14 Implicazioni legali/etiche/manipolazione genetica 15 11 Page 12 …"The dramatisation of biotechnology in elite mass media". In Biotechnology 1996-2000 …

Percezione dell'influenza della TV e orientamento politico: l'effetto della terza persona in un contesto maggioritario imperfetto. N Cavazza, A Palmonari - Giornale italiano di psicologia, 2001 - rivisteweb.it… P-massmedia … p-manipolazione –1.38 P-stampa –1.66 p-controllo –1.53 p-personaggi –1.31. P-personaggi –1.07 M-divulgazione 1.09 M-cultura –1.55 P-inganno … a Abbiamo anteposto a ciascuna parola la lettera M se riferita a mass media, la P se riferita a Propaganda e la p se …

[PDF] dors.it. Comunicazione mass-mediale sulla salute e contesti sociali di scambio: quale intreccio? G Graffigna, AC Bosio - Psicologia Della Salute, 2009 - francoangeli.it… I gruppi di discussione face to face (della durata media di circa 90 minuti) hanno … tornare a riflettere anche per capire meglio le possibilità della comunicazione mass-mediale di … e “normalizzazione” del rischio di salute (“non è possibile, è una manipolazione…”; “questi dati mi …

[DOC] Manipolazione della coscienza sociale attraverso i mass media. S ARIFKHANOVA - academia.edu. Nel XXI secolo il possesso di informazione e istruzione determina lo status di una persona moderna nella società. Assieme all'ambito dell'istruzione, l'informazione determina gli ambiti del lavoro e dell'economia ed influenza la sfera della politica statale. La manipolazione delle informazioni.

Analisi delle relazioni fra percezione di mente, disturbi alimentari e ruolo dei mass-media. C Uccelli - 2012 - tesionline.it… la capacità di sentire e provare) ed agency (la capacità di agire e manipolare l'ambiente). Nel presente studio, sono state analizzate le relazioni fra la percezione di mente, gli atteggiamenti verso l'alimentazione (eccessivi e restrittivi) e il ruolo svolto dai mass-media …

Il diritto alla''giusta''informazione. S Chiesa - 2011 - tesionline.it. … Incominciamo dunque dando una definizione del concetto di “mass media”, letteralmente “mezzi di massa … Nel secondo capitolo si parla più propriamente di Manipolazione dell'informazione e come … di massa e quali siano le tecniche adottate al fine di manipolare l'informazione …

MASS MEDIA: DEFINIZIONI E FUNZIONI. C DEVIANZA, V AGGRESSIVITA - tesionline.it… CAPITOLO I MASS MEDIA: DEFINIZIONI E FUNZIONI 1.1 Problemi definitori 1.2 Cosa significa comunicare 1.3 La comunicazione attraverso i secoli 1.4 Perché comunicare? 1.5 Le comunicazioni di massa e la cultura di massa … CAPITOLO III MASS MEDIA E CRIMINALITA' …

[LIBRO] Mass media e nuova Europa. BB Chiappori - 2005 - books.google.com… Inoslav Besker. Danilo Taino Mass media e nuova Europa Bruno Mondadori Page 2 … Page 5. Boris Biancheri, Dennis Redmont Ennio Remondino, Wojciech Jagielski Stjepan Malovic, Inoslav Besker, Danilo Taino Mass media e nuova Europa Qj Bruno Mondadori Page 6 …

I mass media nella postmodernità: nuovo sistema istituzionale informale delle dinamiche ordine/disordine del sistema sociale. FAM Caruso - RIVISTA TRIMESTRALE DI SCIENZA DELL' …, 2012 - francoangeli.it… Come scrive, infatti, Luhmann (2000) «Sappiamo abbastanza dei mass media per non poterci fidare di questa fonte. (…) Ci difendiamo con un sospetto di manipolazione che non porta però a conseguenze degne di nota, perché il sapere che viene dai mezzi di comunicazione …

Mass media e cultura di massa: alcune considerazioni generali e una rivisitazione del contributo di E. Morin E Besozzi - Studi di Sociologia, 1983 - JSTOR… i mass me dia non possono essere responsabili di una totale manipolazione della cultura … di massa: impressionati dalle conseguenze che un uso spregiudicato dei mass media aveva prodotto …espressione di una forma di potere intellettuale capace di manipolare e assoggettare …

MASS MEDIA E CRIMINALITÀ. S di Specializzazione - istituto-meme.it… Université Européenne Jean Monnet AISBL Bruxelles MASS MEDIA E CRIMINALITÀ Modena 24-06-2006 Anno accademico 2005-2006 Scuola di Specializzazione: Scienze Criminologiche … 3 CAPITOLO I MASS MEDIA: DEFINIZIONI E FUNZIONI pg. 5 1.1 Problemi definitori …

Mind Control: strategie di controllo mentale attraverso i media M Tesoriero - 2012 - tesionline.it… L'elaborato consterà di tre diversi capitoli nei quali, partendo da una disamina generale sui mass media, verranno affrontate le teorie che nell'ultimo secolo si sono sviluppate intorno al tema della manipolazione mentale e su quelle che sono le tecniche utilizzate nonché gli …

[PDF] skemman.is «Pubblicare e propagare» Il potere dei mass media e il suo ruolo nei successi politici di Silvio Berlusconi. PU Widiger - 2016 - skemman.is… stessi, nell'auspicio che l´influenza dei media possa essere usata per migliorare la condizione del mondo e della gente, riducendo il rischio di manipolazione dall'alto … Page 7. 7 Parte prima: Il potere politico dei mass media 1.1. Le funzioni dei mass media …

Manipolazione dell'informazione: orientare l'opinione pubblica. D Portioli - 2009 - tesionline.it… Incominciamo dando una definizione del concetto di “mass media”, letteralmente “mezzi di massa”: con questa accezione intendiamo l … 1) media onnipotenti, 2) effetti limitati dei media, 3) ritorno all'idea dei media potenti; di … Bugie, manipolazione e omissione sono la stessa cosa …

[PDF] Il Dna forense nei mass-media: Dall'analisi di due importanti quotidiani. M Semiglia - 2009 - preprints.sissa.it… Relatore: Gianna Milano Febbraio 2009 Page 2. Master in Comunicazione della Scienza IL DNA FORENSE NEI MASS MEDIA 2/64 INDICE Introduzione 3 … 61 Bibliografia 63 Page 3. Master in Comunicazione della Scienza IL DNA FORENSE NEI MASS MEDIA 3/64 Introduzione …

L'immagine corporea tra costruzione mediatica e dispercezione. S Veneziani - 2009 - tesionline.it… delle società passate e come oggi siano mutati tali canoni conseguentemente alla diffusione dei mass media. La parte finale della tesi è dedicata alla dispercezione sia maschile che femminile e ai comportamenti che vengono messi in atto per controllare e manipolare il corpo …

I regimi ibridi e la democrazia in transizione: libertà civili e mass media. A Lucarelli - 2017 - tesi.eprints.luiss.it. I regimi ibridi e la democrazia in transizione: libertà civili e mass media. Lucarelli, Alice (AA 2015/2016) I regimi ibridi e la democrazia in transizione: libertà civili e mass media … Libertà dei media. Manipolazione di internet, radio e televisioni. References. Bibliografia: pp. 141-143 …

[HTML] Il pseudo-evento ei mass media. D Gillo - Mélanges de l'Ecole française de Rome. Italie et …, 1992 - persee.fr… i canali massmediali e che pertanto è, già in partenza, soggetto a delle manipolazioni che ne …qualcuno di noi conserva d'un'epoca immune ο quasi di mass media e sarà facile … tutto quanto avviene «in pubblico» è sottoposto alla «correzione» ο alla manipolazione, immediata ο …

I mass media nel sistema politico. Dall'analisi del dibattito teorico a un tentativo di verifica sul campo. FG Galli - 1995 - tesionline.it… I mass media nel sistema politico. Dall'analisi del dibattito teorico a un tentativo di verifica sul campo. Tesi di Laurea. Facoltà: Scienze Politiche. Autore: Fabio Glauco Galli Contatta». Composta da 218 pagine. Questa tesi ha raggiunto 4895 click dal 20/03/2004 …

Eugenetica e politica nella prima metà del XX secolo. M Ciceri - 2005 - tesionline.it… della manipolazione genetica, della clonazione umana, dell'integrità della persona, del rapporto scienza-potere, della manipolazione delle masse, della … Un modo per richiamare l'attenzione sulla profondità e la complessità di problemi che i mass-media volentieri banalizzano e …

Da Woodstock alla Love Parade. A Tonello - 2000 - tesionline.it… Ecstasy! Rispondono i mass media che lo descrivono come il primo caso, ma temono che sia anche l'inizio di una epidemia. Che cos'è per l'opinione pubblica l'MDMA? Che cosa sono i ravers ei rave? Chi ci informa? Ecco da dove sono partito …

Profili costituzionali comparati delle nuove forme di democrazia elettronica-Le campagne elettorali e i nuovi media. L Lofino - 2005 - tesionline.it… Profili costituzionali comparati delle nuove forme di democrazia elettronica - Le campagne elettorali ei nuovi media … al rischio di essere sottoposti ad indebite suggestioni volte a manipolare le loro … politica, dall altro, i rischi connessi ad un eventuale manipolazione dell opinione …

La comunanza del velo nella tradizione ebraica, cristiana, islamica. D Fraccaro - 2007 - tesionline.it… Dopo aver letto numerosi articoli a riguardo si è sentito l'esigenza di andare oltre gli schemi forniti dai mass-media e di provare a capire cosa fosse, prima di tutto questo trambusto, il simbolo del velo … Ma che cos'è il velo guardando oltre questa manipolazione …

Informazione e mass media durante i conflitti bellici. G Tarsia - 2005 - tesionline.it… Informazione e mass media durante i conflitti bellici. Tesi di Laurea. Facoltà: Lettere e Filosofia. Autore: Giuseppe Tarsia Contatta». Composta da 46 pagine.

[PDF] Stereotipi di genere nei mass media: uno sguardo di genere. F Tonello, MF Psicologa - FA-RETE SALUTE DI GENERE - ordinepsicologitoscana.it… Questo è il principio che guida i media e li promuove inevitabilmente come una delle più grandi fonti di manipolazione sociale; mi sembra … rende ancor più necessario il ruolo della scuola e pertanto di una formazione adeguata degli insegnanti sul rapporto tra mass media e la …

[HTML] Diavoli, bombe atomiche e mass media. Il punto di vista di Pasolini e Moravia. C Lombardi - Cahiers d'études italiennes, 2010 - journals.openedition.org… uno degli esempi più significativi di questa emulazione popolare dei modelli televisivi, mediativi e del loro potere di manipolazione è rappresentato … alla massa di piccolo borghesi, nell'emulazione di qualsiasi loro atto – e specie di quelli che salgono alla ribalta dei mass media …

[LIBRO] Il prisma della memoria: Cultura, identità e mass media. A Pocecco - 2018 - books.google.com… Antonella Pocecco I DELLA L PRISMA MEMORIA Cultura, identità e mass media SOCIOLOGIA PER FrancoAngeli LA … delle nuove generazioni, la legittimazione della sfera politica e il ruolo dei media … L'abuso di memoria s'incentra invece su una manipolazione del passato che …

Oggettivazione Sessuale Maschile e Femminile nella Pubblicità. E Venturelli - 2016 - tesionline.it… Introduzione I NTRODUZION E Con il termine "Mass media", che letteralmente significa "mezzo di comunicazione di massa", si intende: "Insieme dei mezzi per diffondere e divulgare messaggi di diverso valore ad un pubblico anonimo, indifferenziato e disperso …

Opinione pubblica e democrazia nel pensiero politico. A Redavid - 1998 - tesionline.it… Soprattutto vengono individuate le varie forme di diffusione della cultura ei risultati che i mass-media operano sulla formazione della pubblica opinione e la eventualità che essa sia anche manipolata talvolta dai nuovi mass-media come la televisione ed internet …

EFFETTI DEI MASS MEDIA. TE BAMBINI - tesionline.it… obiettivo. “Manipolare” significa anche “occultamento”. Il manipolatore deve … Tuttavia, dobbiamo anche dire che il processo di persuasione o di manipolazione non è così semplice … quotidiana è sottoposta a continue manipolazioni di cui non ci rendiamo conto …

MASS MEDIA E CONDIZIONI DI VITA NELLA FORMAZIONE DELL'OPINIONE PUBBLICA. R Spiga - tesionline.it… MASS MEDIA E CONDIZIONI DI VITA NELLA FORMAZIONE … 3.2.1 Le condizioni oggettive di vita 3.2.2 Mass media e partecipazione politica 3.2.3 Le opinioni degli italiani sui temi di politica economica 3.3 I temi socio-economici 3.4 Il caso della Sardegna …

Strategie interpretative per la costruzione sociale della telerealtà. M Dibitonto - 2003 - tesionline.it… Tale video rappresenta una manipolazione dell'opinione pubblica in quanto quella che era stata fatta passare come una reazione alla … L' interesse della psicologia per la comunicazione di massa è da riscontrarsi soprattutto nella funzione che i mass media hanno acquisito …

[LIBRO] Teoria e pratica degli uffici stampa: pianificare, valutare, decidere e gestire: obiettivi, strumenti e modelli della comunicazione con i mass media. M De Vincentiis - 2005 - books.google.com. Page 1. Mauro De Vincentiis TEORIA E PRATICA DEGÙ UFFICI STAMPA Pianificare, valutare, decidere e gestire: obiettivi, strumenti e modelli della comunicazione con i mass media Page. 2. Page 3. Page 4 … La comunicazione da/per i mass media è a tutto campo …

INFORMAZIONE E MASS MEDIA DURANTE I CONFLITTI BELLICI. L RELATORE - tesionline.it… Corso di Laurea in Comunicazione Istituzionale e relazioni pubbliche INFORMAZIONE E MASS MEDIA DURANTE I CONFLITTI BELLICI NEWS AND MASS MEDIA DURING THE WAR CONFLICTS LAUREANDO RELATORE Giuseppe Tarsia Prof. Enrico Caniglia …

Rappresentazione dei dati su media diversi. A Natale - Telemedicina, 2010 - Springer… Inizialmente con mass media si faceva sostanzialmente riferimento a giornali, radio e televisione (media tradizionali … primaria a discapito della carta stampata e, pih in generale, dei media tradizionali … La validazione e la manipolazione di questi dati 6 realiz- zata mediante l'uso di …

[DOC] “MASS MEDIA E ISTITUZIONI IN ITALIA. LA QUALITÀ DELLA COMUNICAZIONE. DG Marrone - archiviofscpo.unict.it… “MASS MEDIA E ISTITUZIONI IN ITALIA. LA QUALITÀ DELLA COMUNICAZIONE. Indice. Introduzione … In coerenza con la lezione di Luhmann, peraltro, possiamo affermare che i mass media innalzano l'irritabilità della società e quindi la sua capacità di elaborare informazioni …

ACNP Full Text. Pasolini: una proposta d'analisi. M MEZZERA, M CEVOLI - Studi Romani, 1975 - search.proquest.com… Appartengono a questi anni le sue prese di posizione piu polemiche, quali la proposta di abolizione delta scuola del V obbligo, Vattacco incondizionato ai mass-media, la denuncia delta manipolazione di massa, il processo ai gerarchi Si tratta di affermazioni che dimostrano …

[PDF] unica.it. Laboratorio di Comunicazione Militante: the disclosure of the media rhetoric. C Casero - Between, 2014 - ojs.unica.it… di certo puro concettualismo e, concentrandosi sulle affinità tra il linguaggio estetico e le modalità comunicative dei mass media, quindi sulla … si evince chiaramente dalle 4 sezioni in cui essa è articolata, ciascuna “curata” da un autore diverso: manipolazione dell'informazione …

[PDF] sissa.it. L'impatto delle recenti politiche di austerity sulla salute: un percorso fra scienza e mass media. F Lavarini - 2016 - preprints.sissa.it… austerity sulla salute: un percorso tra scienza e mass media. Tesi di: Federica Lavarini Relatrice: Gianna Milano … risparmio? Come sono comunicati dai mass media questi temi? Attraverso l'analisi quali-quantitativa di tre quotidiani italiani – la Repubblica …

MASS MEDIA E INFLUENZA AVIARIA. A AVOGADRO - tesionline.it… influenza dei mass media. Per altri, alla formazione degli atteggiamenti, come di altri tratti …organizzato per conseguire il consenso, attivo o passivo, della massa in relazione ad azioni politiche, talvolta anche attraverso manipolazioni psicologiche. La propaganda è dunque …

Informazione Disinformazione Intossicazione dell'opinione pubblica durante e dopo l'emersione nei Mass Media della Rete Stay Behind “Gladio” della NATO. A Pannocchia - robertochicco.com … dell'opinione pubblica durante e dopo l'emersione nei Mass Media della Rete Stay Behind “Gladio” della … ignorati dalla stampa. Nel capitolo III abbiamo passato in rassegna l'attacco dei media, un tiro al … di far comprendere le tecniche della manipolazione, confrontandole con le …

[PDF] Bioetica e Mass Media: un rapporto necessario e complesso. LC Gonzalo Miranda - Studia Bioethica, 2016 - riviste.upra.org… Vita, salute, malattia, morte; interventi medici, custodia dell'ambiente, manipolazioni genetiche …Infatti, i mezzi di comunicazione di massa, o “mass media”, intervengono spesso, molto spesso, sui temi che sono oggetto di studio dei bioeticisti. I mezzi classici e quelli nuovi …

Nuovi ruoli e immagine nella comunicazione istituzionale dell'Aeronautica Militare. C Manara - 2005 - tesionline.it… dell'organizzazione militare nel Paese. Abbandonata la fase di vigile ma sostanziale inattività della guerra fredda, il militare di oggi, è sotto la luce dei riflettori dei media in ruoli soprattutto di peacekeeper. Acquisito un ruolo di …

IL CONTROLLO E LA MANIPOLAZIONE DELL'INFORMAZIONE. DUE CASI ITALIANI: IL QUOTIDIANO DI TRENTO NELL'ALPENVORLAND E L'INCHIESTA MANI …V PAOLUCCI, C VANNONI - tesionline.it… pubblica conseguenti al concreto attuarsi di tali funzioni peculiari dei mass media. Gli studi Sociologici compiuti in questi tre anni mi hanno portato a … Page 6. 2 determinati fini, ovvero tentativi di manipolazione ce ne sono stati. In particolar …

Mafia e informazione: il ruolo dei quotidiani nella costruzione dell'immagine sociale della mafia. R Federico - 2007 - tesionline.it… nella prima ci si sofferma sul rapporto mafia e informazione per capire le ragioni del disinteresse mostrato dai mass media nei confronti … L'informazione attraverso la stampa, pur se a volte accusata di manipolazioni e condizionamenti vari, presenta un elevato indice di criticità e …

La costruzione mediatica dell'insicurezza, indagine sulla retorica della paura come strategia comunicativa e strumento di controllo sociale. M Di Tommaso - 2004 - tesionline.it… Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale. Il sistema dei media nelle società complesse diviene strumento estremamente rilevante nella costruzione sociale della realtà e nel determinare l'idea che le masse hanno del mondo e di se stesse …

[DOC] LA FAMIGLIA EI MASS-MEDIA. M Deriu - conferenzaepiscopale.it… una forte tendenza all'individualismo L'esperienza individuale sembra essere diventata il luogo privilegiato per l'azione sociale, come spazio del controllo e della manipolazione e come …

La comunicazione politica negli USA, il ruolo degli Spin Doctors. F La Motta - 2008 - tesionline.it… a muoversi nel moderno panorama dei mass media, in modo da trasmettere in maniera efficace la propria offerta politica agli elettori. Ma esiste un limite oltre il quale queste figure si trasformano, appunto, in spin doctors, le cui tecniche sono in grado di manipolare a vantaggio …

[PDF] luiss.it. La comunicazione dell'invisibile: il potere mito-poietico dei mass media: dal decalogo su pietra al 2.0

F Manno - 2014 - tesi.eprints.luiss.it… IL POTERE PERVASIVO DEI NUOVI MASS MEDIA: DANUOVA FRONTIERA A SENZA FRONTIERA … dell'opinione pubblica: la sua natura, i suoi modi di formazione e il ruolo che in essi esercitano i grandi mezzi di comunicazione, le principali tecniche di manipolazione …

I MASS MEDIA IN TEMPO DI GUERRA DAI MEZZI TRADIZIONALI, ILC DELL'IRAQ - tesionline.it… dominante. La cultura di massa genererebbe passività e predisposizione alla manipolazione. Accanto a queste concezioni negative c'è la convinzione che i mass media possano essere utilizzati come strumenti di propaganda, dandone per scontata l'efficacia …

 Guerra e mass media: l'uso dei mezzi di comunicazione di massa durante gli eventi bellici. D Campennì - 2015 - tesi.eprints.luiss.it … cit., p. 223. 9P. Ortoleva e C. Ottaviano, Guerra e mass media, Liguori, Napoli 1994 … Page 8. Crimea, allo scopo di bilanciare gli articoli di Russell e per manipolare l'informazione … membri del governo operarono una vera e propria manipolazione delle notizie …

Controllo e manipolazione dell'informazione. Due casi italiani: il quotidiano di Trento nell'Alpenvorland e l'inchiesta Mani pulite. C Vannoni - 2006 - tesionline.it… I temi centrali sono la manipolazione e il controllo dei canali informativi … di valutare il sottile confine che separa cronaca pura da inclinazione soggettiva e analizzare le ripercussioni sull' opinione pubblica conseguenti al concreto attuarsi di tali funzioni peculiari dei mass media …

[PDF] unive.it. L'immigrazione romena in Italia e l'influenza dei mass media nel processo di migrazione. V Rizzo - 2014 - dspace.unive.it… PAG. 116 4.2 – LA MIGRAZIONE, I MEZZI DI COMUNICAZIONE EI MASS MEDIA PAG. 121 … thecommunication and the description of the evolution of the means of communication, from the letters to the new mass media means, ie televisions and internet. Then, I study the …

[PDF] Dalla Media Education alle New Media Education. T DONI - cnos-fap.it… «La cultura è contaminata dalle motivazioni commerciali dei media, dalla loro manipolazione e sfruttamento … testi scritti e immagini, così da saper valutare e discernere possibili inganni e manipolazioni sottostanti la … Mass media, cultura popolare, educazione, Elle Di Ci, Torino …

Opinione pubblica, media e politica. F Carta - 2004 - tesionline.it… Opinione pubblica, media e politica. Tesi di Laurea. Facoltà: Scienze Politiche. Autore: Fabio. Carta Contatta. Composta da 390 pagine … Vista la sua indubbia rilevanza, c'è sempre stata la tendenza tra i media, la politica e la scienza a volerla renderla concreta …

Partecipazione democratica al processo di costruzione dell'informazione. S Santini - 2008 - tesionline.it. … raggiungere milioni di individui contemporaneamente. I Mass Media erano la verità, la verità mediata attraverso cui un Paese costruiva la sua visione del mondo, le sue regole, i suoi comportamenti sociali. Ed era una verità pulita …

MANIPOLAZIONE DELLA COSCIENZA SOCIALE ATTRAVERSO I MASS MEDIA, scrive Davide il 27 dicembre 2010 su "ComeDonChisciotte", di SAIDA ARIFKHANOVA su "onlinejournal.com". L’informazione è una parte importante nella vita degli uomini moderni. Nella vita moderna l’informazione diventa un elemento sempre più significativo assieme all’istruzione; il modo in cui la gente interagisce con l’informazione definisce in buona parte il loro livello d’esistenza. Nel XXI secolo il possesso di informazione e istruzione determina lo status di una persona moderna nella società. Assieme all’ambito dell’istruzione, l’informazione determina gli ambiti del lavoro e dell’economia ed influenza la sfera della politica statale. La manipolazione delle informazioni e della coscienza sociale nel nostro tempo stanno diventando tecnologie per programmare il comportamento delle persone. Manipolando la società si possono distruggere alcune idee dentro alla mente delle persone e su quelle rovine costruire nuove idee e nuove fondamenta, come ad esempio una nuova ideologia. I sistemi di telecomunicazione, concepiti come importante raccordo per lo smistamento di informazioni, hanno un posto dominante sull’ambiente umano. “La manipolazione dell’informazione è simile alla disinformazione…” scrive lo studioso Vladimiri Volkov nella sua “Storia della disinformazione”. Scrive che la manipolazione intesa come distruzione ha tre scopi:

1. demoralizzare la nazione attraverso la disintegrazione dei gruppi che la conformano

2. screditare le autorità e i loro valori

3. neutralizzare le masse onde prevenire qualsiasi forma di comportamento spontaneo a favore dell’ordine stabilito e ad un certo punto portare al potere un piccolo gruppo di persone.

Un altro ricercatore, Sergey Kara-Murza, nel suo libro “Manipolazione delle coscienze” segnala tre caratteristiche principali della manipolazione:

1. La manipolazione è un tipo di influenza spirituale e psicologica quando le strutture mentali e spirituali dell’individuo sono bersagliate.

2. La manipolazione è un’influenza nascosta, fatto che deve restare sconosciuto a chi subisce la manipolazione.

3. Una manipolazione influente richiede considerevoli abilità e conoscenze specialistiche.

Nel suo lavoro “L’uomo manipolato”, il ricercatore Herbert Franke scrive quanto segue: “Quando subiamo una manipolazione nella maggior parte dei casi dobbiamo intendere un’influenza mentale esercitata segretamente, di conseguenza a scapito di coloro verso i quali è indirizzata”. Secondo tutti questi studi, la manipolazione dell’informazione attraverso i mass media è indirizzata verso la società. Secondo l’opinione degli scienziati, la manipolazione si rende necessaria quando lo Stato è interessato a rendere popolari certe idee, cercando di creare delle fondamenta ideologiche per giustificare determinate misure d’influenza. Dunque la propaganda lavora direttamente al servizio delle necessità ideologiche dello Stato e di coloro che si trovano a guidare lo stato. Con lo sviluppo dell’economia e della generale commercializzazione dei mezzi di comunicazione di massa, l’informazione è anch’essa diventata una merce, vale a dire un articolo di scambio e i proprietari dei media devono renderli appetibili al mercato, a prescindere dal fatto che i media siano in primo luogo un’istituzione sociale e solo in seconda istanza un’azienda privata. Molto spesso, utilizzando pratiche prese in prestito dal mondo degli affari, i proprietari di media privati cercano di migliorare il loro prodotto rendendolo più adatto alle necessità e alle richieste dei consumatori. E i consumatori di questo prodotto sono il pubblico. I mass media indirizzano i propri servizi alla società e ogni servizio viene proposto per la persona a cui è indirizzato.

La natura della manipolazione. Di regola la manipolazione ha un doppio impatto, quando assieme ad un messaggio aperto, il manipolatore manda al destinatario un messaggio in codice che produce nella sua mente le immagini necessarie al manipolatore. La manipolazione come tecnologia basata sulla suggestione esercita la sua influenza sulla gente, e spesso riesce a farsi obbedire facendo ricorso non tanto alle loro menti bensì ai loro sentimenti. La suggestione è un sentimento profondo presente nella psiche, emerso prima ancora del pensiero analitico. Al di là della nozione di suggestione c’è anche la nozione di persuasione e queste due nozioni sono piuttosto differenti. Qual è la differenza in linea di principio tra la suggestione e la persuasione? Di regola, la suggestione si raggiunge attraverso un metodo manipolativo. Si basa sui sentimenti umani. Al contrario, la persuasione si basa su fondamenta logiche. Durante la persuasione vengono usati fatti, argomentazioni e spiegazioni. Essi negoziano con la parte attiva dell’essere umano, a cui vengono offerti una serie di argomenti che lui può capire, accettare oppure rifiutare. La differenza, in linea di principio, tra suggestione e persuasione è che la suggestione penetra la coscienza umana nonché la sfera mentale, stabilendosi come qualsiasi oggetto della percezione passiva. Dunque, la suggestione è l’intrusione di un’idea dentro alla mente umana, senza la partecipazione della sua parte attiva. La suggestione va a incidere sulla persona non attraverso la convinzione logica bensì influenzando direttamente la sfera mentale – impiantandovi idee grazie ai sentimenti ed alle emozioni. Un’altra differenza tra la suggestione e la persuasione è che, a livello dei processi psicologici, la percezione è collegata direttamente con l’immaginazione, la quale ricombina nuovamente gli oggetti una volta che vengono fissati nella memoria. Poiché l’immaginazione è meno collegata con la logica, essa è più vulnerabile e più sensibile agli influssi esterni, trasformando all’interno della mente quelle impressioni ricevute quando oramai l’immaginazione ha creato immagini mentali o percettive. A loro volta queste immagini creano emozioni. Mezzi così forti per influenzare la coscienza sociale, come il terrorismo associato alla televisione per esempio, si basano su un simile connubio tra immaginazione e sentimenti.

I legami tra il terrorismo e la tv. Osservando come avvengono gli atti di terrorismo e come vengono riflessi dai mezzi d’informazione, possiamo evidenziare alcune regolarità.

1. Atto terroristico

2. Televisione

3. Influenza sull’immaginario e sui sentimenti del pubblico

4. Comportamento necessario programmato

5. Spegnimento del senso comune nel pubblico televisivo.

Esaminando, stadio dopo stadio, l’influenza dell’atto terroristico e il modo in cui viene riflesso dai programmi d’informazione televisiva, si può seguire cosa succede al fatto. Di regola, lo scopo principale del terrore è intimorire e creare una paura diseguale. La paura scende quando la tv fa un servizio su un atto terroristico o su un rapimento. Non è un segreto che tutti coloro che siedono di fronte alla tv in quel momento immaginano di trovarsi nei panni delle vittime degli attentati. Quindi questo porta alla naturale identificazione di uno con la persona vista in questa o quella situazione. In una situazione del genere, la coscienza e la mente sono in preda alle emozioni, che sovrastano la persona e riducono l’introspezione critica. Dunque, manipolando i sentimenti del pubblico attraverso la televisione, i terroristi, oppure coloro che sono interessati a trasmettere quel servizio, attirano l’attenzione sulle loro notizie. Hanno bisogno che la persona ricordi le notizie. A questo proposito, la notizia viene ritrasmessa ripetutamente come mezzo usato attivamente per trattenere l’attenzione. Caratteristiche come la stabilità e l’intensità della ripetizione dei servizi d’informazione vengono usate a questo proposito. Inoltre, vengono usate altre peculiarità tecnologiche della televisione, tra cui:

– le parole del presentatore

– musica

– immagini d’archivio.

Esaminando ancora una volta che cosa succede in realtà, ci rendiamo conto che quando una persona riceve un messaggio, il modo in cui interagisce con la sua memoria si divide due stadi. In un primo momento abbiamo una memorizzazione passiva nel subconscio e in seguito l’informazione viene processata dall’intelletto. Quando l’informazione ha forti tinte emotive, si “impianta” nella memoria ed inizia a influenzare la coscienza. Come risultato della ripetizione viene ricordata, per quanto questa memorizzazione sia involontaria, come la pubblicità che spesso viene ricordata rapidamente e senza farci caso.

Attualità dell’argomento. Secondo B.E. Kretov, nella comunicazione politica un posto speciale è occupato dallo scambio di informazioni tra governo e governati per avere il consenso necessario alle decisioni di governo mentre coloro che vengono governati cercano di far sentire i propri bisogni e di renderli pubblici. Queste due parti possono raggiungere il consenso grazie soltanto alla comunicazione – lo scambio di informazioni. Per raggiungere l’unità con il popolo, le autorità cercano mediante i mass media di impiantare nella gente le loro idee, concordanti con i loro interessi. I conflitti e le contraddizioni sono inevitabili in una simile struttura di società, perché la stampa democratica si concentra sulla libertà, sulla glasnost, sui dibattiti e sui diritti umani, mentre l’esercito e la polizia si concentrano sulla disciplina, la segretezza, la sicurezza e il patriottismo, oppure parlano della necessità dell’uso della forza. Tornando alla questione, dopo l’11 settembre 2001, un’atmosfera di paura nei confronti degli attentati terroristici è stata diffusa lungo il pianeta attraverso i mass media. Come risultato, in tutti i Paesi del mondo il controllo statale sui mass media è aumentato come giustificazione dell’idea di “sicurezza nazionale”. La manipolazione presume sempre un pubblico – i rappresentanti della società. I rappresentanti della società, influenzati da diversi servizi, diventano parte delle masse e durante il processo di trasformazione da individui separati a “folla collettiva”, aggregano caratteristiche tipiche delle masse:

1. La tendenza verso la spersonalizzazione – l’individuo viene annullato dalla coscienza della massa sotto l’influsso delle pulsioni.

2. Prevalenza dei sensi sulla coscienza – l’intelletto viene sopraffatto dai sentimenti e dagli istinti. 

3. Si abbassano sia l’intelletto che i valori morali. 

4. Il livello di responsabilità scende fortemente.

Tutti questi segni rendono il gruppo di persone particolarmente vulnerabile e sensibile alle varie manipolazioni da parte delle autorità.

Informazione estetica e semantica. Tutte le informazioni possono a loro volta essere suddivise in due gruppi: informazione estetica e informazione semantica. L’informazione estetica non viene sottoposta alla logica e sollecita un certo stato mentale – emozioni e reazioni invece di una riflessione della realtà. Più stabile, crea un’atmosfera nella coscienza umana. Qualsiasi informazione estetica è indirizzata non alla comprensione bensì alla suggestione, di conseguenza può diventare facilmente uno strumento d’abuso. L’informazione semantica, o nozionale come spesso viene chiamata, si basa sulla persuasione e l’interesse e viene indirizzata alla logica e al senso comune. Questa aveva un ruolo importante nella attività politiche prima del coinvolgimento attivo dei media in politica. Gli sviluppi vengono valutati da metodi d’informazione semantica, attraverso la percezione analitica – dicono gli esperti. In senso pratico le autorità prediligono l’informazione estetica su quella semantica perché è in grado di preparare azioni che contraddicono la logica e il vero stato delle cose che qualche volta possono essere invisi all’élite che detiene il potere. E’ un tipo di fenomeno che dipende dal fatto che la l’informazione estetica non è mirata alla comprensione, bensì alla suggestione di simboli stabili grazie all’uso di svariati effetti. Poiché i mass media come istituzione sociale hanno il prestigio di essere una fonte ufficiale d’informazioni, godono di un alto livello di fiducia da parte di un ampio pubblico e uno spera forniscano informazioni valutative. Queste informazioni valutative inducono alla creazione dell’opinione pubblica. Se in senso pratico la stampa si basa sull’onda semantica, la tv usa le sue potenzialità audio e video influenzando la percezione estetica della coscienza del pubblico. La televisione è il più importante strumento di influenza politica sul pubblico per via delle sue caratteristiche tecniche oggettive.

I principi dell’estetica televisiva. La televisione è composta da un mosaico di immagini che rappresentano l’intero pianeta sotto forma di servizi non collegati da un legame logico monosemantico. I servizi che arrivano nella mente del telespettatore rompono la dispersione generale del mosaico e questi cerca di unirli in un insieme semantico. Il testo letto dal presentatore viene preso come un verità ovvia, a causa del prestigio tutto speciale della tivù come istituzione mediatica. Se il presentatore legge un testo sullo sfondo di immagini video registrate sulla scena dell’azione, quel testo viene preso come verità assoluta. In vista del fatto che la televisione gode della fiducia comune della gente, è difficile per una persona diversa valutare criticamente uno sviluppo. Questo succede anche perché l’informazione estetica sotto forma di flusso audio e video non è costruita logicamente. Non c’è sostanza, né argomentazione, né un contesto che abbia senso in quel flusso se non viene aggiunto dal testo del presentatore. La codifica manipolativa del servizio passa inavvertita dal pubblico di massa perché la differenza tra la realtà e la sua interpretazione è quasi intangibile mentre la distorsione della realtà è inevitabile. In questo caso i servizi d’informazione vengono confezionati attraverso la ripetizione, lo spezzettamento, l’urgenza ed il sensazionalismo. Inoltre prevalgono l’assenza di fonti alternative di informazione, la presentazione univoca delle informazioni e l’occultamento delle notizie alternative. Conseguentemente si crea una realtà virtuale invece di riflettere la vera realtà. La tecnica di isolare il destinatario dalle altre influenze viene usata spesso, assieme alla semplificazione della presentazione delle notizie e all’uso di stereotipi e metafore varie.

La lingua della manipolazione. Si presume che i giornalisti dei mass media usino una lingua “corretta”. Questo vuol dire che una lingua “corretta” per la tv è quella usata dal presentatore che legge il testo datogli da un editore, il quale a sua volta lavora sul materiale prodotto da un giornalista come suggerito dal capo. Quindi le notizie vengono “create” presso la stazione televisiva. Con l’aiuto di parole e del video viene sempre creato un contesto del servizio, che può essere cambiato, semplificato o reso più complicato. Una simile manipolazione è legata da vicino alla natura della percezione umana. Gli esseri umani sono attratti per natura dalle spiegazioni semplicistiche. C’è una certa caratteristica della coscienza umana che regola tutte le informazioni nuove secondo gli stereotipi esistenti. Il metodo per una tale semplificazione consiste nell’aiutare il manipolatore a dimostrare l’importante idea che deve essere suggerita al pubblico facendo uso di una forma concisa, forte e impressionante – l’asserzione. Di regola, il pubblico prende per buona la notizia senza pensare. Un altro metodo importante per rafforzare gli stereotipi nelle menti è la ripetizione. La ripetizione dà alla notizia una caratteristica assertiva aggiuntiva, in altre parole la fa diventare un’idea fissa, un’idea che incita all’azione. La tecnologia propagandistica si basa proprio su questa tecnica ripetitiva. L’urgenza aiuta il servizio ad avere una forte influenza sul pubblico, aumentando le opportunità di manipolazione. La tecnica di spezzettare il servizio comporta la perdita di senso e d’integrità. Un fatto presentato con maggiore importanza e originalità è artificialmente distorto dalla sua importanza. Alle notizie viene attaccato in maniera artificiale un tocco di sensazionalismo. Di solito viene fatto perché sotto la maschera del sensazionalismo si trova uno sviluppo nascosto, che il pubblico non dovrebbe sapere. Molto spesso il sensazionalismo viene usato per mettere fine ad uno scandalo o ad una psicosi quando c’è bisogno di distrarre l’attenzione del pubblico. In molti Paesi dove le sorti dello Stato vengono decise dalla vittoria di un partito piuttosto che di un altro, non dipende da quanto convincente sia il programma del candidato bensì da quanto lui sia stato bravo ad organizzare lo show mediatico. Le possibilità per un candidato di vincere le elezioni dipendono dal riuscire ad essere il punto focale della campagna mediatica. Ci sono poi le notizie ufficiali e quelle non. Le notizie ufficiali di regola appoggiano la ripartizione di forze già esistente e riflettono le vedute delle strutture di potere in una data società in un dato momento. Le notizie non ufficiali sono quelle che vengono dalle forze d’opposizione. Radicalmente diverse dalle notizie ufficiali, quelle non ufficiali smuovono quel rapporto di forze. Per i propositi della propaganda un’asimmetria nell’informazione è usata perché in ogni società l’ideologia ufficiale si oppone a quella non ufficiale. C’è anche un metodo di asimmetria nella copertura, quando un fenomeno viene seguito nella sua totalità mentre un altro viene taciuto. Nella vita quotidiana ognuno di noi può rendersi conto che un evento ha una copertura positiva e un’altra negativa. In questo senso vediamo che l’asimmetria nell’informazione scompare gradualmente e le persone si abituano ad un’interpretazione di parte: positiva o negativa. Come risultato di analisi qualitative e quantitative eseguite sulla stampa uzbeka, l’autore di questa ricerca ha svelato le principali tecnologie usate. In senso qualitativo, questo lavoro ha lo scopo di studiare le tecnologie per la manipolazione – l’uso di metafore, stereotipi e ripetizioni. In senso quantitativo, è stata calcolata la quantità di luoghi comuni precisi usati ripetutamente. Per esaminare i siti d’informazione uzbechi sono stati scelti i siti delle agenzie stampa “Turkiston Press” e “UzA” e del quotidiano “Narodnoye slovo”. Questo esame ha mostrato come le notizie presentate siano di parte. I materiali scelti non hanno la moderazione adatta alla presentazione di notizie. Tutti gli sviluppi vengono trattati in maniera predominantemente positiva. Per causa della ripetizione si produce un effetto d’imposizione d’idee e di giornalismo di parte. Inoltre, l’occultamento delle fonti d’informazione e l’uso della tecnica dell’accennare senza dare mai i nomi veri, ad esempio: “sostenitori stranieri” oppure “certi politici occidentali”. Vengono anche usate metafore come queste: “certe forze oscure”, “briganti che hanno svenduto la patria per una canzone”, “furfanti provocatori” “le forze oscure sono in agguato e attendono il loro turno”. Molto spesso totalmente polarizzate, metafore in apparenza positive vengono usate su altri. Tali caratteristiche diverse separano le persone in “buone” e “cattive” e mettono in evidenza l’orientamento propagandistico di una determinata pubblicazione. Ci sono più informazioni neutre sull’agenzia di stampa “Turkiston Press” perché la sua impostazione differisce da quella delle altre due pubblicazioni sopra citate. Si può dire che l’informazione viene presentata in maniera più professionale dal punto di vista dell’imparzialità. Leggendo brani da diversi servizi stampa si può notare il tentativo di stereotipizzare, standardizzare e semplificare gli sviluppi. Tuttavia molto spesso le pubblicazioni che presentano opinioni e tendenze diverse le esprimono attraverso i loro giornalisti che le indirizzano al pubblico. La professionalità dei giornalisti all’ora di verificare la qualità del materiale offerto dopo aver preso in esame l’autenticità e le sfumature degli eventi non sempre può garantire un alto livello di fiducia da parte del pubblico nei confronti delle fonti d’informazione. La corrispondenza tra ciò che viene pubblicato e l’informazione crea dei criteri standard – tra cui l’efficienza, l’obiettività, l’autenticità e l’espressione della propria opinione, a prescindere dalle condizioni politiche fanno dei media un’istituzione di cui ci si può fidare, un ideale per cui lottare. Per il momento uno dei più grandi problemi è l’autocensura da parte dei giornalisti nel presentare un determinato fatto. Ci sono fatti su cui la pubblicazione dà una valutazione propria, basandosi sulle opinioni degli esperti e dalle labbra di questi esperti impone “un’interpretazione corretta” e presenta una finta obiettività al pubblico sfruttando il metodo dell’analisi falsata. Il pubblico di solito si aspetta informazioni valutative da parte dei media. Questo è spiegato dal fatto che i mass media come istituzione sociale godono il prestigio d’essere una fonte ufficiale d’informazioni, di cui la masse si fidano. L’esame ha mostrato come ci siano anche citazioni provenienti da fonti anonime ed autorevoli le quali suggeriscono l’idea dell’occultamento di una notizia e quindi la creazione di una realtà virtuale invece di una riflessione della verità.

Conclusioni importanti. Esaminando le pubblicazioni di alcuni dei media in Uzbekistan, si può individuare quali sono le diverse tecniche manipolative usate con maggiore frequenza:

– Stereotipizzare

– “Polarizzare” il flusso d’informazioni

– Isolare il ricettore da altre influenze – mancanza di fonti d’informazione alternative

– Parziale occultamento delle informazioni

– Servizi costruiti usando una terminologia professionale

– Banalizzare

– Standardizzare

– Ripetere

Fra le tecniche manipolative speciali vi troviamo l’informazione asimmetrica e la copertura asimmetrica. In questo caso possiamo anche notare l’uso di metafore, il fissarsi sulle fonti autorevoli e spesso anonime, l’uso di metodi di contrasto e falsa analogia e servizi stereotipizzanti. Il materiale usato dai media non è sempre professionale dal punto di vista delle passioni del singolo giornalista e il desiderio di esprimere il proprio punto di vista. Molto spesso, fidandosi delle opinioni degli esperti, una pubblicazione fornisce una valutazione parziale e di parte su di un determinato evento. Prendendo in considerazione il fatto che la tecniche per la manipolazione diventano sempre più raffinate, la società deve far appello al senso di responsabilità sociale degli stessi giornalisti e alla loro osservanza dell’etica del giornalismo come base della professionalità di un giornalista. Poiché i mass media producono informazioni, intrattenimento e educazione per il pubblico, essi devono cercare di combaciare con l’immagine rappresentata da un’istituzione sociale progressista ed innovativa, la quale fornisce informazioni che sono il più possibile obiettive ed efficienti. I giornalisti devono cercare di astenersi dal fare commenti a favore di questo o quest’altro partito, cercando di essere equilibrati ed evitando di dare valutazioni estreme su situazioni reali. Evitare l’uso di espressioni estremistiche e di stereotipi propagandistici fa sì che la fonte d’informazione meriti fiducia. La presenza di fonti autorevoli e anonime esclude qualsiasi interpretazione alternativa della notizia. Di conseguenza, un determinato stereotipo si consolida nelle menti del pubblico. Secondo analisi qualitative e quantitative, quanto più una pubblicazione cerca di attenersi agli standard internazionali, tanto meno è motivata ad usare tecnologie manipolative per attirare l’attenzione dei lettori. Proporzionalmente alla crescita della responsabilità giornalistica nei confronti della società e non solo di fronte agli editori, cresce inoltre la richiesta di professionalità nel giornalismo. Attualmente i mass media progressisti si considerano un’istituzione socialmente responsabile. Allo stesso tempo, quanto minori siano i legami dei media, tanto meno verrà usato come uno strumento d’influenza sulle menti del proprio pubblico. Quindi l’indipendenza economica dei media è di grande importanza. La società, nel proteggere i propri interessi, dovrebbe appellarsi di più alla responsabilità sociale dei giornalisti, alla loro professionalità e alla loro osservanza dell’etica del giornalismo come princìpi fondamentali della professionalità di un giornalista. Saida Arifkhanova, giornalista e ricercatrice residente in Uzbekistan. Fonte: onlinejournal.com.

SOUND OF SILENCE. MANIPOLAZIONE MENTALE (BREVETTATA) ATTRAVERSO APPARECCHI TV E MEDIA.

MANIPOLAZIONE MENTALE (BREVETTATA) ATTRAVERSO TV E MEDIA di Project Phoenix. Manipolazione del sistema nervoso attraverso campi magnetici emessi da schermi - US Patent: google.com/patents/US6506148. La tecnologia "Sound of Silence" (Suono del silenzio) viene trasmessa anche per mezzo degli apparecchi televisivi ad alta definizione (TV in HD). Le possibilità di manipolazione mentale delle TV in HD sono rivelate da un brevetto statunitense del 2002 intitolato ‘Nervous System Manipulation by EM Fields from Monitors’. In esso si legge: ‘Many computer monitors and HD TV screens, when displaying pulsed images, emit pulsed electromagnetic fields of sufficient amplitudes to cause such excitation. It is therefore possible to manipulate the nervous system of a subject by pulsing images displayed on a nearby computer monitor or DIGITAL TV set.” Ovvero: “Molti monitor per computer e schermi per televisioni in alta definizione, quando mostrano immagini pulsanti, emettono campi elettromagnetici pulsanti di sufficiente ampiezza per causare tale eccitazione. E’ quindi possibile manipolare il sistema nervoso di un soggetto per mezzo di immagini pulsanti che appaiono su un vicino computer o apparecchio televisivo digitale”. La tecnologia bellica SSSS dello zio Sam è collegata al nuovo sistema digitale tv. Vale a dire: può entrare nella mente della popolazione inconsapevole. Può essere amplificata con tanti dispositivi inclusi H.A.A.R.P. e le torri di GWEN (Ground Wave Emergency). (...) Il meccanismo che altera la mente si basa su una tecnologia portante subliminale: Spread Spectrum Silent Sound (SSSS). È stata sviluppata da Oliver Lowery di Norcross, Georgia, ed è descritta nel brevetto US # 5.159.703, “Silent Subliminal Presentation System”, datata 27 ottobre 1992. Nell’abstract del brevetto è scritto: «Un sistema di comunicazione silenzioso in vettori non-fonetiche, nell’intervallo molto basso o molto alta frequenza audio o nell’adiacente spettro di frequenza ultrasonica sono in ampiezza o frequenza modulate con l’intelligenza desiderata e propagate acusticamente o vibrazionalmente, per incentivo in cervello, tipicamente attraverso l’uso di altoparlanti, cuffie, o trasduttori piezoelettrici. Le portanti modulate possono essere trasmessi direttamente e in tempo reale o possono essere comodamente registrati e conservati su supporti meccanici, magnetici o ottici per la trasmissione differita o ripetuta a chi ascolta». US Patent 5.159.703: scribd.com/…/d…/242044069/US-Patent-No-5-159-703.

I legami tra il terrorismo e la tv: Osservando come avvengono gli atti di terrorismo e come vengono riflessi dai mezzi d’informazione, possiamo evidenziare alcune regolarità.

1. Atto terroristico

2. Televisione

3. Influenza sull’immaginario e sui sentimenti del pubblico

4. Comportamento necessario programmato

5. Spegnimento del senso comune nel pubblico televisivo.

Esaminando, stadio dopo stadio, l’influenza dell’atto terroristico e il modo in cui viene riflesso dai programmi d’informazione televisiva, si può seguire cosa succede al fatto. Di regola, lo scopo principale del terrore è intimorire e creare una paura diseguale. La paura scende quando la tv fa un servizio su un atto terroristico o su un rapimento. Non è un segreto che tutti coloro che siedono di fronte alla tv in quel momento immaginano di trovarsi nei panni delle vittime degli attentati. Quindi questo porta alla naturale identificazione di uno con la persona vista in questa o quella situazione. In una situazione del genere, la coscienza e la mente sono in preda alle emozioni, che sovrastano la persona e riducono l’introspezione critica. Dunque, manipolando i sentimenti del pubblico attraverso la televisione, i terroristi, oppure coloro che sono interessati a trasmettere quel servizio, attirano l’attenzione sulle loro notizie. Hanno bisogno che la persona ricordi le notizie. A questo proposito, la notizia viene ritrasmessa ripetutamente come mezzo usato attivamente per trattenere l’attenzione. Caratteristiche come la stabilità e l’intensità della ripetizione dei servizi d’informazione vengono usate a questo proposito. Inoltre, vengono usate altre peculiarità tecnologiche della televisione, tra cui:

– le parole del presentatore

– musica

– immagini d’archivio.

Esaminando ancora una volta che cosa succede in realtà, ci rendiamo conto che quando una persona riceve un messaggio, il modo in cui interagisce con la sua memoria si divide due stadi. In un primo momento abbiamo una memorizzazione passiva nel subconscio e in seguito l’informazione viene processata dall’intelletto. Quando l’informazione ha forti tinte emotive, si “impianta” nella memoria ed inizia a influenzare la coscienza. Come risultato della ripetizione viene ricordata, per quanto questa memorizzazione sia involontaria, come la pubblicità che spesso viene ricordata rapidamente e senza farci caso. Affermare che la nostra società - com’è strutturata - è una vera e propria gabbia mentale, fa subito aizzare i paladini e i difensori dei diritti civili, che sbandierando ai quattro venti termini come “libertà” e “democrazia”, cercano immediatamente di tranquillizzarci tutti, soprattutto le loro coscienze. Forse non capiscono. Forse fanno finta di non capire, che parole bellissime come “libertà” e “democrazia” primo non significano granché e secondo vengono sfruttate e amplificate proprio dall’establishment economico-finanziaria (cioè i veri e propri Burattinai), proprio per dare a noi l’illusione di non essere in gabbia.

“Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo” - Johann Wolfgang von Goethe.

Tecniche di manipolazione mentale - neuroschiavi: La TV ha l’immenso potere di influenzare comportamenti, idee, costumi e addirittura cambiare radicalmente abitudini di vita o credenze. (...) Siccome gli assassini che vengono presentati in TV sono sempre contadini, spazzini, studenti, casalinghe, drogati, la gente normalmente si fa l’idea che i magistrati, i politici, gli architetti, gli avvocati, i commercialisti, non uccidano nessuno e nella società si crea quindi la ridicola equazione “professionista = persona per bene”. (...) La TV, insomma, propone modelli di comportamento, propone fini, ispira stili di vita, e inculca, che ce ne rendiamo conto o no, idee e pensieri.

Le TV ad alta definizione inducono manipolazione sul sistema nervoso, scrive Beatrice 5 dicembre 2015 "Conoscenze al Confine". Non è fantascienza, dunque: scelte responsabili nell’acquisto ed uso o meno di avanzata tecnologia “domestica”. Occhi al cielo per “vedere” e non ascoltare solo “normali previsioni meteo” …Immaginate questo scenario di fantascienza: un futuristico dittatore scientifico usa onde elettromagnetiche per controllare le menti delle masse, rinchiudendole all’interno di una “sotto-realtà” di sentimenti negativi e di pensieri distorti. Idea paurosa non è vero? Solo che questa non è una finzione. Gli Illuminati stanno utilizzando queste armi contro di noi proprio in questo momento, bombardandoci con le onde SSSS. Due mezzi di attacco sono le scie chimiche e gli apparecchi TV in alta definizione (HD). Le scie chimiche sono il mezzo primario di attacco. Le scie chimiche disseminano il cielo con un particolato metallico che conduce le frequenze emesse da HAARP (e possibilmente anche da altri emettitori di onde quali le torri GWEN), diffondendo impulsi SSSS che ci rintontiscono generando in noi sensazioni di disagio, depressione e apprensione. Lo stratega geopolitico degli Illuminati Zbigniew Brzezinski ha parlato di annebbiare la mente delle persone con onde SSSS nel suo libro “Between Two Ages” (Tra due epoche) già nel 1970. “Può essere fattibile – e tentatrice – l’idea di utilizzare per finalità politico-strategiche i risultati della ricerca sul cervello e sul comportamento umano”. Gordon J. F. MacDonald, un geofisico che si sta specializzando nelle applicazioni militari, ha scritto che impulsi a tempo, indotti artificialmente ed elettronicamente, potrebbero portare ad uno schema di oscillazioni tali da produrre livelli relativamente alti di elettricità in certe regioni della terra. In questo modo si potrebbe sviluppare un sistema che inibirebbe seriamente le prestazioni cerebrali di una gran parte della popolazione, in certe regioni per un lungo periodo di temp. Ora sorge un problema: se gli Illuminati ci stanno irradiando con le onde SSSS, utilizzando le scie chimiche, non ne vengono anche loro danneggiati? Sospetto che la risposta a questo dilemma sia nella citazione sopraindicata di Brezezinksi: notate che dice “regioni selezionate”. Considerando quanto sia incredibilmente sofisticata questa tecnologia, dobbiamo presumere che sia estremamente accurata, quindi in grado di irrorare vaste aree con le scie chimiche ma di inviare le SSSS solo in alcune regioni. Per esempio: possono irradiare Londra, ma lasciare fuori delle aree dell’elite…La tecnologia Sound of Silence (Suono del silenzio) viene trasmessa anche per mezzo degli apparecchi televisivi ad alta definizione (TV in HD). Le possibilità di manipolazione mentale delle TV in HD sono rivelate da un brevetto statunitense del 2002 intitolato Nervous System Manipulation by EM Fields from Monitors. In esso si legge: ‘Many computer monitors and HD TV screens, when displaying pulsed images, emit pulsed electromagnetic fields of sufficient amplitudes to cause such excitation. It is therefore possible to manipulate the nervous system of a subject by pulsing images displayed on a nearby computer monitor or DIGITAL TV set.” Ovvero: “Molti monitor per computer e schermi per televisioni in alta definizione, quando mostrano immagini pulsanti, emettono campi elettromagnetici pulsanti di sufficiente ampiezza per causare tale eccitazione. E’ quindi possibile manipolare il sistema nervoso di un soggetto per mezzo di immagini pulsanti che appaiono su un vicino computer o apparecchio televisivo digitale”. Il primo uso manifesto delle onde SSSS in apparecchi di comunicazione è stato durante la prima guerra del golfo, quando i militari statunitensi hanno utilizzato tale tecnologia per innescare rese di massa tra le fila dei soldati iracheni. Gli Stati Uniti prima hanno distrutto il sistema di comando e controllo di Saddam, lasciando all’esercito solo i segnali radio in FM per comunicare. Gli Stati Uniti hanno messo in piedi un finto sistema di trasmissione militare iracheno che trasmetteva frequenze sound of silence. I media statunitensi hanno soppresso l’informazione su tale tecnologia ma le ITN News di Londra hanno riportato la presenza di ‘incredibili programmi super segreti di operazioni psicologiche PsyOps’. Hanno riportato che tale tecnologie hanno instillato stati emozionali negativi nelle truppe irachene: sensazioni di paura, ansietà, sconforto e mancanza di speranza’. Il giornalista si meravigliava della tecnologia: questo sistema subliminale incredibilmente efficace non dice semplicemente ad una persona di sentire un’emozione, gliela fa sentire; esso impianta tale emozione nelle loro menti. L’efficacia dell’attacco fu scioccante: le truppe irachene si arresero in massa. Un presagio di quello che avverrà se noi nell’Occidente permettiamo che questa tecnologia venga utilizzata contro di noi. Le stesse onde SSSS adesso vengono diffuse nei nostri salotti attraverso gli apparecchi televisivi ad alta definizione. Questa è la ragione reale per la quale Obama sta firmando delle leggi per elargire sussidi alla gente ed ai canali televisivi affinché si convertano all’alta definizione. Nella sua prossima campagna Obama non avrà bisogno di ripetere in maniera idiota la parola Spera! per indurre la vostra approvazione, al contrario egli invierà automaticamente quell’emozione direttamente nella vostra testa! E’ importante rendersi conto che il controllo mentale tramite ‘sound of silence’ è un attacco globale. Esso viene utilizzato in tutte le nazioni occidentali e dell’est europeo (e probabilmente anche in altre), molto probabilmente messo in atto attraverso i servizi segreti che lavorano direttamente per gli Illuminati. Edward Tilton, presidente dell’azienda Silent Sounds Inc., uno dei bracci privati della tecnologia SSSS, ha detto in una newsletter del 1996 che ‘noi realizziamo nastri e CD per il Governo Tedesco e anche per le nazioni dell’ex Unione Sovietica! Questo è un attacco globale da parte di una autorità globale centralizzata, ovvero gli Illuminati.

Background. Lo “Spettro di diffusione del suono del silenzio” (“Silent Sound Spread Spectrum” – SSSS), noto anche come ‘S-quad’ (quattro S) emette onde elettromagnetiche al di fuori del nostro range uditivo. Dal momento che il nostro cervello è un organo che funziona elettricamente, queste onde danneggiano la nostra coscienza. Possono anche definire i nostri stati d’animo. Gli scienziati possono isolare gli schemi particolari delle onde cerebrali che si verificano quando sentiamo “apatia” o “depressione”: possono registrarla e duplicarla come “track”. Si può quindi emettere un “track” provocando lo stato emozionale nell’ignaro individuo. Mentre la maggior parte delle persone penserà che sia assurda l’esistenza di tale tecnologia, essa è vecchia di almeno 70 anni. Essa fu menzionata per la prima volta dal creatore della cibernetica, Norbert Weiner, nel suo libro del 1948 ‘Cybernetics: Or Control and Communication in the Animal and the Machine’ (Cibernetica: ovvero il controllo e la comunicazione nell’animale e nella macchina). Weiner racconta i suoi esperimenti del 1942-1947 compiuti esponendo gli individui a campi elettrici di bassa intensità nella consapevolezza che essi possano modificare il naturale ritmo di onde elettromagnetiche a bassissima frequenza (onde ELF). La CIA ha raffinato tale tecnologia nei decenni successivi. Nel suo libro del 1979 “La ricerca del Candidato Manciuriano” (‘The Search for the Manchurian Candidate’), John Marks riferisce che in risposta ad una richiesta fatta in base al Freedom of Information Act (legge statunitense sulla trasparenza – N.d.T.), la CIA lo ha informato che essi detengono una stanza piena di schede sull’elettromagnetismo e sulle tecniche correlate per alterare il comportamento e stimolare il cervello. L’agenzia (la CIA) si è rifiutata di pubblicare tali documenti ed essi rimangono classificati (segreti). Questi esperimenti sono andati tutti ben al di là della semplice induzione degli stati d’animo. Per esempio, nel libro l’Elettrica del Corpo (Body Electric) del 1974 il dottor R. O. Becker riferisce dei suoi esperimenti riusciti per canalizzare la “parola pronunciata dall’ipnotista” direttamente nella mente inconscia del proprio soggetto utilizzando onde elettromagnetiche. Gli Illuminati progettano di controllare la popolazione mondiale attraverso la tecnologia SSSS. Un documento della Commissione di Consulenza scientifica dell’Aviazione Militare Statunitense (USAF Scientific Advisory Board) del 1996, intitolato ‘Prospettive del Nuovo Mondo, il potere nell’Aria e nello Spazio per il 21esimo secolo (New World Vistas Air and Space Power for the 21st Century) delinea tale progetto. ‘Si può immaginare lo sviluppo di fonti di energia elettromagnetica, la cui emissione può essere pulsata, modulata e focalizzata e che può essere accoppiata con il corpo umano in modo da impedire movimenti volontari dei muscoli, controllare le emozioni (e quindi le azioni), che induca il sonno, che trasmetta suggestioni, che interferisca sia con la memoria breve che con quella a lungo termine, che produca una esperienza e che cancelli un’esperienza.

Conclusioni. Siamo correntemente sotto attacco da parte di una tecnologia di controllo mentale, la sound of silence propagata attraverso le scie chimiche ed i televisori ad alta definizione (TV in HD). Sebbene sul momento queste onde di energia non siano fatali, esse creano in noi sentimenti negativi e distorcono il nostro pensiero. Esse indeboliscono le nostre menti e la nostra iniziativa in un periodo in cui gli Illuminati stanno iniziando dei cambiamenti su larga scala verso la loro dittatura mondiale satanica. Gli Illuminati progettano di aumentare l’uso di queste tecniche di controllo mentale, ed è possibile che il livello di sofisticazione delle loro tecniche raggiunga in futuro un livello tale che noi non potremo più avere il controllo delle nostre menti. Questa non è fantascienza, sta realmente avvenendo. E’ tempo che noi rinsaviamo e che reagiamo. Come si permettono di giocare con le nostre menti? Smascheriamo i loro subdoli progetti!” E quindi, di conseguenza… qualche riflessione allargata anche sul perchè “molti sono addormenati” e non si “vogliono” svegliare e inoltre che senso hanno veramente gli psicofarmaci, come “soluzione” del problema… Traduzione: Corrado Penna – Testo originale: henrymakow.com/chemtrails_and_other_mind_cont.html. Fonte: scienzamarcia.blogspot.com/ 

IL MISTERO DELLA TORTURA BIANCA. DAL MOBBING AI MICROCHIP.

Microchip (identificazione animali). Da Wikipedia, l'enciclopedia quasi libera. Il microchip è un circuito integrato applicato nel tessuto sottocutaneo di un cane, gatto, o di un altro animale. I microchip sono delle dimensioni circa di un chicco di riso e sono basati su una tecnologia passiva RFID. Il tatuaggio è un altro metodo, oggi desueto, usato per l'identificazione degli animali.

I microchip sono particolarmente utili in caso di smarrimento o rapimento degli animali domestici. Possono anche essere determinanti in caso di contenzioso sulla proprietà degli animali. I rifugi e i centri di lotta al randagismo ricevono un enorme beneficio nell'applicazione dei microchips, che permettono una restituzione più veloce ed efficiente degli animali ai loro legittimi padroni. Oltre che dai rifugi, i microchip sono utili nei canili, agli allevatori, venditori, agli addestratori nei libri genealogici, nelle strutture veterinarie, nell'allevamento del bestiame. Le guardie zoofile, il servizio veterinario delle ASL e I veterinari Liberi professionisti sono forniti di un lettore di microchip. Molte nazioni utilizzano e richiedono un numero di microchip insieme alla vaccinazione, come prova che la vaccinazione e l'animale corrispondano. L'applicazione di microchip può essere richiesta nell'ambito delle regole del CITES che regolamenta il commercio di molti animali rari. I medici veterinari possono applicare i microchip o ricercare un microchip applicato con il lettore ogni volta che l'animale è portato a fare una visita clinica.

I microchip sono apparecchi passivi, chiamati RFID e perciò non contengono alcuna fonte di energia interna. I componenti di base sono tre: un chip al silicio (circuito integrato); un nucleo di ferrite circondata da un filo di rame; e un piccolo condensatore. Il chip contiene il numero di identificazione, più i circuiti elettronici per trasmettere le informazioni al lettore. Il nucleo di ferrite – o di ferro – agisce come una radio antenna, pronta a ricevere il segnale del lettore. Il condensatore funziona da sintonizzatore, formando un circuito LC con l'antenna. Questi componenti sono racchiusi entro una capsula di vetro biocompatibile, e sigillati ermeticamente per impedire l'ingresso di liquidi corporei. Il "chip" contiene al suo interno il numero d'identificazione, più circuiti elettronici per trasferire tale informazioni allo scanner. Il nucleo di ferrite funziona come un'antenna radio, adatta a ricevere segnali dallo scanner.

In Canada, Europa, Asia e Australia, i microchip per animali adottano uno standard (11784/11785) fissato dalla International Organization for Standardization, o ISO, le cui specifiche indicano che devono operare alla frequenza di 134.2 kHz. La superficie esterna della capsula è trattata con microsolchi per facilitare l'ancoraggio nei tessuti sottocutanei ed impedirne la migrazione. Il microchip ha una dimensione esterna di circa mm 11 di lunghezza e di mm 2 di diametro, ed è contenuto in un ago monouso, che può essere applicato su una particolare siringa o altro iniettore che, per ottemperare alle basilari norme di igiene, è sterile e monouso. Il microchip impiantato accompagnerà il cane per tutta la vita. Agli animali non nuoce né fisicamente né psicologicamente.

Le prime tre cifre del codice di 15 cifre identificano la ditta produttrice, seguono delle cifre "random" (a sequenza casuale) a completamento del codice.

In cani e gatti, i chip sono di solito inseriti sotto la pelle alla base del collo, fra le scapole sulla linea dorsale. Nell'Europa continentale il microchip può essere impiantato sul lato sinistro del collo. La posizione del chip può facilmente essere individuata toccando dolcemente la cute in quell'area; la posizione rimane fissa dato che il dispositivo è avvolto da strati sottili di tessuto connettivo che vi si formano dopo l'impianto.

Microchip (impianto umano). Da Wikipedia, l'enciclopedia quasi libera. L'impianto dei microchip negli esseri umani è un metodo utilizzato per inserire nel corpo umano un dispositivo di identificazione a radiofrequenza a circuiti integrati o transponder RFID incapsulati in un involucro di vetro. L'impianto sottocutaneo contiene, di solito, un numero identificativo unico che può essere collegato a informazioni contenute su un database esterno, contenente, ad esempio, dati identificativi personali, dati anamnestici e sanitari, cure mediche, allergie, e informazioni di contatto. Le possibilità di utilizzo di questi dispositivi sono oggetto di alcune teorie del complotto e leggende metropolitane.

Il primo esperimento conosciuto di impianto di un RFID è stato eseguito nel 1998 dallo scienziato britannico Kevin Warwick. L'impianto è stato usato per compiere dei test sull'apertura automatica di porte, accensione di luci e per generare messaggi vocali in un edificio. A questo primo esperimento hanno fatto seguito quelli di molti hobbysti che si sono fatti impiantare microchip RFID sotto la pelle della mano o li hanno fatti impiantare in quelle di altre. Uno di questi è stato Amal Graafstra, autore del libro RFID Toys, che ha chiesto a un dottore di eseguire l'intervento. Un chirurgo plastico ha usato uno scalpello per posizionare il chip nella struttura ossea della mano sinistra, mentre il medico di famiglia gli ha iniettato un chip nella mano destra usando un apposito kit Avid per l'impianto veterinario. Graafstra usa gli impianti per aprire la porta di casa, le serrature dell'auto, per eseguire il login sul suo computer.

Nel 2002, l'americana Food and Drug Administration (FDA) ha concesso alla VeriChip Corporation (poi divenuta "PositiveID Corporation" da novembre 2009, dopo la fusione con la Steel Vault Corporation) l'approvazione preliminare per commercializzare negli Stati Uniti il proprio dispositivo per impianto umano, dettando delle specifiche linee guida in materia. Il dispositivo ha ricevuto l'approvazione definitiva nel 2004, ed è stato commercializzato sotto i nomi di VeriChip o VeriMed. Nel 2007 è stato rivelato come impianti quasi identici avessero causato il cancro in centinaia di cavie da laboratorio, una notizia che ha avuto un impatto devastante sul valore delle azioni della società produttrice. Nel 2010, tra maggio e luglio, la Verichip (divenuta, intanto, Positive ID Corporation) ha interrotto la commercializzazione del microchip impiantabile.

Prima che la commercializzazione di VeriChip/VeriMed cessasse nel 2010, la società produttrice aveva suggerito la possibilità di utilizzare gli impianti per poter ricavare informazioni sui dati sanitari della persona in caso di situazioni di emergenza. Il sistema proposto prevedeva che su ogni impianto VeriChip dovesse essere registrato un identificativo a 16 cifre che, in caso di necessità, poteva essere letto dal passaggio di uno scanner a pochi centimetri dall'impianto. Il numero identificativo avrebbe permesso a ospedali, o ad operatori di medicina d'urgenza, di accedere in maniera sicura a un database sul sito della VeriChip Corporation per ricavarne le informazioni mediche conservate.

Nel 2006, circa 80 ospedali avevano accettato di tenere uno scanner VeriChip fornito dalla società produttrice mentre 232 dottori avevano accettato di iniettare i microchip in pazienti che ne avessero fatto richiesta. Tuttavia, la VeriChip Corporation/Applied Digital Solutions è stata citata in giudizio dagli azionisti per aver diramato "informazioni fuorvianti e materialmente false" riguardo al numero delle strutture che avevano accettato. Secondo Glancy & Binkow, l'ultima società ad aderire alla class action: "[...] il 9 maggio 2002, i convenuti in giudizio [la allora Applied Digital Corporation] avevano affermato che quasi tutti i maggiori ospedali di West Palm Beach, nell'area della Florida, erano stati equipaggiati di scanner VeriChip, un componente indispensabile della tecnologia proposta dalla società VeriChip. Tuttavia, il giorno dopo, 10 maggio 2002, è venuta a galla la verità, secondo cui nessun ospedale aveva accettato lo scanner, un dispositivo essenziale per l'estrazione dell'informazione contenuta ne VeriChip. Dopo la rivelazione del 10 maggio 2002, il valore delle azioni della Applied Digital è precipitato di quasi il 30% in un solo giorno."

La VeriChip Corporation ha pubblicizzato il suo impianto anche come un modo per implementare le restrizioni d'accesso a strutture di cui bisogna garantire la sicurezza, come, ad esempio, le centrali nucleari. Gli scanner di microchip potrebbero essere installati all'ingresso di tali strutture in modo che le serrature si aprano solo per quelle persone il cui identificativo registrato su chip si registrato sul sistema. Un chip RFID è stato iniettato, nel 2007, nelle braccia di due dipendenti della CityWatcher, una società di sorveglianza dell'Ohio. Come è stato documentato da USA Today, l'impianto era finalizzato a permettere l'accesso nella stanza delle videoregistrazioni della società. Dopo che la compagnia ha cessato le attività, non si conosce il destino degli impianti fatti ai suoi due ex impiegati. Uno dei principali inconvenienti di tali sistemi è costituito dalla facilità con cui il numero a 16 cifre contenuto nel chip può essere letto e clonato usando un dispositivo portatile, un problema che è stato pubblicamente denunciato da Jonathan Westhues, un ricercatore sui questioni di sicurezza e documentato, tra gli altri, dal mensile Wired magazine, nel mese di maggio 2006.

In futuro, potrebbe diventare fattibile il collegamento di tali chip a un sistema di posizionamento satellitare, che potrebbe permettere di individuare latitudine, longitudine, velocità, direzione del movimento di persone in ogni posto del mondo. Se adeguatamente diffuso, l'impianto potrebbe consentire alle autorità l'individuazione di fuggitivi, di persona scomparsa, o di soggetti che sono fuggiti da una scena del crimine. I critici di questi sistemi, tuttavia, sostengono che la tecnologia potrebbe facilitare la repressione politica, dal momento che i governi potrebbero usare gli impianti di chip per perseguitare attivisti dei diritti umani, attivisti sindacali, dissidenti e avversari politici. Tra altre le applicazioni suggerite per chip che permettano una simile "tracciabilità" delle persone, una è stata discussa, nel 2008, dall'organo legislativo dell'indonesiana Nuova Guinea occidentale, con lo scopo di monitorare le attività di persone affette da HIV, con lo scopo di ridurre la loro capacità di diffondere il contagio. Tuttavia, la parte che riguarda l'uso del microchip non è stata inserita nella versione finale del documento approvato dal legislatore nel dicembre 2008. Con la tecnologia disponibile, simili applicazioni non sono ancora possibili nel primo decennio del duemila, non esistendo, sul mercato, dispositivi impiantabili in cui siano implementate capacità di tracciamento della posizione attraverso sistemi di posizionamento satellitare.

La possibilità tecnica e scientifica di un impianto di microchip ha dato origine a varie teorie del complotto che circolano e si alimentano attraverso pubblicazioni a stampa o sul Web: tali teorizzazioni speculano su un suo presunto utilizzo per il controllo mentale o spaziale degli individui (tra queste, si annoverano le congetture della finlandese Rauni-Leena Luukanen-Kilde). All'interno di queste teorizzazioni, sulla rete Internet si segnalano siti che diffondono l'idea secondo cui, negli Stati Uniti d'America, l'impianto sottocutaneo di microchip sarebbe stato reso obbligatorio dal progetto Obamacare, la riforma del Sistema sanitario statunitense varata da Barack Obama. La finalità degli impianti sarebbe l'implementazione di tecnologie per la sorveglianza occulta della popolazione. Teorie congeneri sono state affermate, nel 2013, anche da un parlamentare italiano, il deputato Paolo Bernini.

Il deputato M5S e i complotti: «Mettono microchip sotto la pelle», scrive il 6 marzo 2013 “Il Corriere della Sera”. Le teorie di Paolo Bernini in tv. Il deputato del Movimento racconta i «segreti» di massoneria, religione e 11 settembre. Evidentemente è Ballarò che non porta bene al Movimento Cinque Stelle in salsa bolognese. In principio fu Federica Salsi. A lei la partecipazione sugli schermi di Rai Tre valse l'espulsione dal Movimento. Ieri sera, invece, è toccato a Paolo Bernini. Venticinque anni, è il più giovane eletto alla Camera per i grillini in Emilia-Romagna. Studente di Scienze di comunicazione all’Alma mater, nel video di presentazione della sua candidatura si definì animalista, ambientalista e vegano. Ma dagli schermi della televisione pubblica ha fatto un passo avanti. «In America hanno cominciato a mettere microchip nel corpo umano per controllare la popolazione», ha spiegato. La verità-choc sarebbe rivelata da Zeitgeist, un documento rintracciabile sul web, che in pochi minuti racconta tutto quello che c'è da sapere sugli evidenti intrecci tra massoneria, religione e 11 settembre. «Mi ha fatto vedere il mondo in modo completamente diverso», ha confessato il cittadino arrivato in parlamento. Il neodeputato ha raccontato che «i media non fanno solo informazione ma dirigono anche le scelte». Il passaggio successivo è che il popolo, «è manovrato dall’informazione trasmessa dai media». Ma la vera preoccupazione di Bernini è il microchip: «Non so se lo sapete - ha dichiarato al giornalista di Ballarò - ma in America hanno già iniziato a mettere i microchip nel corpo umano per registrare, per mettere i soldi, per il controllo della popolazione». Il neo eletto in parlamento è preoccupato perché le persone «non sanno a cosa vanno incontro». Il popolo, a sua insaputa, potrebbe lasciarsi impiantare il microchip senza capirne i pericoli: «Con internet queste verità stanno venendo fuori e noi andremo a portare la voce dei cittadini». Forse questa è una delle ragioni che hanno spinto Beppe Grillo a vietare le presenze tv dei grillini.

Deputato 5 Stelle e la teoria dei complotti: “In America microchip nel corpo umano”. A Ballarò il 25 enne neoeletto Paolo Bernini elogia il documentario Zeitgeist e parla di teorie cospirazioniste internazionali: "Ci controllano e ci spiano, le persone non sanno a cosa vanno incontro". Poi il mea culpa su Facebook: "Ingenuo io a fare entrare una tropue tv in casa", scrive "Il Fatto Quotidiano" il 6 marzo 2013. Il Punto G colpisce ancora. Di nuovo a Ballarò, di nuovo una bizzarria di un eletto del Movimento 5 Stelle e in rete parte subito il tam tam. Parliamo di Paolo Bernini, 25 anni, neodeputato nelle fila del primo partito più votato in Italia, circoscrizione Emilia Romagna che ha scongelato in tv la “teoria dei complotti”. Nel programma di Floris, Bernini è apparso in modo informale in un breve servizio/intervista dove ha spiegato, direttamente dal divanetto di casa, il rinnovamento della rete nella politica e soprattutto cosa ha imparato lui dal web: l’informazione senza censura. Eccolo allora mentre rievoca, probabilmente per la prima volta in televisione, il documentario Zeitgeist, diretto, prodotto e distribuito senza fine di lucro dall’inglese Peter Joseph. Il celebre film basato sui numerosi complotto internazionali mai raccontati al grande pubblico, cliccato su youtube, nelle diverse lingue in cui è doppiato, da centinaia di migliaia di utenti. “Mi ha fatto vedere il mondo in modo completamente diverso”, ha spiegato il ragazzo bolognese arrivato in Parlamento. La verità-choc di Zeitgeist è suddivisa in tre capitoli: sulla mitizzazione delle religione cattolica, sul cospirazionismo attorno all’attentato dell’11 settembre 2001, e su come le guerre mondiali dell’ultimo secolo si siano sempre orientate secondo i vantaggi che ne potevano trarre i grandi cartelli bancari, in primis la Federal Reserve Usa. “Dobbiamo stare attenti perché i media non fanno solo informazione ma dirigono anche le scelte di chi guarda”, ha continuato Bernini a Ballarò, “il popolo è manovrato dall’informazione trasmessa dai media”. “Non so se lo sapete”, ha poi chiosato, “ma in America hanno già iniziato a mettere i microchip nel corpo umano per registrare, per mettere i soldi, per il controllo della popolazione. Sono preoccupato perché le persone non sanno a cosa vanno incontro”. Il popolo, a sua insaputa, ragiona Bernini potrebbe lasciarsi impiantare il microchip senza capirne i pericoli: “Con internet queste verità stanno venendo fuori e noi andremo a portare la voce dei cittadini”. La replica del giorno dopo di Bernini: “Ingenuo ad accogliere una tropue tv in casa”. “Mi dispiace che dei parlamentari neoeletti del Movimento 5 Stelle si parli nell’esclusivo tentativo di metterli in cattiva luce di fronte alla pubblica opinione”, ha spiegato Bernini su Facebook dopo nemmeno 24 ore, “Mi sono trovato la troupe televisiva Rai, senza preavviso, davanti casa. E’ rimasta in camera mia una buona mezz’ora. Se si potesse vedere l’intero filmato, chiunque potrebbe rendersi conto che ho parlato per ventinove minuti di come funzioni il Movimento 5 Stelle, di temi vicini al nostro mandato, dei miei studi e di come vivo. Poi mi è stato domandato che cosa fosse il filmato “Zeitgeist”. Lo conosco, l’ho visto e l’ho semplicemente descritto, rispondendo ad una domanda precisa. Anche sul microchip, la questione è semplice: ho riferito di quelli utilizzati per controllo biomedico, di cui si parla nel filmato. Riferire qualcosa non significa per forza farlo proprio, o sbaglio? Sono cosciente del fatto che il filmato contenga errori, ma mi incuriosisce lo sguardo “alternativo” che fornisce nella lettura della realtà. Punto”. “Poi è stato fatto un abile lavoro di post-produzione, et voilà, il risultato è sotto gli occhi di tutti”, ha concluso nel post, “Sono stato un ingenuo ad accogliere una troupe in casa mia e mi scuso con eletti ed attivisti del Movimento 5 Stelle se ho creato loro un problema. Adesso vi lascio, grazie per i messaggi di vicinanza, torno a studiare: abbiamo un sacco di cose da imparare e ce la stiamo mettendo tutta! Stateci vicini! Intanto guardate questo filmato di National Geographic. 

Paolo Bernini, 25 anni, originario di Cento (Fe), è uno dei sette deputati eletti in Emilia Romagna tra i 5 Stelle. Nella sua scheda di presentazione pre elettorale si è dichiarato ambientalista, animalista e vegano. E ancora nella scheda che appare sul sito del Movimento tra le sue proposte di legge una volta entrato in Parlamento ci sono la legalizzazione delle droghe leggere; vietare la vendita di armi, la caccia e ogni tipo di circo con animali; una legge contro l’omofobia; campagne di sensibilizzazione sull’impatto che hanno i cibi tradizionali sull’alimentazione delle persone. Poi in camera caritatis, proprio là in fondo, anche un substrato di complottismo web: “riportare la sovranità monetaria nel nostro Paese evitando che banche private come Bankitalia e BCE abbiano in mano il potere di produrre moneta senza restrizioni”.

Microchip e controllo mentale. Scrive il CEIFAN, Centro di Indagine sui Fenomeni Anomali diretto dal Servizio Antibufala. Una delle storie complottistiche più diffuse è quella dei microchip che permetterebbero di controllare le persone, con contorno di cospirazione per impiantarli a tutte le persone. Queste storie erano molto diffuse negli anni'60 e '70, ed sono tornate alla ribalta nell'ultimo decennio soprattutto grazie alla diffusione di internet, ma negli ultimi decenni sono state usate anche in fumetti, romanzi e film. Girano numerose varianti cospirative su microchip per il controllo mentale e intenzioni di impiantarli a tutti, ma tutte queste storie sono delle bufale piuttosto deliranti, dato che sono delle invenzioni senza alcun riscontro nella realtà, ma che vengono spacciate per vere giocando su banali meccanismi tipici delle peggiori bufale complottistiche. Gli stessi microchip di controllo mentale sono pura fantascienza irrealizzabile, senza contare che una cospirazione silenziosa per impiantarli in massa è totalmente impossibile da far passare in silenzio (sarebbe facilissimo trovare, documentare e denunciare questi chip, nonché tutti i media ne parlerebbero insistentemente). Nella realtà esistono microchip di identificazione, che contengono in sostanza un codice che consente di identificare l'animale o la persona che li porta, e sono usati solitamente negli animali domestici per motivi di utilità (tra l'altro, per gli esseri umani non vengono più usati dal 2010). Nella fantasia dei cospiratori questi microchip diventano milioni di volte più complesse e compiono fantasiose funzioni di controllo mentale nonostante le loro dimensioni. Naturalmente queste sono tutte invenzioni campate in aria: tutto ciò che facevano i chip di riconoscimento, prima di essere ritirati dal mercato, era trasmettere un codice che permette a una macchina di capire che siamo proprio noi, e associare la nostra identità alle informazioni che la macchina stessa ha già nel proprio database. Ritornando sempre nel mondo reale, il massimo ottenibile dai microchip impiantabili nelle persone è stato crearne alcune varianti sperimentali a scopo medico, chiamati biochip, che consentono di individuare specifiche malattie. In ultimo, nella realtà sono esistiti esperimenti dove hanno aperto teste di animali ed hanno collegato dispositivi elettrici voluminosi direttamente sul cervello riuscendo ad influenzare il comportamento di queste bestie. Questi tre elementi hanno probabilmente dato vita alla recente ondata di bufale complottistiche sui microchip per il controllo mentale, che poggiano sull'inconcretezza più totale. Si tratta di bufale talmente ridicole che è difficile trovare persone disposte a perdere tempo per sbugiardarle, tanto è vero che sono catalogate come "leggende urbane". È stato tuttavia un errore evitare di sbugiardare una tale bufala, anche se ridicola, poiché col passare degli anni si è diffusa più di quello che sembra, infatti internet ci dimostra come esistano numerose persone davvero convinte che sia tutto reale, dimostrando in alcuni casi l'esistenza di evidente stato di malattia mentale creato o aggravato dall'ossessione e la paura di questi microchip. Vediamo ora, leggermente nel dettaglio, gli unici elementi realmente esistenti della vicenda, finendo anche per sbugiardare simbolicamente una delle tante versioni della bufala.

I Microchip che vengono davvero impiantati. Il microchip è un circuito integrato applicato nel tessuto sottocutaneo di un cane, gatto, o di un altro animale, a scopo identificativo. I microchip sono delle dimensioni circa di un chicco di riso e sono basati su una tecnologia passiva RFID. Il Tatuaggio è un altro metodo, oggi desueto, usato per l’identificazione degli animali. I microchip sono apparecchi inerti, chiamati RFID e perciò non contengono alcuna forma di energia interna. I componenti di base sono tre: un chip di silice (circuito integrato); un nucleo di ferrite circondata da un filo di rame; e un piccolo condensatore. Il chip contiene il numero di identificazione, più i circuiti elettrici per trasmettere le informazioni al lettore. Il nucleo di ferrite (o di ferro) agisce come una radio antenna, pronta a ricevere il segnale del lettore. Il condensatore funziona da sintonizzatore, formando un circuito con l’antenna. Questi componenti sono racchiusi entro una capsula di vetro biocompatibile, e sigillati ermeticamente. Il "chip" contiene al suo interno il numero d'identificazione, più circuiti elettronici per trasferire tale informazioni allo scanner. Il nucleo di ferrite funziona come un'antenna radio, adatta a ricevere segnali dallo scanner. Il Lettore del chip emette un campo elettromagnetico/elettrico che tramite il processo della induzione genera nell'antenna del tag una corrente che alimenta il chip. Il microchip così alimentato comunica tutte le sue informazioni che vengono irradiate tramite l'antenna verso il Lettore. Il microchip ha una dimensione esterna di circa mm 11 di lunghezza e di mm 2 di diametro, ed è contenuto in un ago monouso, che può essere applicato su una particolare siringa o altro iniettore. Agli animali non nuoce né fisicamente né psicologicamente. Non è previsto l'impianto diffuso agli esseri umani, anche perché non sarebbe di reale utilità generale, nonostante una decina di anni fa uscirono notizie sensazionalistiche secondo cui da lì a poco sarebbe stato impiantato anche alle persone, e questo ha generato la nascita di molte teorie complottistiche che addirittura vedevano i chip identificativi come strumenti per il controllo mentale della gente. Si è ipotizzato in anni passati di usarli sui bambini in zone di alcuni Paesi dove è frequente il loro rapimento, e quindi come misura anti-rapimenti, sempre a scopo identificativo. Infatti, Non sono utilizzabili per tracciare i movimenti delle persone perché lo scanner per rivelarli deve essere passato a 10-15 cm dal punto in cui è stato impiantato, e quindi diventa infattibile mettere varchi automatici per rivelare dove si passa. Oltre ciò, esistono i biochip, che sono ancora in fase sperimentale e servono per aiutare a diagnosticare le malattie. Il biochip è contiene circuiti o sostanze che reagiscono al contatto ad esempio di elementi che indicano la malattia. La parte “attiva” di ogni biochip è formata da molecole biologiche, come proteine, che sono fissate alla superficie e si legano con un'elevata selettività agli obiettivi presenti nel campione biologico. A seguito della reazione (ibridizzazione) viene attivato un segnale ottico o elettrico che può essere letto dall'esterno. In questa maniera, conoscendo la funzione delle proteine dove sono collocate, si può ricostruire la presenza dell'obiettivo da individuare, come malattie specifiche. Nonostante le tante notizie sensazionalistiche sui biochip nell'ultimo decennio, essi non sono ancora presenti nell'uso corrente in medicina ma sembrano ancora essere bloccati alla fase di sperimentazione.

MONDEX: il marchio della bestia. Sbugiardiamo ora una delle tante bufale complottistiche sui microchip che oggi ancora circolano, cioè quella nota come "MONDEX: The Mark of the Beast", che ha avuto un notevole impatto nel mondo complottista. Questa bufala circola su internet dal febbraio 2004 e dice che i microchip usati nelle carte di credito prodotti dalla Mondex saranno impiantati nelle mani o nel collo delle persone, con conseguenze poco piacevoli, e costituiscono il "marchio della bestia" profetizzato nell'Apocalisse. La bufala è costruita esattamente seguendo le regole delle più ridicole invenzioni complottistiche, cioè partendo dall'esistenza di elementi base per poterci inventare sopra: l'esistenza di una società che si chiama Mondex, il fatto che questa società faccia microchip per le carte di credito, la capacità dei microchip di queste carte di contenere informazioni personali, e l'esistenza dei biochip che possono essere impiantati agli animali per identificarli. Vengono ovviamente presentate immagini che non centrano nulla col complotto inventato, infatti l'autore confonde i microchips per l'identificazione degli animali per tutt'altro, così come confonde i chip presenti nelle carte di credito per i microchip impiantabili e fa attribuzione errate sulle loro funzioni e potenzialità reali. Viene poi presentata una falsa radiografia con un falso posizionamento del microchip, perché anche in teoria nelle persone non possono essere messi nelle mani (o nei piedi) ma solo in zone particolari nei casi di dispositivi medici, e nella parte superiore del braccio in tutti gli altri casi. Seguono poi le solite deliranti associazioni tra multinazionali e l'oggetto del complotto, arrivando a tirare in ballo la Motorola che è una delle tante società che fanno i microchip per le carte di credito. Viene citata perché in realtà oltre questo fa anche biochips impiantabili per scopo medico, quindi è sfruttabile per la bufala. Tuttavia, c'è un errore grossolano, infatti la Motorola viene collegata alla Mondex, mentre quest'ultima si occupa solo di carte di credito. Vengono anche date altre informazioni inventate, infatti contrariamente a quanto detto nella bufala, un trasponder riceve e trasmette informazioni, non è un sistema per immagazzinare dati. Inoltre, contrariamente a quanto affermato nella bufala, gli impianti miniaturizzati non hanno una batteria ma sono alimentati dall'esterno, ad esempio da un lettore nel caso di quelli identificativi per animali. Seguono poi tutta una serie di invenzioni, presentando ricerche inesistenti con perfino conclusioni sbagliate. Infatti, i microchip non possono essere messi nelle mani o nel collo di una persona, ma solo in zone particolari nei casi di dispositivi medici, e nella parte superiore del braccio in tutti gli altri casi. Vengono infine presentati addirittura versi dell'Apocalisse con una interpretazione distorta a favore della bufala, con contorno di finta radiografia. Immancabile poi il punto cruciale di tutte le bufale complottistiche, cioè far pensare alla gente che gli eventi esposti. Inventati o distorti, non sono una coincidenza. Seguono una serie di informazioni completamente inventate, infatti nella realtà la Mondex fa carte di credito e non biochip, non c'è stato alcun problema riguardo alla distribuzione o l'uso di queste carte, e nessuno ha detto che impiantare chip nelle mani o nella testa delle persone è la soluzione a questo problema inesistente. Continuano l poi tutta una seri di bugie fatte per impressionare i gonzi, infatti nella realtà gli impianti biochip si possono rimuovere con semplici procedure, la capsula non esplode se rimossa, non contiene litio o sostanze pericolose che possono contaminare il soggetto, e certamente non esiste la tecnologia per consentire di mettere in qualsiasi biochip il GPS (Global Positioning system, il sistema di posizionamento satellitare). Immancabile poi l'appello tipico delle bufale, cioè quello di diffondere quanto esposto a quante più persone possibili, creando così catene di sant'Antonio, e di spingere anche altri a farlo. Essendo certi che i siti per creduloni moltiplicheranno la presenza della bufala sulla rete, si invita poi a fare ricerche su internet che porteranno ai soliti siti complottistici che diffondono il messaggio. Tra l'altro, alla fine si mette in connessione due aziende che non centrano nulla tra loro e che non hanno alcun rapporto, cioè la Mondex, che fa le carte di credito, e la Verichip, che fa biochip (anzi li faceva, dal 2010 non li produce più perché non hanno avuto successo). Insomma, la solita bufala complottistica costruita per spaventare la gente e per spingere a diffondere falsità. Di storie simili e circolano molte, attualmente vanno di moda le bufale che vogliono convincere la gente di un complotto volto a impiantare la gente con microchip per il controllo mentale.

I microchip obbligatori negli USA. Dagli attentati alle torri gemelle del 2001 sono aumentati esponenzialmente le bufale sui microchip, si diffusero infatti fin da subito storie ridicole come quelle sui microchip trasmessi attraverso vaccini e leggi che avrebbero reso obbligatorio l'impianto del microchip sottocutaneo. Si trattava ovviamente di storie inventate da buontemponi ma che sono state prese per vere e riciclate spesso nel corso degli anni, anche perché servivano ai ciarlatani per aizzare la gente all'odio verso gli USA o verso il fantomatico "New World Order" che è tanto di moda nel mondo del complottismo da quattro soldi. C'è un piano del Nuovo Ordine Mondiale per inserire in tutti gli abitanti del mondo un microchip, e la recente riforma sanitaria di Obama ne è il primo passo, perché prevede l'inserimento di questi microchip per scopi medici dal 23 marzo prossimo nei cittadini americani. Poi arriverà il turno del resto del pianeta. Non ridete: questa è la tesi di complotto che sta ricominciando a girare in Rete. Infatti l'idea di un complotto mondiale per impiantare microchip nelle persone è una vecchia storia di origine religiosa, le cui tracce risalgono ad almeno dieci anni fa: l'impianto del microchip (più specificamente un RFID, simile a quello che si usa per l'identificazione dei cani e dei gatti) sarebbe un “marchio della Bestia”, cioè di Satana, secondo un'interpretazione della Bibbia che cita il libro dell'Apocalisse, nel quale si parla di un “marchio sulla mano destra o sulla fronte” messo dalla Bestia su “tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi” in modo che “nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio”. Anni fa questa storia prendeva di mira specificamente due marche di RFID impiantabili: Mondex e VeriChip. Lo sbufalamento meticoloso delle asserzioni riguardanti il caso Mondex è qui su Urban Legends e qui su Snopes e si applica pari pari al caso VeriChip. Adesso l'allarme è ritornato alla carica con un aggancio alla riforma sanitaria statunitense, l'Obamacare. Nella versione corrente, infatti, si “dimostra” la veridicità della tesi citando con precisione un documento governativo statunitense. Siccome molti non vanno a controllare le citazioni, questo fa sembrare credibile l'appello. In particolare viene citato il disegno di legge HR 3962, approvato nel 2009 e disponibile qui in formato PDF: un malloppone di 1990 pagine nel quale però non c'è nessuna menzione di chip o di RFID. La parola “CHIP” (in maiuscolo) presente nel documento è una sigla che sta per Children's Health Insurance Program, ossia una copertura assicurativa sanitaria per bambini. Non c'entra nulla con i microchip. Altre versioni dell'appello citano un altro documento, HR3200, che però è un disegno di legge che non è mai stato approvato, non faceva parte del progetto Obamacare e comunque non parlava di obblighi d'impiantare microchip, ma soltanto di istituire un registro nazionale dei dispositivi impiantati (pacemaker, protesi mammarie, eccetera). I dettagli della questione sono su Snopes.com, che spiega da dove viene la data del 23 marzo prossimo: è semplicemente la data entro la quale entra in funzione il registro in questione, presente anche nel disegno di legge HR3962 approvato. In sintesi, la tesi dell'imminente microchippatura dell'umanità da parte del Nuovo Ordine Mondiale si basa su un brano della Bibbia interpretato a capocchia e su un disegno di legge che non dice quello che gli si attribuisce e comunque non è mai stato approvato. Questo è il livello di serietà di chi spara queste tesi di complotto. Dato il successo della bufala, sono innumerevoli i casi di imitazione, ossia è stata riciclata in varie varianti, con date sempre nuove per adeguarle allo scorrere del tempo. Quello che è sconcertante è che c'è sempre un cospicuo numero di persone che ci casca, nonostante nessun TG o quotidiano abbia mai accennato ad un fatto del genere che, anche se fosse stato vero in minima parte, sarebbe stato ampiamente trattato sia in TV che nella carta stampata. Eh sì, basta che un idiota qualsiasi scriva una qualunque fesseria su internet che c'è sempre molta gente disposta a crederci ciecamente...CEIFAN, Centro di Indagine sui Fenomeni Anomali diretto dal Servizio Antibufala

MICROCHIP SOTTOCUTANEI, TRA BUFALE E VERITÀ. Scrive Salvatore Santoru su "Informazione Consapevole" il 30 settembre 2014. In un recente articolo ho parlato del ruolo fortemente negativo che esercita la diffusione di bufale per chi si occupa di controinformazione. La costante propagandazione di esse ha l'effetto di screditare, agli occhi della gente, tutto ciò che sia affine alle tematiche affrontate nell'informazione considerata alternativa, "complottista" o meno, e come si suol dire si tende a buttare il bambino con l'acqua sporca. Bisogna dire che non bisogna biasimare nessuno su ciò, visto che solitamente gli utenti del web o anche i gestori di siti e/o blog non hanno nè tempo, nè voglia, per controllare l'attendibilità della notizia, e tutto ciò può capitare a tutti. Andando nel particolare, si pensi alla questione dei famigerati chip RFID. Per fare un esempio di bufale a tal riguardo, si pensi a quella del chip che sarebbe stato reso obbligatorio attraverso l'approvazione dell'Obamacare nel 2013, e addirittura per legge da maggio 2014. Un'altra bufala è quella che Papa Francesco avrebbe recentemente sostenuto il progetto, e su ciò c'è da dire tra l'altro che il sito statunitense da cui proviene tale "notizia" è "National Report", che come riportato da Wikipedia è un "sito satirico", un pò come gli italiani "Corriere del Mattino" o "Corriere del Corsaro". Detto questo, c'è comunque da segnalare che la tecnologia RFID invece è ben reale, e sono sempre più diffusi gli esperimenti a tal proposito. Uno dei più famosi storicamente è quello che è stato effettuato diversi anni fa in una discoteca, il "Baia Beach Club" di Rotterdam. Su Youtube si può vedere tutto il documentario di National Geographic su ciò. Inoltre, recentemente sono stati prodotti anche degli spot per promuovere il chip da parte delle compagnie produttrici. Quello proposto di seguito è dell'IBM. Quest'altro è della Verichip, la corporation più nota per l'utilizzo di questa tecnologia. Sono da segnalare anche delle importanti notizie a riguardo, ad esempio una apparsa sul sito dell'Ansa a marzo, dove si dice che: "entro al massimo dieci anni, afferma Leslie Saxon, capo della divisione di cardiologia della University of Southern California, i bambini potrebbero avere il loro primo tatuaggio dopo poche ore di vita, contenente un microchip in grado di monitorare tutti i parametri vitali, dall'elettrocardiogramma in tempo reale allo status nutrizionale." O quella apparsa sul "Virginian Pilot", il quotidiano più venduto della Virginia, secondo cui negli Stati Uniti e in Russia le principali compagnie di credito starebbero spingendo le banche e i commercianti per la totale conversione alla tecnologia dei microchip, che dovrebbe iniziare da ottobre 2015. Ci sarebbero da segnalare una marea di dichiarazioni e video su questo fatto e chi è interessato può farsi una proficua ricerca sul web per poi farsi una propria opinione sulla vicenda. Tra le più importanti, ci sono da segnalare quella relativa a un articolo pubblicato sulla BBC il 10 febbraio, con il pezzo intitolato "Why I want a microchip implant". Oltre a quella precedente, c'è da segnalare un'altra notizia di sicuro interesse per ogni appassionato del tema ("complottista" o meno), ovvero di un programma portato avanti in USA per impiantare il chip nei bambini, ufficialmente per motivazioni umanitarie e questioni di sicurezza. Tale programma è nato da un'iniziativa di diverse logge massoniche nordamericane. Si chiama "Masonichip" (Masonic Child Identification Programs) International". Qua la descrizione del programma su Wikipedia, qua il sito ufficiale, e qua la notizia dal sito della "Grand Lodge of Canada". Indubbiamente, una vicenda che potrebbe sembrare a qualcuno molto interessante e a altri anche un pò inquietante, e che come i fatti citati precedentemente merita ulteriore approfondimento.

Quelli con i microchip sottopelle. Non è una cosa da complottisti: esistono, funzionano e hanno prospettive molto interessanti, scrive “Il Post" il 30 giugno 2016. A sentir parlare di “microchip sottopelle” si pensa subito a bufale e teorie del complotto. Quella secondo cui Obamacare era un grande piano malvagio per spiare e plagiare le persone, o quella resa famosa tre anni fa da Paolo Bernini, deputato del Movimento 5 Stelle, che disse: «Non so se lo sapete ma in America hanno già iniziato a mettere i microchip all’interno delle persone, è un controllo di tutta la popolazione». In realtà bisogna fare una distinzione: le teorie del complotto riguardano quello che si fa con quei microchip, non la loro esistenza. I microchip sottopelle esistono – e funzionano, da anni – e hanno anche delle interessanti prospettive commerciali. Il primo a riuscire a mettersi un microchip sottopelle fu lo scienziato britannico Kevin Warwick, che nel 1998 si sottopose a un’operazione chirurgica di una ventina di minuti e ne uscì con in corpo un transponder RFID (Radio-Frequency IDentification) che gli permetteva di aprire automaticamente porte e accendere luci: gli bastava muovere la mano dentro cui c’era il microchip. Una sorta di Telepass umano. Di recente Warwick ha scritto un articolo per The Conversation in cui spiega che «negli ultimi anni è venuta fuori una nuova comunità di biohacker, che ha sperimentato i modi in cui il corpo umano può diventare più efficace grazie alla tecnologia». I biohacker sono persone che si comportano come hacker – esperti di tecnologia e informatica che collaborano tra loro e spesso lavorano ai limiti di ciò che è legale – ma lo fanno nei campi in cui si incontrano tecnologia e biologia. Warwick scrive che la tecnologia RFID continua a essere una delle più diffuse, ma da qualche anno sono arrivati anche i microchip che sfruttano tecnologia NFC (Near Field Communication): è quella che, per esempio, già permette di usare smartphone e carte di credito per fare pagamenti veloci senza bisogno di inserire il codice. Nel caso dei microchip sottopelle questa tecnologia sta «in un piccolo tubo grande quanto un chicco di riso». Warwick spiega che il suo microchip, quello del 1998, era un po’ più lungo di due centimetri. La tecnologia NFC è quella scelta anche da Tim Shank, il presidente di TwinCities, un’associazione interessata alle future prospettive tecnologiche del settore. Shank ha un microchip sottocutaneo che fa sì che la sua porta di casa si chiuda quando lui esce; anche sua moglie ne ha uno uguale. Parlandone a Fast Company ha spiegato: «Devi fare tutti quei check mentali delle cose che devi prendere quando esci di casa: le chiavi, il portafoglio, tutte quelle altre cose. Quando inizi a non doverci più pensare, la tua mente libera improvvisamente spazio, perché non deve più stare lì a preoccupasene sempre». Shank ha detto che sta anche pensando a un microchip sottopelle che misuri in ogni momento la sua temperatura corporea. Warwick scrive che oggi i microchip sottopelle sono facili da impiantare e ci sono pochissimi problemi di rigetto da parte del corpo (si impiantano dentro capsule di vetro). Fast Company ha scritto che «secondo molti biohacker, impiantarsi un microchip sottopelle non è più pericoloso di farsi un tatuaggio o un piercing». Bisogna però capire se si tratta solo di una cosa stramba da malati di tecnologia o una cosa che può davvero migliorare le vite delle persone. Warwick scrive che nel 2015 una società svedese ha messo dei microchip a centinaia di dipendenti per permettere loro di aprire automaticamente le porte e «accendere la fotocopiatrice». Ci sono però anche implicazioni più serie: il biohacker statunitense Tim Cannon per esempio ha un microchip con un LED che si accende se passa vicino a un magnete; Lepht Anonym ha in mente di mettersi nel ginocchio un microchip che funzioni da bussola, l’artista Moon Ribas si è fatta mettere nel gomito un sensore che vibra ogni volta che c’è un terremoto (ovunque nel mondo). C’è poi Neil Harbisson, che non vede i colori ma grazie a un microchip collegato al suo cervello e a una telecamera riesce a capire che colori sta guardando e a “vedere” i suoni. Warwick scrive però che l’esempio più avanzato dell’uso di microchip sottopelle ha a che fare con il neurohacking, che si occupa di «modificare il cervello o il sistema nervoso»: di recente questa tecnologia è stata usata per permettere a un uomo paralizzato di recuperare un parziale controllo del suo braccio. Warwick è ottimista e scrive che le prospettive sono tante e convincenti, ma che al momento si tratta sopratutto di una «grande indagine per vedere fino a quanto possono spingersi i confini di ciò che si può fare».

IL MISTERO DELLA TORTURA BIANCA. Individuati corpi estranei nel cranio di Paolo Dorigo: si tratta di microchip sottocutanei? Scrive Alessandro De Lucia il 28 Febbraio 2006 su "ADUC" Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori. "Hanno installato qualcosa nel mio corpo": è dal maggio 2002 che il detenuto veneziano Paolo Dorigo, attualmente agli arresti domiciliari, denuncia la presenza nella sua testa di un "intruso", ovvero un microchip sottocutaneo che gli sarebbe stato inserito nel condotto uditivo. Questo microchip, secondo Dorigo, sarebbe il principale strumento di una vasta operazione tecnologica di annientamento psicofisico e di controllo mentale praticata contro di lui. Fantasie? Ipotesi assurde? Così le autorità carcerarie e giudiziarie interpellate hanno sempre liquidato queste denunce, ma gli ultimi esami medici effettuati da Dorigo gettano una luce inquietante sul caso: una TAC effettuata il 5 ottobre rivela la presenza di una piccola areola radiopatica nei tessuti molli in prossimità del timpano sinistro. Un secondo esame datato 3 novembre conferma la presenza di un corpo estraneo non meglio identificato nel condotto uditivo sinistro. Altre lastre effettuate più recentemente hanno rivelato la presenza complessiva di cinque sagome in vari punti della testa, di cui non è stata fornita un esauriente spiegazione medica. Il deputato di Rifondazione Comunista Giovanni Russo Spena, che si occupa del caso, ha così commentato questi risultati diagnostici: "Ciò che appariva assurdo ha ora riscontri scientifici della veridicità. Partendo da questa nuova importante indagine chiediamo che gli organi giurisdizionali, il Tribunale di sorveglianza, riprendano in esame la vicenda di Paolo Dorigo e in secondo luogo, vogliamo chiedere al governo se è possibile che in Italia vengano praticate torture scientifiche di questo tipo, come accade in altri paesi, come gli Stati Uniti". Il riferimento del parlamentare Russo Spena agli Stati Uniti è diretto all' MK-ULTRA, il programma di controllo mentale della CIA attuato con la collaborazione di scienziati nazisti sopravvissuti alla seconda guerra mondiale e reclutati segretamente dal governo americano tramite l'operazione Paperclip. Perfino Bill Clinton ha ammesso l'esistenza di questo progetto che prevedeva l'uso di cavie umane non consenzienti, cosa peraltro comprovata dai documenti governativi declassificati grazie al Freedom of Information Act.

Carcerazione speciale e tortura bianca. Per capire meglio la controversa vicenda di Paolo Dorigo è necessario riassumere la sua odissea carceraria: Dorigo è un maestro elementare e un pittore di 46 anni, nato a Venezia, con un passato da giornalista militante, prima nel quotidiano Lotta Continua e poi a Radio Sherwood come conduttore di trasmissioni sui diritti dei detenuti nelle carceri speciali. Nel 1994 gli viene rivolta la pesante accusa di terrorismo per un attentato contro la base NATO di Aviano, firmato dalle Brigate Rosse: l'attentato è di dimensioni molto ridotte (una molotov e alcuni colpi di pistola contro il muro della base, senza danni né feriti) e non è mai stato verificato, a parte la rivendicazione, un effettivo coinvolgimento delle nuove BR. L'accusa contro Dorigo, che si dichiara innocente, si basa solo sulle dichiarazioni del pentito Angelo Dalla Longa, non controinterrogato e nemmeno presente in aula, ma basta per farlo condannare a 13 anni di carcere, con un processo in seguito tacciato di grave irregolarità e denunciato come illegittimo dalla Corte Europea per i Diritti Umani e dal Consiglio dei ministri europei (nonostante il parere dell'Unione Europea nel dicembre 2005 i giudici hanno nuovamente rifiutato l'istanza di revisione del processo) . Dorigo subisce il regime di carcerazione più duro, il 41 bis, che prevede pesanti restrizioni e misure di sicurezza invasive che spesso, secondo molti detenuti, sconfinano nella tortura. Nel 1996 Dorigo, per protestare contro le condizioni di prigionia, incendia la sua cella e rimane gravemente ustionato. Viene operato d'urgenza in ospedale, e qui accadono le prime stranezze: l'operazione chirurgica a cui viene sottoposto nel reparto grandi ustionati del CTO di Torino risulta essere durata solo due ore, mentre in realtà è durata ben sette ore: molte pagine della sua cartella clinica sono scomparse. Sei anni dopo Dorigo inizia a denunciare il manifestarsi di disturbi molto anomali: insieme a ipersensibilità uditiva molto acuta, fischi persistenti e ben cinque otiti infiammatorie, parla di interferenze radio esterne e di voci che bombarderebbero la sua mente con messaggi subliminali, minacce di morte e stimolazioni sessuali. Gli accertamenti clinici in carcere gli diagnosticano una patologia di acufeni a 1000 hz (normalmente la frequenza è sui 400 hz). Gli viene inizialmente rifiutata la richiesta di un esame emocromocitrometrico, che può effettuare solo nel febbraio 2003 e rileva una presenza del 5% di LUC (cellule non nucleate). Dorigo ritiene gli accertamenti clinici insufficienti e richiede di potere effettuare esami medici approfonditi in un ospedale esterno al carcere, per scoprire l'origine di quella che per lui è diventata una vera e propria tortura, e che sospetta essere provocata da una microspia inserita nella sua testa durante le sette ore di "buco" nell'operazione chirurgica del 96. Naturalmente la sua convinzione di essere vittima della "tortura bianca" del controllo mentale rischia di farlo passare per pazzo, ma la piena salute mentale di Paolo Dorigo viene confermata da ben tre perizie psichiatriche: i referti del dr.Taburni (2002-2004), del dr.Paladini (febbraio 2003) e del dr.Mascabruno (ottobre 2004) negano qualsiasi stato psicotico. Fino al Giugno 2004 le autorità continuano a negare a Dorigo la possibilità di effettuare esami all'esterno del carcere: contro questi divieti egli protesta con lo sciopero della fame. Dopo 52 giorni di digiuno il 22 luglio 2004 vengono accolte formalmente le sue richieste e gli viene annunciato che entro 90 giorni avrebbe potuto effettuare tutti gli accertamenti clinici ritenuti necessari in una struttura non militare. Ma le richieste, di fatto, non vengono accettate: passano più di quattro mesi e al detenuto non viene concesso di sottoporsi ad esami medici in una clinica civile. Nel frattempo, in data 9 agosto 2004, il Consiglio d'Europa gli propone la grazia presidenziale, che ha sdegnosamente rifiutato in quanto essa presuppone un'ammissione di colpevolezza, mentre invece tuttora continua a dichiararsi innocente. Dorigo ha portato avanti, dal 22 settembre al 30 novembre 2004, un altro lungo digiuno di protesta (70 giorni), che lo ha pesantemente debilitato, portandolo molto vicino alla morte. L'istanza che gli avvocati di Dorigo avevano presentato in tribunale, in cui si richiedeva la sospensione della pena o almeno gli arresti domiciliari ospedalieri per il loro assistito, non è stata accettata, nonostante quest'ultimo fosse in gravi e preoccupanti condizioni di salute. Il 12 dicembre 2004 la commissione medica incaricata dal tribunale di sorveglianza di Perugia di accertare se le condizioni di Dorigo necessitassero di un ricovero ospedaliero extracarcerario ha espresso, tramite la prof. Francesca Barone e lo psichiatra dott. Paolo Catanzaro, il seguente giudizio: il soggetto esaminato sarebbe affetto da "schizofrenia affettiva" e "con un identità pericolosamente fondata sulla sovversione sociale", che andrebbe curato con una "terapia fondata sul lavoro", oltre che con sostanze come benzodiazepine ipnoinducenti. In poche parole, secondo la commissione medica, Dorigo sarebbe uno psicopatico che non necessita di cure esterne al carcere, ma solo di psicofarmaci. Ma allora perché le perizie psichiatriche precedentemente effettuate l'aveva giudicato totalmente sano di mente? Come si spiega l'ampia e approfondita documentazione scientifica che Dorigo ha presentato più volte alle autorità per giustificare le proprie richieste? e se è davvero uno psicopatico, perché non gli viene permesso di essere visitato fuori dal carcere? Se non c'è niente che possa essere rivelato dagli esami, di che cosa hanno paura? Oggi i risultati degli esami effettuati da Dorigo nell'ospedale civile di Dolo (Ve) mostrano che forse qualcosa da nascondere c'era. Numerose persone si sono mobilitate per chiedere che sia fatta luce e verità su questo caso: da alcuni deputati che hanno fatto uno sciopero della fame a staffetta (tra cui il già citato Giovanni Russo Spena e Luana Zanella dei Verdi) fino ad un appello firmato da numerose personalità, tra cui il premio Nobel per la letteratura Josè Saramago e il noto giornalista Enzo Biagi, in cui si chiede il rispetto del diritto di Dorigo ad un giusto processo e soprattutto alla salute psicofisica. Da qualche mese Paolo Dorigo ha finalmente ottenuto gli arresti domiciliari per motivi di salute, ma non ha ancora concluso la sua battaglia e ora cerca un chirurgo disposto ha operarlo per estrarre i corpi estranei individuati nella sua testa grazie agli esami da lungo tempo richiesti. Quello di Paolo Dorigo sembrava essere il primo caso denunciato di controllo mentale in Italia, simile a quelli delle vittime dell'MK-ULTRA negli Stati Uniti, tuttavia non è l'unico: altre persone hanno denunciato di subire forme di tortura tecnologica da parte di servizi segreti "deviati" e entità governative. Nel settembre 2005 è nata l'Associazione Vittime Armi Elettroniche-Mentali (AVAEM) su iniziativa di Dorigo e di altri tre cittadini italiani che, a differenza di lui, non sono mai stati in carcere, ma denunciano analoghi trattamenti. I membri dell'associazione dichiarano di vivere in città diverse e non di non essersi mai conosciuti prima del giugno scorso. Gli scopi e le finalità dell'associazione sono così spiegate nell'home page del loro sito internet: " Nasce praticamente per dare voce a chi non ha il diritto di udire il silenzio, a chi non ha il diritto alla propria interiorità, sessualità segreta, scrittura, pensiero. L'interferenza di pensiero e la violenza fisiologica via radio, ultrasuoni, laser, stimolazione transcranica sottocutanea, radio-terapia, trasmissioni tramite elettrodi magari innestati e pilotati da medici per motivi di "controllo" dell'epilessia e della schizofrenia, o protesi acustiche in persone non sorde, o polimeri tecnologicamente studiati in centri di ricerca piemontesi, o sostanze radioattive di natura biologica come chip a dna. Nulla e niente possono giustificare l'uso di questi strumenti. Ne chiediamo la moratoria mondiale, come per le armi chimiche al gas nervino dopo la Ia guerra mondiale." Questa associazione accusa gli apparati dello stato di servirsi della scienza a scopo di tortura, i quali userebbero sofisticate armi psicotroniche per controllare e colpire persone scomode: "Si tratta di forme di tortura terribili, tali da portare alla pazzia le persone, tali da far desiderare loro la morte, tali da trasformarli in oggetti sessuali o in killer prendi-ordini." Oltre al caso di Paolo Dorigo, nel sito dell'associazione sono documentati altri due casi molto meno noti: quello di T.C., una donna tra i 45 e i 55 anni, e di M.B., pensionato romano tra i 55 e i 65 anni. T.C. denuncia di subire intrusioni e torture elettroniche dal 1988, di avere portato avanti da sola una indagine per capire da cosa sono provocate, ma di essersi imbattuta nella reticenza dei medici. M.B, invece, sostiene di essere stato un economo di Montecitorio, che dopo aver denunciato gravi irregolarità ed episodi di corruzione ai suoi superiori ha subito minacce di morte ed intimidazioni di ogni genere fino ad arrivare all'agosto 2004, quando inizierebbe ad essere torturato con ultrasuoni presumibilmente provenienti da fonti radio esterne. Queste denunce sono state citate anche dal dossier sulla tortura in Italia stilato da ARES, Agenzia Ricerca Economico Sociale. L'AVAEM sostiene che questi sono solo due dei casi di controllo mentale e tortura scientifica in Italia, e che c'è ne sarebbero decine di altri: gli fanno eco alcune inquietanti testimonianze anonime pubblicate sul sito censurati, che indicano il nome di una caserma in particolare, che si chiamerebbe "Castro Pretorio Interforze", come possibile regia di alcune di queste operazioni. Bisogna poi ricordare che qualche anno fa persino due insospettabili trasmissioni televisive, La Storia Siamo noi di Rai Tre e Stargate di La7, hanno parlato di casi simili nel nostro paese, ma stranamente sono state ignorate. Non abbiamo elementi sufficienti per asserire con certezza la veridicità di tutte queste denunce, ma certo le ultime risultanze mediche di Paolo Dorigo lasciano pensare: se è tutto vero cosa sta succedendo? Vengono usati microchip e apparecchi elettronici per controllare la mente qui, ora, in casa nostra? Sono diretti contro tutti noi? Siamo di fronte a qualcosa di veramente pericoloso per il nostro futuro? Non lo sappiamo ancora, ma visto che qualcosa di analogo è già accaduto in America rimane il dubbio: che Paolo Dorigo, con le sue denunce e i suoi scioperi della fame, abbia scoperchiato un terrificante vaso di pandora?

TORTURA: DAL MOBBING AI MICROCHIP, LE CIFRE IN ITALIA. ANSA RICERCA ARES, FENOMENO PIU' DIFFUSO DI QUANTO POSSA APPARIRE. Scrive Lunedì, 03 Ottobre 2005, "L'ANSA". Il fenomeno della tortura in Italia è più vasto e subdolo di quanto possa apparire e, specie per le forme più sofisticate, viaggia in modo sommerso. Se infatti forme di violenza come il mobbing o gli abusi nelle carceri sono già stati denunciati e studiati, poco si sa della tortura politica o dei maltrattamenti subiti dagli anziani negli ospizi e dagli immigrati nei Cpt. Ora, per la prima volta, una ricerca analizza il fenomeno nella sua globalità, dalle forme più evidenti a quelle più sottili e avveniristiche come i microchip. La ricerca, effettuata dall'Ares (agenzia di ricerca economico-sociale) basandosi su studi già esistenti, sentenze della magistratura e testimonianze, punta il dito sulla mancanza nel codice penale italiano del reato di tortura, nonostante in Parlamento giacciano da tempo ben otto proposte di legge. Anche rispetto al mobbing, sottolinea l'Ares, dal 2001 al 2003 sono stati presentati nove ddl ma nessuno è andato in porto.

IL MOBBING, TORTURA SOFT - Secondo le ultime stime attendibili, circa 1,5 milioni di lavoratori è vittima del mobbing e ogni dipendente ha il 25% di possibilità di trovarsi, nel corso della propria esperienza professionale, in tali condizioni. Il 38% delle vittime proviene dal settore dell'industria e il 21% dalla pubblica amministrazione. Le persone più colpite dal fenomeno hanno generalmente superato i 45 anni e svolgono lavori semplici. 

IL CARCERE DELLA VERGOGNA - Secondo un dossier dell'associazione Antigone, le condizioni stesse degli istituti penitenziari sono una forma di tortura: 59.649 detenuti a fronte di una capienza di 42.959. Di questi il 28% sono tossicodipendenti, il 2,4% alcoldipendenti, il 2,6% sieropositivi. L'89% dei carcerati non ha una doccia nella propria cella; il 69% non ha l'acqua calda; il 18,4% vive in celle dove anche durante la notte vi è luce intensa. In questa situazione, ci sono i casi di tortura vera e propria: quelli denunciati negli ultimi dieci anni sono più di 900, ma considerando quelli non denunciati secondo l'Ares si può ipotizzare una cifra che va da 2.000 a 3.000.

CLANDESTINI, LA TORTURA INDIRETTA - La ricerca denuncia la situazione di ''incertezza e disinformazione'' e le ''terribili condizioni sanitarie e di sovraffollamento'' che vivono gli immigrati rinchiusi nei Centri di permanenza temporanea, il ricorso alla violenza e ai tranquillanti. Tra i casi citati quello di Abdeleh Saber, di 25 anni, detenuto nel cpt di Lampedusa e ''morto in circostanze sospette dopo essere stato trasferito nel carcere di Agrigento e dopo che gli erano state iniettate massicce dosi di Narcan''. Ma il problema più grave è quello di oltre 250.000 persone che vivono e lavorano in Italia irregolarmente, e che rischiano di essere rimpatriate nei paesi di provenienza, dove spesso devono subire il carcere e le botte della polizia. Questi casi di 'tortura indiretta', secondo Ares, negli ultimi 5 anni sono stati più di 2.000.

I LAGER DELL'ASSISTENZA - Si moltiplicano le denunce di drammatici casi di abbandono e maltrattamenti di anziani non autosufficienti ricoverati in strutture di assistenza. Gli ospiti vengono lasciati spesso in pessime condizioni igieniche personali, a volte percossi e trattati con crudeltà, pur pagando salate rette mensili. La stima dei casi di tortura in questo campo non è facile data la vasta area del sommerso, avverte l'Ares, che comunque, sulla base delle denunce, calcola in 400 il numero di anziani 'torturati' negli ultimi 5 anni; tenendo conto del sommerso, si può arrivare al migliaio.

LA TORTURA POLITICA - L'Ares cita i fatti avvenuti a Genova nel luglio 2000, oggetto di inchieste tuttora in corso, ma anche casi che risalgono agli anni '70 e '80, nel periodo della contestazione e del terrorismo. In tutto, secondo le stime dell'agenzia, i casi sarebbero circa 500, di cui 240 di gruppo (come a Genova).

LA TORTURA ELETTRONICA - E' la forma più sfumata e tecnologica, e Ares la annovera tra i tipi di tortura politica o di Stato. Le persone che la subiscono si definiscono 'vittime di armi elettroniche mentali'. Tra i casi rilevati dalla ricerca, il controllo mentale tramite microchip, torture effettuate con ultrasuoni o altri strumenti elettronici a distanza. Alcune inchieste giudiziarie in corso sarebbero appunto collegate ai trattamenti di questo tipo subiti. Per gli interessati il fine perseguito dai torturatori (che restano ignoti ma sono ipotizzati tra i servizi speciali di sicurezza) sarebbe quello di annullare la personalità e le capacità di reazione. La ricerca dell'Ares, arricchita dalle testimonianze, sarà pubblicata nei prossimi mesi in un libro. (ANSA).

LA TORTURA NEL BEL PAESE. Il fenomeno della tortura in Italia è più vasto e subdolo di quanto si possa immaginare e, soprattutto per le forme più sofisticate, "viaggia" in modo sommerso. Se infatti fenomeni come il mobbing o gli abusi nelle carceri sono già stati denunciati e studiati, poco si sa della tortura politica, o delle violenze negli ospizi o nei CPT. Ora, per la prima volta, una ricerca analizza il fenomeno nella sua globalità, dalle forme più evidenti a quelle più sottili e avveniristiche come il microchip.

La tortura nel Bel Paese, dal mobbing al microchip. Una ricerca a cura di Romano Nobile. Autore di questo testo è l'Ares, Agenzia di Ricerca Socio economica costituitasi nel 2000, che cura e diffonde sondaggi e ricerche su fenomeni sociali ignorati o poco evidenziati dai mezzi di informazione. In questo volume il tema trattato è quello della tortura in Italia, come viene eseguita e su chi, la tortura contro gli stranieri, quella politica fino alla tortura elettronica.

Romano Nobile vive a Roma. Avvocato, Presidente dell’Ares (Agenzia Ricerca Economico-sociale) e collaboratore della rivista Carta, ha curato per l’editrice Malatempora alcuni saggi, tra i quali “Paradisi fiscali, uno scippo planetario” (2003), “Lavorare stronca” (nel 2004 insieme a Giulio Piantadosi), “Giù le mani dai beni comuni” (2006). Attualmente si occupa di attività politico-culturale per la tutela dei beni comuni e dei diritti umani. Da tale attività è nata l’esigenza della presente ricerca che descrive i vari tipi di tortura che affliggono il Bel Paese, dal mobbing al microchip, compresi quelli attualmente praticati sulla pelle di persone che hanno dato e danno fastidio al potere e che, finora inascoltate dai media, possono, grazie ad un piccolo editore alternativo, denunciare finalmente alla luce del sole ed al proprio rischio la loro condizione. Ciò che apre grossi interrogativi sul nostro sistema “democratico”.

Riccardo Nobile - La Tortura Nel Bel Paese. Recensione Scritto da sberla54 su Punk4free, Venerdì 09 Novembre 2007.  Questo è "un piccolo best sellerino underground", come dicono gli amici della Malatempora Edizioni, ovvero uno di quei libri che abbiamo letto in pochi, potrei dire quasi nessuno rispetto al numero di lettori che hanno collezionato certe altre boiate letterarie, ma anche uno di quei libri che ti costringono, appena finita l'ultima pagina, ad iniziare a raccontare, a stressare amici e parenti, a cercare di far sapere a tutti ciò che era rinchiuso in quelle pagine. "Non c'è paese al mondo, credo, che ormai ammetta nelle proprie leggi la tortura: ma di fatto sono pochi quelli in cui polizie, sottopolizie e criptopolizie non la pratichino. Nei paesi scarsamente sensibili al diritto - anche quando se ne proclamano artesignani e custodi - il fatto che la tortura non appartenga più alla legge ha conferito al praticarla occultamente uno sconfinato arbitrio". Così recita Leonardo Sciascia nell'introduzione e le sue parole suonano da semplice quanto immediato riassunto del libro stesso. La tortura esiste, siamo noi stessi a praticarla. E non ha mai smesso di esistere, anzi, è in grande spolvero tecnologico. E' al passo coi tempi. Lo sapevate che il termine "finocchio" per indicare gli omosessuali nasce dalla pratica di buttare piante aromatiche sui roghi in cui bruciavano gli omosessuali stessi, per attenuare il puzzo di carne? Una consuetudine in voga in tutti i cattolicissimi paesi dell'Europa, noi compresi, dal 1200 in avanti.

Lo sapevate che nelle nostre carceri ci sono individui, come Paolo Dorigo, condannato a 13 anni per aver (forse) tirato una molotov contro la base USA di Aviano, che hanno subito l'installazione di un microchip nel cranio al solo scopo di minare la loro sanità mentale, tramite negazione del sonno, ultrasuoni e "voci" nella testa. Il tutto con le TAC a provare la veridicità di ciò che affermano e l'interesse di personalità come Giovanni Russo Spena o Stefano Rodotà ad aggiungere ufficialità al sospetto.

Sapete inoltre cosa si cela realmente dietro ai CPT, centri di permanenza temporanea per immigrati? Uomini, spesso e volentieri colpevoli solo di essere in fuga da paesi disastrati, in cerca di un'esistenza decente, costretti a sedersi sulle feci, a dormire in "materassi infestati dalle pulci", in mezzo ai gabinetti, a subire umiliazioni fisiche e psicologiche di ogni tipo, come schiaffi, frustate e costrizioni di vario genere, come la visione forzata di filmini pornografici per i detenuti di rigorosa fede musulmana (leggete anche Io, clandestino a Lampedusa (di Fabrizio Gatti) (L'Espresso)). Il tutto per la sola, terribile, colpa di non essere nè italiani nè europei.

E vi siete mai chiesti come sono i pestaggi in carcere? Come ci si sente a "suicidarsi" tra le fredde pareti di una "cella nuda"? La Tortura Nel Bel Paese ce lo racconta abbondantemente: "La notte del 3 sono entrati alcuni incappucciati e mi hanno trasportato su un pulmino [...] La cosa che mi ha fatto impazzire dal dolore è' stato quando mi hanno iniettato o poggiato in vagina e nell'ano delle sostanze calde accompagnate da calci sempre in vagina.". E questa è solo una delle molteplici storie raccontate nel libro, che più che un'opera letteraria vera e propria assomiglia ad un documentario-inchiesta, con estratti di giornali, deposizioni, indagini, interviste.

Uno scritto tutto sommato corto, di sole 120 pagine, che però risulta incredibilmente esaustivo, passando dalla tortura nei secoli passati, in età romana come nei periodi di governo della Chiesa e della terribile Inquisizione, fino agli ospizi dei giorni nostri (anch'essi spesso tremendi luoghi di costrizione), senza tralasciare i fatti del G8 di Genova 2001, i rapimenti e le torture compiute dagli americani in territorio italiano (molti di più di quanti ce ne raccontino), con il beneplacito del nostro governo; e poi ancora il fenomeno del Mobbing sul posto di lavoro, le già citate torture tecnologiche e le persecuzioni verso i gay, la caccia alle streghe, il caso di Federico Aldrovandi ed altre innumerevoli testimonianze di violenza, soprusi e pestaggi nelle carceri nostrane. Il tutto correlato da un "dizionario dell'orrore" veramente tremendo, che ripercorre tutte le più orribili tecniche inventate dall'uomo nel corso dei millenni per piegare la volontà dei suoi simili, con una dovizia di particolari che non è adatta a tutti gli stomaci.

La stessa attenzione al particolare ed all'esatta descrizione dei fatti si ritrova in tutto il libro, senza censure ne' timori. Una prerogativa di tutti i lavori made in Malatempora Edizioni ma comunque qualcosa di veramente raro in questi anni di imbambolamento informativo e mediatico. Insomma, un altro libro che ritengo andrebbe diffuso quanto più possibile, se non nell'invano tentativo di risvegliare quale coscienza, almeno con l'onesto proposito di mostrare la verità su di un sistema carcerario e repressivo che tanto l'opinione pubblica quanto lo stato amano alla follia e tentano continuamente di espandere. Nelle righe di questo "La Tortura Nel Bel Paese" troverete approfondimenti su tutti gli argomenti che ho citato, nonchè molti altri che non trovato modo di nominare. Troverete conferma ai sospetti che già avevate, alle voci che vi è capitato di sentire, ma soprattutto troverete cattiveria e violenza oltre ciò che avreste mai immaginato dal caldo salotto di casa vostra.

Il tutto, spesso e volentieri, in nome dell'autorità del momento, chiesa o stato che sia.

Le nuove forme di tortura praticate in Italia. Scrive L'Associazione Vittime armi elettroniche. L’Italia è il “bel paese”, dove c’è il sole, il mare, la musica, il papa, la sacralità della famiglia, l’amore per i bambini, per la buona cucina, per l’allegria, la solidarietà, la tolleranza… Come mai allora qualcuno parla di tortura, uno dei fenomeni più ripugnanti in materia di violazione dei diritti umani. Perché la tortura c’è anche qui …L’Italia è il “bel paese”, dove c’è il sole, il mare, la musica, il papa, la sacralità della famiglia, l’amore per i bambini, per la buona cucina, per l’allegria, la solidarietà, la tolleranza… Come mai allora qualcuno parla di tortura, uno dei fenomeni più ripugnanti in materia di violazione dei diritti umani. Perché la tortura c’è anche qui, nel paese dello stragismo impunito, del terrorismo politico che ogni tanto riemerge, dei burattinai, dei fatti di sangue e di violenza nelle famiglie per bene, della violenza sulle donne, della illegalità diffusa, del più alto numero di condannati o incriminati che siedono in parlamento, delle numerose regioni tenute in ostaggio da organizzazioni mafiose, del più alto numero di evasori fiscali in Europa e nel mondo, ecc. ecc.  In tale contesto non proprio idilliaco la tortura è quasi sempre nascosta od assume all’esterno mille altre forme, ma è innegabile che ci sia.  Vorrei soffermarmi sulle nuove forme di tortura che finora sono state completamente ignorate dai media benché coinvolgano un numero crescente di persone e costituiscano comunque un fenomeno sociale da analizzare. Fenomeno che non è stato preso in considerazione (o perlomeno ciò non appare) neanche dalle più importanti associazioni in difesa dei diritti umani. Posso dire che solamente uno dei medici dell’associazione “medici contro la tortura” ha mostrato un certo interesse al problema, esprimendo solidarietà alle vittime e promettendo di approfondire la situazione. Però nessuna posizione ufficiale è stata presa.

SI TRATTA DELLA COSIDDETTA TORTURA TECNOLOGICA. “Tortura tecnologica” è un termine generale che indica diverse forme di violenza, eseguite con metodi e tecnologie avveniristici, le cui finalità sarebbero quelle di controllo o di disturbo sia fisiologico che mentale delle vittime. E sono proprio le vittime, alcune delle quali riunite in una associazione (A Vae-m –Associazione Vittime delle Armi elettroniche e mentali, costituita nel settembre del 2005) a denunciare all’opinione pubblica le varie modalità con cui tale tortura viene esercitata. Secondo tali denuncie vi sarebbero due principali forme di tortura tecnologica: il controllo mentale, e la tortura ambientale a distanza. Il controllo mentale verrebbe attuato (e vi sono numerose testimonianze ed anche esami clinici e radiologici al riguardo) attraverso l’intrusione nella scatola cranica, ma anche in altre parti del corpo, di minuscoli strumenti ad alta tecnologia, siano essi microelettrodi o microchip, che riescono ad interferire le radiazioni emesse dal cervello. La cosa rasenta la fantascienza. Sta di fatto che, come le vittime raccontano, dopo alcuni anni da questa microintroduzione, può avvenire che lo studio operato dagli autori delle torture sui vari tracciati, permetta l’interazione tra il cervello e gli strumenti innestati, il che comporterebbe sia il controllo del pensiero, sia la trasmissione di segnali audio-video o di stimoli di ogni natura al e dal cervello della vittima. La vittima verrebbe cioè trasformata in un terminale operativo a tutti gli effetti. Tutte le vittime di questa modalità di tortura conducono vita ed esistenza apparentemente normale, non necessariamente trattate con terapie psichiatriche. 4 su 45 casi censiti sono persone che conducono una esistenza normale tra virgolette, ma sotto terapie prescritte da psichiatri. Il caso più noto è quello di Paolo Dorigo, ingiustamente incarcerato per 12 anni e recentemente liberato grazie ad una sentenza della Corte Europea. Vi è il caso di una signora italo-argentina, che ora vive a Roma, torturata a suo tempo nel suo paese per motivi politici, che sembra continui a ricevere, anche se in forme attenuate lo stesso trattamento in Italia. Quanto alla “tortura ambientale a distanza, si tratta della trasmissione di stimoli, dolori e sensazioni a distanza con strumenti generalmente molto più semplici rispetto a quelli usati per il controllo mentale. Si tratta di armi laser, a onde radio e microonde o di ultrasuoni, del tipo di quelle usate dai medici per sciogliere i calcoli, nelle metropoli per scacciare gli stormi di uccelli, armi reperibili anche attraverso alcuni siti americani. Le vittime di tali abusi denunciano di sentire forti fitte o intense trasmissioni di calore che disturbano la loro giornata, impediscono il sonno ed una vita “normale”.  Il caso più noto di tale tipo di tortura è quello di Maurizio Bassetti, ex Economo della Camera dei deputati. Sotto questo profilo una buona dose di incredulità potrebbe essere giustificata. Ci si chiede infatti da dove arrivino questi raggi, che possono avere una lunghezza anche significativa. Ci si chiede il perché. Ed ovviamente le persone colpite fanno fatica a convincere gli investigatori. Recentemente pare sia stata avviata una inchiesta al riguardo in una città del Nord, ma in genere un interrogatorio del denunciante, senza un serio controllo ambientale territoriale sulla persona oggetto di attacchi, non può avere il significato di una vera indagine. Secondo l’associazione sarebbero stati analizzati 45 casi di vittime in Italia di queste torture. Si ha la certezza che molti altri non denuncino per pudore i trattamenti subiti. La riservatezza è necessaria a queste persone per mantenere all’apparenza una vita lavorativa e familiare normale, che sarebbe del tutto compromessa una volta denunciato il trattamento subito, con forme di scherno, mobbing, distanza, allontanamento di colleghi e di persone care, se non addirittura il licenziamento e l’internamento. Le conseguenze di tali trattamenti non sono pienamente conosciute. Non esiste infatti in Italia un pubblico registro di decessi, un monitoraggio delle cause di morte per ogni singolo caso, né i giornali locali riportano spesso gli estremi anagrafici dei deceduti per suicidio (migliaia ogni anno), né esiste un monitoraggio di quelle migliaia di persone che muoiono per errori medici.

Fantascienza. So benissimo che da alcuni si tende a catalogare questi fenomeni come fantascienza. E’ possibile, ma vorrei fare in proposito tre osservazioni: 

1) le vittime non sono dei visionari. Non vedono dischi volanti né morti viventi, nè poliziotti fiammeggianti;

2) gli strumenti e le tecnologie di cui si parla esistono e vengono usati normalmente a fini diversi. 

Dieci anni fa molti fenomeni apparivano fantascientifici (si pensi allo sviluppo delle robotistica od alle clonazioni di esseri viventi) che oggi sono riconosciute reali. E molti lanciano strali contro le nuove scoperte tecnologiche perché potrebbero essere usate in danno dell’uomo. Si deve sottolineare come nel programma dell’Associazione suddetta, si chieda tra l’altro di approvare leggi e strumenti di controllo per tutti coloro che subiscono questi trattamenti, un intervento da parte della Corte dell’Aja, il risarcimento delle vittime, l’espulsione dall’Albo dei professionisti e/o radiologi coinvolti negli innesti, nonché i processi per i responsabili ed il divieto dell’uso di queste vere e proprie armi da guerra non letali, denunciando le carenze in materia da parte del disegno di legge in corso di approvazione in Parlamento. Richieste non certamente esagerate o fuori dalla realtà.

La repressione. Ciò che dovrebbe allarmare ulteriormente, al di là degli interrogativi che possono sorgere sull’attendibilità di questi fenomeni, è però la certezza che, da quando le presunte vittime di tale tipo di tortura si sono unite in associazione, dandosi un minimo di organizzazione politica per difendere la propria causa, alcune di loro hanno subito forme di repressione totalmente ingiustificate, e fuori da ogni indagine giudiziaria ordinaria e legittima.

26 OTTOBRE 2006. Come apparso su Indymedia Italy, viene messa in atto una pesante provocazione della Digos nei confronti dell’iscritto all’AVae-m Maurizio Bassetti, ex Economo di Montecitorio, che da anni denuncia pubblicamente la persecuzione cui è sottoposto, con attentati e vere e proprie forme di tortura elettronica. Bassetti, insieme a Michele Fabiani (quest’ultimo studioso ma non vittima di armi elettroniche) aveva denunciato diversi casi di mala amministrazione nella gestione interna della Camera dei deputati, anche con molti articoli e interviste apparse su Indymedia e firmati con nome e cognome. Recentemente i fatti denunciati da Bassetti hanno formato oggetto di un libro intitolato “I segreti di Montecitorio” in cui si narrano le malversazioni in atto negli uffici della Camera negli anni ’80 con la parziale connivenza anche del presidente di allora, ora Capo dello Stato. Ebbene, il Bassetti viene convocato dalla Digos di Roma ufficialmente come “persona informata dei fatti” per essere sottoposto ad una serie di domande stupide e irrilevanti – in un oscuro procedimento penale- sull’uso dei telefoni a lui intestati da parte di altre persone indagate. In realtà, dopo pochi minuti, la stanza in cui avveniva questo strano interrogatorio si riempie di altri funzionari della Digos, fino ad un totale di cinque. Questi, con modi formalmente cortesi e accattivanti cominciano a fare al Bassetti una serie di domande sulle sue denunce relative alla tortura elettronica in Italia ed alla presunta corruzione all’interno degli uffici della Camera dei deputati. Quanto alla tortura, un ispettore incomincia ad accusare di faziosità il libro “La tortura nel Bel Paese, il suo curatore sottoscritto Romano Nobile nonché il senatore Russo Spena, reo di aver scritto la prefazione allo stesso libro. Affermando quindi perentoriamente che in Italia la tortura non esiste. Insomma alla fine invitava bonariamente il Bassetti a starsene tranquillo ed a godersi la pensione. E’ evidente, al di là dei modi cortesi, il tentativo di intimidazione ai danni di Bassetti che si cerca di coinvolgere in oscure vicende. Sta di fatto che pochi giorni dopo tale intimidazione, si verificano due altri fatti abbastanza inquietanti. 

Il sito di Indymedia – Italia viene praticamente azzerato. Michele Fabiani, che assieme al Bassetti aveva firmato alcune denunce apparse su Indymedia, viene coinvolto in un grave incidente automobilistico (scoppio di ambedue le gomme anteriori della propria auto) a seguito del quale viene ricoverato all’ospedale di Spoleto con gravi fratture e commozione celebrale. Dopo vari mesi, uscito dall’Ospedale, il Fabiani riceve un’improvvisa visita dei Carabinieri a casa, con la scusa di dover effettuare una perquisizione su traffico di droga. Risultato pulito, viene ugualmente condotto in caserma, e qui minacciato per ore in ordine alla sua militanza anarchica, Viene alla fine invitato a stare più calmo, in caso contrario, nell’eventualità di nuovi incidenti, non sarebbero accorsi a salvarlo. Da rilevare al riguardo che Michele Fabiani è autore di un dossier su controllo mentale e torture elettroniche, che da tempo viene distribuito in modo militante. Senza alcun motivo valido a Roma viene inoltre improvvisamente sgomberato il centro sociale “Gatto Selvaggio” che recentemente aveva ospitato una presentazione-dibattito del libro in questione e si era fatto carico di diffondere il dossier di Michele Fabiani. Sull’origine delle torture elettroniche ed anche delle persecuzioni, si possono fare diverse ipotesi. 

Che il clima di sospetto diffuso dopo l’11 settembre abbia anche provocato la diffusione in Italia in ambienti dei servizi segreti che godono della più completa impunità e sui quali non viene esercitato dal Copaco alcun effettivo controllo, di metodi di intimidazione e di tortura sofisticata per colpire persone con precedenti penali o che siano ritenute per qualche motivo politicamente pericolose per la sicurezza. 

Tra le vittime catalogate dall’associazione Avem, figurano però anche persone non politicizzate, per cui, come seconda ipotesi, si può ritenere che alcune armi non letali siano sperimentate anche in Italia su individui particolarmente deboli e indifesi. 

Si tratta di ipotesi, che troverebbero gli spazi operativi nella incontrollabilità ed autoreferenzialità di alcuni settori dei servizi con licenza di commettere reati. 

Da segnalare al riguardo che proprio ieri lo stesso Capo del Sismi, davanti al Copaco, la commissione di controllo sui servizi, ha dichiarato che il 50% degli agenti del Sismi sarebbero incapaci ed inaffidabili per la nostra sicurezza. Il fatto che tutti i governi che si susseguono non hanno alcun interesse ad interferire in questa zona grigia (che evidentemente fa comodo a tutti) rende peraltro giustificato qualsiasi sospetto. Senza qui abbracciare come oro colato alcuna delle due ipotesi, penso che data la rilevanza del fenomeno, sia doveroso da parte degli organi di stampa rompere il silenzio e approfondire i fatti anche se in senso critico. Penso anche che da parte di esponenti politici garantisti si debba pretendere che si faccia luce attraverso il Copaco od organi della magistratura. Per finire, ciò su cui voglio insistere è che la violazione dei diritti umani, specie in un paese “democratico”(tra virgolette) non avviene quasi mai alla luce del sole, e che in un paese dove si sono susseguite negli anni stragi ed altre nefandezze di cui non si è venuti mai a capo e non si conoscono i colpevoli ,si ha ben il diritto di pretendere che alcuni sotterranei vengano bonificati. Lotta preventiva alla violazione dei diritti umani significa combattere l’opacità e far trionfare la trasparenza in ogni servizio dello Stato. 

P.S. Questo articolo è stato scritto anteriormente ai recenti gravissimi e clamorosi atti repressivi: nei confronti dell’AVae-m che - nel quadro della montatura di Potenza contro lo SLAI COBAS per il sindacato di classe - ha visto 5 suoi aderenti sottoposti a perquisizione il 16 ottobre scorso; nei confronti di MICHELE FABIANI che, insieme a 4 giovani compagni, è stato clamorosamente arrestato a Spoleto il 23 ottobre scorso ed è tuttora detenuto a Perugia. 

Queste provocazioni, attuate in base alle solite norme fasciste contro i reati associativi, confermano ulteriormente quanto sostenuto sopra. This entry was written by Romano Nobile, posted on 26 novembre 2007

Nuovi microchip che funzionano a onde cerebrali, scrive Venerdì l'8 giugno 2007 Alfonso Maruccia su "Punto Informatico". Passi avanti verso l'interfaccia neurale definitiva. Per ora si controlla un cursore sullo schermo, ma le prospettive sono di una comunicazione molto più intima tra macchina e pensiero. Una ricerca appena pubblicata su Nature accorcia ulteriormente le distanze sulla via di una compiuta integrazione tra macchine intelligenti e pensiero umano. Un ragazzo paralizzato riesce a comunicare con un computer grazie ad un microchip installato a diretto contatto col suo cervello e, anche se per ora le azioni possibili sono limitate, c'è chi scommette sulle possibili applicazioni commerciali della tecnologia in un futuro non troppo lontano. Quanto è capitato a Matthew Nagle ha un che di miracoloso: ventisei anni, con braccia e gambe paralizzate, ha imparato a muovere un cursore sullo schermo, giocare a semplici videogame, controllare un braccio robotico e controllare la televisione con la sola forza del pensiero, letteralmente. Merito del microchip messo a punto dai ricercatori della Brown University, in collaborazione con altri tre atenei e con la società privata Cyberkinetics - Neurotechnology Systems. Il chip, impiantato a diretto contatto con la corteccia cerebrale del ragazzo, legge i percorsi elettrici del cervello di Nagle, trasformando le reazioni sinaptiche in impulsi elettronici comprensibili da un computer: il sistema funziona talmente bene, stando a quanto riporta CNNMoney, che Nagle è in grado di fare tutte le azioni sopra descritte mentre parla in contemporanea - sempre attraverso il microchip - con i ricercatori. Un lavoro che rientra di diritto nel fiorente dibattito sul transumanesimo, e che dimostra come i cyborg siano una realtà dell'oggi piuttosto che una promessa del domani: già in passato si è avuto notizia di future interfacce avanzate per il controllo dei videogiochi con la mente, o di brevetti potenzialmente in grado di far evolvere le attuali interconnessioni mentali tra organismi viventi e apparati tecnologici. Il lavoro presentato su Nature è però il primo a dimostrare risultati pratici in tal senso ed è, dicono i ricercatori, soltanto l'inizio di qualcosa che promette ulteriori, rapidi sviluppi. Attualmente è possibile scrivere quindici parole al minuto grazie al microchip impiantato nel cervello, sostengono i ricercatori della Brown University, ovvero la metà della velocità media di scrittura a mano. Considerando la capacità dei calcolatori di raddoppiare la potenza elaborativa ogni due anni, nel 2012 sarà possibile scrivere da 110 a 170 parole al minuto, trasformando i comandi cerebrali in testo scritto o sintesi vocale con la stessa velocità tipica della comunicazione verbale. Una prospettiva di notevole interesse per chi è affetto da gravi menomazioni alla funzionalità del corpo ma non del cervello, come nel caso del grande fisico teorico Stephen Hawking. Un mercato che si stima valga 3,4 miliardi di dollari e che è cresciuto del 21% l'anno scorso. Ma non solo: CNNMoney si spinge ad ipotizzare, in un futuro poi non così lontano, persone che sceglieranno volontariamente di farsi impiantare il cerebro-chip, per godere di una integrazione con personal e dispositivi intelligenti che farà sembrare l'odierna esperienza con mouse e tastiera "una tortura da passato medievale". Alfonso Maruccia

MICROCHIP: QUANDO IL FUTURO VIENE DAL PASSATO, scrive Nico su "Come San Tomaso". Di questi tempi si fa un gran parlare di microchip sottocutanei, tecnologia che verrà presto introdotta ufficialmente negli Stati Uniti allo scopo di monitorare un ‘’malato’’ fornendo massima assistenza medica in ogni angolo del globo. Ma i cospirazionisti mormorano a ragione sull’argomento privacy e temono che con questo sistema il controllo delle masse diventi una realtà conclamata. Per questi motivi la redazione di San Tommaso vuole vederci chiaro. Ma sembra che tempo a nostra disposizione si stia esaurendo e cambiare la direzione della medicina militare, della tecnologia di controllo mentale e nel contempo assicurare il futuro della libertà umana sembra essere sempre di più un’ardua battaglia. Quando le nostre funzioni cerebrali saranno già connesse ai supercomputers (sufficientemente potenti per il monitoraggio della popolazione di tutto il mondo) tramite impianti radio e microchips, sarà troppo tardi per protestare. Lo sviluppo della tecnologia attraverso i microchip (RFID) è una delle cose su cui maggiormente spingono i governi e le industrie farmaceutiche, che vogliono ulteriori poteri al fine di influenzare la popolazione ed avere un maggiore profitto ed un maggiore controllo. Ma la tecnologia fin qui narrata esiste già. Sistemi di comunicazione neurologica sono in atto per annullare il pensiero indipendente e controllare l'attività sociale e politica per conto di egoistici interessi privati ​​e militari. I mass media non illustrano affatto il pericolo di perdita totale della privacy da parte delle persone chippate ma il soggetto può essere manipolato in molti modi. Che ci si creda o no, il ventaglio di manipolazione possibile è molto ampio; si va dalla possibile lettura del subconscio (con possibile decodificazione o addirittura creazione di sogni) fino ad arrivare all’alterazione artificiale della sessualità, il tutto senza la conoscenza o il consenso della persona impiantata. Siamo pronti per la robotizzazione dell'umanità e la totale eliminazione della privacy, inclusa la libertà di pensiero? Quanti di noi vorrebbero cedere la nostra intera vita, inclusi i nostri pensieri più segreti, al Grande Fratello?

FUNZIONAMENTO DEI MICROCHIPS. Il chip ha le dimensioni di un chicco di riso e di solito supporta la tecnologia RFID. Il funzionamento dello stesso si basa sulla variazione della temperatura corporea che permette il ricaricarsi della minuscola batteria al litio. I microchip di oggi operano per mezzo di onde radio a bassa frequenza che colpiscono il soggetto in questione permettendo, con l'aiuto di satelliti, un totale controllo sull'individuo impiantato che può essere seguito ovunque sul globo. Ognuno di noi ha un’unica e personalizzata frequenza di risonanza bioelettrica nel cervello, proprio come le impronte digitali. Con l’uso della frequenza elettromagnetica (CEM) la stimolazione cerebrale viene interamente codificata e determinati segnali elettromagnetici possono essere inviati al cervello dell’individuo, causando ad esempio allucinazioni vocali e visive nel soggetto mirato. Quando un microchip di 5-micromillimetri (il diametro di un capello è di 50 micromillimetri) viene inserito in un nervo ottico dell'occhio, trae neuroimpulsi dal cervello. Una volta trasferiti e memorizzati in un computer, questi neuroimpulsi possono essere re-inviati al cervello tramite il microchip per essere rivissuti. Usando un RMS, un operatore di computer può inviare messaggi elettromagnetici (codificati in segnali) al sistema nervoso, influenzando il comportamento del bersaglio. Con l'RMS, persone sane possono essere indotte ad avere allucinazioni e a sentire voci nella propria testa. Ogni pensiero, reazione, suono, e osservazione visiva determina un certo potenziale neurologico che possono ora essere decodificati in pensieri, immagini e voci. La stimolazione elettromagnetica può quindi cambiare le onde cerebrali di una persona e influenzano l'attività muscolare, causando dolorosi e reali crampi vissuti come una tortura. 

IMPIANTI AL CERVELLO. I primi impianti celebrali furono effettuati chirurgicamente nel 1974 nello stato dell'Ohio e a Stoccolma. Elettrodi cerebrali furono inseriti nei crani di bambini nel 1946 a insaputa dei loro genitori. Nel 1950 e '60, impianti elettrici furono inseriti nel cervello di animali ed esseri umani, soprattutto negli Stati Uniti, per sperimentare la modificazione del comportamento e il funzionamento del corpo tramite la manipolazione celebrale. Influenzare il funzionamento del cervello, successivamente, divenne un obiettivo importante a scopo militare. Oggi gli impianti sono abbastanza piccoli da essere inseriti nel collo o alla schiena delle persone, come anche per via endovenosa in differenti parti del corpo durante le operazioni chirurgiche, con o senza il consenso del soggetto. Ormai è quasi impossibile rilevarli o rimuoverli.

PASSATO, PRESENTE E FUTURO. Le prime cavie per gli esperimenti segreti sono stati detenuti, soldati, pazienti psichiatrici, bambini handicappati, persone sordomute, omosessuali, donne single, anziani, scolari e qualsiasi gruppo di persone considerato "marginale" dagli sperimentatori dell'elite, essendo poi diagnosticati dai medici come malati di mente. Dal 1980, la stimolazione elettronica del cervello (ESB) è stata segretamente usata per controllare persone selezionate senza il loro consenso. Il Washington Post ha riferito, nel maggio 1995, che il principe William di Gran Bretagna è stato impiantato all'età di 12 anni. Quindi, se fosse stato mai rapito, un'onda radio con una specifica frequenza potrebbe essere mirata al suo microchip. Il segnale del chip sarebbe instradato attraverso un satellite a destinazione del computer del quartier generale di polizia, dove i movimenti del principe potrebbero essere monitorati ovunque nel globo. Più di dieci anni fa, semplici tecniche a basso costo hanno migliorato la progettazione e la produzione di nano-microchip. Ciò ha aperto la strada ad una moltitudine di metodologie per la loro fabbricazione ed il loro uso in una vasta gamma di applicazioni, inclusi dispositivi ottici, biologici, ed elettronici. Una volta chippati gli esseri umani possono essere seguiti ovunque. Le loro funzioni cerebrali possono essere controllate remotamente dai supercomputers e persino alterate mediante il cambiamento delle frequenze. Tecniche di controllo mentale possono essere usate per scopi politici. L'obiettivo potrebbe essere la volontà di indurre le persone o gruppi bersaglio ad agire contro le loro convinzioni e interessi. Individui zombificati possono anche essere programmati ad uccidere e non ricordare nulla del loro crimine. Esempi allarmanti di questo fenomeno possono essere trovati negli Stati Uniti. Tutti gli accordi internazionali sui diritti umani proibiscono la manipolazione non consensuale degli esseri umani: tali accordi comprendono tutti gli esseri umani senza distinzioni sociali tra carcerati o popolazioni civili. Ma il microchip non è la sola ‘’arma’’ a disposizione per il controllo delle masse. Infatti, altri metodi chimici sono stati sviluppati. Esistono infatti farmaci che alterano la mente e diversi gas da odorare che influenzano negativamente la funzione cerebrale e possono essere iniettati nei condotti dell'aria o tubi dell'acqua. Inoltre, batteri e virus sono stati già testati con questo scopo in diversi paesi. Il tutto, a dire il vero, è quasi surreale. Sembra una cosa uscita fuori da un film di fantascienza, ma i nano-microchip (invisibili all'occhio nudo) sono una realtà già utilizzata in un'ampia gamma di applicazioni. La domanda è: quanto tempo ci vorrà perché i governi e le grandi case farmaceutiche decidano di "immergere" questi nano-microchip all'interno dei vaccini per etichettare e sorvegliare la popolazione mondiale?

UN ESERCITO DI RAMBO. Uno dei progetti per creare artificialmente un esercito di supersoldati è stato chiamato progetto Phoenix, che aveva a che fare con i veterani del Vietnam. Molti soldati infatti hanno subito l’iniezione di un chip che è stato chiamato il Rambo chip. Questo chip potrebbe effettivamente aver provocato un flusso supplementare di adrenalina. Successivamente, durante la prima Deserto Storm in Iraq, a molti individui impegnati nelle operazioni militari venne iniettato l'intelligence-manned interface (IMI) biotico, dispositivo creato dal Dr. Carl Sanders. Con questo dispositivo un supercomputer da 20-miliardi-bit/secondo sito presso la US National Security Agency (NSA) poteva "vedere e sentire" quello che sperimentavano i soldati sul campo di battaglia con un sistema di monitoraggio remoto (RMS). Un perfetto cyber-soldato può quindi essere creato. Questa tecnologia segreta è stata usata dalle forze militari in alcuni paesi della NATO dal 1980 senza che le popolazioni civili e accademiche ne avessero mai sentito parlare. Inoltre, astronauti americani sono stati impiantati prima che fossero inviati nello spazio, così che i loro pensieri potessero essere seguiti e tutte le loro emozioni possono essere registrate 24 ore al giorno.

ECCO COME CI SI ABITUA A TUTTO QUESTO. Attraverso l'uso di effetti speciali e immagini digitalizzate, molti film di grande successo con Keanu Reeves compresa la trilogia di Matrix e Ultimatum dalla Terra hanno raccontato come dei nanobot potrebbero effettivamente prendere il controllo del loro ospiti organici ed inorganici. Inoltre nel famoso video gioco della serie Metal Gear Solid, molti personaggi e soldati in generale hanno "nano-macchine" nel loro sangue, che vengono utilizzate per bloccare il dolore, permettere ai membri delle squadre antincendio di condividere le informazioni sensoriali, guarire i danni fisici, nonché manipolare la centrale dei virus per la trama del video gioco.

EFFETTI COLLATERALI. Alcuni prigionieri chippati hanno accusato evidenti lesioni cerebrali, circolazione sanguigna ridotta e la mancanza di ossigeno nel lobo temporale dove gli impianti cerebrali sono di solito operativi. Altre cavie infine sono state soggette ad atrofia celebrale e a intermittenti attacchi di incoscienza causati dalla mancanza di ossigeno. Ciò prova il fatto che, per quanto venga ben promosso il prodotto alla popolazione, l’impianto di Microchip non è del tutto innocuo, anzi può provocare diverse complicazioni.

Microchip sottocutaneo: Ecco la strana pubblicità del Tg1. Sarà Obbligatorio, scrive il 27 aprile 2016 "Il Fattoquotidaino". Di cose strane nel mondo ce ne sono a bizzeffe certo è che la tecnologia sta cambiando tutto il nostro mondo, tutto il nostro quotidiano e sta mettendo in crisi quelle poche certezze che abbiamo. Oggi, vi mostreremo qualcosa che non ha pari se non nella storia del cinema. Sembra, infatti, nelle prime immagini che troverete sul fondo dell’articolo, che ci troviamo nelle scene di un film noto e futuristico come Matrix. Si tratta di una pubblicità, ma non di una comune, una come tante. È una pubblicità di microchip sotto la pelle che andrebbero applicati a tutti i cittadini, ed ecco la prima pubblicità su Tg1, la rete principale. Tutto fa supporre sia il primo passo per tenere tutti sotto controllo, in modo ineccepibile. Fino a ieri erano solo congetture senza fondamento mentre oggi prendono forma come autentiche realtà. Il noto Tg1 con un servizio in cui si decantano i vantaggi di questa nuova tecnologia. Sembra qualcosa, a dire della pubblicità, molto utile per il genere umano, ha tantissimi aspetti positivi infatti, utili nella vita di tutti i giorni. Ma i più scettici pensano sia solo un modo per sapere sempre dove stiamo e cosa facciamo, insomma un modo per tenerci al guinzaglio. Voi cosa ne pensate? Applichereste mai un congegno simile sotto la vostra pelle?

E' in grado di fare valutazioni e prendere decisioni, affermano gli ideatori. Il cervello umano in un microchip Il nuovo chip cognitivo TrueNorth, che imita il cervello umano, progettato da Ibm, è stato svelato in uno studio pubblicato sulla rivista Science. Secondo i ricercatori, ha un incredibile potenziale in campo medico, scrive "Rai news" l'8 agosto 2014. Ha un milione di neuroni elettronici, oltre 256 milioni di connessioni sinattiche artificiali, contiene 4.096 processori, un'architettura in grado di svolgere operazioni complesse molto rapidamente e consuma pochissima energia: "Questo chip rappresenta una nuova architettura dei microchip - spiega Dharmendra Modha, coautore dello studio pubblicato su Science - E' una nuova macchina per una nuova era". Secondo i ricercatori ha un incredibile potenziale e potrà essere usato negli occhiali per chi ha la vista danneggiata, diagnosi mediche per immagine in grado di rilevare i primi segni di una malattia, e auto senza conducente. E' il primo chip 'neuro-sinattico' al mondo, il più grande chip mai realizzato finora dall'azienda, con 5,4 miliardi di transistor e consuma solo 70 milliwatt di energia, molto meno energia dei chip tradizionali.     E' stato modellato e progettato dopo che i ricercatori sono riusciti a concentrare in un microprocessore delle dimensione di un francobollo le capacità del cervello umano e quelle dei supercomputer. A differenza degli attuali processori, che funzionano su meri calcoli matematici basati su un'architettura antiquata, risalente al 1945, questo chip è stato pensato per imitare il modo in cui il cervello umano riconosce gli schemi, affidandosi a reti fittamente interconnesse di transistor simili ai network dei neuroni umani. Il risultato è un processore in grado di capire l'ambiente, gestire le ambiguità e prendere decisioni e agire in tempo reale, che l'IBM definisce come una "versione miniaturizzata e primitiva del cervello umano".

Neuroni e microchip "umani", a Firenze i segreti del cervello. Rendering tridimensionale di un cervello di topo in cui sono stati marcati i vasi sanguigni con fluoresceina. L'immagine è stata realizzata al Lens di Firenze. Nell'Open day dello Human brain project le 14 ricerche finanziate dall'Europa che provano a esplorare la mente dell'uomo per spiegarne i meccanismi, scrive Laura Montanari l'11 ottobre 2016 su “La Repubblica”. Un chip che somiglia al nostro cervello, ma in realtà è un computer. Neuromorfico, in silicio, però con un’architettura diversa che si ispira al funzionamento della nostra mente e che può lavorare “in parallelo” simulando la funzionalità delle reti neuronali di adattarsi ai vari stimoli. Lo ha realizzato Karlheinz Meier, dell’Università di Heidelberg ed è soltanto una delle tante ricerche che stanno dentro il grande contenitore di sperimentazioni e studi che va sotto il nome di Human Brain Project (Hbp) il progetto di ricerca europeo finanziato per 1,2 miliardi di euro e che coinvolge 120 fra centri e università. Il 12 ottobre ci sarà il primo open day a Firenze: si tiene al Palazzo degli Affari (dalle 9,30 alle 18,30). E’ organizzato dal Lens, il Laboratorio di spettroscopia non Lineare diretto dal professor Francesco Pavone, membro del Science and Infrastructure Board Hbp. “Il Lens – spiega Pavone – nell’ambito dello Human Brain Project si occupa di simulare il cervello di un topolino e raccogliere i dati sia morfologici, sia funzionali di quello umano e di quello animale per poi fornire tutte le informazioni a chi costruisce simulazioni e modelli teorici”. Significa per esempio descrivere segnali elettrici, connessioni, vascolature. Il Lens lavora anche a un nuovo metodo per l’imaging del tessuto nervoso, basato sull’utilizzo di una sostanza chiamata 2,2’-tiodietanolo (tde) che permette di far diventare trasparenti i campioni da analizzare. “Il nostro cervello detiene ancora molti misteri – prosegue Pavone – per esempio non sappiamo tante cose sulle emozioni, sui sentimenti, sul pensiero astratto e sull’empatia di aspetti cognitivi profondi. Noi lavoriamo perché alla fine di questo grande progetto internazionale il cervello umano possa essere un po’ meno sconosciuto”. Obiettivo dello Human Brain Project è quello di costruire un simulatore dell’intera attività del cervello, mettendo insieme le informazioni e le immagini che i ricercatori hanno acquisito sul funzionamento e la morfologia delle molecole, dei neuroni e dei circuiti neuronali, abbinate a quelle sui più potenti database attualmente sviluppati grazie alle tecnologie ICT. Un modello con cento miliardi di neuroni permetterebbe di studiare possibili terapie per contrastare malattie degenerative del sistema nervoso ma anche realizzare supercomputer intelligenti. L’Open Day di Firenze è rivolto a giovani ricercatori, studenti delle scuole superiori e aziende, che potranno capire quali sono le sfide e le ricerche in atto dalle voci degli scienziati che stanno lavorando ai singoli progetti. Fra le ricerche che verranno presentate nelle 14 sessioni dello Science Market anche quella del gruppo guidato da Katrin Amunts, dell’Università di Dusseldorf e di Jülich, che attraverso l’analisi al microscopio del cervello umano (i campioni sono di donatori ndr) e sfruttando il fatto che le fibre del cervello alterano il passaggio della luce mutandone la polarizzazione, ha ricostruito la distribuzione spaziale tridimensionale delle reti delle connessioni nervose.

IL CONTROLLO POLITICO CON LE ARMI A ENERGIA DIRETTA.

Nexus Edizioni del 20 aprile 2017. Questo testo era stato inizialmente scritto per un webinar del Carnicom Institute tenutosi martedì 31 marzo 2011. Mentre il complesso militare-industriale continua a creare modi sempre più spregevoli per controllarci attraverso l’ambiente elettromagnetico, noi accettiamo questo incubo affidandoci sempre di più alle tecnologie di comunicazione personale a scapito della nostra salute e libertà.

VIVIAMO NELL’ERA ELETTROMAGNETICA E NON LO SAPPIAMO. Come è già accaduto per il nucleare, anche le tecnologie con radiazioni elettromagnetiche (EMR) da cui ormai siamo completamente circondati sono qualcosa che impareremo a conoscere a nostre spese. Facciamo tutti parte di un gigantesco esperimento mondiale, e sarebbe nel nostro interesse riconsiderare seriamente la situazione dell’elettroinquinamento, lo stress biologico, la salute mentale e persino i sistemi giudiziari. Potrebbe essere di conforto credere che sia l’ignoranza dell’impatto sulla salute umana già nel presente e per le generazioni future a permettere l’attuale proliferazione di ripetitori di telefonia e tecnologie wi-fi, ma la verità è che i pericoli intrinseci della tecnologia elettromagnetica non ionizzante e non termica sono ben noti, quanto meno agli scienziati finanziati dalle istituzioni militari, fin dai tempi del Progetto Pandora a metà degli anni Sessanta. 

Riceviamo impulsi dall’ambiente: non c’è dubbio. Già all’inizio dell’era dei radar, non era possibile ignorare i sintomi degli operatori radar – sterilità, calvizie, cataratta, proliferazione leucocitaria e cambiamenti cromosomici – né tantomeno il fatto che spesso i loro figli nascevano con la sindrome di Down. La risposta dei militari fu di creare livelli di riservatezza ancor più inaccessibili e assicurarsi che le leggi sulla densità di corrente termica ignorassero gli effetti non termici. La Guerra fredda e le ricerche sull’elettromagnetismo in campo aperto andavano protette ad ogni costo, anche se il prezzo da pagare fosse stato la salute biologica. A metà degli anni Novanta, l’Istituto nazionale americano per gli standard adottò le soglie di sicurezza indicate dall’Istituto degli ingegneri elettrici ed elettronici (IEEE): per la frequenza, da 300 kHz a 100 GHz – mentre in Nord America, Europa Occidentale e Giappone era tutto impostato per campi da 50-60 Hz – e per la potenza da 10 a 100 milliwatt per centimetro quadrato (mW/cm2), uno standard ben diverso da quello della Russia sovietica. Infatti, se il limite dei sovietici per gli ambienti di lavoro, da 1,0 microwatt a 10 microwatt, fosse stato adottato negli USA, il 90% delle stazioni radio FM avrebbe dovuto chiudere i battenti. Per il tasso di assorbimento specifico (SAR) per telefoni cellulari e ripetitori, la Commissione Federale per le Comunicazioni si è affidata nuovamente all’IEEE e anche al Consiglio nazionale per la protezione da radiazioni, dopodiché ha richiesto la legittimità alla Food and Drug Administration [ente per l’approvazione di alimenti e farmaci], all’Environmental Protection Agency [agenzia di protezione ambientale] e all’Occupational Safety & Health Administration [ente per la sicurezza sul lavoro], nessuno dei quali ha saputo supportare gli standard con ricerche scientifiche, scegliendo invece di credere alla versione dell’IEEE secondo cui gli effetti delle radiazioni EM non termiche non sono pericolosi, nonostante le molte prove di effetti biologici causati da densità di corrente non termica da 1.000 a 10.000 microwatt. Dunque non dovrebbe sorprendere che nessuno di questi standard abbia valore di legge. Il complesso militare-industriale continua a usare le frequenze e la potenza che meglio crede, a cominciare da tutto ciò che funziona a batteria fino ad arrivare a treni elettrici, raffinerie, sistemi antifurto, metal detector, sistemi di navigazione aerea e navale, comunicazioni militare, 500.000 miglia di linee elettriche ad alta tensione e le loro sottostazioni che fungono da gigantesche antenne nella banda ELF [a frequenza estremamente bassa] a 60 Hz, e così via. I campi ELF ci bombardano dappertutto, e la frequenza di risonanza del corpo umano funge da antenna o ripetitore. Infatti, i sistemi di ELF nell’ambiente si sovrappongono alle frequenze e trasmettono impulsi al nostro corpo, interferendo con i tempi dei nostri cicli biologici e mettendo quindi a repentaglio il nostro sistema immunitario. La frequenza di risonanza di picco si trova al centro della banda ad altissima frequenza (VHF, da 30 a 300 MHz) e include la radio FM, la televisione, le stazioni radio mobili a terra, le comunicazioni a lungo raggio con radiomodem, le comunicazioni dei radioamatori e marine, il controllo del traffico aereo, eccetera. I cavi superconduttori aumentano di 20 volte la forza di campo intorno alle linee elettriche, e per qualche motivo nessuno si preoccupa se i forni a microonde diffondono fino a 5.000 microwatt e se la densità cumulativa delle onde radio intorno a noi è oltre 200 milioni di volte maggiore del livello naturale che arriva dal Sole, includendo le tempeste magnetiche solari che influiscono sulla risonanza di Schumann... e tutto questo si riflette sui livelli elevati di ricoveri psichiatrici durante le tempeste solari.

Il nostro sistema immunitario è sotto assalto. Nonostante la disinformazione dei media asserviti alle aziende, i più attenti fra noi sanno che le frequenze estremamente basse hanno un impatto sostanziale su tutte le forme di vita e che le densità di corrente più basse possono fare danni peggiori delle densità alte quando si tratta di assorbimento di radiofrequenze (RF) o microonde. Nel suo libro del 1985 The Body Electric: Electromagnetism and the Foundation of Life, il medico Robert O. Becker sottolineava che dovremmo preoccuparci soprattutto delle frequenze estremamente basse: “… I problemi principali giungono dalle frequenze estremamente basse, tuttavia le frequenze più alte producono gli stessi effetti se vengono pulsate o modulate nella gamma ELF. Questo avviene molto spesso dato che, per trasmettere informazioni, si interviene sulla forma delle microonde o onde radio. Per farlo, il raggio viene interrotto per formare gli impulsi oppure viene modulata la frequenza o ampiezza (dimensione) delle onde. Oltretutto, l’ambiente di oggi è un reticolo di segnali che si intersecano e in cui c’è sempre la possibilità che si producano effetti sinergici o che si ‘costruiscano’ nuovi segnali ELF da modelli di interferenza fra due frequenze maggiori. Per questo, gli esperimenti in cui delle cellule o organismi vengono esposti a una singola frequenza non modulata, per quanto a volte utili, sono irrilevanti al di fuori del laboratorio. Il più delle volte sono svolti da ricercatori il cui unico obiettivo è poter dire: Visto? Non c’è motivo di preoccuparsi.”  Molti esperimenti hanno confermato reazioni di stress dovute a campi magnetici ed elettrici ELF e all’esposizione a microonde: questo stress è precursore di una condizione patologica che richiede il miracoloso intervento guaritore del sistema immunitario. Tuttavia, se lo stress non si riduce mai, il sistema immunitario è sotto attacco 24 ore su 24. Il Dott. Becker notava: “... Nei suoi studi pioneristici sullo stress, il Dott. Hans Selye ha definito con chiarezza un modello che non ha eccezioni. Inizialmente lo stress attiva il sistema endocrino e/o immunitario a un livello più alto del normale, che consente all’animale di sfuggire ai pericoli o combattere le malattie. Se lo stress continua, i livelli ormonali e la reattività immunitaria scendono gradualmente a livelli normali. Se fermate il vostro esperimento a questo punto, apparentemente siete giustificati nel dire: ‘L’animale si è adattato; lo stress non produce danni’. Tuttavia, se la condizione stressante persiste, gli ormoni e i livelli immunitari calano ulteriormente, ben al di sotto della normalità. In termini medici, si è instaurato uno scompenso da stress, e ora l’animale è più suscettibile ad altri agenti di stress, fra cui lo sviluppo di masse maligne e patologie infettive.” In un periodo di 10-30 anni, le reazioni allo stress di esseri umani che vivono sotto i cavi dell’alta tensione e sopra le linee elettriche sotterranee sono state causa di cancro e altre malattie fra cui la depressione profonda, che può portare al suicidio. La corteccia surrenale si sovraccarica e il sistema endocrino non funziona a dovere. Negli uffici pieni di computer, luci, telefoni e fax, il campo elettromagnetico costringe il neurotrasmettitore acetilcolina a emettere segnali subliminali di pericolo. La pressione sanguigna e i modelli delle onde cerebrali cambiano, e salgono i livelli di trigliceridi nel sangue, forieri di ictus, infarti e arteriosclerosi. Reazioni da stress, cicli biologici sfasati, interferenze con il metabolismo cellulare e i processi di crescita... l’elenco continua, e culmina nell’alterazione genetica delle generazioni future.

Entriamo in una zona di guerra ubiqua. Oltre al fuoco incrociato delle radiazioni da stazioni di radio FM e televisioni e cellulari che saltano da un ripetitore all’altro, ci sono anche delle applicazioni militari. I consumatori si preoccupano delle comodità e della carriera, mentre il complesso militare-industriale investe sulle armi e il controllo, o le cosiddette “4 C” (Comando, Controllo, Comunicazioni, Computer). Se non avete mai notato questa presenza militare, il Dott. Becker vi spiega il perché: “Dato che l’industria e le forze militari chiedono di usare senza limiti campi elettromagnetici e radiazioni, ai rischi intrinseci di questa attività vanno ad aggiungersi segretezza e inganni.” In tutti gli anni che ho passato a mettere insieme i pezzi delle illogicità della “sicurezza nazionale” sulle tecnologie EM, le lacune e le trappole della disinformazione, ho scoperto che la segretezza e gli inganni sono assolutamente reali. A questo aggiungiamo ciò che sostiene l’ingegnere elettronico Keith Harmon Snow: “I militari usano le tecnologie delle microonde e l’energia elettromagnetica come parti integranti di sistemi d’arma, proprio perché sono nocivi per la vita.” Gli eventi dell’11 settembre 2001 hanno segnato un drammatico punto di svolta sotto molti aspetti, fra cui il maggiore uso di armi elettromagnetiche per incutere choc e timore nel pubblico: dalle tecnologie di sorveglianza elettronica come dispositivi e ricevitori di ascolto, sia di terra che satellitari e che possono emettere o meno radiazioni o sfruttare il laser, fino alle intercettazioni telefoniche o i telefoni “intelligenti” e i software Exaudio per rilevare e decodificare le emozioni, eccetera. Il film del 1998 Nemico pubblico, con Will Smith e Gene Hackman, ha offerto un’anteprima istruttiva di come i satelliti “che guardano dall’alto” come l’IRIS ci controllano attraverso raggi infrarossi e strumenti ottici. Le tecnologie telecomandate open-source di data mining e sorveglianza come microcomputer, riconoscimento di pattern, attivazione tramite voce e pensiero, che include il monitoraggio delle onde cerebrali del pensiero, oggi sono opportunità di business enormi (ecco perché si parla di “complesso militare-industriale). In questa era elettromagnetica senza precedenti, il confine fra militare e civile sta rapidamente sparendo, a mano a mano che i militari ridefiniscono tutta la biosfera come “zona di guerra”. Le armi antiuomo, note eufemisticamente come armi “non letali” includono armi acustiche, phaser (amplificatori di fotoni attraverso l’emissione stimolata di radiazioni), armi a onde scalari psicotroniche e armi a infrarossi: tutte queste armi, caricate su un veicolo, possono arrivare in qualsiasi quartiere o in mezzo a un corteo pacifico di dimostranti politici in ogni nazione che abbia firmato un trattato per ospitare militari stranieri. Prendiamo per esempio il trasmettitore di microonde ad alta potenza (HPM) noto come Active Denial System (ADS) che eroga impulsi di radiazioni elettromagnetiche a 95 GHz, fa bollire le molecole sopra e sotto la pelle e fonde gli organi del corpo, o il Long Range Acoustic Device (LRAD), un’arma sonica assolutamente silenziosa (“sistema di comunicazione acustico diretto”) che lancia un’onda termoelastica di pressione acustica ad alta frequenza (2,5 kHz) in un raggio di 30 gradi che grida silenziosamente nell’orecchio interno tramite conduzione ossea. Girando un po’ di più la rotella dell’LRAD si possono cuocere bulbi oculari e organi e provocare danni permanenti all’udito a 15 metri di distanza. Questo dispositivo “non letale” in genere viene montato su un fuoristrada Hummer e usato per il controllo della folla. E tanti saluti al Primo Emendamento sulla libertà di riunione. Un impulso elettromagnetico (EMP) antimateriale è la scarica di radiazioni EM risultante da una detonazione nucleare e/o un campo magnetico che oscilla all’improvviso. I campi elettrici o magnetici in rapido mutamento si accoppiano poi con i sistemi elettronici e producono correnti dannose e picchi di tensione. Una detonazione a poche migliaia di chilometri sopra la Terra potrebbe distruggere, e non semplicemente paralizzare, tutto ciò che è elettronico in un intero continente.

Le armi “non letali” di cui non si sente parlare. E poi ci sono armi EM che sono ancor meno note pubblicamente perché vengono usate in segreto per il controllo politico in una guerra silenziosa contro il popolo, i dissidenti e gli individui sgraditi ai vari “potenti”. Alcuni esempi sono i sistemi laser (a elettroni liberi, a raggi X, a fasci di particelle neutre, laser chimico ossigeno-iodio, laser chimico avanzato nel medio-infrarosso, ecc.) che provocano offuscamento della vista e ologrammi; il controllo della mente con realtà aumentata a fasci di ioni di plasma, che avviene tramite satelliti che prendono di mira i bersagli in base alle loro firme bioenergetiche e poi accoppiano il plasma con i loro campi EM; e naturalmente i vettori non-aurali che inducono direttamente messaggi subliminali silenziosi nel cervello, spesso noti con il nome di voice-to-skull (V2K, “voci nel cranio”) o telepatia sintetica. In linea con la segretezza e gli inganni della Guerra fredda, per collaudare le armi elettromagnetiche sono stati usati come bersagli migliaia di soggetti umani non consenzienti. Iniziamo dal bicentenario dell’Indipendenza degli USA del 4 luglio 1976, quando fu finalmente rilevato un segnale radio sovietico a frequenza ultrabassa (ULF) noto come Woodpecker [Picchio]. Da un enorme trasmettitore d’amplificazione di Tesla a Kiev, era stato inviato un impulso con mediana di 10 Hz da qualche parte fra Corvallis e Eugene, in Oregon (le microonde modulate a impulsi sono vettori efficienti per i segnali per il controllo mentale, in quanto riescono ad attraversare il cranio che è resistente alle radiazioni non pulsate di basso livello, come per le ELF). Dunque è più che una coincidenza il fatto che fra il 1970 e il 1975 il tasso di suicidi a Medford, Oregon, si sia issato sopra la media nazionale. Ciò che è meno risaputo è che il segnale Woodpecker sovietico veniva emesso costantemente da anni dalla vicina base militare USA verso Medford. Ciò significa che questi due colossi avevano collaborato per anni, durante l’intera Guerra fredda, negli esperimenti di elettromagnetismo sulla risonanza magnetica nucleare, l’induzione di tumori, l’interferenza con i processi mentali, eccetera. In realtà, il Woodpecker sovietico stava “cuocendo” fin dagli anni Cinquanta l’ambasciata statunitense a Mosca con il tacito consenso dell’intelligence americana nel quadro del Progetto Pandora. Già nel 1978, l’Operazione Pique della CIA – precursore dell’HAARP (programma attivo aurorale di ricerca ad alta frequenza) – faceva rimbalzare segnali radio dalla ionosfera e poi ne misurava gli effetti su gruppi di popolazione specifici. Il 17 agosto 1975, il senatore Frank Church, a capo del “Comitato selezionato del Senato per lo studio delle operazioni governative sulle attività di intelligence”, disse al programma Meet the Press della NBC: “So che in America esistono le capacità per realizzare una tirannia totale, e dobbiamo assicurarci che questa agenzia (l’NSA, Agenzia di Sicurezza Nazionale) e tutte le agenzie che possiedono questa tecnologia operino entro i termini di legge e con una corretta supervisione, in modo tale da non superare mai i limiti... da cui non c’è ritorno.” Nello stesso anno, i sovietici proposero un divieto per le armi EM all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. In seguito, durante le trattative per gli accordi SALT (Trattato per la limitazione degli armamenti strategici) il segretario generale sovietico Leonid Brezhnev descrisse queste armi come “le più spaventose che la mente umana abbia mai concepito”. Si immaginava un futuro di fasci di elettroni induttori di amnesie e pistole ai magnetofosfeni che fanno “vedere le stelle”; generatori tascabili di infrasuoni VLF (20-35 kHz) che innescano nausea, diarrea e crampi addominali; satelliti di sorveglianza Brilliant Eyes dotati di scanner multispettrali, interferometri, radiometri a scansione rotatoria nel visibile e infrarosso, criorefrigeratori, letti di assorbimento ibridi, mappe cerebrali e neurofoni; fasci satellitari elettronici che individuano i bersagli umani in tempo reale e li attaccano con i laser...

Da MK-ULTRA a EMK-ULTRA. I programmi MK-ULTRA della Guerra fredda erano in continua evoluzione e assomigliavano sempre più a programmi di controllo mentale elettromagnetico a distanza. Già negli anni Cinquanta (ufficialmente MK-ULTRA prese il via nel 1953), il medico W. Ross Adey dell’Istituto di ricerca sul cervello dell’Università della California, finanziato dalla CIA, studiava le frequenze pulsate per armi con raggi confusionali. Interferendo con il flusso del calcio nel cervello è possibile disturbare la concentrazione, il sonno e le funzioni cerebrali. Lo scrittore Evelyn Waugh potrebbe essere stato bersaglio di una tecnologia simile (si veda il suo romanzo del 1957 La prova di Gilbert Pinfold). Il campione di scacchi russo Boris Spassky sosteneva di avere perso il campionato del mondo del 1972 contro Bobby Fischer dopo essere stato bombardato con raggi confusionali. E poi c’era la LIDA, una macchina sovietica per la sincronizzazione delle onde cerebrali che emetteva onde a 10 Hz, seguita nel 1958 dal “neurofono”, inventato dal ricercatore Patrick Flanagan quando aveva appena 13 anni e viveva a Bellaire, Texas. Il neurofono era in grado di creare un disturbo aurale tramite microonde o laser, convertendo inizialmente il suono in impulsi elettrici che poi venivano trasmessi attraverso onde radio alla pelle convincendo il cervello di aver “udito” un suono. Il neurofono, come tutte le scoperte relative al controllo mentale, era immediatamente stato protetto da riservatezza per motivi di “sicurezza nazionale”. Nel 1961, il neuroscienziato Allan Frey aveva sezionato dei vettori di microonde modulandovi una componente audio e aveva inviato un effetto uditivo a microonde alla corteccia uditiva dei destinatari. Si era scoperto che i fasci pulsati di microonde incrementavano la permeabilità della barriera ematoencefalica, il che a sua volta intensificava gli effetti di farmaci, batteri e veleni (sì, è possibile trasmettere le frequenze di malattie e farmaci attraverso energia elettromagnetica modulata o pulsata). Frey riusciva ad accelerare, rallentare o arrestare un cuore sincronizzando il battito cardiaco a un fascio di microonde pulsate. Nel 1969, lo spagnolo José M. R. Delgado, professore di Yale e sostenitore di una società “psicocivilizzata”, perfezionò la stimolazione cerebrale elettrica a distanza (ESB) per controllare comportamenti, istinti ed emozioni. Oggi, i fasci EMR mirati possono gestire il cervello come un giocattolo telecomandato. I bersagli si accorgono di essere “cotti” da microonde a bassa potenza (microwatt/cm2) pulsate a 300-3.000 MHz perché il fascio provoca scoppi, sibili, scatti o ronzii proprio dietro la testa. Negli anni Settanta e Ottanta, lo scienziato russo Igor Smirnov, padre della “psicocorrezione” (glaciale termine da lui coniato per denotare l’uso di messaggi subliminali per alterare la volontà o modificare la personalità all’insaputa del soggetto), utilizzava l’elettroencefalogramma (EEG) per misurare le onde cerebrali. Dall’EEG, Smirnov riusciva a creare una mappa computerizzata del subconscio del soggetto, comprendente istinti quali rabbia e desiderio sessuale (la mappatura di posizionamento e distribuzione delle frequenze primarie per le frequenze che hanno una risposta biotelemetrica è nota nel mondo dell’intelligence come prima freaking). Con i messaggi subliminali registrati, Smirnov riusciva ad alterare il paesaggio mentale. Nel 1973, il ricercatore Joseph C. Sharp del Walter Reed Army Institute of Research aveva modellato sul neurofono del Dott. Flanagan l’audiogramma di microonde pulsate, analogo alle vibrazioni di suoni verbali, riuscendo a trasmettere fasci di parole al cervello. La telepatia sintetica collega i segnali subvocalizzati del cervello a un computer attraverso un raggio “maser” (amplificazione a microonde tramite l’emissione stimolata di radiazioni). A quel punto un software associa specifici potenziali di eccitazione cerebrale a particolari parole e “legge” dalla corteccia uditiva pensieri subvocalizzati a 15 Hz, 5 mW. È la TV a circuito chiuso della mente. Usando gli audiogrammi ELF trasportati da un singolo maser modulato a impulsi, i pensieri subvocalizzati di operatori telepatici sintetici si possono trasmettere nel cervello del soggetto per una “conversazione forzata”. Come scrisse il Dott. Becker: “Un dispositivo simile ha evidenti applicazioni in operazioni segrete volte a fare impazzire il soggetto che ‘sente le voci’ o a fornire istruzioni irrintracciabili per omicidi programmati.” Alla fine i monitor per le onde cerebrali sono passati dall’EEG al magnetoencefalogramma (MEG) che collega i modelli delle onde cerebrali attraverso un computer remoto a cristalli il cui software legge e traduce parole enunciate e pensieri silenziosi. Gli scanner MEG hanno la velocità e la risoluzione per rendere possibile un’interfaccia cervello-macchina, e i superconduttori a temperatura ambiente hanno reso i MEG portatili perfetti per sperimentazioni o disturbi sul campo. Nel 2003, la DARPA lanciò un programma per le interfacce cervello-macchina per creare “nuove tecnologie per aumentare le prestazioni umane attraverso la capacità di accedere in modo non invasivo in tempo reale ai codici del cervello e integrarli nel dispositivo periferico o nelle operazioni del sistema”. Oggi, i soldati delle Forze Speciali statunitensi indossano “caschi del pensiero” con scanner MEG e zaini-supercomputer per l’elaborazione dei segnali.

Non c’è un nascondiglio per la nostra mente. Dieci anni dopo l’ammonimento di Brezhnev, il Dott. Becker esprimeva le stesse preoccupazioni: “Quando alla fine sarà possibile monitorare i potenziali evocati dall’EEG e combinarli con trasmissioni di radiofrequenze e microonde studiate per produrre pensieri o umori specifici, come l’ubbidienza e il compiacimento, si avrà un metodo di controllo mentale estremamente pericoloso per tutte le società: una tirannia senza terrore... La familiarità ipnotica di televisione e radio, combinata con gli effetti biologici dei loro fasci di trasmissione, potrebbero già costituire una forza simile per la standardizzazione di massa, sia che l’effetto sia voluto o meno.” L’attività di Signals Intelligence (SIGINT) dell’NSA controlla le onde cerebrali via satellite, decodifica potenziali evocati del cervello a 3,5 Hz, 5,0 milliwatt, e poi li trasmette a un computer con circuito integrato ad altissima velocità (VHSIC) per “conversazioni forzate”. Per la “clonazione EEG”, viene innanzitutto monitorato il campo elettromagnetico del bersaglio che poi è decodificato via software, dopodiché i modelli emotivi vengono reimmessi nel cervello del bersaglio o in un altro cervello. Mettendo un microchip da 5,0 micromillimetri nel nervo ottico sarà possibile prelevare impulsi neurali dal cervello per “origliare” il soggetto, dopodiché i pensieri si possono “salvare” su un computer finché verranno riproiettati nel cervello per essere rivissuti sotto forma di allucinazioni, voci di conversazioni passate, eccetera. Nel suo blog “Citizen Smith” il ricercatore Paul Baird ha descritto il processo in questo modo: “Il pensiero umano funziona a 5.000 bit/sec, ma i satelliti e varie forme di biotelemetria possono trasmettere questi pensieri ai supercomputer nel Maryland (USA), in Israele, eccetera, che hanno una velocità di 20 miliardi di bit/sec. Questi, già oggi, controllano milioni di persone simultaneamente. Un giorno finiranno per monitorare praticamente chiunque... peggio di qualsiasi incubo da ‘Grande Fratello’ di orwelliana memoria si possa immaginare, e sarebbe la realtà. Eppure i nostri leader mondiali, che lo sanno, non fanno niente. “... In genere i bersagli si accorgono che le loro onde cerebrali sono sotto controllo per via del feedback acustico del neurofono. In altre parole, il computer manda un ritorno (eco) del pensiero e poi i controllori umani commentano o rispondono verbalmente. Entrambe le operazioni sono facilitate dal neurofono. “Mentre i commenti umani/dal vivo sono individualistici e non correlati ai processi di pensiero della vittima, spesso l’intelligenza artificiale coinvolta ripete a pappagallo delle espressioni standard. Queste vengono innescate dai pensieri del soggetto mentre i controllori umani restano in silenzio o sono assenti. Per rendervi conto di quanto possa essere terribile una simile invasione della privacy, immaginate di essere interrogati sul vostro passato mentre siete sdraiati a letto. Alla fine vi addormentate, e fate dei sogni personali o ‘indotti’, solo per poi svegliarvi ascoltando i commenti e le prese in giro del controllore riguardo ai vostri pensieri subconsci (sogni).” Nelle case e negli uffici di tutta la nazione, scanner di onde millimetriche penetrano attraverso le pareti alla ricerca di cervelli target in cui le trasmittenti di microonde possano colpire potenziali di eccitazione che inducono umori specifici. Le altre persone nella stanza non si accorgeranno che un potenziale di eccitazione per il suicidio o l’omicidio sta impostando il cervello del loro amico o parente sulla depressione o sulla rabbia (questa tecnologia potrebbe essere la vera causa dei “suicidi” dell’attivista politico Abbie Hoffman, del cantante Kurt Cobain, del giornalista Gary Webb, eccetera). Lo scienziato britannico Tim Rifat ha dato questa spiegazione: “... I direttori dei servizi segreti ora sono al settimo cielo; se qualcuno diventa un problema, gli parcheggiano fuori di casa il ‘team di controllo mentale per i suicidi’. Dopo qualche settimana, la vittima si uccide da sola... “Nel caso che i servizi segreti militari non vogliano che ti suicidi, possono sempre farti impazzire. Possono farlo indirizzando al tuo cervello il potenziale di eccitazione di un particolare stato mentale patologico mentre sei a casa tua. Per aiutarsi, gli operativi dei servizi segreti possono inserire suoni e parole nel cervello della vittima. Questo udito intercerebrale è usato per portare la vittima alla follia, perché nessun altro può sentire le voci trasmesse nel cervello target. La trasmissione di dati uditivi direttamente nel cervello della vittima usando fasci vettori di microonde oggi è una pratica comune.” Non serve una laurea per rendersi conto che il controllo via satellite e le tecnologie over-the-horizon non riguardano solo i “terroristi”. Torture e interrogatori a distanza, ricordi innescati da domande al neurofono, analizzatori di onde cerebrali che inducono “conversazioni forzate” e programmazione cerebrale possono trasformare in campi di concentramento elettronici le nostre case e luoghi di lavoro. È uno stupro mentale e un furto di proprietà intellettuale direttamente dalla nostra testa. Pensare agli usi silenziosi, invisibili, indimostrabili che si possono fare di queste armi fa girare la testa. Quando Michael Dukakis ebbe la sfortuna di scontrarsi con l’ex direttore della CIA George H. W. Bush alle elezioni presidenziali del 1988, sua moglie Kitty fu portata sull’orlo del suicidio... eppure come si poteva dimostrare che la causa fosse un attacco elettromagnetico? I pensieri e le emozioni di milioni di bersagli vengono raccolti e archiviati su computer per migliaia di usi nefandi mentre gli operatori, le ultime ruote del carro, continuano a monitorare e molestare chiunque sia nelle mire dei loro capi. Il Quarto Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti si riferisce anche alle perquisizioni irragionevoli e al sequestro della mente? I tentativi di arginare l’uso illegale delle armi “non letali” finora sono falliti o sono stati inefficaci:

• Il senatore John Glenn, che ben conosce la verità di questa tecnologia, ha presentato nel 1997 un disegno di legge chiamato Human Research Subjects Protection Act, (15) che è stato bocciato.

• Il 28 gennaio 1999, il Parlamento Europeo ha fatto passare la Risoluzione A4-0005/1999. La bozza della risoluzione trattava esplicitamente delle armi EMR, ma il testo della sezione 27 della risoluzione finale recitava “un divieto globale allo sviluppo e schieramento di armi che potrebbero consentire qualsiasi forma di manipolazione degli esseri umani”.

• Nel 2001 è stato presentato al Congresso lo US Space Preservation Act, HR2977, per vietare tutte le armi a energia diretta (DEW). Dopo essere stata riscritta più volte, la legge è stata bocciata.

• Nel 2002, l’Istituto delle Nazioni Unite per la ricerca sul disarmo ha identificato formalmente una nuova categoria di armi di distruzione di massa: controllo psicotronico della mente e altre armi a risonanza elettromagnetica.

Per quanto io sappia, le uniche leggi che condannano l’uso delle armi elettromagnetiche contro i cittadini sono i Public Acts 256 e 257 del Michigan, firmati dal governatore canadese di nascita Jennifer Granholm il 28 dicembre 2003. (19) La pena, in base all’Act 257, va da 15 anni all’ergastolo... ma veramente in Michigan i colpevoli vengono perseguiti?

Una guerra cognitiva. Quando il senatore Church, nel 1975, si riferiva a “questa agenzia e tutte le agenzie che possiedono questa tecnologia”, non stava pensando solo all’NSA, alla CIA e all’FBI, ma anche alla DIA, l’agenzia di intelligence della Difesa. L’asimmetrica “rivoluzione degli affari militari” ha sempre incluso una guerra cognitiva che utilizza “simulazioni di personalità strategiche” (personalità multiple) create dall’MKULTRA per varie missioni segrete. La cognotecnologia di nanotecnologie, biotecnologie e informatica è sempre stata prioritaria e centrale. Gli operativi dei servizi segreti vengono traumatizzati e sottoposti a elettroshock per cancellare i ricordi, agli assassini delle forze Navy SEAL viene ripulito il cervello, ai soldati vengono iniettati biochip IMI (interfaccia controllata da intelligence) per consentire ai supercomputer dell’NSA da 20 miliardi di bit al secondo di tracciarli e vedere e sentire ciò che vedono e sentono grazie a un sistema di monitoraggio remoto. Ora, il confine fra civile e militare è stato cancellato, e tutti noi viviamo in una zona di guerra. Sono società di sicurezza privata, malavitosi e criminali affiliati ai servizi segreti a fare il lavoro sporco in modo che non si scopra il coinvolgimento delle agenzie federali. Il compito di questi sicari include il sopraccitato “suicidio”, noto nel mondo dell’intelligence come “esecuzioni dell’NSA autoinflitte”, la fase finale di una “ingegneria psicologica” controllata a distanza. Oppure i sicari gestiscono da remoto immagini cerebrali e sogni attraverso la componente scalare di un campo magnetico debole. L’ingegnere nucleare ora in pensione Ten.Col. Thomas E. Bearden disse in un’intervista del 1991 che i fenomeni elettromagnetici scalari consentono di costruire forme di pensiero a richiesta e immetterle direttamente nella mente e nella memoria a lungo termine attraverso ciò che lui definisce “un canale nascosto in cui riversare gli input”. Questa è la nuova guerra cognitiva, una forma di controllo mentale che impiega campi acustici, ottici ed elettromagnetici, o li combina, per interferire con i processi biologici. È possibile bloccare i movimenti volontari dei muscoli, controllare le emozioni e azioni, indurre o impedire il sonno, cancellare i ricordi a breve e a lungo termine... controllando il tutto a distanza. Gli S4 (Silent Sound Spread Spectrum, spettro espanso sonoro silenzioso) a bordo degli aerei militari EC-130E Commando Solo inducono onde cerebrali, poi trasportano gruppi di firme emotive o comandi vocali su bande AM, FM, HF, televisive o militari attraverso il sistema di comunicazione militare Omega. I set di trasmissione preparatori codificati su fasci di microonde producono attacchi cardiaci, ictus, paralisi, eccetera. Sui bersagli vengono sparate malattie, come l’influenza. Gli edifici dove si radunano i gruppi di dissidenti vengono trasformati istantaneamente in campi di battaglia. I rapimenti perpetrati dai governi vengono mascherati da rapimenti alieni, in cui a un raggio paralizzante segue una perdita di memoria a breve termine e l’impianto di nuovi ricordi falsi. Le intercettazioni oggi si svolgono sparando raggi laser sulle finestre per esporre le modulazioni dei suoni all’interno. Anche i messaggi subliminali in televisione e nei film non sono stati eliminati, bensì migliorati: immagini nascoste a bassa luminosità si confondono appena sotto la soglia della normalità visiva per produrre un film dentro il film, insieme a precise trasmissioni digitali di codici di colore esadecimale come quelle del film Incontri ravvicinati del terzo tipo... ed era il 1977. E non dimentichiamoci dei messaggi subliminali ai concerti e negli MP3. Il pubblico tende a dimenticare che le aziende di telecomunicazione sono appaltatori militari che esercitano un potere quasi assoluto sulla comunità. Pochi sanno che negli Stati Uniti, nel 1995 – l’anno prima dell’eclatante Telecommunications Act del 1996 – il Dipartimento della Difesa e il Dipartimento della Giustizia, attraverso l’Istituto Nazionale di Giustizia, aggregarono le forze militari, gli appaltatori della difesa, gli scienziati che ricevevano fondi militari e le forze di polizia intorno a una politica unificata sul doppio uso delle armi non letali come ADS, Long Range Acoustic Device (LRAD) e le tecnologie di controllo mentale EM a distanza di cui abbiamo parlato, e hanno trasformato il termine “nemico esterno”, retaggio della Guerra fredda, in “avversario [straniero o interno]” (ora “terrorista”), che nel linguaggio comune indica chiunque faccia qualcosa di sgradito per le forze militari o di polizia.

L’operazione Weed & Seed. Parlando di comunità, l’operazione Weed & Seed [strappare le erbacce e seminare, NdT] del Dipartimento di Giustizia è considerata un’iniziativa volta allo sviluppo della comunità con l’intento di combattere la criminalità violenta, l’uso di droghe e le gang. O forse la sua finalità è un’altra? Nel suo libro del 1997 Mind Control, World Control, il compianto ricercatore Jim Keith raccontava come aveva vissuto per tre anni nel quartiere Tenderloin di San Francisco, dove la cima del Federal Building era in realtà uno scudo per radar, microonde e radio per una serie di dispositivi di comunicazione. Da quel tetto si vede tutta Tenderloin, il che significa anche che le onde radio passano in qualsiasi direzione senza ostacoli. Dato che le emissioni ELF e ULF (come le trasmissioni televisive) non passano agevolmente attraverso il terreno o gli edifici, Keith notava che ogni mattina e sera i suoi pensieri erano perturbati da un brusio o una cantilena dentro la sua testa. Da fuori sentiva i vicini gridare e minacciare, e gradualmente si rese conto che Tenderloin era un esperimento in doppio cieco monitorato dal dipartimento di polizia. Del resto, chi avrebbe preso sul serio le lamentele di gente povera, mentalmente instabile o tossicodipendente? Tim Rifat nel 1999 riportava che nel Sussex, Inghilterra, la polizia aveva l’uso esclusivo della frequenza di microonde a 450 MHz sulla propria antenna da 60 metri: la stessa frequenza usata da Ross Adey, pulsata a 0,75 mW/cm2, per la modifica dei comportamenti. Si tratta della stessa modulazione di impulsi degli auricolari per i cellulari. Se si pulsa un segnale ELF a tale frequenza alle antenne intorno alla città, questo risuonerà nei campi pulsati intorno alle linee elettriche, si reirradierà ed entrerà nelle case attraverso i circuiti della luce. Ora si stanno costruendo centinaia di nuove torri e antenne per far funzionare gli iPhone ormai da 5 gigabyte in una rete NetRad modulata a impulsi. In cima a ogni torre c’è una radiazione di onde lunghe, di microonde, che penetra nei tessuti e bombarda chiunque si trovi sotto di essa o nel suo raggio; in basso, monitor video, mini-sensori (magnetici, sismici, infrarossi, radar, sforzo del campo EM) ed elaboratori di segnali, teoricamente per la sorveglianza meteo e atmosferica, il rilevamento di agenti biologici, emissioni di radiazioni, eccetera. NetRad è stata messa a punto dal complesso militare-industriale: UMass Microwave Remote Sensing Laboratory, AT&T, Radian/Onex Corporation e altri tentacoli del polipo di appaltatori militari protetti dall’Harvard Center for Risk Analysis, leader nel settore dell’analisi del rischio finanziata da 100 delle più grandi e potenti aziende del settore, di certo uno dei sostenitori attivi del Telecommunications Act del 1996. Sotto forma di comodità per il consumatore, la tecnologia a doppio uso è in arrivo in ogni quartiere. Doppio uso, doppio rischio.

Conclusione. Molti dei dati storici di questo saggio provengono da testimonianze della CIA deposte il 21 settembre 1977 davanti alla Sottocommissione per la ricerca medica e scientifica, insieme a materiali non riservati richiesti in base all’atto sulla libertà d’informazione. Altre informazioni sono disponibili su Internet, grazie ai ricercatori e bersagli che hanno vissuto direttamente le torture delle armi a energia diretta: soggetti sperimentali non consenzienti che spesso sono persone indipendenti e molto comunicative che vivono sole e senza buone relazioni familiari, ma a volte hanno parentele legate ai servizi segreti o di sicurezza. Sebbene non tutte le denunce siano credibili, secondo la mia esperienza la maggior parte lo sono... se si ha una certa familiarità con la tecnologia. Non siamo che topi di laboratorio per l’esperimento sull’impotenza appresa del Dott. Martin Seligman. Le nostre paure e la depressione, la passività, l’isolamento, la cattiva salute, l’immobilismo, lo stress e persino la pazzia e il suicidio vengono registrati e analizzati. Denunciate questo monitoraggio e le interferenze elettroniche alla polizia e verrete screditati. Grazie al Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, confezionato dall’American Psychiatric Association in parte per formulare diagnosi di copertura per particolari tecnologie high-tech, se cercherete protezione in un reparto psichiatrico vi verrà diagnosticata la schizofrenia paranoide e nessuno vi crederà mai. Probabilmente queste armi sono in attesa dei prossimi americani che cercheranno di esercitare i propri, sempre più deboli, diritti civili. Nelle nostre città, non sentiamo più la risonanza di Schumann, insieme alla quale tutta la vita della Terra pulsa in armonia. Siamo imprigionati in una nebbia elettromagnetica, e cuociamo a fuoco lento in un brodo elettromagnetico. I nostri cicli biologici sono disattivati, e lo stress cronico e le malattie dilagano. Nel frattempo, l’industria medica e farmaceutica si arricchiscono più di quanto avessero mai sognato. Come disse il Dott. Becker, la nuova arma è la manipolazione del nostro ambiente elettromagnetico, perché opera in modo impercettibile e influisce sui nostri meccanismi vitali mentre siamo al cellulare o al computer, ascoltiamo musica, guardiamo la TV o passiamo dallo scanner a raggi X all’aeroporto. È tempo di sottrarci all’incantesimo della tecnologia che ci ha ammaliati e accorgerci del patto col diavolo che abbiamo stretto con i poteri che hanno in mente per noi un futuro transumanista “avanzato”. L’ex ingegnere Eleanor White della Marina statunitense scrive: “Per la prima volta nella storia, un essere umano nascosto, a distanza, è in grado di controllare i pensieri e le azioni di un altro usando un’ipnosi irrintracciabile, grazie a tecnologie elettroniche tuttora segrete. Queste tecnologie hanno aggirato completamente i sistemi giudiziari del mondo... Le armi che non lasciano prove rendono facile e sistematico perpetrare crimini per vendetta.” Perdere la libertà di pensiero è molto peggio che perdere una repubblica. Significa perdere la civiltà e ciò che ci rende umani. È un prezzo troppo alto da pagare per continuare a cullarci fra le catene del comfort e della praticità.

Articolo pubblicato originariamente su NEXUS New Times n.113, Dicembre 2014 - Gennaio 2015

L’autrice: Elana Freeland vive a Olympia, Washington, USA. Pioniera della pedagogia Waldorf (steineriana), lavora come scrittrice e relatrice. Nell’ultimo ventennio ha curato libri su diversi argomenti e ha redatto le storie di sopravvissuti dell’MK-ULTRA e di abusi rituali. È autrice della serie Sub Rosa America, un ciclo di romanzi sulla storia degli Stati Uniti dopo l’assassinio del presidente John F. Kennedy. È autrice di Chemtrails, HAARP, and the Full Spectrum Dominance of Planet Earth (Feral House, 2014).

IL CONTROLLO MENTALE.

Il Corriere, Putin e il controllo mentale, scrive Maicol Engel il 24 Agosto 2016 su "Butac" (BufaleUnTantoAlChilo). Premessa: Questo articolo viene da una segnalazione un po’ nervosa ricevuta sulla pagina: "Come mai non avete fatto un articolo su quanto scritto dal Corriere, ovvero che Putin possiede armi segrete per il controllo delle menti? Forse perché è facile deridere la povera gente ma viene male scrivere che il principale quotidiano italiano, di orientamento liberale, scrive cavolate?"

La riporto perché colgo l’occasione, per l’ennesima volta, di ripetere come funziona BUTAC, e come funzionano la maggioranza dei siti colleghi. I nostri articoli vengono dalle segnalazioni che ci fate tramite email, tramite messaggio su twitter, tramite messaggio pubblico o privato alla pagina su FB BufaleUnTantoAlChilo. Le segnalazioni nei commenti è facile che vadano non lette, che si tratti di social network o dei commenti al blog stesso. Ne riceviamo tante, talmente tante che io e Noemi fatichiamo a leggerle tutte in tempo reale. Quindi insieme ci occupiamo dei messaggi sui social più la posta via mail che smisto io. La scelta su cosa sbufalare viene con priorità basata sulla gravità del fatto, la pericolosità della diffusione della stessa e in ultimo la viralità della segnalazione, altri colleghi usano altri livelli di priorità, ad ognuno i propri. Quindici articoli quando ogni settimana riceviamo qualche centinaio di segnalazioni. Un buon 40% è di notizie già trattate che riprendono a circolare (quelle che trovereste facilmente andando su Google e cercando butac + notizia da verificare, ma Internet per molti al di fuori dei social network è una giungla), un 20-30% sono notizie vere, del restante ne riusciamo a trattare solo un quarto. Ci sono svariate notizie non corrette che circolano ogni settimana e che ci vengono segnalate, sorry, ma siamo una piccola squadra, di volontari, non una grande testata dedicata. Nel caso delle bufale estive, il nostro abituale ritmo di circa 15 articoli a settimana si è rallentato, ma conto con il 5 settembre di rimettermi in pari.

Veniamo alla segnalazione in esame. Effettivamente il Corriere della sera in data 19 agosto 2016 pubblica questo titolone: "Il braccio destro di Putin e l’ordigno segreto per manipolare le menti". Si parla di una specie di computer collegato ai sensori che registrano tutto. Da tempo il presidente e i suoi vogliono non solo conoscere ma anche indirizzare fatti e opinioni. Ma con un’ottima esamina già il 21 agosto arrivava sul luogo del misfatto il mentore di tutti gli appassionati di verifica dei fatti, l’unico davvero Disinformatico, Paolo Attivissimo che ci regalava il suo di titolone: "Corriere sparabufale: “Il braccio destro di Putin e l’ordigno segreto per manipolare le menti”, di Fabrizio Dragosei. Come sempre Paolo è preciso nell’identificare il problema: Secondo Dragosei, “[p]ersone che hanno lavorato in passato con Vayno parlano addirittura di un «meccanismo», di una specie di computer collegato a sensori di diverso tipo che registrano tutto quello che è successo nel tempo e nello spazio, fino alle transazioni delle carte di credito e agli scambi di ogni genere tra persone.” Io, che in passato non ho lavorato con Vayno ma so usare Google, parlo invece di caxxata. Perché basta prendere il nome del fantomatico Ordigno Controllapensieri e cercarlo in Rete insieme al nome di un altro testimonial citato da Dragosei (“Il professor Viktor Sarayev, che ha scritto testi scientifici assieme a Vayno, ha detto alla Bbc che il Nooskop è un’invenzione di portata addirittura simile a quella del telescopio”) per trovare questo articolo in tedesco della ORF che linka le fonti e porta all’articolo della BBC citato dal Corriere. E qui comprendiamo l’importanza del sapere usare Google e dell’uso delle fonti. L’autore del Corriere cita un pezzo della BBC ma non lo linka mai, non vi chiedete il perché? Tanto se l’ha citato lui il link l’ha trovato, no? E invece vuoi per paura che qualcuno verifichi l’inesattezza, vuoi per strategia commerciale (linkare i siti aumenta la visibilità delle pagine a cui si rimanda) si evita sempre più spesso di linkare le fonti, magari le si cita, anche correttamente, ma senza aiutare l’utente ad andarsele a leggere. Diffidate di chi fa così, sempre.

Torniamo all’articolo della BBC: Leading Russian academics meanwhile expressed deep scepticism about the theories and solutions propounded by Mr Vaino and his collaborators. “There isn’t any science in this,” says Simon Kordonsky, a philosophy professor at Moscow’s Higher School of Economics. He dismissed the article as indulging in “mythological” hypotheses about the future …

Che tradotto: I principali accademici russi intanto hanno espresso profondo scetticismo circa le teorie e le soluzioni proposti dal sig. Vaino e dei suoi collaboratori. “Non c’è alcuna scienza in questo”, dice Simon Kordonsky, un professore di filosofia presso la Scuola Superiore di Mosca di Economia. Ha respinto l’articolo come l’assecondare ipotesi “mitologiche” sul futuro…

Il sig. Vaino (la dicitura della traduzione dal cirillico è con la i al posto della y secondo la wiki in lingua), è un diplomatico. Laureato all’Istituto Statale di Mosca in Relazioni Internazionali, non è uno scienziato; il suo collaboratore, Sarayev, citato anche dal Corriere, è un’economista, e nessuno dei due ha la più pallida idea di cosa sia il Nooskop, l’hanno forse teorizzato in un libro, ma è come l’algoritmo che riconosce le bufale, una leggenda, un mito. Gli scienziati che hanno avuto accesso a quanto mostrato si sono espressi in maniera decisamente negativa. Perché non evidenziare tutto questo? Perché non spiegarlo ai propri lettori?

Perché fare sensazionalismo paga in termini di visite e quindi di pubblicità, un articolo che possa attirare ingenui lettori e tenerli inchiodati per qualche manciata di secondi paga molto di più che riportare tutte le informazioni in maniera corretta. Un piccolo appunto finale, il nostro segnalatore a inizio articolo sosteneva che potesse esser visto male scrivere di una bufala pubblicata da uno dei quotidiani italiani più importanti. Come se non li trattassimo tutti indiscriminatamente. Qui trovate il tag dedicato agli articoli del Corriere della sera, qui quello dedicato a Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano, il Giornale, il Messaggero, Quotidiano Nazionale QN, TgCom e potremmo andare avanti con le minori, ma anche qui non è che una testata non la si tratta per “favoritismo”, si tratta sempre solo e soltanto delle vostre segnalazioni.

Come dice il nostro Ninth: Siate scettici, siate diffidenti.

Maicol Engel, 44 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre mille e settecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.

Controllo mentale. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Il controllo mentale indica, nella psicologia un gran numero di teorie che ritengono che il pensiero individuale, il comportamento, le emozioni e le decisioni delle persone possano essere controllabili e orientati da parte di sorgenti esterne alla psiche umana. Può essere associato al lavaggio del cervello e alla programmazione mentale.

La locuzione "controllo mentale" si riferisce a un processo dove un gruppo o individui "usa sistematicamente metodi manipolativi non etici per persuadere gli altri a conformarsi ai desideri dei manipolatori, spesso a svantaggio della persona manipolata".

Cenni storici. Le teorie del lavaggio del cervello e del controllo mentale sono state originariamente sviluppate per spiegare come nei regimi totalitari sembrasse di avere successo nell'indottrinare sistematicamente i prigionieri di guerra tramite tecniche di propaganda e tortura. Queste teorie sono state più tardi estese e modificate dagli psicologi, inclusa Margaret Singer, per spiegare una vasta gamma di fenomeni, specialmente la conversione nel nuovo movimento religioso (NMRs). Il suggerimento che NMRs usi tecniche di controllo mentale è stato evidenziato da controversie scientifiche e legali. Né la American Psychological Association né la American Sociological Association hanno trovato alcuna base scientifica in tali teorie.

Teorie del complotto. Le teorie del complotto in proposito coinvolgono il governo statunitense frequentemente si riferiscono al progetto MK-ULTRA, che identificherebbe una serie di attività svolte dalla CIA tra gli anni cinquanta e sessanta del XX secolo, che avevano come scopo quello di influenzare e controllare il comportamento di determinate persone.

Il 5 marzo 2017, c'è stato "Allerta Globale", Convegno Nazionale che ha parlato di Controllo mentale (uditori di voci - elettrosensibili - mk ultra) Haarp, scie chimiche, allerta meteo, vulcani e tanto altro con la Partecipazione di Ospiti Internazionali e con testimonianze inedite di Ricercatori e Vittime del Controllo mentale. Durante la Conferenza il ricercatore e Vittima di Controllo mentale Emiliano Babilonia (Ricercatore indipendente) ha eseguito numerose prove con le Strumentazioni tecnico scientifiche e il Suo EEG. In Esclusiva per la Conferenza hanno fatto vedere la macchina che crea lavaggi del cervello con Tecnologia sonora per la programmazione mentale mk ultra. Inoltre è stato possibile con uno scanner individuare il microchip e vedere eventuali impianti che servono per attaccare e manipolare le Vittime del Controllo mentale, uditori di voci, elettrosensibili.

IL PROGETTO RES NOVAE.

Progetto Res Novae: esperimento di controllo mentale su larga scala in Italia? Di Riccardo Lautizi. Energy Box. Come riportato nel sito di Enel, nel comune di Bari e Cosenza parte il progetto Res Novae, (acronimo di Reti, Edifici, Strade, Nuovi Obiettivi Virtuosi per l’Ambiente e l’Energia) che sviluppandosi su un orizzonte temporale di circa due anni, rappresenterebbe un passo fondamentale verso la costruzione di un ambiente urbano sostenibile e a misura d’uomo per fare di Bari e Cosenza autentiche smart city. Fin qui non ci sono notizie particolarmente eclatanti a parte l’uso e l’integrazione di tecnologie innovative in campo energetico e informatico, con lo scopo di sviluppare una rete elettrica intelligente con nuovi servizi ai cittadini e alle pubbliche amministrazioni. Veniamo subito al dunque! Come riportato in un altro articolo del sito Enel, questo sistema necessita di nuovo contatore elettrico denominato Energy Box oltre che ad un Building Energy Management System, entrambi forniti in collaborazione con grandi imprese come IBM e General Electric. Ma cosa è questo Energy Box? Ricollegandoci ad una ricerca dello svedese Reinhard Ponty questo apparecchio potrebbe essere strettamente correlato al MUOS in Italia come lo è al LOIS in Svezia, oltre che ai particolati di bario rilasciati nell’atmosfera da aerei militari e civili, con il fenomeno più comunemente chiamato scie chimiche. Le argomentazioni di tale ricerca, di cui potete trovare la traduzione nel link in fondo al l’articolo, lascerebbero pensare che come in Svezia stia partendo un test sperimentale per il controllo mentale su larga scala, oltre che alla mappatura completa in 3D del territorio, proprio come avviene per il progetto militare R.F.M.P. In questo caso potrebbero vedere anche l’interno di ogni abitazione. Non ci sono informazioni di prima mano da parte di insiders o inchieste legali a riguardo, in ogni caso riteniamo pertinenti queste intuizioni o quanto meno degne di discussione e approfondimento. Che ognuno tragga le sue conclusioni, buona lettura. A presto, Dharma Cristiano Botti – Dharma’s blog.

IL PROGRAMMA HAARP.

High Frequency Active Auroral Research Program. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. La HAARP (acronimo di High Frequency Active Auroral Research Program) è un'installazione civile e militare situata negli Stati Uniti. L'installazione si trova in Alaska, nei pressi di Gakona, a ovest del Parco nazionale Wrangell-Santo Elias, in una ex base della United States Air Force. L'alta frequenza attiva aurorale programma di ricerca (HAARP) è stato un ionosferico programma di ricerca finanziato congiuntamente dal US Air Force, la US Navy, la University of Alaska e la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA), progettato e costruito da BAE Advanced Technologies (BAEAT). Il suo scopo era quello di analizzare la ionosfera e indagare il potenziale per lo sviluppo di tecnologia di miglioramento della ionosfera per le comunicazioni radio e la sorveglianza. Il programma HAARP operato un importante impianto di sub-artica, chiamato la stazione di ricerca HAARP, su un sito di Air Force di proprietà nei pressi di Gakona, Alaska. Lo strumento più importante alla stazione HAARP è lo strumento di ricerca ionosferica (IRI), una ad alta potenza a radiofrequenza del trasmettitore struttura operante nel alta frequenza (HF) band. L'IRI è utilizzato per eccitare temporaneamente una zona limitata della ionosfera. Altri strumenti, quali un VHF e UHF radar, un fluxgatemagnetometro, un digisonde (un suono ionosferico dispositivo), ed un magnetometro a induzione, sono stati usati per studiare i processi fisici che si verificano nella regione eccitato. I lavori per la stazione HAARP è iniziata nel 1993. L'attuale IRI di lavoro è stato completato nel 2007, e la sua prime contractor era BAE Systems Advanced Technologies. A partire dal 2008, HAARP aveva subito circa 250 milioni di $ in costruzione e di esercizio costi fiscali finanziati. E 'stato riferito da chiudere temporaneamente maggio 2013, in attesa di un cambiamento di imprenditori. Nel maggio 2014, è stato annunciato che il programma HAARP potrebbe essere chiuso in modo permanente verso il basso nel corso dell'anno. La proprietà della struttura e delle sue attrezzature è stato trasferito alla University of Alaska Fairbanks a metà agosto 2015. HAARP è un obiettivo di teorici della cospirazione, che sostengono che era in grado di tempo "weaponizing". I commentatori e gli scienziati dicono che i sostenitori di questa teoria sono "disinformati", come affermazioni fatte avanti cadono ben al di fuori delle capacità della struttura, se non il campo di applicazione delle scienze naturali. 

Cenni storici. Venne costruita nel 1993, a fini di ricerca scientifica sugli strati alti dell'atmosfera e della ionosfera, e sulle comunicazioni radio per uso militare. L'impianto non è più in attività da maggio 2013, nonostante ciò è stato ed è tuttora al centro di diverse teorie del complotto. Il programma HAARP è iniziata nel 1990. Un senatore degli Stati Uniti da Alaska, repubblicano Ted Stevens, ha aiutato l'approvazione vittoria per l'impianto, la cui costruzione è iniziata nel 1993. Ai primi di maggio 2013, HAARP è stato temporaneamente chiuso, in attesa di un cambiamento tra gli imprenditori che hanno operato l'impianto. Nel luglio 2013, HAARP program manager James Keeney ha detto, " Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) è prevista in loco come un client per finire alcune ricerche in autunno 2013 e l'inverno 2014." L'arresto temporaneo è stato descritto come a causa di "un cambiamento di regime contraente." Ahtna, Incorporated, la società dei nativi dell'Alaska che serve la regione dell'Alaska in cui si trova il sito di HAARP, è stato riferito in trattative per subentrare nel contratto di gestione impianto da Marsh Creek, LLC. Nel mese di maggio 2014, l'Air Force ha annunciato che il programma HAARP potrebbe essere spento in seguito nel 2014. Mentre gli esperimenti è conclusa nell'estate del 2014, l'arresto completo e lo smantellamento della struttura è stata rinviata almeno fino al maggio 2015. A metà agosto 2015 il controllo della struttura e delle sue attrezzature è stato dato alla University of Alaska Fairbanks. L'università prevede di rendere i servizi a disposizione dei ricercatori su base pay-per-use. 

Struttura. L'impianto HAARP è costituito da un trasmettitore capace di trasmettere onde elettromagnetiche sulle onde corte da 2,8 a 10 MHz con una potenza di 960 kW. La potenza irradiata efficace (ERP) è di 87 dBW (corrispondendo a 500 MW); questo vale però solo per la frequenza di 10 MHz. Due frequenze spesso usate sono 3,39 e 6,99 MHz.

Panoramica del progetto.  Il progetto HAARP dirige un 3,6 MW di segnale, in 2,8-10 MHz regione della banda HF (alta frequenza), nella ionosfera. Il segnale può essere pulsato o continuo. Effetti della trasmissione e un periodo di recupero può essere esaminato utilizzando strumenti associati, compresi VHF e UHF radar, ricevitori HF e telecamere ottiche. Secondo la squadra HAARP, questo avanzerà lo studio dei processi naturali di base che si verificano nella ionosfera sotto l'influenza naturale, ma molto più forte di interazione solare. HAARP consente anche gli studi da fare su come ionosfera naturale colpisce i segnali radio. Le intuizioni raccolte a HAARP permetteranno agli scienziati di sviluppare metodi per mitigare questi effetti per migliorare l'affidabilità e le prestazioni dei sistemi di comunicazione e navigazione, che avrebbe una vasta gamma di entrambi gli usi civili e militari, come ad esempio una maggiore accuratezza di navigazione GPS e progressi nella ricerca e le applicazioni subacquea e sotterranea. Questo può portare a migliori metodi di comunicazione sottomarino o la capacità di percepire e mappare il contenuto minerale del sottosuolo terrestre in remoto, e complessi, forse sotterranee, delle regioni o paesi, tra le altre cose. La struttura corrente manca varia da utilizzare in regioni come l'olio ricco Medio Oriente, secondo uno dei ricercatori coinvolti, ma la tecnologia potrebbe essere posto su una piattaforma mobile. Il progetto è stato finanziato dal Office of Naval Research e gestito congiuntamente dalla ONR e Air Force Research Laboratory , con il coinvolgimento principale della University of Alaska. Molte altre università e istituti di formazione degli Stati Uniti sono stati coinvolti nello sviluppo del progetto e dei suoi strumenti, vale a dire la University of Alaska Fairbanks , Stanford University , Penn State University (ARL), Boston College , UCLA , Clemson University , Dartmouth College , Cornell University , Johns Hopkins University , University of Maryland, college Park , University of Massachusetts Amherst , MIT , Polytechnic Institute della New York University , e la University of Tulsa . Le specifiche del progetto sono stati sviluppati dalle università, che hanno continuato a svolgere un ruolo di primo piano nella progettazione delle attività di ricerca future.

Secondo la gestione originale di HAARP, il progetto si è sforzato di apertura, e tutte le attività sono state registrate e disponibili al pubblico. Gli scienziati senza nulla osta di sicurezza, anche i cittadini stranieri, sono stati regolarmente ammessi sul sito. L'impianto HAARP regolarmente (una volta all'anno in quasi tutti gli anni in base alla home page di HAARP) ha ospitato case aperte, durante i quali ogni civile potrebbe giro l'intera struttura. Inoltre, i risultati scientifici ottenuti con HAARP sono stati regolarmente pubblicati nelle principali riviste di ricerca (come Geophysical Research Letters , o Journal of Geophysical Research ), scritto sia da ricercatori universitari (americani e stranieri) e dal US Department of Defense scienziati del laboratorio di ricerca. Ogni estate, l'HAARP tenuto una scuola estiva per studenti in visita, tra cui i cittadini stranieri, dando loro la possibilità di fare ricerca con uno degli strumenti di ricerca più importanti del mondo.

L'impianto HAARP è stato costruito in tre fasi distinte:

Il prototipo DP aveva 18 antenne, organizzate in tre colonne da sei file, con una potenza trasmittente di 360 kW.

L'impianto FDP successivo ha attualmente 48 antenne, ordinate in sei colonne da otto file.

L'impianto finale è il FIRI che dal 2007 è composto da 180 antenne, disposte in 15 colonne da 12 file, con una potenza trasmittente di 3.600 kW.

Ciascuna antenna corrisponde a un dipolo a croce, che può essere polarizzato in modo lineare o circolare per la trasmissione e la ricezione.

La struttura è stata costruita modificando una precedente installazione radar esistente in zona.

La ricerca. L'obiettivo principale di HAARP è la ricerca scientifica di base della parte superiore dell'atmosfera, chiamata ionosfera. Essenzialmente una transizione tra l'atmosfera e la magnetosfera, la ionosfera è dove l'atmosfera è abbastanza sottile che i raggi X del sole e raggi UV possono raggiungere, ma abbastanza che ci sono abbastanza molecole presenti per assorbire quei raggi spessore. Di conseguenza, la ionosfera è costituito da un rapido aumento della densità di elettroni liberi, iniziando ~ 70 km, raggiungendo un picco a circa 300 km, e poi cadere di nuovo come l'atmosfera scompare interamente ~ 1000 km. Vari aspetti HAARP possono studiare tutti i principali strati della ionosfera. Il profilo della ionosfera è molto variabile, che cambia costantemente in tempi di minuti, ore, giorni, stagioni e anni. Questo profilo diventa ancora più complesso nei pressi di poli magnetici della Terra, dove l'allineamento quasi verticale e l'intensità del campo magnetico terrestre può causare effetti fisici come l'aurora. La ionosfera è tradizionalmente molto difficile da misurare. Palloncini non possono raggiungere, perché l'aria è troppo sottile, ma i satelliti non possono orbitano lì perché l'aria è troppo spessa. Quindi, la maggior parte degli esperimenti sulla ionosfera danno solo piccoli pezzi di informazioni. HAARP si avvicina allo studio della ionosfera, seguendo le orme di un riscaldatore ionosferico chiamato EISCAT nei pressi di Tromsø , Norvegia. Lì, gli scienziati pionieri dell'esplorazione della ionosfera perturbando con le onde radio nel range 2-10 MHz, e studiare come la ionosfera reagisce. HAARP svolge le stesse funzioni, ma con più potenza e un fascio HF più flessibile e agile.

Alcuni dei principali risultati scientifici provenienti da HAARP includono:

Generazione di frequenza molto basse onde radio dal riscaldamento modulato della aurorale electrojet, utile perché la generazione di VLF onde richiede normalmente antenne giganti;

Generazione debole bagliore luminoso (misurabile, ma inferiore a quella visibile ad occhio nudo) di assorbire il segnale di HAARP;

Generazione estremamente bassa frequenza onde nella gamma 0,1 Hz. Questi sono quasi impossibile produrre qualsiasi altro modo, perché la lunghezza di un'antenna è dettata dalla lunghezza d'onda del segnale che emette o riceve;

Generazione di Whistler-mode segnali VLF che entrano nel magnetosfera e si propagano verso l'altro emisfero, che interagiscono con la cintura di radiazione di Van Allen particelle lungo la strada VLF telerilevamento della ionosfera riscaldata;

La ricerca al HAARP incluso Plasma osservazioni linea osservazioni emissione di elettroni stimolati Gyro frequenza di ricerca riscaldamento;

Stendere osservazioni F (sfocatura di echi ionosferici di onde radio a causa di irregolarità nella densità di elettroni nella strato F) tracce su Alta velocità airglow osservazioni;

Riscaldamento indotto scintillazione osservazioni VLF e ELF osservazioni generazione;

Radio osservazioni di meteore Polari echi estate mesosfera (PMSE) sono stati studiati, sondare la mesosfera usando l'IRI come un potente radar, e con un radar 28 MHz, e due radar VHF a 49 MHz e 139 MHz. La presenza di molteplici radar che misurano sia HF e VHF bande permette agli scienziati di effettuare misurazioni comparative che potrebbero un giorno portare a una comprensione dei processi che formano questi fenomeni elusivi;

La ricerca extraterrestre echi radar HF: l'esperimento Lunar Echo (2008);

Prove di spettro esteso Trasmettitori (2009) impatti pioggia di meteoriti sulla ionosfera;

Risposta e recupero della ionosfera dai brillamenti solari e tempeste geomagnetiche;

L'effetto di disturbi ionosferici sulla qualità del segnale satellitare GPS;

La produzione di nubi di plasma ad alta densità in atmosfera superiore della Terra;

La ricerca condotta presso l'impianto HAARP ha permesso ai militari degli Stati Uniti per perfezionare la comunicazione con la sua flotta di sottomarini con l'invio di segnali radio su lunghe distanze.

Strumentazione e il funzionamento. Lo strumento principale alla stazione HAARP è lo strumento di ricerca ionosferica (IRI). Questo è un alto potere, alta frequenza phased array Radio trasmettitore con un insieme di 180 antenne, disposte in una matrice di 12x15 unità che occupano un rettangolo di circa 30-40 acri (12-16 ettari). L'IRI è utilizzato per eccitare temporaneamente una piccola porzione della ionosfera. Lo studio di questi volumi disturbati dà informazioni importanti per la comprensione dei processi ionosferici naturali. Durante la ricerca ionosferica attivo, il segnale generato dal sistema trasmettitore viene fornito al sistema di antenne e trasmesso verso l'alto. A quota tra 70 e 350 km (43 a 217 mi) (a seconda della frequenza di funzionamento), il segnale viene parzialmente assorbito in un piccolo volume diverse decine di chilometri di diametro e pochi metri di spessore sul IRI. L'intensità del HF del segnale nella ionosfera è inferiore a 3 W / cm², decine di migliaia di volte inferiore a radiazione elettromagnetica naturale del sole che raggiungono la terra e centinaia di volte inferiori anche le normali variazioni casuali di intensità naturale del sole ultravioletti (UV) di energia che crea la ionosfera. I piccoli effetti che si producono, tuttavia, si possono osservare con gli strumenti scientifici sensibili installati alla stazione HAARP, e queste osservazioni possono fornire informazioni sulla dinamica del plasma e comprensione dei processi di interazione solare-terrestre. Ogni elemento antenna consiste di un incrociate dipolo che può essere polarizzata per lineare modo ordinario (O-mode), o modalità straordinaria (X-mode) trasmissione e ricezione. Ogni parte dei due dipoli incrociati sezione sono alimentati singolarmente da uno speciale, il trasmettitore su misura, che opera a livelli di distorsione molto bassi. Il Potenza Irradiata Efficace (ERP) del IRI è limitata da più di un fattore 10 a sue frequenze di funzionamento più basse. Molto di questo è dovuto ai maggiori perdite di antenna e di un modello di antenna meno efficiente. L'IRI può trasmettere tra 2.7 e 10 MHz, una gamma di frequenza che si trova al di sopra della banda di trasmissione radio AM e ben al di sotto allocazioni di frequenza Banda dei cittadini. La stazione HAARP è concesso in licenza a trasmettere solo in alcuni segmenti di questa gamma di frequenza, però. Quando la IRI sta trasmettendo, la larghezza di banda del segnale trasmesso è di 100 kHz o meno. L'IRI può trasmettere in onde continue (CW) o in forma di brevi impulsi a 10 microsecondi (microsiemens). Trasmissione CW è generalmente utilizzato per la modifica ionosferica, mentre la trasmissione a brevi impulsi ripetuti frequentemente viene utilizzato come sistema radar. I ricercatori possono eseguire esperimenti che utilizzano entrambe le modalità di trasmissione, prima di modificare la ionosfera per un periodo di tempo predeterminato, misurando quindi il decadimento degli effetti di modifica con trasmissioni a impulsi.

Ci sono altri strumenti geofisici per la ricerca presso la stazione. Alcuni di loro sono: Un fluxgate magnetometro costruito dalla University of Alaska Fairbanks Geophysical Institute, disponibile a tracciare variazioni del campo magnetico terrestre. Cambiamenti rapidi e taglienti di esso può indicare una tempesta geomagnetica.

Un digisonde che fornisce profili ionosferiche, permettendo agli scienziati di scegliere le frequenze appropriate per il funzionamento IRI. L'HAARP rende attuale e storica informazioni digisonde disponibili on-line.

Un magnetometro ad induzione, fornita dalla Università di Tokyo, che misura il campo geomagnetico cambiando nel Ultra Low Frequency range (ULF) di 0-5 Hz.

La stazione è alimentato da una serie di cinque (5) 2500 generatori di kilowatt di essere guidati da EMD 20-645-E4 motori locomotiva diesel.

Attività. Questo ionogramma, cioè un diagramma tempo/frequenza della riflessione ionosferica, mostra un marcato livello F con una ionizazione di picco a circa 220 km. Vi è anche un meno ovvio livello E a circa 110 km. Il diagramma mostra come il segnale di sonda digitale si divide in onde riflesse ordinarie (in rosso) e straordinarie (in verde). Lo ionogramma ed il parametro FoF2 nella lista sul lato sinistro del diagramma mostrano che la più alta frequenza che verrà riflessa dalla ionosfera con incidenza verticale (onda radio perpendicolare al terreno) è di 4,8 MHz. Un grafico ottenuto con un riometro (relative ionospheric opacity meter, cioè misuratore di opacità ionosferica relativa) nel corso di un periodo di dodici ore. Il grafico mostra un aumento dell'assorbimento ionosferico (linea rossa) che provoca una perturbazione del segnale di rilevamento (linea blu) confrontato con il segnale di un giorno non perturbato (linea verde). L'impianto HAARP è in grado di inviare onde radio nella ionosfera. Le onde, colpendo la ionosfera, la riscaldano causando delle leggere perturbazioni, simili a quelle provocate dalla radiazione solare, ma notevolmente più deboli. Lo scopo è quello di studiare in che modo queste perturbazioni influiscono sulle comunicazioni a breve e a lunga distanza[5]. La maggior parte delle ricerche svolte utilizzando gli impianti sono di dominio pubblico, così come lo è lo studio di impatto ambientale effettuato sulla struttura da una serie di enti indipendenti. Una piccola parte delle ricerche sono di interesse militare e di queste i risultati non vengono pubblicati. Queste ricerche riguardano le comunicazioni radio a lunga distanza e le comunicazioni con i sottomarini, per le quali l'uso di onde radio riflesse dalla ionosfera sembra mostrare notevoli potenzialità. La ricerca di base effettuata utilizzando HAARP riguarda lo studio dei fenomeni naturali derivanti dall'interazione delle radiazioni solari e delle onde radio con la ionosfera. La ricerca applicata riguarda l'utilizzo degli effetti prodotti sulla ionosfera in ambito tecnologico, in particolare nel campo delle telecomunicazioni. La collocazione dell'impianto è ottimale perché offre una ampia varietà di condizioni ionosferiche da studiare. Il sito offre anche una locazione elettromagnetica tranquilla in quanto non vi sono intorno sorgenti di rumore quali possono essere prodotte da città o insediamenti industriali vicini. Il controllo è effettuato dalla strumentazione passiva in via continuativa, e i dati raccolti vengono elaborati e messi a disposizione attraverso diagrammi sul sito web ufficiale; l'emissione in alta frequenza invece viene effettuata nell'ambito di campagne interattive di studio condotte da gruppi di ricerca. Viene utilizzato per la ricerca sia da Università (pubbliche e private) e agenzie governative sia da aziende commerciali interessate alle nuove tecnologie nell'ambito delle telecomunicazioni. Periodicamente, visto il grande interesse generato intorno alla struttura, viene consentito l'accesso al pubblico per visitare le strutture. Nel maggio 2013 l'impianto ha cessato ogni attività ed è stato chiuso. La causa della chiusura è la mancanza dei fondi necessari per coprire gli alti costi di gestione dell'impianto, pari a circa 300.000 dollari al mese; inoltre, i generatori diesel che alimentavano il complesso non rispettavano il Clean Air Act (la normativa statunitense del 2011 contro l'inquinamento), e adeguarli sarebbe risultato troppo costoso. Dopo circa due anni di inattività forzata, a metà agosto 2015, il generale dell’U.S. Air Force Tom Masiello ha stretto un accordo con Brian Rogers e Bob McCoy, dell’UAF (University of Alaska Fairbanks, siglando il passaggio definitivo di HAARP dalle mani dei militari a quelle dell’Istituto di Geofisica. Al contrario dei precedenti gestori, piuttosto restii a condividere con il pubblico l’esatta natura delle loro ricerche, Bill Bristow sembra volersi impegnare anche nella divulgazione: il 10 marzo ha tenuto una conferenza pubblica per spiegare esattamente che genere di ricerca vi viene svolta, e perché è importante che la struttura continui a vivere. 

Sito. Il sito del progetto (62 ° 23'30 "N 145 ° 09'03" W) è a nord di Gakona, Alaska appena ad ovest del Parco Nazionale Wrangell-Saint Elias. Una dichiarazione di impatto ambientale ha portato a permesso per una serie di fino a 180 antenne a essere eretto. [26] Il HAARP è stato costruito presso il sito precedente di un radar sopra l'orizzonte (OTH) installazione. Una grande struttura, costruita per ospitare la OTH oggi ospita le HAARP sala di controllo, cucina, e uffici. Diverse altre piccole strutture ospitano vari strumenti. Il sito HAARP è stato costruito in tre fasi distinte: 

Il prototipo dello sviluppo (DP) ha chiuso con 18 elementi di antenna, organizzati in tre colonne per sei righe. È stato alimentato con un totale di 360 chilowatt (kW) combinata potenza di uscita del trasmettitore. Il DP trasmesso appena sufficiente energia per il più fondamentale dei test della ionosfera.

Il Riempito Developmental Prototype (FDP) aveva 48 unità di antenne disposte in sei colonne per otto righe, con 960 kW di potenza di trasmissione. Era abbastanza paragonabile ad altri impianti di riscaldamento della ionosfera. Questo è stato utilizzato per un certo numero di successo esperimenti scientifici e campagne di esplorazione ionosfera corso degli anni.

L'IRI finale (FIRI) è la build finale del IRI. Ha 180 unità antenne, organizzate in 15 colonne per 12 righe, ottenendo un guadagno massimo teorico di 31 dB. Un totale di 3,6 MW trasmettitore alimentarlo, ma la potenza è concentrata in direzione verso l'alto dalla geometria del grande phased array di antenne che permettono le antenne di lavorare insieme nel controllare la direzione. A partire dal marzo 2007, tutte le antenne erano in vigore, la fase finale è stato completato e il sistema di antenne è stato in fase di test volti a mettere a punto le sue prestazioni per rispettare i requisiti di sicurezza richiesti dalle agenzie di regolamentazione. L'impianto ha iniziato ufficialmente la sua piena operatività nella finale dello stato completato 3,6 MW di potenza del trasmettitore nell'estate del 2007, ottenendo un efficace potere (ERP) di 5,1 irradiata Gigawatt o 97.1 dBW alla massima potenza. Tuttavia, il sito funziona tipicamente ad una frazione di tale valore per il minor guadagno esposto alle frequenze operative standard. 

Strutture correlate. In America, ci sono due correlati riscaldamento della ionosfera strutture: la HIPAS, nei pressi di Fairbanks, Alaska, che è stato smantellato nel 2009, e (attualmente offline per la ricostruzione) uno al Arecibo in Porto Rico. Il Incoerente Scatter Scientifico Associazione Europea (EISCAT) gestisce un impianto di riscaldamento ionosferico, in grado di trasmettere più di 1 GW efficace potenza irradiata (ERP), nei pressi di Tromsø , in Norvegia . La Russia ha il Fondo Sura ionosferica riscaldamento, in Vasilsursk nei pressi di Nizhniy Novgorod, in grado di trasmettere 190 MW ERP.

Le teorie del complotto. HAARP è oggetto di numerose teorie del complotto. Diverse persone hanno speculato sulle motivazioni e le capacità del progetto nascosti. Ad esempio, Rosalie Bertell avvertito nel 1996 circa il dispiegamento di HAARP come arma militare. Michel Chossudovsky ha dichiarato in un libro pubblicato dal comitato delle statistiche monetarie e la riforma economica che "recenti evidenze scientifiche suggeriscono che HAARP è pienamente operativo e ha la capacità di innescare inondazioni, uragani, siccità e terremoti. "Nel corso del tempo, HAARP è stato incolpato per la generazione di tali catastrofi, così come i temporali, in Iran , Pakistan , Haiti , la Turchia , la Grecia e le Filippine , e anche i grandi interruzioni di corrente, l'abbattimento di volo TWA 800 , sindrome della Guerra del Golfo e sindrome da stanchezza cronica. 

Le accuse sono i seguenti:

Nick Begich Jr., il figlio del defunto rappresentante degli Stati Uniti Nick Begich e fratello dell'ex senatore americano Mark Begich , è l'autore di Angeli Non giocare questo HAARP. Egli ha sostenuto che HAARP potrebbe innescare terremoti e ruotare l'atmosfera superiore in una lente gigante in modo che "il cielo sarebbe letteralmente appare a bruciare." Egli sostiene un sito web che sostiene HAARP è un dispositivo di controllo mentale. 

Un giornale militare russa ha scritto che i test della ionosfera avrebbe "innescare una cascata di elettroni che potrebbero capovolgere poli magnetici della Terra".

Il legislatore statale dell'Alaska e al Parlamento europeo terranno udienze su HAARP, quest'ultimo citando preoccupazioni ambientali.

L'ex governatore del Minnesota, ex wrestler professionista, e teorico della cospirazione Jesse Ventura dubbio il fatto che il governo sta usando il sito di manipolare il tempo o per bombardare le persone con le onde radio mente-controllo. Un portavoce di Air Force ha detto Ventura ha fatto una richiesta ufficiale per visitare la stazione di ricerca, ma è stata respinta. "Lui e il suo equipaggio si presentò a HAARP comunque e stato negato l'accesso." 

Il fisico Bernard Eastlund affermato che HAARP include la tecnologia basata sui propri brevetti che ha la capacità di modificare il tempo e neutralizzare i satelliti.

E 'stato proposto come causa di ronzii di fondo a bassa frequenza ha detto di essere ascoltato in varie località. 

Due uomini Georgia arrestati per droga nel novembre 2016 sarebbero stati complottando terrorismo interno sulla base di teorie del complotto su HAARP. L'ufficio del caffè dello sceriffo della contea dicono gli uomini possedevano un "massiccio arsenale" che comprendeva AR-15 fucili, pistole Glock, un fucile Remington e migliaia di munizioni. Secondo la polizia, gli uomini volevano distruggere HAARP perché credevano l'impianto manipola il tempo, controlla le menti e anche intrappola le anime delle persone. La polizia dice che gli uomini hanno confessato che "Dio ha detto loro di andare a far saltare la macchina fino che ha mantenuto le anime, così le anime potessero essere liberati." 

Stanford University professore Umran Inan detto Popular Science che le teorie della cospirazione tempo-controllo sono stati "completamente disinformati", spiegando che "non c'è assolutamente nulla che possiamo fare per disturbare i sistemi [climatiche] della Terra. Anche se l'HAARP potere irradia è molto grande, è minuscola confronto con la potenza di un fulmine, e ci sono da 50 a 100 lampi al secondo. Intensità di HAARP è molto piccolo ". 

L'Informatico David Naiditch caratterizza HAARP come "una calamita per i teorici della cospirazione", dicendo che HAARP attira la loro attenzione perché, "il suo scopo sembra profondamente misterioso al scientificamente disinformati". 

Il giornalista Sharon Weinberger chiamato HAARP "il Moby Dick di teorie del complotto", e ha detto che la popolarità di teorie della cospirazione spesso mette in ombra i vantaggi HAARP può fornire alla comunità scientifica. 

Austin Baird scrivendo nel Alaska spedizione disse: "Ciò che rende HAARP sensibili alle critiche della cospirazione è semplice. La struttura non apre i battenti nello stesso modo degli altri centri di ricerca con fondi federali in tutto il paese, e non va a grandi sforzi per spiegare l'importanza della sua ricerca al pubblico. " Nel mese di agosto 2016, in risposta a queste affermazioni, l'impianto annunciato che avrebbe un giorno aperto, permettendo dove avere la complessa. 

Alcune teorie del complotto, prive di riscontri oggettivi e smentite dalla comunità scientifica, descrivono HAARP come un progetto volto a perseguire scopi occulti, che andrebbero dalla realizzazione di un'ipotetica arma elettromagnetica per creare terremoti fino al controllo del clima. Tali speculazioni pseudoscientifiche sono per lo più legate alla teoria del complotto sulle scie chimiche, aventi tutte un denominatore comune nelle teorie cospirazionistiche di David Icke e dei suoi sostenitori. La maggior parte di queste teorie è in netto contrasto con le leggi della fisica, e anche nei casi in cui ci sia un minimo di plausibilità, i fenomeni descritti richiederebbero potenze migliaia o milioni di volte superiori a quelle che HAARP sviluppa (o anche a quelle che potrebbe teoricamente sviluppare). Con un semplice calcolo, è possibile stimare la densità di potenza (la potenza in ogni singolo punto) massima dei segnali emessi dall'impianto. Per esempio, a 100 km di quota (nella ionosfera) utilizzando tutte le 180 antenne dell'impianto si avrà un'area colpita di (100*100)/180=55 km² (ogni antenna colpirà un'area pari al quadrato della distanza, e 180 antenne produrranno un raggio 180 volte più stretto e 180 volte più potente di una singola antenna). La potenza massima sviluppata dall'impianto è di 3,6 MW (3,6 milioni di watt), che divisa per l'area colpita (55 km²), dà la potenza irrisoria di 0,07 watt per metro quadro. Inoltre, considerando il guadagno delle antenne (31 dB), la potenza si riduce ulteriormente a 0,03 watt per metro quadro, all'incirca uguale a quella di un telefono cellulare tenuto ad un metro di distanza[4]. Il raggio, una volta riflesso dalla ionosfera, si disperde in un'area di decine di migliaia di chilometri quadrati, quindi la densità di potenza della radiazione elettromagnetica che arriva al suolo è dell'ordine dei milionesimi di watt per metro quadro, inferiore a quella di qualunque elettrodomestico. Quindi, anche se fosse possibile influenzare il clima o la geologia con le onde elettromagnetiche (e finora non è stato trovato né ipotizzato alcun meccanismo che permetta di farlo), la potenza generabile da HAARP non sarebbe comunque sufficiente.

L'astrofisico Gianni Comoretto fa notare che: «il campo geomagnetico è generato nel nucleo terrestre, a molte migliaia di chilometri di profondità, dove i segnali di HAARP non hanno la minima possibilità di arrivare. La più piccola tempesta geomagnetica, innescata dalle particelle del vento solare, ha energie che sono migliaia di volte quella di HAARP e questi fenomeni non hanno nessun effetto sui terremoti.»

L'impianto HAARP inoltre, viene regolarmente controllato nell'ambito del monitoraggio della conformità ambientale delle infrastrutture federali (Environmental Compliance at Federal Facilities) effettuato dalla United States Environmental Protection Agency.

Bernard Eastlund (1938 - 2007), noto fisico statunitense, era uno dei proprietari del brevetto (US Patent #4,686,605) che è erroneamente associato allo sviluppo dell'HAARP. Specificamente, il brevetto (molto scarno e privo dei dettagli necessari per capire se l'idea possa funzionare) propone l'utilizzo di apparecchiature a onde corte per spingere parti della ionosfera a quote più alte, creando una sorta di “scudo” in grado di abbattere missili o satelliti nemici. Tale sistema tuttavia non può in alcun modo essere associato ad HAARP, stante che fa riferimento a densità di potenza almeno 100 000 volte maggiori di quelle prodotte da HAARP, e per ottenere una simile potenza servirebbe la potenza di diverse centinaia di grosse centrali elettriche.

In una relazione di iniziativa adottata dalla Commissione per gli affari esteri, la sicurezza e la politica di difesa del Parlamento europeo il 23 settembre 1998 e contenente una proposta di risoluzione (mai effettivamente adottata dal parlamento) vengono ripresi alcuni dei temi di tali teorie del complotto; nella relazione viene infatti affermato che «malgrado le convenzioni esistenti, la ricerca militare si applica attualmente alla manipolazione dell'ambiente come arma, come è il caso ad esempio del sistema HAARP». Nella medesima relazione la suddetta Commissione «reputa che il sistema HAARP (High Frequency Active Auroral Research Project) sia da considerarsi, a causa del notevole impatto sull'ambiente, una questione mondiale ed esige che le sue conseguenze giuridiche, ecologiche ed etiche vengano analizzate da un organismo internazionale indipendente prima di ogni nuova ricerca e di qualsiasi esperimento» e «chiede al gruppo di esperti per la valutazione delle opzioni scientifiche e tecnologiche (STOA) di accettare di esaminare le prove scientifiche e tecniche fornite in base ai risultati esistenti della ricerca sull'HAARP onde valutare la natura esatta e il livello di rischio posto dall'HAARP per l'ambiente locale e globale e la salute pubblica in generale».

L'8 agosto 2002 90 parlamentari della Duma di Mosca firmarono un appello diretto all'ONU in cui chiedevano la messa al bando degli esperimenti elettromagnetici portati avanti dall'HAARP. Un mese più tardi altri 130 deputati russi avevano sottoscritto l'appello. I parlamentari accusarono gli Stati Uniti di stare creando attraverso l'HAARP «nuove armi geofisiche integrali», capaci di influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza.

Il 15 gennaio 2003 il sito della Pravda pubblicò un articolo scritto dal deputato ucraino Yuri Solomatin, il quale esprimeva forti preoccupazioni per gli esperimenti condotti in Alaska dal governo americano, sostenendo che le antenne dell'HAARP potessero essere il prototipo di una «arma geofisica» capace di condizionare i mutamenti climatici, e che la recente intensificazione dei disastri ambientali correlati al clima fosse dovuta agli esperimenti dell'impianto HAARP. Nello stesso anno anche due giornalisti tedeschi, Grazyna Fosar e Franz Bludorf, hanno affermato che le anomale inondazioni avvenute l'anno precedente in Europa centrale erano sembrate «troppo disastrose», e che potessero essere effetto degli esperimenti legati all'HAARP.

Il 2 febbraio 2011 il deputato Domenico Scilipoti in un'interrogazione scritta al governo ha fatto riferimento al progetto HAARP chiedendo spiegazioni al riguardo. L'interrogazione, citando la relazione di iniziativa della Commissione del parlamento europeo indicata nel precedente paragrafo, sosteneva che «le operazioni di aerosol, comunemente chiamate scie chimiche, finiscono per determinare, ad avviso dell'interrogante, una lesione di diritti sanciti dalla Costituzione». Nell'interrogazione non è esplicitato quale sarebbe stata la supposta relazione tra le emanazioni radioelettriche dell'installazione HAARP e le presunte "scie chimiche", a loro volta concetto privo di alcun riscontro scientifico.

Dopo la pubblicazione del libro Angels Don't Play This HAARP nel 1996 il parlamento dell'Alaska convocò una commissione che venne ascoltata sui presunti rischi ambientali dovuti all'impianto. Nel 2009 Jesse Ventura, ex governatore del Minnesota e sostenitore di diverse teorie del complotto, ha accusato il governo degli Stati Uniti di utilizzare l'impianto HAARP per manipolare il tempo atmosferico e per bombardare la gente con onde radio per il controllo della mente.

Impianti simili a quello dell'HAARP sono situati in:

Norvegia: progetto europeo EISCAT (potenza 1000 MW ERP)

Stati Uniti: HIPAS, vicino a Fairbanks (Alaska)

Porto Rico: Arecibo Observatory

Russia: progetto SURA, vicino a Nižnij Novgorod (potenza 190 MW ERP)

IL MUOS.

Il Muos. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Il MUOS (acronimo di Mobile User Objective System) è un sistema di comunicazioni satellitari (SATCOM) militari ad alta frequenza (UHF) e a banda stretta (non superiore a 64 kbit/s), gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Il sistema è composto da quattro satelliti (più uno di riserva) e quattro stazioni di terra, una delle quali è stata terminata a fine gennaio 2014 in Sicilia, nei pressi di Niscemi. Il programma MUOS è ancora nella sua fase di realizzazione: sono stati messi in orbita i primi 3 satelliti e si prevede la messa in orbita del quarto entro il 2015. Entro il 2016 è prevista la messa in orbita del satellite di riserva. Il sistema MUOS integrerà forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo e ha l'obiettivo di rimpiazzare l'attuale sistema satellitare UFO (Ultra High Frequency Follow-On).

Il Mobile User Objective System (MUOS) è un sistema di comunicazione satellitare operante su bande UHF (Ultra High Frequency) al servizio del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Il MUOS sostituirà il sistema UHF Follow-on prima della sua dismissione, per fornire agli utenti nuove funzionalità e miglioramenti in termini di mobilità, accesso, capacità e qualità. Destinato principalmente ad utenti mobili (ad esempio, piattaforme aeree e marittime, veicoli di terra e fanteria), il MUOS permetterà comunicazioni dati, audio e video.

Il MUOS opera come fornitore globale di servizi cellulari per sostenere l'azione dei soldati sul terreno con moderne funzionalità della tecnologia cellulare, tra le quali la condivisione di file multimediali. Converte un sistema telefonico con connessione commerciale di terza generazione (3G) Wideband Code Division Multiple Access (W-CDMA) in un sistema radio militare UHF SATCOM usando satelliti geostazionari al posto di ripetitori cellulari. Operando nella banda di frequenza UHF, una banda di frequenza inferiore a quella utilizzata dalle tradizionali reti cellulari terrestri, il MUOS fornirà ai militari la possibilità tattica di comunicare in ambienti svantaggiati, come regioni boscose nelle quali i segnali di frequenza più elevata sarebbero eccessivamente attenuati dalla volta della foresta.

L'“Ufficio per il Programma delle Comunicazioni Satellitari” della Marina Militare degli Stati Uniti d'America (PMW 146) del comitato esecutivo del programma (PEO) per i sistemi spaziali a San Diego è lo sviluppatore a capo del programma MUOS. Lockheed Martin è il Prime Contractor del sistema ed è il progettista dei satelliti del MUOS in forza del contratto US Navy Contract N00039-04-C-2009, stato annunciato il 24 settembre 2004[2]. Il costo più incentivi più premi di aggiudicazione per il MUOS definiti una periodo-base di esecuzione dei sette anni del valore di 2 110 886 703 $[3]. Il contratto base prevede una capacità operativa iniziale composto da due satelliti con gli elementi associati di controllo a terra MUOS. Il contratto definisce anche l'opzione del contratto che, se esercitata, dovrebbe aggiungere quattro anni e 1 154 948 927 $ alla base. Tra i subappaltatori chiave vi sono General Dynamics (architettura di trasporto terrestre), Boeing (Sistema legacy UFO e porzioni del WCDMA payload) e Harris (riflettori maglia schierabili). Il lancio in orbita del primo satellite era stato previsto per la fine del 2009 con il raggiungimento della capacità in orbita nel 2010. Dopo molti ritardi, il primo satellite MUOS, MUOS-1, è stato lanciato nello spazio il 24 febbraio 2012.

La costellazione MUOS sarà composta da cinque satelliti, quattro dei quali operativi e uno in orbita in funzione di riserva. Il MUOS fornirà agli utenti accessi militari point-to-point e point-to-multipoint con accesso basato su un sistema a precedenza e preventivo per voce, dati, video, o una combinazione di servizi fonia e dati che coprono l'intero globo. Le connessioni possono essere instaurate su richiesta dagli utenti sul campo, nel giro di secondi, e poi rilasciate con la stessa facilità, liberando risorse per altri utenti. In linea con i metodi militari di comunicazione più tradizionali, possono essere stabilite anche reti pre-programmate, sia in modo permanente sia con un calendario programmato, usando i centri di gestione a terra della rete MUOS.

Oltre al carico utile dedicato al sistema cellulare MUOS WCDMA, ciascun satellite riserva una parte del suo spazio utile a un sistema legacy UFO (UHF Follow-on). Questo serve a prolungare la vita utile dei vecchi terminali SATCOM UHF per permettere una transizione graduale verso il nuovo sistema MUOS.

Il sistema Joint Tactical Radio System (JTRS) era il programma di sviluppo per fornire terminali per la difesa statunitense (DoD) capaci di comunicare con il MUOS con modulazione WCDMA, garantendo comunicazioni di qualità molto superiore ai sistemi precedenti. I terminali (HMS) AN/PRC-155 prodotti da General Dynamics Mission Systems sono sopravvissuti alle cancellazioni del programma JTRS. Diversi terminali sviluppati fuori dal programma originale hanno sviluppato la capacità di collegarsi al MUOS, come il Rockwell Collins AN/ARC-210 e il AN/PRC-117G Manpack della Harris Corporation.

Il MUOS comprenderà quattro impianti di stazione a terra. Le selezioni dei siti sono state completate nel 2007 con la firma di un “Memorandum of Agreement” (MOA) tra la marina degli Stati Uniti e il Dipartimento della Difesa australiano. Le quattro stazioni a terra, ognuna delle quali serve uno dei quattro satelliti attivi, saranno ubicate presso:

Australian Defence Satellite Communications Station a Kojarena a circa 30 km a est di Geraldton, Australia Occidentale;

Naval Radio Transmitter Facility (NRTF) Niscemi a Niscemi, a circa 60 km dalla Naval Air Station di Sigonella, in Sicilia;

NGaval SATCOM Facility, Northwest, Chesapeake nel Sud-Est della Virginia (Stati Uniti d'America);

Naval Computer and Telecommunications Area Master Station Pacific situato a Wahiawa nell'isola di Oahu dell'arcipelago delle Hawaii (USA).

L'installazione del MUOS nel Naval Radio Transmitter Facility (NRTF) di Niscemi nell'area dell'omonimo comune, nel libero Consorzio comunale di Caltanissetta, è oggetto di proteste della popolazione e dei rappresentanti politici locali. A poche ore dalla manifestazione nazionale di protesta organizzata dal movimento "NoMUOS", la Procura di Caltagirone, in data 6 ottobre 2012, ha disposto il sequestro della stazione radio MUOS di Niscemi per violazione delle prescrizioni fissate dal decreto istitutivo della area protetta denominata Riserva naturale orientata Sughereta di Niscemi. Il sequestro è stato poi annullato in data 28 ottobre 2012 dal Tribunale della libertà di Catania che ha dato, così, il via libera alla ripresa dei lavori; il Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Caltanissetta attende le motivazioni del Tribunale di Catania per valutare la possibilità di un ricorso in Cassazione. Nel gennaio 2013 sulla questione interviene il Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, che avanza la richiesta di sospensione dei lavori di installazione delle quattro antenne del MUOS. Il dibattito si accende in tutta la Sicilia, coinvolgendo il mondo politico, sociale, culturale, e anche dello spettacolo. L'11 marzo 2013, la Regione Siciliana raggiunge un'intesa con il Governo per chiedere agli Stati Uniti di non procedere all'installazione delle parabole fino all'ottenimento di risultati sull'impatto sull'ambiente e sulla salute dei dispositivi attivati, anche alla massima potenza. Il 29 marzo 2013, la Regione Siciliana revoca in via definitiva l'autorizzazione alla costruzione della stazione MUOS a Niscemi. Il 20 aprile 2013 il Ministero della difesa ha presentato ricorso al Tar della Sicilia chiedendo l'annullamento della revoca e la condanna della Regione al risarcimento dei danni. Il 9 luglio 2013, il TAR di Palermo ha respinto tali richieste di sospensiva della decisione della Regione che aveva arrestato i lavori in applicazione del principio di precauzione circa la salute della popolazione locale. 

Il 25 luglio 2013, la Regione Siciliana revoca lo stop imposto all'autorizzazione al MUOS[18]. Tra il 24 e il 26 gennaio 2014 le tre antenne paraboliche della stazione di terra Muos sono state posizionate sui rispettivi supporti, in linea con i tempi di realizzazione annunciati nel giugno 2013, mentre il 20 gennaio 2015 è stato lanciato in orbita il terzo dei satelliti per la messa in funzione del Muos.

Il 13 febbraio 2015 il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) della Sicilia annulla la delibera della revoca operata dalla Regione Siciliana il 25 luglio 2013, con la conseguenza di fermo ai lavori[20]. Nella sentenza, il TAR accoglie i ricorsi presentati dai Comitati No MUOS e dal Comune di Niscemi, perché, alla luce della relazione del verificatore, ritenendo che i possibili effetti negativi su salute e traffico aereo non siano stati trattati in maniera esaustiva dall'Istituto Superiore di Sanità, dall'Ispra e dall'Enav: essi, pertanto, sono suscettibili di ulteriori e necessari approfondimenti.

Il 1º aprile del 2015 il Gip di Caltagirone emette l'ordinanza di sequestro dell'impianto realizzato nella riserva del Sughereto di Niscemi, confermata poi dal Tribunale per il Riesame di Catania, su richiesta del procuratore Giuseppe Verzera, che ha bloccato la prosecuzione dei lavori per la realizzazione dell'impianto di Telecomunicazione nella base americana per il quale sono indagate otto persone.

4 settembre 2015: il Cga accoglie parzialmente il ricorso del Ministero della Difesa disponendo nuove verifiche.

Il 25 gennaio 2016 la Cassazione rigetta il ricorso presentato dall'Avvocatura dello Stato per conto del Ministero della Difesa: rimane vigente l'ordinanza emessa il 1º aprile.

Il 26 febbraio 2016 il giudice dispone il completamento delle attività di controllo attraverso la misurazione delle emissioni prodotte dalle parabole e della antenne: saranno in esercizio tutti gli impianti per fare le rilevazioni. 

Il 9 marzo 2016 il MUOS viene accesso alle 9 del mattino su disposizione del Cga per il tempo necessario a verificare sul campo la reale pericolosità delle emissioni elettromagnetiche della struttura.

Il 24 marzo 2016 il collegio di verificazione nominato dal Cga consegna la relazione finale in cui si esclude, alla luce delle misure effettuate tra il 9 e l'11 marzo 2016, qualunque tipo di rischio per la salute connesso all'accensione del MUOS.

Il 6 maggio 2016 il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana (CGA) ritiene "emerso con sufficiente sicurezza come l'impianto in discussione non generi emissioni illegali né faccia sorgere le altre criticità che erano state ipotizzate dall'Ente locale (fermo restando, beninteso, che la rilevanza dell'installazione esige comunque che l'Amministrazione non manchi di monitorarne le emissioni nel tempo)" e di conseguenza respinge il ricorso del Comune di Niscemi.

Nel 2011 il prof. Massimo Zucchetti (professore ordinario di Impianti nucleari al Politecnico di Torino) e il dott. Coraddu hanno stilato una relazione per conto del comune di Niscemi. La relazione conclude che:

le misurazioni svolte dall'ARPA mostrano che i limiti di sicurezza previsti dalla legislazione italiana saranno sicuramente superati;

sebbene le caratteristiche del sistema siano poco note, si possono comunque avanzare alcune ipotesi circa i rischi associati al MUOS. Segue quindi l'analisi dei potenziali rischi cui può andare incontro la popolazione che abita nelle zone adiacenti l'impianto.

Zucchetti e Coraddu affermano che "per un principio di salvaguardia della salute della popolazione e dell'ambiente, non dovrebbe essere permessa alcuna installazione di ulteriori sorgenti di campi elettromagnetici", aggiungendo che "[...] occorre approfondire lo studio delle emissioni già esistenti e pianificarne una rapida riduzione."

Nel luglio del 2013 l'Istituto Superiore di Sanità rileva, invece, che "i risultati delle misure sperimentali effettuate dall'ISPRA indicano che tutti i limiti previsti dalla legislazione italiana in materia di protezione della salute umana dai campi elettromagnetici sono attualmente rispettati in larga misura. Di conseguenza, l'impatto delle antenne di cui è prevista l'installazione presso la stazione NRTF può essere considerato separatamente da quello delle antenne attualmente in funzione."

Per quanto riguarda le antenne del sistema MUOS, l'Istituto Superiore di Sanità concludeva che “nella regione di campo vicino, al di fuori di cilindri coassiali con le antenne paraboliche, con base di diametro quadruplo rispetto alle aperture delle parabole stesse, i livelli di campo elettromagnetico sono almeno due ordini di grandezza inferiori al valore di attenzione previsto dalla normativa italiana come misura di cautela nei confronti degli ancora non accertati effetti a lungo termine dei campi elettromagnetici. Non sono inoltre prevedibili rischi dovuti agli effetti noti dei campi elettromagnetici, e anche nell'ipotesi poco probabile di un puntamento delle antenne paraboliche a livello del terreno, o comunque nella direzione di persone che potrebbero essere esposte al fascio principale, si ritiene che tali rischi possano essere considerati trascurabili.”

Tuttavia, secondo l'Istituto Superiore di Sanità, “la natura puramente teorica delle valutazioni qui riportate impone comunque la necessità di verifiche sperimentali successive alla messa in funzione delle antenne del sistema MUOS, qualora quest'ultime vengano effettivamente installate.” Tali conclusioni sono state oggetto di contestazione da parte di alcuni esperti che hanno effettuato altre stime di rischio: le contestazioni hanno riguardato sia il merito sia il modo in cui sono state anticipate alla stampa.

L'HAARP, IL MUOS ED IL CONTROLLO MENTALE.

HAARP e MUOS producono Anestesia Elettromagnetica: CONTROLLO MENTALE. Scrive Beatrice il 26 gennaio 2016 su "Conoscenze al Confine". Lo sapevate che, da quando è stato creato l’HAARP, l’umanità è sotto ipnosi? Lo sapevate che l’HAARP produce, nel nostro cervello, quella che viene chiamata “Anestesia Elettromagnetica”? Sarebbe il risultato di questa sofisticata tecnologia che la stragrande maggioranza delle persone non conosce assolutamente. E’ un fatto che porzioni o segmenti del cervello dell’essere umano, in particolare l’emisfero destro, l’ipotalamo e i lobi prefrontali, sono letteralmente anestetizzati o manipolati dalle onde a frequenza estremamente bassa (ELF), da tecnologie a radiofrequenza come l’HAARP e da vari agenti chimici, come i vaccini, il fluoro e le scie chimiche. L’HAARP è un’arma segreta che utilizza la tecnologia elettromagnetica a radiofrequenza, che non serve solo a provocare tempeste, uragani e terremoti, ma modifica anche le nostre onde cerebrali. Fondamentalmente, è un sistema che modula la frequenza delle onde cerebrali di ogni individuo conducendolo in uno stato di ipnosi in cui è possibile ricevere, da parte dell’essere umano, ordini diretti al cervello. A tal fine, le antenne dell’HAARP, e quelle del MUOS di Niscemi in Sicilia, emettono onde con una frequenza estremamente bassa (onde ELF), che vanno da 1 a 20 Hz (fuori dal campo della percezione umana uditiva) e che, come Tesla aveva teorizzato, rimbalzano sulla ionosfera e tornando di nuovo a terra, producono cambiamenti climatici significativi o eventi sismici. L’HAARP è una tecnologia ultra-secret sviluppata, un secolo fa, da Nikola Tesla, poi rubata e successivamente, segretamente sviluppata dalla società scientifica segreta in tutto il mondo, fin dai primi anni ’60.

In origine, questa tecnologia era parte del progetto di Tesla che aveva come obbiettivo la produzione e condivisione di energia libera in tutto il mondo, ma fu rubata dal governo d’élite segreto sionista, oltre che per mantenere l’umanità schiava del petrolio, soprattutto per utilizzarla come arma climatica e per il controllo mentale. La sua applicazione, come arma di controllo mentale, è legata alle ricerche fatte da psicologi e neuroscienziati psicobiologi come quella dello psicologo e neuroscienziato Michael Persinger, che ha studiato gli effetti delle radiazioni elettromagnetiche sul cervello per il Pentagono, la Marina e la NASA. Persinger ha perfezionato il metodo per sperimentare le esperienze soggettive, attraverso l’uso di caschi da motociclista connessi alla realtà virtuale, inviando onde elettromagnetiche verso la fronte del cervello umano. Ha studiato il metodo per “l’accesso diretto al cervello per induzione elettromagnetica attraverso algoritmi fondamentali; …un processo legato alla temperatura del cervello per permettere l’adattamento verso tutti i cervelli umani normali colpiti da una frequenza sub-armonica la cui variazione, a partire da 10 Hz, sarebbe solo di 0,1 Hz”. Questa piccola variazione permetterebbe la selezione delle menti tra individui diversi e colpire un cervello in particolare tra milioni. Se questo non fosse abbastanza, l’esperimento va oltre: la coscienza di un individuo, la sua memoria e la consapevolezza di sé, possono essere modificate dalle onde elettromagnetiche, in particolare la personalità, che può essere completamente rimodellata, in quanto, ogni stato mentale può essere generato artificialmente da una fonte esterna. Ciò che viene fatto con l’Haarp, e con il MUOS, è la produzione di inserti olografici utilizzati per millenni dagli invasori alieni e dagli Illuminati; messaggi che tramite le antenne vengono inviati direttamente nell’ipotalamo del nostro cervello. Questa tecnologia è reale ed esiste già e viene utilizzata globalmente attraverso meccanismi simili a quelli usati dalla radio e dal sistema di telecomunicazioni mezzi con cui, l’umanità, può essere controllata elettromagneticamente quando, per esempio, osserva o ascolta canali televisivi, radio, telefoni cellulari o altri mezzi tecnologici.

Ciò che fa questa tecnologia, raggiungendo le onde cerebrali, è abbassare la frequenza del cervello, gettando la popolazione umana in uno stato di ipnosi profonda. Le antenne situate in Alaska, e ora anche in Italia con il MUOS, sono la manifestazione visibile dei risultati nascosti della società scientifica segreta del mondo. Questi risultati non sono, ovviamente, comunicati al genere umano intero, infatti, non una parola è stata detta dai media in proposito.

Quei pochi dati che vengono resi pubblici, servono a mentire spudoratamente sul presunto obiettivo scientifico di questa tecnologia, cioé, “studiare la ionosfera” o come arma di “difesa missilistica”.

COMPLOTTISMO. La tesi choc: “HAARP e MUOS producono Anestesia Elettromagnetica”, scrive Carmine Ted Tedeschi il 2 novembre 2016 su "Bufale.net". C’è molto da analizzare in questo articolo de La Stella del 7 Marzo 2016. Argomento spinoso che porta in dote migliaia di condivisioni sui social. L’HAARP (High Frequency Active Auroral Research Program) è un’installazione civile e militare, situata in Alaska, costruita nel 1993 per la ricerca scientifica sugli strati alti dell’atmosfera e della ionosfera e sulle comunicazioni radio per uso militare. L’articolo sostiene, senza entrare nei particolari, che le radiofrequenze sono utilizzate dall’HAARP per «creare tempeste, uragani e terremoti» e per «modificare le nostre onde celebrali» in modo da provocare «uno stato di ipnosi in cui è possibile ricevere, da parte dell’essere umano, ordini diretti al cervello». Le onde a bassissima frequenza (onde ELF) emesse sarebbero dannose per l’ambiente e la salute. Il CICAP, Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, in questo articolo spiega, facendo i calcoli in base alle 180 antenne presenti: «la potenza di 3,6 milioni di watt, anche se appare enorme, è in realtà diluita su un’area altrettanto enorme e gli effetti sulla ionosfera non possono essere grossi» e  «Questi segnali sono molto più deboli dei campi emessi dalla miriade di apparecchi elettrici che ci circondano e quindi non ha semplicemente senso ipotizzare che vengano percepiti da organismi viventi». L’articolo calcola che la densità di potenza è pari a 0,08 W/mq, sotto i limiti di protezione per la popolazione in Italia (0,1 W/mq). La Stella prova ad avvalorare la tesi del controllo mentale facendo riferimento a un esperimento sostenuto dall’illustre neuroscienziato Michael Persinger. Questo esperimento, attraverso l’utilizzo di caschi (i caschi di Dio), mostrerebbe come le onde elettromagnetiche possano «modificare la coscienza di un individuo, la sua memoria e la consapevolezza di sé (…) in particolare la personalità, che può essere completamente rimodellata». Il suddetto esperimento è stato tuttavia riprodotto in Svezia da un gruppo di ricercatori diretti da Pehr Granqvist, psicologo dell’Università di Uppsala, senza ottenere gli stessi risultati; come riporta Bioedonline, rivista premiata, editoriale del Baylor college of Medicine: The researchers say they do not know what neurological mechanism could be generating the experiences. However, using personality tests they did find that people with an orientation toward unorthodox spirituality were more likely to feel a supernatural presence, as were those who were, in general, more suggestible”. In poche parole: i pazienti sarebbero stati piuttosto suggestionati. La stessa cosa stabilisce definitivamente l’NCBI, National Center for Biotechnology Information, legata al NIH (U.S. National Library of Medicine) la più grande azienda di ricerca biomedica del mondo. L’articolo scrive poi che l’HAARP è progetto ultra-segreto. La rivista ufficiale del CICAP, Query, ci dice che è stata chiusa nel 2013 a causa dei costi troppo elevati, e se non bastasse, fa lo stesso il maggior quotidiano in Alaska, l’Alaska Dispatch News. Quindi è stato ufficialmente chiuso per un paio di anni fino alla riapertura nel settembre 2015. Di segreto non c’è nulla, ma questo non fa che favorire teorie allarmiste. Un cambio di atteggiamento che difficilmente fermerà le ipotesi di coloro che ormai identificano HAARP con il Male, strumento per il controllo della popolazione e del clima, fautore di terremoti e inondazioni. Nulla sembra ormai poter scalfire le certezze granitiche dei cospirazionisti di ferro; e che la struttura rimanga aperta o chiusa, per loro, non è che un dettaglio. Non è finita, perché farebbe parte di questo progetto di controllo mentale anche il MUOS (Mobile User Objective System), un sistema di comunicazioni satellitari (SATCOM) militari gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti che si trova in Sicilia, nei pressi di Niscemi. La questione è controversa e ancora in divenire tra corsi e ricorsi. Nel febbraio 2015 Repubblica riporta proteste e ricorsi di Legambiente e No Muos per non bene dimostrati pericoli per la salute (pericoli che non hanno comunque nulla a che fare con il controllo mentale). Ad oggi pesa la sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione siciliana (CGA), in data 6 maggio 2016: Emerso con sufficiente sicurezza come l’impianto in discussione non generi emissioni illegali né faccia sorgere le altre criticità che erano state ipotizzate dall’Ente locale (fermo restando, beninteso, che la rilevanza dell’installazione esige comunque che l’Amministrazione non manchi di monitorarne le emissioni nel tempo). Siamo di fronte all’ennesima teoria del complotto che per dar credito a infondate interpretazioni sfrutta i risultati di un esperimento discusso e manipola le paure di eventuali effetti a lungo termine sul corpo umano delle radiazioni elettromagnetiche.

LE SCIE CHIMICHE.

Teoria del complotto sulle scie chimiche. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Cielo solcato da scie di condensazione interpretate come "scie chimiche" dai sostenitori di questa teoria del complotto. La teoria del complotto sulle scie chimiche (in inglese chemtrails conspiracy theory) sostiene che le scie di condensazione visibili nell'atmosfera terrestre create dagli aerei non siano formate da vapore acqueo ma composte da agenti chimici o biologici, spruzzati in volo per mezzo di ipotetiche apparecchiature montate sui velivoli, per varie finalità. Il diffondersi di questa teoria nel mondo attraverso i mass media, in particolare Internet, ha fatto sì che enti governativi si siano trovati a ricevere, da parte di varie persone, richieste di spiegazioni in merito a questo presunto fenomeno. Gli stessi enti governativi e la comunità scientifica hanno ripetutamente dimostrato l'assoluta inconsistenza e incoerenza scientifica di tali asserzioni. Analoghe risposte sono state date dai diversi governi italiani alle relative interrogazioni parlamentari, oltre che da numerosi piloti ed esperti di meteorologia. Anche riviste e programmi di divulgazione scientifica hanno definito la teoria una "bufala". La credenza, tuttavia, gode di un notevole credito tra la popolazione: una ricerca su scala internazionale eseguita nel 2011 ha quantificato nel 17% la frazione del campione che si dichiarava convinta dell'esistenza di programmi segreti di irrorazione su larga scala per scopi di ingegneria climatica e di gestione e riduzione della radiazione solare (Solar radiation management). Le affermazioni sull'irrorazione per motivi di controllo climatico è stata sottoposta, nel 2016, a una procedura di revisione paritaria il cui risultato è stato l'inesistenza di prove a sostegno di tali "teorie". L'asserito fenomeno di rilascio di "scie chimiche" non deve essere confuso con la tecnica detta cloud seeding (inseminazione delle nubi), che consiste nello spargere nuclei di condensazione nelle nubi per stimolare le precipitazioni piovose, tecnica che però ha sempre fornito scarsi effetti e che oggi nel mondo viene quindi poco utilizzata. La teoria del complotto delle scie chimiche cominciò a diffondersi nel 1996, quando l'aeronautica militare statunitense fu accusata di "irrorare" la popolazione con ipotetiche sostanze misteriose per mezzo di aerei che rilasciavano scie inusuali. L'Air Force rispose che questa accusa era una palese sciocchezza, alimentata in parte dalle decontestualizzate citazioni di un testo redatto nell'istituto universitario dell'Air Force intitolato Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025. Quel documento fu presentato in risposta alla richiesta dei militari di delineare future strategie di modifica del sistema climatico al fine di mantenere il predominio statunitense nell'anno 2025, come fittizia rappresentazione di situazioni e scenari futuri. In seguito l'Air Force chiarì che tale documento non rifletteva le contemporanee politiche e pratiche militari e che non era in corso alcun esperimento di modifica del clima, né era presente nei programmi futuri dell'Air Force. Altre fonti confermano l'inizio del diffondersi della teoria dalla seconda metà degli anni novanta. In questo periodo, la teoria del complotto delle scie chimiche trovò eco mediatica su alcuni programmi televisivi, radiofonici e su pubblicazioni riguardanti il cospirazionismo, arrivando perfino a essere citata in interrogazioni parlamentari in diversi paesi. I sostenitori di queste teorie, in genere, affermarono che le ipotetiche scie chimiche apparirebbero diverse dalle normali scie di condensazione, delle quali non avrebbero la consistenza e le proprietà note. In particolare, secondo i cospirazionisti, esse tenderebbero a persistere più a lungo, allargandosi pian piano invece di scomparire. Per esempio, secondo Jeff Rense, che con Art Bell conduce un programma radiofonico sui misteri, «…le scie chimiche inizialmente sembrano normali scie, ma sono più spesse e si estendono per il cielo in forma di X, griglia o in linee parallele. Invece di dissiparsi rapidamente, si allargano e si diramano. In meno di 30 minuti si aprono in formazioni che si uniscono tra loro formando un sottile velo di finte nuvole simili a cirri che rimangono per ore». In un articolo dal titolo The Chemtrail smoking gun, di Bruce Conway, si suggerisce che le presunte scie chimiche sarebbero l'ipotetica implementazione di una strategia suggerita nel 1992 dalla National Academy of Science, nello studio Policy Implications of Greenhouse Warming; in particolare, riguarderebbero un ipotetico progetto segreto per mitigare il riscaldamento globale.

Secondo la teoria, l'operazione farebbe parte di un complotto globale portato avanti da autori ignoti e per motivi sconosciuti; a tal riguardo sono state avanzate ipotesi diverse, la più comune delle quali è quella secondo cui si tratterebbe di una delle tecniche usate per l'alterazione e il controllo del clima terrestre. In genere, i teorici del complotto ritengono che le "scie chimiche" siano formate da sostanze chimiche (anche di tipo biologico), rilasciate su aree popolate per qualche motivo invariabilmente complottistico, non meglio dimostrato. La motivazione ipotizzata più di frequente è il tentativo di operare modificazioni climatiche. Altre motivazioni ipotizzate dai complottisti chiamano variamente e disordinatamente in causa una pletora di altre ipotesi eterogenee e non meglio definite, come presunti esperimenti governativi o militari, attacchi terroristici, operazioni di società private, tentativi di condizionamento psicologico tramite agenti psicoattivi, o addirittura il tentativo di frenare l'esplosione demografica mondiale, eliminando quattro miliardi di persone.

Secondo i teorici del complotto le scie di condensazione si formerebbero solo a temperature inferiori a −40°C a 8000 m di quota e con umidità relativa del 70%. Questa affermazione si basa sul modello teorico elaborato nel 1953 da H. Appleman. Sempre secondo le teorie dei complottisti, lo Space Preservation Act sarebbe un'implicita ammissione dell'esistenza del fenomeno; l'HAARP sarebbe uno strumento di attuazione del piano; a essere "irrorato" sarebbe un presunto miscuglio di bario, alluminio, silicio e altre sostanze, il cui scopo sarebbe quello di creare una sorta di sandwich elettroconduttivo non meglio precisato, anche con presunte finalità di "controllo mentale" di cui comunque non chiariscono i presunti scopi, obiettivi e modalità o fondamento scientifico.

Secondo i sostenitori della teoria delle "scie chimiche", i servizi segreti starebbero tentando di screditare il lavoro degli auto-proclamatisi "ricercatori indipendenti", con presunte minacce e azioni di sabotaggio. A capo della presunta organizzazione responsabile delle "scie chimiche", secondo alcuni teorici del complotto, ci sarebbero lo SMOM e il Vaticano, in collaborazione con un ipotetico ed eterogeneo insieme di enti che spazierebbero dalla CIA, alla NASA, a Google, alle compagnie aeree e altro ancora.

Tale teoria del complotto non ha mai trovato alcun credito nell'ambito della comunità scientifica, in quanto priva di riscontri empirici, di coerenza esplicativa o di prove scientifiche. Quei fenomeni fisici che i sostenitori della teoria identificano come scie chimiche, non hanno alcuna caratteristica che le renda incompatibili con le normali scie di condensazione (inglese: contrails) dei gas di scarico degli aeromobili che, in base alle condizioni atmosferiche e all'intensità del traffico aereo, possono assumere aspetti eterogenei e inconsueti.

I sostenitori delle teorie complottistiche non hanno mai condotto alcuna analisi fisico-chimica sulle scie nel momento dell'emissione in volo; uno di tali sostenitori, lo statunitense Clifford Carnicom, afferma di aver analizzato campioni di aria raccolti al livello del suolo in seguito a operazioni di rilascio di scie chimiche. Ha affermato di aver trovato alluminio e bario in queste polveri, che sarebbero state ottenute tramite precipitazione elettrostatica. Queste sue asserzioni non hanno però mai avuto alcun riscontro o possibilità di verifica indipendente, in quanto Carnicom non ha mai voluto mettere a disposizione di istituzioni terze i suoi presunti campioni, né ha mai esposto i metodi con i quali avrebbe svolto le analisi. Da sottolineare inoltre che, parlando di elementi chimici, quelli da lui citati sono praticamente ubiqui sulla Terra: l'alluminio è il terzo costituente per quantità della crosta terrestre (dopo ossigeno e silicio) e il bario è al quattordicesimo posto (su 92 elementi naturali).

Le scie che i sostenitori della teoria aggettivano come "chimiche", sono invece normali scie di condensazione, ovvero strisce nuvolose inizialmente sottili e che, successivamente, si allargano creando ampie formazioni[18]. Sono generate dal passaggio di aeromobili e sono costituite da prodotti di condensazione e successiva solidificazione del vapore acqueo. Vengono suddivise in:

scie formate dai gas di scarico: sono dovute al rapido raffreddamento dei gas di scappamento dei motori, i quali immettono nell'atmosfera, già molto umida, una quantità di vapore acqueo e nuclei di condensazione sufficienti a provocare il fenomeno. La temperatura dell'aria più favorevole è quella compresa fra i −25 e i −40 °C. Questo tipo di scie, che sono le più persistenti, possono formarsi anche a umidità relative pari allo 0%, a patto che la temperatura sia sufficientemente bassa.

scie di convezione: sono dovute a moti convettivi che si manifestano sulla scia dell'aeromobile quando questo vola in aria molto umida e instabile. La temperatura dell'aria più favorevole è quella compresa fra 0 °C e −25 °C. Non si manifestano immediatamente dietro l'aereo, occorrendo un certo intervallo di tempo prima che l'aria calda immessa nell'atmosfera si porti al livello di condensazione.

scie di origine aerodinamica: le meno persistenti, sono dovute all'espansione dell'aria, provocata dal veloce moto di un aereo, quando vola in atmosfera molto umida. La temperatura dell'aria più favorevole è compresa tra 0 °C e 10 °C.

I sostenitori della teoria delle scie chimiche citano come prova della differenza fra scie "chimiche" e scie di condensazione quanto riportato dalla NASA: «…le scie di condensazione si formano solitamente ad alta quota (generalmente al di sopra degli 8 000 m), dove l'aria è estremamente fredda (generalmente al di sotto di −40 °C). Altri [tipi di] nuvole si possono formare ad altitudini molto varie, dalla prossimità del suolo, come la nebbia, a quote estremamente elevate, quali quelle dei cirri».

Secondo i teorici del complotto, queste sarebbero le "uniche" condizioni in cui le scie di condensa si potrebbero formare. Tuttavia quella della NASA è una descrizione divulgativa che vuole dare una sintesi relativa del fenomeno e l'affermazione specifica chiaramente che le scie di condensazione si formano "solitamente" (usually in originale) alle condizioni indicate e non esclusivamente.[19] Inoltre, nello stesso documento, è specificato che le scie di condensazione «…possono anche formarsi più vicine al suolo quando l'aria è molto fredda e ha umidità sufficiente», affermazione che però sembra essere stata completamente ignorata dai sostenitori del complotto.

Già negli anni cinquanta H. Appleman mostrò come la formazione di scie di condensazione dipendesse da diversi fattori e che esse potevano formarsi anche a umidità relative molto basse, umidità relativa che incide anche sulla persistenza di tali scie.

Le scie di condensazione hanno una persistenza anche di ore. Tuttavia, i sostenitori della teoria affermano che le ipotetiche scie chimiche si differenzierebbero dalle scie di condensazione perché sarebbero più persistenti e arriverebbero a formare griglie, incroci o a porsi in parallelo tra loro, o ancora a non avere continuità (ad esempio una scia che si interrompe in un dato punto e che riprende in punto più avanzato); le scie, sempre a loro dire, sarebbero rilasciate da aeroplani militari o privi di segni distintivi ad altitudini basse e inusuali. In maniera pressoché unanime, tutte le agenzie governative, gli scienziati, gli esperti meteorologi, i ricercatori scettici, tra cui il Committee for the Scientific Investigation of Claims of the Paranormal statunitense, i piloti di aereo, spiegano invece che le scie di condensazione mostrano una gran varietà di aspetti e persistenza, e che le descrizioni e le fotografie delle supposte chemtrail sono in realtà del tutto in linea con quelle delle normali scie di condensazione e spesso corrispondono anche a rotte aeree ben note. Le scie di condensazione hanno infatti un diverso comportamento a seconda della temperatura, del wind shear orizzontale e verticale, dell'umidità presente in quota.

Nessun sostenitore della teoria delle scie chimiche ha mai fornito delle analisi delle scie prese direttamente in aria; al contrario, fin dagli anni venti, vengono regolarmente effettuati studi sulle scie di condensazione. Quindi, la loro esistenza e normale spiegazione sono ampiamente comprovate da decenni. Diverse altre obiezioni vengono mosse alle numerose contraddizioni della teoria complottista delle presunte chemtrails: Il comportamento delle presunte "scie chimiche", descritto dai complottisti come "bizzarro" o "inusuale" è in realtà sempre perfettamente coerente con il possibile comportamento di una scia di condensazione. Non è possibile che un aereo contenga al suo interno così tanto materiale chimico da generare una scia lunga centinaia di chilometri. La visione del cielo da parte di un osservatore a terra risente del fatto che a grande distanza e senza punti di riferimento l'immagine tridimensionale appaia in realtà sostanzialmente bidimensionale. Di conseguenza due scie che appaiono "affiancate" o "incrociate" possono essere in realtà distanti diverse centinaia di metri in verticale. Analogamente due aeromobili che appaiono vicini possono trovarsi molto distanti, quindi produrre scie differenti. In questa situazione del resto non è in alcun modo possibile stabilire l'esatta verticale di un aereo in base alla semplice osservazione. In aggiunta a questo, la semitrasparenza di scie e nuvole rende in molti casi praticamente impossibile dire se l'una è al di sopra dell'altra o viceversa. Sarebbe necessaria una gigantesca operazione di copertura su scala internazionale, che coinvolgerebbe un numero incredibilmente alto di persone impiegate in diversi settori professionali: piloti, controllori di volo, governanti, militari, meteorologi, scienziati, ecc. Un'operazione del genere è pressoché impossibile da gestire, perché vi sarebbe un'enorme quantità di dati da falsificare, per di più in modo che questi risultino perfettamente compatibili e concordi tra di loro. Inoltre, aumentando il numero di persone a conoscenza di un'operazione segreta, aumenta anche il rischio che tale operazione possa essere scoperta. Ognuna di queste persone, infatti, potrebbe potenzialmente rivelare la natura di tale operazione (accidentalmente o volutamente) facendola quindi fallire. La necessità di mantenere segreto il presunto complotto è incompatibile col fatto che gli aerei operino in pieno giorno, lasciando in cielo delle scie visibili da tutti. I sostenitori della teoria, in risposta, affermano che agire alla luce del sole servirebbe proprio a far sì che la gente possa ritenere questa attività naturale e innocua. Come per molte altre teorie di complotto, i sostenitori citano dati tecnici, fotografie o video che mostrerebbero segni di falsificazione, incongruenze o stranezze. Tuttavia, se queste incongruenze fossero reali, sarebbero risultate immediatamente visibili agli occhi degli esperti dei vari settori coinvolti (piloti, meteorologi, scienziati vari, ecc.), soprattutto quando le persone sostenitrici di tali teorie affermano di averle scoperte attraverso la visione di video su YouTube o semplici osservazioni empiriche. Tutti gli aerei sono regolarmente sottoposti a ispezioni tecniche, che farebbero scoprire i presunti "apparati" per il rilascio delle scie. Ci sono state del resto costanti e numerose smentite governative in merito. Il rilascio di sostanze alle quote superiori ai 10 000 metri usate dagli aerei ha un comportamento non prevedibile, a causa della dispersione generata dai forti venti in alta quota. Inoltre, molte sostanze organiche e anche alcune sostanze chimiche verrebbero distrutte dalla temperatura dei gas combusti dell'aereo prima di distaccarsi dalle linee di flusso aerodinamico. I sostenitori della teoria affermano, tramite loro misure telemetriche amatoriali, che la quota di volo di queste operazioni sarebbe a loro dire molto al di sotto del limite minimo di formazione di contrail; ma nessuna di queste misurazioni personali è mai stata verificata in maniera indipendente, o sottoposta ad enti di certificazione. I sostenitori della teoria hanno più volte presentato delle analisi che mostrerebbero come, su alcuni terreni sorvolati dagli aerei chimici, a loro dire sarebbero presenti delle sostanze velenose. Tuttavia non esiste la prova che tali sostanze provengano necessariamente dagli aerei anziché altre fonti esterne. Inoltre, sostanze diffuse a diversi chilometri d'altezza, anziché ricadere esattamente a strapiombo, sono soggette alle turbolenze dell'aria: pertanto il luogo della loro ricaduta non può essere previsto né tantomeno ricostruito a posteriori. Come per molte altre teorie di complotto, nonostante vengano ipotizzate e citate presunte organizzazioni senza scrupoli (che a dire dei complottisti sarebbero in grado di avvelenare o uccidere la popolazione a proprio piacimento), queste sembrano disinteressarsi completamente dei vari siti internet che ne farebbero i nomi, lasciando loro piena possibilità di rivelare al mondo il complotto. Nonostante i sostenitori affermino che le presunte "scie chimiche" sarebbero diffuse in maniera regolare da molti anni, ancora non si sarebbero visti i risultati di questa ipotetica contaminazione (in particolare per chi sostiene che le "scie chimiche" servano alla diffusione di un'epidemia del cosiddetto "morbo di Morgellons" - a sua volta considerato essere in realtà una patologia psichiatrica dalla comunità scientifica). Secondo la termodinamica e l'aerodinamica, i diversi comportamenti delle scie di condensazione sono dovuti alle diverse condizioni meteorologiche (temperatura, pressione, umidità relativa e venti) riscontrabili a quote differenti, nonché al diverso tipo di motori usati dagli aerei: in una zona più fredda i gas condensano rapidamente e formano scie compatte, in una meno fredda (o con gas più caldi) il tempo di condensa è maggiore e le scie sono più larghe; anche le scie compatte, a causa del moto browniano, tendono ad espandersi al passare del tempo, anche in assenza di vento (e in quota sono sempre presenti venti e correnti). A seconda dei venti in quota (le condizioni in quota non rispecchiano quelle al livello del suolo), le scie possono allargarsi più velocemente o formare curve e ramificazioni (venti di direzione incostante). Dato che l'atmosfera è un fluido non omogeneo, si possono avere zone in cui sono presenti condizioni atte alla formazione di scie di condensazione adiacenti a zone in cui tali condizioni non sono presenti, con conseguente formazione di scie "a tratti". I reattori turbofan a doppio flusso creano scie di condensazione anche in condizioni in cui i vecchi turbofan a singolo flusso non le formano. I sostenitori della teoria affermano che a loro dire tale differenza di comportamento sarebbe dovuta alla presunta differenza di composizione delle supposte scie chimiche rispetto alle normale contrails, ma senza mai aver prodotto alcuna evidenza oggettiva a conferma di tale loro asserzione. È stato osservato che la nuvolosità provocata dalle normali scie di condensazione può avere effetti sul meteo e provocare perturbazioni, come per esempio nel caso dei bombardieri americani durante la seconda guerra mondiale.

Nel corso dello sviluppo della teoria del complotto, oltre alle inesattezze scientifiche, la teoria delle scie chimiche è stata sostenuta anche da affermazioni completamente false su pubblicazioni e ricerche, in particolare riguardo alla storia della meteorologia e dell'aviazione, allo scopo di affermare che le scie di condensazione erano inesistenti prima degli anni novanta e che tutte le descrizioni scientifiche delle scie sono opera del complotto. «Non esisterebbero foto di scie di condensazione precedenti al 1995. Il che dimostrerebbe che all'epoca le scie non erano comuni.» Tuttavia le prime foto di scie di condensazione risalgono agli anni venti e trenta. «Non esisterebbero immagini satellitari delle scie di condensazione precedenti al 1995.» Anche questa affermazione è falsa, perché esistono numerose foto satellitari delle scie di condensazione anteriori a quella data, compreso uno studio meteorologico dell'American Meteorological Society, che si riferisce a foto satellitari delle scie di condensazione degli anni dal 1977 al 1979. «Le vecchie foto delle scie di condensazione sarebbero dei falsi in quanto gli aerei dell'epoca non erano pressurizzati e quindi non potevano raggiungere le alte quote.» In realtà già durante la seconda guerra mondiale gli aerei raggiungevano anche 10000-11000 metri. In alta quota i piloti utilizzavano bombole d'ossigeno e indumenti riscaldati elettricamente. Già nel 1936 era stato raggiunto da Mario Pezzi il record di altitudine dei 15635 metri e il pilota descrisse chiaramente una scia di condensazione che inizialmente credeva causata da un guasto al motore. «In passato le scie di condensazione non sarebbero state né persistenti né tendenti ad espandersi.» Il primo studio sulle scie di condensazione afferma invece che queste possono essere persistenti o non persistenti a seconda delle condizioni atmosferiche, mentre studi degli anni '70 descrivono la tendenza delle scie ad espandersi notevolmente oltre le dimensioni iniziali. Serbatoi installati su un prototipo di Boeing 747. Secondo i teorici delle chemtrails, è una prova dell'esistenza degli aerei responsabili delle scie chimiche. La presenza e il comportamento delle scie di condensazione erano quindi stati dimostrati già da tempo, prima dell'inizio del presunto complotto. L'aumento delle scie di condensazione è del resto direttamente proporzionale all'aumento del traffico aereo. A titolo di esempio, il traffico aereo civile nel ventennio 1986-2006 ha registrato un aumento del numero di voli superiore al 200%.

Diverse fotografie, che mostrano serbatoi installati all'interno della carlinga di un aeromobile civile, vengono portate come prova a sostegno dell'esistenza dei sistemi di dispersione aerea degli aerosol chimici. Si tratta, in realtà, di installazioni idrauliche atte a simulare il peso dei passeggeri, o di un carico pesante, allo scopo di testare la stabilità di un aereo mentre è in volo: i serbatoi sono riempiti di acqua, la quale viene pompata da un contenitore all'altro in modo da spostare il centro di gravità del velivolo. Un servizio televisivo andato in onda in Louisiana viene spesso portato all'attenzione dai teorici delle scie chimiche: viene mostrata un'analisi chimica dell'aria, nella quale i livelli di bario sarebbero pari a un livello, molto pericoloso, di 6,8 parti per milione, tre volte superiore al limite di legge statunitense. A una seconda analisi scientifica del servizio, è emerso che le attrezzature usate per la misurazione dell'aria furono male utilizzate e il livello di bario non eccedeva affatto i limiti di legge, ma era anzi di molto inferiore. In un altro servizio della BBC del marzo 2014, relativo alle ricerche del volo Malaysia Airlines 370, una particolare inquadratura mostra un getto bianco uscire da un ugello posto sull'ala dell'aereo dedito alle ricerche, un Lockheed P-3 Orion dell'aviazione australiana. Tale "spruzzo" è stato indicato, da diverse pagine, come la prova del rilascio delle scie chimiche; in realtà, il getto inquadrato è una operazione di fuel dumping, necessario in quanto l'aereo delle ricerche ritornò in aeroporto anzitempo e dovette alleggerirsi del carburante in eccesso prima di effettuare l'atterraggio.

Negli Stati Uniti d’America, il rappresentante del Congresso Dennis Kucinich fece riferimento alle "scie chimiche" nello Space Preservation Act del 2001, una proposta di legge per bandire ipotetici "sistemi d'arma esotici". I teorici del complotto presentano tale proposta di legge come un riconoscimento ufficiale dell'esistenza delle "scie chimiche" come arma, almeno in potenza. L'uso del termine "scie chimiche" è però affiancato a una serie di altre armi inesistenti o dai nomi improbabili (come "armi ultrasoniche", "armi extraterrestri"), in un paragrafo che è stato rimosso nella versione successiva dello Space Preservation Act del 2003. In entrambi i casi la legge non fu approvata. La Forza Aerea statunitense ha pubblicato un articolo che dichiara esplicitamente che le scie chimiche sono “una bufala che è stata investigata e refutata da numerose università, organizzazioni scientifiche e pubblicazioni nei principali media”.

La Camera dei Comuni canadese, a una petizione sulle "scie chimiche" ha risposto che «…il termine scie chimiche è un'espressione popolare e non esistono prove scientifiche che ne dimostrino l'esistenza».

Il Dipartimento britannico per l'Ambiente, il Cibo e gli Affari Rurali affermò che le "scie chimiche" «non sono un fenomeno riconosciuto scientificamente».

In Germania, l'Agenzia Federale dell'Ambiente ha avviato un'indagine sulle "scie chimiche" a seguito di «…numerose richieste di informazione in merito da parte dei cittadini». Dopo aver interpellato l'Istituto di Fisica dell'Atmosfera, il Servizio Meteorologico tedesco e l'Ente Aerospaziale tedesco, l'Agenzia dell'Ambiente ha pubblicato uno studio in cui si dichiara che le informazioni reperibili in internet sulle "scie chimiche" «…provengono da fonti non molto credibili, vista l'assenza di prove convincenti» e che le cosiddette "scie chimiche" sono in realtà «…normali scie di condensazione o nuvole».

In Italia, l'argomento è stato oggetto di 16 interrogazioni parlamentari di cui due presentate dal deputato del PD Sandro Brandolini. Le diverse interrogazioni hanno ricevuto come risposta solo smentite da parte degli organi di governo interpellati. In particolare, nella risposta del 5 settembre 2008 del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare si legge che «Dall'esame della letteratura scientifica internazionale e del contenuto dei siti web specialistici non è possibile confermare l'esistenza delle scie chimiche. I siti specialistici degli osservatori delle scie chimiche, in particolare, risultano carenti dal punto di vista scientifico» e che «…l'interpretazione più plausibile del fenomeno è che i presunti episodi di scie chimiche siano in realtà comuni scie di condensazione che sono durate più a lungo e hanno assunto forma peculiare per effetto delle condizioni meteorologiche».

La questione è stata oggetto di un'interrogazione presentata al Parlamento Europeo da parte del deputato olandese Erik Meijer. Nella risposta ricevuta, viene nuovamente ribadita l'inesistenza del fenomeno.

Le presunte scie chimiche non vanno confuse con le usuali tecniche di irrorazione o di scarico di sostanze per mezzo di aerei, come l'uso di diserbanti, la lotta agli incendi o la stimolazione di precipitazioni. Fertilizzanti e fitofarmaci sono, a volte e in alcuni Paesi, irrorati sui campi con aerei, ma con voli a bassa quota: in alta quota l'effetto sarebbe nullo, data la presenza di venti tesi e imprevedibili.

Un'operazione di scarico del carburante in volo, detta fuel dumping, è a volte necessaria in caso di emergenze con velivoli militari o civili. Detta operazione di scarico avviene tramite degli ugelli posti sulle ali e serve ad alleggerire il velivolo per permettere un atterraggio in condizioni di sicurezza. Il fuel dumping, che può avvenire anche a bassa quota, può generare delle scie con caratteristiche simili a quelle delle scie di condensazione, con la differenza che la scia non ha origine dai motori dell'aereo.

Durante la guerra del Vietnam venne sparso un defoliante con voli aerei a bassa quota, l'"Agente Arancio", per spogliare gli alberi delle zone di combattimento.

Durante le esibizioni aeree, si usano degli appositi pod posizionati sotto un'ala o in coda, o cartucce colorate nel tubo di scarico dell'aereo, per emettere fumo colorato che lascia tracce persistenti alcuni minuti nel cielo. In questo caso il principio utilizzato è diverso da quelli solitamente associati alla teoria delle scie chimiche: si tratta di sostanze, che, a contatto coi gas molto caldi del motore, bruciano lentamente emettendo fumi che si mischiano ai gas stessi.

Gli aerei commerciali, anche se raramente, scaricano in volo i reflui della toilette. Questa pratica, oggi abbandonata e usata solo in casi di emergenza su vecchi aeromobili, può causare delle corte scie di cristalli di liquami congelati e luccicanti, o dei blocchi di materiale solido e ghiacciato. Sono documentati casi di danneggiamenti causati da questi eventi, noti come blue ice.

La pratica del cloud seeding è un metodo di induzione della pioggia che si attua irrorando le nubi già predisposte a causare precipitazioni con varie sostanze, principalmente ioduro d'argento o ghiaccio secco. Queste sostanze creano all'interno delle nubi dei nuclei di condensazione attorno ai quali l'umidità dell'aria si possa raccogliere, formando gocce d'acqua e stimolando quindi la precipitazione. Questa tecnica è normalmente usata in caso di prolungate siccità o per proteggere i raccolti dalla grandine. Poiché questa pratica si limita a favorire la pioggia in nubi già predisposte a generarla, non si può considerare una tecnica di controllo climatico.

Coordinamento No Scie Chimiche Italia. Il 9 Giugno 2013 si è svolta, presso la sede dell’Associazione Culturale Mob, via Raffaello 2 (Palermo), una interessante conferenza organizzata dal Coordinamento No Scie Chimiche Italia, già attivo e operante in tutta la nazione allo scopo di informare gente di tutte le età su un disegno mondiale ancora troppo poco conosciuto ma già ben portato avanti dietro il controllo di pochi. Relatore principale è stato l’esperto Giorgio Carana, Presidente del Coordinamento, che attraverso delle chiare proiezioni ha guidato il pubblico in un percorso iniziato dall’origine del problema, quindi dal protocollo sui carburanti del 1975 che ha sostituito la percentuale di acqua nei motori aerei e che provocava la conosciuta scia di condensa, al sistema Haarp basato sulla geniale scoperta di Tesla.  Non per ultimo poi il Muos e le ben più pericolose 46 antenne Nrtf-8 già presenti nel paese siciliano di Niscemi dal 1991, area dove si registra un crescente aumento di morti per tumori o leucemie. Il sistema H.a.a.r.p, come ha spiegato Carana, iniziò a svilupparsi per un discorso politico: dal conflitto tra le due potenze mondiali quali America e Russia, nacque il bisogno americano di “spiare” i comunisti attraverso un grande “telescopio”, come può essere definito questo sistema, situato nel territorio più vicino quale l’Alaska. Essendo la ionosfera ad almeno 60 Km dal suolo, questo sistema per poter mandare un raggio di emissioni che potesse essere rifratto nella ionosfera e poi rimandato giù, aveva bisogno di una grandissima potenza.  L’idea geniale fu dunque quella di “abbassare il cielo” attraverso le irrorazioni di Scie che, per le diverse condizioni che le differiscono da quelle di condensa, vengono chiamate “chimiche”. Un fenomeno che suscita molto scetticismo ma che, di questo stesso comportamento passivo da parte della gente, si nutre per poter proseguire indisturbato. A nessuno è mai capitato di alzare lo sguardo al cielo e notare nuvole strane che non hanno alcuna forma, come lo erano prima nei cumuli o nei cirri? Forse sì, ma non ci si fa molto caso. Eppure sono stati documentati casi in cui zone comuni del mondo sono state sorvolate da circa 400 aerei non registrati nel traffico degli aerei civili. Aerei non aventi targhe, come richiesto dal Codice Enac. Aerei che non rilascerebbero delle normali scie di condensa in quanto queste “si formano solamente sopra i 7mila metri, con il 70% di umidità relativa e da –40°, condizioni contemporanee”. Ma a cosa servono le scie e quale il loro collegamento con Haarp e Muos? Ad opporsi alle irrorazioni chimiche nel Mediterraneo fu proprio il dittatore Gheddafi che mise a disposizione 600 milioni di dollari per contrastare questo sistema minacciando di rispondere con dei missili propri se mai un aereo del genere avesse sorvolato la zona siciliana. Il Governo Italiano, che sappiamo benissimo ha sempre frenato le spinte indipendentiste dell’isola e favorito il progetto Muos, avrebbe fatto passare la frase come un atto di minaccia verso l’intera nazione. In quel momento i lavori del Muos erano infatti fermi, mentre alla morte del “tiranno” sono partiti i lavori ufficiali e le stesse irrorazioni in tutto il Sud.

Le scie funzionano come le stesse onde che provochiamo nell’acqua gettando un sassolino: se poi mettiamo una fogliolina vediamo che la stessa si muoverà nella stessa direzione delle onde. Un metodo efficace per trasportare informazioni e controllare il clima di un paese che si vuole colpire. Le stesse emissioni delle antenne Nrt8 presenti a Niscemi – spiega Carana – sono state analizzate ad una frequenza che va dai 50 Hertz in su e non più giù: il cervello umano funziona proprio a circa 3 Hz. Perché non effettuare le misurazioni proprio a quella stessa frequenza?

Dubbi che cercano ancora risposte da enti come l’A.r.p.a: si legge in una nota che “le agenzie regionali per la “protezione” dell’ambiente sottostanno ad una direttiva interna (in vigore anche negli Stati Uniti) che vieta di rilevare il nanoparticolato atmosferico che possa rimandare alle attività di geoingegneria militare clandestina (bario, alluminio, manganese, cadmio, litio, silicio, biossido di zolfo etc.)”.

E’ vero, il Muos è uno strumento utile per mettere in collegamento mezzi militari e droni di terra e di mare a beneficio della Marina militare statunitense per le sue guerre in Medio Oriente. Ma siamo sicuri sia solo quella la minaccia? Siamo consapevoli del disegno mondiale di “controllo mentale” a cui si rifà il programma MONARCH e MKUltra?

Non è la prima volta che il “sistema” agisce in modo tale da concentrare l’allarme su un punto per distogliere l’attenzione da un altro quali possono essere quelle pericolose 46 antenne di Niscemi che oltre ad aver deturpato l’originale bellezza di una zona naturale, continuano a uccidere mamme, giovani ed anziani oltre che militari italiani. Il Muos è assolutamente da fermare ma attenzione a non sottovalutare le “piccole ma grandi” antenne. Di Roberta Barone su "Il Faro Sul Mondo".

Le SCIE CHIMICHE fanno il lavaggio del cervello. Ci radiocomandano! Scrive "Complottisti". Nel mentre che la popolazione viene lasciata nel dubbio,se credere o non credere alle operazioni aeree di geoingegneria usate da anni dagli americani addirittura per testare armi batteriologiche sulla loro stessa popolazione e sui loro stessi soldati,operazioni a favore delle élite proseguono senza sosta ogni santissimo giorno. In queste operazioni militari si usano le frequenze della risonanza elettrica che oscilla intorno alle 50 HZ/60 HZ che immesse nel cervello umano (nella pineale e nel midollo spinale) crea anomali e sbalzi di umore con cambi di personalità improvvisa. Inoltre la mia scoperta la risonanza terrestre sintetica che oscilla alle stesse frequenze neurali come un elettroencefalografo mondiale in gabbia di faraday artificiale creata con i metalli delle scie chimiche (bario, alluminio, silicio), tutto questo amplifica e facilita la neuro radio narcolessia ipnotica Animoide (l’anima artificiale). In questo lavoro, usiamo i segnali EEG per classificare due emozioni, felicità e tristezza. Queste emozioni sono evocate, mostrando immagini di soggetti sorridere e piangere espressioni facciali. Proponiamo una banda di frequenza metodo di ricerca di scegliere una fascia ottimale in cui viene filtrato il segnale EEG registrato. Usiamo modelli comuni spaziali (CSP) e lineare-SVM per classificare queste due emozioni. Per studiare la risoluzione temporale della classificazione, esploriamo due tipi di prove con lunghezze di 3s e 1s. Precisioni di classificazione di 93,5% +/- 6,7% e il 93,0% + / – 6,2% si ottengono su 10 soggetti per 3s-prove e 1s-prove, rispettivamente. I nostri risultati sperimentali indicano che la banda gamma (circa 30-100 Hz) è adatto per la classificazione emozioni basato su EEG.

ORMAI SONO SVELATI I MISTERI DEL CLIMA e della radio ipnosi: LE SCIE CHIMICHE SERVONO per creare ANIMOIDI radio pilotati. Il campo della mente umana è stato socialmente ristretto da chi detiene il potere, così come è stata azzerata la nostra libertà. Una spedizione scientifica in Antartide (due istituti francesi: il Laboratorio di Geochimica Isotopica e il Laboratorio di Glaciologia, unitamente all’Istituto di Ricerche Climatiche di Leningrado) ha scoperto il clima degli ultimi 160 secoli, non oggi, bensì 27 anni fa. Ma questa scoperta è rimasta in ombra perché ridicolizza la teoria imposta dal sistema di potere del riscaldamento causato dal sedicente buco dell’ozono. In realtà, Gaia va incontro ad una prossima glaciazione. Infatti, nel 1987 un gruppo di scienziati russi e francesi ha ricostruito il clima degli ultimi 160 mila anni e le variazioni registrate fra l’ultima e la penultima glaciazione, che sarebbero state provocate dal mutamento di inclinazione dell’asse di rotazione terrestre. I dati provengono dall’analisi di campioni estratti con una perforazione profonda due chilometri nei ghiacci antartici presso la stazione di Vostok. Il lavoro pubblicato su Nature, conferma l’ipotesi secondo cui i periodi glaciali sarebbero dovuti ad una variazione dell’asse di inclinazione terrestre. Nel passato l’ambiente del pianeta Terra ha subito sconvolgimenti quasi impensabili di questi tempi: nel Golfo Persico 18 mila anni fa il livello del mare era inferiore di circa 130 metri, rispetto a quello attuale, il Tigri e l’Eufrate sfociavano direttamente nell’Oceano Indiano, si poteva attraversare a piedi la Manica, e andare a spasso dall’Italia alla Jugoslavia, il deserto del Tasili era inondato da un enorme lago. L’attuale geografia di questi territori è oggi lontanissima da questo scenario del passato remoto, ignoto alla gran parte della popolazione mondiale. Cosa può aver prodotto variazioni climatiche così estreme? Quando ci si potrà aspettare la prossima glaciazione e un ritorno a queste condizioni del passato?

Milutin Milankovitch è stato un ingegnere, matematico e climatologo serbo. Nel periodo tra le due guerre mondiali divenne professore universitario e insegnò matematica applicata all’Università di Belgrado. I dati del gruppo di ricerca franco-russo confortano una lungimirante teoria formulata dal matematico serbo Milutin Milankovitch che nel 1930 pose le basi per una teoria astronomica del clima. Le variazioni stagionali sono prodotte da alcuni parametri dell’orbita terrestre come la processione degli equinozi e l’eccentricità dell’elisse, ma a questa Milankovitch ne aggiunse un’altra: l’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre in rapporto al piano della sua orbita. Attualmente l’inclinazione dell’asse è di 23,5°, ma non è fissa e varia, nel corso del tempo, tra i 22° e i 25° con un periodo di 40 mila anni. Sarebbe questo capriccio del globo terrestre a dare un’estensione così ampia alla temperatura media e di conseguenza a produrre enormi mutamenti ambientali e climatici.

Otto Schumann dimostrò matematicamente nel 1952 che la superficie della Terra e la ionosfera interagiscono come due armature di un gigantesco condensatore, dove la Terra è la parte negativa e la ionosfera la parte positiva. 8 hertz è il battito fondamentale della Terra, conosciuto come Risonanza Fondamentale di Schumann: vale a dire risonanze elettromagnetiche globali eccitate dalle scariche elettriche dei fulmini nella cavità che si trova tra la superficie terrestre e la ionosfera. In realtà, ben prima di Shumann era giunto a questa conclusione Nikola Tesla che aveva scoperto come donare energia naturale gratuita, a tutto il genere umano. Il governo degli Stati Uniti d’America, alla sua morte, nel 1943 si è impadronito di queste scoperte e le ha brevettate al fine di dominare il mondo.

I riscaldatori ionosferici (stazioni fisse e mobili) sottopongono a un bombardamento elettromagnetico non solo la superficie terrestre innescando a piacimento cambiamenti climatici, ma anche l’integrità e l’equilibrio degli esseri umani. Le cosiddette scie chimiche, non sono altro che il fenomeno più visibile di queste fenomenologia bellica, utile a schiavizzare il genere umano. Infatti, le chemtrails contengono principalmente alluminio e bario, che a loro volta servono a rendere l’aria maggiormente elettroconduttiva, in modo tale da consentire alle onde elettromagnetiche di colpire Gaia e i suoi esseri viventi. Detto in maniera più semplice. Le cellule, come tutto l’universo, vibrano e, facendo ascoltare le giuste frequenze alle cellule staminali, queste ultime possono essere istruite per divenire cellule specifiche dei nostri organi. La vibrazione è dunque nel tutto e le vibrazioni possono modificare la materia. Il nostro corpo, che già vibra di suo, è investito da vibrazioni esterne e, se queste non sono in risonanza con le nostre vibrazioni si viene a creare uno sconquasso distruttivo. Nell’atomo di idrogeno la differenza di fase tra il protone e l’elettrone è di 1 diviso 0,125 che dà come risultato 8. La sua frequenza vibrazionale è quindi 8 hertz. Non è un caso: il corpo umano è costituito quasi al 90 per cento di idrogeno. 8 hz è anche la frequenza subsonica emessa dai delfini e dalle balene. 8 hz è in grado di generare la stimolazione Alfa-Theta del cervello con la quale i nostri due bioemisferi sono in equilibrio. E’ dimostrato che i tessuti viventi emettono ed assorbono radiazioni a frequenze precise. La frequenza in cui si registra il massimo assorbimento da parte del DNA corrisponde ad una lunghezza d’onda di 65 nanometri che è il valore preciso della 42esima ottava sopra la frequenza di 256,54 Hz. Quindi gli armonici degli 8hz sono frequenza di replicazione del DNA. Le leggi di Keplero hanno dimostrato che l’arrangiamento planetario del nostro sistema solare segue una scala di sintonia di Do 256 hertz.

Il principio armonico della vita è la rotazione: gli esseri umani ruotano come gli elettroni e come ogni essere vivente.

Il ricercatore Emiliano Babilonia, dopo la sua scoperta dell’anima artificiale chiamate da lui frequenza ANIMOIDE viene sottoposto da organizzazioni occulte governative ad trattamenti disumani con lavaggi del cervello continui e torture fisiche con armi ad energia diretta satellitare in scanner GPS — vedete le sue ricerche e la sua scoperta che parlano di questo argomento, le scie chimiche servono per creare una gabbia di faraday sintetica e artificiale intorno all’atmosfera terrestre per creare narcolessia radio ipnotica che porterebbe al totale controllo mentale e della volontà decisionale. Di Emiliano di Babilonia. (Testo leggermente modificato con qualche aggiunta da Scie Chimiche Informazione corretta).

I PROGETTI HAARP E DARPA.

Defense Advanced Research Projects Agency. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Defense Advanced Research Projects Agency. Agenzia per i progetti di ricerca avanzata per la difesa. La Defense Advanced Research Projects Agency (nome inglese che tradotto letteralmente in italiano significa "agenzia per i progetti di ricerca avanzata di difesa"), più conosciuto con la sigla "DARPA", è un'agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti incaricata dello sviluppo di nuove tecnologie per uso militare.

DARPA è stata responsabile dello sviluppo e dell'implementazione di tecnologie importanti, che avrebbero influito notevolmente nella vita comune di milioni di cittadini del mondo: tra queste includiamo le reti informatiche (fondarono ARPANET, che si sviluppò nel moderno Internet), e di oN Line System (NLS), che a livello di creare ipertesti con l'uso di un'interfaccia grafica. Il suo nome originario era Advanced Research Projects Agency (ARPA), ma fu rinominata DARPA (indicando che il suo scopo era la difesa militare) il 23 marzo 1972; il 22 febbraio 1993 tornò ARPA, e ancora DARPA l'11 marzo 1996. La DARPA fu fondata nel 1958 in risposta al lancio della sonda sovietica Sputnik l'anno precedente, con lo scopo di mantenere le capacità tecnologiche statunitensi al passo, e possibilmente all'avanguardia, rispetto a quelle dei nemici. La DARPA è indipendente nel proprio operato dalle influenze di altre agenzie governative e fa rapporto esclusivamente ai più alti ranghi del Dipartimento della difesa. Vi lavorano circa 240 persone (di cui 140 tecnici) per un budget complessivo di circa 3 miliardi di dollari. Si tratta di budget calcolati su una media, poiché la DARPA si concentra su progetti a breve termine (dai 2 ai 4 anni di studi) gestiti da piccole squadre di ricerca, generalmente costituite ad hoc.

La guerra del futuro secondo la DARPA, scrive Focus. Dal soldato cyborg ai missili super intelligenti: sono solo alcune delle tecnologie per la guerra di domani in fase di sviluppo nei laboratori della DARPA, l'agenzia del governo americano che si occupa di progetti speciali per la difesa. La guerra del futuro sarà sempre più elettronica ma non per questo meno letale. Lo afferma la DARPA/US AIR FORCE. La guerra del futuro sarà sempre più simile a un videogame ma anche sempre più letale: lo afferma la DARPA, l’agenzia del governo statunitense che lavora sui progetti di difesa più evoluti. In un corposo rapporto pubblicato qualche giorno fa gli esperti militari americani si concentrano in particolare su quattro tecnologie che nei prossimi anni rivoluzioneranno i campi di battaglia. E c’è da credergli, visto che dai laboratori supersegreti della DARPA negli ultimi 3 decenni sono usciti progetti che hanno rivoluzionato le regole della guerra ma anche della nostra vita quotidiana: dallo Stealth (l’aereo invisibile) a Internet, dai droni senza pilota agli esoscheletri che, oltre all’impiego bellico, permettono ai disabili di camminare in autonomia. Ma che cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi dieci-quindici anni?

1. DRONI SOTTOMARINI. Già visti in numerosi film di fantascienza, i robot sottomarini capaci di emergere dal fondo dell’oceano e inseguire un aereo nemico fino ad abbatterlo potrebbero presto diventare realtà. Sono gli Underwater Falling Payloads allo studio da parte della DARPA: si tratta di contenitori ancorati al fondo del mare che al loro interno ospitano un drone. Una volta attivati da un comando a distanza, possono emergere in pochi secondi e lanciare il velivolo senza pilota verso il bersaglio.

2. SATELLITI LOW COST. I tagli al bilancio imposti dall’amministrazione Obama hanno colpito anche la difesa, che da qualche anno si trova a dover sviluppare nuove tecnologie che permettano una sensibile riduzione dei costi nonostante il continuo aumento delle operazioni militari. Il progetto ALASA - Airborne Launch Assist Space Access - nasce proprio con questi obiettivi: si tratta di un sistema di lancio per microsatelliti che può essere agganciato alla pancia di un comune jet da combattimento. Una volta giunto alla quota di crociera, il caccia sgancia un piccolo missile diretto verso lo spazio che, a sua volta, metterà in orbita il satellite. Secondo gli esperti della DARPA il sistema permetterebbe di portare in orbita satelliti fino a 50 kg per meno di un milione di dollari, contro i 3,5 di un lancio convenzionale.

3. L’IBRIDO UOMO-MACCHINA. ElectRx (si pronuncia “Electrics”) è uno dei programmi di punta presentati nell'ultimo rapporto dalla DARPA. Obiettivo della ricerca è quello di creare dei microscopici dispositivi da impiantare nel corpo umano che servano da interfaccia tra i nervi e gli organi. Simili a piccoli pace-maker, questi processori potranno essere installati nel corpo dei soldati per monitorare lo stato di salute del cuore ma anche dei polmoni e altri organi con l’obiettivo di tenerli sotto controllo durante le operazioni belliche ma anche di stimolarli per farli funzionare in maniera più efficiente. Per l’agenzia non è un terreno del tutto inesplorato, visto che da anni sta sperimentando con successo il controllo di protesi per gli arti attraverso l’impianto di sensori direttamente nel sistema nervoso del paziente che li dovrà utilizzare. Missili intelligenti a lunga distanza. Saranno in grado di individuare e colpire obiettivi navali in aree molto difese, superando i limiti degli attuali missili anti-nave in termini di distanza di lancio e discriminazione del bersaglio, nonché di resistenza alle future contromisure elettroniche nemiche. 

4. GUERRA SENZA CONFINI. Si chiama LRMAS - Long Range Anti-Ship Missile - e il suo obiettivo è quello di centrare una nave nel bel mezzo dell’oceano da lunghissima distanza e senza bisogno di appoggiarsi a tecnologie come il GPS o altri standard. La DARPA sta insomma tentando di sviluppare un missile intelligente che, una volta lanciato da un caccia bombardiere, riesca a inseguire il suo bersaglio e a centrarlo evitando ostacoli sia in volo che sulla superficie del mare. I primi test di questa tecnologia sono stati portati a termine con successo lo scorso anno: il missile, lanciato da un aereo, ha seguito un percorso predefinito e ha evitato un ostacolo posto sul suo cammino. Il progetto è stato avviato nel 2009 e la DARPA prevede il suo primo impiego operativo già nel 2018. E questo è solo quello che deciso di farci sapere...

Le 14 tecnologie più sorprendenti cui sta lavorando il Pentagono. Dai proiettili che cambiano traiettoria in corso ai guanti di Spiderman, tutti i progetti della divisione di ricerca tecnologica Darpa, scrive Elmar Burchia. È responsabile di alcune delle più importanti scoperte scientifiche e tecnologiche degli ultimi anni: la Defense Advanced Research Projects Agency (Darpa), l’agenzia degli Stati Uniti che si occupa dello sviluppo di tecnologie all’avanguardia soprattutto in ambito militare e d’intelligence. Da qui sono nati, tra gli altri, il Gps, internet o gli aerei stealth. Ogni anno l’agenzia spende circa 70 miliardi di dollari in sviluppo e ricerca di armamenti altamente sofisticati per poter vincere le guerre, o prevenirle: dal super soldato ai sistemi di difesa indistruttibili, dai robot in grado di prestare soccorso in aree disastrate alle lenti a contatto da Terminator. Come spesso accade, poi, la tecnologia militare trova anche utilissime applicazioni civili. Ecco alcuni dei progetti che, secondo Business Insider, l’agenzia sta sviluppando. «Extreme Accuracy Tasked Ordnance» (Exacto) sono proiettili in grado di cambiare traiettoria in corso dopo essere stati sparati da fucili di precisione (di solito in dotazione ai cecchini). Col proiettile «intelligente» e teleguidato viene ridotto al minimo il rischio di mancare l’obiettivo, soprattutto se si muove rapidamente. Nel test effettuato a febbraio si vede il proiettile colpire più volte bersagli in movimento, a prescindere se a sparare sia un cecchino esperto o un tiratore poco esperto. Secondo la Darpa, la nuova tecnologia consentirà ai cecchini di proteggere meglio le truppe impegnate sul terreno e potrebbe rivoluzionare i fucili di precisione

Le micidiali armi dei Progetti HAARP e DARPA, scrive domenica 12 giugno 2016 Fabrizio Rondina. Sono poche le persone che hanno sentito parlare delle installazioni HAARP, High Frequency Active Auroral Research Program. Molte altre persone, che ne hanno sentito parlare, rimangono scettiche e preferiscono non credere. Una cosa però è sicura: credere o non credere non cambia certo la realtà di una struttura divenuta ormai mondiale; una struttura dotata di tecnologie occulte capaci di modificare i normali meccanismi che governano i cicli della natura e non solo.

Gli impianti HAARP sono istallati in tutto il pianeta, in particolari zone strategiche, e danno la possibilità a chi li controlla di alterare e/o manipolare, su scala globale, il clima e molto altro. Negli ultimi 15 anni tutti noi siamo stati testimoni di terrificanti eventi naturali creati artificialmente da questa diabolica struttura globale. Questa è la mappa mondiale dei siti HAARP in cui si trovano anche le più ricche miniere di uranio tanto apprezzate da Bill Clinton e dal suo socio ed amico Frank Giustra. L’esplorazione mineraria del sottosuolo è stata fatta dai satelliti mediante tecniche di radio tomografia. La sua precisione è accurata al cento per cento. In linea di masssima dal sito web di HAARP si legge che: HAARP è un tentativo scientifico volto a studiare le proprietà ed il comportamento della ionosfera, con particolare attenzione di comprendere e utilizzare lo stesso per migliorare le comunicazioni e sistemi di sorveglianza per scopi civili e di difesa. Il programma HAARP è impegnato a sviluppare un centro di ricerca mondiale sulla classe ionosferica composto da: - Uno strumento di ricerca ionosferica (IRI), un impianto trasmittente di elevata potenza che opera nel campo dell'alta frequenza (HF). IRI sarà utilizzato per eccitare temporaneamente una zona limitata della ionosfera per studio scientifico - Una sofisticata suite di strumenti scientifici (o diagnostici) che verranno utilizzati per osservare i processi fisici che avvengono nella regione eccitata.

L'osservazione dei processi derivanti dall'utilizzo di IRI in modo controllato, permetterà agli scienziati di comprendere meglio i processi che si verificano continuamente sotto l'eccitazione naturale del sole. Strumenti scientifici installati presso l'Osservatorio HAARP diverranno utili nella ricerca che non comporta l'uso di IRI, ma sono strettamente passivi. Tra questi studi sono inclusi la caratterizzazione ionosferica tramite satelliti, l'osservazione telescopica della struttura fine dell'aurora e la documentazione a lungo termine della variazione dello strato di ozono. Questo è quanto riportato direttamente dal sito HAARP; ma comunque sia al di là di questo va detto che non tutto è oro ciò che luccica. Tutti ormai conoscono il problema delle scie chimiche o chemtrails; è solo una sfaccettatura del discorso. Molta gente invece non conosce o non è al corrente che al di là delle classiche ricerche sulla ionosfera, HAARP è in grado di utilizzare diverse risorse per provocare danni all'ambiente...alle persone; e queste sono vere e proprie armi! Che cosa sono gli ordigni HAARP? Armi HAARP scalari o direzionali provate a quanto sembra anche sulla popolazione. Cariche energetiche a bassa o alta frequenza puntate sulla ionosfera terrestre e riflessa in modo mirato su obiettivi scelti, potenti concentrazioni di ioni diretti che possono far attivare vulcani, provocare terremoti, maremoti e far impazzire persone per l'interazione dei flussi elettro-magnetici artificiali inviati su ritmi biologici del DNA umano, sui flussi cerebrali e relativamente anche all'emoglobina. Eccone alcuni esempi: La principale arma ovviamente, quella di cui si sente sempre parlare, riguarda tutto il sistema del controllo climatico, su scala globale o selettiva. Le forze armate degli Stati Uniti hanno sviluppato capacità che permettono loro d’alterare selettivamente i modelli climatici. La tecnologia si è perfezionata sotto il Programma d’Investigazione dell’Aurora Attiva ad Alta Frequenza (HAARP), che è un’appendice dell’Iniziativa della Difesa Strategica – “La Guerra Stellare”. Dal punto di vista militare, HAARP è un’arma di distruzione di massa operante sull’atmosfera esterna ed è capace di destabilizzare sistemi agricoli ed ecologici in tutto il mondo. 

La modificazione del clima, secondo il documento della Forza Aerea degli Stati Uniti: “offre al combattente della guerra un’ampia gamma di possibili opzioni per sconfiggere ed obbligare un avversario”, le sue capacità, affermano che si estendono alla provocazione d’inondazioni, uragani, siccità e terremoti: “La modificazione del clima si convertirà in parte nella sicurezza interna ed internazionale e potrà realizzarsi unitariamente... Essa potrà avere applicazioni offensive e difensive ed includere l’utilizzazione per propositi di dissuasione. La capacità di generare precipitazioni, nebbie e tormente sulla terra o di modificare il clima nell’atmosfera… e la produzione del clima artificiale è parte di un insieme integrato di tecnologie (militari)”. Rosalie Bertell, presidente della Presidenza dell’Istituto sulle Ricerche della Salute Pubblica, afferma che HAARP opera come “un gigantesco riscaldatore che può causare notevoli alterazioni nella ionosfera, creando non soltanto perforazioni, ma larghi squarci entro la zona protettiva che impedisce alle radiazioni letali di bombardare il pianeta”. Teniamo presente poi che questo genere di modifiche climatiche "forzate", oltre che cambiare il clima in sè stesso, possono portare anche problemi intrinsechi tutti legati al genere di forzature operate; si pensi in questo caso al discorso legato presumibilmente alle scie chimiche, nello specifico, al morbo di Morgellons. Proseguendo poi in questa descrizione degli ordigni HAARP, troviamo altresì innumerevoli effetti che sarebbero causati da questa tecnologia; una ipotetica guerra elettromagnetica. HAARP potrebbe alterare la magnetosfera. Il ricorso ad armi elettromagnetiche molto potenti contro gli esseri umani è anche causa di malattie e di squilibri psichici: può indurre isteria o la passività per il controllo della popolazione. Potrebbe anche provocare il cancro o la possibilità di indurre alterazioni genetiche e altro. Un ulteriore aspetto molto importante riguarda l'uso di HAARP per il controllo mentale delle persone. In che modo le onde E.L.F. (onde estremamente basse) agiscono sull'umore e sul pensiero? In questo estratto da un documentario di History Channel, attraverso il riferimento a brevetti militari e sulla base di studi condotti da scienziati ed esperti, tra cui Nick Begich e Nick Pope, è spiegato il tema del controllo mentale attuato dai governi mediante strumenti elettromagnetici come H.A.A.R.P. H.A.A.R.P può essere usato per controllare la mente umana. Le onde E.L.F. hanno dimostrato effetti sugli stati mentali. Si possono innescare cambiamenti d'umore enormi con specifiche frequenze. Il cervello umano opera su frequenze molto basse; è in grado di produrre onde alfa, beta, delta, theta. Durante gli stati meditativi, le onde risultano essere di 8 cicli al secondo; durante il sonno di 4 cicli. H.A.A.R.P. è in grado di generare tutti questi segnali e all'occorrenza, modificarli con gravi disturbi sulle persone. Parallelamente a questo discorso, va anche ricordato che gli effetti del controllo mentale che può essere operato da HAARP, potrebbero essere coadiuvati da un altro pericoloso progetto, il cosiddetto Progetto Monarch. La programmazione Monarch è un metodo per il controllo mentale utilizzato da numerose organizzazioni per scopi segreti. Si tratta della prosecuzione del progetto MK-ULTRA, un programma di controllo mentale sviluppato dalla CIA, e testato su militari e civili. La programmazione Monarch è una tecnica di controllo mentale che comprende elementi del Satanic Ritual Abuse (SRA) e del disturbo di personalità multipla (MPD). Si utilizza una combinazione di psicologia, neuroscienze e rituali occulti per creare all’interno degli schiavi un alter ego che può essere attivato ?? e programmato dai gestori. Gli schiavi della programmazione Monarch vengono utilizzati da varie organizzazioni collegate con l’élite mondiale in settori come: l’esercito, la schiavitù sessuale e l’industria dell’intrattenimento, come viene illustrato nel seguente articolo Hollywood, la musica, gli Illuminati: tra scandali, pedofilia e controllo mentale, altro articolo interessante per sapere come hanno capito come poter controllare le masse è Svelato piano segreto USA che prevede di utilizzare la paura di un'invasione aliena per una truce guerra psicologica per il controllo delle masse dove intuiscono che "molte persone possono essere pre-condizionate ad accettare l'incredibile come vero". In questo articolo daremo un occhio alle origini della programmazione Monarch, alle sue tecniche e al suo simbolismo. Uno dei primi studi sulla metodica del controllo mentale basato sul trauma sono state condotte da Josef Mengele, medico che lavorava in campi di concentramento nazisti. Inizialmente acquisì notorietà per essere stato uno dei medici delle SS che curò la selezione dei prigionieri in arrivo, determinando chi doveva essere ucciso e che sarebbe diventato un operaio per i lavori forzati. Tuttavia, egli è noto soprattutto per aver condotto degli esperimenti macabri sugli esseri umani all’interno dei campi di concentramento. Mengele conduceva esperimenti pure sui bambini, motivo per il quale venne chiamato “L’angelo della Morte”. Mengele e circa 5, 000 altri nazisti di alto rango sono stati segretamente trasferiti negli Stati Uniti e nel Sud America all’indomani della seconda guerra mondiale in una Operazione progettata dalla Paperclip. I nazisti hanno continuato la loro opera nello sviluppo di tecnologie di controllo mentale e missilistica in segreto nelle basi sotterranee militari. Le ricerche di Mengele servirono come base per l’illegale e segreto programma di ricerca CIA chiamato MK-ULTRA. Il controllo mentale Monarch è chiamato in questo modo in riferimento alla farfalla Monarca – un insetto che comincia la sua vita come un verme (che rappresenta il potenziale non sviluppato) e, dopo un periodo nel bozzolo (programmazione) rinasce come splendida farfalla (lo schiavo Monarch). Alcune caratteristiche specifiche per la farfalla monarca, sono applicabili anche al controllo mentale. “Uno dei motivi principali per cui la programmazione Monarch ha assunto questo nome fu la farfalla monarca. La farfalla monarca impara dove è nata (radici) e passa questa conoscenza genetica ai suoi discendenti (di generazione in generazione). Questo è stato uno degli animali che ha fatto tacere gli scienziati, rendendo scientifico il fatto che il sapere possa essere trasmesso geneticamente. Il programma Monarch si basa sugli obiettivi Nazisti/Illuminati di creare una razza superiore, in parte attraverso la genetica. Se la conoscenza può essere trasmessa geneticamente (ed è così), allora è importante che vengano trovati i corretti genitori che possano passare la corretta conoscenza a quelle vittime selezionate per il controllo mentale Monarch”. Tralasciamo per ora il discorso Monarch (magari verrà trattato più approfonditamente in un altro articolo) e proseguiamo con il discorso delle armi HAARP e DARPA. A distanza di 52 anni, il cosiddetto "Dipartimento degli scienziati matti", come si legge dal titolo del libro di Michael Belfiore, ha ancora la stessa missione: «Mantenere la supremazia tecnologica dell'esercito americano e prevenire sorprese tecnologiche che possano minare la sicurezza nazionale», come si legge anche nel sito web dell'agenzia. Tempo fa furono anche trovate alcune ricerche del DARPA sulle armi ad antimateria...! E' appurato che gli americani (e russi) sviluppano le armi a microonde, alcune delle quali possono anche essere utilizzate dallo spazio. Esistono da anni delle unità composte di veicoli relativamente leggeri, con collocate, sul tetto, delle antenne. Queste antenne, chiamate ADS (Active Denial System), emettono fasci di onde cadenzate a 95GHz. Dirette su delle persone o animali, queste onde provocano sensazioni di calore insopportabili in meno di 5 secondi! La rivista New Scientist ha pubblicato che durante le prove condotte presso la base aerea militare di Kirtland, Nuovo Messico, i partecipanti sono stati invitati a togliersi lenti a contatto e occhiali per proteggere i loro occhi. In un altro test sono stati inoltre invitati a rimuovere qualsiasi oggetto di metallo che poteva trovarsi su di loro (monete, catenine, bottoni,..) per non sviluppare dei punti caldi sulla pelle. "Allora cosa succederebbe se qualcuno fra la folla non conosce questo pericolo?" ha domandato Neil Davison, coordinatore del progetto di ricerca sulle armi non letali dell'Università di Bradford in Gran Bretagna. "Come potete essere sicuri che la dose di onde non oltrepasserà il limite dei danni permanenti?"

EARTH CONTROL-MEDUSA SPACE AGE WEAPON. Medusa è un cannone ad elettroni ad impulsione di un mega-watt e mezzo. Questo sistema montato su dei veicoli ha come sorgente d'energia semplicemente un generatore elettrico a gasolio; Medusa è capace di "arrostire" a distanza l'elettronica di carri armati, navi, aerei, ecc. Immaginate gli effetti sugli esseri umani! Questo cannone può essere messo in funzione a partire da un aereo o un satellite, ed i test sono stai realizzati da anni...

PAMIR 3, L'ARMA CHE CREA I TERREMOTI. Pamir 3 è parte di una serie di armi ambientali capaci di creare terremoti, tsunami, distruzione dell'equilibrio ecologico di una regione, modificazioni delle condizioni atmosferiche - nubi, precipitazioni, cicloni e uragani - modificazioni delle condizioni climatiche, delle correnti oceaniche, dello strato di ozono o della ionosfera. I terremoti e le eruzioni vulcaniche artificiali non sono impossibili, infatti una minima causa, ben localizzata, può generare un cataclisma. I terremoti sono legati al movimento delle placche, lungo le faglie. Sappiamo che un terremoto devastante è previsto lungo la faglia di S.Andreas, in California. Ma non sappiamo quando, e dunque non conosciamo, a priori, l'energia sufficiente a scatenare il fenomeno. Ma esiste una tecnica che permette di agire sugli strati profondi del sottosuolo con delle onde elettromagnetiche. Negli anni settanta i Russi avevano costruito un enorme generatore a pulsioni battezzato "Pamir" che poteva essere trasportato su un grosso camion. Era una variante del generatore di Sakharov (MK1), a compressione di flusso. Questo generatore chiamato anche Generatore di Pavloski utilizzava dei cannoni elettromagnetici, con un esplosivo chimico che interagiva con un potente solenoide (in regime di numero di Reynolds magnetico elevato). Va tenuto presente anche che una misteriosa arma al plasma fu vista poco prima del terremoto a Nigarta in Giappone, nel Luglio del 2007. Le stesse luci rosse, bianche e celesti riflesse sulle nuvole sono state viste e filmate poco prima del recente disastroso terremoto in Cina. Al di là di queste apparecchiature, che sono comunque molto pericolose, va detto che esistono altre armi il cui livello di pericolosità non è da meno. Vanno innanzitutto menzionate le armi Laser come ad esempio il THEL (Tactical High Energy Laser) qua in basso, in sperimentazione presso i laboratori dell’esercito USA, esistente anche in versione portatile (MTHEL, dove M sta per “mobile”). THEL significa Tactical High Energy Laser, ed è appunto un dispositivo laser ad elevata potenza. La compagnia che da alcuni anni si sta occupando dello sviluppo del progetto THEL si chiama Northrop Grumman. Durante diversi test, resi pubblici anche in video, il potente raggio laser viene utilizzato per fare esplodere missili e proiettili in volo. Proprio l’esercito israeliano annovera il THEL quale arma già in dotazione al suo esercito, e questo fa supporre che ne possieda già degli esemplari, probabilmente già dislocati a difesa di basi militari e città. Il THEL utilizza delle sostanze chimiche (fluorite di deuterio) per creare un raggio laser invisibile capace di abbattere aerei e missili. Il sistema d'arma Boeing YAL-1 Airborne Laser (ABL), è un laser aviotrasportato, di tipo COIL (Laser chimico a ioduro d'ossigeno) e potenza dell'ordine dei megawatt, installato a bordo di un Boeing 747-400F. È progettato per abbattere missili balistici tattici, di teatro (TBM), a raggio intermedio (IRBM) o all'occorrenza intercontinentali (ICBM), colpendoli mentre si trovano nella fase iniziale di accelerazione. L'11 febbraio 2010 l'ABL abbatte in prova un missile balistico a corto raggio, aprendo la strada a futuri sistemi di difesa antimissile basati su questo prototipo. Il laser del ABL utilizza carburanti chimici simili a quelle del propellente per razzi per generare il fascio di alta potenza. I piani attuali prevedono che vi sia carburante per il laser sufficiente per circa 20 colpi. Se un obiettivo più difficile, come un ICBM, richiedesse un tempo maggiore ("di perforazione") per danneggiare il missile, questo diminuirebbe il numero di colpi disponibili prima di dovere rifornire il laser. Per bersagli meno difficili, più vicini e vulnerabili come i TBM a corto raggio, che richiedessero meno "tempo di perforazione", potrebbero spararsi anche 40 impulsi laser senza necessità di rifornimento. Gli aerei ABL devono atterrare sul loro aeroporto per rifornirsi del combustibile per il laser. I piani operativi preliminari prevedono che l'ABL abbia la protezione di caccia di scorta e, probabilmente, anche di aerei da guerra elettronica. Con ogni probabilità l'ABL sorveglierà per lunghi periodi i siti da cui si sospetta possa avvenire un lancio percorrendo, in attesa di bersagli da intercettare, orbite a forma di otto. Questo tipo di orbita permette all'aereo di non effettuare mai virate che lo allontanino dall'area bersaglio: entrambe le virate richieste sono verso il bersaglio. L'aereo può essere rifornito in volo, consentendo lunghi periodi di sorveglianza dell'obiettivo. L'intenzione è che l'aereo operi sopra territorio amico e che la distruzione del missile avversario avvenga sopra territorio ostile.

HEL - Space-Based High-energy Laser. Si tratta di un armamento laser montato su di un satellite, e capace di colpire bersagli nello spazio, sulla terra ed in aria. Oltre agli Stati Uniti ed Israele, anche la Cina sta sviluppando un armamento laser pensato per distruggere i satellite nemici orbitanti. L’arma si chiama ASATS (Anti-Satellite Simulation), in fase di test già nel 1998.

HSV Laser a raggi ultravioletti. La HSV Technologies Inc. di San Diego, California ha sviluppato un'arma non letale, che utilizza raggi laser a ultravioletti per immobilizzare persone o animali a distanza. Questo speciale laser è un dispositivo che utilizza due fasci di radiazione UV ionizzati che seguono la traiettoria per colpire il bersaglio identificato, impattando sui recettori neurali che controllano i muscoli, paralizzando gli impulsi nervosi, provocando forti contrazioni dolorose.

Laser ZEUS. Si tratta di un laser montato su di un Humvee (un veicolo militare dell’esercito USA simile ad una jeep). Secondo fonti ufficiali del Pentagono, mezzi militari muniti di questo dispositivo al laser sono stati impiegati in Afghanistan per fare brillare le mine. Secondo due accreditati siti di informazione militare Defense Tech e Defence Daily, almeno tre veicoli simili sono stati utilizzati anche in Iraq.

ARMI AL PLASMA E AD IMPULSI. PIKL Pulsed Impulsive Kill Laser. Le basi per una simile tecnologia bellica furono poste negli anni ’40 dal fisico Nicola Tesla. Alle scoperte di questo scienziato si deve lo sviluppo di parecchie tecnologie: dalle bobine elettriche ai generatori di corrente, dalla radio alla televisione. Durante i primi anni del ‘900 Tesla iniziò a lavorare al suo progetto per un “Raggio della Morte”. Nel 1942 il progetto era pronto e Tesla lo propose agli Stati Uniti quale arma per battere i nazisti: fu considerato pazzo e la sua proposta non fu presa in considerazione. Il principio del “Raggio della morte” è qualcosa che sta a metà strada fra le armi laser e le armi al plasma. Alla sua morte, avvenuta nel 1943, tutti i documenti dello scienziato sul “Raggio della morte” furono misteriosamente trafugati. Parte di quei documenti è stata citata in un documento segreto del Governo USA su un’arma ad elettroni (documento declassificato nel 1980). Questa tipologia di armamenti ha parecchi tratti in comune con alcune armi laser. Il principio è quello di sparare contro il bersaglio un “proiettile” di energia, composto da materia elettricamente carica composta da elettroni, neutroni e protoni. Il tutto avviene attraverso un processo di ionizzazione dell’aria. Tale meccanismo è stato studiato approfonditamente dagli scienziati del DARPA (il dipartimento per la ricerca e l’innovazione tecnologica del Dipartimento della Difesa USA), con la collaborazione di un'azienda tedesca. Armamenti di questo tipo sono in fase di avanzata sperimentazione da parte degli eserciti USA, Israeliani e Australiani. L’applicazione letale di questa tecnologia è stata chiamata Pulsed Impulsive Kill Laser (PIKL). Il dispositivo (di cui nella foto sotto si vede un prototipo), ha dimostrato la sua efficacia in diversi test, riuscendo a perforare anche armature in Kevlar e lastre di metallo di grosso spessore.

PEP Pulsed Energy Projectile. La versione non letale del PIKL va sotto il nome di Pulsed Energy Projectile (PEP). Questo dispositivo è in grado di stordire uomini e animali, creando forte dolore e temporanea paralisi. La documentazione sui possibili effetti a lungo termine provocati dall’arma è però scarsa. Il principale ambito di applicazione previsto per il PEP viene indicato in scenari di controllo dell’ordine pubblico, mentre un’altra delle applicazioni prefigurate è quella di presidio dei checkpoint. Oltre a stordire le persone una simile arma dovrebbe essere capace di bloccare i veicoli, in quanto il suo “impulso energetico” interferirebbe con i sistemi elettrici di iniezione. Il raggio d’azione del PEP è di circa 2 Km, ed il suo funzionamento si basa sull’emissione di un impulso laser ad infrarossi (mediante l’impiego di un “deutorium fluoride laser”). Il plasma prodotto dalla parte iniziale dell’impulso arriva ad esplodere poiché i suoi elettroni assorbono l’energia della parte finale dell’impulso. L’esplosione di questo plasma ad elevata energia si tramuta in una forza d’urto combinata ad un’onda elettromagnetica. Altri dispositivi affini a questa tecnologia si chiamano: MARAUDER (Magnetically Accelerated Ring to Achieve Ultra-high Directed Energy and Radiation) XADS (Extreme Alternative Defense System).

HPM Electromagnetic Pulse, High Powered Microwave. Si tratta di dispositivi anche esplosivi capaci di produrre onde elettromagnetiche comprese nel raggio dei 4 – 20 Ghz. Microonde comprese in tali frequenze sono capaci di “accecare” un gran numero di apparati tecnologici. Questa applicazione delle microonde ad elevata potenza, può servire a danneggiare i sistemi informatici, con effetti simili ad una piccola esplosione nucleare. Il tutto avviene anche in assenza di una reale esplosione: sistemi di questo tipo, comunemente chiamati HPM, liberano la propria energia in aria, senza produrre alcun suono o fenomeno visivo. L’effetto delle invisibili onde prodotte dalla propagazione risulta devastante per tutti gli apparecchi elettronici, mentre è praticamente nullo su cose e persone (tuttavia è appurato che sugli esseri viventi tutti i tipi di microonde provocano effetti dannosi come quelle emesse dai telefonini e dai forni a microonde). L’esercito russo disporrebbe infatti di un vasto e variegato arsenale di E-bombs, si va dalla versione “portatile” che sta in una valigetta (e che ha un raggio d’azione di 12 metri), alle versioni più pesanti, che necessitano di un aereo per essere “sganciate sull’obiettivo".

ADS Active Denial System. Questo dispositivo è in grado di indirizzare (“sparare”) un fascio di microonde ad alta energia verso un bersaglio preciso. La frequenza utilizzata si aggira intorno ai 95 Ghz. Il “raggio del dolore” è classificato come “arma non letale”, in quanto il suo raggio invisibile penetra sotto la pelle soltanto per alcuni millimetri, facendo temporaneamente impazzire i recettori del dolore. Nel giro di 1 – 2 secondi chi viene colpito dal raggio a microonde prova la sensazione di andare a fuoco. Ufficialmente infatti tali strumenti di guerra servirebbero per produrre un “raggio del dolore”, capace di “distogliere” qualsiasi nemico da azioni ostili. L’invisibile raggio microonde a 95 Ghz penetra sotto la pelle per alcuni millimetri provocando, nell’arco di alcuni millisecondi, una insopportabile sensazione di calore che però svanisce non appena si spegne il dispositivo o si scappa oltre il suo raggio d’azione. Negli esperimenti condotti su circa 400 volontari il tempo di esposizione massimo è stato fissato in 3 secondi, ma secondo il Boston Globe, soltanto una “cavia” è riuscita a resistere per tre secondi. Le fonti del Direttorio USA sulle Directed Energy Weapons sostengono che il “raggio del dolore” non provoca danni permanenti, ma esistono altri rapporti militari che indicano la possibilità di gravi ustioni alla pelle nel caso in cui l’esposizione duri 250 secondi o più. Durante gli stessi test alle “cavie” venivano fatti togliere sia gli occhiali che tutti gli oggetti metallici, in quanto potevano creare degli “hot spots”, capaci di ustionare la pelle. Il dispositivo prodotto dalla Raytheon può essere stanziale oppure montato su di un veicolo militare Humvee. Per quanto riguarda l’impiego del “raggio del dolore” nel campo di guerra, risulta dalla rivista militare Defence Industry Daily che sono stati ordinati 3 veicoli modello Sheriff per circa 31 milioni di dollari, e che è stata richiesta l’approvazione per altri 14 veicoli da parte del Generale di brigata James Huggings, capo dello Staff della Forza Multinazionale in Iraq.

E PER QUANTO RIGUARDA IL DARPA ??? La Defense Advanced Research Projects Agency (nome inglese che tradotto letteralmente in italiano significa "agenzia per i progetti di ricerca avanzata per la difesa"), più conosciuto con la sigla DARPA, è un'agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti incaricata dello sviluppo di nuove tecnologie per uso militare. DARPA è stata responsabile dello sviluppo e dell'implementazione di tecnologie importanti, che avrebbero influito notevolmente nella vita comune di milioni di cittadini del mondo: tra queste includiamo le reti informatiche (fondarono ARPANET, che si sviluppò nel moderno Internet), e di oN Line System (NLS), che a livello di programmazione costituì il primo tentativo di creare ipertesti con l'uso di un'interfaccia grafica. Il suo nome originario era Advanced Research Projects Agency (ARPA), ma fu rinominata DARPA (indicando che il suo scopo era la difesa militare) il 23 marzo 1972; il 22 febbraio 1993 tornò ARPA, e ancora DARPA l'11 marzo 1996. La DARPA è indipendente nel proprio operato dalle influenze di altre agenzie governative, e fa rapporto esclusivamente ai più alti ranghi del Dipartimento della difesa. Attualmente il DARPA ha svolto numerosi progetti di apparati ad alta tecnologia e pe certi versi "futuristici". Sarebbe veramente lungo elencarli tutti, ma soprattutto passare in rassegna le loro particolarità e proprietà. Vediamo dunque di dare un'occhiata a qualcuno di questi progetti, cercando di evidenziarne le peculiari caratteristiche.

HTV-2. Falcon Hipersonic Technology Vehicle (HTV-2) è il nome dell'aeromobile in grado di raggiungere velocità superiori a MACH 22, cioè circa 26000 km/h, in volo sub-orbitale. Il veicolo aereo, un incrocio tra la forma di una punta di freccia e un delta wing affusolato, è senza pilota e nasce all’interno di un progetto combinato tra la DARPA e l'USAF denominato Prompt Global Strike, che ha cercato di dare agli strateghi militari statunitensi la possibilità di colpire obiettivi in tutto il mondo nel giro di un’ora, (da qui il nome Prompt Global Strike: Colpo Globale Immediato). Se il progetto da 320 milioni di dollari avesse funzionato, il Falcon avrebbe potuto sostituire i missili balistici intercontinentali; oltretutto ha una capacità di carico utile di 2500 kg, sufficienti per una testata nucleare. Considerando la velocità che raggiunge, anche senza la testata, l'energia sprigionata dall'impatto col suolo sarebbe sufficiente per devastare aree grandi quanto una città. Per resistere alle altissime temperature (circa 2000 C°) dovute al contatto con l'atmosfera, durante la fase di rientro, il Falcon è stato progettato con uno scudo termico a struttura metallica di nuova concezione. Il progetto dovrebbe concludersi nel 2025 anno in cui gli ingegneri delll’HTV-2 dovrebbero fargli raggiungere la velocità di 35400 km/h.

HTV-3x "Blackswift". HTV-3x, conosciuto anche come Blackswift, è un prototipo di aereo ipersonico senza pilota. Il Blackswift è uno spazioplano costruito grazie ad una cooperazione tra la sezione Skunk Works della Lockheed, Boeing e ATK. Nel settembre 2007 la USAF ha firmato un accordo per continuare il progetto. Il velivolo doveva essere sviluppato per decollare da una pista (non come un razzo) e raggiungere ogni posto della terra in circa due ore, volando anche appena al di fuori dell'atmosfera e a velocità ipersoniche; alla fine, l'HTV-3x, doveva atterrare sempre su pista. Il Blackswift doveva accelerare fino a Mach 3 con un motore a turbina e raggiungere Mach 6 con un motore Scramjet (supersonic combustion ramjet). I motori saranno della Pratt & Whitney Rocketdyne. Purtroppo nell’ottobre del 2008, tredici mesi dopo aver firmato l'accordo, tutto progetto Blackswift è stato annullato, causa, mancanza di fondi.

Progetto Avatar, soldati robot. Nel 2013 con un budget di 7 milioni di dollari partirà il progetto Avatar della DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) che consisterà nel creare dei surrogati robotici dei soldati. Non è ancora chiaro di come i soldati interagiranno con i loro surrogati robotici, per esempio con tute piene di sensori abbinati a caschi di realtà virtuale, con interfaccia neurale o con dei semplici joystick. Sarà comunque fondamentale l’infrastruttura di rete wireless che dovrà ospitare le connessioni a questi “robot” sia per una questione di velocità e di distanza, ma soprattutto per il fattore sicurezza.

Cheetah, robot ghepardo. Cheetah nasce da un'idea di Sangbae Kim, ricercatore del Massachusetts Institute of Technology (MIT) che nel 2009 propose la costruzione di un prototipo di robot-ghepardo, in grado di spostarsi ad oltre 100 km/h e dotato dello scatto e dell'agilità tipici di un felino in corsa. A distanza di quasi tre anni, ecco il primo prototipo del robot. Nonostante non sia ancora in grado di fornire le prestazioni previste sulla carta, Cheetah è già il robot su zampe più veloce in assoluto, riuscendo a raggiungere agevolmente i 30 km/h. Tutti i movimenti di Cheetah sono ispirati ad un vero ghepardo in corsa, prendendo spunto anche da animali come cani e cavalli. Il robot non basa il suo movimento esclusivamente sulle zampe, ma fa affidamento su tutta la sua struttura muscolo-scheletrica per bilanciarsi e mantenere la velocità di corsa. Robot Fastrunner. Il robot finanziato dalla DARPA partorito dall'inventiva dei ricercatori del Massachusetts Institute of Technology. Nel primo anno dei quattro previsti per il completamento del progetto, gli ingeneri hanno mostrato i risultati della loro ricerca, lasciando sbalorditi tutti gli appassionati di robotica. FastRunner sarà un robot bipede in grado di muoversi 10 volte più velocemente degli attuali modelli umanoidi e quadrupedi in circolazione, e sarà dotato di un'agilità mai vista prima d'ora. Imitare lo struzzo è forse una delle strade migliori per ottimizzare il movimento su due arti: è l'uccello corridore più veloce del mondo, e riesce a raggiungere i 70 km/h grazie alle sue zampe lunghe e robuste.

Occhiali olografici per l’esercito. Sono degli speciali occhiali olografici, che ricordano molto quelli utilizzati negli ultimi videogiochi di guerra, o nei migliori film d’azione. Occhiali capaci di portare un sistema di “realtà aumentata” a disposizione dei soldati sul campo di battaglia, fornendo in tempo reale tantissime informazioni utili su quello che sta accadendo attorno a loro, con riferimenti diretti rispetto a quello che i militari stanno guardando. 

Oltre a fornire questi dati in diretta, possono interfacciarsi con droni di supporto per ottenere una visuale differente della battaglia direttamente nelle lenti, aumentando notevolmente il vantaggio ottenibile nell’utilizzo di questo tipo di robot da guerra. Uno speciale sistema di identificazione fornirà inoltre dettagli istantanei sui veicoli in avvicinamento, siglandoli come amici o nemici, anche nel caso si tratti di caccia aerei a 6.400 metri di altezza e 50 km di distanza.

DARPA DiscRotor: aereo o elicottero? Il progetto è di DARPA, il dipartimento dei progetti avanzati della difesa americana, che sta sviluppando con il costruttore Boeing il primo elicottero con rotore retrattile al mondo. Il nome in codice è DiscRotor ed è un concept per la ricerca, il salvataggio e anche il combattimento, che è allo studio da diversi anni. Come dimostra un video online, l’obiettivo è creare il primo elicottero che a basse velocità si possa muovere agilmente, decollando e atterrando in verticale, ma alle alte velocità possa invece muoversi come un normale jet. Il merito è delle speciali pale del rotore, che sono retrattili e telescopiche: il primo modello di queste pale sarà provato nella galleria del vento il prossimo anno.

Volano le falene cyborg. Il progetto s'inquadra in un programma della Defense Advanced Research Projects Agency (Darpa, il centro studi avanzati del Pentagono) che da anni sta cercando di sviluppare degli insetti robot (non solo insetti, hanno provato anche con un pipistrello, che è un mammifero). Precedenti tentativi basati su un impianto di elettrodi per stimolare il cervello o i muscoli delle ali degli insetti si sono rivelati fallimentari perché tali innesti erano incompatibili con i tessuti dell'animale. La nuova sonda è invece rivestita con materiali compatibili con il tessuto nervoso della falena e, pesando appena mezzo grammo, è facile da trasportare per l'insetto. Le falene in questione «sono belle robuste», ha detto Voldman, «hanno un'apertura alare larga quanto una mano». Il progetto ha attirato l'attenzione dei militari perché le falene-robot potrebbero trasformarsi, equipaggiate con apparecchiature di sorveglianza, in insospettabili spie per registrare l'attività dei nemici.

I robot liquidi e mutaforma della DARPA. Darpa Ha recentemente stanziato altri fondi per un progetto, chiamato"Programmable Matter" (Materia Programmabile) che prevede proprio la realizzazione di un robot realizzato attraverso uno nuovo stato della materia, in grado di modificarsi nella forma e nel funzionamento, auto-plasmandosi a piacimento. Diverse università, incluse la Harvard, la Cornell e MIT, sono al lavoro su differenti approcci per risolvere questo problema, e creare della materia programmabile. Si tratta essenzialmente di realizzare micro-macchine programmabili in grado di assemblarsi in diverse forme e modificare il loro funzionamento in base alle differenti strutture che assumono. "La distinzione tra materiali e macchine sta diventando fumosa. I materiali agirebbero come computer e sistemi di comunicazione, ed i sistemi di comunicazione ed i computer agirebbero come materiali", spiega il manager del programma Mitchell R. Zakin. Non si parla di un progetto appena iniziato e che non si sa se sarà realizzabile: il programma Programmable Matter è già nella sua seconda fase da oltre cinque mesi, e vi rimarrà per altri 10. La prima fase è stata la creazione di cinque differenti team di ricerca, due provenienti dalla Harvard, due appartenenti all'MIT ed uno della Cornell University, tutti composti da informatici, ingegneri robotici, biologi, ingegneri chimici, meccanici, fisici ed artisti. Alla fine della fase due, i gruppi di ricerca dovranno essere in grado di comporre quattro o cinque diversi solidi tridimensionali partendo da micro-particelle. Occorrerà inoltre dimostrare che, dopo l'assemblaggio, ogni singolo elemento possa aderire agli altri con la stessa forza di una plastica industriale. Questi sono solo alcuni progetti sviluppati dal DARPA, ma oltre a questi ve ne sono anche altri alquanto "mirati" che possono intervenire per modificare il controllo mentale. Va ricordato ad esempio che attraverso uno speciale elmetto ed una tecnologia chiamata "ultrasuono pulsante transcranico" la DARPA può rilevare i livelli di stress che un soldato prova durante un combattimento e inviare impulsi per aumentare la sua resistenza e ridurre la sua percezione del dolore in caso di ferita. Si tratta di una sorta di alterazione della mente, ottenuta attraverso una stimolazione diretta del cervello mediante impianti: allo stato, l'Ultrasuono pulsante transcranico viene sperimentato alla Arizona State University dal Dr.William Tyler. La Smart Dust o polvere intelligente. Il Pentagono la definisce "La tecnologia strategica dei prossimi anni". Il pulviscolo intelligente è fatto di miriadi di computer microscopici. Ognuno misura meno di un millimetro cubo ma incorpora sensori elettronici, capacità di comunicare via onde radio, software e batterie. Invisibile e imprendibile, la polvere di intelligenze artificiali si mimetizza nell'ambiente e capta calore, suoni, movimenti. Può essere diffusa su territori immensi e sorvegliarli con una precisione finora sconosciuta. Sa spiare soldati standogli incollata a loro insaputa, segnala armi chimiche e nucleari, intercetta comunicazioni, trasmette le sue informazioni ai satelliti. Dietro la polvere intelligente c'è uno dei più potenti motori del progresso tecnologico americano, la Defense Aduanced Research Projects Agency (Darpa) che è stata all'origine di innovazioni fondamentali, compreso Internet. Come si vede dunque, esiste una varietà molto ampia e complessa nel campo di queste tecnologie. La realtà finale purtroppo, anche se viene inizialmente paventata per tecnologie ad uso civile o comunque per il miglioramento di alcuni aspetti della vita, è ampiamente impiegata in ambito militare e bellico. Ora, in base a quanto si conosce su questo genere di cose, qualche dubbio forse ce lo possiamo porre...il "know how" iniziale è solo frutto dell'intelligenza umana oppure cè stato qualche input "esterno"? Questi organismi (come DARPA e HAARP), bene o male sono sempre andati di pari passo con le forze di potere globale...come gli Illuminati; e con questo si intuiscono pure le eventuali corrispondenze con progetti anche segreti come Monarch, Moonstruck, Orion, MK-Delta, Phoenix, Trident, RF Media, Tower, Clean Sweep. In definitiva, possiamo ammettere che siamo tutti controllati e alla minima necessità o evenienza, possiamo essere annientati !!

GLI ATTACCHI ACUSTICI.

Attacchi acustici: il sospetto di una nuova arma contro i diplomatici Usa. Malesseri e problemi di udito avvertiti da almeno due impiegati a Guangzhu, in Cina, ma anche a Cuba, due anni fa. Il governo americano indaga, scrive Marta Buonadonna l'8 giugno 2018 su "Panorama". Chissà se Kim Jong-un smantellerà davvero il suo arsenale nucleare dopo l'incontro con il presidente americano Trump. Nel frattempo nuove armi, più subdole e meno facili da stanare potrebbero essere all'opera contro la diplomazia americana all'estero. Il caso più recente ha riguardato un paio di impiegati del consolato americano a Guangzhou, in Cina, che avevano lamentato malesseri con sintomi simili a quelli di chi ha subìto un trauma cranico, uniti a una sensazione di pressione e alla percezione di strani rumori.

Da Cuba alla Cina. Anche i familiari dei due impiegati sarebbero stati sottoposti a degli esami medici. Secondo quanto riporta il New York Times, non si sa di preciso quante siano le persone che manifestano sintomi, ma una portavoce del Dipartimento di Stato ha detto mercoledì sera che "un numero di individui" è stato inviato negli Stati Uniti per ulteriori test. Non è la prima volta che diplomatici americani soffrono di un simile malessere. Era già accaduto a Cuba due anni fa, quando un certo numero di impiegati dell'ambasciata Usa all'Avana avevano subìto una perdita dell'udito. Dopo mesi di indagini, funzionari americani ipotizzarono che i diplomatici fossero stati esposti a un dispositivo avanzato che operava al di fuori della gamma del suono udibile, posizionato all'interno o all'esterno delle loro case. All'epoca vennero formulate varie ipotesi: che si trattasse di un attacco diretto contro gli Stati Uniti, pochi mesi dopo la riapertura dei rapporti voluta dal presidente Obama nel 2015, ma anche che potesse invece essere un attacco da parte di un paese terzo, scontento proprio di questo ricucito rapporto tra i due ex nemici. Nello stesso periodo anche un diplomatico canadese a Cuba fu curato per gli stessi sintomi, e in particolare una consistente perdita dell'udito. In tutti i casi fu specificato che non c'erano ragioni per temere che qualcosa di simile potesse succedere a normali cittadini americani o canadesi in visita nel paese. Il che sta a significare che entrambi i governi sospettavano che si trattasse appunto di attacchi mirati ai propri diplomatici, eseguiti con misteriose armi soniche. La risposta del governo Usa, che fu costretto a richiamare a casa i suoi diplomatici colpiti, fu di espellere due diplomatici cubani dall'ambasciata di Cuba a Washington. Il Ministero degli Esteri cubano rispose piccato che la decisione era "ingiustificata e priva di basi". E che "Cuba è universalmente considerata una destinazione sicura per turisti e diplomatici stranieri, compresi i cittadini americani".

Cosa dice la scienza. Ma davvero un suono che l'orecchio non percepisce è comunque in grado di danneggiarlo? La ricerca scientifica sull'argomento è a dir poco scarna, ma esiste uno studio del 2014 condotto all'Università di Monaco, in Germania, secondo il quale ascoltare anche solo 90 secondi di suono a bassa frequenza può cambiare il modo in cui l'orecchio interno funziona per diversi minuti dopo la fine del rumore. Gli esseri umani possono generalmente percepire suoni a frequenze tra 20 e 20.000 hertz (Hz), e la gamma si restringe man mano che si invecchia. E' noto che l'esposizione prolungata a rumori forti all'interno della gamma udibile può causare col tempo una perdita dell'udito. Più difficile era stabilire l'effetto dei suoni con frequenze inferiori a circa 250 Hz: questi suoni a bassa frequenza tendono ad essere non udibili o appena udibili, e le persone non sempre si rendono conto di esservi esposti. Sul fatto che questa esposizione possa causare danni, lo studio però non dava risposte conclusive.

Allerta del governo. Dopo l'episodio cinese la reazione del governo Usa è stata quella di diramare un'allerta rivolta ai propri cittadini che si trovano a Guangzhou. Vi si spiega brevemente che un impiegato del governo Usa in Cina ha riportato "sensazioni lievi e vaghe, ma anormali, di suono e pressione" delle quali ancora non si conosce la causa. Né si è a conoscenza di altri eventi simili in altre parti della Cina, sia all'interno della comunità diplomatica sia al di fuori di essa. Le persone che hanno avuto sintomi o problemi medici durante o dopo una permanenza in Cina sono invitate a rivolgersi a un medico. Inoltre l'allerta invita coloro che dovessero "sperimentare qualsiasi insolito acuto fenomeno sensoriale o acustico accompagnato da suoni insoliti o da rumori penetranti" a "non tentare di localizzare la loro fonte". Il consiglio è invece di "spostarsi in una posizione in cui i suoni non sono presenti".

Giochi da spie. Un ricercatore dell'Università del Michigan, Kevin Fu, qualche mese fa ha sostenuto di aver trovato la soluzione al mistero delle armi soniche cubane (gli episodi cinesi non erano ancora avvenuti). Non si tratterebbe affatto di armi usate per nuocere alla salute dei diplomatici, ma più probabilmente di strumenti utilizzati per spiarli. La presenza di due fonti di ultrasuoni - come i dispositivi di ascolto - posizionate troppo vicine potrebbe generare interferenze e provocare i suoni intensi e fastidiosi descritti dalle vittime. A quanto pare questa spiegazione non ha soddisfatto il governo Usa che ad oggi sostiene di non conoscere la causa dei malesseri e dichiara che le indagini per stabilirla sono tuttora in corso.

Cina, attacchi sonori contro Usa. E Pompeo crea una task force, scrive il 9 giugno 2018 Davide Bartoccini su Gli occhi della guerra su Il Giornale. La crisi dei presunti “attacchi sonori” lanciati nei confronti dei diplomatici americani e delle loro famiglie si infittisce. Altri funzionari sono stati evacuati dalla Cina per ordine del Dipartimento di Stato americano, preoccupato dall’eventualità che i sintomi di malessere che si sono manifestati siano collegati ad una nuova ondata di attacchi sonori lanciati da una potenza rivale. Il segretario di stato Mike Pompeo ha annunciato la creazione di una task force per indagare sugli inspiegabili incidenti che hanno colpito il personale governativo americano di stanza all’estero. La crisi dei cosiddetti “sonic attack” – che sono iniziati a Cuba lo scorso anno e sono recentemente apparsi in Cina – s’infittisce dopo l’evacuazione di personale statunitense dal consolato di Guangzhou, e l’invio di un team di specialisti per effettuare “ulteriori analisi e una valutazione completa dei sintomi riportati” annunciato da Mike Pompeo. Lo scorso mese un funzionario di stanza a Guangzhou aveva riportato un lieve trauma cranico dopo aver segnalato frequenti “sensazioni anormali di suono e pressione”, rilevate tra la fine del 2017 e 2018. Il Dipartimento di Stato americano ha quindi immediatamente inviato una squadra a Guangzhou, per esaminare altri membri dello staff del consolato e indagare sui possibili legami tra i loro sintomi e quelli riportati dai diplomatici statunitensi a Cuba lo scorso anno. Secondo gli inquirenti quello di Guangzhou potrebbe rivelarsi un incidente “analogo” a quello dell’Avana, che già in quel caso spinse Washington a rimpatriare 24 diplomatici dal paese, ed espellere alcuni diplomatici cubani dagli Stati Uniti. Questa seconda evacuazione, secondo quanto riportato dalle righe del New York Times, minaccia l’ipotesi che quello che veniva descritto come un caso isolato potrebbe tramutarsi in un’ampia crisi diplomatica con risvolti estremamente negativi (oltre che inquietanti) per i rapporti già poco distesi tra Cina e Stati Uniti. Il ministero degli esteri cinese contestualmente ha dichiarato di “non essere stato informato dagli Stati Uniti su questi nuovi casi”, affermando che collaborerà alla indagini se verrà adottato un atteggiamento responsabile “se e quando gli Stati Uniti decideranno di comunicare con la Cina a riguardo”. Per parte loro, le autorità cinesi hanno comunicato di aver indagato sull’accaduto e di non avare rilevato nessuna attività sospetta. “Non abbiamo trovato la causa o gli indizi che avrebbero portato alla situazione menzionata dagli Stati Uniti”, ha riportato alla stampa il portavoce del ministero degli esteri cinese Hua Chunying. Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, aveva già descritto in precedenza l’incidente – segnalato alla fine di maggio – come un “caso individuale”; avvenimento che si sperava non sarebbe stato “ingrandito, complicato o persino politicizzato” data l’isteria già manifestatasi per il caso degli “attacchi sonori” di Cuba. La vittima “isolata” sarebbe un ufficiale dell’ingegneria della sicurezza del consolato di Guangzhou, Mark Lenzi, che, sempre secondo il New York Times, compare nella lista del personale evacuato mercoledì. L’ingegnere ha subito un trauma cerebrale e ha raccontato di aver percepito suoni simili a “biglie che rimbalzano e colpiscono un pavimento” protratti per diversi mesi. In seguito all’udire di questi suoni sono pervenuti lancinanti mal di testa e insonnia, manifestati anche dai suoi familiari. La preoccupazione tra i funzionari americani di essere diventati bersaglio di attacchi sonori mirati è aumentata trovando riscontro nel dipartimento di Stato che non è affatto convinto che quello di Lenzi rimarrà un caso isolato. Nel frattempo sui circa 170 diplomatici e impiegati americani di stanza presso il consolato di Guangzhou, sono iniziati i test diagnostici per verificare la presenza di sintomi o danni analoghi a quelli denunciati da Lenzi. Oltre alla Cina, il New York Times ha riportato anche sospetti rivolti anche alla Russia come possibile mandante di questi teorici attacchi sonori, di cui non esistono ancora prove tangibili né dell’esistenza, né idee sugli ipotetici dispositivi impiegati. Una delle ipotesi più accreditate ad ora, è che si tratti solamente di un caso di isteria di massa.

Diplomatici Usa a Cuba vittime di "attacchi acustici". Gli episodi sarebbero avvenuti nel 2016. Due hanno avuto seri problemi di salute, uno ha perso l'uso dell'udito. L'Avana nega ogni responsabilità, ma intanto gli Stati Uniti hanno espulso "per rappresaglia" due funzionari cubani a Washington, scrive il 10 agosto 2017 “La Repubblica” ed “Il Corriere della Sera”. I diplomatici e dipendenti del Dipartimento di Stato americano in servizio all'ambasciata Usa a L'Avana sarebbero stati vittime di un 'attacco acustico' condotto attraverso alcune apparecchiature elettroniche che hanno provocato seri problemi di salute ad almeno due delle vittime, costrette a tornare in patria per curarsi. Lo riferiscono fonti dell'amministrazione Usa, che spiegano così i misteriosi incidenti che nel maggio scorso hanno portato per rappresaglia all'espulsione di due diplomatici cubani a Washington. Uno dei dipendenti americani colpiti avrebbe subito una perdita permanente di udito. Gli episodi di attacco acustico sarebbero più di uno, tutti nel corso del 2016. Le autorità cubane negano ogni responsabilità e assicurano di non sapere nulla dell'episodio sul quale però sta ora indagano l'Fbi. Dalla ripresa dei rapporti diplomatici tra Usa e Cuba nel 2015 non si erano più verificati fatti del genere.

Espulsi dagli Usa due diplomatici cubani dopo misteriosi incidenti, scrive il 09/08/2017 “La Stampa”. Il Dipartimento di Stato americano ha espulso due diplomatici dall’ambasciata cubana a Washington a seguito di una inspiegata serie di incidenti a Cuba che hanno lasciato dei funzionari americani con dei «sintomi fisici non meglio identificati. Un ufficiale del Dipartimento di Stato ha detto che ai due cubani è stato chiesto di andarsene a maggio, dopo che alcuni americani a Cuba «avevano riportato incidenti che hanno causato una varietà di sintomi fisici». L’ufficiale non ha potuto specificare di quali sintomi si trattasse, nè fornire dettagli riguardo gli incidenti. La fonte non era autorizzata a parlare pubblicamente e avrebbe riferito di questi fatti all’emittente Abc News sotto condizione di anonimato. L’ufficiale ha detto che il dipartimento non aveva una spiegazione chiara degli incidenti, ma aveva ricordato a Cuba il suo obbligo internazionale di proteggere i diplomatici stranieri. Secondo la fonte, il governo cubano avrebbe assicurato agli Usa di stare investigando.  

Ambasciata cubana negli Stati Uniti: espulsi due diplomatici, scrive il 10 agosto 2017 "ZZ7". Lo scorso maggio, negli Stati Uniti, sono stati espulsi due diplomatici dall’ambasciata cubana perché, secondo quanto ha riferito il Dipartimento di Stato americano, a Cuba si sarebbero verificati strani episodi che hanno lasciato alcuni funzionari statunitensi con strani sintomi fisici. Il Dipartimento americano è stato alquanto laconico al riguardo, parlando solo di ‘sintomi fisici non meglio identificati’. Un funzionario del Dipartimento ha detto che due cubani erano stati allontanati dall’ambasciata, a Washington, dopo che vari americani a Cuba ‘avevano riportato incidenti che hanno causato una varietà di sintomi fisici’. Non è stata indicata, però, la tipologia dei sintomi e degli incidenti, quindi sulla vicenda vige la stretta riservatezza. A rivelare tutto ciò alla Abc è stata una fonte che ha voluto mantenere l’anonimato. Sembra che Cuba abbia tranquillizzato gli States, iniziando ad indagare sulla vicenda. Una vicenda misteriosa. Quali sono i sintomi fisici accusati dagli americani a Cuba che hanno costretto Washington ad allontanare due diplomatici cubani? E’ mistero sulla vicenda, visto che il Dipartimento Usa non ha rivelato nulla riguardo ai sintomi, al numero di americani colpiti, alla causa dei malori e se oltre agli americani fossero stati colpiti altri da tali sintomi. L’unica cosa certa è che la coppia di diplomatici cubani ha lasciato l’ambasciata di Washington lo scorso 23 maggio 2017. Il primo incidente, secondo il Dipartimento Usa, si sarebbe verificato alla fine dell’anno scorso. L’episodio avrebbe costretto gli americani a lasciare Cuba. Gli Stati Uniti, allora, avevano agito contro i cubani a Washington.

Diplomatici americani a Cuba stuzzicati frequentemente. Il Dipartimento di Stato Usa non sa molto di tali incidenti, di cui ha parlato per la prima volta l’emittente CBS Radio News, ma sta cercando di scoprirne la causa e gli effetti. Non è raro che i diplomatici Usa a Cuba vengano angariati. Eppure, grazie all’amministrazione Obama, i rapporti tra l’isola e gli Usa sono migliorati; insomma è iniziato il ‘disgelo’ tanto atteso. Cuba e Usa restano nazioni troppo diverse, con tradizioni e ideali differenti. Ci vorranno anni per intendersi. Il presidente Obama, nel 2016, era stato il primo presidente degli Stati Uniti a visitare Cuba negli ultimi 80 anni. Un evento importante nell’ottica della riconciliazione tra i due Paesi. Adesso, con l’avvento di Donald Trump alla Casa Bianca, le cose si complicano. Il neo presidente Usa ha accusato Cuba di non aver armonizzato il suo sistema politico alla nuova ‘apertura’ americana e per questo, a giugno, ha deciso di punire il Governo cubano. Trump, ad esempio, ha vietato agli americani di visitare Cuba, a meno che non facciano parte di tour organizzati.

Un dottorando ventenne dimostra che smartphone, droni e automobili possono essere hackerati a colpi di musica. L’industria trema: i ricercatori dell’Università del Michigan hanno dimostrato che si possono confondere i sensori di accelerazione degli smart device con le onde sonore, scrive Arturo Di Corinto il 17 marzo 2017 su cybersecurity.startupitalia.eu. Si può hackerare un drone, uno smartphone o persino un’automobile usando le onde sonore. Sintonizzate su particolari frequenze possono confondere i sensori di accelerazione di smart device e oggetti collegati all’Internet delle cose rendendo di fatto possibile hackerare computer, tablet, smartphone, orologi da polso e ogni dispositivo a guida autonoma, perfino i droni.

Come funzionano gli attacchi acustici. Che l’attacco sonoro funzioni l’hanno dimostrato i ricercatori dell’Università del Michigan, con l’hackeraggio di un Samsung Galaxy S5 e di un fitness tracker Fitbitinviando dei segnali acustici che hanno mandato in tilt i sensori di questi due dispositivi. Ma non eravamo corsi ai ripari? Dopo lo shock causato dallo spegnimento dei servizi offerti da Dyn provocato dalla botnet Mirai è cambiata la percezione dell’Internet delle cose anche presso l’opinione pubblica che si è informata dell’accaduto, ma la politica non si è ancora veramente confrontata col tema. Nella comunità tecnica per prevenire questo tipo di problemi si è fatto ricorso a diverse misure di sicurezza: cambiare fornitore, dotarsi di DNS multipli e ridondanti, usare connessione da 1Tbps e protezioni anti DDoS ibride basate sul machine learning. Ma i findings di Timothy Trippel, Ofir Weisse, Wenyuan Xu, Peter Honeyman e Kevin Fu ci dicono che non siamo ancora al sicuro.

Che fare per prevenire gli attacchi agli smart device? Che cosa si può fare? In un mercato dove gli acquirenti cercano di fare affari senza valutare i rischi di dispositivi a basso costo che non sono stati progettati a partire dalla sicurezza il problema sembra irrisolvibile: le aziende comprano dispositivi economici che per essere economici utilizzano componenti di scarsa qualità. Non solo, spesso integrano prodotti da terze parti che non ne garantiscono l’affidabilità e che forse hanno delle vulnerabilità built in.

Che fare? Richiedere ai produttori di ottenere una certificazione per la vendita, utilizzare un framework basato su policy e standard che garantiscano le soluzioni? Sicuramente i produttori dovrebbero attivare una filiera di produzione e manutenzione dove aggiornamenti, patch e correzioni siano parte integrante del servizio offerto con la vendita degli smart devices e di componenti intelligenti che persone senza scrupoli usano per gli attacchi IoT. Ma anche l’educazione degli acquirenti finali è importante. Seguire le linee guida offerta dalla OnLine Trust Aliance è un modo. E tuttavia la certificazione di qualità potrebbe diventare una best practice anche se difficile da imporre per i costi che comporta: potrebbe infatti frenare l’innovazione trasformandosi in una barriera di ingresso per le startup. Ma non si può più tergiversare: il problema non è se i nostri gadget verranno attaccati, ma quando.

GLI ATTACCHI DDOS.

Non servono i superpoteri per prevenire gli attacchi a router, telecamere e smart cars. La sicurezza degli oggetti connessi è una questione culturale. Molti dispositivi sono prodotti in serie con password preimpostate e misure di sicurezza scarse o assenti, scrive il 24 ottobre 2016 Massimiliano Dibitonto, Ricercatore, Link Campus University, Roma, su cybersecurity.startupitalia.eu. Quando si dice le coincidenze! L’altra sera ero seduto con due amici (un designer, uno sviluppatore e un maker, io) in un makerspace di Roma a parlare di lavoro, di futuro e di nuove idee. In particolare si parlava di come progettare prodotti connessi, cioè oggetti capaci di elaborare informazioni e di connettersi a internet (in una scala che va dal termostato di casa alle automobili del car-sharing), e delle implicazioni a livello di esperienza d’uso, interazione, usabilità e sicurezza.

Comincia l’attacco alla rete. Dai nostri smartphone ci siamo accorti che alcuni siti e servizi web si stavano comportando in modo “strano”, qualcosa rallentava, qualcosa non caricava.  Un po’ come quando va via la luce nel palazzo e ci si affaccia sul pianerottolo o si bussa al vicino per chiedere se c’è corrente. Così, sui social network, abbiamo iniziato a trovare informazioni su un attacco DDoS in corso. Cosa voleva dire? La disponibilità di servizi e informazioni digitali, pur essendo elementi intangibili e potenzialmente effimeri, è diventata qualcosa a cui siamo abituati, che diamo per scontato come l’elettricità nelle nostre lampadine. Ma, a differenza delle lampadine, alla maggior parte degli utenti è ignoto cosa faccia funzionare quell’insieme di servizi su cui probabilmente spendono gran parte del loro tempo.

Che cos’è un attacco DDoS. Un attacco DDOS, cioè un Distributed Denial of Service, è un attacco concettualmente molto semplice ma efficace. Tanti dispositivi iniziano a “contattare” un sistema online, creando una quantità di traffico tale da impedire al sistema colpito di rispondere ad ulteriori richieste, rendendo il servizio non disponibile. L’attacco è difficile da bloccare perché significherebbe distinguere tra il traffico reale (legittimo) e quello malevolo.

Per sferrare un attacco DDoS è quindi necessario avere a disposizione una botnet, ossia una rete di macchine infette (bot) che, a insaputa dell’utente, iniziano a eseguire i comandi inviati da qualcun altro sulla rete. Più la botnet è nutrita e distribuita più l’attacco sarà efficace. Una delle particolarità di quest’attacco è stata quella di aver utilizzato una IoT botnet ossia una rete fatta non di computer “tradizionali” ma di oggetti connessi, in particolare router, sistemi di videosorveglianza, IP camera e DVR. Anche se nel linguaggio comune il “computer” resta quello con tastiera, mouse monitor, il nostro mondo e le nostre vite si stanno riempendo di oggetti dotati di microprocessori e, soprattutto, connettività. Si tratta quindi di computer a tutti gli effetti incorporati e nascosti dentro automobili, elettrodomestici, giocattoli, semafori, dispositivi di sicurezza e una serie infinita di altri oggetti e, come tutti gli altri computer possono essere vulnerabili, o forse lo sono di più. Qualche giorno fa Cybersecurity aveva pubblicato un interessante articolo di Arturo Di Corinto sulla checklist dell’OTA su come rendere sicuri i propri dispositivi connessi.

I rischi connessi all’uso di smart device. Altri casi famosi sono serviti ad allertare sul potenziale pericolo e la sostanziale incoscienza intorno alla sicurezza dell’IoT: l’hacking della Jeep che è costato a Chrysler il richiamo di 1,4 milioni di veicoli (immaginate che la vostra auto all’improvviso sia “telecomandata” da qualcuno), e i noti problemi di sicurezza delle ip cam e relative implicazioni per la privacy (cercate su Youtube “ip cam trolling” per una lista di scherzi fatti con ip cam hackerate). Molti dispositivi sono prodotti in serie con password preimpostate e misure di sicurezza scarse o assenti, con conseguenze facilmente immaginabili. Il problema, tuttavia, è soprattutto di tipo culturale: la mancata percezione del pericolo e le scarse competenze sul funzionamento di alcuni sistemi fa sì che gli utenti non si preoccupino di proteggere i propri dispositivi.

La sicurezza è anzitutto un problema culturale. Il problema culturale riguarda anche la progettazione dell’esperienza utente (UX) e delle interfacce che consentono di interagire con il dispositivo. Per molti, infatti, l’esperienza di configurare un router ma anche un semplice termostato può essere disastrosa e generatrice di ansia. La difficoltà di progettare un’interfaccia di questo tipo è riuscire a ridurre la complessità di un modello tecnologico utilizzando un linguaggio e delle metafore “amichevoli” per l’utente. Semplificare e chiarificare, garantendo il feedback e controllo completo su tutti i parametri “vitali”, senza nascondere opzioni e senza ricadere in una salomonica imposizione di impostazioni di default. La soluzione, come sempre, è nel mezzo. Tornando all’esempio della corrente elettrica, come abbiamo imparato a distinguere una lampadina fulminata da un blackout, così dovremo imparare a riconoscere un oggetto connesso poco sicuro. Allo stesso tempo, se per cambiare una lampadina bastano una scala e un po’ di attenzione così, per configurare e rendere sicuro un oggetto connesso, non dovrà essere necessario avere super poteri tecnologici.

EMILIANO BABILONIA ED IL PROGETTO MK-ULTRA.

Le anomalie, scrive Danilo Arona il 11/09/2016 su "Carmilla". Questa nostra rubrica, esistente e attiva grazie a uno straordinario amico affine e persino astrologicamente contiguo (Valerio), tende negli anni ad assomigliare sempre più a una contemporanea versione de Il libro dei dannati di Charles Fort. Ovvero, si sta trasformando in un archivio di anomalie. Queste non è che me le invento. Le anomalie provengono dalla cronaca, dai giornali, dalla rete e, soprattutto per l’ultima, vanno certo scremate e filtrate. Perché spesso sono parti di buontemponi. Molti fake sono così geniali che alimentano un interessante e virale effetto eco. Sul fenomeno, ad esempio, degli Strani Suoni dal Cielo, in una certa parte autentico, si sono buttati in tanti per alimentare, divertendosi, una suggestiva paura apocalittica sulla quale ho già scritto qui, e che ha per quel brandello di verità che contiene delle ottime e fisiche spiegazioni. Va da sé che io amo raccogliere notizie e accostarle analogicamente. Ciò facendo, non fornisco giudizi ma tutt’al più mi limito a seminare qualche dubbio. Perché il dubbio è salutare. Soprattutto in un (lungo) momento storico in cui l’omologazione dei pensieri sembra essere lo scopo dichiarato dei grandi manipolatori delle coscienze. Oggi riporto due stralci. Uno proviene dalla rete e lo trovo affascinante. Da qui all’oggettività ovvio ce ne passa, però vige la solfa di cui sopra, quella del dubbio. Un ricercatore piuttosto noto in certi ambienti “di confine”, Emiliano Babilonia, sostiene che in Italia e altrove le persone vengono irradiate da una tecnologia narcotizzante in grado di ipnotizzare le masse con le radio frequenze della rete elettrica nazionale. «Queste frequenze – riporta testualmente l’uomo – a loro volta manipolano le frequenze del cervello con un effetto simile a un elettroshock continuo, interagendo con il sistema nervoso centrale e trasformandoci in zombi radio pilotati Animoidi. Così, quando usciamo dallo stato catatonico, sentiamo “le voci” e perdiamo subito la credibilità e siamo subito definiti degli schizofrenici e malati di mente, invece siamo solo cavie umane coscienti con lavaggi del cervello continui.» La portata del fenomeno nella popolazione generale sarebbe tale dal portare alla costituzione in diversi paesi di associazioni di persone che «sentono le voci». La Rete ha raccolto decine di storie analoghe anonimamente raccontate sui blog.  Il massimo esperto mondiale in questo campo, Ralph Hoffman, dell’università di Yale, sta studiando, con la risonanza magnetica funzionale, le diverse aree cerebrali attivate nel momento in cui si sentono le voci: in assenza di un disturbo psicotico, sono le stesse che si “attivano” nel dormiveglia. Quelle che emettono le onde alfa registrabili dall’elettroencefalogramma. Le stesse eccitate quando si entra in meditazione. In Italia pare che soffrano più o meno ufficialmente di allucinazioni uditive oltre due milioni di persone. Ma si stima che possano essere anche il doppio, proprio perché si tende a non parlarne. Stesso discorso a livello planetario: oltre 140 milioni, altrettanti di cui non si sa. E come dar loro torto: in passato molti hanno finito la loro vita in un manicomio per questo. È sempre accaduto dalla notte dei tempi, se non si veniva considerati Cassandre o soggetti in linea diretta con le divinità. Altri semplicemente tollerati perché geniali: pittori quali Vincent Van Gogh e Ligabue ne sono esempio. Voci o rumori che non provengono dall’esterno, ma dal proprio interno. Emiliano Babilonia dopo numerosi test che potete trovare sul web – con numerose testimonianze e dirette radio web (Emiliano Babilonia spreaker) – sostiene che siamo tutti “aure sintetiche animonidi radio pilotate”, definizione francamente non di rapida assimilazione. «Tra le allucinazioni, quelle uditive a contenuto verbale (le voci) si verificano nel 70% delle persone con diagnosi di schizofrenia», dice Mario Maj, neuropsichiatra dell’università di Napoli e presidente della Società europea di psichiatria. Ciò però non significa che siano collegabili a un disturbo mentale. Dice Giuseppe Tissi, responsabile del Centro psico-sociale dell’ospedale Sacco di Milano: «Gli studi di Marius Romme, università di Maastricht, su 15 mila persone – spiega – hanno evidenziato che una percentuale compresa tra il 2 e il 4% della popolazione è coinvolta. E in due terzi di questi non esiste alcuna patologia psichiatrica». Spiega Maj: «Tradizionalmente, si è sempre ritenuto che la comparsa di allucinazioni uditive verbali avvenisse esclusivamente nell’ambito di patologie mentali, malattie del cervello (come l’epilessia e i tumori cerebrali) o stati di intossicazione. Al di fuori di queste situazioni, veniva finora considerato “normale” sentire le voci nelle fasi di addormentamento o di risveglio (fino al 25% della popolazione generale) o dopo la morte di una persona cara (sentire la voce del defunto). In questi ultimi anni, invece, diversi studi hanno documentato che allucinazioni uditive a contenuto verbale possono manifestarsi, nello stato di veglia e al di fuori del contesto del lutto, anche in persone che non hanno altri sintomi di patologia mentale, che hanno un funzionamento sociale e lavorativo del tutto normale e che non provano alcun disagio in rapporto al sintomo (8-15% della popolazione). Per loro voci che consigliano, guidano, incoraggiano o criticano. A volte si attribuisce alle medesime un significato “spirituale””. Attenzione però. La causa potrebbe anche essere di origine traumatica: una violenza sessuale, un’aggressione, una catastrofe naturale. È molto importante, e quasi mai semplice, individuare questo trauma sepolto nella memoria della persona. In apparenza inaccessibile. Sottolinea Maj: «Una storia relegata nell’oblio può associarsi a un rischio doppio di avere allucinazioni uditive verbali e circa sei volte maggiore di sentire voci che commentano o comandano». Pensieri e ricordi interpretati come di origine esterna. In apparenza oblio, nella realtà una “memorizzazione” attraverso canali cerebrali diversi. Ma di che tipo sono le voci sentite quando realmente c’è una patologia mentale? Frequentemente “dialogano tra loro” o “si riferiscono al soggetto in terza persona”, hanno spesso una valenza emozionale negativa. Tipico dei pazienti psicotici, l’interpretazione delle voci in chiave delirante: dovute, per esempio, ad apparecchi impiantati nel loro cervello. Negli stessi giorni in cui mettevo gli occhi sulle “voci” di Babilonia, a Napoli accadeva un fatto drammatico. Banale in sé, una spacconata all’apparenza. Un ragazzo di 23 anni si arrampicava sull’obelisco di Piazza San Domenico Maggiore e, una volta in cima, cadeva rovinosamente perdendo la vita. Dalle primissime testimonianze sembra che il giovane – che si trovava con un gruppetto di amici – era riuscito ad arrampicarsi sull’obelisco di piazza San Domenico Maggiore: poco dopo avrebbe perso l’equilibrio schiantandosi al suolo. La salma del giovane sarà sottoposta all’autopsia. Secondo la prima ricostruzione ad opera dei carabinieri che sono intervenuti sul posto pochi attimi dopo le 2.30, orario dell’incidente, il ragazzo sarebbe caduto una volta giunto a metà dell’altezza dell’obelisco. Il giovane si trovava in piazza insieme ad un gruppetto di amici per festeggiare il compleanno di uno di loro e sembra che, improvvisamente, si sia diretto verso il monumento ed abbia cominciato ad arrampicarsi. La scena è stata ripresa da alcuni amici del ragazzo che hanno filmato l’arrampicata con i loro cellulari, ignari che l’imprudente gioco si sarebbe trasformato di lì a poco in un terribile dramma. Tutti i testimoni e gli amici hanno trovato il comportamento del ragazzo inspiegabile. Ovvero, stavano lì sotto e, a un certo punto, quasi in automatico, lui parte e inizia la scalata. Forse per purissimo caso, mettiamola così, pochi mesi prima il ragazzo aveva postato su Facebook quanto segue: Se perdo la vita, fate attenzione alle pareti dietro le librerie, potreste trovarla voi. Seguitemi tranne se mi SUICIDO. Se perdo la vita, fate attenzione alle pareti dietro le librerie, potreste trovarla voi. (MAMMA è solo poesia, non sklerare). Parole seguite da una poesia intitolata Epitaph, decisamente un presagio in versi di quanto andrà ad accadere e che non riporto per pudore.

Chiaro che tra le due faccende non ci sia alcuna connessione se non la mia personale sincronicità nell’esserne venuto a conoscenza. Però ci sta un bel “però” sospeso… Soprattutto per il passaggio sulle pareti dietro le librerie che chissà con quanta consapevolezza cita Interstellar. Peraltro oggi, in una percezione “impazzita” della storia che si srotola lontano e vicino a noi, “tutto” appare collegabile. Vedi le stragi autenticamente rivendicate dal terrorismo islamico e quelle per “imitazione” o connessione neuronale, come quelle di Monaco e del treno in Svizzera. Siamo ancora, e sempre, dalle parti dell’Effetto Farfalla, della Teoria del Caos e delle piccole e grandi “anomalie” in grado di determinare variazioni a lungo termine in un sistema scalare. Uno scrittore troppo avanti per il suo tempo, Lovecraft, in certi casi inseriva “anomalie” più che verosimili all’inizio di qualche sua storia per sottolinearsi il disgregarsi della normalità percepita. Così HPL nelle prime pagine de Il richiamo di Chtulhu: Un trafiletto parlava di un suicidio avvenuto la notte a Londra: una persona, che viveva da sola, era saltata dalla finestra dopo aver lanciato un grido sconvolgente. Un altro trafiletto riportava la lettera delirante inviata al direttore di un quotidiano in Sud America, in cui un fanatico deduceva un futuro catastrofico dalle visioni che aveva avuto. Un dispaccio dalla California diceva che una colonia di teosofi aveva indossato tuniche bianche per un «glorioso adempimento» che non sarebbe arrivato mai, mentre articoli dall’India parlavano con cautela di gravi disordini locali avvenuti verso la fine di marzo. Orge voodoo si moltiplicavano ad Haiti, e corrispondenti africani riferivano voci orrende. Ufficiali americani nelle Filippine avevano trovato che alcune tribù erano in fermento in quel periodo, e alcuni poliziotti di New York erano stati aggrediti da levantini isterici nella notte tra il 22 e il 23 marzo. Anche l’Ovest dell’Irlanda era pieno di voci e leggende strane, e un pittore immaginifico di nome Ardois Bonnot esibì un blasfemo Paesaggio in sogno al Salone di Primavera di Parigi del 1926. Così numerosi erano i problemi segnalati negli ospedali psichiatrici, che solo un miracolo aveva impedito alla comunità medica di notare strani parallelismi e di trarne conclusioni ingannevoli. Se nell’elenco ci infilassimo le “voci” di Babilonia, gli strani suicidi degli ultimi mesi, le stragi “non” ufficiali e altro ancora di “anomalo”, potremmo incappare nel paradossale assioma di vivere una realtà lovecraftiana…

Il suono dell’apocalisse, scrive Danilo Arona il 29 settembre 2009 su "La luce oscura" · Di tanto in tanto ci s’imbatte in articoli (qualche volta, libri interi) in cui specchiarsi. E’ il caso di un pezzo che mi fa intravedere nuovi e pure sinistri percorsi, scritto da Cinzia Di Cianni e pubblicato su “La Stampa” del 9 settembre. Racconta del “Taos Hum”, il ronzio infinito ben definibile come “fantasma sonoro”, che migliaia di persone percepiscono con conseguenze disastrose nella cittadina di Taos in New Mexico, e più in generale dell’identico fenomeno che si sta espandendo un po’ dovunque su tutto il pianeta. Ne riporto gli stralci più significativi: “Il suo ronzare, un suono a bassa frequenza persistente come un’antica maledizione, viaggia per decine di chilometri nell’aria tersa, spingendo chi lo sente all’esasperazione e a volte a raptus di follia. E’ l’incubo di Taos, cittadina del New Mexico annidata su un altipiano a 2 mila metri d’altezza. Nel 1991 è arrivato il «Taos Hum», il fantasma sonoro, e da allora non se n’è più andato. Gli «hearers», quelli che avvertono il ronzio lamentano uno stato di malessere generale e sintomi anche gravi (emicranie, difficoltà respiratorie, attacchi di panico, insonnia). Non servono tappi per orecchie, ansiolitici, sonniferi. Alcuni disperati sono scappati da casa in piena notte, percorrendo centinaia di km alla ricerca dell’origine del ronzio. Ciò che è certo è che l’«Hum» è caratterizzato da una bassa frequenza, compresa fra 30 e 80 Hz, e quindi è difficilmente rilevabile tanto dagli strumenti quanto dall’orecchio (in altre parole, è un infrasuono, commento mio…). Già nel ’93 gli abitanti di Taos, esasperati, ottennero l’intervento di un team di esperti che, diretto da Joe Mullins della New Mexico University, coinvolse l’audiologo James Kelly e centri come il Los Alamos National Laboratory, il Phillips Air Force Laboratory e i Sandia National Laboratories. Si condussero rilevamenti acustici, geodinamici, magnetici, elettromagnetici e nel ’95 stilarono un rapporto che tuttavia non chiariva il mistero. Esclusero però l’origine geofisica, visto che l’area è poco sismica, e la responsabilità della locale rete elettrica, che emette frequenze a 60 Hz. Si sa che in natura i suoni a bassa frequenza sono generati da fenomeni diversi, come interazioni del vento, variazioni barometriche, tornado, onde oceaniche, valanghe, terremoti, attività vulcaniche, fino alle aurore boreali. Le più comuni fonti artificiali di infrasuoni sono invece motori, impianti industriali, reti elettriche, «pipeline», turbine eoliche. Ma nulla di tutto ciò risulta una possibile causa del «Taos Hum».”

Al che la Di Cianni allarga la forbice e riferisce che la casistica sta crescendo. Qua e là sul pianeta, a macchia di leopardo, quanto meno dai luoghi da dove giungono i resoconti (Alaska, Gran Bretagna, Australia…). Soprattutto in Gran Bretagna, in cui si detiene il poco simpatico primato e già si registra il primo suicidio da persecuzione di Hum. “Il «Bristol Hum» è il primo della serie, dato che ha conquistato i titoli dei giornali già dagli Anni 70. E oggi si registrano fenomeni a Londra e Leeds, oltre che nelle contee di Cheshire, Cornwall, Gloucestershire, Shropshire, Suffolk, Wiltshire. Tra gli episodi più recenti c’è quello del villaggio gallese di Minffordd, dove il Comune ha installato una serie di strumenti per individuare le cause del ronzio, e quello australiano del «Bondi Hum», nella celebre località balneare vicino a Sydney. Adesso gli «hummers» hanno costituito associazioni e gruppi di sostegno, mentre la «Low Frequency Noise Sufferers Helpline» di Southampton ha già ricevuto 2 mila richieste di aiuto e nuovi casi sono segnalati ogni settimana. Gli studi sul fenomeno restano scarsi, anche se la prima conferenza sul tema fu tenuta alla Royal Society of Medicine di Londra nell’89. Nel 2006 il neozelandese Tom Moir, dell’Università di Massey, ha registrato l’«Auckland Hum» a una frequenza di 56 Hz, mentre ora David Baguley, audiologo dell’Addenbrooke’s Hospital di Cambridge, lavora a un progetto pilota con la Salford University, convinto che, per cause sconosciute, alcuni soggetti diventino ipersensibili a determinate frequenze, innescando un circolo vizioso che conduce a un’ansia incontrollabile. Ma il mistero è tutt’altro che risolto.”

Sin qui l’ottimo articolo della Di Cianni, che personalmente mi fa intravedere un ben altro panorama. Ovvero, che gli «hummers» siano ben di più e non affatto localizzati. Parto da un dato personale ed empirico: io, nel mio infimo, conosco più d’una persona che percepisce il misterioso ronzio. Io stesso mi reputo vittima, più che occasionale, del fenomeno. Se così stanno le cose, in Italia non siamo affatto pochi. E infatti questo forum di discussione, facilmente reperibile in rete, me ne offre ampia conferma. Tutta gente a posto, non amateur del Lato Oscuro come il sottoscritto. Allora? Allora, mentre la scienza ci studia e ci organizza convegni, si può azzardare qualche ipotesi. Ad esempio, pensare a quelle onde presismiche “orizzontali”, quasi impercettibili, che però sono in grado di provocare un suono, anzi un infrasuono compreso tra i 2 e i 12 Hz (sarebbe interessante poter censire se all’Aquila e zone limitrofe esista chi sia stato oppresso da un qualche «hum» abruzzese…), che gli animali — uccelli, gatti e cani — sembrano in grado di percepire causa la predisposizione del loro apparato uditivo. Da qui in realtà deriverebbe la loro discussa “preveggenza” in merito ai terremoti. E anche quella di tanti bipedi umani i cui sensi paiono essere assai “animali”. Ma si può anche andare oltre e puntare verso il dominio della Luce Oscura. Chi segue questa rubrica e la mia produzione in genere sa che esiste, tanto in Italia quanto in tutto l’orbe terracqueo, una comunità virtuale chiamata Final Dreamer o, più ottimisticamente all’italiana, “coloro che sognano la Grande Onda”. Non sto a ripetervi tutta quanta la storia (che peraltro trovate anche qui, su Carmilla), che si basa essenzialmente sulla constatazione che migliaia di persone condividono tutte le notti più o meno lo stesso sogno, quello della ciclopica onda “finale” che ci spianerebbe tutti quanti ad altezza zero… Sapete anche che le ipotesi più ardite in merito ipotizzano in realtà non un’onda acquatica, ma un’onda quantica o, meglio, una turbolenza cosmica — già in atto — che si sta esprimendo attraverso l’impatto sonoro di una vibrazione in grado di colpire la Terra, viaggiando tra le dimensioni, e di creare una serie di ripercussioni tanto sul piano materiale che su quello sottile ed energetico. In questo momento starebbe appunto vibrando una sorta di “nota di fondo” universale, in primo luogo viene avvertita da coloro che condividono i sogni, e poi da tutti gli “altri”, «hummer» in testa. Naturalmente questa nuova “nota di fondo” universale darà un turbo, potenzierà le persone e cose che possiedono vibrazioni a essa compatibili, mentre dall’altra parte chi avrà pensieri e abitudini disarmoniche con tanto e disturbante “rumore di fondo” del cosmo riscontrerà forti difficoltà, che andranno dalle nevrosi e psicosi fino alla pazzia aggressiva, con tutte quelle conseguenze di cui leggiamo ogni giorno sui giornali. In altre parole, l’Hum — che in altra sede ho personalmente ribattezzato come buuuzzzquantico — annuncia lo tsunami cosmico, attorno al quale l’aneddotica e l’editoria del 2012 si stanno sprecando anche con notevoli risultati economici. Peraltro, anche nella fisica quantistica si parla di “stati vibrazionali della realtà”, per effetto dei quali non siamo affatto in grado di percepire con gli occhi realtà vibratorie quadrimensionali, ma forse di “udirle”. E sappiamo anche che il nostro pianeta — molti scienziati lo ripetono da anni — sta mutando la propria vibrazione dimensionale. Gli esseri umani sono connessi col pianeta in cui vivono in molte maniere: tramite il campo elettrico del cervello, la massa gravitazionale del proprio corpo o le polarità magnetiche del corpo astrale. Tramite queste connessioni, la Terra è in grado d’influenzare gli esseri umani con il proprio campo elettromagnetico/gravitazionale. E forse semplicemente coloro che sognano l’Onda – che sono sempre più numerosi – si stanno connettendo con la colonna sonora del suo arrivo. Sono giorni confusi, anche perchè insieme alla moltitudine di attentati e mini-attentati che si stanno susseguendo, i media continuano ad indirizzare la nostra attenzione verso gli assassini, e mai verso i possibili mandanti. E così ci perdiamo tutti a discutere se un attentatore fosse stato “radicalizzato” di recente oppure no, dove avesse passato le ultime settimane, che cosa abbia detto di preciso durante l’attentato, eccetera. Non dovremmo invece dimenticare che gli assassini si possono programmare con grande facilità, rendendoli dei semplici strumenti al servizio di giochi molto più grandi e complicati di loro. E se quello che vedrete è stato possibile 50 anni fa, provate solo ad immaginare quello che è possibile fare oggi, con le nuove tecniche di condizionamento mentale.

Il progetto MKULTRA, scrive Massimo Mazzucco. O meglio…MK-ULTRA, si riferisce ad una serie di attività svolte dalla CIA tra gli anni cinquanta e sessanta che aveva come scopo quello di influenzare e controllare il comportamento di determinate persone (cosiddetto controllo mentale). Il progetto non è mai stato reso ufficialmente pubblico dalla CIA, ma vi sono varie testimonianze dirette che riferiscono di esperimenti condotti da personale dell’intelligence. Tali esperimenti prevedevano la somministrazione dell’ipnosi, sieri della verità, messaggi subliminali, LSD ed altri tipi di violenze psicologiche su cavie umane. Uno degli scopi del progetto era quello di modificare il livello di percezione della realtà di alcune persone, costringendole a compiere atti senza rendersene conto; una delle ipotesi, vuole che la CIA fosse interessata alla possibilità di creare degli assassini inconsapevoli. Nel 1977, grazie alla legge sulla libertà di informazione, furono derubricati alcuni documenti che testimoniavano la partecipazione diretta della CIA al programma MKULTRA.  Il progetto fu portato all’attenzione dell’opinione pubblica per la prima volta dal Congresso degli Stati Uniti e da una commissione chiamata Rockfeller Commission.

Le Armi ad Energia diretta possono far cambiare le nostre abitudini. Coloro che utilizzano queste armi, possono connettersi, interfacciarsi con noi tramite i loro computer, con connessione ad internet, attraverso il Neural Remote Monitoring (RNM), un software che permette di interfacciarsi con il web e poi controllare la persona “bersaglio”. Il controllo mentale può avvenire mediante altri dispositivi psicotronici satellitari che vengono utilizzati da gruppi paramilitari (o servizi segreti deviati) che sono al servizio della potente loggia massonica della CABAL-Illuminati. Il dispositivo psicotronico utilizzato con il Neural Remote Monitoring – Monitoraggio Remoto Neurale (RNM) si chiama “Silent Sound Spread Spectrum or SSSS or s-quad mind control signal generator”, ecco la foto di una parte di queste Armi per il controllo mentale (foto sotto). Il Rilevamento di Onde Cerebrali a distanza avviene quindi attraverso il web o attraverso la corrente elettrica di casa. Essere vittima di queste armi non letali ad energia diretta satellitari è molto semplice. Infatti i torturatori memorizzano a distanza (10/20 metri, anche attraverso un muro) le onde cerebrali della vittima puntando una specie di telecomando che potrebbe avere una telecamerina ad infrarossi o uno schermetto in cui indica il picco di frequenze cerebrali da memorizzare (esempio Signal Spectrum analyzer), così sono in grado di realizzare tutto quello che descriverò in seguito. Una volta avvenuta la memorizzazione si vedrà sul computer neurale (NRM) e altri dispositivi psicotronici satellitari abilitati, il pensiero e quello che vede la vittima e si potranno provocare moltissime cose al corpo. Con la memorizzazione delle onde cerebrali il proprio corpo è come se fosse un cellulare satellitare, in cui potrà trasmettere e ricevere dati e altre cose... dal computer neurale satellitare in qualsiasi luogo si trovi la vittima.

Nel video registrato dal ricercatore Emiliano Babilonia nella sua abitazione, si può osservare come si può essere vittima del controllo neurale e delle armi ad energia diretta dei Progetti MK-Ultra e Monarch. "Uditori di voci" e tecnologia satellitare militare deviata, possibile? Si chiede Nibiruano il 10 Dicembre 2016. Oramai è qualche anno che seguo notizie di cronaca riguardanti i famosi "uditori di voci", ovvero persone che inspiegabilmente, dall'oggi al domani (ovvio non tutti) compiono atti criminosi (spesso delitti) poichè dicono di sentire delle voci nella loro testa che gli ordinano di compiere alcune azioni...ora, mi sta bene che molti possono passare per pazzi, ma non posso credere che lo siano tutti...sia giovani che persone normalissime. Molti dicono che possa centrare la possessione, ma da un po’ di tempo vedo un'altra alternativa per me plausibile. Anzi, in realtà sono un paio d'anni che seguo questa strada, ma prima di espormi ho cercato di seguire un po’ di più la faccenda. Sto parlando di Emiliano Babilonia, se non ho capito male è un tecnico specializzato in radiofrequenze e telecomunicazioni (sono ben accette le correzioni), e da molti anni dice di sentire delle voci. All'inizio si pensava matto, poi (proprio per il lavoro che faceva) ha scoperto che queste voci che sente sono artificiali e sono opera di una nuova tecnologia satellitare usata da apparati militari deviati che testano su persone scelte come cavie. Ovviamente non essendo nella testa di queste persone non si può sapere cosa sentono e se sentono, ma ricollegandomi ai fatti di cronaca che vi dicevo prima secondo me le due strade si possono sovrapporre, nel senso che qualche omicida uditore di voci sarà si matto, ma forse alcuni non lo sono e sono vittime inconsapevoli di questi esperimenti militari... voi cosa ne pensate a riguardo? secondo me questa tecnologia è fattibilissima, sono pressoche sicuro che esista. Me lo sento che i militari possono fare cose così avanzate come ho sempre sostenuto...

ps. Da quando ha reso pubblici i suoi video riceve moltissime testimonianze da tutta Italia di persone che hanno lo stesso problema...ed in molti hanno cominciato a denunciare. Addirittura ultimamente ha acquistato anche attrezzature speciali ed elettroencefalogrammi che testimoniano le attività del suo cervello mentre viene usato come cavia...si possono trovare i video su youtube è stato anche ospite a bordernights ed è in contatto anche con Rosario Marcianò e altri siti alternativi.

«Risposta #1 il: 11 Dicembre 2016, 10:08:22 am». Immaginate di conoscere già la storia di Emiliano Babilonia (che la racconta quasi giornalmente da anni) e ad un certo punto incappate nel video qui sotto...cosa pensereste? che il ragazzo è sicuramente matto? posseduto come crede lui stesso?  Sì, forse, se babilonia non avesse messo la pulce sicuramente sì...ma a me personalmente fa riflettere...e se qualcuno usasse questo ragazzo come cavia, per vedere come si comporta l'essere umano mettendolo in situazioni conflittuali? il ragazzo dice di essere perseguitato tutto il giorno, qualsiasi ora, le voci gli suggeriscono azioni violente, proprio come ad emiliano o altri autori di delitti violenti...come mai queste voci non sono mai buone? del tipo anziche "dai un pugno", "fai una carezza"? se fosse vero, oltre ai test, chi li svolge si divertirebbe anche...tanto chi è capace di effettuare queste cose figuriamoci se poi ha delle remore etiche...

«Risposta #2 il: 11 Dicembre 2016, 10:50:41 am». Se è vero, si sono appoggiati ad un fenomeno antico. Da che mondo è mondo "le voci" sono esistite. Tre erano le possibilità: disturbi psicologici, possessione, estasi. 

Che ci siano armi sofisticate in grado di usare il cervelli di soldati, propri o nemici, è poco ma sicuro. 

«Risposta #3 il: 11 Dicembre 2016, 10:56:45 am». Citazione da: Angela74 - 11 Dicembre 2016, 10:50:41 am

Se è vero, si sono appoggiati ad un fenomeno antico. Da che mondo è mondo "le voci" sono esistite. Tre erano le possibilità: disturbi psicologici, possessione, estasi. Che ci siano armi sofisticate in grado di usare il cervelli di soldati, propri o nemici, è poco ma sicuro. Sì, sì, verissimo Angela, ci sono sempre state, ma ad oggi una tecnologia del genere pensa cosa potrebbe fare...anche nel progetto Blue Beam si parla di far sentire voci a tutta la popolazione nello stesso momento...stiano testando questo ma per ora individualmente? logico, non possono testarlo sulle masse...La terza fase avrà a che fare con le nuove tecnologie di comunicazione telepatica: le microonde ELF (extremely low frequency), VLF (very low frequency) ed LF (low frequency). Attraverso un bombardamento di impulsi di radiazione ogni singolo individuo del pianeta sarà persuaso di intrattenere un rapporto di comunicazione diretta con il nuovo dio. Il bombardamento sarà effettuato mediante satellite, e provocherà una profonda interazione con il pensiero individuale, determinando il fenomeno noto come pensiero diffuso artificiale. Lo studio e utilizzo di tali tecnologie, usate anche per il famigerato programma MK-Ultra sono stati dimostrati in numerose occasioni.

«Risposta #4 il: 11 Dicembre 2016, 11:40:54 am». Si dice, poi non so, che fin dal 1905 i russi hanno cominciato a prendere in considerazione e studiare i fenomeni non convenzionali nel quadro militare. Come li spionaggio telepatico. Adesso si parla di psywar. Da tempo la psicologia fa parte della vita in tutti gli ambiti, relazioni internazionali a livello politico, marketing, viene studiato come agiscono le masse attraverso internet, campo anche dei servizi, etc. Molte tecniche sono arrivate al pubblico. Le Armi della Persuasione, secondo Robert Cialdini, ovvio che hanno bisogno di qualcosa in più per essere un passo avanti.

«Risposta #5 il: 11 Dicembre 2016, 11:52:55 am». In effetti se è vero (e potrebbe anche esserlo perché ormai succede di tutto) cercano di disturbare(danneggiare) la pineale rolleye.

«Risposta #6 il: 11 Dicembre 2016, 11:57:56 am». Genitori uccisi, Tagliata sente le voci, il giudice rinuncia ad interrogarlo. Antonio Tagliata sente “le voci” e dice di non riuscire a connettere i pensieri. Il giudice minorile che avrebbe dovuto sentirlo questa mattina ad Ancona ha preso atto della situazione e ha rinviato l'interrogatorio. Interrogatorio importante per definire la posizione della sua fidanzatina di 16 anni, inchiodata in carcere dalle sue dichiarazioni. «Quando ero davanti ai suoi genitori e il padre si è fatto aggressivo, lei ha urlato: spara, spara» ha messo a verbale nel primo interrogatorio. La vicenda è quella del doppio omicidio di via Crivelli, ad Ancona. Quando Tagliata uccise i genitori della ragazzina, Fabio Giacconi e Roberta Pierini, perchè si opponevano alla loro relazione sentimentale. 

«Risposta #7 il: 11 Dicembre 2016, 13:31:32 pm». La strada della possessione non è da sottovalutare, ma rimanendo più a livello umano potrebbe essere l'evoluzione del progetto Monarc o MK ultra dagli anni 80 sai quanto si saranno evoluti in quel campo sti criminali......

«Risposta #8 il: 11 Dicembre 2016, 13:46:43 pm». Citazione da: vitruviano - 11 Dicembre 2016, 13:31:32 pm

La strada della possessione non è da sottovalutare, ma rimanendo più a livello umano potrebbe essere l'evoluzione del progetto Monarc o MK ultra dagli anni 80 sai quanto si saranno evoluti in quel campo sti criminali...... hanno tecnologie almeno 20/30 anni avanti a quelle che conosciamo noi...se non di più...

«Risposta #9 il: 11 Dicembre 2016, 14:10:57 pm». Citazione da: vitruviano - 11 Dicembre 2016, 13:31:32 pm

La strada della possessione non è da sottovalutare, ma rimanendo più a livello umano potrebbe essere l'evoluzione del progetto Monarc o MK ultra dagli anni 80 sai quanto si saranno evoluti in quel campo sti criminali......Qualunque sia la causa, secondo me, la responsabilità rimane del singolo individuo oggetto della manipolazione. Bisogna essere predisposti a compiere determinate azioni malvagie. E nel libero arbitrio è contemplata proprio la possibilità di resistere a determinate tentazioni. Penso che il Male inteso come entità ostacolatrice possa ai giorni nostri impossessarsi dell'individuo (che, ripeto, sia predisposto) anche attraverso strumenti più o meno tecnologici o anche attraverso l'uso di droghe di un certo tipo, come è accaduto attraverso oggetti di grande potere (vedi la lancia di Longino ossessione vera e propria nelle mani di Hitler).

«Risposta #10 il: 12 Dicembre 2016, 06:12:08 am». Avete mai sentito parlare di HARBAR? Pare sia una patologia provocata da extraterrestri, l'ho scoperta leggendo un link del fisico Gianpiero Abbate, sconvolge il libero arbitrio...

«Risposta #11 il: 12 Dicembre 2016, 09:53:38 am». Non proprio. Gli extraterrestri non c'entrano nulla. Questo è un articolo di Abbate, che riprende temi già sviluppati da Siragusa, il quale aveva esperienze di canalizzazione nelle quali identificava gli esseri che si presentavano nelle sue visioni come alieni: "...gli alieni come voi ci chiamate". Dall'articolo si desume chiaramente che altre sarebbero le cause del cosiddetto Harbar. Ed il libero arbitrio è proprio lo strumento indispensabile, secondo l'autore, per resistere e sconfiggere questa specie di virus cerebrale. Attentati, delitti e Harbar.

«Risposta #12 il: 12 Dicembre 2016, 10:23:45 am». Questo e   quello che   successo   all’ultimo evento di cronaca nera successo, ma ricordiamoci la strage di Erba ed il delitto di Erika e Omar sono tutti fatti di cronaca che riguardano ciò che ha detto terrestre, cioè sono tutte persone predisposte a fare del male, cioè hanno ceduto a   delle   tentazioni che hanno   avuto, ed attraverso il libero arbitrio hanno scelto cosa fare. La Taroni racconta a Cazzaniga di un suo colloquio con uno psichiatra. «Io ogni tanto ho questa voglia di uccidere qualcuno, ne ho bisogno», «Ne hai parlato con la psichiatra?» «Sì, ma di me ha detto: però non lo fa», «Ma lei non sa che l'hai fatto».

«Risposta #13 il: 12 Dicembre 2016, 10:27:57 am». In questo topic vorrei parlare specificatamente della possibilità dell'esistenza di una tecnologia del genere, quindi se possibile evitiamo di parlare di canalizzazioni, possessioni etc etc e comunque il cervello funziona con impulsi elettrici e frequenze, se interferisci fisicamente hai voglia a parlare di libero arbitrio... esattamente come uno a cui si somministra un sonnifero...vagli a dire che dipende da lui se addormentarsi o meno....

«Risposta #14 il: 12 Dicembre 2016, 10:35:25 am». Spiego meglio i post   di terreste ed i miei: allora il post di terrestre dice che   esiste   una scienza o meglio delle tecnologie   che ti   incita   ad fare   certe azioni.  Attraverso queste onde di cui poi parli pure tu, alcuni le   accettano e altri no e qui entra   il libero arbitrio, cioè esistono persone che queste frequenze le   esaltano cioè le accettano   e fanno ciò di cui sentono e persone invece   che resistono a ciò di cui sentono e   non fanno   quegli efferati   omicidi. Spero di essere stato chiaro.

«Risposta #15 il: 12 Dicembre 2016, 10:53:36 am» Per me non è chiaro un bel niente... più particolari e dettagli per favore?

«Risposta #16 il: 12 Dicembre 2016, 10:58:02 am». Citazione da: LEONIDA - 12 Dicembre 2016, 10:35:25 am. Spiego meglio i post   di terreste ed i miei: allora il post di terrestre   dice che   esiste   una scienza o meglio delle tecnologie   che ti   incita   ad fare   certe azioni.  Attraverso queste onde di cui poi parli pure tu, alcuni le accettano e altri no e qui entra   il libero arbitrio, cioè esistono persone   che queste frequenze le   esaltano cioè le accettano   e fanno ciò di cui sentono e persone invece   che   resistono a   ciò di cui sentono e   non fanno   quegli efferati   omicidi. Spero di essere  stato   chiaro . Grazie mille Leonida. Tra l'altro non sono io a sostenere queste cose, e al riguardo mi concedo il beneficio del dubbio (pur constatando con stupore l'esattezza di alcune intuizioni profetiche di Siracusa risalenti a trent'anni fa), ma volevo solo fare chiarezza sull'argomento Harbar introdotto da Mercuzio, che mi sembrava essere in topic.

«Risposta #17 il: 12 Dicembre 2016, 13:58:12 pm». Grazie per i chiarimenti, per quello che mi riguarda rimangono sempre dei forti dubbi...nel senso che che se esistono queste armi, le vedo proprio come armi fisiche, non psicologiche...per la stessa ragione per cui, agendo sui microtuboli (se non ricordo male) si riesce a far perdere coscienza ad una persona ad esempio...ma se mi dite che avete approfondito anche in tal senso vi credo, o meglio, mi lascio aperta una porta per approfondire personalmente...

«Risposta #18 il: 12 Dicembre 2016, 14:09:59 pm». Una voce che solo tu puoi sentire: Proiettore di Sonic di DARPA. Autore: Sharon Weinberger. Sharon Weinberger Sicurezza. Immaginate un'arma che crea un suono che tu solo puoi sentire. Fantascienza? No, questo è un settore che ha un solido fondamento nella realtà. L'Air Force ha sperimentato delle microonde che creano suoni nella testa delle persone (che hanno chiamato un possibile strumento di guerra psicologica), e le tecnologie americane possono inviare un "fascio" di suoni a target specifici con il loro brevetto Hypersound (sì, ho sentito / visti dimostrazioni su altoparlanti, e sono incredibilmente efficaci). Adesso la Defense Advanced Research Projects Agency sta saltando sul carro con il loro nuovo programma di "Proiettore sonico": L'obiettivo del programma "Proiettore Sonico" è quello di fornire alle forze speciali un metodo di comunicazione audio occulta a distanze di oltre 1 km. La tecnologia del proiettore sonico è basata sull'interazione non lineare del suono in aria, trasformando un segnale ultrasonico in un suono udibile. 

Il proiettore sonico sarà progettato per essere un sistema portatile, utilizzando la tecnologia del trasduttore e elaborando con algoritmi il segnale acustico ad alta potenza in modo che suoni incomprensibile a tutti tranne cha al bersaglio scelto. Il sistema del proiettore sonico potrebbe essere usato per nascondere le comunicazioni tra forze per operazioni speciali e missioni di salvataggio degli ostaggi, o per interrompere le attività nemiche. Ecco la domanda del giorno: se i militari dovessero inviare voci nella testa di qualcuno, cosa direbbero?

«Risposta #19 il: 12 Dicembre 2016, 17:30:05 pm». Citazione da: sik - 12 Dicembre 2016, 14:09:59. Autore: Sharon Weinberger. Sharon Weinberger Sicurezza. Apperò.  

«Risposta #20 il: 12 Dicembre 2016, 23:02:58 pm» Citazione da: universe - 12 Dicembre 2016, 17:30:05 pm, apperò. Più terra-terra la tecnologia pubblica, che però è japu: precisissimi raggi sonori dalle caratteristiche: Dietro la griglia frontale sono presenti 44 diffusori posizionati con precisione...Questi raggi sonori sono proiettati verso le pareti e il soffitto, per essere re-diretti accuratamente verso la posizione di ascolto...Il Primo YSP in Grado di Creare Canali in Altezza [nelle tue orecchie] Utilizzando Raggi Sonori Prodotti da Diffusori Dedicati il tutto con continua regolazione: ... è in grado di regolare - manualmente o automaticamente - l'angolazione dei raggi sonori diretti al soffitto per raggiungere la posizione d'ascolto. Anche se la posizione d'ascolto cambia in relazione allo schermo sarete in grado di ottenere uno straordinario effetto dei canali alti per un surround 3D estremamente naturale, anche con sistemi poco costosi... La YSP-4300 permette di ottenere un reale (non virtuale) suono surround producendo dei veri e propri raggi sonori ed utilizzando un processore tecnologicamente avanzato per controllare la loro direzione...gli effetti, con un modello ancora più economico. Il proiettore sonoro è dotato di un microfono per fare la taratura automatica della diffusione del suono e dare l'effetto surround in uno specifico punto della stanza. Il risultato, ed ero molto scettico, a parer mio è ottimo, anche su ambienti grandi (dove l'ho provato la prima volta). In dieci minuti si fa la taratura (comunque editabile... se telecomando, configurazione e sorgente sonora non è in mano ai militari nemmeno per un istante, ne compro poi una... [visto i prezzi...]

«Risposta #21 il: 13 Dicembre 2016, 09:52:29 am». La strana storia di Guido: sente una voce da oltre 40 anni ma non è malato, scrive Adnkronos Salute il 18 settembre 2016. Lo psichiatra: "C'è un popolo nascosto di 'uditori' che non ha nessuna patologia psichica. Sono convinto che le voci nella testa non siano sovrannaturali, ma una spia di una spiritualità profondissima dell'individuo". Tradito dalla voce che accompagnava in segreto le sue giornate da più di quarant'anni. A raccontare all'Adnkronos Salute la singolare storia di Guido (nome di fantasia), un uomo di circa 50 anni che sente una voce femminile "dolce e consolatoria" parlargli da quando ne aveva 7-8, è lo psichiatra Tonino Cantelmi, professore di psicologia dello sviluppo alla Lumsa. "Il suo caso mi ha ricordato quello di un altro paziente, un docente di biologia, che sentiva due voci pur in assenza di altri disturbi psichici. Anche nel caso di Guido i controlli hanno dato esito negativo". "Ecco perché - dice l'esperto - sono convinto che esista un popolo di uditori di voci, persone che si nascondono perché hanno imparato che gli altri sono sconcertati da questa loro peculiarità, anche se visite ed esami certificano l'assenza di schizofrenia o altri disturbi psichici". Per Cantelmi "sentire le voci e dunque avere delle allucinazioni uditive non è sempre o necessariamente un sintomo di psicosi o di schizofrenia che possono essere affrontate con la psicoterapia. Prova ne è il caso di Guido, che non presenta alcun particolare disturbo, a parte la voce nella sua testa". A far uscire l'uomo allo scoperto, qualche tempo fa, il fatto di essersi sentito tradito dalla voce. "Due settimane prima di contattarmi, questo soggetto era andato in pizzeria con la moglie, il fratello e la cognata. Qui, nel corso di una discussione per spiegare il suo recente nervosismo, Guido è scoppiato in lacrime rivelando ai familiari sconcertati di essere crollato perché negli ultimi tempi la voce, che sentiva fin da piccolo, lo aveva tradito. In pratica, gli aveva promesso un successo straordinario sul lavoro, che invece non si era mai avverato. La sua fiducia nella voce, che fin da bambino lo accompagnava, lo rincuorava in vista di prove ed esami e lo consolava, preconizzando successi e fortune, si era sgretolata". Dopo un breve passaggio da un sacerdote, l'approdo di Guido dallo psichiatra. "Ma la visita non è stata risolutiva: a parte la voce, l'uomo non presenta nessun particolare disturbo. Questo mi ha portato a esaminare la cosa da un nuovo punto di vista: esiste un piccolo popolo di uditori di voci, nascosto e silenzioso, anche in Italia. Ho fatto delle ricerche e ho visto che all'estero esistono già associazioni di uditori di voci non patologici che reclamano riconoscimento e dignità. Sono convinto che queste persone nella storia umana ci siano sempre state", dice Cantelmi. E solo in alcuni casi sarebbero uscite allo scoperto. "Queste persone hanno imparato a nascondere il loro segreto, per non sconcertare gli altri o essere prese per pazze. In assenza di patologie sono convinto che le voci possano essere una forma di spiritualità interiore - prosegue lo psichiatra - 'spia' di un meccanismo di funzionamento del cervello incredibile e ancora sconosciuto. Probabilmente - ribadisce - queste voci hanno accompagnato imprese straordinarie, come quella di Giovanna d'Arco. Insomma, occorre studiare meglio le allucinazioni uditive, perché non è detto che siano patologiche. E proprio per questo nel 2014 voglio organizzare un evento per dar voce e restituire orgoglio a chi sente le voci. Sto seguendo alcuni pazienti di questo tipo e attraverso altri colleghi sto cercando di entrare in contatto con queste persone. Sono convinto che le voci nella testa non siano sovrannaturali, ma una spia di una spiritualità profondissima dell'individuo", conclude.

«Risposta #22 il: 12 Febbraio 2017, 16:06:27 pm». Domani parte su Sky la serie "Legion" ...sembra che il personaggio senta delle voci...giuste per dire che pare che queste voci vadano di moda... 

« Risposta #23 il: 27 Aprile 2017, 23:15:50 pm » Citazione da: Universe - 11 Dicembre 2016, 10:56:45 am. Si si, verissimo Angela, ci sono sempre state, ma ad oggi una tecnologia del genere pensa cosa potrebbe fare...anche nel progetto Blue Beam si parla di far sentire voci a tutta le popolazione nello stesso momento...stiano testando questo ma per ora individualmente? logico, non possono testarlo sulle masse...La terza fase avrà a che fare con le nuove tecnologie di comunicazione telepatica: le microonde ELF (extremely low frequency), VLF (very low frequency) ed LF (low frequency). Attraverso un bombardamento di impulsi di radiazione ogni singolo individuo del pianeta sarà persuaso di intrattenere un rapporto di comunicazione diretta con il nuovo dio. Il bombardamento sarà effettuato mediante satellite, e provocherà una profonda interazione con il pensiero individuale, determinando il fenomeno noto come 'pensiero diffuso artificiale.' Lo studio e utilizzo di tali tecnologie, usate anche per il famigerato programma MK-Ultra sono stati dimostrati in numerose occasioni. Condivido l'idea generale...non possono però costringerti a vibrare a una frequenza diversa dalla tua...verrebbe meno il libero arbitrio... Quindi immagino che non tutti siano manipolabili...predisposizione! A che pro? Per capire se funziona devono fare in modo che la gente ne parli...ma le persone non ammettono facilmente di sentire voci...un piccolo gruppo creato apposta potrebbe attirare "vittime"... Perché... o sanno già che funziona e non serve testarlo, o per testarlo devono raccogliere prove!

«Risposta #24 il: 27 Aprile 2017, 23:21:47 pm». Citazione da: Odette - 27 Aprile 2017, 23:15:50 pm. Condivido l'idea generale...non possono però costringerti a vibrare a una frequenza diversa dalla tua...verrebbe meno il libero arbitrio... Quindi immagino che non tutti siano manipolabili...predisposizione! A che pro? Per capire se funziona devono fare in modo che la gente ne parli...ma le persone non ammettono facilmente di sentire voci...un piccolo gruppo creato apposta potrebbe attirare "vittime"... Perché... o sanno già che funziona e non serve testarlo, o per testarlo devono raccogliere prove! Se viene meno il libero arbitrio, bisognerebbe allora imparare a proteggere la mente...

«Risposta #25 il: 31 Maggio 2017, 20:23:51 pm». Modena, sente la voce di Berlusconi in testa e distrugge un'auto voce di Berlusconi: scende in strada e distrugge un'auto.

«Risposta #26 il: 31 Maggio 2017, 20:54:06 pm». Ma nel senso che l'aveva sentita provenire dall'auto?  Se è così è sano di mente. Al limite si è sbagliato.

«Risposta #27 il: 21 Luglio 2017, 19:24:18 pm» Un altro uditore.

«Risposta #28 il: 23 Luglio 2017, 00:26:07 am». Citazione da: universe - 12 Febbraio 2017, 16:06:27 pm, domani parte su Sky la serie "Legion" ...sembra che il personaggio senta delle voci...giuste per dire che pare che queste voci vadano di moda... che il sentire voci diventi la normalità. ..così la loro arma diventerebbe di massa dopo il lavaggio di cervello delle masse ...e così ti riduco al minimo il libero arbitrio e la facoltà di decidere se ascoltare o meno...Sicuramente c'è questa tecnologia  per fare sentire voci individuali e fare   compiere determinato atti   Saranno 50 anni che  vi sono programmi di controllo mentale in ambito militare. Sicuramente hanno sviluppato tecnologie sofisticate.

«Risposta #29 il: 23 Luglio 2017, 07:11:28 am». Citazione da: KillerMoon - 23 Luglio 2017, 00:26:07 am, inizieranno a sdoganare l'argomento fra i giovanissimi così che il sentire voci diventi la normalità...così la loro arma diventerebbe di massa dopo il lavaggio di cervello delle masse ...e così ti riduco al minimo il libero arbitrio e la facoltà di decidere se ascoltare o meno...Sicuramente c'è questa tecnologia  per fare sentire voci individuali e fare   compiere determinato atti   Saranno 50 anni che  vi sono programmi di controllo mentale in ambito militare...sicuramente hanno sviluppato tecnologie sofisticate. Credo che la TV giochi un ruolo importante, abbastanza tecnologicamente semplice ed immediata, in Italia poi, spinge a votare diversi partiti, e screditarne altri, i film sono la moda del momento... E' abbastanza strano sentire qualche utente, di solito neo-mamma o neo-papà, che non ne vede neanche l'ombra... ma, tuttavia, rimangono abbastanza immuni ad alcune opinioni, confrontarsi con loro ti fa capire come a volte sono ancorati con i piedi per terra, rispetto a chi, vive condizionato, poi è palese come osservino le basi della nostra comunità ed abbiano un occhio più critico e meno appannato dal "non fa niente" od al "va bene così". Non che magicamente imparino a sintetizzare velocemente gli "eventi" così di colpo, ma a veder le cose così come sono e per quello che sono... Questo, solo perchè non ne hanno tempo e probabilmente questo è il motivo della loro salvezza! Dal mio punto di vista è inquietante!

Emiliano Babilonia scopre dei Medici deviati che camuffano le reali tecnologie che rendono le masse uditori di voci oppure cavie umana coscienti radio pilotate ANIMOIDI. L'articolo e stato pubblicato anche su SEGNI DAL CIELO di Massimo Fratini. Emiliano Babilonia su Segni dal Cielo - esclusiva mondiale. Emiliano Babilonia ricercatore e cavia umana dopo tantissimi test e analisi da lui fatte che trovate su youtube - Angeli Custodi mk ultra italia - Emiliano Babilonia - dice siamo irradiati da una tecnologia narcotizzante che ipnotizza le masse con le radio frequenze della rete elettrica nazionale ,,, che manipola la frequenza BETA ( di 50 / 60 HZ ) da continua ad alternata ,,, come un elettroshock continuo ,,,  interagendo con il sistema nervoso centrale rendendoci dei zombi radio pilotati Animoidi e quando usciamo dallo stato catatonico sentiamo le voci e cosi perdiamo subito la credibilità e siamo subito definiti dei schizofrenici e malati di mente, invece siamo solo cavie umane coscienti con lavaggi del cervello continui. 

LE ASSOCIAZIONI - La frequenza del fenomeno nella popolazione generale è comunque tale che ha portato alla costituzione in diversi Paesi di associazioni di persone che «sentono le voci». Associazioni che recentemente si sono unite nel network. La Rete accoglie decine di storie analoghe anonimamente raccontate sui blog. Alla ricerca di simili. Per non sentirsi soli e anormali. Di allucinazioni verbali si parla a Roma da oggi al 18 febbraio, nell'ambito del congresso della Società italiana di psicopatologia (Sopsi). Presente anche il massimo esperto mondiale in questo campo: Ralph Hoffman, dell'università di Yale. Sta studiando, con la risonanza magnetica funzionale, le diverse aree cerebrali attivate nel momento in cui si sentono le voci: in assenza di un disturbo psicotico, sono le stesse che si "attivano" nel dormi-veglia. Quelle che emettono le onde alfa registrabili dall'elettroencefalogramma. Le stesse eccitate quando si entra in meditazione.

CHI NE SOFFRE - In Italia soffrono più o meno ufficialmente di allucinazioni uditive oltre due milioni di persone. Ma si stima che possano essere anche il doppio, proprio perché si tende a non parlarne. Stesso discorso a livello planetario: oltre 140 milioni, altrettanti di cui non si sa. E come dar loro torto: in passato molti hanno finito la loro vita in un manicomio per questo. E' sempre accaduto dalla notte dei tempi, se non si veniva considerati Cassandre o soggetti in linea diretta con le divinità. Altri semplicemente tollerati perché geniali: pittori quali Vincent Van Gogh e Ligabue ne sono esempio. Voci o rumori che non provengono dall'esterno, ma dal proprio interno.

L'ALLUCINAZIONE - il ricercatore Emiliano Babilonia dopo numerosi test che potete trovare sul web - con numerose testimonianze e dirette radio web (Emiliano Babilonia spreaker) lui dice siamo tutti aure sintetiche animonidi radio pilotate. L'allucinazione è una percezione che si manifesta in assenza di una reale stimolazione del relativo organo di senso: la persona sente o vede o percepisce con l'olfatto, il gusto o il tatto qualcosa che in realtà non c'è. «Tra le allucinazioni, quelle uditive a contenuto verbale (voci) si verificano nel 70% delle persone con diagnosi di schizofrenia», dice Mario Maj, neuropsichiatra dell'università di Napoli e presidente della Società europea di psichiatria. Ciò però non significa che siano collegabili a un disturbo mentale. Dice Giuseppe Tissi, responsabile del Centro psico-sociale dell'ospedale Sacco di Milano: «Gli studi di Marius Romme, università di Maastricht, su 15 mila persone - spiega - hanno evidenziato che una percentuale compresa tra il 2 e il 4% della popolazione è coinvolta. E in due terzi di questi non esiste alcuna patologia psichiatrica». Spiega Maj: «Tradizionalmente, si è sempre ritenuto che la comparsa di allucinazioni uditive verbali avvenisse esclusivamente nell'ambito di patologie mentali, malattie del cervello (come l'epilessia e i tumori cerebrali) o stati di intossicazione. Al di fuori di queste situazioni, veniva finora considerato "normale" sentire le voci nelle fasi di addormentamento o di risveglio (fino al 25% della popolazione generale) o dopo la morte di una persona cara (sentire la voce del defunto). In questi ultimi anni, invece, diversi studi hanno documentato che allucinazioni uditive a contenuto verbale possono manifestarsi, nello stato di veglia e al di fuori del contesto del lutto, anche in persone che non hanno altri sintomi di patologia mentale, che hanno un funzionamento sociale e lavorativo del tutto normale e che non provano alcun disagio in rapporto al sintomo (8-15% della popolazione). Per loro voci che consigliano, guidano, incoraggiano o criticano. A volte si attribuisce ad esse un significato "spirituale"". Attenzione però. La causa potrebbe anche essere di origine traumatica: una violenza sessuale, un'aggressione, una catastrofe naturale. È molto importante, e quasi mai semplice, individuare questo trauma sepolto nella memoria della persona. In apparenza inaccessibile. Sottolinea Maj: «Una storia relegata nell'oblio che, secondo studi recenti, si associa ad un rischio doppio di avere allucinazioni uditive verbali e circa sei volte maggiore di sentire voci che commentano o comandano». Pensieri e ricordi interpretati come di origine esterna. In apparenza oblio, nella realtà una "memorizzazione" attraverso canali cerebrali diversi. Ma di che tipo sono le voci sentite quando realmente c’è una patologia mentale? Frequentemente "dialogano tra loro" o "si riferiscono al soggetto in terza persona", hanno spesso una valenza emozionale negativa. Tipico dei pazienti psicotici, l’interpretazione delle voci in chiave delirante: dovute, per esempio, ad apparecchi impiantati nel loro cervello. 

Emiliano Babilonia ricercatore e cavia umana dopo tantissimi test e analisi da lui fatte che trovate su youtube - Angeli Custodi mk ultra Italia - Emiliano Babilonia - dice siamo irradiati da una tecnologia narcotizzante che ipnotizza le masse con le radio frequenze della rete elettrica nazionale manipolando la frequenza BETA di 50 / 60 HZ  da continua ad alternata come un elettroshock continuo nel cervello che interagisce con il sistema nervoso centrale rendendoci dei zombi radio pilotati  e quando usciamo dallo stato catatonico sentiamo le voci e cosi perdiamo subito la credibilità e siamo subito definiti dei schizofrenici e malati di mente . 

IL PROGETTO BLUE BEAM.

Il progetto Blue Beam e la Nuova Religione Mondiale. Nota di Educate Yourself del 19 marzo 2010. Serge Monast [1945-1996] è il secondo giornalista deceduto per infarto durante un'indagine sul Blue Beam Project. I decessi si sono verificati a poche settimane l'uno dallo altro; nessuno dei due giornalisti denotava problemi cardiaci. L'altro giornalista - un canadese - si trovava in visita in Irlanda. Prima della morte di Serge, sua figlia fu sequestrata dal governo canadese con l'intento di dissuaderlo dal proseguire le ricerche in merito al Progetto Blue Beam. Sua figlia non fece più ritorno a casa. Aggiornamento di Ken Adachi - 17 Febbraio 2009: Solo oggi inizio a cogliere la portata dei contributi donati alla collettività dall'opera di Serge Monast, e il grande coraggio che dimostrò pubblicando le rivelazioni incredibili che ottenne in forma anonima da uomini politici pentiti, militari, o membri di organizzazioni di intelligence dotati di coscienza e umanità. Di S. Monast. Traduzione di Anticorpi.info.

L'infame progetto Blue Beam (Blue Beam Project) - allestito dalla NASA in 3 differenti fasi operative - si prefigge di accelerare il cammino verso l'instaurazione di un'unica religione mondiale di stampo neo-umanistico - satanistico. La diffusione di un'unica religione globale è ritenuta un imprescindibile presupposto ideologico su cui fondare il cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale. La mancata unificazione dei credo religiosi infatti è un ostacolo insormontabile rispetto ai piani di unificazione politica e sociale della popolazione planetaria.

La prima fase riguarda il 'ritrovamento' di antichi reperti archeologici in precise zone del pianeta (in alcuni casi dopo sommovimenti geologici provocati artificialmente), scoperte talmente rivoluzionarie da sancire la definitiva smentita di tutte le certezze religiose coltivate dalle attuali popolazioni del mondo. Ogni nazione sarà così indotta a credere di aver male interpretato per secoli la propria dottrina religiosa. La preparazione psicologica rispetto al primo segmento si riscontra in film e documentari atti a sostenere la 'infondatezza' della cosmogonia creazionistica e l'incompatibilità dei tradizionali dettami religiosi con la natura umana. In sintesi, scopo del primo segmento operativo è la distruzione delle convinzioni di cristiani e musulmani anche tramite una serie di 'prove inconfutabili' provenienti da un remoto passato.

La seconda fase prevede l'apparizione nei cieli di numerose località sparse nel mondo, di enormi immagini divine. Il tutto sarà realizzato sfruttando la tecnica degli ologrammi 3d proiettati mediante raggi laser e resi "parlanti" mediante sofisticati strumenti di proiezione del suono. La proiezione sarà effettuata via satellite usando come schermo uno strato di sodio fluttuante a circa 100 chilometri dalla superficie terrestre. La stessa tecnologia sarebbe già stata adoperata per fare comparire almeno una parte dei numerosissimi oggetti volanti non identificati. Tali messe in scena faranno apparire il nuovo messia - Maitreya, maestro illuminato - che con le sue parole inaugurerà l'istituzione della nuova religione mondiale. Ovunque nel mondo i fedeli di ogni religione assisteranno alla trasfigurazione della propria divinità adorata (Gesù, Maometto, Buddha, Krishna, ecc.) nella figura della nuova divinità. Costei spiegherà che il fine della religione sia quello di unire i popoli e non di separarli, e di come i dettami della antiche scritture siano stati fraintesi ed equivocati, conducendo fratelli a combattere contro fratelli. Le antiche religioni dovranno perciò essere abolite, in quanto fuorvianti, e sostituite da una nuova, unica religione universale. L'evento appena descritto si verificherà in un momento di diffusa anarchia, incertezza e paura scatenata da una enorme catastrofe "naturale" verificatasi su scala mondiale.

La terza fase avrà a che fare con le nuove tecnologie di comunicazione telepatica: le microonde ELF (extremely low frequency), VLF (very low frequency) ed LF (low frequency). Attraverso un bombardamento di impulsi di radiazione ogni singolo individuo del pianeta sarà persuaso di intrattenere un rapporto di comunicazione diretta con il nuovo dio. Il bombardamento sarà effettuato mediante satellite, e provocherà una profonda interazione con il pensiero individuale, determinando il fenomeno noto come 'pensiero diffuso artificiale.' Lo studio e utilizzo di tali tecnologie, usate anche per il famigerato programma MK-Ultra sono stati dimostrati in numerose occasioni. A tal proposito, è utile citare una conferenza tenutasi nel gennaio 1991 presso l'Università dell'Arizona, dal titolo Ricerche Avanzate della Nato sui Sistemi Biomolecolari. Alcuni dei temi affrontati suscitarono le proteste degli astanti, spaventati dal potenziale abuso che i governi avrebbero potuto fare delle tecnologie presentate. In quella occasione gli scienziati accennarono alla capacità acquisita da parte degli Stati Uniti, di rendere cieche, sorde o mute le persone solo mediante la trasmissione di determinati impulsi magnetici. 

Alcune delle anzidette tecnologie sono attualmente operative ed utilizzate dalla CIA, la NSA e l'FBI per fini politici e militari, compresa la creazione di candidati manciuriani. Si basano su una nuova metodologia di studio del cervello e del sistema neuro-muscolare, ed agiscono mediante impulsi di radiazione trasmessi a bassissime frequenze. La sperimentazione dei sistemi biomolecolari ha luogo sui detenuti di Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Finlandia, Australia, Germania, Francia (Arancia Meccanica, film di Stanley Kubrick del 1971 trattava questo argomento ndt).

 Di seguito riportiamo una dichiarazione rilasciata nel 1970 dallo psicologo James V. McConnel alla rivista Psychology Today. "E' vicino il giorno in cui potremo combinare la deprivazione sensoriale con l'azione ipnotica di alcune droghe e il meccanismo educativo basato sulla dicotomia ricompensa-punizione. A quel punto avremo ottenuto un controllo pressoché assoluto sul comportamento degli individui, e potremo ottenere rapidamente ed efficacemente un 'positivo' lavaggio del cervello mediante cui riprogrammare indole e personalità di qualsiasi individuo."

Quanto appena detto risiede alla base della filosofia delle Nazioni Unite, secondo cui nessun individuo dovrebbe dirsi possessore di una personalità. Qualsiasi personalità 'antisociale' dovrebbe considerarsi 'abusiva' e suscettibile di miglioramenti imposti coattivamente.  Tutto ciò - naturalmente - in funzione delle esigenze sociologiche del Nuovo Ordine Mondiale. Vi suggerisco di prendere in considerazione tali informazioni, prima di respingerle come frutto di un fanatico teorico del complotto. Vi suggerisco di informarvi sul chip trasmettitore prodotto dalla compagnia Loral Electro-Optical System con sede in Pasadena, California. Tale chip trasmittente che opera sulle stesse frequenze del sistema nervoso umano, fu commissionato dal generale Leonardo Perez in nome e per conto della aviazione militare statunitense, che era alla ricerca di un'arma che fosse in grado di trasmettere impulsi di sfiducia nella mente del nemico ed impulsi di fiducia in quella delle truppe amiche. Si sospetta che la tecnologia ELF sia già stata usata nel 1970 contro una donna britannica la quale protestava troppo "animosamente" contro l'installazione di missili cruise presso la base militare di Greenham Common (esiste la possibilità che tali sperimentazioni siano in corso da anni in tutto il mondo, e più precisamente da quando persone normali hanno iniziato ad uccidere per futili motivi congiunti, famigliari e vicini di casa, casi ormai frequenti, di cui sentiamo parlare nei notiziari - n.d.t.) . Questa arma può causare la totale deprivazione sensoriale di un individuo, al punto da rendere incapaci di udire i propri stessi pensieri. La metodologia scientifica utilizzata dalla tecnologia ELF è stata descritta in molte pubblicazioni del Dipartimento della Difesa statunitense, tra cui una intitolata Spettro Elettromagnetico e Conflitto a Bassa Intensità, a cura del cpt. Paul E. Tyler, comandante medico della marina degli Stati Uniti, inclusa in una raccolta di saggi dal titolo Bassa Intensità e Moderne Tecnologie di Modifica, a cura del ten. colonnello David G. Dean. La raccolta è stata pubblicata nel 1986 da parte delle edizioni Air University Press.

Nel libro The Body Electric, il candidato al Nobel Robert Baker descrive alcuni esperimenti condotti nel 1960 dallo scienziato Allen Frie, in cui il funzionamento della manomissione mentale è stato pienamente dimostrato. Così come gli esperimenti condotti nel 1973 dal dott. Joseph Sharp, che vi si sottopose personalmente, dimostrando di poter udire e comprendere messaggi inviatigli in una eco-camera attraverso una serie di audiogrammi ad impulsi a microonde. Baker concludeva il libro con alcune considerazioni circa il pericolosissimo potenziale di una tale tecnologia, che potrebbe "fornire istruzioni non rilevabili ad un assassino inconsapevole e programmato in tal senso." Allen Frie ha inoltre notato come sia possibile accelerare, decelerare o arrestare il battito cardiaco di una rana sincronizzando il fascio di impulsi a microonde con il ritmo del cuore dell'animale. Un altro testo del 1978, scritto da James C. Lynn e intitolato Microwave Auditory Effect and Application descrive come sia possibile trasmettere voci perfettamente udibili nella mente di un individuo.

Nel corso della campagna elettorale del 1988, il candidato alla presidenza degli Stati Uniti Michael Dukakis accusò il suo avversario George Bush Sr. di avere utilizzato tecnologia a microonde al fine di compromettere le sue performance in alcuni comizi, dopo che i primi sondaggi avevano dimostrato il vantaggio accumulato da Dukakis nella corsa presidenziale. Sostenne inoltre che la stessa tecnologia fu usata contro Kitty Dukakis (sua moglie ndt), spingendola sull'orlo del suicidio. Nel dicembre 1980 venne pubblicato sul periodico US Army Journal un articolo dal titolo The New Mental Battlefield: Beam Me Up, Spock, a cura del ten. colonnello John Alexander. Scrive Alexander: "... Molti esempi attestano incredibili progressi in tali aree. Il trasferimento di energia da un organismo all'altro; la capacità di trasmettere o guarire una malattia a distanza; la capacità di indurre la morte a distanza così che non sia riscontrabile causa del decesso; la modificazione del comportamento mediante strumenti telepatici, che consente di indurre uno stato ipnotico fino ad una distanza di 1000 chilometri, sono tutti obiettivi già conseguiti. Se riusciremo ad alimentare il pensiero artificiale multi-genico mediante satellite, il controllo mentale dell'intero pianeta sarà a portata di mano."

Tornando al Blue Beam Project, la terza fase a cui accennavamo paragrafi addietro è denominata proprio Electronic Telepathic Two Way Communication. Finché la gente non capirà che tali tecnologie sono reali e non fantascienza, sarà in grave pericolo. Perché arriverà la notte in cui nel cielo compariranno immagini meravigliose e sconvolgenti che annunceranno l'avvento del nuovo messia, e molte persone non saranno preparate ad affrontare la situazione, vedere il tranello, e salvarsi la vita.

LE ARMI DI PERSUASIONE.

Le Armi della Persuasione, secondo Robert Cialdini, scrive Tagliaerbe il 13 dicembre 2012. Robert Cialdini, psicologo e professore di marketing presso l’Arizona State University, ha identificato (e riportato in un noto libro) 6 categorie all’interno delle quali rientrano le principali tecniche di persuasione:

Reciprocità (Reciprocity)

Impegno e Coerenza (Commitment and Consistency)

Riprova Sociale (Social Proof)

Simpatia (Liking)

Autorità (Authority)

Scarsità (Scarcity)

E’ possibile utilizzare queste tecniche anche sul web, per esempio per ottimizzare i contenuti e il design di un sito facendo in modo che i visitatori rimangano più a lungo sulle pagine, ed effettuino con più probabilità le azioni che desideriamo. Qualcuno potrebbe pensare che queste siano tecniche “manipolatorie”, ma se leggi attentamente qui sotto noterai invece che fanno parte di ogni buona strategia di marketing.

1. Reciprocità (Reciprocity). La reciprocità è quando diamo qualcosa a qualcuno, e quello si sente in dovere di restituirci il favore. Questo atto è molto radicato nella nostra cultura, al punto che ci sentiamo quasi in obbligo di ricambiare in qualche modo ciò che riceviamo. Come puoi applicare questa tecnica online? Per esempio, se sei un editore, puoi regalare alcuni ebook/infoprodotti di base ai tuoi lettori. Questi, in base al principio della reciprocità, saranno portati ad acquistare eventuali ebook/infoprodotti di livello più avanzato, che proporrai loro successivamente. Oppure puoi chiedere agli utenti di condividere sui social i tuoi contenuti, se li trovano interessanti. O ancora, puoi regalare l’accesso ad una tua newsletter esclusiva, ottenendo in cambio dall’utente il suo indirizzo email.

2. Impegno e Coerenza (Commitment and Consistency). Chi non rimane coerente nel tempo verso un determinato focus, rischia di passare per inaffidabile o superficiale. Mantenere una immagine coerente ha una funzione “tranquillizzante” nei confronti di chi ci osserva, perché non costringe le persone ad effettuare una nuova valutazione su di noi: cambiare modo di agire obbliga infatti chi ci segue ad eseguire una rivalutazione, introducendo complessità e stress. Stesso dicasi per i siti web: i percorsi di navigazione, il layout e i contenuti dovrebbero essere quanto più possibili coerenti e non contraddittori, mantenendo sempre una certa armonia e congruenza. Con qualche rara eccezione: se il tuo scopo è scioccare o far colpo, puoi giocare ad essere incoerente… e quindi essere percepito come coerente nella tua incoerenza.

3. Riprova Sociale (Social Proof). Hai mai notato quei lunghi elenchi di testimonianze inseriti all’interno delle landing page? O le sezioni “dicono di noi” di certi siti web? Questi sono 2 esempi applicati di riprova sociale: inserire all’interno di una pagina delle citazioni positive, soprattutto se queste provengono da persone conosciute o autorevoli, abbatte la resistenza da parte del lettore, aumentando enormemente la fiducia nei confronti della risorsa. Anche i box di Facebook, Twitter o Google+, se mostrano un altro numero di like e follower, hanno effetti indubbiamente positivi sulla percezione del sito o del brand.

4. Simpatia (Liking). Ci piace fare affari con chi… ci piace. Le persone più simpatiche e attraenti risultato spesso più persuasive, e si tende ad assegnare loro dei tratti più positivi. Lo notiamo anche nella pubblicità: l’uso di soggetti maschili o femminili attraenti è da sempre un punto fermo degli spot in TV o dei cartelloni. Inoltre, è bene ricordare che l’attrazione può basarsi sulla somiglianza: tendono a piacerci persone che in qualche modo sono simili a noi. Per applicare il concetto della simpatia nel web marketing, è bene aver presente il proprio pubblico di riferimento: per esempio, un sito che vende capi di moda dovrebbe trasmettere l’idea di come si può diventare se si indossa quel determinato capo. In pratica, il tema di un sito web dovrebbe rispecchiare i desideri del suo pubblico, sia per quello che realmente è, sia per quello che crede di essere, o di poter diventare. Un altro aspetto è quello di legare il proprio sito a cose che il proprio pubblico sicuramente apprezza: per esempio, una buona tattica è quella di appoggiare una associazione che fa beneficenza, comunicando agli utenti di devolvere parte dei propri introiti a tale ente.

5. Autorità (Authority). Le affermazioni fatte da persone autorevoli sono fortemente persuasorie. E anche simboli, loghi o qualifiche rilasciate da soggetti autorevoli, e posti all’interno delle pagine del sito web, possono aumentarne di molto la credibilità: ad esempio, su molti ecommerce compaiono loghi di noti antivirus che attestano l’assenza di malware, o di certificati SSL che garantiscono transazioni sicure.

6. Scarsità (Scarcity). Tendiamo a sottovalutare ciò che è abbondante, e a sopravvalutare ciò che è scarso.

Questa tecnica è utilizzata massicciamente all’interno di diverse squeeze page, in modo più o meno fraudolento: tipicamente, viene inserito nella pagina un contatore che va a decrescere, sia dal punto di vista del numero (“attenzione, sono disponibili solamente altri 7 prodotti!”) che del tempo rimasto (“attenzione, l’offerta scade fra 7 ore, 17 minuti e 27 secondi!”).

Concludendo. Se quanto hai letto fino a qui ti è sembrato un po’ confuso, ecco un esempio pratico che ti chiarirà le idee: si tratta di Groupon, una nota azienda che utilizza quotidianamente varie strategie di persuasione per piazzare i suoi deal. Per esempio, nell’offerta qui sopra vengono utilizzate contemporaneamente 4 tecniche:

• Greed (=un fortissimo sconto sul prezzo di listino, che spinge l’utente a pensare “faccio un affarone!”)

• Urgency (=il senso di urgenza, clessidra che inesorabilmente fa il countdown in tempo reale, secondo dopo secondo)

• John’s Effect (=la riprova sociale, “gia migliaia di altri ne hanno usufruito, perché non dovrei farlo anche io?”)

• Fear of Loss (=la scarsità, ovvero la paura di perdere l’affare, “ne rimangono solo 2, devo approfittarne ora!”)

E tu che strategie di persuasione usi online? O di quale di queste tecniche sei rimasto vittima?

LA SINDROME DI HARBAR.

Harbar: dal nucleare alla peste dei neuroni, scrive "associazionesaras.it". Ogni giorno i media di tutto il mondo riportano notizie sconvolgenti di persone apparentemente normali che commettono atti criminali e sconsiderati contro gli altri e loro stessi. Sempre più spesso non si è in grado di attribuire a questi episodi nessuna spiegazione razionale e vengono liquidati come “raptus di follia”. Ma cosa scatena questi veri e propri colpi di testa improvvisi ed imprevedibili? In realtà, la causa di questo dilagante fenomeno, purtroppo in paurosa crescita, ha il nome di “Harbar”. Questo morbo attacca con sempre crescente violenza il cervello umano portando l’uomo ad annullare la propria coscienza e conoscenza e a commettere atrocità inaudite nonché atti orribili. L’Harbar, o peste dei neuroni celebrali, è stata, e continua ad essere alimentata dallo spaventoso e crescente inquinamento degli ultimi 70 anni, in particolar modo di quello nucleare, dalla radioattività, dai cibi adulterati e soprattutto dall’uso delle droghe. Senza interventi reali che pongano efficaci rimedi a queste pericolose cause non si potrà riuscire ad arginare la diffusione di questo virus psichico che porta lentamente alla follia totale dell’uomo terrestre.

Scrive Gian Piero Abbate. Eugenio Siragusa a metà degli anni '70 iniziò a parlare dell'Harbar, una malattia del cervello che gli era stata predetta dagli amici extraterrestri. Gli attentati di questi giorni, ma anche gli efferati delitti tra familiari, sono collegati all'Harbar. Con questo documento non voglio entrare nelle tante analisi sociologiche o indagini in corso, ma semplicemente invitare le anime antiche della Terra a riflettere sulle previsioni di Eugenio, puntualmente avverate, e di conseguenza capire i fenomeni in atto, liberare la propria compassione per coloro che ne sono gli autori e le vittime, che nulla capita per caso, e infine chiarire che tutto questo avviene in un mondo che non ci appartiene. Nel 1976 Eugenio iniziò a dire: "Un evento che potrebbe accadere; esempio: immaginate un governo ribelle, o un gruppo di terroristi, o un gruppo di criminali legati a una delle cosiddette “mafie-internazionali”, che durante una crisi di destabilizzazione neuronica-cerebrale (l’Harbar) organizzasse un attentato con lanciamissili-bazooka o con altri piccoli o medi ordigni nucleari portatili. Immaginate le stragi, la morte e il sangue che imperverserebbero sulle vostre strade. Cosa accadrebbe? L’inizio di un progressivo olocausto?" Faccio notare chi sono i fautori degli attentati, e come si parli di mezzi leggeri per farli. Ora però entriamo nel merito dell'Harbar, questa degenerazione neuro-cerebrale che si sta anche iniziando a riscontrare a livello scientifico. Riporto il testo di un messaggio del 1984 che, tra i tanti degli appunti che ho, è il più significativo. "L'harbar", una progressiva destabilizzazione dei neuroni del cervello, un morbo che stimola il folle desiderio di uccidere e di uccidersi. Distonia neuronica dovuta, principalmente, a fattori inquinanti, droghe comprese, capaci di sconvolgere le frequenze delle onde cerebrali, provocando l'anomalia che noi chiamiamo " harbar". Alcune specie di animali ( cetacei, topi, ecc...), sono irrimediabilmente prese da questo terribile morbo. La specie umana verrà inevitabilmente coinvolta e i sintomi sono già evidenti. Basta prendere visione dei fatti che succedono e che sono cronaca di tutti i giorni. Il vostro "habitat" è seriamente minacciato e le follie sempre più numerose e tragiche. Noi vi avevamo avvertiti in tempo utile ma voi, cosa avete fatto per impedire che questo morbo si sviluppasse e vi aggredisse? Ancora siete all'inizio e il peggio si rivelerà presto se non provvedete immediatamente. Gli alieni come voi ci chiamate tramite. Eugenio Siragusa, Nicolosi, 8 marzo 1984. L'Harbar colpisce la materia grigia del cervello, in particolare la parte frontale inferiore. Non credo che sia un caso che questa zona è proprio nella linea del terzo occhio. Lo sviluppo di questa massa anomala e di questa specie di buco nero sono in contrapposizione all'apertura del terzo occhio, collegato alla ghiandola pineale. L'Harbar scatena un istinto a uccidere, ma anche a uccidersi dopo aver ucciso. Che si tratti di delitti tra figli e genitori o degli attentati che sono, purtroppo, ogni giorno oggetto di cronaca giornalistica, dobbiamo capire che coloro che operano questi delitti hanno la mente sconvolta da questa malattia, che permette ai mandanti di utilizzarli a loro piacere. Anzi, come in certi attentati, non è necessario neppure il bisogno di dare comandi specifici: si tratta solo di aspettare, e poi cavalcare l'evento. Se gli eventi sono terribili, e vanno condannati e possibilmente impediti, i fautori materiali vanno compatiti, in quanto pazzi, seppure criminali. Per loro, individualmente, deve scattare la nostra compassione. Anche perché l'Harbar si è potuto diffondere non avendo noi messo in opera ciò che era necessario per impedirlo. Quindi siamo tutti co-responsabili. Torno al messaggio del 1984, dove è chiaro che questa malattia era evitabile, se l'umanità avesse aperto i suoi cuori al cambiamento e impedito ogni tipo d'inquinamento. L'Harbar nasce dai cibi avvelenati che mangiamo, dall'acqua inquinata che beviamo, dall'uso di droghe e stupefacenti, anche dall'uso irresponsabile degli psicofarmaci, soprattutto verso i bambini, e da ogni altra causa d'inquinamento. Ma a livelli superiori, nasce dall'ingordigia di denaro, dalla volontà di potere di pochi su tutti gli altri, dall'insieme dei pensieri negativi che continuano ad essere immessi nell'habitat. Spero che sia chiaro a tutti voi che questo mondo non ci appartiene. Siamo nel mondo, ma non di questo mondo. La materia sta cambiando in modo imprevisto, Madre Terra ci sta fornendo ogni tipo di aiuto, e non solo lei. In ogni caso anche questo è un pezzettino del più generale fenomeno della speciazione del genere umano. Non facciamoci quindi condizionare dalle informazioni circolanti, dalle cruente immagini che ogni giorno, subdolamente, ci vengono proposte: il peggior nemico è la paura. Di cosa ci preoccupiamo? Ciascuno è sempre nel posto giusto al momento giusto per ciò che è. Quindi nulla di tutto questo ci può toccare, se restiamo fedeli e presenti a noi stessi. Il tempo è circolare, ma impediamo che il passato diventi il nostro futuro. Le nuove energie sono pulite, usiamole! Facciamo pulizia nella nostra mentre razionale: diamo fuoco ai dogmi e ai preconcetti. Estraiamo la conoscenza dalla sapienza interiore: il Sé può tutto. Soprattutto ostacoliamo questo disegno mondiale che mira a impedirci di fare Festa. Apriamo quello che nessuno mai potrà controllare, il nostro cuore, e continuiamo a fare Festa nell'Amore, nella Giustizia e nella Compassione. Questo è il vero Giubileo! Gian Piero Abbate

L’HARBAR – la peste dei neuroni. È la progressiva destabilizzazione dei neuroni del cervello. Un morbo che stimola il folle desiderio di uccidere e di uccidersi. Una anomalia neuronica dovuta principalmente all’irreversibile inquinamento radioattivo causato dagli esperimenti nucleari e dalle varie scorie di centrali ed altro, dall’inquinamento chimico e fisico del nostro habitat (aria-acqua-terra), dall’inquinamento dei nostri cibi, i quali sono adulterati da componenti cosiddette industriali-artificiali (additivi, coloranti, conservanti, ecc.), dall’inquinamento psichico causato dalla droga… ecc. Tutti questi fattori inquinanti che noi uomini abbiamo provocato, creano un’alterazione o disquilibrio, nei neuroni dei nostri cervelli provocando lo sconvolgimento delle frequenze delle onde cerebrali e quindi, una pericolosissima anomalia che chiamiamo “harbar”. L’harbar potrebbe innestare un rapido processo negativo nei nostri cervelli, portando la nostra generazione all’autodistruzione. (Vedendo come stanno andando le cose, oserei dire che siamo già ad uno stadio avanzato di degenero.) Eugenio Siragusa e pochi altri sono stati i più profondi conoscitori, relatori e informatori su questo morbo letale.

UNA SCONNESSIONE NEURONALE POTREBBE SPIEGARE LA CRUDELTÀ UMANA, di Jaiza Martìnez. Secondo recenti studi la capacità dell’essere umano di commettere atrocità sarebbe attribuibile alla disfunzione di una rete di cellule cerebrali che impedisce di provare empatia verso gli altri. Gli esseri umani sono in grado di commettere atrocità inaudite e atti orribili, inconcepibili. Perchè? Secondo i risultati di uno studio realizzato da alcuni ricercatori della Duke University e della Princeton University degli Stati Uniti, questo comportamento potrebbe essere scaturito dalla disfunzione di una rete neuronale deputate all’interazione sociale, che non permette di riconoscere gli altri come esseri umani. Gli autori di questa ricerca affermano anche che la disfunzione si manifesta nel momento in cui l’uomo prova disgusto o rifiuto nei confronti di altre persone ed è il risultato di un processo di disumanizzazione che impedisce all’uomo di vedere nel prossimo un essere con propri sentimenti o pensieri. Lo psicologo Lasana Harris, direttore dello studio realizzato, ha dichiarato in un comunicato della Duke University: “Quando incontriamo una persona, solitamente ci viene spontaneo dedurre in qualche modo i suoi pensieri. Ma, a volte, questa funzione cognitiva viene meno, e non riusciamo a percepire interamente l’altro come un essere umano.”

Rete neuronale ed empatia. Negli ultimi anni, la neuroscienza sociale (lo studio simultaneo di due cervelli in reciproca interrelazione) ha dimostrato che nel cervello umano normalmente si attiva una rete neuronale concreta quando vediamo immagini di altre persone o riflettiamo su cosa stanno pensando altri individui.  Questa rete è stata identificata grazie alla tecnologia IRM o di immagine per risonanza magnetica che permette, in maniera non invasiva, di registrare immagini dell’attività cerebrale. Gli scienziati hanno capito che questa rete di connessioni neuronali è relazionata con la cognizione sociale, facoltà grazie alla quale possiamo avere determinati pensieri o sentimenti – come l’empatia – interagendo con altri individui. L’indagine di Harris è stata realizzata in collaborazione con Susan Fiske, un’insegnante di psicologia dell’Università di Princeton specializzata nell’interazione delle impressioni e di come i pregiudizi culturali influenzano i rapporti umani. Lo studio comprendeva un sondaggio che ha coinvolto 119 studenti dell’Università di Princeton con un’età media di 20 anni, che analizzava i giudizi, le decisioni e le sentenze che scaturivano dallo scorrere di immagini di persone.

Risultati ottenuti. Con questo studio i ricercatori hanno potuto determinare se gli studenti rispondevano emotivamente secondo le aspettative di fronte a specifiche immagini, come ad esempio: orgoglio alla vista di uno studente universitario o di un vigile del fuoco americano; invidia alla vista di una donna d’affari o di un uomo ricco; compassione di fronte ad un uomo o a una donna anziani, o a una persona disabile; rifiuto nel vedere una donna e un uomo senza fissa dimora, o un tossicodipendente. Ripercorrendo una giornata qualunque nella vita di queste persone, fu chiesto ai partecipanti di valutare le loro potenziali caratteristiche: la loro capacità affettiva, di responsabilità verso la propria situazione, di controllo sulla situazione stessa, di intelligenza, di autocoscienza, etc.

Gli studenti furono infine sottoposti ad un esame eseguito con la tecnica innovativa IRM che consente di registrare la loro attività cerebrale contemporaneamente al susseguirsi delle immagini. I risultati ottenuti hanno dimostrato quanto segue: la rete neuronale, chiave per l’interazione sociale degli studenti, non si attivò di fronte ad immagini di tossicodipendenti, senzatetto, immigrati ed altre persone povere. D’altro canto gli scienziati hanno scoperto che altre regioni cerebrali influivano sulla tendenza a disumanizzare un certo tipo di persone. Queste aree sono risultate quelle deputate al rifiuto, all’attenzione ed al controllo cognitivo.

È necessario mettersi nei panni degli altri. Secondo Harris: “Questi risultati indicano che la disumanizzazione verso gli altri ha radici multiple ed è un fenomeno complesso. È necessario fare nuove ricerche per delineare con maggiore esattezza la complessità del fenomeno.” Gli scienziati affermano peraltro che è altresì sorprendente constatare come la gente attribuisca facilmente cognizione sociale, vita interiore o emozioni ad animali ed automobili, ed evita invece di stabilire contatto oculare con i mendicanti senza tetto che incontra per strada. A questo proposito Fiske segnala che “dobbiamo immedesimarci nel vissuto di altre persone. È questo che ci rende completamente umani”. Nel caso contrario, alimentiamo una disfunzionalità neuronale che favorisce la “percezione disumana” o l’incapacità di considerare la vita interiore degli altri. Secondo i ricercatori, in una situazione estrema questa sconnessione cerebrale potrebbe spiegare, ad esempio, come la propaganda contro gli ebrei nella Germania nazista abbia contribuito alla tortura e il genocidio di milioni di persone. I risultati dello studio in questione sono stati riportati in maniera dettagliata dal ‘Journal of Psychology’ con il titolo “A Psychological Means to Facilitate Atrocities, Torture, and Genocide?” (La percezione disumanizzata: uno strumento psicologico per favorire atrocità, tortura e genocidi?). Studi precedenti avevano già stabilito il legame tra il funzionamento del cervello e la capacità di relazionarsi agli altri. Teoria convalidata, ad esempio, dalla ricerca condotta nel 2010 da alcuni psicologi dell’Università di Vanderbilt (Stati Uniti) su individui psicopatici, che identificò nei loro cervelli un’attività più intensa se associata a sentimenti di ricompensa o di piacere. Infatti i psicopatici cercano sempre il proprio beneficio senza importar loro gli effetti o i pericoli che le loro azioni possono provocare negli altri. Infatti gli psicopatici sono sempre alla ricerca di un proprio beneficio senza tenere in considerazione gli effetti delle loro azioni sulle altre persone o i pericoli che ne possono derivare. Yaiza Martínez

CONTROLLO MENTALE E TRASFERIMENTO IMPUT DA UN CERVELLO ALL'ALTRO.

Controllo mentale, il trasferimento di input da un cervello ad un altro è possibile. Un esperimento ha svelato la possibilità di trasferire input mentali a distanza. Per ora si tratta di semplici movimenti, ma in futuro i ricercatori sperano di riuscire a trasferire idee e pensieri, scrive il 17 novembre 2014 Marco Paretti su "Fan Page". Come fare a rendere la comunicazione tra esseri umani più veloce ed efficiente? Una delle soluzioni più funzionali – e utopiche – sarebbe quella di eliminare completamente il linguaggio in favore di una trasmissione diretta di pensieri, idee ed istruzioni da una mente all'altra. Uno scenario che, secondo gli scienziati, può essere ricreato grazie all'aiuto dei computer. Un recente esperimento svolto all'interno dell'università di Washington ha svelato che è possibile catturare il pensiero di una persona per poi fare in modo che esso sia in grado di muovere la mano di un altro soggetto distante un chilometro. Il tutto utilizzando un computer come mezzo di comunicazione. L'esistenza di questa tecnologia era già stata dimostrata lo scorso agosto, ma ora i ricercatori affermano di aver raggiunto un livello tale da renderla utilizzabile anche nel mondo reale. Per riuscire a raggiungere questi risultati un paziente deve posizionarsi sulla testa un elmetto per l'encefalogramma, il quale è ricoperto da sensori in grado di individuare i segnali del cervello ed inviarli ad un computer. Quest'ultimo li decodifica e li invia sotto forma di impulsi elettrici ad un'altra persona dotata di elmetto per la stimolazione magnetica transcranica. Il primo soggetto pensa di muovere la mano, il segnale viene catturato dal computer e l'impulso elettrico viene inviato al secondo paziente, innescando il movimento vero e proprio della mano. I ricercatori hanno utilizzato tre paia di volontari dislocati in differenti edifici del campus dell'università a circa un chilometro di distanza l'uno dall'altro. Il primo paziente è stato posizionato davanti ad un gioco nel quale una città era tenuta sotto assedio da una nave pirata. Il suo compito era quello di utilizzare un cannone per difendere la città, ma senza poter toccare alcun comando: doveva solo pensare di sparare con l'arma. In un altro edificio il secondo volontario era seduto con la mano posizionata sul comando che controllava il cannone. Quando il collegamento tra i cervelli aveva successo, la mano si muoveva e premeva il pulsante per sparare. Non tutte le prove hanno però dato esito positivo, secondo gli scienziati l'accuratezza variava dal 25% all'83%.

Il controllo totale come una marionetta, quindi, è ben lontano dall'essere possibile. La ricerca ha comunque restituito dei dati incoraggianti e gli autori sono già al lavoro per costruire un dispositivo in grado di catturare e decodificare impulsi più complessi. L'obiettivo finale è quello di riuscire a trasferire concetti e pensieri da un cervello all'altro, il che potrebbe facilitare il trasferimento di conoscenze da una persona all'altra, per esempio in ambito scolastico.

LA MANIPOLAZIONE MENTALE (PLAGIO).

Pubblicato su “Tutor” E' ormai noto che i manipolatori mentali si servono di tecniche psicologiche subdole e sofisticate, spesso abbinate alla somministrazione di sostanze chimiche (come allucinogeni, droghe, psicofarmaci "depersonalizzanti", eccetera), come dimostrano gli studi compiuti da Margareth Singer, G. De Gennaro, M. Gullotta, Jania Lalich e gli scritti di Randall Watters, G. Flick, Ted Patrick. Ma è sbagliato pensare che il plagio avviene solo nelle sette organizzate. Può verificarsi anche in un piccolo gruppo deviato, nella coppia, o addirittura in famiglia. Secondo lo psicologo Steven Hassan, il controllo mentale può essere compreso analizzando le tre componenti descritte dallo psicologo Leon Festinger. Si tratta del controllo del comportamento, controllo dei pensieri e controllo delle emozioni. Ogni componente influenza profondamente le altre: modificandone una anche le altre tenderanno a cambiare. Se si riesce a cambiarle tutte e tre, l'individuo sarà spazzato via (tratto dal libro Releasing the Bonds).

Controllo del comportamento. Il controllo del comportamento è ciò che regola la realtà fisica di un individuo. Include il controllo del contesto in cui si trova, vale a dire dove abita, quali vestiti indossa, che cibo mangia, quanto dorme, come pure il suo lavoro, le abitudini e le altre attività. In alcuni dei gruppi più restrittivi i membri devono chiedere il permesso per qualsiasi cosa. A volte l'individuo viene reso dipendente dal punto di vista finanziario cosicché la sua facoltà di scelta comportamentale si restringe. Un adepto deve chiedere i soldi per il biglietto dell'autobus o per comprarsi i vestiti, o il permesso per recarsi dal medico. Il seguace deve essere autorizzato a telefonare a un amico o a un parente fuori dal gruppo e deve rendere conto di ogni ora della sua giornata. In questo modo il gruppo può tenere saldamente le redini del suo comportamento e controllarne anche pensieri ed emozioni. Il comportamento individuale è spesso assoggettato alla richiesta di eseguire in gruppo ciascuna azione. In molte sette le persone mangiano assieme, lavorano assieme, partecipano a riunioni di gruppo e talvolta dormono nella stessa casa. L'individualismo è disincentivato. Ognuno vede assegnarsi degli "amici" fissi. La struttura del comando è autoritaria: il processo decisionale parte dal capo e, passando per i luogotenenti, arriva ai diretti inferiori fino ai ranghi più bassi. In un ambiente così strutturato, tutti i comportamenti possono essere premiati o puniti.

Controllo del pensiero. Il controllo del pensiero, la seconda importante componente del controllo mentale, prevede l'indottrinamento dei membri in maniera così pervasiva da far loro interiorizzare la dottrina del gruppo. Per diventare un buon seguace una persona deve prima imparare a manipolare i propri processi mentali. Tutto ciò che è buono si incarna nel leader e nel suo gruppo. Tutto ciò che è cattivo è nel mondo esterno. I gruppi più totalitari dichiarano che la loro dottrina è stata scientificamente dimostrata. La dottrina sostiene di poter esaudire tutte le domande, di rispondere a tutti i problemi e a tutte le situazioni. Un altro aspetto chiave del controllo del pensiero prevede l'addestramento specifico dei soggetti a bloccare e respingere qualsivoglia informazione critica nei confronti del gruppo. I basilari meccanismi di difesa di una persona vengono confusi a tal punto da farla arrivare a difendere l'identità acquisita nel culto a scapito dell'identità originaria, che soccomberà nello scontro. Se un'informazione trasmessa al membro di un culto viene percepita come attacco al capo, alla dottrina o al gruppo stesso, per tutta risposta viene immediatamente eretto un muro di ostilità.

Controllo delle emozioni. Il controllo delle emozioni, la terza componente del controllo mentale, mira a manipolare e limitare la sfera dei sentimenti. Sensi di colpa e paura sono gli strumenti impiegati per tenere le persone sotto controllo. Il senso di colpa è forse l'unica e più importante leva emozionale capace di indurre conformismo e accondiscendenza. La maggior parte degli affiliati non è affatto consapevole che i sensi di colpa e le paure vengono usati al fine di controllarli: sono stati condizionati a colpevolizzare sempre e soltanto se stessi, quindi rispondono con gratitudine ogni qual volta si fa loro notare una "mancanza". La paura mira a tenere unito il gruppo: un modo è la creazione di un nemico esterno che ti perseguita. Molti gruppi esercitano un controllo completo sulle relazioni interpersonali. I capi dicono ai membri chi devono frequentare e chi evitare. Alcuni leader di setta arrivano a indicare ai propri affiliati chi possono sposare e chi no. La confessione di peccati commessi nel passato o di comportamenti errati è anch'esso un potente mezzo per il controllo delle emozioni. Ma la tecnica più potente per il controllo emozionale è l'induzione di fobie. Si tratta, in sostanza, di indurre una reazione di paura alla sola idea di abbandonare il gruppo. È impossibile per un seguace ben indottrinato sentirsi al sicuro fuori dal gruppo. Se un gruppo riesce ad avere pieno controllo sulle emozioni di una persona, riuscirà a controllarne anche pensieri e azioni.

Controllo dell'informazione. Il controllo dell'informazione è l'ultima componente del controllo mentale. L'informazione è il carburante che usiamo per il buon funzionamento della nostra mente. Se a una persona viene negata l'informazione necessaria a formulare giudizi fondati, non sarà più in grado di formarsi opinioni proprie. Le persone rimangono intrappolate nelle sette non solo perché viene loro negato l'accesso a informazioni di carattere critico, ma anche perché vengono a mancare quegli appropriati meccanismi interni che servono a elaborarle. Tale controllo dell'informazione ha un impatto drammatico e devastante. In molte sette le persone hanno un accesso limitato ai mezzi d'informazione (giornali, riviste, televisione o radio) che non siano di pertinenza del gruppo. Ciò si ottiene anche impegnando i membri al punto da non avere tempo da dedicare ad altro. Il controllo dell'informazione avviene a tutti i livelli relazionali. Non sono permesse conversazioni critiche nei confronti dei capi e dell'organizzazione. I seguaci devono spiarsi a vicenda e riportare immediatamente ai leader attività improprie e critiche. Ai nuovi adepti non è consentito comunicare tra loro, se non alla presenza di un membro anziano. E, cosa più importante, viene proibito loro di avere contatti con chi è critico nei confronti della setta. Comportamento e pensiero, emozioni e informazioni, ogni forma di controllo ha grande potere sulla mente umana. Insieme formano una rete totalizzante che può manipolare anche le persone più forti. Di fatto, sono proprio gli individui più forti a trasformarsi in membri più devoti e coinvolti. Nessun gruppo mette in atto tutte queste tecniche insieme, ma senz'altro sono le pratiche più diffuse nell'ambito di ciascuna componente del controllo mentale, poiché esistono anche altri metodi in uso in certe sette.

La riforma del pensiero secondo Singer. Negli Anni '50, la psicologa del Walter Reed Army Hospital, Margaret Singer, ha studiato gli effetti del controllo mentale settario. Singer ha riassunto cinquant'anni del suo lavoro nel libro Cults in Our Midst, in cui spiega le sei condizioni per ottenere la riforma del pensiero:

1. acquisire il controllo sul tempo personale individuale, in particolare quello dedicato alla riflessione e all'ambiente fisico;

2. Creare senso di impotenza, paura e dipendenza, fornendo contemporaneamente modelli del comportamento che la leadership vuole produrre;

3. premi, punizioni ed esperienze al fine di sopprimere precedenti comportamenti e atteggiamenti sociali, compreso l'utilizzo di stati alterati di coscienza;

4. manipolazione di premi, punizioni ed esperienze per provocare comportamenti e atteggiamenti voluti dalla leadership;

5. creazione di un sistema controllato, in cui chi dissente viene fatto sentire come se i suoi interrogativi indicassero che esiste qualcosa di intrinsecamente sbagliato in lui;

6. mantenere i membri inconsapevoli e non informati sul fatto che esiste un piano per controllarli e modificarli.

Secondo la dottoressa Singer, l'individuo crede di prendere decisioni autonome quando in realtà è socialmente influenzato a disinserire la mente critica e la capacità di prendere decisioni indipendenti. Nel giro di breve tempo le reclute immerse nel nuovo ambiente iniziano a pensare in modo diverso senza rendersene conto. Le sette giocano su normali sentimenti di ambivalenza, cosa facile con i giovani che hanno meno esperienza di vita. Ad esempio, è quasi impossibile che adolescenti e giovani adulti non abbiano sentimenti contrastanti nei confronti dei genitori. Anche la madre o il padre più amati hanno avuto scontri con i figli che lasciano ricordi di rabbia o delusione, e la maggioranza dei genitori ha almeno qualche abitudine o peculiarità irritante. Molte sette si preoccupano di battere su questi sentimenti irrisolti e li sfruttano per legare i membri al gruppo. Oltre ad essere indotti a condannare famiglia e relazioni personali, vengono portati a credere che essi stessi erano "persone cattive" prima di entrare nel gruppo.

"Controllo Mentale: nella Scuola le prime ingerenze". La scuola oggi vanta un numero incredibilmente esiguo di estimatori. Così esiguo che viene da chiedersi se tale impopolarità sia realmente da ascriversi alla indolenza degli scolari e alla impreparazione dei docenti (come asserisce una parte della opinione pubblica), o se piuttosto il problema discenda da altri fattori...Quelle che seguono sono alcune ipotesi personali sul perché la gran parte delle persone tenda ad associare il ricordo della fine dell'excursus scolastico ad una sorta di liberazione. Alcuni dati da cui partire: 1 - la maggior parte dei cittadini tende a omologarsi allo stile di vita e alla espressività della massa; 2 - la maggior parte dei cittadini reputa competitività ed utilitarismo come due assiomi connaturati alla normale vita di società; 3 - la maggior parte dei cittadini reputa "normale" che in un sistema democratico alcuni personaggi siano 'più uguali degli altri', ed altrettanto normale sottomettersi a chiunque si fregi di una qualsiasi carica, a prescindere dalla effettiva rispettabilità dell'individuo che ne è titolare; 4 - la maggior parte dei cittadini non legge per il semplice piacere di farlo, ed in generale tende a rifiutare il concetto di 'apprendimento fine a se stesso'; 5 - l'oggetto libro è sempre più associato alla idea di neutro contenitore di nozioni da riversare acriticamente nella memoria al fine di ottenere un traguardo utilitaristico. Si va dalla promozione negli anni scolastici e universitari, al conseguimento di diplomi e specializzazioni nel periodo post-accademico, al mero sfoggio nozionistico nelle conversazioni salottiere. Ebbene, ognuna delle situazioni sopra elencate può essere ricondotta ad una unica matrice: il sistema-scuola. Il sistema scolastico contemporaneo può essere fatto risalire ai principi enunciati dai filosofi John Locke, Jean Rosseau e - più recentemente - Johan Fitche, che nel suo Discorso al popolo tedesco (molto apprezzato da Mussolini e Gentile) - sottolinea la necessità che tutti i bambini siano presi in consegna dallo Stato, così che il loro modo di pensare possa essere pesantemente influenzato dagli indottrinamenti scolastici. La prossima volta che sentirete parlare di scuola dell'obbligo, chiedetevi se tale obbligatorietà sia dovuta alla natura filantropica dello Stato, al quale starebbe a cuore il fatto che i propri cittadini siano tutti almeno un pò istruiti, oppure alla necessità di prendere in consegna le menti giovani per prepararle ad accettare come normali le storture del sistema entro cui si troveranno a vivere. La cosiddetta 'alfabetizzazione' fu un processo finalizzato al bene della collettività, o piuttosto si trattò di una strategia volta ad assicurare al potere maggiore controllo sui sudditi 'consumatori' attraverso la cosiddetta 'comunicazione'?

Qualche riflessione...Gli anni in cui più siamo obbligati a piegarci ad un ferreo regime di schematizzazioni sono gli stessi in cui la nostra mente è più fertile, creativa, disposta all'accoglimento di ogni sorta di idea e concetto. In quegli anni ognuno di noi è portato a interessarsi alla vita con curiosità e passione, assecondando le proprie naturali attitudini. Tuttavia il sistema-scuola tende a sterilizzare questa naturale fertilità, obbligando la mente giovane ad occuparsi solo di un determinato numero di argomenti, per lo più inadatti alla stimolazione di un individuo di tenera età (è un pò come pretendere che qualcuno raggiunga la cima di una scala senza toccare i primi pioli), ed insegnate con metodi impositivi, repressivi e punitivi. Mediante interrogazioni ed esami lo scolaro impara ad associare il concetto di apprendimento ad una serie di sensazioni ansiogene che di certo non faciliteranno il suo futuro approccio alla cultura e alla conoscenza. Mediante i libri di testo apprende che sia più importante imparare a memoria la opinione di un accademico - voce del sistema - piuttosto che esprimere la propria, generalmente ridicolizzata e disprezzata. Mediante promozioni e bocciature impara che la unica valida ragione per alimentare la propria cultura sia il raggiungimento di un fine utilitaristico e monetizzabile. Mediante voti, giudizi e classificazioni impara ad accettare il clima di costante competizione che caratterizzerà la sua esistenza post-scolastica. Mediante la figura dell'insegnante impara i concetti di autorità e subordinazione, così che quando da adulto si troverà al cospetto di una forma di 'autorità costituita', sarà istintivamente e acriticamente indotto a sottomettersi ad essa. Mediante un metodo di studio fatto di infinite ripetizioni, rigidi orari e schematizzazioni di ogni genere impara che fondamentale requisito per ottenere un avanzamento sociale - al di là del rendimento nelle materie di studio - sia quello di uniformarsi allo stile di vita collettivo. Per chiudere il discorso è necessario citare la norma che delega al Ministero della Pubblica Istruzione la scelta dei programmi di studio e libri di testo (precisi indirizzi ai quali ogni insegnante è obbligato a uniformarsi, pena il licenziamento) attraverso i quali, come non è difficile intuire, la formazione culturale dello scolaro subisce filtri e deformazioni derivanti dalla politica. Probabilmente non esistono in società settori più arretrati e dannosi della istruzione. Così come è congegnato, il sistema scuola rappresenta un vero e proprio attentato alla facoltà di autodeterminazione degli individui. La principale finalità della scuola - specie nel mondo occidentale del Ventunesimo secolo - dovrebbe essere quella di alimentare nello studente la sete di conoscenza, sollecitando la sua naturale tendenza a porre in correlazione gli elementi appresi, in modo tale che da nozioni isolate si trasformino in 'cultura.' L'individuo non avrebbe alcun bisogno di essere quotidianamente 'imboccato'; le uniche materie scolastiche degne di essere insegnate - con i mezzi attuali - sono: 'passione per la conoscenza' e 'strumenti di accesso alla conoscenza.' Tutto qui. La cosa tuttavia costituirebbe un pericolo per chi comanda, dal momento che - come Hegel insegna - è necessario che la società sia composta da individui/strumenti. Persone competenti in una unica materia, ed incompetenti in qualsiasi altra. Oggi le persone che fanno della loro singola competenza una ragione di vita sono certificate come 'sistemiche doc' con il conferimento della laurea, ed autorizzate ad insegnare al loro prossimo, diffondendo ottusamente il verbo sistemico, che in tal modo può rinnovarsi automaticamente ad infinitum. Buffo notare come da qualche decennio si usi descrivere le persone e le loro attività attraverso aggettivi un tempo associati a strumenti e oggetti. Efficiente; operativo; flessibile; risorsa umana; produttivo; essere scarichi; staccare la spina, ecc. La mente umana è come una macchina che una volta accesa si autoalimenta e non smette più di funzionare. Compito delle istituzioni scolastiche dovrebbe essere quello di supportare lo scolaro nella accensione del proprio cervello-macchina. L'attuale sistema-scuola invece sembra essere strutturato per ottenere l'effetto opposto, cioè suscitare repulsione verso la conoscenza. Ci insegna ad incamerare acriticamente un certo numero di opinioni e resoconti, con il solo fine di ricavarne un traguardo utilitaristico. In sostanza ci somministra la nostra prima razione di omologazione, servilismo e competitività. Tutto ciò dopo che i nostri genitori hanno involontariamente inaugurato il nostro lavaggio del cervello riempiendoci la testa con decine di proverbi popolari e fiabe classiche. E pensare che c'è chi sostiene che a scuola si studi poca educazione civica. La intera esperienza scolastica costituisce in realtà una unica, lunga, subliminale lezione di 'educazione civica.' Non per niente la parola "formazione" è sempre più spesso utilizzata per indicare il percorso didattico. Un termine che presuppone la esistenza di un modello a cui ogni bravo scolaro è tenuto ad aspirare e uniformarsi. Qualsiasi studente ha subito questa sorta di stupro mentale. Si è trattato della prima diretta ingerenza sistemica nella sua sfera individuale, eppure nemmeno se ne è reso conto, per lo meno non a livello cosciente. Tornando all'interrogativo iniziale, ho idea che molti individui tendano a ricordare la fine della scuola come una sorta di 'liberazione' per il motivo più elementare; perché in sostanza lo è stata, una liberazione. Liberazione da una morsa di paura, grigiore, ripetitività, incomunicabilità, che ha soffocato (spesso uccidendole) le sue pulsioni più genuine, sane ed umane. Peccato che tale libertà duri appena il tempo di una estate, dopo la quale ogni scolaro si trasforma in disoccupato, lavoratore o studente universitario. L'excursus scolastico ha tramutato la sua macchina-cervello da portentosa unità autosufficiente in un grigio pallottoliere autolimitante. Ecco che ha inizio il soggiorno nel sistema-vita; quello dove la gente a volte si suicida; la cosiddetta 'società civile' a cui la scuola, durante gli anni della nostra prima giovinezza, ci ha scrupolosamente preparati.

"Non è questione di imparare la geografia o la geometria, ma di abituarsi al lavoro, perciò alla noia." (F.Galiani)

"La mente non ha bisogno, come un vaso, di essere riempita, ma piuttosto, come legna, di una scintilla che l'accenda e vi infonda l'impulso della ricerca ed un amore ardente per la verità." (Plutarco)

"Nulla è più utile di quegli studi che non hanno alcuna utilità." (Ovidio)

"Non abbiamo bisogno di educazione. Non abbiamo bisogno di essere tenuti sotto controllo, nè di oscuro sarcasmo in aula. Professori, lasciate in pace i ragazzi. Tutto sommato non è che un altro mattone nel muro." (Pink Floyd - Another Brick in The Wall). Fonte: "Anticorpi".

MIND CONTROL. MEDIA E STRATEGIA DI CONTROLLO. INSOSPETTABILI GATEKEEPERS.

Mind Control: strategie di controllo mentale attraverso i media. Tesi On Line Laurea liv.I. Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo. Autore: Marianna Tesoriero. Composta da 82 pagine. In questo lavoro verrà trattato il delicato tema del “mind control”, ovvero il controllo mentale dei media di massa su quelle che sono le scelte dei soggetti destinatari. Questa idea nasce dal credo che esista una terza via che sfugga all’alternativa tra l’accettazione ingenua dei frutti della propaganda e il cinismo totale. La società contemporanea caratterizzata da usi sempre più sofisticati di strumenti di diffusione mediale necessita di un sistema di tutela, democratico, a che l’utente venga informato sulle dinamiche psicologiche utilizzate nella trasmissione del messaggio e sulle ripercussioni sociali che queste determinano. Pur riconoscendo il ruolo cruciale dei media nella costruzione e rappresentazione sociale della realtà, non si può perdere di vista il ruolo dicotomico del consumatore: questi, considerato, spesso, spettatore passivo dell’offerta mediale, procede all’interpretazione dei messaggi veicolati attraverso lo strumento mediale e ne diventa attore sociale protagonista. Pertanto, i mass media entrano a pieno titolo nella costruzione sociale della realtà poiché da una parte ne rappresentano il mondo e dall’altra sono essi stessi parte del mondo: essi si muovono in una dimensione collettiva e nel contempo in una dimensione individuale. L’eloquente retorica dei greci e dei romani classici è ben lontana dalla comunicazione contemporanea, tutta centrata sull’uso di slogan e immagini semplici. La propaganda moderna si propone sempre meno di informare e di illuminare e sempre più di trascinare le masse verso una posizione o un punto di vista desiderato. Il paesaggio persuasorio contemporaneo è completamente diverso da quello del passato ed è partendo da questa considerazione e intorno alla stessa che si svilupperà questo lavoro. L’elaborato consterà di tre diversi capitoli nei quali, partendo da una disamina generale sui mass media, verranno affrontate le teorie che nell’ultimo secolo si sono sviluppate intorno al tema della manipolazione mentale e su quelle che sono le tecniche utilizzate nonché gli effetti scaturenti, per poi chiudere con l’analisi di casi pratici applicativi degli strumenti stessi. Nello specifico, nel primo capitolo verrà affrontato il tema della costruzione sociale nella società contemporanea attraverso i media di massa: procederò con una disamina sull’evoluzione dello strumento mediale nel corso del XX secolo e affronterò il delicato tema della tutela del principio democratico che viene, in un certo modo, svuotato di senso, permanendo e perdurando nell’apparenza e nella forma ma non nella sostanza e nella sua essenza e, cercherò di dare una risposta alla seguente domanda: i mass media sono una minaccia o una tutela della democrazia? Nel secondo capitolo mi soffermerò sulle teorie sviluppatisi intorno al mind control e disquisirò su studiosi quali Lippman, Jung, Bernays, Lasswell. Mi soffermerò sulle tecniche più utilizzate quali, l’arte della persuasione, la percezione subliminale, il consumismo indotto. E, a conclusione del secondo capitolo, ritengo importante trattare il potere persuasivo dei mass media in relazione a due particolari segmenti di audience: i bambini e le donne. Ed è attorno a questi due segmenti che elaborerò il terzo capitolo nel quale tratterò dei casi pratici in cui la narrazione delle storie gioca un ruolo fondamentale nella costruzione della realtà sociale, ovvero di come viene creato un mondo reale intorno alle storie raccontate dal media.

CONTROLLO MENTALE: INSOSPETTABILI GATEKEEPERS. Di Antonella Randazzo su “Altra Informazione”. Letteralmente il termine “Gatekeeping” significa “la custodia al cancello”, ovvero la possibilità di esercitare un controllo attraverso criteri che favoriscono alcune notizie su altre. In termini professionali il gatekeeping comprenderebbe “tutte le forme di controllo dell’informazione che possono determinarsi nelle decisioni circa la codificazione dei messaggi, la diffusione, la programmazione, l’esclusione di tutto il messaggio o di sue componenti… le esigenze organizzativo-strutturali e le caratteristiche tecnico-espressive di ogni mezzo di comunicazione di massa (in quanto) elementi cruciali nel determinare la rappresentazione della realtà sociale fornita dai media”. Già negli anni Cinquanta lo psicologo Kurt Lewin sosteneva l’esistenza di giornalisti gatekeepers, che decidevano quali notizie dare e quali no. Generalizzando possiamo considerare gatekeepers tutti coloro che, pur parlando ad un pubblico ampio attraverso i media, si astengono dal dire alcune verità importanti. Si tratta, in parole semplici, di agire in modo tale da far rispettare i limiti informativi imposti dal sistema. Il gatekeeper dunque è colui che subisce pressioni e condizionamenti che lo inducono a comportarsi in un certo modo, facendo prevalere logiche diverse rispetto alla vera informazione. Oppure colui che sceglie di sostenere il sistema evitando di parlare di alcune verità che potrebbero demolirlo. Si dice che il giornalismo attuale è come un “guardiano del potere”, ovvero esso sostiene il potere nel non far trapelare verità scomode e utilizza tecniche per impedire una vera presa di coscienza dei cittadini sulla realtà finanziaria, politica, economica e mediatica. Si cerca persino di addolcire tutto questo facendo diventare l’informazione uno spettacolo attraente, emozionante oppure raccapricciante, ma comunque sempre emotivamente “forte” e quanto possibile spettacolare. Gli obiettivi principali sarebbero la disinformazione, la distrazione e il condizionamento necessario per non mettere in pericolo il sistema. Spiega il giornalista Ignacio Ramonet: (Il telegiornale) “è strutturato per distrarre, non per informare… la successione di notizie brevi e frammentate ha un duplice effetto di sovrinformazione e di disinformazione: troppe notizie e troppo brevi… pensare di informarsi senza sforzo è un’illusione vicina al mito della pubblicità più che all’impegno civico”. Oltre ai giornalisti, possono assumere il ruolo di gatekeepers anche scrittori, opinionisti, intellettuali, scienziati, politici, ecc. Le persone comuni basano le loro conoscenze fondamentali su ciò che gli “esperti” dicono loro, e questo potrà intralciare una possibile futura conoscenza dei fatti veri. “Se non l’hanno detto in quella tal trasmissione televisiva allora vuol dire che potrebbe non essere vero”, oppure “Se non l’ha detto il professor tal dei tali, allora non può essere vero, sennò l’avrebbe detto”. Queste frasi riassumono il potere e l’influenza esercitata dai gatekeepers presentati dai media come “esperti” su ciò che le persone crederanno. Potrebbero esistere tre tipi di gatekeepers: quelli del tutto inconsapevoli di esserlo, quelli che agiscono come tali per timore di perdere privilegi o il posto di lavoro, e quelli consapevoli di esserlo, avendolo scelto liberamente, ritenendo giusto esserlo. Per quanto riguarda il primo caso, vi appartengono alcune persone che possono anche essere erudite, ma sono condizionate dal sistema a tal punto da non riuscire a ragionare fuori dalle sue logiche. Per uscire dal condizionamento del sistema occorre impegno e sforzo, che non tutti attuano. Ad esempio, questi gatekeepers credono che le autorità statunitensi siano il male minore rispetto al “terrorismo”, che le autorità italiane non siano corrotte ma autorevoli, o che la corruzione politica costituisca un’eccezione. Evidentemente, queste persone rimangono ancorate all’idea che il sistema sia fondamentalmente “buono”, anche se ammettono che esso possa avere difetti o aspetti che generano problemi. Dunque, questi gatekeepers ammettono problemi come il precariato, la disoccupazione, la corruzione o i problemi economici, ma li attribuiscono a fattori non prevedibili e non controllabili, accettando dunque la difficoltà a risolverli, ma mantenendo, paradossalmente, un ottimismo di fondo, che deriva dal non ammettere il marciume che il sistema presenta alla radice. In altre parole, queste persone conservano un’idealizzazione del sistema, e rimangono fataliste circa la vera origine dei problemi e la loro soluzione. Esse rimangono agli aspetti relativi alla punta dell’iceberg, ignorando o negando l’esistenza di alcune realtà fondamentali. Dunque queste persone, immerse nella non-consapevolezza, esprimono opinioni e concetti che sono utili al sistema, e non svolgeranno mai un ruolo di contrasto o di disturbo. Per questo motivo esse potranno fare carriera nel loro settore e saranno ben accolte negli ambienti di regime. Tuttavia saranno sempre osservate con attenzione, poiché, qualora subodorassero la verità o capissero alcuni aspetti del sistema, potrebbero smettere di esercitare la funzione di gatekeeping, e in tal caso sarebbero messe ai margini, o comunque non potrebbero più ricoprire ruoli di rilievo nel panorama mediatico. A questa categoria potrebbe appartenere, ad esempio, la docente universitaria Laura Boella, che nel suo libro “Neuroetica” sostiene che le tecniche eugenetiche siano state applicate soltanto dalla Germania nazista, ignorando che in realtà esse furono adottate dagli Stati Uniti e da altri paesi europei. Evidentemente, la Boella fa le sue considerazioni sulla base di ciò che viene detto nei canali ufficiali, poiché delle tecniche eugenetiche praticate dalle autorità statunitensi o svedesi si parla quasi esclusivamente su pubblicazioni di piccole case editrici, che hanno una modesta diffusione, o su Internet. Inoltre, la Boella, nel suddetto libro, analizza casi di microcriminalità, affrontando il problema della morale, ma non fa alcun cenno agli impulsi criminali mostruosi degli attuali stegocrati. Il criminale comune può uccidere poche persone, mentre gli stegocrati commettono veri e propri genocidi in molte parti del mondo, eppure non vengono mai considerati dai docenti universitari che si occupano di morale o criminalità. Nei testi accademici c’è spesso un illustre assente: il nucleo di potere centrale che crea il sistema e lo alimenta, difendendolo anche con le guerre e i massacri. Evidentemente, questi studiosi si attengono al “territorio” all’interno del quale si sono mossi i loro insegnanti cattedratici, e dunque essi stessi continuano ad esaminare le questioni all’interno dei medesimi parametri, diventando “guardiani del potere”, ovvero gatekeepers, in quanto non considerano ciò che potrebbe mettere in pericolo il sistema di potere. Questo tipo di gatekeepers potrebbe essere destinato a scomparire, poiché sarà sempre più difficile non capire i paradossi del sistema, dato che su Internet ormai da tempo circolano numerose notizie supportate dai fatti, sui crimini delle autorità occidentali e sui paradossi del sistema. Nel secondo caso abbiamo persone che possono comprendere i crimini del sistema ma fanno ragionamenti opportunistici o motivati dalla paura di perdere il lavoro o altri vantaggi. In tal caso si tratta di persone che si adattano al sistema pur accorgendosi che esso presenta aspetti iniqui. Queste persone si autocensurano, e coltivano la capacità di escludere argomenti scomodi o non graditi ai “padroni”. Lo stesso Montanelli denunciava l’autocensura dei giornalisti di regime. Negli anni Sessanta scriveva sull' “Europeo”: “La maggior parte dei giornalisti, quando compongono un articolo, lo fanno interrogando la censura. Quale? Quella che hanno in corpo da secoli e di cui ormai non riescono a fare a meno”. Montanelli tralasciava di dire che esistono anche giornalisti che non intendono autocensurarsi, che vengono estromessi dai canali di regime, oppure messi nelle condizioni di non nuocere. Ovviamente i ruoli migliori e di prestigio vengono dati a coloro che si autocensurano e che hanno l’abilità di non darlo a vedere. Nel terzo caso troviamo persone ben adattate al sistema consapevolmente, che ritengono necessario l’uso della forza per dirimere i problemi, oppure che accettano l’egemonia statunitense come “naturale”, avendo l’idea che la realtà debba sempre essere determinata dal più forte. Evidentemente, queste persone hanno tali “valori” impliciti nella loro mentalità, e li esprimono direttamente o indirettamente, rendendo le argomentazioni quanto più possibile accettabili. Di solito queste persone raggiungono una notevole popolarità, e i loro libri o articoli vengono il più possibile divulgati, in modo tale che esse possano influenzare quante più persone possibile. Esse svolgono un ruolo importantissimo convincendo molti dell’impossibilità di cambiare sistema. Da alcuni anni negli Usa e in Europa si parla di “left gatekeepers” ad intendere personaggi, scrittori, intellettuali e giornalisti anche di fama mondiale, che agirebbero per conto delle “sinistre” politiche, al fine di denunciare, in modo non pericoloso per il sistema, alcuni crimini delle corporations, senza però andare a smascherare completamente il gruppo di potere. Si tratterebbe di persone che devono apparire degne di fiducia per assolvere il compito di canalizzare il malcontento o i sospetti dei cittadini in modo non nocivo all’assetto di potere. Questi gatekeepers possono essere riconosciuti dal fatto che non sollevano, ad esempio, il problema del potere della Federal Reserve o della Bce, e non condannano l’intero sistema. Di solito questi personaggi trattano i problemi come se si trattasse semplicemente di schierarsi (pro o contro, a destra o a sinistra), anziché capire a fondo la realtà. I “left gatekeepers” sarebbero indispensabili poiché è proprio il cittadino più critico a dover essere tenuto sotto controllo da personaggi che appaiono come lui, ma che di fatto propongono una percezione della realtà che non minaccia affatto l’assetto di potere. In altre parole, il sistema ha oggi bisogno di creare gli stessi dissidenti o intellettuali critici, affinché i cittadini più attenti non si rivolgano ai veri dissidenti, tenuti ai margini della realtà mediatica. Questi gatekeepers fungono da esche, per tenere ancorate al sistema persone che altrimenti se ne allontanerebbero pericolosamente. I metodi dei gatekeepers possono essere sottili, anche se tali personaggi potrebbero facilmente essere riconosciuti dall’assenza nei loro discorsi di argomenti scottanti che smascherano il sistema, come la corruzione delle autorità o le repressioni degli eserciti occidentali. Alcuni gatekeepers potrebbero trattare questi argomenti in modo marginale, mistificato o addirittura dicendo menzogne, come ad esempio che gli eserciti occidentali fanno “missioni” di pace o che il sistema partitico tutela la democrazia e quindi impedisce la dittatura. Alcuni gatekeepers possono trattare argomenti che preoccupano i cittadini, ma lo faranno in modo parziale. E’ il caso del personaggio assai inquietante Berlusconi, che nel nostro paese si è posto in modo ambiguo e truffaldino, facendo credere di essersi arricchito perché capace nell’imprenditoria, mentre in realtà dietro la sua storia tutti sanno che ci sono aspetti poco chiari, che lo vedono legato ad ambienti mafiosi e massonici. La sua storia è stata raccontata da Marco Travaglio e da altri, che però non hanno messo in luce che egli aveva un ruolo preciso nel sistema, che era quello di evitare che in un paese come l’Italia, che da sempre preoccupa i colonizzatori anglo-americani, ci fosse il pericolo del mancato controllo della TV e di altri importanti media. E’ ovvio che se un personaggio come Berlusconi poteva acquisire nel giro di pochi anni un potere talmente elevato da condizionare gli italiani con le sue TV, era perché il sistema glielo permetteva, anzi, traeva dal suo ruolo enormi vantaggi in fatto di controllo della popolazione. L’Italia degli anni Settanta non era piaciuta affatto all’impero statunitense, che attraverso la strategia della tensione aveva fatto di tutto per piegare le lotte popolari che miravano ad ulteriori miglioramenti lavorativi ed economici, che gli stegocrati non erano disposti a concedere. Occorre considerare che molti gatekeepers utilizzano tecniche emotive per generare fiducia e ottenere credibilità. Come scrivono gli studiosi Anthony R. Pratkanis e Elliot Aronson: “Un propagandista non si fa scrupolo di sfruttare il nostro senso di insicurezza, di evocare le nostre paure più profonde o di offrire false speranze… l’obiettivo diventa dimostrarsi superiori e giusti, non importa come”. Possono essere utilizzate critiche verso gli stessi personaggi di regime. Ad esempio, Berlusconi è stato utilizzato dai gatekeepers pagati dalla “sinistra” per diffondere lo spauracchio del “piccolo” despota. Sono stati assoldati gatekeepers per fare in modo che il personaggio apparisse nei suoi peggiori aspetti (non era certo difficile trovarli). In questo caso si volevano far apparire migliori i politici di sinistra, rispetto ad un personaggio assai discutibile. Questo metodo favorì la vittoria di Prodi nel 2006, e gli italiani ebbero modo di rendersi conto di quanto poco democratico fosse anche Prodi. Anche oggi le sinistre usano lo spauracchio Berlusconi per non far vedere che il sistema partitico, essendo manipolato dall’alto, non può che produrre esiti antidemocratici, a prescindere dal personaggio che vincerà le elezioni. In altre parole, in tutti i casi, non saranno tenuti in gran conto gli interessi dei comuni cittadini, ma soltanto quelli delle banche, delle grandi corporation e delle autorità che controllano il nostro paese. Per capire veramente il fenomeno Berlusconi bisognerebbe capire cosa accadde negli anni Settanta, periodo in cui molti lavoratori protestavano per l’uso autoritario del mezzo televisivo, essendo consapevoli del potere che esso dava. Negli anni Settanta si parlò di “crisi della televisione”, ad intendere le numerose critiche e auspici di riforma avanzati alla TV di Stato. Si criticava l’uso autoritario del mezzo televisivo, che privava la società civile di prenderne parte e di avere potere decisionale sui programmi. Si denunciava la strumentalizzazione del mezzo da parte della classe egemone, che lo utilizzava per rafforzare il proprio potere e per passivizzare i cittadini. Molti autori, auspicando un uso “democratico” del mezzo, denunciarono l’uso verticale della TV, e che i cittadini comuni non potevano usarla per le loro esigenze, dovendo subire una programmazione fatta dalle autorità, a difesa del sistema di potere. Ad esempio, scriveva il giornalista Giovanni Cesareo: “L’accentramento (della TV) … è totale… sarebbe stato possibile instaurare collegamenti fissi con qualsiasi luogo… Le reti televisive sarebbero diventate… reti di comunità… Nei fatti, oggi, la ‘circolarità’ della comunicazione televisiva è una ‘circolarità’ interna, che, semmai, si apre ai centri di potere o ad alcuni luoghi ove si svolgono spettacoli e manifestazioni sportive… La televisione… è stata ridotta a mezzo di distribuzione a senso unico di messaggi ‘autoritari’… Sappiamo anche… che in questi ultimi anni in Italia si sono avite numerose manifestazioni operaie contro la RAI-TV; si sono avuti agitazioni e scioperi dei dipendenti dell’azienda radiotelevisiva; si è accentuata, in linea generale, la critica nei confronti della programmazione televisiva… le ‘idee dominanti’ permeano anche i programmi di evasione… le classi oppresse sono costrette a vivere e a muoversi in un sistema sociale che impone le sue leggi.”

Anche i sindacati auspicavano una riforma della televisione. In un documento scritto da un gruppo di lavoro CGL-CISL-UIL, titolato “Appunti per la riforma della RAI-TV”, si legge: “L’ente RAI-TV, pur mantenendo il suo carattere nazionale, deve prevedere ampie ed autonome articolazioni al fine di garantire la massima partecipazione dei lavoratori, delle loro organizzazioni, delle associazioni culturali e ricreative, nella fase di ideazione e di realizzazione dei prodotti formativi e informativi”. Per eliminare le proteste, occorreva creare un nuovo panorama televisivo, in cui il privato avrebbe avuto rilievo, e avrebbe abbassato il livello qualitativo dei programmi, spazzando via definitivamente la velleità popolare di poter avere voce in capitolo all’interno di un mass media così importante come la TV. Prima che si imponesse Berlusconi in Italia, come racconta lo scrittore Lawrence K. Grossman, ci furono diversi altri casi di personaggi simili, alcuni dei quali raggiunsero il “successo” con mezzi analoghi. Ad esempio, negli Usa, dagli anni Ottanta, il miliardario Ross Perot utilizzò le stesse tecniche di Berlusconi, candidandosi e criticando la “vecchia” politica, facendo frequenti apparizioni in diversi programmi televisivi, e mostrandosi talvolta in comizi allegri come feste e in bagni di folla. Nonostante Perot non fosse riuscito ad avere una lunga carriera politica, il suo modello fu seguito da molti. Racconta Grossman: “Berlusconi… ebbe un enorme vantaggio rispetto a Perot, in quanto utilizzò per autopromuoversi, contemporaneamente e al massimo, le tre maggiori televisioni commerciali italiane, alcuni importanti quotidiani e periodici, nonché una grande concessionaria di pubblicità, tutti di sua proprietà”. Anche in Brasile si ebbe un caso analogo, il proprietario di un impero mediatico, Roberto Marinho, utilizzò il suo potere per condizionare politicamente addirittura attraverso un gruppo parlamentare. Concentrare i media nelle mani di pochi è utile per poterli meglio controllare, concedendoli a persone di “fiducia”, veri paladini nella difesa del sistema. In sintesi, Berlusconi è come un tassello che andrebbe inserito nel puzzle per poterne comprendere appieno il significato. Rimanere nel dettaglio e continuare a dissertare sul personaggio dicendo “non sottovalutiamolo”, o “stiamo attenti a lui”, significa perlomeno trascurare quegli aspetti gravissimi del sistema che hanno creato tale personaggio e lo usano per determinati scopi. In altre parole, il gatekeeper vi potrà raccontare per filo e per segno tutte le magagne di Berlusconi o di altri infimi personaggi, ma eviterà accuratamente di estendere il discorso alla creazione di tali personaggi, affinché non comprendiate il marcio che c’è alla radice del sistema e non risaliate agli stegocrati. Smascherare i gatekeepers può essere facile se non si è soggiogati ai meccanismi tipici della cultura di massa. Può essere difficile quando un determinato personaggio che svolge funzioni di gatekeeping raggiunge una notevole popolarità e ha i suoi “fans”, esercitando una certa suggestione e influenza. In altre parole, se c’è l’effetto “interazione parasociale” (IPS), risulterà più difficile smascherare il gatekeeper. L’effetto IPS crea un legame emotivo con il personaggio mediatico, basato sull’immagine creata dai media, e sulla fiducia suscitata dal gatekeeper. E’ ovvio che la persona comune non sospetterà di un personaggio che, ad esempio, si propone come colui che svela gli inghippi del potere, e critica aspramente i politici. In tal caso si crea fiducia, e dato che il sistema potenzierà una notevole disinformazione, molti non si accorgeranno dell’inganno. L’effetto IPS fa dimenticare che le persone che appaiono spesso sui media non possono essere veramente “nemici” del sistema, in quanto personaggi ospitati da chi regge le fila della realtà mediatica. In altre parole, sarebbe assurdo ritenere che coloro che spendono miliardi di euro per tenere sotto controllo l’opinione pubblica tramite i mass media, poi facciano l’errore grossolano di dare importanza mediatica a chi ostacola il loro potere. Essi sanno benissimo quanto è importante ciò che appare nei media. E’ chiaro che tutti i personaggi che hanno particolare rilievo positivo sui media di massa sono in realtà gatekeepers. Per verificarlo con certezza si deve semplicemente ascoltare attentamente quello che dicono e fare la “lista” di quello che non dicono o che mistificano. E’ chiaro che più si è informati correttamente e più si è capaci di smascherare i gatekeepers, e viceversa, meno si è al corrente dei fatti e più si dà fiducia ai gatekeepers. Un metodo molto utilizzato dai gatekeepers è quello di trattare argomenti che fungeranno da distrazione rispetto alle vere questioni politiche o economiche. Ad esempio, possono parlare dell’amante di Berlusconi, o di argomenti che vedono polemiche e litigi fra “destra” e “sinistra”, ma non parleranno di ciò che il governo non sta facendo per tutelare la salute dei lavoratori, o i cittadini dall’aumento delle bollette e dei generi di prima necessità. Parlando delle beghe politiche non parleranno, ad esempio, di come sta procedendo il piano degli stegocrati di creare una dittatura mondiale. I media occidentali non hanno mai parlato dell’accordo fatto nel 2005 dalle autorità statunitensi, canadesi e messicane per unificare politicamente, economicamente e finanziariamente i loro paesi, facendo nascere l’Unione Nordamericana. Ciò farebbe parte del cosiddetto “Nuovo ordine mondiale” che prevederebbe l’unificazione finale fra Unione Europea, Unione Africana, Unione Asiatica e Unione Nordamericana, sotto un unico governo. Ovviamente, nessun gatekeeper ve ne parlerà mai, anzi, essi cercheranno di negare o ridicolizzare ogni aspetto scomodo del sistema quando verrà a galla. Sarebbero capaci di negare persino l’evidenza, e accusare non chi crea il sistema criminale, ma chi lo svela. Fanno passare per fanatici o bizzarri tutti coloro che sollevano verità scomode. Alcuni argomenti di cui i gatekeepers non parlano (e quando vengono rivolte loro domande su questi argomenti tendono a denigrare chi solleva tali problemi definendoli “complottisti”, “fanatici”, o facendoli passare per persone esageratamente diffidenti) sono:

– Progetto stegocratico di una dittatura globale con un unico centro di potere.

– Signoraggio.

– Verità sull’11 settembre.

– Repressioni attuate dagli eserciti occidentali nei paesi del Terzo Mondo.

– Vero significato del termine “terrorismo”.

– Scie chimiche.

– Sistemi dittatoriali creati e controllati dalle autorità statunitensi.

– Vero volto degli organismi internazionali (FMI, BM. ecc.).

– Verità sullo Stato d’Israele.

– Verità sulla condizione coloniale dell’Italia.

– Verità sui legami fra mafia e autorità statunitensi.

– Vera autodeterminazione dei popoli.

– Tecniche di controllo mentale per evitare che il sistema possa essere minacciato.

– Crimini dei cartelli farmaceutici.

– Uso criminale della Scienza e della produzione alimentare.

Se non vi dicono la verità su questi argomenti, per quanto possano sembrare onesti, si tratta senza dubbio di gatekeepers.

L’unico modo per difendersi da questo fenomeno è quello di cercare per quanto possibile di informarsi correttamente e di dubitare di qualsiasi personaggio che gode di un certo rilievo mediatico, potendo appurare che egli apparirà reticente sulle sopraelencate questioni.

CONTROLLO MENTALE E MESSAGGI SUBLIMINALI.

Messaggi Subliminali, di "Med Nat". Genetica, condizionamenti subliminali, archivi digitali. Sembra fantascienza, ma con ogni probabilità si tratta di avvenimenti reali. Il fenomeno è di quelli che dovrebbe sconvolgere chiunque, ma invece non fa affatto “notizia”: ci sono nel mondo, in migliaia di casi negli Stati Uniti, e in Italia, persone che sostengono di subire tortura tecnologica. In altre parole essi denunciano di subire degli attacchi a distanza, di sentire voci e di essere influenzati nella loro vita quotidiana. Le persone o agenti che praticano questi atti, lavorando in gruppo, sono chiamati stalker, termine utilizzato in numerosi siti negli Stati Uniti, che propagandano queste “attività” nelle quali sarebbero coinvolti anche minorenni. Sono dei pazzi coloro che denunciano di essere vittime di questi strumenti? Noi crediamo di no e stiamo lavorando a questo dossier per dargli, almeno, lo spazio che altrove non hanno trovato e per veicolare le loro ragioni.

I progetti CIA e le ammissioni di Clinton. Cominciamo col dire che è ormai “pubblicamente noto” (le virgolette sottolineano la ristrettezza del pubblico) che, dopo gli esperimenti particolari su esseri umani nei campi di concentramento nazisti, dagli anni ’40 la CIA e anche il Kgb hanno iniziato esperimenti di controllo mentale via radio, e dagli anni ’80 la CIA ha dato vita ad un progetto relativo ad MK-Ultra che sperimenta la possibilità di controllo celebrale, con microspie sottocutanee, su animali ed esseri umani. Per altro la CIA ha assunto numerosi nazisti subito dopo la seconda guerra mondiale. Il Congresso americano, nel 1972 e nel ’74, ha iniziato a ricevere proposte di utilizzo del controllo mentale su larga scala con sistemi sottocutanei, in particolare da Burton e José Delgado, che oggi vive in Spagna. A Milano inoltre sarebbe transitato nel 1974 il notissimo criminale di guerra Mengele, all’epoca ancora vivo. I primi detenuti a fare da cavia per questi esperimenti ufficialmente si sostiene siano stati sottoposti a queste ricerche dal 1990, in realtà parrebbe che già dall’inizio degli anni ’80 ciò fosse già attuato. Si parla di esperimenti iniziati in Svezia alla metà degli anni ’80 e negli Stati Uniti tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90. A ciò ha dato spazio anche la tv, sia pure raramente, con i programmi Stargate del 4-5-2003 su LA7 e La storia siamo noi del 14-12-2003 su RAI3; in particolare la prima trasmissione ha parlato dell’uso di questi strumenti sul nazista americano responsabile della strage di Okhlaoma, McVeigh, mentre nella seconda si è parlato anche del trattamento cui fu sottoposta Patricia Hearst, figlia di un miliardario americano, sequestrata, dai “simbionisti”. Non solo: l’ex presidente degli Stati Uniti d’America Clinton, nel 1995, dopo le proteste del Comitato dei sopravvissuti degli esperimenti di controllo mentale su esseri umani ha chiesto pubblicamente scusa al paese ed alle vittime di questi esperimenti, affermando che non se ne sarebbe più fatto uso. Ma Dorigo in un’intervista al Corriere Romagna del 14 aprile 2006 riferisce che da sue fonti ha appreso che a Torino, alcuni fisiopatologi sarebbero andati a fare questi esperimenti negli USA su detenuti sin dal 1995, riferendone agli studenti.Tuttavia nonostante si interessino ai detenuti americani, Nessuno tocchi Caino, associazione gestita dai Radicali ove lavorano terroristi neri in semilibertà, non ha mai prodotto alcuna documentazione su queste cose.

Alcuni testi di approfondimento:

Tra i dossier di approfondimento segnaliamo la Controinchiesta di Paolo Dorigo e quello dell’Agenzia Ricerca Economico Sociale - A.R.E.S. - dell’ottobre 2005. I carceri, i manicomi e la psichiatria ne risultano il laboratorio di questi esperimenti, la società civile il punto di arrivo e servizi segreti carcerari la base operativa. Un interessante lavoro è stato pubblicato dall’“Associazione italiana, scientifica e giuridica, contro gli abusi mentali, fisici e tecnologici” (Aisjca): nel sito è pubblicato e continuamente aggiornato il libro It's Abuse NOT Science Fiction, edito dalla Libreria Editrice Cortina Torino, in cui si raccolgono storie internazionali di abusi tecnologici. Consigliamo di leggere anche la ricerca di Romano Nobile, appunto di ARES2000, La tortura nel bel paese, per le Edizioni Malatempora.

Gli esperimenti della CIA e il progresso della tecnologia testimoniano la concreta possibilità del fenomeno, ovvero che nel terzo millennio ci sono scienziati che sono in grado di influenzare l’attività delle cellule nervose. Si pensi come esempio agli episodi di protesi dentali e chip che, una volta impiantati negli arti ne ordinano il movimento a computer.

Negli USA sono in fase di sperimentazione dei chip neurali su persone paralitiche, grandi circa 2mm, in grado di recepire segnali elettronici ed inviarli al computer che li traduce. Un altro esempio è rappresentato dagli esperimenti del prof. Warwick, inglese, il quale si è volontariamente sottoposto 2 volte insieme alla moglie, all’impianto di chip per comandare a distanza le cose ed effettua esperimenti che dovrebbero portare, secondo lui, alla telepatia elettronica entro il 2012, mentre quanto denunciano le vittime porta a pensare che queste forme, anche in forma passiva e non eludibile, esistano già.

L’aspetto anche sessuale e di coppia di questi trattamenti è testimoniato dal libro cult della letteratura in materia, O’Brien – Phillips, Trance formation of America, Macroedizioni, in cui, come in Garage Olimpo, la torturata va in sposa al torturatore (argentino in questo caso, della CIA in Trance …).

Tra i testi da segnalare, Marco Costa, Psicologia militare, Franco Angeli; i manuali sulla PNL; Andrea Moro, I confini di Babele, Longanesi; Bottaccioli, Psiconeuroimmunologia, Edizioni Red !; i libri sulla vivisezione; alcuni titoli della Shake edizioni e la rivista cyber italiana Decoder; Hyland, I segreti perduti della tecnologia nazista, Newton & Compton editori; Offeddu, Il potere del domani, Council finance group; Nel cinema, qui vicino alla realtà più di quanto non si creda, i film da citare sono numerosi, tra questi indichiamo Matrix, Mission impossibile 2, Frequency (consigliato a Dorigo dal direttore del carcere di Spoleto !), Minority report, The Manchurian candidate, Bait-L’esca, Hypnosis, The final cult, Nirvana, Brubacker, Farenheit 451, Sorvegliato speciale, ed un terribile film di Frankenheimer sulla sostituzione di persona, Operazione diabolica; inoltre gli articoli contenuti nella Rassegna scientifica AVae-m ed in altri siti specializzati.

Per quanto riguarda il teatro, vi sono alcuni spettacoli minori, mentre l’AVae-m sta mettendo in cantiere 48 ore di due torturati.

Controllo mentale diretto, subliminale e primario. Marcello Panio, autore anche del sito disinfornazione.it, nel suo libro "Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale", Macroedizioni, ha dedicato un intero capitolo al fenomeno del controllo mentale (cfr. capitolo 10) in cui divide il fenomeno in controllo mentale diretto, controllo mentale subliminale, controllo mentale primario: il diretto è il tipo di controllo “classico”, quello di cui parliamo nella gran parte di questo dossier, provocato da MK-Ultra, ma anche da farmaci come il ritalin usato nelle scuole USA per controllare i bambini troppo distratti o/e vivaci; il controllo subliminale avverrebbe tramite l’uso di elettrodomestici per uso commerciale, come la TV e il computer in particolare, dove è ormai nota la diffusione di pubblicità e siti internet con spot subliminali che illegalmente mandano messaggi particolari, invisibili dagli occhi, ma percepiti dal cervello che influenzano le operazioni dell’intelletto; il controllo mentale primario si attuerebbe tramite la contaminazione di acqua ed alimentari con sostanze tossiche che indebolirebbero le capacità di reazione dell’organismo, una di queste sostanze è il fluoro, diffusa in alimentari e dentifrici, secondo Panio era già noto ai nazisti che ripetute dosi di fluoro contribuiscono alla spersonalizzazione dell’individuo. Marcello Panio afferma anche che la NSA, agenzia di controspionaggio USA, avrebbe delle attrezzature in grado di controllare le emissioni bio-elettriche del cervello. Se fosse vero che chiunque può subire interferenza cerebrale con armi della NSA, allora la Corte di Norimberga dovrebbe essere riaperta subito per tutti i dirigenti responsabili negli Stati Uniti, di queste armi, la NATO sciolta, le forze multinazionali rimandate a casa. Come mai nessuno ne parla, allora, mentre tantissimi protestano contro le guerre mosse dalle stesse compagini? Nel presente dossier non approfondiremo particolarmente comunque il tema di forme di controllo mentale indirette, in quanto ci interessa in particolare denunciare quelle forme violente di tortura tecnologica tese a colpire un singolo individuo, sono le torture meno conosciute, genericamente giudicate come fantascientifiche, pertanto è su di esse che preferiamo porre la nostra attenzione. In ogni caso, la provata presenza quotidiana di forme subdole e implicite di influenza e controllo mentale resta certamente una problematica degna di rilievo. Ancor di più questo vale nella nostra società moderna, post e super-industriale, dove la psichiatria, la pubblicità, la contaminazione alimentare sono elementi onnipresenti nella nostra vita. I risultati degli esperimenti su 8 detenuti messicani in un documento segreto dell’IBM.

Alfredo Lissoni nel suo libro Nuovo ordine mondiale (Edizioni Segno) cita il sito, in cui verrebbe riportato un documento dell’IBM riguardante l’impianto di sonde su prigionieri messicani. Il documento viene presentato come assolutamente riservato, di livello sicurezza 9. Il tempo impiegato per la realizzazione dell’intervento, secondo tale segretissimo documento, sarebbe di 60-90 minuti, ma le speranze dei tecnici sarebbero indirizzate nel ridurre in futuro questo tempo anche del 60%.

Questi alcuni dei risultati ottenuti, sempre secondo il documento citato da Lissoni nel suo libro, su 8 cavie umane:

- monitoraggio completo dei comportamenti;

- sonno in stadio di letargo per un tempo di almeno 18 ore al giorno;

- i detenuti-cavie rifiutano volontariamente la ricreazione e gli esercizi ginnici;

- i detenuti-cavie se provocati non reagiscono o risultano meno aggressivi (finché non se ne accorgono, poi avviene il contrario);

- nessuna cavia si è accorta di nulla di quanto gli era accaduto.

Anche Lissoni, come Panio, parla di strumenti in possesso dell’NSA in grado di controllare le emissioni bio-elettriche del cervello. Queste forme di intercettazione a distanza avrebbero indotto nei soggetti vittime di questi abusi, impressioni visive che trapassano gli occhi e sensazioni di essere toccati da fantasmi. Le ammissioni di un tenente colonnello della guardia di finanza e di un giornalista consulente dello Stato Maggiore dell’esercito. Nel libro Le nuove guerre, pubblicato nel 2001 dalle edizione Rizzoli – BUR, due illustri personaggi dello stato come Rapetto e Di Nunzio (il primo tenente colonnello della Guardia di Finanza comandante del gruppo anticrimine e tecnologico, il secondo noto giornalista, capo ufficio stampa della BNL, consulente delle strategie di comunicazione dello Stato Maggiore dell’esercito) ammettono l’esistenza del controllo mentale. Il capitolo 10 del loro testo militarista si intitola proprio il cervello nel mirino, in particolare si parla di metodi di disinformazione del nemico tramite armi indirizzate alla manipolazione delle opinioni, ma si parla anche direttamente di controllo mentale con un elenco di strategie (dall’intervento nell’ambito sociale, all’indebolimento della persona tramite farmaci, assenza di sonno e cibo, ecc) finalizzate al lavaggio del cervello dell’individuo. Vengono inoltre citate alcune presunte attività di controllo mentale dell’agenzia militare statunitense NSA tramite l’utilizzo di microspie. Rapetto non è proprio un anonimo personaggio, come ai molti risulterà. Egli viene citato anche nel libro Beat genetation di Mario Bolognani (Editori Riuniti). L’autore fa pensare che Rapetto costituisse una cellula dei servizi segreti insediata nell’AIPA ( l’authority per l’informatica). Rapetto sembrava alla ricerca di prove contro il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. Il tutto assume un sapore drammatico con la scenografica morte del consulente di Rapetto, il noto informatico Michele Landi, ufficialmente suicida, ma anche con la lunga catena di suicidi e di morti improvvise in particolare di numerosi membri dell’Arma dei carabinieri, dei servizi segreti e della polizia penitenziaria e dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, specie nel 2002-2003 ma anche dopo.

Ma che interesse avrebbero Rapetto e Di Nunzio, alti esponenti dello stato nel diffondere certe notizie? Marco Sacchi, che ci ha fornito le informazioni su questo e su altri paragrafi, ricorda che il libro di Rapetto e Dinunzio non è affatto facile da trovare, scomparso dalle librerie italiane da diversi anni ormai. L’ipotesi è che queste pubblicazioni abbiano dei fini ricattatori, un modo per ricordare allo stato o a qualche losco personaggio quanto si potrebbe, se lo si desiderasse, far emergere sul proprio conto.

Un’ipotesi affatto priva di fondamento. L’ipotesi che questi strumenti super sofisticati possano essere usati per controllare il pensiero non è dunque affatto priva di fondamento. Inoltre qualora non si creasse un’attenzione adeguata in questa fase, in cui comunque, TAC e Risonanza magnetica, e in qualche misura l’EEG, sono ancora in grado di permettere l’individuazione di questi chip, si corre il rischio di arrivare ad un punto scientifico in cui siano usati chip a DNA, strumenti invisibili a questi accertamenti, che sarebbe molto più difficile e lungo individuare con infinite e costosissime analisi genetiche. A questo aggiungiamo che nei casi di elettrodi innestati su pazienti epilettici o schizofrenici, volontari, queste persone non vengono messe in grado però di disattivare questi elettrodi qualora lo volessero, impedendo così interferenze non prevedibili di terzi.

Associazione Vittime armi elettroniche-mentali (AVae-m). In Italia si è formata un’associazione che raccoglie tutti coloro che credono o sostengono di essere vittime di questa tortura: è l’Associazione Vittime Armi Elettroniche-mentali. L’associazione, alla fine di settembre 2006, è in possesso di almeno 28 casi fino ad ora censiti, complessivamente sono circa 35 i casi di persone in stato di libertà, di cui appunto 28 considerati certi dalla AVae-m. Tra questi casi, almeno 5 di persone interferite non uditivamente. Vi sono poi decine di casi censiti da Paolo Dorigo in carcere (cfr. Controinchiesta di Paolo Dorigo dal carcere, 2002-2005), più vari altri casi di probabili innesti sottocutanei durante operazioni chirurgiche su altri prigionieri politici (cfr. dvd Laboratorio Rivoluzionario Gatto Selvaggio, dibattito la cui registrazione è in rete nella pagina di relazione sulle presentazioni del libro La tortura nel bel paese), nonché il ricovero in OPG (ospedali psichiatrici giudiziari) od i suicidi a causa di torture troppo semplicemente associate al carcere in quanto tale da una certa sinistra falsamente “garantista”, sin dalla fine degli anni ’70, sia in Germania (Ulrike Meinhof ecc.) sia in Italia, di cui non si vuol dir nulla (dal caso Bonoconto, ai casi Galeotto, Valitutti, Carnelutti, F.Ferrari, ed altre/i), compreso il tentativo di internamento di Paolo Dorigo (2002), che, secondo l’AVae-m, sarebbero probabili conseguenze proprio di strumenti subliminali di tortura. Secondo Paolo Dorigo è molto probabile che oramai ci siano solo in Italia centinaia di persone che subiscono quotidianamente tortura tecnologica (cfr. dvd presentazione La tortura nel bel paese al L.R. Gatto Selvaggio). Ricordiamo che negli USA sono stati accertati oltre 3.000 morti per questi trattamenti, che peraltro sono attuati da stalkers quasi alla luce del sole, senza contare il numero di morti nelle carceri. Nel programma dell’Associazione vittime, esposto nel sito in 10 punti, si chiede tra le altre cose di approvare leggi e strumenti di controllo per tutti coloro che subiscono involontariamente questi trattamenti, un intervento da parte della Corte dell’Aja, il risarcimento delle vittime, l’espulsione dei professionisti e/o radiologi coinvolti dall’albo dei medici ed il processo per i responsabili, per vari reati tra i quali violenza privata, istigazione al suicidio, atti invalidanti, tentato omicidio, ecc., denunciando pubblicamente i limiti della legge sulla tortura che non prevede moratoria e leggi penali per queste armi da guerra vere e proprie, e per altri aspetti risibili (il fondo risarcimento, che permetterebbe allo Stato di splittare i processi in sede civile oltre che penale).

Rilasciate 18.000 pagine di documenti CIA sul controllo della mente. La CIA ha declassificato oltre 18.000 pagine di documenti su estensivi programmi di controllo della mente effettuati sin dai primi anni ’50. Attraverso il Freedom of Information Act, si può ordinare questi documenti nella forma di quattro CD direttamente dal governo per soli 30 dollari US. Ecco un esempio di solo due di questi documenti tratti dall’eccellente sintesi sul controllo della mente del sito informativowww.wanttoknow.info. Con queste significative informazioni rivelatrici, abbiamo ora l'opportunità di lavorare insieme efficacemente per un futuro più luminoso. Un documento CIA declassificato, datato 7 gennaio 1953, descrive la creazione sperimentale di personalità multipla in due ragazze di 19 anni. "Questi soggetti hanno chiaramente dimostrato di poter passare da uno stato di veglia a un controllato profondo stato H [ipnotico] via telefono, ricevendo materiale scritto, oppure mediante l'utilizzo di codici, segnali, o parole, e che il controllo degli ipnotizzati può essere trasmesso da un individuo all’altro senza grande difficoltà. E’ stato inoltre dimostrato attraverso la sperimentazione con queste ragazze che possono fungere da corrieri involontari a fini informativi." (CIA Mori ID 190684, 1/7/53)

Un altro documento declassificato datato 10 Febbraio 1954 descrive un esperimento rilevante per la creazione di assassini inconsapevoli: "Miss [cancellato] ricevette l’ordine (avendo precedentemente espresso timore verso le armi da fuoco) di usare qualsiasi metodo a sua disposizione per svegliare Miss [cancellato] (ora in un profondo sonno ipnotico). In caso di fallimento, avrebbe dovuto prendere una pistola posta nelle vicinanze e sparare a Miss [cancellato]. Ricevette istruzioni che la sua rabbia per aver fallito nello svegliare sarebbe stata così grande che non avrebbe esitato a "uccidere" [cancellato]. Miss [cancellato] eseguì questi suggerimenti alla lettera, compreso lo sparare la pistola (scarica) contro [cancellato], e poi cadde in un sonno profondo. In seguito a opportuni suggerimenti, furono entrambe svegliate. Miss [cancellato] negò in modo assoluto che la suddetta sequenza fosse realmente avvenuta". (CIA Mori ID 190691, 2/10/54)

Le 18.000 pagine di documenti rilasciate sono solo la punta dell'iceberg. Ci sono diverse migliaia di pagine che la CIA rifiuta di rilasciare. E ci sono ancor più documenti che il direttore della CIA Richard Helms ordinò di distruggere nel 1973, quando ricevette la soffiata che ci sarebbe stata una Indagine del Congresso sulle attività CIA relative al controllo della mente. Se questi fatti fossero stati riportati nelle notizie da prima pagina alle quali appartengono, i cittadini attenti al sociale sarebbero rimasti sbalorditi e avrebbero preteso di saperne di più. Questo non è accaduto, motivo per cui ci sentiamo obbligati a fornirli in questa sede. L’intero sito web wanttoknow.info è studiato sia per fornire una concisa, affidabile presentazione delle informazioni di importanza vitale che ci sono state tenute nascoste, sia per ispirarci a lavorare insieme per un mondo migliore. Potete contribuire immediatamente a creare la possibilità di un futuro più luminoso, educando voi stessi su questi temi vitali, e inoltrando questo messaggio ai vostri amici e colleghi, chiedendo loro di fare lo stesso. Nel momento in cui diffondiamo questa notizia nel mondo, la pressione dell'opinione pubblica costringerà finalmente i mezzi di comunicazione a trattare questi argomenti vitali. Poi cominceremo a vedere molti cambiamenti positivi per prevenire che questo tipo di abusi si ripetano ancora. Grazie per ciò che farete. Insieme possiamo e vogliamo creare un mondo migliore per noi e per i nostri figli. Il team wanttoknow.info è un gruppo di motivati ricercatori da tutto il mondo che redigono e riassumono importanti e verificabili fatti e informazioni che sono stati nascosti al pubblico. Potete contattarci al seguente indirizzo: wecare@wanttoknow.info Fonte: Rense.com - Traduzione di Erica Dellago

CONTROLLO MENTALE ED ECCESSO DI INFORMAZIONI.

Eccesso di informazioni, sappiamo molto ma non facciamo nulla. Perché? Pubblicato il 26 febbraio 2017 da beatrice. “Nessuno è più schiavo di colui che è prigioniero senza saperlo” (Johann Wolfgang von Goethe). L’eccesso di informazioni ci sta portando all’apatia, ecco perché di questo passo nessuna Rivoluzione avverrà mai. Questo periodo passerà alla storia per l’evoluzione informatica e tecnologica. Il mondo intero oggi si aggiorna e si informa su internet, una rete nata negli anni Settanta dalle ricerche dell’ARPA (Advanced Research Project Agency, oggi DARPA) del Ministero della Difesa statunitense, quindi in ambito prettamente militare…Gentilmente, poi, ci hanno messo a disposizione i vari Social Network (SixDegrees, Friendster, MySpace, LinkedIN e l’ultimo Facebook…) con l’obiettivo di creare relazioni tra le persone. La realtà, quindi, è che sia internet che i social rientrano nell’ambito del Controllo Globale… Grazie a queste tecnologie, infatti, il Sistema sa praticamente tutto di noi: le cose che amiamo, quelle che odiamo, i libri che leggiamo, la musica che ascoltiamo, dove andiamo a mangiare, i piatti preferiti, le preferenze politiche e anche le inclinazioni sessuali, ecc. Dai dati che ognuno di noi – gentilmente e gratuitamente – sta cedendo al Sistema, esso è in grado di costruire il profilo preciso di ogni abitante interconnesso alla Rete…Libri e varie...

Pluralismo di informazione = libertà e democrazia? La quantità di informazioni che riceviamo quotidianamente (tramite tv, radio, computer, tablet, smartphone, iphone…) non ha paragoni rispetto al passato. La logica ed errata conseguenza è che pensiamo di sapere… Purtroppo non è così: accedere ad un maggior numero di informazioni non provoca nessun cambiamento nella società, anzi induce apatia! Follia? Esagerazioni? No, oramai nessuno più si ribella al Sistema: lo schiavo rinchiuso dentro un carcere le cui pareti sono virtuali, non si muove e non reagisce più.

Apatia e inerzia mentale…Come detto, conoscere la verità e accedere a un’infinità di notizie non significa nulla. Anzi, il tutto aumenta il degrado psicologico rafforzando ancora di più l’incapacità di risposta e l’inerzia mentale. Il Sistema conosce benissimo i vari meccanismi mentali, emotivi, sociali e psicologici dell’essere umano e proprio per questo ci ha messo a disposizione degli strumenti magistrali. Il controllo mentale si basa dunque anche sull’eccesso d’informazione! Sembra un paradosso, ma non lo è: bombardare di stimoli il cervello umano, provoca una catena di avvenimenti che sfociano nell’apatia.

Eccesso di stimoli. L’uomo odierno è sottoposto ogni giorno a centinaia di migliaia di stimoli (linguistici, visivi, uditivi) che devono essere elaborati dal nostro cervello. Si tratta di una vera e propria esondazione di dati, istante dopo istante. Il punto cruciale non è sapere se il nostro cervello ha la capacità o meno di percepire ed elaborare tali immensi volumi di byte, ma come esso valuta, giudica e analizza le implicazioni che le informazioni possono comportare per se stesso e per la società. Il marasma di informazioni non ci lascia il tempo materiale per fare una valutazione seria, e questo è funzionale! Prima che la nostra mente sia in grado di giudicare l’informazione ricevuta, veniamo bombardati da una nuova ondata di stimoli che ci distraggono e inondano la mente con altri dati. Questo impedisce una corretta valutazione delle notizie che riceviamo, indipendentemente da quanto importanti siano le implicazioni che queste comportano. Tutto quello che percepiamo con i sensi viene rapidamente digerito e dimenticato, trascinato via da un torrente incessante di altre informazioni che entrano e lavano il nostro cervello, rendendoci in pratica schiavi non più in grado di agire e/o reagire alle circostanze. L’apatia è sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono vedere la realtà!

Frammentazione emozionale. Riducendo il tempo di risposta mentale, viene ridotta anche la carica emotiva associata. Ci indigniamo leggendo una notizia (i privilegi di una casta politica vergognosamente degradata e priva di dignità; i salvataggi delle banche con i nostri soldi; gli attentati che vengono compiuti dal Sistema per terrorizzare la massa; la vergognosa tassa illegittima del canone Rai inserito delinquenzialmente nella bolletta dell’enel, ecc.) ma dopo pochissimi istanti veniamo bombardati da un fiume di altre notizie che deviano la nostra attenzione verso altre emozioni, sempre superficiali e completamente diverse, che ci fanno dimenticare tutto. L’indignazione viene così spostata ed edulcorata in una vera e propria diluizione omeopatica delle nostre capacità mentali, emotive e soprattutto reattive. Per il Sistema questo è grasso che cola: un popolo-gregge addormentato, apatico, incapace di reagire, al posto di un insieme di persone sveglie, attive e consapevoli.

La Rivoluzione che non avverrà. Impotenza, frustrazione e apatia. Ecco perché non avviene una Rivoluzione che sarebbe già dovuta scoppiare, vista la situazione odierna. Il Sistema è così certo della nostra sottomessa condizione mentale, che non si preoccupa più nemmeno di non mostrarsi per quello che è veramente, di svelare i propri segreti e altarini, per quanto sporchi e oscuri essi siano. Anche perché rivelare verità occulte (libri, film, video, documentari, trasmissioni tivù, ecc.) in realtà contribuisce all’aumento del volume di informazioni e anche questo fa parte del gioco. Ogni segreto portato dalla luce, produce di conseguenza nuove ondate di informazioni, che possono inoltre essere manipolate e rese tossiche con l’aggiunta di dati falsi, contribuendo alla confusione e al caos dell’informazione. Da qui arrivano poi nuove ondate secondarie di articoli e servizi, che ci stordiscono ancora di più, facendoci sprofondare ulteriormente in uno stato mentale di apatia. Poi c’è tutto il discorso dell’impunità di cui sembrano godere (e di fatto godono) i delinquenti patentati. I responsabili di crimini veri, non vengono mai puniti seriamente e questo serve a generare nella popolazione frustrazione (nei confronti della giustizia, delle leggi, della politica, ecc.) che porta alla resa definitiva e alla totale sottomissione. I discorsi classici da bar ne sono la prova: “non si può fare nulla”; “il sistema non cambierà mai”, “la politica è marcia”, ecc. Queste sono le espressioni del perfetto suddito, che si lamenta senza fare nulla per cambiare la situazione. Il lamento è la valvola di sfogo del morto che cammina (zombie), esattamente come vomitare su FB le proprie paturnie.

I Social sono funzionali. Facebook è l’esempio magistrale di tutto questo Sistema appena abbozzato. Centinaia di migliaia di post inondano il social in ogni istante. Quasi nessuno legge fino in fondo quello che pubblica, ma tutti sono più veloci della luce nella condivisione con gli amici. Su FB, l’apatia generalizzata è stata genialmente camuffata da finta libertà di informazione, dove tutti possono dire la loro (sfogatoio pubblico); dove tutti possono leggere quello che vogliono. Ma questa è vera e propria illusione di libertà. Se pensiamo, infatti, che dieci, cento, mille, diecimila persone condividendo un post (spesso senza neppure averlo letto) possano realmente cambiare il mondo siamo dei poveri illusi. Facebook è piuttosto uno strumento attivissimo nell’estensione dell’apatia globale! Il mondo si cambia cambiando noi stessi nella vita reale e non in quella inesistente dei Social. Ogni acquisto che facciamo, ogni giornale che comperiamo, ogni canale televisivo che guardiamo (o meglio non guardiamo), ogni banca che boicottiamo, ogni supermercato che evitiamo, ecc. sono indicazioni chiare al Sistema. A cosa serve condividere un post sui vari rimedi per la cura naturale del cancro, se poi oltre a mangiare male ogni giorno, continuiamo a fare inutili screening e alla prima diagnosi di tumore (e facendo tali esami arriverà matematicamente) corriamo tremanti dall’oncologo? A cosa serve denunciare gli abusi delle banche, se poi continuiamo a lasciare i nostri risparmi nei loro forzieri, partecipando al finanziamento magari di armi e guerre? E’ da dissociati mentali allarmare il mondo che i farmaci uccidono più delle guerre, se poi al primo banale acciacco ci imbottiamo di droghe! L’elenco delle incoerenze purtroppo è lunghissimo…Forse pubblicando migliaia di post ci sentiamo meglio a livello di coscienza? Pensiamo di aver fatto la nostra parte? Così possiamo girarci dall’altra parte, continuando “sereni” nella nostra normalissima e apatica esistenza… Ma il mondo in questa maniera non cambierà mai! Mentre il Sistema applaude e ci ringrazia fornendoci altri Social, altre Verità e altre informazioni…Fonte "Disinformazione".

LE STRATEGIE DELLA MANIPOLAZIONE MENTALE E LE TECNICHE DEL CONTROLLO MENTALE.

Le 13 strategie di manipolazione mentale, scrive Igor Vitale, Psicologo clinico e del lavoro in Criminologia, Grazie a notevoli studi da parte di scienziati, sociologi, psicologi e criminologi, oggi è possibile riscontrare molti meccanismi di manipolazione, su cui fa leva colui che chiameremo il manipolatore, nei confronti della vittima che, inconsciamente, vede indebolire la propria volontà, la mente forzata e aperta a forme di condizionamento. È durante questo processo inconscio che il manipolato deve lavorare e stilare le proprie linee difensive e, per farlo, è fondamentale il riconoscimento appunto di tali meccanismi.

Associazione stimolo/reazione. Ivan Pavlov, scienziato vincitore di premio nobel, è riuscito a spiegare e dimostrare tale meccanismo conducendo degli esperimenti su dei cani. Egli inizio dapprima nel cibare alcuni cani facendo sempre precedere il “pranzo” dal suono di una campanella, osservando innanzitutto come alla vista del cibo gli animali reagissero con un’intensa salivazione, simbolo di un riflesso naturale del cane, funzionale alla digestione e associata alla fame. Dopo un certo periodo di addestramento, Pavlov sottopose i cani al suono della campanella senza però dare loro del cibo; gli animali reagirono con la stessa salivazione, che era evidentemente segnale di un’aspettativa emotiva. Ciò che Pavlov ha così dimostrato è come sia possibile associare stati emotivi (e le conseguenti reazioni fisiche) a elementi esterni e variabili. Tali reazioni vengono definite “riflessi condizionati” e sono alla base dello sviluppo delle tecniche di condizionamento mentale.

Processo di apprendimento. Il principio che Pavlov ha evidenziato si basa a sua volta su un altro meccanismo innato, il processo di apprendimento, che è cosi elementare da sfuggire completamente alla nostra attenzione. Nello studio del processo di apprendimento Pavlov introdusse l’importanza del “rinforzo”, o stimolo positivo, e della “dissuasione”, o stimolo negativo. Alcuni animali reagivano con un apprendimento più rapido quando le risposte corrette venivano ricompensate, ad esempio con carezze, mentre altri quando i loro errori venivano puniti con scosse elettriche. Come è facile immaginare, traslando dai cani agli uomini il procedimento e le conseguenti reazioni cambiano: maggiore è la complessità del soggetto, più vasto è il campo in cui i processi si moltiplicano, pur permanendo il meccanismo di base. Un uomo condizionato ad odiare un dato simbolo può arrivare a dirottare un aeroplano o lanciarsi contro edifici pieno di esplosivo. Tramite l’addestramento le reclute di alcuni gruppi combattenti vengono persuase a odiare ciecamente uno specifico nemico, permettendo poi loro la piena capacità di condurre operazioni e pianificazioni. Se condizioniamo un cane a odiare un dato simbolo e poi gliene mostriamo uno su una maglietta di un uomo, il cane lo attaccherà. Tra il cieco assalto furioso di un animale e quello freddamente organizzato di un commando di dirottatori kamikaze, l’odio espresso è identico ed ha la medesima matrice: il condizionamento.

Isolamento. Uno dei metodi più efficaci per controllare la mente altrui consiste nell’isolare l’individuo, allontanarlo dalla sua casa, dai suoi affetti, dalle amicizie e da tutto ciò che gli appartiene.3 La privazione di questi elementi indebolisce la vittima e la rende più vulnerabile agli attacchi di tipo mentale. A rimostranza di ciò, Pavlov ha dimostrato appunto che i riflessi condizionati sono provocati più facilmente in un ambiente privo di disturbo e questo perché la personalità di un individuo è costantemente riconosciuta nel suo vissuto quotidiano: sentirsi chiamare “caro” in casa o per nome dai propri amici e familiari, ogni giorno per anni, ci fornisce un’immagine riflessa di chi siamo e di come veniamo percepiti. Per esempio, essere riconosciuti tramite un numero, come avviene in molti sistemi carcerari, può avere un impatto emotivo sconvolgente e, al tempo stesso, costringerci a identificarci con una ben diversa immagine di noi stessi. Come rileva lo studioso Olandese Joost Abrahm Maurits Meerloo: Non appena un uomo resta solo, allontanato dal mondo e dalle notizie su cosa stia accadendo, la sua normale attività mentale viene rimpiazzata da ben diversi processi. Ansie dimenticate riemergono, memorie represse da tempo tornano alla mente. La sua immaginazione assume proporzioni immense. Non può più confrontare le sue fantasie con la realtà e molto presto rimane vittima dei suoi stessi incubi.

Legame affettivo. La tecnica dell’isolamento fa leva sulla necessità di avere un contatto con altri simili. Più a lungo l’individuo viene manten1uto isolato, più intensa e insopportabile sarà la necessità del prigioniero di stabilire un contatto. Tale procedimento viene adottato per esempio nei programmi di inserimento culturale, ove si legano gli adepti ai loro nuovi compagni per staccarli in ogni modo dai legami familiari, affettivi e sociali precedenti. Inoltre questo è anche il meccanismo che, in condizioni di prigionia, avvia un legame perverso tra la vittima e il carceriere, il quale spesso rappresenta l’unico possibile contatto umano. Tra il non sentirsi più riconosciuto per nulla e il sentirsi riconosciuto come prigioniero, la vittima sceglie la seconda possibilità come male minore. E’ ciò che psicologi chiamano Sindrome di Stoccolma1 o Patto Masochistico.

Controllo sociale. Sotto il nome di controllo sociale si raccolgono tutte quelle forme di condizionamento che un gruppo mette in atto nei confronti degli individui che lo compongono[1]. Esso è presente, ad esempio, come forma di rinforzo nei processi di indottrinamento: il soggetto, uscito da un periodo di isolamento dai precedenti legami affettivi, viene inserito in una cerchia di persone che hanno già aderito alla nuova ideologia. Egli riceverà con gratitudine i contatti affettivi con il nuovo gruppo e sarà bendisposto ad accettarne il controllo sociale. Il gruppo a sua volta trasmetterà o rafforzerà in lui concetti e i modelli interpretativi inerenti alla cerchia, modelli che egli si troverà ad assorbire associandoli alla sensazione di riconoscimento del suo “nuovo Io”.

Il “group thinking”. «Il “group thinking” ovvero il “pensiero di gruppo” è stato oggetto di molti esperimenti che hanno dimostrato come gli individui siano fortemente condizionati dalle opinioni del gruppo nelle proprie percezioni e nei comportamenti». Solomon Asch, psicologo sociale polacco, ne ha dimostrato la validità nel 1956 tramite uno dei suoi esperimenti. Questo consisteva nell’includere alcuni soggetti in piccoli gruppi dove, mostrate tre linee di lunghezza molto differente, si chiedeva loro di indicare quale delle tre corrispondesse, ad esempio, a un metro. Gli altri membri del gruppo, complici dello sperimentatore, davano unanimemente una risposta evidentemente errata. Ebbene, il 33% dei soggetti si lasciava condizionare da tale risposta e indicava a sua volta la lunghezza palesemente sbagliata.

Altro tipico meccanismo del controllo sociale è quello analizzato dalle “teorie dell’etichettamento”. Queste si sviluppano dall’assunto che in un dato ambito sociale le persone tendano a diventare cosi come vengono “etichettate”, secondo criteri di classe sociale, discendenza… Una volta avviato un dato etichettamento, l’individuo sarebbe forzato a sentirsi, e quindi a comportarsi e a divenire a tutti gli effetti, quel tipo di persona. E’ evidente come questo meccanismo venga adottato da parte di manipolatori per modificare la percezione del sé del soggetto-vittima.

Tortura. Con questo termine si possono indicare molte forme di pressione psicofisica, ma quelle spesso più utilizzate dal manipolatore si riducono a mera imposizione di dolore fisico quale elemento di condizionamento mentale. È convinzione diffusa che imprimere dolore fisico alla vittima durante un interrogatorio sia, per esempio, un modo per ottenere una sua sottomissione; c’è anche chi crede che ci sia una correlazione tra intensità del dolore e possibilità di successo della strategia. Queste convinzioni sono fondamentalmente errate. Il dolore fisico non ha effetto di per sè, ma in alcuni aspetti legati alla sua applicazione: prima di tutto sull’aspettativa e poi sullo stato di tensione (talvolta di terrore) che implica al soggetto. Si ha un ottimo effetto laddove il dolore giunga in maniera inattesa; in questo caso lo shock può portare ad un’immediata caduta. Inoltre il risultato è potenziato se la vittima ha dapprima percepito la situazione come inoffensiva e di conseguenza ha abbassato le sue difese psicologiche. In questo caso sia la simbologia della violenza che il dolore in se stesso sono poco rilevanti, è lo shock il vero elemento portante. Nel caso in cui, al di fuori dell’interrogatorio, il soggetto agente non abbia nessun interesse alle informazioni esposte dalla vittima, ma abbia interesse a distruggerne la sua personalità, condizionarla o farle assumere date colpe, non c’è alcun limite alla tortura, che si conclude fino a quando la vittima stessa non perde ogni individualità e accetta passivamente ogni indicazione che le viene posta.

Deprivazione del sonno. Privare del sonno un soggetto è un’altra potentissima arma per manipolarlo. Dormire non serve solo a far riposare il nostro corpo, ma anche, e soprattutto, la nostra mente. Tutto ciò perché la privazione del sonno produce delle sostanze tossiche che si concentrano nel cervello e portano a numerose conseguenze negative: stati depressivi o euforici a fasi alterne, reazioni violente o apatiche, indifferenza per tutto ciò che è circostante, scoppi di ilarità o pianti immotivati, insomma ottimi terreni per innescare il meccanismo di controllo mentale.

Deprivazione sensoriale. John C. Lilly, basandosi sullo studio degli scritti autobiografici di alcuni esploratori polari, conclude che l’isolamento è di per se uno stress potente, che provoca reazioni come superstizione, affettività esagerata per qualsiasi essere vivente, allucinazioni. La ragione di questi sintomi è la tendenza a ripiegarsi su se stessi che emerge quando sono limitati gli stimoli esterni. In assenza di elementi con cui definire la realtà circostante, il soggetto tende a proiettarvi i fantasmi che emergono dal suo inconscio: le sue paure, i suoi ricordi e altri incubi rimossi o dimenticati. I ricordi normalmente legati alla realtà si spostano alla fantasia. Philip Kubzansky nota che alcuni studi rilevano una risposta differente da parte di soggetti affetti da disturbi mentali. Di fatti questi soggetti mostrerebbero una diminuzione dei loro sintomi, allucinazioni e ansietà, rispetto a quelli “normali”. Ulteriori esperimenti invece hanno dimostrato che per ottenere risultati più intensi occorre limitare tutti i sensi contemporaneamente.

Sottomissione. Sottomettere una persona è un processo molto difficile da eseguire perché va a collidere con delle strutture del soggetto molto forti e radicate come l’orgoglio, la percezione del sé, la dignità, l’autostima e la rispettabilità. I processi di controllo mentale riescono nell’impresa tramite espedienti come regressione o rimozione completa delle opinioni bollate dal manipolatore come “sbagliate” o “malate” nei confronti del soggetto-vittima che, in preda anche ad altri meccanismi, può innescare patologie come “necessità di dipendenza”, “masochismo mentale” o “desiderio di morte”. Quando si è sottoposti a dei processi di questo tipo, il soggetto sottomesso può, per esempio, essere spinto a comprare degli oggetti che per lui non hanno interesse, oppure nelle forme più gravi si arrende totalmente al manipolatore, confessandogli qualsiasi cosa e accettando non solo qualunque ruolo che gli viene chiesto dal carceriere, ma anche torture e perfino la morte pur di uscire da una condizione di sofferenza mentale inaccettabile.

Esaurimento. «La pazienza è la virtù dei forti, quindi anche una delle armi più efficaci di chi pratica il mindfucking.» Condizionare una mente, destrutturarla, ferirla, modificarla, indottrinarla non sono processi veloci. Il tempo è un’arma notevole e formidabile: più a lungo il soggetto resta in isolamento, in privazione del sonno, in stato di ansia, in costante sensazione di senso di colpa, più si abitua alla sua condizione e più è facile accedere alla sua mente. Negli interrogatori per esempio la ripetizione di domande sempre identiche per giorni e giorni è uno strumento egualmente efficace nell’esaurire le energie dell’interrogato, rendendolo pronto a qualsiasi confessione pur di uscire dalla situazione da incubo in cui si trova. Inoltre molti sistemi inquisitori includono luci penetranti puntate in faccia, suoni fastidiosi e prolungati usati per confondere i sensi, indebolire e infine esaurire le difese.

Ipnosi. L’ipnosi è un procedimento in cui un operatore, nella funzione di ipnotizzatore, induce il cliente (ipnotizzato) a sperimentare significativi cambiamenti nei propri comportamenti in connessione con una sospensione temporanea della coscienza. Di norma la situazione ipnotica è costituita da una fase di induzione che conduce a obnubilare la coscienza dell’ipnotizzato e a fargli compiere una serie di azioni atipiche (distorsioni comportamentali). Di tutte le metodologie specifiche di controllo mentale l’ipnosi è evidentemente una delle più dirette. L’idea di poter controllare la mente dell’altro-vittima è il “sogno” di ogni manipolatore o esperto di interrogatori. Ma, nonostante si tratti di una pratica molto antica (ci sono prove storiche che fanno risalire l’utilizzo dell’ipnosi all’Antico Egitto), a oggi non si hanno informazioni certe e attendibili sui suoi limiti. L’efficacia dell’ipnosi è argomento di aspre discussioni tra gli psicologi. Opinione prevalente è che un soggetto sotto ipnosi possa essere stimolato ad assecondare istinti in lui già presenti, ma non forzato ad azioni che non acconsentirebbe di realizzare normalmente. Le tecniche ipnotiche possono essere utilizzate per creare nella memoria degli episodi immaginari del passato recente e lontano, per produrre suggestioni su possibili eventi del futuro, o persino visioni di visite ad altri mondi: tutte queste illusioni possono essere create ad hoc per facilitare o rafforzare l’adesione a culti o ideologie. Inoltre tali tecniche possono anche essere utilizzate per condurre il soggetto a rivivere situazioni traumatiche reali o totalmente immaginare, evocate al solo scopo di imporre alla vittima sofferenza emotiva. Infine bisogna dire che non tutti i soggetti sono ipnotizzabili e anche quelli che lo sono non lo sono nello stesso modo e con la medesima facilità; per capire ciò bisogna studiarne la tecnica che oggi viene utilizzata dai manipolatori o da qualunque altro soggetto esperto del settore come psicologi o psichiatri. Come viene ipnotizzata una persona? Di solito nell’ipnosi un soggetto collaborante abbandona un certo grado di controllo della propria coscienza all’ipnotizzatore e accetta le sue indicazioni (suggestioni), che possono condurre a distorsioni della realtà. Il procedimento ipnotico nella sua essenza è composto da tre fasi: nella prima si pone il soggetto in condizione di pieno rilassamento (contesto ipnotico), da questa condizione entriamo nella seconda, dove a quest’ultimo vengono impartite in maniera progressiva diverse suggestioni (per esempio la classica prova di incrociare le dita seguita dall’indicazione di non poterle più separare). Infine concludiamo nella terza che comprende, l’ordine di fine ipnosi e quindi di risveglio. In passato, gli ipnotizzatori facevano ricorso a comandi autoritari, pendolo in mano e occhi magnetici puntati sul soggetto. Oggi, questi metodi sono stati abbandonati per questioni di credibilità sociale; infatti le tecniche odierne sono più fini e basate su un elemento importantissimo: il linguaggio. Spesso il soggetto e l’ipnotizzatore sono seduti uno di fronte all’altro e l’induzione ipnotica consiste nel raccontare una “storia”, in cui si inseriscono frasi inerenti e ricorrenti che provocano nel soggetto un profondo rilassamento e lo portano a spostare l’attenzione su un determinato pensiero, oggetto o parte del corpo. Quindi, una volta ottenuta la condizione di ipnosi, l’ipnotizzatore può inviare le suggestioni per ottenere specifiche e anomale risposte da parte del soggetto ipnotizzato come: allucinazioni, regressioni, incremento dei ricordi ed ecc…

Sostanze stupefacenti. «La droga indebolisce le capacità di resistenza all’indottrinamento, le facoltà difensive e le identità culturali. Crea inoltre un perfetto stato di dipendenza fisica e mentale. Per questo è stata variamente utilizzata, in differenti epoche e condizioni, come efficace strumento di condizionamento[6].» Già i Maya usavano droghe per indurre le vittime in uno stato di confusione e strappare loro confessioni e segreti. A proposito di sostanze stupefacenti, lo studioso Olandese Meerloo osserva come nel processo di condizionamento, nel caso in cui il prigioniero risulti troppo resistente alle pressioni mentali, possano essere utilizzate sostanze come mescalina, marijuana, morfina e bevande alcoliche al fine di indebolire il soggetto. Se invece il corpo cede alle torture e giunge al collasso prima che la mente si arrenda, possono essere somministrati stimolanti come benzedrina, caffeina al solo scopo di mantenerlo vigile e prolungare l’agonia, finché non cede alle richieste avanzate.

Regressione. L’età adulta come naturale proseguo di fasi precedenti significa assunzione di responsabilità: un bambino non ha la responsabilità per cucinare o guadagnare uno stipendio semplicemente perché non ne ha le capacità. «La regressione è un sistema difensivo della mente tramite il quale il soggetto, sottoposto a un intollerabile stress emotivo, cerca rifugio nelle percezioni di se stesso e del mondo di un’età precedente, secondo un processo cronologico inverso.» Ciò significa che più regredirà nel tempo (comportando quindi anche regressione di valori, conoscenze, capacità e responsabilità) più facilmente si libererà delle strutture e percezioni della personalità recenti che lo attanagliano. La maggiore semplicità mentale di un bambino, la sua più spiccata vulnerabilità, la sua carenza di sistemi di difesa e di critica e la sua immediata affettività sono il motivo per cui la regressione è una degli alleati migliori di chi intende influenzare, modificare o distruggere la nostra psiche; tutto ciò è facilitato ovviamente dall’ipnosi, utile per aggiungere ricordi recenti o remoti alla memoria del condizionato. Nel corso di un processo di condizionamento è essenziale indurre il soggetto a una regressione più o meno ampia. Una volta regredito a livello infantile, il soggetto recepirà il condizionamento non soltanto come mutamento della propria realtà, ma come trasformazione dell’intero universo: proprio questo è l’obiettivo finale di qualsiasi indottrinamento.

Le 8 tecniche del controllo mentale, scrive Igor Vitale. Lo psicologo Robert Lifton individua otto temi psicologici fondamentali degli ambienti totalitari. Questi temi vengono utilizzati all’interno delle sètte per promuovere cambiamenti comportamentali e attitudinali e sono:

− Controllo del milieu: si tratta del controllo totale della comunicazione del gruppo. Dietro alla scusa che “pettegolezzi” e “chiacchiere” strapperanno il tessuto del gruppo o ne distruggeranno l’unità, si nasconde la ben più subdola motivazione di impedire agli affiliati di esprimere dubbi o perplessità su quanto sta accadendo e di comunicare agli altri membri qualsiasi cosa non sia una positiva approvazione. “Agli aderenti viene insegnato di fare rapporto su chi infrange la regola, una pratica che serve anche a mantenere i membri isolati l’uno dall’altro, ed aumentare la dipendenza dalla leadership. Il controllo del milieu spesso implica anche scoraggiare i membri dal mantenere contatti con parenti o amici esterni al gruppo, e dal leggere qualsiasi cosa non sia approvata dall’organizzazione.” È quello che Hassan classifica come “controllo dell’informazione”.Negare ad una persona l’informazione necessaria a formulare giudizi fondati fa si che essa non sia in grado di formarsi delle opinioni proprie.

− Linguaggio caricato: l’utilizzo di un gergo interno al gruppo serve a limitare il pensiero dei membri e a cessare l’attività di pensiero critico. La traduzione dalla lingua originaria alla “neolingua” richiede un grosso sforzo e costringe i membri a censurare, correggere o rallentare esplosioni spontanee di critica o idee contrarie. Li aiuta a contenere sentimenti negativi o di resistenza. Alla fine, parlare il gergo della sètta diviene naturale e comunicare con gli esterni diventa faticoso e difficile. Fa parte del linguaggio caricato anche l’etichettare gli esterni con ogni possibile epiteto spregiativo: wog, sistemiti, reazionari, sporchi, satanici.

− Richiesta di purezza: “il sistema di credenza tutto-o-niente del gruppo promuove un orientamento noi-contro-loro del gruppo: noi abbiamo ragione; loro (esterni, non membri) hanno torto, sono malvagi, non illuminati e così via.” Molti gruppi asseriscono che esiste solo un modo di pensare, reagire o agire in ogni situazione. Non esistono vie di mezzo e i membri devono giudicare se stessi e gli altri con questo standard del tutto-o-niente. Questo sistema diventa la giustificazione per il codice etico e morale interno del gruppo. Il fine giustifica i mezzi e siccome il fine, cioè il gruppo, è puro, i mezzi sono semplici strumenti per raggiungere la purezza. “Se si è un neofita, questi onnipresenti sensi di colpa e vergogna amplificano la dipendenza dal gruppo. Il gruppo in sostanza dice “Ti amiamo perché stai trasformando te stesso”, che significa che in qualsiasi momento tu non stia trasformando te stesso stai scivolando indietro.” Questo comporterà che il seguace si sentirà spesso inadeguato e il mondo esterno verrà continuamente contestato.

− Confessione: con questa pratica i membri vengono indotti a rivelare comportamenti passati e presenti, contatti con esterni e sentimenti indesiderabili, con la scusa che in questo modo si libereranno di un peso. Tuttavia qualsiasi cosa divulgata verrà successivamente usata per plasmare ulteriormente il seguace, per farlo sentire legato al gruppo e lontano dai non membri. “Le informazioni raccolte possono essere usate contro un membro per farlo sentire più colpevole, impotente, timoroso e, alla fine, bisognoso della bontà della sètta e del leader. La confessione può essere usata per far riscrivere la storia personale del soggetto in modo da denigrare la vita precedente all’affiliazione, facendo sembrare illogico ogni desiderio di ritornare alla vecchia vita, alla famiglia e agli amici.”Attraverso questo processo e grazie agli insegnamenti del gruppo, i membri imparano che tutto ciò che è legato alla loro vita precedente, compresi familiari e amici, è sbagliato e deve essere evitato. Gli esterni metterebbero a rischio la loro possibilità di raggiungere l’obiettivo prestabilito diminuendo la loro consapevolezza psicologica, impedendo il progresso politico del gruppo e ostacolando il cammino verso la massima conoscenza.

− Manipolazione mistica: il gruppo fa credere ai membri che i sentimenti e comportamenti nuovi sono frutto di una scelta spontanea maturata in questa nuova atmosfera. Il leader dichiara che si tratta di un gruppo prescelto con uno scopo superiore. I membri diventano esperti nell’osservare quale comportamento è richiesto, a captare tutti i tipi di indizi su cui verranno giudicati e a modificare il loro comportamento di conseguenza. “I leader dicono ai seguaci “Siete stati voi a scegliere di venire. Nessuno vi ha detto di farlo. Nessuno vi ha influenzato” quando in realtà i seguaci sono in una situazione in cui non possono andarsene a causa della pressione sociale o della paura.” Pertanto per loro sarà più facile credere di avere realmente scelto quella vita. Se gli esterni accenneranno al fatto che sono stati plagiati o imbrogliati, i membri risponderanno che non è così, di aver scelto volontariamente. “Le sètte prosperano su questo mito della volontarietà, insistendo continuamente che nessun membro viene trattenuto contro la sua volontà.”

− La dottrina è più importante della persona: dopo aver modificato in retrospettiva i racconti della loro storia personale, ai membri viene insegnato a interpretare la realtà attraverso i concetti del gruppo e a ignorare esperienze e sentimenti personali quando questi si presentano. Non va più prestata attenzione alle percezioni e bisogna semplicemente accettare la visione “informata” del gruppo.

− Scienza sacra: alla saggezza del leader viene data una patina di scienza, aggiungendo in questo modo credibilità alle sue nozioni filosofiche, psicologiche e politiche centrali. Pertanto chiunque sia in disaccordo o abbia idee alternative a quelle del leader non solo è immorale e sfrontato, ma è anche non scientifico.

− Dispensazione dell’esistenza: l’ambiente totalitario della sètta enfatizza chiaramente che i membri appartengono ad un movimento elitario di prescelti. Se gli affiliati detengono l’illuminazione, allo stesso tempo i non membri sono esseri insignificanti, inferiori. Questo impianto di pensiero smorza la coscienza dei membri e giustifica, in quanto rappresentanti di un gruppo “superiore”, la manipolazione dei non membri per il bene del gruppo. “Oltre a rafforzare la mentalità noi-contro-loro, questo tipo di ragionamento significa che l’intera esistenza del seguace si incentra sull’appartenenza al gruppo. Se se ne va entrerà nel nulla. Questo è il passo finale per creare la dipendenza dal gruppo.

Tecniche di controllo mentale (recensione) di Matteo Rampin 06-11-2006 di Fabio Tartarini “Cicap”. Quando si parla di controllo mentale è facile che il pensiero vada alle "magiche" rapine che ancora oggi ritroviamo nelle pagine di cronaca; è possibile lavare il cervello di una persona? È possibile controllare la mente altrui? Siamo davvero così suscettibili all'ipnosi? Matteo Rampin, psichiatra e psicoterapeuta con una nutrita esperienza in psicologia dell'inganno e illusionismo, in questo libro risponde a queste e ad altre domande definendo il significato di "controllo mentale". Affronta l'argomento a partire dall'effetto che le forme d'arte hanno sulle nostre percezioni fino a giungere alla politica e alle campagne pubblicitarie d'oggigiorno. Quella del controllo mentale è un'arte che condivide con la magia la necessità di occultare le sue intenzioni: il controllo è tanto più efficace quanto più l'intenzione resta velata. È questo, assieme alle intenzioni, a distinguere l'illusione dalla truffa. Il libro declina in profondità le differenti tecniche in tutte le loro possibili sfaccettature, tanto da risultare un libro completo e sistematico nella sua trattazione. È stupefacente, attraverso i numerosi aneddoti, scoprire e capire come avviene un interrogatorio di terzo grado, come conquistare la fiducia degli altri attraverso la parola o essere ingannati. L'intento del libro è quello di fornire un'arma il più possibile completa per difendersi da chi, in maniera più o meno volontaria, cerca di indurre il gonzo di turno a fare qualcosa che fino ad allora non aveva lontanamente considerato; esemplari a questo proposito sono le tecniche utilizzate nel marketing o, addirittura, nei borseggi. Un aneddoto esemplificativo di quello che il libro riserva è il seguente: "In una città del Veneto, un distinto signore entra in una gioielleria, e sceglie alcuni gioielli molto costosi. Con il permesso del padrone del negozio, li ripone in un astuccio chiuso da una cerniera, perché, spiega, ripasserà in un secondo momento a comperarli, ma li vorrebbe fermare. Il cliente consegna quindi l'astuccio chiuso al proprietario del negozio, pregandolo di chiuderlo in cassaforte, cosa che viene prontamente eseguita. Il cliente se ne va. Come dimostra la registrazione fatta dalla telecamera, ora studiata nelle scuole di polizia, l'astuccio consegnato nelle mani del gioielliere non è però quello con i preziosi, ma un altro, abilmente sostituito dal ladro-prestigiatore. In questo caso sarebbe bastato al derubato verificare il contenuto dell'astuccio, ma questa operazione è stata inibita dall'urgenza istintiva di mettere "al sicuro" le gemme, dopo averle viste toccare e manipolare dal cliente. Nella mente del gioielliere, inoltre, i preziosi erano già stati "venduti": un motivo in più per proteggerli con un supplemento di cautela. Cautela che si è rivelata poi catastrofica". Questo esempio raccoglie gran parte dei meccanismi che possono condurre una persona a essere raggirata a sua insaputa e a causa di gran parte dei condizionamenti della nostra cultura. Il controllo mentale, secondo Rampin, è una realtà oggi sempre più pervasiva e per certi versi inquietante ed è solo con una buona conoscenza del proprio nemico che si possono sfoderare le armi più adatte a fronteggiarlo. Resta solo la volontà di farlo e Rampin ne dà la possibilità affrontando, con un approccio giustamente critico, le varie discipline che nel corso di questi anni si sono affermate o hanno ingiustamente conquistato il mercato della comunicazione.

LE PROVE DOCUMENTALI.

PROVE DOCUMENTALI Su Microchip, Armi Psicotroniche, Controllo Mentale, scrive Alessandro Raffa su "No Censura" martedì 18 marzo 2014.

MICROCHIP INSERITO NEL CRANIO: IL CASO DORIGO - per "fortuna" che ci sono le lastre e prove oltre ogni ragionevole dubbio, in quanto se non ci fossero probabilmente parlandone verremmo tacciati di "complottismo"...Di armi psicotroniche e controllo mentale ne parla anche l'ex Colonnello Umberto Rapetto nel capitolo "cervello nel mirino" del suo libro "le nuove guerre", davvero molto interessante. Inoltre se volete approfondire la questione dei microchip inseriti nel corpo umano consultate questa pagina, molto ricca di documenti sui microchips impiantati nel corpo umano, a cura di un'associazione che si occupa specificamente dell'ambito. Nella pagina vengono proposte prove documentali e interviste, non "teorie strampalate". Tra i vari documenti c'è anche un'intervista integrale a Paolo Dorigo, di cui di seguito vi proponiamo un breve video: Controllo mentale: accade anche in Italia, ecco le prove. Il caso Dorigo. Controllo mentale: un argomento che viene percepito distante da tutti noi, ma casi di questo tipo avvengono anche in Italia! Il caso più celebre è quello di Paolo Dorigo, che se ne è accorto grazie a dei disturbi, e la TAC ha confermato la presenza nel cervello di un microchip: e non trova un chirurgo disposto a operarlo per rimuoverlo! Con video, link di approfondimento e allegato il Dossier di Michele Fabiani sul controllo mentale in Italia…A cura di Alessandro Raffa. Spesso sentiamo parlare (sui blog liberi: figuriamoci se i mass media ne parlano…) di tecniche di controllo mentale – Monarch, Mk Ultra, etc. – argomenti che suscitano sdegno e talvolta incredulità nelle persone che percepiscono la realtà nel modo voluto dai mass media. Ebbene, le tecniche di controllo mentale sopracitate, sono una realtà ampiamente documentata. Circa il “progetto Mk Ultra” portato avanti dagli Usa negli anni ’50 è disponibile un’ampia documentazione, c’è persino una scheda su wikipedia, l’enciclopedia libera del sistema, e troviamo informazioni anche su altre cosiddette “fonti di sistema“, anche se ufficialmente il progetto – che coinvolse migliaia e migliaia di cittadini americani, spesso bambini orfani o persone sole al mondo - sarebbe fallito e sarebbe stato abbandonato dopo pochi anni (è già tanto se non hanno negato tutto… ma non potevano farlo, essendo emersi documenti ufficiali) in realtà, quando il progetto venne alla luce e fu ufficialmente abbandonato, proseguì clandestinamente; figuriamoci se gli americani, che per coltivare i propri interessi non hanno scrupoli di niente, avrebbero mai rinunciato a questa possibilità. E le tecniche implementate negli anni ’50 sono state finemente affinate negli anni, anche grazie alla tecnologia. Da diversi anni sono anche disponibili armi psicotroniche, di cui il russo Putin non solo ha ammesso l’esistenza, ma persino il loro utilizzo (vedi l’articolo, che contiene ulteriori approfondimenti). Delle tecniche di controllo mentale inoltre ne ha parlato anche l’ormai ex magistrato Paolo Ferraro. Tecniche di controllo mentale sono utilizzate anche in Italia. A fine articolo riporto l’interessante Dossier sul controllo mentale e la tortura tecnologica in Italia, redatto nel 2006 a cura di Michele Fabiani con la collaborazione, tra gli altri, di Paolo Dorigo, a cui è stato impiantato un microchip nel cervello, su mandato probabilmente della Cia. Una tremenda vicenda emersa alcuni anni fa, che illustro di seguito. Paolo Dorigo fu arrestato perché ritenuto responsabile dell’attentato, rivendicato dalle BR, compiuto nella notte fra il 2 e il 3 settembre 1993 alla base americana di Aviano. (Vedi l’articolo di Repubblica del 27 Ottobre 1993).

E qui, apro subito una parentesi: Il collegamento con le BR suscita perplessità, visto che le organizzazioni terroristiche di estrema sinistra, forse anche in modo inconsapevole, hanno fatto il gioco dei poteri forti mondialisti, visto che secondo le rivelazioni (basate su documenti, quindi più che fondate) del Presidente Onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, Ferdinando Imposimato, dietro alla “strategia della tensione” e alle “stragi di stato” ci sarebbe la longa manus del gruppo Bilderberg: questo è quanto è emerso dalle indagini del giudice Emilio Alessandrini, ucciso, guardacaso, da “Prima linea” una organizzazione di estrema sinistra contigua alle Brigate Rosse, che furono anche protagoniste del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro, dietro al quale ci sarebbe nuovamente il gruppo Bilderberg. Tra l’altro la magistratura ha recentemente riaperto il caso proprio grazie alle dichiarazioni di Imposimato, in occasione di una puntata di Porta a Porta.

Torniamo al caso Dorigo: Durante il periodo di carcerazione, nel corso di una operazione chirurgica a Dorigo è stato impiantato un microchip nel cervello: realtà accertata con una TAC. Dorigo se ne è accorto perché ha iniziato ad accusare una serie di disturbi mentali che descrive nei video che vi proponiamo di seguito. Dopo aver scoperto la presenza del microchip, Dorigo ovviamente voleva farlo rimuovere: ma non è riuscito a trovare un chirurgo disposto ad operarlo, ed è arrivato al punto, alcuni anni fa, di fare uno sciopero della fame. Anche se l’individuo in questione è stato arrestato per aver commesso un attentato alla base USA di Aviano, pensare che gli sia stato impiantato un microchip r-fid è davvero spaventoso; ovviamente questo tipo di trattamenti non è contemplato da nessuna legge, ed è allucinante che in Italia accadano anche queste cose. Siamo a tutti gli effetti una colonia degli Stati Uniti, e oltre ad avallare tutte le azioni degli USA, le nostre istituzioni offrono loro collaborazione su tutti i fronti: dalle guerre alle operazioni “sotto copertura”, come il rapimento dell’Imam di Milano Abu Omar. E sicuramente Dorigo non è l’unico ad avere subito un trattamento di questo tipo.

La domanda sorge spontanea: per quale motivo è stato “chippato” ?!? C’è chi sostiene che si tratti di un “metodo di tortura”, ma questa ipotesi appare poco realistica: certo alla CIA o chi per loro non interessano “vendette” o altro. Inoltre certo non vogliono che questioni come questa vengano alla luce. Se l’intento fosse stato semplicemente quello di monitorarlo, seguire i suoi spostamenti, avrebbero potuto inserire il chip su una mano, o comunque in altre parti del corpo. Il fatto che sia stato cippato vicino al cervello, fa presumere che l’intento sia quello di interagire con il cervello, ed i disturbi accusati da Dorigo dimostrano che il microchip ha interferito con la sua attività cerebrale. C’è da dire che i microchip R-Fid secondo alcuni scienziati sarebbero in grado di interagire con il cervello anche quando inseriti in altre parti del corpo, visto che trasmettono impulsi elettrici simili a quelli utilizzati dal cervello per “impartire gli ordini” agli organi, mediante il sistema nervoso. E’ risaputo che i soggetti sottoposti a controllo mentale sarebbero stati impiegati, tra le altre cose, anche per commettere omicidi. Persone che conducono una vita normale, soldati “dormienti” ai quali al momento opportuno viene ordinato di commettere un omicidio, magari in modo plateale, per poi suicidarsi. Il responsabile viene subito arrestato, e l’opinione pubblica pensa al “folle” di turno, senza suscitare alcun sospetto. In Usa ci sarebbe un vero e proprio esercito di cosiddetti “manchurian candidate”. Ovviamente si tratta solo di un’ipotesi, ma certo una persona che ha frequentato certi ambienti ed è già stata condannata per aver commesso un attentato a danno degli USA è un ottimo elemento per questi scopi. Se una persona con questo “curricula” avesse commesso un reato. Alessandro Raffa.

I brevetti sul controllo mentale, tratto da: prigioniero.tumblr.com. Gennaio 21, 2013. Alcuni interessanti brevetti che furono pubblicati con una breve descrizione sul sito endofthelie. Il Sito passa in rassegna su brevetti che riguardano il controllo mentale tutti pubblicati ufficialmente con tanto di descrizione.

6.488.617 (3 dicembre 2002), Metodo e dispositivo per la realizzazione di uno Stimo celebrale desiderato. Abstract: Metodo e dispositivo per la produzione di uno stimolo cerebrale desiderato in un individuo il brevetto contiene mezzi per monitorare e analizzare lo stato cervello mentre un insieme di uno o più magneti producono campi che alterano lo stato normale. Un sistema computazionale altera i vari parametri dei campi magnetici in modo da far collassare il gap (NdP far passare subito nello stato mentale desiderato) facendolo passare allo stimolo celebrale desiderato. Questo processo di feedback funziona continuamente fino a quando il divario è ridotto al minimo e / o rimosso.

6.239.705 (29 maggio 2001), dispositivo intra-orale di monitoraggio elettronico. Abstract: un sistema migliorato, non chirurgico, biocompatibile dispositivo di tracciamento elettronico è previsto un alloggiamento in cui è posto intraoralmente. L'alloggiamento contiene microcircuiti. Il microcircuiti comprendono un ricevitore, una modalità passiva ad attiva la modalità attivatore, un decodificatore del segnale per determinare correzione posizionale, un trasmettitore, un'antenna e un alimentatore. Alla ricezione di un segnale codificato di attivazione, il segnale di correzione di posizione decodificatore viene richiamato, determinando una correzione di posizione. Il trasmettitore trasmette successivamente attraverso l'antenna un segnale homing per ricevuto da un localizzatore.

6.091.994 (18 luglio 2000), Manipolazione pulsative del sistema nervoso. Abstract: Metodo e apparato per manipolare il sistema nervoso impartendo pulsazioni alla pelle del soggetto ad una frequenza che è adatto per lo stato di modifica per una determinata una risonanza sensoriale. Attualmente, due risonanze principali sensoriali sono noti, con frequenze vicine ½ Hz e 2,4 Hz. La risonanza ½ Hz sensoriale provoca rilassamento, sonnolenza, , un sorriso tonico, un “nodo” nello stomaco, o eccitazione sessuale, a seconda della frequenza specifica utilizzata. La risonanza 2,4 Hz fa sì che il rallentamento di alcune attività corticali.

6.052.336 (18 aprile 2000), Apparato e metodo di suono in broadcasting Utilizzando ultrasuoni come un vettore. Abstract: Una fonte ultrasuoni trasmette un segnale ultrasonico che è di ampiezza e / o frequenza modulata con un segnale in ingresso le informazioni provenienti da una sorgente di input informazioni. Il segnale modulato, che può essere amplificato, viene poi trasmesso attraverso un proiettore, al che un individuo o gruppo di individui situati nella regione trasmissione e possono rilevare come suono udibile.

5.539.705 (23 luglio 1996), traduttore vocale ultrasuoni e sistema di comunicazione. Abstract: Un sistema di comunicazione senza fili, non rilevabile con radiofrequenza per convertire segnali audio, compresa la voce umana, in segnali elettronici nella gamma di frequenza ultrasonica, la trasmissione del segnale ultrasonico mediante onde di pressione acustica attraverso un supporto informatico, compresi i gas, liquidi e solidi, e riconversione degli ultrasuoni onde di pressione acustica nel segnale audio originale. Questa invenzione è stata realizzata con il sostegno del governo nell'ambito del contratto DE-ACO5-840R2l400, dal Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti a Martin Marietta Energy Systems, Inc.

5.507.291 (16 aprile 1996), metodo e una relativa apparecchiatura per la determinazione a distanza di informazioni per rilevare lo stato emotivo delle persone. Abstract: In un metodo per determinare in remoto le informazioni relative allo stato emotivo di una persona, l'energia della forma d'onda avente una frequenza predeterminata e una intensità predeterminata viene generato e trasmesso senza fili verso un soggetto in posizione remota. L'energia della forma d'onda emessa dal soggetto viene rilevato e automaticamente analizzati per ricavare le informazioni relative allo stato emozionale dell'individuo.

5.159.703 (27 ottobre 1992), sistema silenzioso di controllo subliminale. Abstract: Un sistema di comunicazione silenziosa in cui i vettori nonaural, in posizione molto bassa e ad elevata frequenza audio o nello spettro adiacente della frequenza ultrasonica, sono ampiezza o frequenza modulata con l'intelligenza desiderata e propagata acusticamente o vibrazionalmente, per induzione nel cervello.

5.017.143 (21 maggio 1991), metodo ed apparecchio per produrre le immagini subliminali. Abstract: Un metodo e un apparecchio per produrre più efficace comunicazione visiva subliminale Le immagini grafiche e / o di testo, presentati per la durata di meno di un fotogramma video, organizzati ad intervalli ritmici, gli intervalli ritmici destinati ad incidere ricettività utente sugli stati d'animo o il comportamento.

4.877.027 (31 ottobre 1989), sistema acustico con trasmissione a microonde. Abstract: Il suono viene indotto nella testa di una persona irradiando la testa con microonde nell'intervallo 100 megahertz a 10.000 megahertz, che sono modulati con una forma d'onda particolare. La forma d'onda consiste di raffiche modulazione di frequenza. Ogni raffica si compone di 10 a 20 impulsi uniformemente distanziate raggruppati strettamente insieme. La larghezza burst è tra 500 e 100 microsecondi nanosecondi. Le esplosioni sono la frequenza modulata nell'ingresso audio per creare la sensazione di far sentire alla persona qualcosa che viene irradiato tramite microonde.

U 3.951.134 (20 aprile 1976), Apparato e metodo per il monitoraggio remoto e Alterare onde cerebrali. Abstract: Apparato e metodo di rilevamento onde cerebrali in una posizione distante da un soggetto quale segnali elettromagnetici di diverse frequenze vengono simultaneamente trasmessi al cervello del soggetto in cui i segnali interferiscono uno con l'altro per produrre una forma d'onda è modulata per il soggetto dalle onde cerebrali. La forma d'onda di interferenza … viene ritrasmesso dal cervello di un ricevitore in cui è demodulato e amplificato. La forma d'onda demodulato può anche essere utilizzato per produrre un segnale di compensazione che viene trasmesso al cervello per effettuare un cambiamento desiderato di un attività elettrica del cervello del soggetto.

Quanto segue è stato scritto da ex insider della Casa Bianca Fred Burks (tranne che per il brevetto, ovviamente), Il brevetto di seguito descrive la tecnologia utilizzata per la modifica del comportamento attraverso la TV, monitor di computer, video, DVD e programmazione. Se si dispone di un background scientifico, vi invito a leggere per intero di 16 pagine brevetto per vedere l'elevato livello di sofisticazione elabora. La manipolazione non avviene attraverso l'inserimento di singoli frames o anomalie, come è stato fatto in passato, ma piuttosto dalla modulazione del segnale di alimentazione.

Nota: per l'US Patent and Trademark Office pagina brevetto ricerca. Oppure clicca qui per andare direttamente al brevetto # 6.506.148. Come il brevetto completo è di 16 pagine, solo estratti principali sono stati inseriti.

United States Patent 6506148. Loos, 14 gennaio 2003. Sistema di manipolazione nervoso da campi elettromagnetici dai monitor. Effetti fisiologici sono stati osservati in un soggetto umano in risposta alla stimolazione della pelle con deboli campi elettromagnetici che sono pulsate con determinate frequenze vicine a ½ Hz o 2,4 Hz, tale da eccitare una risonanza sensoriale. Molti monitor TV e tubi, quando si visualizzano immagini pulsati, emettono campi elettromagnetici pulsati di ampiezza sufficiente per causare tale eccitazione. È quindi possibile manipolare il sistema nervoso di un soggetto facendo pulsare immagini visualizzate su un monitor di computer vicino o televisore. Per questi ultimi, la pulsazione immagine può essere inserita nel materiale di programma, o può essere sovrapposto modulando un flusso video, sia come un segnale RF o come segnale video. L'immagine visualizzata sul monitor di un computer può essere pulsata efficacemente da un semplice programma. Per i monitor alcuni campi elettromagnetici pulsati in grado di eccitare risonanze sensoriali nei soggetti vicini può essere generata anche se le immagini visualizzate sono impulsi con intensità subliminale. Inventori: Loos; Hendricus G. (3019 Via Cresta, Laguna Beach, CA 92651). Appl. Codice: 872528. Archiviato: 1 Giugno 2001

SINTESI. Computer monitor e monitor TV può essere fatto per emettere deboli bassa frequenza campi elettromagnetici semplicemente facendo pulsare l'intensità delle immagini visualizzate. Esperimenti hanno dimostrato che la risonanza ½ Hz sensoriali possono essere eccitati in questo modo in un soggetto vicino al monitor. La risonanza 2,4 Hz sensoriale può anche essere eccitato in questo modo. Quindi, un monitor TV o monitor del computer può essere utilizzato per manipolare il sistema nervoso di persone vicine. Le implementazioni dell'invenzione sono adattati alla sorgente del flusso video che guida il monitor, sia esso un programma per computer, una trasmissione televisiva, una videocassetta o un disco video digitale (DVD). Di un monitor, gli impulsi immagine può essere prodotta da un programma per computer. La frequenza degli impulsi può essere controllato attraverso l'ingresso tastiera, in modo che il soggetto può sintonizzarsi ad una frequenza di risonanza sensoriale individuale. L'ampiezza di impulso può essere controllato anche in questo modo. Un programma scritto in Visual Basic ® è particolarmente adatto per l'utilizzo su computer che eseguono Windows 95 ® o Windows 98 ® La struttura di tale programma è descritto nel brevetto. Produzione di impulsi periodici richiede una procedura accurata temporizzazione. Tale procedura è costruito dalla funzione GetTimeCount disponibile Application Program Interface (API) del sistema operativo Windows, insieme ad una procedura di estrapolazione che migliora l'accuratezza di temporizzazione. La Variabilità impulso può essere introdotto attraverso il software, allo scopo di contrastare assuefazione del sistema nervoso alla stimolazione di campo, o quando la frequenza di risonanza esatta non è nota. La variabilità può essere una pseudo-casuale variazioni entro uno stretto intervallo, oppure può assumere la forma di una frequenza o ampiezza scansione in tempo. La variabilità di impulsi può essere usata per tenere sotto controllo il soggetto.

Il programma che causa un'immagine pulsante può essere eseguito su un computer remoto che è connesso al computer dell'utente da un legame, la seconda parte può appartenere ad una rete, che può essere la Internet.

Per un monitor TV, il pulsare dell'immagine possono essere inerenti il flusso video che scorre dalla sorgente video, oppure la corrente può essere modulata in modo da sovrapporre le pulsazioni. Nel primo caso, una trasmissione diretta TV possono essere disposti ad avere la funzione inserita semplicemente leggermente pulsare l'illuminazione della scena che viene trasmessa. Questo metodo può naturalmente essere utilizzato anche nella realizzazione di pellicole e nastri di registrazione video e DVD.

Le videocassette possono essere modificati in modo da sovrapporre le pulsazioni per mezzo di hardware modulare. Un modulatore semplice in cui il segnale di luminanza del video composito è pulsata senza influenzare il segnale normale. Lo stesso effetto può essere introdotto alla fine consumatore, modulando il flusso video che viene prodotto dalla sorgente video. Un DVD può essere modificato tramite software, introducendo impulsi come variazioni dei segnali RGB digitali. Impulsi di intensità delle immagini possono essere sovrapposti l'uscita analogica componenti video di un lettore DVD modulando la componente di luminanza del segnale. Prima di entrare nel televisore, un segnale televisivo modulato può essere tale da provocare pulsante della intensità di immagine mediante una linea di ritardo variabile che è collegato ad un generatore di impulsi.

Alcuni monitor possono emettere impulsi di campo elettromagnetico che eccitano una risonanza sensoriale in un soggetto vicino, tramite impulsi di immagine che sono così deboli da essere subliminali.

Nota Del Prigioniero: beh mi pare ovvio che la questione della cosidetta “fantascientificità” del controllo mentale è tutt’altro che fantasiosa dato che ci sono brevetti simili e qualcuno all’ufficio brevetti li approva (dando così chiaramente una validità scientifica alla al brevetto). Fa molto comodo per certi personaggi ridicolizzare le dichiarazioni sul controllo mentale, tacciando tutti di complottisti con la stagnola in testa, anche se bisognerebbe aggiungere meglio la stagnola sulla testa che dentro il cervello (come per certi debunkers). Questi sono solamente una piccola parte di brevetti sul controllo mentale che vengono brevettati in USA e non solo, facendoci ricordare che chi pensa che il vergognoso esperimento Mk-ultra sia concluso ormai mezzo secolo fa sbaglia e pure grosso. In realtà è mio modesto parere che il progetto non solo non ha mai smesso di lavorare, ma si è affinato con il passare degli anni, come si sono affinati questo tipo di brevetti.

Alcuni interessanti brevetti che furono pubblicati con una breve descrizione sul sito endofthelie. Il Sito passa in rassegna su brevetti che riguardano il controllo mentale tutti pubblicati ufficialmente con tanto di descrizione. 

6.488.617 (3 dicembre 2002), Metodo e dispositivo per la realizzazione di uno Stimo celebrale desiderato

Abstract: Metodo e dispositivo per la produzione di uno stimolo cerebrale desiderato in un individuo il brevetto contiene mezzi per monitorare e analizzare lo stato cervello mentre un insieme di uno o più magneti producono campi che alterano lo stato normale. Un sistema computazionale altera i vari parametri dei campi magnetici in modo da far collassare il gap (NdP far passare subito nello stato mentale desiderato) facendolo passare allo stimolo celebrale desiderato. Questo processo di feedback funziona continuamente fino a quando il divario è ridotto al minimo e / o rimosso.

6.239.705 (29 maggio 2001), dispositivo intra-orale di monitoraggio elettronico

Abstract: un sistema migliorato, non chirurgico, biocompatable dispositivo di tracciamento elettronico è previsto un alloggiamento in cui è posto intraoralmente. L'alloggiamento contiene microcircuiti. Il microcircuiti comprendono un ricevitore, una modalità passiva ad attiva la modalità attivatore, un decodificatore del segnale per determinare correzione posizionale, un trasmettitore, un'antenna e un alimentatore. Alla ricezione di un segnale codificato di attivazione, il segnale di correzione di posizione decodificatore viene richiamato, determinando una correzione di posizione. Il trasmettitore trasmette successivamente attraverso l'antenna un segnale homing per ricevuto da un localizzatore.

6.091.994 (18 luglio 2000), Manipolazione pulsative del sistema nervoso

Abstract: Metodo e apparato per manipolare il sistema nervoso impartendo pulsazioni alla pelle del soggetto ad una frequenza che è adatto per lo stato di modifica per una determinata una risonanza sensoriale. Attualmente, due risonanze principali sensoriali sono noti, con frequenze vicine ½ Hz e 2,4 Hz. La risonanza ½ Hz sensoriale provoca rilassamento, sonnolenza, , un sorriso tonico, un “nodo” nello stomaco, o eccitazione sessuale, a seconda della frequenza specifica utilizzata. La risonanza 2,4 Hz fa sì che il rallentamento di alcune attività corticali.

6.052.336 (18 aprile 2000), Apparato e metodo di suono in broadcasting. Utilizzando ultrasuoni come un vettore

Abstract: Una fonte ultrasuoni trasmette un segnale ultrasonico che è di ampiezza e / o frequenza modulata con un segnale in ingresso le informazioni provenienti da una sorgente di input informazioni. Il segnale modulato, che può essere amplificato, viene poi trasmesso attraverso un proiettore, al che un individuo o gruppo di individui situati nella regione trasmissione e possono rilevare come suono udibile.

5.539.705 (23 luglio 1996), traduttore vocale ultrasuoni e sistema di comunicazione

Abstract: Un sistema di comunicazione senza fili, non rilevabile con radiofrequenza per convertire segnali audio, compresa la voce umana, in segnali elettronici nella gamma di frequenza ultrasonica, la trasmissione del segnale ultrasonico mediante onde di pressione acustica attraverso un supporto informatico, compresi i gas, liquidi e solidi, e riconversione degli ultrasuoni onde di pressione acustica nel segnale audio originale. Questa invenzione è stata realizzata con il sostegno del governo nell'ambito del contratto DE-ACO5-840R2l400, dal Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti a Martin Marietta Energy Systems, Inc.

5.507.291 (16 aprile 1996), metodo e una relativa apparecchiatura per la determinazione a distanza di informazioni per rilevare lo stato emotivo delle persone

Abstract: In un metodo per determinare in remoto le informazioni relative allo stato emotivo di una persona, l'energia della forma d'onda avente una frequenza predeterminata e una intensità predeterminata viene generato e trasmesso senza fili verso un soggetto in posizione remota. L'energia della forma d'onda emessa dal soggetto viene rilevato e automaticamente analizzati per ricavare le informazioni relative allo stato emozionale dell'individuo.

5.159.703 (27 ottobre 1992), sistema silenzioso di controllo subliminale

Abstract: Un sistema di comunicazione silenziosa in cui i vettori nonaural, in posizione molto bassa e ad elevata frequenza audio o nello spettro adiacente della frequenza ultrasonica, sono ampiezza o frequenza modulata con l'intelligenza desiderata e propagata acusticamente o vibrazionalmente, per induzione nel cervello.

5.017.143 (21 maggio 1991), metodo ed apparecchio per produrre le immagini subliminali

Abstract: Un metodo e un apparecchio per produrre più efficace comunicazione visiva subliminale Le immagini grafiche e / o di testo, presentati per la durata di meno di un fotogramma video, organizzati ad intervalli ritmici, gli intervalli ritmici destinati ad incidere ricettività utente sugli stati d'animo o il comportamento.

4.877.027 (31 ottobre 1989), sistema acustico con trasmissione a microonde

Abstract: Il suono viene indotto nella testa di una persona irradiando la testa con microonde nell'intervallo 100 megahertz a 10.000 megahertz, che sono modulati con una forma d'onda particolare. La forma d'onda consiste di raffiche modulazione di frequenza. Ogni raffica si compone di 10 a 20 impulsi uniformemente distanziate raggruppati strettamente insieme. La larghezza burst è tra 500 e 100 microsecondi nanosecondi. Le esplosioni sono la frequenza modulata nell'ingresso audio per creare la sensazione di far sentire alla persona qualcosa che viene irradiato tramite microonde.

U 3.951.134 (20 aprile 1976), Apparato e metodo per il monitoraggio remoto e Alterare onde cerebrali. Abstract: Apparato e metodo di rilevamento onde cerebrali in una posizione distante da un soggetto quale segnali elettromagnetici di diverse frequenze vengono simultaneamente trasmessi al cervello del soggetto in cui i segnali interferiscono uno con l'altro per produrre una forma d'onda è modulata per il soggetto dalle onde cerebrali. La forma d'onda di interferenza … viene ritrasmesso dal cervello di un ricevitore in cui è demodulato e amplificato. La forma d'onda demodulato può anche essere utilizzato per produrre un segnale di compensazione che viene trasmesso al cervello per effettuare un cambiamento desiderato di un attività elettrica del cervello del soggetto.

Quanto segue è stato scritto da ex insider della Casa Bianca Fred Burks (tranne che per il brevetto, ovviamente),

Il brevetto di seguito descrive la tecnologia utilizzata per la modifica del comportamento attraverso la TV, monitor di computer, video, DVD e programmazione. Se si dispone di un background scientifico, vi invito a leggere per intero di 16 pagine brevetto per vedere l'elevato livello di sofisticazione elabora. La manipolazione non avviene attraverso l'inserimento di singoli frames o anomalie, come è stato fatto in passato, ma piuttosto dalla modulazione del segnale di alimentazione. Nota: per l'US Patent and Trademark Office pagina brevetto ricerca. Oppure clicca qui per andare direttamente al brevetto # 6.506.148. Come il brevetto completo è di 16 pagine, solo estratti principali sono stati inseriti.

United States Patent 6506148. Loos, 14 gennaio 2003. Sistema di manipolazione nervoso da campi elettromagnetici dai monitor. Effetti fisiologici sono stati osservati in un soggetto umano in risposta alla stimolazione della pelle con deboli campi elettromagnetici che sono pulsate con determinate frequenze vicine a ½ Hz o 2,4 Hz, tale da eccitare una risonanza sensoriale. Molti monitor TV e tubi, quando si visualizzano immagini pulsati, emettono campi elettromagnetici pulsati di ampiezza sufficiente per causare tale eccitazione. È quindi possibile manipolare il sistema nervoso di un soggetto facendo pulsare immagini visualizzate su un monitor di computer vicino o televisore. Per questi ultimi, la pulsazione immagine può essere inserita nel materiale di programma, o può essere sovrapposto modulando un flusso video, sia come un segnale RF o come segnale video. L'immagine visualizzata sul monitor di un computer può essere pulsata efficacemente da un semplice programma. Per i monitor alcuni campi elettromagnetici pulsati in grado di eccitare risonanze sensoriali nei soggetti vicini può essere generata anche se le immagini visualizzate sono impulsi con intensità subliminale. Inventori: Loos; Hendricus G. (3019 Via Cresta, Laguna Beach, CA 92651). Appl. Codice: 872528. Archiviato: 1 Giugno 2001.

SINTESI. Computer monitor e monitor TV può essere fatto per emettere deboli bassa frequenza campi elettromagnetici semplicemente facendo pulsare l'intensità delle immagini visualizzate. Esperimenti hanno dimostrato che la risonanza ½ Hz sensoriali possono essere eccitati in questo modo in un soggetto vicino al monitor. La risonanza 2,4 Hz sensoriale può anche essere eccitato in questo modo. Quindi, un monitor TV o monitor del computer può essere utilizzato per manipolare il sistema nervoso di persone vicine. Le implementazioni dell'invenzione sono adattati alla sorgente del flusso video che guida il monitor, sia esso un programma per computer, una trasmissione televisiva, una videocassetta o un disco video digitale (DVD). Di un monitor, gli impulsi immagine può essere prodotta da un programma per computer. La frequenza degli impulsi può essere controllato attraverso l'ingresso tastiera, in modo che il soggetto può sintonizzarsi ad una frequenza di risonanza sensoriale individuale. L'ampiezza di impulso può essere controllato anche in questo modo. Un programma scritto in Visual Basic ® è particolarmente adatto per l'utilizzo su computer che eseguono Windows 95 ® o Windows 98 ® La struttura di tale programma è descritto nel brevetto. Produzione di impulsi periodici richiede una procedura accurata temporizzazione. Tale procedura è costruito dalla funzione GetTimeCount disponibile Application Program Interface (API) del sistema operativo Windows, insieme ad una procedura di estrapolazione che migliora l'accuratezza di temporizzazione. La Variabilità impulso può essere introdotto attraverso il software, allo scopo di contrastare assuefazione del sistema nervoso alla stimolazione di campo, o quando la frequenza di risonanza esatta non è nota. La variabilità può essere una pseudo-casuale variazioni entro uno stretto intervallo, oppure può assumere la forma di una frequenza o ampiezza scansione in tempo. La variabilità di impulsi può essere usata per tenere sotto controllo il soggetto. Il programma che causa un'immagine pulsante può essere eseguito su un computer remoto che è connesso al computer dell'utente da un legame, la seconda parte può appartenere ad una rete, che può essere la Internet. Per un monitor TV, il pulsare dell'immagine possono essere inerenti il flusso video che scorre dalla sorgente video, oppure la corrente può essere modulata in modo da sovrapporre le pulsazioni. Nel primo caso, una trasmissione diretta TV possono essere disposti ad avere la funzione inserita semplicemente leggermente pulsare l'illuminazione della scena che viene trasmessa. Questo metodo può naturalmente essere utilizzato anche nella realizzazione di pellicole e nastri di registrazione video e DVD. Le videocassette possono essere modificati in modo da sovrapporre le pulsazioni per mezzo di hardware modulare. Un modulatore semplice in cui il segnale di luminanza del video composito è pulsata senza influenzare il segnale normale. Lo stesso effetto può essere introdotto alla fine consumatore, modulando il flusso video che viene prodotto dalla sorgente video. Un DVD può essere modificato tramite software, introducendo impulsi come variazioni dei segnali RGB digitali. Impulsi di intensità delle immagini possono essere sovrapposti l'uscita analogica componenti video di un lettore DVD modulando la componente di luminanza del segnale. Prima di entrare nel televisore, un segnale televisivo modulato può essere tale da provocare pulsante della intensità di immagine mediante una linea di ritardo variabile che è collegato ad un generatore di impulsi. Alcuni monitor possono emettere impulsi di campo elettromagnetico che eccitano una risonanza sensoriale in un soggetto vicino, tramite impulsi di immagine che sono così deboli da essere subliminali.

Sito/blog di informazione alternativa: Il prigioniero. Nota Del Prigioniero: beh mi pare ovvio che la questione della cosiddetta “fantascientificità” del controllo mentale è tutta'ltro che fantasiosa dato che ci sono brevetti simili e qualcuno all’ufficio brevetti li approva (dando così chiaramente una validità scientifica al brevetto). Fa molto comodo per certi personaggi ridicolizzare le dichiarazioni sul controllo mentale, tacciando tutti come complottisti con la stagnola in testa, anche se bisognerebbe aggiungere meglio la stagnola sulla testa che dentro il cervello (come per certi debunkers). Questi sono solamente una piccola parte di brevetti sul controllo mentale che vengono brevettati in USA e non solo, facendoci ricordare che chi pensa che il vergognoso esperimento Mk-ultra sia concluso ormai mezzo secolo fa sbaglia e pure grosso. In realtà è mio modesto parere che il progetto non solo non ha mai smesso di lavorare, ma si è affinato con il passare degli anni, come si sono affinati questo tipo di brevetti.

I PROGETTI PER LA MANIPOLAZIONE DELLA MENTE.

Mente, cervello e controllo del pensiero: a che punto siamo? Pubblicato il 16 febbraio 2016 Da Alessandro Solinas su "Byo Blu". Mente e cervello sono la nuova frontiera della scienza. La telepatia, la telecinesi, il brainet, esoscheletri neuro-comandati che decuplicano la forza negli operai, farmaci per dimenticare. Videogiochi, fantascienza oppure realtà? Da dove partono queste ambizioni? Chi finanzia la ricerca? A che punto siamo? Ecco qualcosa che dovreste sapere.

Il progetto BRAIN (cervello). Il progetto BRAIN (Brain Research through Advancing Innovative Neurotechnologies) vuole comprendere tutte le dinamiche del funzionamento del cervello attraverso varie tecniche, tra cui l’uso della sperimentazione animale sui primati. L’iniziativa è partita nel 2013 dall’amministrazione Obama, grazie all’eugenista John Holdren, direttore del White House Office of Science and Technology Policy. Brain, che è consequenziale alla mappatura completa del genoma umano terminata nel 2003, è un progetto sia pubblico che privato: è finanziato infatti sia dal co-fondatore di Microsoft Paul Gardner Allen, con 100 milioni di dollari, sia dal governo, con 300 milioni di dollari l’anno. L’opinione pubblica è favorevole, per la speranza di future cure per i disordini mentali come la schizofrenia, la depressione, l’Alzheimer, la tetraplegia, il Parkinson e così via. John Holdren è però anche uno dei co-autori del testo Ecoscience: Population, Resources, Environment, dove viene discusso il possibile ruolo di una vasta gamma di mezzi per affrontare la sovrappopolazione. Tra queste, la sterilizzazione forzata, l’aborto obbligatorio, contraccettivi nella fornitura di cibo e acqua, licenze riproduttive… Holdren prevede una società in cui a tutte le ragazze, non appena raggiunta la pubertà, il governo impianti una capsula per la sterilizzazione a lungo termine. Tale capsula potrebbe poi essere temporaneamente rimossa, dopo avere ottenuto il permesso ufficiale per avere una gravidanza. In alternativa, Holdren vuole una società che sterilizzi tutte le donne che hanno già avuto due figli. Questo approccio non è dissimile da quello che viene discusso dalla comunità scientifica e negli ambienti governativi nel Regno Unito (vedi: “Come in UK vogliono cambiare i nostri figli”).

Lo Human Brain Project (Progetto Cervello Umano). L’Unione Europea non è da meno: oltre al progetto NERRI di governo della mente (leggere: “Piani UE e Big Pharma per il governo del pensiero”) nel 2013 ha stanziato, attraverso la Commissione Europea, un miliardo di euro in dieci anni per un unico faraonico progetto, lo HBP (Human Brain Project), con le stesse finalità del progetto BRAIN, coinvolgendo 113 partner tra università e imprese. Il sito ufficiale tuttavia mette testualmente in guardia dall’utilizzo dei risultati di questi studi per “implementare nuovi sistemi di sorveglianza di massa e nuovi armamenti”. Lo Human Brain Project punta a realizzare entro il 2023 un simulatore del cervello umano (solo i neuroni in media sono più di 100 miliardi, come le stelle di un’intera galassia) ed è stato istituito dalla Commissione Barroso II, in particolare dal commissario Máire Geoghegan-Quinn, che l’anno precedente si è fatta notare in consessi elitari come il Forum Ambrosetti, insieme a Yasuchika Hasegawa (Presidente e CEO della giapponese Takeda Pharmaceutical Co.), Peter Sutherland (Presidente della BP e Presidente di Goldman Sachs International) e così via. Ma soprattutto, eccola in una foto, sorridente, sotto allo sguardo rassicurante del presidente Obama, insieme a John Holdren, l’uomo del progetto BRAIN. La prova più evidente che i due progetti, il BRAIN e l’HBP, nascono sotto a un’unica direzione trasversale. Nel 2014, ben ottocento neuro-scienziati europei, di cui una trentina italiani, hanno firmato una lettera aperta indirizzata alla Comunità Europea, contestando il progetto HBP, criticandone gli obiettivi, la trasparenza generale e chiedendo una riallocazione dei fondi, gestiti da tre soli soggetti.

Telepatia. Con la EEG, l’elettroencefalografia, la telepatia è già all’ordine del giorno. Nel libro “Il futuro della mente: l’avventura della scienza per capire, migliorare e potenziare il nostro cervello, il fisico teorico Micho Kaku sostiene che gli scienziati abbiano già sviluppato un vero e proprio dizionario dei pensieri mentali. L’IBM nel rapporto “Next 5 in 5 forecast” promette che presto saremo in grado di comunicare con i nostri computer esclusivamente attraverso il pensiero: basta con i mouse, con le tastiere o con i comandi vocali. A Berkeley, Jack Galland è già riuscito a interfacciare computer e cervello per ricostruire in un video a bassa risoluzione ciò che “la mente” sta osservando. E siccome la corteccia visiva si attiva anche quando semplicemente immaginiamo qualcosa, in futuro prossima potrebbe essere possibile vedere quello che qualcuno sta pensando.

Le ricerche di Jack Galland. Nello Utah era il 2011 quando, utilizzando l’ECoG – l’elettrocorticogramma-, un computer riusciva a indovinare le parole pensate dai volontari che si sottoponevano all’esperimento, su una rosa di dieci nomi, con un’accuratezza che oscillava tra il 76 e il 90%. Scrivere con il pensiero è già possibile: ci sono esempi di tetraplegici che navigano sul web. E queste nuove possibilità potrebbero forse presto dare luogo a nuove tecniche di interrogatorio sia per la polizia che per i magistrati. La NeuroSky, situata manco a dirlo nella Silicon Valley, è già leader del settore dell’elaborazione di onde cerebrali e la sua software house conta già oltre duemila programmatori. In collaborazione con ARM, leader nel campo dei semiconduttori, ha creato una soluzione di monitoraggio cardiovascolare e neurologico per pazienti con problemi cronici che consente ai medici l’accesso tramite smartphone alle informazioni vitali.

Il Brainet. Miguel Nicolesis, protagonista nella scena internazionale nel campo degli studi neurologici, è convinto del fatto che fra poco utilizzeremo replicanti controllati dalla mente, dei veri e propri avatar come nell’omonimo film, per affrontare le sfide come la colonizzazione dello spazio. È suo uno studio recente nel quale tre scimmie, collegate “mentalmente”, dovevano comandare un cursore da spostare con il pensiero verso un obiettivo. A ogni primate era assegnato un asse specifico nelle tre dimensioni. Questo tipo di connessione multipla, tra più “dispositivi cerebrali”, secondo Nicolesis rappresenta il primo passo verso BRAINET, un sistema grazie al quale le persone viaggeranno su internet con la mente e condivideranno i pensieri. Eccolo descrivere le sue idee in uno speech su Ted. Nel 2014, in Brasile, Nicolesis fece battere il calcio d’inizio a un ragazzo paraplegico. Il ragazzo ottenne dal suo esoscheletro una “reale sensazione” del contatto col terreno. In un altro suo esperimento, una scimmia è riuscita a muovere un braccio robotico a distanza chilometri. I suoi primati riuscirono anche a distinguere le superfici lisce da quelle ruvide (attraverso quella che si chiama interfaccia aptica). Intanto il ventenne Easton LaChappelle ha già rivoluzionato la robotica, inventando le prime protesi neurobioniche con licenza Creative Common a 500 dollari. Ispirandosi alle ricerche e ai risultati di questo tenore, i fratelli Wachowski, ideatori di Matrix, nel loro nuovo serial Tv Sense8 descrivono un mondo dove i protagonisti collaborano attraverso una sorta di destino che li lega nei pensieri, ma anche attraverso ogni sorta di sensazione, da quella visiva a quella tattile e, naturalmente, emotiva.

Il potenziamento neurocognitivo. I savant sono persone nate con particolari abilità mentali, intensificate a discapito di altre. L’esempio più famoso al mondo è sicuramente Kim Peek, che Dustin Hoffman portò sul grande schermo nel film Rain Man. Peek era in grado di leggere ogni libro due pagine alla volta, usando un occhio per la pagina sinistra e l’altro occhio per la destra, per poi recitarne a memoria il testo. Si dice che contasse più di 10.000 libri nella sua biblioteca mentale. Per contro, non riusciva ad allacciarsi le scarpe. Grazie alla TMS, la stimolazione magnetica transcranica, gli scienziati sono in grado di riprodurre parte di questo singolare processo, inibendo aree selezionate del cervello. Diviene così ipotizzabile, in futuro, avere memorie fotografiche o abilità matematiche sorprendenti, in sintonia con lo sviluppo di nuove scienze come la genetica e la bioinformatica. Inoltre, anche per il potenziamento neurocognitivo, come ricordato all’inizio, l’Europa ha il suo progetto (si chiama Nerri).

Riuscire a dimenticare. Farmaci come il midazolam, che causano un’amnesia anterograda, possono rendere più difficile il formarsi dei ricordi consci, ma lasciare intatti quelli inconsci. Andrew Davidson, anestesista presso l’Ospedale dei Bambini Royal Victoria, in Australia, li chiama “ricordi che ci riguardano, anche se non possiamo coscientemente richiamarli”, un po’ come una bella sbronza dunque. Il Midazolam è usato non a caso anche come farmaco di induzione dell’ipnosi. È stato già dimostrato che, usando una tecnica che si chiama optogenetica, è possibile riattivare i ricordi sopiti di topi modificati geneticamente, eccitando una proteina sensibile con un fascio di luce. Anche l’amnesia retrograda, cioè la perdita di memoria per eventi precedenti alla causa che la induce, è oggetto di studi. Joe Tsien, del Medical College of Georgia, ha annunciato di aver cancellato un ricordo di un topo usando una proteina chiamata CaMKII. E ha già dieci anni la scoperta di André Fenton, professore di scienze neurali alla New York University, riguardate l’enzima PKM-Zeta, che prometteva una terapia farmacologica per rimuovere selettivamente i ricordi. Science ha annunciato questo risultato come una delle 10 scoperte più sensazionali del 2006.

Se, per citare ancora il visionario Micho Kaku, presto “potremo vagare tra le stelle” con la sola forza della mente, attraverso una connessione magari wireless al cervello, non bisogna dimenticare che vi sono molte sperimentazioni in corso che rappresentano in pieno la ferocia inimmaginabile a cui il genere umano sottopone molte specie animali e che sono giudicate inaccettabili da molte persone e organizzazioni. Se pensate di farcela, potreste per esempio dare un’occhiata a quello che, secondo l’attivista Richard Edmondson, si nasconde dietro agli esperimenti di collegamento mentale tra i primati. Oltre agli aspetti bioetici, poi, questi progressi pongono rilevanti problemi politici. Uno stato di polizia centrale, comandato da un élite che vede, comanda ed influenza ogni coscienza con una forza che nessuna sommossa sarebbe mai in grado di sovvertire, davvero non ce lo possiamo permettere. Minority Report docet. L’umanità è a un bivio evoluzionistico: che almeno questa volta si riesca a governarlo in anticipo.

Progetto MKULTRA. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Il progetto MKULTRA (o MK-ULTRA, conosciuto anche come programma della CIA per il controllo della mente) era il nome in codice dato a un programma illegale e clandestino di esperimenti sugli esseri umani studiato dalla CIA (il servizio di intelligence degli Stati Uniti d'America) durante gli anni cinquanta e sessanta del XX secolo, che aveva come scopo quello di identificare droghe e procedure che, integrando altre tecniche di tortura, avevano come scopo quello di far confessare le persone che vi venivano sottoposte. Organizzato tramite la Divisione Scientifica dell'Intelligence, il progetto fu coordinato con la Divisione Operazioni Speciali dei cosiddetti Chemical Corps dell'esercito degli Stati Uniti. Il programma ebbe inizio nei primi anni cinquanta e fu approvato ufficialmente nel 1953, fino a essere ridimensionato nel 1964 e ridotto ulteriormente nel 1967, ma interrotto ufficialmente soltanto nel 1973. Il programma condusse molte attività illegali; in particolare, furono usati come soggetti di prova inconsapevoli cittadini statunitensi e canadesi, il che destò non poche polemiche riguardo alla legittimità di questi esperimenti. Denominato inizialmente "Project Bluebird" ("progetto Sialia") e successivamente "Project Artichoke" ("progetto carciofo"), fu infine chiamato "MKUltra" il 13 aprile 1953 dal direttore della CIA Allen Dulles, che si era lamentato di "non avere abbastanza cavie umane per sperimentare queste straordinarie tecniche" (dall'inglese "not having enough human guinea pigs to try these extraordinary techniques"). MKUltra ha raggruppato sotto un unico programma i vari progetti di interrogazione e controllo mentale federali, usufruendo di un numero molto elevato di risorse (denaro e scienziati) su tutto il territorio statunitense (e canadese). Durante gli anni '60 è stato ridotto per poi essere ufficialmente bloccato nel 1973 a causa dello scandalo, con il direttore della CIA Richard Helms che ordinò la distruzione di tutti documenti ma senza pieno successo. Durante i 20 anni ebbe anche come scopo quello di contrastare in piena guerra fredda gli studi russi, cinesi e coreani sul cosiddetto controllo mentale (mind control) ovvero sulla manipolazione della psiche delle persone. Le scoperte avrebbero dovuto portare numerosi vantaggi, come ad esempio la creazione di assassini inconsapevoli o il controllo di leader stranieri scomodi. Il progetto sarebbe stato sovvenzionato da un totale di 25 milioni di dollari e furono coinvolte almeno 80 istituzioni tra cui 44 college ed università, 12 ospedali e 3 prigioni, e 185 ricercatori privati. Molte ricerche venivano pubblicate in giornali medici ufficiali ed il clima era essenzialmente permissivo ed approvava le sperimentazioni in ambito "controllo mentale". Nel 1957 un report del comando della CIA rivela gli interessi (e preoccupazioni) nel programma:

(EN) «Precautions must be taken not only to protect operations from exposure to enemy forces but also to conceal these activities from the American public in general. The knowledge that the agency is engaging in unethical and illicit activities would have serious repercussions in political and diplomatic circles...»

(IT) «Devono essere prese precauzioni non solo nell'evitare che le forze nemiche vengano a conoscenza delle operazioni ma anche nel celare le attività al pubblico in generale. Sapere che l'agenzia è coinvolta in attività non etiche ed illecite avrebbe serie ripercussioni negli ambienti politici e diplomatici...»

Il progetto mirava a costruire una sorta di "teoria dell'interrogatorio"[11] che si concretizzò nel 1963 con il manuale Kubark Counterintelligence Interrogation, compendio delle scoperte di ricercatori che hanno partecipato al progetto come Donald Hebb e Donald Ewen Cameron. Molte delle tecniche descritte nel manuale sono state usate negli ultimi anni in prigioni militari e della CIA (Guantanamo Bay ed Abu Ghraib) come si evince dalle commissioni investigative sulle cosiddette "enhanced interrogation techniques". Nel 1964 il progetto fu rinominato MKSEARCH in quanto si stava specializzando nella creazione del cosiddetto siero della verità, sostanza che sarebbe poi stata usata per interrogare esponenti del KGB durante la guerra fredda. Venne portato all'attenzione del pubblico nella prima metà degli anni '70, per opera del Congresso attraverso la United States Senate Select Committee to Study Governmental Operations with Respect to Intelligence Activities (nota come Church Committee in quanto presieduta dal senatore Frank Church) e la U.S. President's Commission on CIA activities within the United States (nota come Rockefeller Commettee in quanto presieduta dal vicepresidente Nelson Rockefeller). L'attività investigativa fu resa difficoltosa dal fatto che il direttore della CIA aveva ordinato la distruzione di tutti i documenti; si dovette quindi ricostruire il tutto attraverso la testimonianza dei diretti interessati e i pochi documenti recuperati. A partire dal 1977 oltre 20.000 documenti sono stati ufficialmente desegretati grazie al Freedom of Information Act. Gli esperimenti sugli esseri umani erano spesso praticati all'insaputa dei soggetti scelti ed avevano lo scopo di sviluppare tecniche da utilizzare durante gli interrogatori e le torture operate dall'esercito o dai servizi segreti, e possibilmente farmaci, indebolendo l'individuo e forzando confessioni attraverso il controllo mentale. Tali esperimenti prevedevano l'uso di ipnosi, onde sonore (come il sottoprogetto 54) ed elettromagnetiche (come il sottoprogetto 119), sieri della verità, messaggi subliminali, sostanze psicotrope (soprattutto LSD) e numerosi altri metodi per manipolare gli stati mentali delle persone scelte e alterare le funzioni cerebrali, comprese pratiche di deprivazione sensoriale, isolamento, elettroshock, lobotomia, abusi verbali e sessuali, così come varie forme di tortura. L'agenzia ha successivamente dichiarato che quei test avevano una debole base scientifica e che gli agenti posti all'esecuzione e controllo degli esperimenti non erano ricercatori qualificati. I documenti recuperati testimoniano che la CIA ha somministrato LSD (che ha prodotto almeno una vittima), fenciclidina, scopolamina ed elettroshock al fine di controllare le menti dei soggetti sottoposti. Le cavie erano persone comuni, dipendenti della CIA, personale militare, agenti governativi, prostitute, pazienti con disturbi mentali, detenuti, senzatetto e tossicodipendenti, di nazionalità statunitense, canadese o ispanica. Il rapper Immortal Technique fa riferimento a questo progetto nella canzone Resist Mind Control. La band musicale inglese dei Muse ha pubblicato nel loro album The Resistance (2009) una traccia dal titolo MK Ultra con evidenti riferimenti a questo progetto. Si fa inoltre riferimento a questo progetto nel libro Infinite Jest di David Foster Wallace, per l'evidente somiglianza che esso ha con l'idea di Intrattenimento alla base del romanzo. Nel quinto episodio della seconda stagione della serie televisiva Fringe si fa riferimento al progetto, quando Walter Bishop afferma di averne fatto parte. Nella trama della serie televisiva fantascientifica Stranger Things, il progetto MKULTRA ha avuto un parziale successo, donando poteri soprannaturali (come telepatia e telecinesi) ad una bambina. Il progetto viene citato anche nel videogioco Outlast (2013), Modern Combat 3: Fallen Nation (2012) - applicazione iOS e Android - e Call of Duty: Black Ops (2010), dove la vittima manipolata è il protagonista, Alex Mason. Viene inoltre inserito come parte centrale della trama nelle puntate 12 e 13 dell'anime Lupin the Third - La donna chiamata Fujiko Mine e spin-off di Lupin III. Oltre che nei film Ipotesi di complotto e The Manchurian Candidate.

IL PROGETTO MONARCH. Nel cortometraggio del 1968 intitolato “The Alphabet” Lynch racconta simbolicamente gli effetti negativi dell’educazione. L’ambientazione onirica e l’atmosfera terrificante mi hanno fatto pensare a certi strani racconti a proposito di esperimenti di controllo mentale, di cui avevo letto qui e lì, senza far troppo affidamento sulla veridicità dei fatti narrati. Parliamoci chiaro: a star dietro ai cospirazionisti non si finisce più di trovare nuovi indizi a proposito di quanto la nostra percezione della realtà sia distorta. Al fine di essere il più esaustiva possibile ho optato per citare qualcuno che a tale argomento ha deciso di dedicare molto più tempo di quanto ci metterò io a trascrivere i nastri che mi ha lasciato Dale. Il saggio che qui vi propongo in versione integrale è stato scritto da Ron Patton. Una trattazione così completa dell’argomento non poteva essere sintetizzata in alcun modo. Mi scuso per la traduzione poco precisa. Buona lettura.

CIA AND PROJECT MONARCH FULL HISTORY

Svolto all’ombra del popolo credulone, attraverso una moltitudine di mezzi manipolati, si trova uno dei più diabolici atrocità perpetrate su un segmento della razza umana, una forma di controllo mentale sistematico che ha permeato ogni aspetto della società per quasi cinquant’anni.Per verificare oggettivamente quanto segue, si può avere bisogno di riesaminare le ideologie preconcette relative alla natura dualistica del genere umano. Risolvere la questione filosofica se siamo intrinsecamente buoni o intrinsecamente cattivi equivale a plasmare la nostra percezione della realtà, in particolare, la variabile spirituale entro l’equazione della vita. Questa esposizione è confermata da documenti declassificati del governo USA, da individui precedentemente collegati all’intelligence degli Stati Uniti, da scritti storici, ricercatori ed esperti in controllo della mente, pubblicazioni da operatori della salute mentale, interviste prese dai sopravvissuti involontariamente sottoposti ad una forma altamente complessa di trauma e controllo mentale conosciuta come programmazione monarch. Una parola per cautelare i sopravvissuti di controllo della mente sistematico e/o che abbiano vissuto una qualche forma di abuso ritualizzato: ci sono numerosi “trigger” in questo articolo. Si raccomanda pertanto di non leggerlo se non si hanno adeguati sistemi di sostegno o se non si ha una personalità completamente reintegrata.

Breve storia del Controllo. Le religioni dei misteri dell’antico Egitto, Grecia, India e Babilonia contribuiscono a gettare le basi per l’occultismo, che significa “conoscenza nascosta.” Uno dei primi scritti che fanno riferimento all’ occultismo è il Libro dei Morti egiziano, una raccolta di rituali descritti in modo esplicito che prevedono: metodi di tortura e intimidazione (per creare un trauma), l’uso di pozioni (farmaci) e un insieme di incantesimi (ipnotismo), per arrivare al totale asservimento dell’iniziato. Sono questi gli ingredienti principali di quella sfera dell’occultismo conosciuta come satanismo, attraverso i secoli. Nel corso del 13 ° secolo, la chiesa cattolica romana aumenta e solidifica il suo dominio in tutta Europa con la famigerata Inquisizione. Il Satanismo sopravvissuto a questo periodo di persecuzione, si è radicato profondamente sotto il velo di diversi gruppi esoterici. Nel 1776, un gesuita bavarese di nome Adam Weishaupt ha avuto incarico dalla famiglia Rothschild di centralizzare la base del potere delle religioni in una congegazione, che è comunemente conosciuta come “gli Illuminati.” Questa elite nasce dall’amalgama di occulte potenti linee di sangue, organizzata in confraternite massoniche, con il desiderio di costruire il quadro di un “Nuovo Ordine Mondiale.” L’obiettivo esplicito di questa utopia era quella di portare avanti la felicità universale per la razza umana, l’obiettivo implicito e la loro unica intenzione di fondo era quella di aumentare gradualmente il controllo sulle masse, diventando padroni del pianeta.

La anglo alleanza. Dal 19 ° secolo, la Gran Bretagna e la Germania sono state riconosciute come le principali aree geografiche di controllo degli Illuminati. Per molti di voi sarà una sorpresa scoprire che il primo lavoro nel campo della ricerca della scienza comportamentale è avvenuto in Inghilterra nel 1882, mentre gran parte delle prime tecniche mediche e psichiatriche coinvolte nel controllo della mente sono state sperimentate al Kaiser Wilhelm Institute in Germania. L’Istituto Tavistock di relazioni umane è stata istituita a Londra nel 1921 per studiare il “punto di rottura” degli esseri umani. Kurt Lewin, psicologo tedesco, divenne direttore del Tavistock Institute nel 1932, nello stesso periodo in cui la Germania nazista stava aumentando la sua ricerca in neuropsicologia, parapsicologia e occultismo multi-generazionale. È interessante notare che uno scambio di idee “scientifiche” si stava svolgendo tra l’Inghilterra e la Germania, in particolare nel campo dell’eugenetica: il movimento dedicato a “migliorare” la specie umana attraverso il controllo dei fattori ereditari nell’accoppiamento. L’unione nefastamente enigmatica tra i due paesi era legata in parte all’Ordine della Golden Dawn, una società segreta, che comprendeva molti funzionari di alto rango del partito nazista e dell’aristocrazia britannica. Heinrich Himmler, l’ufficiale nazista delle SS, era a capo di un progetto scientifico denominato Lebersborn, che comprendeva l’allevamento selettivo e l’adozione di bambini, in un numero particolarmente elevato di gemelli tra di loro. Lo scopo del programma era quello di creare una super gruppo di (ariani), che avrebbe giurato fedeltà totale alla causa del Terzo Reich (New World Order). Gran parte della sperimentazione preliminare in materia di ingegneria genetica e modificazione del comportamento è stato condotto dal Dr. Josef Mengele ad Auschwitz, dove ha freddamente analizzato gli effetti del trauma-bonding, la colorazione dell’iride su gemelli scelti come vittime. Accanto alla sperimentazione che prevedeva esperimenti chirurgici eseguiti nel campo di concentramento, alcuni bambini sono stati sottoposti a massicce quantità di elettroshock. Purtroppo, molti di loro non sopravvisse alla brutalità. Allo stesso tempo, il “lavaggio del cervello” è stata condotta sui detenuti di Dachau, che sono stati posti sotto ipnosi e studiati nelle loro reazioni alla mescalina. Durante la guerra, una ricerca comportamentale parallela è stata condotta dal Dr. George Estabrooks della Colgate University. Il suo coinvolgimento con l’esercito, CID, FBI e altre agenzie resta avvolta nel mistero. Tuttavia il suo lavoro prevedeva la creazione di agenti ipno-programmati e personalità con psische “splittata” ipnoticamente indotta. Dopo la seconda guerra mondiale, il Dipartimento della Difesa statunitense segretamente importa molti degli scienziati nazisti e fascisti, italiani e tedeschi attraverso il Sudamerica con l’appoggio del Vaticano. Il nome in codice per questa operazione è stato il Progetto Paperclip. Uno dei più importanti per gli Stati Uniti è stato generale tedesco Reinhard Gehlen, capo dei servizi segreti Hitleriani sul fronte orientale. Al suo arrivo a Washington DC nel 1945, Gehlen ha incontrato il presidente Truman, il generale William “Wild Bill” Donovan, direttore dell’Office of Strategic Services (OSS) e Allen Dulles, che sarebbe poi diventato il capo della nuova CIA. L’obiettivo della loro sessioni di brain-storming è stato quello di riorganizzare il funzionamento dell’intelligence americana, trasformandola in una organizzazione altamente efficiente sotto copertura. Il culmine dei loro sforzi ha prodotto la Central Intelligence Group nel 1946, ribattezzata la Central Intelligence Agency (CIA) nel 1947. Reinhard Gehlen, ha avuto un’influenza profonda nel contribuire a creare il National Security Council, da cui è derivato il National Security Act del 1947. Questo particolare elemento della legislazione è stato attuato per proteggere un numero eccessivo di attività di governo illegale, inclusi i programmi di controllo mentale.

L’evoluzione del progetto MKULTRA. Con la CIA e il National Security Council fermamente stabilitosi nel governo, il primo di una serie di programmi segreti di controllo mentale venne avviato dalla Marina nell’autunno del 1947, il progetto CHATTER, viene sviluppato in risposta ai successi sovietici con l’uso di “droghe della verità”. Questa dicitura era tuttavia semplicemente una copertura se il programma dovesse essere stato esposto. La ricerca si incentrava sulla identificazione e la sperimentazione di tali farmaci per uso in interrogatori. Il progetto è stato ufficialmente chiuso nel 1953. La CIA decide di espandere i propri sforzi in materia di modificazione del comportamento, con l’avvento del Progetto BLUEBIRD, approvato dal direttore Allen Dulles nel 1950. I suoi obiettivi erano:

perfezionare una tecnica di condizionamento personale per impedire l’estrazione di informazioni dai soggetti, con mezzi conosciuti,

valutare la possibilità di controllo di un individuo mediante l’applicazione di tecniche di interrogatorio speciali,

indagare il miglioramento della memoria,

istituire dei mezzi di difesa per prevenire il controllo ostile del personale dell’Agenzia.

Nell’agosto del 1951, il progetto BLUE BIRD è stato rinominato Project ARTICHOKE, e ha valutato l’utilizzo offensivo delle tecniche sugli interrogatori tra cui l’ipnosi e le droghe. Il programma è cessato nel 1956. Tre anni prima della sospensione del progetto ARTICHOKE, nasceva il Project MKULTRA (13 aprile 1953) secondo le linee proposte da Richard Helms, Vice Direttore della Central Intelligence (DDCI), conducendo una ricerca metodologica che stabilisse un “meccanismo speciale di funzionamento di sensibilità estrema.” L’etimologia ipotetico di “MK” può forse sta per “Mind Kontrolle.” La traduzione evidente della parola tedesca “Kontrolle” in inglese è “controllo.” Un gran numero di medici tedeschi, provenienti dall’ambiente nazista, diventano i principali protagonisti per lo sviluppo di MKULTRA. La correlazione tra gli esperimenti dei campi di concentramento e i numerosi sotto-progetti di MKULTRA sono chiaramente evidenti. Le varie strade utilizzate per controllare il comportamento umano durante l’MKULTRA, includono le radiazioni, l’elettroshock, la psicologia, la psichiatria, la sociologia, l’antropologia, la grafologia, l’uso di sostanze stupefacenti, di LSD e dispositivi paramilitari. Una procedura speciale, designata da MKDELTA, è stata istituita per disciplinare l’uso di MKULTRA all’estero. MKULTRA e MKDELTA sono stati utilizzati per molestare, discreditare o con scopi invalidanti. Tra i 149 sottoprogetti sotto il nome di MKULTRA, c’è il Progetto MONARCH, ufficialmente iniziato dall’esercito degli Stati Uniti nei primi anni ’60 (anche se non ufficialmente implementato molto prima), che sembra essere il più importante ed è ancora classificato come TOP SECRET per “sicurezza nazionale” . Il Monarch è correlato a sottoprogetti come MKSEARCH o come Spellbinder che venivano attivati dopo che il soggetto aveva ricevuto una parola d’ordine o una frase, mentre si trovava in uno stato di trance post-ipnotica.

Definizione e descrizione. Il nome del Monarch non è necessariamente legato al concetto di nobiltà reale, ma piuttosto si riferisce alla farfalla Monarch. Quando una persona sta subendo traumi indotti da elettroshock, soffre una sensazione di leggera vertigine, come se ci si sentisse fluttuare nell’aria, appunto come una farfalla. Vi è anche una rappresentazione simbolica relativa alla trasformazione o metamorfosi di questo stupefacente insetto: da un bruco in un bozzolo (dormienza, inattività), ad una farfalla (nuova creazione), che ritorna al suo punto di origine. Tale modello migratorio rende questa specie unica. Il simbolismo occulto dà ulteriori indizi sul significato, poiché Psiche è un termine usato sia per “anima” che “farfalla”, per la credenza che le anime umana sono farfalle alla ricerca di una nuova reincarnazione. Alcuni gruppi antichi mistici, come gli gnostici, vedono nella farfalla il simbolo di carne corrotta. L’ “angelo della morte” nelle opere d’arte gnostiche viene stata ritratto come una farfalla. Poiché una marionetta è un pupazzo collegato a corde e controllato dal burattinaio, la programmazione Monarch è indicata anche come la “Sindrome delle Marionette”. “Imperial Conditioning” è un altro termine usato, mentre alcuni terapeuti della salute mentale la conoscono come “Stimolo condizionato con delle Sequenze di risposta.”  Il MONARCH potrebbe essere meglio descritto come una forma di dissociazione strutturata e con integrazione occulta, al fine di creare nella mente del soggetto compartimenti stagni, che rispondono a personalità multiple all’interno di un quadro sistematico. Durante questo processo viene eseguito un rito satanico, con lo scopo di associare un demone o un gruppo di demoni alla corrispondente alterazione di personalità. Gli scettici ritengono che questo sia semplicemente un mezzo per migliorare il trauma nella vittima, negando l’assunto che la possessione demoniaca si verifichi effettivamente.

Alterazioni e trigger. Un altro modo di guardare a questa tortura del corpo e dell’anima è paragonare l’individuo a un computer che risponde a un programma informatico complesso: un file (alter) è creato attraverso trauma, e quel file spinge alla ripetizione di determinati atti. Al fine di attivare (trigger) il file occorre un codice di accesso specifico o una password (comando). La vittima viene richiamato come “schiavo” da parte del programmatore /gestore, che a sua volta è percepito come “master” o “Dio”. Circa il 75% dei sottoposti è di sesso femminile, in quanto le donne sono in possesso di una maggiore tolleranza per il dolore e tendono a dissociarsi più facilmente dei maschi. I soggetti sono utilizzati principalmente per operazioni di copertura, prostituzione e pornografia, e il coinvolgimento nel settore dello spettacolo è notevole. Un ex ufficiale militare collegata alla DIA, mi ha detto: “Nell grande disegno queste persone [le vittime MONARCH] sono in tutti i ceti sociali, dal barbone per strada al ragazzo dei colletti bianchi”. A conferma, un agente in pensione della CIA, ha con me vagamente accennato all’uso di queste persone come “piante” o “camaleonti”, allo scopo di infiltrare in un gruppo designato una fonte di informazioni, o con altri scopi. C’è una quantità elevata di vittime con numerosi programmi di back-up, in un gioco di specchi e ombre. In loro è stata creata una netta separazione tra personalità apparente (buona) e personalità oscura (cattiva) che si intrecciano nella mente e ruotano su un asse. Una delle principali strutture che vengono create all’interno del sistema è a forma di doppia elica, costituita da sette livelli. Ogni sistema ha un programmatore interno che sovrintende il “custode” (come se lo sviluppo della personalità fosse realmente generato da una possessione demoniaca) e gli concede o nega l’accesso a diversi ambienti. Alcune delle immagini interne prevalentemente viste dalle vittime sono: gli alberi, il cabalistico “Albero della Vita”, un vortice infinito, antichi simboli e lettere, ragnatele, specchi o vetri rotti, maschere, castelli, labirinti, demoni, mostri, alieni, conchiglie, farfalle, serpenti, nastri, fiocchi, fiori, clessidre, orologi, robot, diagrammi catena di comando e / o schemi di schede circuiti del computer.

Bloodlines e Gemellaggi. La maggioranza delle vittime proviene da famiglie multi-generazionali sataniche (linee di sangue). Essi sono apparentemente programmate “per condurre il proprio destino come gli eletti o scelti tra le generazioni” (un termine coniato da Mengele ad Auschwitz). Alcuni vengono adottati e cresciuti all’esterno delle famiglie di origine. Gli Altri, utilizzati in questo incubo neurologico sono considerati come i “sacrificabili” (non-bloodliners), di solito provenienti da orfanotrofi, case di cura, o famiglie incestuose con una lunga storia di pedofilia. Sembra che ci siano anche delle famiglie affiliate con i servizi segreti governativi o militari. Molti degli abusi provengono da famiglie che usano il cattolicesimo, il mormonismo, il cristianesimo come un “fronte” per la loro attività abominevole (anche membri di altri gruppi religiosi sono anche coinvolti). Le vittime generalmente rispondono più prontamente se inserite in una rigida struttura gerarchica. Le caratteristiche fisiche di identificazione per le vittime spesso includono delle cicatrici sulla pelle. Alcuni hanno parti del corpo mutilate da coltelli, ferri da stiro o aghi. Sono anche comuni i tatuaggi di farfalla. In generale, i bloodliners hanno meno probabilità di avere cicatrici dopo l’evento di programmazione, la loro pelle deve “rimanere pura e senza macchia”. Il fine ultimo della manipolazione sofisticata di queste persone può sembrare poco realistico, a seconda della nostra comprensione interpretativa del regno fisico e spirituale. Le personalità più profonda e più scure all’interno dei bloodliners restano sospese fino a quando l’ “Anti-Cristo si sarà rivelato. Questo “Nuovo Ordine Mondiale” punta all’ istruzione e alla formazione di un grande numero di persone (forse cloni o “quelli senz’anima”), al fine di perpetrare il controllo sociale nel nuovo millennio. Per esempio, due figli piccoli non collegati sarebbero solennemente avviati in un magico rituale dii “legame-anima” in modo che potrebbero essere “inseparabilmente associati per l’eternità”. Essi condividono in sostanza le due metà delle informazioni programmate, che li rende interdipendenti gli uni dagli altri. I fenomeni paranormali come la proiezione astrale, la telepatia, ESP, ecc sembrano essere più pronunciati tra coloro che hanno subito questo processo.

I livelli di programmazione Monarch. ALPHA. Considerato come “generale” o programmazione regolare all’interno della personalità di controllo di base, caratterizzata da ritenzione di memoria e sostanziale incremento della forza fisica e visiva. L’Alpha si realizza suddividendo la personalità delle vittime che, in sostanza, sperimenta una divisione a tra parte sinistra del cervello e parte destra, consentendo un ‘attivazione di L e R attraverso stimolazione del percorso neurologico.

BETA. Riferito a programmazione “sessuale”. Questa programmazione elimina tutti i condizionamenti morali e stimola l’istinto sessuale primitivo, privo di inibizioni.

DELTA. Questo livello è noto come la programmazione “killer”, originariamente sviluppato per l’addestramento degli agenti speciali o soldati d’elite (cioè Delta Force, Primo Battaglione Terra, il Mossad, ecc) in operazioni di infiltrazione. La resa ottimale quando l’aggressività è controllata. I soggetti sono privi di paura e molto sistematici nello svolgimento delle loro assegnazioni. Autodistruzione o istruzioni suicidio sono stratificati in a questo livello.

THETA considerato il livello di programmazione “psichica”. I Bloodliners (quelli provenienti da famiglie multi-generazionale sataniche) mostrano una maggiore propensione alle capacità telepatiche rispetto ai non-bloodliners. Sono state sviluppate e introdotte forme di controllo dei sistemi elettronici, le microonde e cioè, dispositivi bio-medicali di telemetria umani (impianti cerebrali), i laser ad energia diretta utilizzando l’elettromagnetismo. Questi meccanismi vengono usati in congiunzione con i computer altamente avanzati e sofisticati sistemi di controllo satellitare.

OMEGA. è la forma di programmazione detta “autodistruzione” , nota anche come “codice verde”. I comportamenti corrispondenti includono tendenze suicide e / o auto-mutilazione. Questo programma è generalmente attivato quando la vittima inizia la terapia o l’interrogatorio e quando la sua memoria è in fase di recupero.

GAMMA. Un’altra forma di protezione del sistema è la programmazione “inganno”, che suscita disinformazione e depistaggio. Questo livello si intreccia con la demonologia e tende a rigenerarsi in un secondo momento se impropriamente disattivato.

Metodo e componenti. Il processo iniziale comincia con la creazione di dissociazione all’interno del soggetto, di solito si agisce dal momento della nascita fino a circa sei anni. Questo è principalmente ottenuta attraverso l’uso di elettroshock (ECT) ed è a volte eseguito anche quando il bambino è nel grembo della madre. A causa del grave trauma indotto con ECT, abusi sessuali e di altri metodi, la mente si divide e più personalità si alternano nel nucleo. Precedentemente indicato come Disturbo di Personalità Multipla, è attualmente riconosciuto come Disturbo Dissociativo di Identità ed è la base per la programmazione Monarch. Un ulteriore condizionamento della mente della vittima è rafforzata attraverso l’ipnosi, la coercizione a doppio legame, le inversioni di piacere-dolore, privazione di cibo, acqua, sonno e privazione sensoriale, insieme a vari farmaci che modificano alcune funzioni cerebrali. La fase successiva è quella di incorporare e comprimere i comandi dettagliati o i messaggi all’interno dello specifico nucleo di alterazione. Questo risultato è ottenuto attraverso l’uso di cuffie hi-tech, in combinazione con computer che emettono onde sonore non udibili o armoniche che influenzano l’RNA di copertura dei percorsi neurali che vanno al subconscio e inconscio. I dispositivi “Virtual Reality” e i dispositivi ottici sono a volte utilizzati in contemporanea con i generatori di armoniche proiettando luci pulsanti colorate. L’elettroshock ad alta tensione viene poi usato per la perdita della memoria. La programmazione è aggiornata periodicamente e rafforzata attraverso i medium visivi, uditivo e scritto. Alcuni degli strumenti di prima programmazione sono il Mago di Oz e Alice e le Meraviglie, entrambi fortemente saturi di simbolismi occulti. Molti dei film recenti e cartoni animati Disney sono utilizzati in maniera duplice: desensibilizzare la maggioranza della popolazione, utilizzando immagini subliminali e programmazione neuro-linguistica, e volutamente costruire specifici trigger e chiavi per la programmazione base dei bambini Monarch. Un esempio lampante di come la programmazione subliminale funziona è guardare Pochahontas della Disney, curiosamente annunciato a come il loro “33esimo” (massimo grado nella massoneria di rito scozzese), film d’animazione. Nel film, Nonno Salice è un albero mistico di 400 anni che consiglia a Pochahontas, senza madre, di ascoltare il suo cuore e per trovare le risposte che si trovano all’interno. Nonno Salice parla costantement in “doppio linguaggio” e usando “inversioni” (cioè “A volte la strada giusta non è la più semplice”). Le definizioni esoteriche derivate sono: il sentiero a sinistra [il sentiero che conduce alla perdizione] è il più facile. Tra gli Illuminati il salice rappresenta i poteri occulti del Druidismo. L’immaginario intrinseco della struttura ad albero di rami, foglie e sistemi di radice sono molto significativi come associazioni programmatiche e sono:

1) I rami sono usati per montare le vittime nei rituali di “purificazione”;

2) Un albero di salice può sopportare perturbazioni meteorologiche avverse (ad esempio le tempeste) ed è noto per la sua duttilità e flessibilità. Le vittime della programmazione descrivono come salici l’involucro intorno a loro, senza alcuna speranza di fuga;

3) Il sistema di radici profonde del salice fa sentire la vittima come se stesse cadendo sempre più profondamente in un abisso, mentre in è una trance ipnotica.

La musica gioca un ruolo fondamentale nella programmazione, attraverso combinazioni di tonalità variabili, ritmi e parole. Una lista parziale di altri mezzi utilizzati per rafforzare la programmazione di base è:

Pinocchio, la Bella Addormentata, Biancaneve, La Bella e la Bestia, Aladdin, La Sirenetta, Il Re Leone, ET, Guerre Stellari, Ghost Busters, Batman, Bewitched, Fantasy Island, Reboot, Tiny Toons, Tails Duck, The Rotoli del Mar Morto e il libro di Tall Make Believe.

Programmatori e Luoghi. E ‘difficile capire chi è il programmatore originale di questo progetto satanico. I due che si facevano chiamare color-coded del dottor Green sono un medico ebreo di nome Dr. Gruenbaum, che presumibilmente ha collaborato con i nazisti durante la seconda guerra mondiale, e il dottor Josef Mengele, il cui marchio di fabbrica di sangue freddo e la brutalità del calcolo non solo ha segnato le anime dei sopravvissuti di Auschwitz, ma anche un numero incalcolabile di vittime in tutto il mondo. Il coinvolgimento diretto di Mengele nel tristemente famoso campo di concentramento di Auschwitz è stato minimizzato con sospetto durante il processo di Norimberga, e di conseguenza nessuno sforzo intensificato da Stati Uniti e gli alleati si era diretto verso la sua cattura. Come mezzo per confondere gli investigatori seri suo luogo, i funzionari degli Stati Uniti avrebbe riferito che oramai Mengele non minaccioso, era recluso in Paraguay o in Brasile, o che era semplicemente morto. La sua ricerca senza precedenti, a scapito di migliaia di vite, senza dubbio è stato un bonus significativo agli interessi degli Stati Uniti, oltre ad utilizzare lo pseudonimo di Dr. Green, i sopravvissuti lo conoscevano come Vaterchen (papà), Schoner Josef (Joseph bello), David e Fairchild. Un uomo di statura bel garbo lieve, Mengele avrebbe disarmato le persone con il suo fare gentile, mentre altre volte, sarebbe esploso in collera violenta. Un’altra caratteristica che viene ricordata dai sopravvissuti sono la cadenza dei suoi lucidi stivali neri e il suo m’ama/non m’ama come gioco della margherita. Nel tirar fuori l’ultimo petalo di margherita, avrebbe maliziosamente torturato e ucciso un bambino piccolo di fronte all’altro bambino in stato di programmazione. I sopravvissuti hanno anche ricordato di essere sta gettati nudi in gabbie con le scimmie, che erano stati addestrati ad abusarli.

Il dottor D. Ewen Cameron, noto anche come il dottor White, è stato l’ex presidente della associazione psichiatrica mondiale. A causa della vasta esperienza di Cameron e delle sue credenziali, la CIA e Allen Dulles hanno incanalato milioni di dollari nelle sue organizzazioni come la società per le inchieste sulla Ecologia Umana, che Cameron possedeva. Molte sperimentazioni sono state condotte in vari punti a Montreal, per lo più presso la McGill University, St Mary’s Hospital e Allan Memorial Institute.