Denuncio al mondo ed ai posteri con i miei libri tutte le illegalità tacitate ed impunite compiute dai poteri forti (tutte le mafie). Lo faccio con professionalità, senza pregiudizi od ideologie. Per non essere tacciato di mitomania, pazzia, calunnia, diffamazione, partigianeria, o di scrivere Fake News, riporto, in contraddittorio, la Cronaca e la faccio diventare storia. Quella Storia che nessun editore vuol pubblicare. Quelli editori che ormai nessuno più legge.

Gli editori ed i distributori censori si avvalgono dell'accusa di plagio, per cessare il rapporto. Plagio mai sollevato da alcuno in sede penale o civile, ma tanto basta per loro per censurarmi.

I miei contenuti non sono propalazioni o convinzioni personali. Mi avvalgo solo di fonti autorevoli e credibili, le quali sono doverosamente citate.

Io sono un sociologo storico: racconto la contemporaneità ad i posteri, senza censura od omertà, per uso di critica o di discussione, per ricerca e studio personale o a scopo culturale o didattico. A norma dell'art. 70, comma 1 della Legge sul diritto d'autore: "Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l'utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali."

L’autore ha il diritto esclusivo di utilizzare economicamente l’opera in ogni forma e modo (art. 12 comma 2 Legge sul Diritto d’Autore). La legge stessa però fissa alcuni limiti al contenuto patrimoniale del diritto d’autore per esigenze di pubblica informazione, di libera discussione delle idee, di diffusione della cultura e di studio. Si tratta di limitazioni all’esercizio del diritto di autore, giustificate da un interesse generale che prevale sull’interesse personale dell’autore.

L'art. 10 della Convenzione di Unione di Berna (resa esecutiva con L. n. 399 del 1978) Atto di Parigi del 1971, ratificata o presa ad esempio dalla maggioranza degli ordinamenti internazionali, prevede il diritto di citazione con le seguenti regole: 1) Sono lecite le citazioni tratte da un'opera già resa lecitamente accessibile al pubblico, nonché le citazioni di articoli di giornali e riviste periodiche nella forma di rassegne di stampe, a condizione che dette citazioni siano fatte conformemente ai buoni usi e nella misura giustificata dallo scopo.

Ai sensi dell’art. 101 della legge 633/1941: La riproduzione di informazioni e notizie è lecita purché non sia effettuata con l’impiego di atti contrari agli usi onesti in materia giornalistica e purché se ne citi la fonte. Appare chiaro in quest'ipotesi che oltre alla violazione del diritto d'autore è apprezzabile un'ulteriore violazione e cioè quella della concorrenza (il cosiddetto parassitismo giornalistico). Quindi in questo caso non si fa concorrenza illecita al giornale e al testo ma anzi dà un valore aggiunto al brano originale inserito in un contesto più ampio di discussione e di critica.

Ed ancora: "La libertà ex art. 70 comma I, legge sul diritto di autore, di riassumere citare o anche riprodurre brani di opere, per scopi di critica, discussione o insegnamento è ammessa e si giustifica se l'opera di critica o didattica abbia finalità autonome e distinte da quelle dell'opera citata e perciò i frammenti riprodotti non creino neppure una potenziale concorrenza con i diritti di utilizzazione economica spettanti all'autore dell'opera parzialmente riprodotta" (Cassazione Civile 07/03/1997 nr. 2089).

Per questi motivi Dichiaro di essere l’esclusivo autore del libro in oggetto e di tutti i libri pubblicati sul mio portale e le opere citate ai sensi di legge contengono l’autore e la fonte. Ai sensi di legge non ho bisogno di autorizzazione alla pubblicazione essendo opere pubbliche.

Promuovo in video tutto il territorio nazionale ingiustamente maltrattato e censurato. Ascolto e Consiglio le vittime discriminate ed inascoltate. Ogni giorno da tutto il mondo sui miei siti istituzionali, sui miei blog d'informazione personali e sui miei canali video sono seguito ed apprezzato da centinaia di migliaia di navigatori web. Per quello che faccio, per quello che dico e per quello che scrivo i media mi censurano e le istituzioni mi perseguitano. Le letture e le visioni delle mie opere sono gratuite. Anche l'uso è gratuito, basta indicare la fonte. Nessuno mi sovvenziona per le spese che sostengo e mi impediscono di lavorare per potermi mantenere. Non vivo solo di aria: Sostienimi o mi faranno cessare e vinceranno loro. 

Dr Antonio Giangrande  

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ANNO 2022

L’ACCOGLIENZA

QUARTA PARTE

L’ATTACCO

SETTIMO MESE

 

DI ANTONIO GIANGRANDE

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ITALIA ALLO SPECCHIO

IL DNA DEGLI ITALIANI

 

      

 

 

 L’APOTEOSI

DI UN POPOLO DIFETTATO

 

Questo saggio è un aggiornamento temporale, pluritematico e pluriterritoriale, riferito al 2022, consequenziale a quello del 2021. Gli argomenti ed i territori trattati nei saggi periodici sono completati ed approfonditi in centinaia di saggi analitici specificatamente dedicati e già pubblicati negli stessi canali in forma Book o E-book, con raccolta di materiale riferito al periodo antecedente. Opere oggetto di studio e fonti propedeutiche a tesi di laurea ed inchieste giornalistiche.

Si troveranno delle recensioni deliranti e degradanti di queste opere. Il mio intento non è soggiogare l'assenso parlando del nulla, ma dimostrare che siamo un popolo difettato. In questo modo è ovvio che l'offeso si ribelli con la denigrazione del palesato.

 

 

IL GOVERNO

 

UNA BALLATA PER L’ITALIA (di Antonio Giangrande). L’ITALIA CHE SIAMO.

UNA BALLATA PER AVETRANA (di Antonio Giangrande). L’AVETRANA CHE SIAMO.

PRESENTAZIONE DELL’AUTORE.

LA SOLITA INVASIONE BARBARICA SABAUDA.

LA SOLITA ITALIOPOLI.

SOLITA LADRONIA.

SOLITO GOVERNOPOLI. MALGOVERNO ESEMPIO DI MORALITA’.

SOLITA APPALTOPOLI.

SOLITA CONCORSOPOLI ED ESAMOPOLI. I CONCORSI ED ESAMI DI STATO TRUCCATI.

ESAME DI AVVOCATO. LOBBY FORENSE, ABILITAZIONE TRUCCATA.

SOLITO SPRECOPOLI.

SOLITA SPECULOPOLI. L’ITALIA DELLE SPECULAZIONI.

 

L’AMMINISTRAZIONE

 

SOLITO DISSERVIZIOPOLI. LA DITTATURA DEI BUROCRATI.

SOLITA UGUAGLIANZIOPOLI.

IL COGLIONAVIRUS.

 

L’ACCOGLIENZA

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA.

SOLITI PROFUGHI E FOIBE.

SOLITO PROFUGOPOLI. VITTIME E CARNEFICI.

 

GLI STATISTI

 

IL SOLITO AFFAIRE ALDO MORO.

IL SOLITO GIULIO ANDREOTTI. IL DIVO RE.

SOLITA TANGENTOPOLI. DA CRAXI A BERLUSCONI. LE MANI SPORCHE DI MANI PULITE.

SOLITO BERLUSCONI. L'ITALIANO PER ANTONOMASIA.

IL SOLITO COMUNISTA BENITO MUSSOLINI.

 

I PARTITI

 

SOLITI 5 STELLE… CADENTI.

SOLITA LEGOPOLI. LA LEGA DA LEGARE.

SOLITI COMUNISTI. CHI LI CONOSCE LI EVITA.

IL SOLITO AMICO TERRORISTA.

1968 TRAGICA ILLUSIONE IDEOLOGICA.

 

LA GIUSTIZIA

 

SOLITO STEFANO CUCCHI & COMPANY.

LA SOLITA SARAH SCAZZI. IL DELITTO DI AVETRANA.

LA SOLITA YARA GAMBIRASIO. IL DELITTO DI BREMBATE.

SOLITO DELITTO DI PERUGIA.

SOLITA ABUSOPOLI.

SOLITA MALAGIUSTIZIOPOLI.

SOLITA GIUSTIZIOPOLI.

SOLITA MANETTOPOLI.

SOLITA IMPUNITOPOLI. L’ITALIA DELL’IMPUNITA’.

I SOLITI MISTERI ITALIANI.

BOLOGNA: UNA STRAGE PARTIGIANA.

 

LA MAFIOSITA’

 

SOLITA MAFIOPOLI.

SOLITE MAFIE IN ITALIA.

SOLITA MAFIA DELL’ANTIMAFIA.

SOLITO RIINA. LA COLPA DEI PADRI RICADE SUI FIGLI.

SOLITO CAPORALATO. IPOCRISIA E SPECULAZIONE.

LA SOLITA USUROPOLI E FALLIMENTOPOLI.

SOLITA CASTOPOLI.

LA SOLITA MASSONERIOPOLI.

CONTRO TUTTE LE MAFIE.

 

LA CULTURA ED I MEDIA

 

LA SCIENZA E’ UN’OPINIONE.

SOLITO CONTROLLO E MANIPOLAZIONE MENTALE.

SOLITA SCUOLOPOLI ED IGNORANTOPOLI.

SOLITA CULTUROPOLI. DISCULTURA ED OSCURANTISMO.

SOLITO MEDIOPOLI. CENSURA, DISINFORMAZIONE, OMERTA'.

 

LO SPETTACOLO E LO SPORT

 

SOLITO SPETTACOLOPOLI.

SOLITO SANREMO.

SOLITO SPORTOPOLI. LO SPORT COL TRUCCO.

 

LA SOCIETA’

 

AUSPICI, RICORDI ED ANNIVERSARI.

I MORTI FAMOSI.

ELISABETTA E LA CORTE DEGLI SCANDALI.

MEGLIO UN GIORNO DA LEONI O CENTO DA AGNELLI?

 

L’AMBIENTE

 

LA SOLITA AGROFRODOPOLI.

SOLITO ANIMALOPOLI.

IL SOLITO TERREMOTO E…

IL SOLITO AMBIENTOPOLI.

 

IL TERRITORIO

 

SOLITO TRENTINO ALTO ADIGE.

SOLITO FRIULI VENEZIA GIULIA.

SOLITA VENEZIA ED IL VENETO.

SOLITA MILANO E LA LOMBARDIA.

SOLITO TORINO ED IL PIEMONTE E LA VAL D’AOSTA.

SOLITA GENOVA E LA LIGURIA.

SOLITA BOLOGNA, PARMA ED EMILIA ROMAGNA.

SOLITA FIRENZE E LA TOSCANA.

SOLITA SIENA.

SOLITA SARDEGNA.

SOLITE MARCHE.

SOLITA PERUGIA E L’UMBRIA.

SOLITA ROMA ED IL LAZIO.

SOLITO ABRUZZO.

SOLITO MOLISE.

SOLITA NAPOLI E LA CAMPANIA.

SOLITA BARI.

SOLITA FOGGIA.

SOLITA TARANTO.

SOLITA BRINDISI.

SOLITA LECCE.

SOLITA POTENZA E LA BASILICATA.

SOLITA REGGIO E LA CALABRIA.

SOLITA PALERMO, MESSINA E LA SICILIA.

 

LE RELIGIONI

 

SOLITO GESU’ CONTRO MAOMETTO.

 

FEMMINE E LGBTI

 

SOLITO CHI COMANDA IL MONDO: FEMMINE E LGBTI.

  

 

 

L’ACCOGLIENZA

INDICE PRIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

GLI EUROPEI

I Muri.

Quei razzisti come gli italiani.

Quei razzisti come i tedeschi.

Quei razzisti come gli austriaci.

Quei razzisti come i danesi.

Quei razzisti come i norvegesi.

Quei razzisti come gli svedesi.

Quei razzisti come i finlandesi.

Quei razzisti come i belgi.

Quei razzisti come i francesi.

Quei razzisti come gli spagnoli.

Quei razzisti come gli olandesi.

Quei razzisti come gli inglesi.

Quei razzisti come i cechi.

Quei razzisti come gli ungheresi.

Quei razzisti come i rumeni.

Quei razzisti come i greci.

Quei razzisti come i serbi.

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

GLI AFRO-ASIATICI

 

Quei razzisti come i marocchini.

Quei razzisti come i libici.

Quei razzisti come i congolesi.

Quei razzisti come gli ugandesi.

Quei razzisti come i nigeriani.

Quei razzisti come i ruandesi.

Quei razzisti come gli egiziani.

Quei razzisti come gli israeliani.

Quei razzisti come i libanesi.

Quei razzisti come i sudafricani.

Quei razzisti come i turchi.

Quei razzisti come gli arabi sauditi. 

Quei razzisti come i qatarioti.

Quei razzisti come gli iraniani.

Quei razzisti come gli iracheni.

Quei razzisti come gli afghani.

Quei razzisti come gli indiani.

Quei razzisti come i singalesi.

Quei razzisti come i birmani.

Quei razzisti come i kazaki.

Quei razzisti come i russi.

Quei razzisti come i cinesi.

Quei razzisti come i nord coreani.

Quei razzisti come i sud coreani.

Quei razzisti come i filippini.

Quei razzisti come i giapponesi.

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

GLI AMERICANI

 

Quei razzisti come gli statunitensi.

Kennedy: Le Morti Democratiche.

Quei razzisti come i canadesi.

Quei razzisti come i messicani.

Quei razzisti come i peruviani.

Quei razzisti come gli haitiani.

Quei razzisti come i cubani.

Quei razzisti come i cileni.

Quei razzisti come i venezuelani.

Quei razzisti come i colombiani.

Quei razzisti come i brasiliani.

Quei razzisti come gli argentini.

Quei razzisti come gli australiani.

 

INDICE SECONDA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Fredda.

La Variante Russo-Cinese-Statunitense.

 

INDICE TERZA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LA BATTAGLIA DEGLI IMPERI.

I LADRI DI NAZIONI.

CRIMINI CONTRO L’UMANITA’.

I SIMBOLI.

LE PROFEZIE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. PRIMO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. SECONDO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. TERZO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. QUARTO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. QUINTO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. SESTO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. SETTIMO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. OTTAVO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. NONO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. DECIMO MESE.

 

INDICE QUINTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LE MOTIVAZIONI.

NAZISTA…A CHI?

IL DONBASS DELI ALTRI.

L’OCCIDENTE MOLLICCIO E DEPRAVATO.

TUTTE LE COLPE DI…

LE TRATTATIVE.

ALTRO CHE FRATELLI. I SOLITI COGLIONI RAZZISTI.

LA RUSSIFICAZIONE.

 

INDICE SESTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

ESERCITI, MERCENARI E VOLONTARI.

IL FREDDO ED IL PANTANO.

 

INDICE SETTIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LE VITTIME.

I PATRIOTI.

LE DONNE.

LE FEMMINISTE.

GLI OMOSESSUALI ED I TRANS.

LE SPIE.

 

INDICE OTTAVA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LA GUERRA DELLE MATERIE PRIME.

LA GUERRA DELLE ARMI CHIMICHE E BIOLOGICHE.

LA GUERRA ENERGETICA.

LA GUERRA DEL LUSSO.

LA GUERRA FINANZIARIA.

LA GUERRA CIBERNETICA.

LE ARMI.

 

INDICE NONA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LA DETERRENZA NUCLEARE.

DICHIARAZIONI DI STATO.

LE REAZIONI.

MINACCE ALL’ITALIA.

 

INDICE DECIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

IL COSTO.

L’ECONOMIA DI GUERRA. LA ZAPPA SUI PIEDI.

PSICOSI E SPECULAZIONI.

I CORRIDOI UMANITARI.

I PROFUGHI.

 

INDICE UNDICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

I PACIFISTI.

I GUERRAFONDAI.

RESA O CARNEFICINA? 

LO SPORT.

LA MODA.

L’ARTE.

 

INDICE DODICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

PATRIA MOLDAVIA.

PATRIA BIELORUSSIA.

PATRIA GEORGIA.

PATRIA UCRAINA.

VOLODYMYR ZELENSKY.

 

INDICE TREDICESIMA PARTE

 

La Guerra Calda.

L’ODIO.

I FIGLI DI PUTIN.

 

INDICE QUATTORDICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’INFORMAZIONE.

TALK SHOW: LA DISTRAZIONE DI MASSA. 

 

INDICE QUINDICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LA PROPAGANDA.

LA CENSURA.

LE FAKE NEWS.

 

INDICE SEDICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

CRISTIANI CONTRO CRISTIANI.

LA RUSSOFOBIA.

LA PATRIA RUSSIA.

IL NAZIONALISMO.

GLI OLIGARCHI.

LE GUERRE RUSSE.

 

INDICE DICIASSETTESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

CHI E’ PUTIN.

 

INDICE DICIOTTESIMA PARTE

 

SOLITI PROFUGHI E FOIBE. (Ho scritto un saggio dedicato)

Quelli che…le Foibe.

Lo sterminio comunista degli Ucraini.

L’Olocausto.

SOLITO PROFUGOPOLI. VITTIME E CARNEFICI. (Ho scritto un saggio dedicato)

Gli Affari dei Buonisti.

Quelli che…Porti Aperti.

Quelli che…Porti Chiusi.

Il Caso dei Marò.

Che succede in Africa?

Che succede in Libia?

Che succede in Tunisia?

Cosa succede in Siria?

 

 

L’ACCOGLIENZA

QUARTA PARTE

L’ATTACCO

SETTIMO MESE

 

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

·        La Guerra Calda.

L’ATTACCO. SETTIMO MESE.

Guerra in Ucraina, sei mesi di conflitto con la Russia: la marcia su Kiev, il gelo delle trattative. Lorenzo Cremonesi, Andrea Marinelli e Guido Olimpio su Il Corriere della Sera il 23 Agosto 2022.

All’alba del 24 febbraio le truppe di Putin entravano in Ucraina via terra, mare, aria Pensavano che la capitale sarebbe caduta in tre giorni, ma la resistenza ha tenuto. L’Armata ha preso Mariupol, Kherson e il Donbass, ma oggi, dopo 180 giorni, neppure la Crimea è più saldamente in mano russa

Sono trascorsi soltanto sei mesi, ma sembra molto di più, tanto che la guerra è diventata un’abitudine e nomi come Kramatorsk, Zaporizhzhia, Kharkiv o Bucha sono stati assimilati e poi quasi dimenticati sulle spiagge dell’estate. Eppure, accadeva in quell’alba fredda del 24 febbraio scorso: l’impensabile, le corse dei tank che sparavano sulle case, i missili, l’attacco diretto contro Kiev, i bombardamenti su una grande città europea. In nome della «denazificazione», con slogan tanto irreali quanto pretestuosi, una dittatura brutale imponeva manu militari la legge del più forte, come fossimo ripiombati all’improvviso negli anni più bui del «secolo breve». Era stata aggredita una democrazia che da anni cercava sempre più di legarsi a Bruxelles.

E dire che l’intelligence anglo-americana aveva lanciato l’allarme almeno quattro mesi prima. Ma pochissimi avevano ascoltato. Lo stesso Volodymyr Zelensky era restato scettico, al peggio il governo ucraino aveva valutato che ci sarebbe stato un temporaneo inasprimento dei combattimenti nell’est, come del resto accadeva periodicamente dal tempo dell’invasione russa nel 2014 con l’annessione della Crimea e parte del Donbass. Vladimir Putin parlava di «grandi manovre» che includevano la Bielorussia, negava di voler invadere, sbeffeggiava quegli stessi americani «guerrafondai» che avevano sbagliato tutto in Iraq, in Libia, sino alla debacle afghana. Come potevano adesso avere ragione? Fu solo nelle ultime ore che Putin cambiò registro, parlò della necessita di attaccare e riprese pubblicamente i toni di quel suo articolo del luglio 2021, in cui aveva teorizzato «l’unità storica tra Russia e Ucraina» in nome del Russkiy Mir. Alle dichiarazioni seguirono i fatti: Putin voleva eliminare Zelensky subito e prendere tutta l’Ucraina. E mirava ad un blitz veloce.

Arrivando a Kiev in quei giorni di fine febbraio, con le colonne di tank russi ormai attestate alle periferie nel villaggio di Irpin, veniva da non credere agli ucraini che sostenevano di avere fermato l’avanzata. In tre o quattro incroci, uno dei quali a soltanto un chilometro dai palazzi presidenziali e da Maidan, c’erano segni di battaglia urbana: mezzi bruciati, tracce di proiettili di mitragliatrici e colpi anticarro sui muri delle case. I militari davano la caccia ai «collaborazionisti». Gli americani proposero di mandare un commando per salvare Zelensky e portarlo all’estero. Allora capitò qualche cosa che in Europa occidentale si faticò a comprendere. «Resto qui, sono pronto a morire, piuttosto mandateci armi», disse il presidente barricato nel suo bunker in centro città: la scelta cambiò il corso della guerra.

Il movimento di volontari ucraini rafforzato dall’avvio del flusso di armi occidentali, diventarono decisivi. La sconfitta russa iniziò proprio in quel momento. Da allora i comandi di Mosca sono stati costretti ripetutamente e rivedere i loro piani, sono cadute una dopo l’altra le teste dei generali, un esercito illuso dalla vittoria lampo fatica a riprendere l’iniziativa. Gli ucraini resistono, già a metà marzo ricacciano indietro i nemici: la minaccia su Kiev si esaurisce a fine mese, nello stesso periodo riescono a liberare anche Kharkiv e parte del nordest. Le uniche vittorie russe sono nel sud, dove prendono Mariupol e dalla Crimea conquistano la provincia di Kherson per arrivare sino al reattore nucleare di Zaporizhzhia.

Prima fase: il quadro militare

I russi hanno schierato i commandos Spetsnaz, i parà ma anche molti reparti della Guardia. Un lungo drago in direzione di Kiev e delle altre località. Scarso l’appoggio dell’aviazione, insufficiente la ricognizione, i mezzi non adeguati e talvolta malmessi. Una macchina poderosa sulla carta, ma lenta. Speravano di inquadrare i nemici con le artiglierie, ma la resistenza si è dispersa. Bene informata dagli Usa sui piani d’attacco — compreso l’assalto alla base di Hostomel — ha sparpagliato le unità per sottrarle al colpo di maglio ed ha reagito con agilità. Di quei giorni di febbraio e marzo restano due «immagini»: i trattori dei contadini che trainavano i tank invasori danneggiati e i Javelin, i missili americani che li avevano messi fuori uso.

L’Ucraina ha puntato su una guerra di movimento, nuclei che si infilavano alle spalle e ai lati dello schieramento, quindi alcuni punti di arresto. La Nato li ha aiutati con un invio intenso di molti sistemi anticarro (tedeschi, svedesi, polacchi, britannici sommatisi agli Stugnas locali) e le informazioni dell’intelligence passate attraverso un canale rapido. Fondamentali i satelliti, da quelli statunitensi alla rete di Elon Musk, così come i voli spia occidentali con Rc135, Global Hawk e altri aerei in pattugliamento elettronico dal Baltico fino al Mar Nero. Gli aggressori sapevano poco — fin dall’inizio — di cosa ci fosse davanti a loro, mentre gli uomini di Zelensky erano ben informati. All’epoca l’arsenale degli ucraini — per quanto insufficiente — ha permesso di «tenere», di rallentare, di far sanguinare chi avanzava.

Da Mariupol al Donbass

In aprile per gli ucraini tutto si fa più complicato. I successi delle prime settimane si arrestano nel lungo assedio di Mariupol. Le unità migliori dell’esercito attestate nel Donbass rischiano l’accerchiamento con l’esercito russo posizionato a chiudere la tenaglia da Izium verso Mariupol. Il 20 maggio si arrendono gli ultimi 2.500 combattenti che resistevano nelle acciaierie Azovstal: hanno rovinato la festa del 9 maggio a Putin, ma adesso per loro si apre l’incognita della prigionia. Mosca punta a vincere la guerra sul medio periodo. L’economia ucraina è in ginocchio, il grano resta bloccato nei silos, l’export crolla ai minimi termini, occorre sostenere un Paese che ha quasi 7 milioni di profughi scappati all’estero e tanti sfollati interni. I russi bombardano le infrastrutture, i nodi ferroviari, ponti e strade, il traffico navale nel Mar Nero è fermo.

Intanto i negoziati diplomatici languono. Grazie alla mediazione turca, Kiev e Mosca si erano parlate sin da fine febbraio. Il 10 marzo s’incontrano ad Antalya i due ministri degli Esteri Dmytro Kuleba e Sergey Lavrov, ma senza risultati. Il 16 marzo Zelensky presenta un piano di 15 punti per raggiungere il cessate il fuoco che contempla tra l’altro l’offerta di «congelare» lo status di Donbass e Crimea in cambio del ritorno ai confini del 23 febbraio. Putin rifiuta. Da allora è il gelo, alimentato dalla scelta russa di continuare ad avanzare dove possibile e adesso dalla nuova condizione ucraina di tornare alle frontiere del 1991. Il 25 maggio Zelensky sostiene pubblicamente che Donbass e Crimea non sono più negoziabili. Mosca intanto progetta un referendum l’11 settembre per l’annessione delle zone conquistate, specie nella regione di Kherson (sul modello di quello tenuto in Crimea dopo l’occupazione del 2014). Kiev replica che, se ciò dovesse avvenire, ogni via diplomatica sarebbe cancellata.

Seconda fase: dalla guerriglia ai duelli d’artiglieria

Gli esperti lo avevano predetto, nel Donbass le condizioni del terreno si adattano meglio alla tattica dell’Armata. E così è stato. Mosca ha messo in linea carri T-72, T-80, T-90, ha usato per la prima volta il blindato Terminator, ma soprattutto ha impiegato la «regina», l’artiglieria pesante. Cannoni da 152 mm, i semoventi da 203 mm Malka, i «mortai» Pion, i lanciarazzi tipo Katyuscia, gli ordigni termobarici e pezzi tirati fuori dai depositi lontani, centinaia di esemplari vetusti, sufficienti però per bersagliare le trincee: un dispositivo che ha dato una superiorità di 3 a 1, bocche da fuoco gestite in modo centralizzato in grado di sparare oltre 20 mila colpi al giorno contro i 6 mila degli ucraini. Pochi giorni fa hanno portato il dato a 60 mila colpi quotidiani. Numeri approssimativi, che spiegano un dettaglio: i difensori non potevano replicare con efficacia. Non avevano abbastanza munizioni ed erano pochi i loro cannoni.

Il fronte ristretto ha dato modo ai russi di concentrare le incursioni dell’aviazione, sempre sotto le attese, con armi «intelligenti» contate, però attive. In parallelo, lanci di cruise, dai moderni Kalibr imbarcati sulle unità in Mar Nero a vettori Kh22. Per aumentare la cadenza Mosca ha utilizzato missili antinave e antiaerei per prendere di mira bersagli terrestri. In primavera l’Armata di Putin ha conquistato territori a est, ha demolito città e villaggi. Una progressione fatti di piccoli passi, costosa, ma comunque sempre una progressione. Importante l’impatto dei mercenari della Wagner. Disastroso invece per loro il bilancio sul mare. La Russia ha perso l’ammiraglia Moskva, la sua task force da sbarco è rimasta lontana da Odessa ed è stata costretta ad abbandonare l’Isola dei Serpenti. Gli ucraini ci sono riusciti, con risorse minime, a creare deterrenza. A loro disposizione qualche missile antinave Harpoon, Neptune locali e i droni turchi TB2. Da non dimenticare le azioni di forze speciali su battelli veloci.

Kherson e Crimea

A metà giugno sono proprio le nuove armi americane e degli alleati occidentali che aiutano l’esercito ucraino a riprendere l’iniziativa. I russi avanzano nel Donbass, catturano l’intero Lugansk dopo le battaglie di Severodonetsk e Lysychansk per completare la presa di tutto il Donetsk. Ma a questo punto le artiglierie ucraine rispondo a tono. Un mese dopo la sfida del Donbass si è trasformata per lo più in guerra di posizione. Aiuta la decisione di Zelensky di lanciare una controffensiva per liberare Kherson e bloccare il piano del referendum russo: Mosca è costretta a spostare uomini e mezzi, diminuendo la pressione nel Donbass.

Il 22 luglio si apre uno spiraglio diplomatico. Recep Tayyip Erdogan e Antonio Guterres riescono a mediare un compromesso per riavviare l’export dei prodotti agricoli ucraini dai porti della zona di Odessa attraverso le rotte del Mar Nero. L’accordo tiene e ad inizio agosto la partenza dei primi cargo col grano ucraino sembra destinata ad alleviare il problema della fame nel mondo. Il presidente turco assurge così al ruolo di mediatore principale in grado di comunicare facilmente con Putin. Ci riprova a metà agosto per risolvere la crisi della centrale di Zaporizhzhia, dove i duelli tra le artiglierie avversarie rischiano di colpire i sei reattori e innescare un incidente nucleare con conseguenze catastrofiche. La diplomazia però non sembra ancora in grado di negoziare il cessate il fuoco comprensivo. In agosto gli ucraini, grazie a droni e missili, riescono a colpire alcune basi russe in Crimea. Pare che unità scelte sostenute da partigiani locali abbiano creato una rete operativa importante. La stessa flotta russa del Mar Nero ne subisce gravi conseguenze. La guerra sta adesso rimettendo in dubbio la presenza russa in Crimea, che Putin da otto anni dava per assodata.

La prospettiva di un conflitto prolungato riaccende i riflettori sulle sue terribili conseguenze. Le organizzazioni dell’Onu segnalano al 15 agosto oltre 5.500 morti e circa 7.700 feriti tra i civili ucraini, oltre ai dispersi. Crescono anche le vittime nelle zone filorusse del Donbass. Molto più gravi appaiono i bilanci dei caduti nei due eserciti. Mancano cifre ufficiali attendibili. I comandi Nato stimano sino a 80.000 soldati russi feriti o uccisi, quelli ucraini potrebbero superare i 50.000. In giugno Zelensky aveva dichiarato perdite comprese «tra i 100 e 200 uomini al giorno», ma era nel periodo in cui chiedeva con insistenza armi agli alleati: ieri i vertici militari di Kiev hanno ammesso — dopo mesi di silenzio — la morte di quasi 9 mila soldati.

Terza fase: gli Himars

Anche chi non è esperto ha imparato a conoscere una parola: Himars, lanciarazzi statunitensi con un raggio di 80 chilometri. Washington ne ha forniti appena 16, quindi altri 4, poi sono arrivati alcuni M270 (molto simili) e in crescendo artiglierie d’ogni tipo e genere: M777 americani, PzH tedeschi, pezzi polacchi, gli M109 di paesi Nato, i Zuzana slovacchi, una lista variegata, una Babele bellica che presenta difficoltà logistiche non da poco per gli ucraini (manutenzione, training). Nei pacchetti d’assistenza poi altri blindati, droni d’attacco (Switchblade, Ghost Phoenix, ordigni antiradar), proiettili e ricambi per tenere in volo l’aviazione, mai scomparsa dai cieli nonostante l’inferiorità. L’insieme ha dato la possibilità alla resistenza di colpire in profondità, ha allungato il braccio. Il munizionamento moderno ha garantito maggiore precisione.

Zelensky vorrebbe più Himars perché incidono, sono altamente mobili (così sfuggono al fuoco di reazione) e accurati. Ma nella sua lista dei desideri ci sono i proiettili Atacms che raggiungono un target fino a 300 chilometri e tank più moderni rispetto ai T-72 pescati in Est Europa. I russi hanno continuato sul loro percorso, il solito: treni hanno portato cannoni e carri che erano tenuti in naftalina, nel sud si sono rivisti persino i T-62, semoventi al limite dell’operabilità ma sempre sufficienti per la missione. Il neo-zar può contare ancora su scorte notevoli. Stime sostengono che la Russia possedeva, all’inizio della crisi, quasi 15 milioni di proiettili per artiglieria, mentre la sua capacità di produzione è di 1,5 milioni all’anno.

Intenso in entrambi i campi il ricorso a piccoli droni nati per fini commerciali e riadattati a scopi bellici. Spesso sono cinesi, costano poche migliaia di euro, portano delle granate da sganciare su una postazione o su un veicolo. Servono anche per azioni dimostrative, come è avvenuto per due volte nella base di Sebastopoli. Importanti per la ricognizione e per aggiustare la mira. Sono un niente rispetto al Kinzhal, la nuova arma ipersonica usata dai russi su Odessa, però fanno la loro parte. In mano ai combattenti sono comparse poi le mitragliatrici nate nel primo conflitto mondiale e reliquie come i fucili Mosin Nagant. La prova che in guerra non si butta niente.

E gli Usa promettono nuove armi. Sei mesi di guerra, Zelensky e Erdogan rilanciano: “Putin restituisca Crimea all’Ucraina”. Redazione su Il Riformista il 23 Agosto 2022 

Mercoledì 24 agosto giorno dell’indipendenza dell’Ucraina e giorno che ricorda che dall’invasione russa dello scorso febbraio sono passati esattamente sei mesi. Kiev, anche dopo l’attentato avvenuto a Mosca sabato 21 agosto che ha provocato la morte della giornalista e politologa Darya Dugina, figlia del filosofo e ispiratore della politica nazionalista russa, teme un intensificarsi di attacchi da parte dell’esercito del Cremlino. Anche perché per l’intelligence di Mosca ha già attribuito il raid terroristico alla nazione guidata Volodymyr Zelensky.

Molti civili – ha riferito alla Bbc un consigliere della presidenza – stanno lasciando Kiev preoccupati che Mosca possa voler colpire la capitale. Gli Stati Uniti, tramite il dipartimento di Stato, hanno diramato un’allerta sicurezza in cui avvertono che la Russia sta intensificando gli sforzi per colpire infrastrutture civili e strutture del governo, invitando i connazionali a lasciare l’Ucraina nonostante Zelensky abbia promesso una “risposta potente”.

L’obiettivo di Kiev sarebbe infatti quello di riconquistare la Crimea, annessa dalla Russia nel 2014. Zelensky ha assicurato che nella penisola tornerà presto a sventolare la bandiera ucraina: “E’ iniziato in Crimea e finirà in Crimea“. Una missione che vede concorde anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che ha chiesto a Mosca di restituire la Crimea: “La restituzione della Crimea all’Ucraina, di cui è parte inseparabile, è essenzialmente un requisito del diritto internazionale. La protezione dell’integrità territoriale, della sovranità e dell’unità politica dell’Ucraina è fondamentale non solo per la sicurezza e la stabilità regionale ma anche globale”, ha detto.

Gli Stati Uniti, per bocca del segretario di Stato Antony Blinken, hanno ribadito che “la Crimea è Ucraina”: “questa era la nostra posizione nel 2014 e resta questa nel 2022”, ha chiarito. E fonti Usa hanno fatto sapere che, proprio in coincidenza con la Giornata dell’indipendenza e con i 6 mesi dall’invasione, Washington annuncerà un nuovo pacchetto di aiuti militari a Kiev da 3 miliardi di dollari.

Il quest’ottica Zelensky  ha presieduto un summit online (in presenza c’era il presidente polacco Andrzej Duda) della ‘Piattaforma Crimea’. “L’inverno sta arrivando e sarà duro”, quindi “dobbiamo mantenere il sostegno all’Ucraina per il lungo termine, in modo che l’Ucraina prevalga come nazione sovrana e indipendente”, ha detto nel suo intervento il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.

Ucraina Russia, news sulla guerra di oggi. Esplosioni nella regione di Kiev. Dnipro, missili sulla stazione: 22 morti. Lorenzo Cremonesi, Marta Serafini, Paola Caruso e Redazione Online su Il Corriere della Sera su il 24 Agosto 2022

Le notizie di mercoledì 24 agosto, in diretta. Arrestato l’ex sindaco di Ekaterinburg, uno degli ultimi oppositori di Putin rimasto libero. Biden annuncia aiuti per 3 miliardi. Guterrres: «Sei mesi di guerra un tragico traguardo»

• La guerra in Ucraina è arrivata al 182esimo giorno.

• Dalla Germania altri 500 milioni di aiuti in armamenti a Kiev.

• Gli Usa forniscono alla resistenza ucraina armi in modo «coperto»?

• Blinken: «La posizione Usa è quella del 2014, la Crimea è dell’Ucraina». Von der Leyen: «L’Ue non riconoscerà mai la Crimea come russa».

• Un deputato russo sarà processato per avere twittato l’appello del Papa su Mariupol.

Ore 19:26 - Berlino: «Altri 500 milioni di armi a Kiev»

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz, che si trova attualmente in Canada, ha annunciato durante una videoconferenza sull’Ucraina ulteriori forniture di armi a Kiev, per un valore totale superiore a 500 milioni di euro. Lo riporta Ntv, citando fonti vicine all’incontro. Tra le altre cose, Kiev riceverà altri tre sistemi di difesa aerea Iris-T, una dozzina di veicoli corazzati da recupero, 20 lanciamissili, munizioni di precisione e attrezzature anti-drone. Le consegne dovrebbero avvenire nel 2023, ma in parte anche prima.

Ore 00:36 - Zelensky: nessun occupante è al sicuro sulla nostra terra

«Nessun occupante si sente al sicuro sulla nostra terra. Tutti i collaborazionisti sanno di non avere futuro. E tutti noi non lo crediamo soltanto: vediamo che il nostro stato ha una prospettiva». Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel consueto videomessaggio serale. « Sono grato a tutti coloro che difendono i veri valori. Sono grato a tutti coloro che aiutano l’Ucraina. Sono grato a tutti coloro che, dal 24 febbraio, hanno scelto la strada della lotta per ciò che rende la vita reale: per la libertà, per l’indipendenza», ha detto ancora Zelensky.

Ore 00:38 - Kiev: la riunione del Consiglio Sicurezza Onu è stata perdita di tempo

L’ambasciatore ucraino alle Nazioni Unite, Sergiy Kyslytsya, ha definito una perdita di tempo la riunione del Consiglio di sicurezza di oggi sulla situazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia. «Vorrei che fossimo stati riuniti qui dalla Russia per ascoltare l’unica cosa che il mondo intero vuole sentire, una dichiarazione secondo cui la Russia smilitarizza la centrale di Zaporizhzhia, ritira le sue truppe e la consegna al governo dell’Ucraina. Invece, abbiamo perso più di un’ora per ascoltare una sfilza di brani fittizi», ha dichiarato. «Ancora una volta - ha aggiunto - la Russia ha l’audacia di convocare una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per discutere le proprie provocazioni, il proprio terrore, presso la centrale di Zaporizhzhia».

Ore 01:18 - Colpo di mortaio russo uccide dipendente della centrale di Zaporizhzhia

Un dipendente della centrale nucleare di Zaporizhzhia e il suo autista sono stati uccisi da un colpo di mortaio russo fuori dall’impianto. Lo afferma il presidente dell’agenzia atomica ucraina Energoatom, Petro Kotin, in un’intervista al Washington Post, spiegando che Vladyslav Mitin è stato ucciso mentre era a bordo di un taxi e stava entrando nell’area della centrale.

Ore 01:55 - Kiev: bombe russe sulla regione di Zaporizhzhia

Le forze russe hanno bombardato in queste ore due distretti nella regione di Zaporizhzhia, a una sessantina di chilometri dall’omonimo impianto nucleare ucraino: lo ha reso noto su Telegram il presidente dell’amministrazione militare regionale, Oleksandr , secondo quanto riporta Unian. «I razzi degli invasori hanno colpito le infrastrutture nei distretti di Shevchenkovsky e Kommunarsky. Non si hanno informazioni su eventuali vittime», ha scritto Starukh.

Ore 09:02 - Soldato della Nuova Zelanda ucciso in Ucraina

Le forze di difesa della Nuova Zelanda affermano di aver ricevuto notizie secondo cui un soldato in congedo è stato ucciso in Ucraina. Il soldato era in congedo senza retribuzione e non era in servizio attivo con le forze neozelandesi, secondo una dichiarazione fornita ai media via e-mail.

La dichiarazione ha aggiunto che l’Nzdf (Forza Armata di Difesa Neozelandese) sta ancora raccogliendo informazioni “al fine di comprendere appieno le circostanze” e non è in grado di fornire maggiori dettagli. Il governo della Nuova Zelanda ha annunciato all’inizio di questo mese che avrebbe inviato altre 120 forze di difesa nel Regno Unito per aiutare ad addestrare i soldati ucraini, oltre alle 30 persone che aveva dispiegato allo scopo a maggio. Il ministro della Difesa neozelandese, Peeni Henare, all’epoca disse che nessun membro delle forze di difesa neozelandesi sarebbe entrato in servizio in Ucraina.

Ore 09:12 - In Russia arrestato uno degli ultimi politici d’opposizione

Le autorità russe hanno arrestato con l’accusa di «atti pubblici volti a screditare le Forze armate», uno degli ultimi politici di spicco dell’opposizione rimasto libero nel Paese: l’ex sindaco di Ekaterinburg, Evgheni Roizman.

Secondo una fonte dell’agenzia Tass, a suo carico è stato aperto un procedimento penale in relazione a video contro la guerra, postati sul suo canale YouTube. La Fondazione Evgheni Roizman ha poi riferito che sono in corso perquisizioni negli uffici e nell’abitazione del politico, che ora rischia fino a cinque anni di detenzione.

Ore 09:12 - Zelensky, la fine della guerra solo con la vittoria

«Qual è la fine della guerra per noi? Prima dicevamo: la pace. Ora diciamo: la vittoria». Così il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un videomessaggio in occasione della Giornata dell’indipendenza dell’Ucraina, che coincide con il giorno in cui ricorrono i 6 mesi dall’invasione da parte della Russia.

Ore 09:35 - Mattarella a Zelensky: Mosca brutale, resistenza legittima

«Va affermata ancora una volta la necessità di una immediata cessazione delle ostilità per l’avvio di un processo negoziale in vista di una soluzione pacifica, giusta, equa e sostenibile per l’Ucraina».

Sono le parole di Sergio Mattarella in un messaggio al Presidente dell’Ucraina Zelenskyy, in occasione della Festa nazionale del Paese. «Desidero rinnovare, in quest’ora così drammatica l’espressione più convinta di solidarietà, vicinanza e sostegno della Repubblica Italiana all’Ucraina, impegnata a fronteggiare la brutale e ingiustificata aggressione operata da parte della Federazione Russa, contro la quale legittimamente resiste», aggiunge.

Ore 9:50 - Marin: la Finlandia sta con Kiev e non distoglierà lo sguardo

«Le nostre più sentite congratulazioni all'Ucraina e agli eroici ucraini per la vostra giornata nazionale. Siete coraggioso e inflessibili. Siamo con voi. Non distoglieremo lo sguardo. Non dimenticheremo l'Ucraina e la sua gente. Slava Ukraini!». Così su Twitter la premier finlandese Sanna Marin in occasione della Festa dell'indipendenza in Ucraina.

Ore 10:16 - Papa: «Bisogna scongiurare il disastro nucleare a Zaporizhzhia. Coloro che guadagnano con la guerra sono delinquenti»

«Auspico che si intraprendano passi concreti per mettere fine alla guerra e scongiurare il disastro nucleare a Zaporizhzhia». Ad affermarlo è il Papa nell’udienza generale di oggi. «Rinnovo il mio invito ad implorare al Signore la pace per l’amato popolo ucraino che da sei mesi, oggi, patisce l’orrore della guerra», ha aggiunto il Pontefice. «Penso a tanta crudeltà, a tanti innocenti che stanno pagando la pazzia, la pazzia, la pazzia di tutte le parti perché la guerra è una pazzia e nessuno che è in guerra può dire “no, io non sono pazzo”, la pazzia della guerra». E aggiunge: «Gli innocenti pagano la guerra. Coloro che guadagnano con la guerra, sia con il commercio delle armi, sono dei delinquenti, che ammazzano l’umanità».

Ore 10:24 - Draghi a Zelensky: l’Italia continuerà a sostenere Kiev

«Vi faccio i miei più sentiti auguri per la vostra Festa nazionale. L’amicizia tra Italia e Ucraina è forte e si è rafforzata ulteriormente dopo la brutale invasione da parte della Russia. Il vostro coraggio, il vostro desiderio di vivere in un Paese libero e sovrano, il vostro attaccamento ai valori europei sono fonte di ispirazione per tutti noi». Lo dice il premier Mario Draghi in un videomessaggio rivolto al presidente Zelensky e ai cittadini ucraini in occasione della Festa nazionale dell’Ucraina. «L’Italia è vicina al vostro popolo, alle famiglie delle vittime, ai milioni costretti a fuggire. Il nostro Governo vi ha fornito e continuerà a fornirvi sostegno politico, finanziario, militare e umanitario. Vogliamo aiutarvi a difendervi, a raggiungere una pace duratura, nei termini che riterrete accettabili».

Ore 10:37 - Siria, pronti a scambio ambasciatori con repubbliche Donbass

Il ministro degli esteri siriano, Faysal al Miqdad, in questi giorni impegnato in una visita ufficiale in Russia, ha annunciato nelle ultime ore che «a breve» avverrà lo scambio di ambasciatori tra il governo siriano e quelli delle due (autoproclamate) repubbliche del Donbass: Donetsk e Lugansk. La Siria aveva riconosciuto lo scorso 29 giugno «l’indipendenza e la sovranità» delle due repubbliche coinvolte in prima linea nell’invasione russa dell’Ucraina.

Ore 11:10 - Shoigu: «L’operazione militare procede secondo i piani»

«L’operazione militare speciale» in Ucraina sta procedendo «secondo i piani». Lo ha assicurato il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, nel giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina, data simbolica per Kiev che coincide anche con il sesto mese di conflitto. Shoigu, citato dall’agenzia di stampa Tass, ha spiegato che l’esercito russo sta svolgendo «un lavoro sistematico nei territori liberati per stabilire una vita pacifica» e ha accusato l’esercito ucraino di usare la tattica della «terra bruciata, violando palesemente le norme internazionali e agendo come terroristi».

Ore 11:12 - Gb: per prima volta l’import di carburante dalla Russia è pari a zero

L’Office for National Statistics, una sorta di Istat inglese, ha comunicato in un rapporto che l’Inghilterra a giugno, per la prima volta, non ha importato combustibili dalla Russia. Nel rapporto «The impact of sanctions on UK trade with Russia» si legge inoltre che a seguito delle sanzioni imposte a Mosca, le importazioni di beni dalla Russia sono diminuite a 33 milioni di sterline a giugno e sono al livello più basso dall’inizio delle registrazioni, nel gennaio 1997.

Ore 11:49 - Risuonano le sirene di allarme aereo a Kiev

Le sirene di allarme aereo stanno risuonando nuovamente a Kiev e in altre città ucraine. Lo riferiscono diversi testimoni. I messaggi delle amministrazioni invitano a ripararsi nei rifugi.

Ore 12:33 - Kiev, un morto e due feriti nel Donetsk dopo attacchi russi

Gli attacchi russi hanno provocato un morto e due feriti nella regione di Donetsk. Lo ha reso noto il governatore regionale, Pavlo Kyrylenko, citato dal Kyiv Independent. Il governatore ha precisato che la vittima è stata registrata nella città di Bakhmut e porta ad almeno 759 il bilancio dei morti della regione dall’inizio dell’invasione russa. Kyrylenko ha affermato che tale conteggio non include le persone uccise nelle città di Mariupol e Volnovakha, ora occupate dalla Russia.

Ore 12:40 - Metropolita di Kiev Epifanio: preghiamo Dio per la vittoria

«Nella millenaria Santa Sofia di Kiev, che è il principale santuario della Russia e dell’Ucraina, la cattedra dei prelati di Kiev, la culla della nostra cultura, nel giorno fondamentale della restaurazione dell’Indipendenza, sono state offerte sincere preghiere, chiedendo a Dio una benedizione per la vittoria, la pace e il bene per l’Ucraina». Lo dice in un tweet il Metropolita ortodosso di Kiev Epifanio, capo della Chiesa ucraina autocefala, che nel 2018 si è separata dal Patriarcato di Mosca.

Ore 13:04 - Draghi: «Si eviti un disastro nucleare. La ricerca della pace non è in contraddizione con le sanzioni a Mosca»

«Non posso che associarmi alle parole del Santo Padre: si eviti un disastro nucleare» a Zaporizhzhia. Lo dice il premier Mario Draghi al Meeting Cl. «L'invasione russa dell'Ucraina ha trovato un'Italia con una posizione chiara, al fianco del popolo ucraino e del suo diritto a difendersi. Una posizione concordata con l'Ue e gli alleati — ha precisato il premier —. L'Ucraina è un paese libero, sovrano e democratico, non possiamo dirci europei se non siamo pronti a difendere la libertà dell'Ucraina e dell'Europa. Allo stesso tempo dobbiamo essere pronti» a cercare «una pace duratura e sostenibile». E non c'è contraddizione tra questo e l'imposizione di «sanzioni efficaci contro la Russia».

Ore 13:30 - Zelensky depone fiori al memoriale dedicato ai soldati caduti

In occasione della Festa dell'indipendenza che si celebra oggi in Ucraina, il presidente Volodymyr Zelensky e sua moglie Olena hanno deposto mazzi di fiori gialli e blu, i colori della loro bandiera, davanti al «Muro della memoria dei difensori caduti» di Kiev, un memoriale dedicato ai militari ucraini morti.

Ore 13:45 - Biden annuncia aiuti all'Ucraina per quasi 3 miliardi di dollari

Il presidente americano, Joe Biden, ha annunciato un nuovo pacchetto di aiuti militari a favore dell'Ucraina, pari a quasi 3 miliardi di dollari.

Ore 14:01 - Kiev, attacchi contro infrastruttura militare a Myrhorod

I russi hanno lanciato quattro attacchi missilistici contro l'infrastruttura militare di Myrhorod, città nella regione ucraina di Poltava, con un incendio scoppiato in seguito. Secondo l'esercito ucraino, le eventuali vittime e i danni sono in fase di chiarimento.

Ore 14:46 - Kiev, 26 attacchi russi nel Donetsk nelle ultime 24 ore

Nelle ultime 24 ore, le forze russe hanno sferrato 26 attacchi nella regione di Donetsk, uccidendo e ferendo civili. Lo rende noto l'ufficio stampa della Polizia nazionale citato dall'agenzia di stampa Ukrinform, precisando che sono 12 le località attaccate dalla Russia: si tratta delle città di Avdiivka, Bakhmut, Toretsk, Slovyansk, Mykolaivka, Krasnohorivka, e dei villaggi di Pivnichne, Nelipivka, Karlivka, Opytne, Kostiantynopol, Shcherbynivka. In particolare, Avdiivka ha resistito a nove attacchi nemici. La polizia dice di aver raccolto prove di ogni crimine di guerra russo e avviato con il servizio di sicurezza dell'Ucraina un procedimento penale ai sensi dell'articolo 438 (violazione delle leggi e dei costumi di guerra) del Codice penale nazionale.

Ore 15:07 - Sanchez: la Spagna sarà sempre al fianco di Kiev

«L'Ucraina oggi è il cuore dell'Europa. Libertà e democrazia vinceranno sempre sull'imposizione e sulla violenza. Oggi, come sei mesi fa, la Spagna è e sarà sempre al fianco del popolo ucraino nella sua lotta per difendere un futuro libero e pacifico». A scrivere queste parole su Twitter è il premier spagnolo Pedro Sanchez nel Giorno dell'indipendenza dell'Ucraina.

Ucrania es hoy el corazón de Europa.

Ore 15:12 - Shoigu: «L'offensiva rallenta per evitare vittime civili»

Il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha spiegato — in un incontro con i colleghi degli Stati membri dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (SCO) — che l'offensiva russa in Ucraina è stata rallentata di proposito per ridurre al minimo le vittime civili. Lo riporta la Tass. «Stiamo rispettando rigorosamente le norme del diritto umanitario nel corso dell'operazione speciale — ha detto Shoigu —. I nostri attacchi sono sferrati da armi a guida di precisione su elementi dell'infrastruttura militare delle forze armate ucraine, come posti di comando, aeroporti, depositi, fortificazioni o impianti di difesa. Viene fatto di tutto per evitare vittime civili. Ovviamente, questo sta rallentando il ritmo della nostra offensiva, ma lo stiamo facendo apposta».

Ore 15:25 - Russia, licenziata la preside della facoltà del teatro Pivovarova per post su Facebook contro la guerra

La preside della facoltà degli studi teatrali dell'Istituto russo delle arti teatrali (Gitis), Natalia Pivovarova, è stata licenziata per aver pubblicato post contro la guerra sui social media, rende noto Novaya Gazeta Europe. Pivovarova ha reso noto su Facebook che l'amministrazione del Gitis non le ha rinnovato il contratto, scrivendo: «È la fine della mia odissea al Gitis. È durata 48 anni. Ma tutto ha una fine. Come altro avrebbe potuto andare? Non lavoro più lì. Questo è chiaro. Oggi mi hanno offerto di scrivere una lettera di dimissioni ma io mi sono rifiutata e quindi mi hanno spiegato che non hanno rinnovato il mio contratto, anche se mi avevano già inviato gli orari dei miei corsi».

 Ore 15:31 - Boris Johnson a sorpresa a Kiev per la Festa dell'indipendenza

Il premier britannico Boris Johnson è in visita a sorpresa a Kiev per la Festa dell'indipendenza dell'Ucraina. «Questa è la terza volta che Boris Johnson si trova in Ucraina dall'inizio dell'invasione russa. Non tutti i Paesi sono così fortunati ad avere un amico del genere», ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo averlo ricevuto. Durante la visita il premier britannico ha promesso nuovi aiuti all'esercito ucraino da 66 milioni di dollari. Nel nuovo pacchetto, riferisce Downing Street, ci sono tra le altre cose «munizioni» e «200 droni con tecnologia d'avanguardia che consentiranno all'Ucraina di tracciare e prendere di mira meglio le forze di invasione russe». Ed anche «850 micro-droni specificamente progettati per l'uso in città e villaggi per rilevare le forze nemiche in avvicinamento».

Ore 16:23 - Aiea, missione imminente a Zaporizhzhia

«Importanti discussioni tecniche oggi a Istanbul riguardo all'imminente missione dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica alla centrale nucleare di Zaporizhzhya in Ucraina». Lo ha scritto su Twitter il Direttore generale dell'agenzia atomica dell'Onu Rafael Mariano Grossi pubblicando un foto in cui si trova a colloquio con Alexei Likhachev, il direttore generale dell'agenzia statale russa per l'energia atomica Rosatom.

Ore 16:26 - Usa a Turchia: rischio sanzioni per il commercio con Mosca

Washington ha messo in guardia imprese e istituzioni finanziarie turche contro l'«accresciuto rischio» di sanzioni americane se intrattengono rapporti con Mosca. Il monito è contenuto in una lettera del Tesoro Usa rivelata dal Wall Street Journal e confermata dalla Tusiad, una delle due organizzazioni imprenditoriali turche cui è indirizzata. Il segretario aggiunto del dipartimento, Adewale Adeyemo, richiama l'attenzione sui «tentativi della Russia di utilizzare» Ankara «per eludere le sanzioni» e quindi lancia un avviso a chi si presta a questo gioco. «Le imprese turche non possono aspettarsi di fare commercio con individui o entità russe sanzionati e di mantenere legami con gli Stati Uniti», si legge nella missiva. «Le banche turche non possono sperare di avere legami con le banche russe sanzionate e conservare le loro relazioni con le banche mondiali, nonché di avere accesso ai dollari americani», prosegue la lettera.

Ore 16:39 - Guterres: sei mesi di guerra un tragico traguardo

Intervenendo al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, il segretario generale Antonio Guterres ha detto che i sei mesi di guerra in Ucraina sono un «triste e tragico traguardo», denunciando le conseguenze di questa «guerra assurda che vanno ben oltre l'Ucraina» e soffermandosi sulla situazione a Zaporizhizhia che considera inaccettabile. «Qualsiasi ulteriore escalation potrebbe portare all'autodistruzione — ha precisato Guterres —. La sicurezza dell'impianto deve essere garantita e l'impianto deve essere ristabilito come infrastruttura puramente civile». Aggiungendo: «Il popolo ucraino ha bisogno di pace e ha bisogno di pace ora».

Ore 16:59 - Zelensky: la Russia deve porre fine al ricatto nucleare

«La Russia ha portato il mondo sull'orlo di una catastrofe nucleare. I bombardamenti russi su Zaporizhzhia mettono l'Europa sotto la minaccia delle radiazioni, questo è un fatto. Mosca deve porre fine immediatamente al ricatto nucleare». Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky partecipando in videoconferenza alla riunione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu per i sei mesi dall'inizio della guerra. «Il futuro del mondo è deciso sul territorio dell'Ucraina. La Russia deve essere resa responsabile» per i suoi crimini», ha aggiunto.

Ore 18:26 - A Belgrado un murale in onore di Darya Dugina

Un murale raffigurante la figlia assassinata dell’ideologo russo Alexander Dugin è stato dipinto da ignoti nel centro di Belgrado, sotto un ponte sul fiume Sava, con una didascalia in russo. Ne ha dato notizia oggi la televisione regionale N1. Il murale dedicato a Darya Dugina è composto da una bandiera russa come sfondo, il mezzobusto della donna uccisa in bianco e nero e da una frase in russo che evoca la «morte di una ragazza russa che è andata in cielo sotto la pioggia di agosto». A corredare l’opera, gli anni di nascita e morte della Dugina. I nazionalisti serbi dipingono spesso murales di persone che considerano eroi, ha ricordato N1. Nonostante sia un paese candidato all’adesione alla Ue, la Serbia mantiene forti legami politici con la Russia e Belgrado, malgrado le pressioni occidentali, si rifiuta di adottare sanzioni contro la Russia.

Ore 18:32 - Mosca: «L’Occidente risponderà agli elettori del sostegno all’Ucraina»

L’Ucraina «sta perdendo la guerra nella mente e nei cuori occidentali» e «gli sponsor occidentali del regime di Kiev risponderanno di questo sostegno ai loro elettori e contribuenti». Lo ha dichiarato il rappresentante della Russia alle Nazioni Unite, Vasily Nebenzya, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Il diplomatico ha puntato il dito sulla «campagna di falsità senza precedenti tesa a screditare la Russia».

Ore 19:41 - Le forniture di Washington e Berlino allungano l’orizzonte della guerra in Ucraina: armi sul campo fra 1 o 2 anni

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Si allunga l’orizzonte della guerra. Il nuovo pacchetto di aiuti da 2,98 miliardi di dollari annunciato oggi da Joe Biden fornirà all’Ucraina armi ed attrezzature che «le permettano — ha spiegato il presidente americano — di difendersi nel lungo periodo». Queste parole sono una conferma dell’impegno a lungo termine degli Stati Uniti, che dal 24 febbraio hanno già stanziato un totale 10,6 miliardi di dollari, ma offrono anche una prospettiva sulla durata del conflitto. Innanzitutto, la fornitura — la singola tranche più consistente dall’inizio dell’invasione russa — attingerà alla Ukraine Security Assistance Initiative e per questo impiegherà del tempo per essere consegnata: il materiale non arriverà dalle scorte militare americane, per non sguarnirle, ma sarà fornito dai contractor del Pentagono. Secondo fonti anonime citate dall’Associated Press, inoltre, il budget servirà a finanziare contratti per sistemi di difesa aerea e anti drone, artiglieria, munizioni e radar «che potrebbero non vedere il campo di battaglia per uno o due anni».

Ore 19:47 - Usa, la Russia verso un referendum farsa nel Donbass

Joe Biden sentirà in giornata il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Lo afferma il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, sottolineando che la Russia sta pianificando un «referendum farsa» nel Donetsk e nel Lugansk, i territori occupati del Donbass, e potrebbe annunciarlo in settimana.

Ore 19:49 - Kirill non va in Kazakistan, salta incontro con Papa

Il Patriarca di Mosca Kirill non si recherà in Kazakistan per il VII Congresso dei Leader delle Religioni Mondiali del 14-15 settembre, e di conseguenza non incontrerà lì «a margine» Papa Francesco, la cui visita è in programma dal 13 al 15 settembre. Lo ha riferito a Ria Novosti il capo del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, il metropolita Antonij di Volokolamsk.

Ore 19:50 - Kiev: raid russo nel Dnipropetrovsk, muore un bambino di 11 anni

Un bambino di 11 anni è morto nel distretto di Sinelniky nell’oblast di Dnipropetrovsk a seguito di un attacco missilistico russo. Lo ha reso noto Kyrylo Tymoshenko, vice capo dell’ufficio presidenziale dell’Ucraina. Lo riporta l’Ukrainska Pravda.

Ore 20:25 - Zelensky: «Raid su stazione ferroviaria nel Dnipro, 22 morti»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensy ha reso noto che almeno 22 persone sono morte e altre 50 sono rimaste ferite in un attacco missilistico russo alla stazione ferroviaria di Chaplyne nella regione di Dnipropetrovsk. Lo riporta l’Ukrainska Pravda.

Ore 20:57 - Usa: «Saremo con Kiev fino alla fine»

«Siamo per qui per sostenere l’Ucraina e saremo con l’Ucraina fino alla fine. È molto importante essere qui stasera per mostrare il nostro sostegno a questo Paese e per il governo e il popolo in Ucraina». Lo ha detto la vice ambasciatrice Usa ad interim, Christina Tomlinson, a margine della «marcia per la libertà» organizzata a Roma per l’anniversario dell’indipendenza dell’Ucraina. Le accuse di Putin all’Occidente di essere stato aggressivo nei confronti della Russia «non sono vere, e siamo qui per mostrare la verità», ha aggiunto Tomlinson, sottolineando che «sei mesi fa abbiamo visto una invasione da parte di Putin ingiustificata».

Ore 22:17 - Inchiesta per demolizione monumento a Riga

La Commissione investigativa della Federazione russa ha aperto nella giornata di ieri un fascicolo riguardante la demolizione del monumento ai liberatori della Lettonia sovietica di Riga. Ne dà annuncio il sito internet della commissione. Il capo d'imputazione riguarda l'articolo 243.4 del Codice penale della Federazione russa («Distruzione e danneggiamento di monumenti dedicati alla memoria dei morti in difesa della patria e dei suoi interessi o dedicati alla memoria della gloria militare della Russia»). La demolizione del monumento era iniziata nella giornata di ieri e si inserisce nel piano di demolizione o dislocazione degli artefatti che glorifichino il passato sovietico nel paese. Simili misure sono state recentemente adottate dalle vicine Estonia e Lituania.

Ore 00:01 - Kiev: «Risponderemo all'attacco russo alla stazione nel Dnipro»

Oleksiy Arestovych, consigliere del presidente ucraino Zelensky, ha affermato che nel prossimo futuro l'Ucraina risponderà all'attacco russo alla stazione ferroviaria nella regione di Dnipropetrovsk, che è costato la vita ad almeno 22 persone. Lo riporta l'agenzia Unian. «La risposta sarà dura.», ha aggiunto.

Ore 00:17 - Usa: «Processo a Mariupol serve a distrarre da colpe Putin»

Gli Usa hanno chiesto a Mosca di rispettare i suoi obblighi internazionali alla vigilia del processo ai soldati catturati a Mariupol. «Progettando di istituire i cosiddetti `tribunali´ nella città di Mariupol controllata dalla Russia contro i coraggiosi difensori ucraini, il Cremlino sta tentando di allontanare la responsabilità del presidente Putin per una guerra di aggressione e di distrarre dalla schiacciante evidenza delle atrocità commesse dalle forze russe in Ucraina», ha dichiarato il portavoce del dipartimento di stato Usa Ned Price. «Gli annunciati processi show sono illegittimi e una parodia della giustizia, cosa che condanniamo fortemente», ha proseguito. «Tutti i membri delle forze armate ucraine, compresi i volontari interni ed esteri incorporati nelle forze armate, hanno titolo per lo status di prigionieri di guerra se sono stati catturati e devono beneficiare del trattamento e delle protezioni commisurati al loro status, secondo la convenzione di Ginevra», ha aggiunto.

Ore 00:39 - Fan ucraini ringraziano i Maneskin. Damiano: sempre al vostro fianco

(Maria Rosa Pavia) «La vostra musica aiuta a zittire i suoni delle esplosioni» e «ci aiutate a non perdere la speranza in questo incubo brutale» sono alcune delle frasi che i fan ucraini dei Maneskin dedicano alla band romana che ha appena concluso il tour in Giappone.

Il video, diffuso sulla pagina Instagram «maneskin.ukraine» è stato condiviso nelle storie dal frontman del gruppo Damiano David che ha commentato ringraziando e ribadendo: «Per sempre al vostro fianco».

Ore 02:22 - Mosca vuole scollegare la centrale di Zaporizhzhia dalla rete ucraina

La Russia ha messo a punto un piano dettagliato per scollegare dalla rete elettrica ucraina la centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, rischiando così un guasto catastrofico ai sistemi di raffreddamento: lo ha detto in un’intervista al Guardian il presidente dell’agenzia atomica ucraina Energoatom, Petro Kotin. I leader mondiali, ricorda il giornale, hanno chiesto che il sito venga smilitarizzato dopo la pubblicazione di filmati di veicoli dell’esercito russo all’interno dell’impianto e in precedenza avevano avvertito Mosca di non disconnetterlo dalla rete ucraina per collegarlo a quella russa. Kotin, tuttavia, ha detto che gli ingegneri russi avevano già elaborato un piano di commutazione da attuare in caso di emergenza legato alla guerra. «Hanno presentato (il piano) ai dipendenti dell’impianto e loro lo hanno presentato a noi».

Ore 03:25 - New York: accoglieremo 10 mila rifugiati ucraini

Diecimila rifugiati ucraini fuggiti dopo l’invasione russa saranno ospitati dalla città di New York. Lo ha annunciato il commissario degli Affari degli immigrati Manuel Castro, parlando con i giornalisti. Castro si trovava, oggi pomeriggio, alla Port Authority, nel cuore di Manhattan, per accogliere cinque pullman carichi di immigrati dal centro e sud America inviati dal Texas. «Proprio ieri - ha aggiunto - abbiamo avuto un incontro con la comunità ucraina». Il commissioner ha aggiunto che la Grande Mela «è tradizionalmente una città di rifugio, una città santuario per i richiedenti asilo e per i rifugiati, e dunque siamo pronti per sostenere questo nuovo piano».

Ore 05:00 - Esplosioni nella regione di Kiev

Esplosioni sono state udite nella notte nella regione di Kiev: lo ha reso noto il governatore, Oleksiy Kuleba, secondo quanto riporta il Kiev Independent. Le esplosioni, ha aggiunto, provenivano dal distretto di Vyshhorodskyi, alle porte della capitale. I servizi di emergenza sono al lavoro sul posto. Non si hanno per il momento notizie di eventuali feriti o vittime.

Ucraina Russia, le news del 25 agosto. Lorenzo Cremonesi, Marta Serafini, Paola Caruso e Paolo Foschi su Il Corriere della Sera il 25 Agosto 2022

Le notizie di giovedì 25 agosto, in diretta. Mosca: «A Chaplyne colpito un treno, uccisi 200 militari ucraini». Putin firma un decreto per aumentare il personale militare 

• La guerra in Ucraina è arrivata al 183esimo giorno.

• Bombardamenti vicino alla centrale nucleare di Zaporizhzhia: per ore è stata scollegata dalla rete di comunicazione, ma secondo i filorussi ora è collegata.

• Attacco alla stazione di Chaplyne: per i russi è stato colpito un treno di militari e 200 soldati ucraini sarebbero morti, mentre secondo Kiev le vittime sono 25 civili.

• Liberato l'ex sindato di Ekaterinburg, oppositore di Putin, arrestato ieri per aver criticato l'operazione militare, ora è soggetto a restrizioni simili ai domiciliari.

• Putin ha firmato un nuovo decreto per aumentare il personale militare.

Ore 05:51 - Zelensky: «Raid su stazione ferroviaria nel Dnipro, 22 morti»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensy ha reso noto che almeno 22 persone sono morte e altre 50 sono rimaste ferite in un attacco missilistico russo alla stazione ferroviaria di Chaplyne nella regione di Dnipropetrovsk. Lo riporta l’Ukrainska Pravda.

Ore 05:52 - Kiev: «Risponderemo all'attacco russo alla stazione nel Dnipro»

Oleksiy Arestovych, consigliere del presidente ucraino Zelensky, ha affermato che nel prossimo futuro l'Ucraina risponderà all'attacco russo alla stazione ferroviaria nella regione di Dnipropetrovsk, che è costato la vita ad almeno 22 persone. Lo riporta l'agenzia Unian. «La risposta sarà dura.», ha aggiunto.

Ore 05:57 - Fan ucraini ringraziano i Maneskin. Damiano: sempre al vostro fianco

(Maria Rosa Pavia) «La vostra musica aiuta a zittire i suoni delle esplosioni» e «ci aiutate a non perdere la speranza in questo incubo brutale» sono alcune delle frasi che i fan ucraini dei Maneskin dedicano alla band romana che ha appena concluso il tour in Giappone. Il video, diffuso sulla pagina Instagram «maneskin.ukraine» è stato condiviso nelle storie dal frontman del gruppo Damiano David che ha commentato ringraziando e ribadendo: «Per sempre al vostro fianco».

Ore 05:57 - Mosca vuole scollegare la centrale di Zaporizhzhia dalla rete ucraina

La Russia ha messo a punto un piano dettagliato per scollegare dalla rete elettrica ucraina la centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, rischiando così un guasto catastrofico ai sistemi di raffreddamento: lo ha detto in un’intervista al Guardian il presidente dell’agenzia atomica ucraina Energoatom, Petro Kotin. I leader mondiali, ricorda il giornale, hanno chiesto che il sito venga smilitarizzato dopo la pubblicazione di filmati di veicoli dell’esercito russo all’interno dell’impianto e in precedenza avevano avvertito Mosca di non disconnetterlo dalla rete ucraina per collegarlo a quella russa. Kotin, tuttavia, ha detto che gli ingegneri russi avevano già elaborato un piano di commutazione da attuare in caso di emergenza legato alla guerra. «Hanno presentato (il piano) ai dipendenti dell’impianto e loro lo hanno presentato a noi».

Ore 05:57 - New York: accoglieremo 10 mila rifugiati ucraini

Diecimila rifugiati ucraini fuggiti dopo l’invasione russa saranno ospitati dalla città di New York. Lo ha annunciato il commissario degli Affari degli immigrati Manuel Castro, parlando con i giornalisti. Castro si trovava, oggi pomeriggio, alla Port Authority, nel cuore di Manhattan, per accogliere cinque pullman carichi di immigrati dal centro e sud America inviati dal Texas. «Proprio ieri - ha aggiunto - abbiamo avuto un incontro con la comunità ucraina». Il commissioner ha aggiunto che la Grande Mela «è tradizionalmente una città di rifugio, una città santuario per i richiedenti asilo e per i rifugiati, e dunque siamo pronti per sostenere questo nuovo piano».

Ore 06:00 - Esplosioni nella regione di Kiev

Esplosioni sono state udite nella notte nella regione di Kiev: lo ha reso noto il governatore, Oleksiy Kuleba, secondo quanto riporta il Kiev Independent. Le esplosioni, ha aggiunto, provenivano dal distretto di Vyshhorodskyi, alle porte della capitale. I servizi di emergenza sono al lavoro sul posto. Non si hanno per il momento notizie di eventuali feriti o vittime.

Ore 09:08 - Blinken: attacco russo a stazione piena di civili un’atrocità

«L’attacco missilistico russo a una stazione ferroviaria piena di civili in Ucraina si adatta a uno schema di atrocità. Continueremo, insieme a partner di tutto il mondo, a sostenere l’Ucraina e cercare la responsabilità dei funzionari russi». Così su Twitter il segretario di stato americano, Antony Blinken.

Ore 09:17 - Usa condanna processi farsa russi, «per distogliere attenzione dalle loro atrocità»

Gli Stati Uniti condannano ogni tentativo di condurre processi dei prigionieri ucraini accusati di crimini di guerra nella città occupata di Mariupol. «Questi processi farsa sono illegittimi e una presa in giro della giustizia e noi li condanniamo con forza», ha detto il portavoce del dipartimento di Stato, Ned Price. «Il Cremlino sta cercando di deviare la responsabilità del presidente Putin per l’aggressione e distrarre l’attenzione dalle schiaccianti prove delle atrocità commesse dalle forze russe in Ucraina - continua la dichiarazione - tutti i membri delle forze ucraine, compresi i volontari interni e stranieri incorporato nelle forze armate, hanno lo status di prigionieri di guerra e se catturati devono avere il trattamento e le protezioni garantite dalle convenzioni di Ginevra».

Ore 09:31 - Di Maio a Kiev: incontrerà Zelensky

(Marta Serafini, dalla nostra inviata a Irpin) - Oltre al presidente Volodymyr Zelensky, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio incontrerà oggi a Kiev il suo omologo ucraino Dmytro Kuleba e il ministro degli Interni Denys Monastyrs’kyj. Tra i temi in discussione, il sostegno dell’Italia all’Ucraina e la e partecipazione italiana alle operazioni di sminamento.

Ore 10:15 - Ue,non tutti Paesi hanno sospeso permessi soggiorno a russi

A sei mesi dallo scoppio della guerra in Ucraina non tutti i Paesi membri dell’Ue hanno sospeso il rilascio di permessi di soggiorno a cittadini russi e bielorussi nell’ambito dei rispettivi programmi per investitori. «Continuiamo a lavorare all’attuazione della raccomandazione con gli Stati membri e le discussioni sono in corso», sottolinea un portavoce. «Secondo i dati comunicati, non vi sono russi o bielorussi soggetti a sanzioni che siano in possesso di un permesso di soggiorno ottenuto con un regime per investitori» benché la valutazione sia «ancora in corso» in alcuni Paesi Ue.

Ore 10:50 - Di Maio a Irpin: «Gli ucraini difendono la libertà degli europei»

(Marta Serafini, inviata a Irpin) Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha appena terminato la sua visita a Irpin accompagnato dall’ambasciatore Pier Francesco Zazo. «Siamo qui per portare la nostra solidarietà al popolo ucraino. Qui a Irpin c’è una città rasa al suolo dai bombardamenti russi e in Italia c’è ancora chi non crede alla responsabilità di Mosca in questa guerra. Gli ucraini non stanno difendendo solo la loro libertà ma la libertà di tutti noi europei». Durante la visita Di Maio si è informato con un rappresentante dell’amministrazione militare della regione di Kiev sullo stato delle operazioni di sminamento, uno dei temi di cui discuterà negli incontri che avrà in giornata con il presidente Volodymyr Zelensky, il suo omologo ucraino Dmytro Kuleba e il ministro degli Interni Denys Monastyrs’kyj.

Ore 11:00 - Kiev, sale a 25 bilancio morti a stazione ferroviaria

È salito a 25 morti il bilancio dell’attacco alla stazione ferroviaria di Chaplyne, nella regione ucraina di Dnipropetrovsk: lo afferma il vice capo dell’ufficio presidenziale ucraino, Kirill Tymoshenko, ripreso da Novaya Gazeta Europa.

Ore 11:25 - Di Maio: «Abbiamo scelto di stare dalla parte del popolo ucraino»

«Abbiamo scelto di stare dalla parte del popolo ucraino. Nel difendere l’Europa non possiamo che incoraggiarli a continuare e rivolgiamo le condoglianze al governo e al popolo per l’ennesimo attacco di civili alla stazione di Dnipro, con 25 morti tra cui un bambino». Lo afferma il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, oggi a Kiev, dove ha in programma incontri con il presidente Volodymyr Zelensky e con il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba.

Ore 11:37 - Cina: manovre con la Russia per il coordinamento strategico

La partecipazione della Cina alle manovre militari “Vostok-2022” in Russia mira «ad approfondire la cooperazione pratica e amichevole con le forze armate dei Paesi partecipanti, a migliorare il coordinamento strategico e a rafforzare la capacità di affrontare varie minacce alla sicurezza». Il portavoce del ministero della Difesa Tan Kefei, nel briefing mensile virtuale, ha detto che le forze aeree e di terra dell’Esercito popolare di liberazione «sono già arrivate nelle posizioni designate e le forze navali si sono incontrate con quelle russe per le imminenti esercitazioni», programmate dal 30 agosto al 5 settembre prossimi.

Ore 11:40 - Borrell: «A Chaplyne terrorismo missilistico, Ue condanna»

«L’Ue condanna con forza un altro atroce attacco della Russia contro i civili: a Chaplyne nel giorno dell’indipendenza dell’Ucraina. I responsabili del terrorismo missilistico russo saranno chiamati a risponderne». Lo ha scritto su Twitter l’alto rappresentante della politica estera Ue Josep Borrell.

Ore 11:48 - Mosca: ministri Francia-Russia discutono della situazione a Zaporizhzhia

I ministri della Difesa di Russia e Francia, Serghiei Shoigu e Sebastian Lecornu, hanno discusso della situazione nella zona di Zaporizhzhia, in Ucraina, dove Mosca e Kiev si accusano a vicenda di attacchi nella zona della centrale nucleare: lo riferisce il ministero della Difesa russo, ripreso dall'agenzia Interfax, dichiarando che Shoigu «ha presentato delle valutazioni sulle azioni delle forze armate ucraine che potrebbero interrompere il funzionamento sicuro della centrale». Mosca, riferisce inoltre che «è stata rilevata l'importanza che i funzionari dell'Aiea visitino la centrale nucleare di Zaporizhzhia e la disponibilità a fornire l'assistenza necessaria agli ispettori dell'organizzazione».

 Ore 12:23 - Di Maio: «Italia tra i Paesi che hanno dato più aiuti alla resistenza ucraina»

Secondo il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che si trova a Irpin, la visita del presidente del Consiglio Mario Draghi è stata «determinante» per il riconoscimento dello status di Paese candidato all’adesione all’Ue per l’Ucraina. «Continueremo a mostrare la massima vicinanza al popolo e al governo ucraino, lo faremo con le visite, ma lo dobbiamo fare anche con i fatti», ha dichiarato Di Maio. «Siamo stati uno dei Paesi che ha dato più aiuti alla resistenza ucraina: abbiamo dato un aiuto finanziario importante a questo governo, un aiuto umanitario importante al popolo ucraino».

Ore 12:32 - Mosca: a Chaplyne colpito un treno, uccisi 200 militari di Kiev

Nella stazione di Chaplyne, in Ucraina, i russi hanno colpito un treno militare, uccidendo più di 200 soldati. Il portavoce del ministero della Difesa russo Igor Konashenkov ha detto: «Un colpo diretto con un missile Iskander su un treno militare alla stazione di Chaplyne, nella regione di Dnipropetrovsk, ha ucciso oltre 200 riservisti delle forze armate ucraine e distrutto dieci pezzi di armamenti militari che si dirigevano verso le zone di combattimento nel Donbass».

Invece, secondo le ultime notizie diffuse da Kiev sull’attacco missilistico a Chaplyne, le vittime sarebbero 25 e si tratterebbe di civili. Il bilancio potrebbe salire nelle prossime ore.

Ore 13:48 - Mosca: 7 bombardamenti ucraini su Zaporizhzhia in 24 ore

Il ministero della Difesa russo ha denunciato almeno sette bombardamenti d'artiglieria delle forze ucraine sull'area della centrale nucleare di Zaporizhzhia nelle ultime 24 ore. I bombardamenti sono stati compiuti da postazioni situate sulla sponda opposta del bacino di Kakhovka, lungo il fiume Dnepr, ha detto il portavoce del ministero, Igor Konashenkov, senza riferire di danni. Lo riporta l'agenzia Interfax.

Ore 13:52 - Delegazione di parlamenti baltici e Finlandia incontrano gli omologhi ucraini

Una delegazione composta dai presidenti dei Comitati esteri dei parlamenti di Lituania, Lettonia, Estonia e Finlandia si è recata a Kiev per un incontro con i rappresentanti del parlamento ucraino (Rada). Lo ha annunciato il ministero degli esteri della Lettonia. Durante la visita, la delegazione discuterà della necessità di un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Nelle ultime settimane, i Paesi baltici e la Finlandia hanno più volte sottolineato il bisogno di adottare nuove misure, tra cui il divieto di ingresso nell'Unione Europea per i cittadini della Federazione russa.

Ore 13:57 - Putin firma un decreto per aumentare il personale militare

Il presidente Vladimir Putin ha firmato oggi un decreto che aumenta di 137.000 unità il personale militare russo nel 2023, pari a 1.150.628 soldati. Lo riporta l'agenzia di stampa Ria Novosti, ricordando che il precedente decreto del 2017 prevedeva che i militari fossero 1.013.628. Il decreto non spiega se l'esercito rafforzerà i suoi ranghi arruolando un numero maggiore di coscritti, aumentando il numero di soldati volontari o utilizzando una combinazione di entrambe le soluzioni. Il Cremlino ha affermato che solo i soldati a contratto volontari prendono parte a quella che la Russia chiama «operazione militare speciale» in Ucraina, respingendo le affermazioni secondo cui Mosca starebbe valutando un'ampia mobilitazione.

Ore 14:03 - Di Maio in Ucraina: «Chi minimizza è complice del massacro»

Dopo la visita a Irpin, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha pubblicato un post su Facebook per ribadire il sostegno a Kiev e puntare il dito sulle atrocità di questa guerra. « Morte e crudeltà. Città distrutte, rase al suolo: questa è la verità. La guerra è vera, guardate queste immagini — scrive sul social —. Chi minimizza è complice del massacro. Non potevamo ignorare il grido di dolore di un popolo coraggioso, che non ha rinunciato a difendersi e a difenderci. Il nostro sostegno al popolo di Kiev, a questa "resistenza europea" continua. Ed oggi sono qui in Ucraina per portare il sostegno del nostro Paese. Bisogna fermare immediatamente questa atroce guerra, dobbiamo ricercare con tutte le forze la pace».

Ore 14:28 - Cina: con la Russia rafforzeremo gli scambi commerciali

La Cina continuerà a collaborare con la Russia per il «doppio miglioramento» delle relazioni economiche e commerciali sia in termini di scala sia di qualità. Lo ha assicurato la portavoce del ministero del Commercio Shu Jueting sulle stime di Mosca secondo cui i volumi degli scambi bilaterali toccheranno nel 2022 il nuovo record di 165-170 miliardi di dollari. Il commercio tra i due Paesi ha mantenuto finora uno slancio di crescita e «continueremo — ha aggiunto Shu — a lavorare per promuovere i normali scambi economici e commerciali», malgrado le sanzioni occidentali contro Mosca.

Ore 14:33 - Kiev: bombe russe vicino Zaporizhzhia, morto un 17enne

Le truppe russe hanno effettuato un massiccio bombardamento su Orihiv, nella regione di Zaporizhzhia, e negli insediamenti vicini, un ragazzo di 17 anni è stato ucciso. Lo ha riferito Oleksandr Starukh, capo dell'amministrazione militare di Zaporizhzhia, come riporta Ukrinform. «L'occupante ha usato l'artiglieria e ha sparato per diverse ore di seguito — ha scritto Starukh su Telegram —. Un ragazzo di 17 anni è stato ucciso. È stato gravemente ferito ed è morto mentre veniva portato in ospedale. Una donna del villaggio di Preobrazhenka, 66 anni, è stata gravemente ferita durante un attacco nemico».

Ore 14:57 - Di Maio vede Zelensky: «L'Italia non vi abbandona»

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in missione in Ucraina, ha incontrato il presidente Volodymyr Zelensky. Di Maio, durante il colloquio a Kiev, ha ribadito che «l'Italia non abbandonerà il popolo ucraino». Di Maio ha aggiunto che è fondamentale ricercare la via diplomatica «per ritrovare la pace e difendere la democrazia». Zelensky ha risposto a Di Maio ringraziando ancora per il sostegno dell'Italia all'Ucraina e pubblicando anche breve video dell'incontro sul suo canale Telegram.

Ore 15:02 - Le forniture di Washington e Berlino allungano l’orizzonte della guerra in Ucraina: armi sul campo fra 1 o 2 anni

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Si allunga l’orizzonte della guerra. Il nuovo pacchetto di aiuti da 2,98 miliardi di dollari annunciato oggi da Joe Biden fornirà all’Ucraina armi ed attrezzature che «le permettano — ha spiegato il presidente americano — di difendersi nel lungo periodo». Queste parole sono una conferma dell’impegno a lungo termine degli Stati Uniti, che dal 24 febbraio hanno già stanziato un totale 10,6 miliardi di dollari, ma offrono anche una prospettiva sulla durata del conflitto. Innanzitutto, la fornitura — la singola tranche più consistente dall’inizio dell’invasione russa — attingerà alla Ukraine Security Assistance Initiative e per questo impiegherà del tempo per essere consegnata: il materiale non arriverà dalle scorte militare americane, per non sguarnirle, ma sarà fornito dai contractor del Pentagono. Secondo fonti anonime citate dall’Associated Press, inoltre, il budget servirà a finanziare contratti per sistemi di difesa aerea e anti drone, artiglieria, munizioni e radar «che potrebbero non vedere il campo di battaglia per uno o due anni».

Ore 15:26 - La centrale Zaporizhzhia è stata disconnessa dalla rete

La Russia ha scollegato la centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande l'Europa, dalla rete elettrica nazionale ucraina, a causa dei danni alle linee di comunicazione, come ha annunciato l'operatore ucraino Energoatom. «I due reattori in funzione dell'impianto sono stati disconnessi dalla rete. Di conseguenza, le azioni degli invasori hanno causato per la prima volta nella sua storia la disconnessione completa della centrale nucleare dalla rete elettrica», ha affermato il gruppo di Stato Energoatom su Telegram.

Ore 15:56 - Autorità filorusse: ripristinato il collegamento di Zaporizhzhia

La centrale di Zaporizhzhia è stata riconnessa alla rete elettrica dopo un'interruzione dovuta a pesanti bombardamenti ucraini, secondo le autorità municipali di Energodar, dove ha sede l'impianto, controllato dai russi. Nella centrale sono stati attivati i sistemi di sicurezza, aggiunge il servizio stampa della municipalità, citato da Interfax. Secondo la stessa fonte i bombardamenti hanno provocato un corto circuito che ha lasciato senza elettricità per diverse ore gran parte delle regioni sotto controllo russo nelle province di Zaporizhzhia e Kherson.

Ore 16:06 - «A Mariupol in fiamme edifici residenziali e una scuola»

«Diverse case e una scuola stanno bruciando a Mariupol, ma gli occupanti russi non stanno facendo nulla a riguardo». A lanciare l'allarme è stato Petro Andryushchenko, consigliere del sindaco di Mariupol. Lo riporta l'agenzia Unian. «Le fiamme si sono diffuse agli edifici residenziali e alla scuola numero 69 — ha precisato —. L'incendio si sta propagando anche alla stazione ferroviaria di Shchydny. Non ci sono vigili del fuoco e le autorità russe non rispondono».

Ore 16:09 - La Lettonia ha abbattuto il monumento sovietico simbolo

La Lettonia ha abbattuto il complesso monumentale sovietico — un obelisco di 79 metri — situato nella capitale Riga e dedicato alla vittoria nella Seconda Guerra mondiale. La demolizione era stata decisa dal governo a maggio in seguito all'invasione russa dell'Ucraina. Il monumento era diventato un punto di raccolta per i sostenitori del Cremlino in Lettonia (la comunità russa in Lettonia costituisce il 30% della popolazione).

Ore 16:35 - Russia: la corte conferma condanna a 14 anni a insegnante Usa

Il tribunale regionale di Mosca ha confermato in appello la condanna a 14 anni di reclusione inflitta all'insegnante americano Mark Fogel con l'accusa di «traffico illegale di droga su larga scala» in una sentenza da molti considerata ingiusta e sproporzionata. Lo riporta l'agenzia Interfax. Il tribunale ha quindi respinto il ricorso presentato dagli avvocati difensori di Fogel, che avevano chiesto le attenuanti. Fogel, 61 anni, di Oakmont, è detenuto in Russia da circa un anno, dopo essere stato arrestato all'aeroporto Sheremetyevo di Mosca ad agosto per possesso di circa 20 grammi di marijuana terapeutica.

Ore 17:33 - Giorgetti: l'Ue metta price cap sul gas o consenta scostamenti

A livello europeo «l'Italia ha richiesto un price cap sul gas e il disaccoppiamento del prezzo dell'energia dal prezzo massimo del gas. Se l'Europa non capisce che deve cambiare queste due regole fa il gioco della Russia. Se queste regole non si possono cambiare, perché qualche grande Paese europeo si oppone, non possiamo evitare di porre il tema dello scostamento di bilancio, di come noi possiamo aiutare famiglie e imprese». Così il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti intervenendo al Meeting di Rimini.

Ore 17:55 - Torna libero ex sindaco Ekaterinburg, ma sottoposto a restrizioni

Un tribunale russo ha rilasciato oggi l'ex sindaco di Ekaterinburg Yevgeny Roizman, accusato di aver screditato l'esercito criticando pubblicamente la campagna militare russa in Ucraina, accusa per la quale rischia fino a cinque anni di carcere. Roizman, che si oppone al regime di Putin, era stato arrestato ieri, ma oggi i giudici durante l'udienza hanno deciso per il suo rilascio, imponendogli però una serie di restrizioni, simili agli arresti domiciliari: all'ex sindaco sarà vietato frequentare luoghi ed eventi pubblici, comunicare senza autorizzazione con i testimoni, inviare e ricevere posta tranne quella relativa all'indagine. Non potrà inoltre fare telefonate o usare internet, se non per parlare con il suo avvocato, l'ufficio del procuratore o il tribunale, o per comunicare con i suoi medici.

Ore 18:18 - Gas: nuova chiusura record a 321,4 euro (+10%)

Il prezzo del gas chiude per la prima volta sopra i 300 euro ad Amsterdam, mercato di riferimento per il metano in Europa. I future Ttf con scadenza a settembre hanno terminato le contrattazioni in rialzo del 10% al nuovo massimo storico di 321,4 euro al megawattora mentre si avvicinano i tre giorni di chiusura programmata del Nord Stream.

Ore 18:18 - Giorgetti: «Con le sanzioni abbiamo dichiarato guerra a Russia»

«Con le sanzioni abbiamo dichiarato guerra economica alla Russia e l'Ue non ha valutato alcune conseguenze controproducenti che si sarebbero scatenate». Ad affermarlo è il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti al meeting di Rimini.

Ore 18:28 - Putin ordina l’aumento delle truppe: entro gennaio 137 mila uomini in più

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Mosca punta a un aumento possibile delle truppe a disposizione. Un’azione in parallelo a quella della Nato, che calibra le forniture all’Ucraina pensando non solo all’oggi ma anche al domani. Vladimir Putin ha ordinato al ministero della Difesa di accrescere le forze armate di 137 mila uomini entro il gennaio 2023, con l’intento di raggiungere un totale di circa un milione di soldati ai quali si sommano 890 mila civili. L’annuncio ha innescato commenti da parte degli analisti che si interrogano se riuscirà nell’intento e attraverso quali canali. Si ipotizzano eventuali offerte di «contratti» vantaggiosi, reclutamento «forzoso», impiego di miliziani (tipo Wagner), la mobilitazione strisciante.

Ore 19:04 - Di Maio: «Non si può stare con la libertà e con le dittature»

«Spero che alcuni slogan elettorali in Italia siano solo degli slogan perché non si può scegliere di stare sia dalla parte del mondo libero sia dalla parte delle autocrazie e delle dittature. Noi abbiamo scelto come Paese, come governo italiano, di stare dalla parte del mondo libero». Lo ha detto in conferenza stampa a Kiev il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sottolineando che «la propaganda russa vuol far credere che sia colpa delle sanzioni il problema del prezzo dell'energia ma in realtà sappiamo bene che è la Russia che sta ricattando l'Europa aprendo e chiudendo i rubinetti del gas».

Ore 18:53 - Kiev conferma all'Aiea: la centrale di Zaporizhzhia ricollegata alla rete

L'Ucraiana, con un comunicato all'Aiea, ha confermato il ripristino della linea elettrica per la centrale di Zaporizhzhia. Il sito nucleare oggi ha perso almeno due volte la connessione alla linea elettrica, ma adesso è di nuovo attiva.

Ore 19:12 - Kiev: le forze russe si ritirano in 5 direzioni

«Le forze armate dell'Ucraina hanno costretto le truppe russe alla ritirata in cinque direzioni: Kharkiv, Kramatorsk, Bakhmut, Avdiivka e Buh meridionale. I difensori ucraini hanno inflitto perdite al nemico in diverse aree». Lo afferma l'ultimo rapporto dello Stato maggiore delle forze armate ucraine, riporta Ukrinform. Nel rapporto si precisa inoltre che «la situazione verso Volyn e Polissya non appare cambiata in modo significativo», in quanto «esiste ancora una minaccia di missili nemici e attacchi aerei dal territorio della Repubblica della Bielorussia. In «direzione di Siversky invece, la Federazione Russa continua a mantenere unità separate delle sue truppe nelle aree di confine delle regioni di Bryansk e Kursk e limitare le azioni delle forze di difesa dell'Ucraina».

Ore 19:23 - Biden chiama Zelensky: la Russia deve smilitarizzare Zaporizhzhia

Joe Biden ha parlato oggi con il presidente ucraino Volodymr Zelensky e ha ribadito il sostegno americano a Kiev contro l'aggressione russa. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre. Durante la conversazione i due capi di Stato hanno parlato della situazione della centrale di Zaporizhzhia, discutendo del fatto che la Russia deve concordare la demilitarizzazione della zona intorno alla centrale nucleare.

Da parte sua, Zelensky ha ringraziato il suo omologo statunitense per il suo sostegno «incrollabile» (due giorni fa gli Usa hanno annunciato l'invio di quasi 3 miliardi di aiuti militari a Kiev). Su Twitter Zelensky ha scritto: «ringraziamo per l'incrollabile sostegno degli Stati Uniti al popolo ucraino: sicurezza e finanza. Abbiamo discusso degli ulteriori passi dell'Ucraina nel nostro cammino verso la vittoria sull'aggressore e dell'importanza di ritenere la Russia responsabile dei crimini di guerra».

Ore 20:58 - Kiev convoca il nunzio apostolico per le parole del Papa su Dugina

Il ministero degli Esteri di Kiev ha convocato il nunzio apostolico in Ucraina, monsignor Visvaldas Kulbokas, a proposito del recente commento di papa Francesco sulla morte di Darya Dugina. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri ucraino Dmitro Kuleba, riporta Ukrinform. «Abbiamo studiato attentamente la citazione completa di Papa Francesco e abbiamo deciso di convocare il Nunzio Apostolico per esprimere il disappunto dell'Ucraina», ha detto Kuleba esprimendo la sua delusione e aggiungendo che presto sarà diffusa una dichiarazione al riguardo, con maggiori dettagli.

Ore 21:12 - Biden-Zelensky: «Mosca restituisca centrale Zaporizhzhia»

Oltre la semplice smilitarizzazione. Il presidente americano Joe Biden e il corrispettivo ucraino Volodymyr Zelensky chiedono che la Russia restituisca il pieno controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhya a Kiev. Poi che l'Aiea abbia accesso all'impianto. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre riferendo della loro telefonata.

Ucraina Russia, news sulla guerra di oggi. La Bbc: «Mosca brucia 10 milioni di euro di gas al giorno, al confine con la Finlandia». Lorenzo Cremonesi, Marta Serafini, Marco Bruna su Il Corriere della Sera il 26 Agosto 2022. Le notizie di venerdì 26 agosto, in diretta

• La guerra in Ucraina è arrivata al 184esimo giorno.

• Bombardamenti vicino alla centrale nucleare di Zaporizhzhia .

• Biden-Zelensky: «Mosca restituisca la centrale a Kiev».

• Kiev convoca il nunzio apostolico per le parole del Papa su Dugina.

• Attacco alla stazione di Chaplyne: per Mosca è stato colpito un treno di militari e 200 soldati ucraini sarebbero morti. Per Kiev le vittime sono 25 civili.

• Putin ha firmato un nuovo decreto per aumentare il personale militare.

Ore 01:34 - Kiev convoca il nunzio apostolico per le parole del Papa su Dugina

Il ministero degli Esteri di Kiev ha convocato il nunzio apostolico in Ucraina, monsignor Visvaldas Kulbokas, a proposito del recente commento di papa Francesco sulla morte di Darya Dugina. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri ucraino Dmitro Kuleba, riporta Ukrinform. «Abbiamo studiato attentamente la citazione completa di Papa Francesco e abbiamo deciso di convocare il Nunzio Apostolico per esprimere il disappunto dell'Ucraina», ha detto Kuleba esprimendo la sua delusione e aggiungendo che presto sarà diffusa una dichiarazione al riguardo, con maggiori dettagli.

Ore 02:02 - Bruciano i boschi vicino alla centrale nucleare di Zaporizhzhia

Un incendio è scoppiato nei boschi dell’area della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Lo rendono noto le autorità locali, citate dall’agenzia russa Tass. «Stanno bruciando foreste nell’area della centrale nucleare», ha scritto su Telegram un membro del consiglio dell’amministrazione militare-civile regionale, Vladimir Rogov, allegando immagini satellitari che mostrano il fumo nell’area vicino all’impianto. Ucraina e Russia si accusano a vicenda dei continui bombardamenti registrati nella zona della centrale nucleare.

Ore 07:02 - La situazione nella centrale nucleare di Zaporizhzhia: il racconto del nostro inviato

La centrale nucleare di Zaporizhzhia è sempre più al cuore delle preoccupazioni internazionali, spiega il nostro inviato Lorenzo Cremonesi sul Corriere di oggi. Giovedì 25 agosto, per la prima volta dall’inizio della guerra, le autorità agli ordini di Mosca hanno (temporaneamente) sospeso l’erogazione dell’energia elettrica dagli ultimi due reattori ancora in funzione. Nessuna perdita di materiale radioattivo — «La situazione resta sotto controllo», riferiscono sia gli esperti della Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) che quelli dell’agenzia Enorgatom ucraina — ma l’allarme resta alto. E la Russia continua ad opporsi ad ogni ritiro o cessione di sovranità, mentre accusa Kiev di sparare sull’impianto. 

Ore 08:37 - L’attentato a Darya Dugina e gli allarmi sulla fronda interna

In Russia esistono vari gruppi di opposizione, ma anche «cani sciolti» assai difficili da individuare. E ora le autorità temono che l’attentato che ha procurato la morte di Darya Dugina possa essere solo la prima di altre iniziative volte a far salire la tensione all’interno della stessa Russia. Anche se il colpevole è ufficialmente Natalya Vovk — la donna ucraina ripresa sulla sua Mini e all’ingresso del palazzo di Darya Dugina —gli inquirenti proseguono le indagini alla ricerca di chi credono l’abbia aiutata. L’approfondimento di Fabrizio Dragosei, dal Corriere di oggi.

Ore 08:44 - Kiev: «Zaporizhzhia è ancora disconnessa dalla rete elettrica nazionale»

L’agenzia ucraina Energoatom fa sapere che tutti e sei i reattori della centrale nucleare di Zaporizhzhia risultano ancora disconnessi dalla rete elettrica. Il governo di Kiev teme che Mosca intenda procedere con l’allacciamento a quella russa nelle prossime settimane (come annunciato qualche settimana fa da fonti separatiste filorusse). L’approfondimento di Massimo Sideri.

Ore 09:33 - Le nuove stime dei caduti russi

Secondo le stime dell’esercito ucraino, sono circa 46.250 i soldati russi rimasti uccisi in Ucraina dall’inizio dell’invasione.

Mosca è reticente a fornire numeri precisi sui caduti e, quando lo fa, propone stime sistematicamente più basse rispetto a quelle di Kiev: a maggio, ad esempio, mentre l’Ucraina parlava di 25 mila soldati russi uccisi, la Russia parlava di 1.300 caduti.

Ore 10:17 - Kiev: «Bombe russe nella regione Kharkiv, due morti e 3 feriti»

Nella regione di Kharkiv, a seguito di bombardamenti e attacchi missilistici contro le città di Chuguiv e Dergachi, due persone sono rimaste uccise e altre tre sono rimaste ferite. Sono stati distrutte anche infrastrutture e un istituto di istruzione e sono state danneggiate delle industrie. Lo ha riferito il capo dell’amministrazione militare della regione di Kharkiv, Oleg Sinegubov, come riporta Ukrinform. «Intorno alle 2, il nemico ha lanciato un attacco missilistico sulla città di Chuguyiv, un’infrastruttura è stata danneggiata. Non ci sono state vittime. Intorno alle 2.30 il nemico ha attaccato la città di Derhachi, un istituto scolastico è stato distrutto. Purtroppo è morta una donna di 50 anni, un uomo di 59 è rimasto ferito».

Ore 10:32 - Tajani: «Il papa non parteggia, ha fatto discorso religioso»

«Il papa non parteggia per nessuno, parteggia per la giustizia, e quando vede che c’è stata una vittima di un attentato, una vittima innocente, una ragazza, si dice rammaricato ma non prende parte». Lo ha detto il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, ospite di Rainews24, commentando le polemiche sollevate da parte dell’Ucraina a proposito delle parole di Francesco sull’attentato in Russia che è costato la vita a Dar’ja Dugina, figlia del filosofo Alexsandr Dugin. «Il papa credo che abbia fatto un discorso puramente religioso, invitare alla pace credo sia il suo dovere, non ha fatto una scelta di campo», ha aggiunto.

Ore 10:37 - Ambasciatore presso la Santa Sede corregge tiro, legami importanti

Dopo le proteste dell’ambasciata ucraina presso la Santa Sede per le parole del Papa pronunciate il 24 giugno, e dopo la convocazione, ieri, del Nunzio apostolico da parte del ministero degli Esteri di Kiev, oggi i rappresentanti ucraini correggono il tiro e sottolineano «quanto siano importanti» le relazioni tra l’Ucraina e la Santa Sede.

L’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash, twitta alcune foto in Ucraina con il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, risalenti alla sua visita a Kiev di un anno fa: «È trascorso esattamente un anno da quando sua eminenza il card. Pietro Parolin ha visitato l’Ucraina e ha partecipato alla celebrazione storica del 30 anniversario dell’Indipendenza. È stata la seconda visita del Segretario di Stato vaticano dall’inizio dell’invasione russa nel 2014 che ha mostrato per entrambe le parti quanto siano importanti le relazioni tra Ucraina e Santa Sede».

Ore 10:44 - Media tedeschi: quasi 1 milione di russi in Unione Europea da inizio guerra

Dall’inizio della guerra della Russia contro l’Ucraina, quasi un milione di russi sono entrati nell’Unione Europea. Lo riferisce Deutsche Welle citando i dati dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera Frontex. Dal 24 febbraio al 22 agosto, 998.085 cittadini russi hanno attraversato i confini dell’Ue, ha detto un rappresentante di Frontex. Allo stesso tempo, nel periodo dal 16 al 22 agosto, il numero di russi che sono entrati nell’Unione Europea è leggermente diminuito rispetto alla settimana precedente.

Ore 10:55 - L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea): «Valutiamo presenza permanente a Zaporizhzhia»

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) sta lavorando per «rendere sicura la rotta» della missione che visiterà la centrale nucleare di Zaporizhzhia e sta anche valutando una presenza permanente dell’agenzia all’impianto ucraino. Lo ha detto il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, alla radio francese Rfi. «Dobbiamo rendere sicura la nostra rotta, dobbiamo farlo in coordinamento tra i due paesi, il che non è facile date le circostanze. Dobbiamo anche contare sul sostegno delle Nazioni Unite e dei loro veicoli blindati che ci porteranno lì. Questa è la logistica, poi a livello tecnico bisogna definire chiaramente i parametri della missione e, possibilmente, stabilire una presenza continua dell’Agenzia in loco».

Ore 10:58 - Russia brucia enormi quantità di gas al confine con la Finlandia

Mentre i costi energetici dell’Europa salgono alle stelle, la Russia sta bruciando grandi quantità di gas naturale. Secondo quanto riportato dalla Bbc, un impianto situato al confine con la Finlandia starebbe bruciano gas per un valore stimato di 10 milioni di euro al giorno . Gli scienziati sono preoccupati per i grandi volumi di anidride carbonica e fuliggine che si stanno formando, che potrebbe accelerare lo scioglimento del ghiaccio artico. Un’analisi della Rystad Energy indica che circa 4,34 milioni di metri cubi di gas vengono bruciati ogni giorno nell’impianto di gas naturale liquefatto di Portovaya, a nord-ovest di San Pietroburgo.

I primi segnali che qualcosa non andava sono arrivati dai cittadini finlandesi, che all’inizio di quest’estate hanno individuato una grande fiamma all’orizzonte (pubblichiamo qui sotto la foto di un cittadino finlandese, Ari Laine, scattata a circa 38 chilometri da Portovaya, riportata dalla Bbc). 

Portovaya si trova vicino a una stazione di compressione all’inizio del gasdotto Nordstream 1 che trasporta il gas sottomarino in Germania. Fra le ipotesi che spiegherebbero il fatto di bruciare il gas, secondo i tecnici, ci sarebbe la riluttanza a chiudere l’impianto, la cui successiva riapertura sarebbe tecnicamente difficile e costosa oppure la difficoltà a gestire in sicurezza i grandi quantitativi di gas che venivano convogliati nel Nordstream 1. Le forniture attraverso il gasdotto sono state ridotte da metà luglio, con i russi che hanno denunciato problemi tecnici per la restrizione dovute alla guerra in Ucraina. A partire da giugno, i ricercatori hanno notato un aumento significativo del calore emanato dalla struttura dovuto alla combustione di gas naturale. «Non ho mai visto un impianto di gas liquefatto infiammarsi così tanto», ha affermato la dottoressa Jessica McCarty, esperta di dati satellitari della Miami University in Ohio. «A partire da giugno, abbiamo visto questo enorme picco che da allora è rimasto sempre elevato».

Ore 12:11 - Kiev: «Si lavora a riconnettere reattori Zaporizhzhia a rete»

Il personale della centrale nucleare di Zaporizhzhia, occupata dai soldati russi, è al lavoro per ricollegare i due reattori funzionanti alla rete elettrica ucraina. Lo ha reso noto stamane Energoatom, aggiungendo che è stata «ripristinata» la linea elettrica che era saltata ieri, provocando la prima disconnessione dalla rete elettrica nazionale in 40 anni. «La linea di alimentazione della centrale al sistema energetico ucraino è stata ripristinata e sono i corso i lavori per predisporre il collegamento alla rete delle due unità di potenza», i reattori, si aggiunge su Telegram. Spiegando che non si segnalano problemi al sistema di sicurezza e che la centrale riceve l’energia necessaria al suo fabbisogno interno «attraverso una linea proveniente dal sistema elettrico ucraino».

Ore 12:20 - Spiegel: «La Russia ha spiato addestramento forze Kiev in Germania»

La Russia avrebbe spiato l’addestramento di soldati ucraini all’uso di nuovi armamenti in Germania mentre prosegue il conflitto in Ucraina, giunto al sesto mese dopo l’invasione russa del Paese. Secondo lo Spiegel, i servizi tedeschi di controspionaggio militare (Mad) hanno indicazioni su queste attività. Dall’inizio dell’addestramento in due basi militari, riporta Deutsche Welle rilanciando le rivelazioni del giornale, il Mad ha rilevato la presenza di veicoli sospetti. L’addestramento per gli ucraini avviene a Idar-Oberstein, in Renania-Palatinato, e Grafenwohr, in Baviera.

A Idar-Oberstein l’esercito tedesco addestra soldati ucraini all’uso degli obici semoventi PzH 2000, mentre a Grafenwohr gli americani preparano i militari di Kiev con i sistemi di artiglieria occidentali. Ci sono stati anche sorvoli di piccoli droni, prosegue Deutsche Welle, sottolineando come fonti di sicurezza abbiano detto a Der Spiegel che la Russia potrebbe aver cercato di raccogliere dati dai telefoni cellulari degli ucraini.

Ore 12:27 - Ministero della difesa britannico: Shoigu e Putin hanno rimosso almeno 6 generali

«È molto probabile che il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, e il presidente Vladimir Putin, abbiano rimosso almeno sei generali dopo che le forze che operano in Ucraina hanno ripetutamente mancato le scadenze operative pianificate. È quanto si legge nel bollettino quotidiano diffuso dal ministero della Difesa britannico sul conflitto in Ucraina. Due giorni fa, si sottolinea nella nota, Shoigu ha affermato che «la Russia stava deliberatamente rallentando il ritmo della sua campagna militare in Ucraina, per la necessità di ridurre le vittime civili, ma quasi certamente di tratta di deliberata disinformazione».

Secondo Londra, «l’offensiva russa è in stallo a causa della scarsa prestazione militare russa e dell’agguerrita resistenza ucraina. Sotto gli ordini di Shoigu, le forze che operano in Ucraina hanno ripetutamente mancato le scadenze operative pianificate. È molto probabile che Shoigu e il presidente Putin abbiano rimosso almeno sei generali per un’avanzata che non è avvenuta abbastanza rapidamente».

Ore 12:54 - Macron: «Il nucleare civile non sia strumento di guerra»

Emmanuel Macron, presidente francese, ha chiesto che il «nucleare civile» non sia «uno strumento di guerra», dopo i bombardamenti che hanno danneggiato la gigantesca centrale nucleare di Zaporizhzhia, nel sud dell’Ucraina. «La guerra in nessun caso dovrebbe minare la sicurezza nucleare del Paese, della subregione e di tutti noi. Il nucleare civile deve essere pienamente protetto», ha insistito il presidente francese durante le dichiarazioni alla stampa a margine dell’incontro ad Algeri.

Ore 13:16 - Borrell: «Russia ha già perso la guerra, sue forze sulla difensiva»

La Russia «ha già perso la guerra» in Ucraina, non avendo raggiunto i suoi obiettivi militari dopo sei mesi di invasione e non avendo più l’iniziativa nel conflitto. È la convinzione dell’Alto rappresentante per la politica estera europea, Josep Borrell, sottolineando come, a sei mesi dall’inizio dell’invasione, «la guerra si trovi in una fase decisiva e chi prende l’iniziativa in questo momento non è più la Russia, la Russia ha già perso la guerra».

Nemmeno l’Ucraina ha vinto il conflitto dal punto di vista militare, ha riconosciuto Borrell, parlando all’università di Santander, ma «moralmente, politicamente e militarmente, la Russia, in sei mesi di combattimenti, ha perso». Secondo il responsabile della diplomazia di Bruxelles, Mosca «non ha raggiunto i suoi obiettivi militari e al momento è sulla difensiva perché l’Ucraina ha ricevuto armi che le permettono di individuare importanti obiettivi, di portare la guerra in Crimea e di mantenere la battaglia di Kherson, che sarà decisiva». Tuttavia, ha ammesso Borrell, la Russia «ha ancora la capacità di condizionarci economicamente, sempre meno, ma lo fa». Ma, tra le conseguenze del conflitto, ci sarà che l’Europa «si libererà dalla dipendenza dall’energia russa quando si tratta di decidere di politica internazionale. Finora è stato un fattore di condizionamento importante ed ha condizionato. Ma se il cane è morto, la rabbia è finita. Se questa dipendenza non esiste, la nostra politica può essere diversa», ha concluso.

Ore 13:34 - Kiev: «Da inizio guerra oltre 1.000 attacchi di hacker russi»

Gli hacker russi hanno lanciato oltre 1.000 attacchi informatici contro l’Ucraina dall’inizio dell’invasione: lo ha reso noto su Telegram il Servizio speciale di comunicazione di Stato ucraino. Lo riporta Ukrinform. «Durante i sei mesi di guerra, il Computer Emergency Response Team nazionale dell’Ucraina CERT-UA, che opera sotto il Servizio speciale di comunicazione di Stato, ha registrato 1.123 cyberattacchi, si legge nel rapporto. In particolare, gli attacchi hanno preso di mira soprattutto il governo centrale e gli enti governativi locali, ma anche le istituzioni commerciali e finanziarie, le agenzie dei settori della sicurezza e della difesa, le imprese energetiche, dei trasporti e delle telecomunicazioni. Nel complesso, la polizia informatica ucraina ha respinto 83 cyberattacchi nemici e ne ha prevenuti altri 300.

Ore 13:48 - Kiev: «La centrale di Zaporizhzhia riconnessa alla rete ucraina»

La centrale nucleare di Zaporizhzhia è stata riconnessa alla rete elettrica ucraina. Lo ha annunciato la compagnia nazionale per l’energia, Energoatom.

«Vorrei fare un appello ancora una volta alla comunità mondiale: la missione congiunta dell’Aiea e dell’Onu presso la centrale di Zaporizhzhia dovrebbe avere il mandato di studiare non solo le norme per garantire la sicurezza nucleare, ma anche le componenti della sicurezza esterna, in primo luogo quelli relativi alle armi e al loro uso da parte dell’esercito russo sul territorio dello stabilimento e nelle zone circostanti». Lo ha detto il ministro dell’Energia ucraino Herman Halushchenko alla Cnn. Halushchenko ha sottolineato la necessità di «un’urgente disoccupazione e smilitarizzazione» dell’impianto.

Ore 14:45 - Nuovo record dei prezzi dell’elettricità in Francia e Germania

I prezzi all’ingrosso dell’elettricità per il 2023 in Germania e in Francia hanno battuto nuovi record, rispettivamente a 850 euro e a più di 1.000 euro per megawattora (MWh). Un anno fa, i prezzi in entrambi i Paesi erano di circa 85 euro/MWh. All’origine dell’esplosione dei prezzi ci sono diverse cause, dal prosciugamento dei flussi di gas russo verso l’Europa dall’inizio della guerra in Ucraina alla chiusura di molti reattori nucleari francesi di Edf.

Ore 14:47 - Esplosioni a Kherson, di nuovo sotto attacco il ponte Antonivsky

Nel pomeriggio sono state udite forti esplosioni nella zona occupata di Kherson. Mosca ha affermato che la difesa aerea ha funzionato — riferisce l’agenzia russa Ria Novosti — ma i canali locali di Telegram hanno pubblicato video di attacchi che avrebbero nuovamente colpito il ponte Antonivsky.

Ore 15:06 - Kiev: «Presidenza ucraina contraria ai negoziati con i russi»

Mikhail Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha affermato - in un’«intervista al quotidiano americano Hill - che i negoziati con la Federazione Russa sono una «condanna a morte». Lo scrive l’agenzia russa Ria Novosti. «Zelensky è nettamente contrario» ai negoziati, ha aggiunto Podolyak.

Ore 15:21 - Kiev: «A Mariupol si raccoglie l’acqua nelle pozzanghere»

A Mariupol, città del sud dell’Ucraina, temporaneamente occupata dalle truppe russe, l’approvvigionamento idrico non ha ripreso a pieno ritmo e i residenti devono raccogliere l’acqua dalle pozzanghere. Lo ha riferito il consiglio comunale della città, stando a Ukrinform. «I residenti del quartiere Kalmius sono costretti a raccogliere l’acqua da pozze improvvisate e i problemi legati all’approvvigionamento idrico non sono stati per nulla risolti - si legge nella nota -. Le persone sopravvivono come possono». Mariupol sta vivendo una delle più grandi catastrofi umanitarie causate dall’aggressione russa e la città è stata quasi completamente distrutta dai bombardamenti nemici. Dall’inizio dell’invasione russa sono morti circa 22.000 civili. Più di 50.000 persone sono state deportate in Russia e nei territori temporaneamente occupati della regione di Donetsk, conclude Ukrinform.

Ore 15:47 - Fonti religiose russe: «Papa pronto ad andare anche nel Donbass dopo Mosca»

Papa Francesco sarebbe disposto a recarsi anche a Donetsk, sulla strada o di ritorno da Mosca, per poi fare una tappa a Kiev, rende noto il presidente dell’Unione mondiale dei Vecchi credenti, Leonid Sevastyanov, in una intervista alla Tass in cui ha citato un suo colloquio con Francesco. Questa visita, sottolinea, «potrebbe aiutare a costruire un dialogo fra la Russia e l’Ucraina, così come con l’Occidente in generale». Il Papa sarebbe disposto a fare una tappa a Donetsk «per vedere i luoghi in cui per otto anni si sono svolti eventi tragici, incluso il Memoriale degli angeli (aperto a Donetsk nel 2015 per i bambini uccisi durante la guerra, ndr) per commemorare e pregare per tutti i bambini uccisi nel conflitto», spiega Sevastyanov, dopo che le autorità ucraine ieri hanno convocato il nunzio apostolico a Kiev per protestare contro le parole usate dal Pontefice dopo l’attentato in cui è rimasta vittima la propagandista russa sostenitrice della guerra in Ucraina Darya Dugina («Gli innocenti pagano la guerra»).

Il Papa, aggiunge Sevastyanov, «vorrebbe anche incontrare i civili e gli orfani per capire in prima persona». Sevastyanov esprime la speranza del Pontefice di visitare la Russia nella primavera del 2023, ma anche prima «se ci fosse un invito da parte delle autorità russe». «La cosa da capire è che non sarà una visita religiosa. Sarà un viaggio laico, con incontri con il presidente e funzionari laici». «Dopo il Donbass, il Papa potrebbe recarsi in Ucraina per portare la posizione russa a Kiev e aiutare le parti a trovare un terreno comune dato che si considera come un mediatore naturale», conclude.

 Ore 15:57 - Papa: «Stiamo vivendo la terza guerra mondiale, una pazzia»

«Stiamo vivendo la terza Guerra mondiale nell’arco in un secolo, una pazzia. Per me il problema più grave è la produzione delle armi: se si fermasse per un anno con quei soldi si risolverebbero problemi come la fame e la mancanza di educazione dei bambini. Ma il mondo sceglie che i bambini siano affamati, senza scuola, lavoratori schiavi, pur di avere le armi. È una pazzia». Lo ha detto Papa Francesco, riferendosi alla guerra in Ucraina, in un’intervista registrata in Vaticano e mandata in onda oggi dal primo canale di Kbs, l’emittente nazionale della Corea del Sud. Allargando lo sguardo agli altri conflitti in corso nel mondo, Bergoglio ha detto che è «uno scandalo. Perché dobbiamo vivere litigando sempre? Noi non crediamo nella pace. Ma la pace è un dono per cui si deve lavorare ogni giorno: voi coreani lo sapete bene. Rivolgo un appello: lavorate per la pace. È proprio una vocazione: felici gli operatori di pace. Quanti fanno la guerra non sono felici, né fanno felici gli altri. Che il Signore vi accompagni, vi benedica tanto e vi dia la pace. Mi rivolgo dal cuore a tutti i coreani: cristiani e non cristiani, del Sud o del Nord. Giunga a tutti la mia benedizione e il mio augurio di pace», ha aggiunto.

Ore 16:33 - Filorussi: «Attacchi di Kiev alla centrale di Zaporizhzhia»

Le autorità locali filorusse della regione di Zaporizhzhia hanno riportato un attacco condotto dalle forze ucraine nelle vicinanze della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Le stesse fonti riportano che quattro colpi sarebbero finiti vicino a un sito di stoccaggio che contiene isotopi radioattivi.

Ore 16:45 - 007 Kiev: Russia completa preparativi per pseudo-referendum

I preparativi della Russia per lo svolgimento di pseudo-referendum nei territori temporaneamente occupati dell’Ucraina sono quasi conclusi. Lo ha affermato in un’intervista al notiziario Rbc-Ucraina, Vadym Skibitskyi, rappresentante della direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino. Lo riporta Ukrinform, citando il servizio stampa della direzione. «Stiamo parlando dei territori temporaneamente occupati delle regioni di Zaporizhzhia e Kherson. L’intelligence militare ucraina sta monitorando chiaramente tutti i processi che si svolgono lì. Oggi possiamo affermare con sicurezza che sono state istituite sedi elettorali e sedi operative appropriate, sono state compilate le liste elettorali e sono state create commissioni elettorali, ovvero tutti i processi relativi alla preparazione di un “referendum” sono quasi conclusi». Skibitskyi ha osservato che le date per gli pseudo-referendum potrebbero essere diverse. In particolare, ha menzionato l’11 settembre, «quando si tiene l’unico giorno di votazione nella Federazione Russa». La stessa fonte ha precisato che politici russi, funzionari governativi e «volontari» responsabili della preparazione del processo di voto stanno visitando regolarmente i territori temporaneamente occupati.

Ore 17:02 - Borrell: «Zaporizhzhia estremamente preoccupante»

«La situazione intorno alla centrale nucleare di Zaporizhzhia rimane estremamente preoccupante. La Russia deve garantire la riparazione senza ostacoli delle linee elettriche danneggiate e la piena riconnessione alla rete elettrica ucraina». Lo afferma su twitter l’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Josep Borrell, chiedendo che gli esperti dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) vengano autorizzati a recarsi sull’impianto.

Ore 17:47 - Tre aspetti decisivi dei combattimenti: sorpresa, durata, difesa

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) La fase di stallo in cui si trovano le operazioni in Ucraina — insieme ai 6 mesi dall’inizio dell’invasione russa — permette agli analisti di fare il punto sull’evoluzione militare del conflitto, il primo su larga scala in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale. Interessanti sono le considerazioni di David Johnson sul sito War on the Rocks, che mette insieme tre aspetti emersi in questi sei mesi di combattimenti.

Ore 17:55 - Amnesty: «Illegali processi-farsa russi a prigionieri a Mariupol»

«Ogni proposito, da parte dei gruppi armati filorussi, di processare prigionieri di guerra ucraini nel cosiddetto “tribunale internazionale” di Mariupol è illegale e inaccettabile» nonché «offensivo e costituisce un ulteriore atto di crudeltà nei confronti di una città che ha già patito enormi sofferenze nel corso della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina». Lo afferma Amnesty International. Negli ultimi giorni sono emerse notizie e immagini riguardo alla costruzione di gabbie all’interno della Sala della filarmonica di Mariupol, nelle quali trattenere i prigionieri da sottoporre a processo.

Il Crisis Evidence Lab di Amnesty International riferisce di avere verificato che le immagini pubblicate su Facebook dal Consiglio municipale di Mariupol sono quelle dell’interno della Sala della filarmonica. Amnesty ricorda che il diritto internazionale vieta a una potenza detentrice di processare prigionieri di guerra per aver preso parte alle ostilità o per legittime azioni di guerra commesse nel corso di un conflitto armato. Ai sensi della Terza Convenzione di Ginevra, i prigionieri di guerra accusati di aver commesso crimini devono essere sottoposti a un processo equo e regolare, che può essere celebrato solo presso un tribunale legalmente costituito.

Ore 18:07 - Ambasciata Usa ad americani: «Non andate in Ucraina per Rosh Hashanah»

L’ambasciata americana a Kiev ha nuovamente messo in guardia gli americani dal recarsi in Ucraina in particolare per il pellegrinaggio nella città ucraina di Uman per il Rosh Hashanah, il capodanno religioso ebraico, a fine settembre. In un avviso di sicurezza emesso venerdì intitolato «Messaggio per i cittadini statunitensi che considerano il viaggio a Uman per Rosh Hashanah», l’Ambasciata ha ribadito di aver sospeso i servizi consolari a febbraio a causa della guerra e che «il Dipartimento di Stato raccomanda ai cittadini statunitensi di non recarsi in Ucraina». La città ucraina centrale di Uman custodisce la tomba del rabbino Nachman di Breslov, il fondatore del movimento chassidico di Breslov. Migliaia di pellegrini ebrei ogni anno si recano al memoriale per celebrare il capodanno ebraico.

Ore 18:42 - A Ravenna terzo cargo dall’Ucraina con 10mila tonnellate di olio di girasole

È’ arrivato oggi nel porto di Ravenna, dopo lo sblocco fra Ucraina e Russia, il terzo cargo commerciale con la M/N New Ranger con un carico di oltre 10 mila tonnellate di olio di semi di girasole di origine Ucraina. La nave, battente bandiera maltese, è approdata in mattinata alla banchina della Bunge dopo circa 6 giorni di navigazione.

Ore 18:53 - Entro metà settembre consiglio Ue straordinario sull’energia

Entro metà settembre dovrebbe tenersi la riunione urgente dei ministri Ue dell’energia. Oggi, la presidenza ceca di turno ha annunciato la convocazione «per discutere le misure di emergenza specifiche per affrontare la situazione energetica», secondo le parole del presidente della Repubblica Ceca Petr Fial. La data non è ancora stata fissata. I contatti tra gli Stati membri sulla data e sull’agenda della riunione sono ancora in corso e la convocazione ufficiale dovrebbe arrivare all’inizio della prossima settimana.

Ore 19:23 - Kiev: raid russo nella regione di Dnipro, ferita una donna

«Gli occupanti russi hanno ripetutamente bombardato la regione di Dnipropetrper tutto il giorno, danneggiato case private e edifici che ospitano imprese». Lo ha reso noto il capo del consiglio regionale di Dnipropetrovsk, Mykola Lukashuk. In particolare, il nemico ha colpito tre volte il distretto di Nikopol. Al momento non si registrano vittime, ma le conseguenze delle esplosioni sono ora in fase di chiarimento. Inoltre i russi hanno bombardato «il territorio di Zelenodolsk e colpito Zelenodolsk e Velika Kostroma dove una donna di 63 anni è rimasta ferita».

Ore 19:58 - Lituania: acquisteremo 37 droni kamikaze per l’Ucraina

Il ministro della Difesa lituano Arvydas Anusauskas ha annunciato che il suo Paese acquisterà 37 droni kamikaze da fornire all’Ucraina, utilizzando il denaro raccolto da una campagna chiamata Legion of Boom. Lo riporta Ukrinform. «Parte dei fondi raccolti da #LegionOfBoom (un milione di euro) saranno trasferiti al ministero della Difesa lituano e saranno utilizzati per l’acquisto di 37 droni kamikaze dalla Polonia che verranno poi inviati in Ucraina. Grazie a tutti quelli che hanno fatto donazioni!», ha scritto il ministro.

Zaporizhzhia, l'allarme di Kiev: «Rischio diffusione di sostanze radioattive». Mosca: «Livelli normali». Lorenzo Cremonesi, Marta Serafini, Lorenzo Nicolao e Paola Caruso su Il Corriere della Sera il 27 agosto 2022.

Le notizie di sabato 27 agosto. 

• La guerra in Ucraina è arrivata al 185esimo giorno.

• Bombardamenti vicino alla centrale nucleare di Zaporizhzhia . Kiev teme per la sicurezza dell'impianto e la fuoriuscita di radiazioni. Mosca parla di «livelli normali» e denuncia i raid di Kiev.

• La Russia costretto a bruciare il gas non esportato.

• Putin offre sovvenzioni a rifugiati da Donbass e Ucraina.

• Guerra in Ucraina, tre aspetti decisivi dei combattimenti: sorpresa, durata, difesa.

Questa diretta è stata chiusa. Trovate a questo link il nuovo articolo con tutte le notizie di oggi, in diretta, sulla guerra in Ucraina

Ore 00:55 - Zelensky: esportato il primo milione di tonnellate di grano

Da quando i porti sul Mar Nero hanno ricominciato a poter funzionare, l’Ucraina ha esportato il primo milione di tonnellate di cereali. Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky nel suo video-discorso serale. «L’esportazione di grano è operativa da quasi un mese e durante questo periodo il primo milione di tonnellate di prodotti agricoli è stato esportato dai nostri tre porti marittimi, Chornomorsk, Odessa e Yuzhny. È una vittoria perché serve a ridurre la gravità della crisi alimentare e prevenire una carenza catastrofica». «L’Ucraina era, è e sarà tra i garanti della sicurezza alimentare globale», ha aggiunto il leader di Kiev. Le navi partite sono 44, destinate a 15 diversi Paesi, e «abbiamo altre 70 domande per l’arrivo di navi per il carico. L’obiettivo è raggiungere il volume di 3 milioni di tonnellate di esportazioni via mare ogni mese».

Ore 02:51 - Medvedev: l’operazione militare russa in linea con uno «scenario moderato»

«La Russia sta conducendo in Ucraina un’operazione militare speciale in linea con uno scenario moderato, con le forze armate russe e le truppe delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk che agiscono solo contro l’esercito ucraino». Lo afferma il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev in un’intervista al canale televisivo francese Lci, ripresa dall’agenzia russa Tass. «Uno scenario più difficile avrebbe consentito di completare la campagna più velocemente, ma Mosca non ha acconsentito per motivi umanitari», aggiunge Medvedev. In quel caso «le infrastrutture e i centri decisionali ucraini sarebbero stati completamente distrutti, ma non abbiamo optato per questa opzione», sottolinea il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo.

Ore 03:34 - La Russia mette un veto all’accordo Onu su revisione del TNP

La Russia ha impedito l’adozione di una dichiarazione congiunta al termine della conferenza Onu di revisione Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP), denunciando motivi «politici». I 191 firmatari del TNP, che mira a prevenire la diffusione delle armi nucleari, promuovere il disarmo completo e promuovere la cooperazione nell’uso pacifico dell’energia nucleare, sono riuniti presso la sede delle Nazioni Unite a New York dal 1 agosto. Ma nonostante un mese di trattative e una sessione finale rinviata, «la conferenza non è in grado di raggiungere un accordo», ha detto il presidente della conferenza, l’argentino Gustavo Zlauvinen, dopo l’intervento della Russia. Mentre le decisioni sono prese all’unanimità, il rappresentante russo, Igor Vishnevetsky, ha infatti denunciato la mancanza di «equilibrio» nella bozza di testo finale di oltre 30 pagine. «La nostra delegazione ha un’obiezione chiave su alcuni paragrafi che sono spudoratamente politici», ha affermato, ripetendo più volte che la Russia non è stato l’unico paese ad avere obiezioni al testo in generale. Secondo fonti vicine ai negoziati, la Russia è particolarmente contraria ai paragrafi riguardanti la centrale nucleare ucraina di Zaporizhya, occupata dall’esercito russo. L’ultimo testo sul tavolo, visto dall’Afp, ha sottolineato «grande preoccupazione» per le attività militari intorno alle centrali ucraine, tra cui Zaporizhia, la «perdita del controllo» dell’Ucraina di questi siti e «il significativo impatto sulla sicurezza». La bozza di testo era «molto debole e distaccata dalla realtà», ha aggiunto, rilevando l’assenza di «impegni concreti di disarmo».

Ore 05:19 - Il Pentagono acquista missili per 182 milioni di dollari per l’Ucraina

Ucraina: Pentagono, 182 milion per acquisto missili Nasams (ANSA) - ROMA, 27 AGO - Il Pentagono ha firmato un contratto da 182 milioni di dollari con il produttore di armi Raytheon per l’acquisto di sistemi missilistici antiaerei a corto e medio raggio Nasams da destinare all’Ucraina. Lo ha annunciato il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, citato dall’agenzia russa Tass. «La Raytheon Co. di Tewksbury, in Massachusetts, si è aggiudicata un contratto a prezzo fisso di 182.295.333 dollari per l’acquisto dei Sistemi missilistici terra-aria avanzati nazionali. Il lavoro sarà svolto a Tewksbury, con una data di completamento stimata per il 23 agosto 2024», afferma il Pentagono in una nota. L’acquisto sarà pagato dai fondi stanziati nell’ambito dell’Iniziativa di assistenza alla sicurezza dell’Ucraina (Usai).

Ore 05:24 - Aiea subito a Zaporizhzhia. Rischio disastro

«L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) arrivi prima possibile alla centrale di Zaporizhzhia. La situazione continua ad essere rischiosa. Qualsiasi disconnessione dell’impianto nucleare dalla rete da parte della Russia che possa scatenare il fermo dei reattori, metterà di nuovo l’impianto a un passo dal disastro». Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky nel suo video-discorso serale.

Ore 05:29 - Nuova partnership con la Gran Bretagna per le infrastrutture ucraine

La Gran Bretagna ha firmato un accordo storico con l’Ucraina per condividere le competenze ingegneristiche e fornire un nuovo pacchetto di supporto per le infrastrutture danneggiate dalla guerra. Oleksandr Kubrakov, il Ministro preposto dell’Ucraina, ha tenuto un incontro online con il Ministro dei Trasporti della Gran Bretagna, Grant Shepps. In base al Piano, la Gran Bretagna si impegna a fornire le competenze di prestigiose organizzazioni private britanniche. Verrà inoltre proposto un piano per la ricostruzione dell’aeroporto, delle piste e dei porti. Il Ministro dei Trasporti della Gran Bretagna ha anche parlato in modo più dettagliato del pacchetto di sostegno per l’Ukrzaliznytsia (azienda pubblica ucraina) per un importo di 10 milioni di sterline, precedentemente annunciato dal Primo Ministro della Gran Bretagna al vertice del G7. Nell’ambito di questo pacchetto verranno acquistate attrezzature per la riparazione di ponti e la costruzione di gallerie, oltre 120 container per il trasporto di grano.

Ore 09:16 - Russia intensifica gli attacchi nel Donetsk

Negli ultimi cinque giorni la Russia ha probabilmente aumentato l’intensità dei suoi attacchi nell’area di Donetsk, del Donbass, nell’Ucraina orientale. In vista di una possibile controffensiva ucraina su larga scala: lo scrive l’intelligence britannica nel suo aggiornamento quotidiano sulla situazione nel Paese. I separatisti filo-russi, sottolineano i servizi di Londra nel rapporto pubblicato oggi dal ministero della Difesa, hanno probabilmente fatto progressi verso il centro del villaggio di Pisky, vicino all’aeroporto di Donetsk. Tuttavia, nel complesso le forze russe hanno guadagnato poco territorio. «È realistico che la Russia abbia aumentato i suoi sforzi nel Donbass nel tentativo di attirare o bloccare ulteriori unità ucraine, in seguito alle voci secondo cui l’Ucraina sta pianificando una grande controffensiva», conclude il rapporto.

Ore 09:22 - Putin brucia il gas perché non può farne a meno

(Federico Rampini) La Russia ha ridotto le quantità destinate agli europei per fare pressione sui governi, ma non può immagazzinare né esportare altrove le sue risorse. Non gli resta che bruciarle.

Bruciare gas al confine con la Finlandia – quel che sta facendo la Gazprom di Putin – è l’equivalente di bruciare banconote. Lo abbiamo visto fare in qualche film, magari da un mafioso in vena di esibizioni arroganti. È un gesto spettacolare ma tutt’altro che benefico per le proprie finanze.

Ore 10:01 - Kiev, 377 bambini uccisi dall’inizio dell’invasione

Almeno 377 bambini sono stati uccisi dalle forze russe in Ucraina dall’inizio dell’invasione il 24 febbraio scorso: lo ha reso noto su Telegram l’ufficio del Procuratore Generale di Kiev, secondo quanto riporta Ukrinform. I bambini feriti sarebbero invece almeno 733.

Ore 09:31 - Bombardamenti a Kharkiv nella notte

Le autorità ucraine hanno accusato le forze russe di aver colpito nella notte aree centrali della città di Kharkiv, dove almeno una donna sarebbe rimasta ferita. Su Telegram il governatore della regione Oleg Sinegubov ha denunciato che intorno alle 2 della notte due missili russi sono caduti nel centro della città, provocando danni in alcuni edifici. Il sindaco Ihor Terekhov ha denunciato danni in palazzi storici e in una scuola, secondo quanto ha riportato l’agenzia Unian.

Ore 11:04 - Altre tre navi lasciano i porti di Odessa

Altre tre navi cariche di cereali ucraini hanno lasciato questa mattina i porti della regione di Odessa: lo ha reso noto su Twitter il ministero della Difesa turco. Ieri erano partite dal porto di Chornomorsk quattro navi cariche di grano. Nel complesso, da quando è stato revocato il blocco navale, 45 navi hanno lasciato i porti della regione di Odessa.

Ore 11:11 - Kiev: «Due morti e 12 feriti in attacchi»

Ucraina: Kiev, 2 morti e 12 feriti in attacchi russi a Donetsk = (AGI) - Roma, 27 ago. - È di due civili morti e dodici feriti il bilancio degli ultimi attacchi delle forze russe nella regione di Donetsk, nell’Ucraina orientale. Lo riporta il Guardian citando Pavlo Kyrylenko, il governatore ucraino della regione. (AGI) Tom 271012 AGO 22

Ore 11:47 - Kiev: «Personale di Zaporizhzhia torturato dai russi per non parlare dei rischi alla sicurezza dell'impianto»

« I servizi speciali russi torturano i dipendenti della centrale nucleare di Zaporizhzhia affinché non «dicano troppo agli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea)». Lo sostiene Energoatom, la società nazionale ucraina per la produzione di energia nucleare, secondo quanto riporta Ukrinform.

L'obiettivo di Mosca sarebbe quello di evitare che il personale della centrale racconti agli ispettori dell'Aiea i rischi per la sicurezza dell'impianto. La società riporta su Telegram le affermazioni di un dipendente della centrale, secondo il quale i russi arrestano il personale ucraino e lo mandano nei sotterranei: «Le persone tornano da queste "conversazioni" nei sotterranei e non dicono una parola. Mosca ridurrà al minimo la presenza del personale ucraino e metterà in ogni stanza del centro di controllo diversi rappresentanti russi.

Gli ispettori dell'Aiea hanno in programma di visitare la centrale di Zaporizhzhia all'inizio della prossima settimana.

Ore 11:53 - Morto mercenario Usa che combatteva per Kiev nel Donetsk

Un cittadino americano che combatteva per l'Ucraina è stato ucciso dai soldati dell'autoproclamata Repubblica popolare del Donetsk (Rpd). Lo rende noto il difensore civico della regione Darya Morozova, riferiscono le agenzie russe.

Il giovane Alan Joshua è rimasto ucciso in un combattimento avvenuto il 23 agosto scorso, scrive Morozova su Telegram. Le autorità del Donetsk hanno notificato la sua morte ai funzionari statunitensi e al capo della missione di monitoraggio delle Nazioni Unite in Ucraina, Matilda Bogner.

Ore 12:47 - Zaporizhzhia, Kiev: «Rischio dispersioni radioattive». Mosca: «Livelli normali dopo raid»

Gli ucraini denunciano nuovi attacchi sull'area dell'impianto nucleare di Zaporizhzhia, attraverso l'agenzia Energoatom e come riportato dal quotidiano britannico Guardian : «A causa della presenza dell'esercito russo, delle loro armi, mezzi ed esplosivi, vi sono seri rischi per il funzionamento sicuro della centrale. Vi sono pericoli di fuoriuscita di idrogeno, che si disperdano sostanze radioattive e anche il rischio di incendio è elevato». Lo ha dichiarato l'operatore energetico statale ucraino in una nota. I russi, continua, «preparandosi all'arrivo della missione dell'Aiea, hanno aumentato la pressione sul personale della centrale per impedire» ai lavoratori della centrale «di divulgare prove sui crimini degli occupanti presso l'impianto e il suo utilizzo come base militare».

Mosca smentisce e replica, accusando Kiev di aver colpito ripetutamente e deliberatamente la centrale (con i danni ancora in corso di accertamento): «Il livello di radiazioni nella centrale nucleare di Zaporizhzhia resta nella normalità dopo i bombardamenti delle truppe ucraine». Lo ha affermato il ministero della Difesa. «La situazione delle radiazioni dell'impianto rimane normale. Il monitoraggio delle condizioni tecniche della centrale nucleare e il suo funzionamento sono effettuati da personale tecnico regolare».

Ore 13:15 - Ungheria via libera ai reattori russi

L'Ungheria mantiene rapporti di cooperazione con Mosca malgrado la sua appartenenza all'Unione europea, ha autorizzato la costruzione di due nuovi reattori da parte della russa Rosatom, che non è stata inserita nell'elenco delle aziende sanzionate a Bruxelles, che saranno operativi nel 2030.

Il permesso del regolatore nazionale apre la strada all'estensione della centrale di Paks da quattro a sei reattori. Il progetto costerà 12,4 miliardi di dollari e consentirà di raddoppiare la capacità dell'impianto. La Russia finanzierà la gran parte del progetto, con un prestito di dieci miliardi di dollari e l'Ungheria si farà carico subito dei rimanenti 2,4 miliardi. «E' un grande passo, una pietra miliare importante», ha commentato il ministro degli Esteri Peter Szijjarto con un post su Facebook.

Ore 13:37 - Mosca trasferisce mezzi pesanti in Crimea

La Russia sta trasferendo mezzi militari pesanti in Crimea. Lo ha riferito il giornale online Krym Realii ,precisando che alla stazione ferroviaria di Taman, non lontano dal ponte con la Crimea sullo stretto di Kerch, sono stati avvistati carri armati russi, obici, mezzi di artiglieria semoventi, serbatoi di carburante e altre attrezzature.

Per quanto riguarda invece il fronte ucraino, questa mattina il ministero della Difesa britannico ha annunciato la fornitura a Kiev di sei droni sottomarini per aiutare l'Ucraina a sminare la sua costa. «Questa attrezzatura e l'addestramento necessari aiuteranno l'Ucraina a rendere sicure le sue acque, aiutando a regolare il flusso di grano verso il resto del mondo e sostenendo le forze armate dell'Ucraina», ha dichiarato il ministro della Difesa britannico, Ben Wallace.

Ore 13:48 - Il sindaco di Mykolaiv: «Non abbiamo paura di Zaporizhzhia, ma delle bombe»

(Lorenzo Cremonesi) Mykolaiv è stata sin dall’inizio una città di confine, sul fronte. I russi provarono a prenderla sin dai primissimi giorni della guerra, ma qui a pochi chilometri vennero fermati. Siamo con il sindaco della città, Senkevych Oleksandr, che ci racconta del calvario che hanno vissuto. Dall’inizio della guerra, cioè da sei mesi, la città viene continuamente bombardata. Il sindaco non è particolarmente preoccupato dal pericolo della centrale atomica di Zaporizhzhia, non crede che i russi la bombarderanno e non creeranno un incidente nucleare, anche perché già l’Ucraina è indipendente da un punto di vista dell’energia.

Ore 14:37 - Kiev: «Marinai potranno lasciare Ucraina per lavoro»

I marinai ucraini potranno lasciare il Paese per lavoro. Lo riporta il Kiev Independent. Il Consiglio dei Ministri del Paese ha annunciato che i marinai potranno viaggiare all'estero per lavoro. Il premier Denys Shmyhal ha affermato che gli uomini in età di leva che sono impiegati come membri dell'equipaggio potranno lasciare il Paese purché abbiano il permesso di attraversare il confine dai loro uffici di leva locali. Finora, gli uomini tra i 18 e i 60 anni in grado di prestare servizio militare non potevano viaggiare fuori dall'Ucraina. Secondo Shmyhal, oltre 100mila ucraini lavorano nel settore marittimo.

Ore 15:14 - Putin offre sovvenzioni a rifugiati da Donbass e Ucraina. A settembre sicurezza armata in Donetsk, Lugansk, Kherson, Zaporizhzhia e Kharkiv

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto per concedere sovvenzioni mensili e pagamenti una tantum alle persone che si trasferiscono in Russia dal Donbass e dall'Ucraina. Lo riporta l'agenzia Tass. Alcune categorie di persone, comprese i disabili e gli over 80, riceveranno 10.000 rubli (166 dollari) in pagamenti mensili. Le donne in gravidanza avranno diritto a pagamenti una tantum di importo simile.

Per quanto riguarda le Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, oltre alle zone occupate di Kherson, Zaporizhzhia e Kharkiv, il presidente russo assicura che dal 1 settembre saranno garantite misure di sicurezza con mezzi militari nelle scuole, nelle aziende e negli edifici simbolici di ogni centro urbano.

Ore 16:38 - Podolyak: la fine della guerra solo con sconfitta della Russia

«C’è solo un modo per porre fine a questa guerra: la sconfitta militare della Russia, la restituzione dei territori all’Ucraina, un tribunale per i criminali, l’inizio della trasformazione della Russia. La volontà di vincere è necessaria tanto quanto le armi. I “compromessi” avranno conseguenze catastrofiche per l’umanità». Lo scrive su Twitter Mykhailo Podolyak, consulente del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Ore 17:39 - Mosca: distrutto deposito missili Himars nel Dnipropetrovsk

«É stato distrutto nella regione di Dnipropetrovsk un grande deposito di munizioni della 44a brigata di artiglieria delle forze armate ucraine con missili per sistemi a lancio multiplo Himars di fabbricazione statunitense e proiettili per obici americani M777». Lo ha dichiarato il portavoce del ministero della Difesa russo Igor Konashenkov, precisando che il magazzino è stato colpito con armi di alta precisione vicino all'insediamento di Preobrazhenka. Ma non si tratta dell'unica azione russa della giornata. «Sono sette le postazioni di comando delle forze armate ucraine colpite in un giorno — aggiunge il portavoce —. Bersagliate anche 37 unità di artiglieria dell'esercito ucraino in 142 distretti».

Ore 17:47 - Rescisso l'accordo di cooperazione per l'energia atomica tra Kiev e Mosca

Il governo ucraino ha rescisso l'accordo di cooperazione scientifica, tecnica ed economica con la Federazione Russa nel campo dell'energia atomica. Lo ha riferito su Telegram il rappresentante permanente del Consiglio dei ministri nella Verkhovna Rada, Taras Melnychuk. «L'accordo tra il governo dell'Ucraina e il governo della Federazione Russa sulla cooperazione scientifica, tecnica ed economica nel campo dell'energia atomica, firmato il 14 gennaio 1993 a Mosca, è terminato», ha scritto Melnychuk.

Ore 18:41 - Kiev: la Russia ha restituito i corpi di 541 soldati ucraini

La Russia ha restituito i corpi di 541 soldati ucraini caduti in Ucraina. Lo ha annunciato Oleg Kotenko, commissario ucraino per le persone scomparse in circostanze speciali, secondo il quale 428 corpi provengono dalla città martire di Mariupol, occupata dalle truppe di Mosca. Oltre 300 sono i corpi dei difensori dell'acciaieria Azovstal, caduta dopo settimane di assedio nelle mani dei soldati di Putin. Lo riporta il Kiev Independent.

Ore 19:29 - Kiev: ci prepariamo all'offensiva al sud, russi sulla difensiva

«Le forze armate ucraine si stanno preparando per una controffensiva. Gli occupanti temono le azioni attive dei difensori e stanno rafforzando le loro posizioni, in particolare, al sud». Lo ha annunciato Vadym Skibitskyi, un rappresentante della Direzione principale dell'intelligence del ministero della Difesa. Lo riporta l'agenzia Unian. «L'obiettivo principale è la completa liberazione dei territori», ha affermato Skibitskyi, precisando che nell'ultimo mese gli occupanti hanno trasferito gruppi del distretto militare orientale dall'est dell'Ucraina al sud.

Ore 20:28 - I russi bombardano Kharkiv, un morto e un ferito

Le truppe russe hanno bombardato i villaggi di Zolochiv e di Donets nella regione di Kharkiv. Lo ha reso noto il capo dell'amministrazione militare regionale Oleg Sinegubov. «A Zolochiv una granata ha colpito un edificio residenziale. È morta una donna di 52 anni. Un uomo di 49 anni è stato ferito a Donka», ha scritto Sinegubov su Telegram. Inoltre, le truppe russe hanno bombardato stasera il distretto di Shevchenkiv a Kharkiv senza provocare vittime, ha detto il sindaco della città, Ihor Terekhov, secondo cui l'attacco sarebbe avvenuto per mezzo di missili «Hurricane».

Ore 21:02 - 007 Kiev: dall'inizio della guerra la Russia ha mobilitato 160mila soldati

La Russia ha coinvolto almeno 160mila soldati in Ucraina dal 24 febbraio, giorno di inizio dell'invasione ucraina. Lo afferma Vadym Skybytsky, rappresentante della direzione dell'intelligence ucraina, secondo il quale questo numero non include i membri della guardia nazionale russa, che hanno il compito di controllare le regioni occupate dalla Russia. Il rappresentante dell'intelligence di Kiev ha anche aggiunto che Mosca prevede di mobilitare altri 90mila militari per combattere contro l'Ucraina. Lo riporta il Kiev Independent.

Ore 22:18 - Anche un italiano tra 14 membri della missione Aiea a Zaporizhzhia

C'è anche un italiano tra i quattordici membri della missione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) che si recherà nei prossimi giorni alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, rimasta coinvolta nelle ostilità tra russi e ucraini. Lo hanno riferito fonti diplomatiche al New York Times. La missione, riferisce il quotidiano statunitense, sarà composta dal direttore generale dell'Aeia, Rafael Grossi, e da tredici esperti.

Financial Times: «Ue pronta a sospendere accordo sui visti con la Russia». Lorenzo Cremonesi, Marta Serafini e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 28 Agosto 2022.

Le notizie di domenica 28 agosto, in diretta. Ancora bombardamenti vicino alla centrale nucleare. Aiea: «A Zaporizhzhia radioattività nella norma, colpiti edifici a 100 metri dai reattori» 

• La guerra in Ucraina è arrivata al 186esimo giorno.

• Nel team di Rafael Grossi (Aiea) anche un esperto italiano. L'ispezione dell'agenzia nell'impianto nucleare è attesa nei primi giorni della settimana.

•Bombardamenti nella notte vicino alla centrale nucleare di Zaporizhzhia .

•Gli 007 britannici: «Migliaia di perdite per i russi. Non trovano reclute»

•Putin offre sovvenzioni a rifugiati da Donbass e Ucraina. Firmati due decreti.

Ore 04:30 - Zaporizhzhia, Kiev: «Rischio dispersioni radioattive». Mosca: «Livelli normali dopo raid»

Gli ucraini denunciano nuovi attacchi sull'area dell'impianto nucleare di Zaporizhzhia, attraverso l'agenzia Energoatom e come riportato dal quotidiano britannico Guardian : «A causa della presenza dell'esercito russo, delle loro armi, mezzi ed esplosivi, vi sono seri rischi per il funzionamento sicuro della centrale. Vi sono pericoli di fuoriuscita di idrogeno, che si disperdano sostanze radioattive e anche il rischio di incendio è elevato». Lo ha dichiarato l'operatore energetico statale ucraino in una nota. I russi, continua, «preparandosi all'arrivo della missione dell'Aiea, hanno aumentato la pressione sul personale della centrale per impedire» ai lavoratori della centrale «di divulgare prove sui crimini degli occupanti presso l'impianto e il suo utilizzo come base militare».

Mosca smentisce e replica, accusando Kiev di aver colpito ripetutamente e deliberatamente la centrale (con i danni ancora in corso di accertamento): «Il livello di radiazioni nella centrale nucleare di Zaporizhzhia resta nella normalità dopo i bombardamenti delle truppe ucraine». Lo ha affermato il ministero della Difesa. «La situazione delle radiazioni dell'impianto rimane normale. Il monitoraggio delle condizioni tecniche della centrale nucleare e il suo funzionamento sono effettuati da personale tecnico regolare».

Ore 04:43 - Putin offre sovvenzioni a rifugiati da Donbass e Ucraina. A settembre sicurezza armata in Donetsk, Lugansk, Kherson, Zaporizhzhia e Kharkiv

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto per concedere sovvenzioni mensili e pagamenti una tantum alle persone che si trasferiscono in Russia dal Donbass e dall'Ucraina. Lo riporta l'agenzia Tass. Alcune categorie di persone, comprese i disabili e gli over 80, riceveranno 10.000 rubli (166 dollari) in pagamenti mensili. Le donne in gravidanza avranno diritto a pagamenti una tantum di importo simile.

Per quanto riguarda le Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, oltre alle zone occupate di Kherson, Zaporizhzhia e Kharkiv, il presidente russo assicura che dal 1 settembre saranno garantite misure di sicurezza con mezzi militari nelle scuole, nelle aziende e negli edifici simbolici di ogni centro urbano.

Ore 04:55 - Droni iraniani e missili dalla Siria: l’angolo mediorientale della guerra in Ucraina

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Sul taccuino di oggi dedicato al conflitto in Ucraina, un «angolo» mediorientale. Sono informazioni da «definire», dati concreti che si mescolano alla guerra di propaganda. Anche perché non sempre è tutto trasparente.

Sarebbe strano il contrario. Prima il Washington Post — con la firma del commentatore David Ignatius — quindi l’Associated Press tornano sulla collaborazione Russia-Iran. Teheran avrebbe già consegnato alcune centinaia di droni d’attacco e ricognizione ai russi, in corso l’addestramento del personale. La fornitura era nota, non completamente chiaro il loro status: sono presenti sul «teatro», però è da verificare se siano già stati impegni in operazioni belliche. I velivoli pilotati in remoto svolgono una funzione importante in entrambi gli schieramenti. Alle produzioni locali si aggiungono i mezzi forniti da alleati o associazioni straniere. In Lituania, grazie alla raccolta fondi promossa da un giornalista, sono stati acquistati 37 droni-kamikaze polacchi.

 Ore 05:00 - Il sindaco di Mykolaiv: «Non abbiamo paura di Zaporizhzhia, ma delle bombe»

(Lorenzo Cremonesi, nostro inviato) Mykolaiv è stata sin dall’inizio una città di confine, sul fronte. I russi provarono a prenderla sin dai primissimi giorni della guerra, ma qui a pochi chilometri vennero fermati. Siamo con il sindaco della città, Senkevych Oleksandr, che ci racconta del calvario che hanno vissuto. Dall’inizio della guerra, cioè da sei mesi, la città viene continuamente bombardata. Il sindaco non è particolarmente preoccupato dal pericolo della centrale atomica di Zaporizhzhia, non crede che i russi la bombarderanno e non creeranno un incidente nucleare, anche perché già l’Ucraina è indipendente da un punto di vista dell’energia.

Ore 05:13 - 007 Kiev: dall'inizio della guerra la Russia ha mobilitato 160mila soldati

La Russia ha coinvolto almeno 160mila soldati in Ucraina dal 24 febbraio, giorno di inizio dell'invasione ucraina. Lo afferma Vadym Skybytsky, rappresentante della direzione dell'intelligence ucraina, secondo il quale questo numero non include i membri della guardia nazionale russa, che hanno il compito di controllare le regioni occupate dalla Russia. Il rappresentante dell'intelligence di Kiev ha anche aggiunto che Mosca prevede di mobilitare altri 90mila militari per combattere contro l'Ucraina. Lo riporta il Kiev Independent.

Ore 05:26 - «Il Battaglione Monaco»: oligarchi e deputati ucraini in Riviera anziché al fronte

(Marta Serafini, nostra inviata) Li hanno ribattezzati, in segno di spregio, il battaglione Monaco. Ma sono tutt’altro che soldati disposti a morire per la patria gli 84 deputati e oligarchi ucraini su cui l’Sbu, l’intelligence di Kiev, ha aperto un fascicolo di indagine. Uomini che, mentre il loro Paese finiva sotto i colpi di Mosca, facevano i bagagli e si rifugiavano a Monaco, Monte Carlo e Nizza. A darne conto con un’inchiesta pubblicata il 17 agosto poco prima del giorno dell’Indipendenza è stata l’Ukrayinska Pravda. Uno scoop che ha indignato l’intero Paese provato dai sei mesi di conflitto sollevando temi importanti già noti al pubblico ucraino, dalla corruzione delle élite politiche e finanziarie fino alle disparità sociali, messi in secondo piano dalla guerra.

Ore 05:43 - Anche un italiano tra 14 membri della missione Aiea a Zaporizhzhia

C'è anche un italiano tra i quattordici membri della missione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) che si recherà nei prossimi giorni alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, rimasta coinvolta nelle ostilità tra russi e ucraini. Lo hanno riferito fonti diplomatiche al New York Times. La missione, riferisce il quotidiano statunitense, sarà composta dal direttore generale dell'Aeia, Rafael Grossi, e da tredici esperti.

Ore 06:27 - Da inizio guerra 4 milioni di persone sono rientrate in Ucraina dalla Polonia

Sono state oltre 5,8 milioni le persone che hanno lasciato l’Ucraina dal 24 febbraio per raggiungere la Polonia. E di contro sono stati quasi 4 milioni quelli che hanno seguito la direzione opposta. È quanto riferiscono i media polacchi citando la guardia di frontiera del Paese, come riporta Ukrinform. «Dall’invasione russa le guardie di frontiera polacche hanno elaborato l’arrivo di 5.835.000 persone dall’Ucraina», si legge in un comunicato. Allo stesso tempo, 3.996.000 persone hanno viaggiato nella direzione opposta. Le guardie di frontiera hanno specificato che il 26 agosto circa 24.800 persone sono arrivate in Polonia dall’Ucraina, mentre 33.200 hanno fatto il tragitto inverso.

Ore 09:45 - Zaporizhzhia, Kiev: «Nuovi attacchi russi in città nella notte»

Nuovi attacchi russi nella notte su Zaporizhzhia: a segnalarlo, su Telegram, è il segretario del consiglio comunale ucraino locale Anatoly Kurtev, accusando gli occupanti russi. I bombardamenti, secondo quanto riferisce, hanno riguardato due zone della città, danneggiando cinque edifici e provocando almeno due feriti.

Ore 10:19 - Il ministero della Difesa turco: «Altre sei navi partite da Odessa»

Altre sei navi cariche di cereali ucraini hanno lasciato oggi i porti del Paese sul Mar Nero. Lo ha reso noto su Twitter il ministero della Difesa turco, secondo quanto riporta Ukrinform.

«Questa mattina, altre sei navi sono partite dai porti ucraini con carichi di grano», si legge in un comunicato. Nel complesso, 51 navi con prodotti agricoli ucraini hanno lasciato i porti del Mar Nero nella regione di Odessa da quando il blocco navale è stato revocato lo scorso 1 agosto.

Ore 11:34 - Zaporizhzhia, i filorussi: «Pronto piano di evacuazione in caso di incidente»

L’amministrazione russa della regione di Zaporizhzhia ha approntato un piano di evacuazione nel caso ci fosse un incidente all’omonima centrale nucleare. Lo ha rivelato il governatore regionale dell’amministrazione russa Yevhen Balytskyi.

«Al momento la centrale funziona normalmente e i livelli di radiazione sono nella norma, ma di fronte a un contesto di guerra tanto incerto, anche per via dell’avventatezza dell’esercito ucraino, abbiamo già elaborato un piano di evacuazione». Così l’amministratore filorusso che continua a denunciare, secondo quanto riporta Sputnik, gli attacchi di Kiev all’impianto.

Ore 12:16 - Ministra Baerbock: «Sostegno a Kiev fin quando sarà necessario»

« La Germania continuerà a sostenere l'Ucraina contro l'invasione russa finche' sara' necessario». Lo ha detto la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock, parlando al quotidiano Bild am Sonntag.

Baerbock ha messo in guardia sul fatto che il conflitto potrebbe «proseguire per anni e che sfortunatamente dobbiamo presumere che l'Ucraina continuerà ad avere bisogno di armi pesanti dai suoi amici l'estate prossima», ha spiegato il capo della diplomazia di Berlino.

A proposito delle voci che si sono levate nella politica tedesca a favore di un'attivazione del gasdotto Nord Stream 2, Baerbock ha reiterato il rifiuto netto ad assecondare questa posizione.

Ore 12:46 - Intelligence britannica: «Per i russi migliaia di perdite. Fanno fatica a trovare nuove reclute»

«La Russia ha perso decine di migliaia di soldati, i nuovi reclutamenti sono molto limitati e i militari di leva non sono tecnicamente obbligati a prestare servizio fuori dal territorio nazionale». Lo ha fatto sapere il ministero della Difesa britannico, sulla base delle informazioni raccolte dai servizi di Intelligence.

Uno scenario che, si legge sull'account di Twitter del ministero, rende molto difficile l'effettiva attuazione del decreto firmato da Vladimir Putin per portare il numero delle forze armate da 1,9 milioni a 2,04 milioni, con l'obiettivo di intensificare le operazioni in Ucraina.

Ore 13:05 - Mosca: «Colpita fabbrica nella regione di Zaporizhzhia»

«L'aviazione russa ha colpito le officine della fabbrica della società Motor Sich nella regione di Zaporizhzhia. Lo ha riferito il ministero della Difesa russo». La società in questione produce motori per aeroplani ed elicotteri. Il dicastero ha riferito anche della distruzione di depositi di carburante nella regione di Dnipro che rifornivano le truppe ucraine nel Donbass.

Ore 13:35 - Kuleba: «Centrale nucleare trasformata in una base militare, un rischio per tutti»

«Per decenni la sicurezza nucleare è rimasta la priorità assoluta dell'Ucraina, soprattutto in considerazione del nostro passato tragico. Gli invasori russi hanno trasformato la centrale nucleare diZaporizhzhia in una base militare, mettendo a rischio l'intero continente. I militari russi devono lasciare l'area dell'impianto». Così su Twitter il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba.

Ore 13:50 - Putin offre nuovi incentivi agli ucraini sfollati. Firmati due decreti

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato due decreti per offrire degli incentivi economici ai cittadini ucraini e delle repubbliche filorusse di Lugansk e Donetsk che si trasferiranno in Russia a causa del conflitto scoppiato nel febbraio scorso. I documenti stabiliscono un compenso mensile pari a 10mila rubli (l'equivalente di circa 170 euro) e la possibilità di soggiornare e lavorare in Russia senza limiti di tempo per ogni cittadino in possesso di un passaporto ucraino.

Ore 14:18 - Donetsk, militari russi attaccano Kramatorsk e Slovyansk. Lo riferisce il governatore locale

Nell'est dell'Ucraina, dove forze russe e separatiste stanno cercando di prendere il controllo di diverse zone, i bombardamenti hanno colpito le città grandi e strategicamente significative di Kramatorsk e Slovyansk, ma non sono state segnalate vittime.

La notizia del governatore della regione di Donetsk Pavlo Kyrylenko, che aggiorna sull'andamento del conflitto nella sua regione. Gran parte della regione di Donetsk è detenuta da forze russe e separatiste. È una delle due regioni ucraine che compongono il Donbass, insieme al Luhansk, ed entrambe le regioni sono state riconosciute dalla Russia come Stati sovrani.

Ore 14:23 - Ue pronta a sospendere accordo sui visti con la Russia

L'Unione europea sarebbe pronta a sospendere l'accordo sui visti con la Russia risalente al 2007, rendendo più complicato e costoso per i cittadini russi ottenere documenti per l'ingresso nello spazio Schengen. Questo quanto sostiene il quotidiano britannico Financial Times, sulla base di quanto appreso da tre funzionari europei.

A favore del congelamento dell'accordo tra l'Ue e la Federazione Russa per la facilitazione del rilascio dei visti ai rispettivi cittadini potrebbero esprimersi i ministri degli Esteri dell'Ue la prossima settimana, quando si riuniranno a Praga il 30 e 31 agosto. «E' inappropriato per i turisti russi passeggiare nelle nostre città».

Dobbiamo lanciare un segnale alla popolazione russa che la guerra in Ucraina per noi non è accettabile», ha spiegato una delle fonti al quotidiano. Alcune parti dell'accordo del 2007 sono già state sospese alla fine di febbraio di quest'anno ma una sospensione totale rimuoverebbe di fatto il trattamento privilegiato per i russi che fanno domanda di visti europei e li costringerebbe a fornire ulteriori documenti, affrontare spese aggiuntive e, ovviamente, allungherebbe i tempi della procedura.

Ore 15:02 - Riapre il teatro storico di Mykolaiv

(Lorenzo Cremonesi) Il teatro storico di Mykolaiv, costruito nel IX secolo, ha riaperto in occasione dell’anniversario d’indipendenza dell’Ucraina, celebrato il 24 agosto scorso. È ancora troppo pericoloso però ospitare il pubblico nella sala principale, da oltre 400 posti. Così il teatro ha riaperto ma nei suoi sotterranei, in una sala bunker con spazio per una trentina di spettatori. Gli spettacoli vanno in scena nel pomeriggio per dare modo al pubblico di rincasare prima del coprifuoco, fissato per le 23. Il teatro che prima era riconosciuto come casa del «dramma russo», ora ha cambiato nome, diventando il teatro del «dramma ucraino».

Ore 15:29 - Medvedev: «Entro la fine del 2022 prezzi anche a 5mila euro per mille metri cubi»

Torna all'attacco l'ex Presidente russo e ora vice Presidente del Consiglio di sicurezza Dmitry Medvedev. «Il prezzo del gas in Europa - ha detto in un post sul suo canale Telegram - raggiungeranno entro la fine dell'anno i 5mila euro per mille metri cubi». Al momento il costo si attesta intorno ai 3.500.

«Ai capi di Stato e di governo dei Paesi dell'Unione europea, in relazione all'aumento dei prezzi del gas, sono costretto a rivedere al rialzo le previsioni sui prezzi a 5mila euro entro la fine del 2022. Caldi saluti», ha scritto.

Ore 16:00 - Aiea: «A Zaporizhzhia radioattività nella norma, colpiti edifici a 100 metri dai reattori»

«L’Ucraina ha informato l’Aiea sui bombardamenti negli ultimi giorni sul sito di Zaporizhzhia ma ha anche spiegato che «tutti i sistemi di sicurezza restano operativi e che la radioattività è nel quadro di normalità» . Lo scrive l’Aiea sul suo profilo Twitter. L’Aiea precisa che tra giovedì e sabato sono stati colpiti edifici dell’impianto situati a circa 100 metri dai siti del reattore. Ci sono stati danni ad alcune condutture dell’acqua, ora riparate.

Ore 17:14 - Mosca: «Kiev sta facendo terrorismo sul nucleare»

«Sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia il regime di Kiev sta facendo terrorismo nucleare». Lo ha detto la portavoce del ministro degli Esteri russo, Maria Zakharova, in un'intervista, secondo quanto riporta Itartass. «Ovviamente» il terrorismo nucleare «può essere fatto non solo da coloro che possiedono armi nucleari o bombe sporche, ma anche nel modo in cui vediamo ora», ha precisato. «Mosca spera che la visita degli ispettori dell'Aiea alla centrale nucleare abbia finalmente luogo — ha aggiunto — nonostante l'influenza distruttiva di Kiev».

Ore 17:24 - Zelensky: «Avanti per la vittoria dell'Ucraina»

«La nostra gente ha una grande forza. È sempre stato così e sempre lo sarà. Finché crederemo in noi stessi. Finché manterremo la nostra unità. E fintanto che combatteremo per l'Ucraina e lavoreremo per la nostra vittoria ucraina congiunta». Lo ha scritto Volodymyr Zelensky sul suo profilo Telegram, dopo aver postato foto sulla resilienza degli ucraini.

Ore 17:49 - Kuleba andrà al vertice Ue a Praga

Il ministro degli Estri ucraino, Dmytro Kuleba, martedì e mercoledì sarà a Praga dove parteciperà alla riunione informale dei ministri degli Esteri dell'Ue i cui temi chiave saranno le restrizioni sui visti per i cittadini russi e l'ottavo pacchetto di sanzioni dell'Ue contro la Russia. Lo riporta Ukrinform.

Ore 18:06 - I partigiani ucraini a caccia di traditori e la tattica di resistenza Usa

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) In attesa che i fronti tornino a «muovere» con maggiore intensità, ucraini e russi si colpiscono alle spalle. Lo fanno scegliendo le armi preferite e cogliendo le opportunità. Chi ha tradito e collabora con gli invasori è un bersaglio primario dei partigiani che agiscono dietro le linee. Andrei Ryzhkov, ex agente in Ucraina, è stato trovato impiccato nella cittadina di Mykhailivka, regione di Zaporizhzhia. Sembra che svolgesse il ruolo di responsabile locale della polizia russa. Non ci sono dettagli ma potrebbe essere stato eliminato. Il suo è uno dei tanti episodi che hanno segnato la mappa del conflitto.

Ore 19:44 - Mosca: uccisi 250 soldati ucraini nella zona di Slovyansk

Il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, afferma che raid missilistici russi hanno ucciso 250 fra soldati e riservisti ucraini a Slovyansk e nei dintorni. Le autorità ucraine non hanno commentato questa notizia, attenendosi alla loro policy di non discutere delle vittime fra le proprie fila.

Ore 20:44 - Media di Kiev: missile russo lanciato dalla Bielorussia sul nord del Paese

Un missile russo ha colpito una infrastruttura militare nella regione di Rivne, nel nord dell'Ucraina. Lo ha reso noto il Guardian citando media ucraini. Aggiungendo che in base alle prime informazioni non ci sarebbero vittime e che i missili provenivano dalla Bielorussia.

Ore 20:57 - Kiev: «Le truppe russe hanno colpito il centro di Kharkiv»

«Le truppe russe hanno colpito il centro di Kharkiv», città nel nord-est dell'Ucraina. Lo ha riferito su Telegram il sindaco della città, Ihor Terekhov, precisando che si è trattato di «due razzi» e che «un edificio dell'amministrazione è stato distrutto». Al momento, non ci sono informazioni su vittime, secondo quanto riporta Unian.

Ore 20:58 - Zelensky licenzia il vice comandante della Guardia nazionale

Il presidente ucraino Zelensky ha destituito Yaroslav Spodar dalla carica di vice comandante della Guardia nazionale ucraina. Lo riferisce Ukrinform. Spodar era stato nominato vice comandante il 24 maggio 2014.

Zaporizhzhia, immagini satellitari mostrano 4 buchi sul tetto. Lorenzo Cremonesi e Marta Serafini su Il Corriere della Sera il 29 Agosto 2022. 

Le notizie di lunedì 29 agosto, in diretta. La missione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica arriverà nella centrale nucleare entro la fine della settimana. Kiev denuncia altre bombe sul Donetsk: 8 civili uccisi

• La guerra in Ucraina è arrivata al 187esimo giorno.

• Parte la controffensiva di Kiev per la riconquista di Kherson. Civili evacuati.

• Financial Times: l'Ue pronta a sospendere l'accordo sui visti con la Russia.

• Nuovo scambio di accuse tra Mosca e Kiev sugli attacchi vicino alla centrale di Zaporizhzhia. Mosca: «Abbattuto un drone nemico». L' Aiea: «Colpiti edifici a 100 metri dai reattori».

• Il ministro degli Esteri ucraino Kuleba andrà domani al vertice Ue a Praga. Oggi è in visita a Stoccolma: «Missione Aiea la più difficile della storia».

Ore 03:37 - L’ufficiale russo su Telegram: «Un mercenario americano è stato annientato»

Un altro americano è stato ucciso in Ucraina, nella regione del Donbass, combattendo le forze russe. Lo riportano i media Usa, citando un post su Telegram dell’ufficiale russo Oleg Kozhemyako. «Un mercenario americano è stato annientato in Ucraina», ha detto. Il ragazzo di 24 anni era di Memphis, in Tennessee.

Ore 03:50 - L’annuncio dell’azienda americana produttrice di computer Dell: «Chiusi tutti i nostri uffici in Russia»

La compagnia statunitense produttrice di computer Dell Technologies ha interrotto tutte le operazioni in Russia dopo aver chiuso i suoi uffici nel Paese. Lo riferisce la stampa statunitense, che da’ notizia dell’ultima azienda Usa in ordine cronologico a lasciare la Russia a seguito del conflitto in Ucraina. Dell, importante fornitrice di server per la Russia, aveva già sospeso le vendite in quel Paese e in Ucraina lo scorso febbraio.

 Ore 05:06 - Wall Street Journal: «Corea del Nord pronta a inviare lavoratori nelle autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk»

La crisi ucraina offre un’opportunità per la Corea del Nord di rafforzare le sue relazioni con la Russia, scrive il «Wall Street Journal». Secondo il quotidiano americano citato anche dall’agenzia russa Tass, Pyongyang vuole inviare i suoi lavoratori nelle autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk (Dnr) e Lugansk (Lnr) «fornendo al regime di Kim una fonte di reddito estero tanto necessaria». Nel frattempo secondo il «Wsj» «il presidente russo Vladimir Putin ha promesso di fornire agli alleati armi avanzate ed equipaggiamento militare. Mosca può anche aumentare il suo commercio transfrontaliero di cibo e aiuti e utilizzare il suo seggio nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per bloccare qualsiasi sanzione più severa nei confronti della Corea del Nord». Pyongyang - ricorda il quotidiano Usa - è stata tra le prime a riconoscere l’indipendenza di Dnr e Lrn, cosa che ha portato l’Ucraina a rompere i suoi legami diplomatici con la Corea del Nord.

Ore 06:52 - Missione Aiea entro la fine della settimana alla centrale nucleare di Zaporizhzhia

La missione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) arriverà alla centrale nucleare di Zaporizhzhia entro la fine di questa settimana. Lo ha annunciato il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi.

Ore 08:05 - Kiev, ancora bombe russe sul Donetsk: 8 civili uccisi

Otto civili sono stati uccisi e altri sette sono rimasti feriti per nuovi bombardamenti delle forze russe nella regione di Donetsk, nell’Ucraina orientale. A riportarlo, su Telegram, il capo dell’amministrazione militare regionale, Pavel Kirilenko. «La Russia sta uccidendo i civili! Il 28 agosto, i russi hanno ucciso otto civili nel Donbass: quattro a Bakhmut, due a Raygorodok, uno a Tatyanovka e uno a Nikolaevka. Altre sette persone sono rimaste ferite», ha scritto Kirilenko.

Ore 08:17 - Borrell: «Difficile unanimità Ue su stop visti russi»

«Ho già detto che un divieto totale di ingresso per tutti i russi per qualsiasi motivo non è una buona idea. Non credo che tagliare i legami con la popolazione civile russa aiuterà e non credo che questa idea riceverà un supporto unanime» all’interno dell’Ue: lo ha detto il rappresentante per la politica estera dell’Ue, Josep Borrell, in una intervista rilasciata ieri alla tv austriaca Orf, secondo quanto riporta l’agenzia Tass. Il capo della diplomazia europea ha aggiunto che solo gli «oligarchi» non dovrebbero ricevere i visti. Sempre ieri, il Financial Times ha riportato che i ministri degli Esteri dell’Ue si incontreranno domani a Praga per discutere di una eventuale sospensione dell’accordo suo visti con la Russia risalente al 2007.

Ore 08:30 - La missione Aiea è pronta a partire

(Marta Serafini, inviata a Kiev) La missione dell’Aiea, l’agenzia internazionale per l’energia atomica è pronta a partire. il team sarebbe composto dal direttore dell’Aiea Rafael Mariano Grossi, argentino, e da altri 13 esperti di altri Paesi, ma non includerebbe membri Usa né dal Regno Unito. Fra i Paesi che parteciperebbero alla squadra ci sarebbe anche l’Italia, oltre ad Albania, Francia, Giordania, Messico e Nord Macedonia. 

Tra i membri della missione Aiea c'è anche l'italiano Massimo Aparo. Ingegnere nucleare, è vice direttore generale e capo del dipartimento di salvaguardia. È stato direttore ad interim dell'Ufficio per la verifica in Iran, dal 1° marzo 2016 e lavora presso il Dipartimento di salvaguardia dell'Aiea dal 1997.

Ore 09:55 - Kiev: «Bombe russe sfiorano Zaporizhzhia, 10 feriti»

Almeno 10 persone sono rimaste ferite, di cui due in modo grave, negli attacchi russi di ieri contro Enerhodar, la cittadina ucraina che ospita l’impianto nucleare di Zaporizhzhia: lo ha reso noto su Telegram il sindaco, Dmytro Orlov, secondo quanto riporta Ukrinform. «Ovviamente, questo è il modo in cui i russi hanno “elaborato” il loro scenario in vista della visita della missione dell’Aiea alla centrale nucleare di Zaporizhzhia - ha commentato -. Una minaccia diretta alla vita della popolazione civile non ferma i terroristi». Una delegazione dell’Aiea visiterà la centrale nucleare questa settimana.

Ore 09:59 - Kiev: 735 bambini feriti dall’inizio dell’invasione

È aumentato ad almeno 735, nelle ultime 24 ore, il numero dei bambini feriti in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa, mentre il bilancio di quelli morti è rimasto invariato a 379: lo ha reso noto oggi su Telegram l’ufficio del Procuratore generale di Kiev, secondo quanto riporta Ukrinform.

Ore 10:12 - G7 chiede che Aiea abbia accesso a Zaporizhzhia

Il G7 chiede che l’Aiea abbia libero accesso alla centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia. Lo si legge in un comunicato del gruppo dei 7 paesi più economicamente avanzati.

Ore 10:42 - Kiev denuncia altre bombe sul Donetsk: 8 civili uccisi. «Vogliono mobilitare 90 mila militari in più»

Continuano i bombardamenti nell’est dell’Ucraina. Kiev denuncia gli attacchi russi , che avrebbero provocato la morte di otto civili.

«Le forze armate russe intendono mobilitare 90mila militari in più». Riferisce l’intelligence ucraina. «Ci sono i cosiddetti battaglioni di volontari e quelli di riserva, battaglioni della cosiddetta “riserva dell’esercito da combattimento del paese”, che ora stanno reclutando in ogni distretto militare per ricostituire le perdite, aumentare i loro sforzi e aumentare il numero del gruppo che può essere utilizzato contro il nostro stato». Lo ha dichiarato il rappresentante della principale direzione dell’intelligence del ministero della Difesa dell’Ucraina Vadym Skibitsky.

Ore 10:53 - Kuleba: «Missione Aiea tra le più difficili nella storia a causa del conflitto»

La missione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) nella centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia è «la più difficile nella storia dell’organizzazione» a causa dei combattimenti nelle vicinanze: lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, in visita a Stoccolma. «Questa missione sarà la più difficile nella storia dell’Aiea per gli attacchi della Russia sul terreno, ma anche per il modo sfacciato con cui la Russia sta cercando di legittimare la propria presenza», ha aggiunto.

Ore 10:57 - Mosca: «Missione Aiea già in viaggio per Zaporizhzhia»

«La tanto attesa missione dell’Aiea guidata dal suo direttore generale Rafael Mariano Grossi (tra gli esperti anche l'italiano Aparo) è già in viaggio verso la centrale nucleare di Zaporozhzhia»: lo ha scritto su Twitter Mikhail Ulyanov, rappresentante permanente della Russia alle Nazioni Unite in materia di energia nucleare.

Ore 11:04 - Filorussi: «Abbattuto drone kamikaze di produzione Usa a Zaporizhzhia»

«Si trattava di un drone kamikaze di produzione statunitense». Lo ha detto oggi il capo dell'amministrazione nella regione occupata di Zaporizhzhia Yevgeniy Balitsky, riferendosi al velivolo senza pilota che era stato abbattuto ieri nei pressi della centrale nucleare. Lo ha riportato la Tass.

«Abbiamo raccolto i frammenti e stabilito l'origine», ha affermato Balitsky all'emittente tv russa Channel One. Ieri l'amministrazione militare-civile di Energodar, la città in cui sorge l'impianto, aveva riferito che le truppe russe avevano impedito in tal modo un attacco da parte di Kiev, con i soldati ucraini intenzionati a riprendere il controllo della regione contesa e della centrale.

Ore 11:14 - G7: «Obiettivo garantire sicurezza centrale di Zaporizhzhia»

«Collaboriamo con l'Ucraina da oltre 20 anni per aumentare la sicurezza dei suoi impianti nucleari. Abbiamo quindi una particolare responsabilità nel sostenere gli sforzi internazionali volti a sostenere queste strutture e ad assistere il Paese nel contrastare i gravi rischi che la guerra di aggressione della Russia pone per la sicurezza degli impianti nucleari ucraini». Lo affermano in un comunicato il gruppo dei direttori della non proliferazione del G7 in merito alla missione dell'Aiea alla centrale nucleare di Zaporizhzhia in Ucraina.

Allo stesso modo il G7 è dispiaciuto per la decisione della Russia di ritirare il suo consenso alla Conferenza di revisione del Trattato di non Proliferazione Nucleare (Tnp), con il rifiuto di prendersi le responsabilità circa la messa in sicurezza delle centrali nucleari come, nel caso specifico, di Zaporizhzhia.

Ore 11:25 - Mosca replica al G7: «Garantiremo sicurezza ispettori Aiea»

Mosca si dice disponibile a ogni tipo di collaborazione con l'Aiea, sulla missione di ispezione all'impianto nucleare di Zaporizhzhia, il più grande d'Europa.

La Russia è pronta a garantire la sicurezza degli ispettori dell'Aiea alla centrale , attualmente sotto il controllo delle forze di Mosca. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalle agenzie russe. «Naturalmente i necessari livelli di sicurezza saranno garantiti sul territorio controllato dalla Russia. Gli ispettori - ha aggiunto - arriveranno dal territorio sotto il controllo ucraino e anche gli ucraini dovrebbero garantire la sicurezza su quel territorio».

Ore 11:54 - Il sindaco di Odessa: «Statua di Caterina? Rimuoverla sarebbe un errore»

(Lorenzo Cremonesi, inviato a Odessa) Il sindaco di Odessa Trukhanov , da 8 anni primo cittadino della città che ha una grande tradizione, una sorta di Stato nello Stato. Il sindaco è molto duro nei confronti di Putin che ha definito «un mostro». C’è chi vorrebbe rimuovere la statua dell’imperatrice Caterina considerata la fondatrice della città. Il sindaco: «Sarebbe un errore, non si rimuove la storia. Caterina è parte integrante della storia di questo Paese». Qui tutti i video degli inviati dal fronte.

Ore 11:36 - Ricercato un secondo ucraino coinvolto nell'omicidio di Dugina

Il Servizio federale di sicurezza russo (Fsb) ha riferito di un altro cittadino ucraino che, insieme a Natalia Vovk avrebbe partecipato all'omicidio di Darya Dugina , figlia dell'ideologo Alexander Dugin, e che risulta ora ricercato. Lo riporta la Tass

Si tratterebbe di Bogdan Tsyganenk o, arrivato in Russia attraverso l'Estonia il 30 luglio 2022. Secondo l'Fsb, Tsyganenko avrebbe fornito a Vovk, targhe e documenti falsi a nome di una vera cittadina del Kazakistan, Yulia Zaiko. Inoltre, insieme a Vovk, avrebbe assemblato un ordigno esplosivo improvvisato in un garage in affitto nel sud-ovest di Mosca. L'uomo avrebbe quindi lasciato la Russia il giorno prima dell'uccisione di Dugina.

Ore 12:02 - L'indiscrezione degli 007 britannici: «Ministro Shoigu deriso e messo al margine»

L'intelligence del ministero della Difesa britannico ha riferito che il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu è stato «messo da parte» all'interno della leadership di Mosca e viene anche «ridicolizzato» per i problemi che l'esercito russo sta avendo nella guerra in Ucraina.

«Recenti rapporti dei media russi indipendenti hanno affermato che, a causa dei problemi che la Russia sta affrontando nella sua guerra contro l'Ucraina, il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu è ora messo da parte all'interno della leadership russa, mentre i comandanti operativi informano direttamente il Presidente Putin sull'andamento del conflitto», ha scritto su Twitter il ministero, sottolineando che «gli ufficiali e i soldati russi che hanno vissuto in prima persona la guerra probabilmente ridicolizzano abitualmente Shoigu per la sua leadership inefficace, mentre i progressi della Russia sono in fase di stallo».

Ore 12:35 - Kiev: «Russia bombarda regione Zaporizhzhia per intimidire popolazione e nascondere crimini»

La Russia sta bombardando sistematicamente Energodar, la città in cui sorge la centrale nucleare di Zaporizhzhia e dove risiede la maggior parte del suo personale, per intimidire la popolazione locale e nascondere i suoi crimini «nucleari»: lo ha twittato oggi Mikhail Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Riporta Ukrinform.

«Il bombardamento cinico e sistematico di Energodar, occupata dalle forze russe, è uno spettacolo sanguinoso appositamente organizzato, il cui scopo è intimidire i civili locali, incolpare le Forze armate ucraine e mascherare i loro crimini «nucleari»», ha scritto Podolyak. «Ai barbari non importa uccidere per creare un quadro propagandistico favorevole».

Ore 12:56 - Ungheria, ministro Peter Szijjarto: «Proseguiremo dialogo con Mosca per ulteriori forniture di gas»

Il ministro degli Affari esteri ungherese Peter Szijjarto ha annunciato che con la Russia continuerà a dialogare per un eventuale aumento delle forniture di gas. Posizione che resta quindi discordante rispetto al resto dell'Unione europea.

Ore 13:12 - Sud Ucraina, il comando ucraino: «Pronti a una controffensiva a Kherson»

«Siamo pronti a una controffensiva nel sud del Paese», lo ha annunciato il comando militare ucraino nell'area di Kherson, aggiungendo che inizieranno presto delle operazioni in grado di rilanciare l'esercito di Kiev nei confronti dell'esercito invasore russo.

Ore 13:01 - La denuncia del Consiglio d'Europa: «Mosca ponga un freno alle sparizioni forzate»

«Il numero elevato di sparizioni forzate in Ucraina risultate dall'invasione russa è allarmante e bisogna mettere fine a questa pratica abominevole», afferma Dunja Mijatovic, commissaria per i diritti umani del Consiglio d'Europa, alla vigilia della giornata internazionale per le vittime delle sparizioni forzate.

«La stragrande maggioranza dei casi denunciati sono attribuibili alle truppe russe o controllate da Mosca», aggiunge Mijatovic, basandosi sui rapporti che ha ricevuto. «Tutte le persone scomparse o dichiarate scomparse in Ucraina devono essere cercate, localizzate e rilasciate o restituite. Tutti i casi di sparizioni forzate devono essere debitamente indagati e i responsabili puniti», ingiunge la commissaria.

Ore 13:20 - Mosca: «Aiea intende mantenere esperti a Zaporizhzhia»

L'Aiea prevede di lasciare parte dei suoi rappresentanti alla stazione su base permanente, lo ha affermato Mikhail Ulyanov, rappresentante permanente della Russia presso le organizzazioni internazionali a Vienna. Lo riporta Ria Novosti. La delegazione sarebbe composta da 14 dipendenti della segreteria dell'Aiea coinvolti nella sicurezza nucleare». Sulla strada per il sito saranno accompagnati da una squadra di rappresentanti delle Nazioni Unite.

Ore 13:49 - Zelensky: «Le aziende francesi partecipino a ricostruzione»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha esortato le aziende francesi a partecipare alla ricostruzione dell’Ucraina. «È importante ricostruire l’Ucraina dopo questa guerra. Mi rivolgo a voi perché abbiamo bisogno della vostra partecipazione per la ricostruzione dell’Ucraina», ha affermato Zelensky intervenendo al meeting della Confindustria francese (Medef).

Stimando i costi della ricostruzione «tra i 600 ed i 800 miliardi» di dollari, Zelensky ha sostenuto che la leadership russa teme che l’Ucraina possa «diventare un esempio positivo per tutta la nostra regione». Quindi ha ringraziato «sinceramente» il popolo francese e il presidente Emmanuel Macron per «i suoi sforzi per cercare una via diplomatica. Ma la Russia non vuole vivere senza la guerra».

Ore 13:59 - Da Svezia in arrivo aiuti per 94 milioni di euro

La Svezia fornirà aiuti militari ed economici all’Ucraina per circa un miliardo di corone svedesi (circa 94 milioni di euro): lo ha annunciato oggi la premier svedese Magdalena Andersson dopo un incontro a Stoccolma con il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba. Lo riportano i media internazionali. «Vi prometto che la Svezia continuerà ad essere vostra amica e sostenitrice», ha detto Andersson durante una conferenza stampa congiunta con Kuleba. Metà degli aiuti andranno in assistenza militare e metà serviranno per la ricostruzione del Paese.

Ore 14:02 - L’8 settembre riunione ministri Difesa Usa e alleati

«L’8 settembre in Germania si terrà una riunione dei ministri della Difesa Usa e dei Paesi alleati». Lo ha fatto sapere il Pentagono.

Ore 14:47 - Von der Leyen: «Prepariamoci a uno stop totale del gas russo»

«Dobbiamo prepararci a una potenziale interruzione totale del gas russo». Lo ha ribadito la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen intervenendo al Forum di Bled, in cui ha ricordato le misure Ue per liberarsi dalla dipendenza da Mosca. «Stiamo diversificando i nostri fornitori alla velocità della luce: la fornitura di gas da fonti diverse dalla Russia è aumentata di 31 miliardi di metri cubi da gennaio di quest'anno e questo compensa i tagli russi. Stiamo anche riducendo in modo sostanziale il nostro fabbisogno di gas importato e per questo abbiamo chiesto agli Stati membri di ridurre il consumo di gas del 15%».

Poi, in riferimento alla guerra, ha aggiunto: «Se vogliamo preservare i principi fondamentali, come l'autodeterminazione e l'inviolabilità dei confini, Putin non può vincere questa guerra: l'Ucraina deve vincerla».

In merito all'emergenza gas. Si terrà il 9 settembre il consiglio straordinario dei ministri europei dell'Energia. Lo ha annunciato alla televisione ceca il ministro Josef Sikela della Repubblica Ceca, presidenza di turno del semestre Ue.

Ore 14:59 - Putin: «Tempo per un nuovo ordine. Mondo unipolare obsoleto»

Il mondo unipolare è ormai «obsoleto» e sarà sostituito da un nuovo ordine globale «basato sui principi fondamentali della giustizia e dell'uguaglianza e sul riconoscimento del diritto di ogni Paese o popolo a seguire il suo percorso sovrano di sviluppo». Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin in un messaggio inviato oggi in occasione dell'apertura del Forum sugli investimenti nell'Estremo Oriente russo, a Vladivostok.

Ore 15:13 - Ucraina, parte la controffensiva: «Civili evacuati da Novaya Kakhovka (Kherson)»

Civili evacuati dalla cittadina di Novaya Kakhova, a est della città di Kherson, nell'omonima regione, in vista dell'arrivo delle forze ucraine, rende noto Gazeta.ru citando il comandante dell'amministrazione militare regionale, Vladimir Leontiev. Questo significa che la controffensiva di Kiev procede da Kryvyi Rih, da nord.

Ore 15:22 - Bombardamenti e attacchi sul fronte sud, vicino a Kherson

(Guido Olimpio) Bombardamenti in profondità e attacchi su più punti del fronte sud, regione di Kherson. Il comando ucraino lascia intendere che potrebbe essere la spesso annunciata offensiva, più cauti gli americani. Secondo fonti citate dalla Cnn le operazioni in corso sono dei preparativi in vista di un vero assalto. Colpiti ancora depositi, linee di comunicazione, logistica. Flusso intenso di notizie al momento difficili da verificare.

Ore 15:46 - Mosca denuncia: «Attacco ucraino contro centrale di Zaporizhzhia. Colpito il tetto»

Le forze armate ucraine stanno combattendo molto vicino all'impianto nucleare di Zaporizhzhia . Secondo quanto riferiscono le autorità locali russe, che occupano la zona, il tetto della centrale nucleare è stato colpito. Lo riporta l'agenzia Interfax.

Ria Novosti aggiunge che: «Il bombardamento delle forze ucraine - secondo quanto affermato da Vladimir Rogov, membro dell'amministrazione della parte della provincia sotto il controllo russo, dove sorge l'impianto - ha danneggiato il tetto di un edificio della centrale dove è immagazzinato materiale radioattivo per alimentare i reattori».

Ore 16:25 - Kiev: «Reggimento Donetsk si ritira da Kherson»

«Il 109esimo reggimento della Repubblica popolare di Donetsk ha abbandonato le proprie postazioni nella regione di Kherson e i paracadutisti russi che lo sostenevano hanno lasciato il campo di battaglia». E' quanto ha reso noto su Facebook il Comando operativo di Kakhovka, citato dall'agenzia Interfax-Ucraina. Oggi la portavoce del Comando meridionale dell'Ucraina Natalia Humeniuk, ha annunciato l'avvio della controffensiva nelle regioni del Sud del Paese, anche a Kherson.

Ore 17:12 - Zelensky: «Attacco a Zaporizhzhia? Ricatto nucleare russo»

«L'obiettivo è quello di intimidire ucraini ed europei» Gli attacchi russi nell'area della centrale di Zaporizhzhia mirano a compiere un «ricatto» nucleare nei confronti dell'Ucraina e dell'Europa. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, citato dall'Ukrainska Pravda. «Solo la Russia è riuscita a trasformare una centrale nucleare in un campo di battaglia e continua a fare di tutto per far allarmare l'Europa», ha detto.

«Perché la Russia lo fa? Perché la Russia compie un ricatto dalle radiazioni? Lo stesso obiettivo, completamente cinico, completamente calcolato: intimidire gli ucraini, intimidire tutti gli europei. Ricatto e coercizione».

Ore 17:23 - Von der Leyen: «Al lavoro per riformare mercato dell'elettricità»

«L'aumento vertiginoso dei prezzi dell'elettricità sta mettendo a nudo i limiti dell'attuale struttura del mercato elettrico. Per questo stiamo lavorando per una riforma strutturale del mercato dell'elettricità». Lo ha dichiarato la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, intervenendo al Forum di Bled. Nel frattempo la premier francese Elisabeth Borne, parlando davanti al Congresso del Medef (la Confindustria francese) ha affermato che «purtroppo, dobbiamo prepararci al razionamento dell'elettricità alle imprese».

Ore 17:44 - Kiev, via alla controffensiva per Kherson? Gli ucraini colpiscono sul fronte meridionale

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Bombardamenti massicci e attacchi sul fronte meridionale. Kiev dà il via alla risposta militare tanto annunciata, il Pentagono è cauto, ma lo stesso Zelensky potrebbe aver dato l’ok per anticipare Mosca. Ordine di evacuazione per i civili da Nova Kakhova.

Bombardamenti massicci, attacchi in più punti di carri armati e unità meccanizzate: si è acceso il fronte sud, quello nella regione di Kherson. Gli ucraini presentano la spinta come l’inizio dell’offensiva tanto annunciata, mentre il Pentagono appare più cauto e ritiene che sia la preparazione al vero assalto. Le prime notizie sono trapelate a metà della mattinata. Molti i report di un’azione massiccia, con l’ormai noto tiro di razzi a lungo raggio Himars e il fuoco dell’artiglieria. Uno sbarramento che sarebbe servito per coprire i movimenti terrestri. Le informazioni — spesso inverificabili — si sono accavallate tra segnalazioni di target in fiamme, possibili sfondamenti, danni alle linee di comunicazione. Le truppe di Kiev avrebbero iniziato a «saggiare» le posizioni avversarie per individuare e provocare brecce sui «lati» più deboli. Fonti russe hanno sostenuto che sarebbe arrivato l’ordine di evacuare i civili da Nova Kakhova...

Ore 18:03 - Colpite case e scuole a Mykolaiv. Almeno 2 morti e 11 feriti»

Durante il bombardamento delle truppe russe su Mykolaiv sono stati colpiti edifici residenziali e ci sarebbero due vittime e 11 feriti. Lo ha detto il capo dell'amministrazione militare regionale Vitaly Kim su Telegram, come riporta Ukrinform. «Un passante è stato ucciso e anche altri che si trovavano nelle case. Restate nei rifugi», ha scritto.

Nel frattempo potenti esplosioni colpiscono Melitopol, occupata da russi. Lo ha riferito il sindaco citato da Ukrinform. «Oggi si sono sentite quattro potenti esplosioni nella parte settentrionale della città di Melitopol, temporaneamente occupata dalle forze russe. Stiamo raccogliendo informazioni dettagliate sulle perdite dei nemici», ha precisato il primo cittadino.

Ore 18:11 - Filorussi negano: «Controffensiva su Kherson è una fake news»

L'annuncio di una controffensiva dell'esercito di Kiev nella regione di Kherson è una «fake news della propaganda ucraina». Lo ha detto il leader russo in Crimea Serghei Aksyonov, citato da Interfax, secondo cui al contrario gli ucraini stanno subendo «estreme perdite a sud e in tutti gli altri settori, ma devono mostrare le attività ai loro padroni occidentali».

Ore 18:28 - Team Aiea con Grossi stasera a Kiev

Un team dell’Aiea guidato dal direttore generale, Rafael Grossi, arriverà stasera a Kiev. Lo ha riferito il ministero degli Esteri ucraino. Secondo quanto riferito dalla Ria Novosti il team, che poi visiterà la centrale nucleare di Zaporozhzhia, è composto da 11 persone più il direttore generale.

Ore 19:02 - Usa, nuova riunione gruppo contatto di difesa l’8 settembre a Ramstein

Gli Stati Uniti hanno convocato per l’8 settembre un nuovo incontro del Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina, che si svolgerà nella base militare aerea di Ramstein in Germania. Lo ha reso noto un comunicato dell’aviazione americana. Sarà il capo del Pentagono LLoyd Austin a presiedere l’incontro, cui sono invitati ministri della Difesa e alti ufficiali militari dei paesi che sostengono la difesa dell’Ucraina. I partecipanti discuteranno della «crisi in corso in Ucraina e di varie questioni di sicurezza cui si confrontano gli alleati e i partner degli Stati Uniti». Il primo incontro del gruppo si è tenuto in aprile a Ramstein, base dell’US Air Forces in Europe – Air Forces Africa.

Ore 19:11 - Mosca, ucciso ex parlamentare ucraino

Le autorità russe hanno confermato oggi l’omicidio di un ex parlamentare ucraino, passato con le forze di Mosca, dopo che la notizia era apparsa ieri sui media ucraini. Il comitato investigativo russo ha reso noto oggi che Oleksiy Kovalev, alto funzionario responsabile del settore agricolo dell’amministrazione insediata nella regione di Kherson, è stato ucciso ieri a colpi di arma da fuoco insieme alla sua compagna. Come ricorda oggi il Financial Times, Kovalev era stato espulso dal partito del presidente Volodymyr Zelensky lo scorso aprile e accusato di «collaborazionismo» per presunto commercio di beni con la penisola di Crimea, annessa dalla Russia nel 2014. A giugno Kovalev aveva poi partecipato a una tavola rotonda degli agricoltori locali con Sergei Kirienko, alto funzionario del Cremlino responsabile dei piani russi di annessione delle zone occupate dell’Ucraina. Alcune settimane dopo, i media russi avevano pubblicato un video in cui Kovalev accusava, da un letto d’ospedale, i «servizi speciali ucraini» di aver tentato di ucciderlo, giurando poi di continuare a collaborare con le forze russe.

Ore 19:16 - Nuovo bilancio raid russi a Mykolaiv: 2 morti e 24 feriti

È salito a due morti e 24 feriti il bilancio degli attacchi missilistici russi sulla città di Mykolaiv oggi pomeriggio. Lo ha reso noto Vitaliy Kim, capo dell’amministrazione militare regionale di Mykolaiv, stando a quanto riporta Ukrinform. Oggi, ricorda l’agenzia ucraina, i russi hanno colpito Mykolaiv con 12 razzi, danneggiando abitazioni private nel distretto di Inhulsky. Nel precedente bilancio si parlava di due morti e 5 feriti.

Ore 19:37 - Mosca, respinti attacchi ucraini a Kherson e Mykolaiv

L’offensiva tentata dall’esercito ucraino nelle regioni meridionali di Kherson e Mykolaiv, condotta in tre direzioni, è stata respinta dalle forze russe, che hanno inflitto al nemico «pesanti perdite». Lo afferma il ministero della Difesa di Mosca, citato da Interfax, secondo cui gli ucraini hanno perso oltre 560 uomini, 26 tank, 23 mezzi di trasporto del personale militare e due aerei. Al momento non è possibile verificare questa affermazioni in maniera indipendente.

Questa mattina il comando meridionale ucraino ha annunciato di aver rotto le line del fronte russo nella regione di Kherson, costringendo alla ritirata forze russe e separatiste. Lo stato maggiore ucraino non ha menzionato la controffensiva nel suo rapporto serale, ma le autorità ucraine hanno esortato la popolazione a lasciare le aree occupate dai russi, oppure a trovarsi un rifugio e fare provviste di cibo e acqua. Osservatori militari occidentali ritengono vi sia un’avanzata militare ucraina verso Nova Kakhovka, sulla cui diga passa un’importante via di rifornimento per i russi sulla riva occidentale del fiume Dnipro.

Ore 20:32 - Cnn: riconquistati 4 villaggi vicino Kherson

Con l’avvio della controffensiva, gli ucraini avrebbero riconquistato quattro villaggi vicino Kherson che erano prima occupati dai russi. Lo ha detto una fonte militare alla Cnn, sottolineando che «l’obiettivo è Kherson».

«L’operazione è cominciata la notte con un massiccio bombardamento delle posizioni e le retrovie russe. La principale direzione d’attacco era verso Pravdyne. Abbiamo colpito la fanteria della Dnr e la Lnr (le autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk, ndr) e sono scappate. Le forze russe sono scappate dietro di loro», ha affermato la fonte.

Ore 23:04 - Zaporizhzhia, immagini satellite mostrano 4 buchi sul tetto

Immagini satellitari di Maxar Technolgies mostrano quattro buchi sul tetto di uno degli edifici della centrale nucleare di Zaporizhzhia, vicino a tre veicoli corazzati russi per il trasporto truppe. Il governatore della regione nominato dai russi, Vladimir Rogov, ha diffuso le foto di uno dei buchi sul suo canale Telegram, dicendo che sono il frutto di un attacco ucraino. Lo riferisce la Cnn, sottolineando di poter confermare l’autenticità delle immagini ma non le accuse contro Kiev. Le immagini arrivano mentre una missione dell’Aiea è partita oggi per poter ispezionare la centrale. Da settimane russi e ucraini si accusano a vicenda di aver sparato contro la centrale. Kiev ha sempre negato di aver preso di mira l’impianto di Zaporizhzhia.

Ore 02:27 - Ufficio Zelensky, truppe hanno sfondato le difese russe in diversi settori

Le truppe ucraine hanno sfondato le difese russe in diversi settori della linea del fronte nei pressi della città di Kherson, nel sud dell’Ucraina. Lo ha riferito Oleksiy Arestovych, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. In un video pubblicato su Youtube, Arestovych ha dichiarato anche che le forze ucraine stanno bombardando i traghetti che la Federazione Russa sta usando per rifornire una sacca di territorio occupato lungo la riva occidentale del fiume Dniepr nella regione di Kherson.

Ore 02:56 - Ucraina: arcivescovo Kiev, nemico attacca su tutta linea fronte

Durante la notte scorsa «la terra ucraina ha tremato per i missili e le bombe russe lungo l’intera linea del fronte, che si estende dalla regione di Kharkiv a nord, e va al sud attraverso le regioni di Luhansk, Donetsk, Zaporizhzhia, Kherson e Mykolaiv». Lo riferisce l’arcivescovo di Kiev, Sviatoslav Shevchuk, nel consueto videomessaggio. «L’occupante russo — afferma — non si è limitato a lanciare il fuoco sulla terra ucraina, ci sono stati anche degli scontri armati. Il nemico attacca senza sosta... Secondo le comunicazioni ricevute questa mattina, i combattimenti più impegnativi, con il maggior numero delle vittime, sono sempre qui, nella regione di Donetsk, intorno alle città di Sloviansk, Bakhmut e Avdiyivka». «Il nemico per la seconda volta — denuncia ancora l’arcivescovo di Kiev — ha bombardato il centro di Kharkiv. Questa volta utilizzando le bombe a grappolo vietate dal diritto internazionale». «Pesanti bombardamenti si sono verificati nella nostra Mykolaiv e nella regione — prosegue Shevchuk —. Di nuovo ci sono state persone uccise e ferite, di nuovo si presenta massiccia distruzione, in particolare nei quartieri residenziali pacifici delle città e nelle case dei nostri contadini. Anche la nostra città di Stravne nella regione di Rivne la scorsa notte ha vissuto attacchi missilistici».

Ore 03:29 - Zelensky, linea nostro confine non è cambiata

«Gli occupanti dovrebbero saperlo: li cacceremo al confine. Al nostro confine, la cui linea non è cambiata. Gli invasori lo sanno bene». Lo ha detto il presidente dell’Ucraina Volodimyr Zelensky nel suo videomessaggio serale. «Se vogliono sopravvivere, è tempo che l’esercito russo scappi. Andate a casa. Se avete paura di tornare a casa vostra in Russia, arrendetevi e vi garantiremo il rispetto di tutte le norme della Convenzione di Ginevra», ha aggiunto.

Gazprom conferma lo stop al gasdotto Nord Stream 1 da domani al 3 settembre. Lorenzo Cremonesi e Marta Serafini su Il Corriere della Sera il 30 Agosto 2022.

Le notizie di martedì 30 agosto. Il presidente ucraino Zelensky: «Gli occupanti dovrebbero saperlo: li cacceremo al confine». Allarme del Pentagono: la guerra ha svuotato gli arsenali degli Usa

• La guerra in Ucraina è arrivata al 188esimo giorno.

• Al via la missione Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica), i tecnici ieri sera a Kiev per ispezionare la centrale nucleare di Zaporizhzhia: la missione durerà da mercoledì a sabato.

• Mosca accusa: colpito il tetto dell’impianto.

• L’8 settembre riunione dei ministri della Difesa Usa e alleati sulla guerra.

• Ucciso il vice capo pro-russo della regione di Kherson, Alexei Kovalyov.

• Il ministero della Difesa russo ha rivendicato di aver respinto gli attacchi nelle regioni di Kherson e Mykolaiv e di aver inflitto «pesanti perdite» alle forze ucraine.

Ore 20.19 - Mosca, respinti attacchi ucraini a Kherson e Mykolaiv

L’offensiva tentata dall’esercito ucraino nelle regioni meridionali di Kherson e Mykolaiv, condotta in tre direzioni, è stata respinta dalle forze russe, che hanno inflitto al nemico «pesanti perdite». Lo afferma il ministero della Difesa di Mosca, citato da Interfax, secondo cui gli ucraini hanno perso oltre 560 uomini, 26 tank, 23 mezzi di trasporto del personale militare e due aerei. Al momento non è possibile verificare questa affermazioni in maniera indipendente.

Questa mattina il comando meridionale ucraino ha annunciato di aver rotto le line del fronte russo nella regione di Kherson, costringendo alla ritirata forze russe e separatiste. Lo stato maggiore ucraino non ha menzionato la controffensiva nel suo rapporto serale, ma le autorità ucraine hanno esortato la popolazione a lasciare le aree occupate dai russi, oppure a trovarsi un rifugio e fare provviste di cibo e acqua. Osservatori militari occidentali ritengono vi sia un’avanzata militare ucraina verso Nova Kakhovka, sulla cui diga passa un’importante via di rifornimento per i russi sulla riva occidentale del fiume Dnipro.

Ore 20.32 - Cnn: riconquistati 4 villaggi vicino Kherson

Con l’avvio della controffensiva, gli ucraini avrebbero riconquistato quattro villaggi vicino Kherson che erano prima occupati dai russi. Lo ha detto una fonte militare alla Cnn, sottolineando che «l’obiettivo è Kherson».

«L’operazione è cominciata la notte con un massiccio bombardamento delle posizioni e le retrovie russe. La principale direzione d’attacco era verso Pravdyne. Abbiamo colpito la fanteria della Dnr e la Lnr (le autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk, ndr) e sono scappate. Le forze russe sono scappate dietro di loro», ha affermato la fonte.

Ore 23:04 - Zaporizhzhia, immagini satellite mostrano 4 buchi sul tetto

Immagini satellitari di Maxar Technolgies mostrano quattro buchi sul tetto di uno degli edifici della centrale nucleare di Zaporizhzhia, vicino a tre veicoli corazzati russi per il trasporto truppe. Il governatore della regione nominato dai russi, Vladimir Rogov, ha diffuso le foto di uno dei buchi sul suo canale Telegram, dicendo che sono il frutto di un attacco ucraino. Lo riferisce la Cnn, sottolineando di poter confermare l’autenticità delle immagini ma non le accuse contro Kiev. Le immagini arrivano mentre una missione dell’Aiea è partita oggi per poter ispezionare la centrale. Da settimane russi e ucraini si accusano a vicenda di aver sparato contro la centrale. Kiev ha sempre negato di aver preso di mira l’impianto di Zaporizhzhia.

Ore 02:28 - Ufficio Zelensky, truppe hanno sfondato le difese russe in diversi settori

Le truppe ucraine hanno sfondato le difese russe in diversi settori della linea del fronte nei pressi della città di Kherson, nel sud dell’Ucraina. Lo ha riferito Oleksiy Arestovych, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. In un video pubblicato su Youtube, Arestovych ha dichiarato anche che le forze ucraine stanno bombardando i traghetti che la Federazione Russa sta usando per rifornire una sacca di territorio occupato lungo la riva occidentale del fiume Dniepr nella regione di Kherson.

Ore 02:58 - Ucraina: arcivescovo Kiev, nemico attacca su tutta linea fronte

Durante la notte scorsa «la terra ucraina ha tremato per i missili e le bombe russe lungo l’intera linea del fronte, che si estende dalla regione di Kharkiv a nord, e va al sud attraverso le regioni di Luhansk, Donetsk, Zaporizhzhia, Kherson e Mykolaiv». Lo riferisce l’arcivescovo di Kiev, Sviatoslav Shevchuk, nel consueto videomessaggio. «L’occupante russo — afferma — non si è limitato a lanciare il fuoco sulla terra ucraina, ci sono stati anche degli scontri armati. Il nemico attacca senza sosta... Secondo le comunicazioni ricevute questa mattina, i combattimenti più impegnativi, con il maggior numero delle vittime, sono sempre qui, nella regione di Donetsk, intorno alle città di Sloviansk, Bakhmut e Avdiyivka». «Il nemico per la seconda volta — denuncia ancora l’arcivescovo di Kiev — ha bombardato il centro di Kharkiv. Questa volta utilizzando le bombe a grappolo vietate dal diritto internazionale». «Pesanti bombardamenti si sono verificati nella nostra Mykolaiv e nella regione — prosegue Shevchuk —. Di nuovo ci sono state persone uccise e ferite, di nuovo si presenta massiccia distruzione, in particolare nei quartieri residenziali pacifici delle città e nelle case dei nostri contadini. Anche la nostra città di Stravne nella regione di Rivne la scorsa notte ha vissuto attacchi missilistici».

 Ore 03:30 - Zelensky, linea nostro confine non è cambiata

«Gli occupanti dovrebbero saperlo: li cacceremo al confine. Al nostro confine, la cui linea non è cambiata. Gli invasori lo sanno bene». Lo ha detto il presidente dell’Ucraina Volodimyr Zelensky nel suo videomessaggio serale. «Se vogliono sopravvivere, è tempo che l’esercito russo scappi. Andate a casa. Se avete paura di tornare a casa vostra in Russia, arrendetevi e vi garantiremo il rispetto di tutte le norme della Convenzione di Ginevra», ha aggiunto.

Ore 05:37 - L’Ucraina riceverà i dati sui conti dei residenti all’estero

L’Ucraina ha aderito all’accordo multilaterale sullo scambio automatico di informazioni sui conti finanziari (CRS), che consentirà alle autorità statali di ricevere informazioni sui conti esteri dei residenti. Il primo scambio di informazioni fiscali sui conti finanziari tra l’Ucraina e più di 100 Stati membri del CRS è previsto per settembre 2024 e riguarderà i dati del 2023, ha annunciato venerdì 26 agosto il ministero delle Finanze ucraino. Ciò avverrà nel quadro dell’accordo delle autorità competenti sullo scambio automatico di informazioni sui conti finanziari (CRS), a cui l’Ucraina ha aderito il 19 agosto. «Ciò contribuirà alla creazione di un ambiente fiscale più trasparente e aumenterà l’immagine dell’Ucraina come partner affidabile e paritario nelle relazioni fiscali informative internazionali», spiega il dipartimento. Lo ha riferito il giornale LigaZakon con riferimento al servizio fiscale statale dell’Ucraina.

Ore 05:38 - Dall’Iran droni-spia e da combattimento ai russi

L’Iran ha dato il primo carico di droni da combattimenti alla Russia per l’uso in Ucraina. È quanto scrive il Washington Post. Aerei cargo russi sono partiti da Teheran 10 giorni fa con gli Uav, alcuni dei quali, riferiscono funzionari statunitensi citati dal quotidiano, si sarebbero già guastati. L’operazione sottolinea i legami sempre piu’ profondi tra Mosca e Teheran, evidenziando al contempo le difficoltà della Russia a rifornire le proprie forze armate sovraccariche.

Ore 06:37 - Allarme del Pentagono, la guerra svuota gli arsenali degli Usa

La guerra in Ucraina ha esaurito le scorte di alcune tipologie di munizioni delle forze armate Usa, e il loro ripristino procede a rilento. Questo l’allarme lanciato dal dipartimento della Difesa Usa e riportato dal quotidiano Wall Street Journal, secondo cui diversi ufficiali temono che le attuali dinamiche possano compromettere la prontezza al combattimento delle forze armate statunitensi. 

Il quotidiano ricorda che nell’arco degli ultimi sei mesi, gli Stati Uniti hanno fornito all’Ucraina 16 lanciarazzi multipli Himars e migliaia di armi di diverso calibro, droni, missili e altri sistemi. 

Secondo fonti della Difesa citate dal quotidiano, gran parte di tali ingenti forniture provenivano direttamente dall’inventario delle forze armate Usa, destinato a far fronte a minacce inattese. Tra i sistemi d’arma più letali forniti dagli Stati Uniti alle forze ucraine figurano decine obici M777 corredati di oltre 800mila proiettili da 155 millimetri.

Ore 08:41 - Borrell: addestrare forze ucraine, ora momento di agire

«Gli Stati membri hanno discusso l’ipotesi di una missione di addestramento per le forze ucraine sin da prima della guerra: ora è il momento di agire». 

Lo ha detto Josep Borrell, alto rappresentante per la politica estera Ue, aprendo l’informale difesa in Praga. 

«Certo, la Russia non sarà contenta come non è contenta del fatto che già forniamo all’Ucraina aiuti militari. La situazione sul terreno per l’Ucraina è ancora molto cattiva, ha bisogno del nostro sostegno. Qui a Praga oggi non si deciderà niente, poiché si tratta di un vertice informale, ma credo che si debba avere un accordo politico, i dettagli potranno venire dopo. Ma spero che potremo avere la luce verde politica», ha poi aggiunto Borrell.

Ore 08:59 - La missione Aiea a Zaporizhzhia sarà da mercoledì a sabato, la squadra è arrivata a Kiev

La squadra di tecnici dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) visiterà la centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia da mercoledì a sabato, secondo quanto riporta il Guardian. La missione è arrivata a Kiev da Vienna ieri sera.

Ore 10:00 - Kiev: scontri in quasi tutto il territorio di Kherson

La presidenza ucraina rende noto che si sarebbero in corso «pesanti combattimenti in quasi tutto il territorio di Kherson». Le truppe di Kiev hanno lanciato una controffensiva all’esercito russo.

Ore 10:20 - Secondo l’Ucraina sono 47.500 i soldati russi uccisi dall’inizio della guerra

Sono circa 47.550 i soldati russi che sono stati uccisi in Ucraina dall’inizio dell’invasione, secondo l’esercito di Kiev. Nel suo aggiornamento sulle perdite subite finora da Mosca, l’esercito ucraino indica che si registrano anche 234 caccia, 204 elicotteri e 847 droni abbattuti. 

Inoltre le forze di Kiev dichiarano di aver distrutto 1.954 carri armati russi, 1.079 sistemi di artiglieria, 4.294 veicoli blindati per il trasporto delle truppe oltre a 15 navi e 196 missili da crociera.

Ore 10:32 - Ci sarebbero 207 civili in ostaggio nella regione di Zaporizhzhia secondo Kiev

Le forze russe hanno catturato 485 civili nella regione ucraina di Zaporizhzhia e 207 di loro «sono ancora tenuti in ostaggio», secondo quanto contenuto in un rapporto dell’Amministrazione militare regionale.

 Stando alle informazioni che trapelano, 278 persone sarebbero state rilasciate, mentre — come è noto — il primo vicesindaco di Energodar, Ivan Samoydyuk, e il sindaco di Dniprorudne, Yevhen Matveev, sono entrambi detenuti dai russi.

Ore 10:38 - Kiev: bombe russe sul centro di Kharkiv, almeno 4 morti

Almeno quattro persone sono morte e altre quattro sono rimaste ferite questa mattina in seguito a bombardamenti russi sul centro di Kharkiv, nell’Ucraina nord-orientale. 

«Gli occupanti russi hanno bombardato i quartieri centrali di Kharkiv. Ci sono danni», ha annunciato il governatore della regione su Telegram, invitando i residenti a mettersi al riparo.

Ore 10:44 - L’Ucraina sostiene di aver «sfondato le difese russe in diverse aree del fronte»

Le truppe ucraine hanno sfondato le difese russe in diverse aree del fronte vicino alla città di Kherson, nell’Ucraina meridionale. A renderlo noto è Oleksiy Arestovych, consigliere del presidente ucraino Zelensky, citato dal Guardian. 

Arestovych ha aggiunto in un’intervista video che le forze di Kiev stanno anche bombardando i traghetti nella regione di Kherson che Mosca utilizza per rifornire il territorio occupato sulla sponda occidentale del fiume Dnieper. Ma ha messo in guardia gli ucraini dall’aspettarsi una rapida vittoria nel sud del Paese.

Ore 10:48 - Di Maio: l’invasione russa ha creato effetto choc

Sostenere che le sanzioni alla Russia stanno facendo più male all’Occidente che ai russi «fa parte della propaganda russa a cui qualcuno crede, ma andate a vedere i Paesi che non hanno messo le sanzioni, sono messi peggio di noi. Il tema è che in questo momento una potenza nucleare ha invaso l’Ucraina, quindi il continente europeo. Così facendo ha creato un effetto shock su tutti i mercati, per questo la vera sanzione a Putin è il tetto massimo europeo al prezzo del gas, perché gli diamo molti meno soldi e gli facciamo capire che siamo uniti». Sono le parole usate da Luigi Di Maio di Impegno Civico, intervistato a Rtl 102.5. «Stamattina — aggiunge— la Germania apre al tetto massimo al prezzo del gas europeo, ma in Italia non c’è unità. Salvini è partito da prima gli italiani a prima gli interessi di Putin, mi sembra».

Ore 11:50 - Peskov: spero che missione Aiea visiti Zaporizhzhia

Il Cremlino si augura che la missione dell’Aiea nella centrale nucleare di Zaporizhzhia abbia luogo. Lo ha detto il portavoce Dmitry Peskov, nel sottolineare che «noi siamo interessati al suo arrivo».

Peskov ha anche aggiunto che «la Russia è pronta a rispettare i suoi obblighi sulle forniture di gas». «A ostacolare le esportazioni russe sono solo i problemi tecnici derivanti dalle sanzioni», ha aggiunto.

Ore 12:02 - Kiev: Mosca bombarda corridoi per missione Aiea verso Zaporizhzhia

Diversa la versione di Kiev sull’atteggiamento di Mosca rispetto alla visita degli ispettori alla centrale. «La Russia sta deliberatamente bombardando i corridoi» attraverso i quali la missione dell’Aiea potrebbe raggiungere la centrale nucleare di Zaporizhzhia, «tutto per offrire il passaggio tramite la Crimea/Ordlo (i territori occupati dai russi nelle regioni di Luhansk e Donetsk, ndr)», scrive su Twitter il consigliere della presidenza ucraina, Mykhailo Podolyak.

Kiev, ha precisato, sostiene l’accesso degli ispettori alla centrale «solo attraverso il territorio controllato dall’Ucraina. La smilitarizzazione della centrale nucleare. Il ritiro delle truppe russe. Solo personale ucraina nell’impianto».

Ore 12:06 - Cremlino, forniture gas ostacolate solo dalle sanzioni Ue

La Russia rimane un fornitore «affidabile» di gas per l’Europa e sono solo problemi tecnologici quelli che ostacolano le consegne: lo ha assicurato il portavoce del presidente russo, Dimitry Peskov, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Interfax. A Peskov è stato chiesto se ci fossero garanzie che le forniture di gas dal gasdotto Nord Stream riprendessero dopo tre giorni di manutenzione. «Ci sono garanzie che nient’altro che problemi tecnologici causati dalle sanzioni stiano ostacolando le forniture» ha affermato. «La Russia è stata e rimane pronta a onorare tutti i suoi impegni» ha aggiunto il portavoce del presidente russo Putin.

Ore 12:08 - Kiev, soldati russi uccisi sono 47.550, 450 nella giornata di ieri

L’esercito russo avrebbe perso ieri 450 uomini, nella giornata in cui è iniziata un’offensiva ucraina contro Kherson. È quanto afferma il bollettino giornaliero dello stato maggiore di Kiev sulle perdite russe, che porta il totale dei soldati uccisi a 47.550, di cui 450 nelle ultime 24 ore. Il bollettino riporta anche la distruzione in totale di 1.954 (+7 ieri) tank, 4.294 (+25) veicoli corazzati da combattimento, 1.079 (+19) sistemi d’artiglieria, 282 (+3) sistemi lancia missili multipli, 151 (+2) sistemi di difesa aerea, 234 (+0) aerei, 204 (+1) elicotteri, 847 (+3) droni, 196 (+0) missili da crociera, 15 (+0) navi e imbarcazioni, 3.217 (+29) veicoli e autocisterne di carburante, 103 (+2) altri veicoli ed equipaggiamento.

Ore 12:44 - Leader filorusso: su Kherson oltre cento missili

La situazione nell’area di Kherson è «tesa» e ci sono stati «circa 15» attacchi missilistici negli ultimi due giorni sulla città del sud dell’Ucraina. È quanto ha sostenuto il capo dell’amministrazione russa della regione, Vladimir Leontiev, che, secondo la Tass, ha dichiarato: «Ci sono stati non singoli attacchi, ma una serie di raid. Probabilmente circa un centinaio di missili in totale hanno colpito la città».

Ore 12:53 - Cremlino, droni dall’Iran? Fake news

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha definito fake news la notizia della consegna di un lotto di droni dall’Iran alla Russia. «Il Washington Post, purtroppo, ultimamente pubblica molte informazioni false», ha detto Peskov rispondendo a una domanda dei giornalisti in merito alla notizia riportata dal giornale statunitense. «Quando alle nostre relazioni con l’Iran, si stanno sviluppando in modo dinamico, si sono sviluppate prima, si stanno sviluppando ora e continueranno a svilupparsi», ha aggiunto.

Ore 12:55 - Kiev: bombe russe su base Croce Rossa nel Donetsk

Le truppe russe hanno bombardato ieri una base di evacuazione della Croce Rossa ucraina a Sloviansk, nella regione di Donetsk: lo ha reso noto su Telegram l’amministrazione militare della città citando un dipendente della Croce Rossa ucraina, Taras Logginov. Lo riporta Ukrinform.

 Ore 13:00 - Cremlino: risponderemo al possibile bando Ue sui visti

La Russia non lascerà senza risposta una possibile sospensione dei visti turistici ai suoi cittadini da parte dell’Ue. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov citato dall’agenzia Interfax.

«Osserveremo la situazione molto attentamente - ha detto Peskov -. Questa è una decisione molto seria che può colpire direttamente i nostri cittadini. E, naturalmente, tali decisioni non possono essere lasciate senza risposta». «Risponderemo - ha aggiunto il portavoce - nel modo che corrisponderà al meglio ai nostri interessi e alla protezione degli interessi dei nostri cittadini».

Francia e Germania sono contrarie a un blocco totale del rilascio dei visti ai turisti russi, come sostenuto da diversi Paese Ue, chiedendo a loro volta all’Unione europea di adottare «modi intelligenti» per usare questa «importante leva del rilascio dei visti nei nostri Paesi» contro Mosca.

Ore 13:30 - Mosca, 1200 soldati ucraini uccisi in controffensiva Kherson

Mosca ha reso noto che l’esercito ucraino ha perso più di 1.200 uomini nelle ultime 24 ore nel suo tentativo di lanciare un’offensiva nella zona di Mikolayev-Krivoi Rog, a poche decine di chilometri a nord di Kherson, e in altre aree: lo ha detto il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov. Lo riporta la Tass. «Il nemico ha subito perdite su larga scala a causa della sconfitta dell’offensiva dell’esercito ucraino nella zona di Nikolayev-Krivoi Rog e in altre aree», ha affermato il portavoce. «Nelle ultime 24 ore, le forze russe hanno eliminato 48 carri armati, 46 veicoli da combattimento di fanteria, 37 altri veicoli blindati da combattimento, otto veicoli pick-up con mitragliatrici di grosso calibro e oltre 1.200 militari ucraini», ha riferito l’ufficiale.

Ore 13:53 - Chiesti 24 anni di reclusione per giornalista Safronov

La Procura di Mosca ha chiesto una condanna a 24 anni di colonia penale per Ivan Safronov, ex giornalista di Vedomosti e Kommersant, accusato di tradimento dello Stato. Lo riferisce Kommersant citando un rappresentante dell’accusa. Safronov è in carcere dal luglio del 2020.

Ore 14:06 - Ue dona a Kiev 5mln compresse di ioduro di potassio

L’Unione europea donerà all’Ucraina 5,5 milioni di compresse di ioduro di potassio «come misura di sicurezza preventiva contro le radiazioni e per aumentare il livello di protezione intorno alla centrale nucleare di Zaporizhzhia». La fornitura, recuperata dal meccanismo di protezione civile dell’Ue, è composta da i cinque milioni di dosi provenienti dalle riserve di emergenza di RescEu e da 500.000 dosi offerte dall’Austria, spiegano dalla Commissione in un comunicato stampa. «Nessuna centrale nucleare dovrebbe mai essere utilizzata come teatro di guerra. È inaccettabile che le vite dei civili siano messe in pericolo. Tutte le azioni militari intorno alla centrale nucleare di Zaporizhzhia devono cessare immediatamente», ha commentato il commissario per la gestione delle crisi, Janez Lenarcic.

Ore 14:13 - Zelensky: «Ci stiamo riprendendo ciò che è nostro»

«L’Ucraina si sta riprendendo ciò che è suo», «le forze armate dell’Ucraina, la nostra intelligence stanno facendo il loro lavoro», «gli invasori saranno ricacciati indietro fino al nostro confine». In un video, il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky manda un messaggio alla Russia: «non ci sarà spazio per loro nel nostro Paese», afferma, «ma non sveleremo i nostri piani».

Ore 14:31 - Kiev: «Bombe russe sui corridoi per la missione dell’Aiea»

«La Federazione Russa sta deliberatamente bombardando i corridoi usati dalla missione dell’Aiea per raggiungere la centrale nucleare di Zaporizhzhia con l’obiettivo di deviarla verso il territorio temporaneamente occupato della Crimea e le regioni di Donetsk e Lugansk». Lo ha denunciato Mykhailo Podolyak, consigliere del capo dell’ufficio del presidente Zelensky. Lo riporta Ukrinform. La stessa fonte ha sottolineato che la posizione dell’Ucraina non è cambiata e che la missione dell’Aiea dovrà avere accesso «solo attraverso il territorio controllato dell’Ucraina».

Ore 14:51 - Kiev: «Viaggi in Ue non servono, chiudere la porta ai russi»

«I viaggi nell’Ue non hanno avuto alcun effetto di trasformazione sulla Russia. Da quando è stata introdotta la facilitazione dei visti nel 2007, Mosca ha attaccato la Georgia, ha lanciato una guerra contro l’Ucraina, ha commesso molteplici crimini - il tutto con un sostegno popolare schiacciante. Per trasformare la Russia, bisogna chiudere la porta ai turisti russi». Lo scrive su Twitter il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, che si trova a Praga per il vertice informale dei ministri degli Esteri Ue.

Ore 15:20 - Arrivato a Gibuti primo grano ucraino per il Corno d’Africa

Una nave con a bordo il primo carico di grano dall’Ucraina destinato al Corno d’Africa colpito dalla siccità sin dall’inizio della guerra ha attraccato al porto di Gibuti. Lo riferisce il Guardia, precisando che si tratta di una nave noleggiata dall’Onu, la Brave Commander, con a bordo 23 mila tonnellate di grano, salpata dal porto ucraino di Yuzhne due settimane fa. La Brave Commander è peraltro la prima nave appositamente noleggiata dal Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Pam) per sbloccare le spedizioni di cibo.

Ore 15:35 - Borrell: «L’Ue lavora per l’addestramento degli ucraini»

Tutti gli Stati membri dell’Ue sono d’accordo sull’avvio del lavoro necessario per definire i parametri per la missione di addestramento Ue» dei soldati ucraini. «Non dico che sia stato deciso, anche perché in un Consiglio informale non si prendono decisioni, ma è stato dato il via per il lavoro preparatorio, che comprende i contatti con la parte ucraina e la definizione dei parametri legali e operativi che possono portare a una decisione» sulla missione di addestramento. Lo ha dichiarato l’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell, al termine del Consiglio informale dei ministri della Difesa Ue a Praga.

Ore 15:39 - Soldato russo chiede asilo in Francia

Un soldato russo che ha denunciato la guerra in Ucraina, Pavel Filatiev, ha chiesto asilo in Francia. L’ex paracadutista, riferiscono oggi i media francesi, è arrivato domenica all’aeroporto parigini di Roissy, proveniente dalla Tunisia. Filatiev, 34 anni, è noto per un resoconto di 141 pagine apparso sul social russo VKontakte, in cui si scaglia contro la guerra in Ucraina, nella quale ha lui stesso combattuto per due mesi. Il testo è intitolato Zov, che in russo significa appello, e si richiama alla lettera Z usata come simbolo dell«operazione speciale’ in Ucraina.

Ore 15:53 - Kherson colpita da blackout elettrico

La provincia ucraina di Kherson, occupata dalle forze russe, è stata colpita da un blackout parziale della corrente elettrica e delle forniture idriche: lo hanno reso noto fonti dell’amministrazione locale filorussa. L’annuncio arriva dopo l’avvio della controffensiva ucraina per la riconquista del territorio.

Ore 16:04 - Gazprom conferma: stop a Nord Stream dal 31 agosto al 3 settembre

Gazprom conferma l’interruzione del gasdotto Nord Stream 1 dalle 4, orario di Mosca, del 31 agosto, ovvero da domani, fino alle 4 del 3 settembre. Lo riferisce Interfax.

Ore 16:10 - Von der Leyen: in Ue raggiunto il target di stoccaggi dell’80%

«Abbiamo raggiunto una media nell’Unione Europea di riempimento degli stoccaggi dell’80%, quindi sostanzialmente abbiamo già raggiunto l’importo che abbiamo concordato per quest’anno». Lo ha annunciato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen intervenendo al Baltic Sea Energy Security Summit a Copenhagen. «È una buona notizia».

Sul caro bollette ha poi precisato: «I prezzi dell’energia stanno battendo record dopo record. Le conseguenze per le famiglie e le imprese non sono sostenibili. Dobbiamo affrontare questo problema insieme e con urgenza».

Ore 16:45 - Mosca: lettera a Onu con prove su attacco Kiev a Zaporizhzhia

«Abbiamo fatto circolare tra i membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu una lettera con informazioni sul bombardamento da parte delle forze ucraine sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia lo scorso 28 agosto». Lo scrive su twitter la rappresentanza permanente della Russia all’Onu. «Un drone ha attaccato il tetto del blocco speciale b.1 dove si trova l’impianto di stoccaggio del combustibile nucleare e sono immagazzinate le scorie radioattive», viene spiegato.

Ore 16:47 - L’Ue affronta la questione dei visti ai turisti russi, le posizioni in campo

Il Consiglio informale Ue oggi affronta la questione del rilascio dei visti Ue ai cittadini russi. «Sono sicuro che uscirà un orientamento politico chiaro», ha detto l’Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell. «Le posizioni divergono: alcuni Paesi vogliono un bando totale, altri un lavoro sul quadro attuale dei visti. Non posso anticipare il risultato finale, ma sono sicuro che potremo avere un approccio bilanciato, essendo più selettivi».

Kiev insiste per il blocco totale:«Per cambiare la Russia, si chiuda la porta ai turisti russi», ha scritto su Twitter il ministro ucraino degli Affari esteri, Dmytro Kuleba. «I viaggi nell’Ue non hanno avuto alcun effetto di trasformazione sulla Russia». Mosca parla di proposta «irrazionale» e minaccia: «Se l’Unione europea deciderà di sospendere i visti ai cittadini russi che intendono viaggiare in Europa, come misura ritorsiva in seguito all’invasione di Mosca in Ucraina, la Russia è pronta a rispondere», ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

Francia e Germania si oppongono alla proposta di sospensione dei visti Ue per i turisti russi. «Sebbene limitiamo i contatti con i rappresentanti del regime e le autorità alle aree di vitale interesse dell’Ue, dobbiamo combattere strategicamente per i “cuori e le menti” della popolazione russa, almeno per i segmenti non ancora completamente estranei all’«Occidente», scrivono Parigi e Berlino.

Più cauta la Spagna: «Dobbiamo mantenere un bilanciamento tra l’assicurarci che nessuno che partecipa negli sforzi di Putin nella guerra sia autorizzato a entrare in Ue e, allo stesso tempo, che tutte quelle fasce della popolazione che vogliono conoscere la verità su cosa stia succedendo in Ucraina, che tutte le persone che vogliono impegnarsi in buona fede con noi, trovino le nostre porte aperte. Perché quelle persone sono il futuro di una relazione pacifica e proficua che l’Unione europea vorrebbe con il popolo russo», ha detto il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares Bueno.

La Romania sostiene la sospensione ma «dobbiamo essere molto attenti- ha dichiarato il ministro romeno degli Affari esteri, Bogdan Aurescu - da un lato, a non bloccare la possibilità per i giovani cittadini russi di mettersi in contatto con i valori europei ed è importante, dall’altro lato, non bloccare i visti umanitari, i visti medici o quelli garantiti a chi si oppone al regime o è minacciato dal regime russo».

Ore 16:58 - Nuovi raid russi su Kharkiv, in fiamme un palazzo

Nuovi bombardamenti russi su Kharkiv, la seconda città ucraina nell’est del Paese. Dopo i raid di stamane, che hanno provocato almeno 5 morti e una decina di feriti, il fuoco d’artiglieria è tornato a colpire la città questo pomeriggio nel distretto di Kyivsky, secondo quanto ha riferito su Telegram il sindaco Ihor Terekhov. Gli attacchi hanno provocato un incendio in un palazzo. Non si hanno al momento notizie di nuove vittime.

Ore 17:41 - Kiev, fallita mobilitazione in Russia, Mosca chiama altri mercenari

La Russia chiamerà «altri mercenari» per la guerra in Ucraina perché «la mobilitazione segreta nelle regioni centrali e sudorientali della Russia è fallita». Lo spiega l’Intelligence ucraina. Lo riporta Ukrainska Pravda. Secondo le stime di Kiev a oggi sono circa 5mila i mercenari che combattono per la Russia in Ucraina.

Ore 18:08 - Kiev, lavoriamo a evacuazione popolazione da Crimea occupata

Le autorità ucraine stanno preparando percorsi per l’evacuazione della popolazione che voglia lasciare la Crimea, annessa alla Russia dal 2014, in vista di una possibile offensiva per cercare di riprendere il controllo della regione. Lo ha dichiarato su Twitter Mykhailo Podoliak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «È chiaro che la vita dei cittadini è una priorità assoluta per l’Ucraina. Ecco perché stiamo già sviluppando vie di evacuazione per i residenti della Crimea occupata che vogliono lasciare la penisola durante la disoccupazione attiva. Per ora - ha avvisato Podolyak - chiediamo a tutti di stare il più lontano possibile dalle strutture militari e di controllare i rifugi». Nelle scorse settimane si sono registrate diverse esplosioni nei pressi di obiettivi strategici in Crimea, attribuite ad attacchi ucraini.

Ore 18:12 - Zelensky incontra a Kiev la missione dell’Aiea

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) Rafael Mariano Grossi e la sua delegazione prima della visita alla centrale di Zaporizhzhia.

Ore 18:16 - Guerini: «Addestriamo gli ucraini per l’uso sicuro delle armi»

«L’incondizionato sostegno a Kiev» è stato ribadito oggi dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, nel corso della riunione informale dei ministri della Difesa Ue. Guerini ha ricordato l’impegno italiano, sottolineando come «nonostante la crisi di governo, si è riusciti a finalizzare il quarto decreto di aiuti. In aggiunta agli equipaggiamenti, ha affermato «stiamo provvedendo a garantire mirate attività addestrative al personale ucraino per rendere più sicuro l’impiego dell’armamento».

Ore 19:14 - Lituania: «Forze di peackeeping a protezione di Zaporizhzhia»

«Credo che non si debba sottovalutare la situazione a Zaporizhzhia: non siamo mai stati così vicini a un disastro nucleare. Posso solo dire che avere rammarico sulla situazione potrebbe non essere sufficiente. Penso che dobbiamo tornare indietro alla stessa conversazione che avemmo quasi mezzo anno fa ossia che serve una forza, anche militare, di peacekeeping per mettere in sicurezza l’area dell’impianto nucleare». Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri lituano, Gabrielius Landsbergis, al suo arrivo al Consiglio informale esteri a Praga.

Ore 19:39 - Ministro Esteri Iran: «Domani a Mosca per risolvere la crisi»

´Il ministro degli Esteri iraniano sarà a Mosca domani anche per risolvere la crisi in Ucraina, ha affermato Hossein Amir-Abdollahian, sottolineando che diversi Paesi Occidentali hanno chiesto a Teheran di svolgere un ruolo attivo di mediazione. Nell’agenda della sua missione, quindi dei suoi colloqui con l’omologo Sergei Lavrov, anche l’Afghanistan.

Ore 19:49 - Mosca: continui bombardamenti di Kiev sulla regione di Kherson

Le forze ucraine hanno bombardato oggi «7-8 volte» la località di Nova Kakhovka, nella regione di Kherson, e i raid continuano. Lo affermano, citate dalla Tass, le autorità filorusse che controllano la regione nel sud dell’Ucraina, su cui Kiev ha lanciato ieri una controffensiva.

Ore 22:01 - Zaporizhzhia, filorussi pronti a incontro con la missione Aiea

C’è attesa per l’arrivo a Zaporinzhzhia della delegazione Aiea. «I tecnici dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, diretti alla centrale nucleare di Enerhodar, non hanno ancora preso contatti con le autorità locali»: è quanto riferito dal capo dell’amministrazione ad interim della regione, Yevgeny Balitsky, dicendosi comunque pronto a incontrare gli esperti (14 tecnici provenienti, oltreché dall’Italia, anche da Polonia, Lituania, Serbia, Cina, Francia, Giordania, Messico, Albania e Macedonia del Nord). «Ho intenzione di incontrare la delegazione. Ma finora, purtroppo, non ci hanno contattati né ci hanno scritto o cercato il `via libera´ per la missione»

Ore 00:07 - Zelensky ai russi: «Scappate o arrendetevi, non c’è altra scelta»

Nel consueto videomessaggio serale il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è rivolto direttamente ai soldati russi. «In tutto il territorio temporaneamente occupato dell’Ucraina, dalla Crimea alla regione di Kharkiv, l’esercito russo non ha e non avrà una sola base sicura, un solo posto tranquillo. I nostri difensori distruggeranno tutti i magazzini e i quartier generali degli occupanti, il loro equipaggiamento, indipendentemente da dove si trovino», che sia a Sebastopoli, in Crimea, o a Lugansk, nel Donbass. «Questa è la terra ucraina e gli occupanti possono fare solo due cose: scappare o arrendersi. Non lasciamo loro altre opzioni». Il leader ucraino ha inoltre ribadito ancora una volta l’appello agli ucraini di Crimea a stare lontani da luoghi sensibili, come basi o aeroporti militari russi, possibili bersagli di nuovi attacchi da parte delle forze di Kiev.

Ore 02:48 - I senatori Usa Portman e Klobuchar incontrano Zelensky

Hanno deciso di essersi recati a Kiev per «vedere in prima persona» gli effetti dell’invasione del Paese da parte della Russia. E qui i senatori statunitensi Rob Portman e Amy Klobuchar, rispettivamente esponenti dei partiti Repubblicano e Democratico, hanno incontrato martedì il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, a sette mesi dall’inizio del conflitto in quel Paese europeo. Durante la loro visita a Kiev, i due senatori hanno anche incontrato il ministro della Difesa ucraino, Oleksii Reznikov, e altri funzionari di alto livello. I due senatori hanno così riaffermato l’impegno degli Usa a fianco dell’Ucraina, della Nato e degli altri alleati nella regione. «Ora più che mai gli Stati Uniti devono essere al fianco del nostro alleato ucraino e inviare un messaggio alle Russia e al mondo, che non rimarranno a guardare mentre nazioni sovrane vengono invase. L’Ucraina merita di essere libera e non si fermerà sino a quando le truppe russe avranno lasciato il Paese», afferma un comunicato diffuso dai due senatori.

Usa: «Aiuteremo a potenziare le scorte di gas in Ue». Lorenzo Cremonesi e Marta Serafini su Il Corriere della Sera il 31 Agosto 2022.

Le notizie di mercoledì 31 agosto. La delegazione dell’Aiea è a Zaporizhzhia, domani l’ispezione. Filorussi: «Nessun pass e solo un giorno di controlli». Borrell: «Stop all’accordo con la Russia sui visti». Mosca: «Ci saranno conseguenze»

• La guerra in Ucraina è arrivata al 189esimo giorno.

• Gli esperti dell’Aiea sono arrivati a Zaporizhzhia per ispezionare la centrale nucleare: la delegazione ha solo un giorno per i controlli.

• Zelensky ai russi: «Scappate o arrendetevi, non c’è altra scelta».

• Mosca sospende forniture di gas attraverso il Nord Stream 1. La spiegazione: «Lavori di manutenzione»

• L’8 settembre riunione dei ministri della Difesa Usa e alleati sulla guerra.

• Il ministero della Difesa russo ha rivendicato di aver respinto gli attacchi nelle regioni di Kherson e Mykolaiv e di aver inflitto «pesanti perdite» alle forze ucraine.

Ore 04:31 - Mosca: continui bombardamenti di Kiev sulla regione di Kherson

Le forze ucraine hanno bombardato ieri «7-8 volte» la località di Nova Kakhovka, nella regione di Kherson, e i raid continuano. Lo affermano, citate dalla Tass, le autorità filorusse che controllano la regione nel sud dell’Ucraina, su cui Kiev ha lanciato ieri una controffensiva.

Ore 04:37 - Mosca: lettera a Onu con prove su attacco Kiev a Zaporizhzhia

«Abbiamo fatto circolare tra i membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu una lettera con informazioni sul bombardamento da parte delle forze ucraine sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia lo scorso 28 agosto». Lo scrive su twitter la rappresentanza permanente della Russia all’Onu. «Un drone ha attaccato il tetto del blocco speciale b.1 dove si trova l’impianto di stoccaggio del combustibile nucleare e sono immagazzinate le scorie radioattive», viene spiegato.

Ore 04:43 - La missione Aiea a Zaporizhzhia durerà da oggi a sabato

La squadra di tecnici dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) visiterà la centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia da oggi a sabato, secondo quanto riporta il Guardian. La missione è arrivata a Kiev da Vienna nella serata di lunedì, e qui ha incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky .

«Credo che non si debba sottovalutare la situazione a Zaporizhzhia: non siamo mai stati così vicini a un disastro nucleare. Posso solo dire che avere rammarico sulla situazione potrebbe non essere sufficiente. Penso che dobbiamo tornare indietro alla stessa conversazione che avemmo quasi mezzo anno fa ossia che serve una forza, anche militare, di peacekeeping per mettere in sicurezza l’area dell’impianto nucleare». Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri lituano, Gabrielius Landsbergis, al suo arrivo al Consiglio informale esteri a Praga.

Ore 04:52 - I «trucchi» della resistenza ucraina per ingannare i raid russi

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Gli occidentali vogliono aiutare militarmente l’Ucraina nel lungo termine. E, come ha sottolineato il responsabile della diplomazia europea Josep Borrell, il risultato può essere conseguito attraverso un piano di addestramento integrato, tema discusso nella riunione di Praga dai ministri della Difesa comunitari, che dovranno ora trovare un accordo.

Il diplomatico ha specificato i punti sui quali lavoreranno i Paesi dell’Unione europea. Primo. Definizione di parametri e necessità di Kiev nei vari campi (compreso quello di armi non convenzionali, visto che la Russia ne dispone di tante). Secondo. Coordinamento e le linee standard. Non è semplice perché i fornitori di sistemi sono quanto mai diversi: blindati, cannoni, anti-tank, anti-aerei non sono omogenei. Terzo. Il programma di training. Da capire se proseguirà in modo autonomo rispetto a quello già avviato dalla Gran Bretagna e al quale hanno aderito numerosi Stati (Canada, Svezia, Olanda, Nuova Zelanda, solo per citarne alcuni). In parallelo è in corso quello del Pentagono. Quarto. Il senso è che nessuno si fa illusioni e ci si prepara ad attività che non finiranno presto. Da qui arriva la necessità di avere mezzi sufficienti, con governi che mettono le mani avanti su cosa poter dare e timori persino sull’altra sponda atlantica, in casa americana. La visione sul futuro si mescola alle novità quotidiane, con la grande battaglia nella regione di Kherson e le mosse dei contendenti.

Ore 05:00 - Zelensky incontra a Kiev la missione dell’Aiea

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) Rafael Mariano Grossi e la sua delegazione prima della visita alla centrale di Zaporizhzhia.

Ore 05:06 - Ministro Esteri Iran: «Domani a Mosca per risolvere la crisi»

Il ministro degli Esteri iraniano sarà «oggi a Mosca anche per risolvere la crisi in Ucraina». Lo ha affermato lo stesso Hossein Amir-Abdollahian, sottolineando che diversi Paesi Occidentali hanno chiesto a Teheran di svolgere un ruolo attivo di mediazione. Nell’agenda della sua missione, quindi dei suoi colloqui con l’omologo Sergei Lavrov, anche l’Afghanistan.

Ore 05:10 - I senatori Usa Portman e Klobuchar incontrano Zelensky

Hanno deciso di essersi recati a Kiev per «vedere in prima persona» gli effetti dell’invasione del Paese da parte della Russia. E qui i senatori statunitensi Rob Portman e Amy Klobuchar, rispettivamente esponenti dei partiti Repubblicano e Democratico, hanno incontrato martedì il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, a sette mesi dall’inizio del conflitto in quel Paese europeo. Durante la loro visita a Kiev, i due senatori hanno anche incontrato il ministro della Difesa ucraino, Oleksii Reznikov, e altri funzionari di alto livello.

I due senatori hanno così riaffermato l’impegno degli Usa a fianco dell’Ucraina, della Nato e degli altri alleati nella regione. «Ora più che mai gli Stati Uniti devono essere al fianco del nostro alleato ucraino e inviare un messaggio alle Russia e al mondo, che non rimarranno a guardare mentre nazioni sovrane vengono invase. L’Ucraina merita di essere libera e non si fermerà sino a quando le truppe russe avranno lasciato il Paese», afferma un comunicato diffuso dai due senatori.

Ore 05:17 - Germania: iniziato stop forniture di gas Nord Stream alla Ue

Quanto annunciato ieri da Gazprom è stato mantenuto. Dalle dalle 5 (ora italiana) le forniture di gas dalla Russia verso l’Ue tramite il Nord Stream sono state completamente interrotte. Lo confermano gli operatori di gasdotti tedeschi Opel e Nel, citati dall’agenzia Tass. Lo stop avrà una durata prevista di tre giorni e, secondo quanto riferito dal monopolista russo dell’energia, è stato reso necessario per consentire le riparazioni dell’unica unità di compressione del gas rimasta in funzione presso la stazione di Portovaya.

Ore 06:01 - Zelensky ai russi: «Scappate o arrendetevi, non c’è altra scelta»

Nel consueto videomessaggio serale il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è rivolto direttamente ai soldati russi. «In tutto il territorio temporaneamente occupato dell’Ucraina, dalla Crimea alla regione di Kharkiv, l’esercito russo non ha e non avrà una sola base sicura, un solo posto tranquillo. I nostri difensori distruggeranno tutti i magazzini e i quartier generali degli occupanti, il loro equipaggiamento, indipendentemente da dove si trovino», che sia a Sebastopoli, in Crimea, o a Lugansk, nel Donbass.

«Questa è la terra ucraina e gli occupanti possono fare solo due cose: scappare o arrendersi. Non lasciamo loro altre opzioni». Il leader ucraino ha inoltre ribadito ancora una volta l’appello agli ucraini di Crimea a stare lontani da luoghi sensibili, come basi o aeroporti militari russi, possibili bersagli di nuovi attacchi da parte delle forze di Kiev.

Ore 06:26 - Media: «Il convoglio Aiea lascia Kiev per Zaporizhzhia»

Secondo alcuni testimoni, citati dai media internazionali, questa mattina un convoglio di auto della missione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aia) è partito da Kiev, diretto verso la centrale nucleare di Zaporizhzhia a Energodar.

Il direttore generale Rafael Grossi ha poi confermato ai giornalisti presenti a Kiev: «Ci stiamo finalmente muovendo, dopo diversi mesi di sforzi. L’Aiea entrerà nella centrale nucleare di Zaporizhzhia». Il più grande impianto nucleare d’Europa e nelle mani dell’esercito russo dall’inizio di marzo e da diverse settimane è bersagliato dai bombardamenti, con le parti in conflitto in Ucraina che si accusano a vicenda dei raid.

Ore 07:35 - Il punto sulla guerra in Ucraina

(Luca Angelini) La controffensiva dell’Ucraina per riconquistare Kherson va avanti. Una controffensiva, spiega l’inviato Lorenzo Cremonesi, attraverso la quale gli ucraini si pongono tre obiettivi: 

Primo: bloccano il progetto di referendum voluto da Putin sul modello di quello che si tenne in Crimea nel 2014 per dare una patina di legittimità alla «russificazione» di territori occupati con le armi. Il referendum a Kherson era programmato per l’11 settembre, ma forse l’infuriare della battaglia imporrà un rinvio.

Secondo: cercano di accelerare i tempi del ritiro russo nella speranza di porre fine alle mire espansionistiche di Putin e soprattutto arrivare a un cessate il fuoco da posizioni di vantaggio. L’economia ucraina è in ginocchio, mancano i fondi per pagare gli stipendi pubblici e gli stessi soldati, il governo teme la crisi economica prevista per l’inverno addirittura più della carenza di armi.

Terzo: si segnala alle popolazioni ucraine nelle zone occupate, comprese quelle del Donbass, che non sono state dimenticate. Kiev farà di tutto per scacciare i russi sulle posizioni di partenza. 

Ma, aggiunge Cremonesi, «gli esiti della battaglia restano molto incerti» (qui il punto militare di Andrea Marinelli e Guido Olimpio). 

Marta Serafini ha invece incontrato a Kiev Giulia Schiff, l’italiana — a suo tempo espulsa dall’Aeronautica militare dopo aver denunciato un episodio di nonnismo — che combatte in Ucraina dall’inizio del conflitto, prima nella Brigata internazionale e ora nel team Masada per le operazioni speciali. «Ho rischiato di morire per la nostra libertà, ma ora qui ho trovato anche l’amore, un soldato della mia stessa formazione», dice. 

Oggi inizia l’ispezione della missione Aiea alla centrale nucleare di Zaporizhzhia e, sempre oggi, arriva a Mosca il ministro degli Esteri iraniano, per «un’opera di mediazione» sul conflitto.

Ore 07:43 - Il punto sul gas

(Luca Angelini) Dopo le «aperture» in seno all’Ue a discutere di un possibile tetto al prezzo del gas — che il governo di Mario Draghi chiede da mesi — il prezzo al Ttf di Amsterdam ieri è sceso (del 6,8%, chiudendo a 254 dollari al chilowattora), nonostante la concomitante chiusura — partita proprio questa mattina — , per presunti problemi tecnici in realtà assai politici, del gasdotto Nord Stream 1 da parte della russa Gazprom. 

E nonostante la comunicazione di un taglio delle forniture della stessa Gazprom alla francese Engie per «disaccordi contrattuali». 

«La proposta di un tetto al prezzo del gas sarà presentata dalla Commissione Ue nelle prossime settimane, probabilmente dopo il consiglio Energia straordinario del 9 settembre, convocato per dare una risposta all’emergenza scatenata dall’impennata dei prezzi dell’elettricità. La proposta, invece, di riforma del mercato elettrico arriverà all’inizio del prossimo anno», scrive da Bruxelles Francesca Basso. Ma è chiaro che famiglie e imprese italiane (e non soltanto italiane) hanno bisogno di interventi urgenti e consistenti. E i partiti non smettono di fare pressing su Palazzo Chigi perché tolga loro, il più possibile, le castagne dal fuoco. 

Draghi, però, non vuole sentire parlare di scostamenti di bilancio (leggi nuovo debito) e il motivo lo spiega il vicedirettore del Corriere Daniele Manca nel suo editoriale: 

Chi gestisce il debito pubblico sa che se si continuano a chiedere sempre più soldi in prestito, gli investitori a loro volta chiederanno interessi più alti. Ci sono Stati che possono permettersi di sollecitare meno il mercato. Rispetto a loro noi avremo un costo del denaro più alto, dovremo cioè pagare più interessi per ottenere i nostri prestiti. La differenza tra i due livelli è lo spread. Che potrebbe allargarsi se gli investitori intuiscono che quella è la direzione. Al di là dei costi sul bilancio pubblico, tutto questo significa anche mettere il proprio futuro in mani che con l’Italia hanno poco a che fare. In aree dove la speculazione, come abbiamo visto in altri periodi, non si fa problemi ad andare contro un Paese purché riesca a guadagnarci. Lo spread si allargherebbe e il costo del nostro già alto debito aumenterebbe.

 Ma, allora, che cosa il governo può e intende fare? Enrico Marro lo riassume così: 

Il governo punta a trovare almeno una decina di miliardi per finanziare i nuovi interventi contro il caro-energia, che dovrebbero essere decisi la prossima settimana. Ieri il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato a Palazzo Chigi il ministro dell’Economia, Daniele Franco, per una ricognizione sulle risorse che si possono rinvenire tra le entrate tributarie superiori alle previsioni, la rimodulazione di alcune voci di spesa e il gettito della tassa del 25% sugli extraprofitti delle società del settore energia. Oggi scade il termine per pagare l’acconto di questa tassa: dovrebbero entrare circa 4 miliardi (dei 10,5 miliardi previsti a regime) e Draghi ha fatto partire ieri un pressing su tutte le aziende che ancora non hanno pagato (molte infatti hanno fatto ricorso al Tar). Il premier punta così ad aumentare quel miliardo di euro appena che risultava in cassa fino a qualche settimana fa: entrate più che mai preziose per coprire i nuovi interventi allo studio. 

Quanto agli interventi concreti, «la priorità verrà data alle imprese gasivore e in particolare alle filiere produttive che utilizzano più di tutte il gas e rischiano di fermarsi per i costi insostenibili della bolletta. Sono allo studio non solo crediti d’imposta ma anche bonus ad hoc per pagare il gas, e forniture dello stesso a prezzo calmierato». 

Una mano per affrontare la crisi, però, potremmo darla tutti: «Dagli elettrodomestici all’acqua calda, possiamo risparmiare 7 miliardi di metri cubi di gas» spiega al Corriere Gilberto Dialuce, presidente dell’agenzia Enea.

Ore 08:08 - Dalla Russia arrivano rinforzi

Continuano i contrattacchi delle forze armate ucraine «su diversi assi» nel Sud del Paese, mentre la Russia accelera la formazione di rinforzi per le truppe sul terreno. È la sintesi della situazione nel 189/mo giorno dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina, lo scorso 24 febbraio, secondo l’intelligence della Difesa britannica. Nel suo bollettino quotidiano, Londra sottolinea che le forze di Kiev sono riuscite a fare arretrare la linea del fronte in alcune zone del sud, approfittando delle debolezze dei presidi russi, che Mosca cerca di compensare utilizzando «unità mobili di riserva» e in particolare «alcune unità del raggruppamento militare a Est». Ma da circa una settimana, dalla Russia stanno partendo i rinforzi, composti da «battaglioni di volontari del nuovo 3/o corpo di armata», nota la Difesa Gb.

Ore 08:12 - L’Aiea a Zaporizhzhia: obiettivo missione permanente

L’Aiea prevede di istituire una missione permanente nella centrale nucleare di Zaporizhzhia: lo ha detto il direttore generale dell’Agenzia, Rafael Grossi, secondo quanto riporta la Tass. Il team di ispettori dell’Agenzia è attualmente in viaggio verso la centrale. Grossi ha aggiunto che la sua squadra ha in programma di trascorrere «alcuni giorni» nell’impianto. In precedenza Grossi aveva detto che la missione sarebbe durata fino a sabato.

Il direttore dell’Aiea Rafael Grossi risponde alle domande dei giornalisti a Kiev, prima della partenza del convoglio dell’agenzia per Zaporizhzhia. (AP)

Ore 08:25 - Le perdite ucraine nella controffensiva

Secondo il ministero della Difesa russo, l’Ucraina ha registrato forti perdite nella sua controffensiva nel Sud del Paese. Mosca parla di 1.200 soldati ucraini rimasti uccisi e di 139 mezzi corazzati distrutti. Un bilancio che le agenzie di informazione indipendenti non hanno modo di verificare.

Ore 08:42 - Un coreografo contro Putin

Alexei Ratmansky, uno dei grandi coreografi del nostro tempo, è cresciuto in Ucraina: quando la Russia ha invaso, ha lasciato immediatamente il suo posto al teatro Bolshoi di Mosca. Ratmansky dice che non tornerà in Russia fino a quando ci sarà Putin al potere. Oggi lavora per dare un palcoscenico ai ballerini ucraini profughi. Base di partenza all’Aja, in Olanda. La compagnia si chiama United Ukrainian Ballet Company e comprende ballerini fuggiti dalla guerra. Andrà in scena la prima volta a Londra con Giselle. «L’abbiamo scelta perché la conoscono tutti, perché prevede un gran numero di ballerini e perché non è un’opera russa» ha detto Ratmansky al New York Times.

Ore 10:00 - Il Papa: «Preghiamo per gli ucraini»

Il Papa, salutando i fedeli polacchi all’udienza generale, ricorda che domani sarà l’anniversario dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, «che ha segnato così dolorosamente la nazione polacca. Oggi stiamo vivendo la terza. Preghiamo in particolare per il popolo ucraino».

Ore 10:10 - Kuleba, le sanzioni europee e i visti ai turisti russi

Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, è presente oggi a Praga per il consiglio informale dei ministri degli Esteri dell’Ue. 

A margine del Consiglio, Kuleba ha incontrato l’omologa tedesca, Annalena Baerbock, con cui ha discusso «dell’ottavo pacchetto di sanzioni dell’Ue, del divieto di visto per i russi e di ulteriori consegne di armi all’Ucraina. Il ricatto energetico russo fa parte della sua guerra all’Europa e deve essere accolto con una risposta europea forte e unificata». 

Kuleba ha ringraziato l’Olanda per «la posizione di principio sulla necessità di limitare i viaggi dei russi nell’Ue», che però è osteggiata — tra gli altri — proprio dalla Germania.

Ore 11:14 - Kiev, bombe russe su città adiacente alla centrale Zaporizhzhia

Le truppe russe colpiscono con l’artiglieria la città di Energodar, che ospita l’impianto nucleare di Zaporizhzhia, mentre gli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) sono in viaggio verso l’impianto: lo ha reso noto il capo dell’amministrazione militare del distretto di Nikopol Yevhen Yevtushenko, che ha definito l’attacco una «provocazione». Lo riporta il Kiev Independent.

Gli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) che questa mattina sono partiti per la centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia da Kiev potrebbero non visitare la struttura fino a giovedì. Probabile che gli ispettori pernotteranno nella vicina città prima di visitare l’impianto, che si trova nel territorio controllato dalla Russia. Non è chiaro neanche quanto durerà la visita, che nelle intenzioni dell’Aiea doveva concludersi il 3 settembre, perché i funzionari insediati dalla Russia nell’area hanno suggerito che l’ispezione potrebbe durare solo un giorno.

Ore 11:51 - Mosca sospende le forniture di gas all’Ue attraverso Nord Stream (ma ad agosto ha triplicato le entrate)

(Fabio Savelli) Il colosso russo Gazprom ha sospeso le forniture di gas all’Ue attraverso Nord Stream per tre giorni a causa dell’avvio di lavori di manutenzione dell’unica unità di compressione del gas rimasta in funzione presso la stazione di Portovaya. Lo riferisce l’agenzia stampa russa Tass citando operatori tedeschi di gasdotti Opal e Nel. L’erogazione di gas attraverso Nord Stream nel punto di ricezione nel Greifswald tedesco si è completamente interrotto mercoledì mattina, 31 agosto, dalle 4 ora di Mosca, Il gasdotto si estende per 1.200 km sotto il Mar Baltico dalla costa russa vicino a San Pietroburgo fino alla Germania nord-orientale. È stato aperto nel 2011 e può inviare un massimo di 170 milioni di metri cubi di gas al giorno dalla Russia alla Germania.

Ore 12:13 - Il direttore Aiea Grossi: «Vorrei una missione permanente a Zaporizhzhia»

«L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) spera di istituire una missione permanente presso la centrale nucleare di Zaporizhzhia». Lo ha detto il capo dell’Aiea Rafael Grossi. «Questa è una delle cose più importanti che voglio fare e lo farò». Il direttore dell’Aiea ha poi riferito che la missione dell’Aiea punta a trascorrere «alcuni giorni» nella centrale nucleare.

Mosca accoglie con favore la proposta di Grossi, attraverso le parole del rappresentante presso le organizzazioni internazionali a Vienna Mikhail Ulyanov.

Ore 12:27 - Attraccata prima nave per Paesi Corno d’Africa

La consegna di questo primo carico di grano, parte dell’accordo stretto a fine luglio tra il governo di Mosca e Kiev con la mediazione della Turchia e dell’Onu per garantire un Corridoio sicuro attraverso il Mar Nero, permetterà di garantire cibo per un mese per circa 1 milione e mezzo di persone.

Ore 12:37 - Ppe contro i visti Ue ai turisti russi

«È inaccettabile che i turisti russi si divertano sulle nostre spiagge europee e nei nostri ristoranti mentre i loro connazionali uccidono gli ucraini». Lo scrive il Partito popolare europeo sul suo profilo Twitter, dove ha lanciato una campagna con le dichiarazioni di vari europarlamentari contro le facilitazioni ai visti russi, proprio mentre i ministri degli Esteri stanno discutendo sul tema nel Consiglio informale di Praga.

Ore 12:52 - Mosca: «Kiev fallisce controffensiva nel sud. Hanno perso 1.700 uomini»

«L'esercito ucraino ha perso oltre 1.700 uomini, quattro aerei e 63 carri armati in due giorni di «fallita» offensiva lungo la linea Mykolaiv-krivyi Rih, nel sud del Paese, e altri fronti». Queste le parole del ministero della Difesa russo, secondo quanto riporta l'agenzia Interfax.

Ore 13:10 - La Russia invierà in Crimea 1.200 coscritti di Mosca e San Pietroburgo

Le forze russe hanno in programma di rafforzare la difesa della Crimea. Lo riferisce l’intelligence di Kiev. I commissariati militari delle regioni di Mosca e San Pietroburgo hanno ricevuto istruzioni sulla coscrizione di massa dei residenti locali per il servizio militare, da impiegare in Crimea per rafforzare la difesa della penisola. Il generale Oleksandr Dvornikov, comandante del distretto militare meridionale, avrebbe deciso di inviare 1.200 coscritti in Crimea, secondo quanto afferma il ministero della Difesa ucraino che spiega: «A questi militari non viene offerto di firmare un contratto, il che potrebbe indicare un risparmio di denaro, mentre non verrebbero pagate tutte le indennità specificate dalla legislazione della Federazione Russa».

Ore 13:22 - Gli esperti dell’Aiea arrivati nella città di Zaporizhzhia

La delegazione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), che deve ispezionare la centrale nucleare di Zaporizhzhia, è arrivata nella località ucraina ma non è ancora chiaro quando potrà visitare l’impianto che è sotto controllo russo. Il lavoro dei quattordici ispettori, guidati dal segretario generale Rafael Grossi, dipenderà dalla complessità sul campo e la difficoltà di attraversare le zone controllate dai russi.

Ore 13:40 - Kiev: «A Mykolaiv silos di grano in fiamme dopo l’attacco russo»

Sono «in fiamme» i silos di grano nel porto di Mykolaiv, colpiti dai bombardamenti russi. Lo ha detto il servizio di emergenza ucraino su Facebook, postano le immagini dei tetti di almeno due silos danneggiati nell’attacco. «Hanno preso fuoco i silos di grano in una struttura nel distretto di Korabelny», si legge in una nota. I vigili del fuoco sono impegnati a spegnere le fiamme.

Ore 13:56 - Kiev: «Mosca smetta di bombardare strada verso Zaporizhzhia»

L’Ucraina chiede alla Russia di smettere di bombardare la strada che porta verso la centrale nucleare di Zaporizhzhia, occupata dalle forze russe, e dove è prevista un’ispezione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea). «Le truppe di occupazione russe dovrebbero smettere di sparare sui corridoi utilizzati dalla delegazione dell’Aiea e non ostacolare le sue attività nell’impianto», ha scritto su Facebook il portavoce della diplomazia ucraina Oleg Nikolenko.

Ore 14:14 - Ucraina, i soccorritori si esercitano per un disastro nucleare

A Dnipro, 200 chilometri dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia in Ucraina, il personale di emergenza sta tenendo esercitazioni per il caso di un disastro atomico o di una perdita di radiazioni dall'impianto. Nelle immagini le prove per l'eventuale necessità di evacuare le famiglie che vivono nella zona, oltre alle procedure di disinfezione dei veicoli e di misurazione dei livelli di radiazioni.

Ore 14:43 - Farnesina: «Mantenere pressione su Mosca per fermare l'aggressione russa»

«Forte coesione dell'Unione Europea nel continuare a sostenere l'Ucraina e a mantenere alta la pressione sulla Russia perché ponga fine all'aggressione». Così la Farnesina in un post su Twitter in occasione della riunione informale dei ministri degli Affari esteri.

Ore 14:50 - Filorussi: «Nessun pass speciale per l'Aiea a Zaporizhzhia. Solo un giorno per l’ispezione»

«La missione Aiea farà la fila per arrivare nella parte liberata della regione di Zaporizhzhia. Ciò è dovuto al fatto che non verranno rilasciati pass speciali. La delegazione ha soltanto un giorno per eseguire l’ispezione della centrale». Lo ha affermato su Telegram Volodymyr Rogov, membro del consiglio regionale di Zaporizhzhia nominato dai russi, riferendosi all'accesso degli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica all'area della centrale, controllata dalle forze di Mosca.

Ore 14:56 - Capo Aiea: «A Zaporizhzhia per evitare un incidente nucleare»

La missione dell’Aiea vuole «evitare un incidente nucleare» nell’impianto di Zaporizhzhia occupato dalle forze russe: lo ha dichiarato Rafael Grossi, direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica.

Ore 15:30 - Borrell: «Decisa la sospensione dell’accordo sui visti con la Russia»

A Praga è stata presa la decisione di sospendere l’accordo Ue-Russia sulla facilitazione dei visti. Lo ha detto Josep Borrell, Alto rappresentante della politica estera Ue, specificando che non saranno riconosciuti i passaporti emessi dai territori occupati. «Dalla metà di luglio abbiamo assistito a un aumento sostanziale dei valichi di frontiera dalla Russia negli Stati vicini — ha aggiunto Borrell —. E questo è diventato un rischio per la sicurezza di questi Stati, che potranno prendere misure nazionali per la restrizione degli ingressi alle frontiere, seppure in conformità con il codice Schengen. Inoltre, abbiamo visto molti russi viaggiare per fare acquisti, come se in Ucraina non fosse una guerra in corso. Gli Stati membri hanno ritenuto che non siamo in una situazione normale. Non può essere tutto come prima».

Ore 16:21 - Kiev: ripreso il controllo del ponte Antonivskyi a Kherson

Le forze armate di Kiev annunciano di aver ripreso il controllo dei ponti stradali Kakhovsky e Antonivskyi nella regione di Kherson. Lo riporta Ukrainska Pravda. Inoltre gli ucraini dicono di aver colpito «due punti di controllo, due magazzini con munizioni, equipaggiamento di difesa antiaerea, una stazione radar e aree di concentrazione dell’artiglieria nemica».

Ore 16:29 - A Kiev ristoranti e bar dovranno chiudere entro le 22

Il Consiglio di Difesa del comune di Kiev ha deciso che, a partire da domani, i bar e i ristoranti in città dovranno chiudere entro le 22. Lo riportano i media ucraini.

Ore 16:29 - Zelensky: «Servono nuovi pacchetti di sanzioni e altre armi»

Intervenendo al Forum 2000 di Praga, il presidente ucraino Zelensky ha detto: «Dobbiamo fare molto insieme per vincere questa battaglia. L’Ucraina ha bisogno di un supporto costante e adeguato con armi e munizioni. Abbiamo anche bisogno di sostegno finanziario, abbiamo bisogno della resilienza finanziaria e del mondo dotato di libertà. Tuttavia il potenziale dello Stato terrorista non è stato completamente distrutto e quindi sono necessari nuovi pacchetti di sanzioni».

Ore 16:39 - Domani l’ispezione alla centrale di Zaporizhzhia

La missione dell’Aiea sarà domani nella centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia. «Auspichiamo una presenza permanente nella centrale», ha detto il direttore dell’Aiea Rafael Grossi.

Ore 17:52 - Kuleba a Ue: «Non accettiamo più mezze misure»

«L’Ucraina non accetterà più mezze misure. L’età della pace in Europa è finita e così il tempo delle mezze misure. Sono proprie le mezze misure adottate nei confronti della Russia ad aver portato all’invasione del 24 febbraio. Dobbiamo essere rigidi e prendere decisioni forti». Lo ha dichiarato il ministro ucraino degli Esteri, Dmytro Kuleba, a margine del Consiglio Affari esteri informale di Praga.

«Ho invitato i ministri a fare la scelta giusta e rivedere le loro politiche dei visti per i cittadini russi— ha aggiunto — e ho sollecitato l’adozione senza ritardi dell’ottavo pacchetto di sanzioni Ue. Ho enfatizzato il fatto che ci aspettiamo ancora il pieno scollegamento dal sistema Swift di tutte le banche russe, l’embargo dell’energia, altre sanzioni finanziarie: cose che continuino a colpire l’economia russa».

Ore 18:13 - Mosca: «Lo stop sui visti ai russi non sarà senza conseguenze»

Con la decisione di sospendere l’accordo sul rilascio semplificato dei visti per i cittadini russi l’Ue «ha deciso di spararsi sui piedi». Lo ha detto all’agenzia Ria Novosti il vice ministro degli Esteri russo Alexander Grushko spiegando che la scelta «non sarà senza conseguenze». La Russia «può prendere misure sia simmetriche che asimmetriche in risposta», ha argomentato.

Ore 18:47 - Zelensky a Ue: «Bandire i media statali russi»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto all’Ue di bandire i media statali russi. Lo riporta The Kyiv Independent, precisando che Zelensky ha fatto la dichiarazione in un collegamento video durante il Forum 2000 a Praga. «Nessun propagandista russo dovrebbe rimanere nel territorio dell’Ue. A nessun canale televisivo di Stato russo dovrebbe essere consentito di continuare a lavorare sul territorio dell’Ue», ha affermato il presidente dell’Ucraina.

Ore 18:57 - Casa Bianca, nuovi aiuti militari nei prossimi giorni Kirby

Gli Stati Uniti annunceranno «nei prossimi giorni» nuovi aiuti militari all’Ucraina. Lo ha detto il portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale americana, John Kirby, in un briefing con la stampa. «Ciò che conta per noi è assicurarci che gli ucraini abbiano i mezzi per vincere sul campo di battaglia ed ecco perché abbiamo già impegnato oltre 13 miliardi di dollari in assistenza militare alle forze di Kiev» dal 24 febbraio, ha sottolineato. Una settimana fa il presidente americano Joe Biden ha annunciato un nuovo invio di armi per 2,98 miliardi di dollari.

Ore 19:08 - Gli Usa aiuteranno a potenziare le scorte di gas in Europa

Gli Stati Uniti cercheranno il modo di «aumentare le scorte di gas in Europa o di aiutare i Paesi europei a potenziare altre fonti di energia». Lo ha detto il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana, John Kirby, accusando la Russia dell’ennesimo tentativo di «usare l’energia come arma» con la chiusura da parte della Russia di Nord Stream 1.

Ore 19:14 - «Mosca a corto di armi entro fine anno»

La Russia potrebbe esaurire missili guidati, proiettili di artiglieria e veicoli corazzati entro la fine di quest’anno, se la guerra dovesse continuare con questa intensità. Lo sostiene il media indipendente russo The Insider, secondo il quale l’invasione dell’Ucraina ha portato a un «enorme spreco» di armi e equipaggiamento militare. Secondo The Insider, a causa delle sanzioni occidentali la Russia non è in grado di garantire la piena produzione industriale di armi per ricostituire le sue scorte in rapido esaurimento.

Ore 19:49 - Zelensky: «Non restate in silenzio»

«Non restate in silenzio, non lasciateci soli». È uno dei passaggi del discorso trasmesso in Sala Grande da Volodymyr Zelensky nella serata di apertura del Festival del cinema di Venezia. Parole accolte da un lungo applauso del pubblico presente. Sullo schermo sono apparsi i nomi di tutte le vittime ucraine del conflitto con età e luogo del decesso.

Ore 19:57 - Zelensky: «Video a Venezia con i nomi della strage degli innocenti»

«I nomi sono importanti: è la lunghissima lista dei minorenni uccisi fino ad oggi in Ucraina». Con questo elenco della strage degli innocenti, 358 al 29 agosto, si è concluso il messaggio video del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenuto così alla cerimonia di apertura di Venezia 79 per implorare di non dimenticare quello che sta accadendo. Zelensky ha definito i russi «macellai, terroristi, assassini», parlando di «un orrore che non dura 120 minuti come un film, ma da 189 giorni. Non bisogna fare il gioco della Russia che vuole che ci si abitui, ci si rassegni alla guerra. La voce del cinema conta. Gloria all’Ucraina».

Ore 01:33 - Ue-Mosca, il nuovo scontro è sul blocco dei visti agevolati per i russi

(Francesca Basso e Fabrizio Dragosei) Resta alta la tensione tra Russia e Ue. Alla decisione dei ministri degli Esteri dei 27 stati membri di sospendere il regime agevolato di rilascio dei visti con la Russia, Mosca ha replicato che «non rimarrà senza conseguenze» e che «deciderà se le misure saranno simmetriche, asimmetriche o altre che in Ue non si aspettano. Se a Bruxelles hanno deciso di spararsi ancora una volta a un piede è una loro scelta». Finora la Russia ha usato il gas come arma per colpire la Ue per il sostegno all’Ucraina, facendone schizzare i prezzi. Il risultato sono ricavi e utili netti record nei primi sei mesi dell’anno per Gazprom, che ha deciso di staccare un acconto sui dividendi da 20 miliardi.

Ore 01:41 - Oggi la visita degli ispettori internazionali alla centrale atomica

Si svolgerà oggi, in un clima di grande tensione, l’ispezione degli esperti dell'Agenzia internazionale per l’energia atomica nella centrale nucleare di Zaporizhzhia, occupata dalle truppe russe. Il pool di esperti, di cui fa parte anche l’italiano Massimo Aparo, dovrà verificare le condizioni di sicurezza nel grande complesso industriale. Le autorità russe hanno però posto una serie di paletti all’ispezione, a cominciare dal tempo a disposizione per gli esperti, che avranno una sola giornata per controllare la centrale.

Ore 04:58 - Media Usa: controffensiva ucraina porterà perdite di uomini e mezzi

La controffensiva intrapresa dalle forze armate dell’Ucraina nel sud del Paese verso Kherson, attualmente occupata dalle forze russe, comporterà un prezzo elevato di uomini e mezzi a prescindere dall’esito conclusivo. Lo scrive il quotidiano statunitense Wall Street Journal, che ha intervistato otto militari ucraini feriti che hanno preso parte ai combattimenti. Secondo le testimonianze raccolte dal quotidiano, i combattimenti in corso nel sud dell’Ucraina sono feroci, e le forze russe stanno tentando di respingere la controffensiva ucraina con un massiccio impiego di mezzi: «Ci stanno lanciando contro tutto quello che hanno», afferma un militare ucraino 22enne intervistato dal quotidiano, secondo cui le forze russe dispongono di «molto materiale ma pochi uomini», e si stanno difendendo con artiglieria, carri armati, elicotteri e mortai. Il Wall Street Journal riferisce di un consistente flusso di feriti verso «un ospedale nel sud dell’Ucraina». Come ricorda il quotidiano Usa, la situazione sul campo appare poco chiara: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato successi, mentre il ministero della Difesa russo sostiene che la controffensiva sia stata perlopiù respinta.

Gli ispettori dell’Aiea nella centrale di Zaporizhzhia: «L’integrità è stata violata». Lorenzo Cremonesi, Marta Serafini e Paolo Foschi su Il Corriere della Sera l'1 Settembre 2022 

Le notizie di giovedì 1° settembre, in diretta: prosegue la controffensiva ucraina nel sud del Paese, secondo i testimoni «i combattimenti sono feroci» 

• La guerra in Ucraina è arrivata al 190esimo giorno.

• Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è intervenuto alla cerimonia di apertura della 79esima mostra del cinema di Venezia con un messaggio registrato: «Non restate in silenzio, non lasciateci soli».

• Oggi è prevista l’ispezione dell’Aiea alla centrale nucleare di Zaporizhzhia.

Ore 05:24 - Usa aiuteranno l’Europa a aumentare le scorte di gas

Gli Stati Uniti cercheranno il modo di «aumentare le scorte di gas in Europa o di aiutare i Paesi europei a potenziare altre fonti di energia». Lo ha detto il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana, John Kirby, accusando la Russia dell’ennesimo tentativo di «usare l’energia come arma» con la chiusura da parte della Russia di Nord Stream 1.

Ore 05:34 - Ue-Mosca, il nuovo scontro è sul blocco dei visti agevolati per i russi

(Francesca Basso e Fabrizio Dragosei) Resta alta la tensione tra Russia e Ue. Alla decisione dei ministri degli Esteri dei 27 stati membri di sospendere il regime agevolato di rilascio dei visti con la Russia, Mosca ha replicato che «non rimarrà senza conseguenze» e che «deciderà se le misure saranno simmetriche, asimmetriche o altre che in Ue non si aspettano. Se a Bruxelles hanno deciso di spararsi ancora una volta a un piede è una loro scelta». Finora la Russia ha usato il gas come arma per colpire la Ue per il sostegno all’Ucraina, facendone schizzare i prezzi. Il risultato sono ricavi e utili netti record nei primi sei mesi dell’anno per Gazprom, che ha deciso di staccare un acconto sui dividendi da 20 miliardi.

Ore 05:37 - Oggi la visita degli ispettori internazionali alla centrale atomica

Si svolgerà oggi, in un clima di grande tensione, l’ispezione degli esperti dell'Agenzia internazionale per l’energia atomica nella centrale nucleare di Zaporizhzhia, occupata dalle truppe russe. Il pool di esperti, di cui fa parte anche l’italiano Massimo Aparo, dovrà verificare le condizioni di sicurezza nel grande complesso industriale. Le autorità russe hanno però posto una serie di paletti all’ispezione, a cominciare dal tempo a disposizione per gli esperti, che avranno una sola giornata per controllare la centrale.

Ore 05:40 - Media Usa: controffensiva ucraina porterà perdite di uomini e mezzi

La controffensiva intrapresa dalle forze armate dell’Ucraina nel sud del Paese verso Kherson, attualmente occupata dalle forze russe, comporterà un prezzo elevato di uomini e mezzi a prescindere dall’esito conclusivo. Lo scrive il quotidiano statunitense Wall Street Journal, che ha intervistato otto militari ucraini feriti che hanno preso parte ai combattimenti. Secondo le testimonianze raccolte dal quotidiano, i combattimenti in corso nel sud dell’Ucraina sono feroci, e le forze russe stanno tentando di respingere la controffensiva ucraina con un massiccio impiego di mezzi: «Ci stanno lanciando contro tutto quello che hanno», afferma un militare ucraino 22enne intervistato dal quotidiano, secondo cui le forze russe dispongono di «molto materiale ma pochi uomini», e si stanno difendendo con artiglieria, carri armati, elicotteri e mortai. Il Wall Street Journal riferisce di un consistente flusso di feriti verso «un ospedale nel sud dell’Ucraina». Come ricorda il quotidiano Usa, la situazione sul campo appare poco chiara: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato successi, mentre il ministero della Difesa russo sostiene che la controffensiva sia stata perlopiù respinta.

Ore 07:46 - L’Ucraina accusa la Russia di bombardare il percorso dell’Aiea

Le autorità ucraine stamattina hanno accusato Mosca di effettuare attacchi di artiglieria su Energodar, la città dove si trova la centrale nucleare di Zaporizhzhia, proprio nel giorno in cui inizia la missione internazionale dell’Aiea. «I russi stanno attaccando l’intinerario che devono percorrere i tecnici dell’Aiea per arrivare alla centrale di Zaporijzhya» ha scritto su Telegram il sindaco in esilio della città Dmytro Orlov affermando che la delegazione non poteva «proseguire il suo percorso» verso l’impianto «per motivi di sicurezza». «Chiediamo alla Russia di fermare le sue provocazioni e di dare all’Aiea l’accesso a questo impianto nucleare ucraino», ha continuato Orlov.

Ore 08:06 - Governatore Donetsk: bombardamenti russi causano 5 morti

Cinque persone sono state uccise e altre 12 sono rimaste ferite a causa dei bombardamenti russi su aree popolate nella regione di Donetsk effettuati nelle ultime 24 ore. Lo ha dichiarato questa mattina il capo dell’amministrazione militare regionale di Donetsk, Pavlo Kyrylenko, su proprio canale Telegram. «Il 31 agosto, i russi hanno ucciso cinque civili nella regione di Donetsk: a Rozdilny, Severnoy, Georgiivtsi, Bakhmut e Sloviansk. Altre 12 persone sono rimaste ferite», ha scritto il governatore.

Ore 08:08 - I filorussi accusano Kiev: «Squadra d’assalto per impedire visita Onu»

Truppe ucraine hanno attraversato il fiume Dnepr e sono sbarcate vicino a Enerhodar, nell’Ucraina sud-orientale, nei cui pressi si trova la centrale nucleare di Zaporizhzhia. Lo ha dichiarato questa mattina il capo dell’amministrazione filorussa di Enerhodar, Aleksandr Volga, all’agenzia di stampa «Ria Novosti». «L’aviazione (russa) sta lavorando su di loro», ha affermato il funzionario, riferendosi ai militari ucraini, che ha accusato di voler ostacolare la visita odierna della delegazione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), guidata dal direttore generale Rafael Grossi, alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa.

Ore 09:02 - Missione Aiea lascia Zaporizhzia per raggiungere la centrale

La missione dell’Aiea ha lasciato la città di Zaporizhzia per raggiungere la centrale nucleare nella città di Energodar controllata dai russi, nonostante le notizie dei bombardamenti. Lo riporta la Reuters. Il direttore generale dell’Aiea, Rafael Mariano Grossi, ha detto che la missione è al corrente dell’«accresciuta attività militare nella zona», ma che andrà avanti come programmato per raggiungere la centrale nucleare di Zaporizhzia e incontrare il personale. «Arrivati così lontano, non ci fermiamo», ha detto Grossi, secondo la Reuters. Sim

Ore 09:17 - Energoatom: spento il reattore 5 dopo attacco russo

L’Agenzia ucraina per l’energia nucleare, Energoatom, ha annunciato su Telegram che, «a causa di un altro colpo di mortaio da parte delle forze di occupazione russe al sito della centrale nucleare di Zaporizhzhia, è stata attivata la protezione di emergenza e l’unità di potenza 5 è stata spenta». L’unità 5 è uno dei due reattori ancora operativi nella centrale. Energoatom ha precisato che «l’unità 6 continua a funzionare» e che «i lavoratori ucraini della centrale stanno facendo del loro meglio per rimediare ai danni alle infrastrutture».

Ore 09:38 - Esercitazioni militari della Russia con Cina, India e altri Paesi

La Russia ha avviato esercitazioni militari su larga scala nell’est del Paese che coinvolgono forze provenienti dalla Cina, una dimostrazione di legami di difesa sempre più stretti tra Mosca e Pechino in mezzo alle tensioni con l’Occidente per la guerra in Ucraina, come ha riferito il ministero della Difesa della Federazione Russa. Le esercitazioni Vostok-2022, che dovrebbero terminare il 7 settembre, si stanno svolgendo in varie località dell’Estremo Oriente russo e nel Mar del Giappone, coinvolgendo più di 50.000 militari e più di 5.000 armi, di cui 140 aerei e 60 navi da guerra. Vi partecipano anche truppe provenienti da India, Laos, Mongolia, Nicaragua, Siria e diversi Paesi dell’ex Unione Sovietica. L’India continua a sottolineare la sua posizione di neutralità riguardo alla guerra della Russia in Ucraina, dicendo di mantenere buone relazioni sia con l’Occidente che con Mosca. La Cina ha chiaramente rifiutato di criticare la guerra della Russia in Ucraina, accusando gli Stati Uniti e la Nato per le provocazioni di Mosca, e ha condannato le sanzioni occidentali imposte alla Russia.

Ore 11:13 - Lavrov: «Missione Aiea a Zaporizhzhia sia obiettiva»

Mosca si aspetta obiettività dalla visita della missione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. «Ci aspettiamo obiettività. Sebbene tutti gli altri che sono coinvolti in questa visita, in un modo o nell’altro, abbiano fatto dei tentativi per renderla difficile. Chiaramente non vogliono che la missione dell’Aiea tragga conclusioni oggettive», ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, come riporta Interfax in riferimento alle accuse da parte dell’esercito russo di un tentativo di sabotaggio delle forze armate ucraine a Zaporizhzhia.

Ore 11:57 - Staff Zelensky: «La Russia vuole rovinare la missione Aiea»

Mentre Ucraina e Russia si scambiano accuse sull’attività militare che circonda la visita dell’Aiea alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, è arrivata la prima reazione ufficiale dell’entourage del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il capo dell’ufficio di presidenza ucraina, Andriy Yermak, ha accusato la Russia di aver tentato di «rovinare» la missione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica nel complesso controllato dalle forze di Mosca. «I russi hanno bombardato [la città di] Energodar e il territorio della centrale nucleare di Zaporizhzhia», ha scritto Andriy Yermak su Telegram, accusando la Russia di agire come uno «stato terrorista». I «criminali devono essere fermati», ha aggiunto. La Russia ha negato ogni sua responsabilità e ha accusato a sua volta dei bombardamenti un «gruppo di sabotaggio» ucraino. Trattandosi di una zona di guerra, è quasi impossibile sapere con certezza quale ricostruzione sia corretta e quale no.

Ore 12:54 - Ritardo di tre ore per la missione Aiea

Il viaggio della missione Aiea alla centrale nucleare di Zaporizhzhia è stato ritardato di circa tre ore da parte dei soldati della prima linea ucraina. Lo ha detto il portavoce dell’Agenzia alla Cnn. «Il direttore generale Grossi ha negoziato personalmente con le autorità militari ucraine per poter procedere e rimane determinato affinché la missione raggiunga oggi la centrale», ha spiegato.

Ore 13:23 - Macron, dividere l’Europa è fra obiettivi guerra Russia

«La divisione dell’Europa è uno degli obiettivi della guerra della Russia» in Ucraina: lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, affermando poi che «l’unità degli europei» ha un ruolo «chiave» in questo campo. «Non dobbiamo permettere che l’Europa si divida», si tratta «di una sfida quotidiana», ha aggiunto il capo dell’Eliseo parlando davanti agli ambasciatori francesi riuniti all’Eliseo.

Ore 13:26 - I filorussi: «Missione Aiea ha passato il controllo in territorio liberato»

«L’auto con il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’agenzia atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha passato un nostro controllo a un posto di blocco nel territorio liberato della regione di Zaporizhzhia. Tra pochi minuti il convoglio proseguirà il suo cammino verso la centrale». Lo ha detto il capo dell’amministrazione filorussa della regione di Zaporizhizhia, Yevhen Balitsky, come riporta Ria Novosti.

Ore 13:41 - La missione Aiea è arrivata alla centrale di Zaporizhzhia

La delegazione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) è arrivata alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Lo riferisce l’agenzia di stampa russa Ria.

Ore 17:51 - La missione dell’Aiea prosegue fino a sabato

L’Aiea lascerà i suoi esperti nella centrale nucleare di Zaporizhzhia, dove sono arrivati questa mattina. Lo ha annunciato il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi, citato dalla Tass: «Rappresentanti, esperti dell’Aiea, rimangono nell’impianto di Zaporizhzhya. Oggi abbiamo esaminato parecchio, abbiamo iniziato la prima valutazione, faremo ulteriori analisi» ha detto Grossi prima di lasciare l’Ucraina. Dei 14 ispettori della missione Aiea , dagli 8 ai 12 resteranno presso la centrale di Zaporizhzhia almeno fino a sabato 3 settembre, nonostante i rischi.

L’Ucraina «non può garantire» la sicurezza per questa missione ha affermato alla Cnn il ministro dell’Energia di Kiev, Herman Halushchenko, sottolineando che la situazione intorno alla struttura nucleare rimane «un pasticcio».

Mentre gli esperti si facevano strada attraverso la zona di guerra verso il complesso, Russia e Ucraina si sono accusate a vicenda di bombardare l’area e di aver tentato di far fallire la visita. Il pesante bombardamento ha ritardato l’avanzamento della squadra verso l’impianto. «C’è stato un aumento dell’attività militare, anche questa mattina», ha detto Grossi durante il viaggio, aggiungendo che dopo essere stato informato dall’esercito ucraino ha deciso di continuare a muoversi nonostante i rischi. «Pensando i pro ei contro ed essendo arrivati così lontano, non ci fermiamo».

Ore 18:14 - «Ispettori dell’Aiea a Zaporizhzhia anche dopo la fine della missione»

Il capo dell’Aiea Rafael Grossi ha annunciato che esperti dell’agenzia rimarranno nella centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia dopo la partenza della delegazione in visita. Il mantenimento degli esperti nella centrale, ha spiegato Grossi conversando con i giornalisti, «riteniamo che sia indispensabile per stabilizzare la situazione e avere aggiornamenti regolari, affidabili, imparziali, neutrali» su quanto accade nell’impianto.

Ore 18:43 - Ambasciatore Zazo: scarse prospettive ripresa negoziati a breve

Le prospettive di una ripresa dei negoziati a breve tra Kiev e Mosca «purtroppo sono scarse». Lo ammette l’ambasciatore italiano in Ucraina, Pierfrancesco Zazo, che in un’intervista all’Adnkronos sottolinea «la totale mancanza di fiducia tra le parti», con la Russia che non ha tra l’altro neanche raggiunto l’obiettivo minimo della conquista del Donbass, mentre in Ucraina l’«opinione pubblica è diventata sempre più antirussa e meno disponibile ad un compromesso, dopo le migliaia di vittime civili provocate dai bombardamenti e dagli eccidi di Bucha e Irpin».

Ore 19:08 - Mosca: stop petrolio ai Paesi ostili se impongono un tetto

Mosca sospenderà le forniture di petrolio ai cosiddetti «Paesi ostili» se essi imporranno «restrizioni» sul prezzo del petrolio russo. Lo annuncia il vice premier russo Alexander Novak, secondo quanto riferisce la Tass.

Ore 19:17 - Grossi: l’integrità fisica della centrale è stata violata

«L’integrità fisica della centrale» di Zaporizhzhia, occupata dai russi, «è stata violata». Lo afferma il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi, dopo l’ispezione avvenuta oggi.

 Ore 19:21 - Mosca chiede riunione Consiglio Onu su Zaporizhzhya

La Russia ha chiesto una riunione del Consiglio di Sicurezza Onu per il 6 settembre sul presunto bombardamento da parte dell’Ucraina della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Lo ha detto il vice ambasciatore russo al Palazzo di Vetro, Dmitry Polyanskiy, affermando che la richiesta arriva «alla luce dei continui bombardamenti della centrale da parte dell’Ucraina e dello sconsiderato tentativo del regime di Kiev di far deragliare la visita della missione Aiea». Mosca ha chiesto che all’incontro intervengano anche il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres e il capo dell’Aiea, Rafael Mariano Grossi.

Ore 19:54 - Fbi perquisisce case a Ny dell’oligarca russo Vekselberg

L’Fbi, il dipartimento per sicurezza nazionale Usa e la polizia di New York stanno perquisendo le proprietà a Manhattan e Long Island dell’oligarca russo Viktor Vekselberg, il miliardario e fondatore del gruppo energetico Renova Group. Lo riporta Nbc news.

Vekselberg, nato in Ucraina, è stato colpito da sanzioni Usa nel 2018 e lo scorso aprile la polizia spagnola, in collaborazione con l’Fbi, ha sequestrato a Maiorca il suo mega yacht Tango da 80 milioni di dollari. L’oligarca è anche un importante donatore di diversi musei e istituzioni culturali occidentali, tra le quali la Tate di Londra, il Lincoln Center e la Carnegie Hall di New York. In passato ha anche testimoniato nell’ambito dell’inchiesta Mueller sui rapporti commerciali dell’allora presidente Donald Trump con la Russia.

Ore 20:07 - Grossi: esperti Aiea resteranno alcuni giorni

Gli ispettori dell’Aiea resteranno nella centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, che è occupata dalle truppe russe, «fino a domenica o a lunedì». Lo ha annunciato il capo dell’Agenzia dell’Onu, Rafael Grossi. «Un gruppo rimarrà fino a domenica o lunedì per proseguire l’esame» dell’impianto, ha dichiarato Grossi tornando nel territorio controllato dalle truppe ucraine.

Gazprom: «Stop a Nord Stream». Ue: «Fornitore inaffidabile». Lorenzo Cremonesi e redazione Esteri e Online su Il Corriere della Sera il 2 Settembre 2022.

Le notizie di venerdì 2 settembre. L'euro scivola sotto la parità con il dollaro. Zelensky al Forum Ambrosetti: «La protezione della centrale nucleare è una tutela contro il disastro nucleare». 

• La guerra in Ucraina è arrivata al 191esimo giorno.

• La crisi del gas in primo piano. Gazprom: anche con le scorte al massimo i Paesi Ue faticheranno a superare l’inverno. E sul petrolio Mosca minaccia lo stop alle forniture per chi impone il price cap

• Zelensky al Forum Ambrosetti a Cernobbio ringrazia Mario Draghi

• Russia, il vicepresidente di Lukoil è morto cadendo dalla finestra dell’ospedale. La società petrolifera: «Era malato».

• Il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) Rafael Grossi dopo l’ispezione alla centrale nucleare di Zaporizhzhia: «L’integrità fisica violata più volte». Cinque rappresentanti della missione resteranno nell’impianto.

Ore 01:43 - Melipol: cinque esplosioni a Melitopol

Un giornalista della Tass ha registrato almeno cinque potenti esplosioni a Melitopol, città ucraina occupata dai russi. Secondo le prime informazioni, sarebbero state prodotte dall’entrata in azione della difesa aerea. distrutto un deposito di munizioni.

Ore 03:01 - L’Aiea resta nella centrale di Zaporizhzia

La missione dell’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, ha ottenuto il permesso di restare anche oggi nella centrale di Zaporizhzia, dove ieri hanno potuto constatare «gravi violazioni» delle quali russi e ucraini continuano ad accusarsi reciprocamente. La Russia chiede una riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu accusando Kiev di aver bombardato la centrale.

Ore 05:02 - Otto navi autorizzate a lasciare l’Ucraina con 158.000 tonnellate di alimenti

Il centro di coordinamento di Istanbul ha autorizzato altre otto navi a lasciare l’Ucraina con un carico complessivo di circa 158.000 tonnellate di alimenti. Lo fa sapere la Tass. Le navi cisterna per carichi secchi Nord Virgo e Fulmar S partiranno dal porto di Yuzhny diretti in Cina e Bulgaria con carichi rispettivamente di mais e panelli di semi di girasole. Il Mubariz Ibrahimov e lo Stella G partiranno da Odessa verso la Turchia e Israele con olio di semi di girasole e mais. La Katsuyama lascerà Chernomorsk con olio di girasole per l’India, la Mavka trasporterà olio di girasole in Romania, la Spring esporterà il grano in Turchia e la Ganga Star porterà la colza in Francia. Tutte queste navi partiranno oggi, compresa l’Afanasiy Matyushenko, che avrebbe dovuto lasciare Chernomorsk martedì ma ha rimandato la partenza, e lascerà ora il porto con un carico di grano destinato alla Turchia. (ANSA). 

Ore 05.10 - Us Open: tennista ucraina nega la mano all’avversaria bielorussa

Agli Us Open la tennista ucraina Marta Kostyuk ha affrontato la bielorussa Victoria Azarenka con un nastro con i colori della bandiera ucraina attaccato al cappello, e alla fine della partita, si è rifiutata di stringere la mano all’avversaria. La Kostyuk ha affermato che stringere la mano alla bielorussa Victoria Azarenka dopo la partita non sarebbe stata «la cosa giusta da fare». Lo aveva annunciato prima del match, che ha perso 6-2 6-3, in un messaggio mandato alla Azarenka in cui diceva che avrebbe concesso solo di toccare la rete con le racchette. «Tutti cercano di essere super diplomatici su questa cosa - si è giustificata la ventenne tennista ucraina - ma la mia nazione viene uccisa ogni giorno».

Ore 06:14 - Nave con grano Ucraino e diretta a Ravenna si è arenata nel Bosforo

La nave cargo Lady Zehma, con 3 mila tonnellate di grano ucraino diretto in Italia, si è arenata nel Bosforo, bloccando il passaggio attraverso Istanbul. La nave, lunga 173 metri, era diretta a Ravenna. Nessun passeggero è rimasto ferito. A causare l’incidente, sarebbe stato un guasto al timone a circa 150 metri dalla costa.

Ore 08:00 - Difesa Gb: «Ancora bombardamenti vicino a Zaporizhzhia»

Il ministero della Difesa britannico ha detto che continuano i pesanti combattimenti nel sud dell’Ucraina, compresi i bombardamenti nel distretto di Enerhodar, vicino alla centrale nucleare di Zaporizhzhia occupata dai russi.

Ore 09:01 - Il team Aiea resta a Zaporizhzhia per lavorare

Otto rappresentanti della missione Aiea e 4 assistenti sono rimasti alla centrale nucleare di Zaporizhzhia per lavorare, secondo quanto hanno riferito le autorità della cittadina di Energodar.

Ore 09:24 - Zelensky al Forum Ambrosetti a Cernobbio: «Pronti ad aumentare export gas verso Ue»

«La protezione della centrale nucleare è una tutela contro il disastro nucleare», ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento in video collegamento al Forum Ambrosetti in corso a Cernobbio. «Non possiamo permettere rischi nucleari».

«Spero di incontrare in Italia il premier Mario Draghi», ha poi aggiunto il presidente ucraino. «Draghi ha dato molto sostegno al mio Paese, il suo impegno personale è stato molto apprezzato». 

«L’Ucraina è pronta ad aumentare l’esportazione di energia verso i vostri paesi. Per questo è importante che la centrale di Zaporizhzhia possa operare in maniera sicura e rimanga collegata alla rete elettrica ucraina. I russi hanno indebolito la nostra capacità di aiutare l’Europa nel settore energetico». 

Noi possiamo aiutare a stabilizzare i consumi energetici dei Paesi vicini ed europei, continua Zelensky, e questo, dice, «può ridurre la pressione russa sull’Europa». «Anche ora, nonostante la difficoltà, possiamo esportare energia pari all’8% del fabbisogno italiano. Inoltre, l’Ucraina può diventare un “green energy hub” per l’Europa e sostituire le energie sporche della Russia. Abbiamo un grande potenziale per sviluppare le energie rinnovabili e l’idrogeno verde». 

Il presidente ucraino ha poi nuovamente citato la necessità di «fermare questa guerra tutti insieme», per poi «muoverci verso una relazione economica più significativa». «L’Ucraina è già uno dei più grandi produttori di prodotti agricoli e con voi possiamo rafforzare questo ruolo e fare dell’Ucraina un luogo per la produzione di prodotti alimentari accessibili per tutto il mondo. Inoltre, l’Ucraina è la perfetta location per altre produzioni, abbiamo gas, litio, personale qualificato, logistica veloce, accesso ai mercati europei», ha poi concluso Zelenksy. «Grazie alle imprese italiane che hanno già mostrato interesse, così come al Paese per aver dato accoglienza ai tanti rifugiati, non lo dimenticheremo mai».

Ore 11:39 - Cinque forti esplosioni a Melitopol

Cinque potenti esplosioni si sono sentite oggi a Melitopol, città ucraina occupata dai russi. Lo scrive l’agenzia russa Tass, che le addebita, come scritto anche in altre occasioni, ad esplosioni della difesa aerea.

Ore 12:00 - Mosca, due rappresentanti Aiea a Zaporizhzhia su base permanente

Due rappresentanti dell’Agenzia internazionale per l’agenzia atomica (Aiea) rimarranno presso la centrale nucleare di Zaporizhzhia su base permanente. Lo ha detto a Ria Novosti, Mikhail Ulyanov, rappresentante per la Russia alle Organizzazioni Internazionali a Vienna.

Ore 12:40 - Cremlino: molto positivo l’arrivo della missione Aiea

«È ancora presto per fare valutazioni sull’operato della missione dell’Aiea alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, ma in generale valutiamo in modo molto positivo il fatto che nonostante tutte le difficoltà e i problemi, comprese le azioni provocatorie della parte ucraina, la delegazione sia arrivata e abbia iniziato il proprio lavoro». Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalla Tass. 

Peskov ha anche parlato di una conversazione telefonica tra Putin e Scholz, che deve essere ancora programmata. «La discussione è l’unica via d’uscita da situazioni difficili, ma una conversazione tra il presidente russo Vladimir Putin e il cancelliere tedesco Olaf Scholz non è ancora stata pianificata».

Ore 12:50 - Il gigante del petrolio e del gas Equinor lascia la Russia

La società energetica norvegese Equinor diventa la prima compagnia petrolifera e del gas internazionale a ritirarsi completamente dalla Russia. Equinor, che è responsabile di circa il 70% della produzione norvegese di petrolio e gas, ha dichiarato di aver completato la sua uscita dalla Russia. All'inizio di questa settimana, la Exxon Mobil Corp ha notificato ai funzionari russi che avrebbe citato in giudizio il governo federale a meno che Mosca non gli avesse permesso di uscire da un importante progetto di petrolio e gas, ha riferito il Wall Street Journal. Nel frattempo, Shell e BP hanno detto che intendono lasciare la Russia, ma devono ancora completare il ritiro.

Ore 13:06 - Von der Leyen: «Necessario il price cap su gas russo»

La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha dichiarato ai giornalisti a margine di un evento in Baviera che è necessario applicare un price cap sulle importazioni di gas dalla Russia.

Ore 13:07 - Il Cremlino: «Nord Stream fermo per motivi tecnici». Ma le vere ragioni sono politiche

L'affidabilità del gasdotto Nord Stream, che porta il gas russo in Europa, è minacciata a causa della mancanza di dotazioni tecnologiche, ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalla Tass. «Non ci sono riserve tecnologiche, è in funzione solo una turbina, quindi fate voi i conti», ha detto Peskov a due giorni dall’ennesima chiusura «per manutenzione» del gasdotto Nord Stream 1 da parte di Gazprom. In questo caso lo stop si spiegherebbe con la manutenzione dell’unico compressore di Nord Stream 1 ancora in funzione, mentre in luglio la ragione ufficiale di uno stop di dieci giorni fu la mancanza di una turbina Siemens in riparazione in Canada. I governi di Germania e dello stesso Canada erano arrivati a allentare le sanzioni pur di permettere di spedire turbine di Siemens a Gazprom per i prossimi due anni, eppure i russi non hanno mai voluto indietro il pezzo mancante. Perché la causa delle interruzioni non è tecnica, ma politica, ha scritto Federico Fubini. Semplicemente, Vladimir Putin ha dato mandato a Gazprom di destabilizzare quanto più possibile le quotazioni del gas in Europa. Qui spieghiamo con quali conseguenze.

Ore 13:21 - Kiev: ispettori Onu fuorviati dai russi. Stasera la conferenza stampa di Grossi

Sarà «difficile» per l'Aiea fare una valutazione imparziale della situazione alla centrale di Zaporizhzhia per via dell'interferenza russa, prevede la compagnia nucleare statale ucraina, Energoatom. «Gli occupanti russi stanno facendo ogni sforzo per impedire alla missione Onu di conoscere il reale stato delle cose nella centrale nucleare di Zaporizhia. Stanno diffondendo manipolazioni e false informazioni» accusa su Telegram dell'operatore ucraino Energoatom dopo l'ispezione dell'agenzia nucleare nella centrale occupata dai russi. Per l'operatore ucraino, «i russi mentono sui bombardamenti e sui danni alle infrastrutture della centrale e incolpano le forze armate ucraine per questo». Per Kiev, i russi hanno presentato agli esperti dell'Aiea come «truppe di difesa chimica» i camion militari che, in violazione di tutti i requisiti di sicurezza antincendio, si trovano nelle sale macchine. Inoltre, gli occupanti non hanno consentito la missione nel centro di crisi della centrale nucleare, perché lì hanno nascosto il personale militare russo che si trova alla stazione. Per Energoatom i russi «hanno presentato uno spettacolo pre-programmato e una messa in scena» alla missione Aiea. Stasera verso le 20,30 - dopo il suo atterraggio a Vienna — è attesa la conferenza stampa del capo dell'Aiea, Rafael Grossi, sulla missione.

Ore 13:53 - Verso ok del G7 al tetto al prezzo del petrolio russo

I Paesi del G7 sono pronti ad approvare l’introduzione di un tetto al prezzo per gli acquisti globali di petrolio dalla Russia. Secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg, gli Usa sperano che la mossa allenti la pressione sul mercato dell’energia e tagli i ricavi di Mosca. I ministri delle finanze del G7 si riuniranno oggi con l’intenzione di approvare il piano che conterrà i limiti entro cui verrà fissato il tetto e una data possibili per l’avvio della misura. Dopo l’ok del G7, per renderlo operativo toccherà all’Ue modificare il sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia, che vieta acquisti di petrolio russo dal 5 dicembre.

Ore 14:13 - Medvedev: con price cap non ci sarà più gas russo in Europa

Il gas russo «non ci sarà più» in Europa se l’Ue imporrà il price cap. Lo ha dichiarato il vice capo del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, come riporta la Tass. Commentando la richiesta del capo della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di introdurre un tetto massimo per i prezzi del gas russo, Medvedev ha avvertito: «Sarà come per il petrolio. Solo non ci sarà più gas russo in Europa».

Ore 14:14 - Grano: Kiev, esportate oltre 1,72 mln tonnellate di cereali da Ucraina

Oltre 1,72 milioni di tonnellate di cereali sono già state esportate da tre porti ucraini, divenuti operativi grazie all’accordo sul grano siglato tra Kiev e Mosca con Onu e Turchia. Lo riferisce il ministero delle Infrastrutture ucraino, come riporta Ukrinform. Dal 1° agosto, da quando è iniziata l’attuazione dell’accordo sul grano, i cereali sono stati spediti da Odessa, Chornomorsk e Pivdenny, e un totale di 68 navi ha lasciato l’Ucraina per raggiungere i porti di destinazione (in 18 Paesi del mondo).

Ore 15:03 - G7: ministri Finanze concordano price cap greggio russo

«Oggi confermiamo la nostra intenzione politica congiunta di finalizzare e attuare un divieto globale di servizi che consentano il trasporto marittimo di petrolio greggio e prodotti petroliferi di origine russa a livello globale. La fornitura di questi servizi sarebbe consentita solo se il petrolio e i prodotti petroliferi sono acquistati a un prezzo o inferiore a un tetto di prezzo determinato dall’ampia coalizione di Paesi che aderiscono e attuano il limite di prezzo. Il price cap è specificamente progettato per ridurre le entrate russe e la capacità della Russia di finanziare la sua guerra di aggressione, limitando al contempo l’impatto della guerra di Mosca sui prezzi globali dell’energia, in particolare per i paesi a basso e medio reddito, consentendo solo ai fornitori di servizi di continuare a fare affari relativi al petrolio marittimo russo e ai prodotti petroliferi venduti a o al di sotto del limite di prezzo». È quanto si legge in una dichiarazione dei ministri delle finanze del G7 al termine dell’incontro di oggi.

Ore 15:13 - Gas: von der Leyen, Putin preferisce bruciarlo che venderlo

«Il mercato elettrico non è più funzionale perché gravemente sconvolto dalla manipolazione di Putin. Ed è per questo che dobbiamo fare un passo avanti. Prima di tutto, la massima priorità è il risparmio energetico. C’è troppa poca energia a livello globale. Putin preferisce bruciare il gas piuttosto che fornirlo contrattualmente all’Europa o ad altre regioni. Quindi risparmiare energia con saggezza, soprattutto nelle ore di punta, in modo da non aver bisogno di gas». Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a margine della riunione dei parlamentari conservatori della Csu/Cdu in Germania.

Ore 15:43 - Petrolio: Yellen, price cap duro colpo alle finanze russe

Il price cap deciso dai ministri delle Finanze del G7, secondo il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Janet Yellen, «aiuterà a dare un grande colpo alle finanze della Russia» e «ostacolerà le sue capacità nella guerra in ucraina».

Ore 15:45 - Kiev, riattivato reattore Zaporizhzhia colpito dai russi

«Il reattore n.5 della centrale nucleare di Zaporizhzhia, scollegato da ieri mattina a seguito di un altro colpo di mortaio delle forze di occupazione russe nel sito, è stato collegato nuovamente alla rete elettrica». Lo ha annunciato su Telegram l’azienda energetica ucraina Energoatom. «Attualmente, nell’impianto sono in funzione due reattori che producono elettricità per il fabbisogno dell’Ucraina», ha aggiunto l’azienda.

Ore 16:28 - Mosca: gli Usa sono ormai quasi parte del conflitto

«Mettiamo in guardia gli Usa dal fare passi provocatori, compresa la fornitura (all’Ucraina) di armi di sempre più a lunga gittata e più distruttive». Lo ha detto il vice ministro degli Esteri russo Serghei Ryabkov, come riporta l’agenzia Interfax, affermando che c’è ormai solo una «sottilissima linea a separare gli Stati Uniti dal diventare una parte in conflitto». «Le sfacciate forze anti-russe — avverte Ryabkov — non devono illudersi che tutto rimarrà immutato una volta che quella linea sarà stata superata».

 Ore 16:45 - Gentiloni: «Con price cap via i ricavi alla Russia e giù i prezzi»

L’appoggio del G7 al “price cap” «è un passo importante verso due obiettivi: negare i ricavi della Russia per finanziare la brutale guerra di Putin contro L’Ucraina e far pressione al ribasso sui prezzi globali dell’energia». Lo afferma il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni. Il G7 lavorerà per «un’ampia coalizione globale per finalizzare la progettazione e il livello del tetto di prezzo e attuarlo congiuntamente, per massimizzarne l’efficacia», aggiunge. «La Commissione farà pienamente la propria parte lavorando per raggiungere l’unanimità tra i nostri 27 Stati membri per attuare questa misura nell’Ue».

Ore 17:51 - Sanzioni, perdite per le banche russe pari a 25 mld euro

Il settore bancario russo ha subito perdite pari a 1.500 miliardi di rubli (25 miliardi di euro al cambio attuale) nella prima metà dell’anno a causa delle sanzioni. Lo ha detto al giornale Rbc il primo vice governatore della Banca centrale, Dmitry Tulin, sottolineando che si tratta del primo bilancio in rosso negli ultimi sette anni. Lo riferisce l’agenzia Tass. Da gennaio a giugno di quest’anno delle 329 banche russe tre quarti hanno registrato profitti e un quarto perdite, ha precisato Tulin. Le transazioni bancarie in valuta straniera hanno provocato perdite pari a 1.000 miliardi di rubli (16,5 miliardi di euro), dovute alle forti oscillazioni nel tasso di cambio del rublo, prima precipitato e poi rafforzatosi fino a livelli mai visti dal 2015 contro il dollaro e l’euro. Tulin ha ricordato che il settore bancario russo nel 2021 ha segnato profitti record pari a 2.400 miliardi di rubli (40 miliardi di euro).

Ore 18:16 - Kiev bombarda una base russa vicino alla centrale nucleare

L’Ucraina ha riferito di aver colpito una base russa a Energodar, la città dove si trova la centrale nucleare di Zaporizhzhia occupata dalle truppe russe. «Nelle località di Kherson e di Energodar, attacchi precisi delle nostre truppe hanno distrutto tre sistemi di artiglieria nemici, oltre a un deposito di munizioni», ha affermato l’esercito ucraino nel suo rapporto serale.

Ore 18:43 - Gazprom trova un nuovo guasto, Nord Stream resta fermo

Gazprom ha individuato alcune perdita di olio nel corso dei lavori di manutenzione in corso alla stazione di compressione di Portovaya. «I guasti e danni individuati — spiega Gazprom sul suo canale Telegram — non consentono una operatività sicura ed esente da problemi del motore della turbina». Per questa ragione «il trasporto di gas» è stato «completamente fermato».

Ore 19:17 - Usa: lavoreremo per un tetto al prezzo del petrolio russo

Gli Usa lavoreranno nelle prossime settimane per definire un tetto globale al prezzo del petrolio russo, che ridurrebbe significativamente gli introiti di Vladimir Putin per sostenere la guerra in Ucraina che darebbe a più Paesi una leva migliore per fare accordi energetici con Mosca: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre.

Ore 19:39 - Biden chiede al congresso altri 13,7 miliardi di aiuti per Kiev

La Casa Bianca ha chiesto al Congresso l'approvazione di ulteriori 13,7 miliardi di dollari di aiuti nell'ambito delle spese per fronteggiare l'invasione russa. I fondi richiesti sono suddivisi in 11,7 miliardi di dollari di aiuti militari a Kiev e in 2 miliardi di dollari per consolidare le forniture energetiche per compensare l'impatto della guerra sul mercato globale dell'energia. Lo hanno riferito fonti dell'Amministrazione citate da The Hill.

Ore 19:56 - Ue: l’annuncio di Gazprom conferma l’inaffidabilità del fornitore

«Un’altra conferma dell’inaffidabilità» di Gazprom come fornitore. Lo scrive su Twitter il portavoce Commissione Ue Eric Mamer commentando l’annuncio con cui Gazprom ha comunicato che i flussi di gas attraverso Nord Stream non riprenderanno domani, come inizialmente previsto, per problemi riscontrati a una turbina. L’annuncio, ha aggiunto il portavoce, «è anche una prova del cinismo della Russia: preferisce bruciare il suo gas piuttosto che onorare i contratti».

Ore 20:24 - Cingolani: «Il ricatto russo è chiaro, è una partita di poker»

«Il ricatto russo è chiaro a tutti, tra l'altro l'aumento dei prezzi stabilito dal Ttf ha favorito i russi perché ci hanno dato meno gas a prezzo più alto», consentendo di «guadagnare un sacco di soldi con cui finanziare la guerra». Lo ha detto il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani al Tg1 alla minaccia della Russia di azzerare i flussi di gas verso l'Europa. «La Russia non può sospendere così rapidamente le forniture perché non ha altri gasdotti dove mettere questo gas e venderlo altrove. È una partita di poker».

Ore 20:53 - Euro scivola sotto la parità con stop a Nord Stream

L'euro scivola nuovamente sotto la parità con il dollaro dopo che Gazprom ha annunciato lo stop del gasdotto Nord Stream che domani non riaprirà, adducendo nuovi problemi tecnici. La moneta unica, che fino all'annuncio del colosso energetico russo si trovava sopra la parità, è scesa repentinamente a 0,996, scontando l'accresciuto rischio di una recessione europea dovuta alla carenza di gas russo durante l'inverno.

Ore 21:07 - Grossi (Aiea): martedì informerò Onu su risultati missione Zaporizhzhia

Il direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) Rafael Grossi, in conferenza stampa a Vienna, ha affermato che martedì informerà il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sui risultati della visita degli esperti a Zaporizhzhia. Grossi ha inoltre annunciato che il team dell'agenzia preparerà un rapporto sull'esito della missione per l'inizio della prossima settimana.

Ore 21:19 - Kiev: colpiti obiettivi russi a Enerhodar

Le forze armate di Kiev hanno riferito di aver colpito obiettivi russi nella città di Enerhodar, occupata da Mosca nel sud dell'Ucraina, nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Lo ha reso noto lo Stato maggiore delle forze armate ucraine su Facebook. «È stato confermato che nella regione intorno alle città di Kherson ed Enerhodar precisi attacchi delle nostre forze armate hanno distrutto tre sistemi di artiglieria nemici, oltre a un magazzino con munizioni e una compagnia di soldati».

Ore 21:37 - Parolin: «Santa Sede aperta a tutti per l'obiettivo della pace»

«Noi come Santa Sede restiamo sempre aperti a tutti, per offrire a tutti la possibilità di incontrarsi e superare le contrapposizioni». Lo ha detto il Segretario di Stato vaticano, il card. Pietro Parolin, a Tg2 Post. Parlando della guerra in Ucraina ha sottolineato: «Siamo aperti agli aggressori e agli aggrediti per arrivare a un negoziato, ad una tregua e a una pace duratura».

Kadyrov e l’ipotesi delle sue dimissioni. Medvedev: «L’Occidente gioca a scacchi con la morte». Lorenzo Cremonesi e redazione Esteri su Il Corriere della Sera il 3 settembre 2022.

Le notizie di sabato 3 settembre. Ulteriore avvicinamento Russia-Cina: da domenica, Vladimir Putin parteciperà alle manovre militari con lo Stato asiatico

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• La guerra in Ucraina è arrivata al 192esimo giorno.

• L'Unione europea trova l'accordo per il tetto al prezzo del gas.

•Mosca chiude il gasdotto Nord Stream 1. Il portavoce Ue: «Fornitore inaffidabile».

• Zelensky al Forum Ambrosetti ringrazia Draghi: «Pronti ad aumentare l'export di gas verso l'Ue».

• Il presidente Usa Biden ha chiesto al congresso altri 13,7 miliardi per Kiev.

• Il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov: «Gli Usa sull'orlo di un coinvolgimento diretto nel conflitto».

• Il direttore dell’ Aiea Grossi dopo l’ispezione alla centrale di Zaporizhzhia: «Impianto scollegato dalla rete ucraina, ma elettricità garantita».

Ore 23:18 - Autorità Zaporizhzhia, bombe Kiev su zona centrale

Le forze ucraine hanno ripreso a bombardare la zona dove si trova la centrale nucleare di Zaporizhzhia. Lo ha detto Vladimir Rogov, membro del consiglio principale dell'amministrazione militare-civile della regione di Zaporozhzhia, controllata dai russi, secondo quanto riporta l'agenzia Tass. «La centrale nucleare di Zaporizhzhya è di nuovo sotto il tiro dei militanti di Zelensky! Nelle ultime due ore almeno quattro volte è stata colpita l'area della centrale», aggiunge Rogov, secondo il quale i bombardamenti sono iniziati intorno alle 21:10.

Ore 05:53 - Mosca, Usa su orlo coinvolgimento diretto nel conflitto

Il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov ha messo in guardia Washington dal fornire armi a lunga gittata all'Ucraina, affermando che gli Stati Uniti sono sull'orlo di un coinvolgimento diretto nel conflitto. Ryabkov ha poi ricordato la dottrina militare del Paese, che prevede l'uso di armi nucleari in caso di minaccia all'esistenza dello Stato russo.

«Abbiamo ripetutamente avvertito gli Stati Uniti delle conseguenze che potrebbero verificarsi qualora continuassero a inondare l'Ucraina di armi», ha detto Ryabkov, affermando che Washington è vicina a diventare una «parte del conflitto». Parlando alla tv russa, il viceministro degli Esteri ha avvertito che «il margine molto stretto che separa gli Stati Uniti dal diventare una parte del conflitto non deve creare l'illusione che tutto rimarrà com'è se questo margine verrà attraversato». Ryabkov ha quindi ricordato che la dottrina militare russa prevede la possibilità di utilizzare le armi nucleari in caso di aggressione alla Russia e ai suoi alleati con armi di distruzione di massa o di aggressione con armi convenzionali che minaccino l'esistenza stessa dello Stato russo.

«Stiamo mettendo in guardia gli Stati Uniti dal compiere passi provocatori, come la consegna di armi a più lunga gittata e più devastanti», ha detto Ryabkov, «è una strada che non porta a nulla e che comporta gravi conseguenze, la cui responsabilità ricadrà interamente su Washington».

Ore 05:56 - Putin da domani alle manovre militari con la Cina

Continuano a farsi sentire anche gli effetti geopolitici della guerra, compreso l'ulteriore avvicinamento tra Russia e Cina. A partire da domenica, Vladimir Putin sarà in viaggio nell'estremo oriente russo — dalla Kamchatka a Vladivostok — per partecipare a diversi incontri economici e supervisionare la fase finale delle maxi esercitazioni militari Vostok 2022 (Est 2022), cui partecipano circa 50 mila soldati, 140 aerei da combattimento e 60 unità navali. Manovre a cui Pechino ha inviato un'imponente delegazione militare, con oltre duemila soldati e 300 mezzi e, per la prima volta a un ciclo di operazioni a guida russa, rappresentanze di Esercito, Marina e Aeronautica.

Ore 07:34 - Mosca esorta gli Usa a riprendere le ispezioni del New Start sul nucleare

La Russia esorta gli Stati Uniti a continuare i contatti attraverso i canali diplomatici al fine di riprendere le ispezioni ai sensi del trattato New Start il prima possibile. Lo ha affermato l’ambasciatore russo negli Stati Uniti Anatoly Antonov, secondo quanto riferito dalla Tass. «Chiediamo agli Stati Uniti di continuare i contatti attraverso i canali diplomatici con l’obiettivo di riprendere al più presto le ispezioni sulla base della parità prevista dal Nuovo Start», ha affermato Antonov. Il New Start è un trattato sulla riduzione delle armi nucleari firmato da Stati Uniti e Russia a Praga l’8 aprile 2010

Ore 07:44 - Stamattina alle 9 l’ultimo saluto a Gorbaciov, senza i leader occidentali

Senza Putin, ma anche senza i leader occidentali. L’ultimo saluto a Gorbaciov, al via stamattina alle 9 nella storica Sala a colonne della Camera dei sindacati, come molti dei suoi predecessori sovietici, non soltanto non sarà un funerale di stato, segno che l’attuale leadership del Cremlino ha poco interesse a onorare l’eredità del padre della Perestroika, che di recente aveva espresso critiche all’invasione dell’Ucraina.

Anche i tanti leader occidentali che avrebbero sicuramente voluto partecipare alle esequie funerali dell’ultimo leader sovietico ricordato come il volto di una stagione di distensione internazionale, di dialogo e disarmo. saranno tenuti a distanza dal nuovo clima di Guerra Fredda tra Est e Ovest creatosi dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

Ore 08:28 - Mosca manterrà chiuso il gasdotto chiave per l’Ue. Bruxelles: avanti sul tetto al prezzo del gas

Il gasdotto russo verso la Germania non riaprirà come previsto oggi, sabato. La società energetica statale russa Gazprom ha annunciato la chiusura a tempo indeterminato di Nord Stream 1, per via di una perdita a una turbina.

«La mossa di Gazprom purtroppo non è una sorpresa. L’uso del gas come arma non cambierà la determinazione dell’Ue» ha reagito in un tweet il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. «Accelereremo il nostro percorso verso l’indipendenza energetica. Il nostro dovere è proteggere i nostri cittadini e sostenere la libertà dell’Ucraina». La Ue e i ministri delle Finanze del G7 hanno confermato l’intenzione di porre un tetto al prezzo del gas. Un dossier sulle riserve strategiche del nostro Paese qui

Ore 09:51 - Orbán a Mosca per i funerali di Gorbaciov, ma non incontrerà Putin

Il premier ungherese Viktor Orbán sarà oggi a Mosca per «rendere omaggio» a Mikhail Gorbaciov. Lo comunicano fonti governative di Budapest. Orbán sarà nella capitale russa per partecipare ai funerali di Gorbaciov ma non è previsto alcun incontro con Vladimir Putin, precisa il Cremlino.

Ore 11:26 - Medvedev: «Il nostro arsenale nucleare? Una garanzia per preservarci»

L’ex presidente russo Dmitri Medvedev è tornato a parlare dell’arsenale nucleare di Mosca — senza riferimenti diretti al conflitto in Ucraina. 

«L’intero arsenale nucleare strategico è rimasto nel nostro Paese. Ed è supportato da noi ad un livello molto alto. Questa è la migliore garanzia per preservare la potenza della Russia», ha detto l’attuale vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo. 

Nel suo post su Telegram, dai toni — come di consueto — accaldati, Medvedev accusa l’Occidente di voler «approfittare del conflitto militare in Ucraina» per «un nuovo ciclo di disintegrazione» delle istituzioni russe dopo il crollo dell’Urss. 

«È chiaro che tutti questi sono sogni sporchi», continua il post, di chi pensa «a come farci a pezzetti. Ma tali tentativi sono davvero estremamente pericolosi».

Ore 11:30 - I bambini e la guerra

Le stime dei morti e dei feriti, in questo conflitto come in molti altri, sono estremamente complicate: e vanno sempre prese con enorme cautela. 

Quella diffusa dall’Ufficio del Procuratore generale ucraino, però, sarebbe straziante anche se fosse imprecisa. 

Secondo i dati diffusi nella mattinata di sabato, sarebbero 380 i bambini uccisi in Ucraina dal giorno dell’invasione russa del Paese, e altri 737 sarebbero i feriti. 

Il maggior numero di vittime si registra nelle regioni di Donetsk, Kharkiv, Kiev e Chernihiv. 

Secondo l’ufficio del Procuratore, poi, 2.328 istituzioni educative sono state danneggiate, di cui 289 completamente distrutte, a causa dei bombardamenti delle truppe russe.

Ore 11:33 - L’esercito ucraino e quello russo (che attende rinforzi)

Le operazioni sul campo, in Ucraina, non si fermano. E ad offrire un punto della situazione è il consueto bollettino quotidiano dell’intelligence britannica: al solito, molto ben informato, pur se innegabilmente schierato dalla parte dell’Ucraina. 

Secondo gli 007 militari di Londra, Kiev si avvantaggia sul terreno grazie allo scarso livello di leadership emerso nell’ambito dell’esercito russo.

 

Le forze di Kiev — si legge nell’update quotidiano — hanno «con tutta probabilità raggiunto un livello di sorpresa tattica» nella loro controffensiva e ciò è stato possibile sfruttando il livello giudicato «scarso» nella «logistica, amministrazione e leadership» dell’esercito russo. 

Un esercito — quello russo — che secondo Kiev dovrà pazientare ancora qualche settimana prima di ricevere rinforzi significativi. Vadym Skibitskyi — un rappresentante della direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino — ha dichiarato alla tv militare ucraina che il 40% delle nuove unità russe per la guerra in Ucraina non è pronto per il combattimento: «A causa dei guasti alle attrezzature militari e delle perdite catastrofiche di personale e mezzi, la Russia sta cercando di creare nuove unità e formazioni militari, ma un nuovo corpo d’armata in Russia potrà essere formato solo alla fine di novembre». 

«La storia con il Terzo Corpo d’Armata si trascinerà fino a novembre — ha aggiunto —. Il problema sono le risorse umane. Il personale specializzato. Ci vogliono 3-4 mesi per formare uno specialista ». 

Altro problema evidenziato da Skibitsky è quello dell’equipaggiamento e delle armi, perché tutte le attrezzature erano nell’arsenale dei battaglioni impiegati in Ucraina tra febbraio e marzo. 

«Nei prossimi giorni una decisione cruciale per i comandanti russi sarà dove impiegare forze di riserva operative», spiegava ancora l’aggiornamento di intelligence del ministero della Difesa di Londra.

Ore 11:43 - Salvini: «Sulle sanzioni alla Russia Bruxelles deve ripensare»

«Siamo di fronte all’unico caso al mondo in cui le sanzioni per fermare una guerra, per mettere in ginocchio un regime, per bloccare gli attacchi non danneggiano i sanzionati, ma coloro che sanzionano». 

A parlare, esprimendo concetti non inediti, ma destinati a rinfocolare le polemiche sul posizionamento internazionale del suo partito, è Matteo Salvini, il leader della Lega. 

A margine del suo incontro a Fano con i simpatizzanti e i candidati del Carroccio alle elezioni del 25 settembre, Salvini ha detto che, con le sanzioni, «ci stanno rimettendo gli italiani e ci stanno guadagnando i russi: evidentemente, a Bruxelles, qualcuno ha sbagliato i conti». 

«Bisogna continuare a sostenere, difendere e aiutare il popolo ucraino — ha detto ancora —, ma le sanzioni non stanno facendo male alla Russia, che sta guadagnando centinaia di migliaia di miliardi in più. Stanno facendo male alle nostre imprese e alle nostre famiglie, per cui è evidente che ci sia qualcosa da ripensare».

Ore 11:46 - Il nuovo colloquio tra Putin ed Erdogan

Il presidente russo Vladimir Putin e quello turco Recep Tayyp Erdogan hanno avuto un nuovo colloquio telefonico sulla situazione in Ucraina. Ad annunciarlo è l’agenzia di stampa russa Tass. 

Erdogan, secondo quanto riportato, avrebbe sottolineato il ruolo «costruttivo» della Russia nell’organizzare la visita degli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. 

Insieme con Putin, avrebbe poi esaminato l’attuazione dell’accordo sul grano raggiunto a Istanbul il 22 luglio. 

Erdogan avrebbe infine fatto le condoglianze a Putin per la morte di Gorbaciov, prima di discutere «di questioni relative all’ulteriore sviluppo della cooperazione tra Russia e Turchia», confermando «l’intenzione di espandere i legami commerciali ed economici, compresa la promozione di progetti strategici congiunti nel settore energetico». 

Non si tratta di un segnale neutro, specie se si considera che nelle scorse settimane Erdogan aveva assunto posizioni critiche nei confronti di Mosca, esprimendo (era il 18 agosto) il pieno sostegno all’integrità territoriale dell’Ucraina, e dicendo che la Turchia è «dalla parte di Kiev». 

E non è un caso che, nel comunicato turco, l’accento sia posto altrove: al centro della telefonata — secondo Ankara — «gli ultimi sviluppi dell’intervento russo in Ucraina, ma sopratutto la situazione relativa il corridoio del grano», con Erdogan che insiste «perché Russia e Ucraina riprendano a dialogare per giungere a un cessate il fuoco».

Ore 12:01 - Quando finirà la guerra, secondo l’Ucraina

Quali sono — in questa ormai lunghissima guerra — gli «endgame», gli obiettivi da raggiungere, per entrambi gli schieramenti?

 Il tema è meno scontato di quanto possa apparire: non è chiaro dove Putin intenda fermarsi, né lo è quali siano — al di là degli annunci di principio — i punti che per Kiev sarebbero irrinunciabili. 

Il consigliere del presidente ucraino Zelensky, Mikhailo Podolyak, ha però ribadito poco fa, su Twitter, che «i funzionari della Federazione Russa ripetono uno strano mantra: “L’operazione militare speciale sarà completata in tempo”, “L’Occidente ne ritarda il completamento”. Sembra che non abbiano capito nulla. L’Ucraina determinerà il termine della guerra liberando i propri territori. Così come l’ammontare dei pagamenti delle riparazioni».

Ore 12:17 - Putin non andrà su TikTok, e non ha nemmeno un cellulare

(Alessandra Muglia) Putin sulle orme dell’amico Berlusconi pronto a sbarcare su Tik Tok? Macché, il presidente russo non ha neanche il cellulare. «Non ha intenzione di aprire pagine personali sui social network» ha escluso in modo categorico il suo portavoce, Dmitrij Peskov, interpellato sul tema dai giornalisti all’indomani del debutto su TikTok del presidente di Forza Italia. 

Peskov, riporta l’agenzia Interfax, ha ribadito che Putin non usa il telefono cellulare, non ha account sui social media e non ha intenzione di aprirne visto che ha già buoni canali per ottenere informazioni e comunicare con i russi. 

Inoltre mantenere un account su un social richiede tempo che il presidente non ha, va ripetendo il portavoce del Cremlino, ricordando che difficilmente Putin permetterebbe ad altre persone di gestire i suoi account. 

Già qualche anno fa il portavoce del Cremlino aveva chiarito la sua posizione al riguardo: «Possedere uno smartphone è una forma di volontario esibizionismo, di completa trasparenza. Prendendo in mano uno smartphone voi, a priori, date il benestare al fatto che tutto quello che vi riguarda diventi di pubblico dominio» aveva osservato. 

Per questo, concludeva, un presidente non dovrebbe avere uno smartphone, «tanto meno quello di un Paese come la Russia».

Ore 12:38 - Erdogan a Putin: Turchia può mediare anche sulla centrale nucleare

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, in una conversazione telefonica con il suo omologo russo Vladimir Putin, si è offerto come mediatore fra Russia e Ucraina sulla centrale nucleare. «Il presidente Erdogan ha affermato che la Turchia può assumere un ruolo da facilitatore sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia, come è stato fatto per l’accordo sul grano», ha reso noto la presidenza turca.

Ore 12:52 - L’addio a Gorbaciov: le rose bianche di Orbán, la figlia Irina con le nipoti, ambasciatori occidentali

Irina Gorbaciov è seduta accanto alla bara del padre, Mikhail Gorbaciov, nel giorno dei funerali dell’ultimo presidente dell’Urss. Con lei anche le sue due nipoti. Dal mattino, centinaia di persone in lutto si sono recate nella sala delle Colonne della Casa dei sindacati di Mosca, dove è stata allestita la camera ardente. Il presidente ungherese Orbán, unico leader occidentale, quello che più ha criticato le sanzioni contro Mosca, ha deposto rose bianche sul feretro. Presenti alcuni ambasciatori: l’americano John Sullivan, il tedesco Geza Andreas von Geyr, la britannica Deborah Bronnert, il giapponese Toyohisa Kozuki.

Ore 13:14 - «Finora congelati 14 miliardi di euro agli oligarchi russi»

Finora «è stato possibile congelare 14 miliardi di euro agli oligarchi russi» ha riferito il commissario europeo alla Giustizia Didier Reyners al Forum Ambrosetti. Ci sono «sei stati membri in cui si sta raggiungendo il 90%» mentre «abbiamo sollecitato 4 Paesi» in cui i sequestri non sono ancora sufficienti, ha aggiunto Reyners.

Ore 13:24 - Kiev offre elettricità alla Germania. Oggi il premier ucraino a Berlino

L’Ucraina intende sostenere la Germania nel tentativo di porre fine alla sua dipendenza dalle importazioni di energia russe fornendo alla più grande economia europea la propria elettricità in eccedenza. «Attualmente l’Ucraina esporta la sua elettricità in Moldova, Romania, Slovacchia e Polonia. Ma siamo pronti ad espandere le nostre esportazioni in Germania», ha detto alla Dpa il primo ministro ucraino Denys Shmyhal. «Abbiamo una quantità sufficiente di elettricità in Ucraina grazie alle nostre centrali nucleari», ha aggiunto, annunciando che di questo parlerà durante la sua visita nella capitale tedesca questo fine settimana. Shmyhal arriverà oggi a Berlino e domani incontrerà il cancelliere Olaf Scholz.

Ore 13:49 - Sospesa l’erogazione di energia da Zaporizhzhia

È stata sospesa «per ragioni tecniche» l’erogazione di energia dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia verso l’area sotto il controllo di Kiev. Lo ha reso noto l’operatore ucraino Energodar citato dalla Tass. 

Secondo le autorità filorusse di Enerhodar, la città ucraina dove si trova le centrale nucleare di Zaporizhzhia, «gli esperti del sito riferiscono che la produzione elettrica generata dai reattori varia a causa delle peculiarità tecnologiche».

Ore 14:41 - L’Occidente «gioca a scacchi con la morte»

L’ex presidente russo Dmitry Medvedev — in un altro dei suoi post, questa volta sul social network russo Vkontake — ha accusato l’Occidente di giocare una «partita a scacchi con la morte» nel suo sostegno all’Ucraina, accusando i Paesi occidentali di voler approfittare del conflitto per «fare di tutto perché le istituzioni statali della Russia smettano di funzionare» e di voler «privare la Russia di una governance efficace, come nel 1991». 

«Questi tentativi - aggiunge l’ex presidente russo - sono davvero estremamente pericolosi» perché «ignorano un semplice assioma: la disintegrazione violenta di una potenza nucleare è sempre una partita a scacchi con la morte».

Ore 16:52 - Kadyrov si dimette?

Il presidente della repubblica russa della Cecenia Ramzan Kadyrov ha dichiarato di essersi «pienamente meritato una vacanza per un periodo lungo e indefinito» senza precisare se si dimetterà dalla leadership della regione.

In un video pubblicato su Telegram e accompagnato da poche righe, l'uomo ritenuto vicino al presidente russo Vladimir Putin e accusato da diverse ong per la persecuzione delle minoranze, ha dichiarato di non essere apprezzato «dagli attuali capi delle istituzioni della Federazione Russa». Poi l'annuncio sibillino: «Penso di essermi pienamente meritato una vacanza per un periodo lungo e indefinito». 

Già in passato Kadyrov aveva evocato un possibile passo indietro come leader della Cecenia per poi rimanere al suo posto. «Sono scettico. In passato ha detto le stesse cose» — ha commentato l’esperto di Caucaso Ivan Klyszcz citato da Radio Free Europe. «Di solito queste affermazioni arrivano quando vuole ottenere qualcosa da Putin, per lo meno un’espressione pubblica di sostegno», ha aggiunto l’esperto. 

Secondo altri analisti, la tempistica di questa dichiarazione, avvenuta nel mezzo della più grande guerra in Europa dopo la seconda guerra mondiale, è quantomeno insolita. 

Anton Barbashin, direttore editoriale del sito di analisi Riddle Russia, ha definito il tempismo «particolare». «Se quello che Kadyrov ha appena detto è vero e si ritira volontariamente, sarebbe senza precedenti. Qualcosa che letteralmente nessuno si aspettava», ha dichiarato su Twitter.

Ore 16:56 - La first lady ucraina: «Voi occidentali contate i soldi, noi i morti»

In un'intervista alla Bbc la first lady ucraina Olena Zelenska ha affermato che se il sostegno al suo paese fosse stato forte, la crisi sarebbe stata più breve. Al giornalista che le chiedeva quale messaggio avesse per le persone nel Regno Unito che stanno affrontando gli aumenti delle bollette energetiche in parte a causa dell'invasione russa dell'Ucraina, la moglie del leader ucraino ha riconosciuto che l'impatto economico della guerra è duro per i paesi alleati dell'Ucraina, ma mentre i britannici «contano i penny», gli ucraini «contano le vittime». Non solo una questione economica quindi, ma la first lady ricorda in primis la tragedia umana del suo Paese.

Ore 19:14 - Grossi: «Zaporizhzhia scollegata dalla rete Ucraina. Elettricità garantita da linea di riserva»

Il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) Rafael Grossi, ha affermato che l'impianto nucleare di Zaporizhzhia, controllato dai russi in Ucraina, è stato scollegato dalla sua ultima linea elettrica esterna, ma è ancora in grado di far funzionare l'elettricità attraverso una linea di riserva.

«Abbiamo già una migliore comprensione della funzionalità della linea di riserva nel collegare l'impianto alla rete», ha detto Grossi, «Si tratta di informazioni fondamentali per valutare la situazione generale dell'impianto». La direzione dell'impianto ha informato l'Aiea che un reattore è stato scollegato sabato pomeriggio. Un altro reattore è ancora in funzione.

Nel pomeriggio le autorità filorusse di Enerhodar, la città ucraina dove si trova il sito di produzione energetica, avevano annunciato che la fornitura di elettricità all'Ucraina proveniente dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia era stata sospesa per complicanze tecniche.

Ore 19:34 - Kiev: «Raid russi nella regione di Chernihiv». Attaccata anche Melitopol

Incessanti e violenti raid russi sono stati segnalati da Kiev nella regione di Chernihiv. Il capo dell'amministrazione militare regionale ha riferito di «più di 50 esplosioni nel villaggio di Mykhalchyna Sloboda». Al momento non sono state però segnalate vittime tra i civili. Sotto attacco anche Melitopol, nella regione di Zaporizhzhia, temporaneamente occupata dai russi, dove sono state udite esplosioni nell'aeroporto, stando al sindaco Ivan Fedorov.

Ore 20:32 - Kiev, quasi 400 bambini morti dall'inizio della guerra

Almeno 380 bambini hanno perso la vita dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina. Lo ha annunciato oggi l'ufficio del procuratore generale ucraino su Telegram. Lo riporta l'agenzia Dpa, precisando che complessivamente i bambini feriti sono invece circa 737, ma che questi bilanci provvisori non possono essere confermati da un organismo indipendente. Donetsk, nell'est del Paese, con 388 vittime, ha il maggior numero di bambini uccisi o feriti, seguita da Kharkiv (204). L'Ucraina conta anche 2.328 scuole danneggiate dalle bombe o dai bombardamenti, 289 delle quali completamente distrutte.

Ore 21:34 - Zelensky nel suo discorso serale: «Continuiamo a combattere a Kharkiv e nel Donbass»

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha affermato che «feroci combattimenti continuano in molte aree del fronte». Nel suo consueto video discorso serale, ripreso da Unian, il leader ucraino ha precisato che i combattimenti persistono sia nell’Oblast di Kharkiv, nel sud, sia nel Donbass.

Ore 22:29 - Zelensky sull’energia: «Putin la sfrutterà per l’attacco decisivo agli europei»

«Quest’inverno la Russia si prepara a sferrare un attacco decisivo sull’energia a tutti gli europei». Lo ha affermato il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky nel suo videomessaggio serale, citato da Unian.

«In questi giorni, la Russia sta cercando di aumentare ancora di più la pressione energetica sull’Europa: il pompaggio di gas attraverso il Nord Stream è completamente interrotto. Perché lo stanno facendo? La Russia vuole distruggere la vita normale di ogni europeo, in tutti i paesi del nostro continente. Vuole indebolire e intimidire tutta l’Europa, ogni Stato», ha osservato il presidente ucraino.

Ore 00:38 - Usa contrari a sospensione Ue accordo su visti ai russi

«La guerra non è contro l’intero popolo russo». E così gli Stati Uniti non sostengono l’intenzione dell’Ue di rafforzare il regime dei visti con la Russia. Lo ha detto John Kirby, coordinatore delle comunicazioni strategiche presso il Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti in un’intervista al canale televisivo Dozhd. «Non crediamo che ritenere responsabili tutti i russi sia una misura produttiva. Crediamo che questo non dovrebbe trasformarsi in una guerra con l’intero popolo russo», ha detto Kirby.

Da repubblica.it il 3 settembre 2022.

È giunto il momento' di lasciare governo di Groznji", così Ramzan Kadyrov, leader della Cecenia, ha annunciato che intende prendersi una pausa "indefinita e lunga" dal suo incarico. In un video postato su Telegram, Kadyrov, che dal 2007 governa la Repubblica cecena russa con il pugno di ferro, ha affermato di essersi "reso conto di essere rimasto seduto per molto tempo" a occupare la sua posizione di potere e che "sia giunto il momento" di lasciare. Lo riporta il Guardian, ma anche l'agenzia russa Tass conferma le intenzioni di Kadyrov. "Penso che sia venuta la mia ora prima che gli altri mi caccino via", aggiunge.

Vladimir Putin, "non ha un cellulare": impensabile, ecco come comunica. Libero Quotidiano il 03 settembre 2022

Vladimir Putin non usa il cellulare, non ha account sui social media e non ha nessuna intenzione di aprirne visto che ha a sua disposizione altri canali per ottenere informazioni e comunicare con il mondo. A cominciare dal telefono giallo che si trova sulla sua scrivania, che utilizza un complesso sistema di crittografia. A chiarirlo, una volta per tutte, è stato il portavoce dello zar Dmitrij Peskov, interpellato sul tema all’indomani del debutto su TikTok di Silvio Berlusconi. Del resto, fa notare Alessandra Muglia sul Corriere, mantenere un account su un social richiede tempo che il presidente non ha e soprattutto sembra davvero impossibile che lo zar permetta ad altre persone di gestire i suoi account.

"Non ha intenzione di aprire pagine personali sui social network", ha detto in modo categorico Peskov che già qualche anno fa aveva spiegato che "possedere uno smartphone è una forma di volontario esibizionismo, di completa trasparenza. Prendendo in mano uno smartphone voi, a priori, date il benestare al fatto che tutto quello che vi riguarda diventi di pubblico dominio". Per questo un presidente non dovrebbe avere uno smartphone, "tanto meno quello di un Paese come la Russia". La diffidenza di Putin nei confronti dei social lo mette al riparo dalle figuracce ma è anche un’idea del potere chiuso nel palazzo, che è agli antipodi rispetto alla logica della condivisione che anima i social: lo zar oltre che intoccabile è inavvicinabile, anche sul web. Non solo. Tenersi lontano dai social è per Putin normale, provenendo lui dal Kgb. Spiega Alessandra Muglia che in Russia esiste modo di dire: "Questa non è una conversazione telefonica" per ricordare che solo le chiacchiere più innocenti possono essere trasmesse su una linea non sicura. E i social non lo sono.

Ucraina-Russia, news sulla guerra del 4 settembre. Mosca: «Ci sarà una grande tempesta globale». Zelensky: liberate tre aree nel Donestk. Lorenzo Cremonesi e Redazione Esteri su Il Corriere della Sera il 4 Settembre 2022.

• La guerra in Ucraina è arrivata al 193esimo giorno.

• Mosca: «La riparazione del Nord Stream spetta all'Unione europea. Gazprom partner affidabile».

•Lo scrittore russo Shishkin: «Dopo Putin ci sarà un altro zar. La Terza guerra mondiale è iniziata, ma in Occidente nessuno vuole sentirne parlare»

•Il presidente cecenoKadyrov : «Pronto a ritirarmi».

• Telefonata Zelensky-von der Leyen. Il presidente ucraino: «In arrivo nuove sanzioni per Mosca, divieto ai visti per i russi compreso».

• Il direttore dell’ Aiea Grossi dopo l’ispezione alla centrale di Zaporizhzhia: «Impianto scollegato dalla rete ucraina, ma elettricità garantita».

Ore 04:52 - Mosca: Usa sull’orlo del coinvolgimento diretto nel conflitto

Il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov ha messo in guardia Washington dal fornire armi a lunga gittata all'Ucraina, affermando che gli Stati Uniti sono sull'orlo di un coinvolgimento diretto nel conflitto. Ryabkov ha poi ricordato la dottrina militare del Paese, che prevede l'uso di armi nucleari in caso di minaccia all'esistenza dello Stato russo.

«Abbiamo ripetutamente avvertito gli Stati Uniti delle conseguenze che potrebbero verificarsi qualora continuassero a inondare l'Ucraina di armi», ha detto Ryabkov, affermando che Washington è vicina a diventare una «parte del conflitto». Parlando alla tv russa, il viceministro degli Esteri ha avvertito che «il margine molto stretto che separa gli Stati Uniti dal diventare una parte del conflitto non deve creare l'illusione che tutto rimarrà com'è se questo margine verrà attraversato». Ryabkov ha quindi ricordato che la dottrina militare russa prevede la possibilità di utilizzare le armi nucleari in caso di aggressione alla Russia e ai suoi alleati con armi di distruzione di massa o di aggressione con armi convenzionali che minaccino l'esistenza stessa dello Stato russo.

«Stiamo mettendo in guardia gli Stati Uniti dal compiere passi provocatori, come la consegna di armi a più lunga gittata e più devastanti», ha detto Ryabkov, «è una strada che non porta a nulla e che comporta gravi conseguenze, la cui responsabilità ricadrà interamente su Washington».

Ore 04:59 - Putin da oggi alle manovre militari con la Cina

Continuano a farsi sentire anche gli effetti geopolitici della guerra, compreso l'ulteriore avvicinamento tra Russia e Cina. A partire da oggi, Vladimir Putin sarà in viaggio nell'estremo oriente russo — dalla Kamchatka a Vladivostok — per partecipare a diversi incontri economici e supervisionare la fase finale delle maxi esercitazioni militari Vostok 2022 (Est 2022), cui partecipano circa 50 mila soldati, 140 aerei da combattimento e 60 unità navali. Manovre a cui Pechino ha inviato un'imponente delegazione militare, con oltre duemila soldati e 300 mezzi e, per la prima volta a un ciclo di operazioni a guida russa, rappresentanze di Esercito, Marina e Aeronautica.

Ore 05:03 - Grossi: «Zaporizhzhia scollegata dalla rete Ucraina. Elettricità garantita da linea di riserva»

Il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) Rafael Grossi, ha affermato che l'impianto nucleare di Zaporizhzhia, controllato dai russi in Ucraina, è stato scollegato dalla sua ultima linea elettrica esterna, ma è ancora in grado di far funzionare l'elettricità attraverso una linea di riserva.

«Abbiamo già una migliore comprensione della funzionalità della linea di riserva nel collegare l'impianto alla rete», ha detto Grossi, «Si tratta di informazioni fondamentali per valutare la situazione generale dell'impianto». La direzione dell'impianto ha informato l'Aiea che un reattore è stato scollegato sabato pomeriggio. Un altro reattore è ancora in funzione.

Nel pomeriggio le autorità filorusse di Enerhodar, la città ucraina dove si trova il sito di produzione energetica, avevano annunciato che la fornitura di elettricità all'Ucraina proveniente dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia era stata sospesa per complicanze tecniche.

Ore 05:10 - Il leader ceceno Kadyrov si dimette?

Il presidente della repubblica russa della Cecenia Ramzan Kadyrov ha dichiarato di essersi «pienamente meritato una vacanza per un periodo lungo e indefinito» senza precisare se si dimetterà dalla leadership della regione.

In un video pubblicato su Telegram e accompagnato da poche righe, l'uomo ritenuto vicino al presidente russo Vladimir Putin e accusato da diverse ong per la persecuzione delle minoranze, ha dichiarato di non essere apprezzato «dagli attuali capi delle istituzioni della Federazione Russa». Poi l'annuncio sibillino: «Penso di essermi pienamente meritato una vacanza per un periodo lungo e indefinito». 

Già in passato Kadyrov aveva evocato un possibile passo indietro come leader della Cecenia per poi rimanere al suo posto. «Sono scettico. In passato ha detto le stesse cose» — ha commentato l’esperto di Caucaso Ivan Klyszcz citato da Radio Free Europe. «Di solito queste affermazioni arrivano quando vuole ottenere qualcosa da Putin, per lo meno un’espressione pubblica di sostegno», ha aggiunto l’esperto. 

Secondo altri analisti, la tempistica di questa dichiarazione, avvenuta nel mezzo della più grande guerra in Europa dopo la seconda guerra mondiale, è quantomeno insolita. 

Anton Barbashin, direttore editoriale del sito di analisi Riddle Russia, ha definito il tempismo «particolare». «Se quello che Kadyrov ha appena detto è vero e si ritira volontariamente, sarebbe senza precedenti. Qualcosa che letteralmente nessuno si aspettava», ha dichiarato su Twitter.

Ore 05:21 - Mosca stacca ancora la centrale di Zaporizhzhia, Kiev si concentra sull’offensiva

(dal nostro inviato Lorenzo Cremonesi) Non c’è tregua alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, dove alle bombe si aggiunge adesso più intenso di prima il fumo della guerra di propaganda. Ieri la decisione delle autorità di occupazione di staccare l’impianto dalla rete elettrica ucraina si è sommata alle accuse di Mosca contro i comandi militari nemici di aver lanciato un nuovo attacco coi marines dalle acque del Dnipro.

Va sottolineato che proprio il taglio della corrente elettrica prodotta dalla più potente centrale nucleare in Europa viene condannato da Kiev come l’ennesimo atto di pirateria russa (sino al 24 febbraio Zaporizhzhia forniva un quinto dell’energia nazionale) e invece è sostenuto da Mosca quale passo importante verso l’annessione totale delle aree conquistate. Il taglio era già avvenuto per poche ore una prima volta il 25 agosto e aveva causato problemi gravi alle abitazioni nelle zone occupate: ora non è chiaro se ciò sia definitivo e riguardi unicamente la rete controllata dagli ucraini, che comunque si sono già attrezzati da tempo sfruttando al meglio le quattro centrali rimaste in loro possesso.

Ore 05:29 - Zelensky sull’energia: «Putin la sfrutterà per l’attacco decisivo agli europei»

«Quest’inverno la Russia si prepara a sferrare un attacco decisivo sull’energia a tutti gli europei». Lo ha affermato il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky nel suo videomessaggio serale, citato da Unian.

«In questi giorni, la Russia sta cercando di aumentare ancora di più la pressione energetica sull’Europa: il pompaggio di gas attraverso il Nord Stream è completamente interrotto. Perché lo stanno facendo? La Russia vuole distruggere la vita normale di ogni europeo, in tutti i paesi del nostro continente. Vuole indebolire e intimidire tutta l’Europa, ogni Stato», ha osservato il presidente ucraino.

Ore 05:40 - Usa: contrari a sospensione Ue accordo su visti ai russi

«La guerra non è contro l’intero popolo russo». E così gli Stati Uniti non sostengono l’intenzione dell’Ue di rafforzare il regime dei visti con la Russia. Lo ha detto John Kirby, coordinatore delle comunicazioni strategiche presso il Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti in un’intervista al canale televisivo Dozhd. «Non crediamo che ritenere responsabili tutti i russi sia una misura produttiva. Crediamo che questo non dovrebbe trasformarsi in una guerra con l’intero popolo russo», ha detto Kirby.

Ore 06:24 - Ucraina: un propulsore di Zaporizhzhia colpito dalle forze di Kiev

Secondo Alexander Volga, capo dell’amministrazione militare-civile locale, una delle unità di potenza della centrale nucleare di Zaporizhzhia è stata colpita da un proiettile d’artiglieria durante un recente bombardamento sulla struttura da parte dell’esercito ucraino. Lo riferisce l’agenzia russa Tass riportando quanto affermato dalle autorità di Energodar. Volga afferma che «uno dei colpi sparati ha perforato un propulsore, che al momento non è operativo». Non viene però specificata la data dell’incidente.

Ore 08:23 - Il primo ministro ucraino oggi a Berlino

Il primo ministro ucraino Denys Chmyhal sarà oggi in Germania con l’obiettivo di ottenere un sostegno ancora più forte nella guerra alla Russia e di voltare pagina dopo le recenti tensioni tra Kiev e Berlino. L’atteggiamento a lungo tollerante della Germania nei confronti di Mosca dopo lo scoppio della guerra sei mesi fa e la sua iniziale mancanza di sostegno militare a Kiev hanno profondamente irritato il governo di Volodymyr Zelensky. Ma da allora le cose sono migliorate. Dopo la visita a Berlino, Chmyhal - molto meno popolare di Zelensky - è atteso domani a Bruxelles per una riunione con Josep Borrell e per partecipare a una conferenza sui crimini di guerra da parte della Russia, con la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola.

Ore 08:49 - L’intelligence britannica: «Problemi con le paghe dei soldati russi»

«Le forze russe continuano a soffrire di problemi di morale e disciplina in Ucraina»: lo rileva l’intelligence militare britannica, nel suo ultimo aggiornamento sul tema. «Oltre alla fatica di combattere e alle elevate perdite, una delle principali lamentele dei soldati russi schierati (in Ucraina, ndr) continua probabilmente ad essere collegata ai problemi con le loro paghe». Nell’esercito russo, spiega la nota, il reddito delle truppe consiste «in un modesto stipendio di base, aumentato da una complessa varietà di bonus e indennità: in Ucraina, molto probabilmente ci sono stati problemi significativi con il mancato pagamento di consistenti bonus per i combattimenti».

Ore 10:26 - Putin al G20? Il Cremlino valuterà anche la sicurezza

Saranno valutati tutti i fattori, compresa la sicurezza, prima di decidere se il presidente russo Vladimir Putin parteciperà al vertice del G20: lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. «Per decidere il formato della nostra partecipazione, nonostante ci sia un invito al più alto livello, per il quale siamo grati al Paese ospite del prossimo vertice (l’Indonesia, ndr), saranno presi in considerazione tutti i fattori, compresa la sicurezza, ovviamente», ha detto in un’intervista a un’emittente russa, riferisce l’agenzia russa Ria Novosti. Il vertice dei leader del G20 si terrà a Bali a novembre. Inizialmente, Stati Uniti, Canada e molti altri Paesi occidentali hanno proposto di escludere la Russia, ma non c’è stato accordo. Intenzionata a preservare l’unità del G20, l’Indonesia ha invece invitato all’incontro tanto il presidente russo, che quello ucraino, Volodymyr Zelensky, il cui Paese che non è incluso nel plenum.

Ore 10:48 - Il numero 3 del Partito comunista cinese in visita in Russia

Li Zhanshu, presidente del Comitato permanente del Parlamento cinese, farà una visita ufficiale in Russia questa settimana. 

Non si tratta di una visita trascurabile, per almeno due motivi. 

Il primo: Li sarà di fatto il primo membro del Comitato permanente del Politburo, il massimo organo decisionale del Paese, a lasciare il Paese dall’inizio della pandemia di Covid-19. 

Il secondo: da quando la Russia ha invaso l’Ucraina, Pechino non aveva mai autorizzato visite ufficiali che coinvolgessero un grado così alto della gerarchia politica del Paese (Zhanshu è considerato il «numero 3» nella gerarchia politica cinese) 

Li Zhanshu visiterà anche Mongolia, Nepal e Corea del Sud; durante la sua visita in Russia, che inizierà mercoledì, parteciperà alla settima edizione del Forum economico orientale, un vertice annuale che si tiene nella città di Vladivostok e che punta a incentivare gli investimenti stranieri nella parte orientale del Paese.

Ore 11:23 - In un video i lanciarazzi russi nella centrale di Zaporizhzhia

Il sito «The Insider» ha pubblicato un video nel quale si vede quella che sembrerebbe una postazione missilistica russa in azione nel perimetro della centrale nucleare di Zaporizhzhia. 

Il video sarebbe stato registrato nella notte tra venerdì 2 e sabato 3 settembre, e confermerebbe quanto Kiev sostiene da tempo — che cioè la centrale sia utilizzata per lanciare attacchi contro postazioni ucraine al di là del fiume Dnipro.

Ore 13:01 - Zelensky a von der Leyen: «Nuovo pacchetto di sanzioni»

Il presidente ucraino Zelensky ha parlato oggi al telefono con Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, e le ha chiesto di preparare un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia — che sarebbe l'ottavo, da parte dell'Ue. 

Secondo Zelensky, è necessario che l'Ue vari una messa al bando dei visti per i cittadini russi — una misura sulla quale non c'è, al momento, accordo tra i diversi Paesi dell'Unione. 

Zelensky ha anche detto di aver coordinato con von der Leyen «passaggi per limitare i profitti» derivanti alla Russia dalla vendita di petrolio e gas.

Ore 13:23 - La minaccia della Russia all'Europa: «Ritorsioni alle restrizioni Ue ai visti»

«La risposta della Federazione russa in caso di restrizioni ai visti Ue può essere asimmetrica e simmetrica». 

Così il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, secondo quanto riporta Ria Novosti, all'ipotesi di restrizioni dell'Ue ai visti per i russi. 

«Sarebbe estremamente spiacevole, senza precedenti e richiederebbe serie ritorsioni da parte della federazione russa», ha aggiunto Peskov. 

Di restrizioni ai visti — come scritto poco fa — hanno parlato oggi, in una telefonata, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Ore 14:26 - Le parole di Peskov, tra minacce, insulti e «trattative»

«Qualsiasi confronto finisce con la distensione, qualsiasi situazione di crisi finisce al tavolo delle trattative. Sarà così anche questa volta. Difficilmente accadrà presto, ma accadrà». 

A parlare, commentando in un'intervista sulla tv russa la situazione dei rapporti con l'Unione Europea e gli Stati Uniti, è sempre il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. 

Secondo Peskov, Mosca è disponibile a dialogare con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ma solo «su come saranno soddisfatte le nostre condizioni» per mettere fine al conflitto. «L'operazione è in corso», ha ribadito, «e tutti gli obiettivi saranno raggiunti». 

Peskov ha definito «assurda» la decisione dell'Europa di non riparare «la loro attrezzatura, o meglio, attrezzatura che appartiene a Gazprom ma che, per contratto, devono manutenere»: il riferimento è al gasdotto Nord Stream, attraverso il quale Gazprom ha sospeso «indefinitamente» il passaggio di gas verso l'Europa. «La colpa è dei politici che hanno deciso le sanzioni. Sono questi sfortunati politici che ora stanno costringendo i loro cittadini a morire di ictus quando vedono le bollette dell'elettricità. E ora, quando farà più freddo, la situazione peggiorerà ancora». 

I cittadini dell'Ue «sono ingrassati molto, hanno vissuto troppo comodamente, ed è proprio da qui che vengono le parole di Macron che per l' Europa sta finendo quest'era. Hanno commesso troppi errori e dovranno pagarli, e lo stanno pagando ora con lasciando quella stessa zona di comfort». 

Peskov ha anche definito «mostruoso» il fatto che «armi tedesche siano in mano a soldati nazionalisti che stanno sparando ai nostri ragazzi: e il fatto che la Germania ed altri Stati europei sostengano un Paese il cui regime consente ai nazisti di camminare per le strade non è meno terribile».

Ore 15:16 - Il Cremlino: «Sta per cominciare una grande tempesta globale»

«Una grande tempesta globale»: così il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, descrive i mesi che stanno per aprirsi. E la causa, secondo Mosca, sono «le azioni dell'Occidente». 

La minaccia, riportata dall'agenzia russa Tass, non menziona — come sempre — l'origine delle sanzioni dell'Occidente contro la Russia: e cioè l'invasione dell'Ucraina da parte delle truppe di Mosca. Un'invasione che, secondo Mosca, è una «operazione militare speciale», e non una guerra, e i cui obiettivi — ha ribadito Peskov — «saranno raggiunti». 

La Russia, aggiunge Peskov, «sarà in grado di preservare la macrostabilità in mezzo a questa tempesta».

Ore 15:31 - Peskov sui visti: «Ci regoleremo allo stesso modo»

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov è intervenuto sul tema dei visti Ue negati ai russi e ha ricordato che una politica di reciprocità sarà inevitabile: «La reazione può essere simmetrica o meno, ma adotteremo sicuramente delle misure che saranno nel nostro interesse».

Infine, il portavoce del Cremlino ha ribadito che la mancata manutenzione del gasdotto Nord Stream 1 non è della Gazprom, ma dei politici europei che hanno deciso di imporre le sanzioni alla Russia.

Ore 16:04 - Kiev: «Altre 13 navi partite dai porti ucraini»

Ci sono oltre 282,5 mila tonnellate di prodotti agricoli ucraini a bordo di tredici navi che sono appena salpate dai porti ucraini. Si tratta della più grande carovana di navi dalla firma dell’accordo sull’esportazione del grano ucraino. Sono partite dai porti di Odessa, Chornomorsk e Pivdenny. Lo rende noto il ministero delle Infrastrutture, secondo quando riferito da Ukrainska Pravda.

Ore 16:08 - Mosca: «Garantiti 60 media stranieri a Zaporizhzhia»

«I russi hanno assicurato l’arrivo di oltre 60 giornalisti stranieri nel territorio della centrale nucleare di Zaporizhzhia per evidenziare il lavoro della missione dell’Aiea». Lo ha dichiarato il ministero della Difesa russo, come riporta la Tass.

«I rappresentanti dei mass media verranno da Francia, Stati Uniti, Cina, Danimarca, Giappone, Germania, Turchia, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Corea del Sud, Vietnam e altri, per evidenziare il lavoro della missione presso la centrale nucleare di Zaporizhzhia», ha dichiarato.

Ore 17:05 - Termina l'incarico a Mosca dell'ambasciatore Usa John Sullivan

Aveva appena partecipato ai funerali di Mikhail Gorbaciov, ora l'ambasciata statunitense in Russia ha comunicato che John J. Sullivan, ha concluso il mandato e lascerà l'incarico di ambasciatore nella Federazione russa , dopo aver servito gli Stati Uniti per quattro decadi e sotto cinque presidenti. Il comunicato ufficiale sul sito dell'ambasciata americana.

Era stato incluso nelle minacce di espulsione da parte del Cremlino nelle ultime settimane, per via del conflitto ucraino e le tensioni tra Russa e Usa.

Ore 17:51 - Telefonata Zelensky-von der Leyen: «Nuove sanzioni a Mosca»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avuto oggi un colloquio telefonico con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per discutere del prossimo round di aiuti a Kiev e di nuove sanzioni contro Mosca.

«Abbiamo parlato dell'assegnazione della prossima tranche di aiuti macro (finanziari) dell'Ue al più presto, sottolineato la necessità di preparare l'ottavo pacchetto di sanzioni contro Mosca, compreso il divieto di rilascio di visti ai cittadini russi», ha scritto su Twitter Zelensky.

Il leader ha aggiunto che con von der Leyen hanno coordinato «passi per limitare i profitti in eccesso della Russia dalla vendita di petrolio e gas».

Ore 18:06 - Mosca: «Riparazione Nord Stream spetta all'Unione europea»

«L'Unione Europea deve riparare il gasdotto Nord Stream 1 in modo che possano riprendere le spedizioni di gas naturale verso la Germania, non spetta a noi». Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, secondo l'agenzia di stampa Interfax. «Se gli europei prendono questa decisione totalmente assurda e si rifiutano di fare manutenzione ai loro sistemi, o meglio ai sistemi appartenenti a Gazprom, non è colpa di Gazprom, ma dei politici che decidono le sanzioni», ha affermato.

Secondo Peskov, sono gli europei ad avere l'obbligo contrattuale di effettuare la manutenzione degli impianti della compagnia statale russa Gazprom, che venerdì ha annunciato la sospensione immediata e a tempo indeterminato delle spedizioni di gas a causa di un guasto a una stazione di compressione. Il portavoce ha infine assicurato che Gazprom rimane un fornitore affidabile.

Ore 18:27 - Distrutta una chiesa a Beryslav. A Chernihiv il conto delle vittime ucraine sale a 15

«Gli occupanti russi continuano a bombardare i civili nella regione di Kherson». Lo ha riferito su Facebook l'amministrazione militare regionale ucraino, stando a quanto riporta Ukrinform. «Gli occupanti hanno nuovamente bombardato le aree popolate dei distretti di Beryslav e Kherson con dei missili. Le abitazioni private sono state danneggiate e una chiesa è stata distrutta. Si conterebbero anche dei feriti tra i civili.

Nel frattempo a Kiev, a Chernihiv il conto dei feriti nelle ultime esplosioni in città salgono a 15. Si contano otto bambini e sette adulti. Lo ha riferito Viacheslav Chaus, capo dell'amministrazione militare regionale di Chernihiv. Ieri diverse esplosioni hanno scosso la città, tra cui quella ad una mostra di munizioni vicino al museo d'arte, che ha causato il maggior numero di feriti.

Ore 18:52 - Kiev: «Negoziati solo alle condizioni dell'Ucraina»

«Lo ricordiamo ancora una volta, i negoziati sono possibili, ma solo alle condizioni dell'Ucraina, dopo la restituzione dei territori e l'eliminazione delle enclave criminali». Lo ha scritto su twitter il consigliere del presidente ucraino, Mikhailo Podolyak, rispondendo a quanto sostenuto dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, che affermava esattamente il contrario.

Ore 20:26 - Il punto militare: Controffensiva di Kiev a Kherson, prevale l'incertezza: gli ucraini avanzano o sono in difficoltà?

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Gli esperti si dividono sul come procede la guerra nel fronte sud. I russi utilizzano componenti occidentali nonostante le sanzioni, ma a Dnipro farebbero fatica.

È battaglia sul fronte di Kherson, è scontro di versioni tra i contendenti. Kiev mantiene l’iniziativa e colpisce le retrovie, Mosca afferma che l’operazione speciale procede secondo programma. Molta incertezza però su situazione reale, al punto che «litigano» tra loro anche gli esperti occidentali tra chi è pessimista (o cauto) sull’offensiva degli ucraini e chi pensa l’opposto. Quelli che condividono la seconda visione ritengono che gli invasori nel settore del Dnipro siano in difficoltà, elencano tank e blindati distrutti, sottolineano i presunti raid dei droni di fabbricazione turca TB2 documentati da video, un segnale — affermano – che l’aviazione è libera d’agire in quanto i missili anti-radar avrebbero debilitato lo scudo.

Costanti i riferimenti ai danni subiti da ponti e traghetti indispensabili per i russi in Crimea, ipotizzano ripiegamenti su una seconda linea. Siamo in una guerra d’attrito (e di propaganda) dove l’Ucraina prova «consumare» lo schieramento di Putin rendendo insostenibili i rifornimenti. Di conseguenza si guarda a ciò che avviene più lontano, alle contromosse, ai preparativi ma si ragiona anche su quali siano i veri obiettivi e sulle risorse a disposizione dei due Stati Maggiore.

Ore 23:32 - Zelensky annuncia: liberati tre insediamenti nella regione del Donestsk

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato la liberazione di tre insediamenti, nella regione di Donetsk e nel sud. Parlando nel suo consueto video serale, il leader ucraino non ha precisato di quali centri si tratti. «Ci sono state buone notizie — ha detto — E oggi voglio ringraziare i soldati del 63 battaglione della 103a brigata di difesa terrestre, che ha assicurato il risultato nella regione di Donetsk, l’insediamento è stato liberato». Per Zelensky anche la 54a brigata in direzione di Lysychansk-Siversk ha fatto passi in avanti. «Voglio anche ricordare il 42 battaglione di fanteria motorizzato: grazie alle sue azioni eroiche, due insediamenti nel sud del nostro paese sono stati liberati», ha aggiunto. Secondo Unian, che riferisce di informazioni raccolte in Rete, uno dei centri riconquistati dagli ucraini sarebbe il villaggio di Visokopillya, nella regione di Kherson. Un altro villaggio liberato sarebbe Ozerne, sulle rive del Siverskyi Donets, 32 chilometri a est di Sloviansk.

Mosca: «Le forniture di gas riprenderanno solo se saranno revocate le sanzioni». Lorenzo Cremonesi e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 5 Settembre 2022.

Le notizie di lunedì 5 settembre, in diretta. Filorussi a Kherson: «Sospeso referendum su annessione Sud Ucraina» 

• La guerra in Ucraina è arrivata al 194esimo giorno.

• Anche l'ultimo reattore della centrale di Zaporizhzhia staccato dalla rete elettrica ucraina.

• Il giornalista Safronov condannato a 22 anni di carcere «per alto tradimento».

• Il portavoce del Cremlino Peskov: «La riparazione del Nord Stream spetta all'Unione europea. Gazprom partner affidabile».

• Attentato all’ambasciata russa a Kabul. I morti sarebbero 25.

• Kiev: «Trattativa per la pace solo a nostre condizioni».

• La minaccia di Mosca: «Sta per cominciare una grande tempesta globale».

Ore 20:26 - Il punto militare: Controffensiva di Kiev a Kherson, prevale l'incertezza: gli ucraini avanzano o sono in difficoltà?

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Gli esperti si dividono sul come procede la guerra nel fronte sud. I russi utilizzano componenti occidentali nonostante le sanzioni, ma a Dnipro farebbero fatica.

È battaglia sul fronte di Kherson, è scontro di versioni tra i contendenti. Kiev mantiene l’iniziativa e colpisce le retrovie, Mosca afferma che l’operazione speciale procede secondo programma. Molta incertezza però su situazione reale, al punto che «litigano» tra loro anche gli esperti occidentali tra chi è pessimista (o cauto) sull’offensiva degli ucraini e chi pensa l’opposto. Quelli che condividono la seconda visione ritengono che gli invasori nel settore del Dnipro siano in difficoltà, elencano tank e blindati distrutti, sottolineano i presunti raid dei droni di fabbricazione turca TB2 documentati da video, un segnale — affermano – che l’aviazione è libera d’agire in quanto i missili anti-radar avrebbero debilitato lo scudo.

Costanti i riferimenti ai danni subiti da ponti e traghetti indispensabili per i russi in Crimea, ipotizzano ripiegamenti su una seconda linea. Siamo in una guerra d’attrito (e di propaganda) dove l’Ucraina prova «consumare» lo schieramento di Putin rendendo insostenibili i rifornimenti. Di conseguenza si guarda a ciò che avviene più lontano, alle contromosse, ai preparativi ma si ragiona anche su quali siano i veri obiettivi e sulle risorse a disposizione dei due Stati Maggiore.

Ore 23:32 - Zelensky annuncia: liberati tre insediamenti nella regione del Donestsk

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato la liberazione di tre insediamenti, nella regione di Donetsk e nel sud. Parlando nel suo consueto video serale, il leader ucraino non ha precisato di quali centri si tratti. «Ci sono state buone notizie — ha detto — E oggi voglio ringraziare i soldati del 63 battaglione della 103a brigata di difesa terrestre, che ha assicurato il risultato nella regione di Donetsk, l’insediamento è stato liberato». Per Zelensky anche la 54a brigata in direzione di Lysychansk-Siversk ha fatto passi in avanti. «Voglio anche ricordare il 42 battaglione di fanteria motorizzato: grazie alle sue azioni eroiche, due insediamenti nel sud del nostro paese sono stati liberati», ha aggiunto. Secondo Unian, che riferisce di informazioni raccolte in Rete, uno dei centri riconquistati dagli ucraini sarebbe il villaggio di Visokopillya, nella regione di Kherson. Un altro villaggio liberato sarebbe Ozerne, sulle rive del Siverskyi Donets, 32 chilometri a est di Sloviansk.

Ore 02:18 - Il Cremlino smentisce le dimissioni leader ceceno Kadyrov

Il Cremlino ha smentito un passo indietro del leader della Cecenia, Ramzan Kadyrov, che in un video su Telegram aveva annunciato di volersi prendere una pausa «indefinita e lunga» dal suo incarico. Il portavoce del presidente russo, Dmitry Peskov, ha assicurato che Kadyrov «continua a guidare la Repubblica cecena». «Abbiamo visto l’annuncio in merito ma finora questi annunci non si sono materializzati in alcun modo», ha assicurato Peskov, «pertanto Kadyrov continua a guidare la Repubblica cecena». Kadyrov governa la Repubblica cecena russa dal 2007 con il pugno di ferro ed è uno dei leader delle repubbliche federate più longevi.

Ore 4:47 - Ucraina: in 600mila senza elettricità, 235mila non hanno gas

A causa della guerra oltre 600.000 ucraini sono senza elettricità, mentre in 235.700 non hanno il gas nelle loro case: questo l’ultimo bilancio diffuso dal ministero dell’Energia dell’Ucraina, citato dal Kyiv Independent.

Ore 09:20 - Gli 007 britannici: nel Donbass russi avanzano 1 chilometro a settimana

Nel Donbass le forze russe stanno avanzando «solamente un chilometro a settimana verso la località di Bakhmut» scrive l’intelligence britannica nel suo aggiornamento sulla guerra in Ucraina. Secondo gli 007 di sua Maestà «le forze russe molto probabilmente non sono riuscite a più riprese a rispettare le scadenze previste per annunciare la liberazione del Donbass». «Le autorità ucraine ritengono che le forze russe hanno adesso ricevuto l’ordine di completare questa missione entro il 15 settembre», conclude l’intelligence britannica osservando che «è molto improbabile» che le truppe di Mosca ci riescano «e questo complicherà ulteriormente i piani della Russia per organizzare i referendum per l’adesione al suo territorio nelle aree occupate».

Ore 09:27 - Le sanzioni funzionano? La «strategia del boa» potrebbe stritolare Mosca lentamente

L’economia di Mosca si contrae, i cittadini sono più poveri. Ma gas e petrolio tengono in piedi il sistema. Con l’esportazione delle risorse indispensabili, Putin guadagna più di prima e può continuare la sua guerra per un altro anno, scrive Marco Imarisio nel suo punto di oggi sull’efficacia delle misure prese dell’Occidente contro Mosca (qui l’articolo completo). «Le sanzioni che non funzionano sono quelle che non ci sono ancora», conclude.

Ore 09:31 - Dentro la centrale nucleare di Zaporizhzhia: «Lavoriamo con i fucili russi puntati addosso»

Un tecnico dentro l’impianto da mesi ha accettato di parlare via WhatsApp al Corriere. Sul rischio nucleare della centrale al centro dei combattimenti: «Difficile restare calmi. I reattori per ora sono sicuri, ma qui i rischi sono tanti». Sulle responsabilità degli attacchi:«Prima dei bombardamenti, i militari russi spariscono: sono stati avvertiti». Sul clima di intimidazione e violenza: «Molti colleghi sono stati picchiati e torturati con scosse elettriche. Non vediamo un ragazzo della nostra unità da oltre due mesi: è ancora vivo?». Qui l’articolo completo di Greta Privitera

Ore 09:40 - I russi: «Gli ispettori dell’Aiea lasciano la centrale di Zaporizhzhia ma 2 restano»

I membri della missione Aiea lasciano la centrale nucleare di Zaporizhzhia, ma due specialisti rimarranno nell’impianto in modo permanente. Lo rendono noto le autorità della regione occupata dai russi, confermando quanto annunciato l’altro giorno dal direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Mariano Grossi.

Ore 10:17 - Borrell: «L’impatto delle sanzioni Ue su Mosca cresce sempre più»

«Abbiamo studiato l’impatto sull’economia russa, che sta certamente aumentando, soprattutto nel settore tecnologico come quello dell’aviazione» ha dichiarato l’Alto rappresentante Ue per la Politica estera, Josep Borrell. «Alcune persone dicono che la Russia continua ad avere un grande flusso di denaro vendendo gas e petrolio. Certo, le sanzioni non possono prevenire che avvenga, e i prezzi continuano a crescere», ha ricordato Borrell intervenendo in videocollegamento alla conferenza interparlamentare per la Politica estera e di sicurezza comune a Praga. «Dal punto di vista dell’input tecnologico all’industria, però, l’impatto è molto grande e sarà ancora più grande. Ma dobbiamo continuare ad avere una pazienza strategica, essere consapevoli che servirà tempo e a continuare usare le sanzioni in un modo coordinato», ha sottolineato.

Ore 10:37 - I russi: «Bloccato per riparazioni uno dei due reattori della centrale di Zaporizhzhia»

Uno dei due reattori normalmente operativi alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, in territorio controllato dai russi, è stato fermato perché necessita di riparazioni alle linee di trasmissione dell’alta tensione. Lo ha dichiarato a Interfax il capo dell’amministrazione provvisoria di Energodar, Alexander Volga. «Un’unità sta lavorando al momento. È stato deciso di fermare un reattore per consentire le riparazioni delle linee elettriche ad alta tensione, mentre l’altra unità continua a funzionare», ha detto Volga. I livelli di radiazioni alla centrale sono normali, ha assicurato.

Ore 12:03 - Kabul, bomba all’ambasciata russa: almeno 25 morti

Le vittime tra civili e dipendenti degli uffici diplomatici potrebbero essere almeno 25. Morto anche l’assalitore nello scontro a fuoco con la polizia, che voleva farsi esplodere tra la folla che attendeva di fronte all’ambasciata il rilascio di un visto.

Ore 12:16 - Putin sul gas: «Il taglio delle forniture non sarà una soluzione per l’ambiente»

Il presidente Vladimir Putin ha assicurato che la Russia continuerà la cooperazione internazionale per la riduzione degli armamenti, oltre che nei settori dell’ambiente e della ricerca spaziale. Lo riferisce l’agenzia Ria Novosti.

Poi aggiunge: «Il taglio del gas russo non risolverà i problemi ambientali.

Ore 12:37 - Lavrov: «Rafforzata la sicurezza dell’ambasciata russa a Kabul»

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato che misure per rafforzare la sicurezza intorno all’ambasciata russa a Kabul sono state prese con urgenza dopo un attacco terroristico all’esterno dell’edificio dell’ambasciata.

«È stata immediatamente adottata una serie di misure per rafforzare la protezione del perimetro esterno. Sono state incaricate forze aggiuntive delle autorità talebane e sono state utilizzate le capacità dell’intelligence e del controspionaggio dell’Afghanistan», ha dichiarato Lavrov, come riportano le agenzie russe.

Il Cremlino ha condannato categoricamente l’attentato: «Sicuramente stiamo parlando di un attacco terroristico. Condanniamo risolutamente tali attacchi terroristici. Naturalmente, la cosa principale da fare ora è ricevere informazioni dal luogo in cui si trovano i nostri rappresentanti, i nostri diplomatici», ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ai giornalisti, secondo quanto riporta Tass.

Ore 12:58 - Filorussi a Kherson: «Sospeso referendum su annessione Sud Ucraina»

L’occupazione russa sospende i piani per il referendum sull’annessione dell’Ucraina meridionale, nella regione di Kherson. «A causa degli eventi in corso credo che per il momento faremo una pausa» . Lo ha affermato il capo dell’amministrazione di occupazione russa a Kherson Kiril Stremooussov alla televisione pubblica russa Rossiya 1. «Eravamo pronti per il voto, volevamo organizzare il referemdum presto, ma a causa degli eventi in corso credo che faremo una pausa per il momento», ha detto.

L’indiscrezione nel momento in cui l’amministrazione militare ucraina del Donetsk ha affermato che il 45% della regione rimane saldamente nelle mani dell’esercito di Kiev. Il referendum sull’annessione di questi territori sarebbe evidentemente condizionato dall’andamento della guerra, sul campo ancora molto incerto.

Ore 13:36 - Kiev: «Respinta con successo offensiva russa nel Donetsk»

Le Forze armate ucraine hanno respinto «con successo» l’offensiva russa in diverse province della regione di Donetsk. Lo riferisce lo Stato maggiore della Difesa ucraino su Facebook, secondo cui le truppe di Mosca continuano a concentrare i loro sforzi per stabilire il pieno controllo sul territorio della regione di Donetsk, mantenendolo sulla provincia di Kherson, parte di Kharkiv, Zaporizhzhia e Mykolaiv.

Lo Stato maggiore di Kiev ha denunciato anche la minaccia di «massicci attacchi aerei e missilistici» su strutture militari e infrastrutture critiche in tutta l’Ucraina. Nelle ultime 24 ore, le forze russe avrebbero lanciato 25 attacchi missilistici e condotto più di 22 attacchi aerei contro obiettivi militari e civili sul territorio dell’Ucraina.

Ore 14:50 - Russia vieta ingresso a Sean Penn e Ben Stiller

Il ministero degli Esteri russo ha ampliato la «lista nera» dei cittadini statunitensi cui sarà proibito l’ingresso nel Paese, includendovi gli attori Sean Penn e Ben Stiller oltre ad altre 23 persone tra cui figurano esponenti politici, funzionari e imprenditori. Stiller aveva incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky lo scorso giugno.

Ore 15:04 - Ultimo reattore Zaporizhzhia staccato dalla rete ucraina

L’ultimo reattore in funzione nella centrale nucleare di Zaporizhzhia è stato disconnesso dalla rete elettrica ucraina. Lo afferma su Telegram l’operatore per l’energia nucleare di Kiev, Energoatom.

Ore 15:36 - Il giornalista Safronov condannato a 22 anni di carcere «per alto tradimento»

Un tribunale russo ha condannato il giornalista Ivan Safronov a 22 anni di reclusione: lo riporta Novaya Gazeta Europa. Safronov è stato accusato di «alto tradimento» in un processo a porte chiuse, ma molti osservatori ritengono le accuse palesemente ingiuste e che l’arresto sia legato alla passata attività giornalistica del giovane. Il Cremlino sta rafforzando la censura reprimendo i media indipendenti e soffocando sempre più la libertà di stampa e ogni forma di dissenso.

Ore 15:44 - Oltre 5mila tonnellate di mais ucraino arrivate al porto di Catania

Alle prime ore del mattino ha fatto ingresso al Porto di Catania la Sds Green, nave battente bandiera italiana con a bordo oltre 5 mila tonnellate di mais di origine ucraina.

Il cargo arriva nel pieno di una crisi che ha investito le sfere socio-economiche internazionali e nazionali, nell’ultimo biennio, dall’emergenza sanitaria determinata dalla pandemia da Covid 19, più l’emergenza alimentare scaturita dal conflitto Russia-Ucraina, concorrendo a realizzare azioni positive, all’interno del sistema Paese». All’esito dei controlli e delle analisi chimiche effettuate sottobordo con l’ausilio del set di strumentazioni del Laboratorio Chimico Mobile il prodotto è stato dichiarato conforme e svincolato per la commercializzazione.

Ore 15:57 - Kiev ai cittadini delle aree occupate: «Allestite bunker e fate scorte di acqua»

«Gli abitanti dei territori temporaneamente occupati dai russi, tra i quali la Crimea, devono seguire le raccomandazioni dei funzionari durante la liberazione delle aree». Lo ha affermato sul proprio profilo Twitter Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky. «In particolare, li invitiamo) ad allestire bunker, fare scorte di acqua sufficiente e caricare i powerbank», ha aggiunto.

Ore 16:33 - Borrell: «Kiev ratifichi trattato per la corte penale dell'Aja»

«L'Ucraina deve ancora ratificare lo statuto di Roma per la corte penale internazionale. Le riforme e la ricostruzione prenderanno tempo, ma l'Ue vi sosterrà fino in fondo nel vostro viaggio». Lo ha detto l'alto rappresentante per la politica estera Ue Josep Borrell dopo il consiglio di associazione Ue-Ucraina.

Ore 16:54 - Zelensky a Johnson: «Grazie per il tuo sostegno contro Mosca»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiamato al telefono il premier uscente britannico Boris Johnson: il leader di Kiev lo ha ringraziato «a nome di tutto il popolo ucraino per il suo coraggio personale, i principi e il grande contributo per contrastare l'aggressione russa».

Poi ha aggiunto: «Non vedo l'ora di collaborare con un grande amico in un nuovo status».

Liz Truss è stata eletta oggi nuovo leader dei Tory e da domani coprirà il ruolo di premier britannico. Ha già fatto sapere che la sua prima telefonata a un leader straniero sarà quella con Zelensky.

Ore 17:01 - Mosca: «Le forniture di gas riprenderanno soltanto se ci sarà la revoca alle sanzioni»

«I motivi che hanno indotto la sospensione del gasdotto Nord Stream non sono scomparse e sono riconducibili alle sanzioni contro la Russia», ha dichiarato ai giornalisti Dmitry Peskov, il portavoce del Cremlino, sostenendo che c'è solo una turbina al lavoro e non funziona bene.

«Una sola unità è rimasta in funzione, e non funziona correttamente, si verificano guasti. Questo porta all'interruzione del pompaggio attraverso il Nord Stream. Con le sanzioni in vigore non si può fare altrimenti.

Ore 17:42 - Conte: «Non togliamo sanzioni ma lavoriamo a negoziato»

«La pace e il negoziato vanno costruiti, ma non se ne parla più. Si parla solo di guerra, in un conflitto che durerà anni. Sulle sanzioni la mia posizione è che non vadano tolte. Da subito ho detto che bisognava dare un segnale forte di reazione, concordato, congiunto. Anche io pensavo che avrebbero avuto un impatto molto negativo sulla Russia, ma ci si può sbagliare. Pensavamo a un calo del Pil sul 10%, ora forse è al 4%. Stanno facendo male anche a noi. Ma il problema ora è come uscire da questa guerra». Lo ha detto il leader del M5S, Giuseppe Conte, durante la registrazione della puntata di Porta a porta, in onda questa sera su Rai1. «La pace si costruisce lavorando 24 ore su 24 in questa direzione. L’Italia poteva e può avere un ruolo. Se uno ha un obiettivo del genere, funzionalizza tutto a quell’obiettivo».

Ore 18:04 - Borrell: «Sostegno continua qualunque sia il ricatto»

«Il messaggio principale dell’incontro di oggi, rivolto al mondo intero, è che l’Unione europea continuerà a sostenere l’Ucraina, qualunque sia la minaccia, il ricatto che la Russia può farci. Forniremo il nostro sostegno, politico, finanziario, umanitario e militare, per tutto il tempo necessario e quanto necessario». Lo ha dichiarato l’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell, al termine del Consiglio di associazione Ue-Ucraina.

Ore 18:06 - Macron a Zelensky: «I russi si ritirino dalla centrale di Zaporizhzhia»

In una telefonata con il collega ucraino Volodymyr Zelensky, il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito oggi «la necessità di preservare la sicurezza della centrale nucleare, cosa che può avvenire solo con un ritiro delle forze russe» da Zaporizhzhia. Secondo quanto fatto sapere dall’Eliseo, Macron ha anche ribadito «la sua determinazione perché la sovranità ucraina sulla centrale sia rispettata». La notizia è stata riportata dai media francesi.

Ore 20:14 - Kiev: «Colpito deposito di petrolio a Dnipro, scorte distrutte»

Un attacco missilistico contro la comunità di Karpiv del distretto di Kryvorizk, nella regione sudorientale ucraina di Dnipropetrovsk, ha colpito stasera un deposito di petrolio, distruggendo tutte le scorte di carburante che erano state immagazzinate al suo interno. Lo hanno riferito i servizi di emergenza locali, citati da Unian, secondo cui un grosso incendio è scoppiato a causa dei bombardamenti e i vigili del fuoco stanno lavorando sul posto per cercare di domarlo. La regione era già stata colpita da raid nelle scorse ore, provocando almeno una vittima civile.

Ore 23:45 - Mosca: «Gazprom valuta accelerare export gas verso Asia»

Gazprom sta discutendo con i partner l’opportunità di accelerare il reindirizzamento delle forniture di gas da ovest a est. Lo ha detto il ministro dell’Energia russo, Nikolay Shulginov, in un’intervista alla Tass in occasione dell’Eastern Economic Forum, aggiungendo che «i materiali per avviare la costruzione del gasdotto verso la Cina attraverso la Mongolia sono quasi pronti».

La Russia aumenterà di 7 milioni di tonnellate la capacità del porto di Kozmino, nel mar del Giappone, ha proseguito il ministro, sottolineando che Mosca considera promettenti non solo i mercati asiatici ma anche quelli di Africa e Medio Oriente.

Ucraina-Russia, news sulla guerra del 6 settembre. Lorenzo Cremonesi, Paola Caruso e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 6 Settembre 2022.

Le notizie di martedì 6 settembre, in diretta. Bombe su Kryvyi Rih, città natale di Zelensky. Peskov: «La risposta russa alle restrizioni sui visti Ue sarà dura»

• La guerra in Ucraina è arrivata al 195esimo giorno.

• Anche l'ultimo reattore della centrale di Zaporizhzhia è stato staccato dalla rete elettrica ucraina.

• Mosca denuncia: «Energodar colpita cinque volte dopo rapporto Aiea»

• Liz Truss: «Affronterò la crisi energetica causata da Putin».

• Washington: «Non designeremo Russia stato sponsor del terrorismo».

• Gas, minacce russe all’Italia: «Piano Cingolani imposto da Ue e Usa, l’economia crollerà»

Ore 00:26 - Esercito ucraino distrugge un deposito russo, Zelensky ringrazia il suo popolo

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che l’esercito del suo paese ha distrutto un importante deposito di munizioni russo dove Mosca conservava i missili S-300 che ha lanciato sulla città di Kharkiv. «Voglio ringraziare ancora una volta tutti i nostri difensori, militari e donne in servizio, la nostra intelligence, il servizio di sicurezza dell’Ucraina, che stanno facendo di tutto per rendere ogni giorno sempre più difficile per gli occupanti rimanere in Ucraina», ha detto Zelensky nel suo discorso serale di lunedì. «E oggi voglio ringraziare in particolare i combattenti di una delle nostre brigate di artiglieria missilistica, che con il loro fuoco accurato hanno distrutto il magazzino russo, da cui gli occupanti hanno preso i missili S-300 con cui bombardare Kharkiv». Il presidente ucraino ha continuato a promettere vendetta per i bombardamenti russi di diverse città e paesi ucraini.

Ore 01:20 - Jan Sobilo, della diocesi di Zaporizhazhia: «Viviamo nella minaccia nucleare»

«Ormai la nostra gente non ha più lavoro e i risparmi sono esauriti. Si sopravvive a stento, senza più poter comprare alcun che, in un territorio dove la minaccia di Mosca è all’ordine del giorno», spiega ad Avvenire Jan Sobilo, ausiliare della diocesi di Kharkiv Zaporizhzhia ma chiamato da tutti il “vescovo di Zaporizhzhia” perché vive nella città dove prima dell’aggressione russa abitavano in oltre 700mila.

Da settimane gli occhi del mondo sono puntati sulla sua città e sulla maggiore centrale nucleare d’Europa. «Viviamo nell’incubo che all’interno dell’impianto possa succedere qualcosa da un momento all’altro - confida monsignor Sobilo -. Ogni volta che penso ai bambini o alle donne che aspettano un figlio, mi viene in mente il disastro di Chernobyl. Voglia il Buon Dio che non si ripeta una simile tragedia, stavolta a causa della guerra...». «La nostra speranza è riposta negli specialisti dell’Aiea, l’Agenzia Onu per l’energia atomica: hanno visitato la centrale e due di loro sono rimasti nel sito. Qui tutti si augurano che la missione possa ridurre il rischio nucleare nella regione ma anche nel mondo intero».

« L’Ucraina attende la visita di Francesco? Moltissimo. E sono certo che arriverà nella nostra martoriata terra. Con questo suo gesto farà comprendere a tanti cuori induriti come sia necessario spendersi per la pace. Quanto durerà la guerra? A lungo: forse tre anni. Da cristiano sono consapevole che si può accelerare la conclusione del conflitto favorendo la conversione personale. Ma al tempo stesso ritengo che i negoziati si apriranno solo quando nel mondo prevarrà un autentico spirito solidale».

Ore 03:06 - Save the Children lancia l’allarme istruzione

Molti bambini ucraini riusciranno a seguire la scuola attraverso piattaforme online, molti altri invece hanno dovuto sospendere la propria istruzione, perché vivono in aree con combattimenti attivi e accesso limitato a Internet o a dispositivi tecnologici o perché in fuga dal Paese. Secondo quanto riferito dal ministro delle Politiche Sociali ucraino, a settembre solo il 50% delle scuole in Ucraina sarà aperto per le lezioni in presenza. Gli studenti potranno tornare in classe solo dove è sicuro farlo e se la loro scuola è dotata di un sistema di protezione in caso di attacco. Tuttavia, molte scuole rimangono chiuse mentre le autorità continuano a costruire rifugi e riparare i danni da bombardamenti e attacchi. Save the Children teme che la riduzione delle opportunità di apprendimento precoce si ripercuoterà sul futuro dei bambini e amplierà i divari di apprendimento preesistenti, colpendo maggiormente gli studenti delle aree in cui si combatte attivamente. «Uno dei modi migliori di imparare per i bambini piccoli è il gioco strutturato. Anche se la scuola dell’infanzia online può essere efficace, bisogna assicurarsi che i bambini imparino in un ambiente sicuro, che abbiano l’opportunità di socializzare con altri bambini e questo non è sempre possibile per le famiglie di alcune zone dell’Ucraina. L’accesso ad un’istruzione sicura offre stabilità e protegge i bambini dai danni. Inoltre, dà loro un senso di normalità e la possibilità di giocare e divertirsi», ha dichiarato Sonia Khush, Direttrice di Save the Children in Ucraina.

Ore 03:58 - La Ue il primo importatore di combustibili fossili per 85 miliardi di dollari

La Russia ha rastrellato 158 miliardi di euro di entrate dalle esportazioni di combustibili fossili in sei mesi di guerra, approfittando dei prezzi elevati, secondo un rapporto di un centro di ricerca indipendente pubblicato martedì 6 settembre, che chiede sanzioni più efficaci. «L’aumento dei prezzi dei combustibili fossili significa che le entrate attuali della Russia sono ben al di sopra di quelle degli anni precedenti, nonostante la riduzione dei volumi delle esportazioni», afferma il rapporto del Centro per la ricerca sull’energia e l’aria pulita (CREA), con sede in Finlandia. I prezzi del gas sono saliti ai livelli storici in Europa, mentre i prezzi del petrolio sono saliti alle stelle all’inizio della guerra prima di scendere più di recente. «Si stima che le esportazioni di combustibili fossili abbiano contribuito con 43 miliardi di euro al bilancio federale russo, contribuendo a finanziare i crimini di guerra in Ucraina». Queste cifre sono state stimate per i primi sei mesi di guerra dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, dal 24 febbraio al 24 agosto.

Il CREA, invece, ritiene che debbano essere messe in atto regole più forti per impedire al petrolio russo di entrare nei mercati in cui dovrebbe essere vietato. Le sanzioni occidentali oggi sono eluse troppo facilmente. Venerdì i paesi del G7 hanno deciso di limitare urgentemente il prezzo del petrolio russo, un meccanismo complesso da mettere in atto e inteso a dare un nuovo colpo alla fortuna energetica di Mosca. In questo periodo il CREA stima che il primo importatore di combustibili fossili russi sia stata l’Unione Europea per 85,1 miliardi di euro, seguita da Cina e Turchia. Il centro di ricerca ritiene che l’embargo europeo sul carbone - attuato il 10 agosto - abbia dato i suoi frutti, con le esportazioni russe che da allora sono scese al livello più basso dall’invasione dell’Ucraina. «La Russia non è riuscita a trovare altri acquirenti», scrivono gli autori del rapporto.(Segue) vgp 060217 set 22 Roma, 6 set. (askanews) - In questo periodo il CREA stima che il primo importatore di combustibili fossili russi sia stata l’Unione Europea (per 85,1 miliardi di euro), seguita da Cina e Turchia. L’UE ha deciso un embargo graduale sulle sue importazioni di petrolio e prodotti petroliferi. Ha anche già posto fine ai suoi acquisti di carbone, ma il gas russo, da cui dipende molto, al momento non è preoccupato. Il centro di ricerca ritiene, tuttavia, che l’embargo europeo sul carbone - attuato il 10 agosto - abbia dato i suoi frutti, con le esportazioni russe che da allora sono scese al livello più basso dall’invasione dell’Ucraina. « Il Regno Unito è chiamato a vietare la partecipazione del suo settore assicurativo a tali trasporti internazionali. Da parte loro, venerdì i paesi del G7 hanno deciso di limitare il prezzo del petrolio russo, un meccanismo complesso da mettere in atto e inteso a dare un nuovo colpo alla fortuna energetica di Mosca.

Ore 07:00 - La Russia ha acquistato milioni di proiettili per artiglieria e razzi dalla Nord Corea e si prepara a farlo ancora

(Guido Olimpio) La Russia ha acquistato milioni di proiettili per artiglieria e razzi dalla Nord Corea. E si prepara a farlo di nuovo. A rivelarlo fonti dell’intelligence Usa citate dal New York Times. L’informazione potrebbe essere una conferma indiretta dell’alto consumo di munizioni da parte degli invasori. Un aspetto spesso discusso dagli esperti secondo i quali, però, Mosca disponeva di grandi scorte e poteva mantenere una cadenza di tiro alta, ben superiore a quella degli ucraini. La resistenza, nelle ultime settimane, ha però colpito in modo sistematico i depositi, specie nella zona meridionale di Kherson. Il recupero di munizionamento all’estero da parte dei due contendenti è cresciuto dopo i grandi duelli di cannoni nel Donbass.

Ore 08:31 - Mosca: con Truss non ci aspettiamo cambiamenti nei rapporti con Gb

Con l’arrivo di Liz Truss a Downing Street come nuovo primo ministro britannico «non ci aspettiamo cambiamenti» nei rapporti fra Russia e Regno Unito. Lo sottolinea il Cremlino citato dalla Tass.

Ore 09:40 - GB, Mosca in difficoltà con i droni a causa delle sanzioni

L'esercito russo sta incontrando difficoltà nella scorta di droni a causa delle sanzioni e delle perdite nei combattimenti in Ucraina. Lo scrive su Twitter l'intelligence del Ministero della Difesa britannico nel suo aggiornamento quotidiano. «A fronte delle perdite in combattimento, è probabile che la Russia stia lottando per mantenere le scorte di veicoli aerei senza equipaggio (Uav) aggravate dalla carenza di componenti dovuta alle sanzioni internazionali», ha dichiarato il ministero. E ha aggiunto che la limitata disponibilità di Uav da ricognizione sta ostacolando sempre più le operazioni russe. Secondo il rapporto, negli ultimi anni Mosca ha attribuito un ruolo sempre più importante ai droni, in particolare per individuare gli obiettivi da colpire con l'artiglieria.

Ore 09:46 - Erdogan: «Putin usa il gas come arma contro le sanzioni»

«L'Europa affronterà grandi sfide per il gas naturale durante l'inverno ma noi non abbiamo alcun problema». Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in una conferenza stampa trasmessa dalla Tv di Stato Trt. «Le sanzioni contro la Russia hanno spinto» il presidente russo «ad agire in questo modo, sta utilizzando ovviamente tutti suoi mezzi e le sue armi, e una delle sue carte più importanti è il gas naturale», ha detto Erdogan affermando che la Turchia «in questo momento non ha alcun problema riguardo alle forniture di gas naturale».

«L’Europa raccoglie quello che ha seminato», ha poi aggiunto il presidente turco.

Ore 10:44 - Peskov: «La risposta russa alle restrizioni sui visti Ue sarà dura»

La Russia deve dare una risposta tempestiva e dura alle misure adottate dall'Europa per imporre restrizioni sui visti ai cittadini russi, ma questa risposta non sarà necessariamente simmetrica: lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov in una intervista televisiva. «Le condizioni impegnative e molto dure dell'esistenza ci impongono di adottare misure di risposta difficili ma, allo stesso tempo, dure. Dovrebbero essere simmetriche? Non è affatto necessario», ha detto.

Ore 10:46 - Kiev: i russi accerchiati sulla riva destra del fiume Dnepr

Secondo un consigliere presidenziale ucraino ha affermato che le forze ucraine stanno conducendo azioni controffensive non solo nel Sud ma anche nell'Est e nel Sud-Est del Paese. Oleksiy Arestovych sul suo canale Telegram ha affermato che « l'esercito ha liberato diversi insediamenti sulla sponda occidentale del Dnepr. Questi sono movimenti sottili sulla mappa. Ma l'avvio di azioni controffensive su diversi settori indica un cambiamento della situazione nel suo complesso». Arestovych ha detto inoltre che le forze russe sulla riva destra del Dnepr sono in «accerchiamento operativo» e ha previsto che entro un mese la loro posizione sarà «estremamente difficile».

Ore 11:00 - Kiev, missili su Kryvyi Rih, in fiamme deposito petrolio

Questa mattina missili russi hanno colpito nuovamente un deposito di petrolio a Kryvyi Rih, città di origine del presidente Zelensky. In seguito all'attacco è scoppiato un vasto incendio. Lo hanno riferito sui social il capo dell'amministrazione militare di Kryvyi Rih Oleksandr Vilkul e il capo regionale di Dnipropetrovsk Valentin Reznichenko, citati dall'Ukrainska Pravda. Il deposito era già stato preso di mira ieri dai razzi russi.

Ore 11:11 - Hacker ucraini creano falsi profili di donne per attirare russi

Hacker ucraini hanno creato profili falsi di donne attraenti per indurre i soldati russi a condividere la loro posizione. In seguito all’individuazione, la base militare in cui erano collocati è stata colpita. La storia è raccontata dal Financial Times e risale ad un mese fa. A ideare l’operazione Nikita Knysh, 30 anni, professionista nel settore della tecnologia, di Kharkiv. Poco dopo l’invasione russa ha iniziato ad usare le sue abilità reclutando altri hacker e fondando un gruppo soprannominato Hackyourmom, ora composto da 30 persone provenienti da tutto il paese. Il mese scorso, ha raccontato alla testata, hanno ingannato i soldati russi a Melitopol creando account falsi di donne attraenti su diversi social, incluso Telegram, la piattaforma più usata dallo scoppio di questa guerra. Gli hacker sono entrati in contatto con i soldati russi e alla fine li hanno convinti a inviare le loro foto dal fronte. Una volta inviate, gli hacker sono stati in grado di capire che erano state scattate da una base militare russa vicino a Melitopol. Hanno trasferito le informazioni all’esercito ucraino e diversi giorni dopo la base è stata attaccata. «Il mio primo pensiero è stato: posso aiutare il mio paese», ha spiegato Knysh al Financial Times. Il sito di notizie online ucraino Pravda ha riferito il mese scorso che c’è stata un’esplosione in una grande base militare russa a Melitopol. Il Financial Times afferma che i funzionari ucraini si sono rifiutati di discutere i ruoli degli hacker nell’attacco a quella base militare.

Ore 11:25 - Kiev: morti 50.150 soldati russi dall'inizio dell'invasione

Ammonterebbero a 50.150 le perdite fra le fila russe dal giorno dell'attacco di Mosca all'Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Lo rende noto il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, appena diffuso su Facebook, che riporta cifre che non è possibile verificare in modo indipendente. Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di circa 50.150 uomini, 2.077 carri armati, 4.484 mezzi corazzati, 1.179 sistemi d'artiglieria, 296 lanciarazzi multipli, 156 sistemi di difesa antiaerea.

Ore 12:10 - Lavrov: «Truss aggressiva perché Gb perde influenza»

Liz Truss «cerca di compensare la perdita di influenza della Gran Bretagna in Europa con azioni aggressive riguardo alla situazione in Ucraina». Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, citato dalla Tass.

Ore 12:40 - Kiev: potente esplosione nella zona della centrale nucleare

Una potente esplosione è stata sentita dopo le 12 nella città di Energodar, nella regione di Zaporizhzhia, dove si trova la centrale nucleare più grande d'Europa. Al momento la città è senza elettricità. Lo riferisce Unian che cita il sindaco Dmytro Orlov «Alle 12,20 di oggi i residenti di Energodar hanno riferito che una potente esplosione si è sentita in città. Subito dopo la corrente elettrica e l'acqua sono state interrotte contemporaneamente», ha affermato il sindaco sui social. Orlov non ha fornito altri dettagli, aggiungendo solo che al momento sono in corso accertamenti.

Ore 12:44 - L'Ue su Zakharova: «Parole folli, non meritano commento»

«Non perdiamo tempo a commentare le dichiarazioni folli delle personalità russe». Lo ha detto il portavoce della Commissione europea a proposito delle accuse lanciate dalla portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova sul piano italiano della riduzione dei consumi energetici. «C'è un'eccellente cooperazione fra l'Ue e gli Stati membri sul tema energetico», ha aggiunto. «I Paesi lavorano insieme per rispondere alle sfide create dalle azioni russe».

Ore 13:21 - Mosca denuncia 15 attacchi contro l'area di Zaporizhzia

La Russia ha denunciato nelle ultime 24 ore 15 attacchi di artiglieria condotti dall'esercito ucraino contro la località di Energodar, in cui è collocata la centrale nucleare di Zaporizhzhia, controllata dalle truppe di Mosca. «Nel corso della giornata, le forze armate dell'Ucraina hanno segnato 15 attacchi di artiglieria contro la città di Energodar e il territorio della centrale nucleare di Zaporizhzhia» ha affermato il portavoce del Ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, nel suo resoconto quotidiano. Secondo il portavoce, le condizioni della centrale nucleare sono nella norma.

Ore 13:34 - Kiev: restituiti i corpi di 25 soldati ucraini caduti

I corpi di 25 soldati ucraini caduti sono stati restituiti a Kiev sulla base della Convenzione di Ginevra. Lo riporta il Kyiv Independent citando fonti di governo e precisando che non sono stati forniti ulteriori dettagli. «Un'altra operazione è stata effettuata per il trasferimento dei corpi dei caduti. I russi non hanno fatto alcuna comunicazione di questo scambio e non ha commentato la dichiarazione delle autorità ucraine.

Ore 13:47 - La Cina pagherà in rubli e yuan il gas russo

La Cina pagherà in rubli e yuan per le forniture di gas russo attraverso il gasdotto Sila Sibiry. Un accordo in questo senso, scrive il sito del quotidiano economico russo Kommersant, è stato firmato tra il presidente della Gazprom, Alexei Miller, e quello della compagnia cinese Cnpc, Dai Houliang. Secondo quanto riferisce in un comunicato la Gazprom, durante l'incontro, avvenuto in videoconferenza, sono stati anche firmati accordi aggiuntivi all'intesa per la vendita a lungo termine di gas alla Cina lungo la rotta orientale.

Ore 13:54 - «Olio combustibile nel canale idrico della centrale»

Secondo il capo dell'amministrazione russa dell'area di Zaporizhzhia, Alexander Volga, le bombe cadute vicino alla centrale nucleare hanno rotto un serbatoio di olio combustibile e il liquido è finito nel canale idrico che fornisce acqua per il funzionamento della centrale nucleare. «Ora esamineremo la situazione e prenderemo tutte le misure», ha dichiarato Volga al canale televisivo Rossiya-24, come riporta Interfax.

Ore 14:00 - Kiev: 236 bambini risultano dispersi da inizio della guerra

Dall'inizio dell'invasione russa, 236 bambini sono considerati dispersi. Lo ha reso noto il servizio stampa dell'Ufficio del Difensore civico ucraino citato da Ukrinform. «Informazioni dal portale statale Bambini della guerra per la ricerca di bambini scomparsi al 6 settembre 2022: 236 scomparsi, 7.343 deportati, 5.391 ritrovati e 55 restituiti», ha dichiarato l'Ufficio. Secondo l'Ufficio del Procuratore generale, 741 bambini sono stati feriti in Ucraina a causa della guerra.

Ore 14:35 - Esplosioni e spari a Berdyansk

«Continuano le esplosioni e le sparatorie nel centro della città» portuale di Berdyansk, attualmente controllata dalle forze russe. «Nel centro si sono recati ambulanze e rappresentanti della polizia di occupazione». Lo ha riferito in un messaggio diffuso su Telegram l'ufficio stampa del consiglio comunale locale.

Ore 14:53 - Zelensky: per ogni attacco la Russia riceverà punizione adeguata

Zelensky ha pubblicato su Telegram una foto delle conseguenze degli attacchi russi a Kharkiv e Kryvyi Rih, promettendo una «punizione adeguata» per ogni attacco da parte di Mosca. «Un altro attacco missilistico del Paese aggressore alle città ucraine — ha scritto Zelensky —. In mattinata a Kharkiv un condominio nella parte centrale della città è stato distrutto e un edificio amministrativo è stato danneggiato. A Kryvyi Rih è scoppiato un incendio in un deposito di petrolio». Aggiungendo: «Per ogni attacco da parte degli occupanti è prevista una punizione adeguata».

Ore 16:27 - Atene: «Inaccettabili le minacce della Turchia alleata Nato»

«La Grecia è promotrice del dialogo basato sul rispetto del diritto internazionale e tiene alle relazioni di buon vicinato. Ma è inaccettabile che la sovranità greca venga messa in discussione tramite minacce da un Paese che è un alleato della Nato». Il premier greco Kyriakos Mitsotakis, durante un incontro ad Atene con la presidente della Repubblica della Slovacchia Zuzana Caputova, ha commentato così l'escalation di minacce rivolte alla Grecia dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan negli ultimi giorni.

Nell'ambito dell'incontro, finalizzato a rafforzare le relazioni bilaterali tra Grecia e Slovacchia, Mitsotakis ha poi ribadito che il revisionismo e la modifica dei confini non possono essere tollerati, come ha dimostrato l'invasione russa dell'Ucraina, e ha sottolineato la necessità di dare una risposta comune europea alla crisi energetica di questo inverno.

Ore 16:51 - Aiea: «La situazione a Zaporizhzhia è insostenibile»

«L'attuale situazione» nella centrale nucleare di Zaporizhzhia «è insostenibile». Lo afferma l'Agenzia internazionale per l'energia atomica nel suo rapporto diffuso oggi dopo la missione nell'impianto, la cui zona è da settimane sotto bombardamenti per cui Russia e Ucraina si accusano a vicenda.

Ore 17:45 - Adolfo Urso (Fdi) nei prossimi giorni in visita a Kiev e Washington

Una visita nei prossimi giorni a Kiev e poi un’altra a Washington: il senatore Adolfo Urso partirà per le due missioni internazionali «a dimostrazione che Fratelli d’Italia non si fa condizionare da nessuno rispetto alla tutela degli interessi nazionali e della sua collocazione atlantica».

Mentre la Russia minaccia una «tempesta globale» per le sanzioni imposte a causa della guerra e sulla campagna elettorale incombe il rischio di ingerenze straniere, Urso volerà prima in Ucraina e poi negli Stati Uniti, dove circa tre mesi fa, da presidente del Copasir, si è già recato in visita istituzionale insieme a una delegazione del Comitato.

Ore 18:26 - Nuovo appello dell’Onu per una safety zone intorno alla centrale di Zaporizhzhia

L’agenzia specializzata Aiea, che per l’Onu si occupa dell’energia atomica, con i suoi ispettori che in questi giorni hanno visitato la centrale di Zaporizhzhia, chiede nuovamente che l’area dell’impianto sia isolata dagli scontri a fuoco e dai bombardamenti con una speciale «safety zone».

«Per la tutela della salute degli abitanti della zona e per evitare disastri di carattere ambientale, riteniamo fondamentale una zona di protezione che possa escludere la centrale dagli eventi bellici. Per perseguire questo obiettivo è per noi imprescindibile firmare un accordo che accettino entrambe le parti coinvolte nel conflitto». Così il direttore dell’agenzia Rafael Grossi, che ha condotto e guidato l’ispezione nell’impianto ucraino, uno dei più grandi d’Europa.

Ore 18:35 - La Cina pagherà in rubli e yuan il gas russo: punta alla de-dollarizzazione del mondo

(Fabio Savelli) La Cina pagherà in rubli e yuan per le forniture di gas russo attraverso il gasdotto Sila Sibiry. Un accordo in questo senso, scrive il sito del quotidiano del mondo imprenditoriale russo Kommersant, è stato firmato tra il presidente della Gazprom, Alexei Miller, e quello della compagnia cinese Cnpc, Dai Houliang. Secondo quanto riferisce in un comunicato la Gazprom, durante l’incontro, avvenuto in videoconferenza, sono stati anche firmati accordi aggiuntivi all’intesa per la vendita a lungo termine di gas alla Cina lungo la rotta orientale...

Ore 18:44 - Gas, le minacce russe all’Italia: «Piano Cingolani imposto da Ue e Usa, l’economia crollerà»

(Massimiliano Jattoni dall’Asén) Il piano italiano per la riduzione della dipendenza dalle fonti energetiche russe, messo a punto dal ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani, «è imposto a Roma da Bruxelles, che a sua volta agisce su ordini di Washington, ma alla fine saranno gli italiani che dovranno soffrire». Lo ha detto in un messaggio su Telegram la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova.

L’attacco senza mezzi termini di Zakharova è diretto al piano del governo, reso pubblico martedì 6 settembre dal ministro Roberto Cingolani. La portavoce ha illustrato quelle che sarebbero le conseguenze per l’economia italiana , ponendo l’accento sugli «ostacoli per l’enorme numero di russi in visita» nel nostro Paese.

Ore 18:56 - Il punto militare: perché Putin sta comprando milioni di proiettili dalla Nord Corea?

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Le rivelazioni degli 007 americani sarebbero la conferma dell’alto uso di munizioni da parte di Mosca nel conflitto ucraino.

La Russia ha acquistato milioni di proiettili per artiglieria e razzi dalla Nord Corea. E si prepara a farlo di nuovo. Ad affermarlo fonti dell’intelligence Usa citate dal New York Times. L’informazione potrebbe essere una conferma indiretta dell’alto consumo di munizioni da parte degli invasori, i cui depositi sono stati distrutti in gran numero.

Ore 19:02 - Liz Truss: «Affronterò la crisi energetica causata da Putin»

«Affronterò la crisi energetica causata dalla guerra di Vladimir Putin e assicurerò il nostro futuro approvvigionamento energetico». Lo ha detto la neo premier britannica Liz Truss nel suo discorso di insediamento a Downing Street. La prima ministra si prepara a lanciare un piano contro il caro bollette.

Col suo programma di governo prevede inoltre di tagliare le tasse per premiare il duro lavoro e aumentare la crescita e gli investimenti trainati dalle imprese. Si impegna a riformare le norme per permettere al Paese di crescere, sottolineando che non mancano enormi riserve di talento, energia e determinazione.

Ore 19:16 - Washington: «Non designeremo Russia stato sponsor del terrorismo»

Gli Stati Uniti non designeranno la Russia stato sponsor del terrorismo. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karin Jean-Pierre precisando che si tratta della «decisione definitiva» dell’amministrazione Biden.

Ore 19:18 - Ucraina: «Kiev, respinti numerosi attacchi russi nel Donetsk»

L’esercito ucraino ha respinto diverse offensive russe nella regione orientale di Donetsk. Lo ha reso noto lo Stato Maggiore dell’esercito idi Kiev: «Le unità delle forze di difesa ucraine mantengono le loro posizioni e impediscono al nemico di avanzare più in profondità nel territorio ucraino. I nostri militari hanno respinto con successo gli attacchi nemici nelle aree degli insediamenti di Dolyna, Soledar, Novobakhmutivka, Kodema, Zaitseve, Avdiivka, Mariinka e Lyubomirivka della regione di Donetsk».

Ore 20:20 - Mosca: «Energodar colpita cinque volte dopo rapporto Aiea»

Alexander Volga, sindaco filorusso di Energodar, ha affermato che, nelle ore successive alla diffusione del rapporto dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia, le forze ucraine hanno già colpito cinque volte la città, dove ha sede l’infrastruttura.

«Due ore fa hanno pubblicato il rapporto Aiea e da allora ci sono già stati cinque attacchi condotti con obici americani M777», scrive Volga su Telegram, «hanno martellato l’intera città, l’intero settore residenziale, colpendo direttamente la sottostazione di Luch, che rifornisce l’intera città». «Per ora la situazione è gestibile ma i servizi di emergenza sono in elevata allerta», ha aggiunto il funzionario, secondo il quale al momento non si ha notizia di feriti.

Ore 21:16 - Kiev replica a Washington: «Chiederemo ancora riconoscimento Russia come Stato sponsor del terrorismo»

«Abbiamo chiesto, chiediamo e chiederemo il riconoscimento della Russia come Stato sponsor del terrorismo. Il fatto che l’amministrazione Biden non sia pronta a prendere una decisione del genere in questo momento non significa che non possa mai essere presa. Lavoreremo per far riconoscere la Russia per quello che è veramente». Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, citato da Ukrinform, commentando l’annuncio della Casa Bianca secondo cui Washington non intende designare la Russia come Stato sponsor del terrorismo.

Ore 21:25 - Guterres chiede a Mosca e Kiev una tregua su Zaporizhzhia

«Gli sforzi per ristabilire la centrale nucleare di Zaporizhzhia come infrastruttura puramente civile sono vitali. Come primo passo le forze russe e ucraine devono impegnarsi a non intraprendere alcuna attività militare verso o dal sito». Lo ha detto il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres alla riunione del Consiglio di Sicurezza.

«Come secondo passo - ha aggiunto - dovrebbe essere garantito un accordo su un perimetro smilitarizzato, che includa l’impegno delle forze russe a ritirare tutto il personale e l’equipaggiamento militare e di quelle ucraine a non entrarvi. Qualsiasi danno, intenzionale o meno, alla centrale nucleare di Zaporizhzhia potrebbe significare una catastrofe, non solo per le immediate vicinanze, ma per la regione e oltre».

Una proposta, quella del segretario generale dell’Onu, che il Cremlino ha giudicato «Non seria».

Ore 21:47 - La centrale nucleare di Zaporizhzhia e l’allarme sicurezza del 5 agosto (che abbiamo scoperto solo ora)

(Massimo Sideri) Le autorità internazionali hanno pubblicato la cronistoria dei danni subiti dalla più grande centrale atomica europea in Ucraina: «In diversi momenti tutti i 7 pilastri della sicurezza risultavano compromessi».

Turni massacranti di 48 ore. Il reattore numero 6 che almeno in una occasione è entrato in quella che viene chiamata «islanding operation mode», una modalità eccezionale in cui l’impianto stesso è staccato da tutte le reti elettriche e deve fornire da solo l’elettricità per il sistema di raffreddamento del nocciolo. Entrata in funzionamento di 17 dei 20 motori diesel di emergenza che sono l’ultima sponda della sicurezza (a Fukushima entrarono in funzione ma vennero poi spazzati via dall’onda dello tsunami, causando il più grave disastro atomico civile dopo Chernobyl). Danni all’impianto del carburante esausto radioattivo.

Kherson, la controffensiva ucraina che non sembra una controffensiva. Paolo Mauri il 6 Settembre 2022 su Inside Over.

A poco più di una settimana dal suo inizio, la controffensiva ucraina nell’oblast di Kherson non ha provocato grossi spostamenti del fronte.

I combattimenti, negli ultimi giorni, si sono sviluppati nella zona di Novovorontsovka, Vysokopillya e Arkhangelske a nord, a Suvkhyi Stavok nella parte centrale e a Posad-Pokrovske e Oleksandrivka nella parte meridionale della provincia occupata. La situazione però è instabile e in continua evoluzione: i russi affermano di essere rientrati a Kostroma, mentre l’esercito ucraino sta attaccando anche nelle zone di Schmidtovo, Ternovye Pody, Zedyony, Kiselyovka ma, a quanto sembra, senza successo. Il tre settembre il ponte della diga di Nova Kakhova è stato colpito dal tiro di artiglieria ucraina ed è stato distrutto, complicando notevolmente l’afflusso di rinforzi russi. Lì l’esercito di Kiev sta spingendo approfittando della situazione generatasi dall’interruzione di quella linea di comunicazione. Lo Stato maggiore di Mosca sta assemblando forze per rinforzare il fronte di Kherson andando a (ri)costituire il Terzo Corpo d’Armata, ma sarà molto difficile che raggiunga la linea del fronte rapidamente per via dell’attività di bombardamento ucraina sui vitali ponti che attraversano il fiume Dnepr.

Giungono importanti segnali che dimostrano la difficoltà di approvvigionamento di munizioni per l’esercito russo: si ritiene che i proiettili da 122 millimetri stiano scarseggiando, in quanto raramente sono stati usati negli ultimi giorni, optando pertanto sui vecchi pezzi di artiglieria da 152 millimetri come il D-20, fabbricato negli anni ’50 in Unione Sovietica in grande numero, ma non abbiamo ancora certezza.

Una possibile conferma di questa difficoltà incontrata dall’esercito russo arriva dalla notizia che Mosca sta acquistando razzi e proiettili di artiglieria dalla Corea del Nord. Secondo quanto riportato dall’Associated Press, un anonimo funzionario statunitense ha informato lunedì il New York Times che la Russia si stia rivolgendo alla Corea del Nord per ottenere munizioni dimostrando pertanto che “l’esercito russo continua a soffrire di gravi carenze di rifornimenti, in parte a causa delle sanzioni e dei controlli sulle esportazioni”. I funzionari dell’intelligence statunitense ritengono che i russi potrebbero cercare di acquistare ulteriore equipaggiamento militare nordcoreano in futuro che va ad aggiungersi a quello acquistato dall’Iran, consistente in droni da combattimento della serie Mohajer-6 e Shahed.

Nel Donbass i russi hanno subito un contrattacco ucraino presso Soledar e risulta che le forze di Mosca abbiano ripreso l’iniziativa nelle direzioni di Yakovlevka e Seversk ma molto cautamente. Proseguono anche i bombardamenti a nord, dove si segnalano esplosioni a Kharkiv e nei suoi dintorni.

A livello tattico, quindi, l’iniziativa è generalmente passata nelle mani degli ucraini, che però non stanno ottenendo risultati degni di nota: la controffensiva su Kherson si sta configurando più come una serie di attacchi misurati in alcuni settori ma con pesanti bombardamenti delle retrovie russe. Siamo davanti quindi più a un contrattacco che a una controffensiva vera e propria, messo in atto per scompaginare le linee russe e inchiodarle sul posto, quindi per usurare il potenziale bellico di Mosca che, a quanto sembra, è provato da mesi di conflitto. Da quest’ultimo punto di vista il ricorso ai sistemi missilistici da difesa aerea S-300 in funzione di attacco terrestre – possibilità accertata ma a discapito della precisione – dimostrerebbe la difficoltà della Russia di ottenere i rifornimenti di sistemi d’arma necessari per supportare in modo efficace l’avanzata in territorio ucraino. Ridotta la frequenza dei lanci dei missili ipersonici Kinzhal, che non si vedono in azione ormai da parecchie settimane, e anche quelli dei vettori da crociera Kalibr, che comunque vengono lanciati in salve consistenti quando vengono impiegati, anche per cercare di saturare le difese antimissile ucraine.

La controffensiva su Kherson non si può definire tale anche per dei motivi legati alla catena di comando ucraina: come ci ricorda il colonnello dell’Esercito (in pensione) Orio Giorgio Stirpe, l’ente di controllo di un’operazione dipende dalla sua rilevanza, quindi una controffensiva dovrebbe essere coordinata dallo Stato maggiore di Kiev, e parimenti questo dovrebbe essere l’organismo deputato alle comunicazioni ufficiali. Qui, invece, l’ente responsabile dell’operazione in corso sembra essere il comando meridionale ucraino, cioè uno dei corpi d’armata dell’esercito. È infatti questo comando a rilasciare i comunicati stampa e gli aggiornamenti, non lo Stato maggiore di Kiev. Il colonnello ci ricorda anche che si sarebbero viste operare nella zona unità fatte giungere dagli altri comandi regionali, soprattutto da quello occidentale, che normalmente funziona da riserva, mentre invece non è così.

Sembra quindi, come già accennato, che l’intera operazione sul fronte meridionale sia stata effettuata per logorare la testa di ponte russa a ovest del fiume Dnepr e per mettere in crisi il sistema logistico russo, già provato da mesi di guerra e da problematiche strutturali che abbiamo evidenziato in precedenza. Lo scopo sarebbe anche quello di confondere i russi e metterli sulla difensiva, cosa che sembra sia puntualmente accaduta guardando al fronte del Donbass: l’avanzata dell’esercito di Mosca, in quel settore, è estremamente cauta, in quanto si teme che l’ammassamento di uomini e mezzi per un’azione più consistente possa sguarnire un settore del fronte dove potrebbe verificarsi la vera controffensiva ucraina.

La martellante campagna mediatica che ha propagandato la controffensiva ucraina nei mesi precedenti, potrebbe quindi essere stata finalizzata esclusivamente a far pensare a Mosca che l’operazione su Kherson sia quella principale, quando invece l’esercito ucraino colpirà altrove. La chiave di lettura dell’operazione quindi potrebbe essere proprio questa: costringere Mosca sulla difensiva in attesa che si sviluppi la vera controffensiva, nel contempo logorare l’esercito russo costringendo lo Stato maggiore a far affluire rinforzi che altrimenti sarebbero stati impiegati per cercare di terminare la conquista del Donbass.

Ucraina-Russia, news sulla guerra del 7 settembre. Lorenzo Cremonesi, Viviana Mazza e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 7 Settembre 2022.

Le notizie di mercoledì 7 settembre, in diretta. Il discorso di Putin a Vladivostok: «Impossibile isolare la Russia». Bombe su Kryvyi Rih, città natale di Zelensky. Peskov: «La risposta russa alle restrizioni sui visti Ue sarà dura» 

• La guerra in Ucraina è arrivata al 196esimo giorno.

• Anche l'ultimo reattore della centrale di Zaporizhzhia è stato staccato dalla rete elettrica ucraina. Qui la lista dei danni causati alla centrale da queste settimane in cui Zaporizhzhia è stata al centro della battaglia.

• Putin è intervenuto — con un durissimo discorso — al Forum economico di Vladivostok: «Impossibile isolare la Russia»

• Gas, minacce russe all’Italia: «Piano Cingolani imposto da Ue e Usa, l’economia crollerà»

Ore 08:16 - Lavrov e i «chiarimenti» sul rapporto sulla centrale nucleare

La Russia ha chiesto all’Aiea, l’agenzia dell’Onu per l’Energia atomica, dei «chiarimenti» sul suo rapporto sulla situazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia — definita nel documento «insostenibile». A dichiararlo è stato, parlando con l’agenzia russa Interfax, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov. 

«C’è bisogno di chiarimenti supplementari, perché quel rapporto contiene un certo numero di punti interrogativi. Abbiamo chiesto questi chiarimenti al direttore generale dell’Aiea», Rafael Grossi. 

Ieri l’ambasciatore russo all’Onu ha deplorato che il rapporto non «indicasse chiaramente» che sarebbero gli ucraini a bombardare la zona della centrale. 

In questo articolo di Massimo Sideri, la lista dei danni — e dei pericoli — alla centrale.

Ore 08:23 - Il discorso di Putin / 1: «Le sanzioni sono un pericolo per il mondo intero»

Il presidente russo, Vladimir Putin, è intervenuto al forum economico di Vladivostok, ed è tornato ad attaccare frontalmente le sanzioni occidentali, definendole «una scelta miope» e «un pericolo per il mondo intero». 

Putin ha anche definito le mosse occidentali «un tentativo aggressivo di imporre il proprio dominio sul mondo», ma ha spiegato che gli equilibri del pianeta si stanno spostando verso l’area del Pacifico. 

«Recentemente si sono verificati cambiamenti tettonici nell’intero sistema delle relazioni internazionali. Il ruolo di Stati e regioni del mondo dinamici e promettenti è notevolmente aumentato. E soprattutto, naturalmente, la regione Asia-Pacifico: i suoi Paesi sono diventati nuovi centri di crescita economica e tecnologica, punti di attrazione per il personale, i capitali, la produzione». 

«La qualità della vita in Europa», ha detto, «è stata sacrificata alla dittatura degli Usa», mentre la Russia riesce a sopportare «l’aggressione economica, finanziaria e tecnologica» dell’Occidente. 

Putin ha anche detto che «i problemi per i rifornimenti di cibo si intensificheranno, e una catastrofe umanitaria è all’orizzonte», ha detto. 

Putin non ha mai menzionato il motivo per cui le sanzioni sono state imposte — e cioè l’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo; ma secondo il presidente russo, «la politica delle sanzioni occidentali è in corso da decenni».

Ore 08:29 - Il discorso di Putin / 2: «È impossibile isolare la Russia»

Il discorso di Putin continua lungo le direttrici ormai consolidate: l’attacco all’Occidente per le sanzioni, e la sottolineatura della ricerca da parte della Russia di nuovi partner economici e geopolitici: «È impossibile isolarci», ha detto, «nessuno ci riuscirà, avremo altre possibilità di entrare nei mercati iraniani, o del Medio Oriente» (oltre allo spostamento dell’equilibrio sul versante del Pacifico, di cui aveva parlato prima). 

«Gli Usa», ha detto Putin, «non si fermano di fronte a nulla per raggiungere i loro obiettivi. Vediamo già alcune produzioni fermarsi, in Europa, a causa della rottura con Mosca. L’Occidente ha messo in discussione alcuni dei fondamentali del sistema economico globale, e la fiducia nel dollaro, nell’euro, nella sterlina ne è uscita indebolita. La Russia ha tagliato l’utilizzo di queste monete; Gazprom e la Cina hanno iniziato a strutturare i propri contratti sul gas con pagamenti in yuan». 

Quanto alla Russia, «l’inflazione raggiungerà il 12 per cento quest’anno, ma il prossimo scenderà ai livelli previsti». Certo — è costretto ad ammettere il presidente russo — «ci sono problemi in alcune regioni e per alcuni settori economici», e per questo «è importante continuare a supportare l’economia russa»: ma su questo, assicura, «Mosca continuerà a difendere gli interessi nazionali».

Ore 08:48 - Il discorso di Putin / 3: «Non abbiamo iniziato nessuna guerra»

Putin — continuando il suo discorso al Forum economico di Vladivostok — è tornato a ribadire il suo punto di vista su quanto stia succedendo in Ucraina: una guerra, per il mondo intero; una «operazione militare speciale», per Mosca. 

Per Putin, la Russia «non è responsabile di aver fatto iniziare alcuna operazione militare: stiamo cercando di mettere fine a quella avviata nel 2014», con l’invasione della Crimea. 

Secondo il presidente russo, dunque, Mosca «ha deciso di rispondere militarmente», non — come è evidente — di invadere il territorio ucraino (nessuna parola viene pronunciata per giustificare l’attacco, avvenuto nei primi giorni e nelle prime settimane del conflitto, alla capitale ucraina, Kiev). «Le nostre operazioni puntano ad aiutare la popolazione del Donbass».

Ore 09:00 - Il discorso di Putin / 4: «Non abbiamo perso niente»

«La Russia non ha perso e non sta perdendo nulla a causa dell’Operazione speciale» — cioè l’invasione dell’Ucraina — «ma ha anzi rafforzato la propria sovranità»: «Tutto ciò che facciamo», ha spiegato, «punta a rafforzare la nostra sovranità. E se l’economia globale attraversa un periodo difficile, la logica della cooperazione vincerà sicuramente».

Ore 09:09 - La controffensiva ucraina, intanto

Mentre Putin parlava della volontà di Mosca di «chiudere la guerra avviata nel 2014», le autorità ucraine annunciavano che oltre alla controffensiva — in corso — nel Sud del Paese, ora Kiev sta conducendo attacchi nei territori occupati dai russi nel Nord Est del Paese. 

«Stiamo avanzando e spingendo su tutta la linea del fronte. Nei prossimi mesi, ci aspettiamo la sconfitta dell’esercito russo nella regione di Kherson — sulla riva occidentale del fiume Dnipro — e una significativa avanzata dell’esercito ucraino nell’Est». 

Le forze ucraine hanno anche annunciato di aver distrutto un ponte di alto valore tattico e strategico usato dalle forze russe a Kherson.

Ore 09:19 - Il discorso di Putin /5: «Proporrò a Erdogan di limitare l’export di grano verso l’Unione europea»

Putin ha dedicato una parte del suo discorso al tema dell’accordo sul grano, raggiunto con l’Ucraina con la mediazione delle Nazioni unite e della Turchia. 

Secondo Putin, «la Russia e i Paesi poveri sono stati truffati»: non essendoci nell’intesa raggiunta «quote garantite» per i Paesi più a rischio, «ci sono vergognosi esempi di comportamento scorretto» da parte dei Paesi più sviluppati — e segnatamente, da parte dell’Europa — che «non stanno inviando cereali ai Paesi in via di sviluppo».

Putin ha anche ventilato l’ipotesi di «limitare l’esportazione di grano e altri generi alimentari lungo questa rotta (dall’Ucraina all’Europa, ndr). Mi consulterò sicuramente con il presidente turco Erdogan su questo argomento. Dopotutto siamo stati noi a elaborare il meccanismo esportazione di grano ucraino». 

«Escludendo la Turchia come mediatore, praticamente tutto il grano che lascia l’Ucraina non va nei Paesi più poveri, ma in Europa. Solo 2 navi su 87 vanno nei Paesi in via di sviluppo, 60mila tonnellate su 2 milioni. Con questo approccio la portata dei problemi alimentari globali non farà che aumentare, sfortunatamente; e questo può causare una catastrofe umanitaria senza precedenti». 

Mikhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha spiegato all’agenzia Reuters che la Russia non ha alcuna base fattuale per rimettere in discussione l’intesa raggiunta, e che le accuse di Mosca sono infondate. 

L’intesa sul grano è stata firmata lo scorso 22 luglio, a Istanbul, e consiste in due documenti distinti: uno sulle esportazioni del grano ucraino e un altro sull’esportazione di prodotti agricoli e fertilizzanti russi. 

Gli accordi, uno con la firma dell’Ucraina e l’altro con la Russia, sono stati raggiunti con la mediazione della Turchia e delle Nazioni Unite e hanno stabilito un corridoio nel Mar Nero per consentire l’esportazione di generi alimentari. 

Erdogan e Putin si incontreranno di nuovo a margine del vertice SCO a Samarcanda dal 15 al 16 settembre.

Ore 09:39 - Il discorso di Putin / 6: «Non credo che abbiamo violato la legge internazionale, il regime di Kiev è illegittimo»

Con frasi che illuminano — per quanto possibile — lo schema mentale del presidente russo, Putin ha detto che «alcuni sostengono che la Russia abbia violato la legge internazionale: io non credo che sia vero». 

Come può, Putin, sostenere di non aver violato le norme internazionali, dopo aver inviato il proprio esercito non solo nel Donbass — dove a fornire una giustificazione, agli occhi di Mosca, ci sarebbero le due autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk — ma anche a Kiev? 

Ecco cosa spiega Putin: «Il regime di Kiev», ha detto, «è illegittimo»; e lo è perché «è stato creato dopo un colpo di Stato». 

A rendere più fragile questa giustificazione c’è però un fatto: le frasi del leader russo arrivano dopo l’incontro tra Putin stesso il capo della giunta militare — golpista — della Birmania Min Aung Hlaing, al termine del quale il leader del Cremlino ha detto che «la Birmania è nostro partner affidabile e di lunga data nel Sud-est asiatico», e che «le nostre relazioni si sviluppano in modo positivo». 

«Si direbbe che lei sia non il leader della Russia, ma del mondo intero, perché lei organizza e controlla la stabilità del mondo intero», ha detto da parte sua il leader birmano.

Ore 09:33 - L’incontro tra Putin e Xi, la prossima settimana

Il tempismo è tutt’altro che casuale: dopo che il presidente russo Putin ha parlato — ampiamente — al Forum economico di Vladivostok, spiegando quanto sia «impossibile» isolare la Russia, l’agenzia russa Tass — citando l’ambasciatore di Mosca a Pechino — batte la notizia di un incontro in vista tra lo stesso Putin e il presidente cinese Xi Jinpingi. 

L’incontro — il primo, di persona, da mesi: l’ultimo era avvenuto pochi giorni prima che Putin desse il via alla guerra in Ucraina — è previsto a margine del summit che si terrà a Samarcanda, in Uzbekistan, il 15 e 16 settembre. 

Se confermato, l’incontro non sarebbe solo il primo faccia a faccia tra i leader di Cina e Russia dall’invasione russa dell’Ucraina, ma anche il primo viaggio fuori dai territori cinesi di Xi dall’inizio della pandemia di coronavirus.

Ore 09:55 - Il discorso di Putin / 7: La Russia, l’Europa e l’energia: «Il tetto al prezzo del gas è una misura stupida»

Putin è tornato — diverse decine di minuti dopo aver già trattato l’argomento, nel suo amplissimo discorso — a parlare di energia. 

«Anzitutto», ha detto, «l’energia russa dovrebbe essere utilizzata per lo sviluppo interno. Ma la cooperazione con la Russia in questo campo è una cosa buona, per l’Europa. La domanda di idrocarburi è alta, nel mondo, e l’Europa aveva un vantaggio competitivo legato alle forniture di energia dalla Russia. Noi siamo pronti a cooperare con ogni Paese, ma ora il mercato europeo non è più favorevole. La Russia non ha problemi a vendere le proprie risorse: la domanda in Cina sta salendo, ad esempio, e venderemo il nostro gas in tutto il mondo». 

Poi l’attacco — diretto, ancora una volta — all’Europa: «Le proposte relative a un tetto al prezzo del gas sono stupide, e porteranno all’aumento dei prezzi. Al momento, il gasdotto Nord Stream 1 è praticamente chiuso, ma potremmo lanciare il Nord Stream 2 anche domani, basterebbe premere un pulsante — ma non è permesso: le sanzioni contro questo gasdotto sono state imposte dagli americani, che vogliono vendere il loro gas, a prezzo maggiorato. La Russia non usa la propria energia come un’arma». 

L’Europa si prepara a definire un tetto al prezzo del gas e dell’elettricità: come spiegato da Francesca Basso in questo articolo, «la proposta sarà approvata con procedura scritta, salvo imprevisti, ha spiegato una fonte Ue al Corriere, giovedì 15 settembre dalla Commissione, dopo il discorso della presidente Ursula von der Leyen sullo Stato dell’Unione e conterrà un tetto al prezzo dell’elettricità prodotta da fonti diverse dal gas . Le misure dovrebbero durare un anno e il tetto dovrebbe essere intorno ai 180 euro per megawatora. Agli Stati membri viene lasciata facoltà di redistribuire le risorse recuperate alle categorie più vulnerabili e alle Pmi. Sul tetto al prezzo del gas russo e sulle misure per fronteggiare la scarsa liquidità dei mercati dell’energia elettrica la Commissione prenderà una decisione dopo gli orientamenti che emergeranno mercoledì dalla riunione degli ambasciatori presso la Ue a cui parteciperà anche von der Leyen. È prevista anche una «solidarity compensation»: una tassa sui profitti provenienti dall’estrazione di petrolio e gas o sul fatturato relativo all’estrazione (è in fase di decisione). Nel mirino, quindi, le compagnie come Eni e Total. Vi sarà anche una misura per ridurre la domanda di elettricità nelle ore di picco attraverso incentivi a imprese e famiglie. La proposta si basa giuridicamente sull’articolo 122, dunque sarà sufficiente la maggioranza qualificata degli Stati Ue per approvarla. L’aspettativa è un consiglio Energia di emergenza nell’ultima settimana di settembre, oppure la proposta potrebbe essere discussa alla riunione informale a Praga del 12 ottobre con mandato agli ambasciatori per il via libera.

Ore 10:54 - Il colonnello russo ferito in un attentato, a Berdiansk

Un colonnello russo divenuto il nuovo comandante militare della città di Berdiansk, occupata dai russi, è stato ucciso — o, secondo altre fonti, gravemente ferito — con un’autobomba. A riportarlo sono i media di Stato russi, secondo i quali l’ordigno sarebbe esploso vicino agli uffici amministrativi della città, diventati una base russa. 

L’auto usata dal colonnello Artyom Bardin è stata distrutta nell’attacco, che sarebbe avvenuto intorno alle 12. 

Se venisse confermato che dietro l’attacco ci sono formazioni ucraine, si tratterebbe — scrive il Guardian — dell’«attentato più significativo di un esponente del governo russo in Ucraina».

Ore 11:09 - Il discorso di Putin / 8: «Con i tetti ai prezzi, non onoreremo i contratti»

Putin ha detto che l’economia russa si contrarrà del 2-2,5 per cento, quest’anno, e ha avvertito che la Russia «non onorerà i contratti su petrolio e gas» se ci saranno dei tetti al prezzo, come quelli che l’Europa e il G7 hanno intenzione di attivare. 

Si tratta della più esplicita minaccia da parte di Mosca sulla possibilità di bloccare le forniture sia di gas, che di petrolio. 

«Non consegneremo nulla se è contrario ai nostri interessi, in questo caso economici. Né gas, né petrolio, né carbone. Niente», ha aggiunto Putin.

Ore 11:19 - La moglie di Zelensky attacca Roger Waters

«Dovresti chiedere la pace all’altro Paese»: ha replicato così Olena Zelenska — moglie del presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky — alla lettera aperta pubblicata su Facebook da Roger Waters e a lei rivolta nella quale l’ex leader dei Pink Floyd criticava la fornitura di armi dell’Occidente all’esercito ucraino. 

Zelenska ha sottolineato che è stata la Russia «a lanciare un’aggressione contro l’Ucraina. Gli ucraini proteggono il loro Paese e il futuro dei loro figli. Se rinunciamo alla lotta, domani non ci saremo. Se la Federazione Russa rinuncia alla guerra, la guerra finirà. Lei dovrebbe chiedere la pace al presidente di un altro Paese».

Ore 11:47 - Il discorso di Putin / 9: le parole sulla centrale nucleare

Putin ha parlato anche del rapporto dell’Aiea — l’Agenzia dell’Onu per l’energia atomica — sullo stato della centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, al momento occupata dalle truppe russe e al centro di una zona di combattimento. 

Putin ha detto di «fidarsi» del rapporto, anche se — a suo parere — l’Aiea è ora «sotto pressione da parte degli Stati Uniti e dell’Europa e non può dire direttamente che la centrale viene colpita dal territorio ucraino». 

Secondo Putin, non è Mosca a sparare contro la centrale, e le truppe di Mosca sono presenti soltanto per «garantire la sicurezza»: «È Kiev a minare la sicurezza», ha detto.

 L’Aiea ha chiesto che intorno alla centrale venga ristabilita una zona demilitarizzata, per poter garantire la sicurezza della struttura.

Ore 12:06 - Il discorso di Putin / 10: «L’Europa torni in sé o ci sarà un’esplosione sociale»

Con parole destinate a rinfocolare il dibattito interno a diversi Paesi europei — in primis l’Italia, il cui appuntamento elettorale del 25 settembre è osservato con estrema attenzione, da Mosca — Putin ha invitato i Paesi europei a «tornare in sé» sulle sanzioni. 

Gli europei, di fronte all’impennata dei prezzi, «hanno diverse soluzioni: o sovvenzionare i prezzi elevati (dell’energia) o ridurre i consumi. Da un punto di vista economico va bene, ma da un punto di vista sociale è pericoloso. Può causare un’esplosione», ha detto Putin, che è tornato a scagliarsi contro l’ipotesi di tetto ai prezzi dell’energia: «È meglio rispettare gli obblighi contrattuali, le regole civili. È impossibile non rispettare le leggi, oggettive, economiche. Altrimenti ti tornerà indietro come un boomerang».

Ore 12:15 - Intanto, il prezzo del gas

Nella giornata di oggi — come indicato più sotto — è attesa una prima risposta della Ue alle nuove minacce del presidente russo Vladimir Putin contro le sanzioni occidentali: si riuniranno proprio in giornata, infatti, gli ambasciatori presso la Ue, per preparare il consiglio Energia straordinario di venerdì. All’incontro è presente anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. 

Di fronte a quella che — secondo le attese — sarà una risposta decisa, nei confronti del leader russo, il prezzo del gas è in calo. 

Dopo una partenza in rialzo, il contratto Ttf — che fa da riferimento per il prezzo del metano in Europa finché non si interverrà sull’indice — cede il 2,7 per cento, a 233 euro al megawattora. 

Cresce, invece, pur se leggermente, il prezzo del petrolio.

Ore 12:29 - Von der Leyen: proponiamo altri 5 mld di aiuti all’Ucraina

«La situazione in Ucraina richiede il nostro pieno sostegno. Oggi la Commissione Ue propone ulteriori 5 miliardi di euro di assistenza macrofinanziaria per il Paese. Questo si aggiunge ai 10 miliardi di euro che l’Ue ha già fornito in aiuti finanziari, umanitari e militari». Lo scrive su Twitter la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

«Sono profondamente convinta che con l’unità e la determinazione prevarremo» sulla Russia che sta «manipolando attivamente» il mercato del gas, ha aggiunto von der Leyen. «La Norvegia fornisce ora più gas all’Ue che la Russia e questo grazie alla nostra politica di diversificazione, che include forniture anche dagli Usa, dal Qatar e dall’Algeria», ha aggiunto.

Per quanto riguarda i risparmi, «proporremo un tetto ai ricavi delle aziende che producono elettricità a basso costo. Le fonti di energia a basse emissioni di carbonio stanno realizzando entrate inaspettate, che non riflettono i loro costi di produzione», ha sottolineato. «È giunto il momento per i consumatori di beneficiare dei bassi costi delle fonti di energia a basse emissioni di carbonio, come le rinnovabili. Quindi proporremo di reincanalare questi profitti inaspettati per supportare le persone vulnerabili e le aziende ad adattarsi», ha aggiunto.

Ore 12:33 - Kiev: valutiamo spegnimento della centrale di Zaporizhzhia

L’Ucraina sta valutando la possibilità di spegnere la centrale nucleare di Zaporizhzhia, occupata dai russi, per motivi di sicurezza ed è preoccupata per le riserve di gasolio utilizzate per i generatori di riserva, secondo il massimo esperto di sicurezza nucleare di Kiev. «L’opzione di spegnere la centrale è in corso di valutazione», ha dichiarato Oleh Korikov dell’Ispettorato statale per la regolamentazione nucleare dell’Ucraina (SNRIU) durante un briefing mercoledì.

Ore 12:45 - Von der Leyen: ridurre consumo elettricità in ore di punta

La Commissione europea propone «un obiettivo obbligatorio per la riduzione del consumo di elettricità nelle ore di punta». Lo ha annunciato la presidente Ursula von der Leyen in un punto stampa, sottolineando che l’esecutivo comunitario lavorerà «a stretto contatto con gli Stati membri per raggiungere questo obiettivo». La proposta fa parte di «una serie di misure immediate che proteggeranno i consumatori e le imprese vulnerabili e li aiuteranno ad adattarsi». «L’approvvigionamento energetico globale è scarso» e «ciò richiede una riduzione intelligente della domanda», ha spiegato.

Ore 12:49 - Von der Leyen: l’Ue proporrà il price cap al gas russo

«Come quinta misura» tra quelle che l’Ue metterà in campo nel breve termine sull’emergenza energetica «proporremo un price cap al gas russo. L’obiettivo è molto chiaro, dobbiamo tagliare i proventi alla Russia che Putin usa per finanziare la sua atroce guerra in Ucraina», annuncia la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

«È sul tavolo anche un tetto al prezzo del gas naturale liquefatto (Gnl). Lo stiamo valutando», ha detto von der Leyen. «Teniamo presente la scarsità globale del gas e che il Gnl può essere spedito da altre parti del mondo. Quello che stiamo valutando ora è di rimanere competitivi per i fornitori di Gnl ma ci assicuriamo che i prezzi che paghiamo non siamo straordinariamente alti e che siano nella media», ha aggiunto. (AGI

Ore 12:56 - A Bruxelles si tratta sul tetto al prezzo del gas russo

(Francesca Basso)- Oggi giornata fondamentale a Bruxelles per capire le posizioni dei diversi Stati Ue su un possibile tetto al prezzo del gas russo, annunciato la scorsa settimana dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen dopo che Berlino ha aperto a una discussione sulla misura. Sono oltre sei mesi che l’Italia chiede l’introduzione di un «gas price cap» per frenare la corsa dei prezzi del metano che sta trascinando alle stelle anche quelli dell’elettricità. Oggi si riuniscono gli ambasciatori presso la Ue per preparare il consiglio Energia straordinario di venerdì. Parteciperà anche la presidente von der Leyen. La Commissione tiene anche un seminario tecnico con gli esperti di energia delle capitali nel quale presenterà le opzioni di tetto al prezzo del gas e dell’elettricità sul tavolo.

La proposta legislativa sulle misure urgenti, che sarà adottata molto probabilmente giovedì 15 settembre dalla Commissione con procedura scritta, è definita al 90% ma sul tetto al prezzo del metano Bruxelles sta aspettando gli orientamenti che emergeranno dal Coreper e dal vertice. Anche per le misure da adottare per garantire liquidità alle utility sarà fondamentale cosa dicono gli Stati. Sul gas la Germania non ha ancora sciolto totalmente la sua opposizione al price cap. Il modello spagnolo di tetto al prezzo del gas non convince Bruxelles ma nemmeno la Francia perché ha portato a un maggiore consumo di gas anziché a una riduzione.

L’Italia, che inizialmente aveva chiesto il tetto solo sul gas russo, ora avrebbe allargato la proposta a tutto il gas importato dall’Ue (ipotesi che piace anche alla Polonia) ma finora von der Leyen ha sempre e solo parlato di quello proveniente via tubo da Mosca. Resta l’incognita Orbán. Secondo il sito Politico.eu l’Ungheria avrebbe chiesto di rimuovere tre cittadini russi dall’elenco delle sanzioni — Alisher Usmanov, Petr Aven e Viktor Rashnikov, secondo alcune fonte diplomatiche — che oggi sarà discusso al Coreper. «Gli elenchi delle sanzioni dell’Ue sono costantemente in fase di revisione e si teme ripetutamente che l’inclusione di determinate persone o entità nell’elenco delle sanzioni non sia sufficientemente giustificata», ha twittato ieri il portavoce del governo ungherese Zoltán Kovács. Un modo per Budapest per mettersi di traverso e chiedere qualcosa in cambio, visto che non potrà bloccare le iniziative legate all’energia perché saranno adottate a maggioranza qualificata a differenza delle sanzioni che richiedono l’unanimità.

Ore 13:18 - L’analisi del discorso di Putin contro l’Italia («strangolata») e l’Europa

La Russia e i suoi alleati stanno reggendo benissimo alle difficoltà economiche e, anzi, sono in decisa ripresa mentre l’Occidente è a pezzi, l’economia crolla e il dollaro non lo vuole più nessuno. Al forum economico di Vladivostok, tra sodali e rappresentanti di Paesi amici, Vladimir Putin traccia la sua visione di come vanno le cose nel mondo, schivando abilmente tutti quei dati e quelle cifre reali che contraddicono la sua narrazione. Qui il servizio integrale di Fabrizio Dragosei che analizza il discorso di Putin.

Ore 13:37 - Mosca: imposte sanzioni ai vertici militari dell’Ue

La Russia ha annunciato di aver imposto sanzioni «ai vertici militari dell’Unione Europea, ai dipendenti di alto rango delle agenzie di sicurezza degli Stati membri dell’Ue, ai rappresentanti delle organizzazioni commerciali europee nel campo della produzione di armi e attrezzature militari coinvolte nella fornitura di equipaggiamento militare in Ucraina»: lo riferisce la Tass citando un comunicato del ministero degli Esteri di Mosca.

Ore 13:47 - Ue valuta taglio 10% consumi elettricità, 5% in ore punta

La proposta della Commissione Ue per la riduzione dei consumi di elettricità prevede che gli Stati membri si impegnino a un taglio del 10% dei consumi in termini di MWh, con un calo di almeno il 5% nelle ore di punta. È quanto emerge dall’ultima bozza del documento su cui è al lavoro l’esecutivo Ue. Rispetto ai ricavi per l’energia prodotta da fonti diverse dal gas (le cosiddette tecnologie inframarginali) si ipotizza un tetto di 200 euro/MWh.

 Ore 14:10 - Kiev contro Putin: non può decidere su export grano

«La Russia non può dettare dove l’Ucraina dovrebbe inviare il suo grano e l’Ucraina farà lo stesso con la Russia. Gli accordi firmati a Istanbul riguardano solo una questione, vale a dire la circolazione di navi da carico attraverso il Mar Nero». È il commento del consigliere presidenziale ucraino, Mikhailo Podolyak, dopo che il leader del Cremlino, Vladimir Putin, ha detto di voler chiedere alla Turchia di imporre restrizioni all’export di grano ucraino verso l’Europa. Putin ha lamentato il fatto che, a suo dire, l’Occidente ha esportato la maggioranza dei prodotti agricoli provenienti dall’Ucraina verso i mercati europei e non verso quelli più bisognosi.

Ore 14:55 - Erdogan: «Occidente provoca, Russia non va sottovalutata»

«Non approvo l’approccio dell’Occidente rispetto alla guerra Russia-Ucraina. L’Occidente segue una politica che si basa sulla provocazione». Si è espresso così il leader turco, Recep Tayyip Erdogan, in dichiarazioni riportate dall’agenzia ufficiale turca Aanadolu. «La guerra non finirà tanto presto. A chi prende la Russia alla leggera, dico che si sbaglia - ha incalzato Erdogan da Belgrado - La Russia non è un Paese da sottovalutare».

Ore 14:57 - Kiev: guerra proseguirà nel 2023

I vertici militari ucraini ritengono che la guerra con la Russia non finirà entro la fine dell’anno, ma proseguirà nel 2023. È quanto scrivono il comandante in capo delle forze armate, generale Valerii Zaluzhnyi, e il numero due della commissione difesa e intelligence del parlamento, generale Mykhailo Zabrodskyi, in un articolo scritto per Ukrinform, intitolato: «Come assicurare una campagna militare nel 2023». «La guerra su larga scala, scatenata dalla Federazione Russa contro l’Ucraina il 24 febbraio, è da tempo andata oltre il concetto di conflitto locale a media intensità», ragionano i due generali. Quanto alla durata di «questo triste conflitto», proseguono, questa «viene già misurata in mesi. Vi è ogni motivo di ritenere che questo conto andrà oltre il 2022».

Ore 15:25 - Kiev ordina l'evacuazione dei civili dalla zona della centrale a Zaporizhzhia

L'Ucraina ha chiesto ai civili di evacuare dalle zone occupate dai russi nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Lo riporta il Kyiv Independent. La vicepremier ucraina ha detto che chi vuole lasciare la zona occupata dai russi vicino la centrale di Zaporizhzhia e ha l'opportunità di farlo da solo, dovrebbe usarla, perché i russi non rispondono alla richiesta di corridoi umanitari. Sono ripresi i bombardamenti sulla zona, secondo il sindaco Orlov sono più frequenti di prima. Ce ne parla anche nell'intervista dicendo che un terzo della città è sull'orlo di una catastrofe umanitaria.

Ore 15:43 - Von der Leyen: «Non ascoltare Putin, da lui solo ricatti»

Non vale «più la pena» di ascoltare quello che dice il presidente russo Putin sul fronte dell’energia poiché la Russia non fa altro che «ricattare l’Ue» e questo si vede dal fatto che a diversi Stati membri sono state completamente tagliate le forniture. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. «Ora come ora dobbiamo solo proteggerci, rinforzare la nostra posizione».

Ore 15:49 - Putin, vertice a tre Russia-Cina-Mongolia a Samarcanda

Il presidente Putin ha confermato il vertice in programma a metà settembre a Samarcanda con il presidente cinese Xi Jinping, aggiungendo che sarà organizzato anche un summit a tre con il loro omologo mongolo Ukhnaagiin Khurelsukh. L'annuncio è stato fatto durante un incontro oggi a Vladivostok tra lo stesso Putin e il primo ministro della Mongolia, Luvsannamsrai Oyun-Erdene, a margine del Forum economico dell'Oriente. Putin sarà a Samarcanda per partecipare a un vertice dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco), in programma il 15 e 16 settembre. Dell'organizzazione fanno parte tra gli altri Russia, Cina e India, mentre la Mongolia è tra i Paesi osservatori.

Ore 16:19 - Putin: nuovo gasdotto per la Cina attraverso la Mongolia

La compagnia energetica russa Rosneft, controllata dal governo, ha raggiunto accordi con la Mongolia per costruire un gasdotto attraverso il territorio di questo Paese che porterà il gas russo alla Cina. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin che oggi a Vladivostok ha incontrato il primo ministro della Mongolia, Luvsannamsrai Oyun-Erdene. Il nuovo gasdotto, denominato Forza della Siberia 2, è progettato per consolidare i sistemi per il trasporto di gas nell’est della Russia.

Ore 16:22 - Colloquio Draghi-Grossi su Zaporizhzhia, Iran e crisi energia

Al centro dei colloqui tra il dg dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Mariano Grossi e il premier Mario Draghi a Palazzo Chigi ci sono stati: la recente missione dell’Aiea presso la Centrale nucleare di Zaporizhzhia in Ucraina e uno scambio di vedute sullo stato del negoziato sul nucleare iraniano e sulla crisi energetica determinata dal conflitto russo-ucraino. Lo riferisce Palazzo Chigi.

Ore 16:39 - Lavrov: decisione Cio è disprezzo a Carta olimpica

«Quando il presidente del Comitato Olimpico Internazionale dice che decideremo in seguito sulla partecipazione degli atleti russi e bielorussi agli eventi sportivi a seconda di come si sviluppa la situazione politica, si tratta di un diretto disprezzo ai principi della Carta olimpica che include l’inammissibilità di qualsiasi coinvolgimento a considerazioni politiche nello sviluppo del movimento sportivo e delle federazioni». Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in occasione di un incontro con studenti e personale dell’Istituto statale di relazioni internazionali a Mosca. L’accusa è rivolta al Comitato Olimpico Internazionale (Cio) «di aver allontanato atleti dalla Russia e dalla Bielorussia dalle competizione sportive».

Ore 16:52 - Partito Putin: 4 novembre referendum zone «liberate»

Il partito di Putin, Russia Unita, ha proposto di tenere un referendum sull’annessione dei territori ucraini sotto il controllo delle forze di Mosca il 4 novembre, nella Giornata dell’Unità nazionale. Il segretario di Russia Unita, Andrei Turchak, ha proposto di tenere il voto «sull’autodeterminazione nelle Repubbliche del Donbass e nei territori liberati», come Mosca considera le zone sotto il suo controllo in Ucraina. Lo riporta l’agenzia Tass. «Donetsk, Lugansk e molte altre città russe troveranno finalmente il loro porto. E il mondo russo, oggi diviso da confini formali, riacquisterà la sua integrità», ha affermato il politico.

«Donetsk, Lugansk e molte altre città russe torneranno finalmente a casa. E il mondo russo, oggi diviso da confini formali, riacquisterà la sua integrità», ha annunciato il segretario del Consiglio generale del partito di Russia Unita, Andrei Tourchak. Proprio il 4 novembre la Russia celebra la Giornata dell’Unità Nazionale.

Ore 17:14 - Scholz sente Zelensky: scambio su altre possibilità sostegno

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha sentito al telefono il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, per uno scambio sulle possibilità concrete di ulteriore «sostegno militare, umanitario ed economico» a Kiev da parte della Germania, incluso l’appoggio per la ricostruzione.

È quello che rende noto un comunicato della cancelleria. Scholz ha anche citato «gli intensi preparativi» in vista della conferenza sulla ricostruzione, che si terrà a Berlino il 25 ottobre.

Ore 17:26 - Gb, prima telefonata neo-ministro Esteri al collega ucraino

Prima telefonata del neo-ministro degli Esteri britannico James Cleverly con il collega ucraino Dmytro Kuleba per discutere su come lavorare insieme per persuadere altri Paesi a sostenere Kiev contro l’invasione della Russia. Lo rende noto lo stesso Kuleba in un tweet: Cleverly e io «guardiamo negli occhi l’obiettivo principale, l’Ucraina deve vincere». Il ministro degli Esteri ucraino ha affermato di avere ricevuto la prima chiamata di Cleverly dopo la sua nomina da Liz Truss. «Il fatto che la nostra chiamata sia stata la prima del ministro degli Esteri del Regno Unito parla da sé», ha commentato Kuleba.

Ore 18:01 - Esercitazione Usa e Svezia nel Baltico

Esercitazione congiunta della marina Usa e quella svedese nelle acque del Baltico. Lo comunica il Pentagono. Le manovre si sono svolte il 30 agosto. La foto pubblicata dal Pentagono riporta tra i tag «Ukraine Response», traducibile come «Risposta Ucraina».

Ore 18:29 - Gli ucraini contrattaccano a Kharkiv: il punto militare

Kiev mantiene l’iniziativa e, al momento, detta l’agenda bellica: azione nel sud — nell’area di Kherson — e manovra a sorpresa nel settore di Kharkiv. I racconti non ufficiali descrivono un quadro cupo per gli invasori. Sono segnali positivi per Zelensky, quanto alla profondità serviranno giorni per valutare. Qui il punto militare.

Ore 19:22 - Controffensiva Kiev: circondata città con 27mila abitanti

Secondo un funzionario nominato da Mosca nella Repubblica popolare di Donetsk, controllata dalla Russia, le forze ucraine hanno circondato Balakljia, città dell’Ucraina orientale di 27.000 persone situata tra Kharkiv e Izium. Lo riferisce il Guardian aggiungendo il commento di Yaroslav Trofimov del Wall Street Journal: la velocità dell’avanzata dell’Ucraina sta lasciando molti sbalorditi.

Ore 19:23 - Mosca: Aiea non può dire che Kiev bombarda centrale

Gli esperti dell’Aiea sanno che il bombardamento della centrale nucleare di Zaporizhzhia è opera degli ucraini, ma non possono permettersi di dirlo ad alta voce. Lo ha denunciato Mikhail Ulyanov, rappresentante permanente della Federazione russa presso le organizzazioni internazionali a Vienna. «Il principale difetto del rapporto Aiea è che l’Agenzia evita completamente di nominare i responsabili delle minacce alla sicurezza nucleare della centrale», ha dichiarato Ulyanov intervistato dall’emittente Rossiya 24. «L’Aiea ha due suoi tecnici rimasti lì e ha effettuato una missione, dovrebbe sapere molto bene che gli ucraini stanno bombardando, ma a quanto pare l’agenzia non può permettersi di dirlo ad alta voce», ha denunciato il diplomatico.

Ore 20:28 - Berlusconi sulla guerra in Ucraina: «Se Merkel con me possibile convincere Putin»

«Con la Merkel mi sentirei di tentare un convincimento e una mediazione per mettere fine al conflitto tra Ucraina e Russia». Lo ha detto Silvio Berlusconi a Porta a Porta. Poi ha aggiunto: «Al momento non vedo alcuna perdita economica per Putin da qui in avanti. Mi sembra assolutamente in grado di resistere alle sanzioni e al tetto per il prezzo del gas»

Ore 21:17 - Paesi Ue chiedono più tempo per studiare piano su gas Cresce consenso su price cap non solo a Mosca, Olanda scettica

Riunioni «interlocutorie» nelle quali i Paesi membri «hanno chiesto maggiore tempo per un'analisi più approfondita» del pacchetto sul gas presentato dalla Commissione. Così fonti europee descrivono le riunioni degli ambasciatori dei Paesi Ue (Coreper) tenutesi oggi sulla base del non paper presentato dall'esecutivo europeo.

Tra i punti più delicati c'è ancora il price cap sul gas russo, con una parte dei Paesi che resta scettica o prudente e un'altra, Italia in testa - che chiede invece la sua estensione anche al gas non russo. La proposta di Roma punta a porre un limite temporaneo a tutto il gas importato dall'Ue e, secondo le stesse fonti, nel corso delle riunioni è stata apertamente sostenuta da alcune delegazioni mentre altre si sono riservate di approfondirle.

Ma c'è anche chi, come l'Olanda, resta apertamente scettico sul principio dell'intervento sui mercati dell'energia. Posizione probabilmente alimentata anche dall'opzione - sulla quale la Commissione ha aperto - di lavorare su un indice di riferimento per il gas che sia diverso da quello del Ttf di Amsterdam. Alle riunioni era assente il rappresentante permanente della Germania, altro Paese storicamente scettico sull'idea del price cap al gas.

Ore 21:39 - Onu: «Indiscrezioni inquietanti su campi sfollamento russi»

«Le persistenti accuse di sfollamenti forzati, deportazione e i cosiddetti "campi di filtrazione" gestiti dalla Russia e forze locali affiliate sono estremamente inquietanti. Tali segnalazioni devono essere esaminate con la collaborazione dell’autorità competenti». Lo ha detto il capo degli affari politici dell'Onu Rosemary DiCarlo al Consiglio di Sicurezza.

Ore 22:11 - Zelensky: «Riconquistate posizioni vicino Kharkiv»

«Questa settimana abbiamo buone notizie dalla regione di Kharkiv»: lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, facendo riferimento alla riconquista di diverse posizioni nel nord-est del Paese dove «la bandiera ucraina è tornata».

Ore 01:14 - Esplosioni a Melitopol, salta in aria la sede del partito di Putin

Esplosione nella sede di «Russia Unita», il partito del presidente russo Putin, nella città occupata di Melitopol. Lo comunica il sindaco Ivan Fedorov, citato da Ukrainska Pravda. L’edificio è andato distrutto. In corso di verifica i danni e le possibili vittime. Il sindaco in esilio della città ucraina di Melitopol, occupata dai russi nella regione di Zaporizhzhia, ha fatto sapere di esplosioni avvenute nella sua città. Secondo quanto riportato dal Kyiv Independent le esplosioni avrebbero distrutto un quartier generale russo.

Ore 01:33 - Onu, credibile trasferimento forzato bimbi in Russia

L’Onu ha riferito che ci sono «accuse credibili» secondo cui le forze di Mosca hanno trasferito bambini dall’Ucraina alla Russia per l’adozione come parte di trasferimenti forzati e deportazioni su larga scala. «Siamo preoccupati che le autorità russe abbiano adottato una procedura semplificata per concedere la cittadinanza russa ai bambini senza cure parentali e che questi bambini possano essere adottati dalle famiglie russe», ha sottolineato la vice segretario generale Onu per i diritti umani, Ilze Brands Kehris, parlando di «accuse credibili su trasferimenti forzati di bambini non accompagnati nei territori occupati dalla Russia, o nella stessa Federazione».

Ore 02:06 - Italia, all’Onu: «Russia faccia tornare i civili ucraini deportati»

L’Italia ha lanciato un appello all’Onu perché la Russia faccia tornare a casa gli ucraini deportati. L’ambasciatore italiano Maurizio Massari ha sollevato il problema nel corso del briefing del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite: «Il sistema di filtraggio dei civili ucraini messo in atto dalla Russia — ha detto Massari — è una violazione dello «jus in bello» così profonda che non si vedeva in Europa dalla Seconda guerra mondiale». «La gravità della situazione — ha aggiunto — richiede due azioni rapide e cruciali. In primo luogo chiediamo alla Russia di garantire libero accesso agli organismi Onu e a organismi non governativi come il Comitato internazionale della Croce Rossa, perché visitino i centri temporanei dove si trovano i civili ucraini». «In secondo luogo — ha continuato — chiediamo alla Russia di garantire l’immediato ritorno del cittadini ucraini trasferiti con la forza, in particolare donne e bambini, nei loro territori di origine e la loro libertà di movimento verso Paesi terzi».

Ore 02:32 - Usa, prove su centinaia migliaia deportati e detenuti in Russia Ucraina

Gli Stati Uniti hanno le prove di deportazioni forzate di centinaia di migliaia di ucraini, «compresi i bambini», in regioni talvolta remote della Russia. Lo ha detto l’ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite Linda Thomas-Greenfield all’emittente Npr. «Vengono interrogati, detenuti, deportati con la forza. Alcuni vengono inviati nelle regioni più orientali, vicino al confine nordcoreano», ha detto. Una tattica «per annientare ogni resistenza», ha aggiunto. L’ambasciatrice chiede che l’Onu e le organizzazioni per i diritti umani abbiano accesso ai campi in cui sono detenuti gli ucraini.

Ore 02:52 - Zelensky, oltre 100 navi sono partite per Asia, Africa, Ue

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha affermato che 102 navi hanno già lasciato l’Ucraina per l’Asia, l’Africa e l’Europa attraverso il «corridoio del grano». Lo ha annunciato nel suo consueto videomessaggio serale, riferisce Unian. «Continua l’iniziativa per l’esportazione del grano, uno strumento importante per la nostra economia e per tutti i partner del nostro Stato — ha detto —. Il cibo ucraino è stato esportato in tre continenti. In Africa, in Asia e in Europa. In dettaglio, 54 navi sono già partite per l’Asia, 16 navi per l’Africa e 32 in Europa», ha affermato.

Il ventre molle. Vittorio Macioce su Il Giornale il 7 settembre 2022.

La realtà è che Putin non sta vincendo questa guerra senza senso. Nulla è andato come davvero sperava. L'Ucraina doveva essere il suo capolavoro strategico, una mossa intravista dietro le debolezze dell'impero americano, spaccato dalla variabile Trump e dall'incapacità di non riconoscersi più come uno, pure nelle sue mille diversità. È da lì che un po' viene l'azzardo di Mosca, solo che adesso non solo la Russia ha un presente di miseria, ma ogni giorno che passa perde pezzi del suo futuro, perché le sanzioni qualcosa hanno fatto. La Russia è fuori dal mondo e deve raccattare la carità cinese. È un prezzo più alto di quanto si pensi. È chiaro che la discussione pubblica guarda invece ai costi occidentali della guerra. La controffensiva di Putin ha incrementato l'inflazione in Europa e ci pone davanti a una crisi energetica che evoca l'austerità del 1973. Da lì però l'Italia è riemersa, la grande Russia invece rischia un inverno molto più lungo. Le difficoltà di Putin non si vedono solo sul campo militare ed economico. Si leggono anche nella smania, ormai smaccata, della propaganda spicciola per destabilizzare le odiate democrazie europee. Putin è convinto che in questo momento il ventre molle sia l'Italia. È lì che vede il fronte politico e sociale più instabile. Le parole via Telegram di Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri, assomigliano al lancio di biglietti aerei sulle città alla fine delle due grandi guerre mondiali. Il tema come sempre è quello del complotto. «Quando la laboriosa economia italiana crollerà, gli yankees la compreranno a buon mercato». Vi state sacrificando per nulla. È un pensiero che punta alle viscere e serve a creare paura e sospetti. Ora l'Italia sembra il terreno adatto per questo genere di cose. Siamo un Paese che deve comprare energia e siamo nel pieno di una campagna elettorale dove già si evoca la paura di una sorta di apocalisse ideologica. La propaganda spicciola è merce di tutti i giorni. Non è difficile spacciarne altra. Di chi è la colpa di un inverno a bassa energia? La Russia può giocare su un sentimento anti americano che ha radici profonde e su chi da anni predica contro il capitalismo e sogna un passo indietro: l'etica della decrescita. È un sentimento che si respira nella sinistra nostalgica, in una certa destra e che per anni è stato la bandiera del grillismo. Non è un caso che Giuseppe Conte, che in realtà non viene da questa cultura, negli ultimi tempi stia cercando di incarnarla, mettendoci di suo una spolverata di vecchio assistenzialismo. Trump, che sta giocando una partita tutta sua, lo indica da lontano come un punto di riferimento. Putin lo vede come una speranza. Conte, peraltro, si affretta a smarcarsi: se fossi capo del governo chiederei sanzioni più pesanti. Putin, però, non si aspetta una risposta strettamente politica, ma sociale e di piazza. Quello che invece non sa è che Conte ha molte facce, sa come promuoverle, ma di certo non è, al di là delle sue stesse parole, un avvocato del popolo.

Ucraina: la controffensiva di Pinochet. Piccole Note il 7 Settembre 2022 su Il Giornale.

Poco trapela della controffensiva ucraina a Kherson. E nulla di un altro assalto delle forze ucraine, stavolta nell’area di Kharkiv, sulla cittadina di Balakleya. Probabilmente stavolta speravano di prendere di sorpresa i russi, ma non sembra sia andata benissimo neanche stavolta, almeno a stare alle fonti russe (quelle ucraine dicono poco).

Ma a fotografare la mattanza che sta producendo questo attacco all’arma bianca di Kiev è un reportage di John Hudson da alcuni ospedali nei quali sono curati i feriti ucraini (Washington Post).

Le testimonianze e le foto sono spaventose, non per nulla nel titolo dell’articolo si legge “l’enorme tributo dell’offensiva di Kherson”. Questo il risultato di una politica occidentale che sa solo inviare armi, avendo cancellato dalla narrazione l’idea stessa di un’opzione diplomatica, come se la prosecuzione di questo conflitto sia una necessità ineluttabile.

Tale obliterazione discende del servilismo e dall’impotenza alla quale è ormai consegnata la classe politica occidentale, ridotta a prendere ordini dalla Nato, partecipando della sorte dei funzionari che supportano le operazioni militari ucraine.

A fotografare in maniera plastica la vacuità di tale classe politica, un video che immortala il cancelliere tedesco Sholz e il premier canadese Trudeau, i quali, dopo aver firmato un accordo sull’energia a idrogeno, si impegnano in una gara con delle automobiline alimentate da motori siffatti.

A inquietare non è tanto il fatto che le suddette si sono rifiutate di partire, a parte una fermatasi subito dopo il via, quanto l’immagine dei politici che dovrebbero guidare il mondo fuori da questa crisi epocale ridotti a giocare con le automobiline. L’unica cosa che il potere vero, che sta altrove, gli permette di fare. E la tragedia è che ne sono anche contenti… sono sempre sorridenti loro, quando parlano e si incontrano, a parte quando devono parlare di Russia.

In queste occasioni, come da direttive Nato, assumono anche un’aria austera e minacciosa verso il nemico, tanto a essere massacrati sono altri, cioè i poveretti mandati al macello sotto il fuoco dell’artiglieria russa, come evidenzia il WP.

Colpiscono due aspetti dell’articolo: il fatto che gli ucraini hanno negato ai cronisti l’accesso alle aree “liberate”, suscitando dubbi dal momento che invece dovrebbero mostrarle trionfanti al mondo.

E un particolare in sé minimo, ma significativo, Uno dei feriti interpellato chiede di esser chiamato col nome di battaglia: “Pinochet”… per dei paladini della libertà ci si aspetterebbe altri appellativi, magari, perché no, un “Garibaldi” e invece…

Sì, proprio Pinochet… di fronte a tale enormità anche un cronista di primo pelo sarebbe rimasto sorpreso, avrebbe fatto domande, ricordato all’interessato le camere di tortura cilene, le sparizioni… invece nulla. Obbediente alle direttive Nato, che hanno cancellato anni di informazioni sul neonazismo ucraino, peraltro registrato anche dall’FBi (vedi Center for Strategic & International Studies), il giornalista del Wp non fa una piega.

Menzogne di guerra

Riguardo la macelleria ucraina, segnaliamo una lettera aperta inviata a Biden da una quindicina di ex funzionati dell’intelligence Usa, nella quale i firmatari, a motivo della “pluridecennale esperienza su ciò che accade all’intelligence in tempo di guerra”, invitano il presidente alla “cautela” riguardo i suoi consiglieri: “Se ti dicono che Kiev sta respingendo i russi, allontanali a calci e inizia a pensare di allargare la tua cerchia di consiglieri”.

“La verità è la moneta circolante nel regno dell’analisi dell’intelligence. È altrettanto assiomatico che la verità è la prima vittima di una guerra, e ciò vale per la guerra in Ucraina come per le precedenti […]. Quando si è in guerra, i Segretari della Difesa, i Segretari di Stato e i generali semplicemente non possono essere chiamati a dire la verità – ai media, o anche al Presidente. L’abbiamo imparato presto, in un modo duro e amaro. Molti dei nostri compagni d’armi non sono tornati dal Vietnam”.

Quindi la missiva ricorda quanto accadde in quella guerra: “Il presidente Lyndon Johnson preferì credere al generale William Westmoreland che nel 1967 disse a lui e al segretario alla Difesa McNamara che il Vietnam del Sud avrebbe potuto vincere, se solo Johnson avesse fornito altri 206.000 soldati”.

“Gli analisti della CIA sapevano che non era vero e che – peggio ancora – Westmoreland stava deliberatamente falsificando il numero di forze che doveva affrontare, sostenendo che c’erano solo ‘299.000’ comunisti vietnamiti sotto le armi nel Sud. Noi, invece, abbiamo riferito che il numero era compreso tra i 500.000 e i 600.000”.

La lettera continua dipanando le tante falsità dette al presidente e all’opinione pubblica in quegli anni, per proseguire poi con quelle delle guerre successive, ad esempio le famigerate armi di distruzione di massa di Saddam.

Quindi, dopo aver invitato più volte alla cautela il presidente degli Stati Uniti, anche riguardo la possibile defezione del Vecchio Continente dalla crociata anti-russa a causa delle conseguenze delle sanzioni (ma qui forse la missiva relativizza i vincoli imposti alla Ue), fa una chiosa alquanto interessante: “Ci auguriamo che lei sia stato adeguatamente informato sul probabile esito della recente ‘offensiva’ ucraina”. Cenno più che pessimista.

L’opzione diplomatica

Qualcosa di simile scrive l’ex generale di brigata Mark Kimmitt sul Wall Street Journal, spiegando la necessità di un’opzione diplomatica a causa di due criticità delle capacità belliche ucraine.

La prima è che il flusso delle armi Nato non può restare costante (ad esempio, il ministro della Difesa tedesco Christine Lambrecht ha parlato di un “limite” alle forniture), a meno di uno sforzo industriale titanico dell’Occidente, che Kimmit ritiene improbabile; la seconda è che le armi servono a poco se non sai usarle o hai problemi logistici tali da impedirne un uso efficace.

“Nella moderna guerra ad alta intensità – conclude – la logistica è il vero tallone d’Achille. Un buon addestramento, una buona tattica e dei soldati coraggiosi sono fondamentali, ma senza armi, cibo e carburante, gli eserciti si fermano. Questo sembra ciò che sta accadendo mentre il campo di battaglia diventa statico e una svolta sembra improbabile”.

“I militari parlano spesso della capacità di vedere le cose in modo chiaro e completo. Guardando nella prospettiva di una guerra prolungata, con i sistemi ad alta tecnologia in diminuzione e vittime in aumento, Zelensky e la NATO devono affrontare decisioni difficili prima che quelle decisioni vengano loro imposte”.

Il giornalista italiano Mattia Sorbi ferito in Ucraina: «Sto bene». Lorenzo Cremonesi, Viviana Mazza e Redazione Online su Il Corriere della Sera l'8 Settembre 2022. 

Le notizie di giovedì 8 settembre. Blinker a sorpresa da Zelensky. Il segretario alla Difesa Usa, Lloyd Austin: «Successi evidenti da parte di Kiev sul campo di battaglia, ma dobbiamo iniziare a sostenere l'Ucraina nel lungo periodo».

• La guerra in Ucraina è arrivata al 197esimo giorno.

• Anche l'ultimo reattore della centrale di Zaporizhzhia è stato staccato dalla rete elettrica ucraina. Qui la lista dei danni causati alla centrale da queste settimane in cui Zaporizhzhia è stata al centro della battaglia.

• Putin è intervenuto — con un durissimo discorso — al Forum economico di Vladivostok: «Impossibile isolare la Russia, l’idea di un tetto al prezzo del gas è stupida». La replica dell’Europa: «Basta con i ricatti»

• Nella notte bombe a Melitopol, distrutto il quartiere generale dei russi e sede del partito di Putin.

Ore 01:13 - Esplosioni a Melitopol, salta in aria la sede del partito di Putin

Esplosione nella sede di «Russia Unita», il partito del presidente russo Putin, nella città occupata di Melitopol. Lo comunica il sindaco Ivan Fedorov, citato da Ukrainska Pravda. L’edificio è andato distrutto. In corso di verifica i danni e le possibili vittime. Il sindaco in esilio della città ucraina di Melitopol, occupata dai russi nella regione di Zaporizhzhia, ha fatto sapere di esplosioni avvenute nella sua città. Secondo quanto riportato dal Kyiv Independent le esplosioni avrebbero distrutto un quartier generale russo.

Ore 01:34 - Onu, credibile trasferimento forzato bimbi in Russia

L’Onu ha riferito che ci sono «accuse credibili» secondo cui le forze di Mosca hanno trasferito bambini dall’Ucraina alla Russia per l’adozione come parte di trasferimenti forzati e deportazioni su larga scala. «Siamo preoccupati che le autorità russe abbiano adottato una procedura semplificata per concedere la cittadinanza russa ai bambini senza cure parentali e che questi bambini possano essere adottati dalle famiglie russe», ha sottolineato la vice segretario generale Onu per i diritti umani, Ilze Brands Kehris, parlando di «accuse credibili su trasferimenti forzati di bambini non accompagnati nei territori occupati dalla Russia, o nella stessa Federazione».

Ore 02:04 - L’Italia all’Onu: «Russia faccia tornare i civili ucraini deportati»

L’Italia ha lanciato un appello all’Onu perché la Russia faccia tornare a casa gli ucraini deportati. L’ambasciatore italiano Maurizio Massari ha sollevato il problema nel corso del briefing del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite: «Il sistema di filtraggio dei civili ucraini messo in atto dalla Russia — ha detto Massari — è una violazione dello «jus in bello» così profonda che non si vedeva in Europa dalla Seconda guerra mondiale». «La gravità della situazione — ha aggiunto — richiede due azioni rapide e cruciali. In primo luogo chiediamo alla Russia di garantire libero accesso agli organismi Onu e a organismi non governativi come il Comitato internazionale della Croce Rossa, perché visitino i centri temporanei dove si trovano i civili ucraini». «In secondo luogo — ha continuato — chiediamo alla Russia di garantire l’immediato ritorno del cittadini ucraini trasferiti con la forza, in particolare donne e bambini, nei loro territori di origine e la loro libertà di movimento verso Paesi terzi».

Ore 02:34 - Usa, prove su centinaia migliaia deportati e detenuti in Russia Ucraina

Gli Stati Uniti hanno le prove di deportazioni forzate di centinaia di migliaia di ucraini, «compresi i bambini», in regioni talvolta remote della Russia. Lo ha detto l’ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite Linda Thomas-Greenfield all’emittente Npr. «Vengono interrogati, detenuti, deportati con la forza. Alcuni vengono inviati nelle regioni più orientali, vicino al confine nordcoreano», ha detto. Una tattica «per annientare ogni resistenza», ha aggiunto. L’ambasciatrice chiede che l’Onu e le organizzazioni per i diritti umani abbiano accesso ai campi in cui sono detenuti gli ucraini.

Ore 02:54 - Zelensky, oltre 100 navi del grano sono partite per Asia, Africa, Ue

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha affermato che 102 navi hanno già lasciato l’Ucraina per l’Asia, l’Africa e l’Europa attraverso il «corridoio del grano». Lo ha annunciato nel suo consueto videomessaggio serale, riferisce Unian. «Continua l’iniziativa per l’esportazione del grano, uno strumento importante per la nostra economia e per tutti i partner del nostro Stato — ha detto —. Il cibo ucraino è stato esportato in tre continenti. In Africa, in Asia e in Europa. In dettaglio, 54 navi sono gia’ partite per l’Asia, 16 navi per l’Africa e 32 in Europa», ha affermato.

Ore 03:18 - Zelensky: arriveranno «buone notizie» per Kharkiv in settimana

Un’inattesa contreoffensiva delle forze ucraine nel nord del Paese: di questo si ragiona tra i media di Kiev e gli analisti della situazione sul campo, mentre è in corso una campagna anche a sud, intorno alla città di Kherson. Il presidente Zelensky, nel consueto messaggio serale del 7 settembre, ha detto che arriveranno «buone notizie» per la regione di Kharkiv in questa settimana, anche se poi non ha voluto dire quali zone sono già state rioccupate dalle forze ucraine. E se anche l’esercito di Kiev non parla della situazione intorno a Kharkiv, sui social media appaiono video che documenterebbero le difficoltà dei russi e le gravi perdite che starebbero subendo anche sul fronte settentrionale dell’Ucraina. Tutti elementi che fanno pensare che effettivamente una controffensiva di Kiev sian in pieno svolgimento.

Ore 03:41 - Russia a Onu, nuova pietra miliare disinformazione occidente Ambasciatore nega accuse «filtrazione»

«La riunione di oggi ha tutte le possibilità di diventare una nuova pietra miliare nella campagna di disinformazione dell’Occidente contro il nostro paese». Lo ha detto l’ambasciatore russo all’Onu, Vassily Nebenzia, parlando in Consiglio di Sicurezza, negando le accuse sui ‘campi di filtrazione’ e parlando invece di ‘registrazione’. Quindi ha ricordato di tutti gli ucraini che hanno lasciato il loro paese volontariamente e vivono «liberamente» in Russia. Nebenzia ha poi ribattuto alle accuse della collega americana parlando dell’espulsione dei migliaia di messicani che entrano negli Usa, e della pratica degli Stati Uniti di separare le famiglie e mandare i clandestini nei centri di detenzione.

Ore 04:05 - Ucraina: generali, guerra non finirà da nessuna parte nel 2022

«Ci sono tutte le ragioni per credere» che il conflitto «non finirà da nessuna parte nel 2022». Lo sostengono il comandante in capo delle forze armate ucraine, il generale Valeriy Zaluzhnyi e il tenente generale Mykhailo Zabrodskyi, primo vicepresidente del comitato per la sicurezza nazionale, la difesa e l’intelligence del parlamento ucraino. «Non è previsto un risultato finale certo» nella battaglia contro la Russia e il successo sarà possibile solo aumentando la distanza che l’Ucraina può colpire con i suoi missili, hanno spiegato. «Solo bilanciando il raggio operativo delle armi, disturbando così il suddetto baricentro per il nemico, possiamo arrivare a un punto di svolta nella guerra in corso».

Ore 04:28 - Stato maggiore Ucraina: respinti undici attacchi russi

Lo Stato maggiore delle forze armate dell’Ucraina ha comunicato di avere respinto undici attacchi russi e di avere distrutto due aerei e un elicottero. I tentativi di avanzata delle forze di Mosca sono stati respinti nelle zone di Pytomnyk, Ruski Tyshky, Hryhorivka, Zaitseve, Mayorsk, Mykolaivka Druha, Soledar, Bakhmutske, Bakhmut, Dolyna, e Opytne.

Ore 05:29 - Ucraina: Aiea, con nuovi bombardamenti rischi per sicurezza Zaporizhzhia

I nuovi bombardamenti hanno danneggiato una linea elettrica di riserva tra la centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia e una vicina centrale termica. Lo comunica l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) in una nota, «sottolineando ulteriormente i rischi significativi per la sicurezza nucleare dell’impianto». «L’incidente verificatosi ieri non ha avuto un impatto immediato sull’attuale attività della centrale in quanto già due giorni fa era stata scollegata dalla rete elettrica quando un’altra linea di riserva è stata interrotta per spegnere un incendio», si legge. «Ma il danno alla linea 750/330 kilovolt (kV) ha dimostrato ancora una volta le difficoltà e le vulnerabilità che la centrale sta affrontando quando si tratta di alimentatori esterni».

Ore 05:19 - Kiev a Onu: 2,5 milioni di persone deportate in Russia

Il viceambasciatore ucraino presso le Nazioni Unite, Khrystyna Hayovyshyn, ha detto al Consiglio di sicurezza dell’Onu che migliaia di cittadini ucraini vengono deportati con la forza in “regioni isolate e depresse della Siberia e dell’estremo oriente” russo. Hayovyshyn ha quantificato in 2,5 milioni di persone i deportati ucraini, inclusi 38.000 bambini. Lo riporta la Cnn. Denunciato lo schema di «filtrazione» della Russia, il rappresentante di Kiev all’Onu ha aggiunto che gli ucraini costretti a recarsi in Russia o nel territorio controllato da Mosca vengono uccisi e torturati. I cittadini ucraini vengono terrorizzati con il pretesto di una ricerca di persone «pericolose» da parte delle autorità russe, ha detto la Hayovyshyn. Coloro che hanno opinioni politiche diverse o sono affiliati al governo o ai media ucraini scompaiono in un’area grigia e i bambini vengono strappati dalle braccia dei genitori, ha dichiarato il rappresentante dell’Ucraina al Consiglio di sicurezza.

Ore 06:46 - «Nikkei», petrolio russo continua a fluire in Europa attraverso il Mediterraneo con rotte occulte

Il petrolio della Russia continua a fluire in Europa attraverso «rotte marittime occulte», nonostante le sanzioni varate dall’Unione europea in risposta al conflitto in Ucraina. È quanto emerge da un’analisi del quotidiano «Nikkei», secondo cui nei sei mesi successivi all’inizio del conflitto 41 petroliere hanno effettuato uno o più trasferimenti di petrolio dalla Russia al largo delle coste della Grecia, per poi dirigersi verso diversi porti europei. il quotidiano giapponese sottolinea che lo scorso anno trasbordi analoghi sono avvenuti in una singola occasione. Il 24 agosto «Nikkei» ha fotografato una di queste operazioni, effettuata nel Golfo di Laconia, nel Peloponneso. Una delle petroliere coinvolte nel trasbordo era la Sea Falcon, registrata in Grecia, che aveva lasciato il terminale petrolifero russo di Ust-Luga il 4 agosto; la seconda era la petroliera battente bandiera indiana Jag Lok, salpata invece da un porto della Turchia. Per verificare la destinazione finale dei carichi, il quotidiano si è avvalso dei dati della società britannica Refinitiv e dei Sistemi di identificazione automatica delle navi.

Ore 08:02 - Kiev accusa i russi a Zaporizhzhia: «Rapiti lavoratori Enerhoatom»

Enerhoatom accusa le forze russe che occupano la centrale nucleare di Zaporizhzhia, nel sudest dell’Ucraina, di aver rapito e maltrattato il suo staff. Circa 200 persone sono state prese e l’operatore ucraino non sa dove si trovino alcune di loro, ha detto al gruppo editoriale tedesco Funke il presidente di Enerhoatom, Petro Kotin, aggiungendo che ci sono stati casi in cui lavoratori sono stati torturati e uccisi. Per il personale di Enerhoatom è stato molto difficile continuare il lavoro nella centrale, ha ribadito Kotin, secondo il quale prima della guerra nel sito lavoravano circa 11.000 persone, ridotte a circa mille. L’Aiea ha definito «insostenibile» la situazione a Zaporizhzhia.

Ore 08:05 - Missili russi su Kharkiv, otto i civili feriti

Nelle ultime 24 ore le truppe russe hanno lanciato cinque attacchi missilistici contro la città orientale di Kharkiv, colpiti anche i distretti di Izium, Chuguyiv e Bogodukhiv: feriti otto civili tra cui un bambino di due anni. Lo riferisce il capo militare regionale Oleg Sinegubov, citato da Ukrainska Pravda.

Ore 08:22 - Capo di Stato Maggiore ucraino: c’è rischio di guerra nucleare

Il capo di Stato maggiore ucraino, Valeriy Zaluzhnyi, ha avvertito della possibilità che la Russia utilizzi armi nucleari in Ucraina, una circostanza che creerebbe il rischio di un conflitto nucleare «limitato» con altre potenze. Il generale Valeriy Zaluzhnyi ha affermato che la «minaccia diretta» del possibile uso da parte della Russia di armi nucleari tattiche ha avuto una grande influenza sull’adozione di alcune decisioni ucraine.

«Un altro fattore è la minaccia diretta dell’uso da parte della Russia, in determinate circostanze, di armi nucleari tattiche. Le battaglie sul territorio dell’Ucraina hanno già dimostrato quanto la Federazione Russa trascuri le questioni della sicurezza nucleare globale anche in una guerra convenzionale», ha commentato.

Ore 08:40 - Biden verso nuovi aiuti all’Ucraina

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, sentirà oggi in videoconferenza i rappresentanti dei Paesi del G7, della Nato e dell’Ue su ulteriori aiuti all’Ucraina. Lo riferisce l’agenzia Bloomberg, citando fonti a conoscenza del programma, le quali sottolineano che il formato della videoconferenza è stato molto utilizzato dalla Casa Bianca nei primi mesi della guerra e Biden ha intenzione di rilanciarlo col perdurare del conflitto. Biden è impegnato nel tentativo di mantenere unità nel fronte occidentale a sostegno dell’Ucraina.

Ore 08:45 - Restituito dai russi il corpo «mutilato» di un cooperante britannico catturato a Donetsk

Dopo oltre un mese e mezzo di negoziati, la Russia ha restituito il corpo di Paul Urey, il cittadino britannico indicato da Londra come «un volontario» e da Mosca come «un mercenario», dichiarato a luglio morto in detenzione dopo essere stato catturato in Ucraina dalle forze dell’autoproclamata repubblica filorussa di Donetsk. «Parti del corpo mancanti e tracce di tortura: le storie dei russi sulla sua morte per malattia si sono rivelate bugie. L’uomo è stato torturato», ha detto il Commissario per i diritti umani Dmytro Lubinets del Parlamento ucraino, citato dall’Ukrainska Pravda. «A luglio abbiamo sentito dichiarazioni di propagandisti russi sulla morte di Paul Urey a causa di malattia e stress e oggi, 7 settembre, abbiamo ricevuto un corpo mutilato».

Ore 09:02 - L’Italia «strangolata» e il documento segreto sulla decrescita «grave» in Russia

(Fabrizio Dragosei) La Russia e i suoi alleati stanno reggendo benissimo alle difficoltà economiche e, anzi, sono in decisa ripresa mentre l’Occidente è a pezzi, l’economia crolla e il dollaro non lo vuole più nessuno. 

Al forum economico di Vladivostok, tra sodali e rappresentanti di Paesi amici, Vladimir Putin traccia la sua visione di come vanno le cose nel mondo, schivando abilmente tutti quei dati e quelle cifre reali che contraddicono la sua narrazione. 

L’Italia, nazione forse sotto particolare attenzione per via delle elezioni, è strangolata dalle direttive dell’Europa rigidamente sottoposta alla dittatura degli Stati Uniti, secondo l’analisi russa. Questo proprio nel giorno in cui il nostro Istituto per il commercio estero rende noto che l’export italiano è cresciuto nei primi sei mesi del 22,4 per cento sul 2021 che già era andato benissimo. 

E la Russia? «Non abbiamo perso nulla e non perderemo nulla. In realtà abbiamo guadagnato molto, soprattutto la nostra sovranità». Il leader del Cremlino ammette che in alcuni settori economici e in determinate parti del Paese ci possono essere difficoltà. «Ci stiamo rafforzando dall’interno». 

Proprio ieri però è emerso un documento segreto del governo, reso noto da Bloomberg, secondo il quale la decrescita del prodotto lordo è assai più grave di quella indicata dai dati pubblici (molti indicatori sono stati secretati). 

La Russia potrebbe addirittura non ricominciare a veder crescere la sua economia prima del 2030. In alcune aree, come quella della produzione di automobili, ad esempio, il calo è catastrofico: -58%. E le sanzioni che bloccano l’import di numerosi componenti per l’industria, soprattutto quelli ad alta tecnologia, rendono le cose sempre più difficili. 

E proprio sul capitolo sanzioni, Putin e i suoi collaboratori hanno parecchi problemi.

Ore 09:11 - Putin e «la mossa della Volpe»: «L’Occidente è spacciato»

(Paolo Valentino) C’è un’antica fiaba russa, che ogni babushka racconta ancora ai bambini più piccoli. Narra la storia di una furba volpe e di un lupo prepotente, che vorrebbe mangiare il pesciolino che quella ha appena pescato in un lago ghiacciato. La volpe invece lo convince a cercare di catturarne lui uno ben più grosso, facendo un buco nel ghiaccio e immergendo la sua lunga coda come esca. Il lupo ci casca e affonda la coda nell’acqua gelata, mentre la volpe gli consiglia di lasciarvela il più a lungo possibile. E prima di andarsene gira per un po’ intorno all’allocco, ripetendo la cantilena: «Gela, gela, coda di lupo». Cosa che puntualmente avverrà, costringendo il lupo a strapparsi l’appendice ormai congelata. 

Per spiegare la sua strategia sul gas, ieri Vladimir Putin ha citato proprio questa famosa favola, dove l’astuta volpe è la sua Russia e il lupo tracotante, manco a dirlo, è l’Europa. Al Forum Economico di Vladivostok, all’estremità orientale della Federazione, il leader del Cremlino ha definito «stupido» il piano europeo di imporre un «price cap» sul prezzo del gas russo, perché questo porterebbe a più alti prezzi del metano e a gravi problemi economici per l’Europa. Ed ha aggiunto: «Ci sono precisi impegni contrattuali e se verranno prese decisioni politiche che li contraddicono, noi non le rispetteremo, non forniremo nulla che vada contro i nostri interessi. Non forniremo gas, petrolio, carbone o kerosene, non forniremo niente». E a quel punto, ha concluso irridente, «non ci resterà che fare come nella famosa favola e ripetere gela, gela, coda del lupo». 

La «lectio» di Vladivostok conferma se mai ce ne fosse stato bisogno, che Vladimir Putin ha ormai bruciato i ponti dietro di sé e gioca il tutto per tutto.

Ore 09:18 - Il punto sulla «guerra del gas» tra Russia e Unione europea

(Gianluca Mercuri) «Il price cap al gas russo può procedere molto rapidamente», dice la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. 

«Quella europea è stupidità senza futuro», ribatte Vladimir Putin da Vladivostok, simbolicamente il punto della Russia più lontano dall’Europa. 

Ma l’Europa non è ancora del tutto pronta. La questione, punto per punto, è questa: 

•Il piano in 5 punti

Le misure di emergenza predisposte dalla Commissione Ue sono:

1) riduzione dei consumi di elettricità del 10% nel complesso e del 5% nelle ore di punta; 2) price cap sull’elettricità da 200 euro a megawattora (misura controversa perché si teme che possa frenare la transizione verde intaccando i ricavi inframarginali nell’eolico, nel solare, nell’energia geotermica e idroelettrica e nelle biomasse); 3) «contributo di solidarietà» da chiedere alle aziende di combustibili fossili; 4) modifica delle regole sugli aiuti di Stato per permettere di sostenere (con prestiti e garanzie) le imprese energetiche; 5) price cap sul gas, la madre di tutte le misure. E qui l’accordo non è per niente facile. 

•Tetto russo o tetto allargato?

L’intesa è ancora da raggiungere. Un gruppo di Paesi guidato dall’Italia (gli altri sono Polonia, Belgio, Lussemburgo, Grecia e Romania), e non osteggiato dalla Francia, vorrebbe che il tetto si applicasse anche al gas non russo, visto che il gas russo in questo momento non arriva per il blocco del gasdotto Nord Stream 1, e Putin avverte che non arriverà comunque in caso di «cap». La Commissione teme però che un tetto allargato spinga gli altri fornitori in direzioni diverse dall’Europa. Non a caso Von der Leyen ha parlato di «fornitori affidabili come Stati Uniti, Norvegia, Azerbaigian, Algeria e altri». Oggi, ha aggiunto, «la Norvegia fornisce più gas all’Ue rispetto alla Russia». 

• I dubbi della Germania

Il Paese guida dell’Unione, che per decenni ha prosperato sui prezzi ultra-convenienti delle materie prime russe, non ha ancora sciolto le riserve sulla svolta e, attraverso un portavoce del ministero dell’Economia, si dice apertamente «scettico sul price cap al gas». La coalizione di governo (socialdemocratici, verdi, liberali) è d’accordo sul tassare gli extraprofitti e il cancelliere Scholz si è detto favorevole ad acquisti comuni da parte dell’Ue. Ma il timore di uno stop totale alle forniture da parte russa continua a frenare Berlino. Non per egoismo, dicono loro — «gas dalla Russia ormai ce ne arriva pochissimo» — ma per proteggere Paesi come Repubblica ceca e Slovacchia. Non piace ai tedeschi l’idea di dover cedere ai partner parte dei loro stoccaggi in caso di stop totale russo. 

•L’accelerazione della Commissione

Accusata spesso di tergiversare, Von der Leyen è in realtà la tedesca più decisa. Il dipartimento all’Energia di Bruxelles, in particolare, spinge per il tetto: visto che ormai quello russo è meno del 10% del gas importato dall’Ue, perché non rischiare? La Commissione, per rompere gli indugi, vorrebbe procedere sulla base dell’articolo 122 dei Trattati, che non richiede l’unanimità: serve però una maggioranza corposa. Il rischio che tutto slitti al Consiglio europeo di fine ottobre, insomma, c’è. 

• La favoletta di Putin

Lo zar definisce «stupida» l’eventuale svolta europea sul tetto e minaccia una rappresaglia totale: «Ci sono precisi impegni contrattuali e se verranno prese decisioni politiche che li contraddicono, noi non le rispetteremo, non forniremo nulla che vada contro i nostri interessi. Non forniremo gas, petrolio, carbone o kerosene, non forniremo niente». E cita l’antica fiaba russa della volpe furba e del lupo prepotente, con il lupo che alla fine si gela la coda: la volpe sarebbe la Russia e il lupo l’Europa, naturalmente. Il leader russo si dice sicuro di poter piazzare altrove il suo gas, ma bluffa: per venderlo ai cinesi servirà un altro gasdotto verso Pechino, che richiederà anni di lavori. «È impossibile isolare la Russia», assicura, e per questo la prossima settimana vedrà in pompa magna Xi Jinping a Samarcanda. «Ma nella città di Tamerlano, l’uomo del Cremlino sarà soltanto l’allievo», scrive Paolo Valentino. 

• Ma il prezzo del gas come va?

Eccola, la buona notizia: ad Amsterdam, mercato europeo di riferimento che nelle ultime settimane ha registrato aumenti vertiginosi, da giorni il prezzo è in calo e ieri ha chiuso a 214 euro al megawattora. 

• E le sanzioni funzionano?

Il dubbio dovrebbe averlo tolto — anche a chi lo agita in campagna elettorale — il portavoce di Putin, che lunedì ha detto che «sono proprio le sanzioni che impediscono la manutenzione di Nord Stream» e dunque lo bloccano, come dire «togliete le sanzioni e riavrete il gas». Se fossero così innocue, dunque, Mosca non chiederebbe di toglierle. Intervistato da Francesca Basso, il direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale per l’energia Fatih Birol aggiunge che nei prossimi anni, per sfruttare i suoi giacimenti, la Russia «avrà bisogno di tecnologia internazionale e con l’attuale regime sanzionatorio sarà impossibile avere accesso a quella tecnologia, competenze e capitali». E comunque, «Mosca sta perdendo il mercato più grande e redditizio e le sarà impossibile sostituire l’Europa con i Paesi asiatici» (sulla nostra Rassegna di martedì trovate tutti i «miti sulla crisi energetica» smontati da Birol).

 Ore 09:50 - L’Ucraina ha ripreso 400 chilometri quadrati nella regione di Kharkiv

Una controffensiva, certo. Anche se, a renderla possibile, ci sarebbe una «riallocazione» delle truppe russe. 

A provare a spiegare quanto sta avvenendo, in questo momento, sul campo, in Ucraina, è il think tank statunitense Institute for the Study of War, che spiega come Kiev ha annunciato la riconquista di 400 chilometri quadrati di territorio nell’est della regione di Kharkiv — «con tutta probabilità, sfruttando la riallocazione delle forze russe» nel Sud. 

Una chance che ha consentito quindi di «condurre una opportunistica ma molto efficace» controffensiva nel nord-ovest della città di Izyum. 

Dal canto suo la Russia è stata indotta a riconcentrare le sue forze al sud come risultato delle operazioni ucraine nella regione di Kherson.

Ore 10:01 - La lettera I e la resistenza anti russa, a Mariupol

Una risposta alla lettera «Z», simbolo dell'invasione.

E una risposta che parte da quello che è uno dei luoghi simbolo della resistenza all'esercito russo — quella Mariupol divenuta una città martire di questa guerra. 

I resistenti ucraini hanno iniziato a dipingere la lettera ucraina «Ї» su statue, monumenti, strade della città — secondo quanto riportato da diversi giornalisti in città. La scelta non è casuale: quella lettera esiste nell'alfabeto ucraino, ma non in quello russo. 

Mariupol è, al momento, occupata dai russi.

Ore 10:20 - Spento il quinto reattore di Zaporizhzhia

Il quinto reattore della centrale nucleare di Zaporizhzhia è stato spento per «danni alle linee elettriche», ha riferito il capo dell’amministrazione filorussa di Energodar Aleksander Volga, citato da Ria Novosti. «La potenza generata non può essere rilasciata nel sistema generale a causa di danni alle linee elettriche. Al momento, la sesta funziona in modalità “parziale”», ha spiegato Volga.

Ore 10:50 - Salta in aria la sede del partito di Putin a Melitopol

A Melitopol salta in aria la sede del partito di Putin, «Russia Unita». Nessuna vittima ha detto Vladimir Rogov, membro del consiglio dell’amministrazione militare-civile della regione sotto il controllo russo. L’attentato è avvenuto dopo la pubblicazione dei dati dell’indagine secondo la quale l’83% dei residenti è pronto a partecipare al referendum.

Ore 11:01 - I «successi evidenti» dell'Ucraina e la guerra «di lungo periodo», secondo gli Usa

L'Ucraina sta ottenendo «successi evidenti» sul campo di battaglia, grazie al «nostro aiuto». E poiché, con la controffensiva di Kiev, ci si trova di fronte a un «nuovo momento chiave della guerra» — una guerra «che cambia» — è necessario anche «cambiare la missione di questo gruppo di contatto». 

Il segretario alla Difesa americano, Lloyd Austin, si è rivolto così ministri della Difesa della Nato riuniti a Ramstein, affermando che l'Occidente dovrà sostenere l'Ucraina, con aiuti e formazione, «nel lungo periodo». E le sue parole sono state accompagnate da un annuncio «pesante» — perché gli Usa hanno approvato ulteriori 675 milioni di aiuti militari per Kiev. 

Il pacchetto di aiuti annunciato comprende — ha detto Austin — «cannoni howitzer, munizioni d'artiglieria, veicoli Humvee, ambulanze corazzate, sistemi anticarro»: gli aiuti militari hanno finora fatto crescere di 18 volte la dotazione di armi ucraina, arricchendola con «missili di lungo raggio e sistemi di artiglieria, e tutte queste capacità hanno consentito all'Ucraina di contrattaccare a fronte dell'aggressione russa». 

«Dobbiamo evolvere, così come evolve lo scenario in cui ci troviamo».

Ore 11:30 - I morti russi in Ucraina, secondo Kiev

Oltre 51 mila soldati russi avrebbero perso la vita durante la guerra in Ucraina, secondo Kiev. 

Le stime sono state pubblicate nella giornata di oggi e — come sempre — non trovano conferme da parte di Mosca. 

Secondo l'Ucraina, la Russia ha perso in totale «2,112 carri armati, 4,557 veicoli da trasporto corazzati, 239 aerei». 

Nella giornata di ieri, parlando al Forum economico di Vladivostok, Putin aveva risposto così a chi gli chiedeva delle perdite sofferte da Mosca: «Non abbiamo perso nulla, non perdiamo nulla. Il nostro guadagno è il rafforzamento della nostra sovranità».

Ore 11:39 - Gli Stati Uniti annunciano nuovi aiuti all'Ucraina e a «18 altri Paesi a rischio di future aggressioni da parte della Russia»

Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha annunciato due miliardi di dollari in nuovi aiuti da parte degli Stati Uniti per l'Ucraina e — ed è forse l'aspetto più inatteso, e interessante — per altri 18 Paesi, considerati a rischio di future aggressioni da parte della Russia.

Ore 11:50 - Zelensky: «Il successo a Kharkiv aiuterà su tutto il fronte»

La controffensiva ucraina a Kharkiv aiuterà gli sforzi delle truppe di Kiev sull’intero fronte del conflitto contro i russi. Lo ha sottolineato Zelensky: «Ogni successo delle nostre forze armate in una direzione o nell’altra cambia la situazione generale lungo l’intera linea del fronte a favore dell’Ucraina». Aggiungendo: «Più è difficile per gli occupanti, più perdite hanno, migliori saranno le posizioni dei nostri difensori nel Donbass, più affidabile sarà la difesa di Zaporizhzhia, Mykolaiv e delle città della regione di Dnipropetrovsk, più veloce saremo in grado di liberare la regione dell’Azov e l’intero sud».

Secondo il governatore regionale , Oleh Syniehubov, a Kharkiv due persone sono morte e cinque sono rimaste ferite a causa dei bombardamenti russi nella zona industriale della città.

Ore 12:27 - Blinken in visita a sorpresa a Kiev

Il capo della diplomazia americana Antony Blinken è arrivato a Kiev, in una visita a sorpresa, per parlare degli aiuti militari.

Ore 12:51 - Erdogan: «Vogliamo che la Russia possa esportare il grano»

«Vogliamo che inizino esportazioni di grano dalla Russia». Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, come riporta Anadolu. «Purtroppo, il grano che è stato esportato va ai Paesi ricchi e non a quelli poveri», ha aggiunto il presidente turco a proposito delle esportazioni di cereali dall’Ucraina che, dopo lo stop a causa dell’invasione russa, sono riprese in agosto, grazie a un accordo tra Ankara, Kiev, Mosca e Onu.

Ore 13:01 - Orban: «I tentativi di indebolire Mosca falliti malgrado le sanzioni»

I tentativi di indebolire la Russia non hanno avuto successo nonostante 11mila sanzioni. Lo ha detto il premier ungherese Viktor Orban, citato dalla Tass.

 Ore 13:10 - Reporter italiano ferito in Ucraina: «Sto bene, sono al sicuro»

Mattia Sorbi, un giornalista italiano freelance, è stato ferito in Ucraina, nella regione di Kherson, controllata dai russi. Dalla Farnesina, contattata dall’Ansa, riferiscono che è curato: «Abbiamo notizie positive sullo stato di salute, ha poca copertura per comunicare ma dispone di un contatto libero. Stiamo lavorando per farlo rientrare, in sicurezza, in Italia appena possibile».

A dare buone notizie è lo stesso Sorbi su Facebook: «Cari amici, grazie moltissime per la vostra solidarietà e per tutto l’affetto che state dimostrando in questi giorni, preoccupati per la mia assenza di contatti — scrive il giornalista —. Sto bene e sono al sicuro, ma purtroppo le difficoltà di comunicazione in Ucraina mi hanno impedito di essere online come al solito. Probabilmente sarà così ancora per qualche giorno, ma l’importante è non avere problemi. Sto raccogliendo tante storie da raccontarvi e non mancherò di farvi sapere!».

Ore 14:05 - Biden chiamerà gli alleati per fare il punto sulla guerra

Il presidente americano Joe Biden chiamerà gli alleati per parlare del continuo sostegno dell'Occidente all'Ucraina. Lo riferisce la Casa Bianca in una nota.

Ore 15:18 - Ria Novosti: ecco come è stato ferito il giornalista Mattia Sorbi

(Viviana Mazza) A raccontare come è stato ferito il giornalista italiano Mattia Sorbi è l'agenzia russa Ria Novasti, spiegando la sua versione: «All’inizio della controffensiva Sorbi è andato sul fronte accompagnato da due persone non identificate in divisa militare. Gli hanno promesso di portarlo in taxi sulla linea del fronte, ma hanno fermato l’auto e gli hanno mostrato la strada e se ne sono andati senza dirgli che era minata. E quando l’auto è andata su quella strada è saltata in aria. Il ministero della Difesa russo dice che obiettivo dei servizi ucraini era che morisse sotto il fuoco dei difensori russi per poi dare la colpa la morte ai russi . Ma nonostante il fuoco ucraino i soldati russi sono entrati e l’hanno tirato fuori dall'auto in fiamme» . E aggiunge che Sorbi non è ustionato.

Ore 18:11 - Nella telefonata di Biden con alleati focus anche sull'energia

Nel corso della teleconferenza con gli alleati sulla situazione in Ucraina, il presidente Joe Biden ha parlato anche della «situazione dell'energia in Europa». Lo ha detto il portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale, John Kirby, nel corso di un briefing con un gruppo ristretto di giornalisti. La teleconferenza, ha detto Kirby, è ancora in corso.

Ore 18:17 - Mosca: noi rimaniamo aperti ai cittadini della Ue

La Russia «non si chiuderà» ai cittadini dell'Unione europea, nonostante la sospensione del regime di facilitazione dei visti con Mosca decisa dall'Unione. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. «La Russia — ha aggiunto la portavoce citata dalla Tass — è un Paese aperto e veramente libero che rispetta tutti i popoli indipendentemente dalle capacità intellettive delle loro elite. Chiunque voglia visitare la Russia e vedere con i propri occhi la sua cultura e civilizzazione uniche avrà certamente la possibilità di farlo».

Ore 18:43 - Usa: Ue risoluta e unita nonostante crisi energia

Gli Usa vedono ancora risolutezza e unità in Europa sulla crisi ucraina nonostante la crisi energetica: lo ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby.

Ore 00:44 - Mattia Sorbi ferito, scambio di accuse Mosca-Kiev. Giallo sul profilo Facebook

(Viviana Mazza, inviata a Kiev) Mattia Sorbi, giornalista freelance milanese quarantatreenne, era scomparso nei giorni scorsi in Ucraina, dove si trova dall’inizio dell’invasione russa, collaborando con diverse testate e tv italiane. È riapparso ieri in un video trasmesso dai media di Mosca, in cui giace su un letto, a torso nudo con una cannula nasale. Si vede il braccio di un intervistatore che registra con il cellulare. Sorbi, occhi chiusi, dice il suo nome e le testate per cui collabora: «Radio 24, Rai 1, Repubblica». Poi aggiunge alcune parole «taxi, reportage», e in italiano: «Abbiamo preso un taxi e siamo andati a Oleksandrivka, ci avevano detto che era sicura». Indica verso le gambe: «Mina».

L’auto sarebbe saltata su una mina, l’autista ucraino sarebbe rimasto ucciso mentre il reporter, ferito ad una gamba, è stato portato all’ospedale a Kherson, città sotto controllo russo in una regione che le forze ucraine stanno tentando di riconquistare. La Farnesina ha confermato di essere «in contatto costante con il giornalista coinvolto nell’incidente: è curato, abbiamo notizie positive sullo stato di salute, ha poca copertura per comunicare ma dispone di un contatto libero. Stiamo lavorando per farlo rientrare in sicurezza, in Italia appena possibile».

(...)

La versione di Mosca pubblicata ieri mattina è che il reporter sia stato vittima di una «provocazione dell’intelligence di Kiev per accusare la Russia».

(...)

La risposta di Kiev è arrivata in serata: Sorbi, non era accompagnato sul posto da “personale militare” ucraino, che aveva al contrario cercato di dissuaderlo dall’attraversare «la linea di contatto di combattimento senza coordinamento e in un luogo non specificato». Lo dichiara in una nota su Facebook il Centro per le comunicazioni strategiche e la sicurezza delle informazioni ucraino, sottolineando che il reporter «è andato a Mykolaiv e da lì, volontariamente, nonostante il tentativo di dissuasione, si è recato a Kherson, attraverso gli insediamenti che si trovavano nella “zona rossa” a causa di pesanti combattimenti.

(...)

«Possiamo presumere che Sorbi avesse precedenti accordi con l’esercito russo». Il Centro fa notare che il giornalista aveva lavorato «per il canale tv del ministero della Difesa russo Zvezda».

(...) Ieri mattina su Facebook è apparso un messaggio in italiano e in inglese sul profilo “Mattia Sorbi Press”: «Sto bene e sono al sicuro ma purtroppo le difficoltà di comunicazione in Ucraina mi hanno impedito di essere online come al solito». Ma l’account sembra appena creato e non è quello (“Mattia Kabul”) da cui solitamente comunica Sorbi.

Ore 00:56 - Droni da Teheran alla Russia, Usa sanzionano una società iraniana

Gli Usa hanno imposto sanzioni ad una società iraniana, la Safiran Airport Services, che ha aiutato a inviare droni alla Russia da usare in Ucraina e hanno ammonito aziende non iraniane a non farsi coinvolgere in tale commercio. La misura è stata presa dal Tesoro due mesi dopo che la Casa Bianca ha divulgato informazioni di intelligence secondo cui Mosca aveva chiesto droni a Teheran per il conflitto in Ucraina.

Ore 00:59 - Zelensky: dal primo settembre liberati 1000 km quadrati di Ucraina

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che dal 1 settembre sono stati liberati più di mille chilometri quadrati del territorio dell’Ucraina. Nel suo consueto discorso serale il leader di Kiev ha elogiato gli «eroi che hanno già liberato dozzine di insediamenti». Lo riporta l’agenzia Unian. «Grazie a tutti coloro che hanno assicurato questo! Grazie all’esercito, ai servizi speciali per ogni bandiera ucraina che è stata reinstallata in questi giorni», ha sottolineato il presidente.

Ore 01:03 - Pentagono agli alleati: la guerra in Ucraina sarà ancora lunga

La guerra in Ucraina sta cambiando e l’Occidente si deve preparare a sostenere l’Ucraina nel lungo periodo: è il messaggio del capo del Pentagono, Lloyd Austin, al gruppo di contatto degli oltre 50 Paesi che sostengono Kiev e che sono tornati a riunirsi a Ramstein, dove il segretario alla difesa americano ha promesso altri 2,8 miliardi di aiuti militari Usa, di cui 675 milioni di dollari di forniture belliche dirette dalle riserve americane. Nelle stesse ore la Polonia e i Paesi Baltici hanno annunciato dal 19 settembre un giro di vite sui visti turistici ai russi per questioni di sicurezza nazionale, nel timore di infiltrazioni pericolose. Una mossa che anticipa, rafforzandola, la sospensione dell’accordo di facilitazione dei visti dell’Ue con la Russia decisa da Bruxelles. E che ha suscitato l’ira di Mosca: «l’Unione europea chiude la sua gabbia dall’interno e continua a isolarsi dalla Russia e dal resto del mondo», ha denunciato il ministero degli esteri, minacciando una risposta. L’ ultimo pacchetto del Pentagono, il 20/mo dall’agosto 2021, comprende altri «lanciarazzi Howitzer da 105 millimetri, munizioni d’artiglieria, blindati Humvee, sistemi anti tank, armi piccole e ambulanze blindate». Ma non gli Atacm chiesti da Kiev, missili tattici con una gittata di 300 km: «la portata dei lanciarazzi Himars e Howitzer è sufficiente per rispondere alle necessità attuali degli ucraini», ha spiegato il capo di stato maggiore congiunto, Mark Milley.

Mattia Sorbi, i medici negano le dimissioni. I dubbi dei nostri 007: usato come prigioniero di guerra? Viviana Mazza su Il Corriere della Sera il 9 Settembre 2022. 

La diffusione del filmato del reporter italiano ferito non è un segnale di distensione

La linea concordata era quella della massima riservatezza. Perché il timore è che i russi vogliano sfruttare l’occasione dell’esplosione sulla mina e il successivo ricovero per avviare una trattativa con l’Italia per dimettere dall’ospedale il giornalista Mattia Sorbi è molto forte. E dunque diplomazia e intelligence avevano stabilito di non rendere pubblica la notizia proprio per evitare che venisse sfruttata ai fini della propaganda di Mosca. Il via libera all’uscita dal nosocomio era prevista per ieri, massimo oggi. Ma quando i medici hanno comunicato che sarebbe stato meglio rimanere almeno due o tre giorni, lo stesso Sorbi ha deciso di far sapere che cosa era successo.

Ora il caso è sulla ribalta internazionale. Da un lato questo consente di rendere pubblica ogni mossa e soprattutto ogni eventuale passo falso di Mosca. Dall’altro rischia però di trasformare la vicenda in un braccio di ferro con il giornalista trattato come un prigioniero di guerra. Un pericolo che diventa concreto dopo la tensione di questi giorni tra Italia e Russia, con le accuse lasciate dall’autorità nei confronti del nostro Paese — prima amico fedele e adesso schierato con le autorità ucraine e con l’Unione europea sulla linea delle sanzioni economiche e della consegna delle armi — di tradimento.

Anche la scelta di diffondere il filmato dal letto di ospedale da parte del ministero della Difesa non viene ritenuto un segnale di distensione, così come le parole della portavoce secondo la quale «dall’Italia non abbiamo ricevuto nessuna richiesta per il rimpatrio». In realtà non solo è stato chiesto di poterlo trasferire in una zona più sicura appena le condizioni di salute lo consentono, ma il negoziato è in corso proprio per evitare che Sorbi possa diventare merce di scambio proprio come avviene per i prigionieri di guerra. La frase inserita nel comunicato del ministero degli Esteri guidato da Luigi Di Maio non è affatto casuale: «Lavoriamo per farlo tornare». È un’espressione che viene utilizzata quando c’è una trattativa in corso, quando un italiano all’estero non è libero di muoversi e dunque deve ottenere il permesso di chi lo custodisce per far ritorno a casa. Uno dei canali che si sta utilizzando in queste ore passa per il console onorario a Krasnodar Pierpaolo Lodigiani, sperando che non si sia costretti ad alzare il livello del negoziato.

“Mattia Sorbi ferito da mina ucraina, volevano ucciderlo e incolparci”, la versione russa sul giornalista ferito a Kherson. Fabio Calcagni su Il Riformista l'8 Settembre 2022 

Mattia Sorbi? Ferito nell’esplosione di una mina ucraina al passaggio dell’auto su cui viaggiava. È questa la ricostruzione che arriva dal ministero della Difesa russo in merito al ferimento del giornalista italiano 43enne, attualmente ricoverato in un ospedale di Kherson, città nel sud dell’Ucraina controllata dall’esercito di Mosca.

In un comunicato del ministero della Difesa dunque le responsabilità del ferimento dell’inviato italiano, freelance milanese che ha collaborato tra gli altri per il Tg1, Repubblica e La7, sono ucraine. “L’automobile con a bordo il giornalista è finita su una mina ucraina“, è dunque la ricostruzione di Mosca, col conducente che “è morto sul colpo, mentre Mattia Sorbi è rimasto gravemente ferito“.

“I militari russi hanno visto l’esplosione dell’automobile civile e, nonostante l’intenso fuoco dalle posizioni ucraine, sono andati avanti e hanno estratto Mattia Sorbi dal veicolo in fiamme. È stato fornito il primo soccorso al giornalista, che è stato portato in un luogo sicuro e trasportato in una struttura ospedaliera“, si legge ancora nel comunicato, “Mattia Sorbi è stato ricoverato in terapia intensiva con ferite da schegge e al momento sta ricevendo la necessaria attenzione medica qualificata. Le sue condizioni di salute sono stabili“, si legge nella nota del ministero russo.

Secondo le forze armate russe infatti i loro ‘nemici’ ucraini avevano architettato un piano per uccidere il giornalista italiano, al loro seguito, per dare poi la colpa a Mosca e scatenare così l’indignazione dei media e dell’opinione pubblica occidentale.

A corredo della ‘ricostruzione’ russa, sui canali Telegram del ministero della Difesa è stato pubblicato anche un video in cui appare Sorbi su un letto d’ospedale, visibilmente provato. Il giornalista italiano nel video pronuncia il su nome, menziona le testate per cui lavora e spiega le circostanze in cui in è rimasto ferito: “Abbiamo preso un taxi e siamo andati ad Alexandrivsk, ci avevano detto a Kiev che era sicura“, spiega Sorbi che poi indica la gamba destra e dice “mina”. Poi le immagini successive diffuse dall’agenzia RIA Novosti mostrano un’automobile abbandonata con segni di bruciature all’esterno, presumibilmente quella utilizzata dallo stesso Sorbi e dal suo autista.

Sempre Mosca fornisce tramite Zvezda, il canale tv del ministero della Difesa, la testimonianza di un presunto soldato russo testimone di quanto accaduto. Oleksiy, questo il suo nome, spiega che “mentre eravamo di guardia, abbiamo sentito un’esplosione. Quando siamo arrivati alla macchina, ci siamo resi conto che avevamo davanti uno straniero che non parlava bene il russo. Ci siamo accorti che era un giornalista italiano, milanese, si chiama Mattia. Gli hanno prestato il primo soccorso, poiché aveva ferite multiple da schegge. Gli hanno iniettato il promedol. Dopodiché, lo hanno tirato fuori dall’auto, lo hanno messo su un telo e lo hanno portato via attraverso il campo minato. I militari ucraini ci hanno sparato contro, ma l’operazione si è conclusa senza perdite”.

Sui social Sorbi aveva pubblicato nelle scorse ore un messaggio per rassicurare tutti, in cui però non menzionava dettagli sull’episodio in cui è rimasto ferito: “Cari amici, grazie moltissime per la vostra solidarietà e per tutto l’affetto che state dimostrando in questi giorni, preoccupati per la mia assenza di contatti. Sto bene e sono al sicuro, ma purtroppo le difficoltà di comunicazione in Ucraina mi hanno impedito di essere online come al solito. Probabilmente sarà così ancora per qualche giorno, ma l’importante è non avere problemi”.

La Farnesina, raggiunta dall’Ansa, ha fatto sapere che Sorbi “sta bene”. “Siamo in contatto costante con il giornalista, è curato e abbiamo notizie positive sullo stato di salute. Ha poca copertura per comunicare ma dispone di un contatto libero. Stiamo lavorando per farlo rientrare, in sicurezza, in Italia appena possibile” aggiungono. Sorbi è in Ucraina da marzo per documentare il conflitto con la Russia. Ha collaborato in questi mesi con il Tg1, La7 e il quotidiano Repubblica, fornendo reportage e servizi quotidiani “sul campo”, soprattutto nella zona di Kharkiv. 

Fabio Calcagni. Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.

Estratto dall’articolo di Paolo Brera per “la Repubblica” il 18 settembre 2022.

Mattia Sorbi è in salvo in Italia. Il giornalista freelance milanese 43enne reduce da un’esperienza drammatica in Ucraina, dove il 31 agosto l’auto su cui viaggiava nella zona rossa tra Mikolaiv e Kherson è saltata su una mina uccidendo sul colpo l’autista e ferendolo gravemente, è arrivato ieri pomeriggio a Linate con un volo sanitario operato dalla Croce rossa turca in accordo con quella russa e con la Farnesina. 

Mattia, dove sei e come stai?

«Sono all’Ospedale Niguarda, va molto meglio. Avevo 15 schegge tra gamba sinistra, addome e intestino. Me le hanno tolte i medici ucraini con un’operazione di 11 ore nell’ospedale controllato dai russi a Kherson. Mi sono rimaste molte micro schegge, ma il corpo può sopportarle. Ho un nervo danneggiato al piede sinistro, dicono si può ripristinare: mi dà scariche elettriche sotto la pianta che non mi fanno camminare. Sarò ricoverato per un po’, poi farò la riabilitazione». 

Come sei finito su quella mina?

«Eravamo nel contesto della famosa controffensiva ucraina verso sud, il famoso bluff. Mi ero iscritto al press tour dell’esercito di Mykolaiv. Avevo fatto richiesto di vedere Bastianka».

Era un tour organizzato per te?

«Era organizzato ogni settimana. Ho portato con me la televisione polacca. [...] La notte del 30 a Mykolaiv incrocio i colleghi della Afp, che conoscevo. La mattina del 31 scrivo loro un messaggio: “Valuto di andare a Oleksandrivka, a sud di Mikolaiv, a 50 km da Kherson”. Mi sembrava un buon compromesso per coprire il fronte senza essere troppo vicino a Kherson». 

Ma era contesa, spesso zona rossa. Molto pericolosa. Lo sapevi?

«Sulla mappa aggiornata risultava zona grigia, e infatti al check point ucraino mi hanno fatto passare. Hanno detto al driver di stare attento ma che non c’erano controffensive e non ci sarebbero stati problemi. Se mi avessero respinto sarei tornato indietro, come ho fatto decine di volte a Kharkiv». 

Quindi siete andati avanti.

«Si, e non volava una mosca. La campagna ero molto tranquilla, dico al driver di andare verso il centro di Oleksandrivka invece lui si perde completamente. Finiamo sui campi che danno sul mare. Vista la tranquillità apparente non ci preoccupiamo, il Gps ricomincia a funzionare e riprendiamo la strada. Il mio obiettivo era trovare l’esercito ucraino e girare immagini delle trincee. Sulla strada principale vediamo alcuni mezzi bruciati. Da Kharkiv verso Belgorod ho fatto gimcana tra auto crivellate, mai successo nulla. Invece appena superiamo il primo mezzo saltiamo su una mina cluster. 

La botta è sulla ruota anteriore sinistra, credo: il driver è morto in dieci minuti. È rimasto in silenzio, seduto immobile. Io non avevo capito niente, pensavo ci stessero sparando. Scendo sul lato destro, striscio per terra per evitare colpi ma i colpi non arrivavano. Silenzio assoluto. La mia gamba sinistra non funzionava più, mi accorgo che sono pieno di sangue. Risalgo in auto in qualche modo. Avevo gli occhiali zuppi di sangue, resto immobile in auto sotto il sole. Mi dico: che posso fare? O muoio o…

Dopo mezzora sento spari da entrambe le parti, la macchina era nel mezzo. Pochi colpi, non continuativi, per 5 o 6 minuti. Dopo un po’ mi sorvola un drone. Passa un’altra mezzora e dalla strada vicino al fiume sbucano quattro soldati con i simboli russi. “Italian sky press”, rantolo. Hanno capito che non mi potevo muovere, hanno piazzato un soldato col fucile spianato sul driver che era già morto, e mi hanno messo in un sacco per feriti, trascinandomi verso il fiume. 

Mi urlavano di resistere, mi hanno portato in una capanna lungo il fiume: erano in trenta, quattro parlavano un buon inglese, uno si è qualificato come separatista di Donetsk, gli altri erano russi. Mi hanno stabilizzato e fatto una siringa antidolorifica: in un’ora ero all’ospedale militare di Kherson, subito operato». 

Il driver come si chiamava?

«Non lo so. Ci siamo conosciuti a Mykolaiv nella lobby dell’hotel. Gli ho chiesto di portarmi a Oleksandrivka e non ha fatto una piega, mi ha chiesto 1.800 grivne, 50 euro. Anche questo mi ha confermato la teoria sbagliata che fosse raggiungibile. Avevo avuto diversi feed back favorevoli: un fixer dellaBbc mi aveva detto “ok, ci andrò anche io”. Poi quella quiete assoluta... Siamo finiti oltre la linea rossa e non ce ne siamo accorti». […] 

Gli ucraini ora ti danno della spia.

«È la posizione di un sito in cui sono in buona compagnia, c’è anche Kissinger. La posizione ufficiale dello Stato è di apertura nei miei confronti, da giornalista accreditato. La destra di Pravi Sektor si diverte a schedare chi ha fatto il mio lavoro nel Donbass; ma io a Donetsk nel 2014 lavoravo per la tv ucraina News24 e per i russi di Tvzvezda: l’importante era essere pagato per il mio lavoro, e le radio italiane pagavano poco ai tempi». 

Pensi a una trappola ucraina?

«Assolutamente no: il check point non mi conosceva, impossibile, e l’idea del viaggio è mia. Al massimo sono stati superficiali». 

I russi hanno diffuso un tuo video accreditando questa versione.

«Ero in ospedale, gli ufficiali russi mi hanno chiesto la dinamica e ho detto della mina, poi hanno detto la loro teoria, e io sono stato zitto ad ascoltare».

Ucraina-Russia, news sulla guerra del 9 settembre. Lorenzo Cremonesi, Viviana Mazza e Foschi su Il Corriere della Sera venerdì 9 settembre 2022.

Le notizie di venerdì 9 settembre. Gli Stati Uniti avvertono gli alleati: «La guerra sarà lunga»

• La guerra in Ucraina è arrivata al 198esimo giorno.

• Mattia Sorbi, un giornalista italiano freelance, è stato ferito vicino Kherson, in Ucraina. Morto l’autista dell’auto su cui viaggiava, finita su una mina. Sorbi è ricoverato in un ospedale controllato dai soldati russi

• Usa agli alleati: prepariamoci a guerra lunga. Blinken a Kiev

• Baltici e Polonia bloccano i turisti russi dal 19 settembre

• All’arme all’Onu: 2,5 milioni di ucraini deportati: «Trasferiti in zone remote»

• Il Papa: «Diritto violato e rischi atomici, guerra gravissima, rischio escalation nucleare» . Mattarella: «Iniziativa russa scellerata, mantenere il pressing sanzioni»

Ore 05:14 - Mattia Sorbi ferito, scambio di accuse Mosca-Kiev. Giallo sul profilo Facebook

(Viviana Mazza, inviata a Kiev) Mattia Sorbi, giornalista freelance milanese quarantatreenne, era scomparso nei giorni scorsi in Ucraina, dove si trova dall’inizio dell’invasione russa, collaborando con diverse testate e tv italiane. È riapparso ieri in un video trasmesso dai media di Mosca, in cui giace su un letto, a torso nudo con una cannula nasale. Si vede il braccio di un intervistatore che registra con il cellulare. Sorbi, occhi chiusi, dice il suo nome e le testate per cui collabora: «Radio 24, Rai 1, Repubblica». Poi aggiunge alcune parole «taxi, reportage», e in italiano: «Abbiamo preso un taxi e siamo andati a Oleksandrivka, ci avevano detto che era sicura». Indica verso le gambe: «Mina».

L’auto sarebbe saltata su una mina, l’autista ucraino sarebbe rimasto ucciso mentre il reporter, ferito ad una gamba, è stato portato all’ospedale a Kherson, città sotto controllo russo in una regione che le forze ucraine stanno tentando di riconquistare. La Farnesina ha confermato di essere «in contatto costante con il giornalista coinvolto nell’incidente: è curato, abbiamo notizie positive sullo stato di salute, ha poca copertura per comunicare ma dispone di un contatto libero. Stiamo lavorando per farlo rientrare in sicurezza, in Italia appena possibile».

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La versione di Mosca pubblicata ieri mattina è che il reporter sia stato vittima di una «provocazione dell’intelligence di Kiev per accusare la Russia».

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La risposta di Kiev è arrivata in serata: Sorbi, non era accompagnato sul posto da “personale militare” ucraino, che aveva al contrario cercato di dissuaderlo dall’attraversare «la linea di contatto di combattimento senza coordinamento e in un luogo non specificato». Lo dichiara in una nota su Facebook il Centro per le comunicazioni strategiche e la sicurezza delle informazioni ucraino, sottolineando che il reporter «è andato a Mykolaiv e da lì, volontariamente, nonostante il tentativo di dissuasione, si è recato a Kherson, attraverso gli insediamenti che si trovavano nella “zona rossa” a causa di pesanti combattimenti.

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«Possiamo presumere che Sorbi avesse precedenti accordi con l’esercito russo». Il Centro fa notare che il giornalista aveva lavorato «per il canale tv del ministero della Difesa russo Zvezda».

(...) Ieri mattina su Facebook è apparso un messaggio in italiano e in inglese sul profilo “Mattia Sorbi Press”: «Sto bene e sono al sicuro ma purtroppo le difficoltà di comunicazione in Ucraina mi hanno impedito di essere online come al solito». Ma l’account sembra appena creato e non è quello (“Mattia Kabul”) da cui solitamente comunica Sorbi.

Ore 05:21 - Droni da Teheran alla Russia, Usa sanzionano una società iraniana

Gli Usa hanno imposto sanzioni ad una società iraniana, la Safiran Airport Services, che ha aiutato a inviare droni alla Russia da usare in Ucraina e hanno ammonito aziende non iraniane a non farsi coinvolgere in tale commercio. La misura è stata presa dal Tesoro due mesi dopo che la Casa Bianca ha divulgato informazioni di intelligence secondo cui Mosca aveva chiesto droni a Teheran per il conflitto in Ucraina.

Ore 05:22 - Zelensky: dal primo settembre liberati 1000 km quadrati di Ucraina

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che dal 1 settembre sono stati liberati più di mille chilometri quadrati del territorio dell’Ucraina. Nel suo consueto discorso serale il leader di Kiev ha elogiato gli «eroi che hanno già liberato dozzine di insediamenti». Lo riporta l’agenzia Unian. «Grazie a tutti coloro che hanno assicurato questo! Grazie all’esercito, ai servizi speciali per ogni bandiera ucraina che è stata reinstallata in questi giorni», ha sottolineato il presidente.

Ore 05:26 - Pentagono agli alleati: la guerra in Ucraina sarà ancora lunga

La guerra in Ucraina sta cambiando e l’Occidente si deve preparare a sostenere l’Ucraina nel lungo periodo: è il messaggio del capo del Pentagono, Lloyd Austin, al gruppo di contatto degli oltre 50 Paesi che sostengono Kiev e che sono tornati a riunirsi a Ramstein, dove il segretario alla difesa americano ha promesso altri 2,8 miliardi di aiuti militari Usa, di cui 675 milioni di dollari di forniture belliche dirette dalle riserve americane. Nelle stesse ore la Polonia e i Paesi Baltici hanno annunciato dal 19 settembre un giro di vite sui visti turistici ai russi per questioni di sicurezza nazionale, nel timore di infiltrazioni pericolose. Una mossa che anticipa, rafforzandola, la sospensione dell’accordo di facilitazione dei visti dell’Ue con la Russia decisa da Bruxelles. E che ha suscitato l’ira di Mosca: «l’Unione europea chiude la sua gabbia dall’interno e continua a isolarsi dalla Russia e dal resto del mondo», ha denunciato il ministero degli esteri, minacciando una risposta. L’ ultimo pacchetto del Pentagono, il 20/mo dall’agosto 2021, comprende altri «lanciarazzi Howitzer da 105 millimetri, munizioni d’artiglieria, blindati Humvee, sistemi anti tank, armi piccole e ambulanze blindate». Ma non gli Atacm chiesti da Kiev, missili tattici con una gittata di 300 km: «la portata dei lanciarazzi Himars e Howitzer è sufficiente per rispondere alle necessità attuali degli ucraini», ha spiegato il capo di stato maggiore congiunto, Mark Milley.

Ore 07:40 - Zelensky: ripresi oltre 1000 km di terreno da inizio settembre

Le truppe ucraine hanno ripreso alla Russia più di mille chilometri quadrati di territorio dall’inizio di settembre. Ad annunciarlo è stato il presidente VolodYmyr Zelensky. «Nell’ambito delle operazioni di difesa in corso, i nostri eroi hanno già liberato decine di insediamenti», ha affermato nel discorso di ieri sera. «In totale, dal primo settembre sono stati liberati più di mille chilometri quadrati del nostro territorio», ha aggiunto. Zelensky aveva precedentemente confermato che le forze ucraine avevano riconquistato la città di Balakliya nella regione di Kharkiv.

Ore 08:20 - Le Maire all’Eurogruppo: «Le sanzioni funzionano, non ascoltate bugie»

«Penso che le economie aperte siano state resilienti negli ultimi mesi, mantenendo la crescita, ma dobbiamo essere coscienti che abbiamo davanti dei mesi difficili, che l’inflazione resterà alta a causa dell’alto prezzo dell’energia e dei generi alimentari, e a causa del perdurare della guerra in Ucraina». Lo ha dichiarato il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, al suo arrivo all’Eurogruppo a Praga in un punto stampa con il suo omologo tedesco, Christian Lindner. «Christian e io siamo pienamente determinati a rimanere uniti, forti e fermi. Fermi nel modo in cui proteggeremo le famiglie contro le conseguenze del caro-prezzi», ha aggiunto Le Maire, specificando che «le sanzioni funzionano, a differenza di quel che dice Putin». «Siamo fermi nell’attuazione di forti sanzioni contro la Russia. E voglio dirlo chiaramente: le sanzioni europee contro la Russia funzionano. La Russia sta affrontando una grave recessione di oltre 4%, un alto livello dell’inflazione di oltre il 14% e gravi difficoltà nella catena di approvvigionamento».

«Quindi non ascoltate le bugie di coloro che non ci aspettiamo difendano i valori europei. Non ascoltate le bugie di coloro che spiegano che le sanzioni non funzionano. In realtà sono efficienti e dovremmo essere orgogliosi del modo in cui le nazioni europee hanno mostrano unità contro l’aggressione di Putin», ha aggiunto.

Ore 09:40 - Il primo ministro polacco Morawiecki oggi a Kiev

Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki si recherà oggi in visita a Kiev: lo ha reso noto il portavoce del governo, Piotr Muller, parlando all’emittente privata Polsat News. «Ci saranno diversi incontri, argomenti importanti di cui discuteremo in relazione alla situazione geopolitica, ma anche al mercato energetico, all’energia e alla sicurezza militare».

Ore 10:38 - Il Consiglio europeo sospende, infine, l’accordo sui visti «facili» ai russi

Il Consiglio dell’Ue ha adottato la decisione che sospende completamente l’accordo di facilitazione del visto tra l’Ue e la Russia. Di conseguenza, le regole generali del codice dei visti si applicheranno ai cittadini russi. Ciò comporterà un aumento della tassa per la domanda di visto da 35 a 80 euro, la necessità di presentare prove documentali aggiuntive, tempi di elaborazione dei visti più lunghi e regole più restrittive per il rilascio di visti per ingressi multipli. «Un accordo di facilitazione del visto consente un accesso privilegiato all’Ue per i cittadini di partner fidati con i quali condividiamo valori comuni. Con la sua guerra di aggressione non provocata e ingiustificata, tra cui i suoi attacchi indiscriminati contro i civili, la Russia ha infranto questa fiducia e calpestato i valori fondamentali della nostra comunità internazionale. La decisione odierna è una diretta conseguenza delle azioni della Russia e un’ulteriore prova del nostro incrollabile impegno nei confronti dell’Ucraina e del suo popolo», ha commentato il ministro dell’Interno ceco, Vit Rakusan. La decisione sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale il 9 settembre 2022. Entrerà in vigore il giorno della sua adozione e si applicherà a partire dal 12 settembre 2022.

Ore 11:04 - L’arcivescovo di Kiev: «Deportati in Siberia 2,5 milioni di ucraini»

«Più di 2,5 milioni di ucraini sono stati deportati dall’Ucraina, in particolare dai territori occupati dell’est e del sud e sono stati portati nell’Estremo Oriente, in Siberia. Tra loro 38 mila bambini molti dei quali sono stati privati delle cure parentali, essendo stati deportati senza i loro genitori». Lo denuncia l’arcivescovo maggiore di Kievá Shevchuck che - in riferimento ai dati denunciati al Consiglio di sicurezza dell’Onu - sottolinea «un altro crimine commesso dalla Russia contro il popolo ucraino». «Oggi - aggiunge - dovremmo pregare in particolare per coloro che sono passati attraverso i campi di concentramento, di filtrazione e, di conseguenza, sono stati costretti a lasciare le loro città e villaggi sotto il fuoco delle mitragliatrici». L’arcivescovo di Kiev riferisce che «gli esperti sottolineano che il 57% degli ucraini è traumatizzato, ha subito qualche tipo di trauma legato alla guerra. Molti soffrono del cosiddetto disturbo da stress post-traumatico. Questo non può che influenzare l’umore della nostra società, la sua sensibilità, tutti quei processi che poi incidono sulla costruzione delle relazioni interpersonali».

Ore 12:37 - Mattarella: «La guerra sarà lunga e richiederà sacrifici»

«Non si può arretrare dalla trincea della difesa dei diritti umani e dei popoli; e per evitare fragilità o cedimenti dovremo rafforzare la nostra coesione interna, anche mediante misure che possano alleviare i costi, elevati, che le nostre economie dovranno sopportare. La misura delle crisi che interpellano il mondo, la dimensione degli altri interlocutori, rendono necessario che i singoli Paesi europei prendano coscienza della necessità di risposte sempre più comuni». Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita a Skopje, capitale della Macedonia del Nord. «La resistenza nei confronti del disegno imperialista manifestato dalla Federazione Russa richiederà un impegno di lunga durata e sta già imponendo sacrifici rilevanti alle nostre popolazioni, a cominciare dal rincaro dei prezzi dell’energia e dei beni alimentari. Ma sono costi immensamente minori di quelli che dovremmo subire se non venisse fermata subito questa logica di aggressione, che ripropone gli scenari di guerre devastanti dei secoli passati»

Ore 13:54 - Dalla Russia rinforzi a Kharkiv dopo la controffensiva ucraina

L’esercito russo ha inviato veicoli blindati e cannoni di rinforzo nella regione ucraina di Kharkiv, dove Kiev sta conducendo la sua controffensiva. Lo riportano le agenzie russe, citando il ministero della Difesa. Un funzionario dell’amministrazione militare installata dai russi nella regione, Vitali Gantchev, ha riferito alla televisione russa che sono in corso «feroci combattimenti» intorno alla città di Balaklia - circa 70 chilometri a Sud-Est di Kharkiv - che Kiev sostiene di aver riconquistato. «Lì sono state inviate le riserve dalla Russia», ha detto il funzionario.

Ore 15:24 - Blinken e «il prezzo enorme» che la Russia sta pagando

L'invio, da parte dell'esercito russo, di rinforzi nella regione ucraina di Kharkiv, dove Kiev sta conducendo una controffensiva, mostra che Mosca sta pagando «un prezzo enorme» per la sua aggressione. A dirlo è Antony Blinken, segretario di Stato americano. 

«Il numero di soldati russi in Ucraina è enorme e, purtroppo, il presidente Putin ha indicato che manderà ancora più persone: questo ha un prezzo enorme per la Russia», ha detto, parlando con il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. 

Secondo le immagini trasmesse dalle agenzie di stampa russe venerdì, veicoli blindati e armi sono stati inviati come rinforzi nella regione di Kharkiv, al confine con la Russia, nel nord-est dell'Ucraina. 

Un alto funzionario dell'amministrazione filorussa nella regione, Vitali Gantchev, ha detto al canale televisivo russo Russia 24 che erano in corso «feroci combattimenti» intorno alla città di Balaklia, che Kiev ha detto di aver riconquistato.

Ore 15:45 - Il punto sulla controffensiva ucraina

(Viviana Mazza, da Kiev) Da giorni, sui social, appaiono immagini dei soldati russi presi prigionieri, ai quali si sono aggiunti ora foto e video dei civili ucraini nelle zone liberate che abbracciano e baciano i militari di Kiev.

I successi della controffensiva ucraina nella zona di Kharkiv, nel nord est del Paese, sono riconosciuti anche in un'intervista del comandante russo della zona Vitaly Ganchev, che in un'intervista a Russia 24 dice: «Il fatto stesso che abbiano fatto breccia nelle nostre difese è una sostanziale vittoria per le forze armate ucraine». 

L’invio da parte dell’esercito russo di rinforzi nella regione di Kharkiv indica che Mosca sta pagando «un prezzo enorme» per la sua aggressione, ha detto il segretario di Stato Usa Antony Blinken arrivato a Bruxelles dopo una visita a Kiev. 

Le immagini di un video ufficiale del ministero della Difesa russo mostrano il movimento di colonne di veicoli blindati e veicoli speciali, nel tentativo di schierarli per allontanare le forze ucraine da Balakliya, come spiegato dallo stesso Ganchev. 

Il presidente ucraino Volodymir Zelensky ha detto che 1000 chilometri quadrati a nord est e a sud sono stati liberati in una settimana. 

Una foto diffusa sui social mostra un gruppo di soldati di Kiev che sventolano la bandiera sotto un cartello che segna l'ingresso a Kupiansk, utilizzata dalle truppe russe come snodo logistico per rifornire attraverso la rete ferroviaria le loro truppe nell’est dell’Ucraina. 

Secondo l'ultimo bollettino del think tank americano Institute for the Study of War, gli ucraini si trovano ora a 15 chilometri da Kupiansk. La riconquista della città avrebbe serie conseguenze sulle linee di comunicazione delle forze russe. 

Le forze di Mosca hanno bombardato ieri la città di Kharkiv, ferendo dieci persone, un attacco definito da Kiev una «vendetta» per i successi della controffensiva.

Ore 16:27 - L'Aiea: «Zona di sicurezza a Zaporizhzhia, va evitato un incidente nucleare»

L'Aiea — l'Agenzia delle Nazioni unite per l'energia nucleare — ha chiesto una immediata zona di sicurezza intorno alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, in Ucraina, «per evitare un incidente nucleare».

Zaporizhzhia è la più grande centrale atomica d'Europa, è da settimane occupata dai russi, ed è al centro di una zona dove le truppe russe e quelle ucraine si stanno fronteggiando.

Ore 19:07 - Kiev: due operatori della centrale di Zaporizhzhia picchiati a morte dai russi

Le forze russe che da inizio marzo controllano la centrale nucleare di Zaporizhzhia hanno ucciso due dipendenti ucraini dell’impianto e commesso violenze nei confronti di decine di altri lavoratori. Lo ha denunciato il capo dell’agenzia per l’energia nucleare di Kiev, Petro Kotin. «È stato gradualmente instaurato un regime di vessazioni», con «torture» e «pestaggi del personale», ha detto Kotin, secondo cui due lavoratori «sono stati picchiati a morte». Circa 200 membri dello staff sono stati arrestati e una decina risultano al momento scomparsi, ha aggiunto, tornando a lanciare un appello per la smilitarizzazione dell’area.

Ore 20:30 - Filorussi: Kiev ha colpito una fermata del filobus: 2 morti

È di 2 civili uccisi e 3 feriti il bilancio di un bombardamento che ha colpito una fermata del filobus nel centro di Donetsk. Lo riferisce il sindaco Aleksey Kulemzin, citato dall’agenzia di stampa russa Ria Novosti.

Ore 21:35 - Zelensky: «Riprese 30 località nel Nord-Est del Paese»

L’esercito ucraino ha ripreso il controllo di oltre 30 località nel Nord-Est del Paese: lo ha affermato il presidente ucraino, Voldymyr Zelensky.

Ore 22:35 - La Russia nega a osservatori Onu accesso alle carceri

La Russia sta negando agli osservatori dei diritti umani delle Nazioni Unite l’accesso alle strutture di detenzione per verificare casi di torture. Lo riporta Ukrinform con riferimento al New York Times secondo quanto affermato da Matilda Bogner, capo della Missione di monitoraggio delle Nazioni Unite sui diritti umani in Ucraina. Secondo Bogner, sono stati registrati casi in cui i prigionieri appena arrivati in alcuni luoghi di detenzione sono stati costretti a correre tra due file di guardie, che li hanno brutalmente picchiati. La tortura e il maltrattamento dei prigionieri, se provati, «possono essere qualificati come crimini di guerra», ha sottolineato, parlando tramite collegamento video da Odessa.

Ucraina-Russia, news sulla guerra del 10 settembre. Viviana Mazza, inviata a Kiev, e Redazione Online per il “Corriere della Sera” il 10 settembre 2022.

Le notizie di sabato 10 settembre. Difesa russa: «Ci stiamo spostando nel Donetsk». Zelensky: «L’Ucraina ha riconquistato due mila chilometri quadrati in un mese»

• La guerra in Ucraina è arrivata al 199esimo giorno.

• Zelensky: «Riprese 30 località nel Nord-Est del Paese».

• Mosca invia rinforzi nella direzione di Kharkiv, mentre insiste la controffensiva.

• Stoltenberg: «La guerra sta entrando in una fase critica». Russi in difficoltà.

• Mattia Sorbi, giornalista italiano freelance, è stato ferito vicino Kherson. Morto l’autista dell’auto su cui viaggiava, finita su una mina. Sorbi è ricoverato in un ospedale controllato dai soldati russi.

• All’arme all’Onu: 2,5 milioni di ucraini deportati: «Trasferiti in zone remote»

Ore 03:45 - Blackout a Zaporizhzhia, paura per la sicurezza della centrale

Nuovo allarme dell’Aiea a Zaporizhzhia. Il blackout a Energodar, la città che ospita la centrale nucleare ucraina, «compromette la sicurezza delle operazioni». Lo afferma l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, che mantiene nell’impianto due ispettori. «È totalmente inaccettabile. Questo non può continuare», ha detto il direttore generale Grossi, chiedendo di «cessare immediatamente i bombardamenti». Intanto Mosca rafforza le truppe a Kharkiv per l’avanzata di Kiev. `Fase cruciale della guerra´, avverte Il segretario della Nato Stoltenberg

Ore 07:51 - Kiev: «La Russia invia 1.300 soldati ceceni nel Kherson»

La Russia ha inviato 1.300 soldati ceceni nella regione di Kherson, nell’Ucraina meridionale: lo ha reso noto oggi lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, secondo quanto riporta il Kyiv Independent. I soldati, spiega lo Stato Maggiore, sono stati inviati a sostegno delle truppe di Mosca nelle zone occupate della regione, nel contesto della controffensiva ucraina in corso nel sud del Paese.

Ore 07:53 - Ambasciata russa dio Roma: «E se la mina sulla quale è saltato in aria Mattia Sorbi fosse di provenienza occidentale?»

(Viviana Mazza, inviata a Kiev) «E se si scoprisse che la mina sulla quale è saltato in aria il cittadino italiano Mattia Sorbi fosse di provenienza occidentale?» L’ambasciata russa a Roma interviene con un tweet sul caso di Mattia Sorbi, il reporter italiano ferito in Ucraina, che resta ricoverato nell’ospedale di Kherson, nella zona occupata dai russi.

Mosca afferma che i suoi soldati hanno salvato Sorbi dopo che il personale militare ucraino lo ha abbandonato facendolo procedere su una strada minata. Il Centro governativo per le comunicazioni strategiche e la sicurezza dell’informazione dichiara che Sorbi ha violato le regole di sicurezza, non aveva il permesso né la scorta dei militari ucraini (obbligatori). Il ministero della Difesa ucraino gli ha tolto l’accredito. Fonti dell’amministrazione regionale di Mykolaiv, la città del Sud da cui il reporter è partito il 31 agosto verso la zona occupata dai russi, dichiarano che, sulla base del video diffuso da Mosca, è più probabile che l’auto sia finita sotto il fuoco delle forze russe anziché saltata su una mina.

Ore 07:56 - Zelensky: «L’Ucraina ha riconquistato mille chilometri quadrati a Sud e a Est in una settimana»

(Viviana Mazza, inviata a Kiev) Soldati russi presi prigionieri, civili ucraini nelle zone liberate che abbracciano e offrono cibo ai militari di Kiev: i video si moltiplicano sui social, tirano su il morale degli ucraini dopo mesi sulla difensiva e documentano i successi di una controffensiva a sorpresa che negli ultimi tre giorni ha conquistato una ventina di villaggi con un’avanzata di 50 chilometri nella zona di Kharkiv, nel Nord-Est del Paese.

Una foto diffusa sui social mostra un gruppo di soldati di Kiev che sventolano la bandiera sotto un cartello che segna l’ingresso a Kupyansk: secondo il think tank americano Institute for the Study of War, gli ucraini si trovano ora a 15 chilometri e che potrebbero conquistarla nelle prossime 48 ore. Kupyansk è uno snodo ferroviario cruciale per i rifornimenti e i movimenti delle truppe russe nella regione. I successi di Kiev sono stati riconosciuti in un’intervista anche da Vitaly Ganchev, capo dell’amministrazione regionale filorussa nella regione di Kharkiv, che a «Russia 24» ha detto: «Il fatto stesso che abbiano fatto breccia nelle nostre difese è una sostanziale vittoria per le forze armate ucraine».

Nelle ultime ore Mosca ha spostato colonne di blindati e veicoli speciali nel tentativo di difendere Kupyansk: se la perde, resteranno isolate le sue 10 mila truppe più a Sud, a Izyum, usata come base per la sua offensiva nel Nord del Donbass. Gli ucraini stanno muovendo verso Izyum anche da Sud, per cercare di circondarla. Il presidente Zelensky afferma che l’Ucraina ha riconquistato mille chilometri quadrati a Sud e a Est in una settimana. Kiev ha infatti lanciato anche una controffensiva per tentare di riconquistare la regione di Kherson; qui i progressi sono stati più difficili, ma i giornalisti ucraini scrivevano nella notte su Telegram che Oleksandrivka, la città dove era diretto il reporter, è stata liberata. I generali di Kiev sottolineano in particolare il valore dei contrattacchi multipli, consecutivi se non possibilmente simultanei: l’annuncio della controffensiva a Sud ha spinto i russi a muovere là le proprie truppe, lasciando sguarnita la regione di Kharkiv. Questa sarà la strategia da seguire anche in futuro, nel 2023, scrive in un lungo articolo il capo delle forze armate ucraine Valerii Zaluzhyi.

Ore 08:01 - Ucraina: «Arrivata in Africa un’altra nave carica di grano»

Un’altra nave carica di grano ucraino è arrivata in Africa: lo ha reso noto il ministero delle Infrastrutture ucraino, secondo quanto riporta Ukrinform. Si tratta della Seaeagle, che trasportava 65.000 tonnellate di grano.

La nave, che aveva lasciato il porto ucraino di Chornomorsk il 26 agosto scorso, è approdata in un porto del Sudan. Da quando è stata lanciata «l’iniziativa del grano, 16 navi sono partite dai porti dell’Ucraina dirette in Africa e sono state consegnate quasi 500.000 tonnellate di cereali».

Ore 08:50 - La ministra degli Esteri tedesca in visita a Kiev

Visita a sorpresa oggi a Kiev della ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, per dimostrare il forte sostegno di Berlino all’Ucraina nella guerra contro la Russia: lo ha reso noto il suo ministero in un comunicato. «Oggi mi trovo a Kiev per dimostrare che possono continuare a contare su di noi. Che continueremo a stare al fianco dell’Ucraina per tutto il tempo necessario, con forniture di armi e sostegno umanitario e finanziario», ha dichiarato la ministra in una nota.

Ore 08:52 - I militari ucraini sono entrati nella città di Kupyansk

(Viviana Mazza, inviata a Kiev) I militari ucraini sono entrati nella città di Kupyansk, snodo ferroviario centrale per i rifornimenti alle truppe russe. Lo mostrano foto scattate nel centro della città da soldati con la bandiera ucraina. La notizia, se confermata, segna un colpo durissimo per le truppe russe nella regione del Nord-Est.

Ore 09:44 - Gli ucraini avanzano, ora i russi sono in difficoltà

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Il vento della guerra è cambiato. Kiev continua a mantenere l’iniziativa, sceglie per ora le mosse e costringe l’avversario a «inseguire». Al punto che il presidente Volodymyr Zelensky è arrivato a dichiarare che le forze armate ucraine, dal 1° settembre, hanno liberato 1.000 chilometri quadrati di territorio. È una situazione di vantaggio che dovrà essere consolidata con rinforzi e rifornimenti.

Ore 09:51 - Bombardamenti russi su Donetsk: due civili morti, 5 feriti

Due civili sono stati uccisi e altri cinque sono rimasti feriti nel corso di bombardamenti russi compiuti ieri nella regione ucraina di Donetsk, nell’est del Paese: lo ha reso noto oggi su Facebook il capo dell’amministrazione militare regionale, Pavlo Kyrylenko. «Il 9 settembre i russi hanno ucciso due civili nella regione di Donetsk: a Bakhmut e Yahidne», ha spiegato il funzionario.

Ore 10:16 - Ministero della Difesa britannico: «Truppe russe “colte di sorpresa” da controffensiva ucraina»

La controffensiva ucraina a sud dell’Oblast di Kharkiv avrebbe «colto di sorpresa» le forze russe nell’area. Lo riferisce oggi il ministero della Difesa britannico, riportando il consueto bollettino sulla guerra della sua intelligence militare. «Le unità ucraine stanno ora minacciando la città di Kupiansk; la sua cattura sarebbe un duro colpo per la Russia perché si trova sulle rotte di rifornimento verso la prima linea del Donbass», si legge nel comunicato della Difesa britannica. «Con le operazioni ucraine che continuano anche a Kherson, il fronte difensivo russo è sotto pressione sia sul fianco settentrionale che su quello meridionale», si aggiunge.

Ore 10:28 - Blogger pro-Cremlino: «Dobbiamo essere onesti, il comando ucraino ci ha battuti qui»

(Viviana Mazza, inviata a Kiev) I russi confermano che gli ucraini stanno attaccando Lyman, a nord di Sloviansk, per cercare di isolare Izyum dal sud. L’avanzata delle forze di Kiev nel nord est sta agitando anche i blogger pro-Cremlino. «Dobbiamo essere onesti, il comando ucraino ci ha battuti qui», scrive uno di loro, Yury Podolyaka, che ha più di 2,2 milioni di follower su Telegram. Avverte che se le forze russe falliscono nel «fermare lo sfondamento ucraino», nei prossimi giorni questa «sarà la sconfitta più seria in battaglia» per Mosca.

Ore 11:21 - Kiev annuncia la liberazione di Kupiansk

Le autorità locali ucraine annunciano la liberazione di Kupiansk, nell’oblast orientale di Kharkiv. Lo ha annunciato su Telegram, Nataliia Popova, consigliere del capo del Consiglio regionale di Kharkiv. «Kupiansk è ucraina! Gloria alle forze armate dell’Ucraina!», ha detto su Telegram, citata da Ukrainska Pravda. Kupiansk era considerato uno dei principali hub logistici dell’esercito invasore russo.

Ore 11:36 - Partite altre 5 navi cariche di cereali

Altre cinque navi cariche di 90 mila tonnellate di cereali ucraini hanno lasciato i porti della regione di Odessa: lo ha reso noto su Facebook il ministero delle Infrastrutture del Paese, come riporta Ukrinform. Le navi sono dirette verso Paesi europei e africani. Da quando è stata lanciata «l’iniziativa del grano» è stato esportato un totale di 2,6 milioni di tonnellate di prodotti agricoli ucraini.

Ore 11:58 - I russi lasciano Izyum

(Viviana Mazza, inviata a Kiev) I russi confermano che stanno lasciando Izyum: fonti dell’esercito e giornalisti di Mosca sul campo la definiscono una «mossa tattica». Secondo i soldati di Kiev, che in queste ore documentano la controffensiva con numerosi video diffusi sui social, i russi stanno lasciando indietro veicoli e munizioni. La città potrebbe tornare nelle mani degli ucraini nel giro di ore.

Ore 12:13 - Papa: «Viviamo la terza guerra mondiale, scongiurare pericolo atomica»

Nuovo appello del Papa affinché venga scongiurato il pericolo di una nuova guerra atomica. Stiamo vivendo, ha ribadito, una «terza guerra mondiale fatta a pezzi».

Bergoglio ha denunciato anche il riemergere di nazionalismi chiudi e aggressivi. «Dopo le due tragiche guerre mondiali, sembrava che il mondo avesse imparato a incamminarsi progressivamente verso il rispetto dei diritti umani, del diritto internazionale e delle varie forme di cooperazione. Ma purtroppo la storia mostra segni di regressione», ha sottolineato il Papa ricevendo in udienza i partecipanti alla Sessione Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze.

«Non solo si intensificano conflitti anacronistici, ma riemergono nazionalismi chiusi, esasperati e aggressivi , e anche nuove guerre di dominio, che colpiscono civili, anziani, bambini e malati, e provocano distruzione ovunque. I numerosi conflitti armati in corso preoccupano seriamente.

Ore 14:01 - Il presidente della Lettonia è il primo leader straniero a pernottare a Kiev

Il presidente della Lettonia, Egils Levits, arrivato ieri a Kiev per una visita di più giorni, ha passato la notte nella capitale ucraina diventando il primo leader straniero a dormire in città dall’inizio dell’invasione russa il 24 febbraio scorso. Lo sottolinea il Kyiv Independent, pubblicando su Twitter una foto di Levits con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Dall’inizio della guerra diversi leader occidentali ed europei si sono recati a Kiev per incontrare le autorità del Paese con complicati viaggi di andata e ritorno in treno, ma senza pernottare sul posto per lo più per motivi di sicurezza.

Ore 14:10 - Kiev: «Avanzata di decine di chilometri nel sud»

Le truppe di Kiev rivendicano un'avanzata di «decine di chilometri» nel sud del Paese. «Le nostre truppe stanno avanzando lungo le linee meridionali in vari settori, per diverse decine di chilometri», ha detto ai media locali Nataliya Gumenyuk, portavoce del Comando meridionale dell'esercito ucraino.

Ore 15:37 - Media ucraini: «Truppe russe in fuga da Izyum»

Le truppe russe si stanno ritirando dalla città di Izyum e da alcuni altri insediamenti nella regione di Kharkiv. Lo affermano i media ucraini, sulla base delle testimonianze di diversi corrispondenti di guerra. L'Ukrainska Pravda cita anche un account Telegram del primo viceministro dell'Informazione dell'autoproclamata repubblica separatista filorussa di Donetsk, Danylo Bezsonov, secondo cui la fuga dei soldati «è il risultato di errori dell'alto comando», ma ora «la cosa principale è ammettere gli errori e trarre le giuste conclusioni».

Ore 15:57 - Filorussi ammettono: «Situazione a Izyum è molto difficile»

«La situazione è molto difficile. Nelle ultime due settimane la città è stata sotto continui bombardamenti delle forze ucraine con munizioni straniere: (lanciarazzi) Himars e (obici) M777 da 155 mm, che hanno causato distruzione e un gran numero di morti e feriti». Lo ha detto il capo dell’amministrazione filorussa di Izyum, Vladimir Sokolov, citato da Interfax, confermando che sono in corso evacuazioni in Russia della popolazione civile dall’area. Media ucraini hanno riferito che le truppe di Kiev sono entrate a Izyum e quelle russe risultano in ritirata.

Ore 16:15 - Kiev: truppe ucraine alla periferia di Lysychansk

Oltre che nella regione di Kharkiv, la controffensiva delle forze ucraine sta avanzando anche verso Lysychansk e le truppe sono giunte alla periferia della città strategica nell'oblast di Lugansk, conquistata a inizio luglio dai russi dopo una dura battaglia. Lo ha detto alla radiotelevisione ucraina Suspilne il governatore regionale Sergey Gaidai.

Ore 16:32 - Mosca: ci stiamo riorganizzando per spostarci nel Donetsk

«Le truppe russe si stanno riorganizzando nei pressi di Balakliya e Izyum», nella regione di Kharkiv, «per aumentare gli sforzi in direzione di Donetsk, in modo da raggiungere gli obiettivi dell'operazione militare speciale di liberare il Donbass». Lo afferma il ministero della Difesa di Mosca, citato da Interfax, dopo che le forze ucraine avevano rivendicato la riconquista delle due città, oltre che del centro logistico strategico di Kupiansk.

«A questo scopo — prosegue la Difesa russa — un'operazione di tre giorni è stata condotta per lo spostamento e il nuovo schieramento organizzato delle truppe a Izyum-Balakliya nel territorio della repubblica popolare di Donetsk». Mosca afferma quindi di aver «compiuto alcune attività diversive» e riferisce che «le forze armate hanno effettuato potenti attacchi con l'aviazione, i missili e l'artiglieria contro il nemico per evitare che le truppe russe venissero colpite», durante i quali «hanno eliminato oltre duemila combattenti ucraini e stranieri e distrutto più di 100 pezzi di artiglieria e blindati».

Ore 17:02 - Macron: le forze russe devono ritirarsi dalla centrale di Zaporizhzhia

«La situazione intorno alla centrale di Zaporizhzhia resta molto preoccupante. Per garantire la sicurezza e l'integrità degli impianti nucleari, siamo al fianco del presidente Zelensky nel chiedere alle forze russe di ritirarsi dall'area». Lo ha scritto su Twitter il presidente francese Emmanuel Macron, dopo una telefonata con Zelensky.

The situation around the Zaporizhzhia power plant remains of grave concern. In order to ensure the security and safety of the nuclear facilities, we stand with President Zelensky in calling for the Russian forces to withdraw from the area.

Ore 17:47 - Kiev: «Forze ucraine sono entrate a Izyum»

Le truppe ucraine sono entrate a Izyum dopo aver costretto le truppe russe a ritirarsi. «Abbiamo appena iniziato a sgomberare la città. Sono arrivate le prime unità militari», ha detto alla Cnn un ufficiale coinvolto nell'operazione per liberare la strategica città orientale. Izyum, al confine tra le regioni di Kharkiv e Donetsk, era sotto l'occupazione russa da oltre 5 mesi. Un portavoce della Brigata Bohun delle forze di terra ucraine ha dichiarato che «i russi sono fuggiti e hanno lasciato armi e munizioni. Il centro città è libero». Su Telegram sono stati pubblicati video di truppe ucraine davanti al cartello di Izyum.

Ore 18:10 - I sei passi della resistenza ucraina: come è cambiata la guerra

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) L’Ucraina ha lavorato con pazienza e astuzia, una serie di movimenti sulla scacchiera dove certamente l’intelligence ha svolto un ruolo fondamentale.

Primo passo. Per settimane ha annunciato che vi sarebbe stata l’offensiva a sud, su Kherson. Lo hanno dichiarato alti ufficiali, è stato raccontato ai media internazionali perché lo ripetessero all’infinito, ha colpito in modo sistematico con armi a lungo raggio che dovevano «provare» la preparazione, ha condotto sabotaggi. E l’azione si è fatta sentire sugli occupanti.

Secondo passo. Insieme ai preparativi — evidenti — sono uscite però indiscrezioni e affermazioni contrastanti: generali e soldati dicevano di non essere ancora pronti, lamentavano la mancanza di equipaggiamenti. Di nuovo i media hanno rilanciato e anche gli osservatori più attenti segnalavano carenze bilanciate solo dalla qualità relativa dell’avversario. Mosca, però, si è preoccupata ed ha inviato rinforzi per sventare la manovra. Ad un certo punto si è persino parlato di una fiondata preventiva da parte degli invasori.

Ore 19:31 - Il sindaco di Izyum: «La città è stata liberata»

La città di Izyum è stata liberata. Ad annunciarlo è stato il sindaco Vladimir Matsokin, in un'intervista radiofonica. «Le nostre forze armate ucraine sono a Izyum. Non si può dire che l'operazione militare per liberare Izyum sia finita, ma le nostre forze armate stanno operando». «La nostra bandiera blu e gialla sta già sventolando. Questo è stato confermato», ha aggiunto, parlando di «una vera festa, il giorno della liberazione della nostra città». «Il 10 settembre è il giorno della liberazione di Izyum dagli invasori russi», ha annunciato.

 Ore 20:55 - Kiev: assunto il pieno controllo di Balakliya

Le forze ucraine hanno assunto il pieno controllo della città di Balakliya. Ad annunciarlo è stata la vice ministra della Difesa di Kiev, Hanna Malyar. Poche ore prima, il ministero della Difesa russo aveva annunciato il ritiro delle truppe dall’area.

Ore 20:57 - Zelensky: «Ripresi ai russi 2 mila km quadrati»

Dall’inizio di questo mese, l’esercito di Kiev ha ripreso «2 mila km quadrati di territorio» alle forze russe. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Le truppe nemiche hanno fatto «la scelta giusta» fuggendo dalla regione di Kharkiv, ha aggiunto, riferendosi al ritiro da Izyum e altri insediamenti dell’area, che Mosca ha invece attribuito a una «riorganizzazione» per puntare alla conquista di tutto il Donbass.

Ore 21:46 - Kuleba: non vediamo ostacoli per carri armati dalla Germania