Denuncio al mondo ed ai posteri con i miei libri tutte le illegalità tacitate ed impunite compiute dai poteri forti (tutte le mafie). Lo faccio con professionalità, senza pregiudizi od ideologie. Per non essere tacciato di mitomania, pazzia, calunnia, diffamazione, partigianeria, o di scrivere Fake News, riporto, in contraddittorio, la Cronaca e la faccio diventare storia. Quella Storia che nessun editore vuol pubblicare. Quelli editori che ormai nessuno più legge.

Gli editori ed i distributori censori si avvalgono dell'accusa di plagio, per cessare il rapporto. Plagio mai sollevato da alcuno in sede penale o civile, ma tanto basta per loro per censurarmi.

I miei contenuti non sono propalazioni o convinzioni personali. Mi avvalgo solo di fonti autorevoli e credibili, le quali sono doverosamente citate.

Io sono un sociologo storico: racconto la contemporaneità ad i posteri, senza censura od omertà, per uso di critica o di discussione, per ricerca e studio personale o a scopo culturale o didattico. A norma dell'art. 70, comma 1 della Legge sul diritto d'autore: "Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l'utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali."

L’autore ha il diritto esclusivo di utilizzare economicamente l’opera in ogni forma e modo (art. 12 comma 2 Legge sul Diritto d’Autore). La legge stessa però fissa alcuni limiti al contenuto patrimoniale del diritto d’autore per esigenze di pubblica informazione, di libera discussione delle idee, di diffusione della cultura e di studio. Si tratta di limitazioni all’esercizio del diritto di autore, giustificate da un interesse generale che prevale sull’interesse personale dell’autore.

L'art. 10 della Convenzione di Unione di Berna (resa esecutiva con L. n. 399 del 1978) Atto di Parigi del 1971, ratificata o presa ad esempio dalla maggioranza degli ordinamenti internazionali, prevede il diritto di citazione con le seguenti regole: 1) Sono lecite le citazioni tratte da un'opera già resa lecitamente accessibile al pubblico, nonché le citazioni di articoli di giornali e riviste periodiche nella forma di rassegne di stampe, a condizione che dette citazioni siano fatte conformemente ai buoni usi e nella misura giustificata dallo scopo.

Ai sensi dell’art. 101 della legge 633/1941: La riproduzione di informazioni e notizie è lecita purché non sia effettuata con l’impiego di atti contrari agli usi onesti in materia giornalistica e purché se ne citi la fonte. Appare chiaro in quest'ipotesi che oltre alla violazione del diritto d'autore è apprezzabile un'ulteriore violazione e cioè quella della concorrenza (il cosiddetto parassitismo giornalistico). Quindi in questo caso non si fa concorrenza illecita al giornale e al testo ma anzi dà un valore aggiunto al brano originale inserito in un contesto più ampio di discussione e di critica.

Ed ancora: "La libertà ex art. 70 comma I, legge sul diritto di autore, di riassumere citare o anche riprodurre brani di opere, per scopi di critica, discussione o insegnamento è ammessa e si giustifica se l'opera di critica o didattica abbia finalità autonome e distinte da quelle dell'opera citata e perciò i frammenti riprodotti non creino neppure una potenziale concorrenza con i diritti di utilizzazione economica spettanti all'autore dell'opera parzialmente riprodotta" (Cassazione Civile 07/03/1997 nr. 2089).

Per questi motivi Dichiaro di essere l’esclusivo autore del libro in oggetto e di tutti i libri pubblicati sul mio portale e le opere citate ai sensi di legge contengono l’autore e la fonte. Ai sensi di legge non ho bisogno di autorizzazione alla pubblicazione essendo opere pubbliche.

Promuovo in video tutto il territorio nazionale ingiustamente maltrattato e censurato. Ascolto e Consiglio le vittime discriminate ed inascoltate. Ogni giorno da tutto il mondo sui miei siti istituzionali, sui miei blog d'informazione personali e sui miei canali video sono seguito ed apprezzato da centinaia di migliaia di navigatori web. Per quello che faccio, per quello che dico e per quello che scrivo i media mi censurano e le istituzioni mi perseguitano. Le letture e le visioni delle mie opere sono gratuite. Anche l'uso è gratuito, basta indicare la fonte. Nessuno mi sovvenziona per le spese che sostengo e mi impediscono di lavorare per potermi mantenere. Non vivo solo di aria: Sostienimi o mi faranno cessare e vinceranno loro. 

Dr Antonio Giangrande  

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ANNO 2022

L’ACCOGLIENZA

QUARTA PARTE

L’ATTACCO

OTTAVO MESE

 

DI ANTONIO GIANGRANDE

 

 

 

 

 

L’ITALIA ALLO SPECCHIO

IL DNA DEGLI ITALIANI

 

      

 

 

 L’APOTEOSI

DI UN POPOLO DIFETTATO

 

Questo saggio è un aggiornamento temporale, pluritematico e pluriterritoriale, riferito al 2022, consequenziale a quello del 2021. Gli argomenti ed i territori trattati nei saggi periodici sono completati ed approfonditi in centinaia di saggi analitici specificatamente dedicati e già pubblicati negli stessi canali in forma Book o E-book, con raccolta di materiale riferito al periodo antecedente. Opere oggetto di studio e fonti propedeutiche a tesi di laurea ed inchieste giornalistiche.

Si troveranno delle recensioni deliranti e degradanti di queste opere. Il mio intento non è soggiogare l'assenso parlando del nulla, ma dimostrare che siamo un popolo difettato. In questo modo è ovvio che l'offeso si ribelli con la denigrazione del palesato.

 

IL GOVERNO

 

UNA BALLATA PER L’ITALIA (di Antonio Giangrande). L’ITALIA CHE SIAMO.

UNA BALLATA PER AVETRANA (di Antonio Giangrande). L’AVETRANA CHE SIAMO.

PRESENTAZIONE DELL’AUTORE.

LA SOLITA INVASIONE BARBARICA SABAUDA.

LA SOLITA ITALIOPOLI.

SOLITA LADRONIA.

SOLITO GOVERNOPOLI. MALGOVERNO ESEMPIO DI MORALITA’.

SOLITA APPALTOPOLI.

SOLITA CONCORSOPOLI ED ESAMOPOLI. I CONCORSI ED ESAMI DI STATO TRUCCATI.

ESAME DI AVVOCATO. LOBBY FORENSE, ABILITAZIONE TRUCCATA.

SOLITO SPRECOPOLI.

SOLITA SPECULOPOLI. L’ITALIA DELLE SPECULAZIONI.

 

L’AMMINISTRAZIONE

 

SOLITO DISSERVIZIOPOLI. LA DITTATURA DEI BUROCRATI.

SOLITA UGUAGLIANZIOPOLI.

IL COGLIONAVIRUS.

 

L’ACCOGLIENZA

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA.

SOLITI PROFUGHI E FOIBE.

SOLITO PROFUGOPOLI. VITTIME E CARNEFICI.

 

GLI STATISTI

 

IL SOLITO AFFAIRE ALDO MORO.

IL SOLITO GIULIO ANDREOTTI. IL DIVO RE.

SOLITA TANGENTOPOLI. DA CRAXI A BERLUSCONI. LE MANI SPORCHE DI MANI PULITE.

SOLITO BERLUSCONI. L'ITALIANO PER ANTONOMASIA.

IL SOLITO COMUNISTA BENITO MUSSOLINI.

 

I PARTITI

 

SOLITI 5 STELLE… CADENTI.

SOLITA LEGOPOLI. LA LEGA DA LEGARE.

SOLITI COMUNISTI. CHI LI CONOSCE LI EVITA.

IL SOLITO AMICO TERRORISTA.

1968 TRAGICA ILLUSIONE IDEOLOGICA.

 

LA GIUSTIZIA

 

SOLITO STEFANO CUCCHI & COMPANY.

LA SOLITA SARAH SCAZZI. IL DELITTO DI AVETRANA.

LA SOLITA YARA GAMBIRASIO. IL DELITTO DI BREMBATE.

SOLITO DELITTO DI PERUGIA.

SOLITA ABUSOPOLI.

SOLITA MALAGIUSTIZIOPOLI.

SOLITA GIUSTIZIOPOLI.

SOLITA MANETTOPOLI.

SOLITA IMPUNITOPOLI. L’ITALIA DELL’IMPUNITA’.

I SOLITI MISTERI ITALIANI.

BOLOGNA: UNA STRAGE PARTIGIANA.

 

LA MAFIOSITA’

 

SOLITA MAFIOPOLI.

SOLITE MAFIE IN ITALIA.

SOLITA MAFIA DELL’ANTIMAFIA.

SOLITO RIINA. LA COLPA DEI PADRI RICADE SUI FIGLI.

SOLITO CAPORALATO. IPOCRISIA E SPECULAZIONE.

LA SOLITA USUROPOLI E FALLIMENTOPOLI.

SOLITA CASTOPOLI.

LA SOLITA MASSONERIOPOLI.

CONTRO TUTTE LE MAFIE.

 

LA CULTURA ED I MEDIA

 

LA SCIENZA E’ UN’OPINIONE.

SOLITO CONTROLLO E MANIPOLAZIONE MENTALE.

SOLITA SCUOLOPOLI ED IGNORANTOPOLI.

SOLITA CULTUROPOLI. DISCULTURA ED OSCURANTISMO.

SOLITO MEDIOPOLI. CENSURA, DISINFORMAZIONE, OMERTA'.

 

LO SPETTACOLO E LO SPORT

 

SOLITO SPETTACOLOPOLI.

SOLITO SANREMO.

SOLITO SPORTOPOLI. LO SPORT COL TRUCCO.

 

LA SOCIETA’

 

AUSPICI, RICORDI ED ANNIVERSARI.

I MORTI FAMOSI.

ELISABETTA E LA CORTE DEGLI SCANDALI.

MEGLIO UN GIORNO DA LEONI O CENTO DA AGNELLI?

 

L’AMBIENTE

 

LA SOLITA AGROFRODOPOLI.

SOLITO ANIMALOPOLI.

IL SOLITO TERREMOTO E…

IL SOLITO AMBIENTOPOLI.

 

IL TERRITORIO

 

SOLITO TRENTINO ALTO ADIGE.

SOLITO FRIULI VENEZIA GIULIA.

SOLITA VENEZIA ED IL VENETO.

SOLITA MILANO E LA LOMBARDIA.

SOLITO TORINO ED IL PIEMONTE E LA VAL D’AOSTA.

SOLITA GENOVA E LA LIGURIA.

SOLITA BOLOGNA, PARMA ED EMILIA ROMAGNA.

SOLITA FIRENZE E LA TOSCANA.

SOLITA SIENA.

SOLITA SARDEGNA.

SOLITE MARCHE.

SOLITA PERUGIA E L’UMBRIA.

SOLITA ROMA ED IL LAZIO.

SOLITO ABRUZZO.

SOLITO MOLISE.

SOLITA NAPOLI E LA CAMPANIA.

SOLITA BARI.

SOLITA FOGGIA.

SOLITA TARANTO.

SOLITA BRINDISI.

SOLITA LECCE.

SOLITA POTENZA E LA BASILICATA.

SOLITA REGGIO E LA CALABRIA.

SOLITA PALERMO, MESSINA E LA SICILIA.

 

LE RELIGIONI

 

SOLITO GESU’ CONTRO MAOMETTO.

 

FEMMINE E LGBTI

 

SOLITO CHI COMANDA IL MONDO: FEMMINE E LGBTI.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ACCOGLIENZA

INDICE PRIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

GLI EUROPEI

I Muri.

Quei razzisti come gli italiani.

Quei razzisti come i tedeschi.

Quei razzisti come gli austriaci.

Quei razzisti come i danesi.

Quei razzisti come i norvegesi.

Quei razzisti come gli svedesi.

Quei razzisti come i finlandesi.

Quei razzisti come i belgi.

Quei razzisti come i francesi.

Quei razzisti come gli spagnoli.

Quei razzisti come gli olandesi.

Quei razzisti come gli inglesi.

Quei razzisti come i cechi.

Quei razzisti come gli ungheresi.

Quei razzisti come i rumeni.

Quei razzisti come i maltesi.

Quei razzisti come i greci.

Quei razzisti come i serbi.

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

GLI AFRO-ASIATICI

 

Quei razzisti come i marocchini.

Quei razzisti come i libici.

Quei razzisti come i congolesi.

Quei razzisti come gli ugandesi.

Quei razzisti come i nigeriani.

Quei razzisti come i ruandesi.

Quei razzisti come gli egiziani.

Quei razzisti come gli israeliani.

Quei razzisti come i libanesi.

Quei razzisti come i sudafricani.

Quei razzisti come i turchi.

Quei razzisti come gli arabi sauditi. 

Quei razzisti come i qatarioti.

Quei razzisti come gli iraniani.

Quei razzisti come gli iracheni.

Quei razzisti come gli afghani.

Quei razzisti come gli indiani.

Quei razzisti come i singalesi.

Quei razzisti come i birmani.

Quei razzisti come i kazaki.

Quei razzisti come i russi.

Quei razzisti come i cinesi.

Quei razzisti come i nord coreani.

Quei razzisti come i sud coreani.

Quei razzisti come i filippini.

Quei razzisti come i giapponesi.

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

GLI AMERICANI

 

Quei razzisti come gli statunitensi.

Kennedy: Le Morti Democratiche.

Quei razzisti come i canadesi.

Quei razzisti come i messicani.

Quei razzisti come i peruviani.

Quei razzisti come gli haitiani.

Quei razzisti come i cubani.

Quei razzisti come i cileni.

Quei razzisti come i venezuelani.

Quei razzisti come i colombiani.

Quei razzisti come i brasiliani.

Quei razzisti come gli argentini.

Quei razzisti come gli australiani.

 

INDICE SECONDA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Fredda.

La Variante Russo-Cinese-Statunitense.

 

INDICE TERZA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LA BATTAGLIA DEGLI IMPERI.

I LADRI DI NAZIONI.

CRIMINI CONTRO L’UMANITA’.

I SIMBOLI.

LE PROFEZIE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. PRIMO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. SECONDO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. TERZO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. QUARTO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. QUINTO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. SESTO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. SETTIMO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. OTTAVO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. NONO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. DECIMO MESE.

 

INDICE QUINTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LE MOTIVAZIONI.

NAZISTA…A CHI?

IL DONBASS DELI ALTRI.

L’OCCIDENTE MOLLICCIO E DEPRAVATO.

TUTTE LE COLPE DI…

LE TRATTATIVE.

ALTRO CHE FRATELLI. I SOLITI COGLIONI RAZZISTI.

LA RUSSIFICAZIONE.

 

INDICE SESTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

ESERCITI, MERCENARI E VOLONTARI.

IL FREDDO ED IL PANTANO.

 

INDICE SETTIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LE VITTIME.

I PATRIOTI.

LE DONNE.

LE FEMMINISTE.

GLI OMOSESSUALI ED I TRANS.

LE SPIE.

 

INDICE OTTAVA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LA GUERRA DELLE MATERIE PRIME.

LA GUERRA DELLE ARMI CHIMICHE E BIOLOGICHE.

LA GUERRA ENERGETICA.

LA GUERRA DEL LUSSO.

LA GUERRA FINANZIARIA.

LA GUERRA CIBERNETICA.

LE ARMI.

 

INDICE NONA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LA DETERRENZA NUCLEARE.

DICHIARAZIONI DI STATO.

LE REAZIONI.

MINACCE ALL’ITALIA.

 

INDICE DECIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

IL COSTO.

L’ECONOMIA DI GUERRA. LA ZAPPA SUI PIEDI.

PSICOSI E SPECULAZIONI.

I CORRIDOI UMANITARI.

I PROFUGHI.

 

INDICE UNDICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

I PACIFISTI.

I GUERRAFONDAI.

RESA O CARNEFICINA? 

LO SPORT.

LA MODA.

L’ARTE.

 

INDICE DODICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

PATRIA MOLDAVIA.

PATRIA BIELORUSSIA.

PATRIA GEORGIA.

PATRIA UCRAINA.

VOLODYMYR ZELENSKY.

 

INDICE TREDICESIMA PARTE

 

La Guerra Calda.

L’ODIO.

I FIGLI DI PUTIN.

 

INDICE QUATTORDICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’INFORMAZIONE.

TALK SHOW: LA DISTRAZIONE DI MASSA. 

 

INDICE QUINDICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LA PROPAGANDA.

LA CENSURA.

LE FAKE NEWS.

 

INDICE SEDICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

CRISTIANI CONTRO CRISTIANI.

LA RUSSOFOBIA.

LA PATRIA RUSSIA.

IL NAZIONALISMO.

GLI OLIGARCHI.

LE GUERRE RUSSE.

 

INDICE DICIASSETTESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

CHI E’ PUTIN.

 

INDICE DICIOTTESIMA PARTE

 

SOLITI PROFUGHI E FOIBE. (Ho scritto un saggio dedicato)

Quelli che…le Foibe.

Lo sterminio comunista degli Ucraini.

L’Olocausto.

SOLITO PROFUGOPOLI. VITTIME E CARNEFICI. (Ho scritto un saggio dedicato)

Gli Affari dei Buonisti.

Quelli che…Porti Aperti.

Quelli che…Porti Chiusi.

Il Caso dei Marò.

Che succede in Africa?

Che succede in Libia?

Che succede in Tunisia?

Cosa succede in Siria?

 

 

L’ACCOGLIENZA

QUARTA PARTE

L’ATTACCO

OTTAVO MESE

 

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

·        La Guerra Calda.

L’ATTACCO. OTTAVO MESE.

(ANSA il 24 settembre 2022) - Mosca ha annunciato oggi la sostituzione del suo massimo responsabile della logistica: il generale dell'esercito Dmitry Bulgakov è stato sollevato dalle sue funzioni di viceministro della Difesa e sostituito dal generale Mikhail Mizintsev.  

Lo ha dichiarato il Ministro della Difesa russo citato dall'agenzia di stampa statale Interfax. Mizintsev sarà "responsabile delle forniture materiali e tecniche delle forze armate", mentre la Russia è nel pieno della campagna di mobilitazione. "Bulgakov - spiega una nota - è stato trasferito a un nuovo incarico".

Generale russo rimosso, al suo posto il «macellaio di Mariupol». Putin: «Pene più severe per chi si arrende o diserta». Francesco Battistini e Redazione Esteri su Il Corriere della Sera il 24 settembre 2022.

Le notizie di sabato 24 settembre. Il G7 chiede a tutti i Paesi di rigettare i referendum di annessione alla Russia. Zelensky nomina Makeyev nuovo ambasciatore in Germania.

• La guerra in Ucraina è arrivata al 213esimo giorno.

• Da ieri per altri due giorni si voterà nelle repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk e nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia per l’annessione alla Russia

• Cos’è la mobilitazione parziale ordinata da Putin in Russia (e perché è una dichiarazione di guerra).

Ore 20:00 - G7, pronti a nuove sanzioni contro la Russia

«Siamo pronti a imporre ulteriori sanzioni economiche alla Russia e a persone e società - dentro e fuori la Russia - che danno supporto politico o economico ai tentativi illegali della Russia di cambiare lo status del territorio ucraino». È quanto si legge in un documento dei leader dei Paesi del G7 pubblicato oggi nel quale si condannano i referendum indetti dalla Russia in alcune regioni dell’Ucraina. «Noi, i leader del Gruppo dei Sette (G7), condanniamo fermamente i falsi referendum che la Russia tenta di utilizzare per creare un pretesto fasullo per cambiare lo status del territorio sovrano ucraino, soggetto a un’aggressione russa in corso. Queste azioni chiaramente violano la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale e vanno contro il diritto tra le Nazioni», si legge nel comunicato.

Ore 20:55 - Wsj, in Italia primo test unità Occidente su Putin

«Le elezioni italiane sono il primo test della risolutezza occidentale anti Putin»: è il titolo di una corrispondenza da Roma del Wall Street Journal, che nell’occhiello avvisa: «Si prevede, per ora, che gli elettori domenica respingano le speranze del leader russo che i più alti costi dell’energia spingano il governo italiano contro le sanzioni». Il quotidiano ricorda che Vladimir Putin, dopo aver ridimensionato le forniture di gas naturale alla Ue, spera che la sofferenza economica e il malcontento pubblico costringeranno le democrazie europee a ridurre il sostegno all’Ucraina e ad allentare le sanzioni a Mosca. Ma, prosegue il Wsj, «ci si attende che le forze anti Putin si rafforzino in Italia domenica. La minaccia di Putin questa settimana di usare le armi nucleari in Ucraina, accoppiata con la sua decisione di mobilitare i riservisti, rende più difficile anche per i politici pro Mosca in Europa chiedere concessioni come il ripristino del commercio con la Russia». 

«Tuttavia — avverte il giornale — la frustrazione degli elettori e le divisioni politiche potrebbero intensificarsi nei prossimi mesi se l’Italia e l’Europa non riusciranno a calmare i prezzi dell’energia». «Le sanzioni sono emerse come l’argomento più controverso nella campagna elettorale italiana, scatenando polemiche da parte di famiglie e imprese gravate dai crescenti costi energetici», osserva il Wsj. «Eppure ci si attende che gli italiani eleggano un parlamento significativamente più duro sulla Russia di quello precedente», prosegue citando sondaggi, secondo cui «il prossimo governo, come pure l’opposizione, sarà guidato da leader filo occidentali che hanno promesso di stare a fianco di Kiev».

Ore 04:53 - Biden, sanzioni «rapide e severe» se annessioni a Russia

Joe Biden ha assicurato che gli Stati Uniti e i suoi alleati imporranno nuove sanzioni economiche «rapide e severe alla Russia» se annetterà territori in Ucraina, nel quadro dei «referendum» per cui si continua a votare nelle zone occupate fino al 27 settembre. «I referendum russi sono una farsa, un falso pretesto per tentare di annettere con la forza parti dell’Ucraina», ha ribadito il presidente americano. In precedenza, in una dichiarazione congiunta, i Paesi del G7 avevano invitato «tutti i Paesi a respingere inequivocabilmente questi referendum fittizi», «simulacri» che «non hanno né effetti né legittimità».

Ore 06:15 - Attacco russo a Zaporizhzhia, vittime

Un missile russo ha colpito un edificio residenziale a Zaporizhzhia, in Ucraina, secondo quanto riferito su Telegram dal sindaco ad interim Anatoliy Kurtiev e riportato da Ukrinform, uccidendo un numero imprecisato di persone. «A seguito di un attacco nemico a Zaporizhia, un edificio residenziale è stato danneggiato. Ci sono vittime», ha scritto il sindaco. Sul luogo del raid sono al lavoro i servizi di emergenza sanitaria. Ieri, a seguito dei bombardamenti russi su Zaporizhia, le infrastrutture civili della città sono state danneggiate e sono state segnalate altre vittime”, scrive Ukrinform.

Ore 07:45 - Borrell alla Bbc : «L’Europa deve prendere sul serio le minacce nucleari di Putin ma deve continuare a sostenere l’Ucraina»

Putin sta andando in una direzione preoccupante, l‘Ue non deve ignorare le minacce di Vladimir Putin di poter utilizzare armi nucleari nel conflitto in Ucraina, ha affermato il capo della politica estera dell’Unione. Josep Borrell parlando con la Bbc. «Certo è un momento pericoloso perché l’esercito russo è stato messo in un angolo e la reazione di Putin - che ha minacciato l’uso di armi nucleari - è pessima», ha detto. Borrell però ha invocato una «soluzione diplomatica», che «preservi la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina. Altrimenti, possiamo finire la guerra, ma non avremo pace e avremo un’altra guerra», ha spiegato. Per questo l’Europa deve continuare a sostenere l’Ucraina, ha concluso.

Ore 08:05 - Il governatore: «La città di Luhansk costretta a votare»

Serhiy Gaidai , governatore ucraino di Luhansk, ha affermato che nella città di Starobilsk, alla popolazione è stato vietato di andarsene e le persone sono state costrette a lasciare le case per votare nel «referendum». Nella città di Bilovodsk, un direttore dell’azienda ha detto ai dipendenti che il voto era obbligatorio e che chiunque si fosse rifiutato di partecipare sarebbe stato licenziato e il loro nome sarebbe stato dato ai servizi di sicurezza, ha detto.

Ore 08:18 - Zelenski agli ucraini nei territorio occupati: «Resistete alla coscrizione con ogni mezzo, e se non ci riuscite sabotate i russi»

«Ho una semplice richiesta a tutta la nostra gente che si trova nei territori temporaneamente occupati: fate la cosa principale: salvate la vostra vita e aiutateci a indebolire e distruggere gli occupanti». Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel consueto video serale. Con la Russia che getta le basi per annettere formalmente le aree che sta occupando, il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha chiesto direttamente agli ucraini di aiutare lo sforzo bellico della nazione anche dall’interno del territorio occupato. I referendum farsa in corso in 4 regioni ucraine - Luhansk, Donetsk, Zaporizka e Kherson - consentiranno a Mosca di incorporare quei territori e quindi di arruolarne gli abitanti per il suo sforzo bellico. Zelensky ha chiesto a coloro che vivono in queste regioni di contrastare gli sforzi di mobilitazione russa «con ogni mezzo» e di provare a raggiungere le terre controllate dall’Ucraina . Se non possono, e finiscono nell’esercito russo, Zelensky ha chiesto che supportino la lotta dell’Ucraina dall’interno. «Cerca di sabotare qualsiasi attività del nemico, di ostacolare qualsiasi operazione russa, di fornirci qualsiasi informazione importante sugli occupanti: le loro basi, quartier generale, magazzini con munizioni», ha esortato il presidente ucraino .

Ore 08:34 - L'intelligence britannica: «I russi hanno usato missili balistici a corto raggio o simili per l'attacco alla diga sul fiume Donets»

Nell’attacco alla diga di Pechenihy, sul fiume Seversky Donets, nel Nordest dell’Ucraina, i russi hanno utilizzato missili balistici a corto raggio o armi simili, rivela oggi l’intelligence militare britannica.

L’attacco, sferrato tra il 21 e il 22 settembre, è stato preceduto da quello alla diga di Karachunivske, vicino a Krivyi Rih, nell’Ucraina centrale, il 2 settembre, ha affermato il ministero della Difesa di Londra. Secondo l'analisi dell'intelligence britannica, i comandanti russi vorrebbero tentare di sfondare le chiuse delle dighe per inondare i punti di passaggio dell'esercito ucraino. Le forze di Kiev stanno avanzando a valle lungo entrambi i fiumi. «Poiché i comandanti russi sono sempre più preoccupati per i loro arretramenti operativi, stanno probabilmente cercando di colpire le paratoie delle dighe, al fine di allagare i punti di passaggio militari ucraini». Ma, osservano, «è improbabile che gli attacchi abbiano causato interruzioni significative alle operazioni ucraine a causa della distanza tra le dighe danneggiate e le zone di combattimento».

Ore 09:05 - L'Ungheria disobbedisce a Bruxelles: continuerà a dare visti a russi

Il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto, unico occidentale a incontrare a margine dell'assemblea dell'Onu il suo omologo di Mosca Serghei Lavrov, ha dichiarato che Budapest non intende seguire l'Unione europea nella sua indicazione di limitare il rilascio di visti per lo spazio Schengen ai cittadini russi nell'ambito delle sanzioni per l'invasione russa dell'Ucraina. Come ha detto a New York parlando con la stampa russa, «non parlo di chi ha deciso di non rilasciare visti per i cittadini russi, ma noi non abbiamo preso alcuna decisione di interrompere il rilascio di visti Schengen ai cittadini russi. Perché avremmo dovuto farlo?». «Esiste una metodologia chiara per il rilascio dei visti ai turisti provenienti da un Paese con il quale non esiste un accordo di facilitazione dei visti. Si tratta di una procedura più complicata e un po' più lenta, ma anche se non si ha un accordo di facilitazione, non significa che non si rilascino visti. Naturalmente, continuiamo a rilasciarne seguendo la procedura prevista dal trattato di Schengen», ha dichiarato il ministro degli Esteri ungherese.

Ore 10:21 - Erdogan: non riconosciamo i referendum russi

La Turchia non ha riconosciuto i risultati di un finto referendum in Crimea nel 2014 e ha la stessa chiara posizione riguardo ai referendum farsa che la Russia sta conducendo nei territori occupati dell'Ucraina. Lo ha affermato il portavoce della presidenza turca Ibrahim Kalin, riferisce Ukrinform citando la CnnTurk.«Non riteniamo corretti i tentativi di referendum unilaterale, poiché non abbiamo riconosciuto il referendum in Crimea nel 2014 e il suo risultato, e la nostra posizione su tali referendum è chiara. Riconosciamo l'integrità territoriale del popolo e dello stato ucraini. Stiamo con l'Ucraina», ha detto Kalin.

Ore 11:15 - Altro che 300 mila nuove reclute, Mosca intenderebbe arruolarne il quadruplo: 1,2 milioni di persone

Un'inchiesta di Meduza rivela la reale portata della coscrizione annunciata da Mosca: altro che 300 mila nuove reclute, Mosca intenderebbe arruolarne il quadruplo: 1,2 milioni di persone per la sua «mobilitazione parziale». E' quanto il sito di news indipendente ha appreso da una fonte vicina a uno dei ministeri federali del Paese. In particolare, un'altra fonte vicina alla leadership di Mosca ha detto a Meduza che è previsto il reclutamento fino a 16.000 persone della capitale. Le autorità di San Pietroburgo hanno in programma di arruolare circa 3.200 persone, secondo una fonte vicina all'inviato presidenziale nel distretto federale nordoccidentale della Russia. Il governo sta reclutando combattenti «nelle aree rurali, dove non ci sono media, nessuna opposizione e più sostegno per la guerra», ha detto la fonte.

Ore 12:17 - Michel: «L'Ue dovrebbe rilasciare visti umanitari ai russi

L'Unione europea dovrebbe concedere visti umanitari ai russi mentre Mosca annuncia una mobilitazione parziale. Lo ha affermato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. «In linea di principio penso che...l'Unione Europea [dovrebbe] ospitare quanti sono in pericolo a causa delle loro opinioni politiche...Sono d'accordo sull'idea che dovremmo cooperare e coordinarci molto rapidamente perché questo, questa mobilitazione parziale, è un fatto nuovo», ha affermato Michel in un'intervista al quotidiano Politico. Il portavoce della Commissione europea, Eric Mamer, ha affermato all'inizio di questa settimana che la Commissione europea discuterà a livello tecnico le possibili azioni ai suoi confini in relazione alla situazione in Ucraina e alla mobilitazione parziale in Russia.

Ore 12:19 - Convocati per la leva ucraini con passaporto russo nelle zone occupate

Nelle zone occupate dai russi nella regione di Zaporizhzhia (Ucraina sud-orientale) e nell'oblast di Kherson (Sud) agli uomini che hanno ricevuto passaporti della Federazione sta arrivando la notifica di convocazione per la mobilitazione annunciata da Vladimir Putin. Lo ha reso noto lo Stato maggiore ucraino su Facebook. «Nelle regioni di Zaporizhzhia e Kherson, le autorità di occupazione hanno iniziato a notificare convocazioni di leva agli uomini in età da coscrizione che hanno rinunciato alla cittadinanza ucraina e hanno ricevuto passaporti della Federazione Russa», ha affermato il ministero della Difesa ucraino.

Ore 13:38 - No di Putin al ritiro da Kherson chiesto dai suoi comandanti

Putin avrebbe rifiutato la richiesta dei suoi comandanti di potersi ritirare da Kherson. la prima grande città ucraina a cadere dall’inizio dell’invasione. Lo riferisce il New York Times secondo cui con l'aggravarsi della situazione sul campo il presidente russo nelle ultime settimane sarebbe sempre più coinvolto nella strategia di guerra e spesso in disaccordo con i suoi massimi comandanti. La ritirata delle truppe russe da questa città situata a nord della Crimea sarebbe un altro umiliante riconoscimento pubblico del fallimento di Putin. Un avanzamento sul fronte Sud che consegnerebbe la seconda grande vittoria all'Ucraina in un mese, dopo le riconquiste a Nordest . La richiesta dei comandanti sarebbe indice della grande difficoltà in cui versano le truppe russe sul fronte meridionale. Se l'Ucraina riuscirà a spingere le forze russe più indietro, il tanto combattuto ponte terrestre di Putin verso la Crimea sarà a rischio.

Ore 14:08 - Mosca rimpiazza il generale responsabile della logistica

Mosca ha annunciato oggi la sostituzione del suo massimo responsabile della logistica: il generale dell'esercito Dmitry Bulgakov è stato sollevato dalle sue funzioni di viceministro della Difesa e sostituito dal generale Mikhail Mizintsev. Mizintsev sarà «responsabile delle forniture materiali e tecniche delle forze armate» ha dichiarato il ministro della Difesa russo. Dopo la «mobilitazione parziale» annunciata da Putin, circolano sui social immagini dell'armamentario scalcagnato con cui sarebbero spedite al fronte le nuove reclute.

Ore 14:19 - Kiev, identificato il torturatore russo di Kherson

Il servizio di sicurezza dell’Ucraina ha identificato il funzionario della Guardia russa che ha dato l’ordine di torturare gli ucraini nella città occupata di Kherson. Si tratta di Oleksandr «Alfa» Naumenko, colonnello della polizia e vice capo dell’amministrazione Rosgvardiya nell’oblast russo di Rostov, secondo i media ucraini. «Su suo ordine, i combattenti arrestano e torturano illegalmente i residenti locali, fanno irruzione nelle case delle persone e sequestrano le loro proprietà. È stato stabilito che Naumenko ha partecipato personalmente alla dispersione delle manifestazioni pacifiche nella città meridionale di Kherson. Ha dato l’ordine di usare granate assordanti e gas lacrimogeni contro i cittadini ucraini», secondo il servizio di sicurezza. «Inoltre, su sue istruzioni, l’esercito russo ha rapito due ucraini e li ha brutalmente torturati per diverse settimane. Hanno cercato di ottenere informazioni sulle forze armate di Kiev e sui luoghi di posizionamento dai civili catturati e li hanno persuasi a collaborare». I siti ucraini hanno pubblicato la foto di Naumenko.

Ore 14:40 - «Nyt», Putin non ha permesso alle forze russe di ritirarsi da Kherson

Il presidente della Russia, Vladimir Putin, ha respinto la richiesta degli ufficiali impegnati nell’offensiva in Ucraina, che raccomandavano il ritiro delle forze russe dalla provincia ucraina di Kherson, nel Sud del Paese. Lo rivela oggi il «New York Times» citando fonti dell’intelligence statunitense. Secondo queste ultime, il capo del Cremlino sarebbe ora più direttamente coinvolto nella pianificazione delle operazioni militari russe in Ucraina, cosa che avrebbe provocato anche delle tensioni tra gli ufficiali sul campo. «Un ritiro da Kherson consentirebbe alle forze russe di ritirarsi in maniera ordinata dietro il fiume Dnipro, proteggendo i mezzi e salvando le vite dei soldati. Tuttavia, costituirebbe anche una nuova, umiliante ammissione pubblica del fallimento russo nella guerra in corso, consentendo all’Ucraina di vantare una seconda, grande vittoria militare in meno di un mese», scrive il quotidiano statunitense, ricordando come Kherson sia stata la prima grande città ucraina a cadere nelle mani dei russi dopo l’inizio dell’invasione, lo scorso 24 febbraio.

Ore 15:10 - Kiev: «In Lugansk referendum-farsa serve a mobilitazione»

«Durante il referendum-farsa in Lugansk vengono rilasciati passaporti russi alle persone che votano e contestualmente avvisi di mobilitazione agli uomini»: lo ha dichiarato alla tv ucraina il governatore in esilio Sergiy Gaidai, come riporta Ukrinform. «Il referendum è anche una specie di sondaggio sociale, anche se il sondaggio è condotto sotto la minaccia delle armi. Perché se qualcuno entra nel tuo appartamento e se non apri, minaccia di sfondare la porta.... Quando apri, entrano e ti danno una scatola di cartone», ha affermato. «Ti nascondi e metti un segno di spunta, ma ci sono uomini armati e se scrivi «contro» mettono il tuo nome su una specie di quaderno. Invece se metti una crocetta a favore scattano le congratulazioni. Poi viene rilasciato anche un passaporto. Se sei un uomo, il passaporto viene rilasciato insieme a un avviso di mobilitazione», ha detto Gaidai, aggiungendo che «lo pseudo-voto è più che altro finalizzato alla mobilitazione, non ci sono seggi elettorali preparati e semplicemente non ci sono osservatori. Inoltre, le città sono state chiuse all’ingresso e all’uscita». «Gli impiegati pubblici sono stati immediatamente informati: se non venite al referendum o non partecipate, sarete licenziati, e poi forse qualcosa di peggio», ha concluso.

Ore 15:14 - Media: «Macellaio di Mariupol nuovo generale russo logistica»

I media ucraini hanno commentato la nomina del nuovo responsabile della logistica dell’esercito russo sottolineando che il generale Mikhail Mizintsev è stato soprannominato “il macellaio di Mariupol” per gli attacchi devastanti contro la città ucraina e il comportamento brutale contro la popolazione civile durante l’assedio. Mizintsev nei mesi scorsi è stato colpito dalle sanzioni occidentali. Il generale che ha sostituito Dmitry Bulgakov ha guidato anche l’operazione russa in Siria.

Ore 16:02 - Russia: «Pene più dure per renitenza o rifiuto di combattere»

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha firmato una legge che inasprisce le pene per renitenti e coloro che si rifiutano di andare a combattere. Nei giorni scorsi il leader del Cremlino ha annunciato la mobilitazione parziale nella Federazione per la guerra in Ucraina. Da allora migliaia di russi hanno abbandonato il Paese e alla frontiera con la Georgia ci sono lunghe code per uscire dalla Federazione.

Ore 17:26 - Media: «30 settembre messaggio Putin a Parlamento»

Il presidente russo, Vladimir Putin, potrebbe consegnare un messaggio all’Assemblea federale, il Parlamento russo, venerdì 30 settembre. Lo ha riferito una fonte all’agenzia ufficiale Ria Novosti.

Ore 17:51 - Zelensky: «Tecnici ucraini a Zaporizhzhia ma in ostaggio»

Alla centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia «occupata dai russi, resta il personale tecnico ma sono come ostaggi, perché sul posto ci sono 500 combattenti russi. Ed è stato confermato dall’Aiea». Lo sottolinea il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista dei media francesi, citata da Ukrinform.

 Ore 17:52 - New York Times: «Putin respinse la richiesta dei comandanti per il ritiro da Kherson»

Il presidente russo Vladimir Putin ha respinto le richieste dei comandanti di ritirarsi da Kherson. Lo riporta il New York Times, citando funzionari statunitensi che hanno spiegato come Putin sia stato coinvolto in maniera più diretta nella pianificazione della guerra in Ucraina. Sebbene abbia accettato alcune raccomandazioni dei comandanti russi, il maggiore coinvolgimento di Putin sulla pianificazione della guerra contro Kiev avrebbe «creato tensioni» tra gli ufficiali dell’esercito russo.

Ore 18:27 - «700 arresti in proteste anti-mobilitazione in Russia»

Oltre 700 persone sono state arrestate oggi dalle autorità russe nelle manifestazioni di protesta contro la mobilitazione dei riservisti decretata questa settimana dal presidente Vladimir Putin. Lo rende noto l’ong Odv-Info, secondo cui «già 707 persone sono state fermate in 32 città» in tutta la Russia, tra cui circa la metà a Mosca.

Ore 18:28 - Nuova riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu il 27 settembre

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu terrà una nuova riunione sull’Ucraina il 27 settembre. Lo fanno sapere fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro.

Ore 18:43 - Appello Cina: «Impedire che il conflitto si allarghi»

«Chiediamo alle parti in guerra in Ucraina di evitare che il conflitto si allarghi». Lo ha detto il ministro degli Esteri cinese Wang Yi parlando all’Assemblea Generale Onu. La Cina sostiene la risoluzione dei «problemi caldi in modo costruttivo seguendo il principio di non interferenza. Riguardo la guerra in Ucraina la priorità urgente sono negoziati pace e affrontare le legittime preoccupazioni sulla sicurezza di tutte le parti», ha aggiunto.

Ore 19:03 - Il Papa ad Assisi: «La terra brucia, il modello di sviluppo va cambiato subito»

(Gian Guido Vecchi) «Non basta fare il maquillage, bisogna mettere in discussione il modello di sviluppo». Il Papa è arrivato al Teatro Lyrick di Assisi, uno spazio restaurato di archeologia industriale sulla piana che guarda i Sacro Convento e la città alta, a concludere la terza edizione di «Economy of Francesco», e la riflessione è una sorta di sintesi del suo magistero, dall’enciclica Laudato sì alla Fratelli tutti, la necessità di «trasformare un’economia che uccide in un’economia della vita», con in più un senso di urgenza, la cognizione che ormai non c’è più tempo da perdere: «La situazione è tale che non possiamo soltanto aspettare il prossimo summit internazionale: la terra brucia oggi, ed è oggi che dobbiamo cambiare, a tutti i livelli».

Ore 21:05 - Lavrov: «Von der Leyen su elezioni Italia? Dittatoriale»

«Sta a loro rispondere, ma non ricordo minacce del genere da altri leader dell’Ue». Così il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov a margine dell’Assemblea Onu ha commentato le parole di Ursula Von der Leyen sulle elezioni in Italia. «L’Ue sta diventando un’entità dittatoriale», ha aggiunto.

Ore 21:06 - Lavrov: «Gli Usa sono parte del conflitto in corso»

«Gli Stati Uniti sono parte del conflitto» in Ucraina. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, nella conferenza stampa seguita al suo intervento all’Assemblea generale dell’Onu.

Ore 23:29 - Zelensky ai russi: «Putin vi manda consapevolmente a morire»

Vladimir Putin manda consapevolmente «i suoi cittadini a morire». Lo ha denunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha lanciato un appello ai russi a scappare dalla «mobilitazione criminale». Parlando in russo nel suo consueto messaggio serale, il leader di Kiev ha affermato che «i comandanti russi non si preoccupano della vita» del loro popolo. «È meglio non accettare una convocazione che morire in una terra straniera come criminale di guerra. È meglio scappare dalla mobilitazione criminale piuttosto che rispondere davanti al tribunale per aver partecipato a una guerra aggressiva», ha aggiunto.

Ore 01:00 - Kiev chiede riunione consiglio sicurezza Onu su referendum

«Una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite»: è quanto chiede l’Ucraina in merito ai referendum per l’annessione alla Russia dei territori occupati dall’esercito di Mosca: È quanto riporta Kiev Independent. Il portavoce del ministero degli Esteri ucraino Oleg Nikolenko ha dichiarato che l’Ucraina «ha richiesto una riunione urgente» del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sui «falsi referendum della Russia» nelle zone occupate degli oblast di Luhansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia. «La Russia deve essere ritenuta responsabile per i suoi ulteriori tentativi di modificare i confini internazionalmente riconosciuti dell’Ucraina in violazione della Carta delle Nazioni Unite», ha affermato Nikolenko.

Vladimir Putin come Hitler, il gesto con cui lo zar si è reso Führer. Mirko Molteni su Libero Quotidiano il 25 settembre 2022

La tv americana CNN ha riportato indiscrezioni d'intelligence secondo cui il presidente russo Vladimir Putin si sarebbe messo a impartire ordini diretti ai generali schierati sul campo in Ucraina, scavalcando gli ufficiali di Stato Maggiore. Di primo acchito, il pensiero corre al parallelo con Adolf Hitler, che nella Seconda Guerra Mondiale iniziò a dirigere personalmente l'esercito germanico ignorando il parere professionale dei generali e accelerando la disfatta del Terzo Reich con scelte sbagliate, come il rifiuto di ogni ritirata, anche quando era opportuna per attuare una difesa manovrata. 

Nel caso di Putin le voci raccolte dalla CNN sono solo voci, appunto, e non esiste al momento alcuna conferma. E' tutto scaturito dalla giornalista Katie Bo Lillis, che ha affermato, intervistata dai colleghi della tv: "Due fonti d'intelligence mi hanno informata che negli ultimi 10 giorni, dopo la controffensiva ucraina, i comandanti russi sono divisi sulle strategie da adottare, per esempio decidere dove inviare i rinforzi. Da intercettazioni delle comunicazioni i servizi segreti occidentali hanno ascoltato ufficiali russi litigare fra loro o lamentarsi con parenti e amici degli ordini da Mosca. 

La cosa più interessante è che Putin s' è messo a comunicare direttamente coi generali schierati al fronte impartendo ordini tattici. E' una strategia inusuale per gli eserciti moderni e, secondo le mie fonti, è indizio di una struttura di comando disfunzionale. I russi affrontano problemi non solo di tattica e strategia, ma anche di comando e controllo". 

Detta così, la vicenda pare rievocare quel dicembre 1941 in cui Hitler, deluso dalla mancata conquista di Mosca, tolse al generale Walther Von Brauchitsch il comando supremo dell'esercito di terra, l'Heer, e lo avocò a sé fino al 1945. Hitler figurava già capo di tutte le forze armate, la Wehrmacht, in quanto cancelliere, ma lo era a livello politico, così come Putin è capo delle forze armate russe in quanto presidente e lo è anche Sergio Mattarella per le forze armate italiane. Il comando supremo della Wehrmacht, a livello militare, spettava al generale Wilhelm Keitel, mentre capo dell'aviazione, cioè la Luftwaffe, restava Hermann Goering e della marina, la Kriegsmarine, l'ammiraglio Erich Raeder, poi rimpiazzato nel 1943 dall'asso dei sommergibili Karl Doenitz. Mettendosi al vertice delle truppe di terra, Hitler interferì con ogni decisione tattica, anche a livello di battaglioni, tentando di compensare con la pignoleria la sua limitata esperienza militare di caporale della guerra 1914-1918. Non sappiamo se davvero Putin stia interferendo con l'operato dei reparti al fronte come faceva Hitler 80 anni fa, o se siano voci diffuse dagli 007 americani per denigrarlo e far credere che i comandi russi siano nel pallone.

Finora Putin non ha esautorato nè il capo di Stato Maggiore supremo, Valery Gerasimov, in carica dal 2012, nè il comandante supremo dell'esercito, Oleg Salyukov, al suo posto dal 2014. L'ipotesi resta quindi per ora tale.

Francesco Semprini per “la Stampa” il 24 settembre 2022.

Come un velo di Maya, pian piano che la controffensiva libera territori e persone, si alza il sipario sulle atrocità dell'operazione militare speciale ordinata da Vladimir Putin. Stupri, esecuzioni, torture e violenze di ogni genere di cui abbiamo avuto modo di riferire in questi sette mesi di conflitto, e che ora sono certificate dagli osservatori delle Nazioni Unite.  

La stessa organizzazione internazionale che ha sede a New York e nella quale la Federazione Russa è membro permanente con diritto di veto del suo organo esecutivo, il Consiglio di Sicurezza. Azioni sistematiche perpetrate col fine ultimo di «liberare il popolo dal regime nazista», ma che vengono classificate dal Consiglio dei diritti umani come «crimini di guerra».

Le prove raccolte sul campo dalla Commissione d'inchiesta creata lo scorso marzo non lasciano ombra a dubbi. «Sono stati commessi crimini di guerra in Ucraina», ha denunciato il presidente della squadra d'inchiesta, il norvegese Erik Mose, in un primo resoconto verbale. Un cambio di passo inusuale perché in genere le accuse vengono formalizzate nelle aule dei tribunali. Questa volta però i tre esperti indipendenti hanno sentito il senso di urgenza della situazione, sottolineando come le atrocità commesse siano «su vasta scala e hanno evidenze chiare».

Mose, che ha guidato in passato il Tribunale internazionale per i crimini in Ruanda, ha riferito come lui e gli altri due componenti del team di indagine, la bosniaca Jasminka Dumhur e il colombiano Pablo de Greiff, sono rimasti «colpiti» dal gran numero di esecuzioni e dai frequenti «segni visibili sui cadaveri» di violenze «come le mani legate dietro la schiena, le ferite da arma da fuoco alla testa e financo le gole tagliate». Elemento questo che riporterebbe tremendamente alle mattanze dello Stato islamico.

Altrettanto brutale e tragico il quadro delle violenze sessuali, con le vittime di età compresa tra «i 4 e gli 82 anni»: in alcuni casi «sono già stati individuati i responsabili, i soldati russi». Sollevare il velo di Maya è atroce. «Abbiamo documentato un gran numero di crimini contro i bambini, alcuni sono stati stuprati, torturati e detenuti illegalmente». Alle violenze e agli abusi dei russi «talvolta erano costretti ad assistere i familiari» delle vittime.

Come se non bastasse, la Commissione ha trovato le prove dell'uso di ordigni esplosivi «da parte dei russi in zone altamente popolate», che hanno provocato stragi tra i civili. E potrebbe non essere finita qui visto che l'inchiesta è limitata solo ai crimini e agli abusi commessi nelle regioni di Kiev, Chernihiv, Kharkiv e Sumy. In tutto 27 le città e i villaggi ispezionati, 150 i testimoni intervistati, in un lavoro che ha portato gli ispettori sui luoghi delle stragi e nei centri di detenzione.

Due i casi di abusi attribuiti ai soldati ucraini ai danni di quelli russi: «C'è una enorme di differenza tra crimini di guerra su vasta scala da un lato e due casi dall'altro di cui siamo a conoscenza», ha sottolineato de Greiff. Mose ha assicurato che l'inchiesta andrà avanti, in primis con l'analisi delle fosse a Izyum scoperte dopo la riconquista della città da parte della controffensiva di Kiev. Ieri il governatore regionale ha annunciato che sono stati esumati 436 corpi, trenta dei quali «con segni di tortura».

Il rappresentante ucraino a Ginevra, Anton Korynevych, ha definito le conclusioni preliminari «un importante pietra miliare» nel percorso per incriminare la Russia e il suo leader. Il rappresentante di Mosca non ha partecipato all'incontro, né ha commentato il rapporto della Commissione. Mose ha riferito alcuni dettagli delle atrocità: «I bambini sono anche stati uccisi e feriti in attacchi indiscriminati con armi esplosive».  

Dalle testimonianze raccolte, il capo della Commissione ha detto che «gli interlocutori hanno descritto percosse, scosse elettriche e nudità forzata, oltre ad altri tipi di violazioni in questi luoghi di detenzione». Dopo essere stati trasferiti in carcere in Russia, alcune vittime sarebbero scomparse, ha aggiunto. 

A questo si aggiunge il dramma dei desaparecidos, persone scomparse e forse deportate. Tra questi i minori portati in Crimea, ragazzini dai 13 anni in su, trasferiti più o meno coattamente alla metà di agosto, con la garanzia che sarebbero tornati per l'inizio della scuola, «ai primi di settembre». Il velo di Maya nasconde ancora atrocità da scoprire. 

Le «sorprese» di Zaluzhny, il generale che ha inventato la resistenza ucraina. Andrea Marinelli e Guido Olimpio su Il Corriere della Sera il 27 Settembre 2022

Cresciuto in Unione Sovietica, ammiratore del capo di Stato maggiore russo Gerasimov, è stato scelto da Zelensky nel 2021 e ha trasformato l’esercito di Kiev 

Valeriy Zaluzhny, 49 anni, comandante delle forze armate ucraine (Ukrainian presidential press service)

Nessuno, neppure gli alleati occidentali che hanno previsto ogni mossa del Cremlino e addestrato per anni le forze di Kiev, si aspettava che l’esercito ucraino avrebbe fermato — e poi respinto — l’Armata russa. La resistenza ha tenuto e, dopo sei mesi di combattimenti intensi, è riuscita a riconquistare circa 6 mila chilometri quadrati di territorio, tagliando le linee di rifornimento nemiche. A guidare l’esercito di Kiev in questo risultato sorprendente, che ha segnato una svolta nel conflitto, è stato il generale Valeriy Zaluzhny, l’uomo che a luglio 2021 il presidente Volodymyr Zelensky ha messo a capo delle forze armate ucraine. 

In quei giorni d’estate, mentre i russi ammassavano uomini e mezzi al confine, Zelensky non credeva ai rapporti dell’intelligence che prevedevano un’invasione imminente. Zaluzhny, insieme ad altri ufficiali, cominciò invece ad attuare cambiamenti sostanziali. «Quando verrà scritta la storia di questa guerra», ha affermato il settimanale americano Time, che gli ha dedicato la copertina di questa settimana, «Zaluzhny avrà un ruolo di primo piano».

Le ultime notizie sulla guerra in Ucraina, in diretta

Nato nel 1973 in una guarnigione militare nel nord dell’Ucraina, Zaluzhny fa parte di una generazione di alti ufficiali cresciuti in Unione Sovietica, ma che negli ultimi anni hanno lavorato per trasformare l’esercito ucraino, passato da un «goffo modello sovietico» a una struttura moderna. Se la dottrina militare russa si basa infatti sulle decisioni imposte dall’alto, Zaluzhny ha scelto una maggiore flessibilità, dando fiducia ai comandanti sul campo. «Sono cresciuto con la dottrina militare russa», ha spiegato a Time, dicendosi un grande ammiratore del suo rivale, il capo di Stato maggiore russo Valery Gerasimov. «Ho letto tutto quello che ha scritto».

Eppure, quando nel 2014 è diventato il comandante delle truppe che combattevano in Donbass, il generale Zaluzhny ha cominciato ad adottare le prime modifiche strutturali, richiamandosi al modello americano che aveva approfondito durante gli studi. Il percorso, tuttavia, è stato costellato di fallimenti: prima le esercitazioni militari del 2020, quando i Javelin — i missili anti-carro rivelatisi poi fondamentali nella prima fase del conflitto — fecero fiasco davanti al presidente Zelensky; poi, all’inizio di febbraio, una simulazione dell’offensiva russa mostrò le falle nelle difese ucraine.

Quelle esercitazioni erano al centro della strategia di difesa ucraina, ma i comandanti non le prendevano seriamente. «Ho urlato per un’ora», ha raccontato a Time. «Ho provato a far capire loro che, se non fossero riuscite, ci sarebbero costate non solo la vita, ma anche il nostro Paese». È stato allora che si è strutturata la campagna agile della resistenza. I generali hanno cominciato a spostare e camuffare il materiale, a muovere truppe e armi in giro per il Paese, a trasferire aerei, carri armati, blindati e batterie antiaeree. I dettagli della strategia, però, furono mantenuti segreti, per evitare di perdere l’effetto sorpresa.

«Ci serviva che gli avversari pensassero che fossimo nelle nostre basi a fumare erba, guardare la tv e fare post su Facebook». Quando il 24 febbraio le truppe russe hanno varcato i confini, gli ucraini invece erano pronti e avevano due obiettivi strategici. «Non potevamo perdere Kiev», spiega Zaluzhny. «Al tempo stesso, in tutti gli altri vettori, dovevamo fargli buttare sangue anche a costo di perdere territorio». Hanno quindi permesso ai russi di avanzare, per poi colpire la testa delle loro colonne e le linee di rifornimento nelle retrovie.

L’Armata, però, non ha cambiato approccio. «Continuavano a mandare i propri uomini al massacro e per me era lo scenario migliore», ha spiegato il generale, che ha cominciato a credere di poter vincere. Poi, in estate, ha puntato di nuovo sull’effetto sorpresa, «accecando» il nemico: ha annunciato una controffensiva a sud, spingendo i russi a riposizionare le truppe, poi ha attaccato a nordest.

IL PUNTO MILITARE GIORNO PER GIORNO

25 settembre - Ucraina, la battaglia «nascosta» di Kherson: il fronte sud in cui si può decidere questa fase della guerra

24 settembre - Putin guarda oltre il 2023: «Vuole spingere l’Ucraina a restare senza proiettili prima che la Russia finisca i soldati»

23 settembre - Il primo effetto della mobilitazione: Putin torna a dettare l’agenda della guerra

22 settembre - Putin e la mobilitazione parziale: quando si vedranno gli effetti sul campo, in Ucraina?

22 settembre - L’ombra dell’atomica dopo i referendum: così Putin usa la minaccia estrema contro l’Occidente

21 settembre - Cos’è la mobilitazione parziale ordinata da Putin in Russia (e perché è una dichiarazione di guerra)

20 settembre - Guerra in Ucraina, gli Usa valutano l’invio dei carri armati alla resistenza

19 settembre - La Russia minaccia i satelliti di Elon Musk che tengono l’Ucraina connessa (ma sono difficili da neutralizzare)

18 settembre - Armi atomiche, è difficile (ma non impossibile) che Putin le usi: ecco perché

16 settembre - I funzionari filorussi uccisi e i nuovi aiuti militari americani: l’aggiornamento sulla guerra in Ucraina

15 settembre - Yevgeny Prigozhin al centro della guerra: lo chef di Putin arruola detenuti e (forse) gestirà le operazioni in Ucraina

14 settembre - Così l’Ucraina ha battuto i russi allo sbando, a Kharkiv (ma l’euforia può essere rischiosa)

13 settembre - Il bottino di guerra degli ucraini «quantifica» la sconfitta russa nel nordest

12 settembre - La prudenza dell’Ucraina e la minaccia della Russia: quali saranno le mosse future?

11 settembre - Psicologia, intelligence, armi e addestramento: le chiavi della svolta ucraina nel nordest

10 settembre - I sei passi della resistenza ucraina: così è cambiata la guerra

9 settembre - La guerra in Ucraina è cambiata: gli ucraini avanzano, ora i russi sono in difficoltà

8 settembre - La guerra in Ucraina entra in una nuova fase: Kherson, Kharkiv e Bakhmut i fronti della battaglia

7 settembre - Gli ucraini contrattaccano a Kharkiv: la resistenza conduce una guerra delle opportunità

6 settembre - Perché Putin sta comprando milioni di proiettili dalla Nord Corea?

5 settembre - Kherson, i filorussi rinviano il referendum per l’annessione: un segnale positivo per Kiev?

4 settembre - Controffensiva di Kiev a Kherson, prevale l’incertezza: gli ucraini avanzano o sono in difficoltà?

2 settembre - La Nato «insegue» (di nuovo) un sottomarino russo?

1 settembre - Il suggerimento degli Usa agli ucraini: concentrarsi su un solo fronte

31 agosto - Obiettivi militari, ma anche politici, per la controffensiva su Kherson

30 agosto - I «trucchi» della resistenza ucraina per ingannare i raid russi

29 agosto - Ucraina, è partita la controffensiva per Kherson? La resistenza colpisce sul fronte meridionale

28 agosto - I partigiani ucraini a caccia di traditori e la tattica di resistenza americana: cosa sta succedendo

27 agosto - Droni iraniani e missili dalla Siria: l’angolo mediorientale della guerra in Ucraina

26 agosto - Guerra in Ucraina, tre aspetti decisivi dei combattimenti: sorpresa, durata, difesa

25 agosto - Putin ordina l’aumento delle truppe: entro gennaio 137 mila uomini in più per la guerra in Ucraina

24 agosto - Le forniture di Washington e Berlino allungano l’orizzonte della guerra in Ucraina: armi sul campo fra 1 o 2 anni

23 agosto - Gli Stati Uniti forniscono alla resistenza ucraina armi in modo «coperto»?

22 agosto - Sei mesi di guerra tra Ucraina e Russia: la marcia su Kiev, il gelo delle trattative

21 agosto - L’offensiva dei droni: così gli ucraini colpiscono un nemico più potente

20 agosto - L’attacco dell’Ucraina contro la base della Flotta russa del Mar Nero, in Crimea, in pieno giorno

19 agosto - Putin, gli errori dei servizi segreti russi e il piano (fallito) di un governo fantoccio a Kiev

17 agosto - Razzi, commandos, partigiani: il triplo cerchio sulla Crimea

16 agosto - Cosa c’è dietro le nuove esplosioni in Crimea (e i problemi ai cannoni arrivati dalla Germania)

14 agosto - Duello di artiglieria a sud e a est: il passo lento russo, la risposta ucraina

11 agosto - Guerra in Ucraina, a che punto siamo: eserciti bloccati, sud conteso e forniture occidentali

10 agosto - Le esplosioni in Crimea e la gestione «all’israeliana» del conflitto da parte di Kiev

8 agosto - La «guerra dei ponti»: colpiti dagli ucraini, rimpiazzati dai russi

7 agosto - Guerra in Ucraina, dalla Lituania alla Macedonia del Nord: le piccole retrovie «coraggiose» di Kiev

6 agosto - Ucraina, gli Usa inviano blindati da soccorso per i feriti: un aiuto per il morale di Kiev

5 agosto - Gli Himars sotto il veto di Washington, Mosca lancia un satellite spia iraniano

4 agosto - Kiev e Mosca, le prossime mosse: due scenari e molte incognite

3 agosto - Zelensky: «Il Donbass è un inferno, gli Himars un sinonimo di giustizia»

2 agosto - Kiev crea la «valle dei droni» con Polonia e Stati Uniti: un laboratorio d’innovazione per la guerra moderna

1 agosto - Ucraina, la strategia della corrosione: così la resistenza colpisce il morale e la capacità di combattere dei russi

31 luglio - Kiev, i «guai» delle armi inviate e i ritardi tedeschi

30 luglio - L’Ucraina come il Vietnam: a Washington pensano di inviare «consiglieri» per gestire gli aiuti

29 luglio - Ucraina, missili su città e civili: cosa c’è dietro la strategia del terrore di Putin

28 luglio - Kherson, come sarà la controffensiva degli ucraini per riconquistare parte del sud

27 luglio - Se gli ucraini riconquistano Kherson potrebbero trattare con Mosca: hanno «3-6 settimane cruciali»

26 luglio - Guerra in Ucraina, il bilancio dei primi 5 mesi: operazioni, artiglieria, intelligence, logistica

25 luglio - Ucraina, la battaglia dei ponti e quella dei droni: la narrazione del conflitto si sposta a Kherson

24 luglio - La Russia prepara i referendum nei territori occupati, l’Ucraina è pronta alla controffensiva per liberarli

23 luglio - Per Zelensky un cessate il fuoco farebbe il gioco dei russi: potrebbero consolidare i territori

22 luglio - Ucraina, i russi stanno davvero rallentando le operazioni nel Donbass?

21 luglio - Putin, quali sono i nuovi obiettivi di Mosca in Ucraina? Gli scenari

20 luglio - Mosca teme gli Himars ucraini, Kiev è alle prese con la «Babele» degli aiuti

19 luglio - Zelensky a caccia di spie e traditori: cosa c’è dietro la rimozione di Bakanov e Venediktova

18 luglio - Ucraina, il doppio binario del conflitto: gli obiettivi sul campo e quelli politici degli alleati

17 luglio - Kiev-Mosca, la lunga battaglia dell’estate prima che l’inverno «ostacoli» le manovre

16 luglio - L’ordine di Mosca: attacchi più intensi per fermare l’artiglieria ucraina. Inizia una «nuova fase»?

15 luglio - Ucraina, la battaglia dei numeri: Kiev non fornirà più i dati sulle perdite subite

14 luglio - Il raid dietro le linee degli ucraini a Kherson per liberare 5 prigionieri

13 luglio - Gli alleati di Kiev temono il contrabbando delle armi fornite alla resistenza ucraina

12 luglio - Mosca chiede droni all’Iran, Kiev colpisce con gli Himars: la battaglia si allunga nelle retrovie

11 luglio - Putin e la mobilitazione fantasma con «volontari», soldati da province remote, detenuti

10 luglio - I russi «cercano» i cannoni nemici, nuove munizioni americane per Kiev

9 luglio - In Ucraina è caccia ai traditori: oltre 800 collaborazionisti arrestati dall’inizio della guerra

8 luglio - La resistenza Ucraina colpisce i depositi di munizioni e complica la logistica russa

7 luglio - Ucraina, l’impatto delle armi occidentali e la «pausa» dell’Armata russa

6 luglio - Shaman, il battaglione d’élite con cui gli ucraini conducono sabotaggi in territorio russo

5 luglio - L’Ucraina è in difficoltà: quali sono i problemi e di cosa ha bisogno la resistenza?

4 luglio - La Russia ha raggiunto l’obiettivo nel Donbass: come proseguirà ora la guerra in Ucraina?

3 luglio - Kiev, Melitopol, Belgorod: la guerra delle città porta la battaglia nelle case

2 luglio - Putin vuole la mobilitazione industriale della Russia: Mosca ammette di essere a corto di armi e munizioni

1 luglio - Gli ucraini danno la caccia alle spie russe: arrestato un ex agente del Kgb che ha favorito il colpo di Yavoriv

30 giugno - I russi si ritirano dall’Isola dei Serpenti: quali sono le conseguenze nella battaglia del Mar Nero?

29 giugno - Ucraini in difficoltà: mancano i visori e le comunicazioni sono precarie

28 giugno - Usa, i dubbi sulla guerra: «Difficile che gli ucraini riescano a conquistare i territori perduti»

27 giugno - Campagna di terrore sui civili ucraini: 60 missili in 72 ore. Centrati (grazie agli aiuti) depositi russi

26 giugno - Shoigu visita il Donbass mentre i raid «puniscono» i civili ucraini

25 giugno - Sabotaggi e sotterfugi: la guerra delle munizioni tra Russia e Ucraina

24 giugno - Che cosa significa la ritirata degli ucraini da Severodonetsk?

23 giugno - Così la Russia invia il grano rubato all’Ucraina nei porti siriani

22 giugno - Nel Donbass la situazione è critica ma la resistenza contrattacca a sud

21 giugno - Missili e piattaforme per l’estrazione del gas: riprende la battaglia del Mar Nero

20 giugno - Armi all’Ucraina, la prova del tempo e della «fatica» occidentale: per quanto continueranno gli aiuti?

19 giugno - La controffensiva degli ucraini per riconquistare Kherson: raid aerei, sabotaggi e attacchi partigiani

18 giugno - Eserciti impantanati e migliaia di vittime: senza vincitori si va allo scenario coreano?

17 giugno - La Russia ha tentato di infiltrarsi con una spia nella Corte internazionale dell’Aja

16 giugno - Gli ucraini perdono 1.000 uomini al giorno, i due schieramenti sono al limite delle forze

15 giugno - Vecchie armi «sovietiche», usura, manuali: tutte le difficoltà (e i dubbi) dei rifornimenti all’Ucraina

14 giugno - La battaglia aerea nei cieli dell’Ucraina: Mosca intensifica l’azione, i piloti di Kiev addestrati dagli Usa

13 giugno - Il fronte naturale del fiume Siverskiy Donets, il «Piave ucraino» usato per rallentare la marcia russa

12 giugno - Nel Donbass la guerra elettronica dei russi ha «accecato» gli ucraini

11 giugno - Ucraina, il dilemma delle munizioni: quelle sovietiche stanno finendo, ma le armi occidentali non bastano

10 giugno - Mar Nero, la battaglia navale e commerciale: mine e missili nel duello fra Mosca e Kiev

9 giugno - Donbass, l’urbanicidio dei russi: l’Armata attua la tattica della «terra bruciata»

8 giugno - Armi, mezzi e uomini: come si sta riorganizzando l’esercito ucraino?

7 giugno - La guerriglia dei partigiani ucraini: bombe, sabotaggi e proteste per respingere l’invasore russo

6 giugno - Severodonetsk, nella battaglia per il Donbass gli ucraini schierano i volontari stranieri

5 giugno - La guerra dei convogli: Mosca attacca gli aiuti occidentali, Kiev «ricuce» strade e binari

4 giugno - Severodonetsk, le truppe russe rallentano e gli ucraini contrattaccano: l’Armata è caduta in trappola?

3 giugno - Ucraina, il peso del fattore umano nell’offensiva russa in Donbass

3 giugno - Putin rimuove il generale Dvornikov, secondo gli ucraini: al suo posto il vice ministro della Difesa Zhidko?

2 giugno - Armi, trincee, logistica, intelligence: i primi 100 giorni di guerra in Ucraina

1 giugno - A Severodonetsk la Russia sfonda, ma è una guerra di lunga durata

31 maggio - Così la Russia è riuscita ad avanzare nel Donbass

31 maggio - Assalto russo a Severodonetsk dal cielo e via terra: è guidato da Zhidko, fedelissimo di Putin

30 maggio - Ucraina, come proseguirà l’avanzata russa in Donbass (e quanto reggerà)?

29 maggio - Gli aiuti all’Ucraina alla prova del campo di battaglia: le difficoltà di armi e volontari

28 maggio - Severodonetsk, gli ucraini pensano al ripiegamento: i 3 fattori che avvantaggiano i russi

27 maggio - Ucraina, dai «piccoli» Stinger ai lanciarazzi a lunga gittata: cronologia della svolta americana

26 maggio - Armi, obiettivi e propaganda: la settimana nera dell’esercito ucraino

25 maggio - La Russia sta vincendo nel Donbass?

24 maggio - L’estate di guerra: la manovra aggirante dei russi e la controffensiva in stallo degli ucraini

24 maggio - A Kiev i nuovi missili Harpoon: cosa sono e come saranno usati per rompere il blocco navale di Mosca

23 maggio - Missili, intelligence, incursioni: il ruolo dei sommergibili russi nel Mar Nero

23 maggio - Donbass, l’avanzata russa e la paura di Zelensky: «Perdiamo 100 soldati al giorno»

22 maggio - Donbass, il punto militare: la spinta russa e l’allarme lanciato da Zelensky

22 maggio - Porto di Odessa, il blocco navale russo che affama il mondo. Perché gli alleati ora vogliono forzarlo

21 maggio - Sabotaggi, assalti ai treni e collaborazionisti: la guerra dietro le linee

20 maggio - Russia, nuove epurazioni del Cremlino: sospesi il generale Kisel e il viceammiraglio Osipov

20 maggio - Ucraina, dagli Usa un altro pacchetto di aiuti da 100 milioni: fornito un intero battaglione di artiglieria

19 maggio - Il vantaggio della Russia: l’Armata avanza nel Donbass e cerca di consolidare i territori conquistati

18 maggio - Donbass, i russi accerchiano Lyman e guadagnano territorio: l’avanzata è lenta, ma prosegue

18 maggio - Cosa significa la caduta di Mariupol e la resa degli ultimi combattenti della Azov?

17 maggio - Il reticolo colorato dei voli Nato verso Rzeszow e i missili russi per intercettare i rifornimenti di armi

16 maggio - Il reclutamento mascherato di Putin per colmare i vuoti nei battaglioni in Ucraina

16 maggio - L’informazione social sulla guerra in Ucraina: gli account non ufficiali che tengono il conto di ponti saltati, mezzi distrutti e voli Nato

15 maggio - Perché ora si avvicina una fase decisiva della guerra: i russi sono indietro sui piani, ma avanzano a Est

14 maggio - Ucraina, il fronte dell’intelligence: il mistero Gerasimov, le epurazioni russe e gli errori delle spie Usa

13 maggio - Gli ucraini avanzano verso il confine a Kharkiv, la «testa di ponte» dei russi a Severodonetsk

12 maggio - L’Uber dell’artiglieria e le torrette dei tank: l’altra faccia della guerra in Ucraina

12 maggio - La battaglia di Bilohorivka: gli ucraini fanno saltare il ponte rallentando la manovra russa

11 maggio - Kiev si riprende i confini, i russi minacciano Odessa: battaglia feroce nell’Est

10 maggio - Biden firma una legge per velocizzare gli aiuti militari, ma gli ucraini sono esposti: la guerra sarà lunga

9 maggio - «I loro soldati iniziano a disobbedire»: così la guerra di logoramento pesa sulle truppe

8 maggio - L’isola dei Serpenti al centro della guerra: dai 13 marinai alla Moskva, fino ai raid ucraini con i droni

7 maggio - La campagna flessibile degli ucraini: unità mobili che si disperdono e mandano in tilt l’Armata russa

6 maggio - Zelensky promette la controffensiva, ma Putin ha tempo e artiglieria

5 maggio - La potenza russa contro gli aiuti esterni ucraini: il ruolo dell’artiglieria nella seconda fase della guerra

5 maggio - L’intelligence Usa ha aiutato l’Ucraina a eliminare i generali russi

4 maggio - L’esercitazione bielorussa e la mobilitazione generale della Russia: il 9 maggio Putin dichiarerà guerra all’Ucraina?

3 maggio - Droni, ricognitori, radar: così la Nato ascolta e localizza le unità russe in Ucraina

2 maggio - Valerij Gerasimov e il viaggio in Ucraina: l’attacco «fallito» al generale e i rischi corsi dai russi

2 maggio - Belgorod e la guerra «segreta» degli ucraini in Russia: così la resistenza mette in crisi Mosca

1 maggio - Le voci su Gerasimov «ferito» e le prossime due settimane, decisive, nella guerra

1 maggio - Nawabi, l’uomo che produce i droni-kamikaze: fuggì da Kabul invasa dall’Urss, oggi dona le sue armi agli ucraini

30 aprile - Non solo super armi: le soluzioni «creative» usate dall’Ucraina e dalla Russia sul campo di battaglia

29 aprile - La Russia avanza più lentamente del previsto: ecco le ragioni (e le due opzioni in campo)

29 aprile - Zelensky racconta le prime 24 ore della guerra in Ucraina: i russi arrivarono a un passo dal catturarlo

28 aprile - Kiev è a corto di munizioni, a Ramstein decisa la transizione verso le armi Nato

28 aprile - Quali sono le armi della Russia e perché Putin dice che nell’arsenale di Mosca ci sono mezzi «che i suoi avversari non hanno ancora»

27 aprile - Così la Cia «guida» la resistenza ucraina: dalla difesa aerea alla protezione di Zelensky, il sostegno Usa a Kiev

27 aprile - I nuovi tank e i razzi possono bastare per fermare i russi?

26 aprile - Gli attacchi alle ferrovie in Ucraina e quelli «legittimi» in territorio russo: l’escalation della guerra

25 aprile - Raid, incendi e sabotaggi in territorio russo: il «fronte fantasma», tra realtà e propaganda

25 aprile - I «droni-prototipo» degli Usa e il bando del Pentagono: le armi in arrivo a Kiev

24 aprile - La Russia può davvero vincere? Quanto durerà ancora la guerra?

23 aprile - L’Armata rossa «non avanza», ma ha preso 40 villaggi: Boris Johnson non esclude la vittoria della Russia

23 aprile - Mozart contro Wagner: così la legione straniera di Kiev sfida i miliziani di Putin

22 aprile - Armi all’Ucraina, gli alleati accelerano: Putin può ancora vincere, decisive le prossime 4 settimane

21 aprile - Perché Putin ha annullato l’assalto all’acciaieria Azovstal di Mariupol

20 aprile - Tank, aerei, addestramento: gli aiuti all’Ucraina che possono cambiare gli equilibri

19 aprile - Bombardamenti, meteo, logistica: il ruolo dell’artiglieria nell’offensiva russa

18 aprile - Cosa aspettarci dalle prossime settimane di guerra?

18 aprile - Moskva, cosa ci dicono le prime foto dell’incrociatore russo affondato dai missili ucraini

17 aprile - Perché Mariupol è così importante per i russi e perché la sua caduta può cambiare gli equilibri della guerra

17 aprile - Che fine hanno fatto i marinai del Moskva: il video della Difesa russa è vecchio?

16 aprile - Armi nucleari tattiche e «super bomba» Fab-3000, la Russia le userà davvero?

15 aprile - Cosa sappiamo sul Moskva, l’incrociatore colpito e affondato da missili ucraini

15 aprile - La Russia minaccia le forniture di armi dagli Usa, che arrivano attraverso Polonia e Slovacchia

14 aprile - I tre fattori della fase due conflitto: sorpresa, forza, armi

14 aprile - Colpita la Moskva, la nave ammiraglia della flotta russa nel Mar nero

14 aprile - La battaglia delle spie: dopo le espulsioni, a Mosca restano gli 007 illegali»

13 aprile - Gli Usa con l’invio di nuove armi all’Ucraina hanno fatto un passo avanti?

12 aprile - I russi hanno davvero usato armi chimiche a Mariupol?

11 aprile - È possibile difendere il Donbass? I vantaggi russi e quelli ucraini

10 aprile - La Transnistria, il convoglio di 12 chilometri verso sud e le prossime mosse della Russia

9 aprile - Addestramento, tattiche, esercito digitale: gli ucraini sono stati sottovalutati (non solo dai russi)

8 aprile - L’ultima trincea di Mariupol: i tunnel sovietici dell’acciaieria Azovstal

7 aprile - Quali sono e come arrivano le armi della Nato in Ucraina?

6 aprile - La resistenza della Prima Brigata di Kiev, l’unità che ha fermato i russi

5 aprile - Il doppio binario della Bielorussia: la retrovia dei russi e la sfida dei sabotaggi

4 aprile - I russi si muovono a sud e verso la Bielorussia, pronte le reclute

3 aprile - Così la Cia aiutò gli ucraini a difendere Kiev, sventando il piano per uccidere Zelensky

2 aprile - Quali sono le armi che Biden «trasferirà» all’Ucraina

2 aprile - Biden e i carri armati all’Ucraina: perché la decisione Usa è una svolta

1 aprile - Gli ucraini possono contrattaccare, ma hanno bisogno di altre armi

31 marzo - Putin cerca la vittoria «sporca» e intanto pensa ad armi e logistica

30 marzo - Il piano dei russi: circondare Mariupol e costringere gli ucraini alla resa

29 marzo - A Kiev i russi «riducono la presenza», ora si gioca la partita delle retrovie

28 marzo - Sistemi non criptati e cellulari rubati, tutti i problemi di comunicazione dei russi

27 marzo - Gli ucraini chiedono tank e aerei e ora la Nato considera una svolta nelle forniture

26 marzo - I russi entrano in una nuova fase, ma in una parola c’è il futuro del conflitto

26 marzo - Ombre, social network, pubblicità geolocalizzate: la guerra e la «pesca delle spie»

25 marzo - I russi dichiarano di aver raggiunto i primi obiettivi, mezza vittoria o mezzo insuccesso?

24 marzo - Adesso i russi al fronte chiedono soldati esperti

23 marzo - L’Armata della Russia è nel pantano: l’Ucraina si prepara a respingerla?

23 marzo - Armi difensive o offensive? La linea sottile delle forniture all’Ucraina

22 marzo - La «rivoluzionaria» guerra d’intelligence: così gli Usa guidano le mosse degli ucraini (con i satelliti)

21 marzo - L’assedio di Mariupol riassume il dilemma di Putin e Zelensky

20 marzo - I missili russi dal fronte del mare, a terra trincee e bombe sulle città

19 marzo - Putin manda messaggi politici con i missili

18 marzo - I russi colpiscono a Leopoli, la battaglia si combatte sui rifornimenti di armi

17 marzo - L’avanzata russa è in stallo, il peso di armi e training americani

16 marzo - Russi a corto di uomini e tattiche, Putin sta cercando una via d’uscita?

15 marzo - Quando finirà la guerra in Ucraina? Due scenari opposti

14 marzo - I russi minacciano i convogli di armi occidentali, ma non sono in grado di colpirli

13 marzo - Gli errori dei russi e gli obiettivi degli attacchi, anche a ovest

12 marzo - I russi puntano gli aeroporti militari e minacciano i convogli di armi occidentali

11 marzo - I russi si riorganizzano (ma un terzo generale è stato ucciso)

10 marzo - Russia e Stati Uniti si sfidano sulle armi biologiche

9 marzo - Perché Mosca non è riuscita a imporre la superiorità aerea?

8 marzo - L’avanzata russa e il generale Gerasimov ucciso: l’aggiornamento militare

7 marzo - Il bilancio (incerto) di vittime e mezzi distrutti

6 marzo - La mappa dell’invasione russa: esercito in pausa, bombe sui civili

2 marzo - Mosca bombarda gli edifici nelle città: l’aggiornamento militare

1 marzo - La mappa dell’avanzata russa in Ucraina: colpite le città, vittime civili

28 febbraio - Le bombe su Kharkiv sono un cambio di strategia, in Ucraina?

27 febbraio - Kiev, Kharkiv e Chernhiv resistono all’offensiva

26 febbraio - Perché l’avanzata della Russia ha rallentato, in Ucraina?

25 febbraio - La mappa dell’invasione russa e le truppe alle porte di Kiev

24 febbraio - Invasione dell’Ucraina, la mappa dell’attacco: così le truppe russe hanno invaso via terra, mare e cielo

Se Putin userà l'atomica, «la Nato userà armi convenzionali». I filorussi: validi i referendum in Ucraina. Francesco Battistini, Paola Caruso e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 25 settembre 2022.

Le notizie di domenica 25 settembre, in diretta. Il G7 chiede a tutti i Paesi di rigettare i referendum di annessione organizzati dalla Russia nei territori ucraini occupati

• La guerra in Ucraina è arrivata al 214esimo giorno.

• Si vota nelle repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk e nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia per l’annessione alla Russia.

• Cos’è la mobilitazione parziale ordinata da Putin in Russia e perché è una dichiarazione di guerra.

• Mosca licenzia un altro generale: al suo posto il «macellaio di Mariupol».

• Cremlino: «Pene più dure per renitenza o rifiuto di combattere».

• Putin guarda oltre il 2023: «Vuole spingere l’Ucraina a restare senza proiettili prima che la Russia finisca i soldati».

Ore 04:42 - Kiev: «In Lugansk referendum-farsa serve la mobilitazione»

«Durante il referendum-farsa in Lugansk vengono rilasciati passaporti russi alle persone che votano e contestualmente avvisi di mobilitazione agli uomini»: lo ha dichiarato alla tv ucraina il governatore in esilio Sergiy Gaidai, come riporta Ukrinform. «Il referendum è anche una specie di sondaggio sociale, anche se il sondaggio è condotto sotto la minaccia delle armi. Perché se qualcuno entra nel tuo appartamento e se non apri, minaccia di sfondare la porta.... Quando apri, entrano e ti danno una scatola di cartone», ha affermato.

«Ti nascondi e metti un segno di spunta, ma ci sono uomini armati e se scrivi «contro» mettono il tuo nome su una specie di quaderno. Invece se metti una crocetta a favore scattano le congratulazioni. Poi viene rilasciato anche un passaporto. Se sei un uomo, il passaporto viene rilasciato insieme a un avviso di mobilitazione», ha detto Gaidai, aggiungendo che «lo pseudo-voto è più che altro finalizzato alla mobilitazione, non ci sono seggi elettorali preparati e semplicemente non ci sono osservatori. Inoltre, le città sono state chiuse all’ingresso e all’uscita». «Gli impiegati pubblici sono stati immediatamente informati: se non venite al referendum o non partecipate, sarete licenziati, e poi forse qualcosa di peggio», ha concluso.

Ore 04:50 - Dalla Russia già scappati in 70mila. Mosca: «Reazione isterica»

(Marco Imarisio) «Ricordati che se muori per il tuo Paese sarai per sempre con Dio». A noi italiani il severo monito del patriarca Kirill può anche ricordare quello rivolto da un monaco a Massimo Troisi in «Non ci resta che piangere». Ma ovviamente, la faccenda è purtroppo molto più seria. L’intervento della massima autorità spirituale russa non cade certo dal cielo, ma rappresenta la consueta sponda offerta dalla Chiesa ortodossa al potere politico incarnato da Vladimir Putin. «Non avere paura di perdere la vita, vai coraggiosamente a compiere il tuo dovere militare».

Ore 04:59 - Russia: «Pene più dure per renitenza o rifiuto di combattere»

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha firmato una legge che inasprisce le pene per renitenti e coloro che si rifiutano di andare a combattere. Nei giorni scorsi il leader del Cremlino ha annunciato la mobilitazione parziale nella Federazione per la guerra in Ucraina. Da allora migliaia di russi hanno abbandonato il Paese e alla frontiera con la Georgia ci sono lunghe code per uscire dalla Federazione.

Ore 05:18 - Putin guarda oltre il 2023: «Vuole spingere l’Ucraina a restare senza proiettili prima che la Russia finisca i soldati»

«L’obiettivo è spingere l’Ucraina a restare senza proiettili prima che la Russia finisca i soldati a disposizione». L’affermazione è dell’esperto tedesco Gustav Gressel, schietto nel tracciare lo scenario futuro del conflitto dopo la mobilitazione decretata dal Cremlino.

Mosca avrà a disposizione centinaia di migliaia di uomini e dovrà prepararli. Molti non sono ritenuti di qualità, ma i reclutatori potrebbero non avere fretta. Il programma — come sottolinea anche un report dell’istituto britannico Rusi — è di arrivare all’inverno con un contingente riorganizzato. E la quantità incide.

Ore 05:23 - Appello Cina: «Impedire che il conflitto si allarghi»

«Chiediamo alle parti in guerra in Ucraina di evitare che il conflitto si allarghi». Lo ha detto il ministro degli Esteri cinese Wang Yi parlando all’Assemblea Generale Onu. La Cina sostiene la risoluzione dei «problemi caldi in modo costruttivo seguendo il principio di non interferenza. Riguardo la guerra in Ucraina la priorità urgente sono negoziati pace e affrontare le legittime preoccupazioni sulla sicurezza di tutte le parti», ha aggiunto.

Ore 05:30 - Lavrov: «Von der Leyen su elezioni Italia? Dittatoriale»

«Sta a loro rispondere, ma non ricordo minacce del genere da altri leader dell’Ue». Così il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov a margine dell’Assemblea Onu ha commentato le parole di Ursula Von der Leyen sulle elezioni in Italia. «L’Ue sta diventando un’entità dittatoriale», ha aggiunto.

Ore 05:38 - Kiev chiede riunione consiglio sicurezza Onu su referendum

«Una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite»: è quanto chiede l’Ucraina in merito ai referendum per l’annessione alla Russia dei territori occupati dall’esercito di Mosca: È quanto riporta Kiev Independent. Il portavoce del ministero degli Esteri ucraino Oleg Nikolenko ha dichiarato che l’Ucraina «ha richiesto una riunione urgente» del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sui «falsi referendum della Russia» nelle zone occupate degli oblast di Luhansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia. «La Russia deve essere ritenuta responsabile per i suoi ulteriori tentativi di modificare i confini internazionalmente riconosciuti dell’Ucraina in violazione della Carta delle Nazioni Unite», ha affermato Nikolenko.

Ore 05:47 - Zelensky ai russi: «Putin vi manda consapevolmente a morire»

Vladimir Putin manda consapevolmente «i suoi cittadini a morire». Lo ha denunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha lanciato un appello ai russi a scappare dalla «mobilitazione criminale». Parlando in russo nel suo consueto messaggio serale, il leader di Kiev ha affermato che «i comandanti russi non si preoccupano della vita» del loro popolo.

«È meglio non accettare una convocazione che morire in una terra straniera come criminale di guerra. È meglio scappare dalla mobilitazione criminale piuttosto che rispondere davanti al tribunale per aver partecipato a una guerra aggressiva», ha aggiunto.

Ore 06:25 - Kiev, nella notte 10 attacchi russi su Zaporizhzhia

Nuovi attacchi missilistici russi a Zaporizhzhia. Tre persone sono rimaste ferite e una sottostazione elettrica ha interrotto l’erogazione di energia dopo il lancio di missili secondo quanto riferito su Telegram da Oleksandr Starukh, capo dell’amministrazione militare regionale. «Attacchi missilistici nemici sono stati registrati in diversi distretti della città di Zaporizhzhia e in un villaggio vicino al centro regionale nel distretto di Zaporizhzhia. Le informazioni sulle vittime sono da chiarire. Al momento, sappiamo di tre feriti», ha detto. Starukh ha specificato che le infrastrutture sono state distrutte. In uno dei distretti è stata interrotta una sottostazione elettrica.

Ore 07:41 - L’ex consigliere di Putin: «Qui in Russia c’è malessere. Chi vuole morire per Kherson?»

(Marco Imarisio) «Cosa vuole che importi, se la mobilitazione sarà parziale o generale. Quando si improvvisa, non ci sono limiti né confini». A ogni frase, una dotta citazione. Dalla sua casa di Mosca, Gleb Pavlovskij esercita il ruolo di grillo parlante, forte di una immunità implicita che gli deriva dal suo passato di dissidente perseguitato dall’Urss, papà del web russo, consigliere personale di Putin dal 1996 al 2011. «È del tutto evidente che appena sarà chiaro che le nuove reclute sono insufficienti oppure vengono impiegate male, ci saranno altre chiamate. Ormai il tabù è stato infranto».

Ore 07:45 - Droni kamikaze russi colpiscono il centro di Odessa

Droni kamikaze russi hanno colpito Odessa: lo riferisce il Comune citato da Ukrinform. «Il nemico ha colpito tre volte un edificio amministrativo nel centro della città. Le operazioni di soccorso sono in corso, non sono state segnalate vittime», è stato spiegato. Uno dei droni è stato abbattuto dalle forze ucraine.

Ore 07:54 - Attacchi russi in tutto il Paese nelle ultime 24 ore

Nelle ultime 24 ore l’esercito russo ha lanciato 7 missili e 22 attacchi aerei sul territorio dell’Ucraina, come comunica lo Stato maggiore delle forze armata ucraine sulla sua pagina Facebook, riportato da Unian. Sarebbero 35 i feriti, secondo un primo bilancio.

Ore 10:38 - Papa: «Serve volontà per porre fine alla guerra»

Il Papa all'Angelus, recitato da Matera dove ha concluso il Congresso eucaristico della Cei, ha pregato per l'Ucraina: «Maria, Regina della Pace, conforti il popolo ucraino e ottenga ai capi delle Nazioni la forza di volontà per trovare subito iniziative efficaci che conducano alla fine della guerra».

Ore 08:43 - «Macellaio di Mariupol» nuovo capo logistica esercito russo

È il colonnello Mikhail Mizintsev, il «macellaio di Mariupol», il nuovo responsabile della logistica dell’esercito russo in Ucraina. Sostituisce il generale russo Dmitry Bulgakov, che aveva anche guidato l’operazione in Siria ma che è stato sollevato dall’incarico dopo che la logistica si è rivelata una dei punti deboli della campagna del Cremlino. Nel mirino delle sanzioni occidentali, Mizintsev è stato ribattezzato il «macellaio di Mariupol» per il brutale assedio alla città ucraina e alla popolazione civile.

Ore 09:58 - Russia, 800 manifestanti detenuti per le proteste

Sono 799 i manifestanti attualmente detenuti in Russia dopo gli arresti nel corso delle proteste contro la mobilitazione, secondo i dati aggiornati del progetto media indipendente sui diritti umani Ovd-Info. In totale sarebbero state arrestati circa 2mila dimostrati, per la maggior parte rilasciati. Secondo le testimonianze raccolte da Ovd-Info alcuni attivisti non hanno avuto la possibilità di telefonare e avevano dovuto consegnare il cellulare. I fermati sono stati tutti schedati con foto segnaletica e impronte digitali. Arrestato anche il vice sindaco Anatoly Arseev, che stava filmando una manifestazione.

Ore 12:20 - Ucciso ex deputato ucraino filorusso a Kherson occupata

L'ex deputato del Partito delle regioni filorusso Oleksiy Zhuravko è rimasto ucciso nella città meridionale di Kherson, occupata dai russi, mentre si trovava in un hotel colpito da missili. «Le informazioni disponibili indicano che un missile ha colpito un hotel nel centro di Kherson. Due persone sono morte, tra cui Oleksiy Zhuravko», ha dichiarato il portavoce, citato da Interfax. Zhuravko era un ex parlamentare ucraino, si era trasferito in Russia nel 2015, era tornato nella regione di Kherson nella primavera del 2022.

Ore 13:55 - Kiev: la coscrizione forzata dei tartari in Crimea è genocidio etnico

«La coscrizione di massa forzata dei tartari in Crimea è un vero genocidio etnico e un'enorme tragedia per l'intera nazione». Lo ha scritto su Twitter Mychajlo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «Costringere i cittadini a una guerra nelle regioni occupate non è altro che il tentativo di Mosca di ripulire il territorio da una popolazione sleale», ha aggiunto Podoljak.

Ore 14:28 - Media: dal 28 gli arruolabili non potranno lasciare la Russia

Il sito indipendente Meduza, citando una fonte del Cremlino, riferisce che probabilmente dal 28 settembre agli uomini in età di mobilitazione nella Federazione Russa sarà vietato lasciare il Paese. Secondo la fonte, per attraversare il confine dovranno ottenere un permesso dal Commissariato militare, una sorta di «visto di uscita».

Ore 14:38 - Media ucraini: «Fsb blocca cittadini russi al confine con Kazakhstan»

Il servizio di sicurezza di frontiera dell'Fsb russo ha iniziato a vietare ai cittadini della Federazione di lasciare il Paese. Lo scrive su Telegram Pavlo Chikov, presidente del gruppo per i diritti umani Agorà, citato da Unian. Il messaggio afferma che i cittadini che cercano di attraversare il confine tra Russia e Kazakhstan sono limitati in base alla decisione del commissariato militare.

Ore 18:23 - Il patriarca Kirill: «Via i peccati per chi muore in Ucraina»

Il patriarca Kirill, capo della Chiesa ortodossa russa, ha annunciato oggi nel suo sermone che ai soldati che muoiono in Ucraina saranno lavati tutti i peccati. «Siamo consapevoli che chi muore adempiendo al proprio dovere militare si sacrifica per gli altri - ha detto Kirill, secondo quanto si vede in un video pubblicato da Disclose tv su Twitter -. Questo sacrificio lava via tutti i peccati commessi». Nei giorni scorsi Kirill aveva esortato i fedeli ad arruolarsi con queste parole: «Vai coraggiosamente a compiere il tuo dovere militare. E ricorda che se muori per il tuo Paese, sarai con Dio nel suo regno».

Ore 22:05 - «Validi i referendum in Ucraina»

Con un annuncio del tutto scontato, i Comitati centrali elettorali delle repubbliche separatiste di Donetsk e di Luhansk hanno riconosciuto validi i referendum per l'annessione alla Russia. 

Secondo quanto riporta l'agenzia russa Tass, che cita Elena Kravchenko, capo della Commissione elettorale centrale della Regione di Luhansk, e l'omologo di Donetsk Alexander Kofman, in entrambe le auto-proclamate repubbliche avrebbe votato oltre il 50% degli aventi diritto, dato che rende valido il voto. 

I risultati non sono ancora noti — si continuerà a votare fino al 27 settembre — ma è assolutamente scontato che a vincere saranno i «sì» all'annessione: il voto avviene in zone occupate militarmente, e senza alcun controllo indipendente.

Ore 22:09 - La Nato risponderà «con armi convenzionali» se Putin userà l'atomica

I Paesi occidentali stanno sviluppando piani nel caso in cui la Russia utilizzi armi nucleari in Ucraina: e la risposta più probabile appare l'utilizzo di armi convenzionali, anziché nucleari. 

È quanto hanno rivelato al Financial Times cinque funzionari occidentali, che hanno parlato a condizione di anonimato a causa della delicatezza del dossier. 

Due fonti hanno riferito al quotidiano della City che è improbabile che un attacco nucleare contro l'Ucraina provochi una risposta speculare da parte dell'Occidente, ma hanno assicurato che sarebbe seguito da misure di rappresaglia utilizzando armi convenzionali per «punire la Russia». 

Tre delle cinque fonti hanno poi affermato che le autorità di alcuni Paesi della Nato hanno comunicato privatamente la loro posizione a Mosca, descrivendo la portata della reazione nel caso in cui la Russia utilizzi armi nucleari. 

Gli interlocutori del Financial Times hanno sottolineato che considerano la minaccia di ritorsioni il miglior deterrente contro tale scenario. «Abbiamo consegnato un messaggio simile in privato», ha spiegato una fonte statunitense, secondo la quale è stato descritto «nei dettagli» al Cremlino «l'impatto» che l'uso dell'arma atomica avrebbe «in termini di posizione della Russia come stato canaglia» e «la nostra risposta».

Ore 03:03 - Chi è il colonnello Alfa, l’uomo identificato che terrorizzò Kherson

(Francesco Battistini, inviato a Kiev) Ha una faccia banale, com’è spesso il male. Paffutella, ben rasata. E indossa sempre la «telnyashka» bianca e rossa: il rigatino degli Omon dell’antiterrorismo russo, quelli che rispondono al motto «noi non conosciamo la pietà e non la chiediamo». La sua ferocia, però, non aveva nulla di normale. L’hanno visto mentre buttava fuori di casa intere famiglie, con le sue mani, e ne confiscava le proprietà. L’hanno sentito quando sulla piazza di Kherson ordinava ai suoi di sparare sulla folla. E tutti sapevano ch’era meglio scappare, se comandava di lanciare granate e lacrimogeni, perché voleva dire che stava arrivando il peggio. Un giorno s’è fatto consegnare due militari ucraini, li ha tenuti per settimane nelle camere delle torture, per obbligarli a dare notizie sulle posizioni del nemico. Nessuno sapeva bene il suo nome: «Dicevano tutti che era il colonnello Alfa». Il colonnello Alfa ora ha un nome. Oleksandr Naumenko, 51 anni.

Ore 03:09 - Referendum nel Donbass, evacuati a Mosca 12 «osservatori» italiani

(Alessandra Muglia) «In Ucraina c’è la guerra perché Mosca si è sentita minacciata e accerchiata e ci sono i referendum per consentire a migliaia di persone di tornare a casa». Con queste convinzioni e chissà che altro, oltre un centinaio di stranieri si sono prestati ad andare nel Donbass per «certificare» la correttezza del referendum di annessione alla Russia. Nessun imbarazzo a fare da «osservatori», come li definisce la Tass, in un voto non riconosciuto dalla comunità internazionale, che l’ha bollato una «farsa», e quindi privo di «testimoni» Onu o di altre autorità riconosciute a livello globale. Solo l’orgoglio di partecipare a un «evento storico», come hanno dichiarato alcuni di loro davanti alle telecamere russe. Tra questi «controllori» stranieri, alcuni provenienti da Romania, Venezuela, Togo e Sudafrica, anche 13 italiani. C’è Gianfranco Vestuto, napoletano e leghista della prima ora, 62 anni, da dieci direttore del portale Russia News. Ma la sua «missione» nella regione di Donetsk si è conclusa prima del previsto: ieri mattina è stato imbarcato di fretta e furia alla volta di Mosca a bordo di un aereo militare insieme ad altri 11 connazionali e altri 18 «osservatori», ha riferito lui stesso al Corriere poco dopo le 23, appena arrivato nella capitale russa.

Ore 03:16 - IL PUNTO MILITARE - La battaglia nascosta di Kherson

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) La battaglia «nascosta» di Kherson cancella vite, mezzi, infrastrutture. Infatti tanti russi non vogliono morire per la città lontana e si oppongono alla mobilitazione. Altri combattono subendo perdite nei loro ranghi e infliggendone di pesanti agli ucraini che, non a caso, restano riservati su questa parte di offensiva.

Nel settore Nord Est-Est la resistenza avanza, consolida i successi nell’area di Lyman, respinge i contrattacchi degli invasori. Diverso il quadro a sud, dove incontra una dura opposizione: lo confermano le notizie scarne e i racconti degli inviati occidentali. Un reportage del New York Times riporta le voci dei militari di Kiev, sono loro stessi a descrivere senza reticenze l’alto numero di caduti, i tank distrutti e il consueto riferimento alla «mancanza di munizioni». Una carenza, quest’ultima, per certi aspetti sorprendente visto che lo Stato maggiore ha preparato la spallata e dunque avrebbe dovuto avere scorte. Allo stesso tempo attaccare è più dispendioso, ci si espone, si rischia.

Ore 03:55 - Blinken: contatti con il Cremlino per le minacce nucleari

Gli Stati Uniti hanno avuto contatti diretti con la Russia sulla minaccia ventilata da Mosca di usare armi nucleari in Ucraina: lo ha detto il segretario di Stato Anthony Blinken in un’intervista alla Cbs. A Blinken è stato chiesto esplicitamente se gli Stati Uniti abbiano avuto contatti con il Cremlino su queste minacce: «Sì», ha risposto Blinken. «È molto importante che Mosca ci ascolti e sappia da noi che le conseguenze sarebbero terribili. E lo abbiamo detto molto chiaramente».

Anais Ginori per “la Repubblica” il 25 settembre 2022.

Aprire le porte dell'Europa ai cittadini in fuga dalla Russia, a coloro che sono in pericolo perché «non si adeguano alla folle decisione di avviare la guerra in Ucraina». Il nuovo appello viene dal presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, prendendo atto di uno scenario che in pochi giorni è radicalmente cambiato. Se fino a poco fa, il dibattito europeo verteva sulla stretta da dare sui visti ai cittadini russi, la chiamata alla "mobilitazione parziale" di Vladimir Putin e le immagini di disertori in fuga dal paese pongono un dilemma politico e morale ben diverso.

Impossibile non vedere il rapido esodo provocato dalla decisione del Cremlino. In Finlandia il numero di russi che vogliono attraversare il confine è raddoppiato in una settimana. Il prefetto della Carelia del Sud, una delle aree del paese baltico che ha il maggior numero di chilometri confinanti con la Russia, parla di situazione «stabile e pacifica».

Helsinki è intenzionata a mettere in campo «restrizioni significative» per il rilascio dei visti e per ora non ha varato un divieto di ingresso nello spazio Schengen come invece hanno già deciso Estonia, Lettonia e Lituania dove i cittadini russi e bielorussi non sono accettati. Analoga limitazione è stata introdotta dalla Repubblica Ceca e dalla Polonia. «Abbiamo deciso di sospendere l'attuale rilascio di visti ai cittadini russi, abolendo i visti turistici» ha precisato il ministro degli Esteri polacco, Zbigniew Rau. Tanto da un punto di vista di sicurezza politica quanto da un punto di vista morale, prosegue Rau, è «altamente sconsigliabile» far entrare un forte numero di russi.

L'Europa avanza in ordine sparso. Se dalla Germania è arrivato un messaggio di accoglienza, a Parigi fanno notare che non ci possono essere gesti isolati e il coordinamento a 27 rimane indispensabile. «Non possiamo dare l'impressione di dividerci, rinnegando quello che abbiamo deciso sinora» spiega una fonte diplomatica francese. La preoccupazione di Emmanuel Macron è che possa rompersi il fronte comune delle sanzioni contro Mosca, che comprende anche le restrizioni ai visti. «È una misura più simbolica di altre sanzioni ma serve a pesare sull'opinione pubblica russa» dice la fonte. 

Ma molti leader europei si rendono anche conto che dare rifugio ai disertori russi che ora bussano alle porte sarebbe un altro modo di fare pressione sul Cremlino, anche in termini di immagine, come già dimostra l'appello di Volodymyr Zelensky che ha chiesto ai russi di sottrarsi alla chiamata alle armi di Putin.

Per cercare una linea comune, gli ambasciatori dei 27 si riuniscono martedì a Bruxelles. Si tratterà di decidere se confermare la linea adottata pochi giorni fa, il 12 settembre, quando l'Ue aveva approvato un nuovo regime con un «approccio molto più restrittivo sui visti per scopi non essenziali» come ha ricordato ieri un portavoce della Commissione. In linea teorica i russi possono entrare nell'Ue in pochi, rari casi.

«Gli Stati membri possono ancora rilasciare visti ai cittadini russi, anche se con un processo più lungo e macchinoso». La Commissione lavora a soluzioni comuni a livello Ue. «Questo è essenziale per preservare uno spazio Schengen forte e soprattutto la nostra unità» commenta un portavoce. Molti paesi, tra cui Francia e Germania, spingono per una maggiore flessibilità che possa integrare un «fatto nuovo», come ha sottolineato Michel a proposito degli effetti della mobilitazione generale sulla popolazione russa. Al contrario, i paesi baltici e dell'Est - con la solita eccezione dell'Ungheria - spingono per mantenere il più possibile chiuse le frontiere.

Anna Zafesova per “la Stampa” il 25 settembre 2022.

La domanda che circola, in varie forme, nelle chat di quelli che stanno fuggendo verso il confine è «devo togliere l'adesivo della Z dal parabrezza?». Le code ai valichi di frontiera lungo tutto il perimetro della Russia - Finlandia, Georgia, Kazakhstan, Mongolia - si stanno allungando per chilometri, i biglietti aerei sono andati esauriti: la grande fuga dalla mobilitazione alla guerra in Ucraina continua, ma stavolta a scappare a migliaia non sono dissidenti e oppositori. 

È la fuga dei sostenitori di Vladimir Putin, di quelli che fino a tre giorni prima appiccicavano la Z simbolo dell'invasione in Ucraina sull'auto, e chiedevano di «asfaltare Kyiv» nei social. Come con la riforma delle pensioni nel 2018, stavolta il padrone del Cremlino ha dato una martellata proprio al suo popolo.  

A Mosca circolano voci di un divieto di espatrio per uomini e donne con obbligo militare, ed è evidente che la guerra ora riguarda tutti: da tutte le regioni russe a cominciare dalla finora intoccabile Mosca arrivano notizie di uomini reclutati direttamente per strada, nei loro letti di notte, alla scrivania in ufficio, in quella che assomiglia sempre di più non a una chiamata alle armi, ma a un rastrellamento.

La brutalità con la quale il regime ha trasformato i suoi fedelissimi in carne da cannone ha avuto un effetto choc, e al Cremlino stanno aspettando con ansia l'esito dei primi sondaggi «per uso interno». Intanto la tirata di orecchie pubblica ai militari, per l'«eccesso di zelo» nella coscrizione, è il segnale che qualcuno si è reso conto dell'impatto devastante di decine di migliaia di uomini strappati alle famiglie.  

In alcune regioni, dopo le proteste e le denunce dei media locali, i padri con prole numerosa, i malati, gli studenti e gli anziani sono stati rilasciati dalle caserme, ma difficile che la tendenza generale possa invertirsi. Le gerarchie, poco preparate e molto corrotte, continueranno a reclutare chiunque gli capiti a tiro, anche perché l'unica regola della «verticale di potere» costruita da Putin è quella di avere più paura di una strigliata dall'alto che di qualunque altra conseguenza. 

Il capo vuole i numeri, e i numeri avrà, e se dietro ai numeri ci sono persone che non vogliono e non possono combattere, e che verranno gettati sotto i colpi ucraini senza alcuna preparazione, e con dei fucili arrugginiti, non è un problema del commissario militare della Buriazia o di Samara.

Mentre mani ignote continuano a lanciare molotov contro i commissariati militari (impossibile procedere alla mobilitazione con gli archivi inceneriti), Russia Unita e comunisti ieri hanno proposto alla Duma una legge su 300 mila rubli (poco più di 5 mila euro) da pagare ai neosoldati, che vedranno tutelato anche il loro posto di lavoro e sospeso gli eventuali mutui, cancellati in caso di morte. Soldi che andrebbero ad aggiungersi a quelle spese militari che, secondo indiscrezioni raccolte da Bloomberg nel governo russo, dovrebbero costituire dal 2023 il 40% del bilancio russo. In altre parole, i russi potrebbe presto trovarsi a scegliere tra la trincea e la miseria.

Una situazione che produce conversioni inattese, come quella del leader ceceno Ramzan Kadyrov, che ha proposto di interrompere la mobilitazione popolare per mandare al fronte la metà degli effettivi dei vari enti repressivi: tra poliziotti, Guardia nazionale, Fsb e altri servizi segreti, ma anche magistratura, guardia di finanze, polizia penitenziaria, messi dei tribunali e innumerevoli altri bracci armati del regime, si potrebbero radunare almeno 2,5 milioni di uomini già addestrati all'uso delle armi. 

Una proposta che tiene conto della rabbia che i russi cominciano a provare: ieri a Omsk le neoreclute hanno aggredito gli agenti della Guardia nazionale - la polizia politica che Putin ha creato e affidato alla sua ex guardia del corpo Valery Zolotov proprio per reprimere il dissenso - che cercavano di spingerli sui pullman dell'esercito: «Perché non venite a combattere insieme a noi?», gridavano. 

Putin si trova ora di fronte a un dilemma irrisolvibile: mandare al fronte i suoi pretoriani, riempiti di soldi e privilegi per renderli leali, o rischiare di polverizzare il poco consenso popolare che gli resta mandando padri di famiglia al fronte e manganellando ragazze alle manifestazioni. È probabile che gli toccherà fare entrambe le cose, per tentare di vincere una guerra che ritiene fatale perdere.  

Del resto, nei 23 anni precedenti una guerra di conquista gli aveva sempre fatto recuperare l'amore dei russi, ma stavolta anche l'annuncio dell'annessione di nuovi territori - a Mosca si parla di un discorso di Putin alle Camere il 30 settembre, a conclusione dei «referendum» nelle zone occupate dell'Ucraina - potrebbe non sortire l'effetto magico nei russi troppo impegnati a mettersi in salvo per sognare il ritorno dell'impero sovietico.

Chi è il colonnello Alfa, l’uomo identificato dagli ucraini che terrorizzò Kherson. Francesco Battistini su Il Corriere della Sera il 25 settembre 2022.

Ha una faccia banale, com’è spesso il male. Paffutella, ben rasata. E indossa sempre la «telnyashka» bianca e rossa: il rigatino degli Omon dell’antiterrorismo russo, quelli che rispondono al motto «noi non conosciamo la pietà e non la chiediamo». La sua ferocia, però, non aveva nulla di normale. L’hanno visto mentre, e ne confiscava le proprietà. L’hanno sentito quando sulla piazza di Kherson ordinava ai suoi di. E tutti sapevano ch’era meglio scappare, se comandava di lanciare granate e lacrimogeni, perché voleva dire che stava arrivando il peggio. Un giorno s’è fatto consegnare due militari ucraini, li ha tenuti per settimane nelle camere delle torture, per obbligarli a dare notizie sulle posizioni del nemico. Nessuno sapeva bene il suo nome:

Il colonnello Alfa ora ha un nome. Oleksandr Naumenko, 51 anni. Ci sono voluti mesi a capire chi fosse, ma ora i servizi segreti dell’Sbu hanno ottenuto un mandato d’arresto internazionale per violazione dell’articolo 438 del codice penale ucraino, che punisce chi infrange le leggi di guerra.primo alto ufficiale che Kiev ha identificato con certezza e vuole portare alla sbarra. C’è un Libro dei Carnefici, censiti quasi 30 mila crimini di guerra, che il governo ucraino aggiorna d’ora in ora coi mille racconti delle vittime scampate alla morte. È qui che si stanno raccogliendo i dossier sui dissepolti nelle fosse comuni d’Izyum, gli esami sui massacrati di Bucha, le prove sui macelli di Mariupol ordinati dal nuovo comandante in capo russo, il generale Mikhail Mizintsev. Il ricercato numero uno resta un altro generale, Alexander , che a Mariupol si ritiene sia stato il responsabile principale degli attacchi al teatro e all’ospedale. Dove possono, gli ucraini provvedono a chiudere i conti senza troppe formalità: a Kherson, un missile ha mirato diretto su un hotel che ospitava Oleksiy Zhuravko, il deputato filorusso della Rada più volte additato tra i collaborazionisti delle truppe d’invasione.

La caccia ai criminali di guerra sta diventando un’urgenza, mentre ogni giorno spuntano storie nere: in una delle 18 camere delle torture di Kharkiv, . L’Ucraina non aderisce al Tribunale dell’Aia, più o meno come la Russia o gli Usa, ma accetta le indagini Onu — vedi le violenze su bimbi di 4 anni, denunciate venerdì — e che la Corte penale internazionale abbia giurisdizione su quanto accaduto dal 2014 a oggi. Dopo aver celebrato processi piuttosto sommari ai soldatini semplici, a Kiev pensano sia l’ora d’alzare il livello e di «colpire più in alto», dice il ministro dell’Interno Denys Monastyrskiy, «fra chi ha dato l’ordine di torturare». Eli Rosenbaum, un americano, famoso cacciatore di criminali di guerra, dal Ruanda alla Cambogia, compreso un vecchio kapò nazista ritrovato 70 anni dopo nel Tennessee. «Non c’è nascondiglio che funzioni per questa gente», promette questo Wiesenthal 2.0. E l’Alfa è solo la prima lettera dell’elenco.

Orban vuole un referendum sulle sanzioni a Mosca «imposte dalla Ue». Francesco Battistini, Paolo Foschi e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 26 Settembre 2022.

Le notizie di lunedì 26 settembre. Blinken annuncia nuovi aiuti Usa a Kiev per 475 milioni. Intelligence britannica: «Le nuove reclute stanno arrivando al fronte». Putin a Erdogan: «Potremmo negoziare» 

• La guerra in Ucraina è arrivata al 215esimo giorno.

• Le repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk hanno definito «validi» i referendum in corso anche nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia per l’annessione alla Russia. I risultati non sono ancora noti. Gli Usa: «Il mondo non riconoscerà mai l’esito dei referendum».

• Cos’è la mobilitazione parziale ordinata da Putin in Russia e perché è una dichiarazione di guerra.

• Mosca licenzia un altro generale: al suo posto il «macellaio di Mariupol».

Ore 04:17 - Le repubbliche separatiste: «Validi i referendum»

Con un annuncio del tutto scontato, i Comitati centrali elettorali delle repubbliche separatiste di Donetsk e di Luhansk hanno riconosciuto validi i referendum per l'annessione alla Russia. 

Secondo quanto riporta l'agenzia russa Tass, che cita Elena Kravchenko, capo della Commissione elettorale centrale della Regione di Luhansk, e l'omologo di Donetsk Alexander Kofman, in entrambe le auto-proclamate repubbliche avrebbe votato oltre il 50% degli aventi diritto, dato che rende valido il voto. 

I risultati non sono ancora noti — si continuerà a votare fino al 27 settembre — ma è assolutamente scontato che a vincere saranno i «sì» all'annessione: il voto avviene in zone occupate militarmente, e senza alcun controllo indipendente.

Ore 04:20 - La Nato risponderà «con armi convenzionali» se Putin userà l'atomica

I Paesi occidentali stanno sviluppando piani nel caso in cui la Russia utilizzi armi nucleari in Ucraina: e la risposta più probabile appare l'utilizzo di armi convenzionali, anziché nucleari. 

È quanto hanno rivelato al Financial Times cinque funzionari occidentali, che hanno parlato a condizione di anonimato a causa della delicatezza del dossier. 

Due fonti hanno riferito al quotidiano della City che è improbabile che un attacco nucleare contro l'Ucraina provochi una risposta speculare da parte dell'Occidente, ma hanno assicurato che sarebbe seguito da misure di rappresaglia utilizzando armi convenzionali per «punire la Russia». 

Tre delle cinque fonti hanno poi affermato che le autorità di alcuni Paesi della Nato hanno comunicato privatamente la loro posizione a Mosca, descrivendo la portata della reazione nel caso in cui la Russia utilizzi armi nucleari. 

Gli interlocutori del Financial Times hanno sottolineato che considerano la minaccia di ritorsioni il miglior deterrente contro tale scenario. «Abbiamo consegnato un messaggio simile in privato», ha spiegato una fonte statunitense, secondo la quale è stato descritto «nei dettagli» al Cremlino «l'impatto» che l'uso dell'arma atomica avrebbe «in termini di posizione della Russia come stato canaglia» e «la nostra risposta».

Ore 04:21 - Chi è il colonnello Alfa, l’uomo identificato che terrorizzò Kherson

(Francesco Battistini, inviato a Kiev) Ha una faccia banale, com’è spesso il male. Paffutella, ben rasata. E indossa sempre la «telnyashka» bianca e rossa: il rigatino degli Omon dell’antiterrorismo russo, quelli che rispondono al motto «noi non conosciamo la pietà e non la chiediamo». La sua ferocia, però, non aveva nulla di normale. L’hanno visto mentre buttava fuori di casa intere famiglie, con le sue mani, e ne confiscava le proprietà. L’hanno sentito quando sulla piazza di Kherson ordinava ai suoi di sparare sulla folla. E tutti sapevano ch’era meglio scappare, se comandava di lanciare granate e lacrimogeni, perché voleva dire che stava arrivando il peggio. Un giorno s’è fatto consegnare due militari ucraini, li ha tenuti per settimane nelle camere delle torture, per obbligarli a dare notizie sulle posizioni del nemico. Nessuno sapeva bene il suo nome: «Dicevano tutti che era il colonnello Alfa». Il colonnello Alfa ora ha un nome. Oleksandr Naumenko, 51 anni.

 Ore 04:23 - Referendum nel Donbass, evacuati a Mosca 12 «osservatori» italiani

(Alessandra Muglia) «In Ucraina c’è la guerra perché Mosca si è sentita minacciata e accerchiata e ci sono i referendum per consentire a migliaia di persone di tornare a casa». Con queste convinzioni e chissà che altro, oltre un centinaio di stranieri si sono prestati ad andare nel Donbass per «certificare» la correttezza del referendum di annessione alla Russia. Nessun imbarazzo a fare da «osservatori», come li definisce la Tass, in un voto non riconosciuto dalla comunità internazionale, che l’ha bollato una «farsa», e quindi privo di «testimoni» Onu o di altre autorità riconosciute a livello globale. Solo l’orgoglio di partecipare a un «evento storico», come hanno dichiarato alcuni di loro davanti alle telecamere russe. Tra questi «controllori» stranieri, alcuni provenienti da Romania, Venezuela, Togo e Sudafrica, anche 13 italiani. C’è Gianfranco Vestuto, napoletano e leghista della prima ora, 62 anni, da dieci direttore del portale Russia News. Ma la sua «missione» nella regione di Donetsk si è conclusa prima del previsto: ieri mattina è stato imbarcato di fretta e furia alla volta di Mosca a bordo di un aereo militare insieme ad altri 11 connazionali e altri 18 «osservatori», ha riferito lui stesso al Corriere poco dopo le 23, appena arrivato nella capitale russa.

Ore 04:24 - IL PUNTO MILITARE - La battaglia nascosta di Kherson

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) La battaglia «nascosta» di Kherson cancella vite, mezzi, infrastrutture. Infatti tanti russi non vogliono morire per la città lontana e si oppongono alla mobilitazione. Altri combattono subendo perdite nei loro ranghi e infliggendone di pesanti agli ucraini che, non a caso, restano riservati su questa parte di offensiva.

Nel settore Nord Est-Est la resistenza avanza, consolida i successi nell’area di Lyman, respinge i contrattacchi degli invasori. Diverso il quadro a sud, dove incontra una dura opposizione: lo confermano le notizie scarne e i racconti degli inviati occidentali. Un reportage del New York Times riporta le voci dei militari di Kiev, sono loro stessi a descrivere senza reticenze l’alto numero di caduti, i tank distrutti e il consueto riferimento alla «mancanza di munizioni». Una carenza, quest’ultima, per certi aspetti sorprendente visto che lo Stato maggiore ha preparato la spallata e dunque avrebbe dovuto avere scorte. Allo stesso tempo attaccare è più dispendioso, ci si espone, si rischia.

Ore 04:24 - Blinken: contatti con il Cremlino per le minacce nucleari

Gli Stati Uniti hanno avuto contatti diretti con la Russia sulle minaccia ventilata da Mosca di usare armi nucleari in Ucraina: lo ha detto il segretario di Stato Anthony Blinken in un’intervista alla Cbs. A Blinken è stato chiesto esplicitamente se gli Stati Uniti abbiano avuto contatti con il Cremlino su queste minacce: «Sì», ha risposto Blinken. «È molto importante che Mosca ci ascolti e sappia da noi che le conseguenze sarebbero terribili. E lo abbiamo detto molto chiaramente».

Ore 07:01 - «Dalla Nato risposte convenzionali se la Russia userà l’atomica»

I Paesi occidentali stanno sviluppando piani nel caso in cui la Russia utilizzi armi nucleari in Ucraina e la risposta più probabile appare l’utilizzo di armi convenzionali, anziché nucleari. È quanto hanno rivelato al Financial Times cinque funzionari occidentali, che hanno parlato a condizione di anonimato a causa della delicatezza del dossier. Due fonti hanno riferito al quotidiano della City che è improbabile che un attacco nucleare contro l’Ucraina provochi una risposta speculare da parte dell’Occidente ma hanno assicurato che sarebbe seguito da misure di rappresaglia utilizzando armi convenzionali per «punire la Russia». Tre delle cinque fonti hanno poi affermato che le autorità di alcuni Paesi della Nato hanno comunicato privatamente la loro posizione a Mosca, descrivendo la portata della reazione nel caso in cui la Russia utilizzi armi nucleari. Gli interlocutori del Financial Times hanno sottolineato che considerano la minaccia di ritorsioni il miglior deterrente contro tale scenario. «Abbiamo consegnato un messaggio simile in privato», ha spiegato una fonte statunitense, secondo la quale è stato descritto «nei dettagli» al Cremlino «l’impatto» che l’uso dell’arma atomica avrebbe «in termini di posizione della Russia come stato canaglia» e «la nostra risposta».

Ore 08:01 - Sparatoria nell'ufficio di leva a Irkutsk, un morto

Circola sui social il video di una sparatoria aperta in un centro di reclutamento militare a Irkusk, in Siberia. Un uomo apre il fuoco e uccide il comandante militare.

Ore 08:35 - L'intelligence britannica: «Le nuove reclute russe stanno arrivando al fronte»

«Molte delle risorse militari arruolate» attraverso la «mobilitazione parziale» in Russia «non avranno avuto alcuna esperienza militare da diversi anni. La mancanza di addestratori e la fretta con cui la Russia ha avviato la mobilitazione suggeriscono che molti dei soldati arruolati si schiereranno in prima linea con una preparazione minima» ed è «probabile che subiscano un alto tasso di abbandono», scrive la Difesa britannica nell'ultimo aggiornamento di intelligence sull'Ucraina. Secondo l'ultimo aggiornamento i primi gruppi di uomini richiamati in servizio attivo nell'ambito della mobilitazione parziale della Russia hanno iniziato ad arrivare nelle basi militari.

Ore 09:52 - Putin a Lukashenko: «L'Occidente ci deve rispettare»

«L'Occidente deve rispettare la Russia». Lo ha dichiarato il leader del Cremlino, Vladimir Putin, incontrando l'omologo bielorusso Aleksandr Lukashenko, in visita a Mosca.

Ore 10:52 - Dichiarazioni pro-Putin: i Pink Floyd cancellano due concerti in Polonia

Due concerti dei Pink Floyd che erano programmati per aprile, alla Tauron Arena di Cracovia, non si terranno più: li ha cancellati direttamente Roger Waters, stanco delle polemiche sollevate, in Polonia, dalle sue dichiarazioni possibiliste nei confronti della politica del Cremlino. Il fondatore dei Pink Floyd aveva scritto a inizio settembre una lettera aperta alla First Lady ucraina Olena Zelenska, in cui incolpa i "nazionalisti estremi" dell'Ucraina per aver "messo il vostro paese sulla strada di questa guerra disastrosa". Waters ha anche criticato l'Occidente per aver fornito armi all'Ucraina, incolpando in particolare Washington, e la Nato, accusandola di provocare la Russia. In questi giorni, il consiglio comunale di Cracovia avrebbe dovuto votare la nomina di Waters a "persona non grata"; la defezione di lui li ha preceduti. E ieri uno tra loro, Lukasz Wantuch, ha twittato "Beh, canterà a Mosca".

Ore 11:09 - Putin a Erdogan: «Potremmo negoziare con Kiev»

Il presidente russo Vladimir Putin ha ammesso durante i colloqui con l’omologo turco Recep Erdogan a Samarcanda che la Russia potrebbe tornare a negoziare con l’Ucraina. Lo ha riferito il ministro degli Esteri di Ankara Mevlut Cavusoglu, citato dall’agenzia di stampa statale russa Tass.

Ore 11:27 - Zelensky: altre due fosse comuni scoperte a Izyum

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che altre due fosse comuni sono state scoperte a Izyum, nel nord-est dell'Ucraina, dopo la liberazione dall'occupazione russa all'inizio di questo mese. «Ho ricevuto più informazioni», ha detto Zelensky alla CBS in un'intervista andata in onda ieri, rilanciata questa mattina dalla Cnn. «Hanno trovato altre due fosse comuni, grandi fosse con centinaia di persone». «Stiamo parlando di una piccola città, Izyum. Ci sono altre due fosse comuni in una piccola città. Questo è quello che sta succedendo», ha aggiunto Zelensky. Venerdì, le autorità ucraine hanno completato l'esumazione di oltre 400 corpi da un sito di sepoltura di massa scoperto nella stessa città. La maggior parte dei corpi mostrava segni di morte violenta e 30 cadaveri avevano segni di tortura, secondo un funzionario locale.

Ore 11:51 - Kiev, con annuncio mobilitazione chiusa regione russa Rostov

In contemporanea con l’annuncio della mobilitazione, la regione di Rostov, nella Federazione Russa, è chiusa sia all’ingresso che all’uscita: lo riferisce lo Stato maggiore delle forze armate ucraine, citato da Ukrainska Pravda. Le persone che non si trovano nel luogo di registrazione dopo l’avviso di leva, tramite parenti vengono informate dell’obbligo di presentarsi entro tre giorni. Al personale che arriva ai punti di raccolta nella regione di Belgorod viene annunciato un elenco di ciò che deve acquistare a proprie spese, in particolare si tratta di vestiti pesanti. Il 24 settembre — secondo Kiev — è iniziato l’addestramento dei mobilitati alla base del battaglione della flotta del Mar Nero a Sebastopoli. A Svatovo, nella regione di Lugansk, le convocazioni di mobilitazione vengono consegnate a persone di età superiore ai 18 anni. I singoli cittadini vengono immediatamente inviati alle unità militari. «Negli insediamenti della regione di Zaporizhzhia, i russi vanno porta a porta, costringendo i locali a partecipare al cosiddetto “referendum”: questo consente di identificare gli uomini. Il nemico sta facendo lo stesso negli insediamenti della regione di Luhansk», ha affermato lo Stato maggiore.

Ore 12:25 - Borsa Mosca: crolla del 10%, ai minimi da inizio guerra

La Borsa di Mosca crolla penalizzata dalla prospettiva di un aumento del rischio di ulteriori sanzioni occidentali dopo l’escalation del conflitto in Ucraina. L’indice Moex lascia sul terreno oltre il 10%, scivolando al livello più basso dall’avvio dell’offensiva contro Kiev.

Ore 12:29 - Il Cremlino ammette «errori» negli sforzi di mobilitazione. Per ora nessuna chiusura dei confini

Il Cremlino, tramite il portavoce Dmitrij Peskov, ammette «errori» negli sforzi di mobilitazione in Russia e spiega di non aver «preso alcuna decisione» al momento sulla chiusura dei confini. Ieri, si erano diffuse informazioni sui media indipendenti russi che questa settimana la Russia avrebbe chiuso i confini agli uomini arruolabili per arginare la fuga innescata dalla mobilitazione.

Ore 12:44 - Mosca sull’Italia: «Speriamo in partiti più costruttivi»

«Siamo pronti a dare il benvenuto a qualsiasi forza politica in grado di mostrarsi maggiormente costruttiva nei rapporti con la Russia»: lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov in riferimento al risultato delle elezioni in Italia, secondo quanto riferisce la Tass.

Ore 13:13 - Ong: 2.353 arresti per le proteste contro la mobilitazione

Secondo il progetto mediatico indipendente sui diritti umani dedicato alla persecuzione politica in Russia, Ovd-Info, sono 2.353 i manifestanti arrestati durante le proteste contro la mobilitazione parziale dal 21 al 25 settembre. Il numero comprende sia le persone ancora detenute che quelle già rilasciate dalla polizia russa.

Ore 13:42 - Cremlino: l’adesione dei territori annessi sarà comunicata a tempo debito

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che la data dell’adesione ufficiale delle nuove regioni alla Russia sarà annunciata a tempo debito: «Questo sarà preceduto da una certa procedura legata ai nostri legislatori», ha detto. Aggiungendo che i media riferiranno anche se ci si deve aspettare un discorso del leader russo a seguito dei risultati dei referendum.

Ore 14:21 - Orban, popoli Ue contro sanzioni a Russia cambiano governi

Nuovo affondo del premier ungherese, Viktor Orban, contro le sanzioni dell'Ue alla Russia «imposte dalle e'lite di Bruxelles». «La Russia ha guadagnato 158 miliardi di entrate, metà delle quali, 85 miliardi, è stata pagata dai paesi dell'Ue» ha attaccato il premier, sottolineando come l'arma delle sanzioni si sia ritorta contro gli europei. «Non c'è da stupirsi che in alcuni Stati membri il popolo arrabbiato stia cambiando i governi che sostenevano le sanzioni» ha detto Orban, salutando con un «Avanti ragazzi!» il risultato delle elezioni in Italia.

Ore 14:50 - Blinken annuncia altri 475 milioni di aiuti

Gli Stati Uniti forniranno altri 475,5 milioni di dollari a Kiev. Lo ha annunciato il segretario di stato Antony Blinken, precisando che la somma è destinata all’assistenza per la sicurezza dei civili e a rafforzare la capacità delle forze dell’ordine e della giustizia penale dell’Ucraina.«Condividiamo il loro impegno ad una Ucraina democratica, indipendente e sovrana», ha twittato.

Ore 16:01 - Lagarde: «Non posso abbassare i prezzi del gas, serve una riforma»

«Non posso fermare le azioni orribili e ingiustificate di Putin, vorrei poterlo fare, ma non posso. Non posso abbassare il prezzo del gas, vorrei poterlo fare, ma non posso. Forse una buona riforma della fissazione del prezzo dell'elettricità aiuterebbe di più». Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, in audizione alla commissione Economica del Parlamento europeo.

Ore 16:09 - Fsb: 261.000 uomini fuggiti dopo mobilitazione

Il Servizio di sicurezza federale (Fsb) della Federazione Russa ha riferito che 261.000 uomini hanno lasciato il Paese dopo l'annuncio della mobilitazione. Lo ha riportato oggi Novaya Gazeta Europe, citando una fonte vicina all'amministrazione presidenziale. «Secondo la nostra fonte, l'ultimo rapporto dell'Fsb del 25 settembre indica che 261.000 uomini hanno lasciato la Russia tra mercoledì e sabato sera», ha scritto il quotidiano sul suo sito.

Ore 16:10 - Orban: in Ungheria un referendum sulle sanzioni a Mosca

Il Premier ungherese Viktor Orban anticipa, all'agenzia russa Tass, la convocazione in Ungheria di un referendum sulle sanzioni Ue contro la Russia. «Le sanzioni sono state introdotte in maniera non democratica, perché sono state decise dai burocrati di Bruxelles ma a pagarne il prezzo sono gli europei. Abbiamo bisogno di conoscere l'opinione della gente. Per la prima volta in Europa, in Ungheria chiederemo l'opinione della gente sulle sanzioni. Organizzeremo una consultazione nazionale in cui gli ungheresi saranno in grado di esprimere la loro opinione, di dire se le sostengono e se sono favorevoli all'introduzione di altre misure», ha affermato Orban, precisando di essere favorevole a «colloqui di pace immediati e a un cessate il fuoco» fra Russia e Ucraina.

Ore 16:55 - Regno Unito sanziona i russi organizzatori dei referendum

Il governo britannico ha sanzionato alcuni alti funzionari russi coinvolti nell'organizzazione dei «referendum farsa» nelle regioni ucraine sotto controllo di Mosca e altri oligarchi vicini al Cremlino. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, James Cleverly, secondo cui i referendum violano la legge internazionale, «non possono essere né liberi né equi», e Londra non ne riconoscerà il risultato.

Ore 17:35 - In custodia console giapponese in Russia, sospetto spionaggio

I servizi segreti russi hanno fermato e messo sotto custodia il console giapponese a Vladivostok, sospettato di spionaggio. Lo ha fatto sapere Mosca, precisando che il diplomatico è stato dichiarato persona non grata e proteste sono state ufficialmente presentate a Tokyo.

Ore 18:13 - Putin concede la cittadinanza russa a Snowden

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto che riconosce la cittadinanza russa all'ex informatico statunitense della Cia Edward Snowden. Snowden, 39 anni, ha lasciato gli Stati Uniti e aveva trovato asilo in Russia dopo aver permesso una fuga di documenti segreti nel 2013. I documenti in questione riguardavano varie operazioni di sorveglianza nazionale e internazionale realizzate dall'Agenzia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Da allora le autorità statunitensi vogliono che Snowden torni negli Stati Uniti per essere processato con l'accusa di spionaggio.

Ore 18:28 - Kiev, resti di un corpo di donna tra le macerie dopo raid nel Donetsk

I resti di un corpo di donna sono stati rinvenuti sotto le macerie di una casa distrutta da un raid russo a Krasnohorivka nella regione di Donetsk, lo scorso 22 settembre. Lo ha annunciato il dipartimento principale del servizio di emergenza statale ucraino nella regione di Donetsk su Facebook, riporta Ukrinform. «Oggi, a Krasnohorivka, i soccorritori hanno sgombrato le macerie di una casa unifamiliare distrutta dai bombardamenti del 22 settembre. I soccorritori hanno recuperato i frammenti di un corpo femminile», afferma il rapporto.

Ore 18:37 - «L'assalitore della scuola di Izhevsk soffriva di schizofrenia»

L'uomo sospettato della strage nella scuola di Izhevsk «era già iscritto in un registro psichiatrico» e «soffriva di schizofrenia»: lo ha detto il ministro dell'Istruzione russo Sergei Kravtsov aggiungendo che l'uomo era sotto cure psichiatriche. Lo riporta Ria Novosti.

Ore 19:14 - Stati membri all'Ue: «Valuti se servono nuove linee su visti»

«Gli ambasciatori hanno invitato la Commissione a monitorare, valutare e, se necessario, aggiornare le linee guida sui visti pubblicate il 9 settembre, tenendo conto delle preoccupazioni degli Stati membri in materia di sicurezza. Gli Stati membri continueranno a riunirsi nell'ambito del meccanismo IPCR per lavorare sulla preparazione all'inverno, sia per sostenere l'Ucraina che per garantire i livelli di preparazione dell'Ue»: si legge in una nota della Presidenza ceca dell'Ue dopo la riunione di questa mattina nell'ambito del meccanismo di risposta politica integrata alle crisi (Ipcr). «I rappresentanti degli Stati membri hanno partecipato a un'utile e sostanziale discussione con esperti di diverse istituzioni e agenzie dell'UE, tra cui la Commissione europea, Frontex e il Seae. Gli ambasciatori hanno accolto con favore il briefing fornito dagli esperti e hanno espresso le loro preoccupazioni riguardo agli attuali sviluppi e all'escalation dell'aggressione russa contro l'Ucraina. Hanno ribadito la loro comune determinazione a fornire il massimo sostegno possibile all'Ucraina per tutto il tempo necessario», spiega la presidenza ceca, che aggiunge: «la Commissione è stata invitata a continuare a lavorare su proposte pertinenti, tra cui l'assistenza macrofinanziaria e il sostegno militare continuo attraverso il Fondo europeo per la pace».

Ore 19:43 - Media: «261mila uomini arruolabili fuggiti dalla Russia»

Secondo l'Fsb, i servizi di sicurezza russi, 261 mila uomini in età di chiamata alle armi avrebbero lasciato la Russia tra mercoledì e sabato scorso, dopo l'annuncio sulla mobilitazione parziale. Lo riporta un tweet di Meduza, citando la Novaya Gazeta Europe. Un esodo che - scrive il media russo - sarebbe alla base della discussione all'interno dell'amministrazione presidenziale sulla chiusura dei confini agli uomini in età arruolabile.

Ore 19:45 - La Russia quest'anno non designerà film per gli Oscar

Quest'anno la Russia non farà alcuna nomination di film per gli Oscar. Lo ha annunciato, secondo la Tass, la Russian Movie Academy. «Il presidio della Russian Film Academy ha deciso di non indicare nessun film russo per la designazione agli Academy Awards 2022 per film internazionale», ha affermato all'agenzia russa.

Ore 19:47 - Stoltenberg: «Ora di nuova dichiarazione congiunta con l'Ue»

«È stato un piacere incontrare la presidente von der Leyen di nuovo. Abbiamo discusso dell'aggressione della Russia all'Ucraina e del rafforzamento del sostegno all'Ucraina. La cooperazione tra la Nato e l'Ue contribuisce alla sicurezza e alla stabilità, pertanto riteniamo che sia giunto il momento di concordare una nuova dichiarazione congiunta per portare avanti il nostro partenariato». Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg dopo l'incontro con il capo dell'esecutivo Ue. «La cooperazione Ue-Nato contribuisce alla sicurezza e alla stabilità, pertanto riteniamo che sia giunto il momento di concordare una nuova dichiarazione congiunta per portare avanti il nostro partenariato», gli ha fatto eco von der Leyen.

Ore 19:53 - Usa: «Referendum farsa, pronti a imporre nuovi costi a Russia»

«Siamo pronti a imporre nuovi costi» alla Russia per i referendum «farsa». Lo afferma la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre rispondendo a chi le chiedeva se gli Stati Uniti fossero pronti a ulteriori sanzioni contro Mosca. Gli Stati Uniti «non riconosceranno mai» i territori annessi in Ucraina, mette in evidenza Jean-Pierre.

Ore 19:55 - 12 mld di aiuti Usa nella legge per evitare shutdown

Ci sono anche oltre 12 miliardi di dollari di aiuti all'Ucraina nella legge per evitare temporaneamente lo shutdown alla fine di questa settimana. Lo riferiscono fonti dell'amministrazione Biden.

Ore 20:19 - Usa: Italia partner Nato-G7, lavoreremo insieme sull’Ucraina

«L’Italia è un alleato della Nato, un partner del G7 e dell’Ue, e lavoreremo con il Paese sulle questioni comuni come la guerra in Ucraina». Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, in un briefing con la stampa commentando i risultati delle elezioni in Italia.

Ore 20:26 - Rutte a Zelensky, più armi, più sanzioni e Russia più isolata

«Stiamo rafforzando il sostegno all’Ucraina. Più armi, più sanzioni, più isolamento dalla Russia. L’ho appena detto nel corso di una conversazione con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky». Lo ha reso noto il premier olandese Mark Rutte su Twitter, precisando che «a causa della mobilitazione parziale russa e dei referendum farsa, proteggere l’Europa è fondamentale per la nostra sicurezza».

Ore 22:08 - Kiev, attacco missilistico su aeroporto Kryvyi Rih

Le forze armate russe hanno lanciato un attacco missilistico sull'aeroporto di Kryvyi Rih. Lo ha reso noto Valentin Reznichenko, capo dell'amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk, nel suo canale Telegram. Lo riporta Unian. «Un attacco nemico a Kryvyi Rih. I russi hanno lanciato un missile X-59 contro l'aeroporto. L'infrastruttura è stata distrutta. Un ulteriore uso dell'aeroporto è impossibile», ha spiegato.

Ore 22:56 - Zelensky, situazione grave in Donbass: è obiettivo di Mosca

«La situazione è particolarmente grave nella regione di Donetsk. Stiamo facendo di tutto per frenare l'attività nemica. È qui che si trova il nostro obiettivo numero uno in questo momento, poiché il Donbass è ancora l'obiettivo numero uno per gli occupanti». Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo discorso serale su Telegram.

Ore 02:18 - Onu, Guterres alla Russia: «Il ricatto nucleare deve finire»

«L'era del ricatto nucleare deve finire». Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, lancia un nuovo appello per l'abolizione globale delle armi nucleari, mentre crescono le preoccupazioni in merito alla minaccia della Russia di usarle durante la guerra in Ucraina. «Decenni dopo la caduta del muro di Berlino, possiamo sentire ancora una volta il tintinnìo delle sciabole nucleari», ha detto Guterres durante una sessione speciale dell'Assemblea generale dell'Onu sul disarmo nucleare. «Voglio essere chiaro: l'era del ricatto nucleare deve finire», ha aggiunto. «L'idea che qualsiasi Paese possa combattere e vincere una guerra nucleare è squilibrata. Qualsiasi uso di un'arma nucleare inciterebbe un armageddon umanitario», ha evidenziato. «Senza l'eliminazione delle armi nucleari, non ci può essere pace».

Ore 04:13 - Kiev, corridoi terrestri importanti per grano importanti anche per motivi di sicurezza

«Data l’imprevedibilità della Federazione Russa e il suo comportamento nel Mar Nero, i “corridoi di solidarietà” creati sulle rotte terrestri tra l’Ucraina e l’Ue rimangono estremamente importanti non solo per interessi commerciali, ma anche per motivi di sicurezza». Lo ha detto — come riporta Ukrinform — il ministro delle Politiche agrarie e dell’alimentazione ucraino, Mykola Solskyi, in una conferenza stampa a Bruxelles. «Anche dopo la fine della guerra, dopo la nostra vittoria, la Russia rimarrà ancora il nostro vicino — ha aggiunto — e, in base a ciò che vediamo, un vicino imprevedibile. In tali condizioni, avere percorsi alternativi attraverso Paesi democratici amici è una questione di sicurezza, non solo di affari».

Ore 04:31 - Bombardata Mykolaiv, colpiti edifici civili

La città di Mykolaiv è stata «pesantemente» bombardata durante la notte. Lo ha riferito su Telegram il sindaco Oleksandr Senkevych, precisando che gli attacchi sono stati due e hanno interessato diverse zone della città. «Sono stati danneggiati — scrive — edifici civili, in particolare strutture residenziali e negozi, oltre alla rete di approvvigionamento idrico».

Ore 05:13 - Missili su Zaporizhzhia, danni alle infrastrutture

Il nemico ha attaccato Zaporizhzhia. I razzi erano mirati alle infrastrutture, che sono state colpite. Informazioni su eventuali vittime e sui danni sono in corso di chiarimento». Lo scrive su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale di Zaporizhzhia, Oleksandr Starukh. L’allarme per attacco aereo è scattato verso le 5 ora locale (le 4 in Italia) e subito dopo — come riportato sui social — in città si sono sentite numerose esplosioni.

(ANSA-AFP il 26 settembre 2022) - Un uomo russo ha sparato al comandante militare locale ferendolo gravemente in un centro di reclutamento in una città siberiana dopo avergli detto che si sarebbe rifiutato di combattere nella guerra in Ucraina. "Il commissario militare Alexander Yeliseyev è in terapia intensiva, in condizioni molto gravi. L'uomo che ha sparato è stato arrestato. Sarà punito obbligatoriamente", ha dichiarato il governatore della regione di Irkutsk, Igor Kobzev, aggiungendo che la sparatoria è avvenuta nel centro di reclutamento militare della città di Ust-Ilimsk.

(ANSA il 26 settembre 2022) - Sparatoria in una scuola della città russa di Izhevsk, capitale della Repubblica dell'Udmurtia: sei persone, tra le quali anche bambini, sono state uccise e 20 feriti. Lo riportano i media russi. L'aggressore, scrive la Tass, si sarebbe suicidato secondo quanto riferisce il governatore locale.

(ANSA il 26 settembre 2022) - Proteste e scontri con la polizia nella regione russa del Daghestan dove i manifestanti sono scesi in piazza contro la mobilitazione paziale annunciata mercoledì da Vladimir Putin. Lo riferisce la Bbc. Decine di video pubblicati sui social mostrano manifestanti che affrontano la polizia e altri funzionari della sicurezza nella capitale regionale Makhachkala. L'osservatore russo indipendente dei diritti umani Ovd-Info ha riferito che gli agenti hanno fatto ricorso all'uso di pistole stordenti e manganelli sulla folla. Oltre 100 persone sono state arrestate.

«I russi non sono motivati a combattere in Ucraina: reclutano anche i detenuti e i senza tetto». Kseniya Kirillova giornalista investigativa ed analista della Jamestown Foundation di Washington è meno pessimista rispetto ad altri esperti, dopo il discorso del capo del Cremlino di due giorni fa. Gennaro Grimolizzi il 23 Settembre 2022 su Il Dubbio.

«Non credo che Putin arriverà ad usare armi nucleari». Kseniya Kirillova giornalista investigativa ed analista della Jamestown Foundation di Washington è meno pessimista rispetto ad altri esperti, dopo il discorso del capo del Cremlino di due giorni fa. La minaccia nucleare potrebbe essere considerata ancora come tale. Kirillova ha lasciato la Russia da alcuni anni e adesso vive negli Stati Uniti.

Le truppe russe stanno subendo la controffensiva ucraina. I risultati positivi sul campo si stanno avendo anche grazie agli aiuti militari dell’Occidente?

Certo. Si aggiunga, inoltre, che i russi non sono motivati a combattere. Anche gli analisti militari fedeli al Cremlino hanno fatto notare che la Russia non ha la forza per un’offensiva di massa. Al momento, Mosca sta reclutando attivamente non solo i detenuti, ma anche i senzatetto. In alcune regioni si stanno formando distaccamenti di mercenari. Secondo gli analisti occidentali, queste modalità non saranno in grado di soddisfare le esigenze dell’esercito in combattimento. Tuttavia, anche gli esperti filo-Cremlino avvertono che l’annuncio di una mobilitazione generale porterà a un forte aumento del sentimento contro la guerra nella società e gli economisti russi affermano senza mezzi termini che ‘ nessuno è pronto per la mobilitazione’.

I problemi, dunque, aumentano pure in Russia?

Il cosiddetto “posizionamento dell’economia del Paese in guerra”, voluto dai falchi, è messo in discussione, vista la corruzione impossibile da estirpare, nel settore della difesa. All’inizio di settembre, il Comitato Investigativo ha arrestato Nail Gubaev, ex direttore degli investimenti di una importante società e componente del consiglio di amministrazione di JSC ELVIS- NeoTech, sospettato di aver commesso una frode su ampia scala. Gubaev è accusato di appropriazione indebita sia di denaro pubblico che di fondi appartenenti alla stessa società JSC ELVIS.

La “Nuova Russia” riflette un modello del diciannovesimo secolo. È davvero realizzabile?

Dipende da cosa intendiamo per “realizzabile”. Il processo di degrado del livello decisionale e l’immersione della società e delle élite in un sistema arcaico di percezione del mondo è abbastanza realizzabile. Nella mente di Putin sono gli Usa, il ‘”principale nemico”, ad avere un obiettivo: distruggere in ogni modo possibile la Russia. Di conseguenza, questo falso postulato diventa una profezia che si auto-avvera. Se il nemico è implacabile, è impossibile mettersi d’accordo con lui, il che significa che deve essere sconfitto. Questo punto di vista è trasmesso dalla propaganda, che ha portato a una distorsione della percezione. Negli ultimi otto anni i russi hanno vissuto in un mondo illusorio, creato dalla propaganda che annovera storie sui “fascisti ucraini” e sul “genocidio dei russofoni”.

In Russia è vietato parlare di guerra. La repressione della libertà di opinione rafforzerà l’opposizione?

Sfortunatamente la repressione può, a un certo punto, sopprimere efficacemente il dissenso. Le persone hanno paura di opporsi alla guerra e alcune si rassegnano alla nuova realtà. Non si vede ancora una vera e propria protesta contro la guerra in Russia. La buona notizia è che anche la percentuale di persone che sostengono attivamente la guerra è piuttosto piccola. La maggior parte dei russi pro guerra lo fa per conformismo e per le paure che ho richiamato prima. I russi stanno cercando di convincersi della correttezza e della necessità di ulteriori restrizioni, divieti e privazioni.

Dagli Stati Uniti è arrivata la notizia di finanziamenti russi ad alcuni partiti ed esponenti politici di diversi Paesi. È un metodo praticato dalla Russia di Putin?

Ho potuto verificare che i russi sono impegnati a corrompere i politici occidentali. Se non riescono a portare al potere le forze a loro fedeli, organizzano ‘ misure attive’ per destabilizzare i loro paesi. Un esempio lampante è il tentato colpo di Stato in Montenegro nel 2016.

Putin sarà processato un giorno? Quando ci sarà quel giorno, avverrà pure la fine del putinismo?

Non è realistico fare previsioni, temo però che il sistema creato da Putin possa sopravvivergli. Anche dopo aver perso la guerra, la Russia potrebbe avere un margine per esistere isolata sul modello iraniano. Il modello prima o poi cadrà, ma è un tema da affrontare a lungo termine.

Ucraina Russia, le notizie del 27 settembre di Francesco Battistini, Paolo Foschi e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 27 Settembre 2022.

Le notizie di martedì 27 settembre, in diretta. Sotto indagine il forte calo di pressione segnalato ieri sulle due linee: un incidente è ritenuto «altamente improbabile» 

• La guerra in Ucraina è arrivata al 216esimo giorno. Migliaia di uomini in età da combattimento continuano a fuggire dal Paese per sfuggire al reclutamento

• Le repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk hanno definito «validi» i referendum in corso anche nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia per l’annessione alla Russia. I risultati non sono ancora noti. Gli Usa: «Il mondo non riconoscerà mai l’esito dei referendum».

• Cos’è la mobilitazione parziale ordinata da Putin in Russia e perché è una dichiarazione di guerra.

• Vladimir Putin concede la cittadinanza russa a Edward Snowden.

• Viktor Orbán vuole un referendum sulle sanzioni contro Mosca.

Ore 05:13 - Missili su Zaporizhzhia, danni alle infrastrutture

Il nemico ha attaccato Zaporizhzhia. I razzi erano mirati alle infrastrutture, che sono state colpite. Informazioni su eventuali vittime e sui danni sono in corso di chiarimento». Lo scrive su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale di Zaporizhzhia, Oleksandr Starukh. L’allarme per attacco aereo è scattato verso le 5 ora locale (le 4 in Italia) e subito dopo — come riportato sui social — in città si sono sentite numerose esplosioni.

Ore 05:13 - Cremlino: nessuna decisione su chiusura confini russi

Il Cremlino ha affermato ieri che non è stata presa alcuna decisione sulla chiusura dei confini russi mentre migliaia di persone fanno la fila per lasciare il Paese dall’annuncio della mobilitazione parziale. Le decisione sulla eventuale chiusura dei confini della Russia deve ancora essere presa, ha detto il Cremlino. La mobilitazione parziale del presidente russo Vladimir Putin ha visto centinaia di tentativi di fuga dalla Russia, e sta spingendo verso un divieto per gli uomini in età militare di attraversare il confine.

Ore 05:39 - IL PUNTO MILITARE - La battaglia nascosta di Kherson

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) La battaglia «nascosta» di Kherson cancella vite, mezzi, infrastrutture. Infatti tanti russi non vogliono morire per la città lontana e si oppongono alla mobilitazione. Altri combattono subendo perdite nei loro ranghi e infliggendone di pesanti agli ucraini che, non a caso, restano riservati su questa parte di offensiva.

Nel settore Nord Est-Est la resistenza avanza, consolida i successi nell’area di Lyman, respinge i contrattacchi degli invasori. Diverso il quadro a sud, dove incontra una dura opposizione: lo confermano le notizie scarne e i racconti degli inviati occidentali. Un reportage del New York Times riporta le voci dei militari di Kiev, sono loro stessi a descrivere senza reticenze l’alto numero di caduti, i tank distrutti e il consueto riferimento alla «mancanza di munizioni». Una carenza, quest’ultima, per certi aspetti sorprendente visto che lo Stato maggiore ha preparato la spallata e dunque avrebbe dovuto avere scorte. Allo stesso tempo attaccare è più dispendioso, ci si espone, si rischia.

Ore 05:39 - Cremlino: nessuna decisione su chiusura confini russi

Un uomo ha aperto il fuoco ieri in un centro di reclutamento dell’esercito russo, ferendo gravemente un ufficiale che lavorava lì, mentre il Cremlino ha ammesso «errori» nel mobilitare centinaia di migliaia di riservisti per combattere in Ucraina. Dall’annuncio di una mobilitazione parziale la scorsa settimana, sono stati denunciati molti casi di persone anziane, malati o studenti richiamati, mentre le autorità avevano assicurato che erano esenti. La sparatoria è avvenuta in una stazione di polizia militare a Oust-Ilimsk, una remota cittadina nella regione siberiana di Irkutsk. Il governo russo è accusato di cercare di mobilitarsi in via prioritaria nelle aree povere e isolate. Il comitato investigativo russo ha affermato che il sospetto, un residente di 25 anni, è stato arrestato. La vittima è ricoverata in gravissime condizioni. «I medici stanno combattendo per la sua vita», ha affermato il governatore della regione di Irkutsk Igor Kobzev..

Ore 06:06 - Nord Stream, perdita gas: per il ministro dell’economia tedesco «i gasdotti sono stati attaccati»

Il «forte calo di pressione» annunciato ieri dall’operatore di Nord Stream, una «emergenza immediatamente segnalata alle autorità di Germania, Danimarca, Svezia, Finlandia e Russia, mentre è in corso un’indagine», sarebbe stato causato da un attacco ai gasdotti 1 e 2. A sostenerlo è il ministro dell’economia tedesco, secondo il quale «un incidente è altamente improbabile»: per Berlino entrambe le linee «sono state attaccate».

Il Nord Stream è un gasdotto che, attraverso il Mar Baltico, trasporta direttamente il gas proveniente dalla Russia in Europa occidentale, passando per la Germania.

Ore 06:31 - Esercito Kiev distrugge chiatta militare russa a Kherson

L’esercito ucraino ha distrutto una chiatta militare russa e 3 sistemi missilistici Pantsir. Le forze armate ucraine hanno distrutto una chiatta vicino a Kherson mentre le truppe russe tentavano di stabilire un ponte tra le rive del fiume Dnipro. Lo ha riferito il comando operativo meridionale dell’Ucraina come riportato dal Kiev Indipendent.

Ore 06:36 - Forze armate Kiev, tensione in centrale Zaporizhzhya

«La situazione nella centrale nucleare di Zaporizhzhya è tesa. I dipendenti non vogliono collaborare con i russi e cercano di lasciare i territori temporaneamente occupati dalle forze armate di Mosca. La parte occupata della regione di Kherson è completamente chiusa in ingresso e in uscita». Lo scrive su Facebook lo Stato Maggiore Generale delle Forze Armate dell’Ucraina nel consueto messaggio delle 6 sulla situazione militare.

Ore 08:00 - Intelligence britannica: l’annuncio dell’annessione sarà probabilmente venerdì

Il presidente russo Vladimir Putin si rivolgerà a entrambe le Camere del parlamento russo venerdì 30 settembre e potrebbe utilizzare il suo discorso per annunciare formalmente l’annessione dei territori occupati dell’Ucraina alla Russia: lo riferisce il ministero della Difesa britannico, riportando informazioni della sua intelligence militare, nel suo bollettino quotidiano sul conflitto. «Esiste una possibilità realistica che Putin utilizzi il suo discorso per annunciare formalmente l’adesione delle regioni occupate dell’Ucraina alla Federazione Russa. I referendum attualmente in corso all’interno di questi territori dovrebbero concludersi il 27 settembre».

Ore 08:41 - Medvedev: «La Russia ha il diritto di usare armi nucleari»

«La Russia ha il diritto di utilizzare armi nucleari, se necessario, in base alla dottrina nucleare»: lo afferma, citato dalla Tass, il vicepresidente del consiglio di sicurezza russo, ed ex presidente della Federazione, Dmitry Medvedev. La Russia - ha aggiunto - «farà tutto il possibile per impedire ai vicini ostili, come l’Ucraina, di acquistare armi nucleari».

Ore 09:52 - Il Kazakistan «offrirà rifugio» ai russi che scappano dalla leva

Il presidente del Kazakistan, Kassym-Jomart Tokayev, ha assicurato oggi che il suo Paese proteggerà i russi che fuggono dalla Federazione per sfuggire alla mobilitazione militare parziale in corso per inviare rinforzi alle truppe impegnate nella guerra in Ucraina. «Negli ultimi giorni molte persone sono venute da noi dalla Russia. La maggior parte è costretta ad andarsene a causa di una situazione disperata», ha detto Tokayev, secondo le agenzie di stampa russe. «Dobbiamo prenderci cura di loro, garantire la loro sicurezza», ha aggiunto il presidente, alleato di Mosca, che ha però preso le distanze dal Cremlino sull’offensiva militare russa in Ucraina.

Ore 10:58 - «Bendato e bloccato»: l’interrogatorio del console giapponese a Vladivostok

«Bendato e bloccato fisicamente». Così il console giapponese a Vladivostok Motoki Tatsunori è stato «sottoposto a un interrogatorio coercitivo» dalle autorità russe dopo essere stato arrestato dall’Fsb con l’accusa di spionaggio. Lo denuncia il ministro degli Esteri di Tokyo Yoshimasa Hayashi; le autorità giapponesi hanno chiesto «scuse» a quelle russe per il fermo, motivato da accuse di «spionaggio», del console giapponese a Vladivostok. Tatsunori dovrebbe rientrare a Tokyo entro domani.

Ore 11:05 - Tbilisi: «Raddoppiati a 10 mila al giorno gli ingressi in Georgia dalla Russia»

Gli arrivi di cittadini russi in Georgia sono raddoppiati a 10.000 al giorno dopo l’annuncio della mobilitazione da parte del presidente russo Vladimir Putin. Lo afferma il governo di Tbilisi.

Ore 11:21 - Mosca: «Indagini urgenti» sui danni ai gasdotti NordStream

Il Cremlino definisce la diminuzione della pressione sulle linee del gasdotto Nord Stream «una situazione senza precedenti che richiede un’indagine urgente». Lo afferma il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, secondo quanto riferisce la Tass. Da questa notte, Nord Stream denuncia danni «senza precedenti» a tre linee offshore dei sistemi di gasdotti NordStream. Fuori servizio a causa della guerra in Ucraina, i gasdotti Nord Stream che collegano la Russia alla Germania sono stati entrambi improvvisamente colpiti da molto rare perdite, inspiegabili, nel Mar Baltico, secondo l’annuncio dato dalle autorità danesi e svedesi. Le autorità tedesche devono ancora commentare. Ma secondo una fonte vicina al governo, citata dal quotidiano berlinese Tagesspiegel, «tutto va contro l’ipotesi di una coincidenza». «Non possiamo immaginare uno scenario che non sia un attacco mirato». Il Cremlino ora promette che indagherà.

 Ore 12:08 - Ue: «Le sanzioni funzionano. Pil russo giù dell’11%»

«Le nostre sanzioni economiche alla Russia stanno funzionando: la Russia sta soffrendo la sua più grave recessione dagli anni Novanta e si attende un crollo del suo Pil pari all’11%» che rappresenta la contrazione «più forte dalla caduta dell’Unione Sovietica». Lo ha dichiarato Luc Pierre Devigne, vice direttore generale del Seae (Servizio europeo per l’azione esterna) nell’audizione alle commissioni congiunte per gli Affari esteri e la Difesa del Parlamento europeo.

Ore 12:24 - Ue: «Possibile sanzionare europei che sostengono i referendum russi in Ucraina»

La Commissione Europea considera «certamente un’opzione» imporre sanzioni individuali ai cittadini europei che si trovano nelle regioni ucraine dove sono in corso i referendum «come osservatori». Lo sostiene un portavoce dell’esecutivo Ue, sottolineando come «non ci siano solo europei». «Ogni sostegno a questi referendum sarà considerato come illegale e ovviamente tutto dipenderà dal livello di partecipazione accordato. Certo, la responsabilità di capire se vanno adottate misure, caso per caso, è degli Stati membri».

Ore 13:30 - Truss parla con Mbs, `grazie per mediazione rilascio prigionieri Gb´

La premier britannica Liz Truss ha ringraziato il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, detto Mbs, per «il suo ruolo personale» nel rilascio dei cinque britannici catturati da filorussi in Ucraina, nell’ambito dell’ampio scambio di prigionieri avvenuto la scorsa settimana. Downing Street rende noto che nella conversazione telefonica, i due hanno discusso anche la «partnershi strategica» su difesa e sicurezza energetica, mentre Truss ha ribadito il «continuo incoraggiamento ai progressi dell’Arabia Saudita verso le riforme interne».

Ore 13:32 - Putin, priorità Mosca salvare persone in territori referendum

«Oggi, nel contesto di un’operazione militare speciale e dei referendum nel Donbass, salvare persone in tutti i territori, cioè in tutti i territori in cui si tiene questo referendum, è al centro dell’attenzione della nostra intera società, dell’intero Paese». Lo ha detto il presidente russo, Vladimir Putin, secondo quanto riportano le agenzie di stampa russe.

Ore 14:18 - Mosca: «Non chiederemo estradizione per russi in fuga da leva»

Il ministero della Difesa della Federazione russa non intende chiedere l’estradizione al Kazakistan, alla Georgia o ad altri Paesi dei cittadini russi che hanno attraversato la frontiera dopo l’annuncio della mobilitazione parziale. Lo afferma una nota del ministero citata da Interfax.

Ore 14:29 - In fuga dalla Russia, coda di oltre 16 km al confine con Georgia

L’annuncio della mobilitazione parziale da parte del presidente russo Vladimir Putin legato alla guerra in Ucraina ha portato molti russi a fuggire dall’arruolamento. In base alle «immagini del satellite Maxar una coda di russi lunga oltre 16 km si è formata lungo il confine con la Georgia.

Ore 14:37 - Esercitazione russa nelle isole Curili

Unità motorizzate di fucilieri delle forze armate russe stanno tenendo un’esercitazione sulle isole Curili, contese con il Giappone, e Sakhalin. Lo riferisce un comunicato del Distretto Militare Orientale russo. Le esercitazioni militari russe sulle isole Curili sono frequenti - le ultime risalgono allo scorso 3 settembre - ma in questa occasione assumono una valenza particolare per via della crisi diplomatica in corso con Tokyo in seguito all’arresto per spionaggio del console nipponico a Vladivostok. «Soldati delle unità di fucilieri motorizzate del corpo d’armata del Distretto Militare Orientale sulle isole Sakhalin e Curili stanno tenendo esercitazioni con fuoco vivo, esercitazioni tattiche e mediche e addestramenti in altre branche militari su base quotidiana», si legge nel comunicato.

Ore 14:39 - La legge finanziaria ucraina prevede la guerra per tutto il 2023

La bozza di legge finanziaria in Ucraina è stata predisposta sulla base della previsione che le ostilità nel Paese continueranno per tutto il 2023. Lo ha detto in un’intervista a Ukrinform il presidente della commissione Bilancio del Parlamento di Kiev, Yuriy Aristov. «In queste difficili condizioni per l’Ucraina, la Verkhovna Rada prevede di accelerare il processo per approvare il bilancio statale per il 2023 non prima del primo dicembre, come previsto dalla legge, ma entro la fine o addirittura la metà di ottobre. A tal fine, i rappresentanti del popolo hanno convenuto di non presentare troppi emendamenti, limitandosi solo alle proposte più urgenti per il Paese. La commissione Bilancio del Parlamento si augura che sia così, e che si eviti il ;;tradizionale invio dei desiderata dei deputati», ha spiegato Aristov.

Ore 14:42 - Gazprom: «Con la corsa del gas in 6 mesi gli utili di 2 anni»

Gazprom archivia un semestre di risultati «molto forti», grazie agli «alti prezzi sul mercato europeo del gas», con i prezzi medi delle esportazioni nei Paesi non appartenenti all’area Csi (Comunità degli Stati indipendenti) che sono cresciuti di oltre 3,5 volte sul 2021. L’utile del gruppo russo Gazprom, che ha iniziato a ridurre le forniture all’Europa solo verso la fine del semestre, è salito a 2,514 trilioni di rubli, pari a oltre 44 miliardi di euro, «che non è solo 2,6 volte di più del risultato nel primo semestre del 2021, ma anche più dei profitti totali del gruppo Gazprom nei due anni precedenti», ha detto Famil Sadygov, vice presidente del consiglio di gestione. Da qui la decisione di pagare per la prima volta nella sua storia un acconto sul dividendo di 2,416 trilioni di rubli, pari a 42,7 miliardi di euro, che andranno in gran parte al governo russo, azionista di controllo di Gazprom.

Ore 14:45 - Cardinale Parolin: «Minaccia uso armi atomiche è ripugnante»

Un mondo «vicino all’abisso di una guerra nucleare». A ribadirlo è il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, intervenuto ieri alle Nazioni Unite in un incontro ad alto livello per la Giornata internazionale per l’eliminazione totale delle armi nucleari. La minaccia dell’uso di questo tipo di armi nel conflitto in Ucraina, che ha riportato, ha detto, la guerra in Europa ad una dimensione mai vista da generazioni è «ripugnante». Lo riporta il sito della Santa Sede Vatican News.

Ore 14:47 - Il patriarca russo Kirill chiede una «mobilitazione spirituale»

Il patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill ha sottolineato l’importanza d in una «mobilitazione spirituale», che - a suo dire - porterà alla fine alla riconciliazione tra Russia e Ucraina. Lo riporta l’agenzia russa Interfax. «La nostra mobilitazione spirituale, alla quale ora chiamo tutti, aiuterà anche a mobilitare tutte le forze della nostra Patria e allo stesso tempo faciliterà sicuramente alla fine la piena riconciliazione di Russia e Ucraina, che condividono uno spazio comune della Chiesa ortodossa russa», ha affermato il patriarca in un sermone dopo la liturgia nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca. «Molti si stanno ribellando contro la Russia, e molti hanno piegato la testa nel desiderio di distruggere la Russia, la sua identità, la sua indipendenza e la sua libertà - ha aggiunto -. Oggi dobbiamo rafforzare soprattutto noi stessi nella nostra fede, riempire le nostre chiese, pregare per la autorità e per i militari, per i nostri parenti e cari e pregate anche per la Chiesa ortodossa, che in queste difficili condizioni preserva l’unità spirituale della Santa Russia’. La settimana scorsa il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato la mobilitazione parziale dei riservisti per la guerra in Ucraina.

Ore 14:49 - Meta blocca rete propaganda russa di 1.600 account Facebook

Una rete tentacolare di disinformazione con origine in Russia ha cercato di utilizzare centinaia di account falsi sui social network e dozzine di siti web di notizie false per diffondere il punto di vista del Cremlino sull’invasione dell’Ucraina. Lo rivela Meta, società proprietaria di Facebook e Istagram, riferendo di avere identificato e disattivato l’operazione prima che riuscisse a guadagnarsi un pubblico vasto. Secondo quanto riferito da Meta, sono oltre 1.600 gli account fake che erano usati per diffondere la propaganda russa fra gli utenti in Germania, Italia, Francia, Regno Unito e Ucraina. L’operazione, riferisce ancora Meta, coinvolgeva oltre 60 siti web creati per imitare siti reali, compresi quelli di testate come il Guardian e Der Spiegel, solo che anziché le notizie riportate da quelle testate i siti fake contenevano link alla propaganda russa e ad articoli di disinformazione sull’Ucraina. Secondo Facebook, si tratta del più grande e più complesso sforzo di propaganda russa rilevato da quando è iniziata l’invasione dell’Ucraina il 24 febbraio.

Ore 15:07 - Kiev, su Nord Stream attacco russo e aggressione contro Ue

«La fuga di gas dal Nord Stream un non è altro che un attacco terroristico pianificato dalla Russia e un atto di aggressione nei confronti dell’Ue. La Russia vuole destabilizzare la situazione economica in Europa e provocare il panico pre-inverno». Lo scrive su Twitter Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Putin. «La migliore risposta e investimento per la sicurezza» è fornire «carri armati all’Ucraina. Soprattutto quelli tedeschi...»

Ore 15:27 - Riconquistato un altro insediamento in regione Kharkiv

Le forze armate ucraine hanno riconquistato l’insediamento di Kupiansk-Vuzlovy, nella regione di Kharkiv, sulla sponda Ovest del fiume Oskil. Lo riferisce, secondo il Kyiv Independent, il governatore dell’Oblast, Oleg Syniegubov. Resta sotto il controllo russo ancora il 6% della regione di Kharkiv, aggiunge Syniegubov. 

Ore 15:43 - Il mar Baltico «ribolle»

La Danimarca e la Svezia hanno convocato delle unità di crisi in seguito ai danni subiti dal gasdotto Nord Stream sotto il Mar Baltico. A quanto riferisce il quotidiano svedese Aftonbladet, la struttura coinvolge diversi ministeri, come ha dichiarato la titolare del dicastero agli Esteri Anne Linde, la quale è in stretto contatto con il suo omologo danese, Jeppe Kofod. 

L’esercito danese ha diffuso un breve il filmato della fuga di gas sul Nord Stream. La larghezza del cerchio è di diverse centinaia di metri: «Il mar Baltico ribolle»

Ore 15:52 - Gas: media svedesi, due esplosioni nell’area Nord Stream

La rete sismica nazionale svedese ha rilevatodue chiare esplosioni nell’area interessata dalla fuga di gas che ha interessato Nord Stream. Lo riferisce la tv svedese Svt. Una delle esplosioni, viene riferito, ha avuto una magnitudo di 2,3 gradi ed è stata registrata in ben 30 stazioni di misurazione nel sud della Svezia.

Ore 15:54 - Il video del mare che «ribolle»

Ore 16:00 - Mosca, oltre 96% per annessione a Russia in referendum

La Russia ha iniziato a diffondere i primi risultati dei referendum organizzati dalle autorità filorusse nelle regioni ucraine occupate di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia sull'annessione alla Russia. Lo riportano le agenzie di stampa russe. Secondo quanto riferito dalla Tass, a Kherson il 97,47% ha votato per unirsi alla Russia (con il 12% delle schede conteggiate), nella regione di Zaporizhzhia il 96,94% ha votato per unirsi a Mosca (con il 22% delle schede conteggiate), nella regione di Donetsk il 97,74% ha votato per unirsi alla Russia (con oltre il 12% dei conteggi effettuati) e nel Luhansk il 97,77% ha votato a favore dell'annessione (con il 12,06% delle schede conteggiate).

Ore 16:32 - «Nord Stream 1 e 2 sono stati sabotati intenzionalmente»

«Nord Stream 1 e 2 sono stati sabotati intenzionalmente. Lunedì (2:00 e 19:00) oltre 30 stazioni di misurazione sismologiche nella Svezia meridionale hanno registrato due detonazioni sottomarine nell'area delle fughe di gas, una delle quali è stata registrata come un terremoto di 2,3 * della scala Richter», dice Hugo Kaaman, Ricercatore e analista indipendente, alla tv svedese SVT.

Ore 16:41 - Osservatrice italiana: «Referendum anomalo, ma nessuno minacciato»

«Venti persone sono morte durante l'organizzazione del referendum. Con noi c'erano sempre un paio di soldati per la nostra sicurezza», dichiara Villani, che parla quindi di quello che ha visto, puntualizzando che il suo compito, e quello dei suoi «colleghi», non è stato quello di «certificare» il voto. «Sono venuta a titolo personale per vedere con i miei occhi quello che sta succedendo», dice la giornalista, che alla domanda se non ritenesse di legittimare, con la sua sola presenza, un referendum per l'annessione di territori presi con la forza, replica: «Siamo osservatori ufficiosi, non certifichiamo nulla. I russi ci hanno solo fatto riempire un questionario e c'erano persone da tutto il mondo, dallo Zimbabwe alla Cina, dal Brasile all'Egitto». Villani, che in Italia ha più volte svolto il ruolo di presidente di seggio, parla poi del processo elettorale, che definisce «anomalo», pur rimarcando la «notevole organizzazione». Innanzitutto, «si vota per casa per casa. I funzionari si presentano con le urne trasparenti a tracolla ai domicili delle persone che sanno essere russe e fanno votare con la penna invece che con la matita indelebile. Dopo fanno anche firmare un registro agli elettori».

Ore 16:44 - Fonti Nato, stiamo esaminando cause fuga gas Nord Stream

«La Nato sta monitorando attentamente la situazione nel Mar Baltico. Gli alleati stanno esaminando le circostanze delle fughe di gas e scambiando informazioni, anche con Finlandia e Svezia». Lo fa sapere un funzionario dell'Alleanza Atlantica sentito dall'ANSA in riferimento alle perdite di gas dal gasdotto Nord Stream.

Ore 17:34 - Stoltenberg, referendum non cambiano nulla, Nato con Kiev

«Ho appena parlato con il presidente Zelensky e ho chiarito che gli alleati della Nato sono incrollabili nel nostro sostegno alla sovranità e al diritto di autodifesa dell'Ucraina: i referendum fasulli indetti dalla Russia non hanno alcuna legittimità e sono una palese violazione del diritto internazionale, queste terre sono dell'Ucraina». Lo ha scritto su Twitter il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg.

Ore 18:12 - Kiev: 5 anni di carcere a chi ha collaborato a referendum

Tutti i cittadini ucraini che abbiano collaborato all'organizzazione dei referendum di annessione alla Russia svoltisi nelle regioni ucraine occupate dalle forze di Mosca sono passibili di pene fino a cinque anni di carcere: lo ha dichiarato il consigliere presidenziale ucraino, Mykhailo Podolyak, intervistato dal quotidiano svizzero Blick. "Abbiamo un elenco di persone che sono state coinvolte ad un qualche livello", ha spiegato Podolyak, precisando che gli ucraini che sono stati costretti a votare non subiranno alcuna sanzione.

Ore 18:17 - Bloomberg: Italia può superare inverno senza gas russo

L'Italia ha scorte sufficienti di gas per superare l'inverno anche nel caso in cui venisse a mancare completamente il gas russo. Lo riferisce Bloomberg spiegando che questo è stato possibile grazie alle forniture provenienti dal Nord Africa. L'aumento delle consegne di gas attese dall'Algeria e dall'Egitto riuscirebbe a coprire le restanti forniture che l'Italia riceve ancora dalla Russia. L'Italia in una prima fase prevedeva di ottenere l'indipendenza dal gas russo entro la primavera del 2025, ma dovrà espandere la propria capacità di rigassificazione affinché possa stare tranquilla anche i prossimi inverni, spiegano le fonti all'agenzia statunitense.

Ore 18:41 - Onu, Usa preparano risoluzione di condanna referendum in Ucraina

L’ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite Linda Thomas-Greenfield presenterà oggi pomeriggio, durante l’incontro del Consiglio di sicurezza sull’Ucraina, una risoluzione che condanni la Russia per i referendum in corso in quattro regioni ucraine e dichiarerà che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non sosterrà l’uso della forza per ridisegnare i confini del Paese. A rivelarlo è la CNN. La risoluzione - che sarà presentata congiuntamente da Stati Uniti e Albania - sarà in gran parte simbolica poiché la Russia quasi certamente porrà il veto. Dietro le quinte i diplomatici statunitensi si stanno impegnando che tutte le nazioni presenti nella sessione del Consiglio di oggi, compresi i diplomatici cinesi e indiani, votino a favore.

Ore 18:42 - Stoltenberg: grande preoccupazione per fatti Nord Stream

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha convocato oggi una riunione straordinaria della Conferenza dei direttori nazionali degli armamenti (Cnad) presso la sede della Nato. L’incontro si è concentrato sulle implicazioni della guerra della Russia contro l’Ucraina, comprese le capacità degli alleati e le scorte di munizioni. Il segretario generale ha esortato gli Alleati a continuare a rifornire le scorte il più rapidamente possibile. «Il potenziamento delle scorte della Nato garantirà che possiamo continuare a sostenere l’Ucraina», ha affermato, «dobbiamo continuare a lavorare insieme come alleati della Nato e con l’industria per ricostituire le nostre scorte di munizioni e fornire all’Ucraina il supporto di cui ha bisogno, finché l’Ucraina ne avrà bisogno».

Stoltenberg ha anche sottolineato che gli Usa seguono «con grande preoccupazione le fughe di gas nei gasdotti Nord Stream: siamo in contatto con Danimarca e Svezia, è importante avere tutti i fatti sul tavolo ed è per questo che dedicheremo la nostra attenzione a questi eventi nelle prossime ore e giorni, in collaborazione con tutti gli alleati».

Ore 18:47 - Mosca, in regione Luhansk il 97,93% elettori per annessione

Usa e Israele: referendum farsa, non cambiano nulla

Nell’autoproclamata repubblica di Luhansk il 97,93% degli elettori ha votato per l’annessione alla Russia. Lo riporta Ria Novosti. Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha detto che l’Occidente «non riconoscerà mai» i referendum organizzati dalle autorità filorusse nelle regioni ucraine occupate da Mosca per sancirne l’annessione. Anche il ministero degli esteri a Gerusalemme ha chiarito che Israele «riconosce la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina» e «non accetterà» i risultati del referendum nei distretti orientali dell’Ucraina.

«I referendum farsa tenuti dalla Russia non hanno legittimità e sono una palese violazione del diritto internazionale. Queste terre sono l’Ucraina», scrive in un tweet il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.

Ore 19:06 - La segretaria del Comitato olimpico russo ha lasciato il Paese

Anastasia Davydova, segretaria generale del Comitato olimpico russo (Roc) e cinque volte medaglia d’oro alle Olimpiadi nel nuoto sincronizzato, ha lasciato il Paese e non sarebbe più intenzionata a rientrare in patria, secondo quanto riferiscono i media russi.

La partenza della 39enne ex regina del sincro è successiva alla mobilitazione parziale delle riserve militari da inviare sul fronte ucraino e all’annuncio del ministero dello Sport russo che ha sospeso tutti i raduni di allenamento all’estero. Il Comitato olimpico russo comunica che Davydova non si è dimessa da segretario generale. A confermare la fuga è anche Tatiana Danchenko, mentore di Anastasia e capo allenatore della squadra russa di nuoto sincronizzato.

Ore 19:19 - La Casa Bianca apre sui russi che chiedono asilo

Gli Usa danno il benvenuto a qualsiasi persona cerchi asilo provenendo dalla Russia: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre nel briefing con i reporter.

Ore 23:25 - Filorussi: vittoria referendum in tutte e quattro le regioni

Anche a Donetsk, la quarta regione in cui si sono tenuti «referendum» organizzati dagli occupanti russi sull’annessione alla Federazione, il sì ha vinto in maniera plebiscitaria. Il risultato scontato è stato annunciato dalle autorità separatiste e prorusse della regione dell’Est dell’Ucraina, con un risultato del 99,23% di sì all’annessione. Tutte e quattro le regioni ucraine occupate in cui sono stati organizzati questi referendum hanno quindi votato per l’annessione: oltre a quella di Donetsk, sono le regioni meridionali di Zaporizhzhia e Kherson e l’altra orientale di Lugansk. Contro i referendum si sono schierati l’Ucraina e tutti i suoi alleati occidentali che li considerano illegittimi.

«Kiev non può negoziare con Mosca dopo i referendum di annessione», ha commentato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, parlando in video alla riunione del Consiglio di Sicurezza Onu.

Ore 02:31 - Repubblica di Donetsk: «Presto la firma per l’annessione alla Russia»

«Dopo il referendum il prossimo passo sarà la firma di un accordo di adesione con la Russia». Lo ha detto - riferisce la Tass - il capo della Repubblica popolare di Donetsk (Dpr), Denis Pushilin, commentando l’esito del voto referendario nelle zone occupate dai russi in Ucraina. «Inizierò presto a preparare le mie prossime mosse. Firmeremo molto presto un accordo con la Russia. Quindi sto per partire», ha detto ai giornalisti nella sede della Commissione elettorale centrale della Dpr.

Ore 02:32 - Usa preparano nuovo invio di armi all’Ucraina

Gli Stati Uniti stanno preparando un nuovo pacchetto di armi da 1,1 miliardi di dollari per l’Ucraina in previsione dell’annuncio da parte della Russia dell’annessione di territori ucraini. Lo riferiscono fonti dell’amministrazione all’agenzia Reuters. Nel nuovo invio ci saranno i sistemi anti-missile Himars già inviati alle forze di Kiev in passato, munizioni, vari tipi di sistemi anti droni radar, precisano le fonti. L’amministrazione sta anche preparando nuove sanzioni contro Mosca in risposta ai referendum.

Ore 02:34 - Zelensky: la Russia vuol fare deragliare l’accordo sul grano

Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky in un video postato su facebook ha detto che la Russia la «sta preparando il terreno per cercare di far deragliare l’accordo sul grano». Lo riporta Unian.

Ore 02:36 - Charles Michel: referendum fasullo, non lo riconosciamo

«Referendum fasullo. Risultati fasulli. Non riconosciamo nessuno dei due». Lo scrive su twitter il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, in merito al referendum sull’annessione alla Russia che si è svolto nei territori occupati da Mosca in Ucraina.

Ore 02:53 - Kiev: documentati 582 crimini di guerra nella regione di Kharkiv

La polizia ucraina sostiene di essere riuscita a documentare 582 crimini di guerra nella regione di Kharkiv liberata dall’occupazione russa. Lo riferisce Ukrinform citando la portavoce del ministero dell’Interno Alyona Matveeva. Matveeva ha anche spiegato che, secondo i risultati dell’esumazione dei corpi dalle fosse comuni vicino a Izyum, sono state trovate 212 donne morte, più di 190 uomini, 5 bambini e 22 militari delle forze armate.

Ore 02:57 - IL PUNTO MILITARE - Il generale Zaluzhny e il ruolo della resistenza ucraina

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Nessuno, neppure gli alleati occidentali che hanno previsto ogni mossa del Cremlino e addestrato per anni le forze di Kiev, si aspettava che l’esercito ucraino avrebbe fermato — e poi respinto — l’Armata russa. La resistenza ha tenuto e, dopo sei mesi di combattimenti intensi, è riuscita a riconquistare circa 6 mila chilometri quadrati di territorio, tagliando le linee di rifornimento nemiche. A guidare l’esercito di Kiev in questo risultato sorprendente, che ha segnato una svolta nel conflitto, è stato il generale Valeriy Zaluzhny, l’uomo che a luglio 2021 il presidente Volodymyr Zelensky ha messo a capo delle forze armate ucraine.

In quei giorni d’estate, mentre i russi ammassavano uomini e mezzi al confine, Zelensky non credeva ai rapporti dell’intelligence che prevedevano un’invasione imminente. Zaluzhny, insieme ad altri ufficiali, cominciò invece ad attuare cambiamenti sostanziali. «Quando verrà scritta la storia di questa guerra», ha affermato il settimanale americano Time, che gli ha dedicato la copertina di questa settimana, «Zaluzhny avrà un ruolo di primo piano».

Ore 03:00 - Perdite nei gasdotti Nordstream, il sospetto degli attentati russi

(Paolo Valentino, corrispondente da Berlino) Allarme sotto il Mar Baltico.Potrebbero essere frutto di un attacco terroristico mirato il forte calo di pressione e le perdite di gas, registrati lunedì nei tubi sottomarini di Nord Stream 1 e 2, le condotte che trasportano in Europa il metano proveniente dalla Russia passando per la Germania. I due gasdotti non sono attualmente in uso, il primo per decisione del governo di Mosca come reazione alle sanzioni occidentali, il secondo bloccato da quello tedesco come risposta all’invasione dell’Ucraina. Le autorità danesi e svedesi stanno accertando le dimensioni delle falle e indagando sulle cause, ma entrambe hanno definito l’ipotesi di un incidente «altamente improbabile». «È presto per trarre ogni conclusione, ma siamo davanti a una situazione straordinaria, le fughe di gas sono in tre punti ed è difficile immaginare che sia accidentale», ha detto la premier danese Mette Fredricksen. In Germania, il quotidiano berlinese Tagesspiegel ha citato fonti del governo, secondo cui i tubi sarebbero stati «attaccati».

Ore 03:43 - Polonia: se Mosca userà armi nucleari, la risposta sarà devastante

Il ministro degli Esteri polacco, Zbigniew Rau, ha dichiarato che la risposta della Nato a qualsiasi uso di armi nucleari da parte della Russia in Ucraina sarà «devastante». In un’intervista al talk show della Nbc `Meet the Press´ il ministro, in visita a Washington, ha avvertito che se Putin dovesse usare la bomba atomica la Nato reagirà «in maniera convenzionale, quindi non usando un’arma nucleare, «ma la risposta sarà devastante». «Questo è il messaggio che l’Alleanza sta inviando alla Russia in questo momento», ha aggiunto il ministro di Varsavia.

Ore 04:52 - Gas, Blinken: Stati Uniti pronti ad aiutare gli alleati europei

Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare gli alleati europei per la sicurezza energetica. Il Segretario di Stato Usa, Antony Blinken ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno esaminando le notizie secondo cui le perdite del gasdotto Nordstream sarebbero «il risultato di un attacco o di un qualche tipo di sabotaggio».«Se la notizia è confermata, è chiaro che non è nell’interesse di nessuno», ha detto Blinken. «Mi sembra di capire che le perdite non avranno un impatto significativo sulla resistenza energetica dell’Europa», ha detto Blinken - «ciò che è fondamentale è che stiamo lavorando giorno per giorno, sia a breve che a lungo termine, per affrontare la sicurezza energetica dell’Europa e di tutto il mondo». Il Segretario di Stato Usa ha, inoltre, sottolineato gli sforzi degli Stati Uniti per aumentare le spedizioni di gas naturale liquefatto dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca.

Ucraina Russia, le notizie di mercoledì 28 settembre. Francesco Battistini, Paolo Foschi e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 28 Settembre 2022

Le notizie di mercoledì 28 settembre. L’Ue propone il «price cap» al petrolio. Allarme in Europa per le perdite di gas da Nord Stream: «È un attentato russo». Mosca nega e accusa Washington. Usa: «Gli americani lascino subito la Russia»

• La guerra in Ucraina è arrivata al 217esimo giorno. Migliaia di uomini in età da combattimento continuano a fuggire dal Paese per sfuggire al reclutamento.

• Tutti e quattro i referendum nelle regioni annesse hanno visto vincere il sì in maniera plebiscitaria, un risultato scontato. Venerdì Mosca potrebbe annunciare l’adesione delle 4 province.

• Cos’è la mobilitazione parziale ordinata da Putin in Russia e perché è una dichiarazione di guerra.

• Il segretario generale della Nato: la retorica di Putin è preoccupante. «I referendum nell’est sono illegittimi». La segreteria generale del Comitato olimpico di Mosca ha lasciato la Russia.

• Nord Stream, l’ipotesi di un attacco ai gasdotti: «Danni senza precedenti». Il prezzo del gas chiude a +7%.

• Le «sorprese» di Zaluzhny, il generale che ha inventato la resistenza ucraina.

Ore 05:02 - Filorussi: vittoria referendum in tutte e quattro le regioni

Anche a Donetsk, la quarta regione in cui si sono tenuti «referendum» organizzati dagli occupanti russi sull’annessione alla Federazione, il sì ha vinto in maniera plebiscitaria. Il risultato scontato è stato annunciato dalle autorità separatiste e prorusse della regione dell’Est dell’Ucraina, con un risultato del 99,23% di sì all’annessione. Tutte e quattro le regioni ucraine occupate in cui sono stati organizzati questi referendum hanno quindi votato per l’annessione: oltre a quella di Donetsk, sono le regioni meridionali di Zaporizhzhia e Kherson e l’altra orientale di Lugansk. Contro i referendum si sono schierati l’Ucraina e tutti i suoi alleati occidentali che li considerano illegittimi.

«Kiev non può negoziare con Mosca dopo i referendum di annessione», ha commentato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, parlando in video alla riunione del Consiglio di Sicurezza Onu.

Ore 05:03 - Repubblica di Donetsk: «Presto la firma per l’annessione alla Russia»

«Dopo il referendum il prossimo passo sarà la firma di un accordo di adesione con la Russia». Lo ha detto - riferisce la Tass - il capo della Repubblica popolare di Donetsk (Dpr), Denis Pushilin, commentando l’esito del voto referendario nelle zone occupate dai russi in Ucraina. «Inizierò presto a preparare le mie prossime mosse. Firmeremo molto presto un accordo con la Russia. Quindi sto per partire», ha detto ai giornalisti nella sede della Commissione elettorale centrale della Dpr.

Ore 05:06 - Usa preparano nuovo invio di armi all’Ucraina

Gli Stati Uniti stanno preparando un nuovo pacchetto di armi da 1,1 miliardi di dollari per l’Ucraina in previsione dell’annuncio da parte della Russia dell’annessione di territori ucraini. Lo riferiscono fonti dell’amministrazione all’agenzia Reuters. Nel nuovo invio ci saranno i sistemi anti-missile Himars già inviati alle forze di Kiev in passato, munizioni, vari tipi di sistemi anti droni radar, precisano le fonti. L’amministrazione sta anche preparando nuove sanzioni contro Mosca in risposta ai referendum.

Ore 05:07 - Zelensky: la Russia vuol fare deragliare l’accordo sul grano

Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky in un video postato su facebook ha detto che la Russia la «sta preparando il terreno per cercare di far deragliare l’accordo sul grano». Lo riporta Unian.

Ore 05:08 - Charles Michel: referendum fasullo, non lo riconosciamo

«Referendum fasullo. Risultati fasulli. Non riconosciamo nessuno dei due». Lo scrive su twitter il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, in merito al referendum sull’annessione alla Russia che si è svolto nei territori occupati da Mosca in Ucraina.

Ore 05:08 - Kiev: documentati 582 crimini di guerra nella regione di Kharkiv

La polizia ucraina sostiene di essere riuscita a documentare 582 crimini di guerra nella regione di Kharkiv liberata dall’occupazione russa. Lo riferisce Ukrinform citando la portavoce del ministero dell’Interno Alyona Matveeva. Matveeva ha anche spiegato che, secondo i risultati dell’esumazione dei corpi dalle fosse comuni vicino a Izyum, sono state trovate 212 donne morte, più di 190 uomini, 5 bambini e 22 militari delle forze armate.

 Ore 05:09 - IL PUNTO MILITARE - Il generale Zaluzhny e il ruolo della resistenza ucraina

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Nessuno, neppure gli alleati occidentali che hanno previsto ogni mossa del Cremlino e addestrato per anni le forze di Kiev, si aspettava che l’esercito ucraino avrebbe fermato — e poi respinto — l’Armata russa. La resistenza ha tenuto e, dopo sei mesi di combattimenti intensi, è riuscita a riconquistare circa 6 mila chilometri quadrati di territorio, tagliando le linee di rifornimento nemiche. A guidare l’esercito di Kiev in questo risultato sorprendente, che ha segnato una svolta nel conflitto, è stato il generale Valeriy Zaluzhny, l’uomo che a luglio 2021 il presidente Volodymyr Zelensky ha messo a capo delle forze armate ucraine.

In quei giorni d’estate, mentre i russi ammassavano uomini e mezzi al confine, Zelensky non credeva ai rapporti dell’intelligence che prevedevano un’invasione imminente. Zaluzhny, insieme ad altri ufficiali, cominciò invece ad attuare cambiamenti sostanziali. «Quando verrà scritta la storia di questa guerra», ha affermato il settimanale americano Time, che gli ha dedicato la copertina di questa settimana, «Zaluzhny avrà un ruolo di primo piano».

Ore 05:10 - Perdite nei gasdotti Nordstream, il sospetto degli attentati russi

(Paolo Valentino, corrispondente da Berlino) Allarme sotto il Mar Baltico.Potrebbero essere frutto di un attacco terroristico mirato il forte calo di pressione e le perdite di gas, registrati lunedì nei tubi sottomarini di Nord Stream 1 e 2, le condotte che trasportano in Europa il metano proveniente dalla Russia passando per la Germania. I due gasdotti non sono attualmente in uso, il primo per decisione del governo di Mosca come reazione alle sanzioni occidentali, il secondo bloccato da quello tedesco come risposta all’invasione dell’Ucraina. Le autorità danesi e svedesi stanno accertando le dimensioni delle falle e indagando sulle cause, ma entrambe hanno definito l’ipotesi di un incidente «altamente improbabile». «È presto per trarre ogni conclusione, ma siamo davanti a una situazione straordinaria, le fughe di gas sono in tre punti ed è difficile immaginare che sia accidentale», ha detto la premier danese Mette Fredricksen. In Germania, il quotidiano berlinese Tagesspiegel ha citato fonti del governo, secondo cui i tubi sarebbero stati «attaccati».

Ore 05:14 - Polonia: se Mosca userà armi nucleari, la risposta sarà devastante

Il ministro degli Esteri polacco, Zbigniew Rau, ha dichiarato che la risposta della Nato a qualsiasi uso di armi nucleari da parte della Russia in Ucraina sarà «devastante». In un’intervista al talk show della Nbc `Meet the Press´ il ministro, in visita a Washington, ha avvertito che se Putin dovesse usare la bomba atomica la Nato reagirà «in maniera convenzionale, quindi non usando un’arma nucleare, «ma la risposta sarà devastante». «Questo è il messaggio che l’Alleanza sta inviando alla Russia in questo momento», ha aggiunto il ministro di Varsavia.

Ore 05:15 - Gas, Blinken: Stati Uniti pronti ad aiutare gli alleati europei

Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare gli alleati europei per la sicurezza energetica. Il Segretario di Stato Usa, Antony Blinken ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno esaminando le notizie secondo cui le perdite del gasdotto Nordstream sarebbero «il risultato di un attacco o di un qualche tipo di sabotaggio».«Se la notizia è confermata, è chiaro che non è nell’interesse di nessuno», ha detto Blinken. «Mi sembra di capire che le perdite non avranno un impatto significativo sulla resistenza energetica dell’Europa», ha detto Blinken - «ciò che è fondamentale è che stiamo lavorando giorno per giorno, sia a breve che a lungo termine, per affrontare la sicurezza energetica dell’Europa e di tutto il mondo». Il Segretario di Stato Usa ha, inoltre, sottolineato gli sforzi degli Stati Uniti per aumentare le spedizioni di gas naturale liquefatto dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca.

Ore 07:26 - Kiev: arrivati sul fronte i primi russi mobilitati

Lo Stato Maggiore delle Forze armate ucraine, nel consueto report giornaliero, dichiara che «nelle forze di occupazione russe è iniziata l’accoglienza del personale chiamato alla mobilitazione parziale» e che «persone condannate per reati penali sono arrivate a rinforzare le unità che stanno già combattendo in Ucraina». Intanto, in un discorso con alcuni ufficiali militari, Putin avrebbe detto di aver avvisato i governatori regionali che pure i contadini verranno arruolati per essere spediti al fronte.

Ore 07:40 - Russia, posti di blocco ai confini per fermare la fuga dalla mobilitazione

Le autorità di Mosca stanno istituendo posti di blocco lungo alcuni confini del Paese, per bloccare la fuga di tuti gli uomini coinvolti nella mobilitazione parziale che tentano di lasciare la Russia. Andrei Sergeev, ministro degli Affari interni della regione dell’Ossezia del Nord-Alania, ha scritto sul suo canale Telegram che «l’afflusso di veicoli leggeri in movimento verso la Georgia è in forte aumento» e che «una sede dell’ufficio di registrazione e arruolamento militare sarà schierato al posto di blocco nel prossimo futuro».

Ore 08:08 - La regione di Zaporizhzhia chiede l’annessione alla Russia

«Il 28 settembre le autorità della regione di Zaporizhzhia si rivolgeranno a Putin con la richiesta di accettare la regione nella Federazione russa», scrive la Tass, citando il dirigente delle autorità filorusse regionali Vladimir Rogov. Nelle prossime ore, dunque, la regione ucraina di Zaporizhzhia, occupata dalle truppe russe, chiederà a Vladimir Putin di essere «ammessa» alla Russia. Zaporizhzhia è una delle quattro regioni, assieme a quelle di Kherson, Lugansk e Donetsk, dove si è svolot negli scorsi giorni un referendum per l’annessione, conclusosi ieri e rigettato come «farsa» da Kiev e dalla maggioranza della comunità internazionale.

Ore 09:13 - Borrell: atti di «sabotaggio» ai gasdotti

Azioni di sabotaggio come probabile causa dei danni subiti dai gasdotti Nord Stream 1 e 2. Ne è convinta l’Unione europea, che minaccia «forti» contromisure. Ad annunciarlo in una nota è l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri Josep Borrell, che spiega come l’Unione sia «profondamente preoccupata per i danni ai gasdotti Nord Stream 1 e 2 che hanno provocato perdite nelle acque internazionali del Mar Baltico».

Ore 09:40 - Kiev chiede più armi dopo i referendum

L’Ucraina chiede all’Occidente di aumentare «significativamente» gli aiuti militari dopo l’annuncio dei risultati dei quattro referendum per l’annessione delle regioni del Sud alla Russia. «L’Ucraina chiede all’Ue, alla Nato e al Gruppo dei Sette di aumentare immediatamente e in modo significativo la pressione sulla Russia, anche attraverso l’imposizione di dure sanzioni, e di incrementare in modo significativo gli aiuti militari all’Ucraina», ha dichiarato il ministero degli Esteri ucraino in un comunicato.

Ore 10:44 - Kiev, 3 missili russi contro città nella regione di Zaporizhzhia

Stamattina la Russia ha lanciato tre missili al centro della città di Gulyaipole nella regione di Zaporizhzhia. Lo afferma il presidente della regione Oleksandr Starukh su Telegram affermando che «Il nemico ha colpito il centro città con tre missili S-300. Un edificio che aveva lo status di monumento storico è stato distrutto. La strada è stata danneggiata. Si aspettano informazioni sulle vittime». È quanto riporta Ukrainska Pravda.

Ore 10:51 - Danimarca: «Almeno una settimana per indagare su Nord stream»

«C’è molto gas in uscita, l’esplosione è molto grande, e quindi ci vorrà del tempo, una settimana o due prima che le perdite possano essere indagate scendendo in profondità». Lo afferma il ministro della Difesa danese Morten Bodskov, parlando alla televisione danese TV 2, dopo il suo incontro con il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. «Non è un incidente, è stato pianificato, e stiamo parlando di esplosioni molto grandi», ha affermato aggiungendo che «la Russia ha una presenza militare significativa nella regione del Mar Baltico e ci aspettiamo che continui a lanciare sciabolate».

Ore 11:21 - Cina: «Referendum? Rispettare sovranità territorio»

La posizione della Cina «sulla questione dell’Ucraina è stata sempre chiara: abbiamo sempre sostenuto che l’integrità sovrana e territoriale di tutti i Paesi dovrebbe essere rispettata», così come «gli scopi e i principi della Carta dell’Onu». Così il portavoce del ministro degli Esteri Wang Wenbin sul via libera all’adesione alla Federazione russa emersa dai referendum tenuti nelle regioni dell’Ucraina occupate dalle truppe di Mosca, aggiungendo che anche «le legittime preoccupazioni sulla sicurezza di tutti i Paesi dovrebbero essere prese sul serio e dovrebbero essere sostenuti gli sforzi per una soluzione pacifica della crisi».

Ore 11:27 - Rosato: «Giusta risposta dura Ue a farsa referendum»

«Alla farsa dei referendum di annessione alla Russia fa bene l’Europa a rispondere con durezza. Rifiuteremo sempre la finta democrazia gestita con i fucili che per le case costringono al voto». Così sui social il Presidente di Iv Ettore Rosato.

Ore 11:56 - Cremlino: «Stupido incolpare Russia per Nord Stream»

«È stupido e assurdo» incolpare la Russia per le fughe di gas da Nord Stream. Lo afferma il Cremlino dopo le accuse alla Russia di aver sabotato il gasdotto.

Ore 12:05 - Referendum in Donbass, cosa chiedeva la Russia e cosa cambia ora

(Francesco Battistini, inviato a Kiev) Referendum, secondo Mosca. «Farsa», secondo il mondo. Dopo sette mesi d’invasione militare e ora che il 95% dei votanti ha detto sì all’annessione — in territori dove si votava con il fucile puntato e gran parte degli abitanti se ne sono andati —, la Russia allarga i suoi confini. Esattamente come fece nel 2014, dopo la proclamazione dei risultati in Crimea. Solo che allora non c’era una guerra in corso e si festeggiava con fuochi d’artificio e feste in piazza: la comunità internazionale si limitò alle sanzioni. Stavolta, la partita dell’Anschluss di Putin è tutta da giocare.

Ore 12:10 - Cremlino: «Usa stanno diventando sempre più parte in conflitto»

«La parte americana sta entrando sempre più in questo conflitto de facto, si sta avvicinando sempre più a diventare una parte di questo conflitto, il che è estremamente pericoloso». Lo ha sottolineato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, secondo quanto riporta Tass. Il portavoce del Cremlino ha sottolineato che la parte russa ha un atteggiamento negativo nei confronti della dichiarazione di Blinken sulla possibilità di utilizzare le armi fornite all’Ucraina dagli Stati Uniti contro i territori in cui si sono svolti i referendum per l’adesione alla Federazione Russa.

Ore 12:14 - Peskov: «Stupide le accuse a Russia di attacco a Nord Stream»

Sono accuse «stupide» quelle rivolte contro la Russia per l’attacco contro il gasdotto di Nord Stream. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov nel corso della sua quotidiana conferenza stampa. Sottolineando la necessità di indagare su quanto accaduto, Peskov ha detto che non è chiaro quanto tempo sarà necessario per riparare i danni. «Le ipotesi che la Federazione russa sia coinvolta nell’incidente sono semplicemente stupide», ha proseguito Peskov affermando comunque che queste accuse erano «abbastanza prevedibili e anche prevedibilmente stupide». Anche perché, ha detto Peskov, i danni causati «rappresentano un problema per noi». Inoltre «prima di formulare qualsiasi accusa bisognerebbe aspettare l’esito delle indagini su questi danni e capire se sono stati causati da esplosioni oppure no», ha proseguito.

Ore 12:41 - Usa: gli americani lascino immediatamente la Russia

I cittadini americani sono invitati a «lasciare la Russia immediatamente», usando «le limitate opzioni» di trasporto commerciale ancora disponibili. Lo si legge nel sito dell’ambasciata Usa a Mosca, citata dalla Tass.

Ore 13:15 - Cremlino: niente passaporto per chi è richiamato alla leva

La Russia non rilascerà più passaporti alle persone richiamate alla leva in base alla mobilitazione voluta da Putin. Lo ha reso noto il portale informativo del governo, in un momento in cui decine di migliaia di persone sono già fuggite all’estero. «Se un cittadino è già stato chiamato per il servizio militare o ha ricevuto una convocazione, gli verrà negato il passaporto internazionale», si legge sul portale.

Ore 13:20 - Erdogan chiama Zelensky: «Urgente cessate il fuoco»

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha avuto oggi un colloquio telefonico con il collega ucraino Volodymyr Zelensky nel quale ha ribadito il sostegno della Turchia e l’impegno per un cessate il fuoco. In base a quanto riportano i media locali, durante la telefonata i due hanno inoltre discusso gli ultimi sviluppi dell’attacco russo in Ucraina.

Ore 11:58 - Lavrov: «Si stanno definendo nuovo ordine mondiale e ruolo russo»

La Russia sta attraversando una fase cruciale della sua storia, che definirà il nuovo ordine mondiale e il suo posto in esso: lo ha dichiarato il ministro degli esteri russo, Serghei Lavrov, citato dall’agenzia Tass. «Oggi il nostro Paese sta attraversando una fase cruciale della sua storia. Non sarebbe esagerato dire si definirà il futuro dell’ordine mondiale e il posto della Russia in esso», ha detto Lavrov in occasione della presentazione di un francobollo der i 220 anni dell’istituzione del Ministero degli esteri russo. Mosca sta prendendo «decisioni per difendere gli interessi nazionali, l’onore, la dignità e il patrimonio storico della Russia», ha aggiunto Lavrov.

Ore 13:34 - Mosca: «Biden dica se Usa responsabili incidenti Nord Stream»

Il presidente americano Joe Biden deve chiarire se vi siano gli Usa dietro gli incidenti avvenuti al Nord Stream. Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, citata dalla Tass. Sul suo canale Telegram, Zakharova posta il video di una conferenza stampa tenuta da Biden prima dell’invasione in Ucraina. «Se la Russia invadera’ l’Ucraina — afferma il presidente Usa nel video — non ci sarà più un Nord Stream 2. Vi metteremo fine». Alla domanda di una giornalista come gli Stati Uniti potranno farlo, Biden risponde: «Le assicuro che saremo in grado di farlo». «Joe Biden — scrive Zakharova — è obbligato a rispondere alla domanda se gli Stati Uniti hanno realizzato la loro minaccia il 25 e 26 settembre 2022».

Ore 13:54 - Zuppi: «Dobbiamo aspettare l’atomica per ripudiare la guerra?»

«Ripudiare la guerra è qualcosa di più di non usarla, nel ripudiare c’è la scelta che non è quello lo strumento, chi ha scritto l’articolo 11 della Costituzione ha visto le stesse immagini che vediamo oggi in Ucraina. Dobbiamo aspettare un’altra bomba atomica per capire che la guerra è una follia? Quelli che hanno fatto la guerra lo sapevano, perché hanno visto la bomba atomica e hanno detto se c’è una terza guerra mondiale sarà l’ultima, poi uno se lo dimentica e pensa che andrà tutto bene». Lo ha detto il presidente della Cei Matteo Maria Zuppi a margine di un convengo a Genova.

Ore 14:17 - Ue: «Inaccettabile ogni deliberata interruzione delle forniture di gas»

«Ogni deliberata interruzione delle forniture energetiche europee è inaccettabile e troverà una risposta robusta e unita». Lo ha detto il vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis in conferenza stampa. Gli incidenti avvenuto ai gasdotti Nord Stream 1 e 2 «non sono una coincidenza». «Tutte le informazioni disponibili indicano che si è trattato di atti deliberati. La Commissione è in contatto con gli stati membri e sosteniamo le indagini per far piena chiarezza» e valutare come «aumentare la resilienza delle nostre forniture energetiche».

Ore 14:56 - Kiev: «Solo 0,5% ha votato in referendum farsa a Zaporizhzhia»

«Voglio ringraziarvi per la vostra posizione indomabile. Anche sotto l’oppressione del nemico, non avete partecipato a questa farsa e a questo finto referendum . Solo lo 0,5%» dei residenti «ha partecipato a questa farsa» nella regione di Zaporizhzhia. Lo ha detto in un videomessaggio su Telegram il sindaco di Melitopol, Ivan Fedorov. Le autoproclamate autorità filorusse avevano annunciato un’affluenza nella regione dell’85,4% degli aventi diritto, pari a 541.093 votanti.

Ore 15:13 - Le Pen invoca ritiro sanzioni su energia

La leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, intervistata questa mattina da radio RTL, invoca il ritiro delle sanzoni contro la Russia sull’energia, che ritiene «controproducenti» per la Francia e gli altri Paesi europei. «Siamo contrari alle sanzioni sull’energia, per un motivo molto semplice e molto chiaro: le sanzioni sull’energia hanno portato ricchezze supplementari alla Russia ed un impoverimento programmato dei nostri Paesi europei. Quindi sono uno sciocchezza», ha dichiarato Le Pen, aggiungendo che queste sanzioni «sono controproducenti. Quando una sanzione è controproducente, bisogna ritirarla». Ma questo, ha tenuto a precisare, «non riguarda l’insieme delle altre sanzioni che sono state decise sugli oligarchi o altro».

Ore 15:16 - Erdogan: «Mediazione a Zaporizhzhia, male referendum»

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan punta a una mediazione tra Russia e Ucraina che risolva la delicata situazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, anche se il recente referendum nelle zone sotto occupazione russa ostacola lo sforzo diplomatico di Ankara. Durante un colloquio telefonico con il collega ucraino Volodimir Zelensky Erdogan ha sottolineato il successo del corridoio del grano e del recente scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina auspicando che Kiev e Mosca affrontino con lo stesso approccio anche la ricerca di una soluzione per la centrale nucleare, in bilico da settimane. Erdogan, rende noto l’ufficio della presidenza turca, ha anche espresso la propria preoccupazione per i referendum nelle zone occupate dai russi, che secondo il presidente turco rendono più difficoltosa una mediazione della Turchia e l’impegno per un cessate il fuoco.

Ore 15:23 - Cremlino: «Offensiva nel Donetsk proseguirà dopo i referendum»

«Quello che posso dire con assoluta precisione» è che «non tutti i territori della Repubblica popolare di Donetsk sono stati ancora liberati. Stiamo parlando del territorio che si trova entro i confini del 2014». Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato da Ria Novosti, affermando che l’offensiva nel Donetsk proseguirà anche dopo la possibile annessione di nuovi territori alla Russia a seguito dei risultati dei referendum tenuti in quattro regioni ucraine, non riconosciuti dalla comunità internazionale. Invece, ha aggiunto Peskov, «il territorio della Repubblica popolare di Lugansk è già stato liberato».

Ore 15:39 - Russia limita accessi a regione a confine con Georgia

Le autorità della regione russa dell’Ossezia del Nord, al confine con la Georgia, hanno ordinato la limitazione dei viaggi in auto nella repubblica, dopo che decine di migliaia di russi sono fuggiti in Georgia per sfuggire alla mobilitazione parziale decisa dal presidente Putin. Il leader della regione, Sergei Menyalo, ha scritto su Telegram di aver ordinato l’«allerta» e ordinato di «limitare l’ingresso delle auto nell’Ossezia del Nord».

Ore 15:41 - La Russia usa i droni-kamikaze: sono l’arma del momento e Kiev li teme

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Sono l’arma del «momento»: i droni-kamikaze iraniani. I russi li usano e ne sottolineano i successi, gli ucraini li temono e annunciano, quasi ogni giorno, la distruzione di diversi esemplari. Un classico mix di notizie belliche e propaganda in quello che qualcuno definisce il «Game of Drones». Teheran ha fornito alla Russia almeno due tipi di velivoli: gli Shahed 136 (missione d’attacco) e i Mojaher 6 (ricognizione). I primi sono costruiti con tecnologia non sofisticata, hanno un basso costo, portano carica esplosiva sino a 30 chilogrammi, non essendo dotati di proprie telecamere devono essere supportati da altri mezzi. Non sono veloci, dunque sono esposti al tiro della contraerea. Inoltre i loro apparati di guida possono essere «disturbati» con contromisure elettroniche. Se impiegati in gran numero saturano però le difese, sono lanciabili da camion (quindi piattaforme mobili ed «economiche» rispetto ai missili cruise), sono insidiosi per le artiglierie più preziose degli ucraini.

Ore 15:47 - Ue, sì a pacchetto aiuti Italia a imprese da 700 milioni

La Commissione europea ha approvato lo schema italiano da 700 milioni per sostenere imprese che sono state colpite dagli effetti della guerra russa contro l’Ucraina.

Ore 15:59 - Russia chiede riunione Consiglio Onu sul Nord Stream

La Russia intende chiedere una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sui danni subiti dal Nord Stream e Nord Stream 2. Lo riferisce l’agenzia Ria Novosti citando il ministero degli Esteri.

Ore 16:03 - Media Berlino: Nord Stream forse inutilizzabile per sempre

I servizi di sicurezza in Germania ritengono che i tre tubi dei gasdotti Nord Stream 1 e 2, danneggiati probabilmente da un attacco, potrebbero anche risultare inutilizzabili per sempre. È quello che scrive il tedesco Tagesspiegel. Secondo fonti di governo citate dal giornale, se non verranno riparati subito, l’acqua salata potrà corrodere il materiale di cui sono fatti.

Ore 16:07 - Von der Leyen: «Nuove sanzioni, Mosca paghi per escalation»

«La Russia deve pagare per questa ulteriore escalation» alla guerra. Lo dice la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen presentando l’ottavo pacchetto di sanzioni proposto da Bruxelles e ribadendo che l’Ue «non accetterà mai» l’esito dei «falsi» referendum nel Donbass. Per von der Leyen le nuove sanzioni a Mosca sulle importazioni verso l’Ue «priverà la Russia di altri 7 miliardi di euro di entrate» mentre «l’estensione della lista di prodotti che non potranno più essere esportati verso la Russia», come parte di questo ottavo pacchetto di sanzioni, «toglierà al Cremlino tecnologie chiave, come articoli di aviazione, componenti elettroniche e sostanze chimiche specifiche».

Ore 16:07 - Ue propone «price cap» al petrolio nel pacchetto sanzioni

La Commissione Europea ha incluso il «price cap» al petrolio nella sua proposta agli Stati membri per il nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia.

Ore 16:26 - Nelle sanzioni stop Ue a europei in cda aziende Stato russe. Nella «black list» anche persone non russe che aggirano sanzioni

Nel nuovo pacchetto di sanzioni ci sarà anche il «divieto per i cittadini europei di sedere nei board di aziende di proprietà statale» in Russia. Inoltre, nel pacchetto di sanzioni l’Ue propone l’inclusione nella «lista nera» — che comprende già oltre 1.300 individui o entità sanzionati — persone «non necessariamente russe» che aggirano le sanzioni.

Ore 16:32 - Russia: lunedì plenaria Duma su annessione regioni ucraine

L’agenda del Parlamento russo verrà ridefinita in modo da tenere lunedì una sessione plenaria straordinaria sull’annessione delle regioni ucraine di Lugansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia, dove le autorità filorusse hanno tenuto referendum per unirsi a Mosca, non riconosciuti dalla comunità internazionale. Lo ha detto il presidente della Duma, Viaceslav Volodin, citato da Interfax.

Ore 16:45 - Papa: «Errore dire guerra Russia-Ucraina, è guerra mondiale. Mi sono adoperato per lo scambio di prigionieri»

«È in corso una guerra e credo sia un errore pensare che sia un film di cowboy dove ci sono buoni e cattivi. Ed è un errore anche pensare che questa è una guerra tra Russia e Ucraina e basta. No: questa è una guerra mondiale». Lo ha detto il Papa nel viaggio in Kazakistan, parlando con i Gesuiti. La conversazione è del 15 settembre ed è stata raccolta dal direttore de La Civiltà Cattolica padre Antonio Spadaro. La rivista scrive anche che il pontefice si è adoperato per lo scambio di prigionieri, riportando le parole di Francesco ai Gesuiti in Kazakistan: «È venuto anche un capo militare che si occupa dello scambio dei prigionieri, sempre con l’assessore religioso del presidente Zelensky. Questa volta mi hanno portato una lista di oltre 300 prigionieri. Mi hanno chiesto di fare qualcosa per operare uno scambio. Io ho subito chiamato l’ambasciatore russo per vedere se si poteva fare qualcosa, se si potesse velocizzare uno scambio di prigionieri».

Ore 16:48 - Casa Bianca: «Ridicolo evocare gli Usa per Nord Stream»

«Ridicolo» insinuare che gli Usa potrebbero essere i responsabili degli incidenti al Nord Stream: lo ha detto un alto dirigente della Casa Bianca, rispondendo così a Mosca.

Ore 16:58 - Capo Duma: i russi che vanno in Georgia sono dei traditori

I russi che hanno lasciato in questi giorni il Paese per recarsi in Georgia «hanno tradito» la Russia e, se torneranno, «saranno puniti dalla legge». Lo ha detto Vyacheslav Volodin, il presidente della Duma, la camera bassa del Parlamento russo, sottolineando che a questi cittadini le autorità georgiane fanno firmare un documento in cui riconoscono l’occupazione russa di una parte della stessa Georgia, cioè l’Ossezia del Sud e l’Abkhazia. «Forse quelli che hanno firmato questo documento — ha affermato Volodin, citato dalla Tass — è un bene che se ne siano andati. Non c’è bisogno di tenerli stretti. Hanno già tradito».

Ore 17:10 - Mosca: 10 feriti in raid Kiev su regione confine Belgorod

Un nuovo raid ucraino ha colpito la regione frontaliera russa di Belgorod, provocando il ferimento di oltre 10 persone. Lo ha reso noto il governatore locale, citato dalla Tass.

Ore 17:54 - Gentiloni: le sanzioni stanno divorando l’economia russa

«Le sanzioni stanno costantemente divorando l’economia russa, che è destinata a ridursi notevolmente sia quest’anno che il prossimo. Il servizio federale del lavoro russo ha dichiarato che 3 mila marchi hanno sospeso gli affari e 500 società straniere sono state liquidate», portando alla perdita «di 125 mila posti di lavoro». Lo ha dichiarato il commissario europeo dell’Economia, Paolo Gentiloni, nel suo intervento al Forum di Francoforte sulle relazioni Ue-Usa, organizzato dall’Atlantic Council. Aggiungendo: «Le importazioni della Russia dall’Ue sono diminuite di circa il 50% nel periodo marzo-giugno, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. L’accesso bloccato agli aggiornamenti dei software occidentali, ai pezzi di ricambio essenziali e ai semiconduttori sta avendo un effetto devastante sull’industria».

Ore 18:14 - Perdite Nord Stream, venerdì riunione Cds Onu

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà per una sessione di emergenza sulle perdite di gas a Nord Stream 1 e 2 venerdì, su richiesta della Russia. Lo riferiscono all’Adnkronos fonti diplomatiche al Palazzo di Vetro. Mosca ha negato ogni responsabilità nell’accaduto, che molti leader europei definiscono «un atto di sabotaggio» dietro al quale ci sarebbero i russi.

Ore 18:45 - Reporter «Bild» respinto a Mosca, è dovuto tornare a Berlino

Secondo quanto riporta la testata tedesca Bild, lunedì è stato negato l’ingresso in Russia al suo giornalista Peter Tiede, nonostante fosse provvisto di un valido visto giornalistico. Tiede sarebbe stato trattenuto 14 ore all’aeroporto di Mosca e poi obbligato a tornare in Germania, via Istanbul. La motivazione fornita alla dogana sarebbe che secondo il servizio interno russo Fsb il reporter rappresenta un «pericolo per la capacità di autodifesa della Russia». Tiede non potrà più entrare in Russia fino al marzo 2025. Secondo l’ambasciata tedesca si tratterebbe del primo caso di questo tipo. Dall’inizio della guerra Tiede ha raccontato spesso come la Russia stia vivendo la guerra in Ucraina. Ora, come scrive lui stesso, dopo un periodo di pausa «volevo tornare di nuovo (in Russia), per denunciare come il Paese stia scivolando sempre di più verso una dittatura fascista totale».

Ore 18:47 - Danimarca, già dispersa oltre metà del gas da Nord Stream

La Danimarca ha reso noto che oltre la metà del gas contenuto nei tubi del Nord Stream si è disperso nell’atmosfera dopo il sospetto sabotaggio di lunedì. «La maggior parte del gas è già uscito dai gasdotti», ha detto il capo dell’agenzia danese per l’energia, Kristoffer Bottzauw, in una conferenza stampa. «Ci aspettiamo che il resto fuoriesca entro domenica», ha aggiunto.

Ore 18:58 - Usa, nuova tranche di aiuti militari a Kiev da 1,1 miliardi

Il dipartimento della Difesa statunitense ha annunciato oggi una nuova tranche di aiuti militari all’Ucraina da 1,1 miliardi di dollari. Questo nuovo aiuto, destinato a rafforzare la difesa ucraina, nel medio e lungo termine, comprende 18 sistemi di artiglieria di precisione Himars, 150 veicoli blindati Humvee, radar e sistemi di difesa anti-droni, come ha precisato il Pentagono, in una nota.

Ore 19:19 - Mosca: «Inchiesta terrorismo internazionale su Nord Stream»

La Procura generale della Federazione Russa ha avviato un’inchiesta per terrorismo internazionale dopo i danni ai gasdotti Nord Stream. Lo riportano le agenzie russe Ria Novosti e Interfax.

Ore 19:27 - Nord Stream, a chi conviene il misterioso sabotaggio del gasdotto?

(Federico Rampini) Come decifrare il mistero sulle esplosioni sottomarine che hanno danneggiato i gasdotti russi Nord Stream 1 e 2, aprendo falle nelle condutture e provocando perdite di metano? Svedesi e danesi, che hanno messo in allerta le proprie marine militari, hanno subito parlato di sabotaggio . Con fondate ragioni. Anzitutto le falle nel tratto sottomarino sono avvenute pressoché simultaneamente in tre punti; hanno provocato fughe di gas da strutture che sono tubi di acciaio a tenuta stagna protetti da una robusta «camicia» di cemento. I sismografi hanno registrato scosse equivalenti a terremoti oppure a esplosioni. Poiché non c’è stato alcun terremoto in quell’area, resta la spiegazione dell’esplosione.

Ore 19:50 - Kiev: osservatori esteri referendum saranno su lista ricercati

«I cittadini di altri Paesi che hanno accettato di svolgere il ruolo di “osservatori” negli pseudo-referendum russi saranno considerati come complici della violazione dell’integrità dell’Ucraina. Con tutte le conseguenze: compresa l’istituzione di una lista internazionale di ricercati e sanzioni. Ne valeva la pena?». Lo scrive su Twitter Mykhailo Podolyak, consigliere di Zelensky.

Ore 20:33 - Casa Bianca annuncia 1,1 mld aiuti militari per Ucraina

Un altro pacchetto di aiuti militari Usa a Kiev da 1,1 miliardo di dollari, tra armi ed equipaggiamenti: lo ha annunciato la portavoce della Casa Bianca Karin Jean-Pierre.

Ore 21:13 - Ucraina, Marianna Triasko: medico dell’esercito muore in guerra: viveva a Treviso da 14 anni

Si chiamava Marianna Triasko, 37 anni , la donna ucraina deceduta tre giorni fa nella guerra contro i russi. Marianna risiedeva in Veneto da 14 anni. La notizia della sua morte è stata diffusa dal Tgr Rai del Veneto. La donna, originaria di Ivano-Frankivsk, risiedeva a Villorba (Treviso), era sposata con un italiano e aveva due figli di 10 e 14 anni. Li aveva menzionati in un breve video che è stato girato in Ucraina, nella 102a Brigata delle forze di difesa territoriale della regione di Ivano-Frankivsk. Quando è iniziato il conflitto, è tornata in Ucraina. Marianna infatti non se l’è sentita di non prestare aiuto ai suoi connazionali, così ha abbracciato il marito e i due figlioletti ed è tornata in Patria dove ha trovato la morte in combattimento.

"Nord Stream irrecuperabile". Russia-Usa, guerra di accuse. Il gasdotto potrebbe non riaprire. Mosca: "Biden dimostri la sua innocenza". La replica: "Ridicolo". Gaia Cesare il 29 Settembre 2022 su Il Giornale.

C'è il danno climatico: secondo Greenpeace, il potenziale impatto della dispersione di metano da Nord Stream 1 e 2, dopo le esplosioni di lunedì e le conseguenti fughe di gas nel Mar Baltico, è pari alle emissioni annuali di 20 milioni di automobili nell'Unione europea. C'è il danno alle infrastrutture e al mercato energetico: i due gasdotti potrebbero non riaprire mai più a causa dell'acqua salata che ne sta corrodendo le tubazioni, secondo i servizi di sicurezza tedeschi citati da Tagesspiegel. Anche per questo la Germania si prepara a tenere aperte due centrali nucleari che intendeva mettere «in riserva» e la Nato discute della protezione delle infrastrutture critiche dei Paesi alleati. Ma c'è soprattutto il danno strategico e le sue conseguenze politiche. L'ipotesi di reato della polizia svedese, dopo i danni a Nord Stream 1 e 2 e la dispersione di metano, è «sabotaggio aggravato». E che sui gasdotti sia stato provocato un danno deliberato nessuno sembra avere più dubbi, anche se entrambe le strutture erano inattive al momento dell'attacco.

L'Unione europea ha definito ieri «inaccettabile ogni deliberata interruzione delle forniture energetiche europee» e ha promesso «una risposta robusta e unita», oltre che un'indagine, che gli Stati Uniti garantiscono di «sostenere». Chi ha compiuto l'azione? E con quale obiettivo ha colpito i gasdotti costruiti per portare il metano dalla Russia alla Germania? Ucraina e Polonia non hanno dubbi che ci sia lo zampino di Mosca. Il ministro della Difesa danese, Morten Bodskov, spiega che ci vorrà una settimana o due prima che le perdite possano essere indagate, scendendo in profondità, a causa del gas in uscita. Ma secondo ambienti Nato, citati dalla Bild, dietro al sabotaggio ci sarebbe il Gru, il servizio segreto militare russo, e in particolare l'unità di sabotaggio della 561ma brigata marina, di stanza nell'enclave russa di Kaliningrad, e addestrata per attacchi a grandi profondità oltre che dotata di droni subacquei e due mini-sommergibili.

Il caso, nel frattempo, è già diventato il principale terreno di scontro fra Stati Uniti e Russia, con quest'ultima pronta a rispedire al mittente sospetti e soffiate degli 007 occidentali, che portano dritti all'indirizzo di Mosca. «Stupido e assurdo accusare la Russia di essere all'origine delle massicce fughe di gas avvenute nel Mar Baltico» taglia corto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Poi arriva la notizia dell'avvio di un'inchiesta per terrorismo internazionale da parte della Procura generale della Federazione. E a rincarare la dose, ribaltando i forti sospetti che si addensano sul Cremlino, è la nota portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che tira per la giacchetta il presidente americano: «Deve chiarire se vi siano gli Usa dietro gli incidenti». «Il 7 febbraio 2022 - scrive sui social media Zakharova - Joe Biden ha detto che il Nord Stream sarebbe finito se la Russia avesse invaso l'Ucraina». Il riferimento è a un video del capo della Casa Bianca che di Nord Stream, prima dell'attacco all'Ucraina diceva: «Se la Russia invade, non ci sarà più un Nord Stream 2. Porremo fine al gasdotto». Sono parole che Mosca considera un'autoaccusa. Ed è su questo passaggio che la portavoce della diplomazia russa alza il tiro, mentre il suo Paese chiede e ottiene per venerdì una riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu: «Biden è obbligato a dirci se hanno dato seguito alla loro minaccia», ha aggiunto Zakharova.

La Casa Bianca risponde e parla di insinuazioni «ridicole». Intanto il rischio, dopo il sospetto sabotaggio, è che i gasdotti non riaprano più «a causa di danni senza precedenti». Se non venissero riparati subito, troppa acqua salata nelle tubazioni potrebbe corroderli in maniera irreversibile. E c'è un altro timore in Europa: che azioni simili si ripetano ai danni di infrastrutture cruciali. Per questo, anche dopo l'avvistamento di droni nel Mare del Nord, il primo ministro norvegese, Jonas Gahr Store, annuncia che schiererà l'esercito a protezione dei suoi impianti per la produzione di gas e petrolio: «I militari saranno ben visibili».

Il prezzo del gas, ieri, è schizzato a 210 euro, per chiudere ad Amsterdam a 207 euro per kilowattora, +11,3%.

Indizi sul Cremlino, ombre su Londra e States. La strategia dell'escalation giova a Mosca. Nella Nato solo Usa e Uk hanno i mezzi. Fausto Biloslavo il 29 Settembre 2022 su Il Giornale.

Sabotaggio, escalation e duro colpo alla sicurezza delle strategiche infrastrutture energetiche sono le uniche certezze delle esplosioni sottomarine nel Mar Baltico, che hanno fatto saltare i gasdotti Nord Stream.

«Anche solo la parola bomba fa impennare il prezzo del gas. Ma ancora più grave è il messaggio all'Europa: le infrastrutture energetiche sono vulnerabili e per difenderle bisogna fare un grosso sforzo di sicurezza militare» spiega Michelangelo Celozzi, esperto di energia del Trans Med engineering network. Un altro dato certo è che solo delle potenze con un'adeguata Marina militare addestrata per operazioni sottomarine sono in grado di mettere a segno sabotaggi del genere. Il cerchio si restringe all'indiziato numero uno, la Russia e ai paesi Nato, anche se gli unici ad avere un pelo sullo stomaco per operazioni così azzardate sono gli inglesi e soprattutto gli americani, indiziati numero due accusati da Mosca.

Nell'enclave di Kaliningrad, vicino alla città di Primorsk, direttamente sulla costa baltica, è schierata la 561ima brigata di Marina russa. Alcune squadre di incursori, come i nostri Consubin, sono addestrati per attacchi in profondità e dotati di droni subacquei e mini sommergibili. In un contesto del genere opererebbero con la supervisione del Gru, il servizio segreto militare. Dall'altra parte della barricata, però, la Kearsarge, squadra anfibia americana con il 22imo corpo di spedizione dei Marines per un totale di 4mila uomini, compresi corpi speciali, era già stata dispiegata nel mar Baltico in agosto.

«È una classica operazione da guerra ibrida dove si usa qualsiasi mezzo per mettere in difficoltà l'avversario - osserva Luigi Mario Binelli Mantelli, ex capo di stato maggiore della Marina e della Difesa - Le accuse si rimpallano e alla fine non si scopre mai nulla di definitivo sulle responsabilità». Nel frattempo, però, si provoca il caos, almeno dal punto di vista psicologico, ed effetti collaterali sul fronte energetico della guerra in Ucraina. In realtà è quasi impossibile non lasciare traccia con un sabotaggio così clamoroso anche se sottomarino.

Alcuni indizi sono significativi: nelle settimane precedenti era stato lanciato l'allarme su sorvoli di droni non identificati nell'area, in particolare attorno alle piattaforme. Le cariche esplosive possono essere state piazzate anche giorni prima, ma la tempistica del sabotaggio ha coinciso con l'inaugurazione del gasdotto dalla Norvegia alla Polonia, che Mosca vede come fumo negli occhi. E in ottobre si riunirà il vertice europeo con 15 paesi membri che chiedono il tetto al prezzo del gas. Zar Putin lo ha sempre considerato inaccettabile minacciando di chiudere i rubinetti per rappresaglia.

Cui prodest, a chi giova questa ulteriore escalation? Ai russi, esperti di operazioni sotto falsa bandiera, che possono accusare gli americani citando frasi minacciose della Casa Bianca e soprattutto mandare un messaggio sull'insicurezza delle infrastrutture energetiche europee. L'esercito norvegese è stato subito mobilitato, come la flotta tedesca e tutti i paesi Ue stanno decidendo di aumentare la vigilanza. Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi difesa, non esclude alcuna pista, ma crede poco «ai russi che fanno saltare da soli un gasdotto in cui hanno investito 10 miliardi di dollari».

I tubi sottomarini, però, erano già fermi a causa del braccio di ferro con Berlino e Bruxelles sull'Ucraina. «Il danno si può riparare - fa notare Celozzi - I russi non esportavano e la Germania non riceveva nulla. Ma ci sono altri due gasdotti per l'Europa che funzionano. Uno passa addirittura per il Donbass e sbuca a Tarvisio». I russi sono specialisti, fin dai tempi dell'Urss, nelle intrusioni sottomarine verso i paesi del Nord Europa. «Putin vuole alzare il tiro per provocare sempre più ansia e preoccupazione in Occidente» è convinto chi ha lavorato con l'intelligence. Mosca ribalta le accuse e chiede pure una riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu citando la frase minacciosa pronunciata dal presidente Joe Biden alla vigilia della guerra: «Se la Russia invaderà l'Ucraina non ci sarà più un Nord Stream 2. Vi metteremo fine». L'ambasciata russa a Roma ha rilanciato un tweet dell'ex ministro della Difesa polacco, oggi eurodeputato, Radek Sikorski, che sul sabotaggio scrive: «Grazie Usa». E conclude: «Qualcuno ha fatto un'operazione di manutenzione speciale». Poi ha aggiustato il tiro sostenendo che puntava il dito contro i russi, ma rimane qualche dubbio.

L'unico dato certo è che il prezzo del gas torma a salire a 207 euro. E come sintetizza amaramente Gaiani «il vero agnello sacrificale è l'Europa e le nostre forniture energetiche vitali, come dall'inizio del conflitto».

Scoppia la guerra e parte per l’Ucraina, Maryana muore al fronte: “Era italiana, lascia due figli”. Redazione su Il Riformista il 28 Settembre 2022 

Maryana Triasko era nata in Ucraina ma viveva da tempo in provincia di Treviso. Quando è partita l’invasione, l'”operazione speciale” del Presidente russo Vladimir Putin in Ucraina non ce l’ha fatta a restare lontana, a guardare da lontano il suo Paese sotto attacco. Ed è tornata. È morta in battaglia, tre giorni fa, aveva 37 anni e due figli. È morta a causa delle gravi conseguenze di alcuni corpi di mortaio che l’hanno ferita.

La notizia della morte è stata diffusa dal Tgr Rai del Veneto. Maryana Triasko era nata a Trostyanets, nella regione di Ivano Frankivsk. Era una dottoressa. Maryana viveva in Veneto da 14 anni, a Villorba per la precisione. E in Italia erano arrivate anche le sue due sorelle mentre il fratello vive in Germania. Aveva sposato un italiano con il quale aveva avuto due figli, di 10 e 14 anni. Come confermato dall’ex sindaco Marco Serena all’Ansa era cittadina italiana.

La donna, secondo quanto riferito da Pravda IF, stava costruendo una casa a Trostyanka, sognava di tornare nel suo Paese con la sua famiglia. Quando è esplosa la guerra non ce l’ha fatta a rimanere lontana. Ha baciato i figli, salutato il marito ed è partita. Era medico militare, arruolata con la 102esima Brigata delle forze di difesa territoriale della regione di Ivano Frankivisk.

Triasko in guerra era nota con l’identificativo di “Kvitka”. “Ricordo il nostro primo incontro. Così allegro, sorridente, sincero e gentile. Con un sorriso, ha raccontato come vivono i nostri difensori in trincea, come si nascondono durante la pioggia, cosa mangiano, bevono, dove conservano il cibo, dove si nascondono durante i bombardamenti. Parlava molto e sorrideva tutto il tempo, come se non avesse paura. I suoi fratelli erano orgogliosi di lei. Era sempre preoccupata per il loro benessere, forniva aiuto in tempo, sapeva come incoraggiare“, ha scritto di lei Oksana Slivchuk.

La 37enne è morta a causa delle gravi ferite causate da colpi di mortaio. Ha combattuto per la sua vita per due giorni ma i medici non sono riusciti a salvarle la vita. Il suo corpo sarà consegnato a Zaporizhzhia e sepolto nel villaggio dov’era cresciuta.

Ucraina Russia, le notizie sulla guerra del 29 settembre. di Francesco Battistini, Lorenzo Cremonesi, Paolo Foschi e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 29 Settembre 2022.

Le notizie di giovedì 29 settembre. Colloquio telefonico Putin-Erdogan: la Turchia pronta a mediare. Mosca domani annette le regioni ucraine. La Finlandia chiude i confini ai russi

• La guerra in Ucraina è arrivata al 218esimo giorno.

• Tutti e 4 i referendum nelle regioni ucraine hanno visto vincere il sì, una farsa per il mondo. Domani Mosca annetterà le regioni al suo territorio.

• I soldati russi intercettati: «Ci ordinano di uccidere tutti. Putin è pazzo».

• Battaglia in Europa sul tetto al prezzo del gas. Nuove sanzioni alla Russia, l’Ungheria minaccia il veto.

• Nord Stream, a chi conviene il misterioso sabotaggio del gasdotto?

Ore 04.35 - Referendum in Donbass, cosa chiedeva la Russia e cosa cambia ora

(Francesco Battistini, inviato a Kiev) Referendum, secondo Mosca. «Farsa», secondo il mondo. Dopo sette mesi d’invasione militare e ora che il 95% dei votanti ha detto sì all’annessione — in territori dove si votava con il fucile puntato e gran parte degli abitanti se ne sono andati —, la Russia allarga i suoi confini. Esattamente come fece nel 2014, dopo la proclamazione dei risultati in Crimea. Solo che allora non c’era una guerra in corso e si festeggiava con fuochi d’artificio e feste in piazza: la comunità internazionale si limitò alle sanzioni. Stavolta, la partita dell’Anschluss di Putin è tutta da giocare.

Ore 04.41 - Von der Leyen: «Nuove sanzioni, Mosca paghi per escalation»

«La Russia deve pagare per questa ulteriore escalation» alla guerra. Lo dice la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen presentando l’ottavo pacchetto di sanzioni proposto da Bruxelles e ribadendo che l’Ue «non accetterà mai» l’esito dei «falsi» referendum nel Donbass. Per von der Leyen le nuove sanzioni a Mosca sulle importazioni verso l’Ue «priverà la Russia di altri 7 miliardi di euro di entrate» mentre «l’estensione della lista di prodotti che non potranno più essere esportati verso la Russia», come parte di questo ottavo pacchetto di sanzioni, «toglierà al Cremlino tecnologie chiave, come articoli di aviazione, componenti elettroniche e sostanze chimiche specifiche».

Ore 04.45 - Nord Stream, a chi conviene il misterioso sabotaggio del gasdotto?

(Federico Rampini) Come decifrare il mistero sulle esplosioni sottomarine che hanno danneggiato i gasdotti russi Nord Stream 1 e 2, aprendo falle nelle condutture e provocando perdite di metano? Svedesi e danesi, che hanno messo in allerta le proprie marine militari, hanno subito parlato di sabotaggio. Con fondate ragioni. Anzitutto le falle nel tratto sottomarino sono avvenute pressoché simultaneamente in tre punti; hanno provocato fughe di gas da strutture che sono tubi di acciaio a tenuta stagna protetti da una robusta «camicia» di cemento. I sismografi hanno registrato scosse equivalenti a terremoti oppure a esplosioni. Poiché non c’è stato alcun terremoto in quell’area, resta la spiegazione dell’esplosione.

Ore 04.52 - Russia: «Lunedì plenaria Duma su annessione delle regioni ucraine»

L’agenda del Parlamento russo verrà ridefinita in modo da tenere lunedì una sessione plenaria straordinaria sull’annessione delle regioni ucraine di Lugansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia, dove le autorità filorusse hanno tenuto referendum per unirsi a Mosca, non riconosciuti dalla comunità internazionale. Lo ha detto il presidente della Duma, Viaceslav Volodin, citato da Interfax.

Ore 05:00 - Erdogan: «Referendum un guaio, volevo che non si tenessero»

«Avrei voluto che non si tenessero, sono un guaio», così ha commentato il presidente turco Recep Tayip Erdogan intervistato dalla Cnn Turk in merito ai referendum di annessione alla Russia. «Vorrei discutere di questi problemi in dettaglio con Putin, domani (oggi per chi legge, ndr)», ha poi aggiunto.

Ore 05:12 - Marianna Triasko medico dell’esercito muore in guerra: viveva a Treviso da 14 anni

(Roberto Russo) Si chiamava Marianna Triasko, 37 anni , la donna ucraina deceduta tre giorni fa nella guerra contro i russi. Marianna risiedeva in Veneto da 14 anni. La notizia della sua morte è stata diffusa dal Tgr Rai del Veneto. La donna, originaria di Ivano-Frankivsk, risiedeva a Villorba (Treviso), era sposata con un italiano e aveva due figli di 10 e 14 anni. Li aveva menzionati in un breve video che è stato girato in Ucraina, nella Brigata 102 delle forze di difesa territoriale della regione di Ivano-Frankivsk. Quando è iniziato il conflitto, è tornata in Ucraina. Marianna infatti non se l’è sentita di non prestare aiuto ai suoi connazionali, così ha abbracciato il marito e i due figlioletti ed è tornata in Patria dove ha trovato la morte in combattimento. 

Ore 05:20 - La Russia usa i droni-kamikaze: sono l’arma del momento e Kiev li teme

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Sono l’arma del «momento»: i droni-kamikaze iraniani. I russi li usano e ne sottolineano i successi, gli ucraini li temono e annunciano, quasi ogni giorno, la distruzione di diversi esemplari. Un classico mix di notizie belliche e propaganda in quello che qualcuno definisce il «Game of Drones».

Ore 05:28 - Casa Bianca, referendum Russia violazione diritto internazionale

I referendum «farsa» della Russia in Ucraina sono una «flagrante violazione del diritto internazionale: non riconosceremo mai i territori annessi. L’Ucraina ha il diritto di continuare a difendersi». Lo afferma la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre.

Ore 05:40 - Casa Bianca annuncia 1,1 mld aiuti militari per Ucraina

Un altro pacchetto di aiuti militari Usa a Kiev da 1,1 miliardi di dollari, tra armi ed equipaggiamenti: lo ha annunciato la portavoce della Casa Bianca Karin Jean-Pierre.

Ore 05:49 - Su Nyt intercettazioni soldati russi: «Putin è pazzo»

Le conversazioni intercettate di soldati russi impegnati nella guerra in Ucraina sono stati pubblicate dal New York Times. «Ci hanno dato l’ordine di uccidere tutti quelli che vediamo» e «Putin è pazzo. Vuole prendere Kiev, ma non possiamo farlo» sono tra le frasi, presumibilmente pronunciate dai soldati nelle conversazioni con i loro parenti in Russia, diffuse dal quotidiano statunitense. «La nostra offensiva si è fermata. Stiamo perdendo questa guerra», «Abbiamo perso mezzo reggimento» e «Quando tornerò a casa lascerò il dannato esercito» sono tra gli altri scampoli di colloqui pubblicati, dai quali emergono frustrazione e pessimismo sull’andamento del conflitto.

Ore 09:00 - Kiev: «Bombardamenti a Dnipro, morto un bambino»

Un nuovo bombardamento russo ha colpito un quartiere residenziale a Dnipro, uccidendo tre persone, tra cui un bambino. Il bilancio provvisorio è di altri 5 feriti. Lo riferisce il capo di Dnipropetrovsk Ova Valentyn Reznichenko su Telegram, secondo quanto riporta Ukrinform. «I russi hanno colpito la notte Dnepr con razzi. Hanno preso di mira aree residenziali. Finora sappiamo di tre morti, tra cui un bambino. Altri cinque sono rimasti feriti, inclusa una ragazza di 12 anni», afferma. I soccorritori «hanno portato la bambina fuori dalla casa distrutta, dove stava appena dormendo quando un razzo russo ha colpito l’abitazione. Diverse case sono andate completamente distrutte. I soccorritori continuano a scavare sotto le macerie, cercando altre persone. É possibile che vi siano anche altri bambini».

Ore 10:20 - Intelligence Gb: «Russi in fuga più numerosi di quelli al fronte»

«Nei sette giorni trascorsi da quando il presidente Putin ha annunciato la mobilitazione parziale c’è stato un considerevole esodo di russi che cercavano di sfuggire alla chiamata. Sebbene i numeri esatti non siano chiari, probabilmente supera la dimensione della forza di invasione totale che la Russia ha messo in campo nel febbraio 2022». Lo scrive l’intelligence britannica, nell’ultimo rapporto diffuso dal ministero della Difesa di Londra. «I più facoltosi e istruiti sono i più numerosi tra coloro che tentano di lasciare la Russia», si legge ancora nel rapporto, dove si osserva che «se sommato al numero dei riservisti mobilitati, è probabile che l’impatto economico interno della ridotta disponibilità di manodopera e dell’accelerazione della «fuga di cervelli» diventi sempre più significativo».

Ore 10:30 - Kiev: «Forte esplosione in zona residenziale Melitopol»

Forte esplosione nella zona residenziale di Melitopol, ha riferito il sindaco in esilio Ivan Fedorov, citato da Unian. La pubblicazione Ria Melitopol dice che l’obiettivo dell’ordigno era una collaboratrice ucraina dei russi, «il direttore del dipartimento dell’istruzione Olena Shapurova. La traditrice sarebbe viva». L’agenzia di stampa statale russa Tass ha confermato l’esplosione di un ordigno artigianale imbottito di proiettili nei pressi di una scuola. La deflagrazione ha provocato un ferito: «L’ordigno era attaccato a un albero ed è esploso mentre passava un veicolo. Il veicolo è stato danneggiato e il suo conducente ha riportato lievi ferite».

Ore 10:32 - Anche la Romania invita i suoi cittadini a lasciare la Russia

Il ministero degli Esteri della Romania, in una nota ufficiale, ha invitato i propri cittadini che si trovano per diversi motivi in Russia ad abbandonare immediatamente il paese nel contesto della mobilitazione generale proposta da Putin. Il ministero raccomanda al tempo stesso di «evitare luoghi affollati nei quali sono in atto manifestazioni e di non lasciarsi coinvolgere negli sviluppi di eventuali azioni di protesta o altre manifestazioni che possano degenerare in violenza urbana». Inoltre, nel comunicato il ministero sottolinea che non riconoscerà i risultati dei referendum di annessione dei territori ucraini. Un analogo appello a lasciare la Russia è stato lanciato da Stati Uniti, Polonia e Bulgaria.

Ore 10:38 - Turchia: «Non riconosciamo referendum in territori ucraini»

«Non riconosciamo il risultato di questi referendum». Lo ha affermato il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, durante una conferenza trasmessa dalla Tv di Stato Trt, parlando del via libera all’adesione alla Federazione russa emersa dai referendum tenuti nelle regioni dell’Ucraina occupate dalle truppe di Mosca. «Non abbiamo mai riconosciuto l’annessione della Crimea e abbiamo chiarito che non riconosceremo il risultato di questi referendum», ha affermato il capo della diplomazia di Ankara.

Ore 10:39 - Erdogan: «Guerra nucleare sarebbe catastrofe»

«Il costo di dichiarare una guerra nucleare sarebbe catastrofico». Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, durante un’intervista a Cnn Turk, parlando del conflitto tra Mosca e Kiev. «Non si dovrebbe pensare a questo, risolvere il problema attraverso la diplomazia sarebbe il passo più appropriato», ha aggiunto il leader turco.

Ore 10:55 - Colloquio telefonico tra Draghi e Zelensky

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha avuto oggi una nuova conversazione telefonica con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Il colloquio riguardava gli ultimi sviluppi della situazione sul terreno e sui referendum illegali indetti dalla Federazione Russa nelle zone occupate del Donbass, di Kherson e di Zaporizhzhia. Il Presidente Draghi ha assicurato che l’Italia non riconoscerà l’esito dei referendum e ha confermato il continuo sostegno da parte del Governo italiano alle Autorità e alla popolazione ucraina in tutti gli ambiti.

Ore 11:16 - Finlandia verso chiusura confini ai russi da stanotte

In Finlandia il governo adotterà oggi una risoluzione che limiterà in modo significativo il diritto dei cittadini russi di entrare nel Paese come turisti e di utilizzare la Finlandia come Paese di transito quando si recano in altre parti dell’area Schengen. Lo ha annunciato il governo di Helsinki a seguito di una riunione tenuta ieri sera, in cui ha discusso dell’attuale situazione della politica estera e di sicurezza e delle misure necessarie per affrontarla. Secondo il giornale locale Helsingin Sanomat, che cita informazioni proprie, il governo dovrebbe decidere oggi delle misure che taglieranno in modo significativo il numero dei russi che possono entrare in Finlandia e le restrizioni somiglieranno a quelle del periodo Covid-19 ma verranno applicate solo ai cittadini russi, quindi in pratica il confine sarà chiuso ai russi solo se turisti perché ci saranno diverse ragioni speciali per cui i cittadini russi potranno continuare ad accedere alla Finlandia. Sempre secondo la testata, e le nuove regole dovrebbero entrare in vigore nella notte fra giovedì e venerdì. Una riunione del governo è in programma per le 13 locali (le 12 in Italia) e una conferenza stampa è in programma per le 12.15 italiane.

Ore 11:40 - Ufficio di arruolamento russo al confine con il Kazakistan

Al confine russo-kazako, nella regione meridionale russa di Astrachan, sarà presto allestito un checkpoint per il controllo e l’arruolamento di quanti cercano di lasciare la Russia via terra. Lo hanno annunciato le autorità regionali. L’ufficio di arruolamento sarà allestito al posto di blocco al checkpoint di Karauzek, nel territorio della regione di Astrakhan, dove si è creato «un ingorgo lungo molti chilometri a causa del gran numero di uomini in età militare in attesa di partire», scrive l’agenzia russa Tass. Le fila di auto sono di quanti cercano di sfuggire alla mobilitazione decisa dal Cremlino.

Ore 11:48 - Kiev: «Bielorussia prepara alloggi per 20 mila riservisti russi»

In Bielorussia si stanno preparando posti per l’alloggio di 20 mila soldati mobilitati dalla Federazione Russa. Lo rende noto l’intelligence del Ministero della Difesa ucraino (Gur), come riporta l’Ukrainska Pravda. Secondo il Gur vengono usati magazzini, hangar e altri locali di aziende agricole abbandonate e fattorie. Istruzioni sono state impartite dalle autorità ai consigli locali dal Comitato Centrale della Repubblica di Bielorussia. A causa della mancanza di equipaggiamento per il trasporto del personale militare è previsto l’utilizzo di camion e automobili civili. L’intelligence ucraina riferisce anche che le autorità bielorusse hanno inoltre incaricato le forze dell’ordine di assistere i rappresentanti della Federazione Russa nella mobilitazione dei cittadini russi recentemente entrati nel territorio del Paese.

Ore 12:09 - Mosca domani annette le regioni ucraine

La cerimonia di firma dei trattati sull’annessione di nuovi territori alla Russia si terrà domani alle 15 ora locale al Cremlino e vi prenderà parte il capo di stato Vladimir Putin. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, come riporta Ria Novosti.

Ore 12:18 - Cina: «Pronti a maggiore comunicazione militare con Mosca»

La Cina è pronta ad «aumentare la comunicazione strategica militare» con la Russia, continuando «la cooperazione concreta in vari campi» in modo «da arricchire le relazioni bilaterali e da dare un contributo stabile e positivo alla pace regionale e mondiale». È quanto ha detto il portavoce del ministero della Difesa Tan Kefei in risposta a una domanda sull’aumento di consultazioni e scambi nella cooperazione militare dopo l’incontro tra i presidenti Xi Jinping e Vladimir Putin, tenuto a metà settembre in Uzbekistan.

Ore 12:26 - Cremlino: atto terroristico su Nord Stream da un Paese straniero

Gli incidenti ai gasdotti Nord Stream sembrano «un atto terroristico, probabilmente di un paese straniero». Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato da Interfax. Peskov ha anche commentato le notizie di stampa che parlavano della presenza di truppe russe nell’area degli incidenti: «Sono notizie distorte, sono state viste molte più truppe della Nato nell’area».

Ore 12:36 - L’Ungheria minaccia il veto sulle nuove sanzioni Ue

«Se il nuovo pacchetto di sanzioni» contro Mosca proposto dall’Ue «include misure restrittive sull’energia, l’Ungheria non lo sosterrà». Così il ministro della presidenza del Consiglio dei Ministri ungherese, Gergely Gulyas, in conferenza stampa.

Ore 12:59 - Ue: non accetteremo mai nessuna annessione

«Non accettiamo i referendum farsa e non accetteremo mai nessuna annessione dei territori ucraini occupati. Abbiamo già annunciato il nuovo pacchetto di sanzioni a causa di questi referendum». Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea, Dana Spinant.

Ore 13:24 - Nord Stream, quarta falla: cosa succede

(Valentina Iorio) La Guardia costiera svedese ha scoperto una quarta perdita di gas dai gasdotti danneggiati del Nord Stream, che trasporta il gas russo dalla Siberia all’Europa continentale, ha spiegato una portavoce al quotidiano Svenska Dagbladet. «Due delle quattro perdite si trovano nella zona economica esclusiva della Svezia», ha detto al giornale la portavoce della Guardia costiera svedese Jenny Larsson. Le altre si trovano nella zona economica esclusiva danese. L’Unione europea sospetta che ci sia un sabotaggio all’origine delle fughe di gas dei gasdotti sottomarini russi Nord Stream 1 e 2 e ha assicurato che risponderà in modo «forte e compatto» a qualsiasi interruzione intenzionale dell’infrastruttura energetica europea. Il Nord Stream 1 è chiuso da agosto, ufficialmente per manutenzioni, mentre il Nord Stream 2 non è ancora entrato in funzione, ma entrambi contengono gas sotto pressione.

Ore 13:05 - Peskov: «Non sappiamo se Nord Stream sarà mai riavviato»

Il Cremlino afferma di non sapere se il Nord Stream potrà mai essere riavviato dopo i danni subiti. «È una questione tecnica, non siamo in grado di rispondere», ha spiegato il portavoce Dmitry Peskov ai giornalisti.

Ore 13:30 - Zeit, 007 tedeschi passano dati sensibili a forze Kiev

La Germania fornisce a Kiev anche informazioni sensibili raccolte dai servizi segreti tedeschi sulle postazioni dell’armata russa. Dati e «geo-dati», analisi, immagini satellitari e intercettazioni mobili «che possono influire sulla pianificazioni militare» dell’esercito ucraino sul terreno di battaglia. Si tratta di informazioni elaborate dagli 007 del Bnd (Bundesnachrichtendienst, l’intelligence «esterna» della Germania), che si muove sotto il controllo diretto del cancelliere. La rivelazione di questo scambio tra servizi segreti tedeschi e forze armate ucraine è frutto di un’inchiesta dei reporter della Zeit e della trasmissione «Kontraste» del primo canale pubblico Ard, pubblicata oggi dal settimanale amburghese.

Ore 13:37 - Sanzioni alla Russia, entrano lavatrici e carta igienica

Dal trucco ai sigari, dalle lavatrici alla carta igienica: l’elenco delle merci interessate dalle sanzioni dell’Unione Europea contro la Russia si allunga di molto. I prodotti destinati a divieti di esportazione o importazione sono elencati in un progetto di legge sulle sanzioni di cui ha preso visione il Guardian. L’esecutivo dell’Ue ha proposto di limitare il prezzo del petrolio russo e di imporre ulteriori restrizioni al commercio hi-tech, come parte del suo ottavo round di sanzioni. La Commissione vuole fermare la vendita di elettrodomestici europei, comprese lavastoviglie e lavatrici, perché i funzionari ritengono che l’esercito russo stia razziando tali prodotti per i loro chip, perché hanno esaurito i semiconduttori. L’Ue vuole anche inasprire i limiti alle importazioni di beni che generano reddito per la Russia, che vanno da legno, pasta di cellulosa e carta, sigarette e cosmetici. Borse e valigie, telefoni e automobili, carta e carta da giornale, abbigliamento femminile, prodotti per il trucco e la rasatura sono presenti in una lunga lista di articoli soggetti a restrizioni commerciali che comprende anche molti beni industriali, strumenti e sostanze chimiche. L’Ue discuterà i piani domani, con l’obiettivo di raggiungere un rapido accordo. Le misure devono essere concordate all’unanimità per entrare in vigore.

Ore 13:41 - Finlandia conferma: da mezzanotte stop a ingresso per russi

Il governo finlandese ha confermato la chiusura della frontiera orientale a partire da mezzanotte. Da allora i cittadini russi potranno entrare in Finlandia solo per alcuni motivi particolari, e dimostrati, come visite ai parenti, per lavoro o per ricevere cure mediche. Il ministro degli interni finlandese Krista Mikkonen ha affermato che «tutte le richieste di ingresso verranno considerate individualmente» aggiungendo che chi vuole «può far richiesta d’asilo oppure cercare di attraversare il confine illegalmente. Ma siamo preparati», ha detto il ministro all’emittente pubblica Yle.

Ore 14:07 - Fonte Ue: price cap totale non attuabile immediatamente

«Noi non escludiamo nulla ma un price cap generalizzato a tutto il gas importato in Ue richiede un meccanismo che è difficile da approntare nel tempo breve». Lo ha dichiarato una fonte Ue spiegando perché la Commissione sostiene solo il tetto al prezzo del gas russo e non quello generalizzato, come richiesto da quindici Stati Ue. «Quello che chiedono è un’operazione radicale che presenta molti rischi di cui nella richiesta non si tiene conto», ha spiegato il funzionario. «Questi rischi si possono riassumere nella certezza dell’aumento della domanda, a causa appunto di un prezzo più basso, e ciò porterebbe a difficoltà di approvvigionamento», ha spiegato. Ciò che propone la Commissione è porre un limite al prezzo del gas che arriva via gasdotto dalla Russia perché si è dimostrata un fornitore inaffidabile. Con i fornitori affidabili, in primis Norvegia e Stati Uniti, la Commissione vorrebbe invece avviare un dialogo per ridurre i prezzi.

Ore 14:09 - Fonte Ue: possibile sanzionare italiani coinvolti nei referendum

Gli italiani che sono andati nei territori occupati dell’Ucraina come osservatori in linea di principio possono essere sanzionati ma è una decisione che spetta all’Italia. Lo riferisce a LaPresse un alto funzionario Ue. «I cittadini europei possono essere colpiti dalle sanzioni ed è già accaduto — spiega —. Ieri l’Alto rappresentante Josep Borrell ha detto che saranno sanzionati solo i russi coinvolti nell’organizzazione dei referendum farsa» ma «gli Stati membri possono decidere di aggiungere individui alla lista di sanzionati», ha spiegato la fonte. In occasione della finta consultazione organizzata dalla Russia si sono recati nel Donbass un centinaio di stranieri filorussi, tra questi risultano una decina di italiani.

Ore 14:25 - Scholz: «Siamo preparati a sostituire tutto il gas russo»

«La Russia continua la sua guerra contro l’Ucraina, e per di più utilizza anche le proprie forniture di energie come un’arma. Dopo la distruzione dei gasdotti nel Mar Baltico sappiamo che presto cesserà del tutto l’approvvigionamento di gas alla Germania». Lo ha dichiarato Olaf Scholz ad una conferenza stampa a Berlino. «Ma noi ci siamo preparati, siamo pronti», ha aggiunto il cancelliere. «Importiamo gas da altri Paesi, utilizziamo le capacità di tanti porti all’est e al nord, i nostri stoccaggi sono al 90%», ha spiegato ancora Scholz, che ha spiegato che «le centrali di carbone continuano a funzionare», mentre due delle ultime tre centrali nucleari «continuano a lavorare fino ad aprile 2023».

Ore 15:10 - Zelensky: «Con Draghi discusso decisa reazione ai referendum»

«Durante il dialogo con il primo ministro italiano, Mario Draghi, si è discusso anche della necessità di una decisa reazione allo svolgimento degli pseudo-referendum da parte della Russia nei territori occupati». Lo scrive il presidente ucraino Voldymyr Zelensky su Telegram, aggiungendo di averlo «informato sulla situazione al fronte» e di aver scambiato opinioni «sulla possibilità dell’Italia di continuare ad assistere la difesa» ucraina.

Ore 15:13 - Zelensky convoca Consiglio sicurezza in risposta annessione territori

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha convocato per domani una riunione urgente del Consiglio di sicurezza e difesa di Kiev, in concomitanza con la cerimonia di firma dei trattati sull’annessione alla Russia dei territori di quattro regioni ucraine. Lo ha annunciato l’ufficio stampa presidenziale, citato dall’Ukrainska Pravda.

Ore 15:34 - L’Estonia interromperà uso del gas russo entro fine anno

Il governo estone ha deciso di imporre dal 1 gennaio sanzioni obbligatorie sulle importazioni di gas russo dando attuazione al suo progetto di mettere fine agli acquisti di gas dalla Russia. «Il governo ha espresso la sua volontà politica di interrompere l’uso del gas russo in primavera — ha detto ai giornalisti il ministro degli Esteri estone Urmas Reinsalu secondo quanto riporta Interfax — ma ora è stato previsto come misura giuridicamente vincolante. L’Estonia sta introducendo una sanzione nazionale giuridicamente vincolante sul gas russo dal 1 gennaio o prima della fine di quest’anno».

Ore 15:54 - Kiev: Mosca ha già mobilitato oltre 100 mila coscritti

«In Russia continua attivamente la coscrizione da parte dei responsabili del servizio militare. Attualmente sono già state convocate più di 100 mila delle 300 mila persone annunciate. Riteniamo che la cifra di 300 mila non è quella definitiva. È molto probabile che il numero dei mobilitati sarà notevolmente superiore». Lo ha detto il vice capo della direzione dello Stato maggiore ucraino, Alexei Gromov, citato dall’Ukrainska Pravda, affermando inoltre che la mobilitazione sarebbe iniziata prima dell’annuncio del 21 settembre, secondo quanto rivelato da alcuni prigionieri di guerra.

Ore 16:00 - Gas: Berlino rinuncia anche a supplemento in bolletta. Con il nuovo scudo da 200 miliardi la «Gasumlage» è annullata

Il governo tedesco ha oggi annunciato uno scudo per frenare i prezzi del gas, tramite un investimento da 200 miliardi di euro. Questo significa anche che scomparirà la prevista «Gasumlage», il supplemento gas in bolletta che doveva aiutare le aziende energetiche in difficoltà. La misura doveva entrare in vigore il 1 ottobre, ma sarà annullata perché «non serve più», come ha detto oggi il ministro tedesco dell’Economia, Robert Habeck. Il governo vuole ora aiutare direttamente le aziende. Nel caso del maggiore importatore di gas tedesco, Uniper, è del resto già in corso la nazionalizzazione. Già due giorni fa il cancelliere tedesco Olaf Scholz aveva detto che il sovrapprezzo in bolletta doveva impedire problemi «ad alcuni fornitori che sono particolarmente dipendenti dal gas russo», ma che con una situazione cambiata radicalmente da quando la Russia ha interrotto la fornitura di gas c’è ora «un impatto sui prezzi, quindi dobbiamo dare una nuova risposta a questo cambiamento». Il nuovo scudo da 200 miliardi è la risposta di Berlino.

Ore 16:03 - Gas: il prezzo crolla a 186 euro (-10%) dopo il piano Germania

Il prezzo del gas europeo scivola sui minimi di seduta (-10% a 186,5 euro) dopo l’annuncio di un piano da 200 miliardi di euro da parte della Germania per far fronte al caro gas mentre i danni al Nord Stream lasciano poche speranze di una ripresa dei flussi russi in inverno.

Ore 16:41 - Esercito Kiev: la prima linea del fronte è di 850 km

«Le forze armate dell’Ucraina stanno contrastando gli invasori russi lungo 3.390 km di territorio, mentre la prima linea del fronte è di 850 km». Lo ha affermato il generale di brigata Oleksiy Gromov, vicecapo del dipartimento operativo principale dello Stato maggiore delle forze armate ucraine, secondo quanto riferisce Ukrinform.

Ore 16:54 - I soldati russi intercettati: «Ci ordinano di uccidere tutti»

(Francesco Battistini) Ciao, mamma. Ciao, amore. Ciao, amico mio. Molte sono voci di ragazzini, o poco più. E le telefonate dal fronte cominciano tutte con un malinconico saluto, che diventa subito uno sfogo. Registrazioni del mese di marzo, i primi giorni dell’invasione dell’Ucraina. «Ora siamo a Bucha», ed è già detto tutto (Yevgeniy). «La nostra offensiva è in stallo. Stiamo perdendo questa guerra» (Sergey). «Metà del nostro reggimento è andato» (Andrey). «Ci hanno ordinato d’uccidere qualunque cosa vediamo» (Sergey). «Quando torno a casa, mollo tutto. Fanculo l’esercito» (Vlad). «Putin è un idiota. Vuole prendere Kiev. Ma non c’è maniera di riuscirci» (Aleksandr). Mamma, guarda come non mi diverto. Affatto. Anzi: «Mamma, questa guerra è la peggiore scelta fatta dal nostro governo. Quando finirà tutto questo, Putin? Dannazione».

Ore 17:04 - Trump: giù tensione su Nord Stream e negoziare ora

Donald Trump invita sul suo social Truth a non far salire la tensione dopo gli incidenti sul Nord Stream e sollecita un «accordo negoziato ora» sul conflitto ucraino, convinto che «entrambe le parti ne hanno bisogno e lo vogliono». «Il mondo intero è in gioco. Sarò io a guidare il gruppo?», si chiede, ventilando nuovamente in modo indiretto l’ipotesi della sua ricandidatura alla Casa Bianca, alla vigilia di Midterm.

Ore 17:06 - Putin: «L’Occidente crea tensioni negli ex territori dell’Urss, vogliono rivoluzioni e bagni di sangue»

Il conflitto in Ucraina è uno dei risultati della «dissoluzione dell’Unione Sovietica». Lo ha detto Vladimir Putin, citato dalla Tass. Secondo il presidente russo, l’Occidente cerca di aumentare le tensioni nei territori dell’ex Unione Sovietica, provocando rischi nell’intera regione dell’Asia-Pacifico. I Paesi occidentali, ha aggiunto Putin, sono pronti a «mettere in pericolo ogni Paese, trasformandolo in un epicentro di crisi, provocando rivoluzioni colorate e bagni di sangue».

Ore 17:26 - Putin: «L’egemonia occidentale si sta sgretolando»

«L’egemonia unipolare» occidentale «si sta inesorabilmente sgretolando» ma «l’Occidente rifiuta di accettarlo», ha detto Putin. Aggiungendo che i Paesi occidentali cercano di fermare questo processo «conducendo una politica del diktat in tutte i settori» e quindi «creando sempre nuovi problemi e sempre nuove crisi». Putin, citato dalla Tass, ha espresso queste frasi a una riunione dei capi dei servizi d’intelligence dei Paesi della Comunità degli Stati indipendenti (Csi), che riunisce 9 delle 15 ex repubbliche sovietiche.

Ore 17:30 - Referendum per l’annessione, che cosa succederà da domani in Donetsk, Lugansk, a Zaporizhzhia e a Kherson

(Lorenzo Cremonesi) Cosa comporta l’annessione russa delle quattro regioni ucraine parzialmente occupate negli ultimi oltre sette mesi di guerra? L’annessione formale di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson nelle intenzioni del Cremlino mira a rendere irreversibili le conquiste territoriali derivate dall’aggressione militare lanciata per volere di Vladimir Putin il 24 febbraio scorso. Di queste regioni, soltanto una parte di Donetsk e Lugansk erano già state occupate nel 2014 e vi erano nate due amministrazioni vassalle di Mosca. Le altre adesso vengono gradualmente liberate dagli ucraini e proprio per questo la finzione del referendum (sostanzialmente rifiutato da larga parte della comunità internazionale) serve in effetti a cercare di arginare le sconfitte militari russe.

Ore 17:38 - Ambasciata a Mosca: italiani valutino se lasciare la Russia

«Considerata la più recente evoluzione del contesto internazionale e la crescente difficoltà nei collegamenti aerei e su strada in uscita dalla Russia, si raccomanda ai connazionali presenti in Russia di valutare se la permanenza sia necessaria e, in caso contrario, di lasciare il Paese». Lo si legge in un comunicato pubblicato sul sito dell’ambasciata italiana a Mosca.

Ore 17:44 - Zelensky premia Draghi: a Kiev quando non sarò più premier

Nella telefonata di oggi, Zelensky ha annunciato al premier Mario Draghi il conferimento della Prima Classe dell’Ordine del Principe «Yaroslav il Saggio», una delle massime onoreficenze ucraine. Lo riferisce Palazzo Chigi. «Sono onorato e commosso di questa onoreficenza — ha detto Draghi a Zelensky durante la telefonata —. Sarò felice di poterla ricevere dalle tue mani a Kiev, quando sarò libero dai miei impegni istituzionali».

Ore 18:19 - Onu: le annessioni non hanno posto nel mondo moderno

«Qualsiasi decisione di procedere con l’annessione delle regioni ucraine di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia non ha valore legale e merita di essere condannata». Lo ha detto il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres dopo l’annuncio della cerimonia a Mosca di domani aggiungendo che «le annessioni non hanno posto nel mondo moderno». «Questo si oppone a tutto ciò che la comunità internazionale intende rappresentare, si fa beffe dei principi delle Nazioni Unite, è un’escalation pericolosa e non deve essere accettato. Se la Russia procede, metterà ulteriormente a rischio le prospettive per la pace».

Ore 18:20 - Von der Leyen: «Il nostro compito è rafforzare la democrazia in Europa. Agiremo contro le violazioni dei valori Ue»

«È il compito di ogni generazione combattere per la democrazia ed è il nostro compito aiutare l’Ucraina e proteggere la democrazia dall’interferenza della Russia e rafforzare ogni democrazia in Europa». Lo ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen in visita ad Atene. Aggiungendo: «Il nostro motto è “unità nella diversità” ma deve ancora essere raggiunto. Nel nostro continente ci sono ancora il razzismo e l’antisemitismo, le minoranze non sempre sono rispettate e si verificano violazioni ai diritti delle persone lgbt. Non solo. Abbiamo visto criticità nello Stato di diritto, mancanze sull’indipendenza della magistratura e preoccupazioni sulla corruzione». E ancora: «Tutto ciò è contro i nostri valori, i trattati dell’Ue e contro la democrazia. La Commissione, in quanto guardiana dei trattati, è chiamata ad agire».

Ore 18:28 - Bombe a grappolo su una fermata del bus a Mykolaiv, 2 morti

Un raid russo con bombe a grappolo ha colpito una fermata dell’autobus a Mykolaiv, nel sud dell’Ucraina, provocando almeno due morti e 12 feriti. Lo ha riferito su Telegram la presidente del Consiglio regionale di Mykolaiv, Hanna Zamazeyeva.

Ore 19:22 - Podolyak: fenomeno da baraccone del Cremlino, annessioni illegali

Il consigliere del presidente ucraino Zelensky, Podolyak, ha denunciato quello che ha definito un «fenomeno da baraccone del Cremlino» ovvero «l’annunciata “cerimonia di ingresso” che non ha alcun significato legale. Riferendosi all’esito dei referendum, su Twitter Podolyak ha parlato di «entità inesistenti che non possono entrare in un Paese che si sta disintegrando. Non perdete tempo con l’agenda virtuale della Russia. La vita reale sarà più interessante: controffensiva, disoccupazione, tribunale».

Ore 19:32 - Colloquio telefonico Putin-Erdogan: Turchia pronta a mediare

Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto questa sera un colloquio telefonico con il suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan. Durante la telefonata Erdogan ha ribadito la disponibilità di Ankara a mediare nel conflitto ucraino, sottolineando che i referendum non fanno altro che aumentare la tensione e non aiutano il dialogo. Lo riferisce l'agenzia Ria Novosti.

Ore 19:33 - Putin: la mobilitazione rimane parziale, rimediare a errori

La mobilitazione militare in Russia rimane «parziale» e riguarda solo i riservisti che hanno già esperienza militare. Pertanto, se ci sono stati casi di «mobilitazione illegale» le persone che sono state chiamate alle armi per errore devono essere immediatamente lasciate tornare alla vita civile. Lo ha affermato il presidente Vladimir Putin durante una riunione del Consiglio di Sicurezza nazionale. Lo riferisce l'agenzia Ria Novosti.

Ore 19:34 - Gli ucraini hanno ripreso Kupiansk

Le forze ucraine hanno ripreso il controllo dell'intera città nord-orientale di Kupiansk, cacciando le truppe russe dalle loro posizioni sulla sponda orientale del fiume Oskil. Lo hanno riferito oggi i giornalisti dell'Afp. Buona parte di questo nodo ferroviario era stata sottratta ai russi all'inizio di settembre grazie alla controffensiva ucraina nella regione di Kharkiv. Ma le truppe di Mosca hanno continuato a resistere al di là del fiume, prendendo parte a combattimenti con l'artiglieria mentre i civili fuggivano dai combattimenti cercando di passare dalla parte ucraina.

Ore 19:45 - Usa, tutte le opzioni sul tavolo sui referendum farsa

«Tutte le opzioni sono sul tavolo rispetto ai referendum farsa della Russia in Ucraina». Lo ha detto il vice portavoce del dipartimento di Stato americano Vedant Patel. «Continueremo ad usare tutti gli strumenti a nostra disposizione per far pagare a Mosca il costo dell'eventuale annessione», ha aggiunto.

Ore 21:45 - Biden: «Non riconosceremo mai, mai e mai i referendum russi»

« Voglio essere molto chiaro su questo tema: gli Stati Uniti non riconosceranno mai, mai e mai le rivendicazioni della Russia sui territori sovrani dell’Ucraina. Il cosiddetto referendum è stato un falso, un vero falso». Lo ha detto il presidente Usa Joe Biden nel summit a Washington con i leader delle isole del Pacifico.

Ore 21:58 - Erdogan a Putin, mi aspetto sforzi per far calare tensione

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha detto all’omologo russo Vladimir Putin che si aspetta passi da parte di Mosca per far calare le tensioni in relazione all’annessione alla Federazione Russa di regioni dell’Ucraina occupate dalle forze di Mosca. Lo rende noto Anadolu. Durante una conversazione telefonica, Erdogan ha invitato Putin a dare una nuova possibilità a negoziati con Kiev, facendo sapere che la Turchia è pronta ad assumere un ruolo di facilitazione a riguardo.

Ore 22:02 - Zelensky: «Quasi 60mila soldati russi morti in guerra»

Sono quasi sessantamila i soldati russi che hanno perso la vita nella guerra in Ucraina. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sul suo canale Telegram. «Sono già 58.500 i soldati russi che sono morti in Ucraina. Vengono per uccidere noi e muoiono», ha detto Zelensky rivolgendosi ai russi. «Non vi vengono detti questi numeri. Vi viene mentito sul presunto bilancio delle vittime di circa seimila. Questa è la verità. Sono morti tutti perché una persona voleva questa guerra»

Ore 01:15 - Odessa e Mykolaiv attaccate da droni kamikaze russi

Droni kamikaze russi hanno attaccato Odessa e Mykolaiv. La notizia è riferita via Telegram dal vice capo dell’ufficio presidenziale di Kiev, Kyrylo Tymoshenko, secondo il quale una infrastruttura è stata colpita nell’oblast di Mykolaiv. Tymoshenko ha riferito che tre droni sono stati abbattuti dalla difesa aerea ucraina sul mare nelle immediate vicinanze di Odessa. «Ci sono ancora droni nemici nel cielo. Il combattimento è in corso», ha osservato.

Ore 01:34 - Usa, oligarca Oleg Deripaska incriminato per aver violato le sanzioni

L’oligarca russo Oleg Deripaska, patron del gigante dell’alluminio Rusal, è stato incriminato per aver violato sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti. Lo riferiscono fonti informate alla Cnn. L’accusa per Deripaska è di aver violato l’International Emergency Economic Powers Act. L’oligarca, riferiscono le fonti, al momento non è in custodia della polizia. Il re dell’alluminio era stato sanzionato anche dall’Unione europea.

Ore 01:37 - Onu, la missione russa condanna le parole di Guterres sui referendum

La missione permanente della Russia alle Nazioni Unite ha condannato le parole del Segretario Generale dell’organizzazione António Guterres sui referendum nelle autoproclamate repubbliche di Donestk e Luhank e nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia definendole un’interpretazione «univoca» della Carta delle Nazioni Unite. Lo riporta Ria Novosti. Il segretario generale dell’Onu aveva che i referendum «non possono essere accettati» e l’annessione di regioni alla Russia «non è conforme al diritto internazionale».

Ore 01:40 - IL PUNTO MILITARE - Le armi Usa e il piano per la «lunga guerra»

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Il nuovo pacchetto di aiuti Usa all’Ucraina trasmette un messaggio che va oltre i numeri: la Casa Bianca pensa sempre più al lungo termine e si organizza di conseguenza. Washington ha autorizzato materiale per 1,1 miliardi di dollari. Il denaro serve a garantire altri 18 lanciarazzi Himars, un gran numero di veicoli per la logistica e per il traino di cannoni, fuoristrada blindati, munizionamento, apparati anti-droni. Ma il punto interessante è la precisazione delle fonti ufficiali: buona parte di questo materiale deve essere prodotta, passeranno mesi o anni prima che possa arrivare nelle mani di Kiev. Il Pentagono vuole continuare a sostenere l’amico ma non può pescare ad oltranza dai suoi depositi (come chiede Zelensky), c’è una soglia da rispettare che coinvolge la sicurezza nazionale: non devi sguarnire le tue scorte. Discorso che si estende all’intera Alleanza atlantica, chiamata a mettere a disposizione ciò che poteva dare. L’urgenza di arginare l’invasore è stato affiancata progressivamente dal timore di non avere abbastanza per la propria difesa.

Ore 01:44 - Gas: ecco perché la mossa della Germania danneggia anche l’Italia

(Daniele Manca) La mossa tedesca rischia di avere due effetti indesiderati dannosi per l’Europa e per ogni Paese membro. Quello che nelle intenzioni del governo di Berlino è una dura risposta a Putin rischia di indebolire il fronte europeo. La Germania ha annunciato un piano da 200 miliardi per difendere le aziende e le famiglie tedesche dal caro gas e spingere il prezzo della fonte di energia verso il basso. Cosa che è accaduto nell’immediato ieri quando il prezzo pochi minuti dopo l’annuncio del cancelliere è sceso a quota 186 euro con un calo del 10 per cento. Una scelta che può ritorcersi contro tutta l’Europa.

Il cancelliere Olaf Scholz, in una conferenza stampa convocata all’improvviso è stato chiaro sulla manovra intrapresa da Berlino. La Russia – ha detto – continua la sua guerra contro l’Ucraina e utilizza il fatto di essere fornitore di energia all’Occidente come un’arma. Dopo la distruzione dei gasdotti nel Mar Baltico – ha continuato – sappiamo che presto cesserà del tutto l’approvvigionamento di gas alla Germania. Da qui la scelta del governo tedesco di varare un piano da 200 miliardi per correre in aiuto di aziende e famiglie. Il meccanismo ideato da Berlino prevede di continuare ad acquistare il gas sul mercato e con i 200 miliardi attenuare i costi che devono pagare i tedeschi.

L’ex leader ucraino: «Su Putin vi avevo avvertito. Non è mai lui quello che comincia a negoziare». Francesco Battistini su Il Corriere della Sera il 29 Settembre 2022.

Yushenko, che fu avvelenato 18 anni fa al tempo della Rivoluzione Arancione, oggi produce miele per i soldati al fronte: «Putin si è tolto la maschera»

BEBEZRADYCHI (Ucraina)

«Voi europei lo state capendo solo adesso, chi è Putin: io ve lo ripetevo da anni».

È stato lui a sabotare il gasdotto nel Baltico?

«La Russia siede al Consiglio di sicurezza dell’Onu, ma con quel che combina dovremmo parlare di Consiglio d’insicurezza. Devo dirvelo con sincerità, però: questo episodio dimostra quanto state pagando la “schröderizzazione” della vostra politica energetica».

Nel senso di Schröder, l’ex cancelliere tedesco?

«Lui, la Merkel, la Germania. Che hanno messo in secondo piano gl’interessi comuni europei, hanno creato una dipendenza energetica per coltivare un rapporto privilegiato con la Russia. Lo stesso hanno fatto in altro modo i Sarkozy, i Berlusconi. Io lo dicevo: si rischia molto, a trattare con la Russia in questo modo. E ora si vede: per più di vent’anni, Putin ha creato un sistema di corruzione internazionale».

È vero, lui lo diceva. Perché la carezza di Putin fu tra i primi, letteralmente, a provarla sulla sua pelle. Correva l’anno 2004: candidato alla presidenza ucraina, leader della Rivoluzione arancione («Mosca dice che allora portammo i nazisti al potere? E quali? Zelensky, il premier, il leader dell’opposizione sono tutti ebrei!…»), venne avvelenato con una minestra alla diossina. Ben prima di Navalny e di tutti gli oppositori di Putin: «So chi è stato. E che il veleno proveniva da una fabbrica russa. Quando incontravo Putin, ogni volta mi prometteva che avrebbe collaborato alle indagini. Dopo 18 anni, sto ancora aspettando… Io sono un cosacco, duro a morire. Ma per avere giustizia serve solo una congiunzione astrale, o un cambio di regime». Ritiratosi in un bosco fuori Kiev, a 68 anni Yushchenko è un ex presidente fuori dalla politica. Ha ancora il viso butterato dal veleno, cura una casa museo di tradizioni ucraine e sostiene Zelensky. La sua personale resistenza, dice, la fa col miele: «Allevo le api. Ho ideato barrette di miele da mandare al fronte: energia pura per i nostri soldati! Solo che hanno bombardato la fabbrica che me le confezionava…». 

Lei è stato anche il primo leader a subire da Mosca il ricatto sul gas. Che farebbe oggi?

«È molto difficile correggere gli errori delle deboli politiche energetiche occidentali adottate negli ultimi 15 anni. La Russia ora controlla il 40% del mercato. L’importante per gli europei è avere una linea ferma e lasciarsi alle spalle la politica di tedeschi o francesi». 

Putin usa l’arma del gas in modo spregiudicato.

«Ha creato un suo mercato e, nonostante la guerra, guadagna quel che guadagnava un anno fa. L’Europa invece non s’è fatta un mercato alternativo e ha davanti un anno molto duro. Ci sono le risorse d’arabi, Usa, sudamericani, ma il fattore tempo è determinante. E gioca a favore di Putin». 

Lei è sempre stato europeista convinto. Oggi sembra più amaro…

«Non è stato bello, vedere leader europei diventare impiegati al soldo del Cremlino. Noi parlavamo d’ideali, nella rivoluzione di Maidan c’erano più bandiere europee che in Europa… Ricordo quando andai al vertice Nato di Bucarest, nel 2008. Si doveva discutere dell’adesione nostra e della Georgia. Avevamo il sostegno del 41% della popolazione, quando la Spagna era stata ammessa col 17%. Ma la Mer-kel disse no. Poche settimane dopo, Putin cominciò a dire che l’Ucraina era uno Stato fasullo. E dopo tre mesi che accadde? La Russia invase la Georgia. Io dissi: indovinate chi sarà il prossimo… Nessuno rispose. In compenso, a guerra in corso, partì il gasdotto Nord Stream per collegare Russia ed Europa. E qualche anno dopo, quand’era già iniziata l’invasione della Crimea e del Donbass, mentre europei e americani non facevano nulla, ecco pure il Nord Stream 2». 

Lei lo conosce bene: è sempre lo stesso Putin?

«Una volta è venuto anche qui, in questa casa. L’ho sempre trovato d’una gentilezza formale, non ricordo un suo gesto sgarbato. Mi chiamava confidenzialmente Viktorovic. Però mi colpiva una cosa: se c’era da negoziare su qualcosa, toccava sempre a me prendere l’iniziativa, lui non lo faceva mai. Io spiegavo la posizione ucraina per mezz’ora, lui armeggiava solo con foglietti che estraeva dal taschino. Credo sia molto cambiato, in questi vent’anni. Specie dopo il 2014. Ha visto che la putinizzazione dell’Europa era compiuta e s’è mostrato per quel che oggi vedete tutti». 

Userà la Bomba?

«Come il 90% degli ucraini, anch’io credevo non ci avrebbe mai invaso. Ora ho capito che è stupido. E tutto è possibile». 

Che succede con il referendum?

«Non ha effetti giuridici. Oggi lui va alla Duma a rivenderselo come un risultato, per uso interno. Ma sa bene che, nella guerra, è solo una piccola pausa. Il regalino di compleanno che s’è fatto per i 70 anni».

Palco e maxischermi, la Piazza Rossa festeggia l’annessione di Putin: “La Nato vuole il massacro”. Rosalba Castelletti su La Repubblica il 29 settembre 2022. 

Sul Ponte Bolshoj Moskvoretskij, sospeso sulla Moscova e sulla spianata che porta a San Basilio e alla Piazza Rossa, è già stata allestita una processione di maxischermi coi colori del tricolore russo e le scritte “Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia, Kherson: Russia!”. A ridosso delle mura del Cremlino i montatori indossano le imbracature per le ultime puntellature al palco dove, stando a Rbk, oggi dovrebbe affacciarsi lo stesso presidente russo Vladimir Putin per celebrare l’annessione dei quattro territori ucraini. Per il mega concerto che si terrà stasera restano solo da allineare i metal detector. La coreografia ricorda quella di otto anni fa per festeggiare la conquista della penisola di Crimea. Anche lo slogan è quasi lo stesso: nel 2014 era My vmeste, “Siamo insieme”, adesso Vmeste Navsegda, “Insieme per sempre”. Ma quel “per sempre” è molto più di una promessa. È una minaccia. La Costituzione riformata nel 2020 vieta la cessione dei territori formalmente annessi alla Russia. Gli emendamenti approvati allora sembravano dovessero impedire a un futuro leader russo di cedere la Crimea, ma dopo la cerimonia di oggi vieteranno anche la cessione dei territori ucraini “liberati” — qui dicono così — a partire dal 24 febbraio.   

Sulle tv Rossija1 e Rossija24 è già scattato il conto alla rovescia che segna le ore e i minuti che mancano alle 15 di oggi — le 14 in Italia — quando, nella Sala di San Giorgio del Gran Palazzo del Cremlino, insieme ai quattro leader filorussi, Putin firmerà i trattati per l’adesione alla Russia delle regioni dove martedì si sono chiusi i referendum considerati una “farsa” da Kiev e dalla comunità internazionale. «Niente di più o di meno che accaparramento di terre», ha detto ieri il segretario di Stato Usa Antony Blinken. «Putin terrà un discorso voluminoso», ha annunciato il portavoce Dmitrij Peskov. Secondo il copione del 2014, i trattati verranno poi ratificati dalle due Camere del Parlamento russo — lunedì dalla Duma e martedì dal Consiglio della Federazione — e infine siglati dal leader del Cremlino. Ma i festeggiamenti in Piazza Rossa si terranno già oggi. L’affluenza è stata garantita a colpi di ricatti. «Partecipare equivale a superare un test in una materia difficile», ha promesso un’insegnante agli studenti dell’Università Sociale Statale Russa, invitandoli ad andare a «sostenere il Paese». Mentre le aziende governative sono state chiamate a garantire la presenza di circa la metà dei dipendenti. «Mostrate la vostra posizione civica e partecipate sostenendo il popolo fraterno e il personale militare», si legge in una circolare di Mosinzhproekt.   

«Festeggiare? Non è il tempo dei festeggiamenti. Siamo tutti terrorizzati», confessa Ljudmilla, impiegata di banca, 49 anni. «Sono rimasta lontana dalla politica per anni, ma ora veniamo tutti trascinati dentro. Mio figlio ha 27 anni. Stiamo cercando un modo perché non debba combattere in Ucraina». Anche Marina, 60 anni, ex dipendente di un’agenzia fiscale, oggi pensionata, ha un figlio di 28 anni che potrebbe essere coinvolto dalla “mobilitazione parziale”. «Il concerto sarà una farsa come lo sono stati i referendum. La popolazione è rimasta in silenzio finché a combattere al fronte c’erano i militari a contratto. Ma quando arriveranno le prime bare dei “mobilitati” tutto cambierà. Il problema è che non sappiamo che cosa fare. Manifestare non cambia le cose. Ci vorrebbe un leader dell’opposizione, ma non c’è. La nostra realtà è questa». Soltanto il 64enne Aleksandr festeggia. Ex militare, nativo della Crimea annessa, una figlia a Kherson, assicura che «lì» sono tutti a favore dell’annessione. «Putin è stato fin troppo leale. Avrebbe dovuto far saltare in aria gli snodi ferroviari per interrompere le forniture di armi».   

La firma di oggi segna già un’escalation senza ritorno che prolungherà a oltranza la cosiddetta “operazione militare speciale” contro Kiev e affonderà ogni possibilità di negoziato, nonostante gli appelli, come l’offerta di mediazione di ieri del presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Tanto che l’ambasciata italiana invita i connazionali in Russia a valutare se lasciare il Paese. Putin si è già detto pronto a difendere i nuovi territori usando tutti i mezzi disponibili, comprese le armi nucleari. E ieri, incontrando i funzionari dei servizi di sicurezza della Comunità degli Stati Indipendenti, che riunisce le ex Repubbliche Sovietiche, è tornato ad attaccare l’Occidente. «I nostri avversari geopolitici sono pronti a mettere sotto attacco qualsiasi Paese, farne l’epicentro della crisi, provocare una “rivoluzione colorata” e scatenare un massacro sanguinoso. Basta guardare che cosa succede tra Russia e Ucraina. Tutto questo, ovviamente, è il risultato del crollo dell’Urss», ha detto ribadendo che si sta formando un «ordine mondiale più giusto», mentre «l’egemonia unipolare sta crollando». In tv il countdown al giorno “X” del nuovo ordine è già agli sgoccioli. 

La fuga della classe media. “Questa è la vera crepa del regime-zombie russo”. Giampolo Visetti su La Repubblica il 29 settembre 2022.

UPPER LARS (CONFINE TRA GEORGIA E RUSSIA) – Gli strateghi della repressione putiniana hanno sottovalutato le armi non convenzionali più potenti. La meglio gioventù russa, dopo il via al reclutamento di massa, può così usarle per fuggire dalla guerra del Cremlino contro l’Ucraina. Decine di migliaia di ragazzi in queste ore raggiungono la frontiera di Upper Lars, tra le montagne del Caucaso che separano la Russia dalla Georgia, usando biga elettrica, skateboard, blablacar, monopattino, autostop, bicicletta e prima di tutto i piedi. “Aerei e treni sono pieni e controllati dalla polizia – dice Yuri, 31 anni, ingegnere meccanico partito da San Pietroburgo – la colonna di auto in Ossezia è ferma da tre giorni. Per salvarmi, prima che chiudano il confine, ho scelto la mia biga: la batteria basta per 70 chilometri, fino a Stepantsminda”.

Il rastrellamento degli arruolabili, da inviare negli occupati territori ucraini dopo i referendum-farsa, segna per la Russia un passaggio senza precedenti: l’esodo di massa di maschi giovani, laureati, con importanti prospettive di carriera e risparmi per molti mesi, vicini alla visione occidentale della realtà, pronti a lavorare a distanza in un luogo qualsiasi del mondo, in fuga con cuffie sulle orecchie, telefonino in mano e computer nello zaino. Una settimana fa le autorità avevano definito l’inizio di questa migrazione anti-reclutamento “reazione isterica e emotiva”, destinata ad esaurirsi “in poche ore”.

Oltre 300 mila ragazzi russi, formati per assicurare un futuro alla nazione, sono invece già riusciti a rifugiarsi all’estero. Altre decine di migliaia premono oggi contro le frontiere di Georgia, Kazakhstan, Mongolia, o sono saliti sugli ultimi voli verso i Paesi che non impongono un visto. La Finlandia ha deciso invece di chiudere i confini. Shock e imbarazzo sono tali che Vladimir Putin è costretto a correre ai ripari. Secondo il centro studi indipendente Levada, non riconosciuto dalle autorità, dopo la mobilitazione parziale il consenso interno per Putin è calato del 6%: i russi che condividono le sue scelte sono ora il 60%, sette punti meno di agosto. Le forze armate non sono così ora dirette solo verso il Donbass, ma nel Caucaso, epicentro di un dissanguamento umano che minaccia di minare la stabilità del suo potere. Lungo i 40 chilometri tra Vladikavkaz e il confine di Upper Lars, i posti di blocco russi sono cinque. Nell’ultimo operano i reparti speciali dell’Fsb.

“Sequestrano il passaporto – dice Roman, manager moscovita di una piattaforma dell’e-commerce – ti schedano e controllano al computer se sei destinatario della cartolina da riservista. Se non sei nell’elenco passi, altrimenti è finita”. Per i primi 300 mila reclutati la finestra per fuggire s’è chiusa ieri: non più concessi i visti speciali per l’espatriato. “Al mio vicino di fila – dice Dimitri, 20 anni, studente di giurisprudenza a Krasnodar – hanno messo in mano gli scarponi da soldato e gli hanno consegnato il biglietto del bus per il centro di reclutamento aperto a un passo dalla frontiera. Si è messo a piangere, ha implorato, ha offerto soldi. Inutile: l’ho visto sparire in una stanza dietro l’ufficio di polizia”. I respingimenti sono già migliaia. “Il Cremlino – dice Ljuba, 36 anni, docente di storia fuggita da Jakutsk, nel Nordest siberiano – vuole stroncare la grande fuga dei giovani russi. In marcia non sono più solo i riservisti, ma decine di migliaia di persone normali che non vogliono restare ostaggi di un regime-zombie, che in ogni istante può bussare alla tua porta per spedirti a morire nell’aggressione contro chi non ci ha mai minacciato”.

Non è ancora un organizzato fronte di dissenso in esilio: ormai è però chiaro che lo shock-reclutamento del 21 settembre supera perfino quello dell’invasione del 24 febbraio e che il sostegno popolare del Cremlino rischia di uscirne demolito. “Avevano promesso – dice Vanya, 34 anni, capo di un ufficio fiscale scappato da Khabarovsk, nell’Estremo Oriente siberiano – che l’operazione speciale contro Kiev sarebbe finita in pochi giorni. Adesso reclutano con la forza, per mesi e forse anni. Tre colleghi sono già stati uccisi in Ucraina: io ho moglie e due figli piccoli, non posso permettermi di morire”. Per questo ha scelto tre giorni di viaggio fino in Georgia, piuttosto che tre ore per entrare in Kazakhstan. “Come la Bielorussia – dice – Astana ha accordi speciali con la Russia. Se vieni rimpatriato, finisci in cella per dieci anni”.

Questo costante terrore della guerra, di un potere ostile, dell’arresto e della privazione di ogni libertà, lungo il confine georgiano minaccia di costare la vita a migliaia di ragazzi. “A chi sa di essere negli elenchi dei reclutati – dice Igor, ucraino di Crimea con passaporto russo, fuggito da Kerch – non resta che aggirare i posti di blocco valicando le montagne. I miei amici partono a piedi stanotte, io aspetto a Gudauri”. Superare il Caucaso da clandestini, con guide ossete e cecene, costa ormai oltre mille euro. Non si rischia solo l’arresto. I passi sicuri sono oltre quota 4 mila: con l’arrivo di autunno e inverno, neve e gelo promettono una strage. “Chi può – dice Aleksander, 26 anni, videomaker che ha lasciato Rostov sul Don - vende l’auto in Ossezia e con i soldi si paga la fuga in montagna. Quel che resta serve per il treno da Tbilisi a Istanbul, o a Erevan”. Decine di migliaia le auto abbandonate da chi scappa: le autorità assicurano che saranno donate alle famiglie dei soldati al fronte. Per frenare l’esodo il Cremlino ora vieta di entrare in Ossezia del Nord alle auto registrate nel resto del Paese.

L’esercito di chi fugge già prima di indossare la mimetica affronta così marce a piedi di quattro giorni: non è pronto per la guerra, ma per lo smart working, certo di riuscire a rifarsi una vita lontano dalla patria. Fino a quando? “Nessuno lo sa – dice Anton, 36 anni, avvocato di Mosca – è una catastrofe. Con Putin al potere resta la guerra, o la fuga all’estero. Vecchi, poveri e abitanti dei villaggi rurali non hanno alternative. Gli altri stanno scappando, o progettano di farlo. E’ questa clamorosa diserzione popolare a incidere la prima crepa nell’onnipotenza del regime”. La prima conquista di chi arriva in Georgia? Wi-fi, Internet e social non censurati, le chat con gli amici in attesa sul mare a Batumi. Braccata da una settimana, la meglio gioventù russa ricomincia così a vivere. Migliaia di ragazzi siedono esausti sul prato sotto il monastero della Trinità di Gergeti: impugnano smartphone e pc perché vogliono sapere, dopo molto tempo, cosa sta succedendo.

La fuga disperata dei russi per non morire in trincea. Federica Bianchi su La Repubblica il 23 settembre 2022. Dopo l’annuncio della coscrizione parziale, migliaia di cittadini cercano di scappare. E sono disposti a pagare qualunque cifra pur di non essere arruolati. Mente si moltiplicano le proteste

La Chiesa ortodossa russa come gli islamisti dell'Isis. Il patriarca Kirill, sostenitore feroce della politica imperialista del presidente russo Vladimir Putin, chiede in Chiesa ai giovani e meno giovani uomini russi di immolarsi per la Patria, «la via diretta per stare con Dio».

Ma decine di migliaia di russi preferiscono restare sull'umile suolo terreno e hanno preso a fuggire a frotte dalla madrepatria.

Dopo l'annuncio della coscrizione obbligatoria di almeno 300mila uomini per sostituire i 70mila soldati russi caduti durante la guerra contro l'Ucraina, migliaia di uomini tra i 18 e i 65 anni hanno fatto i bagagli. Si sono riversati negli aeroporti, su qualunque volo di sola andata li allontanasse dalla prospettiva di una morte probabile. Di voli verso Istanbul in Turchia e Yerevan in Armenia, Paesi che non richiedono un visto e che non applicano le sanzioni europee che impediscono ai russi di volare negli stati dell'Unione, non ce ne sono più in vendita questa settimana. E anche quelli per Tiblisi, capitale della Georgia, oramai sono introvabili nonostante i prezzi folli: hanno superato i 5mila euro, cinque volte il salario medio. In alcuni casi sono stati sfiorati perfino i 9mila come per un biglietto della compagnia aerea Emirates da Mosca a Belgrado, in Serbia.

La destinazione più gettonata è ancora la Turchia, che nel 2022 ha rappresentato il 25 per cento di tutti i voli russi. I posti sulla low cost Pegasus da Mosca a Ankara, capitale della Turchia, sono esauriti fino alla fine di settembre nonostante il prezzo abbia raggiunto i 2.000 euro.

Chi non ha avuto la prontezza o i mezzi di precipitarsi in aeroporto è ancora in fila ai check-point con la Finlandia, unico confine europeo aperto ai russi, per cercare di sfuggire alla chiamata alle armi. Ieri si registravano file chilometriche di auto in attesa di uscire.

Ma non è facile lasciare il Paese in aereo, in bus, in treno o in auto perché, resosi conto dell'esodo, Putin ha impedito a tutti gli uomini maggiorenni, di qualunque regione del Paese, di lasciare la Russia. E i suoi funzionari militari sono già in giro a bussare porta per porta per caricare sui bus tutti coloro che hanno almeno fatto il militare per poi sottoporli a un addestramento di due settimane prima dell'invio in Ucraina.

La resistenza della popolazione è tanta. E infatti la Germania ieri ha fatto sapere di volere ospitare tutti qui russi che sono in fuga dalla guerra di Putin. In pochi sono disposti ad essere usati come carne da cannone. Eppure, soprattutto nei villaggi più remoti, non hanno scelta. Così sui social media si moltiplicano i video di padri che salutano le figlie tra le lacrime o di donne disperate che annunciano di avere perso non solo il futuro ma anche il presente a causa di questa guerra.

Russia, file chilometriche al confine con la Georgia: i coscritti tentano di fuggire dal Paese

Nelle strade di decine di città si sono moltiplicate le proteste, con ragazzi che chiedono a Putin di andare lui stesso a combattere la sua guerra in trincea. Ma i manifestanti sono portati velocemente via dalla polizia e rischiano 15 anni di carcere.

Secondo molti analisti la coscrizione è parziale solo in teoria e lascia la porta aperta alla chiamata di tutti gli uomini abili del Paese: «Non esistono parametri di questa "parzialità" né geografici né di altro genere», ha detto al Financial Times l'analista politica Ekaterina Schulmann: «Con l'eccezione dei lavoratori del complesso militare e industriale, chiunque può essere inviato al fronte». 

La Casa Bianca: «Militari Usa in Europa pronti a ogni evenienza». Francesco Battistini, Lorenzo Cremonesi, Paolo Foschi e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 30 settembre 2022.

Le notizie di venerdì 30 settembre, in diretta. Putin: «I territori ucraini annessi sono nostri per sempre». Zelensky: «Non daremo mai la nostra terra agli occupanti». Consiglio Energia Ue: «Niente price cap sul gas»

• La guerra in Ucraina è arrivata al 219esimo giorno.

• Putin alla cerimonia di annessione dei terrori ucraini: «Nostri per sempre, ora pronti per negoziare. Zelensky: «Non daremo mai la nostra terra».

• Una nube di metano si trova su Norvegia e Svezia, generata dal gas fuoriuscito da Nord Stream. Dovrebbe arrivare oggi in Italia. «Nessun pericolo».

• Missili su un convoglio umanitario a Zaporizhzhia: 25 vittime e 62 feriti.

• La Finlandia ha chiuso i confini con la Russia, mentre l’Ambasciata italiana a Mosca ha invitato i nostri connazionali a valutare «se la permanenza sia necessaria e, in caso contrario, di lasciare il Paese».

Ore 05:02 - Referendum per l’annessione, che cosa succederà da oggi in Donetsk, Lugansk, a Zaporizhzhia e a Kherson

(Lorenzo Cremonesi) Cosa comporta l’annessione russa delle quattro regioni ucraine parzialmente occupate negli ultimi oltre sette mesi di guerra? L’annessione formale di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson nelle intenzioni del Cremlino mira a rendere irreversibili le conquiste territoriali derivate dall’aggressione militare lanciata per volere di Vladimir Putin il 24 febbraio scorso. Di queste regioni, soltanto una parte di Donetsk e Lugansk erano già state occupate nel 2014 e vi erano nate due amministrazioni vassalle di Mosca. Le altre adesso vengono gradualmente liberate dagli ucraini e proprio per questo la finzione del referendum (sostanzialmente rifiutato da larga parte della comunità internazionale) serve in effetti a cercare di arginare le sconfitte militari russe. 

Ore 05:07 - Zelensky: «Quasi 60mila soldati russi morti in guerra»

Sono quasi sessantamila i soldati russi che hanno perso la vita nella guerra in Ucraina. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sul suo canale Telegram. «Sono già 58.500 i soldati russi che sono morti in Ucraina. Vengono per uccidere noi e muoiono», ha detto Zelensky rivolgendosi ai russi. «Non vi vengono detti questi numeri. Vi viene mentito sul presunto bilancio delle vittime di circa seimila. Questa è la verità. Sono morti tutti perché una persona voleva questa guerra»

Ore 05:14 - Onu, la missione russa condanna le parole di Guterres sui referendum

La missione permanente della Russia alle Nazioni Unite ha condannato le parole del Segretario Generale dell’organizzazione António Guterres sui referendum nelle autoproclamate repubbliche di Donestk e Luhank e nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia definendole un’interpretazione «univoca» della Carta delle Nazioni Unite. Lo riporta Ria Novosti. Il segretario generale dell’Onu aveva che i referendum «non possono essere accettati» e l’annessione di regioni alla Russia «non è conforme al diritto internazionale».

Ore 05:12 - Odessa e Mykolaiv attaccate da droni kamikaze russi

Droni kamikaze russi hanno attaccato Odessa e Mykolaiv. La notizia è riferita via Telegram dal vice capo dell’ufficio presidenziale di Kiev, Kyrylo Tymoshenko, secondo il quale una infrastruttura è stata colpita nell’oblast di Mykolaiv. Tymoshenko ha riferito che tre droni sono stati abbattuti dalla difesa aerea ucraina sul mare nelle immediate vicinanze di Odessa. «Ci sono ancora droni nemici nel cielo. Il combattimento è in corso», ha osservato.

Ore 05:13 - Usa, oligarca Oleg Deripaska incriminato per aver violato le sanzioni

L’oligarca russo Oleg Deripaska, patron del gigante dell’alluminio Rusal, è stato incriminato per aver violato sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti. Lo riferiscono fonti informate alla Cnn. L’accusa per Deripaska è di aver violato l’International Emergency Economic Powers Act. L’oligarca, riferiscono le fonti, al momento non è in custodia della polizia. Il re dell’alluminio era stato sanzionato anche dall’Unione europea.

Ore 05:17 - IL PUNTO MILITARE - Le armi Usa e il piano per la «lunga guerra»

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Il nuovo pacchetto di aiuti Usa all’Ucraina trasmette un messaggio che va oltre i numeri: la Casa Bianca pensa sempre più al lungo termine e si organizza di conseguenza. Washington ha autorizzato materiale per 1,1 miliardi di dollari. Il denaro serve a garantire altri 18 lanciarazzi Himars, un gran numero di veicoli per la logistica e per il traino di cannoni, fuoristrada blindati, munizionamento, apparati anti-droni. Ma il punto interessante è la precisazione delle fonti ufficiali: buona parte di questo materiale deve essere prodotta, passeranno mesi o anni prima che possa arrivare nelle mani di Kiev. Il Pentagono vuole continuare a sostenere l’amico ma non può pescare ad oltranza dai suoi depositi (come chiede Zelensky), c’è una soglia da rispettare che coinvolge la sicurezza nazionale: non devi sguarnire le tue scorte. Discorso che si estende all’intera Alleanza atlantica, chiamata a mettere a disposizione ciò che poteva dare. L’urgenza di arginare l’invasore è stata affiancata progressivamente dal timore di non avere abbastanza per la propria difesa.

Ore 05:18 - Gas: ecco perché la mossa della Germania danneggia anche l’Italia

(Daniele Manca) La mossa tedesca rischia di avere due effetti indesiderati dannosi per l’Europa e per ogni Paese membro. Quello che nelle intenzioni del governo di Berlino è una dura risposta a Putin rischia di indebolire il fronte europeo. La Germania ha annunciato un piano da 200 miliardi per difendere le aziende e le famiglie tedesche dal caro gas e spingere il prezzo della fonte di energia verso il basso. Cosa che è accaduto nell’immediato ieri quando il prezzo pochi minuti dopo l’annuncio del cancelliere è sceso a quota 186 euro con un calo del 10 per cento. Una scelta che può ritorcersi contro tutta l’Europa.

Il cancelliere Olaf Scholz, in una conferenza stampa convocata all’improvviso è stato chiaro sulla manovra intrapresa da Berlino. La Russia – ha detto – continua la sua guerra contro l’Ucraina e utilizza il fatto di essere fornitore di energia all’Occidente come un’arma. Dopo la distruzione dei gasdotti nel Mar Baltico – ha continuato – sappiamo che presto cesserà del tutto l’approvvigionamento di gas alla Germania. Da qui la scelta del governo tedesco di varare un piano da 200 miliardi per correre in aiuto di aziende e famiglie. Il meccanismo ideato da Berlino prevede di continuare ad acquistare il gas sul mercato e con i 200 miliardi attenuare i costi che devono pagare i tedeschi.

Ore 08:06 - «Missili su convoglio umanitario a Zaporizhzhia, 23 vittime»

Questa mattina le truppe russe hanno colpito con dei razzi un convoglio umanitario civile in uscita da Zaporizhzhia, ci sono 23 vittime: ha riferito su Telegram il capo regionale militare Oleksandr Starukh, citato da Unian.

Ore 08:47 - Yushchenko: «Su Putin vi avevo avvertito. Non è mai lui quello che comincia a negoziare»

(Francesco Battistini) «Voi europei lo state capendo solo adesso, chi è Putin: io ve lo ripetevo da anni». A parlare è Viktor Yushchenko, l’ex leader ucraino che fu avvelenato 18 anni fa al tempo della Rivoluzione Arancione (oggi produce miele per i soldati al fronte).

È stato Putin a sabotare il gasdotto nel Baltico?

«La Russia siede al Consiglio di sicurezza dell’Onu, ma con quel che combina dovremmo parlare di Consiglio d’insicurezza. Devo dirvelo con sincerità, però: questo episodio dimostra quanto state pagando la “schröderizzazione” della vostra politica energetica».

Nel senso di Schröder, l’ex cancelliere tedesco?

«Lui, la Merkel, la Germania. Che hanno messo in secondo piano gli interessi comuni europei, hanno creato una dipendenza energetica per coltivare un rapporto privilegiato con la Russia. Lo stesso hanno fatto in altro modo i Sarkozy, i Berlusconi. Io lo dicevo: si rischia molto, a trattare con la Russia in questo modo. E ora si vede: per più di vent’anni, Putin ha creato un sistema di corruzione internazionale».

Ore 09:31 - 007 Gb: riservisti costretti a portarsi il proprio kit di soccorso

«L’offerta medica per le truppe da combattimento russe in Ucraina sta probabilmente peggiorando. Ad alcuni riservisti russi recentemente mobilitati è stato ordinato di procurarsi i propri rifornimenti di pronto soccorso per il combattimento, con il consiglio di utilizzare anche prodotti sanitari femminili, considerati una soluzione conveniente». Lo scrive l’intelligence del ministero della Difesa del Regno Unito nel suo report sulla guerra in Ucraina. «La formazione medica e la consapevolezza del pronto soccorso sono probabilmente scarse — si legge ancora nel report —. Alcune truppe russe hanno avuto accesso a lacci emostatici in stile occidentale, ma li hanno riposti nel loro equipaggiamento utilizzando fascette, invece del velcro a disposizione, probabilmente perché l’equipaggiamento è scarso e rischia di essere rubato. Questo, quasi certamente rischia di ostacolare o rendere impossibile l’applicazione tempestiva di lacci emostatici in caso di gravi emorragie sul campo di battaglia».

Ore 09:42 - Filorussi: funzionario ucciso a Kherson da forze ucraine

«Un funzionario dell'amministrazione dell'occupazione russa nella regione meridionale ucraina di Kherson è stato ucciso in un attacco delle forze ucraine giovedì sera», hanno dichiarato le autorità locali. Alexei Katerinitshev, il primo vice capo dell'amministrazione della regione di Kherson responsabile della sicurezza, è stato ucciso «in un attacco preciso» dalle forze ucraine con due missili lanciati da un sistema Himars sulla sua casa.

Ore 10:07 - Russia: materiale sul coinvolgimento Occidente in sabotaggio gasdotto

La Russia ha materiale che indica il coinvolgimento dell'Occidente nel sabotaggio degli oleodotti Nord Stream. Lo ha dichiarato il capo del servizio di intelligence estero di Mosca, citato dalla Tass.

Ore 10:09 - Lukashenko: se Europa vuole pace in Ucraina in pochi giorni

«Se gli europei lo vogliono sinceramente, la pace» in Ucraina «può essere raggiunta in pochi giorni». Lo ha affermato il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, accettando le credenziali di diversi ambasciatori. Lo riporta la Belta.

Ore 10:18 - Onu, oggi voto del Consiglio sicurezza contro i referendum

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite voterà oggi una risoluzione di condanna ai referendum di annessione di diverse regioni ucraine da parte della Russia, come riferito dalla presidenza francese del Consiglio. Lo riporta France Info, aggiungendo che la risoluzione non ha praticamente possibilità di essere approvata a causa del potere di veto della Russia, ma dovrebbe poi essere presentata all'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Ore 10:43 - Orban: «Bruxelles ha mentito agli europei sulle sanzioni»

«A Bruxelles hanno mentito al popolo europeo» quando hanno affermato che le sanzioni non sarebbero state estese all'energia e che ciò avrebbe portato a una rapida fine della guerra in Ucraina. Così il premier ungherese, Viktor Orban, in un'intervista a Kossuth Radio. I cittadini europei, ha spiegato, stanno pagando un «sovrapprezzo delle sanzioni» per l'energia, il che rende il futuro instabile. «La domanda - ha aggiunto - è se peggioreremo ulteriormente la situazione, visto che a Bruxelles si vogliono introdurre sempre più sanzioni».

Ore 10:48 - Putin riconosce l'indipendenza di Zaporizhzhia e Kherson

La Russia ha riconosciuto l'indipendenza delle regioni di Zaporizhzhia e Kherson, secondo i decreti firmati dal presidente russo Vladimir Putin e pubblicati oggi sulla gazzetta ufficiale della Federazione russa, come riporta Tass. I decreti entrano in vigore dal giorno della loro firma.

Ore 10:56 - Sale a 25 il bilancio delle vittime del raid russo a Zaporizhzhia

È salito a 25 morti e 62 feriti ricoverati in ospedale il bilancio dell'attacco missilistico russo di stamani contro un convoglio umanitario di civili in uscita da Zaporizhzhia. Lo riferisce la Procura generale ucraina su Telegram.

Ore 10:58 - Berlino: «Price cap sul gas è sanzione. Non siamo pronti»

«Si è parlato tanto di un price cap sul gas russo: è una sanzione. Per questo sono aperto, se i Paesi dell'Europa sudorientale non temono carenze. Ho detto qui all'inizio della crisi che la Germania non è ancora pronta, abbiamo bisogno di un po' di tempo. Soprattutto dobbiamo parlare con i Paesi amici, la Norvegia, gli Stati Uniti, l'Algeria, perché i prezzi saranno abbassati, e su questo ci sarà oggi sicuramente» un confronto. Lo ha detto il ministro dell'Economia tedesco Robert Habeck, arrivando a Bruxelles al Consiglio dei ministri Ue dell'energia.

Ore 11:04 - Il Regno Unito «non riconoscerà mai» le annessioni alla Russia

Il Regno Unito «non accetterà mai» l'annessione da parte di Mosca delle quattro regioni ucraine in seguito ai referendum tenuti nei giorni scorsi. Lo ha detto la premier britannica Liz Truss accusando il presidente russo Vladimir Putin di usare la «forza bruta» per «modificare i confini internazionali».

Ore 11:33 - Media, grande nuvola di gas metano su Norvegia e Svezia da Nord Stream

Dopo le esplosioni nei gasdotti Nord Stream si è formata una nuvola di metano su Norvegia e Svezia. Lo riferisce la tv norvegese Nrk, aggiungendo che il 96% del gas nei due gasdotti era il potente gas serra metano. Il climatologo senior dell'Istituto norvegese per la ricerca sull'aria, Stephen Matthew Platt, ha calcolato sulla base delle misurazioni dell'osservatorio Birkenes ad Agder che le perdite hanno causato il rilascio di circa 40 mila tonnellate di metano, emissioni che corrispondono al doppio di quelle annuali dell'industria petrolifera e del gas in Norvegia. «Sono livelli record, non abbiamo mai visto niente di simile prima in Norvegia e Svezia», ha riferito Platt, sottolineando tuttavia che l'elevata concentrazione di metano non rappresenta un grave pericolo per le persone.

Ore 11:49 - Cremlino: irresponsabile chi parla di escalation nucleare

«Coloro che parlano di un'escalation nucleare» in Ucraina «agiscono in modo irresponsabile». Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalla Tass, affermando che Mosca è quindi «contraria a parlare della questione».

Ore 11:57 - L'Olanda revoca la licenza per export a gasdotto TurkStream

South Stream Transport B.V., l'operatore russo del gasdotto offshore TurkStream, ha annunciato che i Paesi Bassi hanno revocato lo scorso 18 settembre la licenza per le esportazioni a seguito delle sanzioni Ue a Mosca. In una nota citata dalla Tass, la società ha precisato di aver già richiesto una nuova licenza e che nel frattempo l'infrastruttura continua a operare regolarmente. Il TurkStream, attraverso il Mar Nero, trasporta il gas russo in Turchia e successivamente in Europa.

Ore 12:03 - Norvegia: pronti a chiudere il confine con la Russia

Il governo norvegese ha reso noto che sta rafforzando i controlli al confine con la Russia. «Se necessario, chiuderemo rapidamente il confine e i cambiamenti possono arrivare con breve preavviso», ha affermato la ministra della Giustizia e dell'Emergenza Emilie Enger Mehl. «La mobilitazione in Russia e un possibile divieto di viaggio per i cittadini russi aumentano il rischio di attraversamento illegale della frontiera sul confine norvegese-russo al di fuori del valico di frontiera di Storskog», afferma il governo di Oslo in una nota. Da oggi un elicottero della polizia con sensori opererà nel distretto di Finnmark.

Ore 12:22 - Forze Kiev avanzano verso Lyman nel Donetsk

Le forze militari di Kiev sono avanzate in modo decisivo verso Lyman, snodo cruciale nella regione di Donetsk che proprio oggi il Presidente russo Putin annetterà alla Federazione russa, insieme a quelle di Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia. I militari ucraini hanno catturato diverse località a est della cittadina in cui si trova uno snodo ferroviario importante, come hanno ammesso i filorussi. «Intorno alla mezzanotte le forze ucraine sono riuscite a circondare Lyman», si legge sul blog militare filorusso Rybar. Anche il leader filorusso della regione, Denis Pushilin, che è a Mosca per la cerimonia della firma degli accordi di annessione, ha ammesso che Lyman è «semicircondata».

Ore 12:43 - Cremlino: i confini di Kherson e Zaporizhzhia sono da chiarire

La Russia «deve chiarire» i confini delle regioni ucraine di Kherson e Zaporizhzhia, che verranno annesse oggi con la firma a Mosca dei relativi trattati, insieme a quelle di Donetsk e Zaporizhzhia. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass.

Ore 13:00 - Navalny: «Mobilitazione criminale e molto stupida»

La guerra in Ucraina è «ingiusta e criminale» e la mobilitazione è «ugualmente criminale» e «anche molto stupida». Lo ha dichiarato l'oppositore numero uno di Putin, Alexey Navalny, durante un processo intervenendo in collegamento video dal carcere in cui è detenuto per motivi politici. «Persone innocenti moriranno in trincea», ha affermato Navalny. Lo riporta la testata Mediazona.

Ore 13:13 - Reynders: la Spagna ha congelato 41 mln di oligarchi russi

Dall'inizio dell'invasione in Ucraina, la Spagna ha congelato sinora circa 41 milioni di euro in conti riconducibili a oligarchi russi: lo ha spiegato Didier Reynders, commissario europeo alla Giustizia, nel corso di una visita a Madrid. Reynders ha aggiunto che, in totale, nell'Unione Europea sono stati congelati 14,6 miliardi di euro appartenenti a russi.

Ore 13:15 - Alle 14 la cerimonia di annessione dei territori ucraini alla Russia

La cerimonia di annessione dei territori ucraini alla Russia dopo i referendum farsa si svolgerà alle 14. Le prime autorità stanno già arrivando nella Piazza Rossa, luogo dell'evento, la quale è chiusa da ieri sera. Presente il presidente Putin. Non ci sarà il patriarca Kirill, positivo al Covid.

Ore 13:24 - Putin manda in guerra il pugile «gigante» Nikolaj Valuev

(Lorenzo Nicolao) Pur di avere la meglio nel conflitto, il presidente russo Vladimir Putin non è disposto a rinunciare a nulla, o meglio, in questo caso, a nessuno. Per intimorire i nemici ucraini nella sua iniziativa di mobilitazione militare e arruolamento esteso ai cittadini, obbligatorio e forzato anche per i riservisti, il leader del Cremlino fa affidamento sull’ex campione del mondo dei pesi massimi Nikolaj Valuev, uno dei pugili che hanno fatto la storia della boxe nei primi anni Duemila, in particolare per la sua stazza fisica. Con i suoi 213 centimetri di altezza e 161 chili di peso non è un caso che durante la sua carriera agonistica venisse chiamato il «gigante russo».

Ore 13:44 - La Norvegia decuplica gli incassi del gas: è il Paese Nato con più benefici da Putin

(Federico Fubini) In questa terribile crisi europea il destino ha riservato per la Norvegia una posizione formalmente corretta e ineccepibile dal punto di vista dei contratti. Eppure, sul piano politico e in fondo anche etico, ambigua e scomodissima. Non esiste Paese dell’Alleanza atlantica che stia beneficiando di più dell’invasione sferrata da Vladimir Putin contro l’Ucraina e della guerra economica scatenata ai danni dell’Unione europea. Ogni abuso di Putin, ogni ricatto sull’energia, ogni azione pensata al Cremlino per generare insicurezza e far salire i prezzi del gas o del petrolio: tutto ciò che arriva da Mosca ormai da oltre un anno genera dividendi crescenti per la Norvegia, il maggiore produttore di idrocarburi d’Europa occidentale.

Ore 13:53 - Oslo: fuoriuscite 80 mila tonnellate di gas, nube fino in Gb

Secondo una simulazione pubblicata oggi dall'istituto di ricerca norvegese Nilu, il metano rilasciato dalla falle del Nord Stream si è spostato con il vento su diverse regioni svedesi e norvegesi, raggiungendo persino il Regno Unito. In base alle stesse stime, quasi 80 mila tonnellate di metano sono già fuoriuscite dai tubi danneggiati.

Ore 14:07 - Filorussi: primi coscritti arrivati nel Donetsk

Il primo gruppo di coscritti russi richiamati con la mobilitazione è arrivato nella regione ucraina di Donetsk. Lo ha annunciato su Telegram la milizia separatista locale. «Ora stanno affrontando un intenso addestramento al combattimento», aggiunge la milizia.

Ore 14:20 - Putin: «Le regioni annesse nostre per sempre. Ora negoziati»

«L'annessione dei territori è per la volontà di milioni di persone». Lo dice il presidente russo Vladimir Putin durante la cerimonia di annessione dei territori ucraini nella sala di San Giorgio del Cremlino. «Il popolo ha fatto la sua scelta, una scelta netta — ha aggiunto —. Le popolazioni di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia diventano nostri cittadini per sempre». E poi un minuto di silenzio per gli «eroi» morti in Ucraina. Sull'operazione speciale precisa: «Esordiamo il regime di Kiev a deporre le armi, fermare immediatamente le ostilità e rispettare la volontà popolare: noi siamo pronti a un tavolo di discussione. Ma le regioni annesse fanno parte della Federazione russa, non si torna indietro». Avvertendo l'Occidente: «Difenderemo la nostra terra con tutti i mezzi a nostra disposizione». Per Putin la Russia si è ripresa e «ha riconquistato il suo posto nel mondo» dopo «i tragici anni '90», quando nel Paese «la gente moriva di fame». E adesso «l'Occidente sta cercando una nuova occasione per indebolire e distruggere la Russia, sono ossessionati dall'esistenza di un Paese così grande».

Ore 14:50 - Putin: «Gli Usa unici ad aver usato l'atomica, è un precedente»

Nel suo discorso al Cremlino Putin ha citato anche le armi nucleari, al centro di diverse «dichiarazioni allarmanti» in questi ultimi giorni. «Gli Stati Uniti sono stati il solo Paese al mondo ad aver usato le armi nucleari due volte — ha detto — ed hanno creato un precedente». Per quanto riguarda le esplosioni al gasdotto Nord Stream il presidente russo ha accusato gli «anglosassoni» di sabotaggio.

Ore 15:00 - Putin firma i trattati di annessione delle regioni ucraine

Putin ha firmato al Cremlino i trattati di annessione delle regioni ucraine di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia, alla presenza dei leader separatisti di questi territori, che hanno siglato a loro volta i documenti.

Ore 15:03 - Ue, rivedere o revocare i visti già emessi ai russi

La Commissione Ue chiede agli Stati membri di «rivedere» o «revocare» i visti già emessi ai cittadini russi a causa delle mutate condizioni di sicurezza dopo l'ennesima escalation decisa dal Cremlino. Ylva Johansson, commissaria agli affari interni, ha esortato gli Stati membri di rivedere i visti di lungo termine, ovvero superiori ai 90 giorni, già emessi. «È una competenza nazionale ma sarebbe una cosa buona e seguiremo da vicino la situazione», ha detto.

Ore 15:04 - Leader Ue: Kiev ha diritto di liberare i territori annessi

«L'Ucraina sta esercitando il suo legittimo diritto di difendersi dall'aggressione russa per riacquistare il pieno controllo del suo territorio e ha il diritto di liberare i territori occupati all'interno dei suoi confini internazionalmente riconosciuti. Le minacce nucleari del Cremlino, la mobilitazione militare e la strategia di cercare di presentare falsamente il territorio ucraino come quello russo, sostenendo che la guerra potrebbe ora svolgersi sul territorio russo, non scuoteranno la nostra determinazione». Così i leader dei 27 Paesi Ue riuniti nel Consiglio Europeo.

Ore 15:21 - Simson: «Avanti su corridoi del gas, niente price cap»

«Abbiamo ricevuto oggi dai Paesi membri 27 proposte molto complesse» e su alcuni punti «c'è un consenso più ampio, tra questi quello di usare bene il nostro potere negoziale. Andremo avanti con questo, e cercheremo di negoziare bene corridoi del gas, non di un prezzo fisso, che ci permetterà di portare giù i prezzi per i nostri consumatori». Lo ha detto la commissaria europea per l'Energia, Kadri Simson, al termine del Consiglio straordinario Energia. «Sulla base delle indicazioni» offerte dai ministri europei dell'Energia, la Commissione europea «svilupperà le idee» per abbassare i prezzi dell'energia «prima del Consiglio europeo della prossima settimana», in programma a Praga il 6 e 7 ottobre.

Ore 15:30 - Stoltenberg a Norvegia: più sorveglianza Nato sui gasdotti

«Ho parlato con il Primo Ministro Jonas Gahr Store sull'ulteriore sostegno all'Ucraina. L'ho ringraziato per gli importanti contributi della Norvegia. Abbiamo anche parlato del sabotaggio del gasdotto Nord Stream, di una maggiore vigilanza della Nato e di una più stretta cooperazione per la protezione delle infrastrutture critiche». Lo ha scritto su Twitter il segretario generale dell'Alleanza Atlantica Jens Stoltenberg.

Ore 15:35 - Zelensky: «Non daremo mai la nostra terra agli occupanti»

«Abbiamo la situazione sotto controllo. Tutto sarà Ucraina». Lo ha dichiarato su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dicendo che «questa è la nostra terra, il nostro popolo. Non daremo mai ciò che è nostro agli occupanti».

Ore 15:38 - Nube di metano in giornata sull'Italia, nessun pericolo

Dovrebbe arrivare in giornata sull'Italia la coda della nube di metano che si è formata a seguito della fuga di gas dai gasdotti Nord Stream 1 e 2, stimata nell'ultimo aggiornamento in 80mila tonnellate. Non c'è nessun pericolo né di inquinamento né per la salute dei cittadini, dato che la nube si è molto diluita in atmosfera ed essendo il metano un gas climalterante (che incide sul riscaldamento globale), non inquinante. Lo spiega Bernardo Gozzini, direttore del Consorzio Lamma-Cnr, sui dati del rapporto dell'Istituto Norvegese per la ricerca sull'aria (Nilu), in base ai quali la nube si è divisa in 2 parti.

Ore 16:42 - Biden, sosterremo Kiev in sforzi recupero territori

Il presidente Usa, Joe Biden, ha assicurato che gli Stati Uniti sosterranno i tentativi di Kiev di riconquistare il controllo dei territori annessi oggi dalla Russia.

Ore 16:49 - Michel, ora occorre una nuova Unione europea dell’energia

«Ora va sviluppata una nuova Unione europea dell’energia con una vera strategia comune perché non ci sono alternative se vogliamo garantire la sicurezza degli approvvigionamenti a prezzi accessibili e la transizione climatica». Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, in un videomessaggio in reazione agli ultimi sviluppi della guerra in Ucraina e della crisi energetica. «La Russia sta sparando missili contro l’Ucraina, ma anche un missile energetico contro l’Europa, diretto al cuore del nostro sistema economico e sociale», ha aggiunto Michel.

Ore 16:52 - Energia: dai ministri Ue accordo su riduzione domanda energia

I ministri dell’Energia dell’Unione Europea hanno raggiunto un accordo politico su una proposta di regolamento del Consiglio per affrontare i prezzi elevati di gas ed elettricità. Il regolamento introduce misure comuni per ridurre la domanda di energia elettrica e per raccogliere e ridistribuire le eccedenze di ricavi del settore energetico ai clienti finali. Il Consiglio ha trovato un’intesa su un obiettivo di riduzione globale volontario del 10% del consumo lordo di elettricità e un obiettivo di riduzione obbligatoria del 5% del consumo di elettricità nelle ore di punta. Gli Stati membri individueranno il 10 % delle loro ore di punta tra il 1° dicembre 2022 e il 31 marzo 2023, durante le quali ridurranno la domanda. Gli Stati membri saranno liberi di scegliere le misure appropriate per ridurre il consumo per entrambi gli obiettivi in questo periodo. 

Il Consiglio ha deciso di limitare i ricavi di mercato a 180 euro/MWh per i produttori di elettricità, compresi gli intermediari, che utilizzano le cosiddette tecnologie inframarginali per produrre elettricità, come le energie rinnovabili, il nucleare e la lignite. Tali operatori hanno realizzato guadagni finanziari inaspettatamente ingenti negli ultimi mesi, senza che i loro costi operativi aumentino. Ciò è dovuto al ruolo del carbone e del gas come fonti marginali di determinazione dei prezzi che attualmente gonfiano il prezzo finale dell’elettricità. Il livello del cap è studiato per preservare la redditività degli operatori ed evitare di ostacolare gli investimenti nelle energie rinnovabili.

Ore 17:26 - Ucraina nella Nato? Mosca: «Vada pure in quella discarica»

«Ognuno oggi sceglie la propria strada. Questi maledetti macellai che uccidono donne e bambini vadano pure nella discarica della Nato». È il commento della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, alla richiesta formale di Kiev di entrare nell’Alleanza atlantica. «Per noi il futuro sarà difficile?», continua il post, «Sì perché cadere in basso è sempre più facile che guadagnare altezza. Avanti, insieme, nel nome della luce e con Dio!».

Ore 18:18 - Nato: «Supportiamo Kiev, ma sull’ingresso serve l’unanimità»

«L’ingresso di un Paese nella Nato deve essere decisa dagli alleati all’unanimità. Al momento siamo concentrati nel dare sostegno pratico a Kiev per difendersi dall’invasione decisa di Mosca». Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg.

Ore 18:35 - Nord Stream, Stoltenberg: «Sabotaggio serio, Nato nel Baltico»

«Con il cancelliere Scholz abbiamo parlato del sabotaggio nel Nord Stream 1 e 2. Si tratta di un tema molto serio, enormi esplosioni hanno colpito due gasdotti» e «la Nato è presente con capacità navali e aeree nel mar Baltico e questo manda un messaggio sulla preparazione dei Paesi Nato di difendersi reciprocamente». Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in una conferenza stampa. «Queste capacità stanno anche raccogliendo informazioni e dati che possono essere d’aiuto sia per le indagini che per monitorare le infrastrutture critiche», ha aggiunto Stoltenberg garantendo sostegno all’intelligence dei Paesi coinvolti.

Ore 18:48 - Blinken, finora nessuna azione russa per uso bomba atomica

Usa non hanno visto finora nessuna azione russa che suggerisca l’intenzione di Mosca di usare l’arma nucleare: lo ha detto il segretario di stato Usa Antony Blinken.

Ore 19:15 - Farnesina, l’Italia condanna l’annessione illegale russa

«L’Italia condanna con la massima fermezza l’annessione illegale e inaccettabile da parte della Russia delle quattro regioni ucraine di Donetsk, Luhansk, Kherson, Zaporizhzhia e ribadisce il suo pieno sostegno alla sovranità, integrità territoriale e indipendenza dell’Ucraina». È il tweet della Farnesina.

Ore 19:30 - Medvedev, Zekensky chiede a Nato iniziare III guerra mondiale

«Zelensky vuole entrare rapidamente a far parte della Nato. Grande idea. Sta solo chiedendo all’Alleanza di accelerare l’inizio di una terza guerra mondiale». Lo ha scritto su telegram Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo.

Ore 19:53 - Bombardamento Zaporizhzhia, il bilancio è salito a 30 morti e 88 feriti

La polizia nazionale ucraina afferma che il bilancio dei bombardamenti russi di Zaporizhzhia è salito a 30 morti e 88 feriti.

Ore 20:26 - Capo staff di Zelensky: «Grazie Meloni per la posizione chiara»

Andriy Yermak, capo dello staff del presidente ucraino Zelensky su Twitter: «Grazie a Giorgia Meloni per la sua posizione chiara e la dura condanna delle politiche neo-imperialiste russe».

Ore 21:28 - Russia: «Veto a risoluzione “ostile” dell’Onu su annessioni»

Mosca metterà il suo veto alla risoluzione «ostile» al consiglio di sicurezza dell’Onu: lo ha preannunciato l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite mentre è in corso una riunione sulla risoluzione Usa-Albania contro l’annessione russa di territori ucraini.

Ore 20:54 - Biden: «Non ci faremo intimidire dalle minacce di Putin»

«Gli Usa non si faranno intimidire da Putin o dalle sue minacce o dalle farsa che ha organizzato stamattina». Lo ha detto Joe Biden alla Casa Bianca ribadendo che gli Usa e i loro alleati «non riconosceranno mai i territori come Russia». «Siamo preparati a difendere ogni centimetro della Nato», ha detto ancora.

Ore 20:58 - Biden: «Nord Stream è stato sabotato, da Putin bugie»

«Le fughe di gas dal Nord Stream sono state causate da un attacco deliberato. Quello che dice Putin sono solo bugie». Lo ha detto Joe Biden alla Casa Bianca assicurando che gli Usa e i loro alleati «scopriranno quello che è successo» al gasdotto.

Ore 21:11 - Iniziata la riunione del Consiglio di sicurezza Onu

Ore 21:31 - Usa: «Nuovo invio di armi all’Ucraina la prossima settimana»

Gli Stati Uniti annunceranno un nuovo invio di armi all’Ucraina la prossima settimana. Lo ha detto il Consigliere per la sicurezza nazionale americana, Jake Sullivan, in un briefing con la stampa alla Casa Bianca.

Ore 21:47 - La Casa Bianca: «Militari Usa in Europa pronti a ogni evenienza»

Il consigliere per la sicurezza nazionale americana, Jake Sullivan, in un briefing con la stampa: «I militari americani in Europa sono pronti ad ogni evenienza».

Ore 23:27 - Gazprom, fuoriusciti 800 mln metri cubi di gas da Nord Stream

Al momento dell'esplosione, Nord Stream 1 e Nord Stream 2 contenevano circa 800 milioni di metri cubi di gas nelle tre linee off shore. Lo ha detto il portavoce di Gazprom Sergei Kupriyanov in un collegamento video durante una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Lo riporta Ria Novosti. «Secondo le stime disponibili, c'erano circa 800 milioni di metri cubi di gas nelle tre linee di gasdotti al momento dell'incidente. È il consumo della Danimarca per tre mesi», ha affermato. Kupriyanov ha sottolineato che Gazprom è alla ricerca di possibili soluzioni per riprendere il funzionamento del sistema Nord Stream, ma è difficile stabilire i tempi del ripristino.

Ore 02:32 - Ridotto il costo del trasferimento di denaro, movimenti più «facili»

Su iniziativa della Commissione Europea, il 27 settembre 2022, a Bruxelles è stata firmata una Joint Statement of Service Providers on the Transfer of Funds to Ucraine. L’obiettivo principale di questo documento è ampliare le opportunità per rendere accessibili e trasparenti i trasferimenti di fondi a sostegno degli ucraini e dell’Ucraina. I firmatari della Dichiarazione Congiunta sono diventati i responsabili delle organizzazioni di pagamento dei sistemi di pagamento internazionali e dei loro partecipanti, che svolgono, in particolare, attività sul territorio dell’UE e dell’Ucrain. Si sono impegnati a fornire servizi di trasferimento di denaro competitivi sia alla diaspora ucraina che ai migranti forzati dall’Ucraina che hanno lasciato le loro case in fuga dalla guerra all’estero, nonché a chiunque voglia sostenere gli ucraini e trasferire denaro in Ucraina.

Ore 02:34 - Biden: «Su Nord Stream atto deliberato di sabotaggio»

«Voglio dire questo: è stato un atto di sabotaggio deliberato». Lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden commentando le falle che si sono aperte nei gasdotti Nord Stream 1 e 2, annunciando che gli Stati Uniti stanno lavorando per determinare cosa è successo. «Manderemo i subacquei a scoprire esattamente cosa è successo», ha aggiunto. Biden ha accusato la Russia di «pompare disinformazione e bugie». Biden ha invitato le persone a non ascoltare Putin, sottolineando che le affermazioni del leader russo «non sono vere».

Ore 02:44 - Ucraina: Kiev, possiamo liberare Lyman in pochi giorni Ucraina

«L’esercito ucraino può liberare la città di Lyman nella regione di Donetsk dagli invasori russi in pochi giorni». Lo ha detto Oleksiy Arestovych consigliere del presidente ucraino Volodymr Zelensky. Lo riporta Unian. Secondo il dirigente ucraino ci sarebbero «fra i due mila e i cinquemila» soldati russi «completamente circondati».

Ore 03:31 - Zelensky, a Zaporizhzhia un attacco fatto da disumani

«Il nemico ha iniziato questa giornata con un omicidio deliberato e assolutamente calcolato di ucraini a Zaporizhzhia. Un attacco missilistico a un convoglio di civili. A partire da questo momento 30 morti e quasi un centinaio tra feriti». Lo afferma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel consueto video serale aggiungendo che l’esercito russo sapeva dove avrebbero colpito i loro missili. «È stato fatto dagli disumani», ha aggiunto Zelensky.

Il ruolo di Sergej Kirienko, “regista” dell’annessione dei territori occupati. Andrea Muratore il 30 settembre 2022 su Inside Over.

Vladimir Putin ha ufficialmente proclamato l’annessione alla Russia delle repubbliche di Donetsk e Lugansk, in Donbass, e dei territori occupati di Kherson e Zaporizhzhia a seguito dei referendum a senso unico tenutisi sotto l’occhio vigile delle truppe russe tra il 23 e il 27 settembre. Anche dopo la controffensiva ucraina e le schermaglie politiche con l’Occidente, Mosca ha accelerato nel formalizzare l’annessione.

Ma dal 24 febbraio, giorno dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, c’è chi lavora attivamente e con costanza per plasmare a immagine e somiglianza di Mosca le regioni che sono entrate sotto il controllo delle forze armate russe: Sergej Kirienko. 60anni, con alle spalle un lungo curriculum che per pochi mesi, nel complicatissimo 1998, lo ha portato a diventare il più giovane premier della storia russa da marzo a agosto, salvo poi essere travolto dal default del Paese, Kirienko si è da tempo ricostruito un ruolo nello Stato profondo russo.

L’ex tecnocrate liberale e economista ha ottenuto in questi mesi una notevole centralità politica partendo da un ruolo strategicamente valorizzatosi mano a mano che Vladimir Putin ha accentrato sul Cremlino il processo decisionale. Dopo undici anni alla guida del colosso del nucleare, Rosatom (2005-2016), sei anni fa è stato nominato da Putin primo vice-capo di gabinetto del presidente, ma ha assunto con la guerra in Ucraina maggiore influenza del titolare della carica, Anton Vajno.

Kirienko dall’inizio del conflitto ha avuto il compito di supervisionare e consigliare le autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk nell’omologazione graduale delle leggi e deglii ordinamenti ai dettami dell’amministrazione presidenziale. Da sempre figura moderata, Kirienko si sta scrollando di dosso un’immagine a lungo coltivata di un tecnocrate d’apparato senza ambizioni politiche. Il rapporto diretto con Putin gli ha dato il potere di essere nominato, di fatto, suo proconsole in Ucraina.

Senza dubbio, la guerra lo ha aiutato a diventare il frontman più visibile e di alto rango del “partito della guerra“. E in primavera è stata formalizzata la sua scelta come commissario dei territori occupati. Meduza.io ha svelato i retroscena della sua nomina: “è stata il risultato di un incontro personale tra Kirienko e Putin, durante il quale Kirienko ha presentato la sua visione per “l’operazione militare speciale” (lo pseudonimo del Cremlino per la sua invasione su vasta scala dell’Ucraina) – e ha lanciato idee su come le autorità russe dovrebbero gestire i territori appena occupati”. Per Kirienko “i loro residenti dovranno vedere che la Russia non è venuta temporaneamente e resterà”. Da qui la corsa alla russificazione accelerata, con l’introduzione del rublo e la spinta referendaria, immaginante da Kirienko.

La legge sulla cittadinanza, altra emanazione della sua influenza, ha teso a consolidare la russificazione. Il legame con le forze di sicurezza dato dal controllo sull’amministrazione civile ha fatto il resto. Nel frattempo, sul fronte interno, Kirienko sta anche lavorando a stretto contatto con gli interessi degli uomini forti (siloviki) della burocrazia statale per consolidare l’annessione.

L’amministrazione presidenziale vuole costruire una rete di potere nei ministeri, dipartimenti, società statali e grandi imprese statali russe integrando rapidamente i cittadini delle neoannesse terre ucraine per fondere lo Stato con le sue nuove propaggini. Lavoratore instancabile e fedelissimo, Kirienko, un tempo vicino ai moderati della cerchia di Elvira Nabiullina, governatrice della Banca centrale, per necessità o per ambizione ha speso ogni sua fiche puntando sul “partito della guerra” ed è la figura in maggiore ascesa nel sistema di potere russo. Ma la scelta di legare ogni sua fortuna al successo della manovra spericolata in Est Europa appare decisamente complessa da sostenere se nel medio periodo non ci saranno vere svolte politiche.

Lorenzo Vita per “il Giornale” il 30 settembre 2022.  

Le falle del gasdotto Nord Stream incendiano le già bollenti acque del Mar Baltico, con il rimpallo di accuse tra Occidente e Mosca. Le indagini proseguono, ma quello che ormai sembra certo è che non si possa parlare di incidenti: l'ipotesi più accreditata è quella del sabotaggio. Un attacco che, come spiega Göran Swistek, esperto di sicurezza marittima del German Institute for International and Security Affairs, può essere stato non solo complesso ma anche altamente tecnologico.

«Poiché i sismografi hanno rilevato delle vibrazioni, è probabile che siano avvenute delle esplosioni - spiega Swistek a Il Giornale - e possiamo supporre che sia stata utilizzata una discreta quantità di esplosivi». Per l'esperto tedesco, è impossibile compiere questo tipo di operazioni senza un mezzo adeguato. Ma sull'ipotesi che sia stato utilizzato un sottomarino «tradizionale» capace di dispiegare cariche esplosive e condurre lavori (anche di sabotaggio) in profondità, Swistek è scettico.

«Non molti Paesi hanno questo tipo di capacità e un sottomarino non passerebbe inosservato. La Russia, inoltre, non ha ufficialmente sottomarini nel Mar Baltico, a parte uno formalmente utilizzato per scopi di ricerca - spiega l'analista - ma i movimenti dei mezzi militari sono generalmente ben noti». L'ipotesi di Swistek è che dietro questo attacco possa esserci l'utilizzo non di un classico sottomarino, ma di un mezzo a pilotaggio remoto, un drone subacqueo possibilmente lanciato da una nave-madre.

 «Senza puntare il dito, abbiamo osservato che la Russia ha lavorato molto negli ultimi anni per sfruttare il dominio sottomarino, che comprendeva anche lo sviluppo di diversi droni in grado di svolgere lavori in profondità e trasportare ordigni», dice l'esperto. Secondo gli analisti del governo la deflagrazione è paragonabile all'uso di 500 kg di Tnt.

Ma com' è stato possibile bucare le reti di intelligence in un periodo come questo e in un'area al confine tra Nato e Russia? Per Swistek, questo confermerebbe l'ipotesi di un drone. Tuttavia, sottolinea, «nessuna delle infrastrutture nel Mar Baltico, ma anche nel Mare del Nord, nel Nord Atlantico e nel cosiddetto High North è costantemente sorvegliata dai militari. Questa è un'enorme vulnerabilità. Il modo migliore per proteggerle, almeno quelle ad alta priorità, potrebbe essere una combinazione di forze europee sotto l'ombrello dell'Unione europea o con un altro tipo di coordinamento».

Una prospettiva che coinvolge anche il Mediterraneo, tanto più in una fase di sganciamento dell'Europa dalla dipendenza energetica con la Russia, ma che ora interessa soprattutto il Baltico. In questi ultimi anni, Nato, Russia e Cina, si stanno interessando a tutta la parte settentrionale dell'Europa fino all'Artico, non solo per il gas, ma anche per le future rotte polari. E in questa fase della guerra in Ucraina, il mare dove sorgono due basi fondamentali della flotta russa può diventare il fronte di una futura escalation. «Ulteriori attività ibride o destabilizzanti sono quindi molto probabili nel prossimo futuro» conclude Swistek.

(ANSA il 30 settembre 2022) - Dopo la fuga di gas dai gasdotti Nord Stream 1 e 2, il livello di metano su Svezia e Norvegia è a livelli record, riferiscono i media svedesi e norvegesi, che parlano di 'grande nuvola'. Il 96% del gas nel Nord Stream 1 e 2 era metano. Secondo i calcoli di Stephen Matthew Platt, scienziato del clima presso l'istituto norvegese di ricerca sull'aria Nilu, si tratta di circa 40.000 tonnellate di metano rilasciate dal sospetto sabotaggio: "Le emissioni corrispondono al doppio delle emissioni annuali di metano dell'industria petrolifera e del gas in Norvegia. Sono livelli record, mai visto niente di simile prima in Norvegia e Svezia".

L'ultima indicazione degli esperti è che il gas si sta muovendo verso nord e potrebbe arrivare sopra le isole Svalbard in un paio di giorni. Platt sottolinea tuttavia che l'elevata concentrazione di metano non rappresenta un grave pericolo per le persone: "Non è pericoloso per l'uomo. Non è un gas infiammabile in queste quantità. È l'effetto climatico di cui invece stiamo parlando", chiarisce.

Nord Stream, le ipotesi sul sabotaggio: tritolo, robot e navi. Andrea Marinelli e Guido Olimpio su Il Corriere della Sera il 2 Ottobre 2022.

I due gasdotti Russia-Germania sono stati messi fuori uso da esplosioni a sud dell'isola di Bornholm, in Danimarca, in acque internazionali. Le deflagrazioni sono avvenute a 17 ore di distanza; quattro le falle. Chi potrebbe essere stato? E perché? 

È il grande intrigo del Baltico: il sabotaggio alle due linee del gasdotto Russia-Germania avvenuto alla fine di settembre. 

Sono ormai passati diversi giorni e l’unica certezza sono gli interrogativi. 

Il mare conserva per ora i suoi segreti, lasciando spazio alle speculazioni senza che si possa dare una risposta precisa. Serve del tempo. Del resto i colpi come questo sono perfetti per essere «negati» da chi li ha compiuti.

Le esplosioni

Le pipeline — una sola operativa, ma entrambe piene di gas — sono state messe fuori uso da deflagrazioni a sud dell’isola danese di Bornholm, in acque internazionali. Prima è toccato a Nord Stream 2, quindi a Nord Stream 1, con un intervallo di circa 17 ore. 

Quattro le falle con una susseguente perdita di pressione ad una profondità di 70-90 metri. Eventi registrati dai sismografi svedesi e dagli apparati di difesa dei paesi della regione, già in allarme per le tensioni legate al conflitto in Ucraina. 

I ricognitori hanno diffuso le immagini della fuoriuscita, un cerchio bianco sulla superficie a documentare quanto stava avvenendo. 

Cariche potenti

Il disastro ha provocato sorpresa, sconcerto, polemiche. È partita corale la richiesta di un’indagine e nel frattempo sono iniziate le teorie. Danesi, svedesi e tedeschi concordano su un dettaglio: sono state impiegate cariche molto potenti, secondo ambienti dell’intelligence circa 500 chilogrammi d’esplosivo. Non volevano errori, la botta doveva essere possente. 

Il quotidiano The Guardian ha aggiunto il parere di alcuni funzionari: forse le «trappole» sono state introdotte ricorrendo ai droni per la manutenzione. Le fonti ritengono che questi aspetti siano la conferma di un’azione condotta da professionisti, sabotatori appartenenti a uno Stato, personale addestrato ad agire e con le risorse tecnologiche adeguate. 

Le ipotesi

H.I. Sutton, uno tra gli esperti più bravi, ha prospettato scenari che riprendono le indiscrezioni recenti. Vediamo: gli ordigni sono stati piazzati con largo anticipo da droni subacquei; li hanno inseriti durante la fase di costruzione; c’è stato il ricorso ai «gadget» di ispezione, noti come PIGS, che hanno minato i tubi dall’interno; l’intervento classico, quello condotto da una nave dotata di apparati per le attività sul fondo. Naturalmente è stato anche considerata l’incursione di un sommergibile (e forze scelte) o di un battello speciale. I droni hanno bisogno di un mezzo di supporto, si può impiegare un vascello militare oppure uno «civile» che cela a bordo ciò che serve. Non mancano nelle flotte di molti Paesi, camuffate da unità di «ricerca scientifica», da «rimorchiatori d’altura» equipaggiati per eseguire interventi in profondità. Non di rado conducono «crociere» lontano dalle rispettive basi. Fa parte della sfida globale. 

Le accuse

Il campo Nato continua a sospettare la Russia, anche se gli addebiti sono mossi non in modo omogeneo e si aspetta di avere informazioni maggiori una volta che saranno recuperati eventuali reperti. Mentre un intrecciarsi di informazioni sulle presenze della Marina russa, sui rischi di infiltrazioni, sui timori di una lotta dura con le infrastrutture strategiche diventate bersagli. 

La Russia — sostiene un’analista — potrebbe aver deciso il sabotaggio per lanciare un messaggio di deterrenza, per evitare di pagare risarcimenti per le mancate forniture, per alzare il livello di tensione. 

Ma questo «elenco» non esclude altri colpevoli. Sono stati citati polacchi, ucraini e americani. Mosca replica chiamando in causa gli Usa e i suoi alleati. Sono stati gli «anglosassoni», ha affermato Vladimir Putin nei panni del neo-zar contro tutti. E qualche ora prima il responsabile dei suoi servizi segreti aveva parlato di atto di terrorismo da attribuire al nemico occidentale, una certezza legata a materiale raccolto dall’intelligence. Evidenze che però non ha esibito. 

Più prudente Nikolai Patrushev, il segretario del Consiglio per la sicurezza e uomo chiave della gerarchia moscovita: «Non abbiamo dati sul coinvolgimento dell’Ovest, sappiamo però che lo hanno fatto in passato. Con il tempo proveremo anche questo».

L'ambiente

I governi della regione devono poi preoccuparsi di possibili effetti collaterali. L’agenzia finlandese per l’ambiente ha segnalato che la prima fuoriuscita di gas è avvenuta in una zona dove vi sarebbe discarica di armi chimiche. 

Al momento non sono stati segnalati pericoli. Il gestore di Nord Stream 2 ha invece annunciato che è finita la fuga di gas grazie alla pressione dell’acqua.

Zelensky ai russi: «Lasciate Putin o sarete uccisi uno a uno». Francesco Battistini, Lorenzo Cremonesi, Marta Serafini e Redazione Online su Il Corriere della Sera l'1 Ottobre 2022.

Le notizie di sabato 1 ottobre. Kadyrov: «Mosca valuti l'uso dell'arma nucleare tattica». Gazprom chiude l'afflusso di gas verso l'Italia. Nord Stream, esplosioni «causate da 500 chili di tritolo»

• La guerra in Ucraina è arrivata al 220esimo giorno.

• Kiev hanno conquistato la città strategica di Lyman nel Donetsk.

• Il leader ceceno Kadyrov: «Mosca valuti l'uso dell'arma nucleare tattica».

• La nuvola di gas che si è formata dopo le perdite del Nord Stream si trova sui cieli della Scandinavia e si sta dirigendo verso l’Italia. Quali sono i rischi.

• Biden accusa Putin: «Nord Stream è stato sabotato». La Russia nega. Intanto si è fermata la fuoriuscita di gas da Nord Stream 2.

Ore 20:58 - Biden: «Nord Stream è stato sabotato, da Putin bugie»

«Le fughe di gas dal Nord Stream sono state causate da un attacco deliberato. Quello che dice Putin sono solo bugie». Lo ha detto Joe Biden alla Casa Bianca assicurando che gli Usa e i loro alleati «scopriranno quello che è successo» al gasdotto.

Ore 21:31 - Usa: «Nuovo invio di armi all’Ucraina la prossima settimana»

Gli Stati Uniti annunceranno un nuovo invio di armi all’Ucraina la prossima settimana. Lo ha detto il Consigliere per la sicurezza nazionale americana, Jake Sullivan, in un briefing con la stampa alla Casa Bianca.

 Ore 21:47 - La Casa Bianca: «Militari Usa in Europa pronti a ogni evenienza»

Il consigliere per la sicurezza nazionale americana, Jake Sullivan, in un briefing con la stampa: «I militari americani in Europa sono pronti ad ogni evenienza».

Ore 02:31 - Ridotto il costo del trasferimento di denaro, movimenti più «facili»

Su iniziativa della Commissione Europea, il 27 settembre 2022, a Bruxelles è stata firmata una Joint Statement of Service Providers on the Transfer of Funds to Ucraine. L’obiettivo principale di questo documento è ampliare le opportunità per rendere accessibili e trasparenti i trasferimenti di fondi a sostegno degli ucraini e dell’Ucraina. I firmatari della Dichiarazione Congiunta sono diventati i responsabili delle organizzazioni di pagamento dei sistemi di pagamento internazionali e dei loro partecipanti, che svolgono, in particolare, attività sul territorio dell’UE e dell’Ucraina. Si sono impegnati a fornire servizi di trasferimento di denaro competitivi sia alla diaspora ucraina che ai migranti forzati dall’Ucraina che hanno lasciato le loro case in fuga dalla guerra all’estero, nonché a chiunque voglia sostenere gli ucraini e trasferire denaro in Ucraina.

Ore 02:34 - Biden: «Su Nord Stream atto deliberato di sabotaggio»

«Voglio dire questo: è stato un atto di sabotaggio deliberato». Lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden commentando le falle che si sono aperte nei gasdotti Nord Stream 1 e 2, annunciando che gli Stati Uniti stanno lavorando per determinare cosa è successo. «Manderemo i subacquei a scoprire esattamente cosa è successo», ha aggiunto. Biden ha accusato la Russia di «pompare disinformazione e bugie». Biden ha invitato le persone a non ascoltare Putin, sottolineando che le affermazioni del leader russo «non sono vere».

Ore 02:45 - Ucraina: Kiev, possiamo liberare Lyman in pochi giorni Ucraina

«L’esercito ucraino può liberare la città di Lyman nella regione di Donetsk dagli invasori russi in pochi giorni». Lo ha detto Oleksiy Arestovych consigliere del presidente ucraino Volodymr Zelensky. Lo riporta Unian. Secondo il dirigente ucraino ci sarebbero «fra i due mila e i cinquemila» soldati russi «completamente circondati».

Ore 03:32 - Zelensky, a Zaporizhzhia un attacco fatto da disumani

«Il nemico ha iniziato questa giornata con un omicidio deliberato e assolutamente calcolato di ucraini a Zaporizhzhia. Un attacco missilistico a un convoglio di civili. A partire da questo momento 30 morti e quasi un centinaio tra feriti». Lo afferma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel consueto video serale aggiungendo che l’esercito russo sapeva dove avrebbero colpito i loro missili. «È stato fatto dagli disumani», ha aggiunto Zelensky.

Ore 04:14 - Unesco, danni a 193 siti culturali, protesta in Messico contro delegato russo

Non appena un delegato della Russia ha preso la parola, decine di rappresentanti di altri paesi hanno abbandonato la sala dove si svolgeva una conferenza internazionale della cultura, la sessione finale della Conferenza mondiale convocata dall’Unesco a Città del Messico, per protestare contro la guerra in Ucraina. A nome di 48 Paesi, il ministro della Cultura lituano Simonas Kairys ha attaccato «l’aggressione ingiustificabile e illegale» di Mosca contro Kiev, e ha ricordato come la stessa organizzazione abbia verificato danni ad almeno 193 siti culturali ucraini tra cui musei, biblioteche, centri culturali ed edifici storici. Mentre i suoi ‘colleghi’ lasciavano la sala dell’auditorium, il delegato russo Sergey Obryvalin ha respinto le critiche definendole «inaccettabili».

Ore 05:55 - La Banca Mondiale concede altri 530 milioni di aiuti

La Banca Mondiale concederà 530 milioni di dollari di aiuti all’Ucraina per consentirle di «affrontare le necessità urgenti generate dall’invasione russa». Questo sostegno, sotto forma di un nuovo prestito della Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BIRS), è sostenuto dal Regno Unito per 500 milioni di dollari e dalla Danimarca per 30 milioni di dollari. Secondo le stime della BM, «i costi a lungo termine della ricostruzione saranno enormi e supereranno di gran lunga i 100 miliardi di dollari nei prossimi tre anni». Con questa nuova tranche, la BM ha concesso all’Ucraina un totale di 13 miliardi di dollari dall’inizio del conflitto, di cui 11 miliardi già erogati.

Ore 06:01 - Lituania fornirà 37 droni kamikaze di costruzione polacca

Il ministero della Difesa della Lituania ha firmato un accordo con la società polacca WB Group per l’acquisto di 37 droni kamikaze e un lanciatore per l’Ucraina. Secondo quanto riferiscono i media ucraini, gli armamenti raggiungeranno Kiev in ottobre o novembre.

Ore 08:07 - Kiev, 50 attacchi russi in 24 ore nella regione di Donetsk

Oltre 50 attacchi sono stati lanciati dall’esercito russo nelle ultime 24 ore, soprattutto nella regione di Donetsk: «Le truppe della Federazione russa si stanno concentrando sull’occupazione completa della regione di Donetsk e il mantenimento dei territori temporaneamente catturati dell’Ucraina, oltre che all’interruzione delle azioni delle forze di difesa in alcune aree». È quanto ha affermato su Fb lo Stato maggiore dell’esercito ucraino su Fb, citato da Unian. «I russi stanno anche bombardando le posizioni delle truppe ucraine lungo la linea di contatto, conducendo ricognizioni aeree», «il nemico sta attaccando le infrastrutture civili e le abitazioni della popolazione civile, violando le norme del Diritto Internazionale Umanitario, le leggi e i costumi di guerra», afferma l’esercito di Kiev.

Ore 08:07 - Zelensky invita Meloni ad andare a Kiev

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha invitato a Kiev il prossimo presidente del consiglio italiano. A dare la notizia è stato Andriy Yermak, capo dell’Ufficio del Presidente, che ha avuto un colloquio con il senatore Adolfo Urso, presidente del Copasir, aggiungendo che «sarebbe molto significativo se questa fosse una delle prime visite all’estero della signora Meloni come Primo Ministro».

Ore 08:42 - Ucraina: arrestato direttore generale centrale nucleare Zaporizhzhya

Ieri intorno alle 16:00 «il nostro dipendente, il direttore generale della centrale nucleare di Zaporizhzhya Ihor Murashov, è stato arrestato dalla pattuglia russa mentre si recava dallo stabilimento alla città di Energodar». Lo dichiara il presidente dell’agenzia nucleare ucraina, Energoatom, Petro Kotin. «Il veicolo del direttore generale della centrale nucleare è stato fermato, è stato portato fuori dall’auto e con gli occhi bendati è stato condotto in una località sconosciuta. Per il momento non ci sono informazioni sul suo destino - prosegue Kotin - Il direttore generale della ZNPP Ihor Murashov è una persona autorizzata e ha la responsabilità principale ed esclusiva per la sicurezza nucleare e dalle radiazioni della centrale nucleare di Zaporizhzhya. La sua detenzione da parte dei russisti mette a repentaglio la sicurezza operativa dell’Ucraina e della più grande centrale nucleare d’Europa».

Ore 09:39 - Lo Spiegel: «Esplosioni Nord Stream causate da 500 kg di tritolo»

Fonti di intelligence citate dalla rivista tedesca Spiegel ritengono che gli oleodotti Nord Stream 1 e 2, nelle zone economiche esclusive di Svezia e Danimarca, siano stati colpiti in quattro punti da esplosioni con 500 chili di tritolo, l’equivalente della potenza esplosiva di una bomba di aereo. Gli investigatori tedeschi hanno effettuato letture sismiche per calcolare la potenza delle esplosioni. E hanno detto ai media che subacquei o robot telecomandati potrebbero essere in grado di visitare i siti delle perdite già questo fine settimana.

Ore 09:42 - Il Guardian: «Robot manutenzione hanno messo le bombe su Nord Stream»

«A piazzare le bombe che hanno provocato quattro falle nel gasdotto Nord Stream 1 e 2, a circa 80 metri di profondità nelle zone economiche esclusive di Svezia e Danimarca, potrebbero essere stati i robot di manutenzione che operano all’interno della struttura del gasdotto durante lavori di riparazione»: è l’opinione degli esperti riferita dal Guardian. «Se questa teoria si rivela corretta, la natura sofisticata dell’attacco e la potenza dell’esplosione aggiungerebbero peso ai sospetti che gli attacchi siano stati effettuati da un potere statale, con il dito puntato contro la Russia».

Ore 11:05 - Von der Leyen inaugura gasdotto Grecia-Bulgaria

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha inaugurato a Sofia l'interconnettore di gas tra Grecia e Bulgaria. «Il progetto è sul tavolo da oltre dieci anni. È stato lanciato nel 2009, in un momento in cui in realtà, quando la Bulgaria è stata duramente colpita dalla decisione di Gazprom di fermare i flussi di gas attraverso l'Ucraina. Ci è voluta molta determinazione per raggiungere l'obiettivo, e oggi voglio ringraziare i successivi governi bulgaro e greco per averlo realizzato», ha affermato nella cerimonia di inaugurazione. «La nostra Unione - ha precisato - ha sostenuto il progetto sin dal primo giorno, sia finanziariamente che politicamente. Con un contributo complessivo di 250 milioni di euro. In data odierna, una nuova era per la Bulgaria e per l'Europa sudorientale inizia. La Bulgaria riceveva l'80% del gas dalla Russia. Questo prima che Putin decidesse di lanciare una guerra energetica contro l'Europa. Questo gasdotto è un punto di svolta per la Bulgaria e per la sicurezza energetica dell'Europa e significa libertà dalla dipendenza dal gas russo».

Ore 11:19 - Zelensky ringrazia Biden per il nuovo stanziamento di aiuti

Il Presidente ucraino Volodymir Zelensky ha ringraziato Joe Biden per aver firmato in legge lo stanziamento di altri 12,35 miliardi di dollari di aiuti all'Ucraina il giorno dopo il voto del Congresso del pacchetto di assistenza. «Apprezziamo questo potente atto di solidarietà agli ucraini. E il sostegno bicamerale e bipartisan al nostro Paese. La legge prevede il finanziamento di programmi della difesa, e un sostegno importante e diretto al bilancio dell'Ucraina. Questo aiuto è più importante che mai. Dobbiamo continuare insieme a opporci all'aggressione della Federazione russa», ha scritto Zelensky.

Ore 12:01 - L'Aiea chiede chiarimenti sul direttore della centrale Zaporizhzhia rapito

L'Aiea (Agenzia internazionale per l'energia atomica) «chiede chiarimenti» sul direttore generale della centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, occupata dalla Russia, che la società statale responsabile dell'impianto ha dichiarato essere stato «rapito» da una pattuglia russa. Ihor Murashov è stato arrestato mentre si recava dalla più grande centrale nucleare d'Europa alla città di Energodar intorno alle 17 di ieri. Petro Kotin, il capo della compagnia di energia atomica ucraina, ha affermato che la sua detenzione «mette a repentaglio la sicurezza operativa dell'Ucraina e della più grande centrale nucleare d'Europa».

Ore 12:15 - Il Papa riceve la consigliera del presidente Zelensky

Papa Francesco ha ricevuto stamattina in udienza in Vaticano la signora Alona Verbytska, consigliera plenipotenziaria del presidente della Repubblica di Ucraina Volodymyr Zelensky. Lo riferisce il Bollettino della Sala stampa della Santa Sede. Bergoglio, parlando con i Gesuiti nel recente viaggio in Kazakistan, ha ricordato il suo desiderio di recarsi a Kiev: «Avevo in mente di poter andare. Mi sembra che la volontà di Dio sia di non andare in questo preciso momento; vediamo poi in seguito, però».

Ore 12:49 - Danimarca convoca ambasciatore russo per annessione regioni ucraine

Dopo la Svezia anche la Danimarca: il ministero degli Esteri danese ha convocato l'ambasciatore russo in seguito all'annessione illegale da parte della Russia di quattro regioni ucraine. L'ambasciatore Vladimir Barbin incontrerà il direttore della politica estera del ministro degli Esteri danese, Anders Tang Fribourg. Non è stato annunciato quando si terrà l'incontro.

Ore 12:58 - Consolato russo a New York vandalizzato con vernice rossa

Vernice rossa sulla facciata del consolato russo a New York: il gesto di apparente protesta è avvenuto ieri, poco prima che il presidente Vladimir Putin annunciasse l'annessione dei territori ucraini e prima che si diffondesse la notizia della strage di civili a Zaporizhzhia. Lo scrive il Guardian. Un portavoce della polizia newyorchese ha detto che un'indagine è in corso ma che finora non ci sono sospetti né arresti.

Ore 13:41 - La controffensiva ucraina continua, nel Donbass

(Marta Serafini, inviata a Medyka, confine Polonia-Ucraina)

«Lyman è ucraina». Si stringe l’assedio intorno alla cittadina della regione di Donetsk, considerata uno snodo cruciale per il controllo della zona e conquistata dai russi lo scorso luglio.

In un filmato riproposto in rete dal capo dello staff del presidente Zelensky si vedono due soldati nella periferia orientale della città mentre issano la bandiera di Kiev. 

E mentre si aspettano conferme — l’Isw parlava stamattina di una possibile riconquista in tre/quattro giorni — il portavoce dell’esercito ucraino nell’Est, Sergey Chervatiï, citato dall’agenzia Interfax-Ucraina, ha ribadito come «Le forze russe siano circondate a Lyman, e si parla di circa 5.000-5.500 uomini». 

Secondo Sergey Gaïdai, il governatore della vicina regione di Lugansk, i soldati russi hanno tre opzioni: «fuggire, morire tutti insieme o arrendersi». 

La città è fondamentale per i destini della guerra. Il villaggio di Stavky, a nord, è caduto, e a Zarichne, a est, ci sono combattimenti strada per strada. L’unica via per il rifornimento delle forze russe e filorusse che occupano la cittadina, quella per Torske, è sotto il fuoco nemico. Sotto attacco è anche Jampil, a sud est. 

Ora, per le forze di Kiev, all’indomani dell’annessione proclamata unilateralmente da Putin si apre la strada per la riconquista di terreno nella regione di Luhansk.

Ore 13:44 - Il rapper russo suicida per non andare in guerra

(Monica Ricci Sargentini) «Non sono pronto a uccidere. Per nessun ideale». È questa la motivazione che ha spinto Ivan Petunin, noto col nome d'arte di Walkie, a togliersi la vita. 

Il musicista russo, 27 anni, ieri ha pubblicato un video su Telegram in cui annunciava la sua decisione: «Se stai guardando questo video non sono più vivo, non posso prendere il peccato dell'omicidio sulla mia anima e non voglio», ha detto. 

Il corpo del giovane è stato trovato vicino a un edificio di più piani in via Kongressnaya, a Krasnodar, città in cui viveva.

Ore 13:47 - L'Ucraina: «I russi hanno sparato contro civili in fuga, 20 morti»

Le forze russe hanno attaccato un convoglio che stava evacuando civili nel nordest dell'Ucraina, nel distretto di Kupiansk: il bilancio è di 20 morti. 

A riferire la notizia — che risalirebbe ai giorni scorsi — è il governatore della regione di Kharkiv, Syniehubov. 

L'attacco su persone che provavano a fuggire dall'area per evitare di essere bombardate è una «crudeltà che non può essere giustificata», ha dichiarato Syniehubov.

Ore 13:50 - La discarica di armi chimiche nell'area delle falle del Nord Stream

Secondo l'Agenzia finlandese per l'ambiente (Syke), il bacino danese di Bornholm — dove lunedì è stata rilevata la prima perdita dal gasdotto Nord Stream — è la più importante discarica di armi chimiche nel Mar Baltico. 

In una nota la Syke afferma che «è probabile che l'effetto delle perdite di gas sulle armi chimiche sia minimo, poiché sono sepolte a diversi chilometri ma gli effetti sono ancora incerti». 

L'agenzia ha dichiarato che continuerà a indagare sulla questione insieme all'Istituto del Trattato di proibizione delle armi chimiche presso l'Università di Helsinki.

Ore 13:55 - Eni: «Oggi le forniture di gas russo all'Italia saranno zero»

Le forniture di gas russo all'Italia attraverso il Tarvisio saranno oggi «a zero». 

A darne notizia sono state sia Eni, sia Gazprom. 

«Gazprom ha comunicato che non è in grado di confermare i volumi di gas richiesti per oggi, considerato che non è possibile fornire gas attraverso l'Austria», ha detto Eni. 

Il piano portato avanti da Eni di potenziamento e diversificazione delle forniture di gas verso l'Italia permetterà di sostituire progressivamente gli oltre 20 miliardi di metri cubi all'anno di volumi di gas importati da Mosca fino allo scorso anno dal gruppo. 

Per quanto riguarda il gas via gasdotto, forniture addizionali stanno già arrivando dall'Algeria, dal Nord Europa e dall'Egitto. 

Dalla prossima primavera, inoltre, inizierà ad arrivare in modo importante tutto il gas naturale liquefatto addizionale da Paesi come Egitto, Qatar, Congo, Angola e Nigeria.

Ore 14:10 - La controffensiva ucraina ha riportato la situazione al 29 febbraio

La controffensiva delle forze ucraine di settembre ha ridotto il territorio controllato dei russi a una porzione inferiore di quella che risultava occupata dopo la spinta iniziale dei militari russi nei primi cinque giorni dell'invasione. 

A renderlo noto è stata la Cnn, citando i dati dell'Institute for the Study of War elaborati dai suoi analisti. 

All'inizio dell'invasione le forze russe erano riuscite a controllare un quinto del territorio ucraino, vale a dire 119mila chilometri quadri. 

Sette mesi dopo, in coincidenza con l'annessione di quattro regioni alla Federazione russa da parte di Vladimir Putin, le forze di Mosca controllano tremila chilometri quadrati in meno.

Ore 14:14 - «Dieci bambini tra i civili uccisi a Kharkiv»

Ci sarebbero almeno 10 bambini tra i 20 civili ucraini uccisi nell'attacco al convoglio di auto su cui viaggiavano nella regione orientale di Kharkiv. 

A riferirlo è stato il capo dei servizi di sicurezza (Sbu) di Kiev, Vasily Malyuk, citato dall'Ukrainska Pravda. 

I veicoli colpiti, «a fine settembre», sono stati sette. Si trovavano in una «zona grigia» tra l'area occupata e quella controllata dagli ucraini, nell'Est dell'Ucraina. 

I russi hanno accusato Kiev di aver colpito un convoglio di profughi, uccidendone 30, nella stessa regione.

Ore 15:33 - Esercito Kiev: le truppe ucraine entrano a Lyman

Le truppe ucraine «entrano» a Lyman, città chiave in mano ai russi nella regione orientale di Donetsk. Lo afferma l’esercito di Kiev. La città fa parte dei territori che Putin ha annesso alla Russia. Secondo le forze di Kiev circa 5 mila soldati russi sarebbero circondati. I combattimenti continuano.

Ore 16:02 - Mosca: «Le nostre truppe si sono ritirate da Lyman»

«A causa della minaccia di essere circondate, le truppe alleate si sono ritirate da Krasny Lyman verso posizioni più vantaggiose». Lo ha dichiarato il ministero della Difesa russo, citato da Interfax. «L’esercito ucraino sta subendo perdite considerevoli a Krasny Lyman ma continua ad avanzare», ha aggiunto Mosca.

Ore 16:19 - Borrell: fine guerra quasi impossibile dopo annessioni russe

L’annessione da parte di Mosca di quattro nuovi territori ucraini occupati rende «quasi impossibile porre fine alla guerra in Ucraina». Lo ha affermato l’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Josep Borrell al canale televisivo spagnolo RTVE. Aggiungendo: «La Russia sta perdendo» la guerra, «l’ha persa in termini morali e politici», ma «l’Ucraina non ha ancora vinto».

Ore 16:31 - Kadyrov: «Mosca consideri l’uso di armi nucleari tattiche»

Il leader ceceno, Ramzan Kadyrov, ha esortato la Russia a prendere in considerazione l’utilizzo di un’arma nucleare a bassa intensità in Ucraina (o arma nucleare tattica), dopo la notizia del ritiro delle truppe russe da Lyman. In un messaggio su Telegram in cui criticava i comandanti russi per aver abbandonato la città strategica, Kadyrov, citato dalla Reuters, ha scritto: «Secondo me, dovrebbero essere prese misure più drastiche, fino alla dichiarazione della legge marziale nel zone di confine e l’uso di armi nucleari a basso rendimento». Inoltre, Kadyrov ha puntato il dito contro il comandante del Distretto Militare Occidentale, Alexander Lapin, per il ritiro da Lyman, criticando anche i vertici dell'esercito di Mosca, scelti in base a logiche «nepotiste». «Il nepotismo nell'esercito non porterà bene — ha scritto Kadyrov su Telegram —. Nell'esercito è necessario nominare persone di carattere forte, coraggiose, dotate di principi, che si preoccupano dei loro combattenti, che si strappano i denti per un loro soldato, che sanno che un subordinato non può essere lasciato senza aiuto e sostegno. Non c'è posto per il nepotismo nell'esercito, soprattutto in tempi difficili».

Ore 17:08 - «A Kharkiv uccisi 13 bambini e una donna incinta»

Si aggrava il bilancio dell’attacco russo contro un convoglio di auto di civili ucraini in fuga dalla regione orientale di Kharkiv. Le vittime sono salite a 24, tra cui una donna incinta e 13 bambini. Lo ha riferito il governatore Oleg Synegubov. «Tali sono le terribili conseguenze del bombardamento di un convoglio di sette auto da parte degli occupanti tra i villaggi di Kurylivka e Pishchane, nel distretto di Kupyansk. I russi hanno sparato contro i civili quasi a distanza ravvicinata», ha affermato il governatore, precisando che «il bombardamento è avvenuto il 25 settembre intorno alle 9».

Ore 17:20 - Esplosioni nella base aerea Belbek in Crimea

Una nuvola di fumo generata da diverse esplosioni, provenienti con molta probabilità dalla base aerea di Belbek in Crimea sono state riprese dalle persone in spiaggia, che hanno udito chiaramente le esplosioni.

Ore 17:36 - Gestore Nord Stream 2: finita la fuga di gas

Il portavoce della società di gestione del gasdotto Nord Stream 2 ha riferito che è finita la fuga di gas dalla condotta, iniziata dopo le esplosioni sospette dei giorni scorsi nel mar Baltico.

Ore 17:44 - Esplosione in Crimea, Mosca: è lo schianto di aereo militare

Il governatore di Sebastopoli, Mikhail Razvozhaev, ha dichiarato che le esplosioni nella base di Belbek aerea in Crimea sono state causate da un aereo militare russo si è schiantato al suolo in fase di atterraggio. Secondo Razvozhaev, il velivolo è uscito fuori pista e ha preso fuoco. Alcuni canali Telegram ucraini hanno diffuso filmati che mostrano una grande colonna di fumo sollevarsi dall'area dell'aeroporto e hanno riferito, senza fornire prove, che l'aereo caduto era pieno di munizioni.

Ore 18:19 - Kiev: più di 400 bambini morti dall'inizio della guerra

L'ufficio del Procuratore generale ucraino ha denunciato che almeno 399 bambini sono morti e circa 783 sono rimasti feriti negli attacchi russi in Ucraina dall'inizio della guerra. A questi si devono aggiungere le 13 piccole vittime dell'attacco a un convoglio a Kharkiv e che ha causato in tutto 24 morti (vedo notizia delle 17.08). La maggior parte dei minorenni colpiti, contando sia morti che feriti, è stata registrata nella regione di Donetsk (402); Kharkiv (232); la capitale Kiev (116); Chernihiv (68) e Lugansk (61), secondo il bilancio raccolto da Ukrinform.

Ore 19:40 - Austin: non credo che Putin abbia deciso di usare l'atomica

Il segretario alla Difesa statunitense Lloyd Austin dubita che Putin abbia deciso di utilizzare l'atomica in Ucraina. «In questa fase, non vedo nulla che mi porti a concludere che il presidente russo abbia preso una decisione simile», ha detto Austin in un'intervista alla Cnn che verrà trasmessa integralmente domani.

Ore 21:27 - A Belgrado protesta contro annessione russa

Una manifestazione di protesta contro l'annessione russa delle quattro regioni ucraine sotto controllo di Mosca si è svolta in serata nel centro di Belgrado. Nei giorni scorsi tale movimento aveva inscenato una analoga protesta contro la mobilitazione militare parziale disposta da Putin. Questi raduni sono animati in larga parte dai tanti cittadini russi trasferitisi a Belgrado per poter proseguire senza problemi la propria attività lavorativa o per evitare il reclutamento per andare al fronte.

Ore 22:04 - Zelensky: dopo Lyman pianteremo altre bandiere nel Donbass

«La bandiera ucraina è a Lyman. In questa settimana abbiamo piantato più bandiere ucraine nel Donbass. Tra una settimana ce ne saranno ancora di più». Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky nel suo video-messaggio serale, nel giorno in cui i russi si sono ritirati dalla città strategica del sud-est. A Lyman «i combattimenti sono ancora in corso, ma lì non c'è traccia di pseudo-referendum», ha aggiunto Zelensky, riferendosi al voto indetto da Mosca nelle zone occupate per annetterle alla Russia. Uno voto, ha aggiunto, «condannato anche oggi da ancora più voci nel mondo».

Ore 22:17 - Zelensky ai russi: «Lasciate Putin o sarete uccisi uno a uno»

Zelensky ha lanciato un monito ai russi nel suo video-intervento serale. «Finché non risolvete tutti il problema con colui che ha iniziato tutto, che ha iniziato questa guerra insensata per la Russia contro l'Ucraina, sarete uccisi uno per uno, facendo da capri espiatori, per non ammettere che questa guerra è un errore storico per la Russia», ha detto, dopo gli ultimi successi della controffensiva ucraina nel Donbass. «Lì hanno già iniziato a addentarsi: cercano i colpevoli, accusando alcuni generali di fallimenti. Questa è la prima campana che dovrebbe essere ascoltata a tutti i livelli del governo russo», ha aggiunto.

Ore 00:32 - La Russia chiude il trasporto stradale a «Paesi ostili»

Un altro passo in avanti sull’isolamento della Russia. Il primo ministro russo, Mikhail Mishustin, ha firmato un decreto che impedisce ai «Paesi ostili» di usare il territorio della Federazione per il trasporto stradale. Sono previste deroghe per alcune categorie di merci, tra cui i medicinali e alcuni tipi di alimentari, capi di vestiario e prodotti tecnologici.

Kiev: offensiva verso Kherson. La Nato: «Conseguenze serie se Putin usa armi nucleari». Francesco Battistini, Lorenzo Cremonesi, Marta Serafini e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 02 ottobre 2022.

Le notizie di domenica 2 ottobre. Il monito ai soldati di Mosca nel video-intervento serale. La Russia chiude il trasporto stradale ai «Paesi ostili»

• La guerra in Ucraina è arrivata al 221esimo giorno.

• Le truppe di Kiev hanno riconquistato la città di Lyman nel Donetsk. Si tratta di una vittoria clamorosa, per l’importanza strategica della città, ma anche simbolica, poiché avviene il giorno dopo l’annuncio dell’annessione di 4 regioni — tra cui proprio quella di Donetsk — da parte di Putin.

• Il leader ceceno Kadyrov dopo la disfatta a Lyman ha violentemente criticato i comandi militari russi, e ha aizzato Putin: «Mosca valuti l'uso dell'arma nucleare tattica».

• Paolo Valentino ha intervistato il miliardario russo Melnichenko, industriale russo sotto sanzioni: sulle annessioni spiega che «l’Occidente non ha ancora capito cosa significhi realmente questo passaggio: sarà impossibile da cambiare. Il caos in Russia può portare catastrofi», ed è «ingenuo e pericoloso» pensare che «tutti i problemi, in primis quelli di sicurezza, saranno risolti non appena ci sarà un cambio di regime».

• Il gestore di Nord Stream 2 ha annunciato che non c'è più fuoriuscita di gas: qui Giudo Olimpio e Andrea Marinelli fanno il punto su quello che si sa del sabotaggio.

• Stop alle forniture di gas russo in Italia: ieri flussi azzerati.

Ore 04.38 - Gestore Nord Stream 2: finita la fuga di gas

Il portavoce della società di gestione del gasdotto Nord Stream 2 ha riferito che è finita la fuga di gas dalla condotta, iniziata dopo le esplosioni sospette dei giorni scorsi nel mar Baltico.

Ore 04.45 - Eni: «Oggi le forniture di gas russo all'Italia saranno zero»

Le forniture di gas russo all'Italia attraverso il Tarvisio saranno oggi «a zero».

A darne notizia sono state sia Eni, sia Gazprom. «Gazprom ha comunicato che non è in grado di confermare i volumi di gas richiesti per oggi, considerato che non è possibile fornire gas attraverso l'Austria», ha detto Eni. 

Il piano portato avanti da Eni di potenziamento e diversificazione delle forniture di gas verso l'Italia permetterà di sostituire progressivamente gli oltre 20 miliardi di metri cubi all'anno di volumi di gas importati da Mosca fino allo scorso anno dal gruppo. Per quanto riguarda il gas via gasdotto, forniture addizionali stanno già arrivando dall'Algeria, dal Nord Europa e dall'Egitto. 

Dalla prossima primavera, inoltre, inizierà ad arrivare in modo importante tutto il gas naturale liquefatto addizionale da Paesi come Egitto, Qatar, Congo, Angola e Nigeria.

Ore 04.53 - Esercito Kiev: le truppe ucraine entrano a Lyman

(Marta Serafini) Le truppe ucraine «entrano» a Lyman, città chiave in mano ai russi nella regione orientale di Donetsk. Lo afferma l’esercito di Kiev. La città fa parte dei territori che Putin ha annesso alla Russia. Secondo le forze di Kiev circa 5 mila soldati russi sarebbero circondati. I combattimenti continuano.

 Ore 05:00 - Kadyrov: «Putin usi la bomba atomica tattica»

Lo schiaffo di Kiev è stato violento. Perché, il giorno dopo l’annuncio dell’«annessione» da parte di Mosca di quattro regioni ucraine, Kiev non solo non si fa intimorire, ma conquista la città chiave di Lyman, nella regione di Donetsk — proprio una delle quattro che Putin ora considera pienamente russe.

Ed è di fronte a questo sviluppo sul campo — inatteso, almeno per la sua rapidità — che Ramzan Kadyrov, leader ceceno, ha preso la parola.

E, in un violento post su Telegram, ha invitato Putin a valutare «misure drastiche» — «fino alla dichiarazione della legge marziale nelle zone di confine e l’uso di armi nucleari a basso potenziale».

Ore 05:12 - Zelensky ai russi: «Lasciate Putin o sarete uccisi uno a uno»

Il presidente ucrainoVolodymyr Zelensky ha lanciato un monito ai russi nel suo video-intervento serale. «Finché non risolvete tutti il problema con colui che ha iniziato tutto, che ha iniziato questa guerra insensata per la Russia contro l'Ucraina, sarete uccisi uno per uno, facendo da capri espiatori, per non ammettere che questa guerra è un errore storico per la Russia», ha detto, dopo gli ultimi successi della controffensiva ucraina nel Donbass.

«Lì hanno già iniziato a addentarsi: cercano i colpevoli, accusando alcuni generali di fallimenti. Questa è la prima campana che dovrebbe essere ascoltata a tutti i livelli del governo russo», ha aggiunto.

Ore 05.23 - «Non voglio andare in guerra»: Walkie, il rapper russo, si toglie la vita

(Marco Imarisio) Nel 2016 aveva registrato la canzone «Stelle» insieme al rapper ucraino Artem Lojk. «Guarda come brillano le stelle sulle spalle… Chi ha detto che è facile essere giovani? I servizi ascoltano il tuo telefono oppure no? Sei sicuro di essere da solo ora che sei entrato in Telegram? Magari ti contano come se fossi uno del bestiame? Perché tu esprimi opinioni, diffondi l’estremismo, e quando smetti di parlare, ti mettono dentro per un delitto del pensiero».

Adesso Lojk scrive canzoni che inneggiano «alla forza e all’onore di nostri soldati che combattono al fronte». Il suo amico, o ex amico russo è morto perché al fronte non ci voleva andare. Così almeno sostengono i suoi amici, e i dissidenti contrari all’Operazione militare speciale, che hanno trovato nel suo ultimo messaggio video i segni di una resa all’insostenibilità della mobilitazione.

Ore 05:35 - La Russia chiude il trasporto stradale a «Paesi ostili»

Un altro passo in avanti sull’isolamento da parte della Russia. Il primo ministro russo, Mikhail Mishustin, ha firmato un decreto che impedisce ai «Paesi ostili» di usare il territorio della Federazione per il trasporto stradale. Sono previste deroghe per alcune categorie di merci, tra cui i medicinali e alcuni tipi di alimentari, capi di vestiario e prodotti tecnologici.

Ore 07:24 - «Non voglio andare in guerra»: Walkie, il rapper russo, si toglie la vita

(Marco Imarisio, inviato a Mosca) Nel 2016 aveva registrato la canzone «Stelle» insieme al rapper ucraino Artem Lojk. «Guarda come brillano le stelle sulle spalle… Chi ha detto che è facile essere giovani? I servizi ascoltano il tuo telefono oppure no? Sei sicuro di essere da solo ora che sei entrato in Telegram? Magari ti contano come se fossi uno del bestiame? Perché tu esprimi opinioni, diffondi l’estremismo, e quando smetti di parlare, ti mettono dentro per un delitto del pensiero». 

Adesso Lojk scrive canzoni che inneggiano «alla forza e all’onore di nostri soldati che combattono al fronte». 

Il suo amico, o ex amico russo è morto perché al fronte non ci voleva andare. Così almeno sostengono i suoi amici, e i dissidenti contrari all’Operazione militare speciale, che hanno trovato nel suo ultimo messaggio video i segni di una resa all’insostenibilità della mobilitazione. 

Walkie T, al secolo Ivan Petunin, aveva 27 anni.

Si è ucciso gettandosi all’undicesimo piano del suo appartamento sulla Via dei Congressi di Krasnodar, il capoluogo regionale nel sud della Russia dove era considerato un idolo.

Ore 07:41 - Perché la riconquista di Lyman è così importante

(Lorenzo Cremonesi, inviato a Kramatorsk) La bandiera gialla e azzurra da ieri è tornata a sventolare su Lyman. Non si ferma la spinta dell’avanzata ucraina mirata a riconquistare l’intero Donbass e ricacciare indietro le truppe russe addirittura oltre le posizioni da cui iniziarono l’invasione lo scorso 24 febbraio. 

Si tratta di una clamorosa sconfitta militare, politica e morale per Vladimir Putin e il suo entourage: subito dopo il referendum farsa (considerato illegale e condannato da larga parte della comunità internazionale) e la dichiarazione in pompa magna di due giorni fa a Mosca dell’annessione delle regioni occupate, le forze armate di Kiev dimostrano con i fatti che la realtà militare sul campo è radicalmente diversa da quella sbandierata dai russi. 

Non c’è annessione sulla carta o dichiarazione unilaterale che tenga: semplicemente, gli ucraini combattono meglio e con maggiore determinazione dei russi, le armi fornite loro dagli alleati occidentali, Stati Uniti in testa, garantiscono una superiorità che i soldati russi non sono in grado di contrastare. Lo conferma del resto anche lo scarno, ma realistico comunicato degli alti comandi di Mosca, che ieri, soltanto a poche ore dell’annuncio da Kiev circa i successi delle sue truppe e appena dopo le foto diffuse sui social delle bandiere ucraine sui tetti della cittadina di Lyman, ha ammesso che i suoi soldati stavano «ritirandosi per evitare di rimanere circondati e rischiare la cattura». E aggiungeva: «Nonostante le perdite subite, i nostri nemici, superiori per armamenti e numeri di forze, hanno continuato ad avanzare». 

Così la riconquista ucraina di Lyman, alle porte del Donbass centro-settentrionale, assume un significato fondamentale proprio per il momento in cui avviene e sembra preannunciare nuove sconfitte da parte russa.

Ore 07:56 - Melnichenko: «Putin era rimasto senza scelta. E non tornerà indietro»

(Paolo Valentino, inviato a Dubai) Quando senti parlare Andrey Melnichenko e pensi al suo patrimonio da 19 miliardi di euro (Forbes, 2021) viene in mente la pipa di Magritte. «Io non sono un oligarca», non si è stancato di ripetere il plurimiliardario russo nelle due ore che ho trascorso con lui nella hall dell’albergo di Dubai, che dallo scorso marzo è diventato la sua casa. [...] 

Vladimir Putin è ancora in pieno controllo della situazione?

«La Russia è un Paese enorme. Putin ha il sostegno della maggioranza della popolazione e del più grande partito politico. Quindi sì, da un lato è in controllo: se prende una decisione questa viene eseguita. Ma dall’altro lato, non c’è vera competizione politica e l’esecutivo non deve rispondere alla società. Questo significa che il metro di valutazione per il successo di un amministratore sono la qualità dell’esecuzione delle istruzioni che vengono dall’alto e la dimostrazione di lealtà incondizionata a ogni iniziativa associata al nome del presidente. Ma l’attuale classe amministrativa non è particolarmente capace e nel tempo sono emersi vari centri che si sono arrogati il diritto di agire in nome del Presidente. Putin è un essere umano e non ha il controllo su questo caos, semplicemente non è possibile. Il risultato è che, durante periodi di instabilità, c’è il pericolo che questo tipo di gestione possa produrre eventi catastrofici». 

Dopo le recenti sconfitte subite dall’esercito russo in Ucraina, Putin ha ordinato una mobilitazione parziale e indetto i referendum per l’annessione di quattro regioni del Donbass. Perché secondo lei lo ha fatto? E questo non influenzerà la sua popolarità, come già mostrano le prime manifestazioni di protesta?

«Il Presidente lo ha fatto perché non aveva scelta. La sola alternativa era riconoscere la propria debolezza e l’impossibilità di raggiungere gli obiettivi dell’Operazione Speciale. Nel sistema attuale equivarrebbe a un suicidio politico. La mobilitazione aggiusterà l’equilibrio delle capacità militari. 

Quanto all’annessione delle nuove regioni, è una cosa molto seria. A mio avviso l’Occidente non ha ancora capito cosa significhi realmente. Una volta acquisita, sarà impossibile da cambiare. Né da Putin né dai suoi successori, per i prossimi 30 o 40 anni. 

In Occidente c’è l’idea che in Russia tutto è deciso da Putin e che tutti i problemi, in primis quelli di sicurezza, saranno risolti non appena ci sarà un cambio di regime. È un’idea ingenua e pericolosa. E ancora più pericolosa è l’idea che l’isolamento e la pressione economica sulla Russia possano rendere il mondo un posto più sicuro». 

Cosa porterà questa crisi?

«Il conflitto russo-ucraino è un piccolo elemento di qualcosa di molto più grande, che sta appena emergendo. Questa crisi ci porterà sicuramente un mondo nuovo».

Ore 08:09 - Atomica «tattica», perché usarla sarebbe comunque una catastrofe

(Sergio Romano) Dopo lo scambio di battute con Vladimir Putin sul ricorso al nucleare nell’ultima crisi, il tema è diventato nuovamente attuale. Per molto tempo era sembrato impossibile che un uomo politico autorevole e responsabile prendesse in considerazione l’uso dell’arma atomica. Quasi tutti sembravano sapere che avrebbe provocato una rappresaglia non meno disastrosa e una sequenza di eventi incontrollabili. Oggi la situazione sembra essere cambiata per almeno due motivi. 

Il primo motivo è lo stesso Putin: troppo ambizioso, egotista e spregiudicato per credere nelle regole dell’alternanza; ed è personalmente convinto che qualsiasi cedimento renderebbe le sue pretese e la sua persona meno credibili. 

Il secondo fattore è la parte del discorso in cui Putin ha parlato di armi nucleari tattiche. Sono armi che non si propongono l’intera distruzione di una città o di un Paese. Vengono costruite per colpire un obiettivo specifico: una diga, un aeroporto, un nodo ferroviario, una particolare zona con importanza strategica o una nave carica di armi e viveri di prima necessità per un corpo combattente. Non vengono usate per infliggere al nemico un colpo definitivo e mortale. Vengono usate per azzopparlo, per intimidirlo, per privarlo di ciò che in quel momento gli è maggiormente necessario. 

Il Paese che decida di farne uso spera soprattutto di costringere la potenza nemica a cercare una intesa o chiedere un armistizio. Ma questa potrebbe anche essere la fase iniziale di un processo destinato a concludersi soltanto quando chi dispone di un’arma nucleare strategica finirà probabilmente per usarla. Una vera distinzione fra armi tattiche e strategiche, quindi, non esiste. Siamo ormai in un mondo in cui qualsiasi guerra, se combattuta fra Paesi che dispongono di cognizione ed esperienze atomiche, potrebbe diventare totalmente nucleare.

Ore 08:40 - Ma la Russia è in grado di combattere una guerra atomica?

La Russia è in grado di lanciare armi atomiche tattiche? Sicuramente sì: e, secondo Ramzan Kadyrov, Putin dovrebbe farlo, al più presto. 

Ma Mosca è in grado di combattere una guerra su un campo di battaglia dove ha lanciato armi nucleari? Qui la risposta si fa più complicata. E, secondo il think tank statunitense Institute for the Study of War (Isw) — uno dei più autorevoli e documentati sul conflitto in corso — sarebbe negativa. 

Al momento, «il caotico agglomerato di soldati a contratto, riservisti mobilitati in fretta e furia, soldati di leva e mercenari, che al momento compone le forze di terra di Mosca», spiega un analista di ISW all’agenzia Reuters, «non sarebbe in grado di combattere in un contesto nucleare». 

In sostanza: le aree distrutte sarebbero «insuperabili» per le truppe russe.

Ore 09:38 - Zaporizhzhia di nuovo bombardata

La città di Zaporizhzhia e alcune aree circostanti sono state colpite nella notte da nuovi bombardamenti russi. Lo ha dichiarato via Telegram il governatore dell'oblast Oleksandr Starukh

Ore 09:57 - Il direttore dell'Aiea Grossi in visita a Kiev e Mosca

L'argentino Raphael Grossi, direttore generale dell'Aiea (l'Agenzia internazionale per l'energia atomica) , sarà in visita a Kiev e a Mosca la prossima settimana. «La visita fa parte degli sforzi in corso per istituire una zona di sicurezza nucleare intorno alla centrale nucleare di Zaporizhzhia il prima possibile», si legge in una nota dell'Agenzia

Ore 11:19 - Il sottomarino russo Belgorod si starebbe muovendo

Il sommergibile a propulsione nucleare russo K-329 Belgorod si starebbe muovendo nei mari artici: e c’è il sospetto che la sua missione sia testare il missile-siluro Poseidon, capace di portare testate nucleari a diecimila km di distanza. 

A riferirlo sarebbe una informativa della Nato, citata da «Repubblica»: l’Alleanza sarebbe in allerta e monitorerebbe ogni possibile lancio di siluri dal sommergibile. 

Come spiegato qui da Guido Olimpio e Paolo Valentino, il Belgorod, lungo 184 metri e largo 15, può navigare in immersione a circa sessanta chilometri orari e con un’autonomia virtualmente illimitata. Si ritiene che possa rimanere 120 giorni senza tornare in superficie. 

Nei giorni scorsi è stato citato nelle analisi sul possibile sabotaggio di Nord Stream, ma non ci sono prove a riguardo. 

Il sospetto della Nato, trasmesso ai comandi alleati, è che il sottomarino stia per sperimentare nell’area del Mare di Kara proprio il Poseidon, un siluro lungo 24 metri capace di portare una testata atomica probabilmente da due megaton, ideato per esplodere nella vicinanza della costa provocando uno «tsunami radioattivo».

Ore 11:35 - L’ambasciatore russo Razov convocato domani alla Farnesina

L’ambasciatore russo in Italia Sergey Razov è stato convocato domani, lunedì, al Ministero degli Esteri.

Ore 12:06 - Papa: Putin fermi spirale di violenza e morte, Zelensky sia aperto a proposte di pace

(Gian Guido Vecchi) «L’andamento della guerra in Ucraina è diventato talmente grave, devastante e minaccioso, da suscitare grande preoccupazione. Per questo oggi vorrei dedicarvi l’intera riflessione prima dell’Angelus». Francesco si affaccia alla finestra del Palazzo apostolico e parla a sorpresa prima della preghiera mariana. Un appello nel quale ogni parola esprime l’urgenza di fermarsi, subito, prima che il mondo rischi una catastrofe nucleare.

È la prima volta che il Papa si rivolge direttamente ai leader di Russia e Ucraina: «Il mio appello si rivolge innanzitutto al presidente della Federazione Russa, supplicandolo di fermare, anche per amore del suo popolo, questa spirale di violenza e di morte. D’altra parte, addolorato per l’immane sofferenza della popolazione ucraina a seguito dell’aggressione subita, dirigo un altrettanto fiducioso appello al presidente dell’Ucraina a essere aperto a serie proposte di pace. A tutti i protagonisti della vita internazionale e ai responsabili politici delle nazioni chiedo con insistenza di fare tutto quello che è nelle loro possibilità per porre fine alla guerra in corso, senza lasciarsi coinvolgere in pericolose escalation, e per promuovere e sostenere iniziative di dialogo».

Ore 12:43 - Zelensky: Lyman completamente liberata da forze russe

Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha annunciato che Lyman, città strategica nell’Est del Paese e situata in una delle quattro regioni ucraine annesse dalla Russia, è stata «completamente liberata» dalle truppe di Mosca. «Dalle 12:30 (le 11:30 in Italia) Lyman è completamente liberata. Grazie al nostro esercito!», ha detto Zelensky in un video pubblicato sui social.

Ore 14:19 - Kiev: 24 scambi prigionieri con Russia, liberati 808 ucraini

« Fino ad oggi sono stati effettuati 24 scambi di prigionieri e 808 ucraini sono stati liberati dalla prigionia», ha dichiarato il viceministro della Difesa ucraino Hanna Maliar, come riporta Ukrinform. Maliar ha ricordato che all’inizio dell’invasione da parte dei russi, il Consiglio dei Ministri ha deciso di istituire il Comando di coordinamento per il trattamento dei prigionieri di guerra, che opera sulla base della Direzione principale dell’intelligence del Ministero della Difesa e riunisce più di dieci istituzioni e organizzazioni statali. In questo contesto, ha sottolineato che l’Ucraina rispetta tutte le norme delle Convenzioni di Ginevra sul trattamento dei prigionieri di guerra.

Ore 14:29 - Danimarca, falla da gasdotto Nord Stream 1 si è fermata

La falla di gas dal gasdotto Nord Stream 1 nel Mar Baltico sembra essersi fermato oggi. Lo afferma l’Agenzia danese per l’energia, informata dalla società Nord Stream Ag, secondo cui sembra essere stata raggiunta una pressione stabile sui due gasdotti Nord Stream 1. «Ciò indica che ora è stato completato anche il soffiaggio del gas delle ultime due perdite» scrive l’Agenzia danese. L’annuncio arriva dopo che l’agenzia ha dichiarato sabato che il gas non perde più dal gasdotto Nord Stream 2. Lo riportano i media danesi.

Ore 15:13 - Macron a Zelensky: Parigi condanna annessioni, lavoriamo a nuove sanzioni

Il presidente francese Emmanuel Macron ha avuto oggi un colloquio telefonico con l’omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, nel quale ha ribadito la ferma condanna di Parigi all’annessione illegale da parte della Russia di 4 regioni ucraine. Lo si è appreso da fonti dell’Eliseo. Macron ha «confermato la determinazione della Francia ad aiutare l’Ucraina a ritrovare la piena sovranità ed integrità territoriale e a lavorare con i suoi partner europei in vista di nuove sanzioni», ha continuato la presidenza.

Macron e Zelensky hanno parlato della situazione a Zaporizhzhia, che resta «molto preoccupante» e il presidente francese ha in particolare «condannato l’arresto da parte delle forze russe del direttore della centrale». I due presidenti hanno sottolineato «l’urgenza, a brevissimo termine, di consentire la rotazione del personale ucraino che assicura il funzionamento e la sicurezza degli impianti» ha aggiunto l’Eliseo.

Ore 15:37 - Cingolani: «Razov convocato su sabotaggi Nord stream»

«L’ambasciatore russo in Italia, Sergey Razov, è stato convocato alla Farnesina per chiarire la situazione dei sabotaggi del North Stream 1 e 2. Si farà anche un punto sulla guerra, e ben venga ogni tentativo diplomatico e costruttivo per arrivare alla fine del conflitto». Lo ha detto il ministro della Transizione Roberto Cingolani durante la trasmissione Mezz’Ora in più su Raitre.

Ore 16:03 - Kiev: dieci Paesi Nato sostengono nostro ingresso

La presidenza ucraina rende noto che dieci Paesi dell’Alleanza atlantica sono favorevoli all’adesione di Kiev nella Nato. Il Consigliere di Zelensky, Mykhailo Podolyak, ha spiegato che a sostenere l’adesione sono «principalmente quei Paesi che ricordano la stretta velenosa dell’impero russo». «Siamo grati a questi Paesi che il senso di leadership e di responsabilità. Oggi si fa la storia», ha aggiunto.

Ore 16:17 - Mosca: «Un modo per ripristinare Nord Stream sarà trovato»

I modi per ripristinare l’operatività dei gasdotti Nord Stream e Nord Stream 2 saranno trovati, ha dichiarato il vice primo ministro russo Alexander Novak alla televisione Rossiya-1. «Incidenti del genere non si sono mai verificati prima. Senza dubbio, ci sono alcuni modi tecnici per ripristinare le infrastrutture, ma questo richiede tempo e i mezzi necessari. Sono sicuro che si troveranno i modi appropriati», ha detto. E ha aggiunto: «Ma a questo punto, noi procediamo con la consapevolezza che la prima cosa da fare è indagare su chi ha fatto questo».

Ore 16:59 - Stoltenberg: conseguenze serie se Putin usa arma nucleare

Ogni attacco deliberato a infrastrutture critiche della Nato avrà una risposta ferma e unita: lo ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg alla Nbc, «Qualsiasi uso di armi nucleari avrà conseguenze serie per la Russia», definendo la retorica di Putin sul nucleare «pericolosa» e «sconsiderata».

Ore 17:52 - Stoltenberg: «Kiev nella Nato? Serve l’unanimità degli alleati»

«La priorità principale adesso fra gli alleati è quella di sostenere l’Ucraina. Hanno bisogno di più supporto, sostegno continuo», ha aggiunto Stoltenberg parlando con Nbc. «La Nato ha una politica della porta aperta e ogni nazione, compresa naturalmente l’Ucraina, ha il diritto di scegliere il proprio percorso», ma «al tempo stesso qualunque decisione sull’adesione va presa all’unanimità, tutti e 30 gli alleati devono essere d’accordo».

Ore 18:08 - Berlino convoca l’ambasciatore russo dopo le annessioni

L’ambasciatore russo in Germania Sergey Nechayev è stato convocato presso il Ministero degli Esteri tedesco in seguito all’annessione alla Federazione di quattro regioni ucraine. Lo riferisce l’agenzia di stampa tedesca Dpa.

 Ore 18:21 - Austin: progressi delle truppe ucraine nella regione di Kherson

Le forze di Kiev «hanno agito molto, molto bene nella zona di Kharkiv», mentre in quella di Kherson «stanno andando un po’ più lentamente ma stanno facendo progressi»: lo ha detto il segretario alla Difesa statunitense, Lloyd Austin, in una intervista alla Cnn.

Ore 20:42 - Mosca: regioni annesse con i confini del giorno dei trattati

Le quattro regioni ucraine di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia entreranno a far parte della Federazione russa entro i confini controllati dalle forze di Mosca nel giorno della firma dei trattati di annessione, venerdì scorso. È quanto affermano i trattati firmati dal presidente Vladimir Putin e sottoposti alla Duma per la ratifica, secondo Ria Novosti. In precedenza, il Cremlino non aveva chiarito quali frontiere avrebbe considerato per Kherson e Zaporizhzhia, mentre per le regioni del Donbass aveva fatto riferimento a quelle del 2014. L’annessione a Mosca non è stata riconosciuta dalla comunità internazionale.

 Ore 21:08 - A Kiev in arrivo armi da Norvegia, Danimarca e Germania

La Norvegia si unisce alla Danimarca e alla Germania nel comprare armi d’artiglieria da spedire in Ucraina. Il valore totale è di 92 milioni di euro, secondo quanto riportato dal canale norvegese TV2. Il ministro della Difesa norvegese Bjorn Arild Gram ha affermato che c’è «un forte bisogno» di dare supporto alla difesa ucraina contro la Russia e che è necessario acquistare più armi dall’industria bellica. «Ora stiamo unendo le forze per un acquisto unico», ha detto.

Ore 21:43 - Michel ai capi di governo Ue: «Restare uniti»

Al centro del vertice informale dei capi di Stato e di Governo dell’Ue a Praga del 6 e 7 ottobre ci saranno «i tre temi più pressanti, e interconnessi»: «la guerra della Russia in Ucraina, l’energia e la situazione economica». Lo spiega il presidente del Consiglio europeo nella lettera di invito ai 27. Sul tavolo «come proteggere al meglio le infrastrutture strategiche», il caro-energia e come garantire le forniture. «Più che mai — afferma Michel —, la chiave sarà la nostra capacità di restare uniti e coordinare la nostra risposta politica, in uno spirito di solidarietà e in difesa dei nostri interessi comuni».

Ore 21:48 - Petraeus: «Gli Usa potrebbero distruggere le truppe russe se Putin usasse le armi nucleari»

L’ex direttore della Cia David Petraeus ha affermato che gli Stati Uniti e i loro alleati sarebbero in grado di distruggere le truppe e l’equipaggiamento della Russia in Ucraina — oltre a far affondare la flotta russa del Mar Nero — se il presidente russo Vladimir Putin decidesse di usare armi nucleari in Ucraina, come riporta il Guardian. Petreaus ha affermato di non aver parlato con il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan sulla probabile risposta degli Stati Uniti all’escalation nucleare dalla Russia, che secondo i funzionari dell’amministrazione è stata ripetutamente comunicata a Mosca. A Abc News ha detto: «Risponderemmo a un’aggressione nucleare guidando un team Nato che eliminerebbe ogni forza convenzionale russa sul campo di battaglia in Ucraina e anche in Crimea».

Ore 22:33 - Zelensky: «Sono sicuro che riusciremo a entrare nella Nato»

«Nove Paesi della Nato hanno sostenuto le aspirazioni dell’Ucraina di diventare un membro a pieno titolo dell’Alleanza. Ci stiamo muovendo in questa direzione. Sono sicuro che realizzeremo questo nostro progetto». Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo consueto videomessaggio serale alla nazione, citato da Ukrinform.

Ore 22:53 - Fonti ucraine: offensiva di Kiev verso Kherson

Fondi ucraine ha annunciato che le truppe ucraine hanno occupato alcuni villaggi nella regione di Kherson. Secondo tali voci una parte del fronte russo avrebbe ceduto e le armate di Kiev avrebbero cominciato a riconquistare parte dei territori ceduti dopo il 24 febbraio. L’avanzata avviene in particolare lungo il corso del fiume Dnipro. Sui social hanno iniziato a comparire immagini di soldati ucraini che prendono possesso di insediamenti della zona. Si tratta di un’offensiva verso sud, diversa da quella verso oriente che nelle scorse ore ha portato alla caduta del nodo di Lyman.

Ore 23:08 - Anche Zelensky conferma l’avanzata nella regione di Kherson

Anche il presidente ucraino Zelensky ha confermato l’ibnizio dell’offensiva nella regione di Kherson: «Abbiamo già liberato gli abitati di Arkhanhelske e Myrolyubivka . Il presidente ha annunciato gli sviluppi della situazione sul campo in un messaggio radiofonico notturno.

Ore 23:12 - «Truppe di Kiev avanzate di 75 km»

Il sito di monitoraggio militare «Osint defender» ha scritto che le truppe di Kiev sono già avanzate di circa 75 chilometri lungo la sponda del Dnieper, avvicinandosi alla città di Berislav. L’avanzata rischia di intrappolare i soldati di Mosca in una sacca: le uniche vie di fuga sono rappresentate da due ponti poco a est di Kherson che però sarebbero stati danneggiati da bombardamenti.

Ore 00:02 - Petraeus (ex capo Cia): «Se uso nucleare? Elimineremo forze russe»

Gli Stati Uniti, insieme agli alleati della Nato, «eliminerebbero» le forze russe in Ucraina se il presidente russo Vladimir Putin decidesse di usare armi nucleari in Ucraina. Ad affermarlo intervenendo ad Abc è il generale in pensione ed ex capo della Cia, David Petraeus. Per Petraeus le potenze occidentali devono prendere sul serio le minacce alle armi nucleari della Russia. «Solo per darvi un’ipotesi» nel caso «penso che risponderemmo eliminando ogni forza convenzionale russa che possiamo vedere e identificare sul campo di battaglia in Ucraina e anche in Crimea e ogni nave nel Mar Nero», ha spiegato Petraeus. Un attacco nucleare «non potrebbe rimanere senza risposta. Ma non deve essere per forza una risposta maggiore: non è nucleare per il nucleare. Non si vuole, di nuovo, entrare in un’escalation nucleare ma devi dimostrare che questo non può essere accettato in alcun modo».

Ucraina Russia, le notizie sulla guerra del 3 ottobre. Francesco Battistini, Lorenzo Cremonesi, Marta Serafini e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 3 ottobre 2022.

Le notizie di lunedì 3 ottobre, in diretta. Prosegue con successo la controffensiva delle truppe di Zelensky per riconquistare Kherson

• La guerra in Ucraina è arrivata al 222esimo giorno.

• La città di Lyman nel Donetsk è pienamente controllata da Kiev. Si tratta di una città strategica che fa parte dei territori annessi da Putin alla Russia.

• Il leader ceceno Kadyrov: «Mosca valuti l'uso dell'arma nucleare tattica».

• Stoltenberg (Nato): «Conseguenze serie se Putin usa armi nucleari».

• Ci sono fratture interne al Cremlino? I tre assi dell’intelligence occidentale.

• Paolo Valentino ha intervistato il miliardario russo Melnichenko, industriale russo sotto sanzioni: sulle annessioni spiega che «l’Occidente non ha ancora capito cosa significhi realmente questo passaggio: sarà impossibile da cambiare. Il caos in Russia può portare catastrofi», ed è «ingenuo e pericoloso» pensare che «tutti i problemi, in primis quelli di sicurezza, saranno risolti non appena ci sarà un cambio di regime».

• La Russia chiude il trasporto stradale ai «Paesi ostili».

Ore 22:33 - Zelensky: «Sono sicuro che riusciremo a entrare nella Nato»

«Nove Paesi della Nato hanno sostenuto le aspirazioni dell’Ucraina di diventare un membro a pieno titolo dell’Alleanza. Ci stiamo muovendo in questa direzione. Sono sicuro che realizzeremo questo nostro progetto». Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo consueto videomessaggio serale alla nazione, citato da Ukrinform.

Ore 22:53 - Fonti ucraine: offensiva di Kiev verso Kherson

Fondi ucraine ha annunciato che le truppe ucraine hanno occupato alcuni villaggi nella regione di Kherson. Secondo tali voci una parte del fronte russo avrebbe ceduto e le armate di Kiev avrebbero cominciato a riconquistare parte dei territori ceduti dopo il 24 febbraio. L’avanzata avviene in particolare lungo il corso del fiume Dnipro. Sui social hanno iniziato a comparire immagini di soldati ucraini che prendono possesso di insediamenti della zona. Si tratta di un’offensiva verso sud, diversa da quella verso oriente che nelle scorse ore ha portato alla caduta del nodo di Lyman.

Ore 23:08 - Anche Zelensky conferma l’avanzata nella regione di Kherson

Anche il presidente ucraino Zelensky ha confermato l’ibnizio dell’offensiva nella regione di Kherson: «Abbiamo già liberato gli abitati di Arkhanhelske e Myrolyubivka . Il presidente ha annunciato gli sviluppi della situazione sul campo in un messaggio radiofonico notturno.

Ore 23:12 - «Truppe di Kiev avanzate di 75 km»

Il sito di monitoraggio militare «Osint defender» ha scritto che le truppe di Kiev sono già avanzate di circa 75 chilometri lungo la sponda del Dnieper, avvicinandosi alla città di Berislav. L’avanzata rischia di intrappolare i soldati di Mosca in una sacca: le uniche vie di fuga sono rappresentate da due ponti poco a est di Kherson che però sarebbero stati danneggiati da bombardamenti.

Ore 00:02 - Petraeus (ex capo Cia): «Se uso nucleare? Elimineremo forze russe»

Gli Stati Uniti, insieme agli alleati della Nato, «eliminerebbero» le forze russe in Ucraina se il presidente russo Vladimir Putin decidesse di usare armi nucleari in Ucraina. Ad affermarlo intervenendo ad Abc è il generale in pensione ed ex capo della Cia, David Petraeus. Per Petraeus le potenze occidentali devono prendere sul serio le minacce alle armi nucleari della Russia. «Solo per darvi un’ipotesi» nel caso «penso che risponderemmo eliminando ogni forza convenzionale russa che possiamo vedere e identificare sul campo di battaglia in Ucraina e anche in Crimea e ogni nave nel Mar Nero», ha spiegato Petraeus. Un attacco nucleare «non potrebbe rimanere senza risposta. Ma non deve essere per forza una risposta maggiore: non è nucleare per il nucleare. Non si vuole, di nuovo, entrare in un’escalation nucleare ma devi dimostrare che questo non può essere accettato in alcun modo».

Ore 05:40 - Rubio: «Putin potrebbe colpire depositi di armi in Europa»

Il senatore americano Marco Rubio teme che la Russia possa colpire un centro di fornitura di armi in Polonia. In un’intervista alla Cnn, il repubblicano ha detto che se il presidente russo Vladimir Putin fosse convinto di poter perdere la guerra a causa delle forniture di armi occidentali all’Ucraina potrebbe colpire i centri logistici «dove stanno arrivando tali rifornimenti», inclusa la Polonia.

Ore 06:16 - Austin (Pentagono): possibile Putin usi atomica ma nessun segno su decisione

«Per essere chiari, chi decide è uno. Non ci sono controlli su Putin. Come ha preso la decisione irresponsabile di invadere l’Ucraina, potrebbe prenderne un’altra. In questo momento però non vedo nulla che mi faccia credere che abbia già preso una decisione del genere»: lo ha detto il capo del Pentagono, Lloyd Austin, in una intervista alla Cnn commentando le minacce nucleari del presidente russo. Austin ha condannato le «annessioni illegali di territorio ucraino» e ha definito le minacce di Putin di usare «ogni mezzo disponibile» una «dichiarazione irresponsabile. Questo tintinnio della sciabola nucleare non è il tipo di cosa che ci aspetteremmo di sentire dai leader di grandi paesi con capacità atomiche».

Ore 07:15 - La carica dei nazionalisti in Russia per la guerra

Chiamatela pure l’invasione degli ultranazionalisti. Sono ovunque. 

Nei talk show della propaganda più schierata, ospiti graditi al pubblico della Russia profonda. Nei parchi della capitale, dove la domenica mattina qualche loro emulo arringa la folla di mamme con i passeggini. E soprattutto, nella mente di Vladimir Putin, come ha dimostrato il suo ultimo discorso, una dichiarazione di odio definitiva verso l’Occidente collettivo che è al tempo stesso anche un compendio delle tesi di questo gruppo dalla limitata rappresentanza politica ma di enorme peso e influenza non solo nell’opinione pubblica. 

Come ha scritto Andrei Kolesnikov, docente del Carnegie Endowment for International Peace , le parole del presidente russo sono state «un campionario di luoghi comuni cospirazionisti» che trent’anni fa si sarebbero potuti leggere solo nelle pubblicazioni clandestine di questi movimenti nazionalisti-patriottici. 

La tirata sul colonialismo americano e quella sul satanismo dell’Occidente sono prese di peso dai manifesti di partiti come la Russia Conservatrice di Sergei Baburin, di organizzazioni come il Movimento Russo Imperiale di Stanislav Vorobyov, per altro inserito nella lista dei gruppi terroristici degli Usa, e di altre minuscole formazioni.

Ore 07:40 - Cosa sono le bombe nucleari tattiche? Potenza, gittata, effetti e scenari

Vladimir Putin avverte che «non è un bluff». 

La Russia potrebbe usare le armi tattiche nucleari «per proteggere la sicurezza nazionale». 

Il Pentagono e il comando Nato di Bruxelles stanno esaminando le possibili contromisure . Anche se l’opinione prevalente è che il bombardamento atomico dell’Ucraina sia tuttora un’ipotesi poco probabile. 

1. Quali ordigni potrebbe usare Putin? L’Armata russa dispone di circa duemila bombe tattiche nucleari con un raggio di azione limitato, intorno a uno-due chilometri, ma con un impatto devastante. Le armi possono essere montate su missili Iskander,con una gittata fino a 500 chilometri, oppure trasportate dai jet.

Ore 08:00 - Kharkiv, il viaggio in treno per salvare 200 pazienti psichiatrici dai russi: «Erano ridotti pelle e ossa»

«Quando mi hanno chiamato dall’ospedale e mi hanno detto che Irina non ce l’aveva fatta, confesso che è stata dura non piangere». Non è certo la prima volta che Emilie Fourrey, coordinatrice del treno di Msf in Ucraina dedicato all’evacuazione dei feriti si trova di fronte a situazioni drammatiche. Ma l’ultimo viaggio non lo dimenticherà tanto facilmente. 

Duecento pazienti con patologie neurologiche e psichiatriche, compresi Parkinson e Alzheimer, messi in salvo dopo essere stati trasportati – e bombardati – dal confine con la Russia a Strelecha, fino a Kharkiv e poi, finalmente, grazie al treno di Msf, trasportati a Kiev. Tra loro anche Irina, sull’80ina. «Soffriva di Parkinson e aveva contratto tubercolosi e polmonite. Durante il viaggio si è aggravata e ieri mi hanno chiamato per dire che era deceduta nonostante le cure». 

Anziani, spesso ricoverati nei reparti psichiatrici perché rimasti senza nessuno. Una solitudine che la guerra non ha fatto altro che aggravare. Leggi qui il reportage completo della nostra inviata a Kiev Marta Serafini.

Ore 08:01 - La Nato sull’Ucraina: «Se Putin usa armi atomiche, la Russia pagherà»

«Conseguenze serie per la Russia» se Vladimir Putin «ricorrerà in qualsiasi modo alle armi nucleari». 

Il Segretario della Nato, Jens Stoltenberg, in un’intervista trasmessa ieri dalla tv americana «Nbc», fa sapere di aver avvisato direttamente il Cremlino. «Il presidente Putin usa una retorica sul nucleare pericolosa e imprudente. È vero la stiamo sentendo da diverso tempo, ma ciò non toglie che resti estremamente pericolosa. Per questo gli abbiamo comunicato quanto sarebbero gravi le conseguenze per la Russia: cambierebbe la natura del conflitto». 

Stoltenberg, però, non ha chiarito se la guerra «cambierebbe» al punto da indurre l’Alleanza atlantica a intervenire direttamente in Ucraina: «Questo è un conflitto iniziato dal presidente Putin. La Nato non ne fa parte. Quello che facciamo è fornire sostegno all’Ucraina, una nazione indipendente e sovrana in Europa che ha il diritto di difendersi da un’aggressione». 

E ancora: «Una guerra nucleare non può essere vinta e non deve essere mai combattuta, questo è il messaggio che gli alleati della Nato mandano alla Russia». Leggi qui l’articolo completo a firma di Giuseppe Sarcina e Gian Guido Vecchi.

 Ore 08:32 - Kiev, bombe russe su Zaporizhzhia nella notte, vittime

Le forze russe hanno lanciato la notte scorsa un attacco missilistico contro la città di Zaporizhzhia, nell’Ucraina meridionale: alcune infrastrutture sono state distrutte e ci sono vittime. Lo hanno reso noto su Telegram il capo dell’amministrazione militare dell’omonima regione, Oleksandr Starukh, e il portavoce del Consiglio comunale della città, Anatolii Kurtieve. Lo riporta la Ukrainska Pravda. «Il nemico ha lanciato un attacco missilistico sul centro dell’Oblast (la città di Zaporizhzhia, ndr). Si stanno raccogliendo informazioni sui danni e sulle vittime», ha scritto Starukh. Da parte sua, Kurtiev ha aggiunto che alcune infrastrutture della città sono state distrutte e ci sono vittime.

Ore 09:27 - Russia, reclutatore sospeso: in migliaia mobilitati per errore

Il capo del reclutamento militare in una regione russa dell’Estremo Oriente è stato sospeso dalle sue funzioni dopo che migliaia di persone sono state erroneamente chiamate a combattere in Ucraina. “Il commissario militare di Khabarovsk krai, Yuri Laiko, è sospeso dalle sue funzioni. Ciò non avrà alcuna influenza sull’obiettivo fissato per noi dal presidente”, ha affermato il governatore Mikhail Degtiariov in un video su Telegram, senza esplicitare il motivo esatto di questa sospensione. “In dieci giorni diverse migliaia di nostri connazionali hanno ricevuto la convocazione e si sono recati ai commissariati di polizia militare. Ne abbiamo mandati a casa circa la metà perché non soddisfacevano i criteri di selezione per arruolarsi nell’esercito”, ha detto il governatore. “La mobilitazione parziale riguarda solo le categorie designate dal ministero della Difesa e dal Presidente. Qualsiasi abuso deve essere punito”, ha aggiunto.

Ore 10:17 - Mosca, pubblicati trattati per ammissione 4 nuove regioni a Russia

Sul portale delle informazioni legali del Cremlino sono stati sono stati pubblicati i trattati sull’annessione delle regioni ucraine di Kherson e Zaporizhzhia e delle autoproclamate Repubbliche di Donetsk e Luhansk. Lo riporta la Tass. I documenti sono stati firmati da Vladimir Putin e dai leader regionali al Cremlino il 30 settembre.

Ore 11:40 - Kadyrov manda tre figli minorenni al fronte

Il Presidente della Cecenia Ramzan Kadyrov ha annunciato di aver inviato al fronte in Ucraina i suoi tre figli maschi minorenni. Akhmat, 14 anni, Eli, 15, e Adam, 16, «sono pronti a mostrare le loro capacità nel territorio dell’operazione militare speciale», ha scritto. «Non sto scherzando. È arrivato il momento che dimostrino quanto valgono in battaglia. Sostengo la loro ambizione», ha aggiunto dopo l’annuncio, il mese scorso, della mobilitazione parziale da parte del Presidente Putin.

Ore 11:42 - Cremlino, emotiva richiesta di Kadyrov di usare l’atomica

Il Cremlino liquida come «emotiva» la richiesta del leader ceceno Kadyrov di usare armi nucleari a bassa potenza. Lo ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov.

Ore 12:38 - Sequi a Razov: «Ferma condanna referendum farsa e invasione russa»

L’Italia ha espresso alla Russia «la più ferma condanna per i referendum farsa nelle quattro regioni» ucraine. E il messaggio consegnato dal segretario generale della Farnesina Ettore Sequi all’ambasciatore russo a Roma, Sergei Razov. Si tratta di «consultazioni che la Russia ha condotto in maniera illegale in violazione di ogni norma del diritto internazionale». Sequi ha spiegato di aver convocato l’ambasciatore nel quadro di «un’azione coordinata con altri partner Ue» per mandare a Mosca «un segnale comune, fermo è inequivocabile». «Ho ricordato all’ambasciatore come vi siano un aggressore e un aggredito in Ucraina e che Kiev in linea con il diritto internazionale sta esercitando il suo legittimo diritto a difendersi da un’aggressione». E poi: «L’Ucraina ha il diritto di liberare i suoi territori occupati».

Ore 13:28 - Kiev, forze guadagnano terreno in aree liberate

Le Forze Armate ucraine continuano a combattere nella regione di Kherson e guadagnano terreno all’interno delle aree liberate: nel frattempo, alcuni insediamenti situati lungo la linea del fronte vengono colpiti dal fuoco nemico. Lo ha reso noto la responsabile del centro stampa di coordinamento congiunto delle Forze di Difesa del Sud dell’Ucraina, Natalia Humeniuk, secondo quanto riporta Ukrinform. «Continuiamo a condurre battaglie e a prendere piede nelle aree già liberate e in quelle che stanno ancora mantenendo la difesa. Inoltre, continuiamo a lavorare con i residenti locali lungo la linea di contatto, lungo la linea del fronte, negli insediamenti che sono sotto il fuoco nemico. Circa 45 insediamenti sono stati bombardati ieri, e questo significa che l’intensificazione del fuoco potrebbe danneggiare in modo significativo la popolazione locale», ha detto Humeniuk, aggiungendo che sono in fase di organizzazione le operazioni di evacuazione dei civili. Secondo Humeniuk, nelle aree occupate i russi visitano le famiglie in cerca di uomini di età compresa tra i 18 e i 35 anni per arruolarli e rifornire così le loro unità militari.

Ore 14:49 - Repubblica Ceca invita connazionali a lasciare la Russia

Il ministero degli Esteri della Repubblica Ceca ha invitato i connazionali a lasciare il territorio della Russia e ad astenersi dal recarsi nella Federazione russa. Lo ha affermato il dipartimento diplomatico in una dichiarazione pubblicata sul suo sito web.

Ore 15:21 - Svezia, fuga di gas da Nord Stream 2 non si è fermata

La Guardia Costiera svedese ha dichiarato che una perdita dal gasdotto Nord Stream 2 non si è fermata ma è invece cresciuta di dimensioni, secondo le autorità svedesi. Dopo un sorvolo sui punti di fuoriuscita effettuato stamattina la perdita dal Nord Stream 1 non era più visibile e quindi si poteva dire che si era fermata. Tuttavia, «quella più piccola proveniente da Nord Stream 2 è invece leggermente più grande di ieri» e misura circa 30 metri di diametro, ha dichiarato la guardia costiera, come riporta Cnn. L’annuncio della guardia costiera è arrivato dopo che Gazprom ha dichiarato che tutte le perdite erano state fermate.

Ore 15:43 - Ambasciata russa, Razov respinge le dichiarazioni italiane

Nel corso del colloquio di stamattina alla Farnesina, l’ambasciatore russo Sergey Razov «ha respinto categoricamente le dichiarazioni della parte italiana e ha esposto le sue posizioni in merito alle questioni che sono state toccate nello spirito di quanto disposto dal discorso del presidente della Federazione Russa Vladimir Putin nella Sala di San Giorgio del Gran Palazzo del Cremlino il 30 settembre». Lo fa sapere l’ambasciata russa a Roma in una nota.

Ore 16:56 - Batacchi (Rid): «Ucraini avanzano, non sottovalutare minaccia nucleare russa»

«La controffensiva di Kharkiv è stata per i russi un colpo molto duro, questo ha innescato un effetto non circoscritto a Kharkiv; gli ucraini sono riusciti ad avanzare, hanno preso Lyman, Yampil e altro. A Kherson invece i russi, avendo trasferito rinforzi, avevano stabilizzato la situazione, ma da ieri gli ucraini hanno lanciato attacchi e sono avanzati di 30 km circa dirigendosi verso Sud. A livello strategico i russi hanno la coperta sempre più corta in questo conflitto, gli ucraini sono stati in grado di ripianare le perdite e ripotenziarsi per effetto della mobilitazione generale in Ucraina e del supporto degli aiuti e delle forniture occidentali». Lo afferma all’Adnkronos Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana Difesa (Rid), facendo il punto della situazione sul conflitto in Ucraina.

Ore 17:35 - Aiea, rilasciato direttore della centrale di Zaporizhzhia

Il direttore della centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, Ihor Murashov, detenuto la scorsa settimana dalle forze russe, è stato rilasciato. Lo ha annunciato il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi, spiegando che Murashov «è tornato al sicuro dalla sua famiglia».

Ore 17:37 - Estonia invierà materiale per bonifica aree minate

L’Estonia invierà all’Ucraina attrezzature per lo smaltimento di ordigni esplosivi per un valore complessivo superiore ai 330 mila euro. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri estone Urmas Reinsalu. Il materiale verrà impiegato in particolar modo per i lavori di bonifica delle aree minate e la rimozione di ordigni inesplosi.

Ore 18:19 - Quinto decreto armi, domani audizione di Guerini al Copasir

Domani è in programma al Copasir l’audizione del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, che potrebbe illustrare - a quanto si apprende - i contenuti del quinto decreto interministeriale per l’invio di materiali d’armamento all’Ucraina. Sulla necessità di proseguire il sostegno alla resistenza militare di Kiev c’è una continuità di posizione tra il Governo Draghi e quello di centrodestra che a breve si insedierà.

L’elenco classificato delle armi contenute nel provvedimento firmato dai ministri di Difesa, Esteri ed Economia, sarà quindi, come negli altri quattro casi precedenti, reso noto nella seduta del Comitato, i cui componenti sono tenuti al segreto sui contenuti delle audizioni.

Ore 18:27 - Domani sera nuova riunione ambasciatori Ue su sanzioni

Va avanti il confronto tra gli ambasciatori dell’Ue sull’ottavo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Nella riunione che si è tenuta oggi sono stati registrati alcuni progressi. I rappresentanti permanenti sono stati convocati di nuovo per domani sera. L’auspicio della presidenza ceca è di arrivare all’approvazione del pacchetto prima del vertice di Praga.

Ore 18:53 - Zelensky: «Raid russo su ospedale a Kupiansk, ucciso medico»

L’esercito russo ha bombardato una struttura medica a Kupiansk, nella regione orientale ucraina di Kharkiv, uccidendo un medico e ferendo un’infermiera. Lo ha affermato su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «Il nemico continua a terrorizzare senza pietà la popolazione civile», ha scritto Zelensky.

Ore 18:56 - Elon Musk suggerisce condizioni pace Ucraina-Russia

Elon Musk suggerisce su Twitter le condizioni per la pace Ucraina-Russia: «rifare le elezioni nelle regioni annesse sotto la supervisione Onu», con la Russia «che lascia se questa è la volontà del popolo»; «la Crimea formalmente parte della Russia, come è stato dal 1738 (fino all’errore di Krusciov)»; «forniture d’acqua assicurate alle Crimea»; «l’Ucraina resta neutrale». Condizioni che a molti osservatori sembrano ragionevoli per aprire un tavolo di negoziati.

Ore 20:14 - Mosca ammette: «Le forze ucraine superano nostra linea difesa a Kherson»

Le forze ucraine hanno superato la linea di difesa russa a Kherson, una delle quattro regioni annesse unilateralmente da Mosca nei giorni scorsi. Lo ha ammesso il portavoce del ministero della Difesa russo, riferendo in una nota che le forze ucraine hanno «superato le nostre difese» grazie a «divisioni di carri armati» vicino alla città di Zolota Balka, facendo registrare la più grande avanzata dell’Ucraina nel sud da quando Mosca ha invaso il paese a febbraio.

Ore 23:47 - Gli Usa invieranno sistemi anti-missile avanzati

Gli Stati Uniti invieranno presto «quattro nuovi sistemi anti-missile avanzati». Lo riferiscono due fonti informate all'Associated Press. I sistemi faranno parte di un nuovo pacchetto da 625 milioni di dollari che sarà annunciato la prossima settimana.

La mossa del sanguinario alleato di Putin. Kadyrov manda tre figli adolescenti sul fronte ucraino, il video del leader ceceno: “Giunto il momento di brillare in battaglia”. Fabio Calcagni su Il Riformista il 3 Ottobre 2022. 

Cresciuti sostanzialmente a ‘pane e guerra’, i tre figli adolescenti del leader ceceno Ramzan Kadyrov saranno inviati in Ucraina per partecipare al conflitto sul fronte russo. Ad annunciarlo è stato lo stesso sanguinario presidente-combattente, pubblicando su Telegram un video in cui i tre ragazzini armati fino ai denti si allenano a sparare.

I tre figli, Adam (14 anni), Eli (15 anni) ed Akhmat (16 anni), “andranno sulla linea del fronte e saranno schierati nella sezione più difficile della linea di contatto”, ha scritto Kadyrov, fido alleato del presidente russo Vladimir Putin, sottolineando che i tre vengono addestrati “praticamente da quando sono piccolissimi”.

Con indosso tute mimetiche, occhiali scuri, prima ripresi su dei carri armati e poi in campo aperto con in mano pistole, lanciarazzi e mitragliatrici, per i tre adolescenti “è giunto il momento di brillare in una vera battaglia, non posso che salutare la loro determinazione. Presto andranno in prima linea e si ritroveranno nelle zone più difficili della linea di contatto”, spiega il padre, che secondo il suo sito web ufficiale avrebbe 14 figli.

 intervista a Tikhon Dzyadko

Kadyrov che in questi giorni è stato al centro delle polemiche. Nel week end il leader ceceno aveva criticato pubblicamente il generale russo Alexandre Lapin, il militare incaricato dal Cremlino e dal ministero della Difesa delle operazioni attorno alla città di Lyman, caduta nelle mani ucraine. Per Kadyrov il generale non avrebbe dato “le comunicazioni” e le “munizioni necessarie” ai soldati impegnati nella difesa della città poi riconquistata delle truppe fedeli a Kiev a al presidente Volodymyr Zelensky.

Ma Kadyrov è stato anche ‘smentito’ dal Cremlino riguardo l’invito ad utilizzare in Ucraina armi nucleari a bassa potenza, dichiarazioni che secondo Mosca sono state fatte sull’onda delle “emozioni”.

“In tempi difficili, le emozioni dovrebbero comunque essere escluse da qualsiasi valutazione della situazione. Preferiamo fare valutazioni misurate e oggettive”, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, per spegnere il ‘fuoco’ acceso dall’alleato Kadyrov .

Fabio Calcagni. Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.

Rosalba Castelletti per repubblica.it il 3 ottobre 2022. 

Abbas Galljamov ha scritto i discorsi del presidente russo per anni, quando Vladimir Putin era appena arrivato al Cremlino e durante la sua parentesi da premier. Sull'orazione di venerdì sull'annessione di quattro regioni ucraine è spietato. "Propaganda al 99 per cento", dice al telefono con Repubblica da Tel Aviv dove vive in esilio. Oggi consulente politico indipendente, definisce Putin "inadeguato", "in guerra con la realtà" e "senza strategia". Così "debole" da poter ricorrere all'arma nucleare come extrema ratio col rischio però di provocare un golpe. 

Che cosa pensa delle invettive di Putin contro Usa e Occidente?

"Il 99 per cento di quello che ha detto era solo propaganda. Emozione. Quasi nulla che avesse conseguenze reali. L'unica cosa degna di nota è stata la sua dichiarazione di essere pronto ad andare al tavolo delle trattative, ma allo stesso tempo di non voler discutere del futuro dei territori annessi. Tutto il resto era pura ideologia. E in questa ideologia non c'era nulla di inedito. Quasi tutto quello che ha detto venerdì lo avevamo già sentito prima. La retorica anti-colonialista è stata però molto prepotente. In passato ne aveva usato soltanto frammenti. Stavolta sembrava di ascoltare non tanto il presidente della Russia, ma il leader di un Paese africano del Terzo Mondo del secolo scorso che aveva appena ottenuto l'indipendenza".

Il discorso com'è stato recepito dal pubblico russo?

"Non ha causato che delusione. Sia l'élite che la popolazione hanno capito che Putin non ha più nulla di nuovo da dire. Il che significa anche che le cose continueranno ad andare allo stesso modo. Putin non ha mostrato di avere nessun asso nella manica per invertire la tendenza. E la tendenza è negativa. Gli ucraini stanno vincendo sul campo, l'economia russa sta morendo e il malcontento popolare sta crescendo. Avrebbe dovuto presentare un nuovo approccio. E invece niente".

Putin ha cercato di proiettare un'immagine di forza nel suo momento di massima debolezza. È slegato dalla realtà?

"Proprio così. Putin non è in guerra con l'Ucraina, né con la Nato. È in guerra con la realtà. Dice di voler negoziare e allo stesso tempo di non voler discutere il nodo principale. Puoi mettere condizioni se stai vincendo, ma non ora che gli ucraini avanzano. Hanno conquistato Lyman. È solo questione di tempo prima che rioccupino tutti i territori annessi. Come puoi aspettarti di negoziare e non essere pronto a discutere lo status di questi territori mentre li stai perdendo militarmente? È il comportamento di una persona inadeguata". 

Annettendo nuovi territori e rifiutandosi di negoziare su di essi, Putin non si è lasciato molte vie d'uscita. Quali opzioni gli restano?

"Putin non ha nessuna strategia. Non è lui il leader. Non è lui a guidare, viene guidato. È in balia degli eventi e delle persone. Non ha più il controllo. Ognuno agisce autonomamente perseguendo i propri obiettivi. È quello che succede quando sei debole e stai perdendo. Putin non voleva annettere nuovi territori in questo momento. Due settimane fa il Cremlino aveva detto che la questione dei referendum e dell'annessione era sospesa, che prima bisognava vincere sul piano militare e poi si poteva passare alla fase politica. Dopo pochi giorni le Camere pubbliche delle regioni ucraine separatiste hanno detto di voler entrare immediatamente a far parte della Russia. Questo perché i leader separatisti hanno agito in maniera autonoma.

Dopo il ritiro delle truppe russe da Kharkiv hanno capito di non poter più contare sul Cremlino e di doversi salvare da soli. Hanno forzato la mano e Putin non si è potuto tirare indietro. Non poteva dire di "no" a quello che dice essere il suo stesso popolo che soffre sotto il regime nazista ucraino. Ma in realtà non voleva l'annessione adesso. Aveva bisogno di mani libere per negoziare. Ecco perché, all'indomani dell'annuncio dei referendum, ha rilasciato i prigionieri di Azov. Voleva rendere questa pillola amara un po' più dolce. Mostrare a Kiev un segno di buona volontà. Putin vuole negoziare. Con ieri lo ha detto già tre volte nelle ultime settimane". 

Lei ha sostenuto che la forza è l'unica fonte di legittimazione per Putin. Ha perso entrambe?

"Decisamente. Sta perdendo forza e legittimazione. Gli umori di protesta crescono. I consensi calano. È una tendenza che probabilmente non riuscirà a fermare. L'unica questione è quanto velocemente si svilupperà". 

Il sistema politico su cui Puin si è retto per 20 anni non è più solido?

"Ci sono profonde crepe. I leader separatisti, ad esempio, hanno forzato i referendum di concerto con Andrej Turchak, segretario del Consiglio generale del partito Russia Unita, agendo contro Sergej Kirienko incaricato di controllare i territori annessi. Dipenderà tutto da che cosa succederà sul campo di battaglia. Se continueranno le sconfitte, il sistema diventerà sempre più debole e Putin perderà il controllo del Paese finché il regime non crollerà. Ma se riuscirà a stabilizzare il fronte, o ad avanzare, il regime in una certa misura si consoliderà. Non tornerà mai più a essere forte come era prima del conflitto, ma guadagnerà stabilità. Dipende tutto dall'esercito ucraino".

Putin ha detto di essere pronto a difendere i nuovi territori "con ogni mezzo possibile". Quant'è realistica la minaccia nucleare?

"Finora, ogni volta che si è sentito minacciato politicamente, Putin ha scelto l'escalation. Se perdesse l'offensiva in Ucraina, perderebbe anche il potere. E per lui vorrebbe dire il carcere. Se non gli restasse altra via d'uscita, non è escluso perciò che Putin possa decidere di sferrare un attacco nucleare contro l'Ucraina. Certo, non lo vuole. Si tratterebbe dell'extrema ratio. Ma la domanda è se l'esercito gli obbedirà. Perché, se mai Putin decidesse di sferrare un attacco nucleare, vorrebbe dire che è stato totalmente sconfitto sul piano delle armi convenzionali e che ha perso ogni legittimazione agli occhi degli ufficiali dell'esercito. Che a questo punto potrebbero rifiutarsi di eseguire i suoi comandi. E il rifiuto sarebbe un golpe".

(ANSA il 3 ottobre 2022) - Circa 60.430 soldati russi sono stati uccisi in Ucraina dall'inizio dell'invasione, inclusi 320 nella giornata di ieri, secondo l'esercito di Kiev. Nel suo aggiornamento sulle perdite subite finora da Mosca, l'esercito ucraino indica che si registrano anche 265 caccia, 228 elicotteri e 1.026 droni abbattuti. Lo riporta Ukrinform. Inoltre le forze di Kiev affermano di aver distrutto 2.380 carri armati russi, 1.405 sistemi di artiglieria, 4.991 veicoli blindati per il trasporto delle truppe oltre a 15 navi e 246 missili da crociera.

Sfondate le linee russe vicino a Kherson. Mosca ammette la ritirata. Francesco Battistini, Lorenzo Cremonesi, Marta Serafini, Paola Caruso, Paolo Foschi e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 4 Ottobre 2022.

Le notizie di martedì 4 ottobre. Zelensky firma un decreto che rende impossibili i negoziati con Mosca. Già mobilitati 200 mila russi per la guerra. Pentagono: «Kiev vicina a conseguire gli obiettivi sul campo» 

• La guerra in Ucraina è arrivata al 223esimo giorno.

•Gli ucraini avanzano nel Kherson: sono a 70 km dal capoluogo.

• Mosca si ritira: «I ceceni fucilano chi fugge».

• Il leader ceceno Kadyrov manda tre figli minorenni al fronte.

• Stoltenberg (Nato): «Conseguenze serie se Putin usa armi nucleari».

• Ci sono fratture interne al Cremlino? I tre assi dell’intelligence occidentale.

• La Guardia Costiera svedese ha dichiarato che una perdita dal gasdotto Nord Stream 2 non si è fermata ma è cresciuta di dimensioni.

Ore 04:21 - Nvidia, produttore di chip americano, chiude tutte le attività in Russia

Nvidia Corp., il più importante produttore di chip statunitense, sta chiudendo tutte le attività in Russia, dopo che l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca è entrata ormai nel suo ottavo mese. Nvidia aveva già sospeso le sue spedizioni in Russia, ma ha mantenuto una presenza nel Paese «per supportare i dipendenti e le loro famiglie», ha affermato la società in un comunicato rilasciato ieri e citato da Bloomberg in cui si specifica che ora Nvidia sta «cessando tutte le attività» in Russia.

Ore 06:15 - Gli ucraini sfondano le linee russe vicino Kherson

Le truppe ucraine hanno sfondato le posizioni russe sul fiume Dnepr a nord-est di Kherson. L’avanzata è stata segnalata dall’esercito russo e da funzionari insediati dalla Russia nella regione. Il presidente ucraino Zelensky, nel consueto video serale, ha affermato che «ci sono nuovi insediamenti liberati in diverse regioni, ma continuano feroci combattimenti in molte aree», ma non ha fornito dettagli. Sabato le sue forze ucraine hanno riconquistato l’importante città hub di Lyman a est, situata vicino al confine regionale di Luhansk we usata dai russi come centro logistico.

Ore 06:27 - La Duma ratificherà in settimana le nuove annessioni alla Russia

«La procedura legale per formalizzare lo status costituzionale dei nuovi “sudditi” della Federazione Russa richiederà diversi giorni e dovrebbe essere completata questa settimana». Lo ha detto a RIA Novosti il deputato della Duma di Stato della regione della Crimea Konstantin Bakharev. La Duma di Stato lunedì in sessione plenaria ha ratificato all’unanimità i trattati e adottato leggi costituzionali federali sull’ingresso delle regioni DPR, LPR , Kherson e Zaporozhye in Russia e la formazione di nuovi soggetti.

Ore 06:38 - Pentagono: Kiev vicina a conseguire gli obiettivi sul campo

L’Ucraina ha rafforzato significativamente la propria posizione militare in vista dei prossimi mesi invernali, e appare prossima a conseguire i suoi principali obiettivi sul campo. Lo ha dichiarato Celeste Wallander, assistente del segretario della Difesa Usa per gli affari di sicurezza internazionali, commentando gli ultimi successi conseguiti dall’Esercito ucraino contro le forze russe nelle regioni di Kharkiv e Kherson. Wallander ha sottolineato in particolare l’avanzata delle forze ucraine a Kherson lungo la sponda occidentale del fiume Dnepr, che minaccia di troncare le linee logistiche di migliaia di militari russi. Fonti anonime del dipartimento della Difesa Usa avvertono però che dalle informazioni d’intelligence a disposizione degli Stati Uniti non emerge ancora un significativo rafforzamento delle linee russe in nessuno dei principali fronti del conflitto: un’assenza che lascia aperto l’interrogativo sui piani militari di Mosca, dopo le pesanti sconfitte subite nelle ultime settimane.

Ore 08:11 - Il capo della Cia: difficile dire se Putin bleffa su armi nucleari

«È difficile dire» se Putin «stia bluffando» quando minaccia il ricorso alle armi nucleari nella guerra in Ucraina. Lo ha ammesso il direttore della Cia, William Burns, in un’intervista alla Cbs. Aggiungendo: «Dobbiamo prendere molto sul serio questo tipo di minaccia, visto tutto ciò che è in gioco. La retorica che lui e altri leader russi hanno usato è sconsiderata e profondamente irresponsabile. Oggi non vediamo alcuna prova concreta nella comunità di intelligence degli Stati Uniti che si stia avvicinando all’uso effettivo».

Ore 08:40 - Elon Musk e il piano di pace: «Crimea alla Russia»

(Massimo Gaggi) Elon Musk era un eroe per gli ucraini: sette mesi fa, nei primi giorni dell’invasione, vanificò il tentativo dei russi di distruggere i sistemi di comunicazione per isolare Kiev e il resto del Paese, sostituendole con la rete dei suoi satelliti Starlink. Da ieri l’eroe è diventato un traditore, un nemico: nel giorno in cui il parlamento russo ha ratificato l’illegale annessione di quattro province ucraine dopo un referendum-farsa, il fondatore di Tesla ha postato su Twitter un suo personalissimo piano di pace che prevede, tra l’altro, la definitiva appartenenza della Crimea alla Russia (la sua cessione all’Ucraina viene definita un errore commesso da Kruschev nell’era sovietica), mentre per il Donbas il referendum andrà ripetuto sotto il controllo dell’Onu: se i filorussi verranno sconfitti nelle urne, Mosca dovrà ritirarsi. L’Ucraina dovrà, comunque, divenire un Paese neutrale rinunciando all’adesione alla Nato, appena chiesta dal presidente Zelensky.

 Ore 08:50 - Nordcorea riconosce l’annessione dei territori ucraini alla Russia

Mentre il mondo condanna i referendum farsa di Putin e le annessioni di quattro regioni ucraine alla Russia, la Corea del Nord va controcorrente: ha riconosciuto la validità dei referendum organizzati in Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia, e di conseguenza anche l’annessione di queste regioni alla Federazione russa. Lo riferisce l’agenzia di stampa Tass, citando il ministero degli Esteri nordcoreano. «Rispettiamo la volontà dei residenti che desideravano ricongiungersi con la Russia e sosteniamo la posizione del governo russo sul rendere queste regioni parte del suo Paese», ha spiegato il ministero di Pyongyang.

Ore 09:06 - Ambasciatore Zazo: «Al momento le forze di Kiev stanno prevalendo»

Le forze ucraine stanno prevalendo su quelle russe in questo momento. Lo ha detto l’ambasciatore italiano a Kiev, Pier Francesco Zazo, a 24 mattino su Radio24. «Pochi giorni fa si è completata la liberazione della regione di Kherson ed è proseguita l’avanzata del Donbass con la liberazione dello snodo strategico di Lyman. La notizia delle ultime ore è l’avanzata sul fronte meridionale, sul fronte di Kherson, dove la resistenza russa è più dura. I russi non possono perdere Kherson», ha detto Zazo.

Ore 09:16 - I filorussi ammettono l’avanzata di Kiev nel Kherson

Le autorità filorusse ammettono l’’avanzata delle forze ucraine nel sud, nella regione di Kherson, ma anche nel Donbass e nel Lugansk, secondo quanto scrive la Bbc. Il leader filorusso dell’oblast di Kherson, regione annessa alla Russia, Vladimir Saldo, avrebbe ammesso che l’esercito di Kiev ha sfondato vicino a Dudchany, una cittadina sul fiume Dnipro (Dniepr per i russi), a una trentina di chilometri a est della precedente linea del fronte. Secondo il leader dell’oblast, due battaglioni ucraini stanno cercando di raggiungere la centrale idroelettrica di Kakhovka, nella cittadina portuale di Nova Kakhovka, 70 km a est della città capoluogo di Kherson.

Un portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, ha ammesso che carri armati ucraini in numero preponderante sono «penetrati» a sud del villaggio di Zolota Balka, che segnava la linea del fronte sul Dnipro, aggiungendo che nei combattimenti sono stati uccisi 130 soldati ucraini. A est invece, nel Donbass, dopo aver ripreso nel Donetsk la città strategica di Lyman e i suoi dintorni, le forze di Kiev sono entrate per diversi chilometri nella regione di Lugansk. Per i filorussi si ritiene che si stiano muovendo in direzione di Kremenna e di Svatove.

Ore 09:47 - 007 Gb: «La Russia ha problemi anche con l’addestramento delle reclute»

L’intelligence britannica, nel suo bollettino quotidiano, afferma che la Russia ha problemi significativi nell’accogliere, addestrare ed equipaggiare il personale arruolato e mobilitato. Secondo il Ministero della Difesa britannico, citato da Ukrainska pravda, il ciclo di mobilitazione dei coscritti inizierà il 1 novembre 2022, un mese dopo il solito. L’inizio in ritardo è indicativo, per l’intelligence Gb, della crescente pressione sulla capacità della Russia di addestrare ed equipaggiare un gran numero di nuovi coscritti. «I problemi con la formazione, l’equipaggiamento e il dispiegamento del personale mobilitato e richiamato sono significativi. Le carenze nei sistemi amministrativi e logistici russi continueranno a minare questi sforzi», afferma la Gran Bretagna.

Ore 09:50 - Anche il Senato russo ratifica l'annessione delle regioni ucraine

Dopo la Duma, anche il Senato russo ha approvato all'unanimità l'annessione delle quatto regioni occupate ucraine alla Federazione russa. Lo ha riferito la Tass.

Ore 10:09 - Kiev: siamo quasi vicino al confine nord-occidentale del Lugansk

Le forze armate ucraine si sono quasi avvicinate al confine nord-occidentale della regione di Lugansk. Lo afferma Sergei Gaidai , capo dell'amministrazione militare regionale di Luhansk, come riporta Ukrainska Pravda.

Ore 10:41 - Media, Putin sposta al fronte treno della divisione nucleare

In Russia, è stato avvistato in movimento verso il fronte ucraino un enorme treno merci che è associato alla divisione armata nucleare segreta del Ministero della Difesa russo. Lo riporta la stampa britannica ma la notizia è apparsa già nel weekend su Telegram, sul canale filorusso Rybar. Il treno è collegato alla dodicesima direzione del ministero della Difesa, specializzata nello stoccaggio, la manutenzione e la fornitura di armi nucleari. Secondo la stampa britannica, il treno si è mosso attraverso la Russia in direzione della linea del fronte ucraino e potrebbe indicare che Putin sta preparando un test nucleare per mandare «un segnale all'Occidente».

Ore 10:53 - Lavrov: «Non ci interessa se l'Occidente non riconosce le nuove regioni»

Mosca non si preoccupa se i Paesi occidentali riconoscono o meno le quattro nuove regioni russe: lo ha dichiarato martedì il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ai giornalisti, secondo quanto riporta Tass. Aggiungendo: «Naturalmente, il mondo intero deve affrontare questa nuova realtà, era inevitabile».

Ore 10:55 - Putin cambia due generali per coprire fallimenti a Kharkiv

Secondo l'American Institute for the Study of War (ISW), Putin sta cercando di coprire la colpa per i recenti fallimenti dell'esercito russo nella regione di Kharkiv facendo veloci cambi di generali nell'area. Nel distretto militare occidentale, il tenente generale Roman Berdnikov ha sostituito Oleksandr Zhuravlev a capo del distretto. È il secondo comandante delle forze russe occidentali sostituito in due settimane.

Ore 11:22 - Zelensky firma un decreto: nessun negoziato con Putin

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha firmato un decreto sull'attuazione della decisione del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell'Ucraina sull'impossibilità di tenere colloqui Putin. «Tenendo conto dei risultati della riunione presso la sede del comandante in capo e dopo aver ascoltato i membri del Consiglio di sicurezza e di difesa nazionale dell'Ucraina, il Consiglio di sicurezza e di difesa nazionale dell'Ucraina ha deciso che non è possibile avviare negoziati con il presidente russo Vladimir Putin», si legge nel decreto pubblicato sul sito web di Zelensky.

Ore 11:28 - Kiev distribuisce pillole di iodio nella capitale

Il Consiglio comunale di Kiev riferisce che sta fornendo ai centri di evacuazione pillole a base di ioduro di potassio in preparazione per un possibile attacco nucleare alla capitale. Le pillole di iodio possono aiutare a bloccare l'assorbimento delle radiazioni nocive da parte della tiroide se assunte appena prima o immediatamente dopo l'esposizione alle radiazioni. Le pillole verranno distribuite ai residenti nelle aree contaminate da eventuali radiazioni nucleari, ha fatto sapere il Consiglio comunale in una nota.

Ore 11:30 - Commissario Ue contro Musk per proposta su Crimea russa

Il commissario Ue all'Ambiente, Virginijus Sinkevicius, ha contestato la proposta di Elon Musk per il piano di pace per l'Ucraina (lasciando la Crimea alla Russia). Il lituano, che è sposato a un'ucraina, ha avvertito che Kiev non può rinunciare alla penisola annessa dai russi nel 2014. «Signor Elon Musk, questa non è scienza dei missili: la Russia ha invaso l'Ucraina. Non c'è un'Ucraina senza Crimea così come non c'è una Tesla senza batterie».

Ore 11:36 - Times: Putin si prepara a test nucleare al confine ucraino

Putin starebbe preparando le sue forze armate per compiere un test nucleare ai confini dell'Ucraina. È quanto si legge sul britannico Times che cita un'informativa inviata dalla Nato a tutti i Paesi alleati. Si tratta di un rapporto dell'intelligence in cui si avverte di possibili azioni di Mosca fra cui quella di testare il drone sottomarino Poseidon equipaggiato con una testata atomica. Secondo altre fonti, un treno militare russo della divisione nucleare sarebbe partito in direzione dell'Ucraina: l'unità è responsabile delle munizioni nucleari, del loro stoccaggio e della manutenzione stando all'analista Konrad Muzyka.

Ore 11:50 - Deputato alla tv russa: «Dobbiamo fermarci e riorganizzarci»

«Siamo obbligati a fermarci e a riorganizzarci per creare nuove attrezzature e per addestrare le nuove reclute. E questo richiederà del tempo». Lo ha detto Dmitry Sablin, vicepresidente del Comitato di difesa, parlando al primo canale della tv russa in merito alla guerra in Ucraina. Aggiungendo: «Sono convinto che anche nel territorio dell'Ucraina le persone saranno dalla nostra parte».

Ore 12:12 - Shoigu: più di 200 mila persone sono state mobilitate

Più di 200 mila persone sono entrate nelle forze armate nell'ambito della mobilitazione decisa dal presidente Putin. Lo ha affermato il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu. Lo riporta Ria Novosti. Secondo Shoigu, «i funzionari competenti sono stati incaricati di fornire ai mobilitati i necessari vestiti e di nominarli in posizioni militari». «L'addestramento del personale delle unità formate viene effettuato in 80 campi di addestramento e in sei centri di addestramento», ha aggiunto Shoigu.

Ore 12:18 - Mosca: pace impossibile senza soddisfare nostre richieste

«Raggiungere la pace in Ucraina è impossibile senza soddisfare le richieste della Russia». Lo dice il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov citato dalla Tass.

Ore 12:25 - Kiev: già 2 mila richieste di resa da militari russi

La direzione principale dell'intelligence del ministero della Difesa ucraino afferma che nelle ultime settimane 2 mila militari russi hanno chiesto di arrendersi: ha affermato in tv il rappresentante dell'intelligence militare Andrey Yusov, come riporta Ukrainska Pravda. Yusov ha dichiarato che è stata osservata «un'ondata di appelli a poter arrendersi» dopo l'offensiva delle forze armate ucraine nella regione di Kharkiv e dopo l'annuncio della mobilitazione parziale nella Federazione Russa. «A chiedere di arrendersi non sono solo i soldati che si trovano sul territorio dell'Ucraina da occupanti, ma anche quelli che sono appena stati mobilitati e si trovano ancora sul territorio della Federazione Russa. Le richieste arrivano anche dai loro parenti, o da persone che temono di poter essere mobilitate. In poche settimane abbiamo già ricevuto più di 2 mila richieste di resa», ha detto Yusov.

Ore 12:48 - Peskov: non partecipiamo a retorica nucleare occidentale

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha affermato che la Russia non vuole «prendere parte» alla «retorica nucleare» dei «media e dei politici occidentali». «Nei media occidentali, i politici occidentali, i capi di Stato ora hanno molti esercizi di retorica nucleare. Non vogliamo prendere parte a questo», ha detto Peskov, citato dalla Tass, commentando l'articolo del Times (vedi notizia delle 11:36).

Ore 13:43 - Meloni: situazione in Ucraina molto complessa, serve prudenza

«Sicuramente è una situazione molto complessa, per questo serve molta prudenza». Lo ha detto, entrando a Montecitorio, il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, in merito a quanto riportato dal quotidiano britannico «The Times», secondo cui il presidente russo, Vladimir Putin, sarebbe pronto ad un test nucleare ai confini dell'Ucraina.

Ore 13:45 - Kiev: i russi bombardano villaggi lungo il fronte a Kherson

L'esercito russo ha bombardato i villaggi lungo la linea del fronte nella regione meridionale di Kherson, secondo la polizia ci sono vittime tra i civili. Lo riporta Ukrinform. «Il nemico ha usato l'artiglieria pesante per bombardare Khreshchenivka, Osokorivka e Novovorontsovka. Sono stati danneggiati edifici residenziali e linee elettriche», ha detto la polizia.

Ore 13:59 - Russia: espulso il direttore della centrale di Zaporizhzhia

Igor Murashov, direttore generale della centrale nucleare di Zaporizhzhia arrestato e poi rilasciato nei giorni scorsi dalle truppe russe, è stato espulso dopo aver confessato di avere legami con i servizi segreti ucraini (Sbu). Lo riporta il canale televisivo «Russia 24».

 Ore 14:45 - Putin e il test nucleare: che cosa potrebbe fare? Tre scenari

(Greta Privitera) Nella homepage del The Times, tra le notizie della premier Liz Truss e la foto di un pinguino gigante, c’è un titolo che fa venire i brividi. Ancora nessuna conferma, ma si legge: «Putin ordina un’esercitazione nucleare ai confini con l’Ucraina». Sul quotidiano di Londra scrivono che il presidente russo sarebbe pronto a dimostrare la sua volontà di usare armi di distruzione di massa con un test nucleare. «Il Cremlino starebbe manifestando la possibilità di una significativa escalation mentre il suo esercito perde terreno sul campo di battaglia», dicono. Altre fonti raccontano di un treno militare russo della divisione nucleare che sarebbe partito in direzione Ucraina. Può essere che si tratti di notizie non del tutto vere. Che Putin stia bluffando. Può essere che dopo il discorso pronunciato durante la cerimonia di annessione dei territori occupati in cui ha detto che avrebbe utilizzato «tutti i mezzi disponibili per mantenere la Russia al sicuro», e le continue controffensive ucraine, lo zar stia solo provando ad alzare i toni per spaventare i nemici. Ma qualche domanda viene da porsela. (...) In un articolo del Financial Times, gli esperti spiegano i tre possibili modi in cui la Russia potrebbe usare queste armi: per dimostrazione, per attaccare un obiettivo militare ucraino o a un’infrastruttura chiave, o (ipotesi peggiore) per raggiungere un territorio Nato.

Ore 15:15 - Il Giappone espelle il console russo a Sapporo

Il Giappone ha dato sei giorni di tempo al console russo nella città settentrionale di Sapporo per lasciare il Paese, in risposta all'espulsione da parte di Mosca di un diplomatico giapponese con l'accusa di spionaggio.

 Ore 15:23 - Russia, 4 anni e mezzo a americano per violenza su agente

Un cittadino americano, Robert Gilman, è stato condannato in Russia a quattro anni e sei mesi di colonia penale per violenza contro un agente delle forze dell'ordine. Lo riferisce l'agenzia Ria Novosti, precisando che Gilman, in stato di ubriachezza, aveva «creato scompiglio» a bordo di un treno e poi aveva colpito più volte un poliziotto che era intervenuto.

Ore 15:34 - Mosca multa Miss Crimea: ha intonato canzone ucraina

Miss Crimea 2022, Olga Valeyeva, dovrà pagare 40 mila rubli (681 dollari) per aver cantato la canzone patriottica ucraina Chervona Kalyna in un video pubblicato su Instagram. Un'amica di Valeyeva apparsa nel video è stata condannata da un tribunale russo a 10 giorni di carcere. Secondo il quotidiano russo Life, a Miss Crimea è stata inflitta una condanna più leggera perché ha figli piccoli. Entrambe le donne sono state accusate di «screditare» l'esercito russo e diffondere propaganda per un'organizzazione estremista. Un video pubblicato ieri dal ministero dell'Interno della Crimea mostra le donne che si scusano per aver cantato la canzone. Lo riporta il media indipendente Meduza. La canzone Chervona Kalyna è stata a lungo un simbolo dell'indipendenza ucraina. Da quando la Russia ha invaso l'Ucraina, diversi artisti, tra cui i Pink Floyd, hanno pubblicato registrazioni della canzone. I media statali russi hanno scritto che la canzone è «considerata un inno delle formazioni nazionaliste ucraine, compresi i gruppi banditi in Russia».

Ore 15:55 - Kiev, bandiera ucraina sventola in villaggio del Kherson

La bandiera ucraina è stata issata dalle forze di Kiev nel villaggio di Davydiv Brid, nella regione di Kherson. Lo ha riferito su Facebook il deputato Roman Lozynskyi, che presta servizio nelle forze di difesa di Kiev. Davydiv Brid è stata «violentata dall'occupazione russa. Diventerà una delle perle dei nostri viaggi attraverso il sud dell'Ucraina dopo la vittoria. Incontriamoci sul fiume Inhulec!», ha scritto. L'avanzata della controffensiva ucraina nel sud sta proseguendo con la riconquista di diverse località.

Ore 16:15 - L’avanzata ucraina lungo due direttrici

La situazione nella regione di Kherson si sta facendo di ora in ora più complicata per i russi. Le truppe ucxraina avanzano lungo due direttrici, una lungo il fiume Dnipro, l’altra da nord. Entrambe convergono verso i centri di Beryslav e Nova Khakova. Le truppe russe a questo punto rischiano di ritrovarsi chiuse in una sacca a meno di riuscire ad attraversare il fiume verso est. Operazione difficile poiché tutti i ponti risultano molto danneggiati. Secondo Military Lab gli ucraini hanno conquistato nel giuro di poche ore 970 chilometri quadrati di territorio.

Ore 16:29 - Mosca vuole sospendere il gas alla Moldavia

Mosca minaccia di interrompere le forniture di gas alla Moldavia a partire dal 20 ottobre. Lo ha reso noto l’agenzia Tass citando fonti di Gazprom. Mosca lamenta difficoltà nel pagamento delle forniture e si riserva il diritto di cancellare il contratto con la Moldavia.

Ore 16:37 - Missili Himars su ponte di Kherson

Il ponte Antonovsky nella città di Kherson è stato colpito da razzi Himars sparati dall’artiglieria ucraina. Lo ha annunciato l’agenzia russa Novosti. Alti missili hanno centrato alcune installazioni per la difesa aerea. Il ponte Antonovsky è attualmente l’unica via per fare arrivare rifornimenti alla città di Kherson.

Ore 16:56 - Prezzo del gas scende a 160 euro. Ai minimi da luglio

Il prezzo del gas cala ancora e si muove sotto la soglia dei 160 euro a megawattora al Ttf, sui minimi da luglio scorso. il contratto future con scadenza a novembre cala del 6,06% a 159,61 euro. Il livello delle riserve di gas nei depositi sotterranei europei è vicino all’87% e gli impianti in Germania sono pieni per oltre il 91%. Il gas proveniente dalla Russia rappresenta ora solo il 9% circa del totale, rispetto al 40% si prima della guerra in Ucraina e la Norvegia è diventata il principale fornitore dell’Ue.

Ore 18:00 - Anche i russi ammettono la ritirata

Il ministero della Difesa russo ha mostrato, durante il suo briefing quotidiano, una mappa militare da cui emerge l’importante ritirata delle forze di Mosca da alcuni territori settentrionali della regione di Kherson, nel sud dell’Ucraina. La mappa mostra che le truppe russe hanno lasciato un gran numero di località tra cui Dudchany, sulla riva ovest del fiume Dnepr, dove l’esercito ucraino è impegnato nella controffensiva. Secondo alcuni osservatori le forze ucraine sono penetrate nelle difese russe per almeno 30 chilometri.

Ore 18:05 - Biden telefona a Zelensky

Il presidente americano Joe Biden ha chiamato il leader ucraino Voldynmyr Zelensky. Lo riferiscono fonti della Casa Bianca all’agenzia France Presse. La telefonata è iniziata alle 11.35 ora locale (le 17.35 in Italia) ed è ancora in corso.

Ore 18:27 - 700.000 russi sono fuggiti dal Paese

Secondo Forbes, che cita fonti dell’amministrazione russa, dopo la mobilitazione 700 mila persone hanno lasciato la Russia, di cui 200 mila sono andate in Kazakhstan. È impossibile, precisa Forbes, sapere quanti sono usciti per motivi non legati alla mobilitazione.

Ore 18:59 - Zelensky a Meloni: «Grazie per invio armi»

Durante il colloquio telefonico tra il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, quest’ultimo - spiegano fonti di Fdi - ha espresso il suo ringraziamento per il sostegno dell’Italia anche in merito al nuovo decreto sull’invio delle armi appena esaminato dal Copasir e ha formulato l’auspicio che Meloni possa recarsi quanto prima a Kiev.

Ore 01:49 - Scoperta una camera di tortura a Pisky-Radkivski

 La polizia ucraina ha affermato di aver scoperto una «camera di tortura» nella città di Pisky-Radkivski, precedentemente occupata dai russi, nella regione orientale di Kharkiv. Tra gli oggetti trovati, secondo la polizia, c’era un contenitore pieno di denti d’oro estratti. «Dopo la liberazione del villaggio di Pisky-Radkivski, i residenti locali hanno riferito alla polizia che nel seminterrato di una delle case erano tenuti prigionieri residenti locali, soldati dell’antiterrorismo e prigionieri di guerra delle forze armate ucraine», ha dichiarato Serhiy Bolvinov, capo investigatore della polizia nazionale nella regione di Kharkiv. Bolvinov ha aggiunto che i residenti locali hanno sentito urla costanti provenire dall’edificio.

Ore 02:52 - Armata russa in ritirata, Putin minaccia un test atomico

(Marta Serafini, inviata a Kharkiv) Un test nucleare ai confini dell’Ucraina? Un’arma nucleare nel Mar Nero? Un test per il siluro nucleare Poseidon? Interrogativi che già da soli riescono a scatenare il terrore. È il Times a metterli nero su bianco nello stesso giorno in cui diventa realtà lo sfondamento delle forze ucraine sulla regione di Kherson, porta della Crimea e tra le zone annesse dal referendum di Mosca: il presidente russo Vladimir Putin intende dimostrare la sua determinazione ad usare armi di distruzione di massa effettuando un test nucleare al confine con l’Ucraina. E — aggiunge ancora il quotidiano di Londra — il rischio sarebbe già stato segnalato dalla Nato ai suoi Paesi membri in un report di intelligence militare.

Ore 03:07 - Missili russi su Kharkiv nella notte

Le forze russe hanno lanciato questa notte un attacco missilistico contro la città di Kharkiv, nell’Ucraina orientale, colpendo alcune infrastrutture e obiettivi industriali nei quartieri di Kholodnohirskyi e Novobavarskyi: lo ha reso noto il sindaco, Ihor Terekhov, secondo quanto riporta il Kiev Independent. Non ci sono per il momento informazioni su eventuali feriti o vittime.

Ore 03:08 - Attacco russo nella regione di Kiev con droni kamikaze, un ferito

Le forze russe hanno attaccato questa notte la regione di Kiev con droni kamikaze che hanno colpito la città di Bila Tserkva, a 85 chilometri a sud della capitale: lo ha reso noto il governatore della regione, Oleksiy Kuleba, secondo quanto riporta il Kiev Independent. Secondo il governatore, una persona è rimasta ferita e un’infrastruttura ha preso fuoco in seguito all’attacco. Sono in corso le operazioni di soccorso, mentre Kuleba ha esortato i residenti a rimanere nei rifugi.

Ore 03:11 - «L’avanzata ucraina non si può fermare, i russi sono come pugili intontiti»

(Lorenzo Cremonesi, inviato a Sloviansk) Si avvicina a grandi passi il collasso dell’esercito convenzionale russo in Ucraina. E ciò spiega, almeno in parte, le motivazioni che spingono Vladimir Putin ad agitare lo spauracchio dell’arma nucleare a pochi giorni dalla sua dichiarazione di «annessione» delle zone occupate dopo il 24 febbraio e adesso seriamente minacciate dalla massiccia controffensiva ucraina. Circa 30.000 soldati russi rischiano di rimanere circondati nell’enclave di Kherson. Le loro unità si stanno ritirando precipitosamente dai settori settentrionali della regione che occupavano da metà marzo, quando ancora si illudevano di poter raggiungere Odessa lungo il Mar Nero e quindi marciare vittoriose su Kiev per unirsi ai corpi di spedizione in discesa dal nord, eliminare con la forza il governo Zelensky e infine riportare l’Ucraina nella condizione di Stato vassallo di Mosca. I corpi scelti ucraini continuano ad avanzare lungo il Dnipro. Sono ormai a oltre 40 chilometri dalle linee di partenza, hanno già superato il villaggio di Dudchany; ieri sera hanno percorso altri 5 chilometri per dribblare un ponte fatto saltare dai nemici in fuga e potrebbero presto chiudere la sacca di Kherson verso l’estuario del Dnipro sino al Mar Nero. Le avanzate potrebbero nelle prossime ore garantire ai lanciamissili Himars di colpire la grande base aerea di Chaplynka, che dai primi di aprile permetteva ai caccia russi si coprire l’intero fronte meridionale, privando il nemico dell’indispensabile controllo dell’aria. A quel punto possono mirare alla Crimea via terra.

Ore 03:12 - Ecco perché gli Usa bocciarono le bombe nucleari tattiche 

(Federico Rampini) Vladimir Putin potrebbe usare armi nucleari tattiche sul fronte ucraino? Quali sono i pro e i contro, secondo le analisi degli esperti americani? Fu proprio il Pentagono il primo a «credere» all’utilità delle armi nucleari tattiche in un conflitto: piccole, con una frazione di potenza rispetto alla bomba atomica di Hiroshima, quindi davvero minuscole rispetto agli ordigni nucleari di nuova generazione che possono distruggere intere città. Però pur sempre capaci di emanare radiazioni, con impatto micidiale sulla salute, a breve e a lungo termine. Tattiche , perché utilizzabili sul campo di battaglia contro le truppe nemiche. Gli americani le concepirono prevalentemente nell’ottica di un conflitto europeo, in cui la superiorità dell’Unione sovietica negli armamenti convenzionali avrebbe consentito all’Armata Rossa di dilagare in Europa, e gli Usa avrebbero dovuto battere in ritirata.

Ore 03:21 - L’escalation nucleare e i tre possibili scenari

(Greta Privitera) Nella homepage del The Times , tra le notizie della premier Liz Truss e la foto di un pinguino gigante, c’è un titolo che fa venire i brividi. Ancora nessuna conferma, ma si legge: «Putin ordina un’esercitazione nucleare ai confini con l’Ucraina».

Sul quotidiano di Londra scrivono che il presidente russo sarebbe «pronto a dimostrare la sua volontà di usare armi di distruzione di massa con un test nucleare». «Il Cremlino starebbe manifestando la possibilità di una significativa escalation mentre il suo esercito perde terreno sul campo di battaglia», dicono.

Altre fonti raccontano di un treno militare russo della divisione nucleare che sarebbe partito in direzione Ucraina .

Non ci sono, al momento, conferme definitive; e può darsi che Putin stia bluffando. Che cioè — dopo il discorso pronunciato durante la cerimonia di annessione dei territori occupati in cui ha detto che avrebbe utilizzato «tutti i mezzi disponibili per mantenere la Russia al sicuro», e le continue controffensive ucraine — lo zar stia solo provando ad alzare i toni per spaventare i nemici. Ma quali sono gli scenari possibili?

Ore 03:24 - IL PUNTO MILITARE - Il dilemma Usa: come sostenere ora Kiev

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) La cavalcata ucraina pone dei dilemmi a Washington. Come sostenere la fase favorevole e, al tempo stesso, evitare di accentuare il contrasto con Mosca tra scenari apocalittici, minacce vere e bluff. Kiev — racconta la Cnn — insiste per avere le munizioni Atacms che le permetterebbero di colpire bersagli a 300 chilometri di distanza, un allungamento sensibile rispetto agli 80 attuali (massimo raggio per i razzi in dotazione agli Himars). Per convincere il Pentagono gli ucraini hanno formulato una proposta: siamo pronti a condividere con voi le liste dei bersagli, questo per dare rassicurazioni sul fatto che le armi non verrebbero usate contro il territorio russo. La Casa Bianca finora ha posto il veto proprio perché teme di scatenare reazioni belliche massicce da parte del Cremlino. La resistenza rilancia l’appello affermando che con gli Atacms può incidere in modo più profondo sulle retrovie nemiche e cita anche le installazioni dalle quali partono i droni-kamikaze forniti dall’Iran, mezzo apparso sempre con maggiore frequenza. In realtà quest’ultimo dettaglio somiglia più ad un pretesto che ad una necessità. Al momento la posizione statunitense non sembra mutata e dunque il presidente ucraino Zelensky — salvo sorprese legate a sviluppi sul terreno — non avrà le munizioni speciali. Invece riceverà altri quattro lanciatori Himars e 200 blindati Mrap, 16 cannoni da 155 mm (con 85 mila proiettili, di cui 500 di precisine), altrettanti pezzi da 105 mm, migliaia di granate per mortaio e 200 mila cartucce. Non è una compensazione, bensì un mantenimento dell’arsenale mentre la resistenza avanza e consuma. Evidente le necessità di riempire le scorte.

Ucraina, la guerra dei russi: i più poveri reclutati per primi, il viaggio con i ravioli in bus...Il 21 settembre Putin annuncia la mobilitazione parziale. In Buriazia le cartoline sono recapitate già dalla mattina del 22. Le prime reclute arrivano nella capitale Ulan-Ude dopo un viaggio in bus di 7 ore: a bordo hanno ricevuto porzioni di dieci buuz. Maria Serena Natale / CorriereTv su Il Corriere della Sera il 4 Ottobre 2022.

Il 21 settembre il presidente russo Vladimir Putin annuncia la mobilitazione parziale per 300 mila cittadini sotto i 65 anni, solo riservisti ovvero persone che abbiano già prestato servizio e con esperienza militare. Fonti indipendenti stimano però che i convocati supereranno presto il milione e che saranno tanti gli inesperti di ogni età senza i requisiti richiesti. In Buriazia le cartoline sono recapitate già dalla mattina del 22 settembre. Le prime reclute arrivano da ovest a Ulan-Ude, capitale della Repubblica autonoma, dopo un viaggio di 7 ore su bus scolastici gialli e camioncini bianchi. A bordo hanno ricevuto porzioni di dieci buuz, ravioli al vapore tradizionali. Erano preparati, raccontano sotto anonimato alla stampa locale, sapevano che i primi sarebbero stati loro. La Buriazia è la seconda regione per numero di caduti in Ucraina, preceduta dal Dagestan. Da Kiev il presidente Volodymyr Zelensky invita a disertare. In Russia sabotaggi e attacchi ai centri di reclutamento si moltiplicano, come proteste e retate di arresti, anche nelle regioni più povere e remote, dove scendono in strada le donne per dire no a quella che ormai chiamano guerra.

Mosca, un bus arrugginito per portare le reclute del Donbass. Marco Imarisio, inviato a Mosca su Il Corriere della Sera il 5 Ottobre 2022.

Viaggio in un centro di reclutamento nella capitale russa fra chi riesce a sottrarsi grazie agli studi e chi è rassegnato a partire 

«Donbass». I due uomini sono scesi dal bus per sgranchirsi le gambe. Hanno carnagione olivastra, sono vestiti con abiti lisi e sporchi, indossano maglioni sformati che hanno conosciuto tempi migliori. Sanno poche parole di russo, tra loro parlano in un’altra lingua. Sui fogli che tengono in mano c’è l’intestazione del distretto federale dell’Estremo Oriente, che con ogni probabilità indica il loro luogo di origine. Uno di loro, il più giovane, fa segno che stanno per andare lontano. «Donbass» ripete ancora, con uno sguardo pieno di rassegnazione.

Piove, sta piovendo da giorni. Il viale è spazzato da un vento gelido. Ogni cosa dentro e intorno al Centro di reclutamento sul Butyrskij Val, una grande arteria che conduce verso le tangenziali, fa pensare a una pianta sciupata che sta appassendo. L’ingresso è nel cortile interno di un edificio dalla facciata malconcia. Ragazzi con uno zaino in mano, qualche loro genitore in ansia, che viene tenuto fuori, oltre la sbarra del parcheggio. Dall’altra parte ci sono i binari della ferrovia. «Vietato entrare» recita il cartello appeso alla porta metallica che conduce al seminterrato. Le scale sono male illuminate. Da qui in poi, passa solo chi ha ricevuto la povestka, la lettera di convocazione.

Ad attendere i nuovi coscritti per portarli al corso di addestramento in una caserma fuori Mosca, questo il massimo che è dato sapere, c’è un reperto storico che risale alla fine dell’Unione Sovietica. Il bus un tempo bianco accostato al marciapiede ha le fiancate rese grigie dallo sporco e dalla polvere. La carrozzeria mostra lunghe strisce di ruggine, così come i cerchioni delle ruote. Per oscurare i finestrini posteriori sono stati stesi dall’interno dei sacchi di nylon nero. La pedana dalla quale si entra e si esce è coperta con uno straccio ormai ridotto a brandelli. È un modello 3205 della Pavlovskij Avtozavod, prodotto nella regione di Nizhnij Novgorod, che la gente comune chiama con il diminutivo di Pazik. Entrò in produzione proprio nel fatidico 1989. Questo dimostra almeno venti-venticinque anni, se non di più. Gli unici suoi due passeggeri ci hanno caricato sopra tutti i loro beni. Una trapunta a fiori, un fornelletto, un sacco pieno di vestiti. Nient’altro. L’autista di Avtodor, una società di trasporti per autostrade, è impaziente. Dice che la destinazione gli viene comunicata sempre al momento della partenza da un funzionario che viaggia con lui.

Le due reclute orientali chiedono sigarette ai passanti e guardano gli altri che escono dal Centro. I più giovani hanno espressioni felici mentre informano i genitori su come è andata. Sono venuti a portare il certificato che attesta l’iscrizione all’università. «Non ci hanno detto niente, ma ci hanno lasciato andare, che mi sembra già un bel risultato» scherza un ragazzone alto e biondo, inglese fluente e addosso un giaccone Nike che da solo costerà il triplo degli indumenti delle due reclute orientali. Un gigante con i capelli brizzolati e parecchi anni in più, ha un sorriso ancora più largo. Nella mano destra tiene ancora stretta la sua povestka. «Hanno preso i miei dati personali e mi hanno detto di non allontanarmi dalla città. Ma hanno anche aggiunto che siccome non ho alcuna esperienza militare, mi chiameranno solo se necessario».

Non esistono numeri ufficiali. Il canale Telegram «Vi possiamo spiegare» sostiene che a Mosca questa fase della mobilitazione riguarda 32.000 persone, l’un per cento della popolazione. Per ogni cittadino arruolato, l’amministrazione comunale ha promesso una ricompensa di 50.000 rubli al mese (l’equivalente di 850 euro). A chi sarà ferito in modo non grave andranno cinquecentomila rubli una tantum, 9.000 euro. L’invalidità permanente vale il doppio. In caso di morte, la famiglia del defunto riceverà 3 milioni di rubli, 54.000 euro. Ad Aleksandr, nome di fantasia, hanno detto di tornare qui entro le 18 con un bagaglio leggero. «Cristo santo. Certo che 15 anni fa ho firmato da riservista. Si diceva che la pensione dei genitori sarebbe aumentata di cinquemila rubli al mese, che all’epoca non era male. Papà è morto di cancro nel 2017. E io non tocco un’arma da un secolo». Gli hanno detto che partirà per l’Ucraina solo se accetterà di firmare un contratto. «Spero tanto di poter davvero scegliere».

Aleksandr se ne va con passo e pensieri pesanti sotto la pioggia battente, attaccato al telefono, come fanno tutti. Alcuni confidano nelle «eccezioni urgenti» che vengono pubblicate a getto continuo sul sito del ministero della Difesa. Per le due reclute in attesa è giunto il momento. Il funzionario si è seduto davanti, nella zona in chiaro, stringendo una cartelletta rossa tra le braccia. L’autista gira tre volte la chiave nel cruscotto, il motore tossisce. Lui impreca a voce alta. Dal finestrino aperto, chiede aiuto ai pochi presenti. Spingiamo.

Andrea Cuomo per “il Giornale” il 4 ottobre 2022.

La mobilitazione più pazza del mondo. Giorno dopo giorno la chiamata alle armi decisa da Mosca per rimpolpare l'esercito impegnato a combattere (e a farsi uccidere) nella cosiddetta «operazione speciale» in Ucraina mostra i suoi limiti: errori, fughe, diserzioni, proteste. Perfino il presidente Vladimir Putin ha riconosciuto che ci sono stati molti sbagli. Un'ammissione «insolitamente rapida» che secondo l'intelligence britannica - che analizza l'andamento della guerra in un report quotidiano sempre assai informato e acuto - evidenzia la portata delle «disfunzioni» della leva.

Insomma, se perfino lo Zar non riesce a negare i pasticci, vuol dire che la cosa è più grave di quanto appaia. I funzionari locali, si legge nel documento rilasciato ieri dal ministero della Difesa di Londra, probabilmente non hanno chiara l'esatta portata e la motivazione legale della campagna: essi hanno quasi certamente arruolato persone non idonee e faranno fatica a formare le nuove reclute.

Ovunque in Russia e nei territori filorussi recentemente annessi con un atto unilaterale e non riconosciuto dalla comunità internazionale le autorità sembrano procedere a casaccio, mobilitando chi capita. «Gli uomini - racconta Ivan Fedorov, sindaco di Melitopol, città sotto occupazione russa - hanno appena iniziato a essere presi per le strade. Abbiamo avuto un gran numero di casi durante il fine settimana in cui i russi si avvicinano semplicemente a uomini di età diverse, con diversa forma fisica e chiedono loro di andare all'ufficio del comandante per essere registrati». 

Naturalmente poca o nessuna selezione significa mandare al fronte personale addestrato in maniera frettolosa e spesso non idoneo fisicamente e moralmente. Clamoroso il caso della regione di Khabarovsk, nell'estremo oriente russo, dove «circa metà» delle persone richiamate alle armi per la mobilitazione sono state rimandate a casa perché convocate per errore. «In dieci giorni, diverse migliaia di nostri ragazzi hanno ricevuto i documenti di convocazione e si sono presentati agli uffici di leva.

Ne abbiamo rimandato circa la metà a casa, poiché non rispondevano ai requisiti per il servizio», racconta irritato il governatore regionale Mikhail Degtyarev, parlando di «eccesso di zelo». Il guazzabuglio è costato il posto al commissario militare regionale, Yury Sergeevich Layko, sollevato dall'incarico. Stessa cosa nella regione della Jacuzia, nella Siberia Orientale, dove, come fa sapere il capo della Camera civica regionale Nikolay Bugayev, circa 300 persone sono tornate a casa dopo essere state convocate «per sbaglio» nell'ambito della mobilitazione putiniana.

Chi se ne frega palesemente degli equivoci è il leader ceceno Ramzan Kadyrov. Ieri su Telegram il braccio armato di Vladimir Putin nella bellicosa repubblica caucasica, ha tenuto a far sapere che i suoi tre figli sono pronti a combattere in Ucraina, malgrado siano tutti e tre minorenni. «La minore età - spiega il leader ceceno - non dovrebbe interferire con l'addestramento dei difensori della nostra madrepatria. Akhmat, Eli e Adam hanno rispettivamente 16, 15 e 14 anni. Ma il loro addestramento militare è iniziato molto tempo fa, quasi in tenera età. E non sto scherzando. È arrivato il momento di mettersi in mostra in una vera battaglia e io non posso che accogliere con favore il loro desiderio. Presto andranno in prima linea e si troveranno nei tratti più difficili della linea di contatto». Contenti loro.

Più saggia appare la scelta della giornalista russa Maria Ovisannikova. Condannata agli arresti domiciliari con l'accusa di avere diffuso false notizie contro le forze armate, secondo quanto riferito dal marito avrebbe lasciato la federazione lo scorso 1° ottobre portando con sé la figlia di 11 anni e Mosca ha inserito il suo nome nella lista dei ricercati. La Ovisannikova era diventata famosa quando lo scorso marzo era apparsa alle spalle di una conduttrice del telegiornale mostrando il cartello «Stop alla guerra, non credete alla propaganda». Multata, non si era scoraggiata e ad agosto era tornata a mostrare un cartello pacifista vicino al Cremlino finendo agli arresti domiciliari fino al 9 ottobre. Ma lei ha preferito la libertà. 

Mosca per errore rivela la disfatta. E spunta il complotto contro Shojgu. Fabio Tonacci su La Repubblica il 4 Ottobre 2022.  

Mostrate le mappe del ritiro a Kherson. Kadyrov e Prighozhin vogliono sostituire il ministro della Difesa con un falco

Mappa canta. Tutto ciò che il generale russo Igor Konashenkov ha evitato di dire nel briefing giornaliero presso il ministero della Difesa è apparso impietosamente alle sue spalle: nella mappa aggiornata sulla posizione delle truppe nella regione di Kherson, si vede chiaramente lo sfondamento degli ucraini da Nord, lungo il fiume Dnepr. Nel giorno della ratifica da parte del Senato russo delle quattro annessioni, Konashenkov non ha menzionato perdite a Kherson.

Russia, Kadyrov e Prigozhin: la strana coppia che complotta per rovesciare Shojgu. Rosalba Castelletti su La Repubblica il 5 Ottobre 2022.

L'attacco in simultanea contro l'esercito dopo "il ritiro su posizioni più vantaggiose da Lyman" non sarebbe stato casuale. Il leader ceceno e il capo dei mercenari Wagner vorrebbero come ministro della Difesa Djumin, ex guardia del corpo di Putin

"Ben detto, Ramzan". L'inusuale endorsement pubblico del capo dei mercenari Wagner Evgenij Prigozhin nei confronti del leader ceceno Ramzan Kadyrov e i loro durissimi attacchi contro l'esercito in simultanea per la perdita di Lyman in Ucraina non sarebbero stati affatto casuali. I due starebbero tramando per rovesciare il ministro della Difesa Serghej Shojgu e per rimpiazzarlo con Aleksej Djumin, attuale governatore di Tula ed ex "guardia del corpo" di Vladimir Putin.

Guerra in Ucraina. Se l'atomica non è più un vero tabù. Era solo una storia da guardare in televisione. Tutto comincia con un missile che punta contro il cielo e poi l'orizzonte rurale di qualcosa che assomiglia al Kansas. Vittorio Macioce il 5 ottobre 2022 su Il Giornale.

Era solo una storia da guardare in televisione. Tutto comincia con un missile che punta contro il cielo e poi l'orizzonte rurale di qualcosa che assomiglia al Kansas. C'è un soldato diretto verso una base militare. Non crede a quello che sta accadendo. «Ma sono impazziti, lo hanno fatto sule serio? Hanno premuto i bottoni». Da lì in poi è una corsa verso il nulla. Si vede un fungo atomico, poi un altro, bagliori, caos, gente che si riversa nelle strade che cerca di scappare, traffico, urla e poi la calma, un silenzio siderale avvolge ogni cosa. La vita quotidiana è sparita. È da lì che i pochi sopravvissuti ricominciano. È il 20 novembre del 1983 e questa è la prima puntata di The day after. L'idea è che l'apocalisse è a un tiro di dadi, ma per fortuna è solo uno sceneggiato. Sono gli ultimi anni della guerra fredda, con Ronald Reagan alla Casa Bianca e il volto da burocrate di Jurij Andropov al Cremlino. Tutti quelli che sono cresciuti in quegli anni sapevano che la guerra nucleare era un'ipotesi reale. Stava lì sulla tua testa, una cappa grigia imponderabile con cui convivere. L'atomica però, allo stesso tempo, era un tabù, una cosa folle. La possibilità esisteva, ma veniva frenata dalla logica della deterrenza. Se si usava quell'arma avrebbero perso tutti. L'atomica c'era, ma non ci credevi, anche se proprio in quel 1983 siamo arrivati a tanto così dal salto nel buio. Ci ha salvati il colonnello il tenente colonnello Stanislav Petrov che per fortuna non diede retta a ciò che vedeva sugli schermi. Quei missili che dall'America viaggiavano verso la Russia erano solo un'illusione ottica, una simulazione del computer. Petrov non diede l'allarme e la guerra nucleare non scoppiò. Adesso invece c'è qualcosa di strano. Sono mesi che si parla della possibilità, neppure tanto remota, di usare armi nucleari tattiche. Putin la mette in campo come una minaccia, a portata di mano. I rapporti della Cia fanno tremare. Il Times racconta che la Russia sta per fare un test nucleare ai confini dell'Ucraina. La preoccupazione c'è, ma non scatta la grande paura. La risposta degli umani assomiglia a un'alzata di spalle, una sorta di rassegnazione a tutto quello che può accadere. Non capisci se non ci credono o sono troppo presi a preoccuparsi di altro. Si va avanti come si in fondo non si stesse ballando sulla fine del mondo. È come se l'eventualità fosse già stata digerita dalle nostre teste. L'atomica non è più un tabù.

Missile si schianta al suolo, la risposta di Usa-Corea del sud a Kim Jong-un crea il panico: situazione esplosiva. Il Tempo il 05 ottobre 2022

La risposta di Stati Uniti e Corea del sud a Kim Jong-un rischia di fare un disastro. Un missile balistico sudcoreano malfunzionante è esploso e si è schiantato al suolo durante un’esercitazione organizzata con gli americani in reazione al lancio il giorno prima da parte della Corea del Nord di un missile balistico che aveva sorvolato il Giappone e in grado di colpire il territorio Usa di Guam. L’esplosione ha lanciato il panico fra i residenti della città costiera di Gangneung, preoccupati che si trattasse di un attacco nordcoreano nelle ore trascorse prima che esercito e governo fornissero delle spiegazioni sull’esplosione. In tutto sudcoreani e americani hanno lanciato sei razzi nel Mar del Giappone. 

Il missile, un Hyumoo-2 a corto raggio, si è schiantato all’interno di una base aerea alla periferia di Gangneung, considerata cruciale per le strategie di attacchi preventivi e di risposta nei confronti di Pyongyang. Lo stato maggiore sudcoreano ha riferito che non ci sono state vittime e che lo schianto non ha coinvolto strutture civili.

Le forze armate statunitensi e sudcoreane stanno conducendo esercitazioni congiunte per dimostrare la loro capacità di scoraggiare un attacco nordcoreano contro la Corea del Sud. Durante le esercitazioni di martedì hanno condotto bombardamenti con jet d’attacco F-15 utilizzando munizioni di precisione e hanno lanciato 2 missili ciascuno, dunque 4 in tutti, che fanno parte del sistema missilistico tattico dell’esercito. Lo stato maggiore sudcoreano ha riferito che la portaerei statunitense USS Ronald Reagan tornerà presto nelle acque a est della Corea del Sud dimostrare la "ferma volontà" degli alleati di contrastare le continue provocazioni e minacce del Nord. Nonostante l'errore,  il portavoce del Consigliere per la sicurezza nazionale John Kirby ha spiegato alla Cnn che le esercitazioni Usa-Corea del Sud "hanno dimostrato che abbiamo la preparazione militare per rispondere alle provocazioni della Corea del Nord, se esse arrivano".

Jet italiani intercettano quattro caccia russi nello spazio aereo tra Svezia e Polonia. Il Corriere della Sera il 5 Ottobre 2022. Il Corriere della Sera e il sito Corriere.it oggi e domani escono senza le firme dei giornalisti per un’agitazione sindacale.

Le notizie di mercoledì 5 ottobre, in diretta. Il leader ceceno Kadyrov promosso a colonnello generale dell’Armata. Nuovo decreto di Putin: la centrale di Zaporizhzhia è di proprietà russa. Kiev: «Scoperta una camera di tortura a Pisky-Radkivski» 

• La guerra in Ucraina è arrivata al 224esimo giorno.

• Putin starebbe preparando le sue forze armate per compiere un test nucleare ai confini dell'Ucraina. Lo scrive il Times. Il Cremlino: «Non prendiamo parte alla retorica nucleare dei media e dei politici occidentali».

• Zelensky firma il decreto sull'impossibilità di negoziare con Putin.

• L'esercito di Kiev avanza nella zona di Kherson. Sui media russi le prime crepe sulla resa.

• Forbes: tra 700 mila e 1 milione di persone hanno lasciato la Russia dopo la mobilitazione.

•Elon Musk e il piano di pace per l’Ucraina (che fa infuriare Kiev): «Crimea alla Russia, ripetere i referendum in Donbass».

• Gas, l’Italia rischia un inverno senza energia? Domanda, stoccaggi, forniture: cosa sapere.

Ore 05:15 - Kiev: «Scoperta una camera di tortura a Pisky-Radkivski» 

La polizia ucraina ha affermato di aver scoperto una «camera di tortura» nella città di Pisky-Radkivski, precedentemente occupata dai russi, nella regione orientale di Kharkiv. Tra gli oggetti trovati, secondo la polizia, c’era un contenitore pieno di denti d’oro estratti. «Dopo la liberazione del villaggio di Pisky-Radkivski, i residenti locali hanno riferito alla polizia che nel seminterrato di una delle case erano tenuti prigionieri residenti locali, soldati dell’antiterrorismo e prigionieri di guerra delle forze armate ucraine», ha dichiarato Serhiy Bolvinov, capo investigatore della polizia nazionale nella regione di Kharkiv. Bolvinov ha aggiunto che i residenti locali hanno sentito urla costanti provenire dall’edificio.

Ore 05:19 - Armata russa in ritirata, Putin minaccia un test atomico

(Marta Serafini, inviata a Kharkiv) Un test nucleare ai confini dell’Ucraina? Un’arma nucleare nel Mar Nero? Un test per il siluro nucleare Poseidon? Interrogativi che già da soli riescono a scatenare il terrore. È il Times a metterli nero su bianco nello stesso giorno in cui diventa realtà lo sfondamento delle forze ucraine sulla regione di Kherson, porta della Crimea e tra le zone annesse dal referendum di Mosca: il presidente russo Vladimir Putin intende dimostrare la sua determinazione ad usare armi di distruzione di massa effettuando un test nucleare al confine con l’Ucraina. E — aggiunge ancora il quotidiano di Londra — il rischio sarebbe già stato segnalato dalla Nato ai suoi Paesi membri in un report di intelligence militare.

Ore 05:22 - Attacco russo nella regione di Kiev con droni kamikaze, un ferito

Le forze russe hanno attaccato questa notte la regione di Kiev con droni kamikaze che hanno colpito la città di Bila Tserkva, a 85 chilometri a sud della capitale: lo ha reso noto il governatore della regione, Oleksiy Kuleba, secondo quanto riporta il Kiev Independent. Secondo il governatore, una persona è rimasta ferita e un’infrastruttura ha preso fuoco in seguito all’attacco. Sono in corso le operazioni di soccorso, mentre Kuleba ha esortato i residenti a rimanere nei rifugi.

Ore 05:22 - Missili russi su Kharkiv nella notte

Le forze russe hanno lanciato questa notte un attacco missilistico contro la città di Kharkiv, nell’Ucraina orientale, colpendo alcune infrastrutture e obiettivi industriali nei quartieri di Kholodnohirskyi e Novobavarskyi: lo ha reso noto il sindaco, Ihor Terekhov, secondo quanto riporta il Kiev Independent. Non ci sono per il momento informazioni su eventuali feriti o vittime.

Ore 05:24 - «L’avanzata ucraina non si può fermare, i russi sono come pugili intontiti»

(Lorenzo Cremonesi, inviato a Sloviansk) Si avvicina a grandi passi il collasso dell’esercito convenzionale russo in Ucraina. E ciò spiega, almeno in parte, le motivazioni che spingono Vladimir Putin ad agitare lo spauracchio dell’arma nucleare a pochi giorni dalla sua dichiarazione di «annessione» delle zone occupate dopo il 24 febbraio e adesso seriamente minacciate dalla massiccia controffensiva ucraina. Circa 30.000 soldati russi rischiano di rimanere circondati nell’enclave di Kherson. Le loro unità si stanno ritirando precipitosamente dai settori settentrionali della regione che occupavano da metà marzo, quando ancora si illudevano di poter raggiungere Odessa lungo il Mar Nero e quindi marciare vittoriose su Kiev per unirsi ai corpi di spedizione in discesa dal nord, eliminare con la forza il governo Zelensky e infine riportare l’Ucraina nella condizione di Stato vassallo di Mosca. I corpi scelti ucraini continuano ad avanzare lungo il Dnipro. Sono ormai a oltre 40 chilometri dalle linee di partenza, hanno già superato il villaggio di Dudchany; ieri sera hanno percorso altri 5 chilometri per dribblare un ponte fatto saltare dai nemici in fuga e potrebbero presto chiudere la sacca di Kherson verso l’estuario del Dnipro sino al Mar Nero. Le avanzate potrebbero nelle prossime ore garantire ai lanciamissili Himars di colpire la grande base aerea di Chaplynka, che dai primi di aprile permetteva ai caccia russi si coprire l’intero fronte meridionale, privando il nemico dell’indispensabile controllo dell’aria. A quel punto possono mirare alla Crimea via terra.

Ore 05:25 - Ecco perché gli Usa bocciarono le bombe nucleari tattiche

(Federico Rampini) Vladimir Putin potrebbe usare armi nucleari tattiche sul fronte ucraino? Quali sono i pro e i contro, secondo le analisi degli esperti americani? Fu proprio il Pentagono il primo a «credere» all’utilità delle armi nucleari tattiche in un conflitto: piccole, con una frazione di potenza rispetto alla bomba atomica di Hiroshima, quindi davvero minuscole rispetto agli ordigni nucleari di nuova generazione che possono distruggere intere città. Però pur sempre capaci di emanare radiazioni, con impatto micidiale sulla salute, a breve e a lungo termine. Tattiche , perché utilizzabili sul campo di battaglia contro le truppe nemiche. Gli americani le concepirono prevalentemente nell’ottica di un conflitto europeo, in cui la superiorità dell’Unione sovietica negli armamenti convenzionali avrebbe consentito all’Armata Rossa di dilagare in Europa, e gli Usa avrebbero dovuto battere in ritirata.

Ore 05:26 - L’escalation nucleare e i tre possibili scenari

(Greta Privitera) Nella homepage del The Times , tra le notizie della premier Liz Truss e la foto di un pinguino gigante, c’è un titolo che fa venire i brividi. Ancora nessuna conferma, ma si legge: «Putin ordina un’esercitazione nucleare ai confini con l’Ucraina».

Sul quotidiano di Londra scrivono che il presidente russo sarebbe «pronto a dimostrare la sua volontà di usare armi di distruzione di massa con un test nucleare». «Il Cremlino starebbe manifestando la possibilità di una significativa escalation mentre il suo esercito perde terreno sul campo di battaglia», dicono.

Altre fonti raccontano di un treno militare russo della divisione nucleare che sarebbe partito in direzione Ucraina .

Non ci sono, al momento, conferme definitive; e può darsi che Putin stia bluffando. Che cioè — dopo il discorso pronunciato durante la cerimonia di annessione dei territori occupati in cui ha detto che avrebbe utilizzato «tutti i mezzi disponibili per mantenere la Russia al sicuro», e le continue controffensive ucraine — lo zar stia solo provando ad alzare i toni per spaventare i nemici. Ma quali sono gli scenari possibili?

Ore 05:26 - IL PUNTO MILITARE - Il dilemma Usa: come sostenere ora Kiev

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) La cavalcata ucraina pone dei dilemmi a Washington. Come sostenere la fase favorevole e, al tempo stesso, evitare di accentuare il contrasto con Mosca tra scenari apocalittici, minacce vere e bluff. Kiev — racconta la Cnn — insiste per avere le munizioni Atacms che le permetterebbero di colpire bersagli a 300 chilometri di distanza, un allungamento sensibile rispetto agli 80 attuali (massimo raggio per i razzi in dotazione agli Himars). Per convincere il Pentagono gli ucraini hanno formulato una proposta: siamo pronti a condividere con voi le liste dei bersagli, questo per dare rassicurazioni sul fatto che le armi non verrebbero usate contro il territorio russo. La Casa Bianca finora ha posto il veto proprio perché teme di scatenare reazioni belliche massicce da parte del Cremlino. La resistenza rilancia l’appello affermando che con gli Atacms può incidere in modo più profondo sulle retrovie nemiche e cita anche le installazioni dalle quali partono i droni-kamikaze forniti dall’Iran, mezzo apparso sempre con maggiore frequenza. In realtà quest’ultimo dettaglio somiglia più ad un pretesto che ad una necessità. Al momento la posizione statunitense non sembra mutata e dunque il presidente ucraino Zelensky — salvo sorprese legate a sviluppi sul terreno — non avrà le munizioni speciali. Invece riceverà altri quattro lanciatori Himars e 200 blindati Mrap, 16 cannoni da 155 mm (con 85 mila proiettili, di cui 500 di precisine), altrettanti pezzi da 105 mm, migliaia di granate per mortaio e 200 mila cartucce. Non è una compensazione, bensì un mantenimento dell’arsenale mentre la resistenza avanza e consuma. Evidente le necessità di riempire le scorte.

Ore 08:04 - Gb, continui progressi truppe Kiev a Est e a Sud

Le truppe ucraine «continuano a fare progressi nelle operazioni offensive lungo il fronte nord-orientale e meridionale. Nel Nord-Est, nell’oblast di Kharkiv, Kiev ha ora consolidato una vasta area di territorio a est del fiume Oskil». Lo ha detto l’intelligence britannica suo aggiornamento quotidiano sulla guerra. 

Le truppe ucraine sono avanzate fino a 20 chilometri oltre il fiume nella zona difensiva della Russia verso il nodo di rifornimento della città di Svatove. È molto probabile che Kiev possa ora colpire la strada strategica Svatove-Kremina con la maggior parte dei suoi sistemi di artiglieria, mettendo ulteriormente a dura prova la capacità della Russia di rifornire le sue unità a Est.

Ore 08:09 - Il generale Kellogg: «In caso di attacco nucleare la Nato risponderà?»

«A questo punto dobbiamo prepararci, perché è reale la possibilità che Putin faccia ricorso alle armi nucleari. Vedo, però, molta incertezza nell’Amministrazione Biden e tra i partner europei della Nato». Così il generale Keith Kellogg, 78 anni, in un’intervista a Giuseppe Sarcina pubblicata sul Corriere di oggi. Kellogg ha comandato divisioni di paracadutisti in Vietnam, poi nel primo e nel secondo conflitto contro Saddam Hussein, in Iraq. È stato consigliere per la sicurezza nazionale del vice presidente Mike Pence e poi consigliere a interim di Donald Trump, alla Casa Bianca. Oggi è il co-presidente del «Center for American security», un centro studi di orientamento conservatore a Washington.

Ore 08:11 - Il nostro viaggio in un centro di reclutamento di Mosca

(Marco Imarisio) «Donbass». I due uomini sono scesi dal bus per sgranchirsi le gambe. Hanno carnagione olivastra, sono vestiti con abiti lisi e sporchi, indossano maglioni sformati che hanno conosciuto tempi migliori. Sanno poche parole di russo, tra loro parlano in un’altra lingua. Sui fogli che tengono in mano c’è l’intestazione del distretto federale dell’Estremo Oriente, che con ogni probabilità indica il loro luogo di origine. Uno di loro, il più giovane, fa segno che stanno per andare lontano. «Donbass» ripete ancora, con uno sguardo pieno di rassegnazione.

Piove, sta piovendo da giorni. Il viale è spazzato da un vento gelido. Ogni cosa dentro e intorno al Centro di reclutamento sul Butyrskij Val, una grande arteria che conduce verso le tangenziali, fa pensare a una pianta sciupata che sta appassendo. L’ingresso è nel cortile interno di un edificio dalla facciata malconcia. Ragazzi con uno zaino in mano, qualche loro genitore in ansia, che viene tenuto fuori, oltre la sbarra del parcheggio. Dall’altra parte ci sono i binari della ferrovia. «Vietato entrare» recita il cartello appeso alla porta metallica che conduce al seminterrato. Le scale sono male illuminate. Da qui in poi, passa solo chi ha ricevuto la povestka, la lettera di convocazione.

Ad attendere i nuovi coscritti per portarli al corso di addestramento in una caserma fuori Mosca, questo il massimo che è dato sapere, c’è un reperto storico che risale alla fine dell’Unione Sovietica. Il bus un tempo bianco accostato al marciapiede ha le fiancate rese grigie dallo sporco e dalla polvere. La carrozzeria mostra lunghe strisce di ruggine, così come i cerchioni delle ruote. Per oscurare i finestrini posteriori sono stati stesi dall’interno dei sacchi di nylon nero. La pedana dalla quale si entra e si esce è coperta con uno straccio ormai ridotto a brandelli. È un modello 3205 della Pavlovskij Avtozavod, prodotto nella regione di Nizhnij Novgorod, che la gente comune chiama con il diminutivo di Pazik. Entrò in produzione proprio nel fatidico 1989. Questo dimostra almeno venti-venticinque anni, se non di più. Gli unici suoi due passeggeri ci hanno caricato sopra tutti i loro beni. Una trapunta a fiori, un fornelletto, un sacco pieno di vestiti. Nient’altro. L’autista di Avtodor, una società di trasporti per autostrade, è impaziente. Dice che la destinazione gli viene comunicata sempre al momento della partenza da un funzionario che viaggia con lui.

Ore 08:27 - Zelensky: «Vedete? I russi distruggono tutto»

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha pubblicato sui social una serie di immagini della città di Lyman liberata dall’esercito ucraino, con il messaggio: «La nostra Lyman dopo l’occupazione. Qui tutto è stato distrutto. È quello che fanno ovunque nei territori che conquistano. Questo può essere fermato in un solo modo: liberare l’Ucraina, la vita, l’umanità, la legge e la verità il prima possibile».

Ore 08:58 - Collaborazione Usa-Russia (ma solo nello Spazio)

Mentre le tensioni tra Mosca e Washington sono notevolmente aumentate anche nel settore spaziale, dopo l’annuncio di sanzioni americane contro l’industria aerospaziale russa, la cooperazione tra i due Paesi non si interrompe del tutto: oggi gli Stati Uniti trasporteranno una cosmonauta russa alla Stazione Spaziale Internazionale a bordo di un razzo SpaceX. Anna Kikina, unica cosmonauta russa attualmente in servizio attivo, fa parte dell’Equipaggio-5, composto anche da due americani e un giapponese. Questa è la quinta missione regolare alla Stazione Spaziale (ISS) effettuata da SpaceX per conto della Nasa. Il decollo è previsto per mezzogiorno dal Kennedy Space Center in Florida, dove il tempo dovrebbe essere mite. Due settimane fa, un collega americano era decollato a bordo di un razzo russo Soyuz verso la ISS.

Ore 09:06 - Putin firma le leggi sull’annessione. E i confini?

Vladimir Putin ha firmato le quattro leggi che ratificano la l’annessione alla Federazione Russa delle regioni ucraine occupate di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson. Lo riporta la Tass. Il testo di legge recita: «I confini dei nuovi soggetti della Federazione, come risulta dai trattati, saranno determinati dai confini che esistevano il giorno della loro formazione e accettazione nella Federazione Russa». Fino all’elezione dei capi delle nuove regioni saranno guidate da funzionari temporanei ad interim nominati da Putin. Le forze russe non controllano pienamente nessuna delle quattro aree, anzi stanno perdendo terreno. Ciò significa che, sulla carta, per Mosca ogni riconquista ucraina (per esempio) nella zona di Kherson o in Donbass equivale a una sottrazione di territorio russo. La beffa del «land grab» al contrario?

Ore 09:35 - Von der Leyen: Ue pronta a discutere un tetto per il prezzo del gas

«L’Unione europea è pronta a discutere un tetto per il prezzo del gas per produrre elettricità». Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen intervenendo al Parlamento europeo riunito in plenaria per discutere gli ultimi sviluppi della guerra in Ucraina: «Putin ha usato l’energia come arma, causando difficoltà economiche e sociali. Le misure che abbiamo messo in atto ci forniscono un primo cuscinetto di protezione. Ora faremo un passo avanti per affrontare l’aumento dei costi energetici», ha detto Von der Leyen. Il Ttf (Title Transfer Facility, punto di scambio virtuale per il gas naturale con base in Olanda), «il nostro principale parametro di riferimento dei prezzi, non è più rappresentativo del nostro mercato, che oggi include più Gnl». Il price cap al gas per generare l’elettricità è «una soluzione temporanea fino allo sviluppo di un nuovo indice dei prezzi della Ue che garantisca un migliore funzionamento del mercato. La Commissione ha avviato i lavori su questo».

La presidente della Commissione ha fatto il punto sulla questione consumi: «Abbiamo ridotto il nostro consumo di gas di circa il 10%. Le forniture di gas russe da gasdotto sono diminuite dal 40% al 7,5% di oggi. Abbiamo compensato questa riduzione con l’aumento delle importazioni di Gnl (gas naturale liquefatto, ndr) e gasdotti, principalmente dai nostri fornitori affidabili come gli Stati Uniti e la Norvegia. Lo stoccaggio di gas nella Ue è ora al 90%. Questo è il 15% in più rispetto allo stesso giorno dell’anno scorso», ha sottolineato.

Ore 10:05 - Borrell: «La guerra entra in una fase nuova e pericolosa»

«La guerra è entrata in una nuova fase, ma una fase pericolosa, perché è una guerra tradizionale contro una potenza nucleare: è uno scenario preoccupante e dobbiamo mostrare che continueremo a sostenere l’Ucraina. La Russia continua ad avere superiorità di fuoco e di effettivi». Lo ha detto l’alto rappresentante della politica estera Ue Josep Borrell. «Ora avremo una politica estera chiara verso l’Ucraina, mentre prima era sussidiaria alla nostra politica verso la Russia perché dipendenti dall’energia russa».

Ore 10:31 - Ue, Via libera all’ottavo pacchetto sanzioni: c’è anche il price cap al petrolio

Accordo tra i 27 sul nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, incluso il price cap al petrolio. Il via libera, a quanto si apprende, è arrivato in mattinata nel corso del Coreper, la riunione dei Rappresentanti dei Paesi membri. La formalizzazione dell’approvazione dell’ottavo pacchetto arriverà per procedura scritta.

Ore 10:58 - Kiev: le annessioni non valgono la carta su cui sono scritte

L’ufficio del presidente ucraino ha affermato che «le cosiddette leggi sull’accettazione delle regioni ucraine che la Russia di Putin vuole annettere non valgono neppure la carta su cui sono state firmate. L’Ucraina riprenderà tutti i suoi territori». Lo ha scritto sui social il Capo dell’Ufficio presidenziale Andriy Yermak, come riporta Unian. Mosca «può continuare a vivere in un mondo immaginario. Torniamo alla realtà, ci riprendiamo tutto ciò che è nostro», ha affermato Yermak.

Ore 11:07 - Issata la bandiera ucraina in altri villaggi del Kherson

L’esercito di Kiev ha riferito oggi di aver riconquistato altri villaggi nella regione meridionale di Kherson nell’ambito del massiccio sforzo di controffensiva. Il comando operativo sud ha annunciato che la bandiera ucraina è stata issata nei villaggi di Liubymivka, Khreschenivka, Zolota Balka, Biliaivka, Ukrainka, Velyka e Mala Oleksandrivka.

Ore 11:22 - Kiev: iniziata la librazione della regione di Lugansk

«La liberazione della regione di Lugansk è iniziata, diversi insediamenti sono già stati liberati dagli invasori russi»: lo ha annunciato il capo dell’amministrazione militare regionale Sergey Gaidai in un videomessaggio, come riporta Unian. Gaidai non ha specificato il nome degli insediamenti liberati.

Ore 11:27 - Morto un combattente irlandese vicino al confine russo

Un cittadino irlandese di 23 anni, Rory Mason, è stato ucciso in combattimento in Ucraina vicino al confine con la Russia. Ne ha dato notizia la sua famiglia. Mason si era unito alla legione internazionale creata dall’esercito di Kiev per inquadrare i combattenti in arrivo da altri Paesi del mondo. I parenti di Mason erano stati avvertiti dal ministero degli Esteri irlandese.

Ore 11:43 - Mosca: la centrale di Zaporizhzhia opererà sotto le autorità russe

Mosca ritiene che la centrale nucleare di Zaporizhzhia debba operare sotto la supervisione delle agenzie russe competenti. Lo ha dichiarato il vice ministro degli Esteri russo Sergei Vershinin. L’obiettivo principale è quello di garantire «la sicurezza nucleare» e «il normale funzionamento della centrale nucleare, che oggi si trova in territorio russo e di conseguenza deve operare sotto la supervisione delle nostre agenzie competenti», ha dichiarato Vershinin in una conferenza stampa oggi a Mosca, citato da Interfax.

Ore 12:10 - Missili su Zaporizhzhia, ucciso un vice sindaco ucraino

Oggi due persone sono rimaste uccise durante un attacco missilistico russo nella città di Gulyaipole, nella regione di Zaporizhzhia. Una delle vittime era il vice sindaco della comunità locale Oleksandr Anatoliyovych Savytskyi. Lo ha riferito Oleksandr Starukh, capo dell’amministrazione militare regionale, sottolineando: «Queste persone non sono scappate, sono rimaste al lavoro fino all’ultimo e hanno protetto e sostenuto questa città di eroi».

Ore 12:15 - Cremlino: riprenderemo i territori lasciati temporaneamente

Il Cremlino, citato dalla Tass, afferma che riprenderà i territori delle nuove regioni annesse temporaneamente abbandonate dalle truppe russe.

Ore 12:24 - Peskov: «Gli Usa direttamente coinvolti nel conflitto»

Le dichiarazioni del Pentagono sul possibile uso dei missili Himars da parte di Kiev contro obiettivi in Crimea confermano che «gli Stati Uniti sono direttamente coinvolti nel conflitto, creando una situazione molto pericolosa». Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov citato dalla Tass.

Ore 13:01 - Michel: «Creare subito una vera Unione dell’energia»

La crisi innescata dalla guerra in Ucraina «rende urgente stabilire un’autentica Unione dell’energia», «sarà un pilastro essenziale della sovranità dell’Ue». Lo scrive il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, in un intervento pubblicato sull’edizione online del Financial Times. «Un’autentica unione energetica comporterà la revisione di molte delle nostre convinzioni di vecchia data e l’azione più collettiva, come europei. La crisi energetica ha messo in luce le crepe in un’Unione composta da 27 “riserve private” energetiche. Nessun Paese da solo può far fronte a una crisi di questa portata».

Ore 13:07 - Ue a lavoro sul tetto del gas di due tipi

La Commissione europea sta lavorando su due tipi di tetto al prezzo del gas: una è «un price cap sul gas utilizzato per generare elettricità» e l’altro riguarda «un cap sull’energia scambiata in Europa fin tanto che stiamo lavorando a una riforma dell’indice Ttf». Lo ha detto il portavoce della Commissione Eric Mamer nel corso del briefing quotidiano, precisando che nel suo intervento questa mattina al Parlamento europeo la presidente Ursula von der Leyen «non ha menzionato un price cap al gas importato dalla Russia».

Ore 13:14 - Truss: «L’Ucraina può vincere, deve vincere e vincerà»

Una vittoria dell’Ucraina nella guerra con la Russia: è l’obiettivo del sostegno britannico a Kiev, nella parole della neo premier Tory, Liz Truss. Alla conferenza di partito di Birmingham, Truss ha rivendicato l’impegno ad aumentare le spese per la difesa al 3% del Pil entro il 2030 ed evocato ulteriori sforzi «con gli alleati» per aiutare «il coraggioso popolo ucraino» a fronteggiare «la brutale guerra di Putin». «La lotta dell’Ucraina è una lotta per la libertà e la democrazia» che riguarda «anche la nostra sicurezza», ha tuonato Truss, per concludere fra gli applausi: «l’Ucraina può vincere, deve vincere e vincerà».

Ore 13:47 - Spiegel, le falle a Nord Stream provocate da uno Stato

Le falle provocate nei gasdotti Nord Stream 1 e 2 sarebbero effetto di un «sabotaggio mirato» attuato probabilmente da «attori statali». È quello che scrive il magazine tedesco Spiegel, in un’anticipazione, citando un documento dell’Anticrimine federale, Bka.

Ore 14:31 - Kiev: parte dei russi lascia Snigurivka, snodo cruciale a sud

Non c’è ancora una conferma, ma parte delle truppe russe avrebbero lasciato la città di Snigurivka, importante snodo ferroviario nella regione di Mykolaiv: «gli ufficiali hanno lasciato il posto, ma le truppe sono ancora lì», ha detto il capo dell’amministrazione militare regionale Vitaly Kim, commentando la presunta liberazione dell’insediamento nella regione. «Stiamo aspettando questa notizia da giorni, ma non abbiamo ancora conferme», ha spiegato Kim in un briefing, citato da Unian. Snigurivka cadde in mano ai russi a marzo.

Ore 14:43 - Mosca, incontro viceministro Esteri-ambasciatore italiano Starace

L’ambasciatore italiano in Russia Giorgio Starace ha incontrato oggi il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov. Lo rende noto il ministero degli Esteri di Mosca citato dalle agenzie russe. «Sono state discusse l’attuale situazione dei rapporti della Russia con l’Occidente collettivo e le modalità per superare le tensioni internazionali», riporta il ministero in una nota.

Ore 14:49 - Putin: «La situazione in Donbass sarà stabilizzata»

«La situazione in Donbass sarà stabilizzata. La Russia potrà far sviluppare questi territori tranquillamente». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, citato dalla Tass.

Ore 14:54 - Putin: referendum annessione perfettamente trasparenti

«I risultati dei referendum» a favore dell’annessione a Mosca delle quattro regioni ucraine di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia «non verranno messi in discussione» perché le consultazioni «sono state perfettamente trasparenti, convincenti e oggettive». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, citato dalla Tass.

 Ore 15:36 - Deputato russo: «Basta mentire sulla situazione al fronte»

«Dobbiamo smetterla di mentire sulla situazione al fronte». Lo ha detto il presidente della Commissione Difesa della Duma, Andrey Kartapolov, ripreso dal Moscow Times. «Ora il nemico è sulla nostra terra. Tutti i villaggi di confine della regione di Belgorod sono praticamente distrutti. Lo apprendiamo da chiunque, dai governatori e dai corrispondenti militari. Ma i rapporti del ministero della Difesa non cambiano. La gente lo sa. La nostra gente non è stupida e vede che non vogliono dirle nemmeno una parte della verità: ciò può portare a una perdita di credibilità», ha affermato Kartapolov al programma Solovyov Live.

Ore 16:02 - Giornalista russa «no war» latitante: «Sono innocente»

La giornalista russa Marina Ovsyannikova, diventata famosa nel marzo scorso per avere mostrato un cartello in diretta alla televisione russa contro la guerra in Ucraina, ha diffuso un video su Telegram in cui si dichiara innocente da tutte le accuse mosse dal governo russo, pochi giorni dopo essersi allontanata dagli arresti domiciliari dove doveva rimanere in attesa di una sentenza per un altro procedimento. «Mi considero completamente innocente — afferma la giornalista — e poiché il nostro Stato rifiuta di rispettare le sue stesse leggi, a partire dal 30 settembre rifiuto di osservare la misura preventiva sotto forma di arresti domiciliari e di rilasciare me stessa». La Ovsyannikova non rende noto dove si trova.

Ore 16:09 - Ucraina ottiene status di «Paese membro potenziale» dell’Ocse

Via libera all’attribuzione all’Ucraina dello status di «Paese membro potenziale» dell’Ocse, l’organismo per la cooperazione e lo sviluppo economico internazionale con sede a Parigi. La luce verde allo «status di Paese membro potenziale» è arrivata dal consiglio dell’Ocse, dopo la richiesta rivolta dal primo ministro, Denys Shmyhal, di «avviare il processo di adesione dell’Ucraina all’Ocse». Prima di aprire le trattative su un possibile ingresso nell’organismo, il Consiglio dell’Ocse «mi ha chiesto di avviare un dialogo iniziale di adesione con l’Ucraina», afferma in una nota il segretario generale dell’Ocse, Mathias Cormann, aggiungendo che «al termine di questo dialogo iniziale di adesione, il consiglio dell’Ocse preparerà l’apertura di trattative di adesione e la preparazione di un progetto di road map» per l’ingresso di Kiev nella famiglia Ocse.

Ore 16:13 - Mosca espelle l’incaricata d’affari della Lituania

La Russia ha dichiarato «persona non grata» l’incaricata d’affari lituana, Virginia Umbrasene, dopo l’espulsione del suo omologo russo in Lituania: lo riferisce la Tass.

Ore 16:24 - In Russia Boom di vendite di antidepressivi

La vendita di antidepressivi è cresciuta del 120% in Russia da quando è stata annunciata la «mobilitazione parziale», il 21 settembre. Lo scrive l’agenzia stampa di stato russa Tass, citando i dati della societa di ricerche nel mercato farmaceutico Dsm. Secondo Viktoria Presnyakova, capo dell’Alleanza delle associazioni farmaceutiche, la richiesta di antidepressivi, sonniferi e tranquillanti è cresciuta significativamente da febbraio, ovvero dall’inizio dell’invasione. Presnyakova attribuisce il fenomeno alla «situazione geopolitica ed economica» e sottolinea che molti russi hanno cominciato ad assumere questi farmaci per la prima volta. In Russia non c’è bisogno di ricetta medica per diversi farmaci per i quali è invece richiesta nei Paesi dell’Ue.

Ore 16:43 - Kadyrov: «Putin mi ha promosso a colonnello generale»

Il capo della Repubblica cecena, Ramzan Kadyrov, ha detto di essere stato promosso al grado di colonnello generale dell’esercito russo. «Il presidente della Russia — ha scritto su Telegram — mi ha conferito il grado di colonnello generale. Il decreto è stato emesso con il numero 709. Vladimir Vladimirovich (Putin) me lo ha comunicato personalmente e si è congratulato con me».

Ore 16:47 - Frontex, 53mila russi entrati in Ue in una settimana

«Sono 53mila i cittadini russi entrati in Ue nell’ultima settimana, in calo del 20% rispetto alla settimana precedente». Lo riferisce l’agenzia europea Frontex, sottolineando che «la maggior parte dei cittadini russi sta entrando in Ue attraverso i varchi di frontiera della Finlandia». «Gli arrivi dovrebbero diminuire», prevede l’agenzia, per il giro di vite Ue sulla politica dei visti. Dall’inizio della guerra in Ucraina, oltre 1,356 milioni di cittadini russi sono entrati in Ue dai suoi confini terrestri. Ne sono usciti più di 1,314 milioni.

Ore 16:48 - Decreto di Putin, la centrale di Zaporizhzhia è proprietà russa

Il presidente russo Vladimir Putin ha emanato un decreto che inserisce formalmente la centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia nella lista degli asset federali della Russia. Lo riporta la Tass. Mosca aveva già annesso la regione dove si trova l’impianto con i referendum.

Ore 18:04 - Mosca, stop petrolio ai Paesi che impongono il price cap

La Russia smetterà di fornire petrolio ai Paesi che stanno imponendo il price cap. Lo ha annunciato il vice premier russo Aleksandr Novak, secondo quanto riferisce la Tass, nel giorno in cui l’Ue ha annunciato il via libera all’ottavo pacchetto di sanzioni contro Mosca per la guerra in Ucraina che comprende il price cap al greggio russo.

Ore 18:07 - Von der Leyen: «Bene ok sanzioni, non accetteremo mai annessioni»

La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen commenta positivamente l’accordo raggiunto sull’ottavo pacchetto sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina e ribadisce, via social, che l’Ue non accetterà «mai i referendum farsa di Vladimir Putin, né alcun tipo di annessione» del territorio ucraino alla Russia. «Siamo determinati a far sì che il Cremlino continui a pagare» per le sue azioni, conclude.

Ore 18:48 - Borrell: «A breve la missione di addestramento Ue»

«Al prossimo Consiglio Affari Esteri del 17 ottobre, spero che potremo lanciare formalmente la nostra missione di addestramento per le forze armate ucraine. Allo stesso tempo, restiamo pronti a perseguire una soluzione diplomatica, qualora le circostanze tornino a consentirlo in modo significativo». Così l’alto rappresentante per la politica estera Ue Josep Borrell in un post sul suo blog.

Ore 19:25 - Intelligence americana: il governo ucraino dietro all’omicidio di Daria Dugina

L’intelligence americana ritiene che dietro l’omicidio di Darya Dugina, figlia del filosofo ultranazionalista russo Alexander Dugin uccisa ad agosto in un attentato, ci sia il governo di Kiev. Lo rivelano fonti informate al New York Times precisando che gli Usa «non hanno preso parte all’attacco, né fornendo informazioni né altre forme di assistenza». I funzionari riferiscono anche che i servizi Usa non erano a conoscenza dell’operazione e si sarebbero opposti se fossero stati consultati.

Ore 19:36 - Aiea: «Personale ucraino della centrale di Zaporizhzhia pronto a riattivare un reattore»

Il personale ucraino della centrale nucleare di Zaporizhzhia, passata proprio oggi sotto il controllo di Mosca con il decreto firmato da Putin, sono pronti a far ripartire uno dei sei reattori, a ora spenti, ha reso noto l’Agenzia internazionale per l’energia atomica. I dirigenti della centrale occupata dai militari russi hanno informato i tecnici dell’Aiea che si trovano sul posto. Il reattore sarà riacceso, a bassa potenza solo per produrre calore e vapore per alimentare la centrale, è il numero 5. I preparativi, ha precisato l’Aiea, dureranno «un poco di tempo».

Ore 21:21 - Caccia italiani intercettano 4 caccia russi tra Svezia e Polonia

«#Scramble, nuovo decollo immediato per gli #Eurofighter italiani impegnati in attività di Air Policing in Polonia per intercettare 4 caccia russi che avevano interessato gli spazi aerei polacco e svedese prima di essere costretti a rientrare nello spazio aereo di Kaliningrad». Così su Twitter l'account dell'Aeronautica Militare.

#Scramble, nuovo decollo immediato per gli #Eurofighter italiani impegnati in attività di Air Policing in Polonia per intercettare 4 caccia russi che avevano interessato gli spazi aerei polacco e svedese prima di essere costretti a rientrare nello spazio aereo di Kaliningrad pic.twitter.com/xY6b3YA4YI

(ANSA il 5 ottobre 2022) - Le falle provocate nei gasdotti Nord Stream 1 e 2 sarebbero effetto di un "sabotaggio mirato" attuato probabilmente da "attori statali". È quello che scrive il magazine tedesco Spiegel, in un'anticipazione, citando un documento dell'Anticrimine federale, Bka.

Da tgcom24.mediaset.it/ del 7 febbraio 2022

Se la Russia "attraversa il confine ucraino, non ci sarà più un gasdotto Nord Stream 2". E' quanto afferma Joe Biden nella conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, dopo l'incontro nello Studio Ovale. "Prometto che il gasdotto chiuderà. Se Mosca invade l'Ucraina, la Nato e noi siamo pronti a intervenire", ribadisce il presidente americano. "Adotteremo tutte le misure necessarie, saremo uniti insieme ai nostri alleati e partner", dichiara Scholz. 

Un intervento militare russo in Ucraina porterà a "conseguenze rapide e severe" e Mosca "pagherà un prezzo altissimo", dichiara ancora il numero uno della Casa Bianca. 

Biden: "Lavoriamo su come compensare se l'Ue perde il gas russo" - Intanto gli Stati Uniti stanno lavorando su come compensare una parte importante del gas che l'Europa perderebbe in caso di uno stop al gasdotto Nord Stream 2. "Pensiamo che potremmo mettere insieme una parte importante di quanto andrebbe perduto", dichiara Biden. 

"Tutti dimenticano che la Russia deve essere in grado di vendere quel gas e quel petrolio. La Russia si regge su questo, è una parte importante del loro budget, di fatto è l'unica cosa che ha davvero in termini di esportazioni. E se viene tagliata, saranno duramente colpiti anche loro".

Scholz: "L'escalation russa minaccia l'Europa" - "Non possiamo restare in silenzio" sulla crisi ucraina, il rafforzamento militare russo al confine è "una minaccia alla sicurezza europea", evidenzia Olaf Scholz. E aggiungo: "Abbiamo preparato una risposta in caso di invasione".

Federico Rampini per corriere.it il 5 ottobre 2022. 

Come decifrare il mistero sulle esplosioni sottomarine che hanno danneggiato i gasdotti russi Nord Stream 1 e 2, aprendo falle nelle condutture e provocando perdite di metano? Svedesi e danesi, che hanno messo in allerta le proprie marine militari, hanno subito parlato di sabotaggio. Con fondate ragioni.

Anzitutto le falle nel tratto sottomarino sono avvenute pressoché simultaneamente in tre punti; hanno provocato fughe di gas da strutture che sono tubi di acciaio a tenuta stagna protetti da una robusta «camicia» di cemento. I sismografi hanno registrato scosse equivalenti a terremoti oppure a esplosioni. Poiché non c’è stato alcun terremoto in quell’area, resta la spiegazione dell’esplosione.

In mancanza di prove, i governi occidentali mantengono una certa cautela, anche se molti esperti occidentali sospettano che ci sia dietro la mano della Russia. Da Mosca la risposta è stata: «Ridicolo». 

La cosa più facile, nell’assenza di prove, è affidarsi alla logica deduttiva del «cui prodest», frase latina che significa «a chi giova». Chi avrebbe interesse a fare questo atto di sabotaggio? A chi giova danneggiare una infrastruttura così imponente e costosa, che per anni fu un’arteria vitale dell’energia da Est a Ovest? Un’infrastruttura, va aggiunto, attualmente inutilizzata.

Nord Stream 2, il più nuovo dei due, non ha mai cominciato a pompare gas perché è rimasto bloccato dalle sanzioni occidentali contro la Russia. Nord Stream 1 invece è stato uno strumento delle contro-sanzioni inflitte da Putin agli europei. 

Gazprom ha chiuso i rubinetti di Nord Stream 1 tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, prima adducendo la scusa del mancato arrivo di turbine in manutenzione in Canada, poi con un esplicito intento di castigare i clienti europei. 

Il «cui prodest» si complica, perché gli effetti di questo sabotaggio sono nulli nell’immediato: ha danneggiato un gasdotto incompleto (Nord Stream 2) e un altro che ha cessato di rifornire l’Europa. Anche se il gas c’è nelle condutture di entrambi, visto che la pressione del gas è indispensabile per mantenere quei tubi in buono stato. Comunque sul mercato di Amsterdam c’è stato un rialzo dei prezzi, ancorché limitato. Effetto psicologico, giustificato: il sabotaggio scatena ogni sorta di congetture su chi c’è dietro, e quali potrebbero essere le prossime mosse.

La logica del «cui prodest» ha generato molte assoluzioni di Putin, nei talkshow italiani dove abbondano i simpatizzanti dell’autocrate russo (alcuni espliciti, molti inconfessati). Che interesse avrebbe la Russia a sabotare se stessa, ovvero un’infrastruttura che le è costata miliardi di euro e che fino a ieri l’ha arricchita? Di conseguenza, i sospetti vanno indirizzati nel senso opposto: verso Occidente.

Il problema è che se a organizzare un attentato in territorio occidentale (la zona delle fughe di gas è in un tratto di mare tra le coste svedesi tedesche e danesi) fossero stati degli occidentali, prima o poi lo verremo a sapere. 

È la natura delle democrazie: anche i nostri servizi segreti sono dei colabrodi, prima o poi qualcuno ha interesse a passare informazioni scabrose a un giornalista o a un magistrato o a una ong. 

È sempre successo, abbiamo una lunga scia di scandali a ricordarcelo. Nelle ultime guerre americane, dall’Irak all’Afghanistan, c’è sempre stato un Assange o uno Snowden (oggi cittadino russo grazie a Putin) a rivelare ogni sorta di schifezze. E gli scandali hanno conseguenze, nelle democrazie. Viceversa, Putin può avvelenare un suo avversario sul suolo inglese, negare tutto, e rimanere al potere molti anni dopo aver commesso un assassinio.

Quale vantaggio avrebbe la Russia a sabotare Nord Stream? Al momento ci sono tre ipotesi. La prima descrive l’attentato come l’ennesimo gesto teso a generareinsicurezza sui mercati dell’energia, a far salire i prezzi, per danneggiare gli europei e aumentare la pressione politica a cui Mosca li sottopone con le sue sanzioni. 

La reazione della Borsa di Amsterdam, che determina le bollette della luce di tanti utenti europei, andrebbe in quella direzione. Una seconda ipotesi è l’avvertimento. L’attentato di ieri ha colpito una infrastruttura russa, certo, ma chi lo ha fatto ieri, domani potrebbe colpire altrove.

La capacità tecnica di orchestrare tre esplosioni sottomarine in una zona che dovrebbe essere sorvegliatissima dalla Nato, fra le coste di due paesi membri (Germania e Danimarca) e di un futuro membro (Svezia), è un segnale di quanto siamo esposti e insicuri. 

Chi ha fatto esplodere tre cariche a grande profondità lungo il gasdotto Nord Stream, in futuro potrebbe prendere di mira una infrastruttura più vitale: centrali elettriche o nucleari su territori Nato, per esempio. 

Un terza ipotesi è quella di rendere irreversibile la torsione geostrategica della Russia verso Oriente. Mettere fuori uso Nord Stream significa colpire le speranze che un giorno si possano normalizzare i rapporti fra Mosca e l’Europa: chiunque sia a nutrire quella speranza. Se è stato Putin (e sottolineo il se: sto giocando con le illazioni) a volere quegli attentati, può essere un modo per indicare ai suoi che il futuro della Russia sarà per sempre centrato sui rapporti con la Cina (e l’India). Indietro non si torna. L’Occidente sarà nemico per sempre.

Questo può essere un messaggio contro eventuali «colombe», o aspiranti golpisti, in una fase in cui Putin affronta resistenze popolari contro la mobilitazione di massa e la sua guerra che rischia di diventare davvero impopolare. L’insieme di queste congetture punta verso uno scenario inquietante che alcuni esperti definiscono così: la Russia diventerà come l’Iran. Il paragone è con il ruolo del regime degli ayatollah nel sostenere varie offensive terroristiche – dichiarate o meno – contro i suoi vicini e contro gli interessi occidentali.

Messa al bando dall’Occidente, sempre più isolata da noi, ma non priva di sostenitori in altre parti del mondo, la Russia di Putin potrebbe avviarsi a diventare un rogue State o Stato-canaglia, che fa dell’illegalità la sua cifra identitaria. In questo scenario ha un posto di rilievo la guerra ibrida: una guerra non dichiarata e asimmetrica contro l’Occidente, portata avanti con metodi a metà strada fra la guerra classica e il terrorismo. Già negli anni passati la Russia aveva intensificato i suoi cyber-attacchi.

Gli attentati contro le nostre infrastrutture potrebbero rientrare in un nuovo capitolo di questa guerra ibrida. Che ha una caratteristica tipica: la deniability o «smentibilità», il fatto di poter gettare il sasso e nascondere la mano. Le fughe di gas metano al largo delle coste danesi tedesche svedesi, hanno le caratteristiche del «terrorismo ecologico» perché diffondono metano che contribuisce al cambiamento climatico.

Rispetto alle vittime dell’invasione in Ucraina è poca cosa, ma per le opinioni pubbliche ambientaliste in Germania Danimarca e Svezia si tratta comunque di un nuovo motivo di allarme. La pista russa nelle esplosioni che hanno danneggiato Nord Stream può rivelarsi infondata. Ma la possibilità che la Russia si trasformi in un grande Iran, non va scartata dai nostri scenari futuri.

(ANSA il 6 ottobre 2022.) "Non importa quali armi possiate trovare, avete già perso": lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo discorso di ieri sera, sottolineando che non c'è nessuna arma che possa aiutare la Russia a vincere la guerra. "Gli ucraini sanno per cosa stanno combattendo. 

Ora sempre più cittadini russi si rendono conto che devono morire solo perché una persona non vuole fermare la guerra", ha proseguito. E poi: "Anche se voi (gli occupanti) trovate ancora qualche altra arma da qualche parte nel mondo, come questi Shahed iraniani (i droni Shahed-136 che le forze russe hanno usato ultimamente, ndr) che usate per bombardare le nostre città... non vi aiuterà comunque. Avete già perso".

(ANSA il 5 ottobre 2022) E' la Russia, e non gli Stati Uniti e altri Paesi alleati, il principale 'fornitore' di armi pesanti all'Ucraina grazie alle centinaia di carri armati, obici e veicoli blindati caduti nelle mani di Kiev nel corso delle sue offensive contro le forze di Mosca: è il parere di alcuni analisti di intelligence intervistati dal Wall Street Journal. 

Secondo questi analisti, la rapida avanzata dell'Ucraina nella regione di Kharkiv (nord-est) il mese scorso ha permesso all'Ucraina di appropriarsi di un'enorme quantità di armi pesanti russe. A queste si aggiungono le armi prese durante la ritirata della Russia dalla capitale e da altre parti dell'Ucraina settentrionale lo scorso aprile.

In termini numerici, secondo gli analisti, Mosca ha quindi superato di gran lunga gli Usa e gli altri alleati nella fornitura di armi, anche se quelle inviate dall'Occidente sono "più avanzate e precise" di quelle russe, commenta il Wsj. Secondo queste stime finora l'Ucraina ha catturato almeno 460 carri armati russi, 92 obici, 448 veicoli da combattimento di fanteria, 195 veicoli da combattimento blindati e 44 sistemi missilistici a lancio multiplo. 

Erdogan: «Oggi colloquio con Putin». Il Corriere della Sera il 6 Ottobre 2022. (Il Corriere della Sera e il sito Corriere.it oggi e domani escono senza le firme dei giornalisti per un’agitazione sindacale)

Le notizie di giovedì 6 ottobre, in diretta. Il vice capo della regione annessa di Kherson ha criticato pubblicamente ministri e generali russi per le sconfitte sul campo. Continua l’avanzata ucraina nella regione di Kherson, a Sud, e nell’Est del Paese

• La guerra in Ucraina è arrivata al 225esimo giorno.

• Secondo l’intelligence americana ci sarebbe il governo ucraino dietro all’omicidio di Darya Dugina, figlia di Alexander Dugin, l’ideologo ispiratore delle politiche ultranazionaliste di Vladimir Putin.

• L'esercito di Kiev avanza nella zona di Kherson. Qui il video reportage dalla linea del fronte.

Ore 04:12 - Bombe russe su Khariv. Scoppia un incendio, nessuna vittima

Le forze russe hanno colpito nella notte un’infrastruttura nel distretto Osnovyanskyi di Kharkiv (nord-est): lo ha reso noto il sindaco della città, Ihor Terekhov, secondo quanto riporta il Kyiv Independent. Sul luogo è scoppiato un incendio, ha aggiunto Terekhov sottolineando che al momento non si hanno notizie di feriti o vittime.

Ore 05:38 - Al via il vertice della Comunità Politica Europea

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che sta attualmente supervisionando una controffensiva contro le forze di Mosca, si collegherà tramite collegamento video da Kiev. Il suo primo ministro lo sostituirà ai colloqui. «L’Europa sta affrontando la sua più grande crisi dalla seconda guerra mondiale. E l’abbiamo affrontata insieme con unità e determinazione», il primo ministro britannico Liz Truss dirà ai colleghi leader. «Dobbiamo continuare a essere fermi, per garantire che l’Ucraina vinca questa guerra, ma anche per affrontare le sfide strategiche che ha esposto». Nonostante la retorica, si prevedono pochi risultati concreti dal vertice. La Francia ha affermato che spera di definire un potenziale spazio per la cooperazione tra i leader sulla protezione delle infrastrutture europee critiche come gasdotti, sicurezza informatica e forniture energetiche. I funzionari dell’UE si aspettano di accettare di tenere un raduno di follow-up della comunità tra sei mesi in un paese al di fuori del blocco, con la Gran Bretagna e la Moldova che si offrono entrambe di ospitare.

Ore 05:49 - Kiev, trovati corpi due civili torturati, ammanettati insieme

I corpi di due uomini, di età tra i 30 e i 35 anni sono stati trovati dalla polizia ucraina nel villaggio di Novoplatonivka, nella regione orientale di Kharkiv, liberato nei giorni scorsi dalle forze di Kiev: le loro mani erano legate insieme con le manette, avevano ferite da arma da fuoco alla testa, erano vestiti in abiti civili. I cadaveri sono stati scoperti in una cava di sabbia a quattro metri di profondità. Lo riferisce Unian. I media ucraini hanno pubblicato le immagini del luogo del ritrovamento. Secondo la polizia, nel villaggio erano di stanza 250-350 uomini delle forze speciali russe. La loro rotazione avveniva periodicamente. «I dipendenti delle squadre investigative e operative hanno raccolto prove», ha detto la polizia.

Ore 06:30 - Missili russi su Zaporizhzhia, colpite infrastrutture e edifici residenziali

L’esercito russo ha lanciato questa mattina un attacco missilistico contro la città di Zaporizhzhia (sud) colpendo infrastrutture ed edifici residenziali: lo ha reso noto il capo dell’amministrazione militare regionale, Oleksandr Starukh, secondo quanto riporta Ukrinform. «L’occupante ha attaccato il centro regionale con dei missili. Gli obiettivi del nemico erano infrastrutture», ha scritto Starukh su Telegram, aggiungendo che sono state udite diverse esplosioni e che «edifici residenziali sono stati distrutti in città. In seguito agli attacchi nemici - ha sottolineato - sono scoppiati incendi... Il numero esatto delle vittime non è ancora noto».

Ore 08:01 - Droni kamikaze russi su regioni Odessa e Mykolaiv

Le unità di difesa aerea ucraine hanno abbattuto sei droni kamikaze russi (su un totale di 12) che avevano attaccato nella notte le regioni di Odessa e Mykolaiv: lo ha reso noto il Comando operativo meridionale di Kiev, secondo quanto riporta Ukrinform. «Durante l’attacco notturno di droni kamikaze nelle regioni di Odessa e Mykolaiv, secondo i dati preliminari, sei droni sono stati abbattuti dalle forze di difesa aerea», ha riferito il Comando sottolineando che «il nemico ha intensificato la ricognizione aerea».

Ore 08:04 - Kiev: l’avanzata d’autunno contro le forze russe prosegue

L’Ucraina ha rivendicato oggi il proseguimento della sua avanzata nell’”offensiva d’autunno” nel sud e nell’est del paese a scapito delle forze russe. Oleksyi Reznikov, il ministro della Difesa di Kiev, in un tweet ha scritto: «Mentre il ‘parlamento russo’ è intossicato dai futili tentativi di annessione, i nostri soldati continuano ad avanzare. Questa è la migliore risposta a ognuno e a tutti i “referenda”, decreti, trattati e patetici discorsi». Secondo quanto ha dichiarato il presidente Volodymyr Zelenski, nella scorsa settimana le forze ucraine hanno prodotto una rapida avanzata ripendendo decine di villaggi nella regione occupata dai russi.

Ore 09:09 - Kiev: due morti in attacco russo a Zaporizhzhia

Un attacco missilistico sulla città di Zaporizhzhia ha provocato stamattina presto almeno due morti, ma i soccorritori sono ancora al lavoro per cercare di salvare le persone, almeno 5, che si trovano sotto le macerie degli edifici distrutti dalle bombe. È quanto riferisce Oleksandr Starukh, capo dell’amministrazione militare della regione. «Molte persone sono state soccorse. Tra loro c’è anche una bambina di tre anni», ha detto Starukh citato dall’agenzia Unian. Secondo le informazioni ucraine, i missili che hanno colpito la città stamattina sono 16.

Ore 09:21 - Zelensky: «Deportati 1,6 milioni di ucraini dai territori occupati»

La Russia ha deportato più di 1,6 milioni cittadini ucraini dai territori occupati dall’inizio della guerra. La denuncia è del presidente Volodymyr Zelensky, che ne ha parlato durante il suo discorso trasmesso in video alla riunione dell’Organizzazione degli Stati americani. «Non abbiamo dubbi che vinceremo questa guerra e saremo in grado di proteggere l’indipendenza dell’Ucraina. Le vittorie quotidiane al fronte e dozzine di città e villaggi liberati dell’Ucraina lo dimostrano», ha affermato. Ma, si è chiesto, quanti ucraini saranno uccisi prima che la Russia ammetta la sua sconfitta? «Più di un milione e seicentomila ucraini sono già stati deportati in Russia, e molti di loro sono passati attraverso i terribili campi di filtrazione degli occupanti, dove sono stati derisi e intimiditi». «Stiamo facendo di tutto per porre fine alla lunga lista di vittime ucraine che la Russia sta creando. Ma abbiamo ancora bisogno del vostro sostegno per accelerare l’arrivo della pace per il nostro popolo», ha affermato il presidente.

Ore 09:26 - Da Mosca a MInsk 1,5 miliardi di dollari per far fronte alle sanzioni

Una settimana dopo l’incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il collega bielorusso Aleksandr Lukashenko, il governo di Mosca ha annunciato un prestito alla Bielorussia per la «sostituzione delle importazioni», ovvero misure per far fronte alle sanzioni occidentali. Una chiara volontà di sostegno per l’unico Paese che è al fianco della Russia nella guerra contro l’Ucraina. «La decisione è presa» si legge sui media russi. L’accordo è stato firmato o sarà firmato a breve. Il volume è di 1,5 miliardi di dollari, riporta RIA Novosti che cita il vice primo ministro Alexei Overchuk

Ore 09:58 - Intelligence Gb: «Kiev avanza ma non fende ancora difesa russa»

Continua la controffensiva e l’avanzata delle forze ucraine nel sud del Paese secondo quanto segnala l’ultimo aggiornamento dell’intelligence britannica riguardo agli sviluppi sul terreno, con le forze di Kiev che spingono il fronte di altri 20 chilometri sul lato sud del Paese ma che non fendono ancora le posizioni di difesa russe. Lo riferisce il Guardian. Stando al rapporto quindi «le forze russe in genere hanno interrotto i contatti e si sono ritirate», ma devono adesso un «dilemma»: se ritirare le truppe dall’altra parte del fiume Dnipro per difendere il resto della regione di Kherson, o rimanere e difendere l’area.

Ore 10:03 - Nuove esplosioni a Zaporizhzhia

Tre forti esplosioni sono state da poco udite a Zaporizhzhia mentre si vedono alzarsi colonne di fumo dal centro della città. Lo riferisce il Guardian. Intanto il governatore della città Oleksandr Starukh ha esortato i residenti della capitale della regione a rimanere nei rifugi, postando su Telegram per annunciare «un altro attacco missilistico nemico».

Ore 11:25 - Mosca: «Price cap sul petrolio? Non è un tetto alla benzina»

«Hanno capito tutti che con il tetto al prezzo del petrolio non ci sarà il tetto al prezzo della benzina?». Lo scrive l’ambasciata russa a Roma sui suoi profili social dopo il varo da parte dell’Ue dell’ottavo pacchetto di sanzioni contro la Russia che prevede anche il price cap al greggio russo.

Ore 11:26 - Il Consiglio Europeo adotta le nuove sanzioni contro Mosca

Il Consiglio Europeo ha adottato l’ottavo pacchetto sanzioni contro la Russia in risposta «all’annessione illegale delle regioni ucraine di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson». Lo riporta il Consiglio in una nota. «Il pacchetto concordato comprende una serie di misure volte a rafforzare la pressione sul governo e sull’economia russa, a indebolire le capacità militari della Russia e introduce le basi per l’introduzione di un tetto massimo di prezzo per il trasporto marittimo di petrolio russo destinato a Paesi terzi e di ulteriori restrizioni sul trasporto marittimo di petrolio greggio e prodotti petroliferi verso Paesi terzi».

Ore 11:28 - Borrell: «Con le sanzioni rispondiamo all’ultima escalation»

«Questo nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia è la prova della nostra determinazione a fermare la macchina da guerra di Putin e a rispondere alla sua ultima escalation con falsi referendum e annessioni illegali di territori ucraini». Lo ha dichiarato l’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell, commentando l’ottavo pacchetto di sanzioni contro Mosca. «Stiamo colpendo ulteriormente l’economia di guerra russa, limitando le capacità di importazione ed esportazione della Russia e siamo sulla buona strada per liberarci dalla dipendenza energetica russa. Stiamo anche colpendo i responsabili dell’annessione illegale dei territori ucraini», ha aggiunto Borrell. «L’Ue sarà al fianco dell’Ucraina per tutto il tempo necessario», ha ricordato l’Alto rappresentante.

Ore 11:42 - Mosca: «Forniture Himars a Kiev mostrano odio Usa per Russia»

«Nuove forniture di missili Himars a Kiev evidenziano l’odio di Washington per Mosca», lo ha detto la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova in conferenza stampa.

Ore 11:56 - Orban: «Le sanzioni Ue hanno fallito e vanno ripensate»

«La politica sanzionatoria fallimentare di Bruxelles deve essere ripensata, perché le sanzioni non sono state all’altezza delle aspettative. La guerra non è finita, i prezzi in Europa sono alle stelle, ma la Russia sta facendo un buon profitto». Così il primo ministro ungherese, Viktor Orbán, secondo quanto riporta il suo portavoce Zoltan Kovacs, dopo aver incontrato a Praga l’ex presidente cecoslovacco Václav Klaus.

 Ore 12:05 - Morte della figlia di Dugin: per le spie americane dietro l’omicidio c’era Kiev

I servizi segreti americani sospettano siano stati gli ucraini ad assassinare Darya Dugina, il 20 agosto scorso a Mosca. In ogni caso l’amministrazione Biden non era stata preavvertita. Se lo avesse saputo, avrebbe cercato di convincere il governo di Kiev a rinunciare all’azione. Il New York Times ricostruisce una delle vicende più oscure degli ultimi mesi, anche se mancano ancora delle informazioni per completare il quadro. Il quotidiano scrive che subito dopo l’attacco «settori del governo Usa manifestarono la propria irritazione per l’avventurismo di operazioni coperte». Non è chiaro se si siano mossi i consiglieri di Joe Biden o se sia stata la Cia a protestare. Quel blitz rischiava di alimentare l’escalation in una fase delicata della guerra. E inoltre avrebbe potuto fornire a Vladimir Putin il pretesto per ordinare l’eliminazione di personaggi al vertice in Ucraina, a cominciare dallo stesso presidente Volodymyr Zelensky.

 Ore 12:07 - Camera dell’orrore russo nel Kharkiv «Denti d’oro» rubati a un dottore?

«Una maschera antigas messa sulla testa di una vittima che è stata coperta con uno straccio che bruciava e sepolta viva». Poco lontano, «una scatola di capsule dentali d’oro». L’ultima galleria degli orrori russi arriva da Pisky-Radkivski, villaggio nella regione di Kharkiv sulla riva destra del fiume Oskil. La notizia è stata diffusa due giorni fa dai canali Telegram e Twitter filo ucraini. Una nuova «camera delle torture» è stata scoperta dalla polizia ucraina nella località da poco tornata sotto il controllo di Kiev dopo la ritirata delle truppe di Mosca. «Una mini Auschwitz. Quante altre se ne troveranno nell’Ucraina occupata?», ha denunciato ieri il ministero della Difesa ucraino, pubblicando le due immagini, scattate dal capo del dipartimento investigativo dei servizi di sicurezza nell’oblast, Serhiy Bolvinov: un’inquietante riproposizione delle pratiche naziste nei confronti dei prigionieri nei campi di concentramento.

Ore 12:09 - Kiev: «Liberati oltre 400 chilometri quadrati nel Kherson»

Dall’inizio di ottobre, le forze armate ucraine hanno liberato più di 400 chilometri quadrati della regione di Kherson. Lo afferma Natalia Gumenyuk, capo del Centro stampa di coordinamento congiunto delle forze di difesa dell’Ucraina meridionale, durante un briefing, come riporta Ukrainska Pravda. In generale comunque, secondo Gumenyuk, la situazione nella direzione sud rimane difficile e si sta sviluppando in modo estremamente dinamico.

Ore 12:25 - Pe: «L’Ue prepari risposta in caso di attacco nucleare russo»

L’Eurocamera chiede all’Ue di preparare una risposta in caso di attacco nucleare russo. Questo il contenuto della relazione sull’escalation russa in Ucraina approvata dal Parlamento europeo con 504 voti a favore, 26 contrari e 36 astensioni in cui si chiede inoltre un forte aumento dell’assistenza militare all’Ucraina, la condanna dei referendum farsa e delle minacce nucleari di Putin e l’istituzione di un tribunale internazionale ad hoc per i crimini contro l’Ucraina.

Ore 12:27 - Mosca: Copenhagen si rifiuta coinvolgere Russia in Nord Stream

«La non volontà della Danimarca di coinvolgere la Russia nelle indagini sul sabotaggio a Nord Stream può significare che Copenhagen conosce le persone coinvolte». Lo afferma la portavoce del ministero degli esteri russo Maria Zakharova, secondo quanto riporta Tass. L’indagine sugli incidenti ai gasdotti Nord Stream e Nord Stream 2 non può avvenire senza la partecipazione russa «perché non permettere al proprietario di indagare significa nascondere qualcosa», ha aggiunto Zakharova . «La partecipazione della Russia a un’indagine di questo tipo, credo, sembra incontestabile per qualsiasi persona un po’ istruita. Né gli avvocati, né gli ingegneri, né i finanzieri, né i semplici personaggi pubblici possono immaginare come un’indagine del genere possa svolgersi senza la parte che possiede tutto. Ma a quanto pare è possibile, perché alcuni membri del Consiglio di Sicurezza (dell’Onu) stanno dicendo che non solo non inviteranno la Russia, ma non permetteranno nemmeno alla Russia di partecipare alle loro indagini o inchieste», ha detto.

Ore 12:29 - Mosca: l’Occidente ha dettato il decreto a Zelensky sul rifiuto dei colloqui con Putin

Il decreto del leader ucraino Volodymir Zelensky che esclude i colloqui con il presidente russo Vladimir Putin, così come i precedenti passi di Kiev, è stato dettato dall’Occidente. Lo ha dichiarato la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, come riporta Tass. La portavoce ha ricordato il rifiuto di Kiev di applicare gli accordi di Minsk e la sua decisione di interrompere i colloqui di pace con Mosca in primavera. «Era chiaro allora che ciò era stato fatto per volere dei Paesi occidentali che non vogliono la fine delle ostilità», ha detto.

 Ore 12:37 - Mosca: «Taglio Opec+ serve a stabilizzare mercato del greggio»

La decisione dell’Opec+ di tagliare la produzione di petrolio è finalizzata «solo a stabilizzare il mercato petrolifero»: lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ripreso dalla Tass. «Qui - ha detto il portavoce di Putin - non si parla di solidarietà con un Paese in particolare».

Ore 12:53 - Peskov: price cap petrolio? Effetto distruttivo su mercati

Il Cremlino prevede che l’eventuale introduzione di un tetto al prezzo del petrolio «avrà un effetto distruttivo sui mercati, sconvolgendo quasi tutti i paesi». Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, secondo quanto riporta Tass.

Ore 13:01 - Peskov: non è vero che 700 mila russi sono fuggiti

Il Cremlino ha smentito le notizie secondo cui 700 mila russi sarebbero fuggiti dal Paese da quando Mosca ha annunciato una mobilitazione. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha detto di non avere cifre esatte sul numero di persone che hanno lasciato la Russia dopo l’annuncio del presidente Vladimir Putin del 21 settembre.

Ore 13:07 - Putin: «Le sanzioni cresceranno, prepariamoci»

«La pressione delle sanzioni sulla Russia non farà che aumentare e, a questo proposito, dobbiamo disporre di piani d’azione flessibili ed efficaci, calcolati sia a breve che a medio termine e implementarli in modo coerente». Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin. Lo riporta l’agenzia Ria Novisti.

Ore 13:25 - Mosca: «Vogliamo evitare la guerra nucleare»

La Russia è «totalmente impegnata» a evitare che venga combattuta una guerra nucleare. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova nel corso di una conferenza stampa, sottolineando che la posizione di Mosca in merito non è cambiata.

Ore 14:33 - Putin domani compie 70 anni

Il Presidente russo Vladimir Putin compie domani 70 anni. Sarà forse il compleanno più amaro della sua carriera politica, con le forze militari russe che indietreggiano nei territori del sud est dell’Ucraina che ha appena annesso alla Russia. Difficile che il Presidente, impegnato nell’«operazione militare speciale» in Ucraina, trascorra la giornata, come fece nel 2019, con il non più favorito ministro della Difesa Sergei Shoigu a pescare e cercare funghi, in Siberia.

Ore 14:35 - Zaporizhzhia, il bilancio dell’attacco russo sale a 3 morti

È salito a tre morti il bilancio dell’attacco russo con missili avvenuto questa mattina su alcuni edifici residenziali a Zaporizhzhia in Ucraina. Lo rende noto il servizio di emergenza statale della regione, citato da Ukrainska Pravda. «I dipendenti del servizio di emergenza statale hanno recuperato i corpi di tre persone dalle macerie di un edificio», si legge. Il precedente bilancio parlava di due donne morte.

Ore 14:49 - Kiev: attacco missilistico russo dalla Bielorussia

Stamattina sei aerei russi hanno lanciato un attacco missilistico contro l’Ucraina dal territorio della Bielorussia. Lo denuncia il vicecapo del dipartimento operativo principale dello stato maggiore delle forze armate di Kiev, generale di brigata Oleksiy Gromov ed il portavoce dell’Aeronautica Militare Yuri Ignat, citati da Ukrainska Pravda. «Questa mattina, 4 aerei Tu-22 M3 dell’aviazione russa hanno lanciato un attacco aereo sul territorio dell’Ucraina sallo spazio aereo della Bielorussia», si legge. «L’ultima volta che aerei russi avevano attaccato l’Ucraina dalla Bielorussia era stato 28 agosto» scorso, precisano le stesse fonti.

Ore 15:04 - Capo di stato maggiore Azov: «Mosca cercò di arruolare i soldati del battaglione»

Un rappresentante del battaglione Azov ha dichiarato che le forze russe hanno cercato di arruolare i soldati del battaglione dopo averli catturati presso l’acciaieria Azovstal a Mariupol. Il capo di stato maggiore di Azov, Bogdan Krotevich, ha affermato che l’esercito russo ha invitato le truppe del battaglione a unirsi alla causa di Mosca promettendo di «distruggere l’Occidente e gli Stati Uniti».

Krotevich ha sottolineato che i membri del battaglione erano visti favorevolmente nell’esercito russo per le loro qualità militari. «Ragazzi, combattete bene», hanno detto loro le truppe russe, ricorda il rappresentante del battaglione Azov, parlando con l’agenzia ucraina Unian. Tuttavia, le truppe della squadra si sono rifiutate di arruolarsi nell’esercito russo perché «l’Ucraina è la loro patria» e unico scopo è «combattere contro chiunque attacchi il loro Paese», che sia la Russia o qualsiasi altra nazione.

Ore 15:26 - Kiev: «Mosca voleva comprare 200mila giubbotti antiproiettile»

Il ministro della Difesa ucraino, Oleksiy Reznikov, ha affermato che la Russia ha cercato di ordinare 200mila giubbotti antiproiettile e 500mila set di abbigliamento invernale attraverso paesi terzi, ma la Turchia ha rifiutato. Lo riporta Ukrainska Pravda. «Ciò significa che hanno un problema - ha aggiunto - a proposito, i partner turchi hanno rifiutato».

Ore 15:36 - Zelensky ai leader europei: «Aiutandoci aiutate voi stessi»

«Aiutando noi, aiutate voi stessi». Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, collegandosi questo pomeriggio con il vertice della Comunità Politica Europea in corso a Praga, secondo quanto riferiscono fonti Ue. La guerra, ha continuato, deve essere «vinta» dall’Ucraina, in modo che la Russia «non colpisca altri Paesi». L’Ucraina, ha aggiunto, ha bisogno di «garanzie di sicurezza». Il presidente ha riferito che la Russia usa contro Kiev droni di provenienza iraniana: Mosca - ha detto - vuole «ridisegnare» i confini d’Europa ed è fondamentalmente «antieuropea». Zelensky si è infine detto convinto che i russi «un giorno perderanno» la guerra in corso.

«Questa guerra deve essere vinta in Ucraina, in modo che il Cremlino non colpisca altri paesi. Occorre ripristinare la sicurezza e l’integrità territoriale», ha aggiunto.

Ore 15:55 - Il premier ceco apre il vertice di Praga: «Sostegno incondizionato a Kiev»

«L’Europa attualmente fa fronte a parecchie difficoltà, il problema più grave è che sta subendo una guerra di aggressione. La Russia continua la sua ingiusta aggressione contro l’Ucraina, il presidente russo Vladimir Putin non è aperto ai negoziati e il suo unico obiettivo è la conquista del paese confinante. Le azioni della Russia nell’ultima settimana lo dimostrano ancora una volta»: lo ha detto il premier ceco Petr Fiala nel suo discorso di apertura del summit della Comunità politica europea.

L’annuncio del referendum nei territori occupati è stato uno stratagemma disonesto, ha detto Fiala, aggiungendo che la comunità internazionale non può prenderlo sul serio. Kiev e l’Occidente condannano e respingono come illegale l’annessione russa di quattro territori ucraini annunciata alla fine di settembre.

«L’Ucraina ha bisogno del sostegno incondizionato dell’Europa. Gli europei devono mantenere i valori che li uniscono: i valori dei diritti umani, del rispetto e dello Stato di diritto», ha dichiarato Fiala.

Ore 17:10 - Dugina, perché gli Usa hanno rivelato il coinvolgimento dell’Ucraina nella sua morte

Le rivelazioni del New York Times sul coinvolgimento ucraino nell’omicidio della figlia di Dugin arrivano dopo una serie di segnali contrastanti sul rapporto fra il governo americano e quello di Kiev. Primo. Gli Usa non hanno nascosto il loro ruolo nel preparare le forze di Zelensky ben prima dell’invasione. Training, forniture e un mare di intelligence hanno migliorato le unità della resistenza. Una volta scattata l’aggressione russa, gli americani hanno raccontato per filo e per segno come assistevano quotidianamente la resistenza. Rivelando anche dettagli riservati.

Ore 17:17 - Kiev: «Dall’inizio di ottobre Minsk ha inviato ai russi 30 carri con munizioni»

Dall’inizio di ottobre, la Bielorussia ha inviato quasi 30 carri di munizioni alle truppe russe per la guerra in Ucraina, in particolare nelle direzioni di Donetsk e Kherson. Lo ha annunciato il vice capo di stato maggiore delle forze armate ucraine Oleksiy Gromov durante un briefing, citato da Kiev Independent. «Dall’inizio di ottobre, quasi 30 carri con munizioni sono stati inviati dagli arsenali bielorussi di stoccaggio di missili e munizioni alle forze di occupazione nelle direzioni di Donetsk e Kherson. In generale, dall’inizio dell’aggressione su vasta scala, dal territorio della Bielorussia sono stati inviati un totale di quasi 250 carri».

Ore 17:28 - Biden: «Incontro con Putin al G20? È ancora da decidere»

L’eventuale incontro tra Joe Biden e il presidente russo Vladimir Putin al G20 in Indonesia il prossimo novembre «è ancora da decidere». Lo ha detto il presidente americano rispondendo ad una domanda dei giornalisti al seguito prima di partire per New York.

Ore 17:34 - Kiev: da avvio mobilitazione ripresi 2.400 km quadrati a nord-est

Dal 21 settembre scorso, giorno in cui Putin ha dichiarato la mobilitazione militare, la controffensiva delle forze armate ucraine è avanzata di 55 km nel nord-est, riprendendo il controllo di 93 insediamenti e oltre 2.400 km quadrati di territorio. Lo riferiscono le forze armate ucraine, citate dal Kiev Independent.

Ore 17:41 - Il politologo russo Dugin tra nuovi sanzionati dall’Ue

Il filosofo e politologo russo Aleksander Gelyevich Dugin è stato sanzionato dall’Unione europea nell’ambito dell’ottavo pacchetto di misure restrittive dall’inizio della guerra in Ucraina approvato oggi dal Consiglio Ue. Padre di Darya Dugina, uccisa ad agosto in un attentato a Mosca, Dugin viene accusato dall’Ue di aver «giustificato ideologicamente e teologicamente l’annessione della Crimea e la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, vedendola come una “liberazione” dell’Ucraina dall’influenza occidentale», si legge nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Nella lista nera sono finite altre 30 persone, tra i quali anche gli individui che hanno avuto un ruolo nei referendum farsa per le annessioni delle quattro regioni ucraine. Altri sono rappresentanti del settore della difesa, come il maggiore azionista del produttore di armi JSC Kalashnikov Concern, Alan Lushnikov e gli ex e attuali viceministri della Difesa della Federazione Russa. Infine l’elenco include individui che fanno parte dell’ecosistema di disinformazione del Cremlino, come i musicisti russi Nikolay Rastorguyev, frontman del gruppo Lyube, Yulia Chicherina e Oleg Gazmanov.

Ore 18:22 - Aiea: centrale nucleare Zaporizhzhia è proprietà ucraina

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) considera la centrale nucleare di Zaporizhzhia come proprietà ucraina. Lo ha detto il direttore generale dell’agenzia Onu, Rafael Grossi, in un’intervista alla Reuters ripresa dalla Tass, all’indomani del decreto con cui il presidente russo Vladimir Putin ha inserito l’impianto tra gli asset della Federazione russa.

Ore 18:24 - Funzionario filorusso: «Shoigu dovrebbe spararsi»

Un funzionario insediato dalla Russia in Ucraina ha suggerito che il ministro della Difesa russo, Sergej Shoigu, dovrebbe prendere in considerazione la possibilità di suicidarsi a causa della vergogna per le sconfitte in Ucraina. Dopo più di sette mesi di guerra, gli obiettivi della Russia non sono ancora stati raggiunti mentre le forze russe hanno subito una serie di sconfitte sul campo, costringendo Putin ad annunciare la mobilitazione. In un videomessaggio di quattro minuti, Kirill Stremousov, il vice capo della regione annessa di Kherson, ha criticato pubblicamente «generali e ministri» di Mosca per non aver compreso i problemi del fronte.

Ore 18:42 - Media: «Gli Usa fanno scorta di farmaci contro le radiazioni»

Gli Stati Uniti fanno scorta e acquistano farmaci anti-radiazioni. Il Dipartimento della Salute, riportano i media americani, ha ordinato 290 milioni di dollari di Nplate, medicina prodotta da Amgen contro la sindrome da radiazione acuta nei bambini e negli adulti. L’acquisto avviene fra le minacce nucleari del presidente russo Vladimir Putin anche se le autorità americane spiegano che non è stato accelerato dalla guerra in Ucraina. «Rientra nel lavoro per la sicurezza contro i rischi radiologici», afferma il Dipartimento delle Salute secondo quanto riportato dai media americani.

Ore 18:52 - Razov: la Russia favorevole a negoziare, Kiev non vuole

Vladimir Putin ha già detto che la Russia «è favore di un cessate il fuoco e di sedersi a un tavolo negoziale. Ma qualche giorno dopo Zelensky ha emanato un decreto che dice che l’Ucraina non condurrà negoziati con Putin. Evidentemente dobbiamo aspettare un cambio di vedute da parte del presidente ucraino o il cambio del presidente». Lo ha detto l’ambasciatore russo in Italia Sergey Razov a Porta a Porta, nel corso della registrazione della puntata che andrà in onda stasera.

 Ore 19:05 - Mosca convoca ambasciatore francese per le armi a Kiev

La Russia ha convocato l’ambasciatore francese a Mosca per le forniture di armi all’Ucraina. Lo annuncia il ministero degli Esteri russo.

Ore 21:04 - Zakharova: “L’Occidente sta incoraggiando guerra nucleare”

“L’Occidente sta incoraggiando una guerra nucleare. Ogni persona sul pianeta deve rendersi conto che il burattino e lo squilibrato Zelensky, pieno di armi, si è trasformato in un mostro le cui mani possono distruggere il pianeta”: è quanto ha scritto su Telegram la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, commentando le dichiarazioni del leader ucraino Volodymyr Zelensky al think-tank australiano Lowy, secondo cui la Nato dovrebbe impedire a Mosca il ricorso alle armi nucleari con “attacchi preventivi”.

Ore 21:54 - Erdogan, meglio la peggior pace che la guerra

«Una pace equa non ha perdenti. Anche la peggior pace è meglio della guerra. La Turchia parla con tutte le parti e ha la loro fiducia, purtroppo alcuni Paesi europei preferiscono la provocazione e l’escalation». Lo ha detto, soffermandosi sulla guerra in Ucraina, il presidente turco Recep Tayyp Erdogan nel corso di una conferenza stampa a Praga. Erdogan ha anche affermato che domani sentirà Vladimir Putin, sottolineando di essere «l’unico leader» che può avere colloqui con il presidente russo e Volodymyr Zelensky. Parlando della Comunità politica europea il presidente turco ha poi aggiunto: «La Comunità politica non è un’alternativa alla politica di allargamento dell’Ue, la Turchia non accetterà mai alcuna interruzione dei suoi colloqui di adesione».

Ore 00:45 - Macron: forniremo più sostegno e cannoni a Kiev

«Continueremo a sostenere l’Ucraina dal punto di vista militare, finanziato e in termini di solidarietà. Continueremo a considerare le richieste che riceviamo dall’Ucraina, anche cannoni. Tornerò sul tema domani nella conferenza stampa dopo il Consiglio europeo, abbiamo un numero di richieste specifiche sull’equipaggiamento militare e lavoreremo su queste, in particolare per l’invio di più supporto». Così il presidente francese, Emmanuel Macron, nella conferenza stampa al termine del summit della Comunità politica europea a Praga.

Ore 01:08 - Onu, idea conflitto nucleare inaccettabile e impensabile

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres considera l’idea di un conflitto nucleare «inaccettabile e impensabile», e questa posizione non e’ cambiata: lo ha detto alla Tass il suo portavoce Stephane Dujarric, commentando gli appelli del presidente ucraino Vladimir Zelensky a effettuare attacchi nucleari preventivi sulla Russia. «Per quanto riguarda qualsiasi commento sull’uso delle armi nucleari, vorrei rimandarvi a quanto già affermato dal Segretario generale su questo tema. La sua posizione non è cambiata», ha detto Dujarric. Il 22 settembre Guterres ha affermato che «l’idea di un conflitto nucleare, una volta impensabile, è diventata oggetto di discussione, questo di per se è del tutto inaccettabile». Tutte le potenze nucleari devono riaffermare il loro impegno per il non uso e la graduale eliminazione delle armi nucleari, ha affermato Guterres.

Ore 01:35 - Ucraina: due russi raggiungono Alaska per evitare mobilitazione

Due cittadini russi sono sbarcati su una remota isola dell’Alaska allo scopo di sfuggire alla mobilitazione e chiedere asilo negli Stati Uniti. Lo riferiscono, riporta l’Abc, Lisa Murkowski e Dan Sullivan, senatori repubblicani dell’Alaska. Secondo Murkowski e Sullivan, i due russi sono arrivati con una piccola imbarcazione su una spiaggia nei pressi di Gambell, una cittadina sull’isola di St. Lawrence a 80 chilometri dalla terraferma russa. «Quanto avvenuto chiarisce due cose: in primo luogo, il popolo russo non vuole combattere la guerra d’aggressione di Putin contro l’Ucraina», ha dichiarato Sullivan in una nota, «in secondo luogo, data la vicinanza dell’Alaska alla Russia, il nostro Stato ha un ruolo vitale da giocare nell’assicurare la sicurezza nazionale dell’America».

Ore 02:18 - Zelensky, in sette giorni riconquistati 500 kmq in regione Kherson

Dall’inizio di ottobre l’Ucraina ha riconquistato 500 chilometri quadrati di territorio nella regione di Kherson. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo consueto discorso serale. «Dal 1ottobre, più di mezzo migliaio di chilometri quadrati di territorio e dozzine di insediamenti sono stati liberati dal falso referendum russo e stabilizzati nella sola regione di Kherson», ha detto Zelensky, sottolineando i «successi» ottenuti nell’Est del Paese e dicendosi fiducioso in una loro estensione alla regione di Zaporizhia. «Verrà il giorno in cui parleremo anche della liberazione della Crimea», ha affermato ancora il presidente ucraino. Zelensky ha poi reagito alla smentita di Teheran sulla presenza nell’arsenale russo di droni iraniani. «Li abbattiamo. Ma ci dicono che presumibilmente non ci sono droni iraniani in Ucraina. Bene, troveremo il modo per assicurarci che non ne rimangano», ha ironizzato.

Ore 02:31 - L’allarme di Biden: rischio di un Armageddon nucleare

Joe Biden dice di «conoscere bene Putin». Il leader russo «non sta bluffando, c’è davvero il rischio di un’Armageddon nucleare». Ieri sera, giovedì 6 ottobre, il presidente americano parlava in evento per la raccolta fondi ospitato a New York da James Murdoch, il figlio, evidentemente dissidente, del conservatore Rupert Murdoch. Finora la Casa Bianca e il Pentagono avevano mantenuto una linea di prudenza: non si può escludere che Putin possa ricorrere alle armi tattiche nucleari, ma finora non ci sono segnali concreti di allarme. Biden, invece, è stato netto: «Per la prima volta dalla crisi dei missili Cubani (1962 ndr), dobbiamo fronteggiare la minaccia di un’atomica, specie se le cose proseguiranno nella direzione in cui stiamo andando». E ancora: «Stiamo cercando di capire che cosa ha in serbo Putin? Se troverà una via d’uscita? Come reagirà quando capirà di aver perso non solo la faccia, ma anche il potere? Abbiamo a che fare con un tizio che conosco decisamente bene. Non scherza quando parla di un potenziale uso delle armi tattiche nucleari o di armi chimiche o biologiche, perché il suo esercito si sta comportando molto male. E non che penso che ci sia la capacità di usare un’arma tattica atomica, senza finire in un’Armageddon». Il presidente evoca il duello finale tra il «bene e il male» il giorno prima del Giudizio, descritto nel Nuovo Testamento. Il suo discorso viene diffuso a tarda sera a Washington. Oggi vedremo se i portavoce della Casa Bianca proveranno, come è accaduto spesso dall’inizio della guerra, a stemperare, a «contestualizzare» le frasi del presidente.

Ore 03:32 - Zelensky, verrà il giorno della liberazione della Crimea

«Verrà sicuramente il giorno in cui riferiremo anche dei successi militari nella regione di Zaporizhzhia, in quelle aree che sono ancora controllate dai russi. Verrà il giorno in cui parleremo anche della liberazione della Crimea. Questa prospettiva è ovvia». Lo ha detto, nel consueto videomessaggio, il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, annunciando - come riferisce l’agenzia Unian - che dal primo ottobre oltre 500 chilometri quadrati di territorio e dozzine di insediamenti sono stati liberati nella regione di Kherson. «C’è ancora molto da sopportare, molto da fare, sia per gli ucraini che per i nostri partner, per tutti coloro che apprezzano la libertà e il diritto internazionale» ha aggiunto.

Ore 03:58 - L’apertura di Blinken: pronti a cercare una soluzione diplomatica

Il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha dichiarato che il suo Paese è “pronto” a cercare una soluzione diplomatica con la Russia sul conflitto in Ucraina, ma ha deplorato che Mosca stia andando «nella direzione opposta». «Quando la Russia dimostrerà seriamente di essere disposta a intraprendere la strada del dialogo, noi saremo pronti. Noi ci saremo», ha dichiarato Blinken in una conferenza stampa a Lima, dove si trova in visita ufficiale. Tuttavia, il capo della diplomazia statunitense ha assicurato che «purtroppo, al momento, tutto punta nella direzione opposta». Blinken ha citato come esempi la mobilitazione dei riservisti, il tentativo di annessione del territorio ucraino e le minacce nucleari del presidente russo Vladimir Putin. «Il fatto è che la Russia e il Presidente Putin non hanno mostrato alcun interesse per la diplomazia», ha rimproverato. Tuttavia, ha affermato che sia gli Stati Uniti che il presidente ucraino Volodymir Zelensky hanno detto da tempo che la guerra «può essere risolta solo attraverso la diplomazia».

L'intervista all'ambasciatore russo a "Porta a Porta". Razov nega l’escalation nucleare russa: “Fake news su giornali italiani: si possono leggere solo narcotizzati o per condanna”. Antonio Lamorte su Il Riformista il 7 Ottobre 2022 

“Non abbiamo intenzione di partecipare all’escalation nucleare”, ha detto l’ambasciatore russo in Italia Sergey Razov intervistato a Porta a Porta. Il colloquio negli studi della trasmissione di Bruno Vespa in giorni di escalation in Ucraina: le forze russe di ritirano, gli ucraini continuano la loro avanzata, il pericolo nucleare viene rinnovato puntualmente ogni giorno. Razov ha anche ricordato l’apertura del Presidente Putin al negoziato con Kiev “ma qualche giorno dopo Zelensky ha emanato un decreto che dice che l’Ucraina non condurrà negoziati con Putin. Evidentemente dobbiamo aspettare un cambio di vedute da parte del presidente ucraino o il cambio del presidente”.

A tenere banco è però la minaccia nucleare: il Presidente degli Stati Uniti Biden ha rinnovato l’allarme la notte scorsa, qualche giorno fa il Times di Londra citando fonti di intelligence agitava la minaccia di un test nucleare di Mosca al confine. “Non vi è alcuna minaccia o ricatto, noi abbiamo una dottrina militare sulla deterrenza nucleare dove viene indicato chiaramente dove è possibile utilizzare armi atomiche da parte nostra. Ovvero che possiamo usare armi nucleari se si crea una minaccia diretta al nostro Stato. Tutto il resto sono speculazioni dei partner occidentali e dei media. Ogni giorno, per lavoro, sfoglio i principali giornali italiani e le fake news sono la cosa più leggera che si possa dire di quello che spesso viene pubblicato, sui mass media occidentali, compresi quelli italiani, vengono pubblicate cose che una persona normale può leggere e ascoltare solo per condanna di un tribunale o in stato di narcosi“.

Da ormai una settimana però sono territorio russo anche quattro Regioni annesse tramite un referendum non riconosciuto dalla comunità internazionale. “Non c’è stata alcuna annessione, noi la chiamiamo adesione”, ha commentato Razov. “Secondo le carte Onu è sancito il principio della possibilità di autodeterminazione dei popoli, che hanno votato un referendum democratico, ed il 99% si è espresso per l’adesione“. L’ambasciatore ha aggiunto che “per otto anni sono morte migliaia di persone nel Donbass” facendo riferimento al conflitto che nell’est del Paese insiste dal 2014, anno di enormi sconvolgimenti quando venne annessa la Crimea e cominciò il conflitto tra Kiev e i separatisti filorussi del Donbass.

“Capisco che sotto l’influenza della propaganda russofoba si possano creare strane immagini ma garantisco che non siamo idioti”, ha detto Razov in merito alle accuse di un sabotaggio da parte di Mosca del gasdotto Nord Stream. “Non so quale sia il problema col gas russo: per 50 anni abbiamo fornito in maniera stabile gas all’Europa e all’Italia senza nessun problema. L’anno scorso, abbiamo fornito 30 miliardi di metri cubi ed eravamo pronti a continuare a fornirlo, ma l’Italia insieme agli alleati europei, ha deciso di liberarsi il più rapidamente possibile dalla dipendenza energetica russa, non è stata una scelta nostra”. Razov vive in Italia da nove anni, ha detto di amare il Paese. “Il governo italiano che si sta formando sarà il settimo durante il mio mandato. La vostra instabilità è il segno della vostra stabilità“. 

Antonio Lamorte. Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.

(ANSA il 6 ottobre 2022) - Il numero due dell'amministrazione filorussa della regione di Kherson, Kirill Stremousov, se la prende con il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, per i fallimenti delle forze di Mosca in Ucraina, suggerendogli di uccidersi. "Molte persone dicono che, come ufficiale, il ministro della Difesa potrebbe semplicemente spararsi per essere colui che ha lasciato che le cose arrivassero a questo punto", ha affermato citato dal New York Times Stremousov, vice governatore della regione nel sud dell'Ucraina dove l'esercito di Kiev sta conducendo una controffensiva.

Jacopo Iacoboni per lastampa.it il 6 ottobre 2022.

No, le cose non stanno andando bene con la mobilitazione russa. E questo si sapeva. Esistono decine di video che testimoniano di resistenze alla mobilitazione, scontri tra commissari mobilitatori e cittadini, armi arcaiche che vengono fornite, quando vengono fornite, assenza di cibo, carenza o assenza di training, risse, ubriacature, neoriservisti che si avviano verso gli autobus barcollanti di vodka. 

Ma un video sta particolarmente facendo discutere in queste ore nella comunità della ricerca osint. Nelle scene – girate da almeno due persone – si vede un gruppo molto ampio di neo-mobilitati che raccontano cose davvero incredibili sulla loro vicenda e lo stato disastroso della mobilitazione. Ma c’è un ma, che adesso proviamo a raccontare, e potrebbe essere persino più interessante della ormai acclarata inefficienza della mobilitazione decisa dl Cremlino. 

Nel video – che è stato pubblicato da tutta una serie di canali, telegram e twitter, alcuni anche solitamente attendibili, altri legati al mondo mercenario russo – circa 500 “mobiks” russi, nuovi soldati mobilitati, in un luogo imprecisato, registrano un discorso al pubblico e denunciano di essere stati abbandonati, di esser tutti malati, di aver ricevuto armi che non sono registrate da nessuna parte e dunque sono completamente raccogliticce, che non viene fornito loro nessun cibo e perciò devono comprarsi il cibo da soli.

Dulcis in fundo, denunciano che nel loro gruppo di mobilitati ci sono squilibrati e persone mentalmente instabili. «E’ violazione dell’articolo 222 del codice penale russo. Ci trattano come bestiame! Non c’è training, non serviamo a nessuno, non ci danno niente da mangiare! Siamo mentalmente instabili. Non c’è un presidio medico del cazzo. Il primo giorno abbiamo dormito fuori! E anche il secondo. E anche il terzo! Il 90 per cento delle persone qui è malata».

Molti sarebbero arrivati da un treno letteralmente infestato di Covid. A quel punto il comandante dice: «Fate vedere che armi avete!». Su un centinaio di persone, si alza qualche sparuto AK: «Non c’è nemmeno un’arma a testa! Le armi sono degli anni settanta e ottanta! Non sono registrate! La maggior parte della gente non ha elmetti e protezioni antiproiettile. La maggior parte ha febbre, o polmonite». Alla fine del video gridano «mettetelo su Telegram! Mettetelo su Odnoklassniki».

Il video però ha qualcosa di strano. Sembra messo in scena, quasi organizzato. Alcuni dei neomobilitati hanno simboli della brigata Wagner, il gruppo di mercenari fondato da Evgheny Prigozhin, l’oligarca capo della troll factory di San Pietroburgo, poi appunto fondatore dei mercenari del Gruppo Wagner, e sotto sanzioni europee e americane. 

Molti, perlomeno quelli in primo piano, sono a volto coperto con la balaclava, il che naturalmente potrebbe spiegarsi col fatto che temono ritorsioni, non c’è uno che sia riconoscibile, dunque si sono come minimo organizzati per coprirsi i volti (c’è un secondo video dove alcuni volti invece si vedono). Cosa che non succede praticamente in nessuno dei tanti altri video del genere emersi fin qui. 

Che Prigozhin stia usando queste manifestazioni plateali di inefficienza e di scontento (che sono ovviamente esistenti e vere) per mettere sotto pressione Sergey Shoigu, il ministro della Difesa, e potenzialmente farlo saltare? Il Cremlino controlla ancora appieno quello che un tempo divenne famoso come “lo chef di Putin”?

Tutta la comunità osint ovviamente ha notato questo video, e si sta facendo molte domande. Eliot Higgins, il fondatore di Bellingcat, osserva: «Se Prigozhin sta usando Wagner per inscenare video per minare Shoigu, allora Putin ha davvero perso il controllo della situazione. È anche piuttosto divertente vedere Prigozhin dirigere i suoi sforzi di disinformazione dall'Occidente a Putin e alla Russia. Sospetto che un attacco di cuore o una caduta dalla finestra siano in agguato».

Di diverso avviso Roman Dobrokhtov, di The Insider, un grande collettivo investigativo russo: «Prigozhin non sta usando Wagner per questo, ma Putin effettivamente ha perso il controllo». Mark Krutov, di Radio Free Europe, fa notare invece il video è stato postato e riproposto da canali pro-Wagner (che qui non linkiamo), e è pienamente coincidente con la narrazione che Prigozhin sta diffondendo da giorni ovunque può, quella che punta alle dimissioni di Shoigu. Sono visibili anche alcune toppe di Wagner sulle giubbe militari. 

A contribuire alla sensazione che qualcosa stia succedendo, una profonda guerra negli apparati russi, c’è la notizia che nelle prime ore del mattino, a Mosca, la polizia ha arrestato un dipendente del gruppo mediatico di Prigozhin, Aleksey Slobodenyuk. 

Slobodenyuk – racconta Tadeusz Giczan, il giornalista bielorusso che ha dato la notizia e pubblicato il video dell’arresto – «gestisce una rete di canali telegram noti per aver attaccato Shoigu, Volodin e altri. Quindi una guerra calda tra le élite russe è una realtà a questo punto».

Che il video sia organizzato da Prigozhin o meno, una cosa è certa, e la spiega Christo Grozev, autore di tanti scoop sui servizi russi: «Credo che sia sensato non armare i mobilitati scontenti, per evitare che rivolgano le armi a Mosca. Molto più sicuro senza armi. Joseph Heller [l’autore di Comma 223, nda.] avrebbe potuto scrivere questo». Stando alla geolocalizzazione del video – e di un altro analogo – dovrebbe esser stato girato a Livenka, nella regione di Belgorod.

Il ministero della Difesa russa aveva promesso che questi uomini sarebbero stati portati ad addestrarsi a Mulino, nell’oblast di Kirov, che è su un’altra rotta. Cosa che quindi non è avvenuta. Le toppe della brigata Wagner compaiono su diversi dei soggetti in primo piano. La verità potrebbe anche essere che Prigozhin sta usando la sua banda, “i musicisti”, per dirottare e manipolare una protesta che esiste davvero.

Chi ha sabotato il Nord Stream? Se troppi indizi fanno una prova…L'Indipendente il 4 ottobre 2022.

“La nuova rotta di approvvigionamento del gas per l’Europa”. Questa la scritta che campeggiava l’8 novembre del 2011 – giorno della cerimonia di apertura del Nord Stream – dietro ai volti sorridenti di alcuni dei politici europei più importanti di allora. Era raggiante la cancelliera tedesca Angela Merkel, conscia del fatto che quel progetto avrebbe sostenuto la crescita industriale tedesca per decenni. Era raggiante Dmitrij Medvedev, allora Presidente della Federazione Russa, conscio dei miliardi di euro europei che sarebbero arrivati a Mosca. Era raggiante Mark Rutte, Primo Ministro dei Paesi Bassi, conscio che lo sviluppo tedesco avrebbe consentito una robusta crescita olandese. Anche il premier francese François Fillon, seppur moderatamente, appariva soddisfatto. L’Europa – ancor convalescente per la crisi economico-finanziaria legata alla bolla dei mutui subprime – si stava rafforzando.

I francesi in verità erano concentrati soprattutto sul dossier libico. Gheddafi era stano assassinato da pochi giorni, il presidente Sarkozy tirava sospiri di sollievo e Putin provava a tenere a bada i falchi del Cremlino inviperiti per la deposizione del rais, un buon amico di Mosca, mostrando loro gli introiti che sarebbero arrivati grazie alla vendita del gas a Berlino. C’era chi esultava insomma, e, chiaramente, c’era chi si preoccupava. L’apertura del Nord Stream aveva con ogni probabilità disturbato il sonno di diversi politici ed oligarchi americani (anche i CEO delle principali imprese energetiche USA sono, di fatto oligarchi anche se nessuno osa chiamarli così). Vi era preoccupazione anche in Polonia ed Ucraina, paesi attraverso i quali, fino all’apertura del Nord Stream, passava il gas russo con destino Europa centrale e meridionale. D’altro canto i primi gasdotti vennero progettati, costruiti ed inaugurati in piena epoca sovietica. Erano gli anni ’80, dal punto di vista geopolitico un’altra era. La Polonia era parte del Patto di Varsavia e l’Ucraina una delle quindici repubbliche dell’URSS. I diritti di transito, dunque, non preoccupavano Mosca né economicamente e né politicamente. Quei gasdotti esistono ancora. Yamal porta il gas siberiano in Germania attraverso Bielorussia e Polonia. Soyuz e Brotherhood passano per l’Ucraina. Si tratta di gasdotti oggi strategicamente ancor più importanti visti i sabotaggi alle condutture del Baltico. 

2011, l’inizio dei tentativi di boicottaggio

Il 2011 oltre ad essere l’anno dell’entrata in funzione del Nord Stream 1 è l’anno in cui Gazprom inizia pensare un robusto ampliamento del gasdotto baltico, ovvero inizia a pensare al Nord Stream 2. La Merkel sostiene il progetto e gli americani cominciano, davvero, a preoccuparsi. Una volta costruito e messo in funzione il nuovo gasdotto l’unione tra la Russia, potenza energetica e l’Europa, potenza economica ed industriale, sarebbe stata molto più difficile da abbattere. Per ottenere maggiori informazioni sull’asse Mosca-Berlino i servizi segreti statunitensi, sembra con il sostegno della Danimarca, intercettano la Merkel. La Merkel non era soltanto la politica più influente del Vecchio continente e neppure la cancelliera del motore economico europeo. Era (ed è) una donna capace di comprendere le esigenze russe, di tenere a bada alcune pericolose pulsioni di Mosca, di garantire una maggiore sovranità tedesca (e, in parte, europea) e di poter, lentamente, affrancare l’Europa da moderne forme di imperialismo. In pratica, era la politica più temuta a Washington.

L’ex cancelliera tedesca venne intercettata tra il 2012 ed il 2014. Gli USA conoscevano il suo rapporto privilegiato con il Cremlino. La Merkel parla russo, è nata e cresciuta nella Repubblica Democratica Tedesca, si è laureata all’Università di Lipsia, in Sassonia, lo Stato federato dove il Kgb, nel 1985, inviò a lavorare un giovane agente segreto russo, Vladimir Vladimirovič Putin. La Merkel ha sempre creduto che parte dello sviluppo europeo fosse legato al rafforzamento delle relazioni euro-asiatiche. Da qui i progetti sul gas, la via della Seta e gli innumerevoli viaggi “istituzionali” a Pechino.

Ad ogni modo nonostante le pressioni subite la Merkel tirò dritto. Nel 2015 Gazprom firmò i primi accordi per la costruzione del Nord Stream 2 con alcune aziende europee. Nel 2018 il governo tedesco concesse a Gazprom l’utilizzo delle acque tedesche per la posa dei tubi. Ad ogni km di condotto terminato cresceva l’irritazione a Washington. Dopo il colpo di Stato a Kiev che ha provocato la fuga di Viktor Janukovyč (golpe favorito da USA e GB) i russi hanno deciso di accelerare con il Nord Stream 2 per poter, il prima possibile, ridurre la fornitura all’Europa tramite i gasdotti che passano per l’Ucraina fino a chiuderli del tutto.

Quando l’Europa (e l’Italia) rivendicavano rapporti proficui con Mosca

Nel 2019, mentre l’ambasciatore USA a Berlino indirizzava lettere di fuoco alle imprese coinvolte nella costruzione del NS2 arrivando a minacciare sanzioni, Donald Tusk, già premier polacco e, allora, Presidente del Consiglio europeo, tuonava contro il gasdotto del Baltico considerando l’opera contraria agli interessi europei. Nel 2017 aveva provato a convincere Junker che il NS2 fosse un errore strategico per l’Europa. Senz’altro la sua messa in funzione avrebbe danneggiato gli interassi polacchi. È in quegli anni che la Nato pensa di istallare sistemi missilistici in Polonia capaci di arrivare in un batter d’occhio sulla piazza Rossa. E in Italia cosa accadeva? Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella visitava il Cremlino e dichiarava: «l’Unione europea e la Russia sono destinate a collaborare, è nella logica delle cose che collaborino». Sempre nel 2017, Bruno Vespa, uno dei più influenti giornalisti del mainstream italiano diceva: «Bisogna riconoscere che l’Occidente ha sbagliato con Putin. Io sono sempre dell’idea che quando vinci non devi stravincere: non devi umiliare lo sconfitto. Ma come gli è venuto in mente di mettere i missili in Polonia? Di pigliarsi… io capisco che l’Estonia, la Lettonia,