Denuncio al mondo ed ai posteri con i miei libri tutte le illegalità tacitate ed impunite compiute dai poteri forti (tutte le mafie). Lo faccio con professionalità, senza pregiudizi od ideologie. Per non essere tacciato di mitomania, pazzia, calunnia, diffamazione, partigianeria, o di scrivere Fake News, riporto, in contraddittorio, la Cronaca e la faccio diventare storia. Quella Storia che nessun editore vuol pubblicare. Quelli editori che ormai nessuno più legge.

Gli editori ed i distributori censori si avvalgono dell'accusa di plagio, per cessare il rapporto. Plagio mai sollevato da alcuno in sede penale o civile, ma tanto basta per loro per censurarmi.

I miei contenuti non sono propalazioni o convinzioni personali. Mi avvalgo solo di fonti autorevoli e credibili, le quali sono doverosamente citate.

Io sono un sociologo storico: racconto la contemporaneità ad i posteri, senza censura od omertà, per uso di critica o di discussione, per ricerca e studio personale o a scopo culturale o didattico. A norma dell'art. 70, comma 1 della Legge sul diritto d'autore: "Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l'utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali."

L’autore ha il diritto esclusivo di utilizzare economicamente l’opera in ogni forma e modo (art. 12 comma 2 Legge sul Diritto d’Autore). La legge stessa però fissa alcuni limiti al contenuto patrimoniale del diritto d’autore per esigenze di pubblica informazione, di libera discussione delle idee, di diffusione della cultura e di studio. Si tratta di limitazioni all’esercizio del diritto di autore, giustificate da un interesse generale che prevale sull’interesse personale dell’autore.

L'art. 10 della Convenzione di Unione di Berna (resa esecutiva con L. n. 399 del 1978) Atto di Parigi del 1971, ratificata o presa ad esempio dalla maggioranza degli ordinamenti internazionali, prevede il diritto di citazione con le seguenti regole: 1) Sono lecite le citazioni tratte da un'opera già resa lecitamente accessibile al pubblico, nonché le citazioni di articoli di giornali e riviste periodiche nella forma di rassegne di stampe, a condizione che dette citazioni siano fatte conformemente ai buoni usi e nella misura giustificata dallo scopo.

Ai sensi dell’art. 101 della legge 633/1941: La riproduzione di informazioni e notizie è lecita purché non sia effettuata con l’impiego di atti contrari agli usi onesti in materia giornalistica e purché se ne citi la fonte. Appare chiaro in quest'ipotesi che oltre alla violazione del diritto d'autore è apprezzabile un'ulteriore violazione e cioè quella della concorrenza (il cosiddetto parassitismo giornalistico). Quindi in questo caso non si fa concorrenza illecita al giornale e al testo ma anzi dà un valore aggiunto al brano originale inserito in un contesto più ampio di discussione e di critica.

Ed ancora: "La libertà ex art. 70 comma I, legge sul diritto di autore, di riassumere citare o anche riprodurre brani di opere, per scopi di critica, discussione o insegnamento è ammessa e si giustifica se l'opera di critica o didattica abbia finalità autonome e distinte da quelle dell'opera citata e perciò i frammenti riprodotti non creino neppure una potenziale concorrenza con i diritti di utilizzazione economica spettanti all'autore dell'opera parzialmente riprodotta" (Cassazione Civile 07/03/1997 nr. 2089).

Per questi motivi Dichiaro di essere l’esclusivo autore del libro in oggetto e di tutti i libri pubblicati sul mio portale e le opere citate ai sensi di legge contengono l’autore e la fonte. Ai sensi di legge non ho bisogno di autorizzazione alla pubblicazione essendo opere pubbliche.

Promuovo in video tutto il territorio nazionale ingiustamente maltrattato e censurato. Ascolto e Consiglio le vittime discriminate ed inascoltate. Ogni giorno da tutto il mondo sui miei siti istituzionali, sui miei blog d'informazione personali e sui miei canali video sono seguito ed apprezzato da centinaia di migliaia di navigatori web. Per quello che faccio, per quello che dico e per quello che scrivo i media mi censurano e le istituzioni mi perseguitano. Le letture e le visioni delle mie opere sono gratuite. Anche l'uso è gratuito, basta indicare la fonte. Nessuno mi sovvenziona per le spese che sostengo e mi impediscono di lavorare per potermi mantenere. Non vivo solo di aria: Sostienimi o mi faranno cessare e vinceranno loro. 

Dr Antonio Giangrande  

NOTA BENE

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ANNO 2022

L’ACCOGLIENZA

QUARTA PARTE

L’ATTACCO

QUINTO MESE

 

DI ANTONIO GIANGRANDE

 

 

 

 

 

L’ITALIA ALLO SPECCHIO

IL DNA DEGLI ITALIANI

 

      

 

 L’APOTEOSI

DI UN POPOLO DIFETTATO

 

Questo saggio è un aggiornamento temporale, pluritematico e pluriterritoriale, riferito al 2022, consequenziale a quello del 2021. Gli argomenti ed i territori trattati nei saggi periodici sono completati ed approfonditi in centinaia di saggi analitici specificatamente dedicati e già pubblicati negli stessi canali in forma Book o E-book, con raccolta di materiale riferito al periodo antecedente. Opere oggetto di studio e fonti propedeutiche a tesi di laurea ed inchieste giornalistiche.

Si troveranno delle recensioni deliranti e degradanti di queste opere. Il mio intento non è soggiogare l'assenso parlando del nulla, ma dimostrare che siamo un popolo difettato. In questo modo è ovvio che l'offeso si ribelli con la denigrazione del palesato.

 

IL GOVERNO

 

UNA BALLATA PER L’ITALIA (di Antonio Giangrande). L’ITALIA CHE SIAMO.

UNA BALLATA PER AVETRANA (di Antonio Giangrande). L’AVETRANA CHE SIAMO.

PRESENTAZIONE DELL’AUTORE.

LA SOLITA INVASIONE BARBARICA SABAUDA.

LA SOLITA ITALIOPOLI.

SOLITA LADRONIA.

SOLITO GOVERNOPOLI. MALGOVERNO ESEMPIO DI MORALITA’.

SOLITA APPALTOPOLI.

SOLITA CONCORSOPOLI ED ESAMOPOLI. I CONCORSI ED ESAMI DI STATO TRUCCATI.

ESAME DI AVVOCATO. LOBBY FORENSE, ABILITAZIONE TRUCCATA.

SOLITO SPRECOPOLI.

SOLITA SPECULOPOLI. L’ITALIA DELLE SPECULAZIONI.

 

L’AMMINISTRAZIONE

 

SOLITO DISSERVIZIOPOLI. LA DITTATURA DEI BUROCRATI.

SOLITA UGUAGLIANZIOPOLI.

IL COGLIONAVIRUS.

 

L’ACCOGLIENZA

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA.

SOLITI PROFUGHI E FOIBE.

SOLITO PROFUGOPOLI. VITTIME E CARNEFICI.

 

GLI STATISTI

 

IL SOLITO AFFAIRE ALDO MORO.

IL SOLITO GIULIO ANDREOTTI. IL DIVO RE.

SOLITA TANGENTOPOLI. DA CRAXI A BERLUSCONI. LE MANI SPORCHE DI MANI PULITE.

SOLITO BERLUSCONI. L'ITALIANO PER ANTONOMASIA.

IL SOLITO COMUNISTA BENITO MUSSOLINI.

 

I PARTITI

 

SOLITI 5 STELLE… CADENTI.

SOLITA LEGOPOLI. LA LEGA DA LEGARE.

SOLITI COMUNISTI. CHI LI CONOSCE LI EVITA.

IL SOLITO AMICO TERRORISTA.

1968 TRAGICA ILLUSIONE IDEOLOGICA.

 

LA GIUSTIZIA

 

SOLITO STEFANO CUCCHI & COMPANY.

LA SOLITA SARAH SCAZZI. IL DELITTO DI AVETRANA.

LA SOLITA YARA GAMBIRASIO. IL DELITTO DI BREMBATE.

SOLITO DELITTO DI PERUGIA.

SOLITA ABUSOPOLI.

SOLITA MALAGIUSTIZIOPOLI.

SOLITA GIUSTIZIOPOLI.

SOLITA MANETTOPOLI.

SOLITA IMPUNITOPOLI. L’ITALIA DELL’IMPUNITA’.

I SOLITI MISTERI ITALIANI.

BOLOGNA: UNA STRAGE PARTIGIANA.

 

LA MAFIOSITA’

 

SOLITA MAFIOPOLI.

SOLITE MAFIE IN ITALIA.

SOLITA MAFIA DELL’ANTIMAFIA.

SOLITO RIINA. LA COLPA DEI PADRI RICADE SUI FIGLI.

SOLITO CAPORALATO. IPOCRISIA E SPECULAZIONE.

LA SOLITA USUROPOLI E FALLIMENTOPOLI.

SOLITA CASTOPOLI.

LA SOLITA MASSONERIOPOLI.

CONTRO TUTTE LE MAFIE.

 

LA CULTURA ED I MEDIA

 

LA SCIENZA E’ UN’OPINIONE.

SOLITO CONTROLLO E MANIPOLAZIONE MENTALE.

SOLITA SCUOLOPOLI ED IGNORANTOPOLI.

SOLITA CULTUROPOLI. DISCULTURA ED OSCURANTISMO.

SOLITO MEDIOPOLI. CENSURA, DISINFORMAZIONE, OMERTA'.

 

LO SPETTACOLO E LO SPORT

 

SOLITO SPETTACOLOPOLI.

SOLITO SANREMO.

SOLITO SPORTOPOLI. LO SPORT COL TRUCCO.

 

LA SOCIETA’

 

AUSPICI, RICORDI ED ANNIVERSARI.

I MORTI FAMOSI.

ELISABETTA E LA CORTE DEGLI SCANDALI.

MEGLIO UN GIORNO DA LEONI O CENTO DA AGNELLI?

 

L’AMBIENTE

 

LA SOLITA AGROFRODOPOLI.

SOLITO ANIMALOPOLI.

IL SOLITO TERREMOTO E…

IL SOLITO AMBIENTOPOLI.

 

IL TERRITORIO

 

SOLITO TRENTINO ALTO ADIGE.

SOLITO FRIULI VENEZIA GIULIA.

SOLITA VENEZIA ED IL VENETO.

SOLITA MILANO E LA LOMBARDIA.

SOLITO TORINO ED IL PIEMONTE E LA VAL D’AOSTA.

SOLITA GENOVA E LA LIGURIA.

SOLITA BOLOGNA, PARMA ED EMILIA ROMAGNA.

SOLITA FIRENZE E LA TOSCANA.

SOLITA SIENA.

SOLITA SARDEGNA.

SOLITE MARCHE.

SOLITA PERUGIA E L’UMBRIA.

SOLITA ROMA ED IL LAZIO.

SOLITO ABRUZZO.

SOLITO MOLISE.

SOLITA NAPOLI E LA CAMPANIA.

SOLITA BARI.

SOLITA FOGGIA.

SOLITA TARANTO.

SOLITA BRINDISI.

SOLITA LECCE.

SOLITA POTENZA E LA BASILICATA.

SOLITA REGGIO E LA CALABRIA.

SOLITA PALERMO, MESSINA E LA SICILIA.

 

LE RELIGIONI

 

SOLITO GESU’ CONTRO MAOMETTO.

 

FEMMINE E LGBTI

 

SOLITO CHI COMANDA IL MONDO: FEMMINE E LGBTI.

 

 

 

L’ACCOGLIENZA

INDICE PRIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

GLI EUROPEI

I Muri.

Quei razzisti come gli italiani.

Quei razzisti come i tedeschi.

Quei razzisti come gli austriaci.

Quei razzisti come i danesi.

Quei razzisti come i norvegesi.

Quei razzisti come gli svedesi.

Quei razzisti come i finlandesi.

Quei razzisti come i belgi.

Quei razzisti come i francesi.

Quei razzisti come gli spagnoli.

Quei razzisti come gli olandesi.

Quei razzisti come gli inglesi.

Quei razzisti come i cechi.

Quei razzisti come gli ungheresi.

Quei razzisti come i rumeni.

Quei razzisti come i greci.

Quei razzisti come i serbi.

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

GLI AFRO-ASIATICI

 

Quei razzisti come i marocchini.

Quei razzisti come i libici.

Quei razzisti come i congolesi.

Quei razzisti come gli ugandesi.

Quei razzisti come i nigeriani.

Quei razzisti come gli egiziani.

Quei razzisti come i ruandesi.

Quei razzisti come gli israeliani.

Quei razzisti come i libanesi.

Quei razzisti come i sudafricani.

Quei razzisti come i turchi.

Quei razzisti come gli arabi sauditi. 

Quei razzisti come i qatarioti.

Quei razzisti come gli iraniani.

Quei razzisti come gli iracheni.

Quei razzisti come gli afghani.

Quei razzisti come gli indiani.

Quei razzisti come i singalesi.

Quei razzisti come i birmani.

Quei razzisti come i kazaki.

Quei razzisti come i russi.

Quei razzisti come i cinesi.

Quei razzisti come i nord coreani.

Quei razzisti come i sud coreani.

Quei razzisti come i filippini.

Quei razzisti come i giapponesi.

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

GLI AMERICANI

 

Quei razzisti come gli statunitensi.

Kennedy: Le Morti Democratiche.

Quei razzisti come i canadesi.

Quei razzisti come i messicani.

Quei razzisti come i peruviani.

Quei razzisti come gli haitiani.

Quei razzisti come i cubani.

Quei razzisti come i cileni.

Quei razzisti come i venezuelani.

Quei razzisti come i colombiani.

Quei razzisti come i brasiliani.

Quei razzisti come gli argentini.

Quei razzisti come gli australiani.

 

INDICE SECONDA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Fredda.

La Variante Russo-Cinese-Statunitense.

 

INDICE TERZA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LA BATTAGLIA DEGLI IMPERI.

I LADRI DI NAZIONI.

CRIMINI CONTRO L’UMANITA’.

I SIMBOLI.

LE PROFEZIE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. PRIMO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. SECONDO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. TERZO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. QUARTO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. QUINTO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. SESTO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. SETTIMO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. OTTAVO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. NONO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. DECIMO MESE.

 

INDICE QUINTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LE MOTIVAZIONI.

NAZISTA…A CHI?

IL DONBASS DELI ALTRI.

L’OCCIDENTE MOLLICCIO E DEPRAVATO.

TUTTE LE COLPE DI…

LE TRATTATIVE.

ALTRO CHE FRATELLI. I SOLITI COGLIONI RAZZISTI.

LA RUSSIFICAZIONE.

 

INDICE SESTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

ESERCITI, MERCENARI E VOLONTARI.

IL FREDDO ED IL PANTANO.

 

INDICE SETTIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LE VITTIME.

I PATRIOTI.

LE DONNE.

LE FEMMINISTE.

GLI OMOSESSUALI ED I TRANS.

LE SPIE.

 

INDICE OTTAVA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LA GUERRA DELLE MATERIE PRIME.

LA GUERRA DELLE ARMI CHIMICHE E BIOLOGICHE.

LA GUERRA ENERGETICA.

LA GUERRA DEL LUSSO.

LA GUERRA FINANZIARIA.

LA GUERRA CIBERNETICA.

LE ARMI.

 

INDICE NONA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LA DETERRENZA NUCLEARE.

DICHIARAZIONI DI STATO.

LE REAZIONI.

MINACCE ALL’ITALIA.

 

INDICE DECIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

IL COSTO.

L’ECONOMIA DI GUERRA. LA ZAPPA SUI PIEDI.

PSICOSI E SPECULAZIONI.

I CORRIDOI UMANITARI.

I PROFUGHI.

 

INDICE UNDICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

I PACIFISTI.

I GUERRAFONDAI.

RESA O CARNEFICINA? 

LO SPORT.

LA MODA.

L’ARTE.

 

INDICE DODICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

PATRIA MOLDAVIA.

PATRIA BIELORUSSIA.

PATRIA GEORGIA.

PATRIA UCRAINA.

VOLODYMYR ZELENSKY.

 

INDICE TREDICESIMA PARTE

 

La Guerra Calda.

L’ODIO.

I FIGLI DI PUTIN.

 

INDICE QUATTORDICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’INFORMAZIONE.

TALK SHOW: LA DISTRAZIONE DI MASSA. 

 

INDICE QUINDICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LA PROPAGANDA.

LA CENSURA.

LE FAKE NEWS.

 

INDICE SEDICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

CRISTIANI CONTRO CRISTIANI.

LA RUSSOFOBIA.

LA PATRIA RUSSIA.

IL NAZIONALISMO.

GLI OLIGARCHI.

LE GUERRE RUSSE.

 

INDICE DICIASSETTESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

CHI E’ PUTIN.

 

INDICE DICIOTTESIMA PARTE

 

SOLITI PROFUGHI E FOIBE. (Ho scritto un saggio dedicato)

Quelli che…le Foibe.

Lo sterminio comunista degli Ucraini.

L’Olocausto.

SOLITO PROFUGOPOLI. VITTIME E CARNEFICI. (Ho scritto un saggio dedicato)

Gli Affari dei Buonisti.

Quelli che…Porti Aperti.

Quelli che…Porti Chiusi.

Il Caso dei Marò.

Che succede in Africa?

Che succede in Libia?

Che succede in Tunisia?

Cosa succede in Siria?

 

 

 

L’ACCOGLIENZA

QUARTA PARTE

L’ATTACCO

QUINTO MESE

 

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

·        La Guerra Calda.

L’ATTACCO. QUINTO MESE.

Guerra Russia-Ucraina. Svolta Ue, sì alla candidatura di Ucraina e Moldavia. Zelensky: “Italia al fianco di Kiev, grazie Draghi”. Redazione CdG 1947 su Il Corriere del Giorno il 24 Giugno 2022

Al 120° giorno di guerra della Russia contro l’Ucraina arriva l’annuncio del presidente Usa, Joe Biden, di nuove sanzioni per Mosca. Gli stati Uniti e i leader del G7 annunceranno nuove misure per accrescere la pressione sulla Russia nel prossimo summit in Germania.  Da domenica scorsa secondo l’Intelligence britannica, le forze russe sono avanzate per oltre 5 chilometri verso la città di Lysychansk, nel Donbass. “Alcune unità ucraine si sono ritirate, probabilmente per evitare di essere accerchiate, ma le forze russe stanno mettendo sotto pressione la sacca di Lysychansk-Severodonetsk“. 

Il presidente ucraino Zelensky, dopo aver gioito per la decisione del Consiglio dell’ Unione Europea di dare il via libera alla candidatura di Ucraina e Moldavia come membri dell’Unione, ha sottolineato in collegamento con il vertice quanto quella presa oggi sia “una delle decisioni più importanti per l’Ucraina in tutti i 30 anni di indipendenza del nostro Stato. Questa decisione però non è solo per l’Ucraina. Questo è il più grande passo per il rafforzamento dell’Europa che potrebbe essere compiuto proprio ora, quando la guerra mette alla prova la nostra capacità di preservare la libertà e l’unità“. 

“Grazie a tutti i leader europei. Grazie ai nostri eroi che con le armi difendono l’indipendenza dell’Ucraina e la libertà dell’Europa. Grazie per aver reso possibile una nuova storia dell’Europa, ancora più forte, ancora più libera”. Zelensky ha pubblicamente citato tra i “leader”, il presidente del Consiglio Mario Draghi: “Grazie per la sua perseveranza“.

h. 00.03 | Onu smentisce Lavrov su no a rotta Bielorussa per grano

Stefan Dujarric, portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, ha smentito, in una dichiarazione a Ria Novosti, le affermazioni odierne di Serghei Lavrov, che ha accusato Guterres di prolungare la crisi alimentare rifiutando le proposte di Mosca. “La rotta bielorussa per l’esportazione di grano dall’Ucraina è stata una delle prime opzioni proposte dal Segretario generale“, ha puntualizzato Dujarric, che ha poi negato che Guterres intenda sbloccare l’export di cereali ucraino prima di quello russo, come ha sostenuto Lavrov. “Il segretario generale ha sempre parlato di un pacchetto per le esportazioni dall’Ucraina e le esportazioni dalla Russia allo stesso tempo“, ha detto il portavoce.

h. 00.03 | Lavrov accusa il segretario generale Onu Guterres: “Prolunga crisi alimentare‘

Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha accusato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, di prolungare la crisi alimentare respingendo le proposte di Mosca sull’esportazione di grano. “Guterres sta cercando di risolvere i problemi dell’esportazione di grano dai porti ucraini senza tener conto dei corridoi che annunciamo quotidianamente“, ha affermato Lavrov in un’intervista alla televisione pubblica bielorussa, “questa situazione crea problemi a molti paesi in via di sviluppo“. “Il segretario generale delle Nazioni Unite, con le sue azioni, sta prolungando la crisi alimentare, rendendo impossibile l’invio rapido di grano lì. Questo è deplorevole”, ha proseguito il ministro degli Esteri russo, che ha inoltre attaccato Guterres per non aver preso in considerazione l’ipotesi di esportare via terra il grano ucraino attraverso la Bielorussia, “percorso meno costoso rispetto a passare per Polonia e Romania“.

h. 00.29 | Zelensky, “Italia a fianco di Kiev, grazie a forza Draghi”

«L’Italia è al nostro fianco. Grazie mille, signor primo ministro! Grazie per la sua forza, per la sua perseveranza. Grazie per aver dimostrato che i principi delle persone perbene sono davvero il fondamento dell’Europa». E’ quanto ha sottolineato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parlando al Consiglio europeo dopo il sì dell’Ue alla candidatura ucraina. Zelensky ha ringraziato, uno ad uno, tutti e 27 i Paesi membri, secondo quanto si legge nel discorso pubblicato sul sito del governo ucraino. 

h. 02.12 | Candidatura Ucraina in Ue, Kuleba: svolta da visita a Kiev di Draghi, Macron e Scholz

“La recente visita a Kiev di Macron, Draghi e Scholz, insieme con il premier romeno, è stata il punto di svolta per la candidatura dell’Ucraina nell’Unione Europea. Prima di allora la situazione era molto fragile“. Lo ha affermato il ministro degli Esteri ucraino, Dmitry Kuleba, come riportato dall’agenzia Unian.  “Il presidente francese Emmanuel Macron – ha aggiunto – ha svolto un ruolo molto importante. L’elenco degli scettici era noto da molto tempo: i Paesi Bassi, la Danimarca, la Svezia, il Portogallo. La Germania era in questo gruppo“.

h. 08.10 |Ucraina, sale a 338 il numero di bambini uccisi dall’inizio del conflitto

Sono 338 i bambini uccisi in Ucraina dal giorno dell’invasione russa del Paese lo scorso 24 Febbraio. 610 i feriti. Lo rende noto l’ufficio del Procuratore generale ucraino, precisando che il maggior numero delle vittime si registra nelle regioni di Donetsk, Kharkiv, Kiev e Chernihiv.

h. 08.45 | Ucraina, intelligence Uk: “Aviazione russa in difficoltà, usa i mercenari Wagner“

L’intelligence britannica ritiene che la Russia stia utilizzando piloti mercenari della compagnia militare privata Wagner perché non dispone di personale adeguatamente addestrato e sta subendo perdite in combattimento nella guerra con l’Ucraina. Secondo fonti di intelligence del ministero della Difesa del Regno Unito, l’esercito ucraino ha catturato il pilota di un aereo d’attacco russo Su-25, abbattuto il 17 giugno. Il pilota ha ammesso di essere un ex maggiore dell’aeronautica russa, che ha ottenuto un lavoro come mercenario militare del gruppo Wagner.

h. 08.51 | Cremlino su Kaliningrad: “Ci auguriamo il meglio e ci prepariamo al peggio”

Il Cremlino non esclude la possibilità che la Lituania sollevi le restrizioni al transito verso l’enclave russa di Kaliningrad, ma si prepara al peggio. A dichiararlo è stato Dmitry Peskov. «Non vogliamo escludere nulla. Vogliamo augurarci il meglio e prepararci al peggio. E questo è esattamente ciò che stiamo facendo ora», aggiunge il portavoce del Cremlino.

h. 08.56 | Zelensky: “Non siamo Stato-cuscinetto ma parte dell’Ue”

«E’ stato riconosciuto ufficialmente: l’Ucraina non è un ponte, non uno Stato-cuscinetto tra Occidente e Russia, non una sfera d’influenza, non una zona “grigia” o un territorio di transito. L’Ucraina è un futuro partner alla pari per i 27 Paesi dell’Ue», dichiara nel suo ultimo video messaggio il leader di Kiev, Volodymyr Zelensky, all’indomani del via libera del Consiglio europeo allo status di candidato Ue all’Ucraina.

h. 09.16 | Ucraina, governatore di Chernihiv: “Nella notte nuovi bombardamenti al confine“

Nella regione Chernihiv, nell’Ucraina nord orientale, si sono registrati questa notte nuovi bombardamenti al confine con la Russia. Lo comunica su Telegram il governatore Viacheslav Chaus. In particolare ci sono stati “cinque attacchi con lanciagranate vicino a Senkivka, al confine con la Russia, e venti esplosioni di mortaio vicino a Semenivka“.

h. 09.20 | Letta: “Segnale chiaro dell’Ue a Putin“

«E’ un giorno storico. L’Ue ha dato lo status di candidato a un Paese invaso da un altro Paese, non era mai accaduto, vuol dire che l’Ue è un attore geopolitico importante che quando ci sono di mezzo valori di libertà e democrazia, di autodeterminazione di un popolo che decidere il suo futuro ascolta e decide di essere generoso», afferma a Radio Rai il segretario del Pd Enrico Letta commentando il via libera dell’Ue alla concessione dello status di Paese candidato all’Ue per l’Ucraina. E aggiunge: «E’ stata scelta non scontata e storica. L’Ucraina e non solo, sottolineo l’importanza della Moldavia. Un segnale molto chiaro a Putin: non è immaginabile usare armi del novecento per ridefinire i confini, questi sono i valori che vincono i Europa, non i tuoi».

h. 09.32 | Germania, “La Russia potrebbere interrompere completamente le forniture di gas al Paese“

La Russia potrebbe interrompere completamente le forniture di gas alla Germania. L’avvertimento arriva da Klaus Mueller, il presidente dell’Agenzia federale delle reti di Berlino, l’ente che regola i servizi essenziali, compresa la fornitura di gas. “Non si può escludere” ha affermato, spiegando che sono stati ipotizzati vari scenari. “La maggior parte di questi non sono positivi e variano da una quantità insufficiente di gas alla fine dell’inverno ad una situazione molto difficile già in autunno o in inverno”, ha affermato Mueller.

h. 13.50 | Medvedev: «Fame come arma? Incredibile detto dalla Germania»

«È incredibile sentire queste parole dai funzionari di un paese che ha tenuto Leningrado sotto blocco per 900 giorni, dove quasi 700mila persone sono morte di fame». Lo ha scritto su Telegram il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, secondo Ria Novosti, commentando le dichiarazioni della ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, che secondo Der Spiegel ha detto che «la guerra aggressiva della Russia contro l’Ucraina ha trasformato un’onda in uno tsunami», mentre Mosca «usa deliberatamente la fame come arma di guerra e tiene in ostaggio il mondo intero».

h. 14.00 | Turchia: c’è il consenso tra le parti per sbloccare corridoi del grano

Il ministro della Difesa turco Hulusi Akar ha fatto sapere che è stato trovato un «consenso generale» tra le parti per sbloccare l’esportazione di grano dai porti dell’Ucraina. «È stato raggiunto un consenso generale sulla creazione di un centro a Istanbul per le operazioni e la gestione sicura e ininterrotta di questa attività da parte di soldati turchi, russi e ucraini insieme, oltre che con l’Onu», ha fatto sapere Akar, come riporta Hurriyet, aggiungendo che «nei prossimi giorni ci potrebbero essere sviluppi positivi e si potranno adottare misure concrete».

h. 14.15 | Sindaco Chernihiv: danni per oltre 4,2 miliardi di dollari

Una città svuotata della sua popolazione, imprese distrutte, danni per oltre 4,2 miliardi di dollari. A tracciare il bilancio di Chernihiv è il suo sindaco, Vladislav Atroshenko, in un’intervista a Interfax-Ucraina.

h. 14.30 | Ucraina, Zelensky a Glastonbury: “La libertà vince sempre”

«Dimostrate che la libertà vince sempre». È il messaggio che il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha rivolto ai partecipanti al Festival di Glastonbury, nel Regno Unito. «Il festival riprende quest’anno dopo due anni di stop. La pandemia ha messo in pausa la vita di milioni di persone in tutto il mondo, ma non l’ha spezzato. A noi in Ucraina piacerebbe vivere la vita che vivevamo e godere della libertà e di questa estate meravigliosa, ma non possiamo perché è accaduta la cosa più terribile – la Russia ha rubato la nostra pace. Ma non permetteremo che la guerra della Russia ci spezzi», ha dichiarato Zelensky in un intervento video.

h. 14.45 | Gb: aviazione russa in difficoltà, scarseggiano i piloti. Si usano quelli in pensione

L’aviazione russa ha difficoltà nel sostenere l’invasione dell’Ucraina con un adeguato livello di piloti: lo scrive l’intelligence britannica nel suo aggiornamento quotidiano sulla situazione nel Paese. Il rapporto, pubblicato dal ministero della Difesa su Twitter, cita in particolare l’uso di piloti in pensione – e attualmente alle dipendenze del gruppo mercenario russo Wagner – nelle missioni di supporto aereo. Una pratica, commenta, dovuta probabilmente ad una mancanza di piloti adeguatamente addestrati e alle perdite sul campo di battaglia.

h. 15.00 | “Kuleba: “Negoziato? Quando la Russia non imporrà più ultimatum”

Un negoziato sarà possibile «quando la Russia abbandonerà i suoi piani di conquista dell’Ucraina e accetterà il fatto che i negoziati non riguardano l’accettazione dei suoi ultimatum, ma trovare una soluzione reciprocamente accettabile». Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, in un messaggio video al Convegno nazionale dei giovani imprenditori in corso a Rapallo. «Ieri il portavoce del presidente Putin ha detto con molta franchezza e chiarezza che la pace sarà possibile quando l’Ucraina accetterà gli ultimatum, le richieste della Russia. Sono loro stessi a respingere l’idea dei colloqui» ha aggiunto il ministro.

h. 16.00 | Consorzi agrari: stimate meno 3milioni di tonnellate di grano in Europa, tra siccità e guerra

L’Europa per effetto della siccità e delle conseguenze del conflitto in Ucraina “perderà circa 3 milioni di tonnellate di grano con cali evidenti in alcuni tra i Paesi più importanti per il grano tenero: Ungheria -11%, Romania -20%, Bulgaria -11%. La produzione di grano in Ucraina, teatro della guerra da ormai 4 mesi, è prevista in calo del 35% rispetto allo scorso anno, mentre la Russia dovrebbe passare da 75 a 81 milioni di tonnellate prodotte (+8%)”. L’allarme è dei Consorzi Agrari d’Italia (Cai) nel tracciare l’andamento macroeconomico del mercato dei cereali incrociando i primi dati provenienti da istituzioni europee e mondiali.

h. 17.30 | Macron: sei pacchetti sanzioni sembravano impensabili 6 mesi fa

«L’Europa di giugno 2022 è molto diversa da quella di gennaio 2022 e non l’avevamo anticipata fino a questo punto, ovviamente soprattutto perché la Russia ha deciso di lanciare una guerra ma anche perché abbiamo anche agito insieme su una serie di decisioni estremamente strutturanti per il nostro continente, approvando sanzioni con una velocità senza precedenti, sei pacchetti di sanzioni sembravano impensabili sei mesi fa». Lo ha affermato il presidente francese, Emmanuel Macron, della presidenza di turno del Consiglio Ue, nella conferenza stampa al termine del Consiglio europeo.

h. 18.00 | Deputato russo: in caso di III Guerra mondiale le prime bombe su Londra

«Nel caso scoppiasse la Terza Guerra mondiale la città di Londra sarebbe la prima ad essere bombardata». Parola del deputato russo della Duma Andrei Gurulyov, stando a quanto riporta Ukrainska Pravda. «Distruggeremo l’intero gruppo di satelliti spaziali nemici durante la prima operazione aerea. A nessuno importerà se sono americani o britannici, li considereremmo tutti della Nato», ha avvertito. «In secondo luogo, indeboliremo il loro intero sistema di difesa missilistica, al 100% ovunque», ha continuato Gurulev. «In terzo luogo, non inizieremo sicuramente con Varsavia, Parigi o Berlino. La prima a soffrire sarà Londra. È chiaro che la minaccia per il mondo viene dagli anglosassoni», ha aggiunto. Secondo la direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino, Gurulyov è un criminale di guerra che è stato direttamente coinvolto in attività criminali in Ucraina nel 2014-15.

h. 18.30 | Kiev: il grano raccolto nei silos a Melitopol portato via dai russ

I russi hanno portato via il vecchio grano raccolto nei silos a Melitopol in Ucraina. Lo ha denunciato il sindaco di Melitopol Ivan Fedorov, stando a Ukrinform. Ogni giorno dai 30 ai 50 camion portano i raccolti fuori dalla città e dal distretto di Melitopol. Si tratta di quasi 1.000 tonnellate. Gli agricoltori di Melitopol non hanno l’opportunità di esportare ortaggi e frutta che hanno coltivato, poiché i russi non consentono di portare i raccolti fuori dal territorio occupato nelle aree controllate dal governo filorusso.

h. 20.00 | Servirà almeno un decennio per ripulire da mine ed esplosivi

L’Ucraina avrà bisogno di almeno un decennio per ripulire tutte le mine e gli esplosivi dalla sua terra e dalle sue acque dopo la guerra. Lo ha affermato un portavoce del servizio di emergenza statale ucraino. Lo riporta il Guardian. “Finora, l’Ucraina è riuscita a liberare 620 chilometri quadrati di terra che erano disseminati di migliaia di ordigni esplosivi, comprese 2.000 bombe lanciate dall’aria” ha detto Oleksandr Khorunzhiy. “Quasi 300.000 chilometri quadrati – circa la metà del territorio ucraino – sono ancora visti contaminati”, ha aggiunto: “Serviranno fino a 10 anni, secondo una cifra ottimistica. Perché non sappiamo ancora cosa stia succedendo nei territori in cui sono in corso combattimento attivi in questo momento“, ha sottolineato.

h. 21.00 | Sindaco Melitopol, da inizio guerra oltre 500 rapimenti, ripresi in ultima settimana

«Più di 500 persone sono state rapite negli ultimi quattro mesi». Lo ha detto Ivan Fedrov, sindaco di Mariupol, città ucraina sudorientale. Il primo cittadino ha aggiunto che i rapimenti di massa sono ripresi la scorsa settimana nel territorio occupato dalla Russia.

h. 22.40 | Sindaca Berlino in videochiamata con deep fake di Klitschko. Giffey credeva di parlare con sindaco Kiev ma era una trappola

Oggi pomeriggio la sindaca di Berlino, Franziska Giffey, ha interrotto una videochiamata con quello che doveva essere il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko. A quanto pare, infatti, non si trattava davvero di Klitschko, ma probabilmente di un “deep fake“, cioè una manipolazione digitale che rappresentava falsamente il sindaco ucraino. Lo riportano i media tedeschi. Dopo circa 15 minuti di dialogo, trascorsi soprattutto a parlare di rifugiati ucraini, la sindaca si è insospettita per l’andamento della discussione e ha posto fine alla conversazione. L’ambasciata ucraina in Germania avrebbe poi confermato che non poteva trattarsi del vero Klitschko. Giffey ha avvisato la polizia e commentato via Twitter che «purtroppo fa parte della realtà che la guerra venga condotta con tutti i mezzi – anche in rete, utilizzando metodi digitali per minare la fiducia e screditare i partner e gli alleati dell’Ucraina».

 h. 22.57 | Georgia: a Tblisi migliaia in piazza a sostegno dell’ingresso in Ue

Si sta svolgendo in queste ore nel centro di Tbilisi, davanti al palazzo del Parlamento, una manifestazione, a cui stanno partecipando migliaia di persone, a sostegno del futuro della Georgia nell’Unione europea. Lo riportano i media internazionali. Gli organizzatori della manifestazione hanno riferito ai giornalisti che l’evento ha lo scopo di protestare contro le attuali autorità, ritenute colpevoli del rifiuto da parte di Bruxelles di concedere alla Georgia lo status di candidato all’adesione all’Unione europea, dato invece all’Ucraina e alla Moldavia.

Nuovi lanciarazzi Usa a Kiev entro metà luglio. Turchia: consenso tra le parti per sbloccare il grano. di Lorenzo Cremonesi, Andrea Nicastro, Paolo Foschi e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 24 Giugno 2022

Le notizie di venerdì 24 giugno sulla guerra, in diretta. Le truppe ucraine si ritirano da Severodonetsk: oltre quattro battaglioni accerchiati dai russi. Medvedev: «Ue e Nato come Hitler». Alto funzionario russo ucciso a Kherson

• La guerra in Ucraina è arrivata al 121esimo giorno.

• L’Ucraina ha annunciato il ritiro dalla città di Severodonetsk e l’avanzata dei russi intorno a Lysychansk: di fatto, la battaglia per quella regione si avvicina al termine.

• I lanciarazzi Himars americani sono arrivati in Ucraina: gli Stati Uniti hanno annunciato una fornitura di armi per altri 450 milioni.

• Nella giornata di ieri, l’Ucraina ha ricevuto lo status di Paese candidato all’Unione europea, insieme alla Moldavia. Zelensky: «Momento storico». Von der Leyen: «Questa candidatura è il miglior segnale di speranza».

Ore 20:34 - Ue, Michel: «Ok a status candidato Ucraina e Moldavia»

«Il Consiglio europeo ha approvato lo status di candidato all’Ue per Ucraina e Moldavia. Un momento storico». Lo annuncia su Twitter il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel. «La giornata di oggi - aggiunge - segna un passo cruciale nel vostro cammino verso l’Ue. Congratulazioni a Zelensky e Maia Sandu, al popolo ucraino e moldavo». Il Consiglio ha inoltre «deciso di riconoscere la prospettiva europea della Georgia ed è pronta a concedere lo status di candidato una volta affrontate le priorità in sospeso. Congratulazioni al popolo georgiano. Un momento storico nelle relazioni Ue-Georgia: il futuro della Georgia è nell’Unione Europea», conclude Michel.

«Oggi è un buon giorno per l’Europa. Congratulazioni al Presidente Volodymyr Zelensky, alla presidente Maia Sandu e al primo ministro Irakli Garibashvili. I vostri Paesi fanno parte della nostra famiglia europea. E la storica decisione odierna dei leader lo conferma». Lo scrive in un tweet la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.

Il presidente Volodymyr Zelensky ha definito «un momento unico e storico nei rapporti tra Ucraina e Unione Europea la decisione arrivata oggi dai leader europei di concedere all'Ucraina lo status di candidato all'Ue».

Ore 21:17 - Filorussi: i difensori della fabbrica Azot disposti a resa

I difensori ucraini trincerati nello stabilimento chimico Azot di Severodonetsk sono disposti ad arrendersi se verrà garantita l'incolumità dei civili. Lo ha riferito a Tass una fonte delle milizie separatiste filorusse del Lugansk. In precedenza il governatore ucraino dell'Oblast, Sergiy Gaidai, aveva affermato che i soldati presenti nella fabbrica stavano valutando un ritiro.

Ore 23:46 - Lavrov: non ha senso continuare a negoziare con Kiev

«Non ha senso continuare a negoziare con Kiev nelle stesse forme che si sono sviluppate negli ultimi 8 anni durante i quali hanno rotto l'accordo rotto di Maidan del febbraio 2014 e poi gli accordi di Minsk». Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in un'intervista alla televisione di Stato della Bielorussia, citata da Tass. Secondo Lavrov, quando si riprenderanno i negoziati «la Russia terrà conto della situazione sul campo. Ci sono aree liberate» dove - sempre secondo il ministro russo - «la maggior parte della popolazione non ha intenzione di tornare nuovamente sotto il controllo» delle autorità ucraine.

Ore 03:16 - Sindaco Mariupol: «Rischio catastrofe epidemiologica»

La città di Mariupol, occupata dalle forze armate russe, è «sull’orlo di una catastrofe epidemiologica». Lo ha detto - riferisce il Kiev Independent - il sindaco Vadym Boychenko, aggiungendo che «la città è invasa da montagne di spazzatura indifferenziata, circa 9.000 tonnellate, e le condizioni igieniche sono precarie». «Si stanno diffondendo — ha aggiunto — malattie infettive, tra cui non escludo il colera e la dissenteria. In tutte le zone ci sono sepolture naturali e nessuna fognatura è funzionante. Inoltre non c’è acqua potabile. Tutto questo mette a rischio la salute dei residenti di Mariupol che si ritrovano in un vero e proprio ghetto».

Ore 05:25 - Zelensky: «Italia a fianco di Kiev, grazie signor Draghi»

«L’Italia è al nostro fianco. Grazie mille, signor primo ministro! Grazie per la sua forza, per la sua perseveranza. Grazie per aver dimostrato che i principi delle persone perbene sono davvero il fondamento dell’Europa». È quanto ha sottolineato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parlando al Consiglio europeo dopo il sì dell’Ue alla candidatura ucraina. Zelensky ha ringraziato, uno ad uno, tutti e 27 i Paesi membri, secondo quanto si legge nel discorso pubblicato sul sito del governo ucraino.

Ore 06:08 - Usa forniranno a Kiev altri 450 mln in aiuti militari

Gli Stati Uniti forniranno all’Ucraina altri 450 milioni di dollari in aiuti militari, tra cui sistemi missilistici avanzati. L’annuncio è arrivato pochi giorni prima che il presidente degli Stati Uniti Joe Biden si rechi in Europa per i vertici del G7 e della Nato. Il pacchetto comprende sistemi missilistici di artiglieria ad alta mobilità o himar, motovedette e proiettili di artiglieria. Dall’inizio della guerra, a febbraio, gli Stati Uniti hanno impegnato 6,1 miliardi di dollari in assistenza alla sicurezza.

Ore 07:09 - Le minoranze etniche che Putin manda a morire

(Federico Fubini) Vladimir Putin paragona sé stesso a Pietro il Grande e dall’inizio la guerra è stata concepita dentro il Cremlino da una ristretta cerchia di uomini bianchi, in età avanzata, legati al sogno di un grande impero slavo che riconquisti le sue antiche regioni europee. 

Ma il tributo di sangue lo stanno pagando, fuori da ogni proporzione, giovani uomini dall’aspetto completamente diverso. 

Spesso sono musulmani dell’Ossezia del Nord o del Daghestan o buddisti tibetani della Buriazia o della Repubblica di Tuva, alle frontiere della Mongolia. Oppure vengono da qualche provincia sperduta dell’Estremo Oriente non lontana dai confini con la Cina e con la Corea del Nord, come la Provincia ebraica autonoma dove Stalin aveva cercato di deportare un’intera minoranza scomoda. 

In nome del sogno imperiale di Putin — numeri alla mano — questi giovani delle terre più lontane hanno una probabilità di morire in Ucraina centinaia di volte più alta dei coetanei di Mosca o di San Pietroburgo. 

La testarda ricerca e l’analisi dei dati dicono che loro per primi sono stati gettati nella fornace della guerra nelle settimane più cruente. 

I buriati per esempio sono appena lo 0,3% della popolazione, ma erano il 4,5% dei morti nelle prime tre settimane di guerra.

Ore 07:26 - Le truppe russe circondano Lysychansk

La battaglia per Severodonetsk e per la città «gemella», appena al di là del fiume, sembra sempre più prossima alla conclusione. 

Secondo le autorità ucraine, le forze russe stanno cercando di circondare le truppe ucraine a Lysychansk — l’unica città, insieme a Severodonetsk, che resta in mano ucraina nella regione. 

Nell’area, le truppe di Putin sono riuscite nelle ultime due settimane a compiere lenti, ma costanti, passi avanti. 

«I combattimenti stanno entrando in una spaventosa fase di climax», ha detto Oleksiy Arestovych, uno degli uomini più vicini al presidente Zelensky, mentre il governatore della regione, Gaidai, ha riconosciuto che i russi sono riusciti a conquistare altri villaggi alla periferia delle due città. 

«Per evitare l’accerchiamento definitivo», ha detto Gaidai, «i nostri comandi potrebbero ordinare alle nostre truppe di ritirarsi su nuove posizioni».

Ore 07:44 - Kuleba, le armi e la via diplomatica

L’incipit dell’intervista di Lorenzo Cremonesi a Dmytro Kuleba, ministro degli Esteri di Kiev, è chiaro: «Dato che mi parla dal Donbass, anche lei è in grado di toccare con mano gli effetti devastanti dei bombardamenti russi e le ragioni del mio argomento di base: solamente la nostra vittoria militare convincerà la Russia ad avviare seri negoziati di pace, le armi garantiranno la via diplomatica».

Ore 07:48 - «Ci ritiriamo da Severodonetsk»

L’annuncio arriva dal governatore di una delle regioni più devastate dagli attacchi dell’artiglieria russa di queste ultime settimane, Sergij Gaidai. 

Le nostre truppe, ha detto, «dovranno essere ritirate» dalla città di Severodonetsk: «Le posizioni difensive che ancora erano in piedi sono state ridotte in pezzi. E rimanerci non ha senso - il numero di morti tra i nostri soldati continua a crescere». 

La situazione — come scrivevamo poco fa — è critica anche nella città «gemella», quella di Lysychansk. 

Ore 08:02 - L’Europa, l’Ucraina e il gas, punto per punto

(Alessandro Trocino) Il cammino sarà probabilmente lungo: ma ieri l’Europa ha voluto lanciare un segnale chiaro, contro la Russia e in solidarietà al Paese aggredito. 

Ucraina, Moldavia e Georgia hanno ottenuto «la prospettiva europea». 

A Kiev e Chisinau è stato anche riconosciuto lo status di Paese candidato all’adesione all’Ue, mentre per Tbilisi è ancora subordinato all’attuazione di alcune riforme. 

Le reazioni

Erano collegati in video con il Consiglio europeo i presidenti ucraino Volodymyr Zelensky e la moldava Maia Sandu, comprensibilmente entusiasti. Ma la decisione viene rilanciata con solennità. «È un momento storico» dice il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. «Un momento determinante», per la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen: «Non ci può essere migliore segnale di speranza per il popolo ucraino». 

Stop ai Balcani

Il messaggio pro Ucraina arriva insieme a un freno sui dossier che riguardano i Balcani Occidentali da tempo in attesa di entrare nell’Ue. L’apertura dei negoziati di adesione con Albania e Macedonia del Nord è vincolata al veto posto dalla Bulgaria per ragioni storiche e culturali, che dovrebbe togliere nei prossimi giorni (il premier Kiril Petkov è stato sfiduciato e il Parlamento si deve esprimere su Skopje). Una delusione emersa con forza nelle parole dei leader di Albania, Macedonia del Nord, Serbia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Kosovo durante il summit informale che ha preceduto il Consiglio europeo. Il presidente albanese Edi Rama, intervistato da Leonard Berberi, si dice dispiaciuto, ma non solo: «Bruxelles non ha mantenuto le promesse. È uno stallo pericoloso». 

L’asse Draghi-Macron per il summit sul gas

Mario Draghi ha chiesto un nuovo summit europeo straordinario per il tetto sul prezzo del gas. La proposta è sostenuta anche dalla Francia e, come racconta in un retroscena Marco Galluzzo, è frutto anche del colloquio che il premier italiano ha avuto con Emmanuel Macron. L’ipotesi è che il summit si tenga a luglio. Anche il presidente del consiglio europeo Charles Michel approva: «Mi sembra una buona idea». Restano le resistenze di Germania, Lussemburgo e Olanda. Il premier olandese Mark Rutte: «Non siamo contrari per principio, ma non è detto che il tetto al prezzo del gas funzioni». C’è il dubbio che un tetto sul gas possa distorcere un mercato ormai globale, finendo per privilegiare i clienti asiatici di metano liquefatto. (Qui la spiegazione del meccanismo del price cap) 

La risposta di Mosca potrebbe essere quella di azzerare le forniture, già ridotte per 12 Paesi. Per questo la Germania, che ha aumentato il livello di allerta, sta tornando al carbone. Berlino invita i cittadini a risparmiare, mentre il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani esclude razionamenti per l’Italia, che sarebbe in una situazione migliore rispetto alla Germania.

 Ore 08:10 - Le difficoltà (di personale) dell’esercito russo

La Russia sta usando ex piloti militari ora mercenari del Gruppo Wagner per condurre missioni di supporto aereo ravvicinato — e questo indica che l’aviazione di Mosca è alle prese con problemi di equipaggio. 

A scriverlo — nel suo aggiornamento quotidiano: prezioso, anche se chiaramente schierato a favore di Kiev — è l’intelligence militare della Gran Bretagna, che si basa sulla confessione di un pilota di un jet d’attacco russo Su-25 catturato in seguito all’abbattimento del suo aereo, lo scorso 17 giugno. 

«Il pilota ha confessato di essere un ex maggiore dell’aviazione russa, impiegato nella Wagner e che aveva compiuto diverse missioni nel conflitto. L’uso di personale militare in pensione, e ora contractor nella Wagner, per condurre missioni di supporto aereo ravvicinato indica che l’aviazione russa probabilmente è alle prese con una carenza di equipaggi per sostenere l’invasione dell’Ucraina». 

«Nelle sue missioni», continua il bollettino, «il pilota russo avrebbe utilizzato dispositivi Gps commerciali invece che apparecchiature di navigazione militari russe e questo probabilmente indica che gli aerei in uso alla Wagner sono modelli più vecchi dei Su-25 e che l’aviazione russa non fornisce a Wagner apparecchiature aggiornate».

Ore 08:55 - Gas, cos’è il «price cap»? Come funziona il tetto da 80 euro contro i ricatti di Mosca

(Valentina Iorio) «Cos’è il «price cap»?

L’idea di introdurre un «price cap», ovvero untetto al prezzo del gas a livello europeo, è una battaglia che il governo italiano porta avanti da mesi. «L’imposizione di un tetto al prezzo del gas russo consentirebbe di ridurre i flussi finanziari verso Mosca», ha ricordato di recente il presidente del Consiglio, Mario Draghi. Di fatto si tratterebbe di individuare un meccanismo per fissare un tetto nelle piattaforme di negoziazione del gas, un prezzo al di sopra del quale gli operatori europei non possono comprare. L’ipotesi è quella di una soglia massima tra gli 80 e 90 euro a megawattora.

Ore 09:34 - Zelensky: «È ufficiale: non siamo il confine tra orchi ed elfi»

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha appena pubblicato un altro commento sulla decisione dell’UE di concedere a Telegram lo status di paese candidato all’Ucraina. 

Lui scrive: «È ufficialmente riconosciuto che l’Ucraina non è un ponte, non un cuscino tra Occidente e Russia, non un cuscinetto tra Europa e Asia, non una sfera di influenza, non una zona “grigia”, non un territorio di transito. Non il confine tra orchi ed elfi. L’Ucraina è un futuro partner alla pari per almeno 27 paesi dell’UE. L’Ucraina è candidata all’adesione all’Unione Europea!».

Ore 10:18 - Governatore Donetsk: almeno 3 morti civili e 2 feriti negli attacchi di questa mattina

«I russi continuano a uccidere civili e distruggere infrastrutture nella regione di Donetsk». Lo denuncia su Telegram il governatore Pavlo Kyrylenko, riferendo che questa mattina la città di «Kostiantynivka è stata colpita da un missile nemico e almeno un civile è stato ucciso. Anche le auto dei soccorritori, arrivate per portare acqua ai residenti della città, sono state danneggiate dai bombardamenti. A causa dei combattimenti, Kostiantynivka è ancora senza un approvvigionamento idrico».

Inoltre «a Raihorodok si hanno informazioni di due morti e un ferito per gli attacchi di artiglieria russi». Nella regione di Donetsk, riferisce Kyrylenko, «dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, 526 civili sono stati uccisi e 1.362 feriti». Si tratta di un bilancio ancora provvisorio per le difficoltà di raccogliere le informazioni.

Ore 10:28 - Mosca: impossibili colloqui Usa su questioni «irritanti»

La Russia ritiene che sia impossibile tenere le consultazioni bilaterali programmate per il prossimo futuro con gli Stati Uniti su questioni che destano preoccupazione: lo ha reso noto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, come riporta la Tass. «La parte russa ritiene che sia oggettivamente impossibile tenere consultazioni di esperti russo-americani su (questioni) “irritanti” bilaterali pianificate per il prossimo futuro, soprattutto perché Washington ha moltiplicato questa “irritazione” con le sue azioni», ha scritto Zakharova in un commento pubblicato sul sito del ministero.

Ore 10:21 - Filorussi: 1.000 soldati ucraini uccisi, 800 arresi

«Oltre 1.000» soldati ucraini sono stati uccisi e altri 800 si sono arresi negli ultimi due giorni nella battaglia che vede contrapposte le forze di Kiev da una parte e dall’altra le truppe russe e dell’autoproclamata repubblica di Lugansk vicino a Lysychansk, nell’est dell’Ucraina. Lo afferma una fonte della Repubblica filorussa di Lugansk citata dall’agenzia russa Tass. Secondo la fonte, le perdite ucraine sono avvenute in particolare in combattimenti tra le località di Groskoye e Zolotye, a sud di Lysychansk, che sono state strappate agli ucraini.

 Ore 10:37 - Baerbock: situazione grano drammatica, servono soluzioni

La situazione dovuta alla scarsità del grano è «terribilmente drammatica». Lo ha detto la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, nella conferenza stampa a Berlino che precede il vertice internazionale sulla sicurezza alimentare in programma oggi nella capitale tedesca. «La Russia usa la fame consapevolmente come un’arma di guerra», ha scandito. Aggiungendo: «La narrativa russa secondo la quale la crisi alimentare dipenderebbe dalle sanzioni è completamente falsa e noi dobbiamo occuparci dei problemi creati da altri». Baerbock ha anche sottolineato che il vertice di Berlino è stato convocato «per offrire soluzioni».

Ore 10:43 - Danneggiato il ponte di accesso a Lysychansk

«I russi hanno effettuato attacchi aerei all’ingresso di Lysychansk, danneggiando il ponte di accesso. Ora solo i veicoli leggeri potranno attraversalo, nessun camion invece entrerà in città». Lo comunica su Telegram, Sergei Gaidai, capo dell’amministrazione militare regionale di Lugansk, a poche ore dall’annuncio del ritiro delle truppe da Severodonetsk, città che — spiega Gaidai — «è stata bombardata quasi ogni giorno dai russi per quattro mesi» e dove «il numero dei morti è in aumento». Il governatore descrive una situazione difficile anche a Lysychansk, con «i russi che avanzano verso la città da Zoloty e Toshkivka» e «sei sistemi missilistici Tochka-U che hanno lasciato Starobilsk in direzione Lysychansk».

Ore 10:53 - I dilemmi di Biden: tentare la spallata a Putin o aspettare l’inverno?

(Giuseppe Sarcina) Toccherà ancora a Joe Biden prendere l’iniziativa nei prossimi vertici internazionali: il G7 che inizia domenica 26 giugno in Germania e la riunione dei Capi di Stato e di governo della Nato, mercoledì 29 a Madrid. Il tema principale, naturalmente, sarà la guerra in Ucraina. Volodymyr Zelensky parlerà da remoto all’inizio di entrambi i summit. Dopodiché i leader dovranno prendere decisioni importanti, su almeno tre questioni: armi, sanzioni e durata della guerra.

Ore 11:22 - Il distretto di Hirske, nella regione di Lugansk, in mano ai russi

Da questa mattina i russi hanno interamente occupato il distretto di Hirske, nella regione di Lugansk. In mano ai russi anche l'insediamento di Zolote. Non è chiaro se, almeno in parte, le unità ucraine siano state in grado di ritirarsi in tempo e quindi mettersi al sicuro.

Ore 11:31 - Ucciso a Kherson il funzionario russo Dmytro Savluchenko

Uno dei più famosi collaboratori dei russi, Dmytro Savluchenko, diventato un alto funzionario dell'amministrazione russa della città occupata di Kherson, è stato ucciso da una bomba. Savluchenko è morto nella sua auto fatta saltare in aria, come riporta l'agenzia Tass. Nel veicolo c’era soltanto lui.

Secondo il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, l'attentato al funzionario è un atto «terroristico» che deve essere «affrontato nella maniera appropriata». Peskov ha anche spiegato che un altro attacco nella stessa città, contro un albergo che ospita rifugiati, è stato invece sventato.

Ore 11:39 - Cremlino: «I rapporti Russia-Ue hanno toccato il fondo. La candidatura Ucraina è una "questione interna europea"»

I rapporti tra la Russia e l'Unione europea hanno già toccato «il fondo» ed è difficile «scendere più in basso», ha affermato il portavoce del Cremino Dmitrij Peskov . Che ha anche commentato la decisione della Ue di conferire lo status di candidato all'Ucraina per entrare nell'Unione così: si tratta di «un affare interno dell'Europa».

Ore 12:10 - Lavrov: candidature Ue Ucraina-Moldavia non ci minacciano

Le candidature dell'Ucraina e della Moldavia all'ingresso nella Ue non pone alcuna minaccia a Mosca. Lo ha detto il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, citato dalle agenzie russe. Poco prima il Cremlino aveva derubricato la questione come «un affare interno» degli europei.

Ore 12:16 - Kiev: i russi rapiscono bambini e parenti di militari

«I casi di rapimento di parenti di difensori ucraini nei territori occupati stanno diventando sistemici. Gli invasori russi rapiscono i parenti dei soldati ucraini, compresi i bambini». Lo ha riferito la direzione principale dell'intelligence del ministero della Difesa ucraino. «Purtroppo — osserva l'intelligence — i database dei cittadini ucraini cadono nelle mani degli occupanti quando sequestrano edifici amministrativi o grazie all'aiuto di collaboratori traditori».

«La maggior parte di questi casi — prosegue l'informativa — è registrata nei territori temporaneamente occupati delle regioni di Zaporizhzhia, Kherson e Mykolaiv. Gli invasori rapiscono sia i parenti adulti (comprese donne e anziani) che i bambini. In particolare, di recente si è saputo che le truppe russe hanno preso in ostaggio diversi figli di un soldato ucraino. In futuro, i russi potranno contattare i militari e chiedere di arrivare nei territori temporaneamente occupati in cambio della sicurezza dei loro parenti. Ciascuno di questi casi è la prova dei più terribili crimini di guerra commessi dalle truppe russe in Ucraina».

Ore 12:20 - Uif, congelati 287 milioni a soggetti russi sanzionati

La Uif, l'unità di informazione finanziaria presso la Banca d'Italia, ha «congelato 129 rapporti finanziari riferibili, direttamente o mediante interposizione, a 25 soggetti designati, per complessivi 287 milioni di euro in fondi e garanzie».

È quanto afferma il suo direttore Cladio Clemente alla presentazione del rapporto annuale. «Il congelamento sta colpendo anche risorse economiche, ulteriori rispetto a quelle finanziarie comunicate alla Uif, per ingenti valori» ha aggiunto. 

Ore 12:23 - Bernabè: il governo deve prevedere piano emergenza per il gas

«Il governo dovrebbe prevedere un piano di emergenza di razionalizzazione del gas, che magari poi non verrà messo in funzione, ma meglio avere un piano che ritrovarsi a dicembre o a gennaio senza gas».

Lo ha dichiarato il presidente del Cda di Acciaierie d'Italia Spa, Franco Bernabè, durante le audizioni in commissioni Bilancio e Industria del Consiglio regionale pugliese sul futuro dell'ex Ilva, facendo un inciso sull'emergenza energetica provocata dalla guerra in Ucraina.

Ore 12:54 - Le accuse di Lavrov: Ue e Nato come Hitler

La Ue e la Nato stanno mettendo insieme una coalizione per fare «una guerra alla Russia». Parole dure quelle del ministro degli Esteri russo Lavrov secondo cui anche Adolf Hitler allo scoppio della Seconda guerra mondiale «riunì un numero significativo di Paesi europei sotto le sue insegne per una guerra contro l’Unione Sovietica». Secondo Lavrov, che ha parlato da Baku, le candidature dell’Ucraina e della Moldavia all’ingresso nella Ue non pone alcuna minaccia a Mosca.

Ore 13:10 - Grano, Baerbock: «La Russia ha trasformato ondata in tsunami»

«È completamente insostenibile». Così la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock , in occasione del vertice internazionale sulla sicurezza alimentare in programma oggi a Berlino, ha definito la tesi sostenuta da Mosca secondo cui le sanzioni occidentali imposte per l’invasione russa dell’Ucraina sono all’origine dell’attuale carenza di generi alimentari. Ribadendo il concetto già espresso dal segretario generale delle Nazioni unite, Antonio Guterres, secondo il quale ci sono diversi fattori alla base della crescente crisi alimentare, Baerbock ha voluto sottolineare che «è stata la guerra della Russia contro l’Ucraina che ha trasformato un’ondata in uno tsunami».

Ore 13:16 - Ue, status candidato a Ucraina: per Scholz grande passo avanti

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha salutato come un grande passo avanti la decisione dei leader dell’Unione europea di assegnare lo status di candidato all’adesione a Ucraina e Moldova. 

«È un passo avanti. Abbiamo anche discusso dei Balcani occidentali e degli aspiranti Stati membri. Tutti e sei possono contare sul sostegno tedesco», ha detto ai giornalisti, intervistato a Bruxelles. L’Ucraina ha richiesto lo status dopo che la Russia ha iniziato un intervento armato nel Paese a febbraio. Il processo di approvazione è andato avanti a una velocità vertiginosa poiché in genere richiede anni per essere completato. È il primo passo ufficiale verso l’adesione all’Unione europea.

Ore 13:43 - Medvedev attacca Berlino: fame come arma? Usata dai nazisti

«La ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock ha affermato che la Russia sta usando la fame come un'arma. È sorprendente ovviamente sentire questo da funzionari il cui Paese ha tenuto Leningrado sotto assedio per 900 giorni, dove quasi 700mila persone sono morte di fame». Lo scrive su Telegram Dmitri Medvedev, ex presidente russo e attuale vice segretario del Consiglio di sicurezza nazionale di Mosca.

Ore 13:46 - Mosca, uccisi 200 combattenti stranieri e 100 soldati ucraini

Oltre 200 combattenti stranieri e fino a 100 soldati ucraini sono stati uccisi in un attacco con missili di precisione contro obiettivi nelle regioni di Mykolaiv e Kharkiv: lo ha reso noto oggi il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov. Lo riporta l'agenzia di stampa Interfax.

Ore 14:14 - Turchia: consenso tra le parti per i corridoi di grano

Il ministro della Difesa turco Hulusi Akar ha fatto sapere che è stato trovato un «consenso generale» tra le parti per sbloccare l'esportazione di grano dai porti dell'Ucraina. «È stato raggiunto un consenso generale sulla creazione di un centro a Istanbul per le operazioni e la gestione sicura e ininterrotta di questa attività da parte di soldati turchi, russi e ucraini insieme, oltre che con l'Onu», ha fatto sapere Akar, come riporta Hurriyet, aggiungendo che «nei prossimi giorni ci potrebbero essere sviluppi positivi e si potranno adottare misure concrete».

Ore 14:43 - Zelensky a sorpresa parla al pubblico di Glastonbury: diffondete la verità sulla guerra

A sorpresa, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha fatto un collegamento video anche con il pubblico del festival di Glastonbury. «Diffondete la verità sulla guerra della Russia. Più persone si uniscono a noi nella difesa della libertà e della verità, prima finirà la guerra russa», ha detto. «Il tempo non ha prezzo e ogni giorno è misurato in vite umane».

Ore 15:19 - Mosca: oltre 4 battaglioni ucraini circondati a Severodonetsk

Circa duemila combattenti ucraini sono circondati dalle forze russe nei pressi di Severodonetsk. Lo ha comunicato il portavoce del ministero della Difesa di Mosca, il generale Igor Konashenkov, secondo cui i militari di Kiev sarebbero completamente isolati nei pressi della località di Hirske, circa 15 chilometri a sud di Severodonetsk. Si tratta di quattro battaglioni, un gruppo di artiglieria e «un contingente di stranieri». Konashenkov ha inoltre affermato che «solo nelle ultime 24 ore 41 militari che si trovavano in questa zona hanno rinunciato a resistere e si sono arresi volontariamente». Le autorità ucraine hanno confermato che la città di Hirske è praticamente persa, mentre continuano alcune battaglie sporadiche nella periferia.

Ore 15:34 - Draghi: «Putin ha già tagliato forniture di gas, Ue in difficoltà»

«C'è molta consapevolezza rispetto alla serietà della situazione» sull'energia. «Si è parlato molto di coordinamento e sulla solidarietà, che certo ci deve essere e ci deve essere anche una risposta a controllare il prezzo del gas. L'obiezione che si fa al price cap è la paura che in risposta la Russia tagli le forniture, ma ormai in Germania stiamo al 50% deI flussi. Putin incassa le stesse cifre e l'Ue ha difficoltà immense». Lo ha detto il premier Mario Draghi in conferenza stampa da Bruxelles.

Ore 15:37 - Putin: «L'Occidente alimenta l'isteria sul grano»

L'Occidente sta creando artificialmente un'atmosfera di «isteria» in merito alle esportazioni di grano dall'Ucraina, che la Russia non sta impedendo. Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin, citato dalla Tass. Putin ha aggiunto che Mosca è pronta a «rispettare i suoi obblighi sulle forniture di energia e fertilizzanti». Quanto all'aumento dell'inflazione nei Paesi occidentali, ha affermato, essa è il risultato di «politiche macroeconomiche spericolate» da parte dei loro governi.

Ore 15:38 - Nuovi lanciarazzi Usa in Ucraina entro metà luglio

Il primo lotto di quattro lanciarazzi multipli ad alta mobilità (Himars) che gli Stati Uniti hanno inviato all'Ucraina è arrivato nel Paese ieri e il secondo pacchetto con altri quattro, annunciato meno di 24 ore fa dall'amministrazione Biden, sarà consegnato entro «metà luglio». Lo riferiscono fonti del Pentagono alla Cnn aggiungendo che un alto gruppo di soldati ucraini sta ricevendo in questi giorni l'addestramento per usare gli Himars.

Ore 17:02 - Von der Leyen: accolti 7,5 milioni rifugiati

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, rivolgendosi a Macron nella conferenza stampa al termine del Consiglio europeo, ha detto: «In questo periodo abbiamo accolto 7,5 milioni di rifugiati dall'Ucraina, 3 milioni sono ancora qui. E tu e il tuo team, come Presidenza, avete reso possibile la concessione molto rapida di una protezione temporanea che si traduce nell'accesso al mercato del lavoro, al sistema di istruzione, al sistema di sicurezza sociale. Tutto questo grazie alla Presidenza francese».

Ore 17:06 - G7: Mosca fermi gli attacchi e apra i porti del Mar Nero

I ministri degli Esteri del G7 «hanno invitato Mosca a fermare i suoi attacchi e minacce e ad aprire i porti ucraini del Mar Nero per le esportazioni alimentari. Hanno espresso il loro sostegno agli sforzi delle Nazioni Unite per riaprire urgentemente una rotta del grano nel Mar Nero e al piano d'azione della Commissione europea per le rotte di solidarietà Ue -Ucraina per il trasporto di grano su strada, ferrovia e nave». È quanto si legge nel comunicato della ministeriale Esteri del G7 diramato al termine della riunione dei ministri a Berlino.

Ore 17:09 - Raid russo a Kostiantynivka nell'est, un civile ucciso

È di almeno un civile ucciso il bilancio dell'attacco russo lanciato ieri sera sulla città di Kostiantynivka, nella regione del Donetsk. Lo ha reso noto il capo dell'amministrazione militare regionale di Donetsk, Pavlo Kyrylenko, su Telegram, riporta Ukrinform. «Una persona è stata uccisa. Le case e le infrastrutture sociali sono state danneggiate. Questi sono gli effetti del bombardamento russo di Kostiantynivka — ha precisato Kyrylenko —. I russi continuano a prendere di mira intenzionalmente civili e infrastrutture critiche nella regione di Donetsk. Finora nella regione non sono rimasti posti sicuri. L'evacuazione è l'unica opzione responsabile». Secondo la polizia, due civili sono stati salvati da sotto le macerie.

Ore 17:57 - Parigi e Kiev firmano accordo di cooperazione giudiziaria

Parigi e Kiev hanno firmato oggi una «dichiarazione d’intenti in materia di cooperazione giudiziaria che consentirà maggiore fluidità negli scambi di informazione tra i due Paesi, quattro mesi dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Vladimir Putin. I firmatari - la procuratrice generale ucraina, Iryna Venediktova, il ministero della Giustizia francese, la procura generale della corte d’appello di Parigi e la procura nazionale antiterrorismo Pdi Parigi - si impegnano a considerare con maggiore accuratezza le richieste di aiuto giudiziario relative agli atti legati al conflitto armato internazionale dovuto all’aggressione dell’Ucraina da parte della Federazione russa,in particolare, per quelli potenzialmente qualificati come crimini contro l’umanità, crimini di guerra o genocidio», si legge in una nota diffusa dalle autorità francesi.

Ore 18:12 - Via lingua e letteratura russa all’Università Kharkiv: «Riorganizzazione necessaria»

«Avendo un’urgente necessità di adeguare i programmi accademici agli standard del ministero dell’Istruzione e della Scienza ucraino, alla fine dell’anno accademico la facoltà di Filologia ha iniziato una riorganizzazione che combacia con le convinzioni della comunità universitaria e la posizione dell’università, il che è comprensibile nella difficile situazione di guerra». È il commento dell’Università di Kharkiv di V.N. Karasin, affidato a una nota dell’ufficio stampa dell’ateneo inviata all’AdnKronos, in merito alla riorganizzazione della facoltà che non prevedrà più i dipartimenti di lingua e letteratura russe ma una facoltà di Filologia Slava.

Ore 18:19 - Sindaco Melitopol: «Quasi tutto il grano del territorio è stato portato via»

«Da tutti i silos che si trovano sul territorio temporaneamente occupato dalle forze russe quasi tutto il grano è stato portato via. Lo portano via tutti i giorni: un convoglio di 30-50 furgoni con la scorta dei russi che parte quotidianamente. Si tratta di oltre mille tonnellate al giorno». Ad affermarlo è il sindaco di Melitopol, Ivan Fedorov secondo quanto riferisce Interfax. Per quanto riguarda il raccolto nuovo, sottolinea, «gli agricoltori locali potranno vendere soltanto a un rappresentante incaricato dai russi al prezzo di 80 dollari a tonnellata il che non supera il costo di produzione. Altrimenti il grano verrà semplicemente confiscato».

Ore 18:36 - L’Ucraina processa un soldato russo: torturò 9 civili a Irpin

Un militare delle forze armate russe andrà a processo in Ucraina per aver torturato nove ostaggi nella città di Irpin, fuori Kiev. Lo ha annunciato l’ufficio del procuratore generale, secondo quanto riporta Ukrinform. I pubblici ministeri hanno presentato un atto d’accusa nell’ambito di un’indagine preliminare speciale nei confronti del per aver violato le leggi e i costumi di guerra. L’indagine ha stabilito che nel marzo 2022 l’imputato, che operava come parte del 234esimo reggimento d’assalto delle forze armate russe prese in ostaggio nove uomini e li torturò insieme ad altri militari russi. «I prigionieri sono stati picchiati con il calcio dei fucili e privati di cibo e acqua. Sono stati minacciati di omicidio», ha riferito la procura. Non è il primo caso del genere. Un altro militare russo è stato accusato in contumacia di avere torturato una famiglia e di saccheggio nel villaggio di Lukashivka, nella regione di Chernihiv.

Ore 19:07 - Che cosa significa la ritirata degli ucraini da Severodonetsk?

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Dopo settimane di scontri durissimi Kiev si è rassegnata a dare l’ordine di ritiro per le truppe da Severodonetsk, località ormai devastata e poco difendibile. È un momento di un lungo conflitto, che racchiude alcuni «messaggi».

Ore 19:31 - «Ci vorranno fino a 10 anni per ripulire da mine acqua e terra»

«Fino a 10 anni, questa è la stima ottimistica. Perché non sappiamo cosa sta succedendo nei territori in cui è in corso il combattimento attivo in questo momento», ha detto un portavoce del Servizio di emergenza statale ucraino, Oleksandr Khorunzhiy parlando delle operazioni di rimozione di mine ed esplosivi sul territorio e nelle acque ucraine. Finora, l’Ucraina è riuscita a liberare 620 chilometri quadrati di terra che erano disseminati di migliaia di ordigni esplosivi, comprese 2.000 bombe lanciate dall’aria, ha detto. Quasi 300 mila chilometri quadrati - circa la metà del territorio ucraino - sono ancora definiti come «contaminati».

Ore 19:37 - Putin e la Novorossiya, l’ossessione che rivela il suo progetto sull’Ucraina

(Maria Serena Natale) È il 21 febbraio 2022, Vladimir Putin in tv si rivolge agli «amici cittadini», nel buio della sera si risvegliano fantasmi. La situazione in Donbass s’è fatta critica, dice il presidente, l’Ucraina non è solo un Paese vicino ma parte inalienabile della nostra storia, della nostra cultura, del nostro spazio spirituale. Il lungo discorso esalta l’impero zarista vetta di storia patria mai più eguagliata — neanche dalla rimpianta Unione Sovietica —, biasima l’allontanamento di Kiev da Mosca, condanna le manovre occidentali alle porte di casa.

Ore 00:26 - Blinken: la Russia ha già perso, fallito l’obiettivo iniziale

«L’Ucraina si sta difendendo con grande coraggio e resilienza. La Russia ha già perso». Lo ha detto il segretario di Stato americano, Antony Blinken, parlando a margine di una serie di eventi sulla sicurezza alimentare a Berlino. «L’obiettivo di Putin era eliminare l’Ucraina, un paese indipendente e sovrano. Ha fallito. Un’Ucraina indipendente e sovrana durerà molto più a lungo di Putin», ha ribadito il segretario di Stato americano. «Quanto alla sua campagna militare, le forze russe hanno fallito pesantemente nel tentativo di catturare Kiev», ha detto ancora Blinken. «Le piccole conquiste della Russia sono state tutt’altro che decisive e hanno avuto un costo straordinariamente alto. Decine di migliaia di soldati russi sono stati uccisi o feriti dall’inizio dell’aggressione e la Russia continua a perdere un gran numero di carri armati, aerei, navi, equipaggiamenti e munizioni», ha sottolineato. Ore 00:30 - Gli scienziati ucraini: morti nel Mar Nero per la guerra 3000 delfini

Oltre 3.000 delfini nel Mar Nero sono morti a causa dell’invasione russa dell’Ucraina, secondo gli scienziati ucraini che lavorano nella riserva «Tuzlovsky Lymans», un parco naturale nazionale. Lo afferma il Guardian citando il sito indipendente Nexta che riferisce che «il lavoro dei sonar e le esplosioni impediscono loro di trovare cibo» e che i delfini morti sono stati trovati sempre più spesso sulle coste di Bulgaria e Romania, oltre che in Ucraina.

Ore 00:32 - Cinque civili uccisi nella regione del Donetsk

Cinque civili ucraini sono stati uccisi e altri quattro sono rimasti feriti venerdì nella regione del Donetsk a seguito degli bombardamenti russi. Lo ha reso noto Pavlo Kyrylenko, capo dell’amministrazione statale regionale di Donetsk su Telegram, stando a Ukrainska Pravda. «Il 24 giugno i russi hanno ucciso 5 civili nella regione di Donetsk . ha precisato - E sempre oggi altre quattro persone sono rimaste ferite».

Ore 00:35 - Il sindaco di Melitopol: 500 persone rapite dai russi in 4 mesi

«Più di 500 persone sono state rapite negli ultimi quattro mesi». Lo ha detto Ivan Fedrov, sindaco di Melitopol, città ucraina sudorientale. Il primo cittadino ha aggiunto che i rapimenti di massa sono ripresi la scorsa settimana nel territorio occupato dalla Russia.

Ore 00:40 - Mosca: le truppe russe hanno sfondato le difese ucraine a Lysychansk

La città di Lysychansk, gemella di Severodonetsk dalla quale la separa lo strategico fiume Severskij Donets, nell’oblast di Lugansk, è ora bloccata da sud dalle forze armate russe. Lo ha fatto sapere il ministero della Difesa di Mosca. In particolare, ha spiegato il portavoce del ministero, il battaglione Center, sotto il comando del generale Alexander Lapin, ha sfondato le difese dell’esercito ucraino e bloccato la città di Lysychansk. «Le formazioni e le unità del raggruppamento centrale delle forze sotto il comando del Col. Gen. Lapin hanno sfondato le difese ben preparate delle truppe ucraine prima di sconfiggere la parte avversaria e bloccare la città di Lysychansk da sud nello sviluppo dell’offensiva», ha detto il portavoce Igor Konashenkov. «Negli ultimi cinque giorni, i militari hanno liberato 11 centri abitati, fra i quali Loskutivka, Myrna Dolyna, Ustynivka». La notizia è arrivata poche ore dopo l’ordine di Kiev o di ritirare le proprie truppe da Severodonetsk.

Ore 00:45 - Il museo di Auschwitz denuncia: noi presi di mira dalla propaganda russa

La direzione del museo di Auschwitz-Birkenau ha affermato che l’istituzione che ricorda l’Olocauto e il campo di sterminio nazista è stata presa di mira dalla propaganda russa. Secondo il museo, alcuni post pubblicati sui social media mostrano immagini false, in cui si vedono adesivi anti-russi collocati intorno al monumento commemorativo nell’ex sito del campo di sterminio di Auschwitz, nel sud della Polonia. Sugli adesivi, che appaiono nelle immagini, c’è scritto: «L’unico gas che voi e il vostro Paese meritate è lo Zykon B». Si tratta di un riferimento al gas utilizzato dai tedeschi per l’uccisione di massa degli ebrei e di altre persone nel campo, che operò tra il 1940 e il 1945. Le immagini sono state twittate da siti ufficiali russi, tra cui la Delegazione russa per il controllo delle armi a Vienna, e condivise dal Ministero degli Affari Esteri russo. Sembravano destinate a ritrarre i russi come bersaglio di una feroce russofobia. Alcuni post sostenevano che gli adesivi fossero opera di ucraini.

Ore 03:49 - Aiuti militari a Kiev, la Nato cerca l’intesa. L’Italia è già attiva

Ci sono molti modi per sostenere la resistenza ucraina. E c’è un motivo se Zelensky non smette di apprezzare il sostegno di Draghi. L’Italia infatti — secondo fonti della Nato — sta fornendo agli alleati occidentali una «collaborazione logistica sul proprio territorio» per «supportare» l’addestramento dei soldati di Kiev alle prese con nuovi e più sofisticati sistemi d’arma. Che poi è quanto stanno facendo già i tedeschi, con corsi che dureranno circa un mese. Tanto basta per capire la proiezione temporale del conflitto. E serve a comprendere le parole pronunciate alla Camera da Draghi, che si è detto confortato dall’unità del Parlamento a fronte di «alcune decisioni complesse da prendere» specie quando vedono il Paese coinvolto, «anche se indirettamente», in situazioni di guerra.

Ore 03:52 - Draghi: «Dipendenza dal gas russo calata al 25%»

«Gli stoccaggi di gas per l’inverno stanno andando molto bene» lo ha detto il presidente del consiglio Mario Draghi in una conferenza stampa da Bruxelles. La dipendenza dal gas importato dalla Russia, ha aggiunto, è già calata dal 40 al 25% del fabbisogno. «Siamo ottimisti sulla capacità di sostituire il gas russo nel giro di un anno o un anno e mezzo. Dobbiamo essere adeguatamente preparati a potenziali nuove interruzioni sulla fornitura di gas russo all’Europa» e «abbiamo rivisto tutti i piani nazionali di emergenza per garantire che tutti siano pronti». Draghi non è riuscito a strappare ai colleghi europei impegni immediati sul tetto al prezzo del gas: «ne discuteremo in un vertice a ottobre» ha detto la presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen.

Ucraina Russia, news sulla guerra di sabato 25 giugno | Severodonetsk è caduta. Putin: «Armeremo la Bielorussia con missili Iskander-M». Lorenzo Cremonesi, Andrea Nicastro, Paolo Foschi e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 25 Giugno 2022.

Le notizie di sabato 25 giugno sulla guerra. Severodonetsk è in mano ai russi, a Lysychansk si combatte ancora. Zelensky: «Riconquisteremo tutte le città». Mosca: «Uccisi 80 combattenti polacchi»

Questa diretta è stata chiusa. A questo link trovate tutte le notizie di oggi in diretta sulla guerra

• La guerra in Ucraina è arrivata al 122esimo giorno.

• L’esercito ucraino ha lasciato Severodonetsk e la città è interamente controllata dai russi. Si combatte a Lysychansk.

• Il presidente russo Vladimir Putin dopo l’incontro con l’omologo bielorusso Lukashenko ha comunicato la decisione di fornire alla Bielorussia missili Iskander-M che possono trasportare anche testate atomiche.

• Gli scontri in Donbass stanno prosciugando gli arsenali di entrambi gli schieramenti: ecco come si svolge la guerra delle munizioni.

• Draghi: «Putin ha già tagliato forniture di gas, l’Ue è in difficoltà».

• L’Ucraina processa un soldato russo: torturò 9 civili a Irpin.

• Sindaco Melitopol: «Quasi tutto il grano del territorio è stato portato via».

Ore 05:56 - Draghi: «Dipendenza dal gas russo calata al 25%»

«Gli stoccaggi di gas per l’inverno stanno andando molto bene» lo ha detto il presidente del consiglio Mario Draghi in una conferenza stampa da Bruxelles. La dipendenza dal gas importato dalla Russia, ha aggiunto, è già calata dal 40 al 25% del fabbisogno. «Siamo ottimisti sulla capacità di sostituire il gas russo nel giro di un anno o un anno e mezzo. Dobbiamo essere adeguatamente preparati a potenziali nuove interruzioni sulla fornitura di gas russo all’Europa» e «abbiamo rivisto tutti i piani nazionali di emergenza per garantire che tutti siano pronti». Draghi non è riuscito a strappare ai colleghi europei impegni immediati sul tetto al prezzo del gas: «ne discuteremo in un vertice a ottobre» ha detto la presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen.

Ore 05:57 - Aiuti militari a Kiev, la Nato cerca l’intesa. L’Italia è già attiva

Ci sono molti modi per sostenere la resistenza ucraina. E c’è un motivo se Zelensky non smette di apprezzare il sostegno di Draghi. L’Italia infatti — secondo fonti della Nato — sta fornendo agli alleati occidentali una «collaborazione logistica sul proprio territorio» per «supportare» l’addestramento dei soldati di Kiev alle prese con nuovi e più sofisticati sistemi d’arma. Che poi è quanto stanno facendo già i tedeschi, con corsi che dureranno circa un mese. Tanto basta per capire la proiezione temporale del conflitto. E serve a comprendere le parole pronunciate alla Camera da Draghi, che si è detto confortato dall’unità del Parlamento a fronte di «alcune decisioni complesse da prendere» specie quando vedono il Paese coinvolto, «anche se indirettamente», in situazioni di guerra.

Ore 05:59 - Il museo di Auschwitz denuncia: noi presi di mira dalla propaganda russa

La direzione del museo di Auschwitz-Birkenau ha affermato che l’istituzione che ricorda l’Olocauto e il campo di sterminio nazista è stata presa di mira dalla propaganda russa. Secondo il museo, alcuni post pubblicati sui social media mostrano immagini false, in cui si vedono adesivi anti-russi collocati intorno al monumento commemorativo nell’ex sito del campo di sterminio di Auschwitz, nel sud della Polonia. Sugli adesivi, che appaiono nelle immagini, c’è scritto: «L’unico gas che voi e il vostro Paese meritate è lo Zykon B». Si tratta di un riferimento al gas utilizzato dai tedeschi per l’uccisione di massa degli ebrei e di altre persone nel campo, che operò tra il 1940 e il 1945. Le immagini sono state twittate da siti ufficiali russi, tra cui la Delegazione russa per il controllo delle armi a Vienna, e condivise dal Ministero degli Affari Esteri russo. Sembravano destinate a ritrarre i russi come bersaglio di una feroce russofobia. Alcuni post sostenevano che gli adesivi fossero opera di ucraini.

Ore 06:00 - Il sindaco di Melitopol: 500 persone rapite dai russi in 4 mesi

«Più di 500 persone sono state rapite negli ultimi quattro mesi». Lo ha detto Ivan Fedrov, sindaco di Melitopol, città ucraina sudorientale. Il primo cittadino ha aggiunto che i rapimenti di massa sono ripresi la scorsa settimana nel territorio occupato dalla Russia.

Ore 06:00 - Cinque civili uccisi nella regione del Donetsk

Cinque civili ucraini sono stati uccisi e altri quattro sono rimasti feriti venerdì nella regione del Donetsk a seguito degli bombardamenti russi. Lo ha reso noto Pavlo Kyrylenko, capo dell’amministrazione statale regionale di Donetsk su Telegram, stando a Ukrainska Pravda. «Il 24 giugno i russi hanno ucciso 5 civili nella regione di Donetsk . ha precisato - E sempre oggi altre quattro persone sono rimaste ferite». (Qui il reportage di Lorenzo Cremonesi da Severodonetsk)

Ore 06:01 - Gli scienziati ucraini: morti nel Mar Nero per la guerra 3000 delfini

Oltre 3.000 delfini nel Mar Nero sono morti a causa dell’invasione russa dell’Ucraina, secondo gli scienziati ucraini che lavorano nella riserva «Tuzlovsky Lymans», un parco naturale nazionale. Lo afferma il Guardian citando il sito indipendente Nexta che riferisce che «il lavoro dei sonar e le esplosioni impediscono loro di trovare cibo» e che i delfini morti sono stati trovati sempre più spesso sulle coste di Bulgaria e Romania, oltre che in Ucraina.

Ore 06:03 - Blinken: la Russia ha già perso, fallito l’obiettivo iniziale

«L’Ucraina si sta difendendo con grande coraggio e resilienza. La Russia ha già perso». Lo ha detto il segretario di Stato americano, Antony Blinken, parlando a margine di una serie di eventi sulla sicurezza alimentare a Berlino. «L’obiettivo di Putin era eliminare l’Ucraina, un paese indipendente e sovrano. Ha fallito. Un’Ucraina indipendente e sovrana durerà molto più a lungo di Putin», ha ribadito il segretario di Stato americano. «Quanto alla sua campagna militare, le forze russe hanno fallito pesantemente nel tentativo di catturare Kiev», ha detto ancora Blinken. «Le piccole conquiste della Russia sono state tutt’altro che decisive e hanno avuto un costo straordinariamente alto. Decine di migliaia di soldati russi sono stati uccisi o feriti dall’inizio dell’aggressione e la Russia continua a perdere un gran numero di carri armati, aerei, navi, equipaggiamenti e munizioni», ha sottolineato.Ore 06:05 - Mosca: le truppe russe hanno sfondato le difese ucraine a Lysychansk

La città di Lysychansk, gemella di Severodonetsk dalla quale la separa lo strategico fiume Severskij Donets, nell’oblast di Lugansk, è ora bloccata da sud dalle forze armate russe. Lo ha fatto sapere il ministero della Difesa di Mosca. In particolare, ha spiegato il portavoce del ministero, il battaglione Center, sotto il comando del generale Alexander Lapin, ha sfondato le difese dell’esercito ucraino e bloccato la città di Lysychansk. «Le formazioni e le unità del raggruppamento centrale delle forze sotto il comando del Col. Gen. Lapin hanno sfondato le difese ben preparate delle truppe ucraine prima di sconfiggere la parte avversaria e bloccare la città di Lysychansk da sud nello sviluppo dell’offensiva», ha detto il portavoce Igor Konashenkov. «Negli ultimi cinque giorni, i militari hanno liberato 11 centri abitati, fra i quali Loskutivka, Myrna Dolyna, Ustynivka». La notizia è arrivata nel giorno in cui Kiev ha annunciato il ritiro delle proprie truppe da Severodonetsk.

Ore 06:03 - Putin e la Novorossiya, l’ossessione che rivela il suo progetto sull’Ucraina

(Maria Serena Natale) È il 21 febbraio 2022, Vladimir Putin in tv si rivolge agli «amici cittadini», nel buio della sera si risvegliano fantasmi. La situazione in Donbass s’è fatta critica, dice il presidente, l’Ucraina non è solo un Paese vicino ma parte inalienabile della nostra storia, della nostra cultura, del nostro spazio spirituale. Il lungo discorso esalta l’impero zarista vetta di storia patria mai più eguagliata — neanche dalla rimpianta Unione Sovietica —, biasima l’allontanamento di Kiev da Mosca, condanna le manovre occidentali alle porte di casa.

Ore 07:35 - La situazione sul campo, punto per punto

(Gianluca Mercuri) • La resa di Severodonetsk

Dopo settimane di scontri durissimi, i comandi ucraini hanno deciso di ritirarsi dalla città devastata dall’artiglieria russa. Una «ritirata strategica» che nei loro piani, spiega Lorenzo Cremonesi, dovrebbe consentire di salvare soldati utili alla riconquista di Kherson. Un modo per cercare di impedire che i russi prendano l’intero Donbass. 

• Cosa vuol dire sul piano strategico?

Spiegano Andrea Marinelli e Guido Olimpio: «Per Putin è un successo parziale e politico. I suoi generali possono affermare di aver riportato una seconda vittoria dopo la presa costosa di Mariupol». 

• Ucraini in difficoltà

«Molti analisti si sono finora mostrati troppo ottimisti sulle possibilità ucraine di sostenere la spallata. Erano convinti che i battaglioni del neo-zar si sarebbero dovuti fermare in quanto privati degli uomini migliori, riorganizzati in gran fretta, spesso con grossi vuoti nelle colonne. Non è stato così. Ora ci si chiede se vi siano stati errori da parte ucraina, visto che l’azione a Est era prevista, descritta, studiata in wargame». 

• Convincere gli scettici

«L’Ucraina ha ora un altro problema: convincere gli scettici — in particolare in Europa — che ritengono la resistenza in grado al massimo di limitare i danni. E, alla fine, che l’aiuto bellico abbia un impatto limitato. Ragionamenti pubblici, ben noti al Cremlino, che non a caso batte molto su questo tasto».

Ore 07:41 - La questione del gas, punto per punto

(Gianluca Mercuri)

• Rinvio a ottobre

Sarà il prossimo Consiglio europeo straordinario, in programma a ottobre, a esaminare una proposta della Commissione europea che comprenda quella italiana sul tetto al prezzo del gas. «Restano i timori di ritorsioni da parte di Mosca insieme al rischio di un’alterazione del mercato», spiega Francesca Basso. Soprattutto, «a Bruxelles il timore che Mosca tagli completamente le forniture di gas ai Paesi Ue è elevato». 

• Perché c’è questo timore?

Perché «ci sono 12 Stati membri che sono stati tagliati fuori completamente o parzialmente dal gas russo. Quindi, la cosa migliore è prepararsi per il peggio, sperando per il meglio», ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. «Abbiamo esaminato tutti i piani di emergenza nazionali per assicurarci che tutti siano pronti per ulteriori interruzioni». 

• E Draghi come ha preso il rinvio?

Pragmaticamente, as usual: «Non sono deluso, tutt’altro, le cose non arrivano subito quando si chiedono, non mi aspettavo di fissare una data precisa per discutere un rapporto completo sulla situazione. Immaginavo che saremmo finiti in un solito rinvio con un linguaggio vago. È tutt’altro che delusione quella che provo ora». Ma il presidente del Consiglio aggiunge che «se la situazione peggiora non potremo aspettare due mesi e mezzo e allora ci vorrebbe un Consiglio subito». 

• I progressi italiani

«Oggi la dipendenza dal gas russo per noi è scesa al 25%, un anno fa era al 40. Noi siamo stati molto rapidi, abbiamo assicurato una rete di fornitori all’Italia e siamo ottimisti che questo possa compensare il gas russo entro un anno, un anno e mezzo». 

• Il problema inflazione

È quello a rendere urgente il tetto al prezzo del gas: «I prezzi stanno aumentando da oltre quattro mesi e l’energia sta trascinando il resto, nei primi momenti del rialzo dipendeva sostanzialmente dall’energia, ora dipende anche da altre cose. È quanto è successo anche in passato, sin dagli anni ‘70. Questi aumenti si spargono e diventano aumenti di altre merci. E noi siamo comunque impegnati a proteggere e sostenere il potere d’acquisto degli italiani». 

• La proroga del taglio

Il governo ha prorogato fino al 2 agosto le misure che riducono il prezzo finale dei carburanti, ovvero il taglio di 30 centesimi al litro per benzina, diesel, gpl e metano per autotrazione.

Ore 07:53 - Le minacce del fedelissimo di Putin: «Non scherzate con chi ha l'atomica»

(Marco Imarisio) «Alcuni nostri vicini tendono a dimenticare che siamo una potenza nucleare». A ricordarglielo ci pensa Andrey Klimov, settantenne decano dei senatori di Russia Unita, da un decennio vicecapo della Commissione Esteri del Consiglio di federazione, la Camera alta del Parlamento. 

Autore della legge che nel 2014 ha permesso la ratifica dell’annessione della Crimea , estensore di molte risoluzioni internazionali del suo Paese. 

Ma anche un politico di lungo corso che in tempi normali univa la propensione alla diplomazia con l’amore per questa parte del mondo. Purtroppo, questi non sono tempi normali. Infatti, è stato lui ad ammonire per primo la Lituania, rea di aver proibito il passaggio di ogni merce verso l’exclave russa di Kaliningrad, dicendo che «ora abbiamo le mani libere». 

Con quella frase faceva davvero riferimento al nucleare?

«Non si tratta certo del nostro desiderio di distruggere il mondo, cosa che non faremo mai. Era un modo per sottolineare che abbiamo molti strumenti a cui attingere. In politica, esistono i rapporti di forza» (...) «La questione è semplice. Quel che ci manca, lo avremo. Davvero pensate che se qualcuno a Mosca desidera comprare un capo di Louis Vuitton non riuscirà ad averlo? Lo si porta qui e lo si vende. Lo stesso vale per l’exclave di Kaliningrad. Voglio vedere i doganieri lungo i confini come si comporteranno. Come ha detto di recente un esponente dell’amministrazione Usa per niente stupido, non conviene minacciare un paese che ha seimila testate nucleari».

 Ore 07:59 - La Russia ha cambiato diversi generali (e l'Ucraina si sta riorganizzando)

Il consueto bollettino quotidiano dell'intelligence militare britannica è — oggi — non solo una chiave di lettura al solito interessante (ancorché dichiaratamente di parte), ma anche una fonte di dettagli potenzialmente decisivi per la guerra in Ucraina. 

Due i punti da segnare: 

- La sconfitta a Severodonetsk e a Lysychansk potrebbe non essere quella che «leggiamo» dall'esterno: «L'Ucraina sta riconfigurando le sue difese» in quel settore», scrivono gli 007 britannici.

 - La Russia sta cambiando le sue prime linee: «Sin dall'inizio di giugno, gli alti comandi russi hanno con ogni probabilità rimosso diversi generali da ruoli di comando operativo nella guerra», scrive il ministero della Difesa di Londra. «Tra loro, il comandante delle forze aviotrasportate, Andrei Serdyukov, e il comandante Alexandr Dvornikov, che per un certo periodo è stato probabilmente il comandante generale di tutte le operazioni. Il suo ruolo di comandante delle Forze del Sud dovrebbe essere stato trasferito al generale Sergei Surovikin, la cui carriera, per oltre 30 anni, è stata costellata di accuse di corruzione e brutalità».

Ore 08:48 - Missili sulla regione di Leopoli, il governatore: «Colpita Yavoriv»

Quattro missili lanciati dalle forze armate russe hanno colpito, questa mattina, una «struttura militare» nei pressi di Yavoriv, nella regione di Leopoli. Lo ha reso noto il governatore locale.

Ore 09:03 - Johnson: «Temo che l’Ucraina venga indotta ad accettare una cattiva pace»

Il premier britannico Boris Johnson teme che le conseguenze economiche del conflitto in Ucraina generino una «pressione» su Kiev affinché accetti un accordo con la Russia. «Troppi Paesi dicono che questa guerra europea non è necessaria», ha dichiarato il leader del Regno Unito durante una visita in Ruanda, «di conseguenza cresce la pressione verso l’Ucraina, che potrebbe essere incoraggiata, o forse costretta, ad accettare una cattiva pace». Johnson ha anche aggiunto che se Putin vincesse sarebbe «un disastro economico di lungo periodo».

In un'intervista concessa al Corriere pochi giorni fa, il premier britannico aveva dichiarato: «Questo non è il momento per mantenere lo status quo, questo è il momento per provare a rovesciare le cose. Fintantoché gli ucraini sono capaci di montare una controffensiva, dovrebbero essere sostenuti, con l’equipaggiamento che ci stanno chiedendo».

Ore 09:30 - Zelensky : «Adesione all'Ue è il nostro Everest: lo raggiungeremo»

In un messaggio diffuso su Telegram, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky spiega che lo status di Paese «candidato» all'ingresso nella Ue concesso all'Ucraina «non è caduto dal cielo». La strada verso l'adesione a pieno titolo, precisa, è ancora lunga. Ma il leader ucraino si dice fiducioso: «Abbiamo percorso 7.000 metri e non ci fermeremo: raggiungeremo il nostro Everest».

Ore 09:57 - Kiev: «Uccisi 34.700 soldati russi». Ma Mosca non conferma né smentisce

Secondo Kiev, sono oltre 34.700 i soldati russi uccisi in Ucraina dall'inizio dell'invasione. L'esercito ucraino fa sapere inoltre di aver abbattuto 217 caccia, 184 elicotteri e 626 droni e di aver distrutto 1.511 carri armati, 764 pezzi di artiglieria, 3.645 veicoli blindati per il trasporto delle truppe e 14 navi delle forze nemiche.

Trattandosi di stime di parte, è difficile valutarne la piena affidabilità. Non è inoltre possibile verificarlo tramite i canali ufficiali russi, poiché Mosca non pubblica statistiche ufficiali sui suoi caduti. Al contrario, è dall'inizio del conflitto che mantiene il massimo riserbo in merito, limitandosi a comunicazioni sporadiche. A marzo, secondo le forza armate di Mosca, i soldati russi uccisi in territorio ucraino erano 1.351: un numero molto basso, da subito considerato poco attendibile dagli osservatori internazionali.

Ore 10:31 - La Russia attacca l'Ovest e il Nord dell'Ucraina

La Russia ha lanciato decine di missili contro obiettivi militari ucraini nell'Ovest e nel Nord del Paese. Secondo il quotidiano ucraino Kiev Indpendent, sei missili lanciati dal Mar Nero hanno raggiunto la regione di Leopoli. Due sono stati abbattuti, mentre gli altri quattro hanno colpito le infrastrutture militari nel distretto di Yavoriv, ferendo quattro persone, come comunicato in mattinata il governatore della regione, Maxim Kozytskyi.

Inoltre Vitaliy Bunechko, governatore della regione di Zhytomyr, nell'Ucraina settentrionale, ha riferito che «circa 30 missili sono stati lanciati contro una infrastruttura militare che si trova molto vicino alla città di Zhytomyr». C'è stato un attacco missilistico anche contro la cittadina di Desna, nella regione di Chernihiv: ci sono sttai danni alle infrastrutture, ma né morti né feriti.

Ore 11:25 - I missili dalla Bielorussia

L’Ucraina ha sostenuto che alcuni missili sono stati lanciati dalla Bielorussia in direzione della regione di confine di Chernihiv. 

«Intorno alle 5 del mattino (le 4:00 in Italia), la regione di Chernihiv è stata oggetto di un massiccio bombardamento missilistico. Venti razzi hanno preso di mira il villaggio di Desna, sparati dal territorio della Bielorussia (e anche) dall’aria», ha spiegato il comando Nord dell’esercito ucraino, affermando che non ci sarebbero state vittime. 

La Bielorussia, storica alleata della Russia, ha sempre negato di avere ruoli nell’«operazione militare speciale» di Mosca.

Ore 11:31 - Mosca: «Abbiamo ucciso 80 mercenari polacchi in Ucraina»

L’esercito russo ha comunicato di aver ucciso «circa 80 mercenari polacchi» ch esi trovavano in Donbass. Nell’attacco missilistico di Mosca, spiega l’esercito nel suo bollettino, citato dall’agenzia Ria Novosti, sono stati distruti anche «20 veicoli orazzati e 8 lanciamissili multipli». 

L’attacco sarebbe avvenuto nella fabbrica Megatex, a Konstantinovka, nella regione di Donetsk.

Secondo Mosca, in quell’area vengono uccisi «almeno 300 tra soldati di Kiev e mercenari» al giorno.

Ore 11:36 - I cambi al vertice delle forze in campo

(Guido Olimpio) Vladimir Putin guadagna posizioni nel Donbass eppure — secondo Londra — non sarebbe contento della gerarchia militare. 

Al punto da affidare le operazioni sul campo ad un nuovo comandante, il generale Sergey Surovikin. 

Notizie, però, tutte da confermare. Già da alcuni giorni erano emersi dettagli su una serie di cambiamenti. Mosca ha nominato il generale Mikhail Teplinsky alla guida delle forze aerotrasportate, una mossa legata alle perdite pesanti avute nei combattimenti ad oriente. Il suo predecessore, Andrey Serdyukov, non avrebbe gestito in modo adeguato l’impiego di soldati di valore. Successivamente lo Stato Maggiore ha deciso – forse – una svolta ancora più radicale: il generale Alexandr Dvornikov, in carica da poche settimane, avrebbe lasciato le redini a Surovikin che agirebbe sempre in tandem con il vice ministro Gennady Zhidko, inviato al fronte per ridare slancio all’Armata. 

Anche in campo ucraino non mancano i problemi. Un’analisi del sito Politico rivela che il presidente Zelensky potrebbe rimuovere il capo dell’intelligence, Ivan Bakanov, personaggio del quale si è sempre fidato in quanto amico e collaboratore di lunga data. Il governo di Kiev gli imputerebbe gravi errori, in particolare la mancanza di azioni decise per fermare gli invasori a Kherson.

Ore 12:17 - Al memoriale del massacro di Katyn, in Russia, è stata rimossa la bandiera polacca

Il massacro di Katyn, risalente al 1940, è uno degli episodi più sanguinosi della storia europea: 25mila vittime, tutte di nazionalità polacca, sterminate dalle forze sovietiche di Stalin. La strage fu a lungo contestata: l'Unione Sovietica tentò per decenni di affibbiarne la responsabilità alle truppe del Terzo Reich. I veri artefici — i soldati ai comandi del Commissariato del popolo per gli affari interni — vennero indicati ufficialmente da Mosca solo nel 1990.

La storiografia ha ormai stabilito che a Katyn si consumò un crimine di guerra atroce, finalizzato all'eliminazione della classe dirigente polacca — le vittime erano laureati, ufficiali, funzionari — nel quadro della tentata spartizione della Polonia tra la Germania nazista e la Russia di Stalin.

Dopo il crollo dell'Urss, il memoriale del luogo del massacro, costruito nella città russa di Smolensk, divenne un simbolo di quella che avrebbe dovuto essere una nuova era nei rapporti tra Polonia e Russia. Ma in tempo di guerra , anche la memoria storica diventa strumento di propaganda. Da venerdì, il sindaco di Smolensk — che si trova a circa 20 km dal luogo della strage — ha rimosso, su indicazione del ministro della Cultura russo, la bandiera polacca che sventolava sul monumento eretto per commemorare le vittime della strage. «Non può esserci una bandiera polacca su un monumento russo», ha spiegato Andrei Borisov, «soprattutto dopo i commenti anti-russi dei leader politici della Polonia». «Katyn», ha aggiunto, «è un memoriale russo».

Ore 12:52 - Il Pride di Kiev si svolge a Varsavia

Il Kiev Pride si svolgerà oggi, come da programma, ma non attraverserà le strade della capitale ucraina bensì quelle di Varsavia. Non sarà, inoltre, una celebrazione, ma un'occasione per tenere alta l'attenzione internazionale sulla guerra.

La manifestazione, spiegano gli organizzatori, è confluita nella Equality Parade di Varsavia, il più grande evento della costellazione Pride di tutta l'Europa centrale. «Siamo in marcia per il sostegno politico all'Ucraina e stiamo marciando per i diritti umani fondamentali per il popolo ucraino», ha affermato il direttore del Kiev Pride, Lenny Emson, che aggiunge: «Non è una celebrazione. Aspetteremo la vittoria per festeggiare».

Ore 13:28 - A Kiev torna il coprifuoco

L'amministrazione regionale militare di Kiev ha reso noto che sul territorio della regione verrà imposto un coprifuoco, che sarà operativo tutti i giorni dalle 23.00 alle 5.00 del mattino. Lo riferisce il canale informativo Suspilne. Il coprifuoco durerà sei giorni, e partirà dal 26 giugno fino al 3 luglio.

Ore 14:15 - Conte: «Un fucile in più dall’Italia aiuta poco»

Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, continua a lanciare segnali al governo Draghi, che il M5S — pur ormai ridotto a causa della scissione guidata da Luigi Di Maio — continua (per ora?) ad appoggiare. E lo fa, ancora una volta, sulle armi. 

«Un nuovo decreto per le armi all’Ucraina? Io credo che l’Italia debba essere protagonista nei consessi internazionali nell’imprimere un’escalation diplomatica», ha detto. «Con il grande sforzo di Usa e Gb, qualche fucile in più dall’Italia aiuta poco la causa comune». 

Conte ha anche spiegato che «la posizione del M5s qualche volta viene fraintesa, ma è chiarissima: ferma condanna dell’aggressione di Mosca, senza se e senza ma. Secondo: bisogna aiutare l’Ucraina, non ci può difendere a mani nude. Quindi pieno sostegno economico e anche aiuti militari. Il problema però è che nel contesto internazionale di aiuti ci si è concentrati su un obiettivo insidioso e velleitario: ottenere una vittoria militare sulla Russia e addirittura un cambio di regime. Così non si pone un limite all’escalation militare e alla possibilità che il conflitto possa deflagrare. Noi non ce lo possiamo permettere». 

Il governo italiano non ha mai parlato di un «regime change» a Mosca.

Ore 14:21 - «La svolta sarà ad agosto, torneremo ai confini del 1991»

In questi giorni l’esercito ucraino è messo in difficoltà a causa dell’enorme volume di fuoco d’artiglieria espresso da Mosca, che ha permesso alle truppe russe di guadagnare terreno nel Donbass.

 Ma malgrado le giornate sanguinosissime e complesse, il capo dell’intelligence militare ucraina, generale Kyrylo Budanov, si è detto certo che l’Ucraina sconfiggerà la Russia e tornerà ai suoi confini del 1991. 

Intervistato da Itv, Budanov ha previsto per il mese di agosto il momento della svolta, e per la fine dell’anno quello della fine dei combattimenti. 

Il ritiro da Severodonetsk è una decisione «tattica», «per ottenere una vittoria strategica, il nostro comando ha deciso di raggrupparsi su nuove posizioni. Personalmente ritengo sia una decisione giusta», ha affermato. «L’Ucraina tornerà ai suoi confini del 1991, non ci sono altri scenari», ha proseguito, riferendosi dunque anche alla Crimea e le due repubbliche separatiste di Luhansk e Donetsk. 

«A partire da agosto ci saranno alcuni eventi, e dimostreranno al mondo intero che sta iniziando la svolta. Prima della fine dell’anno, i combattimenti attivi si ridurranno a praticamente nulla. Ne siamo certi. Riprenderemo il controllo dei nostri territori nel prossimo futuro. Putin non vincerà. Questa è una tragedia in cui ha trascinato la Russia e l’Ucraina. Finirà con una catastrofe per la Russia. Nient’altro».

Ore 14:25 - La caduta di Kirill

Il patriarca di Mosca Kirill è stato protagonista di una brutta caduta durante la giornata di oggi durante una funzione nella chiesa di Novorossijsk. 

La caduta è stata causata dall’acqua santa usata dallo stesso Kirill per benedire la chiesa, che ha un pavimento in marmo. 

Secondo quanto dichiarato da Kirill nel sermone — e riportato dall’agenzia russa Tass — il patriarca non si è fatto male. 

«Il fatto che io sia caduto oggi non significa nulla. È solo che il pavimento, bellissimo, è così lucido e liscio. Ma quando l’acqua ci cade sopra — anche l’acqua santa — le leggi della fisica funzionano... ma, per grazia di Dio, senza alcuna conseguenza». 

Ore 14:33 - Zelensky: «Non solo l’esercito, ma ogni cittadino lavori per la liberazione»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto che non solo l’esercito ucraino, ma ogni cittadino si impegni per arrivare alla liberazione del territorio dalle truppe russe che lo hanno invaso il 24 febbraio scorso. 

«Liberare la nostra terra e ottenere la vittoria è il nostro obiettivo nazionale. Dobbiamo lavorarci ogni giorno», ha detto su Telegram. «Non solo lo Stato, ma ogni cittadino, a qualsiasi livello possibile». 

Zelensky ha postat, insieme al commento, una serie di foto che mostrano i cittadini al lavoro, dalla ricostruzione dei palazzi alla cura dei giardini, fino alla distribuzione dei beni umanitari.

Ore 15:03 - Il ritiro dei soldati ucraini da Severodonetsk, la battaglia strada per strada a Lysychansk

Che si tratti di una ritirata «tattica» per guadagnare un vantaggio strategico (come sostiene Kiev) o di un ritiro vero e proprio (come ritiene Mosca), ormai quasi tutti i soldati ucraini hanno lasciato la città di Severodonetsk. 

A comunicarlo sono fonti concordanti da entrambi i campi: da un lato, il comandante ceceno Ramzan Kadyrov; dall’altro, il sindaco della città, Oleksandr Stryuk, che alla tv ha detto: «Sfortunatamente», i militari «hanno ormai pressoché abbandonato la città». 

I combattimenti si intensificano nella città gemella, Lysychansk: i separatisti filo-Mosca hanno annunciato che lì si «combatte per le strade». «Alcune parti della città sono già stati prese. Adesso ci sono combattimenti per le strade».

Ore 16:39 - Sindaco Severodonetsk: tutta la città caduta in mano russa

La città di Severodonetsk, nella regione di Lugansk nell’Ucraina orientale, è completamente caduta nelle mani dei russi. Lo ha detto il sindaco di Severodonetsk, Oleksandr Stryuk, avvertendo i cittadini rimasti in città che ora non è più possibile partire verso le direzioni controllate dall’Ucraina, ma soltanto verso i territori sotto controllo russo.

Ore 16:49 - A Kiev scoppia un grosso incendio in una officina a due piani

A nord di Kiev è scoppiato un grosso incendio. Colonne di fumo nero sono visibili da diversi quartieri della città, come Obolon e Troyeschina. Lo riporta l’agenzia di news ucraina Unian, che cita i tg locali. Secondo quanto riferito, testimoni oculari hanno sentito esplodere qualcosa all’interno dell’edificio prima dello scoppio dell’incendio.

Ore 17:15 - Tutti i civili fuori dagli scantinati Azot a Severodonetsk

Tutti i civili sono stati portati fuori dagli scantinati dell’impianto chimico Azot, a Severodonetsk. Lo ha riferito il leader ceceno, Ramzan Kadyrov. La zona industriale dell’impianto è passata sotto il pieno controllo della milizia popolare della Repubblica popolare di Lugansk e delle forze armate russe, ha aggiunto il rappresentante ufficiale delle milizie dell’autoproclamata repubblica, Andrei Marochko, secondo l’agenzia Ria Novosti.

 Ore 17:24 - A Kharkiv reattore nucleare danneggiato da raid russo

Il reattore nucleare di Kharkiv è stato danneggiato in un bombardamento russo. Lo denuncia l’Ispettorato statale per la regolamentazione nucleare dell’Ucraina, spiegando che il bombardamento ha anche danneggiato l’edificio dell’Istituto di fisica e tecnologia che ospita il reattore nucleare subcritico «fonte di neutroni». Secondo l’ispettorato, citato dal Kiev Independent, «i continui bombardamenti del sito potrebbero portare a gravi effetti delle radiazioni e alla contaminazione delle aree circostanti».

Ore 17:31 - Putin: armeremo la Bielorussia con missili Iskander-M

Il presidente russo Vladimir Putin, che oggi ha incontrato il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko a San Pietroburgo, ha annunciato la decisione di armare la Bielorussia con missili balistici di tipo Iskander-M. Si tratta di missili a corto raggio, tra i più moderni nell’arsenale di Mosca, capaci anche di trasportare testate atomiche.

A sua volta Lukashenko ha chiesto al capo del Cremlino aiuto per adattare i suoi caccia a portare le testate nucleari.

Ore 17:56 - La guerra delle munizioni tra sabotaggi e sotterfugi

(Andrea Marinelli e Giudo Olimpio) Tra Russia e Ucraina infuria la guerra dei depositi . I combattimenti consumano le scorte a ritmi vertiginosi: un dato spesso rilanciato sostiene che gli invasori sparano 60 mila proiettili/razzi al giorno, dieci volte la cadenza del nemico. Dunque i rifornimenti sono preziosi, con i russi che hanno fatto le prime mosse e da tempo per interrompere la logistica.

I due schieramenti si sono lanciati in una campagna per recuperare proiettili da 152 mm e 122 mm (calibri usati dai pezzi di concezione russa in dotazione a entrambi). Alcuni paesi — in Est Europa e anche nel Terzo Mondo — ne hanno nei loro arsenali. Kiev, a sua volta, ora che ha ottenuto molti cannoni Nato deve cercare quelli da 155 mm. Gli alleati ne hanno promessi e spediti, Washington ha attinto nelle proprie dotazioni oppure ha chiesto la collaborazione di società private affinché trovino soluzioni. Non sempre è facile perché i«mercanti di armi» sono costantemente minacciati.

Ore 18:03 - Lukashenko: il blocco di Kaliningrad è come una dichiarazione di guerra

Il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, che oggi ha incontrato Putin a San Pietroburgo, ha affermato che «il blocco del transito tra l’enclave russa di Kaliningrad e la Lituania da parte di Vilnius equivale a una dichiarazione di guerra de facto». Lo riporta l’agenzia russa Ria Novosti.

Ore 18:10 - Putin: «Usa e europei hanno 200 testate nucleari pronte»

I Paesi europei e gli Usa hanno «200 armi nucleari tattiche con 257 aerei pronti al loro potenziale uso». Lo ha detto il presidente russo, Vladimir Putin, citato dall’agenzia Tass, dopo avere incontrato a San Pietroburgo il suo omologo bielorusso, Alexander Lukashenko. Quest’ultimo ha affermato che gli Usa e i Paesi europei della Nato stanno compiendo voli di esercitazione con aerei «che si preparano a trasportare testate nucleari». «Se si esercitano, significa che stanno pensando a qualcosa», ha aggiunto Lukashenko.

Ore 19:19 - I sindaci di Berlino, Vienna e Madrid sono stati truffati da un deep fake del sindaco di Kiev

Che la guerra scatenata dalla Russia contro l’Ucraina si combatta anche lontano dai tradizionali campi di battaglia è chiaro sin dalle prime ore del conflitto. Tanto da far pensare che questa guerra abbia cambiato, forse per sempre, il cybercrimine. Una nuova prova arriva dalla denuncia di un clamoroso caso di truffa ai danni dei sindaci di Berlino, Vienna e Madrid. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha spiegato che qualcuno che assomiglia a lui nell’aspetto e nella voce ha condotto delle videochiamate con i suoi colleghi.

«Diversi sindaci d’Europa sono stati contattati da falsi Klitschko che dicono cose assurde», ha detto il primo cittadino di Kiev al quotidiano tedesco Bild. Si tratta, ha aggiunto, di una attività «criminale»: «Bisogna urgentemente indagare sui responsabili».

 Ore 20:04 - Cnn, leader G7 annunceranno un bando sull’oro della Russia

I leader del G7 (il vertice inizierà domani nel castello di Elmau in Germania) hanno concordato di annunciare un divieto di importazione sull’oro russo. Lo riferiscono fonti informate alla Cnn. L’oro è la seconda più grande fonte di reddito da export per Mosca, dopo l’energia.

Ore 20:36 - Filorussi: forze russe combattono nel centro di Lysychansk

Le truppe russe e le milizie dell’autoproclamata Repubblica di Lugansk sono entrate a Lysychansk, l’ultima roccaforte ucraina nella regione orientale ucraina, e stanno già combattendo all’interno della città: lo ha riferito un portavoce militare dell’autoproclamata repubblica. «La milizia popolare e le forze alleate della Federazione Russa sono entrate nella città di Lysychansk. Nell’area urbana sono già in corso combattimenti», ha riferito Andrei Morochko, ufficiale delle milizie di Lugansk, citato dall’agenzia russa Tass.

Ore 22:43 - Il president Biden è arrivato a Monaco per il G7

Il presidente americano Joe Biden è arrivato in Germania per partecipare al vertice del G7 al castello di Elmau in Baviera.

Ore 23:36 - Zelensky: riconquisteremo tutte le città, anche Severodonetsk

L’Ucraina «riconquisterà» le città che ha perso, anche Severodonestk. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un discorso in video pubblicato sul suo canale Telegram. Il capo di Stato ha ammesso che questo momento è moralmente ed emotivamente difficile e ha affermato che nelle ultime 24 ore l’Ucraina è stata colpita da 45 missili e razzi russi. Inoltre, ha descritto gli attacchi come un cinico tentativo di spezzare lo spirito del suo popolo.

Aggiungendo che non è possibile prevedere quanto durerà la guerra, «quanti colpi, perdite e sforzi saranno necessari prima che si possa vedere la vittoria all’orizzonte». E per questo motivo è tornato a chiedere ai Paesi occidentali la fornitura di più armi, in particolare di sistemi di difesa aerea.

Ore 00:36 - Johnson a G7: «Sostenere Kiev perché vinca la guerra»

L’annuncio («più fondi») e un appello al G7 («sosteniamo Kiev»). Perché «l’Ucraina può vincere e vincerà» la guerra. Lo ha detto il premier britannico Boris Johnson, facendo appello ai leader del G7 perché non rinuncino a sostenere Kiev e annunciando un rafforzamento del sostegno finanziario del suo Paese per aiutare l’Ucraina a far fronte all’invasione russa. Lo riferisce il Guardian. «Non è il momento di mollare», ha insistito Johnson, sottolineando che Londra fornirà altri 525 milioni di sterline in garanzie per l’ottenimento di prestiti. Il totale degli aiuti finanziari e umanitari concessi quest’anno dal Regno Unito a Kiev sale così a 1,8 miliardi di sterline.

Ore 01:53 - Vilnius, nessuna concessione alla Russia su Kaliningrad

Nessun passo indietro da parte di Vilnius. Continua quindi la fermezza verso la Russia: la Lituania non farà concessioni a Mosca sul transito sul suo territorio di merci soggette a sanzioni Ue e dirette all’exclave di Kaliningrad. Lo ha annunciato su Facebook il presidente lituano, Gitanas Nauseda. «È chiaro che la Lituania deve applicare e applicherà le sanzioni Ue. La Lituania deve mantenere e manterrà il controllo sulle merci trasportate attraverso il suo territorio, e non si può parlare di alcun `corridoio´, così come non si può parlare di concessioni alla Russia», ha avvertito Nauseda. «Il governo dovrebbe avviare immediatamente le consultazioni con la Commissione europea affinché le sanzioni imposte non ledano né gli interessi della Lituania né gli accordi internazionali», ha aggiunto il presidente lituano.

Ore 02:10 - Missili russi su Kharkiv, incendio e due feriti

Ancora attacchi missilisti da parte di Mosca. Nella notte l’esercito russo ha lanciato missili sulle aree residenziali e nel distretto industriale di Kharkiv. Lo riporta l’agenzia Ukrinform. Secondo quanto riferito dai residenti, ci sono state esplosioni nel nord-est della città ed è scoppiato un incendio. Una volontaria ucraina ha riferito che due persone sono rimaste ferite nel bombardamento.

Ore 03:43 - Times: «Johnson lavora a udienza con regina per Zelensky»

Il premier britannico, Boris Johnson, sta organizzando una visita di Stato in Gran Bretagna per il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che includa anche un’udienza con la regina Elisabetta II. Lo riporta il Sunday Times. Secondo il quotidiano, Johnson intende far coincidere l’eventuale visita di Zelensky con la conferenza del Partito Conservatore prevista a Birmingham a ottobre.

Ore 03:56 - Governatore Lugansk: «Severodonetsk è distrutta al 90%»

Pesante il bilancio dei continui attacchi a Severodonetsk. La città, finita sotto il controllo russo, è «distrutta al 90%». Lo ha dichiarato su Facebook il governatore ucraino del Lugansk, Sergiy Gaidai. «Severodonetsk è occupata. Dopo il ritiro di unità delle nostre truppe, il nemico si è consolidato nel centro regionale di Severodonetsk e nei villaggi satelliti: Syrotyne, Voronove e Borivske», ha affermato Gaidai, «la città e al 90% distrutta, sarà estremamente difficile sopravvivere lì, gli “orchi” (i soldati russi, nda) non saranno in grado di ripristinare le comunicazioni». I russi, ha aggiunto il governatore, hanno nominato un «comandante» locale e stanno girando filmati propagandistici con persone che escono dai bunker dello stabilimento chimico Azot, che era stato l’ultimo bastione dei difensori della città. «L’unico modo di lasciare Severodonetsk è attraverso i territori temporaneamente occupati», ha ribadito Gaidai.

Ore 04:00 - Suona l’allarme per un attacco aereo a Kiev

Torna la paura per i bombardamenti a Kiev. Nella notte ha risuonato l’allarme per attacco aereo. Le sirene sono scattate alle 4.40 locali (le 3.50 in Italia). Gli abitanti sono invitati a raggiungere i rifugi. Gli allarmi sono risuonati nella notte anche in altre zone dell’Ucraina, da Chernihiv a Mikolaiv, da Donetsk a Zaporizhzhia e Dnipropetrovsk.

Ucraina Russia, news sulla guerra di oggi | Missili su Kiev in zona residenziale. Johnson a G7: sostenere Ucraina perché vinca la guerra. Lorenzo Cremonesi e Andrea Nicastro su Il Corriere della Sera il 26 Giugno 2022.

Le notizie di domenica 26 giugno sulla guerra, in diretta. Attacchi missilisti russi sulle aree residenziali e nel distretto industriale di Kharkiv: incendi e due feriti. Il governatore del Lugansk: «Severodonetsk è distrutta al 90%». Post su Facebook: la Lituania non farà concessioni a Mosca sul transito per l’exclave di Kaliningrad

• La guerra in Ucraina è arrivata al 123esimo giorno.

• Severodonetsk è interamente controllata dai russi, si combatte ancora, strada per strada, nella città gemella di Lysychansk. Per Kiev una svolta del conflitto ci sarà a partire da agosto.

• Zelensky: «Riconquisteremo tutte le città, anche Severodonetsk».

• Oggi inizia il G7 in Germania, secondo la Cnn i leader hanno concordato un divieto di importazione sull’oro russo che sarà annunciato durante il vertice.

• Il presidente russo Vladimir Putin, dopo l’incontro con l’omologo bielorusso Lukashenko di eri, ha comunicato la decisione di fornire alla Bielorussia missili Iskander-M che possono trasportare anche testate atomiche.

• Gli scontri in Donbass stanno prosciugando gli arsenali di entrambi gli eserciti: ecco come si svolge la guerra delle munizioni.

Ore 05:17 - Cnn, leader G7 annunceranno un bando sull’oro della Russia

I leader del G7 (il vertice inizierà oggi nel castello di Elmau in Germania) hanno concordato di annunciare un divieto di importazione sull’oro russo. Lo riferiscono fonti informate alla Cnn. L’oro è la seconda più grande fonte di reddito da export per Mosca, dopo l’energia.

Ore 05:20 - Il president Biden è arrivato a Monaco per il G7

Il presidente americano Joe Biden è arrivato in Germania per partecipare al vertice del G7 al castello di Elmau in Baviera.

Ore 05:26 - Missili russi su Kharkiv, incendio e due feriti

Ancora attacchi missilisti da parte di Mosca. Nella notte l’esercito russo ha lanciato missili sulle aree residenziali e nel distretto industriale di Kharkiv. Lo riporta l’agenzia Ukrinform. Secondo quanto riferito dai residenti, ci sono state esplosioni nel nord-est della città ed è scoppiato un incendio. Una volontaria ucraina ha riferito che due persone sono rimaste ferite nel bombardamento.

Ore 05:32 - Sabotaggi e sotterfugi: la guerra delle munizioni tra Russia e Ucraina

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Tra Russia e Ucraina infuria la guerra dei depositi. I combattimenti consumano le scorte a ritmi vertiginosi: un dato spesso rilanciato sostiene che gli invasori sparano 60 mila proiettili/razzi al giorno, dieci volte la cadenza del nemico. Dunque i rifornimenti sono preziosi, con i russi che hanno fatto le prime mosse e da tempo per interrompere la logistica.

In queste settimane abbiamo raccontato spesso di azioni condotte nelle retrovie, una strategia sviluppata secondo alcune linee sottolineate anche da una lunga analisi del Washington Post.

Ore 05:39 - Zelensky: riconquisteremo tutte le città, anche Severodonetsk

L’Ucraina «riconquisterà» le città che ha perso, anche Severodonestk. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un discorso in video pubblicato sul suo canale Telegram. Il capo di Stato ha ammesso che questo momento è moralmente ed emotivamente difficile e ha affermato che nelle ultime 24 ore l’Ucraina è stata colpita da 45 missili e razzi russi. Inoltre, ha descritto gli attacchi come un cinico tentativo di spezzare lo spirito del suo popolo.

Aggiungendo che non è possibile prevedere quanto durerà la guerra, «quanti colpi, perdite e sforzi saranno necessari prima che si possa vedere la vittoria all’orizzonte». E per questo motivo è tornato a chiedere ai Paesi occidentali la fornitura di più armi, in particolare di sistemi di difesa aerea.

Ore 05:42 - Vilnius, nessuna concessione alla Russia su Kaliningrad

Nessun passo indietro da parte di Vilnius. Continua quindi la fermezza verso la Russia: la Lituania non farà concessioni a Mosca sul transito sul suo territorio di merci soggette a sanzioni Ue e dirette all’exclave di Kaliningrad. Lo ha annunciato su Facebook il presidente lituano, Gitanas Nauseda. «È chiaro che la Lituania deve applicare e applicherà le sanzioni Ue.

La Lituania deve mantenere e manterrà il controllo sulle merci trasportate attraverso il suo territorio, e non si può parlare di alcun `corridoio´, così come non si può parlare di concessioni alla Russia», ha avvertito Nauseda. «Il governo dovrebbe avviare immediatamente le consultazioni con la Commissione europea affinché le sanzioni imposte non ledano né gli interessi della Lituania né gli accordi internazionali», ha aggiunto il presidente lituano.

Ore 05:48 - Johnson a G7: «Sostenere Kiev perché vinca la guerra»

L’annuncio («più fondi») e un appello al G7 («sosteniamo Kiev»). Perché «l’Ucraina può vincere e vincerà» la guerra. Lo ha detto il premier britannico Boris Johnson, facendo appello ai leader del G7 perché non rinuncino a sostenere Kiev e annunciando un rafforzamento del sostegno finanziario del suo Paese per aiutare l’Ucraina a far fronte all’invasione russa. Lo riferisce il Guardian.

«Non è il momento di mollare», ha insistito Johnson, sottolineando che Londra fornirà altri 525 milioni di sterline in garanzie per l’ottenimento di prestiti. Il totale degli aiuti finanziari e umanitari concessi quest’anno dal Regno Unito a Kiev sale così a 1,8 miliardi di sterline.

Ore 06.00 - Suona l’allarme per un attacco aereo a Kiev: serie di esplosioni

Torna la paura per i bombardamenti a Kiev. Nella notte ha risuonato l’allarme per attacco aereo. Le sirene sono scattate alle 4.40 locali (le 3.50 in Italia). Gli abitanti sono invitati a raggiungere i rifugi. Gli allarmi sono risuonati nella notte anche in altre zone dell’Ucraina, da Chernihiv a Mikolaiv, da Donetsk a Zaporizhzhia e Dnipropetrovsk.

Udite tre esplosioni, come riferisce il Kiev Independent. Secondo quanto riportato sui social le esplosioni sarebbero state più numerose, almeno quattro, e sono state causate da missili da crociera russi: al momento non si sa se sono finiti sui bersagli o se sono stati intercettati dalla contraerea. L’allerta dell’attacco aereo è risuonata più volte nella notte nella capitale ucraina.

Ore 06:11 - Il sindaco di Kiev: «Il distretto di Shevchenkivskyi colpito dalle bombe»

Le esplosioni all’alba a Kiev sono state confermate dal sindaco della città: «Diverse esplosioni sono avvenute nel distretto di Shevchenkivskyi. Sul posto sono intervenuti i soccorritori e le ambulanze» ha scritto su Telegram il primo cittadino della capitale, Vitali Klitschko.

A sua volta il deputato ucraino Oleksiy Goncharenko ha aggiunto su »Twitter: «Sono state udite quattro esplosioni, ora c’è fumo nero sopra la città. I missili hanno colpito edifici residenziali, non ci sono ancora informazioni su eventuali vittime». Secondo quanto riferito dal sindaco di Kiev, le persone residenti negli edifici colpiti sono state soccorse ed evacuate.

Secondo i media ucraini i missili lanciati sarebbero stati in tutto 14, alcuni dei quali sono stati intercettati dalla contraerea.

Ore 07:16 - Nyt, agenti segreti occidentali a Kiev per assistenza in intelligence

Alcuni agenti segreti degli Usa e di Paesi della Nato sarebbero presenti in Ucraina per aiutare le forze armate di Kiev in materia di intelligence e di addestramento delle truppe. Lo riporta il New York Times citando fonti qualificate. Una pratica che sarebbe «ben nota» anche a Mosca. Oltre a fornire informazioni sensibili, questa rete di agenti coordinerebbe le rotte di trasporto di armi occidentali e l’istruzione per i militari ucraini. Fonti sia europee che americane hanno detto al New York Times che i commando non prendono parte alle ostilità in prima linea, ma hanno funzione di supporto attraverso canali di comunicazione segreti o nelle basi militari nelle retrovie.

Draghi: «Eliminare per sempre la nostra dipendenza da Mosca». Johnson a Macron: «Non è il momento di negoziare». Lorenzo Cremonesi, Andrea Nicastro e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 26 giugno 2022.  

Le notizie di domenica 26 giugno sulla guerra, in diretta. Bombardata Kiev: bimba di 7 anni estratta viva dalle macerie, un morto. Gli scontri si spostano su Kharkiv. Londra: «Bando all'oro russo, colpo al cuore della macchina bellica di Mosca» 

• La guerra in Ucraina è arrivata al 123esimo giorno.

• Oggi il G7 in Germania. I leader annunceranno la messa al bando l'oro russo. Scholz: «Siamo uniti, è questo il nostro messaggio per Putin».

• All'alba 14 missili russi sono piombati su Kiev, alcuni intercettati. Colpiti palazzi residenziali: il bilancio è di un morto e 4 feriti. Una bimba di 7 anni è stata estratta viva dalle macerie. Il video-racconto.

• Gli scontri in Donbass stanno prosciugando gli arsenali di entrambi gli eserciti: ecco come si svolge la guerra delle munizioni.

• Severodonetsk è controllata dai russi, si combatte ancora a Lysychansk.

• Zelensky: «Riconquisteremo tutte le città, anche Severodonetsk».

• Vladimir Putin fornirà alla Bielorussia missili Iskander che possono trasportare anche testate atomiche.

Ore 05:20 - Il presidente Biden è arrivato a Monaco per il G7

Il presidente americano Joe Biden è arrivato in Germania per partecipare al vertice del G7 al castello di Elmau in Baviera.

Ore 05:26 - Missili russi su Kharkiv, incendio e due feriti

Ancora attacchi missilisti da parte di Mosca. Nella notte l’esercito russo ha lanciato missili sulle aree residenziali e nel distretto industriale di Kharkiv. Lo riporta l’agenzia Ukrinform. Secondo quanto riferito dai residenti, ci sono state esplosioni nel nord-est della città ed è scoppiato un incendio. Una volontaria ucraina ha riferito che due persone sono rimaste ferite nel bombardamento.

Ore 05:32 - Sabotaggi e sotterfugi: la guerra delle munizioni tra Russia e Ucraina

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Tra Russia e Ucraina infuria la guerra dei depositi. I combattimenti consumano le scorte a ritmi vertiginosi: un dato spesso rilanciato sostiene che gli invasori sparano 60 mila proiettili/razzi al giorno, dieci volte la cadenza del nemico. Dunque i rifornimenti sono preziosi, con i russi che hanno fatto le prime mosse e da tempo per interrompere la logistica.

In queste settimane abbiamo raccontato spesso di azioni condotte nelle retrovie, una strategia sviluppata secondo alcune linee sottolineate anche da una lunga analisi del Washington Post.

Ore 05:39 - Zelensky: riconquisteremo tutte le città, anche Severodonetsk

L’Ucraina «riconquisterà» le città che ha perso, anche Severodonestk. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un discorso in video pubblicato sul suo canale Telegram. Il capo di Stato ha ammesso che questo momento è moralmente ed emotivamente difficile e ha affermato che nelle ultime 24 ore l’Ucraina è stata colpita da 45 missili e razzi russi. Inoltre, ha descritto gli attacchi come un cinico tentativo di spezzare lo spirito del suo popolo.

Aggiungendo che non è possibile prevedere quanto durerà la guerra, «quanti colpi, perdite e sforzi saranno necessari prima che si possa vedere la vittoria all’orizzonte». E per questo motivo è tornato a chiedere ai Paesi occidentali la fornitura di più armi, in particolare di sistemi di difesa aerea.

Ore 05:42 - Vilnius, nessuna concessione alla Russia su Kaliningrad

Nessun passo indietro da parte di Vilnius. Continua quindi la fermezza verso la Russia: la Lituania non farà concessioni a Mosca sul transito sul suo territorio di merci soggette a sanzioni Ue e dirette all’exclave di Kaliningrad. Lo ha annunciato su Facebook il presidente lituano, Gitanas Nauseda. «È chiaro che la Lituania deve applicare e applicherà le sanzioni Ue.

La Lituania deve mantenere e manterrà il controllo sulle merci trasportate attraverso il suo territorio, e non si può parlare di alcun “corridoio”, così come non si può parlare di concessioni alla Russia», ha avvertito Nauseda. «Il governo dovrebbe avviare immediatamente le consultazioni con la Commissione europea affinché le sanzioni imposte non ledano né gli interessi della Lituania né gli accordi internazionali», ha aggiunto il presidente lituano.

Ore 05:48 - Johnson a G7: «Sostenere Kiev perché vinca la guerra»

L’annuncio («più fondi») e un appello al G7 («sosteniamo Kiev»). Perché «l’Ucraina può vincere e vincerà» la guerra. Lo ha detto il premier britannico Boris Johnson, facendo appello ai leader del G7 perché non rinuncino a sostenere Kiev e annunciando un rafforzamento del sostegno finanziario del suo Paese per aiutare l’Ucraina a far fronte all’invasione russa. Lo riferisce il Guardian.

«Non è il momento di mollare», ha insistito Johnson, sottolineando che Londra fornirà altri 525 milioni di sterline in garanzie per l’ottenimento di prestiti. Il totale degli aiuti finanziari e umanitari concessi quest’anno dal Regno Unito a Kiev sale così a 1,8 miliardi di sterline.

Ore 06.00 - Suona l’allarme per un attacco aereo a Kiev: serie di esplosioni

Torna la paura per i bombardamenti a Kiev. Nella notte ha risuonato l’allarme per attacco aereo. Le sirene sono scattate alle 4.40 locali (le 3.50 in Italia). Gli abitanti sono invitati a raggiungere i rifugi. Gli allarmi sono risuonati nella notte anche in altre zone dell’Ucraina, da Chernihiv a Mikolaiv, da Donetsk a Zaporizhzhia e Dnipropetrovsk.

Udite tre esplosioni, come riferisce il Kiev Independent. Secondo quanto riportato sui social le esplosioni sarebbero state più numerose, almeno quattro, e sono state causate da missili da crociera russi: al momento non si sa se sono finiti sui bersagli o se sono stati intercettati dalla contraerea. L’allerta dell’attacco aereo è risuonata più volte nella notte nella capitale ucraina.

Ore 06:11 - Il sindaco di Kiev: «Il distretto di Shevchenkivskyi colpito dalle bombe»

Le esplosioni all’alba a Kiev sono state confermate dal sindaco della città: «Diverse esplosioni sono avvenute nel distretto di Shevchenkivskyi. Sul posto sono intervenuti i soccorritori e le ambulanze» ha scritto su Telegram il primo cittadino della capitale, Vitali Klitschko.

A sua volta il deputato ucraino Oleksiy Goncharenko ha aggiunto su Twitter: «Sono state udite quattro esplosioni, ora c’è fumo nero sopra la città. I missili hanno colpito edifici residenziali, non ci sono ancora informazioni su eventuali vittime». Secondo quanto riferito dal sindaco di Kiev, le persone residenti negli edifici colpiti sono state soccorse ed evacuate.

Secondo i media ucraini i missili lanciati sarebbero stati in tutto 14, alcuni dei quali sono stati intercettati dalla contraerea.

Ore 07:16 - Nyt, agenti segreti occidentali a Kiev per assistenza in intelligence

Alcuni agenti segreti degli Usa e di Paesi della Nato sarebbero presenti in Ucraina per aiutare le forze armate di Kiev in materia di intelligence e di addestramento delle truppe. Lo riporta il New York Times citando fonti qualificate. Una pratica che sarebbe «ben nota» anche a Mosca. Oltre a fornire informazioni sensibili, questa rete di agenti coordinerebbe le rotte di trasporto di armi occidentali e l’istruzione per i militari ucraini. Fonti sia europee che americane hanno detto al New York Times che i commando non prendono parte alle ostilità in prima linea, ma hanno funzione di supporto attraverso canali di comunicazione segreti o nelle basi militari nelle retrovie.

Ore 07:32 - Cremlino: nessuna riunione di emergenza di Putin nella notte

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha smentito le voci rimbalzate sui social secondo le quali nella tarda serata di ieri il presidente russo Vladimir Putin si sarebbe recato nel palazzo presidenziale per tenere una riunione di emergenza nella notte. «No. Non è così. Va tutto bene», ha detto Peskov all’agenzia Ria Novosti.

Ore 07:49 - Missili su Kiev, almeno un ferito in un edificio residenziale

Mentre a Kiev sono in corso le operazioni per spegnere gli incendi causati dai bombardamenti di questa mattina e mettere in salvo le persone, il primo bilancio delle esplosioni è di almeno un ferito, secondo il servizio di emergenza ucraino, come riporta Unian. «In seguito ai bombardamenti nemici, è scoppiato un incendio in un edificio residenziale di 9 piani con parziale distruzione del settimo, ottavo e nono piano — si legge in un comunicato —. Si è verificato un incendio su una superficie totale di 300 mq. Sono in corso le misure per spegnere l’incendio e trarre in salvo le persone. Secondo i dati preliminari, una persona è rimasta ferita».

Ore 08:08 - «Dopo Severodonetsk i russi puntano su Kramatorsk»

La conquista di Severodonetsk «è un risultato significativo nell'ambito dell'obiettivo ridotto» di «un'offensiva più mirata nel Donbass», rispetto all'iniziale «obiettivo di occupare la maggior parte dell'Ucraina». Ma, come sottolinea l'intelligence della Difesa britannica nel suo ultimo aggiornamento sulla guerra, Severodonetsk «è solo uno dei numerosi obiettivi che la Russia dovrà raggiungere per occupare l'intera regione del Donbass. Tra questi, l'avanzata sul centro principale di Kramatorsk e la messa in sicurezza delle principali vie di rifornimento per la città di Donetsk».

Ore 08:20 - Sindaco di Kiev: Mosca cerca di intimidirci prima di vertice Nato

La Russia cerca di «intimidire gli ucraini» prima del vertice Nato con l'attacco missilistico conto Kiev: lo afferma il sindaco della capitale ucraina, Vitali Klitschko.

Ore 09:03 - Il G7 annuncerà il bando sull’import dell’oro dalla Russia

Il G7 che parte oggi a Monaco porterà con sé almeno una nuova sanzione contro la Russia - e l’annuncio, dopo le indiscrezioni di ieri, è arrivato questa mattina dal governo britannico. 

Quattro Paesi del G7 vieteranno le esportazioni russe di oro: e l’iniziativa - presa da Regno Unito, Canada, Giappone e Stati Uniti - «colpirà direttamente gli oligarchi russi e colpirà il cuore della macchina da guerra di Putin», ha affermato il primo ministro britannico Boris Johnson. 

Il governo britannico ha spiegato che ad essere messo al bando saranno i nuovi prodotti, non l’oro di origine russa che era già stato esportato nelle scorse settimane dalla Russia.

La conferma della messa al bando dell'oro russo arriva anche dall'account Twitter del presidente Usa Joe Biden. Si tratta di uno stop che vale decine di miliardi dollari.

Ore 09:25 - Militari di Kiev: gli sforzi russi si concentrano su Lysyschank

Gli sforzi militari russi nel Donbass «si concentrano su Lysychansk». Lo ha spiegato lo stato maggiore delle forze armate di Kiev in un aggiornamento su Facebook.

Ore 09:30 - Sindaco di Kiev: «Due feriti dai missili, una bimba di 7 anni estratta viva da sotto le macerie, si cercano la madre e altre persone»

Due persone sono rimaste ferite e sono state trasportate in ospedale. Questo un bilancio al momento dell'attacco missilistico sulla capitale ucraina Kiev, fornito su Telegram dal sindaco Vitali Klitschko. I missili russi hanno colpito almeno due edifici residenziali nel distretto di Shevchenkivskyi della città. I soccorritori stanno lavorando per liberare le persone intrappolate sotto le macerie — ha aggiunto —per poi annunciare che hanno tirato fuori una bambina di sette anni. «È viva. Ora stanno cercando di salvare sua madre».

Ore 09:45 - Kiev: almeno 613 bambini feriti dall'inizio della guerra

Il bilancio dei bambini feriti in Ucraina dall'inizio dell'invasione russa è salito a 613: lo ha reso noto l'ufficio del Procuratore generale del Paese, secondo quanto riporta Urkinform. Il numero dei bambini uccisi è rimasto invariato rispetto a ieri: sono 339.

Ore 09:58 - Il ministro della Difesa russo visita i militari in Ucraina

Il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha visitato le postazioni di comando dell'esercito russo in Ucraina. Si tratta della prima visita di Shoigu dall'inizio dell'invasione.

Il ministro ha assegnato medaglie a singoli soldati per gli sforzi compiuti nel corso dell'«operazione militare speciale». Non è stato rivelato il luogo esatto in cui Shoigu ha visitato le truppe.

Ore 10:07 - Il capo staff di Zelensky: se la Russia prevarrà, crollerà anche l'Europa

(Andriy Yermak) A parlare è il capo dello staff di Zelensky, Andriy Yemak, che spiega quanto la guerra in Ucraina incida sugli equilibri dei Paesi occidentali e si rivolge ai leader del G7 perché insistano sulle sanzioni, anche le misure contro la Russia richiedono sacrifici.

Ecco il suo intervento.

«Quando la Russia ha invaso il mio Paese, la sua leadership è rimasta sorpresa dall’unità e dalla determinazione dell’Ucraina e dei suoi alleati occidentali. Il Cremlino credeva che il suo esercito potesse marciare fino a Kiev in pochi giorni e dichiarare vittoria. Ma si sbagliava. Le forze armate ucraine e il suo popolo hanno difeso le nostre terre con un coraggio straordinario, e le generazioni future rimarranno colpite leggendo ciò che scriveranno gli storici. Anche la Russia si è stupita per il sostegno fornito dai nostri alleati, che hanno riconosciuto che questa è una lotta per la sicurezza, per la democrazia e per i nostri figli. I nostri alleati occidentali hanno capito che questo terribile conflitto rappresenta un punto di svolta nella storia contemporanea. Siamo a un bivio. Credetemi quando dico che la nostra lotta è la vostra lotta. Le nostre vite perse diventeranno vite perse anche per voi se l’Ucraina non vincerà la sua battaglia. Se la Russia prevarrà, la sicurezza dell’Occidente e l’ordine internazionale, basato sulle regole che esso sostiene, andranno in frantumi».

Ore 10:38 - Fonte, il price cap sul tavolo del G7, Germania costruttiva

Il tema del price cap è oggetto della discussione del G7 ed è «importante che, dopo il Consiglio europeo, se ne parli a un tavolo diverso da quello dell'Ue, che includa anche Giappone, Canada e Usa». Washington avrebbe interesse a un tetto sul petrolio, ma il tema andrà di «pari passo» a quello del tetto sul prezzo del gas. Lo ha detto all'Ansa una fonte. La fonte ha anche affermato di riscontrare un «atteggiamento costruttivo» del governo tedesco sul price cap.

Ore 10:40 - A Lysychansk esplode una mina, un morto

Almeno una persona ha perso la vita a Lysychansk, nell'Ucraina orientale, in seguito all'esplosione di una mina, mentre i russi concentrano tutte le loro forze sull'occupazione della città dopo la cattura di Severdonetsk: lo ha detto il capo dell'amministrazione statale regionale di Lugansk, Serhiy Gaidai. Lo riporta Ukirinfrorm.

«Ci sono stati attacchi aerei sulla città, così come sull'area di Bila Hora. C'è molta distruzione, Lysychansk è quasi irriconoscibile. Una torre della tv giace a terra, un ponte stradale è stato gravemente danneggiato, sono state colpite case, l'edificio del dipartimento dei servizi di sicurezza e non solo. Il corpo di un uomo senza segni di vita è stato trovato nell'area di un ospedale con ferite causate dall'esplosione di una mina», ha scritto Gaidai su Facebook.

Ore 10:53 - Missili su Kiev, un morto e si scava ancora sotto le macerie

Secondo l'ultimo bilancio comunicato dal capo del servizio di emergenza statale, Sergey Shevchuk, il bombardamento della zona residenziale di Kiev ha provocato la morte di una persona. Si cerca ancora sotto le macerie la mamma, 36 anni, della bambina estratta viva dai detriti delle esplosioni.

Ore 10:59 - Kiev: un missile russo ha sfiorato una centrale nucleare

Un missile russo nella sua fase di volo è passato ad un livello considerato «criticamente basso» sopra a una centrale nucleare nell'Ucraina meridionale. Lo riporta su Telegram la compagnia nucleare statale ucraina Energoatom accusando Mosca di aver commesso «un altro atto di terrorismo nucleare».

Si ipotizza che il missile sia uno di quelli lanciati all'alba verso Kiev. Energoatom sottolinea come qualsiasi danno a una centrale porterebbe a «gravi conseguenze» minacciando il mondo «con una terribile catastrofe».

Ore 11:14 - Von der Leyen su Twitter: al fianco di Kiev fino a quando servirà

«Saremo al fianco dell'Ucraina per tutto il tempo necessario. L'impatto globale negativo della guerra russa sarà al centro dei nostri scambi al G7». Lo ha scritto su Twitter la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

Ore 11:18 - Biden: «Il G7 e la Nato uniti contro l'aggressione dell'Ucraina»

Il G7 e la Nato devono rimanere uniti contro l'aggressione russa dell'Ucraina, nonostante quanto previsto e auspicato da Mosca. Lo ha affermato il presidente Usa Joe Biden in Baviera, prima di un incontro bilaterale con il padrone di casa, il cancelliere Olaf Scholz, poco prima dell'inizio del vertice G7 al Castello di Elmau. «Dobbiamo restare uniti — ha detto Biden — la Nato e il G7 non si divideranno. Non è successo e non succederà».

Ore 11:26 - Una nave italiana bloccata a Mariupol dall'inizio della guerra

(Claudio Del Frate) Da quattro mesi - esattamente dal 24 febbraio scorso, giorno del’attacco russo all’Ucraina - un mercantile italiano con 13 uomini di equipaggio, si trova bloccato nel porto di Mariupol, con la minaccia di finire confiscato dalle milizie filorusse entrate in possesso dell’area dopo una asperrima battaglia durata settimane.

La nave in ostaggio è la Tzarevna, che batte bandiera di Malta ma è di proprietà della compagnia di navigazione genovese Cosulich. Augusto Cosulich, presidente del gruppo, pochi giorni fa alle agenzie di stampa ha detto che sono in corso trattative con le autorità locali per sbloccare la situazione. Che dal 24 febbraio non ha fatto passi avanti.

Il mercantile aveva prelevato un carico di acciaio dalla Azovstal destinato a una fabbrica in Friuli. I miliziani filorussi vogliono confiscarla e hanno già rubato parte del carico.

Ore 11:37 - Michel: su price cap al petrolio capire gli effetti collaterali

Al G7 l'Ue è pronta a discutere il price cap sui «servizi relativi al petrolio», per esempio sugli «aspetti finanziari e di trasporto». Lo ha detto il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel in conferenza stampa. L'obiettivo, ha spiegato, è «colpire la Russia e non le nostre economie», di conseguenza bisogna capire quali possano essere «gli effetti collaterali» delle eventuali misure. E ha aggiunto: «Ma siamo pronti a prendere decisioni».

Ore 11:42 - Attacco su Kiev: 4 civili estratti dalle macerie e un morto

Procedono i lavori dei soccorritori sui palazzi bombardati all'alba a Kiev. Il bilancio attuale è di quattro civili estratti vivi dalle macerie (tra cui la madre della bimba tirata fuori da sotto i detriti) e portati in ospedale e di una persona morta (il cui decesso era già stato comunicato in mattinata dal servizio di emergenza locale).

Uno dei feriti è una donna russa. Lo ha detto Anton Geraschenko, consigliere del ministero dell'Interno, facendo vedere il passaporto della signora. «La donna che è stata liberata e portata in ospedale è una cittadina russa — ha sottolineato Geraschenko —. Russi che uccidono russi. È terribile».

 Ore 11:48 - Kuleba: missile su Kiev, il G7 risponda con più sanzioni

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, ha pubblicato su Twitter le immagini della bimba estratta viva dalle macerie del palazzo bombardato oggi a Kiev e ha scritto: «Questa bambina ucraina di 7 anni dormiva pacificamente a Kiev fino a quando un missile da crociera russo ha fatto esplodere la sua casa. Molti altri in Ucraina sono sotto attacco. Il vertice del G7 deve rispondere con più sanzioni alla Russia e più armi pesanti per l'Ucraina. Il malato imperialismo russo deve essere sconfitto».

Ore 12:12 - Johnson e Macron: «Possibile invertire il corso della guerra, non è il momento di negoziare»

Il premier inglese Boris Johnson e il presidente francese Emmanuel Macron vedono la possibilità di «invertire le sorti della guerra», come riferisce l'ufficio stampa di Downing Street. I due leader si sono incontrati prima dell'inizio del G7. Johnson ha «messo in guardia» Macron sulle conseguenze di soluzione negoziale «in questo momento»: il rischio di trattare adesso è di prolungare «l'instabilità mondiale».

Ore 12:35 - Lavrov: l'Ucraina non ha una storia senza il popolo russo

«L'Ucraina ha cercato di costruire la sua sovranità cancellando la sua stessa storia. Ma non ha una storia senza il popolo russo, assolutamente nessuna»: lo afferma il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, in un tweet pubblicato dall'ambasciata russa nel Regno Unito.

Ore 12:39 - Biden: missili russi su Kiev una barbarie

Il presidente americano Joe Biden ha definito un atto di «barbarie» i bombardamenti russi su Kiev di questa mattina, commentando la notizia di oggi con i giornalisti presenti al G7.

Ore 12:46 - Mosca: colpiti centri di addestramento, uno al confine polacco

Le forze russe hanno colpito tre centri di addestramento militare nell'Ucraina settentrionale e occidentale, di cui uno vicino al confine polacco: lo ha reso noto il ministero della Difesa russo in un comunicato. I bombardamenti sono stati effettuati con «armi ad alta precisione e missili Kalibr» da crociera, come spiega la nota del ministero.

Tra gli obiettivi un centro di addestramento militare per le forze ucraine nel distretto di Starytchi, nella regione di Leopoli, a una trentina di chilometri dal confine polacco. Al momento non ci sono conferme da parte ucraina.

 Ore 13:10 - Francia favorevole al price cap sul petrolio da produttori

La Francia è favorevole a un «prezzo massimo» del petrolio a livello di «Paesi produttori», uno dei temi al centro del G7 di Elmau, con l'obiettivo di contrastare l'aumento di prezzi provocato dalla guerra in Ucraina. Lo ha dichiarato la presidenza francese a margine del summit. Parigi non «si oppone in linea di principio» alla proposta americana di calmieramento dei prezzi ma «quello che per noi sarebbe più efficace è un prezzo massimo al petrolio che venga da tutti i Paesi produttori», ha sottolineato l'Eliseo.

Ore 13:14 - Scholz: siamo uniti, è questo il nostro messaggio a Putin

Il cancelliere Olaf Scholz, a margine della bilaterale con il presidente americano a Elmau, dove sono in corso i lavori del G7, ha scritto su Twitter: «Noi siamo uniti, stiamo insieme. Questo è il nostro chiaro messaggio a Putin. È bene che tu sia qui, al summit del G7, presidente Joe Biden».

Da parte sua Biden ha elogiato Scholz «per l'impatto che Berlino ha avuto sull'Europa spingendola a muoversi sull'Ucraina», come riferiscono i giornalisti americani al seguito del presidente, definendo la Germania «uno dei nostri alleati più veloci e più stretti».

Ore 14:11 - Filorussi di Lugansk: catturati 70 combattenti di Azot

L'ambasciatore dell'autoproclamata Repubblica popolare di Lugansk a Mosca, ha annunciato che «circa 70 combattenti» presenti nello stabilimento industriale Azot di Severodonetsk «sono stati fatti prigionieri». Lo riporta la Tass. Aggiungendo: «Gli insediamenti sul lato sinistro del fiume Seversky Donets e l'aeroporto di Severodonetsk sono stati sgomberati».

Ore 14:18 - Governatore Cherkasy: un morto in attacco missilistico russo

Un attacco missilistico russo nella regione di Cherkasy ha ucciso una persona e ne ha ferite altre cinque. Lo ha reso noto il governatore locale Igor Taburets. Lo riporta Ukrainska Pravda.

Ore 15:05 - Zakharova definisce «mostruose» dichiarazioni di Johnson

Le dichiarazioni del primo ministro britannico Boris Johnson sull'Ucraina, ovvero che i tentativi di risolvere il conflitto porteranno solo a una maggiore instabilità nel mondo, sono «mostruose». Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

Ore 15:11 - Al G7 non si è parlato molto di price cap sul petrolio

Tra il leader del G7 in Germania «non c'è stata una discussione molto estesa sul price cap al prezzo del petrolio». Lo riferisce una fonte dell'amministrazione Usa sottolineando che è un tema che sarà «discusso nel dettaglio dagli sherpa».

Ore 15:35 - Missili su Kiev: la bimba operata, la madre moderatamente grave

Gli incendi nel palazzo residenziale bombardato a Kiev stamattina all'alba sono stati tutti domati. La bimba di 7 anni estratta viva è stata operata e non è in pericolo di vita, mentre la madre — anche lei tirata fuori dalle macerie — è in stato di moderata gravità, secondo quanto riporta su Telegram l'agenzia Unian.

Ore 16:08 - Gli Stati Uniti: «Lo stop all'oro russo costerà a Mosca 19 miliardi»

La decisione dei Paesi del G7 di bloccare l'importazione di oro dalla Russia costerà a Mosca «19 miliardi di dollari l'anno». A dirlo alla Cnn è stato il segretario di Stato americano, Antony Blinken. 

«L'iniziativa che stiamo annunciando riguarda la seconda esportazione più redditizia della Russia dopo l'energia», ha detto. «E privare l'accesso a circa 19 miliardi di dollari di entrate è significativo». 

Per l'import di petrolio e gas dalla Russia, l'Europa versa ancora nelle casse di Mosca circa 800 milioni di euro al giorno: per questo il G7 sta valutando l'introduzione di un «price cap» su queste fonti energetiche.

Ore 16:14 - La Russia è «a poche ore dal default»

Dopo mesi di guerra e sanzioni, Mosca è arrivata «a poche ore dal default» — il suo primo dopo decenni. 

Secondo quanto riportato dalle agenzie Reuters e Bloomberg, Mosca dovrebbe pagare 10 milioni di interessi su due prestiti, uno denominato in dollari e l'altro in euro. La Russia — che ha faticato a mantenere i pagamenti sui 40 miliardi di dollari di obbligazioni in circolazione dall'invasione dell'Ucraina il 24 febbraio — avrebbe dovuto pagarli entro il 27 maggio; non lo ha fatto, e il «grace period» di 30 giorni scade, appunto, nella notte tra domenica e lunedì. 

Non ci sarà una dichiarazione ufficiale di default, e Mosca continuerà a sostenere di essere stata trascinata a un default «tecnico»: sarebbe pienamente in grado di pagare se solo potesse attingere alle proprie riserve in valuta estera, che sono bloccate dalle sanzioni.

Secondo gli analisti, il default avrebbe un significato largamente simbolico: al momento, Mosca non ha bisogno di ottenere prestiti, visto il flusso di cassa garantito dalle entrate per l'export di gas e petrolio, ma con ogni probabilità il costo di ottenere fiducia dai mercati internazionali è destinato a salire, in futuro.

Ore 16:51 - Il deputato russo in tv: «Missili dai nostri sottomarini contro l'Olanda»

Andrey Gurulyov è un deputato ed ex comandante militare russo. Nelle scorse ore, è andato in tv — nello show di Solovyov — a spiegare come Mosca potrebbe colpire i centri energetici nevralgici dell'Europa, se a Mosca venisse impedito di portare merci nell'exclave di Kaliningrad. 

«Il 40 per cento del petrolio europeo», ha detto, «viene importato e lavorato dall'Olanda. È una zona talmente piccola che sarebbe difficile da mancare. Quando diciamo che le armi nucleari potrebbero essere usate... o magari no: un missile Kalibr potrebbe volare sull'Europa, o essere sparato da un sottomarino. E allora, non importa quanto possano vantarsi di qualsiasi cosa: data la vicinanza delle petroliere, brucerebbe tutto, infrastrutture dei porti e navi. L'Europa sarebbe ridotta al silenzio. E ci sono diversi punti di pressione come questo».

Ore 17:28 - Shoigu visita il Donbass mentre i raid «puniscono» i civili ucraini

(Guido Olimpio e Andrea Marinelli) Un giorno di messaggi politici e militari, con la Russia decisa a dimostrare di avere sempre in mano l’iniziativa in una sfida senza fine. 

La visita

Il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha lasciato la capitale per visitare le truppe impegnate in Ucraina, consultare lo Stato Maggiore, distribuire medaglie. Una sortita documentata da un video dove il generale scende da un elicottero dotato di razzi, quindi incontra gli alti ufficiali, presenzia a una riunione. Immagini che sono state usate dagli analisti per indicare posizioni e incarichi, un po’ come avveniva all’epoca dell’Urss osservando chi assisteva alla parata. L’esperto Rob Lee ha cercato di fissare, dopo giorni di ipotesi, la catena gerarchica: Gennady Zhidko, vice ministro e responsabile delle forze russe; Alexander Lapin comandante del settore centrale; Sergey Surovikin alla testa del settore meridionale. Un triumvirato dove in apparenza non compare Alexandr Dvornikov. La presenza del ministro, accompagnata dalle immancabili illazioni sull’attendibilità del viaggio, può comunque essere un segnale, con l’Armata decisa a sfruttare la fase favorevole nel Donbass. 

I raid

Mosca continua a colpire con salve di missili, ordigni che hanno centrato target civili e militari a ovest, a Kiev e nella zona nord. Cruise sparati da navi in Mar Nero e da aerei che restano nello spazio bielorusso o russo per neutralizzare depositi, armi fornite dagli occidentali, centri d’addestramento, infrastrutture logistiche. Bordate che però coinvolgono anche la popolazione, con innocenti feriti, uccisi, mutilati. Sono azioni per perturbare le retrovie, esercitare pressione su zone relativamente lontane dalla battaglia, far vedere ai leader occidentali riuniti in Germania che l’operazione speciale va avanti nonostante gli aiuti garantiti dalla Nato a Kiev. Segnale strategico e tattico, poco importa quanto siano precise le testate esplosive. 

La resistenza

Sono entrati in azione i lanciarazzi a lungo raggio Himars forniti all’Ucraina. E in rete c’è un filmato che mostra gli effetti su un presunto centro di comando avversario, con distruzioni estese.

Ore 17:40 - L'alleato riluttante e la mela avvelenata di Putin: la storia di Lukashenko

(Marco Imarisio) L’alleato riluttante è un dittatore a sovranità limitata. Lo era già da prima, in pratica da sempre. Ma ancora di più dall’agosto del 2020, quando l’esito delle elezioni presidenziali, che pure vennero definite «una barzelletta» dagli osservatori internazionali, gli consegnò il solito dubbio plebiscito unito al risultato inatteso di Svetlana Tikhanouskaya, moglie dell’attivista Sergej Tikhanosky, che correva in vece del marito, incarcerato poco prima del voto. 

All’improvviso Aleksandr Lukashenko, che ama definirsi il «babbo» della sua Bielorussia, scoprì di essere un padre ben poco amato. Al punto da rendere quasi ridicolo l’ottanta per cento dei suffragi che si era autoassegnato. 

E così, davanti alle proteste di piazza, alle rivolte che aumentavano ogni giorno, dovette rimangiarsi l’orgoglio extra large come la sua stazza. Alla stregua di un qualsiasi governatore russo, dovette chiedere aiuto a Vladimir Putin che con gesto magnanimo inviò qualche divisione dell’Armata rossa a reprimere ogni protesta. 

Minsk tornò ad essere una città ordinata, Lukashenko diede il via a una caccia al dissidente che dura ancora oggi. 

Al tempo stesso, non che ci fosse ulteriore bisogno di prove, evaporò ogni pretesa di quella indipendenza dal Cremlino che il presidente della Bielorussia invece sventola con un misto di narcisismo e spudoratezza durante ogni intervista con i giornalisti stranieri. 

Proprio per via di questa soggezione impossibile da mascherare, la notizia che la Russia fornirà all’alleato di minoranza i famosi missili a corto raggio Iskander, capaci di trasportare anche testate atomiche, non è certamente una sorpresa, e neppure una concessione. Putin decide quel che è meglio per sé. Gli altri obbediscono. E in questo caso devono accettare quello che sembra un regalo, ma in realtà è una mela avvelenata. Perché dopo 28 anni al potere trascorsi fingendo di barcamenarsi tra Russia ed Europa, Lukashenko diventa un re nudo, obbligato suo malgrado a schierarsi in modo definitivo.

Ore 18:02 - Draghi: «Eliminare per sempre la nostra dipendenza dalla Russia»

Durante la conferenza stampa congiunta dei leader del G7, Mario Draghi ha detto che occorre «eliminare per sempre la nostra dipendenza energetica dalla Russia».

 «Dobbiamo evitare gli errori commessi dopo la crisi del 2008», ha aggiunto: «la crisi energetica non deve produrre un ritorno del populismo. Abbiamo gli strumenti per farlo: dobbiamo mitigare l'impatto dell'aumento dei prezzi dell'energia, compensare le famiglie e le imprese in difficoltà, tassare le aziende che fanno profitti straordinari». 

«Mettere un tetto al prezzo dei combustibili fossili importati dalla Russia», ha continuato Draghi, «ha un obiettivo geopolitico oltre che economico e sociale. Dobbiamo ridurre i nostri finanziamenti alla Russia. E dobbiamo eliminare una delle principali cause dell'inflazione». 

Quanto alla situazione in Ucraina, nel corso della sessione di lavoro con gli altri leader, Draghi avrebbe detto che è necessario «accelerare i nostri sforzi sul fronte della sicurezza alimentare. È essenziale sbloccare il grano in Ucraina molto prima di metà settembre, quando arriverà il nuovo raccolto. Dobbiamo dare tutto il nostro sostegno alle Nazioni Unite, perché possa procedere più velocemente nel suo lavoro di mediazione».

Ore 18:11 - La bimba estratta viva dalle macerie, a Kiev

(Irene Soave) Non è in pericolo di vita, ed è uscita dalla sala operatoria, la bambina di sette anni tirata fuori dalle macerie di casa sua a Kiev, domenica mattina, dopo i bombardamenti russi che l'hanno distrutta insieme a un asilo; la madre, anche lei viva, è in condizioni di «moderata gravità». 

Mentre notizie non confermate darebbero per morto il padre della bambina. Madre e figlia sulle loro barelle, con dietro le rovine del palazzo residenziale abbattuto nella notte, sono diventate il simbolo del nuovo attacco russo a Kiev: missili su Shevchenkiv, quartiere residenziale della capitale, abbandonata dall'esercito russo già da tempo, proprio nel giorno del G7 da cui la Russia è esclusa. 

Il bilancio confermato dell'attacco, per ora, è di un morto e sei feriti. Lo ha diffuso su Telegram il vicesindaco della capitale.

Ore 19:18 - I separatisti di Lugansk evacuano 250 civili da Severodonetsk

L’agenzia di stampa russa Ria Novosti riferisce che le forze separatiste di Lugansk hanno evacuato circa 250 persone, compresi alcuni bambini, dall’impianto chimico Azot di Severodonetsk, città industriale conquistata dai russi pochi giorni fa.

Come già era avvenuto a Mariupol, anche a Severodonetsk alcuni civili avevano cercato scampo all’interno di uno stabilimento industriale. Così la fabbrica chimica Azot, un tempo fiore all’occhiello dell’industria locale, era diventata un rifugio, anche perché sorge nella parte di città rimasta più a lungo sotto il controllo ucraino.

Ore 19:36 - Mosca ha esportato 400mila tonnellate di grano dai territori occupati dell’Ucraina

Secondo il vice ministro per le politiche agrarie di Kiev, Taras Vysotskyi, i russi hanno esportato almeno 400.000 tonnellate di grano dai territori occupati dell’Ucraina.

«Al momento dell’occupazione», ha dichiarato Vysotskyi, «in queste aree c’erano 1,5 milioni di tonnellate di grano, secondo i nostri registri. Abbiamo ricevuto informazioni da residenti su esportazioni che in totale ammontano a 400.000 tonnellate».

Il viceministro accusa inoltre la Russia di «distruggere deliberatamente le infrastrutture agricole».

 Ore 19:54 - La bozza del comunicato del G7: «A fianco di Kiev finché sarà necessario»

«Continueremo a fornire sostegno finanziario, umanitario, militare e diplomatico e a stare al fianco dell’Ucraina fino a quando sarà necessario». È quanto si legge nella bozza del comunicato del G7 riportata da Bloomberg. I leader del G7, dal vertice in Baviera hanno voluto mandare un messaggio di unità indirizzato al presidente russo Vladimir Putin. «Siamo uniti e siamo insieme. Questo è il nostro chiaro messaggio al presidente Putin», ha affermato il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il cui Paese detiene la presidenza di turno del G7. «Gli attacchi missilistici contro le aree residenziali di Kiev dimostrano che è giusto che stiamo insieme e sosteniamo gli ucraini nel difendere il loro paese, la loro democrazia, la loro libertà di autodeterminazione», ha sottolineato il leader.

Al 7, spiega il nostro inviato a Elmau (Germania) Marco Galluzzo, si discute ovviamente di gas, guerra, sicurezza alimentare, e del progetto di creare un enorme progetto di investimento globale a trazione americana che faccia da contraltare del mondo libero al programma della Via della Seta lanciato da Pechino nove anni fa. I dettagli in questo articolo.

Ore 21:03 - Il primo viaggio all’estero di Putin dall’inizio della guerra

Vladimir Putin si recherà la prossima settimana in visita in Tagikistan e Turkmenistan: lo ha reso noto Pavel Zarubin, corrispondente dal Cremlino per il primo canale della tv russa, Rossiya 1.

Si tratta — ufficialmente —del primo viaggio all’estero del presidente russo da quando è iniziata l’invasione dell’Ucraina. il 24 febbraio scorso.

Ore 22:32 - Al G7, alcuni leader hanno preso in giro Putin per le foto a cavallo a torso nudo

A Schloss Elmau, in Germania, i leader del G7 hanno ironizzato sull’immagine «machista» cara al presidente russo. «Dobbiamo far vedere che siamo più forti di Putin», ha detto Johnson, suscitando le risate di alcuni colleghi. E Trudeau: «Dobbiamo avere anche noi le foto a cavallo a torso nudo».

Ore 23:41 - Johnson: «Io e Macron d'accordo per aumentare sostegno a Kiev»

«Il presidente Emmanuel Macron ed io abbiamo convenuto di intensificare il nostro sostegno militare all'Ucraina in questo momento critico e di rafforzare la cooperazione anglo-francese in materia di difesa e sicurezza»: così il premier britannico, Boris Johnson, in un tweet in seguito all'incontro con il presidente francese nell'ambito del G7 in Germania. «Dobbiamo sostenere l'Ucraina per rafforzarla sia nella guerra che in eventuali negoziati futuri», aggiunge Bojo nel tweet.

Ore 00:07 - Gli Usa condannano la Bielorussia: «Consente alla Russia di usare il suo territorio per uccidere civili»

«Il regime di Lukashenko continua a consentire alla Russia di utilizzare il territorio e lo spazio aereo della Bielorussia per attaccare l'Ucraina e uccidere civili». Lo sottolinea in una nota il dipartimento di Stato americano ribadendo la «condanna» americana nei confronti di Minsk «per aver consentito alla Russia di commettere atrocità in Ucraina». Gli Usa, conclude il comunicato, «continueranno a chieder al regime conto delle proprie azioni».

Zelensky: «Attacco Kremenchuk, in fiamme un centro commerciale: 13 morti e 56 feriti». Lorenzo Cremonesi, Andrea Nicastro, Silvia Morosi e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 27 Giugno 2022.

Le notizie di lunedì 27 giugno sulla guerra. Bombardata Kiev: bimba di 7 anni estratta viva dalle macerie, un morto. Gli stati Uniti alla Bielorussia: «Consentite di usare il vostro territorio per uccidere civili»

• La guerra in Ucraina è arrivata al 124esimo giorno.

• Ieri ha preso il via il G7 in Germania, dove oggi è in programma l’intervento video del presidente ucraino Zelensky. I leader annunceranno la messa al bando l'oro russo. Scholz: «Siamo uniti, è questo il nostro messaggio per Putin».

• All'alba di ieri sono stati esplosi 14 missili russi che sono piombati su Kiev, alcuni intercettati. Colpiti palazzi residenziali: il bilancio è di un morto e 4 feriti. Una bimba di 7 anni è stata estratta viva dalle macerie. Il video-racconto.

• Putin fornirà alla Bielorussia missili Iskander che possono trasportare anche testate atomiche. Qui il ritratto — firmato da Marco Imarisio — di Lukashenko, alleato riluttante alle prese con la «mela avvelenata» dello zar.

• Cnn: «Dagli Usa un nuovo sistema di missili antiaerei a Kiev».

• Scholz al G7: appoggio a Kiev ma evitare conflitto Nato-Mosca.

Ore 04:05 - Johnson: «Io e Macron d'accordo per aumentare sostegno a Kiev»

«Il presidente Macron e io abbiamo convenuto di intensificare il nostro sostegno militare all'Ucraina in questo momento critico e di rafforzare la cooperazione anglo-francese in materia di difesa e sicurezza»: così il premier britannico, Boris Johnson, in un tweet al termine dell'incontro con il presidente francese nell'ambito del G7 in Germania. «Dobbiamo sostenere l'Ucraina per rafforzarla sia nella guerra che in eventuali negoziati futuri», aggiunge Bojo nel tweet.

Ore 05:08 - La bozza del comunicato del G7: «A fianco di Kiev finché sarà necessario»

«Continueremo a fornire sostegno finanziario, umanitario, militare e diplomatico e a stare al fianco dell’Ucraina fino a quando sarà necessario». È quanto si legge nella bozza del comunicato del G7 riportata da Bloomberg. I leader del G7, dal vertice in Baviera hanno voluto mandare un messaggio di unità indirizzato al presidente russo Vladimir Putin. «Siamo uniti e siamo insieme. Questo è il nostro chiaro messaggio al presidente Putin», ha affermato il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il cui Paese detiene la presidenza di turno del G7. «Gli attacchi missilistici contro le aree residenziali di Kiev dimostrano che è giusto che stiamo insieme e sosteniamo gli ucraini nel difendere il loro paese, la loro democrazia, la loro libertà di autodeterminazione», ha sottolineato il leader.

Al G7, spiega il nostro inviato a Elmau (Germania) Marco Galluzzo, si discute di gas, guerra, sicurezza alimentare, e del progetto di creare un enorme progetto di investimento globale a trazione americana che faccia da contraltare del mondo libero al programma della Via della Seta lanciato da Pechino nove anni fa.

Ore 05:14 - Ucraina: meno del 3% società giapponesi via dalla Russia

Meno del 3% delle aziende giapponesi presenti in Russia hanno deciso di ritirarsi dal mercato a seguito della invasione in Ucraina, la percentuale minore tra i Paesi del G7. È quanto evidenzia una indagine della Teikoku Databank, commissionata dalla Scuola di management della Università di Yale, negli Usa, che ha riguardato 1.300 società a livello mondiale. Delle 168 compagnie nipponiche operanti in Russia, soltanto 4, o il 2,4%, sono uscite dal mercato russo, ben al di sotto del 48% delle societa’ britanniche, del 33% delle aziende canadesi e il 29% delle controparti statunitensi. L’Italia, sempre secondo il sondaggio, è seconda solo al Giappone per la minore proporzione di società ad aver deciso di lasciare la Russia, con il 5%. Gran parte della cautela manifestata da Tokyo, rivela l’analisi, è espressa dalla volontà di operare una momentanea sospensione delle attività, in anticipazione di una ripresa degli affari in «un prevedibile futuro». Tra queste aziende, circa il 40% del campione, hanno deciso temporaneamente di arrestare la produzione, bloccare le consegne e non ricevere in ordini fino a data da decidere.

Ore 05:15 - Gli Usa condannano la Bielorussia: «Consente alla Russia di usare il suo territorio per uccidere civili»

«Il regime di Lukashenko continua a consentire alla Russia di utilizzare il territorio e lo spazio aereo della Bielorussia per attaccare l'Ucraina e uccidere civili». Lo sottolinea in una nota il dipartimento di Stato americano ribadendo la «condanna» americana nei confronti di Minsk «per aver consentito alla Russia di commettere atrocità in Ucraina». Gli Usa, conclude il comunicato, «continueranno a chieder al regime conto delle proprie azioni».

Ore 06:40 - Bombardata Odessa: «Ci sono almeno sei feriti»

I russi hanno lanciato un attacco missilistico nella regione ucraina sudoccidentale di Odessa utilizzando bombardieri Tu-22M, riferisce stamani l’agenzia Ukrinform citando le autorità locali. Almeno sei persone sono rimaste ferite, tra cui un bambino, ha riferito il consiglio comunale di Odessa su Telegram. «A seguito di un bombardamento su una zona residenziale di un villaggio diverse abitazioni e altri edifici sono stati distrutti e hanno preso fuoco, in un’area di circa 500 metri quadrati», si legge in un comunicato.

Ore 07:23 - Cnn, Usa verso annuncio su nuovo sistema missilistico per difesa aerea

Gli Usa sono pronti ad annunciare l’intenzione di fornire un avanzato sistema di difesa missilistica terra-aria a medio e lungo raggio all’Ucraina. A riferirlo sono la Cnn e l’agenzia Associated Press, che citano fonti informate dell’amministrazione statunitense. Il presidente, Joe Biden, che in questi giorni si trova in Germania, ha chiarito che gli Stati Uniti intendono trasferire «sistemi missilistici e munizioni più avanzati» all’Ucraina e ha aggiunto che Kiev ha richiesto a Washington i sistemi missilistici antiaerei Nasams. Secondo le fonti, oltre ai sistemi di difesa missilistica, gli Stati Uniti probabilmente annunceranno anche l’intenzione di trasferire a Kiev altri tipi di assistenza militare, tra cui munizioni e radar.

Ore 07:34 - Il default della Russia

La Russia è, tecnicamente, in default. Non ci saranno annunci a ufficializzarlo, e il passaggio avrà un valore più simbolico che effettivo (per una serie di ragioni che Giuliana Ferraino spiega nel dettaglio qui): ma per la prima volta da decenni Mosca non è riuscita a pagare gli interessi su una parte del suo debito. 

Domenica notte è terminato il «periodo di grazia» di 30 giorni per pagare gli interessi su obbligazioni per 71,25 milioni di dollari e 26,5 milioni di euro, scaduti il 27 maggio. La Russia è dunque inadempiente nei confronti dei creditori. È la prima volta che la Russia fa default sul suo debito estero dai tempi della rivoluzione bolscevica, quando Trotsky annunciò ai creditori occidentali: «Signori, siete stati avvertiti». L’ultimo default sul debito sovrano russo in rubli, invece, risale al 1998. Allora la crisi finanziaria provocò la drammatica svalutazione del rublo, che costrinse Mosca a fermare i pagamenti sui suoi titoli di Stato. 

Il Cremlino sostiene che il default — in realtà — non esista: se non ci fossero le sanzioni, Mosca sarebbe in grado di pagare nella valuta richiesta (dollari ed euro) gli interessi sul suo debito. Quando un Paese va in default, può essere tagliato fuori dai prestiti sul mercato obbligazionario fino a quando l’insolvenza non viene risolta e gli investitori non riacquistano fiducia nella capacità e nella volontà del governo di pagare. Ma la Russia è già stata esclusa dai mercati dei capitali occidentali, quindi un eventuale ritorno al prestito è comunque molto lontano.

Ore 07:40 - Le forze filorusse «sono entrate a Lysychansk da 5 direzioni»

L’attacco russo nel Donbass continua. E — dopo l’abbandono da parte dell’esercito russo di Severodonetsk — l’assalto si sposta nella città gemella, Lysychansk.

Qui, secondo quanto riferito da fonti militari all’agenzia russa Tass, le forze filorusse della Repubblica popolare di Lugansk e le truppe di Mosca sono entrate da cinque direzioni contemporaneamente. Da settimane le truppe russe combattono per conquistare questo obiettivo di importanza strategica capitale per completare la conquista delle province orientali di Lugansk e Donetsk.

Ore 07:47 - Oggi Zelensky al G7: «Ci serve difesa aerea moderna ed efficace»

Nella giornata di oggi, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parlerà in videoconferenza con i leader del G7, riuniti da ieri in Baviera per discutere della guerra in Ucraina, e delle sue conseguenze sull’economia mondiale. Con ogni probabilità, il leader di Kiev non varierà di molto la richiesta che ha già esplicitato nel suo videomessaggio notturno, pubblicato sui suoi canali social: l’Ucraina — ha spiegato — ha bisogno di una difesa missilistica potente, moderna ed efficace. 

«La Russia ha colpito di nuovo Kiev con i missili», ieri mattina. «La seconda armata del mondo ha «sconfitto» un asilo e una casa. Un uomo è morto, ci sono feriti, tra cui un bambino». Il presidente ha notato che alcuni dei missili sono stati abbattuti, ma l’Ucraina ha bisogno di una difesa più efficace. Se le indiscrezioni riportate dalle agenzie internazionali e dalla Cnn sono vere, gli Usa sono pronti ad annunciare l’acquisto e la consegna di un sistema di questo tipo nelle prossime ore.

Ore 08:09 - Podolyak: «Mosca non dialoga, detta condizioni»

«La Russia non è pronta a dialogare, sa solo dettare le sue condizioni». Lo afferma Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Zelesnky in un’intervista al Corriere della Sera in cui parla della difficile ripresa dei negoziati per un cessate il fuoco. «Negoziare non significa accettare condizioni unilaterali. Il problema è che Mosca sente di avere tre vantaggi e non ha intenzione di rinunciarvi in nome della pace - spiega -. Primo, ha accumulato molte armi e pensa di riuscire a espellerci dal Donbass. Secondo, ritiene che le sue lobby in Europa riusciranno a invertire il sentimento generale pro-ucraino. Terzo, crede che gas, petrolio, grano e migrazioni spingeranno l’opinione pubblica globale ad appoggiarla». 

Se l’Ucraina dovesse decidere di cedere il Donbass, questo «non servirebbe a nulla. Cedendo alla pressione russa e firmando un accordo di pace, la guerra non finirà. Non è finita nel 2014, la Russia ha ripreso fiato e ha attaccato. Questa volta lo farebbe contro l’Europa - prosegue - . Se Putin non pagherà per questa invasione, il prossimo attacco sarà ancora più massiccio. La Russia andrà avanti a riprendere alcuni territori che reputa suoi. Continuerà a bombardare città, ricattare, sfruttare la sua propaganda in Europa per creare una spaccatura. Questa guerra non è per un Paese o un pezzetto di territorio, è una guerra per i principi internazionali e democratici». A marzo la Turchia aveva iniziato un lavoro di mediazione «ma non ha portato proposte al tavolo. Oggi credo che l’Italia potrebbe avere un ruolo - conclude -. Mi pare che Draghi e Di Maio abbiano capito le vere ragioni di questa invasione e le sue ricadute sulla sicurezza globale e il mercato europeo».

Ore 08:15 - Buruma: «Con Putin alla fine si dovrà trattare»

«A un certo punto qualche negoziato dovrà iniziare. Il terreno dirà su quali basi. Nessuna delle parti è in una posizione per poter ambire a una vittoria totale a meno che le cose non cambino drasticamente nei prossimi mesi». Lo sottolinea Ian Buruma, saggista, esperto di relazioni internazionali e già direttore della New York Review of Book, parlando del conflitto in Ucraina in un’intervista a La Stampa. Le sanzioni secondo il politologo «stanno avendo anche un impatto importante sugli europei, i segnali negativi — inflazione alle stelle, i prezzi dell’energia — sono ormai conclamati». La Russia, invece, «continua a vendere il suo petrolio su altri mercati, magari non così importanti come l’Europa, ma che gli garantiscono una certa solidità. Il fatto è che l’Occidente ha scelto le sanzioni perché non vuole usare la forza militare. Una scelta saggia proprio perché l’Europa non può reggere un confronto militare. D’altronde in tutti questi decenni, senza Usa e in parte Regno Unito, la Nato cosa sarebbe stata? La crisi in Ucraina rappresenterà una sveglia».

Ore 08:32 - Il bollettino dell’intelligence inglese: «La Russia si affida sempre di più a riservisti volontari»

Nelle prossime settimane «è molto probabile che la campagna russa» in Ucraina «si affiderà sempre più a livelli di forze riserviste». Così il ministero della Difesa inglese nell’ultimo aggiornamento di intelligence. Questo include la Riserva dell’esercito da combattimento russo, composta da volontari part-time che vengono schierati come unità intere tipicamente per compiti di sicurezza nelle retrovie. Un altro pool di riservisti (la Risorsa per la mobilitazione umana) è composto da veterani che hanno prestato servizio militare negli ultimi cinque anni. «È probabile che le autorità russe ricorrano ai volontari di questa categoria per riempire i terzi battaglioni all’interno delle brigate regolari», spiega il ministero della Difesa.

«Mentre il principale obiettivo operativo rimane la sacca Severdonetsk-Lysychansk, la Russia sta ora cercando di riprendere slancio anche sull’asse settentrionale di Izyum», si legge ancora nel bollettino. In quel settore - viene comunque sottolineato - le forze armate ucraine continuano a mantenere il controllo del territorio «facendo buon uso del terreno boscoso per aiutare la loro difesa».

Ore 08:35 - Kiev accusa: «Dalla Bielorussia 20 vagoni di munizioni alla Russia»

La Bielorussia ha inviato fino a 20 vagoni ferroviari carichi munizioni in Russia per la guerra contro l’Ucraina: lo ha reso noto su Facebook lo Stato Maggiore Generale delle Forze Armate ucraine, secondo quanto riporta Ukrinform. «Secondo le informazioni disponibili, la leadership della Repubblica di Bielorussia continua a fornire supporto militare alla Federazione Russa — scrive lo Stato Maggiore —. In particolare, un’altra spedizione di munizioni, fino a 20 vagoni ferroviari, è stata inviata nella regione di Belgorod», al confine orientale dell’Ucraina.

Ore 08:39 - Kiev: morti 35mila soldati russi, distrutti 1.552 tank

Ammonterebbero a 35mila le perdite tra le fila russe dal giorno dell’attacco di Mosca all’Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Lo rende noto il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, diffuso su Facebook, che riporta cifre che non è possibile verificare in modo indipendente. Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di circa 35mila uomini, 1.552 carri armati, 3.687 mezzi corazzati, 771 sistemi d’artiglieria, 243 lanciarazzi multipli, 101 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in continuo aggiornamento, le forze russe avrebbero perso anche 217 aerei, 184 elicotteri, 2575 autoveicoli, 14 unità navali e 636 droni.

Ore 08:48 - Sindaco Kiev: bambino ferito è in condizioni stabili

Il bambino ferito ieri nel corso di un attacco missilistico a Kiev è «in condizioni stabili e soddisfacenti». Così il sindaco della capitale ucraina, Vitaliy Klitschko.

Intanto sale ad almeno 614 il numero dei minori rimasti feriti dall’inizio dell’attacco russo, come riportano i media ucraini citando l’aggiornamento dell’ufficio del procuratore generale dell’Ucraina. Invariato il bilancio, sempre provvisorio, dei bambini rimasti uccisi: almeno 339.

Ore 08:52 - A Mariupol trovati cento corpi sotto macerie di una casa

Più di centro corpi sono stati trovati sotto le macerie di un palazzo bombardato a Mariupol. Lo rende noto il consigliere del sindaco, Petro Andryushchenko: «Gli occupanti non hanno intenzione di seppellirli» e in città «continuano le esumazioni. La priorità viene data ai cortili delle scuole e agli asili nido».

Ore 08:56 - Esperti Usa: attacco su Kiev probabile risposta a incontro G7

L’attacco missilistico su Kiev è una «probabile risposta diretta» all’incontro dei leader del G7. È l’opinione dell’Institute for the Study of War, think tank americano che analizza il conflitto in Ucraina. Gli esperti rievocano quanto accaduto durante la visita del Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres a Kiev il 29 aprile scorso.

Ore 09:03 - Nato: leader invitano Turchia a revocare veto su Finlandia e Svezia

I leader della Nato inviteranno il presidente turco Recep Tayyip Erdogan a revocare il suo veto sulla Finlandia e sulla Svezia , determinate a entrare nell’alleanza militare. Domani i Paesi dell’Alleanza atlantica si incontreranno per un vertice di tre giorni a Madrid. La Turchia ha accusato la Svezia e altre nazioni scandinave di sostenere i militanti curdi del Pkk e altri gruppi che la Turchia considera terroristi. I leader della Nato mirano anche a concordare maggiori aiuti militari per l’Ucraina, un aumento della spesa per la difesa congiunta, una nuova determinazione ad affrontare l’ascesa militare della Cina e più truppe messe in stand-by per difendere i Paesi baltici in caso di un’offensiva russa.

Ore 09:19 - Zelensky potrebbe essere invitato in visita di stato in Gran Bretagna

Zelensky potrebbe essere invitato in visita di stato nel Regno Unito. Lo scrive il Daily Telegraph. Funzionari di Londra, secondo il quotidiano, stanno lavorando a una possibile visita, ma è improbabile che accada prima della fine della guerra con la Russia. L’iniziativa mira ad aumentare la credibilità di Johnson di fronte alle crescenti critiche alla sua leadership. Il presidente ucraino potrebbe anche parlare alla conferenza del Partito conservatore in autunno in collegamento video.

Ore 09:34 - Governatore Kharkiv: «Attacchi continuano, da ieri 2 morti e 5 feriti»

Continuano i bombardamenti sulla regione di Kharkiv, che nelle ultime 24 ore hanno causato la morte di due donne di 21 e 57 anni e il ferimento di cinque civili. Lo fa sapere su Telegram Oleg Synegubov, governatore regione di Kharkiv, riferendo che «questa notte in città un missile russo ha colpito il cortile di una scuola. Un altro attacco ha danneggiato gli uffici amministrativi. Nessuno è rimasto ferito». Sul fronte della battaglia, «le nostre forze armate — dice Synegubov — continuano a colpire gli occupanti sulla linea di contatto. Nella direzione di Kharkiv, i russi hanno attaccato in direzione di Dementievka e Pitomnyk, ma hanno subito perdite e si sono ritirati. Nell’area di Izyum, il nemico non smette di tentare di avanzare in direzione di Dolyna e Mazanivka, ma i nostri difensori stanno resistendo».

Ore 09:55 - Scholz invita a «non silurare» il G20 a causa di Putin

Nonostante la guerra contro l’Ucraina, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha invitato a «non silurare» il G20, per la presenza della Russia e quindi dello stesso presidente Vladimir Putin. «Una cosa è chiara: il G20 deve continuare a svolgere un ruolo», ha detto all’emittente ZDF, dal vertice del G7 a Schloss Elmau. C’è «una convinzione condivisa che non vogliamo silurare il G20». Il G20 è un gruppo di Stati delle principali potenze economiche, che, oltre ai Paesi del G7, comprende anche Paesi autoritari come Russia, Cina e Arabia Saudita. Il prossimo vertice è previsto per novembre in Indonesia. «Decideremo su questo tema poco prima del vertice», ha aggiunto Scholz. La giornata di oggi, a Elmau, sarà concentrata sull’intervento on-line, che si terrà a breve, del presidente ucraino Volodymyr Zelensky; poi seguiranno gli incontri tra i leader delle sette potenze e quelli dei cinque Paesi invitati a Elmau, Argentina, India, Indonesia, Senegal e Sud Africa. Proprio presenza dell’Indonesia, Paese che detiene la presidenza di turno del G20, ha suscitato aspettative su una possibile posizione in merito al vertice di novembre.

Ore 09:57 - Zelensky: «Nessun missile russo può spezzare nostro morale«

«Nessun missile russo, nessun attacco può spezzare il morale degli ucraini. E ciascuno dei loro missili è un argomento nei nostri negoziati con i partner», ha scritto su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky postando le foto dei danni causati dagli attacchi missilistici russi a Kiev poco prima di collegarsi con i leader dei Paesi del G7 nel corso del summit in corso in Germania.

Ore 10:02 - Von der Leyen: «Al G20 per dire in faccia a Putin cosa pensiamo»

La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen è favorevole a una partecipazione dell’Occidente al prossimo vertice G20 a novembre, in Indonesia, malgrado la presenza probabile del presidente russo Putin che ha scatenato la guerra in Ucraina. «Penso che sia meglio - se viene - dirgli in faccia quello che pensiamo. E poi dovrebbe anche prendere posizione», ha osservato von der Leyen parlando all’emittente televisiva tedesca Zdf. La presidente è stata sollecitata sull’idea di un boicottaggio del summit da parte degli Occidentali. «L’istituzione del G20 è troppo importante per lasciare che Putin la distrugga», ha replicato. «Ma una cosa è chiara: non ci sarà alcun business as usual nel trattare con il presidente russo».

Ore 10:08 - Usa: G7 pronto a «price cap» al greggio

Il G7 prepara un piano per mettere un tetto al prezzo del greggio russo. Lo ha riferito una fonte della Casa Bianca a margine del G7 a Elmau.

Ore 10:10 - Scholz, appoggio a Kiev ma evitare conflitto Nato-Mosca

«Abbiamo parlato del sostegno all’Ucraina e del fatto che, con misure toste, faremo tutto il possibile per appoggiarla. Ma abbiamo anche sottolineato il fatto che eviteremo un conflitto tra Nato e Russia». Lo ha detto il cancelliere Olaf Scholz, a margine di una bilaterale con il canadese Justin Trudeau al G7 di Elmau. I due leader hanno fatto una passeggiata insieme nel parco del castello, confrontandosi sulle principali sfide all’ordine del giorno al G7. «In primo luogo — ha detto da Elmau — non dobbiamo cadere nella trappola tesa dal presidente russo Vladimir Putin di affermare che il mondo è diviso tra l’Occidente globale e tutti gli altri. Le democrazie esistono in tutto il mondo e hanno prospettive molto simili», ha aggiunto. Per questo, ha spiegato, la Germania ha invitato cinque Paesi emergenti al vertice del G7: India, Indonesia, Sudafrica, Senegal e Argentina.

Ore 10:23 - Governatore Lugansk chiede ai civili di lasciare Lysychansk

Serhai Haidai, governatore ucraino di Lugansk, ha invitato i civili a lasciare la città di Lysychansk, dove la situazione è «molto difficile». «Mettetevi in salvo, voi e i vostri cari», ha scritto su Telegram. Da settimane le truppe russe combattono per conquistare uno dei loro obiettivi strategici in Ucraina, Lysychansk, l’ultima grande città ancora detenuta dalle truppe ucraine nella provincia orientale di Lugansk.

Ore 10:25 - Usa, nuove sanzioni G7 a industria bellica russa

Il G7 varerà nuove sanzioni contro l’industria bellica russa in modo da ostacolare la capacità del Cremlino di tenere in piedi la macchina della guerra contro l’Ucraina. Lo ha riferito una fonte della Casa Bianca, dal castello di Elmau. «I leader del G7 allineeranno e allargheranno le sanzioni per limitare ulteriormente l’accesso della Russia» alla tecnologia occidentale in grado di supportare l’industria bellica russa. La fonte ha aggiunto che gli Usa «prenderanno di mira in modo aggressivo le catene di approvvigionamento della difesa russa e limiteranno la capacità di Mosca di sostituire l’equipaggiamento militare che ha perso durante la sua brutale guerra».

Ore 10:28 - Zelensky ringrazia leader G7 e Ue per sostegno: «Nessun missile russo può spezzare nostro morale»

I leader del G7 si sono riuniti poco fa nello Schloss Elmau, in Baviera, per la quarta sessione dei lavori del vertice, dedicata alla guerra in Ucraina. Le telecamere a circuito chiuso, collegate con la sala stampa che sta a Garmisch-Partenkirchern, a una ventina di chilometri di distanza dal castello, hanno inquadrato i capi di Stato e di governo seduti al tavolo, per poi passare sul presidente ucraino Zelensky, in videocollegamento, che ha ringraziato tutti i leader del G7 per il loro sostegno, riferiscono fonti italiane. «Non saremo vinti, vinceremo. Nessun missile russo può spezzare il nostro morale», ha aggiunto. 

Tra le richieste presentate, secondo quanto si apprende, ci sarebbero sistemi antiaereo di difesa, più armi, un appoggio per sbloccare le esportazioni del grano, altre sanzioni alla Russia e aiuto nella ricostruzione del Paese.

Ore 10:45 - Johnson: siamo uniti, pace oggi impossibile

Boris Johnson insiste a farsi alfiere della linea dura contro la Russia fra i leader del vertice G7. «Ciò che mi ha colpito in questi due giorni - ha detto oggi citato dall’agenzia Pa - è la nostra straordinaria determinazione ad andare avanti uniti; al momento non c’è accordo di pace che il presidente Zelensky possa firmare, quindi, nelle circostanze attuali, i G7 devono continuare a sostenere l’Ucraina». Il premier britannico ha poi ammesso che militarmente la situazione di Kiev è ora «molto difficile a est e sud-est», ma non senza ripetere che le forze ucraine vogliano ancora battersi e possano «rovesciare le posizioni».

Ore 10:55 - Arcivescovo di Kiev: sofferenze poco note nei villaggi

«Quando il missile si abbatte su una città grande, lo sanno tutti, lo citano i mass media mentre le indescrivibili sofferenze nelle piccole città e nei villaggi ucraini sono conosciute a pochi»: lo afferma l’arcivescovo greco-cattolico di Kiev, Sviatoslav Shevchuk. Nel suo quotidiano video-messaggio, il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina riferisce di una lettera che gli ha scritto «un semplice pensionato ucraino, proveniente dalla regione di Zaporizhya, della città di Orikhiv. Il signore si chiama Shkolyarenko Serhiy Volodymyrovych. Lui descrive le atrocità della guerra vissute dalle persone nella cittadina di Orikhiv, nella regione di Zaporizhya. Capita che quando il missile si abbatte su una città grande, lo sanno tutti, lo citano i media mentre le indescrivibili sofferenze nelle piccole città e nei villaggi ucraini sono conosciute a pochi. Dunque, Serhiy scrive che prima della guerra la loro città di Orikhiv contava circa 14mila abitanti. Oggi vi sono rimaste in tutto 600 persone che si nascondono in continuazione e vivono nelle cantine». Nel videomessaggio diramato domenica sera, Shevchuk racconta che «l’intera Ucraina, tutto il territorio della nostra madrepatria, è diventato epicentro del più massiccio attacco missilistico della Russia durante gli ultimi giorni di questa guerra... Stamattina alle 6, un attacco missilistico si è abbattuto sulla nostra città di Kyiv, sulla nostra capitale. Sopra la città di Kyiv si è alzata la nube nera».

Ore 10:58 - Putin in Tagikistan e Turkmenistan: primo viaggio da inizio guerra

Il presidente russo Vladimir Putin visiterà i prossimi 28 e 29 giugno il Tagikistan e il Turkmenistan nel suo primo viaggio dall’inizio della guerra in Ucraina. Lo ha reso noto la televisione di stato Rossiya 1. Il leader di Mosca prenderà parte al vertice dei Paesi del Caspio ad Ashgabat, capitale del Turkmenistan.

Ore 11:20 - La presidente della Moldova arrivata a Kiev

La presidente della Moldova, Maia Sandu, è arrivata a Kiev. Lo riporta Ukrainska Pravda. Sandu visiterà le città di Borodyanka, Bucha e Irpin e incontrerà anche il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky.

Ore 11:35 - Cremlino: nessun motivo di parlare di default

«È falso parlare di default». Le accuse sul default della Federazione Russa sono «infondate, il pagamento in valuta estera è stato effettuato a maggio», sostiene il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. In una telefonata con i giornalisti Peskov ha affermato che la Russia ha effettuato i pagamenti delle obbligazioni in scadenza a maggio e che il fatto che siano stati bloccati da Euroclear a causa delle sanzioni occidentali contro il Paese «non è un nostro problema».

Ore 11:51 - Cremlino, futuro Donbass sia scelto dai suoi abitanti

«Abbiamo ripetutamente affermato che il futuro delle repubbliche di Luhansk e Donetsk e altri territori dell’Ucraina dovrebbe essere deciso dagli abitanti. La loro decisione è sovrana». Così ancora il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

Ore 11:58 - G7: leader adottano conclusioni su Ucraina

I leader del G7 riuniti a Elmau hanno appena adottato le conclusioni sull’Ucraina. È quanto si apprende da fonti presenti al summit.

 «Il Cremlino deve essere sconfitto in Ucraina. C’è una coesione incrollabile nel G7 nella solidarietà con il popolo ucraino. Soldi, armi e sostegno politico. Tutto è mobilitato per sostenere Zelensky e l’Ucraina», ha aggiunto in un tweet il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, durante il G7 di Elmau. 

«Questa mattina il presidente ucraino Zelensky ci ha aggiornato sugli attacchi della Russia all’Ucraina. Ammiriamo la sua leadership e la resilienza del popolo ucraino. Il G7 ha mostrato una notevole unità. Abbiamo concordato che rimarremo a fianco dell’Ucraina per tutto il tempo necessario», il commento su Twitter della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, dal G7 di Elmau.

Ore 12:07 - Sindaco Sloviansk: attacco missilistico stamattina, ci sono morti e feriti

Attacco missilistico questa mattina nel centro di Sloviansk. Ne dà notizia con un video pubblicato su Telegram il sindaco della città, Vadym Lyakh, aggiungendo che «ci sono morti e feriti». Qui «non ci sono strutture militari, è praticamente il centro della città», dice il primo cittadino, parlando di una «guerra di annientamento».

Ore 12:29 - ++ Scholz, continueremo ad aumentare pressione su Putin

«Siamo uniti al fianco dell'Ucraina. E continueremo a supportarla. Per questo dobbiamo prendere decisioni dure ma necessarie. Grazie Zelensksy per la partecipazione oggi». Lo ha scritto su Twitter il cancelliere Olaf Scholz, dopo l'intervento digitale di Zelensky al G7. «Continueremo ad aumentare la pressione su Putin. La guerra deve finire», ha aggiunto.

 Cremlino, su missili Usa a Kiev difenderemo i nostri interessi

In merito ai piani dell’amministrazione Usa di dotare Kiev di sistemi di difesa missilistica a medio e lungo raggio la Russia «sta adottando misure per proteggere i propri interessi su base continuativa». Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Lo riporta l’agenzia Interfax

Ore 13:21 - G7: Draghi: «Putin non deve vincere, uniti con Ucraina»

Il presidente russo Vladimir Putin «non deve vincere. Noi restiamo uniti a sostegno dell’Ucraina». Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi durante la sessione dei lavori del G7 dedicata all’Ucraina, si apprende da fonti presenti a Elmau.

 «Siamo uniti con l’Ucraina - continua - perché se l’Ucraina perde, tutte le democrazie perdono. Se l’Ucraina perde, sarà più difficile sostenere che la democrazia è un modello di governo efficace». Draghi ha ringraziato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky «per il benvenuto eccezionale a Kiev. La decisione di dare all’Ucraina lo status di candidato per l’Ue è importante per l’Ucraina, ma anche per l’Unione Europea. L’Unione Europea ha mutato in modo profondo il suo atteggiamento verso i Paesi vicini, la sua strategia di lungo periodo. E’ un cambiamento molto importante».

«Gli italiani - ricorda infine Draghi - hanno accolto gli ucraini, i loro bambini. Il governo ha fatto la sua parte, ma la parte più importante l’hanno fatta le autorità locali, le famiglie».

Ore 13:43 - Zelensky al G7, «non è il momento di negoziare»

«Questo non è il momento di negoziare»: così il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, rivolgendosi ai leader del G7 in Germania, secondo quanto riferisce la presidenza francese. 

«Il presidente Zelensky ha dato a tutti una risposta molto chiara, ovvero che questo non è il momento di negoziare. L’Ucraina - spiega l’Eliseo - negozierà (con Mosca, ndr) quando sarà in condizione di farlo, cioè quando tornerà ad essere in una posizione di forza».

Ore 14:08 - G7, Mosca ritiri truppe e cessi immediatamente le ostilità

«Ribadiamo la nostra richiesta che la Russia ponga fine a questa guerra e cessino immediatamente e incondizionatamente tutte le ostilità, che vengano ritirate le sue truppe e l’equipaggiamento militare dall’intero territorio dell’Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti». È quanto si legge nelle conclusioni del G7 sull’Ucraina. «Ribadiamo - si legge nel documento - la nostra condanna dell’uso ingiustificato da parte della Russia della retorica e dei segnali sul nucleare. La Russia deve rispettare i suoi impegni internazionali, compresi quelli che vietano l’uso di armi chimiche, biologiche o nucleari. Esortiamo la Russia a comportarsi in modo responsabile e a esercitare moderazione, e ribadiamo che qualsiasi uso di tali armi sarebbe inaccettabile e avrebbe gravi conseguenze». «Questa guerra devastante - si legge ancora - ha prodotto conseguenze drammatiche ben oltre l’Europa. Costituisce una palese violazione del diritto internazionale, in particolare una grave violazione della Carta delle Nazioni Unite». La guerra «minaccia gravemente il sistema basato su regole internazionali che è alla base della pace, della prosperità e della sicurezza globali. Condanniamo inoltre i tentativi russi di sostituire i funzionari ucraini eletti democraticamente con funzionari illegittimi».

Ore 14:45 - 007 Kiev, Russia continuerà a combattere finché potrà

«Se la Russia ora ammettesse di non essere riuscita a sconfiggere l’Ucraina, non sarebbe solo il crollo del sistema» di Vladimir Putin, «sarebbe il crollo del sistema statale. Pertanto, combatteranno il più possibile. L’esercito russo dovrà combattere fino alla fine. Non ha altra scelta». Lo ha affermato il capo dei servizi di sicurezza ucraini, Kyrylo Budanov, in un’intervista al Financial Times ripresa dai media locali.

Ore 14:46 - Casa Bianca, presto invio a Kiev sistemi di difesa avanzati

Il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan ha confermato che gli Stati Uniti invieranno «sistemi di difesa avanzati» in un nuovo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina. In un briefing con la stampa americana in Germania, Sullivan ha detto: «Posso confermare siamo in procinto di finalizzare un pacchetto che includerà sistemi di difesa aerea a lungo e medio raggio e munizioni di artiglieria».

Ore 14:53 - Kiev, oltre 10 raid contro forze russe sull’Isola dei Serpenti

«Continuiamo l’operazione all’Isola dei Serpenti. La scorsa notte, oltre 10 raid di precisione sono stati lanciati sull’isola. Al momento stiamo verificando i risultati, ma siamo già stati informati che un altro sistema missilistico di difesa aerea Pantsir-S1 è stato colpito». Lo ha dichiarato Natalia Humeniuk, portavoce delle Forze di difesa meridionali dell’esercito ucraino, secondo cui anche a seguito degli attacchi dei giorni scorsi ai russi sono rimaste a protezione dell’isola strategica nel Mar Nero solo due navi con 16 missili da crociera.

Ore 14:54 - G7 denuncia condanne a morte «mercenari» come «processo farsa»

I leader dei G7 denunciano come frutto di «un processo farsa» la recente condanna a morte inflitta da un tribunale dell’autoproclamata repubblica filo-russa di Donetsk, in Ucraina orientale, contro due ex militari britannici e un marocchino catturati mentre combattevano tra le file delle forze di Kiev. Lo certifica un passaggio del documento finale del vertice svoltosi fra ieri e oggi in Germania, sottolineato dal governo di Londra e ripreso dai media britannici. «La Russia e i suoi associati - vi si legge - devono rispettare il diritto umanitario internazionale, incluso sui diritti e le tutele accordate ai prigionieri di guerra dalla Convenzione di Ginevra». I 7 Grandi negano quindi l’accusa rivolta ai tre - i britannici Aiden Aslin e Shaun Pinner, e il marocchino Saaudun Brahim - di essere «mercenari», definendole invece persone arruolate nelle forze regolari di Kiev. «Noi condanniamo - affermano - la sentenza di morte emessa come risultato di un processo farsa a questi membri delle forze armate ucraine»

Ore 15:11 - Presidente Moldavia a Bucha, Irpin e Borodyanka

Bucha, Irpin e Borodyanka. Sono le tre tappe scelte nella visita in Ucraina della presidente della Repubblica della Moldavia Maia Sandu, che ha visto con i propri occhi l'entità degli orrori e delle distruzioni lasciate dopo l'occupazione russa. Lo riporta Ukrinform. «Sono in Ucraina oggi. Ho visitato le città di Borodyanka, Bucha e Irpin e sono rimasta senza parole per il livello di distruzione e violenza che abbiamo visto. È una tragedia inimmaginabile», ha scritto Sandu, augurando poi al popolo ucraino pace, libertà e prosperità. La presidente moldava sarà poi a Kiev.

Ore 15:27 - Tar, giustificato congelamento yacht oligarca russo

Il "congelamento" dell'imbarcazione di 65 metri, ancorata nel porto di Imperia e riconducibile all'oligarca russo Alexei Mordashov è giustificato. Lo hanno stabilito i giudici del Tar del Lazio. «Dall'insieme degli elementi acquisiti nel procedimento, confermati e irrobustitisi nel processo, emerge un quadro probatorio solido e idoneo a giustificare la decisione dell'amministrazione di congelare la risorsa economica dell'imbarcazione "Lady M", imbarcazione di 65 metri ancorata nel Porto di Imperia», scrivono i giudici nella sentenza con la quale ha respinto oggi un ricorso amministrativo proposto dalla società Asmare Enterprise Limited, proprietaria del maxi-yacht «congelato».

Dopo aver preliminarmente affrontato il quadro normativo internazionale e nazionale di riferimento, e aver respinto tutti i motivi di ricorso di tipo procedimentale, il Tar ha affrontato i termini della questione. Partendo dalla tesi secondo la quale le "misure restrittive" disposte dall'Ue nei confronti della Federazione Russa sono «misure amministrative, aventi natura preventiva e funzione cautelare, dalla durata temporanea in quanto collegata alla permanente violazione del diritto internazionale, con cui si intende reagire (c.d. contromisure), a livello dell'Unione, ad un illecito internazionale perpetrato da uno Stato sovrano (la Federazione russa) nei confronti di un altro Stato sovrano (l'Ucraina), aventi come destinatario indiretto lo Stato autore dell'illecito internazionale e come destinatari diretti quei soggetti (persone fisiche o giuridiche) che, avendo particolari e qualificati legami economici con lo Stato autore dell'illecito, traggono o mantengono vantaggi dalla violazione del diritto internazionale da quest'ultimo compiuto», i giudici sono arrivati a concludere che «le evidenze istruttorie raccolte dall'amministrazione dopo l'adozione del provvedimento gravato, confermato le conclusioni del provvedimento impugnato».

Ore 15:49 - G7, Zelensky chiede aiuto per cacciare russi oltre le «linee pre-febbraio»

Durante la sessione al G7, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky , collegato con i «grandi» a Elmau, in Baviera, ha chiesto ai leader un «sostegno pieno» all’Ucraina, politico, finanziario e militare, per «ricacciare i russi al di là» delle «linee» che demarcavano i due campi in «febbraio». Lo spiegano fonti dell’Eliseo.

Il presidente o ha poi passato un messaggio a ciascuno dei capi di Stato e di governo, ringraziando gli europei per aver concesso all’Ucraina lo status di Paese candidato ad aderire all’Ue. Per quanto riguarda l’esportazione di cereali, ha ribadito di essere pronto a fare «di tutto» per farla riprendere, chiedendo però «garanzie di sicurezza». 

L’esportazione di cereali via mare è bloccata in primis dalle navi russe, ma anche dalle mine che gli ucraini hanno messo in mare a difesa dei porti, per ostacolare un attacco russo. Il timore, probabilmente fondato visti i precedenti, è che Mosca possa approfittare dello sminamento delle acque per attaccare Odessa, il principale porto del Paese, tagliando così l’accesso al mare per l’Ucraina. I leader dei Sette si sono mostrati «unanimi, uniti nell’azione», per poi parlare della ricostruzione del Paese, che dovrà essere «un’opera collettiva».

Ore 16:45 - Zelensky: «Attacco Kremenchuk, in fiamme un centro commerciale pieno»

«Gli occupanti hanno lanciato razzi contro un centro commerciale, dove c’erano più di mille civili. Il centro commerciale è in fiamme, i soccorritori stanno domando l’incendio, ma il numero delle vittime è impossibile da immaginare». 

A fornire maggiori informazioni sull’attacco missilistico avvenuto questo pomeriggio a Kremenchuk, nella regione di Poltava, è il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, che su Telegram diffonde un video delle fiamme che divampano dal centro commerciale. Un edificio che - sottolinea Zelensky - non costituiva «nessun pericolo per l’esercito russo. Nessun valore strategico». E’ «solo il tentativo delle persone di vivere una vita normale, che fa arrabbiare così tanto gli occupanti», osserva Zelensky.

Ore 17:18 - Kiev: «Missile su centro commerciale: 2 morti e 20 feriti. È crimine guerra russo»

«L’attacco missilistico contro un centro commerciale con all’interno persone a Kremenchuk è un altro crimine di guerra russo. Un crimine contro l’umanità». Ad affermarlo su Telegram è Dmytro Lunin, governatore della regione ucraina di Poltava in cui Kremenchuk si trova. Si tratta di un «atto di terrore cinico contro la popolazione civile», prosegue Lunin, aggiungendo che «la Russia è uno Stato terrorista».

È di almeno due morti e 20 feriti in Ucraina il bilancio dell’attacco avvenuto a Kremenchuk, nel centro del Paese, dove un missile russo ha colpito un centro commerciale. Lo riferiscono le autorità ucraine. 

Precisamente, a riferirlo in un post su Telegram, è Kyryl Tymoshenko, vice-capo dell’ufficio della presidenza ucraina, il quale aggiunge che 9 dei circa 20 feriti sono in condizioni gravi.

Ore 17:53 - Sindaco Kramatorsk: «Attacco russo a periferia città, danneggiati casa e garage»

I russi avrebbero sferrato un attacco alla periferia di Kramatorsk, danneggiando una casa e un garage. Lo riporta il sindaco della città, Oleksandr Honcharenko, sul suo canale Telegram.

Ore 18:02 - Mosca dichiara 8 diplomatici greci «personae non gratae»

Otto diplomatici greci sono stati dichiarati «personae non gratae» in Russia. Lo riferisce l’agenzia russa Tass, citando il ministero degli esteri russo, secondo il quale la mossa è una ritorsione alle misure prese da Atene nei confronti di diplomatici russi.

Secondo il ministero degli Esteri di Mosca, i diplomatici greci che la Russia ha deciso di espellere hanno otto giorni di tempo per lasciare il Paese.

 Ore 18:06 - Putin parla al telefono con Bolsonaro: «Forniture fertilizzanti confermate»

Vladimir Putin ha parlato al telefono con Jair Bolsonaro. Con il Presidente del Brasile, il capo del Cremlino ha parlato di sicurezza alimentare globale e gli ha assicurato che saranno esportate le quantità di fertilizzanti previste dai contratti. I due hanno confermato la loro intenzione di rafforzare la loro cooperazione strategica, ha reso noto il Cremlino.

Ore 18:16 - Lituania: colpiti da cyberattacco, probabilmente da Mosca

La Lituania ha reso noto oggi di essere stata l’obiettivo di un attacco informatico «massiccio», sullo sfondo delle minacce lanciate dalla Russia nei confronti del Paese baltico, che ha imposto restrizioni al transito verso l’enclave russa di Kaliningrad. Secondo Jonas Skardinskas, direttore del National Cybersecurity Center, gli attacchi «probabilmente» avrebbero avuto origine dalla Russia.

Ore 18:19 - Kiev: nei porti restano bloccate 80 navi straniere

«Nei porti marini ucraini rimangono bloccati circa 80 navi che battono bandiera straniera insieme con i loro equipaggi, sostituiti in qualche caso dagli equipaggi ucraini. Le navi sono piene di merce». Ad affermarlo su Telegram è Dmytro Barinov, vice del capo dell’amministrazione dei porti marittimi ucraini.

Ore 18:32 - Scholz: «Relazioni con Mosca non torneranno a essere come prima»

Le relazioni con la Russia non potranno tornare a essere come prima della guerra in Ucraina: lo ha affermato il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, al termine del secondo giorno del summit del G7 nelle Alpi bavaresi. «Quando la situazione cambia, dobbiamo cambiare», ha aggiunto Scholz secondo quanto riportano i media tedeschi.

Ore 18:42 - Kiev: «A Sloviansk bombe a grappolo russe su quartiere residenziale»

Il sindaco della città ucraina di Sloviansk, potenzialmente il prossimo grande campo di battaglia tra forze russe e ucraini, ha accusato le forze russe di avere lanciato dopo l’alba sulla città bombe a grappolo, una delle quali ha colpito un quartiere residenziale. Secondo quanto riferisce il sindaco Vadim Lyakh, almeno un uomo è rimasto ucciso. Le autorità precisano che il numero delle vittime è ancora da confermare.

Ore 19:39 - Campagna di terrore sui civili ucraini: 60 missili in 72 ore.

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Colpi da lontano tra i due contendenti, civili ucraini tramutati in bersagli: è questa la sintesi di una giornata dove l’attenzione era focalizzata sul vertice G7 in Germania.

Ore 19:43 - Filorussi Donetsk: resti di 172 militari Kiev in Azovstal

La procura generale dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk ha fatto sapere che i resti di 172 militari ucraini sono stati trovati nello stabilimento di Azovstal, a Mariupol. Lo ha riferito l’agenzia Tass.

Ore 19:50 - Kiev chiede una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu

La missione dell’Ucraina all’Onu ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza in seguito agli attacchi missilistici al centro commerciale di Kremenchuk. Lo fanno sapere fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro. L’Albania, presidente di turno dei Quindici, lo ha programmato per domani.

Ore 20:19 - L’Onu e lo sblocco di grano e orzo: «Vicini al momento della verità»

GARMISH - Il segretario generale dell’Onu si collega con il castello che ospita il G7 mentre da Kiev arrivano i dettagli di cronaca sui missili lanciati dai russi contro il centro commerciale ucraino. L’intervento di Antonio Guterres occupa uno spazio della sessione dedicata alla crisi alimentare ed è una piccola nota positiva di fronte allo sgomento per l’ennessimo attacco contro i civili da parte dell’esercito russo. Guterres dice a chiare lettere ai 7 leader riuniti in Baviera che ormai «Siamo vicini al momento della verità». Le trattative insieme a Turchia, Ucraina e Russia, coordinate dalle Nazioni Unite potrebbero iniziare presto. Manca ancora il via libera di Mosca, ma sono stati fatti molti passi avanti. Gli ucraini dovrebbero indicare la posizione delle mine di fronte al porto di Odessa per consentire lo sminamento, i russi chiedono di controllare il carico delle navi in uscita, alle Nazioni Unite toccherebbe il controllo di quelle in entrate, ai turchi e alla marina militare di Istanbul il ruolo di principale garante della sicurezza dopo la creazione di un corridoio marittimo per ricominciare a trasportare orzo e grano fermi da mesi nei silos ucraini. (Marco Galluzzo)

Ore 20:25 - Kiev, a Kremenchuk colpito anche palazzetto sport

I missili russi su Kremenchuk, in Ucraina, oltre al centro commerciale hanno colpito anche un palazzetto dello sport. Lo ha fatto sapere il segretario del Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa dell’Ucraina, Oleksiy Danilov. Si teme che decine di civili siano stati uccisi e feriti, mentre il governatore regionale ha parlato sinora di almeno 10 morti e oltre 40 feriti. Per l’esercito ucraino, il centro commerciale è stato colpito da missili lanciati dai bombardieri russi Tu-22M3 a lungo raggio dai cieli sopra la regione occidentale di Kursk, in Russia.

Ore 21:17 - Cestista Griner a processo in Russia dal primo luglio

Il processo in Russia contro la cestista americana Brittney Griner si aprirà il primo luglio. La data è stata confermata alla Cnn da Alexander Boikov, avvocato della star del basket. La cestista è apparsa brevemente oggi per un’udienza preliminare a porte chiuse nel tribunale di Khimki, un sobborgo di Mosca, durante la quale la sua detenzione è stata prolungata di sei mesi. Due volte medaglia d’oro olimpica, la 31enne Griner è stata fermata il 17 febbraio all’aeroporto moscovita di Sheremetyevo mentre cercava di tornare negli Stati Uniti. Accusata di possesso illegale di olio di cannabis, rischia fino a dieci anni di carcere. Griner gioca nella squadra Phoenix Mercury del Wnba, ma come molte altre colleghe veniva ingaggiata in Russia fuori dalla stagione del campionato negli Stati uniti. Gli Stati Uniti hanno sempre contestato il suo arresto, in una vicenda che è diventata un caso diplomatico nel quadro dell’invasione russa dell’Ucraina.

Ore 21:55 - Zelensky: raid su mall spudorato attacco terroristico

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha denunciato l’attacco russo sul centro commerciale a Kremenchuk, definendolo uno «spudorato atto terroristico».

 Ore 23:44 - G7 condanna l’attacco a Kremenchuk: abominevole, crimine di guerra

«Noi, i leader del G7, condanniamo solennemente l’abominevole attacco a un centro commerciale a Kremenchuk. Siamo uniti all’Ucraina nel piangere le vittime innocenti di questo attacco brutale. Gli attacchi indiscriminati a civili innocenti costituiscono un crimine di guerra». È quanto si legge nella dichiarazione dei leader del G7.

Ore 00:37 - Putin parteciperà al G20 in Indonesia

L’annuncio arriva dalla Tass. Il presidente russo Vladimir Putin parteciperà al vertice del G20 che è in programma in Indonesia a novembre. Lo ha affermato il suo consigliere per la politica estera Yuri Ushakov all’agenzia di stampa russa, secondo la quale i dettagli della partecipazione sono ancora in fase di definizione.

Ore 03:52 - Medvedev: «Nato in Crimea sarebbe la 3a guerra mondiale»

Ancora un attacco-minaccia all’Occidente da parte di Dmitry Medvedev: «Qualsiasi tentativo di invadere la Crimea equivarrebbe a una dichiarazione di guerra contro la Russia. Se uno Stato membro della Nato facesse una tale mossa, porterebbe a un conflitto contro l’intera Alleanza dell’Atlantico del Nord: alla Terza guerra mondiale, a un disastro totale», ha detto il vicecapo del Consiglio di sicurezza russo, intervistato dai media di Mosca. La possibile adesione dell’Ucraina alla Nato rappresenta un pericolo maggiore per la Russia rispetto a quella di Svezia e Finlandia, ha spiegato ancora l’ex presidente ed ex premier russo. Kiev sarebbe «molto più pericolosa per il nostro Paese in quanto membro» dell’Alleanza dell’Atlantico del Nord, ha sottolineato Medvedev.

Ucraina Russia, news sulla guerra di martedì 28 giugno. Lorenzo Cremonesi, Andrea Nicastro e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 28 Giugno 2022.

Le notizie di martedì 28 giugno sulla guerra 

• La guerra in Ucraina è arrivata al 125esimo giorno.

• Due missili russi hanno colpito un centro commerciale a Kremenchuk, in Ucraina: i morti sono almeno 20, decine i feriti.

• Putin è volato in Tagikistan, si tratta del primo viaggio all'estero per il presidente russo dall’inizio della guerra in Ucraina.

• G7, Zelensky chiede aiuto per cacciare i russi oltre le «linee pre-febbraio», prima che iniziasse l’invasione.

• Olaf Scholz: «Le relazioni con Mosca non torneranno più come prima».

• L’Onu e lo sblocco di grano e orzo: «Vicini al momento della verità».

• Medvedev: «La Nato in Crimea? Sarebbe Terza Guerra mondiale».

Ore 05:45 - Zelensky chiede aiuto al G7 per cacciare russi oltre le «linee pre-febbraio»

Durante la sessione al G7, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky , collegato con i «grandi» a Elmau, in Baviera, ha chiesto ai leader un «sostegno pieno» all’Ucraina, politico, finanziario e militare, per «ricacciare i russi al di là» delle «linee» che demarcavano i due campi in «febbraio». Lo spiegano fonti dell’Eliseo. Il presidente ha poi passato un messaggio a ciascuno dei capi di Stato e di governo, ringraziando gli europei per aver concesso all’Ucraina lo status di Paese candidato ad aderire all’Ue. Per quanto riguarda l’esportazione di cereali, ha ribadito di essere pronto a fare «di tutto» per farla riprendere, chiedendo però «garanzie di sicurezza». L’esportazione di cereali via mare è bloccata in primis dalle navi russe, ma anche dalle mine che gli ucraini hanno messo in mare a difesa dei porti, per ostacolare un attacco russo. Il timore, probabilmente fondato visti i precedenti, è che Mosca possa approfittare dello sminamento delle acque per attaccare Odessa, il principale porto del Paese, tagliando così l’accesso al mare per l’Ucraina. I leader dei Sette si sono mostrati «unanimi, uniti nell’azione», per poi parlare della ricostruzione del Paese, che dovrà essere «un’opera collettiva».

Ore 05:50 - Kiev, «Missile su centro commerciale: 16 morti e 59 feriti»

«L’attacco missilistico contro un centro commerciale con all’interno persone a Kremenchuk è un altro crimine di guerra russo. Un crimine contro l’umanità». Ad affermarlo su Telegram è Dmytro Lunin, governatore della regione ucraina di Poltava in cui Kremenchuk si trova. Si tratta di un «atto di terrore cinico contro la popolazione civile», prosegue Lunin, aggiungendo che «la Russia è uno Stato terrorista». È di almeno 16 morti e 59 feriti in Ucraina il bilancio dell’attacco avvenuto a Kremenchuk, nel centro del Paese, dove un missile russo ha colpito un centro commerciale. Lo riferiscono le autorità ucraine. Come riferisce in un post su Telegram Kyryl Tymoshenko, vice-capo dell’ufficio della presidenza ucraina, «9 dei circa 20 feriti sono in condizioni gravi».

Ore 05:52 - Kiev: «A Kremenchuk colpito anche il palazzetto dello sport»

I missili russi su Kremenchuk, in Ucraina, oltre al centro commerciale hanno colpito anche un palazzetto dello sport. Lo ha fatto sapere il segretario del Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa dell’Ucraina, Oleksiy Danilov. Si teme che decine di civili siano stati uccisi e feriti, mentre il governatore regionale ha parlato sinora di almeno 10 morti e oltre 40 feriti. Per l’esercito ucraino, il centro commerciale è stato colpito da missili lanciati dai bombardieri russi Tu-22M3 a lungo raggio dai cieli sopra la regione occidentale di Kursk, in Russia.

Ore 05:55 - G7 condanna l’attacco a Kremenchuk: abominevole, crimine di guerra

«Noi, i leader del G7, condanniamo solennemente l’abominevole attacco a un centro commerciale a Kremenchuk . Siamo uniti all’Ucraina nel piangere le vittime innocenti di questo attacco brutale. Gli attacchi indiscriminati a civili innocenti costituiscono un crimine di guerra», si legge nella dichiarazione dei leader del G7.

 Ore 06:02 - L’Onu e lo sblocco di grano e orzo: «Vicini al momento della verità»

(Marco Galluzzo) Il segretario generale dell’Onu si collega con il castello che ospita il G7 mentre da Kiev arrivano i dettagli di cronaca sui missili lanciati dai russi contro il centro commerciale ucraino. L’intervento di Antonio Guterres occupa uno spazio della sessione dedicata alla crisi alimentare ed è una piccola nota positiva di fronte allo sgomento per l’ennessimo attacco contro i civili da parte dell’esercito russo. Guterres dice a chiare lettere ai 7 leader riuniti in Baviera che ormai «Siamo vicini al momento della verità». 

Le trattative insieme a Turchia, Ucraina e Russia, coordinate dalle Nazioni Unite potrebbero iniziare presto. Manca ancora il via libera di Mosca, ma sono stati fatti molti passi avanti. Gli ucraini dovrebbero indicare la posizione delle mine di fronte al porto di Odessa per consentire lo sminamento, i russi chiedono di controllare il carico delle navi in uscita, alle Nazioni Unite toccherebbe il controllo di quelle in entrate, ai turchi e alla marina militare di Istanbul il ruolo di principale garante della sicurezza dopo la creazione di un corridoio marittimo per ricominciare a trasportare orzo e grano fermi da mesi nei silos ucraini.

Ore 05:58 - Scholz: «Relazioni con Mosca non torneranno a essere come prima»

Le relazioni con la Russia non potranno tornare a essere come prima della guerra in Ucraina: lo ha affermato il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, al termine del secondo giorno del summit del G7 nelle Alpi bavaresi. «Quando la situazione cambia, dobbiamo cambiare», ha aggiunto Scholz secondo quanto riportano i media tedeschi.

Ore 06:05 - Medvedev: «Nato in Crimea sarebbe la 3ª guerra mondiale»

Ancora un attacco-minaccia all’Occidente da parte di Dmitry Medvedev: «Qualsiasi tentativo di invadere la Crimea equivarrebbe a una dichiarazione di guerra contro la Russia. Se uno Stato membro della Nato facesse una tale mossa, porterebbe a un conflitto contro l’intera Alleanza dell’Atlantico del Nord: alla Terza guerra mondiale, a un disastro totale», ha detto il vicecapo del Consiglio di sicurezza russo, intervistato dai media di Mosca. La possibile adesione dell’Ucraina alla Nato rappresenta un pericolo maggiore per la Russia rispetto a quella di Svezia e Finlandia, ha spiegato ancora l’ex presidente ed ex premier russo. Kiev sarebbe «molto più pericolosa per il nostro Paese in quanto membro» dell’Alleanza dell’Atlantico del Nord, ha sottolineato Medvedev.

Ore 06:30 - Biden: «Il G7 continuerà a colpire Putin»

Joe Biden conferma la linea dura contro Mosca: «Il G7 continuerà a colpire Putin dove fa più male, per privarlo delle risorse di cui ha bisogno per la sua guerra illegittima» in Ucraina, ha spiegato il presidente Usa. Sempre Biden potrebbe annunciare a breve un rafforzamento della presenza militare Usa in Polonia e una serie di modifiche al dispiegamento di truppe nei Paesi baltici, nel quadro del vertice dei leader della Nato in programma a Madrid fino al 30 giugno. È quanto riferisce l’emittente Nbc News, citando fonti informate dei fatti. Ma dalla Casa Bianca arriva un «no comment» all’indiscrezione, mentre le stesse fonti hanno riferito che il presidente potrebbe anche annunciare il dispiegamento di due nuove navi della Marina statunitense presso la base navale di Rota, in Spagna.

Ore 06:16 - Putin parteciperà al G20 in Indonesia

L’annuncio arriva dalla Tass. Il presidente russo Vladimir Putin parteciperà al vertice del G20 che è in programma in Indonesia a novembre. Lo ha affermato il suo consigliere per la politica estera, Yuri Ushakov. Secondo l’agenzia di stampa russa i dettagli della partecipazione sono ancora in fase di definizione.

Ore 07:41 - Il punto della situazione

(Luca Angelini) I missili in pieno giorno su un centro commerciale di Kremenchuk (18 morti e almeno 80 feriti) sono l’ennesimo orrore dell’orrenda guerra in Ucraina. «Inutile sperare nell’umanità da parte della Russia» ha commentato il presidente ucraino Zelensky, sottolineando che, al momento dell’attacco, nel centro commerciale potevano esserci un migliaio di persone. 

In collegamento con i capi di Stato e di governo del G7, riuniti in Alta Baviera, Zelensky ha detto che la guerra con la Russia può essere vinta «entro l’inverno» se dall’Occidente arriveranno gli aiuti militari che servono a Kiev. 

Il presidente americano, Joe Biden, sembra pensarla allo stesso modo e si è presentato al vertice «con una lista dettagliata di provvedimenti da sottoporre ai partner: un altro giro di sanzioni per colpire le forniture di materiale destinato all’armata putiniana o all’industria tecnologica; dazi su 570 prodotti «made in Russia», con l’idea di girare i proventi direttamente agli ucraini; restrizioni per altri 300 figure della nomenklatura, che vanno ad aggiungersi ai circa 1.000 già penalizzati; finanziamenti per tenere in piedi l’amministrazione di Kiev (solo gli Usa hanno stanziato circa 7,5 miliardi di dollari). E poi, naturalmente le armi». 

Sul fronte militare, il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, alla vigilia del vertice atlantico a Madrid ha annunciato che sarà potenziata la «forza di reazione rapida»: si passerà da 40 a 300 mila soldati. Quanto alle forniture energetiche, il premier italiano Mario Draghi sarebbe riuscito a far passare la sua linea sul tetto al prezzo (price cap) del gas russo, che potrebbe comparire nel documento finale del summit del G7.

Ore 08:12 - Mosca, armi da Usa a Ucraina aumentano rischi escalation

«Le continue consegne di armi da Washington a Kiev non fanno altro che inasprire la spirale del conflitto e aumentare la minaccia di un ulteriore aggravamento con conseguenze imprevedibili»: lo ha affermato l’ambasciatore russo negli Stati Uniti Anatoly Antonov, secondo quanto riporta la Tass. «L’inondazione sconsiderata e senza risposta di armi in Ucraina non fa che stringere la spirale del conflitto e aumenta la minaccia di un’ulteriore escalation con conseguenze imprevedibili», ha affermato il canale Telegram dell’ambasciata russa.

Ore 08:12 - Zelensky: «Premeditato l’attacco al centro commerciale, atto terroristico»

«L’attacco russo al centro commerciale di Kremenchuk è uno degli atti terroristici più temerari della storia europea. Una città tranquilla, un normale centro commerciale con al suo interno donne e bambini, civili. Prima dell’annuncio dell’allarme aereo c’erano circa mille persone». A dichiararlo nel suo messaggio quotidiano ai concittadini, è stato il presidente ucraino Zelensky, sottolineando che fortunatamente la maggior parte dei presenti è riuscita a mettersi in salvo. Zelensky ha poi però lamentato il fatto che diverse persone siano rimaste all’interno. 

«Non è un errore dei missili», ha sottolineato parlando di attacco premeditato. «Tutti i feriti - ha poi voluto assicurare - hanno ricevuto l’assistenza necessaria: i medici di Kiev sono già andati a Kremenchuk», ha aggiunto, prima di esprimere le proprie condoglianze alle famiglie e agli amici delle vittime di questo «terribile attentato terroristico». Il presidente ha quindi ricordato ai concittadini che in caso di «allarme aereo vadano nei rifugi», avvertendo che la «Russia non si fermerà davanti a nulla». Zelensky ha quindi annunciato di aver chiesto ai membri del G7 di qualificare la Russia come stato «che sponsorizza il terrorismo». Lo stato russo «si è trasformato nell’organizzazione terroristica più grande del mondo. Questo è un fatto. E deve essere un assunto legale. Tutti nel mondo dovrebbero sapere che comprare o trasportare petrolio russo, mantenersi in contatto con le banche russe, pagare imposte o diritti allo stato russo è dare denaro ai terroristi», ha concluso.

Ore 08:25 - Macron: «Bombardamento del centro commerciale orrore assoluto»

«Il bombardamento di un centro commerciale a Kremenchuk da parte della Russia è un orrore assoluto. Condividiamo il dolore delle famiglie delle vittime. E la rabbia per una simile ignominia. Il popolo russo deve vedere la verità». Ad affermarlo è stato il presidente francese Emmanuel Macron, con un messaggio postato sul suo account Twitter, che acclude le immagini del centro commerciale colpito ieri, in fiamme e completamente avvolto dal fumo.

Ore 08:27 - Kiev: 341 bambini uccisi e 622 feriti da inizio guerra

Sono 341 i bambini uccisi in Ucraina dal giorno dell’invasione russa del Paese. 622 i feriti. Lo rende noto l’ufficio del Procuratore generale ucraino, precisando che il maggior numero delle vittime si registra nelle regioni di Donetsk, Kharkiv, Kiev e Chernihiv. I bombardamenti di città e villaggi ucraini da parte delle forze armate russe — aggiunge la nota — hanno danneggiato 2.061 istituzioni educative, 213 delle quali sono andate completamente distrutte. L’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani è stato in grado di confermare 4.731 morti e 5.900 feriti tra civili in Ucraina alla mezzanotte del 26 giugno. Secondo l’Onu, almeno 330 bambini sono stati uccisi e 489 sono rimasti feriti. L’organizzazione sottolinea che le cifre reali sono molto più alte e ancora da verificare.

Ore 08:27 - Onu: «Deplorevole attacco a centro commerciale»

«Deplorevole». Così il portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite, Stéphane Dujarric, ha definito l’attacco missilistico contro il centro commerciale Amstor a Kremenchuk, nella regione di Poltava, che ha fatto almeno 18 morti, dopo le «notizie inquietanti di una nuova ondata di attacchi aerei e bombardamenti» in Ucraina, con vittime civili. «Qualsiasi attacco contro un centro commerciale è assolutamente deplorevole», ha affermato, ricordando che nel fine settimana la capitale ucraina Kiev «è stata colpita di nuovo», così come zone nell’ovest del Paese, lontane dalla linea del fronte. «I combattimenti continuano nella regione del Donbass, dove i nostri colleghi nel campo umanitario stanno affrontando sfide enormi per raggiungere le persone con bisogni crescenti — ha detto —. Le sfide non sono dovute solo alla mancanza di sicurezza, ma anche alla mancanza di accesso a causa delle restrizioni amministrative imposte dalle parti».

Ore 08:31 - Kiev: «Morti 35.250 soldati russi, distrutti 1.567 tank»

Ammonterebbero a 35.250 le perdite tra le fila russe dal giorno dell’attacco di Mosca all’Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Lo rende noto il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, appena diffuso su Facebook, che riporta cifre che non è possibile verificare in modo indipendente. Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di circa 35.250 uomini, 1.567 carri armati, 3.704 mezzi corazzati, 778 sistemi d’artiglieria, 243 lanciarazzi multipli, 102 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento, le forze russe avrebbero perso anche 217 aerei, 185 elicotteri, 2589 autoveicoli, 14 unità navali e 636 droni.

Ore 08:39 - Kissinger guarda oltre la guerra: «Reintegrare la Russia nel sistema europeo»

(Luigi Ippolito, corrispondente da Londra) Hanno il respiro della grande Storia le parole di Henry Kissinger: ormai giunto a 99 anni, l’artefice di gran parte della politica estera americana del Novecento è probabilmente il più grande statista vivente. E dunque il suo giudizio su quanto accade oggi nel mondo va ascoltato con attenzione, proferito dalla sua voce lenta e profonda che non ha perso quell’accento tedesco delle origini. L’occasione è l’uscita del suo ultimo libro, Leadership, in cui Kissinger tratteggia sei esempi di capacità di guida politica — da Adenauer a De Gaulle, da Nixon a Sadat, da Lee Kwan Yew a Margaret Thatcher — che lui ha illustrato ieri, via Zoom, ai corrispondenti della capitale britannica. Tutti personaggi che ha conosciuto di persona: così come ha avuto esperienza diretta di Vladimir Putin, che fu ospite — racconta — a cena a casa sua a Washington. 

«Rispettavo la sua intelligenza - rammenta Kissinger del presidente russo - era un attento calcolatore dal punto di vista di una società che lui interpretava come sotto assedio da parte del resto del mondo. L’ho trovato un intelligente analista della situazione internazionale dal punto di vista russo: che rimarrà tale e che dovrà essere considerato quando la guerra finirà». Perché questo è il punto centrale del suo ragionamento: va sconfitta l’invasione dell’Ucraina, «non la Russia come Stato e come entità storica». E dunque, quando le armi alla fine taceranno, «la questione del rapporto tra Russia ed Europa andrà presa molto seriamente». Il presupposto, sottolinea Kissinger, è che la Russia è stata parte della storia europea per cinquecento anni, è stata coinvolta in tutte le grandi crisi e «in alcuni dei grandi trionfi della storia europea»: e pertanto «dovrebbe essere la missione della diplomazia occidentale e di quella russa di tornare al corso storico per cui la Russia è parte del sistema europeo. La Russia deve svolgere un ruolo importante».

Ore 08:44 - Putin garantisce a Bolsonaro rifornimenti ininterrotti di fertilizzanti

Il presidente russo Putin ha assicurato all’omologo brasiliano Bolsonaro che la Russia si impegna a garantire al Brasile forniture ininterrotte di fertilizzanti russi. A renderlo noto è stato il Cremlino in un comunicato in cui ha riferito del colloquio tra i due leader. La Russia, ha reso noto il Cremlino, si impegna «ad assolvere al proprio impegno di assicurare forniture ininterrotte di fertilizzanti russi agli agricoltori brasiliani». Il presidente brasiliano si è limitato da parte sua a spiegare di aver parlato per telefono con il presidente della Federazione russa con cui ha discusso di «sicurezza alimentare» e «incertezze energetiche».

Ore 08:50 - Il governatore di Leopoli su Kremenchuk: «I russi sono terroristi»

Il governatore di Leopoli Maksym Kozytskyi ha denunciato quanto accaduto al centro commerciale di Kremenchuk dove sono morte 18 persone nel suo bollettino quotidiano su Telegram: «I russi sono terroristi. Questo è un promemoria. Kremenchuk, Lysychansk, la regione di Kharkiv, condividiamo il vostro dolore». Kozytskyi ha poi scritto che nella notte le sirene antiaereo hanno suonato una volta, ma «la minaccia non si è materializzata» e nella città sono arrivate 120 persone con treni di evacuazione.

Ore 09:06 - Intelligence Gb: «Attacchi con missili a lungo raggio da Russia e Bielorussia»

La Russia ha lanciato «ondate insolitamente intense di attacchi» in Ucraina negli ultimi giorni, con l’impiego di missili a lungo raggio, «concepiti per colpire obiettivi di importanza strategica». È quanto rileva l’ultimo aggiornamento dell’intelligence del ministero della Difesa di Londra , secondo cui le forze ucraine «continuano a consolidare le loro posizioni» sulla parte alta della città assediata di Lysychansk, «dopo aver arretrato da Severodonetsk». Tra il 24 e il 26 giugno la Russia ha usato «missili a lungo raggio» per una serie di attacchi nel Paese, teatro dell’invasione russa annunciata lo scorso 24 febbraio dal presidente russo Putin come una «operazione militare speciale». Attacchi in cui «molto probabilmente» sono stati usati anche «missili As-4 Kitchen (Kh-22) di epoca sovietica e i più moderni As-23a Kodiak (Kh-101), lanciati dallo spazio aereo russo e bielorusso». Armamenti «concepiti per colpire obiettivi di importanza strategica, ma la Russia continua a impiegarli in gran un numero per ottenere vantaggi tattici».

Ore 09:21 - Continuano i combattimenti a Lysychansk

Le forze armate ucraine hanno respinto gli attacchi russi in diverse zone sul fronte del Donbass, mentre continuano i combattimenti attorno alla città di Lysychansk. Secondo quanto dichiarato dal responsabile dell’amministrazione militare del Luhansk, Serhii Haidai, Lysychansk è sotto attacco da sud e sudest: «I combattimenti sono in corso nei pressi della raffineria petrolifera, i russi stanno cercando di prendere il controllo del nodo di comunicazioni con il Donetsk». Secondo lo Stato maggiore ucraino le forze russe stanno concentrando i propri sforzi nella zona di Sloviansk, nel Donetsk settentrionale, e in particolare dei villaggi di Dovhenke e Dolyna. I russi hanno impiegato soprattutto artiglieria e lanciarazzi per colpire le posizioni ucraine, senza tuttavia riuscire ad avanzare.

Ore 09:27 - Moody’s conferma default della Russia

L’agenzia di rating Moody’s conferma che la Russia ha fatto un default sul debito estero per la prima volta in un secolo, dopo che i possessori dei bond non hanno ricevuto 100 milioni di dollari come pagamento degli interessi. «Ulteriori insolvenze su pagamenti futuri di coupon sono possibili», aggiunge in un comunicato.

Ore 09:46 - Kiev: «Ci sono 36 dispersi al centro commerciale di Kremenchuk»

Un totale di 36 persone risultano disperse dopo l’attacco missilistico russo al centro commerciale Amstor di Kremenchuk, nella regione di Poltava, in Ucraina, secondo quanto riferisce Ukrinform, mentre proseguono le operazioni di soccorso. L’agenzia ucraina cita il capo dell’amministrazione militare regionale di Poltava Dmytro Lunin. «Purtroppo, al momento - ha affermato su Telegram - 18 persone risultano uccise nell’attacco missilistico russo. Un totale di 36 persone risultavano disperse. Oltre mille i soccorritori, al lavoro tutta la notte. Altrettanti i civili nel mall al momento dell’attacco.

Ore 09:47 - Cnn, fonti Casa Bianca dubbiose su «vittoria» Ucraina

Funzionari della Casa Bianca hanno confidato in privato alla Cnn i loro dubbi sul fatto che l’Ucraina possa recuperare non solo il territorio delle repubbliche secessioniste del Donbass e la Crimea, ma anche il territorio conquistato dalle truppe d’invasione russe a partire dal 24 febbraio. I consiglieri del presidente Biden hanno quindi cominciato a discutere sull’opportunità che il presidente Zelensky «moderi le sue aspettative su quello che le forze ucraine possono realisticamente ottenere», probabilmente anche accettando l’idea che il territorio ucraino possa ridursi irreversibilmente. La Cnn ricorda che Zelensky ha detto che considererebbe «una vittoria», per il momento, il fatto di costringere le truppe russe a ritirarsi entro i confini del 23 febbraio, vigilia dell’invasione. Ciò lascerebbe comunque fuori dal controllo di Kiev sia le parti del Donbass in mano alle repubbliche di Donetsk e Lugansk sia la Crimea, annessa alla Federazione russa dal 2014. 

Ma le cose sono cambiate nelle ultime settimane, con le forze di Mosca che avanzano nel Donbass e quelle ucraine che subiscono forti perdite, «fino a 100 soldati al giorno». Gli ucraini stanno inoltre perdendo equipaggiamento militare e munizioni «più velocemente di quanto l’Occidente sia in grado di fornire nuovi sistemi d’arma secondo gli standard Nato e provvedere all’addestramento». Per questi motivi, affermano un ufficiale delle forze armate Usa e una fonte vicina ai servizi di intelligence occidentali, è «improbabile che l’Ucraina riuscirà a mettere insieme la forza necessaria per rivendicare tutto il territorio ceduto alla Russia durante i combattimenti, specialmente entro quest’anno», l’obiettivo temporale fissato ieri da Zelensky.

Ore 10:25 - Mosca: a Kremenchuk esplosione causata da detonazione di armi custodite nel centro commerciale

A causare l’incendio nel centro commerciale di Kremenchuk è stata l’esplosione di armi occidentali custodite all’interno dell’edificio, che al momento dell’attacco missilistico russo era chiuso al pubblico. È questa la versione del ministro della Difesa del Cremlino sull’offensiva che ieri ha causato almeno 18 morti in Ucraina.

Ore 10:32 - Una sopravvissuta di Kremenchuk al Guardian: «Le persone hanno ignorato l’allarme»

«Ho lasciato l’edificio due minuti prima dell’esplosione». Yevhenia Semyonova ha 38 anni e fino a ieri faceva la commessa in un negozio di articoli sportivi nel centro commerciale di Kremenchuk, in Ucraina. «I miei colleghi che lavoravano in negozi più grandi, come il supermercato per esempio, hanno dovuto aspettare che tutti i clienti fossero usciti prima di potersi mettere in salvo», ha raccontato al Guardian, «noi siamo stati fortunati perché non c’erano clienti nel nostro negozio quando è scattato l’allarme». «All’inizio della guerra tutti i negozi smettevano di lavorare durante le sirene», ha proseguito la donna, «dopo hanno iniziato a ignorarle, purtroppo è successo anche ieri: molte persone che conosco sono ancora disperse».

Ore 10:54 - Cina, la Nato crea «nemici immaginari e scontri sul campo»

La Nato, «come prodotto della Guerra Fredda e della più grande alleanza militare del mondo, ha aderito a lungo a concetti di sicurezza obsoleti ed è diventata da tempo uno strumento per i singoli Paesi per mantenere l’egemonia». È il commento del portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian, alla vigilia del summit di Madrid dell’Alleanza che definirà le nuove priorità, aggiungendo che «il cosiddetto nuovo documento strategico della Nato non è altro che “vecchio vino in bottiglia nuova”. In sostanza non cambia la mentalità della Guerra Fredda di creare nemici immaginari e impegnarsi in scontri sul campo».

Ore 11:07 - G7: Russia sblocchi i porti, sostegno azione Onu sul grano

La Russia «metta fine senza condizioni al blocco dei porti ucraini sul Mar Nero» e smetta di «distruggere infrastrutture portuali di trasporto, terminali e silos per il grano» e di «appropriarsi in modo illegale di prodotti agricoli e attrezzature ucraine». È quanto si legge nella dichiarazione finale del G7 sul tema della sicurezza alimentare globale. «Sosteniamo fortemente l’Ucraina nel riprendere le sue esportazioni agricole sui mercati mondiali - si legge - nonché gli sforzi delle Nazioni Unite per sbloccare un corridoio marittimo sicuro attraverso il Mar Nero».

Ore 10:52 - La Russia sanziona la moglie e la figlia del presidente Biden

La Russia ha imposto sanzioni che comprendono il divieto di ingresso sul suo territorio alla moglie Jill e alla figlia Ashley del presidente americano Joe Biden e altre 23 persone. La motivazione è la loro «linea russofobica». Lo ha annunciato il ministero degli Esteri citato dalla Tass.

Ore 11:27 - Nato: Gb punta a incremento spese per armi a 2,5% del Pil

Il ministro della Difesa britannico, Ben Wallace, è deciso a cogliere l’occasione delle tensioni innescate dall’attacco militare russo in Ucraina per sollecitare un rilancio delle spese del Regno Unito per le forze armate fino al 2,5% entro il 2028: lo riportano i media citando un suo intervento oggi a un forum del Royal United Services Institute, think tank vicino al complesso militar-industriale. Wallace risulta aver scritto anche una lettera «riservata» a Boris Johnson in cui sollecita il premier a chiedere il medesimo impegno a tutti i leader dei Paesi Nato nel vertice dell’alleanza che sta per iniziare a Madrid.

Il Regno destina già al momento al bilancio del ministero della Difesa attorno al 2% del Pil da spendere in armi, uomini ed equipaggiamenti, nel rispetto degli obiettivi fissati da ormai qualche anno in sede Nato. Alti comandi, analisti vari ed esponenti politici sensibili ai dossier della difesa denunciano tuttavia da tempo un asserito depauperamento complessivo delle capacità militari britanniche negli ultimi decenni rispetto a quelle di Paesi potenzialmente ostili: soprattutto in termini di tagli degli effettivi dell’esercito di Sua Maestà.

Ore 11:28 - G7, Mosca responsabile drammatica crisi alimentare

«La guerra di aggressione della Russia in Ucraina, compreso il suo blocco alle rotte di esportazione del grano ucraino, sta drammaticamente aggravando la crisi alimentare. Ha innescato interruzioni della produzione agricola, delle catene di approvvigionamento e del commercio che hanno determinato i prezzi mondiali di cibo e fertilizzanti a livelli senza precedenti per i quali la Russia ha enormi responsabilità». È quanto si legge nella dichiarazione finale del G7 sulla sicurezza alimentare.

Ore 11:33 - G7: fonti europee, accordo per studiare «price cap»

Il G7 ha raggiunto un accordo per studiare un «price cap» per l’energia russa: lo hanno riferito fonti europee, confermando che il vertice dei 7 grandi ha accolto la proposta del governo italiano. L’obiettivo è limitare gli introiti che Mosca utilizza per finanziare la guerra in Ucraina.

 Ore 11:41 - Arrestato a Mosca oppositore Ilya Iachine

L’oppositore russo Ilya Iachine, uno degli ultimi in libertà e ancora in Russia, è stato arrestato ieri a Mosca. Lo ha detto il suo avvocato Vadim Prokhorov: «Secondo quanto ho potuto sapere — ha scritto su Facebook, spiegando di non aver potuto incontrare il suo assistito — è accusato di aver disubbidito alle ingiunzioni di polizia», un reato che può essere punito con 15 giorni di carcere. Iachine è stato arrestato mentre passeggiava in un parco della capitale, in compagnia di un’amica giornalista, che ha escluso che abbia insultato la polizia mentre veniva arrestato. Alleato di Aleksei Navalny, ora in carcere, e di Boris Nemtsov, ucciso nel 2015, Iachine ha denunciato l’offensiva militare di Mosca in Ucraina.

Ore 12:02 - Bilancio Kremenchuk sale a oltre 20 morti, 59 feriti e 40 dispersi

Sale il bilancio delle vittime dell’attacco missilistico di ieri pomeriggio contro il centro commerciale a Kremenchuk, nella regione di Poltava: «Si sa già di oltre 20 morti e 59 feriti, di cui 25 ricoverati in ospedale», a cui si aggiungono 40 dispersi. Lo rende noto in un briefing Kyrylo Tymoshenko, il vice capo dell’Ufficio presidenziale. Quello di Kremenchuk non è l’unico attacco contro civili avvenuto nelle ultime ore in Ucraina.

«A Kharkiv sono morte 5 persone e 22 sono rimaste ferite, di cui 5 bambini. A Lysychansk 10 persone sono state uccise e 19 sono rimaste ferite. Tra morti e feriti ci sono bambini. A Ochakiv 3 persone sono morte, tra cui un bambino di 6 anni e altre 6 sono rimaste ferite, di cui 4 bambini», riferisce Tymoshenko, sottolineando che «la Russia sarà ritenuta responsabile di ogni crimine di guerra».

Ore 12:07 - Zelensky a Stoltenberg: missili per difenderci da attacchi russi

«Ho avuto una conversazione telefonica con il segretario generale della Nato Stoltenberg», sottolineando «l’importanza di un potente sistema di difesa missilistica per l’Ucraina per prevenire gli attacchi terroristici russi». Lo scrive su Twitter il presidente ucraino Zelensky, che dovrebbe collegarsi anche in video con il vertice dell’Alleanza che si aprirà stasera a Madrid per una due giorni di lavori che si concluderanno il 30 giugno.

Ore 12:10 - Metsola: «Guerra Putin è il fallimento della nostra memoria»

«La guerra di Putin all’Ucraina è un fallimento della nostra memoria. Siamo cresciuti in un’Europa libera e abbiamo dimenticato che ci sono individui ai nostri confini che pensano che non dovrebbe esserci una democrazia»: lo ha detto la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, intervenendo alla conferenza annuale Jacques Delors organizzata quest’anno alla Cinemathéque di Parigi.

Ore 12:11 - Telefonata Biden-Erdogan prima del vertice

Joe Biden attende di vedere Recep Tayyip Erdogan al summit della Nato a Madrid, dove si parlerà delle conseguenze dell’invasione russa dell’Ucraina. Lo riferisce la Casa Bianca dopo il colloquio telefonico tra il presidente Usa e il leader turco. Al summit Madrid verranno prese anche «decisioni storiche per rafforzare la difesa collettiva e la sicurezza dell’Alleanza».

Ore 12:24 - Cremlino, pace oggi se nazionalisti ucraini si arrendono

La guerra in Ucraina può finire «prima della fine della giornata odierna» se Kiev ordina alle sue «unità nazionaliste di deporre le armi». Così il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, dopo che ieri Zelensky aveva auspicato una cessazione delle ostilità prima della fine di quest’anno. Lo riporta la Tass. Il ministero della Difesa russa continua a lavorare ai piani per rafforzare i confini occidentali per le notizie di «nuovi pericoli» provenienti dalla Nato. L’avanzamento dell’Alleanza verso i confini russi «va avanti da due decenni e sta continuando, e Mosca è consapevole di questo», ha aggiunto Peskov. «Ci stiamo concentrando sulle dichiarazioni del nostro presidente secondo cui l’operazione militare speciale sta procedendo secondo i piani e raggiungendo i suoi obiettivi», ha concluso.

Ore 12:37 - Scholz, G7 incrollabilmente al fianco dell’Ucraina

«Il G7 è al fianco dell’Ucraina in modo incrollabile». Così il cancelliere Olaf Scholz a Elmau, alla conferenza finale del G7. «Serve un piano Marshall per l’Ucraina. Siamo uniti: Putin non deve vincere questa guerra».

Ore 12:38 - Zelensky, riconoscere Russia «Stato sponsor terrorismo»

«La Russia deve essere riconosciuta come uno Stato sponsor del terrorismo». Così su Telegram Zelensky. «Solo terroristi totalmente pazzi, che non dovrebbero avere posto sulla terra, possono lanciare missili contro obiettivi civili», ha aggiunto, chiarendo che «il mondo può e quindi deve fermare il terrore russo».

Ore 12:53 - G7: Cina prema su Mosca per fermare invasione Ucraina

Il G7 invita la Cina a «fare pressione sulla Russia affinché cessi la sua aggressione militare e ritiri immediatamente e incondizionatamente le sue truppe» dall’Ucraina. Lo si legge nella bozza del comunicato finale del vertice di Elmau in cui si ribadisce la necessità di «cooperare» con Pechino «sulle sfide globali, come il clima, la biodiversità e altri importanti temi multilaterali». E ancora, «condanniamo le provocazioni della Russia sull’uso delle armi nucleari».

Ore 13:11 - G7: Macron ribadisce, la Russia non deve vincere

«La Russia non può e non deve vincere» in Ucraina: lo ha ripetuto il presidente francese Macron al termine del G7 in Germania. «Il nostro sostegno all’Ucraina e le nostre sanzioni contro la Russia resteranno per tutto il tempo necessario e con l’intensità necessaria durante i prossimi mesi», ha avvertito il presidente francese. Riferendosi al bombardamento di ieri contro un centro commerciale in Ucraina, ha denunciato «l’atrocità» di questo «nuovo crimine di guerra». E rispondendo ai giornalisti al termine del G7, ha insistito sul fatto che il Cremlino «usa lo sconcerto come elemento del conflitto». Ha inoltre assicurato che il G7 è al lavoro affinché i responsabili siano condannati dalla «giustizia internazionale e ucraina».

Ore 13:17 - Mosca: appello G7 alla Cina è fallimento del mondo liberale (vedi ore 12.53)

L’appello del G7 alla Cina perché faccia pressioni sulla Russia per indurla a porre fine all’invasione «somiglia alla capitolazione del mondo liberale». Così la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, su Telegram.

Ore 13:20 - G7, avanti con costi severi alla Russia per porre fine alla guerra

«Continueremo a imporre costi economici severi e immediati al regime del presidente Putin per la sua ingiustificata guerra di aggressione contro l’Ucraina», per «contribuire a porre fine a questa guerra», «intensificando i nostri sforzi per contrastare i suoi impatti negativi e dannosi, anche al fine di contribuire a garantire energia e sicurezza alimentare a livello e per stabilizzare la ripresa economica». È quanto si legge nella dichiarazione finale del G7.

Ore 13:21 - Stoltenberg: «Vertice di Madrid segna un cambiamento epocale»

«Il vertice di Madrid è fondamentale e segnerà un cambiamento epocale» dando vita «a un nuovo concetto strategico in questo mondo meno prevedibile». Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg in una dichiarazione congiunta con il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez. Stoltenberg ha spiegato che nel vertice di Madrid ci sarà un accordo su «un pacchetto di aiuti completo» per l’Ucraina e «l’auspicio è che ci siano progressi» nel dossier di adesione di Svezia e Finlandia.

Ore 13:29 - Nato: generale Gb, dobbiamo essere pronti a combattere

Il Regno Unito e i suoi alleati «devono essere inequivocabilmente pronti a combattere» se la Russia attaccasse un qualunque Paese membro della Nato. Lo ha detto oggi il generale Patrick Sanders, neo comandante dell’esercito britannico in seno alle forze armate di Sua Maestà, ribadendo concetti già espressi in una lettera agli effettivi posti sotto il suo comando (e rimbalzati sui media internazionali giorni fa) durante un intervento tenuto oggi a un forum organizzato dal Royal United Services Institute (Rusi), un think tank di Londra, sugli scenari di guerra alla luce dell’invasione russa dell’Ucraina: invasione che Sanders ha bollato come la più grave minaccia rivolta all’Occidente dall’epoca di quella della Germania nazista.

«Questo è il nostro momento 1937 - ha tuonato l’alto ufficiale -, noi non siamo in guerra, ma dobbiamo reagire rapidamente in modo da non essere trascinati a combatterne una se falliremo a contenere l’espansione territoriale» frutto della «brutale aggressione» di Mosca. Sanders ha definito «perverso» ogni ipotetico taglio ulteriore dei ranghi dell’esercito britannico nella situazione odierna. Mentre ha evocato, a margine dell’apertura del vertice Nato di Madrid, la necessità di un «deterrente» occidentale forte per «scoraggiare ogni futura» tentazione di «rapina territoriale» rinfacciata al presidente Putin.

Ore 13:40 - Russia: oppositore Yashin condannato a 15 giorni di arresto

Il tribunale distrettuale Khamovnichesky di Mosca ha condannato Ilya Yashin, uno dei principali oppositori russi, a 15 giorni di arresto: lo riferisce Novaya Gazeta Europa citando il canale Telegram di Yashin. Il dissidente è accusato di «disobbedienza alla polizia», ma le accuse nei suoi confronti sono ritenute di matrice politica. Il governo russo sta inasprendo sempre più la repressione del dissenso. A marzo in Russia è pure entrata in vigore una legge che prevede fino a 15 anni di reclusione per la diffusione di informazioni sull’esercito che dovessero essere ritenute «false» dalle autorità russe.

Secondo Yashin - ripreso sempre da Novaya Gazeta Europa - un poliziotto lo accusa di avergli afferrato l’uniforme e di averlo insultato e spintonato. Ma l’oppositore assicura che era seduto su una panchina in un parco di Mosca assieme alla giornalista Irina Babloyan quando tre agenti di polizia gli sono corsi incontro e «lo hanno portato silenziosamente a un’auto con la lettera Z sul parabrezza». Yashin, 38 anni, ha condannato l’invasione dell’Ucraina ordinata da Putin ed è tra le poche figure di spicco dell’opposizione a non aver lasciato la Russia.

Ore 13:56 - Sindaco Kharkiv: «I russi bombardano ogni ora»

La Russia bombarda Kharkiv «ora dopo ora». Lo afferma il sindaco della città ucraina, Ihor Terekhov, che - citato dalla Cnn - denuncia bombardamenti che si sono intensificati negli ultimi giorni con la distruzione di una scuola, con zone industriali nel mirino e un bilancio di almeno cinque feriti. Terekhov ha parlato di bombardamenti al mattino, durante le ore del giorno, nella notte. «Tutto viene dal territorio della Federazione russa, dalla regione di Belgorod», ha detto. L’obiettivo, ha incalzato, «è sterminarci come nazione».

Ore 14:12 - Kiev denuncia arresto sindaco Kherson

Le autorità ucraine hanno denunciato oggi l’arresto del sindaco di Kherson, Igor Kolijaiev, «da parte degli invasori russi». Ad annunciarlo è stato il portavoce delle autorità municipali della città ucraina. «Hanno preso Igor Kolijaiev», ha scritto Halina Liashevska sul suo profilo Twitter senza fornire ulteriori dettagli. Kolijaiev lavorava nell’ufficio che gestisce il trasferimento dei dipendenti comunali che ancora si trovano a Kherson, ha riferito l’agenzia di stampa ucraina Ukrinform.

Ore 14:12 - Macron: «Non definirò Russia Stato sponsor terrorismo» (vedi notizia ore 12.38)

Il presidente francese Macron ha affermato che non avrebbe usato riguardo alla Russia, la «qualifica» di Stato sponsor del terrorismo. Lo riportano i media francesi. «Non abbiamo bisogno di alcuna qualifica per applicare queste sanzioni» contro Mosca, ha detto Macron, rispondendo a una domanda durante la conferenza stampa al termine del vertice del G7. In precedenza Zelensky aveva chiesto che la Russia fosse designata come «Stato sponsor del terrorismo».

Ore 14:17 - Oligarca russo Deripaska: guerra Ucraina errore colossale

L’oligarca russo Oleg Deripaska, già l’uomo più ricco del suo Paese e considerato vicino a Putin, ha definito un «errore colossale» l’invasione dell’Ucraina.

Ore 14:18 - G7: Draghi, sosterremo Ucraina tutto tempo necessario

(Silvia Morosi) «Questo G7 è stato veramente un successo, i nostri Paesi hanno riaffermato piena e grande coesione, grande unità di vedute in particolare per quanto riguarda la guerra in Ucraina e le sue conseguenze». Così il presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa a Elmau alla fine del G7. «Le sanzioni — ha aggiunto — sono necessarie per portare la Russia al tavolo negoziale» perché «non c’è pace se l’Ucraina non riesce a difendersi». Ieri mattina ha proseguito «abbiamo ascoltato Zelensky che ci ha chiesto aiuto nel conflitto e nella ricostruzione. I massacri dei civili continuano e c’è bisogno di proteggere la popolazione», ha continuato, chiarendo come «il G7 sosterrà l’Ucraina per tutto il tempo necessario». Zelensky — ha ricordato — «ha parlato di 5 miliardi al mese di deficit».

Sul grano, invece, Draghi ha sottolineato le frasi del segretario generale dell’Onu Guterres («Siamo oramai vicini al momento della verità» per capire se Ucraina e Russia vorranno sottoscrivere un accordo che permetterà al grano di uscire dai porti) e ha ribadito che la situazione va sbloccata in tempi rapidi per immagazzinare il nuovo raccolto». Le sanzioni contro la Russia sono «essenziali» per arrivare al tavolo della pace. I Paesi del G7 restano comunque «pronti a cogliere spazi negoziali se ce ne saranno». In questi giorni «c’è stato un progresso dei russi costante, una delle cose che ha detto Zelensky è che dovrà partire il contrattacco ed è fiducioso che possa riuscire» (sulla guerra ha anche citato un proverbio africano: «Quando gli elefanti lottano, è l’erba che soffre», ndr).

Quanto alla presenza del presidente Putin al G20, «il presidente indonesiano lo esclude, è stato categorico, non verrà. Potrà succedere un intervento da remoto, vedremo...», ha concluso il presidente del Consiglio, sottolineando come si aspetti «un ampliamento della Nato a Svezia e Finlandia». I Paesi «cercano protezione e riarmamento. Le cose non sono andate come avrebbe voluto Putin». La durata della guerra sta a manifestare il successo della difesa ucraina e del sostegno di G7 e Nato: «È molto difficile fare previsioni sulla durata della guerra in Ucraina. Serve la fermezza al sostegno, poi se c’è margine per i negoziati siamo qui».

Ore 14:19 - Usa: «Vertice Madrid avviene in tempo di guerra, storico»

«La Nato è più unita che mai, questo sarà un vertice storico perché siamo in tempo di guerra». Così il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan in un briefing con la stampa sull’Air Force One diretto a Madrid. «L’Ucraina sarà al centro del dibattito anche alla luce dell’ultimo orribile e brutale attacco della Russia».

Ore 15:08 - Lavrov, invio armi Occidente prolunga conflitto

«Più i Paesi occidentali inviano armi all’Ucraina, più a lungo sarà il conflitto». È l’avvertimento lanciato dal ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, nel corso di una conferenza stampa durante una visita in Turkmenistan.

Ore 15:20 - Kiev, nuovo scambio di prigionieri tra ucraini e russi

Il quartier generale di coordinamento per il trattamento dei prigionieri di guerra dell’Ucraina ha organizzato un altro scambio di prigionieri con la Russia secondo lo schema 17 per 15. Lo ha reso noto - riporta Ukrinform -, la direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino. «Sedici membri dell’esercito ucraino, tra cui due ufficiali e 14 soldati, stanno tornando a casa. Anche un civile è stato rilasciato», si precisa. Cinque delle persone liberate sono gravemente ferite e necessitano di cure immediate, precisa l’agenzia ucraina.

Ore 15:41 - Stoltenberg: «Paghiamo sanzioni ma è prezzo libertà»

Anche i Paesi della Nato, in particolare le Nazioni europee, stanno pagando un prezzo per le sanzioni contro la Russia ma si tratta del «prezzo della libertà». Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, nel discorso introduttivo del vertice di Madrid. Stoltenberg ha negato che il blocco delle esportazioni di cereali ucraini sia frutto delle sanzioni occidentali, come sostiene Mosca, ma ha affermato di «riconoscere che le nostre sanzioni economiche su parte dell’industria e del sistema finanziario russi abbiano ramificazioni globali sui mercati dell’energia». «Gli europei pagano un prezzo, non lo neghiamo, ma è un prezzo molto inferiore di quello che pagheremmo se Putin non fosse contrastato, è il prezzo che paghiamo per la libertà», ha aggiunto Stoltenberg.

Ore 15:43 - Putin è in Tagikistan, primo viaggio da inizio guerra

Il presidente russo Vladimir Putin è arrivato oggi a Dushanbe, capitale del Tagikistan, per la sua prima visita all’estero dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina. Putin, riferisce la Tass, ha in programma colloqui con il suo omologo tagiko, Emomali Rahmon, che riguarderanno affari bilaterali e internazionali, tra cui la situazione nel vicino Afghanistan. Domani Putin partirà per Ashgabad, capitale del Turkmenistan, per partecipare ad un vertice dei Paesi rivieraschi del Mar Caspio: Azerbaigian, Iran, Kazakhstan, oltre agli stessi Turkmenistan e Russia.

Ore 16:13 - Stoltenberg: «Forti rincari, ma il prezzo vero lo paga Kiev»

«Anche i cittadini dei Paesi Nato sentono gli effetti della guerra scatenata da Putin a casa dell’aumento dei prezzi, provocati dall’aumento dei valori energetici, e condivido queste preoccupazioni. Ma dobbiamo mettere tutto in prospettiva. Il prezzo più alto è pagato dall’Ucraina e dagli ucraini, che combattono tutti i giorni». Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg parlando del rischio che le opinioni pubbliche occidentali si stanchino della guerra. «Noi sosteniamo l’Ucraina perché è nel nostro interesse: saremmo più insicuri se Putin vincesse questa guerra».

Ore 16:25 - Zelensky incontra Sean Penn: «Grazie per il sostegno»

«L’attore e regista Sean Penn sta girando un documentario sulla guerra in Ucraina. Dal primo giorno dell’invasione è stato a Kiev e ha visto con i suoi occhi cos’è l’aggressione russa. Il mondo intero sarà presto in grado di vedere tutta la verità sulla guerra grazie al suo film. Sean, grazie per il supporto del nostro stato e del nostro popolo!». Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo avere incontrato l’attore e regista. Lo riferisce Ukrinform. Sean Penn si è recato a Kiev per la seconda volta durante la guerra. L’attore sta girando un documentario sulla guerra russo-ucraina e ha già visitato Bucha e Irpin per vedere di persona le conseguenze delle atrocità russe.

Ore 16:36 - Raid russi su Dnipro e Mykolaiv: «Non lasciate i rifugi»

Raid aerei e d'artiglieria russi sono in corso a Dnipro, nell'Ucraina centrale lungo le rive del fiume Dnepr, e a Mykolaiv, a sud, dove i residenti hanno segnalato diverse esplosioni. L'allarme è stato confermato dal sindaco di Dnipro, Boris Fitalov, secondo Unian. «Non lasciamo i rifugi. Non pubblichiamo foto o video», ha detto in un messaggio ai cittadini.

Ore 16:46 - Cremlino: non è Draghi a decidere se Putin andrà al G20

Il presidente russo Vladimir Putin ha «ricevuto l'invito per il vertice del G20», «non è il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi a decidere sulla partecipazione di Putin al vertice». Lo ha detto il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, citato dalla Tass. Parlando in conferenza stampa al termine del vertice G7 in Germania, Draghi ha affermato che il presidente indonesiano Widodo ha escluso la partecipazione in presenza di Putin al summit G20. «E' stato categorico: non verrà. In presenza non ci sarà. Non so quel che può succedere, forse un intervento da remoto. Vedremo», ha dichiarato Draghi.

Ore 17:21 - Usa annunciano nuove sanzioni contro Mosca, difesa e oro nel mirino

Il dipartimento del Tesoro Usa ha annunciato l'implementazione delle nuove sanzioni contro la Russia, decise dai leader del G7. Le ultime azioni, che prendono di mira l'industria militare e le importazioni di oro da Mosca, «colpiscono al cuore della capacità della Russia di sviluppare e impiegare armi e tecnologie utilizzate nella brutale guerra di aggressione di Vladimir Putin contro l'Ucraina», si legge in una nota. Le sanzioni vanno a colpire l'azienda di Stato Rostec e altre aziende vitali per il settore della difesa russo. Colpite anche alcune unità militari e ufficiali e funzionari coinvolti nel conflitto in Ucraina.

Ore 17:29 - Kiev: rimosse 80% macerie centro commerciale Kremenchuk

I soccorritori hanno rimosso cica l'80% delle macerie del centro commerciale distrutto ieri da un attacco missilistico russo a Kremenchuk, nella regione di Poltava, nell'Ucraina centrale. Lo ha riferito il capo dei servizi d'emergenza Serhiy Kruk, citato da Ukrinform. Il bombardamento ha provocato almeno 20 morti e 59 feriti, mentre circa 40 persone risultano ancora disperse.

Ore 17:32 - In Italia arrivati 141.562 profughi

Sono 141.562 i profughi ucraini arrivati in Italia: 74.771 donne, 22.071 uomini e 44.720 minori. Le destinazioni principali, secondo quanto riportano i dati del Viminale, sono Milano, Roma, Napoli e Bologna.

Ore 17:33 - Kiev, bilancio raid russi di ieri a Kharkiv salito a 9 morti

È salito a nove morti e 29 feriti, tra cui 5 bambini, il bilancio dei raid russi di ieri sulla regione nordorientale ucraina di Kharkiv. Lo ha riferito il capo del dipartimento investigativo della polizia regionale, Serhiy Bolvinov, citato da Ukrinform. Fino a ieri sera erano state confermate 4 vittime.

Ore 17:58 - Kiev, identificati altri 2 comandanti russi colpevoli di crimini

I servizi di sicurezza dell’Ucraina hanno affermato di aver identificato altri due comandanti dell’esercito russo che hanno ordinato le brutali torture e l’esecuzione di almeno cinque civili nella regione di Kiev. Si tratta del comandante del battaglione, il maggiore Maxim Krasnoshchokov, e il vice comandante della compagnia, il maggiore Alexander Vasiliev, accusati di aver diretto le azioni di unità di Mosca durante l’occupazione temporanea del villaggio di Peremoha. Lo riferisce l’Ukrainska Pravda.

Ore 17:47 - Biden: «La Nato è la principale arma che abbiamo contro la Russia. Con Sanchez discusso di più navi Usa in Spagna»

«La sicurezza transatlantica è la principale arma che abbiamo per difenderci dalla Russia». Lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, in una dichiarazione congiunta con il premier spagnolo, Pedro Sanchez, al termine di un colloquio bilaterale durato circa un’ora a La Moncloa. Ora Biden si recherà al Palazzo Reale per essere ricevuto dal re Felipe VI.

Nella conferenza stampa con Pedro Sanchez Joe Biden ha detto di aver discusso con il premier spagnolo di un accordo per aumentare il numero di navi da guerra Usa presenti in Spagna, in particolare alla base navale di Rota.

Ore 18:10 - Nato, Johnson: difficile il sì della Turchia su Svezia-Finlandia

È «difficile» convincere la Turchia sull’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato. Lo afferma il premier britannico dice Boris Johnson a Madrid per il vertice dell’Alleanza. 

Ore 18:23 - Sanchez: da Putin assalto frontale ai nostri valori

Il presidente russo, Vladimir Putin, con l’invasione dell’Ucraina ha commesso «una violazione del diritto internazionale» e «un attacco frontale ai nostri valori condivisi». Sono le parole del primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, in una dichiarazione congiunta con il presidente Biden, al termine del loro vertice bilaterale a La Moncloa. Scopo del summit Nato in corso a Madrid, ha detto Sanchez, «è affermare la nostra difesa dell’ordine internazionale basato sulle regole».

Ore 19:02 - Kiev: 6 missili su Dnipro, si scava tra le macerie

Le forze russe hanno lanciato questo pomeriggio sei missili da crociera Kalibr contro la regione di Dnipro, nell’Ucraina centrale, quattro dei quali sono stati abbattuti dalla contraerea di Kiev, mentre due hanno distrutto un’infrastruttura ferroviaria e una fabbrica e una stazione di servizio ha preso fuoco. Lo ha riferito il governatore della regione di Dnipropetrovsk, Valentyn Reznichenko, citato da Ukrinform, precisando che i soccorritori sono al lavoro nel luogo degli attacchi e si scava tra le macerie in cerca di persone rimaste eventualmente intrappolate.

Ore 19:11 - Governatore Lugansk: a Lysychansk niente acqua, luce e gas

A Lysychansk non ci sono acqua, luce e gas. È quanto riferisce su Telegram il governatore della regione di Lugansk, Sergei Gaidai. Dopo gli attacchi a Lysychansk tutti i feriti sono stati ricoverati negli ospedali di Kramatorsk.

Ore 19:21 - Kiev, nessun sopravvissuto tra macerie centro commerciale

Non ci sono altri sopravvissuti sotto le macerie del centro commerciale di Kremenchuk, nell’Ucraina centrale, colpito ieri da un attacco missilistico russo. Lo ha riferito il ministro dell’Interno di Kiev, Denys Monastyrsky, citato da Ukrinform. Secondo l’ultimo bilancio ufficiale, le vittime accertate sono almeno 20.

 Ore 19:27 - Comandante Azov: riconsegnati 46 corpi dai russi, 21 erano combattenti Azovstal

«Sono stati riconsegnati in Ucraina 46 corpi di combattenti ucraini: 21 di loro erano difensori di Azovstal e tra di loro anche i nostri fratelli del reggimento Azov. I corpi saranno portati a Kiev per l’identificazione». Lo riferisce su Telegram Maksym Zhorin, comandante dell’unità Azov della regione di Zaporizhzhia.

Ore 19:51 - Cnn, Zelensky interverrà al Consiglio di sicurezza Onu

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky interverrà oggi alla riunione del Consiglio di sicurezza Onu, convocata d’emergenza dopo l’attacco missilistico russo di ieri contro un affollato centro commerciale in Ucraina. lo ha riferito due fonti diplomatiche alla Cnn.

Ore 20:12 - La Lituania vara la legge che vieta l’importazione di gas russo

Il Parlamento lituano ha approvato una legge che vieta l’importazione di gas russo, un ulteriore passo in avanti verso l’indipendenza del Paese baltico nei confronti dell’energia russa. In primavera, la Lituania, membro dell’Ue e della Nato, ha cessato di acquistare gas russo. La legge autorizza tuttavia l’utilizzo delle infrastrutture del Paese ai fornitori russi che trasportano gas verso Kaliningrad.

Ore 20:23 - Via libera della Turchia per l’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato

La Turchia ritira il veto per l’ingresso nella Nato di Svezia e Finlandia. I tre Paesi hanno firmato un memorandum d’intesa a Madrid. La firma è avvenuta alla presenza del segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, del presidente finlandese Sauli Niinisto e della premier svedese Margaret Andersson, al termine di una riunione durata quasi quattro ore.

La Turchia «ha avuto quello che chiedeva» dai colloqui con Svezia e Finlandia sulla loro adesione alla Nato: ha ottenuto la «piena cooperazione» da Helsinki e Stoccolma contro il PKK e i suoi alleati.

Ore 20:52 - Stoltenberg: con Svezia-Finlandia nella Nato tutti più sicuri

«La politica delle porte aperte della Nato è un successo, abbiamo mostrato di saper risolvere i problemi attraverso le negoziazioni, con l’ingresso di Svezia e Finlandia nell’alleanza saremo tutti più sicuri». Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, precisando che i dettagli del memorandum saranno presto firmati, compreso l’accordo sulle estradizioni, che rispetterà gli standard europei.

Ore 21:00 - P. Chigi: il sì a Svezia e Finlandia, il vertice parte bene

«Finalizzato il Nuovo Concetto Strategico della Nato (con il sì della Turchia all’entrata di Svezia e Finlandia, ndr). Il vertice di domani parte bene». Lo fa sapere una nota di palazzo Chigi.

Ore 21:08 - Sei membri del Consiglio Onu condannano l’attacco di Kremenchuk

Sei membri del Consiglio di Sicurezza Onu (Usa, Gran Bretagna, Francia, Norvegia, Irlanda e Albania), insieme all’Ucraina, hanno «condannato» gli attacchi contro i civili a Kremenchuk. I sei hanno riaffermato il «pieno sostegno all’indipendenza e integrità territoriale dell’Ucraina, condannando l’intensificazione degli attacchi missilistici della Russia che prendono di mira infrastrutture civili e aree residenziali». Hanno poi condannato anche qualsiasi violazione delle leggi umanitarie internazionali e ribadito l’appello a rispettare la Convenzione di Ginevra.

Ore 22:00 - Kiev, un civile ucciso e 8 feriti in raid russi sul Donetsk

È di un civile ucciso e altri 8 feriti il bilancio dei bombardamenti russi di oggi sulla regione orientale ucraina di Donetsk. Lo ha riferito il governatore Pavlo Kyrylenko, citato dall’Ukrainska Pravda, precisando che i raid hanno colpito la località di Avdiivka. Inoltre, un civile è morto dopo essere stato ricoverato in ospedale a Kramatorsk insieme ad altre sette persone per le ferite riportate in precedenti attacchi nella vicina regione di Lugansk.

Ore 22:01 - Zelensky all’Onu: inviare commissione di inchiesta a Kremenchuk

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha suggerito all’Onu di inviare una commissione d’inchiesta a Kremenchuk per indagare sugli attacchi missilistici contro i civili. Lo ha detto partecipando in video conferenza alla riunione del Consiglio di Sicurezza sull’Ucraina. Il leader ha chiesto anche un minuto di silenzio per le vittime.

Zelensky ha ribadito ancora una volta che la Russia non ha il diritto di rimanere nel Consiglio di sicurezza dell’Onu. «In qualsiasi altra parte del mondo un’organizzazione come la Russia che prende di mira i civili verrebbe indicata come terrorista. Chi di voi non è d’accordo sul fatto che prendere di mira i civili e le infrastrutture civili da parte della Russia sia terrorismo?».

Ore 23:53 - Zelensky: finora 2.811 missili hanno colpito le nostre città

«Da stasera, il numero totale di missili russi che hanno colpito le nostre città è già 2.811. Quante altre bombe aeree, quanti proiettili di artiglieria? Oggi, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si è levato in piedi e ha onorato la memoria di tutti gli ucraini uccisi. I membri della delegazione russa hanno guardato indietro tutti i presenti nella sala del Consiglio e hanno anche deciso di alzarsi in piedi, solo per non sembrare dei veri e propri assassini. Ma tutti sanno che è il terrore russo che sta uccidendo persone innocenti in questa guerra contro il popolo ucraino». Sono queste le parole del presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un video serale.

Ucraina, attacco al centro commerciale a Kremenchuk: urla e gente a terra mentre piovono i missili russi. Il Tempo il 28 giugno 2022

Almeno 18 morti e 40 feriti a Kremenchuk, nell'Ucraina centrale, nel bombardamento russo su un centro commerciale affollato da un migliaio di persone. "C'è qualcuno vivo?", si sente gridare dentro il mall, un ragazzo cerca disperatamente la madre. Il video, diffuso sui social, girato con un cellulare all'interno della struttura.

L'attacco arriva mentre i leader del G7, riuniti nella 'war room' a vetri del castello di Elmau che dà sulle Alpi bavaresi, in collegamento video con Volodymyr Zelensky, assicurano al presidente ucraino il loro sostegno "per tutto il tempo necessario". Dunque armi pesanti, sistemi anti-aereo, nuove sanzioni, tetto al prezzo del petrolio ed embargo dell'oro (anche se su questi due temi gli sherpa tratteranno tutta la notte). La reazione di Vladimir Putin è immediata, due missili fanno saltare in aria un centro commerciale di Kremenchuk, nel centro del Paese provocando almeno una decina di morti. I sette grandi affidano al padrone di casa la replica, tanto netta quanto fredda: le relazioni con Mosca "sono danneggiate in modo permanente", dice chiaro Olaf Scholz. Di più. "Non potranno tornare a essere come prima della guerra", scandisce. Ma intanto in Ucraina i civili continuano a morire.

Missili su centro commerciale Kremenchuk, il video e l’onda d’urto terrificante: chi si tuffa nel lago, chi sbatte a terra. Redazione su Il Riformista il 28 Giugno 2022. 

Chi si tuffa nel laghetto artificiale, chi prende in braccio il figlioletto e corre a ripararsi dietro un albero, chi fugge nella direzione opposta alle esplosioni provando a evitare schegge e detriti che piovono dal cielo. Sono i momenti di panico, immortalati in un video, immediatamente successivi all’attentato al centro commerciale di Kremenchuk, cittadina situata nella zona sud-est dell’Ucraina, a circa 250 km dalla capitale Kiev, avvenuto lunedì 27 giugno. Struttura devastata da due missili russi (con il Cremlino che nega ogni responsabilità) con un bilancio delle vittime ancora provvisorio: si parla di almeno 20 persone uccise, 60 ferite e circa 40 disperse.

Le telecamere di sicurezza di un parco pubblico poco distante dal centro commerciale hanno ripreso il momento dell’esplosione da diverse angolazioni. Scene di panico di una tranquilla giornata d’estate sconvolta da un attacco inspiegabile e gratuito che testimonia, se ancora ve ne fosse bisogno, l’orrore e l’imprevedibilità della guerra, con la Russia che ha colpito a chilometri di distanza dal Donbass, zona dove si combatte da settimane. L’onda d’urto dell’esplosione ha una potenza pazzesca che sbatte letteralmente a terra le persone che camminano nel parco a poca distanza dal luogo della strage. Anche gli uccelli impazziscono e volano in modo confuso tra le schegge.

”Ci ha sconvolto un evento di proporzioni senza precedenti: nella nostra regione di Poltava, nella città di Kremenchuk, un attacco missilistico ha distrutto un centro commerciale con circa mille persone all’interno. Questo è il più grande attacco terroristico in Europa degli ultimi decenni” sottolinea l’arcivescovo di Kiev nel 125esimo giorno di guerra in Ucraina.

Secondo il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, il centro commerciale “ha preso fuoco a causa dell’esplosione di munizioni che si trovavano all’interno di un magazzino nelle vicinanze colpito dalle forze russe”. Le forze russe, sottolinea secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa ‘Tass, “hanno bombardato l’hangar, dove erano depositate armi e munizioni europee e americane. Con l’esplosione delle munizioni un centro commerciale vuoto nelle vicinanze ha preso fuoco”.

Missili russi su centro commerciale a Kremenchuk, 18 i morti nel raid ma Mosca nega tutto: “Colpito deposito armi USA e UE”. Redazione su Il Riformista il 27 Giugno 2022 

Rischia di essere una delle peggiori stragi dall’inizio del conflitto in Ucraina quella di Kremenchuk, città che si trova nella regione di Poltava, nella zona centrale del paese, dove due missili russi hanno colpito un centro commerciale.

Il timore di molte vittime deriva dalle parole del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che nel commentare l’attacco russo, avvenuto contro una struttura non militare nel pomeriggio di lunedì e ben lontana dal Donbass epicentro del conflitto, ha sottolineato che al suo interno c’erano “più di mille civili”.

Dopo il raid, il mall è andato in fiamme, “i soccorritori stanno lottando per spegnere l’incendio”, ha aggiunto il presidente ucraino, che ha ammesso come “il numero delle vittime è impossibile da immaginare”. Zelensky ha anche rimarcato come il centro commerciale costituiva “nessun pericolo per l’esercito russo” e non aveva “nessun valore strategico” per ambo le parti.

Come riporta il sito Ukrinform, la superficie del centro commerciale a Kremenchuck è di 10.300 metri quadrati. Sul luogo, ci sono attualmente 115 Vigili del Fuoco impegnati nello spegnimento delle fiamme, e 20 unità di mezzi impegnate nei soccorsi.

Un primo bilancio provvisorio parla di 18 morti e almeno 59 feriti, di cui 25 ricoverati in ospedale: a riferirlo è stato il capo dei servizi di emergenza dell’Ucraina, Sergiy Kruk, su Telegram. Il governatore della Regione, Dmytro Lunin, ha invece riferito che al momento sono ancora 36 i dispersi dopo l’attacco missilistico, con i soccorritori che stanno scavando tra la macerie.

Il sindaco della città, Vitaly Maletsky, ha espresso il proprio sgomento per l’accaduto sulla sua pagina Facebook: “L’attacco missilistico su Kremenchuk è avvenuto in un luogo molto affollato, che è al 100% irrilevante per le ostilità. Ci sono morti e feriti“.

Sui social circolano foto e video dell’attacco russo al centro commerciale. Tra questi uno pubblicato da Anton Geraschenko, consigliere del ministero dell’Interno di Kiev, in cui si vede un uomo che corre tra le macerie dell’edificio in fiamme per una quarantina di secondi, finché non riesce a uscirne. Il video, presumibilmente girato con un telefono cellulare, mostra alcune parti della struttura devastata dal bombardamento.

Durissimo il commento del consigliere del presidente ucraino, Mykhailo Podolyak, che accusa la Russia di aver “colpito deliberatamente un centro commerciale, con più di mille civili all’interno. A metà giornata. Solo perché vuole uccidere. Per riempire tutto di sangue ucraino. La Russia è uno stato terrorista. La guerra più disgustosa”.

“L’attacco della Russia sui civili nel centro commerciale” in Ucraina “è crudele. Siamo a fianco del popolo ucraino“. A condannare l’attacco a Kremenchuck è anche il presidente Usa Joe Biden, sottolineando che gli Stati Uniti insieme ai partner e agli alleati “continueranno a ritenere responsabile la Russia di queste atrocità“.

Alle accuse di Kiev e dell’Occidente, ha risposto questa mattina mattina il ministero della Difesa russo, che ha negato il bombardamento sul centro commerciale. Il ministero, citato dalle agenzie di Mosca, ha affermato invece che un “missile di precisione” ha colpito un deposito in cui erano stoccate armi inviate dagli Usa e dall’Europa provocando un incendio che poi si è propagato al vicino centro commerciale, che ieri “era chiuso“.

Zelensky: «Russia Stato terrorista». Svezia e Finlandia nella Nato: sì anche dalla Turchia. Lorenzo Cremonesi e Andrea Nicastro su Il Corriere della Sera il 29 Giugno 2022.

Le notizie di mercoledì 29 giugno sulla guerra, in diretta. Il bilancio di Zelensky: già 2.811 missili russi hanno colpito le nostre città dall’inizio dell’invasione russa

• La guerra in Ucraina è arrivata al 126esimo giorno.

• Via libera della Turchia per l’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato, la firma a Madrid. Biden: «La Nato è l’arma principale contro la Russia».

• Le forse ucraine resistono ancora a Lysychansk e si combatte a Kherson. I russi bombardano Dnipro, Kharkiv e Mykolaiv.

• Nell’amministrazione americana crescono i dubbi sulla capacità di Kiev di riconquistare i territori perduti.

• Zelensky ha incontrato ieri Sean Penn: «Grato per il sostegno».

• Non sono stati trovati sopravvissuti sotto le macerie del centro commerciale a Kremenchuk colpito lunedì: i morti sono almeno 20, decine i feriti.

• L’Onu e lo sblocco di grano e orzo: «Vicini al momento della verità».

• Medvedev: «La Nato in Crimea? Sarebbe Terza Guerra mondiale».

Ore 20:23 - Via libera della Turchia per l’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato

La Turchia ritira il veto per l’ingresso nella Nato di Svezia e Finlandia. I tre Paesi hanno firmato un memorandum d’intesa a Madrid. La firma è avvenuta alla presenza del segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, del presidente finlandese Sauli Niinisto e della premier svedese Margaret Andersson, al termine di una riunione durata quasi quattro ore.

La Turchia «ha avuto quello che chiedeva» dai colloqui con Svezia e Finlandia sulla loro adesione alla Nato: ha ottenuto la «piena cooperazione» da Helsinki e Stoccolma contro il PKK e i suoi alleati.

Ore 21:08 - Sei membri del Consiglio Onu condannano l’attacco di Kremenchuk

Sei membri del Consiglio di Sicurezza Onu (Usa, Gran Bretagna, Francia, Norvegia, Irlanda e Albania), insieme all’Ucraina, hanno «condannato» gli attacchi contro i civili a Kremenchuk. I sei hanno riaffermato il «pieno sostegno all’indipendenza e integrità territoriale dell’Ucraina, condannando l’intensificazione degli attacchi missilistici della Russia che prendono di mira infrastrutture civili e aree residenziali». Hanno poi condannato anche qualsiasi violazione delle leggi umanitarie internazionali e ribadito l’appello a rispettare la Convenzione di Ginevra.

Ore 22:00 - Kiev, un civile ucciso e 8 feriti in raid russi sul Donetsk

È di un civile ucciso e altri 8 feriti il bilancio dei bombardamenti russi di oggi sulla regione orientale ucraina di Donetsk. Lo ha riferito il governatore Pavlo Kyrylenko, citato dall’Ukrainska Pravda, precisando che i raid hanno colpito la località di Avdiivka. Inoltre, un civile è morto dopo essere stato ricoverato in ospedale a Kramatorsk insieme ad altre sette persone per le ferite riportate in precedenti attacchi nella vicina regione di Lugansk.

Ore 22:01 - Zelensky all’Onu: inviare commissione di inchiesta a Kremenchuk

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha suggerito all’Onu di inviare una commissione d’inchiesta a Kremenchuk per indagare sugli attacchi missilistici contro i civili. Lo ha detto partecipando in video conferenza alla riunione del Consiglio di Sicurezza sull’Ucraina. Il leader ha chiesto anche un minuto di silenzio per le vittime.

Zelensky ha ribadito ancora una volta che la Russia non ha il diritto di rimanere nel Consiglio di sicurezza dell’Onu. «In qualsiasi altra parte del mondo un’organizzazione come la Russia che prende di mira i civili verrebbe indicata come terrorista. Chi di voi non è d’accordo sul fatto che prendere di mira i civili e le infrastrutture civili da parte della Russia sia terrorismo?».

Ore 23:53 - Zelensky: finora 2.811 missili hanno colpito le nostre città

«Da stasera, il numero totale di missili russi che hanno colpito le nostre città è già 2.811. Quante altre bombe aeree, quanti proiettili di artiglieria? Oggi, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si è levato in piedi e ha onorato la memoria di tutti gli ucraini uccisi. I membri della delegazione russa hanno guardato indietro tutti i presenti nella sala del Consiglio e hanno anche deciso di alzarsi in piedi, solo per non sembrare dei veri e propri assassini. Ma tutti sanno che è il terrore russo che sta uccidendo persone innocenti in questa guerra contro il popolo ucraino». Sono queste le parole del presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un video serale.

Ore 03:05 - Nato: Johnson ad alleati, «aumentare spesa per difesa»

Il primo ministro britannico Boris Johnson solleciterà i suoi alleati della Nato, al vertice di Madrid, ad aumentare la spesa per la difesa in risposta all’invasione russa dell’Ucraina: lo ha affermato ieri il suo staff. «Abbiamo bisogno di alleati, tutti gli alleati per garantire la difesa nel prossimo decennio», dirà oggi Johnson al summit secondo quanto dichiarato dal suo ufficio in una nota. Sul volo per Madrid, il primo ministro britannico ha affermato che è necessario «un confronto all’interno della Nato» su un nuovo obiettivo per gli investimenti nella difesa dopo il 2024. La Nato «deve adattarsi per far fronte a nuove e crescenti minacce» con «investimenti a lungo termine» e con la disponibilità «ad aumentare la spesa per la difesa per adattarsi alle crisi e ai bisogni urgenti», ha sottolineato il governo britannico in una nota.

Ore 06:58 - Draghi, è scontro con Mosca sulla partecipazione al G20

(Alessandro Trocino da Prima Ora) «Quando gli elefanti lottano è l’erba che soffre». Mario Draghi cita un proverbio africano che può servire per dare una morale a questo vertice G7 che si tiene in Germania, al quale partecipano anche Paesi cosiddetti «minori»: dall’Argentina al Sudafrica, dall’Indonesia al Senegal, sino all’India. Tutti, dice il premier, con un atteggiamento «abbastanza neutrale» sulla guerra, anche perché finora «non sono stati avvicinati, mentre invece vorrebbero essere coinvolti». L’insegnamento del proverbio - scrive l’inviato Marco Galluzzo - può dunque essere declinato così, come dice Draghi: «Se i Paesi si sentono erba, soffrono. Ed è difficile chiedere loro di prendere parte». 

Discorso che in qualche modo riguarda anche l’Indonesia, che a ottobre ospiterà il G20 e dovrà conciliare la presenza della Russia con quella degli altri Stati. Un tema molto sensibile, tanto che si crea uno scontro imprevisto. Per il nostro premier «il presidente indonesiano Widodo esclude la presenza di Putin al G20. Con noi è stato categorico», Putin «non verrà, magari farà un intervento da remoto». I russi replicano dicendo che «non spetta a Draghi decidere. Probabilmente ha dimenticato che non è più il presidente del G20, l’invito a Putin è stato ricevuto e accettato». L’ambasciatore Sergey Razov aggiunge: «La maggior parte delle aziende italiane, nonostante le pressioni, continua a lavorare sul mercato russo». 

Secondo quanto sostiene il premier, scrive Galluzzo, i giorni trascorsi in Germania hanno centrato gli obiettivi. Draghi teneva più di tutto a rafforzare un percorso di avvicinamento a un price cap sul gas: ci è riuscito, la Commissione europea avrà un passo più spedito nel lavorare a una proposta e anche i ministri dell’Energia del G7 studieranno con urgenza meccanismi efficaci per mettere un tetto al prezzo di tutti gli idrocarburi russi. 

Il vertice G7 

• Unità Il messaggio più importante lanciato dal G7 che si è chiuso ieri sulle Alpi bavaresi, scrive Paolo Valentino, è che l’Occidente rimarrà unito nel suo sostegno politico e militare all’Ucraina «per tutto il tempo che sarà necessario» e continuerà «a imporre costi economici severi e immediati» alla Russia. «Vladimir Putin non deve vincere questa guerra», ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz, secondo il quale la sola via d’uscita al conflitto è che il leader del Cremlino accetti il suo fallimento. 

• Price Cap Sul piano concreto, però, le nuove misure sono ancora allo studio. In particolare, quella di un price cap, il tetto al prezzo d’acquisto degli idrocarburi russi, accettato in principio nel comunicato finale, ma ancora tutto da definire nei dettagli pratici e nella fattibilità tecnica. Il price cap potrebbe essere imposto sia sul petrolio, come proposto dagli Stati Uniti, che sul gas, richiesta avanzata da tempo da Mario Draghi. L’idea è quella di impedire a Mosca di approfittare degli aumenti dei prezzi dell’energia innescati dalla guerra in Ucraina. Anche sul bando all’importazione di oro dalla Russia occorrerà ancora attendere che la misura, già fatta propria da Usa, Canada, Regno Unito e Giappone, venga adottata all’unanimità dall’Unione europea. 

• La fame nel mondo I leader dei 7 Paesi si sono impegnati a stanziare 4,5 miliardi di dollari per lottare contro la fame nel mondo. Una cifra che le organizzazioni umanitarie considerano del tutto inadeguata, visto che il World Food Program dell’Onu fissa a oltre 21 miliardi di dollari il minimo necessario per quest’anno. • Grano e cereali Sul fronte dei prezzi crescenti del grano e dei cereali, secondo il premier Draghi, la Russia avrebbe accettato il coinvolgimento a tre di Ucraina, Turchia e Onu nell’operazione per fare uscire dai porti ucraini le navi cariche di materie prime.

Ore 07:20 - Zelensky chiede l’esclusione della Russia dal Consiglio di sicurezza dell’Onu: stato terrorista

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha chiesto di escludere la Russia dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e di sospendere la sua partecipazione all’Assemblea generale dell’organizzazione. Secondo il capo di Stato ucraino, l’articolo 6 della Carta dell’Onu afferma chiaramente che qualsiasi membro delle Nazioni Unite che violi i principi stabiliti nella Carta può essere espulso dall’organizzazione con una decisione dell’Assemblea Generale. 

«Sebbene la Russia violi i principi di base dell’Onu e dell’ordinamento giuridico internazionale, non è ancora perseguita, è presente nelle agenzie dell’Onu e gode dei privilegi del Consiglio di sicurezza dell’Onu», ha affermato Zelensky, parlando ieri sera in videocollegamento in una riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Secondo il presidente ucraino, «la Russia non ha il diritto di partecipare alle discussioni e alle votazioni dell’organizzazione sulla guerra in Ucraina, che non ne è provocata e ha un carattere coloniale». «Vi esorto a privare lo Stato terrorista dei suoi poteri nell’Assemblea generale delle Nazioni Unite: è necessario, è giusto. La Russia non ha il diritto di rimanere nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite», ha affermato Zelensky.

Ore 07:33 - L’attacco al centro commerciale di Kremenchuk

Un tweet del The Kyiv Independent riprende un video del presidente Zelensky che mostra l’attacco missilistico al centro commerciale di Kremenchuk.

Zelensky: "Contro di noi 2.811 missili russi". Si continua a combattere nel Donbass. Mauro Indelicato su Inside Over il 28 giugno 2022.

Mentre adesso Mosca prova ad avanzare verso Lysychansk, il presidente ucraino Zelensky rende noto il numero dei missili finora usati contro l'Ucraina

A preoccupare maggiormente i comandi dell'esercito dell'Ucraina sono adesso i bombardamenti, prima ancora che i combattimenti. Nuova notte di raid infatti in tutto il Paese, anche nelle zone occidentali e nelle province più distaccate dal Donbass. A renderlo noto è stato, nel suo oramai consueto discorso notturno su Telegram, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Da questa sera - ha detto - il numero totale di missili russi che hanno colpito le nostre città è già pari a 2.811. E quante altre bombe aeree, quanti proiettili di artiglieria?"

La battaglia nel Donbass

Esplosioni e sirene antiaeree hanno contraddistinto le ultime ore ucraine. Ma l'attenzione principale è ovviamente puntata sulle regioni orientali. Finita la battaglia per Severodonetsk, i russi si sono ulteriormente avvicinati a Lysychansk. Si tratta della città “gemella” di Severodonetsk, l'ultima dell'oblast di Lugansk ancora in mano alle forze di Kiev.

Controllarla è importante perché il centro è situato in una delle poche alture della zona. Dunque chi ha in mano la cittadina ha il totale controllo del fuoco su tutta la regione. La caduta di Lysychansk, non così lontana secondo molti analisti, darebbe a Mosca e ai separatisti filorussi il controllo totale della regione di Lugansk. Circostanza che, stando a quelli che sono ufficialmente segnati come obiettivi del Cremlino, porterebbero i russi al 50% del compimento della missione. Lugansk infatti è una delle due province, assieme a quella di Donetsk, rivendicata da Mosca e dai filorussi.

Nella notte lungo il fronte sono stati segnalati nuovi scambi di colpi di artiglieria. È probabile comunque che ucraini e russi vogliano evitare, a differenza di quanto dichiarato da alcune fonti nei giorni scorsi, scontri strada per strada. Dunque è possibile una strategia volta a circondare, da parte di Mosca, i combattenti di Kiev presenti a Lysychansk.

Si combatte anche in altri fronti, seppur in modo meno intenso. A Slovjansk ad esempio, nonostante i russi martellino la zona, non si sta assistendo a una vera e propria avanzata. Mosca sta studiando le difese ucraine presenti nella regione. Slovjansk, assieme a Kramatorsk, è una delle altre città controllate da Kiev su cui russi e separatisti di Donetsk da tempo hanno messo gli occhi.

La conta dei danni per i bombardamenti

Intanto in altre città si fa la conta dei danni. A Dnipro ad esempio, dopo che tra ieri pomeriggio e ieri sera sei missili sono stati sparati contro la città e tre di questi hanno parzialmente distrutto alcune stazioni della metropolitana. Anche a Kharkiv la gente fa la conta dei raid, gli ultimi sono stati segnalati nella regione limitrofa in nottata. Già poco dopo la mezzanotte erano in azione gli allarmi antiaerei e intorno l'una di notte diversi cittadini hanno postato sui social le immagini di vasti incendi che hanno fatto seguito al rumore di intense esplosioni. A Sumy invece, nel nord dell'Ucraina, almeno due cittadini sono morti a causa di un raid in una località non lontana dal confine russo.

Ucraina Russia, news sulla guerra del 29 giugno. Putin: obiettivo liberare il Donbass. Lorenzo Cremonesi, Andrea Nicastro, Paolo Foschi e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 29 Giugno 2022.

Le notizie di mercoledì 29 giugno sulla guerra, in diretta. Il bilancio di Zelensky: già 2.811 missili russi hanno colpito le nostre città dall’inizio dell’invasione russa

• La guerra in Ucraina è arrivata al 126esimo giorno.

• Via libera della Turchia per l’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato, la firma a Madrid. Biden: «La Nato è l’arma principale contro la Russia».

• Le forse ucraine resistono ancora a Lysychansk e si combatte a Kherson. I russi bombardano Dnipro, Kharkiv e Mykolaiv.

• Nell’amministrazione americana crescono i dubbi sulla capacità di Kiev di riconquistare i territori perduti.

• Zelensky ha incontrato ieri Sean Penn: «Grato per il sostegno».

• Non sono stati trovati sopravvissuti sotto le macerie del centro commerciale a Kremenchuk colpito lunedì: i morti sono almeno 20, decine i feriti.

• L’Onu e lo sblocco di grano e orzo: «Vicini al momento della verità».

• Medvedev: «La Nato in Crimea? Sarebbe Terza Guerra mondiale».

Ore 20:23 - Via libera della Turchia per l’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato

La Turchia ritira il veto per l’ingresso nella Nato di Svezia e Finlandia. I tre Paesi hanno firmato un memorandum d’intesa a Madrid. La firma è avvenuta alla presenza del segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, del presidente turco Erdogan, del presidente finlandese Sauli Niinisto e della premier svedese Margaret Andersson, al termine di una riunione durata quasi quattro ore. La Turchia «ha avuto quello che chiedeva» dai colloqui con Svezia e Finlandia sulla loro adesione alla Nato: ha ottenuto la «piena cooperazione» da Helsinki e Stoccolma contro il PKK e i suoi alleati.

Ore 21:08 - Sei membri del Consiglio Onu condannano l’attacco di Kremenchuk

Sei membri del Consiglio di Sicurezza Onu (Usa, Gran Bretagna, Francia, Norvegia, Irlanda e Albania), insieme all’Ucraina, hanno «condannato» gli attacchi contro i civili a Kremenchuk. I sei hanno riaffermato il «pieno sostegno all’indipendenza e integrità territoriale dell’Ucraina, criticando l’intensificazione degli attacchi missilistici della Russia che prendono di mira infrastrutture civili e aree residenziali». Si sono, poi, espresse contro qualsiasi violazione delle leggi umanitarie internazionali e ribadito l’appello a rispettare la Convenzione di Ginevra.

 Ore 22:00 - Kiev, un civile ucciso e 8 feriti in raid russi sul Donetsk

È di un civile ucciso e altri 8 feriti il bilancio dei bombardamenti russi di oggi sulla regione orientale ucraina di Donetsk. Lo ha riferito il governatore Pavlo Kyrylenko, citato dall’Ukrainska Pravda, precisando che i raid hanno colpito la località di Avdiivka. Inoltre, un civile è morto dopo essere stato ricoverato in ospedale a Kramatorsk insieme ad altre sette persone per le ferite riportate in precedenti attacchi nella vicina regione di Lugansk.

Ore 22:01 - Zelensky all’Onu: inviare commissione di inchiesta a Kremenchuk

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha suggerito all’Onu di inviare una commissione d’inchiesta a Kremenchuk per indagare sugli attacchi missilistici contro i civili. Lo ha detto partecipando in video conferenza alla riunione del Consiglio di Sicurezza sull’Ucraina. Il leader ha chiesto anche un minuto di silenzio per le vittime. Zelensky ha ribadito ancora una volta che la Russia non ha il diritto di rimanere nel Consiglio di sicurezza Onu. «In qualsiasi altra parte del mondo un’organizzazione come la Russia che prende di mira i civili verrebbe indicata come terrorista. Chi di voi non è d’accordo sul fatto che prendere di mira i civili e le infrastrutture civili da parte della Russia sia terrorismo?».

Ore 23:53 - Zelensky: finora 2.811 missili hanno colpito le nostre città

«Da stasera, il numero totale di missili russi che hanno colpito le nostre città è già 2.811. Quante altre bombe aeree, quanti proiettili di artiglieria? Oggi, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si è levato in piedi e ha onorato la memoria di tutti gli ucraini uccisi. I membri della delegazione russa hanno guardato indietro tutti i presenti nella sala del Consiglio e hanno anche deciso di alzarsi in piedi, solo per non sembrare dei veri e propri assassini. Ma tutti sanno che è il terrore russo che sta uccidendo persone innocenti in questa guerra contro il popolo ucraino». Sono queste le parole del presidente ucraino Zelensky in un video serale.

Ore 03:05 - Nato: Johnson ad alleati, «aumentare spesa per difesa»

Il primo ministro britannico Boris Johnson solleciterà i suoi alleati della Nato, al vertice di Madrid, ad aumentare la spesa per la difesa in risposta all’invasione russa dell’Ucraina: lo ha affermato ieri il suo staff. «Abbiamo bisogno di alleati, tutti gli alleati per garantire la difesa nel prossimo decennio», dirà oggi Johnson al summit secondo quanto dichiarato dal suo ufficio in una nota. Sul volo per Madrid, il primo ministro britannico ha affermato che è necessario «un confronto all’interno della Nato» su un nuovo obiettivo per gli investimenti nella difesa dopo il 2024. La Nato «deve adattarsi per far fronte a nuove e crescenti minacce» con «investimenti a lungo termine» e con la disponibilità «ad aumentare la spesa per la difesa», ha sottolineato il governo britannico in una nota.

Ore 06:58 - Draghi, è scontro con Mosca sulla partecipazione al G20

(Alessandro Trocino, da Prima Ora) «Quando gli elefanti lottano è l’erba che soffre». Mario Draghi cita un proverbio africano che può servire per dare una morale a questo vertice G7 che si tiene in Germania, al quale partecipano anche Paesi cosiddetti «minori»: dall’Argentina al Sudafrica, dall’Indonesia al Senegal, sino all’India. Tutti, dice il premier, con un atteggiamento «abbastanza neutrale» sulla guerra, anche perché finora «non sono stati avvicinati, mentre invece vorrebbero essere coinvolti». L’insegnamento del proverbio - scrive l’inviato Marco Galluzzo - può dunque essere declinato così, come dice Draghi: «Se i Paesi si sentono erba, soffrono. Ed è difficile chiedere loro di prendere parte». Discorso che in qualche modo riguarda anche l’Indonesia, che a ottobre ospiterà il G20 e dovrà conciliare la presenza della Russia con quella degli altri Stati. Un tema molto sensibile, tanto che si crea uno scontro imprevisto. Per il nostro premier «il presidente indonesiano Widodo esclude la presenza di Putin al G20. Con noi è stato categorico», Putin «non verrà, magari farà un intervento da remoto». I russi replicano dicendo che «non spetta a Draghi decidere. Probabilmente ha dimenticato che non è più il presidente del G20, l’invito a Putin è stato ricevuto e accettato». L’ambasciatore Sergey Razov aggiunge: «La maggior parte delle aziende italiane, nonostante le pressioni, continua a lavorare sul mercato russo». 

Secondo quanto sostiene il premier, scrive Galluzzo, i giorni trascorsi in Germania hanno centrato gli obiettivi. Draghi teneva più di tutto a rafforzare un percorso di avvicinamento a un price cap sul gas: ci è riuscito, la Commissione europea avrà un passo più spedito nel lavorare a una proposta e anche i ministri dell’Energia del G7 studieranno con urgenza meccanismi efficaci per mettere un tetto al prezzo di tutti gli idrocarburi russi. 

Il vertice G7 

• Unità Il messaggio più importante lanciato dal G7 che si è chiuso ieri sulle Alpi bavaresi, scrive Paolo Valentino, è che l’Occidente rimarrà unito nel suo sostegno politico e militare all’Ucraina «per tutto il tempo che sarà necessario» e continuerà «a imporre costi economici severi e immediati» alla Russia. «Vladimir Putin non deve vincere questa guerra», ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz, secondo il quale la sola via d’uscita al conflitto è che il leader del Cremlino accetti il suo fallimento. 

• Price Cap Sul piano concreto, però, le nuove misure sono ancora allo studio. In particolare, quella di un price cap, il tetto al prezzo d’acquisto degli idrocarburi russi, accettato in principio nel comunicato finale, ma ancora tutto da definire nei dettagli pratici e nella fattibilità tecnica. Il price cap potrebbe essere imposto sia sul petrolio, come proposto dagli Stati Uniti, che sul gas, richiesta avanzata da tempo da Mario Draghi. L’idea è quella di impedire a Mosca di approfittare degli aumenti dei prezzi dell’energia innescati dalla guerra in Ucraina. Anche sul bando all’importazione di oro dalla Russia occorrerà ancora attendere che la misura, già fatta propria da Usa, Canada, Regno Unito e Giappone, venga adottata all’unanimità dall’Unione europea. 

• La fame nel mondo I leader dei 7 Paesi si sono impegnati a stanziare 4,5 miliardi di dollari per lottare contro la fame nel mondo. Una cifra che le organizzazioni umanitarie considerano del tutto inadeguata, visto che il World Food Program dell’Onu fissa a oltre 21 miliardi di dollari il minimo necessario per quest’anno. • Grano e cereali Sul fronte dei prezzi crescenti del grano e dei cereali, secondo il premier Draghi, la Russia avrebbe accettato il coinvolgimento a tre di Ucraina, Turchia e Onu nell’operazione per fare uscire dai porti ucraini le navi cariche di materie prime.

Ore 07:20 - Zelensky chiede l’esclusione della Russia dal Consiglio di sicurezza dell’Onu: stato terrorista

Il presidente ucraino Zelensky ha chiesto di escludere la Russia dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e di sospendere la sua partecipazione all’Assemblea generale dell’organizzazione. Secondo il capo di Stato ucraino, l’articolo 6 della Carta dell’Onu afferma chiaramente che qualsiasi membro delle Nazioni Unite che violi i principi stabiliti nella Carta può essere espulso dall’organizzazione con una decisione dell’Assemblea Generale. 

«Sebbene la Russia violi i principi di base dell’Onu e dell’ordinamento giuridico internazionale, non è ancora perseguita, è presente nelle agenzie dell’Onu e gode dei privilegi del Consiglio di sicurezza dell’Onu», ha affermato Zelensky, parlando ieri sera in videocollegamento in una riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Secondo il presidente ucraino, «la Russia non ha il diritto di partecipare alle discussioni e alle votazioni dell’organizzazione sulla guerra in Ucraina, che non ne è provocata e ha un carattere coloniale». «Vi esorto a privare lo Stato terrorista dei suoi poteri nell’Assemblea generale delle Nazioni Unite: è necessario, è giusto. La Russia non ha il diritto di rimanere nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite», ha affermato Zelensky.

Ore 07:33 - L’attacco al centro commerciale di Kremenchuk

Un tweet del The Kyiv Independent riprende un video del presidente Zelensky che mostra l’attacco missilistico al centro commerciale di Kremenchuk.

Ore 08:19 - Draghi, G7 successo, avanti con sostegno e sanzioni

Il G7 «è stato un successo» e sulla guerra in Ucraina «c'è stata una grande unità di vedute». Le parole del presidente del Consiglio, Mario Draghi, al termine della riunione di ieri confermano l'impegno in favore di Kiev. «Il G7 ha risposto che è pronto a sostenere l'Ucraina per tutto il tempo necessario», le sanzioni alla Russia «sono essenziali per portare Mosca al tavolo della pace» ma allo stesso tempo «dobbiamo essere pronti ad accogliere gli spazi dei negoziati» se dovessero presentarsi, ha aggiunto il premier che ha sottolineato la necessità per il Paese di reagire all'attacco. «Non c'è pace se l'Ucraina non riesce a difendersi. C'è oppressione ma non pace. Finora il sostegno dato all'Ucraina è stata la condizione essenziale per difendersi. Lo ha fatto con efficacia e con coraggio», ha ribadito.

«Tutti guardiamo quello che succede, ma il sostegno all'Ucraina continuerà in maniera adeguata. Ci sarà un sostegno sempre».

Ore 09:15 - Johnson: «Se Putin fosse stato una donna non avrebbe attaccato l'Ucraina»

Se il presidente russo Vladimir Putin fosse stato donna non avrebbe attaccato l'Ucraina. Ne è convinto il primo ministro britannico Boris Johnson che, in un'intervista alla televisione tedesca Zdf citata dalla Press Association, ha descritto la guerra in Ucraina come un «perfetto esempio di mascolinità tossica». Johnson ha anche sottolineato che, nonostante i leader del G7 vogliano «disperatamente» la fine della guerra in Ucraina, al momento «non vi è un accordo» che lo renda possibile. Quindi, parlando dopo il summit in Germania, il leader Tory ha affermato: «Se Putin fosse stato una donna, cosa che ovviamente non è, ma se lo fosse, non credo davvero che si sarebbe imbarcato in una folle guerra machista di invasione e violenza come ha fatto». Quindi ha sottolineato che «c'è bisogno di più donne in posizioni dim potere».

 Ore 09:58 - Zelensky: «Putin malato? Russi hanno malattia più grande»

«Onestamente non so cosa stia succedendo a Vladimir Putin. Penso che i russi abbiano una malattia davvero grande in generale». Lo ha detto il presidente ucraino Zelensky in un’intervista alla Nbs, spiegando di non essere interessato alle voci sulla malattia del presidente russo, ma di essere preoccupato per la malattia generale dei russi che hanno «ambizioni gonfiate, non rispettano il diritto internazionale e non apprezzano la vita. Questa è una malattia del rispetto per il nostro popolo, una malattia da sequestro di territori, una malattia delle torture che hanno inflitto sulla nostra terra. Mi sembra che questo sia un momento difficile ed è una malattia che riguarda più di una persona. Per me, la vita delle persone non ha prezzo - ha concluso - le cose per loro più importanti sono quelle materiali. Penso che questa malattia sia pericolosa per il nostro Stato. Il resto sono chiacchiere che non mi interessano».

Ore 10:16 - Kherson prepara referendum su adesione a Russia

L’amministrazione filo russa insediata a fine aprile dai militari di Mosca nella regione ucraina occupata di Kherson ha iniziato a preparare il referendum sull’adesione alla Federazione russa, ha reso noto Kirill Stremousov, numero due del nuovo governo regionale, in un video pubblicato su Instagram in cui tuttavia non precisa alcuna data. «Il referendum per l’adesione si farà. La regione di Kherson deciderà di aderire alla Federazione russa, di diventare una entità della Federazione a pieno titolo», ha affermato Stremousov. La regione di Kherson, la prima a essere occupata dalle forze russe dopo l’inizio dell’invasione il 24 febbraio scorso, confina con la Crimea ed è uno snodo cruciale per collegare la Penisola sul Mar Nero con il Donbass.

Ore 10:36 - Erdogan alla fine cede: via libera a Svezia e Finlandia

(Giuseppe Sarcina) Il vertice della Nato a Madrid parte con un prologo importante. Ieri Erdogan ha rimosso il veto all’ingresso di Svezia e Finlandia nell’Alleanza Atlantica. Il presidente turco aveva accusato i governi dei Paesi scandinavi di proteggere «i terroristi», o più semplicemente gli oppositori al suo governo.

Ore 10:45 - Biden: «Dispiegheremo altre difese aeree in Italia e Germania»

Gli Usa dispiegheranno «difese aree aggiuntive e altre capacità in Germania e Italia». Lo ha annunciato il presidente americano Joe Biden, parlando del rafforzamento della presenza militare statunitense in Europa in un breve incontro con il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, prima dell’inizio del summit di Madrid. «Inviamo un messaggio inequivocabile. La Nato è forte e unita, e pronta ad affrontare qualsiasi tipo di minaccia, in qualsiasi camp».

Ore 11:02 - Russia: distrutta «base mercenari» vicino a Mykolaiv

La Russia ha annunciato di avere distrutto una «base di addestramento per mercenari stranieri» vicino a Mykolaiv. L’indicazione è arrivata nell’ultimo briefing operativo militare di Mosca. L’aggiornamento ha spiegato inoltre che la Russia ha in pratica distrutto il 108esimo battaglione dell’Ucraina, distrutto quattro posti di comando in un giorno di cui due a Kharkiv, abbattuto un aereo MiG-29, due aerei Su-25, un elicottero Mi-8 e nove droni ucraini. Il briefing ha indicato che «la situazione alimentare è critica» per diversi reparti delle forze armate ucraine e ha aggiunto che «si registrano numerosi casi di abbandono delle posizioni e diserzione del personale militare per fame». Non è stato possibile verificare in modo indipendente nessuna delle affermazioni dell’esercito russo.

Ore 11:38 - Putin è in Turkmenistan per vertice dei Paesi del Mar Caspio

Il presidente russo Vladimir Putin è arrivato nella capitale del Turkmenistan, Ashgabat, per partecipare a un vertice dei paesi rivieraschi del Mar Caspio, a cui partecipano anche i suoi omologhi di Azerbaigian, Iran, Kazakistan e Turkmenistan. Le parti dovrebbero scambiare opinioni su un’ampia gamma di questioni relative all’interazione nella regione del Caspio, compresa la cooperazione economica e la protezione ambientale. Lo riporta la Tass. Per Putin, che ieri era in Tagikistan, è il primo viaggio all’estero a partire dall’invasione dell’Ucraina.

Ore 11:39 - Nato: von der Leyen arrivata al vertice di Madrid dopo incontro con re

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è arrivata al summit della Nato di Madrid. Poco prima aveva incontrato il re Filippo VI. «Piacevole incontro. Abbiamo discusso della risposta dell’Europa alle sfide del nostro tempo: la guerra all’Ucraina, il suo impatto sulla sicurezza alimentare ed energetica e il cambiamento climatico. Abbiamo anche discusso di come l’Europa possa rafforzare i suoi partenariati, in particolare con l’America Latina», ha scritto su Twitter.

Ore 11:50 - Mosca, le armi occidentali all’Ucraina sono una minaccia

Le forniture di armi occidentali possono minacciare la sicurezza non solo in Ucraina ma anche oltre i suoi confini. Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, citata dalla Tass.

Ore 11:51 - Ministro Gb contro Putin: «È pazzo e ha sindrome dei bassi»

Linea dura contro Vladimir Putin dal Regno Unito anche sul fronte della guerra di parole. Il ministro della Difesa britannico, Ben Wallace, ex militare di carriera, ha infatti rilanciato oggi l’accusa di machismo evocata poche ore prima dal premier Boris Johnson verso il presidente russo ed è andato anzi oltre: bollando in un’intervista a Lbc radio il leader del Cremlino come un pazzo e una persona afflitta da una qualche «sindrome» da uomo di piccola statura che avrebbe deciso di attaccare l’Ucraina anche per mostrarsi «macho». «Io penso certamente che la visione che il presidente Putin ha di se stesso sia condizionata da una sindrome da uomo basso» deciso a sbandierare «un’immagine da macho», ha detto Wallace, la cui statura si aggira attorno al metro e 75. Il ministro ha poi notato come sia raro pensare a una sindrome analoga per una donna, anche se non ha poi mancato di prendere di mira pure Maria Zakharova, polemica portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, bollandola come «una commediante che ogni settimana minaccia un attacco nucleare contro questo o quell’altro. Lei - ha quindi concluso in tono derisorio - è certamente una donna, eppure è pazza esattamente come lui».

Ore 12:09 - Mosca: allargamento Nato è una mossa «destabilizzante»

«L’ulteriore allargamento della Nato», con l’ingresso di Svezia e Finlandia, è una mossa «destabilizzante», che «non porterà maggiore sicurezza agli stessi membri dell’Alleanza». Così il vice ministro degli Esteri russo Serghei Ryabkov citato da Interfax. Mosca minaccia «misure dolorose per la Lituania» su Kaliningrad.

Ore 12:13 - Usa e alleati hanno congelato 330 miliardi dollari asset russi

Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno congelato oltre 330 miliardi di dollari in beni russi dall’inizio del conflitto in Ucraina. Lo ha annunciato oggi il Tesoro degli Stati Uniti. In dettaglio, gli alleati hanno bloccato 30 miliardi di dollari in attività detenute da oligarchi o e’lite russe sanzionate e «congelato» circa 300 miliardi di dollari dalla Banca centrale russa, si legge nella dichiarazione della task force degli alleati occidentali incaricati di rintracciare le attività delle élite russe (Repo).

Ore 12:17 - Papa: la folle guerra in Ucraina finisca presto

«Porto ogni giorno cuore il pensiero della carne martoriata della terra ucraina, martoriata» da atti come il bombardamento nei giorni scorsi del centro commerciale di Kremenchuk. «Prego affinché questa folle guerra veda presto la fine, invito alla pace, che il Signore apra le vie di dialogo che gli uomini non vogliono o non riescono a trovare». Lo ha detto papa Francesco all’Angelus. «Prego perché questa folle guerra possa vedere presto la fine - ha proseguito - e rinnovo l’invito a perseverare senza stancarsi nella preghiera per la pace». «Che il Signore apra quelle vie di dialogo che gli uomini non vogliono o non riescono a trovare - ha detto ancora il Pontefice -. E non trascurino di soccorrere la popolazione ucraina tanto sofferente».

Ore 12:37 - Sanzioni Gb a oligarca russo Potanin, «re del nichel», e alla cugina di Putin

La Gran Bretagna ha annunciato sanzioni contro l’oligarca Vladimir Potanin, noto come il «re del nichel» della Russia, per Londra il secondo uomo più ricco della Russia. Potanin è stato incluso nell’ultima lista che comprende anche soggetti e società del mondo della finanza e altre entità. «Potanin ha continuato ad accumulare ricchezza mentre sostiene il regime di Putin, acquisendo Rosbank e azioni in Tinkoff Bank nel periodo successivo all’invasione russa dell’Ucraina», riporta una nota del governo. Nell’elenco delle sanzioni anche Anna Tsivileva, «cugina di Vladimir Putin» e presidente della società mineraria JSC Kolmar Group. Londra annuncia nuovi provvedimenti anche contro individui e aziende coinvolte «nel sostegno al regime di Assad in Siria».

Ore 12:42 - Nato: Zelensky, nostri obiettivi gli stessi dell’alleanza

«Gli obiettivi dell’Ucraina sono esattamente gli stessi di quelli dell’Alleanza». È il commento su Telegram del presidente Zelensky, ai lavori del vertice Nato in corso a Madrid. «Siamo interessati alla sicurezza e alla stabilità nel continente europeo, nel mondo», ha proseguito.

Ore 12:49 - Draghi al summit della Nato a Madrid

L’Italia accoglie con favore l’adesione all’Alleanza Atlantica di Finlandia e Svezia , ai sensi dell’articolo 10 del Trattato di Washington. Si tratta di una decisione sovrana, assunta democraticamente, da due Paesi che sono membri dell’Unione Europea e che condividono i principi ispiratori dell’Alleanza Atlantica, con la quale da anni collaborano strettamente. Svezia e Finlandia rafforzeranno il carattere dell’Alleanza come comunità basata sullo stato di diritto e sui valori democratici. Con le loro capacità, i due Paesi contribuiranno in modo significativo alla sicurezza ed alla missione difensiva dell’area euro-atlantica. La sicurezza di Finlandia e Svezia non deve essere messa a repentaglio in alcun modo. L’Italia afferma la sua determinazione a concorrere sin d’ora, in stretta consultazione con Finlandia e Svezia e nei modi più appropriati, alle loro esigenze di sicurezza e difesa. Conferma in proposito la validità degli impegni esistenti nel contesto europeo, ivi incluso l’articolo 42.7 del Trattato istitutivo dell’Unione Europea.

Ore 12:53 - Norvegia annuncia donazione lanciarazzi multipli a Ucraina

La Norvegia ha annunciato la donazione di tre sistemi lanciarazzi multipli per l’Ucraina, dopo decisioni analoghe da parte di Stati Uniti, Regno Unito e Germania. Kiev ha richiesto specificamente questo tipo di armi - cosiddette Mlrs o Gmrls - che combinano precisione e lungo raggio, per arginare l’invasione russa e contrastare l’artiglieria di Mosca. «Dobbiamo continuare a sostenere l’Ucraina in modo che possa continuare la sua lotta per la libertà e l’indipendenza», ha affermato in una nota il ministro della Difesa norvegese Bjorn Arild Gram. L’annuncio, arrivato a margine del vertice della Nato a Madrid, è stato fatto in collaborazione con il Regno Unito, secondo Oslo. Il norvegese Mlrs («Multiple Launch Rocket System»), che richiede «un significativo upgrade» secondo il ministro della Difesa norvegese, sarà in pratica inviato nel Regno Unito, che lo fornirà con proprio equipaggiamento all’Ucraina, ha spiegato il ministero.

Ore 13:09 - Mosca: a Kremenchuk provocazione regime Zelensky

«Il tentativo di accusare le forze armate di Mosca di aver attaccato un centro commerciale a Kremenchuk è un’altra sfacciata provocazione da parte del regime ucraino di Zelensky». Così la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

Ore 13:22 - Mosca accusa Norvegia: blocca rifornimenti a minatori artici

Mosca accusa Oslo di bloccare i rifornimenti alimentari destinati ai russi di un villaggio a Spitsbergen, un’isola dell’arcipelago norvegese delle isole Svalbard, nell’Oceano Artico. A denunciare il blocco su Telegram è Konstantin Kosachev, presidente della Commissione affari esteri della Camera alta del Parlamento russo. Secondo Kosachev, le autorità norvegesi basano il loro rifiuto sulle sanzioni imposte alla Russia per l’invasione dell’Ucraina. Ma il senatore russo fa riferimento al trattato del 1920 sulle isole Svalbard, in base al quale i Paesi firmatari (compresa la Russia in quanto erede dell’Urss) hanno diritti sullo sfruttamento delle risorse naturali dell’arcipelago, malgrado questo sia sotto la sovranità norvegese.

Ore 13:45 - Ryzhenkov (Metinvest): «Azovstal sarà ricostruita, ma prima vinciamo»

«Azovstal è stata distrutta molte volte. È stata ricostruita e potrà rinascere ancora. Però, la prima cosa, la più importante, è che l’Ucraina vinca la guerra con la russia e che Mariupol sia liberata». A dichiararlo Yurij Ryzhenkov, ceo di Metinvest, gruppo proprietario dell’acciaieria Azovstal, parlando con l’Adnkronos dalla sua casa estiva in Ucraina, ricordando che l’impianto metallurgico, noto per essere stato l’ultimo baluardo della resistenza di Mariupol, «è stata costruito nel 1933 e poi fu distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, per poi essere ricostruito alla fine del conflitto». Negli anni ‘70 - ha aggiunto - «Azovstal è stata sottoposta a numerosi processi di modernizzazione tecnologici. Di conseguenza, nulla ci impedisce di ricostruire ancora una volta la fabbrica, che funzionerebbe con tecnologie verdi e senza l’utilizzo di fonti energetiche fossili, per produrre acciaio verde. Credo davvero che dopo la liberazione di Mariupol e dopo la vittoria dell’Ucraina, saremo in grado di ricostruire Azovstal e sarà senz’altro addirittura migliore di prima».

Ore 13:46 - Nato: Stoltenberg, verso misure cruciali, uniti a fianco Kiev

Il vertice di Madrid sarà «trasformativo» e «le misure che adotteremo saranno cruciali». A ribadirlo il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in occasione della prima riunione tra capi di Stato e di governo del summit, come riportano i media spagnoli. «Continueremo a rafforzare la nostra capacità di difesa assicurando che l’alleanza resti unita, dimostreremo che le porte della Nato restano aperte e inviteremo Svezia e Finlandia a unirsi alla nostra organizzazione, adotteremo un pacchetto di misure di sostegno all’Ucraina», ha sottolineato, «gli alleati della Nato restano a fianco di Kiev».

Ore 13:47 - Zelensky a Nato: «Ci serve artiglieria moderna»

«La guerra non dovrebbe trascinarsi. Abbiamo bisogno di sistemi molto più moderni, di artiglieria moderna». Così Zelensky, intervenendo al vertice Nato di Madrid. Lo riporta Ukrainska Pravda. Il presidente ucraino ha invitato gli Alleati a «trovare un posto» per l’Ucraina nello spazio di sicurezza comune.

Ore 13:56 - Sindaco Mykolaiv: «Qui 114 morti da inizio guerra»

Nella città ucraina di Mykolaiv sono morte 114 persone dall’inizio della guerra. Lo afferma il sindaco, Oleksandr Sienkevych, che ha denunciato la morte di quattro persone nell’attacco missilistico che nelle scorse - secondo gli ucraini - ha colpito un edificio residenziale della città. Altre cinque persone sono rimaste ferite, secondo le dichiarazioni del sindaco riportate dalla Cnn.

Ore 14:46 - Il miliardario Richard Branson visita aerodromo di Hostomel

Richard Branson, miliardario britannico e fondatore di Virgin Galactic, ha visitato la città di Hostomel, nella regione di Kiev, dove alla fine di febbraio sono esplosi violenti scontri con i russi. Lo riferisce il capo dell’amministrazione militare di Hostomel, Taras Dumenko, su Telegram, citato da Ukrinform.

«A Hostomel, Branson ha espresso interesse per la ricostruzione dell’aerodromo - ha osservato Dumenko -. I rappresentanti di Ukroboronprom State Concern e Antonov State Enterprise hanno parlato al nostro ospite di tali prospettive e dei progetti di ricostruzione dell’aerodromo».

Ore 15:00 - Nato: vertice Madrid, pacchetto di sostegno rafforzato per Ucraina

«Rafforzeremo ulteriormente il sostegno al nostro stretto partner, l’Ucraina, mentre continua a difendere la sua sovranità e integrità territoriale dall’aggressione russa. Insieme all’Ucraina, abbiamo deciso un pacchetto di sostegno rafforzato, che comprende la fornitura di attrezzature per la difesa non letali e il miglioramento delle difese informatiche. A lungo termine, assisteremo l’Ucraina e sosterremo gli sforzi nel suo percorso di ricostruzione e riforme postbelliche». È quanto si legge nella dichiarazione del Summit Nato di Madrid.

«La Federazione Russa è la minaccia più significativa e diretta alla sicurezza degli Alleati e alla pace e stabilità nell’area euro-atlantica», continua la dichiarazione adottata al summit Nato di Madrid. I leader dell’alleanza atlantica ribadiscono: «Condanniamo con la massima fermezza la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. Minaccia gravemente la sicurezza e la stabilità internazionali. È una palese violazione del diritto internazionale».

Ore 15:30 - Stoltenberg: alleati pronti a guerra lunga

Gli Alleati hanno detto al presidente ucraino Zelensky di «essere preparati a una guerra lunga». Così il segretario Nato, Jens Stoltenberg, in conferenza stampa al Summit Nato di Madrid.

Ore 15:36 - Le nuove strategie Nato: che cosa cambia con l’ingresso di Finlandia e Svezia

(Federico Rampini) I vertici di G7 e Nato hanno cominciato a disegnare le nuove «cortine di ferro» per una strategia di «contenimento» dell’asse Russia-Cina. Questa strategia ha ormai una proiezione globale, spazia dal Mar Baltico fino all’Oceano Pacifico, include le armi economiche così come le armi tout court.

Ore 15:38 - Il presidente indonesiano visita Irpin: «La guerra finisca»

Il presidente della Repubblica dell’Indonesia, Joko Widodo, che detiene anche la presidenza del G20, ha visitato la città di Irpin per vedere di persona i danni causati dalle truppe russe. «Alle mie spalle - ha scritto Widodo su Twitter postando una fotografia - c’è un complesso di case di Irpin devastate dalla guerra. Insieme al sindaco Irpin, Alexander Grigorovich Markushin, ho assistito in prima persona ai danni subiti dalle case e dalle infrastrutture. Speriamo che questa guerra possa essere fermata presto». Widodo è arrivato a Kiev questa mattina. Nelle prossime ore è previsto un incontro con il presidente ucraino Zelensky.

Ore 15:43 - Gli Stati Uniti inviano all'Italia battaglione per difesa aerea a corto raggio

Nell'ambito dell'aumento della presenza militare in Europa, gli Stati Uniti invieranno in Italia un battaglione per la difesa aerea a corto raggio composto da 65 militari. Lo annuncia il Pentagono. Il gruppo, precisa il dipartimento della difesa americano, è un'unità subordinata al battaglione per la difesa aerea a corto raggio stanziato in Germania.

Ore 15:58 - Siria riconosce indipendenza repubbliche Donetsk e Lugansk

La Siria riconosce «l'indipendenza e la sovranità delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk». Lo rende noto l'agenzia stampa nazionale siriana Sana, citando una fonte ufficiale del ministero degli Esteri. La fonte ha aggiunto che «si terranno comunicazioni con entrambi i Paesi per rafforzare le relazioni, compreso l'instaurazione di relazioni diplomatiche».

Ore 16:16 - Kuleba, posizione Nato su Russia è «lucida»

La posizione della Nato sulla Russia è «lucida» e le decisioni che sono state prese sono «essenziali per la stabilità». Così il ministro degli Esteri ucraino, Dmitro Kuleba, dopo che da Madrid il vertice dell’Alleanza ha dichiarato che la Russia rappresenta una minaccia strategica e ha avviato il percorso di accesso di Svezia e Finlandia. Qui l’approfondimento di Federico Rampini.

Ore 16:49 - Fonti Casa Bianca, guerra potrebbe durare fino al 2023

L'impegno della Nato nei confronti dell'Ucraina è «solido» e «non mostra segnali di cedimento», anche se c'è il «crescente convincimento che la guerra potrebbe durare per mesi, potenzialmente anche fino al 2023». Lo hanno detto alcuni funzionari dell'amministrazione Usa in un briefing alla stampa nel quale hanno riferito delle discussioni tra i leader che prendono parte al vertice Nato di Madrid.

Ore 16:49 - Putin ordina nomina di «consiglieri patriottici» nelle scuole

Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato la nomina di «consiglieri patriottici» nelle scuole per instillare «valori morali e spirituali» tra gli alunni. A quanto stabilisce un decreto presidenziale, riferisce Moscow Times, i consiglieri vanno nominati in 45 regioni russe entro l'inizio dell'anno scolastico, il primo settembre. Le altre 40 regioni seguiranno l'anno successivo. Dieci regioni hanno già nominato consiglieri di questo tipo, nell'ambito di un progetto pilota lanciato nel marzo 2021, dopo che migliaia di ragazzi avevano manifestato in tutta la Russia chiedendo la liberazione del dissidente Alexei Navalny. Nel 2020 Putin ha voluto che l'educazione patriottica fosse inserita nel curriculum scolastico, inserendo questo principio nella controversa riforma costituzionale approvata per referendum, che gli ha garantito la permanenza al potere fino al 2036. Con la guerra in Ucraina, e la conseguente stretta autoritaria su tutta la Russia, il Cremlino punta ad iniziative per aumentare il «patriottismo» tra i giovani russi. Questa settimana, lo speaker della Camera bassa del parlamento, Vyacheslav Volodin, si è scagliato contro gli insegnanti che si oppongono alla guerra, esortandoli a dimettersi.

Ore 16:50 - Kiev: «Scambio di 144 prigionieri, 95 erano difensori di Azovstal»

L'Ucraina ha liberato, in seguito a uno scambio di prigionieri, 144 soldati, di cui 95 difensori dello stabilimento Azovstal a lungo sotto assedio a Mariupol; di questi, 43 facevano parte del battaglione Azov. Lo ha fatto sapere il ministero della Difesa di Kiev. Si tratta dello scambio più cospicuo dall'inizio della guerra in Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Dei soldati liberati, 23 sono ufficiali e 69 sono sergenti e sottufficiali. Il più anziano dei rilasciati ha compiuto 65 anni, il più giovane 19. La maggior parte, ha aggiunto il ministero, ha ferite anche gravi e tutti hanno bisogno di cure mediche o psicologiche.

Ore 17:17 - Yermak: «Messaggio vertice è che Russia sarà sconfitta»

Il capo dello staff presidenziale ucraino, Andriy Yermak, ha salutato il messaggio che il vertice Nato di Madrid ha lanciato alla Russia. «Mosca non sconfiggerà l'Ucraina, è la Russia che sarà sconfitta. Questo è il messaggio che gli Stati membri della Nato hanno ripetutamente enfatizzato durante il summit. L'Ucraina e i suoi alleati devono vincere questa battaglia per la democrazia», ha twittato Yermak.

Ore 17:29 - Zelensky riceve presidente Indonesia, grazie per supporto

Il presidente ucraino Zelensky ha ricevuto oggi a Kiev il presidente indonesiano Joko Widodo. «Apprezziamo il sostegno del popolo indonesiano - ha scritto il leader di Kiev sui social». Durante i colloqui - riporta Ukrinform - si è discusso della revoca del blocco russo dei porti marittimi ucraini e della ripresa delle esportazioni di prodotti agricoli, nonché delle prospettive per la ricostruzione dell'Ucraina. 

«Nella città di Irpin che ho visitato oggi le pareti e i tetti delle case sono state fatte a pezzi dai proiettili. Speriamo che questa guerra possa essere fermata presto», ha scritto su Twitter Widodo.

Ore 17:40 - Ue condanna rapimento sindaco Kherson: «Mosca lo rilasci»

«L'Ue condanna con la massima fermezza il rapimento del sindaco democraticamente eletto di Kherson Ihor Kolykhayev da parte delle forze russe e ne chiede il rilascio immediato e incondizionato». È quanto si legge in una nota del Servizio di Azione Esterna dell'Ue. «Il rapimento di funzionari ucraini democraticamente eletti, di giornalisti, di attivisti della società civile e di semplici cittadini nei territori ucraini temporaneamente sotto il controllo illegale delle forze armate russe o in aree controllate da formazioni armate sostenute dalla Russia è assolutamente inaccettabile. Chiediamo la fine immediata di queste tattiche illegali di intimidazione e il rilascio incondizionato di tutti i civili ucraini detenuti e rapiti. Condanniamo fermamente i preparativi annunciati per un falso «referendum» illegale in alcune parti della regione di Kherson sull'adesione alla Federazione Russa. Tali tentativi rappresentano una palese violazione del diritto internazionale, della Costituzione ucraina e della sovranità ucraina. Il risultato di un voto illegittimo così orchestrato non sarà riconosciuto dalla comunità internazionale».

Ore 17:40 - Zelensky, se andrò al G20 dipenderà da altri partecipanti

Il presidente ucraino Zelensky ha detto al presidente dell'Indonesia Widodo in visita a Kiev che parteciperà al prossimo vertice del G20 a Bali a seconda di chi altro vi prenderà parte. «Certamente accetto l'invito. La partecipazione dell'Ucraina dipenderà dalla situazione della sicurezza nel Paese e dalla composizione dei partecipanti al vertice», ha precisato Zelensky, in un evidente riferimento all'eventuale presenza del presidente russo Vladimir Putin a Bali.

Ore 17:52 - Colloquio Lavrov-Guterres, focus su sicurezza alimentare

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha avuto una conversazione telefonica con il segretario generale della Nazioni Unite Antonio Guterres. Lo riporta Ria Novosti. Si è discusso - viene spiegato - del problema della sicurezza alimentare sullo sfondo della situazione in Ucraina e nel Donbass. Secondo quanto riferito da Mosca, Guterres ha preso atto dell'impegno della parte russa a lavorare ulteriormente per ridurre le minacce della crisi alimentare, anche in coordinamento con l'Onu.

Ore 17:53 - Soccorritore Kremenchuk: «Arrivato subito, situazione orribile»

«Un quadro scioccante, orribile: il centro commerciale era completamente andato a fuoco». Così Sergio, vigile del fuoco-soccorritore di 35 anni, descrive all'Adnkronos la situazione che si è trovato di fronte lunedì pomeriggio, quando è stato tra i primi ad arrivare dopo l'attacco al centro commerciale di Kremenchuk, nella regione ucraina di Poltava. «Il missile ha colpito il centro commerciale Amstor alle 15.35. Noi siamo arrivati sul posto alle 16, quando ha smesso di suonare la sirena anti-aerea. E abbiamo trovato il panico: c'erano ambulanze e tanti civili. Alcuni ci aiutavano anche a prestare il primo soccorso a chi ne aveva bisogno», racconta Sergio, che a Kremenchuk è nato e cresciuto. Ricordando che le fiamme «sono divampate per un'area di oltre 10mila metri quadrati», il soccorritore racconta che «dai dirigenti è stata presa la decisione di evacuare le persone e contemporaneamente spegnere il fuoco». Il lavoro delle squadre Ses, il servizio statale di emergenza dell'Ucraina, però, non è terminato lunedì. «Continuiamo a sgomberare le macerie e a smontare le costruzioni, alla ricerca di eventuali altre vittime. La città sembra un foglio accartocciato. Al momento siamo riusciti a ispezionare il 75% dell'area», riferisce Sergio dal luogo dell'esplosione.

Ore 18:17 - Erdogan a Biden: «Apriremo corridoi per il grano»

«Ci sono Paesi privati del grano e apriremo corridoi per garantire che ottengano il grano di cui hanno bisogno». Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan a proposito dei problemi per l’esportazione del grano dall’Ucraina durante un colloquio con l’omologo Usa Joe Biden, trasmesso dalla Tv di Stato turca Trt, a margine del vertice Nato di Madrid.

Ore 18:54 - Kiev: la guerra può diventare catastrofe ambientale globale

L’invasione russa dell’Ucraina «ha il potenziale di trasformarsi in una catastrofe ambientale globale», con danni alle riserve naturali, alla flora e alla fauna marina e alla contaminazione dell’acqua con sostanze chimiche, che potrebbe raggiungere persino il Mediterraneo. È il danno ambientale causato dall’aggressione russa, che l’ambasciatrice ucraina a Lisbona, Inna Ohnivets, ha denunciato nel suo discorso alla sessione plenaria della Conferenza Onu sugli Oceani che si sta svolgendo nella capitale portoghese. La diplomatica ucraina ha reso noto che i bombardamenti russi del porto di Mariupol e dell’impianto Azovstal «con decine di migliaia di tonnellate di bombe all’idrogeno solforato» si sono riversati «nelle acque del Mar d’Azov». La presenza dei prodotti chimici nelle acque «potrebbe portare alla totale estinzione della flora e della fauna del Mar d’Azov», ha denunciato, e raggiungere persino il Mediterraneo. Gli effetti si stanno già vedendo: ci sono «diverse migliaia» di delfini morti e feriti trovati sulla costa del Mar Nero e più di 20 riserve della biosfera e parchi naturali hanno sofferto «tremendamente» a causa dell’aggressione russa.

Ore 19:10 - Segretaria al Tesoro Usa Yellen in visita a Tokyo, tra i temi le sanzioni alla Russia

La segretaria al Tesoro Usa, Janet Yellen, si recherà a Tokyo per una visita di due giorni per discutere dell’imposizione delle sanzioni alla Russia, alla luce della invasione in Ucraina. Lo ha comunicato il dipartimento del Tesoro statunitense, spiegando che la Yellen incontrerà il 12 luglio il ministro dell’Economia giapponese, Shunichi Suzuki, per affrontare il tema dei rincari energetici, delle sempre maggiori incertezze circa le carenze alimentari e la necessita di potenziare le catene di approvvigionamento. Si tratta della prima visita dell’ex presidente della Federal Reserve statunitense in Giappone nel ruolo di segretaria al Tesoro, un incarico che ha assunto a gennaio dello scorso anno.

A margine dei colloqui ci sarà anche il tema del tasso dei cambi, con lo yen giapponese che è scivolato ai minimi in 24 anni su dollaro. Dopo la visita in Giappone la Yellen parteciperà alla riunione del G-20 dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali a Bali, in Indonesia, prevista dal 15 al 16 luglio. Successivamente si sposterà in Corea del Sud per due giorni fino al 20 luglio per colloqui con la sua controparte a Seul.

Ore 19:39 - Stoltenberg, sapevamo di invasione già in autunno

La Nato aveva già in autunno chiare informazioni di intelligence sui preparativi russi per invadere l’Ucraina. Lo ha dichiarato in conferenza stampa il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. «Abbiamo lavorato duro per impedire che accadesse», ha sottolineato Stoltenberg.

Ore 19:55 - Zelensky incontra Branson, «persone famose continuano a sostenerci»

«La visita dell’imprenditore britannico Richard Branson in Ucraina è un’ulteriore prova del fatto che il mondo e le persone famose continuano a sostenerci». Lo scrive su Telegram il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, pubblicando un video del suo incontro con il fondatore di Virgin Group, con cui - riferisce Zelensky - «abbiamo parlato di come mantenere l’attenzione mondiale sulla guerra in Ucraina e delle prospettive di cooperazione nella ricostruzione post-bellica». «Richard, grazie per le tue gentili parole sulla nostra gente e per la disponibilità ad aiutare», conclude il presidente dell’Ucraina.

Ore 20:16 - Draghi torna dal vertice Nato con un giorno d’anticipo

(Monica Guerzoni) La cena al museo del Prado con i leader dei Paesi Nato e poi, stasera stessa, Mario Draghi rientrerà a Roma da Madrid, con un giorno di anticipo. Il summit dell’Alleanza atlantica nella capitale spagnola continuerà senza il premier italiano richiamato a Palazzo Chigi da un importante consiglio dei ministri sulla (attesissima) riduzione delle bollette. Questa la spiegazione ufficiale, dietro la quale però è difficile non vedere come la tensione nel governo sia altissima, al limite della rottura.

Ore 21:39 - Johnson, Putin è il male? «A giudicare ciò che fa, sì»

Vladimir Putin è il male? A giudicare da ciò che fa e dalla guerra in Ucraina, «certamente sì». Lo ha detto il premier britannico Boris Johnson rispondendo a una domanda specifica di un giornalista di casa sua a conclusione della prima giornata del vertice Nato in corso a Madrid. Riprendendo gli attacchi personali rivolti da lui e da esponenti del suo governo nelle scorse ore nei confronti del presidente russo, Johnson ha poi articolato: «Io penso di sì è ciò che si fa... e penso che ciò che lui sta facendo è male». L’azione militare di Mosca in Ucraina — ha quindi rincarato — «è stato uno spaventoso atto di aggressione ingiustificata contro una popolazione innocente».

Ore 21:42 - Kiev: la frequenza dei bombardamenti su Lysychansk è enorme

La frequenza dei bombardamenti su Lysychansk, la città gemella di Severodonetsk, è «enorme». Lo ha detto il governatore regionale del Lugansk Sergey Gaidai. Aggiungendo: «I russi cercano costantemente di assaltare Lysychansk, i combattimenti continuano in periferia, la città stessa è costantemente sotto attacco», riferendo che nell’area rimangono circa 15 mila civili. E ancora: «L’autostrada Lysychansk-Bakhmut non è percorribile a causa dei bombardamenti, utilizziamo percorsi alternativi per consegnare merci su gomma».

Ore 22:21 - Zelensky rompe le relazioni diplomatiche con la Siria

Il presidente Ucraino Voldymyr Zelensky ha deciso di rompere le relazioni diplomatiche con la Siria dopo che il governo del presidente Bashar al Assad, sostenuto da Mosca, ha riconosciuto oggi ufficialmente «l’indipendenza e la sovranità» delle repubbliche di Donetsk e di Lugansk nel Donbass.«Non ci saranno più relazioni tra Ucraina e Siria», ha detto Zelensky in un video pubblicato su Telegram, affermando che «la pressione delle sanzioni» contro Damasco, alleato della Russia, «sarà ancora più forte».

Ore 22:25 - Putin: «L’obiettivo è liberare il Donbass. La Russia risponderà in maniera “speculare” alla Nato»

«L’obiettivo della Russia è liberare il Donbass». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, aggiungendo che non c’è una data per la fine dell’«operazione speciale». Per quanto riguarda il bombardamento del centro commerciale a Kremenchuk ha ribadito: «La Russia non colpisce obiettivi civili».

Sulla questione di Svezia e Finlandia nella Nato, nel caso di uno schieramento di basi Nato nei due Paesi, la Russia risponderà in modo adeguato. «Non abbiamo problemi con Svezia e Finlandia, come ne abbiamo con l’Ucraina — ha precisato Putin —. Ma in caso di posizionamento di infrastrutture militari Nato in Finlandia e Svezia, saremo costretti a rispondere in maniera speculare». Lo riporta l’agenzia Ria Novosti.

Ore 23:46 - Gb, oltre un miliardo di euro di nuovi aiuti a Kiev

Il governo britannico ha annunciato al vertice Nato di Madrid un miliardo di sterline (1,16 miliardi di euro) in aiuti aggiuntivi all’Ucraina, compresi sistemi di difesa aerea e droni. I nuovi fondi porteranno gli aiuti militari britannici a Kiev a 2,3 miliardi di sterline, ha affermato Downing Street in una nota, definendo l’aumento degli aiuti una «nuova fase» del sostegno occidentale che dovrebbe consentire all’esercito ucraino di lanciare controffensive.

Ore 23:47 - Putin: la Nato ha ambizioni imperiali

Il presidente russo Vladimir Putin ha condannato le «ambizioni imperiali» della Nato, accusando l’alleanza di cercare di affermare la sua «supremazia» attraverso il conflitto in Ucraina. «L’Ucraina e il benessere del popolo ucraino non è l’obiettivo dell’Occidente e della Nato, ma un mezzo per difendere i propri interessi», ha detto Putin ai giornalisti nella capitale del Turkmenistan Ashgabat. «I leader dei Paesi Nato vogliono affermare la loro supremazia, le loro ambizioni imperiali», ha aggiunto.

Ore 00:01 - 007 Usa: possibile che Putin usi armi nucleari

Col prolungarsi della guerra in Ucraina è possibile che la Russia usi le armi nucleari. Lo ha detto la numero uno dell’intelligence Usa, Avril Haines, intervenendo ad una conferenza del dipartimento del Commercio. «In questo lasso di tempo è possibile che le forze di Vladimir Putin facciano affidamento su altri mezzi come i cyberattacchi, i ricatti energetici o le armi nucleari per cercare di gestire e proiettare potere e influenza a livello globale», ha spiegato la numero uno dell’intelligence.

Ore 02:35 - In arrivo in Italia dagli Usa un nuovo sistema di difesa antiaerea

Armi e soldati verso Est. La Nato risponde a Vladimir Putin spostando il baricentro militare verso i confini con la Russia e la Bielorussia. Il vertice di Madrid, cominciato oggi, mercoledì 29 giugno, sancirà quindi una svolta storica, una modifica degli equilibri geo-politici anche all’interno dell’Alleanza. L’operazione è guidata dagli Stati Uniti. Il presidente americano Joe Biden ha annunciato una serie di movimenti. Il grosso delle truppe Usa rimarrà nelle basi tedesche, ma cresce il peso della Polonia che ospiterà in forma permanente il quartier generale del «Quinto corpo dei comandi avanzati». In generale, gli Stati Uniti sposteranno una squadriglia di caccia dalla Germania alla Lituania; un reparto di fanteria aviotrasportata dall’Italia alla Lettonia; parti di una brigata di incursori dalla Germania alla Romania, Bulgaria e Ungheria; batterie di missili Patriot ancora dalla Germania alla Slovacchia e alla Polonia e infine alcuni aerei F-15 dalla Gran Bretagna alla Polonia. Non basta. Il Pentagono intensificherà i turni di rotazione e aumenterà la «prontezza operativa» di unità combattenti in Polonia, nei Paesi baltici, in Romania. In arrivo anche altri due incrociatori che porteranno a sei il totale di navi da guerra nella base navale di Ruta, in Spagna. E l’Italia? In arrivo una batteria per la difesa aerea a corto raggio con circa 70 militari, unità subordinata di un battaglione di stanza in Germania.

Ore 02:44 - L’esercito ucraino in difficoltà anche per il gap tecnologico

I russi continuano a premere su Lysychansk, la località del Donbass dove si sono attestati gli ucraini dopo aver abbandonato Severedonetsk. Nelle ultime ore sono uscite notizie allarmanti, con le linee di rifornimento a rischio. Una posizione precaria per i difensori che devono risolvere problemi di equipaggiamento. I militari ucraini hanno lamentato di non avere un adeguato numero di visori notturni. Sono indispensabili nei combattimenti, nelle incursioni, nell’attività di contrasto. Gli Usa ne hanno forniti «migliaia», stessa cosa altri Paesi, numerosi quelli inviati da privati. Però sembrano essere insufficienti. A marzo erano usciti articoli dove si sosteneva che i dispositivi in dotazione alla resistenza fossero migliori rispetto a quelli degli invasori.

Adesso la narrazione si è capovolta, confermano l’idea di una difficoltà «generale», non limitata alla necessità di munizioni e armamenti pesanti. Che continuano ad arrivare. La Norvegia invierà altri tre lanciatori a lungo raggio mentre fonti della Difesa hanno rivelato che Kiev ha acquistato dall’inizio del conflitto 50 droni d’attacco turchi TB2 ed è previsto l’arrivo di altri velivoli in luglio (ne sarebbero stati abbattuti molti). Olanda e Germania hanno promesso altri 6 cannoni semoventi a lunga gittata PzH 2000.

Ore 03:46 - Amnesty: l’attacco al teatro di Mariupol è un crimine di guerra

La distruzione del teatro di Mariupol, dove avevano trovato rifugio centinaia di cittadini ucraini, va classificata come «crimine di guerra» commesso dalle forze armate russe. Lo riporta Amnesty International in un rapporto. Il testo ipotizza anche che il numero di vittime possa essere inferiore a quanto inizialmente creduto. Amnesty ha parlato con dozzine di sopravvissuti e testimoni del bombardamento del 16 marzo e ha raccolto prove tra cui foto, video e immagini satellitari. L’analisi dell’impatto dei missili sul teatro ha suggerito una detonazione di 400-800 kg di esplosivo. Per questo Amnesty ha affermato che probabilmente si è trattato di due bombe da 500 kg.

Riccardo Coletti per La Stampa il 29 giugno 2022.

È il giorno delle accuse e delle smentite. Delle scuse russe per cercare di sminuire, negare, giustificare l'ennesimo attacco missilistico in pieno giorno in centro città. Il centro commerciale Amstor di Kremenchuk fuma ancora. Dalle sue macerie sono stati estratti 20 corpi carbonizzati, 58 feriti, ma all'appello mancano 36 dispersi. «Donne e bambini; comuni civili in un centro commerciale di una città tranquilla e pacifica. Ecco chi sono le vittime di uno degli attacchi terroristici più sconsiderati della storia d'Europa - denuncia Volodymyr Zelensky nel suo discorso notturno alla nazione -. Questo non è un errore, un attacco missilistico fuori bersaglio, è un atto deliberato».

A rispondere alle accuse, in diretta dalle tv russe, il ministro degli Esteri Sergej Lavrov: «Dovete capire che più armi occidentali saranno spedite in Ucraina e più noi saremo costretti a bombardare i depositi dove vengono stoccate». La versione russa parla di un centro di stoccaggio armi colpito. Secondo i media vicini a Putin l'incendio si sarebbe esteso solo dopo al centro commerciale. Oltretutto «vuoto e dismesso». «Sono gli occidentali a voler prolungare le sofferenze dei civili, sono loro ad allungare le sofferenze di chi vive sotto i bombardamenti del regime neonazista ucraino».

Propaganda, un messaggio tv che pare l'ennesima giustificazione all'escalation russa di questa guerra. Mosca sembra voler accelerare a tutti costi, forse per anticipare l'arrivo delle armi occidentali. Severodonetsk è caduta, deserta e sotto il controllo russo. «A Lysychansk si combatte strada per strada - racconta al telefono Valerij Shibiko, sindaco della città -. I russi hanno ucciso 11 civili in fila a un centro di distribuzione dell'acqua. 

Qui è un vero inferno». Un inferno fatto di attacchi missilistici e colpi d'artiglieria. Di mezzi blindati che scortano l'avanzata delle truppe. «Gli occupanti hanno preso di mira l'unica strada che ci collega con Bakhmut. Sparano anche sui convogli che portano aiuti umanitari». Anche solo telefonare al primo cittadino è un'impresa. La linea cade continuamente, per poter scambiare poche battute servono 6 chiamate. La chiosa ha un che di drammatico: «Nessuno deve provare a venire in città: è troppo pericoloso.

Stiamo lavorando per le evacuazioni». Il suo telefono si fa muto. Irraggiungibile. Se Lysychansk è la prima linea. Terra dove tuonano i fucili d'assalto a Sloviansk il fragore è quello dei missili. Almeno 4 attacchi distinti hanno colpito siti strategici alle porte della città. Una ex fabbrica ha bruciato per ore. Si parla di un morto e decine di feriti. 

L'obbiettivo di Mosca pare sempre più chiaro: costringere gli ucraini alla ritirata. Per farlo serve un costante lavoro di logoramento fatto di cannonate e raid aerei. Se la ritirata da Severdonetsk è stata annunciata, le altre si svolgono tutte sotto traccia. Verso Sud, verso la direttrice di Donetsk gli ucraini hanno abbandonato l'ex confine che si frapponeva ai territori occupati. Zaytsevo è uno di quei paesini terra di nessuno. L'esercito di Zelensky lo ha abbandonato da un paio di giorni.

Il posto di frontiera è un cumulo di macerie fumanti e lamiere. Solo il filo spinato ed i varchi lasciano intuire che lì, sino a qualche giorno fa, c'era una frontiera trasformata in avamposto. zI russi non si sono ancora fatti vedere - racconta Ivan, 60 anni ed una dacia a due passi dalla linea di confine -. Io resto qui. È casa mia e non me ne vado». La sua è una vita furi dal mondo. «Sento la guerra. La sento tutti i giorno e tutte le notti, ma non voglio sapere altro. Ho l'orto da coltivare e le vacche da accudire». Vive in una strada deserta fatta di case e cascine abbandonate. 

Vive in una terra contesa che ad ora pare non interessare a nessuno. Si combatte un po' più a sud, a Zaitseve ed a ovest, intorno Pivnichne. Intanto in tutto il Donbas sono riprese le evacuazioni. I feriti più gravi vengono portati via dalla croce rossa internazionale. Professionisti del soccorso internazionale e volontari come Holena. La sua laurea in medicina è stata stampata da poco. «Mi sono laureata a novembre - racconta -.

Ho finito di studiare in Spagna e poi sono corsa a casa». Ora è parte dell'equipaggio di un camion medico con targa polacca che può trasportare sino ad otto feriti in barella. «Ho visto di tutto in questa guerra - annota -. Vecchi con ferite da schegge. Bambini con fratture esposte». Poi ci sono i Russi che non hanno avuto rispetto nemmeno per i corridoi umanitari. «Siamo andati 5 volte oltre le loro linee per recuperare i feriti. Ci hanno bloccato per ore. Prima non volevano farci passare dietro le loro linee, poi una volta caricati feriti e profughi ci hanno minacciato armi in mano». Il volto di Holena si fa teso, il labbro inferire le trema e lo sguardo si perde nel vuoto.

Ucraina Russia, news sulla guerra di giovedì 30 giugno. Lorenzo Cremonesi, Andrea Nicastro, Paolo Foschi e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 30 Giugno 2022.

Le notizie di giovedì 30 giugno sulla guerra. Von der Leyen: da oggi l’Ucraina può esportare elettricità all’Ue. Secondo Mosca, i militari ucraini arresi o catturati dall'inizio dell'invasione solo oltre 6mila

Questa diretta è stata chiusa. A questo link è possibile leggere tutte le notizie di oggi sulla guerra

• La guerra in Ucraina è arrivata al 127esimo giorno.

• Kiev ha ripreso il controllo dell’Isola dei Serpenti: così ha cacciato i russi.

• Mosca continua a premere su Lysychansk. Agli ucraini mancano armi, munizioni e dispositivi indispensabili come i visori notturni.

• Gli 007 Usa: «Mosca userà l’atomica? Possibile». Nuovo scambio di prigionieri: liberati 144 soldati ucraini, tra cui 95 combattenti di Azov.

• La Nato aumenterà la presenza in Europa: in arrivo in Italia un altro battaglione Usa e un sistema di difesa antiaerea. Draghi ha lasciato il summit in anticipo.

• Stoltenberg: «Gli alleati sono pronti a una guerra lunga. Sapevamo dell’invasione già in ottobre, abbiamo lavorato per impedirla».

• Perso il contatto con la centrale nucleare di Zaporizhzhia.

Ore 05:41 - Putin: se la Nato schiererà truppe in Svezia e Finlandia, risponderemo

La Russia risponderà allo stesso modo se la Nato dispiegherà truppe e infrastrutture in Finlandia e Svezia dopo che si saranno unite all’alleanza militare guidata dagli Stati Uniti, ha affermato il presidente Vladimir Putin. «Svezia e Finlandia vogliono unirsi alla Nato? Che lo facciano», ha ribadito Putin - citato dal Guardian - alla tv di Stato russa sottolineando però come «devono capire che prima non c’era alcuna minaccia, mentre ora se i contingenti militari e le infrastrutture saranno dispiegati lì dovremo rispondere in modo simile e creare eguali minacce per i territori da cui vengono minacce nei nostri confronti».

Ore 05:44 - Gazprom aumenterà le forniture di gas verso Kaliningrad

Gazprom aumenterà le forniture di gas verso l’exclave baltica di Kaliningrad. Lo riferisce il Guardian, che riporta le dichiarazioni rilasciate dal governatore regionale Anton Alikhanov dopo un incontro con il vice primo ministro russo Alexander Novak. I due hanno discusso del rafforzamento della sicurezza energetica della regione russa che confina con Polonia e Lituania. Nelle scorse settimane le autorità lituane hanno imposto il divieto di transito attraverso il loro territorio verso Kaliningrad di merci soggette a sanzioni da parte della Ue. Due giorni fa il Parlamento lituano ha approvato una legge che vieta l’importazione di gas russo. Il testo autorizza tuttavia l’utilizzo delle infrastrutture del Paese da parte dei fornitori russi che trasportano gas verso Kaliningrad.

Ore 05:45 - 007 Usa: possibile che Putin usi armi nucleari

Col prolungarsi della guerra in Ucraina è possibile che la Russia usi le armi nucleari. Lo ha detto la numero uno dell’intelligence Usa, Avril Haines, intervenendo ad una conferenza del dipartimento del Commercio. «In questo lasso di tempo è possibile che le forze di Vladimir Putin facciano affidamento su altri mezzi come i cyberattacchi, i ricatti energetici o le armi nucleari per cercare di gestire e proiettare potere e influenza a livello globale», ha spiegato la numero uno dell’intelligence.

Ore 06:00 - Amnesty: l’attacco al teatro di Mariupol è un crimine di guerra

La distruzione del teatro di Mariupol, dove avevano trovato rifugio centinaia di cittadini ucraini, va classificata come «crimine di guerra» commesso dalle forze armate russe. Lo riporta Amnesty International in un rapporto. Il testo ipotizza anche che il numero di vittime possa essere inferiore a quanto inizialmente creduto. Amnesty ha parlato con dozzine di sopravvissuti e testimoni del bombardamento del 16 marzo e ha raccolto prove tra cui foto, video e immagini satellitari. L’analisi dell’impatto dei missili sul teatro ha suggerito una detonazione di 400-800 kg di esplosivo. Per questo Amnesty ha affermato che probabilmente si è trattato di due bombe da 500 chilogrammi.

Ore 06:01 - L’esercito ucraino in difficoltà anche per il gap tecnologico

I russi continuano a premere su Lysychansk, la località del Donbass dove si sono attestati gli ucraini dopo aver abbandonato Severedonetsk. Nelle ultime ore sono uscite notizie allarmanti, con le linee di rifornimento a rischio. Una posizione precaria per i difensori che devono risolvere problemi di equipaggiamento. I militari ucraini hanno lamentato di non avere un adeguato numero di visori notturni. Sono indispensabili nei combattimenti, nelle incursioni, nell’attività di contrasto. Gli Usa ne hanno forniti «migliaia», stessa cosa altri Paesi, numerosi quelli inviati da privati. Però sembrano essere insufficienti. A marzo erano usciti articoli dove si sosteneva che i dispositivi in dotazione alla resistenza fossero migliori rispetto a quelli degli invasori. Adesso la narrazione si è capovolta, confermano l’idea di una difficoltà «generale», non limitata alla necessità di munizioni e armamenti pesanti. Che continuano ad arrivare. La Norvegia invierà altri tre lanciatori a lungo raggio mentre fonti della Difesa hanno rivelato che Kiev ha acquistato dall’inizio del conflitto 50 droni d’attacco turchi TB2 ed è previsto l’arrivo di altri velivoli in luglio (ne sarebbero stati abbattuti molti). Olanda e Germania hanno promesso altri 6 cannoni semoventi a lunga gittata PzH 2000.

Ore 06:03 - In arrivo in Italia dagli Usa un nuovo sistema di difesa antiaerea

Armi e soldati verso Est. La Nato risponde a Putin spostando il baricentro militare verso i confini con la Russia e la Bielorussia. Il vertice di Madrid, cominciato oggi, mercoledì 29 giugno, sancirà quindi una svolta storica, una modifica degli equilibri geo-politici anche all’interno dell’Alleanza. L’operazione è guidata dagli Stati Uniti. Il presidente americano Joe Biden ha annunciato una serie di movimenti. Il grosso delle truppe Usa rimarrà nelle basi tedesche, ma cresce il peso della Polonia che ospiterà in forma permanente il quartier generale del «Quinto corpo dei comandi avanzati». In generale, gli Usa sposteranno una squadriglia di caccia dalla Germania alla Lituania; un reparto di fanteria aviotrasportata dall’Italia alla Lettonia; parti di una brigata di incursori dalla Germania alla Romania, Bulgaria e Ungheria; batterie di missili Patriot ancora dalla Germania alla Slovacchia e alla Polonia e infine alcuni aerei F-15 dalla Gran Bretagna alla Polonia. Non basta. Il Pentagono intensificherà i turni di rotazione e aumenterà la «prontezza operativa» di unità combattenti in Polonia, nei Paesi baltici, in Romania. In arrivo anche altri due incrociatori che porteranno a sei il totale di navi da guerra nella base navale di Ruta, in Spagna. E l’Italia? In arrivo una batteria per la difesa aerea a corto raggio con circa 70 militari, unità subordinata di un battaglione di stanza in Germania.

Ore 06:07 - Zelensky mostra le prove video dell’attacco al centro commerciale

Volodymyr Zelensky mostra «la prova dell’attacco missilistico condotto deliberatamente dalla Russia» sul centro commerciale di Kremenchuck. «Nessuno osi mentire su questo», ha affermato il presidente ucraino mostrando le immagini di una telecamera di sicurezza datate 27 giugno che inquadrano un missile che colpisce la struttura.

Ore 06:09 - I russi: controlliamo tutte le vie di accesso a Lisichansk

Tutte le strade da e per Lisichansk sono controllate dalle truppe della Federazione russa e dai ribelli dell’autoproclamata Repubblica di Lugansk, la via Lysichansk-Artyomovsk è completamente chiusa. Lo rende noto Rodion Miroshnik, un funzionario russo secondo Ria Novosti. Il territorio della raffineria di Lisichansk è passato completamente sotto il controllo delle forze russe.

Ore 07:38 - L’arci-putinista Patrushev, il «clown» Medvedev e gli altri. Chi conta davvero a Mosca?

(Marco Imarisio) Quasi tutti gli uomini del presidente. E quanto pesano, soprattutto. Sono mesi in cui per forza di cose gli esercizi di Cremlinologia sono diventati un sottogenere giornalistico, con annesse previsioni sul nuovo Zar nell’improbabile caso di abbandono, o peggio, da parte di Vladimir Putin. Novaya Gazeta, il quotidiano diretto dal premio Nobel Dmitry Muratov , ha fatto una operazione diversa. Sulla sua edizione online, l’unica ormai possibile, ha affidato ad alcuni politologi la valutazione sulla effettiva rilevanza dei personaggi che più di tutti recitano il ruolo di guerrafondai e nemici dell’Occidente. 

Cominciamo con i due cattivi mediatici per eccellenza, Ramzan Kadyrov e Dmitry Medvedev , i due uomini che ogni mattina danno il buongiorno al creato con parole sempre più aggressive contro «i nemici della Russia». Il leader ceceno si è accreditato con i consueti toni sguaiati come il cattivo tenente di Putin. Ma è innegabile come la guerra in Ucraina gli stia dando la possibilità di uscire dal cono d’ombra del leader regionale e di ritagliarsi un ruolo importante a livello federale. Non ha alcuna possibilità di sostituirlo, ma almeno è diventato un interlocutore del presidente. Quella dell’ex delfino dello Zar è invece una parabola opposta. La tribuna degli esperti di Novaya Gazeta è concorde su Medvedev. Un grande avvenire dietro le spalle, e un presente gramo. «La sua figura ormai non appartiene più alla politica, è diventato una specie di clown dei media» dice ad esempio l’analista Nikolay Petrov.

Ore 07:45 - Putin: «L’obiettivo della Russia è liberare il Donbass»

(Luca Angelini da Prima Ora) Putin ieri ha anche detto che, per quanto riguarda l’«operazione militare speciale» (leggi invasione) in Ucraina, «l’obiettivo della Russia è liberare il Donbass». Da Kiev, l’inviato Andrea Nicastro segnala, però, che la direttrice dell’intelligence americana, Avril Haines, non è d’accordo: «Dobbiamo aspettarci di tutto, da Mosca. Putin non ha rinunciato all’idea di conquistare tutta l’Ucraina». E aggiunge: «I russi impiegheranno anni a riprendersi. Potranno avanzare, ma in modo limitato e la frustrazione potrebbe indurli ad attacchi cibernetici, a controllare le reti dell’energia e persino all’uso dell’atomica. Da parte loro gli ucraini dovrebbero riuscire a stabilizzare il fronte e a riconquistare parte del Sud. La guerra si prospetta lunga».

Nicastro segnala anche che, nel più grande scambio di prigionieri dall’inizio dell’invasione, 144 soldati ucraini sono stati liberati da Mosca in cambio di altrettanti russi. Tra gli ucraini c’erano 95 «difensori di Mariupol» e, tra questi, 43 del reggimento Azov. «Il tabù è rotto. Anche se i 144 sono in gran parte gravemente feriti, l’idea di processarli non è un obiettivo irrinunciabile».

Ore 08:25 - Lisichansk sotto bombardamenti incessanti, «no tregua»

La città in prima linea Lysychansk , è sotto incessanti bombardamenti mentre la Russia continua con la sua offensiva nell’Ucraina orientale. Il governatore regionale Serhiy Haidai ha dichiarato alla televisione ucraina: «La battaglia è in corso. I russi sono costantemente in offensiva. Non c’è tregua. Assolutamente viene tutto bombardato». Le autorità ucraine hanno affermato che stavano cercando di evacuare i residenti dalla città, al centro degli attacchi della Russia, dove circa 15.000 persone sono rimaste sotto gli incessanti bombardamenti. Le forze russe stanno circondando la città mentre provano a prendere la regione industrializzata del Donbass orientale. Tutte le strade da e per Lisichansk sono controllate dalle truppe della Federazione russa e dai ribelli della sedicente autoproclamata Repubblica di Lugansk, la via Lysichansk-Artyomovsk è completamente chiusa, secondo Rodion Miroshnik, un funzionario russo. Il territorio della raffineria di Lysichansk è passato completamente sotto il controllo delle forze russe.

Ore 08:44 - Putin: «L’adesione Finlandia e Svezia non preoccupa Mosca»

L’adesione alla Nato di Svezia e Finlandia non preoccupa la Russia che si riserva tuttavia di rispondere a un eventuale «dispiegamento di infrastrutture e contingenti militari dell’Alleanza atlantica» nei due Paesi nordici «seguendo il principio della reciprocità», ha affermato Putin. Svezia e Finlandia nella Nato «non creano lo stesso problema che si porrebbe nel caso dell’Ucraina» nell’Alleanza atlantica. «Non abbiamo dispute territoriali con loro. La loro adesione alla Nato non ci preoccupa. Sono liberi di fare quello che vogliono», ha ribadito Putin da Ashgabat. «Con Finlandia e Svezia avevamo relazioni positive, e ora ci saranno alcune tensioni. E’ evidente, non c’è modo di evitarlo», ha aggiunto il Presidente russo.

Ore 09:07 - Ucraina: partita una nave con 7.000 tonnellate di grano

Una nave con 7.000 tonnellate di grano ha lasciato il porto ucraino occupato di Berdyansk. Lo riferiscono le autorità filo-russe.

Ore 09:10 - Aiea: «Perso di nuovo contatto con centrale Zaporizhzhia»

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica «ha di nuovo perso la connessione remota con i suoi sistemi di sorveglianza dei dispositivi di sicurezza installati nella centrale nucleare di Zaporizhzhia, in Ucraina». Lo ha detto il direttore generale dell’agenzia, Rafael Grossi, in un tweet. «Ciò sottolinea la necessità che l’Aiea visiti la struttura nel prossimo futuro», ha aggiunto.

Ore 10:09 - Filo-russi, conquistata area della raffineria di Lysychansk

L’intera area della raffineria petrolifera di Lysychansk, nell’Ucraina orientale, è nelle mani delle forze russe e di quelle dell’autoproclamata repubblica di Lugansk (Lpr): lo ha detto l’ambasciatore della Lpr in Russia, Rodion Miroshnik, secondo quanto riporta la Tass. «L’area della più grande raffineria di petrolio dell’Ucraina, la raffineria di Lysychansk, è sotto controllo delle forze alleate. Le sparatorie sono continuate nella zona industriale della raffineria per diversi giorni e adesso le unità ucraine sono state allontanate dalla zona dell’impianto. I militanti sono fuggiti, abbandonando rifugi e armi», ha scritto Miroshnik su Telegram.

Ore 10:14 - Kiev, 35.600 soldati russi uccisi dall’inizio della guerra

Sono circa 35.600 i soldati russi uccisi in Ucraina dall’inizio dell’invasione, secondo l’esercito di Kiev. Nel suo aggiornamento sulle perdite subite finora da Mosca, l’esercito ucraino indica che si registrano anche 217 caccia, 185 elicotteri e 641 droni abbattuti. Lo riporta Unian. Inoltre le forze di Kiev affermano di aver distrutto 1.573 carri armati russi, 790 sistemi di artiglieria, 3.726 veicoli blindati per il trasporto delle truppe, 14 navi e 143 missili da crociera.

Ore 10:16 - Zelensky, grato a Johnson per aiuti, Gb vero amico e partner

«Sono grato al premier britannico Boris Johnson per lo stanziamento di un altro miliardo di sterline per l’assistenza alla sicurezza dell’Ucraina. Il Regno Unito è nostro vero amico e partner strategico. Apprezziamo il costante sostegno della leadership all’Ucraina nel contrastare l’aggressione russa». Così su Twitter Zelensky dopo l’annuncio dei nuovi aiuti britannici ieri al vertice della Nato.

In un altro tweet Zelensky ha inoltre riferito di una conversazione telefonica con la premier neozelandese Jacinda Ardern che ha ringraziato per «la solidarietà e il sostegno, in particolare per la sicurezza. Abbiamo discusso dell’ulteriore rafforzamento delle sanzioni alla Russia e ho invitato la Nuova Zelanda a partecipare alla ricostruzione postbellica dell’Ucraina», ha aggiunto il presidente.

Ore 10:34 - Sanchez: «Le ambizioni di Putin non si fermeranno a Ucraina»

«Le ambizioni espansioniste di Putin non si fermeranno all’Ucraina. Riguardano anche le repubbliche baltiche, Polonia, Lituania e altri Paesi che stanno bussando alle porte della Nato». Così il premier spagnolo, Pedro Sanchez, in conferenza stampa all’inizio dell’ultimo giorno del vertice Nato di Madrid. «Se la Finlandia e la Svezia aderiscono alla Nato non è per animo espansionista ma perché desiderano difendersi da una minaccia reale, ovvero la Russia guidata da Putin», ha proseguito, «se non agiamo a difesa dell’Ucraina, il costo e il prezzo che pagheremmo nel presente e nel futuro sarebbe molto maggiore».

Ore 10:36 - Widodo, che oggi vede Putin, si è offerto di mediare

Il presidente indonesiano, Joko Widodo, si è offerto nell’incontro avuto ieri con il presidente ucraino Zelensky di mediare tra lui e Putin, per cercare una soluzione negoziata alla guerra. Il presidente indonesiano, che incontrerà Putin oggi a Mosca, ha offerto a Zelensky durante la conversazione al Palazzo Maryinsky di Kiev di portare un messaggio alla controparte russa. Lo ha reso noto l’ufficio della presidenza indonesiana. «Mi offro di portare un messaggio del presidente Zelensky al presidente Putin, che visiterò presto», ha detto Widodo.

Ore 10:39 - Lettonia: «Cina “osserva” guerra per fare “qualcosa di simile”»

La Cina sta «osservando» l’evoluzione della guerra in Ucraina pensando di fare «qualcosa di simile» nell’Indo pacifico. È l’avvertimento lanciato dal presidente lettone, Egils Levits, a margine della giornata conclusiva del vertice della Nato di Madrid. Secondo Levits, «se la Russia vince, questo comporterà una distruzione del diritto internazionale» e la Cina avrà «una motivazione» per intraprendere le proprie avventure, a cominciare da Taiwan.

Ore 10:42 - Kiev, saliti a 6 i morti del raid russo di ieri a Mykolaiv

È salito a sei morti e sei feriti il bilancio delle vittime del raid missilistico russo che ha colpito ieri un edificio residenziale a Mykolaiv, nel sud dell’Ucraina. Lo rende noto l’amministrazione militare regionale su Telegram, citato da Ukrinform.

Ore 10:45 - Social media: forze russe ritirate da Isola Serpenti

Le forze russe si sono ritirate dall’Isola di Zmiinyi, popolarmente conosciuta come l’Isola dei Serpenti. Lo sostengono diversi profili sui social media, ma al momento non sono filtrati ulteriori dettagli. Filmati e foto sembrano mostrare apparecchiature in fiamme sul posto.

 Ore 11:10 - Mosca, attacco a centro commerciale concepito da Kiev

L'attacco al centro commerciale di Kremenchuk di lunedì è stato concepito da Kiev alla vigilia di eventi internazionali per fare in modo che l'Occidente fornisca più armi all'Ucraina: lo ha detto l'inviato russo all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), Alexander Lukashevich, secondo quanto riporta la Tass. «È stato un finto incidente che, ovviamente, è stato messo in scena alla vigilia di eventi internazionali con l'obiettivo di persuadere l'Occidente a fornire una risposta comune e, cosa è più importante, più armi» all'Ucraina, ha detto Lukashevich al canale tv Rossiya-24. Martedì il ministero della Difesa russo ha negato il bombardamento sul centro commerciale affermando invece che un «missile di precisione» aveva colpito un deposito in cui erano stoccate armi inviate dagli Usa e dall'Europa provocando un incendio che poi si era propagato al vicino centro commerciale, che in quel momento «era chiuso».

Ore 11:44 - Papa, imperialismo nulla a che fare con Dio

La guerra in Ucraina richiede «conversione». Lo ha detto il Papa ricevendo una delegazione del Patriarcato ortodosso ecumenico. «C'è anche da convertirsi per capire che conquiste armate, espansioni e imperialismi non hanno nulla a che vedere con il Regno che Gesù ha annunciato, con il Signore della Pasqua che nel Getsemani chiese ai discepoli di rinunciare alla violenza, di rimettere la spada al suo posto `perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno´», ha detto il Papa.

Ore 11:48 - Ucraina: Putin, azioni Kiev in Donbass sono genocidio

«Le azioni di Kiev nel Donbass sono un genocidio», ha detto il presidente russo Vladimir Putin secondo la Tass. Le azioni del regime di Kiev nel Donbass possono essere definite solo come «crimine contro l'umanità», ha aggiunto.

Ore 11:49 - Papa, imperialismo nulla a che fare con Dio

La guerra in Ucraina richiede «conversione». Lo ha detto il Papa ricevendo una delegazione del Patriarcato ortodosso ecumenico. «C'è anche da convertirsi per capire che conquiste armate, espansioni e imperialismi non hanno nulla a che vedere con il Regno che Gesù ha annunciato, con il Signore della Pasqua che nel Getsemani chiese ai discepoli di rinunciare alla violenza, di rimettere la spada al suo posto `perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno´», ha detto il Papa.

Ore 11:55 - Ecclestone difende Putin, pronto a morire per lui

Bernie Ecclestone non tradisce la sua amicizia con Vladimir Putin e, in un'intervista concessa oggi a Good Morning Britain, popolare talk show mattutino di Itv, difende a spada tratta il presidente russo dalle accuse sulla guerra in Ucraina con dichiarazioni choc, fuori scala rispetto al contesto mediatico britannico odierno: definendolo «una persona di prima classe» e arrivando a dirsi pronto a «prendere un proiettile» per lui, laddove mai fosse necessario.

Il 91enne ricchissimo ex patron britannico della Formula 1 ammette che anche Putin, «come noi uomini d'affari», possa aver «commesso errori». Ma si dice sicuro che stia cercando di porvi riparo e comunque si dichiara convinto che egli abbia ordinato l'azione militare in Ucraina ritenendo di fare «la cosa giusta per la Russia» e il suo popolo. Nello stesso tempo ironizza sul presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, riferendosi a lui come a «quell'ex comico», accusandolo di non aver cercato per tempo un accordo che avrebbe potuto a suo dire evitare la guerra. Ecclestone critica infine la cancellazione dal calendario della F1 del gran premio di Russia; e soprattutto il boicottaggio nell'automobilismo come in altri sport di piloti e atleti vari puniti per ragioni politiche solo per il fatto di avere un passaporto russo: «Io - taglia corto - non lo avrei mai fatto».

Ore 12:04 - Putin, Russia aperta al dialogo su stabilità e disarmo

«La Russia è aperta al dialogo sulla stabilità strategica mondiale, il disarmo e il commercio». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, aggiungendo, secondo la Tass, che Mosca «cercherà di rendere il mondo più democratico». Putin ha poi denunciato «i Paesi che difendendo la propria esclusività violano i diritti al loro interno» e i «tentativi di sostituire la legge con i diktat», affermando di essere «in disaccordo con l'opinione secondo cui le leggi internazionali esistenti andrebbero cancellate». «L'ordine mondiale multipolare si sta evolvendo in senso globale - ha aggiunto - e il processo non può essere invertito».

Ore 12:36 - Mosca, oltre 6.000 militari ucraini arresi o catturati

Oltre 6.000 militari ucraini si sono arresi o sono stati fatti prigionieri dall'inizio della guerra in Ucraina: lo ha detto il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, secondo quanto riporta Interfax. «Il numero totale dei militari ucraini che sono stati catturati o che si sono arresi supera i 6.000», ha detto Konashenkov ai giornalisti.

Ore 12:40 - Kiev, liberato territorio strategico Isola dei Serpenti

L'esercito ucraino ha salutato «la liberazione di un territorio strategico», dopo l'annuncio in mattinata da parte di Mosca del ritiro dall'Isola dei Serpenti nel Mar Nero, occupata fin dai primi giorni dell'invasione russa in Ucraina. «Ringrazio i difensori della regione di Odessa che hanno fatto tutto il possibile per liberare un territorio strategicamente importante», ha detto su Telegram il comandante in capo delle forze armate ucraine, Valeriy Zalouzhniy.

Ore 12:46 - Filorussi, Kiev usa missili Occidente contro civili in Donbass

Le forze ucraine hanno bombardato insediamenti civili nelle zone dell'Ucraina orientale controllate dai separatisti filorussi con i sistemi di lanciarazzi multipli statunitensi e gli obici europei appena ricevuti: lo ha detto alle agenzie di stampa russe il vice "ministro dell'Interno" dei separatisti filorussi nella regione di Lugansk (est), Roman Vedmedenko. «I nuovi obici e gli Himars sono già al lavoro contro la popolazione civile del nostro territorio», ha detto alle agenzie di stampa russe Vedmedenko. «C'è un afflusso costante di nuove armi dall'Europa», ha aggiunto. Gli Stati Uniti hanno annunciato all'inizio di giugno che avrebbero inviato all'Ucraina lanciarazzi multipli di tipo Himars M142, con una gittata leggermente superiore ai loro equivalenti di fabbricazione russa e sovietica. Nelle ultime settimane anche diversi Paesi europei - tra cui Francia e Germania - hanno fornito potenti obici alle forze ucraine.

Ore 12:49 - Russia: produzione auto crolla a maggio, -97% sul 2021

In Russia nel maggio di quest'anno sono state prodotte 3.700 automobili, il 97% in meno rispetto al maggio dello scorso anno: lo riferisce l'agenzia nazionale russa di statistiche Rosstat, ripresa dal Moscow Times, secondo il quale solo due stabilimenti automobilistici su 20 rimangono attivi in Russia dopo che le principali case automobilistiche hanno interrotto la produzione e le vendite in seguito all'invasione dell'Ucraina. In totale, sempre secondo il Moscow Times, tra gennaio e maggio in Russia sono stati prodotti 268.000 autoveicoli, meno della metà di quelli prodotti nello stesso periodo dello scorso anno. Il giornale sottolinea che l'industria automobilistica russa impiega 300.000 persone, mentre altri tre milioni di persone lavorano in settori correlati.

Ore 12:53 - Von der Leyen, da oggi esporterà elettricità in Ue

«Sono molto lieta di annunciare che da oggi l'Ucraina può esportare elettricità nel mercato dell'Ue. Fornirà un'ulteriore fonte di elettricità per l'Unione. E le entrate tanto necessarie per l'Ucraina. Quindi ne beneficiamo entrambi». Lo scrive in un tweet la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Ore 13:00 - Fico: Italia con Usa e Ue compatti su aggressione

«L'Italia e gli Stati Uniti insieme all'Unione europea hanno espresso sulla brutale aggressione dell'Ucraina da parte della Russia una posizione compatta, e questa compattezza rappresenta un fattore assolutamente fondamentale». Lo ha detto il presidente della Camera Roberto Fico dopo il suo incontro a Montecitorio con la Speaker della Camera dei rappresentanti statunitense Nancy Pelosi.

Ore 13:02 - Medvedev, in Ucraina nel rispetto della Carta dell'Onu

La decisione sull'operazione militare in Ucraina «è stata dura ma soppesata e forzata» ed è avvenuta «nel rispetto del diritto all'autodifesa sancito dall'Onu. Non hanno senso i tribunali contro la prima potenza nucleare». Lo ha affermato il presidente del Consiglio di Sicurezza russo Dmitry Medvedev in una riunione del Forum legale di San Pietroburgo, secondo la Tass. «La Russia ha esercitato il suo diritto inalienabile all'autodifesa nel rigoroso rispetto dei valori fondamentali della Carta delle Nazioni Unite, coerentemente con l'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite». «L'avviso pertinente è stato inviato al Segretario generale delle Nazioni Unite e al Consiglio di sicurezza», ha continuato, «l'obiettivo dell'operazione speciale è proteggere le persone che sono state sottoposte a trattamenti disumani e persecuzioni da parte del regime di Kiev nel corso degli anni in violazione di ogni possibile norma e standard», ha aggiunto Medvedev.

Ore 13:14 - Pelosi loda il forte ruolo guida dell'Italia

La Speaker del Congresso Usa Nancy Pelosi ha lodato, nell'ambito della crisi Ucraina, il «forte ruolo guida» assunto dall'Italia, improntato a un impegno «a tutto campo a favore della pace e della diplomazia». «Non si può negare l'importanza dei negoziati in questa situazione internazionale, che devono basarsi sulla forza, e plaudo al ruolo che l'Italia ha svolto all'interno della Nato e dell'Unione Europea».

Ore 13:25 - Il presidente Widodo invita al G20 sia Putin che Zelensky

(Federico Rampini) Mario Draghi aveva auspicato una partecipazione «in remoto» di Vladimir Putin al prossimo G20, che si terrà a novembre. Era un modo per mettere in castigo il presidente russo sottolineando fisicamente la sua distanza e il suo isolamento dagli altri leader. Ma la presidenza di turno di quel G20 spetta all’Indonesia e il presidente di quel Paese ha avuto un’idea diversa: usare quel summit (che si terrà sull’isola di Bali) per la ripresa di un dialogo tra Putin e Vladimir Zelensky. L’iniziativa di Joko Widodo la dice lunga sul diverso approccio tra noi occidentali, e quella maggioranza di nazioni che hanno scelto una forma di «non allineamento», per esempio astenendosi dall’applicare le sanzioni economiche contro la Russia. Joko Widodo ha lanciato la sua iniziativa diplomatica proprio in questi giorni, a ridosso dei vertici G7 e Nato, al primo dei quali era stato invitato come un osservatore.

Ore 13:37 - Medvdev, sanzioni potrebbero essere «casus belli»

Le sanzioni unilaterali imposte alla Russia e che si sono trasformate in una guerra economica potrebbero essere considerate un `casus belli´ e quindi fornire il diritto all’autodifesa individuale e collettiva. Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, l’ex presidente russo Dmitry Medvedev, al Forum legale di San Pietroburgo. «L’attuale pratica, rozza e cinica, delle restrizioni unilaterali contro la Russia, la cui natura illegittima è stata ripetutamente sottolineata a tutti i livelli, è simile, come dicono i nostri oppositori, alla dichiarazione di una guerra economica. Questa è la guerra in cui ampi segmenti dell’intera popolazione mondiale sono le vittime, senza accesso agli strumenti per soddisfare i propri bisogni primari», ha continuato Medvedev. «Permettetemi dunque di ripetere che, in determinate circostanze, tali misure ostili potrebbero essere considerate come un atto di aggressione internazionale o addirittura come un “casus belli”. In questi casi, un Paese ha diritto all’autodifesa individuale e collettiva».

I forum internazionali che hanno condannato la Russia dopo l’attacco in Ucraina come l’Osce e il Consiglio Onu per i diritti umani «si sono screditati da soli» e «devono essere rifondati», ha concluso Medvedev.

Ore 13:39 - Nato: Stoltenberg, cambiato registro Mosca su Svezia e Finlandia

La Russia ha cambiato registro sull’adesione alla Nato di Svezia e Finlandia, con la dichiarazione odierna del presidente Putin, il quale ha affermato che l’ingresso nell’alleanza dei due Paesi nordici «per lui non cambia molto». Lo ha osservato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, nella conferenza stampa finale del vertice di Madrid, sottolineando che i russi «hanno comunicato messaggi differenti in passato. «Non sono le sanzioni» a provocare la crisi alimentare, ma «la guerra, e la crisi alimentare può finire se finisce la guerra e la guerra finirebbe domani se Putin ritirasse le sue forze» dall’Ucraina, ha ribadito. Il politico norvegese ha assicurato — poi — che l’alleanza è pronta a «ogni eventualità» e ha avvertito che «una guerra su piena scala tra Nato e Russia causerebbe un livello di morte e distruzione molto, molto peggiore rispetto a cui stiamo assistendo» in Ucraina. «Non siamo parte del conflitto in Ucraina», ha ribadito Stoltenberg, «abbiamo aumentato in modo significativo lo schieramento a Est per eliminare ogni spazio per errori di calcolo e incomprensioni». E concluso: «Se faranno qualcosa di simile a quello fatto in Georgia nel 2008 o in Ucraina oggi, scatterebbe una credibile piena risposta di tutta l’alleanza: questo è il messaggio principale».

Ore 13:41 - Johnson: basta con mito su responsabilità Nato

Bisogna «far esplodere il mito» secondo il quale la Nato ha responsabilità nel conflitto in Ucraina. Lo ha dichiarato il premier britannico, Boris Johnson, in conferenza stampa al termine del vertice Nato di Madrid. Il ritiro russo dall’Isola dei Serpenti è «un esempio di resistenza» che mostra come sia «impossibile» sottomettere l’Ucraina. Lo ha dichiarato il premier britannico, Boris Johnson, in conferenza stampa al termine del vertice Nato di Madrid.

Ore 13:43 - Kiev, russi non hanno lasciato isola Serpenti, li abbiamo cacciati

«I russi dicono di aver lasciato l’isola dei Serpenti come gesto di buona volontà ma questo è falso. Le forze armate ucraine hanno cacciato i russi». Lo ha scritto su Telegram, Andriy Yermak, capo dell’ufficio presidenziale ucraino.

Ore 14:03 - Johnson: disastro per il mondo se Putin vince la guerra

Gli alleati della Nato e del G7 capiscono che se Vladimir Putin vince la guerra in Ucraina vi sarebbero conseguenze disastrose per il mondo. Lo ha detto il premier britannico Boris Johnson al termine del summit di Madrid lanciando anche una sorta di appello ai cittadini britannici (ma non solo) a non interrompere il loro sostegno all’Ucraina a causa dell’aumento dei costi della vita. «La libertà ha un prezzo e vale la pena pagarlo: se Putin vince si troverebbe nella posizione di colpire altri Paesi dell’area ex sovietica» e questo porterebbe maggior caos e dunque maggiori instabilità nell’economia.

Ore 14:04 - Truss: Putin terribile dittatore, ma non perché uomo

Vladimir Putin è «uno spaventoso dittatore che sta perpetrando in Ucraina una guerra illegale e non giustificabile in alcun modo». Lo ha detto la ministra degli Esteri britannica, Liz Truss, intervistata oggi da vari media, rinnovando l’attacco lanciato ieri da Boris Johnson e dal titolare della Difesa, Ben Wallace, contro il presidente russo, ma glissando sulle accuse di machismo scagliate dall’uno o sull’aggettivo «pazzo» (lunatic) usato dal secondo. «Io - ha detto rispondendo a una domanda specifica sulla «mascolinita’ tossica» imputata da BoJo al leader del Cremlino - non pretendo di poter fare un’analisi psicologica su di lui, e non penso sia utile che lo faccia. Penso comunque che sia le donne sia gli uomini siano capaci di azioni terribili e spaventose». Quanto al conflitto ucraino più in generale, Truss ha in ogni caso insistito sulla linea dura di Londra, invitando gli alleati della Nato a «ignorare la retorica» delle ultime dichiarazioni di Putin e a continuare a intensificare l’aiuto anche militare a Kiev «con le armi di cui le forze ucraine hanno bisogno per vincere la guerra» contro Mosca. Non senza ribadire di credere nella prospettiva che esse possano ribaltare alla fine la situazione e liberare «tutti i territori occupati».

Ore 14:27 - Cremlino, tra Usa e Russia nessun piano dialogo su stabilità

Mosca e Washington non hanno piani concreti per riprendere il dialogo sulla stabilità strategica: lo ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. «No, sfortunatamente, finora non ci sono piani tangibili in merito», ha detto il portavoce rispondendo a una domanda su eventuali contatti per garantire la stabilità strategica tra Russia e Stati Uniti. Peskov ha confermato che il presidente russo Vladimir Putin e il presidente negli Stati Uniti Joe Biden non hanno avuto alcun contatto diretto dall'inizio dell'operazione militare speciale russa in Ucraina. «Sì, confermo», ha detto rispondendo sull'argomento.

Ore 14:57 - Von der Leyen: da oggi Kiev può esportare elettricità a Ue

«Sono lieto di annunciare che da oggi l’Ucraina può esportare elettricità nel mercato dell’Ue. Questo fornirà un’ulteriore fonte di elettricità per l’Ue. E all’Ucraina un reddito di cui ha bisogno. Così ne beneficiamo entrambi». Lo scrive in un tweet la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

Ore 15:04 - Stoltenberg: proteggeremo Svezia e Finlandia come ogni alleato

Sull’adesione di Svezia e Finlandia alla Nato, da Mosca sono arrivati reazioni e messaggi contraddittori, ma l’Alleanza comunque proteggerà ora anche i due paesi nordici, ed è pronta a qualsiasi eventualità. Lo ha detto il segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg, rispondendo ai giornalisti durante la conferenza stampa al termine del vertice dei capi di Stato e di governo dei paesi membri oggi a Madrid. «Finlandia e Svezia - ha sottolineato Stoltenberg - sono nazioni sovrane, sono libere di scegliere il loro percorso, e quindi sono libere di entrare nella Nato, e noi abbiamo dato loro il benvenuto nella nostra Alleanza. Allo stesso tempo - ha aggiunto - ciò che vediamo in Ucraina dimostra la Russia è completamente focalizzata su questa guerra, e prendiamo nota di questo messaggio da Mosca secondo cui non cambia molto il fatto che Finlandia e Svezia si stiano unendo agli alleati; in effetti hanno comunicato diversi messaggi da Mosca su questa questione». Mentre in un primo tempo il Cremlino era sembrato poco interessato dalle due nuove adesioni alla Nato, affermando che per la Russia è la questione ucraina che è importante, in un secondo tempo è stata annunciata una risposta diretta da parte del governo russo, nel caso in cui fossero posizionati dei sistemi d’arma della Nato nei due paesi nordici. «La cosa più importante per noi - ha sottolineato Stoltenberg - è che Finlandia e Svezia diventeranno membri dell’Alleanza. Noi siamo pronti a proteggere i nostri alleati, comprese naturalmente Svezia e Finlandia, e siamo pronti a qualunque eventualità», ha avvertito il segretario generale.

Ore 15:06 - Biden: altri 800 milioni di aiuti militari a Kiev

«Questo è stato un vertice storico. Prima che la guerra iniziasse, avevo avvertito Putin che l’alleanza sarebbe diventata più forte e più unita e questo è quello che è successo». Lo ha detto il presidente americano Joe Biden nella conferenza stampa dopo il vertice della Nato a Madrid. «Il mondo è cambiato e la Nato è cambiata di conseguenza», ha aggiunto il presidente. Per la Nato «la Russia è una minaccia diretta e la Cina è una sfida sistemica. Noi sosterremo Kiev per tutto il tempo che serve. I russi hanno perso 15 anni di sviluppo della loro economia, c’è stato il primo default in 100 anni, hanno difficoltà nella produzione del petrolio perché hanno bisogno di tecnologia americana e vi è una situazione simile nel settore militare». E ha aggiunto: «Difenderemo ogni centimetro del territorio alleato, le cose cambiano e noi ci dobbiamo adattare. Ho detto a Putin che se avesse attaccato avrebbe ottenuto più Nato e questo è esattamente ciò che è accaduto. Questo è un summit che serve per rafforzare l’Alleanza. Il mondo cambia e la Nato cambia di conseguenza». Infine, il presidente Usa ha annunciato anche l’invido di «altri 800 milioni di aiuti militari», sottolineando come sarà possibile «fissare un tetto al prezzo del petrolio».

Ore 15:16 - Domani discorso von der Leyen a Parlamento Kiev

«A seguito della decisione del Consiglio europeo di concedere all’Ucraina lo status di candidato all’Ue, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è stata invitata a tenere un discorso al Parlamento ucraino». Lo annuncia il portavoce di von der Leyen, Eric Mamer. L’intervento sarà trasmesso domani alle 8.30 in diretta sui canali dell’Ue.

Ore 15:17 - Scholz: «Ridicola la reazione di Putin al vertice»

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha definito «ridicola» la reazione di Vladimir Putin al vertice della Nato di Madrid, che ha aperto le porte all’ingresso di Finlandia e Svezia e definito la Russia «una minaccia». La Nato è «un’alleanza difensiva», ha ricordato Scholz, parlando in conferenza stampa e assicurando che gli alleati «continueremo a sostenere l’Ucraina finché sarà necessario».

Ore 15:26 - Medvedev, operazione in Ucraina decisione difficile ma ponderata

«L'operazione speciale è stata una decisione difficile, per nulla facile da prendere, ma proprio per questo è stata ben ponderata ed equilibrata». Lo ha affermato in un discorso al Forum legale internazionale di San Pietroburgo il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, riporta la Tass. «Quando tutti i mezzi per una soluzione pacifica erano esauriti, dopo che abbiamo fatto tutto il possibile per risolvere la situazione con metodi diplomatici, non era più possibile fare diversamente».

Ore 15:41 - Mosca, Kiev ha imposto embargo commerciale a Siria

L'Ucraina ha imposto un embargo commerciale sulla Siria a seguito del riconoscimento da parte di Damasco delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk. Ne dà notizia il ministero degli Esteri russo citato dalla Tass. Ieri Kiev aveva rotto le relazioni diplomatiche con la Siria.

Ore 15:53 - Atletica leggera Usa: fondi per far partecipare atleti ucraini

Un primo gruppo di atleti e allenatori ucraini è partito per gli Stati Uniti in vista dei Campionati del mondo di atletica leggera 2022, che svolgeranno dal prossimo 15 luglio e fino al 24 luglio in Oregon. World Athletics - come segno di solidarietà alla popolazione e contraria alla guerra russa in Ucraina - ha distribuito più di 220.000 dollari per supportare gli atleti ucraini che si preparano per i campionati mondiali di atletica leggera.

Ore 16:07 - Lavrov: torna la cortina di ferro tra Occidente e Russia

Una «cortina di ferro» sta riemergendo fra la Russia e l’Occidente. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov dopo il vertice della Nato.

Ore 16:14 - Mykolaiv, il bilancio del bombardamento sale a 7 morti e 6 feriti

Sale a sette morti e sei feriti il bilancio dell’attacco missilistico che ieri ha colpito un edificio residenziale nella città ucraina di Mykolaiv. I soccorritori del Ses, infatti, hanno appena ritrovato il cadavere di una donna sotto le macerie del palazzo di cinque piani, parzialmente distrutto a causa dell’attacco.

Ore 16:24 - Il presidente dell’Indonesia a Mosca, vedrà Putin

Il presidente indonesiano Joko Widodo è arrivato a Mosca, dove vedrà il leader russo Vladimir Putin con l’obiettivo di cercare modi per consentire l’esportazione di grano dall’Ucraina e tentare una mediazione per un cessate il fuoco, riporta il Guardian. Widodo, che ieri ha incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, e ha detto che si è offerto di consegnare un messaggio a suo nome a Mosca.

L’Indonesia, che è presidente del G20, ospiterà il vertice dei leader a Bali a novembre. Alcune nazioni, compresi gli Stati Uniti, hanno minacciato di boicottare l’evento nel caso in cui Putin dovesse parteciparvi. L’Ucraina è stato invitato a partecipare al vertice come ospite speciale.

Ore 16:28 - Cremlino: Putin invitato al G20, decisione a tempo debito

«Abbiamo ripetutamente detto che la Russia è invitata al G20 in quanto Paese membro. È un tema che stiamo analizzando. Una decisione verrà presa a tempo debito». Lo ha ribadito il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dalle agenzie russe, in risposta a domande su quanto affermato dal primo ministro britannico Boris Johnson, il quale ieri aveva scoraggiato l’idea di boicottare il vertice in Indonesia in caso di partecipazione di Vladimir Putin. Le parole di Johnson - ha detto Peskov - «non hanno alcuna influenza sulla nostra decisione».

Ore 16:36 - Olena Zelenska: la Russia sta rubando i nostri bambini

«È una tragedia, stanno rubando i nostri bambini e li stanno portando in Russia, è un crimine». Lo ha detto la first lady ucraina Olena Zelenska intervistata a Porta a Porta. «In Russia hanno cambiato addirittura la legislazione per poter permettere alle famiglie russe di adottare i bambini ucraini più facilmente. Noi lo vediamo come un crimine, cerchiamo di parlare di questo in tutte le sedi per poter restituire questi bambini alla loro patria, cercheremo di riportare tutti i bambini in Ucraina», ha spiegato, riferendo che «ad oggi non c’è un elenco di nomi e cognomi dei bambini portati in Russia».

Per quanto riguarda il sostegno occidentale all’Ucraina, la moglie di Zelensky ha detto: «Abbiamo sempre creduto nell’umanità delle persone, che si è avverata per quanto riguarda il sostegno che riceviamo dagli altri Paesi. L’Italia ha accolto migliaia di cittadini ucraini, e li ringraziamo per questo».

Alla domanda, quando tornerà la pace? Ha risposto: «Lo vorrei sapere anche io. Questo dipenderà da quanto aiuto arriverà dagli altri Paesi e da quanto velocemente questo avverrà. Solo così si avrà la pace».

Ore 17:18 - Presidente Indonesia: «Consegnato a Putin il messaggio di Zelensky»

Il presidente indonesiano Joko Widodo ha dichiarato di aver consegnato al presidente russo Vladimir Putin un messaggio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Lo riporta l’agenzia Interfax. «Ho trasmesso il messaggio del presidente Zelensky al presidente Putin e ho espresso la mia disponibilità a stabilire una comunicazione tra i due leader», ha detto Widodo secondo Interfax.

Ore 18:34 - Draghi: se l’Ucraina non si difende c’è sottomissione, non pace

«La posizione espressa nel G7 e nella Nato è di sostegno all’Ucraina, la frase esatta è: sosterremo l’Ucraina per tutto il tempo necessario. Significa aiuto economico, umanitario, ormai importante, e militare. Su questo tutta l’alleanza Nato e l’alleanza del G7 è unita, molto determinata. A differenza di altre situazioni, c’è una frase esplicita, se ci fosse la disponibilità ai negoziati siamo pronti a aprirli. Ma se l’Ucraina non si difende, non c’è pace, c’è sottomissione, schiavitù, e continuerà la guerra». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, in conferenza stampa.

Ore 18:52 - Kiev, distrutta una colonna veicoli russi con munizioni

Le Forze d’assalto dell’esercito ucraino hanno rivendicato la distruzione di una colonna di veicoli russi che trasportavano munizioni. È quanto si legge in messaggio su Telegram, rilanciato da Ukrinform, che mostra in allegato le immagini dell’azione, compiuta dalla 95esima Brigata aerea d’assalto.

L’andamento dei combattimenti è stato comunicato su Facebook dallo Stato maggiore ucraino. «Le unità nemiche si stanno raggruppando in direzione Sloviansk», si legge. Nella zona di Kharkiv «il nemico difende le posizioni precedentemente occupate e ha condotto attacchi aerei vicino a Prudyanka e Odnorobivka e un attacco missilistico sulla città di Kharkiv». I russi hanno poi «intrapreso un’azione offensiva in direzione Kramatorsk, dove è stato colpito da un attacco aereo il villaggio di Tetyanivka».

Ore 19:09 - «A Lysychansk situazione difficile, evacuazione impossibile»

Pesanti combattimenti sono ancora in corso a Lysychansk, come ha dichiarato il governatore regionale di Lugansk, Sergey Gaidai. «La situazione a Lysychansk, in Donbass, è estremamente difficile», ha detto precisando che le evacuazioni dei civili sono impossibili a causa dei bombardamenti senza tregua. «Ci sono molti bombardamenti e da più direzioni. L’esercito russo si sta avvicinando da diverse direzioni verso Lysychansk». Le forze russe rimangono comunque alla periferia della città, dove al momento non ci sono combattimenti per le strade.

Ore 19:11 - Gli Usa congelano asset a oligarca russo per 1 miliardo

Gli Stati Uniti hanno annunciato il congelamento dei beni di una società con sede negli Stati Uniti - per il valore totale di oltre 1 miliardo di dollari - legata all’oligarca russo Suleiman Kerimov, affermando che l’alleato del presidente Vladimir Putin l’ha utilizzata per incanalare e investire fondi oscuri. Il dipartimento del Tesoro ha affermato che Kerimov, un miliardario attivo nella politica russa, gestisce segretamente l’Heritage Trust, con sede nel Delaware, e che ha investito i suoi soldi in una serie di grandi società pubbliche.

Ore 20:50 - Kiev smentisce Widodo, nessun messaggio per Putin

Kiev ha smentito di aver consegnato al presidente indonesiano, Joko Widodo, un messaggio per il leader del Cremlino, Vladimir Putin. «Per quanto riguarda qualunque messaggio, il presidente dell’Ucraina se vuole rivolgersi a qualcuno lo fa pubblicamente nei suoi appelli quotidiani», ha dichiarato il portavoce del presidente Volodymyr Zelensky, Serghei Nikiforov. Poco prima, da Mosca, dove si è recato in visita dopo avere fatto tappa a Kiev, Widodo aveva riferito di aver trasmesso a Putin un messaggio da parte di Zelensky, senza rilevarne il contenuto.

Ore 21:06 - La Russia convoca l’ambasciatrice inglese per «commenti offensivi»

Il Cremlino ha convocato l’ambasciatrice britannico per i commenti «offensivi» del Regno Unito e per le «informazioni deliberatamente false» divulgate. Il ministero degli Esteri russo ha annunciato che una «forte protesta» è stata espressa all’ambasciatrice Deborah Bronnert per «le affermazioni francamente rudi della leadership britannica riguardo alla Russia, al suo leader e ai rappresentanti ufficiali delle autorità, nonché al popolo russo». Alla signora Bronnert, ha poi reso noto, è stato consegnato un memorandum in cui si afferma che «la retorica offensiva dei rappresentanti delle autorità britanniche è inaccettabile» e che «in un consesso bene educato, è consuetudine scusarsi per tali dichiarazioni». Il ministero ha inoltre affermato che la Russia ha contestato con la Bronnert le dichiarazioni britanniche contenenti «informazioni deliberatamente false, in particolare sulle presunte minacce russe di utilizzare armi nucleari».

Ore 00:30 - Colloquio telefonico Zelensky-Steinmeier

Si rafforza il ponte tra Ucraina e Germania. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avuto infatti ieri un colloquio telefonico con il suo omologo tedesco Frank-Walter Steinmeier. «Discusso il crescente sostegno militare all’Ucraina - scrive su Twitter Zelensky -. Apprezziamo la solidarietà del popolo tedesco per il nostro cammino verso la Ue e il sostegno nel contrastare l’aggressione. Espresso ringraziamenti per le condoglianze per il disumano attacco su Kremenchuk».

Ore 00:58 - Zelensky: «Il ritiro russo dall’ Isola Serpenti cambia situazione nel Mar Nero»

Il ritiro russo dall’Isola Serpenti cambia di fatto la situazione nel Mar Nero. lo ha sottolineato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo aver ha elogiato le forze armate ucraine per il ruolo avuto nell’operazione durante il suo consueto discorso serale. Il leader di Kiev - riferisce l’agenzia ucraina Unian - ha detto di essere «grato ai nostri artiglieri, ai piloti dell’aviazione, all’esercito e alle forze aeree». Poi ha sottolineato che l’isolotto «è un punto strategico» e quindi il ritiro russo «cambia in modo significativo la situazione nel Mar Nero». Secondo Zelensky tutto ciò «non garantisce sicurezza, non garantisce che il nemico non torni, ma limita già notevolmente le azioni degli occupanti. Passo dopo passo li spingeremo fuori dal nostro mare, dalla nostra terra, dal nostro cielo».

Ore 02:07 - Bombardamento su condominio a Odessa, 10 morti

Sono dieci le persone che sono rimaste uccise dopo un bombardamento dell’esercito russo su un condominio ad Odessa. Lo hanno reso noto fonti ufficiali ucraine. E la conferma arriva dal portavoce dell’amministrazione militare di Odessa, Sergei Bratchuk: «Il numero delle vittime nel condominio ha raggiunto le 10 persone». Bratchuk ha aggiunto che il missile è stato lanciato da un aereo proveniente dal Mar Nero.

Il missile ha colpito un edificio residenziale di nove piani, nella regione di Bilgorod-Dniester», a circa 80 km a sud di Odessa, ha continuato il portavoce ucraino che ha aggiunto che un altro missile aveva colpito un centro ricreativo. Nell’edificio, «nove piani di una sezione sono completamente distrutti... I soccorritori hanno già fornito assistenza medica a sette feriti, tra cui tre bambini». L’attacco missilistico all’edificio residenziale arriva pochi giorni dopo che un attacco russo ha distrutto un centro commerciale a Kremenchuk, nell’Ucraina centrale, uccidendo almeno 18 civili.

Ore 05:10 - Zelensky: «Può cominciare export elettricità verso Ue»

È stato lo stesso Volodymyr Zelensky a dare ieri l’annunci: l’Ucraina ha iniziato a «esportare significativamente» energia elettrica verso l’Unione Europea, attraverso la Romania. «Giovedì è stato compiuto un passo importante nel nostro avvicinamento all’Unione Europea», ha sottolineato il presidente dell’Ucraina, la cui richiesta di adesione all’Ue è stata approvata la scorsa settimana dall’Ue-27.

Kremenchuk, anatomia di un massacro voluto dai russi: ecco le prove che smentiscono il Cremlino. L’attacco al centro commerciale che ha causato oltre venti vittime era mirato ed è stato causato dai missili russi. Ecco smontate una per una le fake della propaganda putiniana. Lorenzo Tondo e Alessio Mamo su La Repubblica il 7 luglio 2022.

Mentre un bombardiere russo decollava da una base militare di Kursk, al confine con l’Ucraina, a circa 500 chilometri di distanza Yevhenia Semyonova, commessa in un negozio di articoli sportivi al centro commerciale di Kremenchuk, salutava quello che sarebbe stato il suo ultimo cliente. E quando, pochi minuti dopo, il pilota russo lancerà dal suo velivolo un missile supersonico lungo 11 metri, Yevhenia fu presa da un sussulto, mentre dagli altoparlanti il suono di un allarme aereo si diffondeva nel grande magazzino.

DAGONEWS l'1 luglio 2022.

Un nuovo filmato mostra quello che è successo davvero nel centro commerciale Amstor di Kremenchuk, che i russi dicono essere stato un “finto incidente” concepito dall’Ucraina. Nel video, registrato dalle telecamere a circuito chiuso del mall, si vede il momento esatto in cui il missile di Putin ha colpito il negozio, facendo volare la merce dagli scaffali e correre al riparo clienti e commessi. Le telecamere esterne mostrano il fumo che si alza dall'edificio mentre viene colpito e due passanti che evitavano per un pelo i detriti volanti, e l’esplosione provocata dal razzo.

Alla faccia di quanto dichiarato da Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo, che aveva detto che il centro commerciale era "non funzionante". Almeno 18 persone sono rimaste uccise nell'attentato, mentre altre 21 risultano ancora disperse da mercoledì; i soccorritori hanno avvertito che è improbabile che siano sopravvissute all'inferno scatenato dall’attacco. L'identificazione delle vittime si sta rivelando difficile, con alcuni corpi bruciati in modo irriconoscibile.

(ANSA-AFP l'1 luglio 2022) - Dieci persone sono state uccise da un bombardamento dell'esercito russo su un condominio ad Odessa. Lo hanno reso noto fonti ufficiali ucraine. 

"Il numero delle vittime nel condominio ha raggiunto le 10 persone", ha detto il portavoce dell'amministrazione militare di Odessa, Sergei Bratchuk, aggiungendo che il missile è stato lanciato da un aereo proveniente dal Mar Nero.

E' salito a 17 vittime il bilancio del bombardamento russo su un condominio nella regione di Odessa. Secondo fonti ufficiali di Kiev, 14 persone sono morte e 30 sono rimaste ferite in seguito al raid sull'edificio. Altre tre vittime, compreso un bambino, sono state uccise nell'attacco al centro ricreativo. Altre sette persone, compresi tre bambini, sono stati tratti in salvo.

(ANSA l'1 luglio 2022) - Dopo otto anni di interruzione il servizio di autobus tra la Crimea e le città di Kherson, Melitopol e Berdyansk (occupate dalle forze russe) ha iniziato a funzionare, iriferisce l'agenzia Ria Novosti. "Questo è un evento fondamentale. Per la prima volta in 8 anni, abbiamo il primo autobus per Kherson. I biglietti sono tutti esauriti", ha detto il ministro dei trasporti ad interim della Crimea Nikolai Lukashenko alla stazione dei bus di Sinferopoli.

L'esercito russo sta cercando di accerchiare le truppe ucraine da Sud e da Ovest fuori dalla città di Lysychansk, nella regione di Lugansk: ha dichiarato lo Stato Maggiore delle Forze Armate di Kiev nel report della mattina riferito da Ukrinform. Nell'area di Lysychansk, le unità ucraine sono state sottoposte al fuoco dell'artiglieria fuori dagli insediamenti di Siversk, Bilohorivka, e Vovchoyarivka. I russi stanno tentando di prendere il controllo di un tratto dell'autostrada Bakhmut-Lysychansk.

Questa mattina dieci missili sono stati lanciati dalle truppe russe nel giro di 25 minuti su Mykolaiv, nell'Ucraina meridionale. Lo ha annunciato il sindaco Oleksandr Sienkovych, riferendo che i canali locali di Telegram parlano di una grande nuvola di fumo che si è alzata sulla città dopo le esplosioni. Al momento non ci sono informazioni sulle conseguenze dei bombardamenti, riporta Unian.

Micol Flammini per “il Foglio” l'1 luglio 2022.  

I russi si sono ritirati dall’Isola dei serpenti, nel Mar Nero, e per gli ucraini  questa vittoria conta molto. Non soltanto perché l’isola è stata un obiettivo di Mosca dall’inizio dell’invasione e da lì è nato uno dei primi motti di guerra: quando la nave ammiraglia Moskva arrivò vicino alle sue coste e chiese la resa ai pochi soldati sull’isola minacciando di bombardarli,  i soldati risposero: “Russkij voennyj karabl’, idi na khuj!”, nave da guerra russa vaffanculo.

Non soltanto perché poi, settimane dopo, la Moskva, la nave da guerra russa in questione, fu affondata da un missile Neptune, per giunta di fabbricazione ucraina, e la scena divenne un francobollo da collezione con un soldato con il dito medio alzato, in memoria del motto, che guarda la nave affondare. Ma soprattutto perché l’Isola dei serpenti ha un grande valore strategico per il controllo del Mar Nero e per limitare gli attacchi contro Odessa.

La Russia aveva riempito l’isola con nuovi sistemi antiaerei, missili e radar e gli ucraini cercavano di rispondere colpendo con jet da combattimento, droni Bayraktar e missili antinave. L’offensiva contro l’isola è cambiata il 20 giugno, quando gli ucraini hanno iniziato a utilizzare sistemi di artiglieria occidentale più avanzati e razzi a lungo raggio in grado di colpire l’isola dalla terraferma; con orgoglio, il comandante in capo Valeri Zaluzhny ha rivendicato che è stato utilizzato anche un obice a lungo raggio ucraino: il Bohdana. 

Secondo fonti vicine al fronte  meridionale ucraino sentite dal Foglio, in questi dieci giorni di combattimenti, i bombardamenti ucraini hanno inferto circa trecento perdite tra i soldati di Mosca.

Quando è toccato alle forze russe confermare di aver abbandonato l’isola lo hanno fatto con un’operazione di propaganda molto rabberciata. Non hanno cercato di smentire, come era successo con l’affondamento della Moskva, ma hanno detto di aver lasciato l’isola come “gesto di buona volontà” per dimostrare che non è Mosca a ostacolare gli sforzi dell’Onu per l’apertura di un corridoio umanitario per il trasporto del grano.

I cereali bloccati soprattutto nel porto di Odessa rischiano di creare una crisi alimentare globale, il presidente russo Vladimir Putin ha fatto già sfoggio di “buona volontà”  quando ha detto che per lui la questione è semplice: si può comprare il grano che parte dai porti di Berdyansk e di Mariupol (la frase va letta così: grano ucraino rubato dai russi  che parte dai porti ucraini occupati dai russi). 

La crisi si sta acuendo in queste settimane perché il grano  nei silos rischia di rovinarsi e di andare perduto, così come il nuovo raccolto, per questo alcuni paesi, anche europei, stanno prendendo in considerazione la proposta della Turchia di togliere le sanzioni ai mercantili russi. Una scelta che piacerebbe molto a Mosca, ma che non risolverebbe la situazione nel Mar Nero.

Il recupero dell’Isola dei serpenti avrà un forte impatto sulla resistenza ucraina, la foto dell’isola abbandonata che esce dalla nebbia di salsedine e di bombardamenti è la testimonianza di una liberazione che gli ucraini non hanno fretta di riempire riportando i loro uomini sull’isola: sarebbero molto vulnerabili e soggetti ad attacchi dal mare e dal cielo. 

La ritirata russa dall’isola  non rompe il blocco del Mar Nero, ma segna un risultato importante. Lentamente, nonostante l’avanzata russa nel Donbas continui in modo inesorabile,  Kyiv si sta muovendo altrove, costringendo Mosca a cambiare strategia: si concentra a tenere il territorio che sa di poter controllare.

 Questo è il momento in cui la Russia è di nuovo in crisi di rifornimenti e ha bisogno di mezzi e di uomini. Putin non ha abbandonato l’idea di impadronirsi dell’intera Ucraina, ma le sue forze sono  esauste per i combattimenti e potranno ottenere guadagni ancora per poco. Questo è invece il momento in cui agli ucraini stanno arrivando i rifornimenti occidentali, armi che la Russia non possiede: Kyiv sarà al massimo del suo arsenale per fine ottobre. 

Intanto l’Isola dei serpenti è di nuovo libera e ci riporta a quel motto di guerra diventato manifesto, slogan per magliette, francobollo, meme. E, infine, anche una profezia.

Guerra in Ucraina, bombardato un condominio a Odessa: almeno 17 vittime. Il Domani l'01 luglio 2022

Sono almeno 17 le persone rimaste uccise nella notte dopo che un attacco missilistico russo ha colpito un edificio residenziale di nove piani nella regione di Odessa. Tra queste anche tre bambini, una trentina i feriti

Un attacco missilistico russo ha colpito un condominio e un centro ricreativo nella regione di Odessa provocando, per il momento, 17 vittime. Secondo il servizio di emergenza nazionale ucraino il bombardamento avrebbe anche provocato una trentina di feriti, tra cui alcuni che sono stati ricoverati in gravi condizioni in ospedale. Tra le 17 vittime si contano anche tre bambini.

Non è chiaro ancora da dove sia partito l’attacco. Nei mesi scorsi la città di Odessa, un importante snodo commerciale situato nell’estremo sud-ovest del paese, è stata presa di mira più volte dai bombardamenti russi. La maggior parte dei missili venivano lanciati dalle navi della Marina russa di stanza nel Mar Nero. Parte della flotta di Mosca era concentrata nell’Isola dei Serpenti, un luogo strategico dove ci sono stati intensi combattimenti militari nei primi mesi di guerra. Ieri, però, le autorità ucraine hanno confermato che le navi russe hanno liberato l’area.

Il 30 giugno il Cremlino ha infatti annunciato di voler abbandonare l’area in «segno di buona volontà» per «non ostacolare gli sforzi dell’Onu per sbloccare le esportazioni alimentari». Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, esulta: «L’Isola dei Serpenti è un punto strategico e cambia significativamente la situazione nel Mar Nero. Non garantisce ancora la sicurezza, non garantisce ancora che il nemico non tornerà. Ma già limita notevolmente le azioni degli occupanti. Passo dopo passo, li cacceremo dal nostro mare, dalla nostra terra e dal nostro cielo».

Da ansa.it il 30 luglio 2022.

Le forze armate russe hanno annunciato di voler ritirare le truppe dall'Isola dei Serpenti, "per non ostacolare gli sforzi dell'Onu per liberare le esportazioni alimentari ucraine". 

Lo riferisce la Tass.

Tuttavia, a Kiev non sarà consentito di usare l'isola come base per le sue esportazioni. "Il 30 giugno, in segno di buona volontà, le forze armate russe hanno completato i loro compiti sull'Isola dei Serpenti e hanno ritirato una guarnigione di stanza lì", ha affermato il ministero della Difesa in una nota.

"La decisione delle Forze armate russe di ritirare le truppe dall'isola dei Serpenti non permetterà a Kiev di sfruttare a suo favore la questione dell'esportazione del grano". Lo afferma, secondo la Tass, un alto ufficiale dell'esercito russo.  

L'esercito ucraino ha salutato "la liberazione di un territorio strategico", dopo l'annuncio arrivato da Mosca. "Ringrazio i difensori della regione di Odessa che hanno fatto tutto il possibile per liberare un territorio strategicamente importante", ha detto su Telegram il comandante in capo delle forze armate ucraine, Valeriy Zalouzhniy.

Le autorità filorusse riferiscono intanto che una nave con settemila tonnellate di grano ha lasciato il porto ucraino occupato di Berdyansk ed è diretta verso 'Paesi amici'. 

E mentre l'Ucraina sostiene che l'attacco al centro commerciale Amstor di Kremenchuk di lunedì è stato lanciato dai bombardieri russi Tu-22M3 dallo spazio aereo della regione russa di Kursk, e rilascia un video del raid al mall, confrontando le immagini satellitari della città prima e dopo i bombardamenti, "che confutano le invenzioni della propaganda russa" sul fatto che il centro commerciale in quel momento fosse chiuso, Mosca replica che sostenendo l'attacco sarebbe stato concepito da Kiev alla vigilia di eventi internazionali per fare in modo che l'Occidente fornisca più armi all'Ucraina. Lo ha detto l'inviato russo all'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce), Alexander Lukashevich, secondo quanto riporta la Tass. "È stato un finto incidente".

Martedì il ministero della Difesa russo aveva negato il bombardamento sul centro commerciale affermando invece che un "missile di precisione" aveva colpito un deposito in cui erano stoccate armi inviate dagli Usa e dall'Europa provocando un incendio che poi si era propagato al vicino centro commerciale, che in quel momento "era chiuso".

La città di Lysychansk nell'Ucraina orientale intanto è sotto incessanti bombardamenti mentre la Russia prosegue la sua offensiva nella regione: lo ha detto alla tv ucraina il governatore della regione di Lugansk, Serhiy Gaidai, secondo quanto riporta il Guardian. "I combattimenti proseguono senza sosta. I russi sono costantemente all'offensiva. Non c'è tregua. Viene bombardato assolutamente tutto", ha detto Gaidai. Le autorità ucraine hanno affermato che stanno cercando di evacuare i circa 15.000 residenti rimasti in città.

Secondo l’intelligence britannica, gli ucraini continuano però a mantenere le loro posizioni dopo la loro ritirata da Severodonetsk, mentre quelle russe proseguono un accerchiamento strisciante da Popasna, una trentina di km a sud – evitando così di attraversare di nuovo il fiume Siverskyi Donets, che divide Lysychansk da Severodonetsk. Secondo il rapporto, pubblicato dal ministero della Difesa britannico su Twitter, attualmente i combattimenti sul terreno sono concentrati nella zona della raffineria, a circa 10 km a sudovest dal centro della città. A livello operativo, prosegue l'intelligence, le forze russe continuano a segnare progressi limitati mentre cerano di accerchiare i difensori ucraini nel nord della regione di Donetsk avanzando da Izium. 

L'Agenzia internazionale per l'energia atomica fa sapere di aver di nuovo perso la connessione remota con i suoi sistemi di sorveglianza dei dispositivi di sicurezza installati nella centrale nucleare di Zaporizhzhya. “Ciò sottolinea la necessità che l'Aiea visiti la struttura nel prossimo futuro", ha detto il direttore generale dell'agenzia, Rafael Grossi. 

Avamposto nel Mar Nero. Perché Russia e Ucraina si contendono la piccola Isola dei Serpenti. Linkiesta il 30 Giugno 2022

Dall’inizio della guerra questo pezzetto di terra di 0,7 chilometri quadrati è teatro di scontro tra gli eserciti. Può essere una testa di ponte importante per raggiungere la regione di Odessa, ma il suo reale valore è simbolico più che strategico

Nella notte del 26 giugno le forze armate ucraine hanno colpito la guarnigione russa sull’Isola dei Serpenti. Era il primo attacco portato con jet da combattimento in quel pezzetto di terra nel Mar Nero dopo diverse settimane: il 21 giugno gli ucraini avevano preso di mira l’isola e le vicine piattaforme del gas che la Russia usa come stazioni radar e di sorveglianza, ma aveva usato solo i droni forniti dalla Turchia. Un attacco che non poteva passare inosservato nelle cronache del conflitto, perché le esplosioni erano state così forti da svegliare i residenti di Vylkove, l’insediamento più vicino sulla terraferma, a 35km di distanza.

Le autorità di Kiev hanno dichiarato pubblicamente che gli attacchi missilistici e i droni sono partiti dalla costa martedì 21 giugno e hanno registrato la distruzione di veicoli militari russi, difese antiaeree e un sistema radar. Poi l’esercito russo ha negato anche questo, dicendo che le sue difese hanno resistito mentre le sue forze sull’isola hanno intercettato tutti i missili ucraini e abbattuto 13 dei 15 droni.

Uno scontro mediatico prima ancora che bellico che dice molto su quanto sia importante l’Isola dei Serpenti tanto per Kiev quanto per Mosca.

L’Isola dei Serpenti è piccolissima, alcuni la definiscono semplicemente una roccia molto grande, un pezzo di terra di meno di 0,7 chilometri quadrati a circa 40 km a sud-ovest di Odessa, nel Mar Nero. E fin qui è stata teatro di molti momenti salienti della guerra.

Al primo giorno l’isola era diventata un simbolo nazionale ucraino perché una delle sentinelle che era di guardia aveva rifiutato di arrendersi a una nave russa – era la Moskva che sarebbe affondata due mesi dopo – e aveva risposto alle minacce dicendo: «Nave da guerra russa, vaffanculo». La frase era diventata uno slogan ripetuto infinite volte dagli ucraini, apparso anche su cartelloni stradali, magliette e muri del Paese. Le sentinelle erano state date per morte e celebrate per il loro eroismo, poi si era scoperto in seguito che erano state fatte prigioniere.

L’importanza smisurata, se paragonata alle dimensioni, l’Isola dei Serpenti la deve alla sua posizione strategica. «La sua posizione con vista sul delta del Danubio e sui canali di navigazione che portano a Odessa e verso altri porti del Mar Nero lo rendono un luogo chiave: potrebbe anche fungere da testa di ponte per un attacco anfibio a Odessa, a circa 140 km di distanza», scrive l’Economist. «La Russia – si legge ancora nell’articolo – ha già istituito una stazione di ricognizione con un gruppo di commando marini della 388a divisione: il compito principale dell’unità è raccogliere informazioni e condurre la sovversione, ma non hanno ancora rinunciato ai piani per uno sbarco».

Per capire l’importanza dell’isola come avamposto nel Mar Nero bisogna guardare la vicina città di Vylkove, situata nel Delta del Danubio, nel sud della regione di Odessa, l’unica città dell’Ucraina costruita su isole create dall’uomo. Sembra una piccola Venezia ucraina, perché è attraversata da moltissimi canali. Ed è stata a lungo considerata una potenziale prima tappa per un eventuale attacco anfibio a Odessa.

Alcune immagini satellitari suggeriscono che la Russia mantenga ancora una forte presenza sull’isola, infatti, spiega all’Economist Brian Ramsey, ex ufficiale dell’esercito britannico, le barche russe rifornivano l’isola almeno una volta alla settimana, in genere di notte: «I viaggi vengono generalmente effettuati il mercoledì e il giovedì, a seconda della nave necessaria per spostare l’attrezzatura».

Come in altri teatri di questa guerra, la battaglia per l’Isola dei Serpenti dipenderà molto dalla logistica. «Chi è in grado di portare prima l’equipaggiamento giusto nel posto giusto farà la differenza: la Russia era stata in una posizione più forte per la maggior parte della guerra, ma l’Ucraina sta iniziando a prendere in consegna alcuni sistemi avanzati di artiglieria occidentale e razzi a lungo raggio. Questi sistemi sono mobili, precisi e hanno una portata sufficientemente lunga per colpire l’isola dalla terraferma», scrive l’Economist.

In realtà secondo alcuni analisti l’importanza strategica dell’Isola dei Serpenti è molto relativa, nel senso che controllare quel piccolo pezzo di terra non equivale a controllare il Mar Nero, né porta altri vantaggi massicci che faranno svoltare il conflitto.

Però se Kiev e Mosca si contendono quell’isola è perché, come scrive France24, «è diventata una sorta di grido di battaglia per gli ucraini, che lo vedono come un simbolo della loro resistenza a un nemico che la maggior parte delle persone pensava fosse troppo più forte di loro».

Riprendersi l’Isola dei Serpenti sarebbe quindi un grande colpo soprattutto per il morale dell’Ucraina. Potrebbe perfino far pensare che Kiev possa invertire le sorti della guerra a suo favore da un momento all’altro. Magari non è vero, ma Mosca non vuole rischiare che una roccia nel Mar Nero si trasformi nella prima tessera del domino della sua caduta.

Isola dei serpenti, la verità: "4 mesi di vaffa", russi umiliati. Libero Quotidiano il 02 luglio 2022

Lo sgombero di un piccolo presidio russo dall'Isola dei Serpenti, nel Mar Nero, diventa un simbolo per le opposte propagande di Mosca e Kiev. Per primi, i russi hanno annunciato ieri mattina l'abbandono dell'isoletta, lunga solo 600 metri, che si trova a 40 km da Odessa ed era occupata dalle forze di Mosca da fine febbraio. Per il generale russo Igor Konashenkov, è una ritirata deliberata per favorire corridoi per le esportazioni granarie: «In un gesto di buona volontà le forze russe hanno completato i loro compiti sull'isola e ritirato la guarnigione, per dimostrare che la Russia non interferisce con gli sforzi dell'Onu per creare un corridoio umanitario per il grano ucraino».

Gli ucraini hanno subito dopo ribattuto di essere stati loro a «scacciare i russi dall'isola», come ha detto il generale Valeriy Zaluzhny: «Incapaci di resistere alla nostra artiglieria, missili e attacchi aerei, gli occupanti hanno lasciato l'Isola dei Serpenti. Ringrazio i difensori della regione di Odessa che hanno liberato una parte strategicamente importante del nostro territorio. Un tributo ai progettisti e produttori dell'obice semovente ucraino Bohdana, importante nella liberazione dell'isola». Per il generalissimo ucraino, a far ritirare i russi sarebbero state le cannonate sparate dalla costa con il semovente Bohdana, di fabbricazione nazionale, cannone da 155 mm su camion blindato in grado di sparare granate normali per una gittata di 40 km, oppure proiettili assistiti a razzo fino a 60 km. Possibile che dalla costa abbiano sparato sull'isola, sebbene più volte gli ucraini abbiano tentato di riprenderla con incursioni respinte. 

Le sorti della guerra si decidono però nel Donbass, dove le milizie filorusse del Lugansk hanno affermato ieri d'aver conquistato la raffineria di Lysyschansk, la nuova linea di difesa ucraina dopo il ritiro da Severodonetsk. L'esponente della Repubblica di Lugansk, Rodion Miroshnik ha detto: «La raffineria di Lysychansk, è sotto controllo. Le sparatorie sono continuate nella zona industriale e adesso le unità ucraine sono state allontanate. I militanti sono fuggiti, abbandonando rifugi e armi». Il bollettino della Difesa ucraina ammette: «Il nemico conduce operazioni d'assalto nell'area della raffineria, ottenendo un successo parziale. Riesce a mantenere le posizioni a nord-ovest e a sud-est dell'impianto». E il governatore ucraino Sergei Gaidai: «I russi sono alla periferia di Lysychansk, ma non parliamo ancora di combattimenti in strada. La città è attaccata da varie direzioni ma non è accerchiata». L'esercito russo ha attaccato anche Kramatorsk, raggruppando truppe per avanzare su Slovjansk, che è stata bersagliata da lanciarazzi campali. Intanto, da Berdjansk, occupata dai russi, è salpata la prima nave carica di 7.000 tonnellate di grano, «diretta verso Paesi amici», come ha detto Evgeny Balitski, capo filo-russo locale

A Mariupol trovata una fossa comune con 100 corpi. Attacco nella notte a Mykolaiv. Bomba sul condominio: tra le vittime un bimbo. Lorenzo Cremonesi, Andrea Nicastro e Redazione Online su Il Corriere della Sera l'1 Luglio 2022.

Le notizie di venerdì 1° luglio sulla guerra, in diretta. Missile russo su un condominio di Odessa: 21 vittime, tra cui sei bambini. Mykolaiv colpita con bombe a grappolo vietate

• La guerra in Ucraina è arrivata al 128esimo giorno.

• Mosca continua a premere su Lysychansk, ma i russi sono stati costretti a ritirarsi dall’isola dei Serpenti.

• Putin ridimensiona gli obiettivi: «Vogliamo solo liberare il Donbass». Qui l’analisi di Fabrizio Dragosei.

• Sergei Vakulenko: «Se Putin vuole mettere in crisi l'Europa, taglierà il gas fino a zero».

00:16 Ministri sport di 33 Paesi chiedono sanzioni contro Mosca

I ministri dello sport di 33 Paesi hanno firmato una dichiarazione congiunta chiedendo di sospendere l’adesione di Russia e Bielorussia alle organizzazioni sportive internazionali e di vietare le trasmissioni televisive di competizioni sportive internazionali in questi Paesi: lo ha annunciato il ministro dello Sport e del turismo polacco, Kamil Bortniczuk, durante un briefing, secondo la Tass. Secondo il ministro, il comunicato fa riferimento a «restrizioni che devono riguardare gli atleti provenienti da Russia e Bielorussia nel contesto di quanto sta accadendo in Ucraina negli ultimi mesi».

01:22 Centrale di Zaporizhzhia, riattivati i collegamenti

La società nucleare statale ucraina, Energoatom, ha ripristinato il collegamento tra l’Agenzia internazionale per l’energia atomica e i sistemi di sorveglianza dell’impianto nucleare nella città sudorientale di Zaporizhzhia. Ne dà notizia su Twitter Kyiv Independent. I collegamenti erano stati interrotti a causa dell’occupazione russa.

01:42 Il Primo ministro Johnson riceve la cittadinanza onorario di Odessa

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha ricevuto il titolo di cittadino onorario di Odessa. Ne dà notizia il quotidiano Kyiv Independent. Il sindaco di Odessa Henadiy Trukhanov ha firmato un’ordinanza che conferisce al premier inglese i distintivi onorari Hryhoryia Marazly di I, II, III grado, che gli conferiscono automaticamente il titolo. Secondo Trukhanov, se il resto del mondo avesse assunto contro la Russia la stessa posizione del popolo britannico dall’inizio dell’invasione a febbraio, l’Ucraina avrebbe già sconfitto la Russia.

 05:30 Putin: «L’obiettivo della Russia è liberare il Donbass»

(Luca Angelini da Prima Ora) Putin ieri ha anche detto che, per quanto riguarda l’«operazione militare speciale» (leggi invasione) in Ucraina, «l’obiettivo della Russia è liberare il Donbass». Da Kiev, l’inviato Andrea Nicastro segnala, però, che la direttrice dell’intelligence americana, Avril Haines, non è d’accordo: «Dobbiamo aspettarci di tutto, da Mosca. Putin non ha rinunciato all’idea di conquistare tutta l’Ucraina». E aggiunge: «I russi impiegheranno anni a riprendersi. Potranno avanzare, ma in modo limitato e la frustrazione potrebbe indurli ad attacchi cibernetici, a controllare le reti dell’energia e persino all’uso dell’atomica. Da parte loro gli ucraini dovrebbero riuscire a stabilizzare il fronte e a riconquistare parte del Sud. La guerra si prospetta lunga». 

Nicastro segnala anche che, nel più grande scambio di prigionieri dall’inizio dell’invasione, 144 soldati ucraini sono stati liberati da Mosca in cambio di altrettanti russi. Tra gli ucraini c’erano 95 «difensori di Mariupol» e, tra questi, 43 del reggimento Azov. «Il tabù è rotto. Anche se i 144 sono in gran parte gravemente feriti, l’idea di processarli non è un obiettivo irrinunciabile».

05:35 Lysychansk sotto bombardamenti incessanti, «no tregua»

La città in prima linea Lysychansk , è sotto incessanti bombardamenti mentre la Russia continua con la sua offensiva nell’Ucraina orientale. Il governatore regionale Serhiy Haidai ha dichiarato alla televisione ucraina: «La battaglia è in corso. I russi sono costantemente in offensiva. Non c’è tregua. Assolutamente viene tutto bombardato». Le autorità ucraine hanno affermato che stavano cercando di evacuare i residenti dalla città, al centro degli attacchi della Russia, dove circa 15.000 persone sono rimaste sotto gli incessanti bombardamenti. Le forze russe stanno circondando la città mentre provano a prendere la regione industrializzata del Donbass orientale. Tutte le strade da e per Lisichansk sono controllate dalle truppe della Federazione russa e dai ribelli della sedicente autoproclamata Repubblica di Lugansk, la via Lysichansk-Artyomovsk è completamente chiusa, secondo Rodion Miroshnik, un funzionario russo. Il territorio della raffineria di Lysichansk è passato completamente sotto il controllo delle forze russe.

05:49

Lavrov: torna la cortina di ferro tra Occidente e Russia

Una «cortina di ferro» sta riemergendo fra la Russia e l’Occidente. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov dopo il vertice della Nato.

05:58 Kiev, liberato territorio strategico Isola dei Serpenti

L'esercito ucraino ha salutato «la liberazione di un territorio strategico», dopo l'annuncio in mattinata da parte di Mosca del ritiro dall'Isola dei Serpenti nel Mar Nero, occupata fin dai primi giorni dell'invasione russa in Ucraina. «Ringrazio i difensori della regione di Odessa che hanno fatto tutto il possibile per liberare un territorio strategicamente importante», ha detto su Telegram il comandante in capo delle forze armate ucraine, Valeriy Zalouzhniy.

05:59 I russi si ritirano dall’Isola dei Serpenti: quali sono le conseguenze nella battaglia del Mar Nero?

di Andrea Marinelli e Guido Olimpio

I russi hanno deciso di lasciare l’Isola dei Serpenti, l’avamposto strategico al largo di Odessa che avevano conquistato nelle prime ore del conflitto, e che permetteva loro di mantenere il blocco navale nel Mar Nero.

Dopo l’affondamento dell’incrociatore Moskva, colpito nella notte fra il 13 e il 14 aprile da due missili Neptune ucraini, l’Armata aveva faticato a difendere l’isola, bersaglio delle incursioni della resistenza. Nelle ultime settimane gli attacchi aerei e con i droni degli ucraini si erano intensificati e — ha ammesso lo stesso ministero della Difesa russo su Telegram — erano diventati difficili da respingere. Mosca aveva quindi spostato sistemi di difesa aerea Tor e Pantsir a protezione dell’isola, ma per difenderla venivano impiegate parecchie risorse e hanno pensato che fosse ormai meglio prevenire le perdite. Anche perché, sostengono, quello scoglio nel Mar Nero, a 35 chilometri dalla foce del Danubio, aveva ormai svolto la sua funzione.

06:01 Colloquio telefonico Zelensky-Steinmeier

Si rafforza il ponte tra Ucraina e Germania. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avuto infatti ieri un colloquio telefonico con il suo omologo tedesco Frank-Walter Steinmeier. «Discusso il crescente sostegno militare all’Ucraina - scrive su Twitter Zelensky -. Apprezziamo la solidarietà del popolo tedesco per il nostro cammino verso la Ue e il sostegno nel contrastare l’aggressione. Espresso ringraziamenti per le condoglianze per il disumano attacco su Kremenchuk».

06:03 Zelensky: «Il ritiro russo dall’ Isola Serpenti cambia situazione nel Mar Nero»

Il ritiro russo dall’Isola Serpenti cambia di fatto la situazione nel Mar Nero. lo ha sottolineato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo aver ha elogiato le forze armate ucraine per il ruolo avuto nell’operazione durante il suo consueto discorso serale. Il leader di Kiev - riferisce l’agenzia ucraina Unian - ha detto di essere «grato ai nostri artiglieri, ai piloti dell’aviazione, all’esercito e alle forze aeree». Poi ha sottolineato che l’isolotto «è un punto strategico» e quindi il ritiro russo «cambia in modo significativo la situazione nel Mar Nero». Secondo Zelensky tutto ciò «non garantisce sicurezza, non garantisce che il nemico non torni, ma limita già notevolmente le azioni degli occupanti. Passo dopo passo li spingeremo fuori dal nostro mare, dalla nostra terra, dal nostro cielo».

06:05 Bomba su condominio a Odessa, almeno 17 morti

Sono almeno 17 le persone rimaste uccise dopo un bombardamento dell’esercito russo su un condominio e un centro ricreativo ad Odessa. Lo hanno reso noto fonti ufficiali ucraine, tra le quali il portavoce dell’amministrazione militare di Odessa, Sergei Bratchuk, secondo il quale il missile è stato lanciato da un aereo proveniente dal Mar Nero. «Ha colpito un edificio residenziale di nove piani, nella regione di Bilgorod-Dniester», a circa 80 km a sud di Odessa, ha continuato il portavoce ucraino. 

Almeno 14 i morti e 30 i feriti nell’edificio, dove «nove piani di una sezione sono completamente distrutti» (qui sotto un video diffuso da un parlamentare ucraino, in cui si vede una donna che chiede aiuto dopo essere rimasta intrappolata nelle macerie a causa dell'esplosione). 

Altre tre vittime — tra cui un bambino — nell’attacco al centro ricreativo. 

L’attacco missilistico all’edificio residenziale arriva pochi giorni dopo che un attacco russo ha distrutto un centro commerciale a Kremenchuk, nell’Ucraina centrale, uccidendo almeno 18 civili. L’assalto giunge poi il giorno dopo l’annuncio della liberazione, da parte dell’Ucraina, dell’Isola dei Serpenti, un isolotto di importanza strategica decisiva per il controllo della zona occidentale del Mar Nero - e dunque anche del porto di Odessa.

06:07 Zelensky: «Può cominciare export elettricità verso Ue»

È stato lo stesso Volodymyr Zelensky a confermare ieri l’annunci: l’Ucraina ha iniziato a «esportare significativamente» energia elettrica verso l’Unione Europea, attraverso la Romania. «Giovedì è stato compiuto un passo importante nel nostro avvicinamento all’Unione Europea», ha sottolineato il presidente dell’Ucraina, la cui richiesta di adesione all’Ue è stata approvata la scorsa settimana dall’Ue-27.

Era stata la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ad annunciare nel pomeriggio di ieri la notizia in un tweet. «Sono molto lieta di annunciare che da oggi l'Ucraina può esportare elettricità nel mercato dell'Ue. Fornirà un'ulteriore fonte di elettricità per l'Unione. E le entrate tanto necessarie per l'Ucraina. Quindi ne beneficiamo entrambi».

07:55 Dieci missili hanno colpito Mykolaiv, questa mattina

Questa mattina dieci missili sono stati lanciati dalle truppe russe nel giro di 25 minuti su Mykolaiv, nell’Ucraina meridionale. Lo ha annunciato il sindaco Oleksandr Sienkovych, riferendo che i canali locali di Telegram parlano di una grande nuvola di fumo che si è alzata sulla città dopo le esplosioni. Al momento non ci sono informazioni sulle conseguenze dei bombardamenti, riporta Unian.

08:422 A Mosca l’ambasciata Usa ha issato la bandiera Lgbt

IIssata in occasione del mese dell'orgoglio gay, la bandiera Lgbt sventola ancora sull'ambasciata americana a Mosca, in quella piazza che una settimana fa i russi hanno ribattezzato «Piazza della Repubblica popolare di Donetsk» in onore della regione separatista ucraina di Donetsk. «Il cambiamento è una dimostrazione di sostegno alla DPR, al popolo del Donbass e ai soldati che difendono il mondo russo oggi», aveva spiegato il vicepresidente della Duma, Pyotr Tolstoj.

08:57 Kiev: Mykolaiv colpita con bombe a grappolo, vittime

Secondo Oleksandr Sienkovych, il sindaco di Mykolaiv, la città che è stata bombardata questa stamattina con 10 missili nell’arco di tempo di 25 minuti, l’area portuale è stata colpita da «bombe a grappolo che sono proibite», e ci sono vittime. Il sindaco ha spiegato che i missili hanno raggiunto dieci aree diverse della città e in alcune, «il numero dei morti e le conseguenze» sono in fase di chiarimento.

 09:07 Attacco a Odessa, salgono a 18 le vittime, di cui due bambini

Sale il bilancio delle vittime dell’attacco russo su un condominio di Odessa avvenuto questa notte. L’ultimo bollettino aggiorna il numero dei morti: sono decedute 18 persone, tra cui due bambini, mentre 31 civili sono stati feriti, tra cui 4 bambini e una donna incinta. Le persone salvate dalle macerie sono 31, tra cui 3 bambini.

L'attacco è stato lanciato da aerei strategici Tu-22 provenienti dal Mar Nero, tre missili X-22 (come quelli lanciati sul centro commerciale di Kremenchuk) hanno colpito un edificio residenziale e un centro ricreativo.

09:18 Von der Leyen al Parlamento di Kiev: ora legge anti-oligarchi

«C’è una lunga strada da percorrere ma l’Europa sarà al vostro fianco ogni passo del cammino, fino al momento che attraverserete la porta che conduce nella nostra Unione europea». Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen parlando in videocollegamento alla Rada ucraina, il Parlamento ucraino, dopo la concessione dello status di candidato a Kiev. Von der Leyen si è soffermata sulla necessità per Kiev di attuare delle riforme e ha invitato Ucraina «a concentrarsi sulla legge anti-oligarchi».

09:54 Zelensky: il blocco del Mar Nero provocherà uno tsunami migratorio

«La Russia ha bloccato il Mar Nero, non è un segreto, e ora tiene milioni di persone in ostaggio in Africa, Asia, Europa. Siamo tutti ostaggi. Perché se non si rimuove questa minaccia di carestia, se non si sblocca immediatamente il Mar Nero, allora il risultato della crisi alimentare sarà uno tsunami migratorio che vi raggiungerà». Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parlando in video al festival 4GameChangers a Vienna. 

09:59 Intelligence Gb, scontri per la conquista della raffineria a Lysychansk

Le forze di terra russe affermano di aver catturato il villaggio di Pryvilla, a nord-ovest di Lysychansk, nel Donbass: probabilmente continuano gli intensi combattimenti per la conquista delle alture intorno alla raffineria di petrolio della città. Lo scrive su Twitter l'intelligence del Ministero della Difesa britannico nel suo aggiornamento quotidiano della guerra in Ucraina.

A confermare l'attacco russo alla raffineria di Lysychansk arriva dal governatore della regione Sergey Gaidai. «Gli occupanti stanno prendendo d'assalto la raffineria di petrolio di Lysychansk — ha affermato Gaidai — in particolare le zone nord-occidentali e sud-orientali dell'impianto. Inoltre, i russi hanno effettuato assalti a Topolivka e nelle aree settentrionali di Vovchoyarivka e Maloryazantsevo, con parziale successo, mantenendo sotto controllo il tratto della strada Topolivka - Lysychansk. Allo stesso tempo, i soldati ucraini hanno fermato l'avanzata del nemico in direzione di Loskutivka e li hanno costretti a ritirarsi».

10:10 Kiev: risponderemo presto all'attacco russo a Odessa

Oleksiy Arestovich, consigliere del presidente ucraino Zelensky, annuncia che la Russia non dovrà aspettare molto per la «risposta» delle Forze armate ucraine dopo gli attacchi missilistici nella regione di Odessa. Lo riporta Unian. «Tre X-22 (lo stesso tipo di missile che ha colpito il centro commerciale di Kremenchuk, ndr) hanno colpito edifici residenziali e centri ricreativi nel distretto di Bilhorod-Dnistrovskyi nella regione di Odesa. Con che razza di bastardi dobbiamo combattere. Bene, aspettatevi una risposta , maledizione. E non dovrete aspettare a lungo», ha assicurato Arestovych.

 10:18 La bandiera Ue nel parlamento di Kiev

La bandiera dell'Unione europea è stata posta nel Parlamento di Kiev, la Verkhovna Rada. «Un momento storico! La bandiera del'Ue è ora nel Parlamento ucraino. Era un mio sogno ed è diventato realtà. E aggiungo: la Verkhovna Rada merita la bandiera dell'Ue sia per il colore che per il significato», ha scritto su twitter Ruslan Stefanchuk, presidente del Parlamento.

10:47. Zelensky: il percorso verso Ue non deve richiedere anni

«Abbiamo presentato la candidatura per 115 giorni. E il nostro percorso verso l'adesione non deve richiedere anni o decenni. Dobbiamo superare questo percorso rapidamente. Rendere perfetta la nostra parte di lavoro. Per consentire ai nostri amici dell'Unione Europea di prendere un'altra decisione storica per noi, altrettanto rapidamente e in modo consolidato». Sono queste le parole del presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram nel giorno in cui la presidente della commissione Ue Ursula Von der Leyen è intervenuta in collegamento con il parlamento di Kiev. «Oggi, insieme al presidente della Verkhovna Rada dell'Ucraina e al primo ministro, firmiamo una dichiarazione congiunta, che è - spiega Zelensky -un segnale di unità di tutti i rami del governo e una prova della nostra determinazione a raggiungere l'obiettivo strategico dell'Ucraina di una piena adesione all'Unione Europea».

11:17 Lavrov: la Nato è sempre alla ricerca di un nemico esterno

«La Nato è sempre stata alla ricerca di un nemico esterno, in gran parte a causa della necessità di preservare la "raison d'etre" della Nato che - e molti politici e analisti occidentali lo riconoscono - è scomparsa quando l'Organizzazione del Trattato di Varsavia e l'Unione Sovietica hanno cessato di esistere». Lo ha affermato il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov durante un incontro con gli studenti e il personale docente dell'Università Statale Bielorussa.

Mentre ieri, dopo il vertice Nato, Lavrov aveva affermato che sta riemergendo una «cortina di ferro» tra la Russia e l'Occidente. Di conseguenza, d'ora in poi la Russia «non si fiderà di Washington e Bruxelles».

11:48 Missili su oblast Odessa, 19 morti e 38 feriti

Si è aggravato il bilancio delle vittime dei missili che questa mattina hanno colpito la regione di Odessa: come riferisce il servizio per le emergenze citato dalla stampa ucraina, i morti sono 19 e i feriti 38.

11:49 Cremlino: non era scritto il messaggio di Zelensky a Putin

Non era scritto il messaggio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky per il presidente russo Vladimir Putin consegnato da parte del presidente indonesiano Joko Widodo nell'incontro di ieri al Cremlino. Lo chiarisce il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov nel briefing ai giornalisti, come riporta l'agenzia Interfax.

12:00 Putin: le sanzioni accelerano l'integrazione Mosca-Minsk

La pressione politica e sanzionatoria «senza precedenti» da parte dell'Occidente ha spinto Mosca e Minsk ad accelerare il processo di integrazione fra i due Paesi confinanti. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin. In particolare, Russia e Bielorussia intendono sviluppare la cooperazione nelle forniture di cibo e fertilizzanti sui mercati mondiali, ha precisato Putin.

 12:11 Lukhashenko: nonostante tutto puntiamo al dialogo con l'Occidente

Minsk rimane «concentrata sul dialogo pacifico», nonostante i «vicini occidentali» stiano «portando le truppe della Nato al confine». Lo ha detto il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, in un videomessaggio ai partecipanti alla sessione plenaria del IX Forum delle Regioni di Bielorussia e Russia. Lo riporta Ria Novosti.

12:14 Papa: l'Onu è impotente di fronte alla guerra

«Dopo la Seconda Guerra Mondiale c'era molta speranza nelle Nazioni Unite — dice papa Francesco nell'intervista all'agenzia argentina Telam —. Non voglio offendere, so che ci sono ottime persone che lavorano, ma a su questo punto non hanno il potere di imporsi». E aggiunge: «Le Nazioni Unite contribuiscono sì a evitare guerre, e penso a Cipro, dove ci sono truppe argentine. Ma per fermare una guerra, per risolvere una situazione di conflitto come quella che stiamo vivendo oggi in Europa, o come quelle vissute in altre parti del mondo, non hanno alcun potere. Senza offesa. È solo che la costituzione di cui dispongono non dà loro potere».

Secondo il pontefice il populismo in Europa ha portato al fascismo e al nazismo. «In Europa hanno un'esperienza molto triste del populismo. È appena uscito un libro, Sindrome 1933, che mostra come si è generato il populismo di Hitler. Per questo mi piace dire: non confondiamo il populismo con il popolarismo. Il popolarismo è quando il popolo porta avanti le proprie cose, esprime il suo pensiero nel dialogo ed è sovrano. Il populismo è un'ideologia che unisce il popolo, che cerca di raggrupparlo in un'unica direzione. E qui, quando parli loro di fascismo e di nazismo, capiscono cos'è il populismo».

 12:34 Zelensky: «Grato a Macron per la consegna di nuove armi»

«Sono grato al mio amico presidente Emmanuel Macron per aver aumentato l'assistenza alla sicurezza da parte della Francia all'Ucraina. Oggi ne abbiamo più bisogno che mai per proteggere l'Ucraina, per proteggere i valori dell'Unione Europea in prima linea». Lo ha scritto su Twitter il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, rispondendo all'annuncio da parte del presidente francese Emmanuel Macron della consegna di nuovi armamenti all'Ucraina.

 13:46 Sale a 20 il numero di morti nell'attacco russo di Odessa

È salito a 20 il numero delle persone uccise a seguito di un attacco missilistico russo nel villaggio di Sergiyivka, nella regione di Odessa. Lo afferma il servizio di emergenza statale dell'Ucraina come riporta Ukrinform. «Alle 13:30 il bilancio delle vittime è di 20 persone rimaste uccise, mentre 38 sono i feriti». Secondo il servizio di emergenza statale, i feriti sono stati ricoverate in ospedale. Otto persone sono state salvate, tre delle quali bambini.

13:52 Cremlino su Odessa: «I russi non attaccano i civili»

Commentando le dichiarazioni delle autorità ucraine sull'attacco russo a un edificio residenziale nella regione di Odessa, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha ricordato ai giornalisti le parole del presidente russo Vladimir Putin secondo cui le truppe della Federazione non attaccano siti civili. Lo riporta Interfax. E sottolinea: «I russi colpiscono i depositi militari, le imprese che equipaggiano e riparano l'hardware militare, i depositi di munizioni, le aree di concentrazione e di addestramento dei mercenari, compresi quelli stranieri, e gli elementi nazionalisti».

14:18 Bufera su ambasciatore Melnyk: ha difeso Bandera

«Bandera non è stato uno sterminatore di massa di ebrei e polacchi — ha affermato il diplomatico nel colloquio con un giornalista ieri — su questo non ci sono prove». Le parole dell'ambasciatore ucraino in Germania Andrij Melnyk hanno scosso Kiev, creando un caso. Il ministero degli Esteri ucraino ha reagito prendendo le distanze: «L'opinione dell'ambasciatore Melnyk, espressa in un'intervista, è la sua personale opinione e non corrisponde alla posizione del ministero degli esteri ucraino».

Inoltre il ministero sottolinea che dalla Polonia stia arrivando un «aiuto senza precedenti». Anche Varsavia ha reagito all'intervista, definendo le parole del diplomatico - per mesi spina nel fianco del governo tedesco - «inaccettabili». Nei mesi scorsi Melnyk ha esercitato forte pressione sul governo Scholz, arrivando a offenderlo con parole di cui si è poi dovuto scusare.

14:38 Putin blinda maxi-giacimento, pressing su Shell e Tokyo

Il presidente russo Vladimir Putin torna a brandire l'arma del gas, firmando nella notte un decreto per trasferire i diritti sul giacimento di gas e petrolio Sakhalin 2 a una nuova società russa, motivando la decisione con ragioni di interesse nazionale e di sicurezza economica. Una quota del 27,5% del maxi-giacimento è infatti detenuta da Shell, che all'inizio della guerra in Ucraina aveva dichiarato di volerla vendere e di recente ha annunciato progressi nella dismissione di asset valutato 4,1 miliardi di dollari.

Il decreto, che complica i piani di vendita di Shell, assegna un mese di tempo agli azionisti per dire se intendono entrare nella nuova società, con Mosca che si riserva un diritto di veto, e avverte che una uscita dal capitale potrebbe non essere interamente compensata.

Oltre a Shell sono presenti in Sakhalin 2 le due società nipponiche Mitsubishi (10%) e Mitsui & Co (12,5%), che alla Borsa di Tokyo hanno perso oltre il 5%. Il premier giapponese, Fumio Kishida, in marzo aveva detto che il Giappone non avrebbe abbandonato il giacimento, il cui gas viene in larga venduto a Tokyo in forma liquefatta. «Pensiamo che la decisione possa avere ampie ramificazioni per gli acquirenti di gas ed elettricità in Giappone», hanno riferito gli analisti di Jefferies, secondo quanto riporta Bloomberg. Il Giappone conta per l'8,8% sul gas naturale russo, quasi tutto proveniente da Sakhalin 2. Al momento, ha rassicurato Kishida, le importazioni non stanno subendo interruzioni.

 15:04 A Mariupol trovata nuova fossa comune con 100 cadaveri

A Mariupol è stata trovata un'altra fossa comune con 100 cadaveri. Lo scrive su Telegram il consigliere del sindaco, Petro Andryushchenko, come riporta Unian. «Le tombe temporanee nelle strade si stanno gradualmente trasformando in tombe permanenti», ha dichiarato.

15:48 Ue studia la messa al bando dell'oro russo

L'Unione Europea sta lavorando a nuove sanzioni per prendere di mira l'oro russo. Lo scrive l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti secondo cui alcune nazioni spingeranno per includere nel nuovo pacchetto ulteriori misure prima che vengano presentate agli Stati membri per l'approvazione. Inoltre il nuovo pacchetto dovrebbe riguardare anche correzioni alle precedenti misure approvate, che potrebbero includere adeguamenti delle regole sul transito di merci sanzionate nell'enclave russa di Kaliningrad.

15:49 Erdogan: riparlerò con Putin e Zelensky per lo sblocco del grano

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha reso noto che parlerà nuovamente di «esportazione dei prodotti agricoli» dall'Ucraina con l'omologo russo Vladimir Putin e il capo di Stato ucraino Volodymyr Zelensky. Lo riporta Anadolu. Il leader turco ha anche fatto sapere che la Turchia si rende disponibile a esportare il grano che uscirà dai porti dell'Ucraina.

«Possiamo esportare questi prodotti ai Paesi che ne hanno bisogno, nella regione abbiamo a disposizione circa 20 navi e sono pronte a partire», ha detto Erdogan aggiungendo che questo ruolo della Turchia dipenderà da una risposta positiva da parte di Putin e Zelensky.

15:57 Kiev: sette battaglioni bielorussi spostati al confine ucraino

Vadym Skibitskyi, dell'intelligence ucraina, ha affermato che sette battaglioni delle forze armate bielorusse sono stati schierati al confine con l'Ucraina. Lo riporta Ukrinform. Secondo Skibitskyi, da un punto di vista militare persiste la minaccia dell'esercito bielorusso di invadere il territorio dell'Ucraina ma, al momento, è improbabile che venga lanciata un'offensiva diretta dalla Bielorussia.

16:22 Mosca contro Unesco: «ucrainizzato» piatto tipico Borscht

Tra il serio e il faceto, Mosca reagisce alla decisione dell’Unesco di riconoscere il Borscht, piatto tipico della cucina ucraina, quale patrimonio dell’umanità e la addita come un caso di «nazionalismo» ucraino, parlando di «ucrainizzazione». «Per dare al mondo un esempio culinario dell«attuale nazionalismo di Kiev citerò un fatto : hummus e pilaf sono riconosciuti come piatti nazionali di diversi Paesi», ha scritto su Telegram la portavoce del ministero russo degli Esteri, Maria Zakharova. «Ma da quello che capisco - ha continuato - tutto è oggetto di ucrainizzazione».

16:26 Kiev prepara riapertura scuole dal 1 settembre

Scuole riaperte a Kiev dal prossimo 1° settembre. Questo l’obiettivo degli istituti scolastici della capitale ucraina, che proseguono nei preparativi per il nuovo anno accademico per garantire le lezioni in presenza degli alunni, secondo quanto riferisce l’agenzia d’informazione Unian. La direttrice del Dipartimento dell’istruzione e della scienza per la città di Kiev, Olena Fidanyan, ha spiegato che la priorità assoluta sarà data alla sicurezza. Pertanto, le zone adiacenti alle scuole saranno preventivamente bonificate dall’eventuale presenza di oggetti esplosivi da agenti speciali del Servizio di emergenza. In corso anche un’ispezione dei rifugi antiaerei presenti nelle scuole, dove saranno allestite tutte le risorse necessarie. Per le scuole prive di un rifugio saranno predisposti dei rifugi raggiungibili a piedi. Inoltre, all’inizio dell’anno scolastico, in tutte le scuole si terranno corsi per bambini e insegnanti su come comportarsi in caso di raid aereo. Tutte le 422 scuole di Kiev si stanno preparando all’apertura del 1 settembre. Ma solo, ricorda ancora l’agenzia, se ci saranno le garanzie per l’incolumità di studenti ed insegnanti, come riferito dal ministro dell’Istruzione e della Scienza Serhiy Shkarlet lo scorso 9 giugno.

16:46 Von der Leyen: «Un miliardo a Kiev in aiuti finanziari»

«Diamo 1 miliardo di euro per l’Ucraina. La prima parte del pacchetto di assistenza macrofinanziaria annunciato a maggio. Contribuirà a soddisfare le esigenze urgenti del Paese. L’Ue continuerà a fornire aiuti all’Ucraina e a sostenere la sua ricostruzione a lungo termine». Lo annuncia su Twitter la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

 16:57 Addio al Gogol Center: chiude il celebre teatro d'avanguardia russo

Celebre per le messe in scena provocatorie e su temi «scomodi», il teatro d'avanguardia più famoso di Russia, il Gogol Center di Mosca, ha tenuto ieri sera il suo ultimo spettacolo: un cambio ai suo vertici, imposto dalle autorità, è stato letto come una chiusura di fatto, sullo sfondo dell'inesorabile assottigliamento degli ultimi spazi di dissenso in Russia. Trasformato in una sorta di oasi di libertà dal pluripremiato regista Kirill Serebrennikov - ora costretto all'esilio per le sue posizioni - il teatro ha tenuto il suo ultimo spettacolo trasmesso anche in una diretta sui social.

Mercoledì, il dipartimento della Cultura di Mosca aveva annunciato che i contratti con l'attuale direttore artistico e direttore del Gogol Center non sarebbero stati prorogati e che il teatro, che «ha lavorato sotto il nome di Gogol Center», sarebbe tornato al suo titolo originario: Teatro drammatico Nikolai Gogol. Su Instagram Serebrennikov - che aveva lasciato già anni fa la direzione artistica del Gogol ai suoi collaboratori, ma i cui spettacoli erano ancora in cartellone - ha denunciato che il potere «ha deciso di chiudere il teatro. Per la sua posizione. Per la sua integrità. Per il suo tentativo di libertà».

Serebrennikov si era subito schierato contro la guerra e lo stesso teatro, in tutti questi mesi di conflitto, ha messo in atto alcune azioni di protesta contro l'invasione dell'Ucraina: gli attori non uscivano per gli inchini e gli applausi finali, mentre ogni spettacolo si chiudeva con l'immagine di una colomba.

 17:03 Ministro degli esteri finlandese: «La guerra in Europa è una possibilità»

La guerra in Europa è «certamente una possibilità», ha detto in un'intervista alla Cnn il ministro degli Esteri finlandese, Pekka Haavisto, sottolineando che l'aggressione russa all'Ucraina presenta per l'Europa una «nuova realtà».

17:05 Filorussi Donetsk: incriminati altri 2 «mercenari» britannici

Le autorità filorusse dell'autoproclamata Repubblica separatista di Donetsk hanno incriminato altri due «mercenari» britannici con le stesse accuse contestate ai tre combattenti volontari stranieri pro-Ucraina - due britannici e un marocchino - che sono già stati condannati a morte. Lo riferisce la Tass.

I filorussi dell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk stanno inoltre per istruire il primo processo contro un gruppo di militari ucraini catturati all'acciaieria Azovstal di Mariupol.

17:48 Gli ucraini a caccia di spie russe

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Le spie non smettono mai, difficile che vadano in pensione. Alcuni si ritirano, ma mentalmente conservano certe «abitudini». Altri sono pronti a rimettersi in gioco. Dipende dalle situazioni, da una chiamata, da un’emergenza. Forse è questa la storia di un ex agente arrestato dagli ucraini e accusato di complicità in un attacco pesante.

17:53 Kuleba: «Presentato a Corte penale internazionale dossier su crimini russi»

L'Ucraina ha presentato alla Corte penale internazionale dell'Aja un dossier sui crimini di guerra russi. Lo ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba. «Dimostriamo che la Russia ha violato la Convenzione sul genocidio giustificando la sua aggressione con il falso pretesto di un "genocidio" che non c'è mai stato - ha aggiunto -. Questo è un passaggio fondamentale per ritenere la Russia responsabile e farle pagare il danno che ha inflitto».

L'Ucraina ha presentato alla Corte penale internazionale dell'Aja un dossier sui crimini di guerra russi. Lo ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba. «Dimostriamo che la Russia ha violato la Convenzione sul genocidio giustificando la sua aggressione con il falso pretesto di un `genocidio´ che non c'è mai stato - ha aggiunto -, è un passaggio fondamentale per ritenere la Russia responsabile e farle pagare il danno che ha inflitto».

18:08 Finlandia: «Guerra in Europa naturalmente una possibilità»

La guerra in Europa oltre l’Ucraina è «naturalmente» una possibilità. E’ l’allarme rilanciato dal ministro degli Esteri finlandese Pekka Haavisto, in un’intervista alla Cnn, che, alla domanda se Kiev possa vincere la guerra contro la Russia, ha replicato: «Possono mantenere la situazione e, in questo senso, possono vincere questa battaglia. Penso che il loro morale sia alto, sono molto uniti». Poi, tornando sulla rinuncia alla neutralità della Finlandia - che, insieme alla Svezia, si appresta a entrare nella Nato - Haavisto ha detto: «Penso che ci sia una nuova realtà. Penso veramente che l’architettura di sicurezza europea si sia rotta. C’è una nuova situazione, c’è una nuova forma di cortina di ferro tra la Russia e gli altri Paesi. E naturalmente è a causa dell’aggressione russa contro la vicina ucraina».

18:57 Di Maio, con le bombe su Odessa Putin dimostra che non vuole pace

Con le bombe a Odessa «Putin sta dimostrando una sola cosa: di non volere la pace. Continua ad allontanare il tavolo di pace portando avanti in maniera sempre più intensa questa guerra in Ucraina. Noi non ci fermeremo come governo nella nostra azione diplomatica nel cercare la pace, ma bisogna essere in due a volerla». Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

19:45 Kiev, Ankara sequestri nave russa da Berdiansk con grano

L’ambasciatore ucraino ad Ankara, Vasyl Bodnar, ha chiesto alle autorità turche di sequestrare la nave russa Zhibek Zholy, giunta nei pressi delle coste turche del Mar Nero dal porto «occupato» di Berdiansk con un carico di 7.000 tonnellate di grano. Il cargo, lungo 140 metri, ha gettato l’ancora a circa un chilometro dal porto di Karasu, a est dell’imboccatura del Bosforo. «Sono convinto che verranno prese misure che eviteranno i tentativi di violare la sovranità dell’Ucraina», ha affermato il diplomatico. Kiev ha accusato Mosca di aver rubato il suo grano.

20:48 Strage a Odessa, 21 morti per le bombe sui palazzi

L’ennesima strage di civili insanguina l’Ucraina. Mentre ancora si rimuovono le macerie del centro commerciale bombardato a Kremenchuk, un nuovo attacco missilistico russo ha centrato in pieno un condominio e un centro ricreativo nella regione meridionale di Odessa: almeno 21 le vittime accertate, 16 rimaste uccise negli appartamenti e 5 nel luogo di ritrovo, tra cui un dodicenne, mentre altre 39 persone sono state ferite, compresi 6 bambini. Il raid ha preso di mira il villaggio di Serhiivka, baia lagunare sulla costa del Mar Nero, un’ottantina di km a sud di Odessa. E proprio sul Mar Nero volava il bombardiere russo che ha colpito la città con missili «molto pesanti e molto potenti», ha spiegato il portavoce del governatore, Serhiy Bratchuk. Il nuovo massacro scuote l’oblast di Odessa, che solo poche ore fa era stata dichiarata «interamente liberata dagli occupanti», dopo il ritiro delle forze nemiche dall’Isola dei Serpenti. La «risposta» delle Forze armate non si farà attendere, ha avvertito il consigliere di Volodymyr Zelensky.

 21:04 Kiev accusa Mosca, bombe fosforo su Isola Serpenti

Le forze armate di Kiev hanno accusato le forze russe di aver sparato bombe al fosforo contro l’Isola dei Serpenti, dalla quale gli uomini di Mosca di sono ritirati ieri.

05:40 Forti esplosioni avvertite a Mykolaiv: attacco potente dei russi

Potenti esplosioni sono state avvertite nella città ucraina di Mykolaiv. Lo ha dichiarato sui social il sindaco Oleksandr Senkevich: «Ci sono potenti esplosioni in città! Rimanete nei rifugi!» Senkevich ha scritto su Telegram.

05:43 Bomba sul condominio, tra le vittime un 12enne.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di essere coinvolta in un «terrore di Stato» e ha incolpato Mosca per il lancio di missili su una città turistica del sud che ha causato 21 morti e decine di feriti. Zelensky ha dichiarato nel suo discorso quotidiano alla nazione che tra i morti c’è anche un bambino di 12 anni, aggiungendo che circa 40 persone sono state ferite e che il bilancio delle vittime potrebbe salire. «Sottolineo che si tratta di un atto di terrore russo deliberato e intenzionale, non di un errore o di un attacco missilistico accidentale», ha detto Zelensky. 

06:10 Gli attacchi russi con gli x-22, il punto della guerra in Ucraina

di Alessandro Trocino (da Prima Ora)

I russi stanno usando gli x-22 (chiamati anche kh-22 o as4-kitchen), missili sovietici che possono portare una testata nucleare per buoni 400 chilometri. Erano stati progettati negli anni ’50 e sono rimasti in servizio per mezzo secolo. La guerra in Ucraina li ha richiamati in servizio, racconta Andrea Nicastro: «Il problema è che i radar di guida sono gli stessi di 60 anni fa: riconoscerebbero probabilmente la stazza di una portaerei in mezzo al mare, ma faticano a distinguere una fabbrica da un condominio». Per il presidente Zelensky, gli attacchi missilistici degli ultimi giorni «non sono causali, ma veri e propri attentati terroristici contro la nostra gente». Il generale Oleksii Hromov, della Difesa ucraina, dice invece che i «russi mirano a infrastrutture militari e snodi logistici». I due non sono in contraddizione, spiega Nicastro, perché ad usare un fucile per prendere una zanzara si finisce per distruggere la casa. I missili che Mosca sta usando per bombardare l’interno dell’Ucraina non sono adatti al compito. Mancano l’obiettivo militare e come «danno alternativo» (non solo «collaterale») fanno stragi a ripetizione. E’ successo sabato notte a Kiev (un morto), lunedì pomeriggio in un centro commerciale a Kremenchuk (50 tra morti e dispersi) e si è ripetuto giovedì notte a Serhiivka, un sobborgo di Odessa (21 morti). (Qui per iscriverti alla newsletter Prima Ora)

Strage a Odessa, 21 morti per le bombe sui palazzi

00:16 Zelensky,negoziamo per nuove armi per togliere vantaggio a russi

L’Ucraina sta «attivamente» negoziando l’invio di nuove armi dai propri partner per «togliere la superiorità ai russi. È necessario per il Donbass, per la regione di Kharkiv, per il sud». Lo ha affermato il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky nel suo video-intervento notturno, riferisce Ukrinform. Il presidente ucraino ha ringraziato gli Stati Uniti e personalmente il presidente Biden per il nuovo pacchetto di sostegno per l’Ucraina. «Abbiamo lavorato molto per tale fornitura. In totale, questo pacchetto pesa 820 milioni di dollari e, oltre ai sistemi Nasams, include munizioni di artiglieria e sistemi radar», ha sottolineato. Oggi il primo ministro norvegese è stato Kiev. I due hanno discusso di un ulteriore sostegno alla difesa dell’Ucraina e del rafforzamento delle sanzioni contro la Russia, ha riferito Zelensky, ricordando anche l’istituzione di un gruppo speciale sulle garanzie di sicurezza internazionali per l’Ucraina. «Il compito principale del gruppo è sviluppare un formato di garanzie di sicurezza per il nostro stato che funzioni a lungo termine e in modo realistico in modo che non ci siano aggressioni future», ha affermato.

Zelensky: guerra non è finita, in alcune città cresce brutalità. Lorenzo Cremonesi, Andrea Nicastro, Marco Bruna e Silvia Morosi su Il Corriere della Sera il 02 Luglio 2022.

Le notizie di sabato 2 luglio sulla guerra Missile russo su un condominio di Odessa: 21 vittime, tra cui sei bambini. Mykolaiv colpita con bombe a grappolo vietate

Questa diretta è stata chiusa. A questo link è possibile leggere tutte le notizie di oggi sulla guerra

• La guerra in Ucraina è al 129esimo giorno. Nella giornata di ieri, una raffica di missili ha colpito un palazzo e un centro per l'infanzia a Odessa: almeno 21 i morti.

• L’Ucraina ha presentato alla Corte penale internazionale dell’Aja un dossier sui crimini di guerra commessi dalla Russia.

• Kiev continua la caccia alle spie russe: arrestato un ex agente del Kgb che ha favorito il colpo di Yavoriv.

• Nella giornata in cui la bandiera dell'Unione europea è entrata nel Parlamento ucraino, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha annunciato l’erogazione di 1 miliardo di aiuti a favore di Kiev.

23:59 Consigliere di Zelensky: «Entro lunedì si deciderà il controllo di Lysychansk»

«I russi non hanno raggiunto il centro di Lysychansk, ma il controllo della città si deciderà entro lunedì». A dirlo in un’intervista online è Oleksiy Arestovych, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo il quale le forze russe oggi sono riuscite per la prima volta ad attraversare da nord il fiume che separa Lysychansk da Sievierodonetsk, creando una situazione «di minaccia».

23:07 Zelensky, 2.610 città e villaggi ancora occupati dai russi

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito che dallo scoppio della guerra, il 24 febbraio, i territori di 10 regioni dell’Ucraina sono stati colpiti e che da allora è stato possibile liberare 1.027 città e villaggi. Altri 2.610 sono ancora sotto l’occupazione russa e molti dovranno essere ricostruiti, ha aggiunto Zelensky nel consueto messaggio video ripreso da Ukrainska Pravda, in vista della conferenza internazionale sulla ricostruzione in programma lunedì a Lugano.

22:13 Zelensky: «Relax nelle retrovie, ma brutalità guerra in aumento»

«In molte città delle retrovie ora si sente il relax, ma la guerra non è finita, la sua brutalità sta solo aumentando in alcuni luoghi e non può essere dimenticata». Così su Telegram il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, che per questo raccomanda a tutti «di aiutare l’esercito, i volontari e tutti coloro che sono lasciati soli in questo momento. Usate costantemente tutti i vostri contatti all’estero, tutte le vostre opportunità di informazione, anche solo i social, per diffondere la verità sulla guerra e sui crimini degli occupanti», esorta ancora Zelensky, che conclude: «Non importa quanto sia difficile oggi, dobbiamo pensare a quello che accadrà domani». 

Gli attacchi aerei «sono proseguiti e combattimenti feroci continuano lungo l’intera linea del fronte nel Donbass: l’epicentro è nelle città della regione di Luhansk», ha sottolineato Zelensky nell’ultimo video pubblicato su Telegram, in cui ha parlato anche degli attacchi missilistici, che «alla sera erano già sei, per un totale di 12 missili, contro le regioni di Mykolaiv e Donetsk». Anche nella regione di Kharkiv «l’attività nemica nella regione si sta intensificando», fa sapere Zelensky, sottolineando che «siamo riusciti a espellere gli occupanti da Ivanivka, nella regione di Kherson, e continuiamo a premere sul sud del Paese».

01:37. Zelensky, negoziamo per nuove armi per togliere vantaggio a russi

L’Ucraina sta «attivamente» negoziando l’invio di nuove armi dai propri partner per «togliere la superiorità ai russi. È necessario per il Donbass, per la regione di Kharkiv, per il sud». Lo ha affermato il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky nel suo video-intervento notturno, riferisce Ukrinform. Il presidente ucraino ha ringraziato gli Stati Uniti e personalmente il presidente Biden per il nuovo pacchetto di sostegno per l’Ucraina. «Abbiamo lavorato molto per tale fornitura. In totale, questo pacchetto pesa 820 milioni di dollari e, oltre ai sistemi Nasams, include munizioni di artiglieria e sistemi radar», ha sottolineato. Oggi il primo ministro norvegese è stato Kiev. I due hanno discusso di un ulteriore sostegno alla difesa dell’Ucraina e del rafforzamento delle sanzioni contro la Russia, ha riferito Zelensky, ricordando anche l’istituzione di un gruppo speciale sulle garanzie di sicurezza internazionali per l’Ucraina. «Il compito principale del gruppo è sviluppare un formato di garanzie di sicurezza per il nostro stato che funzioni a lungo termine e in modo realistico in modo che non ci siano aggressioni future», ha affermato.

01:44. Kiev accusa Mosca, bombe fosforo su Isola Serpenti

Le forze armate di Kiev hanno accusato le forze russe di aver sparato bombe al fosforo contro l’Isola dei Serpenti, dalla quale gli uomini di Mosca di sono ritirati ieri. 

05:01 Zelensky, negoziamo per nuove armi per togliere vantaggio a russi

L’Ucraina sta «attivamente» negoziando l’invio di nuove armi dai propri partner per «togliere la superiorità ai russi. È necessario per il Donbass, per la regione di Kharkiv, per il sud». Lo ha affermato il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky nel suo video-intervento notturno, riferisce Ukrinform. Il presidente ucraino ha ringraziato gli Stati Uniti e personalmente il presidente Biden per il nuovo pacchetto di sostegno per l’Ucraina. «Abbiamo lavorato molto per tale fornitura. In totale, questo pacchetto pesa 820 milioni di dollari e, oltre ai sistemi Nasams, include munizioni di artiglieria e sistemi radar», ha sottolineato. Oggi il primo ministro norvegese è stato Kiev. I due hanno discusso di un ulteriore sostegno alla difesa dell’Ucraina e del rafforzamento delle sanzioni contro la Russia, ha riferito Zelensky, ricordando anche l’istituzione di un gruppo speciale sulle garanzie di sicurezza internazionali per l’Ucraina. «Il compito principale del gruppo è sviluppare un formato di garanzie di sicurezza per il nostro stato che funzioni a lungo termine e in modo realistico in modo che non ci siano aggressioni future», ha affermato.

05:01 Kiev accusa Mosca, bombe fosforo su Isola Serpenti

Le forze armate di Kiev hanno accusato le forze russe di aver sparato bombe al fosforo contro l’Isola dei Serpenti, dalla quale gli uomini di Mosca di sono ritirati ieri.

05:02 Strage a Odessa, 21 morti per le bombe sui palazzi

L’ennesima strage di civili insanguina l’Ucraina. Mentre ancora si rimuovono le macerie del centro commerciale bombardato a Kremenchuk, un nuovo attacco missilistico russo ha centrato in pieno un condominio e un centro ricreativo nella regione meridionale di Odessa: almeno 21 le vittime accertate, 16 rimaste uccise negli appartamenti e 5 nel luogo di ritrovo, tra cui un dodicenne, mentre altre 39 persone sono state ferite, compresi 6 bambini. Il raid ha preso di mira il villaggio di Serhiivka, baia lagunare sulla costa del Mar Nero, un’ottantina di km a sud di Odessa. E proprio sul Mar Nero volava il bombardiere russo che ha colpito la città con missili «molto pesanti e molto potenti», ha spiegato il portavoce del governatore, Serhiy Bratchuk. Il nuovo massacro scuote l’oblast di Odessa, che solo poche ore fa era stata dichiarata «interamente liberata dagli occupanti», dopo il ritiro delle forze nemiche dall’Isola dei Serpenti. La «risposta» delle Forze armate non si farà attendere, ha avvertito il consigliere di Volodymyr Zelensky.

05:02 Kiev, Ankara sequestri nave russa da Berdiansk con grano

L’ambasciatore ucraino ad Ankara, Vasyl Bodnar, ha chiesto alle autorità turche di sequestrare la nave russa Zhibek Zholy, giunta nei pressi delle coste turche del Mar Nero dal porto «occupato» di Berdiansk con un carico di 7.000 tonnellate di grano. Il cargo, lungo 140 metri, ha gettato l’ancora a circa un chilometro dal porto di Karasu, a est dell’imboccatura del Bosforo. «Sono convinto che verranno prese misure che eviteranno i tentativi di violare la sovranità dell’Ucraina», ha affermato il diplomatico. Kiev ha accusato Mosca di aver rubato il suo grano.

05:03 Kiev prepara riapertura scuole dal 1 settembre

Scuole riaperte a Kiev dal prossimo 1° settembre. Questo l’obiettivo degli istituti scolastici della capitale ucraina, che proseguono nei preparativi per il nuovo anno accademico per garantire le lezioni in presenza degli alunni, secondo quanto riferisce l’agenzia d’informazione Unian. La direttrice del Dipartimento dell’istruzione e della scienza per la città di Kiev, Olena Fidanyan, ha spiegato che la priorità assoluta sarà data alla sicurezza. Pertanto, le zone adiacenti alle scuole saranno preventivamente bonificate dall’eventuale presenza di oggetti esplosivi da agenti speciali del Servizio di emergenza. In corso anche un’ispezione dei rifugi antiaerei presenti nelle scuole, dove saranno allestite tutte le risorse necessarie. Per le scuole prive di un rifugio saranno predisposti dei rifugi raggiungibili a piedi. Inoltre, all’inizio dell’anno scolastico, in tutte le scuole si terranno corsi per bambini e insegnanti su come comportarsi in caso di raid aereo. Tutte le 422 scuole di Kiev si stanno preparando all’apertura del 1 settembre. Ma solo, ricorda ancora l’agenzia, se ci saranno le garanzie per l’incolumità di studenti ed insegnanti, come riferito dal ministro dell’Istruzione e della Scienza Serhiy Shkarlet lo scorso 9 giugno.

09:05 Sindaco Mykolaiv: «Forti esplosioni in città alle prime ore di oggi»

Forti esplosioni sono avvenute alle prime ore di oggi nella città ucraina di Mykolaiv. A renderlo noto è stato il sindaco Oleksandr Senkevich, attraverso Telegram. Le sirene dell’allarme aereo sono entrate in funzione prima delle detonazioni in tutta la regione confinante con il porto di Odessa: «Ci sono forti esplosioni in città! Restate nei rifugi», ha scritto il sindaco su Telegram.

10:23 «Ancora pochi progressi russi a Lysychansk»

Ancora pochi passi avanti delle truppe russe a Lysychansk: lo certifica l’intelligence militare britannica nel suo ultimo aggiornamento sull’invasione russa, in Ucraina. «Le forze russe continuano a compiere piccoli progressi intorno a Lysychansk, con attacchi aerei e di artiglieria che continuano. Le truppe ucraine probabilmente continuano a bloccare i soldati russi nella periferia sud-orientale di Lysychansk».

12:00 Truppe Kiev completano bonifica Isola dei Serpenti

Le forze armate ucraine hanno concluso le operazioni di bonifica sull’Isola dei Serpenti dopo il ritiro delle truppe russe. Lo ha reso noto l’amministrazione militare regionale di Odessa. Tra gli armamenti lasciati dai russi figurano un sistema multiplo lanciarazzi Grad, un sistema di difesa antiaerea Pantsir-S1, tre veicoli blindati e motorizzati, un camion cisterna e una postazione militare equipaggiata.

12:11 Boris Johnson cittadino onorario di Odessa

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha ricevuto il titolo di cittadino onorario di Odessa, la città sul Mar Nero appena attaccata dai russi, che hanno colpito un palazzo e un centro ricreativo.

13:04 «Sparati 270 missili sulla regione di Sumy in 24 ore»

Il capo dell’amministrazione militare regionale di Sumy, Dmytro Zhivytsky, ha riferito che nelle ultime 24 ore sono stati sparati 270 missili nella regione, che si trova nel nord-est dell’Ucraina. Una donna di 64 anni è rimasta ferita nella zona di Shalyginsk, mentre era fuori in giardino. «Ci sono anche infrastrutture danneggiate: case di civili, fattorie, reti elettriche e una torre dell’acqua», ha aggiunto Zhivytsky, «Il numero esatto e la natura della distruzione è in corso di chiarimento».

13:10 «A Odessa potrebbero esserci altre persone sotto le macerie»

Ad Odessa, nel villaggio di Serhiivka dove sono stati colpiti da un attacco missilistico un grattacielo e un sito turistico, sono ancora in corso i lavori di sgombero. I soccorritori lanciano l’allarme: «Ci potrebbero essere altre persone sotto le macerie».

13:32 Kadyrov, siamo nel centro di Lysychansk

Nuovo aggiornamento delle forze filorusse sulla battaglia in corso a Lysychansk, la città gemella di Severodonetsk rimasta l’ultimo avamposto per l’occupazione del Lugansk. «L’unità delle forze alleate sono nel centro di Lysychansk», afferma il leader ceceno Ramzan Kadyrov citato da Interfax. «Lysychansk è nostra! Le unità alleate sono già nella parte centrale della città», ha scritto Kadyrov sul suo canale Telegram. Secondo Kadyrov, la città viene attualmente liberata dalle unità e dalle mine ucraine. «I nostri combattenti stanno utilizzando nuove tecniche di assalto ai quartieri della città, che stanno dando ottimi risultati», ha dichiarato.

14:30 Kiev: Lysychansk non è sotto il controllo dei filorussi

La Guardia nazionale di Kiev ha smentito in una dichiarazione ai canali televisivi ucraini che la città orientale di Lysychansk sia accerchiata e controllata dai filorussi: il portavoce Ruslan Muzychuk ha spiegato che nei pressi della città sono in corso duri combattimenti. Lo riporta Ukrinform. Muzychuk ha aggiunto che la situazione nell’Ucraina orientale è attualmente più difficile nelle direzioni di Lysychansk e Bakhmut, così come nella regione di Kharkiv. «Negli ultimi giorni, come si evince dai rapporti dello Stato Maggiore, la situazione è stata più difficile nelle direzioni di Lysychansk, Bakhmutsk e nella regione di Kharkiv. Nella direzione di Sloviansk, il nemico sta cercando di condurre operazioni di assalto e di migliorare la posizione tattica», ha dichiarato. Muzychuk ha detto inoltre che sia la Polizia Nazionale che la Guardia Nazionale stanno adottando misure per rafforzare le regioni di confine ucraine, comprese alcune parti del confine con la Bielorussia.

16:19 Kiev, resti 29 corpi in centro commerciale Kremenchuk

I soccorritori ucraini hanno trovato i resti di 29 corpi tra le macerie del centro commerciale di Kremenchuk, colpito lunedì da missili russi. Il bilancio ufficiale finora era di almeno 19 morti e oltre 60 feriti. Secondo le stime delle autorità c’erano tra le 200 e le mille persone al momento dell’attacco missilistico russo che ha distrutto il centro commerciale.

17:14 Sindaco Kremenchuk: «A famiglie vittime risarcimento da bilancio comunale»

Le famiglie di coloro che sono morti durante l’attacco al centro commerciale di Kremenchug riceveranno un risarcimento dal bilancio comunale. Lo ha affermato il sindaco della città, Vitaly Maletsky, come riportato dal canale ucraino Nikvesta. «Stiamo raddoppiando l’assistenza alle famiglie delle persone uccise nel centro commerciale di Amstor. Insieme ai deputati del consiglio comunale, hanno deciso di aumentare il pagamento dell’intera società Kremenchug da 50mila a 100mila grivnie (3246 euro circa) a ciascuna famiglia dei defunti in questa terribile tragedia», ha scritto il primo cittadino. Il sindaco ha anche riferito che il consiglio comunale ha stanziato fondi per pagare i funerali di tutti i morti.

17:19 Raid missilistico russo su Pavlohrad a est

Le forze russe hanno lanciato un attacco missilistico sulla città ucraina di Pavlohrad nella regione di Dnipropetrovsk. Lo riporta Ukrinform. Lo ha reso noto il consiglio comunale della città. «Un attacco aereo ha colpito Pavlohrad. I servizi stanno funzionando», si legge nella nota. Il consiglio comunale ha chiesto ai cittadini di non pubblicare sul web foto e video dell’esplosione, esortandoli ad attendere informazioni ufficiali.

18:25 Lukashenko accusa Occidente: state creando nuovo «mostro nazista»

Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha affermato che «l’Europa occidentale ha allevato un mostro chiamato Germania nazista, e ora ne sta creando uno nuovo in Ucraina». «La storia si ripete», ha aggiunto. Lo riporta l’agenzia russa Tass.

18:28 Kuleba, serve settimo pacchetto di sanzioni Ue contro Russia

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha discusso oggi con l’Alto rappresentante Ue Josep Borrell degli «ulteriori passi che l’Ucraina deve compiere dopo che è diventata candidata all’adesione all’Unione europea». Lo annuncia lo stesso Kuleba su Twitter: «abbiamo coordinato le posizioni in vista della riunione dei ministri degli Esteri del G20 e siamo entrambi d’accordo sulla necessità del settimo pacchetto di sanzioni dell’Ue nei confronti della Russia e ci stiamo lavorando».

19:03 Prigioniero liberato «Noi di Azovstal guardati diversamente, ora voglio dimenticare»

«Vorrei dimenticare tutto come fosse stato un sogno». Lo dice Pavlo Pikovets, uno dei 144 prigionieri liberati lo scorso 29 giugno. Tra loro ci sono «17 guardie di frontiera che hanno eroicamente difeso Mariupol», si legge a corredo della video-testimonianza dell’ex prigioniero, pubblicata dal Servizio di frontiera, di cui anche Pikovets fa parte. «Sono arrivato ad Azovstal il 15 aprile. Mi hanno portato nel nostro cosiddetto ospedale e mi hanno fornito aiuto medico: hanno pulito le ferite dalle schegge e mi hanno messo il gesso», racconta il soldato, rimasto nelle acciaierie fino alla resa. Poi la prigionia, dove - riferisce - «non posso dire che abbiamo subito torture». «Noi di Azovstal siamo stati trattati diversamente. Forse ci rispettavano o forse avevano paura, comunque ci guardavano come combattenti», spiega Pikovets, dicendo di non aver mai perso la speranza di tornare libero: «Sapevo che dovevo tornare. E sapevo che dovevo farlo per mia moglie e per mia figlia, che mi stavano aspettando». Anche la donna, accanto a lui nel video, conferma: «L’ho atteso molto. Forse non ho mai pregato così tanto. Grazie a Dio che ha fatto tornare mio marito».

19:04 Donbass, il caso dei due britannici arrestati dalle milizie filo-russe. Rischiano la condanna a morte

(Luigi Ippolito, corrispondente da Londra) Ci sono altri due britannici che rischiano la pena di morte nel Donbass dopo essere stati arrestati dalle milizie filo-russe e accusati di combattere come mercenari a fianco delle forze ucraine. Ma in almeno uno dei due casi si tratta di una menzogna palese: Dylan Healy, uno chef di 22 anni, è infatti un volontario della cooperazione che è stato fermato ad aprile a un posto di blocco russo, non lontano dalla città meridionale di Zaporizhzhia, mentre stava aiutando a evacuare una donna ucraina i suoi due bambini. 

Dominyk Byrne, direttore delle operazioni di Presidium Network, l’organizzazione per la quale Dylan lavorava, ha fatto sapere che «abbiamo fornito prove al governo britannico e alla famiglia di Dylan che chiaramente dimostrano che lui era un volontario umanitario in Ucraina al momento della sua cattura. Dylan non era aggregato a nessuna unità militare o paramilitare e in nessun momento ha partecipato ad azioni militari. Le accuse mosse contro di lui dalla Repubblica di Donetsk (i separatisti del Donbass) non sono sostenute da nessuna prova e dunque possono essere spiegate solo come azioni politicamente motivate da parte del governo russo».

19:05 IL PUNTO MILITARE - Putin vuole la mobilitazione industriale: Mosca ammette di essere a corto di armi e munizioni

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) È tempo di ispezioni al fronte. Il capo di Stato maggiore russo Valery Gerasimov è arrivato in Ucraina per un consulto con gli ufficiali del contingente. La missione è coincisa con una nuova progressione nel centro abitato di Lysychansk, la cui caduta sembra ormai imminente: un successo significativo con un’avanzata resa possibile da massicci bombardamenti, con dispendio di tank e uomini. Giovedì, per la prima volta, la Russia ha ammesso — almeno indirettamente — di essere a corto di armi e munizioni. Il Cremlino ha presentato infatti alla Duma una proposta di legge federale che prevede «misure economiche speciali» destinate al «controterrorismo e ad altre operazioni» fuori dai confini russi. Tra queste, c’è un riferimento alla necessità di riparare più rapidamente armi ed attrezzature militari utilizzate «nell’operazione militare speciale in corso nei territori delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk e in Ucraina», di attivare le «risorse materiali» nelle riserve statali, di attuare una mobilitazione industriale «temporanea» che preveda un lavoro straordinario nelle «organizzazioni individuali». In pratica, la legge prevede che — anche a causa delle «misure restrittive contro cittadini ed entità legali russi» — interi settori industriali siano riconvertiti allo sforzo bellico per aumentare la capacità produttiva del comparto militare e per riorganizzare la logistica dei rifornimenti. Se approvata, darebbe inoltre al Cremlino l’autorità di «stabilire regolamenti speciali in materia di rapporti di lavoro per alcune organizzazioni, e per stabilimenti di produzione selezionati».

19:28 Kiev, Mosca potrebbe riprendere un’altra offensiva su capitale

Le truppe russe potrebbero riprendere l’offensiva sulla capitale ucraina Kiev se le forze bielorusse si unissero all’invasione o se le forze ucraine venissero distrutte sul fronte orientale. L’avvertimento è di Vadym Denysenko, consigliere del ministro degli Interni ucraino, stando a Ukrinform. Una prima opzione è «se Lukashenko accetta di schierare l’esercito bielorusso - ha suggerito-. Altrimenti un attacco a Kiev sarebbe possibile solo dopo che le forze ucraine saranno completamente distrutte nell’est del Paese».

19:32 Lukashenko accusa: da Kiev missili contro Bielorussia

Il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, ha accusato l’esercito ucraino di avere provato a colpire strutture militari in territorio bielorusso qualche giorno fa, aggiungendo però che tutti i missili sono stati intercettati. «Ci provocano. Dobbiamo dirvi: tre giorni fa, forse un po’ di più, dal territorio dell’Ucraina hanno provato a colpire strutture militari sul territorio della Bielorussia. Ma grazie a Dio il sistema di difesa aerea Pantsir è riuscito a intercettare tutti i missili che erano stati lanciati dalle forze armate dell’Ucraina», ha dichiarato Lukashenko durante una riunione alla vigilia della Giornata dell’indipendenza, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa bielorussa Belta. 

Parlando poi dell’Occidente, Lukashenko ha dichiarato che la Bielorussia vede e comprende le provocazioni dell’Occidente, ma non soccombe perché «una cattiva pace è meglio di una buona guerra». Tra le azioni che sono state bollate come provocazioni dell’Occidente da Lukashenko - riferisce ancora Belta - ci sono i fatti di Bucha, la situazione relative alle forniture di grano dall’Ucraina e il blocco delle forniture all’exclave russa di Kaliningrad.

21:23 Filorussi: municipio Lysychansk sotto nostro controllo

«L’amministrazione della città di Lysychansk è passata sotto il pieno controllo» delle forze filorusse. Lo ha annunciato all’agenzia di stampa russa Interfax il rappresentante militare dell’autoproclamata Repubblica di Luhansk, Andrey Marochko. Il leader ceceno Ramzan Kadyrov aveva già annunciato che le forze filorusse avrebbero preso il controllo di Lysychansk.

L’esercito di Kiev annuncia il ritiro da Lysychansk. Lorenzo Cremonesi, Andrea Nicastro su Il Corriere della Sera il 3 Luglio 2022.

Le notizie di domenica 3 luglio sulla guerra. Il consigliere di Zelensky: «Entro lunedì si deciderà il controllo di Lysychansk». Il presidente Lukashenko accusa: «Da Kiev missili contro Bielorussia». Esplosione nella città russa di Belgorod, città russa al confine con l’Ucraina: almeno tre morti

• La guerra in Ucraina è al 130esimo giorno.

• Le forze filorusse annunciano la presa di Lysychansk. «Siamo nel centro della città», ha detto il leader ceceno Ramzan Kadyrov. Ma Kiev smentisce e accusa: «Le truppe di Mosca aprono il fuoco con ogni tipo di armi».

• Sotto una pioggia di missili la regione di Sumy, nell’Ucraina nordorientale. Mykolaiv è ancora nel mirino. Colpita anche Pavlohrad.

• Arrestato a San Pietroburgo il portiere di hockey su ghiaccio Fedotov: ha firmato con la squadra Usa dei Philadelphia Flyers.

22:24 Zelensky rassicura gli ucraini, ci riprenderemo Lysychanskk

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy nel suo tradizionale discorso serale ha voluto rassicurare il suo popolo annunciando che le truppe ucraine torneranno a Lysychansk grazie alla tattica e alla fornitura di armi moderne. «Proteggiamo la vita dei soldati e del nostro popolo. Ricostruiremo le mura e riconquisteremo la terra e questo vale anche per Lysychansk», ha detto, dove «torneremo grazie alle nostre tattiche, aumentando la fornitura di armi moderne». Lo riporta Ukrainska Pravda. Zelensky ha poi sottolineato che l'Ucraina sta gradualmente avanzando nell'oblast di Kharkiv, in quello di Kherson e in mare. L'isola dei Serpenti, abbandonata recentemente dai russi, «ne è un buon esempio. Ci sarà un giorno in cui diremo lo stesso del Donbass», ha aggiunto.

22:35 Zelensky: 89 tra atleti e allenatori sono stati uccisi

«Molti atleti ucraini si sono uniti alle Forze Armate dell'Ucraina per difendere il nostro Paese, per difenderlo sul campo di battaglia. Ottantanove tra atleti e allenatori sono stati uccisi durante le ostilità. Altri 13 sono stati catturati e sono detenuti come prigionieri di guerra in Russia». Lo ha detto Volodymyr Zelenskyy, presidente dell'Ucraina, durante un incontro con Thomas Bach, presidente del Comitato Olimpico Internazionale A riportarlo Ukrinform. 

22:36 Kiev a Cremlino, `conoscete condizioni negoziali, via le truppe

Il consigliere del presidente ucraino Zelensky, Mykhailo Podolyak, ha replicato alle parole del portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, che oggi aveva detto che l'Ucraina «deve capire le condizioni della Russia, accettarle, sedersi a un tavolo negoziale, e firmare un documento». «Cessate il fuoco. Ritiro delle Z-truppe (di Mosca, ndr). Ritorno dei cittadini deportati. Estradizione dei criminali di guerra. Meccanismo di risarcimenti. Riconoscimento dei diritti sovrani dell'Ucraina. La controparte russa conosce bene le nostre condizioni», ha scritto Podolyak su Telegram, ripreso da Ukrinform.

 01:10 Zelensky: «Combattimenti feroci a Mykolaiv e lungo tutto il fronte del Donbass»

«Gli attacchi aerei sono proseguiti e combattimenti feroci continuano lungo l’intera linea del fronte nel Donbass: l’epicentro è nelle città della regione di Luhansk». Lo ha detto il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky nell’ultimo video pubblicato su Telegram, in cui ha parlato anche degli attacchi missilistici, che «alla sera erano già sei, per un totale di 12 missili, contro le regioni di Mykolaiv e Donetsk». Anche nella regione di Kharkiv «l’attività nemica nella regione si sta intensificando», fa sapere Zelensky, sottolineando che «siamo riusciti a espellere gli occupanti da Ivanivka, nella regione di Kherson, e continuiamo a premere sul sud del Paese».

01:22 IL PUNTO MILITARE - Putin vuole la mobilitazione industriale: Mosca ammette di essere a corto di armi e munizioni

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) È tempo di ispezioni al fronte. Il capo di Stato maggiore russo Valery Gerasimov è arrivato in Ucraina per un consulto con gli ufficiali del contingente. La missione è coincisa con una nuova progressione nel centro abitato di Lysychansk, la cui caduta sembra ormai imminente: un successo significativo con un’avanzata resa possibile da massicci bombardamenti, con dispendio di tank e uomini. Giovedì, per la prima volta, la Russia ha ammesso — almeno indirettamente — di essere a corto di armi e munizioni. Il Cremlino ha presentato infatti alla Duma una proposta di legge federale che prevede «misure economiche speciali» destinate al «controterrorismo e ad altre operazioni» fuori dai confini russi. Tra queste, c’è un riferimento alla necessità di riparare più rapidamente armi ed attrezzature militari utilizzate «nell’operazione militare speciale in corso nei territori delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk e in Ucraina», di attivare le «risorse materiali» nelle riserve statali, di attuare una mobilitazione industriale «temporanea» che preveda un lavoro straordinario nelle «organizzazioni individuali». In pratica, la legge prevede che — anche a causa delle «misure restrittive contro cittadini ed entità legali russi» — interi settori industriali siano riconvertiti allo sforzo bellico per aumentare la capacità produttiva del comparto militare e per riorganizzare la logistica dei rifornimenti. Se approvata, darebbe inoltre al Cremlino l’autorità di «stabilire regolamenti speciali in materia di rapporti di lavoro per alcune organizzazioni, e per stabilimenti di produzione selezionati».

01:34 Lukashenko accusa: da Kiev missili contro Bielorussia

Il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, ha accusato l’esercito ucraino di avere provato a colpire strutture militari in territorio bielorusso qualche giorno fa, aggiungendo però che tutti i missili sono stati intercettati. «Ci provocano. Dobbiamo dirvi: tre giorni fa, forse un po’ di più, dal territorio dell’Ucraina hanno provato a colpire strutture militari sul territorio della Bielorussia. Ma grazie a Dio il sistema di difesa aerea Pantsir è riuscito a intercettare tutti i missili che erano stati lanciati dalle forze armate dell’Ucraina», ha dichiarato Lukashenko durante una riunione alla vigilia della Giornata dell’indipendenza, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa bielorussa Belta. 

Parlando poi dell’Occidente, Lukashenko ha dichiarato che la Bielorussia vede e comprende le provocazioni dell’Occidente, ma non soccombe perché «una cattiva pace è meglio di una buona guerra». Tra le azioni che sono state bollate come provocazioni dell’Occidente da Lukashenko - riferisce ancora Belta - ci sono i fatti di Bucha, la situazione relative alle forniture di grano dall’Ucraina e il blocco delle forniture all’exclave russa di Kaliningrad.

01:49 Zelensky, 2.610 città e villaggi ancora occupati dai russi

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito che dallo scoppio della guerra, il 24 febbraio, i territori di 10 regioni dell’Ucraina sono stati colpiti e che da allora è stato possibile liberare 1.027 città e villaggi. Altri 2.610 sono ancora sotto l’occupazione russa e molti dovranno essere ricostruiti, ha aggiunto Zelensky nel consueto messaggio video ripreso da Ukrainska Pravda, in vista della conferenza internazionale sulla ricostruzione in programma lunedì a Lugano.

01:53 Russia, Fedotov portiere di hockey sul ghiaccio vuole andare negli Usa: fermato per diserzione

Alcuni poliziotti sono entrati nella sua casa sua di San Pietroburgo in borghese, lo hanno preso e messo in un furgone blindato per portarlo al più vicino ufficio di reclutamento. Poi con un’ambulanza l’hanno portato in una clinica. Lo chiamano disertore ma Ivan Fedotov, 25 anni, è semplicemente il miglior portiere russo di hockey sul ghiaccio. Ha una (presunta) colpa: aver firmato a maggio un contratto di un anno, ingaggio da un milione di dollari, con i Philadelphia Flyers, una delle squadre della Nhl (National hockey league), la lega professionistica statunitense di hockey. Ora rischia il carcere per renitenza alla leva. 

02:09 Consigliere di Zelensky: «Entro lunedì si deciderà il controllo di Lysychansk»

« I russi non hanno raggiunto il centro di Lysychansk, ma il controllo della città si deciderà entro lunedì». A dirlo in un’intervista online è Oleksiy Arestovych, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo il quale le forze russe oggi sono riuscite per la prima volta ad attraversare da nord il fiume che separa Lysychansk da Sievierodonetsk, creando una situazione «di minaccia».

03:26 Esplosione a Belgorod, città russa al confine con l’Ucraina: almeno 4 morti, di cui 3 ucraini

Un’esplosione nella città russa di Belgorod, vicino al confine con l’Ucraina, ha provocato l’incendio di un edificio residenziale. Almeno quattro persone, di cui tre di nazionalità ucraina, sono morte e altre quattro rimaste ferite. Le autorità locali - citate dall’agenzia russa Tass - hanno parlato di una serie di forti boati a cui ha fatto seguito un incendio, nel quale sono stati danneggiati 11 condomini e 39 case.

«I motivi dell’esplosione sono oggetto di indagine - ha dichiarato Vyacheslav Gladkov, governatore del distretto in un post su Telegram-. Presumibilmente, il sistema di difesa aerea ha funzionato». 

05:07 Solo il 5% dei residenti di Mariupol ha accesso all’acqua

È un’emergenza l’approvvigionamento della rete idrica. Solo il 5% dei residenti di Mariupol ha accesso all’acqua, secondo le autorità locali citate dal Kyiv Independent. Il consigliere comunale Petro Andriushchenko afferma che l’accesso all’approvvigionamento è attualmente il «problema numero uno» della città dell’Ucraina sudorientale.

06:05 Tina Beradze, terapeuta a Kiev: «Le mie pazienti stuprate. Mai vista così tanta sofferenza»

(Andrea Nicastro) «Lo stupro è un trauma che ci si porta dietro tutta la vita. In trent’anni di professione, l’ho trattato in quattro Paesi diversi: Ucraina, Georgia, Stati Uniti e Austria. Ma ora, dov’è passato l’esercito russo, ci sono vittime che stanno soffrendo oltre ogni limite. Sopravvivono in una totale perdita di fiducia nel mondo. Erano a casa, nel loro rifugio primario, e sono dovute fuggire o gliel’hanno distrutta. Avevano una famiglia e l’hanno persa. Pensavano alla Russia come a un Paese fratello e l’hanno scoperto mostruoso.

08:07 Kiev: bombardamento russo in regione Donetsk, 4 civili morti e 5 feriti

Un bombardamento russo nella regione di Donetsk ha causato la morte di 4 civili. Tre adulti e due bambini sono rimasti feriti. Lo riferisce su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale di Donetsk, Pavlo Kyrylenko. Dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nella regione di Donetsk, sottolinea, sarebbero stati uccisi almeno 554 civili, altri 1.442 sarebbero rimasti feriti. Kyrylenko ha sottolineato che è attualmente impossibile stabilire il numero esatto delle vittime a Mariupol e Volnovakha.

08:16 Bombardato l’aeroporto di Melitopol occupato dalle truppe russe

Potenti esplosioni intorno alle tre di notte nel perimetro dell’aeroporto di Melitopol, città dell’Ucraina sud-orientale occupata dall’esercito russo, dove sono stanziate le truppe della Federazione. Sull’area dell’aeroporto si è alzata un’enorme colonna di fumo. Le conseguenze dell’attacco sono visibili anche a decine di chilometri da Melitopol. I civili non hanno potuto accedere ai rifugi antiaerei perché le forze russe li hanno chiusi tutti - riferiscono i media ucraini - e molti residenti starebbero tentando di lasciare la città.

08:45 Mosca ammette per la prima volta affondamento nave Saratov

La Russia afferma di aver recuperato una grande nave da sbarco. Sarebbe stata affondata dal suo equipaggio «per prevenire la detonazione delle munizioni di bordo a causa dell’incendio scoppiato» dopo che un missile ucraino l’aveva colpita nel porto di Berdyansk, il 24 marzo. È la prima volta che Mosca ammette l’affondamento della Saratov. Lo riporta la Bbc. Un post di Telegram di un funzionario nominato dalla Russia nell’Ucraina meridionale, Vladimir Rogov, dichiara che missili balistici Tochka-U avevano preso di mira il porto controllato dai russi. La nave sarà rimorchiata a Kerch, in Crimea.

09:13 Kiev: Lysychansk potrebbe cadere in mani russe

Il consigliere del presidente ucraino, Oleksiy Arestovych, ha ammesso che la città di Lysychansk potrebbe cadere in mani russe, mentre si intensificano i combattimenti nell’ultimo bastione dell’Ucraina nella provincia orientale di Luhansk. Lo riferisce il Guardian.

10:34 Kiev: 344 bambini morti e 642 feriti da inizio conflitto

Sale ad almeno 642 il numero dei minori rimasti feriti dall’inizio dell’attacco russo all’Ucraina. Lo conferma l’ufficio del procuratore generale dell’Ucraina. Invariato il bilancio, sempre provvisorio, dei bambini rimasti uccisi, almeno 344. La maggior parte dei minori è rimasta uccisa o ferita nelle regioni di Donetsk (342), Kharkiv (185), Kiev (116), Chernihiv (68), Luhansk (61), Mykolaiv (53), Kherson (52) e Zaporizhzhia (31). Inoltre, denuncia Kiev, un totale di 2.102 strutture educative risultano danneggiate a causa di attacchi aerei e dell’artiglieria russi. Di queste, 215 sono andate completamente distrutte, secondo i dati riportati da Ukrinform.

10:52 Ucraini distruggono un magazzino di munizioni russe vicino Kherson

Nuova controffensiva ucraina nei territori occupati dai russi. A Chornobayivka, cittadina vicino Kherson nel sud est dell’Ucraina, le forze armate dell’Ucraina hanno fatto saltare in aria un magazzino di munizioni russe. Lo rende noto l’amministratore militare regionale di Odessa Serhiy Bratchuk su Telegram, come riporta Unian.

 11:32 Mosca: colpita base mercenari stranieri a Nikolaev, 120 morti

La divisione aerospaziale delle forze armate russe (Vks) ha colpito una base di mercenari stranieri alla periferia di Nikolaev. Ci sarebbero 120 morti. Ad affermarlo, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa russa Tass, è il rappresentante ufficiale del Ministero della Difesa della Federazione Russa, il tenente generale Igor Konashenkov. «L’attacco delle forze aerospaziali russe sulla base di mercenari stranieri nella periferia nord della città di Mykolaiv. Sono stati uccisi fino a 120 mercenari», ha detto.

11:55 Mosca accusa, munizioni a grappolo su aree residenziali Belgorod e Kursk

Il ministero della Difesa russo ha accusato l’esercito ucraino di aver colpito con missili balistici Tochka-U con munizioni a grappolo e droni aree residenziali di Belgorod e Kursk, sul suolo russo. Lo riporta Interfax. «Questa notte dalle tre alle tre e mezza ora di Mosca, il regime di Kiev ha effettuato un attacco deliberato con missili balistici Tochka-U con munizioni a grappolo e droni contro le aree residenziali di Belgorod e Kursk, dove non ci sono strutture militari», ha affermato il portavoce del ministero Igor Konashenkov.

12:01 Mosca: abbiamo conquistato l’intera regione di Lugansk

La Russia afferma di avere conquistato la città di Lysychansk e l’intera regione del Lugansk nell’Ucraina orientale. Lo fa sapere il ministero russo della Difesa, citato da Interfax. Ieri Kiev smentiva la presa dell’ultima città del Lugansk ma stamattina il consigliere di Zelensky, Oleksiy Arestovych, aveva ammesso la possibile caduta della città gemella di Severodonetsk.

12:10 «800.000 case danneggiate o distrutte da inizio guerra»

Almeno 800 mila case sono state danneggiate o distrutte dal 24 febbraio, dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. La denuncia arriva dalla deputata ucraina Olena Shulyak, la quale ha ricordato che il Parlamento di Kiev ha già approvato un provvedimento per indennizzi che indica alcune categorie. «Si tratta di personale militare, famiglie numerose, persone con disabilità. Crediamo debbano essere i primi a ricevere risarcimenti o un alloggio».

12:14 Il premier australiano in visita a Kiev

Il primo ministro australiano Anthony Albanese è in visita a Kiev. Lo riportano i media ucraini. La delegazione australiana ha visitato Bucha, Gostomel e Irpin. «L’Australia sostiene l’Ucraina e sostiene l’equa punizione per i crimini che hanno avuto luogo qui», ha affermato Albanese in una nota.

12:24 Papa: «No a un mondo diviso tra potenze in conflitto

«La crisi ucraina avrebbe dovuto essere, ma se lo si vuole può ancora diventare, una sfida per statisti saggi capaci di costruire nel dialogo un mondo migliore per le nuove generazioni». Lo ha detto il Papa durante l’Angelus. «Con l’aiuto di Dio questo è sempre possibile ma bisogna passare dalle strategie di potere politico, economico e militare a un progetto di pace globale. No ad un mondo diviso tra potenze in conflitto, sì a un mondo unito tra popoli e civilità che si rispettano», ha sottolineato il Papa.

«Continuiamo a pregare per la pace in Ucraina e nel mondo intero. Faccio appello ai capi delle nazioni e delle organizzazioni internazionali perché reagiscano alla tendenza ad accentuare la conflittualità e la contrapposizione. Il mondo ha bisogno di pace: non una pace basata sull’equilibrio degli armamenti, sulla paura reciproca, no, questo non va. Questo vuol dire far tornare indietro la storia di settanta anni».

 13:27 Gas: Gazprom, flussi regolari verso Europa attraverso Ucraina

La società russa Gazprom ha dichiarato che la sua fornitura di gas all’Europa attraverso l’Ucraina, tramite il punto di ingresso di Sudzha, oggi è stata di 42,1 milioni di metri cubi, in linea con i 42,15 milioni di metri cubi erogati ieri. Una domanda per la fornitura di gas attraverso il punto di ingresso di Sokhranovka è stata nuovamente respinta dall’Ucraina, ha affermato Gazprom.

13:48 Della Vedova a conferenza per ricostruzione Ucraina a Lugano

Il sottosegretario Benedetto Della Vedova guiderà la delegazione italiana alla Ukraine Recovery Conference, il 5 e 6 luglio a Lugano. Al centro della conferenza le prospettive della ricostruzione futura dell’Ucraina, sotto il profilo economico e infrastrutturale, ma anche sociale e umanitario. Attesa la partecipazione del Primo Ministro ucraino Denys Shmyhal, della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, oltre ai rappresentanti di 36 Paesi e 13 organizzazioni internazionali. Lo rende noto la Farnesina. L’evento, presieduto da Ignazio Cassis, presidente della Confederazione Svizzera, sarà l’occasione per ribadire il fermo sostegno dell’Italia e dei suoi partner all’Ucraina, alla sua resistenza e alla futura ricostruzione, nonché al percorso europeo intrapreso. «Con le bombe che continuano a cadere sulle città, sembra difficile parlare di ricostruzione - ha dichiarato Della Vedova - ma dobbiamo sin d’ora pensare al cammino di ripresa dell’Ucraina, che si intreccerà con il suo percorso europeo. L’Italia, con imprese, enti locali e terzo settore, è pronta ad affiancare l’Ucraina nella ricostruzione, così come nella prosecuzione del processo di riforme».

14:01 Kiev: non è game over per il Donbass

«La battaglia per il Donbass non è ancora finita: anche se la Russia conquista tutto il Lugansk non siamo al game over». Lo ha detto il portavoce del ministero della Difesa ucraino, Yuriy Sak, alla Bbc, aggiungendo che ci sono «altre grandi città nell’area del Donbass, in particolare nella regione di Donetsk» che sono sotto il controllo delle forze armate ucraine. «Queste sono città che negli ultimi due giorni sono state bersaglio di severi attacchi missilistici, bombardamenti di artiglieria», ha detto. Sak ha affermato che l’Ucraina è fiduciosa e sta ricevendo sostegno dai suoi alleati occidentali.

14:20 Lavrov contro Londra: «Con scusa grano vuole infiltrarsi nel Mar Nero»

«Londra cerca pretesti affinché la Royal Navy britannica si infiltri nel Mar Nero e diventi responsabile dei processi per il rilascio del grano dai porti ucraini». È l’accusa del ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov in un’intervista per il canale televisivo Russia 1. «Questa crisi alimentare - sostiene Lavrov - viene utilizzata per una varietà di scopi, non solo nel campo della propaganda . Stanno chiaramente cercando di creare condizioni, trovare pretesti affinché la Marina Reale si infiltri nel Mar Nero e inizi a gestire quasi tutti i processi di rilascio del grano da quei porti che sono minati dagli ucraini e che gli ucraini sono obbligati a sminare».

14:40 Sindaco Sloviansk: «Pesante attacco in città, ci sono morti e feriti»

«Sloviansk è stata oggetto di uno dei più pesanti bombardamenti degli ultimi tempi». Lo fa sapere il sindaco, Vadym Lyakh, in un video pubblicato sui social, aggiungendo che nella città della regione di Donetsk ci sono «fino a 15 incendi». La stampa ucraina parla di almeno 6 morti e di una quindicina di feriti.

14:42 Mosca: «L’Occidente non permette a ucraini di pensare a pace »

«Questo è il momento in cui i Paesi occidentali stanno scommettendo sulla continuazione della guerra. Questo significa che l’Occidente, sotto la guida di Washington, non permette agli ucraini di pensare, di parlare di pace». Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. «Prima o poi il buon senso in Occidente prevarrà e i negoziati sull’Ucraina riprenderanno» ha aggiunto, sottolineando però che prima che il processo negoziale riprenda, l’Ucraina dovrà «ancora una volta comprendere le condizioni di Mosca».

15:19 La Corte suprema di Israele annulla il limite numero rifugiati

La Corte Suprema di Israele ha annullato il limite al numero di rifugiati ucraini che il Paese potrà accogliere. Lo riporta il Times of Israel. In precedenza la ministra dell’Interno Ayelet Shaked aveva fissato un tetto di 5.000 rifugiati, esclusi quelli con stretti legami familiari con israeliani e quelli idonei a immigrare secondo la legge del ritorno, che garantisce la cittadinanza agli ebrei o a chi ha un genitore o un nonno ebreo. Tomer Warsha, un avvocato privato, ha presentato ricorso all’Alta Corte con il sostegno dell’Ambasciata di Kiev in Israele e lo ha vinto. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accolto con favore la decisione dei giudici. «Lo stato di diritto e il rispetto dei diritti umani sono esattamente ciò che distingue una vera democrazia sviluppata!», ha scritto su Twitter.

16:28 Mosca, attaccato campo mercenari stranieri Mykolaiv

Un attacco aereo russo ha colpito un campo di mercenari stranieri a Mykolaiv oltre a quelli in cui si trovano i militari ucraini. Lo ha comunicato il ministero della Difesa russo. «Le forze aerospaziali russe hanno effettuato un attacco con armi ad alta precisione per distruggere un centro di alloggio temporaneo in cui era di stanza la 127a Brigata di difesa territoriale separata nella parte orientale della città di Kharkiv», ha affermato domenica il portavoce del ministero Igor Konashenkov. Le forze aerospaziali russe hanno anche preso di mira «un campo di mercenari stranieri» nella periferia settentrionale di Mykolaiv, ha aggiunto.

16:38 Kiev: Turchia ha fermato nave cargo russa con grano rubato

Le autorità doganali turche hanno fermato una nave cargo russa, che trasportava grano, in rotta dal porto ucraino di Berdyansk a Karasu. Lo ha dichiarato l’ambasciatore ucraino in Turchia, come riporta il Guardian. «Abbiamo una piena collaborazione. La nave è attualmente ferma all’ingresso del porto ed è stata trattenuta dalle autorità doganali della Turchia», ha dichiarato l’ambasciatore Vasyl Bodnar alla televisione nazionale ucraina. L’Ucraina aveva chiesto il sequestro della nave, che si trovava al largo della costa turca, accusando Mosca per aver rubato grano ucraino (ipotesi negata dalla Russia). L’ambasciatore ha riferito che il destino della nave verrà deciso lunedì in una riunione degli investigatori.

16:46 IL PUNTO MILITARE - Kiev, Melitopol, Belgorod: la guerra delle città porta la battaglia nelle case

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Belgorod, Melitopol, Odessa, Kiev, Sloviansk. Sono solo alcune delle località intrappolate nella guerra delle città, un confronto con molti risvolti per i contendenti. Oggi il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha annunciato di aver preso il controllo di Lysychansk — affermazione smentita dagli ucraini, per i quali la battaglia non è finita — e ha comunicato a Putin la liberazione della regione di Lugansk. Nella notte, la resistenza ucraina ha colpito a Belgorod, città russa a 40 chilometri dal confine, con alcuni missili Tochka che hanno causato tre morti. Due droni sarebbero stati invece intercettati dai sistemi di difesa aerea 150 chilometri più a nord, a Kursk, sempre in territorio nemico. Gli ucraini hanno anche colpito con una trentina di missili una base aerea in mano agli invasori a Melitopol, nel sudest del Paese, e avrebbero fatto saltare in aria un magazzino di munizioni russe a Chornobayivka, cittadina non distante da Kherson. L’Armata ha risposto con la sua tattica classica, colpendo le città di Sloviansk — sei i morti confermati — e Kramatorsk, due delle principali città della regione di Donetsk ancora in mano ucraina. I russi sostengono di aver colpito anche una base di mercenari stranieri alla periferia di Mykolaiv: ci sarebbero 120 morti. Secondo fonti ucraine, inoltre, le truppe di Putin potrebbero riprendere presto l’offensiva su Kiev. Qui l’articolo integrale.

17:52 Kiev ringrazia Usa per sistemi missilistici Nasams

Il ministro della Difesa ucraino Oleksiy Reznikov ha twittato ringraziando il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il segretario alla Difesa Lloyd Austin per la decisione di fornire all’Ucraina i sistemi missilistici antiaerei Nasams come parte di un pacchetto di aiuti militari da 820 milioni di dollari. «Grazie al presidente degli Usa e al mio collega segretario alla Difesa per un altro significativo passo a sostegno dell’Ucraina: la decisione di fornire i Nasams all’esercito ucraino. Ciò aumenta le nostre capacità di proteggere la nostra terra e il nostro cielo. La vittoria ucraina nella guerra contro lo stato terrorista garantirà la sicurezza globale per gli anni a venire!», ha twittato Reznikov. 

18:03 Zelensky: «A Lysychansk situazione difficile, si combatte»

«Ci sono combattimenti alla periferia di Lysychansk, nella regione di Lugansk, ma la città non è completamente sotto il controllo russo». A denunciarlo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un briefing con il premier australiano Anthony Albanese. Lo riporta Ukrainska Pravda. Zelensky ha notato che la situazione a Lysychansk «è difficile», sottolineando al contempo che le forze armate ucraine stanno facendo tutto il possibile per accelerare la fornitura di armi che darà loro l’opportunità di avere un vantaggio di fuoco ed esercitare maggiore pressione sulla Russia. La regione del Lugansk — ha aggiunto — «potrebbe essere conquistata dalle truppe russe ma i combattimenti sono ancora in corso nelle vicinanze di Lysynchansk e non si può dunque ancora dire che la città gemella di Severodonetsk sia sotto il controllo russo». Se la situazione più difficile riguarda questa regione, in altre aree del Paese ci sono «i nostri passi avanti».

 18:15 Governatore Kharkiv: «3 morti e 1 ferito nei bombardamenti di oggi pomeriggio»

I russi «hanno bombardato le aree popolate del distretto di Kharkiv. Ancora una volta, i civili e le infrastrutture stanno soffrendo. I villaggi di Dergachivska e le comunità territoriali di Vilkhivska sono sotto tiro». Così su Telegram il governatore di Kharkiv, Oleg Synegubov, facendo sapere che «secondo i dati preliminari del centro regionale di pronto soccorso, purtroppo, tre persone sono morte e una donna è rimasta ferita».

18:25 Sindaco Sloviansk: «Anche un bambino tra le 6 vittime dell’attacco»

«C’è un bambino tra i sei morti» dell’attacco che oggi ha colpito Sloviansk, nella regione di Donetsk. Lo comunica su Facebook il sindaco, Vadym Lyakh, aggiungendo che tra i 15 feriti «c’è un impiegato di una società di servizi pubblici». L’attacco di artiglieria avrebbe colpito - a quanto riferisce il primo cittadino - «vari distretti della città», causando danni a complessi residenziali e a vari servizi pubblici, come quello di trasporto. Per quanto riguarda le vittime, Radio Svoboda racconta che tre di loro sono membri un «papà, una mamma e la figlia di 11 anni, morti prima di fare a tempo a raggiungere la loro casa».

19:02 Zelensky, c’è il rischio che Mosca occupi tutto il Lugansk

«Ci sono rischi che l’intera regione del Lugansk venga occupata» dai russi. «Ma la situazione può cambiare ogni giorno». L’avvertimento arriva dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel corso di un briefing con il premier australiano Anthony Albanese. Lo riporta Kyiv Independent. «Questo è successo in molte città purtroppo - ha aggiunto -, intere aree sono passate da una parte all’altra». In mattinata il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu aveva annunciato che le forze russe hanno preso il controllo completo di Lysychansk e dell’intero Lugansk nell’Ucraina orientale, dopo settimane di pesanti combattimenti.

19:19 L’esercito ucraino annuncia il ritiro da Lysychansk

L’esercito ucraino annuncia di essersi ritirato da Lysychansk, l’ultima roccaforte di Kiev nell’oblast di Lugansk, nell’est del Paese, dopo settimane di duri combattimenti con le forze russe. «Dopo pesanti combattimenti per Lysychansk, le forze di difesa dell’Ucraina sono state costrette a ritirarsi dalle posizioni e dalle linee occupate», ha affermato lo stato maggiore dell’esercito di Kiev. «Al fine di preservare la vita dei difensori ucraini, è stata presa la decisione di ritirarsi», ha aggiunto.

20:08 Scholz: «Putin può continuare la guerra a lungo»

«Credo che la decisione di fare questa guerra sia stata presa un anno o anche prima che iniziasse», perché Putin «si è preparato. E quindi sarà in grado di continuare con la guerra per un periodo davvero lungo». Così il cancelliere tedesco Olaf Scholz, nel corso di un'intervista a Cbs. Scholz ha anche riconosciuto che è stato un errore da parte dei Paesi europei diventare così dipendenti dall'energia russa. «Avremmo dovuto investire in tutta Europa in infrastrutture, che ci dessero la possibilità di cambiare l'offerta da un giorno all'altro», ha detto, aggiungendo: «La lezione imparata in Europea e in molti altri posti è che deve essere preparato a una situazione del genere». Alla domanda su quanto la Germania spendesse per le importazioni di energia dalla Russia, Sholz ha risposto solo che la somma sta diminuendo.

01:23 Zelensky, la Russia vive la peggior crisi da 50 anni

«L’economia russa vive la più grande crisi degli ultimi 50 anni» e Mosca ha perso «più di 35mila soldati con una stima prudente»: lo ha affermato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un video di cui ha dato notizia Ukrinform. «Il mondo ha rotto i legami con la Russia», ha aggiunto Zelensky, «le parole `collasso´, `deficit´ e `povertà´ descriveranno la vita russa finché questo Stato vorrà essere uno Stato terrorista». «A cosa serve tutto questo?», si è chiesto il leader ucraino, «serve ai propagandisti folli per mostrare nelle loro trasmissioni una bandiera russa o sovietica sulle rovine da qualche parte, semplicemente non c’è altra risposta». Poi si è detto certo che l’Ucraina vincerà: «È solo una questione di tempo. Purtroppo è una questione di perdite che subiamo, principalmente di persone. È una questione di armi moderne, che dobbiamo ottenere e sicuramente otterremo».

Putin: «Offensiva continui dopo la conquista del Lugansk». Lorenzo Cremonesi, Andrea Nicastro e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 4 luglio 2022.

Le notizie di lunedì 4 luglio sulla guerra. Zelensky: «Riconquisteremo Lysychansk». Il Papa vorrebbe andare a Mosca e a Kiev

• La guerra in Ucraina è al 131esimo giorno.

• L'esercito ucraino si è ritirato da Lysychansk, l'ultima roccaforte di Kiev nell'oblast di Lugansk.

• Le forze ucraine hanno bombardato l'aeroporto della città occupata di Melitopol, sede delle truppe russe.

• Mosca accusa Kiev: attaccate zone residenziali delle città russe di Belgorod e Kursk.

07:34 Un piano Marshall per ricostruire l’Ucraina

Prende il via oggi a Lugano, in Svizzera, l’Ukraine Recovery Conference, per mettere a punto un «Piano Marshall» per la ricostruzione futura dell’Ucraina. 

Attesa la partecipazione del primo ministro ucraino Denys Shmyhal, della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, oltre ai rappresentanti di 36 Paesi e 13 organizzazioni internazionali. 

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, parteciperà virtualmente. 

Il sottosegretario Benedetto Della Vedova guiderà la delegazione italiana. 

L’evento sarà presieduto da Ignazio Cassis, presidente della Confederazione Svizzera. 

Si stima che già più di 120mila case in Ucraina siano state distrutte durante l’invasione russa. Il costo della guerra è stimato a un trilione di dollari se durerà fino alla fine dell’anno.

08:10 Intelligence Gb: la Russia punterà alla conquista del Donetsk

Dopo il ritiro delle forze ucraine da Lysychansk, «l’ultimo importante centro abitato dell’Oblast di Lugansk rimasto sotto il controllo ucraino», secondo l’intelligence del ministero della Difesa britannico ora «l’attenzione della Russia si sposterà quasi certamente sulla cattura della regione di Donetsk, la cui gran parte rimane sotto il controllo delle forze ucraine. I combattimenti per il Donbass sono stati logoranti ed è altamente improbabile che la situazione cambi nelle prossime settimane», è la valutazione che arriva da Londra.

08:16 Lukashenko: «Sosterremo sempre la Russia»

«Oggi veniamo criticati per essere l'unico Paese al mondo a sostenere la Russia nella sua lotta contro il nazismo. Sosteniamo e continueremo a sostenere la Russia». Lo ha dichiarato il presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko in un messaggio video diffuso tramite l'agenzia di stampa statale Belta. Aggiungendo: «Quelli che ci criticano, non sanno che abbiamo un'unione così stretta con la Federazione Russa? Che abbiamo praticamente un esercito unificato? Rimarremo insieme alla Russia».

08:23 Bombardata la regione di Kharkiv, tre civili morti

I bombardamenti russi hanno provocato la morte di tre civili nella regione di Kharkiv: lo ha denunciato il capo del villaggio di Bezruky, non lontano dal confine con la Russia, secondo quanto riporta la stampa ucraina. Le vittime sono due uomini di 52 e 55 anni e una donna di 41, mentre un'altra donna di 81 anni è stata ricoverata in ospedale.

Secondo il governatore regionale Oleh Synyehubov sono stati attaccati le città e i villaggi dei distretti di Kharkiv, Izium e Bohodukhiv. È stata distrutta an che una scuola secondaria nel distretto di Kharkiv, colpita alle 4 del mattino, senza provocare vittime.

 08:38 Zelensky per il 4 luglio: gli Usa nella difesa dei valori comuni

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in occasione del 4 luglio (festa nazionale per l'Indipendenza negli Stati Uniti) ha scritto su Twitter: «Buon Giorno dell'Indipendenza al popolo degli Stati Uniti e al presidente americano Joe Biden! Auguro al popolo amico degli Stati Uniti pace e prosperità. Apprezzo l'assistenza alla leadership degli Stati Uniti nella difesa da parte dell'Ucraina dei valori comuni: Libertà, Democrazia e Indipendenza».

08:59 Kiev, 8 mila civili a Sievierdonetsk e 10 mila a Lysychansk

Ci sono circa ottomila civili nella città di Severdonetsk in mano ai russi e circa 10 mila a Lysychansk appena occupata. Lo ha detto Sergey Gaidai, governatore ucraino di Lugansk,in un aggiornamento su Telegram della situazione. E ha precisato: «Manteniamo le nostre posizioni in una piccola parte della regione di Lugansk in modo che i nostri militari abbiano il tempo di costruire le difese».

09:06 Kiev al Cremlino: «Le condizioni negoziali? Cessate il fuoco»

Il consigliere del presidente ucraino Zelensky, Mykhailo Podolyak, ha replicato alle parole del portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, che ieri aveva detto che l'Ucraina «deve capire le condizioni della Russia, accettarle, sedersi a un tavolo negoziale, e firmare un documento». Per Podolyak le condizioni per negoziare sono: «Cessate il fuoco. Ritiro delle Z-truppe (di Mosca, ndr). Ritorno dei cittadini deportati. Estradizione dei criminali di guerra. Meccanismo di risarcimenti. Riconoscimento dei diritti sovrani dell'Ucraina. La controparte russa conosce bene le nostre condizioni. Il capo di Peskov non deve preoccuparsi, verrà il tempo e le registreremo sulla carta», come ha scritto su Telegram.

09:35 Mattarella a Biden: ineludibile centrale legame transatlantico

«Nelle drammatiche circostanze attuali, segnate dalla pandemia e dalla guerra nel cuore dell'Europa, il legame transatlantico ha riconfermato la sua ineludibile centralità, mostrando di essere la chiave per affrontare con efficacia le comuni sfide. In tale contesto, l'unità di intenti di fronte all'inaccettabile aggressione russa all'Ucraina va costantemente rafforzata, a sostegno del condiviso impegno a favore della pace, della libertà e della democrazia». Lo dice il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Presidente degli Stati Uniti d'America, Joe Biden, per il 4 luglio.

09:37 Kiev: la Russia punta a conquistare Sloviansk

Sloviansk dopo Lysychansk. È questo il prossimo obiettivo delle forze armate russe, secondo lo Stato Maggiore dell'esercito di Kiev. «I russi stanno cercando di prendere il controllo dei villaggi di Bohorodychne, Dolyna e Mazanivka, in direzione di Sloviansk», si legge nell'ultimo aggiornamento dello Stato Maggiore ucraino.

I tre villaggi si trovano a meno di venti chilometri da Sloviansk, sulla riva meridionale del fiume Siversky Donets. L'esercito ucraino riferisce inoltre che le truppe russe stanno cercando di spingere le truppe ucraine verso le linee di difesa tra le città di Siversk, Soledar e Bakhmut. Queste tre città si trovano a circa 30-40 chilometri a est della zona urbana di Sloviansk-Kramatorsk.

09:48 Kiev, 9 civili uccisi nel Donetsk tra cui 2 bambini

Nove civili, tra cui due bambini, sono stati uccisi e 25 feriti nell'oblast di Donetsk. Secondo il governatore, Pavlo Kyrylenko, sei civili sono stati uccisi a Sloviansk, uno ad Avdiivka, uno a Bakhmut e uno a Zaitseve. Lo riporta il Kyiv Independent.

 10:05 Esperti Usa, due comandanti di alto rango per conquistare Lysychansk

Per la presa di Lysychansk il presidente russo ha messo alla guida ben due alti ufficiali: il comandante del distretto militare centrale, il colonnello generale Oleksandr Lapin, e il comandante delle forze aerospaziali russe, il generale dell'esercito Serhii Suvorikin che comanda anche il gruppo «meridionale» delle forze russe in Ucraina. Lo sostiene l'Istituto americano per lo studio della guerra (ISW ), come riportano i media ucraini.

«La partecipazione di due ufficiali di così alto rango alla stessa impresa su una piccola parte del fronte è notevole e probabilmente indica l'importanza che il presidente russo Vladimir Putin attribuisce alla conquista di Lysychansk e del confine della regione di Lugansk, nonché la sua sfiducia nei confronti di più giovani ufficiali per lo svolgimento di questo lavoro», hanno osservato gli esperti.

10:10 Il Papa: vorrei andare a Kiev, è possibile, e anche a Mosca

In una intervista all'agenzia Reuters, Papa Francesco ha dichiarato che vorrebbe recarsi a Mosca e a Kiev dopo la visita in Canada (in programma dal 24 al 30 luglio).

Parlando della situazione in Ucraina, il pontefice ha spiegato che ci sono stati contatti tra il segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, e il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, su un possibile viaggio a Mosca. Nessun Papa ha mai visitato Mosca e Francesco ha ripetutamente condannato l'invasione della Russia in Ucraina.

Già a marzo, in una intervista al direttore Luciano Fontana, il Papa aveva detto di voler incontrare Putin, senza ricevere una risposta dal Cremlino. Ma adesso qualcosa potrebbe essere cambiata. «Vorrei andare (in Ucraina) e prima volevo andare a Mosca. Ci siamo scambiati messaggi su questo perché ho pensato che se il presidente russo mi avesse dato una piccola finestra per servire la causa della pace...». Aggiungendo: «Dopo la visita in Canada, è possibile che riesca ad andare in Ucraina». E ancora: «La prima cosa è andare in Russia per cercare di aiutare in qualche modo, ma mi piacerebbe andare in entrambe le capitali».

10:57 Filorussi, avanzata su Siversk nel Donetsk

Le forze russe avanzano sulla città di Siversk, nell'oblast di Donetsk, «da due direzioni». Lo ha annunciato il ministero dell'interno della autoproclamata Repubblica del Lugansk, secondo quanto riporta l'agenzia russa Tass.

11:05 Duma, basi Nato in Finlandia e Svezia sono un pericolo

«L'apertura di basi Nato in Finlandia e Svezia metterà in pericolo la popolazione delle città che ospitano infrastrutture militari»: lo ha affermato il presidente della Duma russa Vyacheslav Volodin su Telegram, secondo quanto riferito da Interfax. «Il dispiegamento di basi Nato non proteggerà né la Finlandia né la Svezia. Al contrario, metterà in pericolo la popolazione delle città che ospitano infrastrutture militari».

«Ogni volta che iniziano le ostilità, i primi attacchi vengono sferrati sulle infrastrutture militari del nemico», ha detto Volodin che ha poi definito «errata» l'opinione del sindaco di Lappeenranta, in Finlandia, che ha avanzato la candidatura ad ospitare una base Nato in città vedendolo come un fattore di sicurezza.

11:32 Il presidente del Cio ha incontrato Zelensky

A seguito di un invito dell'Ucraina, il presidente del Comitato Olimpico Internazionale Thomas Bach si è recato domenica a Kiev. Era accompagnato dal presidente del Comitato olimpico ucraino Sergei Bubka e dal ministro dello sport ucraino, Vadym Guttsait. Bach ha tenuto un colloquio di un'ora con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

«Voglio ringraziarvi per aver tenuto un incontro sullo sport in un momento così difficile per il vostro Paese. Questa è un'ulteriore conferma del vostro impegno per lo sport e per i valori olimpici», ha dichiarato Bach in un comunicato. «Vogliamo mostrare solidarietà in particolare con la Comunità olimpica ucraina e dimostrare agli atleti e agli allenatori non sono soli e che siamo al loro fianco», ha aggiunto.

 11:58 Troupe della tv francese presa di mira in un bombardamento

Una troupe del canale televisivo francese «France 24», che stava girando un reportage a Sloviansk sul lavoro dei soccorritori ucraini nella regione di Donetsk è stata presa di mira durante il bombardamento avvenuto nella città ieri. Lo riferisce il servizio statale di emergenza dell'Ucraina, come riportano i media ucraini. Nessun giornalista è stato ferito.

12:04 Intelligence ucraina: la Russia non si limiterà al Donbass

«Il Cremlino non limiterà i suoi appetiti al Donbass e sta pianificando la completa distruzione dell'Ucraina». Lo ha detto Kyrylo Budanov, capo dell'intelligence ucraina, in un'intervista a RBK-Ucraina. Budanov ha spiegato: «Siamo stati i primi a dire cosa e come sarebbe successo. Pertanto, posso dirvi con piena responsabilità che i piani della Russia sono la completa distruzione dell'Ucraina, assolutamente completa. Non risponderò a qualsiasi domanda che riguardi teorie secondo le quali, forse, il Donbass gli basterà».

12:08 Truss: il Regno Unito farà di tutto perché Kiev vinca e si riprenda

Il Regno Unito sosterrà l'Ucraina a «lungo termine» e vuole seguire l'esempio del Canada con il sequestro dei beni russi da utilizzare per la ricostruzione dell'Ucraina, un piano che la ministra degli Esteri britannica Liz Truss illustrerà alla Conferenza di Lugano (che in due giorni, oggi e domani, cercherà di stilare la tabella di marcia per la ricostruzione postbellica dell'Ucraina).

Il Regno Unito «farà tutto il possibile per garantire che l'Ucraina vinca la guerra e si riprenda», ha spiegato. Truss annuncerà anche l'intenzione di ospitare la conferenza sulla ripresa del prossimo anno.

12:19 «A Lysychansk potevamo continuare, ma prezzo troppo»

Il ritiro delle truppe ucraine da Lysychansk, che era l'ultima roccaforte in mano a Kiev nel Lugansk, è avvenuta per evitare di essere accerchiati. Lo ha detto il governatore del Lugansk, Sergey Gaidaim ìì, alla Associated Press, aggiungendo che i soldati ucraini avrebbero potuto resistere ancora alcune settimane, ma potenzialmente avrebbero pagato un prezzo troppo alto.

12:33 Kuleba: «Bielorussia in guerra? Dipende dai successi russi»

«L'ipotesi di un ingresso diretto in guerra della Bielorussia aumenterà proporzionatamente a successi russi». Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, aggiungendo di avere contatti «molto limitati» con la diplomazia di Minsk. «Abbiamo un ambasciatore in Bielorussia e loro hanno un'ambasciata a Kiev — ha sottolineato Kuleba —. Questi sono gli unici canali di comunicazione. Ovvero, tutto è molto secco e ufficiale, ma non c'è una casella di posta giornaliera piena di comunicazioni».

Su Twitter, poi, Kuleba fa gli auguri agli Stati Uniti per l'indipendence Day scrivendo: «I migliori auguri per il 4 luglio dall'Ucraina ai nostri amici americani. L'indipendenza è sacra per entrambe le nostre grandi Nazioni. Sono profondamente grato agli Stati Uniti e al segretario di Stato, Antony Blinken, per averlo dimostrato con i fatti e per essere uniti all'Ucraina, anche con il recente nuovo pacchetto di aiuti militari».

12:49 Putin non invierà a Biden gli auguri per il 4 luglio

Il presidente russo, Vladimir Putin, quest'anno non invierà auguri per il 4 luglio al collega americano Joe Biden, in quanto «quest'anno segna il culmine della politica ostile statunitense nei confronti della Russia». Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

13:01 Putin: avanti con l'offensiva dopo la conquista del Lugansk

Il presidente russo Vladimir Putin, che oggi ha incontrato al Cremlino il ministro della Difesa Sergei Shoigu, ha ordina di continuare l'offensiva russa dopo la conquista della regione di Lugansk. Le forze russe «devono svolgere le loro missioni secondo i piani già approvati», ha affermato.

Inoltre, il presidente russo ha detto a Shoigu che le truppe che hanno condotto l'offensiva nel Lugansk dovrebbero riposare per rafforzare le loro capacità, chiedendogli di premiare i militari che hanno partecipato all'azione.

13:27 Metropolita di Belgorod: «Basta spargimento di sangue»

Un appello per la fine della guerra in Ucraina è stato rivolto dal metropolita di Belgorod, Giovanni, la cui posizione contrasta con quella del patriarca di Mosca Kirill che invece continua a sostenere il conflitto. Sul sito della diocesi di Belgorod, città russa al confine con l'Ucraina, si legge questo messaggio: «Chiediamo una grande preghiera per i morti e per il recupero dei feriti, per la fine dello spargimento di sangue che sta avvenendo sul suolo ucraino, ma oggi è arrivato anche nelle nostre case».

13:30 La bandiera ucraina torna a sventolare sull'Isola dei Serpenti

La bandiera ucraina è stata nuovamente issata sull'Isola dei Serpenti nel Mar Nero dopo la riconquista da parte di Kiev. Lo ha dichiarato un portavoce militare, come riporta Bbc. «Il territorio è stato restituito alla giurisdizione dell'Ucraina», ha dichiarato in una conferenza stampa Natalia Humeniuk, portavoce del comando militare meridionale dell'Ucraina. Il piccolo sperone roccioso nel nord-ovest del Mar Nero era stato conquistato dalle forze russe il primo giorno dell'invasione e da allora è stato ripetutamente bombardato dagli ucraini nel tentativo di riconquistarlo.

13:35 Lavrov: occorre risolvere il caso nave russa ferma in Turchia

«Occorre affrontare la situazione del fermo della nave russa per il trasporto di merci secche al largo delle coste turche». Ad affermarlo è il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, come riporta l'agenzia Tass. Lavrov interviene dopo che, secondo l'ambasciatore ucraino in Turchia, le autorità doganali turche hanno fermato ieri una nave cargo russa, che trasportava grano, in rotta dal porto ucraino di Berdyansk a Karasu. L'Ucraina aveva chiesto il sequestro della nave, che si trovava al largo della costa turca, accusando la Russia di aver rubato grano ucraino, accusa negata dalla Russia.

13:40 Von der Leyen: la conferenza di Lugano cruciale per l'Ucraina

«La conferenza di Lugano è un passo fondamentale per concordare i principi dello sforzo internazionale di ricostruzione dell'Ucraina. Il Presidente Ignazio Cassis e io sosteniamo la dichiarazione di Lugano e attendiamo con ansia la sua approvazione. L'Ucraina può contare sul nostro costante sostegno, per tutto il tempo necessario». Lo ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen su Twitter.

13:57 Russia: l'esercito di Kiev ha perso quasi 5.500 militari nel Lugansk

Quasi 5.500 morti. È il bilancio delle perdite nell'esercito ucraino nelle ultime due settimane di combattimenti nel Lugansk, secondo il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu. «Le perdite totali delle forze armate ucraine sono state di 5469 persone», ha spiegato Shoigu, come riporta l'agenzia Ria Novosti.

Sempre secondo quanto riferito da Shoigu, l'esercito russo e le unità della milizia popolare dell'autoproclamata Repubblica popolare di Lugansk durante i combattimenti hanno distrutto 196 carri armati e veicoli corazzati ucraini, 12 aerei e un elicottero, 69 droni, sei sistemi missilistici antiaerei a lungo raggio e 97 razzi da combattimento.

14:05 L'aeroporto di Melitopol occupato dai russi ancora in fiamme

L'aeroporto di Melitopol, occupato dai russi e bombardato ieri dalle forze ucraine, è ancora in fiamme. Lo riporta l'agenzia Unian che riprende Ria Melitopol. L'aeroporto era la base di 5 elicotteri e 10 caccia russi. All'interno ci sarebbero circa 200 militari russi feriti.

14:09 Zelensky: la ricostruzione è la missione del mondo democratico

«La guerra della Russia non è solo una mossa per prendere la nostra terra ma è una sfida al sistema europeo: vuole provare che l'Europa è debole e che non può difendere i propri valori». Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky nel corso della Conferenza sulla ricostruzione dell'Ucraina, che si tiene a Lugano. «La ricostruzione dell'Ucraina non è dunque solo un fatto locale ma la missione di tutto il mondo democratico». 

14:55 Von der Leyen: «L'Ucraina dovrà vincere anche la pace»

«L'obiettivo del Cremlino è minare l'esistenza stessa dell'Ucraina come Stato e noi non lo permetteremo mai». Lo ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen nel corso della Conferenza sulla ricostruzione dell'Ucraina a Lugano. «Dobbiamo assicurarci che l'Ucraina non solo vinca la guerra, ma anche la pace».

E ha aggiunto: «Dall'inizio della guerra, l'Unione europea ha mobilitato circa 6,2 miliardi di euro di sostegno finanziario e ne arriveranno altri. Ci impegneremo in modo sostanziale nella ricostruzione a medio e lungo termine. E qui i principi di Lugano sono un primo importante tassello che guida il nostro cammino».

15:04 Kiev: per la ricostruzione servono 750 miliardi, Mosca paghi

«Per la ricostruzione dell'Ucraina servono al momento 750 miliardi di dollari, la maggior parte di questi fondi vengano dagli asset russi congelati». Lo ha detto Denys Shmyhal, primo ministro ucraino, nel corso della conferenza di Lugano dedicata all'Ucraina. «Abbiamo creato una mappa digitale, aggiornata in tempo reale, sulla distruzione causata dall'invasione russa: i partner avranno accesso e servirà per la ricostruzione del Paese», ha aggiunto.

15:18 Il britannico condannato a morte nel Donetsk presenta appello

Il britannico Aiden Aslin, condannato a morte da un tribunale della autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk, ha presentato appello. «Il ricorso in Cassazione contro il verdetto è stato presentato oggi», ha dichiarato a Interfax l'avvocato che lo rappresenta, Pavel Kosovan. Aslin è stato condannato a morte il mese scorso insieme al britannico Shaun Pinner e al marocchino Brahim Saadoun per «attività mercenarie» mentre combattevano come stranieri per l'esercito ucraino contro i russi. Anche gli avvocati di Saadoun e Pinner avevano presentato l'appello nei giorni scorsi.

15:53 Ambasciatore Ucraina: il Papa si convinca, nessun invito da Mosca

«È ora di convincere il Santo Padre che non c'è speranza possa ricevere un invito dalla Russia». Lo dice l'ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash, che si dice «contento di poter accogliere il Papa» nella sua terra, dopo le parole di Francesco alla Reuters sul suo desiderio di andare a Kiev e a Mosca. «Il suo sogno di visitare la Russia resterà un sogno», aggiunge l'ambasciatore.

 17:44 Zelensky: «Ricostruzione missione comune delle democrazie»

La ricostruzione dell’Ucraina deve essere «un progetto comune» delle democrazie. A dirlo è il presidente Zelensky nel suo intervento alla Conferenza di Lugano sulla ricostruzione dell’Ucraina. «La ricostruzione dell’Ucraina non è un progetto locale, non è il progetto di una nazione sola, ma un compito comune dell’intero mondo democratico, di tutti i paesi che si dicono civilizzati», ha affermato. La ricostruzione, ha aggiunto, «è un’opportunità» per «dimostrare perché la libertà è più forte della tirannia».

17:47 Johnson, uniti con nostri alleati affinché prevalga

«La nostra priorità immediata è unirci ai nostri alleati per fare in modo che l’Ucraina prevalga nella sua coraggiosa lotta contro l’aggressione di Putin»: lo ha detto il premier britannico, Boris Johnson, riferendo alla Camera dei Comuni sugli ultimi vertici internazionali. Il summit della Nato a Madrid, ha aggiunto Johnson, «è andato oltre tutte le aspettative per quanto riguarda l’unità dell’Alleanza nel sostenere l’Ucraina per tutto il tempo necessario».

17:55 Gerashchenko: «A Odessa altri delfini morti, azioni belliche danneggiano udito»

Nella regione di Odessa «sono stati trovati altri delfini morti. A causa delle azioni belliche viene danneggiato il loro udito e il sistema di localizzazione che li porta alla morte». Lo scrive sui suoi canali Telegram il consigliere del ministro degli Interni ucraino Anton Gerashchenko.

17:57 Mosca dedicherà a separatisti filorussi piazza ambasciata Gb

Le autorità di Mosca intendono dedicare lo spiazzo vicino all’ambasciata britannica in Russia all’autoproclamata «repubblica» separatista di Lugansk, nel sud-est dell’Ucraina in parte di fatto controllato dai separatisti filorussi e dalle truppe russe: lo riporta il Moscow Times, precisando che l’annuncio è stato dato dal municipio di Mosca proprio dopo che le truppe russe che hanno invaso l’Ucraina hanno occupato la città di Lysychansk. Sempre secondo il Moscow Times, il 56% dei 109.000 abitanti di Mosca che hanno partecipato a un sondaggio per scegliere quale piazza dedicare all’autoproclamata «repubblica» separatista ucraina - non riconosciuta a livello internazionale e di fatto controllata dalla Russia - hanno scelto quella di fronte all’ambasciata britannica. Altre possibili opzioni erano le piazze vicino alle ambasciate di Germania, Lituania e Belgio. A giugno, le autorità di Mosca hanno dedicato lo spiazzo di fronte all’ambasciata americana all’altra autoproclamata «repubblica» dei separatisti filorussi del Donbass: quella di Donetsk, sempre nelle zone del sud-est dell’Ucraina di fatto controllate dai separatisti filorussi e dall’esercito russo. A febbraio le truppe russe hanno invaso l’Ucraina scatenando una guerra sanguinosa nel cuore dell’Europa.

18:02 Johnson, parte del grano può arrivare sul Danubio

La comunità internazionale deve cercare soluzioni «alternative» per sbloccare il grano ucraino, accanto ai tentativi del segretario generale dell’Onu - che il Regno Unito «sostiene enormemente - di ottenere dalla Russia la riapertura dell’accesso del porto di Odessa. Così il premier britannico Johnson aggiornando la Camera dei Comuni sui risultati dei recenti vertici di G7 e Nato ed evocando la possibilità di usare «il Danubio» per il trasporto di quantità minori di grano. Johnson ha poi ribadito di considerare anche il ruolo della Turchia «indispensabile» in questo ambito e si è detto «grato al presidente Erdogan per i suoi sforzi». È tornato infine ad accusare Putin di «usare il linguaggio del ricatto nucleare» come un’arma di guerra.

18:14 Gran Bretagna ospiterà la prossima conferenza sulla ricostruzione

La Gran Bretagna ospiterà la prossima conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina che si terrà nel 2023. Così la ministra degli Affari esteri della Gran Bretagna, Elizabeth Truss, durante la sua partecipazione alla conferenza di quest’anno sulla restaurazione dell’Ucraina a Lugano, in Svizzera. «Siamo lieti di annunciare che la Gran Bretagna ospiterà la conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina 2023», ha detto la ministra, sottolineando che il suo stato e la comunità mondiale democratica sosterranno l’Ucraina nonostante tutte le difficoltà, a qualunque costo. «Questo sarà un nuovo Piano Marshall per l’Ucraina e deve essere attuato dagli stessi ucraini, e promuoveremo investimenti immediati e stimoleremo la crescita economica».

18:37 Donetsk, in fiamme infrastrutture ferroviarie

Un incendio è scoppiato nelle infrastrutture ferroviarie di Donetsk. Lo riferisce l’agenzia di stampa ucraina Unian, mostrando -sui suoi canali Telegram- una serie di video che mostrano un enorme rogo da cui si sprigionano alte fiamme. Secondo quanto riporta W-N.com, sarebbero in fiamme anche alcuni tendoni del mercato vicino.

18:59 Bild, ambasciatore ucraino Melnyk lascerà la Germania

L’ambasciatore ucraino in Germania, Andrij Melnyk, potrebbe presto lasciare la Germania, per tornare a Kiev nei panni di viceministro degli Esteri del suo Paese. È quello che scrive la Bild, rivelando i piani su un diplomatico a dir poco controverso a Berlino. Melnyk, 46 anni, è stato protagonista dello scontro fra Berlino e Kiev e nel suo ruolo non ha esattamente gettato acqua sul fuoco. Al contrario, è stato il primo artefice di un attacco al presidente della Repubblica Frank Walter Steinmeier - clamorosamente «disinvitato» nella capitale ucraina per le sue politiche filorusse nei decenni passati - ed è arrivato ad attaccare lo stesso cancelliere Olaf Scholz, invitato con una frase molto colorita a «non mettere il broncio». Gli screzi sono stati superati con la visita di Scholz a Kiev insieme a Draghi e Macron e con la svolta del Bundeskanzlker sulla consegna delle armi pesanti. Recentemente Melnyk ha suscitato però nuove polemiche, dal momento che in un’intervista a un noto blogger della capitale ha difeso il leader nazionalista Stephan Bandera, sostenendo che non fosse artefice di massacri di ebrei e polacchi. Parole da cui Kiev ha preso le distanze e che hanno fatto indignare Israele e Varsavia. Secondo il governo ucraino, citato dal tabloid, il diplomatico sarebbe «molto apprezzato» per il suo lavoro, e il suo rientro non andrebbe inteso come una punizione. Melnyk è in Germania da 8 anni, e generalmente i diplomatici ucraini restano da 4 a un massimo di 6 anni in una sede all’estero.

19:15 IL PUNTO MILITARE - La Russia ha raggiunto l’obiettivo nel Donbass: come proseguirà ora la guerra in Ucraina?

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) La conquista russa di Severodonetsk e Lysychansk rappresenta una vittoria politica e militare. Sono sviluppi significativi contrassegnati da una serie di punti in un conflitto ancora lungo, pieno di variabili. 

19:39 L’appello di Aiden Aslin: è il secondo inglese condannato a morte da russi

La difesa del cittadino britannico Aiden Aslin, condannato a giugno scorso alla pena di morte dai filorussi del Donetsk per avere combattuto nelle fila ucraine, ha presentato appello contro la sentenza. Lo riferisce il Tribunale supremo della repubblica separatista. Un altro britannico condannato alla pena capitale, Shaun Pinner, ha già presentato appello contro la sentenza il 29 giugno scorso. Con loro è stato condannato alla pena capitale il marocchino Braguim Saadun, che pure ha presentato appello il primo luglio scorso. Secondo Mosca nei confronti dei tre non si può applicare la Convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra giacché si tratterebbe di soldati mercenari, anche se l’Ucraina ha affermato che essi appartengono all’esercito regolare del Paese: Saadun dal 2021 e i due britannici dal 2018. I tre prestavano servizio nella 36esima brigata di fanteria di Marina a Mariupol. 

20:02 Borrell, al G20 anche Lavrov ma non avremo incontro

«Non avrò un incontro con il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov. Parteciperò insieme al G20, ma non è previsto alcun incontro con lui». Lo ha dichiarato l’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell, rispondendo a una domanda a margine della sua visita al Centro satellitare europeo di Madrid. La riunione dei ministri degli Esteri del G20 prenderà il via il 7 luglio a Bali sotto la presidenza indonesiana.

21:43 Mosca, ambasciata a Sofia non può operare, troppe espulsioni

L’ambasciata russa a Sofia non è in grado di portare avanti il suo lavoro dopo l’espulsione di 70 diplomatici decretata dal governo bulgaro. A dichiararlo è stato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov: «Ora, dopo questo nonsense, l’ambasciata non è più in grado di funzionare normalmente», ha affermato il capo della diplomazia russa, citato da Interfax, prima di avvertire che Mosca adotterà un principio di reciprocità. Settanta diplomatici russi hanno lasciato la Bulgaria con le loro famiglie domenica, espulsi perché sospettati di spionaggio. La Russia ha minacciato di chiudere totalmente la sua ambasciata a Sofia come risposta.

21:51 Di Maio, da M5S voto a sostegno Ucraina, poi dicono altro

«I dirigenti del Movimento 5 stelle hanno votato per il sostegno al popolo ucraino, ma poi usciti fuori hanno detto altro»: Lo ha detto a Zona bianca su Rete4 il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, per il quale «posizioni ambigue spingono Italia fuori dalla Nato e verso le autocrazie».

23:36 Scholz ricevuto da Macron all’Eliseo, coordinamento su Ucraina

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha ricevuto questa sera all’Eliseo il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, per una cena di lavoro. I due leader hanno discusso della guerra in Ucraina e, più in generale, «delle grandi sfide attuali internazionali, europee e bilaterali». Questi incontri «consentono di costruire un rapporto di fiducia e di approfondire questo rapporto», ha sottolineato il portavoce di Scholz, Steffen Hebetsreit.

23:36 Cosmonauti russi sulla Iss con bandiere separatisti del Donbass. Foto con vessili «repubbliche» del Donetsk e del Lugansk

Tre cosmonauti russi sono stati fotografati oggi con le bandiere dell’autoproclamata Repubblica popolare di Lugansk (Lpr) e della Repubblica popolare del Donetsk (Dpr) all’interno della Stazione Spaziale Internazionale. «Roscosmos e i nostri cosmonauti Oleg Artemyev, Denis Matveev e Sergey Korsakov, che lavorano sulla Stazione Spaziale Internazionale, si sono uniti oggi al capo della Lpr Leonid Pasechnik nel congratularsi per il `nuovo Grande Giorno della Vittoria´», ha detto l’agenzia spaziale russa in un messaggio pubblicato sul suo canale ufficiale Telegram. Ieri il leader dell’autoproclamata Repubblica popolare separatista di Lugansk aveva dichiarato che la regione separatista nell’Ucraina orientale era stata «liberata» con l’aiuto delle forze russe. L’esercito ucraino aveva quindi dichiarato di essere stato costretto a ritirarsi da Lysychansk, l’ultima sua roccaforte nella regione. «Questo è il giorno che i residenti dei distretti occupati della regione di Lugansk aspettavano da otto anni», ha aggiunto il messaggio di Roscosmos. A marzo, il trio di cosmonauti russi aveva generato speculazioni dopo essere arrivato alla Stazione Spaziale Internazionale indossando tute giallo brillante bordate di blu, che alcuni avevano interpretato come un segno simbolico di solidarietà con l’Ucraina. Roscosmos aveva smentito, dicendo che l’equipaggio non rappresentava Kiev ma indossava i colori dell’alma mater dei tre: l’Università tecnica statale di Mosca Bauman.

01:23 Zelensky, la Russia vive la peggior crisi da 50 anni

«L’economia russa vive la più grande crisi degli ultimi 50 anni» e Mosca ha perso «più di 35mila soldati con una stima prudente»: lo ha affermato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un video di cui ha dato notizia Ukrinform. «Il mondo ha rotto i legami con la Russia», ha aggiunto Zelensky, «le parole "collasso", "deficit" e "povertà" descriveranno la vita russa finché questo Stato vorrà essere uno Stato terrorista». «A cosa serve tutto questo?», si è chiesto il leader ucraino, «serve ai propagandisti folli per mostrare nelle loro trasmissioni una bandiera russa o sovietica sulle rovine da qualche parte, semplicemente non c’è altra risposta». Poi si è detto certo che l’Ucraina vincerà: «È solo una questione di tempo. Purtroppo è una questione di perdite che subiamo, principalmente di persone. È una questione di armi moderne, che dobbiamo ottenere e sicuramente otterremo».

Ucraina, il soldato muore combattendo per salvare il compagno ferito. Le immagini riprese da un drone nel Donbass. LaPresse / CorriereTv su Il Corriere della Sera il 4 luglio 2022.

Sono immagini terribili quelle che arrivano dal fronte del Donbass nel 131esimo giorno della guerra in Ucraina. Un drone riprende due soldati ucraini rimasti soli dopo l'accerchiamento da parte delle forze russe. Uno dei due viene colpito alle gambe. L'altro accorre in suo soccorso, mentre i russi sparano ripetutamente contro di loro. Il soldato ferito si medica con un kit di pronto soccorso in dotazione ai militari. Poi, strisciando a terra, tenta di mettersi al riparo dal fuoco nemico. 

L'altro soldato risponde ai russi a colpi di kalashnikov. Ma mentre cerca di trascinare lontano il compagno di guerra, viene colpito a sua volta. A questo punto è il primo soldato ferito che cerca di aiutare l'altro commilitone, ma lo sforzo è vano. Un secondo proiettile colpisce il soldato e il suo corpo comincia a bruciare. Nelle inquadrature finali, il soldato rimasto ferito non si vede più. Forse è riuscito a mettersi in salvo, forse è stato catturato dal nemico. Ma il filmato rimane una prova dello straordinario coraggio mostrato da questi due militari.

Andrea Marinelli,Guido Olimpio per il “Corriere della Sera” il 4 luglio 2022.

Belgorod, Melitopol, Odessa, Kiev, Sloviansk. Sono solo alcune delle località intrappolate nella guerra delle città, un confronto con molti risvolti per i contendenti. L'Ucraina, dopo aver subito bombardamenti estesi, risponde con la stessa moneta prendendo di mira il territorio russo. È un modo per coinvolgere le retrovie, civili inclusi, e sottolineare che l'aggressione ha un prezzo. Inoltre prova ad attenuare le proprie sconfitte - gravi - a Severodonetsk e Lysychansk incalzando l'avversario nella sua stessa «tana».

Portando il conflitto in terra nemica, Vladimir Putin ha forse sperato (o pensato) che i suoi cittadini sarebbe stati risparmiati dalle operazioni. Invece non è stato così. Nel contempo Mosca, in questi mesi, ha picchiato con brutalità, ha devastato caserme ma anche aree abitate, centri commerciali, stazioni, impianti per il carburante. Una combinazione di tattica militare e terrore, pressione e distruzione. Ora, secondo fonti ucraine, l'Armata potrebbe riprendere anche l'offensiva su Kiev.

Per colpire, la resistenza impiega tre armi. I vecchi missili terra-terra Tochka, i droni, i sabotatori. Se i target sono all'interno dei confini russi evita il ricorso agli Himars e ai lanciarazzi a lunga portata forniti dalla Nato: c'è una promessa - per quanto vale - in questo senso. Ma gli stessi sistemi sono impiegati invece su obiettivi nelle zone occupate: è stato così per l'Isola dei Serpenti, si è ripetuto in apparenza a Melitopol. 

Le forze di Zelensky acquistano una profondità, minacciano i depositi di munizioni, le strade, le ferrovie usate dagli invasori. In questo modo, insieme all'azione dei partigiani, mettono in discussione il controllo che a fatica il neo-zar prova a imporre a sud e nelle regioni orientali. I russi si affidano ai missili sparati da navi, sommergibili, aviazione: l'obiettivo è sempre quello di sconvolgere la vita.

L'utilizzo dei droni da parte degli ucraini permette, in alcuni casi, la negabilità: girano i dubbi, Kiev non rivendica e lascia che sia l'avversario a denunciare lo strike. Non mancano, neppure questa volta, le tesi contrastanti. Gli ucraini, dopo ore, hanno sostenuto che sarebbero stati gli stessi russi a colpire Belgorod. Forse perché vi sono stati morti tra gli abitanti. 

Lo raccontano altre crisi, vicine e lontane nel tempo. Iran e Iraq, negli anni '80, diedero vita a un duello intenso a colpi di missili Scud mirando i centri urbani. Saddam fece lo stesso attaccando Tel Aviv e dintorni nel gennaio-febbraio 1991. Israele condusse centinaia di raid su Gaza, le fazioni palestinesi risposero con razzi su cittadine dall'altra parte del confine e comunità agricole.

Scenari replicati nella sfida tra guerriglieri sciiti e monarchie sunnite del Golfo. L'impatto bellico esiste, però è molto più significativo quello politico-economico perché porta la battaglia nelle case. Letteralmente, con evidenti riflessi sulle comunità. I due campi potrebbero prendere una pausa nel Donbass per riorganizzare le truppe ma continuare a fare danni da lontano impiegando ordigni neppure troppo sofisticati. Con scambi di accuse sulle conseguenze, i morti, gli edifici ridotti in macerie.

“Io, il Tulipano Nero sfido bombe e agguati per recuperare le vittime”. Fausto Biloslavo su Inside Over il 4 luglio 2022.

Sloviansk (Donbass). Barbetta rossiccia, cappellino da militare e maglietta nera con un tulipano stampato davanti. Oleksiy Yukov arriva all’incontro a Sloviansk, la città del Donbass sotto le bombe russe, con il suo camion frigo. Sulle fiancate due grandi croci rosse. Dietro la barella ed i sacchi per i corpi straziati dalla guerra. Oleksiy è il «tulipano nero» che raccoglie le salme sul campo di battaglia.

Perché questo nome, tulipano nero?

«È il fiore del dolore e ha un collegamento con l’invasione sovietica dell’Afghanistan da dove rimpatriavano i caduti con degli aerei soprannominati tulipano nero».

Qual è la missione?

«Recuperare chi è rimasto ucciso in guerra per restituirlo ai familiari e permettere una degna sepoltura. Civili e militari ucraini, ma anche russi perché si tratta di una missione umanitaria».

Quando hai iniziato a recuperare le salme?

«Ancora prima del 2014 (scoppio della guerra in Donbass, ndr) con i resti dei soldati caduti nella prima e seconda guerra mondiale. Con il conflitto nel Donbass abbiamo recuperato negli ultimi otto anni un migliaio di corpi e oltre 200 solo dall’invasione del 24 febbraio».

Come recuperate i corpi?

«Attraverso una linea aperta per le segnalazioni o cerchiamo informazioni sui social media. In diversi casi sono le autorità a chiederci di andare sul campo di battaglia. Prima dell’invasione avevamo anche un accordo non scritto con i filo russi, ma poi stavo quasi per morire in un recupero e loro ridevano. Così ho interrotto i rapporti».

Può descrivere qualche caso?

«Ci chiamano quando è urgente: i corpi sono in prima linea e stanno per ricominciare a bombardare con l’artiglieria. Bisogna portarli via, altrimenti non resta nulla. Recentemente siamo andati in un villaggio colpito a ridosso del fronte. Un padre con suo figlio erano stati uccisi dalle granate e giacevano dentro casa. Il figlio era morto subito straziato da bombe a grappolo, ma il papà se ne è andato lentamente per le ferite provocate dalle schegge. Con un poliziotto di scorta abbiamo dovuto muoverci in fretta. Appena messi i poveri resti nei sacchi neri sono tornate a piovere bombe».

Quale recupero non dimenticherà mai?

«La strage alla stazione dei treni di Kramatorsk. Fra le vittime c’erano tante mamme e bambini con i corpi completamente devastati dal munizionamento a grappolo. Per due giorni di fila abbiamo raccolto i frammenti umani di grandi e piccini. C’erano organi, orecchie, occhi, braccia e gambe. I giocattoli, i passeggini, i resti dei vestiti erano tutti intrisi di sangue. É stato terribile».

Come vi sostenete?

«Siamo volontari e sosteniamo l’attività raccogliendo fondi in rete. Gli americani ci hanno dato 800 litri di diesel per il camion frigo, ma presto finiranno».

Dorme di notte?

«Sono così stanco dopo queste missioni che crollo. Talvolta, però, mi sveglio chiedendomi, «ma è tutto vero quello che ho visto?».

Perché ha fatto questa scelta nella vita?

«Chiunque deve venire sepolto con dignità. La vita è un dono e quando finisce i tuoi resti terreni hanno diritto ad una giusta sepoltura. Non importa chi eri da vivo, la tua religione, nazionalità o da che parte combattevi. La guerra non guarda in faccia nessuno. Ti usa per poi gettarti via. Quello che conta è che eri un essere umano e meriti la giusta sepoltura».

È vero che sei stato catturato dai filo russi?

«Sì, all’inizio nel 2014 mi hanno preso proprio a Sloviansk. Il prigioniero prima di me è stato eliminato con due proiettili. Avevo già un’arma puntata alla testa, ma poi un loro leader li ha fermati spiegando che ero il tulipano nero».

Sul fronte del Donbass: tra ucraini e filorussi separati da una strada. Fausto Biloslavo su Inside Over il 4 luglio 2022.

Siversk (Donbass). Il fragore dei razzi Grad in partenza dalla batteria ucraina in mezzo a una radura essiccata dal sole fa accapponare la pelle. I quaranta tubi di lancio, eredi dei Katyuscha, i famigerati organi di Stalin della seconda guerra mondiale, eruttano dei bestioni grigi di 122 millimetri, lunghi tre metri e carichi di esplosivo verso le posizioni russe nel Donbass. Da dietro, sputano fiammate che danno solo una vaga idea di cosa sta piombando sulla testa del nemico, che assedia Lysychansk, l’ultima cittadina della regione di Lugansk ancora in mano agli ucraini asserragliati in una difesa disperata e inutile. Con Lysychansk caduta, i russi avranno conquistato metà del Donbass.

«Temiamo solo i droni, che volano in quota e sono quasi invisibili. Se ci scoprono è la fine» ammette Serghey, il tenente che comanda due batterie di Bm-21 capaci di lanciare un diluvio di fuoco a oltre 30 chilometri di distanza. Al riparo del fogliame di alberi secolari, l’ufficiale riceve via radio l’allerta dal comando. Su un iPad nero con le mappe e le immagini satellitari del campo di battaglia fornito all’esercito ucraino dagli americani controlla la zona di tiro. Le batterie sono mimetizzate poco più in là. Serghey si infila il giubbotto antiproiettile e parte con un paio dei suoi a bordo di una scassata macchina civile di fabbricazione sovietica. La più anonima possibile per evitare di venire intercettati dai droni. La batteria montata sul retro di un camion militare segue dietro, a distanza. La partita a scacchi con l’artiglieria russa inizia nella radura assolata. 

Oltre una linea di alberi si alza il fumo nero delle cannonate russe. Il tenente calcola le coordinate e lancia ordini agli uomini, che girano come ossessi una manovella per alzare la rampa di lancio. «Fuoco» e i primi tre razzi partono verso l’orizzonte con un frastuono terribile. Subito dopo il Bm 21 schizza via il più velocemente possibile per evitare di venire colpito dai tiri russi di controbatteria. Il tenente trova un’altra posizione a qualche chilometro di distanza su un altopiano dantesco con le colonne di fumo dei bombardamenti all’orizzonte. Quando partono tutti e quaranta i razzi assieme, il camion trema e ondeggia. Poi la batteria torna a caricare gli ordigni affusolati infilati a spalla da due militari nei tubi di lancio. L’allarmante rumore di un caccia a reazione ci fa tuffare in un canale di scolo sotto la strada per cercare riparo, ma il jet prosegue verso altri obiettivi. La terra trema sotto i cingoli di una colonna di carri armati che sta arrivando con la bandiera gialla e blu. I carristi salutano con le dita a V, simbolo di vittoria. Uno, però, si fa il segno della croce.

I bombardamenti a intermittenza ci accompagnano fino a Siversk, una cittadina tagliata fuori dal mondo. I filo russi hanno annunciato un attacco per conquistarla con l’obiettivo di chiudere in una sacca i difensori di Lysychansk.

Lisa, 17 anni, ci mostra una collezione di bossoli. «Non abbiamo paura dei russi. Restiamo a casa nostra» spiega con mamma Natalia e papà Roman. Nel sottoscala, usato come rifugio, hanno ricavato un bivacco. Roman non ha dubbi: «Il nostro unico desiderio è mir, pace. Per questo speriamo che i vostri politici la smettano di fornire aiuti militari all’Ucraina». Un paio di proiettili d’artiglieria diretti verso le postazioni russe fendono l’aria con un sibilo pauroso sopra le nostre teste, ma nessuno sembra farci caso. Dall’altra parte della strada in uno dei grigi condomini popolari del quartiere, Alla è una patriota schierata sul fronte opposto. «Ci servono le armi contro Putin per salvare l’Ucraina», sottolinea fra le lacrime. Da mesi non c’è acqua, distribuita dai volontari con le autobotti, niente gas e manca la corrente. Alcuni civili chiedono se Kharkiv, la seconda città del paese poco più a nord, è caduta non avendo notizie e collegamenti con il resto del mondo. Per rendere meno terribili i rifugi sottoterra, agli occhi dei bambini hanno disegnato fiori, cuoricini e personaggi dei fumetti sulle porte delle cantine trasformate in camere da letto di fortuna.

La linea del Piave degli ucraini corre nel Donbass. Sloviansk, città simbolo dove iniziò la secessione armata nel 2014, è sotto tiro con i russi alle porte a una dozzina di chilometri. Alle cinque della sera, dalla collina del cimitero, assistiamo a un terribile bombardamento in diretta. Fra le case sfregiate dalle bombe a grappolo, una bambina di 5 anni, con la voce dolce dell’innocenza racconta: «Sparavano anche qui. Ho visto tutto. Qualcosa ha colpito il balcone di casa mia. C’erano le fiamme e sono scappata».

Vladimir Putin nel nome di Allah: orrore in Ucraina, ecco che cosa state vedendo. Giovanni Sallusti su Libero Quotidiano il 05 luglio 2022

Non fa tendenza dirlo, ma la guerra continua. Intendiamo quella vera, sul suolo ucraino, non quella già diventata artificio per il teatrino nostrano, l'invio (men che simbolico) di armi come pretesto per lo strappo inverosimile di Conte, e amenità simili. No, da lì, dal luogo dove la guerra si fa, arriva una cartolina terribile, tra il grottesco e l'agghiacciante, che parla direttamente a noi qui, in Italia, in Europa, in Occidente. Lysychansk, ultima città conquistata dai russi nella provincia orientale del Lugansk. Ieri il ministro della difesa Sergey Shoigu ne ha proclamato la presa definitiva. Prima di lui, l'annuncio era arrivato da Ramzan Kadyrov, il leader delle milizie cecene, i tagliagole islamici al servizio di Putin, per dirla come non la direbbe il circo pseudopacifista itinerante. «Lysychansk è nostra! Le nostre unità sono già nel centro della città!», esclamava via social il macellaio di Groznyj, titolo rigorosamente conquistato sul campo. E alcuni video diffusi ieri mostravano le suddette unità scorrazzare tra gli edifici sventrati. Esultano, si fanno selfie, improvvisano celebrazioni davanti a luoghi simbolici, come (quel che resta de) il municipio.

Tra le varie grida ripetute, in un video ripreso anche dal sito di Repubblica si sente nitidamente la famigerata: «Allah Akbar!». Sì, urlano «Allah è grande!», gli sgherri del macellaio, e del resto non è una notizia. Lo hanno fatto all'inizio dell'invasione nei pressi di Kiev, lo hanno fatto poi a Mariupol, lo fanno ovunque vadano ad espletare il compito assegnato loro dallo Zar: aprire la strada all'Armata Rossa nel combattimento casa per casa in cui sono maestri, l'arte dello sgozzamento urbano al servizio dell'imperialismo putiniano. La notizia piuttosto riguarda noi, sta in un effetto straniante, in una reazione mancata: intere città europee oggi cadono in mano a massacratori di civili che levano il grido per eccellenza della jihad, e noi non facciamo un plissé, lo archiviamo a corollario, quel che conta è contestualizzare, capire le ragioni dell'invasore che li muove, riepilogare le colpe della Nato.

A proposito di Alleanza Atlantica: i suoi numerosi detrattori si saranno commossi ieri, a vedere rimbalzare sui social la foto di alcuni soldati che, sul tetto del palazzo comunale devastato di Lysychansk, issavano la bandiera rossa con falce e martello. Sotto, nello scatto capolavoro di propaganda, in mezzo alla polvere e ai detriti, il vessillo gialloblu dell'Ucraina. L'Orso sovietico che schiaccia (di nuovo) l'indipendenza, l'autodeterminazione dei popoli e delle nazioni. Né valga a edulcorare la portata della scena la precisazione di alcuni, secondo cui le scritte che si intravedono sono quelle della cosiddetta la Bandiera della Vittoria, la versione "modificata" per celebrare la vittoria sovietica sul Reich. Farsi andar bene questa postilla significa infatti accettare l'equazione tra ucraini a e nazisti, ovvero l'essenza della mistificazione russa. E, soprattutto, non cogliere l'enormità di fondo: più di trent' anni dopo la dissoluzione dell'Urss, la falce e il martello tornano a spargere orrore e morte in una delle ex Repubbliche. Bandiere rosse e Allah, un miscuglio surreale, controintuivo se pensiamo ad esempio alla guerra che il gigante comunista condusse in Afghanistan, eppure saldato oggi in un minimo comun denominatore: l'odio per l'Occidente, per la libertà individuale e collettiva, l'odio per il nostro mondo. Volenti o nolenti, questa cartolina doppiamente totalitaria da Lysychansk ci riguarda, molto più di quel che accade oggi a Roma. 

Draghi-Erdogan: «Italia e Turchia unite nella condanna dell’invasione di Mosca». Lorenzo Cremonesi, Andrea Nicastro, Marta Serafini, Paolo Foschi e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 5 Luglio 2022.

Le notizie di martedì 5 luglio sulla guerra, in diretta. Il presidente Zelensky ha promesso che le forze ucraine torneranno per riprendere la città «grazie all’aumento della fornitura di armi moderne» 

Questa diretta è stata chiusa. A questo link trovate tutte le notizie di oggi in diretta sulla guerra

• La guerra in Ucraina è al 132esimo giorno.

• Dopo il Lugansk Mosca punta all’intero Donbass. Kiev intanto detta le condizioni per un negoziato: «Le trattative solo dopo il cessate il fuoco».

• «Non potremo mai eguagliare i sacrifici che gli ucraini stanno facendo ogni giorno», ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, aprendo la Conferenza di Lugano sulla ricostruzione dell’Ucraina.

• Il ministro degli Esteri Di Maio: «Lavoriamo per la pace, ma Putin non sembra volerla». Oggi il governo sarà in Turchia per cercare di far «uscire il grano dai porti di Kiev ed evitare che questo provochi instabilità nel Mediterraneo».

Ore 23:36 - Cosmonauti russi sulla Iss con bandiere separatisti del Donbass. Foto con vessili «repubbliche» del Donetsk e del Lugansk

Tre cosmonauti russi sono stati fotografati con le bandiere dell’autoproclamata Repubblica popolare di Lugansk (Lpr) e della Repubblica popolare del Donetsk (Dpr) all’interno della Stazione Spaziale Internazionale. «Roscosmos e i nostri cosmonauti Oleg Artemyev, Denis Matveev e Sergey Korsakov, che lavorano sulla Stazione Spaziale Internazionale, si sono uniti oggi al capo della Lpr Leonid Pasechnik nel congratularsi per il “nuovo Grande Giorno della Vittoria”», ha detto l’agenzia spaziale russa in un messaggio pubblicato sul suo canale ufficiale Telegram. Ieri il leader dell’autoproclamata Repubblica popolare separatista di Lugansk aveva dichiarato che la regione separatista nell’Ucraina orientale era stata «liberata» con l’aiuto delle forze russe. L’esercito ucraino aveva quindi dichiarato di essere stato costretto a ritirarsi da Lysychansk, l’ultima sua roccaforte nella regione. «Questo è il giorno che i residenti dei distretti occupati della regione di Lugansk aspettavano da otto anni», ha aggiunto il messaggio di Roscosmos. A marzo, il trio di cosmonauti russi aveva generato speculazioni dopo essere arrivato alla Stazione Spaziale Internazionale indossando tute giallo brillante bordate di blu, che alcuni avevano interpretato come un segno simbolico di solidarietà con l’Ucraina. Roscosmos aveva smentito, dicendo che l’equipaggio non rappresentava Kiev ma indossava i colori dell’alma mater dei tre: l’Università tecnica statale di Mosca Bauman.

Ore 01:35 - Kiev presenta piano da 750 miliardi di dollari per la ricostruzione

L'Ucraina ha presentato un piano di ricostruzione postbellica del valore di oltre 750 miliardi di dollari, che prevede 850 progetti per ridare un volto vivibile al Paese. Il piano è stato presentato alla prima Conferenza per la ricostruzione dell'Ucraina, una «due giorni» che si concluderà oggi, martedì 5 luglio, in Svizzera, a Lugano. Nella prima giornata si è intanto registrato un consenso generale sul fatto che i progetti devono cominciare a essere sviluppati sin d'ora, nonostante la guerra non sia ancora finita, per garantire che dopo la fase più buia ci sia già un progetto da mettere in campo. Sono i governi di Svizzera e Ucraina che stanno co-organizzando l'evento, a cui partecipano numerose autorità europee, alti membri del governo del presidente Zelensky e rappresentanti di organizzazioni finanziarie e umanitarie internazionali.

Il piano è progettato su 10 anni — dal 2023 al 2032 — e prevede due tempi: il primo, il triennio 2023-2025, in cui è prevista la realizzazione della maggior parte dei progetti (580) e che costerà più di 350 miliardi di dollari. Il secondo capitolo prevede un numero minore di progetti, ma richiederà più finanziamenti: oltre 400 miliardi di dollari. Il piano prevede che l'economia ucraina crescerà del 7% ogni anno nei prossimi 10 anni. I programmi più costosi sono il ripristino e l'ammodernamento degli alloggi e delle infrastrutture delle regioni, che richiederanno 150-250 miliardi di dollari, nonché l'ampliamento e l'integrazione della logistica con l'Ue, che costeranno 120-150 miliardi di dollari; gli interventi per l'indipendenza energetica e la svolta «green» «peseranno» per 150 miliardi di dollari. Secondo il premier, Denys Shmyhal, che ha illustrato il piano, la principale fonte di questi fondi dovranno arrivare dai beni confiscati alla Federazione russa e agli oligarchi russi, «che sono stimati tra i 300 e i 500 miliardi di dollari»; altre fonti di finanziamento saranno i prestiti agevolati delle organizzazioni finanziarie internazionali e dei Paesi amici, gli investimenti del settore privato e il bilancio interno ucraini. La conferenza non prevede che Paesi donatori e le organizzazioni impegnino fondi, ma è stata concepita come un incontro per riflettere sui principi che dovrebbero guidare la ricostruzione dell'Ucraina, chi saranno i principali attori e in quale periodo sarà realizzata.

Ore 07:24 - La regione russa di Kursk è «sotto attacco dalle forze di Kiev»

Diverse località nelle aree di confine della regione russa di Kursk sono state oggetto di attacchi da parte delle forze ucraine. A riferirlo è stato il governatore Roman Starovoit, sul suo canale Telegram, che ha parlato di un bombardamento nel villaggio di Markovo e di un attacco di artiglieria sull’insediamento di Tyotkino. L’esercito ucraino non ha confermato gli attacchi, e non è chiaro che cosa sia stato colpito. In passato ci sono stati episodi di esplosioni a depositi di armi e carburanti nelle regioni russe al confine con l’Ucraina, ma Kiev non ha mai ufficialmente confermato di aver attaccato territorio russo.

Ore 07:27 - Le nuove linee di attacco russe, e le nuove linee di difesa ucraine

Lo Stato maggiore generale delle forze armate ucraine ha comunicato nella mattinata di oggi quelle che sono le nuove linee di attacco russe, dopo che ieri Putin ha ordinato al suo esercito di continuare l’offensiva. Secondo quanto riferito, le truppe russe stanno bombardando le posizioni ucraine lungo l’intera linea del fronte, assaltando Novoluhanske e Spirn in direzione della città di Bakhmut. Verso Kramatorsk, le truppe russe hanno bombardato le aree di Bilogorivka e Verkhnokamyansk. Lanci di missili e un attacco aereo sono stati rilevati nei pressi di Slovyansk e Zvanivka, nella regione di Donetsk.

Intanto, le forze ucraine hanno allestito nuove linee difensive nella regione di Donetsk, dove controllano ancora le città principali, per rallentare l’avanzata delle truppe russe dopo la conquista di Lysychansk. La tattica delle forze di Mosca — ha detto il governatore di Lugansk, Sergiy Gaidai — «sarà sempre la stessa: spareranno a tutto con la loro artiglieria ma sarà difficile per loro avanzare».

Ore 08:35 - «Uso massiccio di artiglieria nell’avanzata russa Donbass»

«La battaglia per il Donbass è stata caratterizzata da lenti ritmi di avanzata e da un massiccio impiego di artiglieria da parte della Russia, spianando paesi e città nel percorso. I combattimenti nell’oblast di Donetsk continueranno quasi sicuramente in questo modo». È la valutazione dell’intelligence britannica sulla situazione in Ucraina. «La Russia ha probabilmente raggiunto un coordinamento ragionevolmente efficace tra almeno due raggruppamenti di forze, quello centrale e quello meridionale».

Ore 09:03 - Italia-Turchia: oggi il vertice su Ucraina, crisi alimentare e migranti

Guerra in Ucraina, crisi alimentare e migranti saranno i temi al centro del terzo vertice intergovernativo tra Italia e Turchia che si apre oggi ad Ankara. Il presidente del Consiglio Mario Draghi (che ha già incontrato il presidente turco Erdogan a margine del G20 di Roma a ottobre 2021 e del vertice Nato a Bruxelles il 24 marzo scorso) sarà accompagnato dai ministri degli Esteri, Luigi Di Maio, della Difesa, Lorenzo Guerini, dell’Interno, Luciana Lamorgese, dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti e della Transizione ecologica, Roberto Cingolani.

Ore 09:16 - Consigliere Zelensky: «Lanceremo controffensiva al Sud»

Oleksiy Arestovych, consigliere del presidente Volodymyr Zelensky, ha detto che l’Ucraina spera di lanciare una controffensiva nel sud del Paese: «Questa è l’ultima vittoria per la Russia in territorio ucraino», ha detto parlando della conquista di Lysychansk. «Erano città di medie dimensioni. E hanno resistito dal 4 aprile al 4 luglio: sono 90 giorni. Tante sconfitte», ha detto parlando della lenta avanzata russa a Est e a Sud. Arestovych ha spiegato che oltre alla battaglia per il Donetsk, l’Ucraina spera di lanciare contro offensive nel sud del paese. «Prendere le città a Est significava che il 60% delle forze russe è ora concentrato a Est ed è difficile che vengano reindirizzate a sud. E non ci sono più forze che possono essere mandate dalla Russia. Hanno pagato a caro prezzo Severdonetsk e Lysychansk».

Ore 09:29 - Attacco missilistico russo contro Mykolaiv

(Dalla nostra inviata, Marta Serafini ) Le forze russe hanno lanciato questa mattina un attacco missilistico contro la parte settentrionale di Mykolaiv, nel sud dell’Ucraina, e hanno continuato a bombardare le comunità nella regione: lo ha reso noto su Facebook il servizio stampa dell’amministrazione statale regionale, secondo quanto riporta Ukrinform. Nella zona si trovano due basi militari. «La mattina del 5 luglio, gli occupanti hanno lanciato razzi contro Mykolaiv. Soccorritori, medici, squadre di emergenza e operatori dei servizi pubblici sono già al lavoro», afferma l’amministrazione senza precisare se ci sono feriti o vittime. Inoltre, sempre questa mattina, le truppe russe hanno bombardato le comunità di Inhulska, Bereznehuvatska, Bashtanska, Shyrokivska e il villaggio di Lymany nella comunità di Halytsynivska.

Ore 09:56 - Kuleba: bisogna bloccare commercio marittimo russo

Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ha esortato la comunità internazionale a ridurre l’accesso russo al trasporto marittimo: «L’economia orientata all’esportazione della Russia dipende fortemente dal trasporto marittimo fornito da flotte straniere. Esorto i partner a limitare l’accesso della Russia ai loro servizi per bloccare la macchina da guerra di Putin. Dopotutto, ciò che la Russia esporta davvero nel mondo oggi è morte, crisi e bugie».

Ore 09:57 - Russia: portaerei e sottomarini con 30 missili nel Mar Nero

La Russia ha, in questo momento, tre navi e due sottomarini nel Mar Nero, equipaggiati con un totale di oltre 30 missili Kalibr. Lo ha annunciato su Facebook il comando operativo meridionale di Mosca, secondo quanto riferisce Ukrinform. «Nella parte nord-occidentale del Mar Nero ci sono attualmente tre portaerei e due sottomarini pronte a lanciare più di 30 missili».

Ore 10:10 - Medaglia Fields (il Nobel della Matematica) all’ucraina Viazovska

Assegnata alla matematica ucraina Maryna Viazovska del Politecnico di Losanna una delle quattro Medaglie Fields , il maggiore riconoscimento mondiale per la matematica, analogo al Nobel e assegnato dall’Unione Matematica Internazionale. Viazovska è la seconda donna a vincere il premio che viene assegnato ogni 4 anni ed è stato istituito nel 1936. Con lei sono stati premiati anche Hugo Duminil-Copin dell’Università di Ginevra, James Maynard, dell’Università di Oxford e June Huh, di Princeton.

Ore 10:29 - Governatore di Odessa a forze russe: «Rifiutatevi di combattere»

Un appello alle forze russe in Ucraina perché depongano le armi e si rifiutino di combattere è stato lanciato dal governatore di Odessa, Maksym Marchenko, su Telegram. «Gli ucraini sono pronti a difendere le loro case e i loro cari fino alla fine. I vostri cari hanno bisogno di padri, mariti e figli vivi e sani, hanno bisogno di loro a casa. La vita non è data per adempiere agli ordini criminali del regime di Putin. Salvate la vostra vita e il vostro futuro, rifiutatevi di partecipare alla sanguinosa guerra di Putin. Deponete le armi per il bene del vostro futuro, sicuro e pacifico».

Ore 10:36 - Mosca blocca attività Agenzia ebraica in Russia

Mosca ha ordinato lo stop di tutte le attività dell’Agenzia ebraica in Russia. Lo riferisce il Jerusalem Post, precisando che la comunicazione è stata ricevuta ma finora non c’è stato nessun commento né risposta per ora dall’Agenzia ebraica che sta ragionando insieme all’ufficio del premier e al ministero degli Esteri.

Ore 10:53 - La Russia vuole aprire il tratto ferroviario tra Rostov e Donbass

L’agenzia di stampa Tass ha riferito che la Russia sta progettando di lanciare un collegamento ferroviario tra la regione di Rostov e le aree di Donetsk e Luhansk che occupa nell’Ucraina orientale. Anche la costruzione di collegamenti di trasporto è stata una priorità per gli occupanti russi che vogliono adesso collegare la Crimea, annessa nel 2014, e le aree di Kherson appena occupate.

Ore 11:02 - Mosca: «Abbattuto Sukhoi ucraino su cieli Kherson»

Il Ministero della Difesa russo ha annunciato di avere abbattuto un aereo Sukhoi Su-25 ucraino nei cieli di Kherson sul paese di Novobratske durante un combattimento aereo.

Ore 11:24 - Iran, Iraq e Arabia compreranno grano da russi in Ucraina

Yevgeny Balitsky, capo dell’amministrazione imposta dalla Russia della regione occupata di Zaporizhzhia in Ucraina, ha affermato che la regione prevede di vendere il grano ucraino al Medio Oriente, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa Tass. I principali paesi coinvolti nell’accordo erano Iraq, Iran e Arabia Saudita. L’Ucraina ha ripetutamente accusato la Russia di aver rubato grano, accusa che Mosca ha negato. Ieri un alto funzionario turco ha affermato che la Turchia aveva fermato una nave mercantile battente bandiera russa al largo della costa del Mar Nero per trovare possibile grano rubato.

Ore 11:29 - Ministro Energia ucraino: «I russi hanno danneggiato o distrutto il 90% stazioni eoliche»

«Gli occupanti hanno danneggiato o distrutto il 90% delle nostre stazioni eoliche. Hanno distrutto o sequestrato il 30% degli impianti fotovoltaici, il 30,1% di impianti di cogenerazione, la centrale nucleare di Zaporizhzhia è occupata». Lo ha detto a Lugano, durante la conferenza per la costruzione dell’Ucraina, il ministro dell’Energia ucraino Herman Haluschenko.

Ore 11:50 - Nella regione di Kherson si insedia l’ex governatore di Kaliningrad

Un ufficiale dell’Fsb russo (il Servizio federale per la sicurezza della Federazione russa, erede del Kgb) è stato nominato a capo dell’amministrazione della regione di Kherson, hanno reso noto le autorità filorusse insediate dopo l’occupazione. Sergei Yeliseyev, fino a oggi vice governatore di Kaliningrad, ha assunto l’incarico di governatore della regione di Kheraon, ha annunciato il responsabile dell’amministrazione delle forze di occupazione Vladimir Saldo. «L’Ucraina è cosa del passato per la regione di Kherson. La Russia è qui per sempre», ha scritto su Telegram. Yeliseyev ha 51 anni e si era diplomato all’accademia dell’Fsb. Suo vice sarà Aleksei Kovalev, ex deputato ucraino passato ai russi, sopravvissuto a un tentato omicidio lo scorso giugno.

Ore 12:05 - Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg: «Giorno storico per Finlandia e Svezia»

I trenta alleati della Nato hanno firmato oggi un protocollo di adesione per la Finlandia e la Svezia, per consentire ai due Paesi di aderire all’alleanza atlantica non appena i parlamenti alleati avranno ratificato la decisione. «Ora contiamo su tutti gli alleati per garantire la rapida applicazione dell’adesione secondo le procedure nazionali», ha detto il segretario generale, Jens Stoltenberg.

Ore 12:19 - Mattarella: «Da invasione Russia conseguenze gravissime»

«Abbiamo parlato dell’aggressione della federazione russa all’Ucraina che sta determinando conseguenze gravissime. La prima è il ritorno in questo millennio di criteri che pensavamo relegati ai secoli passati, quello per cui un paese più grande e più forte può invadere uno più piccolo e più debole come una preda da conquistare». Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso del punto stampa a Maputo dopo il colloquio nel palazzo presidenziale con il presidente del Mozambico, Filipe Jacinto Nyusi.

Ore 12:30 - La cestista americana detenuta in Russia scrive a Biden: «Faccia di tutto per farmi tornare a casa»

«Seduta qui in una prigione russa, sola con i miei pensieri e senza la protezione di mia moglie, la mia famiglia, i miei amici, la maglia olimpionica, sono terrorizzata dalla possibilità di poter rimanere qui per sempre». La campionessa di Wnba (la lega professionistica di pallacanestro femminile degli Stati Uniti), Brittney Griner, detenuta in Russia dallo scorso febbraio per detenzione di droga, ha scritto a Joe Biden. La lettera è stata consegnata alla Casa Bianca nella data simbolica del 4 luglio, la festa dell’indipendenza. «Capisco che lei sta affrontando così tante cose ma per favore non si dimentichi di me e dagli altri detenuti americani. Per favore faccia tutto il possibile per riportarci a casa. Ho votato per la prima volta nel 2020 e ho votato per lei, ho fiducia in lei». «Mi manca mia moglie, la mia famiglia, la mia squadra - scrive ancora Griner - mi uccide sapere che stanno soffrendo e sarò grata per qualsiasi cosa lei farà per farmi tornare a casa». Rispondendo alla richiesta di un commento del Washington Post, la portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale ha detto che «la squadra di Biden è in contatto regolare con la famiglia di Brittney e continuerà a lavorare per dare sostegno».

Ore 12:55 - Zelensky: «Mosca ci considera testa di ponte per conquista altri Paesi»

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