Denuncio al mondo ed ai posteri con i miei libri tutte le illegalità tacitate ed impunite compiute dai poteri forti (tutte le mafie). Lo faccio con professionalità, senza pregiudizi od ideologie. Per non essere tacciato di mitomania, pazzia, calunnia, diffamazione, partigianeria, o di scrivere Fake News, riporto, in contraddittorio, la Cronaca e la faccio diventare storia. Quella Storia che nessun editore vuol pubblicare. Quelli editori che ormai nessuno più legge.

Gli editori ed i distributori censori si avvalgono dell'accusa di plagio, per cessare il rapporto. Plagio mai sollevato da alcuno in sede penale o civile, ma tanto basta per loro per censurarmi.

I miei contenuti non sono propalazioni o convinzioni personali. Mi avvalgo solo di fonti autorevoli e credibili, le quali sono doverosamente citate.

Io sono un sociologo storico: racconto la contemporaneità ad i posteri, senza censura od omertà, per uso di critica o di discussione, per ricerca e studio personale o a scopo culturale o didattico. A norma dell'art. 70, comma 1 della Legge sul diritto d'autore: "Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l'utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali."

L’autore ha il diritto esclusivo di utilizzare economicamente l’opera in ogni forma e modo (art. 12 comma 2 Legge sul Diritto d’Autore). La legge stessa però fissa alcuni limiti al contenuto patrimoniale del diritto d’autore per esigenze di pubblica informazione, di libera discussione delle idee, di diffusione della cultura e di studio. Si tratta di limitazioni all’esercizio del diritto di autore, giustificate da un interesse generale che prevale sull’interesse personale dell’autore.

L'art. 10 della Convenzione di Unione di Berna (resa esecutiva con L. n. 399 del 1978) Atto di Parigi del 1971, ratificata o presa ad esempio dalla maggioranza degli ordinamenti internazionali, prevede il diritto di citazione con le seguenti regole: 1) Sono lecite le citazioni tratte da un'opera già resa lecitamente accessibile al pubblico, nonché le citazioni di articoli di giornali e riviste periodiche nella forma di rassegne di stampe, a condizione che dette citazioni siano fatte conformemente ai buoni usi e nella misura giustificata dallo scopo.

Ai sensi dell’art. 101 della legge 633/1941: La riproduzione di informazioni e notizie è lecita purché non sia effettuata con l’impiego di atti contrari agli usi onesti in materia giornalistica e purché se ne citi la fonte. Appare chiaro in quest'ipotesi che oltre alla violazione del diritto d'autore è apprezzabile un'ulteriore violazione e cioè quella della concorrenza (il cosiddetto parassitismo giornalistico). Quindi in questo caso non si fa concorrenza illecita al giornale e al testo ma anzi dà un valore aggiunto al brano originale inserito in un contesto più ampio di discussione e di critica.

Ed ancora: "La libertà ex art. 70 comma I, legge sul diritto di autore, di riassumere citare o anche riprodurre brani di opere, per scopi di critica, discussione o insegnamento è ammessa e si giustifica se l'opera di critica o didattica abbia finalità autonome e distinte da quelle dell'opera citata e perciò i frammenti riprodotti non creino neppure una potenziale concorrenza con i diritti di utilizzazione economica spettanti all'autore dell'opera parzialmente riprodotta" (Cassazione Civile 07/03/1997 nr. 2089).

Per questi motivi Dichiaro di essere l’esclusivo autore del libro in oggetto e di tutti i libri pubblicati sul mio portale e le opere citate ai sensi di legge contengono l’autore e la fonte. Ai sensi di legge non ho bisogno di autorizzazione alla pubblicazione essendo opere pubbliche.

Promuovo in video tutto il territorio nazionale ingiustamente maltrattato e censurato. Ascolto e Consiglio le vittime discriminate ed inascoltate. Ogni giorno da tutto il mondo sui miei siti istituzionali, sui miei blog d'informazione personali e sui miei canali video sono seguito ed apprezzato da centinaia di migliaia di navigatori web. Per quello che faccio, per quello che dico e per quello che scrivo i media mi censurano e le istituzioni mi perseguitano. Le letture e le visioni delle mie opere sono gratuite. Anche l'uso è gratuito, basta indicare la fonte. Nessuno mi sovvenziona per le spese che sostengo e mi impediscono di lavorare per potermi mantenere. Non vivo solo di aria: Sostienimi o mi faranno cessare e vinceranno loro. 

Dr Antonio Giangrande  

NOTA BENE

NESSUN EDITORE VUOL PUBBLICARE I  MIEI LIBRI, COMPRESO AMAZON, LULU E STREETLIB

SOSTIENI UNA VOCE VERAMENTE LIBERA CHE DELLA CRONACA, IN CONTRADDITTORIO, FA STORIA

NOTA BENE PER IL DIRITTO D'AUTORE

 

NOTA LEGALE: USO LEGITTIMO DI MATERIALE ALTRUI PER IL CONTRADDITTORIO

LA SOMMA, CON CAUSALE SOSTEGNO, VA VERSATA CON:

SCEGLI IL LIBRO

80x80 PRESENTAZIONE SU GOOGLE LIBRI

presidente@controtuttelemafie.it

workstation_office_chair_spinning_md_wht.gif (13581 bytes) Via Piave, 127, 74020 Avetrana (Ta)3289163996ne2.gif (8525 bytes)business_fax_machine_output_receiving_md_wht.gif (5668 bytes) 0999708396

INCHIESTE VIDEO YOUTUBE: CONTROTUTTELEMAFIE - MALAGIUSTIZIA  - TELEWEBITALIA

FACEBOOK: (personale) ANTONIO GIANGRANDE

(gruppi) ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE - TELE WEB ITALIA -

ABOLIZIONE DEI CONCORSI TRUCCATI E LIBERALIZZAZIONE DELLE PROFESSIONI

(pagine) GIANGRANDE LIBRI

WEB TV: TELE WEB ITALIA

108x36 NEWS: RASSEGNA STAMPA - CONTROVOCE - NOTIZIE VERE DAL POPOLO - NOTIZIE SENZA CENSURA

ANNO 2022

L’ACCOGLIENZA

QUARTA PARTE

L’ATTACCO

NONO MESE

 

DI ANTONIO GIANGRANDE

 

 

L’ITALIA ALLO SPECCHIO

IL DNA DEGLI ITALIANI

 

      

 

 

 

 

 

 

L’APOTEOSI

DI UN POPOLO DIFETTATO

 

Questo saggio è un aggiornamento temporale, pluritematico e pluriterritoriale, riferito al 2022, consequenziale a quello del 2021. Gli argomenti ed i territori trattati nei saggi periodici sono completati ed approfonditi in centinaia di saggi analitici specificatamente dedicati e già pubblicati negli stessi canali in forma Book o E-book, con raccolta di materiale riferito al periodo antecedente. Opere oggetto di studio e fonti propedeutiche a tesi di laurea ed inchieste giornalistiche.

Si troveranno delle recensioni deliranti e degradanti di queste opere. Il mio intento non è soggiogare l'assenso parlando del nulla, ma dimostrare che siamo un popolo difettato. In questo modo è ovvio che l'offeso si ribelli con la denigrazione del palesato.

 

IL GOVERNO

 

UNA BALLATA PER L’ITALIA (di Antonio Giangrande). L’ITALIA CHE SIAMO.

UNA BALLATA PER AVETRANA (di Antonio Giangrande). L’AVETRANA CHE SIAMO.

PRESENTAZIONE DELL’AUTORE.

LA SOLITA INVASIONE BARBARICA SABAUDA.

LA SOLITA ITALIOPOLI.

SOLITA LADRONIA.

SOLITO GOVERNOPOLI. MALGOVERNO ESEMPIO DI MORALITA’.

SOLITA APPALTOPOLI.

SOLITA CONCORSOPOLI ED ESAMOPOLI. I CONCORSI ED ESAMI DI STATO TRUCCATI.

ESAME DI AVVOCATO. LOBBY FORENSE, ABILITAZIONE TRUCCATA.

SOLITO SPRECOPOLI.

SOLITA SPECULOPOLI. L’ITALIA DELLE SPECULAZIONI.

 

L’AMMINISTRAZIONE

 

SOLITO DISSERVIZIOPOLI. LA DITTATURA DEI BUROCRATI.

SOLITA UGUAGLIANZIOPOLI.

IL COGLIONAVIRUS.

SANITA’: ROBA NOSTRA. UN’INCHIESTA DA NON FARE. I MARCUCCI.

 

L’ACCOGLIENZA

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA.

SOLITI PROFUGHI E FOIBE.

SOLITO PROFUGOPOLI. VITTIME E CARNEFICI.

 

GLI STATISTI

 

IL SOLITO AFFAIRE ALDO MORO.

IL SOLITO GIULIO ANDREOTTI. IL DIVO RE.

SOLITA TANGENTOPOLI. DA CRAXI A BERLUSCONI. LE MANI SPORCHE DI MANI PULITE.

SOLITO BERLUSCONI. L'ITALIANO PER ANTONOMASIA.

IL SOLITO COMUNISTA BENITO MUSSOLINI.

 

I PARTITI

 

SOLITI 5 STELLE… CADENTI.

SOLITA LEGOPOLI. LA LEGA DA LEGARE.

SOLITI COMUNISTI. CHI LI CONOSCE LI EVITA.

IL SOLITO AMICO TERRORISTA.

1968 TRAGICA ILLUSIONE IDEOLOGICA.

 

LA GIUSTIZIA

 

SOLITO STEFANO CUCCHI & COMPANY.

LA SOLITA SARAH SCAZZI. IL DELITTO DI AVETRANA.

LA SOLITA YARA GAMBIRASIO. IL DELITTO DI BREMBATE.

SOLITO DELITTO DI PERUGIA.

SOLITA ABUSOPOLI.

SOLITA MALAGIUSTIZIOPOLI.

SOLITA GIUSTIZIOPOLI.

SOLITA MANETTOPOLI.

SOLITA IMPUNITOPOLI. L’ITALIA DELL’IMPUNITA’.

I SOLITI MISTERI ITALIANI.

BOLOGNA: UNA STRAGE PARTIGIANA.

 

LA MAFIOSITA’

 

SOLITA MAFIOPOLI.

SOLITE MAFIE IN ITALIA.

SOLITA MAFIA DELL’ANTIMAFIA.

SOLITO RIINA. LA COLPA DEI PADRI RICADE SUI FIGLI.

SOLITO CAPORALATO. IPOCRISIA E SPECULAZIONE.

LA SOLITA USUROPOLI E FALLIMENTOPOLI.

SOLITA CASTOPOLI.

LA SOLITA MASSONERIOPOLI.

CONTRO TUTTE LE MAFIE.

 

LA CULTURA ED I MEDIA

 

LA SCIENZA E’ UN’OPINIONE.

SOLITO CONTROLLO E MANIPOLAZIONE MENTALE.

SOLITA SCUOLOPOLI ED IGNORANTOPOLI.

SOLITA CULTUROPOLI. DISCULTURA ED OSCURANTISMO.

SOLITO MEDIOPOLI. CENSURA, DISINFORMAZIONE, OMERTA'.

 

LO SPETTACOLO E LO SPORT

 

SOLITO SPETTACOLOPOLI.

SOLITO SANREMO.

SOLITO SPORTOPOLI. LO SPORT COL TRUCCO.

 

LA SOCIETA’

 

AUSPICI, RICORDI ED ANNIVERSARI.

I MORTI FAMOSI.

ELISABETTA E LA CORTE DEGLI SCANDALI.

MEGLIO UN GIORNO DA LEONI O CENTO DA AGNELLI?

 

L’AMBIENTE

 

LA SOLITA AGROFRODOPOLI.

SOLITO ANIMALOPOLI.

IL SOLITO TERREMOTO E…

IL SOLITO AMBIENTOPOLI.

 

IL TERRITORIO

 

SOLITO TRENTINO ALTO ADIGE.

SOLITO FRIULI VENEZIA GIULIA.

SOLITA VENEZIA ED IL VENETO.

SOLITA MILANO E LA LOMBARDIA.

SOLITO TORINO ED IL PIEMONTE E LA VAL D’AOSTA.

SOLITA GENOVA E LA LIGURIA.

SOLITA BOLOGNA, PARMA ED EMILIA ROMAGNA.

SOLITA FIRENZE E LA TOSCANA.

SOLITA SIENA.

SOLITA SARDEGNA.

SOLITE MARCHE.

SOLITA PERUGIA E L’UMBRIA.

SOLITA ROMA ED IL LAZIO.

SOLITO ABRUZZO.

SOLITO MOLISE.

SOLITA NAPOLI E LA CAMPANIA.

SOLITA BARI.

SOLITA FOGGIA.

SOLITA TARANTO.

SOLITA BRINDISI.

SOLITA LECCE.

SOLITA POTENZA E LA BASILICATA.

SOLITA REGGIO E LA CALABRIA.

SOLITA PALERMO, MESSINA E LA SICILIA.

 

LE RELIGIONI

 

SOLITO GESU’ CONTRO MAOMETTO.

 

FEMMINE E LGBTI

 

SOLITO CHI COMANDA IL MONDO: FEMMINE E LGBTI.

 

 

L’ACCOGLIENZA

INDICE PRIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

GLI EUROPEI

I Muri.

Quei razzisti come gli italiani.

Quei razzisti come i tedeschi.

Quei razzisti come gli austriaci.

Quei razzisti come i danesi.

Quei razzisti come i norvegesi.

Quei razzisti come gli svedesi.

Quei razzisti come i finlandesi.

Quei razzisti come i belgi.

Quei razzisti come i francesi.

Quei razzisti come gli spagnoli.

Quei razzisti come gli olandesi.

Quei razzisti come gli inglesi.

Quei razzisti come i cechi.

Quei razzisti come gli ungheresi.

Quei razzisti come i rumeni.

Quei razzisti come i maltesi.

Quei razzisti come i greci.

Quei razzisti come i serbi.

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

GLI AFRO-ASIATICI

 

Quei razzisti come i marocchini.

Quei razzisti come i libici.

Quei razzisti come i congolesi.

Quei razzisti come gli ugandesi.

Quei razzisti come i nigeriani.

Quei razzisti come i ruandesi.

Quei razzisti come gli egiziani.

Quei razzisti come gli israeliani.

Quei razzisti come i libanesi.

Quei razzisti come i sudafricani.

Quei razzisti come i turchi.

Quei razzisti come gli arabi sauditi. 

Quei razzisti come i qatarioti.

Quei razzisti come gli iraniani.

Quei razzisti come gli iracheni.

Quei razzisti come gli afghani.

Quei razzisti come gli indiani.

Quei razzisti come i singalesi.

Quei razzisti come i birmani.

Quei razzisti come i kazaki.

Quei razzisti come i russi.

Quei razzisti come i cinesi.

Quei razzisti come i nord coreani.

Quei razzisti come i sud coreani.

Quei razzisti come i filippini.

Quei razzisti come i giapponesi.

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

GLI AMERICANI

 

Quei razzisti come gli statunitensi.

Kennedy: Le Morti Democratiche.

Quei razzisti come i canadesi.

Quei razzisti come i messicani.

Quei razzisti come i peruviani.

Quei razzisti come gli haitiani.

Quei razzisti come i cubani.

Quei razzisti come i cileni.

Quei razzisti come i venezuelani.

Quei razzisti come i colombiani.

Quei razzisti come i brasiliani.

Quei razzisti come gli argentini.

Quei razzisti come gli australiani.

 

INDICE SECONDA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Fredda.

La Variante Russo-Cinese-Statunitense.

 

INDICE TERZA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LA BATTAGLIA DEGLI IMPERI.

I LADRI DI NAZIONI.

CRIMINI CONTRO L’UMANITA’.

I SIMBOLI.

LE PROFEZIE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. PRIMO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. SECONDO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. TERZO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. QUARTO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. QUINTO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. SESTO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. SETTIMO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. OTTAVO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. NONO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. DECIMO MESE.

 

INDICE QUINTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LE MOTIVAZIONI.

NAZISTA…A CHI?

IL DONBASS DELI ALTRI.

L’OCCIDENTE MOLLICCIO E DEPRAVATO.

TUTTE LE COLPE DI…

LE TRATTATIVE.

ALTRO CHE FRATELLI. I SOLITI COGLIONI RAZZISTI.

LA RUSSIFICAZIONE.

 

INDICE SESTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

ESERCITI, MERCENARI E VOLONTARI.

IL FREDDO ED IL PANTANO.

 

INDICE SETTIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LE VITTIME.

I PATRIOTI.

LE DONNE.

LE FEMMINISTE.

GLI OMOSESSUALI ED I TRANS.

LE SPIE.

 

INDICE OTTAVA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LA GUERRA DELLE MATERIE PRIME.

LA GUERRA DELLE ARMI CHIMICHE E BIOLOGICHE.

LA GUERRA ENERGETICA.

LA GUERRA DEL LUSSO.

LA GUERRA FINANZIARIA.

LA GUERRA CIBERNETICA.

LE ARMI.

 

INDICE NONA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LA DETERRENZA NUCLEARE.

DICHIARAZIONI DI STATO.

LE REAZIONI.

MINACCE ALL’ITALIA.

 

INDICE DECIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

IL COSTO.

L’ECONOMIA DI GUERRA. LA ZAPPA SUI PIEDI.

PSICOSI E SPECULAZIONI.

I CORRIDOI UMANITARI.

I PROFUGHI.

 

INDICE UNDICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

I PACIFISTI.

I GUERRAFONDAI.

RESA O CARNEFICINA? 

LO SPORT.

LA MODA.

L’ARTE.

 

INDICE DODICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

PATRIA MOLDAVIA.

PATRIA BIELORUSSIA.

PATRIA GEORGIA.

PATRIA UCRAINA.

VOLODYMYR ZELENSKY.

 

INDICE TREDICESIMA PARTE

 

La Guerra Calda.

L’ODIO.

I FIGLI DI PUTIN.

 

INDICE QUATTORDICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’INFORMAZIONE.

TALK SHOW: LA DISTRAZIONE DI MASSA. 

 

INDICE QUINDICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LA PROPAGANDA.

LA CENSURA.

LE FAKE NEWS.

 

INDICE SEDICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

CRISTIANI CONTRO CRISTIANI.

LA RUSSOFOBIA.

LA PATRIA RUSSIA.

IL NAZIONALISMO.

GLI OLIGARCHI.

LE GUERRE RUSSE.

 

INDICE DICIASSETTESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

CHI E’ PUTIN.

 

INDICE DICIOTTESIMA PARTE

 

SOLITI PROFUGHI E FOIBE. (Ho scritto un saggio dedicato)

Quelli che…le Foibe.

Lo sterminio comunista degli Ucraini.

L’Olocausto.

SOLITO PROFUGOPOLI. VITTIME E CARNEFICI. (Ho scritto un saggio dedicato)

Gli Affari dei Buonisti.

Quelli che…Porti Aperti.

Quelli che…Porti Chiusi.

Il Caso dei Marò.

Che succede in Africa?

Che succede in Libia?

Che succede in Tunisia?

Cosa succede in Siria?

 

 

 

L’ACCOGLIENZA

QUARTA PARTE

L’ATTACCO

NONO MESE

 

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

·        La Guerra Calda.

L’ATTACCO. NONO MESE.

Biden: Russia commetterà grave errore se usa il nucleare. Lorenzo Cremonesi, Giusi Fasano, Andrea Nicastro, Marta Serafini e Paolo Foschi su Il Corriere della Sera il 25 Ottobre 2022.

• La guerra in Ucraina è arrivata al 243esimo giorno.

• Il presidente ucraino Zelensky, intervistato dal Corriere, ha parlato del nuovo governo italiano («Piena intesa con Meloni»), di Berlusconi («Ripete le parole di Putin»), della possibilità di arrivare alla pace («Non posso parlare con Mosca con una pistola puntata alla tempia»): la trovate qui

• Mosca accusa Kiev di voler usare la «bomba sporca». Gli ucraini: «Non abbiamo bombe sporche, né pensiamo di acquisirne».

• Usa: «Non abbiamo indicazioni dalla Russia che siano pronti a impegnarsi in un processo negoziale».

Ore 19:29 - Nato sente Usa-Gb, bomba sporca non sia pretesto escalation

«Ho parlato con il Segretario di Stato della Difesa degli Usa Lloyd J. Austin III e con il segretario di Stato alla Difesa britannico Ben Wallace sulla falsa affermazione della Russia secondo cui l’Ucraina si starebbe preparando a usare una bomba sporca sul proprio territorio. Gli alleati della Nato respingono questa accusa. La Russia non deve usarla come pretesto per un’escalation. Restiamo fermi nel nostro sostegno all’Ucraina». Lo scrive in un tweet il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg.

Ore 19:50 - Kiev su bomba sporca, pronti a ispezione, Russia faccia altrettanto

«Gli appelli di Shoigu e Gerasimov, le dichiarazioni di Lavrov e Peskov. La Russia ha avviato una campagna informativa organizzata sulla «bomba sporca» per legalizzare i suoi crimini. L’azione è più importante del parlare. L’Ucraina tiene sempre le porte aperte alle ispezioni dell’Aiea. Mosca è pronta per le ispezioni?». Lo scrive su Twitter Mikhaylo Podolyak consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Ore 21:14 - Usa, non entreremo in guerra con la Russia

«Non entreremo in guerra con la Russia». Lo ha dichiarato, in un briefing con la stampa il portavoce del dipartimento di Stato Usa, Ned Price, rispondendo a una domanda sulla possibilità che Washington invii l’esercito in Ucraina. «Il presidente Biden è stato chiaro», ha detto, «non entreremo in guerra con la Russia ma forniremo all’Ucraina quello che le serve per contrastare l’aggressione russa». «Faremo tutto quello che serve per sostenere» Kiev, ha proseguito Price, «sia attraverso l’assistenza militare che con sanzioni».

Ore 02:11 - Dagli Stati Uniti attacchi informatici contro la Russia

Gli Stati Uniti «stanno conducendo operazioni informatiche offensive contro la Russia, principalmente attraverso gli specialisti informatici dell’esercito ucraino». Lo ha affermato il vice capo del Dipartimento per la sicurezza internazionale delle informazioni del ministero degli Esteri russo Vladimir Shin in una riunione della prima commissione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che si occupa di questioni di disarmo. Lo riporta Ria Novosti.

Ore 05:14 - Onu, la Russia vuole sollevare la sua accusa a Kiev per le «bombe sporche»

La Russia intende sollevare oggi al Consiglio di Sicurezza Onu la sua accusa secondo cui l’Ucraina starebbe pianificando un attacco con «bombe sporche» e ha esortato il segretario generale Guterres a fare tutto il possibile per «impedire che questo atroce crimine avvenga». «Considereremo l’uso delle bombe sporche da parte del regime di Kiev come un atto di terrorismo nucleare», ha scritto l’ambasciatore di Mosca alle Nazioni Unite Vassily Nebenzia in una lettera a Guterres e al Consiglio di sicurezza. Intanto gli Stati Uniti ribadiscono che sosterranno l’Ucraina ma non entreranno in guerra. Zelensky pressa Israele, «basta rimanere neutrali».

Ore 05:29 - Almeno 6.374 i morti e 9.776 i feriti tra i civili dall’inzio del conflitto

Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite per i diritti umani, citata dal Kyiv independent, al 23 ottobre durante l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia sono rimasti uccisi almeno 6.374 civili e ferite almeno 9.776 persone. In tutto sarebbero 16.150 le persone colpite durante i raid. L’agenzia osserva che le cifre effettive potrebbero essere considerevolmente più alte.

Ore 05:43 - Scholz: «Chi sostiene l’Ucraina ora sostiene un futuro membro dell’UE»

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen apriranno oggi a Berlino la Conferenza di esperti per la ricostruzione dell’Ucraina, incentrata sulla mobilitazione degli aiuti internazionali all’Ucraina dopo l’aggressione russa. All’incontro, organizzato congiuntamente dalla Commissione Europea e dal G7, di cui la Germania ha la presidenza di turno, parteciperà anche il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva. L’Ucraina sarà rappresentata dal primo ministro Denys Schmyhal e dal ministro delle finanze Serheii Marchenko, mentre tra i leader internazionali presenti alla conferenza ci sarà il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki. La conferenza, della durata di un giorno, avrà un formato ibrido, con interventi virtuali del Presidente ucraino Volodymir Zelenski e del Presidente indonesiano Joko Widodo, il cui Paese detiene la presidenza di turno del G20, il gruppo delle potenze industriali e dei Paesi emergenti, di cui la Russia rimane membro. Scholz e Schmyhal avevano già partecipato ieri al Forum economico tedesco-ucraino e poi hanno tenuto un incontro bilaterale preparatorio per la conferenza di oggi. Nel discorso agli uomini d’affari tedeschi, il primo ministro ucraino ha stimato il costo della ricostruzione del Paese in circa 750 miliardi di dollari e ha invitato le aziende europee a partecipare al compito. Scholz ha invitato a investire in Ucraina, un Paese destinato a diventare «un membro a pieno titolo dell’Unione Europea», ha ricordato il leader tedesco. «Chi sostiene l’Ucraina ora sostiene un futuro membro dell’UE», ha sottolineato Scholz, ricordando la decisione dello scorso giugno di riconoscere il Paese come candidato all’adesione all’UE.

Ore 06:35 - Restituita a Kiev la corrente ai residenti. L’invito a un utilizzo parsimonioso

L’operatore energetico ucraino Ukrenergo ha annullato le interruzioni di elettricità introdotte nei giorni scorsi a Kiev al fine di stabilizzare i flussi, restituendo ai residenti la possibilità di attingere per tutto il giorno alla corrente, invitando però la popolazione ad utilizzarla con criterio e parsimonia. Lo ha riferito la società di utility Dtek all’agenzia Unian in una nota. Nel comunicato si sottolinea che la situazione del sistema energetico resta difficile. «Per supportare il sistema elettrico, invitiamo tutti i residenti della capitale a consumare elettricità moderatamente - accendere uno alla volta gli elettrodomestici, ridurre il più possibile il consumo di elettricità al mattino dalle 06:00 alle 11:00 e la sera dalle 17:00 alle 23:00. Chiediamo anche di limitare l’uso dell’illuminazione esterna delle facciate di uffici, ristoranti, centri commerciali», ha esortato Dtek affermando che «questi semplici passaggi aiuteranno a ridurre la necessità di disconnessioni e il numero di utenti disconnessi». L’interruzione delle forniture si era resa necessaria a causa dei danni provocati alle centrali elettriche dai bombardamenti russi.

Ore 07:46 - Zelensky al Corriere: «Piena intesa con Meloni, all’Italia chiedo armi di difesa aerea. Non parlo a Putin con la pistola alla tempia»

(Lorenzo Cremonesi, inviato a Kiev) Ieri il presidente Volodymyr Zelensky ci ha concesso questa intervista per circa un’ora nel suo ufficio protetto da sacchetti di sabbia e cavalli di frisia nel centro della capitale ucraina. 

Presidente, in Italia abbiamo un nuovo governo: la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno manifestato chiaramente simpatie pro-Nato in sostegno all’Ucraina. Ma è un governo che ha componenti rilevanti che si sono espresse a favore della Russia sia nel passato che di recente. La preoccupa?

«Per ora posso solo parlare in modo positivo del vostro governo appena insediato, nessuna impressione negativa. Ho avuto una conversazione telefonica con la nuova premier che si è detta chiaramente favorevole alla nostra comune alleanza e mi ha assicurato il suo pieno sostegno per l’Ucraina contro l’aggressione russa».

Ore 07:55 - Steinmeier in visita a Kiev: «Non vedo l’ora di incontrare Zelensky»

Il presidente della Germania, Frank-Walter Steinmeier, è arrivato questa mattina a Kiev per una visita non annunciata. «Non vedo l’ora di incontrare il presidente Volodymyr Zelensky a Kiev», ha detto al suo arrivo nella capitale ucraina.

Ore 07:58 - L’Aiea invierà ispettori in due centrali nucleari ucraine: su richiesta di Kiev per smontare accuse russe sulle «bombe sporche»

Il direttore generale del’Aiea, Rafael Grossi, invierà nei prossimi giorni degli ispettori in due centrali ucraine per «individuare eventuali attività e materiali nucleari non dichiarati». Il capo dell’Aiea ha tenuto a precisare che l’agenzia ha ispezionato una di queste località un mese fa (l’impianto di Zaporizhzhia, ndr), sottolineando che «non sono state trovate attività o materiali nucleari non dichiarati». Ieri il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba aveva chiesto a Grossi di inviare esperti negli impianti nucleari del Paese per smentire le affermazioni russe secondo cui l’Ucraina intende utilizzare una «bomba sporca». In un tweet Kuleba aveva aggiunto: «Non abbiamo nulla da nascondere», anticipando che Grossi aveva «accettato» di «inviare urgentemente esperti nelle strutture in Ucraina».

Ore 08:36 - L’intervista a Zelensky, punto per punto

(Luca Angelini) L’inviato a Kiev Lorenzo Cremonesi è riuscito a intervistare il presidente Volodymyr Zelensky per oltre un’ora. E il leader ucraino dice al Corriere: 

Per ora posso solo parlare in modo positivo del vostro governo appena insediato, nessuna impressione negativa. Ho avuto una conversazione telefonica con la nuova premier che si è detta chiaramente favorevole alla nostra comune alleanza e mi ha assicurato il suo pieno sostegno per l’Ucraina contro l’aggressione russa. (...) Credo che abbiamo costruito un’ottima relazione in continuità con il periodo iniziato da Draghi. Con Draghi il livello delle nostre relazioni bilaterali aveva fatto un salto in avanti e ora continueremo a migliorarlo: le ho detto questo e lei mi ha risposto che certamente era anche la sua intenzione senza distruggere nulla di ciò che è stato costruito. (...) 

E le dichiarazioni di Silvio Berlusconi sull’origine della guerra in Ucraina? 

Berlusconi ha persino utilizzato le stesse espressioni e la narrativa di Putin. Credo che sia la risposta: non ho visto in quelle frasi le opinioni personali di Berlusconi, si è limitato a ripetere quelle di Putin e ciò mi spaventa meno. Lo vota solo l’8 per cento degli italiani e questa è la risposta confortante del vostro elettorato, ciò mi basta... 

Quanto alla possibilità di trattative di pace, Zelensky ribadisce: 

Io ho sempre voluto parlare, ma non con la pistola puntata alla tempia. Sin dall’inizio non è stato un dialogo, ma una lunga serie di ultimatum imposti con la forza da Putin. I russi sostenevano che venivano a difendere chi parlava russo, ma in verità le violenze peggiori le hanno perpetuate a Kharkiv, Mariupol e nelle zone dove prevalevano la cultura e la lingua russe. Se volete il dialogo non occupate una centrale nucleare, non uccidete civili, non sparate oltre 130 missili in un solo giorno. Non è nelle mie mani di fermare la guerra: ciò che posso fare è non perderla, combattere per difendermi, sono loro che hanno invaso la nostra terra per massacrarci e lo hanno iniziato sin dal 2014 occupando la Crimea. Si combatte in Ucraina, non sul territorio russo. Se si ritireranno, allora sarà possibile iniziare a trattare e cominciare a convivere da Paesi vicini. 

Trovate l’intervista integrale qui; qui il video con le parole su Meloni, qui quello con le parole sull’atomica; qui il giudizio su Biden; qui quelle sul gas.

Ore 08:44 - Gli Usa potrebbero inviare missili Hawk a Kiev

Gli Stati Uniti starebbero valutando l’invio in Ucraina del sistema missilistico di difesa aerea Hawk. A riferirlo all’agenzia Reuters sono stati due funzionari dell’amministrazione statunitense. 

I missili Hawk - pur se non di ultima generazione — rappresenterebbero un passo avanti rispetto agli Stinger che gli Usa hanno già inviato in Ucraina. 

Gli Hawk sono stati sostituiti — nello schema di difesa aerea statunitense — dai Patriot.

Ore 08:52 - Il nuovo colloquio tra i ministri degli Esteri di Usa e Ucraina

Proprio il tema della difesa missilistica è stato al centro del nuovo colloquio telefonico tra il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, e il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba. Un colloquio «approfondito e schietto» — ha scritto Blinken — sui «modi per porre fine al ricatto nucleare della Russia». 

Al centro del colloquio, ha detto Kuleba, «le forniture di difesa aerea e munizioni». 

Blinken — ha fatto sapere il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Ned Price — «ha ribadito il sostegno costante degli Usa all’Ucraina di fronte alla continua aggressione russa, alle atrocità e alla retorica riguardo le cosiddette “bombe sporche” in Ucraina». 

Il segretario di Stato Usa ha sottolineato l’impegno di Washington a «lavorare con alleati e partner per continuare a rispondere alle esigenze di assistenza alla sicurezza dell’Ucraina sul campo di battaglia».

Ore 09:26 - Altri 500 milioni di aiuti all’Ucraina dalla Banca Mondiale

La Banca Mondiale ha annunciato l’erogazione di ulteriori 500 milioni di dollari per aiutare l’Ucraina a far fronte alle necessità di spesa urgenti causate dall’invasione russa. «Il finanziamento da parte della Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo, il principale braccio di credito della banca, è stato supportato da 500 milioni di dollari di garanzie sui prestiti da parte della Gran Bretagna», si legge nel comunicato giunto alla vigilia di una conferenza sulla ricostruzione che si terrà oggi a Berlino. Nel summit leader nazionali, esperti di sviluppo e amministratori delegati discuteranno di come ricostruire l’Ucraina dopo l’invasione russa. «L’invasione russa continua a provocare una massiccia distruzione delle infrastrutture ucraine - comprese le reti idriche, igieniche ed elettriche - proprio mentre si avvicina l’inverno, mettendo ulteriormente in pericolo la popolazione ucraina», ha dichiarato il presidente della Banca Mondiale David Malpass. La nuova quota di finanziamento sarà utilizzata per mantenere i servizi governativi essenziali. La Banca Mondiale ha già mobilitato un totale di 13 miliardi di dollari in finanziamenti di emergenza per l’Ucraina, di cui 11,4 miliardi completamente erogati. Al primo giugno, l’invasione russa aveva causato danni diretti all’Ucraina per oltre 97 miliardi di dollari, ma la ricostruzione del Paese ne potrebbe costare quasi 350 miliardi, stimano la Banca Mondiale, il governo ucraino e la Commissione Europea in un rapporto pubblicato il mese scorso. 

Ore 09:36 - Berlino: acquisti congiunti di gas nella Ue via migliore contro il caro prezzi

Gli acquisti congiunti» di gas «nell’Ue sono il modo più efficiente per mantenere basso il prezzo del gas». Lo ha detto il ministro dell’Economia e dell’Ambiente tedesco, Robert Habeck, arrivando al Consiglio Energia a Lussemburgo. «L’Europa ha un grande potere di mercato e se i Paesi decidono di coordinarsi tra loro e formare dei gruppi di acquisto l’impatto di un’Europa non più in competizione fa scendere i prezzi», ha spiegato il vicecancelliere. «Penso che questo sia lo strumento principale e lo riteniamo più efficiente di uno strumento rischioso come il prezzo al tetto del gas».

Ore 09:56 - Il leader ceceno Kadyrov: «Risposta russa debole, le città ucraine vanno cancellate dalla faccia della Terra»

Il leader ceceno Ramzan Kadyrov considera deboli le risposte di Mosca ai presunti attacchi aerei dell’Ucraina sul territorio russo e propone di «cancellare le città ucraine dalla faccia della terra». «Stiamo rispondendo troppo debolmente», ha detto su Telegram. Secondo Kadyrov servono misure più severe perché le forze armate ucraine «capiscano che non si può nemmeno pensare di sparare nella nostra direzione». «Se una granata vola nella nostra direzione, nella nostra regione, allora dobbiamo spazzare via le città in modo che si possa vedere l’orizzonte lontano, in modo che capiscano che non puoi nemmeno pensare di sparare nella nostra direzione. Non c’è bisogno di guardare a cosa accadrà domani se prendiamo delle decisioni» ha esortato Kadyrov in un messaggio audio sul suo canale Telegram.

Ore 10:11 - Von der Leyen: l’Ue verserà 1,5 miliardi al mese all’Ucraina

«L’Ucraina ha bisogno di una somma compresa fra 3 e 5 miliardi di euro al mese solo per le spese correnti. Io lavoro affinché l’Ue assuma una partecipazione equa in questo sforzo, garantendo 1,5 miliardi al mese, fino a quando sarà necessario» ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo a Berlino alla Conferenza di ricostruzione: «Sono 18 miliardi di euro per il 2023», ha aggiunto. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz, aprendo i lavori, aveva sottolineato che «siamo qui per sostenere la visione del futuro dei nostri amici ucraini». «Un futuro di pace”, segnato da “benessere e resilienza”, ha aggiunto. “Quella di oggi non è una conferenza di donatori. Si tratta di qualcosa di più basilare, che riguarda le strutture e i meccanismi» di finanziamento della ricostruzione. «Non possiamo dire quando questa guerra finirà. Ma finirà. E proprio pesando all’esperienza fatta nella nostra storia, sappiamo che la ricostruzione è sempre possibile e che non è mai troppo presto per iniziare ad occuparsene», ha concluso Scholz, aggiungendo che «adesso» è il momento per impegnarsi su questo fronte come comunità internazionale.

Ore 10:39 - In corso l’appello della cestista Brittney Griner arrestata a Mosca per traffico di droga: «Non mi aspetto miracoli»

Brittney Griner non si aspetta «miracoli» dall’appello che si apre oggi a Mosca contro la sua condanna a nove anni per traffico di droga. Spera in una riduzione della pena la campionessa del basket americano arrestata lo scorso febbraio in un aeroporto di Mosca con cartucce di sigarette elettroniche contenenti olio di cannabis . L’arresto è scattato pochi giorni prima che la Russia invadesse l’Ucraina e il suo destino si è intrecciato a doppio filo alle nuove tensioni scaturite tra Mosca e Washington. Griner — che era «molto nervosa» prima dell’udienza, riferiscono i suoi avvocati — oggi non compare in tribunale: partecipa al procedimento tramite un collegamento video dal centro di detenzione in cui è stata detenuta dal suo arresto a febbraio. La sentenza è prevista oggi stesso. Il tribunale può lasciare il verdetto così com’è, ridurre la pena detentiva o annullarlo e rimandarlo al tribunale di grado inferiore, hanno affermato i legali. Se la corte d’appello non annullerà il verdetto , questo entrerà in vigore e la cestista sarà mandata in una colonia penale. «Brittney è molto forte psicologicamente e ha il carattere di una campionessa. Tuttavia, ovviamente, ha i suoi alti e bassi poiché è sottoposta a una quantità crescente di stress ed è stata separata dai suoi cari per oltre otto mesi», hanno detto i sui avvocati.

Ore 12:23 - Il premier ucraino Shmyhal: « 17 miliardi subito per evitare uno tsunami migratorio nella Ue»

Abbiamo bisogno immediatamente di 17 miliardi di euro per la riparazione immediata delle infrastrutture, per sopravvivere all’inverno, per salvare le persone da una catastrofe umanitaria e per salvare il continente europeo da uno tsunami migratorio». Lo ha dichiarato il primo ministro ucraino, Denys Shmyhal, nella conferenza stampa a Berlino con il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Ore 12:30 - Kuleba ringrazia l’Aiea: «Dimostrerà che non abbiamo bombe sporche»

«Apprezzo la tempestiva risposta di Rafael Mariano Grossi al nostro invito. Esperti dell’Aiea dovrebbero arrivare a breve e dimostrare che l’Ucraina non ha né “bombe sporche”, né piani per svilupparle». Lo scrive su Twitter il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, mentre l’Agenzia internazionale per l’energia atomica lavora per l’invio di ispettori nei prossimi giorni in due siti in Ucraina su richiesta di Kiev. «Una buona cooperazione con l’Aiea e i partner ci consente di far fallire la campagna di disinformazione della Russia sulla “bomba sporca”», ha concluso Kuleba.

Ore 12:58 - Il Cremlino: «La proposta di Macron sul coinvolgimento del Papa è positiva»

Mosca oggi ha accolto positivamente la proposta del presidente francese, Emmanuel Macron, di includere papa Francesco e le autorità statunitensi nei colloqui per la soluzione della situazione in Ucraina: lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. Ieri Macron ha chiesto al Papa di telefonare al presidente russo, Vladimir Putin, al patriarca ortodosso russo Kirill e al presidente americano, Joe Biden, per «favorire il processo di pace» in Ucraina.

Ore 13:43 - Sunak sceglie suoi toni su guerra, «deve finire»

Il nuovo premier britannico Rishi Sunak ha sfumato apparentemente oggi i toni - almeno a livello verbale - di chi lo ha preceduto a Downing Street sul drammatico dossier dell’invasione russa in Ucraina nel primo discorso alla nazione da capo del governo Tory. «La guerra di (Vladimir) Putin ha destabilizzato il mercato dell’energia e le forniture in tutte il mondo», ha premesso, aggiungendo poi che «questa terribile guerra deve vedere con successo una sua conclusione». Parole che seguono quelle pronunciate oggi stesso dell’uscente Liz Truss, secondo cui Kiev «va sostenuta più che mai contro l’aggressione» e «deve prevalere».

Ore 13:49 - Mosca, processo appello Griner, cestista appare in tribunale in collegamento video

La cestista americana, Brittney Griner, è apparsa in collegamento video nell’aula di tribunale di Krasnogorsk, vicino Mosca, dove si sta tenendo il suo processo d’appello. Durante l’udienza, presieduta da tre giudici, sarà esaminata la condanna in primo grado a nove anni di carcere per possesso e traffico di stupefacenti inflitta a Griner, che è rinchiusa nel carcere di Novoye Grishino, appena fuori Mosca. Alla vigilia dell’appello i suoi due avvocati, Maria Blagovolina e Alexander Boykov, hanno dichiarato di aspettarsi una riduzione della pena.

Ore 15:16 - Mosca, confermata in appello condanna a 9 anni per la cestista Griner

Il tribunale di Krasnogorsk, vicino Mosca, ha respinto il ricorso presentato dagli avvocati dell’ex cestista americana, Brittney Griner, condannata in primo grado a nove anni di carcere con l’accusa di possesso e traffico di droga. Secondo il tribunale si tratta di una condanna «equa» e per questo l’ha confermata in appello. Intervenuta in collegamento video, Griner si è scusata per quello che ha definito «un errore ingenuo» e si è detta «molto, molto stressata». L’avvocato della donna, Alexander Boykov, ha detto alla corte che «nessun giudice potrà dirà onestamente che la condanna a nove anni di Griner è in linea con il diritto penale russo».

Ore 14:59 - «Subito un negoziato Usa-Russia»: la lettera a Biden di Ocasio Cortez e di altri 29 «liberal» democratici

Trenta deputati democratici, praticamente quasi tutta l’area liberal del partito, ha chiesto ieri al presidente Biden di cambiare rotta sulla guerra in Ucraina, puntando a un negoziato diretto con la Russia. La lettera della sinistra democratica, firmata anche da Alexandria Ocasio Cortez, dalla presidente del caucus congressuale dei progressisti, Pramila Jayapal e da altri parlamentari di primo piano come il californiano Ro Khanna, Jamie Raskin del Maryland e Ilhan Omar del Minnesota, è stata recapitata alla Casa Bianca ieri sera. Il suo testo è stato pubblicato dal Washington Post. 

Come abbiamo riferito venerdì scorso sul Corriere , l’ala trumpiana del partito repubblicano ha già fatto sapere che, se riconquisterà la maggioranza con le elezioni di mid term, punterà a correggere una rotta che fin qui è stata, anche a destra, di pieno sostegno al governo di Kiev.

Ore 16:02 - Kiev, russi sparano su auto, morti padre e figlio 14enne

L’esercito russo ha sparato contro un’auto su cui si trovava una famiglia uccidendo il padre e il figlio di 14 anni, mentre la figlia di 5 anni è rimasta ferita: lo ha reso noto su Facebook Yevhen Ryshchuk, il sindaco di Oleshky, nell’Oblast di Kherson. Alla bambina è stato amputato un dito di una mano. Lo riportano i media ucraini. Ryshchuk ha riferito che le truppe russe sono «molto nervose» e «sparano a tutti coloro che pensano rappresentino una minaccia».

Ore 16:31 - Kiev, Mosca usa armi al fosforo nella regione di Donetsk

La Russia utilizza munizioni al fosforo, vietate dalla normativa internazionale, a Velyka Novosilka, nella regione di Donetsk. È l’accusa lanciata dalla Guardia nazionale ucraina su Telegram, scrive Ukrinform. «L’esercito di occupazione russo continua a usare armi al fosforo vietate dalla Convenzione di Ginevra a Velyka Novosilka, nella regione di Donetsk», si legge su Telegram dove il servizio stampa della Guardia nazionale ha pubblicato un video di come i combattenti della Brigata Dnipro hanno subito questo attacco. «Queste munizioni non solo bruciano tutti gli organismi viventi, ma sono anche estremamente velenose per l’ambiente», ha aggiunto la Guardia Nazionale.

Ore 17:41 - Mosca, proposta Macron su coinvolgimento Papa è positiva

Mosca ha accolto positivamente oggi la proposta del presidente francese, Emmanuel Macron, di includere Papa Francesco e le autorità statunitensi nei colloqui per la soluzione della situazione in Ucraina: lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, come riporta la Tass. Ieri Macron ha chiesto al Papa di telefonare al presidente russo, Vladimir Putin, al patriarca ortodosso russo Kirill e al presidente americano, Joe Biden, per «favorire il processo di pace» in Ucraina.

«Questo è positivo, che ci sia un’apertura di questo genere evidentemente si tratta di una apertura generica che si dovrà poi concretizzare tenendo conto di tutti gli aspetti ma che ci sia disponibilità a parlare mi pare un segno». Lo dice il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin apprendendo dai giornalisti le dichiarazioni del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Peskov ha spiegato che il Cremlino non è contrario alla partecipazione del Papa e degli Usa alla ricerca di una soluzione del conflitto in Ucraina.

Ore 19:50 - Cremlino: G20? Non ancora deciso se andrà Putin

Mosca non ha ancora deciso chi rappresenterà la Russia al G20 del 15-16 novembre a Bali. «La decisione non è stata ancora presa», ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, quando gli è stato chiesto se la Russia potrebbe essere rappresentata dal primo ministro Mikhail Mishustin, in caso il presidente Vladimir Putin scelga di non andare. Lo riferisce l’agenzia stampa russa Tass.

Ore 21:26 - Biden: Russia commetterà grave errore se usa il nucleare

Un attacco con armi tattiche nucleari da parte della Russia sarebbe un «errore incredibilmente grave». Lo afferma Joe Biden dopo aver ricevuto il suo booster del vaccino per il Covid. «Ho trascorso molto tempo a parlare di questo oggi. la Russia commetterebbe un errore incredibilmente serio se usasse l’arma nucleare tattica», dice Biden.

Ore 00:50 - Mosca a Kiev: fermate le azioni che porteranno a una catastrofe nucleare

«Chiediamo che le autorità di Kiev e i curatori occidentali che le controllano smettano di intraprendere azioni che porteranno il mondo a una catastrofe nucleare e minacciano la vita di civili innocenti»: lo ha affermato il vice capo della delegazione russa all’Onu, Konstantin Vorontsov, in una riunione del Primo Comitato dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, secondo quanto riporta l’agenzia Ria Novosti.

Ore 00:52 - Usa: qualsiasi negoziato per la pace spetta a Zelensky e all’Ucraina

La portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre ha sottolineato che l’amministrazione Biden crede che qualsiasi decisione di negoziare un accordo di pace direttamente con la Russia spetti al presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «Non c’è niente che riguardi l’Ucraina senza l’Ucraina - ha spiegato - il nostro compito è quello di assicurarci che abbia ciò di cui ha bisogno sul campo».

Ore 01:01 - Sunak: «Ucraina può contare sul sostegno del Regno Unito»

«È un privilegio aver parlato questa sera con il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. Sia lui che il popolo ucraino possono contare sulla continua solidarietà e sul sostegno del Regno Unito». Così, in un tweet, il neo premier britannico Rishi Sunak. «Staremo sempre con l’Ucraina», aggiunge Sunak.

Ore 01:06 - Usa: «Se la Russia userà la “bomba sporca”, ci saranno conseguenze»

Se la Russia impiega una `bomba sporca´ o altro tipo di armi nucleari in Ucraina, «ci saranno conseguenze»: lo ha detto in un briefing il portavoce del Pentagono Pat Ryder. Queste conseguenze sono state comunicate a Mosca a vari livelli, ha aggiunto, ribadendo che le accuse russe secondo cui Kiev starebbe preparando una `bomba sporca´ sono palesemente false.

Ore 01:29 - Dnipro, attacco russo a un distributore di benzina: uccisa una donna incinta

Una donna incinta e un’altra persona sono morte in un attacco russo a un distributore di benzina avvenuto questa notte a Dnipro, una città nel sud-est dell’Ucraina, secondo fonti locali. Il sindaco di Dnipro, Borys Filatov, ha scritto su Telegram che la donna incinta è morta all’interno di un veicolo mentre l’altra vittima era il gestore di un’autolavaggio. «Oggi è avvenuto un altro attacco missilistico. Di conseguenza, due persone sono morte a Dnipro, inclusa una donna incinta. Tre vittime sono state ricoverate in ospedale», ha poi confermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sul suo account Facebook.

Ore 01:58 - Vicepremier ucraina ai connazionali all'estero: non tornate per l'inverno

Iryna Vereshchuk, vice prima ministra ucraino, ha invitato i connazionali che hanno lasciato il Paese a causa della guerra a trascorrere l'inverno all'estero. Lo riporta Unian. «Vi chiederò di non tornare, dobbiamo sopravvivere all'inverno - ha detto Vereshchuk - vedete cosa sta facendo la Russia. Tornare ora vuol dire esporsi. Se c'è l'opportunità rimanete per l'inverno all'estero».

Ore 03:27 - Usa, 30 deputati dem a Biden: «Subito negoziato per la pace con Mosca»

(Massimo Gaggi) Trenta deputati democratici, praticamente quasi tutta l’area liberal del partito, ha chiesto ieri al presidente Biden di cambiare rotta sulla guerra in Ucraina, puntando a un negoziato diretto con la Russia. 

La lettera della sinistra democratica, firmata anche da Alexandria Ocasio Cortez, dalla presidente del caucus congressuale dei progressisti, Pramila Jayapal e da altri parlamentari di primo piano come il californiano Ro Khanna, Jamie Raskin del Maryland e Ilhan Omar del Minnesota, è stata recapitata alla Casa Bianca ieri sera. 

Il suo testo è stato pubblicato dal Washington Post. 

Come abbiamo riferito venerdì scorso sul Corriere , l’ala trumpiana del partito repubblicano ha già fatto sapere che, se riconquisterà la maggioranza con le elezioni di mid term, punterà a correggere una rotta che fin qui è stata, anche a destra, di pieno sostegno al governo di Kiev.

Ore 03:29 - IL PUNTO MILITARE - Al via le esercitazioni delle forze nucleari russe

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) La Russia prosegue con la strategia dell’attenzione. Nelle ultime ore ha alternato raid e dichiarazioni ad effetto, vuole comunque mantenere a livello pubblico l’iniziativa. Da qui i riferimenti alla «bomba sporca», i toni sempre minacciosi, le accuse. 

E sono previste tra il 26 e il 29 esercitazioni lungo la penisola di Kola con la partecipazione delle forze strategiche nucleari, compresi i sottomarini d’attacco. Durante le manovre — annunciate da tempo — è possibile che siano testati dei missili. Il Pentagono, che è stato informato, le ha definite di “routine” mentre il segretario dell’Alleanza Atlantica Stoltenberg ha precisato che saranno da seguire con attenzione. Peraltro i movimenti aeronavali dei russi coincidono con quelli della Nato in Belgio dove sono impegnate unità di 14 Paesi.

Confermati 9 anni a Griner. Papa in campo per mediare. Resta in cella la cestista. Biden: "Processo farsa". Lettera di 30 dem: "Trattiamo". Poi il dietrofront. Valeria Robecco il 26 Ottobre 2022 su Il Giornale.

A circa due mesi dalla sentenza di primo grado una Corte d'appello di Mosca ha confermato la condanna a nove anni di reclusione per la cestista americana Brittney Griner, riconosciuta colpevole di possesso di stupefacenti e in carcere in Russia da quando, nel febbraio scorso, fu arrestata all'aeroporto Sheremetevo della capitale dopo che la polizia aveva trovato nel suo bagaglio sigarette elettroniche con ricariche contenenti olio di hashish (0,72 grammi, come ha precisato in aula il suo avvocato in aula).

La star delle Phoenix Mercury, due volte campionessa olimpica, doveva giocare nel campionato russo nelle fila di una squadra di Ekaterinburg durante la pausa del Wnba, e al processo si è dichiarata colpevole di traffico di droga, aggiungendo che non aveva intenzione di «violare la legge». «Griner continuerà ad essere ingiustamente detenuta in circostanze intollerabili dopo un altro processo farsa», ha commentato il consigliere per la Sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan, precisando che Joe Biden è stato «molto chiaro nel dire che dovrebbe essere rilasciata immediatamente». Il presidente, ha aggiunto, ha dimostrato «di essere disposto a fare di tutto e a prendere decisioni difficili per riportare a casa gli americani». Sullivan ha assicurato poi che l'amministrazione ha «continuato ad impegnarsi con la Russia attraverso ogni canale disponibile e a fare ogni sforzo per portare a casa Brittney, come pure per sostenere altri americani detenuti nel Paese». Per il segretario di stato Usa Antony Blinken, quanto avvenuto ieri «è un altro fallimento della giustizia»: Mosca «sta detenendo ingiustamente Brittney, e il suo rilascio è la nostra priorità». L'amministrazione Biden e il governo di Vladimir Putin si sono impegnati in negoziati segreti su un possibile scambio di prigionieri e già a giugno Washington ha offerto uno scambio che coinvolgeva Griner, ma i funzionari del Cremlino hanno affermato che era prematuro discutere di un accordo fino a quando il processo giudiziario non avesse fatto il suo corso. Con la decisione di ieri, la migliore speranza di libertà della campionessa di basket dipende probabilmente dall'esito dei delicati colloqui tra Stati Uniti e Russia. Intanto un gruppo di democratici liberal sta incalzando il Comandante in Capo chiedendo di cambiare strategia sull'Ucraina e impegnarsi in negoziati diretti con Putin. In una lettera 30 deputati - tra cui le quattro ultra-progressiste conosciute come la «Squad», Alexandria Ocasio-Cortez, Ilhan Omar, Rashida Tlaib e Ayanna Pressley - hanno scritto che «data la distruzione creata da questa guerra, nonché il rischio di un'escalation catastrofica, crediamo sia nell'interesse dell'Ucraina, degli Stati Uniti e del mondo evitare un conflitto prolungato. Vi esortiamo ad abbinare il supporto militare ed economico che gli Usa hanno fornito a Kiev con una spinta diplomatica proattiva, raddoppiando gli sforzi per un cessate il fuoco». Poi, a sera, la retromarcia imbarazzante. «La lettera era stata redatta alcuni mesi fa ma sfortunatamente è stata diffusa dallo staff senza essere valutata».

Tra i repubblicani, invece, il leader del Grand Old Party alla Camera, Kevin McCarthy, ha espresso il crescente scetticismo del suo partito sul sostegno finanziario a Kiev, avvertendo che se conquisteranno la maggioranza alle elezioni di Midterm non ci saranno «assegni in bianco» all'Ucraina. McCarthy, molto vicino all'ex presidente Donald Trump, è in lizza per diventare speaker della Camera in caso di vittoria Gop (ruolo attualmente ricoperto dalla dem Nancy Pelosi), e ha spiegato che con la recessione in arrivo, gli americani saranno assai meno disposti a fornire aiuti illimitati a Zelensky. Dal Vecchio Continente, invece, il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto a Papa Francesco durante l'incontro in Vaticano di telefonare a Putin, al patriarca ortodosso russo Kirill e a Biden, per «favorire il processo di pace» in Ucraina. E la proposta di includere il Pontefice e le autorità statunitensi nei colloqui è stata accolta positivamente da Mosca, come ha confermato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov.

Biden pronto a tutto per liberare la Griner. Anche a....? Piccole Note il 26 Ottobre 2022 su Il Giornale.

La geopolitica a volte interseca la cronaca e può riservare sorprese. Anche grandi, come potrebbe essere l’inizio di un dialogo tra Russia e Stati Uniti, ora l’un contro l’altro armati.

La condanna dei giudici russi

Ma andiamo ai fatti. Il 25 ottobre la Corte di appello di Mosca ha confermato la condanna dell’americana Brittney Griner, a nove anni di reclusione. La giocatrice di basket, da mesi al centro di una controversia tra Russia e Stati Uniti – che la rivogliono indietro -, è stata condannata per possesso di stupefacenti, accusa ovviamente negata/minimizzata dai suoi legali e dalla madrepatria.

Abbiamo dedicato una nota alla circostanza, spiegando come Biden abbia rigettato la richiesta avanzata da Mosca di un incontro con Putin al G – 20 sull’Ucraina, ma, a sorpresa, ha aggiunto che se sulla guerra non aveva nulla da discutere col presidente russo, se questi volesse parlare di altro, ad esempio del rimpatrio della Griner, avrebbe potuto fare una riflessione ulteriore sull’ipotesi.

Questa sfumatura della risposta di Biden è stata cassata dai report dei media d’Occidente, ma nonostante la censura, resta. Se anche non parlassero di Ucraina, ma solo della liberazione della Griner (e di altri cittadini americani detenuti in Russia), un incontro tra Putin e Biden avrebbe comunque un impatto notevole sulla crisi in corso, ovviamente in senso positivo.

L’ipotesi che avevamo avanzato era appunto che un incontro su tale controversia potrebbe effettivamente aver luogo. Un’ipotesi supportata da due fattori: il primo è che il G – 20 si tiene a metà novembre, dopo le midterm, quindi Biden non avrebbe problemi di tipo elettorale; il secondo è che se il presidente degli Stati Uniti uscisse dall’incontro con in mano il sospirato trofeo, cioè la liberazione dei prigionieri, nessuno, o almeno pochi, lo potrebbero accusare di aver ceduto a Putin.

Il G20 e l’impegno USA per “riportare a casa” la Griner

Di un incontro al G – 20 tra i due presidenti si sta parlando, nonostante tutto, fosse solo per negarlo. E la fase meno conflittuale che si è aperta dopo la conversazioni telefoniche tra il ministro della Difesa russo e quello americano, i quali hanno concordato di restare in contatto, potrebbe favorire tale sviluppo.

Ma a dare un qualche contributo alla nostra ipotesi, che resta comunque aleatoria e preda alle giravolte della geopolitica, sono anche le parole dette dal Consigliere per la Sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan in una conferenza stampa tenuta dopo la nuova sentenza della magistratura russa.

Riportiamo il report di Sullivan riferito dal sito ufficiale della Casa Bianca: “Oggi siamo venuti a conoscenza della notizia proveniente dalla Russia che Brittney Griner continuerà a essere detenuta ingiustamente in circostanze intollerabili dopo aver dovuto subire un altro finto procedimento giudiziario”.

“Il presidente Biden è stato molto chiaro sul fatto che Brittney dovrebbe essere rilasciata immediatamente. Nelle ultime settimane, l’amministrazione Biden-Harris ha continuato a impegnarsi con la Russia attraverso tutti i canali disponibili e a fare ogni sforzo per riportare a casa Brittney, nonché per sostenere e difendere gli altri americani detenuti in Russia, tra cui  il collega detenuto illegittimamente Paul Whelan”.

“Il presidente ha dimostrato di essere disposto a fare di tutto e a prendere decisioni difficili per riportare a casa gli americani, come ha fatto con successo la sua amministrazione da paesi di tutto il mondo”.

Il neretto è nostro. Una scelta difficile, veramente difficile, sarebbe quella di incontrare Putin per chiedere direttamente a lui la liberazione dei detenuti. Decisione difficile, ma non impossibile. Ad oggi tale ipotesi resta del tutto indicibile, una speranza ineffabile. E però, nel segreto…

Si tenga conto che Sullivan è l’uomo dell’amministrazione Usa più vicino al presidente, da cui la maggiore importanza dell’accenno. E peraltro, si può notare che la decisione della magistratura russa sembra alquanto tempestiva, dal momento che arriva a pochi giorni dall’inizio del G – 20. E si può avere una ragionevole certezza sul fatto che l’agenda dei magistrati, per un caso così importante, sia passata al vaglio della politica moscovita. Vedremo.

A.Bra. per “la Stampa” il 25 ottobre 2022.

«Storicamente la Crimea è sempre stata russa: da un punto di vista culturale, etnico, economico, religioso», come dimostra il referendum del 2014 in cui anche «molti ucraini hanno votato per l'annessione» a Mosca. E l'Ucraina anti russa? Si riconosce dall'uso di «simboli del nazismo». Parole e scritti di Gennaro Sangiuliano, nuovo ministro della Cultura, che scatenano polemiche sui social. 

A pochi giorni dai ragionamenti di Silvio Berlusconi su Putin che hanno messo in allarme i governi di tutto l'Occidente, la rete ripesca da libri e tv opinioni che molto somigliano alla versione russa del conflitto con l'Ucraina. Ospite di La7 nel dicembre del 2018, da poco direttore del Tg2, Sangiuliano ricorda che fu Krusciov a cedere la Crimea all'Ucraina, quindi «chi dice che oggi non è russa avalla una decisione presa da un regime totalitario».

C'è poi il collaborazionismo: «Chi ha studiato la Shoah e la tragica persecuzione degli ebrei sa che in molti campi di sterminio nazisti, oltre ai tedeschi che li guidavano, la bassa forza che sterminava gli ebrei era fatta dagli ucraini. Oggi quei movimenti ucraini che sono fortemente anti russi usano i simboli del nazismo». 

Nel 2015, nel libro "Putin, vita di uno zar", Sangiuliano scriveva del referendum seguito all'invasione russa dell'anno prima, sottolineando il dato del 97,38% di voti favorevoli: «Poiché la popolazione di etnia russa della Crimea è del 58,5% ne risulta che anche molti ucraini hanno votato a favore dell'adesione a Mosca». Seppur il voto «non era stato riconosciuto come legittimo da gran parte della comunità internazionale», per il ministro è ancora più vero che «nessuno «degli osservatori ha mosso «obiezioni sulla regolarità del voto».  

Storie di resistenza. Noi tatari di Crimea siamo da sempre filo-ucraini perché conosciamo il peggio della Russia. Nariman Aliev su L'Inkiesta il 26 Ottobre 2022

Per trecento anni abbiamo combattuto con Mosca per la sopravvivenza. Ogni volta siamo stati sterminati e allontanati dalla nostra terra, con la distruzione della lingua e della cultura. Anche per questo oggi scelgono l’Europa

Sono nato nel 1992 nell’Ucraina sovrana e indipendente, che ho sempre associato all’Europa e ai valori europei. Qui mi sono sempre sentito diverso, perché sono diverso. Di origine sono tataro di Crimea. Tutta la mia famiglia è composta da tatari di Crimea, che, a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, sono tornati nelle loro terre dopo essere stati deportati dal regime sovietico in Asia centrale il 18 maggio 1944: per più di quarant’anni, i tatari di Crimea avevano vissuto da sfollati senza possibilità di tornare a vivere nella propria terra.

Sono cresciuto in un mondo illogico, da tataro di Crimea nella propria terra di origine (la Crimea, appunto), in un Paese chiamato Ucraina, in un ambiente russofono con una netta narrazione filorussa. Io non ho mai associato la Crimea alla Russia e neanche l’Ucraina alla Russia. Con tutta la sua eredità di Stato postsovietico e con un elenco di problemi tuttora da risolvere, l’Ucraina ha sempre cercato di farsi una propria strada dal punto di vista politico e sociale. La Crimea è stata annessa nel XVIII secolo dall’Impero russo e per trecento anni i tatari di Crimea hanno sempre combattuto per la loro sopravvivenza. Venivamo sterminati sistematicamente e spinti fuori dalla nostra terra: per questo non abbiamo mai accolto le idee filorusse. Ci sono due narrazioni diverse in Crimea: e noi tatari siamo filoucraini, e quindi filoeuropei, oppure filorussi? I tatari di Crimea sono stati sempre filoucraini. E abbiamo sempre visto la nostra Crimea come parte integrante dell’Ucraina democratica. Dal 2014 ci chiedono di rinunciare ai valori che condividiamo con gli ucraini e che per noi coincidono con quelli europei. Ce lo impongono con le armi in mano, minacciando di eliminarci del tutto, manipolando i fatti e la storia, rimuovendo i riferimenti che possano testimoniare questa eliminazione.

La Russia non vuole solo controllare l’Ucraina, la vuole annientare. La questione della libertà rimane fondamentale sia per noi sia per il nostro nemico. Per la Russia la libertà dell’Ucraina significa la morte del “mondo russo”, il quale non potrà mai esistere accanto all’Ucraina libera e democratica proprio al di là dei suoi confini. Ma, per quanto la Russia provi a manipolare l’Ucraina attraverso l’espansione politica, culturale, migratoria, ed economica (perché l’espansione militare è solo l’ultimo mezzo al quale può ricorrere un Paese aggressore), l’Ucraina cerca di resistere. Attenzione, però, perché la Russia ha già attivato anche in altre parti d’Europa alcuni tipi di espansione non militare. Nel 2014 abbiamo perso la guerra dell’informazione, una guerra nella quale la Russia investe milioni, miliardi. È sempre più facile credere a una menzogna che smentirla. E le menzogne russe sono come i razzi. Partono in cento e se anche la difesa antiaerea ne abbatte novantasei quattro arrivano a destinazione. E con quelle quattro la Russia comincia a lavorare.

Mosca ha sempre sfruttato i punti deboli dei Paesi che sono il suo obiettivo. Nella primavera del 2014 la vittima era l’Ucraina, la quale, anche se era riuscita a cacciare dal Paese il presidente filorusso Viktor Janukovyč, era in attesa delle elezioni democratiche. Uno dei razzi della propaganda russa si basa sulla narrazione dei “popoli fraterni”. E questo razzo è arrivato a destinazione in Crimea. I militari crimeani consideravano “fratelli” i marinai russi della flotta russa a Sebastopoli. Vivevano negli stessi palazzi, i loro figli andavano nelle stesse scuole, bevevano la stessa vodka. Nessuno si stava preparando a una guerra uno contro l’altro. Quando i militari russi hanno puntato i fucili contro i militari ucraini, gli ucraini non sono stati pronti a rispondere.

La Russia, quando occupa un territorio, inizia a distorcere la realtà, chiude l’accesso all’informazione libera e cancella il collegamento con il mondo esterno e la possibilità di esprimere i propri pensieri liberamente. Nei territori occupati viene costruito il culto della Russia. Il pensiero critico viene eliminato e le persone cominciano a parlare per slogan. In Crimea, insieme a tutto questo, dopo il 2014 è stata anche usata l’espansione migratoria con l’arrivo di nuova popolazione russa. Gli attivisti filoucraini e i tatari di Crimea hanno dovuto lasciare la penisola. Quelli che sono rimasti, sono finiti dietro le sbarre per non aver voluto tradire i propri principi e la propria patria. Tanti di loro sono già usciti dalle prigioni, ma sono tornati a vivere sotto l’occupazione. Tutta questa politica è l’eredità dell’Impero russo e successivamente dell’Unione Sovietica, anche se non nella stessa misura, perché adesso la Russia sta cercando di creare una falsa immagine su come si vive bene sotto occupazione. L’occupante non può essere, per definizione, buono, perché se ne frega del pensiero dei locali, fa quello che gli conviene. Oggi gli conviene dare un pezzo di pane e lo dà, domani invece no, e magari causa una grande carestia come quella del 1932-1933. Contare sulla clemenza degli assassini è stupido.

I tatari di Crimea sono sopravvissuti e hanno tramandato la propria cultura grazie a un meccanismo di conservazione. Quando ti cancellano la soggettività, quando cercano di eliminarti e di assimilarti, quando qualsiasi menzione ufficiale della tua identità viene tolta dai libri, come è successo ai tatari di Crimea dopo il 1944, l’unica cosa che puoi fare è chiuderti in te stesso, per poter preservare briciole di identità, tradizione, lingua, memoria e storia. Siamo stati deportati per più di 45 anni e ora siamo sotto l’occupazione russa della Crimea e non abbiamo più la possibilità di svilupparci liberamente. In Ucraina avevamo almeno la libertà di farlo, la libertà di essere noi stessi.

La nostra lingua sta lentamente morendo. La si usa per parlare e per scrivere, ma non è unificata. È rimasta congelata. Mentre le altre lingue si sono evolute, dando un nome ai nuovi concetti, i nuovi termini della nostra lingua sono di derivazione russa.Quando nel 2014 la Russia ha invaso l’Ucraina, ho capito subito che cosa sarebbe potuto succedere a noi e agli ucraini. La forza degli ucraini sta nell’avere un loro Stato sovrano, un territorio e una cultura. E nell’avere una lingua che, pur essendo stata ferita, distorta, stuprata e repressa dal regime sovietico, si è conservata di più rispetto a quella dei tatari di Crimea. Noi non abbiamo avuto la stessa possibilità. Se la Russia vincerà questa guerra, e raggiungerà i suoi obiettivi, il popolo ucraino, com’è già quasi successo al mio, tra due o tre generazioni non ci sarà più. Gli ucraini hanno sempre lottato, hanno perso, ma hanno sempre continuato a lottare. Non esserci riusciti e non aver fatto niente per riuscirci sono due cose diverse. Ecco, i russi non stanno facendo niente. Loro non credono nemmeno di poter cambiare qualcosa. Forse è questa la cosa più tragica, perché quando una persona non crede di poter fare qualcosa significa che dentro è morta.

Se la Russia fosse riuscita a prendere l’Ucraina nel 2004 o nel 2014, oggi non avrebbe lanciato missili verso Kyjiv, Kharkiv e Odessa, ma verso Varsavia, Vilnius e Praga. E forse questi missili sarebbero partiti dal territorio ucraino, come oggi vengono lanciati dal territorio bielorusso verso il territorio ucraino. La Bielorussia è l’esempio di un Paese che non ha potuto resistere all’espansione russa, pur se del tipo “leggero”. L’Ucraina ha resistito, per questo sono venuti a casa nostra con le armi. L’Ucraina per ora svolge il ruolo di fortezza d’Europa. Se l’Ucraina cade, l’Europa sarà costretta a un faccia a faccia con la Russia. L’Europa non capisce ancora che la localizzazione di questa guerra è soltanto temporanea.

Quando mi chiedono se credo nella possibilità di poter reintegrare la Crimea nell’Ucraina, io rispondo di sì. La Russia cerca di uccidere la nostra speranza e la speranza è l’ultima fortezza per chiunque abbia un obiettivo. I miei nonni e i miei genitori deportati non avevano nessuna possibilità di tornare in patria, ma se non avessero creduto di poter tornare non sarebbero mai tornati. E io non sarei mai nato in Crimea, ma da qualche parte in Asia centrale, e forse non mi sarei mai identificato come un tataro di Crimea. Invece la speranza e la fede che un giorno saremmo potuti ritornare ci ha sempre tenuti a galla e ci ha aiutato a conservare la memoria. E forse questa è la cosa più importante.

I russi reclutano soldati con Aids ed epatite C. Il dettaglio inquietante del braccialetto. Il Tempo il 25 ottobre 2022

Il Gruppo Wagner, compagnia militare privata di mercenari, ha avviato il reclutamento di massa dalle carceri russe di prigionieri affetti da gravi malattie infettive, tra cui l’ Hiv e l’epatite C. Lo ha riferito la Direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino, come riporta Ukrinform.

Secondo l’intelligence ucraina, nella sola colonia correttiva n. 5 nel villaggio di Metalostroy, nella regione di Leningrado, il Gruppo Wagner ha reclutato più di cento prigionieri con una diagnosi confermata di Aids o epatite C.

Emerge inoltre un dettaglio inquietante. Gli 007 di Kiev hanno verificato che per ’"marcar" i militanti infetti, il Gruppo Wagner li obbliga a indossare dei braccialetti: quelli rossi per la presenza dell’ Hiv, quelli bianchi per la presenza dell’ epatite. Sarebbero un centinaio gli ex carcerati affetti da almeno una di queste malattie, e reclutati all'interno di colonia penale nella città di Metalostroy.

 «Tra i soldati costretti a prestare servizio a fianco degli infetti cresce l'indignazione per questa situazione. È noto che i medici russi si rifiutano sistematicamente di fornire assistenza ai feriti con epatite o Hiv», ha assicurato l'intelligence ucraina. I mercenari tra le fila di Wagner, attualmente sul territorio di Kiev, sarebbero almeno 8mila.

Ucraina, strage di innocenti. E Wagner recluta i malati. Matteo Basile il 26 ottobre 2022 su Il Giornale 

Durante una guerra, piaccia o no, di atti barbari, inumani e raccapriccianti ne succedono tanti. Fa parte della natura stessa di un conflitto: c'è qualcuno che spara e qualcuno che muore. Crudele e inevitabile. Ma se a morire è un uomo o una donna in divisa, qualcuno che per scelta o per costrizione è comunque deputato a combattere, lo si può tollerare. Ma quando a morire è un civile, uno che quel conflitto non lo ha voluto né appoggiato ma soltanto subito, le cose cambiano. E diventano inaccettabili quando la guerra racconta storie come quella capitata nel Kherson. Una famiglia in auto, probabilmente per allontanarsi quanto più possibile dalla zona calda dei combattimenti. Una pattuglia dell'esercito russo che incrocia l'auto e senza nessuna verifica inizia a sparare. Il padre e il figlio di 14 anni vengono uccisi, la piccola di 5 anni che sedeva sul sedile posteriore rimane ferita. Le è stato amputato il dito di una mano. Barbarie. Come altro chiamare atti del genere? La storia è stata raccontata da Yevhen Ryshchuk, il sindaco di Oleshky nella regione del Kherson, aggiungendo che «le truppe russe sono molto nervose e sparano a tutti coloro che pensano rappresentino una minaccia». Cosa che con la guerra non ha nulla a che vedere. 

Eppure la guerra porta alla luce storie che sembravano avere dell'assurdo. Che magari vanno filtrate dall'inevitabile dose di propaganda ma che assurde restano. Secondo quanto riporta l'intelligence di Kiev infatti, la compagnia russa Wagner, impegnata a costruire trincee per arretrare la linea del fronte nel Sud del Paese, ha iniziato a reclutare in massa detenuti anche con gravi malattie come Hiv ed epatite C. Sarebbero più di cento i prigionieri malati che sono stati reclutati nella colonia correttiva, leggasi carcere in stile gulag, nel villaggio di Metalostroy. Non solo. Temendo rischi di contagio, soprattutto in caso di ferimento in battaglia, i prigionieri-soldati sarebbero stati costretti a indossare braccialetti rossi se affetti da Hiv e bianchi se malati di epatite. Tra l'incredibile e il drammatico, spuntano anche storie di speranza. Come quella di Bohdan, un bimbo di 8 anni salvato dalla polizia ucraina. In un bombardamento ha perso entrambi i genitori (la madre era incinta di 7 mesi), vagava da solo per le strade di Bakhmut, nel Donetsk, quando è stato trovato e portato al sicuro.

Intanto, sul campo, continua l'allerta su una possibile escalation nucleare. Mentre Mosca continua ad accusare Kiev di voler usare bombe sporche nel conflitto, (accusa respinta e smentita dal mondo intero), da oggi partono le esercitazioni russe nella penisola di Kola a cui parteciperanno anche forze strategiche nucleari, compresi i sottomarini d'attacco. E non è escluso che vengano testati dei missili. Gli ucraini accusano i russi: «Utilizzano munizioni al fosforo, vietate dalla normativa internazionale, nel Donetsk». Si tratta di armi che «non solo bruciano tutti gli organismi viventi, ma sono anche estremamente velenose per l'ambiente», denuncia la guardia nazionale ucraina. Intanto, nella più grande centrale nucleare d'Europa, a Zaporizhzhia, segnalate attività sospette da parte degli ufficiali russi che hanno preso il controllo della centrale. L'ipotesi è che sia in preparazione un attacco con «materiali nucleari e scorie immagazzinate presso l'impianto».

Vladimir Putin torna a parlare e lancia un avviso ai suoi: «Dobbiamo accelerare il processo decisionale in relazione all'operazione militare speciale in Ucraina», ha detto, chiedendo più coordinamento tra strutture. Messaggio recepito al volo dal suo cane da guardia in Cecenia, Ramzan Kadyrov: «Se un proiettile è volato nella nostra direzione, nella nostra regione, dobbiamo spazzare via le città ucraine dalla faccia della Terra. Per vedere l'orizzonte lontano. Perché capiscano che non possono nemmeno pensare di sparare nella nostra direzione», aggiungendo che secondo lui «la nostra risposta è debole». Andasse a raccontarlo alla famiglia spezzata nel Kherson o al bimbo rimasto orfano nel Donetsk. Quando la barbarie diventa assurda e mira invece ad essere normalità. Ma non lo è.

Putin: «Alto rischio di conflitto mondiale». Kadyrov: «È una jihad». Lorenzo Cremonesi, Andrea Nicastro, Paolo Foschi, Paola Caruso e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 26 Ottobre 2022.

Le notizie di mercoledì 26 ottobre, in diretta. Nato: «Mosca non usi falsi pretesti per l'escalation». Biden: «Conseguenze per Mosca se userà le bombe sporche» 

• La guerra in Ucraina è arrivata al 244esimo giorno.

• Macron ha fatto sapere di aver chiesto al Papa di telefonare a Putin e Biden per «favorire il processo di pace». Mosca apre alla proposta.

• Una Corte d’appello russa conferma la condanna a 9 anni per la cestista Usa Griner. La Casa Bianca: «Un altro processo farsa».

• Von der Leyen: servono 350 miliardi per la ricostruzione in Ucraina.

• Biden: «La Russia commetterà grave errore se userà il nucleare». Cresce il timore per l’uso di “bombe sporche”.

• Mosca, da oggi le esercitazioni con le forze strategiche nucleari.

Ore 05:16 - Biden: Russia commetterà grave errore se usa il nucleare

Un attacco con armi tattiche nucleari da parte della Russia sarebbe un «errore incredibilmente grave». Lo afferma Joe Biden dopo aver ricevuto il suo booster del vaccino per il Covid. «Ho trascorso molto tempo a parlare di questo oggi. la Russia commetterebbe un errore incredibilmente serio se usasse l’arma nucleare tattica», dice Biden.

Ore 05:19 - Mosca a Kiev: fermate le azioni che porteranno a una catastrofe nucleare

«Chiediamo che le autorità di Kiev e i curatori occidentali che le controllano smettano di intraprendere azioni che porteranno il mondo a una catastrofe nucleare e minacciano la vita di civili innocenti»: lo ha affermato il vice capo della delegazione russa all’Onu, Konstantin Vorontsov, in una riunione del Primo Comitato dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, secondo quanto riporta l’agenzia Ria Novosti.

Ore 05:19 - Usa: qualsiasi negoziato per la pace spetta a Zelensky e all’Ucraina

La portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre ha sottolineato che l’amministrazione Biden crede che qualsiasi decisione di negoziare un accordo di pace direttamente con la Russia spetti al presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «Non c’è niente che riguardi l’Ucraina senza l’Ucraina - ha spiegato - il nostro compito è quello di assicurarci che abbia ciò di cui ha bisogno sul campo».

Ore 05:24 - Sunak: «Ucraina può contare sul sostegno del Regno Unito»

«È un privilegio aver parlato questa sera con il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. Sia lui che il popolo ucraino possono contare sulla continua solidarietà e sul sostegno del Regno Unito». Così, in un tweet, il neo premier britannico Rishi Sunak. «Staremo sempre con l’Ucraina», aggiunge Sunak.

Ore 05:25 - Usa: «Se la Russia userà la “bomba sporca”, ci saranno conseguenze»

Se la Russia impiega una `bomba sporca´ o altro tipo di armi nucleari in Ucraina, «ci saranno conseguenze»: lo ha detto in un briefing il portavoce del Pentagono Pat Ryder. Queste conseguenze sono state comunicate a Mosca a vari livelli, ha aggiunto, ribadendo che le accuse russe secondo cui Kiev starebbe preparando una `bomba sporca´ sono palesemente false.

Ore 05:28 - Dnipro, attacco russo a un distributore di benzina: uccisa una donna incinta

Una donna incinta e un’altra persona sono morte in un attacco russo a un distributore di benzina avvenuto questa notte a Dnipro, una città nel sud-est dell’Ucraina, secondo fonti locali. Il sindaco di Dnipro, Borys Filatov, ha scritto su Telegram che la donna incinta è morta all’interno di un veicolo mentre l’altra vittima era il gestore di un’autolavaggio. «Oggi è avvenuto un altro attacco missilistico. Di conseguenza, due persone sono morte a Dnipro, inclusa una donna incinta. Tre vittime sono state ricoverate in ospedale», ha poi confermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sul suo account Facebook.

Ore 05:29 - Vicepremier ucraina ai connazionali all'estero: non tornate per l'inverno

Iryna Vereshchuk, vice prima ministra ucraino, ha invitato i connazionali che hanno lasciato il Paese a causa della guerra a trascorrere l'inverno all'estero. Lo riporta Unian. «Vi chiederò di non tornare, dobbiamo sopravvivere all'inverno - ha detto Vereshchuk - vedete cosa sta facendo la Russia. Tornare ora vuol dire esporsi. Se c'è l'opportunità rimanete per l'inverno all'estero».

Ore 05:30 - Usa, 30 deputati dem a Biden: «Subito negoziato per la pace con Mosca»

(Massimo Gaggi) Trenta deputati democratici, praticamente quasi tutta l’area liberal del partito, ha chiesto ieri al presidente Biden di cambiare rotta sulla guerra in Ucraina, puntando a un negoziato diretto con la Russia. 

La lettera della sinistra democratica, firmata anche da Alexandria Ocasio Cortez, dalla presidente del caucus congressuale dei progressisti, Pramila Jayapal e da altri parlamentari di primo piano come il californiano Ro Khanna, Jamie Raskin del Maryland e Ilhan Omar del Minnesota, è stata recapitata alla Casa Bianca ieri sera. 

Il suo testo è stato pubblicato dal Washington Post. 

Come abbiamo riferito venerdì scorso sul Corriere , l’ala trumpiana del partito repubblicano ha già fatto sapere che, se riconquisterà la maggioranza con le elezioni di mid term, punterà a correggere una rotta che fin qui è stata, anche a destra, di pieno sostegno al governo di Kiev.

Ore 05:30 - IL PUNTO MILITARE - Al via le esercitazioni delle forze nucleari russe

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) La Russia prosegue con la strategia dell’attenzione. Nelle ultime ore ha alternato raid e dichiarazioni ad effetto, vuole comunque mantenere a livello pubblico l’iniziativa. Da qui i riferimenti alla «bomba sporca», i toni sempre minacciosi, le accuse. 

E sono previste tra il 26 e il 29 esercitazioni lungo la penisola di Kola con la partecipazione delle forze strategiche nucleari, compresi i sottomarini d’attacco. Durante le manovre — annunciate da tempo — è possibile che siano testati dei missili. Il Pentagono, che è stato informato, le ha definite di “routine” mentre il segretario dell’Alleanza Atlantica Stoltenberg ha precisato che saranno da seguire con attenzione. Peraltro i movimenti aeronavali dei russi coincidono con quelli della Nato in Belgio dove sono impegnate unità di 14 Paesi.

Ore 09:01 - «La Russia sta reclutando commando afgani per combattere in Ucraina»

Diverse fonti militari e di sicurezza afgane hanno riferito a Foreign Policy che membri del Corpo di commando dell’esercito nazionale afghano affermano di essere stati contattati er unirsi all’esercito russo per combattere in Ucraina. Prima che gli Stati Uniti cedessero l’Afghanistan ai talebani nell’agosto 2021, secondo quanto riferito, gli Stati Uniti avevano speso quasi 90 miliardi di dollari per costruire le forze di difesa e sicurezza nazionali afgane. I commando erano stati addestrati dai Navy SEALS degli Stati Uniti e dal British Special Air Service.

Ore 09:07 - I russi hanno colpito oltre 40 insediamenti in 24 ore

Nelle ultime 24 ore le forze russe hanno lanciato cinque razzi, 30 attacchi aerei e più di 100 attacchi multipli con sistemi missilistici contro più di 40 insediamenti in tutta l’Ucraina. Lo ha reso noto lo Stato Maggiore della Difesa di Kiev. «Violando le norme del diritto umanitario internazionale, le leggi e i costumi di guerra», le forze russe «continuano a colpire le infrastrutture critiche e le case della popolazione civile», ha scritto lo Stato maggiore ucraino nel suo aggiornamento mattutino sul conflitto.

Ore 09:23 - Ucraina: arrivati sistemi difesa anti-drone da Usa

L’Ucraina ha ricevuto nei giorni scorsi dagli Stati Uniti gli attesi sistemi missilistici terra-aria NASAMS, che Kiev dispiegherà per far fronte agli attacchi degli elicotteri, dei missili da crociera ma soprattutto dei micidiali droni kamikaze Shahed-136 di produzione iraniana usati dalle forze russe. Intervistato ieri dalla CNBC, Greg Hayes - amministratore delegato del gruppo aerospaziale e della difesa Raytheon Technologies che produce gli NASAMS - ha infatti affermato che il gruppo ha consegnato due di questi sistemi al Pentagono «un paio di settimane fa», aggiungendo che «oggi (ieri, ndr) vengono installati in Ucraina».

Ore 09:33 - Russia: «”Desatanizziamo” l’Ucraina»

Vladimir Putin ha giustificato l’invasione dell’Ucraina con l’affermazione della necessità di «denazificare» il Paese. Ieri, il consiglio di sicurezza russo è passato dalla «denazificazione» alla «desatanizzazione», con Aleksey Pavlov, assistente segretario del consiglio di sicurezza della Federazione Russa, che ha affermato che c’erano «centinaia di sette» in cui i cittadini hanno abbandonato i valori ortodossi.

Ore 10:33 - Papa: Dio ci porti ad una pace duratura in Ucraina

«Non dimentichiamo di continuare a pregare per la martoriata Ucraina. Che il Signore protegga quella gente e ci porti tutti sulla strada di una pace duratura». Lo ha detto Papa Francesco all’udienza di oggi. Le parole del Papa, ricorrenti ad ogni apparizione in pubblico (sia per un’udienza, sia per l’Angelus), giungono all’indomani di una prima cauta apertura alla possibilità di mediazione della Santa Sede nella guerra scatenata dall’aggressione della Russia in Ucraina. Ancora ieri la stampa francese rilanciava la notizia della richiesta del presidente Macron al Pontefice per l’avvio di un’opera di dialogo, attraverso contatti con il Patriarca ortodosso di Mosca Kirill. 

Un’ipotesi cui il Cremlino ha reagito in modo non negativo. Dell’ipotesi di una mediazione vaticana si era già ragionato nel corso dell’estate. A metà settembre, poi, lo stesso Papa Francesco aveva lasciato intendere la sua disponibilità incontrando i giornalisti sul volo che lo riportava a Roma dal Kazakhstan. «Credo che sia sempre difficile capire il dialogo con gli Stati che hanno incominciato la guerra, e sembra che il primo passo è stato da lì, da quella parte», aveva detto, «È difficile ma non dobbiamo scartarlo, dobbiamo dare l’opportunità del dialogo a tutti, a tutti! Perché sempre c’è la possibilità che nel dialogo si possano cambiare le cose, e anche offrire un altro punto di vista, un altro punto di considerazione. Io non escludo il dialogo con qualsiasi potenza, che sia in guerra, che sia l’aggressore delle volte il dialogo si deve fare così, ma si deve fare, «puzza» ma si deve fare. Sempre un passo avanti, la mano tesa, sempre! Perché al contrario chiudiamo l’unica porta ragionevole per la pace. Delle volte non accettano il dialogo: peccato! Ma il dialogo va fatto sempre, almeno offerto, e questo fa bene a chi lo offre; fa respirare».

Ore 10:53 - Il consigliere di Zelensky avverte della «più pesante delle battaglie» in arrivo a Kherson

Un alto funzionario ucraino ha affermato che le forze russe si stanno preparando alla «battaglia più pesante» nella strategica regione meridionale di Kherson, mentre il Cremlino si prepara a difendere la più grande città sotto il suo controllo dalla controffensiva ucraina. Le forze russe nella regione sono state respinte nelle ultime settimane e rischiano di rimanere intrappolate contro la sponda occidentale del fiume Dnipro, dove il capoluogo di provincia di Kherson è in mano russa dai primi giorni dell’invasione dell’Ucraina otto mesi fa. Le autorità installate dalla Russia stanno evacuando i residenti sulla sponda orientale, ma Oleksiy Arestovych, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha affermato che non vi era alcun segno che le forze russe si stessero preparando ad abbandonare la città.

Ore 11:27 - Mercedes-Benz è diventata l'ultima azienda a lasciare la Russia

Ore 12:23 - Cremlino: «Truppe Usa in Romania un pericolo per la Russia»

Lo schieramento da parte degli Usa della 101/a divisione aerotrasportata in Romania, annunciata nei giorni scorsi, aumenta i pericoli per la Russia e non porta ad un rafforzamento della stabilità. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Tass.

Ore 12:33 - La Russia alla Cina: Kiev sta sviluppando la “bomba sporca”

Il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha detto al suo omologo cinese che l’Ucraina sta sviluppando la “bomba sporca”. Dopo averlo comunicato all’Occidente, il Cremlino si rivolge alla Cina che al momento è il più importante alleato, come riporta su Telegram il ministero della Difesa russo, ripreso su Twitter da Max Seddon del Financial Times.

Ore 12:59 - Putin non si congratula con Sunak, Regno Unito Paese ostile

Il presidente russo Vladimir Putin non ha inviato un telegramma di congratulazioni al nuovo primo ministro britannico Rishi Sunak, poiché il Regno Unito è classificato da Mosca come un Paese ostile. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dall'agenzia Ria Novosti.

Ore 13:30 - Putin osserva le esercitazioni nucleari, testati missili balistici

Il presidente russo Vladimir Putin ha osservato a distanza le esercitazioni delle forze di deterrenza strategica (le forze strategiche nucleari), che hanno simulato una risposta ad un attacco nucleare. Lo ha riferito il ministro della Difesa russo, Serghei Shoigu, come riporta l'agenzia Ria Novosti. Si tratta di esercitazioni che si fanno ogni anno e sia Russia che Stati Uniti comunicano in anticipo la data di queste esercitazioni. Mosca le aveva già tenute nel mese di febbraio, per il 2022, poco prima dell'invasione in Ucraina.

Durante la sessione sono stati lanciati un missile balistico intercontinentale Yars dal cosmodromo di Plesetsk e un missile balistico Sineva dal Mare di Barents presso il sito di test di Kura in Kamchatka, insieme ad altri missili a lungo raggio. Secondo le Ria Novosti i compiti delle truppe, svolti durante l'addestramento, sono stati completati con successo.

Ore 13:53 - Kiev: finora riesumati mille cadaveri nelle zone liberate

Circa un migliaio di cadaveri di civili e militari ucraini sono stati riesumati nei territori del Paese liberati di recente dall'assedio degli occupanti russi. Lo riferisce l'ufficio stampa del Ministero per il Reinserimento dei territori occupati, citato da Unian. «In particolare, quasi 450 corpi sono stati scoperti (a settembre) a Izyum, nel luogo di una delle sepolture di massa più grandi che siano state trovate», afferma il rapporto sottolineando che stanno emergendo «circostanze scioccanti sulle atrocità commesse dagli occupanti: tra i morti sia adulti che bambini».

Ore 13:54 - Putin: «Ucraina strumento degli Usa, ha perso la sovranità»

«L'Ucraina è diventata uno strumento della politica estera degli Usa e ha praticamente perso la propria sovranità». Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin citato dalle agenzie russe.

Ore 14:03 - Putin: «Alto rischio di conflitto mondiale»

«Il potenziale di conflitto nel mondo nel suo insieme, così come a livello regionale, rimane molto alto. Stanno emergendo nuovi rischi e sfide per la sicurezza collettiva, principalmente a causa di un forte aggravamento del confronto geopolitico globale». Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin in una riunione del Consiglio dei capi delle agenzie di sicurezza e dei servizi speciali dei paesi della Csi. Lo riporta la Tass.

Ore 14:20 - Mosca: esclusi da riunione proliferazione armi, Roma ostile

«L'Italia ha gravemente violato il suo mandato di presidente» estromettendo gli esperti russi dal partecipare a una seduta sulle questioni operative dell'Iniziativa sulla lotta alla proliferazione di armi di distruzione di massa (Psi) apertasi oggi a Roma. È quanto afferma la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova citata dalla Tass. Mosca, ha aggiunto Zakharova, «considera questa mossa di Roma come ostile. Questo è un altro attacco provocatorio alla Russia».

Ore 14:36 - Nato: «La Russia non usi falsi pretesti per escalation»

«Vladimir Putin sta perdendo sul terreno e sta rispondendo con attacchi sui civili e con una retorica nucleare». La Russia «non usi falsi pretesti per una escalation. La Nato non sarà intimidita nel suo sostegno» all'Ucraina. «La Nato difenderà tutti gli Alleati». Lo ha detto il segretario generale dell'Alleanza Atlantica Jens Stoltenberg ricevendo il premier della Romania Nicolae Ciuca a Bruxelles.

Ore 14:38 - Putin: da sabotaggio Nord Stream danni colossali per Europa

Atti come il sabotaggio compiuto al Nord Stream «infliggono danni colossali all'economia europea e peggiorano significativamente le condizioni di vita di milioni di persone». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, citato dalla Tass. Per quanto riguarda i responsabili delle esplosioni, Putin ha detto che rimane «il silenzio su chi ha commesso questi atti, su chi ha interesse in essi».

Ore 14:45 - Shoigu: «Esercitazioni per contrattacco nucleare massiccio»

La Russia ha compiuto oggi un'esercitazione che comprendeva «un attacco nucleare massiccio» delle sue forze strategiche in risposta ad un eventuale «attacco nucleare del nemico». Lo ha detto il ministro della Difesa Serghei Shoigu, citato dall'agenzia Tass. «Tutti i missili hanno raggiunto i loro obiettivi», si legge in un comunicato sul sito del Cremlino.

Ore 15:24 - Kiev: controffensiva difficile nel Kherson per il brutto tempo

Il ministro della Difesa ucraina Oleksii Reznikov ha detto in conferenza stampa che la controffensiva sulla linea del fronte di Kherson è resa difficile dalle piogge incessanti e dal terreno fangoso. Il ministro ha dichiarato anche che i russi utilizzano i canali di irrigazione agricola come trincee nelle zone occupate. Intanto, a Kherson, città occupata, prosegue l'evacuazione dei civili.

Ore 15:38 - Kiev: «Dieci militari tornati a casa in un nuovo scambio prigionieri. Restituito il corpo del veterano Usa ucciso in combattimento»

Il capo dell'Ufficio del Presidente dell'Ucraina, Andriy Yermak, ha annunciato un altro scambio di prigionieri, a seguito del quale dieci militari ucraini sono stati rilasciati dalla prigionia. «I nostri sono a casa - ha scritto su Telegram - grazie a un altro scambio di prigionieri. È stato possibile portare a casa 10 militari ucraini. Tra loro c'è un ufficiale e 9 soldati e sergenti». «Continueremo a lavorare finché non porteremo a casa tutta la nostra gente», ha detto Yermak, aggiungendo che è stato consegnato anche il corpo di un volontario americano, il veterano dell'esercito americano Joshua Alan Jones, 24 anni, che ha combattuto dalla parte dell'Ucraina ed è stato ucciso in battaglia nel mese di agosto. Per la restituzione del corpo di Jones, russi e ucraini hanno concordato un cessate il fuoco di due ore a nord di Vasylivka, nella regione di Zaporizhzhia.

Ore 15:54 - Il 31 a Sochi incontro tra leader Russia, Armenia e Azerbaigian

Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha affermato che il 31 ottobre parteciperà ad un incontro trilaterale con il presidente russo Vladimir Putin e il presidente azero Ilham Aliyev. «C'è un invito del presidente russo a tenere un incontro trilaterale a Sochi il 31 ottobre», ha detto Pashinyan in una riunione del governo, e «ho confermato la mia partecipazione». «Onestamente, non so se la parte azerbaigiana ha confermato la sua partecipazione», ha detto ancora, Pashinyan, citato dall'agenzia russa Interfax.

Ore 16:36 - Kadyrov: «Questa guerra è una jihad, l'Ucraina ci appartiene»

In un video pubblicato sul suo canale Telegram, il leader ceceno Ramzan Kadyrov, ha definito la guerra in Ucraina una «jihad». «Vi do la mia parola: li attaccheremo ogni giorno. Non faremo prigionieri questi sheitan (demoni in arabo, ndr). Li bruceremo. Il nostro territorio è Odessa, Kiev, Kharkiv. L'Ucraina ci appartiene interamente», ha detto.

Ore 17:11 - Sanzioni Usa a oligarchi moldavi legati a ingerenze russe

Gli Usa hanno imposto sanzioni a due oligarchi moldavi fuggitivi (in passato leader politici), ad altre sette persone e 12 entità, tutti accusati a vario titolo di essere coinvolti in attività corruttive e negli sforzi legati al Cremlino di interferire nelle elezioni democratiche della Moldova. Lo ha annunciato il segretario di stato Usa Antony Blinken.

Ore 17:19 - Farnesina: la Russia sapeva di esclusione, parole pretestuose

La risposta della Farnesina alla Russia che accusa l'Italia di essere stata esclusa dalla riunione contro la proliferazione di armi di distruzione di massa, è arrivata a stretto giro. «La decisione di non coinvolgere esperti russi alla sessione attualmente in corso a Roma» di Esperti della PSI è stata presa «d'intesa con i principali paesi partecipanti all'iniziativa. In uno spirito di trasparenza, era stata preannunciata alla Federazione Russa: «l'esclusione è motivata non solo dalla brutale aggressione all'Ucraina, ma anche alla luce di un atteggiamento sempre più polarizzante e non cooperativo» di Mosca nei fori internazionali di Disarmo e Non Proliferazione. Lo sottolinea la Farnesina definendo le dichiarazioni rilasciate oggi dalla portavoce del Ministero degli Esteri «del tutto pretestuose».

Ore 18:33 - Meloni: la pace si ottiene sostenendo Kiev

«L'unica possibilità, da che mondo è mondo, per favorire i negoziati nei conflitti è che ci sia un equilibrio. A meno che mi vogliate dire che la pace si ottiene con la resa, la pace si ottiene proseguendo con il sostegno all'Ucraina, consentendole di difendersi». Lo dice la premier Giorgia Meloni in replica al Senato in occasione della fiducia al governo.

Ore 18:52 - Zelensky: usati circa 400 droni iraniani dalla Russia

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è rallegrato per la «tendenza positiva» emersa nei rapporti con Israele in seguito alla condivisione di informazioni di intelligence fra i due Paesi riguardo in particolare i «400 droni iraniani» utilizzati dalla Russia nelle sue operazioni in Ucraina.

Ore 19:27 - Berlusconi: la mia posizione ferma con l'Ucraina, nessun dubbio

«Noi, naturalmente, in questa situazione non possiamo che essere con l'Occidente, nella difesa dei diritti di un Paese libero e democratico come l'Ucraina. Noi dobbiamo lavorare per la pace e lo faremo in pieno accordo con i nostri alleati occidentali e nel rispetto della volontà del popolo ucraino. Su questo la nostra posizione è ferma e convinta, è assolutamente chiara e non può essere messa in dubbio da nessuno, per nessun motivo». Così il senatore di Forza Italia, Silvio Berlusconi nella dichiarazione di voto in Aula per la fiducia al governo.

G.D.F. per “la Repubblica” il 27 ottobre 2022.

La banda dei Rotax. Non la banda dei Rolex, ma una gang internazionale specializzata nei furti di oggetti ancora più preziosi: i motori per i droni iraniani usati dai russi nei bombardamenti contro l'Ucraina. 

L'esame dei velivoli telecomandati abbattuti durante i raid ha confermato un sospetto dell'intelligence internazionale: sono dotati di propulsori Rotax, costruiti da una società austriaca. L'unico Mohajer 6 precipitato in mare a Odessa e catturato intatto aveva il modello 912. Di fronte alle foto, l'azienda ha subito avviato un'indagine interna: «Noi non abbiamo mai autorizzato la vendita all'Iran o alla Russia e per questo abbiamo aperto un'inchiesta per scoprire l'origine dei motori».

La ditta, che è controllata dalla canadese Bombardier Recreational Products, sostiene di avere sempre rispettato le sanzioni: le uniche forniture note alla Russia sono anteriori all'occupazione della Crimea. E allo stesso tempo i suoi motori sono adottati dai droni americani Predator e da quelli israeliani Heron: due bestseller aeronautici, con ricche commesse che sarebbero state compromesse dalle cessioni clandestine a Teheran.

E allora come hanno fatto gli iraniani a procurarsi i Rotax? Il sito specializzato Warzone avanza un'ipotesi inquietante: potrebbero essere stati rubati da una banda sofisticata e poi esportati di nascosto fino a Teheran. I propulsori austriaci da cento cavalli infatti sono impiegati pure per i piccoli aerei ultraleggeri, pilotati dagli appassionati in tutto il mondo. E da anni sono presi di mira da una incredibile catena di furti, portati a termine con professionalità e maestria.

Razzie così numerose da avere spinto l'azienda a mettere online i dati sui macchinari trafugati, in modo da ostacolarne la ricettazione: l'elenco ne comprende 130, quasi tutti spariti in Europa, ma c'è la convinzione che sia una lista parziale. Il record si registra nel Regno Unito con 36 prede e non a caso Londra ha affidato le indagini a un team dell'intelligence. Ben 31 sono spariti in Germania. E altri 27 sono stati rubati in Italia. Nel nostro Paese la gang dei Rotax ha colpito in diversi aeroclub della Penisola, dalla Campania alle Alpi.

A Jesi, nelle Marche, nell'aprile 2014 ne sono stati portati via cinque. Stesso bottino ad Aguscello-Ferrara. Altri tre a Ponteventuno-Mantova. Sono tutte operazioni di professionisti, che hanno disattivato gli impianti antifurto e scassinato gli hangar. Poi con calma hanno tagliato la parte anteriore dei velivoli, segando i tubi d'acciaio su cui erano fissati i motori. Sempre e solo Rotax. Scomparsi nel nulla. Tanto da far ipotizzare che i soliti ignoti agissero su commissione. Ma nessuno finora aveva ipotizzato che il mandante potesse essere l'Iran, disposto a pagare prezzi altissimi per far decollare i suoi droni.

Estratto dell'articolo di Giorgia Crolace per “il Messaggero” il 26 ottobre 2022.  

Ci sono anche i maghi dei videogames dietro i bombardamenti russi in Ucraina che hanno fatto stragi di civili. Nerd della programmazione e dell'informatica trasformati in killer dalla guerra sporca di Putin. […] 

La serie di lanci missilistici che, con precisione, hanno colpito infrastrutture energetiche, ma anche edifici residenziali, scuole e altri obiettivi non militari ucraini, è coordinata da tre squadre russe di ingegneri militari con background nella programmazione missilistica, ma anche nel gaming. Lo ha rivelato il sito di giornalismo investigativo Bellingcat. La scoperta è il risultato di un'indagine realizzata in collaborazione con il collettivo investigativo indipendente russo The Insider e Der Spiegel. […]

[…] Circa ottanta i missili puntati su obiettivi civili. […]. Gli ingegneri, di cui Bellingcat pubblica nomi e volti, sarebbero 33, uomini e donne, tra i quali anche una coppia sposata. Alcuni, dopo anni di carriera nell'esercito o nella marina hanno conseguito una specializzazione in ingegneria militare.

Altri, i più giovani (alcuni hanno 24 anni), sono laureati in matematica, informatica e super esperti di gaming. […] Alcuni di questi specialisti hanno lavorato presso il centro di comando militare russo a Damasco dal 2016 al 2021, periodo durante il quale la Russia ha schierato missili da crociera in Siria. […] 

Il gruppo, opera da due sedi. Una è il quartier generale del Ministero della Difesa a Mosca e l'altra è l'Ammiragliato di San Pietroburgo e fa parte del Centro di calcolo principale dello Stato Maggiore delle Forze Armate russe (GVC), diretto dal colonnello Igor Bagnyuk.

Pagine sparse. Diario di un’ucraina a metà tra l’Italia e il suo Paese, prigioniera di realtà distanti tra loro. Yaryna Grusha Possamai su L'Inkiesta il 27 Ottobre 2022

Vivo la guerra tramite i messaggi dei miei parenti e dei miei amici: afferro brandelli di immagini di città bombardate e seguo il canale Telegram dell’esercito. Sono con loro, ma al tempo stesso sono anche lontana, sotto un altro cielo a guardare con il fiato sospeso cosa succede

Mi ricordo il momento preciso in cui è iniziata l’invasione russa nel Donbas. Ero nella mia cucina e dietro le finestre aperte sbocciava il maggio di Kyjiv. Kyjiv è più bella a maggio e a ottobre. Sul davanzale profumava il basilico, che avevo piantato io a marzo, poco prima che la Russia annettesse la Crimea. Avevo appena lavato i piatti, attenta a non bagnare con gli schizzi il computer che era lì accanto per mostrarmi sullo schermo le lunghe file dei camion russi con gli “aiuti umanitari” che attraversavano il confine all’Est dell’Ucraina. Sapevamo benissimo che aiuti erano. È iniziata la guerra, ho pensato, ed era lì, in diretta sul mio schermo del computer. Mi sono aggrappata al lavandino di metallo con la cornice di legno, l’unico punto fermo in quel momento. Il basilico emanava l’odore dell’Italia così lontana e della realtà kyjiviana così vicina, ma io comunque sentivo in bocca il sapore di polvere alzata in aria dalle ruote di quei camion “umanitari”.

Quel sapore impastava la lingua, faceva venire sete, bloccava i polmoni. Da quella cucina ho chiamato i giornalisti italiani con i quali avevo lavorato per tre mesi come fixer durante la rivoluzione della dignità (novembre 2013-febbraio 2014). Erano nel Donbas, cercavo di aiutarli con contatti e consigli, ma erano sicuramente più bravi di me, perché si trovavano sul posto. Che cosa pensavo di poter fare per la loro realtà nel Donbas dalla mia realtà della cucina di Kyjiv?

Non c’era stata una dichiarazione ufficiale di guerra, nessuno di quei discorsi alla radio o in televisione che di solito annunciano l’inizio di un conflitto. Nei successivi otto anni gli ucraini avrebbero dovuto imparare a convivere con il concetto di “guerra ibrida”, una guerra che non si fa soltanto con le armi, ma anche con l’informazione, con le sanzioni economiche, con le (fiacche) pressioni internazionali. Una guerra che, pur non presente fisicamente con le bombe a Kyjiv, Kharkiv, Leopoli, ha segnato tutti gli ucraini assieme agli sfollati dal Donbas che cercavano di inventarsi una realtà nuova, mai chiesta, mai attesa, con il budget statale annuale stanziato per l’esercito, con le notizie dal fronte sui morti e i feriti, con i soldati mutilati in città, che erano afflitti da nevrosi di guerra e che non dormivano più la notte.

Eravamo un Paese con il fronte aperto. Nelle città come Kyjiv, Odessa, Chernihiv si continuavano a costruire nuove case, a mandare i figli all’asilo e a scuola, ad aprire locali e nuove attività, ringraziando i soldati che stavano sul fronte all’Est. Nei notiziari, nelle nostre bacheche dei social continuavano ad apparire i necrologi dei soldati morti al fronte, con la candela accesa inserita con photoshop sulla foto. Loro, dietro quella candela, sapevano perfettamente per mano di chi erano morti, e invece nella realtà mondiale la loro morte e il loro sacrificio veniva chiamato “conflitto a bassa intensità”, “guerra dei separatisti”, “guerra civile”. In città come Berlino, Londra, Parigi, Milano, Barcellona i russi continuavano a investire soldi, a comprare beni di proprietà e a costruire piani per il futuro, dopo essersi accontentati dei (fiacchi) accordi di Minsk e Minsk-2, raccontati con la realtà alternativa da Sputnik e Russia Today.

In questi otto anni tutti noi ucraini ci siamo chiesti in continuazione come sarebbe andata a finire.

Avremmo rivisto il mare della Crimea, dove abbiamo imparato a nuotare? Avremmo rivisitato la città di Donec’k, dove la nazionale di calcio ha giocato le sue partite durante gli Europei del 2012? Avremmo avuto la verità una volta per tutte – non una verità parziale, distorta e pilotata, ma quella che c’è alla fine dei film, quando i cattivi sono stati puniti e i buoni hanno trionfato? In fondo, nella nostra realtà barattata con vari accordi, sapevamo perfettamente che quel fronte sarebbe arrivato a stringerci la gola a tutti.

Mi ricordo il momento preciso un cui è proseguita l’invasione della Russia in Ucraina, questa volta su larga scala. Ero nella mia cucina, appena sveglia e con il cellulare in mano che continuava a ricevere i messaggi «mi dispiace», con l’Italia che era presente dietro le finestre, non solo con il basilico sul davanzale, ma con il Monte Rosa abbastanza visibile nelle giornate con il cielo limpido. In questi otto anni c’è stata l’emigrazione, per scelta, una scelta che potrebbe aver salvato (o no) la mia vita. Sullo schermo della piccola televisione in cucina, però, il cielo di Kyjiv non era limpido. Dalle strade, che avrei riconosciuto a occhi chiusi, si innalzava il fumo dei bombardamenti, sempre in quelle strade c’erano file di macchine che cercavano di abbandonare la città e la loro vita. Era tutto lì, in diretta sullo schermo e con dei commenti poco sensibili da parte dei giornalisti italiani seduti sulle comode poltrone di uno studio ben illuminato. Avremmo avuto la verità, una volta per tutte? Quella di Donec’k e Luhans’k, di Kyjiv e Mariupol’ avrebbe coinciso con quella di Berlino, Parigi e Roma?

Da quella cucina ho chiamato i miei genitori, cercavo di aiutarli consigliando il posto più sicuro in casa e dicendo loro di ascoltare con attenzione gli ordini dei militari ucraini in caso di evacuazione sicura dalle zone che erano ormai in preda all’esercito russo. Ma loro erano sicuramente più bravi di me, perché si trovavano sul posto. Che cosa pensavo di poter fare per la loro realtà a nord di Kyjiv dalla mia realtà in una cucina italiana?

Questa volta, però, c’è stata una dichiarazione ufficiale di guerra, anche se l’hanno chiamata “operazione speciale”. Una realtà distorta, negata soprattutto alle tante vittime di questa dichiarazione.

Siamo un Paese con il fronte aperto, ovunque. Siamo? Posso attribuire alla mia realtà milanese quel “siamo”?

Sono un’ucraina che vive la guerra in diretta tramite i messaggi dei genitori e degli amici, tramite brandelli di immagini che arrivano dalle città assediate, tramite il canale Telegram dell’esercito ucraino, tramite l’applicazione delle sirene impostata sulla città di Kyjiv. Nella mia bacheca social continuano ad apparire i necrologi dei soldati, dei giornalisti, degli amici degli amici arruolatisi volontari e poi uccisi al fronte. Continuano a vivere nelle loro bacheche social, come tra le rovine della città eterna di Roma, con quelle foto sorridenti, con dichiarazioni di speranza nella nostra così vicina vittoria, e poi con un ultimo post dopo il quale arriva il silenzio come una riga che marchia la fine di tutto. Un intero esercito di utenti social mette una lacrimuccia o una faccina che abbraccia il cuoricino sotto la sua foto sorridente, sorridente per sempre. Un lutto condiviso online, un dolore, una morte in diretta. Prima dei video su YouTube sulle tragedie a Mariupol’ e a Severodonec’k partono le pubblicità delle crociere e delle creme solari per l’estate che sta bussando alle porte di qualche altra realtà. Una guida russa, con il microfono attaccato alla testa per avere le mani libere, fa il giro del teatro bombardato a Mariupol’ dagli stessi russi, costruendo qualche altro tipo di realtà per il mondo, un mondo nel quale ormai, oltre ai diversi canali di informazione, abbiamo anche fatti diversi.

Sul mio cellulare scatta la sirena antiaerea a Kyjiv. Immagino i miei amici che si spostano nei posti sicuri. Ci sono posti sicuri nell’Ucraina di oggi? Loro si spostano e io rimango ferma in una città europea che vive l’inizio dell’estate. Rimango ferma anche se nella mia testa seguo ogni loro passo, conosco tutte le porte di casa loro, conosco tutti gli ingressi nella metro vicina a casa loro, che funge da rifugio antiaereo. Non spengo mai il mio cellulare la notte, neanche la suoneria. Ma basta spegnerlo, basta non aprire i social, non guardare i notiziari, non leggere i giornali la mattina, basta circondarsi di crociere e di creme solari per crearsi una realtà alternativa. Per non essere quel “siamo”, ma qualcosa di diverso. Diverso, ma così tremendamente falso.

Casa Bianca: «Biden non intende incontrare Putin al G20». Redazione Online su Il Corriere della Sera il 27 Ottobre 2022.

Le notizie di giovedì 27 ottobre, in diretta

• La guerra in Ucraina è arrivata al 245esimo giorno.

• Putin, il discorso di oggi: «L’Occidente ci vuole sterminare come i nazisti, ma nessuno cancellerà mai la Russia»

• Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che è «alto il rischio di conflitto mondiale».

• La Nato replica: «La Russia non usi falsi pretesti per l’escalation».

• La Russia ha effettuato delle esercitazioni per contrastare un eventuale attacco nucleare nemico.

Ore 01:38 - Usa: accelerano i piani per nuove bombe nucleari nelle basi Nato

«Continueremo a sostenere l’Ucraina, insieme ai nostri alleati e partner in tutto il mondo, mentre si difende dalla brutale aggressione della Russia. Dobbiamo mantenere la Nato forte e unita mentre affrontiamo le minacce di oggi e le minacce di domani». Lo ha detto il presidente americano Joe Biden incontrando i vertici della Difesa americana. Gli Stati Uniti dunque accelerano i piani per aggiornare il dispiegamento di nuove bombe nucleari nelle basi Nato in Europa. Secondo alcune fonti l’arrivo nel Vecchio Continente delle aggiornate bombe a gravità B61-12, in programma originariamente la prossima primavera, è ora previsto in dicembre. L’indiscrezione sulla sostituzione delle armi più datate con versioni nuove arriva in un momento di alta tensione in seguito alle minacce della Russia sul possibile uso del nucleare in Ucraina.

Ore 03:29 - Attacchi russi su Zaporizhzhia. Nessuna informazione su eventuali vittime

Attacchi russi nella notte sull’oblast di Kiev e su Zaporizhzhia, secondo le autorità locali citate dal Kyiv Independent. Il governatore Oleksiy Kuleba ha riferito che Mosca ha preso di mira una delle comunità della regione della capitale, senza specificare quale ma affermando che secondo le prime informazioni non ci sono vittime. Da Zaporizhzhia invece il sindaco ad interim Anatoly Kurtev ha riferito che le forze russe hanno colpito la città e l’area circostante, provocando un incendio. Al momento non sono disponibili informazioni su vittime e altri danni.

Ore 04:38 - L’Onu mapperà via satellite i danni al patrimonio culturale ucraino

Le Nazioni Unite utilizzeranno le immagini satellitari «prima» e «dopo» per monitorare i danni arrecati al patrimonio culturale ucraino dall’aggressione russa: la relativa piattaforma di tracciamento sarà presentata «entro poche settimane». I danni, dal giorno dell’invasione ad oggi, riguarderebbero 207 siti culturali: 88 siti religiosi, 15 musei, 76 edifici di interesse storico e artistico, 18 monumenti e 10 biblioteche. Le aree più colpite si trovano nell’Ucraina orientale e intorno alla capitale: quella di Donetsk la più colpita con 59 siti culturali danneggiati, seguita da Kharkiv con 51, Kiev con 30 e Luhansk con 25. «La nostra conclusione è che il quadro è negativo e potrebbe continuare a peggiorare», ha ammesso Krista Pikkat, direttrice della cultura e delle emergenze dell’Unesco, in un briefing a Ginevra: «La nostra responsabilità principale è assicurarci di avere informazioni disponibili sui siti e sulla situazione in cui si trovano, per farci trovare pronti per il recupero».

Ore 04:42 - L’Ucraina candidata all’adesione alla Ue. Ma il percorso resta lungo

Ucraina: Borne, ingresso accelerato in Ue non auspicabile Premier Francia, barbare violazioni leggi guerra da parte Russia. L’ingresso accelerato dell’Ucraina nell’Unione Europea non è nell’interesse né dell’Ue né di Kiev, ha affermato ieri sera la premier francese Elisabeth Borne citata dai media russi. «L’Ucraina ha ottenuto all’unanimità lo status di Paese candidato all’adesione all’Ue al Consiglio europeo di giugno. Il percorso per l’adesione è lungo e laborioso. Non ci sarà alcuna procedura accelerata o requisiti semplificati. Non sarebbe nell’interesse né dell’Ue né dell’Ucraina», ha affermato la Borne secondo quanto riporta la Tass. In un dibattito al Senato francese sulla guerra in Ucraina, la premier ha sottolineato che la Russia «dovrà rispondere per barbare violazioni delle leggi di guerra», riporta da parte sua l’agenzia francese Afp.

Ore 06:06 - La Russia rafforza Kherson con soldati appena reclutati

Ucraina: Russia rafforza Kherson, reclute come “carne da cannone” Lo ha detto l’intelligence militare ucraina alla Cnn Milano, 27 ott. (askanews) - La Russia sta rafforzando Kherson con reclute usandole come «carne da cannone». L’intelligence militare ucraina afferma che Mosca sta rafforzando la città con i soldati mobilitati di recente. Il capo dell’Agenzia di intelligence per la difesa dell’Ucraina, il generale maggiore Kyrylo Budanov, ha dichiarato alla Cnn che «i russi stanno cercando di rimuovere e portare con sé tutti i resti della loro cosiddetta amministrazione e sta portando a Kherson della nuova “carne da cannone” con soldati russi appena mobilitati, preparandosi per i combattimenti sul campo».

Ore 06:16 - Ambiente, il Cremlino potrebbe bloccare le protezioni marine in Antartide

Le delegazioni di Russia e Ucraina sono tra quelle che si incontreranno in Australia questa settimana per decidere il futuro delle acque incontaminate dell’Antartide. Alcuni esperti affermano che sono assolutamente necessarie nuove aree marine protette e regole per prevenire la pesca eccessiva, ma che la Russia potrebbe usare i suoi poteri di veto per bloccare ancora una volta il progresso. Raggiungere il consenso richiesto per una nuova azione tra questo gruppo eterogeneo di 27, che comprende anche la Cina, gli Stati Uniti e l’Unione Europea, è sempre stata una sfida immensa. E quando due dei membri sono in guerra, e le relazioni tra la Cina e molte nazioni occidentali si sono deteriorate, il consenso è diventato un ostacolo ancora più grande.

Ore 07:40 - Onu ottimista sul ritorno delle forniture di grano ai mercati mondiali

Un alto funzionario delle Nazioni Unite si dice «relativamente ottimista» che l’accordo per la restituzione del grano ucraino, del grano e dei fertilizzanti russi ai mercati mondiali sarà esteso oltre la metà di novembre. Ma l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite afferma che Mosca deve prima vedere il movimento delle proprie esportazioni. Entrambi hanno commentato l’accordo mediato dalle Nazioni Unite e dalla Turchia a luglio. Ha portato a oltre 8,5 milioni di tonnellate di generi alimentari da tre porti del Mar Nero in Ucraina. Ma l’inviato russo dice che la spedizione russa sui mercati mondiali «non è mai avvenuta»

Ore 07:44 - Blinken: «Stiamo facendo tutto il possibile per aiutare l’Europa»

Gli Stati Uniti stanno facendo «tutto il possibile» per aiutare l’Europa a far fronte alle ricadute del conflitto in Ucraina, specie sul fronte dell’insicurezza energetica. Lo ha dichiarato il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, nel corso di una intervista a «Bloomberg News» rilanciata dal dipartimento di Stato. Secondo il segretario, «i circa nove mesi dall’inizio dell’aggressione russa (all’Ucraina) sono stati notevoli in termini di allontanamento dell’Europa dalla dipendenza dalla Russia che si era consolidata per decenni». Secondo Blinken, l’Europa ha già ridotto significativamente la propria dipendenza dal petrolio e dal gas russi, uno sviluppo che avrà «un profondo impatto strategico negli anni e nei decenni a venire».

Ore 08:06 - Kiev, 18 attacchi aerei russi nelle ultime 24 ore

Le forze russe hanno lanciato 18 attacchi aerei contro l’Ucraina nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto questa mattina lo Stato Maggiore delle Forze Armate di Kiev, come riporta il Kyiv Independent. L’esercito di Mosca ha inoltre lanciato nello stesso periodo quattro attacchi con missili da crociera e 56 con sistemi missilistici a lancio multiplo (Mlrs). Allo stesso tempo, l’esercito ucraino ha respinto l’offensiva russa vicino a Bilohorivka nella regione di Lugansk e vicino a Bakhmut, Ivanhrad, Soledar, Maiorsk, Krasnohorivka e Marinka nel Donetsk.

Ore 08:37 - Filorussi, nella notte colpita centrale elettrica Crimea

La centrale elettrica della Crimea è stata colpita nella notte da un attacco con droni: lo hanno reso noto le autorità filorusse. «Oggi nella notte c’è stato un attacco UAV (velivoli senza pilota, ndr) alla centrale termica di Balaklava», ha dichiarato su Telegram il governatore di Sebastopoli insediato da Mosca, Mikhail Razvozhayev. «Il trasformatore è danneggiato in modo minimo. Non ci sono state vittime», ha aggiunto.

Ore 09:14 - Putin: grandi sforzi per prosperità e pace Eurasia

Il presidente russo Vladimir Putin ha inviato un saluto ai partecipanti e agli ospiti del Forum economico eurasiatico di Baku, sottolineando che la Russia continuerà a impegnarsi per creare stabilità e prosperità in Eurasia. Lo riporta Tass. «Ogni anno cresce l’importanza dell’Eurasia, si rafforzano nuovi centri di crescita economica, emergono gruppi di integrazione e si coniugano le loro potenzialità. La cooperazione tra gli Stati della regione si basa sui principi di sovranità, uguaglianza, fiducia reciproca e rispetto. La Russia, da parte sua, continuerà a compiere sforzi attivi volti alla formazione nella Grande Eurasia di uno spazio continentale di pace, stabilità e prosperità», si legge nel messaggio di Putin.

 Ore 09:30 - Energia razionata a Kiev, black out programmati

La società di distribuzione dell’energia elettrica è costretta a razionare l’energia interrompendo a tratti il servizio nella regione di Kiev. Come si legge sulla stampa ucraina, le interruzioni, definite «di stabilizzazione», sono state disposte da NEK Ukrenergo e iniziate questa mattina alle 5,38 ora locale. I consumatori sono stati divisi in tre gruppi e per conoscere gli orari del black out che li riguarda devono consultare il sito di DTEK. «Ogni gruppo verrà disconnesso durante un certo periodo di tempo: per capire a che ora del giorno potresti avere un’interruzione di corrente - specifica il tuo indirizzo e riceverai un programma di possibili arresti durante il giorno e la settimana».

Ore 09:54 - Mosca torna ad agitare spettro «bomba sporca» Kiev all’Onu

La Federazione Russa ritiene «alta» la minaccia dell’uso di una «bomba sporca» da parte di Kiev: ha la capacità di produrla, afferma la missione permanente di Mosca all’Onu.

Ore 09:56 - Bombe russe sul Donetsk, tre civili uccisi ieri

Tre civili sono morti e altri due sono rimasti feriti nel corso degli attacchi russi di ieri nella regione di Donetsk, nell’Ucraina orientale: lo ha reso noto su Telegram il capo dell’Amministrazione militare regionale, Pavlo Kyrylenko, come riporta Ukrinform. «Tre civili della regione di Donetsk sono stati uccisi dai russi a Bakhmut. Altre due persone sono rimaste ferite ieri», ha scritto Kyrylenko aggiungendo che al momento non è possibile stabilire il numero delle vittime a Mariupol e Volnovakha.

Ore 09:57 - Kiev, i russi continuano a fortificare linee difensive a Kherson

Nella regione di Kherson lo stato maggiore ucraino registra nel bollettino mattutino che «continuano le ostilità attive» con «il nemico che ha sparato ancora una volta contro gli insediamenti della regione di Berislav ferendo civili e danneggiando case, negozi, farmacie, fabbriche». Secondo lo stato maggiore delle forze armate ucraine, i russi continuano ad equipaggiare le linee difensive sulla riva sinistra del fiume Dnepr, conducendo operazioni difensive e cercando di mantenere le linee occupate. «Il nemico - spiegano gli ucraini - ha tentato due volte di sfondare le nostre difese. Non ha avuto successo e si è ritirato con perdite».

Ore 11:05 - Mosca, satelliti obiettivi legittimi se usati per Ucraina

«I satelliti commerciali degli Stati Uniti e dei loro alleati potrebbero diventare obiettivi legittimi per Mosca se venissero coinvolti nella guerra in Ucraina»: lo ha detto il vicedirettore del dipartimento per la non proliferazione e il controllo degli armamenti del ministero degli Esteri russo, Konstantin Vorontsov. «Le infrastrutture quasi-civili possono essere un obiettivo legittimo per un attacco di rappresaglia - ha affermato, secondo quanto riporta il Guardian -. Stiamo parlando del coinvolgimento di componenti di infrastrutture spaziali civili, anche commerciali, da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati in conflitti armati».

L’anno scorso, Mosca ha lanciato un missile antisatellite per distruggere uno dei suoi satelliti, dimostrando così la sua capacità offensiva nello spazio. Parlando ieri a una riunione del Primo Comitato dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Vorontsov ha detto che gli Stati Uniti e i loro alleati stanno cercando di usare lo spazio per imporre il dominio occidentale, sottolineando che l’uso dei satelliti occidentali per aiutare le attività belliche ucraine è «provocatorio» e rappresenta «una tendenza estremamente pericolosa». Vorontsov non ha menzionato una società satellitare specifica, anche se il miliardario americano Elon Musk ha confermato nei giorni scorsi che la sua società SpaceX continuerà a finanziare il suo servizio internet Starlink in Ucraina, citando la necessità di «buone azioni».

Ore 11:10 - Berlino, impossibile usare NordStream 2 dopo esplosioni

Il governo di Berlino considera «tecnicamente impossibile» usare il secondo condotto del gasdotto Nordstream 2. «È molto probabile che il sabotaggio abbia avuto un impatto negativo sui due condotti e che non esista più la possibilità tecnica di utilizzare la struttura, almeno inizialmente», secondo il governo tedesco, citato dal settimanale Der Spiegel. La valutazione dell’esecutivo è contenuta in una risposta ad un’interrogazione di Afd, Alternative fuer Deutschland. Il 12 ottobre il presidente russo Vladimir Putin ha assicurato che il paese è «pronto a inviare gas in Europa attraverso la diramazione Nord Stream 2 uscita illesa dalle esplosioni» e ha affermato che «la palla è ora nel campo dell’Europa Unione».

Ore 11:11 - Tajani sente il ministro inglese Cleverly: «Difenderemo libertà»

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha avuto una conversazione telefonica col suo omologo britannico, James Cleverly. «Rafforzeremo l’amicizia e la cooperazione tra Italia e Regno Unito. Anche in ottica europea. Insieme continueremo a difendere la libertà del popolo ucraino», ha dichiarato Tajani come riferisce la Farnesina in un tweet. A sua volta, il neo capo della diplomazia di Londra, sempre su Twitter, ha riferito di essersi congratulato per la «recente nomina» del collega italiano e di aver discusso con lui «dell’importanza di un sostegno continuo all’Ucraina».

Ore 11:20 - In Russia sarà vietato dire gay: da Peppa Pig a Guadagnino, Putin contro l’Occidente

I deputati russi hanno votato in prima lettura un inasprimento della controversa legge che reprime la «propaganda Lgbt», nuovo segnale del rafforzamento della linea conservatrice nel Paese in piena offensiva in Ucraina. «Durante la sessione plenaria, i deputati della Duma di stato hanno adottato all’unanimità in prima lettura gli emendamenti alla normativa che vieta la promozione di rapporti sessuali non tradizionali», ha affermato il parlamento sul suo sito internet. Sono ancora previste due letture, prima che la camera alta del Parlamento, il Consiglio della Federazione, lo studi e possa essere sottoposto alla firma del presidente Vladimir Putin, il che costituisce generalmente una semplice formalità. La legge del 2013 che punisce la «propaganda Lgbt» tra i minori è così rafforzata dal divieto della «negazione dei valori familiari» e della «promozione di orientamenti sessuali non tradizionali» anche tra gli adulti.

La legge sui giovani è estesa a tutta la società: «Una lotta di civiltà». All’indice anche il film «Chiamami con il tuo nome» del regista italiano. Vietato anche solo nominare «i rapporti sessuali non tradizionali». Qui l’articolo completo di Marco Imarisio.

Ore 11:29 - Allerta aerea in tutta l’Ucraina: «State nei rifugi»

Stamattina sono risuonate sirene di allerta aerea in tutta l’Ucraina, a Kiev e in alcune regioni le sirene sono suonate due volte. Lo annunciano le autorità invitando ad andare nei rifugi.

Ore 11:30 - Nato: Erdogan, «dialogo va avanti» e attende Stoltenberg

Il dialogo con Svezia e Finlandia va avanti e i rapporti con il nuovo governo svedese sono partiti col piede giusto. È quanto emerso dalla telefonata che ha avuto luogo ieri sera tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il neo premier svedese Ulf Kristersson. Una telefonata che, in base a quanto reso noto dalla presidenza turca, è servita a parlare dei rapporti bilaterali tra i due Paesi e a riprendere in mano la lettera che Erdogan inviò al premier svedese lo scorso 19 ottobre con cui il presidente turco chiedeva «azioni concrete» contro il terrorismo per poi togliere il veto all’ingresso dei Paesi scandinavi nella Nato. Il presidente turco ha poi ribadito la disponibilità a ospitare Kristersson, già arrivata lo scorso giovedì da parte del leader turco, dopo che il neo premier svedese aveva inviato una lettera in cui si era detto pronto a recarsi «immediatamente» in Turchia per convincere Ankara del fatto che la Svezia avrebbe mantenuto gli impegni.

Ore 12:00 - Kiev: i russi potrebbero far esplodere Zaporizhzhia

Lo stato maggiore delle forze armate ucraine non esclude che i russi possano ricorrere ad esplosioni della centrale nucleare di Zaporozhzhia «per disabilitarla in modo permanente e provocare un disastro incolpando l’Ucraina». Lo riporta Ukrainska Pravda. Secondo il generale di brigata Alexei Gromov, considerando le accuse russe sul rischio di una «bomba sporca», è possibile che «gli occupanti possano organizzare esplosioni presso la centrale nucleare di Zaporizhzhia e provocare un altro crimine contro l’umanità».

Ore 12:02 - Cremlino, Kiev rifiuta di negoziare dietro ordine Usa

Il Cremlino ritiene «del tutto evidente che Kiev rifiuta di negoziare con la Russia su ordine di Washington». Lo ha detto il portavoce della presidenza russa, Dmitri Peskov, citato da Ria Novosti.

Ore 12:13 - Kiev si prepara a possibile futuro attacco dalla Bielorussia

L’Ucraina si prepara a un possibile futuro attacco lanciato dalla Bielorussia. Lo ha reso noto il vice capo di stato maggiore di Kiev, Oleksii Hromov, precisando di aver potenziato la presenza delle sue forze nella regione settentrionale al confine con la Bielorussia per contrastare ogni possibile nuovo attacco russo. «Al momento non è osservabile la creazione di una forza d’attacco - ha dichiarato Hromov - Ma ci sono e ci saranno minacce. Stiamo reagendo, abbiamo già aumentato le nostre truppe in direzione nord». La Bielorussia è il principale alleato della Russia nel conflitto e ha già consentito alle forze russe di utilizzare il proprio territorio per attaccare l’Ucraina.

Ore 12:22 - Putin: Kiev rifiuta i negoziati su ordine degli Usa

L’Ucraina rifiuterebbe i negoziati con la Russia su ordine degli Stati Uniti. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin in un colloquio con il presidente della Guinea-Bissau, secondo quanto riferisce il portavoce del Cremlino citato dalla Tass. Mosca sarebbe pronta ad impegnarsi in trattative sulla base dei suoi interessi ma l’Ucraina è riluttante a fare altrettanto, ha aggiunto il Cremlino.

La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha poi aggiunto che l’Ucraina utilizzerebbe come «ricatto» la minaccia di un possibile rischio nucleare per ottenere «assistenza militare e finanziaria» dall’occidente. Zakharova ha accusato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky di voler «veramente uno scontro nucleare» e ha rivolto un invito all’ Occidente «affinché scoraggi Kiev dal possibile uso di una `bomba sporca´».

Ore 13:20 - Norvegia, rispettiamo Ue ma price cap non è soluzione

«Rispettiamo il lavoro che sta facendo l’Ue» contro il caro energia, ma «non è il governo norvegese a vendere il gas, sono le aziende private. Per questo il modo più ragionevole» per intervenire «è avere un quadro commerciale in cui le aziende si incontrano». Lo ha detto il ministro dell’Energia norvegese, Terje Aasland, in un punto stampa a Oslo con la commissaria Ue per l’Energia, Kadri Simson, rispondendo a una domanda sull’opposizione della Norvegia al price cap sul gas. «Nemmeno la Commissione o io, commissaria Simson, compriamo il gas, lo fanno le aziende. Ma noi vogliamo dare certezza e prevedibilità», ha evidenziato Simson.

Ore 13:41 - Kiev a Romeo: «Certi politici vogliono compiacere Putin»

«La dichiarazione del senatore italiano» Romeo «riflette la sua opinione personale. Il premier Giorgia Meloni ha articolato chiaramente la posizione dell’Italia: la necessità di continuare a sostenere l’Ucraina sullo sfondo dell’aggressione russa e il diritto indiscutibile degli ucraini di determinare il proprio futuro. In quasi tutti i Paesi ci saranno politici che cercheranno di compiacere Putin». Così il portavoce del ministero degli Affari esteri ucraino Oleg Nikolenko ha replicato, dopo una domanda del media ucraino Unian, alle frasi di ieri del capogruppo leghista al Senato Massimiliano Romeo sull’Ucraina.

Ore 14:48 - Mosca, Meloni atlantista? Nella Nato c’è la dittatura Usa

«Non capisco cosa voglia dire Giorgia Meloni quando dice che l’Italia continuerà a seguire una linea filo-atlantista. In realtà la Nato non prende in considerazione le posizioni dei singoli Paesi membri, la linea è decisa dal principale membro, gli Stati Uniti. Nella Nato e nella Ue è cominciata una nuova era, l’era della dittatura». Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

Ore 14:43 - Kiev, trovata fossa comune con 17 cadaveri a Kharkiv

Almeno 17 cadaveri di civili e soldati sono stati trovati in una fossa comune scoperta nel distretto di Boriv nella regione di Kharkiv. Lo afferma in un messaggio sul canale telegram la polizia nazionale ucraina, citata da Unian. «Secondo i dati preliminari, almeno 17 persone sono state sepolte nella tomba: civili e soldati delle forze armate. I residenti hanno detto che gli occupanti hanno raccolto i corpi dei morti in tutta l’area. Il 13 aprile li hanno portati su due camion, hanno scavato una buca profonda fino a 3 metri con un escavatore e hanno scaricato lì tutti i corpi. Poi il il luogo di sepoltura è stato livellato con carri armati», afferma il rapporto.

Ore 14:55 - Mosca, mediazione Papa? Macron la chiede mentre vende armi

«Scusi se rido, ma è impossibile reagire altrimenti vedendo Macron che da un lato tende una mano al Vaticano per una mediazione mentre con l’altra firma contratti per fornire armi a Kiev». Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. «Macron - ha aggiunto la portavoce - dovrebbe trovare un equilibrio o rischia uno sdoppiamento della personalità. O pace e trattative e quindi mediazione, oppure forniture di armi e alimentazione continua del conflitto. Come queste due cose convivano in lui chiedeteglielo voi stessi. Lui vi è più vicino».

Ore 15:09 - Stoltenberg: «Italia alleata solido contributo a Nato»

«Ottima telefonata con il premier Giorgia Meloni. L’Italia è un alleato impegnato, che fornisce un solido contributo alla nostra deterrenza e difesa, ed è fondamentale per il sostegno degli alleati all’Ucraina. La Nato non si lascerà intimidire o dissuadere dal sostenere l’autodifesa dell’Ucraina, fino a quando sarà necessario». Lo scrive in un tweet il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg.

Ore 15:43 - Peskov,«Discorso Putin al Valdai sarà letto e riletto»

Il discorso che il presidente russo Vladimir Putin sta per pronunciare al Valdai Club sarà «piuttosto corposo» e «probabilmente il suo contenuto dovrà essere analizzato per molti giorni a venire, da studiare, leggere e rileggere»: lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, preannunciando l’intervento che Putin sta per fare alla riunione plenaria a Mosca del Valdai Club, il principale foro di dialogo nel Paese, un discorso che sarà dedicato alla fine dell’egemonia dell’Occidente. Al termine Putin risponderà anche alle domande dei partecipanti.

Ore 16:24 - Mosca, audio Berlusconi? Per noi conta posizione governo

«Dall’Italia sentiamo dichiarazioni diverse, si può dire che ogni forza politica ha il suo punto di vista. È la democrazia. Ma quello che conta per noi è la posizione ufficiale del governo». Così la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha risposto a una domanda dell’ANSA sull’audio di Silvio Berlusconi in cui il Cavaliere sottolineava la sua amicizia con il presidente russo Vladimir Putin ed esprimeva critiche al governo ucraino e al presidente Volodymyr Zelensky.

Ore 16:37 - Putin, l’Occidente ha alimentato l’escalation in Ucraina

«Negli ultimi mesi l’Occidente ha fatto un numero di passi per fomentare l’escalation in Ucraina». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin al club Valdai. «L’Occidente soffre di una cecità da superiorità». Il presidente russo Vladimir Putin ha citato Alexander Solgenitsin per condannare l’atteggiamento di europei e americani nei confronti della Russia in apertura del suo discorso alla Conferenza del Club di Valdai a Mosca.

Ore 16:46 - Putin: «Usa non hanno nulla da offrire se non il loro dominio»

«Gli Usa non hanno nulla da offrire se non il loro dominio». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin all’inizio del suo intervento al Valdaj Forum.

Ore 16:46 - Putin: «Occidente sta organizzando politici intorno a Taiwan»

L’Occidente sta «alimentando la guerra in Ucraina, organizzando politici intorno a Taiwan, destabilizzando i mercati alimentari ed energetici mondiali». Lo ha detto Vladimir Putin nel suo intervento al Valdaj Forum. Per quanto riguarda «l’ultimo» aspetto, ha aggiunto il presidente russo, questo «non è intenzionale, [io] non ne dubito. È dovuto a una serie di errori sistemici commessi dalle autorità occidentali che ho menzionato». Putin ha accusato l’Occidente di giocare a un gioco “pericoloso”.

Ore 16:51 - Putin, la Russia non si ritiene nemica dell’Occidente

«La Russia non si ritiene nemica dell’Occidente». Lo ha dichiarato il leader del Cremlino, Vladimir Putin, intervenendo al Forum Valdai. Il presidente russo ha fatto però una distinzione tra Occidente tradizionale e non. «Il dialogo della Russia con l’Occidente tradizionale darà un contributo al mondo multipolare», ha aggiunto.

Ore 18:11 - Putin: «Solo la Russia può garantire sovranità dell’Ucraina»

«Solo la Russia, che ha creato l’Ucraina, potrebbe garantirne la sovranità». Lo afferma il presidente russo Vladimir Putin nell’intervento al club Valdai a Mosca, secondo quanto riferisce la Tass.

Ore 18:12 - Putin: «Sappiamo dove l’Ucraina sta facendo la bomba sporca»

Kiev sta usando ogni metodo per coprire le tracce della preparazione all’uso della bomba sporca, ha aggiunto Putin, spiegando che gli ucraini potrebbero caricare di materiale nucleare un missile Tochka-U. Il presidente russo ha inoltre riferito di aver lui stesso ordinato al suo ministro della Difesa, Serghei Shoigu, di telefonare alle sue controparti straniere nei giorni scorsi per informarle dell’intenzione degli ucraini, e ha sollecitato l’Aiea a visitare l’Ucraina per ispezionare i suoi siti nucleari «al più presto».

Ore 18:12 - Putin: «Non useremo l’arma nucleare in Ucraina»

«Non abbiamo bisogno di usare un’arma nucleare in Ucraina, non avrebbe senso, né politicamente né militarmente». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin intervenendo alla conferenza del Club Valdai a Mosca.

Ore 18:12 - Usa: «Arsenale nucleare anche per attacchi convenzionali»

Gli Usa intendono usare il loro arsenale nucleare come deterrenza da «tutte le forme di attacco strategico», compresi quelle con armi convenzionali. Lo afferma il Pentagono in un documento strategico diffuso oggi, sullo sfondo dell’escalation con la Russia per la guerra in Ucraina. «Questo include l’impiego di armi nucleari di qualsiasi dimensione e include attacchi ad alto rischio di natura strategica che usino mezzi non nucleari», ha spiegato un alto dirigente del Pentagono ai reporter.

Ore 18:13 - Casa Bianca: «Biden non intende incontrare Putin al G20»

Joe Biden non ha «alcuna intenzione di incontrarsi» con Vladimir Putin al G20 di Bali: lo ha reso noto la Casa Bianca.

Ore 18:16 - Ucraina, ambasciatore russo in Israele: «Su rapporti con Iran nulla da temere»

L’ambasciatore russo in Israele, Anatoly Viktorov, interviene per “rassicurare” il Paese sui rapporti tra Mosca e Teheran dopo le notizie sulle forniture di droni iraniani mentre prosegue il conflitto in Ucraina. In dichiarazioni alla tv Kan, Viktorov ha affermato di voler «promettere che la Russia non è contro Israele» e «tiene conto, come in altri casi, delle sensibilità di sicurezza di Israele». «Le nostre relazioni con Teheran - ha puntualizzato - non sono anti-Israele». In un messaggio inviato al presidente iraniano Ebrahim Raisi all’indomani dell’attacco a Shiraz, rivendicato dall’Is, il capo del Cremlino ha confermato «la disponibilità» di Mosca «a rafforzare ulteriormente la cooperazione con i partner iraniani nella lotta al terrorismo».

Ore 19:17 - Ambasciata Kiev a Conte: «Manifestazioni impersonali per pace sono ipocrite»

«Dobbiamo trovare il coraggio e l’onore di non inchinarci all’aggressore e aiutare l’Ucraina a combattere lo stato terrorista: fornire le armi e l’assistenza necessarie all’Ucraina e, infine, riconoscere la Russia come sponsor del terrorismo. E questo è l’unico modo efficace per raggiungere la pace. La pace, quando la giustizia e la legalità saranno ripristinate, e il criminale sarà punito e ritenuto responsabile», si legge ancora. L’ambasciatore quindi invita a «tenere conto degli argomenti di cui sopra durante la preparazione e lo svolgimento della manifestazione per la pace prevista per il 5 novembre a Roma». «Ogni voce a sostegno della pace è importante, ma queste voci dovrebbero suonare responsabili ed equilibrate, evitare di confondere “l’aggressore” con “l’aggredito” ed evitare di scaricare la colpa dal criminale alla parte che lo combatte», conclude Melnyk ricordando come «oggi gli ucraini, come nessun altro popolo al mondo, vogliono la pace» ma «non a ogni prezzo. Una pace giusta, legale e duratura».

Ore 19:37 - Putin: «Non ho avvertito Xi su operazione militare speciale»

Il presidente russo Vladimir Putin, parlando al Valdai Forum, ha detto di «non aver avvisato» il leader cinese Xi Jinping in merito ai piani della Russia di «iniziare un’operazione militare speciale» in Ucraina. Lo riportano le agenzie russe.

Ore 01:30 - Usa tracciano le armi donate, temono operazioni russe “false-flag”

Il Dipartimento di Stato americano ha intenzione di monitorare meglio l’uso delle armi fornite all’Ucraina, esprimendo i timori che le forze russe possano catturarle e impiegarle per mettere in scena un attacco da parte delle forze di Kiev. «La cattura di armi ucraine da parte delle forze filo-russe - compreso il materiale donato - è stata finora il principale vettore di diversione e potrebbe comportare trasferimenti successivi. Probabilmente la Russia utilizzerà queste armi anche per sviluppare contromisure, propaganda o per condurre operazioni sotto falsa bandiera» si legge nel rapporto del Dipartimento visionato da `Defense News´.

Ore 01:41 - Zelensky: dall’inizio della guerra 4500 attacchi missilistici contro l’Ucraina

Dall’inizio della guerra «la Russia ha effettuato 4.500 attacchi missilistici e più di 8.000 raid aerei». Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, nel suo discorso serale su telegram. Lo riporta l’agenzia Unian. Il leader di Kiev ha poi ringraziato i «guardiani nel nostro cielo». «Taglieremo sicuramente le ali a tutti i mostri di metallo - ha aggiunto - gli aerei, gli elicotteri e i droni nemici cadranno. Solo gli ucraini non cadranno».

Ore 01:44 - Bomba sporca, Aiea effettuerà una “verifica indipendente” in Ucraina

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha annunciato che effettuerà questa settimana una «verifica indipendente (in Ucraina, ndr) per rilevare eventuali appropriazioni indebite di materiale nucleare» che potrebbero consentire la costruzione di una «bomba sporca».

Ore 01:47 - Casa Bianca: «Nelle parole di Putin nessuna novità»

Le parole di Vladimir Putin non sono molte nuove e non hanno indicato un cambio nei suoi obiettivi strategici, anche in Ucraina: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre parlando con i reporter a bordo dell’Air Force One.

Ore 02:18 - Biden: perché Putin continua a parlare di atomica se non vuole usarla?

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden si è detto scettico nei confronti delle rassicurazioni del presidente russo Vladimir Putin sulla bomba atomica. «Se non ha intenzione di usarla, perché continua a parlarne? Perché sta parlando della capacità di usare un’arma nucleare tattica?» ha detto Biden in un’intervista a NewsNation. «Ha un modo molto pericoloso di affrontare l’argomento» ha aggiunto il presidente Usa.

Ore 02:53 - Putin: «Usare l’atomica? Non avrebbe senso»

(Fabrizio Dragosei) Paragona l’Occidente e soprattutto gli Stati Uniti ai nazisti e ripete la sua visione del mondo con la Russia vittima designata da sempre al centro delle attenzioni dei suoi nemici, i quali vogliono impedirne addirittura la sopravvivenza. Parlando dell’espansione della Nato, che avrebbe provocato a suo dire l’Operazione militare speciale in Ucraina, Vladimir Putin ha intrattenuto a lungo gli ospiti del centro Valdai, una specie di club propagandistico russo che si riunisce per ascoltare il pensiero del grande Capo.

«È l’Occidente che vuole limitare la crescita di altre società» e imporre a tutti il proprio modello allo scopo «di espandere il mercato per i suoi prodotti».

Ore 02:56 - Le elezioni di Midterm e la linea Usa sull’Ucraina

(Federico Rampini) Che cosa rischia l’Ucraina, nelle elezioni americane di metà mandato? Molto. 

Sia perché l’avvicinarsi di quelle elezioni ha fatto emergere all’improvviso delle defezioni inattese, sia a destra che a sinistra, dal fronte della solidarietà americana con Kiev. Sia perché una regola implacabile della politica americana vuole che dopo la votazione di mid-term per il Congresso, si comincerà a parlare della corsa alla Casa Bianca nel 2024. 

L’apertura di quell’altra campagna elettorale rischia di rendere più visibili certe linee di frattura sull’Ucraina. 

Questo può esercitare un effetto «liberi tutti» sugli alleati europei, o almeno su alcuni di loro che già danno segnali di irrequietudine, come la Germania.

Ore 02:58 - IL PUNTO MILITARE - Il direttore della Cia e la missione segreta a Kiev

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) ll direttore della Cia William Burns è stato dal principio l’uomo della crisi. Ha messo in allarme l’Occidente sul pericolo dell’invasione (e non è stato ascoltato), è andato a Mosca per ammonire il Cremlino sui rischi e rendere chiaro ciò che sapeva sulle mosse. Poi, con i suoi uomini e donne, ha garantito un supporto vitale alla resistenza. Ora Burns è di nuovo sotto la luce. Il numero uno dell’agenzia ha compiuto una missione segreta a Kiev all’inizio di ottobre rivelata dai media americani mercoledì. La visita ha accompagnato una fase molto delicata. Gli ucraini provano a sfondare nella regione di Kherson mentre gli invasori continuano a demolire le infrastrutture con missili e droni. In campo occidentale non mancano gli interrogativi su quali siano i limiti di un impegno gravoso.

Ore 04:52 - Usa, nuovi aiuti militari a Kiev per 275 milioni di dollari

L’amministrazione statunitense ha approvato un altro pacchetto di aiuti militari all’Ucraina del valore di 275 milioni di dollari, lo riferiscono media Usa citati dall’agenzia russa Tass. Secondo fonti ufficiali, l’annuncio formale è previsto entro 24 ore. La nuova consegna includerà principalmente munizioni dalle casse del Pentagono, compresi i razzi Himars. Non includerà tipologie di armi che non sono mai state fornite ancora all’Ucraina.

 Oltre 82mila mobilitati russi già al fronte. Zelensky ha invitato Meloni a Kiev. Lorenzo Cremonesi, Andrea Nicastro, Paolo Foschi e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 28 Ottobre 2022.

Le notizie di venerdì 28 ottobre. Kuleba all'Iran: «fermi subito la fornitura di armi a Mosca». Twitter, Medvedev a Musk: «Ora lascia perdere Kiev e Starlink» 

• La guerra in Ucraina è arrivata al 246esimo giorno.

• Putin: «L’Occidente ci vuole sterminare come i nazisti, ma nessuno cancellerà mai la Russia».

• La Nato replica: «La Russia non usi falsi pretesti per l’escalation».

• Perché la tenuta dell’America sull’Ucraina è a rischio, dopo le elezioni di Midterm.

• Il direttore della Cia in missione segreta a Kiev: i contatti servono a fissare le linee.

• Casa Bianca: «Biden non intende incontrare Putin al G20».

Ore 04:59 - Usa tracciano le armi donate, temono operazioni russe “false-flag”

Il Dipartimento di Stato americano ha intenzione di monitorare meglio l’uso delle armi fornite all’Ucraina, esprimendo i timori che le forze russe possano catturarle e impiegarle per mettere in scena un attacco da parte delle forze di Kiev. «La cattura di armi ucraine da parte delle forze filo-russe - compreso il materiale donato - è stata finora il principale vettore di diversione e potrebbe comportare trasferimenti successivi. Probabilmente la Russia utilizzerà queste armi anche per sviluppare contromisure, propaganda o per condurre operazioni sotto falsa bandiera» si legge nel rapporto del Dipartimento visionato da `Defense News´.

Ore 05:01 - Zelensky: dall’inizio della guerra 4500 attacchi missilistici contro l’Ucraina

Dall’inizio della guerra «la Russia ha effettuato 4.500 attacchi missilistici e più di 8.000 raid aerei». Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, nel suo discorso serale su telegram. Lo riporta l’agenzia Unian. Il leader di Kiev ha poi ringraziato i «guardiani nel nostro cielo». «Taglieremo sicuramente le ali a tutti i mostri di metallo - ha aggiunto - gli aerei, gli elicotteri e i droni nemici cadranno. Solo gli ucraini non cadranno».

Ore 05:01 - Bomba sporca, Aiea effettuerà una “verifica indipendente” in Ucraina

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha annunciato che effettuerà questa settimana una «verifica indipendente (in Ucraina, ndr) per rilevare eventuali appropriazioni indebite di materiale nucleare» che potrebbero consentire la costruzione di una «bomba sporca».

Ore 05:03 - Casa Bianca: «Nelle parole di Putin nessuna novità»

Le parole di Vladimir Putin non sono molte nuove e non hanno indicato un cambio nei suoi obiettivi strategici, anche in Ucraina: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre parlando con i reporter a bordo dell’Air Force One.

Ore 05:03 - Putin: «Usare l’atomica? Non avrebbe senso»

(Fabrizio Dragosei) Paragona l’Occidente e soprattutto gli Stati Uniti ai nazisti e ripete la sua visione del mondo con la Russia vittima designata da sempre al centro delle attenzioni dei suoi nemici, i quali vogliono impedirne addirittura la sopravvivenza. Parlando dell’espansione della Nato, che avrebbe provocato a suo dire l’Operazione militare speciale in Ucraina, Vladimir Putin ha intrattenuto a lungo gli ospiti del centro Valdai, una specie di club propagandistico russo che si riunisce per ascoltare il pensiero del grande Capo.

«È l’Occidente che vuole limitare la crescita di altre società» e imporre a tutti il proprio modello allo scopo «di espandere il mercato per i suoi prodotti».

Ore 05:06 - Biden: perché Putin continua a parlare di atomica se non vuole usarla?

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden si è detto scettico nei confronti delle rassicurazioni del presidente russo Vladimir Putin sulla bomba atomica. «Se non ha intenzione di usarla, perché continua a parlarne? Perché sta parlando della capacità di usare un’arma nucleare tattica?» ha detto Biden in un’intervista a NewsNation. «Ha un modo molto pericoloso di affrontare l’argomento» ha aggiunto il presidente Usa.

Ore 05:19 - Le elezioni di Midterm e la linea Usa sull’Ucraina

(Federico Rampini) Che cosa rischia l’Ucraina, nelle elezioni americane di metà mandato? Molto. 

Sia perché l’avvicinarsi di quelle elezioni ha fatto emergere all’improvviso delle defezioni inattese, sia a destra che a sinistra, dal fronte della solidarietà americana con Kiev. Sia perché una regola implacabile della politica americana vuole che dopo la votazione di mid-term per il Congresso, si comincerà a parlare della corsa alla Casa Bianca nel 2024. 

L’apertura di quell’altra campagna elettorale rischia di rendere più visibili certe linee di frattura sull’Ucraina. 

Questo può esercitare un effetto «liberi tutti» sugli alleati europei, o almeno su alcuni di loro che già danno segnali di irrequietudine, come la Germania.

Ore 05:20 - IL PUNTO MILITARE - Il direttore della Cia e la missione segreta a Kiev

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) ll direttore della Cia William Burns è stato dal principio l’uomo della crisi. Ha messo in allarme l’Occidente sul pericolo dell’invasione (e non è stato ascoltato), è andato a Mosca per ammonire il Cremlino sui rischi e rendere chiaro ciò che sapeva sulle mosse. Poi, con i suoi uomini e donne, ha garantito un supporto vitale alla resistenza. Ora Burns è di nuovo sotto la luce. Il numero uno dell’agenzia ha compiuto una missione segreta a Kiev all’inizio di ottobre rivelata dai media americani mercoledì. La visita ha accompagnato una fase molto delicata. Gli ucraini provano a sfondare nella regione di Kherson mentre gli invasori continuano a demolire le infrastrutture con missili e droni. In campo occidentale non mancano gli interrogativi su quali siano i limiti di un impegno gravoso.

Ore 05:20 - Usa, nuovi aiuti militari a Kiev per 275 milioni di dollari

L’amministrazione statunitense ha approvato un altro pacchetto di aiuti militari all’Ucraina del valore di 275 milioni di dollari, lo riferiscono media Usa citati dall’agenzia russa Tass. Secondo fonti ufficiali, l’annuncio formale è previsto entro 24 ore. La nuova consegna includerà principalmente munizioni dalle casse del Pentagono, compresi i razzi Himars. Non includerà tipologie di armi che non sono mai state fornite ancora all’Ucraina.

Ore 11:37 - Cina, da Russia ok ripresa negoziati con Usa-Kiev

La Russia «ha espresso la volontà di condurre dialoghi con Ucraina e Stati Uniti e di riprendere i negoziati, cosa che la Cina accoglie con favore». Lo ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin, sul colloquio telefonico di ieri tra i capi della diplomazia di Pechino e Mosca, Wang Yi e Serghei Lavrov, parlando nel briefing quotidiano. «L’auspicio è che tutte le parti interessate intensifichino gli sforzi diplomatici e spingano per la riduzione e persino la risoluzione della situazione il prima possibile, attraverso canali politici come i negoziati», ha aggiunto Wang.

Ore 11:40 - Colloquio Wang-Lavrov: «Discusso il divieto di utilizzo di armi di distruzione di massa”

Il colloquio telefonico avuto ieri tra i capi della diplomazia di Cina e Russia, Wang Yi e Serghei Lavrov, ha permesso di discutere «del divieto di utilizzo di armi di distruzione di massa», nell’ambito della crisi ucraina. A tal proposito, ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino Wang Wenbin, la Cina «ritiene che si dovrebbe evitare l’ulteriore escalation e prevenire i disastri umanitari».

Ore 11:42 - Kadyrov ammette, 23 ceceni uccisi a Kherson

Il leader ceceno, Ramzan Kadyrov ha ammesso che 23 soldati ceceni sono morti nella regione ucraina meridionale di Kherson, in un bombardamento delle forze ucraine. «Molte persone sanno che all’inizio di questa settimana una delle unità cecene è stata bombardata nella regione di Kherson. Tutte le operazioni di soccorso sul sito sono state completate e c’è un elenco finale di morti e feriti», ha scritto nel suo canale Telegram. 

Kadyrov, uno dei maggiori sostenitori della campagna militare russa in Ucraina e i cui uomini — noti come «Kadirovtsi» — stanno combattendo a Donetsk e Kherson, ha spiegato che 23 soldati sono stati uccisi e 58 sono rimasti feriti, quattro dei quali sono in gravi condizioni anche se non sono in pericolo di vita. «Sì, quel giorno abbiamo avuto gravi perdite, ma i ceceni stanno partecipando alla Jihad e stanno combattendo contro le forze di Satana. Morire in una guerra santa è un onore e una grande gioia per ogni vero musulmano. Tutti sogniamo di morire sulla via di Allah», ha detto il leader ceceno.

Ore 11:46 - Steinmeier: «Tempi duri per la Germania a causa della guerra»

«Per la Germania inizia un’epoca di vento contrario. Tempi più duri, difficili», la crisi più profonda dalla riunificazione. Lo ha detto in un discorso alla nazione il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, basato sul messaggio «Rafforzare ciò che ci unisce». Il vecchio modello tedesco di successo economico è sotto pressione dopo il 24 febbraio, dopo il «brutale attacco» all’Ucraina. In Germania «non abbiamo bisogno di una mentalità di guerra, ma capacità di resistenza», ha detto Steinmeier in merito all’importanza dell’esercito tedesco e al ruolo tedesco nella Nato.

 Ore 12:09 - Kiev, riconoscere genocidio da carestia 1932-’33 voluta da Stalin

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha invitato i Parlamenti di tutti i Paesi a riconoscere come genocidio l’Holodomor, la carestia artificiale indotta da Stalin negli anni 1932-1933 in Ucraina. Kuleba ha tenuto un discorso video, come riporta Ukrinform. Il ministro ha affermato che il 26 novembre l’Ucraina onorerà la memoria di milioni di vittime innocenti dell’Holodomor del 1932-1933, ricordando che 90 anni fa il regime sovietico di Stalin usò una carestia artificiale per far morire di fame milioni di ucraini. «Questo atto di genocidio è stato un crimine orribile, perché le autorità sovietiche hanno tolto tutto il cibo ai contadini ucraini e hanno isolato i villaggi affamati con polizia e militari, impedendo alle persone di fuggire in altri luoghi», ha detto Kuleba. «Milioni di persone sono morte di fame sul fertile suolo ucraino. Commettendo questo genocidio, Stalin voleva distruggere il popolo ucraino per solidificare il suo regime totalitario. Chiediamo ai parlamenti di tutte le nazioni di sostenere l’Ucraina oggi, compiendo un semplice passo politico e votando a favore del riconoscimento dell’Holodomor, la carestia artificiale di Stalin, come genocidio del popolo ucraino», ha detto il ministro, «il riconoscimento dell’Holodomor come genocidio è di importanza cruciale, soprattutto ora che la Russia sta commettendo un altro genocidio contro gli ucraini».

Ore 12:46 - Steinmeier: «Guerra segna decenni di fallimenti, anche miei»

L’invasione russa dell’Ucraina segna «il fallimento finale e amaro di anni di sforzi politici, compresi i miei sforzi, per evitare proprio questo momento terribile». Lo ha detto in un discorso alla nazione il presidente tedesco Steinmeier. «Ognuno di voi ricorda quel 24 febbraio. Anch’io. Il grido delle sirene e il fumo scuro su Kiev, le immagini terribili di quella mattina mi sono entrati sotto la pelle». In passato Steinmeier è stato molto aperto alle relazioni con Mosca ma dall’invasione dell’Ucraina ha più volte condannato la «brutale aggressione» russa, che oggi ha descritto come «svolta epocale» verso tempi più bui e difficili.

Ore 14:35 - Medvedev, energia? Kiev riconosca annessioni

«La strada per la stabilità dell’approvvigionamento energetico è diversa. Richiede il riconoscimento della legittimità delle richieste della Russia nell’ambito dell’operazione militare speciale e dei suoi risultati, che si riflettono nella Costituzione. Allora la situazione migliorerà». E’ quanto ha scritto su Telegram il numero due del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, secondo quanto riporta l’agenzia Tass con un riferimento ai referendum sulle annessioni delle quattro regioni ucraine. «L’acquisto da parte del regime di Kiev di elettricità dalla Slovacchia porterà a ulteriori aumenti dei prezzi per gli europei e gli ucraini. Ma - ha concluso - non all’auspicata stabilità del sistema di approvvigionamento energetico ucraino».

Ore 14:44 - Kiev replica a Medvedev, l’Ucraina non accetterà di arrendersi

Il consigliere presidenziale di Kiev Mykhailo Podoliak, ha replicato alle affermazioni del vice capo del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, che oggi ha dichiarato che la situazione dell’approvvigionamento energetico in Ucraina migliorerà se Kiev riconoscerà le richieste della Russia, avanzate nell’ambito dell’operazione militare speciale e dei risultati dei referendum nelle regioni che Mosca si è annessa. «Fantastico. Il Cremlino ha dichiarato direttamente attraverso Medvedev: che distruggeranno il sistema energetico ucraino e che terrorizzeranno milioni di persone fino a quando l’Ucraina non accetterà di arrendersi - ha scritto Podoliak su Twitter -. In effetti, è una confessione ufficiale di terrorismo a livello statale. Che tipo di negoziazioni possono essere considerate qui? Con chi?».

Ore 15:59 - Twitter: Medvedev a Musk, ora lascia perdere Kiev e Starlink

«Buona fortuna nel superare i pregiudizi politici e la dittatura ideologica su Twitter. E smetti di fare affari con Starlink in Ucraina». Lo ha scritto su Twitter il vicepresidente del consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, rivolgendosi ad Elon Musk dopo la sua acquisizione della piattaforma di social media.

Ore 16:33 - Razov: «Prima o poi ci sarà la pace anche per questo conflitto»

«Le crisi vanno e vengono e prima o poi sarà superata anche questa. Prima o poi ci sarà la pace anche per questo conflitto». Così Sergey Razov, ambasciatore della Federazione Russa in Italia, nel corso del Forum Economico Eurasiatico a Baku, senza mai pronunciare la parola Ucraina.

Ore 16:39 - Putin: «In corso piano per sviluppo Forze armate»

«Il piano per lo sviluppo delle Forze armate russe è in pieno svolgimento, molto è stato fatto per lo sviluppo delle forze missilistiche strategiche». Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin in un incontro con il ministro della Difesa, Serghei Shoigu. «Abbiamo e stiamo lavorando a un piano per lo sviluppo delle Forze armate. È in fase di attuazione e procede al ritmo e nella misura prevista e concordato a tutti i livelli», ha sottolineato Putin, come riportano le agenzie russe. «Sulla base dell’esperienza dell’operazione militare speciale, dobbiamo riflettere e apportare modifiche alla costruzione di tutti i componenti delle Forze armate, comprese quelle di terra», ha poi aggiunto il presidente russo.

Ore 16:43 - Mosca: oltre 82 mila mobilitati sono già arrivati al fronte

Altri 218.000 russi richiamati alle armi con la mobilitazione parziale stanno completando l’addestramento, oltre agli 82.000 che sono già stati inviati nell’area dell’operazione militare in Ucraina. Di questi ultimi 41.000 sono già inquadrati in unità operative sul terreno. Lo ha precisato il ministro della Difesa Serghei Shoigu, citato dalla Tass. «In questo modo - ha detto Shoigu incontrando il presidente Vladimir Putin - l’obiettivo di 300.000 soldati che lei ha posto è stato raggiunto». Quindi «non si prevedono» altri richiami e le truppe continueranno ad essere integrate solo «con volontari e militari sotto contratto».

Ore 16:57 - Colloquio telefonico tra Giorgia Meloni e Volodymyr Zelensky

Colloquio telefonico tra il presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni e il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. Meloni ha rinnovato il pieno sostegno del Governo italiano a Kiev nel quadro delle alleanze internazionali sul fronte politico, militare, economico, umanitario e per la futura ricostruzione e ha confermato l’impegno dell’Italia per ogni sforzo diplomatico utile alla cessazione dell’aggressione della Federazione Russa ai danni dell’Ucraina. Il presidente del Consiglio si è detta fiera della grande solidarietà dimostrata dal popolo italiano nei confronti dei cittadini ucraini accolti in Italia e ha poi auspicato il rinnovo dell’intesa sull’esportazione del grano dai porti ucraini, accordo fondamentale per scongiurare una possibile crisi alimentare.

Ore 17:35 - Zelensky: «Ho invitato Meloni in Ucraina»

«Mi sono congratulato con Giorgia Meloni per la sua nomina a primo ministro italiano. Spero in un’ulteriore proficua collaborazione. Abbiamo discusso dell’integrazione dell’Ucraina nell’Ue e nella Nato. Ho parlato della situazione attuale nel nostro paese e l’ho invitata a visitare l’Ucraina». Lo scrive su Twitter Volodymyr Zelensky dopo il colloquio odierno.

Ore 18:00 - Kiev all'Iran: «Fermi subito la fornitura di armi a Mosca»

Teheran smetta «immediatamente» di fornire armi alla Russia. È la richiesta esplicita che Kiev rivolge all'Iran, nelle parole del capo della diplomazia ucraina, il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba, in una conversazione telefonica oggi con il suo omologo iraniano Hossein Amirabdollahian.

Ore 18:35 - Kiev annuncia massicce interruzioni di corrente

La compagnia energetica statale ucraina Ukrenergo ha annunciato restrizioni sul consumo di elettricità «senza precedenti». Lo riporta Unian. Per quanto riguarda Kiev, i danni hanno portato a un «deficit energetico del 30% dei consumi», pertanto «per evitare un blackout completo della capitale e delle regioni centrali dell'Ucraina nei prossimi giorni verranno applicate restrizioni più severe e più lunghe». Le nuove misure verranno annunciate all'inizio della prossima settimana.

Ore 20:56 - Zelensky: 4 milioni di ucraini toccati da tagli a elettricità

Sono quattro milioni gli ucraini che risentono delle restrizioni all'erogazione dell'elettricità nel Paese. Lo sottolinea il presidente ucraino Zelensky.

Ore 23:18 - Zelensky: russi stanno trasformando Kherson in zona di esclusione

«La Russia sta trasformando la regione di Kherson in una zona senza civiltà, gli occupanti rubano attrezzature mediche, ambulanze e chiudono ospedali. Prima dell'arrivo della Russia, questa regione era completamente sicura, tutti i servizi sociali erano garantiti. Ora la Russia sta cercando di trasformare Kherson letteralmente in una zona di esclusione». Lo ha affermato il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, nel suo messaggio serale su Telegram.

La deportazione con bugia di 300 bambini "Li hanno rapiti con la scusa di una vacanza". Andrea Cuomo su Il Giornale il 29 ottobre 2022. 

Credevano di andare in vacanza, potrebbero non vedere più le loro famiglie. È un orribile stratagemma quello che sarebbe stato usato dalle forze russe di occupazione di Zaporizhzhia nei confronti di almeno trecento bambini ucraini, portati via da Energodar, Kamianka, Vodyane con la scusa delle vacanze nel territorio russo di Krasnodar e mai più restituiti alle loro famiglie.

La denuncia dell'episodio arriva da Ivan Fedorov, sindaco in esilio di Melitopol, città dell'Ucraina sud-orientale nell'oblast di Zaporizhzhia. Fedorov parla di vera e propria «deportazione». «Oggi - attacca parlando con la Novyny Pryazovia - la deportazione dei nostri bambini è una questione estremamente urgente. I russi avrebbero dovuto restituirli una settimana fa, ma questa settimana sono venuti dai loro genitori e hanno detto: Dateci i vestiti invernali per loro, per ora non torneranno».

Il sindaco è poi entrato nel dettaglio raccontando come i russi prtino avanti il loro imbroglio usando sempre la stessa tecnica. «I russi - racconta Fedorov - dicono di prendere i bambini solo per una vacanza e che li porteranno fuori per una settimana». Secondo il sindaco «i genitori sono per lo più d'accordo», fino a quando non si rendono conto che devono attivarsi per recuperare i loro figli e così si recano di persona nella regione di Krasnodar o in Crimea a cercarli. Salvo poi capire nella gran parte dei casi che «è ormai troppo tardi».

Lo scopo di questo rapimento subdolo è quello di ammorbidire i genitori, rendendoli malleabili. «Mentre i bambini sono con i russi, loro sono in una posizione debole e faranno ciò che viene detto loro di fare». Un modo, secondo Fedorov, «per intimidire e creare panico tra la popolazione locale. Perché una popolazione spaventata è più gestibile di quella di un Paese democratico».

Fedorov ha ieri denunciato all'Ukrainska Pravda un'altra prepotenza da parte delle autorità filorusse, che avviene sempre nella regione di Zaporizhzhia, annessa da Mosca in seguito ai controversi (a dir poco) referendum di fine settembre. Gli occupanti hanno annunciato che tutti i residenti della parte temporaneamente occupata della regione riceveranno la cosiddetta «cittadinanza automatica della Federazione Russa» dal 30 ottobre. «I Gauleiters (capo locale nazista, ndr) di Melitopol hanno annunciato che dal 30 ottobre tutti i residenti che vivono negli insediamenti catturati della regione di Zaporizhzhia diventeranno automaticamente cittadini della Federazione Russa», ha detto il sindaco, aggiungendo che l'obiettivo anche in questo caso è intimidire la popolazione Fedorov ha poi ricordato che qualsiasi decreto russo sui territori occupati è legalmente nullo.

Mosca sospende l’accordo sul grano a tempo indeterminato. Lorenzo Cremonesi, Andrea Nicastro, Chiara Severgnini e redazione online su Il Corriere della Sera il 29 Ottobre 2022.

Le notizie di sabato 29 ottobre. Il comandante in capo delle Forze armate ucraine Valery Zaluzhny: «Nonostante un aumento del numero delle truppe, i russi non avanzano»

• La guerra in Ucraina è arrivata al 247esimo giorno.

• Mosca ha dichiarato chiusa la mobilitazione parziale che aveva avviato poche settimane fa. Oltre 82mila mobilitati russi sono già partiti per il fronte.

• Nella notte tra venerdì e sabato, navi e basi della Marina russa sono state colpite a Sebastopoli, in Crimea, da un attacco sferrato con droni. Mosca accusa Londra di aver contribuito a preparare sia questa azione, sia le esplosioni che hanno messo fuori uso il gasdotto Nord Stream. Kiev, da parte sua, lascia intendere che le esplosioni in Crimea potrebbero essere state causate dalla contraerea russa.

• La Russia ha «sospeso a tempo indeterminato» l’accordo siglato a luglio grazie a cui era stato aperto un «corridoio del grano». Il motivo: gli attacchi a Sebastopoli, giudicati «terroristici» da Mosca. Il ministro degli Esteri ucraino accusa la Russia di aver cercato un «falso pretesto» per chiamarsi fuori dall’accordo.

• Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha invitato la premier italiana Giorgia Meloni in Ucraina.

Ore 23:18 - Zelensky: russi stanno trasformando Kherson in zona di esclusione

«La Russia sta trasformando la regione di Kherson in una zona senza civiltà, gli occupanti rubano attrezzature mediche, ambulanze e chiudono ospedali. Prima dell'arrivo della Russia, questa regione era completamente sicura, tutti i servizi sociali erano garantiti. Ora la Russia sta cercando di trasformare Kherson letteralmente in una zona di esclusione». Lo ha affermato il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, nel suo messaggio serale su Telegram.

Ore 01:20 - Capo militari Kiev, russi aumentano uomini ma non avanzano

Il comandante in capo delle Forze armate ucraine Valery Zaluzhny ha avuto una conversazione con l’omologo americano Mark Milley. Il capo dei militari di Kiev ha spiegato tramite la sua pagina Telegram che i russi «nonostante l’assoluto vantaggio del fuoco, un aumento del numero delle truppe e, di conseguenza, degli attacchi non stanno avendo successo sul campo di battaglia». Lo riporta Ukrainska Pravda. Pertanto «grazie al coraggio e alla professionalità dei soldati e degli ufficiali ucraini, le linee rimangono invariate e l’operazione difensiva si sta svolgendo con successo secondo il piano». Zaluzhny ha infine spiegato a Milley che «le forze di difesa ucraine stanno concentrando i loro sforzi sul liberare i territori occupati, impedire al nemico di conquistare nuove aree, garantire la protezione delle infrastrutture critiche attraverso la difesa aerea e la difesa antimissilistica, continuare la formazione e l’addestramento di riservisti per lo svolgimento di future ostilità».

Ore 01:55 - Mosca include operazione speciale in libri storia scuole superiori

La «comprensione delle cause e delle conseguenze dell’operazione militare speciale russa in Ucraina» è stata inclusa nel corso di storia di base per studenti delle scuole superiori russe. Lo rende noto «Ria Novosti». L’obiettivo, viene spiegato in un documento del progetto di programmi federali di istruzione generale di base, è quello di dare agli studenti russi «la capacità di interpretare correttamente i fatti storici, valutarli e difendere la verità storica resistendo ai tentativi di falsificazione».

Ore 07:23 - Ambasciatore russo a Washigton: Usa ritirino testate nucleari all’estero

L’ambasciatore russo a Washington, Anatoli Antonov, sollecita gli Stati Uniti a ritirare le testate nucleari dispiegate in Paesi esteri. «In questo momento di tensioni e rischi aumentati, i Paesi nucleari hanno una responsabilità particolare per prevenire l’escalation. Per questo, torno a chiedere a Washington di riportare tutte le testate nucleari dispiegate all’estero in territorio nazionale, di eliminare le infrastrutture all’estero in cui sono immagazzinate e mantenute, e di rinunciare alla pratica delle simulazioni del loro impiego con forze di Paesi non nucleari nel quadro delle missioni della Nato (come l’esercitazione in corso in questi giorni Steadfast Noon) che va contro i principi di base del Trattato di non proliferazione», ha affermato Antonov. Gli Stati Uniti stanno accelerando i loro piani di dispiegare bombe nucleari B61-12 in Europa, «a poca distanza di volo dal confine russo», ha denunciato il diplomatico. «Le nostre armi nucleari tattiche si trovano invece in siti centralizzati in Russia e non sono una minaccia per gli Stati Uniti», ha precisato

Ore 07:34 - Bombe per tutta la notte su Nikopol,danni a rete elettrica

Bombardamenti russi hanno colpito per tutta la notte Nikopol, città dell’Ucraina orientale che si trova di fronte alla centrale nucleare di Zaporizhzhia: gravi danni alle reti elettriche e alle linee del gas. Lo rende noto il capo dell’amministrazione militare regionale ucraina di Dnipropetrovsk Valentin Reznichenko, come riporta Unian. «Per tutta la notte l’esercito russo ha lanciato attacchi su Nikopol e nella regione. C’è stato un incendio. Danneggiati condomini e negozi», ha riferito Reznichenko. Le linee elettriche di Nikopol erano state bombardate dalle truppe di Mosca anche ieri mattina

Ore 07:52 - Kiev, tre civili uccisi in attacchi nel Donetsk

Le truppe russe hanno attaccato la regione del Donetsk, uccidendo tre civili e ferendone altri otto nella giornata di ieri. Lo ha riferito il governatore della regione, Pavlo Kyrylenko, come riporta Kiev Independent. Secondo Kyrylenko, le truppe russe hanno ucciso due persone a Kurdiumivka e una a Pivnichne. «Al momento è impossibile determinare il numero esatto delle vittime a Mariupol e Volnovakha», ha aggiunto Kyrylenko.

Ore 08:04 - Gb, intenzione Mosca di accelerare ritiro da Kherson

La rimozione dei resti del famoso statista russo del XVIII secolo, Grigory Potemkin, dalla sua tomba nella cattedrale di Kherson e l’esodo di 70 mila civili dalla città nell’Ucraina meridionale «probabilmente anticipa l’intenzione russa di accelerare il ritiro dall’area». È quanto riferito dall’intelligence britannica nel bollettino quotidiano sulla situazione sul campo.

Ore 08:46 - Filorussi, respinto attacco con droni su baia Sebastopoli

La Marina russa ha respinto questa mattina un attacco di droni nella baia di Sebastopoli, base della Flotta del Mar Nero di Mosca in Crimea. «Le navi della Flotta del Mar Nero stanno respingendo droni nella baia di Sebastopoli», ha dichiarato su Telegram il governatore di Sebastopoli Mikhail Razvozhayev. «Nessuna struttura della città è stata colpita. La situazione è sotto controllo», ha aggiunto.

Ore 08:57 - Mosca dichiara direttore tv indipendente Dojd «agente straniero»

Natalia Sindeeva, direttore generale di Dojd, uno dei pochi media indipendenti russi, che vive in esilio da mesi, è stata dichiarata da Mosca «agente straniero» insieme ad altri due giornalisti del gruppo. I nomi di Natalia Sindeeva, Vladimir Romenskii e Ekaterina Kotrikadze compaiono nell’elenco aggiornato delle personalità classificate come «agenti stranieri» pubblicato dal Ministero della Giustizia russo. La loro inclusione nella lista è ufficialmente giustificata dall«esercizio di attività politiche».

Critico nei confronti del Cremlino, Dojd (pioggia in russo) è stato bloccato all’inizio di marzo in seguito all’offensiva russa in Ucraina, ampiamente condannata dai suoi giornalisti. Da allora Dojd trasmette in esilio dalla Lettonia, Paese confinante con la Russia che ha ospitato diversi media russi liberi. Secondo l’elenco pubblicato venerdì dal ministero della Giustizia russo, anche gli avvocati Mikhail Beniach e lo youtuber Ivan Yakovina sono stati dichiarati «agenti stranieri». Dall’inizio dell’offensiva in Ucraina, la Russia ha registrato un giro di vite senza precedenti. Le autorità hanno introdotto una legge che prevede fino a 15 anni di carcere per qualsiasi pubblicazione di informazioni sull’esercito che le autorità ritengono false.

Ore 09:01 - La Russia terrà conto della modernizzazione delle armi nucleati Usa

Nei piani militari della Russia si terrà conto della modernizzazione delle bombe nucleari statunitensi dispiegate in Europa. Lo rende noto l’agenzia di stampa russa Ria Novosti citando le parole del viceministro russo Esteri Alexander Grushko. All’inizio di questa settimana Politico aveva infatti riferito che gli Stati Uniti starebbero accelerando il dispiegamento del B61-12 modernizzato nelle basi Nato controllate in Europa.

Ore 09:40 - Mosca, abbattuti tutti i droni attacco a Sebastopoli

Sono stati abbattuti tutti i droni dell’attacco nella baia di Sebastopoli, in Crimea. Lo hanno riferito le autorità locali. In precedenza, il governatore della regione annessa unilateralmente da Mosca nel 2014, Mikhail Razvozhayev, aveva riferito dell’attacco in corso, assicurando che la situazione era «sotto controllo».

Ore 09:59 - Kiev, 430 bambini uccisi dall’inizio dell’invasione russa

Sono 430 i bambini rimasti uccisi e 823 quelli feriti dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina: ha riferito la Procura generale di Kiev sottolineando che i numeri non sono completi. Lo riportano i media ucraini. La maggior parte dei minori è stata colpita nelle regioni di Donetsk, Kharkiv, Kiev, Mykolaiv, Zaporizhzhia.

Ore 10:25 - Gb: «Via spoglie Potemkin da Kherson, indica ritiro Mosca»

Le spoglie del principe Grigory Potemkin, del 18/o secolo, sono state rimosse dai russi dalla sua tomba nella cattedrale a est del fiume Dnipro, a Kherson: secondo l’intelligence del Ministero della Difesa britannico si tratta di uno spostamento `simbolico´ che, insieme con l’esodo dei civili, `probabilmente anticipa l’intenzione russa di accelerare il ritiro dalla regione. «Nell’identità nazionale russa, Potemkin è fortemente associato alla conquista russa delle terre ucraine nel 1700 e sottolinea il peso che il presidente Vladimir Putin quasi certamente attribuisce alla giustificazione storica per l’invasione», scrive l’intelligence britannica su Twitter.

Ore 11:07 - Kiev, stop gas ad azienda elettrica regione da domattina

Naftogaz, la compagnia nazionale di petrolio e gas dell’Ucraina ha ordinato alla società di distribuzione del gas Kyivboblgaz di interrompere la fornitura di gas al Trypil Tpp, il più grande produttore di elettricità e di energia termica nella regione di Kiev. Kyivoblgaz dovrà avviare la procedura di disconnessione dalla fornitura di gas al Trypil Tpp già domani mattina. Lo ha annunciato su Facebook il presidente della commissione speciale del Parlamento ucraino sui fenomeni di crisi nel mercato energetico, Oleksiy Kucherenko, come riporta Unian.

Ore 12:17 - Quattro navi russe esplose a Sebastopoli

Alcune fonti open source confermano l’attacco nella baia di Sebastopoli. Anche Kiev comunica che quattro navi da guerra russe sono esplose a causa dell’attacco eseguito con i droni. HI Sutton su Twitter faceva già presente che gli stessi media russi avevano annunciato il danneggiamento di alcune navi, tra cui il vettore di missili da crociera Kalibr Makarov. Inoltre, alcune immagini mostrano del fumo nero che si solleva verso il cielo dal posto di Sebastopoli.

Ore 12:54 - Le accuse di Mosca: l'attacco a Sebastopoli preparato con britannici

Il ministero della Difesa russo ha accusato direttamente la Gran Bretagna di avere contribuito alla preparazione dell'attacco con i droni in Crimea sferrato questa mattina dagli ucraini. 

Secondo quanto affermato dal governo russo, i preparativi per l'attacco sarebbero stati condotti «da specialisti britannici con sede a Ochakov, nell'oblast di Nikolaev». 

La Russia ha anche accusato la Gran Bretagna di essere coinvolta nelle esplosioni che hanno messo fuori uso il gasdotto Nord Stream: «Alcuni rappresentanti di una unità della Marina britannica», ha scritto il ministero della Difesa su Telegram, «hanno preso parte alla pianificazione, alla preparazione e all'attuazione dell'attacco terroristico nel mar Baltico dello scorso 26 settembre, al fine di danneggiare i gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2. 

Mosca afferma che i danni causati dall'assalto — non il primo ad arrivare così a fondo nel territorio della Crimea, la penisola ucraina che Mosca ha occupato e annesso illegalmente dal 2014 — sarebbero stati lievi, e avrebbero riguardato anche delle navi dragamine, impegnate nel garantire la sicurezza del trasporto di grano. 

Secondo il governatore filorusso Mikhail Razvozhaev, l'attacco a Sebastopoli è stato il più «massiccio» dall'inizio dell'«operazione militare speciale» — il nome con cui, ancora oggi, Mosca continua a chiamare l'invasione dell'Ucraina.

Ore 13:56 - Kiev, russi spostano malati e feriti da ospedali Kherson

Le truppe russe hanno spostato un gran numero di malati e feriti dagli ospedali nella regione di Kherson nell'Ucraina meridionale, secondo quanto riferito da funzionari militari ucraini. Le autorità installate dal Cremlino nella regione per lo più occupata dalla Russia avevano precedentemente esortato i civili a lasciare la città di Kherson.Anche le autorità nominate da Mosca a Kherson avrebbero abbandonato la città, unendosi a decine di migliaia di residenti che sono fuggiti in altre aree controllate dalla Russia prima della prevista avanzata delle forze ucraine. «Continua la cosiddetta evacuazione degli invasori dal territorio temporaneamente occupato della regione di Kherson, comprese le istituzioni mediche», ha affermato lo stato maggiore delle forze armate ucraine in un report. «Tutte le attrezzature e le medicine vengono rimosse dagli ospedali di Kherson», si legge ancora.

Ore 14:07 - Mosca, abbattuto un Mig 29 ucraino

Le truppe russe hanno abbattuto un caccia ucraino Mikoyan MiG-29 nella regione di Nikolayev, ha affermato oggi il portavoce del ministero della Difesa russo Igor Konashenkov, citato dall'agenzia Interfax. «Un aereo da combattimento ha abbattuto un aereo MiG-29 dell'aviazione ucraina vicino all'insediamento di Prishib nella regione di Nikolayev», ha affermato.

Ore 14:09 - 007 Kiev, migliori truppe russe a Kherson, in 40 mila sul Dnipro

Secondo il capo dell'intelligence ucraina Kyrylo Budanov le migliori unità russe sono attualmente a Kherson: in gran parte sono truppe aviotrasportate, forze speciali russe e marines. La Russia ha circa 40.000 soldati sulla riva destra del fiume Dnipro, dove si trova la capitale regionale occupata di Kherson. Budanov lo ha detto in un'intervista a The Drive ripresa dai media ucraini, aggiungendo: «l'operazione militare per liberare Kherson durerà fino alla fine di novembre».

Ore 14:37 - Russia: completata evacuazione civili da Kherson, pronti per difesa

L'evacuazione di civili organizzata dall'esercito russo nella regione meridionale ucraina di Kherson è stata completata: almeno 70mila persone sono state spostate verso la Russia mentre Mosca si prepara a una importante battaglia nell'area. Kiev ha definito l'evacuazione una "deportazione forzata". "Stiamo preparando Kherson per la difesa", ha dichiarato il comandante della milizia russa Alexander Khodakovsky.

Ore 14:52 - Londra, Mosca dice il falso per distrarre da suoi disastri

Il governo britannico respinge le accuse dei russi di un coinvolgimento di Londra nell'attacco odierno alla Crimea e nei sabotaggi al gasdotto Nord Stream. «Per sminuire la loro disastrosa gestione dell'invasione illegale dell'Ucraina, il Ministero della Difesa russo sta ricorrendo a false affermazioni di portata epica», afferma il ministero della Difesa di Londra su Twitter, aggiungendo: «Questa storia inventata dice di più sulle frizioni all'interno del governo russo piuttosto che sull'Occidente».

Ore 15:11 - Kiev rivendica controllo strategica autostrada Lugansk

L'Ucraina ha «sotto controllo» una strategica autostrada nella regione di Lugansk: lo ha riferito Serghei Gaidai, capo dell'amministrazione militare dell'Oblast. Gaidai ha riferito che le truppe di Kiev tengono sotto «controllo del fuoco» l'autostrada che collega le città di Svatove e Kreminna, il che significa che la sta bombardando in modo che non possa essere percorsa.

Le forze armate ucraine stanno cercando di spingersi verso Est in direzione di Lugansk, la regione ucraina che è stata quasi totalmente occupata dai russi; se fosse confermato il controllo dell'autostrada, significa che la Russia non potrebbe più accedere all'Oblast di Lugansk da nord.

Ore 16:18 - Mosca solleverà la questione del presunto coinvolgimento di Londra negli attacchi a Nord Stream e Crimea al Consiglio di sicurezza Onu

Il governo di Mosca intende sollevare al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite la questione degli «attacchi terroristici commessi nel Mar Nero e nel Mar Baltico con il coinvolgimento di Londra» ai danni di infrastrutture russe: lo ha reso noto all’agenzia russa Tass la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

Ore 16:49 - La Russia sospende l’accordo sull’export del grano

La Russia ha annunciato di aver sospeso a «tempo indeterminato» la sua partecipazione al “grain deal”, l’accordo siglato a luglio sotto l’egida dell’Onu per l’export del grano dall’Ucraina. Lo ha reso noto il ministero della Difesa, spiegando di aver preso la decisione dopo le esplosioni avvenute a Sebastopoli, che Mosca ha giudicato come un attacco terroristico.

Mosca aveva spiegato che le navi attaccate con i droni a Sebastopoli fanno parte della Flotta del Mar Nero che garantisce i corridoi sicuri per le esportazioni.

Ore 17:07 - Kiev replica a Mosca: «Le esplosioni a Sebastopoli causate dalla contraerea russa»

Kiev ironizza sull’attacco con i droni contro la base della flotta del mar Nero a Sebastopoli, denunciato oggi dalle autorità filorusse della Crimea. La portavoce del comando meridionale ucraino, Nataliia Humeniuk, lascia intendere che i danni potrebbero essere stati causati dai missili della contraerea di Mosca.

Ore 17:28 - Kiev accusa Mosca di aver cercato un «falso pretesto» per bloccare il corridoio del grano

Kiev ha denunciato Mosca per aver sospeso «a tempo indeterminato» l’accordo sul grano e la accusa di aver cercato «un falso pretesto» — l’attacco in Crimea — per farlo. «Avevamo avvertito dei piani della Russia per rovinare l’iniziativa sui cereali del Mar Nero. Ora Mosca usa un falso pretesto per bloccare il corridoio del grano che garantisce la sicurezza alimentare a milioni di persone. Invito tutti gli Stati a chiedere alla Russia di smettere di fare i suoi giochi con la fame e di riprendere a rispettare i suoi obblighi», ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba.

L’Onu, intanto, ha già esortato le parti in conflitto ad astendersi da azioni che possano minacciare l’accordo. L’ufficio del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha fatto sapere di essere già in contatto con la Russia; mentre la Turchia — che era stato, insieme all’Onu, mediatore dell’intesa — ha fatto sapere di non aver ancora ricevuto alcuna notifica della sospensione da parte della Russia. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato: «Bloccare il corridoio del grano significa togliere cibo a milioni di persone in povertà. Anche questo significa macchiarsi di gravi azioni contro l’umanità. Mi auguro che la Russia riveda la sua posizione».

Ore 18:26 - Cosa succede se salta l’accordo sul grano?

Firmato il 22 luglio a Istanbul, l’accordo sul trasporto del grano ucraino attraverso il mar Nero, sospeso oggi dalla Russia, ha permesso finora di trasportare quasi otto milioni di tonnellate di cereali e altri prodotti alimentari in oltre 350 viaggi, scongiurando una grave crisi alimentare. Tanto che il presidente turco Erdogan, dopo la firma, aveva dichiarato che l’intesa permetteva di evitare «l’incubo della fame nel mondo». Per arrivare a siglare l’accordo erano serviti intensi negoziati: mesi di contrattazioni, ripensamenti e accuse. L’uomo chiave dei negoziati era stato proprio Erdogan.

Fra i maggiori esportatori di cereali del mondo, prima della guerra l’Ucraina esportava oltre 45 milioni di tonnellate di grano l’anno, oltre a mais e olio di girasole. Kiev rappresenta da sola il 10 per cento degli scambi mondiali di grano: per questo, avverte Coldiretti, la chiusura dei corridoi di pace per l’export favorisce la speculazione e spinge i prezzi dei cereali. «Il blocco delle spedizioni dai porti del Mar Nero rischia di alimentare l’interesse sul mercato delle materie prime agricole della speculazione che - spiega la Coldiretti in una nota - si sposta dai mercati finanziari ai metalli preziosi come l’oro fino ai prodotti agricoli».

Se l’accordo salta davvero, il «rischio carestia» tornerà dunque ad affacciarsi, in particolare — precisa Coldiretti — per i 53 Paesi dove la popolazione spende almeno il 60% del proprio reddito per l’alimentazione. Ma l’emergenza non sarebbe priva di conseguenze per l’Italia, che «importa addirittura il 62% del proprio fabbisogno di grano per la produzione di pane e biscotti, il 35% del grano duro per la pasta e il 46% del mais di cui ha bisogno per l’alimentazione del bestiame».

Ore 19:09 - «Trattare con Mosca è una perdita di tempo», scrive il consigliere di Zelensky

Mykahilo Podolyak, braccio destro del presidente Volodymyr Zelensky, pensa che la sospensione dell’accordo sull’export del grano da parte della Russia sia la dimostrazione del fatto che trattare con Mosca è «una perdita di tempo».

Dopo le esplosioni di Sebastopoli e la conseguente decisione di Mosca di «sospendere a tempo indeterminato» l’intesa sul grano, il consigliere del presidente ucraino ha affidato a Twitter una dichiarazione: «Ricatti nucleari, terrore energetico, blocco del grano... Putin ha trasformato cibo, freddo e prezzi in armi contro il mondo». Secondo Podolyak, la Russia sta «conducendo una guerra ibrida contro l’Europa, prendendo in ostaggio l’Africa e il Medio Oriente». «Si dimostra ancora una volta che le trattative con la Federazione Russa sono una perdita di tempo», conclude il braccio destro di Zelensky.

Ore 19:43 - Mosca chiede una riunione del Consiglio di Sicurezza Onu

La Russia ha chiesto per lunedì una riunione del Consiglio di Sicurezza Onu sull’attacco di oggi a «navi militari e civili russe» al porto di Sebastopoli, in Crimea. Mosca ha spiegato di considerare l’attacco un «atto terroristico» da parte di Kiev.

Ore 20:57 - Gli Usa criticano Mosca: «Usa il cibo come arma»

Washington ha accusato la Russia di usare il cibo «come arma» per la sospensione, a tempo indeterminato, della sua adesione all’accordo per l’export di grano dal Mar Nero. Il presidente Joe Biden ha parlato di una decisione «scandalosa» e di un «pretesto».

Berlusconi: «Per far trattare Kiev, stop alle armi e miliardi per la ricostruzione». Lorenzo Cremonesi, Andrea Nicastro su Il Corriere della Sera il 30 Ottobre 2022.

Le notizie sulla guerra di domenica 30 ottobre. Questa diretta è stata chiusa: qui il link per seguire le ultime notizie di oggi. Quattro navi esplose dopo un attacco con i droni. La Russia chiede una riunione al Consiglio di sicurezza dell’Onu 

• La guerra in Ucraina è arrivata al 248esimo giorno.

• Tra venerdì e sabato, a Sebastopoli, in Crimea, navi e basi della Marina russa sono state colpite da un attacco con droni. Mosca ha chiesto una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu per discuterne. Kiev, da parte sua, insinua che le esplosioni siano state causate dalla contraerea russa.

• Mosca ha «sospeso a tempo indeterminato» l’accordo sull’export del grano che era stato siglato a luglio. Il ministro degli Esteri ucraino accusa la Russia di aver cercato un «falso pretesto» per chiamarsi fuori dall’intesa.

• Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha invitato la premier italiana Giorgia Meloni in Ucraina.

Ore 04.40 - Quattro navi russe esplose a Sebastopoli

Alcune fonti open source confermano l’attacco nella baia di Sebastopoli. Anche Kiev comunica che quattro navi da guerra russe sono esplose a causa dell’attacco eseguito con i droni. HI Sutton su Twitter faceva già presente che gli stessi media russi avevano annunciato il danneggiamento di alcune navi, tra cui il vettore di missili da crociera Kalibr Makarov. Inoltre, alcune immagini mostrano del fumo nero che si solleva verso il cielo dal posto di Sebastopoli.

Ore 04:45 - La Russia sospende l’accordo sull’export del grano

La Russia ha annunciato di aver sospeso a «tempo indeterminato» la sua partecipazione al “grain deal”, l’accordo siglato a luglio sotto l’egida dell’Onu per l’export del grano dall’Ucraina. Lo ha reso noto il ministero della Difesa, spiegando di aver preso la decisione dopo le esplosioni avvenute a Sebastopoli, che Mosca ha giudicato come un attacco terroristico.

Mosca aveva spiegato che le navi attaccate con i droni a Sebastopoli fanno parte della Flotta del Mar Nero che garantisce i corridoi sicuri per le esportazioni.

Ore 04:51 - Kiev replica a Mosca: «Le esplosioni a Sebastopoli causate dalla contraerea russa»

Kiev ironizza sull’attacco con i droni contro la base della flotta del mar Nero a Sebastopoli, denunciato oggi dalle autorità filorusse della Crimea. La portavoce del comando meridionale ucraino, Nataliia Humeniuk, lascia intendere che i danni potrebbero essere stati causati dai missili della contraerea di Mosca.

Ore 05:00 - Medici, corpi e tank: le 3 linee del fronte di Kherson

(Andrea Nicastro, nostro inviato) Fronte di Kherson - Non è un caso che proprio qui, secondo Kiev, si prepari la «peggiore battaglia della guerra». Per Putin, Kherson è indispensabile al rifornimento idrico e alla sicurezza delle basi navali in Crimea. Per Zelensky, sarebbe la prima grande riconquista. E allora, il maggiore Sergej detta le regole per visitare il fronte. «Geolocalizzatori spenti. Niente foto sull’esterno dei luoghi dove vivono o combattano i soldati. Anche solo il profilo di un tetto o l’inclinazione del sole. Niente». L’intelligence ucraina sa che i russi setacciano la Rete e da una sola immagine (e i suoi metadati) ricavano le coordinate per i missili. Per una volta, però, le foto non sono così indispensabili. Questa terra è intrisa di odio ed è più facile sentirlo dalle parole di chi lo vive che vederlo.

Ore 05:10 - Mosca chiede una riunione del Consiglio di Sicurezza Onu

La Russia ha chiesto per lunedì una riunione del Consiglio di Sicurezza Onu sull’attacco di oggi a «navi militari e civili russe» al porto di Sebastopoli, in Crimea. Mosca ha spiegato di considerare l’attacco un «atto terroristico» da parte di Kiev.

 Ore 05:22 - Gli Usa criticano Mosca: «Usa il cibo come arma»

Washington ha accusato la Russia di usare il cibo «come arma» per la sospensione, a tempo indeterminato, della sua adesione all’accordo per l’export di grano dal Mar Nero. Il presidente Joe Biden ha parlato di una decisione «scandalosa» e di un «pretesto».

Ore 08:07 - Dieci case e un gasdotto colpiti da artiglieria russa

L’esercito russo ha usato l’artiglieria pesante per colpire nella notte Nikopol, nell’Ucraina orientale. Lo rende noto Valentin Reznichenko, capo dell’amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk. «Dieci condomini e edifici privati, edifici agricoli e un gasdotto sono stati colpiti, è scoppiato un incendio. Non ci sono vittime», ha dichiarato Reznichenko.

Ore 08:36 - Difesa Gb: «Il gruppo Wagner arruola sieropositivi»

Il ministero della Difesa britannico in un tweet ha rivelato che il Gruppo Wagner, la compagnia militare di mercenari che combattono per Putin, ha iniziato a reclutare persone affette da malattie molto gravi, come epatite C e Aids. Questo modo di muoversi sarebbe la conferma delle difficoltà in cui versano i russi sul campo di battaglia, che hanno quindi cominciato a privilegiare la quantità di uomini a discapito della qualità. Tuttavia, molti dei malati reclutati potrebbero anche essere impiagati negli scavi della «Linea Wagner» nell’est dell’Ucraina che ha lo scopo di frenare l’offensiva degli avversari.

Ore 09:35 - Ue esorta Russia a revocare sospensione accordo sul grano

«La decisione della Russia di sospendere la partecipazione all’accordo sul Mar Nero mette a rischio la principale via di esportazione di cereali e fertilizzanti, tanto necessari per affrontare la crisi alimentare globale causata dalla sua guerra contro l’Ucraina. L’Ue esorta la Russia a revocare la sua decisione»: lo afferma, su Twitter, l’alto rappresentante dell’UE Josep Borrell.

Ore 10:44 - Lavrov: «Europa e Usa "giocano" con tema armi nucleari»

Mosca è allarmata dal desiderio di Varsavia di candidarsi per il dispiegamento di bombe nucleari statunitensi. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. «La Polonia chiede un `candidato´ anche per gli americani per piazzare lì le loro bombe nucleari. Questa situazione è molto preoccupante», ha detto il capo del dipartimento diplomatico. Secondo lui, una nuova generazione di politici occidentali sta cercando di «giocare» in modo irresponsabile con il tema delle armi nucleari. «Sono apparse - ha concluso Lavrov - persone in Europa che stanno cercando di `giocare´ con il tema delle armi nucleari in modo piuttosto irresponsabile». Lo riporta la Tass.

Ore 10:46 - Kiev: «Russia blocca grano sufficiente a sfamare 7 mln persone»

«Sospendendo la sua partecipazione all'accordo sul grano con il falso pretesto di esplosioni a 220 chilometri dal corridoio del grano, la Russia blocca 2 milioni di tonnellate di grano su 176 navi già in mare, sufficienti per sfamare oltre 7 milioni di persone. La Russia lo ha pianificato con largo anticipo». Così il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba su Twitter. «L'attuale coda con il grano si è accumulata nel Mar Nero da settembre, quando la Russia ha iniziato deliberatamente a ritardare il funzionamento del corridoio e cercare di minare l'accordo. La Russia ha preso la decisione di riprendere i suoi giochi della fame molto tempo fa e ora cerca di giustificarlo», ha aggiunto Kuleba.

Ore 14:20 - Pompeo: «Sono molto preoccupato da minaccia nucleare»

L'ex segretario di stato ed ex capo della Cia Usa Mike Pompeo si è detto «molto preoccupato» della minaccia nucleare russa sullo sfondo della guerra in Ucraina. «Sono molto preoccupato», ha detto a margine del Gala a Washington della National Italian American Foundation (Niaf), dove era uno dei premiati. Ma, ha aggiunto, «sono fiducioso che se Usa ed Europa forniranno all'Ucraina ciò di cui ha bisogno per proteggere la sua sovranità Kiev avrà successo».

Ore 15:20 - Mosca, per attacco droni a Crimea usato corridoio sicuro grano

Specialisti del ministero della Difesa russo hanno recuperato frammenti dei droni marini utilizzati ieri, per attaccare le navi della flotta del Mar Nero e le navi civili nelle acque vicino alla città di Sebastopoli, in Crimea. «Dopo aver respinto un attacco terroristico il 29 ottobre contro le navi impegnate a garantire la sicurezza del `corridoio del grano´, sono stati scoperti i resti dei veicoli marini senza pilota utilizzati dal regime di Kiev sotto la guida di rappresentanti britannici», ha affermato il ministero di Mosca in una nota, come riporta Ria Novosti.

«I droni marini si stavano muovendo nella zona sicura del `corridoio del grano´», ha denunciato il ministero, aggiungendo di aver «recuperato» alcuni dei detriti dei droni dal mare. Secondo la ricostruzione russa, uno dei droni potrebbe essere stato lanciato «da una delle navi civili noleggiate da Kiev o dai suoi comandanti occidentali per l'esportazione di prodotti agricoli dai porti marittimi dell'Ucraina». Come risposta all'attacco di ieri a Sebastopoli, Mosca ha sospeso a tempo indeterminato l'accordo per l'esportazione di grano dai porti ucraini sul Mar Nero, adducendo come causa l'impossibilità di garantire la sicurezza delle navi per via delle azioni «terroriste» di Kiev.

Ore 15:23 - Guterres: «Profondamente preoccupato» per export grano

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha espresso «profonda preoccupazione» per l'interruzione delle esportazioni di grano dai porti ucraini, dopo che la Russia ha sospeso la sua partecipazione all'accordo sui corridoi sicuri dell'export, raggiunto con la mediazione di Onu e Turchia. «Il segretario generale è profondamente preoccupato per la situazione in corso per quanto riguarda» l'intesa sulle esportazioni di cereali dal Mar Nero, ha affermato il suo portavoce. Guetrres «ha deciso di ritardare di un giorno la sua partenza per il vertice della Lega Araba ad Algeri per concentrarsi sulla questione», ha aggiunto il portavoce.

Ore 15:57 - Berlusconi: «Senza armi dall’Occidente l’Ucraina potrebbe accettare una trattativa»

Cosa pensa Silvio Berlusconi del conflitto tra Russia e Ucraina? Alcune sue dichiarazioni contenute nel libro di Bruno Vespa «La grande tempesta» (in uscita venerdì 4 novembre da Mondadori Rai Libri) e anticipate dalle agenzie di stampa chiariscono qual è la posizione del presidente di Forza Italia: «Se a un certo punto l’Ucraina capisse di non poter più contare sulle armi e sugli aiuti e se, invece, l’Occidente promettesse di fornirle centinaia di miliardi di dollari per la ricostruzione delle sue città devastate dalla guerra», si legge nel libro, «Zelensky, forse, potrebbe accettare di sedersi al tavolo per una trattativa».

Nel libro di Vespa, Berlusconi torna anche sugli audio all’assemblea dei parlamentari Fi. Sulle venti bottiglie di vodka e di lambrusco, ricorda che dopo aver raccontato ai suoi deputati delle lettere di auguri, uno di loro gli chiese: «E vi siete fatti anche dei regali?» E lui rispose divertito: «Si certo, venti bottiglie di vodka e venti di lambrusco». Ma tutti , dice, avevano capito che scherzava.

Ore 16:22 - Cosa sappiamo di Sebastopoli

Quali sono state le conseguenze reali dell’attacco a Sebastopoli?

Non abbiamo ancora tutti i dati per comprenderle a fondo. Mosca sostiene di avere parato il colpo, ma altre fonti indicano alcune unità importanti danneggiate. Dove sta la verità? Andrea Marinelli e Guido Olimpio fanno il punto qui.

Ore 16:29 - Prodi e Fischer: «L’Europa è marginale, la guerra sarà decisa a Washington e Pechino»

«L’Europa non è una grande potenza, è troppo piccola: senza gli Stati Uniti, non è in grado di contenere la Russia»: è l’opinione dell’ex ministro degli Esteri tedesco Joschka Fischer, che oggi ha partecipato al dibattito «Sicilia, Mediterraneo, Europa» organizzato dall’associazione Incontri a Siracusa. Tra gli ospiti dell’incontro — moderato dal vicepresidente dell’Ispi Paolo Magri e dal corrispondente del Corriere a Berlino, Paolo Valentino — c’era anche Romano Prodi, ex premier italiano ed ex commissario europeo, che ha dichiarato: «Le decisioni prese in un momento di emozione non sempre durano, non sono sicuro che l’apertura europea verso l’Ucraina resisterà in futuro». Il resoconto completo dell’incontro si può leggere qui.

Ore 16:47 - La Nato invita la Russia a rinnovare l’accordo sul grano

La Nato ha invitato Mosca a rinnovare urgentemente l’accordo sul grano che questa estate ha consentito all’Ucraina di riprendere le esportazioni di prodotti cerealicoli dal Mar Nero. Ieri la Russia ha annunciato di aver sospeso «a tempo indeterminato» l’intesa, in risposta a quanto avvenuto a Sebastopoli. «Il presidente Putin deve smettere di usare il cibo come arma e porre fine alla sua guerra illegale contro l’Ucraina», ha detto oggi la portavoce della Nato, Oana Lungescu.

«Chiediamo alla Russia di riconsiderare la sua decisione e di rinnovare l’accordo urgentemente, consentendo che i prodotti alimentari arrivino a coloro che ne hanno più bisogno», ha concluso la portavoce, ricordando che l’intesa ha «contribuito a ridurre i prezzi dei generi alimentari nel mondo».

Cosa si rischia, davvero, se l’accordo sul grano non viene ripristinato? Lo ha spiegato ieri Coldiretti in una nota in cui parla di un possibile «rischio carestia», in particolare per i Paesi dove la popolazione spende almeno il 60% del proprio reddito per l’alimentazione. L’emergenza non sarebbe priva di conseguenze per l’Italia, che «importa addirittura il 62% del proprio fabbisogno di grano per la produzione di pane e biscotti, il 35% del grano duro per la pasta e il 46% del mais di cui ha bisogno per l’alimentazione del bestiame».Il punto è che lì'Ucraina rappresenta da sola il 10% degli scambi mondiali di grano: per questo, avverte Coldiretti, la chiusura dei corridoi di pace per l’export favorisce la speculazione e spinge i prezzi dei cereali.

Ore 17:04 - Secondo Lavrov, la situazione attuale è «simile alla crisi dei missili di Cuba»

«L’attuale situazione in Ucraina è simile alla crisi dei missili di Cuba, perché vi sono minacce dirette alla nostra sicurezza ai confini della Russia»: il paragone è stato fatto dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in un’intervista per un film dedicato alla crisi del 1962.

A riferirlo è l’agenzia stampa russa Tass, che ha diffuso anche altre frasi del ministro estrapolate dalla stessa intervista. Tra queste, anche una considerazione sulle trattative con Kiev: «La disponibilità della Russia, compreso il suo presidente, per i negoziati sull’Ucraina, rimane invariata», ha detto Lavrov. «Saremo sempre pronti ad ascoltare quali proposte hanno i nostri partner occidentali per ridurre la tensione. Ovviamente, non dipenderà da noi, come è sempre stato in passato».

«La dichiarazione di Lavrov sulla disponibilità ai negoziati non è altro che un’altra cortina fumogena per guadagnare tempo sullo sfondo delle sconfitte dell’esercito russo», ha risposto il portavoce del ministero degli Esteri ucraino Oleg Nikolenko. Secondo lui, l’unica «proposta realistica» per le trattative dovrebbe essere «l’immediata cessazione della guerra contro l’Ucraina da parte della Russia e il ritiro delle truppe russe dal territorio ucraino oltre i confini a partire dal 1991».

Ore 17:31 - La Turchia sta cercando di salvare l’accordo sul grano

Il ministro della Difesa turco Hulusi Akar sta tenendo colloqui con la sua controparte russa e ucraina nel tentativo di risolvere lo stop all’intesa per l’export di grano deciso ieri da Mosca.

«Il nostro Ministro della Difesa Hulusi Akar continua i colloqui e il coordinamento con le sue controparti. Inoltre, sono in corso colloqui tra le agenzie interessate», ha dichiarato il ministero turco, citato da Tass.

Ore 17:54 - Mosca sarà presto «in contatto» con Onu e Turchia per discutere dell’accordo sul grano

La Russia avrà presto contatti con la Turchia e le Nazioni Unite per discutere dell’accordo sul grano con l’Ucraina, che Mosca ha sospeso «a tempo indeterminato» dopo l’attacco di Sebastopoli. Ad annunciarlo è stato il viceministro degli Esteri russo Andrey Rudenko, confermando quanto già anticipato nelle ore precedenti dal ministro della Difesa turco. «Questi contatti avranno luogo nel prossimo futuro», ha precisato Rudenko.

Ore 18:39 - Zelensky riunisce il comando delle forze armate per gli ultimi aggiornamenti dal fronte

Il presidente Volodymyr Zelensky ha riunito il comando delle forze armate ucraine per discutere della situazione al fronte. «Lavoriamo per la vittoria senza giorni di riposo», ha poi riferito il leader ucraino sul premier. «Abbiamo ricevuto informazioni su possibili azioni future dell’aggressore. Ci siamo concentrati sulla fornitura di munizioni alle nostre truppe. Infine, sono state analizzate nel dettaglio le azioni già intraprese per la protezione delle infrastrutture e degli impianti energetici. Perseveriamo. Dimostriamo al mondo intero che siamo invincibili», aggiunge Zelensky.

Ore 19:12 - Le reazioni dell’opposizione alle parole di Berlusconi sulla guerra

La ricetta di Silvio Berlusconi per portare Ucraina e Russia al tavolo dei negoziati — sospendere l’invio di armi, offrire a Kiev aiuti per la ricostruzione, indire un nuovo referendum in Donbass — ha suscitato molte critiche da parte dell’opposizione. Per Carlo Calenda, Berlusconi «continua a fare propaganda per Putin», per Simona Malpezzi, presidente dei senatori Pd, le parole del leader di Forza Italia «picconano la credibilità internazionale» dell’Italia. Duro anche il segretario di Più Europa Benedetto Della Vedova: «Per Berlusconi la pace è quella di Putin. Meloni e Tajani non possono più fare finta di nulla, sull’Ucraina la maggioranza non c’è».

Ore 20:02 - Le condizioni di Mosca per riattivare l’accordo sul grano

Per la Russia, ha spiegato il viceministro degli Esteri Andrei Rudenko, «sarà possibile parlare della possibilità di un ritorno all’accordo sul grano dopo un’indagine approfondita su quanto accaduto a Sebastopoli». «Questa è una completa disgrazia, tutte le condizioni precedentemente concordate sono state violate», ha spiegato. La Russia ha convocato il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per lunedì, proprio per discutere dell’attacco di Sebastopoli. «Solo dopo si potrà parlare di quali saranno i prossimi passi», ha detto Rudenko.

Ore 22:23 - La Russia ha comunicato a Istanbul lo stop all’intesa sul grano

È ufficiale: La Russia ha deciso di sospendere «a tempo indeterminato» la sua partecipazione all’intesa sull’export di grano, inclusa l’ispezione ad Istanbul delle navi cariche di cereali dall’Ucraina. Dopo averlo annunciato sabato, Mosca lo ha comunicato formalmente al Centro di coordinamento congiunto istituito dall’accordo firmato il 22 luglio tra Russia, Ucraina, Turchia e Onu sull’esportazione di grano dai porti ucraini.

Ore 22:37 - Intesa Onu, Turchia, Ucraina per movimento domani 14 navi

Le Nazioni Unite, la Turchia e l’Ucraina hanno concordato un piano di movimento per domani per 14 navi che si trovano in acque turche. Lo rende noto la missione Onu a Istanbul, come riporta Tass. Il Centro di coordinamento congiunto con sede a Istanbul ha dichiarato in un comunicato che le tre delegazioni hanno anche concordato le ispezioni di 40 imbarcazioni in uscita da effettuare domani, dopo il ritiro della Russia dall’intesa.

Ucraina, mille militari russi morti in un giorno: il dato più alto in nove mesi di guerra. Lo rivela il bollettino del ministero della Difesa ucraino. Completata la mobilitazione russa: in 82mila già al fronte. La Repubblica il 31 Ottobre 2022.

In nove mesi di guerra non erano mai morti così tanti soldati russi in un giorno solo: novecentocinquanta, secondo il bollettino quotidiano del ministero della Difesa ucraino di ieri. La fonte è ovviamente di parte - e fin dall'inizio del conflitto rifiuta di dichiarare le perdite da parte ucraina. Ma il dato record è comunque significativo, perché i numeri del bollettino pubblicato dalla Difesa ucraina non sono di fantasia e sono legati a quello che succede sul terreno.

Turni per dormire di giorno. La vita (precaria) in trincea dove tutti sono «famiglia». Andrea Nicastro su Il Corriere della Sera il 30 Ottobre 2022.

Reportage dalla regione di Mykolaiv, per raccontare come vivono i soldati ucraini al fronte

In trincea si dorme a turni, perché di notte la guerra fa anche più spavento. Sei di guardia oppure esci all’attacco di quelli che, forse, questa volta non ti vedranno. Difficile immaginarli rimestare Nescafé. I nemici hanno qualcosa di diverso, qualche stupidità che li avvicina alle bestie, qualche malvagità che li rende insopportabili. Coltivi l’odio per poterli uccidere. Eliminare loro prima che loro elimino te. E’ parte essenziale della guerra: odio per chi cerca di ammazzarti da lontano, vigliaccamente, con un macchinario potente e rumoroso. Lo stesso che usi tu.

Un carrista di 26 anni spiega che i coscritti russi «sono già arrivati sul fronte» e con lo sguardo dritto dice che «continuano a mandarceli contro a gruppi di 20 e noi ogni giorno ne facciamo fuori 18 e il giorno dopo ne arrivano altri 20 e poi ancora e ancora e ancora». Si chiama Ivan. È un ragazzo, con gli occhiali, i capelli lunghi come piacciono alla fidanzata. Ha l’aspetto del volontario della parrocchia.

È che in trincea i sentimenti si fanno estremi. I commilitoni appena conosciuti diventano fratelli, si diventa tutti uniti come le foglie degli alberi attorno. Ivan è pronto a morire per difenderli e non è un modo di dire. Ogni volta che sale sul carro armato espone il corpo a bombe capaci di carbonizzarlo in un attimo anche dentro la corazza d’acciaio del tank. Degli occhiali da universitario rimarrebbe, forse, qualche pallina di plastica. Ivan da dentro il carro carica, punta e spara: i nemici meritano la peggiore delle fini. Deve essere sicuro di fare la cosa giusta. Altrimenti sarebbero quei 20 ad uccidere lui.

«Ormai lo sappiamo. Anche se hanno già un drone in volo, ci vogliono cinque colpi perché i russi riescano a capire da dove stiamo sparando. Così cinque colpi e non uno di più. Via».

In trincea bisogna riuscire a dormirci anche di giorno e il sacco a pelo sotto terra è il luogo più sicuro dove stare. Si scava almeno due metri e mezzo, poi si copre in modo che nulla spunti da terra. E’ meglio se il soffitto è fatto con travi di cemento armato, altrimenti bisogna farsi bastare i tronchi. A volte si abbattono alberi, altre si raccolgono pali della luce o travi da case bombardate. Non c’è porta in una trincea sotterranea, ma coperte a trattenere il caldo di una piccola stufetta a legna che scarica tra i cespugli.

Per costruire quella stanza sotterranea si ricicla l’enorme spreco della guerra. Le scatole che trasportano le munizioni diventano buone per isolare le pareti dall’umidità. Una sopra l’altra fanno da perlinato con tanto di decorazione: calibro, marca, numero di serie. I bossoli delle cariche esplosive che spingono la bomba nelle canne dei carri armati vanno benissimo a rinforzare i gradini. Il risultato pare l’incrocio tra la casa sull’albero di bambini disordinati, una miniera e un campeggio da rave party. Non c’è tempo di rassettare. La trincea si spera sempre provvisoria. «Presto vinceremo». Altrimenti bisognerà indietreggiare e questo rifugio rimarrà a far meravigliare i bambini.

La fortuna serve anche perché ci sia sempre qualcuno più disponibile di altri a cucinare. Così una pentola è sempre calda sui fornelli. Pomodoro, scatolette di carne, barbabietole, patate, cipolle: il rancio è qualcosa di più di un modo per riempire lo stomaco, è un rito che ricorda casa, dà un senso di continuità alla vita come dovrebbe essere e non com’è ora. A volte basta del pepe a scatenare ricordi che tengono a galla.

In trincea si sta come in famiglia, senza vergogna, tra generazioni diverse. Spesso il comandante ha meno anni di alcuni dei sottoposti e le cose funzionano se tutti capiscono di non saper leggere, capire e decidere bene come lui. I vecchi però risolvono sempre molti problemi. Ci sanno fare con pala, chiodi e martello. Sono loro a costruire la trincea, i giovani, come in famiglia, escono più spesso e rischiano anche di più.

Tutti, tutti i gruppi di combattimento che si rifugiano in trincea hanno un cane. Ci sono sensori e satelliti, ma è ancora il cane a dare il conforto delle greggi contro i lupi che le vogliono divorare. Possono essere cani grandi o piccoli. Di giorno ciondolano, evitano cingoli e ricevono pacche e avanzi di cibo. Di notte si accucciano vicino alla sentinella e raddoppiano il numero di orecchie.

Le caserme è più sano evitarle, con l’aviazione nei cieli non si possono costruire campi tendati, ciascuna trincea, come una squadra di boyscout, deve pensare da sé a come dormire, mangiare e proteggersi. Non tutto può essere in trincea. Non c’è da lavare e lavarsi, ad esempio.

Al volante di auto civili, le più vecchie e brutte possibile (le loro oppure quelle trovate abbandonate o requisite) si lascia la camera sotterranea a si va nelle retrovie. Se si è fortunati si trova una casa col pozzo, la stufa e il bagno dove lavarsi.

I villaggi alle spalle delle trincee diventano così caserme diffuse dove sono le radio o i social media sul telefonino (Whatsapp, Viber o Telegram) a tenere il collegamento tra le unità. Poi ogni mese, ogni due o tre mesi, ecco la vera licenza. L’Ucraina ha il vantaggio, rispetto alla immensa Russia, di poter mandare a casa i propri soldati dopo un tempo di utilizzo in trincea relativamente breve. Può farlo perché l’intero Paese non è poi così lontano dalla guerra. Dalla zuppa in trincea alla pizza con la famiglia si impiegano al massimo 8 o 10 ore. La vita normale è così vicina da non poter evitare di combattere per difenderla. Così vicina che è una follia.

Piccolo repertorio. Le cose e i ricordi che abbiamo messo in valigia, con cui ricostruiremo il nostro Paese. Volodymyr Sheiko su L'Inkiesta il 31 Ottobre 2022

Da quando è cominciato l’attacco russo che ha distrutto case e monumenti, anche le cianfrusaglie sono diventate preziosissime. Ci danno sicurezza, ci garantiscono che il domani verrà e andrà tutto bene. Perché se Kyjiv non è caduta ora, non cadrà mai

A febbraio di quest’anno, ancora prima che le bombe russe cadessero sulle città ucraine e prendesse piede l’invasione russa su larga scala, milioni di ucraini si sono affrettati a fare i loro kit di emergenza. Hanno preparato le cose di prima necessità e gli animali domestici per una possibile fuga. Hanno lasciato le loro case per trovare un posto sicuro, la salvezza e l’incertezza. Ma quelli che hanno fatto le borse di emergenza in anticipo, coscienti che la grande guerra sarebbe arrivata, erano una minoranza. In questo esodo biblico alcuni credevano di partire per una settimana, altri fino all’estate avanzata, altri ancora sapevano di lasciare la loro casa per sempre.

Alcuni hanno avuto la fortuna di partire con una macchina, magari propria o di amici e parenti, caricando fino all’impossibile il portabagagli. Altri hanno affollato le stazioni aspettando i treni di evacuazione, sistemandosi in dieci o in quindici in uno scompartimento da quattro persone. Hanno dovuto lasciare i loro animali domestici e i loro oggetti personali, preparati in anticipo, direttamente sui binari, perché sui treni non c’era più posto libero. Le persone salvano le persone. Migliaia e migliaia di ucraini sono diventati sfollati e sono rimasti senza niente, perché le loro case sono state distrutte dai missili o dai carri armati russi.

Quando penso a quei disperati giorni, mi torna sempre in testa la domanda: che cosa c’era in quelle valigie? Quali oggetti personali portavano gli ucraini con sé e quali abbandonavano? Come si fa a far stare una vita – le cose più importanti e più care – dentro una valigia? Che cos’era diventato per loro il simbolo di questa guerra?

Quando ho preso la decisione di lasciare la mia Kyjiv, oltre a un paio di cose invernali, ho preso il ritratto di mia mamma, i manoscritti con le sue poesie, i testi per il teatro e i racconti inediti, l’archivio delle vecchie foto di famiglia, alcune delle mie grafiche preferite di artisti ucraini, i diplomi universitari, le perle e i gioielli che ha ereditato mia mamma da mia nonna. Se avessi perso quelle cose, avrei perso qualcosa di importante, addirittura me stesso. Forse non è un comportamento normale in un mondo che tende a rompere con la cultura materialista. Oggi la flessibilità viene apprezzata più dell’appartenenza al posto, e le identità diventano più liquide e inafferrabili.

Gli ucraini hanno un rapporto particolare con la cultura materiale. Gli oggetti e gli artefatti del passato sono quelli che ci aiutano a ricomporre il puzzle della nostra storia e e della nostra identità. Ci aiutano a trovare i punti fermi in un presente turbolento e sbilanciato. Certo, la cultura ucraina è ricca anche di cose non materiali, come i testi delle canzoni, la musica, il folclore, la lingua, i miti famigliari, la memoria collettiva. Però oggi, quando l’esercito russo sta cancellando dalla faccia della terra intere città ucraine, proprio il mondo materiale assume un peso simbolico importante.

Negli ultimi mille anni, l’Ucraina ha perso numerosi edifici e monumenti, memorie della travagliata storia ucraina. Nel 1240 l’esercito mongolo guidato da Batu Khan ha distrutto la Kyjiv con le cattedrali in pietra della Rus’ di Kyjiv. La tradizionale cultura delle costruzioni in legno dell’Ucraina settentrionale, carpaziana e centrale, è stata continuamente distrutta dagli incendi. La Rivoluzione russa del 1917, la guerra russo-ucraina e l’occupazione bolscevica dell’Ucraina, hanno distrutto completamente la cultura della vita dei contadini e dei cittadini ucraini e tutto ciò che la rappresentava: mobili, stoviglie, reliquie famigliari. La nazionalizzazione bolscevica della proprietà privata ha tolto il diritto di possedere un terreno, una casa, un’attività commerciale, il che per decenni ha allontanato gli ucraini dai risultati del loro duro lavoro. Il progetto sovietico formava un nuovo tipo di persona: priva di storia, radici, identità e cultura organica, sottomessa alle esigenze ideologiche ed estetiche del regime totalitario.

Negli anni Trenta, conducendo una lotta contro la religione e l’identità ucraina, il regime comunista ha distrutto in Ucraina centinaia di chiese medievali e barocche e ha abbattuto senza pietà altri siti architettonici per costruirci al posto loro le nuove città socialiste. La collettivizzazione dell’agricoltura e l’Holodomor, lo sterminio per fame dei contadini ucraini, hanno cancellato milioni di vite. Le purghe staliniane hanno cancellato quasi tutta l’intellighenzia ucraina: scrittori, pittori, musicisti, registi, scienziati. La deportazione forzata degli ucraini in Siberia e dei tatari di Crimea nell’Asia centrale hanno troncato il legame della gente con la propria terra. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, intere città sono diventate ruderi e, al contrario delle città dell’Europa centrale, non sono state ricostruite secondo la loro immagine originale. Un gran numero di opere di artisti ucraini e intere collezioni dei musei sono state portate via dall’Ucraina e installate nei musei di Mosca e di San Pietroburgo. I grandi artisti ucraini di conseguenza sono diventati artisti russi, perché le colonie non possono e non devono avere un proprio pantheon culturale.

La guerra contro l’Ucraina oggi è una conseguenza quasi naturale della solita politica coloniale dell’Impero russo, poi dell’Unione Sovietica e ora della Russia di Putin. Questa guerra, come negli ultimi 350 anni, non si combatte solo al fronte. È una guerra contro la cultura e contro l’identità ucraina, la minaccia più grossa al progetto imperiale russo. La Russia nega l’esistenza dell’Ucraina, la sua diversità, originalità e appartenenza storica all’Europa. Prendere atto di questo aiuta a capire perché l’Ucraina non vuole arrendersi, perché non vuole cedere i territori né scendere a compromessi. Quando ti dicono: «Devi cessare di esistere», l’unica scelta che hai è combattere fino a vincere.

Per questi motivi la guerra è così spietata ed è così globale. Dopo l’ennesimo tentativo di sottomettere l’Ucraina, la Russia è arrivata alla triste conclusione che la sottomissione può avvenire solo attraverso la cancellazione di un popolo intero dalla faccia della terra, attraverso lo sterminio fisico delle persone e degli oggetti materiali della loro cultura. Solamente nella Mariupol’ distrutta, la decima città per numero di abitanti dell’Ucraina e una delle sue più grosse capitali culturali, l’esercito russo ha ucciso approssimativamente ventimila civili. Più di quattrocento siti culturali sono stati distrutti o danneggiati in tutto il territorio ucraino.

Tra questi, il ginnasio di Lysychans’k, che era parte del patrimonio architettonico belga della città, memore della sua storia industriale legata direttamente all’Europa Occidentale. I teatri drammatici di Mariupol’ e di Severodonec’k e la casa di cultura a Irpin’ sono eredità concettuale di Andrea Palladio e dei suoi edifici classici di Vicenza; la piazza (Majdan) della Costituzione a Kharkiv, la simbiosi di Art déco, Art nouveau, Stile eclettico e Impero, è un altro esempio di un legame forte tra l’architettura ucraina e quella europea.

La materialità, cioè lo spazio reale e dimensionale della cultura, è un forte e innegabile segno di appartenenza storica di un popolo alla propria terra, un testimone fedele della sua storia. Forse per questo motivo è così indispensabile per l’Ucraina e per gli ucraini. Proprio in questo spazio cresce la rete invisibile delle relazioni tra le persone, creando di conseguenza la matrice dell’esistenza di qualsiasi città, comunità e regione. Sono legati indissolubilmente e non possono esistere uno senza l’altro. Finché vivranno le persone, finché staranno in piedi le città da loro costruite, finché la cultura creata da loro sarà presente e nota nel mondo, noi saremo indistruttibili.

Da quando sono rientrato a Kyjiv mi piace passeggiare per le vie della capitale ancora quasi vuote e poi ogni volta ricevere un’ulteriore conferma che la città è rimasta in piedi e che non cadrà mai più. Quando le sirene antiaeree squarciano il cielo, guardo il ritratto di mia mamma, sfoglio i libri della mia biblioteca, mi immergo nei ricordi degli oggetti in casa mia. Anche le cianfrusaglie all’improvviso sono diventate preziosissime è in loro che cerco la sicurezza, che il domani ci sarà e che tutto andrà bene.

Una mia amica volontaria di Kharkiv porta gli aiuti umanitari e assiste i giornalisti nelle zone da poco liberate dall’occupazione russa. Per qualche motivo gli abitanti locali non la portano a vedere le case distrutte, ma con grande entusiasmo le mostrano le vigne sopravvissute al rogo. I genitori di un mio amico lo chiamano da Kherson arrabbiati: «Quando libereranno la nostra Kherson? Dobbiamo andare in campagna a sistemare il giardino!». Un’altra amica pensa al vestito indossato al primo appuntamento con un attivista kyjiviano giovane e bello. Lui si è arruolato ed è morto eroicamente a giugno, nell’est del Paese. Sono venute migliaia di persone al suo funerale nel centro di Kyjiv e non sono bastate le lacrime per consumare il dolore.

Due donne meravigliose, le direttrici dei musei di Kyjiv, si illuminano nei loro volti raccontandomi come hanno fatto evacuare in un posto sicuro le loro collezioni e niente le può consolare più delle pareti dei loro musei. Un’amico, rientrato a casa nella Irpin’ distrutta, guarda con preoccupazione il pezzo di missile caduto nella sua casa stranamente rimasta intatta. Per fortuna è l’unico oggetto estraneo entrato in casa sua assieme alla guerra. Una militante dei diritti umani, che ha superato con difficoltà l’assedio e i bombardamenti di Kyjiv, mette il rossetto rosso e si fa un selfie sorridente nel centro della città nei primi giorni di primavera. Un’altra amica, che per qualche motivo ha portato con sé fuori dall’Ucraina due grandi calici, ora ci versa un buon vino, ovviamente brindando «alla vittoria».

Le foto, le vigne, i quadri, le tombe, le chiese e le stazioni, i ritratti delle persone care, i vestiti, il raccolto, il rossetto rosso, i pezzi di missile, i calici con il vino, proprio con questi e con milioni di altri mattoni inestimabili ricostruiremo passo dopo passo le nostre case.

*Volodymyr Sheiko è organizzatore di vari progetti culturali in Ucraina e all’estero e il primo direttore dell’Ukrainian Institute, l’istituzione che dal 2018 promuove la cultura ucraina all’estero. Esperto di management culturale, marketing e comunicazioni, fino al 2018 è stato direttore FOTO DI STANISLAV SENYK dei programmi internazionali di cultura al British Council.

Missili su Kiev, l'80% dei residenti senza acqua. Pezzi di razzo caduti in Moldavia. di Lorenzo Cremonesi, Andrea Nicastro e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 31 Ottobre 2022.

Le notizie sulla guerra di lunedì 31 ottobre. Lanciati 50 missili russi sull'Ucraina, 44 sono stati abbattuti. Lukashenko: «Presto vedrò Putin». Dodici navi con il grano sono in partenza verso la Turchia

• La guerra in Ucraina è arrivata al 249esimo giorno.

• Secondo Lavrov, la situazione in Ucraina è simile alla crisi di Cuba, poiché ci sono «minacce dirette alla nostra sicurezza ai confini della Russia».

• Nella notte tra venerdì e sabato, a Sebastopoli, navi e basi russe sono state colpite da un attacco con droni. Qui quello che sappiamo.

• Diffuse alcune frasi di Berlusconi sulla guerra, estratte da un libro di Bruno Vespa in uscita. Il leader di FI spiega la sua ricetta per la pace: sospendere l’invio di armi, offrire a Kiev aiuti per la ricostruzione.

Ore 02:02 - Le condizioni di Mosca per riattivare l’accordo sul grano

Per la Russia, ha spiegato il viceministro degli Esteri Andrei Rudenko, «sarà possibile parlare della possibilità di un ritorno all’accordo sul grano dopo un’indagine approfondita su quanto accaduto a Sebastopoli». «Questa è una completa disgrazia, tutte le condizioni precedentemente concordate sono state violate», ha spiegato. La Russia ha convocato il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per lunedì, proprio per discutere dell’attacco di Sebastopoli. «Solo dopo si potrà parlare di quali saranno i prossimi passi», ha detto Rudenko.

Ore 05:23 - La Russia ha comunicato a Istanbul lo stop all’intesa sul grano

È ufficiale: La Russia ha deciso di sospendere «a tempo indeterminato» la sua partecipazione all’intesa sull’export di grano, inclusa l’ispezione ad Istanbul delle navi cariche di cereali dall’Ucraina. Dopo averlo annunciato sabato, Mosca lo ha comunicato formalmente al Centro di coordinamento congiunto istituito dall’accordo firmato il 22 luglio tra Russia, Ucraina, Turchia e Onu sull’esportazione di grano dai porti ucraini.

Ore 05:37 - Intesa Onu, Turchia, Ucraina per movimento domani 14 navi

Le Nazioni Unite, la Turchia e l’Ucraina hanno concordato un piano di movimento per domani per 14 navi che si trovano in acque turche. Lo rende noto la missione Onu a Istanbul, come riporta Tass. Il Centro di coordinamento congiunto con sede a Istanbul ha dichiarato in un comunicato che le tre delegazioni hanno anche concordato le ispezioni di 40 imbarcazioni in uscita da effettuare domani, dopo il ritiro della Russia dall’intesa.

Ore 07:18 - Nuove esplosioni a Kiev, missili russi su tutto il Paese

Un testimone citato dall’agenzia Reuters riferisce di nuove esplosioni nella capitale ucraina. Conferme arrivano anche via Twitter e da giornalisti della francese Afp che si trovano in città. Il Kyiv Independent parla di almeno 7-8 esplosioni a Kiev e nella regione della capitale, mentre testimoni citati da Reuters ne hanno contate una decina. Colpita anche Kharkiv da almeno due missili russi, riferisce il sindaco. Il consigliere presidenziale Anton Gerashchenko ha affermato che «40 missili da crociera russi» sono stati lanciati sull’Ucraina: l‘allarme aereo è scattato in tutto il Paese. Sono state colpite diverse infrastrutture e zone dell’Ucraina sono in blackout.

Ore 07:58 - Diversi quartieri senza elettricità a Kiev

Diversi quartieri della capitale ucraina sono rimasti senza elettricità dopo i raid russi di questa mattina, in parte respinti dalla difesa anti-aerea. Lo riferisce Vitaly Klitschko, il sindaco della città, citato dai media locali: «Parte della capitale è priva di energia elettrica e alcune zone sono rimaste senza fornitura di acqua», ha dichiarato Klitschko.

Ore 08:22 - La cronaca da Kiev

(dal nostro inviato Lorenzo Cremonesi) Ancora esplosioni nella capitale ucraina. Le abbiamo sentite distintamente questa mattina dopo le sette, sembravano lontano dal centro, circa un’ora dopo i media e social locali stanno ancora cercando di identificare le località colpite. Molti quartieri della città sono al momento privi di elettricità, ma la novità è che alcune aree sono prive d’acqua corrente, compreso il nostro albergo. Sulla rete circolano già alcune immagini di nubi di fumo nero che si alzano nel cielo di Kiev. «Restate nei rifugi, l’allarme continua», ripetono gli avvisi della municipalità. L’ondata di attacchi coinvolge anche Kharkiv, Zaporizhzhia, Vinnitza e altre località nel Paese. Ancora prese di mira sono soprattutto le infrastrutture civili. I bombardamenti russi erano attesi sin dal pomeriggio di sabato scorso, dopo che erano emersi in dettagli dell’attacco con i droni contro la flotta russa del Mar Nero ancorata a Sebastopoli. Da allora a Kiev gli allarmi sono stati frequenti. Ieri sera gli allarmi sono stati ripetuti e hanno continuato nella notte. Questa mattina la prima sirena è stata attorno alle sei. Kiev era già stata pesantemente bombardata con i missili il 10 ottobre, quando erano morti una ventina di civili. Il 17 ottobre uno sciame di droni era tornato a colpire, causando 4 morti. Oggi ancora dalla municipalità ripetono che ci sono state tre ondate di missili distinti, la maggioranza dei quali sarebbero stati colpiti dalla contraerea. In alcuni momenti non è distinguibile se i rombi sono causati da proiettili «in partenza» o «in arrivo». Viene anche ribadito che si attendono altri missili «a ripetizione». Mentre scriviamo queste note l’allarme continua a suonare, non è stato reso noto al momento alcun bilancio di eventuali vittime.

Ore 08:37 - Colpita la centrale idroelettrica di Zaporizhzhia, 50 missili sull’Ucraina

I missili russi lanciati questa mattina sull’Ucraina hanno centrato anche la centrale idroelettrica di Zaporizhzhia, lungo il corso del fiume Dnepr. Nei video diffusi su Twitter si vede una grossa colonna di fumo nero salire dalla diga adiacente alla centrale. In tutto, secondo le autorità di Kiev, almeno 50 missili da crociera hanno colpito il Paese questa mattina.

Ore 08:42 - Pechino a Washington: «Proseguire negli sforzi per la pace». Kiev: «Negoziati solo dopo il ritiro delle truppe russe»

Sulla crisi in Ucraina «tutte le parti dovrebbero intensificare gli sforzi diplomatici per evitare che la situazione si aggravi ulteriormente o addirittura sfugga al controllo». Lo ha affermato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi al Segretario si Stato americano Antony Blinken, durante un colloquio telefonico. «Finché c’è una possibilità dell’uno per cento, devono essere compiuti sforzi al cento per cento per la pace». Intanto il ministero degli Esteri ucraino, attraverso un portavoce, ha ribadito che i negoziati possono essere avviati solo dopo il ritiro di tutte le truppe russe dal territorio del Paese: «L’unica proposta realistica sarebbe la fine immediata della guerra russa contro l’Ucraina e il ritiro delle forze armate russe dal territorio ucraino».

Ore 09:34 - Prosegue il trasporto di grano verso la Turchia

Dodici navi mercantili cariche di grano sono salpate questa mattina dai porti ucraini, dirette verso le coste della Turchia. Lo riporta il sito specializzato Marin Traffic. Altre quattro navi giungeranno in Ucraina entro sera: una, battente bandiera turca, è già salpata, fa sapere il Centro di coordinamento che vigila sull’accordo sulle esportazioni di grano ucraino attraverso il mar Nero. Sabato la Russia aveva sospeso l’accordo sul trasporto id grano e altre derrate alimentari, dopo l’attacco sferrato contro la sua flotta in Crimea.

Ore 09:50 - 007 Gb: mobilitati russi scarsamente equipaggiati

«Da metà ottobre la Russia ha trasferito diverse migliaia di riservisti appena mobilitati in prima linea in Ucraina. In molti casi sono scarsamente equipaggiati». Lo ha scritto l’intelligence britannica su Twitter, aggiungendo che «a settembre, gli ufficiali russi erano preoccupati per l’arrivo in Ucraina di alcuni riservisti mobilitati di recente senza armi». «Le immagini open source indicano che i fucili in dotazione ai riservisti mobilitati sono in genere fucili d’assalto Akm, un’arma introdotta per la prima volta nel 1959 - si legge nel comunicato del ministero della Difesa britannico - Molti di essi sono probabilmente quasi inutilizzabili a causa della scarsa manutenzione. L’Akm spara cartucce da 7,62 mm, mentre le normali unità da combattimento russe sono armate principalmente con fucili d’assalto AK-74M o AK-12 da 5,45 mm».

Ore 10:05 - Abbattuti 44 dei 50 missili lanciati dalla Russia

Le forze ucraine hanno abbattuto 44 degli oltre 50 missili lanciati dai russi nelle prime roe di questa mattina sulle infrastrutture critiche del Paese: lo ha reso noto su Telegram il comando delle forze aeree ucraine.

Ore 10:51 - Lukashenko: «Presto vedrò di nuovo Putin»

Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha annunciato un incontro a breve con il suo omologo russo Vladimir Putin, come riporta Interfax. «Riassumeremo i risultati finali di quest’anno. Inoltre, stabiliremo i nostri compiti per il prossimo anno, almeno a livello presidenziale», ha detto Lukashenko durante un incontro con il primo ministro bielorusso Roman Golovchenko.

Ore 10:57 - Missile abbattuto da ucraini precipita in Moldavia

I frammenti di un missile russo, abbattuto dai sistemi di difesa ucraini, è caduto stamane sul territorio della Moldavia, provocando danni, ma non si registrano vittime. Il razzo è precipitato vicino al villaggio di Naslavcha, nel nord del Paese, vicino alla frontiera ucraina. Lo riferisce il ministero dell'Interno moldavo citato dall'agenzia russa Ria Novosti.

Ore 11:15 - Kiev: 80% residenti senza acqua, 350mila case senza luce

I nuovi attacchi missilistici russi lanciati questa mattina hanno lasciato senza acqua l'80% degli utenti di Kiev e interrotto la fornitura di energia elettrica a 350mila case: lo ha reso noto su Telegram il sindaco della capitale Vitali Klitschko.

Ore 11:37 - Iran firma accordo con Gazprom per 6,5 milioni di dollari

L'Iran ha firmato un accordo sul petrolio e sul gas con la russa Gazprom, per un valore di 6,5 milioni di dollari, per lo scambio di 10 milioni di tonnellate di petrolio all'anno, ha dichiarato il vice ministro degli Esteri Mehdi Safari, aggiungendo che entro un mese i due Paesi sigleranno altri accordi per un valore di 40 miliardi di dollari sulla base di precedenti protocolli d'intesa. «Presto concluderemo accordi con la Russia per acquistare gas e poi esportare il nostro gas nei Paesi vicini», ha detto Safari.

Ore 12:38 - Peskov: accordo sul grano pericoloso senza la Russia

Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha dichiarato che senza la partecipazione della Russia un accordo per esportare il grano dai porti ucraini è «difficilmente fattibile». Lo riporta l'agenzia Interfax. «Nelle condizioni in cui la Russia parla dell'impossibilità di garantire la sicurezza della navigazione in queste aree, un accordo del genere è difficilmente fattibile, e assume un carattere diverso: molto più rischioso, pericoloso e non garantito», ha dichiarato Peskov.

Ore 12:53 - Putin a Sochi per il vertice con i premier di Armenia e Azerbaigian

Il presidente russo Vladimir Putin ha cominciato oggi un vertice a Sochi con il presidente azero Aliyev e con il primo ministro armeno Pashinyan invitandoli a lavorare per arrivare ad una definitiva soluzione di pace. «Ci conto», ha affermato Putin, citato dall'agenzia Interfax.

Ore 13:48 - Michel: la strategia di Mosca per seminare paura non funzionerà

«Condanniamo con la massima fermezza gli attacchi missilistici russi contro Kiev e le infrastrutture critiche in altre regioni. La strategia di Mosca di seminare paura non funzionerà. Continueremo a restare al fianco dell'Ucraina per tutto il tempo necessario». Lo scrive in un tweet il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.

Ore 13:53 - Oslo: alzeremo prontezza militare, nessuna minaccia diretta

La Norvegia aumenterà il livello di prontezza militare: lo ha annunciato il premier norvegese Jonas Gahr Store precisando tuttavia che non è stata registrata alcuna minaccia diretta al Paese che confina con la Russia nell'Artico. «Da domani i militari aumenteranno la loro preparazione in Norvegia. Al momento non abbiamo motivo di credere che la Russia voglia coinvolgere direttamente la Norvegia o qualsiasi altro Paese nella guerra, ma il conflitto in Ucraina significa che è necessario che tutti i Paesi della Nato stiano sempre più in guardia», ha affermato.

Ore 14:26 - Zelensky fa auguri a Lula: contribuirà alla pace nel mondo

Auguri al presidente eletto del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, da parte del presidente ucraino Volodymyr Zelensky via Twitter. Nel testo Zelensky afferma che i buoni rapporti con Lula contribuiranno a garantire «democrazia, pace, sicurezza e prosperità in Ucraina, in Brasile e nel mondo intero».

Ore 14:29 - Nbc, Biden irritato da una telefonata con Zelensky

Il presidente Usa Joe Biden «ha perso la pazienza» nel corso di una telefonata con Zelensky, perché il presidente ucraino «ha chiesto altri aiuti» dopo che l'inquilino della Casa Bianca gli aveva annunciato il via libera a un miliardo di dollari all'Ucraina. Lo riporta l'emittente Usa Nbc. Secondo alcune fonti della Nbc, riguarderebbe un colloquio telefonico che si è svolto nel mese di giugno.

Ore 14:59 - Mosca: Gb ha cercato reclutare addetto militare in Olanda

Il ministero degli Esteri russo ha convocato l'ambasciatore olandese a Mosca, Gilles Plug, per trasmettergli una nota di protesta affermando che i servizi d'intelligence britannici hanno cercato di reclutare l'addetto militare nell'ambasciata russa all'Aia. Durante la conversazione, afferma il ministero degli Esteri in una nota citata dall'agenzia Tass, «è stato sottolineato che tali azioni provocatorie sono inaccettabili e contrarie alla Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche e ostacolano il normale funzionamento delle missioni russe all'estero».

Ore 15:27 - Premier ceco a Kiev: qui si combatte per intera Europa

«Gli ucraini non stanno combattendo solo per il loro Paese, ma per l'Europa intera. Il nostro sostegno deve continuare». Lo ha scritto su Twitter il primo ministro ceco Petr Fiala condividendo una foto di se stesso mentre cammina per Kiev e un'altra dove stringe la mano al primo ministro ucraino Denys Shmyal.

Ore 15:41 - Ministero Difesa russo: stop alla mobilitazione parziale

Sono terminate tutte le operazioni relative alla mobilitazione parziale dei riservisti russi da inviare in Ucraina. Lo ha annunciato il ministero della Difesa di Mosca, come riporta l'agenzia di stampa Ria Novosti. I punti di raccolta dei riservisti verranno quindi chiusi e le postazioni riportate al loro precedente utilizzo, prosegue il ministero. Gli ufficiali militari ai quali era stato affidato il compito di gestire le operazioni di mobilitazione parziale dovranno rientrare nei loro compiti abituali, prosegue la nota.

Ore 16:10 - Mosca: con attacco Crimea Gb ha creato «casus belli»

La Gran Bretagna ha collaborato al recente attacco ucraino contro la flotta del Mar Nero a Sebastopoli, in Crimea, e ciò si configura come un casus belli, sebbene la Russia non intenda rispondere nell’immediato. È l’accusa, riporta Ria Novosti, lanciata dal portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, che ha inoltre accusato Londra del sabotaggio ai danni dei gasdotti Nord Stream. «Si tratta di una partecipazione diretta e non indiretta dell’esercito britannico a un atto militare contro una struttura russa critica», ha sottolineato Konashenkov, spiegando che tuttavia «questo non significa affatto che la Russia dovrebbe rispondere immediatamente alla Gran Bretagna».

In ogni caso, ha proseguito il portavoce, «le azioni provocatorie di Londra sono di certo un punto di non ritorno nei nostri già difficili rapporti e non possono restare senza una forte reazione da parte nostra» dal momento che «un atto di aggressione senza risposta contro la Russia crea un sentimento di impunità nel nemico e lo incoraggia a intraprendere azioni più avventurose».

Ore 17:15 - Telefonata Mosca-Ankara su sospensione accordo grano

Telefonata tra i ministri della Difesa di Russia e Turchia, Sergei Shoigu e Hulusi Akar, in merito alla sospensione russa dell’accordo sull’esportazione di grano dai porti ucraini. Mosca si è limitata a riferire che «sono state discusse domande» in merito. Stamane Akar ha sottolineato come «la sospensione dell’accordo non ha vincitori, ma solo perdenti. Fermare le navi ha ricadute su tutta l’umanità. Faremo il possibile per far ripartire l’accordo e giungere a un cessate il fuoco».

Il ministro della Difesa turco Hulusi Akar ha poi avuto un colloquio telefonico con il collega russo Sergei Shoigu, al quale ha chiesto che Mosca riveda la decisione di sospendere l’attuazione dell’accordo sull’export di grano.

Ore 17:25 - Sindaco Kiev: riattivata parte rete idrica, 40% senz’acqua

Il sindaco di Kiev, Vitaly Klitschko, ha reso noto che parte della rete idrica della capitale ucraina è stata ripristinata, in particolare nei quartieri sulla riva sinistra del Dnepr: i residenti senz’acqua sono così passati dall’80 al 40%. I tecnici «stanno lavorando per stabilizzare il funzionamento delle stazioni idriche il prima possibile. Stamattina, a causa dei danni a un impianto energetico vicino a Kiev, l’80% dei consumatori della capitale era senza approvvigionamento idrico e 350.000 appartamenti senza elettricità. Adesso, il 40% dei consumatori è ancora senz’acqua» mentre sono «270.000 gli appartamenti senza elettricità».

Ore 17:28 - Onu: accordo grano è troppo importante per fallire

Anche il capo degli Affari Umanitari delle Nazioni Unite, Martin Griffiths, alla riunione del Consiglio di Sicurezza sull’Ucraina ha parlato della necessità di mantenere l’accordo sul grano. «Siamo incoraggiati dall’assicurazione della Russia che non si starà ritirando dall’Iniziativa sul grano del Mar Nero e sospenderà solo temporaneamente le attività - ha aggiunto - L’iniziativa è troppo importante per fallire, per quanto tempestose siano le acque».

«Stiamo perdendo tempo, il settore delle spedizioni sta sprecando denaro e stiamo ritardando la consegna di cibo quando milioni di persone hanno fame e non possono pagare i conti», ha aggiunto.

Ore 17:35 - Il ruolo dei droni iraniani nella campagna di terrore di Putin

In queste ultime settimane una parte della «missione» russa è stata condotta da droni con testata esplosiva, trasformati in «kamikaze». Un buon numero sono d’origine iraniana, una collaborazione ben documentata, con smentite da parte di Teheran seguite da mezze ammissioni. I Mujaheddin Khalq (Mek), movimento di oppositori al regime dei mullah, hanno redatto un rapporto con alcuni dettagli importanti: almeno 8 le industrie coinvolte, alcune operano sotto l’etichetta «civile». 

Ore 19:05 - Mosca: «Kiev deve smilitarizzare i corridoi del grano»

La Russia chiede «l’impegno» dell’Ucraina alla demilitarizzazione dei corridoi per il grano nel Mar Nero. Lo ha comunicato il ministero della Difesa di Mosca, secondo quanto riporta la Tass, aggiungendo che non si può consentire il traffico di navi mercantili se Kiev utilizza questi corridoi per azioni «ostili» nei confronti della Russia. E quindi «non si può discutere di garantire la sicurezza di qualsiasi cosa in quest’area fino a quando l’Ucraina non assumerà ulteriori impegni a non utilizzare questa via per scopi militari».

Ore 21:19 - Putin: «Kiev garantisca la sicurezza del traffico del grano»

Ore 21:42 - Gas, Putin: «Molti in Europa vogliono accordi, hub in Turchia velocemente»

Un hub del gas in Turchia può essere costruito «abbastanza velocemente». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin citato dall’agenzia di stampa Ria Novosti. «Sono sicuro che verranno firmati contratti sul gas, ci sono molti in Europa che lo vorranno», ha aggiunto. «Ci sono sempre acquirenti di gas. Questo prodotto è molto richiesto nel mondo. E’ l’idrogeno più ecologico e una fonte di energia primaria ideale per il periodo di transizione verso l’energia verde», ha detto Putin in una conferenza stampa a seguito di un incontro trilaterale con il primo ministro armeno Nikol Pashinyan e il presidente azerbaigiano Ilham Aliyev a Sochi. «So che ci sono molti consumatori. E ci sono anche molti che vogliono comprare gas russo», ha aggiunto.

 Ore 21:46 - Grano, Putin: «Per la Russia partecipazione ad accordo è sospesa»

«Non stiamo parlando di porre fine alla nostra partecipazione all’accordo sul grano, no. Stiamo parlando di cosa stiamo sospendendo». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin in una conferenza stampa a Sochi, citato da Ria Novosti. La Russia, ha aggiunto, ha accettato un accordo sul grano per aiutare i paesi più poveri, ma solo dal 3 al 5% è andato a coloro che ne hanno bisogno.

Quando la Z assume il significato della beffa. Mauro Indelicato su Inside Over l'1 novembre 2022.

La controffensiva ucraina su Kherson ha avuto inizio lo scorso 4 ottobre. Quasi un mese dunque, dove le forze di Kiev sono riuscite a recuperare parte dell’oblast dichiarato, il 30 settembre 2022, come definitivamente annesso al proprio territorio dal Cremlino. Gli ucraini sono riusciti a rompere le difese nella parte nord della regione, sfondando le linee nel dipartimento di Beryslav. E c’è un sospetto che nelle ultime settimane è emerso sia in ambienti filo ucraini che in quelli filo russi: gli uomini di Kiev potrebbero essere riusciti a entrare nell’oblast conteso camuffando i propri mezzi. In particolare, avrebbero dipinto con la lettera Z i carri armati.

Il significato della Z

La guerra in Ucraina è anche una battaglia di simboli e significati. Una battaglia cominciata prima del via libera di Vladimir Putin alle operazioni militari. Il 21 febbraio su InsideOver Paolo Mauri ha annotato la presenza della lettera Z sui carri armati piazzati a ridosso del confine ucraino. In quel momento il conflitto era solo un’eventualità e la comparsa della Z è valsa quasi come una certificazione dell’imminenza dell’intervento russo. Quando poi tre giorni dopo Mosca ha attaccato, a valicare i confini ucraini c’erano in effetti soprattutto mezzi con la lettera Z dipinta in bianco sulle fiancate.

Come spiegato sempre da Mauri il primo marzo, la necessità di contrassegnare i carri armati e i veicoli usati per l’operazione in Ucraina è nata soprattutto per evitare fuoco amico. Russi e ucraini stanno usando nella guerra mezzi non così diversi, avendo in dotazione materiale proveniente dall’eredità sovietica. Da qui i timori sulle difficoltà di distinguere il campo nemico da quello amico. In Ucraina nei mesi di guerra sono stati avvistati mezzi con la Z compresa in un riquadro oppure una Z semplice, a seconda delle direttrici di avanzata.

Ma la Z nel frattempo è diventata ben altro. Non solo una lettera con cui poter distinguere i mezzi russi da quelli ucraini, ma anche il simbolo stesso dell’operazione militare. Tanto è vero che in Ucraina, così come in Lituania, Germania e Polonia, l’esposizione in pubblico della Z è stata vietata. Mentre, al contrario, in Russia la si ostenta ovunque. Così come spiegato dal ministero della Difesa russo il 3 marzo scorso, con la lettera Z si vuole indicare l’abbreviazione della frase “Za pobedu“, traducibile con il significato di “per la vittoria”. Quando il 18 marzo Vladimir Putin ha parlato allo stadio Luzhniki di Mosca, in occasione dell’ottavo anniversario dell’annessione della Crimea, la Z dominava la scenografia alle spalle del presidente russo.

La beffa di Kherson

Gli ucraini sono riusciti a rompere per la prima volta le linee difensive a Kherson il 4 ottobre. Ma non dal quadrante da cui pressavano da diversi mesi, ossia quello a ovest della città. Al contrario, lo sfondamento si è verificato a nord. Pochi giorni dopo, su alcuni gruppi Telegram filo ucraini è stata avanzata un’ipotesi sul perché Kiev sia riuscita a sfondare. In particolare, alcuni reparti avrebbero disegnato la lettera Z sui propri carri armati. In tal modo, i russi potrebbero essere stati ingannati.

La Z quindi, da lettera presa come emblema dell’operazione, per Mosca potrebbe essersi trasformata in una beffa. Circostanza sottolineata in altri gruppi Telegram, ma posizionati politicamente più vicini al Cremlino. Da Kiev occorre dire che non è arrivata alcuna conferma ufficiale. Tuttavia sono sempre di più, tra le fonti ritenute ben accreditate con uomini della difesa ucraina, coloro che raccontano dell’inganno attuato a Kherson.

E che la Z si stia trasformando da simbolo della vittoria a potenziale criticità per le operazioni, lo hanno dimostrato altri episodi accaduti sempre a Kherson nei giorni della controffensiva ucraina. Sul Washington Post alcuni soldati ucraini hanno raccontato in che modo sono riusciti a scovare i primi obiettivi russi da colpire. Dei droni hanno intercettato mezzi con la Z a circa 25 miglia dalla linea del fronte. “Abbiamo trasmesso tutto ai reparti di artiglieria – raccontano i soldati intervistati dal quotidiano Usa – e loro hanno iniziato a bombardare”. Sono stati creati così ulteriori squarci tra le linee russe. E quando gli ucraini sono riusciti ad avanzare, hanno trovato altro materiale contrassegnato con la Z. Intuendo in tal modo la direzione verso cui le truppe di Mosca si sono ritirate.

Con l’inerzia del conflitto in questo momento in mano a Kiev, c’è stata una vera e propria mutazione del significato della Z per gli ucraini. Non più simbolo della minaccia russa, ma lettera con cui ingannare Mosca e certificare la propria avanzata a danno dei soldati del Cremlino. Una circostanza che non mancherà di essere notata anche nella capitale russa, lì dove quindi adesso l’obiettivo sarà quello di far tornare la Z, nell’ambito dell’attuale guerra dei simboli, al suo significato originario.

Guerra in Ucraina, trapelano le prime informazioni sulle armi inviate dall’Italia. Valeria Casolarosu L'Indipendente il 31 ottobre 2022.

Tra le armi che l’Italia ha donato all’Ucraina vi sarebbero alcune delle dotazioni più moderne a disposizione del nostro esercito e della NATO. Tra questi figurerebbero anche i MLRS, armi a lunga gittata che, nelle dichiarazioni del vice capo del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, avrebbero sensibilmente aumentato il rischio di un’escalation verso un conflitto mondiale. Intanto, è atteso per metà novembre il sesto pacchetto di armi che Roma dovrebbe inviare a Kiev, che dovrebbe comprendere anche i sistemi di difesa antiaerea dei quali il presidente ucraino Zelensky aveva fatto domanda alla premier Giorgia Meloni.

Le indiscrezioni circa la natura delle armi inviate all’Ucraina dal governo Draghi sono state riportate da un articolo del quotidiano La Repubblica, che spiega come gli ultimi pacchetti inviati a Kiev contenessero alcune delle dotazioni più moderne delle quali il nostro esercito dispone. Tra questi vi sono i semoventi MLRS, versioni aggiornate degli Himars americani, che possono trasportare 12 razzi con guida satellitare GPS e portata di 70 chilometri muovendosi su di un veicolo cingolato e corazzato. L’Italia, che dispone di 18 MLRS, ne ha donati a Kiev 2. Riguardo a tali armi si era espresso qualche settimana Dmitry Medvedev, che aveva dichiarato: «La strada più veloce per far degenerare il conflitto in Ucraina fino alle irreversibili conseguenze di una guerra mondiale è quello di fornire agli psicopatici di Kiev le armi a lungo raggio MLRS».

Insieme ai MLRS, l’Italia avrebbe inviato anche i PZH2000, obici semoventi che dispongono di un cannone da 155 millimetri a caricamento automatico e direzione di tiro computerizzata, capaci di colpire obiettivi fino a 40 chilometri di distanza (che arrivano a 70, se caricati con munizioni speciali) sparando venti proiettili in tre minuti. Dei 68 PZH2000 dei quali dispone il nostro Paese, 6 stanno per essere inviati a Kiev, che avrebbe intenzione di schierarli a Bakhmut, città chiave dei combattimenti di questi giorni.

Con l’ultimo decreto Draghi, poi, sarebbero stati messi a disposizione anche armamenti pesanti di più vecchia data, quali venti o trenta (non si conosce con certezza il numero) semoventi M109L, fotografati lungo le autostrade del Nord con il simbolo del reggimento di Torino ben visibile. Si tratta anche in questo caso di cingolati corazzati con cannoni da 155 millimetri. E poi veicoli di trasporto truppe M113, obici Fh70, fuoristrada blindati Lince, mortai da 120 millimetri e mitragliatrici pesanti e leggere (questi ultimi donati a fine primavera).

A coordinare il trasferimento di tutto l’arsenale è stato il Comando Vertice Interforze (il COVI), diretto dal generale Francesco Paolo Figliuolo. Ora è atteso, per metà novembre circa, il sesto pacchetto di armi all’Ucraina, che dovrebbe comprendere i sistemi di difesa antiaerea chiesti da Zelensky alla Meloni. La gittata dei nuovi armamenti non dovrebbe permettere agli ucraini di attaccare in territorio russo, secondo quanto dichiarato da fonti della maggioranza. A fine anno, inoltre, scadrà il decreto legge riguardante l’invio di armi siglato da Mario Draghi, rendendo necessaria una nuova risoluzione, un nuovo voto parlamentare e quindi un nuovo decreto (o il rinnovo di quello attuale) per proseguire con tale politica nel 2023. [di Valeria Casolaro]

Medvedev: «Pronti a usare il nucleare per le regioni annesse» di Lorenzo Cremonesi, Andrea Nicastro e Redazione Online su Il Corriere della Sera l'1 Novembre 2022.

Le notizie di martedì 1° novembre. Razov: «Non escludo che l'Italia abbia inviato uomini in Ucraina». Cremlino: «Londra ha diretto l'attacco a Nord Stream, valuteremo come rispondere». Il Regno Unito respinge le accuse sul gasdotto 

• La guerra in Ucraina è arrivata al 250esimo giorno

• Putin a Erdogan: «Kiev dia garanzie sul rispetto dell'accordo sul grano». Domani nessuna nave in partenza dall'Ucraina.

• Missili russi nella notte su Mykolaiv, colpita una scuola, una vittima civile.

• Il ministro della Difesa russo conferma che 87mila mobilitati sono stati mandati al fronte. Kiev: uccisi 650 soldati russi in un giorno.

• Il reportage sulla vita (precaria) in trincea dove tutti sono «famiglia».

Ore 00:17 - Putin, attacchi infrastrutture risposta a droni Crimea

I raid russi contro le infrastrutture energetiche ucraine e il congelamento dell’accordo sul grano sono la risposta agli «attacchi terroristici» di Kiev contro la base navale di Sebastopoli, in Crimea: lo ha affermato il presidente russo, Vladimir Putin in una conferenza stampa. «In parte lo sono, ma non sono tutto ciò che potremmo fare», ha sottolineato minacciosamente il capo del Cremlino. Fonti di Kiev hanno riferito che nei bombardamenti sono stati colpite dighe per l’energia idroelettrica con conseguenti blackout in molte zone del Paese. Il governatore di Kharkiv, Oleh Synehubov, ha riferito che 140mila persone sono rimaste senza elettricità nella sua regione.

Ore 04:58 - Aiea, un reattore Zaporizhzhia è senza energia

L’esplosione di una mina ha interrotto il collegamento di alimentazione principale a uno dei reattori della centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, afferma l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) in un comunicato. Si tratta «dell’ultimo incidente che sottolinea la fragile situazione di sicurezza e protezione nucleare dell’impianto durante l’attuale conflitto militare», afferma il direttore generale dell’Aiea, Rafael Mariano Grossi. L’esplosione è avvenuta la sera del 30 ottobre all’esterno della recinzione perimetrale della centrale, scollegando la linea elettrica esterna da 750 kilovolt tra il quadro dell’impianto e il trasformatore elettrico principale dell’unità del reattore 4. Tale unità sta ricevendo l’elettricità necessaria per il raffreddamento e altre funzioni essenziali di sicurezza e protezione nucleare da una linea di riserva che collega la centrale al piazzale della vicina centrale termica, spiega Grossi riferendosi alle informazioni fornite dal team di esperti dell’Aiea presenti presso la più grande centrale nucleare d’Europa.

Ore 08:18 - Kiev, ieri forze russe hanno lanciato 60 missili e 15 attacchi aerei

Ieri le forze russe hanno lanciato 60 missili e hanno effettuato 15 attacchi aerei. Lo riferisce `Ukrainska Pravda´ che cita lo Stato maggiore delle Forze armate dell’Ucraina. Gli attacchi delle forze russe sono stati effettuati da aree di oltre 50 insediamenti, in particolare: Soledar, Vuhledar, Yakovlivka, Vesele, regione di Donetsk.

Ore 08:24 - Ripristinate forniture acqua ed energia elettrica a Kiev

Le forniture di acqua e di energia elettrica a Kiev sono state ripristinate dopo gli attacchi missilistici russi di ieri: lo ha reso noto il sindaco della capitale, Vitaly Klitschko. «Le forniture di acqua alle case dei residenti di Kiev sono state completamente ripristinate.... Anche le forniture di elettricità a Kiev sono state ripristinate», ha scritto Klitschko sui social media.

Ore 08:55 - Ambasciatore russo in Iran: «Intenzione reciproca di espandere ulteriormente le relazioni»

L’ambasciata russa in Iran afferma che l’ambasciatore russo, Alexei Dedov, ha incontrato il ministro degli esteri iraniano, Hossein Amirabdollahian. Secondo l’ambasciata, i due avrebbero «espresso la loro intenzione reciproca di espandere ulteriormente le relazioni russo-iraniane» .

Ore 09:21 - Kiev, i bombardamenti hanno tolto l'elettricità a 270 mila case

Dopo i bombardamenti di lunedì, l'Ucraina ha subito gravi blackout e in molte zone di Kiev le forniture d'acqua sono state tagliate. Il comandante in capo dell'esercito ucraino, Valeriy Zaluzhnyi, ha dichiarato su Telegram che la Russia ha lanciato 55 missili da crociera e dozzine di altre munizioni contro «obiettivi civili» in tutto il Paese, pochi giorni dopo che la Russia ha accusato l'Ucraina di attacchi di droni alla sua flotta nel Mar Nero. Il consigliere presidenziale Oleksiy Arestovich ha definito il bombardamento «uno dei bombardamenti più massicci del nostro territorio». Ma ha notato che, grazie al miglioramento delle difese aeree, «la distruzione non è così critica come potrebbe essere». 

Il primo ministro Denys Shmygal ha affermato che gli attacchi hanno ancora causato interruzioni di corrente in «centinaia» di aree in sette regioni ucraine.

Ore 10:18 - Kiev, 5 civili uccisi negli attacchi russi di ieri

Cinque civili sono stati uccisi e altri nove sono rimasti feriti durante gli attacchi russi di ieri in Ucraina: lo ha reso noto su Telegram il vice capo dell'Ufficio del presidente, Kyrylo Tymoshenko, come riporta Ukrinform. Tymoshenko ha precisato che quattro vittime sono state segnalate nella regione di Donetsk (oltre a una persona uccisa in precedenza), insieme a tre feriti, e una nella regione di Mykolaiv, oltre a cinque feriti. Nella regione di Kharkiv, inoltre, una persona è rimasta ferita.

Ore 10:48 - Tre navi cariche di grano salpano dai porti ucraini

Tre navi cariche di grano sono partite dai parti ucraini. Lo riferisce il centro di coordinamento che supervisiona l’applicazione dell’intesa sull’esportazione dei cereali dall’Ucraina, intesa dalla quale la Russia si è ritirata. «Il movimento di queste navi è stato concordato dalle delegazioni ucraine, turche e Onu e la delegazione russa è stata informata», comunica il centro di coordinamento.

Il ministro della Difesa turco, Hulusi Akar, ha telefonato all'omologo ucraino, Oleksiy Reznikov, e al ministro delle Infrastrutture di Kiev, Oleksandr Kubrakov, per assicurare loro che Ankara continuerà a «fare la sua parte» per garantire l'applicazione dell'accordo sull'esportazione di grano dai porti ucraini, dopo la sospensione dell'adesione russa.

Ore 11:00 - Kiev: Putin ha le mani sporche di sangue, sia espulso da G20

Su Twitter il portavoce del ministero degli Esteri ucraino, Oleg Nikolenko, ha scritto: «Putin ha riconosciuto pubblicamente di aver ordinato attacchi missilistici contro i civili ucraini e le infrastrutture energetiche. Con le mani sporche di sangue, non gli deve essere permesso di sedersi al tavolo dei leader mondiali. L’invito di Putin al vertice di Bali deve essere revocato e la Russia deve essere espulsa dal G20».

Ore 11:36 - Bombardamenti notturni su Mykolaiv, una vittima

Questa notte le forze russe hanno bombardato Mykolaiv con missili S-300, uccidendo una donna e danneggiando numerosi edifici civili, tra cui una scuola. Lo ha riferito su Telegram il sindaco della città ucraina, Oleksandr Sienkovych.

Ore 11:38 - Shoigu: 87mila mobilitati mandati al fronte

Sono 87mila le persone inviate nelle zone di combattimento in Ucraina sulle 300mila richiamate con la mobilitazione parziale. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu nel corso di una videoconferenza, spiegando che «dopo un ulteriore addestramento e coordinamento del combattimento, 87mila persone sono state inviate nelle aree delle ostilità». Circa tremila istruttori che hanno ricevuto esperienza di combattimento stati coinvolti nel lavoro con i mobilitati.

Ore 11:48 - La Russia multa Wikimedia per gli articoli sulla guerra

Un tribunale russo ha multato il proprietario della Fondazione Wikimedia Stanislav Kozlovsky in merito alla diffusione di articoli sulla guerra in Ucraina. In particolare è stata inflitta una multa del valore di due milioni di rubli, l'equivalente di 32.600 dollari, per non aver rimosso articoli che la Russia aveva chiesto di cancellare.

Ore 11:51 - Mosca: «Pronti a fornire grano a prezzi ragionevoli»

La Russia continuerà il dialogo con l'Onu e la Turchia sul futuro dell'accordo sul grano, ma è anche pronta a fornire grano a prezzi ragionevoli a tutti i Paesi interessati: lo ha detto il premier russo, Mikhail Mishustin, durante una riunione del Consiglio dei capi di governo dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai che si è tenuta oggi in videoconferenza. «La parte ucraina ha sferrato un attacco terroristico contro navi e imbarcazioni civili russe nello specchio d'acqua della baia di Sebastopoli alla fine della scorsa settimana. Attualmente è impossibile garantire la sicurezza del corridoio umanitario che è stato creato. E siamo stati costretti a sospendere la partecipazione all'accordo sul grano», ha affermato Mishustin.

Tuttavia, Mosca continuerà «il dialogo con l'Onu e la Turchia su questioni rilevanti nel quadro degli accordi firmati a Istanbul», ha osservato il premier russo. «A prescindere dal futuro dell'accordo sul grano, considerando il raccolto di quest'anno, la Russia è pronta a fornire fino a 500mila tonnellate di grano gratuitamente ai Paesi che ne hanno più bisogno, così come a consegnare grano a prezzi ragionevoli a tutti gli Stati interessati», ha aggiunto.

Ore 12:01 - Peskov: Londra ha diretto e coordinato attacco a Nord Stream

Il Cremlino accusa il Regno Unito di aver «diretto e coordinato» il sabotaggio al gasdotto Nord Stream. «I nostri servizi di intelligence dispongono di prove che suggeriscono che l'attacco è stato diretto e coordinato da specialisti militari britannici», ha dichiarato alla stampa il portavoce Dmitry Peskov. Aggiungendo che per quanto riguarda la riparazione del gasdotto «non è stata ancora presa una decisione su come la Russia interverrà». Quello che per la Russia è certo è il coinvolgimento della Gran Bretagna in quello che ha definito «un attacco terroristico». Mosca sta valutando «ulteriori azioni» in risposta a questo attacco, ha detto Peskov. Secondo il portavoce di Putin , i «consulenti militari britannici» hanno diretto e coordinato anche l'attacco alla flotta russa nel Mar Nero.

Ore 12:06 - Papa: «La pace non è mai violenta, non è mai armata»

Durante l'Angelus, nella solennità di Tutti i Santi, Papa Francesco ha parlato di pace: «Noi siamo portati a credere che la pace arrivi con la forza e la potenza», ha detto ma «la pace non si raggiunge conquistando o sconfiggendo qualcuno, non è mai violenta, non è mai armata». E ancora: «Per favore, non dimentichiamoci della martoriata Ucraina. Preghiamo per la pace, preghiamo perché in Ucraina ci sia la pace».

Ore 12:11 - Shoigu: «Gli ucraini continuano a bombardare la centrale di Zaporizhzhia»

Le truppe ucraine continuano a bombardare la centrale nucleare di Zaporizhzhia, i punti di evacuazione e i siti di distribuzione degli aiuti umanitari: lo ha detto oggi il ministro della Difesa russo Serghei Shoigu, come riporta la Tass.

Ore 12:31 - Regno Unito rende pubblico il piano di aiuti anti hacker a Kiev

Il Regno Unito ha reso pubblico il suo piano di sostegno informatico anti-hacker all'Ucraina perché mantenerlo segreto non è più ritenuto necessario. Piano che, come si legge sul sito della Bbc, ha previsto un pacchetto da 6 milioni di sterline rivolto a contrastare i cyber-attacchi senza precedenti in arrivo dai servizi di intelligence di Mosca. Attacchi che sono arrivati a ondate, a partire dalla seconda metà del 2021 e si sono intensificati con l'inizio dell'invasione lo scorso febbraio per poi ridursi negli ultimi mesi. Il danno causato dagli hacker russi sarebbe stato «molto significativo» se non ci fosse stata l'assistenza britannica, ha affermato il sottosegretario agli Esteri Leo Docherty. Ha poi cercato di minimizzare il fatto che questo tipo di coinvolgimento da parte di Londra possa essere visto dalla Russia come una forma di intervento diretto nella guerra in corso. Invece Docherty lo ha paragonato all'invio di armi all'esercito di Kiev da parte del Regno Unito.

Ore 13:00 - Erdogan parlerà con Putin e Zelensky dell'accordo sul grano

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan discuterà con gli omologhi di Russia e Ucraina, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, dell'accordo per l'esportazione del grano dai porti ucraini che Mosca ha abbandonato nei giorni scorsi. Lo ha fatto sapere il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, come riporta Trt.

Ore 13:01 - Zelensky sente Macron: decisioni su rafforzamento difesa ucraina

Ho avuto una «conversazione estremamente importante e produttiva con il presidente francese Emmanuel Macron. Decisioni specifiche sul rafforzamento delle capacità di difesa dell'Ucraina. Iniziative specifiche per ripristinare le infrastrutture energetiche distrutte. Grazie, amico mio, per il tuo incrollabile supporto». Lo ha scritto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Twitter.

Ore 13:37 - Pentagono: invieremo 8 sistemi difesa aerea Nasams a Kiev

Il governo degli Stati Uniti invierà otto sistemi missilistici terra-aria Nasams all'Ucraina e due di essi arriveranno nel prossimo futuro: lo ha annunciato un alto funzionario del Pentagono, come riporta il ministero della Difesa statunitense sul suo sito. «Gli Stati Uniti hanno già fornito (all'Ucraina) 1.400 Stinger, che sono sistemi di difesa aerea a corto raggio, e anche i nostri alleati e partner hanno fornito un numero considerevole di sistemi di difesa aerea a corto raggio - ha affermato il funzionario -. Gli Stati Uniti si sono inoltre impegnati a fornire otto Nasams e relative munizioni, e due di questi saranno in Ucraina nel prossimo futuro, mentre altri sei saranno forniti in seguito. Ci siamo anche impegnati a fornire una serie di sistemi aerei senza pilota, tra cui il sistema Vampire, e altri sistemi radar, poiché sappiamo che la minaccia degli Uas (i sistemi dei velivoli senza pilota, ndr) è una minaccia seria in questo momento». La settimana scorsa l'amministratore delegato del gruppo aerospaziale e della difesa Raytheon Technologies che produce i Nasams, Greg Hayes, aveva detto alla Cnbc che l'Ucraina ha già ricevuto due di questi sistemi.

Ore 14:01 - Kiev: la presenza della Russia al G20 scredita il gruppo dei leader

«Qual è il valore aggiunto di mantenere la Russia nel G20? Non contribuisce alla crescita economica globale, né promuove la convivenza pacifica e la prosperità. La politica estera russa cerca di raggiungere i suoi obiettivi usando morte e distruzione. Dare il palco a Putin compromette solo il G20». Lo ha scritto su Twitter il portavoce del ministero degli Esteri ucraino Oleg Nikolenko.

Ore 14:16 - Kiev: 650 soldati russi uccisi in un giorno

Sono 650 i soldati russi che sono stati uccisi nell'ultima giornata in Ucraina dalle forze armate di Kiev. Lo rende noto lo Stato Maggiore dell'esercito ucraino nel suo bollettino quotidiano, aggiornando a 72.470 il numero dei militari russi che hanno perso la vita dall'inizio dell'invasione. I carri armati russi distrutti dall'inizio del conflitto sono invece 2.698.

Ore 14:21 - Russia: valuteremo la risposta agli attacchi del Regno Unito

Accusando l'intelligence britannica di aver diretto e coordinato l'attacco al gasdotto Nord Stream e anche l'attacco alla flotta russa nel Mar Nero a Sebastopoli, il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha spiegato che ci saranno conseguenze. «Queste azioni non possono essere lasciate passare — ha precisato —. Ovviamente penseremo ai nostri prossimi passi, non c'è dubbio su questo. Peskov ha definito il sabotaggio al Nord Stream «un attacco terroristico ad un'infrastruttura energetica critica» che «non è una infrastruttura russa ma internazionale». Lo riferisce l'agenzia Interfax.

Ore 14:34 - Londra respinge di nuovo le accuse russe sul Nord Stream

Le nuove accuse russe su un asserito ruolo guida britannico nell'attacco contro il gasdotto Nord Stream e nel coordinamento dei più recenti raid ucraini in Crimea fanno parte del «manuale di distrazione dalla realtà» usato dal Cremlino. Lo ha detto un portavoce del premier Rishi Sunak, ribadendo la smentita di Londra rispetto alle affermazioni rimbalzate dalla Russia (che sostiene di avere prove d'intelligence). Già ieri il ministro degli Esteri, James Cleverly, aveva rinfacciato a Mosca di essere «sempre più staccata dalla realtà» e di voler solo «distrarre l'attenzione» dai propri presunti «fallimenti sui campi di battaglia».

Ore 14:50 - Kiev: Iran invierà altri 200 droni militari alla Russia

L'Iran invierà oltre duecento droni da combattimento all'inizio di novembre alla Russia. Lo ha affermato il ministero della Difesa ucraino in una nota spiegando che il nuovo invio prevede droni Shahed-136, Mohajer-6 e Arash-2. «Saranno inviati attraverso il mar Caspio fino al porto di Astrakhan», ha detto il ministero di Kiev. I droni arriveranno disassemblati e i russi dovranno comporli.

Ore 15:11 - Erdogan a Putin: fiducioso in una soluzione sull'accordo del grano

I presidenti turco e russo, Erdogan e Putin, hanno discusso al telefono della situazione relativa all'accordo sull'export del grano dai porti ucraini. Lo riferisce la presidenza turca, come riportano i media locali. Nel colloquio, Erdogan - riporta la nota - si è detto fiducioso nel fatto che sarà trovata una soluzione sulle forniture di grano.

Ore 17:05 - Putin: garanzie sicurezza Kiev per tornare a accordo grano

La Russia potrebbe rientrare nell'accordo sul grano dopo che sarà conclusa un'indagine sull'attacco alla base della flotta del Mar Nero a Sebastopoli e se Kiev fornirà garanzie di sicurezza sul corridoio del grano. Lo ha detto oggi il presidente Vladimir Putin al suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan durante un colloquio telefonico. Lo riferisce l'agenzia Tass.

Putin, durante il colloquio, si è lamentato del fatto che l'obiettivo di privilegiare le esportazioni di cibo verso i Paesi più bisognosi non è stato raggiunto dall'accordo sul grano. Il presidente russo ha anche ribadito che l'accordo sul grano è fallito nella parte che doveva permettere le libere esportazioni di prodotti agricoli e di fertilizzanti della Russia, ribadendo che Mosca è pronta ad esportare gratuitamente grano e fertilizzanti ai Paesi africani.

Ore 16:34 - Medvedev: pronti a usare il nucleare per le regioni annesse

«L'Occidente spinge il mondo verso una guerra globale, solo la vittoria russa è una garanzia contro la guerra mondiale». Lo scrive Dmitri Medvedev su Telegram, aggiungendo: l'Occidente continua a ripetere che «non si può permettere alla Russia di vincere. Che significa? Se non vince la Russia, deve vincere l'Ucraina. E l'obiettivo di Kiev è il ritorno di tutti i territori che in precedenza le appartenevano. Questa è una minaccia all'esistenza stessa del nostro Stato. E rappresenta una ragione diretta per l'applicazione della clausola 19 dei Fondamenti della politica della Federazione Russa nel campo della deterrenza nucleare».

Ore 16:46 - Ue: da Mosca accuse infondate a Londra su Nord Stream

L'Unione Europea definisce «un'accusa del tutto infondata» la dichiarazione del Cremlino secondo cui vi sarebbe il Regno Unito dietro gli attacchi ai gasdotti nel mar Baltico. «Gli attacchi contro Nord Stream 1 e 2 devono ancora essere indagati», nota una portavoce della Commissione Ue. «Siamo favorevoli a qualsiasi indagine volta a fare piena chiarezza su ciò che è accaduto e sul perché e adotteremo ulteriori misure per aumentare la nostra resilienza nella sicurezza energetica. È chiaro, tuttavia, che negli ultimi tempi solo la Russia ha usato l'energia come arma».

Ore 16:28 - Ben Affleck chiama capo ufficio Zelensky, attore invitato a Kiev

L'attore Ben Affleck ha tenuto una videoconferenza con il capo dell'ufficio di Zelensky, Andriy Yermak, che lo ha invitato a visitare Kiev. È importante, ha detto l'ufficio di Zelensky in una nota, il ruolo di «personalità famose» per mantenere alta l'attenzione sul conflitto in Ucraina. «Andriy Yermak ha discusso con Ben Affleck dei modi per fornire un sostegno ancora maggiore all'Ucraina e ai suoi cittadini», recita la nota.

Ore 15:44 - Razov: non escludo che l'Italia abbia inviato uomini in Ucraina

«Non escludo» che l'Italia, oltre alle armi, abbia mandato in Ucraina anche uomini. Lo ha detto l'ambasciatore russo in Italia, Sergey Razov, rispondendo ad una domanda sul Donbass, in un'intervista a Oval media, a margine del Verona Eurasian Economic Forum che si è tenuto il 27-28 ottobre 2022 a Baku. L'intervista è stata rilanciata sui canali social dell'ambasciata russa a Roma.

Ore 17:06 - Onu: domani nessuna nave in partenza dall'Ucraina

«Le delegazioni di Ucraina, Turchia e Onu hanno deciso di non pianificare per il 2 novembre movimenti di navi nell'ambito dell'iniziativa nel mar Nero per il grano». Lo rende noto la delegazione delle Nazioni Unite presso il centro di Istanbul per il coordinamento delle esportazioni di grano dai porti ucraini. Il responsabile dell'Onu presso il centro, Amir Abdulla, si tiene in contatto con Ankara per tentare di ristabilire la piena partecipazione all'accordo sul grano, dopo che Mosca si è ritirata nei giorni scorsi.

Ore 17:27 - Kiev deve riparare la rete elettrica e aumentare lo scudo aereo: la guerra è in fase di logoramento

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Kiev ammette di avere seri problemi nel trovare ricambi per le strutture elettriche distrutte dai bombardamenti. Parliamo di componenti semplici ma anche di quelle costose, le fonti indicano cifre gigantesche che prevedono spese «per centinaia di milioni di dollari». Così la popolazione si ritrova di fatto in prima linea. Qualche alleato si è mosso nel tentativo di fronteggiare l’emergenza, da rimarcare il caso della Germania che ha stanziato 20 milioni di euro destinati all’acquisto di generatori e sistemi mobili. Una goccia in un mare di richieste. Se la missione dei tecnici è di tappare le falle al network che gestisce acqua e luce, quella dei generali è aumentare lo scudo. La difesa annuncia spesso l’abbattimento di cruise, elicotteri, caccia e velivoli. Tuttavia, a giudicare dall’impatto dei raid sulla vita quotidiana, è chiaro che gli ordigni sparati dagli invasori hanno effetto. Per questo l’Ucraina sta investendo nella messa a punto di droni anti-drone: mobilitate le industrie e avviati contatti con compagnie straniere (alcuni programmi sono già in corso). Deve essere garantita la produzione, necessaria una filiera che possa funzionare mentre l’invasione mantiene la sua pressione.

Ore 17:47 - Zelensky: gravemente danneggiato 40% infrastrutture energetiche

I bombardamenti russi hanno «seriamente danneggiato» circa il 40% delle infrastrutture energetiche dell'Ucraina, in particolare centrali termiche, centrali termoelettriche e centrali idroelettriche. Lo ha detto Zelensky durante l'incontro con Kadri Simson, commissaria dell'Unione europea per gli affari energetici, ricevuta oggi a Kiev. Zelensky e Simon hanno discusso di come l'Ucraina sia stata costretta a interrompere l'esportazione di elettricità in Europa a causa dei danni prodotti dai bombardamenti. «Sono sicuro che ripristineremo tutto e, in un momento più calmo — ha affermato il presidente ucraino —, quando la situazione nel nostro sistema energetico si sarà stabilizzata, continueremo ad esportare elettricità in Europa».

Ore 18:03 - Ambasciata russa precisa: Razov ha parlato di cannoni italiani e non persone

Nel corso dell’intervista rilasciata dall’ambasciatore russo in Italia Sergey Razov al canale televisivo Oval Media il 28 ottobre scorso a margine del XV Verona Eurasian Economic Forum a Baku, in Azerbaijan, il diplomatico ha parlato di «cannoni italiani» e non di persone inviate dal nostro Paese nel Donbass. Lo precisa l’ambasciata russa a Roma in una nota. Letteralmente, l’ambasciata ricostruisce che l’intervistatore Franco Fracassi ha detto: «Io quest’estate ad agosto sono stato in Donbass e due cose mi hanno fatto veramente impressione. La prima, a Donetsk ogni 40 secondi si sentiva un’esplosione di cannone e a Donetsk non c’è la guerra perché il fronte sta a centinaia di chilometri». Razov ha annuito e Fracassi ha aggiunto «perché erano arrivati i cannoni italiani che bombardavano la città. Non gli italiani, ma, con i cannoni italiani». A quel punto Razov ha detto «forse italiani». Fracassi quindi ha chiesto «forse anche italiani?». E Razov: «non escludo, si». L’ambasciata russa afferma che «come si può vedere, non si tratta di persone, ma di cannoni usati per bombardare Donetsk, che potrebbero essere anche di produzione italiana, ma la parte russa non ne ha certezza».

Ore 18:05 - Usa: l’Iran continua a sostenere la Russia

«È evidente che l’Iran continua a sostenere la Russia e le sue operazioni per uccidere gli ucraini». Lo ha detto il portavoce per del Consiglio per la sicurezza americana, John Kirby, in un briefing virtuale con la stampa.

Ore 18:10 - Mosca ribadisce: nucleare se minaccia regioni annesse

La Russia torna a minacciare l’uso dell’arma nucleare, in caso Kiev volesse riconquistare i territori annessi da Mosca. Su Telegram, il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitri Medvedev, ha ammonito che se l’Occidente vuole che sia l’Ucraina a vincere la guerra e se l’obiettivo di Kiev è riprendere tutti i territori che in precedenza le appartenevano e quindi «strapparli alla Russia, minacciandone l’esistenza come Stato, questo farebbe scattare «la clausola 19 dei Fondamenti della politica statale della Federazione russa in campo di deterrenza nucleare». «Non è questa una diretta provocazione di una guerra mondiale con l’uso di armi nucleari?», chiede l’ex presidente, sottolineando quindi che appoggiando Kiev «l’Occidente sta provocando una guerra globale». «Solo la vittoria della Russia è garanzia di pace», ha aggiunto.

Ore 18:29 - Zelensky incontra commissaria Ue, danni gravi a 40% reti energia

La Russia ha gravemente danneggiato circa il 40% delle infrastrutture energetiche dell’Ucraina. Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky incontrando oggi a Kiev la commissaria Ue per gli affari energetici Kadri Simson. Lo riporta il Guardian, aggiungendo che si è discusso di come l’Ucraina sia stata costretta a interrompere l’esportazione di elettricità in Europa «a causa degli attacchi con missili e droni kamikaze da parte della Federazione russa».

«Sono sicuro che ripristineremo tutto e, in un momento più tranquillo, quando la situazione nel nostro sistema energetico si sarà stabilizzata, continueremo a esportare elettricità in Europa», ha affermato Zelensky, spiegando a Simson che le forze russe hanno «seriamente danneggiato» circa il 40% delle infrastrutture energetiche dell’Ucraina, in particolare centrali termiche, centrali termoelettriche e centrali idroelettriche. «Oltre il 30% dell’infrastruttura energetica in Ucraina è stata colpita dagli attacchi mirati della Russia e per riparare o sostituire l’Ucraina ha bisogno di strumenti specifici», ha scritto su Twitter la commissaria europea. «Assicurando al presidente Zelensky che stiamo contattando i partner per aiutare con il supporto dedicato necessario».

Ore 18:40 - La Gran Bretagna rilancia le accuse all’Iran: «Ha fornito a droni a Mosca»

Il Regno Unito si unisce agli Usa nelle accuse contro Teheran sulle presunte forniture militari alla Russia di armi utilizzate poi da Mosca in Ucraina. «A dispetto delle smentite del Cremlino e del governo iraniano - si legge sul profilo Twitter del ministero degli Esteri britannico -, un funzionario russo ha ammesso che l’Iran ha fornito droni usati dalla Russia per prendere di mira infrastrutture civili ucraine». «Il sostegno dell’Iran alla guerra brutale e illegale di Putin è deplorevole», prosegue il testo, che rivendica poi «le sanzioni» già adottate da Londra il 20 ottobre, come da altri alleati occidentali, contro individui e strutture iraniane ritenute «coinvolte» in queste attività. Il Foreign Office, seguito a ruota dall’account ufficiale del dicastero della Difesa britannico, retwitta quindi il video di un audio rubato giorni fa durante la pausa di un talk show televisivo russo a tale «Ruslan Pukhuv», indicato come «consigliere della Difesa» di Mosca, il quale a microfono «inavvertitamente aperto» avrebbe «ammesso l’utilizzo russo di droni iraniani».

Ore 19:01 - Kiev: «Non abbiamo difese adatte per i missili balistici iraniani»

I missili balistici che la Russia intende acquistare dall’Iran saranno probabilmente collocati al confine settentrionale dell’Ucraina. Lo ha detto nel corso di un briefing il portavoce dell’aeronautica militare di Kiev, Yury Ignat, come riporta la Cnn. Avvertendo che le forze armate ucraine non sarebbero in grado di difendersi. «Utilizzeremo tutti i mezzi di protezione contro questi missili. Verranno probabilmente consegnati nel nord dell’Ucraina, da dove potranno minacciare l’intero Paese», ha spiegato, parlando di missili da «300 km» e da «700 km» di raggio. E avvertendo: «Non abbiamo una difesa efficace. In teoria è possibile abbatterli, ma in realtà è molto difficile farlo con i mezzi che abbiamo a disposizione. Abbiamo la difesa aerea, non quella missilistica», ha spiegato, stimando che la Russia abbia richiesto i missili all’Iran «perché stanno finendo le scorte dei loro Iskander». Sempre la Cnn, citando funzionari di un paese occidentale, ha reso noto che l’Iran si starebbe preparando ad inviare alla Russia, entro la fine dell’anno, circa 1.000 armi aggiuntive: oltre a nuovi droni, anche missili balistici a corto raggio terra-terra. Il Washington Post già nelle scorse settimane aveva rivelato di un’intesa tra Mosca e Teheran per l’invio anche di missili balistici Fateh-110 e Zolfaghar.

Ore 20:35 - Filorussi annunciano nuove evacuazioni da Kherson

Le autorità filorusse di Kherson hanno annunciato nuove evacuazioni dalla regione occupata nel sud dell’Ucraina. La richiesta è di partire «immediatamente» per l’alto rischio di un’escalation militare. Lo riferisce la Tass.

Lo stato maggiore delle forze armate ucraine, come riporta il Guardian, aggiunge che mentre le autorità filorusse hanno trasferito circa 70.000 civili dalla riva sinistra del fiume Dnepr, il governo di occupazione russa nella regione di Kherson ha spostato la sua amministrazione più a sud, a Skadovsk. Lo stato maggiore ucraino ha descritto queste tattiche come «intimidazioni dei residenti civili».

Ore 21:26 - Ue, Simson: stoccaggi gas ucraini al 32%, prossimo anno più duro

«Le strutture di stoccaggio di gas dell’Ucraina, che sono enormi, sono piene al 32% al momento: l’Ucraina e l’Ue hanno abbastanza scorte per affrontare questo inverno». Lo ha detto la commissaria all’energia Kadri Simson nel corso della sua visita a Kiev. «Il prossimo anno sarà duro sul fronte degli stoccaggi ed è per questo che abbiamo previsto gli acquisti congiunti a livello europeo e l’Ucraina potrà partecipare», ha sottolineato.

Ore 21:37 - Guterres: lavoriamo per mantenere accordo su cereali

«Le Nazioni Unite stanno lavorando con tutte le parti interessate per mantenere l’accordo sui cereali del Mar Nero e rimuovere gli ostacoli all’esportazione di cibo e fertilizzanti russi». Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, nel corso di un discorso pronunciato in apertura della 31a sessione del vertice della Lega Araba ad Algeri, a cui ha partecipato su invito dell’Algeria come ospite d’onore.

Andrea Nicastro per il “Corriere della Sera” l'1 novembre 2022.

«Generale come sta?». È prima mattina e la chiamata WhatsApp video con Teheran funziona a meraviglia. L'uomo gira il cellulare e mostra la carriola che ha appena caricato con la pala. «Sono fortunato perché ho un permesso di lavoro, do da mangiare alla famiglia e non mi faccio espellere verso l'Afghanistan. Con quello che ho fatto per sconfiggere i talebani, non uscirei vivo da un loro arresto». 

La riconquista di Kabul da parte degli «studenti del Corano» ha creato decine di migliaia di soldati in fuga. Sono militari, ex mujaheddin, ufficiali dello sconfitto «nuovo Afghanistan filooccidentale».

Militari addestrati a spese soprattutto di Washington e poi lasciati senza aviazione davanti all'avanzata talebana. 

Per vent' anni hanno combattuto «gli insorti barbuti» e dal 15 agosto 2021 sono scappati all'estero o si sono nascosti nello stesso Afghanistan per evitare la vendetta dei loro nemici. Alcuni si sono uniti in Tagikistan alla resistenza del figlio del comandante Massud. Altri, pochi, sono stati evacuati in Occidente. In Italia ne sono arrivati un centinaio.

I 65 della prima ondata hanno in gran parte ottenuto asilo politico e possono quindi sperare di costruirsi un futuro da noi.

Chi non ce l'ha fatta sino all'Europa o agli Usa, ma si è rifugiato nei Paesi ex sovietici o in Iran è a rischio di espulsione. Come il generale-muratore. E, allora, ecco l'idea del Cremlino: saldare la sconfitta dell'Unione sovietica in Afghanistan nel 1989 a quella americana del 2021 per cercare di vincere almeno l'invasione dell'Ucraina del 2022.

«Dall'Iran - dice l'ex generale - calcolo siano già partiti per combattere in Ucraina nei ranghi russi almeno 2mila ex soldati afghani. Non hanno scelta. Morire per mano dei talebani o in battaglia per le armi dei nostri ex alleati americani è la stessa cosa. Meglio provare a combattere».

Il modulo che circola sui social è in persiano. Il titolo: Domanda di arruolamento per volontari dell'esercito libero di Russia. Nome, nome del padre, del nonno, del villaggio (tra i burocrati di Mosca c'è una grande esperienza delle complessità anagrafiche afghane). «I volontari che saranno ammessi nel programma dell'esercito libero di Russia - si legge - riceveranno 1500 dollari di salario mensile e dopo 6 mesi di attività di addestramento e di battaglia otterranno il passaporto della Federazione russa».

Sono soldati professionisti, esperti. L'offerta di 1500 dollari senza pensione, assistenza sanitaria, ecc. ecc. è da discount del mercenario. Ma Mosca ha capito che può approfittare della loro precarietà. Fermare la controffensiva delle truppe di Kiev sta costando decine di vite ogni giorno. Quelle dei soldati afghani abbandonati dall'Occidente sono lì, a disposizione di chi le prende per primo. 

Dal suo esilio in Germania, Farid Ahmadi, ex comandante delle operazioni speciali afghane, cerca di trattenere i suoi ex soldati. «Non arruolatevi - dice ai siti in persiano - è una strada senza ritorno». Secondo il modulo, basta che gli afghani si presentino ai «rappresentanti russi in Iran» e saranno arruolati. L'asse Mosca-Teheran funziona non solo per i nuovi droni suicidi che attaccano le centrali elettriche di Kiev, ma anche per il rastrellamento della carne da cannone.

Diario di un’ucraina. La guerra dei russi ci ha reso sporchi, grigi e malconci, ma aspettiamo ostinati la vittoria. Olena Stiazhkina su L'Inkiesta il 2 Novembre 2022

La scrittrice in passato era sfollata dal Donbas, ma stavolta non ha lasciato Kyjiv e se ora le chiedono «come stai, mobiletto?» invece di offendersi a morte risponde «reggo»

In una Makariv liberata dagli occupanti ci sono tante case distrutte. Sulla soglia di una di queste case c’è un cane. È di razza alabai. È grigio, sporco, malconcio, affamato. Prende il cibo e l’acqua dai volontari. Si lascia accarezzare. Però non segue nessuno. Non si schioda dal suo posto. Guarda negli occhi della gente che passa. Guarda oltre quelli che si avvicinano. Aspetta i suoi. Aspetta ostinato. Forse i suoi non ci sono più. Forse aspetta invano, o forse non è poi così invano. Lui mangia, lui beve. Solo che non segue nessuno. Lui crede che tutti quelli a cui vuole bene torneranno. Prima o poi. I volontari lo chiamano “il nostro Hachi”.

Oggi sono tornati i nostri vicini di pianerottolo. Li sentiamo oltre la parete. Sembra che quella parete tra di noi non ci sia neanche. Le nostre orecchie hanno imparato i nuovi suoni dal cielo ancora prima dell’arrivo delle sirene. Che cosa vuoi che sia allora quella parete?

Oggi il confine con la Polonia lo hanno attraversato 24mila persone. Stanno tornando a casa. Loro qua sono molto attesi, anche se non c’è più nessuno ad aspettarli.

Mi sembra che tutti noi siamo degli “Hachi”. Nelle città distrutte e desolate siamo sporchi, grigi e malconci e aspettiamo ostinati il senso della nostra vita. Stiamo aspettando i nostri soldati, i vicini di casa, gli amici. Stiamo aspettando la vittoria e non ci schiodiamo da questo posto anche se sarà difficile e lunga. Solo che al posto del cibo e dell’acqua a noi servono armi.

Lo chiamo l’infuso concentrato della tragedia. Si tratta di un corpo ucraino, che sa già dove fa male, poiché fa male ovunque. Sentiamo ogni movimento delle auto bucate dalle pallottole nei corridoi umanitari russi, il tricolore russo disegnato sui cartelli all’ingresso in città, le fosse comuni sui territori occupati che si vedono sulle foto dei satelliti. Il collo non si muove, gli occhi sono secchi, le orecchie non sentono, la schiena non si piega…

Ed è proprio sulla schiena, che non vuole piegarsi, che sono scritti tutti i nomi e i toponimi. Sono tatuati sulla schiena che non vuole piegarsi. Su quella schiena che non vuole piegarsi ci sono la rabbia, la furia, il dolore e le armi. Oltre quella schiena c’è l’infuso della tragedia. Se farai un movimento, i cristalli tradiranno la loro fragilità. Le lacrime scioglieranno tutto, le orecchie sentiranno tutto, il collo riacquisterà la propria forza. Ma la schiena non vuole piegarsi.

L’infuso concentrato della tragedia sarà sul nostro tavolo ancora per tanto tempo, come lo scudo e la spada.

Nel dizionario internazionale ci sono delle novità: il lemma “russo” ora significherà la stessa cosa che “nazista”. La parola “Ucraina” però potrebbe essere rivista come una versione nuova della storia di Davide o Golia. Per via dell’Ucraina questa parabola non sembrerà più così esagerata.

Da allora il nostro incubo più grande e senza fine sono le torture, inflitte ai bambini davanti ai nostri occhi. Non sono stati i russi a inventarle, ma sono stati loro a perfezionarle: bambini stuprati con i denti tolti, le unghie strappate, le braccia e le gambe spezzate. I bambini ammazzati sono il loro marchio di qualità, per il quale l’intero battaglione riceve le onorificenze militari.

Ogni volta che incontri un russo devi tenere in mente che lui, suo figlio, sua figlia, il suo parente, il suo vicino, il suo collega – tutti loro, insieme o separatamente — tortureranno i bambini. La questione di un russo che abita in Europa non cambia niente.

Come fare allora? Il piano d’azione c’è. Anzi sono due. E tutti e due sono imperfetti. Il primo consiste nel non avere i russi da nessuna parte. Il secondo nell’avere le armi. Nelle condizioni di necessità un’arma puntata contro un russo potrebbe salvare dal non essere torturati a morte.

Mettere in atto il primo piano è difficile, per via dell’indifferenza dell’anima del mondo moderno. È difficile convincere gli europei non stuprati che i loro figli saranno i prossimi. La difficoltà del secondo piano sta nel distribuire le armi tra i bambini per dar loro la possibilità di morire in fretta ed evitare le torture.

Tutti i territori occupati sono campi di concentramento. Tutte le persone che ci si sono trovate dentro sono condannate. Oggi, domani o dopodomani. Sono condannate.

Anche nella tranquillità apparente di Donets’k e Kherson, rimangono tranquille solo le case ancora non distrutte, che verranno comunque distrutte alla prima necessità.

Le persone sono vive solo perché non è stato ancora dato un ordine di ammazzarle o c’è ancora bisogno di tenerle in vita. Le donne non sono state stuprate non perché non sono uscite in strada, ma perché gli animali non sono entrati nelle loro case. Ma per gli uomini la morte è già arrivata: vengono arruolati come carne da macello nell’esercito degli invasori. Non si può scappare. Se provi a scappare ti spareranno alla nuca o ti toglieranno le budella dal ventre.

È impossibile andare via. Ai posti di blocco nemici si gioca alla roulette russa, come dice il loro capo: piace, non piace… Se qualcuno non piace, un orco gli potrà fare qualsiasi cosa, e se qualcuna invece piace anche con lei faranno qualsiasi cosa.

Se nel 2014 ero diventata esperta nei suoni e nei segni delle “peonie”, dei “giacinti” e dei “tulipani”, ora sto imparando i nomi delle armi nuove e più moderne. Dubito che potrò applicare queste nozioni nella pratica. Però mi piacciono. E non soltanto a me.

C’è una vignetta che gira nei social, in cui un bambino e una bambina piccoli giocano nella sabbia. Lei lo guarda e gli chiede: «Come ti chiami?». E lui risponde: «Bayraktar. E tu?». « Io sono Javelina».

L’amica di Leopoli dice: «Ho paura. Solo ora ho iniziato ad avere paura. Penso che sarà Leopoli…». «In che senso “sarà Leopoli”? Certo che sarà Leopoli o avete deciso di chiamare la città diversamente?». « Ma no. Penso, che le armi nucleari tattiche verranno usate a Leopoli. E dopo?». « Ah, menomale. Non ti preoccupare, cara, hanno detto che verranno distrutti tutti i centri di comando. E dove sono? Esatto! A Kyjiv! A casa mia! ». « Non mi hai tranquillizzata per niente… Quindi che cosa facciamo?». « Ce ne freghiamo. Un po’ di fatalismo non farà male alla fiducia nel nostro esercito ». « E dove devo andarlo a cercare ’sto fatalismo?».

Nel nostro centro di volontariato c’è una signora della città di Popasna. Tranquilla, silenziosa, assente. Dice: «Ragazze, avete una fotocopiatrice qui? ». « Possiamo trovarla, per che cosa le serve? ». « Si potrebbe anche fare una foto con il telefono. Perché ce l’ho su un pezzo di carta… Ma dobbiamo cancellare tutte le foto dal telefono, perché, se si capita in mano a quelli, loro, per prima cosa, guardano i telefoni. Il pezzo di carta puoi nasconderlo nel reggiseno o nelle mutande… ». « Allora fotocopiamolo! ». « Però fatelo vedere a tutti, non dimenticatelo. Un terzo del nostro Paese ormai è una Popasna. Ma io di questo foglio ne ho una sola copia ».

Sul pezzo di carta c’è la lista dei morti. Accanto ad alcuni nomi ci sono le date e gli indirizzi. Accanto ad altri solo le date e i nomi. In alcuni casi non ci sono neppure i nomi, solo “una donna”, “un uomo vecchio”, “una ragazza”.

« Erano ancora lì, mentre io lasciavo la città. Non a Popasna, ma sulla strada. Prendevo nota di quelli che ho visto. Non ho visto tutti, ma alcuni sì… Sono sotto la riga. Sopra la riga ci sono i nostri… ».

Perché sto scrivendo questo diario? Che senso ha, se l’unico senso che può esserci per noi, per quelli non al fronte, è fare le mappe con dei punti con i nostri morti?

*Olena Stiazhkina è una storica e scrittrice, insegna all’Università di Donec’k (che ha poi trasferito la sua sede a Vinnycia, in seguito all’occupazione del Donbas nel 2014). È autrice del romanzo La morte del leone Sesil aveva un senso, scritto a metà in russo e a metà in ucraino, con una scelta-manifesto che mostra la sua decisione di passare dal russo all’ucraino come lingua di scrittura.

Ucraina Russia, le notizie del 2 novembre. Redazione Online su Il Corriere della Sera il 2 Novembre 2022

Le notizie di mercoledì 2 novembre. L’inchiesta del quotidiano economico: «È la raffineria siciliana della Lukoil a Priolo il passaggio che consente al greggio russo di aggirare le sanzioni americane per la guerra in Ucraina e di arrivare negli Stati Uniti, tornando a volte in Europa»

• La guerra in Ucraina è arrivata al 251esimo giorno.

• Il Cremlino accusa il Regno Unito di aver «diretto e coordinato» il sabotaggio al gasdotto Nord Stream.

• Il vice-presidente del Consiglio di sicurezza russo Medvedev: pronti al nucleare se c’è minaccia nelle regioni annesse.

• Razov: non escludo l’invio di uomini dall’Italia a Kiev. Poi la retromarcia dell’ambasciata russa: parlava di cannoni.

• Il presidente ucraino Zelensky: le forze russe hanno «seriamente danneggiato» circa il 40% delle infrastrutture energetiche dell’Ucraina.

• L’Iran prevede di inviare un lotto di oltre 200 droni da combattimento alla Federazione Russa all’inizio di novembre.

Ore 20:35 - Filorussi annunciano nuove evacuazioni da Kherson

Le autorità filorusse di Kherson hanno annunciato nuove evacuazioni dalla regione occupata nel sud dell’Ucraina. La richiesta è di partire «immediatamente» per l’alto rischio di un’escalation militare. Lo riferisce la Tass.

Lo stato maggiore delle forze armate ucraine, come riporta il Guardian, aggiunge che mentre le autorità filorusse hanno trasferito circa 70.000 civili dalla riva sinistra del fiume Dnepr, il governo di occupazione russa nella regione di Kherson ha spostato la sua amministrazione più a sud, a Skadovsk. Lo stato maggiore ucraino ha descritto queste tattiche come «intimidazioni dei residenti civili».

Ore 21:26 - Ue, Simson: stoccaggi gas ucraini al 32%, prossimo anno più duro

«Le strutture di stoccaggio di gas dell’Ucraina, che sono enormi, sono piene al 32% al momento: l’Ucraina e l’Ue hanno abbastanza scorte per affrontare questo inverno». Lo ha detto la commissaria all’energia Kadri Simson nel corso della sua visita a Kiev. «Il prossimo anno sarà duro sul fronte degli stoccaggi ed è per questo che abbiamo previsto gli acquisti congiunti a livello europeo e l’Ucraina potrà partecipare», ha sottolineato.

Ore 21:37 - Guterres: lavoriamo per mantenere accordo su cereali

«Le Nazioni Unite stanno lavorando con tutte le parti interessate per mantenere l’accordo sui cereali del Mar Nero e rimuovere gli ostacoli all’esportazione di cibo e fertilizzanti russi». Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, nel corso di un discorso pronunciato in apertura della 31a sessione del vertice della Lega Araba ad Algeri, a cui ha partecipato su invito dell’Algeria come ospite d’onore.

Ore 05:56 - Wsj: petrolio russo elude sanzioni Usa tramite raffineria siciliana di Priolo

(Giuliana Ferraino) La raffineria a Priolo di Lukoil, secondo gruppo russo di raffinazione, sarebbe la scappatoia per aggirare le sanzioni americane che vietano agli Stati Uniti di importare petrolio dalla Russia, dopo la guerra di Vladimir Putin all’Ucraina. La denuncia è frutto di un’indagine del Wall Street Journal , che ha ricostruito e tracciato le rotte delle navi che arrivano a Siracusa per scaricare greggio e caricare prodotti trasformati dall’impianto siciliano di raffinazione, gassificazione e cogenerazione di energia della Lukoil, che riceve fino al 93% di greggio dalla Russia per produrre benzina che poi manda negli Stati Uniti a gruppi come Exxon, senza violare ufficialmente le sanzioni. Come? La grande maggioranza del petrolio della raffineria basata a Priolo proviene dalla Russia. In Sicilia il petrolio russo viene raffinato, un processo che lo fa diventare «italiano», secondo una prassi consolidata che permette al greggio di cambiare in base al luogo dove viene raffinato. Qui l’articolo completo.

Ore 07:53 - Ucraina, dichiarato allarme aereo in sette regioni

L’allarme aereo è stato dichiarato questa mattina in sette regioni dell’Ucraina: secondo i dati della mappa l’allerta riguarda le regioni di Dnipropetrovsk, Poltava, Cherkassy, Kirovograd, Mukolaiv, Kharkiv e la parte della regione di Zaporozhzhia controllata da Kiev. Lo riferisce l’agenzia di stampa russa Tass.

Ore 08:31 - Lo Stato maggiore di Kiev: i russi avanzano nel Donetsk

Mentre nelle aree di Kherson l’esercito russo velocizza le operazione della ritirata, nella regione del Donetsk, in Donbass, l’Armata avanza in tre direzioni, verso le città di Bakhmut, Avdiivka e Novopavliv: «L’avversario sta cercando di tenere i territori temporaneamente catturati», afferma l’esercito di Kiev

Ore 09:29 - A Kiev oltre 1.000 punti di riscaldamento comune

Kiev si sta preparando all’inverno e gli attacchi russi alle reti municipali di riscaldamento ha spinto le autorità a prendere delle precauzioni: in città sono in allestimento oltre 1.000 punti di riscaldamento, ha comunicato ieri il sindaco Vitali Klitschko: «Lo scenario peggiore è quello in cui non ci saranno elettricità, acqua e riscaldamento», ha dichiarato. I punti saranno dotati di generatori e di scorte di beni di prima necessità, come l’acqua.

Ore 10:00 - La Polonia costruisce un muro sul confine russo di Kaliningrad

La Polonia ha iniziato la costruzione di una recinzione lungo il confine con l’exclave russa di Kaliningrad. Lo ha annunciato il ministro della Difesa di Varsavia, Mariusz Blaszczak, sottolineando i sospetti che la Russia voglia facilitare l’ingresso in Polonia di immigrati di origine asiatica e africana. Il muro sarà provvisorio e correrà lungo i 210 chilometri del confine: alto 2,5 metri e profondo 3 metri, sarà costruito dai soldati dell’esercito nazionale e i lavori termineranno nel 2023.

Ore 10:37 - Kiev: «47 attacchi russi su 25 località in un solo giorno»

Venticinque tra città e località più piccole sono state colpite in Ucraina meridionale e orientale nell’arco di un solo giorno dall’esercito russo con 47 attacchi aerei e 7 missili. Secondo lo Stato Maggiore di Kiev altri attacchi sono previsti con il lancio di droni dalla Bielorussia, come riporta Unian. Intanto in Donetsk, a Zavitne Bazhanya, le unità russe hanno aperto un nuovo ospedale: «Attualmente è pieno di militari feriti dell’esercito russo», ha riferito lo Stato Maggiore, osservando che nonostante la fine ufficiale della mobilitazione, «le convocazioni continuano a essere inviate agli uomini in età di leva».

Ore 10:39 - Il ministro Esteri spagnolo a Kiev, dona 30 ambulanze

Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares è a Kiev, in Ucraina, per donare trenta ambulanze alle autorità locali. «Sono arrivato a Kiev per portare il sostegno della Spagna al popolo e al governo dell’Ucraina impegnata a difendere la sua sovranità, la sua pace e la sua libertà», lo ha scritto Albares su Twitter.

 Ore 10:42 - Mosca: «Kiev vuole armi nucleari Nato sul suo territorio»

Gli Usa e gli Stati europei ignorano il ricatto nucleare dell’Ucraina. La Russia è a conoscenza dei tentativi di Kiev di creare una bomba nucleare «sporca» e della sua disponibilità a schierare armi nucleari della Nato sul suo territorio. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa russo Sergej Shoigu, citato dalla Tass, a un meeting con la Bielorussia.

Ore 11:06 - La Russia ha convocato l’ambasciatrice del Regno Unito

L’ambasciatrice britannica a Mosca, Deborah Bronnert, sarà presto convocata al ministero degli Esteri russo in merito al presunto coinvolgimento di specialisti britannici nella preparazione degli attacchi alla Marina delle Federazione Russa a Sebastopoli. Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, come riporta Tass. «Queste azioni di Kiev sono state condotte sotto la guida di specialisti britannici, come annunciato dal ministero della Difesa. La Federazione Russa ha informato la comunità internazionale nel corso di una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. A questo proposito, l’ambasciatore britannico sarà convocato nel prossimo futuro presso il ministero degli Esteri russo», ha detto Zakharova.

Ore 11:09 - Nyt: «Capi militari russi parlano di armi nucleari»

I capi militari russi hanno discusso l’uso di armi nucleari tattiche in Ucraina: lo riferiscono funzionari statunitensi, secondo quanto riporta il New York Times. Le conversazioni hanno allarmato l’amministrazione Biden perché dimostrano la frustrazione di Mosca per i suoi insuccessi sul campo di battaglia in Ucraina.

Ore 11:18 - Lavrov si reca in Giordania e negli Emirati

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov parte oggi per una visita ufficiale in Giordania e negli Emirati Arabi Uniti. Lo rende noto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova citata dalla Ria Novosti. «Oggi inizia la visita del ministro degli Esteri russo in Medio Oriente Si prevede che una delegazione guidata da Sergei Lavrov visiterà la Giordania e gli Emirati Arabi Uniti», ha affermato durante un briefing.

Ore 11:20 - Turchia: «La Russia ha annunciato la ripresa dell’accordo sul grano»

Il ministro della Difesa russo ha detto al suo omologo turco che Mosca ha accettato di tornare a un accordo mediato tra Turchia e Nazioni Unite per consentire la spedizione di milioni di tonnellate di grano ucraino attraverso il Mar Nero. Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha detto che il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha chiamato l’omologo turco Hulusi Akar e lo ha informato che l’accordo sul corridoio del grano sarebbe «continuato come prima» a partire da mercoledì. Erdogan ha aggiunto che l’accordo darebbe la priorità alle spedizioni verso le nazioni africane, tra cui Somalia, Gibuti e Sudan, in linea con le preoccupazioni della Russia secondo cui la maggior parte del grano sarebbe finito nelle nazioni più ricche.

Ore 11:52 - Mosca: «Nessun uso militare dei corridoi grano, garanzie Kiev»

Mosca ha ricevuto garanzie scritte dall’Ucraina sull’inammissibilità dell’uso del corridoio dei cereali per azioni militari contro Mosca, ha affermato lo Stato maggiore russo, citato dalla Tass.

Ore 12:32 - Onu: «Grazie Turchia per ritorno Russia all’accordo sul grano»

Le Nazioni Unite hanno ringraziato la Turchia per la mediazione offerta da Ankara con l’obiettivo di riportare la Russia all’interno dell’accordo per l’esportazione di grano dai porti ucraini. «Accolgo il ritorno della Federazione Russa nell’attuazione dell’iniziativa del Mar Nero sul grano per facilitare l’esportazione di cibo e fertilizzanti dall’Ucraina. Sono grato all’assistenza turca. Attendo con impazienza di lavorare ancora con tutti i partecipanti all’iniziativa», ha scritto su Twitter il coordinatore Onu dell’accordo per l’esportazione del grano dai porti ucraini Amir Abdulla.

Ore 12:39 - Gran Bretagna: «Governo sanziona due soci in affari di Abramovich»

Il governo del Regno Unito ha sanzionato due soci in affari di Roman Abramovich, legati al produttore di acciaio russo Evraz, nell’ambito delle restrizioni a quattro oligarchi russi. Alexander Abramov e Alexander Frolov hanno visto congelare i loro beni nel Regno Unito per il loro ruolo in «settori di grande importanza» per lo sforzo bellico russo in Ucraina.

Si pensa che Abramov abbia un patrimonio netto globale di 4,1 miliardi di sterline (4,76 miliardi di euro) e Frolov di 1,7 miliardi (1,97 miliardi di euro). Una dichiarazione del governo afferma che, insieme, entrambi hanno investimenti immobiliari nel Regno Unito per un valore di 100 milioni di sterline. A entrambi è vietato entrare o soggiornare nel Regno Unito, hanno restrizioni sugli aerei o sulle barche di loro proprietà per lo sbarco nel Regno Unito o l’attracco nei porti del Regno Unito e i loro beni sono stati congelati.

Ore 12:48 - Kiev: «Otto giornalisti ucraini uccisi durante la guerra»

Sono otto i giornalisti ucraini rimasti uccisi dal 24 febbraio, data dell’invasione russa. Secondo il Sindacato dei giornalisti ucraini, «la Russia dovrebbe essere portata davanti alla giustizia per i crimini di guerra, lo spargimento di sangue e la morte di decine di migliaia di persone, compresi i giornalisti», si legge in una note del sindacato riportata dal Kyiv Independent.

Ore 12:53 - Stoltenberg da domani in Turchia: vedrà Erdogan

Il Segretario generale della Nato Jens Stoltenberg si recherà da domani al 5 novembre in Turchia. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri turco. «Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg visiterà il nostro Paese dal 3 al 5 novembre 2022. In questa occasione, Stoltenberg sarà ricevuto dal nostro presidente e incontrerà anche il nostro ministro (degli Esteri Cavusoglu, ndr) e il ministro della Difesa nazionale» Akar, ha spiegato il ministero degli Esteri turco.

Ore 12:54 - Presunta omicida di Daria Dugina nella lista dei ricercati internazionali

La principale sospettata dell’omicidio di Daria Dugina è stata inserita in una lista di ricercati internazionali, ha dichiarato alla Tass l’ufficio stampa del Tribunale di Mosca. «Natalia Vovk è stata inserita in una lista internazionale di ricercati», ha dichiarato un portavoce del tribunale. Secondo gli inquirenti, dopo aver commesso il crimine, Vovk e sua figlia sono fuggite in Estonia attraverso la regione russa di Pskov. Gli investigatori hanno anche stabilito che prima del crimine la donna aveva affittato un appartamento nello stesso edificio residenziale, dove viveva la vittima. Daria Dugina, 29 anni, è rimasta uccisa il 20 agosto nell’esplosione della sua auto sull’autostrada M1 della regione di Mosca. Il Servizio di sicurezza federale russo ha comunicato alla Tass che il suo omicidio è stato risolto. Secondo l’agenzia, l’omicidio è stato compiuto dai servizi segreti ucraini e l’autore è una cittadina ucraina di nome Natalia Vovk. Il Centro per le relazioni pubbliche del Servizio di sicurezza federale russo il 22 agosto ha comunicato che l’indagine è stata risolta: l’omicidio è stato compiuto dai servizi segreti ucraini e la responsabile è una cittadina ucraina di nome Natalia Vovk.

Ore 13:07 - Kiev: bombardato ospedale di Toretsk, nella regione del Donetsk

Secondo un tweet del primo viceministro degli Affari Esteri ucraino Emine Dzheppar, il reparto maternità e l’ambulatorio dell’ospedale di Toretsk, nella regione di Donetsk, sono stati danneggiati dai bombardamenti russi durante la notte. Dzheppar ha postato le foto aggiungendo che abitazioni, condomini ed edifici amministrativi sono stati presi di mira nell’attacco.

Ore 13:15 - Mosca: attesa segnali Kiev per colloqui anche su nuovi territori

Mosca attende da Kiev segnali chiari e inequivocabili della sua volontà di riprendere i colloqui in conformità con le nuove realtà territoriali. Lo afferma il ministero degli Esteri russo, come riporta la Tass.

Ore 13:28 - Mosca: a Gb prove responsabilità attacco flotta e gasdotto

La Russia presenterà all'ambasciatore britannico a Mosca Deborah Bronnert le prove del coinvolgimento della Gran Bretagna nell'attacco alla base della Flotta del Mar Nero a Sebastopoli e nell'atto di sabotaggio contro i gasdotti del Nord Stream. Quindi divulgherà il materiale, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova in un briefing informativo. Lo riferisce la Tass.

Ore 13:36 - Peskov: «Putin non ha ancora deciso se ricandidarsi alla presidenza»

Il presidente russo Vladimir Putin non ha ancora deciso se ricandidarsi alla guida del Cremlino. Lo ha detto in conferenza stampa Dmitry Peskov, il portavoce del Cremlino, rispondendo a una domanda sulle elezioni presidenziali che si terranno nel 2024. Putin è al potere dal 1999. È stato presidente della Russia dal 2012 e in precedenza tra il 2000 e il 2008. E' stato anche primo ministro dal 1999 al 2000 durante la presidenza di Boris Eltsin, e di nuovo dal 2008 al 2012. L'anno scorso Putin ha firmato una legge che gli consentirebbe di candidarsi per altri due mandati presidenziali di sei anni, estendendo potenzialmente il suo governo fino al 2036.

Ore 13:54 - Usa: nessun segnale che Mosca stia per usare armi nucleari

- «Nessun segnale che la Russia si stia preparando a usare armi nucleari contro l'Ucraina»: lo afferma il portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca John Kirby aggiungendo di non avere commenti sull'articolo del New York Times secondo cui ci sono state discussioni tra i leader militari russi sull'uso di armi nucleari. «Siamo stati chiari fin dall'inizio — ha precisato Kirby —, le parole della Russia sul potenziale uso delle armi nucleari sono profondamente preoccupanti e le prendiamo sul serio. Continuiamo a monitore ma non vediamo indicazioni che la Russia si stia preparando per tale uso».

 Ore 14:07 - Johnson: «Non credo Putin userà armi nucleari»

«Non credo che Vladimir Putin userà armi nucleari, sarebbe un pazzo a farlo». Lo ha dichiarato l’ex primo ministro britannico, Boris Johnson, in un’intervista trasmessa dal canale televisivo Sky News. Se usasse questo genere di armi, «la Russia rassegnerebbe immediatamente le dimissioni dal club delle nazioni civilizzate», ha aggiunto l’ex leader del Regno Unito, sottolineando che per Mosca sarebbe un «disastro totale» in quanto l’economia del Paese verrebbe di fatto «congelata».

Ore 14:15 - Zelensky: «Mosca mente sui negoziati, servono passi indietro»

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha parlato dei negoziati con la Russia in un’intervista alla televisione ceca. «La loro diplomazia è una bugia, loro mentono», ha detto Zelensky. «Ieri hanno detto che loro erano pronti a fermare la guerra mentre l’Ucraina no, ma poi ci hanno attaccato con 54 missili. Sono pazzi? Sono malati? Non riesco a capire. Di cosa possiamo parlare con loro se ci attaccano con 54 missili in mezza giornata? Penso che vivano su un altro pianeta». «Non è una questione di compromessi. Certo, conta solo la vittoria. Ma la Russia deve fare dei passi indietro», ha detto ancora Zelensky.

Ore 14:45 - Domani partiranno 8 navi cariche di grano dall’Ucraina

Otto navi partiranno domani dai porti dell’Ucraina dopo che la Russia ha deciso di rientrare nell’accordo sul grano raggiunto lo scorso 22 luglio a Istanbul grazie alla mediazione della Turchia e delle Nazioni Unite. Lo ha annunciato il ministro delle Infrastrutture ucraino Oleksandr Kubrakov spiegando che otto navi cariche di cereali attraverseranno domani il corridoio del grano.

Ore 14:50 - Ucraina, ministro degli Interni: «Scoperte 23 camere di tortura nella regione di Kharkiv»

«Sono state scoperte 23 camere di tortura nella regione di Kharkiv, 3 nella regione di Kherson e una nella regione di Donetsk. Nel territorio di Kupyansk c’erano 8 camere di tortura». Lo ha affermato il ministro degli Affari interni dell’Ucraina Denys Monastyrsky, come riportato da Ukrinform.

Monastyrsky ha aggiunto che sono in corso indagini per documentare i crimini e identificare le persone coinvolte negli abusi contro gli ucraini nei campi di tortura. «Sono ottimista sulla possibilità di trovare i responsabili di questi casi di tortura. Per quanto riguarda alcuni di loro, abbiamo già capito chi c’era».

Il ministro si è detto molto colpito dalla camera di tortura di Balaklia: «Ci sono state centinaia di detenuti. Si trovava in una stazione di polizia, dove potrebbero essere state trattenute nelle celle fino a 40 persone contemporaneamente».

Ore 14:55 - Usa: «La Corea del Nord sta fornendo munizioni alla Russia»

La Corea del Nord sta fornendo alla Russia «una quantità significativa di proiettili d’artiglieria». Lo ha detto il portavoce del Consiglio per sicurezza nazionale americana, John Kirby, secondo quanto riportato dalla Cnn.

«A settembre - si legge in un comunicato di Kirby alla Cnn - la Corea del Nord ha negato pubblicamente l’intenzione di fornire munizioni alla Russia». «Tuttavia, le nostre informazioni indicano che Pyongyang stia fornendo segretamente a Mosca un numero significativo di proiettili di artiglieria per la sua guerra in Ucraina, fingendo di spedire le armi in Paesi del Medio Oriente o del Nord Africa», sottolinea ancora il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale americana.

Ore 15:34 - Kishida parla con Meloni: «Inaccettabili minacce di Mosca sull’uso delle armi nucleari»

Il Premier giapponese Fumio Kishida ha parlato al telefono per 20 minuti con la Premier italiana Giorgia Meloni: lo rende noto il ministero degli Esteri giapponese. Kishida ha accolto con favore la posizione di Meloni, per cui l’Italia continuerà a fornire pieno sostegno all’Ucraina e i due leader hanno confermato la necessità di mantenere l’unità della comunità internazionale e di mantenere e rafforzare le sanzioni contro la Russia insieme al supporto per l’Ucraina.

La minaccia della Russia di usare le armi nucleari è assolutamente inaccettabile, non bisogna consentirne l’uso ed è essenziale per la comunità internazionale inviare un messaggio chiaro, ha sottolineato Kishida. Le accuse false della Russia sulle “bombe sporche” sono anche questa inaccettabili, per il Premier giapponese. Entrambi i leader hanno confermato che continueranno a lavorare insieme in questo senso.

Ore 15:42 - Putin: «Lasceremo di nuovo l’accordo grano in caso violazioni Kiev»

«La Russia si riserva il diritto di lasciare l’accordo sul grano in caso di nuova violazione da parte dell’Ucraina dei suoi obblighi». Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin, citato da Interfax.

Ore 15:53 - «Armi nucleari» nelle conversazioni dei generali russi intercettate dall’intelligence Usa

(Giuseppe Sarcina) L’intelligence americana ha intercettato conversazioni tra alcuni generali russi, mentre stavano discutendo il possibile ricorso alle bombe tattiche nucleari in Ucraina. I colloqui, scrive il New York Times, sono avvenuti a metà ottobre, cioè proprio nei giorni in cui Joe Biden avvertiva ripetutamente Vladimir Putin: in caso di attacco atomico ci sarebbero state «conseguenze catastrofiche» per il Cremlino.

Ore 15:58 - Usa: «Sempre più preoccupati da uso arma nucleare russa»

Gli Stati Uniti sono «sempre più preoccupati» dal possibile uso di armi nucleari da parte della Russia. Lo ha detto il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana, John Kirby, in un briefing virtuale con la stampa ribadendo tuttavia che non c’è nessun segnale di minaccia imminente. «Gli Usa continuano a prendere sul serio la minaccia da parte di Putin di usare l’arma nucleare. Lo abbiamo fatto sin dall’inizio della guerra in Ucraina», ha aggiunto il funzionario della Casa Bianca, sottolineando che «continuiamo a monitorare al meglio delle nostre possibilità la minaccia».

Ore 16:20 - Navalny «di nuovo in isolamento, settima volta in 2 mesi»

Alexey Navalny, il rivale numero uno di Putin in carcere per motivi politici, ha annunciato su Twitter di essere stato mandato in una cella di punizione per la settima volta in poco più di due mesi: questa volta per 11 giorni. Secondo Radio Liberty e il Moscow Times, ieri Navalny ha spiegato che il motivo ufficiale questa volta è che non avrebbe pulito adeguatamente il cortile e che si sarebbe rivolto a una guardia chiamandola per grado e cognome invece che per cognome e patronimico.

Questi continui provvedimenti nei confronti dell’oppositore sono inflitti per motivi pretestuosi e sono ritenuti un sopruso delle autorità, e Navalny li sta contestando in tribunale. In passato, Navalny è stato punito con 12 giorni di cella di isolamento per aver avuto il coraggio di condannare la mobilitazione ordinata dal Cremlino per il conflitto in Ucraina durante un’udienza in tribunale, e a tre giorni soltanto perché aveva un bottone slacciato.

Ore 16:50 - Mosca: useremo armi nucleari solo in risposta a un'aggressione

La Russia «ipoteticamente consente una reazione utilizzando armi nucleari esclusivamente in risposta all'aggressione con l'utilizzo di armi di distruzione di massa o ad un'aggressione con armi convenzionali quando l'esistenza stessa dello Stato è minacciata». Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri russo in una nota citata da Interfax. «Confermiamo pienamente il nostro impegno per la dichiarazione congiunta dei leader dei cinque Stati che dispongono di armi nucleari sulla prevenzione di una guerra nucleare e sulla prevenzione di una corsa agli armamenti del 3 gennaio 2022», ha affermato il ministero. «Chiediamo agli altri Stati dotati di armi nucleari di dimostrare in pratica la loro volontà di lavorare per risolvere questo compito prioritario, e di abbandonare i pericolosi tentativi di violare gli interessi vitali reciproci mentre restano in equilibrio sull'orlo di un conflitto armato e incoraggiano provocazioni con armi di distruzione di massa che possono portare a conseguenze catastrofiche», afferma il documento.

Ore 17:48 - G7: domani riunione ministri Esteri: basta dipendenza dalla Russia

Riunione domani e venerdì a Munster, in Germania, dei ministri degli Esteri del G7. In visita a Samarcanda, la responsabile della diplomazia di Berlino, Annalena Baerbock, ha anticipato che i temi al centro dei colloqui saranno la guerra in Ucraina, con un focus sulla riduzione della dipendenza dalla Russia, e la Cina. I ministri degli Esteri del G7, ha sottolineato, parleranno di «come posizionarci insieme in quanto democrazie e forti Paesi industrializzati». In generale, ha detto Baerbock, «non dovremmo più essere dipendenti in modo fondamentale da un Paese che non condivide i nostri valori in modo da evitare di essere ricattati».

Ore 18:17 - Così la pressione di Putin sulla rete elettrica ucraina può spaccare l’alleanza occidentale

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) I flussi di armi e gli scenari futuri: il taccuino militare della crisi ruota attorno a questi due temi, strettamente connessi. (...) Secondo le analisi dell’istituto britannico Rusi e dell’ex generale australiano Mick Ryan Vladimir Putin proseguirà con la massima pressione sui civili con i bombardamenti. Inoltre manovrerà per spaccare l’alleanza occidentale creando contrasti tra governi e opinioni pubbliche sul proseguimento dell’assistenza a Kiev.

Ore 18:40 - Svizzera: sanzioni a Iran per i droni a Mosca

La Svizzera ha introdotto delle sanzioni contro un'azienda iraniana e tre membri dell'esercito dopo che Teheran ha venduto droni alla Russia per la guerra in Ucraina. Lo riferisce il Guardian. All'azienda e alle tre persone sanzionate dalla Svizzera sono stati congelati beni e imposti divieti di viaggio.

Ore 18:45 - Novaya Gazeta: da inizio mobilitazione morte più di 100 reclute

Dall'inizio della mobilitazione, lo scorso 21 settembre, più di 100 reclute sono morte in Russia, al fronte o durante l'addestramento, stima Novaya Gazeta Europe, dopo aver raccolto i nomi di 89 di loro. Il numero maggiore di lutti è negli Urali. Solo a Ekaterinburg, le famiglie di almeno 24 reclute hanno ricevuto notizia della morte dei loro cari. In addestramento sono morte 23 reclute per ragioni svariate, dall'alcol, agli stupefacenti al suicidio e agli incidenti.

Ore 18:47 - La Spagna manda nuovi aiuti militari e sanitari in Ucraina

L'Ucraina sta ottenendo dalla Spagna nuovi «pacchetti» di aiuti finanziari e militari, in particolare un sistema di difesa anti-aerea, e ha ricevuto in giornata 30 ambulanze allestite con strumenti di assistenza a donne incinte: lo ha spiegato il ministro degli Esteri iberico, José Manuel Albares nel corso di una visita a Kiev. «Il nostro impegno a fianco dell'Ucraina è irremovibile», ha aggiunto su Twitter il premier Pedro Sanchez. Albares, che ha tenuto una conferenza stampa insieme al suo omologo ucraino Dmytro Kuleba, ha spiegato che preferisce non dare «troppi dettagli» sul materiale militare fornito per non dare «indizi» alla Russia. Dopo aver incontrato Kuleba, Albares ha anche fatto visita a Zelensky.

Ore 18:58 - Tajani parla con Cavusoglu: impegno comune per una pace giusta

Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha avuto oggi un colloquio telefonico con il collega turco Mevlut Cavusoglu. Ne dà notizia in un tweet la Farnesina, secondo cui Tajani ha ricordato che «Italia e Turchia, amici di lunga data, puntano a rafforzare la cooperazione». E il titolare della Farnesina ha ribadito «l'impegno comune per una pace giusta in Ucraina».

Ore 19:01 - Zelensky ringrazia Erdogan per l'accordo sul grano

Su Twitter il presidente ucraino Zelensky ha ringraziato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan per la sua «attiva partecipazione per preservare l'accordo sul grano, per il suo costante sostegno all'integrità territoriale dell'Ucraina». Zelensky ha anche scritto sui social di aver affrontato con Erdogan altre questioni relative al rimpatrio dei prigionieri ucraini e dei prigionieri politici, precisando di contare sul sostegno del presidente turco anche su questi temi.

Ore 23:05 - Zelensky, su grano risultato importante per mondo intero

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky elogia «l’importanza per il mondo intero» della continuazione dell’accordo sul grano con la Russia. «Oggi abbiamo un risultato diplomatico importante per il nostro Paese e per il mondo intero: prosegue l’attuazione dell’iniziativa per l’esportazione di cereali», ha detto, nel suo consueto intervento quotidiano diffuso attraverso i social network. Le richieste di garanzie di sicurezza avanzate da Mosca per rientrare nell’accordo sul grano «mostrano il fallimento della sua aggressione» in Ucraina, ha aggiunto.

Ore 21:23 - Biden, truppe Usa nei Paesi Nato? Rimarranno a lungo

Le truppe Usa che sono state inviate dopo l’inizio della guerra in Ucraina a difesa del fianco est della Nato rimarranno in Polonia e in altri Paese dell’alleanza «ancora molto a lungo». Lo ha detto il presidente americano, Joe Biden, rispondendo ad una domanda dei giornalisti al seguito a margine di un evento alla Casa Bianca.

La battaglia di Izyum, spiegata. Mauro Indelicato il 2 Novembre 2022 su Inside Over. 

La battaglia di Izyum è una delle più importanti relative alla guerra russo-ucraina scoppiata il 24 febbraio 2022. Si divide in due fasi principali: nella prima, iniziata nel marzo 2022 e conclusa tra aprile e maggio, i russi prendono la città di Izyum e arrivano a occupare i territori circostanti fino a Lyman. Nella seconda invece, avvenuta a settembre, gli ucraini riescono a organizzare una controffensiva e a recuperare tutto il terreno perduto.

L'importanza strategica di Izyum

Izyum viene definita la “porta del Donbass”. Della regione cioè principale obiettivo strategico dei russi in Ucraina. La cittadina, 51mila abitanti prima della guerra e la nomina di “città dolce d’Ucraina” per via delle storiche coltivazioni di uva passa e fregola, è situata all’interno dell’oblast di Kharkiv, ma la sua posizione la rende vitale per avere gli accessi negli oblast di Lugansk e Donetsk. Ossia i due principali del Donbass.

Attraversata dal fiume Siversky Donetsk e chiusa verso est dal fiume Oskil, chi riesce a prendere Izyum può puntare ad avere il controllo della regione circostante. Nella storia già diverse volte la città assume un ruolo strategico in alcune battaglie storiche. La presenza dei due fiumi rende ad esempio Izyum punto di confine dell’impero zarista nel XVII secolo e nel suo territorio viene istituita una frontiera. Più di recente, nel 1942 va in scena nella seconda guerra mondiale la battaglia di Kharkiv-Izyum, con i tedeschi in grado in un primo momento di avanzare prima di subire il ritorno dell’armata rossa.

Nel 2022 ovviamente i russi spingono per la sua conquista con l’obiettivo di poter controllare tutti i territori a nord del Siversky Donetsk e puntare, da questa strategica posizione, ai territori di Slovjansk e Kramatorsk. Prendere Izyum poi vuol dire poter estendere il controllo verso est, conquistando un’altra importante cittadina, quella di Lyman.

L'avanzata russa a sud di Kharkiv

Subito dopo il via libera del presidente russo Vladimir Putin alle operazioni militari in Ucraina, i soldati russi si dirigono verso Kharkiv, seconda città del Paese. Con al suo interno una vasta popolazione russofona, il Cremlino punta a chiudere in pochi giorni la battaglia. Tuttavia la resistenza delle forze di Kiev costringe i russi a indietreggiare dalla metropoli.

Poco più a sud però si apre un altro fronte. I militari entrati dalla regione russa di Belgorod infatti, procedono all’occupazione di vaste porzioni di territorio compreso tra i confini amministrativi dell’oblast di Kharkiv e quello di Lugansk.

Obiettivo dei soldati penetrati in quest’area è la creazione di un corridoio in cui far affluire mezzi e rifornimenti verso Izyum. Quest’ultima già nei primi giorni di guerra viene vista come una località strategica per entrambe le parti in campo: per gli ucraini è bastione da difendere, mentre per i russi è da conquistare.

L'arrivo dei russi nella periferia di Izyum

La regione a sud di Kharkiv per le forze di Kiev si dimostra difficile da difendere. Le barriere naturali costituite dai fiumi principali dell’area si trovano a ridosso di Izyum e delle principali località su cui Mosca pone gli occhi nelle prime settimane di conflitto. Gli ucraini quindi indietreggiano mentre gli uomini inviati dal Cremlino avanzano verso Izyum.

Considerando anche l’avanzata nelle regioni meridionali, dove i russi entro la prima decade di marzo conquistano Melitopol, l’area a sud di Zaporizhzhia e la periferia di Mariupol, l’impressione sembra essere quella della creazione imminente di una vasta sacca tra Izyum, Severodonetsk e Kramatorsk in cui gli ucraini rischiano di rimanere intrappolati.

Nel frattempo i cittadini di Izyum intuiscono di essere in guerra a causa dei copiosi bombardamenti sia dell’aviazione russa che dell’artiglieria. Il 3 marzo si ha notizia di vittime tra i civili e di significativi danneggiamenti subiti da uno degli ospedali della città. L’avanzata russa diventa ancora più prorompente il 6 marzo, quando le prime avanguardie di Mosca raggiungono la periferia di Izyum. Molte famiglie a quel punto lasciano il territorio e si dirigono verso ovest, lì dove le regioni sono considerate più sicure.

La battaglia urbana

Tra il 6 e il 7 marzo avvengono i primi scontri all’interno di Izyum. I russi, in particolare, conquistano due quartieri settentrionali e mettono le mani sulla più importante stazione ferroviaria della zona. Alcune fonti filorusse parlano di una conquista totale della città avvenuta la sera del 7 marzo, ma le indiscrezioni vengono smentite sia da Kiev che da Mosca.

La battaglia urbana appare molto dura. Gli ucraini infatti inviano rinforzi: è presente anche la 81esima brigata aerea, così come affluiscono molti volontari inquadrati all’interno delle forze di difesa territoriali. L’obiettivo è difendere soprattutto i quartieri meridionali di Izyum. Questi ultimi infatti si trovano al di là del Siversky Donetsk e il vero vantaggio tattico per i russi sarebbe proprio l’attraversamento del fiume. Questo darebbe la possibilità a Mosca di avere a portata un’avanzata verso il Donbass.

Non è un caso quindi che i maggiori rinforzi Kiev li invia nelle zone a sud del centro di Izyum. La parte settentrionale tuttavia non cade facilmente: soltanto il 12 marzo, così come rivelato da numerosi video inseriti in rete, i russi possono rivendicare la conquista dei quartieri nord. A questo punto all’interno di Izyum vengono meno le comunicazioni e questo sia per i danni materiali alle reti e sia per la volontà, tanto dei russi quanto degli ucraini, di non pubblicare video e impedire la visualizzazione delle rispettive postazioni al nemico. Per cui in questa fase della battaglia urbana gli unici aggiornamenti che arrivano sono quelli delle intelligence straniere, statunitensi e britanniche in primis, e dei vari istituti di guerra internazionali. È ad esempio il Dipartimento di Stato degli Usa a parlare il 17 marzo di un’importante avanzata russa all’interno dell’area urbana di Izyum. Quel giorno tuttavia analisti dell’ISW, l’Istituto di studio della guerra, smentiscono questa ricostruzione.

Mosca schiera sul campo di battaglia le sue forze speciali e la prima armata di fanteria. La difesa ucraina viene messa a dura prova anche nei villaggi circostanti Izyum, specie in quelli situati lungo le sponde del Siversky. Un episodio significativo si ha tra il 19 e il 20 marzo: il reggimento degli ingeneri infatti, sfruttando il controllo di buona parte del nord e del centro di Izyum, prova a costruire un ponte di barche per attraversare il fiume. I soldati però cadono in un’imboscata: almeno 19 membri del reggimento ingegneri vengono uccisi, tra questi anche il loro comandante Nikolay Ovcharenko.

Nonostante le gravi perdite, alla fine però tra il 20 e il 21 marzo si ha notizia dell’attraversamento del fiume da parte dei russi. Media ucraini parlano il 22 marzo di un contrattacco da parte delle forze di Kiev, l’azione però non ha successo.

Un funzionario dell’amministrazione locale descrive la situazione di Izyum il 24 marzo come molto critica: la parte nord è definitivamente caduta in mano russa, a sud ci sono aspri scontri tra russi e ucraini, con le forze di Mosca che avanzano nel territorio circostante il perimetro urbano. La città viene poi descritta come un gigantesco cumulo di macerie.

Il definitivo sfondamento a sud da parte delle truppe del Cremlino avviene il 25 marzo. Anche in questo caso a parlarne è il dipartimento di Stato Usa, rifacendosi a fonti vicine all’intelligence di Washington. Mosca riesce a prendere tra il 27 e il 29 marzo il villaggio di Kamyanka, poco a sud di Izyum, chiudendo in una sacca gli ultimi combattenti ucraini rimasti in città.

1 aprile: i russi prendono il controllo di Izyum

I combattimenti a Izyum cessano definitivamente il primo aprile. I russi già da prima rivendicano il totale controllo della città, ma soltanto quel giorno l’ammissione della fine della battaglia arriva anche da fonti di Kiev. A parlarne su Ukrinform è il vice sindaco di Izyum, Volodymyr Matsokin, secondo cui le truppe di Mosca hanno il totale controllo del territorio e l’80% degli edifici della città è andato distrutto.

Mosca dilaga verso est e prende Lyman

Con la presa di Izyum e l’attraversamento del Seversky Donetsk, i russi spostano il baricentro della battaglia verso est. Obiettivo è guadagnare terreno lungo l’intera sponda settentrionale del fiume e catturare Lyman. Da qui poi puntare il mirino verso Slovjansk, città che insieme a Kramatorsk rappresenta l’ultimo bastione ucraino nel Donbass e nell’oblast di Donetsk.

Per tutto il mese di aprile si assiste a una lenta ma costante avanzata dei russi verso Lyman. Gli ucraini provano a frenare l’azione russa sfruttando la conoscenza del territorio e le indicazioni ricevute dall’intelligence britannica e statunitense.

I russi raggiungono la periferia di Lyman nella prima decade di maggio, ma riescono a prendere la cittadina soltanto il 28 di quel mese. Quasi due mesi dopo la caduta di Izyum. In tal modo, Mosca si assicura la presa sull’intera regione tra Kharkiv e Lugansk. Obiettivo di Mosca è attaccare oltre il Siversky Donetsk e dilagare in direzione di Slovjansk.

La controffensiva ucraina del settembre 2022

Durante l’estate il fronte entra in una fase di stallo. I russi fermano di fatto la loro avanzata e non riescono ad andare con le proprie truppe verso le ultime aree del Donbass in mano a Kiev. Gli ucraini a questo punto, sfruttando la superiorità numerica generata dalla mobilitazione imposta a partire da febbraio, decidono di passare al contrattacco.

L’8 settembre i soldati ucraini sfondano le difese a Balakilia, a ovest di Izym. I russi adesso sono costretti alla difensiva. Cambia l’inerzia della battaglia e le truppe di Mosca per non perdere troppe unità preferiscono procedere a un graduale ritiro dalle zone comprese tra Kharkiv e Izyum.

La pressione costante di Kiev però rende precarie tutte le linee di difesa russe nell’area. Nel giro di 48 ore gli ucraini riescono ad avanzare fino al fiume Oskil, occupando Kupyansk. Il 10 settembre il nuovo corso del conflitto coinvolge anche Izyum. La città viene abbandonata dai russi, i quali si ritirano verso Lyman e provano a rioganizzare lì la propria difesa.

Izyum quindi, dopo circa quattro mesi, torna in mano ucraina. Stessa sorte il 3 ottobre 2022 tocca a Lyman. La cittadina sulle rive del Siversky Donetsk è ripresa, dopo vari tentativi, dalle forze di Kiev.

Danilo Ceccarelli per “La Stampa” il 2 novembre 2022.

«Forse è meglio quella panchina lì in fondo». Si guarda in giro con aria sospetta, Alexander Zlodeev, mentre cammina nel parco di Parigi scelto per l'intervista. Un senso di diffidenza e di preoccupazione che trapela anche mentre parla del suo passato, di quando combatteva con i russi nel Donbass e, soprattutto, del periodo in cui lavorava per il Gruppo Wagner, detto anche l'Orchestra, la compagnia privata di mercenari considerata il braccio armato non ufficiale del Cremlino.  

Oggi, però, Alexander è un oppositore del presidente Vladimir Putin. Dopo aver militato nel suo Paese come dissidente, il 53enne russo, che si definisce «slavofilo» e «nazionalista», è scappato in Francia, dove vivono anche i suoi figli, e ha chiesto l'asilo politico. Ma nonostante la fuga, Alexander si sente in «pericolo di vita» e teme «ritorsioni». 

Come è entrato nel Gruppo Wagner? 

«Sono stato notato a Lugansk, nel Donbass. Hanno visto che ero un buon combattente, così nel 2015 mi hanno inviato nel villaggio di Molkin, in una struttura del ministero della Difesa russo. Sono rimasto nella compagnia fino al 2017, con incarichi di ufficio».  

Si parla spesso dei crimini di guerra commessi dai mercenari russi, la maggior parte delle volte sui civili. 

«Quando ne facevo parte io, i soldati si concentravano esclusivamente sul conflitto. Le popolazioni locali non li vedevano nemmeno. È un gruppo con regole molto rigide e sono i più anziani che le fanno rispettare. Ricordo che se qualcuno era trovato ubriaco o intento a scattare delle foto veniva picchiato e buttato dentro dei container speciali utilizzati come prigioni.  

Lì dentro si poteva rimanere anche per diversi giorni senza cibo e acqua. Episodi simili avvenivano di rado perché erano tutti mercenari professionisti e accettavano questa 

disciplina. Certo, in Ucraina le cose potrebbero essere cambiate, vista la situazione».  

Perché ne è uscito? 

«Non ero d'accordo con alcune scelte logistiche che mettevano in pericolo la vita dei militari impegnati in Siria. I comandanti mandavano gli uomini a combattere contro l'Isis senza utilizzare prima l'aviazione e l'artiglieria per bombardare le postazioni dei terroristi. Per questo molti soldati morivano inutilmente». 

Come giudica l'aggressione russa all'Ucraina?

 «Son stato contrario fin dal primo giorno perché si parla di due popoli fratelli in conflitto tra di loro. Sono attivo sui social, ho organizzato marce di protesta contro il presidente Putin. Ma in Russia è difficile far aprire gli occhi alla gente attraverso Internet, vista la massiccia propaganda che viene fatta in televisione».  

E non ha mai avuto problemi? 

«Ho sempre lavorato in incognito, spostandomi in continuazione all'interno del mio Paese per far perdere le tracce. Senza queste accortezze, sarei già finito in prigione o, peggio ancora, ucciso». 

Come vede il futuro di questa crisi?

 «La Russia non vincerà mai perché questa non è la nostra guerra».  

Lei è rimasto in contatto con alcuni ex compagni oggi impegnati in Ucraina. Che informazioni le arrivano? 

«L'esercito russo è in forte difficoltà. Uno dei miei contatti mi ha parlato di pesanti perdite, stimate a circa l'80% dei soldati».  

La stupisce? 

«Per niente. Già quando ero in Siria avevo notato la gestione disastrosa delle forze armate. Gira molto alcool tra i soldati, e i dirigenti militari si disinteressano completamente delle truppe. Non seguono nemmeno le operazioni. La Wagner è un'altra storia: si tratta di un gruppo speciale con una lunga esperienza in diversi angoli del mondo come la Libia, il Sudan o la Cecenia».  

Ma anche loro stanno affrontando dei problemi. Si parla di detenuti malati di Hiv o epatite reclutati nelle prigioni russe. Come è possibile che una forza così preparata possa far affidamento a persone simili?

GRUPPO WAGNER 5

 «Quella è carne da macello, utilizzata come scudo umano. I combattenti professionisti non entrano mai in contatto con loro, ma li mandano in prima linea per testare le forze ucraine. Sono utilizzati per vedere come reagisce il nemico, dove è posizionato e quale è il suo modo di combattere».  

Quale è lo stato d'animo dei membri del Gruppo Wagner in Ucraina? 

«C'è chi non ne può più, ma non possono certo rifiutarsi di combattere. Da quello che so, però, molti spingono per cambiare teatro, chiedendo trasferimenti in alcuni Paesi africani dove la milizia è attiva, come il Mali o la Repubblica centrafricana».

 Ha mai conosciuto il fondatore del gruppo, Yevgeniy Prigozhin? Secondo il Washington Post si sarebbe lamentato con Putin per la gestione della guerra.

 «Sono entrato in contatto con lui quando ero in Siria. Francamente mi sembra impossibile. Stiamo parlando del cane da guardia del presidente russo, non si permetterebbe mai di andargli contro. Prigozhin oggi è lì perché ce lo ha messo Putin».  

Si è pentito di aver fatto parte del Gruppo Wagner? 

«No, perché lì ho conosciuto dei veri amici e degli ottimi soldati. Rimpiango però il fatto di essere entrato nel Donbass con un mitra in mano».

Quarto Reich. La Russia ha perso il Nocevento e a causa di Putin perderà anche il ventunesimo secolo. Andrea Graziosi su L'Inkiesta il 3 Novembre 2022

Nel suo nuovo libro edito da Laterza, lo storico Andrea Graziosi analizza gli episodi scatenanti del conflitto contro l’Ucraina, l’ideologia putiniana e i legami con il regime sovietico

A quasi sei mesi dall’invasione russa, proprio grazie alla scelta di resistere, e quindi di combattere e forse di morire – bene illustrata dalla triste determinazione delle donne armate –, gli ucraini hanno già affermato e conquistato questa possibilità e conseguito una prima vittoria, anche se le sorti della guerra restano aperte.

L’Ucraina, di cui prima pochi sapevano qualcosa, un qualcosa spesso fatto di dubbi e sospetti – una terra di confine più che una nazione, uno Stato la cui esistenza era quasi casuale, conteso da diverse anime, con un passato non sempre raccomandabile ecc. –, oggi esiste. Moltissimi conoscono la sua bandiera, ne riconoscono la volontà di vivere scegliendo la propria strada, e hanno imparato che l’ucraino è diverso dal russo quanto le lingue neolatine lo sono tra di loro e, soprattutto, che ci si può sentire ucraini anche parlando russo. Tanti, infine, rispettano le sue scelte coraggiose e la determinazione con cui i suoi cittadini le hanno difese e le difendono a costo di grandi sacrifici.

Grazie a questi sacrifici gli ucraini hanno già conseguito anche un’altra importante vittoria, garantendo l’esistenza di uno Stato ucraino libero, associato all’Unione Europea e con Kyïv come sua capitale. Certo, la ferocia e la determinazione di Vladimir Putin e della sua cerchia, che hanno bisogno di una vittoria e di conquiste territoriali per garantirsi la sopravvivenza, così come la sproporzione delle forze in campo, spingono a ritenere che questo nuovo Stato subirà probabilmente mutilazioni dolorose, specie per gli abitanti dei territori amputati.

Per la comunità internazionale sarà difficile riconoscere queste mutilazioni, e i confini orientali dell’Ucraina (e perciò dell’Unione Europea) saranno quindi probabilmente a lungo confini instabili e armistiziali. L’ampiezza delle mutilazioni sarà decisa sul campo di battaglia, dove gli ucraini hanno dimostrato quanto possano valere morale e tenacia, specie quando sono sostenuti da una tecnologia che mette in discussione il dominio dei carri armati, uno dei simboli più mostruosi delle logiche di prevaricazione del XX secolo.

Pesa, però, anche la soverchiante forza russa, frenata tuttavia dalle difficoltà politiche che Putin incontra nell’ordinare una mobilitazione generale che mostrerebbe l’ipocrisia di una «operazione speciale» trasformata così formalmente in guerra; contraddirebbe le teorie sull’Ucraina Stato e nazione inesistente (e a cui non era quindi necessario muovere guerra); e troverebbe poco sostegno specie presso la parte più giovane e istruita del paese.

È quindi possibile che l’andamento del conflitto, che ha già costretto Mosca a ridurre le ambizioni dell’«operazione speciale», rinunciando al controllo su gran parte dell’Ucraina, la costringa a rinunciare anche al controllo dell’intera costa del Mar Nero fino alla Transnistria. Anche il progetto «Nuova Russia» conoscerebbe così un ridimensionamento, almeno temporaneo, e un Donbas incompleto legato alla Crimea da una larga fascia di territori si trasformerebbe nell’obiettivo «da sempre desiderato».

Altre opzioni sono tuttavia possibili, gli scenari finali sono molti, e sarà naturalmente la guerra a decidere, una guerra che a fine agosto ha già fatto probabilmente ben più di 100.000 morti e ancor più feriti. I dati sono ancora controversi, ma le stime parlano di decine di migliaia di civili uccisi, essenzialmente ucraini e residenti delle repubbliche popolari del Donbas, e di altrettanti soldati morti o dispersi, di cui 30-40.000 russi. A fine agosto i rifugiati in Europa erano invece quasi sette milioni, circa due milioni dei quali in Russia, dove molti si sono diretti per mancanza di alternative e altri sono stati portati con la forza, senza che vi sia chiarezza sul loro trattamento, le loro condizioni, i loro diritti e il loro futuro.

I pericoli, quindi, sono grandissimi e le reazioni ufficiali russe – almeno quelle oggi visibili – alle prime, inattese sconfitte e all’andare in frantumi delle speranze iniziali sono inquietanti, come dimostra l’evoluzione della fantastica categoria della «denazificazione», che analizzerò alla fine della prima parte di questo libro. Al momento in cui scrivo vi sono indiscutibili evidenze di crimini contro l’umanità, ma non sembra essere ancora possibile parlare di genocidio, o almeno spero non lo sia, visto che non è dato sapere quanto accade nei territori occupati e non è escluso che gruppi specifici di persone vi siano stati «liquidati», per usare l’espressione staliniana.

Ma certo il discorso putiniano, a suo modo già potenzialmente genocidario quando negava il diritto dell’Ucraina di esistere come soggetto (ricalcando quanto si dicevano Adolf Hitler e Vjačeslav Molotov della Polonia nel 1939), e quello di ampi strati di una incultura russa che tradisce e avvelena una grande e nobile tradizione hanno assunto toni apertamente genocidari, come dimostrano i testi e i discorsi cominciati ad apparire dopo la sconfitta a Kyïv.

La speranza è riposta, oltre che sulle capacità degli ucraini e sugli aiuti che molti paesi stanno prestando loro, sulla relativa debolezza russa. Putin vuole «make Russia great again» su basi più fragili di quelle su cui Donald Trump ha costruito il suo discorso per gli Stati Uniti e dopo una sconfitta/catastrofe maggiore, che non è stata però della Russia (che dopo il 1991 ha a lungo festeggiato il giorno della sua dichiarazione di sovranità), bensì dello Stato sovietico, uno Stato che l’anticomunista Putin oggi identifica erroneamente con la Russia.

Non è escluso che queste basi, oggettivamente limitate (basti pensare alle dimensioni dell’economia russa e a una crisi demografica in parte simile alla nostra, malgrado alcune importanti differenze), siano state minate anche da una corruzione che ha allignato ovunque, corrodendo i vertici di forze armate e servizi di sicurezza un tempo rispettati, e non solo quelli di un regime famoso per i suoi oligarchi.

Il tempo dirà se Putin assomigliava anche a Mussolini, ma si può già dire che le sue scelte porteranno la Russia, che – come sosteneva Aleksandr Solženicyn – aveva già perso il XX secolo per le tragedie causate dal 1917, a perdere anche il XXI, aperto da un brusco peggioramento delle prospettive della sua popolazione. Tuttavia, non bisogna mai dimenticare il già ricordato assoluto bisogno che Putin ha di vincere, la superiorità delle sue forze, la ferocia già dimostrata nella seconda guerra cecena o in Siria. 

Da L’Ucraina e Putin tra storia e ideologia di Andrea Graziosi, Laterza, 200 pagine, 16 euro

Kherson, scompare la bandiera russa dal palazzo dell'amministrazione. Redazione Online su Il Corriere della Sera il 3 Novembre 2022.

Le notizie di giovedì 3 novembre, in diretta. Zelensky: «Non parteciperò al G20 se ci sarà Putin». Aiea: «Nessuna prova di bomba sporca in tre centrali ucraine». Scambio di 107 prigionieri per parte 

• La guerra in Ucraina è arrivata al 252esimo giorno.

• Grazie alla mediazione della Turchia, la Russia ha accettato di dare seguito a un nuovo accordo sul grano: sono 8 le navi in partenza oggi dall’Ucraina.

• Gli Stati Uniti sono «sempre più preoccupati» dal possibile uso di armi nucleari da parte della Russia. Tuttavia, l’ex premier britannico Boris Johnson ha dichiarato che Putin «sarebbe un pazzo» a usarle.

Ore 21:23 - Biden, truppe Usa nei Paesi Nato? Rimarranno a lungo

Le truppe Usa che sono state inviate dopo l’inizio della guerra in Ucraina a difesa del fianco est della Nato rimarranno in Polonia e in altri Paese dell’alleanza «ancora molto a lungo». Lo ha detto il presidente americano, Joe Biden, rispondendo ad una domanda dei giornalisti al seguito a margine di un evento alla Casa Bianca.

Ore 00:03 - Zelensky, su grano risultato importante per mondo intero

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky elogia «l’importanza per il mondo intero» della continuazione dell’accordo sul grano con la Russia. «Oggi abbiamo un risultato diplomatico importante per il nostro Paese e per il mondo intero: prosegue l’attuazione dell’iniziativa per l’esportazione di cereali», ha detto, nel suo consueto intervento quotidiano diffuso attraverso i social network. Le richieste di garanzie di sicurezza avanzate da Mosca per rientrare nell’accordo sul grano «mostrano il fallimento della sua aggressione» in Ucraina, ha aggiunto.

Ore 02:02 - Onu respinge richiesta Russia inchiesta su armi biologiche

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha respinto la richiesta della Russia di avviare un’indagine formale sulla sua accusa che Washington e Kiev abbiano programmi di armi biologiche in Ucraina. Accuse che i due paesi hanno ripetutamente negato. Solo la Cina ha votato con la Russia a favore della bozza di risoluzione mentre Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia hanno votato contro, e i restanti 10 membri del consiglio si sono astenuti. I funzionari Onu per il disarmo hanno detto a più riprese di non essere a conoscenza di alcun programma di armi biologiche in Ucraina.

Ore 02:04 - Zelensky, ricatto russo su grano non ha funzionato

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky celebra il «risultato diplomatico» della ripresa dell’iniziativa sull’esportazione del grano: «continuerà a funzionare - ha detto nel suo discorso serale - Il ricatto russo non ha portato a nulla». Turchia, Onu e «anche altri soggetti di spicco delle relazioni internazionali hanno reagito in modo tempestivo ed equo. Ancora una volta, tutti erano convinti che nella nostra regione esiste una sola minaccia alla sicurezza alimentare globale, ed è la Federazione Russa, e nessun altro».

Ore 04:18 - Bombe russe nel sud, colpito impianto energia

Un drone kamikaze Shahed-136 di fabbricazione iraniana lanciato dalle forze russe nelle ultime ore sulla città di Kryvyi Rih, nell’Ucraina meridionale, ha colpito un impianto energetico: lo ha reso noto su Telegram il capo dell’amministrazione militare, Oleksandr Vilkul, come riporta la Ukrainska Pravda. Vilkul ha parlato di danni significativi, aggiungendo che «diverse aree della città sono prive di elettricità e acqua».

Ore 05:20 - Piovono bombe, media: «Esplosioni a Nikopol, Kharkiv e Nikolayev»

Esplosioni hanno scosso nella notte la città ucraina di Nikopol, nella regione di Dnepropetrovsk (sud): lo riporta la Tass, che cita Strana, il notiziario online filorusso basato in Ucraina. In precedenza Strana aveva riferito di esplosioni a Kharkiv e Nikolayev.

Ore 05:37 - Esercito Kiev distrugge 4 depositi di armi russe a Sud

L’esercito ucraino ha effettuato circa 150 missioni di fuoco e un attacco aereo contro le posizioni russe nel sud dell’Ucraina, distruggendo quattro depositi di munizioni russe e carri armati che trasportavano carburante, ha dichiarato il Comando meridionale dell’Ucraina. Il comando ha anche riferito che la Russia ha ora sette navi nel Mar Nero, tra cui una nave da guerra e una portamissili di superficie con otto missili da crociera Kalibr a bordo.

Ore 06:38 - Ucraina ed energia oggi a vertice ministri Esteri di Munster

I ministri degli Esteri del G7, il club delle nazioni industrializzate, si riuniranno oggi a Munster (Germania occidentale), dove discuteranno, tra le altre cose, della guerra in Ucraina e del suo impatto sui prezzi dell’energia. L’incontro inizierà questo pomeriggio con un discorso del ministro degli Esteri tedesco Annalena Baerbock, che ospiterà i suoi omologhi di Stati Uniti, Canada, Giappone, Regno Unito, Francia e Italia. Uno dei temi centrali sarà la lezione da trarre dalla passata dipendenza energetica della Russia, compresa la necessità di diversificare l’approvvigionamento, ha dichiarato Baerbock ai media tedeschi. Non si deve diventare dipendenti da un Paese «che non condivide i nostri valori» fino al punto di poterlo ricattare, ha detto, sottolineando ancora una volta l’incrollabile sostegno all’Ucraina da parte del club delle nazioni industrializzate. Il capo della diplomazia tedesca ha invitato all’incontro diversi rappresentanti degli Stati africani, un continente che può contribuire alla diversificazione dell’approvvigionamento e che ha bisogno di sostegno per sviluppare le proprie fonti rinnovabili. Fonti diplomatiche francesi hanno indicato la scorsa settimana che un’altra questione sul tavolo sarà il disaccordo sulla riduzione dei prezzi dell’energia, dato che la situazione attuale avvantaggia i Paesi esportatori come gli Stati Uniti e il Canada. La scelta di Munster per l’incontro ha il significato simbolico di essere la città dove nel 1648 fu firmata la Pace di Westfalia, il primo congresso diplomatico moderno. Secondo gli storici, fu lì che venne fondato un nuovo ordine politico in Europa centrale, basato sul concetto di sovranità nazionale e integrità territoriale.

Ore 07:45 - Blackout a Zaporizhzhia per bombe sull’alta tensione

A causa dei bombardamenti russi, le ultime due linee di comunicazione ad alta tensione della centrale nucleare di Zaporizhzhia con il sistema elettrico ucraino sono state danneggiate e sono ora completamente scollegate. Lo afferma in una nota la Società nazionale ucraina per la produzione di energia nucleare Emergoatom, come riporta Unian. «La centrale nucleare di Zaporizhzhia è completamente scollegata dal sistema elettrico ucraino: le ultime due linee di comunicazione dell’impianto con il sistema elettrico ucraino sono state danneggiate. La centrale è in modalità di blackout completo. Nove generatori diesel sono in funzione».

Ore 08:51 - La Turchia: «Sei navi di grano sono partite dai porti ucraini»

«Dopo la ripresa dell’iniziativa sul grano, 6 navi sono partite dai porti ucraini». Lo ha affermato il ministro della Difesa turco Hulusi Akar, come riporta Anadolu, confermando la completa normalizzazione del corridoio marittimo per l’esportazione di prodotti alimentari dall’Ucraina, dopo che ieri la Russia è tornata a fare parte dell’iniziativa che aveva abbandonato temporaneamente nei giorni scorsi.

Ore 09:03 - Attacco Sebastopoli, ambasciatrice Gb convocata a Mosca

L’ambasciatrice della Gran Bretagna in Russia, Deborah Bronnert, è stata convocata al ministero degli Esteri di Mosca per protestare per il coinvolgimento di Londra nell’attacco condotto da Kiev a Sebastopoli. Lo riferisce la Ria Novosti spiegando che Bronnert è arrivata al ministero degli Esteri russo intorno alle 10 di questa mattina. Davanti al ministero, scrive l’agenzia, si erano riuniti alcuni manifestanti che hanno iniziato a urlare «la Gran Bretagna è un paese terrorista».

Ore 09:31 - Ue: bene corridoio grano, grazie a ruolo Onu e Turchia

«L’Ue è grata per il ruolo dell’Onu e della Turchia nella decisione della Russia di tornare all’Iniziativa per il grano sul Mar Nero». Lo scrive in un tweet l’alto rappresentante per la politica estera dell’Ue Josep Borrel dopo la riapertura del corridoio marittimo per l’esportazione di prodotti alimentari dall’Ucraina. «Il cibo non dovrebbe mai essere usato come arma di guerra - aggiunge Borrell -. L’esportazione di grano è fondamentale per affrontare la crisi alimentare globale esacerbata dalla Russia. Invito tutte le parti a rinnovare l’Iniziativa».

Ore 09:37 - Kiev: Putin mente, su grano non abbiamo dato nuove «garanzie»

Il ministero degli Esteri ucraino ha smentito la dichiarazione del presidente russo Vladimir Putin secondo cui l'Ucraina avrebbe assunto alcuni nuovi obblighi per riportare Mosca all'accordo sul grano. Lo ha affermato il rappresentante del ministero degli Affari esteri dell'Ucraina Oleg Nikolenko, come riporta Ukrainska Pravda. «Vladimir Putin ha affermato che la Russia ha deciso di sbloccare l'accordo sul grano dopo che l'Ucraina ha fornito «garanzie» per non utilizzare il corridoio del grano per scopi militari. L'Ucraina non ha utilizzato e non prevedeva di utilizzare il corridoio del grano per scopi militari. La parte ucraina aderisce rigorosamente alle disposizioni dell'accordo sul grano», ha detto Nikolenko. Nikolenko ha ricordato che in base a tale accordo le parti si sono impegnate a garantire un ambiente sicuro e affidabile per il funzionamento del corridoio del grano. «L'Ucraina non ha mai messo in pericolo la via del grano. Il nostro stato non ha assunto nuovi obblighi che andrebbero oltre i limiti di quelli già esistenti nell'accordo sul grano», ha osservato Nikolenko. Mosca è tornata all'accordo sul grano grazie all'attiva diplomazia del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres e del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ha aggiunto il relatore.

Ore 10:02 - Dombrovskis: oltre 400 mld di danni, l'aggressore paghi

«Stiamo già lavorando a un piano di ricostruzione dell'Ucraina che richiederà uno sforzo enorme. La Banca mondiale ha stimato che i danni causati all'Ucraina superano i 400 miliardi di euro, dunque sarà necessaria una grande mobilitazione della comunità internazionale ma dovremo anche capire come fare in modo che venga seguito il principio che a pagare deve essere l'aggressore». Lo ha dichiarato il vice presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, nel suo intervento in un dibattito organizzato dalla Banca centrale della Lettonia a Riga. «Sarà responsabilità della Russia risarcire l'Ucraina», ha aggiunto Dombrovskis, e per questo l'Ue sta valutando «come utilizzare gli asset russi congelati» per effetto delle sanzioni.

Ore 10:20 - Mosca accusa Kiev per black out centrale Zaporizhzhia

Continua lo scambio di accuse tra vertici ucraini e russi. Non è vero che l'interruzione dell'energia elettrica alla centrale nucleare di Zaporozhzhia è dovuta ai bombardamenti russi: lo sostiene il consigliere del direttore generale di Rosenergoatom, l'agenzia russa per l'energia nucleare, Renat Karchaa, che attribuisce la responsabilità a una decisione strategica del governo di Kiev. «Non sono riusciti a organizzare un attacco terroristico. Hanno preso un'altra strada, limitandosi a spegnere due linee che fornivano energia alle unità elettriche. Come risultato di queste azioni, ora dobbiamo raffreddare i reattori, usando generatori diesel, e ora la fornitura di riscaldamento agli edifici sarà ritardata. Secondo le informazioni provvisorie, molto probabilmente hanno interrotto queste linee, usando quello che chiamiamo un interruttore principale», ha detto Karchaa al canale televisivo Rossiya-24. Nelle prime ore del giorno, le autorità ucraine hanno interrotto le reti, accusando le truppe russe di aver bombardato le linee elettriche, ha detto Karchaa.

Ore 10:40 - Gb, esercito russo perde 40 carrarmati al giorno in Ucraina

L'esercito russo sta perdendo circa 40 veicoli corazzati al giorno in Ucraina, che è «più o meno equivalente all'equipaggiamento di un battaglione». Lo ha scritto su Twitter l'intelligence del Ministero della Difesa britannico in relazione al report quotidiano sulla situazione in Ucraina. «Le unità corazzate e l'artiglieria sono al centro del sistema di guerra della Russia», si legge nel rapporto. Nelle ultime settimane, la Russia ha acquisito almeno 100 carri armati e veicoli da combattimento di fanteria aggiuntivi dalla Bielorussia, tuttavia, secondo il Ministero, le truppe russe sono deluse di dover prestare servizio in vecchi veicoli da combattimento, che descrivono come «lattine di alluminio». Le forze di Mosca in Ucraina «stanno lottando in parte a causa delle difficoltà nel reperire munizioni di artiglieria e sufficienti veicoli corazzati sostitutivi riparabili», ha aggiunto l'intelligence britannica.

Ore 10:42 - First lady Zelenska con Unicef per salute mentale bambini

La first lady dell'Ucraina Olena Zelenska ha partecipato a una sessione strategica dedicata allo sviluppo di modelli di servizi per la salute mentale e il supporto psicosociale per bambini e adolescenti in Ucraina. Specialisti di salute mentale, esperti, rappresentanti di Ministeri e dipartimenti, dei governi locali, di organizzazioni pubbliche e internazionali e di aziende si sono incontrati in un evento organizzato dall'Unicef in Ucraina. La sessione strategica è stata realizzata a supporto del Programma Nazionale per il Supporto alla Salute Mentale e Psicosociale, avviato dalla first lady Olena Zelenska. «Migliaia di bambini ucraini hanno visto persone morire, le loro vite sono minacciate, affrontano pericoli e paure e tutti sono diventati inaspettatamente maturi», ha dichiarato Zelenska. «Ma restano dei bambini e sono vulnerabili. Il nostro compito è quello di proteggere la salute fisica e mentale dei nostri bambini. Non possiamo consentire che il peso delle loro esperienze gli rovini il futuro. Dobbiamo supportarli a livello mentale e assicurare loro quanta più assistenza possibile».

Ore 10:55 - Kiev: 10 civili uccisi da attacchi russi nelle ultime 24 ore

Dieci civili ucraini sono rimasti uccisi nelle ultime 24 ore in Ucraina a causa degli attacchi russi: otto morti e cinque feriti nella regione di Donetsk; due vittime e sette feriti nella regione di Kharkiv; quattro feriti nella regione di Kherson. Lo ha reso noto il vice capo dell'Ufficio presidenziale Kyrylo Tymoshenko citato da Ukrinform.

Ore 10:58 - Kiev, esplosioni a Melitopol

Il sindaco di Melitopol, Ivan Fedorov, ha detto che ci sono state esplosioni a Melitopol, nella zona occupata della regione di Zaporizhzhia, nelle prime ore del mattino. Come riportano i media ucraini, Fedorov ha spiegato che una parte della fabbrica di ingegneria della refrigerazione Refma potrebbe essere stata distrutta. Le forze russe hanno utilizzato uno degli edifici della fabbrica come importante base per il loro personale.

Ore 11:17 - Lavrov: accordo va applicato anche a grano e fertilizzanti russi

L'accordo raggiunto lo scorso 22 luglio a Istanbul sull'esportazione dei cereali bloccati nei porti dell'Ucraina «va applicato anche al grano e ai fertilizzanti russi, ma non ci sono segnali in questa direzione». Lo ha ribadito il ministro degli Esteri di Mosca Sergei Lavrov in visita ad Amman, in Giordania, dicendo che da parte delle Nazioni Unite andrebbero prese misure serie per sbloccare «al più presto» l'export di prodotti alimentari e fertilizzanti russi. «Come sapete, è ripresa l'attuazione della parte ucraina dell'accordo, ma non si vede ancora alcun risultato per quanto riguarda la seconda parte del pacchetto, proposta a suo tempo dal segretario generale dell'Onu Guterres e che comporta la rimozione di ogni ostacolo all'esportazione di fertilizzanti e cereali russi», ha affermato il ministro degli Esteri russo citato dalla Ria Novosti. «Abbiamo ancora una vota chiesto al Segretario generale delle Nazioni Unite di rispettare gli impegni che ha preso di sua iniziativa», ha aggiunto Lavrov in conferenza stampa.

Ore 11:20 - Putin vede patriarca Kirill

Il presidente russo Vladimir Putin incontrerà oggi il capo della Chiesa ortodossa russa, il patriarca Kirill. Lo ha annunciato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov in conferenza stampa.

Ore 11:22 - Onu, in Italia una delle navi con grano partite da Ucraina

La nave «Rio», carica di 9,100 tonnellate di grano destinate all'Italia, è tra le sette imbarcazioni partite dai porti ucraini oggi dopo la ripresa dell'iniziativa per l'esportazione di cereali e altri prodotti alimentari dall'Ucraina. Lo rende noto la delegazione dell'Onu presso il centro di Istanbul che coordina le esportazioni attraverso il corridoio nel Mar Nero facendo sapere che le navi partite oggi trasportano in tutto oltre 290mila tonnellate di grano e prodotti alimentari. A parte l'Italia, le destinazioni delle altre imbarcazioni in movimento oggi sono Cina, Spagna, Oman e Olanda.

Ore 11:25 - Accordo grano, il Cremlino frena

Il ritorno della Russia nell'accordo sull'esportazione di cereali raggiunto lo scorso 22 luglio a Istanbul non equivale a una proroga dell'accordo stesso. Lo ha chiarito il portavoce del Cremlino Dmytri Peskov in conferenza stampa, spiegando che dopo la sua scadenza andrà valutata l'efficacia dell'accordo per valutarne l'estensione. La Russia lamenta che non è stata rispettata la parte dell'accordo che prevede l'esportazione di grano e di fertilizzanti russi. «Dobbiamo ancora discutere ufficialmente della proroga, il termine non è ancora scaduto, funziona ancora. Entro il 19, prima di prendere una decisione sulla prosecuzione, ovviamente sarà necessario valutare l'efficacia dell'accordo», ha affermato Peskov.

Ore 11:35 - Kherson, la bandiera russa tolta dal palazzo dell'amministrazione

La bandiera russa è stata rimossa dall'edificio dell'amministrazione statale regionale di Kherson, che è sotto il controllo della Federazione. Lo ha annunciato su fb il primo vicepresidente del consiglio regionale in esilio Yuriy Sobolevskyi postando la foto dell'edificio senza il tricolore della Federazione. Lo riportano i media ucraini che pubblicano l'immagine scattata a Kherson. «La foto è stata scattata oggi. Misteriosa scomparsa della bandiera russa. Kherson era, è e sarà solo ucraina», ha scritto. Sui social intanto girano post in cui si dice che i russi lasciano i posti di blocco a Chornobayivka, Stepanivka e Bilozerka. La bandiera ancora ventola sull'edificio di fronte.

Ore 11:39 - Mattarella: non possiamo arrenderci a deriva, sostegno senza riserve a Kiev

«La guerra scatenata dalla Federazione Russa contro l'Ucraina sta riportando indietro di un secolo l'orologio della storia. Non possiamo arrenderci a questa deriva.áDa quiáil sostegno senza riserve a Kiev». Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia al Quirinale di consegna delle decorazioni dell'Ordine militare d'Italia.

Ore 12:06 - Zelensky al presidente Indonesia: «Noi garanti sicurezza alimentare globale»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avuto oggi un colloquio telefonico con il presidente indonesiano Joko Widodo, che il 15 e 16 novembre ospiterà a Bali il vertice del G20. In un tweet Zelensky ha scritto di aver discusso «l’importanza di continuare l’iniziativa del grano: l’Ucraina è pronta a continuare a essere il garante della sicurezza alimentare globale». «Attenzione è stata data anche ai preparativi per il summit del G20», ha sottolineato ancora il presidente ucraino.

Ore 12:16 - Peskov: «Su rinnovo intesa grano ancora non deciso»

Mosca ancora non ha deciso sul rinnovo dell'accordo sull'esportazione di grano dai porti ucraini. «Prima è necessaria una valutazione complessiva dell'efficacia dell'intesa», ha sottolineato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ricordando che non è stata ancora raggiunta la scadenza e «l'accordo è ancora in vigore».

Ore 12:27 - Filorussi: «Scambio di 107 prigionieri con l'Ucraina»

Il capo ad interim della Repubblica popolare di Donetsk Denis Pushilin ha annunciato uno scambio di prigionieri con l'Ucraina secondo la formula 107 per 107: «Oggi stiamo riavendo 107 dei nostri combattenti tenuti nei sotterranei ucraini. Stiamo restituendo lo stesso numero di prigionieri all'Ucraina, soprattutto soldati. Sessantacinque persone rilasciate, provengono dalle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk. Presto potranno abbracciare i loro cari», ha detto Pushilin , come riporta Ria Novosti.

Ore 12:37 - Kiev: «I russi hanno spostato il quartier generale a Kherson»

Le forze russe hanno spostato il loro quartier generale regionale di Kherson, nel sud dell'Ucraina, dalla riva destra a quella sinistra del fiume Dnipro: lo rende noto il Centro di resistenza nazionale ucraino che fa riferimento al ministero della Difesa di Kiev. Lo riporta il Guardian. La Russia da giorni sta spostando i residenti fuori da Kherson occupata, sostenendo che l'Ucraina sta pianificando di inondare intenzionalmente la regione colpendo una diga sul fiume. L'Ucraina ritiene invece che sia proprio la Russia ad avere il programma di organizzare un attacco sotto falsa bandiera e inondare la regione.

Ore 13:12 - Mosca, Gb addestra Kiev a sabotaggi con droni sottomarini

Il ministero degli Esteri russo ha presentato all’ambasciatrice britannica a Mosca una «decisa protesta» per «la partecipazione di specialisti militari britannici nell’addestramento delle forze ucraine a scopo di sabotaggio» nel Mar Nero e nel Mar d’Azov. Lo riferisce l’agenzia Tass. «Siamo in possesso di informazioni che la Marina britannica ha fornito alla parte ucraina droni sottomarini», si aggiunge nella nota.

Ore 13:45 - Il presidente della Grecia in visita a Kiev

La presidente della repubblica di Grecia Katerina Sakellaropoulou e il ministro della Difesa greco Nikos Panagiotopoulos sono giunti stamane nella capitale ucraina. A Kiev sono in programma colloqui con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il ministro della Difesa Oleksii Reznikov.

Ore 13:50 - «Massiccio attacco contro le imbarcazioni russe a Kherson»

Massiccio attacco ucraino sulla riva destra del fiume Dnipro a Kherson: sono state colpite le imbarcazioni russe e le chiatte con cui le truppe russe stavano spostando le attrezzature militari. Il ponte Antoniv è passato al momento sotto il controllo ucraino. «Ieri sera, gli occupanti hanno annunciato che la cosiddetta evacuazione è terminata e il movimento con il trasporto fluviale è vietato ai privati. Lo hanno annunciato gli occupanti subito dopo che l’artiglieria ucraina ha lavorato in modo molto potente», ha detto in un briefing Sergii Khlan, consigliere del capo dell’amministrazione militare regionale di Kherson, citato da Unian.

Ore 13:55 - Mosca: pericolo di escalation per le azioni di Londra in Ucraina

Azioni da parte della Gran Bretagna quali l’addestramento di militari ucraini a scopo di sabotaggio in mare, portano «la minaccia di una escalation della situazione e possono provocare conseguenze imprevedibili e pericolose». «Tutta la responsabilità delle conseguenze dannose» che potranno derivarne «ricadrà interamente sulla parte britannica». È quanto affermato dal ministero degli Esteri russo all’ambasciatrice britannica a Mosca, convocata oggi per ricevere una protesta in merito. Lo si legge in un comunicato del ministero.

Ore 14:04 - Kiev, 74mila militari russi morti dall’inizio della guerra

Secondo le stime dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, dall’inizio della guerra, il 24 febbraio scorso, sono 74mila i militari russi rimasti uccisi in battaglia. Di cui 730 nelle ultime 24 ore.

Ore 14:27 - La Bulgaria decide di inviare armi e munizioni a Kiev

La Bulgaria inizierà a fornire armi e munizioni all’Ucraina. La decisione è stata presa oggi dal parlamento di Sofia. Il parlamento ha dato il termine di un mese al governo ad interim per precisare quali saranno gli armamenti da inviare all’ Ucraina. Successivamente dovrebbe essere firmato un accordo tra Sofia e Kiev, in base alle richieste ucraine e agli armamenti che Sofia è in grado di inviare. Il ministro della Difesa ad interim Dimitar Stoyanov ha dichiarato ai giornalisti che Sofia non è in grado di inviare armamenti pesanti all’Ucraina in quanto tale passo renderebbe vulnerabile la difesa bulgara. Secondo indiscrezioni apparse sulla stampa, il segretario alla Difesa statunitense Lloyd Austin avrebbe chiesto alle autorità di Sofia di inviare in Ucraina i suoi sistemi missilistici antiaerei di produzione sovietica, per i quali i militari ucraini sono addestrati.

In diverse occasioni le autorità di Sofia avevano dichiarato di non voler inviare armamenti e munizioni in Ucraina ma soltanto aiuti umanitari. È noto però che sin dall’inizio del conflitto, Sofia effettua forniture di armi e munizioni prodotte nel paese alla Polonia, da dove vengono riesportate in Ucraina. La Bulgaria - che si affaccia sul Mar Nero, di fronte alla Russia - fa parte del fianco orientale della Nato.

Ore 14:41 - Baerbork: «G7 non permetterà alla Russia di affamare ucraini»

Il G7 non permetterà alla Russia di «affamare» gli ucraini quest’inverno. Lo ha detto la ministra degli esteri tedesca nel suo intervento di apertura della riunione di Munster.

Ore 14:55 - Guterres: pace obiettivo comune ma ancora lontana

«La pace in Ucraina è l’obiettivo di tutti noi ma penso che siamo ancora lontani, e dobbiamo fare di tutto per accelerare il processo». Lo ha detto il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, parlando con i giornalisti al Palazzo di Vetro.

Ore 15:02 - Kiev: 868 corpi civili trovati nei territori liberati

In alcuni insediamenti delle regioni di Kharkiv, Donetsk e Kherson sono stati trovati i corpi di 868 civili uccisi durante l’occupazione russa. Lo ha riferito Aleksey Sergeev, capo del Dipartimento per il supporto organizzativo, analitico e la risposta rapida della polizia nazionale ucraina, durante un briefing, secondo quanto riportato da Ukrainska Pravda. Dall’inizio della liberazione di quei territori, «la polizia nelle regioni di Donetsk, Kharkiv e Kherson ha trovato i corpi di 868 civili, tra cui 24 bambini. Solo nelle ultime 24 ore, i corpi di 14 persone sono stati trovati in queste regioni», un fatto che conferma che «la Russia sta effettivamente compiendo il genocidio del popolo ucraino».

Ore 15:33 - Aiea: nessuna prova di bomba sporca in 3 centrali ucraine

Gli ispettori nucleari non hanno trovato prove di «attività nucleari non dichiarate» in tre centrali in Ucraina. Lo ha affermato l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), citata da Sky News. L’Ucraina ha chiesto agli ispettori di visitare le sue centrali nucleari per smentire le affermazioni della Russia secondo cui Kiev intende utilizzare una «bomba sporca». «La nostra valutazione tecnica e scientifica dei risultati che abbiamo finora è che non c’è alcun segno di attività e materiali nucleari non dichiarati in queste tre località», ha affermato l’Aiea, aggiungendo che saranno analizzati campioni ambientali prelevati.

Ore 15:46 - Media, Turchia non approverà l’ingresso della Svezia nella Nato entro l’anno

Il parlamento turco non ratificherà i protocolli di adesione alla Nato della Svezia entro la fine dell’anno. Lo hanno detto a Bloomberg funzionari turchi, che seguono il dossier e che hanno chiesto l’anonimato, sostenendo che ci sono poche possibilità che la ratifica arrivi anche prima delle prossime elezioni in Turchia, in programma a giugno del 2023. Secondo le fonti, la mancata ratifica nei prossimi mesi è dovuto al programma fitto del Parlamento turco fino a fine 2022 e al fatto che la Svezia non ha ancora soddisfatto le richieste della Turchia rispetto all’estradizione di sospetti militanti, ritenuti da Ankara terroristi.

Ore 16:03 - Al G7 Esteri sull’Ucraina anche Kuleba in videocollegamento

«Dobbiamo respingere le azioni che violano ogni regola da parte di Putin» in Ucraina. Lo ha detto Annalena Baerbock dopo aver accolto i colleghi del G7, nell’intervento (aperto alla stampa) che ha inaugurato il primo panel di discussione. La ministra tedesca per l’occasione ha dato il benvenuto ad Antonio Tajani, alla sua prima partecipazione come rappresentante del nuovo governo italiano. Nel confronto sull’Ucraina, ha cui si collegherà anche il ministro ucraino Dmytro Kuleba, il G7 discuterà del coordinamento delle azioni di supporto agli ucraini in vista dell’inverno, ha spiegato Baerbock, ricordando i danni prodotti dai raid russi alle reti elettriche e alle forniture d’acqua. Successivamente ai ministri del G7 si uniranno anche colleghi dell’Africa, a causa della crisi alimentare prodotta dal conflitto in Ucraina. Che ha colpito soprattutto i Paesi più poveri.

Ore 16:20 - Zelensky, non parteciperò al G20 se ci sarà Putin

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky non parteciperà al vertice del G20 in Indonesia se sarà presente il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. Lo ha detto Zelensky in un briefing con i giornalisti a Kiev, come riporta Unian. «La mia posizione personale e quella dell’Ucraina è che se parteciperà il leader della Federazione Russa, allora l’Ucraina non ci sarà», ha detto spiegando che nella telefonata di oggi il presidente indonesiano Joko Widodo lo ha «invitato di nuovo». «Vedremo, mancano pochi giorni», ha chiarito Zelensky.

Ore 17:08 - Metsola a Meloni: «Italia centrale in Ue, dobbiamo restare uniti»

«Benvenuta Presidente Giorgia Meloni al Parlamento europeo. L’Italia ha sempre avuto un ruolo centrale nell’Ue. Più che mai - con l’invasione Russa dell’Ucraina, prezzi dell’energia alle stelle e inflazione in aumento - dobbiamo rimanere uniti. Siamo più forti se stiamo insieme». Lo scrive su Twitter Roberta Metsola, presidente del parlamento Ue.

Ore 17:50 - Regno Unito vieta il trasporto di petrolio russo sopra price cap

Il Regno Unito cercherà d'impedire il trasporto internazionale del petrolio venduto a un prezzo superiore al tetto fissato dai governi occidentali fra le sanzioni decise contro Mosca in risposta alla guerra in Ucraina. Lo ha annunciato il governo di Rishi Sunak, precisando che il divieto diventerà peraltro effettivo dal 5 dicembre. L'obiettivo è ostacolare «la machina bellica di Putin e rendere per lui più difficile trarre profitto della sua guerra illegale», ha detto il cancelliere dello Scacchiere, Jeremy Hunt, evocando anche «buoni progressi» verso la definitiva messa «al bando dell'importazione del petrolio russo» nel Regno.

Ore 17:58 - L'esplosione a Melitopol e la guerra dietro le linee della resistenza

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) L’ingresso della città di Melitopol, in mano ai russi da febbraio «Esplosivo al posto della sveglia per gli occupanti di Melitopol». La frase è del sindaco ucraino in esilio Ivan Fedorov, racconta di un nuovo attacco nella città in mano ai russi dalla fine di febbraio. Anche se non sono emersi troppi dettagli, è la conferma della grande instabilità nelle regioni occupate: i depositi vengono inceneriti con i razzi degli Himars, altri obiettivi devastati da ordigni.

Ore 18:06 - Mosca testa missile balistico Bulava

Le forze di Mosca hanno testato oggi con successo un missile balistico, il Bulava, che è stato lanciato da un sottomarino nucleare nelle acque del Mar Bianco per raggiungere il suo obiettivo nella penisola della Kamchatka, dopo avere sorvolato gran parte dell'immenso territorio russo. Il missile, precisa l'agenzia Ria Novosti, è partito dal sottomarino Generalissimo Suvorov e ha colpito come previsto il poligono di Kura, nella regione dell'Estremo Oriente.

Ore 18:20 - Casa Bianca: funzionari Usa hanno incontrato Brittney Griner

Funzionari dell'ambasciata Usa a Mosca hanno incontrato oggi Brittney Griner, la cestista statunitense detenuta in Russia. Lo ha riferito la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre. «Nonostante la mancanza di buona fede» da parte russa, ha aggiunto, gli Stati Uniti hanno continuato a negoziare con Mosca per il rilascio della Griner e di Paul Whelan, l'altro cittadino Usa detenuto, la cui liberazione rimane una delle «principali priorità» dell'Amministrazione.

Ore 18:31 - Kiev: raid russi su più di 25 insediamenti

Le forze russe hanno lanciato oggi tre missili e 16 attacchi aerei e hanno effettuato più di 40 attacchi con sistemi di lancio multiplo di razzi su più di 25 insediamenti. Lo ha affermato lo stato maggiore delle forze armate ucraine, riporta il Guardian. In particolare, Pavlohrad nell'oblast di Dnipropetrovsk e Avdiivka e Vuhledar nell'oblast di Donetsk sono stati duramente colpiti.

Ore 18:47 - Zelensky incontra senatori Usa, focus su aiuti all'Ucraina

Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky ha informato i senatori statunitensi Christopher Coons e Rob Portman sulla situazione al fronte e sul terrore missilistico russo, oltre a discutere di difesa e aiuti economici all'Ucraina. «Ho avuto un incontro con i veri amici dell'Ucraina: i senatori statunitensi Coons e Portman. Abbiamo discusso della situazione al fronte, del terrore missilistico della Federazione russa e delle aree prioritarie di aiuto per l'Ucraina: difesa ed economia. Crediamo nella vittoria congiunta!», ha sottolineato Zelensky su Twitter. Il presidente ucraino ha anche espresso la sua gratitudine al presidente degli Stati Uniti Joe Biden, alla Casa Bianca e al suo team per la potente assistenza fornita all'esercito ucraino.

Ore 19:17 - Zelensky: «Se Russia usa l'arma atomica cesserà di esistere»

«Se la Russia usasse le armi nucleari, il mondo in cui viviamo non esisterà più. Cioè, ci sarà un mondo completamente diverso, in cui la potenza che ha usato armi nucleari cesserà definitivamente di esistere. Io sono assolutamente certo di questo». Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel corso di una conferenza stampa congiunta a Kiev con la presidente della Grecia, Katerina Sakellaropoulou, secondo quanto riferito da Ukrinform.

Ore 19:20 - Kuleba: discusso con Tajani dei prossimi aiuti militari

Su Twitter il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha scritto di aver avuto un colloquio telefonico con l'omologo italiano Tajani: «Nella nostra telefonata, io e il mio interlocutore italiano Antonio Tajani ci siamo concentrati sui modi per accelerare la consegna dell'ultimo pacchetto di assistenza italiana alla sicurezza dell'Ucraina e abbiamo anche discusso del prossimo pacchetto di aiuti militari: ho sottolineato l'importanza di includervi i sistemi di difesa aerea».

Ore 00:01 - Kiev, diverse esplosioni udite a Mykolaiv

Nuovi allarmi di attacchi dell’esercito russo nel sud dell’Ucraina. Diverse esplosioni sono state udite a Mykolaiv, città meridionale del Paese, dove sono suonate le sirene antiaeree. Lo scrive il Kyiv Independent.

Ore 00:48 - Ue, Michel: «Con Meloni scambio costruttivo; lavoriamo insieme»

Costruttivo incontro tra il presidente del consiglio europeo Charles Michel e la premier Giorgia Meloni. «Al lavoro con l’Italia. Con Giorgia Meloni ho avuto uno scambio di opinioni approfondito e costruttivo sulla nostra agenda comune. In particolare: Ucraina, crisi energetica, economia, green deal e migrazione. Lavoreremo insieme, a beneficio dei cittadini italiani e comunitari». Lo scrive in un tweet Charles Michel, al termine dell’incontro - e cena - con la presidente del Consiglio.

Zelensky: «Siamo pronti per una pace giusta». Redazione Online su Il Corriere della Sera il 4 Novembre 2022

Le notizie di venerdì 4 novembre, in diretta.Esplosioni a Mykolaiv, nel sud del Paese. Zelensky «Per gli attacchi russi, 4,5 milioni di ucraini senza elettricità». Cina: «Sosteniamo il ruolo della Ue nella ricerca di un accordo in Ucraina»

• La guerra in Ucraina è arrivata al 253esimo giorno.

• Udite diverse esplosioni a Mykolaiv, nel sud dell’Ucraina.

• Zelensky: «Da Aiea prove inconfutabili assenza bomba sporca».

• Gli Stati Uniti sono «sempre più preoccupati» dal possibile uso di armi nucleari da parte della Russia. Tuttavia, l’ex premier britannico Boris Johnson ha dichiarato che Putin «sarebbe un pazzo» a usarle.

Ore 04:30 - Kuleba mostra pezzi drone iraniano al G7

Il ministro ucraino degli Esteri Dmytro Kuleba ha mostrato frammenti di un drone iraniano ai colleghi del G7. Lo ha raccontato lo stesso Kuleba su Twitter, allegando le immagini della sua dimostrazione in collegamento video. «L’Iran - ha sottolineato - deve cessare di fornire alla Russia armi utilizzare per uccidere gli ucraini, altrimenti dovrà affrontare una pressione globale ancora più dura».

Ore 04:41 - Zelensky, 4,5 milioni senza elettricità per attacchi russi

Ad essere private dell'elettricità sono «in particolare Kiev e dieci regioni - ha precisato Zelensky -: quella di Kyiv, Dnipropetrovsk, Zhytomyr, Zaporizhzhia, Sumy, Kirovohrad, Kharkiv, Chernihiv, Khmelnytskyi, Cherkasy». Per il leader ucraino «sono inoltre possibili interruzioni elettriche anche in altre regioni». Zelensky, nel suo consueto discorso serale, ha poi sottolineato che la Russia ricorre al terrore contro l'industria energetica a causa della sua debolezza. «Non possono sconfiggere l'Ucraina sul campo di battaglia ed è per questo che stanno cercando di spezzare il nostro popolo in questo modo: umiliare gli ucraini, colpire lo spirito del nostro popolo e la resistenza. Credo che la Russia non avrà successo», ha aggiunto, citato da Ukrainska Pravda.

Ore 04:49 - Zelensky, da Aiea prova inconfutabile assenza bomba sporca

La conclusione «ovvia» dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) rappresenta «una prova chiara e inconfutabile» che non ci sono stati preparativi per una «bomba sporca» in Ucraina. Lo ha affermato oggi il presidente ucraino Voldymyr Zelensky. «Abbiamo dato piena libertà d'azione» alla missione di ispezione dell'Aiea e dopo la sua conclusione, «abbiamo prove chiare e inconfutabili che nessuno in Ucraina ha creato o sta producendo bombe sporche», ha aggiunto.

Ore 05:02 - Ue, Michel: «Con Meloni scambio costruttivo; lavoriamo insieme»

Costruttivo incontro tra il presidente del consiglio europeo Charles Michel e la premier Giorgia Meloni. «Al lavoro con l’Italia. Con Giorgia Meloni ho avuto uno scambio di opinioni approfondito e costruttivo sulla nostra agenda comune. In particolare: Ucraina, crisi energetica, economia, green deal e migrazione. Lavoreremo insieme, a beneficio dei cittadini italiani e comunitari». Lo scrive in un tweet Charles Michel, al termine dell’incontro - e cena - con la presidente del Consiglio.

Ore 05:09 - Ucraina, l’esplosione a Melitopol e la guerra dietro le linee della resistenza

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) «Esplosivo al posto della sveglia per gli occupanti di Melitopol». La frase è del sindaco ucraino in esilio Ivan Fedorov, racconta di un nuovo attacco nella città in mano ai russi dalla fine di febbraio. Anche se non sono emersi troppi dettagli, è la conferma della grande instabilità nelle regioni occupate: i depositi vengono inceneriti con i razzi degli Himars, altri obiettivi devastati da ordigni.

Ore 05:14 - «Tra Trump e Putin un “accordo” per l’invasione dell’Ucraina»: la rivelazione del New York Times

Un «accordo», o almeno un intreccio di interessi d’affari tra Donald Trump e Vladimir Putin: sul piatto, da un lato, il provvidenziale intervento degli hacker russi a favore del primo nella campagna presidenziale 2016; dall’altro, nientemeno, l’invasione dell’Ucraina. Un’inchiesta del New York Times sembra unire i puntini, tra Manhattan e Mosca.

Ore 05:21 - Kiev, diverse esplosioni udite a Mykolaiv

Nuovi allarmi di attacchi dell’esercito russo nel sud dell’Ucraina. Diverse esplosioni sono state udite a Mykolaiv, città meridionale del Paese, dove sono suonate le sirene antiaeree. Lo scrive il Kyiv Independent

Ore 05:42 - Ucraina: dalla Russia scorsa settimana 68 missili e 30 droni

Ancora violenti scontri tra l’esercito russo e la resistenza ucraina. «Gli invasori di Mosca hanno usato 68 missili e 30 droni suicidi contro l’Ucraina la scorsa settimana», fa sapere Ukrinform citando il vice capo del dipartimento delle operazioni principali dello stato maggiore delle forze armate ucraine, Oleksii Hromov. In un briefing, Hromov ha descritto le offensive russe sferrate tra il 27 ottobre 2022 e il 3 novembre 2022 in territorio ucraino.

«Le truppe russe - ha detto - stanno tentando di condurre attivamente la ricognizione con vari veicoli aerei senza pilota in regioni come Kiev, Sumy, Chernihiv e Kharkiv. L’esercito ucraino sta contrastando tali azioni con tutti i mezzi disponibili, vale a dire i moderni sistemi di guerra elettronica». In particolare, secondo Hromov, l’Uav russo Orlan-10 è stato intercettato con un’arma anti drone nella regione di Kharkiv il 31 ottobre 2022. Nell’ultima settimana, le forze di difesa ucraine hanno abbattuto quattro aerei russi e nove elicotteri, principalmente voli operanti dalla Crimea «temporaneamente occupata».

Ore 07:56 - Ucraina: ritiro truppe russe da Kherson potrebbe essere una trappola

L’Ucraina ha affermato di essere cauta sul possibile ritiro delle truppe russe da Kherson e ha dichiarato di temere che si possa trattare di una trappola. Natalia Humeniuk, portavoce del comando militare meridionale dell’Ucraina, ha affermato che le operazioni di presunto ritiro nell’area potrebbero precedere “una provocazione”, “dando l’impressione che gli insediamenti siano abbandonati, che sia sicuro entrarci mentre si preparano per una battaglia strada per strada”. “Continuiamo a combattere, anche in direzione Kherson, nonostante il nemico stia cercando di convincerci che stanno lasciando gli insediamenti e creano l’effetto di un’evacuazione totale”, ha concluso.

Ore 08:36 - Kiev, senza luce 45 mila case, il doppio dei giorni scorsi

Da questa mattina 450 mila abitazioni a Kiev sono senza corrente elettrica. Si tratta di quasi il doppio in più rispetto ai giorni precedenti. Le interruzioni della stabilizzazione si verificano a causa del sovraccarico del nodo centrale del sistema elettrico del Paese. Lo scric su Telegram il sindaco della Capitale ucraina Vitali Klitschko, che lancia un appello ai cittadini: «Risparmiate energia elettrica il più possibile, perché la situazione rimane difficile». Il presidente Volodymr Zelensky ieri sera ha detto che circa 4,5 milioni di ucraini non hanno elettricità.

Ore 08:39 - Gb, Mosca minaccia di sparare ai suoi soldati in ritirata

La Russia minaccia di sparare ai propri soldati in ritirata: lo scrive l’intelligence britannica nel suo aggiornamento quotidiano sulla situazione in Ucraina. Il rapporto, pubblicato dal ministero della Difesa di Londra, indica che probabilmente Mosca ha iniziato a schierare al fronte le cosiddette «truppe di sbarramento» o «unità di blocco», il cui compito è quello di costringere i sodati a combattere con la minaccia di ucciderli se tentano la ritirata. Gli esperti dell’ntelligence di Londra indicano che probabilmente i generali russi hanno chiesto ai loro comandanti di usare le armi contro i disertori, autorizzando eventualmente anche la fucilazione. Ed è probabile quindi che anche i generali vogliano mantenere le posizioni difensive fino alla morte. La tattica di sparare ai disertori, conclude il rapporto, testimonia probabilmente la bassa qualità, il basso morale e l’indisciplina delle forze russe .

Ore 09:04 - Mattarella: pace è valore da coltivare e preservare

«La pace è un valore da coltivare e preservare e, più che mai, l’odierna aggressione scatenata dalla Federazione Russa contro l’Ucraina, ci chiama alla responsabilità di testimoniare concretamente le nostre convinzioni, sottolineando la necessità di presidiare, con i nostri alleati, i principi su cui si fonda la cooperazione internazionale». Lo scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio al ministro della Difesa Crosetto in occasione del giorno dell’Unità nazionale della festa delle forze armate. .

Ore 09:56 - Medvedev: «Noi contro Satana e i cani dell’Occidente»

«L’obiettivo è fermare il comandante supremo dell’inferno, non importa il nome che usa: Satana, Lucifero o Iblis». È una delle farneticanti dichiarazioni dell’ex presidente russo Dmitry Medvedev, in un messaggio in occasione della Giornata dell’unità nazionale. Per l’ex presidente i russi stanno combattendo contro «un branco di pazzi nazisti tossicodipendenti, persone drogate e con un grosso branco di cani che abbaiano dal canile occidentale».

Ore 10:09 - Missili russi su Mykolaiv: il bilancio dei danni

Missili S-300 sono stati lanciati ieri sera contro la città di Mykolaiv e la sua regione provocando gravi danni che si contabilizzano oggi: sono stati distrutti edifici residenziali e amministrativi, un incendio è scoppiato dopo un’esplosione. Lo ha scritto su Facebook il servizio stampa dell’amministrazione regionale di Mykolaiv.

Ore 10:19 - Xi Jinping: «Colloqui di pace in Ucraina, sosteniamo l’Europa»

In margine all’incontro con il cancelliere tedesco Olaf Scholz questa mattina a Pechino, il presidente cinese Xi Jinping dichiara che «la Cina sostiene la Germania e l’Unione Europea nel loro «importante ruolo per promuovere negoziati di pace in Ucraina, con l’obiettivo di raggiungere una cornice di sicurezza europea che sia bilanciata, effettiva e sostenibile».

Ore 10:38 - Scholz invita Putin a estendere accordo su grano

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha sollecitato il presidente russo Vladimir Putin a prolungare l’accordo che consenta il passaggio sicuro delle spedizioni di grano dall’Ucraina per evitare una seria crisi alimentare. «Esorto il presidente russo a non rifiutare di estendere l’accordo sul grano che scade tra pochi giorni», ha affermato il cancelliere incontrando i media a Pechino dopo aver incontrato il presidente Xi Jinping e il premier Li Keqiang, nell’ambito della sua missione di un giorno in Cina. «La fame non deve essere usata come arma», ha aggiunto Scholz

Ore 10:43 - Scholz, chiesto a Xi di usare influenza su Russia

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha chiesto al presidente Xi Jinping di usare «la sua influenza sulla Russia» per porre fine alla «guerra di aggressione» ai danni dell’Ucraina. «Ho detto al presidente cinese che è importante che la Cina usi la sua influenza sulla Russia», ha affermato Scholz. «Questo riguarda la necessità di rispettare i principi della Carta dell’Onu che tutti abbiamo sottoscritto. Si tratta di principi come quello della sovranità e dell’integrità territoriale, importanti anche per la Cina», ha osservato il cancelliere in un incontro con i media a Pechino.

Ore 11:07 - Scholz: «Su Taiwan cambio status quo deve essere consensuale»

Durante la visita in Cina, il cancelliere tedesco Scholz ha detto che «qualsiasi cambiamento dello status quo delle relazioni nello Stretto di Taiwan deve essere pacifico e consensuale».

Ore 11:37 - Kiev: «Mykolaiv bombardata per 211 giorni su 255 di guerra»

Durante i 255 giorni dell'invasione russa, la città dell'Ucraina meridionale di Mykolaiv è stata bombardata dall'esercito di Mosca per 211 giorni: ha affermato il sindaco Oleksandr Senkevich durante un briefing, come riporta l'Ukrainska Pravda. «In 255 giorni di guerra, Mykolaiv non è stata colpita dai missili russi solo per 44 giorni, tutti gli altri giorni siamo stati torturati. Le persone hanno lasciato la città. Prima ell'invasione c'erano 486.000 residenti, ora ne sono rimasti circa 220-230», ha detto Senkevich.

Ore 12:16 - Mattarella, abituati a pace, ora si muore nel cuore d’Europa

«Ci siamo abituati alla pace. L’Europa unita è stata per 70 anni l’antidoto più forte a egoismi e nazionalismi. Diverse generazioni sono nate e cresciute in un Continente che sembrava aver cancellato non soltanto la parola guerra ma talvolta persino la sua memoria. Poi improvvisamente la guerra - la tragedia della guerra - è riapparsa nel nostro Continente. È accaduto a causa della sciagurata e inaccettabile aggressione che la Russia ha scatenato contro l’Ucraina e il suo popolo. Dalla fine di febbraio si combatte, si muore nel cuore d’ Europa». Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella parlando a Bari in occasione del 4 novembre.

Ore 12:29 - Putin ribadisce, evacuare i civili da Kherson

Il presidente russo Vladimir Putin ha ribadito l’esigenza di evacuare i civili dalle zone di combattimento nella regione ucraina di Kherson. «La popolazione civile non deve soffrire», ha sottolineato Putin, citato dall’agenzia Ria Novosti.

Putin ha parlato dopo aver deposto dei fiori sulla Piazza Rossa davanti al monumento a Kuzma Minin e Dmitry Pozharsky in occasione della Giornata dell’Unità nazionale, festività istituita nel 2005, che ricorda la liberazione dagli invasori polacchi nel 1612. Il mercante Minin e il principe Pozharsky guidarono le milizie che sconfissero gli invasori.

Ore 13:02 - Scholz, Cina e Germania contrari all’uso di armi nucleari

Germania e Cina sono contrarie all’uso di qualsiasi arma nucleare nella guerra in Ucraina: lo ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz incontrando i media a Pechino dopo gli incontri avuti con il presidente Xi Jinping e il premier Li Keqiang. «Qui in Cina tutti sanno che un’escalation della guerra in Ucraina avrebbe conseguenze per tutti noi - ha detto Scholz -. Ecco perché è molto importante per me sottolineare che tutti dicono chiaramente che un’escalation attraverso l’uso di un’arma nucleare tattica è esclusa».

Ore 13:19 - Xi, opposizione a uso e minaccia armi nucleari

Il presidente Xi Jinping ha invitato la comunità internazionale a «rifiutare l’uso e la minaccia delle armi nucleari» per prevenire una «crisi nel continente eurasiatico», nelle sue osservazioni più dirette sulla necessità di impedire l’escalation della guerra russa in Ucraina. Nel suo incontro con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, Xi ha anche parlato della necessità congiunta di garantire la stabilità delle catene di approvvigionamento alimentare ed energetico, entrambe interrotte dall’invasione dell’Ucraina da parte del presidente russo Vladimir Putin.

Ore 13:28 - Kiev, Mykolaiv bombardata per 211 giorni su 255 di guerra

Durante i 255 giorni dell’invasione russa, la città dell’Ucraina meridionale di Mykolaiv è stata bombardata dall’esercito di Mosca per 211 giorni: ha affermato il sindaco Oleksandr Senkevich durante un briefing, come riporta l’Ukrainska Pravda.

Ore 14:21 - Tajani a Blinken, condividiamo legami storici indissolubili

«Il ministro Antonio Tajani ringrazia il segretario di Stato Antony Blinken per la profonda amicizia. Condividiamo legami storici e indissolubili, che affondano le radici nei valori comuni e nell’impegno per libertà e principi democratici. Continueremo a lavorare insieme in ogni ambito a partire dall’Ucraina». Lo riporta un tweet della Farnesina dopo il bilaterale tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il segretario di Stato americano Blinken, a margine del G7 di Munster.

Ore 14:31 - 007 Usa, Iran chiede aiuto a Russia su programma nucleare

L’Iran vuole l’aiuto della Russia per rafforzare il suo programma nucleare in cambio delle armi che sta fornendo a Mosca nella sua guerra contro l’Ucraina. Lo riferiscono funzionari dell’intelligence Usa alla Cnn. Secondo le fonti, il regime iraniano ha chiesto la collaborazione della Russia per l’acquisto di ulteriori materiali nucleari e per la produzione di combustibile nucleare. Il carburante potrebbe aiutare l’Iran ad alimentare i suoi reattori e accelerare i tempi per lo sviluppo dell’arma nucleare.

Ore 14:47 - G7, Mosca fermi subito l’aggressione all’Ucraina

Il G7 «chiede ancora una volta alla Russia di fermare immediatamente la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina e di ritirare tutte le sue forze e l’equipaggiamento militare. Insieme al ministro Kuleba condanniamo la recente escalation della Russia, compresi i suoi attacchi contro civili e infrastrutture civili, in particolare impianti energetici e idrici, in tutta l’Ucraina utilizzando missili, droni e addestratori iraniani. Attraverso questi attacchi, la Russia sta cercando di terrorizzare la popolazione civile. Condanniamo anche la violazione dello spazio aereo moldavo». Lo si legge nel comunicato finale del G7 a Munster.

Il G7 definisce «inaccettabile l’irresponsabile retorica nucleare russa. Qualsiasi uso di armi chimiche, biologiche o nucleari da parte della Russia avrebbe gravi conseguenze. Respingiamo anche le false affermazioni della Russia secondo cui l’Ucraina starebbe preparando una bomba sporca. Le ispezioni dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica hanno confermato che queste accuse sono infondate e lodiamo l’Ucraina per la sua trasparenza». Il G7 assicura che «continuerà a imporre costi economici alla Russia e ad altri paesi, individui o entità che forniscono supporto militare alla guerra di aggressione di Mosca, come molti di noi hanno già fatto per quanto riguarda la fornitura di veicoli aerei senza pilota (UAV) alla Russia da parte dell’Iran», si aggiunge nel comunicato, in riferimento alle sanzioni europee contro Teheran.

Ore 14:56 - G7 crea meccanismo coordinamento per riparare reti ucraine

«Oggi stabiliamo un meccanismo di coordinamento del G7 per aiutare l’Ucraina a riparare, ripristinare e difendere le sue infrastrutture critiche per l’energia e l’acqua. Attendiamo con impazienza la conferenza internazionale del 13 dicembre a Parigi volta a sostenere la resilienza civile dell’Ucraina, organizzata da Francia e Ucraina. Accogliamo inoltre con favore i risultati della Conferenza internazionale di esperti del 25 ottobre a Berlino e rimaniamo impegnati a contribuire alla ripresa, alla ricostruzione e alla modernizzazione dell’Ucraina. Resteremo fermamente con l’Ucraina per tutto il tempo necessario». Lo sottolinea il G7.

Ore 14:57 - Kiev riceve il primo lotto di blindati dalla Grecia

L’Ucraina ha ricevuto il primo lotto di veicoli blindati dalla Grecia. Il presidente Volodymyr Zelensky ha ringraziato la collega greca Katerina Sakellaropoulou per il primo lotto di veicoli da combattimento BMP-1 inviato da Atene. Sakellaropoulou ha detto a Zelensky che la Grecia è stata dalla parte dell’Ucraina fin dal primo giorno: «Sosteniamo la determinazione a proteggere la tua integrità territoriale e ti sosterremo per tutto il tempo necessario», ha affermato. Lo riferisce il Kyiv Independent.

Ore 15:06 - Kiev, 70 attacchi contro le postazioni russe nel Sud

Nel Sud dell’Ucraina durante la notte scorsa le unità missilistiche e di artiglieria delle Forze di Difesa ucraine hanno lanciato 70 attacchi contro le postazioni russe. Lo ha dichiarato il Comando operativo Sud ucraino in un post su Facebook, come riporta Ukrinform. Secondo l’esercito di Kiev, le truppe di Mosca stanno fortificando le posizioni sulla riva sinistra del fiume Dnipro e costringendo i residenti degli insediamenti circostanti a lasciare i loro luoghi di residenza sulla riva destra del fiume. Allo stesso tempo, non smettono di limitare l’uso delle imbarcazioni e l’accesso alla riva. «Come risultato della barbara strategia di esplosioni massicce di imbarcazioni e navi situate vicino ai moli e agli ormeggi del Dnipro e dei suoi affluenti, i russi hanno creato una colossale minaccia ecologica. Tonnellate di carburante fuoriuscito dalle imbarcazioni danneggiate si stanno ora dirigendo a valle nel delta, verso l’area protetta del Parco naturale nazionale di Nyzhniodniprovskyi», si legge nel rapporto.

Ore 15:16 - Putin: «Lo scontro con l’Ucraina era inevitabile»

«Lo scontro della Russia con il regime neonazista emerso sul territorio dell’Ucraina era inevitabile, e se a febbraio non fossero state intraprese azioni appropriate da parte nostra, tutto sarebbe stato lo stesso, solo da una posizione peggiore per noi»: lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin, ripreso dall’agenzia di stampa statale russa Tass. La propaganda del Cremlino dipinge falsamente il governo ucraino come un covo di fascisti e questo è stato uno dei pretesti usati dal Cremlino per attaccare l’Ucraina dicendo di volerla «denazificare».

Ore 16:51 - Filorussi annunciano il coprifuoco 24 ore su 24 a Kherson

Le autorità filorusse hanno annunciato un coprifuoco di 24 ore su 24 a Kherson, città dell’Ucraina meridionale in mano ai russi. Lo riferiscono le agenzie russe Tass e Ria Novosti.

Ore 16:57 - Il re del Bahrein è pronto a mediare tra Russia e Ucraina

Il re del Bahrein, Hamad bin Isa Al Khalifa è pronto a mediare tra Russia e Ucraina. Lo ha annunciato l’ambasciata del Bahrein a Mosca alla Tass. «Sua Maestà il re Hamad bin Isa Al Khalifa del Bahrein ribadisce la disponibilità del Bahrein ad agire da intermediario tra Russia e Ucraina per fermare il conflitto», ha precisato l’ambasciata. Papa Francesco si trova in questi giorni in Bahrein e ha incontrato, tra gli altri, il sovrano del Paese del Golfo.

Ore 17:17 - Dietrofront dei filorussi, nessun coprifuoco a Kherson

Le autorità di occupazione russe hanno assicurato che nessun coprifuoco sarà attuato nella città di Kherson, nel sud dell’Ucraina. Pochi minuti prima il vice capo dell’autorità filorussa a Kherson, Kirill Stremousov, aveva annunciato che sarebbe stato «decretato un coprifuoco nella città per 24 ore al giorno». Stremousov ha cancellato il suo video iniziale in cui annunciava la misura, sostituendolo con uno simile ma modificato nei contenuti, e dove il coprifuoco non viene più menzionato, senza però spiegare i motivi di tale modifica.

Ore 17:23 - Usa, l’Ucraina sta facendo progressi nel sud e nel nord est

«Gli ucraini continuano a fare progressi nel sud e nel nord est, dove stanno respingendo le linee russe». Lo ha detto il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana, John Kirby, in un briefing virtuale con la stampa. Quanto alla specifica situazione a Kherson, il funzionario della Casa Bianca ha specificato di non voler «entrare nel dettaglio e di preferire che parli il governo di Kiev».

Ore 17:33 - Usa, 400 mln aiuti militari a Kiev e comando in Germania

Gli Usa manderanno a Kiev altri 400 milioni di aiuti militari e creeranno un quartier generale in Germania per l’assistenza alla sicurezza che sovrintenderà a tutti i trasferimenti di armi e all’addestramento militare per l’Ucraina: lo ha annunciato la portavoce del Pentagono Sabrina Singh. Il nuovo comando, chiamato “Security Assistance Group Ukraine”, segna un programma più permanente e a lungo termine per continuare a sostenere Kiev nella sua resistenza all’invasione russa.

Ore 17:44 - Usa: «Iran e Russia sempre più vicini, segno di isolamento»

«L’Iran e la Russia si sono molto avvicinati negli ultimi 8 mesi, questo è un segno di quanto i due Paesi siano sempre isolati e delle difficoltà di Putin in Ucraina». È la valutazione del portavoce del Consiglio per la sicurezza americana, John Kirby. «Entrambi i Paesi vogliono sputare in faccia al diritto internazionale che il resto del mondo rispetta», ha aggiunto il funzionario della casa Bianca in un briefing con la stampa. «Putin dimostra di voler proseguire la guerra», ha spiegato Kirby, e «l’Iran dimostra di volerlo aiutare in questo».

Ore 18:02 - Zelensky ringrazia gli Usa per nuovo pacchetto aiuti da 400 mln

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha «ringraziato il presidente Usa Joe Biden e gli americani per il nuovo pacchetto di assistenza militare da 400 milioni di dollari». Lo scrive su Twitter lo stesso leader ucraino precisando: «I veicoli blindati ci aiuteranno a liberare la terra ucraina. Apprezziamo questo continuo supporto!».

Ore 18:04 - Baerbock: «Il G7 sosterrà l'Ucraina finché sarà necessario»

Il G7 «resterà al fianco dell'Ucraina finché sarà necessario, anche se saranno giorni duri anche per noi». Lo ha detto la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock nella conferenza stampa di chiusura del G7 di Munster, aggiungendo che l'obiettivo immediato è fornire aiuti alla popolazione per superare l'inverno, come «generatori elettrici, impianti sanitari, case container». «Oltre 8 mesi di guerra e distruzione, un perfido attacco contro l'ordine internazionale hanno segnato la nostra presidenza come mai prima di oggi. Ogni giorno che passa è un giorno di troppo per le persone innocenti ed è una mancata occasione per Putin di fermare questa guerra e rimandare le sue truppe in territorio russo», ha sottolineato Baerbock.

Ore 18:38 - Kiev: riserve gas sufficienti per inverno nonostante raid russi

L’Ucraina ha forniture di gas sufficienti per questo inverno, tenendo conto delle importazioni pianificate. Lo ha detto il primo ministro Denys Shmyhal, mentre il Paese si prepara a ulteriori attacchi russi contro i suoi sistemi energetici. Lo riporta la Reuters sul suo sito. Parlando ad una riunione di gabinetto, Shmyhal ha affermato che l’Ucraina ora dispone di 14,5 miliardi di metri cubi di gas naturale nei suoi depositi sotterranei.

Ore 18:50 - Stoltenberg in Turchia: adesione Finlandia-Svezia rafforza la Nato

«Fantastico essere ospitato dal presidente Recep Tayyip Erdogan a Istanbul. Ho ringraziato il presidente per il suo ruolo fondamentale nel garantire la prosecuzione dell’accordo sul grano in Ucraina. Abbiamo anche discusso della finalizzazione dell’adesione alla Nato di Finlandia e Svezia, che renderà la nostra alleanza più forte». Lo scrive in un tweet il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.

Ore 19:01 - Cosa sta succedendo a Kherson (e perché Putin la vuole a tutti i costi)

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Gli osservatori faticano a capire quanto sta avvenendo sui fronti. Sono costretti a seguire da lontano, c’è la propaganda che inganna, i contendenti sparano la cortina fumogena, mascherano ovviamente le loro azioni. L’attenzione è concentrata sulla zona di Kherson con un paio di teorie.

La prima. I russi stanno preparando il loro ritiro dalla città, l’unica capitale regionale conquistata dal 24 febbraio, per creare una migliore posizione difensiva.

La seconda. Il comando ucraino non è convinto, afferma che sono stati portati via migliaia di civili ma l’Armata ha schierato rinforzi proprio per contrastare una nuova spinta.

La località è troppo importante per il Cremlino: la regione di Kherson si trova infatti subito sopra la Crimea occupata militarmente da Putin nel 2014, e da qui arrivano i rifornimenti idrici per la penisola, attraverso un canale di origine sovietica bloccato otto anni fa dagli ucraini e riaperto dai russi dopo l’invasione. Per Kherson passa anche l’ultimo miglio del corridoio che permetterebbe di collegare la Crimea via terra alla madre patria, attualmente raggiungibile soltanto attraverso il ponte di Kerch, colpito dagli ucraini il mese scorso.

Ore 19:07 - Kiev: cadaveri civili in aree liberate del Kherson

Le forze ucraine hanno rinvenuto i cadaveri di tre civili uccisi con colpi di arma da fuoco in un villaggio di un distretto liberato dai russi della regione di Kherson. Lo riferisce Unian. Secondo le informazioni preliminari, i tre civili «sono stati uccisi e seppelliti dai militari russi» nel villaggio di Visokopylla. Sono in corso esami forensi sui cadaveri.

Ore 19:13 - A San Pietroburgo apre il primo «ufficio» dei mercenari Wagner

La famigerata società di contractor russa Wagner ha aperto il suo primo quartier generale ufficiale a San Pietroburgo, in Russia. Evgheni Prigozhin, noto anche come lo «chef di Putin» per i suoi legami con il presidente russo, ha recentemente confermato di aver fondato il gruppo su cui fino a poco fa vigeva il massimo segreto, e di aver schierato mercenari in Paesi dell'America Latina, dell'Africa e in Ucraina. Prigozhin ha annunciato l'apertura dell'ufficio in occasione della Giornata dell'Unità Nazionale, oggi, in un comunicato stampa pubblicato sul sito web della sua azienda.

Ore 19:46 - Sullivan vede Zelensky a Kiev: «Usa al fianco dell'Ucraina»

Il consigliere per la sicurezza nazionale americana, Jake Sullivan, ha incontrato oggi a Kiev il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il capo dell'ufficio del presidente Andriy Yermak, il ministro della Difesa Reznikov per sottolineare il fermo sostegno degli Stati Uniti all'Ucraina e al suo popolo mentre difendono la propria sovranità e integrità territoriale. Sullivan ha colto l'occasione per annunciare all'Ucraina un ulteriore pacchetto di assistenza alla sicurezza da parte degli Stati Uniti da 400 milioni di dollari.

Ore 20:19 - Sullivan: «Kiev ha un forte bisogno di difesa aerea»

Il Consigliere per la sicurezza americana, Jake Sullivan, in visita a Kiev, ha detto che in questo «momento critico l'Ucraina ha un forte bisogno di difesa aerea». Il consigliere del presidente Joe Biden ha incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e altr membri del governo.

A sua volta Zelensky ha ringraziato Sullivan per l'appoggio costante degli Stati Uniti. «Sono grato al Consigliere del Presidente degli Stati Uniti Jake Sullivan per aver sostenuto il nostro Paese in un momento difficile per noi — ha detto il presidente ucraino — . Ho avuto l'onore di consegnare a Jake l'Ordine del Principe Yaroslav il Saggio di II grado a nome di tutto il popolo ucraino per aver rafforzato la cooperazione interstatale, sostenendo la sovranità dello Stato e l'integrità territoriale dell'Ucraina».

Ore 20:45 - Pentagono: 90 carri armati in nuovo pacchetto aiuti

Nel nuovo pacchetto di aiuti militari all'Ucraina da 400 milioni di dollari, gli Stati Uniti inviano a Kiev, oltre a droni, mezzi corazzati e missili per la difesa aerea, anche, per la prima volta carri armati. Si tratta, ha spiegato la vice portavoce del Pentagono, Sabrina Singh, di 90 tank T-72 che arrivano dalla Repubblica Ceca, la metà dei quali sono stati rimodernizzati con fondi degli Usa, mentre per gli altri 45 i fondi sono arrivati dall'Olanda. Sin dall'inizio dell'invasione russa il 24 febbraio scorso, Kiev ha chiesto alla Nato nuovi carri armati, l'invio annunciato oggi - e che potrà concludersi con gli ultimi tank alla fine di dicembre - è il primo di questo tipo da parte degli Stati Uniti.

Ore 21:36 - Zelensky: la disponibilità di Mosca a negoziati è «falsa»

«Tutto quello che la Russia dice ad alcuni leader stranieri sulla sua presunta disponibilità a negoziare è falso». Lo ha denunciato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo ultimo video messaggio diffuso su Telegram. «Quando qualcuno pensa a negoziati non cerca il modo di ingannare tutti intorno a sé, mandando altre decine o centinaia di migliaia di persone, riservisti o mercenari, nel tritacarne», ha detto il leader di Kiev.

Ore 21:37 - Meloni: sulle armi a Kiev manteniamo gli impegni

«Lavoriamo per mantenere tutti gli impegni internazionale. Al di là delle sfumature» io «non prevedo problemi» nella maggioranza che ha sempre votato «seriamente a sostegno della causa ucraina». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in conferenza stampa dopo il Cdm interpellata sul prossimo decreto armi. Meloni ha rimarcato la necessità che l'Italia resti «nella sua dimensione occidentale» ed europea affermando che questa è «una condizione fondamentale» anche per chiedere comprensione «quando ce n'è necessità».

Ore 22:31 - «I soldati russi hanno saccheggiato il museo d'arte a Kherson»

I soldati russi hanno saccheggiato il Museo d'arte di Kherson portando fuori dal museo per quattro giorni opere d'arte, inclusa una collezione del XVII-XX secolo. Lo riporta la pagina Facebook del Museo, come riporta Ukrainska Pravda. «Il museo d'arte di Kherson è stato saccheggiato dagli occupanti russi. Secondo loro, questo si chiama "evacuazione", secondo noi è un saccheggio» ha scritto il museo nel post.

Ore 00:35 - Kiev: entro fine anno in arrivo sistemi di difesa aerea

Il ministro degli Affari esteri ucraino, Dmytro Kuleba , prevede che entro la fine dell’anno saranno realizzati alcuni accordi con partner internazionali in materia di sistemi di difesa aerea e missilistica per l’Ucraina. Lo riporta Unian.

Ore 23:42 - Cnn: offline 1.300 unità Starlink in dotazione esercito

I timori dell'Ucraina che le sue truppe possano perdere l'accesso al cruciale servizio di telecomunicazione satellitare Starlink, del miliardario Elon Musk, si sono intensificati la scorsa settimana, dopo che 1.300 unità satellitari in dotazione dell'esercito sono andate offline. Lo riporta la Cnn citando due fonti anonime, «che hanno familiarità» con l'accaduto. Il 24ottobre, Musk ha assicurato che Starlink avrebbe continuato a operare indipendentemente dai finanziamenti del Pentagono. Il vice primo ministro di Kiev, Mikhailo Fedorov, aveva confermato le parole dell'imprenditore e Ceo di SpaceX aggiungendo che questa tecnologia «è di fondamentale importanza per l'Ucraina».

Ore 23:53 - Zelensky: «Siamo pronti per una pace giusta»

«Siamo pronti per la pace, per una pace giusta, la cui formula abbiamo espresso più volte: rispetto per la Carta delle Nazioni Unite, rispetto per la nostra integrità territoriale, rispetto per il nostro popolo, assicurare alla giustizia tutti coloro che sono colpevoli e pieno risarcimento dei danni che ci ha causato la Russia». Lo ha detto nel suo video messaggio serale, diffuso su Telegram, il presidente ucraino Voldymyr Zelensky.

Ore 01:22 - IL PUNTO MILITARE - Ecco che cosa sta succedendo a Kherson

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Gli osservatori faticano a capire quanto sta avvenendo sui fronti. Sono costretti a seguire da lontano, c’è la propaganda che inganna, i contendenti sparano la cortina fumogena, mascherano ovviamente le loro azioni. L’attenzione è concentrata sulla zona di Kherson con un paio di teorie.

La prima. I russi stanno preparando il loro ritiro dalla città, l’unica capitale regionale conquistata dal 24 febbraio, per creare una migliore posizione difensiva.

La seconda. Il comando ucraino non è convinto, afferma che sono stati portati via migliaia di civili ma l’Armata ha schierato rinforzi proprio per contrastare una nuova spinta.

La località è troppo importante per il Cremlino: la regione di Kherson si trova infatti subito sopra la Crimea occupata militarmente da Putin nel 2014, e da qui arrivano i rifornimenti idrici per la penisola, attraverso un canale di origine sovietica bloccato otto anni fa dagli ucraini e riaperto dai russi dopo l’invasione.

Ore 01:29 - Kiev, il lungo buio tra paure del nucleare e boom di incidenti stradali

(Lorenzo Cremonesi, inviato a Kiev) Vero che adesso tutti sono muniti di fari, ma sono piccoli, si confondono nei bagliori del traffico. Risultato è che gli ospedali segnalano l’aumento esponenziale di ciclisti e pedoni ricoverati: in genere sono slogature e fratture agli arti, meno gravi dei feriti per gli incidenti stradali, che sono cresciuti come minimo del 25% da settembre, però costituiscono il sintomo dei gravi disagi causati dalla crisi dell’energia.

«Bambini controllate le batterie nelle lampade, non attraversate mai soli che non vi vedono!», gridava preoccupato ieri all’imbrunire un padre ai tre figli piccoli, che in sella alle biciclettine stavano lasciando la passeggiata del lungofiume, il Dnepr, di fronte ad un lampione spento. Poco lontano, Sergey Chekushkin, un 54enne sfollato da Kharkiv sei mesi fa, stava disponendo le candele di Natale sui tavoli del suo ristorante Budmo, aperto sabato scorso. «L’atmosfera natalizia non c’entra. Queste candele sono le uniche che ho trovato, le tengo pronte per quando salta la corrente», spiega, comunque deciso a resistere. «Ci stiamo attrezzando con le bombole del gas per i fornelli, i generatori costano troppo. Purtroppo dopo le sette c’è molta meno gente disposta a uscire per cena», confida.

Kiev è al buio.

Ore 01:37 - Sottomarino nucleare Usa nel Mediterraneo, segnale a Mosca

Il super sottomarino nucleare americano USS Rhode Island è arrivato tre giorni fa nel porto di Gibilterra in una mossa a sorpresa che, secondo gli esperti, si tratta di un messaggio di avvertimento alla Russia. Secondo i media americani del settore, l’operazione arriva a due settimane dall’annuncio che un altro sottomarino nucleare, l’USS West Virginia, si stava dirigendo nel Mar Arabico. La marina americana ha confermato la notizia sottolineando che si tratta della prima volta che un sottomarino balistico americano visita Gibilterra dal giugno del 2021. USS Rhode Island è uno degli strumenti di deterrenza nucleare più potenti dell’arsenale americano e può trasportare fino a 20 missili balistici Trident D5 in grado di colpire a 18mila chilometri di distanza. Ognuno di questi missili, spiegano i media specializzati, può essere armato con 14 testate nucleari.

Ore 01:55 - Thailandia pronta a ospitare colloqui di pace Russia-Ucraina

La Thailandia è pronta a fornire una sede negoziale per consentire un dialogo diretto tra Mosca e Kiev volto a risolvere la crisi ucraina: lo ha detto alla Tass l’ambasciatore thailandese in Russia Sasiwat Wongsinsawat. «La Thailandia - ha detto - è pronta a fornire una sede negoziale per tutte le parti coinvolte nel conflitto qualora siano pronte per un dialogo diretto finalizzato a trovare una soluzione pacifica della crisi ucraina».

Ore 02:13 - Ambasciatore russo: occorre trovare soluzione negoziale per la guerra

«Dobbiamo pensare oggi non a pompare Kiev con armi aggiuntive, ma a come trovare una soluzione negoziale. È impossibile risolvere completamente il problema sul campo di battaglia»: lo ha affermato l’ambasciatore russo negli Stati Uniti Anatoly Antonov parlando alla stampa, secondo quanto riporta la Tass, aggiungendo che un miglioramento delle relazioni tra Russia e Stati Uniti non è all’orizzonte in una prospettiva di medio termine. «Riguardo alle nuove decisioni dell’amministrazione americana su forniture aggiuntive di armi all’Ucraina, vorrei sottolineare che i nostri cosiddetti partner continuano con una politica sbagliata credendo che il problema possa essere risolto sul campo di battaglia e continuano a spendere più energie e mezzi. Ora stanno accumulando forze armate vicino ai confini russi», ha detto Antonov. L’ambasciatore, parlando a San Francisco, ha poi lamentato che «il personale degli uffici del consolato russo negli Stati Uniti continuerà a diminuire perché i termini della missione del personale scadono e la parte americana non sta rilasciando nuovi visti per loro».

Ore 03:11 - Usa: «La Cina sviluppa il programma nucleare più rapidamente di noi»

I vertici delle forze armate statunitense lanciano un nuovo allarme: «La Cina sta sviluppando il suo programma nucleare molto più rapidamente degli Usa». Queste le parole del capo del comando strategico militare di Washington, Charles Richard che, secondo quanto riporta Cnn, ha messo in guardia dai progressi di Pechino sul campo. Richard ha definito la questione un «problema a breve termine». L’allarme arriva peraltro in un momento di relazioni molto complicate con la Cina, a causa delle crescenti tensioni sulla questione di Taiwan, ma anche per il ruolo ambiguo della Cina sulla questione ucraina. Nello scacchiere asiatico, inoltre, sul tema del nucleare un altro punto dolente per gli Stati Uniti è rappresentato dalla corsa agli armamenti atomici della Corea del Nord, isolata dalla comunità internazionale ma comunque legata a Pechino.

Ore 03:57 - Mosca: Kiev bombarda con missili Himars la città di Svatovo

L’esercito ucraino ha bombardato nella notte la città di Svatovo, nell’autoproclamata Repubblica di Lugansk (LPR) con quattro razzi Himars, secondo quanto riferito dalla missione LPR al Centro congiunto di controllo e coordinamento per il cessate il fuoco, ripreso dalla Tass. Secondo la missione, l’esercito ucraino ha sparato quattro razzi contro Svatovo all’1.20 ora di Mosca. Sono ancora in corso le verifiche su eventuali vittime o danni. Secondo la missione, l’esercito ucraino avrebbe sparato oltre 375 razzi Himars dall’inizio del conflitto.

Ucraina: il Pentagono invia soldati Usa e commandos afghani. Piccole Note il 4 Novembre 2022 su Il Giornale.

Gli Stati Uniti hanno inviato militari in Ucraina. Un passo che contrasta nettamente con l’affermazione di Biden che gli Stati Uniti non avrebbero mai inviato soldati nella guerra che contrappone Kiev a Mosca.

Tale improvvida iniziativa segna un piccolo punto di svolta del conflitto, dal momento che finora gli Usa si erano limitati a inviare le proprie truppe speciali sotto forma di mercenari, per lo più veterani delle guerre infinite.

Con questa iniziativa le cose cambiano, e molto, come scrive Melkulangara Bhadrakumar su Indianpunchline (articolo ripreso dal Ron Paul Institute) perché i militari americani potrebbero essere uccisi nel corso dei combattimenti, sia al fronte che in seguito a un attacco in profondità dei russi.

Se succedesse, c’è il rischio che gli Stati Uniti possano esser coinvolti ancor più apertamente nel conflitto, coinvolgendo peraltro anche i Paesi Nato. Un rischio da non sottovalutare, come spiega Bhadrakumar, che aggiunge come la spiegazione data per l’invio del personale militare in Ucraina suoni alquanto “ingegnosa”.

Infatti, i soldati dell’US Army avrebbero il compito di vigilare sugli armamenti inviati in Ucraina, per garantire che tutto proceda secondo quanto stabilito.

Dai consiglieri militari del Vietnam ai vigilantes ucraini

Il funzionario che ha rivelato ai media l’esistenza di questi strani vigilantes, continua Bhadrakumar, “ha affermato che ciò faceva parte di una più ampia campagna statunitense, annunciata la scorsa settimana dal Dipartimento di Stato, ‘intesa a garantire che le armi fornite all’Ucraina non finiscano nelle mani delle truppe russe, dei loro alleati o di altri gruppi estremisti”. Spiegazione alquanto ingegnosa, infatti, quanto poco credibile. Avranno compiti precisi, bellici.

La notizia fa il paio con un’altra, proveniente sempre dagli Stati Uniti, che cioè il Pentagono ha deciso di inviare nel teatro di guerra anche i commandos afghani addestrati dagli Stati Uniti durante la lunga occupazione di Kabul (Responsible Statecraft).

La prima notizia sembra rinverdire i fasti del Vietnam, quando gli Stati Uniti inviarono nel Paese del Sud-Est asiatico i propri militari in qualità di “consiglieri”, in realtà dei veri e propri combattenti. Un passo che precedette quello dell’invio ufficiale del proprio esercito.

Tale notizia, insieme a quella dei commandos, segnala che le cose in Ucraina non vanno proprio come racconta la narrativa ufficiale. Se gli Stati Uniti devono inviare il proprio personale militare, vuol dire che quello in loco non regge più.

Sembra così confermato quanto dicono e scrivono i russi (propaganda, ovviamente), che cioè l’esercito ucraino nelle recenti controffensive, celebrate dai media d’Occidente per le sue gloriose conquiste, ha subito perdite pesantissime, tanto che serve con urgenza un qualche correttivo sotto forma di rinforzi non più mascherati (di mercenari provenienti da diversi Paesi Nato, in particolare polacchi, l’Ucraina è già piena).

Ma la notizia dell’invio dei commandos afghani ha destato in noi un interesse ulteriore. Anzitutto per la paga che percepiranno, riferita da Responsable Statecraft: 1500 dollari al mese.

Ecco, nel composito novero degli aiuti all’Ucraina elargiti da tanti Stati, tra cui il nostro, sono presenti anche questi capitoli di spesa, cioè la paga dei mercenari, che è ovviamente variabile, dal momento che un marines veterano della guerra irachena percepirà un salario ben più alto. Non si va a rischiare la pelle gratis, men che meno per ideali buoni solo per la propaganda.

La sinistra fama dei commandos afghani

L’altro corno di questa notizia è che i commandos afghani che gli Stati Uniti si apprestano a mandare in Ucraina hanno una fama alquanto sinistra, che val la pena di essere raccontata.

Dei commandos afghani che operavano al soldo della Cia nel corso della lunga occupazione americana di Kabul ce ne siamo occupati al tempo del ritiro delle forze Usa dal Paese asiatico, spiegando come fossero stati evacuati non tanto per ragioni umanitarie, quanto perché potevano “risultare utili in qualche guerra sporca del mondo“. Non fummo profeti, semplice buonsenso.

La storia di questi commandos è stata riferita da The Intercept, sito al quale rimandiamo per i dettagli del caso, il quale raccontava di come queste unità si muovessero nel territorio in modalità invisibile, uccidendo senza scrupoli donne e bambini che nulla avevano a che fare con la guerra in corso contro i ribelli.

Ma l’aspetto più inquietante riguardo i militari afghani è il loro vizietto, che li porta ad abusare dei bambini. A denunciare la pedofilia dilagante tra il personale militare afghano durante la lunga occupazione statunitense non è stato un qualche oscuro sito cospirazionista, ma l’autorevole New York Times, che riportò le testimonianze di alcuni soldati americani che avevano provato a denunciare tale perversa pratica, venendo silenziati dai loro superiori (alcuni di essi sono stati anche uccisi).

La denuncia del New York Times portò addirittura l’U.S. Army ad aprire un’inchiesta interna, che accertò alcuni casi di pedofilia senza però rendere pubblici i risultati finali della stessa (sempre se l’inchiesta ha continuato il suo corso), i quali sono stati procrastinati sine die.

I soldi inviati all’Ucraina serviranno anche per le paghe di questi tagliagole pedofili, con buona pace degli ideali sottesi alla lotta degli Stati liberi contro l’autoritarismo.

Estratto dell'articolo di Daniele Raineri per "la Repubblica" il 5 novembre 2022.

Come tutti gli altri russi in età militare da ieri anche i detenuti nelle carceri potranno essere arruolati e spediti a combattere in Ucraina, perché il presidente Putin ha firmato una legge che annulla la loro esclusione dalla mobilitazione. Soltanto i condannati per determinati reati come pedofilia, terrorismo, tradimento e traffico di materiale nucleare continueranno a non essere considerati arruolabili.

Si chiude in questo modo il mercato del reclutamento nelle prigioni russe, cominciato a luglio con una campagna del gruppo Wagner, una compagnia privata di mercenari molto vicina al presidente che prometteva ai volontari uno stipendio e l'amnistia in cambio di sei mesi al fronte. L'idea era poi stata seguita dal governo russo ma adesso c'è la legge ufficiale, che mette i prigionieri allo stesso livello di tutti gli altri - con la differenza che non possono scappare all'estero per evitare la guerra come hanno già fatto trecentomila russi.

La legge arriva per supplire in qualche modo alla carenza di combattenti. I detenuti sono soprattutto impiegati sulla linea del fronte del Donbass - che da Luhansk scende giù per centinaia di chilometri fino a Vulhedar nel Donetsk - dove le truppe di Putin tentano tutti i giorni di applicare una pressione forte e contraria all'avanzata ucraina che arriva da ovest, nella speranza di essere loro e non i soldati di Kiev a guadagnare qualche chilometro.

Ogni giorno la manovra è la stessa: i russi escono dalle loro linee fortificate, spingono anche soltanto alcune centinaia di metri e tentano di aprire una breccia nel fronte ucraino. Ogni giorno l'esito è uguale, le sortite finiscono sotto al fuoco e sono ridotte a zero prima che possano raggiungere i nemici. I dati di questi giorni sono paradossali: le posizioni sulla cartina non si spostano ma c'è un eccidio di soldati russi. (...)

Le prime vittime di questa coazione a ripetere del comando russo sono i detenuti, che secondo alcune intercettazioni telefoniche di soldati sono piazzati in prima linea, quella più pericolosa. (...) 

Ora Mosca arruola anche i criminali. E minaccia i soldati "Ucciso chi fugge". Luigi Guelpa su Il Giornale il 5 novembre 2022

Putin sta raschiando il fondo del barile, chiede armi a Iran e Corea del Nord, ma è a corto anche di uomini. Secondo i servizi di sicurezza ucraini, la Russia avrebbe perso dall'inizio dell'Operazione Speciale 65mila soldati. Il ministro della difesa Shoigu ha provato a tamponare le perdite arruolando riservisti, siriani e persino miliziani dell'Afghanistan. Dalla prossima settimana verranno svuotate le carceri. Il presidente russo ha firmato una legge che consente la mobilitazione delle persone che hanno commesso reati gravi. Il provvedimento riguarda anche soggetti con condanne in corso. La legge esclude invece i condannati per abusi sessuali su minori, tradimento, spionaggio o terrorismo. Putin ha anche annunciato che la Russia ha mobilitato finora 318mila persone nelle sue forze armate, oltre l'obiettivo di 300mila fissato dal ministero della Difesa.

Sul campo i generali sono però alle prese con le continue diserzioni, e minacciano di sparare ai propri soldati in ritirata. Lo scrive l'MI6 britannico nel suo bollettino quotidiano. Nel rapporto si legge che Mosca ha iniziato a schierare al fronte «truppe di sbarramento e unità di blocco, il cui compito è quello di costringere i soldati a combattere con la minaccia di ucciderli se tentano la ritirata». La tattica di sparare ai disertori testimonia la scarsa qualità, il basso morale e l'indisciplina delle forze russe. Da parte sua, Putin se la prende con l'Occidente, colpevole «di provare a toglierci il terreno sotto i piedi, ma questi tentativi falliranno».

Non c'è quindi da stupirsi se gli uomini del comandante Zaluznyj stiano facendo importanti progressi nel sud e nel nord est del Paese. L'ha ribadito il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana, John Kirby, in un briefing con la stampa, ma lo si evince anche dalle immagini che circolano sui social e che mostrano i russi in ritirata su più fronti. Nel sud le unità missilistiche e di artiglieria hanno lanciato 70 attacchi contro le postazioni russe. A Zaporizhzhia, gli invasori hanno chiuso i posti di blocco, a Kamianka l'ufficio di comando. Secondo l'esercito di Kiev, le truppe di Mosca stanno fortificando le posizioni sulla riva sinistra del Dnipro, all'altezza di Kherson (il cui coprifuoco è stato annunciato dai filorussi e poi cancellato), costringendo i residenti a lasciare i luoghi di residenza sulla riva destra del fiume. A est, in particolare nel Lugansk, gli invasori stanno cercando di sfondare la difesa nelle direzioni di Svatove e Kreminna, ma con perdite colossali. Il capo dell'amministrazione regionale Sergiy Gaidai parla di russi che «tentano l'avanzata camminando sui cadaveri dei loro compagni. Dopo il bombardamento, la tattica è quella di inviare una nuova unità. La situazione è tale che non recuperano neppure i morti».

Sono scene di una guerra sempre più cruenta e dopo Mariupol si staglia all'orizzonte la sagoma di un'altra città martoriata. Si tratta di Mykolaiv, nel sud, bombardata per 211 giorni durante i 255 dell'invasione russa, anche ieri con due missili kalibr. A ricordarlo è il sindaco Oleksandr Senkevich. «Solo per 44 giorni non abbiamo sentito il ruggito dei missili, per tutto il resto del tempo siamo stati torturati». C'erano quasi 500mila residenti, ne sono rimasti poco più di 200mila. A Mykolaiv manca tutto: luce, acqua, riscaldamento. Manca la luce anche a Kiev, quasi mezzo milione di abitanti sono al buio. I missili russi sulle centrali elettriche, in particolare sulla Dtek Energo, hanno provocato danni incalcolabili.

E intanto l'inverno si avvicina e il meteo locale parla già di neve. Candidi fiocchi che Tatiana Mudrenko, infermiera di 56 anni, non vedrà più. È stata impiccata in pubblico a Skadovsk, non distante da Kherson, per avere scandito slogan contro gli occupanti. È l'ennesimo crimine perpetrato da Mosca e documentato dagli ispettori che da qualche giorno, con una troupe della Cnn al seguito, vanno di porta in porta nelle zone liberate alla ricerca di prove degli scempi (spesso anche di natura sessuale) ai danni della popolazione.

Kiev: «Nuove restrizioni nell’erogazione dell’elettricità». Lorenzo Cremonesi, Andrea Nicastro, Paolo Foschi e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 5 Novembre 2022.

Le notizie di sabato 5 novembre. Nella notte razzi ucraini colpiscono la città di Svatovo, nella regione di Lugansk

• La guerra in Ucraina è arrivata al 254esimo giorno.

• Il presidente Xi Jinping ha invitato la comunità internazionale a «rifiutare l’uso e la minaccia delle armi nucleari», proprio nel giorno della visita del cancelliere tedesco Scholz a Pechino.

• Gli Usa manderanno altri 400 milioni di aiuti militari a Kiev.

• Zelensky: «Da Aiea prove inconfutabili, nessuna bomba sporca».

• I filorussi annunciano il coprifuoco a Kherson, ma poi fanno dietrofront.

• Cosa sta succedendo a Kherson (e perché Putin la vuole a tutti i costi).

• Reportage da Kiev: il lungo buio, tra paura del nucleare e boom di incidenti in strada.

Ore 05:09 - Zelensky: pronti a trattare per una pace giusta

«Siamo pronti per la pace, per una pace giusta, la cui formula abbiamo espresso più volte: rispetto per la Carta delle Nazioni Unite, rispetto per la nostra integrità territoriale, rispetto per il nostro popolo, assicurare alla giustizia tutti coloro che sono colpevoli e pieno risarcimento dei danni che ci ha causato la Russia». Lo ha detto nel suo video messaggio serale, diffuso su Telegram, il presidente ucraino Voldymyr Zelensky.

Ore 05:11 - Kiev: in arrivo entro fine anno i sistemi di difesa aerea

Il ministro degli Affari esteri ucraino, Dmytro Kuleba , prevede che entro la fine dell’anno saranno realizzati alcuni accordi con partner internazionali in materia di sistemi di difesa aerea e missilistica per l’Ucraina. Lo riporta Unian.

Ore 05:17 - IL PUNTO MILITARE - Ecco che cosa sta succedendo a Kherson

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Gli osservatori faticano a capire quanto sta avvenendo sui fronti. Sono costretti a seguire da lontano, c’è la propaganda che inganna, i contendenti sparano la cortina fumogena, mascherano ovviamente le loro azioni. L’attenzione è concentrata sulla zona di Kherson con un paio di teorie. 

La prima. I russi stanno preparando il loro ritiro dalla città, l’unica capitale regionale conquistata dal 24 febbraio, per creare una migliore posizione difensiva. 

La seconda. Il comando ucraino non è convinto, afferma che sono stati portati via migliaia di civili ma l’Armata ha schierato rinforzi proprio per contrastare una nuova spinta. 

La località è troppo importante per il Cremlino: la regione di Kherson si trova infatti subito sopra la Crimea occupata militarmente da Putin nel 2014, e da qui arrivano i rifornimenti idrici per la penisola, attraverso un canale di origine sovietica bloccato otto anni fa dagli ucraini e riaperto dai russi dopo l’invasione.

Ore 05:18 - Kiev, il lungo buio tra paure del nucleare e boom di incidenti stradali

(Lorenzo Cremonesi, inviato a Kiev) Vero che adesso tutti sono muniti di fari, ma sono piccoli, si confondono nei bagliori del traffico. Risultato è che gli ospedali segnalano l’aumento esponenziale di ciclisti e pedoni ricoverati: in genere sono slogature e fratture agli arti, meno gravi dei feriti per gli incidenti stradali, che sono cresciuti come minimo del 25% da settembre, però costituiscono il sintomo dei gravi disagi causati dalla crisi dell’energia.

«Bambini controllate le batterie nelle lampade, non attraversate mai soli che non vi vedono!», gridava preoccupato ieri all’imbrunire un padre ai tre figli piccoli, che in sella alle biciclettine stavano lasciando la passeggiata del lungofiume, il Dnepr, di fronte ad un lampione spento. Poco lontano, Sergey Chekushkin, un 54enne sfollato da Kharkiv sei mesi fa, stava disponendo le candele di Natale sui tavoli del suo ristorante Budmo, aperto sabato scorso. «L’atmosfera natalizia non c’entra. Queste candele sono le uniche che ho trovato, le tengo pronte per quando salta la corrente», spiega, comunque deciso a resistere. «Ci stiamo attrezzando con le bombole del gas per i fornelli, i generatori costano troppo. Purtroppo dopo le sette c’è molta meno gente disposta a uscire per cena», confida.

Kiev è al buio.

Ore 05:37 - Sottomarino nucleare Usa nel Mediterraneo, segnale a Mosca

Il super sottomarino nucleare americano USS Rhode Island è arrivato tre giorni fa nel porto di Gibilterra in una mossa a sorpresa che, secondo gli esperti, si tratta di un messaggio di avvertimento alla Russia. Secondo i media americani del settore, l’operazione arriva a due settimane dall’annuncio che un altro sottomarino nucleare, l’USS West Virginia, si stava dirigendo nel Mar Arabico. La marina americana ha confermato la notizia sottolineando che si tratta della prima volta che un sottomarino balistico americano visita Gibilterra dal giugno del 2021. USS Rhode Island è uno degli strumenti di deterrenza nucleare più potenti dell’arsenale americano e può trasportare fino a 20 missili balistici Trident D5 in grado di colpire a 18mila chilometri di distanza. Ognuno di questi missili, spiegano i media specializzati, può essere armato con 14 testate nucleari.

Ore 05:37 - Thailandia pronta a ospitare colloqui di pace Russia-Ucraina

La Thailandia è pronta a fornire una sede negoziale per consentire un dialogo diretto tra Mosca e Kiev volto a risolvere la crisi ucraina: lo ha detto alla Tass l’ambasciatore thailandese in Russia Sasiwat Wongsinsawat. «La Thailandia - ha detto - è pronta a fornire una sede negoziale per tutte le parti coinvolte nel conflitto qualora siano pronte per un dialogo diretto finalizzato a trovare una soluzione pacifica della crisi ucraina».

Ore 05:38 - Ambasciatore russo: occorre trovare soluzione negoziale per la guerra

«Dobbiamo pensare oggi non a pompare Kiev con armi aggiuntive, ma a come trovare una soluzione negoziale. È impossibile risolvere completamente il problema sul campo di battaglia»: lo ha affermato l’ambasciatore russo negli Stati Uniti Anatoly Antonov parlando alla stampa, secondo quanto riporta la Tass, aggiungendo che un miglioramento delle relazioni tra Russia e Stati Uniti non è all’orizzonte in una prospettiva di medio termine. «Riguardo alle nuove decisioni dell’amministrazione americana su forniture aggiuntive di armi all’Ucraina, vorrei sottolineare che i nostri cosiddetti partner continuano con una politica sbagliata credendo che il problema possa essere risolto sul campo di battaglia e continuano a spendere più energie e mezzi. Ora stanno accumulando forze armate vicino ai confini russi», ha detto Antonov. L’ambasciatore, parlando a San Francisco, ha poi lamentato che «il personale degli uffici del consolato russo negli Stati Uniti continuerà a diminuire perché i termini della missione del personale scadono e la parte americana non sta rilasciando nuovi visti per loro».

Ore 05:41 - Usa: «La Cina sta sviluppando il nucleare più rapidamente di noi»

I vertici delle forze armate statunitense lanciano un nuovo allarme: «La Cina sta sviluppando il suo programma nucleare molto più rapidamente degli Usa». Queste le parole del capo del comando strategico militare di Washington, Charles Richard che, secondo quanto riporta Cnn, ha messo in guardia dai progressi di Pechino sul campo. Richard ha definito la questione un «problema a breve termine». L’allarme arriva peraltro in un momento di relazioni molto complicate con la Cina, a causa delle crescenti tensioni sulla questione di Taiwan, ma anche per il ruolo ambiguo della Cina sulla questione ucraina. Nello scacchiere asiatico, inoltre, sul tema del nucleare un altro punto dolente per gli Stati Uniti è rappresentato dalla corsa agli armamenti atomici della Corea del Nord, isolata dalla comunità internazionale ma comunque legata a Pechino.

Ore 05:41 - Mosca: nella notte 4 missili Himars contro la città di Svatovo

L’esercito ucraino ha bombardato nella notte la città di Svatovo, nell’autoproclamata Repubblica di Lugansk (LPR) con quattro razzi Himars, secondo quanto riferito dalla missione LPR al Centro congiunto di controllo e coordinamento per il cessate il fuoco, ripreso dalla Tass. Secondo la missione, l’esercito ucraino ha sparato quattro razzi contro Svatovo all’1.20 ora di Mosca. Sono ancora in corso le verifiche su eventuali vittime o danni. Secondo la missione, l’esercito ucraino avrebbe sparato oltre 375 razzi Himars dall’inizio del conflitto.

Ore 15:21 - Nuovo video shock sul massacro dei civili a Bucha

Gli orrori subiti lo scorso marzo da oltre 400 civili a Bucha, in Ucraina, da parte dei soldati russi, ritornano in un video shock realizzato dall’Associated Press e dalla tv Usa Pbs. Quattordici minuti di immagini, interviste e persino un plastico della città in 3D per ricostruire i crimini di guerra commessi dalle truppe di Vladimir Putin. Lo scorso maggio il New York Times aveva pubblicato due filmati su una delle città martiri dell’invasione russa. In questo nuovo video ci sono anche le drammatiche testimonianze delle famiglie delle 450 persone, tra le quali anche tanti bambini, massacrati. Nel documentario c’è anche il racconto dei testimoni che parlano delle torture subite e intercettazioni delle forze di Mosca che ammettano di aver «fatto pulizia». Sulle atrocità di Bucha la procura di Kiev ha aperto un’inchiesta e ha dichiarato di aver trovato le prove di «un’esecuzione di massa».

Ore 15:27 - Kiev, nuove restrizioni in erogazione elettricità

«Restrizioni supplementari» nell’erogazione di elettricità sono state introdotte nella capitale ucraina Kiev e in diverse altre regioni. Lo comunica l’operatore locale.

 Ore 15:34 - Kiev a Teheran, ci saranno conseguenze per complicità con Mosca

Le conseguenze della «complicità» iraniana con Mosca «saranno più importanti dei benefici». Lo afferma su Facebook il portavoce del ministero degli Esteri ucraino Oleg Nikolenko a proposito della fornitura di droni a Mosca da parte di Teheran. «Teheran deve rendersi conto che le conseguenze della complicità nei crimini... della Russia contro l’Ucraina saranno di gran lunga maggiori del beneficio del sostegno della Russia», precisa Nikolenko.

Ore 16:32 - Occupanti russi ripristinano statua Lenin a Melitopol

Le autorità di occupazione russe hanno annunciato il ripristino della statua di Lenin nella città dell'Ucraina sudorientale di Melitopol. Il monumento era stato rimosso dopo la rivoluzione di Maidan del 2014. Il capo dell'autorità regionale di Zaporizhzhia istituita da Mosca, Vladimir Rogov, ha pubblicato sulle piattaforme sociali diverse fotografie della statua del leader bolscevico nella città occupata. «Dopo sette anni, la statua di Vladimir Lenin riprende il proprio posto a Melitopol» ha commentato, spiegando che il monumento fu smontato nel 2015 al pari di altre statue di Lenin presenti in Ucraina, allo scopo di «decomunistizzare» gli spazi pubblici. Mosca ha condannato più volte il tentativo di Kiev di cancellare il passato sovietico e l'influenza della Russia, dove invece le città principali conservano una statua del fondatore dell'Unione Sovietica nei loro centri storici.

Ore 17:22 - Odessa vota per smantellare la statua di Caterina II

La guerra della Russia contro l'Ucraina passa anche dalle statue simbolo della storia dei due Paesi. La popolazione della città portuale ucraina di Odessa ha votato in una consultazione online per smantellare il monumento che raffigura l'imperatrice russa Caterina II, in un gesto di protesta contro l'invasione di Mosca. Mentre a Melitopol le autorità dell'occupazione russa hanno riferito di aver ripristinato una statua di Lenin, sette anni dopo che era stata demolita a seguito della rivoluzione pro-Ue. Secondo quanto riferito dal Guardian, a Odessa - dove vivono migliaia di russofoni - l'invasione ha suscitato dibattiti sul futuro del monumento a Caterina II.

A settembre, la statua è stata imbrattata con vernice rossa, mentre il mese scorso è stata coperta con un cappello da boia. Sul destino del monumento è stata realizzata una votazione sulla piattaforma Publicly Active Citizen, e la maggioranza ha scelto per la rimozione della statua da piazza Kateryninska. Sulla questione ora dovrà votare il consiglio comunale di Odessa. «Credo che i risultati del voto sulla piattaforma Publicly Active Citizen saranno presi in considerazione dai rappresentanti del consiglio comunale, che prenderanno la decisione finale», ha spiegato il sindaco della città, Hennadiy Trukhahov, citato dall'agenzia di stampa Euromaidan.

Intanto, le autorità russe a Melitopol hanno affermato di aver rimesso in piedi una statua di Lenin demolita nel 2014. Il capo della regione di Zaporizhzhia insediato dai russi, Vladimir Rogov, ha pubblicato una fotografia dei lavoratori che ripristinano il monumento al rivoluzionario russo, ha riferito la France Presse. «Dopo sette anni la statua di Vladimir Lenin è tornata al suo posto a Melitopol», ha affermato. L'Ucraina ha smantellato le statue di Lenin in tutto il Paese dopo che la rivoluzione del 2014 ha rovesciato il governo sostenuto da Mosca. Quasi tutte le città della Russia hanno una statua di Lenin nelle loro piazze centrali.

Ore 17:46 - Russi saccheggiano Kherson, portate via opere d'arte

Ambulanze, trattori e auto. Ma anche archivi, dipinti e sculture. Sono parte del bottino di guerra portato via dai saccheggi delle truppe russe a Kherson, secondo quanto riporta il Guardian. Anche le ossa dell'amico e amante di Caterina la Grande, Grigory Potemkin, sono state trafugate da una cripta nella cattedrale di Santa Caterina. I soldati russi stanno trasportando tutto attraverso il fiume Dnepr, sulla riva sinistra della regione di Kherson, riferisce il quotidiano britannico.

Ieri, il Museo d'arte di Kherson ha denunciato in un post su Facebook che dal 31 ottobre al 3 novembre, «le "autorità" occupanti hanno portato al museo da tre a quattro dozzine di persone, che hanno portato via opere d'arte e attrezzature per ufficio». I dipinti «non erano imballati in un modo speciale per il trasporto, ma avvolti in stracci», afferma il museo sul post.

I camion che trasportavano le opere erano diretti verso la Crimea, ma non è chiaro se quella sia la loro destinazione finale, ha scritto il museo. Intanto, il dipartimento di polizia di Kherson ha aperto un'inchiesta sul saccheggio, nell'ambito di una serie di indagini sui crimini di guerra russi nell'oblast, riporta il Kyiv Independent. La collezione del museo comprende più di 10.000 opere d'arte.

Ore 17:53 - Il punto militare: il nuovo comando americano per gestire il flusso degli aiuti occidentali

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) La coalizione che sostiene l’Ucraina sarà coordinata da un nuovo comando americano, il Sag-U: lo snodo, la cui creazione era stata anticipata in estate, è ora atteso al battesimo del fuoco. Basato in Germania, composto da uno staff di 300 elementi, guidato da un generale — secondo il New York Times potrebbe essere Antonio Aguto — dovrà facilitare e gestire il flusso di equipaggiamenti. Di fatto, renderà operative le decisioni prese dai quasi 40 Paesi che appoggiano l’azione contro gli invasori. La missione non è per nulla facile vista la differenza di modelli e caratteristiche del materiale, solo per le artiglierie parliamo di una dozzina di tipi diversi. L’obiettivo resta multiplo: provare a standardizzare per quanto possibile, lavorare sul lungo termine, curare il training per preparare forze fresche.

Ore 17:59 - Kiev, Putin va emarginato e isolato, ha commesso genocidio

«La presenza di Putin al G20 è un segnale totalmente sbagliato per le e'lite politiche globali». Lo scrive su Twitter Mykahilo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, aggiungendo che «è stato superato il punto di non ritorno: chi commette un genocidio in Ucraina deve essere emarginato, isolato dal mondo civile. Non è ancora troppo tardi per farlo».

Ore 18:04 - Kiev, i russi conducono azioni offensive in tre direzioni a est

Le truppe russe stanno attualmente conducendo azioni offensive in tre direzioni: Bakhmutsky, Avdiivskyi e Novopavlivskyi, nell'est dell'Ucraina. Lo riferisce lo Stato maggiore delle forze armate ucraine, informando sulla situazione operativa per quanto riguarda l'invasione russa. Lo scrive l'agenzia Unian. «L'avversario sta cercando di mantenere il controllo dei territori temporaneamente catturati e sta conducendo azioni offensive nelle direzioni Bakhmut, Avdiiv e Novopavliv», si legge nella nota.

Ore 18:17 - Scholz: «Russia dica che non userà armi nucleari in Ucraina»

«Non è consentito, è inaccettabile usare armi nucleari in questo conflitto». Lo ha detto sulla guerra in Ucraina il cancelliere tedesco Olaf Scholz, che ha aggiunto: «Chiediamo alla Russia di dichiarare chiaramente che non lo farà. Questa sarebbe una linea che non deve essere superata». Lo riporta Dpa. Scholz ha parlato oggi a un incontro della Spd a Berlino.

Ore 18:46 - Situazione incerta a Kherson, prosegue evacuazione

Continua a essere poco chiara la situazione sul campo a Kherson, la regione ucraina occupata dalla Russia nelle prime fasi dell'invasione e ora oggetto di una controffensiva delle forze di Kiev. Continuano a rincorrersi voci contraddittorie sull'andamento delle operazioni, tra chi parla di una ritirata russa e chi riferisce di un rafforzamento delle posizioni di Mosca. Appare invece ragionevolmente certo che l'evacuazione dei civili dal capoluogo sia ancora in corso e che le autorità filorusse stiano incontrando qualche resistenza nella popolazione.

«Molte volte (l'evacuazione) è molto difficile per le persone, perché devono lasciare le loro case, le loro vite», ha ammesso oggi il vice governatore filorusso Kiril Stremousov. La partenza dei residenti della città e di altre località dell'omonima provincia avviene in un quadro di forte incertezza sui futuri sviluppi bellici. Dai media russi per ora non filtra nulla sui piani del comando militare ma viene esclusa la possibilità che i territori annessi lo scorso settembre vengano restituiti a Kiev, dove i segnali di un possibile ritiro vengono presi con grande cautela.

 Ore 20:15 - Zelensky: «Aspettiamo buone notizie su difesa aerea e missilistica»

È «necessario proteggere completamente i cieli ucraini e per questo sarà fatto tutto il possibile e l'impossibile». Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky stando a quanto scrive l'agenzia Ukrinform. «Nelle prossime settimane - ha avvertito -, l'Ucraina si aspetta buone notizie per quanto riguarda la difesa aerea e la difesa missilistica». Inoltre, ha assicurato Zelensky, l'Ucraina lavora a stretto contatto con i partner per ottenere più carri armati, più armature, più artiglieria.

«Oggi vorrei prestare particolare attenzione ai membri della Guardia Nazionale che difendono il nostro stato nella regione di Lugansk - ha aggiunto -. In particolare, i soldati della 27/a Brigata Pechersk della Guardia Nazionale, che, insieme alle unità delle forze di terra, eliminano in modo molto efficace l'equipaggiamento nemico e gli occupanti. Grazie ragazzi!». Il presidente ha infine elogiato le guardie di frontiera che continuano a rafforzare i confini nelle regioni di Sumy, Chernihiv e Kharkiv nonostante i continui bombardamenti e le provocazioni delle forze russe.

Ore 20:51 - Zelensky lancia campagna raccolta fondi per droni marini

Il presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato che la prossima settimana l'Ucraina lancerà una campagna di raccolta fondi per una flotta di droni marini. «È per la protezione della nostra area marittima. Non rivendichiamo nulla che non ci appartenga», ha precisato Zelensky nel suo consueto discorso serale, citato dal Kyiv Independent. L'Ucraina sta anche lavorando a stretto contatto con i partner per ottenere più carri armati, armature, artiglieria e difesa aerea, ha aggiunto il leader ucraino.

 Ore 22:55 - Media, battaglione russo eliminato da forze Kiev nell'est

Il media russo indipendente Verstka ha reso noto che il 2 novembre scorso un intero battaglione di coscritti russi è stato eliminato dal fuoco ucraino, vicino al villaggio di Makiivka nell'oblast di Lugansk. Le vittime sarebbero centinaia, secondo Verstka, che cita un sopravvissuto, il militare Oleksiy Agafonov. Il battaglione era formato da militari mobilitati dalla regione russa di Voronezh. La notte del 2 novembre l'unità è stata bombardata dall'artiglieria ucraina, mentre i comandanti russi fuggivano dalle loro posizioni, ha raccontato Agafonov ipotizzando che più di 500 militari potrebbero essere morti o feriti.

Agafonov ha raccontato la drammaticità di quei momenti prima del bombardamento ucraino. «Ci hanno detto di scavare, avevamo però solo tre pale per battaglione e non c'era alcun supporto - ha riferito il militare sopravvissuto a Verstka -. Abbiamo scavato come meglio potevamo e poi al mattino sono iniziati i bombardamenti con artiglieria, missili, mortai ed elicotteri». Il militare ha poi descritto la realtà della guerra: «Fanno vedere in tv che tutto è bello, ma la realtà è un'altra. Nella regione di Lugansk le persone mobilitate vengono buttate al fronte», mentre i militari «a contratto e i volontari si trovano in terza linea e degli ufficiali non vi è alcuna traccia».

Una vicenda che ha gettato nello sconforto i parenti dei soldati mobilitati, prosegue Verstka, che hanno organizzato un raduno vicino all'edificio dell'ufficio del procuratore di Voronezh, chiedendo di dire loro la verità su quanto accaduto ai loro cari. «Ci viene detto per telefono che i nostri figli sono vivi, sani e stanno facendo il loro dovere militare. Ma chi può essere vivo e vegeto quando lì sono stati uccisi tutti?», si è lamentata Oksana Kholodova, la madre del soldato Andrey Kholodov. Drammatica anche la testimonianza di Anna, moglie di un altro soldato coscritto: «Loro (i nostri soldati russi, ndr) hanno paura, sono bombardati, sono stati abbandonati senza preparazione, senza niente».

Ore 01:29 - Usa a Zelensky, non chiudere pubblicamente negoziati con Putin

L’amministrazione Biden sta incoraggiando privatamente i leader ucraini a segnalare pubblicamente un’apertura a negoziare con la Russia e a non dichiarare più che si rifiutano di partecipare ai colloqui di pace con il presidente Vladimir Putin al potere. Lo rivelano fonti informate al «Washington Post». La richiesta dei funzionari americani non mira a spingere l’Ucraina al tavolo dei negoziati, hanno precisato le fonti che, invece, hanno definito l’operazione un tentativo per garantire che il governo di Kiev mantenga il sostegno di Paesi che non vogliono che la guerra continui ancora a lungo.

Le fonti riferiscono al «Washington Post» che i funzionari statunitensi condividono la valutazione delle loro controparti ucraine secondo cui Putin, per ora, non è serio riguardo ai negoziati di pace. Tuttavia ritengono che il veto espresso da Zelensky sul leader del Cremlino abbia creato preoccupazione in alcune parti dell’Europa, dell’Africa e dell’America Latina, dove gli effetti della guerra in termini di costo della vita e carenze alimentari si fanno sentire più distintamente. «Le difficoltà causate dal conflitto Ucraina sono una questione molto reale per alcuni dei nostri partner», ha detto uno dei funzionari americani.

La posizione degli Stati Uniti, sostiene il «Washington Post», potrebbe essere un segnale di preoccupazione in vista delle prossime elezioni di midterm. Il sostegno tra i Repubblicani delle misure a favore dell’Ucraina si sta riducendo. Una vittoria dei conservatori martedì potrebbe mettere in seria difficoltà la linea della Casa Bianca di appoggiare Kiev senza indugi. Finora Washington ha garantito agli ucraini aiuti militari per oltre 17 miliardi di dollari, il più grande intervento finanziari o dai tempi della Guerra fredda.

Kiev: «Situazione sotto controllo, esclusa evacuazione totale». Redazione online su Il Corriere della Sera il 6 Novembre 2022.

Le notizie di domenica 6 novembre, in diretta. Mykhailo Podolyak, consigliere del capo dell’Ufficio del Presidente dell’Ucraina, contro la presenza di Putin al G20 di Bali

• La guerra in Ucraina è arrivata al 255esimo giorno.

• Kiev ha rinnovato l'avvertimento nei confronti di Teheran: «Le conseguenze della complicità nei crimini contro l’Ucraina saranno di gran lunga maggiori del beneficio del sostegno della Russia», ha dichiarato il ministero degli Esteri.

• La popolazione di Odessa vuole smantellare il monumento che raffigura l'imperatrice russa Caterina II.

• Nel frattempo, gli occupanti russi di Melitopol hanno annunciato il ripristino della statua dedicata a Lenin.

Ore 01:29 - Usa a Zelensky, non chiudere pubblicamente negoziati con Putin

L’amministrazione Biden sta incoraggiando privatamente i leader ucraini a segnalare pubblicamente un’apertura a negoziare con la Russia e a non dichiarare più che si rifiutano di partecipare ai colloqui di pace con il presidente Vladimir Putin al potere. Lo rivelano fonti informate al «Washington Post». La richiesta dei funzionari americani non mira a spingere l’Ucraina al tavolo dei negoziati, hanno precisato le fonti che, invece, hanno definito l’operazione un tentativo per garantire che il governo di Kiev mantenga il sostegno di Paesi che non vogliono che la guerra continui ancora a lungo.

Le fonti riferiscono al «Washington Post» che i funzionari statunitensi condividono la valutazione delle loro controparti ucraine secondo cui Putin, per ora, non è serio riguardo ai negoziati di pace. Tuttavia ritengono che il veto espresso da Zelensky sul leader del Cremlino abbia creato preoccupazione in alcune parti dell’Europa, dell’Africa e dell’America Latina, dove gli effetti della guerra in termini di costo della vita e carenze alimentari si fanno sentire più distintamente. «Le difficoltà causate dal conflitto Ucraina sono una questione molto reale per alcuni dei nostri partner», ha detto uno dei funzionari americani.

La posizione degli Stati Uniti, sostiene il «Washington Post», potrebbe essere un segnale di preoccupazione in vista delle prossime elezioni di midterm. Il sostegno tra i Repubblicani delle misure a favore dell’Ucraina si sta riducendo. Una vittoria dei conservatori martedì potrebbe mettere in seria difficoltà la linea della Casa Bianca di appoggiare Kiev senza indugi. Finora Washington ha garantito agli ucraini aiuti militari per oltre 17 miliardi di dollari, il più grande intervento finanziari o dai tempi della Guerra fredda.

Ore 06:22 - Kiev, bombe russe su Zaporizhzhia, colpito edificio

L’esercito russo ha bombardato nella notte Zaporizhzhia colpendo un edificio residenziale in cui è poi scoppiato un incendio. Lo ha detto Anatolii Kurtiev, segretario del consiglio comunale di Zaporizhzhia, in un post su Telegram, secondo quanto riferisce Ukrinform. Sono ancora in corso verifiche su eventuali vittime o danni.

Ore 06:24 - «Putin, la presenza del presidente russo al G20 di Bali segnale sbagliato alle élite politiche globali»

Mykhailo Podolyak, consigliere del capo dell’Ufficio del Presidente dell’Ucraina, lo ha detto su Twitter, secondo quanto riporta Ukrinform. «La presenza di Putin al G20 — un segnale totalmente sbagliato alle élite politiche globali. Soprattutto per chi vuole la “corona di un autocrate”. È stato superato il punto di non ritorno: chi commette un genocidio in Ucraina deve essere un emarginato, isolato dal mondo civile. Eppure non è troppo tardi per risolverlo», ha detto Podolyak.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in precedenza aveva affermato che l’Ucraina non avrebbe partecipato al vertice del G20 a Bali se il presidente russo fosse stato presente lì. Dal 15 al 16 novembre, l’Indonesia ospiterà il vertice del G20. Il presidente ucraino è stato invitato a partecipare all’evento. Il ministero degli Esteri ucraino chiede che la Russia venga espulsa dal G20 dopo che Putin ha ammesso di aver ordinato attacchi missilistici sulle infrastrutture dell’Ucraina.

Ore 08:07 - Il sindaco di Kiev non esclude un blackout totale

Il sindaco di Kiev, Vitaliy Klitschko, non esclude la possibilità di un blackout totale nella capitale ucraina a causa della mancanza di elettricità, riscaldamento, acqua, comunicazioni e invita i residenti a fare scorte di cibo o trasferirsi temporaneamente fuori città. Lo riporta la Ukrainska Pravda. «Stiamo facendo di tutto per evitare che ciò accada», ha detto Klitschko durante una conferenza stampa a chi gli chiedeva del rischio di un blackout totale. «Ma siamo sinceri: i nostri nemici stanno facendo di tutto perché la città sia senza riscaldamento, senza elettricità, senza approvvigionamento idrico. In generale (vogliono che) moriamo tutti. E quanto saremo preparati alle diverse situazioni, dipende dal futuro del Paese e dal futuro di ognuno di noi... Non lo escludiamo. Ipotizziamo i diversi scenari per resistere, per prepararci», ha aggiunto. Il sindaco ha poi chiesto ai residenti di tenere scorte di acqua potabile e cibo in case, oltre a batterie cariche, ed ha ricordato che è prevista l’installazione di un migliaio di siti con impianti di riscaldamento nella capitale, ma ha osservato che potrebbero non essere sufficienti per una città di tre milioni di abitanti. «Questo non è abbastanza - ha detto -. Ecco perché mi rivolgo anche alle persone: in caso di uno scenario negativo, se non abbiamo elettricità e fornitura di acqua, se avete parenti o conoscenti alla periferia di Kiev, dove c’è una rete idrica separata e riscaldamento, siete pregati di prendere accordi per rimanere lì temporaneamente».

Ore 08:31 - Bombe russe nell’est dell’Ucraina, ucciso un civile

Un civile è morto durante gli attacchi russi di ieri nella regione di Donetsk, nell’Ucraina orientale: lo ha reso noto su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale, Pavlo Kyrylenko, come riporta Ukrinform. «Il 5 novembre i russi hanno ucciso un civile nella regione di Donetsk, a Toretsk», ha scritto Kyrylenko aggiungendo che tre civili sono rimasti feriti.

Ore 08:59 - Kiev, un morto in attacco a edificio Zaporizhzhia

Una persona è morta nella notte in un attacco russo a un edificio a due piani a Zaporizhzhia. Lo hanno riferito le autorità locali, spiegando che dopo l’esplosione, nel palazzo è scoppiato un incendio.

Ore 11:11 - Gb, Mosca nomina Linkov al posto di Lapin silurato a ottobre

Il colonnello generale russo Alexander Lapin, rimosso il mese scorso, sarebbe stato sostituito con il maggiore generale Alexander Linkov nell’ultima di una «serie di licenziamenti» di alti comandanti militari dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca: lo scrive il ministero della Difesa britannico nel suo aggiornamento quotidiano dell’intelligence sulla situazione nel Paese. Secondo il rapporto, Linkov sarebbe stato nominato giovedì comandante ad interim del Distretto militare centrale russo, in sostituzione di Lapin, che era stato silurato a fine ottobre. «Lapin è stato ampiamente criticato per le scarse prestazioni sul campo di battaglia in Ucraina sia dal leader ceceno Ramzan Kadyrov sia dal capo del (gruppo) Wagner Yevgeny Prigozhin - scrive il ministero -. Questi licenziamenti rappresentano un modello di biasimo nei confronti degli alti comandanti militari russi per il mancato raggiungimento degli obiettivi russi sul campo di battaglia. In parte si tratta probabilmente di un tentativo di isolare e deviare la colpa dai vertici russi in patria».

Ore 13:30 - Il Nyt: «Kiev prepara evacuazione in caso di blackout totale»

«Kiev ha iniziato a pianificare l’evacuazione dei circa tre milioni di residenti rimasti in città nel caso si verifichi un blackout totale nella capitale». La notizia è stata pubblicata dal New York Times, che cita un alto funzionario del governo locale Roman Tkachuk, direttore della sicurezza del governo municipale: «Se si dovesse arrivare a quel punto (il blackout totale, ndr) inizieremo a informare i tre milioni cittadini e chiederemo loro di andarsene».

Ore 14:37 - Filorussi, Kherson senza luce e acqua dopo attacco Kiev

«A seguito di un attacco terroristico, organizzato dalla parte ucraina, tre tralicci di cemento che trasportavano linee ad alta tensione sono stati danneggiati sull’asse Berislav-Kakhovka», hanno affermato le autorità di occupazione della regione di Kherson in una nota a Telegram. «Attualmente non c’è elettricità o acqua in città e in alcuni distretti della regione», hanno aggiunto.

Ore 15:27 - Kiev, per ora esclusa evacuazione di massa

La situazione a Kiev è sotto controllo, e al momento non c’è motivo di considerare un’evacuazione di emergenza della popolazione della capitale ucraina. Lo ha dichiarato il capo del dipartimento di sicurezza municipale presso l’amministrazione statale della città di Kiev, Roman Tkachuk, citato da Ukrinform. «Al momento non c’è motivo di parlare di evacuazione», ha detto Tkachuk. «Il sistema di protezione civile deve essere preparato per varie opzioni, ma questo non significa che ora ci stiamo preparando a lanciare un’evacuazione. Per reagire nel modo giusto, dobbiamo avere un piano per tutti gli scenari possibili», ha aggiunto.

Ore 15:45 - Kiev, 1.100 strutture mediche bombardate dai russi da febbraio

Dall’invasione su vasta scala dell’Ucraina, le truppe russe hanno bombardato 1.100 strutture mediche ucraine e ora sono necessari più di 38 miliardi in Grivnia ucraina (Uah) per la loro ricostruzione. Lo ha annunciato il ministero della Salute ucraino, stando a quanto scrive Ukrinform. Il ministero ha poi precisato che gli invasori russi durante gli otto mesi di guerra hanno danneggiato 1.100 strutture mediche, di cui 144 completamente distrutte. «Novantanove strutture mediche sono già state completamente restaurate. Altre 204 sono state parzialmente restaurate», ha poi aggiunto la stessa fonte.

Ore 16:32 - Von der Leyen sente Zelensky, in arrivo 1,5 miliardi al mese

La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha parlato oggi con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Al centro del colloquio la garanzia di un sostegno finanziario Ue a Kiev nei prossimi mesi, fino a 1,5 miliardi di euro al mese, per un totale di 18 miliardi di euro, che contribuirà in modo significativo a coprire il fabbisogno finanziario dell’Ucraina per il 2023. La telefonata fa seguito all’annuncio della presidente al termine dell’ultimo Consiglio europeo. Entrambi i leader hanno riconosciuto l’importanza di garantire un finanziamento prevedibile e regolare delle funzioni statali essenziali.

Il sostegno sotto forma di prestiti a lungo termine altamente agevolati, con copertura dei costi di interesse, contribuirebbe inoltre a sostenere le riforme dell’Ucraina e il suo percorso verso l’adesione all’Ue. La Presidente von der Leyen ha confermato il lavoro in corso per continuare a fornire un sostegno umanitario immediato all’Ucraina, in particolare durante l’inverno. I leader hanno anche discusso dell’importanza di garantire che le esportazioni agricole dell’Ucraina possano raggiungere il mondo. Infine i leader hanno discusso del rafforzamento delle sanzioni, nonché del ruolo negativo svolto dal sostegno dell’Iran all’aggressione russa e di come rispondere.

Ore 16:42 - Zelensky, con von der Leyen parlato anche di grano e Iran

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha riferito di aver parlato con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per «discutere degli aiuti macro-finanziari» a Kiev, dell’accordo sul grano, delle sanzioni e del ruolo dell’Iran. «Ho discusso di aiuti macro-finanziari all’Ucraina per l’anno in corso e il 2023 con la Presidente della Commissione Europea. Ho rilevato l’importanza di continuare l’iniziativa sui cereali per la sicurezza alimentare mondiale. Ho discusso delle sanzioni crescenti e delle azioni opposte dell’Iran, che sostiene l’aggressione», ha scritto il leader ucraino su Twitter.

Ore 17:38 - Kiev: in tv e metro messaggi per il morale dei cittadini

Tenere alto il morale della popolazione ucraina è fondamentale, di fronte all'invasione russa. Per questo motivo, si moltiplicano i messaggi positivi, consigli sulla salute mentale ed esempi su come «fare la propria parte» nell'ecosistema informativo del Paese, per sostenere lo spirito degli ucraini durante la guerra. «Insieme alla vittoria», «Il coraggio è andare avanti» o «Solo un po' di più e diventerà più facile», sono alcuni dei messaggi motivazionali che passano nelle pubblicità sul sistema della metropolitana, riferisce il Guardian. E quasi ogni giorno, gli psicologi sono invitati a programmi televisivi per offrire consigli su come gestire l'ansia, mentre le interruzioni pubblicitarie sono piene di video a sostegno dell'esercito. Gli esperti affermano che questo approccio svolgerà un ruolo significativo nel sostenere gli ucraini durante quello che probabilmente sarà un inverno duro.

I canali tv ucraini stanno pubblicando una serie di annunci su come le persone possono risparmiare energia, tra le richieste del governo ai consumatori di ridurre i consumi. Sotto lo slogan «Le regole di un Paese caldo», un video consiglia alle persone di utilizzare metodi alternativi per riscaldarsi, incluso l'uso di borse dell'acqua calda o l'abbraccio dei gatti, oltre a riunirsi con i propri vicini. Sui social media, gli ucraini stanno condividendo infografiche su quali elettrodomestici utilizzano più elettricità, e video del trend recente sulla realizzazione di candele-fornelli per i soldati in trincea. Per questo inverno, l'Ucraina si trova ad affrontare la prospettiva di temperature sotto lo zero con periodi di mancanza di elettricità, acqua e persino riscaldamento. Nell'ultimo mese, la Russia ha preso di mira infrastrutture del settore energetico ucraino con missili, razzi e droni.

Ore 17:45 - Kiev, russi invitano ucraini a Kherson a evacuare in fretta

L'esercito ucraino ha dichiarato che i residenti della città ucraina di Kherson, occupata dalla Russia, hanno ricevuto messaggi di avvertimento sui loro telefoni che li esortavano a evacuare il prima possibile. Lo riporta il Guardian. I soldati russi hanno avvertito i civili che l'esercito ucraino si starebbe preparando per un massiccio attacco e hanno detto alle persone di partire immediatamente per raggiungere la riva destra della città. Nataliya Humenyuk, portavoce delle forze meridionali dell'Ucraina, ha detto alla televisione di Stato che la Russia sta «occupando ed evacuando» Kherson contemporaneamente, cercando di convincere gli ucraini che se ne stanno andando quando in realtà stanno tenendo le loro posizioni.

Ore 20:23 - Tajani: «Promuovere la pace è fermare l’invasione»

«Dobbiamo promuovere la pace, ma impedendo che ci sia un’invasione dell’Ucraina da parte della Russia perché la pace sia una pace giusta, che significa la libertà dell’Ucraina. E poi si può trattare attorno a un tavolo, Zelensky e Putin devono trovare un accordo. Ma l’accordo non si trova se c’è uno sconfitto, quindi bisogna permettere all’Ucraina di difendersi, di sostenere l’offensiva dei russi e poi puntare alla liberazione di questo Paese, per poi raggiungere una pace. Tutti quanti la vogliamo». Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg1.

Ore 23:19 - Ucraina: domani a Kiev blackout d’emergenza più lunghi

Domani a Kiev l’erogazione di corrente elettrica sarà sottoposta a blackout d’emergenza più lunghi del previsto, per far fronte alla crisi energetica causata dai raid sulle infrastrutture ucraine. Serhiy Kovalneko, ceo del fornitore Yasno, ha reso noto che il 7 novembre la carenza di elettricità aumenterà del 32% rispetto al previsto. «È molto ed è dovuto a cause di forza maggiore», ha spiegato citato dai media ucraini, secondo cui i blackout cominceranno di prima mattina. Secondo l’operatore di rete statale Ukrenergo, i blackout sono programmati a Kiev e in altri 6 oblast: Chernihiv, Cherkasy, Zhytomyr, Sumy, Kharkiv, Poltava.

Da corriere.it il 6 novembre 2022.

Un video di Associated Press e Frontline-Pbs descrive nei dettagli quanto accaduto nella città ucraina nel marzo 2022. Immagini, testimonianze, intercettazioni telefoniche e una ricostruzione in 3D mostrano come hanno agito i soldati di Mosca 

Immagini delle telecamere di sicurezza, testimonianze e interviste ai sopravvissuti, intercettazioni telefoniche dei soldati russi e un modello 3D della città per ricostruire quanto accaduto a Bucha nel marzo 2022. 

Un documentario realizzato dalla Associated Press, in collaborazione con la trasmissione Frontline della tv pubblica Usa Pbs e Situ research mostra nel dettaglio come hanno agito i militari di Mosca nella città ucraina, alle porte di Kiev, dove hanno compiuto un vero e proprio massacro.

Centinaia i civili ucraini prelevati dai russi dalle proprie abitazioni, torturati e giustiziati perché ritenuti un potenziale pericolo. Nelle intercettazioni i militari parlano di «fare pulizia». Nel documentario è stato realizzato un modello 3D di Bucha per mappare dove sono stati trovati i corpi di 450 persone, tra uomini, donne e bambini. I sopravvissuti raccontano quanto accaduto in quelle ore nella città mentre nelle intercettazioni telefoniche i soldati russi ammettono il massacro raccontando ai parenti a casa le atrocità commesse.

Sul massacro di Bucha è stata aperta un'inchiesta della procura generale dell'Ucraina e gli inquirenti di Kiev hanno individuato come responsabile la 76esima divisione di assalto russa.

Cuore di tenebra Il turismo di guerra sta portando molte persone in Ucraina. Elisabetta Rosso su L’Inkiesta il 7 Novembre 2022.

Nelle ultime settimane sono aumentati i viaggi verso Kyjiv e altre città. Chi parte vuole sostenere e contribuire alla sua economia, o vuole magari cerca solo emozioni e paure che altrove non potrebbe provare

Dvirtseva Square è una colata di cemento cotta dal sole. Matteo è fermo sotto una tettoia di plastica rovente di Leopoli, qui si sente l’odore di celluloide bruciata. Sopra la sua testa c’è un grande cartellone blu elettrico che segna gli orari dei bus. Quelli che partono e quelli che ritornano, quelli che hanno consumato avanti e indietro il confine che separa la Polonia dall’Ucraina.

In quel preciso punto, di solito, ci sono madri con i loro bambini, anziani che fuggono, famiglie che rientrano, fidanzati che si rincontrano. Matteo non è nessuna di queste cose. È un turista di guerra.

«C’è chi dice che lo fa per dare un sostegno all’Ucraina, per l’economia, ma penso sia una scusa», aspira l’ultimo tiro di sigaretta, «non hanno il coraggio di dire perché vengono qui per davvero. La verità è che vuoi vedere qualcosa di orribile, e ti serve vedere perché vuoi conoscere quel tipo di emozione».

Certo, c’è anche la ricaduta economica. Gli alberghi, i ristoranti, i negozi, sono tutti aperti e troppo vuoti. Eppure come spiega Matteo «se vuoi aiutare mandi i soldi in beneficenza, non fai un viaggio».

Matteo ha trentadue anni, lavora in una comunità vicino Milano. Ha i capelli rasati, gli occhi azzurri liquidi, una maglietta blu a strisce e una Nikon D810 pro al collo. Si siede su una panchina giallo metallico e sposta lo zaino a terra. Porta con sé un adattatore universale, asciugamani in microfibra, una scatola di rullini fotografici, magliette, pantaloncini, una borraccia, un cuscino gonfiabile da viaggio, e un kit per la barba. Ha anche una mappa stropicciata infilata nella tasca laterale, quella di solito non c’è, ma ha saputo che durante gli attacchi missilistici l’elettricità salta, internet si interrompe. «Ho pensato potesse tornarmi utile», dice «e infatti…» lascia la frase in sospeso e prova a ricaricare il feed del suo Instagram. La connessione va a singhiozzo.

A sette chilometri di distanza, nemmeno dieci ore prima le forze aeree ucraine hanno intercettato sette missili da crociera lanciati dai bombardieri strategici russi Tu-95. Un ottavo missile ha colpito una postazione antiaerea nella regione di Leopoli. «Per poco non ho sentito le sirene suonare, vorrei poterle ascoltare con le mie orecchie», dice. Cercano anche questo i turisti di guerra. I gargarismi insistenti degli allarmi, quei tetti di suono che schiacciano il cielo. Diventano altro. «Può sembrare curiosità, ma è di più», dice.

D’altronde il turismo di guerra non è una novità. Mark Twain nel 1856 guidava i più coraggiosi tra le rovine di Sebastopoli, simbolo della guerra di Crimea. A Manassas, Virginia, nel 1861, l’élite di Washington organizzava pic nic per guardare a ragionevole distanza la prima battaglia di Bull Run.

Rick Sweeney ha fondato War Zone Tours nel 2008, e nel 2010 c’era chi pagava quarantamila dollari per visitare Baghdad durante la seconda Guerra del Golfo. Oggi c’è chi vuole sentire le sirene che segnalano l’arrivo dei bombardieri russi.

Matteo non è l’unico ad aver scelto come meta estiva l’Ucraina. Secondo i dati registrati da Visit Ukraine, la più grande piattaforma turistica del Paese, sono, al mese, un milione e mezzo le persone che hanno visitato la piattaforma. Settantamila tedeschi, quasi venticinquemila italiani, oltre trentamila americani e ventitremila inglesi.

Visit Ukraine ha segnato un aumento del cinquanta per cento delle visite rispetto ai numeri prima della guerra.

Gli annunci sono spuntati a luglio, poi sempre più pacchetti sono apparsi sul portale. Soprattutto tour giornalieri per gruppi di dieci persone, durano tre o quattro ore ma possono essere ampliati, in base alle richieste.

Le guide turistiche traducono e accompagnano, danno indicazioni dettagliate su dove mettere i piedi e soprattutto dove non metterli. Propongono il tour Città coraggiose: «Strong and Invincible Bucha e Iprin», «Indestructible Kharkiv» e «Unconquered Mykolaiv».

«Quei pacchetti fanno vedere le città distrutte, uno di questi fa anche salire la gente sui carri armati, o simula un allarme antiaereo, per esempio fanno correre i turisti verso i bunker», spiega Matteo. Ma ci sono anche proposte che sono lontane dalla guerra, come l’itinerario Relax a Leopoli, il Family Tour nei Carpazi, o la visita alle catacombe di Odessa.

A Matteo, però, questi tour non interessano, «diciamo che se hai tempo e puoi cercare ci sono cose meno turistiche»: lui lo sa perché è entrato in un gruppo Telegram, «guarda», mostra lo schermo e comincia a scorrere immagini. Sono screenshot di chat con indirizzi cerchiati in rosso, numeri di telefono in sovraimpressione. «Vedi? Qua puoi trovare qualcosa di più interessante. Per esempio feste clandestine dentro fabbriche abbandonate, oppure c’è la possibilità di vivere giorni dentro a un bunker, per capire cosa si prova». È un turismo sotterraneo, fatto di mazzette, parole in codice, appuntamenti a ore specifiche in quei posti che Matteo ha cerchiato di rosso sul suo smartphone.

Il Dipartimento di Stato classifica l’Ucraina come Paese di livello quattro: non viaggiare. Eppure entrare non è così difficile. «Io ho preso l’aereo fino a Cracovia, e poi da lì il pullman, io l’ho prenotato su internet, ho pagato trenta euro», dice Matteo. Si può entrare anche dal confine rumeno o dalla Moldavia. «E poi qui ci sono treni, autobus, l’unica scocciatura è che ci metti un po’ di ore dato che i voli sono tutti sospesi. Parto da Leopoli e poi provo a spingermi più a est possibile». Matteo ha anche prenotato tre alberghi: «Non sono costati molto, li ho prenotati su Booking, giusto per avere dei punti di appoggio e poi giro e vedo cosa trovo».

Intorno i pullman continuano a partire, arrivare, le persone si disperdono ai bordi di Dvirtseva Square e poi spariscono. «Io scelgo di fare i conti con l’orribile, guardandolo in faccia», dice Matteo. «Vorrei avere più consapevolezza della morte».

Il suo è un esorcismo sporcato dall’indiscreto fascino della catastrofe. Dentro c’è il sublime, il perturbante, e poi c’è altro. C’è una guerra che assume una dimensione mitica ed estetizzata, un movimento che crea distanza. Una guerra di slogan che si riduce a spettacolo e per questo chiama a sé nuove platee. Diminuisce la percezione del pericolo, aumenta il desiderio di diventare spettatori, o meglio, protagonisti. «Sinceramente, tra vent’anni dire io c’ero, per me avrà un valore. Ti dà l’idea di essere parte di qualcosa di più grande. Non nego di avere un po’ di paura, ma cerco anche quella forse, ho voglia di vedere qualcosa che non mi appartiene, poterlo fare un po’ mio, esserne parte». Matteo vuole sporcarsi gli occhi per poter guardare in modo diverso, sentire quelle sirene antiaeree che gli ronzano nei timpani. E poi tornare.

A pochi centimetri si ferma un bus color mattone con una scritta gialla fosforescente che lampeggia. Dentro non c’è nessuno. Matteo carica lo zaino in spalla, sale e sparisce. Dalla parte opposta della strada c’è un’altra fermata. È identica, ma con altre persone, con altri zaini, zaini diversi. Dentro hanno tutto quello che gli resta, gli ultimi oggetti strappati in corsa prima di fuggire. Loro non sono turisti di guerra. Loro, viaggiano. In direzione opposta.

Kiev: i russi preparano attacchi contro le aree residenziali di Kherson.  Redazione Online su Il Corriere della Sera il 7 Novembre 2022

Le notizie di lunedì 7 novembre, in diretta. Il cuoco di Putin: «Abbiamo interferito nel voto Usa e continueremo». Filorussi: «Completata l’evacuazione di Kherson»

• La guerra in Ucraina è arrivata al 256esimo giorno.

• Il ceo del fornitore di elettricità Yasno ha reso noto che oggi la carenza di elettricità aumenterà del 32% rispetto al previsto a Kiev e altri 6 oblast. La misura serve per far fronte alla crisi energetica causata dai raid russi.

• Zelensky ha avuto un colloquio con Ursula von der Leyen: nei prossimi mesi saranno garantiti all’Ucraina fino a 1,5 miliardi di euro al mese.

• Kiev ha comunicato che dall’inizio dell’invasione russa sono state bombardate 1.100 strutture mediche ucraine, di cui 144 sono state completamente distrutte.

Ore 03:03 - Kiev a rischio blackout, Kherson senza luce e acqua

Allarme a Kiev per i danni alle infrastrutture causati dalle bombe russe. Oggi l’erogazione di elettricità nella capitale ucraina sarà sottoposta a lunghi blackout d’emergenza. I filorussi informano che Kherson è senza acqua e luce dopo un attacco. Preoccupa anche il Kosovo: ieri sera una molotov contro la casa di una famiglia serba in una enclave vicino Pristina.

Ore 03:17 - Allarme aereo in 5 regioni ucraine

Dichiarato l’allarme aereo in cinque regioni ucraine: Kharkiv, Dnipropetrovsk, Poltava, Kirovohrad e Cherkassy, secondo i dati della mappa online degli allarmi aerei del governo di Kiev. Secondo il servizio, l’allarme suona nelle 5 regioni indicate nonché nella parte della regione di Zaporozhye controllata dall’Ucraina.

Ore 06:52 - Zelensky alla popolazione: «Inverno difficile, dobbiamo essere forti»

Il sindaco di Kiev Vitali Klitschko avverte i residenti che devono prepararsi al peggio quest’inverno se la Russia continuerà a colpire le infrastrutture energetiche del paese, e questo significa che non si può escludere che non ci saranno elettricità, acqua e riscaldamento per proteggersi dal freddo gelido. «Stiamo facendo di tutto per evitarlo. Ma siamo sinceri, i nostri nemici stanno facendo di tutto perché la città sia senza riscaldamento, senza elettricità, senza approvvigionamento idrico, in generale, così moriremo tutti. E il futuro del Paese e il futuro di ciascuno di noi dipende da quanto siamo preparati per le diverse situazioni», ha detto Klitschko ai media statali. Intanto il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato domenica nel suo discorso video notturno alla nazione che circa 4,5 milioni di persone sono senza elettricità. Ha invitato gli ucraini a sopportare le difficoltà e che «dobbiamo superare questo inverno ed essere ancora più forti in primavera di adesso». Dal canto suo, la Russia si è concentrata sul colpire le infrastrutture energetiche dell’Ucraina nell’ultimo mese, causando carenze di energia e interruzioni di servizio in tutto il paese. Kiev ha avuto blackout a intermittenza domenica in alcune parti della città e nella regione circostante. Sono stati segnalati blackout continui anche nelle regioni di Chernihiv, Cherkasy, Zhytomyr, Sumy, Kharkiv e Poltava, ha affermato l’operatore energetico statale ucraino, Ukrenergo.

Ore 07:59 - Il sindaco di Kiev: «Lasciare città se ci sarà blackout completo»

Il sindaco di Kiev ha invitato i residenti della capitale a considerare l’ipotesi di lasciare la città in caso di blackout completo. Vitali Klitschko ha affermato di non poter escludere la prospettiva di un blackout completo per Kiev mentre la Russia continua la sua campagna di raid contro le infrastrutture energetiche. Parlando con United News, un programma di notizie trasmesso su tutti i canali locali, Klitschko ha detto alle persone di prepararsi acquistando power bank e vestiti pesanti. In caso di blackout totale, ha spiegato che i residenti di Kiev dovrebbero cercare di stare con i parenti fuori dalla capitale. «Se avete una famiglia allargata o amici fuori Kiev, dove c’è un approvvigionamento idrico autonomo, un forno, il riscaldamento, tenete presente la possibilità di rimanere lì per un certo periodo di tempo», ha commentato.

Ore 07:36 - Numerose esplosioni nel Donetsk occupato

Numerose esplosioni sono state segnalate durante la notte nella parte del Donetsk occupata dai russi. La notizia è stata data dal Kyiv Independent, che cita i media statali russi. Secondo le prime informazioni, un grande incendio è scoppiato in un edificio dell’amministrazione ferroviaria nel distretto di Voroshylivskyi. Per il momento non ci sono notizie di feriti o vittime.

Ore 08:07 - I russi attaccano la regione di Sumy, un morto

Almeno una persona è morta negli attacchi di ieri delle forze russe nella regione di Sumy, nell’Ucraina orientale: lo ha reso noto il governatore Dmytro Zhyvytskyi, come riporta il Kyiv Independent. Secondo Zhyvytskyi i russi hanno lanciato oltre 200 razzi colpendo diverse comunità, tra cui Bilopillia, Esman, Vorozhba, Krasnopillia, Khotin, Seredyna-Buda e Shalyhyne. Nella comunità di Vorozhba, una donna è stata uccisa e un’altra è rimasta ferita.

Ore 08:30 - Kiev: «Blackout in sette regioni compresa la capitale»

Blackout sono previsti per oggi in sette regioni dell’Ucraina. Lo ha reso noto la compagnia energetica statale ucraina, spiegando che sarà coinvolta anche la regione di Kiev e la stessa capitale. Le altre regioni colpite saranno quelle di Chernihiv, Cherkasy, Zhytomyr, Sumy, Kharkiv e Poltava.

Ore 08:52 - Vucic (presidente Serbia): «Momento difficile, battaglia per Kherson decisiva»

Il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, si aspetta che la battaglia per Kherson sarà l’evento decisivo della guerra in Ucraina. «Abbiamo un momento difficile davanti a noi, il prossimo inverno sarà ancora più difficile di questo, perché stiamo affrontando la battaglia di Stalingrado, la battaglia decisiva nella guerra in Ucraina, la battaglia per Kherson, in cui entrambe le parti utilizzano migliaia di carri armati, aerei, artiglieria», ha detto il presidente serbo, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa statale russa Tass. «L’occidente pensa che in questo modo sarà in grado di distruggere la Russia, la Russia crede che in questo modo sarà in grado di proteggere ciò che ha preso all’inizio della guerra e di porre fine alla guerra. Questo creerà ulteriori problemi ovunque», ha aggiunto Vucic.

Ore 09:04 - Medvedev: «Operazione speciale dopo minaccia Kiev su nucleare»

La decisione della Russia di organizzare un’operazione militare speciale è stata in gran parte influenzata dalle minacce di Kiev di riprendere il suo programma nucleare, ha scritto oggi il vicesegretario del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev sulla sua pagina VKontakte, come riporta la Tass. Medvedev ha dichiarato che il regime di Kiev «è profondamente in lutto per la decisione presa in base al Memorandum di Budapest del 1994 di ritirare l’arsenale nucleare ereditato dall’Urss situato sul loro territorio». «E inoltre i leader ucraini hanno detto che lo avrebbero usato contro di noi e contro i loro cittadini con grande piacere», ha aggiunto Medvedev. «Cosa che hanno lasciato intendere in modo inequivocabile, minacciando di riprendere il programma nucleare che ha causato in gran parte l’operazione militare speciale», ha scritto.

Ore 09:27 - Ucraina: «Un francobollo italiano ricorda i profughi»

I profughi Ucraini causati dall’invasione russa sono ricordati da un francobollo italiano emesso oggi. Il valore postale è valido per la posta ordinaria spedita in Europa e nel bacino Mediterraneo. La vignetta raffigura le bandiere dell’Ucraina e dell’Italia in cui il colore bianco diventa, idealmente, una strada che collega i due Paesi. La tiratura è di 315.000 esemplari e l’annullo speciale «primo giorno di emissione» è disponibile a Roma.

Ore 09:40 - Kiev: «Attacchi russi su regione Sumy, morta una donna»

Le forze russe hanno colpito una serie di centri della regione ucraina di Sumy e a Vorozhba una donna è rimasta uccisa e un’altra persona è rimasta ferita. Lo annuncia il governatore di Sumy, Dmytro Zhyvytskyi, citato dal Kiev Independent, aggiungendo che le comunità colpite sono Bilopillia, Esman, Vorozhba, Krasnopillia, Khotin, Seredyna-Buda e Shalyhyne e che gli attacchi sono stati effettuati ieri. Almeno 7 case sono state danneggiate dai bombardamenti, come pure un cimitero, due auto,m un bar e linee elettriche, aggiunge Zhyvytskyi.

Ore 09:48 - Filorussi: «Oltre 500 civili uccisi in Donetsk da febbraio»

Più di 500 civili, tra cui 23 bambini, sono stati uccisi nell’autoproclamata repubblica del Donetsk (Dpr) dall’inizio dell’escalation nel febbraio di quest’anno: lo hanno riferito oggi i rappresentanti filorussi della Dpr presso il Centro congiunto per il controllo e il coordinamento dei crimini di guerra in Ucraina, come riporta l’agenzia di stampa statale russa Tass. «In 263 giorni di escalation sono stati uccisi 503 civili, tra cui 23 bambini», hanno affermato i filorussi in una nota pubblicata su Telegram, specificando che 3.718 persone sono rimaste ferite, tra cui 234 bambini.

Ore 10:04 - Capo chiesa ucraina Shevchuk in Vaticano, incontra il Papa

Il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sviatoslav Shevchuk, incontrerà questa mattina papa Francesco in Vaticano. Lo si apprende da una nota della stessa Chiesa. È la prima volta che Shevchuk lascia il Paese dall’inizio della guerra, il 24 febbraio scorso, se si esclude un breve incontro in Polonia per il sinodo. L’arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina, arrivato ieri a Roma, resterà nella Capitale per una settimana per - si legge nella nota - «portare il grido del popolo ucraino al cuore della cristianità, con la speranza di una pace giusta che renda giustizia al popolo ucraino aggredito».

Ore 10:40 - Kiev: «Abbattuto caccia russo in cieli Kherson»

I soldati ucraini hanno abbattuto un caccia russo Su-25 sui cieli della regione di Kherson. Lo riferisce il comando delle forze aeree dell’esercito ucraino, citato da Unian. La testata sottolinea che il Su-25 Hrach è un aereo d’attacco sovietico progettato per il supporto diretto delle truppe di terra sul campo di battaglia, di giorno e di notte, in linea di vista diretta del bersaglio, nonché per la distruzione di oggetti con determinate coordinate, 24 ore su 24, in qualsiasi condizione meteorologica. Il Su-25 decollò per la prima volta il 22 febbraio 1975. Aerei di questo tipo sono in funzione dal 1981 e hanno partecipato a diversi conflitti militari.

Ore 10:54 - Kiev, a Mosca rimasti 120 missili, chiuso accordo con Iran

Per attaccare le infrastrutture civili dell’Ucraina, la Russia ha utilizzato circa l’80 per cento dei suoi missili. Lo afferma il rappresentante della direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino Vadim Skibitsky, citato da Ukrainska Pravda, aggiungendo che alla Russia «sono rimasti 120 Iskander». Secondo Skibitsky, l’intelligence militare ucraina è venuta a conoscenza dei piani del Cremlino per acquisire missili balistici Fateh-110 e Zolfaghar dall’Iran e inviarli per via aerea in Crimea e via mare nei porti russi sul Mar Caspio. «Sappiamo che gli accordi sono già stati raggiunti», ha spiegato.

Ore 11:10 - Cremlino: diremo questa settimana se Putin andrà al G20

Il Cremlino annuncerà questa settimana se il presidente Vladimir Putin presenzierà al vertice del G20, in programma il 15 e 16 novembre a Bali. Lo ha detto il portavoce Dmitry Peskov citato dall’agenzia Interfax.

Ore 11:33 - Cremlino non commenta i «contatti Usa» a favore dialogo

Il portavoce della presidenza russa, Dmitry Peskov, non ha voluto commentare l’indiscrezione secondo cui ci sarebbero stati contatti diretti tra Mosca e Washington sull’Ucraina né i negoziati che gli Usa avrebbero avviato con Kiev per incoraggiare il dialogo con la Russia: Peskov ha detto di non sapere se si tratti di notizie vere oppure speculazioni. Secondo il Wall Street Journal, ci sono stati contatti negli ultimi mesi tra il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan e l’assistente presidenziale russo per gli affari internazionali, Yuri Ushakov, e il segretario del Consiglio di sicurezza russo, Nikolai Patrushev. «Non abbiamo nulla da dire. Chiedete al giornale o alla Casa Bianca», ha tagliato corto Peskov. Il Washington Post ha invece sostenuto che l’amministrazione Biden sta chiedendo in maniera riservata alla leadership ucraina di mostrare apertura ai negoziati con la Russia: «Non sappiamo se sia vero o meno, perché ripeto, ci sono anche segnalazioni veritiere, ma soprattutto segnalazioni che sono speculazioni o menzogne. Quindi non commentiamo senza essere sicuri», ha detto Peskov.

Ore 12:21 - Ungheria, «Contrari a nuovi crediti Ue per aiutare Kiev»

«L’Ungheria è pronta a continuare a sostenere finanziariamente l’Ucraina su base bilaterale, ma non accetteremo in nessun caso che l’Ue prenda dei crediti per pagare questo scopo». È quanto ha affermato il ministro dell’Ungheria Peter Szijjarto secondo quanto reso noto in un tweet dal portavoce del governo di Budapest, Zoltan Kovacs. L’opposizione ungherese potrebbe bloccare l’approvazione del nuovo pacchetto di sostegno finanziario per il 2023 che la Commissione, come annunciato da Ursula von der Leyen al presidente Volodymyr Zelensky, è chiamata a discutere questa settimana.

Ore 12:30 - Kiev, arrivati sistema difesa aerea da Usa, Norvegia e Spagna

I nuovi sistemi di difesa aerea Nasams e Aspide inviati da Stati Uniti, Spagna e Norvegia sono arrivati in Ucraina. Lo ha reso noto il ministro della Difesa ucraino, Oleksiy Reznikov, su Twitter, come riporta Unian. «Queste armi rafforzeranno in modo significativo l’esercito ucraino e renderanno i nostri cieli più sicuri. Continueremo ad abbattere i bersagli nemici che ci attaccano. Ringraziamo i nostri partner: Norvegia, Spagna e Stati Uniti», ha scritto Reznikov.

Ore 12:52 - Papa: riceve capo chiesa ucraina, «vicino a popolo martoriato

Papa Francesco ha ricevuto questa mattina il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sviatoslav Shevchuk, ribadendo la sua vicinanza al «martoriato popolo ucraino». Le parole del Santo Padre sono riportate dalla stessa Chiesa in una nota, nella quale si spiega che Shevchuk ha donato a Francesco il frammento di una mina russa che ha distrutto la facciata dell’edificio della chiesa greco-cattolica ucraina nella città di Irpin, vicino a Kiev, nel mese di marzo. Un dono particolarmente simbolico - si legge nella nota - «non solo perché Irpin è una delle prime `città martiri´ colpite dall’aggressione russa all’Ucraina, ma anche perché simili pezzi di mina si estraggono dai corpi di militari, civili e bambini ucraini, segno visibile della distruzione e della morte che ogni giorno porta la guerra». Papa Francesco, inoltre, ha incoraggiato l’arcivescovo maggiore e i suoi pastori ad un «servizio evangelico di prossimità al popolo sofferente, oppresso dalla paura e dalla violenza bellica». Il Pontefice anche ribadito l’impegno della Santa Sede per la fine dell’aggressione e l’arrivo alla pace. L’impegno del Vaticano, ha detto il Papa, è anche quello di promuovere la solidarietà per il popolo ucraino, oltre a dare sostegno negli sforzi di pace.

Ore 13:42 - Filorussi: completa evacuazione da Kherson

L’ultima nave di civili ha lasciato la città di Kherson per approdare sulla riva sinistra del Dnepr. Lo ha annunciato su Telegram, Kirill Srtemousov, vice-governatore dell’amministrazione filorussa della regione, come riporta Tass. Srtemousov ha dichiarato conclusa l’evacuazione organizzata dei residenti, che ora potranno lasciare Kherson solo con mezzi propri.

Ore 13:45 - Ue: pronti a nuove sanzioni se Iran dà armi a Mosca

«L’Ue è pronta a intraprendere ulteriori azioni per infliggere ulteriori costi a coloro che forniscono supporto militare alla Russia. Gli stati membri dell’Ue e i membri del G7 stanno seguendo da vicino e sono pronti ad agire se saranno disponibili ulteriori prove sul fatto che l’Iran continui le consegne di queste armi alla Russia ». Lo ha affermato il portavoce per gli Affari esteri della Commissione europea, Peter Stano, nel briefing quotidiano con la stampa. «Qualunque equipaggiamento militare venga consegnato alla Russia, è inaccettabile e ci saranno conseguenze se il gli Stati membri trovano prove sufficienti che ciò sta accadendo», ha aggiunto.

Ore 14:02 - Prigozhin: abbiamo interferito in voto Usa e continueremo

L’uomo d’affari russo vicino al Cremlino, Yevgeny Prigozhin, capo del gruppo di mercenari russi Wagner e soprannominato «il cuoco di Putin», ha ammesso di essersi «intromesso» nelle elezioni americane, alla vigilia di un importante voto di metà mandato negli Stati Uniti, dove Mosca è da anni accusata di interferenze. «Abbiamo interferito, stiamo interferendo e continueremo a farlo. In modo accurato, preciso, chirurgico, in un modo che è unico per noi», ha dichiarato Prigozhin in un post sui social media della sua azienda Concord. Prigozhin è sottoposto a sanzioni statunitensi per il suo presunto ruolo nell’ingerenza nelle elezioni presidenziali del 2016.

Ore 14:36 - Sunak e Meloni: proseguire forte azione di sostegno a Kiev

«I leader hanno deciso di continuare a intraprendere un’azione forte per sostenere l’Ucraina e chiedere conto alla Russia delle sue azioni». Lo riferisce in una nota Downing Street, dopo l’incontro tra il premier britannico, Rishi Sunak e il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni al vertice sul clima Cop27.

Ore 14:40 - Kiev: missili russi hanno distrutto un asilo a Kherson

L’esercito russo ha distrutto un asilo nella regione di Kherson colpendolo con missili Grad: lo ha reso noto la Procura regionale su Facebook, come riporta Ukrinform. Prima dell’invasione russa, 60 bambini frequentavano l’asilo.

Ore 14:53 - Ambasciatore in Gb: presto Sunak in visita a Kiev

Il premier britannico Rishi Sunak si recherà «molto presto» a Kiev. Lo ha affermato l’ambasciatore ucraino nel Regno Unito, Vadym Prystaiko. Il nuovo capo di Downing Street aveva promesso che il suo primo viaggio all’estero sarebbe stato in Ucraina, per ribadire il sostegno di Londra contro l’invasione russa, ma alla fine ha scelto l’Egitto dove in questi giorni si tiene la conferenza internazionale Onu sul clima Cop27.

Ore 14:54 - Nyt, Russia ha ripreso a interferire online per Midterm

Tornano le interferenze russe online sulle elezioni americane. Nei mesi precedenti il voto di Midterm, sono stati riattivati account falsi per prendere di mira Joe Biden e i dem, nonché suscitare la rabbia degli elettori conservatori e minare la fiducia nel sistema elettorale Usa. Quest’anno c’è però un obiettivo nuovo: contestare gli aiuti militari a Kiev usando i soldi dei contribuenti. Lo rivela il New York Times, citando tra i responsabili principali la Internet Research Agency dell’oligarca Ievgheni Prigozhin, lo chef di Putin.

Ore 15:04 - Canale russo: Nato dà a ucraini munizioni dell’Italia Anni 60

Un canale Telegram di propaganda russo, Open Ukraine, ha pubblicato oggi le fotografie di proiettili di artiglieria americani arrivati alle truppe ucraine dopo una serie di passaggi che, negli anni ‘60, toccarono anche l’Italia. Secondo quanto scrive Open Ukraine, che pubblica alcune fotografie, i proiettili, gli M-107, sono stati trovati nei cannoni semoventi polacchi Krab forniti da Varsavia a Kiev. Quasi 60 anni fa, sottolinea il canale Telegram, questi proiettili furono dismessi dall’esercito statunitense e mandati all’Italia. A loro volta le forze armate italiane li dismisero più tardi per inviarli alla Polonia. E ora i polacchi li hanno consegnati agli ucraini. «Tale è il ciclo naturale delle armi della Nato», commenta sarcastico Open Ukraine, un canale con quasi 200 mila follower.

Ore 15:21 - «Blackout d’emergenza per altre due settimane»

I blackout di emergenza in Ucraina continueranno per altre due settimane. Lo riferisce il direttore esecutivo della società Dtek, Dmytro Sakharuk, citato da Unian, secondo cui c’è una grande carenza di elettricità nelle regioni centrali e settentrionali del Paese. Sakharuk ha spiegato che i tecnici saranno in grado di riparare il sistema elettrico nel prossimo futuro, se non ci saranno altri bombardamenti. Secondo le stime, citate dai media ucraini, il 40% delle infrastrutture energetiche è distrutto o danneggiato.

Ore 15:35 - Kiev nazionalizza aziende strategiche per «necessità militari»

Le attività di alcune aziende considerate «strategiche» dal governo di Kiev per la guerra contro la Russia sono state nazionalizzate e passano ora sotto il controllo del ministero della Difesa ucraino. Lo ha riferito il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, Oleksiy Danilov, come riporta Ukrinform. Le azione la cui gestione è stata trasferita al ministero della Difesa ucraino per «necessità militari» sono Motor Sich, Zaporizhtransformator, AvtoKrAZ, Ukrnafta e Ukrtatnafta. Dopo la fine della legge marziale, le aziende possono essere restituite ai loro proprietari o il loro valore può essere rimborsato, ha spiegato ancora Danilov.

Ore 15:39 - Putin: 50mila mobilitati in servizio con unità di combattimento

Il presidente russo Vladimir Putin ha detto che 50mila soldati russi che sono stati richiamati con la mobilitazione parziale stanno combattendo in Ucraina. Lo riporta l’agenzia di Interfax. «Ora abbiamo circa 50mila unità da combattimento — ha spiegato Putin —. Il resto non sta ancora prendendo parte alle ostilità. Ma ce ne sono fino a 80mila nella zona dell’operazione speciale. Il resto dei mobilitati è nei campi di addestramento».

Ore 16:00 - Media, i russi potrebbero preparare una trappola a Kherson

Le forze dell’esercito russo potrebbero preparare una trappola a Kherson, città nella quale oggi è stata completata l’evacuazione, secondo le autorità filorusse. Lo riferisce l’esperto militare Denys Popovych a Unian, spiegando che è stato registrato un comportamento singolare da parte delle truppe di Mosca nella regione. L’esperto ha sottolineato che a Kherson alcuni militari indossano abiti civili e occupano le case dei residenti. «Per qualche motivo, i russi si cambiano in abiti civili e rimangono lì — detto Popoviych —. Da un lato, stanno ritirando unità di personale, dall’altro stanno rafforzando le loro posizioni e lasciano personale militare esperto travestito in abiti civili. Stanno formano gruppi di sabotaggio». Per questo motivo, secondo Popoviych, l’esercito ucraino non dovrà avere alcuna fretta nell’attaccare Kherson.

Ore 16:38 - Presidente Indonesia: «Non credo Putin sarà al G20»

Il presidente indonesiano Joko Widodo ha ammesso oggi per la prima volta che il presidente russo Vladimir Putin potrebbe non recarsi la prossima settimana a Bali per il G20. Parlando con il Financial Times, Widodo ha detto di avere «la forte impressione» che Putin non sarà al summit. Oggi, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto che entro la settimana sarà annunciata la decisione di Putin sulla sua partecipazione o meno al G20. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva già comunicato che avrebbe partecipato in videoconferenza soltanto in assenza di Putin.

Ore 16:47 - Podolyak: «Negozieremo con il prossimo leader russo»

«L’Ucraina non ha mai rifiutato di negoziare». Lo ha ribadito Mykahilo Podolyak, consigliere di Zelensky, dopo che il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha sostenuto che la Russia rimane «aperta» a negoziati con l’Ucraina, denunciando che l’ostacolo all’avvio delle trattative è il rifiuto di Kiev a sedersi al tavolo. «La nostra posizione» in merito ai negoziati è «nota», ha ribadito Podolyak, sottolineando che prima le truppe russe devono ritirarsi dall’Ucraina e «poi viene tutto il resto». «Putin è pronto? Ovviamente no - ha aggiunto - Pertanto siamo costruttivi nella nostra valutazione: parleremo con il prossimo leader della Federazione Russa».

Ore 17:39 - Zelensky ha incontrato Howard Buffett

Zelensky ha incontrato a Kiev l’uomo d’affari e filantropo americano Howard Buffett. «L’ho ringraziato per il sostegno al progetto per la creazione di una fabbrica di cucine, avviato dalla first lady Olena Zelenska. Questo progetto è di grande importanza», ha scritto il presidente ucraino su Telegram, aggiungendo che «è stata presa in considerazione anche la possibilità della partecipazione di Buffett al Fondo per la ricostruzione dell’Ucraina». Il presidente ha consegnato a Buffett, figlio del miliardario Warren, il grado V dell’Ordine di Yaroslav «per aver sostenuto la sovranità statale e l’integrità territoriale dell’Ucraina».

Ore 17:44 - Kiev: potremmo dover colpire missili nemici direttamente in Russia

L’aviazione ucraina ha comunicato che i sistemi di difesa aerea occidentali appena arrivati aiuteranno ad affrontare la nuova minaccia dei missili balistici iraniani acquistati dalla Russia. Secondo Yuriy Ihnat, portavoce dell’Aeronautica ucraina, Kiev potrebbe prendere di mira i missili iraniani nei loro siti di lancio, quindi in territorio russo. «Devono in qualche modo essere distrutti, probabilmente da dove vengono lanciati. Perché non abbiamo mezzi efficaci per combattere i missili balistici, ad eccezione della loro distruzione nella fase di lancio», ha detto Ihnat, aggiungendo che i missili iraniani hanno «una gittata di 3-700 chilometri, che in linea di principio non creerà nulla di nuovo per l’Ucraina. Penso che sia la leadership militare che i nostri partner stiano cercando modi efficaci per contrastare queste nuove minacce».

Ore 17:54 - Prigozhin crea campi di addestramento della Wagner

(Andrea Marinelli e Giudo Olimpio) Il capo della Wagner Yevgeny Prigozhin continua a comportarsi e a parlare come fosse l’unico capace di rispondere alle esigenze della Russia: sul campo di battaglia, in politica, nel reclutamento di riservisti (detenuti e criminali inclusi).

Ore 18:29 - Kiev, accordo Russia-Iran per fornitura missili già raggiunto

È stato già raggiunto l’accordo per la fornitura di missili iraniani alla Russia. Lo ha detto all’Economist il vicecapo dell’intelligence militare ucraina, Vadim Skibitskiy, «Sappiamo che sono già stati fatti accordi», ha detto Skibitskiy rilanciato da Kyiv Independent. A quanto scrive il settimanale, citando diversi funzionari ucraini, i missili iraniani Fateh-110 e Zolfghar verranno consegnati per via aerea nella Crimea occupata e via mare nei porti russi del mar Caspio.

Ore 18:41 - Kiev, russi preparano attacchi contro aree residenziali di Kherson

Nei prossimi giorni, le truppe russe potrebbero bombardare le aree residenziali della regione di Kherson. Lo ha riferito Yaroslav Yanushevich, capo dell’amministrazione militare della regione di Kherson, citando la direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa, come riporta Ukrinform.

Ore 19:16 - Meloni incontra Scholz, fra i temi Ucraina, energia e migranti

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto un cordiale incontro bilaterale a margine dei lavori della Cop27 con il Cancelliere della Repubblica federale di Germania, Olaf Scholz. L’incontro ha fatto seguito alla conversazione telefonica che Meloni e Scholz avevano avuto il 28 ottobre. I due Capi di governo hanno discusso dei principali temi europei e internazionali, dalla guerra di aggressione russa all’Ucraina alla conseguente crisi energetica e alla gestione dei flussi migratori. Meloni e Scholz hanno inoltre confermato l’intenzione di consolidare le relazioni bilaterali tra l’Italia e la Germania.

Ore 21:12 - Casa Bianca: cercheremo sforzo bipartisan dopo voto

Gli Usa continueranno a sostenere l'Ucraina, dalla sicurezza all'assistenza umanitaria, e la Casa Bianca lavorerà sodo per garantire che ci sia uno sforzo bipartisan per Kiev dopo le elezioni di Midterm: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre, rispondendo ad una domanda sul rischio di una frenata degli aiuti in caso di vittoria repubblicana.

Ore 22:28 - Tajani, Kiev va aiutata per sedersi a tavolo con Russia

«La pace va perseguita agendo. L'Ucraina deve essere aiutata a sedersi al tavolo con la Russia per chiudere una stagione di guerra.» Lo ha detto il ministro egli Esteri Antonio Tajani ospite di Tg2 Post. Interpellato sulle recenti manifestazioni per la pace in Italia, Tajani ha sottolineato che, a suo avviso, «sembravano più manifestazioni di partito che manifestazioni a sostegno della Pace. Nulla a che vedere con una manifestazione pacifista nel vero senso della parola. Quando si è divisi vuol dire che c'è qualche cosa che non funziona».

Ore 00:57 - Zelensky: stiamo respingendo il nemico a est e a sud

«Le truppe ucraine avanzano, respingendo il nemico a est e a sud»: lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un discorso video alla nazione, riportato da Ukrinform. Nell’occasione, Zelensky ha anche fatto sapere di essersi congratulato al telefono con Benjamin Netanyahu, per la vittoria elettorale del suo partito in Israele. «Abbiamo discusso i principali aspetti delle relazioni tra i nostri Stati. - ha detto - Penso che sia chiaro a tutti cosa sottolinea l’Ucraina e quale enfasi sulla sicurezza pone Israele. Credo che possiamo rafforzare in modo significativo i nostri Stati, soprattutto perché le minacce che ci riguardano sono correlate». «Oggi - ha proseguito Zelensky - gli occupanti hanno colpito più di 50 insediamenti nel nostro Paese. Donbas, Zaporizhzhia, regione di Kherson, regione di Mykolaiv, regione di Kharkiv, regione di Dnipropetrovsk... Missili, aviazione, MLRS. Rispondiamo ovunque. Abbiamo i risultati necessari: un altro aereo russo è stato abbattuto. Abbiamo anche ricevuto nuovi sistemi che rafforzano significativamente la nostra difesa aerea». Il «terrorismo russo» «ha solo portato il mondo a rispondere con nuovi aiuti all’Ucraina. Faremo di tutto affinché il maggior numero possibile di Paesi si unisca a questo aiuto», ha detto ancora.

Ore 01:07 - IL PUNTO MILITARE - Il ruolo di Prigozhin, il gerarca vicino a Putin

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Nel taccuino quotidiano sulla guerra in Ucraina brilla, di nuovo, il nome di Evgeny Prigozhin e della Wagner, il lungo braccio armato del Cremlino.

Il gerarca, molto vicino a Putin, si è vestito da troll ironizzando sulle intromissioni nel voto americano: è vero, lo abbiamo sempre fatto e lo rifaremo. Un modo per far parlare di se stesso, alimentando reazioni e commenti fino oltre Oceano. Interferisce senza interferire. Al tempo stesso ha confermato che la sua compagnia di sicurezza ha creato centri d’addestramento a Kursk e Belgorod, non lontano dalla frontiera ucraina. Nelle scorse settimane aveva anche ipotizzato la creazione di una milizia per proteggere le installazioni spesso colpite o sabotate dal nemico. Quasi nelle stesse ore, sempre a Belgorod, è stato segnalato un incendio nel termine petrolifero di Golvochino, evento attribuito ad «un attacco terroristico».

Ore 03:18 - Corea del Nord: non abbiamo fornito e non forniremo armi alla Russia

La Corea del Nord ha respinto le accuse degli Stati Uniti secondo cui Pyongyang starebbe fornendo armi alla Russia per la guerra in Ucraina, affermando che sono «prive di fondamento», riporta l’agenzia di stampa statale Kcna. «Chiariamo ancora una volta che non abbiamo mai avuto `accordi di fornire armi´ alla Russia e non abbiamo intenzione di farlo in futuro», ha dichiarato in un comunicato il vice direttore degli affari militari esteri del Ministero della Difesa nazionale della Corea del Nord. Quanto sostengono gli Stati Uniti è un «tentativo ostile di infangare l’immagine» della Corea del Nord «a livello internazionale».

«A Kiev dall'Italia sistemi di difesa aerea». Conte: «Diremmo no all’invio di armi». Lorenzo Cremonesi, Andrea Nicastro, Paolo Foschi e Redazione online su Il Corriere della Sera l’8 Novembre 2022.

Le notizie di martedì 8 novembre, in diretta. Le città ucraine ancora sotto le bombe, continuano i raid russi contro le infrastrutture. Zelensky: «Stiamo respingendo il nemico a est e a sud»

La guerra in Ucraina è arrivata al 257esimo giorno.

• L’aviazione ucraina ha comunicato che i sistemi di difesa aerea occidentali aiuteranno ad affrontare la nuova minaccia dei missili balistici iraniani acquistati dalla Russia.

• Zelensky parteciperà al G20 in modalità online.

• L’esperto militare Denys Popovych ha rivelato che le forze dell’esercito russo potrebbero preparare una trappola a Kherson.

Ore 05:27 - Tajani, Kiev va aiutata per sedersi a tavolo con Russia

«La pace va perseguita agendo. L'Ucraina deve essere aiutata a sedersi al tavolo con la Russia per chiudere una stagione di guerra.» Lo ha detto il ministro egli Esteri Antonio Tajani ospite di Tg2 Post. Interpellato sulle recenti manifestazioni per la pace in Italia, Tajani ha sottolineato che, a suo avviso, «sembravano più manifestazioni di partito che manifestazioni a sostegno della Pace. Nulla a che vedere con una manifestazione pacifista nel vero senso della parola. Quando si è divisi vuol dire che c'è qualche cosa che non funziona».

Ore 05:29 - Zelensky: stiamo respingendo il nemico a est e a sud

«Le truppe ucraine avanzano, respingendo il nemico a est e a sud»: lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un discorso video alla nazione, riportato da Ukrinform. Nell’occasione, Zelensky ha anche fatto sapere di essersi congratulato al telefono con Benjamin Netanyahu, per la vittoria elettorale del suo partito in Israele. «Abbiamo discusso i principali aspetti delle relazioni tra i nostri Stati. - ha detto - Penso che sia chiaro a tutti cosa sottolinea l’Ucraina e quale enfasi sulla sicurezza pone Israele. Credo che possiamo rafforzare in modo significativo i nostri Stati, soprattutto perché le minacce che ci riguardano sono correlate». «Oggi - ha proseguito Zelensky - gli occupanti hanno colpito più di 50 insediamenti nel nostro Paese. Donbas, Zaporizhzhia, regione di Kherson, regione di Mykolaiv, regione di Kharkiv, regione di Dnipropetrovsk... Missili, aviazione, MLRS. Rispondiamo ovunque. Abbiamo i risultati necessari: un altro aereo russo è stato abbattuto. Abbiamo anche ricevuto nuovi sistemi che rafforzano significativamente la nostra difesa aerea». Il «terrorismo russo» «ha solo portato il mondo a rispondere con nuovi aiuti all’Ucraina. Faremo di tutto affinché il maggior numero possibile di Paesi si unisca a questo aiuto», ha detto ancora.

Ore 05:31 - IL PUNTO MILITARE - Il ruolo di Prigozhin, il gerarca vicino a Putin

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Nel taccuino quotidiano sulla guerra in Ucraina brilla, di nuovo, il nome di Evgeny Prigozhin e della Wagner, il lungo braccio armato del Cremlino.

Il gerarca, molto vicino a Putin, si è vestito da troll ironizzando sulle intromissioni nel voto americano: è vero, lo abbiamo sempre fatto e lo rifaremo. Un modo per far parlare di se stesso, alimentando reazioni e commenti fino oltre Oceano. Interferisce senza interferire. Al tempo stesso ha confermato che la sua compagnia di sicurezza ha creato centri d’addestramento a Kursk e Belgorod, non lontano dalla frontiera ucraina. Nelle scorse settimane aveva anche ipotizzato la creazione di una milizia per proteggere le installazioni spesso colpite o sabotate dal nemico. Quasi nelle stesse ore, sempre a Belgorod, è stato segnalato un incendio nel termine petrolifero di Golvochino, evento attribuito ad «un attacco terroristico».

Ore 05:32 - Corea del Nord: non abbiamo fornito e non forniremo armi alla Russia

La Corea del Nord ha respinto le accuse degli Stati Uniti secondo cui Pyongyang starebbe fornendo armi alla Russia per la guerra in Ucraina, affermando che sono «prive di fondamento», riporta l’agenzia di stampa statale Kcna. «Chiariamo ancora una volta che non abbiamo mai avuto `accordi di fornire armi´ alla Russia e non abbiamo intenzione di farlo in futuro», ha dichiarato in un comunicato il vice direttore degli affari militari esteri del Ministero della Difesa nazionale della Corea del Nord. Quanto sostengono gli Stati Uniti è un «tentativo ostile di infangare l’immagine» .

Ore 08:19 - Mosca: 100 mila rubli a chi lascia Kherson per Russia

Le forze separatiste ucraine pro-Mosca a capo della regione annessa di Kherson hanno promesso 100 mila rubli (1.630 euro) per «ogni residente evacuato» che si trasferisce in Russia. «Oggi è l’ultimo giorno di evacuazione organizzata dalla riva destra della regione di Kherson», ha sottolineato il responsabile locale Kirill Stremousov. Una volta prelevati in autobus, gli sfollati verranno «trasportati in Crimea» e poi «in altre regioni della Federazione Russa» dove riceveranno i 100 mila rubli e «un certificato di alloggio».

Ore 08:25 - Presidenza Ue: 18 miliardi di prestiti nel 2023, 3 miliardi a gennaio

«Nel 2023 forniremo 18 miliardi di euro di assistenza macro-finanziaria all’Ucraina, di cui 3 miliardi a gennaio». Lo ha affermato il ministro dell’Economia della Repubblica Ceca (presidenza di turno dell’Ue), Zbynek Stanjura, al suo arrivo alla riunione dell’Ecofin a Bruxelles.

Ore 08:26 - 007 Gb, sforzi della Russia per rafforzare le difese dietro il fronte

«La Russia sta compiendo uno sforzo significativo per preparare in profondità le difese dietro l’attuale linea del fronte, probabilmente per prevenire qualsiasi rapida avanzata ucraina in caso di sfondamento». È quanto riportato dall’intelligence britannica nel bollettino quotidiano sulla situazione sul campo in Ucraina. Gli 007 di Londra riferiscono che le truppe di Mosca stanno «rafforzando le linee in tutte le aree di occupazione»: hanno «iniziato a costruire strutture difensive intorno alla città occupata di Mariupol, nel sud dell’Ucraina», inviando anche i cosiddetti “denti di drago” «a Zaporizhzhia e Kherson».

Ore 09:13 - Kiev: liberati dai russi 30 militari catturati su isola Serpenti

Secondo il commissario per i diritti umani del parlamento ucraino Dmytro Lubinets, trenta prigionieri di guerra ucraini catturati sull'isola dei Serpenti sono stati rilasciati dai russi. Lo riporta il Guardian. Le autorità stanno continuando a lavorare per liberare i restanti soldati dalla prigionia, ha aggiunto Lubinets. L'esercito della Federazione russa aveva lasciato l'avamposto ucraino nel Mar Nero nel giugno scorso.

Ore 09:50 - Kiev: truppe cecene arrivate nella regione di Kherson

Nell’area di Novosofiivka, nella regione di Kherson, l’esercito di occupazione russo è stato rafforzato da un’unità proveniente dalla Repubblica cecena, che ha partecipato al saccheggio delle abitazioni dei residenti evacuati. Lo ha dichiarato lo Stato Maggiore dell’esercito ucraino, come riporta Unian. Intanto, nella città di Energodar, nell’Ucraina sud-orientale, i russi continuano a rafforzare le misure amministrative e di controspionaggio: «Gli occupanti raccolgono dati personali dei residenti, controllano gli smartphone, perquisiscono le residenze private e detengono illegalmente cittadini ucraini», afferma lo Stato Maggiore, aggiungendo che è stata confermata la distruzione dei depositi di munizioni russe nei giorni scorsi negli insediamenti di Horlivka nella regione di Donetsk e Svatov nella regione di Lugansk.

Ore 10:27 - Kiev: «Minsk continua a sostenere l'aggressione di Mosca»

La Bielorussia continua a sostenere l'aggressione armata della Russia contro l'Ucraina: attualmente, nel territorio bielorusso è in corso la formazione di un gruppo di truppe russo-bielorusse: lo ribadisce lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine nel suo rapporto quotidiano pubblicato su Facebook questa mattina. Lo riporta Ukrinform. «La Repubblica di Bielorussia continua a sostenere l'aggressione armata della Federazione Russa contro l'Ucraina, fornendo alla Federazione Russa infrastrutture, territorio e l'uso dello spazio aereo - si legge nel rapporto -. È in corso la formazione di un gruppo di truppe russo-bielorusse nel territorio della Bielorussia».

Ore 10:43 - Kiev: raffica di attacchi russi ieri, colpiti 25 insediamenti

Le forze russe hanno lanciato nella giornata di ieri nove attacchi missilistici, 37 raid aerei e oltre 100 attacchi con sistemi a lancio multiplo, colpendo le aree di oltre 25 insediamenti: lo riferisce lo Stato Maggiore delle Forze Armate. Lo riporta Ukrinform. «Il nemico cerca di tenere i territori temporaneamente occupati, concentra gli sforzi per limitare le azioni delle Forze di Difesa in alcune aree, passa all'offensiva nelle direzioni di Bakhmut, Avdiivka e Novopavlivka», si legge nel rapporto. Nelle ultime 24 ore, prosegue lo Stato Maggiore, le truppe ucraine hanno respinto gli attacchi di Mosca nelle aree di Krasnohorivka, Bakhmut, Ivanhrad, Opytne, Klishchiivka, Marinka, Pavlivka, Vodiane e Mayorsk nella regione di Donetsk e Bilohorivka nella regione di Lugansk. Allo stesso tempo, le forze russe bombardano le unità ucraine lungo la linea di contatto, rafforzano le linee in alcune direzioni, conducono ricognizioni aeree e continuano a colpire infrastrutture critiche e case civili in violazione del diritto umanitario internazionale, delle leggi e degli usi di guerra. In particolare, i russi hanno colpito le aree di oltre 25 insediamenti delle regioni di Kharkiv, Lugansk, Donetsk, Zaporizhzhia, Dnipropetrovsk, Kherson e Mykolaiv.

Ore 10:49 - Kiev: integrità territoriale prima condizione per negoziati

Il ritorno dell'integrità territoriale dell'Ucraina è la «condizione principale» per la ripresa dei negoziati con la Russia. Lo ha scritto su Twitter il Segretario generale del Consiglio di sicurezza ucraino, Oleksiy Danilov, sottolineando che Kiev ha bisogno di «garanzie» date dalla difesa aerea moderna, aerei, carri armati e missili a lungo raggio.

Ore 10:59 - «A Kiev dall'Italia sistemi missilistici di difesa aerea»

A seguito del colloquio di ieri tra il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Lloyd Austin, sarebbe emersa la necessità di fornire all'Ucraina, nel sesto decreto aiuti, l'invio di sistemi missilistici di difesa aerea. L'esercito italiano avrebbe a disposizione sistemi Samp/T, Stinger e Aspide.

Ore 11:21 - Podolyak: inaccettabile la resa all'ultimatum russo

L'Ucraina non si arrenderà mai agli ultimatum russi: lo ha ribadito il consigliere presidenziale ucraino, Mikhailo Podolyak, in un post su Twitter, alla luce delle voci sugli incoraggiamenti rivolti dagli Usa a Kiev perché sia aperta a un dialogo con Mosca. «Una domanda ai "peacekeeper": cosa intendente con la parola negoziati? Gli ultimatum russi sono noti: "Siamo arrivati con i carri armati, ammettete la sconfitta e la perdita di territori"». Questo è inaccettabile. Quindi di cosa parlate? Oppure nascondete la parola "resa" dietro quella di "accordo"?», ha scritto Podolyak.

Ore 11:33 - Zelensky parteciperà al G20 in videocollegamento

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parteciperà al G20 «molto probabilmente in modalità online». Lo afferma l'addetto stampa presidenziale Sergei Nikiforov, come riporta Ukrainska Pravda. «In qualche modo Vladimir Zelensky prenderà parte al vertice del G20. Non posso dire di più», ha detto Nikiforov.

Ore 12:00 - Zelensky a vigilia Midterm: «Usa continui a sostenerci»

«Grazie per il sostegno, al Presidente Biden, a entrambi i partiti del Congresso e a tutti i cittadini americani! Sappiate che non sostenete solo un Paese o il suo leader, ma milioni di persone che, come voi, hanno a cuore la libertà». Così alla vigilia del voto Usa di Midterm, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky lancia un appello su Telegram ringraziando per aver ricevuto la Liberty Medal, «un premio che dimostra davvero come e per cosa si batte il popolo ucraino». E poi: «Vi esorto a mantenere questo costante sostegno all'Ucraina fino al giorno in cui potremo ripristinare pienamente l'integrità territoriale del nostro Stato».

Ore 12:09 - Mosca: nessuna condizione preliminare a negoziati con Kiev

La Russia «non pone condizioni preliminari» all'apertura di trattative con l'Ucraina, «tranne che Kiev dimostri buona volontà». Lo ha detto il vice ministro degli Esteri Andrey Rudenko, citato dall'agenzia Interfax, aggiungendo che Russia e Stati Uniti non stanno effettuando negoziati sull'Ucraina.

Ore 12:17 - Lavrov: possibile produzione congiunta di armamenti con l'India

La Russia e l'India stanno discutendo la possibilità di una «produzione congiunta di armamenti moderni». Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov dopo un colloquio a Mosca con il suo omologo indiano Subrahmanyam Jaishankar. «Abbiamo discusso l'attuale situazione e le prospettive future della nostra cooperazione tecnico-militare, compresa la produzione congiunta di armamenti moderni», ha affermato Lavrov, citato dalla Tass, in una conferenza stampa congiunta.

Ore 12:59 - Forze Kiev: continua senza successo offensiva russa in Donetsk e Luhansk

Le forze russe continuano in modo inefficace i loro tentativi di attacco nelle regioni del Donetsk e del Luhansk. Lo ha comunicato in un rapporto di oggi il Comando dell'esercito ucraino, aggiungendo che, nelle ultime 24 ore, le truppe di Mosca hanno attaccato per 12 volte le linee ucraine nel Luhansk con sistemi lanciarazzi multipli, 24 volte con l'artiglieria e oltre 20 volte con i mortai. Nei giorni passati le forze russe hanno attaccato il Donetsk 19 volte con lanciarazzi multipli, 90 con l'artiglieria e 100 con i mortai.

Ore 13:36 - Zelensky vuole estendere legge marziale e mobilitazione

Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha depositato in Parlamento le proposte di legge per l'approvazione dei suoi decreti di estensione della legge marziale e della mobilitazione generale in Ucraina. Lo riferisce Ukrinform. Il testo e i documenti di supporto non sono ancora stati resi pubblici. Il 15 agosto, la Verkhovna Rada (il Parlamento ucraino) aveva esteso la legge marziale e la mobilitazione in Ucraina per 90 giorni, fino al 21 novembre.

Ore 14:14 - Via libera dei ministri Ecofin a 18 mld di prestiti nel 2023 a Kiev

«I ministri hanno dato il loro via libera per il pacchetto di 18 miliardi di assistenza macro finanziaria all'Ucraina nel 2023 con la prima erogazione già a gennaio». Lo ha dichiarato il vice presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis al termine dell'Ecofin. «La Commissiobne presenterà la proposta domani e spero che Consiglio e Parlamento riescano ad approvare entro fine anno», ha aggiunto.

Ore 14:20 - Comandante Usa in Europa: «Crimea liberata entro l'estate»

«Stiamo ancora parlando della situazione otto mesi dopo, e molte cose accadranno sul campo di battaglia in tutta l'Ucraina, ma anche in Russia. Quando le forze ucraine inizieranno a usare armi di precisione in ogni aeroporto e in ogni base navale in Crimea, le forze russe diventeranno molto vulnerabili». Lo ha detto l'ex comandante delle forze di terra statunitensi in Europa, il tenente generale Ben Godges, in un'intervista a Radio Liberty, esprimendo ancora una volta fiducia che «le truppe ucraine libereranno la Crimea occupata dalla Russia entro la prossima estate». Secondo Godges, la pressione sulla Russia è in aumento e gli ucraini stanno ottenendo sempre più opportunità: «I russi non hanno potuto proteggere il ponte di Kerch - ha sottolineato - e penso che gli ucraini continueranno a tentare di attaccare questo ponte. E se le forze russe non possono rifornirsi via terra tramite Mariupol, allora penso che si renderanno conto che sono nei guai seri lì, e lo stato maggiore russo dovrà decidere quanto sono disposti a perdere».

Ore 15:07 - 007 Kiev: «Prove droni iraniani a Mosca dopo inizio guerra»

Membri dell’intelligence ucraina hanno trovato informazioni che potrebbero indicare che l’Iran ha fornito alla Russia droni kamikaze dopo l’inizio della guerra in Ucraina. Lo riporta il Kiev Independent, spiegando che un rappresentante dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino ha affermato che alcune parti di un drone Mohajer-6 «sono state prodotte solo nel febbraio 2022». «È servito tempo per consegnare i droni alla Russia», ha commentato il rappresentante dell’intelligence ucraina, sottolineando che la data di produzione e i tempi di consegna fornirebbero le prove che i droni iraniani sono stati consegnati a Mosca dopo il 24 febbraio, data di inizio della guerra in Ucraina.

L’Iran ha negato di aver fornito qualsiasi tipo di arma alla Russia dopo l’inizio dell’invasione dell’Ucraina. La scorsa settimana il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian ha riconosciuto che il suo paese aveva fornito droni alla Russia, ma ha affermato che la consegna è avvenuta prima dell’inizio della guerra contro Kiev.

Ore 15:16 - Cavusoglu: «Massimo sforzo per la pace»

La Turchia continuerà a mettere in campo tutti gli sforzi possibili per porre fine al conflitto in Ucraina. Lo ha ribadito oggi il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, intervenuto nella capitale Ankara. «Tutti i miei interlocutori riconoscono il ruolo svolto dalla Turchia in questi mesi e mi chiedono di continuare a lavorare per la pace. E noi continueremo a sforzarci al massimo in questa direzione. L’Occidente all’inizio ci criticava per il dialogo con la Russia, ora ci chiede di andare avanti. Il nostro obiettivo è’ abbassare la tensione attraverso la solidarietà», ha detto Cavusoglu, che ha poi rivendicato i risultati delle mediazioni effettuate dalla Turchia. «Siamo il Paese che più di tutti ha dato un contributo alla sicurezza alimentare globale. Grazie all’accordo per il corridoio del grano( siglato da Russia s Ucraina a Istanbul lo scorso 22 luglio ndr) i prezzi sono scesi del 9%, secondo Food Price Index il calo maggiore degli ultimi 13 anni. Ma abbiamo contribuito a mediare anche in Serbia, Kosovo, Bosnia, Etiopia, Somalia, Filippine e Venezuela», ha detto il ministro.

Ore 16:17 - Kiev: «Tre civili uccisi in raid russi nella regione di Kherson»

L’ufficio del procuratore generale dell’Ucraina ha reso noto che nei territori liberati della regione di Kherson le forze dell’ordine ucraine, insieme ad agenti di polizia e ad un esperto medico legale, hanno scoperto i corpi di tre civili, uccisi dall’esercito russo. Lo scrive Ukrinform. Sarebbero residenti locali.

Due di loro sono stati uccisi nei bombardamenti delle forze russe, mentre il corpo della terza vittima presenta segni di una morte violenta. I corpi sono stati inviati al medico forense, mentre sono in corso le indagini per stabilire le circostanze di quanto accaduto. Ukrinform ricorda che il 4 novembre nel villaggio liberato di Vysokopillia, nella regione di Kherson, le forze dell’ordine scoprirono i corpi di tre civili, torturati e uccisi dalle forze russe.

Ore 16:21 - Shoigu fra le truppe, ispeziona posto di comando

Il ministro russo della Difesa, Sergey Shoigu, ha condotto un’ispezione a un posto di comando delle truppe russe nella zona in cui è in corso l’operazione militare speciale, in Ucraina. Lo riferisce la Tass citando il ministero russo della Difesa.

Ore 16:25 - Gli Stati Uniti non confermano uccisione volontario statunitense

Il Dipartimento di Stato americano non ha confermato ufficialmente la morte di Timothy Griffin, membro della Legione Internazionale ucciso ieri in Ucraina, limitandosi ad affermare di essere stato informato ma di non poter rilasciare commenti per “motivo di privacy”.(Segue) Mgi 081621 nov 22 Roma, 8 nov. (askanews) - Il decesso di Griffin - il sesto combattente di nazionalità statunitense ucciso in Ucraina - era stato annunciato ieri dalla rete televisiva Nbc ed è stato confermato oggi della stessa Legione Internazionale. Secondo quanto reso noto dalla stessa Legione Griffin era impegnato a fianco delle truppe ucraine nella regione di Kharkiv e sarebbe stato “ucciso in combattimento” nel corso di un attacco russo.

Ore 16:55 - Kiev chiede l’ampliamento dell’accordo sul grano

L’Ucraina vuole che l’accordo sull’esportazione di grano dal Mar Nero venga ampliato per includere più porti e merci, e spera che la prossima settimana venga presa la decisione di estenderlo per almeno un anno: lo ha affermato il viceministro delle infrastrutture dell’Ucraina Yuriy Vaskov, come riporta il Guardian. «Ci auguriamo che entro la prossima settimana con i nostri partner Turchia e Nazioni Unite avremo un’intesa e che anche l’intero mercato avrà un chiaro segnale sull’ulteriore funzionamento e continuazione dell’iniziativa», ha affermato Vaskov precisando che l’Ucraina ha chiesto inoltre un ampliamento dell’accordo per includere i porti della regione meridionale che fornivano il 35% delle esportazioni alimentari ucraine prima dell’invasione della Russia. L’accordo, che scade il 19 novembre ed è stato firmato a luglio, ha consentito di consegnare ai mercati esteri circa 10,5 milioni di tonnellate di cereali ucraini, principalmente grano.

Ore 17:12 - Il gruppo Wagner tiene conferenze pro-guerra per le scolaresche

L’organizzazione di mercenari russi Gruppo Wagner ha tenuto una serie di conferenze a favore della guerra per bambini delle scuole nel suo nuovo quartier generale di San Pietroburgo. Lo riferisce il canale Telegram Sota, rilanciato da Times of Moscow. Un video dell’evento mostra bambini che ascoltano discorsi in collegamento video dalle regioni occupate dell’Ucraina: gli oratori affermano che la guerra è colpa dell’Occidente, che vuole «distruggere» il futuro della Russia «uccidendo i bambini». All’uscita, i bambini ricevono degli snack e grandi sacchi di caramelle.

Ore 17:27 - Cop27, Zelensky: «Non ci può essere una efficace politica sul clima senza la pace»

«Devo essere onesto, ci sono ancora molti che non prendono sul serio l’agenda sul clima, sono persone che ostacolano l’attuazione degli obiettivi climatici». Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky interviene in chiusura dell’assemblea plenaria dei capi di Stato e di Governo della Cop27 a Sharm el Sheik e sottolinea che «non ci può essere una efficace politica sul clima senza la pace. Per questo chiedo a tutti, Europa, Asia, Africa, America, Australia, di sostenere la nostra azione».

Ore 17:36 - D’Alema: «L’idea di una Russia isolata non è reale»

«Quello in Ucraina è un conflitto che sta scavando nelle contraddizioni europee, oltre ad aprire una prospettiva lacerante per il nostro continente. L’idea di una Russia isolata non è reale perché durante questo conflitto sono aumentate di gran lunga le relazioni tra Russia, Cina e India, mentre i Paesi dell’Unione Europea non riescono a mantenere una linea univoca. Dobbiamo sbrigarci per trovare una strada per risolvere questo conflitto perché il destino della Russia e dell’Europa sono legati in modo indissolubile». Lo afferma Massimo D’Alema durante la conferenza «Appunti per la Pace» presso l’Hotel Nazionale di Roma.

Ore 17:54 - Speranza: «Sulla guerra servono momenti di riflessione»

«La mia opinione è che c’è bisogno di momenti di riflessione sulla guerra, perché bisogna migliorare la qualità di dibattito su questo tema. Se chiedi con forza la pace allora non stai difendendo fino in fondo le ragioni dell’Ucraina, mentre se difendi con forza le ragioni di un paese aggredito non stai cercando la pace. Il dibattito politico italiano è fatto di questo meccanismo, ma dibattiti come quello di oggi servono ad andare oltre questa visione. I prossimi anni saranno segnati a lungo da quanto accaduto il 24 febbraio e gli italiani hanno il dovere di tornare ad avere una propria idea su argomenti delicati come questo». Lo afferma il segretario del partito Articolo 1 Roberto Speranza durante la conferenza «Appunti per la Pace» che si è tenuta all’Hotel Nazionale di Roma.

Ore 18:03 - La Corea del Nord realizza uniformi invernali per soldati russi in Ucraina

Almeno tre fabbriche a Pyongyang e altre in diverse zone della Corea del Nord stanno producendo «grandi quantità» di uniformi invernali, biancheria intima e calzature per i soldati russi impegnati nel conflitto contro l’Ucraina. Lo ha riferito Radio Free Asia, che cita fonti anonime.

Ore 18:47 - L’ambasciatore Zazo vede il viceministro degli Esteri ucraino: «Continuo supporto all’Italia»

L’ambasciatore d’Italia a Kiev, Pier Francesco Zazo, ha incontrato il viceministro ucraino degli Esteri Yevhen Perebynis e durante il colloquio ha assicurato il continuo supporto dell’Italia a Kiev. È stato inoltre discusso il processo di integrazione euro-atlantica dell’Ucraina e le sue riforme istituzionali. E la tutela degli interessi delle imprese italiane che operano in Ucraina. Lo si legge sul profilo Twitter dell’ambasciata d’Italia a Kiev.

Ore 22:39 - Conte: «Voteremmo no all’invio di armi in Ucraina»

L’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha detto che — se potesse — lui e il Movimento 5 Stelle voterebbero no all’invio di armi in Ucraina.

«Non abbiamo mai votato sull’invio di armi perché, per come è concepito, il decreto madre non prevede alcun voto. Se ci fosse consentito voteremmo no. Se ci consentissero di votare, voteremmo no all’invio delle armi», ha detto.

Ore 22:43 - Zelensky e l’Oscar di Sean Penn

Sean Penn, attore e regista statunitense, non ha mai fatto mistero del suo sostegno alla causa ucraina. Ma nel suo terzo viaggio a Kiev, incontrando il presidente Zelensky, si è spinto oltre, regalando al leader ucraino uno dei suoi due Oscar.

Il video del loro incontro, e della consegna della statuetta, è stato postato su Telegram dallo stesso Zelensky, che ha ricambiato consegnando all’ormai amico l’Ordine al Merito dell’Ucraina.

«Sean ha portato la sua statuetta dell’Oscar come simbolo di fiducia nella vittoria del nostro Paese. Resterà in Ucraina fino alla fine della guerra», ha scritto su Telegram Zelensky, che prima di diventare presidente dell’Ucraina era un attore comico.

Ore 01:51 - Annunciato blackout in tutto il paese

Il gestore del servizio di trasmissione dell’elettricità dell’Ucraina Ukrenergo annuncia blackout in tutto il Paese. Secondo quanto riferisce l’agenzia «Ria Novosti» la maggior parte delle interruzioni della corrente elettrica avverrà nelle regioni di Kiev, Chernihiv, Cherkasy, Zhytomyr, Sumy, Kharkiv, Poltava, Dnipropetrovsk e Kirovohrad, e parte della regione di Zaporizhzhia controllata da Kiev. Ukrenergo è l’unico operatore delle linee di trasmissione ad alta tensione del Paese ed è posseduto al 100% dal governo ucraino. Ma - si fa presente - che «non sono stati ancora annunciati arresti di emergenza» in Ucraina. Le infrastrutture energetiche dell’Ucraina sono state prese di mira dagli attacchi della Russia; alcune sono state danneggiate. Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky - aveva ricordato nell’ultimo messaggio alla nazione - come siano «in corso lavori di riparazione in tutti gli impianti energetici danneggiati». Inoltre conferma l’arrivo dei blackout: «A partire da questa sera, circa 4 milioni di ucraini in 14 regioni e nella città di Kiev sono scollegati dalla rete elettrica».

Ore 02:39 - Istituito a Kiev un Consiglio consultivo internazionale per l’energia

Presso il Ministero dell’Energia dell’Ucraina è stato istituito un Consiglio consultivo internazionale per l’energia di alto livello, che mira a fornire supporto e assistenza alle società energetiche ucraine nel superare le sfide e le minacce poste dalla guerra in atto. Le principali aree di attività del Consiglio sono la sicurezza energetica e adeguate azioni di solidarietà per garantire la sicurezza energetica; assistenza nelle riparazioni urgenti di infrastrutture energetiche; assistenza nella protezione delle infrastrutture energetiche critiche; sicurezza dell’approvvigionamento di carburante; sicurezza e protezione degli impianti di energia nucleare; efficienti rotte di transito e trasporto di petrolio e gas; sicurezza informatica del settore energetico; applicazione di tecnologie innovative nei processi di ripristino delle infrastrutture energetiche; cooperazione delle organizzazioni internazionali. La prima riunione del Consiglio si è tenuta il 1° novembre a Kiev sotto la copresidenza del Ministro dell’Energia dell’Ucraina Herman Galushchenko e del Commissario europeo per l’Energia Kadri Simson.

Ore 04:15 - Kiev approva una bozza di legge per attirare investimenti austriaci

Il Governo ucraino ha approvato una bozza di legge sulla ratifica dell’accordo quadro con il Governo della Repubblica d’Austria sulla cooperazione economica nello sviluppo di progetti. «L’approvazione della legge creerà basi legali per l’entrata in vigore dell’accordo quadro, che faciliterà la cooperazione economica con l’Austria nello sviluppo di progetti prioritari. In particolare, l’ospedale Okhmatdyt e la clinica universitaria di Kiev, il Centro nazionale di riabilitazione di Lviv», ha affermato il ministro dell’Economia, Yuliya Svyridenko. Si tratta di importi superiori ai 600 milioni di euro.

Niccolò Dainelli per leggo.it l’8 novembre 2022. 

La guerra in Ucraina non accenna a smettere e il video condiviso su TikTok dal propagandista russo Igor Girkin sta gelando il web. Nelle immagini terribili si vede una fila interminabile di tombe di soldati russi mandati a morire da Vladimir Putin.

 Immagini davvero toccanti che danno un'idea del sacrificio di vite umane pagato dal popolo russo per l'invasione dell'Ucraina. Le riprese inquadrano il bordo di una strada in un luogo imprecisato dove compare una fila sterminata di corone funebri, bandiere dei reparti di appartenenza e qualche foto. Tutti soldati che dall'inizio della guerra sono morti per la causa russa in un'invasione che il resto del mondo ancora fatica a spiegarsi.

Il filmato è stato girato a Lugansk, la repubblica secessionista annessa alla Russia. Dove si sta combattendo da mesi e dove migliaia di persone tra russi e ucraini hanno perso la vita. Nel frattempo Zelensky e Putin continuano con i loro proclami ma, sul campo, si continua a morire. Zelensky ha dichiarato che la Russia prepara altri attacchi alle infrastrutture, alle quali l'Ucraina risponderà. 

Putin nel frattempo spaventa il mondo intero facendo riferimento alla bomba atomica di Hiroshima, lanciando un monito forte e chiaro: «Le guerre possono finire anche così». Una guerra che non accenna a smettere e che dalle immagini che girano sui social, continua ad essere spaventosamente sanguinosa.

Ucraina, da inizio guerra uccisi 8mila civili e 430 bambini. Redazione Tgcom24 l’8 novembre 2022.

In Ucraina, dall'inizio della guerra, sono stati uccisi quasi 8mila civili e 430 bambini. Sono dati riferiti dal difensore civico ucraino, Dmytro Lubinets, citato da Ukrainska Pravda. In seguito all'invasione armata della Russia, inoltre, 10.897 persone sono rimaste ferite e in 14 milioni si sono ritrovati senza casa. Gli sfollati interni sono 6,2 milioni mentre i rifugiati (o coloro che hanno ricevuto protezione temporanea fuori dal Paese) sono 11,7 milioni. 

 (ANSA il 10 novembre 2022) - WASHINGTON, 09 NOV - Più di 100.000 soldati russi sono stati uccisi o feriti dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina: lo ha detto il capo di Stato maggiore americano, il generale Mark Milley, aggiungendo che le perdite sono probabilmente dello stesso ordine da parte ucraina. "Si contano oltre 100.000 soldati russi uccisi e feriti", ha detto Milley parlando al New York Economic Club. 

"Lo stesso probabilmente dalla parte ucraina", ha aggiunto il generale Usa. Tali cifre sono le più precise fornite fino ad oggi da Washington. L'alto funzionario militare americano ha detto anche di sperare anche che i colloqui possano mettere fine alla guerra, poiché secondo lui la vittoria militare potrebbe non essere possibile né per la Russia né per l'Ucraina. "Deve esserci un riconoscimento reciproco del fatto che la vittoria nel senso proprio della parola probabilmente non è ottenibile con mezzi militari e quindi bisogna guardare ad altri metodi", ha spiegato Milley. Secondo lui c'è "una finestra di opportunità per la negoziazione".

 (ANSA il 10 novembre 2022) Nel ritirarsi, le forze russe hanno distrutto diversi ponti e probabilmente hanno posato mine per rallentare e ritardare l'avanzata delle forze ucraine: la perdita della sponda occidentale di Kherson impedirà probabilmente alla Russia di realizzare la sua aspirazione strategica di un ponte terrestre che raggiunga Odessa. Lo scrive su Twitter l'intelligence del ministero della Difesa britannico nel suo aggiornamento quotidiano sull'Ucraina. Con punti di passaggio limitati, le forze russe saranno vulnerabili nell'attraversare il fiume Dnipro. È probabile che il ritiro avvenga nell'arco di diversi giorni, con posizioni difensive e fuoco di artiglieria che coprono le forze in ritirata, aggiunge il report.

Centomila soldati russi morti o feriti, altrettanti gli ucraini. Gli eserciti stremati si fermeranno? Andrea Nicastro su Il Corriere della Sera il 10 novembre 2022.

La «non guerra» di Putin costa al popolo russo 15 vittime all’ora, più di 35 al giorno, oltre 10 mila al mese. Ai primi di agosto il Pentagono stimava che erano già morti o feriti in Ucraina circa 80 mila soldati russi. Ora il capo dello stato maggiore congiunto americano, Mark Milley, aggiorna la cifra a 100 mila. Tra chi si difende le cose non vanno meglio anche perché alle vittime in divisa bisogna aggiungere almeno 40 mila civili. Tutti ucraini, ovviamente. Se anche l’invasione si fermasse domani, sarebbe già una delle guerre più dolorose degli ultimi cinquant'anni.

Le perdite in battaglia sono un’informazione strategica e a maggio il presidente Zelensky la usò per convincere chi non voleva dargli le armi per difendersi. «Cento ucraini vengono uccisi ogni giorno sul fronte est» disse creando sgomento. Il mese dopo Zelensky scendeva a «60-100 soldati uccisi ogni giorno con altri 500 feriti». A luglio, «30 morti al giorno con 250 feriti». In quei mesi la media delle vittime militari ucraine sarebbe quindi stata sopra le 20 mila al mese. A quel ritmo ci si mette poco ad arrivare ai 100 mila stimati dagli Usa. Ma se gli ucraini hanno poca scelta dovendo difendersi, è lo sprezzo russo per la vita dei propri soldati a lasciare interdetti.

La carrozza a tre cavalli del truffatore che galoppa follemente nel finale delle «Anime Morte» di Gogol’ dice già tutto. «Corre la tròika, corre! E non corri forse anche tu Russia?» «Gli altri popoli e gli altri imperi si fanno da parte, guardandola male». Dalla tattica della terra bruciata alle offensive da milioni di morti, la storia imperiale zarista e sovietica è una continua affermazione della superiorità della patria, anzi della Madre Russia, rispetto all’individuo. Il soldato è condannato a servire l’idea, a sacrificarsi come un numero, non una persona. Per questo hanno stupito le giustificazioni russe di mercoledì sul ritiro dalla città di Kherson: «Dobbiamo preservare la vita dei nostri soldati» ha detto il ministro della Difesa Shoigu. Se non è la prima volta è comunque un’eccezione rispetto alla condotta generale dell’invasione.

Video correlato: I soldati russi caduti in guerra: le immagini della fila infinita di tombe una accanto all'altra

«Lungo il fronte — ha dichiarato lunedì il presidente Zelensky — le nostre forze sono in difesa attiva. Donetsk rimane l’epicentro della più grande follia degli invasori: muoiono a centinaia ogni giorno. La terra davanti alle postazioni ucraine è disseminata dei loro corpi».

In quell’area la linea di contatto è ferma dal 24 febbraio, primo giorno di guerra. I russi non sono riusciti a sfondare verso Kramatorsk e l’artiglieria di Kiev ha ancora nel proprio raggio d’azione il capoluogo di Donetsk conquistato dai filorussi nel 2014. È lì, verso la cittadina di Bakhmut, che 30 mila soldati di Putin attaccano ogni giorno, da mesi. La zona è «appaltata» ai mercenari della Wagner e il fondatore non esita a lanciare avanti la tròika del suo «capitale umano» per dimostrare al Cremlino di essere un condottiero migliore dei generali con le stellette. I morti guadagnano medaglia e diploma. A nord, verso Luhansk, i russi hanno fermato la riconquista ucraina di settembre con un muro di bombe. La Wagner ha aggiunto fossati e ostacoli di cemento. Ancora più a Nord il terreno perduto dai russi attorno a Kharkiv resta sotto attacco missilistico di Mosca, ma non ci sono tentativi di avanzata. Lungo il fronte di Zaporizhzhia l’artiglieria lavora a distanza. Si cerca di sopravvivere nelle trincee e nessuno tenta sortite. Le piogge d’autunno renderanno i campi impraticabili almeno sino al gelo di gennaio e febbraio.

Sui mille chilometri di fronte, il lato più dinamico è oggi Kherson. Dopo l’annuncio del ritiro russo dalla città, ieri le avanguardie ucraine hanno trovato liberi una dozzina di villaggi. Kherson città resta a 10 chilometri, una trappola o un dono? Anche senza conquiste e ritirate la guerra però uccide. «In sei mesi al fronte — ha raccontato al Corriere un chirurgo sulla prima linea — ho curato 4 mila soldati e solo 5 erano feriti d’arma da fuoco. Gli altri vittime delle bombe». Sull’Ucraina ne cadono a tonnellate ogni giorno. È con quelle che si fa macelleria di umani.

Ucraina Russia, le notizie sulla guerra del 9 novembre.  Lorenzo Cremonesi, Andrea Nicastro, Paola Caruso e Redazione Online su Il Corriere della Sera il 9 Novembre 2022.

Le notizie di mercoledì 9 novembre. Sean Penn dona uno dei suoi Oscar al presidente ucraino. Le città ucraine sotto le bombe, continuano i raid russi. Zelensky: «Stiamo respingendo il nemico a est e a sud»

• La guerra in Ucraina è arrivata al 258esimo giorno.

• Zelensky parteciperà al G20 in modalità online. E apre ai negoziati.

• L’esperto militare Denys Popovych ha rivelato che le forze dell’esercito russo potrebbero preparare una trappola a Kherson.

Ore 21:16 - Sean Penn a Kiev, dona la sua statuetta dell’Oscar a Zelensky

L’attore e registra americano Sean Penn è in visita in Ucraina ed è la terza volta dall’inizio della guerra. Ad annunciarlo è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram dove pubblica anche un video dell’incontro fra i due, durante il quale Sean Penn gli consegna la statuetta dell’Oscar che ha vinto in due occasioni. Il presidente ucraino ricambia consegnando all’ormai amico l’Ordine al Merito dell’Ucraina. «Questa volta il nostro incontro è stato speciale - scrive Zelensky su Telegram - Sean ha portato la sua statuetta dell’Oscar come simbolo di fiducia nella vittoria del nostro Paese. Resterà in Ucraina fino alla fine della guerra». Nel video, poi, si vede Zelensky che conduce Penn per le strade di Kiev fino a raggiungere una targa in una piazza della città che porta proprio il nome dell’attore e la data del 24 febbraio 2022, il giorno dell’inizio dell’invasione russa, quando Sean Penn si trovava proprio a Kiev per un documentario.

Ore 23:26 - Conte, voteremmo no a invio armi

«Non abbiamo mai votato sull'invio di armi perché, per come è concepito, il decreto madre non prevede alcun voto. Se ci fosse consentito voteremmo no. Se ci consentissero di votare, voteremmo no all'invio delle armi». Lo ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, a Cartabianca, su Rai tre.

Ore 01:51 - Annunciato blackout in tutto il Paese

Il gestore del servizio di trasmissione dell’elettricità dell’Ucraina Ukrenergo annuncia blackout in tutto il Paese. Secondo quanto riferisce l’agenzia «Ria Novosti» la maggior parte delle interruzioni della corrente elettrica avverrà nelle regioni di Kiev, Chernihiv, Cherkasy, Zhytomyr, Sumy, Kharkiv, Poltava, Dnipropetrovsk e Kirovohrad, e parte della regione di Zaporizhzhia controllata da Kiev. Ukrenergo è l’unico operatore delle linee di trasmissione ad alta tensione del Paese ed è posseduto al 100% dal governo ucraino. Ma - si fa presente - che «non sono stati ancora annunciati arresti di emergenza» in Ucraina. Le infrastrutture energetiche dell’Ucraina sono state prese di mira dagli attacchi della Russia; alcune sono state danneggiate. Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky - aveva ricordato nell’ultimo messaggio alla nazione - come siano «in corso lavori di riparazione in tutti gli impianti energetici danneggiati». Inoltre conferma l’arrivo dei blackout: «A partire da questa sera, circa 4 milioni di ucraini in 14 regioni e nella città di Kiev sono scollegati dalla rete elettrica».

Ore 04:20 - Kiev approva una bozza di legge per attirare investimenti austriaci

Il Governo ucraino ha approvato una bozza di legge sulla ratifica dell’accordo quadro con il Governo della Repubblica d’Austria sulla cooperazione economica nello sviluppo di progetti. «L’approvazione della legge creerà basi legali per l’entrata in vigore dell’accordo quadro, che faciliterà la cooperazione economica con l’Austria nello sviluppo di progetti prioritari. In particolare, l’ospedale Okhmatdyt e la clinica universitaria di Kiev, il Centro nazionale di riabilitazione di Lviv», ha affermato il ministro dell’Economia, Yuliya Svyridenko. Si tratta di importi superiori ai 600 milioni di euro.

Ore 08:04 - Altri 3 corpi di civili in zone liberate di Kherson

Le autorità ucraine scoperto altri tre corpi di civili uccisi dalle forze russe nei territori liberati della regione di Kherson, nell’Ucraina meridionale: lo ha riferito l’Ufficio del Procuratore Generale, come riporta Ukrinform. Secondo alcune testimonianze, le vittime erano tutti residenti locali. Due di loro sono morti a causa dei bombardamenti russi, mentre sul corpo della terza vittima sono stati trovati segni di violenze.

Ore 08:25 - Zelensky apre ai colloqui di pace: «Forzare Mosca a trattare»

(Lorenzo Cremonesi) C’è una relazione diretta tra il voto americano di midterm e l’Ucraina in guerra. Preoccupato dalla prospettata buona riuscita elettorale repubblicana e dalle pressioni che comunque stanno crescendo da Washington per cercare di dare spazio al negoziato con Mosca, Volodymyr Zelensky abbandona l’opposizione di principio a trattare con Vladimir Putin e lancia un appello alla comunità internazionale affinché «costringa la Russia a veri colloqui di pace».

Ore 08:32 - Patrushev a Teheran per colloqui su sicurezza russo-iraniana

Il segretario del Consiglio di sicurezza russo, Nikolai Patrushev, è a Teheran per colloqui con funzionari iraniani su questioni legate alla sicurezza. Lo riporta l’agenzia di stampa Tass spiegando che «a Teheran Patrushev terrà consultazioni sulla sicurezza russo-iraniana con la partecipazione di esperti del Consiglio di sicurezza e rappresentanti dei ministeri e delle agenzie di entrambi i Paesi». La visita arriva mentre l’Iran è sotto accusa per la fornitura di droni kamikaze alle forze armate russe, usati nella guerra in Ucraina. Nel fine settimana l’Iran ha ammesso per la prima volta di aver inviato «un piccolo numero» di droni a Mosca, ma di averlo fatto prima che iniziasse la guerra.

Ore 08:38 - Droni kamikaze russi su Dnipro: 4 feriti

Quattro civili sono rimasti feriti la notte scorsa durante un attacco con droni lanciato dalle forze russe sulla città di Dnipro, nell’Ucraina meridionale: lo ha reso noto su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale, Valentyn Reznichenko. Lo riporta Ukrinform. «Quattro feriti a causa degli attacchi russi su Dnipro... Durante la notte gli occupanti hanno attaccato massicciamente la regione con droni kamikaze», ha scritto Reznichenko. I feriti sono dipendenti di una società di logistica di Dnipro colpita dai droni. «L’attacco nemico ha causato un enorme incendio. Sono bruciati più di 3.000 metri quadrati. I vigili del fuoco hanno già spento le fiamme. I magazzini dell’azienda sono stati distrutti», ha proseguito il governatore. Inoltre, i russi hanno lanciato attacchi con sistemi missilistici a lancio multiplo e artiglieria pesante sul distretto di Nikopol (sud), colpendo Myrove e Marhanets. In quest’ultima comunità sono state danneggiate alcune case private e una società.

Ore 08:52 - Bombe russe sul Donetsk, ieri tre morti

Tre civili sono morti e altri 11 sono rimasti feriti durante gli attacchi di ieri delle forze russe nella regione di Donetsk, nell’Ucraina orientale: lo ha reso noto su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale, Pavlo Kyrylenko, come riporta Ukrinform. «L’8 novembre si è saputo che tre civili sono stati uccisi dai russi nella regione di Donetsk: a Kostiantynivka, Chasiv Yar e Avdiivka», ha scritto Kyrylenko aggiungendo che i feriti sono 11. Inoltre, le forze dell’ordine hanno scoperto tre corpi di civili uccisi durante l’occupazione a Yampil.

Ore 08:59 - Kiev: Bielorussia crea unità operatori droni d’attacco

Le autorità bielorusse stanno formando unità di operatori di droni d’attacco che verranno schierate con le truppe di confine: lo ha reso noto lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine nel suo rapporto quotidiano sulla situazione in Ucraina. Lo riporta Ukrinform.

Ore 09:28 - Papa: «I conflitti non si risolvono con armi, ma col dialogo»

«Quanto bisogno abbiamo di incontrarci! Penso alla folle guerra, folle, di cui è vittima la martoriata Ucraina, e a tanti altri conflitti, che non si risolveranno mai attraverso l’infantile logica delle armi, ma solo con la forza mite del dialogo». Così il Papa nell’udienza generale, in cui ha ripercorso il suo viaggio in Bahrein. «Ma a parte l’Ucraina, che è martoriata - ha continuato -, pensiamo agli altri conflitti: alla Siria, più di dieci anni di guerra, pensiamo ai bambini dello Yemen, pensiamo al Myanmar. Cosa fanno le guerre? Distruggono l’umanità, distruggono tutto»

Ore 10:05 - Gb, ponte Crimea pienamente operativo solo a settembre 2023

È improbabile che il ponte di Crimea sia pienamente operativo, almeno fino al settembre 2023: lo scrive il ministero della Difesa britannico nel suo aggiornamento quotidiano dell’intelligence sulla situazione nel Paese. Il rapporto pubblicato su Twitter ricorda che il ponte, parzialmente distrutto da un attentato l’8 ottobre scorso, doveva essere chiuso ieri per consentire l’installazione di una campata sostitutiva di 64 metri. Saranno necessarie altre tre campate per sostituire le sezioni stradali danneggiate, aggiunge. Sebbene le autorità della Crimea abbiano affermato che queste campate aggiuntive saranno installate entro il 20 dicembre, il presidente russo Vladimir Putin ha affermato in un briefing che i lavori sull’altra carreggiata causeranno disagi al traffico stradale fino a marzo 2023.

Allo stesso tempo, i lavori sulla parte ferroviaria danneggiata dovrebbero essere completati entro il prossimo settembre, anche se il vice primo ministro russo ha dichiarato che i tempi saranno accelerati. Un binario è attivo, ma il trasporto ferroviario rimane limitato. L’attacco al ponte ha interrotto le forniture logistiche russe per la Crimea e l’Ucraina meridionale, riducendo la capacità della Russia di trasportare attrezzature militari e truppe nell’area, conclude il rapporto commentando che i danni al ponte, il recente attacco alla Flotta del Mar Nero a Sebastopoli e il probabile ritiro da Kherson complicano la capacità di Mosca di presentare un quadro di successo militare.

Ore 10:10 - Papa: «Pace per l’Ucraina, tante crudeltà dai mercenari»

«Rinnovo il mio invito alla preghiera per la martoriata Ucraina: chiediamo al Signore la pace per questa gente così tribolata, e che soffre tanta crudeltà, tanta crudeltà, da parte dei mercenari che fanno la guerra». Così il Papa al termine dell’udienza generale.

Ore 10:27 - Allarme aereo in 3 regioni del sud e dell’est

L’allarme aereo è scattato oggi in tre regioni del sud e dell’est dell’Ucraina: lo ha reso noto il Servizio di allerta ufficiale del Paese, come riporta la Tass. Secondo le informazioni fornite, si tratta delle regioni di Dnepropetrovsk, Kirovograd e Mykolaiv.

Ore 10:29 - Mosca: respinti tentativi di controffensiva a Kherson

Le forze russe hanno respinto una serie di tentativi ucraini di sfondare le linee di difesa nella regione di Kherson, in particolare nel settore di Snigiryovka, dove si sono svolti combattimenti durante la notte. Lo ha affermato il vicecapo dell’amministrazione regionale filorussa, Kirill Stremousov. Il vicegovernatore aveva affermato che riserve ucraine erano state trasferite da altre aree per tentare di sfondare le linee di difesa in tre settori: Posad-Pokrovsky, Berislav e Snigiryovka. A partire da martedì sera, ha aggiunto Stremousov, le truppe di Kiev sono riuscite a guadagnare posizioni lungo un binario ferroviario alla periferia settentrionale di Snigiryovka, nella regione di Mykolaiv, a circa 50 chilometri da Kherson. Questo territorio era stato annesso dai russi lo scorso agosto alla regione di Kherson.

Ore 10:35 - Oms: 663 attacchi alla sanità con 100 morti e 129 feriti

L’Organizzazione mondiale della sanità ha verificato altri 24 attacchi all’assistenza sanitaria in Ucraina. Al 9 novembre gli eventi confermati sono stati 663 dall’inizio dell’invasione russa e hanno causato 100 morti e 129 feriti. L’Oms aggiorna il bilancio su Twitter, ribadendo che «l’assistenza sanitaria non dovrebbe mai essere un obiettivo».

Ore 10:47 - Bombe russe sulla regione di Zaporizhzhia, due feriti

Due persone sono rimaste ferite durante i bombardamenti russi di ieri nella regione di Zaporizhzhia, che è stata attaccata più di 80 volte con colpi di artiglieria: lo ha reso noto su Telegram il vice capo dell’ufficio del presidente ucraino, Kyrylo Tymoshenko, come riporta Ukrinform. Sono state prese di mira le infrastrutture civili di 17 insediamenti nella regione.

Ore 10:52 - Peskov: le relazioni Usa-Russia rimarranno negative

Le relazioni tra gli Usa e la Russia rimarranno negative indipendentemente dai risultati delle elezioni di Midterm americane. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalla Tass, pur ammettendo che Mosca «segue scrupolosamente» i risultati.

Ore 11:10 - Kiev snellisce il governo, riduce i ministeri da 20 a 14

Zelenskyy ha tenuto ieri una riunione con il primo ministro, i vice primi ministri e diversi membri dell’esecutivo durante la quale è stato concordato uno snellimento del governo che molto probabilmente comporterà una riduzione dei ministeri dagli attuali 20 a 14: lo scrive il sito di notizie ucraino ZA.UA. Tra i principali cambiamenti, il ministero dello Sviluppo delle Comunità e dei Territori, il ministero delle Infrastrutture e l’Ufficio del Governo per il Reinserimento dei Territori Occupati Temporaneamente dovrebbero essere assorbiti dal ministero dello Sviluppo delle Infrastrutture e dei Territori. Inoltre, il ministero dello Sviluppo delle Comunità e dei Territori, il ministero delle Infrastrutture e l’Ufficio del Governo per il Reinserimento dei Territori Occupati Temporaneamente dovrebbero confluire nel ministero dello Sviluppo delle Infrastrutture e dei Territori. Il piano prevede anche una riduzione del numero di dipendenti dei ministeri e degli altri organi esecutivi centrali, che dovrebbero passare dagli attuali 9.200 a 2.800.

Ore 11:30 - Peskov: a giorni la risposta di Putin sulla partecipazione al G20

Arriveranno «tra qualche giorno» informazioni più precise sulla partecipazione del presidente russo, Vladimir Putin, ai prossimi summit internazionali. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, riferendosi agli appuntamenti dell’Apec a Bangkok e del G20 di Bali in programma la prossima settimana. «Vi informeremo — ha detto Peskov — stiamo discutendo dei vari formati poi prenderemo una decisione».

Ore 11:36 - Meloni: «L’Ucraina lotta contro una brutale aggressione»

«È una lotta per la libertà quella che sta portando avanti il popolo Ucraino per difendere la propria nazione da una brutale aggressione». Lo sottolinea il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel giorno in cui ricorre la caduta del muro di Berlino.

Ore 11:43 - Filorussi, 80.000 civili evacuati dalla regione di Kherson

Circa 80.000 civili sono stati evacuati dalla regione di Kherson annessa alla Russia, per ragioni di sicurezza: lo ha detto alla Tass il vice governatore della regione, Kirill Stremousov. «Molti se ne sono andati. Sono state evacuate circa 80.000 persone. Noi aiutiamo tutti coloro che vogliono lasciare Kherson», ha affermato Stremousov.

Ore 12:14 - Kiev: distrutti due depositi russi di munizioni nel sud

Le forze di Kiev hanno distrutto due depositi russi di munizioni nell’Ucraina meridionale. Lo ha reso noto il comando operativo ucraino del sud su Facebook, precisando che i depositi si trovavano a Snihurivka, nella regione di Mykolaiv, e a Kostromka, nella vicina Kherson.

Ore 12:26 - Zelensky: 4 milioni di persone senza elettricità

Sono circa 4 milioni le persone rimaste senza elettricità nelle 14 regioni dell’Ucraina, inclusa Kiev. Lo ha riferito il presidente Zelensky, come riportano i media ucraini. La maggior parte delle persone è senza elettricità a seguito di una serie di blackout programmati dall’operatore Ukrenergo dopo che le truppe russe hanno colpito diverse infrastrutture critiche, ha spiegato Zelensky, aggiungendo che «sono in corso lavori di riparazione in tutti gli impianti danneggiati».

Ore 12:55 - Ungheria: no al prestito Ue a Kiev da 18 miliardi

Il governo ungherese ha annunciato che non sosterrà la proposta di un prestito agevolato da 18 miliardi di euro all’Ucraina che la Commissione europea dovrebbe presentare oggi. «Diciamo sì al sostegno dell’Ucraina, ma ci opponiamo a un prestito congiunto», ha detto ai giornalisti Gergely Gulyas, ministro dell’ufficio del premier nazionalista Viktor Orban. Il pacchetto di assistenza deve essere approvato da tutti gli Stati membri dell’Ue, poiché comporta nuove emissioni di debito garantite dal bilancio comunitario. «Non è un veto, perché è una decisione congiunta e se non la sosteniamo non ci sarà alcuna decisione», ha spiegato il ministro.

Ore 13:06 - Kiev: l’esercito russo sta minando i sobborghi di Mariupol

L’esercito russo sta minando i sobborghi di Mariupol occupata dopo aver rafforzato nei giorni scorsi il perimetro della città con blocchi di cemento, i cosiddetti denti di drago. Lo scrive su Telegram il consigliere del sindaco in esilio Petro Andryushchenko, citato da Unian: «Sulla linea Agrobaza-Berdyanske-Shevchenko-Priazovske, gli occupanti hanno iniziato a minare strade e campi e accelerano con la fortificazione della città». Secondo l’intelligence del Ministero della Difesa britannico, la Russia ha avviato la costruzione di strutture di difesa intorno a Mariupol per prevenire un’improvvisa controffensiva da parte delle Forze armate ucraine. In particolare, due stabilimenti producono allo scopo blocchi anticarro in cemento.

Ore 13:07 - Russia: verso il corso preparazione militare base nelle scuole

Un corso di preparazione militare di base verrà introdotto nelle scuole russe a partire dal prossimo anno scolastico: lo ha annunciato il ministro dell’Istruzione russo, Serghiei Kravtsov. «Lo finalizzeremo entro il primo gennaio, poi ci sarà l’approvazione e le scuole potranno metterlo in pratica a partire dal prossimo anno», ha detto Kravtsov secondo l’agenzia Interfax. Stando all’agenzia di stampa, «durante le lezioni, gli studenti discuteranno dei diritti e doveri dei cittadini durante la leva e il servizio militare e studieranno temi relativi all’attività militare professionale dei cittadini e al primo soccorso». Secondo il Moscow Times, l’istruzione militare di base è stata cancellata dalle scuole russe nel 1993, nelle lezioni si imparava a reagire ad attacchi nucleari o chimici, prestare primo soccorso e maneggiare armi da fuoco.

Ore 13:20 - Fonti governo Kiev: nessuna pressione degli alleati per negoziare

Non c’è nessuna pressione dei partner stranieri di Kiev per spingere l’Ucraina ad aprire negoziati con Mosca. È quanto scrive Ukrainska Pravda, citando alte fonti governative ucraine. «Non ci stanno spingendo ad aprire negoziati, ma stanno semplicemente dicendo ”è meglio non rifiutare così categoricamente i russi” in modo da tranquillizzare gli europei», scrive il sito. Attualmente non vi è alcun lavoro preparatorio in vista di possibili negoziati con Mosca.

Nei giorni scorsi i media americani avevano scritto che l’amministrazione Biden aveva fatto pressione su Kiev perché non dicesse più di rifiutare ogni negoziato con Putin. Ieri il vice ministro degli Esteri russo, Andrey Rudenko, ha dichiarato che Mosca non pone precondizioni a negoziati con Kiev. Ma gli ucraini ritengono sia una mossa propagandistica.

Ore 13:48 - Russia-Iran: Patrushev incontra Raisi a Teheran

Il presidente del Consiglio di Sicurezza russo, Nikolai Patrushev, ha incontrato a Teheran il presidente iraniano, Ebrahim Raisi, con il quale ha discusso «vari aspetti della cooperazione russo-iraniana nella sicurezza e alcune questioni globali». Lo riferisce un comunicato delle autorità di Mosca. Patrushev ha inoltre incontrato il suo omologo iraniano, Ali Shankhani, con il quale ha affrontato i temi dell’Ucraina, della «interazione sull’arena internazionale» e del «contrasto all’interferenza dei servizi di sicurezza occidentali negli affari interni di Russia e Iran».

Ore 13:52 - Von der Leyen: proposti 18 miliardi a Kiev nel 2023

«L’Ue continua a essere solidale con l’Ucraina. Oggi proponiamo un pacchetto di sostegno di 18 miliardi di euro per il 2023. Finanziamenti in tranche regolari per favorire la ripresa a breve termine e rafforzare le istituzioni. Preparando il terreno per una ricostruzione che proceda sulla strada dell’Ue». Lo dice su Twitter la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen nel giorno in cui è stata presentata la proposta.

Il pacchetto offre «un'elevata flessibilità e condizioni molto favorevoli per l'Ucraina, tenendo conto della situazione attuale del Paese». I fondi saranno erogati «attraverso prestiti altamente agevolati, da rimborsare in un periodo massimo di 35 anni, a partire dal 2033». In un'ulteriore espressione di solidarietà, l'Ue propone anche di coprire i costi dei tassi di interesse dell'Ucraina, attraverso ulteriori pagamenti mirati da parte degli Stati membri al bilancio dell'Ue.

Ore 14:15 - Kiev: i russi si ritirano sulla riva destra del Dnipro a Kherson

Secondo il consigliere dell'amministrazione regionale di Kherson in esilio Sergii Khlan «oggi i russi hanno effettivamente iniziato a far crollare l'intera linea del fronte in direzione di Kherson e hanno iniziato una ritirata di massa. Nella direzione di Berislav, gli occupanti sono scomparsi da un certo numero di località. I soldati russi se ne vanno in massa, ma quando se ne vanno fanno saltare in aria i ponti», ha detto Khlan. Lo riferisce Espreso Tv. Il vice del consiglio regionale ha anche aggiunto che gli occupanti stanno cercando di rafforzare alcune posizioni al fine di garantire il ritiro sicuro delle proprie truppe.

Ore 14:28 - «I russi hanno fatto saltare in aria 5 ponti a Kherson»

Per rallentare l'assalto delle forze armate ucraine, le unità russe stanno facendo saltare i ponti nella regione di Kh