Denuncio al mondo ed ai posteri con i miei libri tutte le illegalità tacitate ed impunite compiute dai poteri forti (tutte le mafie). Lo faccio con professionalità, senza pregiudizi od ideologie. Per non essere tacciato di mitomania, pazzia, calunnia, diffamazione, partigianeria, o di scrivere Fake News, riporto, in contraddittorio, la Cronaca e la faccio diventare storia. Quella Storia che nessun editore vuol pubblicare. Quelli editori che ormai nessuno più legge.

Gli editori ed i distributori censori si avvalgono dell'accusa di plagio, per cessare il rapporto. Plagio mai sollevato da alcuno in sede penale o civile, ma tanto basta per loro per censurarmi.

I miei contenuti non sono propalazioni o convinzioni personali. Mi avvalgo solo di fonti autorevoli e credibili, le quali sono doverosamente citate.

Io sono un sociologo storico: racconto la contemporaneità ad i posteri, senza censura od omertà, per uso di critica o di discussione, per ricerca e studio personale o a scopo culturale o didattico. A norma dell'art. 70, comma 1 della Legge sul diritto d'autore: "Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l'utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali."

L’autore ha il diritto esclusivo di utilizzare economicamente l’opera in ogni forma e modo (art. 12 comma 2 Legge sul Diritto d’Autore). La legge stessa però fissa alcuni limiti al contenuto patrimoniale del diritto d’autore per esigenze di pubblica informazione, di libera discussione delle idee, di diffusione della cultura e di studio. Si tratta di limitazioni all’esercizio del diritto di autore, giustificate da un interesse generale che prevale sull’interesse personale dell’autore.

L'art. 10 della Convenzione di Unione di Berna (resa esecutiva con L. n. 399 del 1978) Atto di Parigi del 1971, ratificata o presa ad esempio dalla maggioranza degli ordinamenti internazionali, prevede il diritto di citazione con le seguenti regole: 1) Sono lecite le citazioni tratte da un'opera già resa lecitamente accessibile al pubblico, nonché le citazioni di articoli di giornali e riviste periodiche nella forma di rassegne di stampe, a condizione che dette citazioni siano fatte conformemente ai buoni usi e nella misura giustificata dallo scopo.

Ai sensi dell’art. 101 della legge 633/1941: La riproduzione di informazioni e notizie è lecita purché non sia effettuata con l’impiego di atti contrari agli usi onesti in materia giornalistica e purché se ne citi la fonte. Appare chiaro in quest'ipotesi che oltre alla violazione del diritto d'autore è apprezzabile un'ulteriore violazione e cioè quella della concorrenza (il cosiddetto parassitismo giornalistico). Quindi in questo caso non si fa concorrenza illecita al giornale e al testo ma anzi dà un valore aggiunto al brano originale inserito in un contesto più ampio di discussione e di critica.

Ed ancora: "La libertà ex art. 70 comma I, legge sul diritto di autore, di riassumere citare o anche riprodurre brani di opere, per scopi di critica, discussione o insegnamento è ammessa e si giustifica se l'opera di critica o didattica abbia finalità autonome e distinte da quelle dell'opera citata e perciò i frammenti riprodotti non creino neppure una potenziale concorrenza con i diritti di utilizzazione economica spettanti all'autore dell'opera parzialmente riprodotta" (Cassazione Civile 07/03/1997 nr. 2089).

Per questi motivi Dichiaro di essere l’esclusivo autore del libro in oggetto e di tutti i libri pubblicati sul mio portale e le opere citate ai sensi di legge contengono l’autore e la fonte. Ai sensi di legge non ho bisogno di autorizzazione alla pubblicazione essendo opere pubbliche.

Promuovo in video tutto il territorio nazionale ingiustamente maltrattato e censurato. Ascolto e Consiglio le vittime discriminate ed inascoltate. Ogni giorno da tutto il mondo sui miei siti istituzionali, sui miei blog d'informazione personali e sui miei canali video sono seguito ed apprezzato da centinaia di migliaia di navigatori web. Per quello che faccio, per quello che dico e per quello che scrivo i media mi censurano e le istituzioni mi perseguitano. Le letture e le visioni delle mie opere sono gratuite. Anche l'uso è gratuito, basta indicare la fonte. Nessuno mi sovvenziona per le spese che sostengo e mi impediscono di lavorare per potermi mantenere. Non vivo solo di aria: Sostienimi o mi faranno cessare e vinceranno loro. 

Dr Antonio Giangrande  

NOTA BENE

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ANNO 2022

L’ACCOGLIENZA

QUARTA PARTE

L’ATTACCO

QUARTO MESE

 

DI ANTONIO GIANGRANDE

 

 

 

L’ITALIA ALLO SPECCHIO

IL DNA DEGLI ITALIANI

 

     

 

 

 

 L’APOTEOSI

DI UN POPOLO DIFETTATO

 

Questo saggio è un aggiornamento temporale, pluritematico e pluriterritoriale, riferito al 2022, consequenziale a quello del 2021. Gli argomenti ed i territori trattati nei saggi periodici sono completati ed approfonditi in centinaia di saggi analitici specificatamente dedicati e già pubblicati negli stessi canali in forma Book o E-book, con raccolta di materiale riferito al periodo antecedente. Opere oggetto di studio e fonti propedeutiche a tesi di laurea ed inchieste giornalistiche.

Si troveranno delle recensioni deliranti e degradanti di queste opere. Il mio intento non è soggiogare l'assenso parlando del nulla, ma dimostrare che siamo un popolo difettato. In questo modo è ovvio che l'offeso si ribelli con la denigrazione del palesato.

 

IL GOVERNO

 

UNA BALLATA PER L’ITALIA (di Antonio Giangrande). L’ITALIA CHE SIAMO.

UNA BALLATA PER AVETRANA (di Antonio Giangrande). L’AVETRANA CHE SIAMO.

PRESENTAZIONE DELL’AUTORE.

LA SOLITA INVASIONE BARBARICA SABAUDA.

LA SOLITA ITALIOPOLI.

SOLITA LADRONIA.

SOLITO GOVERNOPOLI. MALGOVERNO ESEMPIO DI MORALITA’.

SOLITA APPALTOPOLI.

SOLITA CONCORSOPOLI ED ESAMOPOLI. I CONCORSI ED ESAMI DI STATO TRUCCATI.

ESAME DI AVVOCATO. LOBBY FORENSE, ABILITAZIONE TRUCCATA.

SOLITO SPRECOPOLI.

SOLITA SPECULOPOLI. L’ITALIA DELLE SPECULAZIONI.

 

L’AMMINISTRAZIONE

 

SOLITO DISSERVIZIOPOLI. LA DITTATURA DEI BUROCRATI.

SOLITA UGUAGLIANZIOPOLI.

IL COGLIONAVIRUS.

 

L’ACCOGLIENZA

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA.

SOLITI PROFUGHI E FOIBE.

SOLITO PROFUGOPOLI. VITTIME E CARNEFICI.

 

GLI STATISTI

 

IL SOLITO AFFAIRE ALDO MORO.

IL SOLITO GIULIO ANDREOTTI. IL DIVO RE.

SOLITA TANGENTOPOLI. DA CRAXI A BERLUSCONI. LE MANI SPORCHE DI MANI PULITE.

SOLITO BERLUSCONI. L'ITALIANO PER ANTONOMASIA.

IL SOLITO COMUNISTA BENITO MUSSOLINI.

 

I PARTITI

 

SOLITI 5 STELLE… CADENTI.

SOLITA LEGOPOLI. LA LEGA DA LEGARE.

SOLITI COMUNISTI. CHI LI CONOSCE LI EVITA.

IL SOLITO AMICO TERRORISTA.

1968 TRAGICA ILLUSIONE IDEOLOGICA.

 

LA GIUSTIZIA

 

SOLITO STEFANO CUCCHI & COMPANY.

LA SOLITA SARAH SCAZZI. IL DELITTO DI AVETRANA.

LA SOLITA YARA GAMBIRASIO. IL DELITTO DI BREMBATE.

SOLITO DELITTO DI PERUGIA.

SOLITA ABUSOPOLI.

SOLITA MALAGIUSTIZIOPOLI.

SOLITA GIUSTIZIOPOLI.

SOLITA MANETTOPOLI.

SOLITA IMPUNITOPOLI. L’ITALIA DELL’IMPUNITA’.

I SOLITI MISTERI ITALIANI.

BOLOGNA: UNA STRAGE PARTIGIANA.

 

LA MAFIOSITA’

 

SOLITA MAFIOPOLI.

SOLITE MAFIE IN ITALIA.

SOLITA MAFIA DELL’ANTIMAFIA.

SOLITO RIINA. LA COLPA DEI PADRI RICADE SUI FIGLI.

SOLITO CAPORALATO. IPOCRISIA E SPECULAZIONE.

LA SOLITA USUROPOLI E FALLIMENTOPOLI.

SOLITA CASTOPOLI.

LA SOLITA MASSONERIOPOLI.

CONTRO TUTTE LE MAFIE.

 

LA CULTURA ED I MEDIA

 

LA SCIENZA E’ UN’OPINIONE.

SOLITO CONTROLLO E MANIPOLAZIONE MENTALE.

SOLITA SCUOLOPOLI ED IGNORANTOPOLI.

SOLITA CULTUROPOLI. DISCULTURA ED OSCURANTISMO.

SOLITO MEDIOPOLI. CENSURA, DISINFORMAZIONE, OMERTA'.

 

LO SPETTACOLO E LO SPORT

 

SOLITO SPETTACOLOPOLI.

SOLITO SANREMO.

SOLITO SPORTOPOLI. LO SPORT COL TRUCCO.

 

LA SOCIETA’

 

AUSPICI, RICORDI ED ANNIVERSARI.

I MORTI FAMOSI.

ELISABETTA E LA CORTE DEGLI SCANDALI.

MEGLIO UN GIORNO DA LEONI O CENTO DA AGNELLI?

 

L’AMBIENTE

 

LA SOLITA AGROFRODOPOLI.

SOLITO ANIMALOPOLI.

IL SOLITO TERREMOTO E…

IL SOLITO AMBIENTOPOLI.

 

IL TERRITORIO

 

SOLITO TRENTINO ALTO ADIGE.

SOLITO FRIULI VENEZIA GIULIA.

SOLITA VENEZIA ED IL VENETO.

SOLITA MILANO E LA LOMBARDIA.

SOLITO TORINO ED IL PIEMONTE E LA VAL D’AOSTA.

SOLITA GENOVA E LA LIGURIA.

SOLITA BOLOGNA, PARMA ED EMILIA ROMAGNA.

SOLITA FIRENZE E LA TOSCANA.

SOLITA SIENA.

SOLITA SARDEGNA.

SOLITE MARCHE.

SOLITA PERUGIA E L’UMBRIA.

SOLITA ROMA ED IL LAZIO.

SOLITO ABRUZZO.

SOLITO MOLISE.

SOLITA NAPOLI E LA CAMPANIA.

SOLITA BARI.

SOLITA FOGGIA.

SOLITA TARANTO.

SOLITA BRINDISI.

SOLITA LECCE.

SOLITA POTENZA E LA BASILICATA.

SOLITA REGGIO E LA CALABRIA.

SOLITA PALERMO, MESSINA E LA SICILIA.

 

LE RELIGIONI

 

SOLITO GESU’ CONTRO MAOMETTO.

 

FEMMINE E LGBTI

 

SOLITO CHI COMANDA IL MONDO: FEMMINE E LGBTI.

 

 

 

 

L’ACCOGLIENZA

INDICE PRIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

GLI EUROPEI

I Muri.

Quei razzisti come gli italiani.

Quei razzisti come i tedeschi.

Quei razzisti come gli austriaci.

Quei razzisti come i danesi.

Quei razzisti come i norvegesi.

Quei razzisti come gli svedesi.

Quei razzisti come i finlandesi.

Quei razzisti come i belgi.

Quei razzisti come i francesi.

Quei razzisti come gli spagnoli.

Quei razzisti come gli olandesi.

Quei razzisti come gli inglesi.

Quei razzisti come i cechi.

Quei razzisti come gli ungheresi.

Quei razzisti come i rumeni.

Quei razzisti come i greci.

Quei razzisti come i serbi.

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

GLI AFRO-ASIATICI

 

Quei razzisti come i marocchini.

Quei razzisti come i libici.

Quei razzisti come i congolesi.

Quei razzisti come gli ugandesi.

Quei razzisti come i nigeriani.

Quei razzisti come i ruandesi.

Quei razzisti come gli egiziani.

Quei razzisti come gli israeliani.

Quei razzisti come i libanesi.

Quei razzisti come i sudafricani.

Quei razzisti come i turchi.

Quei razzisti come gli arabi sauditi. 

Quei razzisti come i qatarioti.

Quei razzisti come gli iraniani.

Quei razzisti come gli iracheni.

Quei razzisti come gli afghani.

Quei razzisti come gli indiani.

Quei razzisti come i singalesi.

Quei razzisti come i birmani.

Quei razzisti come i kazaki.

Quei razzisti come i russi.

Quei razzisti come i cinesi.

Quei razzisti come i nord coreani.

Quei razzisti come i sud coreani.

Quei razzisti come i filippini.

Quei razzisti come i giapponesi.

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

GLI AMERICANI

 

Quei razzisti come gli statunitensi.

Kennedy: Le Morti Democratiche.

Quei razzisti come i canadesi.

Quei razzisti come i messicani.

Quei razzisti come i peruviani.

Quei razzisti come gli haitiani.

Quei razzisti come i cubani.

Quei razzisti come i cileni.

Quei razzisti come i venezuelani.

Quei razzisti come i colombiani.

Quei razzisti come i brasiliani.

Quei razzisti come gli argentini.

Quei razzisti come gli australiani.

 

INDICE SECONDA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Fredda.

La Variante Russo-Cinese-Statunitense.

 

INDICE TERZA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LA BATTAGLIA DEGLI IMPERI.

I LADRI DI NAZIONI.

CRIMINI CONTRO L’UMANITA’.

I SIMBOLI.

LE PROFEZIE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. PRIMO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. SECONDO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. TERZO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. QUARTO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. QUINTO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. SESTO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. SETTIMO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. OTTAVO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. NONO MESE.

 

INDICE QUARTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’ATTACCO. DECIMO MESE.

 

INDICE QUINTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LE MOTIVAZIONI.

NAZISTA…A CHI?

IL DONBASS DELI ALTRI.

L’OCCIDENTE MOLLICCIO E DEPRAVATO.

TUTTE LE COLPE DI…

LE TRATTATIVE.

ALTRO CHE FRATELLI. I SOLITI COGLIONI RAZZISTI.

LA RUSSIFICAZIONE.

 

INDICE SESTA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

ESERCITI, MERCENARI E VOLONTARI.

IL FREDDO ED IL PANTANO.

 

INDICE SETTIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LE VITTIME.

I PATRIOTI.

LE DONNE.

LE FEMMINISTE.

GLI OMOSESSUALI ED I TRANS.

LE SPIE.

 

INDICE OTTAVA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LA GUERRA DELLE MATERIE PRIME.

LA GUERRA DELLE ARMI CHIMICHE E BIOLOGICHE.

LA GUERRA ENERGETICA.

LA GUERRA DEL LUSSO.

LA GUERRA FINANZIARIA.

LA GUERRA CIBERNETICA.

LE ARMI.

 

INDICE NONA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LA DETERRENZA NUCLEARE.

DICHIARAZIONI DI STATO.

LE REAZIONI.

MINACCE ALL’ITALIA.

 

INDICE DECIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

IL COSTO.

L’ECONOMIA DI GUERRA. LA ZAPPA SUI PIEDI.

PSICOSI E SPECULAZIONI.

I CORRIDOI UMANITARI.

I PROFUGHI.

 

INDICE UNDICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

I PACIFISTI.

I GUERRAFONDAI.

RESA O CARNEFICINA? 

LO SPORT.

LA MODA.

L’ARTE.

 

INDICE DODICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

PATRIA MOLDAVIA.

PATRIA BIELORUSSIA.

PATRIA GEORGIA.

PATRIA UCRAINA.

VOLODYMYR ZELENSKY.

 

INDICE TREDICESIMA PARTE

 

La Guerra Calda.

L’ODIO.

I FIGLI DI PUTIN.

 

INDICE QUATTORDICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

L’INFORMAZIONE.

TALK SHOW: LA DISTRAZIONE DI MASSA. 

 

INDICE QUINDICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

LA PROPAGANDA.

LA CENSURA.

LE FAKE NEWS.

 

INDICE SEDICESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

CRISTIANI CONTRO CRISTIANI.

LA RUSSOFOBIA.

LA PATRIA RUSSIA.

IL NAZIONALISMO.

GLI OLIGARCHI.

LE GUERRE RUSSE.

 

INDICE DICIASSETTESIMA PARTE

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

La Guerra Calda.

CHI E’ PUTIN.

 

INDICE DICIOTTESIMA PARTE

 

SOLITI PROFUGHI E FOIBE. (Ho scritto un saggio dedicato)

Quelli che…le Foibe.

Lo sterminio comunista degli Ucraini.

L’Olocausto.

SOLITO PROFUGOPOLI. VITTIME E CARNEFICI. (Ho scritto un saggio dedicato)

Gli Affari dei Buonisti.

Quelli che…Porti Aperti.

Quelli che…Porti Chiusi.

Il Caso dei Marò.

Che succede in Africa?

Che succede in Libia?

Che succede in Tunisia?

Cosa succede in Siria?

 

 

L’ACCOGLIENZA

QUARTA PARTE

L’ATTACCO

QUARTO MESE

 

 

SOLITA ITALIA RAZZISTA. (Ho scritto un saggio dedicato)

·        La Guerra Calda.

L’ATTACCO. QUARTO MESE.

L'escalation del conflitto in Ucraina. Il boomerang di armi e sanzioni: hanno funzionato alla rovescia. Piero Sansonetti su Il Riformista il 3 Giugno 2022. 

Kiev ha dichiarato ieri che il 20 per cento del territorio ucraino è controllato dai russi. In particolare il Donbass, che era l’obiettivo di Putin. L’ha preso. Non voglio fare nessuna polemica con quelli che quando pochissime persone, nei primi giorni della guerra, sollecitavano l’apertura immediata di trattative di pace – e sostenevano la necessità che l’Ucraina si dichiarasse subito disposta a cedere parti del territorio – bollarono queste persone come panciafichisti e disfattisti, usando il linguaggio interventista 1915. Un grande giornale parlò addirittura di “fronte interno”. Immaginando un repulisti, credo. 

Ma mettiamo via tutte le discussioni inutili sul passato, sapendo benissimo che in queste situazioni gli animi si infuocano e le posizioni si radicalizzano. Ripartiamo da zero. Cioè da oggi. Fin qui si è sbagliato tutto. L’Europa – dicono – è stata compatta. Già: compatta a seguire a malincuore la linea Biden. Armi armi e armi all’Ucraina. Che così avrebbe sconfitto la Russia sul campo.

Le armi sono arrivare, la guerra si è incanaglita, i morti si son decuplicati, i danni centuplicati, ma i russi non sono stati fermati. Ne sono stati uccisi molti, questo sì. È un bene? Può darsi, ma io ho difficoltà a convincermene. L’Europa ha seguito Biden e Johnson ma non ha cavato un ragno dal buco. Poi le sanzioni. Durissime, feroci, devastanti.

La Russia poteva reggere solo qualche settimana, poi il default. Lo ho letto su tutti i grandi giornali. Non lo leggo più. La Russia regge. L’Italia invece è travolta dalle sanzioni e soprattutto le famiglie più povere soffrono maledettamente. Forse l’anno prossimo ci sarà la stagnazione e l’inflazione a due cifre. 

Hanno funzionato le sanzioni, sì: ma alla rovescia. Mi chiedo: in che mani siamo? Ieri è stata la giornata dei grandi festeggiamenti. Qui da noi i caccia hanno sfilato in cielo e i soldati sui Fori imperiali per ricordare che 76 anni fa abbiamo cacciato il re. A Londra viceversa hanno sfilato coi principi in alta uniforme rossa e oro per festeggiare il 70 anni di regno della regina. Sembriamo tutti vecchie glorie. 

Ma ora che si fa? Vogliamo deciderci ad andare a trattare con Putin, anche se certo in condizioni svantaggiose rispetto a due mesi fa? O ci accontentiamo dei discorsi belli di Mattarella. Che dice: mai avrei pensato che una grande città europea potesse essere bombardata. Già. Ma nel ‘99 gli aerei italiani non bombardarono Belgrado? Io ricordo così. Chi li mandò? Chi era il vicepremier? Beh, cercatelo su Wikipedia.

Piero Sansonetti. Giornalista professionista dal 1979, ha lavorato per quasi 30 anni all'Unità di cui è stato vicedirettore e poi condirettore. Direttore di Liberazione dal 2004 al 2009, poi di Calabria Ora dal 2010 al 2013, nel 2016 passa a Il Dubbio per poi approdare alla direzione de Il Riformista tornato in edicola il 29 ottobre 2019.

Estratto dell’articolo di Francesco Battistini per il “Corriere della Sera” il 4 giugno 2022.

[…] Le cifre più improbabili sono sui costi umani. Il numero esatto di morti è sempre un mistero: i 4.169 civili uccisi secondo l'Onu sono, sicuramente, un dato per difetto, se rapportato anche solo ai 20 mila registrati a Mariupol. 

I 60-100 soldati ucraini perduti al giorno, ammessi da Zelensky assieme ai 500 feriti quotidiani, quanto a credibilità fanno il paio con la certezza dei 30 mila nemici russi uccisi. Fonti (abbastanza) indipendenti di Mosca parlano di 3.203 caduti fra le truppe di Putin, contro i 1.351 ammessi dal ministero della Difesa; gl'inglesi citano 15 mila morti, con 40 mila feriti. Forse esagerato, non infondato, il commento dello stesso Zelensky: ci stiamo avvicinando al numero di vittime che «i sovietici ebbero in dieci anni d'Afghanistan».

C'è più chiarezza sulla quantità di profughi: per superficie, il 20% d'Ucraina conquistato dai russi equivale suppergiù all'intera Croazia più un pezzo di Slovenia, e sono ancora pochi (3 milioni) gli ucraini che stanno rincasando dopo essere sfollati in altre città (8 milioni) o scappati all'estero (7 milioni), perlopiù in Polonia; 16 milioni d'ucraini sono privi di quasi tutto, dice l'Onu, e i 2 miliardi d'aiuti stanziati per nutrirli e assisterli possono bastare solo fino ad agosto.

Scuole, ospedali, ponti

La guerra dei cento giorni è un rosario dolente di numeri in crescita: 220 mila le persone che non hanno nemmeno un tetto dove stare, perché i 5 mila palazzi civili - distrutti e censiti solo un mese fa - sono diventati 38 mila, otto volte tanto. Le scuole, gli asili, le università in macerie sono quasi 1.900. Un migliaio le fabbriche e gli ospedali (in aprile erano la metà), 40 mila i chilometri di strade, 300 i ponti e le centrali elettriche, una decina le dighe e gli aeroporti, innumerevoli le stazioni ferroviarie.

Anche il calcolo d'oltre 500 miliardi di dollari, ormai, è vecchio e servirà ben altro delle volonterose aste online che per raccogliere fondi hanno messo in vendita i tesoretti della cronaca: il cappellino rosa e il microfono di cristallo della Kalush Orchestra all'Eurovision, le felpe di Zelensky autografate, le Lamborghini degli oligarchi ucraini e le loro collezioni di quadri

I beni culturali

A proposito d'arte: i russi hanno tirato giù 390 fra chiese, teatri, musei, biblioteche, palazzi storici ed è per questo che Kiev chiede d'espellere la Russia dall'Unesco. Non è una distruzione qualsiasi e talvolta, anzi, è ben mirata: a Sviatohirsk, per la terza volta in tre mesi è stata bombardata la Lavra della Santa Dormizione, un celestiale monastero del Donetsk scavato nelle montagne.

Un dedalo bianco e azzurro di bellezza stupefacente. Il principale luogo di culto dell'Ucraina orientale: fino a qualche giorno fa obbediva al patriarca Kirill di Mosca e che ora, dopo lo scisma che ha portato tutta la Chiesa di qui a staccarsi dai pope filo-Putin, s' è voluto punire. «Ve lo siete distrutto da soli e vi preparate a chiedere i danni anche per questo?», dicono beffardi da Mosca. «Ci vogliono crocifiggere», è il commento del patriarca di Kiev: e far pagare pure i chiodi

Centoquattro giorni di guerra. Fabrizio Amadori il 6 giugno 2022 su Il Giornale.  

Pubblichiamo un nuovo commento dell’esperto di comunicazione Fabrizio Amadori sulla guerra in Ucraina.

«Il peggior nemico della Russia non è la Nato, è Putin.

Da tale premessa si possono trarre le seguenti conseguenze:

A Putin faceva più paura la libertà degli ucraini, e il loro desiderio di entrare nella Ue, che la Nato.

L’Ucraina, insomma, doveva rimanere nella sfera d’influenza militare ed economica della Russia, anche per non creare un pericoloso precedente, con un effetto domino su almeno alcuni degli altri paesi ex sovietici. Peccato che sia la democrazia che la forza economica di Mosca sotto Putin siano state azzoppate. L’Ucraina, perciò, non aveva alcun interesse a rimanere legata a Mosca.

Agli ucraini la scelta di entrare nella Nato è stata quasi imposta dall’involuzione della Russia, diventata una Russia-Frankenstein sotto Putin (e la dimostrazione è che con Eltsin gli ucraini accettarono di consegnare 5000 testate nucleari a Mosca, nel 1994, perché si fidavano). E’ stata colpa di Putin, insomma, se Kiev si è impaurita e ha voluto sottrarsi alla presa della democrazia illiberale russa. Sostenere il contrario significa guardare un po’ troppo il dito-Nato e un po’ troppo poco la luna-Putin

La Russia con questa guerra non ha fatto i propri interessi.

Putin ha voluto prolungare la logica della tensione Est-Ovest, quando la contrapposizione ideologica «capitalismo vs comunismo» era terminata. Ha voluto prolungarla per un proprio interesse personale, proprio e del suo ben ramificato regime. Tenendo alta la tensione con l’Occidente, infatti, poteva controllare meglio il proprio Paese, e schiacciare l’opposizione. Per sostenere la tensione con i soli Stati Uniti bisognava, e bisogna, avere le risorse necessarie. Risorse che Putin non avrebbe avuto neanche se avesse fatto crescere la Russia del 200%. Cosa che egli, peraltro, neppure ha fatto, e questo a causa della proliferazione, voluta da lui, dei monopoli nazionali, nonché dell’opposizione a legami economici più stretti di Mosca con la Ue.

La conseguenza è stata che Putin ha fatto credere al suo popolo che un Paese con 1.600 miliardi di dollari di Pil come la Russia (meno dell’Italia con più del doppio della popolazione) potesse contrapporsi agli Usa, che di miliardi ne fanno 22.000! Ovviamente, per riuscirci Putin ha rinfocolato l’orgoglio nazionalista russo, fondato sul nulla, e ha sottratto informazioni per impedire ai suoi concittadini di capire come stessero davvero le cose. Certo, la sua politica può aver dato risultati a livello elettorale (anche se è difficile stabilirlo): ma in ogni caso, come diceva un Premio Nobel per la pace, far votare un popolo che non è informato (o che è succube della propaganda) è come non farlo votare. Ed insomma, il voto popolare, quando è teleguidato, non purifica da tutti i peccati il Presidente-padrone, anzi.

P.S. Un’ultima considerazione sul dibattito in Italia. Coloro che dicono di essere d’accordo nel condannare Putin per passare subito dopo a elencare i torti della Nato mi ricordano i sovietici quando dovevano rispondere a delle domande scomode. Posti di fronte ad una di esse non replicavano sul punto, e rispondevano invece con: “Lei dice che Mosca è responsabile di questo… Che dire allora…?” e iniziavano a snocciolare una serie lunghissima di torti di cui secondo loro l’Occidente si era reso responsabile. Ecco, mi pare che molti difensori della pace, e critici a chiacchiere, e per un solo nanosecondo, di Putin, siano troppo simili ai sovietici per risultare credibili. Fabrizio Amadori

Cento giorni di guerra in Ucraina nelle cento dichiarazioni più assurde dei nostri politici. Da Salvini a Orsini, da Conte a Di Battista, da Povia a Berlusconi. L’elenco delle dichiarazioni più surreali ascoltate da quando è iniziato il conflitto armato. Wil Nonleggerlo su L'Espresso il 6 giugno 2022.

Teorie complottiste, pacificatori fantozziani, flop previsionali, in un curioso miscuglio tra filo putinismo dilagante e sconcertanti inversioni di marcia, con il presidente russo prima glorificato – “il migliore statista sulla faccia della terra” – poi disconosciuto. Il giro di boa dei primi cento, drammatici giorni di guerra in Ucraina è l’occasione per raccogliere e contestualizzare le peggiori dichiarazioni della nostra classe dirigente, e magari pure di quella intellettuale, saggiandone buon senso, competenze, autorevolezza. Da Salvini a Orsini, da Conte a Di Battista, da Povia a Berlusconi: 100 giorni di guerra, 100 “sparate” dal Belpaese. Mettetevi comodi.

1 Il fiuto geopolitico di Salvini

“Oggettivamente non si capisce che convenienza avrebbe Putin a scatenare un conflitto…”

(Il leader leghista Matteo Salvini a 24 Mattino, Radio 24 – 21 febbraio)

2 Di Battista: “Nulla di preoccupante”

“La Russia non sta invadendo l'Ucraina. Poi, per carità, tutto può accadere ma credo che Putin (e non solo) tutto voglia fuorché una guerra. (…) Nulla di nuovo dunque e, per adesso, nulla di particolarmente preoccupante”

(Alessandro Di Battista su Facebook – 22 febbraio)

3 La serenità di Fassino

Crisi Ucraina, la profezia del deputato dem Piero Fassino a Otto e Mezzo: “Non prevedo l'invasione dell’Ucraina, arrivare a Kiev sarebbe azzardato per Putin”

(La7.it – 28.2)

4 Silvio pensaci tu

“Silvio Berlusconi è l'unico al mondo in grado di far ragionare Vladimir Putin: la sinistra lo implori”

(Il Tempo – 26 febbraio)

5 Statisti al lavoro

Berlusconi e Salvini al Crazy Pizza di Flavio Briatore: “Abbiamo parlato della guerra in Ucraina”. I due leader, dopo la partita del Milan, hanno cenato insieme. Salvini: “Un’ora di relax ci stava, tra i mille problemi che ci sono”

(Corriere.it – 27 febbraio)

6 Mille problemi?! Ma non dicevate che…

Berlusconi: “Vladimir è un dono del Signore”; “Una persona sensibile, di sentimenti profondi, un vero guerriero della libertà” e “con una profonda comprensione della democrazia”; “Credo sia il migliore”

Salvini: “Putin è uno dei migliori uomini politici della nostra epoca”; “Cedo due Mattarella per mezzo Putin”; “Preferisco Putin all’Europa”; Magari “averne 10 di Putin in Italia”; “Vi lascio la Merkel e mi tengo Putin”; “Uno dei migliori uomini di governo al mondo”…

(Dal 2010 in poi)

7 Putin chi?!

“Il progetto di Putin? Guardi, io l’ho incontrato una sola volta nel 2014, non ho una frequentazione…”

(Matteo Salvini, leader della Lega, a Mezz’ora in più su Rai 3 – 28 febbraio)

8 L'animale Putin

Il ministro Luigi Di Maio a Di Martedì: “Tra Putin e qualsiasi animale c’è un abisso, quello atroce è lui”

(Fanpage.it – 2 marzo)

9 L'eroismo di Salvini

Lega, Salvini: “Io, pronto ad andare in Ucraina come combattente per la pace”

(Repubblica.it – 2 marzo)

10 Figli degli hamburger

“Se la guerra ci sarà, anche se diranno che è stata cagionata dalla Russia di Putin, in realtà sarà, come sempre, di responsabilità della monarchia del dollaro. Penso francamente che Putin abbia ragione su tutto il fronte. La sua Russia è oggi uno degli ultimi baluardi di resistenza all'imperialismo incontenibile della civiltà dell'hamburger”

(Il filosofo Diego Fusaro ad Affaritaliani.it – 22 febbraio)

11 Forza Vladi

“Forza Putin! I russi, ma anche molti italiani sono con te”. Parola di Carlo Rossella, giornalista, per una vita dirigente berlusconiano, oggi tra l’altro collaboratore del Foglio su cui cura la rubrica Alta società

(Fatto Quotidiano – 25 febbraio)

12 L'agenda bellica

Ucraina, Zelensky polemico con Draghi: “Non gli ho risposto? Qui c'è la guerra”, “la prossima volta sposterò l’agenda bellica per parlare con lui…”

(SkyTg24 – 25 febbraio. Nelle ore successive il chiarimento)

13 L'irruzione di Toninelli

“L'espansione della Nato a est c'è stata, è stata enorme. E l'Ucraina, FACENDO PARTE dell'Unione europea (…)”

(L'ennesimo svarione del parlamentare M5S Danilo Toninelli, durante la sua rubrica “Controinformazione”; Il Foglio – 28 febbraio)

14 Sallusti, “io non ci sto!”

“A questa sceneggiata io non voglio più partecipare, grazie”. Alessandro Sallusti si rivolge così a Massimo Giletti che, nella puntata di Non è l'arena da Mosca, ha parlato per quasi un'ora con Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo. “Pensavo fossi andato a Mosca per parlare al popolo russo. Mi trovo davanti ad un asservimento totale di fronte alla peggiore propaganda che ci possa essere. Il Cremlino è un palazzo di merda, lì il comunismo ha fatto i più grossi crimini: rinuncio al compenso pattuito con La7 ma non ci sto a fare la foglia di fico a quei due coglioni che hai lì di fianco, me ne vado”, facendo riferimento a due ospiti russi accanto a Giletti, compreso il noto anchorman televisivo Vladimir Soloviev

(Adnkronos – 5 giugno)

15 Pensavate di fregare Susanna Ceccardi?

Domanda: se c’è una donna africana che scappa dall’Ucraina, la devono accogliere? Risponde Susanna Ceccardi, europarlamentare della Lega: “Bisogna vedere se scappa veramente dall’Ucraina. Non è facile stabilirlo, altrimenti diventa un viatico per tutti quelli che scappano dall’Africa eh…”

(SkyTg24 – 4 marzo)

16 La bizona

“Papa Francesco incontra Lino Banfi a Santa Marta. Parlano di Ucraina e Zelensky. E pregano per la pace”

(La Stampa – 2 marzo)

17 Fabrizio Corona

“Andrò a combattere in Ucraina. Voglio morire in gloria”

(Fatto Quotidiano – 6 marzo)

18 Tesi interessante

“Se Zelensky si fosse arreso il giorno dopo non sarebbe successo niente”

(Vittorio Feltri a L'Aria che tira, La7 – 7 marzo)

19 Iodio per tutti

“Penso sia ragionevole dare ad ogni cittadino due pastiglie, uno se le tiene lì sul comodino, in caso se le prende e finisce lì, come negli altri paesi. Se poi la bomba ti casca in testa, allora s’é n’altra roba…”

(Da una conferenza stampa del governatore leghista del Veneto, Luca Zaia – 7 marzo)

20 La strategia

Il nuovo Salvini in missione. “Ci serve l'Ora et labora”

(Il Giornale – 8 marzo)

21 Salvini e la t-shirt di Putin: figuraccia in mondovisione

Guerra in Ucraina, Salvini contestato al confine con la Polonia. Il sindaco di Przemysl: “Ti regalo la maglietta del tuo amico Putin”

(La Stampa – 8 marzo)

22 Gentilezze tra alleati

Andrea Cangini di Forza Italia contro Salvini: “Sembra il cugino scemo di Papa Francesco, ora basta”

(Libero – 4 marzo)

23 Televisione televisione

Fuori dal Coro, Mario Giordano si scusa: “Immagini fake. Non era Kiev ma Roma, imperdonabile”. Nella puntata in onda martedì 2 marzo la regia del programma di Rete 4 aveva mandato in onda quelle del videogioco War Thunder con l'Iron Dome. Nel corso della stessa puntata erano state trasmesse per sbaglio altre immagini, anche in questo caso non di Kiev ma di Roma, immagini dell'incidente nella metropolitana del 2018, quando i tifosi del CSKA Mosca risultarono feriti in seguito al cedimento di una scala mobile. Episodio simile nelle scorse settimane per Anni 20, talk di Rai 2. A proposito di documentazione sbagliata, lo scorso 24 febbraio il Tg1 e il Tg2 hanno mostrato dei caccia sfrecciare nei cieli di Kiev, in realtà in onda era finito un filmato ripreso da una parata militare del 2020

(Fatto Quotidiano – 10 marzo)

24 I social

“Vedi a cosa servono i social? A scoprire che tua figlia è diretta al confine ucraino. È che l’abbiamo cresciuta un tantino troppo indipendente”

(Carlo Calenda, leader di Azione, su Twitter – 10 marzo)

25 Putin: “Me lo segno”

“La mossa anti-Russia di Montecitorio: spegne il riscaldamento un'ora prima”

(HuffPost – 10 marzo)

26 L'ospedale di Mariupol bombardato

Lei crede a questa versione? “Scusi: ma perché dovrei credere alla versione ucraina, e non a quella russa?”. E le immagini, i video, le foto? “Ah, le foto: non è curioso che sul posto siano subito giunti dei fotografi? Infatti poi la foto di quella blogger e modella incinta ha fatto il giro del mondo…”. La verità è che “siete ossessionati da Putin. E guardi che in tanti la pensano come me”

(Gabriele Lorenzoni, deputato M5S, intervistato dal Corriere della Sera – 12 marzo. Poi, sui social: “L’intervista uscita oggi sul Corsera travisa completamente il mio pensiero”)

27 Povia

“Giletti ha invitato Povia a parlare di guerra. POVIA. Che poi ha cantato il suo nuovo singolo, 'Dito medio'”

(Selvaggia Lucarelli su Twitter – 13 marzo)

28 Delicatissima

Amanda Lear, gaffe a Domenica In: “Sembra una mig**tta ucraina”. Mara Venier furiosa

(Il Messaggero – 14 marzo)

29 Da quelle parti là

“Gli ex M5S (Lannutti, Morra, Lezzi, etc.), in un’interrogazione sull’Ucraina che pare scritta da Lavrov, dicono che è assurdo penalizzare lo sport russo visto che partecipammo alle Olimpiadi 2018 di Pyongyang in Corea del Nord. Ma le Olimpiadi erano a PyeongChang, in Corea del Sud”

(@lucianocapone su Twitter – 15 marzo)

30 I ristoranti sempre pieni

Il deputato leghista Vito Comencini si trova a San Pietroburgo, la città della moglie, Natalia: “La popolazione moscovita terrorizzata? Qui i ristoranti sono pieni, i negozi pure. Una signora, per sdrammatizzare, mi ha detto: 'Vuol dire che per un po’ mangeremo patate e cavolfiori'…”

(La Repubblica – 15 marzo)

31 Domenico Scilipoti

“Sì, Domenico Scilipoti si è messo in contatto con noi per avere dei dettagli sul nostro progetto”

(Gianpiero Cofano, segretario generale dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, organizzatore del possibile viaggio dei parlamentari italiani ed europei in Ucraina, a Un Giorno da Pecora, Rai Radio 1 – 16 marzo)

32 Pronto, Vladi? Tu-tu-tu…

“Una fonte autorevole mi ha detto che Berlusconi avrebbe chiamato Putin tre volte, ma è stato sempre sempre rimbalzato”

(Giuseppe Cruciani a La Zanzara, Radio 24 – 21 marzo)

33 Meno male che Putin c'è

Su Telegram l'ultimo delirio della senatrice Bianca Laura Granato: “Putin sta combattendo una battaglia per tutti noi”. A Vladimir “dico: uniamo le forze”

(Il Foglio – 21 marzo)

34 Paragoni

“Alla Camera né Zelensky, né Putin”

(Gianluigi Paragone, leader di ItalExit – 21 marzo)

35 “Quando sento parlare di armi non sono mai felice”

Armi all’Ucraina, Salvini si scopre “pacifista”, ma il passato lo smentisce: dalle foto tra i fucili alle leggi per agevolarne l’acquisto

(Il Riformista – 22 marzo)

36 Il giubbotto da 12k

Non teme che Putin possa allargarsi in altri Paesi?

“Ma che gliene frega a Putin del resto d’Europa? L’ha visto che va in giro col giubbotto da 12 mila euro?”

(Emanuele Dessì, eletto con l’M5s, ora senatore comunista, intervistato da Repubblica – 22 marzo)

37 Bombe? Quali bombe?

Laura Granato, senatrice del Misto, non era a Montecitorio ad ascoltare Zelensky. Avrebbe voluto anche un collegamento con Putin: “O tutti o nessuno”. La giustificazione: “Non ero in aula perché avevo un impegno sul territorio, mica lo rimando per un intervento da remoto senza contraddittorio”. Il contraddittorio sotto le bombe? “Se uno è davvero sotto le bombe non riesce nemmeno a collegarsi”

(La Stampa – 23 marzo)

38 Specchio riflesso

Zelensky “era collegato da remoto, e io l’ho seguito in remoto”

(Giuseppe Conte, leader 5 Stelle, a Mezz’ora in più su Rai 3 – 27 marzo)

39 Il dramma delle donne trans e Pillon

Ucraina, transgender bloccati al confine. Simone Pillon (Lega): “Giusto fare espatriare solo donne, bambini e anziani”. Fabrizio Marrazzo, portavoce del Partito Gay: “Di Maio li aiuti, sono a rischio violenza e uccisione da parte dei soldati russi”

(Repubblica.it – 24 marzo)

40 Di Battista blastato

L'ex esponente 5 Stelle: “Due settimane fa Putin non li aveva ancora utilizzati questi missili SUPERsonici…”. Interviene il sottosegretario Della Vedova: “Ipersonici…”. Palla a Di Battista: “Non è il mio campo, grazie a Dio sono obiettore di coscienza”. E Della Vedova: “Anch’io lo sono, ma leggo”

(Di Martedì, La7 – 25 marzo)

41 Siamo in guerra?

“#EUCO, Draghi: Esprimo la gratitudine mia e del governo al Santo Padre. Noi stiamo cercando la pace, gli altri leader europei la stanno cercando. Anche io avrò colloqui con Putin. Non siamo in guerra per seguire un destino bellico, vogliamo tutti la pace”

(@Palazzo_Chigi, profilo Twitter ufficiale dell'Esecutivo – 25 marzo)

42 Patti chiari

Ucraina, italiana si offre di ospitare due giovani ma poi scopre che sono africani e rifiuta: “Profughi sì, neri no”

(Il Messaggero – 27 marzo)

43 Com'è umano lei

“Ho presentato un ordine del giorno per alzare al 2% del Pil le spese militari”, “prendiamo risorse dal reddito di cittadinanza”

(Ignazio La Russa, parlamentare Fdi, sui social – 28 marzo)

44 Zorro

Sanzioni penali per chi usa la “Z”, Alessandra Moretti del Pd si fa ridere dietro sui social: “Allora abolite Zorro”

(Il Tempo – 28 marzo)

45 Conservatoriii

“Il frastuono della guerra ha fatto cascare il castello di sabbia della narrazione progressista. Ora più che mai serve una svolta conservatrice per tornare ad affrontare la realtà”

(Giorgia Meloni, leader Fdi, su Twitter – 29 marzo)

46 Fortunelli

“L’Italia è uno dei grandi produttori di armamenti. Significa anche più lavoro per le nostre aziende. @mattino5 (ST)”

(Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, su Twitter – 30 marzo)

47 Sacrificare Napoli

Bufera social su Niccolò Fraschini, consigliere comunale di Pavia eletto nelle fila della lista civica di centrodestra “Pavia Prima - Fracassi Sindaco”: ha postato sul suo profilo Instagram privato un sondaggio in cui chiedeva ai follower “Se una potenza straniera invadesse l'Italia, a quale città sareste disposti a rinunciare? E perché proprio Napoli?”

(Repubblica Milano – 31 marzo)

48 Illuminante

Michele Santoro a Piazzapulita: “Io non penso che Putin sia il maggiore nemico che noi abbiamo di fronte in questo momento. Il nemico più mostruoso che sta di fronte a noi è la guerra”

(La7 – 31 marzo)

49 Commissione DuPre (Dubbio e Precauzione)

Carlo Freccero si collega da casa: “L'Ucraina è frutto di una fiction che dagli schermi televisivi si è tramutata in reality. Zelensky dice di essere in Ucraina, ma i video sono sempre in uno studio. I suoi discorsi sono scritti dallo stesso sceneggiatore della serie: gente molto informata mi dice che è un autore americano che lavora per il governo”

(La Stampa – 3 aprile)

50 Gesù di Mariupol

“L'Italia dovrebbe risparmiare milioni di euro per le armi all’Ucraina e utilizzare quei soldi per costruire, con la compartecipazione del Vaticano, due grandi ospedali (…), denominati rispettivamente 'Madre Ucraina' e 'Gesù di Mariupol'”

(Dal “manifesto per la pace” del professor Alessandro Orsini, Fatto Quotidiano – 3 aprile)

51 Siamo lì

Domanda: quindi Putin non è più il suo punto di riferimento politico? E Salvini: “Ora il mio punto di riferimento politico è il Santo Padre”

(Il segretario leghista inseguito da Report, Rai 3 – 4 aprile)

52 V****** P****

Quelli che non usano più la parola “Putin”. Quattro per tutti, come i moschettieri: Silvio Berlusconi, Matteo Salvini, Beppe Grillo, Giuseppe Conte

(Corriere.it – 5 aprile)

53 Meglio la dittatura

“Preferisco che i bambini vivano in una dittatura piuttosto che muoiano sotto le bombe in nome della democrazia (…). Un bambino anche in una dittatura può essere felice, perché un bimbo in una dittatura può vivere dell’amore della famiglia”

(Alessandro Orsini a Carta Bianca, Rai 3 – 5 aprile)

54 I grandi interrogativi

“Preferite la pace o il condizionatore acceso?”

(Il premier Mario Draghi in conferenza stampa dopo l'approvazione del Def – 7 aprile)

55 Biolab e tanto altro

“FONTI RUSSE riportano che sotto all’acciaieria Azovstal di #Mariupol, ci sia una base segreta della #Nato. Al suo interno, un bio laboratorio e un nutrito contingente Nato”

(Francesca Totolo, “scrittrice e collaboratrice de Il Primato Nazionale”, su Twitter – 9 aprile)

56 A non andare giù a molti è stato il “vaffa” di Damiano dei Maneskin a Putin, con una netta presa di posizione sulla guerra in Ucraina

Chef Rubio contro Damiano: “Perché non parli della Palestina?”. E l’altro risponde ironico: “Doppia salsiccia”

(Corriere.it – 19 aprile)

57 Dottore

“Dottore, dottore, dottore, dottore, dottore, dottore, dottore, dottore (8 volte, ndr), la invito a ricordare che l'Italia fino al 1945 non è stata mai una democrazia liberale e mio nonno ha avuto un'infanzia felice”

(Alessandro Orsini a Carta Bianca, Rai 3 – 19 aprile)

58 Mmm

Condizionatori mai sotto i 25 gradi, il sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulé (Forza Italia): “Ogni goccia di sudore in più versata questa estate sarà una goccia di sangue in meno risparmiata al popolo ucraino”

(La7.it – 20 aprile)

59 Z

“Per domani buona festa della LiberaZione…”

(Vito Petrocelli, da Presidente della Commissione Affari Esteri al Senato e parlamentare 5 Stelle – 24 aprile)

60 Ego?

“In questo momento io sono assolutamente dominante”

(Alessandro Orsini a Non è l'arena, La7 – 24 aprile)

61 Sciura!

Ucraina, Vauro attacca Mattarella in diretta tv: “Non è più il garante della Costituzione”. Una anziana signora al corteo: “Ma non dire cretinate!”

(La Stampa / La7 – 25 aprile)

62 I pianti di Orsini

“Ogni volta che un paese dice di voler entrare nella Nato io piango, e lo considero come un crimine nei confronti dell'umanità”

(Alessandro Orsini ad Accordi&Disaccordi, Nove – 29 aprile)

63 Hitler era ebreo

“Hitler era ebreo come Zelensky, sono i peggiori antisemiti”: bufera sulle parole del ministro russo Lavrov a Zona Bianca, Rete 4

(Fanpage.it – 2 maggio)

64 Body language

“Io ho interrotto Lavrov almeno 4 volte in modo diretto, e tra l’altro dalle mie interruzioni sono arrivate le notizie più importanti. Perché annuivo? Annuire non significa condividere, annuire significa spesso prestare attenzione. Le mie reazioni alle parole di Lavrov erano evidenti anche con il linguaggio del corpo. Quando io incrocio le braccia è chiaro che manifesto un mio disappunto”

(Il conduttore di Zona Bianca Giuseppe Brindisi, autore dell'intervista al ministro Lavrov; Controcorrente, Rete 4 – 5 maggio)

65 Qui si fa la storia

Intervista a Lavrov, il conduttore di Zona Bianca Giuseppe Brindisi ribadisce: “Abbiamo scritto non un capitolo, ma un paragrafo della storia di questa guerra, e forse della storia dei rapporti internazionali”: “sono veramente molto molto ma molto ma molto soddisfatto”

(Adnkronos – 6 maggio)

66 Il legislatore e l'intellettuale

Rissa Sgarbi-Mughini al “Maurizio Costanzo Show” per la guerra in Ucraina. Il critico: “Voleva mettermi le mani addosso”

(Corriere.it – 3 maggio)

67 “Aridatece Trump”

“Se potessi, direi aridatece Trump. Perché con Trump abbiamo vissuto anni di pace. Guarda caso, quando tornano al governo i democratici tornano i venti di guerra”

(Matteo Salvini, Il Giornale – 3 maggio)

68 Da Moro a Berlusconi

“L’Italia è quella del coraggio, di Aldo Moro, Bettino Craxi, Romano Prodi e Silvio Berlusconi, protagonisti attivi della pace tra Russia e Usa. Vogliamo tornare alla Guerra Fredda? A Rocky contro Ivan Drago che si prendono a pugnazzi?”

(Matteo Salvini a Carta Bianca, Rai 3 – 3 maggio)

69 Il pantheon orsiniano

“Certamente, oggi voterei per Giuseppe Conte. Altri politici che mi piacciono? Giorgia Meloni: sul piano personale è fantastica. Poi Bersani. E sono un grande ammiratore di Virginia Raggi e Mara Carfagna”

(Alessandro Orsini a Non è l'Arena, La7 – 8 maggio)

70 “Assolutamente no, non mi dimetto”

Vito Petrocelli: “Non mi dimetto, il governo di Kiev legittima i nazisti”. Intervista al senatore M5S, presidente della Commissione esteri: “Non giustifico l’invasione russa, ma capisco cosa vuole dire avere tutti gli armamenti alle porte del Paese”

(Repubblica.it – 8 maggio)

71 Azovstal

“Non essendoci più civili cosa c’è che trattiene i russi dall’intervento? L’ipotesi è che sotto ci sia o un laboratorio di armi chimiche o uomini occidentali”

(Toni Capuozzo a Quarta Repubblica, Rete 4 – 9 maggio)

72 Soddisfazioni

Marinella, il re delle cravatte sartoriali: “Quella indossata oggi da Putin era nostra, forse è un regalo di Silvio Berlusconi”

(Fatto Quotidiano – 9 maggio)

73 Leader Maximo

Massimo D'Alema: “Anche Putin ha le sue ragioni”

(Il Tempo – 11 maggio)

74 Zelensky e Bruno Vespa

“Non abbiamo il sole e gli spaghetti come in Italia ma abbiamo una buona cucina anche qui”. Lo ha detto il presidente ucraino Zelensky alla trasmissione “Porta a Porta”, rispondendo a Bruno Vespa.

(Agenzia Nova – 12 maggio)

75 Cicciolina official

“Il mio messaggio di pace, contro la guerra e per il presidente russo Putin. Mi offro per una notte di sesso, in cambio della pace per Ucraina, per il popolo russo!”

(Ilona Staller su Instagram – 14 maggio)

76 Democrazia diretta

“L'#Ucraina vince l'#Eurovision trionfando al televoto. Un segnale chiaro, netto, esplicito, di quello che vogliono davvero i cittadini!”

(Paola Taverna, vicepresidente del Senato e parlamentare M5S, su Twitter – 15 maggio)

77 Priorità

Matteo Salvini: “Per la Lega le priorità sono la pace e il lavoro”. Replica @Basalb67: “Per me la guerra e la disoccupazione”

(Twitter – 17 maggio)

78 La nuova presidente della commissione Esteri del Senato

Stefania Craxi al posto del 5 Stelle Petrocelli: “Seguirò il diritto, come fece mio padre Bettino”

(Corriere.it – 18 maggio)

79 Ci avvisa

“Vi avviso… NON SEGUITEMI. Sono NO VAX… sono NO MASCHERINA… sono NO GREEN PASS… sono NO UE… sono per uscire dalla NATO… sono NO EURO… e sono NO PD… E PURE NO DDL ZAN… Quindi NON SEGUITEMI”

(Davide Barillari, consigliere della Regione Lazio, ex 5 Stelle, su Twitter – 19 maggio)

80 Ascoltiamo Putin

Ucraina, Silvio Berlusconi: “L'Europa e l'Ucraina devono ascoltare le domande di Putin”

(La7 – 21 maggio. Poi la retromarcia, tra l'imbarazzo dei fedelissimi)

81 Gli auspici di Fusaro

“Abbiamo bisogno oggi più che mai di una Russia e di una Cina forti, sovrane e militarmente autonome, in grado di resistere all'imperialismo Nato e Usa”

(Il filosofo Diego Fusaro su Twitter – 29 maggio)

82 Il byopensiero

“Ormai la stampa, tranne rari casi, come il vostro giornale, La Verità, è solo il megafono di politiche decise altrove e viene usata in chiave pedagogica, per ortopedizzare il consenso. Chiunque abbia un minimo di senso critico si rende subito conto della cappa di feroce propaganda da cui siamo sovrastati, che si parli di vaccini o di Ucraina. Roba da far impallidire Orwell”

(Claudio Messora, ideatore del sito Byoblu, intervistato da La Verità – 30 maggio)

83 Un tweet di Salvini fa il giro del mondo

“Salvini, capo della Lega in Italia, celebra il carico ucraino rubato dalla Russia nella Mariupol occupata, aggiungendo, senza ironia, che 'le armi più potenti sono il dialogo e la diplomazia'…”

(Yaroslav Trofimov del Wall Street Journal, in inglese, su Twitter – 31 maggio)

84 Si parte

Salvini pronto a partire per la Russia. Fonti del partito: “Viaggio imminente”. La Farnesina: “Non ci ha informati”

(La Stampa – 27 maggio)

85-90 Le reazioni degli “alleati”

Di Maio: “Con Putin ci parla Draghi. Non è un tema da tour estivo. Dopo la performance della trasferta in Polonia, forse andare anche a Mosca…”

Calenda: “Matteo, vai a baciare il caciocavallo, saluta le mucche sulla spiaggia e lascia lavorare gli adulti”

Guerini: “Non commento ipotesi di viaggi anche abbastanza improbabili”

Letta: “Salvini a Mosca? Va’ dove lo porta il cuore”

Marcucci: “Sembra un film crepuscolare di Totò”

Tajani: “Salvini vola a Mosca? E che va a fa'?”

(Dichiarazioni di fine maggio-inizio giugno)

91 Mosca non è il Papeete

Salvini: “Missione a Mosca? Non è certo che andrò, non è come fare un weekend a Forte dei Marmi”

(Il Messaggero – 28 maggio)

92 Salvini tra il Papa e La Pira

“Un grande padre della nostra Costituzione, Giorgio La Pira, nel momento più critico della guerra fredda, ebbe il coraggio di andare a Mosca per parlare di pace. Di pace parla da sempre Papa Francesco, il ritorno al dialogo lo chiede ormai la grande maggioranza degli italiani, certo per me sarebbe più comodo stare in famiglia (lo ripete continuamente, ndr)”

(Matteo Salvini a La Stampa – 28 maggio)

93 Il poro Salvini

“Sono solidale con Salvini. Il povero Salvini non è mai stato massacrato così dal sistema politico per tutte le cacchiate che ha detto nel corso della sua carriera, e adesso che ha cercato di fare qualcosa per andare incontro alla pace viene massacrato da tutti. Mancano solo i bombardamenti della Nato su Salvini”

(Michele Santoro a L’Aria che tira, La7 – 31 maggio)

94 Salvini a Mosca. E a Kiev…

Ucraina: il divino Otelma pronto a partire in missione per donare la vittoria a Zelensky

(Fatto Quotidiano – 30 maggio)

95 Pensiamoci

Perché Salvini non è partito ieri come previsto?

“C’è una pausa di riflessione”

(Antonio Capuano, avvocato di Frattaminore, ex deputato di Forza Italia e consigliere di Salvini, sentito da la Stampa – 30 maggio)

96 All'insaputa di Draghi

Salvini trattava con l’ambasciatore russo in Italia all’insaputa di Draghi. Palazzo Chigi: “Non sappiamo nulla dell’incontro, sarebbe grave anche perché sarebbe avvenuto dopo l’invasione dell’Ucraina”

(Domani – 31 maggio)

97 La farsa

La storia della visita di Salvini a Mosca è ormai una farsa. Un po' tutti l'hanno giudicata una pessima idea, resa ancora più bizzarra dal coinvolgimento di un oscuro ex deputato di Forza Italia, Antonio Capuano

(Il Post – 31 maggio)

98 Se telefonando

Prima Salvini assicura: “Sto lavorando alla luce del sole”. Poi sottolinea: “Mi hanno linciato. Non dovevo incontrare Putin, non lo sento da anni. Sono in contatto con il ministro degli Esteri Lavrov”. “Se i dem non vogliono che io vada a Mosca proveremo a raggiungere lo stesso risultato telefonicamente”

(Repubblica.it – 1 giugno)

99 Apprezzamenti

“La verità è che io sono apprezzato dalle ambasciate di mezzo mondo, e questo a qualcuno dà fastidio”

(Antonio Capuano intervistato dal Corriere – 1 giugno)

100 La papessa

“Non sono stata io che ho presentato questo Capuano a Matteo Salvini”

Raccontano altro.

“Sicuro! Non sono stata io! È una cosa che mi offende… La Lega ha uno staff dedicato alla politica estera, più che qualificato. C'è gente come Lorenzo Fontana o Maria Giovanna Maglie, dei grandi professionisti”

(Francesca Chaouqui intervistata da Repubblica – 2 giugno)

I cento giorni che hanno cambiato il mondo. Lorenzo Vita su Inside Over il 3 giugno 2022.

Cento giorni dopo il 24 febbraio 2022, il mondo non è più lo stesso. La guerra, iniziata con l’annuncio di Vladimir Putin per la sua “operazione militare speciale”, ha cambiato il volo dell’Ucraina, della Russia, dell’Europa e in generale del mondo. C’è un prima e un dopo quel giorno di febbraio in cui il presidente russo ha parlato alla nazione dall’ufficio del Cremlino. E tutto questo sommovimento, i cui effetti li potremmo capire sicuramente solo a guerra finita ma forse anche dopo anni, può già essere definito come un terremoto che ha rivoluzionato la stessa idee delle relazioni internazionali e degli attori che ne sono protagonisti.

La guerra ha modificato radicalmente l’idea di Russia, considerata prima solo come ambiziosa potenza in declino dall’animo imperiale (o imperialista). Putin, che ha sempre avuto come suo incubo quello di essere un leader perdente della storia russa, ha fatto in modo che questo conflitto decretasse un nuovo ruolo di Mosca quale potenza globale, superpotenza a ogni costo. Al punto che la minaccia nucleare, agitata come uno spettro da una parte all’altra della barricata, sembra essere l’inquietante soluzione alternativa a decidere il rango della potenza russa. Inoltre, la Federazione russa è piombata in questi cento giorni non solo nell’isolamento internazionale, ma anche in una nuova percezione di sé da parte del resto mondo. L’Europa, che guardava a est con un misto di interesse, paura e rispetto, oggi vive il rapporto con il gigante del fianco orientale in maniera del tutto diversa. La stessa Germania sembra condannata a recidere il cordone che la lega ai giacimenti siberiani e al Baltico. E Mosca oggi sembra essere definitivamente una capitale imperiale, ma soprattutto di un Paese che non viene più considerato nel novero del consesso internazionale.

Anche l’Ucraina ha cambiato radicalmente il suo volto nei confronti del mondo. Da Paese considerato prima diretta emanazione di Mosca e poi una faglia geopolitica tra Oriente e Occidente, oggi Kiev è l’epicentro del nuovo modo di vedere la Russia. Paese martire in cui si svolge la grande guerra che può cambiare le sorti delle parti in campo e del mondo. Volodymyr Zelensky, dopo cento giorni, è il leader più accolto e acclamato del mondo. La sua figura passa dai grandi vertici internazionali ai più importanti eventi di costume, un eroe che per certi versi risulta anche scomodo, ma che rappresenta perfettamente un Paese che deve resistere a ogni costo all’invasione. Il suo governo, in genere composto da veri e propri “falchi” antirussi, è quanto di più lontano dalle logiche del Cremlino ma sta assumendo anche caratteristiche uniche nel panorama europeo. Non più solo filo-Ue, come chiesto da Kiev, ma soprattutto atlantista e nuova gamba di quel sistema balcanico-baltico che ha soppiantato Visegrad in Europa orientale.

L'”operazione militare speciale” ha poi inciso in modo evidente sulla stessa idea di Europa e dei rapporti transatlantici. L’Unione europea ha provato a autodefinirsi e proclamarsi come soggetto geopolitico, specialmente nella fase intermedia tra ritiro dall’Afghanistan e inizio dell’escalation tra Russia e Ucraina, ma ha evidentemente fallito. Bruxelles è apparsa sostanzialmente una capitale Nato, come del resto lo è formalmente, e non un centro politico eminentemente europeo. Francia e Germania hanno provato, attraverso Emmanuel Macron e Olaf Scholz, a evitare il peggio, ma nemmeno i lunghissimi colloqui con Putin hanno saputo fermare la catastrofe imminente. Al contrario, altri Paesi, soprattutto i baltici, hanno saputo offrire immediate certezze alla Nato mentre l’Ungheria ha strappato lo scettro della “mediazione”. La Nato, al contrario, ha preso il sopravvento. Il Regno Unito, che dall’Ue era uscito, è rientrato nel gioco europeo attraverso la sua strategia militare e diplomatica. Mentre a nord, con la richiesta di adesione di Finlandia e Svezia, si è assistito alla fine delle ultime avanguardie di neutralismo europeo frutto della Guerra fredda.

Gli Stati Uniti giocano la loro enorme partita facendo in modo di non perdere il loro “impero” europeo. In questi cento giorni, Washington ha saputo prima prevedere le mosse di Mosca e poi guidare il blocco euro-atlantico nella sfida al Cremlino, sia attraverso le armi all’Ucraina sia attraverso le sanzioni alla Russia. Ne è derivata un’immensa partita a scacchi in cui gli Usa sembrano al momento per aver teso una trappola strategica in cui Putin è caduto insieme alle sue forze armate. Kiev deve diventare il nuovo Afghanistan: quello che sconfisse l’Unione sovietica. Ma la vera sfida, per la Casa Bianca, rimane sempre l’Indo-Pacifico. Lì dove passano i destini del mondo, l’Ucraina appare lontanissima. Ma la guerra di Putin, saldamente ancorato alla partnership con la Cina di Xi Jinping, è un enorme “stress test” per capire fin dove può arrivare un conflitto in cui è coinvolta indirettamente anche l’America. Taiwan osserva interessata. Ma dopo il 24 febbraio 2022, niente può dirsi certo: nemmeno una nuova guerra.

Perché l’Ucraina non è rimasta senza luce durante la guerra? Federico Giuliani su Inside Over il 5 giugno 2022.

Abbiamo appena superato il 100esimo giorno di guerra in Ucraina. Il conflitto, che potrebbe durare altri mesi, è entrato nella sua fase decisiva. Bombe, attacchi missilistici, piogge di proiettili e combattimenti cruenti tra i due schieramenti hanno danneggiato gran parte del Paese. A farne le spese, oltre a civili innocenti e militari, troviamo pure case, appartamenti ed edifici di ogni tipo. In realtà, tra i bersagli più appetitosi per il loro peso strategico non dobbiamo dimenticare le infrastrutture. Non solo strade, ferrovie, aeroporti e porti, ma anche infrastrutture energetiche, in primis centrali nucleari ed elettriche.

Se colpire le prime, come la famigerata centrale di Chernobyl o quella di Zaporizhia, avrebbe provocato effetti devastanti tanto per l’Ucraina quanto per la Russia e il resto del mondo, danneggiare le centrali elettriche avrebbe consentito all’esercito russo di lasciare i nemici al buio.

Immaginiamo la fase uno della guerra, quando lunghissime file di corazzati russi stavano avvicinandosi verso Kiev, quando ancora il blocco occidentale non aveva spedito armi e, soprattutto, quando ancora si riteneva che l’Ucraina fosse spacciata. Torniamo in quei giorni, e immaginiamo cosa sarebbe potuto accadere se le forze del Cremlino fossero riuscite a limitare, o addirittura distruggere, l’intero sistema elettrico nazionale ucraino. In balia dell’oscurità e senza speranze, per Volodymyr Zelensky sarebbe stata molto probabilmente la fine.

Infrastrutture e obiettivi sensibili: prende forma la guerra ombra

La centralità di Kherson nel conflitto in Ucraina

Una nuova repubblica russa a Kherson?

Nessuna carenza energetica

E invece, contro i pronostici più probabili, l’Ucraina non ha mai dovuto seriamente fare i conti con fenomeni di carenza energetica, né all’inizio della guerra né adesso. Certo, le città assediate da Mosca e travolte dall’artiglieria – pensiamo a Mariupol – quelle sì, sono rimaste isolate, tagliate fuori da internet e spesso private dell’elettricità. Ma nel resto del Paese non sono mai state segnalati gravi blackout di massa: per quale motivo?

Come ha ricostruito il sito Politico, la sera del 23 febbraio, e cioè poche ore prima dell’inizio della guerra, Volodymyr Kudrytskiy, capo dell’operatore del sistema di trasmissione dell’elettricità dell’Ucraina, ha effettuato un test di routine programmato. L’obiettivo consisteva nel verificare se il sistema elettrico ucraino fosse in grado di funzionare in isolamento per tre giorni. Per uno strano scherzo del destino, dopo che Kudrytskiy aveva scollegato il Paese dalla rete elettrica d’epoca sovietica, la stessa che lo collegava ai sistemi elettrici russi e bielorussi, la Russia lanciava la sua operazione militare speciale. Da quel momento in poi il disaccoppiamento della rete elettrica ucraina sarebbe diventato definitivo.

Il contributo dell’Ue

L’Ucraina, potendo contare su una connessione di emergenza al sistema elettrico europeo – la Rete europea dei gestori dei sistemi di trasmissione (ENTSO-E) – nel giro di tre settimane aveva già, in parte e nel caso peggiore, le spalle coperte. Detto altrimenti, qualora il Paese avesse dovuto affrontare un blackout di massa, Zelensky aveva una soluzione sul tavolo. In ogni caso, nonsotante i drammi e i danni della guerra, fin qui l’Ucraina non è mai stata costretta a ricorrere a questo salvagente.

Ci sono diversi motivi. Innanzitutto Kiev produce più elettricità di quanta ne consuma, per lo più dal nucleare, dall’idroelettrico e da fonti rinnovabili. Dopo di che, l’Ucraina non ha subito importanti carenze elettriche anche a causa della riduzione della domanda. Ma il fattore chiave, il fattore che ha consentito al Paese di mantenere in funzione la sua rete, si chiama Unione europea. Bruxelles ha fornito al governo ucraino – passandro attraverso hub logistici polacchi, slovacchi e romeni – le apparecchiature necessarie per riparare le infrastrutture danneggiate, tra cui cavi, generatori di energia, torri di trasmissione e interruttori.

Il coordinamento degli aiuti era affidato – e spetta tutt’ora – al Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC) dell’Ue, una ramificazione della Direzione generale per la protezione civile e le operazioni di aiuto umanitario della Commissione europea. Kiev ha inoltre lavorato spalla a spalla con il Segretariato della Comunità dell’energia, impegnato a sua volta a collegare gli sforzi delle imprese private al sistema logistico dell’ERCC.

Se il presente al momento non desta particolari preoccupazioni, il futuro è però tutto da inventare. Il sistema elettrico ucraino, infatti, ha subito un enorme calo dei ricavi, e di questo passo le compagnie elettriche ucraine rischiano di restare senza fondi per continuare a operare. Maxim Timchenko, Ceo di DTEK, la più grande compagnia elettrica privata ucraina, ha spiegato qualche giorno fa che il deficit nel settore energetico dell’Ucraina raggiungerà presto i 250 milioni di dollari al mese. La soluzione? A detta di Timchenko, esportare su vasta scala l’elettricità ucraina in Europa. Attenzione però, perché, al netto di una riserva di potenza variabile dai 2 ai 3 gigawatt, per via di problemi tecnici non tutta l’elettricità ucraina potrebbe essere esportata oltre confine. Al momento, tuttavia, nessun cittadino sembra interessato a queste vicende. C’è una guerra ancora da combattere.

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Le testimonianze dal fronte. L’sos dei soldati a Zelensky: “Cento di noi muoiono ogni giorno, stiamo perdendo, senza armi dovremo ritirarci”. Roberta Davi su Il Riformista il 3 Giugno 2022. 

Nel Donbass si continua a combattere. Lampi continui illuminano la notte di quello che ormai, da cento giorni, è il ‘fronte più caldo dell’Ucraina’. “Perdiamo 600 uomini al giorno” racconta il maggiore Vadym a Fabio Tonacci, inviato di Repubblica a Pokrovsk, nella regione di Donetsk.

Nel pomeriggio il maggiore ha dovuto seppellire uno dei suoi uomini, scavando una buca nel terreno e segnando con una croce di rami. “Cento morti, cinquecento feriti: questa è la media. Non possiamo durare”. 

“Siamo sempre di meno”

Il maggiore Vadym fa parte della 57esima brigata: quando è scoppiato il conflitto contava 700 uomini, ora sono rimasti in 115. La 110ma è dimezzata, mentre alla 58esima brigata è rimasto solo un terzo dei soldati rispetto all’inizio. Le munizioni dell’artiglieria pesante, che è comunque vecchia, sono finite. “Severodonetsk cadrà a breve, quindi o avremo i missili degli americani o ci dobbiamo preparare alla ritirata. I nemici sembrano infiniti, hanno riserve, forze fresche, non gliene frega niente di mandarle al massacro. Noi siamo sempre gli stessi e sempre di meno...” racconta ancora Vadym. Anche il presidente ucraino Zelensky ha dovuto ammettere che tra Lugansk e Donetsk il suo esercito viene decimato, con la Russia che controlla il 20% del Paese. 

Oltre al maggiore Vadym, che ha 36 anni, anche il sergente Maxsim (42 anni) e il soldato semplice Eugen (24 anni) continuano a versare birra nei bicchieri di plastica e raccontano il conflitto, in una notte in cui, sottolinea l’inviato, ‘hanno voglia di parlare’, senza nascondersi dietro il patriottismo o la propaganda. 

Eugen ha sul petto la scritta ‘Simul ad victoriam’, ossia il motto della 58esima brigata motorizzata dispiegata a Sumy prima che Putin decidesse, a fine marzo, di concentrarsi su Severodonetsk, nel Lugansk, ora per l’80% in mano russa. Lui non si separa mai dal suo kalashnikov: “È l’unica arma che ho e di cui non temo che finiscano i proiettili” sottolinea. Sul suo corpo, oltre ai tatuaggi, i segni della guerra, come la psoriasi da stress: e da quando si ritrova a percorrere ‘l’autostrada della morte’, 67 chilometri in cui si ha il 50% di possibilità di saltare in aria, ha iniziato a perdere anche i capelli. I cannoni M777 inglesi sono pochi, ed è necessario imparare a usarli; gli obici italiani non bastano, i lancia missili a medio raggio americani non sono ancora arrivati. Secondo Eugen in Donbass si combatte “da 8 anni e 100 giorni”.

“Non hanno mai smesso di martellarci”

Il maggiore ricorda il momento in cui i bombardamenti si sono fatti più intensi: Putin intanto vuole gli interi territori di Lugansk e Donetsk. Le prossime mosse sono ancora un mistero.

“Quando a Kiev festeggiavano la liberazione della capitale, abbiamo visto calare colonne di tank e lanciamissili russi. Era il 25 marzo, me lo ricordo bene. Non ne parlò nessuno, allora. In ventiquattrore ce li siamo trovati vicino a Severodonetsk, non hanno mai più smesso di martellarci...“sottolinea Vadym. Sono trascorsi più di tre mesi di una guerra di cui ancora non si vede la fine. Roberta Davi

Le insostituibili perdite dell’esercito di Kiev nel conflitto in Ucraina. Paolo Mauri su Inside Over il 3 giugno 2022.

Fog of war. La “nebbia di guerra” che avvolge il campo di battaglia e non permette di avere informazioni precise sull’avversario. In senso lato questa nebbia avvolge tutto quello che riguarda i belligeranti, che nel momento dello scoppio del conflitto si adoperano in una propaganda finalizzata a esagerare le perdite avversarie e ridimensionare le proprie, oltre a cercare di inquinare la narrazione generale della guerra, sue motivazioni incluse.

Una metodologia che si è sempre usata, sia per galvanizzare il fronte interno, sia per minare il sostegno alle operazioni militari dell’opinione pubblica avversaria, ma anche per cercare consenso tra la popolazione di Paesi alleati e partner, che in un regime di governo democratico ha un peso non indifferente nelle decisioni politiche.

La guerra in Ucraina è appena entrata nel suo 100esimo giorno, e in Occidente, in Europa, ci siamo profusi in analisi e dissertazioni sulle operazioni belliche russe soffermandoci su tattiche, errori, obiettivi e sul conteggio delle perdite di uomini e mezzi. Un atteggiamento scaturito, negli analisti, non da una presunta necessità di sminuire la forza delle forze armate di Mosca per questioni di propaganda antirussa, ma proprio a causa dell’andamento stesso delle operazioni il cui esito ha sorpreso i più, sebbene tra coloro che hanno attentamente osservato gli strumenti militari della Russia e dell’Ucraina nel corso degli anni (del resto questo conflitto perdura, se pur in modo diverso, dal 2014) ci sia stato qualcuno che timidamente aveva affermato che l’esercito russo non avrebbe avuto vita facile in caso di invasione.

Ci si aspettava una capitolazione piuttosto rapida dell’Ucraina, anche nella convinzione che il “rullo compressore” russo avrebbe travolto le difese di Kiev, che qualitativamente non erano all’altezza per contrastare un’offensiva in grande stile. Si pensava che il Thunder Run, termine anglosassone che si usa per indicare la tattica russa di inviare colonne corazzate velocemente in avanti, avrebbe avuto ragione dei reparti ucraini dopo una manciata di settimane, forse perché proprio noi occidentali, o meglio alcuni di noi, avevamo sopravvalutato l’efficienza dell’esercito russo e dei suoi Btg (Battalion Tactical Group), così come dei suoi sistemi d’arma.

In 100 giorni di guerra Mosca, a fronte della resistenza offerta dall’esercito ucraino, ha invece dovuto rimodulare i suoi obiettivi, pur sempre mantenendo saldamente l’iniziativa tattica: da un’azione su Kiev/Chernihiv alla ritirata, da un’azione verso Dnipro da Kharkiv a un arretramento per concentrarsi sul Donbass prima e sul saliente di Severodonetsk poi, da una puntata verso Mykolaiv per cercare di raggiungere Odessa a un più saggio arroccamento con guadagno di profondità territoriale da Kherson verso l’entroterra lungo la sponda occidentale del fiume Dnepr.

Una guerra che ha mostrato errori, sottovalutazioni e problematiche strutturali dei russi, ma anche errori e problematiche degli ucraini, spesso e volentieri dimenticati nella narrazione del conflitto: del resto, come in ogni guerra, le operazioni belliche non vanno quasi mai nel modo in cui vengono pensate.

Presi dall’analisi del warfighting russo, dicevamo, ci siamo dimenticati di dare spazio alle perdite ucraine. Perdite che in un conflitto d’attrito tra due attori caratterizzati da un potenziale bellico molto differente, diventano fondamentali per prefigurarne l’esito finale. Kiev, costretta sulla difensiva proprio per la differenza di potenziale bellico, recentemente ha cambiato parte della sua narrazione di propaganda, dapprima ammettendo che la situazione nel saliente di Severodonetsk, dove i russi avanzano lentamente ma costantemente, è “estremamente negativa”, poi affermando che la Russia ha il controllo del 20% del Paese (comprendendo qui territori occupati dal 2014).

Conteggiare le perdite diventa difficile in una guerra dove la propaganda di ambo le parti, come detto, si adopera per distorcerne l’entità numerica, esiste però la possibilità di farsene un’idea affidandosi ad alcune fonti Osint (Open Source Intelligence) che considerano solo quelle effettivamente confermate.

Sfruttando queste fonti possiamo quindi stimare l’ordine di grandezza dei mezzi che l’Ucraina ha perso durante questi primi 100 giorni di guerra, che ammontano a 1122 di vario tipo. In dettaglio l’esercito di Kiev ha perso 187 Mbt (Main Battle Tank), 130 Ifv (Infantry Fighting Vehicle), 65 Apc (Armoured Personnel Carrier), 118 altri veicoli per la fanteria, posti comando o del genio, 31 pezzi di artiglieria trainata e 38 semoventi, 19 Mlrs (Multiple Launch Rocket System), 44 veicoli di sistemi missilistici antiaerei, 25 aerei ed 11 elicotteri che vanno ad aggiungersi a 19 Uav (Unmanned Air Vehicle), 18 unità navali (tra cui l’unica fregata classe Krivak III), ma soprattutto 295 mezzi di trasporto come jeep e camion.

Stimare le perdite umane, se possibile, è ancora più difficile ma possiamo fare delle considerazioni mettendo in rapporto la consistenza delle unità (Brigate, Battaglioni, Reggimenti) e il numero di feriti/prigionieri confermato nonché assumendo, ad esempio, che per ciascun Mbt perduto ci siano molto probabilmente 2,5 uomini che hanno subito la stessa sorte in quanto un carro armato di fabbricazione russa ha tre membri di equipaggio e il numero di carri distrutti/catturati (quindi con personale andato perduto) rappresenta la maggior parte delle perdite (176). Questo ragionamento può essere generalmente applicato anche agli altri veicoli distrutti/catturati ma con un coefficiente maggiore per gli Apc/Aifv (4,5) e minore per jeep, camion (1,5). Così facendo le perdite del personale dei mezzi ucraini ammonterebbe a circa 2800 unità (per difetto), a cui però bisogna aggiungere quelle della fanteria. Qui la stima è molto più difficile ma ci può venire in aiuto quanto visto durante l’assedio di Mariupol e altre fonti aperte. Per quanto riguarda la città recentemente conquistata sappiamo che era difesa, al culmine dell’assedio di Azovstal ad aprile, da una brigata di fanteria di marina, una di fanteria e un battaglione leggero. Orientativamente, quindi, se si trattasse di unità al minimo completo, staremmo parlando di circa 9500 uomini, ma probabilmente questo numero va ridotto di almeno un terzo.

La Russia ha dichiarato di aver catturato 3800 prigionieri durante tutto l’assedio della città sino alla sua conclusione, permettendo quindi di calcolare le perdite in vite umane intorno al 40% della forza originale (calcolata su 6400 uomini). Considerando che altre unità, in altri settori del fronte, hanno subito un vero e proprio annichilamento, ma che si tratta di eventi sporadici stante il ritiro ucraino là dove l’avanzata russa è più vigorosa possiamo quindi considerare valida questa percentuale anche ricordando che lo stesso governo di Kiev, recentemente, ha affermato che l’esercito ucraino perde tra i 60 e i 100 soldati ogni giorno insieme a 500 feriti.

Possiamo quindi stimare le perdite umane ucraine dall’inizio del conflitto comprese tra i 5500 e gli 11mila uomini, a cui si devono sommare circa 18mila feriti. Nonostante l’Ucraina abbia avviato una mobilitazione generale da tempo, arrivando quindi a poter mettere in campo 200mila uomini in servizio attivo (e 900mila della riserva), questo rateo di perdite diventerà insostenibile dal punto di vista del fronte interno, pertanto in un conflitto di lungo periodo con la Russia, Kiev, se non adeguatamente sostenuta militarmente sarà costretta a richiedere una tregua, considerando che il sostegno occidentale ha delle implicazioni politiche che vanno ponderate con molta attenzione e soprattutto esso va incontro a difficoltà logistiche non indifferenti, che comunque potrebbero renderlo vano ai fini dell’arretramento russo, ma pur sempre efficace per far arrivare l’Ucraina a un tavolo di trattative, se non da una condizione di forza, almeno da Paese che non si è arreso incondizionatamente.

UN BILANCIO SANGUINOSO. Cento giorni di guerra in Ucraina: le perdite russe. DAVIDE MARIA DE LUCA su Il Domani il 03 giugno 2022

Secondo le principali stime, tra i 30 e i 40mila soldati russi sarebbero stati uccisi, feriti o catturati, mentre ci fotografie e filmati che mostrano la distruzione o la cattura di oltre 4mila veicoli: la velocità delle perdite russe però è crollata da quando è iniziata l’offensiva in Donbass

Sono passati cento giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Anche se rimane difficile farsi un’idea precisa di cosa accade nel paese a causa della propaganda di entrambi fronti, su una cosa esperti e analisti militari sono concordi: la Russia ha subito perdite di uomini e di mezzi elevatissime, le più alte in un singolo conflitto dalla fine della Seconda guerra mondiale.

PERSONALE

Né i russi né gli ucraini diffondono pubblicamente e in modo preciso e aggiornato dati sui soldati morti, feriti o catturati. Fino ad oggi, gli ucraini si sono limitati a dire che perdono tra i 50 e i 100 soldati al giorno, mentre nell’ultimo aggiornamento, che risale a marzo, i russi hanno parlato di appena 1.500 soldati uccisi.

Allo stesso tempo, circolano diverse stime realizzate dai servizi di intelligence e da analisti indipendenti. A complicare la situazione, c’è il fatto che spesso non è chiaro se le cifre diffuse si riferiscano ai soli soldati uccisi, o includano anche i feriti.

È il caso degli ultimi numeri diffusi dagli ucraini, in cui si parla di soldati russi «liquidati» (usano proprio questa espressione) dalle loro forze armate. In un comunicato diffuso il 2 giugno, si parla di 30.850 soldati russi «fuori combattimento». Con ogni probabilità, questa cifra include anche i feriti. Normalmente si considera che in guerra i feriti sono circa tre volte i morti. Se gli ucraini avessero ucciso 30mila soldati russi, significherebbe almeno 90mila feriti, per un totale di 120mila perdite complessive: una cifra pari all’intero contingente russo entrato in Ucraina all’inizio dell’invasione.

Secondo le intelligence occidentali, i russi potrebbero aver subito un massimo di 15mila soldati uccisi e 40mila feriti. Probabilmente queste sono le cifre più realistiche. 

In ogni caso, se questi numeri venissero confermati, significherebbe che in cento giorni di combattimento in Ucraina, i russi hanno subito più perdite che in dieci anni di conflitto in Afghanistan, il più sanguinoso tra quelli combattuti dall’Unione sovietica dopo la fine della Seconda guerra mondiale.

E I MEZZI

Le perdite di mezzi militari sono per certi versi più facili da stimare. Il conflitto in Ucraina è il più documentato della storia. La quantità di immagini  e filmati che circolano su internet, in particolare su Telegram, è enorme e molte fotografie e molti video mostrano carri armati, veicoli o altri aerei venire distrutti.

Una fitta comunità di esperti indipendenti si occupa da mesi di verificare ciascuna di queste immagini, assicurandosi che non siano doppioni già mostrato in altri filmati, per poi utilizzarle per stimare le perdite di mezzi subite da una parte e dall’altra.

Secondo uno dei membri più attivi della comunità, l’analista olandese Stijn Mitzer, conosciuto su Twitter come @Oryxspioenkop, la Russia avrebbe perso un totale di 4.214 veicoli, di cui oltre la metà distrutti e un terzo catturati.

Tra questi, i soli carri armati sono 751, tra cui alcuni dei veicoli più moderni dell’intero arsenale russo, come i T90, i T80 e le versioni più moderne dei T72. I blindati per fanteria di vario tipo distrutti o catturati dagli ucraini sono il doppio, circa 1.500. A questi si aggiungono 250 sistemi di artiglieria di vario tipo e 63 sistemi di missili antiaerei, una perdita particolarmente problematica poiché ognuno di questi sistemi è estremamente costoso. Infine, i russi hanno perso almeno 30 aerei da combattimento e 43 elicotteri.

LE ULTIME SETTIMANE

La maggior parte di queste perdite sono state inflitte nelle prime settimane dell’invasione, quando l’esercito russo si è lanciato in una serie di ampie e ambiziose offensive spesso poco organizzate e supportate. Per settimane, le truppe russe hanno subito imboscate, attacchi alle spalle e sono state bombardate dagli ucraini mentre si trovavano in terreno esposto. 

Ad aprile, quando la situazione era divenuta insostenibile, i russi hanno deciso di ritirarsi da tutto il nord dell’Ucraina e concentrarsi nel loro attacco contro il Donbass. Da allora, le loro perdite si sono ridotte sensibilmente. Sul ristretto fronte orientale, la superiorità dell’artiglieria russa e la lezione imparata dalle prime settimane di guerra, non solo ha aiutato i russi a ridurre il logoramento delle loro forze, ma gli ha anche consentito di ottenere nuove, anche se piccole, vittorie. 

DAVIDE MARIA DE LUCA. Giornalista politico ed economico, ha lavorato per otto anni al Post, con la Rai e con il sito di factchecking Pagella Politica.

I russi "li stanno macinando", Domenico Quirico fuori dal coro a Tagadà: "Quei tonti dei generali ucraini..." Il Tempo il 25 maggio 2022.

Una macina che trita uomini, lentamente, uno dopo l'altro. È da brividi la metafora usata da Domenico Quirico per riferirsi all'avanzata delle forze armate russe nel Donbass. Altro che "impantanati", l'esercito di Vladimir Putin rischia di non lasciare nulla sul terreno. Il veterano degli inviati di guerra ha commentato gli sviluppi del conflitto in Ucraina mercoledì 25 maggio nel corso di Tagadà, il programma condotto da Tiziana Panella su La7. 

Il giornalista della Stampa fa cadere alcuni luoghi comuni del racconto bellico delle ultime settimane. L'esercito russo sta agendo come "una macina, le grandi pietre dei mulini che riducono il grano in farina, in polvere. Invece dei chicchi ci sono uomini, case, campi, città... È la macina russa, stanno macinando gli ucraini" commenta Quirico gelando i conduttori. Sii parlava infatti dell’ulteriore invio di armi all'Ucraina per fermare l'avanzata russa. Ma a cosa serve mandare armi se non ci sarà nessuno per usarle, argomenta Quirico: "Possono mandare gli armamenti che vogliono ma fino al fiume Dnpro non c'è più nulla. Mezza Ucraina" non c'è più, afferma il giornalista.  

Il racconto di Domenico Quirico stride con la narrazione di una resistenza ucraina sempre più forte e dei russi che rallentano. "Ognuno racconta la sua verità. L'avanzata è lenta perché annientano tutto quello che c'è davanti, i russi si affidano al 'dio della guerra', l'artiglieria. I tempi sono lenti, ma i russi distruggono tutto. È la guerra d'attrito, logora lentamente fino a quando" la resistenza "si spezza e crolla tutto". A Mariupol "questi tonti dei generali ucraini per far propaganda hanno lasciato i soldati chiusi sotto l'acciaieria Azovstal. Qui è guerra di artiglieria, come la prima guerra mondiale. I russi sono rimasti lì".

Domenico Quirico per “la Stampa” il 29 maggio 2022. 

È la guerra, quella primitiva, lineare, elementare, annientatrice, polverizzatrice, che paralizza il cervello, istupidisce, spezza la certezza fisica del penso e quindi sono. Invece non sei più, muori prima di morire. 

La novecentesca tempesta di acciaio, distruzione e morte allo stato puro. Non la guerra elegante, ingegnosa, high tech, fantasiosa, eroica, creativa, futurista con cui gli ucraini ci hanno illuso per novanta giorni. Questa è la guerra dei russi, non la guerra putiniana: dei russi, la loro guerra da sempre. E infatti la stanno vincendo.

È la guerra fatta con «il Garofano», «l'Acacia», «il Giacinto». Purtroppo non sono fiori o alberi ma il beffardo soprannome che i russi hanno dato ai loro cannoni semoventi, il loro dio della guerra: il Gvozdika da 122 millimetri di calibro, gli Akatsiya, i Giatsint-S da 152 millimetri. E poi i lanciarazzi multipli, i vecchi Grad degli Anni Sessanta da 122 millimetri, anticaglie per i buongustai della guerra alla moda, ma che uccidono, oh! come uccidono. Con a fianco quelli nuovi, gli Uragan da 220 millimetri e i mostruosi Smerch, turbine, da 300.

L'arte di vincere, da sempre, consiste nel trascinare con l'astuzia o con la forza l'avversario a combattere la tua guerra, quella per cui hai talento, sei più preparato nei mezzi e nelle tattiche o quella che si adatta al terreno che hai scelto. Settimana dopo settimana i russi, nel Donbass, hanno attirato gli ucraini nella loro guerra, quella in cui sono maestri, la guerra-macina. Bisogna immaginare quelle antiche, gigantesche macine di pietra che si vedono ancora nei vecchi mulini dell'Ottocento. Un enorme macigno ruota su un'altra lastra di ardesia e a poco a poco, chicco dopo chicco, il grano, l'avena, tutto viene ridotto in polvere.

Ecco: questa è la guerra russa che purtroppo sta polverizzando il Donbass. Il tambureggiare dell'artiglieria russa cresce come se in alto fluttuasse una tempesta che ammassa gigantesche onde sonore mandandole a infrangersi contro le cittadine, i villaggi, le linee ucraine. 

Quando non c'è vento l'aria immobile rende quella musica infernale ancora più spaventosa. Davanti agli uomini rannicchiati nelle cantine o curvi nelle trincee, che tremano e bestemmiano, le esplosioni lanciano in ogni direzione frammenti metallici, gli uomini e le cose, i muri, le strade, i pali della luce, i ponti, volano in aria, si disintegrano. I proiettili via via che il tiro si allunga volano gemendo e sibilando, assetati di sangue.

L'uragano dei colpi aumenta, sembra che il nemico disponga di proiettili infiniti e poi il fragore dei lanciarazzi che varia di tanto in tanto soltanto perché sembra arrivare da direzioni opposte, sommerge ogni altro rumore. 

Come la macina l'artiglieria tritura uomini, case, strade, campi, vite, sogni, speranze, illusioni, paure e viltà, lascia solo briciole, farina di vite e luoghi. La fanteria allora avanza guardinga, lei stessa resa incerta dalla totalità minuziosa di quella distruzione, calpesta ciò che era e non sarà più. 

È strano che i generali ucraini non abbiano previsto che la guerra, prima o poi, sarebbe diventata questa e che rischiavano di perderla. In fondo sono usciti dalle stesse accademie militari dei loro nemici di Mosca, hanno imparato le stesse nozioni.

In guerra la propaganda è indispensabile, qualche volta perfino virtuosa se sei vittima di una aggressione. Il rischio però è che a un certo punto si inizi a credere a ciò che hai inventato per indebolire il nemico e motivare coloro che possono aiutarti. Forse gli ucraini hanno creduto che l'esercito russo, respinto nelle prime settimane, fosse davvero una accozzaglia impotente, formata da soldati demotivati o dediti solo al saccheggio, che i carri armati fossero ferri vecchi che potevi annientare con un drone da giardino, che giovanotti sui «quad» potessero fermare intere divisioni. Ma la guerra è hegheliana purtroppo, impone la regola dei fatti, di ciò che è.

L'esito non è scontato. Forse l'avanzata russa si fermerà, nuove armi americane, una artiglieria altrettanto pesante, permetterà di imbastire nuove linee di resistenza, contenere, costringere i russi a una guerra più dispendiosa in uomini e materiali. 

Oppure: i russi stanno semplicemente cercando, allargando questo universo di distruzione, la smagliatura, il punto critico nello schieramento avversario. Può accadere in un attimo, ovunque: in qualche villaggio un reparto resta senza munizioni, l'unica linea aperta con le retrovie è sotto tiro. Oppure i soldati hanno la sensazione che a destra e a sinistra non ci siano più i reparti che si coprivano reciprocamente. Quel bombardamento che sembra infinito, il fumo, la polvere, i feriti che urlano: non si riesce a ragionare. Subentra il panico, voltano le spalle, si ritirano di corsa. Basta questo, ecco lo strappo. Una maglia dopo l'altra l'ordito si sfilaccia.

 Prima che ciò possa accadere l'Occidente, americani e inglesi da una parte e l'Europa devono decidere, non hanno più spazi di rinvio. Occorre rispondere alla domanda che la illusione di una vittoria ucraina aveva permesso di mettere da parte: Putin è accettabile per le democrazie, può coesistere in un ordine mondiale che non sia dominato dalla paura e dalla prevaricazione attraverso la forza? Se la risposta è no, come assicuravano fino a ieri Biden e Johnson, allora per salvare l'Ucraina bisogna scendere direttamente in guerra. 

L'idea di consumare l'autocrate di Mosca con una lunga, velenosa guerriglia condotta sul terreno dagli ucraini, è superata dai fatti. Se Putin può convivere con le democrazie allora bisogna convincere Zelensky a non farsi illusioni, che tutto quello che i russi hanno conquistato dal 2014 a oggi è definitivamente perduto, dire la verità agli ucraini. Bisognerà poi non telefonare a Mosca, ma trattare apertamente con Mosca.

 C'era una idea buona nel metafisico «piano di pace» italiano, esistito a quanto pare solo sui tweet e sui giornali e non depositato nelle cancellerie, che apre una nuova stagione della diplomazia «creativa», ipotetica, usa e getta. Era la proposta di convocare dopo il cessate il fuoco una conferenza sugli equilibri in Europa, concessione dolorosa perché era questa la vera prepotenza putiniana, ma necessaria.

Domenico Quirico per “la Stampa” il 3 giugno 2022.

Cento giorni: abbiamo vissuto prima del 24 febbraio sopra un vecchio fondo di illusioni e di leggende consolanti, l'Europa della pace, la legge delle armi relegata ai conflitti dei più poveri, fanatici e ignoranti, la luccicante concorrenza dei consumi delle nazioni... Esse hanno impregnato i nostri spiriti, ci hanno foggiati e hanno una grossa parte di responsabilità negli eventi crudeli che l'attacco di Putin all'Ucraina ha fatto svolgere davanti a noi. Quello che era prima è stato falciato dalle raffiche delle mitragliatrici e si è decomposto nei crateri dei missili. Non ha più corpo né credito se non in qualche fossile dell'ottimismo a ogni costo che pensa che, per miracolo, come è andato in pezzi un mattino il mondo possa tornare a quell'ordine, precario quanto precario ora lo sappiano!, che invece è definitivamente perduto.

Cento giorni ed è già difficile ricordare cosa facevamo quel 23 febbraio, il giorno prima. E dire che era appena da qualche settimana che tutto di nuovo pareva facile, la vita favorevole piena di imprese rischiose e riuscite! La pandemia si stava trasformando in ricordo, qualche obbligo residuo, le mascherine! Aveva ancora diritto a una polemica, si parlava, che bella parola, di ripartenza. E invece, di nuovo, è il tempo delle idee tetre. 

Perfino il primo mese di guerra oggi ci appare come spaesato, impalpabile, non riusciamo a ritrovarne il ritmo. Era il tempo in cui i russi, illudendosi pare della guerra lampo, si erano ingolfati nella breccia verso Kiev. Gli eroici ucraini, incredibilmente, ci davano dentro, resistevano.

Fu il tempo dei fotogrammi, ripetuti milioni di volte fino a dare una visione di perennità, dei carri armati impantanati nel terreno grasso d'Ucraina, delle colonne, di 60 chilometri! Che saltavano in aria sotto i colpi geniali, si diceva, dei droni fai da te. Donne e bambini nelle strade confezionavano inutili bottiglie molotov, non servivano militarmente a niente ma ci ricordavano che quando qualcuno è aggredito allora si diventa eroi: così, normalmente, con l'impegno che si mette a far bene il lavoro o a compilare il compito in classe.

È vero. Le città come Kiev sotto i colpi di missili che sembravano gettati a casaccio, con schianti di rovina, erano come ammassate in un angolo fosco della nostra attenzione: sciupate, tarlate, annerite dagli incendi. E alle frontiere si ammassava la migrazione delle donne e dei bambini, portandosi dietro la memoria degli ordigni che passavano col rumore di una urlata, con un soffio di aspirazione nello spazio, e avevano l'aria di sospetto e di incerto destino di tutti gli emigranti: piccoli, silenziosi, denti stretti e cappotti abbottonati. Il destino. Guardarli dava forza e gioia alla nostra pietà, l'accoglienza, parola sempre così aspra e piena di sottintesi, allora ci usciva di bocca svelta, sonora. Ecco l'Europa: incontri e sedimenti di civiltà, amicizie che rimontano i secoli, popoli affacciati su questa vecchia terra che spettegolano l'un l'altro. Ucraini venite!

Siete nostri fratelli, noi siamo con le vittime. Quasi sempre.

Eppure tra noi e loro, in fondo ai treni e agli autobus che l'avevano portati via, c'era una distanza enorme, un abisso, tutti i mille chilometri che erano stati percorsi e i giorni che sarebbero venuti. Loro erano stati là, noi no.

Avevamo forse scoperto il modo perfetto per essere in guerra e non esserci, sentirci eroici senza andare al di la del confine della Nato diventato di colpo la frontiera tra il bene e il male putiniano, dai contorni un po' mongoli, un po' staliniani. 

Era il tempo in cui mandavamo agli ucraini aiuti militari difensivi, solo per «resistere». E ci si affannava a precisare che quella era la guerra contro Putin e non contro i russi, anche loro vittime del dispotismo. Si descriveva l'ex spione con cui convivevamo benissimo da venti anni come un enigma che aveva una caverna al posto del cuore, da cui uscivano progetti crudeli, insondabili. 

Zelensky, il presidente un po' oligarca un po' attore, spuntava sugli schermi, assertivo, implacabile, sembrava che ci guardasse negli occhi ricordandoci che dovevano essere eroi, ci ingiungeva di scendere in guerra per non essere le prossime vittime. Correvano brividi: ma noi non eravamo in guerra, aiutavamo semplicemente la pace. E qualcuno che non aveva mai visto un carro armato se non al cinema e credeva di sapere che cosa è la guerra ci tranquillizzava spiegando che un anticarro portatile è una arma difensiva, uccide ma non impegna.

Oggi, dopo appena cento giorni, siamo all'invio di missili e di obici che fanno vibrare lo spazio. Ma neanche questi basteranno tra qualche giorno e settimana. Perché è la guerra che detta le sue regole quando pianta gli artigli in un luogo e inizia a alzare, golosa, inesorabile, la posta.

I russi si ritiravano allora! Il miracolo era riuscito, l'esercito dell'Orco veniva descritto come una masnada di generali corrotti e incapaci e di soldati renitenti. Si tracciavano, troppo presto, i conti del dopo: le riparazioni da chiedere, le punizioni da esigere.

Poi è venuta Bucha e gli altri quartieri dell'orrore, con i cadaveri abbandonati per strada, le tombe scavate in frettolosi strati di terra nei giardini delle case e dei parchi, i filmati con i civili in fila per l'esecuzione. Abbiamo scoperto che la guerra anche quella tra europei, non è un gioco di scacchi, non ha regole o linee che non si possono infrangere. I russi non erano soltanto aggressori che volevano imporre nel Palazzo di Kiev un suddito obbediente come un tempo, erano irrequieti avventurieri che cercavano la strage, il bottino e il disordine. La guerra ha cominciato a sfogliare le nostre educate, ipocrite illusioni: non ce la saremmo cavata con le sanzioni e gli eroici sudori di una estate senza aria condizionata.

È allora che la guerra è cambiata. Ed è stata la seconda frustata: Mariupol e l'acciaieria assediata con le latonie a difendere un cieco, inutile coraggio. La guerra è diventata un accatastamento di cose selvagge, livide che si mescolano, si confondono in cui i giorni si incidono con una brutalità da acquaforte.

Da allora è tornata nella piana del Donbass, tra le montagne morte dei residui di carbone da dove era partita otto anni fa. E ora tutto odora acremente di polvere e i russi, per vincere, hanno stabilito che qui dopo non sussista più niente. 

La battaglia divora vite nelle pianure di Severodonesk e di Lugansk, la morte sbriciolatrice dell'artiglieria si insinua, svela sua faccia primitiva e maledetta. Città e villaggi perdono la loro aria di balocco nelle pianure mosse da onde di inutile grano che non si può raccogliere. Alti camini di fumo salgono tra le case e le fabbriche. Ogni cosa muore in un grigio uniforme. I russi avanzano tra rovine che sembrano già vecchie, fatte di lembi di muri, aguzzi come denti cariati.

Il Donbass sta per morire. Il Donbass muore. In un rombo cupo martellato dai colpi più forti come in un tappeto di incudini, soldati ucraini, lividi, con le divise di fango, si ritirano. Muoiono, ora si ammette, a centinaia ogni giorno. A mezza voce lanciano le prime accuse: a Kiev li hanno traditi, lasciati in balia del nemico senza munizioni, senza armi efficaci... I civili che non hanno potuto o voluto fuggire, una folla avida e magra, aspettano i russi che avanzano cauti. Nascondono le bandiere ucraine e li guardano passare con occhi già ostili. 

Ci si prepara al dopo, bisogna sopravvivere, il destino sembra aver gettato i suoi dadi. Non c'è più niente della Ucraina qui, la terra a cannonate è stata fatta tornare al caos delle prime età sotto il suo cielo immenso come il dolore. Zelensky ha ammesso che i russi controllano ormai il venti per cento dell'Ucraina. È questa la vittoria di Putin? Qualche chilometro di pianura dove le vittime, la bocca spalancata, le braccia in croce, aspettano la loro seconda morte.

Tre mesi di guerra: ecco i risultati. Luigi Alfonso su Vita.it il 24 maggio 2022.  

Sono trascorsi esattamente 88 giorni dal 24 febbraio, quando le truppe russe hanno invaso il territorio ucraino. Da allora, migliaia di persone sono morte, e molte di più sono rimaste ferite. In tanti hanno perso la casa e il lavoro. Sono oltre 6,3 milioni coloro che hanno chiesto rifugio in altri Paesi, compresa l'Italia

Tre mesi ad oggi. Sono trascorsi esattamente 88 giorni dall’inizio del conflitto in Ucraina. Uomini e donne, giovani e anziani, soldati e civili: come sempre, sono finiti tutti in questa spirale di cieca violenza che risparmia pochi e coinvolge tutti, più o meno direttamente. Secondo i dati Unchr, al momento sono oltre 6,3 milioni i rifugiati (su una popolazione di 44 milioni di abitanti) che dall’Ucraina si sono riversati nei Paesi vicini in cerca di aiuti e di una maggiore sicurezza, a partire dall’alba del 24 febbraio. Altri 7,7 milioni di persone sono sfollati all’interno dell’Ucraina. Si stima che circa 13 milioni di persone siano bloccate nelle aree colpite dal conflitto o impossibilitate a potersi spostare, per differenti motivi. Tre mesi or sono, alle prime ore del mattino, ben 7,5 milioni di bambini (fonte: Save the Children) si sono svegliati e, all’improvviso, si sono trovati esposti a gravissimi pericoli: danni fisici, pesanti traumi psicologici, sfollamento, persino abusi. Si contano migliaia di vittime tra i civili: tra questi, centinaia sono bambini. In pochi giorni la guerra è arrivata ovunque, colpendo anche abitazioni, scuole, asili, orfanotrofi e ospedali. Nell'Ucraina orientale, più di 400mila minori vivono nelle aree ad alto rischio.

È sempre difficile stabilire con certezza il numero dei morti in una guerra che è ancora in corso. Sarebbero oltre 29mila i militari russi deceduti, ma queste cifre sono da prendere con cautela perché provengono dalla parte avversa, secondo la quale i soldati ucraini caduti sarebbero meno di quattromila. Risulta oggettivamente difficile pensare (purtroppo) che le proporzioni siano davvero queste, viste le differenti forze messe in campo dai due eserciti. I russi, dal canto loro, tendono a minimizzare.

Secondo le stime dell’Unocha, l’Ufficio delle Nazioni Unite per le azioni umanitarie, circa 12 milioni di persone in Ucraina hanno avuto (e in parte ancora hanno) bisogno di assistenza umanitaria.

Le persone in fuga dai combattimenti all’interno dell’Ucraina hanno cercato (e ancora cercano) riparo ovunque sia possibile trovare un minimo di sicurezza. Molti si stanno ancora rifugiando nelle stazioni ferroviarie, come quella di Dnipro. Chi ha potuto, ha già raggiunto da tempo familiari, parenti, amici o conoscenti in altri Paesi europei. Altri hanno chiesto rifugio ai governi ospitanti. In Italia, secondo i dati ufficiali forniti dal Ministero dell’Interno (aggiornati alla mattina di sabato 21 maggio), sono 119.735 le persone in fuga dal conflitto in Ucraina giunte sinora da noi. Di queste, 113.683 si sono presentate alla frontiera e 6.052 controllate dal compartimento della Polizia ferroviaria del Friuli Venezia Giulia. Sul totale, 62.490 sono donne, 17.238 uomini e 40.007 minori. Le principali città di destinazione dichiarate all'ingresso in Italia continuano a essere Milano, Roma, Napoli e Bologna, in netta prevalenza donne e minori.

Guerra Ucraina, tre mesi dopo come sono cambiati gli obiettivi per Russia, Stati Uniti, Europa e Kiev. Francesco Battistini, Andrea Marinelli, Stefano Montefiori, Guido Olimpio, Giuseppe Sarcina, Paolo Valentino su Il Corriere della Sera il 24 maggio 2022.

Sono passati tre mesi da quando le truppe russe hanno varcato il confine la notte del 24 febbraio ed è cominciata l’operazione militare «speciale» di Vladimir Putin: come saranno, ora, i prossimi tre mesi? 

Sono passati tre mesi esatti da quando le truppe russe hanno varcato il confine la notte del 24 febbraio ed è cominciata l’operazione militare «speciale» di Vladimir Putin, un’invasione dell’Ucraina con l’obiettivo — secondo il presidente russo — di «denazificare» il Paese e proteggere la popolazione russofona. Da allora sono passati 90 giorni, durante i quali migliaia di soldati sono morti da entrambe le parti, e i piani dei due contendenti sono mutati più volte adattandosi al campo: quali sono oggi gli obiettivi di Kiev, Mosca, Washington e Bruxelles, oltre a quelli militari?

L’Ucraina

(Francesco Battistini, inviato a Kiev) L’unità contro il nemico non si discute. L’unanimità su come sconfiggerlo, però, è un’altra cosa. Il fronte Ucraina non si spacca, ma un po’ si crepa. E qualche segnale s’intravvede nelle dichiarazioni del presidente Volodymyr Zelensky, talvolta in contrasto con quelle del suo stesso staff. Primo caso: riconquistare militarmente la Crimea costerebbe all’Ucraina «centinaia di migliaia» di morti, dice Zelensky? Macché, spiega meglio la sua viceministra degli Esteri, Emine Dzhaparova, «per noi la fine di questa guerra è la fine dell’occupazione russa sia della Crimea che del Donbass». E ancora: i russi «hanno rispettato le vite dei difensori di Mariupol», aggiunge «Ze», facendo intendere che almeno sui prigionieri di guerra si può aprire una trattativa con Mosca? Il suo capo negoziatore Mikhaylo Podolyak è chiaro, quando esclude qualsiasi tavolo e precisa che non è barattabile «né la nostra sovranità, né il nostro territorio e gli ucraini che ci vivono».

Sfumature, naturalmente, anche se la linea di Kiev è esplicita sul fatto che qualunque dialogo sia subordinato al ritorno dei confini di prima dell’invasione. Più vaga l’opinione sulla Crimea, scippata dai russi nel 2014: gli ucraini non vi rinunciano, a parole, ma Zelensky sa che al momento è difficile metterla sul piatto d’un negoziato, men che meno lanciare un’offensiva per riprenderla. Pure la scena politica interna mostra qualche divisione: dopo tre mesi di quasi silenzio, è tornato a farsi vivo l’eterno arci-nemico di Zelensky, l’ex presidente Petro Poroshenko, il «re del cioccolato», che intervistato dal Financial Times ha ricordato come l’unità degli ucraini abbia «sorpreso» Putin, questo sì, ma «appena finirà la guerra, io sarò prontissimo ad attaccare Zelensky». I sommovimenti di Kiev non sono sfuggiti a Mosca, che ne ha approfittato rapida: l’oligarca filorusso Viktor Medvedchuk, che potrebbe rientrare in uno scambio di prigionieri, dal carcere ha mandato un video in cui rammenta «gli affari passati» tra Poroschenko e i separatisti del Donbass. Una vecchia storia di presunte tangenti e carburante che è già costata all’ex presidente l’accusa di tradimento, da parte della magistratura ucraina, e che ora rispunta per un motivo nemmeno troppo nascosto: sciogliere il fronte ucraino come una tavoletta di cioccolato.

La Russia

(Paolo Valentino, corrispondente da Berlino) La Russia si prepara a una «guerra protratta» in Ucraina. Mosca ammette le difficoltà e le complicazioni dell’avanzata nel Donbass, che però attribuisce a due fattori: il rifiuto di mobilitare un maggior numero di truppe per preservare la stabilità politica interna, dando una percezione di vita normale alla popolazione e l’aiuto militare occidentale, che ha trasformato il conflitto in una guerra Russia-Nato. Secondo il politologo Dmitrij Suslov, che dirige un centro studi vicino al Cremlino, Putin e i capi militari sono tuttavia convinti si poter vincere la battaglia del Donbass anche con questo livello di truppe. Ma per i passi successivi, appare quasi del tutto ormai priva di chance la linea di chi, nel vertice russo, sostiene che una volta conquistate le due aree russofone, bisognerebbe fermarsi e cercare un accordo nei termini della Russia. Prevale invece la posizione di chi vuole una continuazione delle ostilità, con un attacco a Odessa, mirato a tagliare all’Ucraina ogni accesso al Mar Nero. Suslov sostiene che le ostilità potrebbero andare avanti anche per un anno, anche se a un certo punto ci potrebbe essere una «de-escalation» per esaustione di tutte le parti, compreso l’Occidente che è già vicino al limite, tecnico e politico, della sua capacità di rifornire d’armi Kiev. In quello che sembra un accenno di apertura, Suslov tuttavia sostiene che sono stati gli ucraini a lasciare il negoziato, mentre Mosca non ha mai abbandonato la sua posizione, basata sulle richieste di neutralità, demilitarizzazione, riconoscimento della Crimea russa e del Donbass non ucraino.

Il fronte militare

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) I contendenti sono preparati mentalmente ad una lotta prolungata, seppur con esigenze diverse. Mosca procede lentamente, ma senza scadenze prefissate. Diversi gli obiettivi: l’acquisizione di maggior territorio possibile nel Donbass, la protezione delle aree conquistate (con eventuale costruzione di difese stabili), la creazione di punti d’appoggio per possibili nuove offensive (passo però non obbligato), il mantenimento del blocco navale lungo la costa. I russi devono però racimolare altre forze, gli esperti non sono convinti che possano farlo senza ricorrere alla mobilitazione. Il dubbio riguarda anche la tenuta dopo aver lanciato il meglio dei suoi reparti in un’azione dispendiosa: potrebbero presto raggiungere il limite. Un buon numero di osservatori ritiene che il tempo non sia a favore di Putin, in quanto i suoi Battaglioni vincono ma si logorano. Tuttavia non mancano quanti la pensano all’opposto, ritenendo che il trascinamento della guerra d’attrito finisca per danneggiare maggiormente gli ucraini. È stato scritto di tutto sulle carenze belliche della Russia, sul declassamento delle ambizioni, tuttavia le ultime settimane hanno dimostrato che ha corretto — in parte — gli errori ed ha concentrato il proprio dispositivo su mete raggiungibili. Zelensky ha esigenze immediate e di lunga scadenza. Deve innanzitutto evitare un tracollo a est e un possibile accerchiamento, quindi ha il compito non facile di rimpiazzare, a sua volta, le perdite pesanti. Importante è sempre l’assistenza della Nato: artiglieria, missili, corazzati, elicotteri, munizioni-munizioni-munizioni sono indispensabili per frenare l’invasore e, un domani, per provare a riprendersi il «perduto». Non tutto. Nelle ultime ore il presidente è sembrato indicare dei limiti: liberare la Crimea — ha detto — vorrebbe dire un sacrificio enorme di vite.

Gli Stati Uniti

(Giuseppe Sarcina, corrispondente da Washington) L’Occidente continua a spingere. Ieri il ministro della Difesa americano, Lloyd Austin, ha annunciato che circa 20 Paesi si sono impegnati a inviare altre armi all’Ucraina, accogliendo la richiesta di Volodymyr Zelensky. In particolare il capo del Pentagono ha elogiato la «disponibilità» della Danimarca, che consegnerà missili anti-nave Harpoon, e la Repubblica Ceca, pronta a fornire elicotteri, blindati e lanciarazzi. A questo punto Kiev può contare sul sostegno di 46 Stati che si sono riuniti ieri, online, dopo il primo summit nella base di Ramstein, in Germania, organizzato dagli Usa il 26 aprile scorso. Prossimo appuntamento già fissato per il 15 giugno, a margine di un vertice tra i trenta ministri della Difesa della Nato. Sul piano politico-strategico sta prendendo forma una tendenza sempre più chiara. Le prospettive di un negoziato con Mosca restano sempre nebulose. Ma da qualche settimana si parla anche meno di sanzioni. Gli europei sono incastrati nella discussione sull’embargo petrolifero. Gli Usa hanno preso atto che i tempi saranno più lunghi del previsto. Ecco allora che a Washington si dà un’importanza crescente alle forniture di armi e all’allargamento della coalizione disposta a fare da «arsenale» per alimentare la resistenza ucraina. Il Capo di Stato maggiore Usa, Mark Milley, ha ridimensionato le voci, riportate dal Wall Street Journal: il Pentagono non ha ancora deciso se inviare i marines per proteggere l’ambasciata americana a Kiev.

L’Europa

(Stefano Montefiori, corrispondente da Parigi) Un viaggio a Kiev per superare i malintesi e mostrare che la Francia e l’Europa tengono aperto un canale diplomatico con la Russia, è vero, ma continuano a stare senza esitazioni dalla parte dell’Ucraina. È questo ciò che molti si attendono da Emmanuel Macron, che potrebbe andare a incontrare il presidente Zelensky magari entro la fine di giugno, primo dello scadere del semestre di presidenza francese del Consiglio dell’Unione europea. Non c’è ancora niente di definito, ma a Parigi alcuni immaginano anche una possibile visita di Macron a Kiev assieme ad altri partner europei, per esempio l’italiano Mario Draghi i cui ottimi rapporti personali con il presidente francese sono noti. Negli ultimi giorni il dialogo continuo tra Macron e Zelensky, fatto di decine di telefonate in tre mesi di guerra, sembra aver rallentato, e l’Ucraina sembra sempre più perplessa per le attenzioni diplomatiche che la Francia usa nei confronti della Russia. Oltre alle conversazioni in videoconferenza con Putin, Zelensky non ha apprezzato la frase pronunciata a Macron il 9 maggio scorso, sulla necessità di non ripetere gli errori del passato e quindi non umiliare l’avversario. Il presidente francese si riferiva al futuro degli equilibri europei a guerra finita, quando bisognerà ripensare il sistema di sicurezza del continente senza umiliare la Russia (al contrario di quanto fece il Trattato di Versailles con la Germania dopo la prima guerra mondiale). Ma il governo ucraino l’ha presa come una volontà francese di mantenere Putin, oggi, nel novero dei leader frequentabili. Poi la Francia propone la nascita di una «comunità politica europea» che possa accogliere subito l’Ucraina e anche Moldavia e Georgia, visto che per l’ingresso nell’Unione europea «ci vorranno 15-20 anni», ha ripetuto ancora domenica scorsa Clement Beaune, appena nominato ministro per gli Affari europei. Vista da Kiev, Parigi sembra anche troppo prudente. Un viaggio di Macron potrebbe servire a rassicurare gli ucraini.

Andrea Marinelli e Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”il 26 maggio 2022.  

La seconda fase del conflitto si sta esaurendo, e l'Armata di Putin prevale sulla resistenza. Nell'ultima settimana le truppe russe sono avanzate più che nel resto di maggio anche se, sostiene l'Institute for the Study of War, i progressi restano lenti, limitati a obiettivi ridotti rispetto a quelli richiesti dal Cremlino, ostacolati dagli ucraini.

Che il vento della battaglia sia girato, però, si era intuito anche dalle dichiarazioni pubbliche di Volodymyr Zelensky e del suo governo, che nell'ultima settimana hanno ammesso le difficoltà nell'Est - «perdiamo 50-100 uomini al giorno», aveva detto il presidente ucraino: un'enormità, spiega l'analista Michael Kofman - e confermato che il 16 maggio quattro missili russi hanno ucciso 87 persone in un centro di addestramento a Desna, nell'oblast settentrionale di Chernihiv: un colpo mirato, come quello di Yavoriv del 13 marzo, il più sanguinoso dall'inizio dell'«operazione» di Putin.

Che intanto, fa sapere il Cremlino, «non intende annunciare cambi di direzione nell'operazione», nonostante ieri, per la prima volta, abbia visitato i feriti di guerra all'ospedale militare di Mosca, insieme al suo ministro della Difesa Sergei Shoigu. Finora, da Kiev erano trapelate pochissime informazioni sulle vittime fra la resistenza: un bilancio sicuramente duro, ma che è rimasto avvolto nella nebbia di guerra. 

Queste ultime dichiarazioni sembrano invece una conferma indiretta che gli ucraini stanno soffrendo, tanto che starebbero ora pensando di portare rinforzi a Est per impedire ulteriori progressi russi: Kiev può cedere territorio e sperare di recuperarlo in seguito, ma l'Armata ha ridotto gli obiettivi, corretto i piani, non pensa più a un grande accerchiamento della resistenza ma ne cerca di più piccoli, simultanei, che possano permettere progressi incrementali nelle regioni contese di Donetsk e Lugansk.

L'avanzata Qui le autorità delle autoproclamate repubbliche sostengono che le forze filorusse, assieme all'esercito di Mosca, hanno sfondato le difese ucraine. Prendendo la strada che unisce Bakhmut a Lysyschansk, 2 km a nord di Soledar, i russi possono inoltre complicare la logistica e i rifornimenti ucraini. 

«Severodonetsk viene continuamente bombardata, 24 ore su 24. Ci sono pesanti combattimenti nella periferia. La situazione è molto difficile», ha ammesso il capo dell'amministrazione militare di Lugansk Sergiy Gaidai. Nei combattimenti vicino a Severodonetsk, l'esercito ucraino ha eliminato il capitano di polizia Asvad Idrisov, l'ufficiale Gapur Dakalov e il vicecomandante del quarto plotone del reggimento di Kadyrov, il sergente maggiore Ali Betishev: un segno della presenza cecena sul campo.

Sarebbe altrettanto rilevante la partecipazione dei veterani della compagnia di sicurezza Wagner, decisivi in molte situazioni e superiori ai miliziani filorussi o ai soldati.

La guerra in Ucraina, hanno scritto John Spencer e Lionel Beehner sul Kyiv Post , «ha confermato quello che i soldati sanno da secoli»: il morale delle truppe è più importante di qualsiasi arma o dottrina militare, porta con sé motivazioni, fiducia, coraggio, coesione, un senso di controllo del proprio destino.

Per novanta giorni si è parlato del basso morale delle truppe russe, ma l'incessante martellamento dell'artiglieria russa - insieme con le ultime notizie dal campo - potrebbero avere ora un effetto sulla psiche della resistenza. L'artiglieria spesso non è in grado di distruggere i bunker, anche perché alcune granate sono studiate per esplodere in alto per allargare l'effetto delle schegge, tuttavia fiacca il morale: il soldato nel rifugio non può muoversi, subisce traumi psicologici, può temere che crolli tutto, pensa ai detriti che rischiano di bloccare l'ingresso, spiega Lorenzo Nannetti del Caffè geopolitico . I colpi continui provocano un logoramento, con attacchi insistiti e ripetuti: la persistenza diventa letale e impedisce che arrivino rinforzi.

L'artiglieria C'è la cosiddetta area di fuoco, prosegue Nannetti: è investita da un'onda che avanza, con il tiro che si sposta sempre più verso gli obiettivi, deve fare da battistrada alle proprie unità che daranno l'assalto senza correre il rischio di colpirle. Ecco perché ci deve essere un coordinamento perfetto tra batterie e fanteria. 

I russi, in questa fase, eseguono meglio questi meccanismi, perché hanno reparti esperti che sfruttano i varchi nello schieramento avversario. L'Armata dispone di una logistica migliore grazie al ricorso a una rete ferroviaria con buone diramazioni: bisogna sempre pensare che si consumano tante munizioni. Gli ucraini faticano a rispondere perché i target avversari, ovvero le batterie, sono più lontane, hanno a loro volta un raggio maggiore e devono scoprirle con i radar, apparati forniti dalla Nato ma non in numero sufficiente rispetto alle esigenze.

 Otto mappe che raccontano i tre mesi di guerra in Ucraina. DAVIDE MARIA DE LUCA E FILIPPO TEOLDI su Il Domani il 23 maggio 2022

L’INVASIONE 

L’invasione dell’Ucraina inizia pochi minuti dopo le 6 di mattina del 24 febbraio, non appena termina la trasmissione del discorso in cui Putin annuncia l’inizio dell’operazione militare speciale. Esplosioni vengono sentite a Kyiv, Kharkiv, Odessa, Dnipro e nel Donbass: sono missili balistici e da crociera russi lanciati contro obiettivi militari, basi aeree e centri di comando. Le prime truppe russe varcano il confine poco dopo. L’attacco procede lungo sei direttrici diverse. I russi avanzano verso Kiev, verso Cherhihiv, verso Sumy, verso Kharkiv, nel Donbass e verso Nord dalla Crimea.

L’ATTACCO A KIEV

L’obiettivo principale della Russia è una rapida decapitazione della leadership ucraina. Il Pentagono dice che Kiev potrebbe cadere in 96 ore. Nelle prime ore dell’attacco, i parà russi occupano l’aeroporto di Hostomel, a dieci chilometri dal centro di Kiev. Gli americani offrono a Zelensky la possibilità di essere evacuato da Kiev. Due giorni dopo, è chiaro che l’attacco è fallito. A Kiev si continuerà a combattere ancora per un mese. Quando gli ucraini occuperanno di nuovo la zona, in città diventate tristemente famose, come Bucha, troveranno i corpi di almeno mille civili uccisi, molti dei quali assassinati dopo essere stati torturati.

I PROFUGHI

L’esodo degli ucraini è il più vasto ad avvenire in Europa dalla guerra nell’ex Jugoslavia degli anni Novanta. A maggio, circa 6 milioni di ucraini hanno lasciato il paese e altri 8 milioni sono stati costretti a lasciare le loro abitazioni e a rifugiarsi in altre parti del paese. Per la prima volta nella storia, l’Ue ha fatto uso della direttiva per la protezione temporanea e gli stati membri dell’Unione sono quelli che hanno accolto il maggior numero di rifugiati. Circa 800mila ucraini si trovano in Russia, ma il governo ucraino sostiene che buona parte di loro è stata deportata contro la sua volontà.

MARIUPOL

Il 28 febbraio, le truppe russe provenienti dalla Crimea si incontrano fuori dalla città di Mariupol con i separatisti che avanzano dal Donbass. È l’inizio di un brutale assedio che durerà per più di 80 giorni. I bombardamenti sono indiscriminati. A marzo viene colpito un ospedale della maternità e i russi accusano gli ucraini di aver causato l’esplosione e le vittime di essere attori pagati. Un’altra bomba colpisce il teatro della città, dove centinaia di persone si sono rifugiate. Ad aprile i difensori ucraini si rinchiudono nell’enorme acciaieria Azovstal. Resisteranno un mese, prima di arrendersi il 16 maggio.

L’AVANZATA SI FERMA

A un mese dall’inizio dell’invasione le truppe russe raggiungono il limite della loro avanzata. Kiev è circondata da tre lati. Chernihiv è sotto assedio, da Sumy e da Kharkiv le avanguardie russe arrivano alla periferia della capitale. Mariupol è sotto assedio, mentre si combatte a pochi chilometri da Mykolaiv. Ma la situazione dei russi è difficile: non hanno abbastanza truppe per completare l’accerchiamento o prendere d’assalto nessuna grande città. Le loro linee di rifornimento sono estese ed esposte a continui attacchi degli ucraini. Per gli analisti è una situazione che non può durare.

LA DEVASTAZIONE

La guerra in Ucraina è quella che in Europa ha prodotto le devastazioni materiali più ampie almeno dai tempi della Guerra nella ex Jugoslavia, se non da prima. La mappa delle devastazioni segue quella dei combattimenti. Le regioni di Donetsk e Luhansk, dove si combatte da 8 anni in modo particolarmente brutale, sono le più colpite: fino a un terzo degli edifici distrutti. Seguono Kharkiv e Cherhiv. Rispetto a questi centri, la regione di Kiev è stata relativamente risparmiata, soprattutto perché i russi non hanno mai estesamente bombardato la capitale.

GUERRA IN MARE

Il 24 febbraio, l’incrociatore Moskwa intima la resa alla piccola Isola dei Serpenti. La risposta della guarnigione, “Nave da guerra russa, vai a farti fottere”, diviene un grido di resistenza in tutta l’Ucraina. Gli ucraini decidono di non ingaggiare direttamente la flotta russa. A Mikolaiev autoaffondano la loro nave ammiraglia per timore che venga catturata. Ma i problemi nell’avanzata di terra ostacolano anche le operazioni in mare. Senza la conquista di Mikolaiev, il temuto sbarco a Odessa sarebbe un suicidio. Gli ucraini ne approfittano. Il 13 aprile riescono a colpire con due missili antinave l’incrociatore Moskwa. La nave prende fuoco e affonda il giorno successivo.

LA RITIRATA E IL DONBASS

Dopo un mese e mezzo di combattimenti, l’esercito russo non è più in grado di difendere i territori occupati. Ha perso fino a un terzo delle truppe di prima linea schierate all’inizio dell’invasione. Il 2 aprile, l’esercito russo inizia una rapida e inaspettata ritirata dal Nord dell’Ucraina. Il 7 aprile non ci sono più soldati russi a ovest di Kharkiv. L’alto comando russo annuncia l’inizio della seconda fase dell’operazione militare: ora gli sforzi si concentreranno soltanto in Donbass e nel sud. I combattimenti proseguono ancora oggi in queste regioni.

DAVIDE MARIA DE LUCA E FILIPPO TEOLDI

Dopo tre mesi di guerra il momento più difficile per l'Ucraina. Redazione Today.it il 24 maggio 2022.

L'esercito di Kiev è in difficoltà nel Donbas: dopo 90 giorni di guerra l'esercito russo ha sfondato le linee difensive nell'est del paese.

Tre mesi fa la Russia, intorno alle cinque del mattino, lanciava un'offensiva militare nel Donbass "a sostegno" delle auto-proclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk che Mosca aveva riconosciuto qualche ora prima. Una operazione speciale per "denazificare" l'area aveva dichiarato il presidente della Federazione russa Vladimir Putin. Oggi dopo 90 giorni di quella che è diventata una guerra sanguinosa, l'esercito ucraino vive indubbiamente il momento più difficile.

Se all'inizio i combattimenti erano estesi a gran parte del Paese e avevano raggiunto anche le regioni più prossime ai confini coi Paesi europei, ora il conflitto si concentra nella regione di Lugansk e in particolare a Sievierodonetsk, nel Donbass, dove le armate russe hanno intensificato l'offensiva. Ora l'occupazione russa si estende su circa 125mila km quadrati di territorio ucraino, circa il 20%: si tratta di parti delle regioni di Donetsk, Luhansk, Kharkiv, Kherson, Zaporozhye e Crimea.

La trappola del calderone di Severodonetsk

Sievierodonetsk è la più grande città dell'area, strategicamente importante poiché prossima al fiume Donets che, una volta preso, permetterebbe alla Russia di isolare quest'area dal resto dell'Ucraina In questa città da oltre 100mila abitanti le forze russe stanno bombardando da giorni. Secondo gli ultimi report dal fronte le milizie filorusse affiancate da miliziani ceceni e dalle truppe regolari dell'esercito di Mosca sarebbero riuscite a sfondare il fronte ucraino su due assi intorno a Popasna, uno verso Yakolivka, tagliando l'autostrada Bakhmut-Lysychansk, uno da Svitlodarsk. Le truppe russe sono inoltre entrate a Lyman e controllano parte della città. Bakhmut, sede del comando ucraino nel Donbass, rischia di finire in prima linea: se dovesse cadere le truppe ucraine finirebbero accerchiate in quello che è già stato definito il "calderone" di Severodonetsk. 

Nella città orientale ora assediata dall'esercito russo sarebbero bloccati oltre quindicimila residenti, nascosti nei rifugi. Come spiegato dal governatore di Lugansk Sergiy Gaidai è troppo pericoloso evacuarli ora. 

Fallito il piano di una guerra lampo, l'invasione dell'Ucraina si sta trasformando ogni giorno di più in una guerra strada per strada: il pericolo che si ripeta il livello di distruzione già visto a Mariupol, la città portuale devastata dopo un mese di assedio, è più vivo che mai. Ma le conseguenze del conflitto sono molto più ampie.

In generale i costi umanitari sono enormi: stando al Procuratore generale ucraino, dall'inizio del conflitto 234 bambini hanno perso la vita e 433 sono rimasti feriti. L'Agenzia Onu per i rifugiati avverte che quasi 6 milioni e mezzo di ucraini hanno già lasciato il paese, mentre secondo le ultime cifre dell'Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) oltre 8 milioni di persone sono sfollate in Ucraina. A queste si aggiungono circa 13 milioni di persone bloccate nelle aree colpite o impossibilitate ad andarsene a causa dei rischi per la sicurezza.

Quanto alle conseguenze economiche l'intero meccanismo che regolava la globalizzazione si è bloccato: gli Stati dell'Unione europea hanno al vaglio un sesto pacchetto di sanzioni per imporre un embargo sul petrolio russo, da giorni in stallo però a causa del veto di alcuni Paesi che temono di non trovare fonti di approvvigionamento alternative. Il tema dei prossimi mesi sarà senza dubbio quella alimentare con migliaia di tonnellate di grano destinate ai paesi africani bloccate in porto ad Odessa. Una risalita dei prezzi non è solo nell'ordine delle cose ma appare già da lungo in auge.

La Russia sta rubando il grano dell'Ucraina? 

Cosa succederà ora? L'azione diplomatica appare in stallo con la Russia che ha bocciato anche il piano di pace italiano che prevedeva una ridefinizione a posteriori dello status dei territori occupati del Donbas. Territori da cui Mosca non appare intenzionata a ritirarsi. La prossima azione negoziale appare sempre più nelle mani della Turchia con Ankara che continua ad alzare la posta per l'adesione della Svezia e Finlandia alla Nato. 

Con l'Ucraina sempre più aggrappata all'Europa e all'ombrello difensivo della Nato, la Russia si è spinta ad abbracciare la Cina: il ministro degli esteri di Mosca Serjey Lavrov, ha annunciato in conferenza stampa che Mosca intende "rafforzare i suoi rapporti con la Cina", Paese che non sta mostrando quella "russofobia" che - ha detto Lavrov - si è diffusa in altri Paesi dallo scoppio del conflitto ucraino. Il ministro ha inoltre assicurato che il Cremlino sta prendendo misure per reperire altrove i beni che non può più importare dai Paesi occidentali e che in futuro il Paese stabilirà legami commerciali soltanto con quegli Stati "non legati all'Occidente".

Guerra Russia-Ucraina. 200 morti sotto le macerie del grattacielo di Mariupol. Svezia e Finlandia parteciperanno al vertice Nato di giugno. Redazione CdG 1947 su Il Corriere del Giorno il 24 Maggio 2022.

La Commissione europea "sta valutando" la possibilità di confiscare i beni russi congelati per metterli a disposizione della ricostruzione dell'Ucraina. Intervento del ministro degli esteri russo: "I Paesi Occidentali ritengono che la sovranità sia solo la loro". Mosca si prepara a riprendere l'offensiva nell'area di Vasylivka a Zaporizhzhia

90esimo giorno di guerra in Ucraina. All’espansione delle infrastrutture della Nato in Finlandia e Svezia, che Mosca vede come una minaccia diretta alla sicurezza, la Russia reagirà, ha detto il Segretario del Consiglio di sicurezza di Mosca Nikolaj Patrushev.  Parole di sfida arrivano anche dea ministro degli esteri russo Lavrov all’occidente: “Chi vuole la nostra sconfitta, non conosce la storia“. Il presidente russo Vladimir Putin ha risposto a distanza alle analisi fatte a Davos, affermando che «l’economia russa resiste abbastanza bene al colpo delle sanzioni» come dimostrano «tutti i principali indicatori macroeconomici». E il governo di Mosca «studia il piano dell’Italia per risolvere la situazione in Ucraina».

Lo ha confermato Andrei Rudenko, viceministro degli Esteri russo. Rudenko ha aggiunto che Mosca formulerà la sua risposta quando avrà finito di analizzarlo. Lo stesso viceministro ha dichiarato che «la Russia è pronta a tornare al tavolo dei negoziati con l’Ucraina non appena Kiev mostrerà una posizione costruttiva». Il presidente ucraino Zelensky intanto ha chiesto ai Paesi stranieri, a partire da quelli che sostengono Kiev, di fare pressioni sulla Russia perché accetti uno scambio di prigionieri che porti tra l’altro alla liberazione dei combattenti che si sono arresi a Mariupol. 

L’Unione Europea “entro pochi giorni” concorderà un embargo sulle importazioni di petrolio russo . È questa la convinzione del ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck, che però ritiene che “questa idea funziona solo se partecipa un gran numero di Paesi. E quello che manca ancora“. Secondo i “servizi” ucraini Mosca si prepara a riprendere l’offensiva nell’area di Vasylivka a Zaporizhzhia e i combattimenti non sembrano trovare sosta, con i russi che nella notte hanno bombardato la ferrovia Dnipropetrovsk, è sugli approvvigionamenti di grano che si sta assistendo all’apertura di un nuovo piano del conflitto. La Cnn infatti parla di foto satellitari che dimostrerebbero un vero e proprio saccheggio del grano da parte dei russi, nel porto di Sebastopoli in Crimea.

h. 08.56 | Bombardamenti nella notte su zona Sud Kryvyi Rih

Nella notte le unità militari russe hanno sparato con i sistemi semoventi lanciarazzi multipli Uragan sul distretto meridionale ucraino di Kryvyi Rih: “Ci sono stati molti bombardamenti lungo l’intera linea del fronte. Nel distretto di Kryvyi Rih, il villaggio di Velyka Kostromka ha subito 15 attacchi Uragan“, ha scritto su Telegram Oleksandr Vilkul, capo dell’amministrazione militare, riportato da Ukrinform. Ieri le truppe russe hanno lanciato missili su Pavlohrad e sul distretto di Synelnykove della regione di Dnipropetrovsk e hanno bombardato i villaggi del distretto di Kryvyi Rih. 

h. 09.13 |  Kiev: russi indicano ad auto evacuati civili percorsi minati

Nel sud dell’Ucraina, l’esercito russo ha indicato alle auto civili incolonnate per l’evacuazione di percorrere strade minate, poi ha sparato ai sopravvissuti alle esplosioni. Lo riferisce il Comando operativo Sud ucraino citato dall’Ukrainska Pravda. “Durante l’avanzata delle nostre divisioni attraverso Nikolayevshchina verso la regione di Kherson sono state trovate diverse auto civili con corpi di persone mutilate e colpiti da colpi di arma da fuoco. Danni alle auto indicano l’esplosione di auto nell’area minata, nonché il bombardamento della colonna. Quando la gente del posto ha cercato di evacuare, gli occupanti hanno prima indicato loro un percorso consentito attraverso l’area minata, e poi hanno sparato ai sopravvissuti alle esplosioni. Tra i morti due bambini in età scolare“.

h. 09.18 |  YouTube ha rimosso 70.000 video filo-russi

Sono oltre 70.000 i video rimossi e 9.000 i canali chiusi da YouTube in Russia sin dallo scoppio della guerra. Lo afferma in esclusiva il Guardian, che racconta di come la piattaforma parte del gruppo Alphabet abbia accelerato la lotta alla disinformazione tra gli utenti. Uno dei motivi per cui il colosso americano blocca i filmati e i suoi autori russi risiede nella descrizione dei contenuti sulla guerra come “missione di liberazione“. Dall’inizio del conflitto a febbraio, YouTube ha rimosso canali di autori molto seguiti, dal giornalista filo-Cremlino Vladimir Solovyov ai profili istituzionali, tra cui quelli associati ai ministeri della Difesa e degli Affari esteri, temporaneamente sospesi dal caricamento di video. Il chief product officer di YouTube, Neal Mohan, ha dichiarato al Guardian: “Abbiamo una politica sui grandi eventi violenti e ciò si applica a fatti che vanno dalla negazione dell’Olocausto al massacro di Sandy Hook. E, naturalmente, quello che sta accadendo in Ucraina è un grande evento violento. E così abbiamo applicato le policy per intraprendere un’azione senza precedenti”.

h. 09.22 | Cardinale Bassetti: “Guerra brutale e ingiustificabile“

“Da oltre tre mesi siamo raggiunti e scossi dalle notizie di una guerra tanto inattesa quanto brutale e ingiustificabile, che ha luogo nel territorio della Repubblica di Ucraina. Oltre a sostenere le doverose vie diplomatiche, più volte il Papa ha pronunciato parole accorate per fermare gli orrori della guerra”. Lo ha detto il presidente della Cei, il card. Gualtiero Bassetti, nella sua introduzione all’assemblea dei vescovi. “Mentre la Chiesa che è in Italia si trova fortemente impegnata per alleviare le sofferenze della popolazione ucraina e dei rifugiati, soprattutto grazie al prezioso lavoro di Caritas Italiana, non possiamo non continuare a chiedere pressantemente, insieme a tante associazioni, movimenti e aggregazioni laicali, che le armi vengano deposte e che si apra una nuova stagione di riconciliazione, di giustizia e di pace”, ha sottolineato l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve che con questa assemblea lascia la guida della Conferenza episcopale italiana. 

h. 09.25 |  Chelsea rischia esclusione dalla prossima Premier League

Se il passaggio di proprietà del Chelsea non si concretizzerà al più presto, già entro la giornata di oggi, il club londinese rischia l’esclusione dalla prossima Premier League. L’avvertimento arriva dal governo britannico che ha appena approvato l’acquisto dei Blues da parte di un consorzio americano guidato da Todd Boehly. Restano però ancora enormi ostacoli per l’ufficializzazione del takeover, avvertono fonti governative, dal momento che avendo Roman Abramovich anche un passaporto portoghese, serve pure l’autorizzazione da parte delle autorità di quel paese per finalizzare la cessione. Secondo il Financial Times emissari del governo britannico sono in contatto con i colleghi di Lisbona così come con i funzionari della Commissione Europea per accelerare le operazioni, ed evitare l’esclusione del club dal prossimo campionato. “Oggi è una scadenza importante per il Chelsea – ha dichiarato una fonte governativa di Londra al FT – Se non arrivano le necessarie autorizzazioni, la vendita della società non si completerà in tempo utile per l’iscrizione alla prossima stagione. Non è ancora chiaro quando le autorità portoghesi si esprimeranno: se non cambia qualcosa all’improvviso, non sono ottimista”. 

h. 09.34 |  Gb: “Da crisi grano, si rischiano più morti che guerra”

Il ministro dei trasporti britannico, Grant Shapps, ha avvertito che la carestia che innescherà la scarsità di grano e cibo causata dall’invasione dell’Ucraina potrebbe causare più morti che la guerra stessa. Shapps ha reso noto di aver incontrato il suo omologo ucraino Oleksandr Kubrakov in Germania la scorsa settimana per discutere di come affrontare il problema. “Penso che sia assolutamente essenziale, se non si vogliono rischiare fame e persino carestia che renderanno un’inezia i numeri relativi alla guerra stessa”.

h. 09.35 |  Ue: valutiamo confisca beni russi per ricostruzione

La Commissione europea “sta valutando” la possibilità di confiscare i beni russi congelati per metterli a disposizione dell’Ucraina. Lo ha affermato il vice presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, al suo arrivo alla riunione dell’Ecofin a Bruxelles. “Abbiamo una task force al lavoro proprio per identificare e congelare i beni delle persone russe sanzionate e se ci sono le basi legali, che dipendono dalle leggi dello Stato in cui sono conservati i beni in questione, si potrebbe procedere con la confisca per metterli a disposizione dell’Ucraina”, ha aggiunto.

h. 09.39 | Governatore di Luhansk: “Aumentano attacchi a Severodonetsk“

“A Severodonetsk si mantiene la difesa. La città è sotto il controllo del governo ucraino. I russi hanno dispiegato 25 gruppi tattici di battaglione per prendere la città. Il numero degli attacchi è aumentato. Sono in corso combattimenti nei villaggi vicini. E’ molto difficile evacuare le persone“. Lo ha scritto su Telegram Serhii Haidai, governatore della regione di Luhansk.

h. 09.50 |  Gas: aumentano flussi da Mosca in Europa attraverso Ucraina

Le consegne di gas russo all’Europa attraverso l’Ucraina all’Europa sono aumentate, mentre i flussi verso est dal gasdotto Yamal-Europa sono in calo. Le forniture in Slovacchia dall’Ucraina attraverso il punto di confine di Velke Kapusany sono state di 440.480.201 kWh/h, in aumento rispetto ai 421.455.208 kWh/h di ieri, secondo i dati dell’operatore del sistema di trasmissione ucraino riportati da Reuters. La russa Gazprom ha affermato di aver continuato a fornire gas all’Europa attraverso l’Ucraina dal punto d’ingresso di Sudzha, con volumi a 46,1 milioni di metri cubi (mcm), in aumento dai 43 milioni di metri cubi di ieri. I flussi lungo il gasdotto Yamal-Europa sono rimasti in direzione est dalla Germania alla Polonia e sono scesi a 10.917.634 kilowattora per (kWh/h) dagli 11.781.744 kWh/h della mezzanotte, secondo i dati dell’operatore Gascade. I flussi di gas russo attraverso il gasdotto Nord Stream 1 attraverso il Mar Baltico verso la Germania sono rimasti stabili a 73.459.551 kWh/h.

h. 09.53 |  Kissinger: “Ucraina dovrebbe rinunciare a qualche territorio“

Secondo Henry Kissinger, l’Occidente non dovrebbe cercare di infliggere una sconfitta alla Russia e l’Ucraina dovrebbe rinunciare a qualche territorio per la pace. Secondo il 98enne ex segretario di Stato americano, intervenuto al World Economic Forum e citato da diversi media internazionali fra cui il britannico Telegraph, Kiev deve “avviare negoziati prima che si creino rivolte e tensioni che non sarà facile superare”. Kissinger ha aggiunto che, “idealmente, il punto di caduta dovrebbe essere un ritorno allo status quo ante” di prima dell’invasione. “Continuare la guerra oltre quel punto non riguarderebbe più la libertà dell’Ucraina, ma una nuova guerra contro la stessa Russia”, ha aggiunto l’anziano politico e diplomatico Usa. Un discorso, il suo, che si pone in contrasto con le dichiarazioni del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che nello stesso convegno di Davos ha dichiarato che se non si reagisce all’invasione di Vladimir Putin la forza bruta prenderà il sopravvento nel mondo. Kissinger ha ricordato come la Russia sia parte dell’Europa e che sarebbe un “errore fatale” dimenticare la posizione di forza che occupa nel Vecchio continente da secoli e che l’Occidente non deve perdere di vista il rapporto di lungo termine con Mosca, pena un’alleanza permanente e sempre più forte di quest’ultima con la Cina. “Spero che gli ucraini siano capaci di temperare l’eroismo che hanno mostrato con la saggezza“. 

h. 09.58 | Sette civili uccisi in Lugansk e Donetsk in 24 ore

Sono sette i civili rimasti uccisi e 10 i feriti nei bombardamenti dell’esercito russo delle ultime 24 ore sulle città orientali ucraine di Sievierodonetsk, Avdiivka, Lyman. I numeri emergono dal report congiunto di questa mattina delle amministrazioni militari e civili regionali delle regioni di Donetsk e Lugansk, citato da Ukrinform. Esplosioni ci sono state la scorsa notte anche nella città di Mykolaiv. Nella regione di Kherson la situazione rimane critica, il problema più grave – dicono gli amministratori – è la consegna di cibo e medicinali nelle aree temporaneamente occupate al confine con la Regione di Mykolaiv e quella di Dnipropetrovsk. Nella regione di Dnipropetrovsk, le sirene dei raid aerei hanno suonato ieri sera e questa mattina.

h. 10.08 | Mariupol, 200 cadaveri in un rifugio sotto un grattacielo

Circa 200 corpi sono stati trovati a Mariupol tra le macerie di un rifugio durante lo smantellamento dei blocchi di un grattacielo vicino alla stazione di servizio suburbana-2 su Myru Avenue. Lo ha annunciato su Telegram il portavoce del sindaco di Mariupol Petro Andr.

h. 10.20 | Gb: “Royal Navy (e non solo) per le navi”

La Gran Bretagna lavora con gli alleati a creare una ‘coalizione di volenterosì per inviare navi da guerra nel Mar Nero e così proteggere i mercantili che trasportano grano ucraino: obiettivo rompere il blocco russo e fornire “un corridoio protetto” da Odessa attraverso il Bosforo. Lo scrive il Times. Gabrielius Landsbergis, il ministro degli Esteri lituano, ne ha discusso con Liz Truss, il ministro degli Esteri. La coalizione potrebbe vedere la presenza di navi di alcuni Paesi Nato e altri che dipendono dal grano, per esempio l’Egitto.

h. 10.21  | Mosca: Russia reagirà a strutture Nato in Finlandia-Svezia 

La Russia vedrà l’espansione delle infrastrutture della Nato in Finlandia e Svezia come una minaccia diretta alla sua sicurezza e dovrà reagire. Lo afferma il Segretario del Consiglio di sicurezza di Mosca Nikolaj Patrushev, citato dall’agenzia russa Interfax. 

h. 10.29 | Mosca: al via sminamento mare di Azov attorno Mariupol

L’esercito russo ha cominciato lo sminamento del tratto del mare di Azov di fronte al porto di Mariupol. Lo ha reso noto il ministero della Difesa a Mosca.

h. 10.30 | Davos, Sanchez: “Attacco a Ucraina è attacco indiretto a Ue“

“La brutale aggressione russa all’Ucraina è anche un attacco indiretto all’Ue e quanto accaduto a Bucha o Mariupol non può restare impunito”: lo ha detto il premier spagnolo, Pedro Sanchez, intervenendo al World Economic Forum. “Gli ucraini lottano non soltanto per la loro democrazia, ma anche per la nostra”, ha aggiunto Sanchez sottolineando che “continueremo a rispondere essendo uniti, come abbiamo fatto finora”. “La Spagna sostiene l’Ucraina e farà tutto il possibile per impedire a Putin di raggiungere i suoi obiettivi”.

h. 10.33 | Ministro Francia: “Spero sostegno Ue a piano da 9 mld“

Nella riunione odierna a Bruxelles dei ministri dell’Economia e delle finanze dell’Ue ci sarà un confronto sul sostegno finanziario all’Ucraina. Lo ha spiegato il ministro delle Finanze francese Bruno le Maire all’arrivo all’Ecofin. “Speriamo che la proposta di un sostegno fino a 9 miliardi di euro per il Paese abbia il consenso degli altri paesi europei“, ha affermato. “Siamo totalmente impegnati al fianco del governo ucraino e al popolo ucraino e vogliamo anche continuare a fornire un forte sostegno finanziario”, ha spiegato ricordando che “la Francia ha già fornito 2 miliardi di dollari di impegni“. Sulla proposta di fornire 9 miliardi di euro della Commissione il ministro ha parlato di un “sostegno molto forte” della Francia: “crediamo che dobbiamo fare il massimo finanziariamente per l’Ucraina”.

h. 10.42 |  Biden ha discusso con Modi effetti invasione russa

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha discusso con il primo ministro indiano, Narendra Modi, “gli effetti in corso dell’invasione brutale e non giustificata della Russia nei confronti dell’Ucraina e le conseguenze che ha sull’intero ordine mondiale“. Lo ha affermato lo stesso Biden in una dichiarazione trasmessa via video con a fianco Modi, con il quale ha avuto un colloquio bilaterale a margine del vertice ‘Quad’ in corso a Tokyo.

h. 10.43 | Kiev: russi spostano missili Iskander in Bielorussia

L’esercito russo ha spostato sistemi missilistici tattici Iskander-M nella regione bielorussa di Brest, a una distanza massima di 50 chilometri dal confine con l’Ukraina. Lo scrive su Facebook lo Stato maggiore delle forze armate di Kiev, citato da Ukrinform, indicando che la minaccia di attacchi missilistici e aerei dal territorio della Repubblica di Bielorussia è in crescita. Intanto il portavoce dell’amministrazione militare regionale di Odessa Sergey Bratchuk afferma su Telegram che le truppe russe stanno rafforzando le loro unità su Snake Island per controllare le rotte marittime nel Mar Nero nordoccidentale e hanno preparato i sistemi missilistici S-400 per l’uso. Il portavoce ha anche sottolineato che il gruppo navale russo, che comprende navi anfibie e missili da crociera, continua a manovrare nel Mar Nero e “minaccia di colpire non solo Odessa, ma anche altre regioni dell’Ucraina”. Secondo Bratchuk l’obiettivo russo rimane lo stesso: un ulteriore blocco dei porti, rafforzando il controllo sulle rotte commerciali marittime nel Mar Nero e schierando forze di difesa aerea su Snake Island.

h. 10.45 | Kiev: a Mariupol è stato raggiunto il principale obiettivo militare 

A Mariupol il principale obiettivo militare è stato raggiunto. Parola di Yuriy Sak, consigliere del ministro della Difesa ucraino, che ha parlato all’emittente tedesca Ard a qualche giorno dalla resa (evacuazione, per Kiev) di tutti i militari che ancora si trovavano all’interno dell’acciaieria Azovstal. “Il principale obiettivo a Mariupol è stato raggiunto – ha rivendicato -. Era quello di bloccare i militari russi….oltre 20mila soldati russi. E questo è stato possibile grazie alle azioni eroiche dei difensori di Mariupol e poi ai difensori che stavano in Azovstal“.

h. 10.50 Sanchez: “Svezia e Finlandia a summit Nato giugno in Spagna”

La Svezia e la Finlandia parteciperanno al summit Nato che si terrà in Spagna dal 28 al 30 giugno prossimi. Lo ha annunciato il premier spagnolo, Pedro Sanchez, al World Economic Forum. “Avere questi due Paesi all’interno dell’Alleanza è fondamentale per la stabilità” dell’Europa, ha aggiunto Sanchez assicurando che nel vertice “dimostreremo ancora una volta l’unità degli alleati”. “Uno dei più grandi errori di Putin – ha poi osservato il capo del governo spagnolo – è che ha sottovalutato le reazioni dell’Ue e della Nato” all’aggressione all’Ucraina.

h. 11.00 | Speranza: “Italia al fianco dell’Ucraina in lavoro ricostruzione“

“All’assemblea mondiale dell’OMS ho incontrato il ministro ucraino della Salute Viktor Liashko. La guerra non risparmia nulla e nessuno. I bombardamenti hanno colpito anche gli ospedali. L’Italia sarà al fianco dell’Ucraina nel lavoro di ricostruzione“. Lo scrive su Twitter il ministro della Salute, Roberto Speranza. 

All’assemblea mondiale dell’OMS ho incontrato il ministro ucraino della salute Viktor Liashko. La guerra non risparmia nulla e nessuno. I bombardamenti hanno colpito anche gli ospedali.

h. 11.04 | Servizio emergenze Ucraina: 4 morti in attacco russo a Severodonetsk

Gli attacchi russi di ieri a Severodonetsk “hanno danneggiato almeno 6 case, causando la morte di 4 persone. È stato attaccato l’edificio di una scuola a Hirske, danneggiate case anche a Lysychansk, Novodruzhensk e Zolote”. Lo comunica su Telegram il Servizio Emergenze Nazionale ucraino, aggiungendo che ieri, “attraverso la strada Lysychansk – Bakhmut, sono state portate al sicuro 43 persone, di cui 5 bambini. A coloro che sono restati nei loro villaggi sono stati consegnati aiuti umanitari“

h. 11.08 | Von der Leyen: “Faremo di tutto per aiutare Ucraina” 

“L’Ucraina deve vincere la guerra. E l’aggressione di Putin deve essere un fallimento strategico. Faremo tutto il possibile per fare in modo che gli ucraini prevalgano e riprendano il futuro nelle loro mani”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen intervenendo a Davos.

h. 11.10 |  Von der Leyen: “Putin minaccia ordine internazionale“

“Il copione dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina arriva direttamente da un altro secolo. Trattare milioni di persone non come esseri umani ma come popolazioni senza volto da spostare o controllare, o porre come cuscinetto tra le forze militari. Cercando di calpestare le aspirazioni di un’intera nazione con i carri armati”. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso al Forum economico di Davos. “Questa non è solo una questione di sopravvivenza dell’Ucraina. Non è solo una questione di sicurezza europea. Questo mette in discussione il nostro intero ordine internazionale. Ed è per questo che contrastare l’aggressione russa è un compito dell’intera comunità globale“, ha aggiunto.

h. 11.20 | Von der Leyen: “Valutare utilizzo asset russi congelati“

“Non dovremmo lasciare nulla di intentato, incluso, se possibile, l’utilizzo di risorse russe. Ma non si tratta solo di annullare il danno della furia distruttiva di Putin. Si tratta anche di costruire il futuro che gli ucraini hanno scelto per se stessi. Da anni ormai il popolo ucraino lavora per il cambiamento. Ecco perché in primo luogo hanno eletto Volodymyr Zelensky“. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso al Forum economico di Davos. “La ricostruzione del Paese dovrebbe combinare investimenti massicci con riforme ambiziose per modernizzare l’amministrazione ucraina; stabilire con fermezza lo stato di diritto e l’indipendenza della sua magistratura; combattere la corruzione; costruire un’economia equa, sostenibile e competitiva; e quindi sostenere fermamente l’ucraina nel perseguire il suo cammino europeo“, ha aggiunto. “L’Ucraina appartiene alla nostra famiglia europea. Gli ucraini hanno tenuto duro di fronte alla violenza brutale. Hanno difeso la propria libertà e l’umanità. Stiamo con loro. Questo è un momento decisivo per le democrazie del mondo“, ha evidenziato la leader Ue.

h. 11.27 | Helsinki: fiducia su adesione Svezia-Finlandia a Nato

“La Nato saprà risolvere questo problema, nel giusto spirito”: così il ministro degli Esteri finlandese, Pekka Haavisto, sulla domanda di adesione di Finlandia e Svezia alla Nato e l’opposizione della Turchia. Haavisto ha spiegato di essere fiducioso in una soluzione dei problemi sollevati con la Turchia, con cui è in corso uno sforzo diplomatico: sulle preoccupazioni per le organizzazioni terroristiche, “abbiamo delle buone risposte da dare e siamo anche noi parte della risposta mondiale al terrorismo“, ha detto Haavisto. La domanda di accesso – ha spiegato il ministro finlandese – nasce dal contesto internazionale stravolto dall’aggressione della Russia all’Ucraina: “Siamo in una situazione completamente nuova e dobbiamo svegliarci di fronte a questa nuova realtà“.

h. 11.31 |  Zakharova: “Dittatura liberale Occidente contro civiltà“

L’Occidente ha instaurato una “dittatura liberale” che ha come obiettivo distruggere ogni forma di civiltà. Lo ha dichiarato, riporta Tass, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, durante una conferenza. La portavoce ha ripreso così l’espressione utilizzata ieri dal ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, secondo il quale l’Occidente si comporta “come una dittatura”. Zakharova ha rivendicato l’opposizione di Mosca “alla terribile e assolutamente criminale dittatura del liberalismo” e ha auspicato che tutto il mondo abbia la forza di opporvisi.

 h. 11:33 |  Medvedev: “Piano pace italiano basato su menzogne Kiev“

 Il piano di pace italiano per l’Ucraina “è un puro flusso di coscienza slegato dalla realtà” e i suoi autori sembrano essersi basati su “giornali provinciali” e “menzogne ucraine”. Lo ha dichiarato, secondo le agenzie stampa russe, il vicepresidente del Consiglio di sicurezza di Mosca, Dmitry Medvedev. L’ex presidente russo ha sottolineato che “l’idea di una completa autonomia della Crimea come parte dell’Ucraina sarebbe causa di una guerra a pieno titolo”.

h. 11.43  |  Von der Leyen: “Se Russia democratica, ci sarà posto per lei“

Ci sarà mai un posto per la Russia? “Se la Russia torna alla democrazia, allo stato di diritto, al rispetto dell’ordine internazionale, la risposta è sì. La Russia è un nostro vicino, con la Russia condividiamo la storia”, ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen rispondendo al direttore del Forum economico di Davos, Klaus Schwab. “La nostra opposizione alla brutale invasione è l’opposizione alla leadership di Mosca. I russi devono decidere il loro futuro“, ha aggiunto.

h. 11.45  |  Navalny perde appello, confermata condanna 9 anni

La giustizia russa ha confermato in appello la condanna a 9 anni di carcere in “regime severo” per il principale oppositore, Alexei Navalny, processato per “frode” e “oltraggio alla corte”.

h. 11.53  |  Stoltenberg: “Attacco in linea con modello Russia“

“L’attacco russo all’Ucraina fa parte di un modello che dura da anni dove Mosca usa la sua forza militare per ottenere risultati politici“. Lo ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, nel suo intervento al Forum economico di Davos. “L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia è stata una della aggressioni armate più previste della storia” e “la Nato ha reso pubbliche per mesi le informazioni di intelligence sui piani di invasione di Putin”, ha aggiunto Stoltenberg.

h. 11.55  |  Prezzo del gas in rialzo, sopra 85 euro

Prezzo del gas in rialzo. Il gas all’hub olandese Ttf si attesta attualmente a 85,87 euro a megawattora, in progressione del 3,1%

h.11.59 |  Stoltenberg: “Putin voleva Kiev, ma è stato costretto a ritirarsi“

 Il presidente russo Vladimir Putin “non ha raggiunto il suo obiettivo strategico in Ucraina. Il piano era di prendere Kiev, di decapitare il governo e di controllare il Paese. È stato forzato a ritirare le sue forze da Kiev e dal nord del Paese, le forze russe sono state respinte dalla regione di Kharkiv e l’offensiva in Donbass sta procedendo molto lentamente“. Lo ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, nel suo intervento al Forum economico di Davos. “Non posso predire il risultato della guerra, nessuno può farlo, ma la sola cosa è che la Russia non ha raggiunto il suo obiettivo in Ucraina. Questo piano doveva essere una operazione militare breve, è una guerra lunga e costosa per la Russia“.

h. 12.00 |  Stoltenberg: “Libertà più importante di mercato e profitti“

“Abbiamo lavorato sodo per creare un’economia globale, ma dobbiamo capire che la libertà è più importante del libero commercio e che la protezione dei valori è più importante dei profitti“. Lo ha detto il segretario generale della Nato.

h. 12.02 |  Kuleba: “Russi rubano il grano ucraino per rivenderlo. Non compratelo“

 Il ministro degli Esteri ucraino chiede alla comunità internazionale di evitare di acquistare dalla Russia “il grano che ruba in Ucraina”. “I ladri russi rubano il grano ucraino, lo caricano sulle navi, passano dal Bosforo e cercano di venderlo all’estero – ha twittato Dmytro Kuleba – Chiedo a tutti i Paesi di essere vigili e di rifiutare proposte del genere. Non comprate quello che viene rubato. Non diventate complici dei crimini russi. Il furto non ha mai portato fortuna a nessuno”.

h. 12.05 |  Von der Leyen: “Russia sta bombardando depositi grano Kiev“

“Stiamo assistendo a come la Russia ha trasformato in armi le sue forniture energetiche. Sfortunatamente, stiamo vedendo lo stesso modello emergere nella sicurezza alimentare. L’Ucraina è una dei paesi più fertili del mondo. Anche la sua bandiera simboleggia il paesaggio ucraino più comune: un campo di grano giallo sotto un cielo blu. Ora, quei campi di grano sono stati bruciati. Nell’Ucraina occupata dalla Russia, l’esercito del Cremlino sta confiscando scorte di grano e macchinari. Oggi l’artiglieria russa sta bombardando i depositi di grano in tutta l’Ucraina deliberatamente“. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue.

h. 12.13 |  Viminale: “Oltre 121 mila i profughi accolti in Italia” 

Sono 121.285 le persone in fuga dal conflitto in Ucraina giunte fino a oggi in Italia, 115.030 delle quali alla frontiera e 6.255 controllate dal compartimento Polizia ferroviaria del Friuli Venezia Giulia. Ad aggiornare i dati è il Viminale, precisando che si tratta di 63.292 donne 17.648 uomini e 40.345 minori. Le principali città di destinazione dichiarate all’ingresso in Italia continuano a essere Milano, Roma, Napoli e Bologna. L’incremento, rispetto a ieri, è di 426 ingressi nel territorio nazionale.

h. 12.28 |  Ok del Consiglio Ue a quarta tranche aiuti militari a Kiev

Via libera del Consiglio Ue a due ulteriori misure di assistenza per l’Ucraina nell’ambito del Fondo europeo per la pace, che consentiranno all’Ue di sostenere ulteriormente le capacità e la resilienza delle forze armate ucraine per difendere l’integrità territoriale e la sovranità del Paese. Dopo aver adottato tre tranche di sostegno per un totale di 1,5 miliardi, una quarta tranche aggiungerà 500 milioni di euro alle risorse già mobilitate portando così l’importo totale a 2 miliardi di euro. “La storia di domani si scrive oggi, sui campi di battaglia dell’Ucraina. Con questi 500 milioni di euro, l’Ue ha stanziato un totale di 2 miliardi di euro per sostenere le forniture di equipaggiamenti militari degli Stati membri dell’Ue alle forze armate ucraine. Questo sostegno è solo una parte degli sforzi europei per aiutare l’Ucraina a difendersi”, ha dichiarato l’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Josep Borrell. 

h. 12.30 |  Medvedev: “Repubbliche di Donetsk e Lugansk non torneranno in Ucraina“

 “Le Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk non torneranno in Ucraina”. Ad affermarlo, secondo quanto riferisce l’agenzia russa ‘Tass‘, è l’ex presidente russo e attuale vice presidente del Consiglio per la Sicurezza nazionale, Dimitrij Medvedev che ha definito “le proposte per l’autonomia del Donbass nel quadro dello Stato ucraino ovvie sciocchezze e proiezioni a buon mercato“. “Le decisioni sul loro destino – sottolinea Medvedev – sono state prese dalle repubbliche del Donbass alla fine e non torneranno indietro. Questo è inaccettabile per tutti coloro che ricordano il destino degli accordi di Minsk e l’uccisione di civili della Lpr e della Dpr“, ha scritto Medvedev su Telegram, commentando le indiscrezioni trapelate sul piano italiano per risolvere la crisi ucraina.

h. 12.40 |  Media: cresce insoddisfazione contro Putin

“Cresce in Russia l’insoddisfazione personale nei confronti di Vladimir Putin nei circoli del potere russo”: lo scrive la testata indipendente online Meduza, citando proprie fonti anonime al Cremlino e nel governo di Mosca. “Imprenditori e membri del governo accusano Putin di non aver valutato appieno l’impatto delle sanzioni, con le quali non si può vivere normalmente. Il fronte dei falchi invece imputa allo zar di non aver agito in Ucraina con maggiore decisione“, afferma una fonte.

h. 12.46 |  Navalny: “Putin è un pazzo, guerra stupida”

Vladimir Putin è “pazzo” e la guerra in Ucraina è “stupida“. Comparso oggi in aula al processo di appello, che ha confermato la sua condanna nove anni, il dissidente Alexei Navalny ha duramente attaccato il leader del Cremlino. “È una guerra stupida quella lanciata da Putin. Questa guerra è costruita sulle bugie. Un folle ha affondato i suoi artigli in Ucraina e non so cosa voglia farne, quel ladro pazzo”, ha detto Navalny in aula, citato dalla Bbc.

h. 12.48 |  Governatore: “Troppo tardi per evacuare civili Severodonetsk“

È troppo tardi per evacuare le migliaia di civili dalla città orientale di Severodonetsk assediata dall’esercito russo. Lo ha scritto il governatore di Lugansk Sergiy Gaidai su Telegram, citato dal Guardian, lanciando un triste avvertimento: “A questo punto non dirò più uscite, evacuate. Ora dirò: rimanete in un rifugio. Perché una tale densità di bombardamenti non ci permetterà di andare a prendere le persone”. Si ritiene che quindicimila residenti siano ancora in città, nascosti nei rifugi.

h. 12.51 |  Prezzi guerra: scende greggio ma risalgono gas e frumento

Scende il greggio (Wti -0,43% a 109,82 dollari al barile) insieme a Brent (-0,41% a 112,98 dollari al barile) mentre risale il prezzo del gas (+3,66% a 86,34 euro al MWh) nel 90/o giorno di fuerra tra Russia e Ucraina. In lieve calo tra i metalli l’oro (-0,28% a 1.855,36 dollari l’oncia), più pronunciato quello dell’argento (-1,22% a 21,86 dollari l’oncia), dell ferro (-1,39% a 849 dollari la tonnellata) e dell’acciaio (-1,81% a 4.552 dollari la tonnellata). Fermi al valore della vigilia l’alluminio, il rame e il nichel. In campo agroalimentare si segnala il rialzo del grano duro (+0,74% a 1.286 dollari per unità contrattuale da 5mila staia) e del frumento (+1,03% a 1.202 dollari). 

h. 12.58 |  Di Maio: “Con guerra più urgente allargamento Ue ai Balcani“

“Con il ministro Grlic-Radman abbiamo condiviso l’esigenza di rilanciare il processo di allargamento dell’Unione europea ai Balcani Occidentali. Questa priorità è resa ancora più urgente dal conflitto in Ucraina. È fondamentale dare concretezza a questa prospettiva per la stessa credibilità dell’Unione Europea. L’integrazione rappresenta la strada maestra per la definitiva stabilizzazione di questa regione, strategica per i nostri Paesi”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio al termine dell’incontro con il collega croato Gordan Grlic-Radman alla Farnesina.

h. 13.00 |  Mosca: Usa distruggono architettura sicurezza internazionale

Gli Stati Uniti si sforzano di distruggere completamente l’architettura di sicurezza internazionale. Lo ha detto il ministro della Difesa russo Sergej Shoigu, riportato dall’agenzia russa Tass. L’Occidente sta minando di proposito le relazioni tra i Paesi della Otsc (Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva) , gli alleati della Russia sono sotto grave pressione, ha affermato.

h. 13.05 |  Shoigu: “Avanti fino a raggiungimento obiettivi“

“Nonostante l’assistenza su larga scala dell’Occidente al regime di Kiev e la pressione delle sanzioni sulla Russia, continueremo l’operazione militare speciale fino al completamento di tutti i compiti”. Lo ha affermato, il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, in una riunione del Consiglio dei ministri della Difesa dell’Organizzazione del Trattato per la sicurezza collettiva, riporta la Tass.

h. 13.09 | Von der Leyen: “Stanziati 10 mld di aiuti, mai così tanti“

“C’è bisogno di un piano Marshall per la ricostruzione dell’Ucraina“. Così la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, al World Economic Forum di Davos.

“Dieci miliardi di aiuti sono la più grande somma che l’Ue abbia mai messo in campo per supportare un Paese terzo”, ha proseguito Von der Leyen. La piattaforma di ricostruzione proposta al presidente Zelensky sarà “guidata dall’Ucraina e dalla Commissione Ue, in modo da combinare riforme ambiziose e ingenti investimenti”. Per la ricostruzione dell’Ucraina “ci sarà bisogno del contributo di tutti“, ha concluso Von der Leyen.

h. 13.10  |  Ue: ci sono le prove che la Russia ruba il grano ucraino

“Putin sta usando il tema alimentare come un’arma, l’impatto si sente non solo sull’Ucraina ma in Africa e Asia: non abbiamo dubbi che le truppe russe rubano il grano ucraino o distruggono le scorte, si cono varie prove. Non possiamo dire cosa possiamo e vogliamo fare per contrastare la situazione perché è in corso una guerra ma sono in corso discussioni su come intervenire una volta che le navi hanno lasciato i porti”. Lo ha detto un portavoce della Commissione Ue. “Bisogna sollevare la questione a libello globale e lo stiamo facendo, l’Egitto si è rifiutato di accettare grano rubato dall’Ucraina“.

h. 13.18 |  Stop costruzione centrale nucleare russo-finlandese

La società Fennovoima, composta dalla compagnia nucleare statale russa Rosatom e da un consorzio di aziende finlandesi, ha ritirato una domanda di costruzione per una centrale nucleare, tre settimane dopo aver annullato il contratto di consegna. “Fennovoima ha ritirato la domanda di licenza di costruzione dell’impianto Hanhikivi 1, ora l’obiettivo è preservare il sito di Pyhajoki“, ha affermato la societa’, in cui la russa Rosatom ha una partecipazione del 34% tramite una azienda sussidiaria. L’invasione russa dell’Ucraina a febbraio ha portato la Finlandia a rivalutare i rischi per la sicurezza del reattore nucleare russo. Fennovoima ha risolto così il contratto di consegna con RAOS Project il 2 maggio, adducendo i rischi legati alla guerra. Rosatom ha affermato che potrebbe portare la questione in tribunale.

h. 13.20 |  Ue condanna “russizazione zone occupate“

 “Oggi sono passati tre mesi da quando è stata lanciata questa aggressione brutale contro l’Ucraina” e quella che la Russia ha chiamato “operazione speciale è divenuta una brutale carneficina contro l’Ucraina e il suo popolo“. Così Peter Stano, portavoce dell’Alto rappresentante Ue, Josep Borrell, al briefing quotidiano. L’Ue “condanna con forza i crimini orrendi” commessi “contro il popolo ucraino dalle truppe russe“, ha aggiunto il portavoce, sottolineando come vi siano “sempre più notizie” di tali crimini, tra cui “i più inquietanti” sono quelli sulla “violenza sessuale utilizzata come arma di guerra dai soldati russi contro donne e bambini, incluso neonati“.

h. 13.26  |  Rutte: “Improbabile subito status Paese candidato Ue“

Non ci sono molte possibilità che l’Ucraina ottenga subito lo status di Paese candidato all’ingresso nell’Ue, troppi Paesi non sono d’accordo su questo e sarebbe ingiusto nei confronti dei Paesi dei Balcani occidentali che hanno aspettato anni prima di vedere accolta la loro candidatura. Questa in sintesi l’indicazione giunta dal premier olandese Mark Rutte, il quale, secondo i media locali, ha ricordato che sulla questione la prima a doversi esprimere con una propria valutazione è la Commissione europea, poi spetterà ai leader Ue decidere. Secondo Rutte, per non demotivare Kiev e compiere un gesto concreto di apertura nei suoi confronti, l’Ue potrebbe indicare quali passi dovrebbe compiere l’Ucraina per ottenere lo status di candidato, così come è stato fatto in passato per la Bosnia. Anche nei confronti della domanda di adesione presentata dalla Moldavia la posizione dell’Ue dovrebbe essere, secondo Rutte, analoga a quella che sarà adottata rispetto all’Ucraina. Per il premier olandese tutto ciò non esclude che un giorno Ucraina e Moldavia possano entrare a far parte dell’Unione. Tutti i Paesi del continente Europeo hanno teoricamente diritto a diventare membri Ue, ma quando avranno raggiunto le necessarie condizioni. 

h. 13.30 |  Moody declassa rating 7 banche

Moody’s declassa i rating di sette banche ucraine e cambia l’outlook in negativo, concludendo la revisione per il declassamento, a seguito del declassamento del rating sovrano dell’Ucraina a Caa3 da Caa2 con outlook negativo. Si tratta di Privatbank, Savings Bank of Ukraine, Ukreximbank, Banca Raiffeisen, Banca Pivdennyi, Tascombank, Banca Vostok.

h. 13.34 |  Giappone: incursioni jet Cina e Russia durante summit Quad 

 Jet militari cinesi e russi hanno volato congiuntamente sul mar del Giappone e sul mar Cinese orientale, mentre i leader del blocco dei Quad – Giappone, Usa, India e Australia – si incontravano a Tokyo per discutere di sicurezza regionale. Lo ha riferito il ministro della Difesa nipponico Nobuo Kishi, affermando che Tokyo ha espresso le sue “gravi preoccupazioni” ai due Paesi. Il Global Times, tabloid cinese, ha scritto che l’Esercito popolare di liberazione (Pla) ha inviato più navi da guerra negli Stretti chiave vicino al Giappone (Tsushima e Miyako) “in risposta alle provocazioni degli Usa e alle osservazioni giapponesi”.

h. 13.35 | A Kherson amministratori filorussi chiedono a Mosca apertura base militare

I nuovi amministratori filorussi della regione ucraina occupata di Kherson “chiedono” a Mosca l’apertura di una base militare, dopo aver introdotto, lo scorso primo maggio, il rublo come moneta. In una intervista a Ria Novosti, il numero due dell’amministrazione mista civile e militare, Kirill Stremousov, ha spiegato che una base militare “garantirà la sicurezza della regione e dei suoi abitanti”. “Ci deve essere una base militare russa nella regione di Kherson. Lo chiederemo, tutti gli abitanti ne sono interessati”, ha affermato Stremousov, confermando il progetto di rendere la regione, dove i residenti hanno spesso protestato contro l’occupazione, parte della Federazione russa, ma escludendo un referendum a breve. “Dato che il risultato di un referendum non è comunque riconosciuto dai Paesi occidentali, è una perdita di tempo organizzarlo oggi“, ha precisato.

h. 13.36 |  Russia: arrestato teenager ucraino, piano attentati in scuole

Un adolescente ucraino è stato arrestato nella regione russa di Rostov, accusato di pianificare atti di terrorismo contro le scuole, in particolare nel Tatarstan e nella città di Perm. Il giovane, scrive la Tass, “era stato reclutato dai servizi segreti ucraini e fa parte del battaglione Azov. È arrivato in Russia da Mariupol con lo status di rifugiato“. 

h. 13.50 |  Mosca: operazioni speciali rallentate per evacuare civili

 “La Russia sta deliberatamente rallentando il ritmo delle operazioni speciali in Ucraina per consentire l’evacuazione ed evitare vittime civili”, ha affermato il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, riportato da Ria Novosti. “Affinché i residenti lascino gli insediamenti circondati vengono creati corridoi umanitari“, ha dichiarato. “Le truppe russe, a differenza delle forze armate ucraine, non colpiscono le infrastrutture civili dove potrebbero trovarsi i civili. Le postazioni di tiro e le strutture militari del nemico vengono colpite con l’aiuto di armi ad alta precisione“, ha sottolineato.

h. 14.15 | Cremlino: “Dimissioni diplomatico? Ormai lui è contro di noi“

“Non è più con noi, è contro di noi”. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov liquida così la notizia delle dimissioni del diplomatico russo Boris Bondarev, che ha lasciato il suo incarico a Ginevra e scritto una lettera aperta di protesta contro la guerra in Ucraina. “Il Cremlino non ha familiarità con questa lettera. Era un dipendente del ministero degli Esteri, bisogna chiedere a loro – ha detto Peskov rispondendo ad una domanda della Cnn – possiamo solo dire che Bondarev non è più con noi, anzi è contro di noi“.

h. 14.22 |  Orban: “No discussione su petrolio a vertice Ue“

Il premier ungherese, Viktor Orban, si oppone alla discussione dell’embargo al petrolio russo al vertice dei capi di Stato e di Governo dell’Ue che si terrà a Bruxelles il 30 e 31 maggio. “Discutere il pacchetto di sanzioni a livello di leader in assenza di un consenso sarebbe controproducente“, ha scritto Orban in una lettera al presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, secondo quanto riporta il Financial Times. “Evidenzierebbe solo le nostre divisioni interne senza offrire una possibilità realistica di risolvere le differenze. Pertanto, propongo di non affrontare questo problema al prossimo Consiglio europeo“, ha evidenziato il premier ungherese. 

h. 14.24  | Davos, Kerry: “Compensare gas russo con svolta rinnovabili”

Sulla lotta al cambiamento climatico “non siamo dove dovremmo essere” e se già prima dell’Ucraina c’era un aumento delle emissioni non in linea con gli obiettivi, “ora l’Ucraina è strumentalizzata per spingere sulla sicurezza energetica” attraverso le fonti tradizionali. Invece, “dobbiamo compensare il gas russo” con le nuove tecnologie disponibili, a partire dall’energia rinnovabili e dalla cattura del Co2. Lo ha detto John Kerry, inviato speciale del presidente Biden per il clima, durante un panel al Forum economico mondiale accanto a Xie Zhenhua, l’inviato della Cina con cui aveva firmato un importante accordo alla conferenza Cop26 lo scorso anno a Glasgow.

h. 14.27 |  Polonia ordinerà batterie missilistiche Patriot agli Usa

La Polonia ordinerà sei batterie missilistiche Patriot aggiuntive agli Stati Uniti per la sua difesa aerea. Ad annunciarlo è stato oggi a Varsavia il ministro della Difesa Mariusz Blaszczak, precisando che l’acquisto poggia su un protocollo d’intesa tra le due nazioni che risale al 2017. L’ordine includerà anche una scorta di missili difensivi, nonché l’addestramento e il supporto logistico. Il governo di Varsavia aveva già ordinato due batterie Patriot dal suo partner Nato nel 2018. La consegna è prevista nel corso di quest’anno. Il sistema Patriot – Phased Array Tracking Radar to Intercept on Target – viene utilizzato contro aerei, missili balistici tattici e missili da crociera.

h. 14.30 |  Sberbank paga cedola in rubli su bond maggio 2023

Sberbank ha pagato la cedola sull’Eurobond subordinato con scadenza maggio 2023 in rubli. Lo riporta Bloomberg citando una dichiarazione pubblicata sul sito web della banca russa. La banca afferma di “non poter effettuare i pagamenti nel modo consueto a causa delle sanzioni” alla Russia imposte dopo l’invasione dell’Ucraina. Sberbank ha pagato la cedola in rubli al tasso di cambio ufficiale.

h. 14.32 |  Ucraina propone organizzazione mondiale esportatori grano

Per affrontare la crisi mondiale del grano, principalmente dovuta al conflitto ucraino, Kiev ha proposto di creare un’organizzazione internazionale dei principali Paesi esportatori di cereali. Il negoziato per creare un’alleanza sul modello dell’Opec è in corso, ha dichiarato il ministero ucraino della politica agraria e dell’alimentazione, “Vogliamo che i principali esportatori globali di cereali, come Stati Uniti, Canada, Brasile, Argentina, Ucraina e Unione Europea, si uniscano per proteggere i loro interessi sul mercato globale“. La proposta è stata presentata da Kiev lo scorso 13 maggio alla riunione dei ministri dell’Agricoltura del G7 a Stoccarda.

h. 14.34 |  Ue: approvare pacchetto sanzioni senza altro ritardo

“Riteniamo che sia importante andare avanti con l’adozione del sesto pacchetto senza altri ritardi. Siamo già a diversi settimane di discussione”. Lo ha dichiarato il vice presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, rispondendo a una domanda sulla lettera del premier ungherese, Viktor Orban, in cui chiede di non discutere dell’embargo al petrolio russo al vertice che si terrà lunedì e martedi’. “Sappiamo che ci sono preoccupazioni per quanto riguarda la sicurezza degli approvvigionamenti e stiamo lavorando su queste preoccupazioni”, ha aggiunto Dombrovskis

h. 14.41 |  Gb: non c’è piano per schierare Royal Navy nel Mar Nero

Londra smentisce di voler inviare navi da guerra nel Mar Nero per garantire l’esportazione di grano dal porto ucraino di Odessa. La precisazione è arrivata dopo che il ministro degli Esteri lituano, Gabrielius Landsbergis, ha detto di aver parlato con la collega britannica Liz Truss della creazione di un “corridoio protettivo” nel mar Nero ad opera di “coalizione di volenterosi”. “Il deprecabile blocco del porto di Odessa voluto da Putin impedisce al cibo di arrivare alla gente che ne ha bisogno. Continueremo a lavorare intensamente con i partner internazionali per trovare modi di riprendere le esportazioni di grano dall’Ucraina. Tuttavia, non vi sono attualmente piani per dispiegare navi da guerra britanniche nel Mar Nero“, ha detto un portavoce di Downing street citato dal Guardian.

 h. 14.42  |  Lituania: arrivato primo treno con grano ucraino da esportare 

È arrivato in Lituania il primo treno con un carico di grano ucraino che verrà poi esportato tramite i porti del Paese baltico. Lo riferisce una nota delle ferrovie lituane. Si tratta di una consegna di prova che ha lo scopo di valutare l’efficacia di rotte alternative nell’impossibilità di utilizzare i porti ucraini, bloccati dalle ostilità con Mosca.

h. 14.43 | Ue, Orban? ‘Non indugiare più su embargo al petrolio’

“Si è parlato dell’embargo al petrolio all’Ecofin, non è la Commissione che definisce l’odg del summit dei leader, ma per noi è importante non indugiare più sul sesto pacchetto di sanzioni. Se si pensa all’embargo sul petrolio si consideri che prima della guerra il 62% dell’export della Russia verso l’Ue era composto da idrocarburi. Si tratta della principale fonte di finanziamento alla guerra ed è importante quindi decidere senza ritardi“. Lo dichiara il vice presidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis rispondendo ad una domanda sulla lettera di Viktor Orban al presidente del Consiglio Ue, Charles Michel.

h. 14.46 |  Dombrovskis: “Esborso Ue prima di vacanze estive”

“L’idea è di intervenire immediatamente con l’aiuto di cui l’Ucraina ha bisogno mentre quello della ricostruzione sarà un lavoro di più lungo respiro“. Lo ha detto il vice presidente della Commissione Ue Valdis Dombrovkis sull’intesa all’Ecofin rispetto ai finanziamenti Ue all’Ucraina. “Abbiamo discusso della proposta della Commissione su un aiuto a breve termine. La proposta di assistenza macrofinanziaria è ancora in discussione”. “Il primo esborso avverrebbe con il programma d’emergenza di assistenza macrofinanziaria prima delle vacanze estive, si tratterà di sovvenzioni a lungo termine ma c’è anche una componente di prestito”.  

h. 14.50 |  Cross: in arrivo voli con 4 pazienti, una è bimba

Due voli organizzati dalla Cross di Pistoia, la Centrale operativa remota delle operazioni di soccorso sanitario che fa capo alla Protezione civile, atterrano oggi, martedì 24 maggio, in Italia con altri quattro pazienti che saranno ricoverati in altrettanti ospedali della Liguria, dell’Emilia Romagna, della Toscana e dell’Umbria. In particolare una paziente che verrà presa in carico in Toscana è una bambina di 4 anni. La piccola sarà dapprima ricoverata all’ospedale della Versilia e successivamente affidata a uno specifico percorso di riabilitazione nell’ambito dell’Usl Toscana Nordovest. I due voli sono in arrivo a Milano e Bologna e con questi viene raggiunto il numero di 211 pazienti ucraini arrivati in Italia attraverso la Cross.

“Prosegue senza sosta l’attività della Cross, la struttura che da Pistoia opera per conto del dipartimento nazionale della Protezione civile con l’obiettivo di coordinare i soccorsi sanitari in occasione di grandi emergenze“, sottolinea il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.

h. 14.57 | Ue-Usa: stop gas russo a Finlandia è ricatto energetico

L’interruzione dell’elettricità e del gas naturale da parte della Russia alla Finlandia, dopo lo stop delle forniture di gas a Polonia e Bulgaria, è “ingiustificata e inaccettabile”. Così la Commissione europea e gli Stati Uniti in una dichiarazione congiunta, in cui condannano tali azioni come “ricatto energetico“. Le due parti hanno anche riaffermato il loro impegno a rafforzare la sicurezza energetica dell’Europa nell’ambito della task force congiunta sulla sicurezza energetica annunciata dai presidenti Joe Biden e Ursula von der Leyen il 25 marzo. 

h. 15.00 |  Cremlino: non abbiamo ancora visto le proposte dell’Italia

 Mosca non ha ancora visto le proposte dell’Italia sulla risoluzione della situazione in Ucraina e spera di riceverle presto attraverso i canali diplomatici. Lo ha dichiarato oggi il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov rispondendo alle domande dei giornalisti: “No, non le abbiamo ancora viste (le proposte di Roma) e speriamo di riceverle attraverso i canali diplomatici e di poterle esaminare“, ha affermato, citato dalla Tass.

 h. 15.13 |  Kuleba: “Offensiva Donbass più grande da II Guerra mondiale“

“È troppo presto per affermare che l’Ucraina ha già tutte le armi che le servono. L’offensiva russa in Donbass è una battaglia spietata, la più grande sul suolo europeo dalla Seconda guerra mondiale”. Lo ha scritto su Twitter il ministro della Difesa ucraino Dmytro Kuleba. “Invito i partner a velocizzare le consegna di armi e munizioni, specialmente (i lanciarazzi multipli) MLRS, l’artiglieria a lungo raggio e i veicoli blindati per il trasporto del personale militare“, ha aggiunto.

h. 15.14 |  Patuanelli: “Contro crisi alimentare serve regia G7“

Per affrontare la minaccia di una crisi alimentare serve “costruire una regia internazionale, credo che il G7 possa esserlo e che la Fao debba esserlo e stiamo lavorando in questa direzione“. Lo ha detto il ministro delle politiche agricole Stefano Patuanelli parlando con i giornalisti a margine del Consiglio Ue agricoltura. “C’è grande volontà di affrontare il problema delle fasce di popolazione mondiale che già oggi vivono una difficoltà di approvvigionamento di derrate alimentari a causa del costo delle materie prime, oltre alle difficoltà di trasporto dall’Ucraina dove i prodotti agricoli sono stoccati e non riescono a uscire via mare – ha affermato Patuanelli – ma c’è anche una regia internazionale da costruire, credo che il G7 possa esserlo e che la Fao debba esserlo”. 

h. 15.17 |  Dombrovskis: “Relazione Ue complessa, Cina ambigua su Russia“

“La relazione tra Unione europea e Cina è molto complessa” perché “la Cina ha una posizione ambigua nei confronti dell’aggressione perpetrata dalla Russia contro l’Ucraina. Però ci sono altri ambiti nei quali dobbiamo continuare a cooperare con la Cina, ad esempio di fronte a sfide globali come il cambiamento climatico“. Lo ha detto il vice presidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis al termine dell’Ecofin a Bruxelles. Affrontare il tema del cambiamento climatico, “lo possiamo fare solo se cooperiamo con la Cina che è il più grosso emissore mondiale e anche in occasione della riforma dell’organizzazione mondiale del commercio – ha detto -, per fare in modo che queste regole internazionali siano tutte conformi alle esigenze del ventunesimo secolo. Anche in un caso come questo abbiamo bisogno della cooperazione con la Cina”. 

h. 15.30 |  Incontro Draghi-Kovachevski: su tavolo allargamento Ue e Ucraina

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha avuto oggi a Palazzo Chigi un incontro con il Presidente del Governo della Repubblica di Macedonia del Nord, Dimitar Kovachevski. Al centro dei colloqui il processo di allargamento dell’Unione Europea ai Paesi dei Balcani occidentali con particolare riferimento alla Macedonia del Nord, la situazione in Ucraina e l’ulteriore rafforzamento della cooperazione bilaterale

h. 15.35 |  Dopo tre mesi riapre la metro a Kharkiv

La seconda città più grande dell’Ucraina, Kharkiv, ha riavviato il servizio della metropolitana e ha chiesto alle centinaia di persone che avevano usato la metropolitana come rifugio antiatomico negli ultimi tre mesi di liberare i vagoni dei treni, ma molti hanno detto che erano ancora troppo spaventati per tornare a casa.

h. 15.39 |  Orbán: “Accordo Ue su embargo pertolio russo nei prossimi giorni molto improbabile”

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán, che sta bloccando l’adozione di un embargo europeo sul petrolio russo, ha ritenuto un accordo “molto improbabile” nei prossimi giorni, in una lettera al presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

h. 15.44 Letta: “Andiamo a prendere grano bloccato dai russi“

“Quello che sta succedendo è che la guerra si sta trasferendo nel sud del mondo, dove si rischia di morire per assenza di grano. I russi non daranno mai il permesso ufficiale” di sbloccare i porti ucraini, “ma credo che se ci fosse una operazione da parte di altri paesi che vanno a prendere il grano in quei porti e lo portassero nei paesi che ne hanno bisogno, sarebbe una operazione rischiosa ma importante“. Lo ha detto Enrico Letta a “Oggi è un altro giorno”, su Rai 1.

h. 16.12 |  Governatore Lugansk: “Attacco russo su Azot, uccise 4 persone“

“I russi hanno sparato contro Azot in mattinata, uccidendo quattro persone. Intensità e numero di bombardamenti cresce ogni giorno“. Lo scrive Serhii Haidai, governatore regione di Lugansk, sul suo canale Telegram. Ad Azot, ricorda Haidai, “si trovano diversi rifugi antiaerei”.

h. 16.15 |  Onu, quasi 4 mila civili morti nel conflitto in Ucraina

L’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr) ha reso noto che 3.942

civili sono morti e 4.591 sono rimasti feriti in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa. Lo riporta Ukrinform sottolineando che tra le vittime ci sono quasi 260 bambini. Il bilancio, secondo lo stesso Ohchr, sarebbe comunque ancora più drammatico, considerando che “le informazioni provenienti da alcuni luoghi di intensi combattimenti sono in ritardo e molti rapporti sono ancora in attesa di conferma”, scrive Ukrinform.

h. 16.20 | Russia vieta ingresso a 154 membri della Camera dei Lord del Parlamento britannico

Il ministero degli Esteri russo ha deciso di vietare l’ingresso in Russia a 154 membri della Camera dei Lord del Parlamento britannico come rappresaglia per le sanzioni contro i senatori russi sull’Ucraina. “In risposta alla decisione presa a marzo dal governo britannico di inserire quasi tutti i membri del Consiglio della Federazione russa in una lista di sanzionati, su base reciproca, verranno introdotte sanzioni personali contro 154 membri della Camera dei Lord”, si legge in una nota.

h. 16.24 |  Germania, sì a uso beni Russia per la ricostruzione dell’Ucraina

“La Germania è politicamente aperta al dibattito sull’utilizzo dei beni sovrani russi cessate per la ricostruzione” dell’Ucraina. Lo ha detto il ministro delle Finanze tedesco, Christian Lindner, al termine dell’Ecofin, precisando tuttavia che occorre “essere molto precisi nel distinguere tra i beni sovrani, come quelli appartenenti alla banca centrale russa, e quelli privati”, per i quali la Germania ha “delle garanzie”.

Tra gli Stati membri molti sono “politicamente a favore” della misura, ma vi sono diversi “problemi legali” da risolvere, ha spiegato.

h.16.26 |  Ucraina: allentato il coprifuoco nella regione di Odessa

Da domani il coprifuoco nella città di Odessa e nella relativa regione, durerà dalle 23 fino alle 5 del mattino. Lo riportano i media ucraini, citando il governo dell’oblast di Odessa. Viene concessa un’ora in più. Fino ad oggi infatti il coprifuoco durava dalle 22 alle 5.

h.16.34 | Scholz, guerra Russia colpisce paesi Asia, Africa, America

“Molti paesi del mondo sono colpiti dalla guerra di aggressione russa all’Ucraina: in Asia, in Africa, nel Sud America. Pertanto è di estrema importanza che tutti noi lavoriamo per porre fine a questa guerra“. Lo ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz in visita a Johannesburg, in Sudafrica. Per questo motivo Scholz ha assicurato il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa che “siamo molto consapevoli delle gravi conseguenze di questa guerra per l’Africa“. Il cancelliere tedesco ha aggiunto che “quest’anno la Germania presiede il G7. In questa veste abbiamo già sviluppato proposte concrete per mitigare l’impatto globale dell’attacco russo sui prezzi dell’energia, sull’economia mondiale e sulla sicurezza alimentare nel mondo“. Il Sudafrica è stato invitato e parteciperà al G7 tedesco di Elmau, dal 26 al 28 giugno.

h.16.44 |  Forbes, Russia ha occupato il 20% del territorio ucraino

La Russia occupa circa il 20% del territorio dell’Ucraina a tre mesi dall’inizio della guerra. Lo scrive Forbes, spiegando che al 23 febbraio, giorno prima dell’invasione, il territorio occupato ammontava a 43.300 mq, il 7% del totale, ora quest’area è 2,9 volte più grande, pari a 125.000 mq.

h.16.51 |  Russia, completato lo sminamento del porto di Mariupol

Gli ingegneri dell’esercito russo e gli specialisti della flotta del mar Nero hanno completato le operazioni di sminamento della fascia costiera e del porto di Mariupol. Lo riferisce il ministero della Difesa russo, citato dalla Tass, secondo cui nel corso dell’operazione sono stati trovati 12 mila esplosivi e armi.

h.16.54 |  Moldavia, ex presidente indagato per alto tradimento, corruzione e finanziamento illegale del suo partito filo-russo

L’ex presidente moldavo Igor Dodon è indagato per alto tradimento, corruzione e finanziamento illegale del suo partito filo-russo. Lo riferiscono i media locali. Le autorità hanno anche perquisito la sua abitazione e la sede dell’Unione del business moldavo russo, da lui guidata. Il Cremlino si è detto “allarmato” per la persecuzione che ancora una volta colpisce “chi sostiene lo sviluppo di relazioni amichevoli con la Russia“. La Moldova è al centro dell’attenzione dopo l’invasione russa della confinante Ucraina. Paese fra i più poveri d’Europa ospita molti profughi ucraini e teme di essere risucchiato nel conflitto, anche perché in una parte del suo territorio si trova l’autoproclamata repubblica della Transnistria, entità filo russa che ospita truppe di Mosca.

h.17.01 |  Filorussi, occidentali potranno assistere a processi Azov

I rappresentanti di diversi Paesi, compresi occidentali, saranno invitati ad assistere alle udienze dei processi contro i combattenti ucraini di Azovstal fatti prigionieri dai russi. Lo ha detto il capo dei separatisti filorussi di Donetsk, Denis Pushilin, citato da Interfax, secondo cui i giudici dell’amministrazione di Donetsk fedele a Mosca stanno preparando i dossier per la corte marziale insieme alle autorità russe.

h.17.07 |  Ucraina: “Usate bombe a grappolo nell’attacco a Sloviansk”

 I russi hanno attaccato Sloviansk, nella regione di Luhansk, e sarebbero state usate bombe a grappolo, colpendo un edificio civile. Lo ha comunicato Vadym Liakh, capo dell’amministrazione municipale militare civile di Sloviansk, aggiungendo che “fortunatamente non ci sono vittime perché le persone sono state evacuate prima. “Oggi, 24 maggio, Slovyansk è stata nuovamente presa di mira. I proiettili a grappolo sono stati lanciati contro un edificio privato in uno dei quartieri. Le vittime sono state evitate solo perché le persone hanno già lasciato le loro case. Questo esempio mostra ancora una volta chiaramente che è pericoloso rimanere in città”

h. 17.18 | Stoltenberg, tra richieste Turchia anche certi armamenti

Tra le richieste avanzate dal presidente turco Erdogan per togliere il veto all’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato c’è anche quella di avere “certi armamenti”. Lo ha detto il segretario della Nato Jens Stoltenberg nel corso di una tavola rotonda a Davos. “Sono fiducioso che si troverà velocemente una soluzione, ma parte di questa soluzione è anche riconoscere che la Turchia è un alleato chiave, ospita più rifugiati tra gli alleati, ha sofferto più attacchi terroristici di tutti ed è in una posizione strategica”.

h.17.47 |  Media ucraini, a Mariupol ‘Zombi tv’ trasmette propaganda russa

Maxi schermi tv mobili, che trasmettono i telegiornali di Mosca, sono stati sparsi per tutta Mariupol, “portando la propaganda russa” in una delle città più colpite dalla guerra. Lo riporta Ukrinform, citando fonti del consiglio comunale di Mariupol. Su Telegram, l’amministrazione della città ha postato un video che mostra uno dei maxi schermi in funzione. Gli ucraini la chiamano “Zombie Tv” contestando l’iniziativa e denunciando che non si può dare “in pasto alla nostra gente questa propaganda“, scrivono le fonti di Mariupol.

h. 17.25 |  Gazprom: media, Schroeder nominato in Consiglio di sorveglianza

L’ex cancelliere Gerhard Schröder è stato ufficialmente nominato per un posto nel Consiglio di sorveglianza del colosso energetico russo Gazprom. Lo scrive l’emittente tedesca Ntv citando la società.

h.17.54 |  Cina, “canale verde” per export grano Kiev e Mosca

La Cina chiede l’istituzione di un “canale verde” per le esportazioni di grano da parte di Ucraina e Russia e si dice disposta a mantenere la comunicazione con tutte le parti interessate dal conflitto in Ucraina. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, nel corso di un colloquio telefonico con la sua omologa tedesca, Annalena Baerbock, con cui ha parlato del rischio di una crisi alimentare innescata dalla guerra in Ucraina. Nella situazione attuale, ha detto Wang, citato in una nota della diplomazia di Pechino diffusa in serata, ora locale, “la comunità internazionale dovrebbe spingere per un cessate il fuoco tempestivo e fornire un canale verde per Russia e Ucraina per esportare grano“. La Cina, ha aggiunto il ministro degli Esteri di Pechino, “è disposta a mantenere la comunicazione con tutte le parti”.

h.17.57 |  Von der Leyen: “Intesa su petrolio non sarà al summit Ue”

“Non mi aspetto” che ci sia un’intesa sull’embargo al petrolio al vertice europeo della prossima settimane, “è inutile dare false aspettative“. E’ quanto ha sottolineato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, in un’intervista a Politico dal forum di Davos rilasciata poco dopo la lettera dell’Ungheria al presidente del Consiglio Ue, Charles Michel. “C’è un elemento politico da discutere, ovvero quanto gli altri 26 Paesi membri vogliono concedere all’Ungheria in fatto di investimenti, ma le principali difficoltà sono tecniche e ne stiamo parlando in questi giorni”, ha aggiunto von der Leyen.

h.18.04 |  Procuratrice generale ucraina: “Tecnicamente possibile scambio del soldato russo Shishimarin“

La procuratrice generale ucraina Irina Venediktova ammette che Vadim Shishimarin, 21 anni, che è stato il primo soldato russo condannato all’ergastolo per crimini guerra da un tribunale di Kiev, “tecnicamente” potrebbe essere scambiato con dei prigionieri ucraina. Ad affermarlo è la stessa Venediktova ai microfoni di una tv locale secondo quanto riferisce ‘Ukrainska Pravda‘. “Puoi scambiare una persona dopo i verdetti dei tribunali. Tecnicamente, è possibile“, sottolinea Venediktova. “Non voglio entrare nel processo di scambio, perché questa è già politica e diplomazia, voglio rimanere nella mia competenza di procuratore e parlare di cose oggettive della giustizia penale“, aggiunge.

h.18.10 |  Ucraina: “Invasione russa nella sua fase più attiva”

La campagna militare russa è entrata “nella sua fase più attiva“. Lo ha detto il portavoce del ministero della Difesa ucraino, Oleksandr Motuzyanyk, citato dalla Bbc. Secondo il portavoce, le forze russe stanno cercando di accerchiare le forze ucraine a Severodonetsk e Lysychansk, due città sulle rive del fiume Siversky Donets nella parte orientale del paese. Le forze russe, ha aggiunto, non hanno abbandonato i tentativi di attraversare il fiume.

 h.18.18 |  Ungheria dichiara lo stato d’emergenza per la guerra in Ucraina

Il governo ungherese ha ordinato lo stato d’emergenza nel Paese per via della guerra in Ucraina. Lo ha annunciato Zoltan Kovaks, portavoce del premier Viktor Orbán. “Per salvaguardare gli interessi di sicurezza nazionale dell’Ungheria, per assicurarci di rimanere fuori dalla guerra e proteggere le famiglie ungheresi, il governo ha bisogno di spazio di manovra e di essere pronto ad azioni immediate“, ha spiegato Orbán.

h.18.25 |  Gruppo di lavoro Rasmussen e ufficio Zelensky su sicurezza

Andriy Ermak, capo dell’Ufficio del presidente ucraino Zelensky, e l’ex segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen stanno lavorando alla creazione di un gruppo consultivo internazionale che elabori strategie e proposte legate alla sicurezza in l’Ucraina. Lo ha reso noto l’Ukrainska Pravda, precisando che Ermak ha annunciato la creazione di questo gruppo al World Economic Forum di Davos. “Oggi sono lieto di annunciare che, insieme all’ex segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen, stiamo istituendo un gruppo di lavoro consultivo internazionale per sviluppare alcune raccomandazioni per garantire sicurezza affidabile ed efficace per l’Ucraina”. “A far parte del gruppo saranno invitate personalità di spicco della sicurezza, della politica e della diplomazia, nonché accademici”.

h.18.29 |  Ucraina, alcuni partner ci suggeriscono di consegnarci

“Alcuni dei nostri partner ci consigliano ancora di consegnarci agli aggressori per salvare vite e vengono proposti negoziati sulle cosiddette ‘contese territoriali’“, ma “come facciamo a credere” a questa soluzione “quando la Russia ha dimostrato la volontà di distruggere completamente l’Ucraina?”. Lo ha dichiarato Andrii Yermak, capo di gabinetto del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel suo intervento al Forum economico di Davos. “L’Ucraina non ha alcuna contesa territoriale con la Russia“, che “ha semplicemente provato ad occupare ed annettere illegalmente i territori ucraini”, ha aggiunto Yermak.

 h. 18.38 |  Kiev, destino Ucraina si decide ora in battaglie nel Donbass

“Ora stiamo osservando la fase più attiva dell’aggressione su larga scala che la Russia ha messo in atto contro il nostro Paese. La situazione sul fronte (orientale) è estremamente difficile, perché il destino di questo Paese si sta forse decidendo proprio ora“. Lo ha affermato il portavoce del ministero della Difesa ucraino, Oleksandr Motuzyanyk, in un briefing televisivo come riporta il Guardian.

h. 18.43 |  Estonia, cresce sostegno a invio navi per scortare carichi grano

Cresce in Europa il sostegno a iniziative per inviare navi nel Mar Nero, destinate a scortare i cargo che trasportano grano ucraino. Lo ha detto, riporta Bloomberg, il presidente estone Alar Karis sottolineando che la priorità è garantire che il grano arrivi in Africa e negli altri Paesi in via di sviluppo. Karis, parlano dal Wef di Davos, ha ricordato che da tempo auspicava una soluzione di questo tipo ma finora “non tutti erano convinti che fosse una buona idea” per i timori che l’invio di navi della Marina potesse aumentare la tensione nel Mar Nero. Oltre al Regno Unito “alcuni altri probabilmente si uniranno a noi, perché se il grano non esce dal Paese” si rischia “una crisi umanitaria“, ha aggiunto il presidente estone.

h. 18.45 |  Nato: “Guerra finirà con tavolo negoziati. La domanda è come e quando“

“La guerra in Ucraina finirà molto probabile con un tavolo di negoziati. La domanda è come e quando“. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, intervenendo a una tavola rotonda al Forum economico di Davos. “Per questo pensiamo che l’Ucraina per raggiungere un risultato accettabile al tavolo dei negoziati deve essere forte sul campo di battaglia. E quindi la sosteniamo in questo“, ha aggiunto.

h. 18.52 |  Ucraina, oltre 10 fosse comuni finora trovate nella regione di Kiev

Sono oltre 10 le fosse comuni trovate nella regione di Kiev e di queste otto sono nel distretto di Bucha. Lo ha detto il capo della polizia della regione di Kiev, Andriy Nebytov, citato da Ukrinform. “Finora abbiamo trovato più di 10 fosse comuni con vittime civili nella regione di Kiev. La maggior parte, ben otto, sono nel distretto di Bucha”, ha detto Nebytov, aggiungendo che in ciascuna fossa vi sono fra 40 e 57 corpi. “E purtroppo questo non è il bilancio finale”, ha aggiunto, ricordando che solo a Bucha sono stati trovati 418 corpi, e oltre il 50% sono di persone uccise con colpi di pistola. “Questi sono crimini terribili, e sono stati registrati. Per questo spero che gli aggressori russi verranno portati davanti alla giustizia“, ha dichiarato.

 h. 18.53 |  Di Maio: “Piano di pace lavoro embrionale, ci vorrà tempo“

 “Noi abbiamo delineato un percorso che parte da un gruppo di facilitazione internazionale e ha l’ambizione di arrivare una nuova Helsinki”. Ma il piano di pace italiano sull’Ucraina è ancora “un lavoro embrionale, ci vorrà tempo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a un evento dell’associazione Alis. Quando Medvedev “fa queste dichiarazioni” critiche sul piano di pace italiano “non dimostra di volere la pace“.

h. 18.58 |  Di Maio: “Solo Kiev può decidere su integrità territoriale”

“Credo che qualsiasi decisione sull’integrità territoriale dell’Ucraina debba dipendere dall’Ucraina. In questo momento, quando noi sentiamo ‘il Donbass non sarà mai Ucraina’, siamo su un altro piano”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a un evento dell’associazione Alis.

h. 18.59 |  Di Maio: “Su sesto pacchetto sanzioni tutti d’accordo tranne uno“

 “L’Ue deve accelerare sul sesto pacchetto di sanzioni, perché rischia di mandare il segnale sbagliato, visto che siamo tutti d’accordo tranne un Paese”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a un evento dell’associazione Alis.

h. 19.03 |  Ucraina: campione mondo di boxe thailandese morto a Mariupol

Oleksiy Yanin, il campione ucraino di kickboxing e campione del mondo di boxe thailandese (“Muay Thai”), militare del reggimento Azov è morto nelle battaglie per Mariupol. Lo comunica il ministero della Gioventù e dello Sport come riporta Ukrainska Pravda. Yanin è stata ucciso la notte del 7 aprile a Mariupol ma il ministero lo ha reso noto solo oggi. Lascia la moglie Tamara e un figlio.

h. 19.13 |  Zelensky: “Prima tornare a confini pre-invasione, poi colloqui”

L’ Ucraina tornerà ai colloqui con la Russia solo dopo che Mosca avrà restituito i territori conquistati dopo il 24 febbraio. Lo ha dichiarato il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, spiegando le sue condizioni per negoziati di pace in un’intervista alla testata giapponese NHK, rilanciata dall’agenzia . “Vogliamo riportare il nostro territorio ai confini pre-24 febbraio. Solo dopo potremo sederci al tavolo delle trattative”, ha detto Zelensky, aggiungendo che senza la liberazione dei territori ‘occupati’ dalle truppe russe in questi tre mesi di ostilità, i colloqui di cessate il fuoco con la Russia “saranno difficili“. Il leader di Kiev ha ribadito che Donbass e Crimea sono ucraine ma ha ammesso che ora il compito principale è la liberazione dei territori occupati dopo il 24 febbraio, data di inizio dell’invasione delle truppe di Mosca.

h. 19.19 |  Leader separatista Donetsk: “Prima fase processo a membri del battaglione Azov a Mariupol“

Il processo ai membri del battaglione Azov che si sono arresi a Mariupol si terrà in più fasi, una delle prime sarà a Mariupol. Lo ha annunciato il capo della Repubblica popolare di Donetsk (Dpr) Denis Pushilin secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa russa. “Penso che non dovremmo ritardare con il processo, e un certo numero di quelli intermedi dovrebbero essere tenuti davanti al tribunale principale, come è stato dopo la Grande Guerra Patriottica. Prima di Norimberga, c’erano i tribunali di Kiev e Kharkov e un certo numero di altri. Apparentemente, uno dei primi sarà il Tribunale di Mariupol“, ha detto Pushilin in un video.

h. 19.42 |  Soros: “Mobilitare le risorse per stop guerra e sconfitta Putin“

“Dobbiamo mobilitare tutte le nostre risorse per porre fine alla guerra, occorre sconfiggere Putin il prima possibile“. Lo ha detto George Soros nel solito incontro con i giornalisti a margine del World Economic Forum. Osservando che l’Europa “sembra andare nella giusta direzione” per una risposta al conflitto, Soros ha affermato che “Mario Draghi è più coraggioso del cancelliere tedesco Olaf Scholz sul gas russo”. Lo ha detto George Soros nel consueto intervento al World Economic Forum.

h. 20.06 |  Media, ucciso nel Donbass un generale russo

Un generale dell’aviazione russa è stato ucciso nell’Ucraina orientale. Lo riferiscono vari media tra cui la Bbc, l’Ukrainska Pravda e la Dpa. L’aereo del generale Botashov è stato abbattuto domenica da un missile Stinger sulla città di Popansa nel Donbass. Si ritiene che il generale sia il più alto ufficiale dell’aeronautica russa ucciso dall’inizio della guerra in Ucraina. I media ucraini avevano già riportato l’informazione domenica e diverse fonti, ma fino ad oggi non era arrivata alcuna conferma ufficiale della morte del generale russo. Secondo fonti ucraine, sarebbe il nono generale russo ucciso durante la guerra. Botashov era considerato un eccellente pilota, ma era stato mandato in pensione dall’esercito russo nel 2013 dopo lo schianto di un aereo Su-27.

h. 20.15 |  Governatore di Lugansk: “Forze russe attaccano in tutte le direzioni“

“Nella regione di Lugansk le forze russe attaccano in tutte le direzioni: Severodonetsk, Hirske. I russi hanno portato una quantità enorme di mezzi. Tengono in stato di allerta gli elicotteri e armi pesanti. La strada di Lysychansk Bakhmut si trova sotto continui spari. Lì ‘lavorano’ i gruppi dei sabotatori nemici“. Lo riferisce su telegram Serhii Haidai, il governatore di Lugansk.

h. 20.18 |  Schroeder rinuncia a nomina consiglio di vigilanza Gazprom

L’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder avrebbe rinunciato già da tempo alla sua nomina al consiglio di vigilanza della società energetica russa Gazprom e lo avrebbe già comunicato all’azienda. Lo ha scritto questa sera lo stesso Schroeder sul portale Linkedin. L’autenticità del post sarebbe stata confermata alla Dpa.

h. 20.26 |  Soros scrive a Draghi, Ue più forte di Mosca su gas

Nel solito incontro con i giornalisti a margine del World Economic Forum il finanziere e filantropo George Soros ha reso noto che ha scritto una lettera al premier italiano, Mario Draghi, in cui sottolinea che l’Europa, che è proprietaria dei gasdotti, ha in realtà una posizione di forza maggiore rispetto alla Russia.

“Penso che Putin sia stato intelligente a ricattare l’Europa con il taglio del gas, ma l’Europa ha in realtà una posizione di maggiore forza” rispetto a Mosca, ha aggiunto Soros.

h. 20.41 |  Deputato Crimea, piano pace Italia “inaccettabile“

Il deputato della Duma regionale della Crimea, Mikhail Sheremet, ha definito “impraticabile e poco promettente” il piano di pace per l’Ucraina proposto dall’Italia. “Si tratta di un formato inaccettabile”, ha dichiarato il politico a Ria Novosti, “è molto triste che i diplomatici italiani stiano perdendo tempo a formulare proposte così impraticabili e poco promettenti e, per quanto riguarda la Crimea, il testo suona ancora come un attacco all’integrità territoriale della Russia. Un piano del genere, redatto per compiacere gli americani, sarà inequivocabilmente respinto dal nostro Paese“.

h. 20.46 |  Ue: “Rischi raccolto, 25mln tonnellate grano lascino Ucraina”

“20-25 milioni di tonnellate di grano devono lasciare l’Ucraina in meno di 3 mesi. Per il prossimo raccolto sono previste altre 50 milioni di tonnellate di cereali, ma c’è spazio solo per ospitare il 50% di questa quantità“. E’ il monito lanciato dalla commissaria Ue ai Trasporti, Adina Valean, ai ministri dell’Agricoltura riuniti oggi a Bruxelles. “Liberare la capacità di stoccaggio è la priorità immediata in Ucraina ma anche nell’Ue”, ha detto, sottolineando che “l’obiettivo” di export di grano da raggiungere è “un minimo di 3 milioni di tonnellate al mese, idealmente 4” per “garantire spazio sufficiente per il prossimo raccolto“.

h. 21.00 | Mosca, da domani navi straniere possono lasciare Mariupol

La Russia aprirà un “corridoi umanitario” dalle 8 di domani mattina per consentire alle navi straniere di lasciare il porto di Mariupol. Lo annuncia il ministero delle Difesa citato dall’agenzia Interfax.

h. 21.08 | Zelensky: “Da Ue passi coordinati su aiuti e sanzioni“

“Alla vigilia della riunione straordinaria del Consiglio europeo del 30-31 maggio, è proseguito il dialogo con il presidente del Consiglio europeo Carlo Michel”. Lo ha scritto su Twitter il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dicendo che “gli aiuti all’Ucraina saranno una questione trasversale. Passi coordinati per rafforzare le sanzioni, la sicurezza alimentare, ricostruire l’Ucraina e procedere con l’adesione all’Ue”, ha scritto.

h. 21.20 | Canada invia 20.000 munizioni compatibili con armi Nato

Il Canada invierà all’Ucraina 20.000 munizioni compatibili con le armi Nato già consegnate a Kiev, inclusi gli M-777 Howitzer. Lo annuncia il ministro della Difesa Anita Anand. “Siamo già al lavoro per consegnarle all’Ucraina il più rapidamente possibile”, afferma Anand, sottolineando che le munizioni rientrano nel nuovo pacchetto di aiuti da 500 milioni di dollari approvato da Ottawa per Kiev.

h. 21.43 | Usa: Esenzione su bond scadrà, default Russia più vicino

Gli Stati Uniti confermano che lasceranno scadere il prossimo 25 maggio l’esenzione temporanea che ha finora consentito a Mosca lo spazio necessario per continuare i pagamenti relativi ai bond russi agli investitori americani. Lo afferma il Tesoro. Lo stop avvicina la Russia al suo primo default dalla rivoluzione bolscevica del 1917.

h. 21.56 | Kuleba: “Focus su ricostruzione”

“All’inizio della mia visita a Davos sono stato accolto calorosamente dal Presidente della Confederazione Svizzera Ignazio Cassis. La Svizzera è il nostro partner di fiducia”. Lo ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba dicendo che “ci siamo concentrati sulla ricostruzione e sulla ripresa dell’Ucraina nel dopoguerra, che saranno i temi chiave della conferenza di quest’anno a Lugano“.

 h. 22.04 | Zelensky, fornirci armi pesanti per stabilità mondo

“La fornitura di armi pesanti all’Ucraina – lanciarazzi multipli, carri armati, missili antinave – è il miglior investimento per mantenere la stabilità nel mondo e prevenire molte gravi crisi che la Russia sta ancora pianificando”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo ultimo video messaggio diffuso su Telegram. “Sono grato a tutti i partner che stanno aiutando l’Ucraina“, ha detto il leader di Kiev, “ma sottolineato ancora una volta: più a lungo durerà questa guerra, maggiore sarà il prezzo da pagare per la difesa della libertà non solo dell’Ucraina ma dell’intero mondo libero”.

h. 22.23 | Donbass, ucciso generale russo

Un generale dell’aviazione russa è stato ucciso nell’Ucraina orientale. Lo riferiscono vari media tra cui la Bbc, l’Ukrainska Pravda e la Dpa. L’aereo del generale Botashov è stato abbattuto domenica da un missile Stinger sulla città di Popansa nel Donbass. Si ritiene che il generale sia il più alto ufficiale dell’aeronautica russa ucciso dall’inizio della guerra in Ucraina.

h. 22.28 | Zelensky, in Donbass situazione estremamente difficile

 “Ora la situazione nel Donbass è estremamente difficile. Tutta la forza dell’esercito russo che ha ancora viene lanciata lì per attaccare. Lyman, Popasna, Severodonetsk, Slovyansk, gli occupanti vogliono distruggere tutto lì. Ma nelle intercettazioni delle loro conversazioni, sentiamo che sono ben consapevoli che questa guerra non ha senso per la Russia e che strategicamente il loro esercito non ha alcuna possibilità. Ma ci vogliono tempo e molti sforzi straordinari del nostro popolo per rompere il loro vantaggio nella quantità di equipaggiamento e armi”. Così il presidente ucraino Volodymir Zelensky in un discorso serale, come riporta Ukrainska Pravda.

h. 22.37 | Zelensky, torniamo a tavolo negoziati se russi si ritirano

L’Ucraina tornerà ai negoziati con la Russia solo quando le truppe di Mosca si ritireranno e avranno restituito i territori conquistati dopo il 24 febbraio. Lo ha affermato il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, in un’intervista al quotidiano giapponese Nhk, come riferisce Ukrinform. “Per ogni ucraino, la vittoria è il ritorno dei territori. Crediamo che la Crimea e il Donbass siano nostri territori. Stiamo combattendo per noi stessi. Vorrei che arrivassimo almeno ai confini del 24 febbraio, e poi ci proponiamo di sederci nuovamente al tavolo dei negoziati e concordare la pace, la fine della guerra e il ritorno dei nostri territori”, ha detto Zelensky.

Ucraina Russia, le news di oggi sulla guerra. Mosca «sta devastando il Donbass». Francesco Battistini, Andrea Marinelli, Guido Olimpio, Marta Serafini e Paolo Foschi su Il Corriere della Sera il 25 Maggio 2022.

Le notizie di mercoledì 25 maggio sulla guerra, in diretta. Corridoio sicuro per le navi in uscita da Mariupol, dove ieri sono stati trovati 200 cadaveri sotto un grattacielo. 

• La guerra in Ucraina è arrivata al 91esimo giorno: qui lo speciale sui tre mesi del conflitto.

• La Russia sta intensificando gli attacchi nel Donbass, secondo Kiev il conflitto sta entrando nella fase più violenta. In questo quadro gli analisti segnalano la «manovra aggirante» delle truppe di Mosca e lo stallo della controffensiva ucraina.

• Secondo Kiev un altro generale russo (in pensione ma arruolato fra i mercenari di Wagner) è stato ucciso.

• La Russia dalle 8 di stamattina aprirà un «corridoio umanitario» per consentire alle navi straniere di lasciare il porto di Mariupol. Nella città portuale orrore e sgomento per il ritrovamento di 200 cadaveri di civili sotto un grattacielo bombardato dai russi alcuni giorni fa.

Ore 05:37 - L'Ucraina punta sulla Lituania per far ripartire l'export del grano

L’emergenza sulle forniture di grano sta scalzando la «guerra per il gas» nel conflitto tra Russia e Ucraina. Le riserve di cereali che Mosca tiene bloccate nei porti del mar Nero diventano ogni giorno di più un obiettivo della «guerra collaterale» che i due Stati stanno combattendo. L’Onu ha rinnovato il suo allarme: se l’export non sarà rimesso in moto, centinaia di milioni di persone rischiano la fame perché dipendono da quegli aiuti. Due sono gli avvenimenti delle ultime 24 ore devono essere registrati sulla «battaglia del grano».

Ore 05:43 - Zelensky: la Russia sta impiegando nel Donbass tutte le forze rimaste

«Occorrono molto tempo e una forza straordinaria per contrastare il vantaggio della Russia in termini di armi e attrezzature». Nel suo discorso quotidiano, scrive il Kiev Indipendent, il presidente Ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che la Russia ha impiegato «tutte le forze che le sono rimaste» per attaccare il Donbass. Zelensky ha anche detto che le conversazioni intercettate delle truppe russe chiariscono che «sono ben consapevoli che questa guerra non ha senso e che strategicamente il loro esercito non ha alcuna possibilità».

Ore 05:44 - Cinque civili ucraini uccisi nell’Oblast di Luhansk

Cinque civili ucraini sarebbero stati uccisi il 24 maggio dai militari russi a Sievierodonetsk, nell’Oblast di Luhansk. Lo scrive il Kiev Indipendent citando fonti dell’amministrazione locale.

Ore 05:45 - La corruzione endemica: il demone che condiziona la guerra dei russi

È un demone che viene da lontano la korruptzia: «I malvagi che hanno spogliato il popolo si sono riuniti, hanno assoldato i militari e i giudici per proteggere la loro orgia, e banchettano», annota Tolstoj nei suoi Diari, il 5 ottobre 1878. Come una tabe che percorre la storia russa, quel demone si specchia grottesco nella narrazione di Gogol e dentro i «peccatucci» di Anton Antonovic, nel suo L’ispettore generale. E, resistendo a cambi d’epoca e di regime, dalla burocrazia zarista alla nomenclatura comunista, approda ai campi di battaglia dell’invasione putiniana in Ucraina, fiaccando l’animo dei soldati non meno delle loro armi e delle loro vettovaglie guastate da ruberie e appalti truccati in patria. È la corruzione, forse, la chiave nel grande enigma di questa stagione bellica voluta da Putin. (Qui l'articolo completo di Goffredo Buccini)

Ore 05:46 - Il messaggio a Biden di Russia e Cina: bombardieri in volo sul Mar del Giappone

Se voleva essere un «messaggio» al presidente americano Joe Biden, in visita in Asia Orientale, è stato senz’altro ricevuto. I bombardieri con capacità nucleare di Russia e Cina che hanno sorvolato per 13 ore , in formazione, il Mar del Giappone e il Mar cinese orientale hanno suscitato dure reazioni da parte di Tokyo e anche degli Usa. L’esercitazione è avvenuta, a sorpresa, mentre Biden incontrava i leader del blocco dei Quad — Oltre agli Usa il Giappone, l’India e l’Australia — a Tokyo per discutere di sicurezza regionale. (Qui l'articolo di Paolo Salom)

Ore 07:15 - La posizione di Zelensky, e quella dei suoi

(Francesco Battistini) A Kiev, il fronte Ucraina non s’è spaccato e l’unità contro il nemico non si discute. Ma l’unanimità su come sconfiggerlo, è un’altra cosa. 

In queste ore, qualche crepa s’è intravvista nelle frasi dello stesso Zelensky, talvolta in contrasto con quelle del suo staff. Primo esempio: riconquistare militarmente la Crimea, dice il presidente, costerebbe all’Ucraina «centinaia di migliaia» di morti? Macché, precisa qualche ora dopo la sua viceministra degli Esteri, Emine Dzhaparova, «per noi la fine di questa guerra è solo la fine dell’occupazione russa sia della Crimea che del Donbass». 

E ancora: i russi «hanno rispettato le vite dei difensori di Mariupol» (sempre parole di Zelensky), facendo intendere che almeno sui prigionieri di guerra si può aprire una trattativa? Il capo negoziatore ucraino Mikhaylo Podolyak è chiaro, quando esclude qualsiasi tavolo e precisa che non è barattabile «né la nostra sovranità, né il nostro territorio e gli ucraini che ci vivono», perché «l’Ucraina non mette in ballo la sua sovranità in modo che qualcun altro possa riempirsi il portafogli». 

Sfumature, naturalmente. La linea di Kiev è il ritorno ai confini del 2021 e anche un consigliere di Zelensky, Andriy Yermak, ripete che «la nostra integrità territoriale non è negoziabile». Ma quale integrità? 

Sulla Crimea, scippata dai russi nel 2014, l’opinione è più vaga: la realpolitik insegna che al momento è difficile metterla sul piatto d’un negoziato, ancor di più rischiare «centinaia di migliaia di morti» in un’offensiva per riprenderla. I russi sanno che a Kiev su questo son divisi, uno Zelensky più realista e altri più duri, così ci giocano: una Crimea autonoma sotto la sovranità ucraina, avverte l’ex presidente Dmitry Medvedev, provocherebbe «una guerra totale».

Ore 07:21 - «Vogliono cancellare Severodonetsk dalla faccia della Terra»

Non solo la guerra in Ucraina riserva ogni giorno nuovi orrori (come i 200 corpi scoperti sotto le macerie di un palazzo di Mariupol): il conflitto rischia di impantanarsi in una «guerra d’attrito» di lunghezza indefinita. «I contendenti sono preparati mentalmente ad una lotta prolungata, parliamo di mesi» scrivono Andrea Marinelli e Guido Olimpio nel loro punto militare. 

Una guerra lunga, dunque, come confermato anche dal ministro della Difesa russo Sergei Shoigu. Ma anche estremamente sanguinosa. 

Le truppe russe stanno concentrando la loro azione su una ristretta porzione di terreno, in Donbass, e stanno scaricando lì tutta la loro furia, attaccando in particolare la città inustriale di Severodonetsk. 

Sergiy Gaidai, il governatore della regione di Lugansk, dove si trova la città, ha detto che Severodonetsk è al momento sotto l’attacco di missili, colpi di artiglieria e di mortaio. L’esercito russo ha inviato migliaia di uomini, ed è ormai troppo tardi per far scappare i 15mila civili rimasti intrappolati. 

«La situazione è molto difficile, e sta peggiorando, ha detto. «L’esercito russo ha deciso di distruggere completamente la città, di cancellarla dalla faccia della Terra».

Ore 07:53 - Così le scienziate di Mosca hanno avuto accesso ai dati sanitari dei cittadini italiani

(Fiorenza Sarzanini) Le autorità russe potrebbero aver ottenuto dati sanitari di cittadini italiani. Esiste una relazione allegata all’accordo stilato nel 2021 tra l’ospedale Spallanzani di Roma e l’Istituro Gamaleya di Mosca, in piena emergenza pandemica da Covid-19, che elenca i termini dell’intesa. 

Fornisce le generalità delle tre dottoresse che hanno trascorso all’interno del nosocomio della Capitale 24 giorni. 

E specifica che «il suddetto personale russo ha accesso ai laboratori e al sistema informatico in uso presso Inmi».

Ore 08:28 - Zelensky: la resistenza ucraina ispirazione per il mondo

La capacità del Paese di resistere alla Russia è stata una sorpresa e una fonte di ispirazione per il resto del mondo. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un discorso video per ricordare che sono passati tre mesi dall’inizio della guerra. «Dobbiamo sempre ricordare che siamo sopravvissuti a questi tre mesi grazie all’impresa di decine di migliaia di persone che hanno difeso lo Stato. E a costo di decine di migliaia di vite di uomini e donne ucraini uccisi dagli occupanti. Memoria eterna a tutti coloro che hanno dato la vita per l’Ucraina», ha affermato.

Parlando poi del peggioramento della situazione nella regione del Donbass, ha chiesto ai governi stranieri di continuare a fornire armi ed equipaggiamenti militari perché questo è «il miglior investimento per mantenere la stabilità nel mondo».

Ucraina, la guerra in diretta: Zelensky, "le armi sono la miglior soluzione". Libero Quotidiano il 25 maggio 2022.

Più armi pesanti. Questo è il nodo cruciale nella guerra in Ucraina, giunta alla giornata numero 92. Kiev chiede agli Stati Uniti e all'Europa di rompere l'impasse e rifornire l'esercito difensore di armamenti in grado di spezzare l'offensiva russa e colpire in profondità l'invasore. Per ora però gli alleati occidentali nicchiano, preoccupati che una escalation militare di questo tipo, con possibili attacchi in territorio russo, possa scatenare una reazione fuori controllo di Mosca. L'esercito di Putin intanto procede nella sua avanzata nell'Est del Paese. La Nato ammette "serie difficoltà" per l'esercito ucraino, mentre nella notte si segnala un violento attacco missilistico nella regione di Zaporizhzhia.

Ore 00.05: Uccisi 5 civili a Severodonetsk 

I militari russi uccidono 5 civili a Sievierodonetsk, nell'Oblast di Luhansk. Le truppe ucraine sono riuscite a evacuare due civili dal villaggio di Bilohorivka. Lo scrive il Kiev Indipendent. "E' arrivato il momento in cui evacuiamo meno persone (al giorno) di quante ne perdiamo", ha dichiarato Serhiy Haidai, capo dell'amministrazione militare regionale.

Ore 7.17: Vestager e il gas russo, "Ue non ingenua ma avida"

La guerra in Ucraina ha messo in luce una incredibile dipendenza di alcuni Paesi europei - a cominciare dalla Germania e dall'Italia - al gas russo ma "parlare di ingenuità non ha senso. Siamo stati in realtà avidi". Lo ha detto al Sole 24 Ore la commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager spiegando che "abbiamo voluto gas a basso costo dalla Russia, manodopera a basso costo dalla Cina, microprocessori a basso costo da Taiwan. Mi sembra ci sia una lezione da imparare: la sicurezza delle forniture ha un prezzo, ma comporta anche vantaggi, vale a dire prevedibilità e tranquillità". In ogni caso per Vestager "non è una buona idea pensare di potersi rifornire di tutto in Europa. Faccio l'esempio dell'industria mineraria: ci vorrebbero 10 anni per ristabilirla. Quindi è molto più naturale creare coalizioni, come stiamo facendo con gli americani, i giapponesi o i sudcoreani (Paesi alleati, il cosiddetto friendshoring, ndr). In modo da aiutarci a vicenda, non solo nei giorni di pioggia, ma anche quando le cose vanno peggio". 

Ore 7.19: "Rallentamento dell'offensiva russa? Una menzogna" 

La dichiarazione della Russia sul presunto rallentamento deliberato dell'offensiva delle proprie truppe in Ucraina è una menzogna. Lo ha affermato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un videomessaggio pubblicato ieri sera. A suo dire, Mosca non ha trovato nulla di meglio da inventare dopo "tre mesi di ricerca di spiegazioni" sul motivo per cui "non sono riusciti a spezzare l'Ucraina in tre giorni". Zelensky ha anche sostenuto che oggi quasi 30 mila militari russi siano stati uccisi in Ucraina, e che le forze ucraine abbiano distrutti più di 200 aeromobili, nonché migliaia di carri armati, veicoli corazzati e altre attrezzature, mentre i missili russi sarebbero quasi esauriti. "Vogliono coprirlo con la bugia che non stanno combattendo a pieno regime. E' un peccato. E verrà il momento in cui loro stessi lo ammetteranno", ha affermato il presidente ucraino. 

Ore 7.41: Zelensky, "armi miglior investimento per la stabilità nel mondo"

La situazione nel Donbass è "estremamente difficile" e "tutta la forza che l'esercito russo ancora possiede è stata riversata lì per attaccare". Lo ha detto Volodymyr Zelensky che nel suo discorso nelle ultime ore ha sostenuto che "la fornitura di armi" all'Ucraina sia "il miglior investimento" per la "stabilità nel mondo". Il presidente ucraino ha citato "Lyman, Popasna, Severodonetsk, Slovyansk", nell'Ucraina orientale, accusando le forze russe di voler "distruggere tutto". "Sono grato a tutti i partner dell'Ucraina che ci aiutano. Ma lo sottolineo ancora, più a lungo durerà questa guerra, più alto sarà il prezzo per la protezione della libertà non solo per l'Ucraina, ma per tutto il mondo libero - ha proseguito - Quindi, la fornitura di armi pesanti all'Ucraina, lanciarazzi multipli, tank, armi antinave e altre armi, è il miglior investimento per mantenere la stabilità nel mondo ed evitare molte crisi gravi che la Russia sta ancora pianificando o ha già provocato". 

Ore 7.56: 4 missili su Zaporizhzhia; un morto e tre feriti 

Diverse esplosioni sono state segnalate da testimoni oculari in piena notte a Zaporizhzhia. Lo riferisce il Kyiv Independent, spiegando che le forze russe hanno lanciato quattro missili contro la città, uno dei quali è riuscito a distruggere la difesa aerea ucraina. Una persona è stata uccisa e altre tre sono rimaste ferite nell'attacco. 

Guerra Ucraina-Russia, Medvedev boccia piano italiano di pace: Soros scrive a Draghi: “Ue più forte di Mosca sul gas”. Redazione su Il Riformista il 24 Maggio 2022. 

E’ stato superato il terzo mese di guerra. Novantesimo giorno dall’inizio del conflitto in Ucraina e la pace appare ancora un’utopia. Emblematiche le parole di Sergey Lavrov, ministro degli Esteri russo: “Chi vuole la nostra sconfitta, non conosce la storia”. Il presidente Zelensky continua a chiedere un incontro con Putin ma dal Cremlino spiegano che non è questa la strada da intraprendere.

I prigionieri dell’Azovstal, oggi detenuto nel Donbass, saranno processati da un tribunale a Mariupol, conquistata dai russi. Già giudicato e condannato all’ergastolo da Kiev il 21enne sergente Vadim Shishimarin per aver ucciso un civile disarmato. La Cnn mostra foto satellitari che dimostrerebbero il saccheggio del grano da parte dei russi, nel porto di Sebastopoli in Crimea. In arrivo nuove armi, anche dall’Italia, per Zelensky.

6 – LAVROV E LA STORIA: “NOI SCONFITTI? LEADER OCCIDENTI ANDAVANO MALE A SCUOLA – “Dicono che la Russia deve ‘essere sconfitta’, che si deve “sconfiggere la Russia”, farla “perdere sul campo di battaglia”. I politici occidentali devono essere andati male a scuola. Traggono le conclusioni sbagliate dalla loro comprensione del passato e di cosa sia la Russia”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in un intervento nell’ambito del progetto Gymnasium, citato dalla Tass.

6:50 – MOSCA A ZELENSKY: “INCONTRO CON PUTIN? NON SEI ESPERTO” – La disponibilità del presidente ucraino Vladimir Zelensky a incontrare solo il presidente russo Vladimir Putin per la continuazione del processo negoziale è “un semplice tentativo di public relation”: lo ha detto Dmitry Polyansky, primo vice dell’inviato russo alle Nazioni Unite. “Le persone che non sono esperte non capiscono che i colloqui al vertice devono essere preparati a fondo e l’ordine del giorno deve essere concordato da entrambe le parti, altrimenti non c’è bisogno di parlare”, ha affermato il diplomatico di Mosca, ripreso dall’agenzia Tass. “Non siamo stati noi a bloccare i colloqui. Alcuni contatti sono in fase di attuazione e ci aspettiamo in un certo senso risposte dagli ucraini alle proposte formulate qualche tempo fa”, ha aggiunto Polyansky.

7:10 – NAVI RUSSE PIENE DI GRANO UCRAINO – Nuove foto satellitari proverebbero il saccheggio del grano ucraino da parte dei russi, lo scrive la Cnn. Le immagini sono state scattate sul porto di Sebastopoli, in Crimea: si vedono due navi portarinfuse battenti bandiera russa che attraccano e caricano quello che potrebbe essere grano ucraino rubato. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di “rubare gradualmente” i prodotti alimentari ucraini e di cercare di venderli.

Le nuove immagini di Maxar Technologies, datate 19 e 21 maggio, mostrano le navi – la Matros Pozynich e la Matros Koshka – attraccate accanto a quelli che sembrano essere silos di grano, con il grano che si riversa da un nastro in una stiva aperta. Secondo il sito di tracciamento navale MarineTraffic.com, entrambe le navi hanno lasciato il porto: la Matros Pozynich sta navigando nel Mar Egeo, affermando di essere diretta a Beirut, mentre la Matros Koshka si trova ancora nel Mar Nero. E’ difficile sapere con certezza se la nave sia stata caricata con grano ucraino rubato, ma la Crimea, annessa alla Russia, produce poco grano, a differenza delle regioni ucraine di Kherson e Zaporizhzhia, ricche di colture, immediatamente a nord. Funzionari ucraini e fonti industriali hanno riferito alla Cnn che le forze russe nelle aree occupate hanno svuotato diversi silos e trasportato il grano a sud.

7:30 – “MICROSOFT DOCUMENTERA’ CRIMINI GUERRA” – Microsoft aiuterà l’Ucraina a documentare i crimini di guerra della Russia, ha detto il ministro per la Trasformazione digitale ucraino Mykhailo Fedorov. Il rappresentante del governo di Kiev ha fatto l’annuncio dopo aver incontrato il presidente dell’azienda informatica Brad Smith a Davos. Secondo quanto riporta il Kyiv Independent, Microsoft aiuterà anche a ricostruire l’industria digitale ucraina.

8:20 – LAVROV: OCCIDENTE DITTATORE, NOSTRI LEGAMI CON CINA CRESCERANNO – “Ora che l’Occidente è in una posizione dittatoriale, i nostri legami economici con la Cina cresceranno ancora più velocemente”: parlando dinanzi a un gruppo di liceali, in una sessione di domande e risposte, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha ribadito l’obiettivo di “sviluppare relazioni amichevoli con il vicino più prossimo”. “Abbiamo un lungo confine con la Repubblica popolare cinese e interessi comuni nel sostenere i principi di giustizia e multipolarità negli affari internazionali”, ha detto Lavrov, secondo la trascrizione pubblicata sul sito web del ministero russo. “C’è un vantaggio economico reciproco. Ora il centro dello sviluppo mondiale si è spostato in Eurasia. Attualmente disponiamo della più ampia rete di partnership nella regione eurasiatica. Dobbiamo fare affidamento su di loro nell’ulteriore sviluppo del nostro Paese, delle sue capacità di trasporto, transito e logistica. Sono convinto che questa sia la strada giusta”.

8:30 – 007 REGNO UNITO: MOSCA INTENSIFICA OPERAZIONI DONBASS – La Russia sta intensificando le sue operazioni nella rgione del Donbass, nell’Ucraina orientale, stando ad indicazioni dell’intelligence britannica citate dal ministero britannico della Difesa nel suo uiltimo rapporto. In particolare l’obiettivo delle forze russe sarebbe di circondare Severodonetsk, Lyscgansk e Rubizhne, in modo da completare l’occupazione dell’intero Oblast di Lugansk.

8:45 -KIEV: DA INIZIO GUERRA MORTI OLTRE 29MILA SOLDATI RUSSI  – Ammonterebbero a 29.350 le perdite fra le fila russe dal giorno dell’attacco di Mosca all’Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Lo rende noto il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, diffuso su Facebook, che riporta cifre che non è possibile verificare in modo indipendente. Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di circa 29.350 uomini, 1.302 carri armati, 3.194 mezzi corazzati, 606 sistemi d’artiglieria, 201 lanciarazzi multipli, 93 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento a causa degli intensi combattimenti, le forze russe avrebbero perso anche 205 aerei, 170 elicotteri, 2.213 autoveicoli, 13 unità navali e 480 droni.

8:55 – GERMANIA: “VERSO EMBARGO UE A PETROLIO RUSSO” –  L’Ue probabilmente concorderà un embargo sulle importazioni di petrolio russo “entro pochi giorni”, “penso che raggiungeremo la svolta, è a portata di mano, direi”, “ma un embargo petrolifero non dovrebbe essere l’unico obiettivo, non significa automaticamente che Putin è indebolito”. Lo ha detto ha detto il ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck in un’intervista all’emittente Zdf. “Naturalmente è una misura insolita – ha affermato – ma anche questi sono tempi insoliti. E anche su questo si sta lavorando. Tuttavia, questa idea funziona solo se partecipa un gran numero di Paesi. E quello che manca ancora”.

9:10 – UCRAINA: MORTI 234 BIMBI, 433 FERITI – Sono 234 i bambini uccisi e 433 quelli feriti dall’inizio del conflitto in Ucraina con la Russia. Lo rende noto l’Ufficio del Procuratore generale ucraino precisando che il maggior numero delle vittime si registra nelle regioni di Donetsk, Kiev, Kharkiv e Chernihiv. I bombardamenti di città e villaggi ucraini da parte delle forze armate russe – aggiunge la nota – hanno danneggiato 1.848 istituzioni educative, 173 delle quali sono andate completamente distrutte.

9:35 –  KIEV DENUNCIA: RUSSI INDICANO A CIVILI PERCORSI MINATI – Nel sud dell’Ucraina, l’esercito russo ha indicato alle auto civili incolonnate per l’evacuazione di percorrere strade minate, poi ha sparato ai sopravvissuti alle esplosioni. Lo riferisce il Comando operativo Sud ucraino citato dall’Ukrainska Pravda. “Durante l’avanzata delle nostre divisioni attraverso Nikolayevshchina verso la regione di Kherson sono state trovate diverse auto civili con corpi di persone mutilate e colpiti da colpi di arma da fuoco. Danni alle auto indicano l’esplosione di auto nell’area minata, nonché il bombardamento della colonna. Quando la gente del posto ha cercato di evacuare, gli occupanti hanno prima indicato loro un percorso consentito attraverso l’area minata, e poi hanno sparato ai sopravvissuti alle esplosioni. Tra i morti due bambini in età scolare”.

9:55 – REGNO UNITO: “CON CRISI GRANO PIU’ MORTI DELLA GUERRA” – Il ministro dei trasporti britannico, Grant Shapps, ha avvertito che la carestia che innescherà la scarsità di grano e cibo causata dall’invasione dell’Ucraina potrebbe causare più morti che la guerra stessa. Shapps ha reso noto di aver incontrato il suo omologo ucraino Oleksandr Kubrakov in Germania la scorsa settimana per discutere di come affrontare il problema. “Penso che sia assolutamente essenziale, se non si vogliono rischiare fame e persino carestia che renderanno un’inezia i numeri relativi alla guerra stessa”.

10:10 – LUGANSK, GOVERNATORE: “SEVERODONETSK SOTTO ASSEDIO, DIFFICILE EVACUARE PERSONE”  – “A Severodonetsk si mantiene la difesa. La città è sotto il controllo del governo ucraino. I russi hanno dispiegato 25 gruppi tattici di battaglione per prendere la città. Il numero degli attacchi è aumentato. Sono in corso combattimenti nei villaggi vicini. E’ molto difficile evacuare le persone”. Lo ha scritto su Telegram Serhii Haidai, governatore della regione di Luhansk.

10:30 –  MARIUPOL, TROVATI 200 CADAVERI IN RIFUGIO – Circa 200 corpi sono stati trovati a Mariupol tra le macerie di un rifugio durante lo smantellamento dei blocchi di un grattacielo vicino alla stazione di servizio suburbana-2 su Myru Avenue. Lo ha annunciato su Telegram il portavoce del sindaco di Mariupol Petro Andryushchenko, riportato da Unian. “Mariupol. Cimitero”, ha scritto Andryushchenko, aggiungendo che i corpi sono rimasti lì per diverso tempo dato lo stato di decomposizione e che un gran numero di cadaveri è stato stipato dai russi in un obitorio improvvisato vicino alla metropolitana, sulla strada.

10:45 – “PUTIN È SOPRAVVISSUTO A UN ATTENTATO” – Secondo il capo dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino, Kyrylo Budanov, il Presidente russo Vladimir Putin sarebbe scampato a un attentato dopo l’invasione russa dell’Ucraina. “È stato addirittura aggredito, si dice, da rappresentanti del Caucaso, ma si tratta di una informazione non pubblica; il tentativo è stato due mesi fa ed è fallito”.

11 – KIEV ACCUSA: “MOSCA HA POSIZIONATO MISSILI IN BIELORUSSIA, AL CONFINE UCRAINO” – La Russia ha posizionato missili Iskander in un’area della Bielorussia situata a circa 50 chilometri dal confine. La denuncia arriva dalle forze armate di Kiev, secondo cui “la minaccia di attacchi missilistici sta aumentando”.

11:30 – VON DER LEYEN: “PUTIN MINACCIA ORDINE INTERNAZIONALE, FAREMO DI TUTTO PER AIUTARE UCRAINA”–  “L’Ucraina deve vincere la guerra. E l’aggressione di Putin deve essere un fallimento strategico. Faremo tutto il possibile per fare in modo che gli ucraini prevalgano e riprendano il futuro nelle loro mani”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen intervenendo a Davos, dove è in corso il World Economic Forum.

Nel suo intervento la presidente della Commissione europea ha sottolineato che “il copione dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina arriva direttamente da un altro secolo. Trattare milioni di persone non come esseri umani ma come popolazioni senza volto da spostare o controllare, o porre come cuscinetto tra le forze militari. Cercando di calpestare le aspirazioni di un’intera nazione con i carri armati”.

“Questa non è solo una questione di sopravvivenza dell’Ucraina. Non è solo una questione di sicurezza europea. Questo mette in discussione il nostro intero ordine internazionale. Ed è per questo che contrastare l’aggressione russa è un compito dell’intera comunità globale”, ha aggiunto.

11:45 – CONFERMATA CONDANNA A 9 ANNI PER ALEXEI NAVALNY – La giustizia russa ha confermato in appello la condanna a 9 anni di carcere in “regime severo” per Alexei Navalny, principale oppositore di Putin in Russia, a processo per frode e oltraggio alla corte.

12:05 – RUSSIA BOCCIA PIANO ITALIANO PER LA PACE IN UCRAINA: “BASATO SU FAKE NEWS” – Il piano italiano per la soluzione della crisi ucraina si basa su dati di “giornali provinciali e fake”. Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione russa Dmitry Medvedev. “Si ha la sensazione che sia stato preparato non da diplomatici, ma da ‘scienziati politici locali’ che hanno letto molti giornali provinciali e operano solo con fake ucraine”, ha aggiunto. Secondo Medvedev “andrebbe bene se si trattasse di preparare opzioni che almeno in qualche modo tengano conto della realtà. Ma no, questo è solo un puro flusso di coscienza dei grafomani europei”.

12:30 –  MEDVEDEV ASSICURA: “REPUBBLICHE DONETSK E LUGANSK NON TORNERANNO IN UCRAINA” – “Le Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk non torneranno in Ucraina”. Ad affermarlo, secondo quanto riferisce l’agenzia russa ‘Tass’, è l’ex presidente russo e attuale vice presidente del Consiglio per la Sicurezza nazionale, Dimitri Medvedev che definito “le proposte per l’autonomia del Donbass nel quadro dello Stato ucraino ovvie sciocchezze e proiezioni a buon mercato”. “Le decisioni sul loro destino – sottolinea Medvedev – sono state prese dalle repubbliche del Donbass alla fine e non torneranno indietro. Questo è inaccettabile per tutti coloro che ricordano il destino degli accordi di Minsk e l’uccisione di civili della Lpr e della Dpr”, ha scritto Medvedev su Telegram, commentando le indiscrezioni trapelate sul piano italiano per risolvere la crisi ucraina.

12:50 – MEDIA MEDUZA: IN RUSSIA CRESCE INSODDISFAZIONE CONTRO PUTIN – “Cresce in Russia l’insoddisfazione personale nei confronti di Vladimir Putin nei circoli del potere russo”: lo scrive la testata indipendente online Meduza, citando proprie fonti anonime al Cremlino e nel governo di Mosca. “Imprenditori e membri del governo accusano Putin di non aver valutato appieno l’impatto delle sanzioni, con le quali non si può vivere normalmente. Il fronte dei falchi invece imputa allo zar di non aver agito in Ucraina con maggiore decisione”, afferma una fonte.

13:05 – GOVERNATORE LUGANSK RIBADISCE: “TROPPO TARDI EVACUARE CIVILI DA SEVERODONETSK” – È troppo tardi per evacuare le migliaia di civili dalla città orientale di Severodonetsk assediata dall’esercito russo. Lo ha scritto il governatore di Lugansk Sergiy Gaidai su Telegram, citato dal Guardian, lanciando un triste avvertimento: “A questo punto non dirò più uscite, evacuate. Ora dirò: rimanete in un rifugio. Perché una tale densità di bombardamenti non ci permetterà di andare a prendere le persone”. Si ritiene che quindicimila residenti siano ancora in città, nascosti nei rifugi.

13:35 – RUSSIA: ARRESTATO GIOVENE UCRAINO SOSPETTATO DI TERRORISMO – Un adolescente ucraino è stato arrestato nella regione russa di Rostov, accusato di pianificare atti di terrorismo contro le scuole, in particolare nel Tatarstan e nella città di Perm. Il giovane, scrive la Tass, “era stato reclutato dai servizi segreti ucraini e fa parte del battaglione Azov. È arrivato in Russia da Mariupol con lo status di rifugiato”.

13:55 – IN UCRAINA ARRIVANO I MISSILI ANTI NAVE HARPOON – L’Ucraina ottiene nuove armi per rispondere all’invasione russa. Le forze armate danesi hanno infatti deciso di inviare a Kiev i missili anti-nave a lungo raggio Harpoon, capaci grazie alla gittata di poter colpire unità russe nel mar Nero.

14:05 – PESKOV SMENTISCE MEDVEDEV: “ANCORA NON ESAMINATO IL PIANO DI PACE ITALIANO” – Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov smentisce l’ex presidente russo e attuale vice presidente del Consiglio per la Sicurezza nazionale, Dimitri Medvedev, che aveva bocciato il piano italiano di pace.

Peskov parlando della proposta italiana  per risolvere il conflitto in Ucraina ha spiegato che “non l’abbiamo ancora vista. Speriamo che venga portato alla nostra attenzione attraverso i canali diplomatici e saremo in grado di conoscerlo”

Il piano prevede dei cessate il fuoco locali per permettere lo sgombero della popolazione civile, la demilitarizzazione delle linee del fronte, la possibile neutralità ucraina, un accordo fra le parti sul futuro di Crimea e Donbass e un nuovo patto per la sicurezza internazionale ed europea

14:30 – ARRIVATO IN LITUANIA PRIMO TRENO DI GRANO UCRAINO – È arrivato in Lituania il primo treno con un carico di grano ucraino che verrà poi esportato tramite i porti del Paese baltico. Lo riferisce una nota delle ferrovie lituane. Si tratta di una consegna di prova che ha lo scopo di valutare l’efficacia di rotte alternative nell’impossibilità di utilizzare i porti ucraini, bloccati dalle ostilità con Mosca.

16 – QUASI 4MILA CIVILI MORTI IN UCRAINA SECONDO L’ONU – L’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr) ha reso noto che 3.942 civili sono morti e 4.591 sono rimasti feriti in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa.

Lo riporta Ukrinform sottolineando che tra le vittime ci sono quasi 260 bambini. Il bilancio, secondo lo stesso Ohchr, sarebbe comunque ancora più drammatico, considerando che “le informazioni provenienti da alcuni luoghi di intensi combattimenti sono in ritardo e molti rapporti sono ancora in attesa di conferma”, scrive Ukrinform.

16:25 – ALLENTATO COPRIFUOCO NELLA REGIONE DI ODESSA – A partire da domani, 25 giugno, il coprifuoco nella città di Odessa e nella relativa regione durerà dalle 23 fino alle 5 del mattino.

Si tratta dunque di un allentamento della misura, con la concessione di un’ora in più: fino ad oggi infatti infatti il coprifuoco durava dalle 22 alle 5.

16:45 – PODOLYAK CONTRO KISSINGER: “PER FORTUNA IN TRINCEA NON C’È TEMPO DI ASCOLTARLO” – “Il signor Kissinger, permetterebbe di portare via la Polonia o la Lituania con la stessa facilità con cui propone di dare alla Russia parte dell’Ucraina per fermare la guerra?”.

È l’attacco durissimo che arriva via Twitter dal consigliere del presidente ucraino Zelensky e capo dei negoziatori di Kiev, Mykhailo Podolyak, che replica così all’ex segretario di Stato americano. Kissinger intervenendo al World Economic Forum di Davos aveva detto che l’Ucraina per ottenere la pace dovrebbe rinunciare a parte del suo territorio.

“È un bene che gli ucraini nelle trincee non abbiano tempo per ascoltare gli “impanicati di Davos”. Sono leggermente impegnati a difendere la libertà e la democrazia”, è il commento di Podolyak, che ha pubblicato la foto di Kissinger che stringe la mano di Putin.

17:20 – RUSSI HANNO SMINATO IL PORTO DI MARIUPOL –  Il ministero della Difesa russo ha comunicato in un nota che i genieri di Mosca hanno completamente sminato il porto di Mariupol, la città dell’acciaieria Azovstal. “Gli specialisti della flotta del Mar Nero e le truppe di ingegneria hanno completato lo sminamento del territorio del porto di Mariupol. Sono state esaminate 134 strutture e sono stati trovati e neutralizzati più di 12mila oggetti esplosivi e armi abbandonati dai militanti ucraini”, viene spiegato in una nota riportata da Ria Novosti.

17:45 – L’ANALISI DI FORBES: RUSSIA HA OCCUPATO IL 20% DEL TERRITORIO UCRAINO – La Russia occupa circa il 20% del territorio dell’Ucraina a tre mesi dall’inizio della guerra. Lo scrive Forbes, spiegando che al 23 febbraio, giorno prima dell’invasione, il territorio occupato ammontava a 43.300 mq, il 7% del totale, ora quest’area è 2,9 volte più grande, pari a 125.000 mq.

17:55 – MEDIA TEDESCHI: SCHROEDER NOMITATO PER CONSIGLIO SORVEGLIANZA GAZPROM – L’ex cancelliere Gerhard Schröder è stato ufficialmente nominato per un posto nel Consiglio di sorveglianza del colosso energetico russo Gazprom. Lo scrive l’emittente tedesca Ntv citando la società.

18:19 – PROCURATRICE UCRAINA: “POSSIBILE SCAMBIO SOLDATO CONDANNATO A ERGASTOLO” – La procuratrice generale ucraina Irina Venediktova ammette che Vadim Shishimarin, 21 anni, che è stato il primo soldato russo condannato all’ergastolo per crimini guerra da un tribunale di Kiev, “tecnicamente” potrebbe essere scambiato con dei prigionieri ucraina. Ad affermarlo è la stessa Venediktova ai microfoni di una tv locale secondo quanto riferisce ‘Ukrainska Pravda’. “Puoi scambiare una persona dopo i verdetti dei tribunali. Tecnicamente, è possibile”, sottolinea Venediktova. “Non voglio entrare nel processo di scambio, perché questa è già politica e diplomazia, voglio rimanere nella mia competenza di procuratore e parlare di cose oggettive della giustizia penale”, aggiunge.

18:29 – KIEV: INVASIONE RUSSA E’ IN FASE PIU’ ATTIVA – La campagna militare russa è entrata “nella sua fase più attiva”. Lo ha detto il portavoce del ministero della Difesa ucraino, Oleksandr Motuzyanyk, citato dalla Bbc. Secondo il portavoce, le forze russe stanno cercando di accerchiare le forze ucraine a Severodonetsk e Lysychansk, due città sulle rive del fiume Siversky Donets nella parte orientale del paese. Le forze russe, ha aggiunto, non hanno abbandonato i tentativi di attraversare il fiume.

18:42 – IN UNGHERIA STATO EMERGENZA PER GUERRA IN UCRAINA – Il governo ungherese ha ordinato lo stato d’emergenza nel Paese per via della guerra in Ucraina. Lo ha annunciato Zoltan Kovaks, portavoce del premier Viktor Orbán. “Per salvaguardare gli interessi di sicurezza nazionale dell’Ungheria, per assicurarci di rimanere fuori dalla guerra e proteggere le famiglie ungheresi, il governo ha bisogno di spazio di manovra e di essere pronto ad azioni immediate”, ha spiegato Orbán.

19:10 – NATO REALIZZA: GUERRA FINIRA’ CON NEGOZIATI, PROBLEMA E’ COME E QUANDO – “La guerra in Ucraina finirà molto probabile con un tavolo di negoziati. La domanda è come e quando”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, intervenendo a una tavola rotonda al Forum economico di Davos. “Per questo pensiamo che l’Ucraina per raggiungere un risultato accettabile al tavolo dei negoziati deve essere forte sul campo di battaglia. E quindi la sosteniamo in questo”, ha aggiunto.

ORE 19:22 – Kissinger maestro di diplomazia, la lezione del grande vecchio a Biden che sogna di umiliare Putin. 

Guerra, Capuozzo: “Bisogna negoziare. L’Ucraina dimostri di poter fare un passo indietro fingendo di aver fatto un passo avanti”

ORE 19:32 – A KIEV TROVATE PIU’ DI 1O FOSSE COMUNI – Finora nell’Oblast di Kiev sono state trovate più di 10 fosse comuni, e questa cifra non è definitiva. Lo ha detto il capo della polizia ucraina Andriy Nebytov sui canali televisivi ucraini, citato da Ukrinform. “Finora abbiamo trovato più di 10 fosse comuni nella regione di Kiev, la maggior parte delle quali, 8, nel distretto di Bucha. Le più grandi erano a Bucha, dove c’erano rispettivamente 40 e 57 corpi. E, purtroppo, questa cifra non è definitiva”, ha detto.

ORE 20:01 – DONBASS: IN SERATA OFFENSIVA RUSSA PER OCCUPARE LUGANSK – In serata l’esercito della Federazione Russa sta cercando di sfondare le difese delle forze armate dell’Ucraina e raggiungere i confini amministrativi della regione di Luhansk. Lo rende noto lo Stato Maggiore Generale delle Forze Armate ucraino come riporta Ukrinform. “Nella direzione di Donetsk, il nemico continua a condurre operazioni offensive attive, cercando di sfondare le difese delle nostre truppe e raggiungere i confini amministrativi della regione di Lugansk”. Attacchi aerei su infrastrutture civili a Kramatorsk, Lyman e Slovyansk. Nell’area di Severodonetsk i russi avanzano verso la città e i combattimenti continuano.

ORE 20:30 – SOROS: “MOBILITARE OGNI RISORSA CONTRO PUTIN” – “L’Europa sembra finalmente andare nella giusta direzione” con un’integrazione più forte fra i Paesi di fronte all’aggressione russa contro l’Ucraina e ora nell’Occidente “dobbiamo mobilitare tutte le nostre risorse per porre fine alla guerra, occorre sconfiggere Putin il prima possibile”. Lo ha detto George Soros ai giornalisti a margine del Forum economico mondiale, citando i piani federalisti di Enrico Letta, l’appoggio fornito da Mario Draghi “più coraggioso di Scholz sul gas russo” rispetto ai partner tedeschi, l’apertura all’allargamento ai Paesi balcanici e alla Moldavia del presidente Macron.

ORE 21:00 – “UCCISO NEL DONBASS GENERALE RUSSO” – Secondo diversi media tra cui Bbc, Ukrainska Pravda e Dpa un generale dell’aviazione russa è stato ucciso nell’Ucraina orientale. L’alto ufficiale Botashov sarebbe stato ucciso nell’abbattimento di un aereo con missile Stinger sulla città di Popansa nel Donbass. Si tratterebbe del più alto in grado a essere stato ucciso nell’aeronautica russa dall’inizio della guerra, il nono in totale.

ORE 21:45 – SOROS SCRIVE A DRAGHI: “UE PIU’ FORTE DELLA RUSSIA SUL GAS” – George Soros, il finanziere e filantropo della “società aperta” scrive a Draghi e incorona il premier italiano come leader europeo più capace di portare avanti il progetto per un’Europa federale. A partire dalla prova di forza sul gas, dove l’Europa, non la Russia, ha secondo Soros il coltello dalla parte del manico. “Gli ho scritto ieri una lettera in cui dico che l’Europa, che detiene i gasdotti, ha in realtà una posizione di forza maggiore rispetto alla Russia”, ha detto Soros. Soros ha scritto proprio a Draghi in quanto leader europeo “in grado di far avanzare» le posizioni europee, e che ha «l’iniziativa, l’immaginazione, l’alta reputazione necessarie per il braccio di ferro con Mosca”.

ORE 22:00 – UE: “25 MILIONI DI TONNELLATE DI GRANO LASCINO L’UCRAINA” – La commissaria Ue ai trasporti, Adina Valean, ha detto che “20-25 milioni di tonnellate di grano devono lasciare l’Ucraina in meno di 3 mesi. Per il prossimo raccolto sono previste altre 50 milioni di tonnellate di cereali, ma c’è spazio solo per ospitare il 50% di questa quantità. Liberare la capacità di stoccaggio è la priorità immediata in Ucraina ma anche nell’Ue”.

ORE 22:15 – MOSCA: CORRIDOIO NAVI STRANIERE A MARIUPOL – La Russia aprirà un “corridoio umanitario” dalle 8 di domani mattina per consentire alle navi straniere di lasciare il porto di Mariupol. Lo annuncia il ministero delle Difesa citato dall’agenzia Interfax.

ORE 23:30 – GUARDIAN: SOLDATI AZOV IN CONDIZIONI SODDISFACENTI – I militari del battaglione Azov sono detenuti in condizioni soddisfacenti secondo quanto ha detto al Guardian Kateryna Prokopenko, moglie del comandante ucraino del reggimento Azov che ha guidato la difesa di Mariupol, Denys Prokopenko.

Guerra Russia-Ucraina. Ue, violare le sanzioni diventa reato. Zelensky: “L’Occidente è diviso”. Redazione CdG 1947 su Il Corriere del Giorno il 25 Maggio 2022.

Mosca facilita cittadinanza russa nelle zone ucraine occupate e apre ai corridoi per il grano. Cinque navi straniere hanno lasciato Mariupol. Putin è arrivato all'ospedale militare centrale Mandrika di Mosca per visitare per la prima volta alcuni dei soldati feriti nella guerra in Ucraina.

91° giorno di guerra: sul campo, a tre mesi dall’inizio della guerra, i russi si preparano a riprendere l’offensiva nell’area di Vasylivka a Zaporizhzhia, mentre a est continuano i bombardamenti senza sosta su Donetsk e Slobozhansky. Tre mesi di guerra, centinaia di morti, l’Ucraina ancora sotto attacco e il suo presidente Zelensky torna a chiedere senza esitazione l’invio di armi pesanti dall’Occidente. “Armare Kiev è il migliore investimento per la stabilità nel mondio”.  Il governo della Gran Bretagna ha dato il via libera alla cessione del Chelsea. La Nike ha deciso di non rinnovare l’accordo di franchising con Inventive Retail Group (Irg), una società che gestisce 37 negozi al dettaglio a marchio Nike in Russia.

Circa 200 corpi sono stati scoperti a Mariupol tra le macerie di un rifugio durante lo smantellamento dei blocchi di un grattacielo vicino alla stazione di servizio suburbana-2 su Myru Avenue. La conferma è venuta dal portavoce del sindaco di Mariupol, Petro Andryushchenko. Secondo l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, 3.942 civili sono morti e 4.591 sono rimasti feriti in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa. Tra le vittime ci sono 260 bambini. Intanto gli ingegneri dell’esercito russo e gli specialisti della flotta del mar Nero hanno completato le operazioni di sminamento della fascia costiera e del porto di Mariupol. Il ministero della Difesa di Mosca ha riferito che nel porto di Mariupol sono stati disinnescati oltre 12 mila oggetti esplosivi.

h.09.20 | Nike non rinnova franchising in Russia, stop nuove consegne

La Nike ha deciso di non rinnovare l’accordo di franchising con Inventive Retail Group (Irg), una società che gestisce 37 negozi al dettaglio a marchio Nike in Russia. Secondo il presidente di Irg, Tikhon Smykov, Nike non sarà quindi in grado di effettuare consegne in Russia “nel prossimo futuro”. Lo riferisce l’agenzia Ukrinform. “Con l’esaurimento delle scorte, Irg sarà costretta a chiudere tutti i suoi negozi con il marchio”, ha detto Smykov. Il responsabile delle pubbliche relazioni della società ha confermato che le consegne di prodotti Nike sono state sospese e che i prodotti scarseggiano.

h.09.35 | Mosca: pronti a dialogo su forniture grano dall’Ucraina

La Russia è pronta al dialogo con tutti i partner internazionali sulle forniture di grano dall’Ucraina: lo ha detto oggi il vice ministro degli Esteri, Andrey Rudenko, rispondendo ad un appello in questo senso lanciato dall’Occidente a Mosca. La Russia, ha inoltre affermato Rudenko, è pronta a fornire un corridoio umanitario per le navi che trasportano prodotti alimentari fuori dall’Ucraina.

h.09.38 | Kiev: 6 civili uccisi, 8 feriti nei rifugi di Severodonetsk

Fonti ucraine affermano che sei civili sono rimasti uccisi e otto feriti negli attacchi dell’esercito russo ai rifugi allestiti nella città orientale di Severodonetsk. “I russi hanno eliberatamente colpito i civili che si nascondevano dai bombardamenti”, ha scritto su Facebook l’amministrazione militare regionale di Lugansk, citata da Ukrinform. A una donna ferita è stata amputata una gamba. “I russi sanno che nell’Azot di Severodonetsk sono allestiti rifugi antiaerei e lì stanno dirigendo i proiettili, quindi state attenti: tra voi potrebbero esserci dei traditori”, ha avvertito il capo dell’amministrazione militare Sergy Gaidai.

h. 09.39 | Kuleba: “Improbabile sblocco Nato esportazioni marittime”

È improbabile che la Nato sblocchi con la forza le esportazioni alimentari marittime dall’Ucraina. Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, a Davos prima dell’inizio del World Economic Forum. “Se la Nato non ha chiuso i cieli dell’Ucraina durante i momenti più tragici della guerra, allora perché aprirebbe il mare?”, si è chiesto il ministro, aggiungendo di sperarlo “con tutto il cuore, ma non credo che ci sarà abbastanza forza e coraggio per trovare una soluzione così forte”. Allo stesso tempo, Kuleba ha aggiunto che l’Ucraina sta attualmente cercando una soluzione al problema: “Sappiamo che, se il ciclo agricolo viene interrotto, questo porterà a problemi a lungo termine riguardo il cibo nel mondo”. Il ministro degli Esteri inoltre ha affermato che anche se la Russia firmerà garanzie per le esportazioni, potrebbe comunque violare l’accordo in qualsiasi momento: “La Russia è completamente imprevedibile nel suo comportamento”, ha concluso.

h.09.42 | Davos, Zelensky denuncia la mancanza di unità dei Paesi occidentali

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato la mancanza di “unità” tra i Paesi occidentali di fronte alla guerra in Ucraina, a più di tre mesi dopo l’inizio dell’invasione russa. “La mia domanda è: c’è unità nella pratica? Non la vedo”, ha detto durante un intervento in videoconferenza al forum economico di Davos in Svizzera, affermando di “aver bisogno del sostegno dell’Europa”.

h.09.45 | Mosca a Zelensky: richiesta ritiro ‘non costruttiva’

La richiesta di Kiev del ritiro delle truppe russe dai territori conquistati dopo il 24 febbraio, come condizione per poter tornare ai negoziati con Mosca, mette in dubbio la sincerità del desiderio delle autorità ucraine di trovare una soluzione pacifica al conflitto. Lo ha denunciato il viceministro degli Esteri russo, Andrei Rudenko. “Difficilmente è possibile valutare questa affermazione come costruttiva. Vorrei ricordare che l’Ucraina ha partecipato attivamente ai negoziati sin dal primo giorno dell’operazione speciale e non ha posto alcuna condizione”, ha detto Rudenko, commentando le parole di ieri del presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, secondo il quale per riprendere i colloqui di pace è necessario il ritiro dei russi. “Ponendo condizioni, ci fa dubitare della sincerità del suo desiderio di trovare una soluzione pacifica”, ha aggiunto il viceministro. 

h.09.53 | Mosca chiede la revoca delle sanzioni per evitare la crisi alimentare

Mosca chiede la revoca delle sanzioni contro la Russia come condizione per evitare una crisi alimentare globale a causa del blocco delle esportazioni di grano ucraine dall’inizio dell’offensiva del Cremlino. “Risolvere il problema alimentare richiede un approccio collettivo, che implica in particolare la revoca delle sanzioni imposte alle esportazioni russe e alle transazioni finanziarie”, ha affermato dalle agenzie di stampa il viceministro degli Esteri Andrei Rudenko

h.09.55 | Papa prega per pace Ucraina e riconciliazione nazioni

“Ieri abbiamo celebrato la memoria della Beata Vergine Maria Ausiliatrice. Nelle nostre preghiere affidiamoLe in modo particolare il desiderio di pace dell’Ucraina e del mondo intero. La Madre di Dio ci insegni la solidarietà con chi è provato dalla tragedia della guerra e ottenga la riconciliazione delle Nazioni”. Lo ha detto papa Francesco al termine dell’udienza generale, salutando i pellegrini polacchi. 

h.10.05 | Gentiloni: “Possibili a giorni nuove sanzioni Ue contro Russia”

“Ci stiamo lavorando, penso che nei prossimi giorni non sia impossibile raggiungere ulteriori accordi”. Lo ha detto il commissario Ue agli Affari economici, Paolo Gentiloni parlando con la stampa a margine dei lavori del World Economic Forum a Davos in riferimento alla possibilità di un nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia. Gentiloni ha inoltre sottolineato la compattezza dimostrata dall’Unione in risposta all’invasione dell’Ucraina con il passaggio, pacchetto dopo pacchetto, di sanzioni molto importanti che stanno pesando sull’economia russa.

h.10.12 | Shell: concluse operazioni di vendita attività retail russe a Lukoil

Shell ha annunciato di aver concluso le operazioni di vendita al colosso petrolifero russo di Shell Neft, la controllata per la raffinazione e distribuzione di combustibili in Russia. L’accordo era stato annunciato lo scorso 12 maggio. La società britannica all’inizio di marzo aveva annunciato la propria intenzione di ritirarsi gradualmente dalla Russia, a causa della guerra in Ucraina. L’accordo di vendita prevede l’acquisizione da parte di Lukoil di 411 stazioni di servizio, situate principalmente nelle regioni centrali e nord-occidentali della Russia e l’impianto di miscelazione di lubrificanti di Torzhok, a circa 200 chilometri a nord-ovest di Mosca. In base all’accordo, tutti i 350 dipendenti di Shell Neft passeranno alla nuova proprietà.

h.10.18 | Gb, prezzi prodotti base aumenteranno ulteriormente

I prezzi di molti prodotti di base, come il grano, aumenteranno ulteriormente a causa della guerra in Ucraina: lo scrive l’intelligence britannica nel suo aggiornamento sulla situazione nel Paese, secondo quanto riporta il ministero della Difesa su Twitter. I combattimenti hanno già messo sotto pressione, anche se indirettamente, i prezzi del grano a livello globale, si legge nel rapporto. Un trend questo destinato a proseguire poiché la minaccia del blocco navale russo continua a ostacolare l’ingresso delle navi da carico nei porti ucraini. Con un conseguente crescente impatto sui prezzi dovuto alla carenza di offerta.

h.10.25 | Bombe nella notte su Kramatorsk

Le forze russe hanno bombardato durante la notte la città ucraina di Kramatorsk (est): lo ha reso noto su Facebook il sindaco, Alexander Goncharenko, precisando che non ci sono vittime. Lo riporta l’agenzia Unian. “Notte ansiosa a Kramatorsk – ha scritto Goncharenko – attacco missilistico aereo su aree residenziali e settore privato. Nessuna vittima”.

h.10.32 | Domani riunione straordinaria consiglio direttori Banca centrale Russia 

È stata convocata per domani una riunione straordinaria del Consiglio dei direttori della Banca centrale russa. In discussione, il tasso di interesse di riferimento, con aspettative di un nuovo taglio dopo la riduzione di 300 punti base decisa lo scorso 29 aprile, intervento che aveva abbassato il tasso al 14 per cento. Un comunicato stampa sull’esito della riunione sarà pubblicato alle 10.30 (ora di Mosca). Il vice governatore Alexey Zabotkin aveva anticipato una possibile ulteriore riduzione del tasso nel corso del 2022, sottolineando il rallentamento della corsa dell’inflazione (che ad aprile era comunque salita al 17,8 per cento, secondo i dati ufficiali russi) e della crescita dei prezzi. I rischi per la stabilità finanziaria non sono più considerati in aumento a Mosca, rivendica l’agenzia Tass. Il 28 febbraio, quattro giorni dopo l’inizio della guerra, la Banca centrale aveva repentinamente aumentato il tasso di interesse dal 9,5 per cento al 20 per cento. Poco dopo era stato ridotto una prima volta, l’8 aprile, al 17 per cento, e quindi, il 29, al 14. La prossima riunione del Consiglio dei direttori era originariamente prevista per il 10 giugno.

h.10.38 | Kiev, in 3 mesi sono scomparsi 1.918 bambini

Dall’inizio dell’invasione russa, il 24 febbraio, il Segretariato del Commissario per i diritti umani del Parlamento ucraino ha ricevuto richieste da parte dei parenti di cercare 1.918 bambini scomparsi: “la maggior parte di loro sono bambini delle regioni di Donetsk, compresa Mariupol, Kiev e Kharkiv “, scrive il servizio stampa dell’Ufficio del difensore civico su Telegram, citato da Ukrinform, in occasione della Giornata internazionale dei bambini scomparsi. “Costanti bombardamenti, evacuazioni forzate, deportazioni, movimenti caotici, fughe, rapimenti tra i fattori che hanno provocato questo fenomeno”, si legge nel comunicato. 

h.10.41 | Patuanelli: “Nessun timore su materia prima agricola“

“Al momento noi non abbiamo segnali di preoccupazione rispetto alle quantità di materia prima agricola all’interno del Continente europeo. Certo oggi abbiamo la difficoltà dell’export dei cereali dall’Ucraina, ma a prescindere da questo la produzione interna e gli stoccaggi sono a livelli consoni rispetto al consumo interno”. Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli intervenuto al Food Industry Summit del Sole 24 Ore, evento dedicato al settore agroalimentare e vitivinicolo per analizzare le ripercussioni legate alla crisi geopolitica internazionale e le trasformazioni di filiera in ottica di sviluppo sostenibile e innovazione.

h.10.43 | Mosca: porto di Mariupol riprende a operare regolarmente

Il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, sostiene che il porto di Mariupol è stato sminato e che ha “cominciato a operare in modalità regolare”. Lo riporta l’agenzia Interfax. Mariupol è una delle principali città portuali dell’Ucraina e una delle città più devastate dalla guerra. È attualmente controllata dalle truppe russe che hanno invaso l’Ucraina.

h.10.45 | Salvini: “Ritorno a dialogo vale più di qualsiasi arma”

“Buone notizie dal fronte: coltivare i semi della pace, del ritorno al dialogo e della diplomazia vale più di qualunque arma”. Così il segretario leghista Matteo Salvini commenta la notizia che Mosca è pronta ad aprire il dialogo sulle forniture di grano.

h.10.50 | Mosca: scambio Medvedchuk-prigionieri ucraini non è in agenda

La questione dello scambio del politico filo-Cremlino Viktor Medvedchuk con prigionieri ucraini non è all’ordine del giorno. Lo ha detto il vice ministro degli Esteri russo Andrei Rudenko, riportato dalla Tass.

h.10.56 | Zelensky: “Combatteremo finché non riavremo tutti i nostri territori”

“L’Ucraina combatterà fin quando non riavrà tutto il suo territorio”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenuto in collegamento a un evento della Victor Pinchuk Foundation a Davos. Lo riporta l’agenzia Dpa.

h.11.02 | Lagarde: “Guerra ha rivelato la vulnerabilità dell’Europa“

“La guerra ha rivelato le vulnerabilità dell’Europa, cui non avevamo prestato abbastanza attenzione: la prima è quella sulle catene del valore, sulla quale siamo più esposti di chiunque altro, che sulle fonti di energia: ma è emersa anche la nostra debolezza sugli approvvigionamenti di alcuni minerali necessari per l’energia di prossima generazione“. Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde nel suo intervento a un dibattito sul futuro dell’Europa al World Economic Forum.

h.11.03 | Italia-Australia: colloquio Draghi-Albanese su clima e Ucraina

Colloquio telefonico tra il presidente del Consiglio, Mario Draghi e il nuovo primo ministro dell’Australia, Anthony Albanese. Lo ha reso noto su twitter il premier australiano. “Abbiamo discusso del forte legame tra i nostri due Paesi e della collaborazione sul cambiamento climatico e a sostegno dell’Ucraina“, ha riferito Albanese.

h.11.05 | Gas, Slovacchia: necessario disconnettersi dalla Russia

La Slovacchia chiede ai partner dell’Ue di trovare il coraggio di porre termine ai contratti con Gazprom. “C’è la necessità di disconnettersi dal gas russo“, afferma il primo ministro di Bratislava, Eduard Heger, partecipando al World Economic Forum. “Non sarebbe un problema, sarebbe una sfida”, rinunciare alle risorse energetiche della Russia.

h.11.10 | Catena Gb Marks & Spencer lascia attività in Russia

La catena di supermercati britannica Marks & Spencer (M&S) ha annunciato oggi di voler lasciare la sua attività in franchising operante in Russia per l’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe di Mosca. La società non era stata in grado di farlo prima in quanto i suoi negozi sono gestiti da partner con accordi legali “complessi” ma aveva sospeso le forniture. “Successivamente, abbiamo preso la decisione di abbandonare completamente la nostra attività russa e abbiamo riconosciuto un costo di 31 milioni di sterline”, dovuti anche all’interruzione dell’attività in Ucraina per il conflitto in corso.

h.11.15 | Mosca respinge ipotesi scorta Occidente a cargo ucraini

Un’eventuale scorta occidentale delle navi che trasportano grano dall’Ucraina aggraverebbe seriamente la situazione nel Mar Nero: ha dichiarato il vice ministro degli Esteri russo Andrei Rudenko, citato da Interfax. “Credo che questo aggraverebbe seriamente la situazione nella regione del Mar Nero“, ha affermato in risposta alla domanda se la Russia si opporrebbe a una possibile mediazione occidentale di questo tipo. 

h.11.18 | Primo ministro solvacco Heger: “Con Putin serve offensiva, non basta difesa“

 “Con Putin l’Europa ha giocato in difesa, ma serve un’offensiva, un atteggiamento deciso. La Slovacchia potrebbe essere il prossimo Paese, e non vogliamo che accada“. Lo ha detto il primo ministro slovacco Eduard Heger, riferendosi all’invasione russa dell’Ucraina durante un panel al Forum economico mondiale.

h.11.22 | Salvini: “No a nuovo invio di armi“

“La soluzione nei prossimi mesi non è inviare altre armi, quella più forte è la diplomazia”. Lo ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, nel corso della cerimonia per i 130 anni de Il Mattino sulla guerra in Ucraina. “Tra ieri sera e domani mattina sono arrivati segnali importanti”, ha aggiunto. “Se ci fosse la necessità di votare nuovi interventi militari la mia posizione è quella di un ritorno alla diplomazia“, ha proseguito.

h.11.27 | Dopo dimissioni, diplomatico russo teme per sicurezza

Il diplomatico russo presso le Nazioni Unite a Ginevra che nei giorni scorsi ha rassegnato le dimissioni in segno di protesta contro la guerra in Ucraina teme per la sua sicurezza: “Quando sei solo devi aspettarti, a torto o a ragione, di essere vittima di violenza“, ha dichiarato Boris Bondarev al quotidiano elvetico Tages-Anzeiger, ripreso dall’agenzia di stampa Keystone -Ats. “È incredibilmente importante sapere che c’è qualcuno che ti sostiene e cerca di proteggerti“, ha aggiunto il 41enne ringraziando “sentitamente” la missione svizzera presso le Nazioni Unite a Ginevra e il governo elvetico per questo. Citato dalla stampa, Bondarev afferma che le sue aperte critiche al presidente russo Vladimir Putin e al ministro degli esteri Sergei Lavrov sono giudicate un crimine in Russia. “Non sono considerato solo un oppositore, come diplomatico sono anche un funzionario. Quindi un procedimento penale è quasi certo per me“. Il diplomatico spiega quindi di avere paura per la sua famiglia, i suoi parenti e i suoi amici più stretti, riferisce l’agenzia Keystone-Ats. 

h.11.30 | Nato: adesione Svezia-Finlandia a Consiglio sicurezza turco

Domani il Consiglio di sicurezza nazionale turco, presieduto dal presidente Recep Tayyip Erdogan, discuterà della richiesta di Finlandia e Svezia di aderire alla Nato. Lo riporta l’agenzia turca Anadolu. Nell’incontro si discuterà anche delle “iniziative di pace della Turchia per l’Ucraina”, nonché della possibilità della mediazione di Ankara in questo processo e della fornitura di assistenza umanitaria a Kiev. 

h.11.32 | Fonti Ue: da Mosca sul grano vogliamo misure concrete

“Tutto ciò che proviene dal Cremlino oggi ha davvero poco credibilità, ogni annuncio non può essere ritenuto credibile a meno che non venga seguito da azioni concrete”. Lo ha detto all’Ansa una fonte diplomatica europea commentando le parole del vice ministro degli Esteri russo, Andrey Rudenko, secondo cui Mosca sarebbe pronta a fornire un corridoio umanitario per le navi che trasportano prodotti alimentari fuori dall’Ucraina. “Sono le azioni illegali della Russia ad aver creato questa crisi, sia energetica che alimentare”, sottolinea.

h.11.38 | Intelligence Kiev: Russia ha utilizzato 60% scorte armi al alta precisione

Le truppe russe stanno finendo le armi ad alta precisione, ha affermato in un’intervista a Radio Liberty Crimea Vadim Skibitsky, portavoce della Direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa. Per Skibitsky, “le scorte stanno finendo. Secondo i nostri dati, se parliamo di armi ad alta precisione, circa il 60 per cento delle scorte è già stato utilizzato e per alcune tipologie di armi sarebbe stato già utilizzato il 70 per cento della disponibilità”. Secondo il funzionario dell’intelligence, la Russia non è in grado di ricostituire rapidamente le sue riserve: “Non ha una tale capacità. In particolare, le sanzioni economiche e politiche imposte alla Russia non consentono ora un uso attivo e su larga scala di componenti di fabbricazione straniera”.

h.11.43 | Cremlino: parole Medevedev su piano Italia importanti 

Il Cremlino ha definito “importante” il commento del vice presidente del Consiglio di sicurezza della Federazione russa, Dmitri Medvedev, alla proposta di piano di pace per l’Ucraina avanzata dall’Italia, ma ha rifiutato di commentare il documento finché Mosca non riceverà la sua versione ufficiale attraverso canali diplomatici. Ai giornalisti che chiedevano se la posizione di Medvedev, che ha bocciato il piano, corrispondessero a quelle del Cremlino il portavoce Dmitri Peskov ha risposto che “quella di Dmitri Medvedev è una posizione molto importante, ma in tutta onestà voglio dire che finora abbiamo visto, letto e ascoltato i parametri del piano, che sono stati diffusi dai media, ma non abbiamo ancora ricevuto la sua formulazione ufficiale. Forse in qualche modo è arrivata attraverso i canali diplomatici“. Allo stesso tempo, Peskov ha rifiutato ancora una volta di commentare la proposta italiana, invitando ad aspettare che Mosca riceva informazioni ufficiali a riguardo. 

h.11.50 | Putin visiterà in ospedale militari feriti

Il presidente russo Vladimir Putin visiterà oggi uno degli ospedali militari di Mosca, dove vengono curati i soldati feriti nella guerra in Ucraina. Lo ha riferito il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, secondo quanto riporta Interfax.

h.12.11 | Commissione Ue propone norme per confisca beni oligarchi 

Mossa della Commissione europea per la confisca dei beni degli oligarchi che cercano di sottrarsi alle sanzioni. Nel dettaglio propone di aggiungere la violazione delle misure restrittive dell’Ue all’elenco dei reati dell’Unione e nuove norme rafforzate sul recupero e la confisca dei beni, che contribuiranno anche all’attuazione delle misure restrittive dell’Ue. Finora, gli Stati membri hanno segnalato beni congelati per un valore di 9,89 miliardi di euro e bloccato transazioni per un valore di 196 miliardi di euro.

h.12.24 | Di Maio: “In queste ore si stanno cominciando a sbloccare alcune navi grano“

“In queste ore, grazie alle mediazioni dell’Onu e di tutti i Paesi più importanti al mondo, si stanno cominciando a sbloccare alcune navi commerciali per portare via dai porti ucraini quelle quantità di grano che vengono prodotte in Ucraina”, ha reso noto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in un intervento alla Festa dell’educazione alimentare e della pace organizzata da Coldiretti, ricordando che “noi abbiamo un problema di grano perché i porti dell’Ucraina sono bloccati dalle navi russe”.

h.12.26 | Di Maio: “Rischio di altre guerre per pane e energia“

“La guerra in Ucraina può generare altre guerre per quello che può accadere sui mercati dal punto di vista alimentare ed energetico”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio intervenendo oggi alla seconda Festa dell’educazione alimentare della Coldiretti. L’insicurezza alimentare dopo la pandemia ha già colpito altre 100 milioni di persone nel mondo, e a questo, ha sottolineato Di Maio, si aggiunge il conflitto in Ucraina con il blocco delle esportazioni di grano. “In alcuni pasi africani – ha aggiunto – la dieta è strettamente dipendente dal pane e l’instabilità alimentare sta provocando instabilità politica”.

h.12.34 | Energoatom: riserve uranio e plutonio in centrale Zaporizhzhya è fake news 

Le notizie secondo le quali ci sarebbero riserve di uranio e plutonio nella centrale nucleare di Zaporizhzhya sono fake news. A smentirle con un post pubblicato sul proprio canale Telegram è Energoatom, l’azienda di Stato ucraina che si occupa della gestione delle quattro centrali nucleari attive nel territorio del Paese nonché del disarmo dei tre reattori superstiti della centrale d Chernobyl.

h.12.37 | Commissione Ue: violazione sanzioni sia crimine europeo

La Commissione Ue propone che la violazioni di sanzioni restrittive sia un euro-crimine catalogato come “reato grave”. “Ciò consentirà di stabilire uno standard di base comune su reati e sanzioni penali in tutta l’Ue. Dobbiamo armonizzare il sistema europeo”, ha annunciato il commissario Ue alla Giustizia Didier Reynders al termine del collegio dei commissari che ha approvato il pacchetto. L’obiettivo è, anche, semplificare “e indagini, il perseguimento e la punizione violazioni delle misure restrittive in tutti gli Stati membri”.

h.12.38 | von der Leyen: violazione sanzioni presto reato penale

La Commissione Ue vuole aggiungere le violazioni delle sanzioni varate a livello europeo “all’elenco dei reati dell’Ue e farne un reato penale”. Lo annuncia in un tweet la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. L’Esecutivo comunitario adotta oggi “ulteriori misure per mantenere alta la pressione su Putin e sui suoi compari, gli aggressori dell’Ucraina”. Aggiunge che “chi viola le sanzioni deve essere assicurato alla giustizia”.

h.12.44 | Di Maio: “40.000 minori ucraini arrivati in Italia“ 

Sono 40.000 i minorenni ucraini giunti in Italia nei tre mesi dall’inizio della guerra nel loro Paese, su un totale di 120.000 arrivi. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, sottolineando che la Farnesina ha istituito un organismo per seguire specificamente i problemi legati all’afflusso di minori. Il ministro parlava alla seconda Festa dell’educazione alimentare organizzata dalla Coldiretti. Le esportazioni italiane, che nel 2021 hanno registrato un livello record con una crescita del 10,8% rispetto all’anno precedente, saranno “colpite” dalle conseguenze della guerra in Ucraina. “Ma facendo squadra” l’Italia sarà in grado di sostenerle, riuscendo così anche a “fronteggiare il calo della domanda interna”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi di Maio, intervenendo alla seconda Festa dell’educazione alimentare organizzata dalla Coldiretti.

h.12.45 | Sindaco di Pokrovsky: “Sei feriti in attacco alla città“

Missili contro la comunità di Pokrovsky, nel Donetsk. Sei i feriti. Lo comunica il sindaco, Ruslam Trebushkin, sul suo canale Telegram.

h.12.50 | MotoGp: salta Finlandia, Mondiale 2022 scende a venti gare

È stato cancellato dal calendario del motomondiale il Gp di Finlandia, in programma per il 10 luglio prossimo. Lo hanno reso noto la Fim, l’Irta e Dorna, spiegando che la scelta è stata causata da un ritardo nei lavori e nella omologazione al KymiRing, legato alla situazione geopolitica in atto nella regione. Il debutto della pista sarà quindi posticipato alla stagione 2023, quando la MotoGp tornerà in Finlandia per la prima volta dopo quattro decenni. Il calendario del Mondiale dovrebbe quindi comprendere 20 round e non 21 come previsto, che l’avrebbero fatto diventare il più lungo della storia. La pausa estiva si allungherà di un paio di settimane, cominciando dopo il Gpd’Olanda ad Assen del 26 giugno. La ripresa è prevista per il 7 agosto, col Gp di Gran Bretagna a Silverstone.

h.12.56 | India: dopo blocco del grano, Delhi taglia export di zucchero

 Dopo il bando alle esportazioni di grano, l’India ha deciso di limitare la vendita dello zucchero sui mercati internazionali a un massimo di 10 milioni di tonnellate l’anno. In un comunicato, il governo di Delhi informa che la decisione si è resa necessaria a seguito di un aumento eccezionale dell’export degli ultimi tempi e aggiunge che, in questo modo, intende sia controllare la crescente inflazione interna, salita in aprile al 8,38%, sia dirottare una buona parte della canna da zucchero verso la produzione di etanolo. Da giugno a settembre i commercianti dovranno ottenere un’autorizzazione speciale per ogni esportazione. Il taglio all’export dello zucchero è un ulteriore segno del crescente protezionismo, non solo indiano, dei prodotti agricoli, che si aggiunge alla crisi globale delle scorte causata dall’invasione russa dell’Ucraina. L’India è il primo produttore al mondo di zucchero, e il secondo esportatore dopo il Brasile.

h. 12.58 | Ue: beni confiscati a oligarchi a fondo per vittime Ucraina

 “Noi vorremmo, se fosse possibile, nel caso della guerra in Ucraina, che i Paesi membri mettessero il denaro derivante dalle confische in un fondo comune per aiutare l’Ucraina, iniziando il lavoro di ridare indietro alle vittime le risorse”. Lo ha dichiarato il commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders, nella conferenza stampa di presentazione della proposta di direttiva sulla confisca dei beni. “Con queste proposte vogliamo far sì che sia penalizzata la violazione delle misure restrittive. E quindi è possibile cercare di essere più efficaci in tutti i modi possibili nell’organizzazione delle confische”, ha specificato. “In molti Paesi membri ci sono i registri sulle proprietà dei patrimoni ed è vero che non sono allo stesso livello. Quindi è possibile lavorare su questo, per individuare più velocemente i patrimoni esistenti”, ha aggiunto.

h. 13.02 | Peskov: “Governo segue da vicino rafforzamento rublo“

Il governo russo segue da vicino il rafforzamento del rublo. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, mentre la valuta russa a inizio settimana ha raggiunto il livello più alto da quattro anni contro il dollaro. “Il governo presta particolare attenzione a questo argomento”, ha affermato Peskov. “Questo processo di rafforzamento continuo del rublo è senza dubbio un tema che richiede un’attenzione particolare”, ha sottolineato aggiungendo che l’argomento è stato affrontato in “tutti gli incontri dedicati alle questioni economiche”. “La stabilità macroeconomica è assicurata“, ha aggiunto. 

h. 13.08 |  Mosca: 5 navi straniere hanno lasciato porto Mariupol

“Cinque navi straniere hanno potuto lasciare il porto di Mariupol dopo lo sminamento”. Lo ha riferito il ministero degli Esteri russo, citato dalla Ria Novosti. 

h. 13.11 |  Kiev: russi più vicini, alla periferia di Severodonetsk

 “Le truppe russe si sono già avvicinate molto a Severodonetsk, quindi possono sparare anche con i mortai. La città viene continuamente bombardata, 24 ore su 24. Ci sono pesanti combattimenti alla periferia della città, mentre bombe e missili vengono sganciati dai bombardieri, la situazione è molto difficile”. Lo rende noto il capo dell’amministrazione militare regionale del Lugansk Sergiy Gaidai, citato da Unian. “Anche i russi hanno perdite – ha affermato – l’unica cosa è che ce ne sono molti. I nostri combattenti sono semplicemente scioccati dal fatto che vengano fuori da dovunque“. 

h. 13.13 |  Ue, Johansson: “Confischeremo proventi reati da 4 anni di pena“

“Il nuovo modello di confisca” proposto oggi dalla Commissione europea “è applicabile solo ai reati collegati alla criminalità organizzata e quando gli asset da ‘congelare’ provengono direttamente dalle attività criminali e per un reato che prevede una pena dai quattro anni in su“. Lo ha dichiarato la commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson, nella conferenza stampa di presentazione del piano Ue sulla confisca dei beni. Le condizioni di confisca “potrebbero essere applicate anche ad alcuni oligarchi” colpiti dalle sanzioni alla Russia per l’invasione dell’Ucraina, “ma ciò dipende dalla tipologia di crimini nei quali sono coinvolti”, ha aggiunto la commissaria.

h. 13.15 | Petrolio russo, UE rimane “fiduciosa” per un accordo in vista del Consiglio europeo di lunedì

“Sono fiducioso che possiamo risolvere lo stallo sulle sanzioni prima del consiglio Ue, ho sentito in questi giorni i leader”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel in conferenza stampa con la primo ministro svedese Magdalena Andersson.

h.13.18 | Russia concederà cittadinanza a residenti Zaporizhzhia e Kherson

La Russia consentirà ai residenti delle regioni di Zaporizhzhia e Kherson nell’Ucraina meridionale di richiedere la cittadinanza russa attraverso “una procedura semplificata”, secondo un decreto presidenziale emesso oggi. La regione di Kherson è stata interamente conquistata dall’esercito russo, mentre quella di Zaporizhia è in parte controllata da Mosca.

h. 13.25 | Conte: “Diplomazia sia h24“

“Non si può dire ‘la diplomazia non ci è riuscita, perché la diplomazia non va mai in vacanza, lo sforzo deve essere fatto h 24, finché non si raggiunge l’obiettivo, non lo interrompi finché non hai successo “. Lo ha detto il leader di M5s Giuseppe Conte ad un convegno sul Pnrr all’Università La Sapienza.

h. 13.35 |  Kiev: Bielorussia conferma vendita armi a Mosca

Il premier bielorusso ha confermato oggi che Minsk sta fornendo armi alla Russia. Lo riporta il Kyiv Independent, secondo cui Roman Golovchenko ha detto che la Bielorussia e la Russia hanno istituito programmi congiunti per superare le sanzioni occidentali che complicano la vendita di armi. 

h. 13.43 |  Russia approva legge abolizione limite arruolamento 40 anni

Il Parlamento della Russia ha approvato un progetto di legge che prevede di abolire il limite di 40 anni per chi desidera arruolarsi nelle forze armate: lo riporta il Moscow Times. Il documento deve essere firmato dal presidente russo Vladimir Putin per diventare legge.

h. 13.47 |   Russia rimborserà il suo debito estero in rubli

La Russia rimborserà il suo debito estero in rubli. Lo ha affermato il ministero delle Finanze di Mosca, mentre gli Stati Uniti hanno deciso di porre fine, da oggi, a un’esenzione che consentiva a Mosca di pagare i propri debiti in dollari. “Poiché il rifiuto di estendere questa licenza rende impossibile continuare a onorare il debito estero in dollari, i rimborsi saranno effettuati in valuta russa con la possibilità di convertirli successivamente nella valuta originale tramite il National Settlement Depository che fungerà da agente-pagatore”, ha affermato il ministero in una nota.

h. 13.49 |  Kiev: russi rimuovono grano rubato via Crimea

La Russia sta rimuovendo con camion, attraverso la Crimea, il grano rubato dai magazzini nella città ucraina di Berdyansk, nella regione di Zaporizhzhia. Lo ha scritto oggi su Telegram la Commissaria per i diritti umani del Parlamento ucraino, Liudmyla Denisova. “I residenti di Berdyansk hanno contato più di 30 camion con rimorchi pieni di grano vicino allo stabilimento di Azovkabel“, ha detto Denisova, pubblicando la foto di un convoglio di tir. Inoltre, “gli invasori stanno anche cercando di rimuovere i resti di grano dal porto di Mariupol per ferrovia“, ha aggiunto.

h.16.14 | Putin visita per prima volta i feriti nella guerra in Ucraina

Il presidente russo Vladimir Putin è arrivato all’ospedale militare centrale Mandrika di Mosca per visitare per la prima volta alcuni dei soldati feriti nella guerra in Ucraina. Lo riferisce l’agenzia Ria Novosti. Putin, che indossa un camice bianco, è accompagnato dal ministro della Difesa Serghei Shoigu. Alcune immagini della visita, la prima di Putin ai soldati feriti dall’inizio delle ostilità, sono state trasmesse dalla televisione russa. La sequenza, di pochi secondi, mostra il presidente russo, vestito con un camice bianco, che parla con un soldato, ripreso di spalle.

h. 16.29 | Ucraina: “La Russia ha consumato il 60% delle riserve di armi ad alta precisione”

Kiev ritiene che la Russia abbia già usato il 60% delle sue riserve di armi ad alta precisione e che abbia difficoltà a produrne altre a causa delle sanzioni occidentali. “Secondo i nostri dati, circa il 60% delle scorte di armi di alta precisione è già stato utilizzato, per alcune armi si tratta del 70%“, ha detto Vadym Skibitskyi del direttorato dell’intelligence militare ucraina, a Radio Liberty, rilanciato da Kyiv Independent. Secondo Skibitskyi le sanzioni occidentali impediscono alla Russia di comprare i componenti necessari per fabbricare armi di precisione in sostituzione di quelle utilizzate.

h. 16.36 | Ucraina: “Comando militare russo intensifica l’uso di bombardamenti per rilevare i sistemi di difesa ucraini“

Il comando militare russo intensifica l’uso di bombardieri strategici a lungo raggio per rilevare i sistemi di difesa aerea ucraini. Lo rende noto il portavoce del ministero della Difesa, Alexander Motuzyanyk.

h. 16.51 | La Russia offre il passaporto russo ai cittadini Mariupol

Ai cittadini di Mariupol è stata offerta la possibilità di ottenere il passaporto russo con una procedura accelerata, che non prevede più la registrazione intermedia presso le autorità dell’autoproclamata Repubblica separatista filorussa di Donetsk. Lo ha riferito Petro Andriushchenko, consigliere del sindaco legittimo della città portuale ucraina, ora controllata dalle forze di Mosca, citato dall’Ukrainska Pravda.

Oggi è stato pubblicato un decreto del presidente Vladimir Putin che semplifica l’acquisizione della cittadinanza russa anche per i residenti delle regioni di Kherson e Zaporizhzhia, nel sud-est ucraino.

h. 16.52 | Ucraina: pm accusano miliziani Wagner di crimini di guerra

Due presunti combattenti del gruppo Wagner dalla Bielorussia sono stati accusati di aver ucciso civili vicino a Kiev, rendendoli i primi mercenari internazionali ad affrontare accuse di crimini di guerra in Ucraina. Lo scrive il Guardian, precisando che ieri i pubblici ministeri ucraini hanno rilasciato i nomi e le fotografie di otto uomini ricercati per presunti crimini di guerra – tra cui omicidio e tortura – nel villaggio di Motyzhyn. Si ritiene che molti abbiano combattuto in Siria e che cinque siano soldati russi, uno un mercenario russo del gruppo Wagner e gli ultimi due mercenari bielorussi.

h. 16.57 | Dombrovskis,negoziati per esportare grano Ucraina con militari

“C’è una trattativa (con la Russia, ndr) per creare corridoi sicuri per l’esportazione del grano dall’Ucraina con l’assistenza di navi militari e questa è la strada più veloce per sbloccare la situazione in cui ci troviamo”: lo ha affermato il vice presidente della Commissione Ue Vadis Dombrovskis intervenendo a una sessione al World Economic Forum. “La Russia – ha aggiunto – sta rubando il grano ucraino, ma distrugge anche le infrastrutture agricole, c’è un’intenzione di creare una crisi alimentare“.

h. 17.03 | Ucraina: “Russia non si sta ancora organizzando per ripresa offensiva a Chernihiv“

La Russia non sta ancora formando un gruppo per riprendere l’offensiva nella regione di Chernihiv. Lo ha detto la portavoce del distaccamento di confine di Chernihiv, Galina Shekhovtsova, in un commento all’emittente Suspilne. I Russi, a suo parere, continuerebbero a mantenere unità del loro esercito nelle regioni di Bryansk e Kursk al confine con le regioni di Chernihiv e Sumy.

h. 17.07 | Sindaco di Mariupol: “Niente elettricità nel porto“

Il porto di Mariupol non funziona regolarmente come affermano gli occupanti. Lo dice il sindaco di Mariupol, Petro Andryushchenko spiegando che occorre elettricità per rendere il porto operativo e recuperare il movimento delle merci. Ma che il porto al momento ne è sprovvisto. Le dodicimila tonnellate di carico che il leader dell’occupazione di Mariupol Konstantin Ivashchenko affermava fossero state mosse, “sono 12mila tonnellate di menzogne“.

h. 17.17 | Ucraina: “Piano passaporti russo viola integrità territoriale“

Il ministero degli Esteri ucraino ha denunciato come “flagrante violazione” dell’integrità territoriale del Paese il testo, firmato oggi dal presidente russo Vladimir Putin, che semplifica la procedura di ottenimento del passaporto russo per i residenti delle regioni di Kherson e Zaporizhzhia. “La concessione forzata di passaporti agli ucraini a Kherson e Zaporizhzhia è un’ulteriore prova dello scopo criminale della guerra della Russia contro l’Ucraina“, si legge in una nota del ministero.

h. 17.24 | L’Ucraina combatte per mantenere il controllo dell’autostrada Severodonetsk

Le truppe ucraine stanno lottando in queste ore per mantenere il controllo di un’autostrada chiave per la città di Severodonetsk, presa d’assalto dall’esercito russo. Il portavoce del ministero della Difesa, Oleksandr Motuzyanyk, ha detto in un briefing, riferisce la Bbc online, che esistono rotte alternative per rifornire le unità ucraine a Severodonetsk, al momento circondata su tre lati dalle forze russe. L’obiettivo di Mosca è quello di circondare completamente le unità ucraine nella città, così come nella vicina Lysychansk, ha aggiunto. Le forze russe stanno cercando di prendere il controllo di Severodonetsk, Lyschansk e Rubizhne per mettere l’intera area di Lugansk sotto l’occupazione di Mosca. Lugansk costituisce metà della regione orientale del Donbass, dove Mosca ha riorientato i suoi sforzi bellici. Molti ritengono che il presidente russo, Vladimir Putin, potrebbe rivendicare la vittoria nella guerra se la Russia prende il controllo del Donbass.

h. 17.32 | Ucraina: “Nessuna ritirata nell’est, situazione sul campo dinamica“

“In alcune zone” dell’Ucraina orientale, “i gruppi russi hanno un successo tattico temporaneo e, in linea di principio, non è un segreto. Ma il fatto che le truppe ucraine si stiano ritirando è un’interpretazione completamente sbagliata di queste azioni. In alcune aree, le unità ucraine stanno conducendo una difesa di manovra, ovvero, laddove possibile, decidono di ritirarsi, cambiare posizione e, in caso di condizioni favorevoli, condurre operazioni di controffensiva.“. Lo ha detto nel suo ultimo rapporto il portavoce del ministero della Difesa di Kiev, Oleksandr Motuzyanyk, parlando di una situazione sul campo “molto dinamica”, perché “ci sono alcune aree e insediamenti che possono passare di mano in mano”.

h. 17.39 | Tenente russo condannato a 13 anni per tradimento

Un tenente dell’esercito russo è stato condannato a 13 anni di carcere di massima sicurezza per atti di tradimento in cooperazione con l’intelligence militare ucraina. Lo scrive la Tass, senza fornire altri dettagli sulle accuse. L’ufficiale, Artykov Ruslan Akhmetbayevich, è stato anche degradato, afferma Alyona Katkalo, portavoce del tribunale militare di Rostov sul Don, dove si è svolto il processo. Le udienza si sono svolte a porte chiuse perché riguardavano “documenti classificati”.

h. 17.57 | Filorussi, oltre metà di Lyman sotto il nostro controllo

“Oltre la metà” del territorio di Lyman, località strategica dell’Ucraina orientale nei pressi di Severodonetsk, è ora sotto il controllo dell’autoproclamata repubblica separatista filorussa di Donetsk. Lo afferma il suo leader Denis Pushilin, citato dalla Tass, aggiungendo che mancano “pochi giorni alla presa del controllo totale” dell’area.

h. 18.00 | Russia: pagheremo debito esteri in rubli

La Russia effettuerà pagamenti agli obbligazionisti in rubli. Lo ha affermato il presidente della Duma, Vyacheslav Volodin, citato da Tass. “Gli Stati Uniti vogliono creare problemi a Mosca vietando artificialmente i pagamenti in dollari per il servizio del debito estero della Russia, ma il paese effettuerà pagamenti in rubli”, ha spiegato. “Il rublo si è notevolmente rafforzato a oggi, e in questo senso il contesto di mercato è positivo per noi”, ha concluso.

h. 18.10 | Putin: “Economia russa dinamica, disoccupazione non cresce“

“La nostra economia ha una dinamica migliore rispetto a quanto previsto da alcuni esperti. Significa che si apriranno nuovi impianti di produzione e nuovi posti di lavoro. Il nostro livello di disoccupazione per fortuna non sta crescendo”. Lo ha affermato oggi il presidente russo Vladimir Putin durante una riunione del Consiglio di Stato, citato dalla Tass. “Dobbiamo prenderci cura di questo” tasso di disoccupazione e “analizzare gli sviluppi nel modo più completo possibile, sosteniamo questo trend“, ha aggiunto Putin.

h. 18.18 | Putin, “eroe” chi partecipa a operazione militare in Donbass

“Tutti quelli coloro che prendono parte all’operazione militare speciale per difendere il Donbass sono eroi e dovrebbero essere trattati come eroi“. Lo ha affermato oggi il presidente russo Vladimir Putin in una riunione del Consiglio di Stato. Lo riporta la Tass. “Indipendentemente dai premi che avranno o meno” i partecipanti alle operazioni militari speciali, “si tratta di persone che mettono a rischio la propria salute e la propria vita per il bene delle persone e dei bambini del Donbass, per il bene della Russia. Sono tutti eroi”, ha detto Putin.

h. 18.28 | Kuleba: “La Nato non fa nulla per sostenerci, lo dico con rammarico“

La Nato “come istituzione non fa assolutamente nulla” per sostenere l’Ucraina nel conflitto contro la Russia “lo dico con rammarico”. Lo ha dichiarato il ministro degli esteri ucraino, Dmytro Kuleba, nel corso del suo intervento al forum di Davos. Lo riporta Interfax Ucraina. “Vediamo alleati che aiutano l’Ucraina e vediamo un gruppo di alleati della Nato che ci aiuta – ha spiegato – all’inizio della guerra il popolo ucraino pensava che la Nato fosse una forza potente ma la guerra è sempre una prova che strappa via le maschere, e tutti abbiamo visto i volti reali”. Kuleba ha parlato dell’Alleanza come di un’istituzione “che si fa da parte” mentre l’Ue “ha preso decisioni rivoluzionarie e innovative che loro stessi non si aspettavano di prendere“.

h. 18.35 | Ucraina,nessuna cessione di territori né nuova intesa Minsk

Mikhail Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha affermato che accettare di cedere i territori e di siglare un nuovo accordo di Minsk è impossibile, in quanto si ritorcerebbe contro l’Ucraina poiché la Russia userebbe la pausa nei combattimenti per prepararsi a ulteriori offensive. “Porterà a una guerra più grande e sanguinosa“, ha detto. Lo scrive Kyiv Independent.

 h. 18.40 | Fonti Eliseo, adesione Ue non sul tavolo Consiglio europeo

 “Non si prevede che la questione della candidatura ucraina, ma anche moldava e georgiana, sarà affrontata durante questo Consiglio europeo. Esiste una forma di accordo tra gli Stati membri per attendere i pareri della Commissione europea su queste richieste che dovrebbero essere consegnate nella prima metà di giugno, e quindi questa parte sarà affrontata al Consiglio europeo del 23 e 24 giugno”. Lo riferiscono fonti dell’Eliseo in vista del prossimo Consiglio europeo di lunedì e martedì.

h. 19.00 | Ucraina: 29 giornalisti uccisi dall’inizio della guerra

In Ucraina sono 29 i giornalisti rimasti uccisi in tre mesi di guerra, sette mentre erano in servizio. E in totale, sono stati commessi 280 crimini contro i media. Lo riporta l’agenzia Ukrinform, citando un monitoraggio dell’Istituto dei Mass Media ucraino. Al 24 maggio, i giornalisti rimasti feriti sono nove e almeno 15 quelli scomparsi. Tra questi c’è anche Dmytro Khilyuk, scomparso nella regione di Kiev durante l’occupazione russa. Durante l’invasione i russi hanno posto sotto sequestro numerose redazioni: sono infatti almeno 113 i media costretti a bloccare le rotative. Cresce anche il numero di minacce e attacchi informatici contro giornalisti e media: sono 50. Inoltre, i siti dei media ucraini subiscono spesso attacchi informatici da parte dei russi. In questi tre mesi, ne sono stati registrati 32.

h. 19.01 | Nato: Turchia, per ora nessun accordo con Svezia-Finlandia

La Turchia non ha trovato un accordo con Svezia e Finlandia per potere sostenere la loro candidatura nella Nato. Lo ha reso noto Ibrahim Kalin portavoce del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, in una conferenza stampa trasmessa dalla Tv di Stato Trt a conclusione dei colloqui tra funzionari turchi e delegazioni di Svezia e Finlandia ad Ankara. Kalin ha aggiunto che il dialogo con i Paesi scandinavi continuerà e che la Turchia chiede loro di fermare il sostegno a gruppi considerati da Ankara terroristici per sostenere la candidatura nell’Alleanza Atlantica.

h. 19.07 | Ucraina: bombardamenti su Balakliia, 2 morti e 7 feriti

Attacchi di artigliera russi sulla città di Balakliia, nella regione di Kharkiv, hanno causato due morti e sette feriti, uno dei quali, un minore, è in condizioni critiche. Lo ha riferito l’agenzia Ukrinform.

h. 19.15 | Respinta l’avanzata dei russi a Kherson

I russi hanno cercato di prendere le posizioni delle forze armate ucraine nella regione di Kherson. Lo comunica il comando operativo Sud. L’attacco, tentato di notte, è stato respinto e i russi, uno è morto e due sono rimasti feriti, sono tornati nelle posizioni precedenti.

h. 19.25 | Ucraina: neonazisti con truppe russe, allarme 007 tedeschi

Gruppi neonazisti e di estrema destra si sono affiancati all’armata russa per sostenerla nell’attacco all’Ucraina. L’allarme arriva dai servizi segreti tedeschi del Bnd: un rapporto confidenziale in questo senso è stato inviato la settimana scorsa a svariati ministeri del governo federale. Nelle sette pagine elaborate dagli 007 di Berlino – visionate dai giornalisti dello Spiegel – si afferma che due formazioni “di matrice estremista di destra”, ossia la Russian Imperial League ed il gruppo Russitch, combattono in Ucraina contro le truppe di Kiev. Secondo la valutazione degli analisti del servizio d’intelligence estero della Germania, la collaborazione di queste formazioni con l’esercito russo porta “la presunta motivazione del conflitto della cosiddetta denazificazione a rivelarsi come un’assurdità”.

h. 19.40 | Russia: generale Kurenkov nominato ministro delle Emergenze

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un ordine esecutivo per nominare ministro delle Situazioni di Emergenza il generale maggiore Aleksandr Kurenkov: lo fa sapere l’agenzia Interfax citando l’ufficio stampa del Cremlino. Secondo Novaya Gazeta Europe, Kurenkov prima ha lavorato nei servizi di sicurezza russi (Fsb), nell’Fso, il servizio che si occupa della sicurezza delle alte cariche dello Stato, ed è poi stato vice comandante della Rosgvardia, un corpo di polizia che risponde direttamente a Putin.

h. 19.58 | Kuleba: “Proposta pace Italia? Di Maio amico ma no concessioni“

Cosa pensa della proposta italiana di pace? “Luigi Di Maio è un amico, quindi non ho nulla contro un amico, ma parlando politicamente dico che accogliamo tutti i piani che non prevedono alcuna concessione in merito all’integrità territoriale dell’Ucraina. Di tutto il resto siamo pronti a discutere”. Così il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, in una conferenza stampa al World Economic Forum.

h. 20.05 | Kuleba, sblocco grano è legato a sicurezza porto Odessa

Lo sblocco del grano ucraino è anche legato a una questione di sicurezza che riguarda il porto di Odessa: lo ha detto il ministro degli esteri ucraino, Dmytro Kuleba, in una conferenza stampa al World Economic Forum. Kuleba ha in pratica spiegato che per consentire alle navi di venire a prendere il grano occorre sminare il porto di Odessa. “Ma se poi la Russia ne approfitta e ci attacca? Vedete, qui è una questione di ficucia nella Russia. Stiamo quindi lavorando su questo aspetto, anche perchè noi siamo sempre stati fornitori affidabili di derrate alimentari e vogliamo continuare a esserlo per evitare una crisi alimentare”, ha concluso Kuleba.

h. 20.21 | Usa, passaporti russi a ucraini un modo per assoggettarli

La decisione di Mosca di concedere passaporti russi a cittadini delle zone occupate del sud dell’Ucraina è un tentativo di “assoggettare” gli ucraini. Lo ha detto il portavoce del dipartimento di stato americano, Ned Price, in un briefing con la stampa.

h. 20.30 | Kuleba, evacuazione da Azovstal è un miracolo

“L’evacuazione di soldati e civili dalla acciaieria di Azvostal a Mariupol è un miracolo e noi ringraziamo il segretario generale delle Nazioni Unite e la Croce rossa per avere facilitato questo processo“. Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba nel corso di una conferenza stampa al forum di Davos. “Ci sono volute molte ore e molte telefonate da parte di Zelensky, ma alla fine tutto ha funzionato. Al momento la situazione è molto fragile – ha aggiunto -, degli ucraini deportati in Russia non conosciamo il numero e non sappiamo neanche dove si trovino”.

h. 20.45 | Michel a Cremlino, fermare guerra e ripristinare export grano

“Basta con la disinformazione, non sono le sanzioni ma è la tua guerra in Ucraina a impedire le spedizioni e mettere in pericolo la sicurezza alimentare”. Lo scrive il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, in un tweet in cui si rivolge al Cremlino. “Più di 20 milioni di tonnellate di grano sono bloccati dalle tue mine e dalla tua guerra. Dobbiamo fermare la guerra e ripristinare le catene di approvvigionamento alimentare globali“, aggiunge.

h. 21.04 | Transnistria: stop allerta, revoca mobilitazione

A un mese dai misteriosi attentati con esplosivo che hanno preso di mira un ministero e i ripetitori della radio russa, le autorità della Transnistria, repubblica secessionista filorussa in territorio moldavo, hanno abbassato da “rosso” a “giallo” il livello di allerta terrorismo e hanno abbandonato il piano di mobilitazione generale. Lo riferisce, secondo Ukrinform, il comando operativo meridionale delle forze ucraine. “Compreso che seminare panico e attribuire false attività terroristiche all’Ucraina non ha portato ai risultati sperati, il livello rosso di minaccia terroristica in Transnistria è stato revocato e portato a giallo“, riferisce il comando, “le autorità della Transnistria, prese alla sprovvista dall’esodo di massa di potenziali reclute dalla repubblica non riconosciuta, hanno abbandonato l’idea di una mobilitazione generale“.

h. 21.15 | Ucraina, Zelensky ordina la fine dell’esenzione dal visto per i cittadini russi

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiyon ha ordinato la fine dell’esenzione dal visto per i cittadini russi, citando la necessità di migliorare la sicurezza delle frontiere a causa dell’invasione. Attualmente i cittadini russi possono visitare la vicina Ucraina senza visto. In un’ordinanza pubblicata sul sito web presidenziale, Zelenskiy ha dichiarato di appoggiare una petizione presentata da un cittadino che chiedeva di porre fine a questa pratica.”Nel contesto dell’aggressione russa su larga scala, la questione sollevata è importante e vitale. Sostengo la necessità di rafforzare i controlli sull’ingresso dei cittadini russi”, ha dichiarato. Zelenskiy ha dichiarato di aver inviato una lettera al Primo Ministro Denys Shmyhal chiedendogli di lavorare sulla questione. Non ha fornito ulteriori dettagli. All’inizio del mese scorso il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto che introduce restrizioni sui visti per i cittadini dei Paesi che Mosca considera “ostili“, tra cui l’Ucraina.

h. 21.32 | Dpa: “Accordo informale Nato a non fornire aerei o tank occidentali all’Ucraina”

I Paesi membri della Nato si sono accordati informalmente per non fornire alcuni tipi di armamento all’Ucraina in modo da evitare il rischio di uno scontro fra la Russia e l’Alleanza Atlantica. Lo hanno confermato fonti diplomatiche della Nato all’agenzia stampa tedesca Dpa. Secondo le fonti, l’intesa informale è stata rispettata anche per il timore che in caso di rappresaglia russa non vi sarebbe stato il pieno sostegno da parte dei membri dell’Alleanza. Per questo la Polonia in marzo non ha fornito Mig 29. Finora i membri della Nato non hanno fornito tank di tipo occidentale o aerei caccia. Paesi membri dell’est Europa hanno inviato in Ucraina armi ed equipaggiamento di era sovietica. Interrogato dalla Dpa, un portavoce della Nato non ha voluto commentare, sottolineando che ogni decisione sulla fornitura di armi viene presa dai singoli stati membri.

h. 21.47 | Mosca, rotte quotidiane per uscita navi da porti ucraini

Il ministero della Difesa russo ha confermato stasera l’apertura di due rotte per l’uscita delle navi straniere bloccate nei porti ucraini sul Mar d’Azov e sul Mar Nero. I corridoi navali restano aperti quotidianamente tra le 8 e le 19 locali. Quello dal Mar Nero riguarda i porti di Kherson, Mykolaiv, Cjornomorsk, Ochakiv, Odessa e Yuzhne, con ancora “70 navi di 16 Paesi bloccate dalle minacce ucraine di spari e dall’alto pericolo di mine“, mentre quello dal Mar d’Azov concerne il solo porto di Mariupol. Lo riporta Interfax.

h. 22.00 | In bozza conclusioni summit Ue aiuti a Kiev, nodo tregua

L’Ue “resta impegnata a rafforzare la capacità dell’Ucraina di difendere la propria integrità territoriale e sovranità” e “accoglie la decisione di aumentare il sostegno militare nell’ambito del Fondo europeo per la pace”. E’ quanto prevede la bozza delle conclusioni del vertice europeo straordinario di lunedì. Nel testo, che comunque tornerà sul tavolo di almeno un’altra riunione degli ambasciatori dei 27 da qui a lunedì, manca un tuttavia riferimento chiaro alla tregua o al cessate il fuoco. Assenza che, spiegano una fonti europee, riflette una possibile divergenza sui termini di un eventuale cessate il fuoco.

h. 22.15 | Media Usa, almeno 56 scuole colpite da inizio guerra

Sono almeno 56 le scuole ucraine danneggiate o distrutte dalla Russia dall’inizio del conflitto. E’ quanto afferma una verifica indipendente fatta dalla serie di giornalismo investigativo “Frontline” di Associated Press e Pbs, secondo quanto riporta il Guardian. Secondo le autorità ucraine, le scuole bombardate sono oltre mille e quelle distrutte 95.

h. 22.22 | Ucraina: 95% del Lugansk in mani russe, bombardamenti senza sosta

“Il 95% del territorio della regione di Lugansk è occupato. La situazione nel Donbass è estremamente grave. La regione di Lugansk continua a frenare l’orda, che sta distruggendo i nostri insediamenti. I bombardamenti non si fermano affatto”. Lo ha affermato stasera il governatore regionale Serhiy Gaidai, citato da Ukrinform. “Ci sono 25 battaglioni nemici e gruppi tattici nella regione di Lugansk – da 300 a 500 persone ciascuno, un’enorme quantità di equipaggiamento – e sparano costantemente a tutti gli insediamenti“, ha aggiunto Gaidadi, secondo cui “Severodonetsk viene semplicemente distrutta”.

h. 22.26 | Russia, via a 2 corridoi per uscita navi da 7 porti

Il ministero della Difesa russo ha annunciato l’apertura di due corridoi per permettere la partenza delle navi straniere bloccate da 7 porti del Mar Nero e del Mar d’Azov. “Ogni giorno, tra le 8.00 e le 19.00, le Forze Armate russe aprono due corridoi umanitari marittimi, dove le navi si potranno muovere con sicurezza“, ha dichiarato il capo del Centro di controllo della Difesa nazionale russa, Mikhail Mizintsev. Il corridoio “nel Mar Nero, per l’uscita dai porti di Kherson, Mykolaiv, Cornomorsk, Ocakiv, Odessa e Juzne, si trova a sud-ovest del mare territoriale ucraino, è lungo 80 miglia e largo tre miglia“. L’altro corridoio, “nel Mar d’Azov, per l’uscita dal porto di Mariupol, è lungo 115 miglia e largo due miglia, in direzione del Mar Nero“. “Settanta navi straniere di 16 Paesi restano bloccate in sei porti: Kherson, Mykolaiv, Cornomorsk, Ocakiv, Odessa e Juzne. La minaccia di bombardamenti creata da Kiev e l’elevato pericolo di mine impediscono alle navi di navigare liberamente in mare aperto“, ha dichiarato Mizintsev.

h. 22.48 | Kiev: in Lugansk costretti a seppellire i morti in fosse comuni

“Nella regione di Lugansk, la polizia ha sostituito le pompe funebri. A Lysychansk, 150 persone sono state sepolte in una fossa comune. La polizia della regione sta sostituendo molti servizi, c’è una squadra funebre appositamente costituita“. Lo ha riferito il governatore regionale Serhiy Gaidai, pubblicando su Facebook un video sullo spostamento dei corpi dalle case private alla fossa comune.

h. 22.50 | Capo militare Lugansk: “Russi controllano il 95% della regione“

Le forze armate russe controllano attualmente il 95% del territorio della regione di Lugansk. Lo ha annunciato su Telegram il capo dell’amministrazione militare dell’Oblast di Lugansk, Sergiy Gaidai. “Il 95% del territorio della regione di Luhansk è occupato. La situazione nel Donbass è estremamente grave. La regione di Luhansk continua a frenare l’orda, che sta distruggendo i nostri insediamenti. I bombardamenti non si fermano affatto“.

h. 23.27 | Nato, l’Eliseo: “Macron chiamerà Erdogan”

Il presidente francese Emmanuel Macron ha in programma una conversazione telefonica domani mattina con il leader turco Recep Tayyip Erdogan: lo ha annunciato l’Eliseo. La Turchia ha minacciato di esprimersi contro l’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato, esercitando il potere di veto che spetta a tutti i membri dell’Alleanza sulle nuove adesioni.

Zelensky: «Nessuna cessione territoriale in cambio della pace». Kiev attacca la Nato: «Non fa nulla». Francesco Battistini, Andrea Marinelli, Guido Olimpio, Marta Serafini su Il Corriere della Sera il 26 Maggio 2022.

Le notizie di giovedì 26 maggio sulla guerra, in diretta. II presidente dell’Ucraina contesta Kissinger: «Il suo calendario fermo al 1938». Almeno 56 scuole ucraine colpite dall’inizio della guerra. 

• La guerra in Ucraina è arrivata al 92esimo giorno: qui lo speciale sui tre mesi di conflitto.

• Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha accusato la Nato di «non fare letteralmente nulla» per far fronte all’aggressione russa.

• Ministro inglese Truss: «L’aggressione russa non può essere condonata»

• Kiev: «La Russia ha occupato il 95% del territorio della regione di Luhansk»

• Mosca ha offerto ai cittadini di Mariupol la possibilità di ottenere il passaporto russo con procedura accelerata. Il portavoce del dipartimento di Stato americano Ned Price ha definito l'iniziativa «un tentativo di assoggettare gli ucraini».

• Il Moscow Times ha riferito che la Russia ha approvato un progetto di legge che abolisce il limite di 40 anni per arruolarsi nelle forze armate.

Ore 06:00 - Kuleba: «La Nato non fa nulla di fronte all’aggressione russa»

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, intervenendo al Forum economico di Davos in Svizzera, ha accusato la Nato di «non fare letteralmente nulla» per far fronte all’aggressione russa.

Ore 06:02 - Michel al Cremlino, fermare guerra e ripristinare export grano

«Basta con la disinformazione, non sono le sanzioni ma è la tua guerra in Ucraina a impedire le spedizioni e mettere in pericolo la sicurezza alimentare». Lo scrive il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, in un tweet in cui si rivolge al Cremlino. «Più di 20 milioni di tonnellate di grano sono bloccati dalle tue mine e dalla tua guerra. Dobbiamo fermare la guerra e ripristinare le catene di approvvigionamento alimentare globali», aggiunge.

Ore 06:04 - Media Usa, almeno 56 scuole ucraine colpite da inizio guerra

Sono almeno 56 le scuole ucraine danneggiate o distrutte dalla Russia dall'inizio del conflitto. È quanto afferma una verifica indipendente fatta dalla serie di giornalismo investigativo «Frontline» di Associated Press e Pbs, secondo quanto riporta il Guardian. Secondo le autorità ucraine, le scuole bombardate sono oltre mille e quelle distrutte 95.

Ore 06:06 - Kiev: «La Russia ha occupato 95% del Lugansk»

L’avanzata russa non si ferma. La Russia ha occupato il 95% del territorio della regione di Luhansk e i bombardamenti non si fermano. Allo stesso tempo, 40.000 persone rimangono nelle aree controllate della regione. Lo rende noto il capo dell’amministrazione militare regionale del Lugansk Serhiy Gaidai.

Ore 06:08 - Gb: «L’aggressione russa non può essere condonata»

Ancora un attacco alla Russia da parte della Gran Bretagna. Il ministro degli Esteri britannico, Liz Truss, sarà oggi in Bosnia ed Erzegovina dove terrà un discorso in cui inviterà gli alleati occidentali ad assicurare che la Russia non possa vincere in Ucraina: lo ha reso noto il Foreign Office. «L’aggressione russa non può essere condonata, deve essere affrontata con fermezza, dobbiamo assicurarci che l’Ucraina possa prevalere attraverso gli aiuti militari e le sanzioni, non possiamo sollevare il piede dall’acceleratore ora», si legge in un’anticipazione del discorso.

Ore 06:10 - Zelensky: «Nessuna cessione territoriale in cambio della pace»

Nessun cambiamento sui confini in cambio del cessate il fuoco. Nel suo discorso al Paese il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha respinto qualsiasi ipotesi di cessioni territoriali in cambio della pace con la Russia. «In alcuni media occidentali cominciano ad apparire degli editoriali rivelatori, in cui si afferma che l’Ucraina deve accettare dei cosiddetti difficili compromessi rinunciando a dei territori in cambio della pace», ha spiegato Zelensky. Coloro che consigliano all’Ucraina di cedere non hanno visto le persone comuni «che vivono nei territori che propongono di scambiare per ottenere una pace illusoria», ha continuato Zelensky. Si tratta di pressioni da parte di persone «rimaste prigioniere» di secoli passati in cui «gli interessi nazionali venivano di fatto spesso subordinati a placare l’appetito dei dittatori», ha concluso.

Ore 06:14 - La Russia sta vincendo nel Donbass?

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) La seconda fase del conflitto ucraino si sta esaurendo, e l’Armata di Putin sta prevalendo sulla resistenza. Nell’ultima settimana le truppe russe sono avanzate più che nel resto del mese di maggio anche se, sostiene l’Institute for the Study of War nel suo aggiornamento quotidiano, i progressi restano lenti, limitati a obiettivi ridotti rispetto a quelli richiesti dal Cremlino, ostacolati dagli ucraini. Che il vento della battaglia sia girato, però, si era intuito anche dalle dichiarazioni pubbliche di Volodymyr Zelensky e del suo governo, che nell’ultima settimana hanno ammesso le difficoltà nell’est — «perdiamo 50-100 uomini al giorno», aveva detto il presidente ucraino: un’enormità, spiega l’analista Michael Kofman — e confermato che il 16 maggio quattro missili russi hanno ucciso 87 persone in un centro di addestramento militare a Desna, nell’oblast settentrionale di Chernihiv: un colpo mirato, come quello di Yavoriv del 13 marzo, il più sanguinoso dall’inizio dell’operazione militare «speciale» di Putin.

Ore 06:17 - Zelensky contesta Kissinger: «Il suo calendario fermo al 1938»

L’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger è stato criticato dal presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky per aver affermato che i negoziati per la fine della guerra in quel Paese non potranno che passare attraverso concessioni territoriali di Kiev alla Russia. 

In un messaggio televisivo trasmesso ieri, il presidente ucraino ha affermato che Kissinger «è una figura che emerge da un passato lontano, per affermare che un pezzo di Ucraina dovrebbe essere ceduto alla Russia. Il suo calendario non segna il 2022, ma è fermo al 1938», ha accusato il presidente ucraino, riferendosi all’Accordo di Monaco con cui la Germania nazista annesse una parte dell’allora Cecoslovacchia.

Ore 06:52 - Aiea: «30 tonnellate plutonio e 40 di uranio a Zaporizhzhia»

Trona la paura per la centrale nucleare di Zaporizhzhia. Il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) Rafael Grossi ha affermato che nella centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, sotto il controllo russo, si trovano 30 tonnellate di plutonio e 40 tonnellate di uranio arricchito «e i miei ispettori non vi hanno accesso», ha detto Grossi al World Economic Forum di Davos. «Speriamo di recarci lì per essere in grado di prevenire che ci sia un problema o finiremo per scoprire che mancano alcune centinaia di chilogrammi di materiale per armi nucleari», ha detto.

Ore 07:06 - L’intervista alla madre del vicecomandante di Azov

Che cosa le ha raccontato delle acciaierie?

«Pochissimo. Spesso ci mandava messaggi con solo un “+”. Il “+” era il suo modo per dire tutto ok, sono vivo. E noi aspettavamo quel segno per giorni». 

Quando è stata l’ultima volta che avete parlato?

«Era il 20 maggio, erano le undici di mattina. Non lo sentivamo da tantissimo. Ci ha detto: “Ciao mamma, ciao papà, sto per uscire da Azovstal, da questo momento in poi non so quando riuscirò a sentirvi ancora, potrebbe passare tanto tempo”. E poi più niente. Ora abbiamo molta paura che gli facciano del male». 

I russi?

«Sì, sono terrorizzata dall’idea che lo torturino». 

Greta Privitera ha intervistato la madre di Svyatoslav Palamar detto Kalyna, il vicecomandante del reggimento Azov, finito prigioniero dei russi dopo aver resistito, insieme a centinaia di soldati e membri del reggimento, all’interno dello stabilimento Azovstal di Mariupol. 

Ore 07:29 - La situazione sul campo (che per l’Ucraina non è in una buona fase)

Lo Stato maggiore delle forze armate dell’Ucraina non nasconde che, in questa fase, l’esercito di Kiev si trovi in grande difficoltà: benché la Russia abbia progressivamente ridotto i suoi obiettivi territoriali, al momento si sta concentrando con un enorme dispiegamento di forze su un numero limitato di città del Donbass, e la linea di difesa ucraina non sembra in grado di poter reggere l’onda d’urto. 

Nel suo report quotidiano, Kiev scrive che «le truppe russe stanno riprendendo l’offensiva su Slavyansk e stanno conducendo massicci bombardamenti dei centri abitati». 

Mosca ha attaccato 40 città nelle regioni di Donetsk e Lugansk, «distruggendo o danneggiando 47 siti civili, tra cui 38 case e una scuola». 

L’esercito russo starebbe utilizzando «sistemi per la guerra elettronica in direzione di Bakhmut e Avdiivka e utilizza artiglieria e aerei contro le posizioni delle unità ucraine e sulle infrastrutture civili della regione». 

Le forze russe proseguono poi «le operazioni offensive nella zona orientale e continuano a lanciare missili e attacchi aerei su varie infrastrutture nel Paese».

Ore 07:41 - La linea dura della Gran Bretagna

Che la posizione della Gran Bretagna, nei confronti della guerra in Ucraina, sia tra le più dure in assoluto, non è un mistero. 

A ribadire la posizione contraria a ogni ipotesi di «appeasement» sarà oggi la ministra degli esteri di Londra, Liz Truss (che Luigi Ippolito aveva intervistato qui, pochi giorni fa). 

Durante una visita in Bosnia Erzegovina — secondo quanto anticipa il «Guardian» — Truss sosterrà la necessità di far pervenire più aiuti militari all’Ucraina e di adottare ulteriori sanzioni contro la Russia. 

«L’aggressione della Russia non può essere placata. Deve essere contrastata con forza», dirà, spiegando che l’atteggiamento conciliante adottato nei confronti del presidente russo Vladimir Putin dopo le guerre in Georgia e Crimea non ha prodotto risultati. 

Ore 07:58 - Le pesanti perdite tra le forze di elite russe

Il bollettino quotidiano dell'intelligence britannica è una lettura obbligata per intuire il livello di stress dell'esercito russo (sul quale Londra si concentra ben più di quanto faccia con le forze di Kiev). 

Secondo Londra, «l’esercito russo sta registrando perdite significative in molte delle sue unità d’élite», e «le forze aviotrasportate sono state pesantemente coinvolte in diverse operazioni fallimentari dall’inizio dell’invasione». 

Le forze aviotrasportate — scrive l'intelligence militare britannica — sono composte da circa 45.000 uomini, principalmente soldati professionisti a contratto. 

Sono state impiegate in missioni più adatte alla fanteria corazzata più pesante e ha subito pesanti perdite durante la campagna, che probabilmente riflette una cattiva gestione strategica di questa capacità e l’incapacità della Russia di garantire la superiorità aerea.

Ore 08:31 - Il piano segreto di Boris Johnson per dividere l'Ucraina dalla Russia - e dall'Ue

Di fronte a una «tensione strisciante fra l’Ucraina e alcuni dei principali Paesi dell’Unione», e al fatto che «l’élite ucraina si è convinta che nei palazzi del potere in Germania e in Francia ben pochi si augurino davvero la sconfitta di Vladimir Putin», Boris Johnson, racconta Federico Fubini, sta «tessendo la tela» da oltre un mese, nei suoi viaggi tra Kiev e le altre capitali. 

E si tratterebbe di una tela sorprendente: perché il leader britannico starebbe progettando un nuovo sistema di alleanze politiche, economiche e militari — alternativo all’Unione europea — che raccolga Paesi accomunati dalla diffidenza verso Bruxelles e anche verso la risposta della Germania all’aggressione militare russa. 

Johnson avrebbe presentato la sua idea per la prima volta a Volodymyr Zelensky quando il presidente ucraino lo ha accolto a Kiev il 9 aprile scorso. 

Il modello di Commonwealth europeo che Boris Johnson ha in mente avrebbe la Gran Bretagna come leader e includerebbe, oltre all’Ucraina, la Polonia, l’Estonia, la Lettonia e la Lituania, oltre che potenzialmente la Turchia, in un secondo momento.

Ore 08:39 - Ottomila prigionieri ucraini, nel Donbass

La cifra, altissima, arriva da un funzionario delle repubbliche popolari filorusse, citato dall'agenzia moscovita Tass. 

Ed è questa: i prigionieri di guerra ucraini detenuti nel Donbass sarebbero circa 8.000. 

«Ci sono molti prigionieri», ha detto il funzionario. «Certo, ce ne sono di più sul territorio della Repubblica popolare di Donetsk, ma anche noi ne abbiamo abbastanza e ora il numero totale è di circa 8.000. E centinaia se ne aggiungono ogni giorno».

Ore 08:53 - Il Mar d'Azov è «perduto per sempre», per l'Ucraina

Il vice primo ministro del governo della Crimea, Georgy Muradov, ha affermato questa mattina che «il mar d'Azov» è «perduto per sempre, per l'Ucraina. I porti delle regioni di Zaporizhzhia e Kherson non saranno mai più ucraini. E sono sicuro che dopo la riunificazione delle nostre regioni con la Russia, il Mar d'Azov tornerà ad essere, come prima, esclusivamente un mare interno della Federazione Russa». 

Nella giornata di ieri, Putin ha firmato un decreto con il quale ha reso più semplice la concessione del passaporto russo ai cittadini delle regioni di Kherson e Zaporizhzhia — una modalità che la Russia ha già usato in passato per creare situazioni di annessioni «di fatto» di territori di altri Paesi. 

L'agenzia russa Ria Novosti, cui Muradov ha affidato le sue parole, cita anche Vladimir Rogov, un funzionario nominato da Mosca nella regione occupata di Zaporizhzhia, il quale ha affermato appunto che «le regioni di Zaporizhzhia e Kherson non torneranno mai sotto il controllo di Kiev».

Ucraina - Russia, le news dalla guerra oggi. Kiev: Mosca bombarda più di 40 città nel Donbass. Filo-russi: 8mila prigionieri di guerra ucraini. La Repubblica il 26 Maggio 2022.  

Zelensky chiede l'invio di nuove armi pesanti che possano contrastare l'esercito russo: "Chi consiglia all'Ucraina di dare qualcosa alla Russia, non sempre vuole vedere la gente comune. Cedere ai russi sarebbe un fallimento come avvenne con Hitler"

01.10 Zelensky: "Chi consiglia concessioni a Russia non vede gente comune"

"Chi consiglia all'Ucraina di dare qualcosa alla Russia, non sempre vuole vedere la gente comune". Lo ha dichiarato il presidente Zelensky in un messaggio video citato da Ukrinform. "Qualunque cosa faccia lo stato russo, c'è qualcuno che dice: teniamo conto dei suoi interessi. Nonostante migliaia di missili russi abbiano colpito l'Ucraina. Nonostante decine di migliaia di ucraini uccisi. Nonostante Bucha e Mariupol, nonostante le città distrutte", ha detto Zelesnky.

02.17 Zelensky: "No a cessione territori in cambio di pace"

Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelenskiy ha respinto nuovamente l'idea che il suo paese ceda una porzione di territorio per fare la pace con la Russia. "Editoriali sintomatici hanno cominciato ad apparire su alcuni media occidentali affermando che l'Ucraina dovrebbe accettare i cosiddetti compromessi difficili rinunciando al territorio in cambio della pace", ha detto nel suo ultimo discorso notturno.

 07.25 Zelensky: "Cedere ai russi sarebbe fallimento come con Hitler"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel videomessaggio notturno ha ricordato "a coloro che cercano di imporre la necessità di concessioni territoriali alla Russia" i "tentativi falliti di placare l'aggressore nazista nel 1938". Il riferimento è all'accordo di Monaco che concesse alla Germania di Hitler la Cecoslovacchia e soprattutto alle parole pronunciate a Davos dall'ex segretario di Stato americano, Henry Kissinger, il quale ha affermato che la pace non potrà che passare attraverso la cessione di alcuni territori a Mosca.

08 Kiev: Mosca bombarda più di 40 città nel Donbass, 5 morti

La Russia ha attaccato 40 città nelle regioni di Donetsk e Lugansk, cinque le vittime civili e 12 i feriti: "I nemici hanno sparato contro più di 40 città nelle regioni di Donetsk e Lugansk, distruggendo o danneggiando 47 siti civili, tra cui 38 case e una scuola. A causa di questi bombardamenti cinque civili sono morti e 12 sono stati feriti", scrive su Facebook lo Stato Maggiore delle Forze armate dell'Ucraina, citato dalla Bbc.

08.00 Mosca bombarda più di 40 città nel Donbass, 5 morti

Novantaduesimo giorno di guerraDurissimo messaggio video di Zelensky, nessun accenno all'ipotesi di resa, nessuna disponibilità a raggiungere la pace attraverso la concessione di territori ai russi in cambio di un definitivo cessate il fuoco. Il leader ucraino usa toni pesanti anche contro la Nato e in generale contro i paesi occidentali che non appoggiano con convinzione l'Ucraina inviando armi pesanti che possano contrastare l'esercito russo. La guerra sembra destinata a durare ancora a lungo.

08.05 Media, Paesi Nato non daranno carri armati o caccia a Kiev

I Paesi membri della Nato avrebbero concordato in modo informale di non fornire alcuni tipi di armi all'Ucraina, come i carri armanti e i caccia, nel timore che Mosca possa vedere questi aiuti militari come una dichiarazione di guerra e adottare misure di rappresaglia: lo riporta l'agenzia di stampa tedesca Dpa citando fonti dell'Alleanza, secondo quanto riferisce il quotidiano Die Zeit.

08.15 Kiev: nelle ultime 24 ore respinti 10 attacchi a Donetsk e Luhansk

''Il nemico russo non smette di condurre operazioni offensive nella zona operativa orientale e continua a lanciare missili e attacchi aerei su strutture infrastrutturali in Ucraina''. Lo ha dichiarato il portavoce delle Forze Armate Ucraine Oleksandr Shtupun nel corso dell'aggiornamento quotidiano sulle operazioni militari in Ucraina. ''Nelle ultime 24 ore - ha detto - dieci attacchi nemici sono stati respinti a Donetsk e Luhansk, quattro carri armati, due sistemi di artiglieria, un corazzato da trasporto truppe, un'auto e un'unità di equipaggiamento speciale sono stati distrutti. Le unità di difesa aerea hanno distrutto cinque Uav Orlan-10. Gli aerei d'attacco dell'Aeronautica Militare delle Forze Armate dell'Ucraina hanno colpito le posizioni nemiche, hanno distrutto fino a dieci unità di veicoli corazzati leggeri. I nostri caccia hanno intercettato e abbattuto due missili da crociera".

08.18 Kiev: massicci bombardamenti russi sulla città di Slavyansk

 L'offensiva dell'esercito russo con massicci bombardamenti è ripresa sulla città orientale di Slavyansk, riferisce lo Stato maggiore ucraino su Facebook, riportato da Ukrinform.

"Nella direzione di Donetsk, gli attacchi delle truppe russe sono concentrati sulla presa del pieno controllo di Lyman e sul miglioramento della strategia vicino a Severodonetsk e Avdiivka. Il nemico... ha usato artiglieria e aerei da combattimento nelle posizioni delle nostre unità e nelle infrastrutture civili della regione ", si legge nel rapporto del mattino.

08.30 Filo-russi: nel Donbass 8.000 prigionieri ucraini

Sono circa 8.000 i prigionieri di guerra ucraini detenuti nelle autoproclamate repubbliche popolari filo-russe di Lugansk e Donetsk. Lo ha riferito un funzionario filo-russo citato dalla Tass. "Ci sono molti prigionieri. Certo, ce ne sono di più sul territorio della Repubblica popolare di Donetsk, ma anche noi ne abbiamo abbastanza e ora il numero totale è di circa 8.000. Centinaia se ne aggiungono ogni giorno", ha affermato il funzionario.

08.41 Ministro tedesco: "È importante che l'Ue resti unita"

"È importante che l'Europa resti unita e che tutti gli Stati si sforzino per ridurre la dipendenza energetica dalla Russia, anche l'Ungheria". Lo ha detto il ministro tedesco dell'Economia e del Clima, Robert Habeck, al suo arrivo al G7 Energia a Berlino. "Il problema è che gli Stati hanno diverse situazioni di approvvigionamento" e la "preoccupazione" della dipendenza di alcuni Paesi è sfida "rilevante e reale". "So che si parla intensamente in questi giorni della questione. Credo che il prossimo consiglio europeo sarà il corridoio in cui si potrebbe raggiungere l'accordo o si deciderà di intraprendere altre strade".

08.45 Gb: le forze aeree russe hanno subito 'pesanti perdite'

Le forze aeree russe (VDV) hanno subito "pesanti perdite" durante la campagna ucraina e la loro performance a luci e ombre probabilmente riflette una cattiva gestione strategica delle sue capacità e il fallimento di Mosca di assicurarsi la superiorità aerea in Ucraina. Lo scrive l'intelligence britannica nel suo aggiornamento quotidiano sulla situazione nel Paese, secondo quanto riporta il ministero della Difesa su Twitter.

Sono 240 i bambini uccisi in Ucraina dal giorno dell'invasione russa del Paese. 436 i feriti. Lo rende noto l'ufficio del Procuratore generale ucraino, precisando che il maggior numero delle vittime si registra nelle regioni di Donetsk, Kiev, Kharkiv e Chernihiv. I bombardamenti di città e villaggi ucraini da parte delle forze armate russe - aggiunge la nota - hanno danneggiato 1.883 istituzioni educative, 178 delle quali sono andate completamente distrutte. 

08.47 Consigliere sindaco Mariupol: "Mosca prolunga anno scolastico per insegnare il russo"

Le autorità russe hanno prorogato l'anno scolastico fino al 1 settembre nelle scuole di Mariupol occupata, ha dichiarato il consigliere del sindaco Petro Andryushchenko. "L'obiettivo principale - ha detto - è la deucrainizzazione e la preparazione per l'anno scolastico secondo il programma russo. Ai bambini verrà insegnato per tutta l'estate la lingua e la letteratura russa, storia e matematica russa in russo".

08.54 Crimea: Mar d'Azov perduto per sempre per l'Ucraina

"Il Mar d'Azov è perduto per sempre per l'Ucraina. I porti delle regioni di Zaporizhzhia e Kherson non saranno mai più ucraini. Sono sicuro che dopo la riunificazione delle nostre regioni con la Russia, il Mar d'Azov tornerà ad essere, come prima, esclusivamente un mare interno della Federazione Russa", ha dichiarato il vice primo ministro del governo della Crimea Georgy Muradov, riportato da Ria Novosti. L'agenzia russa cita anche Vladimir Rogov, un funzionario nominato da Mosca nella regione occupata di Zaporizhzhia, il quale ha affermato che "le regioni di Zaporizhzhia e Kherson non torneranno mai sotto il controllo di Kiev".

Guerra Ucraina-Russia, Kuleba: “Nato non fa nulla, Ue rivoluzionaria”. Altro ‘no’ turco a Svezia e Finlandia nell’Alleanza. Severodonetsk accerchiata da truppe Mosca. Redazione su Il Riformista il 25 Maggio 2022

La guerra in Ucraina ha superato i tre mesi di conflitto. Secondo Kiev al 91esimo giorno di combattimenti si sta entrando nella fase più violenta. La Russia sta intensificando gli attacchi nel Donbass e il presidente ucraino Zelensky torna a chiedere l’invio di armi all’Occidente: “Armare Kiev è il migliore investimento per la stabilità nel mondo”.

La Russia dalle 8 ha aperto un “corridoio umanitario” per consentire alle navi straniere di lasciare il porto di Mariupol. Nella città portuale orrore e sgomento per il ritrovamento di 200 cadaveri di civili sotto un grattacielo bombardato dai russi alcuni giorni fa. Intanto missili cadono su Zaporizhzhia. Sale a 238 il numero dei bambini uccisi dall’inizio della guerra.

ORE 00.00 – RUSSI UCCIDONO 5 CIVILI NELL’OBLAST DI LUGANSK – I militari russi uccidono 5 civili a Sievierodonetsk, nell’Oblast di Luhansk. Le truppe ucraine sono riuscite a evacuare due civili dal villaggio di Bilohorivka. Lo scrive il Kiev Indipendent. “E’ arrivato il momento in cui evacuiamo meno persone (al giorno) di quante ne perdiamo”, ha dichiarato Serhiy Haidai, capo dell’amministrazione militare regionale.

ORE 01:00 – ZELENSKY: “RUSSIA IMPIEGA TUTTE LE FORZE PER DONBASS” – “Occorrono molto tempo e una forza straordinaria per contrastare il vantaggio della Russia in termini di armi e attrezzature”. Nel suo discorso quotidiano, scrive il Kiev Indipendent, il presidente Ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che la Russia ha impiegato “tutte le forze che le sono rimaste” per attaccare il Donbas. Zelensky ha anche detto che le conversazioni intercettate delle truppe russe chiariscono che “sono ben consapevoli che questa guerra non ha senso e che strategicamente il loro esercito non ha alcuna possibilità”.

ORE 01:30 – GOVERNATORE LUGANSK: “I RUSSI HANNO DECISO DI DISTRUGGERE SEVCERODONETSK” – Sergiy Gaidai, governatore della regione orientale di Lugansk, ha dichiarato che le forze russe stanno bombardando la città industriale di Severodonetsk con attacchi aerei, razzi, artiglieria e mortai nel tentativo di solidificare il controllo sulla provincia e di avanzare ulteriormente in Ucraina. “La situazione è molto difficile e purtroppo sta solo peggiorando. Peggiora di giorno in giorno e persino di ora in ora”, ha dichiarato Gaidai in un video su Telegram. “L’esercito russo ha deciso di distruggere completamente Severodonetsk”. Ha aggiunto: “Stanno semplicemente cancellando Severodonetsk dalla faccia della terra”.

ORE 02:00 – ZELENSKY: “ARMI SONO INVESTIMENTO PER STABILITA’ NEL MONDO” – Le truppe russe sono avanzate nell’Ucraina orientale, bombardando le città chiave e mirando a “distruggere tutto”, ha dichiarato il presidente Volodymyr Zelensky. A tre mesi dall’inizio dell’invasione russa, Zelensky ha pianto le migliaia di uomini e donne ucraini morti e ha rinnovato l’appello a fornire armi pesanti ai partner stranieri, affermando che le armi per Kiev sono “il miglior investimento per la stabilità nel mondo”.

ORE 02:30 – DUECENTO CORPI TROVATI TRA LE MACERIE DI MARIUPOL – Le autorità ucraine affermano che scavando tra le macerie di un condominio a Mariupol sono stati ritrovati 200 corpi nel seminterrato.

ORE 07:00 – MOSCA: LE NAVI STRANIERE POSSONO LASCIARE MARIUPOL – Da oggi le navi straniere potrebbero lasciare Mariupol. Il ministero della Difesa russo aveva annunciato l’apertura di un corridoio umanitario per l’uscita in sicurezza delle navi in direzione del Mar Nero.

ORE 07:30 – ESPLOSIONI A ZAPORIZHZHIA – Numerose esplosioni sono state udite questa mattina a Zaporizhzhia, nel sud dell’Ucraina. Secondo quanto riporta il Kyiv Independent, le sirene anti-aeree hanno suonato intorno alle 3:20 ora locale (le 4:20 in Italia) e le esplosioni sono state segnalate dopo le 5:00 ora locale. Una persona è stata uccisa e altre tre sono rimaste ferite nell’attacco a Zaporizhzhia.

 ORE 08:15 – KIEV: IN CORSO OFFENSIVA RUSSA IN DIREZIONE SEVERODONETSK – Continuano i combattimenti in direzione di Severodonetsk, dove i russi stanno conducendo un’offensiva. Lo rende noto lo Stato Maggiore Generale delle Forze Armate ucraine, precisando che “gli occupanti russi stanno conducendo, con il supporto dell’artiglieria, un’offensiva nella direzione dell’insediamento di Severodonetsk, dove i combattimenti continuano”. Lo Stato Maggiore aggiunge che “nella direzione di Bakhmut, il nemico ha condotto un’offensiva nell’area di Komyshuvakha, Yakovlivka e Troitsky, ma senza successo e subendo perdite. Nelle direzioni Volyn e Polissya , fino a sette battaglioni delle forze armate bielorusse continuano a svolgere compiti per rafforzare la protezione del confine bielorusso-ucraino. C’è ancora una minaccia di attacchi missilistici e aerei dalla Bielorussia. A nord, il nemico continua a rafforzare la copertura del confine ucraino-russo, equipaggiando le roccaforti nelle aree di confine nella regione di Bryansk. Gli occupanti hanno continuato i bombardamenti di artiglieria e mortai nella regione di Sumy dal territorio della Federazione Russa”.

ORE 08:30 – Sì DA GOVERNO GB A CESSIONE CHELSEA – Via libera dal governo britannico alla cessione del Chelsea. Lo riporta la Bloomberg citando alcune fonti. La decisione, attesa nelle ultime ore, permetterà così il passaggio del club londinese al consorzio statunitense guidato da Todd Boehly. L’ex patron della società, l’oligarca russo, ma con passaporto portoghese Roman Abramovich, non guadagnerà nulla dalla cessione: tutto il ricavato verrà devoluto ad una associazione benefica che si occupa delle vittime della guerra in Ucraina.

ORE 09:00 – KIEV, 238 BAMBINI UCCISI E 433 FERITI DA INIZIO GUERRA – Sono 238 i bambini uccisi in Ucraina dal giorno dell’invasione russa del Paese. 433 i feriti. Lo rende noto l’ufficio del procuratore generale ucraino, precisando che il maggior numero delle vittime si registra nelle regioni di Donetsk, Kiev, Kharkiv e Chernihiv. I bombardamenti di città e villaggi ucraini da parte delle forze armate russe – aggiunge la nota – hanno danneggiato 1.848 istituzioni educative, 173 delle quali sono andate completamente distrutte. 

L'esercito russo riprepara a nuova offensiva e il primo treno carico di grano ucraino arrivato in Lituania, le Breaking news del Riformista Tv

ORE 09:30 – RUSSIA, SFONDATE DIFESE UCRAINE NEL LUGANSK – Le unità delle autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, con il supporto dell’esercito russo, hanno sfondato la difesa delle forze armate ucraine sullo Svetlodar Bulg, nella regione di Lugansk (est). Lo annuncia su Telegram l’ambasciatore dell’autoproclamata Repubblica di Lugansk in Russia, Rodion Miroshnik, citato da Ria Novosti. E ha aggiunto che “parte dell’autostrada strategica Lysichansk-Artemovsk è sotto il pieno controllo del fuoco delle forze alleate. Ciò ha portato alla quasi completa impossibilità di rifornire le truppe ucraine a Severodonetsk e Lysichansk.

ORE 09:45 – NIKE NON RTINNOVA FRANCHISING IN RUSSIA – La Nike ha deciso di non rinnovare l’accordo di franchising con Inventive Retail Group (Irg), una società che gestisce 37 negozi al dettaglio a marchio Nike in Russia. Secondo il presidente di Irg, Tikhon Smykov, Nike non sarà quindi in grado di effettuare consegne in Russia “nel prossimo futuro”. Lo riferisce l’agenzia Ukrinform. “Con l’esaurimento delle scorte, Irg sarà costretta a chiudere tutti i suoi negozi con il marchio”, ha detto Smykov. Il responsabile delle pubbliche relazioni della società ha confermato che le consegne di prodotti Nike sono state sospese e che i prodotti scarseggiano.

ORE 10:00 – MOSCA: “PRONTI A DIALOGO SU FORNITURE GRANO DALL’UCRAINA” – La Russia è pronta al dialogo con tutti i partner internazionali sulle forniture di grano dall’Ucraina: lo ha detto oggi il vice ministro degli Esteri, Andrey Rudenko, rispondendo ad un appello in questo senso lanciato dall’Occidente a Mosca. La Russia, ha inoltre affermato Rudenko, è pronta a fornire un corridoio umanitario per le navi che trasportano prodotti alimentari fuori dall’Ucraina.

ORE 10:15 – MOSCA: “RICHIESTA RITIRO TRUPPE NON COSTRUTTIVA” – La richiesta di Kiev del ritiro delle truppe russe dai territori conquistati dopo il 24 febbraio, come condizione per poter tornare ai negoziati con Mosca, mette in dubbio la sincerità del desiderio delle autorità ucraine di trovare una soluzione pacifica al conflitto. Lo ha denunciato il viceministro degli Esteri russo, Andrei Rudenko. “Difficilmente è possibile valutare questa affermazione come costruttiva. Vorrei ricordare che l’Ucraina ha partecipato attivamente ai negoziati sin dal primo giorno dell’operazione speciale e non ha posto alcuna condizione”, ha detto Rudenko, commentando le parole di ieri del presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, secondo il quale per riprendere i colloqui di pace è necessario il ritiro dei russi. “Ponendo condizioni, ci fa dubitare della sincerità del suo desiderio di trovare una soluzione pacifica”, ha aggiunto il viceministro.

ORE 10:20 – MOSCA CHIEDE REVOCA SANZIONI PER EVITARE CRISI ALIMENTARE – Mosca chiede la revoca delle sanzioni contro la Russia come condizione per evitare una crisi alimentare globale a causa del blocco delle esportazioni di grano ucraine dall’inizio dell’offensiva del Cremlino. “Risolvere il problema alimentare richiede un approccio collettivo, che implica in particolare la revoca delle sanzioni imposte alle esportazioni russe e alle transazioni finanziarie”, ha affermato dalle agenzie di stampa il viceministro degli Esteri Andrei Rudenko

 ORE 10:30 – PAPA PREGA PER LA PACE IN UCRAINA – “Ieri abbiamo celebrato la memoria della Beata Vergine Maria Ausiliatrice. Nelle nostre preghiere affidiamoLe in modo particolare il desiderio di pace dell’Ucraina e del mondo intero. La Madre di Dio ci insegni la solidarietà con chi è provato dalla tragedia della guerra e ottenga la riconciliazione delle Nazioni”. Lo ha detto papa Francesco al termine dell’udienza generale, salutando i pellegrini polacchi.

ORE 11:45 – 007 KIEV: MOSCA HA GIA’ UTILIZZATO SCORTE 60% ARMI ALTA PRECISIONE –  Le truppe russe stanno finendo le armi ad alta precisione, ha affermato in un’intervista a Radio Liberty Crimea Vadim Skibitsky, portavoce della Direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa. Per Skibitsky, “le scorte stanno finendo. Secondo i nostri dati, se parliamo di armi ad alta precisione, circa il 60 per cento delle scorte è già stato utilizzato e per alcune tipologie di armi sarebbe stato già utilizzato il 70 per cento della disponibilità”. Secondo il funzionario dell’intelligence, la Russia non è in grado di ricostituire rapidamente le sue riserve: “Non ha una tale capacità. In particolare, le sanzioni economiche e politiche imposte alla Russia non consentono ora un uso attivo e su larga scala di componenti di fabbricazione straniera”.

12:39 – GRANO, DI MAIO: “IN QUESTE ORE SI STANNO SBLOCANDO ALCUNE NAVI” –  “In queste ore, grazie alle mediazioni dell’Onu e di tutti i Paesi più importanti al mondo, si stanno cominciando a sbloccare alcune navi commerciali per portare via dai porti ucraini quelle quantità di grano che vengono prodotte in Ucraina”, ha reso noto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in un intervento alla Festa dell’educazione alimentare e della pace organizzata da Coldiretti, ricordando che “noi abbiamo un problema di grano perché i porti dell’Ucraina sono bloccati dalle navi russe”.

ORE 13:10 – DI MAIO: “IN ITALIA 40MILA MINORI UCRAINI” – Sono 40.000 i minorenni ucraini giunti in Italia nei tre mesi dall’inizio della guerra nel loro Paese, su un totale di 120.000 arrivi. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, sottolineando che la Farnesina ha istituito un organismo per seguire specificamente i problemi legati all’afflusso di minori. Il ministro parlava alla seconda Festa dell’educazione alimentare organizzata dalla Coldiretti.

ORE 13:22 – PROPOSTA UE: BENI CONFISCATI A OLIGARCHI A VITTIME UCRAINA – “Noi vorremmo, se fosse possibile, nel caso della guerra in Ucraina, che i Paesi membri mettessero il denaro derivante dalle confische in un fondo comune per aiutare l’Ucraina, iniziando il lavoro di ridare indietro alle vittime le risorse”. Lo ha dichiarato il commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders, nella conferenza stampa di presentazione della proposta di direttiva sulla confisca dei beni. “Con queste proposte vogliamo far sì che sia penalizzata la violazione delle misure restrittive. E quindi è possibile cercare di essere più efficaci in tutti i modi possibili nell’organizzazione delle confische”, ha specificato. “In molti Paesi membri ci sono i registri sulle proprietà dei patrimoni ed è vero che non sono allo stesso livello. Quindi è possibile lavorare su questo, per individuare più velocemente i patrimoni esistenti”, ha aggiunto.

ORE 13:42 – KIEV: TRUPPE RUSSE VICINE A SEVERODONETSK – “Le truppe russe si sono già avvicinate molto a Severodonetsk, quindi possono sparare anche con i mortai. La città viene continuamente bombardata, 24 ore su 24. Ci sono pesanti combattimenti alla periferia della città, mentre bombe e missili vengono sganciati dai bombardieri, la situazione è molto difficile”. Lo rende noto il capo dell’amministrazione militare regionale del Lugansk Sergiy Gaidai, citato da Unian. “Anche i russi hanno perdite – ha affermato – l’unica cosa è che ce ne sono molti. I nostri combattenti sono semplicemente scioccati dal fatto che vengano fuori da dovunque”.

ORE 14:34 – LUGANSK, KIEV SMENTISCE ISOLAMENTO REGIONE – Il capo dell’amministrazione militare regionale di Lugansk Sergiy Gaidai ha smentito che l’esercito russo avrebbe isolato la regione dal resto dell’Ucraina e bloccato l’autostrada Lysychansk-Bakhmut. Lo riporta Ukrinform. “La regione di Lugansk non è isolata. La strada Lysychansk-Bakhmut non è bloccata. È disponibile l’accesso a Lysychansk e Severodonetsk. Nel pomeriggio, i media hanno iniziato a diffondere la notizia che gli occupanti avrebbero interrotto la ‘strada della vita’. Questo non è vero. Oggi siamo riusciti a consegnare aiuti umanitari. A partire dalle 13, il traffico è possibile “, ha scritto Gaidai su Telegram.

15:10 – MOSCA: “ITALIA NON CI HA INVIATO ALCUN PIANO PACE” –  Il ministero degli Esteri italiano non ha spedito alla Russia nessun piano su come risolvere la situazione in Ucraina. Lo ha dichiarato in conferenza stampa la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. “Questa iniziativa, questa sorta di piano non ci è stata mandata”, ha spiegato la portavoce, “abbiamo solo informazioni dai media su un qualche piano che il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha sottoposto alle Nazioni Unite. Ancora, tutte le informazioni che abbiamo sull’argomento le abbiamo apprese dai media”. “Che cosa si può dire di un piano se non lo hai visto nemmeno? Nessuno dal ministero degli Esteri italiano ci ha passato alcun piano”.

15:35 – SEPARATISTI: SEVERODONETSK ACCERCHIATA – I separatisti filorussi del Lugansk hanno annunciato di aver completato l’accerchiamento di Severodonetsk, l’ultima roccaforte ucraina nella regione. Lo riporta la Tass. Secondo tali fonti, la città è stata accerchiata ed è nell'”ambiente operativo” delle milizie filorusse e dell’esercito russo. L’accesso alla città sarebbe quindi stato chiuso anche da Sud, dal momento che Severodonetsk era già da giorni circondata da Nord, Est e Ovest.

ORE 15:40 – PREMIER SLOVACCO: “SE CADE KIEV, DOPO TOCCA A NOI” – “Se l’Ucraina dovesse cadere, la Slovacchia sarebbe la prossima»: lo ha dichiarato il premier slovacco, Eduard Heger, nel corso del World Economic Forum in corso a Davos. «Abbiamo rinunciato per troppo tempo ai nostri valori in cambio di gas e petrolio a basso prezzo: scendere a compromessi con Putin ha causato la guerra in Ucraina, una guerra di aggressione in cui la gente muore”.

ORE 15:43 – CITTADINANZA RUSSA IN REGIONI UCRAINE: PUTIN FIRMA DECRETO – Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto che semplifica il procedimento per ottenere la cittadinanza russa per chi risiede nelle regioni ucraine di Kherson e Zaporizhia, occupate dalle truppe russe che hanno invaso l’Ucraina: lo riferisce l’agenzia Ria Novosti. Il nuovo decreto – sottolinea il giornale – modifica il testo del documento con il quale nell’aprile del 2019 le autorità russe hanno semplificato l’iter per l’ottenimento della cittadinanza russa per chi abita nelle zone del sud-est dell’Ucraina di fatto controllate dai separatisti filorussi delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk.

ORE 15:56 – KULEBA: “NON VEDO IL SENSO DEL DIALOGO TRA MACRON E PUTIN” – Il presidente francese Emmanuel “Macron ha chiamato Putin varie volte, ma alla fine ci troviamo ancora allo stesso punto”. Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba intervenendo al Forum economico di Davos in Svizzera. “Non ne vediamo molto il senso”, ha aggiunto.

ORE 16.45 – MOSCA OFFRE PASSAPORTO RUSSO A CITTADINI DI MARIUPOL – Petro Andriushchenko, consigliere del sindaco legittimo di Mariupol, ha denunciato che ai cittadini ucraini è stata offerta la possibilità di ottenere il passaporto russo con una procedura accelerata, che non prevede più la registrazione intermedia presso le autorità dell’autoproclamata Repubblica separatista filorussa di Donetsk.

Proprio oggi è stato pubblicato in Russia un decreto del presidente Vladimir Putin che semplifica l’acquisizione della cittadinanza russa anche per i residenti delle regioni di Kherson e Zaporizhzhia, nel sud-est ucraino.

ORE 17:23 – KIEV PRECISA: NON CI STIAMO RITIRANDO A EST – “In alcune zone” dell’Ucraina orientale, “i gruppi russi hanno un successo tattico temporaneo e, in linea di principio, non è un segreto. Ma il fatto che le truppe ucraine si stiano ritirando è un’interpretazione completamente sbagliata di queste azioni. In alcune aree, le unità ucraine stanno conducendo una difesa di manovra, ovvero, laddove possibile, decidono di ritirarsi, cambiare posizione e, in caso di condizioni favorevoli, condurre operazioni di controffensiva.”. Lo ha detto nel suo ultimo rapporto il portavoce del ministero della Difesa di Kiev, Oleksandr Motuzyanyk, parlando di una situazione sul campo “molto dinamica”, perché “ci sono alcune aree e insediamenti che possono passare di mano in mano”.

ORE 18:12 – PUTIN: “ECONOMIA REGGE, DISOCCUPAZIONE NON CRESCE” – “La nostra economia ha una dinamica migliore rispetto a quanto previsto da alcuni esperti. Significa che si apriranno nuovi impianti di produzione e nuovi posti di lavoro. Il nostro livello di disoccupazione per fortuna non sta crescendo”. Lo ha affermato oggi il presidente russo Vladimir Putin durante una riunione del Consiglio di Stato, citato dalla Tass. “Dobbiamo prenderci cura di questo” tasso di disoccupazione e “analizzare gli sviluppi nel modo più completo possibile, sosteniamo questo trend”, ha aggiunto Putin.

ORE 18:32 – KULEBA ATTACCA NATO: “NON FA NULLA, SI FA DA PARTE. UE RIVOLUZIONARIA – La Nato “come istituzione non fa assolutamente nulla” per sostenere l’Ucraina nel conflitto contro la Russia “lo dico con rammarico”. Lo ha dichiarato il ministro degli esteri ucraino, Dmytro Kuleba, nel corso del suo intervento al forum di Davos. Lo riporta Interfax Ucraina. “Vediamo alleati che aiutano l’Ucraina e vediamo un gruppo di alleati della Nato che ci aiuta – ha spiegato – all’inizio della guerra il popolo ucraino pensava che la Nato fosse una forza potente ma la guerra è sempre una prova che strappa via le maschere, e tutti abbiamo visto i volti reali”. Kuleba ha parlato dell’Alleanza come di un’istituzione “che si fa da parte” mentre l’Ue “ha preso decisioni rivoluzionarie e innovative che loro stessi non si aspettavano di prendere”.

ORE 19:25 – KIEV RIBADISCE: “NO A CESSIONE DI TERRITORI UCRAINI O A NUOVA INTESA COME MINSK”– Mikhail Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha affermato che accettare di cedere i territori e di siglare un nuovo accordo di Minsk è impossibile, in quanto si ritorcerebbe contro l’Ucraina poiché la Russia userebbe la pausa nei combattimenti per prepararsi a ulteriori offensive. “Porterà a una guerra più grande e sanguinosa”, ha detto. Lo scrive Kyiv Independent.

ORE 20:10 – NESSUN ACCORDO TRA TURCHIA, SVEZIA E FINLANDIA PER INGRESSO NELLA NATO – La Turchia non ha trovato un accordo con Svezia e Finlandia per potere sostenere la loro candidatura nella Nato. A fare sapere è stato Ibrahim Kalin, portavoce del presidente Erdogan, in una conferenza stampa trasmessa dalla Tv di Stato Trt a conclusione dei colloqui tra funzionari turchi e delegazioni di Svezia e Finlandia ad Ankara.

Kalin ha aggiunto che il dialogo con i Paesi scandinavi continuerà e che la Turchia chiede loro di fermare il sostegno a gruppi considerati da Ankara terroristici per sostenere la candidatura nell’Alleanza Atlantica

ORE 21:20 – MICHEL: “FERMARE GUERRA E RIPRISTINARE EXPORT GRANO UCRAINO” – “Basta con la disinformazione, non sono le sanzioni ma è la tua guerra in Ucraina a impedire le spedizioni e mettere in pericolo la sicurezza alimentare”. 

La diretta del conflitto. Guerra Ucraina-Russia: “Non cederemo territori a Mosca”, Zelensky attacca Nato e replica a Kissinger. Putin, mani su Donbass e Mar d’Azov. Redazione su Il Riformista il 26 Maggio 2022. 

Novantaduesimo giorno di guerra che continua ad essere alimentata, ora dopo ora. Nessun accenno alla resa, a negoziati costruttivi. Solo accuse, minacce e dichiarazioni roboanti mentre migliaia di soldati e civili continuano a perdere la vita giorno dopo giorno. L’ultima, roboante, dichiarazione arriva dal presidente ucraino Zelensky che da sapere alla Russia, a Putin e all’Occidente che non è intenzionato a raggiungere la pace attraverso la concessione di territori a Mosca (come consigliato da Kissinger nei giorni scorsi).

Kiev continua a chiedere armi e apre gli occhi sulla Nato (“Non fa nulla”). Intanto la Russia avanza e conquista territori nel Donbass, arrivando a controllare quasi tutta la regione di Lugansk. L’Ucraina perde, con i porti di Zaporizhzhia e Kherson (oltre a quello di Mariupol), il controllo del mar d’Azov. Mosca nel frattempo inizia a offrire ai cittadini di Mariupol la possibilità di ottenere il passaporto russo con procedura accelerata.

ORE 7:42 – ZELENSKY REPLICA A KISSINGER: “NON CEDEREMO TERRITORI ALLA RUSSIA”, E RICORDA ESEMPIO HITLER – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel videomessaggio notturno ha ricordato “a coloro che cercano di imporre la necessità di concessioni territoriali alla Russia” i “tentativi falliti di placare l’aggressore nazista nel 1938”. Il riferimento è all’accordo di Monaco che concesse alla Germania di Hitler la Cecoslovacchia e soprattutto alle parole pronunciate a Davos dall’ex segretario di Stato americano, Henry Kissinger, il quale ha affermato che la pace non potrà che passare attraverso la cessione di alcuni territori a Mosca.

“Editoriali sintomatici hanno cominciato ad apparire su alcuni media occidentali affermando che l’Ucraina dovrebbe accettare i cosiddetti compromessi difficili rinunciando al territorio in cambio della pace”, ha detto nel suo ultimo discorso notturno. Durissimo messaggio video di Zelensky, nessun accenno all’ipotesi di resa, nessuna disponibilità a raggiungere la pace attraverso la concessione di territori ai russi in cambio di un definitivo cessate il fuoco. Il leader ucraino usa toni pesanti anche contro la Nato e in generale contro i paesi occidentali che non appoggiano con convinzione l’Ucraina inviando armi pesanti che possano contrastare l’esercito russo. “Chi consiglia all’Ucraina di dare qualcosa alla Russia, non sempre vuole vedere la gente comune” HA dichiarato il presidente Zelensky in un messaggio video citato da Ukrinform. “Qualunque cosa faccia lo stato russo, c’è qualcuno che dice: teniamo conto dei suoi interessi. Nonostante migliaia di missili russi abbiano colpito l’Ucraina. Nonostante decine di migliaia di ucraini uccisi. Nonostante Bucha e Mariupol, nonostante le città distrutte”, ha detto Zelesnky.

ORE 8:30 – KIEV: RESPINTI ATTACCHI A DONETSK E LUGANSK – ”Il nemico russo non smette di condurre operazioni offensive nella zona operativa orientale e continua a lanciare missili e attacchi aerei su strutture infrastrutturali in Ucraina”. Lo ha dichiarato il portavoce delle Forze Armate Ucraine Oleksandr Shtupun nel corso dell’aggiornamento quotidiano sulle operazioni militari in Ucraina. ”Nelle ultime 24 ore – ha detto – dieci attacchi nemici sono stati respinti a Donetsk e Luhansk, quattro carri armati, due sistemi di artiglieria, un corazzato da trasporto truppe, un’auto e un’unità di equipaggiamento speciale sono stati distrutti. Le unità di difesa aerea hanno distrutto cinque Uav Orlan-10. Gli aerei d’attacco dell’Aeronautica Militare delle Forze Armate dell’Ucraina hanno colpito le posizioni nemiche, hanno distrutto fino a dieci unità di veicoli corazzati leggeri. I nostri caccia hanno intercettato e abbattuto due missili da crociera”.

ORE 8:45 – SEPARATISTI FILORUSSI: IN DONBASS 8MILA PRIGIONIERI UCRAINI – Sono circa 8.000 i prigionieri di guerra ucraini detenuti nelle autoproclamate repubbliche popolari filo-russe di Lugansk e Donetsk. Lo ha riferito un funzionario filo-russo citato dalla Tass. “Ci sono molti prigionieri. Certo, ce ne sono di più sul territorio della Repubblica popolare di Donetsk, ma anche noi ne abbiamo abbastanza e ora il numero totale è di circa 8.000. Centinaia se ne aggiungono ogni giorno”, ha affermato il funzionario.

ORE 9 – MARIUPOL, CONSIGLIERE SINDACO: “MOSCA PROLUNGA ANNO SCOLASTICO PER INSEGNARE RUSSO” – Le autorità russe hanno prorogato l’anno scolastico fino al 1 settembre nelle scuole di Mariupol occupata, ha dichiarato il consigliere del sindaco Petro Andryushchenko. “L’obiettivo principale – ha detto – è la deucrainizzazione e la preparazione per l’anno scolastico secondo il programma russo. Ai bambini verrà insegnato per tutta l’estate la lingua e la letteratura russa, storia e matematica russa in russo”.

ORE 9:19 – CRIMEA, UCRAINA HA PERSO PER SEMPRE MAR D’AZOV – “Il Mar d’Azov è perduto per sempre per l’Ucraina. I porti delle regioni di Zaporizhzhia e Kherson non saranno mai più ucraini. Sono sicuro che dopo la riunificazione delle nostre regioni con la Russia, il Mar d’Azov tornerà ad essere, come prima, esclusivamente un mare interno della Federazione Russa”, ha dichiarato il vice primo ministro del governo della Crimea Georgy Muradov, riportato da Ria Novosti. L’agenzia russa cita anche Vladimir Rogov, un funzionario nominato da Mosca nella regione occupata di Zaporizhzhia, il quale ha affermato che “le regioni di Zaporizhzhia e Kherson non torneranno mai sotto il controllo di Kiev”.

Guerra Russia-Ucraina. Zelensky: “Costretti a combattere”. Putin: “Chi prova a isolarci danneggia se stesso”. Redazione CdG 1947 su Il Corriere del Giorno il 26 Maggio 2022.

Il presidente ucraino chiede l'invio di nuove armi pesanti che possano contrastare l'esercito russo. Alcuni militari trovati nell'acciaieria, si arrendono. Mosca rivendica il controllo totale sul Mar d'Azov Mattarella: «Serve pressione sulla Russia perché cessi le ostilità». Lugansk, la regione al 95% in mano ai russi. La Turchia minaccia di esprimersi contro l’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato.

92° giorno di guerra in Ucraina. Mosca annuncia l’accerchiamento del Severodonetsk e continua la massiccia offensiva per il controllo del Donbass: le strade sono bloccate dalle bombe, i rifornimenti arrivano attraverso i campi. Missili a Balakliia hanno causato la morte di due persone e sette feriti. Durissimo messaggio video di Zelensky, nessun accenno all’ipotesi di resa, nessuna disponibilità a raggiungere la pace attraverso la concessione di territori ai russi in cambio di un definitivo cessate il fuoco «L’offensiva delle truppe russe nell’est è estremamente brutale» afferma il presidente ucraino Zelensky in un videomessaggio. «In alcuni luoghi, il nemico supera di gran lunga l’equipaggiamento e il numero dei nostri soldati», ha aggiunto. Per il ministro degli Esteri ucraino Kuleba «contro l’aggressione la Nato non fa nulla».  Il presidente ucraino usa toni pesanti anche contro la Nato e in generale contro i paesi occidentali che non appoggiano con convinzione l’Ucraina inviando armi pesanti che possano contrastare l’esercito russo.

Questa mattina il presidente francese Macron ha avuto una conversazione telefonica con il leader turco Erdogan: la Turchia ha minacciato di esprimersi contro l’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato, esercitando il potere di veto che spetta a tutti i membri dell’Alleanza sulle nuove adesioni.

Intanto, l’Ue estende la confisca anche agli oligarchi che violano le sanzioni: congelati 10 miliardi di beni. In Italia, il monito del presidente Mattarella è «raddoppiare l’impegno per la pace». Il premier Draghi: «La dipendenza dal gas russo è sottomissione, lo compreremo dall’Africa». La guerra sembra destinata a durare ancora a lungo. 

h.13.51 | Putin: “Su sostituzione importazioni raggiunti obiettivi“

 La Russia è riuscita a raggiungere i principali obiettivi della sua politica di sostituzione delle importazioni nelle aree chiave che garantiscano la sovranità del Paese. Lo ha affermato il presidente russo, Vladimir Putin, parlando in collegamento video al primo Forum economico eurasiatico. “Si’, certo, non tutto è stato fatto negli anni precedenti nel campo della sostituzione delle importazioni. Ma non tutto si può fare. La vita è più veloce delle decisioni amministrative, si sviluppa più velocemente. Ma non c’è nulla di cui preoccuparsi: in aree chiave che garantiscono la nostra sovranita’, abbiamo fatto l’essenziale”, ha affermato il capo dello Stato. Putin ha poi spiegato che la Federazione russa si muoverà ulteriormente in questa direzione. “Dopotutto, la sostituzione delle importazioni non è una panacea per tutti i mali e non ci occuperemo esclusivamente di questo”, ha sottolineato Putin.

h.14.03 | Regista filoputiniano Mikhalkov: “Mosca crei proprio corrispettivo Oscar”

Un corrispettivo russo degli Oscar. Lo propone il regista filoputiniano Nikita Mikhalkov, suggerendo di chiamare il nuovo premio per il cinema “Eurasiatico“. Mikhalkov ha espresso la propria idea durante l’Eurasian Economic Forum, a cui partecipano Russia, Kazakistan, Bielorussia, Kirghizistan, Armenia e Uzbekistan. “Propongo di creare un’Accademia cinematografica eurasiatica e un premio: l’Oscar Eurasiatico”, ha detto il regista, che terrà conto dei nostri ideali e non di quelli contro l’essenza umana. “Un premio per il quale vale la pena lottare”. “Sono convinto – ha aggiunto Mikhalkov – che questa iniziativa sia necessaria per lo sviluppo politico dello spazio eurasiatico“.

h.14.08 | Usa, Ue e Gb insieme per indagare sui crimini di guerra

Usa, Ue e Regno Unito hanno creato l’Atrocity Crimes Advisory Group (Aca), un meccanismo di coordinamento delle indagini sui crimini di guerra commessi dalle forze russe in Ucraina, con particolare riferimento alla raccolta delle prove. L’Aca, specifica il Seae, sosterrà l’ufficio per i crimini di guerra dell’ufficio del Procuratore generale dell’Ucraina nell’indagare sui reati commessi durante il conflitto.

h.14.12 | Colloquio Erdogan-Macron: focus su Svesia e Finlandia in Nato 

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha avuto un colloquio telefonico con il presidente francese Emmanuel Macron. Lo riferisce l’agenzia di stampa Anadolu spiegando che durante la conversazione si è parlato della guerra russa in Ucraina e delle richieste di aderire alla Nato presentate dalla Svezia e dalla Finlandia. Nel colloquio si è anche parlato di rapporti bilaterali tra Ankara e Parigi. 

h. 14.19 | Audio militare russo: “Granate per ‘ripulirè cantine”

Granate lanciate negli scantinati per “ripulirli” dai civili che si nascondono dalle bombe. Di questo parla un soldato russo in una conversazione telefonica con la moglie, intercettata e pubblicata oggi su Telegram dal servizio di sicurezza ucraino (Sbu) come “conferma dell’uccisione di pacifici ucraini da parte degli occupanti russi”. ”Puliamo gli scantinati, sai come? Non chiediamo chi c’è e lanciamo granate“, spiega il militare nell’intercettazione, raccontando di “un distaccamento di teppisti nella regione di Kharkiv, chiamato ‘suicide squad‘”. Nell’audio della telefonata – denuncia la Sbu – il soldato russo “rassicura la moglie sul fatto che questa dovrebbe essere una pratica comune e le racconta come gli occupanti di un’altra unità abbiano deriso e violentato una donna”.

h.14.21 | Ferrovie statali: biglietti gratis a mamme soldati russi per ritirare corpi dei figli

Ukrzaliznytsia, le ferrovie statali ucraine, sono pronte a fornire biglietti gratuiti alle madri dei soldati russi in modo che possano ritirare i corpi dei loro figli dall’Ucraina. Lo riferisce il canale di news ucraino Nivekta, che riporta le parole del capo del consiglio di amministrazione di Uz Alexander Kamyshin in un’intervista a ‘Medusa‘. “In diverse regioni dell’Ucraina, 270 corpi di soldati morti sono immagazzinati in celle refrigerate”, ha affermato. “Siamo pronti a regalare biglietti gratuiti a quelle madri russe che vengono a raccogliere i corpi dei loro figli. Faremo tutto gratuitamente”, ha detto Alexander Kamyshin. Secondo lui, l’Ucraina attende solo gli appelli delle autorità russe o delle madri delle vittime per consegnare i loro corpi. Tuttavia, tali richieste non sono mai state ricevute.

h.14.26 | Ispettorato nucleare Kiev: “No visita Aiea a Zaporizhzhia, prima via i russi”

Condurre una missione dell’Agenzia Internazionale per l’Energia nucleare presso la centrale nucleare di Zaporizhzhia è inaccettabile per l’Ucraina finché nel sito e nella città saranno presenti i russi. È la posizione espressa dall’Ispettorato statale di regolamentazione nucleare dell’Ucraina, riportata dall’agenzia Interfax. Ispettorato che propone di posticipare la visita dell’Aiea a quando il territorio sarà liberato perché una simile iniziativa “è assolutamente pericolosa in queste condizioni” essendo in corso combattimenti vicino alla struttura con i missili russi passano proprio sopra il sito della centrale nucleare.

h.14.35 | Kiev: i combattimenti a est hanno raggiunto il “picco di intensità“

La lotta contro le truppe russe nell’Ucraina orientale ha raggiunto la “massima intensità”, ha affermato giovedì la viceministra della Difesa ucraino Ganna Malyar. “I combattimenti hanno raggiunto la loro massima intensità e ci attende una fase lunga ed estremamente difficile”, ha detto il viceministro durante una conferenza stampa.

h.14:41 | Kiev: combatteremo fino alla completa liberazione

“L’Ucraina si batterà per la completa liberazione dei suoi territori entro i confini internazionalmente riconosciuti. Putin può salvare la faccia allontanandosi dai nostri territori”, ha aggiunto la viceministra della Difesa ucraina Malyar.

h.14.45 | Domani Netrebko alla Scala di Milano: “Torno a casa”

È un ritorno ‘a casa’ quello di domani alla Scala per Anna Netrebko, che sarà protagonista di un recital con il mezzosoprano Elena Maximova, che è già sold out da tempo. Un ritorno per il soprano russo più famoso al mondo dopo i mesi sabbatici in cui aveva cancellato tutti gli impegni (inclusa Adriana Lecouvreur a Milano) allo scoppio della guerra in Ucraina quando era stata criticata per non subito preso le distanze da Vladimir Putin. Una presa di distanze fatta in seguito che ha avuto come conseguenza la cancellazione di alcuni appuntamenti in Russia.

h.14.50 | Kiev: bombardamento su Kharkiv, 4 morti 

I russi stanno bombardando Kharkiv e 4 persone sono morte. Lo afferma il capo dell’amministrazione militare regionale di Kharkiv Oleh Synegubov, come riporta Ukrainska Pravda. “Chiediamo ai residenti di Kharkiv e del distretto di stare nascosti. Gli occupanti stanno nuovamente bombardando la città. Secondo le prime informazioni, 7 persone sono rimaste ferite nel bombardamento. Purtroppo sono morte 4 persone”. 

h.14.55 |  Macron a Erdogan: “Rispetti scelta sovrana di Svezia e Finlandia in Nato“

Il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto al suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan di rispettare ‘‘la scelta sovrana” di Svezia e Finlandia di entrare a far parte della Nato. Lo rende noto l’Eliseo. ”I contatti di Svezia e Finlandia con persone e istituzioni affiliate al Pkk e all’Ypg contraddicono lo spirito di solidarietà proprio della Nato’‘, ha risposto Erdogan secondo quanto riferisce l’ufficio di presidenza turca.

h.14.58 |   Lavrov: “Il piano di pace dell’Italia non è serio“

“I politici seri che vogliono ottenere risultati e non sono impegnati nell’autopromozione di fronte al loro elettorato, non possono proporre questo genere di cose”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov commentando in un’intervista a Russia Today in arabo le proposte di pace italiane per l’Ucraina. L’emittente ha postato sul suo sito una trascrizione in russo. Lavrov ha ribadito che l’Italia non ha inviato il piano a Mosca, ma “quanto appare sui media – ha aggiunto, riferendosi in particolare alle ipotesi di Donbass e Crimea sotto sovranità ucraina con uno status autonomo – provoca un sentimento di rammarico”.

h.15.10 | Zelensky incontra Sanna Marin: “Grazie per assistenza militare“

La premier finlandese Sanna Marin ha incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel corso della sua visita a Kiev. Zelensky ha ringraziato la collega per l’assistenza militare “molto preziosa“. E ha ribadito che per l’Ucraina sono importanti l’unità sulle sanzioni contro la Russia e il sostegno all’integrazione europea: “Questo è ciò che può garantire forza nella difesa della nostra terra“, ha sottolineato. I media locali ricordano che Zelensky si è rivolto al parlamento finlandese e ha invitato il Paese scandinavo a partecipare alla ricostruzione dell’Ucraina, in particolare nel campo dell’istruzione.

h.15.33 | Generale Kiev: “Russia al momento in vantaggio in regione Luhansk“

La Russia “al momento è in vantaggio” sulle forze ucraine nell’offensiva nella regione di Luhansk, “ma stiamo facendo tutto quello che possiamo”. Lo ha ammesso in un briefing il generale ucraino Oleksiy Gromov.

h.15.39 | Blinken: “La Cina resta la sfida più importante per gli Usa“

“Anche se la guerra del presidente Putin continua, restiamo concentrati sulla sfida più seria di lungo termine all’ordine internazionale, che è quella posta dalla Cina“. Lo afferma il segretario di Stato americano Antony Blinken, secondo gli estratti del discorso che terrà a breve diffusi dal suo dipartimento. “L’ampiezza della sfida posta dalla Cina sarà un test per la democrazia americana”, osserva Blinken precisando che gli Stati Uniti competeranno “con la Cina per difendere i nostri interessi e costruire la nostra visione del futuro“. 

 h. 15.47 | Kiev, decreto Putin per cittadinanza in zone occupate è nullo

Kiev condanna la decisione del Cremlino di semplificare la procedura per ottenere la cittadinanza russa per gli abitanti delle aree delle regioni ucraine di Kherson e Zaporizhzhia occupate dalle truppe russe che hanno invaso l’Ucraina. “Il decreto è legalmente nullo e non avrà conseguenze legali”, ha twittato la missione diplomatica Ucraina presso l’Ue secondo la Bbc affermando che la mossa è un tentativo di costringere gli ucraini a cambiare cittadinanza. Il nuovo decreto russo modifica il testo del documento con il quale nell’aprile del 2019 le autorità di Mosca hanno semplificato l’iter per l’ottenimento della cittadinanza russa per chi abita nelle zone del sud-est dell’Ucraina di fatto controllate dai separatisti filorussi delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk. 

 h.15.58 | Kiev, Russia è in vantaggio nel Lugansk

Il generale Oleksiy Gromov ha ammesso che la Russia “è in vantaggio” nei combattimenti nel Lugansk.

“La Russia è in vantaggio, ma noi stiamo facendo tutto il possibile“, ha detto, come il Guardian, aggiungendo che la Russia è stata avvistata mentre spostava sistemi missilistici Iskander nella regione occidentale di Brest, in Bielorussia.

h.16.10 | Ucraina, deroga per gli atleti in età di leva: potranno uscire dal Paese per 30 giorni

Atleti, allenatori e staff degli sportivi in età di leva potranno lasciare l’Ucraina per un periodo di trenta giorni. Lo ha stabilito il Consiglio dei ministri di Kiev che – annuncia su Telegram il Ministero degli Affari Interni dell’Ucraina – ha emendato la Risoluzione che regola i viaggi all’estero durante la legge marziale. La deroga riguarda atleti di squadre nazionali di sport olimpici e non, allenatori, giudici e medici sportivi e altri professionisti. Per lasciare l’Ucraina dovranno essere provvisti di un’autorizzazione del Ministero della Gioventù e dello Sport.

h.16.22 | Ucraina: sale a 5 numero vittime bombardamento Kharkiv

E’ salito a 5 il numero delle vittime dei bombardamenti russi a Kharkiv. Lo ha detto il consigliere del capo del consiglio regionale Natalia Popova Inoltre, 10 persone sono rimaste ferite, tra cui un bambino.

h.16.25 | Putin, uscita alcune società straniere può essere per il meglio

Il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che l’uscita di alcune società straniere dal mercato russo in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe russe potrebbe essere “per il meglio”: lo riporta l’agenzia di stampa statale russa Tass. Il presidente russo parlava ad un forum economico dei paesi ex Urss

h.16.30 | Zelensky contro i Paesi che “si illudono” di placare Putin

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha criticato un certo numero di Paesi, senza nominarli, per la loro “ipocrisia e doppi standard” nel fornire assistenza all’Ucraina. In un intervento video al Parlamento popolo lettone, Zelensky ha chiesto perchè i Paesi determinati ad agire e aiutare non sono tra i più ricchi, mentre le nazioni più benestanti si fanno da parte e non trovano l’opportunità di aiutare. Lo ha riferito la testata Bns. Tali Paesi, secondo Zelensky, “meritano critiche per codardia, ipocrisia e doppi standard” e la ragione di tale comportamento è il denaro. “Cercano profitto e sono in grado di pensare solo a reddito, interessi ed estratti conto. Ci sono alcuni che nutrono l’irragionevole speranza di poter placare la Russia”, ha denunciato il presidente dell’Ucraina.

h.16.45 | Blinken: “Putin non ha raggiunto un solo obiettivo”

“Il presidente Putin non è riuscito a raggiungere uno solo dei suoi obiettivi strategici”: lo ha detto il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, nel suo discorso alla George Washington University sulla strategia Usa nei confronti della Cina.

h.16.55 | Ucraina: intelligence, comandanti russi mentono al Cremlino

I comandanti russi mentirebbero al Cremlino, raccontando di presunte vittorie in Ucraina. E’ quanto sarebbe emerso da una conversazione nell’esercito russo intercettata dall’intelligence di Kiev. Lo riporta l’agenzia ucraina Unian. “I russi subiscono perdite schiaccianti nella guerra, ma continuano a riferire al Cremlino dei loro ‘successi’“, ha affermato il Servizio di sicurezza dell’Ucraina in un post su Telegram. “Ad esempio i russi hanno segnalato la presa del villaggio di Dovhenke, nella regione di Kharkiv, a fine aprile, sebbene il villaggio sia sotto il controllo degli ucraini, e siano ancora in corso combattimenti nell’area”, ha aggiunto l’intelligence.

h.17.06 | Moldavia: ex presidente filo-russo Dodon ai domiciliari

Una Corte di Chisinau ha disposto oggi gli arresti domiciliari per la durata di 30 giorni per l’ex presidente filo-russo Igor Dodon nell’ambito di un’inchiesta per corruzione e tradimento aperta nei suoi confronti dalla Procura anti-corruzione. La Corte ha respinto la richiesta della Procura di trasferire in carcere Dodon, che il 24 maggio era stato sottoposto a fermo giudiziario. Lo riferiscono le agenzie russe.

h.17.10 | Lukashenko crea comando militare da inviare al confine Sud

Il presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko ha annunciato la creazione di un nuovo comando militare da inviare nel sud del Paese, al confine con l’Ucraina. In un discorso video Lukashenko ha spiegato che verranno schierate truppe per operazioni speciali in tre aree vicino al confine meridionale con l’Ucraina. Inoltre, per rafforzare le difese della Bielorussia, si farà ricorso all’uso di missili di fabbricazione russa ha spiegato Lukashenko. Oggi l’avvio delle esercitazioni militari a sessanta chilometri dal confine con l’Ucraina. “La Bielorussia dovrà affrontare una pressione economica, politica e anche militare senza precedenti”, ha detto Lukashenko.

h.17.17 | Ucraina: “Non vogliono combattere“, Russia licenzia 115 militari

Un tribunale russo ha confermato il licenziamento di 115 uomini della Guardia nazionale che avevano fatto ricorso contro il loro licenziamento dopo il rifiuto di prendere parte all’operazione speciale militare di Mosca in Ucraina. Il caso sembra essere la prima conferma ufficiale di casi in cui i soldati si oppongono ad unirsi alla campagna militare russa, lanciata il 24 febbraio contro il Paese confinante. Un tribunale militare della repubblica russa della Cabardino-Balcaria ha dichiarato di aver esaminato i “documenti necessari” e di aver interrogato i membri della Guardia nazionale, una forza di sicurezza interna separata dall’esercito russo e che risponde direttamente al presidente. I giudici hanno concluso che gli imputati “si sono arbitrariamente rifiutati di svolgere un incarico ufficiale” e hanno respinto il loro ricorso. L’udienza si è svolta a porte chiuse per evitare di rivelare “segreti militari”, ha aggiunto la corte.

 h.17.26 | Sindaco di Kharkiv: “Situazione complicata oggi, attacchi continui”

Oggi in città la situazione è complicata: “il nemico continua ad attaccare e ci sono feriti e anche morti“. Lo dice il sindaco di Kharkiv Igor Terekhov in un video in cui esorta i cittadini “a rimanere nei luoghi sicuri come rifugi o scantinati o nella metropolitana. Siate prudenti, proteggete voi stessi e la vostra vita“.

h.17.45 | Telefonata Putin-Draghi: “Pronti a sbloccare crisi grano se revocate sanzioni“

Il presidente russo Vladimir Putin, in una telefonata con il premier Mario Draghi, ha affermato che la Russia è pronta ad aiutare a superare la crisi alimentare attraverso l’esportazione di cereali e fertilizzanti, in cambio della revoca delle sanzioni. Lo riferisce il Cremlino, citato dalla Tass. Durante il colloquio, Putin ha confermato che la Russia ha intenzione di garantire una fornitura ininterrotta di gas a prezzi fissati nei contratti all’Italia. Nella telefonata Putin ha detto che Mosca sta facendo “sforzi per garantire una navigazione sicura nel Mar d’Azov e nel Mar Nero”, affermando che è l’Ucraina ad “ostacolare” l’apertura di corridoi umanitari per la partenza “di navi civili” cariche di grano. Il presidente russo ha poi informato Draghi sui negoziati “sospesi da Kiev” e ha riferito che sta lavorando per “stabilire una vita pacifica nelle città ‘liberate’ del Donbass”.

h.18.00 | Kadyrov: “Se arriva l’ordine prendiamo la Polonia“

Ramzan Kadyrov, leader ceceno e alleato del presidente russo Vladimir Putin, si è detto pronto ad attaccare la Polonia. In un video condiviso su Twitter dal giornalista della Bbc Francis Scarr, Kadyrov afferma che “la questione dell’Ucraina è chiusa” e che è “interessato alla Polonia”. “Dopo l’Ucraina, se ci viene dato l’ordine, in sei secondi vi mostreremo di cosa siamo capaci”, ha detto Kadyrov.

h.18.12 | Russia, navi straniere possono lasciare porto di Mariupol

Le navi straniere possono ora lasciare il porto di Mariupol, che è stato messo in sicurezza, ma “le leadership dei Paesi dei proprietari delle navi non hanno ancora ancora preso le misure necessarie per la loro evacuazione”. Lo afferma il ministero della Difesa russo, citato dalla Tass. Le navi bloccate sono 6 cargo di Bulgaria, Turchia, Repubblica Dominicana, Panama, Liberia e Giamaica, aggiunge Mosca.

h.18.24 | Ucraina: 7 civili morti in bombardamenti russi a Kharkiv

Sono almeno sette i civili rimasti uccisi e 17 i feriti a causa del bombardamento delle forze russe contro la città di Kharkiv. Lo denunciano in nuovo bilancio le autorità locali. Il governatore di Kharkiv, Oleg Synegubov, ha confermato attacchi contro diversi quartieri della città, accusando la Russia di voler “terrorizzare” la popolazione locale, come ha riportato l’agenzia Unian.

h.18.38 | Russia: “È stato Draghi a chiamare Putin”

È stato il presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, a telefonare al presidente russo, Vladimir Putin. Lo riferisce il Cremlino.

h.18.48 | Russia: “Completato sminamento del porto di Mariupol, ma le 6 navi non si sono ancora ritirate“

Il capo del Centro di controllo della difesa nazionale russo, Mikhail Mizintsev, ha lamentato che sei navi straniere non stanno lasciando Mariupol nonostante l’esercito russo abbia rimosso le mine nell’area portuale. “Nonostante le condizioni create dalla Russia per l’uscita in sicurezza di sei navi da carico straniere precedentemente bloccate dall’Ucraina – Tsarevna (Bulgaria), Azburg (Repubblica Dominicana), Smarta (Liberia), Blue Star (Panama), Azov Concord (Turchia), Lady Augusta (Giamaica) – dalle acque di Mariupol, gli armatori non hanno ancora preso misure per ritirare queste navi”, ha detto il generale Mizintsev. “Chiediamo alle missioni diplomatiche di Bulgaria, Repubblica Dominicana, Liberia, Panama, Turchia, Giamaica e all’Organizzazione marittima internazionale di esercitare un’influenza efficace sugli armatori delle navi nel porto di Mariupol perchè le ritirino“, ha aggiunto Mizintsev.

h.18.54 | Telefonata Putin-Draghi, primo contatto dal 30 marzo

Il colloquio telefonico di oggi tra Mario Draghi e Vladimir Putin, su iniziativa del premier italiano, come sottolineato dal Cremlino, è il primo contatto con il presidente russo dal 30 marzo scorso. “La chiamo per parlare di pace”, esordì Draghi nella telefonata, secondo quanto da lui stesso rivelato. Dopo di allora i rapporti si erano interrotti, con il premier italiano ma anche con gli altri leader europei, in seguito alla scoperta del massacro di Bucha.

h.18.57 | Ucraina: “A Mariupol, Russia cancella vacanza scuola”

A Mariupol, le vacanze scolastiche estive sono state cancellate per consentire agli alunni di studiare il russo e mettersi al pari con il curriculum scolastico russo. Lo ha reso noto sui social media una fonte ucraina, Petro Andryushchenko, consigliere del sindaco della città portuale sul mare di Azov, prima che passasse in mano russa. “Per tutta l’estate, i bambini dovranno studiare lingua, letteratura e storia russa, nonchè lezioni di matematica in russo”. Non ci sono conferme dell’annuncio da parte russa.

h.19.16 | Russia, armi all’Ucraina dall’Occidente: “Rischio di escalation”

Il ministro degli Esteri russo ha avvertito l’Occidente che fonrire all’Ucraina armi in grado di colpire il territorio russo potrebbe portare a un’escalation inaccettabile. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Ria.

h.19.22 | Presidente della Transnistria scioglie il governo

Il presidente della Transnistria, Vadim Krasnoselsky, ha sciolto il governo dell’autoproclamata Repubblica. Lo riporta la Tass. Il Parlamento si riunirà domani per una sessione di emergenza durante la quale esaminerà la candidatura di Alexander Rosenberg, indicato da Krasnoselsky, come nuovo primo ministro.

h.19.31 | Ucraina: la Russia ha occupato il 95% regione Lugansk

Le truppe ucraine nella regione orientale di Lugansk stanno subendo continui bombardamenti da parte dei russi che hanno stabilito il controllo su circa il 95% del territorio: lo ha riferito il governatore ucraino, Serhiy Haiday, sul suo canale Telegram. La Russia la scorsa settimana aveva occupato circa il 90% dell’Oblast di Lugansk.

h.19.43 | Pushilin: “Non tutti i soldati in Azovstal si sono arresi, ma non rappresentano una minaccia“

Non tutti i soldati ucraini del battaglione Azov asserragliati nelle acciaierie Azovstal “si sono arresi alle forze russe. Alcuni erano nascosti e sono stati catturati”. Anche per questo “non si può escludere al cento per cento che ce ne siano ancora nascosti” nell’impianto di Mariupol, ma “in ogni caso non rappresentano una minaccia”. Lo ha dichiarato all’agenzia di stampa Ria Novosti Denis Pushilin, leader della Repubblica popolare separatista di Donetsk. Verranno condotti controlli nell’acciaieria, ha spiegato, per verificare la presenza di militari ucraini.

h.19.47 | Draghi, Putin ha detto che continuerà a fornirci gas

“Putin ha detto che continuerà a fornire il gas all’Italia. Non ho risposto, ma questa è la situazione attuale di tutti i Paesi a parte quelli attaccati come la Finlandia“. Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa. “C’è stata effettivamente una disponibilità” da parte di Vladimir Putin “a procedere in questa direzione. Per cui io ho terminato dicendo che dovrò chiamare il presidente Zelensky e vedere se c’è un’analoga disponibilità a procedere in questa direzione“, ha detto Draghi a proposito della richiesta di sbloccare i porti sul Mar Nero per il grano.

h.19.50 | Medvedev, condizioni di Zelensky su tregua sono impossibili

Le condizioni poste dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky sulla tregua sono impossibili da realizzare in linea di principio. Lo dice il vice presidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitri Medvedev, citato dall’agenzia russa Tass.

h.20.01 | Premier Finlandia: “Rapporti con Russia non saranno più come prima“

La guerra in Ucraina rappresenta “un punto di svolta“, tanto che “i rapporti con la Russia non potranno più essere come prima“. Lo ha dichiarato la premier finlandese Sanna Marin, oggi in visita a Kiev. “Noi, come Finlandia, sosteniamo tutte le azioni della Corte penale internazionale per indagare sui crimini, raccogliere prove per procedimenti futuri e condannare la Russia”, ha detto Marin dopo aver incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Quello che ha fatto la Russia è un punto di svolta per l’intera famiglia europea e il mondo intero”, ha aggiunto sottolineando che “non è possibile tornare ai rapporti che c’erano prima” della guerra.

h.20.04 | Kuleba a Baerbock: “Servono armi pesanti, nel Donbass situazione difficile“

È “una situazione difficile quella del Donbass“, tanto che le forze ucraine “hanno bisogno di più armi pesanti il prima possibile“. Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba nel corso di un colloquio telefonico con la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock.”Ho parlato con la mia controparte tedesca Baerbock e l’ho informata sulla difficile situazione nel Donbass. Abbiamo bisogno di più armi pesanti e che vengano consegnate il prima possibile per respingere gli attacchi russi“, ha scritto Kuleba su Twitter citando la necessità di ricevere in particolare lanciarazzi Mlrs. Nel colloquio si è “anche discusso di ulteriori sanzioni contro la Russia e dello status di paese candidato all’Ue dell’Ucraina”.

h.21.56 | Mosca: “Ampliato corridoio per uscita navi straniere”

È stato allargato il corridoio umanitario per l’uscita delle navi straniere dai porti ucraini del Mar Nero: lo ha reso noto il ministero della Difesa russo.La responsabilità per l’uscita sicura delle navi dai porti ucraini e il loro passaggio è a carico dell’Ucraina, ha aggiunto il ministero.

h.22.03 |  Mosca: “Truppe in centrale Zaporizhzhia per motivi sicurezza“

Le truppe russe sono entrate e hanno occupato la centrale di Zaporizhzhya, in Ucraina, per salvaguardare il combustibile nucleare e gli altri materiali dell’impianto. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, in una dichiarazione pubblicata sul sito del ministero: “Ribadiamo ancora una volta che la messa sotto protezione da parte dei militari russi dell’impianto di Zaporizhzhia è stata giustificata per prevenire una fuoriuscita di materiali nucleari e radioattivi”.

h.22.22 | Casa Bianca, Russia rischia default, impatto su economie sarà minimo

Dopo gli ultimi provvedimenti assunti dagli Stati Uniti, la Russia rischia il “default”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, aggiungendo che Washington si aspetta un “impatto minimo” sull’economia Usa e sulle economie mondiali.

h.22.34 | Zelensky parlerà domani alla Standford University In collegamento video

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky parlerà domani in collegamento video con la Stanford University. Lo rivela un tweet di un professore della scuola, Michael McFaul, ex ambasciatore degli Stati Uniti in Russia. “In un momento cruciale nella storia dell’Ucraina, sono onorato di ospitare domani Zelensky a Stanford”.

h.22.37 | Sale bilancio raid a Kharkiv, 8 morti tra cui bimbo

Il numero totale delle persone uccise negli attacchi odierni nella città nord-orientale di Kharkiv è salito a otto, incluso un bambino di 5 mesi. Lo ha dichiarato su Facebook il capo della polizia nazionale Ihor Klymenko. Altri quattro civili sono stati uccisi nella regione orientale di Donetsk, ha aggiunto il governatore regionale. E due sono morti nella regione meridionale di Mykolayiv, dove le infrastrutture civili, inclusi un negozio e edifici residenziali, sono state danneggiate dai bombardamenti russi, ha affermato il comando militare regionale.

 h.23.34 | Lavrov, piani Nato per dominare mondo falliranno

I tentativi della Nato di diventare “un’alleanza globale che cerca il dominio militare sul mondo” sono destinati a fallire. Lo ha dichiarato, riporta Tass, il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, a proposito dei piani di riforma dell’Alleanza Atlantica. “Sembra che nessuno abbia nemmeno intenzione di riformare la Nato. Stanno pianificando di trasformare questa ‘unione difensiva’ in un’alleanza globale che cerca il dominio militare in tutto il mondo. Questo è un percorso pericoloso. Certamente, è destinato a fallire“, ha detto Lavrov in un’intervista a RT Arabic.

h.23.44 | Consigliere ministro agricoltura ucraino: “Il nostro grano rubato dai russi è in Siria”

‘Secondo i nostri calcoli, i russi hanno rubato dalle 400 mila alle 600 mila tonnellate di grano. Hanno provato ad esportare questo grano da Sebastopoli, dai porti della Crimea all’Egitto, ma l’Egitto ha rifiutato. E le navi, secondo le nostre informazioni, hanno fatto rotta verso la Siria”. Lo ha denunciato il consigliere del Ministro dell’Agricoltura ucraina, Markiyan Dmytrasevych, al Tg2000, il telegiornale di Tv2000. “Il grano stoccato nei territori occupati, parliamo di grano ad uso interno per noi ucraini, – ha sottolineato Dmytrasevych al microfono dell’inviato del Tg2000, Vito D’Ettorre – è di circa 1.4 milioni di tonnellate“.

Cnn: «Biden pronto a inviare missili a lungo raggio a Kiev». di Francesco Battistini, Andrea Marinelli, Guido Olimpio, Marta Serafini, Paolo Foschi su Il Corriere della Sera il 27 Maggio 2022.

Le notizie di venerdì 27 maggio sulla guerra, in diretta: secondo gli analisti la Russia avanza ancora nel Donbass. Draghi: non vedo spiragli di pace. 

• La guerra in Ucraina è arrivata al 93esimo giorno: qui lo speciale sui tre mesi di conflitto.

• Mosca stringe la morsa su Severodonetsk. L’esercito russo continua a martellare con l’artiglieria ed «è al momento in vantaggio» nella regione di Lugansk, come ha riconosciuto il generale ucraino Oleksiy Gromov. Zelensky ha parlato di nuovo di genocidio, mentre gli Usa, secondo quanto riferito dalla Cnn, si preparano a inviare a Kiev i missili a lungo raggio che potrebbero permettere all’Ucraina di arrestate la lenta ma inesorabile avanzata russa nel Donbass.

• Telefonata tra Putin e Draghi sulla crisi ucraina. Il premier: «Iniziativa che ho sentito il dovere di prendere, la crisi alimentare che si sta avvicinando avrà proporzioni gigantesche e conseguenze terribili. Parlerò con Zelensky». Ma il Cremlino replica: «È Kiev che blocca i porti, pronti a collaborare ma prima via le sanzioni». Mosca rassicura l’Italia sul gas: «Continueremo a garantire forniture ininterrotte ai prezzi fissati nei contratti».

• Il ministro degli Esteri russo ammonisce l’Occidente: «Guai a fornire armi che colpiscano la Russia, sarebbe un passo verso una escalation». E boccia il piano di pace italiano, «non è serio».

• Ramzan Kadyrov, leader ceceno e alleato del presidente russo Vladimir Putin, si è detto pronto ad attaccare la Polonia.

• La procuratrice capo dell’Ucraina Iryna Venediktova ha detto alla Bbc che sta indagando su quasi 14.000 casi di presunti crimini di guerra da parte delle forze russe.

Ore 05:44 - Severodonetsk, il sindaco: 1500 morti, 60% degli edifici distrutto

Sono almeno 1500 i morti nella città ucraina di Severodonetsk , nell’est del Paese, al centro di pesanti bombardamenti dei russi da settimane. Inoltre il 60% degli edifici è stato distrutto. Lo ha riferito il sindaco Oleksandr Stryuk. Severodonetsk è l’unica città del Luhansk, nelDonbass, ancora sotto il controllo ucraino.

Ore 05:47 - Artem, Mosha e Oleg: la morte dei pugili eroi

L’ultimo combattimento era stato fissato il 12 marzo. «Boxing Show» nella Freedom Hall, ore 17, ingresso 15 euro. Ma quel pomeriggio, diciassettesimo giorno di guerra, non si presentò mai nessuno, nemmeno il custode che doveva aprire i tornelli. Allo SpartaBox non aprirono neanche la palestra per il riscaldamento. Gli spogliatoi vuoti. Le corde immobili. I tabelloni elettronici spenti. Le poltroncine deserte. I pugili erano andati tutti al fronte. «È l’ora di far vedere che combattenti siamo», avevano detto in tv i fratelli boxeur Vitalij e Volodymyr Klitschko, l’uno sindaco e l’altro suo motivatore, e il gong s’era sentito forte: via i guantoni, campioni e bidoni, tutti in trincea. Non c’era stato il tempo di dir fuori i secondi: chi era tornato dall’estero e chi aveva mollato borse di milioni, chi s’era arruolato con Azov e chi nella polizia, l’importante era solo partire e menare duro i russi, se possibile, e volteggiare come una farfalla e pungere come una vespa, secondo l’insegnamento di Cassius Clay. «I nostri atleti hanno dato un grandissimo esempio», si commuove Serhii Tishchenko, una vita da allenatore a bordo ring, adesso presidente della Federboxe ucraina: «Finora ne eravamo orgogliosi. Adesso, li consideriamo i nostri eroi celesti». (Qui l’articolo completo dell'inviato Francesco Battistini)

Ore 05:49 - Non solo droni,ucraini usano anche le ebike contro i tank

Nella guerra tra Russia e Ucraina non ci sono solo armi avveniristiche, droni per tracciamenti crittografati e super blindati. Compaiono anche le biciclette elettriche. Possono sembrare fuori luogo all’interno di un conflitto odierno eppure anche questo mezzo così vetusto (ma così nuovo) ha ritrovato la sua ragion d’essere: è silenzioso e non viene rilevato dai russi. A rivelare il successo delle ebike in guerrra è Eleek, produttore ucraino che nota come i suoi mezzi siano sempre più richiesti dalle truppe. I vantaggi dopotutto sono parecchi. Permettono di coprire grandi distanze, intorno ai 150 chilometri, e di percorrere sentieri inaccessibili ad altri mezzi a motore. Possono quindi condurre attacchi di sottecchi, magari a opera di cecchini e consentono ricognizioni che passano inosservate (e inudite). Il propulsore elettrico infatti non è solo silenzioso ma non emette calore annullando di fatto i sistemi di rilevazione termici usati dai russi per scovare i mezzi a motore.

Ore 06:09 - Cnn: Biden pronto a inviare missili a lungo raggio a Kiev

L’amministrazione Biden si sta preparando a inviare all’Ucraina armi più potenti nell’ambito di un nuovo pacchetto la prossima settimana. Lo riferiscono fonti dell’amministrazione alla Cnn. Si tratterebbe in particolare di sistemi di missili a lungo raggio, Multiple Launch Rocket System o MLRS, che da tempo sta chiedendo Volodymyr Zelensky. Le armi, prodotte negli Stati Uniti, possono sparare una raffica di razzi per centinaia di chilometri, molto più lontano di qualsiasi altro sistema già presente in Ucraina, e secondo Kiev potrebbe essere il punto di svolta nella loro guerra contro la Russia. La notizia arriva n un momento di grossa difficoltà per le truppe ucraine, sottoposte a pressanti bombardamenti nel Donbass. Un altro sistema richiesto dall’Ucraina è il High Mobility Artillery Rocket System o HIMARS, più leggero dell’Mlrs ma in grado di sparare lo stesso tipo di munizioni. Finora Biden aveva evitato di inviare questi sistemi per timore che l’Ucraina potesse utilizzarli per attaccare all’interno del territorio russo con la conseguenza di una reazione da parte di Mosca. (Qui il punto di Andrea Marinelli e Guido Olimpio sulla situazione militare)

Ore 06:11 - Zelensky: la Russia nel Donbass sta compiendo un genocidio

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di compiere un «genocidio» nel Donbass. La Russia sta praticando la «deportazione» e «l’uccisione di massa di civili» nel Donbass, ha detto Zelensky nel suo discorso video quotidiano precisando che «tutto questo (...) è un’evidente politica di genocidio portata avanti dalla Russia».

Ore 06:12 - Assemblea Oms condanna l’aggressione militare russa

I Paesi membri dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) hanno adottato giovedì una risoluzione presentata dall’Ucraina che condanna «nei termini più forti l’aggressione militare della Russia e in particolare gli attacchi ai servizi sanitari. Il testo, invece, adottato con 88 voti, 12 contrari e 53 astenuti, non prevede sanzioni concrete nei confronti della Russia all’interno dell’Oms. Gli attacchi alle strutture sanitarie sono anche al centro delle indagini da parte della procura generale di Kiev su presunti crimini di guerra.

Ore 06:14 - Casa Bianca: la Russia rischia il default

Le misure assunte dagli Stati Uniti contro la Russia in risposta all’invasione dell’Ucraina potrebbero provocare il «default dell’economia russa». Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, in un briefing con la stampa sottolineando che, invece, l’impatto sull’economia Usa e quelle del resto del mondo sarà «minimo». Il 25 maggio gli Usa hanno fatto scattare una nuova stretta alle modalità di restituzione del debito russo attraverso i circuiti internazionali.

Ore 06:15 - Washington: Putin usa il cibo come arma

A Washington, il portavoce del Pentagono John Kirby ha accusato la Russia di «usare il cibo come arma. E ovviamente stiamo discutendo con i nostri partner internazionali e alleati su come rispondere al meglio a tutto questo». Il presidente russo Vladimir Putin ha invece assicurato che le accuse occidentali secondo cui Mosca, dalla sua offensiva in Ucraina, blocca le esportazioni di grano ucraine sono «infondate». Il leader del Cremlino si è detto oggi pronto ad aiutare «a superare la crisi alimentare». La questione è stata trattata anche nel colloquio telefonico di giovedì fra Putin e Mario Draghi, come riferito da Marco Galluzzo sul Corriere.

"Pesanti perdite tra forze di élite russe": la rivelazione che preoccupa Mosca. Federico Giuliani e Mauro Indelicato il 26 Maggio 2022 su Il Giornale.

L'esercito russo continua ad avanzare nel Donbass. Mosca sta intensificando gli sforzi per prendere il pieno controllo delle regioni di Lugansk e Donetsk. Pioggia di bombe su Severodonetsk.

Nelle ultime ore sono andati in scena feroci combattimenti intorno a Severodonetsk, nell'Ucraina orientale. La città industriale è strategicamente importante: una volta conquistata, Mosca potrebbe controllare Lugansk, uno dei grandi obiettivi prefissati da Vladimir Putin. Ed è proprio per questo motivo che i bombardamenti russi nell'intera area sono aumentati in maniera esponeniziale. Secondo le autorità ucraine la prossima settimana sarà decisiva per capire l'esito dell'offensiva nemica: "Se le forze del Cremlino non riusciranno a conquistare Seveerodonetsk entro sabato o domenica, allora esauriranno le energie e la situazione si stabilizzerà".

Difficile, tuttavia, capire se e quanto potrà resistere Kiev nel Donbass. Anche perché nel frattempo il ministero della Difesa ucraino ha fatto sapere che l'esercito russo sta "conducendo un'intensa offensiva" sulla città chiave di Lyman, nella vicina regione di Donetsk. Ricordiamo che Lyman è un importante snodo ferroviario nazionale, e che se i russi dovessero consolidare il loro controllo lì, la vicina città di Sloviansk diventerebbe più vulnerabile agli attacchi dell'artiglieria di Mosca. Non solo: le truppe ucraine a sud-est della città rischierebbero di essere accerchiate e quindi spazzate via.

Lontano dal campo di battaglia, intanto, c'è da segnalare il duro attacco verbale sferrato da Volodymyr Zelensky ai danni dell'ex segretario di Stato Henry Kissinger. Quest'ultimo aveva aveva ipotizzato possibili concessioni territoriali di Kiev per ottenere una tregua con Mosca. Ebbene, il presidente ucraino ha affermato che Kissinger "è una figura che emerge da un passato lontano per affermare che un pezzo di Ucraina dovrebbe essere ceduto alla Russia". "Il suo calendario non segna il 2022, ma è fermo al 1938", ha quindi aggiunto lo stesso Zelensky, che nello stesso discorso è tornato a chiedere agli alleati occidentali pieno sostegno nella fornitura di armi. "Le forze armate ucraine, la nostra intelligence e tutti coloro che difendono lo Stato si oppongono all'offensiva estremamente brutale delle truppe russe nell'est. In alcuni luoghi, il nemico supera di gran lunga l'equipaggiamento e il numero dei nostri soldati", ha infine ammesso il capo di Stato ucraino.

Ore 5:46 | Zelensky attacca Kissinger: "Suo calendario fermo al 1938"

"Le forze armate ucraine, la nostra intelligence e tutti coloro che difendono lo Stato si oppongono all'offensiva estremamente brutale delle truppe russe nell'est. In alcuni luoghi, il nemico supera di gran lunga l'equipaggiamento e il numero dei nostri soldati". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo consueto discorso video serale alla nazione, che è tornato a chiedere agli alleati occidentali pieno sostegno nella fornitura di armi. "Sono grato a tutti coloro che ne hanno parlato, anche a Davos, e a chi ne parla sui media e nelle capitali dei principali Paesi, nonostante le pressioni di tutti coloro che sono rimasti bloccati nel XX secolo, quando gli interessi dei popoli venivano spesso barattati nel tentativo di soddisfare gli appetiti dei dittatori", ha aggiunto, citato da Ukrinform, riferendosi in particolare all'ex segretario di Stato americano Henry Kissinger, che aveva ipotizzato possibili concessioni territoriali di Kiev per ottenere una tregua con Mosca.

Ore 6:32 | Feroci combattimenti intorno a Severodonetsk

I bombardamenti russi sulla città industriale di Severodonetsk - la chiave per controllare Lugansk - sono aumentati in maniera esponenziale, mentre le truppe russe si stanno trasferendo in quest'area per conquistare la regione "ad ogni costo". Lo ha affermato la Cnn citando un alto funzionario ucraino. "La prossima settimana sarà importante. Se i russi non riusciranno a conquistare Severodonetsk entro sabato o domenica, allora esauriranno le energie e la situazione potrebbe stabilizzarsi", ha invece dichiarato Serhiy Haidai, capo dell'amministrazione militare di Lugansk.

Ore 7:01 | Attacchi russi nella regione di Donetsk: pressing sulla città di Lyman

Il ministero della Difesa ucraino ha fatto sapere che le forze russe stanno "conducendo un'intensa offensiva" sulla città chiave di Lyman, nella regione di Donetsk. Lyman è un importante snodo ferroviario. Se i russi dovessero consolidare il loro controllo in quell'area, allora la vicina città di Sloviansk diventerebbe più vulnerabile agli attacchi dell'artiglieria del Cremlino mentre le truppe ucraine a sud-est della città rischierebbero di essere accerchiate.

Ore 7:43 | Intelligence Gb: "Pesanti perdite tra forze èlite russe"

L'esercito russo sta registrando perdite significative in molte delle sue unità d'èlite. Le forze aviotrasportate sono state pesantemente coinvolte in diverse operazioni fallimentari dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina. Lo riferisce l'intelligence britannica nel suo ultimo aggiornamento, ricordando il tentativo, fallito, di avanzare su Kiev attraverso l'aeroporto di Hostomel a marzo, lo stallo, da aprile, dell'offensiva a Izyum da aprile e le recenti e costose traversate fallite del fiume Siverskyi Donets. Le forze aviotrasportate sono composte da circa 45.000 uomini, principalmente soldati professionisti a contratto. Sono state impiegate in missioni più adatte alla fanteria corazzata più pesante e ha subito pesanti perdite durante la campagna, che probabilmente riflette una cattiva gestione strategica di questa capacità e l'incapacità della Russia di garantire la superiorità aerea.

Ore 7:57 | Stato Maggiore Ucraino: "Mosca attacca 40 città nel Donbass, 5 morti"

La Russia ha attaccato 40 città nelle regioni di Donetsk e Lugansk, cinque le vittime civili e 12 i feriti: "I nemici hanno sparato contro più di 40 città nelle regioni di Donetsk e Lugansk, distruggendo o danneggiando 47 siti civili, tra cui 38 case e una scuola. A causa di questi bombardamenti cinque civili sono morti e 12 sono stati feriti", scrive su Facebook lo Stato Maggiore delle Forze armate dell'Ucraina, citato dalla Bbc.

Ore 8:11 | Autorità Zaporizhzhia: "Kiev ha perso per sempre l'accesso al Mar d'Azov"

L'Ucraina ha perso per sempre l'accesso al Mar d'Azov, dal momento che le regioni di Zaporizhzhia e Kherson non torneranno mai più sotto il controllo del "regime" di Kiev. Lo ha dichiarato questa mattina il membro del consiglio principale dell'amministrazione militare-civile della regione di Zaporizhzhia, Vladimir Rogov, all'agenzia di stampa "Ria Novosti". "Il Mar d'Azov è stato perso per sempre dall'Ucraina. I porti nelle regioni di Zaporizhzhia e Kherson non saranno mai più ucraini. Sono sicuro che dopo la riunificazione delle nostre regioni con la Russia, il Mar d'Azov sarà di nuovo, come in passato, un mare interno della Federazione Russa", ha affermato Rogov.

Ore 8:26 | Massicci bombardamenti russi sulla città di Slavyansk

L'offensiva dell'esercito russo con massicci bombardamenti è ripresa sulla città orientale di Slavyansk, riferisce lo Stato maggiore ucraino su Facebook, riportato da Ukrinform. "Nella direzione di Donetsk, gli attacchi delle truppe russe sono concentrati sulla presa del pieno controllo di Lyman e sul miglioramento della strategia vicino a Severodonetsk e Avdiivka. Il nemico ha usato artiglieria e aerei da combattimento nelle posizioni delle nostre unità e nelle infrastrutture civili della regione ", si legge nel rapporto del mattino. Lo Stato maggiore spiega che le truppe della Federazione continuano l'offensiva senza sosta nella zona orientale e continuano a lanciare missili e attacchi aerei sulle infrastrutture. A nord, Mosca sta adottando misure per coprire il confine ucraino-russo nelle regioni di Bryansk e Kursk e per impedire il trasferimento delle forze armate ucraine in altre aree.

Ore 8:58 | Milizie Lugansk: "Quasi 8 mila militari ucraini prigionieri nel Donbass"

Sono quasi ottomila i militari ucraini tenuti prigionieri nel territorio delle repubbliche popolari di Luhansk e Donetsk. Lo ha affermato questa mattina l'ambasciatore della repubblica popolare di Lugansk in Russia, Rodion Miroshnik, al canale YouTube "Soloviev Live". "Ci sono molti prigionieri. Certo, ce ne sono di più sul territorio della repubblica popolare di Donetsk, ma ne abbiamo anche noi abbastanza, e ora la cifra totale è di circa ottomila. Sono molti e se ne aggiungono letteralmente centinaia ogni giorno", ha sostenuto Miroshnik.

Ore 9:17 | Milizie Donetsk: "Siamo entrati in regioni di Kherson, Zaporizhzhia e Kharkiv"

Le unità di riserva delle milizie della repubblica popolare di Donetsk sono entrate nelle regioni ucraine di Kherson, Zaporizhzhia e Kharkiv per "proteggere il Donbass". Lo ha affermato il leader della repubblica popolare, Denis Pushilin, in un'intervista pubblicata questa mattina dall'agenzia di stampa Ria Novosti.

Ore 9:48 | Russi usano proiettili incendiari a Maryinka

Nelle ultime 24 ore l'esercito russo ha usato proiettili incendiari a Maryinka, nella regione di Donetsk. Lo riferisce l'amministrazione militare regionale nel report della mattina citato da Ukrinform.

Ore 10:21 | Kiev: "Lugansk non è ancora tagliato fuori"

"Il Lugansk non è stato tagliato fuori": lo ha dichiarato il capo dell'amministrazione militare della regione, Serhiy Gaidai, smentendo alla Bbc l'isolamento completo della regione da parte dei russi. I combattimenti, ammette Gaidai, hanno raggiunto la periferia della grande città di Severodonetsk. "Se catturano la strada per Bakhmut, la città potrebbe essere circondata", ha aggiunto. Lo stesso Gaidai ha quindi dichiarato che la strada per il sud-ovest di Severodonetsk è stata sottoposta a fuoco ma che gli aiuti umanitari continuano a passare. Le cose andrebbero molto peggio per Severodonetsk, bombardata 24 ore al giorno e quasi sotto scacco delle forze russe, abbastanza vicine tanto da usare colpi di mortaio, artiglieria e bombardamenti aerei.

Ore 10:55 | Sindaco Kiev: "I russi non hanno rinunciato alla capitale"

"La Russia spera ancora di prendere il controllo della capitale ucraina". Sono queste le preoccupanti dichiarazioni che il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha rilasciato al forum economico mondiale di Davos. "Non è un segreto che la priorità della Russia sia occupare l'intero Paese e l'obiettivo principale di Mosca è ancora la capitale dell'Ucraina, il cuore del Paese", ha affermato. "È chiaro che non si tratta di un'operazione militare speciale, come sostiene la Russia. E' il genocidio del popolo ucraino con bambini, donne e anziani uccisi", ha quindi aggiunto il sindaco.

Ore 11:30 | L'allarme di Kiev: "Mosca potrebbe attaccare navi civili con corazzata ucraina"

Le unità russe potrebbero bombardare navi civili straniere utilizzando una piccola nave d'artiglieria corazzata della Marina ucraina catturata nelle acque della città portuale di Berdyansk all'inizio dell'invasione. Lo scrivono le forze operative Sud di Kiev citate da Ukrainska Pravda. "È probabile che il nemico cercherà di utilizzare una nave del genere, anche sotto bandiera ucraina, nelle sue provocazioni con il bombardamento di navi civili straniere, e forse le aree costiere dell'Ucraina e di altri Paesi nella regione del Mar Nero", affermano le forze ucraine.

Ore 11:51 | A Lysychansk civili seppelliti in fosse comuni

La polizia della città sud-orientale di Lysychansk è costretta a seppellire i corpi dei civili in fosse comuni a causa delle ostilità in corso, circa 150 persone sono state sepolte in una tomba unica. Lo ha reso noto il capo militare regionale del Lugansk Sergiy Gaidai, citato dalla Bbc. Gaidai ha spiegato che le famiglie delle persone sepolte nelle fosse comuni potranno effettuare una nuova sepoltura dopo la guerra, la polizia sta rilasciando documenti che consentono di ottenere certificati di morte per i propri cari.

Ore 11:58 | Nato: "Impossibile dire quando finirà la guerra"

"Nessuno può dire con certezza quando e come finirà questa guerra": lo ha detto il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, secondo quanto riporta il Kiev Independent. Il numero uno dell'Alleanza ha invitato i Paesi membri a sostenere ulteriormente l'Ucraina nella "guerra di logoramento" della Russia, fornendo armi ma allo stesso tempo prevenendo una escalation del conflitto per evitare che Mosca veda la Nato come un organismo belligerante.

Ore 12:04 | Premier Finlandia Sanna Marin in visita a Irpin

Il primo ministro finlandese Sanna Marin ha visitato Irpin. Lo riferisce Unian pubblicando le foto della visita. "Abbiamo mostrato le conseguenze della pace russa lasciata dagli occupanti e discusso la questione dell'assistenza nella ricostruzione della nostra città", ha detto la segretaria del consiglio comunale Angela Makeyeva ringraziando la Finlandia per la sua posizione sull'integrità territoriale dell'Ucraina, l'imposizione di severe sanzioni contro la Russia e il supporto e l'assistenza militari.

Ore 12:21 | Continua l'assedio di Severodonetsk: distrutto il 90% della città

Severodonetsk, la città ucraina situata nella regione orientale di Luhansk, è sotto "il fuoco costante" dei russi da una settimana e mezza. Lo ha dichiarato il capo dell'amministrazione civile e militare di Sevorodonetsk, Alexander Stryuk, in un'intervista alla radio Nv. Secondo Stryuk, si crede che circa 13mila persone si trovino ancora nella città, molte delle quali nei rifugi. Inoltre, ha precisato, circa il 90% degli edifici della città sono stati danneggiati nei bombardamenti.

Ore 13:00 | Kiev: "Situazione molto difficile, servono armi più potenti"

La situazione sul campo "è molto difficile", per far fronte all'offensiva russa le forze ucraine hanno un "disperato bisogno di armi in grado di colpire il nemico a distanze maggiori": lo ha scritto su Telegram il comandante in capo delle forze armate ucraine, Valeriy Zaluzhnyi, secondo quanto riferisce l'agenzia Ukrinform. "È molto difficile per noi, ma siamo in piedi. Stiamo combattendo per ogni sezione della prima linea, per ogni insediamento. Le armi e le attrezzature occidentali ci aiutano a scacciare il nemico dalla nostra terra. Siamo grati per l'assistenza tecnica internazionale fornita - ha scritto Zaluzhnyi -. Allo stesso tempo, abbiamo un disperato bisogno di armi in grado di colpire il nemico a distanze maggiori. E su questo non devono esserci ritardi, perché il prezzo del ritardo è misurato dalle vite del nostro popolo che ha protetto il mondo dal ruscismo (il fascismo russo, ndr)".

Ore 13:38 | Putin: "Russia sta diventando più forte grazie a sanzioni"

"La Russia sta diventando un pò più forte grazie alle sanzioni". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin parlando ad un forum economico dei paesi dell'ex Urss, come riporta la Tass. Il capo del Cremlino si è quindi indirettamente rivolto agli Stati Uniti, dicendo che nessun "poliziotto globale" sarà in grado di fermare i Paesi che vogliono perseguire una politica indipendente. Putin ha inoltre ricordato che la Russia "è competitiva", "rimane il primo esportatore di grano al mondo" e che "sta diventando un pò più forte grazie alle sanzioni". Dal punto di vista geopolitico le priorità per la Russia sono le relazioni con i "Paesi vicini naturali", ha quindi chiarito il leader russo. Putin ha infine definito "furto" la decisione europea di congelare miliardi di beni degli oligarchi. "Il furto di asset da parte dell'Occidente non porterà a nulla di buono", ha tuonato.

Ore 13:46 | Russia respinge accuse su blocco navi grano e attacca Occidente

Il Cremlino respinge le accuse occidentali secondo cui Mosca ha bloccato le esportazioni di grano ucraine, minacciando una crisi alimentare globale. "Respingiamo categoricamente queste accuse e al contrario accusiamo i paesi occidentali di aver adottato una serie di misure illegali che hanno portato a questo blocco", ha affermato il portavoce russo Dmitry Peskov. I paesi occidentali "devono annullare queste decisioni illegali che ostacolano il trasporto delle navi e l'esportazione di grano", aggiunge, riferendosi alle sanzioni contro Mosca.

Ore 14:09 | Mosca: espulsione media occidentali se YouTube bloccherà briefing settimanali

La portavoce diplomatica russa Maria Zakharova ha minacciato i media e i giornalisti occidentali di espulsione, se la piattaforma YouTube dovesse ancora bloccare i suoi briefing settimanali, come già accaduto. Molti siti e social network, tra cui YouTube, hanno bloccato media e pagine ufficiali russi dopo l'offensiva in Ucraina. Zakharova ha riferito di aver fatto sapere al colosso americano che se bloccherà ancora le sue conferenze stampa settimanali in diretta, "un giornalista o media americano tornerà a casa", secondo l'agenzia TASS. "Un altro stop al briefing e daremo un nome specifico, un media specifico", ha minacciato, prima di aggiungere che la decisione potrebbe riguardare anche altri paesi, visto che YouTube è amministrato da "una signora con passaporto polacco", Susan Wojcicki: "Data la posizione della Polonia, forse non ci limiteremo agli americani", ha detto Zakharova.

Ore 14:30 | Putin: "Sostituite importazioni in settori chiave ma non vogliamo isolarci"

La Russia è riuscita a sostituire le importazioni nei settori chiave per la sovranità del Paese ma "non ha intenzione di disconnettersi dalle tecnologie delle economie avanzate", ha affermato Vladimir Putin, nel suo intervento al Forum economico euroasiatico in cui ha spiegato che "nessuno sarà in grado di separare un Paese come la Russia, stanno cercando di metterci all'angolo, ma è irrealistico, impossibile nel mondo contemporaneo". "Chi cerca di isolare la Russia si fa male da solo", ha concluso il capo del Cremlino.

Ore 14:40 | Kiev: "Segnali di un'escalation russa"

"Ci sono segnali di un'escalation" della Russia. Lo ha detto il viceministro della Difesa ucraino, Ganna Malyar, in una conferenza stampa, avvertendo che i combattimenti hanno raggiunto la massima intensità a est e che ci si aspetta un periodo "estremamente difficile" e "lungo". Il ministro ha poi aggiunto che Mosca sta spostando i missili Iskander a Brest, in Bielorussia, che potrebbero essere essere usati per colpire l'ovest dell'Ucraina.

Ore 14:54 | Colloquio Erdogan-Macron: focus su Finlandia e Svezia in Nato

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha avuto un colloquio telefonico con il presidente francese Emmanuel Macron. Lo riferisce l'agenzia di stampa Anadolu spiegando che durante la conversazione si è parlato della guerra russa in Ucraina e delle richieste di aderire alla Nato presentate dalla Svezia e dalla Finlandia. Nel colloquio si è anche parlato di rapporti bilaterali tra Ankara e Parigi. La presidenza turca ha reso noto che Erdogan ha detto a Macron che il sostegno che Finlandia e Svezia forniscono al Pkk e all'Ypg non è coerente con lo spirito di solidarietà dell'Alleanza Atlantica.

Ore 15:36 | Kiev: "Russi in una posizione di vantaggio a Lugansk"

"La Russia al momento è in vantaggio sulle forze ucraine nell'offensiva nella regione di Luhansk, ma stiamo facendo tutto quello che possiamo". Lo ha dichiarato, in un incontro con i giornalisti a Kiev, il generale ucraino Oleksiy Gromov.

Ore 16:24 | Kharkiv ancora sotto attacco, 5 i morti civili

Sarebbero almeno cinque le vittime dei bombardamenti russi a Kharkiv delle ultime ore. A renderlo noto è stato il consigliere del capo del consiglio regionale di Kahrkiv, Natalia Popova. Feriti anche dieci civili, tra questi anche un bambino.

Ore 16:57 | Blinken: "Il Cremlino non ha raggiunto nemmeno un obiettivo in Ucraina"

"Il presidente Putin non è riuscito a raggiungere uno solo dei suoi obiettivi strategici in Ucraina". Lo ha dichiarato il segretario di Stato degli Stati Uniti, Antony Blinken, nel suo discorso alla George Washington University incentrato sulla strategia del governo di Washington nei confronti della Cina.

Ore 17:00 | Kiev: "Rischio inondazioni a Kherson"

Il comando dello stato maggiore dell'esercito ucraino ha reso noti i propri timori circa la possibilità di inondazioni nella regione e nella città di Kherson legate alle attività dei russi e, in particolare, al loro controllo di una delle dighe più grandi e importanti del sud dell'Ucraina. Lo ha reso noto l'agenzia Ukrinform, secondo cui alcuni testimoni parlano di piccole inondazioni locali già avvenute.

Ore 17:51 | Telefonata tra Mario Draghi e Vladimir Putin

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha tenuto oggi pomeriggio una conversazione telefonica con il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi diffusa in questi minuti. "Il colloquio - si sottolinea nel comunicato - si è incentrato sugli sviluppi della situazione in Ucraina e sugli sforzi per trovare una soluzione condivisa alla crisi alimentare in atto e alle sue gravi ripercussioni sui Paesi più poveri del mondo".

Ore 18:28 | Kadyrov: "Se Mosca lo ordina, noi prendiamo la Polonia"

"La questione dell'Ucraina è chiusa, adesso l'interesse è verso la Polonia". Lo ha detto in un video, riportato dal giornalista della Bbc Francis Scarr, il leader ceceno Ramzan Kadyrov. "Dopo l'Ucraina - ha dichiarato - se ci viene dato l'ordine, in sei secondi vi mostreremo di cosa siamo capaci". Kadyrov ha anche intimato a Varsavia di scusarsi per la vernice contro l'ambasciatore russo.

Ore 18:54 | Cremlino: "Telefonata Putin-Draghi partita su iniziativa italiana"

È stato il presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, a telefonare al presidente russo, Vladimir Putin". Lo ha reso noto il portavoce del Cremlino con una nota ripresa e diramata dalle agenzie di stampa russe.

Ore 19:19 | Kiev accusa i russi di aver cancellato le vacanze estive agli studenti di Mariupol

"A Mariupol, le vacanze scolastiche estive sono state cancellate per consentire agli alunni di studiare il russo e mettersi al pari con il curriculum scolastico russo". Lo ha dichiarato su Telegram il consigliere del sindaco dell'amministrazione ucraina Petro Andryushchenko. "Per tutta l'estate - si legge - i bambini dovranno studiare lingua, letteratura e storia russa, nonchè lezioni di matematica in russo". Non ci sono conferme dell'annuncio da parte russa.

Ore 19:47 | Draghi: "Spiragli di pace? No, non ne ho visti"

In conferenza stampa il presidente del consiglio Mario Draghi, rispondendo a una specifica domanda sul colloquio con Vladimir Putin, ha detto di non aver visto durante la conversazione spiragli di pace. "Non ho visto alcuno spiraglio - ha detto - non ne ho visto nessuno purtroppo".

Ore 20:03 | Sirene di allerta aerea a Kiev e in molte regioni occidentali dell'Ucraina

Le sirene anti aeree sono tornate a risuonare pochi minuti fa nella capitale ucraina e nell'area attorno la metropoli. Lo segnalano i servizi di emergenza nazionale sui canali Telegram. Allarmi attivati anche negli oblast di Chernihiv, Sumy, Zhytomyr, Leopoli, Lutsk, Ivano-Frankivsk e Transcarpazia.

Ore 20:31 | Leader Repubblica Donetsk: "Non tutti i combattenti di Azovstal si sono arresi"

"Non tutti i soldati ucraini del battaglione Azov asserragliati nelle acciaierie Azovstal si sono arresi alle forze russe. Alcuni erano nascosti e sono stati catturati". Lo ha dichiarato all'agenzia Ria Novosti il leader dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk, Denis Pushilin. "Anche per questo - ha proseguito - non si può escludere al cento per cento che ce ne siano ancora nascosti nell'impianto di Mariupol, ma in ogni caso non rappresentano una minaccia".

Ore 21:12 | Nuove esplosioni a Kharkiv

Continua a non avere pace oggi la seconda città dell'Ucraina. A Kharkiv pochi minuti fa sono state avvertite nuove intense esplosioni, a quanto pare questa volta anche vicino al centro storico. Nelle scorse ore la città è stata duramente colpita, con un bilancio che parla al momento di 9 vittime, tra cui un bambino

Ore 21:23 | Pentagono: "Pechino continua cooperazione militare con la Russia"

Un portavoce del Pentagono ha dichiarato ai media Usa di guardare con sospetto alle ultime manovre politiche della Cina. "Pechino - si legge nella nota - nonostante la brutale aggressione contro l'Ucraina sembra continuare la sua cooperazione militare con la Russia".

Ore 22:14 | Mosca: "Nostre truppe dentro centrale nucleare di Zaporizhzhia per salvaguardare la sicurezza"

"Le truppe russe sono entrate e hanno occupato la centrale di Zaporizhzhia, in Ucraina, per salvaguardare il combustibile nucleare e gli altri materiali dell'impianto". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova. "Ribadiamo - si legge nelle sue affermazioni - ancora una volta che la messa sotto protezione da parte dei militari russi dell'impianto di Zaporizhzhia è stata giustificata per prevenire una fuoriuscita di materiali nucleari e radioattivi".

Ore 22:53 | Proseguono gli scontri nel Donbass

L'esercito ucraino ha diramato un ulteriore report sugli scontri nell'est del Paese in cui viene confermata una situazione di grave difficoltà. In particolare, i russi premono ancora in direzione di Severodonetsk e di Lyman.

Guerra Ucraina-Russia, Kiev ammette: “Mosca in vantaggio nel Lugansk”. Lavrov boccia il piano italiano di pace. Telefonata Putin-Draghi. Redazione su Il Riformista il 26 Maggio 2022. 

Novantaduesimo giorno di guerra che continua ad essere alimentata, ora dopo ora. Nessun accenno alla resa, a negoziati costruttivi. Solo accuse, minacce e dichiarazioni roboanti mentre migliaia di soldati e civili continuano a perdere la vita giorno dopo giorno. L’ultima, roboante, dichiarazione arriva dal presidente ucraino Zelensky che da sapere alla Russia, a Putin e all’Occidente che non è intenzionato a raggiungere la pace attraverso la concessione di territori a Mosca (come consigliato da Kissinger nei giorni scorsi).

Kiev continua a chiedere armi e apre gli occhi sulla Nato (“Non fa nulla”). Intanto la Russia avanza e conquista territori nel Donbass, arrivando a controllare quasi tutta la regione di Lugansk. L’Ucraina perde, con i porti di Zaporizhzhia e Kherson (oltre a quello di Mariupol), il controllo del mar d’Azov. Mosca nel frattempo inizia a offrire ai cittadini di Mariupol la possibilità di ottenere il passaporto russo con procedura accelerata.

ORE 7:45 – ZELENSKY REPLICA A KISSINGER: “NON CEDEREMO TERRITORI ALLA RUSSIA”, E RICORDA ESEMPIO HITLER – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel videomessaggio notturno ha ricordato “a coloro che cercano di imporre la necessità di concessioni territoriali alla Russia” i “tentativi falliti di placare l’aggressore nazista nel 1938”. Il riferimento è all’accordo di Monaco che concesse alla Germania di Hitler la Cecoslovacchia e soprattutto alle parole pronunciate a Davos dall’ex segretario di Stato americano, Henry Kissinger, il quale ha affermato che la pace non potrà che passare attraverso la cessione di alcuni territori a Mosca.

“Editoriali sintomatici hanno cominciato ad apparire su alcuni media occidentali affermando che l’Ucraina dovrebbe accettare i cosiddetti compromessi difficili rinunciando al territorio in cambio della pace”, ha detto nel suo ultimo discorso notturno. Durissimo messaggio video di Zelensky, nessun accenno all’ipotesi di resa, nessuna disponibilità a raggiungere la pace attraverso la concessione di territori ai russi in cambio di un definitivo cessate il fuoco. Il leader ucraino usa toni pesanti anche contro la Nato e in generale contro i paesi occidentali che non appoggiano con convinzione l’Ucraina inviando armi pesanti che possano contrastare l’esercito russo. “Chi consiglia all’Ucraina di dare qualcosa alla Russia, non sempre vuole vedere la gente comune” HA dichiarato il presidente Zelensky in un messaggio video citato da Ukrinform. “Qualunque cosa faccia lo stato russo, c’è qualcuno che dice: teniamo conto dei suoi interessi. Nonostante migliaia di missili russi abbiano colpito l’Ucraina. Nonostante decine di migliaia di ucraini uccisi. Nonostante Bucha e Mariupol, nonostante le città distrutte”, ha detto Zelesnky.

ORE 8:30 – KIEV: RESPINTI ATTACCHI A DONETSK E LUGANSK – ”Il nemico russo non smette di condurre operazioni offensive nella zona operativa orientale e continua a lanciare missili e attacchi aerei su strutture infrastrutturali in Ucraina”. Lo ha dichiarato il portavoce delle Forze Armate Ucraine Oleksandr Shtupun nel corso dell’aggiornamento quotidiano sulle operazioni militari in Ucraina. ”Nelle ultime 24 ore – ha detto – dieci attacchi nemici sono stati respinti a Donetsk e Luhansk, quattro carri armati, due sistemi di artiglieria, un corazzato da trasporto truppe, un’auto e un’unità di equipaggiamento speciale sono stati distrutti. Le unità di difesa aerea hanno distrutto cinque Uav Orlan-10. Gli aerei d’attacco dell’Aeronautica Militare delle Forze Armate dell’Ucraina hanno colpito le posizioni nemiche, hanno distrutto fino a dieci unità di veicoli corazzati leggeri. I nostri caccia hanno intercettato e abbattuto due missili da crociera”.

ORE 8:45 – SEPARATISTI FILORUSSI: IN DONBASS 8MILA PRIGIONIERI UCRAINI – Sono circa 8.000 i prigionieri di guerra ucraini detenuti nelle autoproclamate repubbliche popolari filo-russe di Lugansk e Donetsk. Lo ha riferito un funzionario filo-russo citato dalla Tass. “Ci sono molti prigionieri. Certo, ce ne sono di più sul territorio della Repubblica popolare di Donetsk, ma anche noi ne abbiamo abbastanza e ora il numero totale è di circa 8.000. Centinaia se ne aggiungono ogni giorno”, ha affermato il funzionario.

ORE 9 – MARIUPOL, CONSIGLIERE SINDACO: “MOSCA PROLUNGA ANNO SCOLASTICO PER INSEGNARE RUSSO” – Le autorità russe hanno prorogato l’anno scolastico fino al 1 settembre nelle scuole di Mariupol occupata, ha dichiarato il consigliere del sindaco Petro Andryushchenko. “L’obiettivo principale – ha detto – è la deucrainizzazione e la preparazione per l’anno scolastico secondo il programma russo. Ai bambini verrà insegnato per tutta l’estate la lingua e la letteratura russa, storia e matematica russa in russo”.

ORE ORE 9:15 – MORTI RUSSI DA INIZIO GUERRA SONO 29.600 SECONDO KIEV – Ammonterebbero a 29.600 le perdite fra le fila russe dal giorno dell’attacco di Mosca all’Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Lo rende noto il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, appena diffuso su Facebook, che riporta cifre che non è possibile verificare in modo indipendente. Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di circa 29.600 uomini, 1315 carri armati, 3235 mezzi corazzati, 617 sistemi d’artiglieria, 201 lanciarazzi multipli, 93 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento a causa degli intensi combattimenti, le forze russe avrebbero perso anche 206 aerei, 170 elicotteri, 2225 autoveicoli, 13 unità navali e 502 droni.

ORE 9:20 – CRIMEA, UCRAINA HA PERSO PER SEMPRE MAR D’AZOV – “Il Mar d’Azov è perduto per sempre per l’Ucraina. I porti delle regioni di Zaporizhzhia e Kherson non saranno mai più ucraini. Sono sicuro che dopo la riunificazione delle nostre regioni con la Russia, il Mar d’Azov tornerà ad essere, come prima, esclusivamente un mare interno della Federazione Russa”, ha dichiarato il vice primo ministro del governo della Crimea Georgy Muradov, riportato da Ria Novosti. L’agenzia russa cita anche Vladimir Rogov, un funzionario nominato da Mosca nella regione occupata di Zaporizhzhia, il quale ha affermato che “le regioni di Zaporizhzhia e Kherson non torneranno mai sotto il controllo di Kiev”.

ORE 9:40 – MARE D’AZOV “PERDUTO PER SEMPRE” PER L’UCRAINA – Georgy Muradov, vice primo ministro del governo della Crimea, ha affermato stamane che il mare d’Azov “è perduto per sempre, per l’Ucraina. I porti delle regioni di Zaporizhzhia e Kherson non saranno mai più ucraini. E sono sicuro che dopo la riunificazione delle nostre regioni con la Russia, il Mar d’Azov tornerà ad essere, come prima, esclusivamente un mare interno della Federazione Russa”.

ORE 10:20 – A KHERSON OBBLIGATORIO ESPORRE PREZZO IN RUBLI – Le autorità russe della regione di Kherson hanno reso obbligatorio che i prezzi dei prodotti in vendita siano indicati sia nella moneta ucraina, la grivnia, sia in rubli. Lo ha detto il capo dell’amministrazione militare-civile della regione di Kherson, Volodymyr Saldo. “Nella regione di Kherson è in vigore un atto legale che obbliga a denominare ogni prezzo nelle due valute, sia la grivnia che il rublo”.

Il sistema a doppia valuta è stato introdotto nell’oblast di Kherson lo scorso 23 maggio. Il tasso di cambio attuale è di due rubli per una grivnia e tutte le transazioni non in contanti si devono svolgere solo in rubli.

ORE 10:50 – IL SINDACO DI KIEV KLITSCHKO: “RUSSI NON HANNO RINUNCIATO ALLA CAPITALE” – “La Russia spera ancora di prendere il controllo della capitale ucraina”. Lo ha detto il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, al forum economico mondiale di Davos. “Non è un segreto che la priorità della Russia sia occupare l’intero Paese e l’obiettivo principale di Mosca è ancora la capitale dell’Ucraina, il cuore del Paese”, ha affermato l’ex pugile e sindaco della capitale. “È chiaro che non si tratta di un’operazione militare speciale, come sostiene la Russia. È il genocidio del popolo ucraino con bambini, donne e anziani uccisi”, ha aggiunto il sindaco trattenendo a stento la commozione.

ORE 11:50 – ZELENSKY INSISTE: “NESSUNA CONCESSIONE TERRITORIALE ALLA RUSSIA” – Nessun cambiamento sui confini in cambio del cessate il fuoco. Lo ha ribadito il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un videomessaggio postato su Telegram, respingendo qualsiasi ipotesi di cessioni territoriali in cambio della pace con la Russia. Ipotesi emerse, sostiene il presidente ucraino, in alcuni media occidentali.

ORE 12:10 – PREMIER FINLANDESE SANNA MARIN IN VISITA A IRPIN – Il primo ministro finlandese Sanna Marin ha visitato Irpin. Lo ha riferito il Consiglio comunale, ricordando che oltre il 70% della città è stato danneggiato dalla guerra. Lo riporta Unian pubblicando le foto della visita.

“Abbiamo mostrato le conseguenze della ‘pace russa’ lasciata dagli occupanti e discusso la questione dell’assistenza nella ricostruzione della nostra città”, ha detto la segretaria del consiglio comunale Angela Makeyeva ringraziando la Finlandia per la sua posizione sull’integrità territoriale dell’Ucraina, l’imposizione di severe sanzioni contro la Russia e il supporto e l’assistenza militari.

ORE 12:25 – IL CREMLINO A KIEV: “ACCETTI RICHIESTE DI MOSCA PER LA PACE” – Il Cremlino ha detto che si aspetta che le autorità di Kiev accettino le richieste di Mosca e si rendano conto della situazione reale. Alla domanda dei giornalisti su quali concessioni la Russia si aspetti dall’Ucraina, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha risposto che Mosca si aspetta che Kiev accetti le sue richieste e “realizzi la situazione de facto, che esiste”. Lo riporta l’agenzia Interfax.

ORE 12:40 – ITALIA REVOCA 4 ONOREFICENZE AI RUSSI, COMPRESO IL PRIMO MINISTRO – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha revocato la nomina a Cavaliere del premier russo Mishustin per “indegnità”. Lo stabilisce il decreto del Presidente della Repubblica pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Ritirate anche le onorificenze al ministro dell’Industria Manturov, al segretario di Stato Evtukhov e al presidente della Banca Vtb Kostin.

ORE 13:05 – ALTRI DUE SOLDATI RUSSI SI DICHIARANO COLPEVOLI DI CRIMINI DI GUERRA – Altri due soldati russi catturati si sono dichiarati colpevoli di aver bombardato una scuola nella città di Derhachi, nell’Ucraina orientale, nel secondo processo per crimini di guerra da quando le truppe russe hanno invaso il Paese. Lo riporta il Guardian. Alexander Bobikin e Alexander Ivanov hanno riconosciuto di aver fatto parte di un’unità di artiglieria che dalla regione di Belgorod, in Russia, ha sparato contro obiettivi nella regione di Kharkiv. I bombardamenti hanno distrutto un istituto scolastico, secondo i pubblici ministeri.

Bobikin e Ivanov, descritti come un conducente di artiglieria e un artigliere, sono stati catturati dopo aver attraversato il confine e continuato il bombardamento, ha dichiarato l’ufficio del procuratore generale. I procuratori di Stato hanno chiesto che la coppia venga incarcerata per 12 anni per aver violato le leggi di guerra. L’avvocato della difesa ha chiesto clemenza, sostenendo che i due soldati avevano eseguito gli ordini e si erano pentiti. Il verdetto è atteso per il 31 maggio.

ORE 13:20 – LAVROV: “RUSSIA CONOSCE PIANO ITALIANO SOLO DALLA STAMPA” – “La Russia sa dell’iniziativa dell’Italia per un accordo di pace in Ucraina solo dalla stampa”. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, come riporta l’agenzia Tass.

ORE 14:35 – PER IL MISTERO DELLA DIFESA UCRAINO CI SONO “SEGNALI DI ESCALATION” RUSSA – “Ci sono segnali di un’escalation” della Russia. A dirlo è stato il viceministro della Difesa ucraino, Ganna Malyar, in una conferenza stampa, avvertendo che i combattimenti hanno raggiunto la massima intensità a est e che ci si aspetta un periodo “estremamente difficile” e “lungo”. Il viceministro ha poi aggiunto che Mosca sta spostando i missili Iskander a Brest, in Bielorussia, che potrebbero essere essere usati per colpire l’ovest dell’Ucraina.

ORE 14:50 – ZELENSKY RICEVE LA PREMIER FINLANDESE SANNA MARIN – Il presidente ucraino Zelensky ha ricevuto la premier finlandese Sanna Marin, con cui ha discusso la questione degli aiuti militari finlandesi a Kiev. “Per noi l’assistenza militare finlandese è assai preziosa: armi, una politica di sanzioni e l’unità dei nostri partner sull’adesione ucraina all’Ue sono tutti fattori che rafforzano la difesa della nostra terra”, ha concluso Zelensky.

ORE 15:40 – PUTIN: “PUTIN NON ISOLERÀ LA RUSSIA E DOVRÀ FAR FRONTE A PROBLEMI ECONOMICI” –  Il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che l’Occidente fallirà nel suo tentativo di isolare la Russia e dovrà far fronte a crescenti problemi economici. Parlando in collegamento video al Forum economico eurasiatico, Putin ha affermato che Mosca non si tirerà fuori dalla cooperazione internazionale. Cercare di isolare la Russia è “impossibile, assolutamente irrealistico nel mondo moderno” e “coloro che cercano di farlo si fanno male”, ha detto Putin. Il leader russo ha fatto riferimento alle crescenti sfide economiche in Occidente, tra cui “l’inflazione mai vista in 40 anni, la crescente disoccupazione, i problemi nelle catene di approvvigionamento e l’aggravarsi delle crisi globali in ambiti così delicati come quello alimentare”.

“Questo non è uno scherzo”, ha aggiunto Putin, “è una cosa seria che avrà un impatto sull’intero sistema di relazioni economiche e politiche”. Il leader ha poi criticato l’Occidente per aver sequestrato i beni russi, dicendo che “il furto di beni altrui non ha mai portato a nulla di buono”.

ORE 16 – GENERALE UCRAINO AMMETTE: “RUSSIA IN VANTAGGIO NEI COMBATTIMENTI NEL LUGANSK” – Il generale Oleksiy Gromov ha ammesso che la Russia “è in vantaggio” nei combattimenti nel Lugansk. “La Russia è in vantaggio, ma noi stiamo facendo tutto il possibile”, ha detto, come riferisce il giornale britannico Guardian, aggiungendo che la Russia è stata avvistata mentre spostava sistemi missilistici Iskander nella regione occidentale di Brest, in Bielorussia

ORE 16:15 – IL LEADER CECENO KADYROV MINACCIA LA POLONIA: “SE ARRIVA L’ORDINE LA PRENDIAMO” – Ramzan Kadyrov, il leader ceceno alleato di Putin nella guerra in Ucraina, si dice pronto ad attaccare la Polonia. La minaccia arriva in un video postato su Twitter dal giornalista della Bbc Francis Scarr, anche se non è chiaro quando sia stato girato.

“La questione dell’Ucraina è chiusa, ora sono interessato alla Polonia”, dice Kadyrov, secondo quanto si legge dai sottotitoli in inglese del suo discorso. “Se arrivasse l’ordine (da Mosca), in sei secondi vi mostreremmo di che cosa siamo capaci”, aggiunge, apparentemente rivolto al governo di Varsavia. “Dovreste riprendervi le vostre armi ed i vostri mercenari e supplicare il perdono per ciò che avete fatto al nostro ambasciatore. Noi non potremo ignorarlo, tenetelo a mente”, è il secondo avvertimento di Kadyrov, che sembra riferirsi all’aggressione subita dall’ambasciatore russo in Polonia lo scorso 9 maggio, in occasione della Giornata della Vittoria, quando un gruppo di manifestanti pro-ucraini gli avevano tirato addosso dei barattoli di vernice rossa.

ORE 16:50 – PER IL SEGRETARIO DI STATO USA BLINKEN LA RUSSIA “NON HA RAGGIUNTO UN SOLO OBIETTIVO” – “Il presidente Putin non è riuscito a raggiungere uno solo dei suoi obiettivi strategici”. A dirlo nel suo discorso alla George Washington University, parlando della strategia Usa nei confronti della Cina, è stato il segretario di Stato Usa Antony Blinken.

ORE 17:40 – DRAGHI CHIAMA PUTIN – Il premier italiano Mario Draghi ha chiamato Vladimir Putin. Lo rende noto il Cremlino, citato dalla Tass. Il presidente russo avrebbe sottolineato nel corso del colloquio che Mosca è pronta ad aiutare a superare la crisi alimentare in cambio della revoca delle sanzioni, una proposta già bocciata ieri da più leader europei. Lo ‘Zar’ ha anche assicurato al presidente del Consiglio che la Russia è determinata a continuare a garantire forniture ininterrotte di gas all’Italia.

Palazzo Chigi fa sapere che la telefonata si è incentrata “sugli sviluppi della situazione in Ucraina e sugli sforzi per trovare una soluzione condivisa alla crisi alimentare in atto e alle sue gravi ripercussioni sui Paesi più poveri del mondo”.

ORE 18:15 – L’ANNUNCIO DI MOSCA: PORTO DI MARIUPOL SMINATO, PUO’ ESSERE USATO DA NAVI CIVILI – La marina russa ha rimosso le mine dal porto di Mariupol, che può ora essere utilizzato in sicurezza dalle navi civili. Lo afferma il ministero della Difesa russo, citato da Ria Novosti.

ORE 19:30 – KIEV, LA RUSSIA HA OCCUPATO 95% REGIONE LUGANSK – Le truppe ucraine nella regione orientale di Lugansk stanno subendo continui bombardamenti da parte dei russi che hanno stabilito il controllo su circa il 95% del territorio: lo ha riferito il governatore ucraino, Serhiy Haiday, sul suo canale Telegram. La Russia la scorsa settimana aveva occupato circa il 90% dell’Oblast di Lugansk.

ORE 20:30 – KIEV, I PRIGIONIERI AZOVSTAL NON VENGONO TORTURATI –  I militari ucraini catturati dopo l’uscita dall’acciaieria Azovstal di Mariupol e detenuti a Olenivka, nel territorio controllato dai separatisti filorussi di Donetsk, non vengono torturati. Lo ha detto il segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale di Kiev, Alexey Danilov, secondo cui finora Mosca ha rispettato gli impegni al riguardo, in attesa di un possibile futuro scambio di prigionieri. Lo riferisce Unian.

ORE 20:40 – LAVROV, SE ARMI OCCIDENTALI CI COLPISCONO GRAVE ESCALATION – Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha avvertito che le “armi che i paesi occidentali forniscono all’Ucraina in grado di colpire il territorio russo sono un serio passo verso un’escalation inaccettabile”. Lo scrive l’agenzia di stampa russa Tass. Lavrov – ha aggiunto l’agenzia Ria Novosti, secondo quanto riporta il Guardian – spera che le persone sane di mente in Occidente lo capiscano, aggiungendo: “Ne sono rimasti ancora alcuni”.

Guerra Russia-Ucraina. Intelligence UK: Mosca non ha pieno controllo del Donbass. Cnn: gli USA si preparano ad inviare armi più potenti all’ Ucraina. Redazione CdG 1947 su Il Corriere del Giorno il 27 Maggio 2022. 

93° giorno di guerra in Ucraina. Ieri il presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, ha chiamato il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. Secondo quanto ha riferito Palazzo Chigi «il colloquio si è incentrato sugli sviluppi della situazione in Ucraina e sugli sforzi per trovare una soluzione condivisa alla crisi alimentare in atto e alle sue gravi ripercussioni sui Paesi più poveri del mondo». Putin ha sottolineato che la Russia è pronta ad aiutare a superare la crisi alimentare in cambio della revoca delle sanzioni, confermando anche che la Russia ha intenzione di garantire una fornitura ininterrotta di gas all’Italia.La guerra in Ucraina potrebbe subire una nuova accelerazione. Dopo settimane di appelli da parte di Zelensky, secondo la Cnn l’amministrazione Biden avrebbe deciso di inviare armi più potenti all’Ucraina a cominciare dai razzi a lungo raggio. Il leader ucraino intanto parla ancora una volta del genocidio che i russi stanno compiendo nel Donbas: “Con la deportazione e l’uccisione di massa di civili”.

h. 00.01 | Lavrov: da richieste armi Kiev escalation inaccettabile

Fornire all’Ucraina armi che hanno il potenziale per raggiungere il territorio della Russia comporterà un’escalation inaccettabile. Lo ha dichiarato a Rt Arabic il ministr degli Esteri russo, Serghei Lavrov.

h. 00.30 | Zelensky: la Russia sta compiendo un genocidio nel Donbass

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di compiere un «genocidio» nel Donbass. La Russia sta praticando la «deportazione» e «l’uccisione di massa di civili» nel Donbass, ha detto Zelensky nel suo discorso video quotidiano precisando che «tutto questo (…) è un’evidente politica di genocidio portata avanti dalla Russia».

h. 01.11 | Zelensky: pressione su Russia è questione di salvare vite umane

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy ha criticato le divisioni all’interno dell’Unione europea riguardo le ulteriori sanzioni contro la Russia. «Per quante settimane ancora l’Unione europea cercherà di concordare un sesto pacchetto?», ha detto nel consueto discorso notturno. «Naturalmente sono grato agli alleati che stanno sostenendo nuove sanzioni. Ma da dove prendono il potere le persone che bloccano questo sesto pacchetto? Perché possono detenere un tale potere?». «La pressione sulla Russia è letteralmente una questione di salvare vite. E ogni giorno di procrastinazione, debolezza, varie controversie o di proposte per ‘pacificare’ l’aggressore a spese della vittima significa semplicemente che più ucraini vengono uccisi», ha affermato.

h. 01.35 | Ucraina: “Biden si prepara a inviare armi più potenti”

L’amministrazione Biden si sta preparando a inviare all’Ucraina armi più potenti nell’ambito di un nuovo pacchetto la prossima settimana. Lo riferiscono fonti dell’amministrazione alla Cnn. Si tratterebbe in particolare di sistemi di missili a lungo raggio, Multiple Launch Rocket System o MLRS, che da tempo sta chiedendo Volodymyr Zelensky. Le armi, prodotte negli Stati Uniti, possono sparare una raffica di razzi per centinaia di chilometri, molto più lontano di qualsiasi altro sistema già presente in Ucraina, e secondo Kiev potrebbe essere il punto di svolta nella sua guerra contro la Russia.

h. 03.01 | Sirene antiaeree in diverse città

Suonano nella notte le sirene antiaeree nelle zone Mykolaiv, Zaporizhzhia, Donetsk, Poltava, Dnipro, Kirovohrad, Zhytomyr, Cherkasy e Kiev. 

h. 05.02 | Bombardamenti a Kharkiv: 9 morti, compreso un bambino

Nove persone, tra cui un bambino di cinque mesi, sono state uccise nella notte a Kharkiv in mezzo a “densi bombardamenti” su aree residenziali vicino al centro della città. Lo afferma Oleh Synyehubov, capo dell’amministrazione militare della regione di Kharkiv.

h. 6.01 | La Germania lavora per l’indipendenza dal gas russo

La Germania sta lavorando «a tutto tondo» per porre fine alla sua dipendenza dalle importazioni di gas russe. Lo ha detto il Cancelliere del paese, aggiungendo che «non c’era dubbio» che sia Berlino che l’UE avrebbero posto fine alla loro dipendenza dalle importazioni di energia da Mosca. La notizia viene riportata dalla Cnn.

 h. 07.04 | Timmermans: “Basta mettere soldi nelle tasche di Putin”

«Non c’è modo in cui possa ricattarci col suo gas. Se taglia le forniture farà molto più male a sé stesso che a chiunque altro». Lo afferma in una intervista a La Stampa il vice presidente della Commissione europea Frans Timmermans. «L’embargo energetico per la Russia lo abbiamo proposto nel nostro pacchetto sanzioni. C’è solo un paese che ancora non è d’accordo, l’Ungheria. Il consiglio europeo della prossima settimana sarà importante. Al punto in cui siamo non so dire come andrà a finire, ma spero si possa trovare un’intesa», ha affermato Timmermans. Anche se, aggiunge «non ci sono scorciatoie. Un embargo petrolifero aiuta, tuttavia non è un colpo risolutivo. Noi dobbiamo evitare di versare soldi nelle tasche di Putin che si finanzia solo con la vendita di combustibili fossili. Questo deve essere l’obiettivo». Per il responsabile dello European green deal, «la via per abbassare i prezzi di luce e riscaldamento è aumentare l’energia dalle fonti rinnovabili, che sono molto meno care dei combustibili fossili. E la prima cosa che possiamo fare è ridurre i consumi, come indica il piano europeo RepowerEu». «I piccoli passi individuali fatti da 450 milioni di individui – ha spiegato – possono significare molto. Se tutti riducessero la temperatura a casa di un grado si avrebbe una diminuzione di 10 miliardi di metri cubi nella domanda di gas russo. Se raddoppiassimo lo sforzo per rifare le case, avremmo altri 20 miliardi di risparmi. Sarebbero 30 miliardi su 150 del flusso attuale proveniente dalla Federazione. Tutti soldi che non andrebbero nelle mani di Putin, che ne ha davvero bisogno, bensì nelle tasche dei cittadini e delle imprese europee».

h. 07.05 | Zelensky accusa la Russia di “genocidio” nel Donbass

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha accusato la Russia di aver compiuto un «genocidio» nel Donbass, regione contesa nell’est del Paese. «L’attuale offensiva degli occupanti nel Donbass potrebbe rendere la regione disabitata», ha detto Zelensky in un discorso diffuso nelle scorse ore, nel quale ha accusato le forze russe di voler «ridurre in cenere» diverse città della regione. La Russia pratica «la deportazione» e «le uccisione di massa di civili» nel Donbass, ha proseguito il leader ucraino, secondo cui «tutto ciò è un’evidente politica di genocidio portata avanti dalla Russia».

h. 07.22 | Onu, circa 4 mila civili morti da inizio conflitto

Sono almeno 3.998 i civili morti nella guerra in Ucraina, secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite. Il dato è relativo al periodo che va dall’inizio dell’invasione russa, il 24 febbraio, al 25 maggio. Secondo il bollettino Onu, i civili feriti sono almeno 4.693 feriti. In generale, però, le Nazioni Unite ammettono che i numeri effettivi delle vittime sono molto più elevati. Morti e feriti sono in maggior parte causati da armi esplosive con un’ampia area d’impatto, compresi i bombardamenti di artiglieria pesante e lanciarazzi.

h. 07.24 | 007 Intelligence Gb, continua accerchiamento Severodonetsk

Le forze di terra russe continuano il loro tentativo di circondare Severodonetsk e Lyschansk, catturando di recente diversi villaggi a nord-ovest di Popasna. Lo dice l’ultimo bollettino dell’intelligence militare britannica. La Russia sta facendo pressioni sulla sacca di Severodonetsk sebbene l’Ucraina mantenga il controllo di piu’ settori difesi, negando alla Russia il pieno controllo del Donbass. «Il raggruppamento delle Forze del Sud della Russia», continua il rapporto degli 007 di Londra, «probabilmente rimarrà incaricato di occupare il territorio dell’Ucraina meridionale. Negli ultimi giorni, la Russia ha con molta probabilità spostato i carri armati T-62, vecchi di 50 anni, dai depositi profondi nell’area di responsabilità delle Forze del Sud». «I T-62», conclude l’intelligence militare britannica, «saranno quasi sicuramente molto vulnerabili alle armi anticarro e la loro presenza sul campo di battaglia mette in evidenza la carenza di attrezzature moderne e pronte per il combattimento in Russia».

h. 07.36 | Crisi grano, Washington respinge appello Putin a revocare sanzioni

Gli Stati Uniti hanno respinto l’appello all’Occidente del presidente russo, Vladimir Putin, affinché revochi le sanzioni economiche imposte a Mosca. Secondo il Cremlino, Putin ha detto al premier Mario Draghi che la Russia libererà le navi che trasportano cereali e fertilizzanti «a condizione che le restrizioni politicamente motivate siano revocate dall’Occidente». La nuova portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, ha replicato che «è la Russia che sta attivamente bloccando l’esportazione di cibo dai porti ucraini e sta aumentando la fame nel mondo» e «al momento non si è discusso» della revoca delle sanzioni. La Russia dovrebbe «cessare immediatamente la sua guerra all’Ucraina» che ha avuto un impatto sulla sicurezza alimentare globale, ha aggiunto Jean-Pierre.

h. 07.39 | A Kharkiv morti almeno 9 civili, tra cui un neonato

È salito ad almeno nove, incluso un bambino di 5 mesi, il numero delle vittime civili provocate dai bombardamenti russi nella città ucraina di Kharkiv (est), mentre i feriti sono almeno 19. Lo hanno reso noto le autorità locali, secondo quanto riporta il Kyiv Independent. La città à stata di nuovo presa di mira dal fuoco russo la notte scorsa.

h. 07.55 | Kiev: 241 i bambini uccisi

Sono 241 i bambini uccisi in Ucraina dal giorno dell’invasione russa del Paese, 438 sono rimasti feriti. Lo rende noto l’ufficio del Procuratore generale ucraino, precisando che si tratta di un bilancio provvisorio, dato che sono ancora “in corso i lavori per stabilire le cifre delle vittime nei luoghi in cui le ostilità sono ancora attive, nei territori temporaneamente occupati e in quelli liberati”. Il maggior numero di bambini morti o feriti nella guerra in Ucraina si registra nelle regioni di Donetsk, Kiev, Kharkiv e Chernihiv.

h. 08.16 | Governatore: “Ieri sette morti nel Lugansk”

Almeno sette persone sono state uccise ieri dai bombardamenti russi nella regione ucraina del Lugansk (est): lo ha reso noto su Telegram il governatore regionale, Sergiy Gaidai, secondo quanto riporta il Kyiv Independent. Quattro delle vittime si registrano nella città di Severodonetsk. 

h. 08.31 | Attacchi nella regione orientale di Dnipropetrovsk

Attacchi russi nella notte e in mattinata nella regione di Dnipropetrovsk, nell’Ucraina orientale. Lo riferisce il capo dell’Amministrazione militare regionale Valentyn Reznichenko, riportato da Ukrinform. “Ci sono stati diversi attacchi. Gravi distruzioni“, ha dichiarato, spiegando che i soccorritori stanno scavando tra le macerie alla ricerca di feriti o vittime. Anche il sindaco di Novomoskovsk, Sergii Rieznik, ha detto che a Dnipro sono state udite esplosioni: “In mattinata sono state segnalate esplosioni, stiamo aspettando informazioni ufficiali dall’amministrazione militare“.

h. 08.40 | Ufficio presidenza ucraina: caricati in Canada obici M-777 per noi

“Oggi è un momento molto importante per noi”. Lo scrive su Telegram Andrii Yermak, capo dell’ufficio della presidenza ucraina, pubblicando un video in cui gli obici M-777 destinati a Kiev vengono caricati in Canada. Si tratta di armi a lungo raggio, precise e potenti. “Prima avremo le armi, più forti saranno le nostre forze armate al fronte“, sottolinea Yermak.

h. 08.49 |  Notte di paura nella regione di Sumy, intensi bombardamenti

Non è stata una notte tranquilla nella regione di Sumy, situata nel nord-est dell’Ucraina al confine con la Russia. Su Telegram, il governatore Dmitry Zhivitsky ha riferito che nelle scorse ore ci sono stati intensi bombardamenti, mentre da questa mattina la città di Shostka, nel nord della regione, viene bombardata da colpi di mortaio ogni mezz’ora.

h. 08.52 |  Gas: prezzo in calo in avvio, ad Amsterdam a 83,5 euro

Avvio in calo per il prezzo del gas che si muove sui livelli pre-guerra. Ad Amsterdam si attesta a 83,5 euro al Mwh, in flessione del 2,3%.

h. 08.55 | Sindaco: a Severodonetsk uccise 1.500 persone

La città orientale ucraina di Severodonetsk, l’unica nella regione di Luganks ancora sotto il controllo di Kiev, è sotto i bombardamenti quasi incessanti delle forze russe, il 60% delle abitazioni è completamente distrutto e fino al 90% degli edifici sono danneggiati. Lo ha riferito il sindaco, Oleksandr Stryuk, citato dalla Bbc. Stryuk ha aggiunto che finora sono state uccise almeno 1.500 persone. Circa 12.000-13.000 persone sono ancora in città.

h. 09.01 |  Kiev: quasi 30mila soldati russi morti in guerra

Sono quasi 30mila i soldati delle forze armate russe che hanno perso la vita durante la guerra in Ucraina. Lo sostiene il ministero della Difesa di Kiev parlando di 29.750 soldati russi morti dall’inizio del conflitto, 150 solo nell’ultima giornata. Nel bollettino odierno, il ministero ucraino riferisce inoltre di 1.322 carri armati russi distrutti e 3.246 veicoli corazzati. Sono 623 i sistemi di artiglieria russi neutralizzati dalle forze armate ucraine, prosegue il rapporto, mentre 206 aerei da combattimento e 170 elicotteri sono stati messi fuori uso.

h. 09.08 | Zaporizhzhia e Kherson passano a codice telefonico russo

Le aree di Zaporizhzhia e Kherson stanno passando al prefisso telefonico della Russia ‘+7’. Lo riferisce Ria Novosti, citando Oleg Kryuchkov, consigliere del capo della Crimea per la politica dell’informazione. “Le regioni di Zaporizhzhia e Kherson stanno passando al prefisso telefonico russo +7. Secondo le mie informazioni, nuovi operatori di telecomunicazioni stanno già lavorando lì”, ha detto Kryuchkov, aggiungendo che “il prefisso ucraino +380 diventerà presto una cosa del passato“.

h. 09.20 | Gazprom continua a fornire gas all’Europa tramite ingresso Sudzha

Gazprom sta continuando a fornire gas all’Europa utilizzando il territorio ucraino. Lo ha reso noto il colosso russo spiegando di usare il punto di ingresso di Sudzha. Oggi il flusso di gas trasportato è in leggero calo rispetto a ieri, ovvero 43,6 milioni di metri cubi contro i 44,5 milioni di metri cubi di ieri. La richiesta di fornire gas attraverso un altro importante punto di ingresso, quello di Sokhranovka, è stata invece respinta dall’Ucraina, ha affermato Gazprom.

h. 09.28 | Pentagono: forze russe hanno fatto pochi progressi 

Nonostante l’enorme vantaggio numerico, le truppe russe che attaccano il Donbas in Ucraina hanno fatto solo “progressi graduali“. Lo ha affermato un alto funzionario del Pentagono, precisando che “la Russia ha schierato 110 gruppi tattici di battaglioni operativi in ??Ucraina, la maggior parte dei quali si trova nel sud e il resto del gruppo si è diviso e sta combattendo nel Donbass. Nonostante il numero schiacciante di truppe, le forze russe hanno fatto pochi progressi”. “Questi risultati sono compensati da quelli dell’Ucraina in altre aree, in particolare intorno a Kharkiv” ha aggiunto il funzionario. 

h. 09.30 | Zelensky: “Vogliono ridurre il Donbass in cenere” 

Le forze russe vogliono “ridurre in cenere” il Donbass: lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, descrivendo la crescente difficile posizione di Kiev nell’est del Paese. “L’attuale offensiva degli occupanti nel Donbass può rendere la regione disabitata”, ha detto Zelensky. “Vogliono ridurre in cenere Popasna, Bakhmut, Lyman, Lysychansk e Severodonetsk. Come Volnovakha, come Mariupol”, ha proseguito. Lo riporta la Cnn. Zelensky ha inoltre puntato il dito contro l’Ue, accusandola di non agire con decisione sulle sanzioni. 

h.09.38 | Polizia Kiev: russi hanno colpito 94 obiettivi civili in 24 ore

“Nelle ultime 24 ore nella regione di Donetsk i russi hanno colpito 94 obbiettivi civili”. Lo ha comunicato la Polizia nazionale ucraina, secondo cui “gli attacchi hanno causato morti e feriti”. “Gli occupanti – precisa il comunicato – hanno attaccato 11 centri abitativi. Sono state danneggiate 76 case di civili, una scuola, la stazione dei pompieri, un campo estivo, 13 imprese. i russi hanno utilizzato per l’attacco il sistema di lanciarazzi Uragan. Sotto il fuoco si sono ritrovati Avdiivka, Soledar, Lyman, Sviatohirsk Zalizne, Bakhmut, Mariinka, Raihorodok, Khrestysche, Zoria, Vyimka. La polizia ha aperto dei procedimenti penali”.

h.09.50 | Consigliere sindaco Mariupol: “70 corpi scoperti tra macerie vecchia fabbrica” 

Settanta cadaveri sono stati ritrovati sotto le macerie di una vecchia fabbrica a Mariupol. Lo comunica su Telegram Petr Andriuscenko, consigliere del sindaco della città dell’Ucraina sudorientale, rimasta sotto assedio per tre mesi. “Un altro cimitero a Mariupol. Controllando le macerie strada per strada, in via Kuindzhi sono stati ritrovati settanta corpi sul territorio dell’ex stabilimento di Oktiabr. Il motivo è lo stesso: le persone erano rimaste sepolte sotto le macerie dell’edificio dopo il bombardamento”, spiega Andriuscenko, riferendo che i cadaveri “sono stati imballati in sacchetti di plastica e portati nel villaggio di Staryi Krym per la sepoltura in una fossa comune. Date le condizioni dei corpi, nessuno è stato identificato”. “Quanti di questi cimiteri lasciati dalle bombe russe a Mariupol saranno ancora trovati. Unità? Dozzine? Centinaia?”, si domanda Andriuscenko.

h.10.00 | Fico: “Guerra deve terminare il prima possibile“

“Dobbiamo provare in tutti i modi a fare sì che ci sia un cessate il fuoco e un canale diplomatico importante sempre aperto perché la guerra deve terminare il prima possibile”. Così il presidente della Camera, Roberto Fico, stamattina a Genova per una serie di appuntamenti di campagna elettorale a sostegno del M5s.

h.10.05 | Separatisti: “Abbiamo conquistato Lyman nel Donbass“

I separatisti filo-russi in Ucraina orientale hanno rivendicato “il pieno controllo di Lyman”. Come annunciato dal quartier generale della difesa territoriale dell’autoproclamata repubblica popolare di Donetsk, le milizie filo-russe sostenute dall’esercito di Mosca “hanno liberato e stabilito il pieno controllo su 220 insediamenti sul territorio, inclusa Lyman”. Lo riporta l’agenzia Ria Novosti. Lyman è un importante snodo ferroviario che fa parte dell’agglomerato di Kramatorsk.

h.10.09 | Niente vacanze a Mariupol, in estate alunni a scuola di russo

Le forze russe che occupano Mariupol hanno cancellato le vacanze estive per gli studenti che, in questi mesi, dovranno invece seguire corsi di russo, letteratura e storia russa, e matematica in russo, per essere pronti, alla ripresa il primo settembre, a iniziare i nuovi programmi scolastici introdotti nelle scuole ucraine, ha denunciato il consigliere del sindaco, Petro Andryushchenko. I programmi saranno uniformati a quelli delle scuole russe, è stato annunciato ieri. L’obiettivo è quello di “rimuovere l’Ucraina dai programmi scolastici per preparare i ragazzi alla scuola russa”, ha concluso Andryushchenko.

h.10.15 | Riesumati corpi di 14 militari russi a Kiev

I corpi di 14 soldati e ufficiali russi sono stati trovati e riesumati dalle squadre speciali ucraine nella regione di Kiev. Lo riferisce ArmyInform, citato da Ukrinform. “Nonostante l’invasione su larga scala del territorio del nostro Stato da parte della Russia, l’Ucraina mostra un atteggiamento umano nei confronti delle truppe russe cadute. Ogni giorno il gruppo di cooperazione civile-militare trova numerosi corpi di coloro che sono stati uccisi in questa guerra”, si legge nella dichiarazione. I cadaveri erano sepolti nel villaggio di Sytniaky, vicino a Makariv, e a Moshchun, nella regione di Kiev.

h.10.27 | Istat: import energia +193,8%. Raddoppiano acquisti da Mosca

I dati Istat sul commercio extra europeo dell’Italia ad aprile mostrano un’esplosione delle importazioni di prodotti energetici del 193,8% su base annua. Tra i mercati di provenienza dell’import italiano cresce la Russia che raddoppia le sue vendite in Italia (+118,8%) così come i paesi OPEC (+109,6%). Le esportazioni italiane verso Mosca vedono invece un calo annuo del 48,4%.

h.10.33 | Zelensky: “La Russia non vuole veri colloqui di pace”

“La Russia “non vuole veri colloqui di pace” e “non è interessata a mettere fine alla guerra in Ucraina”. Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensy, nel corso di un intervento virtuale ad una conferenza in Indonesia. “Ho più volte cercato di organizzare un incontro con Putin per mettere fine alla guerra”, ha aggiunto il presidente ucraino. “Gli ucraini non vogliono che io lo incontri, ma bisogna affrontare la realtà”, ha spiegato.

 h.10.35 | Kiev: Russia ha disseminato 500 mine nel Mar Nero

La Russia ha disseminato nel Mar Nero tra le 400 e le 500 vecchie mine sovietiche, che vengono strappate dalle ancore quando il mare è agitato e vanno alla deriva, rendendo impossibile l’esportazione di merci dai porti ucraini. Lo afferma il portavoce dell’amministrazione militare regionale di Odessa Sergiy Bratchuk, aggiungendo che Mosca ha “creato una crisi alimentare nel mondo” e sta usando un “alibi informativo” incolpando l’Ucraina della crisi alimentare. Lo riporta la Bbc.

h.10.38 | Intelligence militare: Putin non rinuncia a suoi piani, guerra andrà avanti

“Putin non rinuncia ai suoi piani. Questa guerra andrà avanti”. Lo ha detto a Radio Svoboda/Radio Liberty Vadim Skibitsky, alto dirigente dell’intelligence del ministero della Difesa, prevedendo la fine della fase attiva dei combattimenti a “settembre, ottobre o forse a fine dell’anno”. Quanto si trascinerà il conflitto “dipende dalla nostra resistenza, dallo stato delle nostre forze di difesa e dall’aiuto che ci danno”, ha osservato Skibtsky.

h.10.41 | Russia punta a esportare 50 milioni di tonnellate di grano

La Russia ha affermato di puntare a 50 milioni di tonnellate di esportazioni di grano nella prossima stagione, in forte aumento rispetto all’anno in corso, tra i timori di una crisi alimentare dovuta all’offensiva della Russia contro l’Ucraina. Le esportazioni di cereali russi sono attualmente frenate dalle sanzioni sulla catena di approvvigionamento e sul settore finanziario, mentre quelle della potenza agricola ucraina sono paralizzate dall’assalto militare russo. “In questa stagione (2021-2022) abbiamo già esportato 37 milioni di tonnellate di cereali, di cui 28,5 milioni di tonnellate di grano, ed entro la fine dell’anno agricolo (30 giugno) puntiamo a 37 milioni di tonnellate di cereali esportati”, ha dichiarato il Ministro dell’Agricoltura Dmitry Patrushev a un forum di esportatori del settore.

h.10.44 | Russia espelle 5 diplomatici croati

Il ministero degli Esteri russo ha deciso di espellere cinque diplomatici dell’ambasciata della Croazia a Mosca. Lo rende noto la Tass spiegando che i cinque diplomatici sono stati dichiarati ”persona non grata”.

h.10.45 | Lavrov: “Occidente ha dichiarato guerra a mondo russo”

“L’Occidente non nasconde di aver dichiarato guerra al mondo russo”. Lo ha denunciato il ministro degli Esteri di Mosca, Serghei Lavrov, intervenendo a un incontro con i rappresentanti delle regioni russe.

h.10.50 | Mosca avvia sostituzione agenzie di polizia Kherson

Le autorità di occupazione in Ucraina hanno avviato misure nella regione meridionale di Kherson per sostituire le attuali agenzie di polizia con quelle russe: lo ha detto oggi a Interfax il vice capo dell’amministrazione militare-civile regionale, Kyrylo Stremousov. “È in corso la creazione di un sistema di polizia. Ci sono persone che si occupano di questo problema nel territorio della regione di Kherson. Non posso ancora dire esattamente quando inizierà a funzionare. Risponderà direttamente all’amministrazione militare-civile“, ha spiegato Stremousov. Sempre nella regione di Kherson, “è stato bloccato oggi il sistema ucraino di controllo dei trasporti automobilistici, che verrà sostituito da un sistema russo entro la fine dell’anno”, ha aggiunto Stremousov. 

h.11.06 | Netflix inaccessibile in Russia senza Vpn

Netflix risulta da oggi inaccessibile in Russia per gli utenti che non sono provvisti di una Vpn. Lo riferiscono i media locali. La compagnia aveva annunciato lo scorso 6 marzo la ”sospensione” delle sue attività in Russia in seguito all’aggressione militare dell’Ucraina. Gli utenti possono continuare a vedere i film e le serie tv offerti dalla piattaforma tramite una rete virtuale privata.

h.11.20 | Kiev: russi ci bruciano vivi dateci armi più potenti

Il consigliere presidenziale ucraino, Mikhaylo Podolyak, ha ribadito la richiesta di Kiev agli alleati di inviare armi pesanti per difendersi dai russi che “stanno già usando le più potenti armi non nucleari”. “Questo è il sistema lanciafiamme russo Solntsepek“, ha scritto Podolyak su Twitter, postandone il video, “alcuni partner evitano di fornire le armi necessarie per paura dell’escalation. Escalation? Dite davvero? La Russia usa già le armi non nucleari più pesanti contro l’Ucraina, bruciando vive le persone. Forse è il momento di rispondere e darci i lanciarazzi a lungo raggio Mlrs?“.

 h.11.29 | Kiev, russi non sfondano difesa ucraina a Severodonetsk

L’esercito russo sta attaccando Severodonetsk, nella regione di Lugansk, da varie direzioni, ma non è in grado di sfondare le difese ucraine, scrive su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale Sergiy Gaidai, citato da Ukrinform. “I russi stanno attaccando Severodonetsk da diverse direzioni, gli occupanti non riescono a sfondare la difesa. I combattimenti continuano“, afferma Gaidai. Le truppe di Mosca, aggiunge – stanno cercando di avvicinarsi alla strada Lysychansk-Bakhmut per prendere il controllo, ma non riuscendo ad avere la meglio bombardano continuamente, il che rende difficile muoversi. “I russi stanno anche colpendo i ponti che collegano le città all’interno della regione per interrompere la circolazione”, afferma Gaidai.

h.11.35 | Orban e Le Pen: sanzioni Russia sbagliate e pericolose 

Le sanzioni Ue alla Russia per l’aggressione all’Ucraina sono “sbagliate e pericolose”: è la valutazione concorde del primo ministro ungherese Viktor Orban e della leader della destra estrema francese Marine Le Pen. I due hanno invitato all’unità sulla materia “i partiti europei che rappresentano i valori tradizionali”, secondo quanto ha riferito il portavoce di Orban all’agenzia di notizie magiara Mti. Il portavoce ha aggiunto che “è evidente che non si può confidare nei burocrati di Bruxelles nè nei partiti di sinistra per difendere i cittadini e le famiglie europee”. Orban e Le Pen hanno affrontato nel loro incontro i temi relativi alla guerra in Ucraina e alle sue conseguenze, così come i rischi dell’inflazione e “le politiche delle sanzioni sbagliate e pericolose di Bruxelles”, riferisce Mti. Budapest si è opposta in modo categorico all’inclusione dell’embargo del greggio russo nel sesto pacchetto di sanzioni della Ue contro la Russia in considerazione dell’impatto economico che avrebbe. L’ufficio stampa di Orban non ha divulgato ulteriori dettagli sul viaggio del premier ungherese in Francia né ha reso noto con quali altri leader politici si incontrerà. 

h.11.49 | Protezione civile: al via erogazione contributo ai profughi

Da oggi i cittadini ucraini che hanno diritto al contributo di sostentamento per i mesi di marzo e aprile, che hanno presentato domanda entro il 9 maggio e per i quali il Dipartimento della Protezione civile ha completato tutti i controlli, potranno recarsi – solo dopo aver ricevuto notifica tramite sms – in un qualsiasi ufficio di Poste Italiane presente sul nostro territorio per riscuotere l’importo. Si tratta di 22mila contributi per una platea complessiva di circa 36mila persone (di cui quasi 14mila minori). Il pagamento del contributo relativo al mese di maggio e quello delle rimanenti domande avverrà dal 10 giugno. 

h.11.50 | Cremlino: Kiev contraddittoria non capiamo cosa vuole 

Le “contraddittorie” dichiarazioni delle autorità ucraine non permettono a Mosca di capire cosa vogliano e se siano in grado di tenere un approccio “lucido” nei negoziati. Lo ha affermato Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino. “In generale, la dirigenza ucraina fa costantemente dichiarazioni che si contraddicono a vicenda. Questo non ci permette di capire appieno cosa voglia la parte ucraina e se sia pronta ad adottare un approccio lucido e realizzare il reale stato delle cose”, ha detto Peskov alla stampa. “I negoziati al momento sono congelati per decisione e secondo la linea scelta dalla parte ucraina, che è in assoluto contrasto con le dichiarazioni di Zelensky” che di recente ha espresso la necessità di colloqui con Mosca, ha detto Peskov.

h.11.52 | Lamorgese, blocco grano? Preoccupati per migranti

“Siamo preoccupati, perché la situazione è grave: paesi dell’Africa come Tunisia ed Egitto prendono il 50% del grano da Russia ed Ucraina e ora sono in difficoltà. Ieri il presidente Draghi ha telefonato al presidente Putin proprio per cercare di sbloccare la situazione che rischia di determinare una grave crisi umanitaria ed ovviamente ci saranno, e lo stiamo vedendo anche ora, ripercussioni sui flussi migratori che stanno aumentando”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, parlando a margine del congresso confederale della Cisl. 

h.11.55 | Cremlino: negoziati sospesi su decisione di Kiev 

I negoziati con l’Ucraina sono stati sospesi su decisione di Kiev, il che contrasta con le affermazioni di Zelensky sulla necessità di colloqui al massimo livello. Lo afferma il Cremlino, riporta la Tass.

h.12.00 | Nato: bene piano pace Roma, ma mancano condizioni politiche 

“Noi incoraggiamo ogni tentativo che possa portare ad un accordo politico per fermare questa guerra“: così il vicesegretario generale della Nato, Mircea Geoana, in un’intervista esclusiva al TG3, che sarà trasmessa oggi, si esprime sul piano di pace in Ucraina promosso dall’Italia. “Alla fine ci sarà una soluzione politica” aggiunge Geoana nell’intervista, “ma purtroppo al momento non vediamo le condizioni politiche” per un accordo: “Le posizioni sono ancora molto distanti“. Geoana ringrazia poi l’Italia per “il grande contributo all’alleanza” ricordando il ruolo strategico sul fronte orientale, ma anche l’impegno in Iraq e Kosovo.

h.12.10 | Kiev: missile colpisce caserma Dnipro, 10 morti e 35 feriti

Dieci persone sono morte e circa 35 sono rimaste ferite da un missile lanciato dai russi sulla caserma della Guardia Nazionale nel distretto di Dnipro. Lo ha affermato il capo militare della regione Gennady Korban come riporta Ukrainska Pravda. Secondo Korban, tre missili sono stati lanciati dalla regione di Rostov, uno dei quali ha colpito il bersaglio.

h.12.11 | Leader Donetsk: porto Mariupol in funzione entro 4 giorni

Il porto di Mariupol ricomincerà ad accogliere navi “prima della fine di maggio“, quindi entro quattro giorni. Lo ha detto Denis Pushilin, leader della Repubblica popolare di Donetsk, riporta Interfax.

h.12.20 | Kiev, guerra di Putin almeno fino a fine anno

 Il presidente russo Vladimir Putin è pronto a condurre una guerra di lunga durata contro l’Ucraina, almeno fino alla fine del 2022. Ne è convinto Vadym Skibitskyi, della Direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa Ucraino, riporta Ukrainska Pravda. “Putin non rinuncia ai suoi piani. Questa guerra si trascinerà. Quanto durerà la fase attiva, che sia settembre o ottobre, o la fine dell’anno, dipende dalla nostra resistenza, dallo stato delle nostre forze di difesa e dall’aiuto che ci danno”, ha affermato Skibitsky.

h.12.40 | Johnson: “Russia fa progressi lenti, ma tangibili” 

Le forze russe stanno facendo “progressi lenti ma tangibili” in Ucraina. Lo ha detto il premier britannico, Boris Johnson. “Temo che Putin, a caro prezzo per se stesso e per l’esercito russo, continui a guadagnare terreno nel Donbass“, ha detto Johnson a Bloomberg Uk. “Sta continuando a fare progressi graduali, lenti, ma temo tangibili e quindi è assolutamente vitale continuare a sostenere militarmente gli ucraini”, ha aggiunto.

h.12.52 | Report Kse Institute: da inizio guerra perdite tra 564 E 600 mld di dollari

Dall’inizio della guerra in Ucraina, almeno 23,8 mila chilometri di strade, 6,3 mila di ferrovie e 41 ponti ferroviari, 643 strutture sanitarie, 1.123 istituzioni educative, 621 asili nido, 192 edifici culturali e 115 religiosi, 178 magazzini, 99 strutture amministrative edifici, 28 depositi di petrolio, 19 centri commerciali sono stati danneggiati, distrutti o sequestrati. Le perdite economiche complessive dell’Ucraina dovute alla guerra, tra dirette e indirette (declino del Pil, cessazione degli investimenti, deflusso di manodopera, difesa aggiuntiva e costi di supporto sociale , ecc.), vanno da 564 miliardi a 600 miliardi di dollari. Lo rileva l’ultimo report del Kse Institute (l’unità analitica della Kyiv School of Economics) realizzato con il supporto dell’Ufficio presidenziale, del ministero dell’Economia, del ministero per la reintegrazione di Territori temporaneamente occupati, del ministero delle Infrastrutture e del ministero per lo Sviluppo delle Comunità e dei Territori.

h.13.01 | Vereshchuk incontra Schulze: “Grata a Germania per aiuto in tempi così difficili”

La vice premier ucraina Irina Vereshchuk ha incontrato il ministro per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo tedesca Svenja Schulze. Lo riporta la stessa Vereshchuk nel suo profilo Telegram. “Abbiamo parlato di finanziamento tedesco dei progetti volti a migliorare le condizioni abitative per gli sfollati interni”, ha detto la vice premier. “Sono grata alla Germania per l’aiuto in tempi così difficili”, ha aggiunto.

h.13.12 | Cei: “Far tacere le armi, no ad armi nucleari”

Rispetto al dramma della guerra che in Ucraina continua a seminare morte e distruzione, i vescovi, al termine dell’Assemblea generale, “hanno evidenziato l’importanza di far risuonare, con voce unanime e coraggiosa, il “no” al conflitto e la volontà di costruire insieme la pace, facendo tacere le armi”. ” A questo proposito, – spiega la Cei – i vescovi hanno condiviso l’appello “Per una Repubblica libera dalle armi nucleari” firmato nella scorsa primavera da oltre 40 presidenti nazionali di associazioni cattoliche che più volte si sono espresse in merito alle armi nucleari e all’adesione del trattato Onu, che l’Italia non ha ancora ratificato”.

h. 13.20 | G7 Energia: stop a fondi a centrali fossili entro 2022

I ministri di Energia e Clima del G7 (e per la prima volta il Giappone) si impegnano a porre fine ai finanziamenti pubblici a centrali elettriche a combustibili fossili all’estero entro la fine del 2022. Si legge nel comunicato finale del summit in corso a Berlino. L’impegno prevede prevede delle eccezioni “in circostanze limitate” e “in linea con il limite di 1,5 gradi e con gli obiettivi dell’accordo di Parigi”. I Grandi riconoscono che “a seguito dell’attacco russo all’Ucraina, il sostegno finanziario per società e cittadini colpiti da prezzi dei combustibili fossili in forte aumento è ora sull’agenda politica di molti paesi”.

h. 13.25 | G7: guerra Ucraina rafforza necessità transizione ecologica

I paesi del G7, alla luce della guerra in Ucraina, con l’aumento dei prezzi dell’energia e i danni per famiglie ed imprese, “sono ancora più rafforzati nella loro volontà di accelerare la transizione all’energia pulita, verso un futuro a zero emissioni nel 2050”. Lo si legge nel Comunicato finale del G7 Ambiente di Berlino.

h. 13.29 | Putin denuncia pressioni aggressive da Paesi ostili

Il presidente russo, Vladimir Putin, denuncia le pressioni “di fatto aggressive” da parte di alcuni Paesi ostili, nel suo intervento, in video conferenza, al Consiglio supremo dell’Unione economica euroasiatica organizzato a Bishek.

h. 13.39 | Premier russo: “L’Occidente vuole cancellarci dalla mappa” 

“L’Occidente sta cercando di cancellare il nostro Paese, di rimuoverlo dalla mappa del mondo”. Lo ha affermato il primo ministro russo Mikhail Mishustin, citato dalla Tass. “Vengono imposte sanzioni finanziarie, economiche, umanitarie, la discriminazione e le pressioni continuano nei campi della scienza, dello sport, della cultura, e sui nostri compatrioti all’estero”, ha aggiunto il premier. E questo “per la sola ragione che stiamo proteggendo i nostri interessi nazionali”.

“L’aiuto all’Ucraina è un aiuto senza se e senza ma. Il punto è raggiungere la pace. Noi dobbiamo riuscire in tutti i modi a portare Putin a un tavolo di pace, in qualsiasi modo, anche tramite gli Stati Uniti o la Cina noi dobbiamo riuscire a portare la pace in Ucraina perché ogni giorno che passa e c’è un bambino morto in più è il fallimento della politica e dell’umanità e siamo tutti sconvolti da questo costantemente”. Lo ha detto il presidente della Camera Roberto Fico oggi a Genova per la campagna elettorale. 

h. 14.02 | Kiev: nessuna indicazione che Mosca voglia colloqui

Nonostante le dichiarazioni pubbliche della leadership russa, non c’è alcuna indicazione della disponibilità della Russia a tenere colloqui, e i fatti dimostrano che il presidente russo vuole fare la guerra all’Ucraina: lo ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba in un briefing congiunto con il suo omologo nord-macedone Bujar Osmani a Kiev, riporta Ukrinform. “Non credo che un Paese che cerca un processo negoziale agisca in questo modo. Se la Russia volesse un negoziato, non condurrebbe operazioni offensive, non metterebbe in circolazione rubli, numeri di telefono e passaporti russi”. “Se la Russia volesse un negoziato, non bloccherebbe i porti marittimi ucraini per ostacolare le esportazioni di prodotti alimentari. È un linguaggio di fatti, non di interpretazioni”, ha detto Kuleba.

h. 14.06 | Kiev: città di Lyman è quasi completamente sotto controllo russo

“Secondo dati non verificati, abbiamo perso la città di Lyman”. Lo ha detto, secondo quanto riporta la Bbc, Oleksiy Arestovych, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Questo mostra, in linea di principio, l’aumento del livello dell’operatività e – ha aggiunto – delle capacità tattiche dell’esercito russo”. La conferma arriva anche dal governatore ucraino della regione di Donetsk, Pavlo Kyrylenko: Lyman è “controllata principalmente dalle truppe russe”, ha detto, sottolineando che comunque l’esercito ucraino ha preso nuove posizioni fortificate nell’area. Lyman è una città chiave, sede di un importante snodo ferroviario da tempo nel mirino – ricorda la Bbc – delle forze filo-russe.

h. 14.10 | Michel a 27: “Coordinamento su iniziative per sblocco grano“

“Nel corso del nostro incontro, discuteremo di modi concreti per aiutare l’Ucraina ad esportare i suoi prodotti agricoli utilizzando le infrastrutture dell’Ue: vedremo anche come coordinare meglio le iniziative multilaterali in questo senso”. Lo si legge nella lettera inviata dal presidente del Consiglio Europeo Charles Michel ai 27 leader in vista del consiglio di settimana prossima.

h. 14.15 | Michel, Zelensky e capo Unione Africana al Consiglio

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente dell’Unione Africana Macky Sall interverranno al prossimo Consiglio Europeo, in videoconferenza, nelle sessioni che si occuperanno di Ucraina e di sicurezza alimentare. Lo comunica Charles Michel, presidente del Consiglio Ue, nella tradizionale lettera d’invito ai 27 leader che precede il vertice.

h. 14.19 | Turchia: in corso colloqui Mosca-Kiev su scambio prigionieri

Russia e Ucraina sono impegnati in colloqui per lo scambio dei soldati catturati da entrambi i fronti mentre il negoziato per il cessate il fuoco è fermo. Lo ha fatto sapere il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu come riporta Ntv. “Il processo negoziale è in fase di stallo, l’Ucraina ha fatto sapere che è stato interrotto” ha affermato Cavusoglu parlando con i giornalisti di ritorno da una visita in Israele e aggiungendo che “ci sono colloqui in corso riguardo allo scambio dei soldati che sono stati catturati dalla Russia e dall’Ucraina”. Il ministro turco ha anche sottolineato l’importanza di sbloccare le rotte marittime per le esportazioni di prodotti agricoli. “Sul campo continuano gli scontri mentre per vari motivi non è possibile per il grano raggiungere i mercati internazionali” ha affermato Cavusoglu.

h. 14.20 | Prigioniero filorusso di Donetsk: “Russi hanno richiamato sotto armi quasi 100% uomini“

“Mi chiamo Zuev Eduard, sono della regione di Donetsk. Ci hanno sempre detto sia in tv che nei giornali che sono gli ucraini che ci attaccano. Noi siamo un popolo dei lavoratori, non pensiamo alla politica. I russi hanno richiamato alle armi praticamente il 100% degli uomini”. È quanto spiega Eduard in un video diffuso dal servizio di sicurezza ucraino, Sbu.

h. 14.22 | Michel: “Unità Ue rimane nostra risorsa più forte“

“L’Ucraina sta dimostrando un coraggio e una dignità incredibili di fronte all’aggressione e alle atrocità russe” e “la nostra unità è sempre stata la nostra risorsa più forte. Rimane il nostro principio guida”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nella lettera di invito agli Stati membri al vertice Ue della settimana prossima. “Fin dal primo giorno – ha aggiunto – siamo stati incrollabili nel nostro sostegno umanitario, finanziario, militare e politico al popolo ucraino e alla sua leadership. Continueremo a fare pressione sulla Russia”, ha concluso Michel.

h. 14.25 | Zelensky: “Nessuna ansia di parlare a Putin, ma è necessario“

L’Ucraina non è ansiosa di parlare con la Russia di Vladimir Putin, ma deve affrontare la realtà e sarà necessario per porre fine alla guerra: lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante un discorso a un think tank indonesiano. Lo riporta la Reuters sul suo sito. “Ci sono cose da discutere con il leader russo. Non sto dicendo che il nostro popolo è ansioso di parlare con lui, ma dobbiamo affrontare la realtà. Cosa vogliamo da questo incontro? Rivogliamo le nostre vite. Rivogliamo la vita di un Paese sovrano all’interno del proprio territorio, ma la Russia non sembra essere pronta per seri colloqui”, ha detto.

h. 14.29 | Negoziatore russo: “Colloqui sono di basso profilo, ma continuano“

 I colloqui con l’Ucraina proseguono ma sono di basso profilo. Lo ha detto Leonid Slutsky, uno dei negoziatori russi e presidente del comitato per gli affari internazionali della Duma, riporta la Tass, precisando che “questo formato forse non è finito”. 

h. 14.33 | Oggi telefonata Putin- cancelliere austriaco 

 Il cancelliere austriaco Karl Nehammer avrà oggi un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin. Lo ha annunciato su Twitter lo stesso capo del governo di Vienna: “Dopo i colloqui con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il premier ucraino Denis Shmygal, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres e il presidente turco Tayyip Erdogan, parlerò al telefono con il presidente russo Putin questo pomeriggio”. “Questo è il contributo dell’Austria nel quadro della sua politica attiva di neutralità – ha sottolineato – Solo il dialogo può aprire la strada alla pace in Ucraina”.

 h. 14.45 | Nyt: Usa, Europa e Ucraina divise su come dovrebbe finire la guerra

Gli Stati Uniti, l’Unione Europea e l’Ucraina non sono d’accordo su come dovrebbe finire la guerra della Russia. Lo scrive il New York Times, secondo cui, dopo tre mesi di “notevole unità” in risposta all’invasione russa, che ha portato alla fornitura di armi all’Ucraina e a un’ampia gamma di sanzioni finanziarie, c’è una crescente spaccatura sul da farsi nel prossimo futuro.

h. 15.06 | Zelensky: “Dalla Russia 2.400 missili sull’Ucraina“

La Federazione Russa ha già utilizzato 2.400 missili di diverso tipo contro l’Ucraina dall’inizio della guerra. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante il suo discorso al think tank indonesiano Foreign Policy Community of Indonesia, riferisce Ukrinform. “Dal 24 febbraio 2022, l’esercito russo ha già utilizzato 2.400 missili di diverso tipo contro l’Ucraina. La maggior parte di essi è stata sparata contro infrastrutture civili, imprese, magazzini (in particolare, magazzini alimentari), case e ferrovie“, ha detto Zelensky. Gli aerei da combattimento russi, ha aggiunto, sono apparsi nel cielo ucraino più di 3.000 volte. Il presidente ucraino ha sottolineato che l’esercito russo ha distrutto oltre 600 istituzioni sanitarie e circa 2.000 istituzioni educative.

h. 15.19 | Kiev: abbattuto caccia russo Su-35 sopra regione Kherson

Un caccia ucraino MiG-29 ha abbattuto un caccia russo Su-35 sopra la regione di Kherson. Lo riferisce l’Aeronautica militare delle forze armate dell’Ucraina secondo quanto riporta Ukrainska Pravda.

h. 15.24 | Podolyak: “Aggressione russa come all’epoca di Gengis Khan”

“Dovremmo parlare dei cambiamenti climatici, dell’intelligenza artificiale o cercare pianeti lontani. Invece parliamo di città bombardate, donne violentate e grano rubato come se vivessimo all’epoca di Gengis Khan. Tutto perché un Paese ha deciso di distruggere un’intera nazione in Europa e appropriarsi della sua terra”. Lo scrive su Twitter Mikhaylo Podoliak, consigliere del presidente Ucraino Volodymyr Zelensky.

 h. 15.26 | Scholz: “Putin vuole incolparci della crisi alimentare“

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha accusato il presidente russo Vladimir Putin di provare a incolpare l’Occidente per la crisi alimentare innescata dall’invasione russa dell’Ucraina. “Questa narrazione putiniana” deve essere confutata a tutti i costi, ha detto Scholz parlando oggi alla Giornata Cattolica di Stoccarda, come riporta Dpa. Per questo motivo, ha detto il cancelliere, è importante dialogare da pari a pari con i paesi del Sud globale e non spingerli nelle braccia di Putin. “Abbiamo deciso di assistere la vittima di questa guerra di aggressione”, ha continuato Scholz, “la guerra di Putin è diretta contro l’ordine di pace scaturito dal ‘mai più’ che ha seguito due devastanti guerre mondiali. Putin vuole invece tornare alla legge del più forte”.

h. 15.28 | Kiev: Severodonetsk circondata per 2/3, ma non arresa

“La città è accerchiata dai russi per 2/3 ma non si è arresa, la città è in feroce difesa”. Lo afferma il capo dell’amministrazione militare della città di Severodonetsk, Oleksandr Stryuk.

Stryuk ha aggiunto che i russi hanno cercato di occupare la città per una settimana e mezza ma “grazie agli sforzi sovrumani dei soldati ucraini, la città è stata tenuta”. Negli ultimi due giorni, aggiunge, la città è stata incendiata dai continui bombardamenti, ci sono vittime tra la popolazione civile e tra i dipendenti della fabbrica Azot. Ha anche aggiunto che a occhio nudo il 90% del patrimonio immobiliare è danneggiato e il 60% dovrà essere ricostruito.

h. 15.36 | Casellati: “Dopo la guerra Ue sia consapevole suo valore“

“Nessuno di noi oggi può sapere in che Europa ci ritroveremo dopo la guerra: è difficile capire oggi cosa c’è alla fine del tunnel. La pace bisogna conquistarla ma dando contenuti: ci deve essere una soluzione che riguardi il mondo. Spero di ritrovarmi in un Europa che abbia consapevolezza del proprio valore, solidale, del tutti per uno e uno per tutti, che conti nello scacchiere internazionale”: Lo afferma la Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, dialogando con Bruno Vespa al Forum in Masseria presso Masseria Li Reni.

h. 15.40 | Le Pen invoca tassa eccezionale su petrolieri

Marine Le Pen ha rilanciato oggi la sua richiesta di una “tassazione eccezionale”, in particolare, dell’industria petrolifera per “sostenere il potere d’acquisto” dei francesi. Parlando nel suo feudo di Hénin-Beaumont, a meno di due settimane dalle elezioni legislative del 12 e 19 giugno, la candidata del Rassemblement National sconfitta da Emmanuel Macron nelle recenti elezioni presidenziali ha citato l’esempio dell’Ungheria. Viktor Orban, ha detto Le Pen dopo un incontro con lo stesso premier ungherese questa mattina a Parigi, ha “scelto di attuare una tassazione sui super profitti di un certo numero di settori economici, a cominciare dal settore petrolifero, così da poter alimentare un fondo in sostegno al potere d’aquisto delle famiglie”. “Dobbiamo continuare a reclamare questa tassazione eccezionale a chi approfitta in reatà di questa crisi economica”, ha proseguito Le Pen.

h. 15.43 | Ministro politiche sociali ucraino: almeno 1.000 orfani

In una guerra che ha distrutto intere famiglie, fa tremare il capitolo orfani. “Il numero di bambini che hanno perso i loro genitori, e che dunque sono rimasti orfani, è ancora difficilmente calcolabile. Noi dal 24 febbraio ne abbiamo identificati 1.000. Più di 800 li abbiamo temporaneamente collocati in famiglie”. Lo dice il ministro delle Politiche sociali dell’Ucraina, Maryna Lasebna ed aggiunge: “Gli orfani e i minori rimasti senza cura genitoriale in Ucraina sono all’incirca 68 mila. Circa 63.500 sono stati assegnati a famiglie adottive, orfanatrofi di tipo familiare ecc”.

h. 15.46 | Tecnico italiano canottaggio interrompe rapporti con Russia

L’allenatore italiano di canottaggio Giovanni Postiglione ha interrotto i rapporti con la nazionale russa iniziati nel novembre del 2020 a seguito del divieto imposto agli atleti russi di partecipare alle competizioni internazionali dopo l’invasione militare da parte di Mosca in Ucraina. Postiglione, considerato un ‘mago’ del canottaggio, nel 2006 e 2011 era stato nominato allenatore mondiale dell’anno ed in Russia ricopriva il ruolo di capo allenatore.

h. 15.48 | Comando operativo Sud: russi rafforzano posizioni in direzione Crimea

“Il nemico continua a rafforzare le proprie posizioni nella direzione di Crimea”. Lo ha comunicato il comando operativo Sud secondo il quale “tutti i tentativi dell’esercito russo di avvicinarsi alle postazioni dei difensori ucraini nelle regioni di Kherson e Mykolaiv sono falliti. La situazione nella direzione Sud rimane tesa. l nemico continua a portare via le riserve della produzione agricola”.

h. 15.55 | Lukashenko crea ‘milizia popolare’

Il presidente della Bielorussia e alleato di Putin Alexander Lukashenko ha deciso di creare una “milizia popolare” nel Paese. Lo riporta Ukrainska Pravda citando il ministro della Difesa della bielorusso Viktor Khrenin. “Nella riunione di ieri per adeguare lo sviluppo delle forze armate, il comandante in capo (Alexander Lukashenko – ndr) ha fissato degli obiettivi, compresa la creazione di una “milizia popolare” nel nostro Paese”, ha detto il ministro precisando che “dobbiamo ancora discutere queste questioni con i governatori, determinare la legge. E sappiamo che il numero dei difensori della nostra patria aumenterà molte volte. È molto importante per noi, soprattutto nella situazione attuale, in modo da poter mostrare che vogliamo andare avanti pacificamente, perché se qualcuno verrà nella nostra terra la risposta sarà adeguata”. Ieri Lukashenko ha annunciato la creazione di un nuovo comando operativo meridionale, al confine con l’Ucraina, nelle forze armate bielorusse e ha parlato di una possibile guerra sul territorio del Paese.

h. 16.00 | Media, ampio incendio in un magazzino a Sud di Mosca

Ampio incendio nel sud di Mosca dove ha preso fuoco un magazzino con gomma e mobili. Il fumo ha invaso la zona e la strada vicina al magazzino, si vede nel video diffuso su Twitter dal media bielorusso indipendente Nexta.

h. 16.02 | Rapporto internazionale, Mosca mira a genocidio in Ucraina 

La Russia sta spingendo verso un genocidio in Ucraina e commettendo atrocità intese a distruggere il popolo ucraino: lo affermano 30 esperti internazionali di diritto nel primo rapporto indipendente dall’inizio del conflitto, di cui la Cnn ha avuto visione. Nel documento, elaborato dal New Lines Institute for Strategy and Policy, think tank con sede negli Stati Uniti, e dal Raoul Wallenberg Center for Human Rights (Canada), vengono fornite “ampie e dettagliate prove su uccisioni di massa di civili, deportazioni forzate e retorica disumanizzante usata da alti funzionari russi per negare l’esistenza di un’identità ucraina”.

h. 16.06   | Mosca, da inizio 2022 esportazioni russe di farina quadruplicate

Dall’inizio del 2022, le esportazioni di farina dalla Federazione Russa sono quadruplicate rispetto allo stesso periodo del 2021 e hanno raggiunto le 276 mila di tonnellate. Ad affermarlo è il vice capo dell’agenzia federale Rosselkhoznadzor Anton Karmazin durante un Forum panrusso del grano a Sochi secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa russa ‘Tass’.

h. 16.09 | 115 Soldati guardia nazionale russa licenziati per rifiuto ad andare al fronte

Almeno 115 soldati della Guardia nazionale russa (Rosgvardia) sono stati licenziati per aver rifiutato di partecipare all’operazione militare speciale in Ucraina, è emerso dopo che il tribunale di Nalchik, nella regione del Kabardino-Balkaria, nel Caucaso, ha respinto in blocco il ricorso che avevano presentato insieme contro il provvedimento. Il pronunciamento del tribunale è stato pubblicato sul sito web della corte. Il giudice sancisce che i soldati sono stati licenziati per giusta causa dopo “aver rifiutato di eseguire un incarico ufficiale” per combattere in Ucraina e invece essere tornati alla loro base di Nalchik. L’avvocato difensore dei soldati, Andrei Sabinin, ha denunciato “la velocità senza precedenti” con cui il tribunale ha preso la sua decisione, data la complessità del caso, e ha espresso “dubbi sulla correttezza del processo nel suo complesso, dato che ai miei clienti è stata negata la possibilità di chiamare alcuni testimoni e diversi documenti sono stati respinti”.

h. 16.18 | Russia, dichiarazioni Occidente “non hanno nulla a che fare con la realtà“

Le dichiarazioni occidentali sul default della Russia “non hanno nulla a che fare con la realtà”. Lo ha affermato il ministro delle finanze russo Anton Siluanov. Lo riporta la Tass. “Abbiamo i soldi e ripeto che pagheremo”, ha aggiunto.

h. 16.22 | Ue: valuta esenzione oleodotto Ungheria da embargo petrolio

I leader dell’Unione europea stanno valutando l’esenzione dell’oleodotto Druzhba, che fornisce l’Ungheria di petrolio russo, dall’embargo al greggio contenuto nel sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca. E’ quanto riporta Bloomberg che cita fonti qualificate. Se così fosse, verrebbe accettata una delle prime richieste avanzate dal premier ungherese, Viktor Orban, ossia quella di limitare lo stop alle importazioni solo al petrolio via mare (l’Ungheria non avendo sbocco è rifornita esclusivamente dall’oleodotto russo). Le fonti precisano tuttavia che l’esenzione sarebbe comunque temporanea, in attesa che Budapest si doti delle infrastrutture necessarie per assicurare l’approvvigionamento da altri fornitori. Secondo i dati di Bloomberg, la Russia spedisce circa 720 mila barili al giorno di greggio alle raffinerie europee attraverso il suo oleodotto principale. Poco meno della metà degli 1,57 milioni di barili che ogni giorno lasciano i porti del Baltico, del Mar Nero e dell’Artico. Tuttavia, la maggior parte delle consegne dell’oleodotti sono in Germania e Polonia che hanno già annunciato di voler fare a meno del petrolio russo, indipendentemente dalle misure dell’Ue. L’esenzione salverebbe quindi solo l’Ungheria.

h. 16.23 | Telefonata Zelensky-Draghi: “Ci aspettiamo altri aiuti per la difesa“

Colloquio telefonico tra il premier Mario Draghi, e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.  “Lo ho

informato della situazione sulla linea del fronte, ci aspettiamo ulteriore sostegno militare dai nostri partner”, ha scritto Zelensky su Twitter. “Ho sollevato la questione delle forniture di carburante. Sono state discusse maniere di prevenire la crisi alimentare. Dobbiamo sbloccare i porti insieme”.Secondo il presidente ucraino, nel corso del colloquio telefonico si è discusso dei “modi di impedire una crisi una crisi alimentare, dobbiamo sbloccare i porti insieme”.

h. 16.38 | Ucraina, in sette giorni deportate da Mariupol oltre 2.850 persone

Durante l’ultima settimana, la Russia ha deportato 2.856 persone dalla Mariupol occupata, secondo il consigliere del sindaco della città, Petro Andryushchenko, citato da Ukrainska Pravda.

“Nelle ultime 24 ore, gli occupanti hanno portato 280 residenti di Mariupol, inclusi 36 bambini, in un campo di filtraggio nel villaggio di Bezymenne”, ha affermato Andryushchenko – un totale di 2.856 residenti di Mariupol, inclusi 318 bambini, sono stati deportati nell’ultima settimana”.

h. 16.41 | Olena Zelenska inaugura con Unicef 50 centri per famiglie e bambini sfollati

Olena Zelenska, la moglie del presidente dell’ucraina Volodymyr Zelensky ha avuto un incontro con Murat Shahin, il presidente del fondo per i bambini Unicef. Si è parlato dell’apertura di 50 centri ‘Insieme’ nelle città ucraine. Sono dei centri creati su iniziativa dellUnicef per famiglie con bambini sfollati interni, in cui si può ottenere aiuto medico, psicologico, informativo.

h. 16.45 | Putin, Ucraina deve sminare i porti il prima possibile

Il presidente russo Vladimir Putin nel colloquio con il cancelliere austriaco Karl Nehammer ha sottolineato che l’Ucraina deve sminare i porti il prima possibile per consentire il passaggio delle navi. Lo rende noto il Cremlino, come riporta la Tass. Secondo Putin, i tentativi di incolpare la Russia per i problemi con le forniture alimentari sono “infondati”.  “Si è svolto un approfondito scambio di opinioni su questioni relative alla sicurezza alimentare globale. Vladimir Putin ha sottolineato che i tentativi di rendere la Russia responsabile delle difficoltà con l’approvvigionamento di prodotti agricoli ai mercati mondiali sono infondati”, afferma il comunicato, secondo il quale Putin ha fornito “spiegazioni dettagliate delle vere cause di questi problemi, sorti, tra l’altro, a causa delle sanzioni anti-russe da parte degli Stati Uniti e dell’Unione europea”. Il presidente russo ha poi detto al cancelliere austriaco che è Kiev a ostacolare il processo negoziale.  Il presidente russo ha confermato al cancelliere austriaco l’impegno della Russia a rispettare gli obblighi contrattuali per la fornitura di gas all’Austria.

h. 16.58 | Ucraina: Tupytsky ufficialmente ricercato, avrebbe lasciato illegalmente il Paese

L’ex capo della Corte costituzionale, Oleksandr Tupytsky è stato dichiarato ufficialmente “ricercato”.

L’ufficio del procuratore generale ucraino, riferisce ‘The Kyiv Independent’, sospetta che l’ex presidente della Corte costituzionale, abbia attraversato illegalmente il confine ucraino il 17 marzo e si trovi ora in Austria. Tupytsky era stato nominato dall’ex presidente ucraino filorusso Viktor Yanukovych.

h. 17.07 | Truss: “Falsa la notizia di un accordo tra i Paesi Nato per evitare la consegna di armi pesanti all’Ucraina“

La ministra degli Esteri britannica Liz Truss, liquida come “del tutto falsa” la notizia in arrivo da ambienti parlamentari in Germania su un accordo per evitare che i Paesi della Nato consegnino armi pesanti all’Ucraina. “Siamo molto chiari nel dire che è assolutamente legittimo sostenere l’Ucraina con carri armati e aerei e sosteniamo l’impegno della Repubblica ceca che ha inviato carri armati all’Ucraina”, ha spiegato da Praga. Londra, ha aggiunto, aiuta la Polonia a sostituire i suoi equipaggiamenti dopo che Varsavia ha inviato carri armati all’Ucraina. Al momento, l’Ucraina sta usando molti mezzi ex sovietici. Truss ha sottolineato che in futuro bisognerà “essere certi che Kiev sia in grado di difendersi da sola, e questo è quello che stiamo facendo con la Polonia e l’Ucraina”. Londra ha proposto alla Repubblica Ceca di unirsi a questa operazione di modernizzazione.

h. 17.10 | Biden, Putin vuole non solo il Paese ma cancellarne la cultura

Nella sua “brutale” guerra contro l’Ucraina, Vladimir Putin non solo vuole conquistare il Paese, ma “cancellarne la cultura”. Lo ha detto il presidente Usa Joe Biden, nel discorso tenuto all’Accademia navale di Annapolis, in occasione della cerimonia di fine corso della Classe 2022.

h. 17.14 | Zelensky: “22 milioni di tonnellate di grano bloccate, rischio catastrofe“

“Oggi nei silos ci sono 22 milioni di tonnellate di grano” e “non possiamo fornirle ai mercati internazionali”. Lo ha confermato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, secondo il quale quasi la metà delle esportazioni di grano ucraino è ferma dal momento che la Russia continua a bloccare le principale rotte per l’export attraverso il Mar Nero e il Mar d’Azov. Zelensky, riporta la Cnn, ha parlato di una potenziale “catastrofe” per la sicurezza alimentare globale in un intervento in video collegamento a un forum di un think tank indonesiano. Il presidente ucraino ha anche definito “prudenti” le stime Onu secondo cui quest’anno la carestia potrebbe colpire circa altri 50 milioni di persone. “A luglio – ha detto – quando molti Paesi avranno esaurito le scorte del raccolto dello scorso anno sarà evidente che la catastrofe sta arrivando davvero”.

h. 17.30 | Russia, Usa temono Ue forte con sani rapporti con Mosca

“Una Unione europea forte e indipendente”, con “sane relazioni con la Russia”, è uno “dei principali timori strategici di Washington”. Lo ha detto il vice ministro degli Esteri russo Alexander Grushko al canale televisivo ‘Russia-24’, secondo quanto riporta la Tass.

h. 17.34 | Assedio Severodonetsk: “Servono armi pesanti contro i russi”

Per resistere all’offensiva russa contro Severodonetsk servono armi pesanti. A dirlo alla Bbc è stato il capo dell’amministrazione della città, Roman Vlasenko, secondo cui le forze russe non hanno un vantaggio numero ma hanno più armi pesanti degli ucraini. “Le armi stanno raggiungendo il fronte in molte aree di Luhansk e Donetsk – ha sottolineato – Ma perché la controffensiva sia rapida ed efficace ne abbiamo bisogno di altre”. Vlasenko ha poi reso noto che le forze russe si trovano alla periferia di Severodonetsk e stanno cercando di prendere la città da tre lati, ma sono state respinte dalle aree centrali per due volte in tre giorni.

h. 17.36 | Ucraina chiede a Germania di fermare anche Nord Stream 1

L’azienda statale ucraina del gas chiede alla Germania di interrompere o di ridurre drasticamente la fornitura di gas naturale attraverso il gasdotto Nord Stream 1. Lo riportano diversi media tedeschi, citando una dichiarazione del Ceo Serhij Makogon alla tv ucraina. Una richiesta in tal senso sarebbe stata inviata al governo tedesco. La legge tedesca consente il funzionamento del gasdotto a condizione che assicuri le forniture di gas all’Europa. La Russia, tuttavia, avrebbe “violato questi principi”. Il Nord Stream 1 è in funzione dal 2011 e va dalla Russia fino al Meclemburgo-Pomerania Occidentale, attraversando il Mar Baltico. Il gasdotto Nord Stream 2 è stato invece ultimato nel 2021, ma non è mai entrato in funzione ed è stato bloccato dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

h. 17.38 | Cancelliere austriaco: “Putin pronto a discutere scambio prigionieri“

Il presidente russo Vladimir Putin sarebbe “pronto a discutere di uno scambio di prigionieri con l’Ucraina”. Lo ha spiegato il cancelliere austriaco Karl Nehammer dopo il colloquio con il leader del Cremlino. Lo riportano i media di Vienna.

h. 17.41 | Cancelliere austriaco: “Senza la guerra non ci sarebbero le sanzioni“

“Senza guerra non ci sarebbero sanzioni”. Lo ha ribadito il cancelliere austriaco Karl Nehammer al presidente russo Putin. Il capo di governo austriaco ha evidenziato a Vienna in uno statement dopo la telefonata con Putin che “ora va visto se ci sono segnali di disponibilità al compromesso, per esempio per quanto riguarda le esportazioni”. In riferimento al gas Putin avrebbe ribadito il rispetto degli accordi. Nehammer ha definito il colloquio “molto intenso e molto serio”. Il presidente russo “in linea di principio” sarebbe disposto ad aprire “corridoi di export sicuri” che, secondo Putin, potrebbero essere controllati dal segretario generale delle Nazione Unite. Per Nehammer, i canali per l’export di grano devono restare aperti. Putin avrebbe fatto dipendere le garanzie di approvvigionamento dalla fine delle sanzioni. Non ci sono invece novità per quanto riguarda un eventuale scambio di prigionieri. Secondo il cancelliere austriaco, “una politica attiva di neutralità significa parlare con tutti le parti, indicando comunque per nome l’aggressore”. La telefonata è stata concordata con il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, ma non con i partner Ue. “Questo non serve se tutti seguono la stessa linea”, ha aggiunto Nehammer. La telefonata è durata circa 45 minuti: spesso Putin, che parla bene tedesco, non ha necessitato della traduzione.

h. 17.57 | Ucraina: filorussi, rischio pena di morte per 3 mercenari stranieri catturati

“Tre mercenari stranieri, due britannici e un marocchino, che hanno combattuto nel Donbass dalla parte delle forze ucraine, potrebbero essere condannati alla pena di morte”. Lo ha detto l’ufficio del procuratore generale dell’autoproclamata Repubblica popolare di Dontesk (Dpr) a Interfax. “L’ufficio del procuratore generale della Dpr ha completato l’indagine sul procedimento penale contro un gruppo di mercenari stranieri provenienti dal Regno Unito e dal Marocco. Gli imputati, tenendo conto che siamo in tempo di guerra, possono essere sottoposti alla pena di morte”, ha detto Viktor Gavrilov, rappresentante dell’ufficio del procuratore generale della Dpr. I combattenti stranieri sono i britannici Sean Pinaire e Andrew Hill e il marocchino Sadoun Brahim, catturati durante gli scontri nel Donbass questa primavera.

h. 18.12 | Telefonata Kuleba- Blinken: “In arrivo armi pesanti, sostegno contro blocco russo export“

Colloquio telefonico tra Dmyrto Kuleba e Antonhy Blinken. A darne notizia su twitter è stato il ministro degli Esteri ucraino, che ha detto di “apprezzare gli sforzi personali” del segretario di Stato per “assicurare un sostegno americano e globale continuato all’Ucraina”. “Le armi pesanti sono in cima alla nostra agenda – ha scritto Kuleba – e altre ne stanno arrivando. L’Ucraina e gli Stati Uniti lavorano fianco a fianco per consegnare le nostre esportazioni alimentari nonostante l’irresponsabile blocco russo”.

h. 18.20 | Ucraina: “In Crimea i russi costringono a donare sangue per i soldati feriti”

“Donazioni forzate di sangue” in Crimea. E’ l’accusa alle autorità russe che arriva dalla commissaria per i diritti umani del Parlamento ucraino, Lyudmyla Denisova. “Ricevo costantemente informazioni su un gran numero di soldati feriti in ospedali e sanatori della penisola – ha detto, secondo quanto riporta l’agenzia Unian – Le istituzioni sanitarie non possono far fronte” alla situazione e “c’è una carenza catastrofica di sangue”. Denisova ha parlato di reparti sovraffollati nell’ospedale militare di Sebastopoli. “Le autorità dell’occupazione chiedono ai datori di lavoro di inviare lavoratori ai centri per le donazioni di sangue – ha detto – Le persone di vedono costrette a diventare donatori per non perdere il lavoro”. Una campagna in cui, secondo la Denisova, non ci sono criteri né attenzione medica, dal momento che – ha denunciato – “non viene chiesta alcuna documentazione e non vengono effettuati esami”.

h. 18.32 | Possibile viaggio di Salvini a Mosca

Matteo Salvini potrebbe andare a Mosca nei prossimi giorni. E’ quanto filtra da fonti del partito, sottolineando che nessun viaggio è sato ancora organizzato. Nel pomeriggio una nota della Lega ha ribadito l’impegno del segretario per arrivare a un tavolo per la pace: “Anche la Lega, e io personalmente, insistiamo e insisteremo per far tornare le parti in conflitto al tavolo dei negoziati e per un cessate il fuoco, per evitare che la guerra faccia altri morti, prosegua o peggio ancora si estenda”.

h. 18.37 | Blinken: “Cremlino continua a usare cibo come arma e a diffondere Fake news“

“Il Cremlino continua a usare il cibo come arma e a diffondere false affermazioni sulle sanzioni degli Stati Uniti”. E’ quello che ha detto il segretario di Stato americano Antony Blinken nel colloquio avuto con il ministro degli Esteri ucraino Dmytri Kuleba, al quale ha assicurato “un sostegno aggiuntivo americano”. Blinken e Kuleba “hanno condiviso gli aggiornamenti sugli sforzi per risolvere la crisi alimentare globale causata dall’invasione del presidente Putin”, si legge in una nota del portavoce del dipartimento di Stato.

h. 18.54 | Governatore Lugansk: “Severodonetsk non è accerchiata, ma sono in corso combattimenti”  

“Oggi i media russi diffondono informazioni circa il fatto che la città di Severodonetsk sarebbe completamente accerchiata. Questo non corrisponde al vero. La città non è accerchiata e non è tagliata fuori. Nella periferia della città tuttavia ci sono alcuni gruppi di militari russi. Loro controllano l’albergo ‘Mir’ e la stazione di autobus. Ma non possono avanzare. Sono in corso i combattimenti in città”. A riferirlo a Radio Svoboda è il Governatore di Lugansk, Serhii Haidai

h. 19.00 | Sindaco Severodonetsk: “Scarseggia acqua potabile“

 “Da due settimane siamo senza elettricità e acqua calda. Cerchiamo di fare di tutto per ripristinare i servizi, ma è difficile. E c’è carenza di acqua potabile”. Lo ha detto a Bfmtv il sindaco di Severodonetsk, Olexander Stryuk, lanciando l’allarme per la città nell’est dell’Ucraina, mentre -secondo il governatore della regione di Luhansk, Sergey Haidai – due terzi di Severodonetsk sono ormai circondati dai russi. “E’ un problema grave che dobbiamo risolvere”, ha aggiunto, parlando dell’acqua potabile e della “paura che incombe su di noi”, quella della sorte di Mariupol – la città martire ucraina – e senza però dimenticare di ribadire la fiducia nelle forze ucraine.

h. 19.01 | Salvini: “A Mosca? Costruire pace, ce la metto tutta“

“Mi chiedono se andrò a Mosca. Lo chiedo a voi. Ieri Draghi ha fatto una cosa giusta: ha chiamato Putin. E’ chiaro che la pace non la ottieni accendendo una candela in Duomo, ma va costruita, cercata telefonata per telefonata, incontro per incontro”. Lo dice il segretario della Lega, Matteo Salvini, durante un comizio a Como. “C’è il dovere di fare di tutto per avvicinarsi alla pace e, come Draghi ha fatto bene a chiamare Putin, io ce la sto mettendo tuttaa. La pace e la vita valgono tutto. Pace, vita e lavoro”, ha aggiunto Salvini.

h. 19.30 | Telefonata Blinken-Kuleba, focus su crisi alimentare globale

 Il segretario di Stato Usa Antony Blinken ha avuto oggi un colloquio con il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, per discutere della “continua” assistenza di Washington a Kiev nel fronteggiare la “brutale” aggressione russa. I due ministri, riferisce il dipartimento di Stato, hanno condiviso le ultime informazioni riguardanti i tentativi di “risolvere la crisi globale per la sicurezza alimentare” provocata dall’invasione russa, sottolineando che il Cremlino “continua ad usare il cibo come un’arma e a diffondere false accuse riguardo alle sanzioni Usa”.

h. 19.40 | Pentagono non esclude di fornire razzi a lunga gittata

L’amministrazione Biden non esclude di consegnare all’Ucraina razzi a lunga gittata per contrastare l’avanzata russa nel Donbass. Lo ha fatto capire il portavoce del Pentagono, John Kirby, di fatto confermando quando anticipato dalla Cnn. Senza voler specificare se Washington davvero consegnerà questo tipo di armi a Kiev, Kirby ha sottolineato che gli Usa lavorano “ogni giorno” per portare armi e sistemi di difesa in Ucraina. “Siamo in costante comunicazione con loro riguardo alle loro necessità”, ha riferito il portavoce della Difesa statunitense; e ha aggiunto che gli Usa sono consapevoli che gli ucraini hanno richiesto “privatamente e pubblicamente” sistemi di lanciarazzo multipli, senza voler confermare se verranno davvero forniti. La richiesta ucraina è di avere il multiple launch rocket System, o Mlrs, che possono sparare una raffica di razzi per centinaia di chilometri; e l’high mobility artillery rocket system, o Himars, un sistema a ruote più leggere in grado di sparare molti degli stessi tipi di munizioni dell’Mlrs. Kirby ha ricordato che finora gli Stati Uniti hanno fornito a Kiev 10 pacchetti di aiuti e che l’undicesimo è pronto.

h. 19.49 | Media, Russia valuta secondo assalto a Kiev

La Russia starebbe valutando un secondo assalto a Kiev. E’ quanto riferisce il sito di notizie Meduza, secondo cui Mosca spera di poter vincere una guerra di logoramento in Ucraina. L’amministrazione Putin starebbe cominciando a pensare di poter ottenere una vittoria su vasta scala entro la fine dell’anno, riporta Meduza, che cita fonti vicine al Cremlino. Le autorità russe avrebbero fissato una soglia minima e una soglia massima per dichiarare l'”operazione militare speciale completata e di successo”. La minima sarebbe la presa del Donbass mentre l’obiettivo massimo sarebbe la presa di Kiev. I leader militari russi si sono rassegnati al fatto che la capitale dell’Ucraina non può essere “catturata con poco spargimento di sangue”, il che significa che qualsiasi seconda offensiva avrebbe bisogno di più truppe, riferisce Meduza.

h. 19.57 | Chiesa Ortodossa ucraina dichiara indipendenza da quella russa

Il Consiglio del Patriarcato della Chiesa Ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca (Uoc) ha dichiarato “piena indipendenza” dalla Chiesa ortodossa russa. Lo riportano diversi media russi e ucraini. La Uoc di Mosca ha “condannato la posizione del patriarca di Mosca Kirill e la guerra della Russia contro l’Ucraina”, ed ha “invitato le parti a continuare i negoziati”.

h. 20.00 | Geraschenko: “La guerra è cambiata, non finirà presto se non riceveremo armi necessarie“

“Nell’ultimo mese i combattimenti sono cambiati. La guerra ora è diversa. I russi accumulano grandi quantità di artiglieria su un piccola zona e colpiscono le nostre posizioni. La difficoltà è che noi dobbiamo difendere un confine lungo più di 1000 km e il nemico è libero di scegliere dove avanzare. Noi dobbiamo avere le armi per difenderci e fare la controffensiva. Perciò la guerra non finirà presto se non riceveremo armi necessari”. Ad affermarlo è il consigliere del ministro degli Interni dell’Ucraina Anton Geraschenko in un diretta sui social.  

h. 20.02 | Geraschenko: “Abbiamo elenco dei prigionieri di Azovstal“

“Abbiamo ricevuto, tramite la connessione di internet Starlink, prima della loro uscita da Azovstal, tutti gli elenchi dei nostri difensori della guardia nazionale, Azov, e altri. Tra di loro ci sono circa 40-50 donne”. Lo afferma, durante una diretta trasmessa sul suo canale Telegram, il consigliere del ministro dell’Interno ucraino Anton Geraschenko. “Non posso dire quanto tempo servirà per riportarli in patria -dice Gerashchenko- non ho partecipato ai negoziati, ma ritengo che lo Stato debba collaborare a stretto contatto con tutti per far tornare tutti i nostri difensori. Bisogna fare di tutto anche perché i nostri ragazzi abbiano la possibilità di ricevere le spedizioni con oggetti personali”.

h. 20.10 | Governatore Lugansk: “Possibile ritiro delle forze per non essere catturate“

Le forze ucraine potrebbero essere costrette a ritirarsi dall’ultima loro sacca di resistenza nella regione di Lugansk per evitare di essere catturate. Lo ha detto il governatore regionale, Sergei Gaidai, che in un post su telegram, riferendosi all’assedio russo di Severodonetsk d Lysychansk, ha scritto: “I russi non saranno in grado di catturare la regione di Lugansk nei prossimi giorni come avevano previsto gli analisti. Abbiamo forze e risorse sufficienti per difenderci. Comunque è possibile che per non essere circondati ci dovremo ritirare”.

h. 20.23 | Quattro deputati regionali russi contestano guerra in aula

Un gruppo di deputati comunisti del Parlamento regionale di Primorye, in Russia, ha contestato l’intervento russo in Ucraina. Lo riporta Kommersant. “Siamo consci che se il notro Paese non ferma l’operazione militare ci saranno ancora più orfani nel nostro Paese”, è l’appello a Vladimir Putin letto in aula da Leonid Vasyukevich a nome di quattro parlamentari del suo partito, “durante l’operazione militare, muoiono e diventano disabili giovani che potrebbero dare molto al nostro Paese”. Secondo il quotidiano, il comunicato letto da Vasyukevich ha causato “un’ondata di indignazione” tra i colleghi, alcuni dei quali hanno chiesto la sua espulsione dall’aula. Il capogruppo comunista nel Parlamento di Primorye, Anatoly Dolgochev, ha promesso “dure misure” contro un’iniziativa “non concordata” che “ha disonorato il Partito Comunista”.

h. 20.38 | Blinken, allargamento non minaccia nè provoca Russia

L’allargamento della Nato alla Finlandia e alla Svezia “non è una provocazione o una minaccia per la Russia”. Lo ha dichiarato il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, in conferenza stampa con l’omologo finlandese, Pekka Haavisto. “La Nato è sempre stata un’alleanza difensiva e non ha mai cercato lo scontro, la ragione per cui nuovi Paesi stanno chiedendo di entrare nella Nato è che la Russia ha attaccato più volte i suoi vicini senza essere provocata”, ha aggiunto Blinken, “la Russia voleva diventare più forte e si è indebolita, voleva dividere la Nato ma l’ha compattata”. Il segretario di Stato Usa “continuare a essere fiducioso che Svezia e Finlandia entreranno presto nella Nato”. “La nostra politica delle porte aperte è un cardine dell’alleanza”, che ha promesso una “forte presenza” della Nato nel Mar Baltico.

h. 20.43 | Media, restrizioni a conti italiani in filiali Unicredit e Intesa

La Banca Centrale russa ha imposto restrizioni temporanee alle persone fisiche e giuridiche italiane che hanno conti nelle filiali russe delle banche Unicredit e Intesa. Lo ha riferito Bloomberg, secondo quanto riporta la Tass. La Banca Centrale avrebbe inviato una lettera alle banche in cui si afferma che le persone fisiche e giuridiche italiane con conti nelle divisioni russe di Unicredit e Intesa non potranno prelevare fondi senza il permesso della direzione locale per un anno. Le fonti hanno anche detto che ai cittadini e alle aziende italiane sarà vietato aprire nuovi conti.

h. 20.45 | Russia: “Kiev ha bombardato un villaggio russo al confine”

Il governatore della regione russa di Belgorod, Vyacheslav Gladkov, ha riferito che le forze armate ucraine hanno nuovamente bombardato il villaggio di Nekhoteevka, al confine tra Russia e Ucraina. “Otto edifici, un gasdotto e una linea elettrica sono stati danneggiati. C’è un ferito”, ha affermato il governatore, secondo quanto riporta l’agenzia Interfax.

h. 20.49 | Finlandia: “Pronti a ogni opzione per nuove sanzioni“

Le sanzioni occidentali “hanno colpito la Russia con durezza” e Helsinki è pronta a “ogni opzione per nuove sanzioni, inclusa l’energia”. Lo ha detto il ministro degli Esteri finlandese, Pekka Haavisto, in una conferenza stampa a Washington con il segretario di Stato americano Antony Blinken. Haavist ha affermato di “prendere molto sul serio” le criticità sollevate dalla Turchia in merito all’ingresso di Stoccolma e Helsinki nella Nato. “Siamo in stretto contatto con la Turchia e desideriamo che prosegua il dialogo costruttivo”, ha detto Haavisto, “siamo pronti a discutere qualsiasi questione sollevata in questo importantissimo processo e apprezziamo il sostegno ricevuto in questo dagli Stati Uniti”.

h. 21.00 | Procuratore Corte Penale Internazionale: “Mosca collabori”

Il Procuratore della Corte Penale Internazionale, Karim Khan, ha invitato la Russia a collaborare alle indagini su presunti crimini di guerra commessi dalle forze di Mosca durante l’invasione dell’Ucraina. “L’invito è qui. La mia porta è aperta e continuerò inoltre a bussare alla porta della Federazione Russa”, ha detto Khan in un’intervista a France Presse.

h. 21.14 | Fonti Farnesina: “Salvini a Mosca? Mai comunicato”

 “Eravate a conoscenza del viaggio di Salvini a Mosca? No, non ci è stata fatta alcuna comunicazione, non siamo a conoscenza di alcun viaggio”, così fonti della Farnesina rispondono alla domanda di un possibile viaggio di Matteo Salvini a Mosca.

h. 21.30 | Bielorussia limita accesso ai territori di confine 

Le autorità bielorusse hanno annunciato oggi che, tra il 1 giugno e il 31 agosto, l’accesso dei cittadini alla striscia di confine con l’Ucraina sarà limitato. Secondo l’agenzia di stampa bielorussa Belta, le autorità statali responsabili per le frontiere hanno indicato che la misura, adottata “per garantire la sicurezza”, riguarda i distretti di Bragin, Loevski e Joiniki, nella regione di Gomel. Il provvedimento arriva a pochi giorni dalla denuncia del governo ucraino secondo cui l’esercito russo ha piazzato una serie di missili ‘Iskander’ proprio nella zona di confine tra Bielorussia e Ucraina.

h. 22.00 | Colloquio telefonico Macron-von der Leyen su proposte per ridurre dipendenza Ue dalla Russia 

Il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato per telefono con la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen in vista del Consiglio Europeo del 30 e 31 maggio. A renderlo noto è stato l’Eliseo, in un comunicato. “Il colloquio è stato incentrato sull’energia e le proposte fatte dalla Commissione, nel suo piano RepowerEU, per ridurre la dipendenza dell’Unione dagli idrocarburi russi ed accelerare la transizione ecologica. Si è quindi parlato di assistenza macro-finanziaria urgente di cui l’Ucraina ha bisogno e che l’Unione Europea potrà fornire”. Macron e Von der Leyen hanno quindi espresso “la loro comune ambizione sugli investimenti in materia di difesa e i mezzi per sostenere l’industria della difesa europea”.

h. 22.26 | Patriarcato Mosca, preghiamo per unità Chiesa ortodossa

“La Chiesa ortodossa russa non ha ricevuto alcun appello dalla Chiesa ortodossa ucraina, quindi non possiamo rispondere alle informazioni che riceviamo dalla stampa. Preghiamo per la conservazione dell’unità della Chiesa ortodossa russa. Preghiamo per il rapido inizio della pace e per la cessazione dello spargimento di sangue”. E’ quanto ha affermato il portavoce della Chiesa ortodossa russa Vladimir Legoyda citato da Interfax. Il commento è arrivato dopo che il Concilio della Chiesa ortodossa ucraina, tenutosi venerdì a Kiev, ha espresso disaccordo con la posizione del patriarca Kirill di Mosca in merito alla guerra in Ucraina e ha indicato la sua completa indipendenza dall’autorità religiosa russa.

Ira di Putin per le super armi Usa a Kiev. Zelensky: Donbass, situazione difficile ma tornerà nostro. Francesco Battistini, Andrea Marinelli, Guido Olimpio, Marta Serafini su Il Corriere della Sera il 28 Maggio 2022. 

Le notizie di sabato 28 maggio sulla guerra, in diretta. Salvini prepara la visita a Mosca. Kadyrov: un gruppo di combattenti ceceni ha preso il pieno controllo della linea di contatto con «i nazionalisti ucraini»

• La guerra in Ucraina è arrivata al 94esimo giorno: qui lo speciale sui tre mesi di conflitto.

• I russi avanzano nel Donbass. Zelensky: «È genocidio». Biden pronto a inviare armi più potenti.

• Salvini pensa alla possibilità di una visita a Mosca - ma nella mattinata di oggi ha anche affermato che «è difficile» e che «se vado, non è a nome del governo».

• Ieri la telefonata tra Draghi e Zelensky: «Dobbiamo sbloccare i porti insieme per prevenire una crisi alimentare». Putin accusa gli ucraini per le mine nei porti che fermano le navi con i carichi di grano e per i negoziati sospesi.

• La Chiesa ortodossa ucraina si stacca da Mosca e si dichiara indipendente.

• Secondo il sito di notizie Meduza, la Russia starebbe valutando un secondo assalto a Kiev, forse in autunno.

Ore 02:00 - Donetsk, cinque civili morti e quattro feriti

Sono cinque i civili morti e quattro i feriti nelle ultime 24 ore a causa dei bombardamenti nella regione di Donetsk. A riferirlo è il capo dell’amministrazione militare regionale Pavel Kirilenko, che ha sottolineato l’impossibilità, al momento, di stabilire il numero esatto delle vittime a Mariupol e Volnovakha.

Ore 02:18 - Pentagono, la commessa da 624 milioni di dollari per i missili Stinger

Un mega contratto da 624 milioni dollari è stato assegnato dal Pentagono alla Raytheon per la produzione di missili antiaerei Stinger , uno dei sistemi militari chiave che gli Stati Uniti hanno fornito all’Ucraina nella guerra con la Russia. Lo riporta la Cnn. Dall’inizio dell’invasione, gli Usa hanno inviato più di 1.400 sistemi Stinger, missili antiaerei a corto raggio con una portata di circa 5 chilometri in grado di abbattere droni, aerei ed elicotteri a bassa quota.

Ore 03:21 - Bloccate le vie d’uscita da Severodonetsk nell’Ucraina orientale

La città ucraina assediata di Sievierdonetsk sembra essere quasi completamente circondata dalle forze russe . Il leader della Cecenia, Ramzan Kadyrov, ha affermato ieri sera - riporta l’agenzia di stampa russa Tass - che un gruppo di combattenti ceceni ha preso il pieno controllo della linea di contatto con «i nazionalisti ucraini» a Severodonetsk, bloccando le uscite dalla città. Una “linea di contatto” è la demarcazione tra due o più eserciti, siano essi alleati o belligeranti.

Ore 06:37 - La svolta nelle armi a Kiev, e l’ira di Putin

(Gianluca Mercuri) Al 94esimo giorno di guerra, arriva dalla Cnn la notizia che gli Stati Uniti hanno deciso di armare l’Ucraina come vuole l’Ucraina. 

Punto per punto:

• Che arma è

Si chiama Mlrs, che sta per Multiple Launch Rocket System ed è un micidiale sistema lanciarazzi a lungo raggio, capace di sparare a raffica missili fino a 300 chilometri di distanza e di spostarsi rapidamente su veicoli blindati. «È quello che ci serve per respingere i russi», dice da giorni il ministro degli Esteri di Kiev Kuleba. 

•Quando sarà usata

Gli ucraini avranno bisogno di un paio di settimane per imparare come funziona. Glielo spiegheranno istruttori europei e forse anche americani già in loco. 

• Perché non è arrivata prima

Per due motivi, spiega Francesco Battistini: «1)Si tratta di sistemi molto sofisticati che al Pentagono custodiscono gelosi, perché ce n’è pochi, e i generali temono di sguarnire le scorte necessarie alla difesa nazionale; 2) c’è il rischio concreto che Kiev li utilizzi per colpire sul territorio russo, come già ha fatto, ampliando così il conflitto». Zelensky avrebbe però dato rassicurazioni agli Usa su un uso «difensivo». 

•Perché è importante

Perché l’artiglieria convenzionale russa martella gli obiettivi ucraini da 50 km di distanza, e se ora diventerà raggiungibile sarà costretta ad arretrare. Nell’Est del Paese, al momento, la resistenza ucraina è in grande difficoltà proprio perché i russi, pur avanzando con grande lentezza, sono liberi di colpire. 

• L’esempio di Severodonetsk

La città sotto assedio, detta ormai «la nuova Mariupol», è l’ultimo bastione della regione di Lugansk, con oltre 100 mila dei suoi 120 mila abitanti già fuggiti. Il suo governatore ha detto a Marta Serafini che «i russi vincono grazie ai grad (i sistemi missilistici semoventi) e all’artiglieria a lunga distanza: se ci arrivassero nuove armi ci metteremmo davvero poco a ricacciarli indietro». Intanto quanto può resistere la città? «Una settimana, due al massimo». 

•Le mosse americane

Gli Stati uniti, spiegano Andrea Marinelli e Guido Olimpio nel loro punto militare, seguono lo stesso schema da tre mesi: aspettano di vedere quanto resistono gli ucraini e poi alzano il livello di assistenza. Così sono passati dall’offerta di fuga a Zelensky al rifornimento di missili anticarro e antiaereo portatili (Javelin e Stinger), fino ai droni-kamikaze Switchblade. Ora i Mlrs. Ma gli ucraini già chiedono qualcosa di più, gli Himars (High Mobility Artillery Rocket System), sistemi lanciarazzi ancora più agili e leggeri. 

• È un’escalation?

Letteralmente, sì. Era evitabile? Letteralmente, no: senza queste armi oggi l’Ucraina sarebbe il campo da tennis di Putin. 

• E Putin come l’ha presa?

Malissimo, chiaramente. Lo stesso presidente russo ha parlato di «un’aggressione di fatto da parte di alcuni Paesi ostili». E il ministro degli Esteri Lavrov è andato oltre: «L’Occidente ha dichiarato guerra a noi, a tutto il mondo russo. Sarà una lunga guerra...».

(Questo punto è stato pubblicato originariamente su PrimaOra, la newsletter che il Corriere riserva ogni giorno ai suoi abbonati e che fa parte de Il Punto. )

Ore 06:41 - La mossa di Matteo Salvini, che progetta di andare a Mosca

(Gianluca Mercuri) Il leader della Lega, Matteo Salvini, sta lavorando a un possibile viaggio a Mosca. 

• Quando vuole andare?

Nei prossimi giorni: forse già domani sarà a Istanbul per poi raggiungere da lì la capitale russa, dove si fermerebbe almeno due giorni per «incontri istituzionali». Nel 2017 aveva visto Lavrov. 

•Parole sue

Ha detto ieri Salvini ai giornalisti: «Mi chiedono se andrò a Mosca. Lo chiedo a voi. Draghi ha fatto una cosa giusta: ha chiamato Putin. È chiaro che la pace non la ottieni accendendo una candela in Duomo, ma va costruita e cercata telefonata per telefonata, incontro per incontro. C’è il dovere di fare di tutto per avvicinarsi alla pace e, come Draghi ha fatto bene a chiamare Putin, io ce la sto mettendo tutta». Nella chat della Lega, rivela Marco Cremonesi, è stato più esplicito: «Dopo un lavoro di settimane e a tutti i livelli si sta aprendo la possibilità di incontrare, per parlare di cessate il fuoco, forniture di grano e ritorno al dialogo, rappresentanti dei governi di Russia e Turchia, nonché rappresentanti di altri governi e istituzioni internazionali». 

• Gli incontri preparatori

Il 5 maggio Salvini ha visto l’ambasciatore turco a Roma, e ieri il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin. 

• Come l’hanno presa nella Lega

Cremonesi: «I leghisti alzano le braccia: “È diventata la sua ossessione…”». E «un dirigente di rango» si è lasciato andare: «Non so se ha senso ribadire una volta di più l’immagine dell’“uomo di Mosca”». 

Marco Galluzzo ricorda a questo proposito che «i rapporti di Salvini e altri esponenti della Lega con il potere russo non sempre sono stati giudicati trasparenti, sia da inchieste giornalistiche sia da indagini giudiziarie, indagini che non hanno coinvolto direttamente il leader della Lega, ma hanno acceso un faro non sempre limpido sulla sua rete di relazioni con Mosca». 

•Come l’hanno presa nel governo

Galluzzo: «“È una notizia che si commenta da sola”, rilevano con una punta di fastidio, sconcerto e persino d’ironia a Palazzo Chigi». «C’è la paura che Salvini esponga l’Italia a una brutta figura, ricordando fra le altre cose che il suo viaggio in Polonia». «La visita a Mosca di un membro di rilievo della maggioranza verrebbe letta in modo negativo in ambienti internazionali». Sia Draghi sia il ministro degli Esteri Di Maio «venivano descritti da fonti di governo quantomeno infastiditi, per usare un eufemismo, dalla sola ipotesi di un viaggio». 

• Come l’hanno presa nel Pd

Enrico Letta: «Iniziativa strampalata e senza utilità: Salvini va dove gli batte il cuore». No comment degli altri partiti. 

•Il commento di Massimo Franco La mossa di Salvini «promette di acuire i sospetti che dall’inizio dell’aggressione armata pesano sul capo leghista: avere abbracciato un pacifismo di principio che favorisce la strategia russa». 

(Questo punto è stato pubblicato originariamente su PrimaOra, la newsletter che il Corriere riserva ogni giorno ai suoi abbonati e che fa parte de Il Punto. )

Ore 07:12 - La visita a Parolin, i contatti turchi: il retroscena della visita di Salvini

(Marco Cremonesi) Matteo Salvini, salvo sorprese, dovrebbe partire per Istanbul nei prossimi giorni, forse domenica, per poi dirigersi a Mosca per almeno 48 ore. 

Al momento, nessuno sa dire chi incontrerà e il perimetro esatto della missione: si parla soltanto di incontri con «esponenti istituzionali». 

Certamente il leader leghista ha lavorato con convinzione per organizzare il viaggio, pare di concerto con il suo consigliere diplomatico Antonio Capuano. E il 5 maggio ha incontrato l’ambasciatore turco a Roma, Omer Gucuk. 

Nelle scorse settimane, si era diffusa la notizia che Salvini avesse già chiesto il visto all’ambasciata russa. Ma allora, lui aveva smentito: «Non so neanche dove sia il mio passaporto». 

Ieri, i cronisti hanno interpellato il leader leghista: «Mi chiedono se andrò a Mosca... C’è il dovere di fare di tutto per avvicinarsi alla pace e, come Draghi ha fatto bene a chiamare Putin, io ce la sto mettendo tutta».

 Ieri mattina il leader leghista ha incontrato in Vaticano il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, anche se la Lega ufficialmente non conferma.

Ore 07:18 - Zelensky e la situazione nel Donbass

Nel Donbass la situazione è «difficile»: ma anche quell’area dell’Ucraina «tornerà nostra». 

A parlare, di fronte a una situazione sul campo obiettivamente complicata, è il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. 

«La Russia non dovrebbe pensare che terrà sotto il loro controllo le città di Lyman o Severodonetsk — poiché alla fine torneranno in Ucraina», ha detto. «Ecco perché dobbiamo aumentare la nostra difesa, aumentare la nostra resistenza e il Donbass sarà di nuovo ucraino. Anche se la Russia porterà tutte le sofferenze e la rovina nel Donbass, ricostruiremo ogni città, ogni comunità», ha aggiunto.

Ore 07:31 - Si rischiano 400mila arrivi di migranti in Italia per la crisi alimentare

(Gianluca Mercuri) Fin dalla visita a Washington di due settimane fa, il presidente del Consiglio Mario Draghi si è dato un obiettivo concreto e immediato, per certi versi perfino più urgente della ripresa dei negoziati: sbloccare il grano ucraino che la guerra ha reso inesportabile.

 Punto per punto:

• Perché è importante

Per un interesse umanitario vitale per il mondo — non aggravare la situazione alimentare di decine di milioni di africani e asiatici: la fame colpirà 220 milioni di persone, dice il vicedirettore della Fao Maurizio Martina ad Alessandra Arachi — e per un interesse nazionale vitale per l’Italia, evitare una gigantesca ondata di profughi da Sud che si aggiungerebbe a quella, finora gestita con successo, degli ucraini. 

• L’allarme dei servizi

Rivela Francesco Verderami che «da settimane l’intelligence italiana ha informato il governo che il Paese rischia di essere investito da un flusso straordinario di arrivi calcolato in “centinaia di migliaia” di persone», «quattrocentomila» secondo un membro del governo. 

•Il cibo come arma

È l’accusa che gli Usa rivolgono alla Russia e purtroppo non sembra campata in aria: pare evidente l’interesse di Mosca a destabilizzare l’Europa con una nuova ondata di sbarchi, sia per vendetta sia per farle passare la voglia di aiutare gli ucraini. 

•La telefonata con Kiev

Giovedì Draghi aveva affrontato la questione grano con Putin, che aveva espresso la volontà di «controllare le rotte» delle navi cariche di cereali. Ieri il premier ne ha parlato anche con Zelensky, che ha chiesto aiuto sul problema «dell’approvvigionamento di carburante». Il presidente ucraino ha detto che ci sono 22 milioni di tonnellate di grano ferme nei silos. Sempre ieri, Putin ha aggiunto che «la parte ucraina dovrebbe sminare al più presto i porti per il libero passaggio delle navi bloccate». 

(Questo punto è stato pubblicato originariamente su PrimaOra, la newsletter che il Corriere riserva ogni giorno ai suoi abbonati e che fa parte de Il Punto.)

Ore 07:47 - I russi hanno conquistato una città strategicamente importante

Ormai è un appuntamento noto: ogni giorno, il ministero della Difesa britannico pubblica un report che fa il punto sull'andamento delle operazioni sul campo. Ed è un report colmo di informazioni di enorme rilevanza — anche perché la Gran Bretagna ha mostrato di avere, fino ad ora, informazioni estremamente accurate su ciò che accade tra Mosca e Kiev. 

Quello di oggi, però, è un report preoccupante per l'Ucraina. Perché l'intelligence militare di Londra spiega che «il 27 maggio, le forze russe hanno probabilmente catturato la maggior parte della città di Lyman, nel nord dell’Oblast di Donetsk, in quella che probabilmente è un’operazione preliminare per la prossima fase dell’offensiva russa nel Donbas». 

Si tratta di una conquista «strategicamente importante», perché Lyman «è sede di un importante nodo ferroviario e dà accesso a importanti ponti ferroviari e stradali sul fiume Siverskyy Donets». 

«Nei prossimi giorni», quindi , «è probabile che le unità russe nell’area diano priorità alla forzatura dell’attraversamento del fiume»: e «una testa di ponte vicino a Lyman darebbe alla Russia un vantaggio nella potenziale prossima fase dell’offensiva nel Donbass, quando probabilmente cercherà di avanzare verso le città chiave controllate dagli ucraini più in profondità nell’Oblast di Donetsk, Sloviansk e Kramatorsk». 

«Se la Russia riuscisse a conquistare queste aree, molto probabilmente il Cremlino lo vedrebbe come un risultato politico sostanziale e lo ritrarrebbe al popolo russo come una giustificazione dell’invasione».

Ore 08:15 - «Ci sono diecimila russi, in questa regione»

Due giorni fa, il governatore della regione di Luhansk, Sergiy Gaidai, aveva parlato dello «choc» della popolazione e dei militari, vedendo i soldati russi «uscire da ogni parte». 

Oggi — parlando alla tv nazionale ucraina — prova a dare una dimensione numerica a quello choc: ci sarebbero, ha spiegato, «diecimila truppe russe» nella sua regione. E si tratta di «unità stanziate in modo permanente nella regione, che stanno cercando di assaltarla e di conquistare terreno in qualsiasi direzione».

Ore 08:21 - L'India aggira le sanzioni occidentali: il «doppio gioco» di Modi

(Federico Rampini) I motori dell’Air Force One erano ancora caldi per la lunga trasferta di Joe Biden in Asia, dove il presidente americano aveva partecipato anche a un vertice del Quad, il quadrilatero strategico in funzione anti-Cina che include India, Giappone, Australia. 

Ed ecco che da Delhi è arrivato l’ennesimo tradimento. Altro che allinearsi con l’America sulla guerra in Ucraina. 

Il governo di Narendra Modi ha annunciato che l’India continuerà a comprare petrolio dalla Russia. Più di prima. 

Delhi e Mosca stanno mettendo a punto un meccanismo finanziario per facilitare i pagamenti e gli scambi fra rublo e rupia aggirando le sanzioni occidentali contro Vladimir Putin. 

L’India si sta comportando in modo perfino più «sfacciato» della Cina. Le aziende di Stato cinesi sono più circospette nelle loro transazioni con la Russia perché non vogliono finire a loro volta sulla lista nera delle sanzioni. Il governo Modi invece procede alla luce del sole, incrementa i propri acquisti di energia dalla Russia, e lo fa con grande abilità negoziale: ottiene sconti molto sostanziali rispetto ai prezzi di mercato.

Ore 08:34 - Perché siamo entrati nella «terza fase» della guerra

(Andrea Marinelli e Guido Olimpio) Dopo tre mesi di combattimenti intensi, la resistenza è in grande difficoltà nell’est del Paese, dove i russi — aggiustate tattiche e obiettivi — stanno avendo la meglio. 

Proprio questi rovesci hanno convinto gli Stati Uniti a compiere un nuovo passo in avanti nell’invio di armi. 

La prossima settimana gli Usa dovrebbero approvare un nuovo pacchetto di aiuti che comprenderebbe anche gli Mlrs, con i quali la resistenza può ingaggiare obiettivi da lunga distanza e con precisione. 

Sono sistemi composti da 12 tubi che sparano razzi da 300 chilogrammi. La gittata massima — dipende dalle munizioni — può arrivare a 300 chilometri, ben più ampia di qualunque mezzo attualmente in dotazione agli ucraini. 

Il governo di Kiev chiede però anche i sistemi Himars (High Mobility Artillery Rocket System), che sparano razzi simili ma sono più leggeri e manovrabili. È un’arma devastante contro concentrazioni di truppe e mezzi: essendo mobile, spara e si sposta rapidamente sottraendosi al fuoco nemico. 

Con queste armi, si entrerebbe in una «terza fase» del conflitto, e del supporto occidentale all'Ucraina: «La prima "ondata" di armi ha permesso un "contenimento", poi gli ucraini hanno sollecitato una mossa ulteriore: carri armati, aerei, armi pesanti per provare a riconquistare territorio. Gli Stati Uniti hanno risposto nei primi giorni d’aprile. E tra la fine di aprile e metà maggio c’è stato un altro momento importante, proiettato verso il futuro. Al vertice di Ramstein, in Germania, i Paesi donatori hanno deciso una transizione dell’esercito ucraino verso i prodotti Nato, che permetterà di fornire armi e soprattutto munizioni — di cui c’è continua necessità — senza doverle racimolare alla «fiera» dell’Est Europa».

Ore 08:53 - La «mobilitazione segreta» in Russia

Pochi giorni fa, la Russia ha cancellato alcuni dei limiti per l'arruolamento — in particolare, quello «superiore», che era finora in vigore, e che impediva di arruolare gli over 40. 

Secondo Kiev, però, le operazioni di mobilitazione in corso a Mosca sono ben più ampie. 

«In Russia sono in corso misure di mobilitazione segrete», scrive su Facebook lo Stato Maggiore Generale delle Forze Armate dell'Ucraina, secondo cui, tra l'atro, «continua la formazione degli ufficiali di riserva per le esigenze delle unità dell'aeronautica e delle forze di difesa aerea negli istituti di istruzione della Repubblica di Bielorussia».

Ore 09:00 - «Abbiamo ucciso almeno 30mila soldati russi»

Se mancano conferme sulla mobilitazione «segreta» da parte di Mosca, una delle ragioni che potrebbe aver costretto la Russia a metterla in campo è data da una cifra - anch'essa senza conferme ufficiali. 

Quella cifra è 30 mila: perché tante sarebbero le perdute inflitte all'esercito di Mosca da parte dell'Ucraina dall'inizio della guerra.

L'esercito ucraino — fonte di quel dato — sostiene anche di aver distrutto almeno 207 aerei russi, 180 elicotteri, più di 1.330 carri armati, 13 navi militari e centinaia di sistemi di artiglieria, oltre a «migliaia di veicoli, droni, armi».

Ucraina - Russia, le news dalla guerra oggi. Putin: "Vista la pressione della Nato ora è fondamentale il ruolo delle guardie di confine russe". Stati Uniti pronti a inviare nuove armi: il Pentagono assegna un contratto da 624 milioni di dollari per la produzione di Stinger. La Repubblica il 28 Maggio 2022. 

Esercito ucraino in difficoltà, popolazione allo stremo, ma Zelensky prova ancora una volta a spingere il tasto dell'orgoglio nazionale: "Non, concederemo mai il Donbass. Quella è terra ucraina. Non esiste una alternativa alla nostra bandiera". Un richiamo a non rrendersi mentre il leader ceceno Kadyrov annuncia il pieno controllo di una delle zone più delicate a Severodonetsk.

00.22 Zelensky: in Donbass situazione molto difficile ma sarà nostro

"Come previsto, la situazione nel Donbass è molto difficile. Gli occupanti hanno concentrato tutta l'artiglieria, il massimo delle riserve nel Donbass. Ci sono attacchi missilistici e attacchi aerei - tutto. Stiamo proteggendo la nostra terra nel modo consentito dalle nostre attuali risorse di difesa. Stiamo facendo tutto per aumentarle. E le aumenteremo" perché il "Donbass sarà Ucraina e, anche se la Russia porterà distruzione e sofferenze, noi ricostruiremo tutto" e "non ci saranno alternative alle nostre bandiere ucraine". Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un video messaggio postato sui social.

02.02 Ceceni, preso il controllo della linea di contatto a Severodonetsk

Il leader della Cecenia, Ramzan Kadyrov, ha affermato ieri sera che un gruppo di combattenti ceceni ha preso il pieno controllo della linea di contatto con "i nazionalisti ucraini" a Severodonetsk, bloccando le uscite dalla città. Lo riporta l'agenzia di stampa russa Tass. Una 'linea di contatto' è la demarcazione tra due o più eserciti, siano essi alleati o belligeranti. "Un gruppo di volontari russi della Repubblica di Cecena ha preso il controllo completo dell'intera linea di contatto con i banditi: i primi quartieri della città ben fortificata sono già stati sgomberati dalle unità nemiche", ha detto Kadyrov su Telegram.

"L'edificio dell'hotel, che era stato preparato per una lunga difesa dai banditi, è passato sotto il controllo dei nostri combattenti: la marmaglia dei Banderites è stata completamente bloccata in città, dal momento che tutte le vie di ritirata sono passate sotto il controllo delle truppe russe", ha affermato il leader ceceno citando il termine con cui si definivano i membri dell'Organizzazione dei nazionalisti ucraini (Oun) fondata nel 1929.

02.09 Pentagono assegna contratto da 624 milioni per la produzione di Stinger

Il Pentagono ha assegnato un mega contratto da 624 milioni dollari alla Raytheon per la produzione di missili antiaerei Stinger, uno dei sistemi militari chiave che gli Stati Uniti hanno fornito all'Ucraina nella guerra con la Russia. Lo riporta la Cnn. Dall'inizio dell'invasione, gli Usa hanno inviato più di 1.400 sistemi Stinger, missili antiaerei a corto raggio con una portata di circa 5 chilometri in grado di abbattere droni, aerei ed elicotteri a bassa quota.

03.40 Zelensky: il Donbass sarà ucraino

"Se gli occupanti pensano che Lyman o Severodonetsk saranno loro, si sbagliano. Il Donbass sarà ucraino. Perché siamo noi, è la nostra essenza". L'ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo ultimo video, diffuso sul suo canale Telegram e ripreso dall'agenzia Unian. "E anche se la Russia porta distruzione e sofferenza ovunque, ricostruiremo comunque ogni città. Non c'è e non ci sarà una vera alternativa alle nostre bandiere ucraine".

Zelensky ha riconosciuto che la situazione nel Donbas è "molto difficile". "Gli occupanti stanno cercando di raggiungere in almeno 100 giorni di guerra gli obiettivi che speravano di raggiungere nei primi giorni dopo il 24 febbraio", ha detto il presidente ucriano. "Quindi, hanno concentrato il massimo dell'artiglieria e delle riserve nel Donbass. Ci sono attacchi missilistici e aerei. Stiamo proteggendo il nostro paese nel modo in cui le nostre attuali risorse difensive ci permettono. Stiamo facendo di tutto per accrescerle. E le incrementeremo".

07.19 Zelensky: Russia sta aggirando maggior parte delle sanzioni

La Russia sta aggirando la maggior parte delle sanzioni imposte dalla comunità internazionale in seguito all'invasione dell'Ucraina in quando manca una posizione globale condivisa. Lo ha detto in un discorso video il presidente ucraino Volodymyr Zelensky affermando che "sfortunatamente non stiamo vedendo che le sanzioni hanno esercitato molta pressione sulla Russia".

07.25 Addestramenti dei riservisti russi a Voronezh

Continua, secondo lo stato maggiore dell'esercito ucraino, la mobilitazione dei riservisti russi. Secondo quanto riferiscono le forze armate di Kiev nell'ultimo aggiornamento sulla situazione 3 mesi e 4 giorni dopo l'inizio della guerra, "i riservisti vengono addestrati nella regione di Voronezh", che si trova a 300 km dal confine orientale dell'Ucraina. Inoltre, i russi stanno portando via dai "centri di mobilitazione" le armi e le altre attrezzature militari "obsolete".

07.35 Governatore Dnipro: "Colpi di artiglieria contro Zelenodolsk"

Le forze armate russe hanno sparato colpi di artiglieria contro Zelenodolsk, nella regione di Dnipropetrovsk, distruggendo infrastrutture. Lo ha dichiarato il capo dell'amministrazione regionale militare di Dnipropetrovsk, Valentyn Reznychenko, parlando di "distruzione", ma segnalando che non si registrano feriti. "Hanno sparato di nuovo nell'area di Kryvyi Rih. Il nemico ha sparato con l'artiglieria contro la comunità di Zelenodolsk"

07.41 Lukashenko: "Ai confini situazione non facile ma Bielorussia si difenderà"

La situazione politico-militare ai confini della Bielorussia non è facile, ma i bielorussi sono in grado di proteggere la loro indipendenza e integrità territoriale. Lo ha affermato il presidente bielorusso Alexander Lukashenko in occasione della Giornata della guardia di frontiera. "Stiamo vivendo un momento difficile, proprio come ottanta anni fa, si sta sviluppando una situazione politico-militare tesa vicino ai confini della Patria.

Senza dubbio, ognuno di voi è ben consapevole delle sfide e delle minacce che dobbiamo affrontare oggi e che tipo di confronto si sta verificando nel nostro stato. In prima linea voi siete la linea di difesa", ha detto Lukashenko rivolgendosi alle guardie "con i berretti verdi". Il presidente bielorusso ha sottolineato che "le guardie di frontiera faranno tutto il possibile per mantenere intatti i sacri confini della Patria". E si è detto "convinto che difenderemo la nostra indipendenza e integrità territoriale".

07.47 Intelligence Gb, conquista Lyman strategica

La conquista della città di Lyman da parte dei russi è "strategicamente importante" secondo l'ultima valutazione dell'intelligence britannica. "Il 27 maggio, le forze russe hanno probabilmente catturato la maggior parte della città di Lyman, nel nord dell'Oblast di Donetsk, in quella che probabilmente è un'operazione preliminare per la prossima fase dell'offensiva russa nel Donbas". Lyman, prosegue l'aggiornamento dell'analisi di Londra, "è strategicamente importante perchè è sede di un importante nodo ferroviario e dà accesso a importanti ponti ferroviari e stradali sul fiume Siverskyy Donets".

"Nei prossimi giorni - secondo l'intelligence della Difesa Gb -  è probabile che le unità russe nell'area diano priorità alla forzatura dell'attraversamento del fiume. Per ora, lo sforzo principale della Russia rimane probabilmente a 40 km a est, intorno alla sacca di Severodonetsk, ma una testa di ponte vicino a Lyman darebbe alla Russia un vantaggio nella potenziale prossima fase dell'offensiva nel Donbass, quando probabilmente cercherà di avanzare verso le città chiave controllate dagli ucraini più in profondità nell'Oblast di Donetsk, Sloviansk e Kramatorsk".

Due giorni fa, si ricorda nell'aggiornamento da Londra, "il capo della Repubblica Popolare di Donetsk, autodichiarata e sostenuta dalla Russia, Denis Pushilin, ha dichiarato ai media russi controllati dallo Stato che si sarebbe tenuto un referendum se la Russia avesse conquistato la totalità degli oblast di Donetsk e Luhansk in Ucraina".

"Se la Russia riuscisse a conquistare queste aree - conclude la nota - molto probabilmente il Cremlino lo vedrebbe come un risultato politico sostanziale e lo ritrarrebbe al popolo russo come una giustificazione dell'invasione".

08.03 Kiev: 242 bambini uccisi

Sono 242 i bambini uccisi in Ucraina dal giorno dell'invasione russa del Paese, 440 i feriti. Lo rende noto l'ufficio del Procuratore generale ucraino, precisando che il maggior numero delle vittime si registra nelle regioni di Donetsk, Kiev, Kharkiv e Chernihiv.

08.17 "Diecimila soldati russi nella regione di Lugansk"

"Diecimila militari russi" sono presenti nella regione di Lugansk, nell'Ucraina orientale. Lo ha detto il governatore di Lugansk Serhiy Haidai alla televisione ucraina. "Ci sono unità stanziate permanentemente nella regione di Luhansk, stanno cercando di assaltare e stanno cercando di conquistare terreno in qualsiasi direzione", ha spiegato.

 08.32 Mosca chiude i confini di Kherson con la regione di Kiev

La Russia ha chiuso i confini della regione di Kherson con le aree dell'Ucraina controllate dal regime di Kiev "per motivi di sicurezza". Lo ha detto a Ria Novosti Kirill Stremousov, vice capo dell'amministrazione militare-civile della regione. "Attraversare il confine dalle regioni di Mykolaiv e Dnipropetrovsk è molto pericoloso, visti i bombardamenti sistematici dei militanti ucraini. Dopo l'ultimo bombardamento, i civili finiti nella zona cuscinetto sono morti. Pertanto, non consigliamo di recarsi in Ucraina, ci sono molte testimonianze secondo cui uomini scompaiono e vengono immediatamente portati nell'esercito lì come carne da cannone", ha affermato. Durante l'operazione speciale, l'esercito russo ha preso il controllo di Kherson Oblast e la parte di Azov di Zaporozhye Oblast. 

08.53 Putin: "Ora il ruolo delle guardie di frontiera russe è fondamentale nel conflitto"

Il ruolo delle guardie di frontiera russe è particolarmente importante ora "data la pressione politica, economica e informativa senza precedenti sul nostro Paese e l'aumento della capacità militare della NATO in diretta prossimità dei confini della Russia". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin rivolgendosi al Servizio di Guardia di Frontiera del Servizio di Sicurezza Federale russo, impegnato, ha detto, "a prevenire i tentativi di sabotaggio nelle sezioni del confine di Stato nelle aree dell'operazione militare speciale". "Vorrei sottolineare il lavoro costante del vostro servizio per identificare i militanti dei gruppi neonazisti", ha detto Putin congratulandosi con il Servizio dell'FSB in occasione della loro festa professionale.

08.58 Gazprom: "Le forniture di gas all'Eurpa continuano attraverso l'Ucraina 

La compagnia Gazprom ha ribadito che le forniture di gas all'Europa continuano via Ucraina e che il volume di oggi è di 43,96 mcm".

09.05 Kiev: "Esercito russo in ritirata da Severodonetsk"

L'esercito russo ha subito perdite significative ed è stato costretto a ritirarsi nell'area di Severdonetsk, Toshkivka e Oskolonivka, nella regione ucraina del Lugansk (est): lo afferma su Telegram il capo dell'amministrazione militare regionale ucraina, Serhii Gaidai, secondo quanto riporta l'agenzia Ukrinform. Gaidai ha sottolineato che i russi sono stati costretti a indietreggiare nelle loro posizioni precedenti e un altro ponte tra Severdonetsk e Lysychansk è stato danneggiato. "Tuttavia, (i russi) non abbandonano i tentativi di andare nelle retrovie delle nostre truppe e interrompere i rifornimenti logistici nella regione di Lugansk", ha proseguito Gaidai. "Il nemico ha bombardato più volte Severdonetsk, ci sono stati almeno tre pesanti bombardamenti e in alcuni luoghi sono scoppiati combattimenti di strada. Di conseguenza, 14 condomini sono stati danneggiati. Anche il vicino villaggio di Synetskyi... è stato gravemente bombardato".

Ucraina, la guerra in diretta. "Ritiro delle truppe nel Luhansk", Zelensky alza bandiera bianca? Libero Quotidiano il 28 maggio 2022.

"I russi aggirano le sanzioni". Il presidente Volodymyr Zelensky lancia  l'allarme, a conferma di come sul campo la guerra in Ucraina, giunta al giorno numero 95, stia prendendo una piega negativa per Kiev. Sul campo, la Russia avanza nell'est, il vero obiettivo di questa seconda fase (ma forse non l'ultima). Sul piano diplomatico, i negoziati sono in stallo totale e la promessa degli Usa di rifornire di armi più potenti l'alleato ucraino ha provocato l'ulteriore irrigidimento di Mosca. In occidente, iniziano a pesare le "beghe politiche" interne. A Washington Trump attacca il presidente Biden sul tema della sicurezza nelle scuole, mentre in Italia a dominare il dibattito è oggi la possibile "missione russa" di Matteo Salvini che agita Palazzo Chigi, Farnesina e Pd.

Ore 00.22: Trump, "miliardi Usa all'Ucraina invece di proteggere le scuole"

Gli Stati Uniti hanno inviato miliardi di aiuti all'Ucraina mentre invece "dovremmo fare tutto il possibile per proteggere le scuole". Lo ha detto l'ex presidente Donald Trump, intervenendo alla convention della Nra a Houston. "Abbiamo speso trilioni di dollari in Iraq e in Afghanistan e non abbiamo ottenuto nulla", ha detto, "dovremmo costruire scuole sicure per i nostri bambini nella nostra nazione". 

Ore 7.06: "In Donbass situazione difficile ma tornerà nostro"

"Il Donbass sarà ucraino". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un discorso video nel quale ha ammesso la "situazione molto difficile nel Donbass", la regione orientale dell'Ucraina dove le forze armate russe hanno intensificato l'offensiva e rivendicato conquiste. "La Russia non dovrebbe pensare che terrà sotto il loro controllo le città di Lyman o Sievierodonetsk poiché alla fine torneranno in Ucraina", ha detto. "Ecco perché dobbiamo aumentare la nostra difesa, aumentare la nostra resistenza e il Donbass sarà di nuovo ucraino. Anche se la Russia porterà tutte le sofferenze e la rovina nel Donbass, ricostruiremo ogni città, ogni comunità", ha aggiunto.

Ore 7.19: "La Russia sta aggirando la maggior parte delle sanzioni"

La Russia sta aggirando la maggior parte delle sanzioni imposte dalla comunità internazionale in seguito all'invasione dell'Ucraina in quando manca una posizione globale condivisa. Lo ha detto in un discorso video il presidente ucraino Volodymyr Zelensky affermando che ''sfortunatamente non stiamo vedendo che le sanzioni hanno esercitato molta pressione sulla Russia". In un videomessaggio rivolto studenti della Stanford University in California, il presidente ucraino ha esortato i leader mondiali a imporre sanzioni a Mosca dicendo che è "l'arma giusta contro la Russia". 

Ore 7.20: Kiev, "Addestramento di riservisti russi a Voronezh"

Continua, secondo lo stato maggiore dell'esercito ucraino, la mobilitazione dei riservisti russi. Secondo quanto riferiscono le forze armate di Kiev nell'ultimo aggiornamento sulla situazione 3 mesi e 4 giorni dopo l'inizio della guerra, "i riservisti vengono addestrati nella regione di Voronezh", che si trova a 300 km dal confine orientale dell'Ucraina. Inoltre, i russi stanno portando via dai "centri di mobilitazione" le armi e le altre attrezzature militari "obsolete". 

Ore 7.36: "Colpi d'artigilieria russi contro Zelendolsk"

Le forze armate russe hanno sparato colpi di artiglieria contro Zelenodolsk, nella regione di Dnipropetrovsk, distruggendo infrastrutture. Lo ha dichiarato il capo dell'amministrazione regionale militare di Dnipropetrovsk, Valentyn Reznychenko, parlando di ''distruzione'', ma segnalando che non si registrano feriti. "Hanno sparato di nuovo nell'area di Kryvyi Rih. Il nemico ha sparato con l'artiglieria contro la comunità di Zelenodolsk'', ha detto. 

Ore 7.41: Lukashenko, "la Bielorussia si difenderà"

La situazione politico-militare ai confini della Bielorussia non è facile, ma i bielorussi sono in grado di proteggere la loro indipendenza e integrità territoriale. Lo ha affermato il presidente bielorusso Alexander Lukashenko in occasione della Giornata della guardia di frontiera. "Stiamo vivendo un momento difficile, proprio come ottanta anni fa, si sta sviluppando una situazione politico-militare tesa vicino ai confini della Patria. Senza dubbio, ognuno di voi è ben consapevole delle sfide e delle minacce che dobbiamo affrontare oggi e che tipo di confronto si sta verificando nel nostro stato. In prima linea voi siete la linea di difesa", ha detto Lukashenko rivolgendosi alle guardie ''con i berretti verdi''. Il presidente bielorusso ha sottolineato che "le guardie di frontiera faranno tutto il possibile per mantenere intatti i sacri confini della Patria". E si è detto "convinto che difenderemo la nostra indipendenza e integrità territoriale".

Ore 8.09: Mosca, "parte dei ricavi dagli idrocarburi destinata alla guerra in Ucraina"

La Russia dovrebbe ricavare ulteriori 13,7 miliardi di euro (un trilione di rubli) dalle sue esportazioni di idrocarburi nel 2022, parte dei quali può essere destinata a portare avanti la sua offensiva militare in Ucraina. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze di Mosca. "Stimiamo che i ricavi aggiuntivi dagli idrocarburi potrebbero arrivare fino a 1.000 miliardi di rubli, secondo le previsioni elaborate con il ministero dello Sviluppo economico", ha affermato Anton Siluanov in un'intervista trasmessa in televisione. 

Ore 8.42: "10mila soldati russi nella regione di Luhansk"

Ci sono circa 10mila soldati russi nella regione orientale di Luhansk, in Ucraina. Lo ha affermato il governatore regionale Serhiy Gaidai, riporta la Reuters, che ha aggiunto di non poter verificare in modo indipendente l'affermazione. "Questi sono i reparti che sono permanentemente nella regione di Luhansk, che stanno cercando di attaccare e stanno tentando di ottenere vantaggi in ogni possibile direzione", ha detto Gaidai alla televisione ucraina. 

Ore 8.48: Putin, "Guardie di frontiera cruciali nel conflitto"

Il ruolo delle Guardie di frontiera russe è particolarmente importante ora "data la pressione politica, economica e informativa senza precedenti sul nostro Paese e l'aumento della capacità militare della Nato in diretta prossimità dei confini della Russia". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin rivolgendosi al Servizio di Guardia di Frontiera del Servizio di Sicurezza Federale russo, impegnato, ha detto, "a prevenire i tentativi di sabotaggio nelle sezioni del confine di Stato nelle aree dell'operazione militare speciale". "Vorrei sottolineare il lavoro costante del vostro servizio per identificare i militanti dei gruppi neonazisti", ha detto Putin congratulandosi con il Servizio dell'FSB in occasione della loro festa professionale.

Ore 9.06: "La guerra costerà 929 euro a ogni famiglia italiana"

Gli effetti della guerra in Ucraina produrranno nel 2022 una riduzione del Pil di 24 miliardi di euro reali che corrisponde a una perdita di potere d'acquisto medio per ciascuna famiglia italiana pari a 929 euro. A livello territoriale le famiglie più penalizzate saranno quelle residenti in Trentino Alto Adige (-1.685 euro), nella Valle d'Aosta (-1.473 euro) e nel Lazio (-1.279 euro). E' quanto emerge da un'analisi dell'Ufficio studi della Cgia. 

Ore 9.18: Missili a Kiev, la Russia "auspica il buon senso Usa"

La Russia auspica che gli Stati Uniti siano guidati dal buon senso quando decideranno sulle forniture di missili a lungo raggio all'Ucraina. Lo ha affermato l'ambasciatore russo negli Stati Uniti, Anatoly Antonov. La Cnn ha riferito due giorni fa, citando diversi funzionari statunitensi, che Washington potrebbe includere sistemi avanzati di armi missilistiche a lungo raggio in un nuovo pacchetto di assistenza militare statunitense per l'Ucraina, che potrebbe essere annunciato la prossima settimana. L'Ucraina ha chiesto agli Stati Uniti di fornire il Multiple Launch Rocket System (Mlrs) e l'High Mobility Artillery Rocket System (Himars), ha sostenuto l'emittente. Allo stesso tempo, il portavoce del Pentagono John Kirby ha dichiarato che gli Stati Uniti non avevano preso la decisione finale sulla fornitura di Mlrs all'Ucraina.

Ore 9.24: "Truppe ucraine in ritirata nel Luhansk"

Le Forze militari ucraine potrebbero dover ritirarsi da una parte della regione di Luhansk per evitare di lasciare prigionieri alla Russia. E' quanto ha dichiarato il governatore della regione, Serhiy Gaidai, alla luce del fatto che i russi sono entrati a Severodonetsk, la principale città del Donbass ancora sotto controllo ucraino. Circa il 90 per cento degli edifici della città sono danneggiati e "i russi non saranno in grado di prendere il controllo della regione di Luhansk nei prossimi giorni come gli analisti hanno previsto". "Avremo forze e risorse sufficienti a difenderci. Tuttavia è possibile che, per non essere circondati, dovremo ritirarci", ha spiegato Gaidai. 

Guerra Ucraina-Russia, Chiesa ortodossa di Kiev si stacca da Mosca: telefonata Zelensky-Draghi: “Sblocchiamo insieme i porti”. Redazione su Il Riformista il 27 Maggio 2022. 

Il conflitto in Ucraina è giunto ormai al 93esimo giorno e la situazione sul campo di battaglia si fa sempre più critica, con le truppe russe sempre più concentrate nell’assalto per la conquista definita del Donbass. Almeno il 20% del Paese è infatti in mano al Cremlino, mentre Mosca stringe sempre di più la morsa su Severodonetsk, con Kiev costretta ad ammettere che la Russia è “in vantaggio” nella regione di Lugansk.

Sul fronte diplomatico italiano la notizia più importante è la telefonata tra il premier Mario Draghi e Putin. Mosca ha rassicurato il governo sul gas, garantendo di voler continuare a garantire le forniture, mentre sulla questione del gas Putin ha ribadito che “Kiev blocca i porti” e che per collaborare l’Occidente deva almeno parzialmente revocare le sanzioni.

Ma importanti sono anche le parole del ministro degli Esteri russo Lavrov, che ha ammonito l’Occidente e la Nato: “Guai a fornire armi che colpiscano la Russia, sarebbe un passo verso una escalation”. Bocciato anche il piano italiano di pace, definito “non serio”.

ORE 5:45 – ALMENO 1500 MORTI A SEVERODONETSK, 60% DEGLI EDIFICI DISTRUTTO – Il sindaco di Severodonetsk Oleksandr Stryuk, unica città nella regione di Lugansk ancora sotto il controllo ucraino, ha riferito che sono almeno 1500 i morti provocati dall’offensiva russo. Inoltre il 60% degli edifici è stato distrutto.

ORE 6 – PER LA CNN BIDEN È PRONTO A INVIARE MISSILI A LUNGO RAGGIO A KIEV – Fonti dell’amministrazione americana hanno riferito alla Cnn che gli Stati Uniti si stanno preparando a inviare all’Ucraina armi più potenti nell’ambito di un nuovo pacchetto la prossima settimana.

Si tratterebbe in particolare di sistemi di missili a lungo raggio, Multiple Launch Rocket System o MLRS, che da tempo sta chiedendo Volodymyr Zelensky.

ORE 6:30 – ZELENSKY: “NEL DONBASS RUSSI STANNO COMPIENDO UN GENOCIDIO” – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di compiere un “genocidio” nel Donbass. La Russia sta praticando la “deportazione” e “l’uccisione di massa di civili” nel Donbass, ha detto Zelensky nel suo discorso video quotidiano precisando che “tutto questo (…) è un’evidente politica di genocidio portata avanti dalla Russia”.

ORE 8:40 – PER KIEV RESTA LA MINACCIA DI ATTACCHI DALLA BIELORUSSIA – “Permane la minaccia di attacchi missilistici russi dal territorio bielorusso”. Lo rilevano le Forze armate ucraine puntando di nuovo il dito contro quello che di fatto è l’unico Paese europeo a sostenere Mosca nella sua guerra all’Ucraina, consentendo alle truppe russe di entrare attraverso il suo confine.

“Sono in corso misure per rafforzare la protezione del confine bielorusso-ucraino”, ha riferito lo Stato maggiore delle Forze armate ucraine nel suo ultimo aggiornamento. “Permane la minaccia di attacchi missilistici e aerei dal territorio della Repubblica di Bielorussia”.

ORE 9:40 – SECONDO IL PENTAGONO LE FORZE RUSSE HANNO FATTO POCHI PROGRESSI – Nonostante l’enorme vantaggio numerico, le truppe russe che attaccano il Donbas in Ucraina hanno fatto solo “progressi graduali”. Lo ha affermato un alto funzionario del Pentagono, precisando che “la Russia ha schierato 110 gruppi tattici di battaglioni operativi in ​​Ucraina, la maggior parte dei quali si trova nel sud e il resto del gruppo si è diviso e sta combattendo nel Donbass. Nonostante il numero schiacciante di truppe, le forze russe hanno fatto pochi progressi”.

ORE 10:30 – I FILORUSSI DEL DONETSK ANNUNCIANO LA CONQUISTA DI KRASNY LYMAN, NEL KRAMATORKS –  le forze filorusse dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk rivendicano di avere preso il totale controllo della città di Krasny Lyman, nella regione di Kramatorsk. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Tass.

ORE 10:45 – 70 CADAVERI UCRAINI SOTTO LE MACERIE DELL’EX IMPIANTO OKTYABR DI MARIUPOL – Circa 70 corpi sono stati trovati sotto le macerie dell’ex impianto di Oktyabr a Mariupol. Lo riferisce un consigliere del sindaco di Mariupol, Petro Andryushchenko, citato dall’agenzia Ukrinform, aggiungendo che i corpi sono stati portati in una fossa comune per la sepoltura

ORE 11:20 – LAVROV: “OCCIDENTA HA DICHIARATO GUERRA TOTALE AL MONDO RUSSO” – L’Occidente ha dichiarato una “guerra totale” alla Russia, “nessuno adesso lo nasconde”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, citato dall’agenzia di stampa russa Tass. Il fedelissimo di Putin ha quindi aggiunto che USA e alleati stanno moltiplicando gli sforzi per contenere la Russia: “Vedete come gli Stati Uniti e i loro satelliti stanno raddoppiando, triplicando, quadruplicando i loro sforzi per contenere il nostro Paese, utilizzando un’ampia gamma di strumenti, dalle sanzioni economiche unilaterali alla propaganda completamente falsa nello spazio dei media globali”, ha detto il ministro degli Esteri russo, aggiungendo che “in molti Paesi occidentali una russofobia quotidiana senza precedenti, con nostro grande rammarico, è incoraggiata dai circoli governativi”.

Lavrov ha anche rivendicato che la politica estera di Vladimir Putin “si basa su un ampio sostegno pubblico”. “È di fondamentale importanza che il percorso di politica estera approvato dal presidente Putin sia basato su un ampio consenso nazionale, sia sostenuto dalle forze politiche chiave del nostro Paese, dalle principali associazioni pubbliche e imprenditoriali”, ha aggiunto il ministro.

ORE 11:45 – L’INTELLIGENCE DI KIEV: “GUERRA POTREBBE DURARE FINO A FINE 2022” – “Putin non rinuncia ai suoi piani. Questa guerra si trascinerà. Che sia settembre o ottobre, o la fine dell’anno, dipende dalla nostra resistenza, dallo stato delle nostre forze di difesa e dall’aiuto che ci danno”. Lo ha detto Vadym Skibitskyi, rappresentante dell’intelligence di Kiev in un’intervista a Radio Svoboda.

ORE 12:22 – DNIPRO, MISSILE UCCIDE 10 PERSONE E NE FERISCE 35 – Dieci persone sono morte e circa 35 sono rimaste ferite da un missile lanciato dai russi sulla caserma della Guardia Nazionale nel distretto di Dnipro. Lo ha affermato il capo militare della regione Gennady Korban come riporta Ukrainska Pravda. Secondo Korban, tre missili sono stati lanciati dalla regione di Rostov, uno dei quali ha colpito il bersaglio.

ORE 12:44 – JOHNSON: “PUTIN GUADAGNA TERRENO IN DONBASS” – Le forze russe stanno facendo “progressi lenti ma tangibili” in Ucraina. Lo ha detto il premier britannico, Boris Johnson. “Temo che Putin, a caro prezzo per se stesso e per l’esercito russo, continui a guadagnare terreno nel Donbass”, ha detto Johnson a Bloomberg Uk. “Sta continuando a fare progressi graduali, lenti, ma temo tangibili e quindi è assolutamente vitale continuare a sostenere militarmente gli ucraini”, ha aggiunto.

ORE 12:55 – REPORT: DA INIZIO GUERRA PERDITE PER 600 MILIARDI PER KIEV – Dall’inizio della guerra in Ucraina, almeno 23,8 mila chilometri di strade, 6,3 mila di ferrovie e 41 ponti ferroviari, 643 strutture sanitarie, 1.123 istituzioni educative, 621 asili nido, 192 edifici culturali e 115 religiosi, 178 magazzini, 99 strutture amministrative edifici, 28 depositi di petrolio, 19 centri commerciali sono stati danneggiati, distrutti o sequestrati. Le perdite economiche complessive dell’Ucraina dovute alla guerra, tra dirette e indirette (declino del Pil, cessazione degli investimenti, deflusso di manodopera, difesa aggiuntiva e costi di supporto sociale , ecc.), vanno da 564 miliardi a 600 miliardi di dollari. Lo rileva l’ultimo report del Kse Institute (l’unità analitica della Kyiv School of Economics) realizzato con il supporto dell’Ufficio presidenziale, del ministero dell’Economia, del ministero per la reintegrazione di Territori temporaneamente occupati, del ministero delle Infrastrutture e del ministero per lo Sviluppo delle Comunità e dei Territori.

ORE 13:45 – PREMIER RUSSO: “OCCIDENTE VUOLE CANCELLARCI DA MAPPA MONDO” – “L’Occidente sta cercando di cancellare il nostro Paese, di rimuoverlo dalla mappa del mondo”. Lo ha affermato il primo ministro russo Mikhail Mishustin, citato dalla Tass. “Vengono imposte sanzioni finanziarie, economiche, umanitarie, la discriminazione e le pressioni continuano nei campi della scienza, dello sport, della cultura, e sui nostri compatrioti all’estero”, ha aggiunto il premier. E questo “per la sola ragione che stiamo proteggendo i nostri interessi nazionali”.

ORE 14:12 – KIEV: DA MOSCA NESSUNA INDICAZIONE SU COLLOQUI –  Nonostante le dichiarazioni pubbliche della leadership russa, non c’è alcuna indicazione della disponibilità della Russia a tenere colloqui, e i fatti dimostrano che il presidente russo vuole fare la guerra all’Ucraina: lo ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba in un briefing congiunto con il suo omologo nord-macedone Bujar Osmani a Kiev, riporta Ukrinform. “Non credo che un Paese che cerca un processo negoziale agisca in questo modo. Se la Russia volesse un negoziato, non condurrebbe operazioni offensive, non metterebbe in circolazione rubli, numeri di telefono e passaporti russi”. “Se la Russia volesse un negoziato, non bloccherebbe i porti marittimi ucraini per ostacolare le esportazioni di prodotti alimentari. È un linguaggio di fatti, non di interpretazioni”, ha detto Kuleba.

ORE 14:45 – TURCHIA: COLLOQUI MOSCA-KIEV PER SCAMBIO PRIGIONIERI – Russia e Ucraina sono impegnati in colloqui per lo scambio dei soldati catturati da entrambi i fronti mentre il negoziato per il cessate il fuoco è fermo. Lo ha fatto sapere il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu come riporta Ntv. “Il processo negoziale è in fase di stallo, l’Ucraina ha fatto sapere che è stato interrotto” ha affermato Cavusoglu parlando con i giornalisti di ritorno da una visita in Israele e aggiungendo che “ci sono colloqui in corso riguardo allo scambio dei soldati che sono stati catturati dalla Russia e dall’Ucraina”. Il ministro turco ha anche sottolineato l’importanza di sbloccare le rotte marittime per le esportazioni di prodotti agricoli. “Sul campo continuano gli scontri mentre per vari motivi non è possibile per il grano raggiungere i mercati internazionali” ha affermato Cavusoglu.

ORE 15 – “EUROPA E UCRAINA DIVISE SU COME DEVE FINIRE GUERRA – Gli Stati Uniti, l’Unione Europea e l’Ucraina non sono d’accordo su come dovrebbe finire la guerra della Russia. Lo scrive il New York Times, secondo cui, dopo tre mesi di “notevole unità” i