Denuncio al mondo ed ai posteri con i miei libri tutte le illegalità tacitate ed impunite compiute dai poteri forti (tutte le mafie). Lo faccio con professionalità, senza pregiudizi od ideologie. Per non essere tacciato di mitomania, pazzia, calunnia, diffamazione, partigianeria, o di scrivere Fake News, riporto, in contraddittorio, la Cronaca e la faccio diventare storia. Quella Storia che nessun editore vuol pubblicare. Quelli editori che ormai nessuno più legge.

Gli editori ed i distributori censori si avvalgono dell'accusa di plagio, per cessare il rapporto. Plagio mai sollevato da alcuno in sede penale o civile, ma tanto basta per loro per censurarmi.

I miei contenuti non sono propalazioni o convinzioni personali. Mi avvalgo solo di fonti autorevoli e credibili, le quali sono doverosamente citate.

Io sono un sociologo storico: racconto la contemporaneità ad i posteri, senza censura od omertà, per uso di critica o di discussione, per ricerca e studio personale o a scopo culturale o didattico. A norma dell'art. 70, comma 1 della Legge sul diritto d'autore: "Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l'utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali."

L’autore ha il diritto esclusivo di utilizzare economicamente l’opera in ogni forma e modo (art. 12 comma 2 Legge sul Diritto d’Autore). La legge stessa però fissa alcuni limiti al contenuto patrimoniale del diritto d’autore per esigenze di pubblica informazione, di libera discussione delle idee, di diffusione della cultura e di studio. Si tratta di limitazioni all’esercizio del diritto di autore, giustificate da un interesse generale che prevale sull’interesse personale dell’autore.

L'art. 10 della Convenzione di Unione di Berna (resa esecutiva con L. n. 399 del 1978) Atto di Parigi del 1971, ratificata o presa ad esempio dalla maggioranza degli ordinamenti internazionali, prevede il diritto di citazione con le seguenti regole: 1) Sono lecite le citazioni tratte da un'opera già resa lecitamente accessibile al pubblico, nonché le citazioni di articoli di giornali e riviste periodiche nella forma di rassegne di stampe, a condizione che dette citazioni siano fatte conformemente ai buoni usi e nella misura giustificata dallo scopo.

Ai sensi dell’art. 101 della legge 633/1941: La riproduzione di informazioni e notizie è lecita purché non sia effettuata con l’impiego di atti contrari agli usi onesti in materia giornalistica e purché se ne citi la fonte. Appare chiaro in quest'ipotesi che oltre alla violazione del diritto d'autore è apprezzabile un'ulteriore violazione e cioè quella della concorrenza (il cosiddetto parassitismo giornalistico). Quindi in questo caso non si fa concorrenza illecita al giornale e al testo ma anzi dà un valore aggiunto al brano originale inserito in un contesto più ampio di discussione e di critica.

Ed ancora: "La libertà ex art. 70 comma I, legge sul diritto di autore, di riassumere citare o anche riprodurre brani di opere, per scopi di critica, discussione o insegnamento è ammessa e si giustifica se l'opera di critica o didattica abbia finalità autonome e distinte da quelle dell'opera citata e perciò i frammenti riprodotti non creino neppure una potenziale concorrenza con i diritti di utilizzazione economica spettanti all'autore dell'opera parzialmente riprodotta" (Cassazione Civile 07/03/1997 nr. 2089).

Per questi motivi Dichiaro di essere l’esclusivo autore del libro in oggetto e di tutti i libri pubblicati sul mio portale e le opere citate ai sensi di legge contengono l’autore e la fonte. Ai sensi di legge non ho bisogno di autorizzazione alla pubblicazione essendo opere pubbliche.

Promuovo in video tutto il territorio nazionale ingiustamente maltrattato e censurato. Ascolto e Consiglio le vittime discriminate ed inascoltate. Ogni giorno da tutto il mondo sui miei siti istituzionali, sui miei blog d'informazione personali e sui miei canali video sono seguito ed apprezzato da centinaia di migliaia di navigatori web. Per quello che faccio, per quello che dico e per quello che scrivo i media mi censurano e le istituzioni mi perseguitano. Le letture e le visioni delle mie opere sono gratuite. Anche l'uso è gratuito, basta indicare la fonte. Nessuno mi sovvenziona per le spese che sostengo e mi impediscono di lavorare per potermi mantenere. Non vivo solo di aria: Sostienimi o mi faranno cessare e vinceranno loro. 

Dr Antonio Giangrande  

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ELISABETTA

 

E

 

LA CORTE

 

DEGLI SCANDALI

 

 

 

DI ANTONIO GIANGRANDE

 

 

  

INDICE

 

Introduzione.

Storia delle Tasse - Le tasse nella storia. Meglio tartassati dalla Monarchia o dalla Repubblica?

Il Colonialismo.

Edoardo VIII.

Gli scandali.

Elisabetta.

Filippo.

Anna.

Le Dame di Compagnia.

Andrea.

Carlo.

Camilla.

Diana.

Kate e Will.

Meghan e Harry.

Gli altri…

 

 

  

·        Introduzione.

Emanuela Fontana per “il Giornale” il 2 agosto 2020. Stiamo per entrare nell' era delle cinque regine. Tra una generazione, o anche meno, i troni europei saranno quasi tutti femminili. Non era mai accaduto che un numero così alto di eredi di case reali fossero donne. Spagna, Svezia, Paesi Bassi, Belgio, Norvegia: qui stanno crescendo le future sovrane d' occidente. La figlia di Felipe di (... ) (...) Spagna, Leonor, la nipote del re di Norvegia, Ingrid Alexandra, la figlia del re dei Paesi Bassi, Caterina Amalia, la figlia del re del Belgio, Elisabetta, la figlia del re di Svezia, Vittoria. Ecco i nomi delle regnanti del ventunesimo secolo. Quattro sono adolescenti. Leonor è la più piccola, ha quattordici anni, Ingrid Alexandra di Norvegia e Caterina Amalia dei Paesi Bassi sedici, Elisabetta del Belgio diciotto. Poi c’è Vittoria di Svezia, nata nel 1977. «Per Vittoria, in Svezia, alla sua nascita fu cambiata la Costituzione, che privilegiava la legge salica sulla primogenitura» spiega al Giornale il professore Domenico Savini, storico ed esperto di famiglie reali. La legge salica prevedeva che l' erede al trono fosse maschio, a prescindere dal fatto che una femmina l' avesse preceduto. Ora non esiste più tra le grandi monarchie d' Europa. È in vigore in Giappone, dove la principessa Aiko, diciottenne primogenita dell' Imperatore, non potrà salire al trono. «Questa è una fonte di grande dolore per l' imperatrice Masako», chiarisce ancora Savini. Ma il dibattito è aperto, «in Giappone se ne parla molto». Anche lontano dall' Europa il destino potrebbe volere la successione di una donna. Tra le storiche monarchie d' occidente solo l' Inghilterra potrebbe quindi mantenere la corona sul capo di un uomo. Eppure è terra di grandi regine. «Nella famiglia reale inglese sono sempre state le donne le più forti. Pensiamo sempre alla regina Elisabetta come tutta sorrisi, capellini e borsette, ma è una donna d' acciaio che ha tenuto testa a un cavallo di razza, ma da domare, quale era il principe Filippo». E, tornando indietro, basti pensare alla regina Elisabetta I e alla regina Vittoria, supportata da un ottimo consorte, Alberto di Sassonia. A proposito dei consorti, per le principesse eredi al trono si presenterà prima o poi il nodo della scelta dei mariti. Stare al fianco di una regina è «un lavoro faticoso», bisogna porsi nel ruolo di colui che dà «supporto» del «consigliere», ma anche avere «un ottimo carattere». Occorre convivere con i media «spesso non pietosi», capire che «il destino ha aperto una gabbia dorata, che comunque è pur sempre una gabbia. Non voglio dire che i principi consorti vivano da reclusi, ma certo non possono comportarsi come vogliono». Vittoria di Svezia ha già scelto da tempo. Il marito, Daniel Westling, personal trainer, «svolge il suo compito con grande impegno». Non sono passati nemmeno tre secoli da quando l' Europa si scagliava contro l' impero asburgico perché il potere era nelle mani di una donna, Maria Teresa, grazie alla Prammatica sanzione decisa dal padre, l' imperatore Carlo VI. Era il 1741. «Ma poco prima - ricorda Savini - in Russia Pietro il Grande fece salire al trono la sua seconda moglie. Con Caterina I, Elisabetta e Caterina II abbiamo le prime donne a regnare, anche se Pietro il Grande poteva agire come voleva. Un caso molto diverso da quello di Carlo VI». L' imperatore d' Austria doveva rendere molto più conto del suo operato, e la successione provocò la guerra. Altri tre secoli prima Isabella di Castiglia aveva guidato la Spagna con il marito Ferdinando II d' Aragona, sostenendo l' impresa di Cristoforo Colombo: «Solo una persona di grande genio, e donna, poteva capire quell' idea nel Quattrocento». Dopo di lei, sua figlia Caterina diede filo da torcere a Enrico VIII. E tornando ai tempi più recenti, nel secolo scorso, «pensiamo alle tre regine d' Olanda: Guglielmina, Giuliana e Beatrice. Guglielmina resistette a Hitler». Le regine possono fare la storia.

Morti violente, sangue e diamanti: i segreti della corona della regina Elisabetta. Gli aneddoti, i misteri e la leggenda nera di uno dei gioielli più famosi della regina Elisabetta, la Corona imperiale di Stato. Francesca Rossi, Martedì 09/06/2020 su Il Giornale. È impossibile immaginare un re o una regina senza corona. Forse possiamo chiudere un occhio sullo scettro, ma sulla corona mai. In essa noi identifichiamo il potere e lo vediamo sfolgorare e diffondersi attraverso le sue pietre. Pensiamo a uno dei monarchi più famosi al mondo, la regina Elisabetta. Senza i suoi diademi e soprattutto senza la Corona imperiale diventerebbe di nuovo Lilibet, la principessa in attesa del trono. Naturalmente non è la corona a fare un re (del resto l’abito non fa il monaco), ma è un oggetto che per secoli gli uomini hanno caricato di significato.

La Corona imperiale, simbolo di potere. Indossare una corona è il sogno di molte bambine, di altrettante ragazze e anche di tante donne un po’ più mature. Il motivo è molto semplice. Questo oggetto così prezioso è simbolo di prestigio, di rispetto, di fama, ma spesso possiede anche un incalcolabile valore e una grande bellezza. Tutte queste caratteristiche tendono a fondersi tra di loro. Qualcosa di immensamente bello seduce e la seduzione è una forma di controllo, di potere dunque. Affascinare significa avere ascendente sulle persone che ci circondano e sulle situazioni che viviamo. A moltissimi piacerebbe esercitare questa forma di dominio sugli altri e sul mondo intero. La corona è anche emblema di ambizione, ma porta su di sé il peso delle vite precedenti che hanno avuto la fortuna (o la sfortuna, dipende dai punti di vista) di portarla. Il potere, infatti, è un “peso” non indifferente per un uomo solo. Quando una regina o un re posano sul loro capo una corona stanno indossando il passato di chi li ha preceduti, si stanno ammantando della storia del loro casato e della loro nazione, dei successi e dei fallimenti degli altri sovrani. Tutto ciò che è stato e che sarà ricade su di loro, sulla loro testa, ovvero sulla mente che dovrà prendere le future decisioni. Forse è per questo che le corone pesano tanto. Lo sa bene la regina Elisabetta. Durante l’ultimo discorso per l’apertura del Parlamento la sovrana ha rotto la tradizione, decidendo di non portare una delle corone più importanti della Storia britannica, la Corona di Stato imperiale. Troppo pesante per i suoi fragili 94 anni. Del resto parliamo di un gioiello da 1,3 kg circa, che provocò non pochi problemi alla sovrana perfino nel giorno della sua incoronazione, il 2 giugno 1953. La Corona imperiale della regina Elisabetta fa parte dei celebri “gioielli della Corona” (non rientrano nella collezione privata della sovrana, ma sono di proprietà della monarchia) e si indossa durante la cerimonia di apertura del Parlamento, come abbiamo accennato e alla fine di ogni incoronazione, a proclamazione avvenuta. Infatti quando un re o una regina varcano la soglia di Westminster per essere ufficialmente incoronati hanno sulla testa un'altra corona, quella di Sant'Edoardo, usata per questo tipo di eventi dal 1661 (si tratterebbe della corona più pesante della collezione regale, con i suoi 2,23 kg). Solo una volta terminata la cerimonia il nuovo monarca può uscire dall'Abbazia e farsi vedere dal popolo con la Corona imperiale, emblema stesso dell'incoronazione. Parliamo, infatti, di un gioiello che può essere sfoggiato da chi è già stato nominato sovrano davanti a Dio, non da chi ancora deve diventarlo (anche se mancano poche ore all’incoronazione). Durante il documentario “The Coronation” la regina Elisabetta rivelò i timori che l’accompagnarono durante la cerimonia, soffermandosi proprio sulla Corona imperiale, a proposito della quale disse: “Non si può guardare in basso per leggere il discorso, bisogna tenere il foglio in alto. Perché se guardi in basso ti si rompe il collo e la corona cade” . La regina Elisabetta dovette letteralmente “imparare” a portare questo diadema, allenandosi a tenerlo sulla testa per alcune ore al giorno, in modo da abituarsi alla sua scomodità. La Corona imperiale è magnificenza allo stato puro, composta da 2868 diamanti, 273 perle, 17 zaffiri, 11 smeraldi e 5 rubini. Una prima versione venne creata per l’incoronazione della regina Vittoria, nel 1838, ma sfortunatamente nel 1845, durante la cerimonia di apertura del Parlamento, cadde dal cuscino che la sosteneva e andò in frantumi. Immaginiamo la delusione dei presenti. Annotando l’episodio sul suo diario, la regina Vittoria scrisse: “Era tutta rotta e schiacciata come un budino spiaccicato”.

Il Cullinan II e la leggenda nera del diamante Koh-i-Noor. Nel 1937 la corona venne ricostruita dal gioielliere Garrard & Co. per l’incoronazione del padre della regina Elisabetta, Giorgio VI. Stavolta, però, il monile venne alleggerito notevolmente. Infatti la versione precedente della corona, ovvero quella che si era rotta in mille pezzi, era stata usata non solo dalla regina Vittoria, ma anche dal re Edoardo VII. Solo che entrambi i sovrani l’avevano giudicata difficile da portare, troppo pesante, un ingombro insomma. Non solo. Per l'incoronazione della regina Elisabetta nel 1953 il gioiello venne ulteriormente adattato al suo capo regale, benché durante il già citato documentario"The Coronation" la stessa Elisabetta II abbia puntualizzato il fatto che non esistano grandi differenze tra la forma della sua testa e quella di suo padre. Incastonato sulla nuova Corona imperiale troviamo anche uno dei diamanti più celebri al mondo, il Cullinan II. Qui, però, siamo di fronte a un equivoco spesso riportato da molti giornali internazionali e italiani. Il Cullinan, infatti, viene confuso con un'altra gemma tra le più famose e misteriose della Storia, il Koh-i-Noor, ovvero la “Montagna di luce” in persiano. Entrambe le pietre sono incastonate nei gioielli più preziosi e simbolici della monarchia inglese, come spiega la Royal Collection Trust, ma si tratta di diamanti diversi, con due storie altrettanto differenti e affascinanti. Andiamo con ordine. Il diamante Cullinan (conosciuto anche come Stella d'Africa) si chiama così in onore della città africana in cui venne scoperto il 26 gennaio 1905. Un luogo che dista circa 40 km da Pretoria, nella colonia del Transvaal. La stessa cittadina ha ereditato il nome da Thomas Cullinan, il proprietario della miniera in cui venne trovata la gemma. La cosa interessante, invece, era un'altra: questa pietra risultò il più grande diamante grezzo mai donato dalle viscere della Terra all'uomo con 3.106,75 carati, circa 10 cm di lunghezza, 6,35 di larghezza e 5,9 di spessore. Visto che i rapporti diplomatici tra la colonia e il Regno Unito non erano ancora ben consolidati, gli scopritori dell'enorme Cullinan pensarono di ingraziarsi il re Edoardo VII offrendogli la pietra. Il sovrano accettò. Il diamante venne poi affidato ai fratelli olandesi Asscher, i quali si occuparono del taglio ad Amsterdam, dove aveva sede la loro ditta. Una vera e propria "operazione chirurgica" su una gemma, un intervento delicatissimo con cui gli olandesi potevano giocarsi la carriera. Per fortuna il taglio fu eseguito alla perfezione, dando vita a 9 diamanti più grandi e ad altri 96 di piccole dimensioni. Tra le pietre più appariscenti troviamo proprio il Cullinan II, da 317 carati circa, che fa bella mostra di sé sulla Corona di Stato imperiale dell'attuale sovrana. Invece il Cullinan I, da 530 carati circa, è oggi incastonato nello scettro di Sant'Edoardo. Elisabetta II sfoggia anche, in un unico pendente, i Cullinan III e VI. Quest'ultimo venne regalato da Edoardo VII alla moglie Alessandra di Danimarca. Diversa è stata la sorte e la collocazione del Koh-i-Noor. Anche la storia di questa gemma di 105, 6 carati e dal valore incalcolabile si lega in maniera indissolubile con la storia della monarchia britannica. Secondo la leggenda il Koh-i- Noor sarebbe gravato da una terribile maledizione che insanguina le vite di tutti coloro che la possiedono. In realtà, naturalmente, il diamante non c’entra nulla. Più che altro è la cupidigia degli uomini a sfociare nella violenza o delle semplici coincidenze che mutano il corso del destino. Come raccontano William Darlymple e Anita Anand nel loro libro “Koh-i-Noor”, la gemma comparve per la prima volta nella Storia in Persia. Siamo nel XIII secolo. Sembra sia stata estratta nell’antica città di Golconda, nell’India meridionale, vicino a Hyderabad. Uno dei primi a possederla, come bottino di guerra, fu il sovrano moghul Babur. Nel 1526 questi sconfisse il Sultano di Delhi Ibrahim Lodi e si prese tutto ciò che gli apparteneva, diamante compreso. Dopo la conquista il figlio di Babur, Humayun, si ammalò al punto che nessun medico riusciva a lenire le sue sofferenze. I consiglieri di Babur sostennero che il re avrebbe dovuto liberarsi del Koh-i-Noor per salvare suo figlio. Il sovrano, però, non era per nulla intenzionato a dare via il suo diamante e offrì la sua vita in cambio di quella di Humayun. Sempre secondo la leggenda quest’ultimo si ristabilì, proprio mentre suo padre esalava l’ultimo respiro. Anche Humayun non ebbe grande fortuna. Fu costretto alla fuga in Persia, ma riconquistò il trono grazie all’aiuto del re persiano Shah Tahmasp. Per ringraziarlo Humayun gli regalò il Koh-i-Noor. Una volta tornato in India, il re cadde dalle scale della biblioteca e morì. Il diamante venne donato a Shah Jahan (il sovrano che fece costruire il Taj Mahal) e, così, tornò in India. La leggenda narra che Shah Jahan fu spodestato e fatto arrestare dal figlio Aurangzeb. Rimase in prigione fino al giorno della sua morte.

Il Koh-i-Noor tra i gioielli della regina Vittoria. Nel 1739 la pietra cadde nelle mani del re persiano Nadir Shah il quale, sempre stando alla tradizione leggendaria, divenne un pazzo tiranno e morì assassinato nel sonno nel 1747. Nell’Ottocento ritroviamo il Koh-i-Noor tra i gioielli dei re sikh del Punjab. Questa regione, insieme al resto dell’India, venne annessa all’impero britannico nel 1849, grazie al Trattato di Lahore. Questa annessione fu possibile solo dopo la morte del re sikh Ranjit Singh. Suo figlio, un bambino di appena dieci anni, tentò di ingraziarsi gli inglesi donando proprio il Koh-i-Noor. Fu così che la pietra arrivò alla regina Vittoria. L’ultima tappa di questa strana storia fu un lungo viaggio per mare dall’Asia all’Africa. Un tragitto costellato di insidie, tra cui tempeste e un’epidemia di colera. Infine la pietra giunse a Londra nel 1850. Il Koh-i-Noor divenne il simbolo dell’imperialismo britannico, delle morti violente, delle guerre, del potere e della conquista. Oggi si trova sulla corona che Elizabeth Bowes Lyon, la Regina Madre, indossò nel giorno dell'incoronazione del marito Giorgio VI. A quanto pare l'attuale sovrana non avrebbe mai indossato questo monile, tramandatosi di generazione in generazione tra le regine consorti. C'è la possibilità che in futuro siano Camilla Parker Bowles o Kate Middleton a sfoggiarlo. Del resto la superstizione vuole che il diamante sia di buon auspicio per le donne che lo indossano, ma non per gli uomini, "condannati" a rovina, sofferenza e morte. Pensate che la Regina Madre amava a tal punto il Koh-i-Noor da scegliere di portarlo proprio in occasione dell'incoronazione della figlia, Elisabetta II. Inoltre quando Elizabeth Bowes Lyon morì, nel 2002, la Corona con il celebre diamante incastonato venne venne posata sul suo feretro, dove rimase per tutta la durata della cerimonia funebre. Eppure all’inizio della sua storia il Koh-i-Noor non figurava affatto tra le gemme preferite di sultani e re, i quali apprezzavano molto di più i rubini. Oggi il diamante è persino oggetto di contesa. In passato l’India ne ha chiesto la restituzione, ma molto probabilmente l’ipotesi che la gemma torni in Asia rimarrà solo una chimera. Il Koh-i-Noor, come pure il Cullinan, ormai ci raccontano la loro storia brillando su nuove corone, quella dell'indimenticata Regina Madre e la nuova Corona imperiale che svetta sul capo della regina Elisabetta.

Giuliano Battiston per ''il Venerdì - la Repubblica'' il 12 luglio 2020. Il primo maggio 1851, quando il diamante Koh-i-Nur, la "montagna di luce", viene posto su un telo di velluto rosso dentro una gabbia di ferro dorato e presentato alla Grande esposizione di Londra, il pubblico rimane deluso. La pietra che incarna le grandi conquiste dell'Impero britannico appare modesta. Migliaia di visitatori inglesi, fieri della gloria ottenuta oltremare, tornano a casa perplessi. Il diamante finisce in un laboratorio di Piccadilly, dove viene tagliato, "emancipato dalla sua condizione di straniero", rimodellato secondo il gusto dell'epoca. Ma continua a portare con sé la sua storia precedente. Fitta di misteri, presunte maledizioni, viaggi su navi colpite dal colera, rocamboleschi passaggi di proprietà, leggende divenute certezze. Per confutarle, lo scrittore scozzese William Dalrymple e la giornalista indiana Anita Anand hanno scritto un affascinante saggio a quattro mani: Koh-i-Nur. La storia del diamante più famigerato del mondo (Adelphi). Una storia che parte da lontano e arriva fino ai giorni nostri. Ne abbiamo discusso con William Dalrymple.Il libro, scrivete,  è "il primo tentativo di liberare il Koh-i-Nur dalla bruma mitologica che lo avvolge".

Per farlo, avete confutato la versione "da bazar" redatta 170 anni fa da Theo Metcalfe, e ritenuta certa fino a oggi. Come è stato possibile?

"Il governatore generale dell'India, Lord Dalhousie, uomo ambizioso dai tratti simili a Boris Johnson, voleva una ricostruzione puntuale della storia del diamante. Ma Metcalfe, anonimo funzionario della Compagnia delle Indie orientali, redige un rapporto pieno di errori. Non solo, come è ovvio, il Koh-i-Nur non viene presentato come simbolo del saccheggio coloniale dell'India, ma la sua storia è del tutto inaffidabile. È un caso esemplare di come un documento inaccurato possa finire per dominare il discorso pubblico".

A dispetto del grande lavoro di ricerca e del ricorso a fonti inedite, anche la vostra versione rimane incompleta. Sappiamo che il persiano Nader Shah porta via il diamante da Delhi, nel 1739, ma non come gli imperatori Moghul ne fossero venuti in possesso.

"Con un certo grado di sicurezza possiamo dire che alla metà del diciassettesimo secolo il Koh-i-Nur si trovava nella collezione del Moghul Shah Jahan e che fin dall'origine faceva parte del Trono del Pavone, il più costoso oggetto di mobilio mai costruito, tutto ricoperto di gioielli. La conferma definitiva però non c'è: esistono tante descrizioni di pietre preziose di quel periodo, ma nessuna menziona il Koh-i-Nur. Il primo riferimento certo è opera dello storico Muhammad Kazim Marvi, circa dieci anni dopo che il diamante era stato portato via da Delhi".

Lei è un esperto narratore, autore di libri storici - penso a Nella terra dei Moghul bianchi e a L'assedio di Delhi -   e di racconti di viaggio, da In Xanadu a Nove vite. La mancanza di certezze può essere frustrante per lo storico, ma preziosa per il narratore...

"Ci sono altre pietre preziose arrivate dall'India nello stesso periodo, come il Darya-i-Nur, oggi nella banca nazionale di Teheran, ma sono state dimenticate. Il Koh-i-Nur invece è stato rivendicato a più riprese perché ha finito con il rappresentare l'intera conquista dell'India. Tutto ciò che i britannici hanno fatto all'India si è sedimentato nel diamante. Per lo storico, il deficit di conoscenza è frustrante, ma per il narratore la cosa più interessante è vedere come una storia ben raccontata si sostituisca alla storia reale, una leggenda ai fatti".

Continuiamo. Dal signore della guerra persiano Nader Shah, il diamante finisce nelle mani di Ahmad Khan Abdali, che avrebbe unificato le tribù pashtun e "fondato" nel 1747 l'Afghanistan. Quindi l'Afghanistan è "figlio" del diamante?

"Direi di sì. Le risorse con cui Ahmad Khan Abdali poté fondare quello che sarebbe diventato il moderno Stato afghano vengono dal saccheggio ai danni di Nader Shah. Fino ad allora l'Afghanistan era uno spazio tra altri imperi, i Moghul a sud, i Savafidi a occidente, gli Uzbechi al nord. Il Koh-i-Nur ha un eccezionale valore storico perché cambia la geografia dell'Asia grazie al fondatore pashtun della dinastia Durrani, che lo indossava sempre al braccio".

Quando gli afghani perdono i territori orientali, entra in possesso del diamante il grande maharaja sikh Ranjit Singh, e questo fa guadagnare fama al Koh-i-Nur, attribuendogli nuovi significati, quelli di sovranità e autonomia politica...

"Per i sikh, Ranjit Singh è quello che Garibaldi è per gli italiani. Per lui, che ritaglia il regno sikh su quello dei Durrani, il diamante è il simbolo della liberazione della propria terra dagli afghani, un simbolo di sovranità. Gli indiani oggi sostengono che quella sovranità sia stata sottratta con la forza al figlio di Ranjit Singh, Duleep Singh, e che il Koh-i-Nur sia diventato un simbolo della riduzione in schiavitù dell'India".

La schiavitù dell'India passa per una data storica, "il giorno cremisi": perché è così importante ciò che accade il 29 marzo del 1849 nel forte di Lahore?

"Quel giorno Duleep Singh, un bambino di 10 anni, viene costretto a firmare un trattato di sottomissione con cui consegna quello che fino ad allora era il ricco e indipendente regno dei sikh del Punjab a una compagnia privata, la Compagnia delle Indie orientali, e l'oggetto più prezioso dell'intero subcontinente, il Koh-i-Nur, alla regina d'Inghilterra. Era stato l'esercito privato della Compagnia, non quello britannico, a conquistare il Punjab, ma il governatore Dalhousie spera di diventare primo ministro e decide che venga consegnato alla regina Vittoria".

Il suo ultimo libro, The Anarchy: The East India Company, Corporate Violence, and the Pillage of an Empire, ancora inedito in Italia, è dedicato alla Compagnia delle Indie orientali. Come ha fatto una piccola azienda a diventare la più potente corporation al mondo?

"È una storia incredibilmente improbabile: una compagnia commerciale con sede in una viuzza di Londra e uffici striminziti finisce per prendere il controllo del Paese allora più ricco del mondo. È la prima corporation multinazionale della storia, con un esercito privato di 200 mila uomini, la più importante compagnia di commercio di narcotici nella storia mondiale, la prima a usare la propria ricchezza per corrompere i politici. Il libro è un avvertimento sulla pericolosità delle corporation: Amazon, Exxon, Google o Facebook oggi non hanno eserciti privati, ma dispongono di altre armi. Stiamo in guardia".

Anche la storia del Koh-i-Nur riflette una questione più ampia: a chi appartengono gli oggetti preziosi e i beni culturali sottratti con la forza delle armi? Cosa farne?

"Secondo il diritto internazionale gli inglesi non hanno alcun obbligo di restituire all'India il Koh-i-Nur o gli altri oggetti saccheggiati. E poi, come tracciare il limite? Gli scozzesi dovrebbero chiedere compensazioni ai norvegesi per via dei vichinghi? Non c'è una risposta definitiva. Nel libro solleviamo la questione morale, che diventerà sempre più pressante".

Il libro su cui sta lavorando è perfino più ambizioso dei precedenti: una storia della diffusione delle idee indiane in Europa e Asia, dal 250 avanti Cristo fino al nono secolo. A che punto è?

"A un buon punto. E la cosa interessante è che termina in Italia: la matematica e l'astronomia indiane hanno raggiunto prima Baghdad, la capitale abbaside, dove entrano in uso il sistema decimale e gli attuali simboli numerici, poi Palermo e infine Pisa, grazie a un italiano, il Fibonacci (vissuto tra XII e XIII secolo, ndr), che compie studi nell'attuale Algeria e impara quelli che chiamiamo numeri arabi. Ma pochi sanno che i simboli 1, 2, 3 compaiono per la prima volta in India sotto l'imperatore Ashoka, nel 250 a.C.". Sul Venerdì del 29 maggio 2020

Carlo, William e Andrea, perché la Corona viene prima della famiglia. Pubblicato lunedì, 25 novembre 2019 su Corriere.it da Enrica Roddolo. Non è la prima volta che una casa reale stende un cordone sanitario attorno al re (o all’erede al trono), per limitare i danni d’immagine e fiducia popolare verso la Corona. Insomma, il principe Andrea di York che dopo la discussa intervista con la Bbc a proposito della sua amicizia con Jeffrey Epstein, ha dovuto abbandonare gli impegni ufficiali e adesso si prepara a dover lasciare anche la presidenza delle tante - quasi 200 - charities in cui è coinvolto, non è il primo caso. Successe anche a re Juan Carlos dopo le fotografie che lo ritrassero anni fa impegnato in un safari con un’avvenente nobile. Il figlio Felipe prese le distanze dal padre, per evitare che la solidità della giovane corona spagnola — giovane perché riportata sul trono da Juan Carlos a metà degli anni ‘70 — venisse messa in discussione. E dire che Juan Carlos «scivolò», al termine di un regno che per il carisma, la simpatia popolare, la guida salda del re che aveva ereditato la corona grazie al beneplacito di un dittatore (Franco) ma nel nome del padre il conte di Barcellona costretto all’esilio, passerà alla storia come l’età del Juancarlismo. E in fondo anche l’abdicazione di Edoardo VIII dopo le simpatie per l’appeasement mentre sull’Europa spiravano i venti della seconda guerra mondiale, se ufficialmente consentì finalmente al duca di Windsor di sposare la sua amata Wallis, è innegabile che risultò nell’allontanamento dal trono, e da pericolose commistioni con il millenario trono di San Giacomo. Per aprire la strada al regno di Giorgio VI e quindi della regina Elisabetta II. Certo il caso di Andrew è molto differente da quello di Edoardo e Wallis, non di politica, di affari di stato, ma di frequentazioni personali si tratta. Ma resta il fatto che, come in un’azienda in caso di crisi si tende ad allontanare i vertici aziendali coinvolti in un crollo di fiducia, allo stesso modo — e anzi a maggior ragione in istituzioni millenarie come le monarchie che da sempre hanno lo sguardo proiettato verso un orizzonte lungo anzi lunghissimo — prende le distanze è indispensabile. E di questo parlerà con Andrew, di ritorno dal suo viaggio in Nuova Zelanda, l’erede al trono Carlo che d’intesa con William il secondo nell’ordine di successione alla corona oggi saldamente sul capo di Elisabetta II, avrebbe discusso la questione Andrew con il padre e la nonna dicendo «è la cosa giusta da fare» a proposito dell’allontanamento di Andrew dagli impegni ufficiali. Carlo — che convocherà il principe Andrea a Clarence House — e William insomma sembrano decisi a mettere uno steccato di divisione tra il loro operato e quello del fratello e zio che intanto ha già visto cancellare il previsto festeggiamento dei suoi 60 anni con tutta la Pomp and circumstance dei grandi eventi a Buckingham Palace, già in calendario il prossimo febbraio. Il fatto è che da un nuovo sondaggio nel Regno Unito già sei persone su dieci sono convinte che il principe abbia danneggiato la reputazione della Royal family, con alcuni che vorrebbero che fosse addirittura tenuto lontano dai grandi appuntamenti di famiglia dei Windsor, dal Trooping the Colour al Remembrance Sunday. E in pochi giorni le disdette o i malumori per il coinvolgimento di Andrea in Charities e progetti da lui sostenuti sono fioccate rapide. A partire dagli sponsor del suo progetto-fiore all’occhiello, Pitch@Palace che Andrea vorrebbe disperatamente mantenere. Ma le charities in cui è coinvolto il duca di York vanno dall’English National Ballet,alla Royal Philharmonic Orchestra, l’Outward Bound Trust. In realtà, «la regina in sé resterà immune, gode di un tale rispetto e affetto che nulla può scalfirla — ha detto al Corriere l’executive editor dell’Economist, Daniel Franklin — ma sono i suoi figli e il contesto Royal che possono avere delle ricadute dal caso Epstein». Regina che se come Carlo e William — pur senza pronunciarsi — in questi giorni ha tenuto le distanze dal figlio. In privato ha voluto confermare il suo sostegno di madre (per il suo figlio «del cuore»), cavalcando venerdì nella tenuta di Windsor al suo fianco. In ogni caso «Il caso Andrew dimostra che la Corona verrà sempre prima della famiglia», dice Simon Heffer sul Telegraph. Anche se Elisabetta II non rinuncerà dunque di continuare a cavalcare fianco a fianco con il figlio, questo non la distoglierà dal mettere sempre prima la Corona, e dopo la famiglia.

·        Storia delle Tasse - Le tasse nella storia. Meglio tartassati dalla Monarchia o dalla Repubblica?

Storia delle Tasse - Le tasse nella storia. Da informagiovani-italia.com. Tremila anni prima della nascita di Cristo già si parlava di tasse. Altri tempi, altri sistemi, ma chissà quanto e come gravavano già da allora sulla popolazione. Impossibile fare dei paragoni, ma ecco che allora diventa interessante poter comprendere come se la sbrigavano i cittadini di un tempo nel pagamento delle tasse, considerando che se andiamo di molto indietro nella storia, nel frattempo il denaro non era stato neanche inventato. Con la preparazione storica raggiunta oggi possiamo affermare che la tassa nella storia veniva intesa come una prestazione d'opera, tale da potersi appunto sostituire al denaro (che infatti ancora non esisteva).

Nell'antica Mesopotamia per esempio, si iniziò presto a tassare i raccolti della terra e quel che veniva prodotto dal bestiame. Non sono molte le informazioni presenti, ma i testi storici raccontano che a quel tempo esistevano anche delle imposizioni tributarie sui funerali. Erano sicuramente obblighi soggetti ad ingiuste presunzioni e le tasse venivano imposte al popolo senza alcun tipo di giustizia sociale. I contadini venivano infatti tassati sul raccolto presunto e non su quello effettivo: questo accadeva qualche tempo dopo per esempio in Egitto, allorché l'acqua mancante dai cosiddetti Nilometri (pozzi di approvvigionamento), veniva usata per misurarne l'uso e da qui la pretesa di un raggiunto raccolto.

Durante i vari regni dei faraoni d'Egitto gli esattori delle tasse erano conosciuti come "scribi", cioè coloro annotavano le tasse. Durante uno questi periodi gli scribi imposero una tassa sull'olio per cucinare. Per assicurarsi che la popolazione rispettasse il pagamento di questa tassa gli  scribi interrogavano le famiglie spingendole a utilizzare una appropriata quantità di olio e che non venissero  usate altre sostanze per “evadere” la tassa.

In Grecia ad Atene, nei periodo di guerra la città imponeva una tassa chiamata eisphora. Nessuno era esente da questa tassa utilizzata per pagare i costi bellici. Tuttavia i greci erano tra le poche civiltà che, finita l'emergenza, levavano anche la tassa. Addirittura se arrivava qualche bottino di guerra la tassa veniva restituita. Gli ateniesi imposero anche una tassa di soggiorno agli stranieri, persone che non avevano almeno uno dei genitori ateniesi. Questa tassa era chiamata Metoikion.

Dall'Europa, all'Africa, all'Asia, la storia sembra aver avuto un solo denominatore: l'imposizione fiscale. In Cina, la prova arriva dall'antico testo cinese del Tao Te Ching, che la tradizione attribuisce essere stato scritto da Lao Tzu intorno al VI secolo a. C.: in esso già si parlava di tasse ed ingiusta imposizione (“il popolo è affamato a causa delle tasse che vanno ad arricchire i potenti?).

Nell'antica Roma le tasse erano ugualmente ed ingiustamente pretese.  Tuttavia, già affiorava un elemento distintivo: più che pagate venivano, infatti, evase. In  effetti, le tasse arrivavano puntuali ad aggravare l'ingiustizia sociale e venivano imposte senza controllo alcuno. Si pensi per esempio ai famosi “vespasiani”, le latrine pubbliche usate dalla popolazione (solo i ricchi patrizi ne possedeva una in casa). La popolazione si serviva anche delle latrine private attraverso il pagamento di una tassa chiamata “centesima venalium”, la quale veniva applicata dall'imperatore ai gestori delle latrine e quindi, indirettamente, agli utilizzatori delle stesse. In effetti la tassa di per se non era proprio applicata sui “vespasiani”, ma era ad essi collegata in quanto misurata in base all'urina prodotta (per accrescere il loro guadagno i privati vendevano l'urina ai conciatori di pelli per ricavarne ammoniaca). Altri tempi, certo, ma si consideri che con questa tassa l'imperatore poté migliorare la “res pubblica”, indebolita dalle precedenti necessità e sperperi finanziari, dando avvio alle grandi costruzioni (il Colosseo, iniziato da Vespasiano nel 72 d.C.). A Vespasiano si deve inoltre anche un’altra particolare tassa, quella del “fiscus iudaicus”, imposta agli ebrei subito dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme, i cui proventi andarono infatti alla ricostruzione del tempio di Giove, nell'allora Campidoglio.

Quanti tiranni e re poco illuminati hanno imposto tributi più o meno ingiusti e anomali lungo la storia? Sicuramente non pochi. Quella della pipi in effetti non è l'unica tassa anomala, certo era più conosciuta di quanto si pensi, visto che la tradizione popolare ne ha parlato per secoli e secoli. Lo sapevano i cantastorie siciliani nel primo periodo del Regno d’Italia, che raccontava al popolo lo scampato pericolo: "governu italianu ti ringraziu, ca ppi pisciari non si paga daziu".

Spostandoci verso il nord Europa, in Germania, e precisamente a Brühl, pochi chilometri da Colonia, visitiamo lo Steuermuseum, un vero e proprio Museo delle Tasse. Tra documenti originari e stampe d'epoca, nel museo è esposta tutta una serie di resoconti su tributi e tasse nella storia. Si consiglia la visita per rendersi conto di come girava il mondo nei secoli addietro. Si inizi per esempio dalla stessa Germania e dalla cosiddetta “Tassa sui passeri”, imposta nel ducato di Württemberg affinché i proprietari terrieri si organizzassero a gestire un raccolto più prolifero: la tassa consisteva nel certificare alle autorità la cattura di almeno 12 volatili, così da confermare di aver liberato i campi e i raccolti da un danno sicuro. Poco lontano, in Francia e in Inghilterra, le cose non sembravano poi tanto diverse: la tassa sul fuoco e sul fumo introdotta nel regno di Filippo VI non era poi tanto diversa da quella applicata un secolo prima nel Regno di Napoli; forse ambedue possono considerarsi una forma primitiva di tasse contro l'emissione di CO2?

Molto più strana era probabilmente la tassa sulla barba, applicata in Grande: a seguito di un lungo viaggio in Europa, lo zar ebbe modo d occidentale, tanto da vietare il tradizionale precetto cristiano ortodosso che proibiva il taglio della barba; coloro che  intendevano comunque ornarsene per mantenere il proprio status, erano soggetti al pagamento di un’imposta che distingueva i ricchi mercanti (tassati con 100 rubli) dai più comuni cittadini, a cui era invece richiesta una somma non superiore a 30 rubli (sembrerebbe che San Pietroburgo sia stata fondata sulla barba dei russi!) E’ anche vero che l'idea non fu proprio di Pietro il grande, visto che tempo prima ci provarono anche Enrico VIII (1535) ed Elisabetta I, sua figlia, che infatti ebbe modo di pretendere una tassa solo da colui che si permetteva di portare una barba incolta da due settimane. Ma l'Inghilterra è soprattutto ricordata per la tassa sulle finestre, la cosiddetta Window tax, che veniva calcolata in base al numero di finestre presenti in un edificio (una casa con meno di 10 finestre non pagava tasse). Non stupisca al viaggiatore notare gli edifici d’epoca inglesi con finestre murate.

Tante tasse quante le città o i ducati di un impero. Quel che risulta è che le tasse da che mondo e mondo si sono sempre pretese, lamentate ed evase. In quest'ultimo caso per esempio, si è arrivati a tanto da iniziare una vera e propria rivoluzione. Si pensi agli Stati Uniti d'America e all'imposizione fiscale pretesa dall'Inghilterra ai coloni americani (in particolare alla tassa sul bollo imposta nel 1765 e successivamente alla tassa sul tè). Ebbene la pressione fu tale che la risposta dei patrioti americani non tardò ad arrivare e a dare inizio a quella serie di azioni che portarono poi alla Rivoluzione per l'indipendenza americana.

Anche l'India di Gandhi fu in prima fila per ottenere l'indipendenza dagli inglesi, a tale proposito si ricorda la storica marcia del sale, una vera e propria protesta fiscale avvenuta nel 1930.

Nella nostra epoca moderna, di fronte a quanto riscontrato lungo il corso dei secoli, confortano le parole della nostra Costituzione:  «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva» (Costituzione della Repubblica Italiana (art. 53), 1947). Peccato che altrettanto vere e sempre attuali siano anche le parole di Teodorico (454-526) «Il solo paese piacevole è quello in cui nessuno teme gli esattori».

La Monarchia costa poco e fa guadagnare il Regno Unito. La repubblica italiana costa di più e non rende niente. Opinione di Italia Reale.it: La Monarchia non solo è meglio della repubblica perché il Re è davvero superpartes, indipendente dai partiti e fornisce stabilità costituzionale, ma fa anche risparmiare e guadagnare! La società di consulenza, Brand Finance, ha calcolato che la Corona britannica vale 67 miliardi di sterline e che la Monarchica produce per le casse dello Stato un indotto da oltre 1,76 miliardi di sterline l'anno (quasi 2 mld di euro), con dei costi che si fermano a 292 milioni di sterline l'anno. (la monarchia fa guadagnare allo Stato 6 volte in più di quello che costa). La Brand Finance ha stimato che nel suo complesso il valore della monarchia britannica ammonta a circa 67 miliardi di sterline (75 mld di euro), suddiviso in  patrimonio tangibile -  la Corona, i Ducati di Lancaster e Cornovaglia e la Collezione Reale, compresi i Gioielli della Corona – che corrisponde a 25,5 miliardi di sterline (28,7 mld euro) e in patrimonio intangibile, cioè l’indotto che genera benefici per l’economia del Regno, pari a 42 miliardi di sterline (47,3 mld euro). Sempre secondo la Brand Finance, il contributo della monarchia all’economia nazionale è stimato in 1,766 miliardi di sterline, quasi 2 mld di euro, che include il surplus della Crown Estate (immobiliare e Royal Collection Trust £ 329 milioni) così come l'effetto indiretto della Monarchia su  media industria e arte  (£ 50) , turismo (£ 500),  Royal Warrant (£ 193) , la Coat of Arms (£ 19),  Royal Patronage (£ 150), Trade (£ 150) , Global Press Coverage (£ 125) e Informal Endorsements  (£ 200). Vediamo un po’ nei dettagli  gli effetti indiretti della Monarchia sul Pil, legati  al commercio, i media, il turismo:

- Il Royal Warrant è un marchio di qualità che viene conferito a persone o compagnie che abbiano regolarmente fornito, con prodotti o servizi, la Casa Reale, è un potente strumento di marketing col giro d’affari stimato in 193,3 milioni di sterline. 

- Il Coats of Arms è l’ufficio araldico con un  giro d’affari di 19 milioni di sterline.

- Per il turismo il flusso di cassa legato alla visita di residenze reali è stimato in 500 milioni. 

- Nel comparto del commercio la stima è di 150 milioni di sterline, compresi i patronati che portano valore aggiunto grazie al brand anche a servizi come la Royal Mail. 

- Sono 50 i milioni di sterline mossi nell’industria e media dal brand monarchico. Un esempio per media è la nota serie di film “The Crown” che gira su Netflix.

- Un esempio di enti che fanno parte del Patronato Reale sono Royal Ascot, Royal Mail, Royal Opera House, Royal Institute of International Affairs, e la Royal British Legion.

E' interessante il settore caritatevole, cioè le associazioni di beneficenza fondate dalla famiglia reale, come la Prince's Trust, che aiutano la vita di molte persone bisognose.

Costi. Dal documento risulta che i grossi benefici all’economia costano appena 4,5 sterline/anno a ciascun contribuente. I costi totali si attestano sui 292 milioni di sterline (330 mln di euro) che includono le provvigioni appunto del Sovereign Grant, pagata dal Tesoro dai duca di Edimburgo e di Lancaster. I costi includono anche le spese per la sicurezza, gli stipendi del personale, la manutenzione ordinaria e straordinaria delle residenze, i viaggi diplomatici come del resto avviene per qualsiasi altro Stato riguardo le proprie alte rappresentanze. 

Conclusione. Evidentemente  c’è una gestione molta attenta sulla Monarchia, anche perché la Corona non ha nulla da nascondere e sa che le scorrettezze possono mettere a repentaglio non solo l'immagine della Monarchia ma l'economia del Regno Unito.

E in Italia ? La differenza tra la repubblica italiana e la monarchia inglese è enorme, tutta a favore della monarchia.  

Intanto in Italia non è mai esistita una gestione attenta e puntuale sui costi della repubblica.

A quando un rapporto del genere in Italia? Quanto costa la repubblica? Non si sa molto su come sono utillizzati i soldi per la gestione del presidente della repubblica, in quanto non sono mai stati pubblicato i suoi bilanci, ma per fare un paragone il Quirinale quest'anno ci costerà la bellezza 224 milioni di euro, quattro volte Buckingham Palace.  

Quanto rende all’economia italiana la repubblica? Nulla, solo enormi costi pagati dai poveri cittadini , che in questi anni di crisi economici non diminuiscono. Il bello è che uno dei motivi più ricorrenti propagandata dai repubblicani è che la repubblica costa meno della monarchia ….   Il fascino della Monarchia si traduce nell'attrazione del suo marchio, che offre notevoli vantaggi commerciali alla Nazioni, è il più grande tesoro nazionale che rende alla casse dello stato molto di più di quello che costa. Inoltre la Monarchia fornisce stabilità costituzionale e una diplomazia che facilita le relazioni commerciali con il mondo. I membri della famiglia reale fungono da ambasciatori per il Regno Unito, e nelle loro visite internazionali sono spesso accompagnati da una delegazione commerciale per affari multimilionari e promuovere i prodotti ed i servizi della Gran Bretagna.

Costi di Monarchia e Repubblica. Pubblicato da monarchico, domenica, 29 giugno 2014. I giornalisti italiani parlano dei costi della Monarchia britannica, ma non di quelli della repubblica italiana che sono superiori. Clamoroso autogol dei giornalisti italiani (servi del regime repubblicano) che pur di attaccare la Monarchia mettono in evidenza il lieve aumento dei costi della Corona britannica, dimenticando però di fare un confronto con i costi della repubblica italiana che sono enormemente superiori. I titoli relativi ai costi della Monarchia britannica, pubblicati dai giornali erano tutto un programma: "La monarchia costa sempre di più", "Monarchia, ma quanto ci costi?", "La monarchia costa cara".... Se è vero che la Monarchia inglese costa all'anno 45 milioni di euro, la repubblica italiana costa ben 231 milioni, 6 volte in più! Mi chiedo con quale faccia tosta si possa considerare cifra intollerabile i costi della monarchia inglese e non quelli della repubblica italiana, che sono 6 volte più grandi...Facendo il rapporto con la popolazione ogni cittadino italiano (neonati inclusi) spende ogni anno 3,8 euro per il mantenimento del Quirinale, contro i 70 centesimi di euro che gli inglesi spendono per Buckingham Palace. In realtà scenderebbero a 30 centesimi se si considera i 134 milioni di cittadini del Commonwealth, che riconoscono la Regina come Capo di Stato. Inoltre si deve tener conto che tutte le voci di spesa della Monarchia sono scrupolosamente documentati, mentre non c'è altrettanto rigore e chiarezza nei costi  della repubblica italiana. Si sa tutto come sono utilizzati i soldi per la Monarchia britannica, viaggi, restauro delle residenze, arredamenti, tappezzerie, mobilio, addirittura il consumo di gas ed elettricità ...Top secret invece per le spese di Napolitano &Company che ripeto sono 6 volte più grande!

Come sono spesi i denari pubblici per il Quirinale? E le altre residenza? Come Napolitano usa i soldi dei contribuenti? Quanti viaggi ha fatto in aereo o in treno? Con quali criteri sono state scelte le migliaia di persona che lavorano al Quirinale? ....Secondo gli ultimi dati ufficiali, per la Famiglia Reale sono stati spesi nell'ultimo anno fiscale 35,7 milioni di sterline (circa 45 milioni di euro), quasi 2 milioni di sterline in più rispetto all'anno precedente. Tra le voci più controverse la ristrutturazione degli appartamenti di Kensington Palace dove risiedono William e Kate, che ha contribuito in maniera decisiva all'aumento della spesa totale.

E il Quirinale ....? Il principe Carlo, per recarsi con un volo privato ai funerali di Nelson Mandela, ha speso 246.160 sterline.

Quanto è costato il viaggio in SudAfrica della Boldrini con il suo fidanzato ...? Intanto Sua Maestà Elisabetta II ha tagliato: meno trasferte (da 4,5 del 2012 a 4,2 milioni di sterline nel 2013), meno ricevimenti e meno feste.

Quanto costano ai poveri italiani i ricevimenti di Napolitano ...? Sono aumentati? In Italia le notizie relative alla monarchia ( in particolare quelle su Casa Savoia) sono sempre modificate ad arte, ci sono sempre aggettivi e forzature che servono a convincere il lettore a farsi un'idea distorta della monarchia e di nascondere le vergogne della repubblica italiana. Il livore nei confronti della monarchia ha reso cechi i giornalisti, o meglio per mantenere i posti di privilegio e per servilismo verso chi comanda, sono dei semplici servi del regime, venditori di fumo e falsità sulle quali si fonda la repubblica italiana. In Italia la malformazione congenita del giornalismo italiano ha trasformato l'Italia in un Paese semilibero per l'informazione. Nonostante i costi i sudditi non si arrabbiano se ogni anno devono pagare meno di una tazzina di caffè, anzi gli inglesi restano fedeli alla Monarchia che la amano e la rispettano profondamente. Cari inglesi continuate a tenervi la Monarchia, in confronto noi italiani spendiamo di più per non avere nulla.  Anzi la repubblica italiana è un fallimento!

I costi delle Monarchie. Da unionemonarchicaitaliana.it. Quirinale repubblicano: la Regina Elisabetta costa 6 volte di meno. Quando ci confrontiamo con un repubblicano, spesso l’obiezione che ci vien fatta è: “Perché dovremmo spendere un sacco di soldi par mantenere un Re?”. Dopo l’inchiesta pubblicata sul libro “La Casta” dei giornalisti Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella (Rizzoli, 2007), il quotidiano “Libero”, con un articolo di Franco Bechis a pagina 11 dell’edizione del 29 febbraio scorso dal titolo “Re Giorgio si aumenta la corte (e le spese)”, ci aiuta a fare chiarezza sulla questione. L’idea di una Monarchia costosa e dispendiosa, contrapposta ad un’economa repubblica, si infrange bruscamente dinnanzi ai dati ufficiali. Bechis parte da un comunicato diffuso dal Colle il 12 febbraio 2012, in cui si esaltavano i tagli alle spese quirinalizie, evidenziando un risparmio di 60,5 milioni di euro e una riduzione del personale pari a 394 dipendenti. Ma è stato proprio così? Dall’articolo si evince che i 60,5 milioni di euro risparmiati sono semplicemente spese extra preventivate che non hanno trovato accoglimento. Il Quirinale “di Napolitano” costa a noi contribuenti ben 12 milioni di euro in più rispetto al Quirinale “di Ciampi”. Vero soltanto il ridimensionamento del personale che è passato dai 2.158 dipendenti dell’era Ciampi agli attuali 1.787. Il dato si ottiene fondamentalmente dalla riduzione dei militari impegnati presso il Colle. E’ però aumentato il personale a contratto legato al presidente, ovvero lo staff di Napolitano: da 85 a 103. Quindi dove sta il risparmio? “Libero” è andato a confrontare i conti del Quirinale con quelli dell’Eliseo e di Buckingham Palace. Non ci dobbiamo sorprendere del responso. La Monarchia inglese, nonostante i pregiudizi repubblicani, all’anno costa ai contribuenti ben poco (37,9 milioni) rispetto alla repubblica francese (112 milioni)… ma nulla in confronto a quella italiana (221 milioni). Sconvolgenti anche i costi di ogni singolo dipendente del Quirinale con una media di 123.670 euro all’anno, contro i 74.160 euro dell’Eliseo e i 43.546 euro di Buckingham Palace (un terzo di quelli italiani). Il Quirinale ha anche il primato della mancanza di trasparenza, infatti - come già denunciato a suo tempo da Francesco Cossiga - le spese dettagliate del Colle non vengono rese pubbliche, al contrario di un’adamantina trasparenza della Corte Inglese che rende note anche le cifre del restauro delle toilette reali. La Monarchia non solo è un’Istituzione migliore, ma fa anche risparmiare chi ce l’ha!

 

 

Quirinale    Ciampi (2006)

Quirinale Napolitano (2012)

Eliseo Sarkozy

Buckingham Palace Regina Elisabetta

Dotazione Pubblica €

216.000.000

228.000.000

110.676.933

34.220.000

Spesa Effettiva €

235.000.000

245.300.000

112.048.360

37.890.000

Spesa per il personale €

205.860.000

221.000.000

69.933.339

18.420.000

Personale totale

2.158

1.787

943

423

Di cui staff “reale” o “presidenziale”

85

103

78

49

 

 

 

 

I dati sono stati convertiti dalla sterlina all’euro - Tratto dal quotidiano “Libero” del 29.02.2012 - pag. 11 - di Franco Bechis –

·        Il Colonialismo.

Harry imbarazza la Regina: l’impero britannico si scusi per errori del colonialismo. Il Corriere della Sera il 7 luglio 2020. Avrà avuto un soprassalto sul trono, la regina Elisabetta, ad ascoltare l’ultima uscita di suo nipote, quel principe Harry traslocato in California: il duca di Sussex, affiancato da una estatica Meghan, se l’è presa con l’impero britannico e con il suo erede, quel Commonwealth di cui la sovrana è tuttora la guida. In un video dalla loro residenza a Los Angeles, Harry ha affermato che è venuto il momento per il Commonwealth di «riconoscere il passato» anche quando è «spiacevole», e di «raddrizzare i torti». E Meghan ha aggiunto che è il momento di «fare i conti» con gli errori di ieri. I duchi di Sussex in questo modo si mettono in scia del movimento anti-razzista che sta scuotendo il mondo anglo-sassone e che in Gran Bretagna ha preso la forma di una revisione critica del passato imperiale: ma colpisce che quelle affermazioni arrivino dalle labbra di un principe i cui antenati hanno costruito l’impero e la cui nonna, la regina, distribuisce tuttora ogni anno onorificenze intitolate all’Ordine dell’Impero Britannico. Harry e Meghan sono disperatamente alla ricerca di un ruolo: la pandemia li ha colti in contropiede e li ha costretti a mettere in pausa le progettate iniziative in campo benefico (e commerciale). Dunque cosa c’è di meglio, per tornare sotto i riflettori, che cogliere al volo lo Zeitgeist anti-razzista? Purtroppo però i duchi di Sussex sono tuttora membri della famiglia reale britannica: per i quali vale la regola non scritta di non immischiarsi in politica. Soprattutto quando si va a mettere nel mirino tutto il proprio retaggio storico.

Lo schiaffo di Harry e Meghan alla regina: "La Gran Bretagna faccia i conti col suo passato". Harry e Meghan incoraggiano la Gran Bretagna a fare i conti con il proprio passato coloniale, un gesto che ha stupito i sudditi di Sua Maestà e la corte inglese. Francesca Rossi, Lunedì 06/07/2020 su Il Giornale. Harry e Meghan volevano una vita libera e indipendente dai doveri di corte e sono stati accontentati. Pur tra mille polemiche, scontri familiari e presunte faide che avrebbero diviso in fazioni i Windsor, i duchi di Sussex sono riusciti a spuntarla. Nessuno, però, avrebbe mai immaginato che questa ricerca della libertà si trasformasse in un voltafaccia, anzi, qualcosa di fin troppo vicino a un tradimento. Come riporta la CNN Harry e Meghan hanno tenuto un discorso durante la sessione del Queen’s Commonwealth Trust che si è tenuta lo scorso mercoledì 1° luglio. Durante l’intervento il principe Harry ha detto delle parole con un peso politico ben preciso. Il duca, infatti, ha dichiarato che la Gran Bretagna dovrebbe “fare i conti” con il suo passato coloniale. Già questo concetto da solo potrebbe aver fatto sobbalzare la regina Elisabetta. Harry, però, non si è fermato qui, puntualizzando che il suo Paese di nascita avrebbe il dovere di riconoscere i “torti” perpetrati ai danni delle nazioni che oggi compongono il Commonwealth. Se le parole fossero pugnali o proiettili, Harry e Meghan avrebbero già eliminato tutta la corte e, forse, una buona parte dei cittadini britannici. Il duca di Sussex ha proseguito affermando con decisione che il popolo inglese dovrebbe “riconoscere il passato”, anche quando si tratta di una resa dei conti dolorosa, che si preferirebbe ignorare. Harry ha aggiunto: “Guardando il Commonwealth non c’è modo di andare avanti se non riconosciamo il passato. Così tante persone hanno fatto un lavoro incredibile nel riconoscere il passato e nel cercare di correggere quei torti, ma penso che tutti riconosciamo che ci sia ancora molto da fare”. Il Commonwealth è composto da 54 nazioni e quasi tutte hanno fatto parte dell’ex impero britannico. Si tratta di una pagina di Storia ancora oggi molto discussa (pensiamo soltanto al caso del dominio e della spartizione dell’India). C’è un’ampia bibliografia in merito, ma rimane un tema spigoloso, poiché da questo impero sono nate molte delle moderne nazioni, ma anche diversi, gravi problemi politici e militari che sembrano irrisolvibili a tutt’oggi. Questioni diplomatiche intricate che si trascinano da decenni e su cui gli esperti ancora si arrovellano. Harry e Meghan sono andati a toccare un punto dolente e controverso della storia inglese, qualcosa di cui perfino la regina Elisabetta evita di parlare in pubblico. I Sussex si sono presi una libertà inconcepibile fino a pochi mesi fa, quando ancora vivevano a Londra ed erano altezze reali. Nessuno avrebbe mai pensato che i duchi si spingessero fino a questo punto, soprattutto Harry, il quale ha anche detto: “Ci sentiremo un po’ in imbarazzo, perché è solo accettando quell’imbarazzo che potremo superarlo e trovare tutti il modo di trarre beneficio da ciò. L’uguaglianza…ci mette tutti sullo stesso piano, che è un diritto fondamentale dell’uomo”. Può sembrare strano che un simile discorso arrivi proprio dal principe Harry, cresciuto in quella stessa corte inglese che ha governato l’antico impero. A tal proposito il duca ha ammesso: “Non possiamo negare o ignorare il fatto che tutti noi siamo stati educati a vedere il mondo in modi diversi. Comunque, una volta che inizi a realizzare che c’è un pregiudizio, allora hai bisogno di prenderne atto, di lavorare per diventare più consapevole…in questa maniera puoi dare un aiuto affinché ci si ribelli contro qualcosa di sbagliato, che non dovrebbe essere accettabile nella nostra società oggi”. In quest’ultima frase cogliamo il riferimento al movimento Black Lives Matter e alle proteste di queste settimane contro il razzismo. Anche il discorso di Meghan Markle contro la discriminazione razziale è stato molto forte e deciso. La duchessa ha invitato il pubblico a comprendere il potere dell’odio, che può manifestarsi anche nell’acquiescenza. Ribadiamolo. Harry e Meghan non avrebbero mai potuto pronunciare neanche la metà del loro intervento, se fossero rimasti sotto l’ala protettrice della regina Elisabetta. Forse con questo discorso Harry ha voluto rinnegare la famiglia d’origine, la royal family in cui è nato o cresciuto? Molti iniziano a pensare che questa possibilità non sia poi così remota. Possiamo davvero parlare di una specie di rivalsa contro la regina Elisabetta, di una ribellione a uno stile di vita e a un pensiero imposto? Non è semplice capire se vi sia questa vendetta e quale sia il suo limite, dove lasci posto a un’idea davvero libera di Harry e Meghan.

"Deve smettere di seguire sua moglie". Il principe Harry "fuori di testa". Il principe Harry nell'occhio del ciclone per le sue dichiarazioni sul Commonwealth: secondo un fotografo, il duca ha offeso la regina Elisabetta II. Elisabetta Esposito, Giovedì 09/07/2020 su Il Giornale. Aspre critiche nei confronti del principe Harry, che nei giorni scorsi ha parlato del Commonwealth in videoconferenza con la moglie. Come riporta il DailyMail, il fotografo veterano Arthur Edwards ha definito le parole del principe Harry un “insulto” nei confronti di quello che la regina Elisabetta II ama di più. Secondo Edwards, il duca di Sussex avrebbe “perso la testa”. “Criticare l’unica cosa cui la Regina tiene sopra ogni cosa, il Commonwealth che lei sta preservando, è un insulto per lei - ha detto il fotografo - non importa cosa possa dire ufficialmente il Palazzo. Harry dovrebbe smettere di ascoltare sua moglie, che ovviamente lo sta riempiendo di queste idee. Evidentemente non è una fan dell'amato Commonwealth di Sua Maestà. In effetti, dopo il servizio del Commonwealth nell'Abbazia di Westminster a marzo - l'ultimo impegno reale ufficiale suo e Harry - Meghan non vedeva l'ora di andarsene”. Per capirne di più, bisogna fare un passo indietro. Meghan Markle e il principe Harry, nei giorni scorsi, hanno fatto una videochiamata con i giovani leader del Commonwealth Trust. Il duca, in particolare, ha affermato che la storia del Commonwealth “deve essere riconosciuta”, anche se è “scomoda”. E che l’organismo che fa capo alla Regina dovrebbe seguire coloro che hanno “riconosciuto il passato” e “cercano di rimediare ai loro errori”. Oltre ad ammettere di soffrire di un “pregiudizio inconscio”. “Quando guardi attraverso il Commonwealth - ha detto Harry - non c'è modo di andare avanti se non riconosciamo il passato. Così tante persone hanno fatto un lavoro incredibile nel riconoscere il passato e nel cercare di correggere quei torti, ma penso che tutti riconosciamo che c'è ancora molto da fare”. Per molti queste parole hanno rappresentato un duro colpo all’impero britannico e inoltre il principe Harry avrebbe infranto il protocollo da sempre in vigore nella Royal Family: i membri della famiglia reale britannica non parlano di politica. Secondo il fotografo, i commenti del duca di Sussex “offuscheranno” la reputazione del Commonwealth, in particolare tra i giovani che hanno “scarsa conoscenza di cosa sia e cosa faccia”. Ma non è la prima critica che giunge all’indirizzo del principe Harry dopo l’infausta videochiamata. Il parlamentare Tory Andrew Rosindell ha trovato le parole del duca “deludenti” e gli ha anche consigliato di seguire l’esempio dei suoi parenti che, una volta usciti dalla famiglia, si sono ritirati a vita privata.

·        Edoardo VIII.

Regno Unito, quando l'Italia fascista voleva uccidere re Edoardo VIII. Pubblicato lunedì, 29 giugno 2020 da La Repubblica.it. Un re britannico con simpatie per Hitler. Un complotto per assassinare il monarca, coadiuvato dall'ambasciata d'Italia a Londra. E un cover-up dell'Mi5, il controspionaggio di Sua Maestà, per nascondere un imbarazzante errore. O un ancora più imbarazzante doppio gioco per disfarsi di un sovrano filonazista. Sembra un giallo uscito dalla penna di Graham Greene o John Le Carré. Invece è una storia vera, rimasta sepolta per quasi un secolo negli archivi di stato del Regno Unito. Nei quali in effetti continua a essere custodita. Senonché uno storico inglese, facendo ricerche nella biblioteca di un college di Oxford, ha trovato un memoriale che racconta almeno un pezzo di questa incredibile vicenda. I particolari saranno in "The crown in crisis: countdown to abdication" (La corona in crisi: conto alla rovescia verso l'abdicazione), il libro-inchiesta che il professor Alexander Larman pubblicherà in Inghilterra il 9 luglio. Ma la sostanza viene anticipata stamane dal Guardian. Al centro della complicata trama c'è Edoardo VIII, che regnò per alcuni mesi nel 1936, prima di abdicare dal trono per sposare una divorziata americana, Wallis Simpson: uno strappo alla regola che gli avrebbe reso impossibile rimanere alla testa della monarchia. Al suo posto diventò re Giorgio VI, padre dell'attuale regina Elisabetta. Una controversia che aprì una grave crisi per la Gran Bretagna: negli anni seguenti l'ex-re Edoardo, assunto il titolo di duca di Windsor, incontrò in Germania il Fuhrer e tramò a favore del Terzo Reich. Nel breve tempo in cui rimase sul trono, Edoardo subì uno strano attentato. Un giorno, mentre andava a cavallo vicino a Buckingham Palace, un informatore dell'Mi5 di nome George McMahon estrasse una pistola di tasca e prese la mira per sparargli: ma una donna tra la folla se ne accorse, si aggrappò al suo braccio facendogli mancare la mira, un poliziotto intervenne prontamente colpendolo con un pugno e la rivoltella volò in strada finendo per colpire il destriero del re. Arrestato e processato, McMahon sostenne che una potenza straniera lo aveva pagato per assassinare il re, affermando tuttavia di avere deliberatamente mancato il colpo. Descritto come un mezzo squilibrato, fu condannato soltanto a 12 mesi di prigione per possesso illecito di arma da fuoco e comportamento pericoloso. E veniamo ai nostri giorni. Qualche mese fa lo storico Alexander Larman si reca alla biblioteca di Balliol College, presso l'università di Oxford, per fare ricerche sul suo libro su Edoardo VIII. Cerca le memorie di Walter Monckton, un consigliere del re. Ma insieme a questa trova, a sorpresa, un manoscritto inedito e di cui finora nessuno conosceva l'esistenza scritto di suo pugno da McMahon, il tentato assassino del sovrano. Qui entra in gioco il nostro paese, all'epoca sotto la dittatura fascista di Benito Mussolini. Nel manoscritto, infatti, McMahon scrive di essere entrato in contatto con emissari italiani durante la guerra di Abissinia, nella quale era coinvolto come trafficante d'armi, e che tornato a Londra viene assunto dall'Ambasciata d'Italia con vari compiti, tra cui quello di assassinare re Edoardo. Il racconto di un pazzo? Non del tutto, perché Larman rivela che documenti recentemente declassificati dei servizi segreti britannici indicano McMahon come un informatore dell'Mi5, il controspionaggio, al quale passava informazioni sull'ambasciata italiana. Conclude lo storico: "McMahon informò l'Mi5 che nell'estate del 1936 ci sarebbe stato un tentativo di assassinare il re. Ma il controspionaggio ignorò l'informazione, giudicandola poco credibile. Quando l'attentato ci fu davvero, il 16 luglio di quell'anno, fu enormemente imbarazzante per l'Mi5, che mise in moto un cover-up per nascondere il proprio errore di valutazione". Ma è verosimile anche un'altra ipotesi, osserva l'autore: "Che l'Mi5 fosse a conoscenza dei piani di McMahon per assassinare Edoardo VIII e lo abbia lasciato andare avanti per eliminare un re internazionalmente imbarazzante per le sue dichiarate simpatie per il nazismo". La realtà a volte supera la fantasia romanzesca. Non si può escludere che qualcuno, ai vertici dell'intelligence britannica, scoperto il complotto abbia sperato che andasse a buon fine. Un imprevisto lo fece fallire. E un'altra catena di eventi, meno sanguinosa ma ugualmente drammatica, ha poi portato Edoardo a uscire egualmente di scema, abdicando per amore, lasciando a un altro re, suo fratello minore Giorgio VI, e al suo primo ministro Winston Churchill, il compito di sconfiggere Hitler. Rimane un punto oscuro da chiarire: se fu davvero l'Italia a tramare per fare assassinare un sovrano sostenitore della Germania nazista, all'epoca alleata di Mussolini. Che interesse avrebbe avuto il Duce a un risultato simile? Una possibile risposta sta nel nome di colui che era all'epoca l'ambasciatore italiano a Londra: Dino Grandi, capofila dell'ala moderata del fascismo, per anni ministro degli Esteri, rimosso dall'incarico nel 1932 da Mussolini che lo accusava di essere "andato a letto con il Regno Unito" e spedito in una sorta di esilio dorato appunto a Londra nei panni di ambasciatore, incarico mantenuto sino al 1939. Tre anni più tardi fu proprio Grandi a firmare l'ordine del Gran Consiglio che portò alla caduta del fascismo e all'arresto del Duce. C'era dunque il suo zampino anche nel tentato assassino di re Edoardo? Era d'accordo con l'Mi5? Ci vorrebbe un altro giallo per scoprirlo.  

·        Gli scandali.

Non tutte le principesse scappano (e Meghan dovrebbe saperlo). La vita a corte è davvero così soffocante e dura? Dalla regina Elisabetta all’imperatrice Sissi fino alla principessa Sofia di Svezia, non tutte le principesse fuggono davanti ai doveri di corte come hanno fatto il principe Harry e Meghan Markle. Francesca Rossi, Venerdì 18/09/2020 su Il Giornale. La Megxit è stata una decisione sensata o dettata da un capriccio, o magari dall’incapacità di conciliare diversi ruoli? Il principe Harry e Meghan Markle hanno gettato la spugna troppo presto, rinunciando ai doveri, ma anche ai molti privilegi reali? Da mesi ci facciamo queste domande senza riuscire davvero a darci una risposta. La Storia, però, può venirci in aiuto. Pensiamo alla zarina Caterina II. Non era che una semplice principessa tedesca, una straniera su cui nessuno avrebbe scommesso neanche un rublo. Tradita e umiliata da un marito inetto, tenuta in considerazione solo per la sua capacità di generare eredi, Caterina si ritrovò sola in un ambiente ostile, ma non si piegò. Si adattò al clima ostile e, infine, colse l’occasione per spodestare suo marito con un colpo di Stato (forse ne ordinò perfino la morte) e a inaugurare uno dei regni più potenti e importanti di Russia. Anche Maria Antonietta era una straniera invisa alla corte francese. Le sue origini austriache le vennero rinfacciate fino al patibolo, dando adito anche a penosi giochi di parole (in francese “austriaca” si dice “autrichienne”, che contiene la parola “chienne”, “cagna”, da qui “la cagna austriaca”). Come dimenticare, poi, l’imperatrice Sissi? I viaggi, gli estenuanti esercizi di ginnastica non erano che un modo per sfogare l’insofferenza che nutriva nei confronti delle opprimenti regole di palazzo. Una volta l’imperatrice avrebbe detto: “Voglio tanto bene all’imperatore. Se almeno non fosse imperatore!”. Persino la regina Elisabetta ebbe i suoi grattacapi in tal senso. Proprio lei che oggi è un simbolo di abnegazione alla Corona e tra i reali più popolari e amati. Quando salì al trono Winston Churchill era disperato. Riteneva che una donna non fosse in grado di governare. Elisabetta, poi, aveva l’aggravante di essere troppo giovane. “È solo una bambina”, tuonò Churchill. La giovane regina, allora 27enne e madre di due figli, non si fece intimorire. Incontrò il suo primo ministro e iniziò a lavorare con lui, accettandone i consigli ma mantenendo integra la sua volontà. Con il tempo Churchill imparò ad ammirarne le doti politiche e diplomatiche, rendendosi conto di aver dato giudizi troppo affrettati. Sembra che sia arrivato a volerle bene come fosse sua figlia, mentre Elisabetta lo considererebbe il suo primo ministro preferito. Oggi la principessa Sofia di Svezia, moglie del principe Carl Philip, tra i reali moderni più chiacchierati ed ex modella, sostiene che non tornerebbe mai sulle passerelle e aggiunge: “Credo di aver trovato un equilibrio fantastico e credo sia positivo essere riuscita ad attraversare anche anni tempestosi” sconfiggendo le “molte crisi d’identità” che l’hanno accompagnata negli anni. Harry e Meghan Markle, invece, non sono riusciti a reggere pressioni ben più blande di quelle descritte. Stando alle indiscrezioni scagliate dai tabloid come bombe, la duchessa di Sussex non avrebbe mai digerito il suo ruolo da "eterna seconda" all'ombra di Kate Middleton. Il desiderio di primeggiare e l'ambizione - forse troppo marcata - sarebbero tra le cause degli attriti con la cognata. Per non parlare della continua fuga di Meghan dai paparazzi e dagli articoli di giornale diventati, per lei, quasi un'ossessione. I Sussex si sono sentiti "perseguitati" da giudizi che la maggior parte dei reali, moderni e non, semplicemente ignora(va). Perché alla fine tutto questo fa parte del gioco. Un gioco che ha delle regole ben precise. Loro volevano giocare, il gioco era bello. Ma mal tolleravano quelle regole. Hanno provato a cambiare, ma non è stato possibile. Le regole (e il pacchetto di corte) hanno vinto, loro no.

Andrea Tomasi per vanityfair.it il 18 settembre 2020. Mille e passa anni di re, regine e varia nobiltà prima che qualcuno alzasse la mano e dichiarasse di voler vivere liberamente la propria omosessualità. Il coming out che Ivar Mountbatten fece due anni fa ha rappresentato senza dubbio un punto di svolta nella storia della monarchia britannica, che si appresta a celebrare quest’estate le sue prime nozze arcobaleno, quelle che vedranno appunto Ivar dire sì al fidanzato James Coyle, amore nato sulle piste di Verbier e così forte da buttar giù il muro dell’ipocrisia. Storia, quella della corona inglese, tuttavia non sgombra di precedenti più o meno documentati, relazioni a diversa gradazione di pericolosità che hanno tenuto banco nei pub e sulle pagine dei tabloid, ancora prima nelle cronache di storici pettegoli e non, nelle novelle e nei canti popolari. Un susseguirsi di nomi che tira dentro eredi al trono e sovrani celeberrimi, altri monarchi appannati dal tempo e figure minori, che spesso si ricordano proprio per quei gossip su gusti e inclinazioni privatissimi. Prendete Edoardo, quartogenito di Elisabetta II, esile figura schiacciata dai fratelli e dalle rispettive malefatte amorose, principino gentile che sui giornali degli Anni 80 tutti presi a parlare di Diana e Sarah faceva notizia per l’assenza di fidanzate, per il carattere mite e la timidezza estrema, per quella passione per il teatro e lo spettacolo nella quale in tanti lessero indizi inequivocabili. “È gay?”, si chiedevano stampa e popolo, domanda che a un certo punto fu posta direttamente alla sposa prescelta, quella Sophie Rhys-Jones saltata fuori in piena crisi post mortem di Diana. «Assolutamente no, Edoardo paga il pregiudizio: chissà perché se un uomo è appassionato d’arte deve per forza di cose essere omosessuale», rispose la prima donna a comparire al fianco del principe. Ineccepibile annotazione che però, nonostante la nascita di due figli, non ha mai messo a tacere il dubbio, figlio sì più del pregiudizio che di indizi concreti. Più strutturato il sospetto che avvolge il fratello di Edoardo, Carlo. Già, proprio lui, il marito traditore, per la patria il marito infame, non avrebbe in passato disdegnato la compagnia maschile. Anzi, in giovane età ma non solo, il futuro re si sarebbe circondato di collaboratori preferibilmente gay, su tutti quel Michael Fawcett fidatissimo che sua altezza reale è stato costretto a liquidare sull’onda di uno scandalo sessuale piuttosto rognoso, l’accusa di aver violentato un giovane paggio dopo il diniego di questi. Paggio che, tra le varie accuse lanciate e giudicate da diverse corti frutto di una mente instabile, a un certo punto affermò che il rapporto tra Fawcett e Carlo non era solo professionale: oltre a stendere il dentifricio sullo spazzolino del principe, Michael stendeva se stesso nel letto di sua altezza.  «Li sorpresi una mattina, quando portai la colazione in camera a Carlo», raccontò George Smith, poi morto in circostanze mai chiarite a soli 44 anni. Un’accusa, quella della doppia vita di Carlo, rilanciata in tempi recenti dal settimanale americano The Globe, certo non tra le testate più attendibili, che sgranò in copertina una foto piuttosto confusa del principe assieme a un giovane aiutante. “The kiss”, il titolo scritto sotto, richiamo forse a quello leggendario di Diana e Dodi rubato da Mario Brenna in un pomeriggio sardo d’estate. Un bacio che ci vuole una certa fantasia a vederlo per davvero, con certezza non una prova. Sono invece alcune lettere, frasi scritte nere su bianco, a raccontare la tenera amicizia che legò in giovane età la principessa Margaret, scalmanata sorella di sua maestà, alla figlia dell’ambasciatore americano a Londra Lewis Douglas. Impossibilitata a ricevere a corte dei baldi giovani, e sicura di non incorrere in sconvenienti incidenti di percorso, la sessualmente vorace Margaret avrebbe esplorato le prime gioie del corpo assieme alla quasi coetanea Sharman, le cui tendenze omosessuali sarebbero poi divenute famose nei decenni a venire. Ben due anni di relazione prima dell’entrata in scena di Peter Townsend, l’uomo sposato per il quale Margaret perse la testa, nonché fonte dello scontro con Elisabetta che molto avrebbe pregiudicato il loro rapporto. «Se Margaret e Sharman sono state amanti? Non lo so, non ho elementi per dirlo», disse decenni dopo in un’intervista Anthony Armstrong Jones, marito di Margaret che nella Swinging London degli Anni 60 non si premurò poi molto di nascondere la propria bisessualità, elemento che avrebbe spinto Elisabetta a dissuadere la sorella dalle nozze se solo non le avesse negato pochi mesi prima il “sì” a sposare Townsend. Bisessuali, ma per diversi storici più omo che etero, sarebbero stati anche il duca di Kent, quinto figlio di re Giorgio V nonché zio di Elisabetta, e lord Mountbatten, cugino dei Windsor, ultimo viceré d’India ma soprattutto figura di assoluto riferimento per Carlo, il suo mentore. Entrambi regolarmente sposati – George con la carismatica ed elegantissima Marina di Grecia, Mountbatten con la rampantissima Edwina Ashley – i due uomini tenevano banco nel chiacchiericcio dei club per veri gentlemen a causa dei proibiti passatempi. Il duca di Kent era talmente chiacchierato, anche per via di un certo vizietto per le droghe, che quando morì nel 1942 in un incidente aereo si fece subito strada la teoria complottista dei servizi segreti che si erano sbarazzati di un elemento di eccessivo imbarazzo per la corona. In quanto a Mountbatten, in molti si riferivano a lui usando sprezzanti il soprannome Mountbottom, gioco di parole che alludeva al ruolo sessuale prediletto dall’illustrissimo viceré, nomignolo nato, si dice, durante le ripetute frequentazioni delle basi della Marina, anni spregiudicati quelli indiani nel corso dei quali anche Edwina non mancò di dare scandalo, su tutti con Jawaharlal Nehru, l’uomo che nel 1947 sarebbe diventato il primo ministro dell’India libera. E c’è una foto di Mountbatten nella quale traspare il legame speciale con il cugino David, poi diventato re Edoardo VIII, l’uomo che per amore di Wallis Simpson rinunciò al trono e provocò una crisi istituzionale con pochi precedenti. Amore indiscutibile e a tratti eroticissimo – mamma Mary era convinta che la pluridivorziata Wallis tenesse in pugno David grazie a pratiche imparate nei bordelli di Shangai – che tuttavia non sopì del tutto l’altra parte del principe, colui che a 18 anni diede disposizione affinché “Lord Mountbatten mi segua in ogni viaggio e occupi una camera comunicante con la mia ovunque ci troviamo”. I due fecero insieme il giro delle colonie, mesi e mesi sempre insieme, mai una donna al loro fianco. Sino a quella tappa a Delhi dove Mountbatten conobbe Edwina e lì decise di fermarsi. Al suo posto comparve allora Edward Metcalfe, ufficialmente responsabile dei cavalli del principe ma di fatto sua ombra, l’uomo a cui scrivere lettere piene d’affetto che Metcalfe perderà durante un viaggio a New York e che salteranno misteriosamente fuori solo dopo il 1972, anno in cui David morì a Parigi accanto alla sua Wallis. La quale, nel 1950, aveva aperto le porte di casa, e della loro intimità, all’eccentrico miliardario americano Jimmy Donahue, gay dichiarato e ben presto inseparabile compagno dei duchi di Windsor. Edoardo VIII non è tuttavia l’unico sovrano bisessuale a essersi seduto sul trono d’Inghilterra. Di almeno altri otto vi sono testimonianze e frammenti scritti che raccontano di baci rubati e sotterfugi per vedersi, passioni indicibili e in alcuni casi sopite con la violenza. La regina Anna, moglie devota e madre sfortunata – rimase incinta diciassette volte, ma nessuno dei suoi figli le è sopravvissuto – dopo la morte del marito divenne inseparabile da Sarah Churchill, da lei trattata come sua pari persino di fronte a una corte allibita. Un cambio di prospettiva dopo la vedovanza pure per Guglielmo d’Orange, che sepolta la moglie Mary, morta di vaiolo, si legò a due nobili olandesi: le voci in merito a tali relazioni si fecero così chiassose da spingere il sovrano a una presa di posizione ufficiale in cui descrisse il rapporto scevro da qualunque implicazione carnale. “Amo in modo naturale la tua persona, e adoro tutte le altre tue parti”, scrive non senza malizia Giacomo I a George Villiers, da lui promosso Conte di Somerset nonostante non così nobili natali. Un’amicizia preceduta da un’altra passione cocente, quella per il cugino Esme Stuart di 24 anni più grande: “Già all’età di 13 anni sua altezza non perdeva occasione per mettergli le braccia intorno al collo e baciarlo”, scrive uno storico del tempo e c’è da credergli, visto che le spoglie mortali del sovrano riposano dentro Westminster Abbey tra quelle di George ed Esme. “Dopo il re, finalmente abbiamo una regina”, pare fossero soliti brindare in tono canzonatorio i sudditi di Giacomo I. Il re in questione, tuttavia, era una donna, Elisabetta I, sulla cui sessualità sono state scritte decine di libri: maschio, femmina, vergine, ninfomane, persino ermafrodita stando alle più ardite ipotesi. “Bellissimo ed effemminato” viene invece perpetuato ai posteri Riccardo II, “che la sera si tratteneva in serate alcoliche con i militari pronte a concludersi in innominabili eccessi”. “Avvezzo a ogni vizio, specialmente alla sodomia” era anche Guglielmo II, sempre a dar credito a chi rilesse i suoi 13 anni di regno caratterizzati dall’assenza a corte di donne: sua maestà rifiutò di prendere moglie, non ebbe amanti né figli illegittimi, ma di contro riempì i palazzi di baldi giovanotti invitati a farsi crescere i capelli (alla sua morte nel 1100, il primo ordine di Enrico I, il fratello succedutogli, fu che tutti gli uomini a corte si rasassero). Confessò pubblicamente di aver commesso “atti impuri con altri uomini” l’eroico Riccardo Cuor di Leone, la cui abitudine di condividere tutto con il giovanissimo re di Francia Filippo II, compreso il letto la notte, ha fatto lungamente discutere e litigare gli studiosi. John Gillingham, nell’ultima biografia dedicata al leggendario sovrano, sostiene che il fatto di dormire insieme fosse solo un atto politico di fiducia estrema, un modo per sancire quell’alleanza che avrebbe portato l’allora duca di Aquitania a prendersi il trono del padre Enrico II. Per tanti altri, invece, i due si amarono di un amore travolgente e fisico, per altro comprensibile visto che Riccardo viene narrato come uno splendore biondo dagli occhi di ghiaccio, il tutto per un metro e 95 di altezza. Decisamente meno bello Edoardo II, protagonista della più struggente delle passioni omosex almeno per come ce l’ha tramandata la penna di Christopher Marlowe (da cui Derek Jerman trasse nel 1991 un film magistrale con una Tilda Swinton in stato di grazia). È sicuro che quello tra il re e Piers Gaveston sia stato un amore totalizzante, nato per caso quando Edoardo I decise di affiancare a quel figlio così fragile un valido soldato. Divenuto inseparabile dal principe, Gaveston venne allontanato da corte per “cattiva influenza” ma subito richiamato quando Edoardo II ascese al trono. Ben presto inviso a tutti, specie alla moglie di Edoardo, la principessa Isabella di Francia figlia di Filippo IV, data in sposa per unire le due nazioni, Gaveston fu nuovamente costretto all’esilio dal re accerchiato e quindi barbaramente ucciso, stessa sorte toccata all’altro favorito del re, Ugo Despenser il giovane, e infine allo stesso Edoardo II, obbligato ad abdicare per quell’amore che non si poteva pronunciare. Fino a due anni fa.

Fuga da Windsor per un rave party, tredici guardie della Regina in cella. Francesca Pierantozzi per “il Messaggero” il 9 settembre 2020. Perfino la Regina Elisabetta quest' anno ha dovuto rinunciare alla festa: i 94 compiuti il 21 aprile sono stati celebrati in sordina, dentro la bolla creata a Windsor per proteggerla dal Covid. Un castello a tenuta stagna presidiato notte e giorno dalle sue guardie, le Gallesi col tradizionale colbacco d'orso e la marsina rossa. Peccato che, al calar della sera, complice una bella serata di fine giugno, tolto il colbacco e pure la marsina, ben sedici soldati sui trenta della squadra che si è confinata con la Sovrana, hanno non solo fatto esplodere la bolla che doveva proteggere Sua maestà e il principe consorte Filippo (che con i suoi 99 anni è anche lui persona più che vulnerabile all'epidemia), non solo hanno infranto le regole nazionali allora in vigore sul lockdown, e quelle interne al loro reggimento - che chiedono totale fedeltà alla Regina ma si sono bellamente uniti a un pubblico di ragazzi festanti in un prato vicino, dando vita a un simpatico mini rave con alcol e cocaina. La cosa, resa nota soltanto ora dai giornali britannici, ha portato al «più grosso numero di soldati mai carcerati in una sola volta per un singolo crimine». Per ora sono tredici le guardie condannate: l'accusa è aver infranto le regole del confinamento, essere venuti meno ai loro obblighi militari, aver messo in pericolo la Regina: si va dai 14 ai 28 giorni di prigione, assortita col taglio della paga per tutto il periodo del carcere. Nessuna clemenza per i quattro risultati positivi alla cocaina: quando usciranno dal carcere militare di Glasshouse, a Colchester, saranno radiati dal Reggimento e dall'esercito. «Le pene sono state molto severe» ha commentato una fonte, citata dai media. Il loro comandante, colonnello Henry Llewelyn-Lisher, ha chiesto di non avere indulgenza per una inaccettabile «disobbedienza». Altri tre ufficiali saranno giudicati nei prossimi giorni e difficilmente potranno sfuggire al carcere. I civili coinvolti nella festa vicina al castello, dovranno invece solo pagare la multa per aver infranto il lockdown, ovvero cento sterline. Lo scandalo è tanto più grande dal momento che la regina stessa aveva scelto di non fare nessuna festa nemmeno per i 99 anni del marito, il 10 giugno. Tutto il castello si era chiuso per proteggere i sovrani. Le Guardie gallesi avevano preso alloggio al Combermere Barracks, a Windsor, e hanno accettato di non incontrare né amici né familiari durante il confinamento per evitare di esporre al rischio del contagio la Regina e il Principe Filippo. Alla fine, però, non hanno più sopportato la clausura e una sera di fine giugno, smessa la divisa, sono usciti a «sgranchirsi», questa la tesi della Difesa, in un parco lì vicino. L'idea sempre secondo il resoconto fornito ai giudici militari era farsi una partita a calcio e al massimo una birra. Peccato che in quel momento e in quello stesso parco un gruppo di ragazzi avesse pensato di organizzare un rave. Le Guardie, invece di disperdere la folla e eventualmente sanzionare gli indisciplinati festanti, si sono uniti alla celebrazione venendo meno a qualsiasi obbligo di prudenza nei confronti della Regina.  

Emily Stefania Coscione per iodonna.it il 22 luglio 2020. Ancora guai per William e Harry. Stavolta a metterci lo zampino sono gli antimonarchici di Republic, noto gruppo che si batte per l’abolizione della Corona britannica, ritenendola antidemocratica. Per questo hanno segnalato alle autorità le attività finanziarie della Royal Foundation dei duchi di Cambridge e dell’ormai defunta Sussex Royal, accusandole di conflitto di interesse e uso inappropriato di fondi.

Le accuse degli antimonarchici. William e Kate avrebbero trasferito 245mila sterline dalla Royal Foundation (la charity che i due figli di Carlo avevano avviato nel 2009 per dedicarsi alla salvaguardia dell’ambiente e ai problemi di salute mentale ma di cui fanno ora capo solo i Cambridge) sui conti bancari di Sussex Royal e Travalyst, la piattaforma per gli eco-viaggi di Harry. Un’operazione che, secondo Republic, sarebbe stata decisa solo in base al “rapporto personale tra i due patroni, il duca di Sussex e il duca di Cambridge”.

Le autorità indagano. In base alle leggi britanniche, le due fondazioni avrebbero dovuto invece agire indipendentemente. Il quotidiano britannico Telegraph ha rivelato che la Charity Commission inglese, già impegnata nelle indagini sulle attività finanziarie e benefiche del principe Andrea, non ha alternative e ha già iniziato a esaminare la documentazione disponibile in preparazione per vere e proprie indagini. Ma la reazione di Harry e William non si è fatta attendere.

La difesa dei due principi. William sostiene che il trasferimento di fondi tra una Fondazione e l’altra intendeva solo aiutare gli scopi benefici del fratello. E un suo portavoce ha sottolineato che l’operazione era avvenuta in assoluta trasparenza e in accordo con le direttive del governo. Ma la reazione di Harry è stata più dura: il suo rappresentante ha precisato che Harry vive per le sue charity e si sente profondamente insultato da queste accuse. Secondo voci di corridoio, il secondogenito di Carlo sarebbe, infatti, andato su tutte le furie e minaccerebbe di portare tutti in tribunale.

Un futuro incerto per la monarchia. Dopo mesi di divisioni e faide familiari, William e Harry si trovano, quindi, improvvisamente uniti da una lotta comune. Ma gli antimonarchici di Republic promettono di non mollare la presa e sperano che le autorità scavino in tutte le attività finanziarie dei due fratelli. Il fondatore del gruppo Graham Smith ha definito la Corona “un’organizzazione segreta, che non rende conto a nessuno e continua a fare abuso di fondi pubblici”. Il gruppo ha un forte seguito in Australia, dove già esiste uno spiccato sentimento antimonarchico, tanto che, in uno scenario post-Elisabetta, il futuro del Commonwealth comincia ad apparire molto incerto.

"Uso improprio di fondi benefici". L'accusa ai principi William ed Harry. Il gruppo antimonarchico Republic ha accusato i principi di aver trasferito, in modo improprio, un'ingente somma di denaro dai conti della Royal Fondation verso due enti indipendenti del duca di Sussex. Novella Toloni, Mercoledì 22/07/2020 su Il Giornale. Conflitto di interesse e uso inappropriato di fondi. Il principe William e principe Harry sono finiti nel mirino del gruppo elettorale anti-reale Republic per un trasferimento di fondi pari a 290mila sterline. I due principi sono stati accusati - con una denuncia formale - di esser stati poco trasparenti nella gestione dei fondi benefici, in occasione della scissione tra i duchi di Sussex e di Cambridge all'interno della Royal Foundation. Secondo quanto riportato dal tabloid britannico The Sun, Republic ha segnalato alle autorità inglesi di competenza le attività finanziarie legate alla Royal Fondation, ente benefico che fino al giugno 2019 era stato gestito da William e Harry e dalle rispettive consorti, Meghan Markle e Kate Middleton. Lo scorso giugno i duchi di Sussex annunciarono ufficialmente di voler lasciare la fondazione - istituita nel 2009 dal principe Carlo per i suoi due figli - per dar vita ad un proprio ente benefico, il Sussex Royal. In quell'occasione sarebbero stati trasferiti da un ente all'altro circa 300mila sterline, suddivise in due tranche. Operazioni entrate nel mirino del movimento britannico. L'accusa di Republic, infatti, riguarda il trasferimento da 290mila sterline dalla Royal Foundation gestita da William e Kate - e che si occupa di ambiente e problemi di salute mentale - sui conti bancari di Sussex Royal. Di questi 145 mila sterline sarebbero invece finite nelle casse di Travalyst, società privata dedicata agli eco-viaggi di cui il principe Harry è proprietario al 75%. Quando i duchi di Sussex hanno lasciato la Royal Foundation lo scorso giugno anche la restante somma sarebbe stata dirottata sui conti di Travalyst. L’operazione, secondo Republic, sarebbe stata fatta con l'unica "motivazione della relazione personale (di parentela, ndr) tra due patroni, il duca di Sussex e il duca di Cambridge". Charity Commission è stata così esortata a indagare sui trasferimenti per fare chiarezza e, come vuole la legge britannica, sta iniziando una procedura di investigazione. Mentre la commissione non si è ancora espressa sulla denuncia, il principe William e il principe Harry hanno fatto sapere, attraverso i loro portavoce, di essere profondamente "offesi dalle accuse". Attraverso una nota ufficiale il duca di Cambridge ha chiarito: "Le sovvenzioni concesse al Sussex Royal dovevano sostenere il lavoro benefico di The Duke e Duchessa del Sussex. Erano pienamente in linea con i requisiti di governance e sono stati segnalati in modo trasparente". Decisamente più arrabbiato, invece, il duca di Sussex che ora minaccia azioni legali. Il principe Harry da Los Angeles - dove si trova con la moglie e il figlio Archie - ha ribadito con fermezza la trasparenza dell'azione, parlando di accuse "create ad arte". "Il duca di Sussex è sempre e continua a rimanere profondamente impegnato nel suo lavoro di beneficenza - riporta il Daily Mail - è profondamente offensivo vedere oggi affermazioni false fatte sul Duca del Sussex e sul suo lavoro di beneficenza. È diffamatorio e offensivo per tutte le eccezionali organizzazioni e persone con cui ha collaborato".

Tutti i tradimenti della "Royal Family". Dal ritiro dalla vita pubblica del duca di York alle relazioni extraconiugali del principe consorte Filippo, fino ai segreti delle alcove reali nel mondo, spesso la storia delle monarchie è stata attraversata da scandali in cui la passione si mescola al potere in modo quasi inscindibile. Francesca Rossi, Venerdì 22/11/2019, su Il Giornale. Secoli fa era impensabile, per un re o per un erede al trono (maschi, s’intende), non avere delle amanti e delle favorite. Pensiamo, per esempio, al nostrano Papa Borgia (e parliamo di un pontefice, benché monarca), o a Luigi XIV. In alcuni casi le relazioni extraconiugali potevano suscitare scandali, ma di fatto in genere venivano accettate tanto dal popolo quanto dalle mogli costrette a “portare le corna” con ostentata nonchalance. Erano altri tempi, neppure si rifletteva di temi come l’emancipazione della donna, la parità di diritti (anche il “diritto” di tradire, se così vogliamo chiamarlo). Se una regina, o un’imperatrice aveva degli amanti, era additata come una donna pericolosa (per rimanere su toni gentili). Per esempio Caterina la Grande (1729-1796) diede scandalo con i suoi innumerevoli amanti, benché vi sia il fondato sospetto che non fossero poi così tanti. Non è escluso che le accuse tendessero più che altro a infamarne l’immagine di sovrana illuminata e intelligente che si era costruita anche con l’appoggio del suo amante più importante, il conte Orlov. Fu questi ad aiutarla a detronizzare il marito Pietro III. Le voci secondo cui Caterina fu la mandante dell’uccisione dello zar minacciarono di travolgerla, ma lei fu più forte e iniziò a governare con pugno di ferro. Al contrario nel Seicento mai nessuno ebbe da ridire sul comportamento di Luigi XIV di Francia (1638-1715), che sostituiva di frequente le sue amanti, nonostante la rassegnata disperazione della moglie Maria Teresa infanta di Spagna. Enrico VIII (1491-1547) aveva il “brutto vizio” dai contorni criminali di far decapitare le amanti divenute sue legittime consorti, suscitando scandali che gli costarono perfino una scomunica. Il re d’Inghilterra voleva un erede maschio, ma la moglie Caterina d’Aragona gli diede una femmina. Pur di sposare Anna Bolena, Enrico VIII provocò uno scisma religioso. La Chiesa Anglicana nacque sulla base di uno scandalo e di una relazione extraconiugale. In tema di scandali Maria Antonietta (1755-1793) non era seconda a nessuno. Anzi, potremmo dire che per il popolo la giovane sovrana fosse “uno scandalo ambulante”. Le spese folli, il ritiro mal visto nel piccolo borgo chiamato “Hameau della regina”, alla ricerca della privacy, le feste glamour e, forse, persino un amante. Cosa ci fu davvero tra la regina Maria Antonietta e il conte Hans Axel von Fersen? Ancora oggi non si sa con certezza, ma i rumors sul loro presunto amore causarono uno scandalo senza precedenti a corte. Forse si trattò solo di una simpatia, o di un amore platonico. Certo il conte era affascinato da Maria Antonietta e non è escluso che lei ricambiasse, magari a livello puramente amichevole. Non abbiamo prove, però Fersen era l’equivalente di un attore di Hollywood odierno e pare che fosse arduo resistergli. Uno degli scandali di corte a tinte “nere” fu la misteriosa morte dell’arciduca Rodolfo d’Asburgo-Lorena (1858-1889) e dell’amante Maria Vetsera a Mayerling. La violenta, presunta uccisione della coppia fece traballare le fondamenta non più così solide dell’impero asburgico. Cosa sia accaduto in quel piccolo paese austriaco il 30 gennaio 1889 è ancora oggetto di discussione. Si trattò di due omicidi? Di un omicidio suicidio? Forse la morte dell’arciduca fu naturale? Troppe versioni, troppe “carte in tavola” rimescolate più volte rendono quasi impossibile comprendere la dinamica di uno degli scandali reali più cupi e terribili degli ultimi secoli. Quando il futuro zar Nicola II (1868-1918) era solo uno zarevič, fu la sua scarsa propensione alla ricerca di amanti a far serpeggiare voci maligne che avrebbero potuto dar vita a uno scandalo. Lo zar Alessandro III, non si sa quanto inconsapevolmente, durante una cena di gala fece sedere accanto al figlio una promessa del balletto, Matilde Kshesinskaya. Da quella sera Nicola e Matilde divennero inseparabili e per lei si aprirono le porte dei più importanti teatri russi. La loro storia terminò quando Nicola si sposò con la futura zarina Alessandra. Non si sa se la fine della relazione con la Kshesinskaya fu opera della famiglia di Nicola. La ballerina stava diventando troppo potente e la sua influenza su Nicola iniziava a destare un certo scandalo. Pare, comunque, che il figlio di Alessandro III fosse davvero innamorato di Alessandra. Anche l’Italia ha la sua buona dose di scandali reali con la vita della Contessa di Castiglione (1837-1899), che riuscì a diventare amante di Napoleone III (una relazione voluta dal conte di Cavour per avvicinare l’imperatore alla causa italiana durante il Risorgimento). La contessa non scalzò l’imperatrice Eugenia solo perché quest’ultima fu più scaltra e rapida nell’allontanare il marito dalle pericolose grazie di Virginia Oldoini. In epoca più recente è impossibile dimenticare le voci sui tradimenti del principe Filippo, marito della regina Elisabetta II (a cui la serie The Crown avrebbe contribuito ad affibbiare, senza prove, un presunto amante di gioventù, Lord Porchester). A quanto sembra Filippo avrebbe avuto delle amanti già nei primi tempi del suo matrimonio. Tra queste vi sarebbero nomi altisonanti come Daphne Du Maurier (autrice di libri come “Gli uccelli” e “Rebecca la prima moglie”) e la cugina di Elisabetta II, Alexandra Hamilton. Almeno in pubblico Sua Maestà ha sempre mantenuto un aplomb che sfiora lo stoicismo. Camilla Parker Bowles è, ormai, “l’altra” per antonomasia. Il suo nome potrebbe persino essere un sinonimo del termine “amante” sul vocabolario, tanto lo scandalo che la travolse con il principe Carlo e Lady Diana fu impetuoso e inarrestabile. Ormai Camilla è la moglie dell’erede al trono, ma l’immagine del terzo incomodo in un matrimonio “affollato” non le si è mai staccata del tutto di dosso. Per Lady Diana la vita fu un susseguirsi amaro di scandali fino alla morte. Dai tradimenti reciproci con Carlo fino all’ultimo amore proibito con il cardiochirurgo pakistano Hasnat Khan. I terremoti scandalistici, però, non sono un’esclusiva dei reali inglesi. Charlene di Monaco sarebbe fuggita poche ore prima del matrimonio, dopo aver scoperto che lo sposo Alberto aveva avuto un terzo figlio illegittimo. Nel 2010 venne pubblicata la biografia “Il re riluttante”, dedicata al re svedese Carlo Gustavo. In questo libro fu messa nero su bianco la presunta passione del sovrano per i festini a luci rosse. Nel 2013 Alberto II del Belgio abdicò ufficialmente per ragioni d’età, ufficiosamente per la scomoda presenza di una presunta figlia illegittima, Delphine Boel, tuttora impegnata in una causa legale per il suo riconoscimento. Anche Juan Carlos di Spagna avrebbe tradito molte volte la regina Sofia, la quale in apparenza ha sempre mantenuto un’invidiabile impassibilità. Sembra che persino Rania di Giordania sia stata sull’orlo del divorzio. In questo caso si tratta di voci ma confermate, ma sembra che re Abdallah avesse una liaison con Hind Hariri, figlia di Rafik Hariri, ex premier libanese morto in un attentato nel 2005. La notizia trapelò attraverso il quotidiano israeliano Yediot Ahronot. I sovrani giordani riuscirono ad arginare in tempo lo scandalo con un silenzio stampa. Nel tempo il loro legame sempre più saldo fece dimenticare i pettegolezzi su questo presunto tradimento. Il caso Epstein che ha travolto il principe Andrea, come ricorda il magazine Grazia è uno di quegli scandali che difficilmente vengono dimenticati dall’opinione pubblica. Il figlio dela regina Elisabetta è accusato di molestie nei confronti di donne anche minorenni all’epoca dei fatti. L’intervista concessa alla BBC ha avuto l’effetto di un boomerang, costringendo Andrea a ritirarsi dalla vita pubblica e a rinunciare all’appannaggio da 249mila sterline, come spiega il Daily Mail. Una catastrofe totale che non costerà la corona a Elisabetta, ma che ha minato la credibilità dei Windsor e da cui l’immagine del principe è uscita distrutta e irrimediabilmente segnata da un atteggiamento definito freddo e cinico.

Abuso di alcol, droga e tradimenti. Gli scandali che la regina nasconde. La regina Elisabetta tiene molto all’immagine della Corona, ma alcune volte non è riuscita né a frenare né a nascondere gli errori e i vizi della royal family, diventati di dominio pubblico. Francesca Rossi, Giovedì 07/05/2020 su Il Giornale. Persino le migliori famiglie nascondono vizi che talvolta si conoscono, ma di cui non si parla, “peccati” che tratteggiano immagini poco edificanti di chi li commette, situazioni imbarazzanti che sarebbe meglio occultare sotto un tappeto molto grande. La royal family guidata da 68 anni dalla regina Elisabetta non fa eccezione. Se considerassimo solo gli scandali provocati dalla coppia, o meglio, dal triangolo Lady Diana, principe Carlo, Camilla Parker Bowles potremmo creare una vasta letteratura (in effetti in parte è già stato fatto). Eppure le intricate vicende amorose dei principi del Galles sarebbero solo la punta dell’iceberg di una lunga serie di avvenimenti controversi e meno conosciuti che porterebbero il marchio Windsor. Il magazine Amica ce ne elenca alcuni. Il figlio della principessa Anna, Peter Phillips, avrebbe tentato di guadagnare denaro sfruttando il suo casato per ben due volte. Proprio lui che in passato sarebbe stato il nipote preferito della regina Elisabetta (poi, sembra, soppiantato nel cuore della sovrana da Louise, la figlia del principe Edoardo e della nuora favorita, Sophie di Wessex). Nel 2008 Peter e la moglie Autumn avrebbero venduto le foto del loro matrimonio al settimanale Hello Magazine per 500mila sterline. A gennaio di quest’anno, proprio in piena bufera Megxit, Phillips ha partecipato a uno spot pubblicitario in cui reclamizza il latte prodotto da un’azienda casearia cinese, la Bright Dairies. La pubblicità in questione è stata poi trasmessa dall’emittente di Shangai “Dragon Tv”. Una fonte di Buckingham Palace ha precisato che Peter Phillips non avrebbe ricevuto alcun permesso dalla royal family per questo suo coinvolgimento televisivo. Il Daily Mail e altri tabloid si sono scagliati contro il figlio della principessa Anna, ricordando che a Harry e Meghan è stato espressamente proibito di usare il loro titolo a scopi di lucro e sono stati anche privati del trattamento di altezza reale. È vero che Peter Phillips non possiede titoli nobiliari, ma nello spot è stata precisata la sua appartenenza alla Casa reale inglese. Anche Zara Phillips ha dato qualche problema in famiglia. Lo scorso gennaio le è stata ritirata la patente per eccesso di velocità. Guidava a 91 miglia all’ora su una strada il cui limite era 70. Persino le principesse Beatrice ed Eugenia avrebbero qualche segreto da nascondere e anche nel loro caso la regina Elisabetta non è riuscita a evitare che le notizie arrivassero ai tabloid. Secondo le indiscrezioni le figlie del duca di York e di Sarah Ferguson amerebbero spendere molti soldi in viaggi. A quanto pare nel 2016 la principessa Eugenia avrebbe compiuto ben 7 vacanze all’estero. La principessa Beatrice, invece, avrebbe fatto 15 viaggi nel 2015, spendendo la notevole cifra di 300mila sterline e totalizzando 63 giorni lontana da casa, tra Abu Dhabi, Pechino e altre mete da sogno. Ci sarebbe, poi, un vizio ben più grave tra i membri della royal family. Un peccato che neppure la regina Elisabetta sarebbe riuscita a frenare e tantomeno a nascondere. Il magazine Amica sostiene che il marito della principessa Eugenia, Jack Brooksbank, avrebbe qualche problema non trascurabile con l’alcol. Pare perfino che qualche volta Sarah Ferguson sia stata “compagna di bevute” del genero. Naturalmente non abbiamo certezze in merito e mai come in questo caso il condizionale è d’obbligo. Brooksbank è un ex cameriere e barman che ora lavora come imprenditore ed è brand manager di “Casamigos”, il marchio di tequila fondato da George Clooney. Quando il principe Harry aveva solo 16 anni sarebbe stato sorpreso con della marijuana. Tutti i tabloid riportarono la notizia, creando scalpore e scandalo in tutto il mondo. Sembra che il duca di Sussex abbia fatto uso di questa droga anche durante una festa per adolescenti svoltasi a Highgrove, residenza del principe Carlo. Il principe di Galles impose al figlio di trascorrere un giorno nella clinica Featherstone Lodge a sud di Londra. In questo modo Harry avrebbe potuto incontrare le persone che cercavano di disintossicarsi e vedere con i suoi occhi quali sono gli effetti del consumo di droga sul corpo e sulla mente umani. Il magazine Amica sostiene anche che la regina Elisabetta provi un certo imbarazzo quando i nipoti si inchinano al suo passaggio. Del resto oltre a essere una sovrana è anche una nonna. In quest’ultimo anno uno dei misteri che ha avvolto la royal family riguarda il rapporto presumibilmente deteriorato tra William, Harry e le rispettive mogli. Su questa storia si è scritto moltissimo senza giungere a una conclusione definitiva. Sembra che i figli di Lady Diana abbiano intrapreso due strade diverse e la complicità di un tempo si sarebbe frantumata definitivamente, come un vaso di inestimabile valore che una volta rotto non può più tornare come era prima.

 Dal principe Andrea a Harry e Meghan: la regina Elisabetta e i 10 scandali che l’hanno sconvolta fino a oggi. Il 2019 è stato un altro "annus horribilis" dopo quello del 1992 dichiarato pubblicamente in tv. In passato ha vissuto di peggio: da Carlo d'Inghilterra che "voleva essere un tampax" per stare più vicino all'amante Camilla fino al "no" alla sorella Margaret per le nozze con il colonnello divorziato Peter Townsend. Michaela K. Bellisario su iodonna.it il 20 novembre 2019. Il 2019 è stato un altro “annus horribilis” per la regina Elisabetta dopo il famoso “anno nero” del 1992 in cui si separarono Carlo e Diana e bruciò il castello di Windsor. Lo scandalo del principe Andrea, coinvolto nel caso Epstein, il miliardario predatore sessuale morto in un carcere a New York, è stato l’ultimo dispiacere per un anno che l’aveva già vista alle prese con i “ribelli” Harry e Meghan, riottosi a trascorrere il Natale con lei. E poi ci sono state le “mazzette” di un milionario di Hong Kong alla nipote prediletta, Zara Tindall, e l’incidente automobilistico del principe Filippo. 

Il principe Andrea abbandonato da tutti. Il tentativo, goffo e arrogante, del terzogenito di “spiegare la situazione” in un’intervista alla Bbc ha peggiorato le cose: è stato abbandonato dal capo ufficio stampa. E la regina si è infuriata. Solo la ex moglie Sarah Ferguson, 62 anni, continua a difenderlo: pare sia stata sua l’idea, nefasta, di andare in Tv. Ha due figlie, Beatrice e Eugenia. Il duca di York si è ritirato dalla vita pubblica, ma a questo punto sembra che il principe Carlo gli voglia chiedere di fare un passo indietro anche rispetto al suo ruolo all’interno dei royal.

Scandali continui. La regina Elisabetta nei suoi oltre 70 anni di regno ne ha vissuti parecchi di scandali. il primo nel 1952, appena ereditato il trono dal padre: la sorella Margaret vuole sposare il colonnello Peter Townsend di cui è follemente innamorata. Ma la Chiesa d’Inghilterra non tollera nozze con un uomo divorziato. Un grande dolore per la sorella, il primo per lei come regina.

Le gaffe di Filippo. Nel corso del suo lungo Regno, la regina Elisabetta ha dovuto avere a che fare anche con le gaffe del marito. Il duca di Edimburgo, Filippo, 98 anni, ha partecipato a più di 22mila eventi ufficiali, e una delle caratteristiche è stata la tendenza a lasciarsi sfuggire battute inopportune. In Australia, nel 2002, disse a un imprenditore aborigeno di successo: “Vi tirate ancora le lance?”. Come dimenticare, poi, le parole rivolte agli studenti britannici in Cina nel 1986: “Se restate ancora, vi verranno gli occhi a mandorla”.

Il matrimonio affollato. Il 20 novembre 1995 circa 15 milioni di inglesi rimangono incollati al video: la principessa del Galles, a sorpresa, svela scandali e segreti: i tradimenti di Carlo e le sue infedeltà. Celebre la frase: «Il nostro era un matrimonio affollato». Nel 1996 arriva il divorzio.

Il padre di Meghan Markle. Thomas Markle e la sua imbarazzante famiglia mettono in difficoltà Meghan Markle e Buckingham Palace poco prima delle nozze con il principe Harry nel maggio 2018. Il padre dell’ex attrice accetta 100mila dollari per farsi fotografare da un paparazzo e diserta la cerimonia accampando motivi di salute. Harry e Meghan quest’anno ci hanno messo di loro, però: si sono fatti intervistare in un documentario registrato in Sud Africa in cui hanno svelato il loro malcontento.

Sarah piena di debiti. Autunno 2010. Sarah Ferguson dà adito a uno scandalo quando si fa pagare da un giornalista che voleva entrare nelle grazie dell’ex marito Andrea. Secondo voci indiscrete la duchessa aveva debiti per circa 6 milioni di euro. La regina Elisabetta II è arrivata a discuterne con il Primo Ministro. Per questo fu considerata dalla famiglia reale persona non gradita a corte, e quindi bandita.

Harry vestito da nazista. Il principe Harry nel 2005, all’epoca 24enne, va a una festa in costume in uniforme nazista, naturalmente viene fotografato e la foto finisce in prima pagina sul quotidiano popolare Sun. In un comunicato, letto da un portavoce della casa di Windsor, il principe si è dovuto scusare: «Sono veramente desolato se ho offeso o imbarazzato qualcuno. È stata una cattiva scelta del costume e me ne scuso».

Carlo vuole essere un tampax. Carlo e Camilla sono ufficialmente amanti nel 1993. Una delle telefonate viene intercettata. Il principe del Galles arriverà a dire alla Parker Bowles: «Vorrei essere il tuo tampax». Le telefonate a luci rosse finiscono su tutti i tabloid.

Harry e Meghan rinunciano alla corona: i 5 scandali a corte più famosi di sempre. La decisione di abbandonare la Famiglia reale britannica, da parte del Harry e di sua moglie Meghan, non è il primo colpo di scena che vede protagonista la Royal Family. Dall’abdicazione di Giorgio VIII alla morte della principessa Lady Diana, passando per “il discorso del Re” e il caso Epstein: tutti i momenti storici in cui la corona inglese ha rischiato grosso. Redazione Cultura di Fanpage il 9 gennaio 2020. La decisione di uscire dalla Famiglia reale, assunta dal principe Harry e da sua moglie Meghan Markle, non è il primo colpo di scena (e di certo non sarà l'ultimo) che vede protagonista la Royal Family nella storia. Il comunicato con cui i due hanno informato il mondo della loro decisione ha creato un terremoto a Buckingham Palace. Fonti vicine alla BBC parlano di una Regina Elisabetta II non informata dell'uscita di scena dei due e, dunque, molto "ferita" e scossa da quanto accaduto. Così, proprio come in una puntata di "The crown", la serie tv dedicata alla storia di Elisabetta, la corona Windsor vacilla sotto il peso della sua tradizione e del potere che rappresenta. Ma non è la prima volta che accade. Anzi. In passato, fatti ben più irti di difficoltà hanno messo in serio pericolo la monarchia inglese, prima e durante il lungo regno di Elisabetta, che dura ormai dal 1957. Vediamo i più salienti.

1. L'abdicazione di Edoardo VIII nel 1936. Quando nel 1936 il re Edoardo VIII abdicò per convolare a nozze con l'ereditiera americana Wally Simpson lo scandalo fu enorme e la corona rischiò seriamente di naufragare. Peraltro in anni complessi non solo per la Gran Bretagna, ma per l'Europa e il mondo, che stavano per avvicinarsi alla Seconda guerra mondiale e che a quel tempo assisteva impotente all'ascesa di Adolf Hitler verso cui pure lo stesso Edoardo nutriva qualche interesse. Edoardo VIII abdicò a favore di suo fratello, il principe Alberto, che diventò re con il nome di Giorgio VI e poté sposare Wallis Simpson con cui rimase sposato per 35 anni. La sua abdicazione fu un evento drammatico per il Regno Unito di cui parlò tutto il mondo, sancendo l'iniziale indebolimento dei Windsor nel ventesimo secolo.

2. Diana Spencer e il divorzio da Carlo, l'erede al trono. I pettegolezzi sul rapporto clandestino tra il principe Carlo d'Inghilterra e la più attempata Camilla Parker-Bowles portarono la principessa Diana, moglie del futuro re britannico, a confessare in televisione il tradimento. Così il 20 novembre 1995 ben 15 milioni di inglesi osservarono su uno schermo televisivo la principessa del Galles svelare scandali e segreti della sua vita coniugale. Resterà celebre la frase: "Il nostro era un matrimonio affollato". Nel 1996 i due divorziano. Nel 1997, Diana Spencer muore con il suo compagno dell'epoca, il magnate Dodi Al-Fayed, in un incidente stradale avvenuto nella galleria che passa sotto il Ponte de l'Alma a Parigi. Era la notte del 31 agosto.

3. Il re balbuziente dichiara guerra a Hitler. Questa storia è stata raccontata nel film vincitore del premio Oscar, "Il discorso del Re". Dopo l'abdicazione di Edoardo VIII nel 1936 e la salita al trono di Giorgio VI si arrivò alla Seconda guerra mondiale. Al momento dell'ingresso in guerra contro la Germania, il re dovette tenere un discorso pubblico, cosa da cui era terrorizzato, in quanto soffriva di balbuzie. Fu il suo logopedista, Lionel Logue, ad aiutarlo a superare ciò che, a prima vista, sembrava un insormontabile ostacolo: riuscire a pronunciare un discorso alla radio senza inciampare. E, invece, l'Inghilterra dichiarò guerra alla Germania nazista con un discorso memorabile del suo re Giorgio, che in quell'occasione di comportò da vero re e condottiero.

4. La principessa Margaret vuole sposare un divorziato. Uno dei fatti più ricordati, e raccontati, riguarda la storia d'amore tra la "ribelle" principessa Margaret, la seconda di Elisabetta, la figlia minore di Giorgio VI e il colonnello Peter Townsend, di molti anni più grandi di lei. Piccolo problema, nell'Inghilterra del 1952, la Chiesa anglicana d’Inghilterra non ammetteva nozze con un uomo divorziato. Ma Margaret non vuole saperne. Da qui in avanti ecco dispiegarsi la sottile strategia di Buckingam Palace: allontanare il momento del matrimonio, portare i due allo sfinimento: prima chiedendo a Margaret di aspettare il compimento del 25esimo anno (come previsto dalla legge reale), poi allontanando il colonnello per due anni in Belgio. Per poi arrivare all'implacabile aut aut e conflitto tra le due sorelle: a Margaret venne chiesto di abbandonare tutti i privilegi reali per potersi fidanzare con Townsend, cosa che Margaret, al contrario di Harry, non farà mai. Non uscirà dalla famiglia reale e sarà costretta a separarsi dal suo promesso sposo.

5. Pedofilia e affari sporchi: il caso Epstein incombe sulla corona. Il terzogenito della Regina Elisabetta e duca di York, il principe Andrea, è stato tirato in ballo nel caso di Jeffrey Epstein, il miliardario statunitense accusato di abusi sessuali e traffico di minori che si è tolto la vita in carcere lo scorso 10 agosto.  L’accusa nei confronti di Andrea è quella di aver assiduamente frequentato i festini di Epstein, dove avrebbe fatto sesso con minorenni. Scandalo che ancora non si è manifestato con tutta la sua portata e che potrebbe avere ripercussioni sulla monarchia inglese molto più gravi di quelle che si sarebbe portati a pensare nel breve e medio periodo. Quando Elisabetta non ci sarà più e Carlo diventerà re, al trono ci sarà un divorziato che ha un fratello coinvolto in un delicatissimo caso di festini a luci rosse, minorenni e pedofilia.

Tutti gli scandali più famosi della Royal Family tra tradimenti e amori non corrisposti. Il più famoso è quello che ha portato Elisabetta sul trono... lo conosci? Giovanni Gallo il 10/08/2018 su cosmopolitan.com. Come ogni grande famiglia che si rispetti, anche la Royal Family inglese ha vissuto momenti che vorrebbe dimenticare e soprattutto che spera ardentemente vengano rimossi dalla mente dell'opinione pubblica. Alcuni scandali della Royal Family però hanno cambiato non solo la percezione dei sudditi e del mondo ma anche il corso degli eventi della famiglia stessa. Primo tra tutti, quello che ha modificato per sempre la vita di Elisabetta, che da terza in linea di successione al trono si è ritrovata Regina.

1. Il triangolo tra Carlo, Diana e Camilla. Forse il più famoso tra gli scandali legati alla Royal Family. Diana conosceva già la sua sorte quando ha sposato Carlo, perché aveva incontrato spesso Camilla, con la quale il principe aveva una relazione da tempo e ben nota a tutti i loro amici. La storia tra Diana e Carlo ha avuto un finale amaro: dopo un periodo di tradimenti da parte di entrambi, Diana nel 1995 aveva rilasciato quell'intervista storica alla BBC in cui definiva il suo matrimonio "un po' affollato". Dal canto suo il principe Carlo, che era stato istigato da suo padre Filippo a "concludere in fretta e a fare la cosa giusta" con Diana, dopo un periodo di espiazione e di incessanti royal duties è riuscito a sposare nel 2005 l'amore della sua vita, quella che avrebbe voluto al suo fianco fin dall'inizio.

2. La principessa Margaret e il colonnello Townsend. La storia d'amore tra la sorella della Regina Elisabetta e il colonnello Townsend riempì i tabloid per diversi anni, dopo che i giornalisti avevano scoperto da un gesto impercettibile la liason: alla cerimonia di incoronazione della sorella, Margaret si era lasciata sorprendere mentre accarezzava la giacca di Peter. I due si conoscevano da molto tempo, come racconta in questa cronostoria Town and country, ma si erano avvicinati quando la bellissima Margaret aveva 23 anni. L'unico problema? Peter era divorziato, un dettaglio che né la Regina né il Parlamento potevano accettare. Dopo due anni lontani a Margaret venne chiesto di abbandonare tutti i privilegi reali per potersi finalmente fidanzare con l'uomo della sua vita, ma il comunicato stampa in cui annuncia che non lo avrebbe fatto del 1955 è rimasto nella storia. La loro bellissima relazione contrastata è stata magistralmente raccontata nella prima stagione della serie tv The Crown.

3. Il re Edoardo VIII abdica per amore. Forse lo scandalo che più di tutti ha segnato la storia della Corona Britannica, quello di re Edoardo VIII innamorato della sua Wallis Simpson, socialite americana e divorziata. L'avrebbe voluta sposare ma il Parlamento nel 1936 disse di no: così, semplicemente, il Re depose la Corona, passandola al fratello, Giorgio VI (e padre della Regina Elisabetta). Allontanati da Londra dopo il grande affronto alla monarchia, trascorsero la loro vita in Francia fino alla morte di lui, nel 1972.

4. Quel furbetto del principe Harry. Adesso ti sembrerà tutto casa e royal duties insieme a sua moglie Meghan Markle, brillante e carismatico padrone di casa e affascinante principe che ha messo la testa a posto. Ma Harry ha fatto penare non poco l'ufficio stampa della famiglia reale quando era più giovane e svolazzava da un party all'altro in costumi di Carnevale di cattivissimo gusto o nudo, come quando si era fatto beccare a Las Vegas nel 2012 e finì come mamma l'aveva fatto su tutte le copertine dei giornali.

5. I pasticci di Sarah Ferguson. La sua amicizia con Lady Diana è storica, così come il suo carattere frizzante e allegro che aveva conquistato la Regina ai tempi del fidanzamento con il terzogenito, il principe Andrea. Ma Sarah Ferguson, detta Fergie la Rossa dai tabloid, ne ha combinate di tutti i colori: anche se adesso si è riscattata e spesso frequenta gli eventi mondani e reali con le due figlie Eugenia e Beatrice di York, gli inglesi (e la famiglia reale) non possono perdonarle il suo errore più grosso: nel 2010 avrebbe voluto vendere per 500 mila sterline alcuni dati segreti del marito Andrea a un giornalista sotto copertura che voleva incastrarla. Scoperta, non le restò altro da fare che scusarsi ufficialmente.

6. Un uomo irrompe nella camera da letto di The Queen a Buckingham Palace. Ci crederesti che nel 1982 un uomo è riuscito ad aggirare la sicurezza di Buckingham Palace che è notoriamente un dedalo di corridoi e stanze e a giungere nella stanza della Regina Elisabetta durante il cambio della guardia per farle presente la sua condizione di disoccupato? Si dice che la Regina, sorpresa nel sonno, sia riuscita a farlo parlare per 10 minuti, poi, alla richiesta dell'uomo di avere una sigaretta, sarebbe riuscita a chiamare aiuto.

7. Le gaffes del Principe Filippo. Sebbene l'unione tra il Duca di Edimburgo e la Regina sia una delle più longeve della storia monarchica europea, non si può certo dire che Filippo non abbia fatto penare sua moglie e gli uffici di pubbliche relazioni reali sin dai primi anni di matrimonio. Tra i presunti tradimenti spiccano soprattutto le gaffes che il principe ha fatto in giro per il mondo. La più famosa? Quando chiese a un gruppo di rappresentanti delle tribù aborigene australiane se usassero ancora le lance per combattere tra di loro.

SCANDALI ROYAL: DAL CASO EPSTEIN A WALLIS SIMPSON. Da Edoardo VIII che perse la testa per Wallis Simpson al triangolo Carlo-Diana-Camilla: tutti gli scandali della monarchia britannica. Davide Blasigh e Alessia Sironi il 18 novembre 2019 su style.corriere.it. Nelle ultime settimane non si parla solo del principe Harry e dei capricci (veri o presunti) di Meghan Markle. Perché a chiudere l’anno in “bellezza” a Buckingham Palace ci sta pensando Andrea, duca di York. Le mura di Palazzo in queste ultime 48 ore infatti stanno tremando per ben altre questioni. Decisamente più serie di quelli dei duchi di Sussex. A  impensierire la regina Elisabetta II e il cuore della più importante istituzione del Regno Unito è il terzogenito Andrea, il cui nome nelle ultime settimane è stato spesso associato a quello di Jeffrey Epstein, imprenditore statunitense arrestato per abusi sessuali e traffico di minori e morto in un carcere di New York lo scorso 10 agosto.

LA NOTIZIA: suicidio. Ha decretato l’autopsia, anche se le lesioni sul cadavere di Epstein sarebbero compatibili anche con una morte per strangolamento. Il principe Andrea lo frequentava e lo conosceva piuttosto bene. E dopo settimane di speculazioni ha riconosciuto pubblicamente la proopria colpa per quel rapporto in un’intervista di 45 minuti rilasciata in esclusiva alla BBC: «Il problema è che sono rimasto con lui anche dopo che era stato condannanto una prima volta. Non è appropriato per un membro della famiglia reale perché noi cerchiamo di mantenere standard alti, li ho delusi tutti». I dettagli nella photogallery.

TUTTI GLI SCANDALI DELLA MONARCHIA INGLESE. A partire da quelli degli “stravaganti” duchi di York. Della rossa Fergie, ovvero Sarah Ferguson, che ha appena festeggiato i suoi 60 anni con un party in grande stile. E dell’ex marito-neo fidanzato Andrea, duca di York, che, nonostante l’entusiasmante periodo dovuto al suo riavvicinamento con l’ex moglie, al matrimonio della secondogenita Eugenie e al fresco fidanzamento di Beatrice – a proposito, al contrario dei rumors che volevano le nozze in Toscana, è stato confermato che il matrimonio avverrà in Inghilterra – è stato travolto dallo scandalo sessuale legato alle indagini sul finanziere statunitense Jeffrey Epstein, suicida in carcere il 10 agosto scorso. Il terzogenito della regina Elisabetta ha passato infatti un‘estate “calda” (e non è la prima volta) dopo che durante un’udienza in un tribunale di New York è stato fatto il suo nome come complice degli abusi sessuali che hanno incastrato lo stesso Epstein. Ovviamente Buckingham Palace ha prontamente smentito tutto e il Palazzo ha fatto sapere che il principe è disponibile a collaborare con le autorità americane per scagionarsi. Ma intanto l’Fbi sta approfondendo le indagini. Questo però è solo l’ultimo tra gli scandali della monarchia britannica che, come ogni grande famiglia che si rispetti, ha vissuto momenti che vorrebbe dimenticare. Ma soprattutto che spera vivamente vengano rimossi dalla mente dell’opinione pubblica e dal web. Purtroppo per loro, alcuni “momenti vergognosi” hanno cambiato non solo la percezione dei sudditi e del mondo ma anche il corso degli eventi della famiglia più amata e odiata del Regno.

IL RE (EDOARDO) E’ NUDO. Forse lo scandalo tra gli scandali della monarchia è quello che ha coinvolto re Edoardo VIII tanto innamorato dell’americana pliridivorziata Wallis Simpson da abbandonare i suoi reali doveri. Lui voleva a tutti i costi sposarla. Ma il Parlamento nel 1936 disse di no. Così il Re passò letteralmente la Corona al fratello Alberto, padre di Elisabetta, e salito al trono con il nome di Giorgio VI. Allontanati da Londra dopo il grande affronto, Edoardo e Wallis trascorsero la loro vita a Parigi, nella villa divenuta poi di proprietà di Mohammed Al Fayed.

LA PRINCIPESSA E IL COLONNELLO. Negli anni Cinquanta a tenere banco sulle prime pagine dei giornali  è la “sorellina” della Regina Elisabetta, Margaret. E’ lei che sceglie la persona sbagliata di cui innamorarsi, il Colonnello Townsend, pilota della Raf, eroe della Seconda guerra mondiale, scudiero di re Giorgio VI e, all’epoca, persino ciambellano della Regina Madre. Ma tutto ciò nel 1953 non basta perché il colonello tanto amato dalla bella Margaret è divorziato e il Parlamento pone il veto (di nuovo) alle nozze. E così, l’amore impossibile di Margaret si trasforma nella prima grave crisi del regno di sua sorella Elisabetta II. Il “captain” viene spedito a Bruxelles all’ambasciata britannica e la principessa parte insieme alla madre per un lungo viaggio in Rodesia. Nonostante i commoner trovino la storia molto romantica, senza alcun appoggio Margaret molla il colpo. Il 31 ottobre fa sapere che “rispettosa degli insegnamenti cristiani e cosciente dei doveri verso il Commonwealth non sposerà Peter Townsend”.

IL PIU’ FAMOSO DEI TRIANGOLI. Arrivano gli anni Ottanta, il matrimonio del secolo, i tradimenti del secolo e il triangolo del secolo. Quello che vede protagonista l’erede al trono Carlo, la bella moglie, la principessa Diana, e l’amante più famosa al mondo, Camilla Parker Bowles, oggi Duchessa di Cornovaglia al fianco del suo grande amore e (quasi) pronta per la Corona. Chi non ricorda le intercettazioni telefoniche spiattellate sui giornali (il caso Tampax e il caso Strizzolina vi dicono nulla?), la famosa intervista concessa da Diana alla BBC, i tentativi di suicidio e la bulimia! Certo, parlare del triangolo Carlo-Diana-Camilla senza farsi condizionare dalla tragica fine della principessa del Galles è impossibile. Una morte improvvisa a soli 36 anni e una bellezza unica rendeno tutto ingiusto e orribile. Ma ora anche i più grandi appassionati di Lady Di trovano che quella tra Carlo e Camilla sia una grande storia d’amore. Dopotutto si conobbero prima che arrivasse Diana.

QUELLA PAZZA, PAZZA ROSSA. Nell’agosto del 1992 – aveva sposato il principe Andrea il 23 luglio 1986 nell’Abbazia di Westminster – il tabloid britannico Daily Mirror pubblica in prima pagina le foto “scabrose” della duchessa di York, Sarah Ferguson, con il finanziere texano John Bryan mentre le succhia un alluce del piede. Altro gossip. Altro scandalo. Altro allontanamento dalla Corona che la scarica facendole persino guadagnare il titolo di duchessa di Pork. Fergie e Andrea però non si sono mai “persi di vista” e per anni, prima di tornare definitivamente insieme, sono stati definiti i “divorziati più felici al mondo”.

IL PRINCIPE NAZISTA. Prima di riscoprirsi un bravo marito e un bravo padre, il principe Harry è sempre stato conosciuto per essere il “bad boy” della Royal Family. Il suo gesto più discutibile risale al 2005 quando si presentò a una festa in costume in uniforme nazista. Ovviamente “Ginger Nazi” come è stato poi soprannominato, è stato paparazzato e la foto è finita in prima pagina sul tabloid The Sun. A quel punto il secondogenito del principe Carlo, ha presentato pubblicamente le sue scuse. In un comunicato, letto da un portavoce dei Windsor, il principe afferma: “Sono veramente desolato se ho offeso o imbarazzato qualcuno. E’ stata una cattiva scelta del costume e me ne scuso”. Ma la questione è arrivata perfino in Parlamento scuotendo di nuovo le fondamenta della Monarchia (inglese di origini tedesche) e per il leader dei conservatori Michael Howard un comunicato non bastava: “Deve scusarsi di persona”. Altro scossone da cui riprendersi.

LA FAMIGLIA DI MEGHAN MARKLE. Anche l’arrivo dell’ormai ex attrice americana Meghan Markle ha portato non poco scompiglio nella Famiglia Reale e il suo rapporto con il padre ha dato scandalo proprio nei giorni precedenti il Royal Wedding. La Duchessa di Sussex ha deciso di tagliare ogni legame col genitore “per proteggere se stessa, suo marito e suo figlio”, come riportano fonti vicine a Palazzo. Mentre Thomas Markle continua a dichiarare al Mail che sperava in un addolcimento di Meghan dopo la nascita di Archie, tale da permettergli di incontrare lei, Harry e il bambino, Meghan ha deciso di non voler avere più nulla a che fare con lui dopo che Mr Markle aveva preso accordi segreti con dei paparazzi inglesi per vendere alcuni sactti in occasione delle nozze. I sudditi come sempre si dividono: da una parte lo schieramento di chi farebbe di tutto per proteggere la Monarchia, dall’altra chi pensa che la Markle abbia gestito male la vicenda. Dopo tutto si tratta pur sempre della persona che l’ha cresciuta e che le ha permesso di entrare nel mondo tanto amato: come si fa a rinnegare la propria famiglia!

LE GAFFE DI FILIPPO. Infine veniamo al principe consorte. Nel corso della sua lunga vita, ha 98 anni, il duca di Edimburgo, Filippo ha partecipato a più di 22mila eventi ufficiali, e una delle caratteristiche che lo hanno reso più noto negli anni è stata la sua tendenza a commettere gaffe e a lasciarsi sfuggire battute poco adatte a un membro della famiglia reale. Non saranno grandi scandali ma pensate che la Bbc ha persino raccolto le sue uscite più inappropriate!

The Crown, 5 fatti storici da approfondire dalla seconda stagione. Paolo Armelli il 12 dicembre 2017 su wired.it. Nei nuovi episodi si citano interessanti avvenimenti come la simpatia del duca di Windsor per i nazisti o l'incontro dei reali con John e Jackie Kennedy. La sua seconda stagione è arrivata su Netflix solo venerdì scorso e già si è aggiudicata due nomination ai prossimi Golden Globe: The Crown, la serie di Peter Morgan che segue decennio dopo decennio le vicende della regina d’Inghilterra Elisabetta II e più in generale della corona britannica, ha conquistato anche questa volta l’interesse di pubblico e critica. Questi nuovi episodi, in particolare, coprono gli anni che vanno dal 1956 al 1963. A immergerci nelle atmosfere di Buckingham Palace, nei panni rispettivamente della sovrana e del consorte Filippo di Edimburgo, sono di nuovo gli attori Claire Foy (appunto nominata ai Globe come miglior attrice) e Matt Smith. Ma per loro sarà l’ultima volta: dalla prossima stagione, infatti, ci sarà un cast più in là con gli anni, ed è già stato annunciato che a prendere il ruolo di Elisabetta II sarà l’attrice Olivia Colman. Ma prima di arrivare agli eventi degli anni Sessanta, appunto, vediamo quali sono i fatti storici che hanno punteggiato questa seconda stagione, ricca di scandali e di momenti pieni di pathos per la regina.

1. La crisi di Suez. Nei primi episodi della stagione di The Crown si riallaccia una vicenda già accennata nel corso del primo ciclo, ovvero l’ostilità del nuovo leader egiziano Nasser nei confronti dell’Occidente, e in particolare le rivendicazioni sul canale di Suez. Nazionalista, con mire panarabe e simpatie per l’Unione Sovietica, nel luglio 1956 Nasser proclamò la nazionalizzazione del canale, mentre gli uffici della società che l’aveva in gestione venivano presi dai militari e il traffico marittimo bloccato alle navi israeliane. Tutto il mondo occidentale, ma in particolare la Gran Bretagna, che negli anni del dopoguerra si era fatta garante degli equilibri mediorientali, videro l’azione come un sopruso inaccettabile. Il primo ministro conservatore Martin Eden iniziò a riferirsi a Nasser come a un “nuovo Mussolini“. Dopo un fallito tentativo di sabotaggio ritirando tutti gli esperti navigatori dal canale, Eden avallò un’alleanza segreta, sancita dal Protocollo di Sèvres, con Francia e Israele per risolvere la situazione: le truppe israeliane avrebbero invaso autonomamente l’Egitto dal Sinai e quelle franco-britanniche sarebbero intervenute successivamente come forze di pace. Iniziate a fine ottobre, le operazioni militari riscontrarono un discreto successo ma le proteste antimilitari interne, la pressione internazionale (soprattutto degli Stati Uniti che con il loro presidente Eisenhower si rifiutavano di accettare qualsiasi rigurgito colonialista) e le difficoltà economiche dovute alla scarsità di petrolio costrinsero Eden a dichiarare il cessate il fuoco fra il 10 e l’11 novembre 1956, senza avvertire i suoi alleati francesi e israeliani. Come conseguenza, la sovranità egiziana su Suez fu confermata da Usa e Onu, mentre Eden si dovette dimettere da primo ministro lasciando la Gran Bretagna in una situazione di grande isolamento diplomatico e profonde instabilità economiche.

2. Il primo discorso natalizio alla tv. Uno dei temi fondamentali di tutto The Crown è la sfida di una regina come Elisabetta di incarnare un ruolo istituzionale e tradizionale come quello del monarca in un mondo che corre velocemente verso la modernità. Nell’episodio Marionettes il tentativo di svecchiamento diventa urgente in seguito alla campagna di Lord Altricham (che rinunciò poi al titolo nobiliare nel 1963 divenendo semplicemente John Grigg) che sui suoi magazine definì la sovrana come “a pain in the neck“. Fra i suggerimenti che Altricham propose alla corona ci fu quello di far sentire la regina più vicina ai suoi sudditi, incontrando ad esempio la gente comune e trasmettendo in tv il suo discorso di Natale. Nata nel 1932 sotto Giorgio V, per celebrare l’inaugurazione del World Service di Bbc Radio, la tradizione del discorso di Natale continua prima alla radio e poi alla tv fino ai giorni nostri ed è un mezzo attraverso cui il o la monarca riassume l’anno appena passato indicando la direzione da seguire per quello successivo. Nel suo primo discorso televisivo, nel 1957, Elisabetta II sottolineò appunto l’importanza delle nuove tecnologie nell’avvicinare le persone, senza dimenticare però i valori tradizionali come la moralità e la religione.

3. Il matrimonio di Margaret. Nella prima stagione di The Crown avevamo lasciato la principessa Margaret, sorella minore di Elisabetta, in grande conflitto con la sovrana dopo il rifiuto di accettare le nozze con il capitano Peter Townsend, in quanto già divorziato da un precedente matrimonio. Essendo capo della Chiesa d’Inghilterra, la regina non poteva approvare una tale unione. Dunque in questi nuovi episodi troviamo Margaret in preda a un profondo sconforto, convinta che non troverà mai l’amore nuovamente. Ma quando Townsend, in forze a Bruxelles, le annuncia l’intenzione di sposare una giovanissima assistente, la principessa cede alla tentazione di sposare il chiacchierato fotografo Antony Armstrong-Jones. Il matrimonio avvenne a Westminster Abbey il 6 maggio 1960, e Armstrong-Jones fu creato per l’occasione conte di Snowdon, trasferendosi con la consorte a Kensington Palace. L’unione fra i due fu però fin da subito burrascosa. Già famoso negli ambienti culturali inglesi per la sua promiscuità sessuale, anche negli anni successivi al matrimonio Armstrong-Jones continuò ad avere diverse relazioni clandestine, sia con donne sia con uomini (“Non mi innamoro dei ragazzi, ma alcuni uomini si sono innamorati di me“, pare abbia detto). Anche la principessa fu propensa ai party notturni e a qualche relazione adulterina. Dopo aver avuto due figli, David e Sarah, l’unione continuò a naufragare, fra abuso di sostanze, litigi furiosi e scandali dati in pasto ai paparazzi.

Il matrimonio terminò ufficialmente in divorzio nel 1978, e Armstrong-Jones si risposò lo stesso anno. Nel 2004, Polly Fry, figlia di Jeremy Fry, uno dei migliori amici di Armstrong-Jones (e suo testimone di nozze designato, anche se poi cedette il ruolo dopo essere stato accusato di avance omosessuali), sostenne in realtà di essere la figlia illegittima del conte e un test di paternità avrebbe confermato l’ipotesi. Proprio in un episodio di The Crown si vede come Armstrong-Jones, morto nel 2017, avesse avuto una relazione a tre con Fry e la moglie Camilla, incinta all’epoca del matrimonio reale.

4. Il dossier di Marburgo. Uno dei personaggi più interessanti a ritornare dalla prima stagione è il duca di Windsor, già re Edoardo VIII. Il primo figlio di Giorgio V, nonno di Elisabetta, regnò infatti dopo la morte del padre solo per pochi mesi, dal 20 gennaio all’11 dicembre 1936. Oltre alla sua insofferenza per la vita di corte, la decisione di abdicare venne dal fatto che la corte non accettasse la sua proposta di matrimonio all’americana Wallis Simpson, già sposata due volte. Ceduta la corona al fratello Giorgio VI, padre dell’attuale sovrana, fu creato duca di Windsor e si trasferì con la futura moglie in Francia. Nella seconda stagione di The Crown vediamo il tentativo del duca, in realtà mai storicamente attestato, di tornare in Gran Bretagna alla fine degli anni Cinquanta per trovare un posto di lavoro di rilievo che lo sottraesse dalla vita di puro svago che conduceva poco fuori Parigi. Ma il suo piano viene vanificato dalla pubblicazione del cosiddetto Marburg file, in realtà più noto come Windsor file. Un dossier rinvenuto dopo la fine della seconda guerra mondiale, infatti, accusava l’ex sovrano britannico di aver colluso con i Nazisti dopo l’abdicazione, simpatie peraltro mai nascoste troppo bene dallo stesso duca. Nel 1937, in effetti, lui e Simpson fecero un tour della Germania, incontrando i gerarchi nazisti e perfino Hitler e finendo per visitare anche una sede delle SS e un embrionale campo di concentramento. Alcune voci sostenevano pure che Simpson avesse avuto una relazione col ministro tedesco degli esteri von Ribbentrop, e che continuasse a passargli documenti riservati. I legami col governo nazista, che secondo alcuni storici aveva un piano per conquistare l’Inghilterra e reinstaurare Edoardo in cambio di libero gioco in Europa, furono interrotti dalla decisione della corona di mandarlo alle Bahamas, dove comunque fu messo sotto osservazione anche dai servizi segreti americani.

5. L’incontro con i Kennedy. Il ruolo della Gran Bretagna nello scacchiere internazionale, mentre il suo impero si sta progressivamente sgretolando, è un altro tema centrale di The Crown. Nell’episodio Dear Mrs Kennedy sono due i modi in cui viene affrontato: da una parte i tentativi di Elisabetta di mantenere il Ghana, nazione uscita dall’impero nel 1957, nell’orbita occidentale; dall’altra la rivalità politica ma anche personale con gli Stati Uniti incarnati dalla coppia presidenziale di John e Jackie Kennedy, interpretati rispettivamente da Michael C. Hall (Dexter) e Jodi Balfour, in visita informale nel 1961. Come tutti i britannici, la regina è allo stesso tempo affascinata ma anche infastidita dal glamour indiscusso della First lady, sua coetanea ma decisamente più affascinante. Dalla sorella Margaret, poi, viene a sapere di presunte cattiverie dette dall’americana sul suo conto, ma nonostante ciò cerca di avere con lei un rapporto amicale, arrivando a strapparle alcune confidenze, fra cui la solitudine avvertita nel rapporto con il presidente Kennedy. La tensione è comunque evidente e la regina riesce a ristabilire la propria autostima grazie a un viaggio in Ghana, durante il quale convince il presidente locale a ristabilire i rapporti con Usa e Regno Unito nella costruzione della diga del Volta. Il successo diplomatico della visita reale, sancito anche dal foxtrot ballato da Elisabetta col presidente ghanese Kwame Nkrumah, fu un fatto storico ben definito. Più ricostruite, invece, le dinamiche personali coi Kennedy, anche se Elisabetta fece effettivamente suonare a lutto le campane di Westminster dopo l’assassinio del presidente. Storicamente fondato, invece, è il riferimento che a un certo punto Jackie Kennedy fa al cocktail di vitamine che il marito assume regolarmente e che lo rendono stranamente euforico: secondo alcune ricostruzioni, infatti, il medico personale di John Fitzgerald, Max Jacobson (conosciuto dai servizi segreti come Dr Feelgood) era solito sciogliere nella formula prescritta al presidente anche della metanfetamina.

Christine Keller, sesso, droga e 007 la squillo ragazzina vestita di Profumo. Amori sfrenati, doppi giochi e sullo sfondo la Guerra fredda. Ha un faccino pulito, un passato equivoco e le idee chiare su quello che vuole. Fu protagonista del primo grande scandalo del dopoguerra. Che fece crollare il governo inglese. Massimo M. Veronese, Venerdì 28/08/2020 su Il Giornale. Aveva un faccino pulito, di quelli di cui non bisogna fidarsi mai e l’aria da adolescente difficile, il broncio perenne sulle labbra, intrigante e permalosa. Si guardarono un attimo e lui fu perduto per sempre. Fingendosi stupita da quello sguardo che la divorava, abbandonò in punta di piedi il bordo della piscina per mettersi un asciugamano perché non aveva niente addosso.

Christine Keller, scomparsa nel 2017. Era una sera afosa di luglio, di quelle che scaldano il sangue. Era l’inizio della fine. Christine Keeler aveva gambe lunghe e fretta di arrivare. A quindici anni viveva su un vagone ferroviario parcheggiato in un campo vicino al Tamigi, a dodici era già donna, a diciassette aveva messo al mondo un bambino con un sergente americano di stanza dalle sue parti, ma il piccolo, prematuro, non sopravvisse. Non aveva invece scrupoli, ma una bellezza da togliere il fiato, da vendere a caro prezzo. Il primo impiego è al Murray Cabaret club, a Soho, il quartiere popolare e un po’ malfamato della vita notturna londinese, il suo lavoro, raccontava, è «andare in giro senza vestiti addosso». Poi call girl. Una squillo. A 16 anni la piccola Christine, come scrisse il severo lord Dennings, incaricato di redigere il rapporto ufficiale sul caso Profumo «aveva due occhi fatali per ogni uomo e viveva già nel peccato». Di certo innocente non era. Calcolatrice, ambiziosa, spregiudicata. Ma non innocente. Il suo biglietto d’invito per la Londra bene è un osteopata di grido, Stephen Ward, frequentatore assiduo del Murray club. È il medico di Liz Taylor e Winston Churchill, ritrattista a tempo perso, quasi sempre al verde, senza nemmeno un conto in banca. La sua specialità è organizzare orge, preferibilmente sadomaso, il suo appartamentino è un viavai continuo di ragazzine sempre un po’ su di giri. Insegna loro a fumare marijuana, le divide con gli amici, tutti pezzi grossi della Londra che comanda. Si dichiara «simpatizzante comunista», ma c’è chi dice sia ricattato dai servizi segreti sovietici che nei salottini rosa shocking della sua casa di Wimpole Mews nascondevano dietro finti specchi cineprese, macchine fotografiche e microfoni per catturare, tra i sospiri, i segreti di chi conta. C’è anche il dottor Ward al ricevimento del Visconte di Astor, quella sera di luglio davanti alla piscina della tenuta del Berkshire, «house party» li chiamano e durano alcuni giorni con gli invitati, lord, ricconi ed «easy girls» che dormono nella villa e si aggirano nudi per i corridoi. C’è Christine, senza accappatoio, vicino alla siepe di rose, ma c’è soprattutto lui, John Profumo, il ministro della Guerra del governo di Harold Macmillan, quarantaseienne astro nascente dei conservatori, brillante, affascinante, ricco e sposato con una star del cinema, Valerie Hobson. Il padre, un barone ligure di origini ebree, lo ha educato secondo i canoni dell'aristocrazia inglese, è cresciuto ad Oxford, a 25 anni era già deputato. Ha tutto, ma da quella sera vuole solo lei. Tre giorni dopo Christine è da lui, ma è lui ad essere suo. «Non so spiegarmi il fascino di John - racconta -. Era piccolo, calvo e non proprio bello, ma aveva una personalità dominatrice e mi faceva regali molto costosi. Eugenij invece dopo essere stato con me mi scansava e mi guardava con astio quasi a rimproverarmi quei minuti di debolezza». Perché Profumo non immagina di dividere i favori di quello splendore con l’addetto navale dell’ambasciata sovietica, il capitano Eugenij Ivanov, spione del Kgb, amante di liquori, sigari, belle donne e partite di poker. Il nemico mortale dell’Occidente. Per questo il controspionaggio allerta subito Profumo: lascia perdere la ragazzina, ne va dello sicurezza dello Stato. Tra i due sono strazianti lettere dì addio e poi improvvisi ripensamenti, finisce, dopo pochi mesi di fuoco sotto la pelle. Troppi. L’anno dopo, un giorno qualsiasi, Christine, dopo una violenta lite col suo amante giamaicano, lo spacciatore Aloysius «Lucky» Gordon, si rifugia dall’amica Mandy Rice-Davies, biondina specializzata in frustate. Lui, furioso di gelosia, cerca invano di farla a pezzi con un’accetta. Si mette allora con un altro tipaccio, Johnny Edgecombe, ma quando lei lo molla, lui, pazzo di lei, spara sette colpi di pistola contro la casa del dottor Ward. Arriva la polizia, la cronaca mette gli occhi addosso a quella squillo ragazzina dall’aria perbene e la fama per male. Bastano mille sterline a convincerla a rivelare in esclusiva al Sunday Pictorial, di come un dottore di grido l’abbia spinta soltanto l’anno prima tra le braccia del ministro della Guerra per aver informazioni riservate sul dislocamento delle testate atomiche in Germania da trasmettere a un capitano del Kgb.

È la fine. Profumo ammette di conoscerla, ma giura ai Comuni che «niente di scorretto nelle nostre relazioni» è mai avvenuto. Ma lei insiste. Dice di essersi recata a casa sua una notte, dice che la moglie non c’era. Descrive le stanze, i mobili, persino il telefono col dispositivo antiascolto. Non dimentica nulla. Lo scandalo diventa politico, l’opposizione laburista chiede la testa di Profumo e del premier Macmillan, sui tabloid gli inglesi divorano storie di spie, bordelli di lusso, festini in ville aristocratiche. La foto di Christine, nuda seduta a cavalcioni di una sedia girata al contrario, lo sguardo sfrontato dentro l’obiettivo, diventa un manifesto sesso, droga e rock’n’roll della swinging Londra anni ’60. Le ragazzine si vestono e si truccano come lei. Messo alle strette Profumo confessa, si dimette da ogni carica, ammette il suo «profondo rimorso» ma nega d’aver mai rivelato segreti di Stato. Il giorno dopo la Borsa di Londra precipita, l’anno dopo cade anche il governo di Sua Maestà, lo «scandalo del secolo» travolge il potente MI5, il controspionaggio britannico, spaventato dall’idea che in piena Guerra fredda preziosi segreti militari siano scivolati tra le lenzuola sul tavolo del nemico. Il processo è un romanzo d’appendice che non finisce più, il pubblico impazzisce, i giornali vendono milioni di copie, la gente compra tutto quello che esce. Ma finisce male per tutti. Stephen Ward, accusato di favoreggiamento alla prostituzione, si uccide con i barbiturici senza aspettare la sentenza, Ivanov, richiamato in patria, viene degradato ed espulso dal partito, Mandy Rice-Davis apre un locale notturno a Tel Aviv. Christine condannata per falsa testimonianza e ostacolo alla giustizia, finisce a fare la lavandaia nel penitenziario di Halloway per sei mesi, quando esce dice di essere diventata «una ragazza a posto», sposa in segreto un perito meccanico, James Levermore, cambia taglio e colore dei capelli, giura di voler diventare «una moglie comune come tante». Va a vivere in un bungalow, in una strada tranquilla e alberata alla periferia di Londra, ma il matrimonio dura cinque mesi e meno di un anno dura anche quello con Anthony Platt, un ricco uomo d’affari londinese, padre del suo unico figlio. Finisce in miseria abbandonata da tutti: «Mia madre si è guadagnata un posto nella storia britannica - dice Seymour Platt - ma ha pagato un altissimo prezzo personale ». Solo dopo trent’anni, in un’intervista alla Bbc, ammette: «Si, sono stata una spia dei sovietici. Ma avevo diciassette anni e non sapevo che c’era gente che veniva arrestata per le idee che professava». Se ne è andata quattro anni fa, a 75 anni, uccisa da una polmonite, la serie tv in sei episodi che quest’anno la Bbc le ha dedicato, The trial of Christine Keeler, protagonista l’attrice Sophie Louise Cookson, ha spopolato come sessant’anni fa. «È vero che ho fatto sesso per soldi, ma solo per disperazione - scrive nella sua autobiografia -. Ma ironicamente a crearmi più problemi è stato il sesso fatto per passione più che quello fatto per denaro». John Profumo è morto nel 2006 all’età di 91 anni. Si dedicava all’assistenza di drogati e carcerati. La moglie lo ha perdonato, la regina riabilitato da anni. Lo ha ucciso un attacco di cuore. Cominciato quarantacinque anni prima, sul bordo di una piscina, vicino a una siepe di rose.

Massimo M. Veronese per “il Giornale” il 6 luglio 2020. Aveva un faccino pulito, di quelli di cui non bisogna fidarsi mai e l'aria da adolescente difficile, il broncio perenne sulle labbra, intrigante e permalosa. Si guardarono un attimo e lui fu perduto per sempre. Fingendosi stupita da quello sguardo che la divorava, abbandonò in punta di piedi il bordo della piscina per mettersi un asciugamano perché non aveva niente addosso. Era una sera afosa di luglio, di quelle che scaldano il sangue. Era l'inizio della fine. Christine Keeler aveva gambe lunghe e fretta di arrivare. A quindici anni viveva su un vagone ferroviario parcheggiato in un campo vicino al Tamigi, a dodici era già donna, a diciassette aveva messo al mondo un bambino con un sergente americano di stanza dalle sue parti, ma il piccolo, prematuro, non sopravvisse. Non aveva invece scrupoli, ma una bellezza da togliere il fiato, da vendere a caro prezzo. Il primo impiego è al Murray Cabaret club, a Soho, il quartiere popolare e un po' malfamato della vita notturna londinese, il suo lavoro, raccontava, è «andare in giro senza vestiti addosso». Poi call girl. Una squillo. A 16 anni la piccola Christine, come scrisse il severo lord Dennings, incaricato di redigere il rapporto ufficiale sul caso Profumo «aveva due occhi fatali per ogni uomo e viveva già nel peccato». Di certo innocente non era. Calcolatrice, ambiziosa, spregiudicata. Ma non innocente. Il suo biglietto d'invito per la Londra bene è un osteopata di grido, Stephen Ward, frequentatore assiduo del Murray club. È il medico di Liz Taylor e Winston Churchill, ritrattista a tempo perso, quasi sempre al verde, senza nemmeno un conto in banca. La sua specialità è organizzare orge, preferibilmente sadomaso, il suo appartamentino è un viavai continuo di ragazzine sempre un po' su di giri. Insegna loro a fumare marijuana, le divide con gli amici, tutti pezzi grossi della Londra che comanda. Si dichiara «simpatizzante comunista», ma c'è chi dice sia ricattato dai servizi segreti sovietici che nei salottini rosa shocking della sua casa di Wimpole Mews nascondevano dietro finti specchi cineprese, macchine fotografiche e microfoni per catturare, tra i sospiri, i segreti di chi conta. C'è anche il dottor Ward al ricevimento del Visconte di Astor, quella sera di luglio davanti alla piscina della tenuta del Berkshire, «house party» li chiamano e durano alcuni giorni con gli invitati, lord, ricconi ed «easy girls» che dormono nella villa e si aggirano nudi per i corridoi. C'è Christine, senza accappatoio, vicino alla siepe di rose, ma c'è soprattutto lui, John Profumo, il ministro della Guerra del governo di Harold Macmillan, quarantaseienne astro nascente dei conservatori, brillante, affascinante, ricco e sposato con una star del cinema, Valerie Hobson. Il padre, un barone ligure di origini ebree, lo ha educato secondo i canoni dell'aristocrazia inglese, è cresciuto ad Oxford, a 25 anni era già deputato. Ha tutto, ma da quella sera vuole solo lei. Tre giorni dopo Christine è da lui, ma è lui ad essere suo. «Non so spiegarmi il fascino di John - racconta -. Era piccolo, calvo e non proprio bello, ma aveva una personalità dominatrice e mi faceva regali molto costosi. Eugenij invece dopo essere stato con me mi scansava e mi guardava con astio quasi a rimproverarmi quei minuti di debolezza». Perché Profumo non immagina di dividere i favori di quello splendore con l'addetto navale dell'ambasciata sovietica, il capitano Eugenij Ivanov, spione del Kgb, amante di liquori, sigari, belle donne e partite di poker. Il nemico mortale dell'Occidente. Per questo il controspionaggio allerta subito Profumo: lascia perdere la ragazzina, ne va dello sicurezza dello Stato. Tra i due sono strazianti lettere dì addio e poi improvvisi ripensamenti, finisce, dopo pochi mesi di fuoco sotto la pelle. Troppi. L'anno dopo, un giorno qualsiasi, Christine, dopo una violenta lite col suo amante giamaicano, lo spacciatore Aloysius «Lucky» Gordon, si rifugia dall'amica Mandy Rice-Davies, biondina specializzata in frustate. Lui, furioso di gelosia, cerca invano di farla a pezzi con un'accetta. Si mette allora con un altro tipaccio, Johnny Edgecombe, ma quando lei lo molla, lui, pazzo di lei, spara sette colpi di pistola contro la casa del dottor Ward. Arriva la polizia, la cronaca mette gli occhi addosso a quella squillo ragazzina dall'aria perbene e la fama per male. Bastano mille sterline a convincerla a rivelare in esclusiva al Sunday Pictorial, di come un dottore di grido l'abbia spinta soltanto l'anno prima tra le braccia del ministro della Guerra per aver informazioni riservate sul dislocamento delle testate atomiche in Germania da trasmettere a un capitano del Kgb. È la fine. Profumo ammette di conoscerla, ma giura ai Comuni che «niente di scorretto nelle nostre relazioni» è mai avvenuto. Ma lei insiste. Dice di essersi recata a casa sua una notte, dice che la moglie non c'era. Descrive le stanze, i mobili, persino il telefono col dispositivo antiascolto. Non dimentica nulla. Lo scandalo diventa politico, l'opposizione laburista chiede la testa di Profumo e del premier Macmillan, sui tabloid gli inglesi divorano storie di spie, bordelli di lusso, festini in ville aristocratiche. La foto di Christine, nuda seduta a cavalcioni di una sedia girata al contrario, lo sguardo sfrontato dentro l'obiettivo, diventa un manifesto sesso, droga e rock' n'roll della swinging Londra anni '60. Le ragazzine si vestono e si truccano come lei. Messo alle strette Profumo confessa, si dimette da ogni carica, ammette il suo «profondo rimorso» ma nega d'aver mai rivelato segreti di Stato. Il giorno dopo la Borsa di Londra precipita, l'anno dopo cade anche il governo di Sua Maestà, lo «scandalo del secolo» travolge il potente MI5, il controspionaggio britannico, spaventato dall'idea che in piena Guerra fredda preziosi segreti militari siano scivolati tra le lenzuola sul tavolo del nemico. Il processo è un romanzo d'appendice che non finisce più, il pubblico impazzisce, i giornali vendono milioni di copie, la gente compra tutto quello che esce. Ma finisce male per tutti. Stephen Ward, accusato di favoreggiamento alla prostituzione, si uccide con i barbiturici senza aspettare la sentenza, Ivanov, richiamato in patria, viene degradato ed espulso dal partito, Mandy Rice-Davis apre un locale notturno a Tel Aviv. Christine condannata per falsa testimonianza e ostacolo alla giustizia, finisce a fare la lavandaia nel penitenziario di Halloway per sei mesi, quando esce dice di essere diventata «una ragazza a posto», sposa in segreto un perito meccanico, James Levermore, cambia taglio e colore dei capelli, giura di voler diventare «una moglie comune come tante». Va a vivere in un bungalow, in una strada tranquilla e alberata alla periferia di Londra, ma il matrimonio dura cinque mesi e meno di un anno dura anche quello con Anthony Platt, un ricco uomo d'affari londinese, padre del suo unico figlio. Finisce in miseria abbandonata da tutti: «Mia madre si è guadagnata un posto nella storia britannica - dice Seymour Platt - ma ha pagato un altissimo prezzo personale». Solo dopo trent' anni, in un'intervista alla Bbc, ammette: «Si, sono stata una spia dei sovietici. Ma avevo diciassette anni e non sapevo che c'era gente che veniva arrestata per le idee che professava». Se ne è andata quattro anni fa, a 75 anni, uccisa da una polmonite, la serie tv in sei episodi che quest' anno la Bbc le ha dedicato, The trial of Christine Keeler, protagonista l'attrice Sophie Louise Cookson, ha spopolato come sessant' anni fa. «È vero che ho fatto sesso per soldi, ma solo per disperazione - scrive nella sua autobiografia -. Ma ironicamente a crearmi più problemi è stato il sesso fatto per passione più che quello fatto per denaro». John Profumo è morto nel 2006 all'età di 91 anni. Si dedicava all'assistenza di drogati e carcerati. La moglie lo ha perdonato, la regina riabilitato da anni. Lo ha ucciso un attacco di cuore. Cominciato quarantacinque anni prima, sul bordo di una piscina, vicino a una siepe di rose.

Da “il Giornale” il 6 luglio 2020. É stato uno degli scandali più dirompenti del Novecento, per le sue clamorose conseguenze, le dimissioni del ministro John Profumo e la caduta del governo Macmillan, e per il grande impatto che ha avuto sui costumi dell'epoca. É l'«affaire Profumo», intrigante vicenda storica degna delle migliori spy-story, tra segreti di Stato, sesso e lotta di classe. Profumo, oxfordiano di ferro che rispondeva all'identikit del perfetto Tory, era finito al centro di una ragnatela per il suo legame segreto con una giovane squillo, Christine Keeler. In un'altra epoca storica tutto sarebbe finito lì. Ma il Regno Unito del 1963 era un altro Paese. I Beatles iniziavano a scalare le classifiche e l'opinione pubblica, dopo anni di tessere annonarie e sacrifici per il bene comune, era pronta a nuove esperienze, come un bel Sex-gate, per esempio. Profumo scrisse una lettera di scuse al premier Macmillan che, nell'accettare le dimissioni del suo ministro, definì l'intera vicenda una «grande tragedia». Lo scandalo ebbe pesantissime conseguenze. Spezzò la vita di Stephen Ward, osteopata di grido del West End accusato di essere un lenone, scatenò lotte segrete tra spie in piena Guerra Fredda, segnò la fine di una certa area Tory, quella più snob e aristocratica. Alla fine Macmillan lasciò Downing Street per «motivi di salute». Un anno dopo, il Labour guidato da Harold Wilson vinceva le elezioni. E fu subito Swinging London.

·        Elisabetta.

La regina Elisabetta e il disturbo ossessivo compulsivo: «Le matite in fila, per sentirsi al sicuro». Nicola Bambini su vanityfair.it il 2 settembre 2020. Stando ai racconti dell’insegnante Marion Crawford, riportati nel nuovo libro «The Royal Governess», la sovrana da bambina aveva strani comportamenti legati all’ordine: «Faceva lo stesso con i piatti, ma non sono riuscita a capire di cosa avesse paura». Nuove rivelazioni sulla mitica regina Elisabetta. Nel libro «The Royal Governess», scritto da Wendy Holden e uscito la settimana scorsa, ci sono infatti alcuni interessanti aneddoti sull’infanzia della sovrana, raccontati in passato dalla sua insegnante privata, Marion Crawford. «Aveva studiato psicologica infantile e si accorse di alcuni comportamenti ossessivo-compulsivi dell’allora principessa». «Metteva in fila sia le matite quando studiava, che i piatti in sala da pranzo», si legge in un estratto dell’opera riportato dal Sun. «Le chiesi perché lo facesse e mi rispose che così si sentiva al sicuro». La signora Crawford non si sarebbe mai immaginata di trovare in un simile atteggiamento in quel contesto privilegiato: «Le chiesi di cosa avesse paura, ma proprio mentre stava per rispondermi entrò sua madre». La stessa Crawford, all’inizio degli anni Cinquanta, pubblicò un libro sulla giovane Elisabetta, ancor prima che venisse incoronata regina: già in quelle pagine non si faceva mistero di alcune maniacalità della sovrana. «Mi preoccupai quando la vidi saltare giù dal letto più volte durante la notte per mettere le scarpe dritte e sistemare i vestiti in un certo modo», scriveva. «È sempre stata metodica». In effetti il rigore e la disciplina sono aspetti cari a Lilibet. Da quanto è sul trono si alza ogni giorno alle 7.30 del mattino e accende la radio su BBC 4 dove ascolta il programma «Today» sorseggiando una tazza di té, sempre Early Gray. Poi si concede un bagno nella vasca in cui devono esserci massimo 17 centimetri d’acqua, infine vestizione e via in ufficio, dove ogni cosa è meticolosamente al suo posto. Insomma, il disturbo ossessivo-compulsivo era e rimane una voce di corridoio, mai certificata. La passione di Elisabetta per l’ordine, invece, è evidente a tutti.

 Alice di Battenberg, la suocera della Regina Elisabetta che fu «curata» da Freud con la sterilizzazione forzata. Elena Tebano il 26 agosto 2020 su Il Corriere della Sera. Vittoria Alice Elisabetta Giulia Maria di Battenberg era la principessa di Battenberg, Grecia e Danimarca. In Italia è poco conosciuta, ma era la suocera della regina Elisabetta II del Regno Unito: uno dei suoi figli è il duca di Edimburgo Filippo. Adesso, grazie al lavoro di ricerca dello psicologo Dany Nobus della Brunel University di Londra, si scopre anche che è stata una paziente del padre della psicanalisi Sigmund Freud. Che però, invece di curarla, l’ha fatta sottoporre a una procedura a dir poco abominevole, come racconta lo Spiegel. Alice di Battenberg aveva 45 anni quando, alla fine degli anni 20, arrivò nella clinica Kurhaus Schloss Tegel di Berlino: da giorni non mangiava niente per espiare i peccati che era convinta di aver compiuto, credeva di essere «l’unica sposa prescelta da Gesù Cristo» e strisciava a terra pensando di poter sentire così i messaggi che le arrivavano dalla Terra Santa. Il sanatorio di Tegel, la prima clinica psicoanalitica al mondo, era stata fondata da Ernst Simmel. Lo psicoanalista sosteneva che «tutto ciò che minaccia psicologicamente la mente e il corpo umano con malattie e decadimento può essere contrastato qui con una terapia naturale e appropriata»: il suo progetto aveva attirato l’attenzione di Freud, che visitava spesso la clinica. Solo che Simmel non riuscì a guarire la principessa, anche perché Alice di Battenberg — già piuttosto riottosa alle cure — aveva problemi di udito ed era impossibile sottoporla a una “ordinaria” terapia psicoanalitica. Il suo più grande progresso fu sentirsi dire — scrive lo Spiegel — che «lui, il direttore della clinica, poteva d’ora in poi assumere il ruolo di Cristo per lei». Simmel allora si consultò con Freud, che, convinto che la psicanalisi non potesse niente contro le psicosi gravi, lo convinse a usare un metodo più radicale: l’irraggiamento delle ovaie con i raggi X. Non per procurarle la menopausa, come si potrebbe pensare, ma come metodo per ridarle vitalità e ringiovanirla. Era stato teorizzato da un medico austriaco dell’epoca, Eugen Steinach, secondo il quale «i testicoli e le ovaie inibivano la produzione di ormoni sessuali nella vecchiaia». La sterilizzazione forzata doveva restituire la libido sessuale alla Principessa Alice. «A metà degli anni Sessanta, Freud stesso fu sottoposto a una cosiddetta vasoligatura», una forma più primitiva di vasectomia. «Inutile dire che il trattamento non ha portato al risultato sperato.  Alice von Battenberg è stata rinchiusa per anni prima di riprendere gradualmente il controllo della sua vita» spiega lo Spiegel. Oggi Nobus, lo psicologo esperto di Freud che ha raccontato la sua storia, è convinto che la principessa avesse solo avuto un grave esaurimento nervoso. Le «cure» con i raggi X certo non l’hanno aiutata a superarlo.

Questo articolo è stato pubblicato originariamente nella newsletter Il Punto - Rassegna stampa del Corriere della sera.

Svelato per la prima volta online un ritratto della regina Elisabetta. Non era mai accaduto in 68 anni di regno che un ritratto della regina Elisabetta venisse svelato online, tramite Zoom, alla presenza virtuale di una sovrana che a 94 anni usa le nuove tecnologie meglio di un millennial. Francesca Rossi, Domenica 26/07/2020 su Il Giornale. La regina Elisabetta ha appena tagliato il traguardo dei 25mila giorni di regno, ma a 94 anni tiene ancora ben salde le redini del suo regno, dimostrandosi una donna sempre curiosa e attenta al mondo che la circonda. Un atteggiamento che vediamo molto bene nell’uso delle nuove tecnologie da parte di Sua Maestà. Risale a poco più di un mese fa la sua prima chiamata ufficiale attraverso il programma di videochat Zoom (che, però, la sovrana usava già per comunicare con la famiglia durante la quarantena al Castello di Windsor). Se, dunque, la pandemia ha costretto la regina Elisabetta ad aggiornare le sue conoscenze tecnologiche, possiamo dire senza timore di sbagliare che ciò non le è costato alcuno sforzo. Al contrario, sembra divertirla.

Dalla prima diretta tv a Zoom: ecco un altro record di Elisabetta. Nel corso del suo lungo regno il volto della monarca, conosciuto in tutto il mondo a momenti perfino dai neonati, è comparso innumerevoli volte in televisione, in fotografie, coniato sulle monete di 35 Paesi, immortalato in ritratti e ora anche dal vivo online. Eppure non basta. La regina Elisabetta, infatti, ha compiuto un’altra delle sue imprese per cui verrà ricordata. Un altro primato che si aggiunge ai tanti già vissuti. È riuscita, in qualche modo, a unire l’arte della ritrattistica alle più moderne videochiamate. Il suo nuovo ritratto è stato presentato per la prima volta online, con una cerimonia virtuale, ancora attraverso Zoom. Una cosa simile non era mai accaduta in 68 anni di regno (o, se preferite, in 25mila giorni di regno). Ecco che la sovrana più longeva d’Inghilterra ci spiazza ancora, dimostrandoci di non temere le novità e il cambiamento e di sentirsi a suo agio con la tecnologia contemporanea meglio di un millennial “smanettone”. In queste ore tutti i tabloid stanno parlando della videochiamata dal vivo, poi registrata sul canale ufficiale Youtube della royal family. La sovrana sorridente, di giallo vestita, osserva con grande attenzione lo svelamento del quadro che la ritrae. Si tratta di un’opera di Miriam Escofet, presente ed emozionatissima durante la cerimonia. L’artista ha vinto il premio 2028 Bp Portrait Award e il Foreign and Commonwealth Office (FCO) le ha commissionato un ritratto della sovrana.

La Regina Elisabetta impara a usare le videochiamate a 93 anni. Lo scopo del dipinto, come riporta La Repubblica, è quello di omaggiare la regina Elisabetta con “un tributo duraturo al servizio svolto da Sua Maestà” in campo diplomatico. Un ringraziamento per il suo impegno politico nei confronti del Regno Unito, un lavoro che ha ampliato negli anni il riconoscimento internazionale del Paese, come spiega Sky News. Nel ritratto Elisabetta II è seduta e indossa un abito azzurro che da solo domina la scena. Accanto, su un tavolino color oro, spiccano un mazzo di fiori e una tazza di tè. La regina ha scrutato il dipinto con occhio indagatore, prima di chiedere alla Escofet per quale ragione la tazza di tè fosse vuota. Domanda curiosa, che denota anche uno spirito vivace e ironico, oltre a essere un dubbio molto “inglese”. Miriam Escofet ha risposto soltanto che sulla tazza ci sono le insegne del FCO e la regina Elisabetta è parsa soddisfatta dalla replica. L’artista ha commentato così l’espressione della sovrana alla vista del ritratto: “Sembrava reagire in modo molto positivo. Sorrideva, mi ha domandato quanto tempo mi ci è voluto e se avessi altri progetti in mente dopo questo”. Sua Maestà ha poi parlato con i rappresentanti del Foreign and Commonwealth Office, soffermandosi sulla gestione della pandemia da parte del Regno Unito, in particolar modo per quel che riguarda la distribuzione di 16 milioni di dispositivi di sicurezza sanitaria e lo sviluppo del vaccino che tutto il mondo aspetta.

Il discorso di Meghan Markle contro la regina Elisabetta. Nonostante i problemi che la royal family sta attraversando con il caso Epstein e la Megxit, la disinvoltura della regina Elisabetta è quella di una vera sovrana che deve dimostrare di avere la situazione sotto controllo e di non essere affatto preoccupata per il futuro. Del resto gli scandali non possono far vacillare la monarchia, perché la Corona deve vincere sempre e comunque, anche quando la realtà sembra indicare l’esatto contrario.

Gb, regina Elisabetta II da record: 25.000 giorni sul trono. È il monarca vivente ad aver regnato più a lungo. Pubblicato sabato, 18 luglio 2020 da Antonello Guerrera su La Repubblica.it. "Lilibet", come viene chiamata sin da piccola, ha da anni superato il precedente primato della trisavola regina Vittoria, 63 anni al potere, dal 1837 al 1901. Venticinquemila giorni sul trono. È l'ennesimo record della Regina Elisabetta II, o meglio un'altra cifra tonda della sua vita leggendaria, visto che "Lilibet" (come viene chiamata sin da piccola) ha da anni superato il precedente record della trisavola regina Vittoria (63 anni al potere, dal 1837 al 1901). A oggi, Elisabetta è il monarca vivente che ha regnato più a lungo: 68 anni, 5 mesi e 12 giorni, da quel 6 febbraio 1952 della sua storica incoronazione a 25 anni, dopo la morte di suo padre, re Giorgio VI, eroe contro il nazismo e re balbuziente come nel film Il discorso del Re con Colin Firth, mentre "Lilibet" era a Nairobi, in Kenya. Ora, per diventare la regnante più longeva anche nella Storia, davanti alla sovrana ci sono soltanto Giovanni II del Liechtenstein detto il "Buono" con 70 anni e 91 giorni sul trono (1858-1929), il re tailandese Bhumibol Adulyadej con 70 anni e 126 giorni (1946-2016) e il francese Luigi XIV con 72 anni e 110 giorni (1643-1715). Ieri, nel suo impeccabile vestito turchese pastello, trio di collane di perle e cappello fiorato di rose, la 94enne Regina ha avuto una giornata piena di impegni. Di buon mattino c'è stato il matrimonio segreto, forse il più riservato della storia della famiglia reale e il primo con distanziamento sociale, della sua nipote 31enne Beatrice - figlia del controverso Andrea - con il ricco imprenditore italiano 37enne Edoardo Mapelli Mozzi: Elisabetta e il consorte 99enne Filippo sono andati insieme in macchina dal castello di Windsor - dove sono riparati settimane fa per sfuggire al Covid 19 - verso la Royal Chapel of All Saints nel Windsor Great Park, a pochi chilometri di distanza dalla tenuta della sovrana. Poi, a cerimonia finita, la regina è tornata al castello di Windsor, poco fuori Londra, dove, col suo inconfondibile sorriso, ha accolto e insignito del titolo "Sir" il "Capitano Tom" Moore, il centenario veterano di guerra che di recente ha raccolto online quasi 50 milioni di euro per la sanità pubblica facendo il giro del suo giardino di casa per cento volte con il deambulatore. Il dialogo tra i due, 194 anni insieme, è stato cordiale, tenero, quasi commovente. "Oh, lei ha cento anni, è un'età notevole!", ha detto Elisabetta a Sir Tom, durante la tradizionale cerimonia di investitura a cavaliere con la spada del padre Giorgio VI sulla spalla dell'uomo e la medaglia al valore: "La ringrazio molto, lei ha raccolto una straordinaria somma di denaro. Ma anche lei è stato in isolamento in questo periodo?". Sir Tom, 100 anni, a debita distanza con il suo oramai celebre deambulatore, ha risposto con molta emozione ma senza rinunciare allo humour inglese: "Grazie mille sua maestà, purtroppo non posso inginocchiarmi, altrimenti non mi rialzerei più!". La regina è da settimane insieme al principe Filippo nella tenuta di Windsor - dove in genere trascorre una pausa pasquale - per sfuggire al coronavirus, in quanto Buckingham Palace è ritenuto meno sicuro, soprattutto per la quantità di personale al suo interno: a Windsor, invece, la coppia reale è seguita da due staff ridotti, di dodici persone, di cui si controllano costantemente le condizioni di salute. Di norma, in questo periodo estivo, la sovrana passa 12 settimane in un'altra tenuta, quella di Balmoral in Scozia, da dove il figlio Carlo è ripartito qualche giorno fa, alternandosi tra il castello e l'altra "magione" vicina Craigowan Lodge. Sino a qualche giorno fa, a causa dell'emergenza anche questa tradizione sembrava che potesse saltare. Ora invece, anche perché il governo Johnson ha allentato quasi interamente il "lockdown" approvato lo scorso 23 marzo, pare che Elisabetta e Filippo si sposteranno a breve a Balmoral, ovviamente adoperando e rispettando pedissequamente tutte le misure di sicurezza per preservare la salute della sovrana e di suo marito. 

L'indiscrezione scuote Buckingham Palace: "Dopo la pandemia la regina Elisabetta abdicherà". Il biografo Andrew Morton è convinto che la regina Elisabetta non potrà riprendere i suoi impegni e i pieni poteri dopo la pandemia e dovrà cedere il trono al figlio Carlo. Francesca Rossi, Lunedì 15/06/2020 su Il Giornale. La pandemia ha reso il futuro di tutti più incerto. Per definizione il domani è sempre sconosciuto, ma la presenza del coronavirus tra noi ha influito pesantemente su questa insicurezza. A quanto pare il Covid-19 è particolarmente aggressivo nei confronti delle persone più anziane (ma la guardia non va mai abbassata comunque). In questa fascia d’età a rischio rientrano anche la regina Elisabetta e il principe consorte Filippo, rispettivamente 94 e 99 anni. Entrambi hanno raggiunto un traguardo esistenziale notevole, trascorso insieme decenni non sempre facili, combattuto guerre familiari senza esclusione di colpi, ma forse nessuno dei due immaginava di dover affrontare una pandemia. Sua Maestà non si è mai tirata indietro di fronte alle avversità e alle critiche che inevitabilmente tentano di sbarrare il cammino di ogni uomo che attraversi questo mondo. Forse, però, la sfida rappresentata dal coronavirus potrebbe essere l’ultima per la regina Elisabetta. Almeno questo è ciò che sostiene il giornalista ed esperto reale Andrew Morton, che conosciamo soprattutto per la sua biografia su Lady Diana, “Diana: her true story in her own words” (tradotta in italiano con il titolo “Diana. La vera storia nelle sue parole” (1992). Le parole di Morton non lascerebbero spazio a interpretazioni. Il biografo, infatti, sembra certo che la sovrana non potrà riprendere il suo potere dopo la pandemia. “È la brutale realtà”, ha dichiarato al Telegraph, aggiungendo: “Sembra proprio che il coronavirus non scomparirà a breve e rimarrà in circolazione per mesi, forse per anni. Quindi non vedo come la sovrana possa ricominciare a fare il suo lavoro”. A proposito degli impegni ufficiali che la regina Elisabetta ha sempre rispettato con grande senso del dovere, Andrew Morton ha commentato: “Sarebbe troppo rischioso per la sua vita e per quella di suo marito, il principe Filippo. Il Covid ha fatto più danni alla monarchia di Cromwell: è triste ma penso che il regno di Elisabetta sia effettivamente finito”. Affermazioni che verrebbero contraddette dalla realtà. Abbiamo visto la monarca spronare i sudditi ad avere coraggio e speranza nel suo discorso del 5 aprile 2020. L’abbiamo di nuovo ammirata nella prima videochiamata ufficiale su Zoom o a cavallo nella tenuta di Windsor. Sempre impeccabile, in apparenza forte e in salute. Un insider ha perfino rivelato ai tabloid che la regina Elisabetta “continua a svolgere tanti compiti e vuole tornare il prima possibile alla normalità”. Le foto e i filmati diffusi dal Palazzo Reale ci mostrerebbero una Elisabetta pronta a ricominciare, non certo a gettare la spugna. È come se Sua Maestà stesse solo aspettando il momento adeguato per dare giusto una piccola sistemata alla corona che non si è mai tolta dal capo. Andrew Morton, invece, sarebbe di tutt’altro avviso e ha spiegato: “Il coronavirus ha di fatto spinto Carlo sul trono. Che monarca sarà? Il più preparato che il regno abbia mai avuto” . Poi ha chiosato: “La visione dei sudditi nei suoi confronti è cambiata. Oggi lui sa scherzare e lavora tanto. Di sicuro è una persona migliore”. È vero, il tempo è stato amico del principe Carlo, fornendogli conoscenze teoriche e pratiche riguardo il governo del regno e perfino il primato di erede al trono più longevo (su questo punto forse il tempo non è stato così amichevole, dipende dai punti di vista). L’erede al trono ha tutte le carte per essere un buon re e non vi è motivo di dubitare che lo sarà in un futuro più o meno lontano (impossibile dire quanto lontano). Tuttavia per rimanere imparziali dovremmo sempre tenere presente che saper esercitare il potere ed esercitarlo di fatto sono due elementi che non sempre combaciano. Il parere di Andrew Morton è netto, perfino “tranchant”, ma la regina Elisabetta ci ha abituato a sorprese frutto della tenacia maturata in 68 anni di regno. Ricominciare è stato difficile per ognuno di noi, soprattutto perché non sappiamo cosa accadrà domani. All’orizzonte, però, non ci sono solo nuvole. C’è la possibilità concreta di un vaccino, per esempio, o di un “ammorbidimento” del virus che potrebbe adattarsi a noi e, quindi, assicurarsi la vita senza darci troppo fastidio. Non possiamo, dunque, escludere, che la regina Elisabetta torni presto alla sua quotidianità come stiamo facendo noi, forte di un ottimismo non spensierato ma realista e di una perseveranza che spinge per un nuovo passo avanti, non importa quanto piccolo. Forse Sua Maestà dovrà aspettare ancora un po’ prima di riprendere i suoi impegni, ma adottando tutte le misure di sicurezza del caso nulla è impossibile. Solo il tempo ci dirà se la regina Elisabetta potrà tenere fede al giuramento compiuto di fronte al suo popolo in quel lontano 2 giugno 1953.

Dalla prima diretta tv a Zoom: ecco un altro record di Elisabetta. La regina Elisabetta dà a tutti noi un’altra lezione di resilienza e di coraggio, dimostrandoci che l’età può davvero essere solo un numero e per la prima volta usa il programma Zoom. Francesca Rossi, Sabato 13/06/2020 su Il Giornale. La regina Elisabetta è già una leggenda e ci mostra ancora una volta che l’età anagrafica è un semplice dato che nulla o quasi ha a che vedere con lo spirito, con l’animo che nella sovrana sembra essere sempre giovane. Come sappiamo Sua Maestà è molto attenta alle nuove tecnologie. Sono un mezzo di comunicazione con il mondo, un modo per avvicinare la monarchia al popolo. La Corona, ora più che mai, ha bisogno di essere tra la gente, seppur virtualmente a causa della pandemia da Coronavirus. Non bastavano Facebook, Twitter, Instagram, l’uso delle mail. Come ci raccontano i giornali italiani e internazionali l’11 giugno 2020 la regina Elisabetta è “sbarcata” per la prima volta perfino su Zoom. Una notizia incredibile che disegna il profilo di una regina davvero intrepida. A 94 anni suonati la monarca ha ancora voglia di sperimentare, di conoscere, di imparare dal mondo. Una curiosità che può essere d’ispirazione per tutti noi, ma soprattutto per certi ragazzi un po’ annoiati che credono di aver già compreso tutto del periodo e dell’ambiente in cui vivono. Elisabetta II si trova in autoisolamento al Castello di Windsor, il luogo da cui ha effettuato la sua prima videochiamata su Zoom. Come spiega Vanity Fair il filmato da venti minuti è stato condiviso sui profili della royal family e rientra nell’ambito del progetto Carers Week 2000. Lo scopo della chiamata, durante la quale è intervenuta anche la principessa Anna, era quello di far raccontare a quanti si sono presi cura delle persone anziane e più deboli le sfide e i disagi affrontati durante la quarantena. Carers Week è un’iniziativa annuale che vuole focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema dell’assistenza. È collegata con la fondazione Carers Trust, che offre sostegno agli assistenti sociali britannici. Presidentessa di questa associazione fin dalla sua nascita, nel 2011, è la principessa Anna. Le persone intervenute su Zoom hanno raccontato con entusiasmo la loro esperienza al magazine Hello. Una di loro ha detto: “È stato abbastanza sorprendente scoprire che saremmo state in una chiamata con Sua Maestà, è stato come chiedermi di andare su un altro pianeta” e ha aggiunto: “Abbiamo fatto la storia, non posso crederci. La regina ha ascoltato tutto quello che abbiamo fatto e ha chiamato il nostro lavoro straordinario”. È vero. La regina Elisabetta, abito a fiori e collana di perle, ha scritto una nuova pagina della sua storia personale, della storia del Regno Unito, ma anche della sua vita da sovrana. Un’altra delle partecipanti alla videochiamata ha dichiarato: “Mi ha colpito il fatto che fossi seduta nella mia camera da letto a parlare con la principessa reale e la regina. Questo non succede a persone come me. È stato eccezionale". La regina Elisabetta sembrava a suo agio con Zoom, una applicazione che consente le videochiamate di gruppo. Quasi la usasse da sempre. In effetti noi stiamo parlando della prima chiamata ufficiale della sovrana, ma c’è un retroscena. Elisabetta sta usando Zoom in privato già a un po’. È il modo più diretto e semplice che ha a disposizione per mantenere i contatti con il resto della royal family. Infatti Sua Maestà ha usato questo programma in occasione del suo compleanno e di quelli dei bisnipoti George, Charlotte, Louis e Archie. Insomma, potremmo dire che la regina si sia “allenata” prima di scendere in campo. A conclusione della sua prima esperienza ufficiale con questo nuovo mezzo di comunicazione ha affermato: “È interessante ascoltare tutti i vostri racconti e le vostre storie. Sono molto impressionata” e ha chiosato: “Sono molto contenta di essere stata in grado di unirmi a voi oggi”. Grazie a Zoom la sovrana ha interrotto la sua routine in quarantena. Giornate trascorse in compagnia del principe Filippo, circondata da uno staff in forma ridotta (solo 20 persone), ma sempre pronta a svagarsi con i suoi amati cavalli. Appena qualche settimana fa Elisabetta II è stata fotografata in sella al suo Fell Pony di quattordici anni, Balmoral Fern. Vale la pena di ricordare, però, tutte volte in cui la regina Elisabetta si è accostata ai nuovi mezzi di comunicazione, usandoli con una maestria unica. Fece il suo primo discorso via radio nel 1940, quando aveva appena quattordici anni e il mondo era devastato dalla Seconda Guerra Mondiale. Nel 2010 approdò su Facebook, nel 2014 scrisse il suo primo “cinguettio” su Twitter, mentre nel 2019 inviò il suo primo post Instagram dal Museo di Scienze Naturali. Il suo primo discorso natalizio fu trasmesso dalla BBC e risale al 1957. Il primo discorso da principessa, invece, avvenne via radio ed è datato 21 aprile 1947. Come dimenticare, poi, il primo invio di una email attraverso Arpanet? Era il 26 marzo 1976 e Lilibet fu la prima monarca a compiere un gesto del genere. La regina Elisabetta è la sovrana dei record, tecnologici e non, ma anche una donna pragmatica con in testa una precisa strategia comunicativa che si rivela sempre di più un successo.

Scandalo si abbatte sulla Regina? La voce: "Così tradì suo marito..." Una biografia svela dettagli sul passato della Regina Elisabetta e spunta un amico speciale che la sovrana avrebbe avuto poco dopo la fine della seconda grande guerra. Carlo Lanna, Mercoledì 24/06/2020 su Il Giornale. Ha sempre destato interesse la vita –segreta- della famiglia reale inglese. E nel corso del tempo ci sono stati diversi esperti e molti giornalisti che hanno raccontato e analizzato il "lifestyle" dei Windsor, riportando gossip, retroscena e un’infinità di pettegolezzi. E nel mirino non ci sono solamente gli ex Fab4, o la vita di Camilla e del Principe Carlo, anche la Regina Elisabetta non sfugge allo sguardo attento dei più curiosi. Oggi è una splendida 94enne ed è una tra le sovrane più longeve del trono inglese, amata dal popolo e stimata pure dai capi di stato per la sua tempra da regina giusta, ma solare e disponibile. Elisabetta nel corso degli anni ha vissuto un lungo periodo di cambiamenti socio-culturali che hanno investo l’Inghilterra e il resto del mondo, restando lontana da pettegolezzi e voci di corridoio. Ma anche la Regina ha dovuto affrontare diversi problemi personali. Lo svela la biografia "Elisabetta dalla A alla Z" scritta da Emily Stefania Coscione e Lavinia Orefici, entrambe esperte di famiglia reali, le quali riportano in auge un pettegolezzo che per decenni ha animato le mura di Palazzo. Tutti sappiamo che la Regina Elisabetta è sempre stata fedele al Principe Filippo, suo marito e confidente, ma in pochi sono a conoscenza che la sovrana avrebbe avuto un’amicizia intima e speciale con Lord Porchester. Lui era l’house racing manager di Buckingham Palace, ovvero il capo delle scuderie reali, e per un lungo periodo di tempo è stato uno degli amici più fidati della sovrana, e si è sempre creduto che tra i due ci sia stato un sentimento ben più profondo. Il libro (edito da Piemme) ricostruisce molto bene il rapporto tra i due, svelando molti particolari. Soprannominato "Porchy", l’amico della sovrana era conte di Carnarvon ed aveva una linea telefonica diretta con Elisabetta. Era sposato con Jean Margaret Wallop, ed ha seguito la regina in diverse apparizioni pubbliche. Insieme hanno festeggiato la fine della seconda guerra mondiale in un party al Ritz di Londra, in quell’unica occasione in cui la Regina Madre diede il permesso di festeggiare con persone che non appartenessero alla famiglia reale. Lord Porchy è venuto a mancare nel settembre del 2001, ma la vedova è rimasta comunque molto vicina a Elisabetta tanto da essere invitata persino al battesimo di George. L’amicizia tra i due non è frutto solo di gossip, come si nota dalla biografia, in un episodio della terza stagione di The Crown, il serial sui reali inglesi, si racconta della possibile flirt tra i due. Elisabetta e il Lord, infatti, per un periodo viaggiarono fianco a fianco tra Parigi e Stati Uniti per visitare allevamenti di cavalli da corsa.

Il cespuglio, le lacrime e la sfuriata. Tutte le volte che la regina Elisabetta ha perso il controllo. Il documentario "Inside the Crown: Secrets of the Royals" ha mostrato un lato inedito della sovrana, conosciuta per essere estremamente diplomatica. In più occasioni la sua "umanità" ha preso il sopravvento. Marina Lanzone, Venerdì 05/06/2020 su Il Giornale. Regnare è un’arte sopraffina che richiede grande personalità e incredibili virtù. La Regina Elisabetta II è sempre stata maestra in questo: nei suoi 67 anni di regno ha dimostrato di saper affrontare qualsivoglia situazione, anche quelle più spiacevoli e fastidiose, con grande autocontrollo e diplomazia. Pur non essendo nata regina (se lo zio, Edoardo VIII, non avesse abdicato, non sarebbe mai arrivata al trono), il destino l’ha condotta ugualmente verso la corona, sua vera essenza. Sebbene, parlando di Elisabetta II, sia difficile distaccare l’immagine di regina da quella di donna, in più di un’occasione la sua "umanità" ha preso il sopravvento e The Queen si è comportata in modo tutt’altro che "regale". Nel documentario "Inside the Crown: Secrets of the Royals", andato in onda nel Regno Unito su ITV, l’intervista all’ex segretario agli esteri Lord David Owen ha mostrato un lato inedito della sovrana, riportando alla memoria quella volta in cui Sua Maestà si è nascosta in un cespuglio per evitare l’incontro con il dittatore della Romania, Nicolae Ceaușescu, e sua moglie Elena, in visita a Londra nel 1978.

L’episodio del cespuglio. Era la prima volta in cui un capo politico comunista si recava in Gran Bretagna. L’incontro era stato organizzato dal Governo ed Elisabetta, all’epoca 52enne, aveva dovuto "subire" la presenza di Ceaușescu, capendo in fondo la sua importanza a livello diplomatico. Come di consueto, la regina e Filippo d’Edimburgo erano andati a prendere dittatore e consorte in stazione e avevano fatto insieme il viaggio fino a Buckingham Palace. Ma giunti a palazzo, lontani dalle apparenze, la sovrana cercò di evitarli in tutti i modi. "Durante la loro permanenza, la regina ha portato i corgi a fare una passeggiata nei giardini del palazzo e ha potuto vedere Ceaușescu arrivare dall'altra parte – viene detto nel documentario -. Pensò: “Non riesco proprio a parlare con loro”, quindi per la prima e unica volta nella sua vita, si nascose in un cespuglio per evitare i suoi ospiti". Ceaușescu molto probabilmente non si rese conto dell’accaduto, e il gesto di Elisabetta II non fece alcun danno.

Elisabetta e la politica estera. Questo è solo uno dei tanti episodi, in cui un atteggiamento troppo "umano" della Regina avrebbe potuto scatenare l’incidente diplomatico. Nel 2016, durante un party in giardino a Buckingham Palace, Elisabetta II si lamentò pubblicamente della delegazione cinese, sostenendo che fosse stata molto maleducata nei confronti del suo ambasciatore. Peccato che la conversazione non fosse privata: a riprenderla c’era una telecamera e ben presto le sue parole finirono sui giornali di tutto il mondo. Gli importanti accordi commerciali presi con la Cina un anno prima sarebbero potuti saltare, se non fosse stato per il pronto intervento del Palazzo. Così il Paese della seta si limitò a oscurare il servizio della Bbc, eclissando la vicenda. Che non si sia trattato di un errore "innocente" ne è certa Lavinia Orefici, esperta della Royal Family inglese e autrice del libro "Elisabetta II dalla A alla Z", edito da Piemme. "Non penso sia fatto apposta, ma non è stato nemmeno proprio casuale – ha spiegato l'autrice a IlGiornale.it -. La telecamera non era così nascosta e poi la Regina è ben consapevole del suo ruolo. Aveva un sassolino nella scarpa e se lo voleva togliere".

In politica interna. Anche nel Regno Unito, Elisabetta ha dovuto gestire dei rapporti "difficili", come quello con i suoi primi Ministri, Tony Blair e Margaret Thatcher. "Si vocifera che lei dicesse di Blair 'troppo e troppo veloce', mentre della Thatcher si racconta che la detestasse cordialmente", ha detto l’autrice di "Elisabetta II dalla A alla Z". Nonostante questo, la Regina ha sempre mantenuto le apparenze. "Buckingham Palace sta molto attenta alla forma, non ragiona ad antipatie e simpatie, ma a protocolli e tradizioni", ha spiegato l’esperta della Royal Family. Solo in un’occasione, come racconta anche Lavinia Orefici nel suo libro, The Queen mostrò velatamente a Tony Blair il suo disappunto. "Durante i preparativi per i 50 anni di regno, Blair parlò di "Giubileo d’oro". Lei lo interruppe, sottolineando che fosse il suo Giubileo d’oro", ha chiarito a IlGiornale.it la scrittrice.

"D" come donna, "R" come regina. Destinata a regnare fin dall’età di 10 anni, Elisabetta ha ricevuto un’educazione da principessa e in quanto futura erede al trono ha imparato a calcolare tutte le sue mosse. Ogni gesto è voluto e le sue conseguenze studiate nei minimi dettagli. "Lei è stata sempre stata prima una Regina, e poi moglie, madre e donna – ha aggiunto Lavinia Orefici -. Ha recitato un ruolo tutta la vita. Meriterebbe un gran premio Oscar". Ma stare sul "palco" è stancante, e persino Lei, di tanto in tanto, ha sentito il desiderio di scendere sulla Terra, macchiandosi di "peccati" umani. E così non ha nascosto la sua leggera gelosia per la bellissima Jackie Kennedy nel 1961, come viene ricordato anche nella seconda stagione di The Crown. Non ha trattenuto le lacrime davanti al suo yatch reale in "pensione", ricordando i tempi in cui era "solo" una donna. Non è riuscita a mantenere le palpebre aperte durante un evento pubblico nel 2017, abbandonandosi tra le braccia di Morfeo per qualche minuto, sotto gli occhi di tutti. "Amiamo tutti gli scandali della Royal Family, perché è una corona diversa da tutte le altre, piena di storia e tradizione – ha commentato Lavinia Orefici -. L’imperfezione piace". Ed è proprio da questo principio che Buckingham Palace trae la sua forza. Se Elisabetta si dovesse ritirare realmente a vita privata a causa della pandemia, la royal family perderebbe il suo pilastro. Ma Lavinia Orefici è molto ottimista: "La Regina ha fatto sapere che lei è pronta a tornare a lavoro. E noi l’aspettiamo. Non è arrivato ancora il suo momento".

Elisabetta, strappa l'erba e sogna i pony del cinema e della starlette. I vizietti privati della Regina. Bruna Magi su Libero Quotidiano il 09 giugno 2020. "Nomen est omen", scriveva Plauto, per dire che nel nome c'è un segno del destino, un'indicazione che indica il sentiero delle nostre vite. Pensate alla regina Elisabetta II, in gioventù nota come Lilibeth: si appresta a superare in notorietà storica la prima Elisabetta, la figlia di Enrico VIII e di Anna Bolena, quella che fece grande l'Inghilterra e Skakespeare oltre quattrocento anni fa. Appena uscita una monumentale biografia: La vita di una regina-Elizabeth The Queen (Fabbri Editore, pag.635, euro 20), best seller nelle classifiche del New York Times, che somiglia ad una Bibbia versione royal family. Per raccontarla con un linguaggio egregio che ingloba impeccabili maniere aristocratiche e tragedie di stampo elisabettiano, fatti, misfatti e gossip di sangue blu, ha provveduto la giornalista Sally Bedell Smith, firma di Vanity Fair, la più autorevole esperta mondiale di quanto avviene nei corridoi di Buckingham Palace, avendolo anche frequentato. Ragion per cui ci si chiede: perché proprio ora questa pubblicazione? Forse tira un'arietta di abdicazione, post pandemia, come qualcuno sussurra? Anche se ci riesce difficile immaginare che Elisabetta II rinunci a un possibile Giubileo di Platino nel 2022, per i settant' anni di regno, dopo aver festeggiato nel 2012 quello di Diamante (sessant' anni), con una poderosa sfilata della Royal Navy che risaliva il Tamigi. Il volume è di notevole sostanza, per appassionati di faccende reali e pure per i detrattori, ne emerge un ritratto di Elisabetta sostanzioso e divertente al tempo stesso, c'è la sovrana intransigente, severa, ma anche intuitiva, e la cornice di un'intimità familiare uguale a quella vissuta da ciascuno di noi. Ecco dove sta la differenza fra le due sovrane dall'identico nome: la prima Elisabetta si era votata all'Inghilterra, in solitudine, la seconda pure, con la differenza che nel progetto di lavoro ha inglobato anche la famiglia. Tutti insieme appassionatamente, non li ha mollati un attimo, quei congiunti fonte di felicità ma anche di notevoli rotture.  Leggendo, ti rendi conto che attraverso la sua figura si sta raccontando quasi un secolo di storia. Lilibet è la classica sorella maggiore che si interessava della più piccola Margaret, con la quale usciva qualche volta insieme alla tata per fare compere in incognito, salendo sulla metro. E quelle lo faranno anche da ragazzine, alla fine del conflitto mondiale, uscendo nella notte per festeggiare. Ma Lilibet saprà usare anche il pugno di ferro quando Margaret si innamora di Peter Towsend, eroe di guerra, e le impedirà di sposarlo perché era un divorziato. Ha rovinato la vita della sorella, ma la ragione di stato vincerà sempre su tutto. E sta in questo frullato tra regalità e vita da "signora qualunque" l'abilità dell'autrice. Che "mixa" regole dinastiche e divergenze in tema bellico (guerra delle Falkland) con Margaret Thatcher primo ministro che a volte irritava la regina anche sul piano della seduzione d'immagine internazionale con altri potenti della terra, Ronald Reagan fu affascinato da entrambe. Intorno aleggiano gli affari di passione e sesso che coinvolgono l'intera famiglia. Si intuisce che l'unione felice di Elisabetta con Filippo, del quale si era innamorata a tredici anni, è stata frutto anche di un incontro "giusto" a letto, a parte il fatto che lui la tradiva ma lei sopportava, perché allora le mogli anche aristocratiche si adeguavano. Per questo riuscì a superare anche la morte di Diana (che in quanto a sesso, in compagnia della cognata Sarah Ferguson, quella che succhiava l'alluce dell'amante) non scherzava affatto. E andò oltre l'annus orribilis completato dall'incendio al castello di Windsor nel Berkshire, riabilitò la solidità dell'apparato monarchico giocando la carta felice del matrimonio di William con Catherine Middleton, e oggi nel senso di garanzia dinastica ad oltranza ha tirato un respiro di sollievo, facendosi spesso fotografare con i tre diretti eredi al trono: il figlio Carlo, il nipote William, il bisnipotino George. Tripletta, sufficiente a garantire il trono per decine di anni. Tuttavia gli affari di letto hanno continuato a tormentarla, vedi il principe Andrea sparito dalla scena causa pesanti problemi con minorenni, ed Harry, innamorato perso di Meghan che per lei ha lasciato il nido regale. Nonna Lilibet non si è smentita nel caratterino: pur avendolo adorato, al nipotino di pelo rosso in fuga, ha detto "bene, arrangiati", chiudendo i cordoni della borsa. Da dove arriva tanta forza? L'autrice conferma che non ha mai abbandonato il rapporto con la natura, per sfogare i momenti di rabbia va a strappare le erbacce in giardino, oppure, sino a poco tempo fa prendeva la macchina (è un'abile meccanica) andando a farsi un giro sui tornanti in collina. Oppure monta ancora a cavallo, un amore mai finito. Degli adorati equini discuteva per ore con Churchill. E non ha mai smentito il potere dell'immaginazione: da bambina, in certi momenti si astraeva dagli altri, se le chiedevano perché non rispondeva, lei replicava: «Non potevo rispondere, in quel momento ero un pony». Fantasie che probabilmente coltiva ancora adesso.

La regina Elisabetta II pronta a lasciare il trono? La regina Elisabetta II non avrebbe alcuna intenzione di abdicare al suo trono d'Inghilterra. Le notizie susseguitesi negli ultimi giorni sui tabloid inglesi e sui media di tutto il mondo sono mere fake news. Monica Montanaro, Domenica 01/12/2019 su Il Giornale. Immaginare un contesto geopolitico, europeo o mondiale che sia, senza la presenza della regnante per antonomasia, la regina Elisabetta II, fa percepire uno scoramento interiore. Eppure, nonostante la regina d'Inghilterra regni da oltre 67 anni - il trono più longevo della storia britannica - , la sua età è un fattore incontrovertibile di cui tenere conto. Il popolo inglese e il mondo intero si è affezionato all'immagine della regina eterna, dalla tempra d'acciaio. Elisabetta II ha attraversato guerre, fasi storiche importanti, incontrato i leader politici di alto calibro mondiale e presieduto a vertici internazionali di alto rilievo. La regina rappresenta la storia e incarna l'immagine della saggezza, della flemmaticità, virtù peculiare dello stile inglese e delle tenacia. A 93 anni compiuti. la regina inossidabile continua a governare senza dare segni visibili di cedimento. E i suoi successori, membri della famiglia reale scalpitano in attesa di poter subentrare al suo ruolo ambito e risidiere sul trono d'Inghilterra. Nelle ultime settimane i media mondiali, ma soprattutto i tabloid inglesi, in testa il Sun, hanno riportato la notizia concernente l'abdicazione dal trono della regina Elisabetta II. In sostanza la notizia riferiva che la regina entro 18 mesi, specificamente nel 2021, compiuti i 95 anni, avrebbe lasciato vacante il suo trono per fare posto al suo successore legittimo. Nulla di più mendace e fallace. Una plateale fake news, come direbbero gli anglosassoni. A dire il vero la fonte da cui è scaturita la news approssimativa è il tabloid scandalistico il Sun, che come è noto non ha una credibilità ineccepibile, e la attendibilità delle notizie che pubblica sono alquanto discutibili. Lo stesso dicasi per il Mail, tabloid che viaggia sullo stesso binario sdrucciolevole. Nel caso si prospettasse all'orizzonte l'eventualità reale che Elisabetta dovesse abdicare, tutti i telegiornali del globo e i più accreditati media pubblicherebbero titoloni con tanto di notizia stampata in prima pagina. Ma nulla di tutto questo è avvenuto. Pertanto, non vi è tuttora alcuna fonte certa e seria che informi che la regina d'Inghilterra stia per abdicare a favore, presumibilmente, del figlio Carlo d'Inghilterra, il primo in linea di successione a cui spetterebbe la reggenza al trono.

Le reali motivazioni dietro la prosecuzione del trono di Elisabetta II. Ma perché la regina Elisabetta non rinuncia ancora a governare sul territorio e sul popolo della Gran Bretagna? Le ragioni che si celano dietro la volontà di proseguire il suo mandato reale e, dunque, di non abdicare, rimandano sia a motivazioni di natura storica che alle vicende contemporanee interne alla famiglia reale. Veniamo alle ragioni legate alla storia. Elisabetta II nel 1957 salì al trono inglese pronunciando il giuramento solenne di rimanere fedele alla corona sino al termine della sua vita. Una prima motivazione che da sola basterebbe a fugare ogni dubbio sulla eventualità prossima che la sovrana abdichi dal suo regno. In secondo luogo gode di ottima salute, malgrado la sua veneranda età, la sua condizione fisica non desta serie preoccupazioni, del resto è monitorata costantemente da un équipe medica personale. La voce maligna che vuole Elisabetta debilitata che delega molti dei compiti ufficiali a suoi cari, in primis al principe Carlo, o ai principi suoi nipoti e alle rispettive mogli, non è fatto inconsueto ma rientra nella prassi dei reali. L'intera famiglia reale vive sulle spalle dei sudditi inglesi che con i loro tributi versati provvedono al loro stile di vita lussurioso e altolocato. I reali devono perciò dare all'esterno una parvenza di abnegazione nella conduzione della cosa pubblica, rispetto ai bisogni dei sudditi e alla causa della patria. E poi, con tutta evidenza, la regina Elisabetta è oberata di impegni ufficiali, dedita al suo ruolo di sovrana e alle sue funzioni, alle quali ottempera con nonchalance svolgendole nella loro ordinarietà. La regina si è occupata fattivamente degli addobbi natalizi all'interno del palazzo reale e presenzia ad ogni appuntamento di rilevanza governativa. Senza contare che a breve riceverà il leader più importante sul piano internazionale, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il quale andrà in visita ufficiale presso Buckingham Palace. Passando alle spinose vicende interne al Palazzo dei reali inglesi. È di dominio pubblico, sopratutto ai lettori attenti agli scoop concernenti la famiglia reale, lo scandalo che ha investito il principe Andrew e che ha portato subbuglio all'interno della dimora reale. L'inossidabile Elisabetta, dotata di una tempra eccezionale e di una morale rigorosa, ha voltato le spalle allo stesso principe suo figlio. La sua reazione, per quanto trapelato dai media, è stata dura e inflessibile. La famiglia reale vive continuamente in stato di allerta pur di non far trasparire nulla dinanzi agli occhi del mondo che comprometta la solidità e la stabilità della monarchia. E come è facilmente deducibile, questo scandalo scottante, commesso dal principe Andrew, ha gettato fango sui reali d'Inghilterra. Per tale ragione la sovrana è adirata nei confronti di suo figlio. Malgrado l'attacco mediatico, la famiglia reale è ancora amata dal suo popolo, come riportano alcuni sondaggi, pur con qualche dato in flessione negativa. In questo momento così delicato e sfavorevole per la monarchia inglese, in cui il potere sovrano è stato reso più vulnerabile, ipotizzare che la regina abdichi entro il 2021, allo scadere dei sui 95 anni, come preconizzato dal Sun, è un fattore da scartare a priori. Pertanto, non essendoci notizie veritiere confermate da fonti autorevoli e ufficiali, non è da prendere in considerazione qualsivoglia voce di gossip circolante sul conto di una probabile abdicazione al trono della regina Elisabetta II. D'altronde la sovrana continua ancora a essere molto ammirata dal sudditi inglesi: nell'ultimo sondaggio rilevato ella compare al primo posto per gradimento da parte della gente comune, seguita a stretto giro dal nipote Harry, mentre soltanto al terzo posto si colloca William, apprezzato in misura minore rispetto al fratello. Del resto, buon sangue non mente. Harry è il figlio che più assomiglia alla personalità sensibile della principessa Diana, la beniamina del popolo inglese, appellata quando era in vita, appunto, "la principessa del popolo". Lo stesso discorso è valevole per la presunta quarta gravidanza di Kate Middleton. Se la notizia non proviene da una fonte ufficiale è molto probabile che sia una fake news o qualcosa di similare. Pertanto, alla luce di queste semplici osservazioni, è alquanto inverosimile e improbabile che la regina Elisabetta II abdichi dal duo trono. L'unico motivo di rinuncia alla sua longeva reggenza, avverrebbe nel caso del suo decesso. Soltanto allora si potrebbe considerare conclusa la parabola mirabile di Elisabetta II e la corona passerebbe nella mani del figlio, il principe Carlo. Ma guardando alla storia, sua sorella Elisabetta I sedette sul trono d'Inghilterra sino all'età di 102 anni, ci vorranno ancora anni prima che il trono di Elisabetta II si dissolva definitivamente.

Regina Elisabetta, storica svolta: così si inginocchia a Greta Thunberg e Carola Rackete. Libero Quotidiano il 6 Novembre 2019. Regina Elisabetta, una svolta storica che strizza l'occhio alle ecologiste Greta Thunberg e Carola Rackete. Basta pellicce, d'ora in poi la sovrana britannica indosserà solo modelli sintetici ed ecologici. Dunque una conversione ambientalista della regina Elisabetta II che, a 93 anni, ha deciso di mettere in naftalina tutti i capi fatti scuoiando animali. La notizia è oggi sulle prime pagine di molti giornali britannici, frutto di una delle rivelazioni ricavate da un nuovo libro in uscita firmato da Angela Kelly, secondo la quale l'ordine di lasciare nel guardaroba reale solo eco-pellicce risale ad alcuni mesi fa. Saranno contente le gretine... 

Vittorio Sabadin per “la Stampa” il 6 novembre 2019. Anche domenica 17 novembre il conte e la contessa di Wessex andranno al castello di Windsor, come fanno spesso, per pranzare con la Regina. Elisabetta ha un ottimo rapporto con l' ultimogenito Edoardo e la moglie Sofia: sono stati loro a consigliarle di vedere The Crown. Le prime due stagioni le sono piaciute, dice la nipote Beatrice, figlia di Andrea. Solo l' episodio in cui Filippo ha un feroce alterco con Carlo in aereo, al ritorno dalla scuola di Gordonstoun, l' avrebbe fortemente irritata. Quello scontro tra padre e figlio non avvenne mai. Filippo non commenta. Una volta, quando un vicino di tavola gli ha chiesto se vedeva The Crown, ha risposto: «Ma non sia ridicolo». Nella nuova serie, che copre gli anni dal 1964 al 1977, non mancheranno episodi controversi. I giornali inglesi anticipano che avremo tutti molta simpatia per Carlo e ci sentiremo dispiaciuti per lui. Sarà insignito da sua madre del titolo di Principe del Galles nel castello di Caernarfon, conoscerà Camilla e, solo all' ultima puntata, incontrerà anche Diana. Il biografo reale Christopher Wilson ha già criticato l' autore della serie, Peter Morgan, perché si è immaginato un complotto tra la Regina Madre e Lord Louis Mountbatten, entrambi interessati a porre termine alla storia tra Carlo e Camilla. Se ne discuterà molto. Forse un complotto vero e proprio non ci fu, ma è certo che Mountbatten voleva che Carlo sposasse sua nipote Amanda Knatchbull e la Regina Madre voleva invece che prendesse in moglie una delle sorelle Spencer, nipoti della sua più cara amica, la baronessa Fermoy. Per allontanarlo da Camilla, Mountbatten mandò Carlo in una lunga missione navale nei Caraibi; lei, lasciata sola, sposò Andrew Parker Bowles; Carlo si propose poi ad Amanda che rifiutò; il principe cominciò una relazione con Sarah Spencer, cui la sorella Diana lo rubò. Vedremo Carlo ai Caraibi piangere nella cabina dell' incrociatore davanti alle foto di Camilla, come in effetti avvenne. Ce ne sarà anche per la principessa Margaret e la spensierata vita con Antony Armstrong Jones, fino ai tradimenti e alla separazione. Dicono anche che si parlerà di una infedeltà del marito della Regina, una buona ragione per Filippo per continuare a non guardare The Crown, ma chissà che ne dirà Elisabetta. Per lei, quelli fra il 1964 e il 1977 sono stati anni molto impegnativi, quasi tutti caratterizzati dalla presenza a Downing Street di Harold Wilson, il premier laburista che aveva molto in simpatia, uno dei pochi premier a essere invitato a fermarsi per il tè dopo gli incontri del martedì. Furono anche gli anni dello sbarco sulla Luna, della chiusura delle miniere nel Galles e del disastro di Aberfan, in cui la frana di una montagna di detriti causò la morte di 116 bambini e 28 adulti in una scuola: fu l' unica volta in cui si è vista Elisabetta piangere in pubblico. Il Guardian ha calcolato che la produzione di The Crown costa annualmente più dell' appannaggio che la Regina riceve dallo Stato. Una fiction più costosa della realtà deve pur valere qualcosa, ma molti dubitano che a Elisabetta le prime due serie siano piaciute davvero, come sostiene Beatrice di York. C' è un indizio che ci aiuta a capirlo: Helen Mirren, che interpretò The Queen, è stata nominata Dama e regolarmente invitata a Palazzo. Claire Foy è ancora lì che aspetta.

Gianmaria Tammaro per “la Stampa” il 6 novembre 2019. In The Crown ogni cosa è curata nei minimi dettagli. Le acconciature, i vestiti, le facciate dei palazzi, i drappeggi e i quadri. La scrittura di Peter Morgan, già sceneggiatore di The Queen, non lascia niente al caso, e sta attenta nel dare il giusto spazio non solo agli attori, ma pure a quello che li circonda, alla campagna inglese, a Londra, ai cieli grigi del Regno Unito. Con la terza stagione, disponibile su Netflix dal 17 novembre, si cambia. La Regina Elisabetta ha un nuovo volto, e al posto di Claire Foy, bravissima nelle prime puntate, c' è Olivia Colman, premio Oscar per The Favourite. I primi minuti del primo episodio giocano sulle differenze, sul fatto che la Regina non sia più la stessa («sono invecchiata», dice lei, in un soffio); e prima che la Colman ci venga mostrata, pronta per essere scattata, mento alto e fiero, occhi ben aperti, la telecamera indugia, ci porta in giro e ci fa vedere altro. Poi finalmente ci siamo, e la vediamo: è lei e non è lei. Non basta una sola inquadratura per riconoscere la nuova Elisabetta. Ci vuole un po': serve sentirla parlare e calcare consonanti e vocali; serve vederla circondata dalla famiglia reale e dai suoi consiglieri, per scorgere un primissimo, potente sprazzo di regalità. The Crown è una delle produzioni più importanti per Netflix e anche una delle più costose. Per ogni stagione, ci sono voluti circa 50 milioni di sterline: sei volte, ha scritto il Guardian, il budget medio di una serie della BBC. Per la piattaforma streaming, The Crown è la sintesi perfetta tra autorialità, quindi un' idea precisa di scrittura e di regia, una messa in scena solenne e chirurgica, e commercialità. Perché The Crown piace, viene vista e se ne parla; e soprattutto vince premi e riconoscimenti. Insieme a Olivia Colman, nel cast della terza stagione ci sono anche Tobias Menzies, che interpreta il principe Filippo, Helena Bonham Carter, che interpreta la principessa Margaret, e Jason Watkins, che interpreta il primo ministro Wilson. Ma c' è spazio anche per il principe Carlo, interpretato da Josh O' Connor, e per la sua storia d' amore con Camilla, interpretata da Emerald Fennell. La trama si concentra su un periodo particolare: dal 1964 al 1977. Vanno in scena alcuni dei momenti più importanti per la Corona inglese e il Regno Unito. E in molti, ha detto la Colman, «abbiamo dovuto prenderci un po' di libertà, perché non potevamo sapere come, effettivamente, la famiglia reale li avesse affrontati». C'è intimità, c'è il dramma; c' è la paura di Elisabetta di apparire troppo umana - come, poi, risuccederà con la morte di Diana - e, allo stesso tempo, di apparire troppo fredda. C' è Filippo che non riesce a trovare il giusto equilibrio, e che si sente schiacciato dal ruolo della moglie. C' è Carlo che vuole essere più libero, più sincero, di quanto sia mai stata sua madre. E poi c' è Margaret, c' è il suo matrimonio, e c' è la sua esuberanza, e la rivalità con la sorella. La Colman ha il difficilissimo compito di creare un personaggio partendo da una persona reale, e di darle una credibilità e una forza di cui si sa poco, se non quello che viene detto e rivelato al pubblico. Da quella prima scena nella prima puntata, la Colman riesce velocemente a trovare la sua dimensione. Si trasforma sotto gli occhi dello spettatore. E nel giro di pochi episodi, viene quasi il dubbio che un' altra attrice, prima di lei, abbia interpretato lo stesso ruolo. Non sfigura davanti all' incredibile prova di Claire Foy nelle prime due stagioni. Anzi, riesce ad aggiungere qualcosa, a mostrare una Regina madre, donna, e cittadina del suo paese. Ora Elisabetta è cresciuta, sono passati venticinque anni dalla sua incoronazione, e deve preparare i suoi figli a quello che li aspetta. Loro sono la Corona, il potere che permette al Regno Unito di sopravvivere e, occasionalmente, di prosperare. Sono il porto sicuro nella tempesta, e sono il faro nella notte: non possono sbagliare; non possono dare scandalo; non sono delle celebrità che danno delle feste. The Crown è uno dei veri, grandi capolavori del piccolo schermo contemporaneo: una serie che ha trovato la sua voce, e che riesce a migliorarsi e a superarsi ogni volta; e con questa stagione, fa anche qualcosa di più: mostra, più e meglio di prima, l' atmosfera familiare che si respira nel salotto di Buckingham Palace, la fragilità dei regnanti, e le sfide interiori che deve affrontare Elisabetta II.

La foto della regina Elisabetta che nessuno doveva vedere. Alcuni anni fa la regina Elisabetta si fece fare una foto che infrangeva le severe regole del protocollo e quello scatto è rimasto segreto finché la stylist Angela Kelly non ha ottenuto il permesso regale di pubblicarlo nel suo ultimo libro. Francesca Rossi, Giovedì 07/11/2019, su Il Giornale. Il nuovo libro di Angela Kelly sta dando parecchio lavoro ai giornali internazionali. La stylist e confidente della regina Elisabetta è riuscita dove molti altri hanno fallito: la sovrana le ha concesso il permesso di raccontare la sua quotidianità in un libro, seguendo il fil rouge (ma sarebbe meglio dire color pastello) dei suoi abiti e del suo stile inconfondibile. Nessun membro dello staff di Buckingham Palace aveva mai potuto violare la “cortina regale” in questo modo. Tutti quelli che lavorano a Palazzo devono firmare un contratto di riservatezza e rispettarlo con rigore, pena il licenziamento. La regola, però, non vale più per Angela Kelly, che in oltre di vent’anni di lavoro accanto alla regina Elisabetta si è conquistata i ruoli di amica e consigliera. Nel suo nuovo libro “The Other Side of the Coin. The Queen, the Dresser and the Wardrobe” la Kelly ha svelato molti aneddoti interessanti sul carattere della regina Elisabetta. L’ultimo riportato dal magazine Amica riguarda una foto censurata di Sua Maestà. Questa fotografia si trova nel libro della stylist, ma è stata pubblicata in esclusiva anche dal magazine Hello e, successivamente, sul profilo Instagram del fotografo che la scattò, Barry Jeffery. In questa immagine possiamo vedere per la prima volta la regina Elisabetta con le mani in tasca. Una posa inedita, diversa da quelle a cui siamo abituati, che rappresenta una vera e propria infrazione al protocollo di corte. Può sembrare un fatto bizzarro ma alla sovrana, come al resto della royal family, sarebbe vietato farsi fotografare in questo modo. In realtà la questione non è tanto strana se pensiamo che, per esempio, i Windsor non possono nemmeno sedersi accavallando le gambe (o le tengono parallele, oppure incrociano le caviglie). Questo è il protocollo. Alcuni atteggiamenti non sono reputati appropriati per un esponente del casato regnante. Tuttavia fu proprio la regina Elisabetta a farsi fotografare con le mani in tasca. Angela Kelly racconta che Sua Maestà desiderava da tanto farsi ritrarre in una posa anticonvenzionale. Forse, per una volta, voleva dimenticarsi le regole che hanno modellato tutta la sua vita. Il fotografo Barry Jeffery, che era stato chiamato a Palazzo per eseguire delle foto ufficiali, provò a chiedere se la regina Elisabetta volesse ancora realizzare quel piccolo sogno. La risposta fu affermativa. Angela Kelly rivela: “Sua Maestà si è messa di fronte alla macchina fotografica e si è messa in posa. Ha cominciato a mettersi le mani in tasca o sui fianchi, come una modella professionista”. Lo scatto non è datato e la stylist non sa spiegare il motivo per cui sia rimasto inedito per così tanto tempo. È possibile che sia stato giudicato inadeguato e incoerente con la formalità della monarchia britannica. La regina Elisabetta, però, si è presa la sua piccola “rivincita”, concedendo finalmente ad Angela Kelly di rendere pubblico quel raro istante in cui il suo animo spensierato era libero dal peso della corona e del mantello d’ermellino.

 Roberta Mercuri per vanityfair.it il 15 novembre 2019. Elisabetta II ha tradito davvero il principe Filippo? A lanciare il sospetto è il quinto episodio della terza stagione di The Crown 3, disponibile su su Netflix da domenica 17 novembre. Nella puntata incriminata si lascia infatti intendere che la regina abbia avuto una relazione con segreta con l’amministratore delle sue scuderie: Lord Porchester, o «Porchie» come lo chiamava affettuosamente lei. Henry Herbert alias Porchie, settimo conte di Carnarvon, era stato un amico d’infanzia di Elisabetta. I due condividevano la stessa passione per i cavalli e Lord Porchester era spesso accanto alla sovrana nelle scuderie o alle corse (vedi gallery in alto). Elisabetta II è stata anche la madrina dei figli dell’aristocratico e gli è rimasta vicina fino alla sua morte, avvenuta nel 2001. Ma niente ha mai fatto supporre che i due fossero più che buoni amici. The Crown racconta un’altra storia. Nella quinta puntata la regina, interpretata da Olivia Colman, si allontana per un mese dall’Inghilterra, assieme a Lord Porchester, per visitare allevamenti di cavalli da corsa in Francia e negli Stati Uniti. I due girano per fattorie, condividono pranzi, si scambiano sandwich. «I giorni più belli della mia vita», gli dice a un certo punto Elisabetta. Al rientro a Buckingham Palace, il principe Filippo si mostra geloso e fa insinuazioni circa l’intimità della moglie con “Porchie”: «Ora che lo hai nominato direttore sportivo lo vedremo spesso da queste parti, buon per te…». «Se hai qualcosa da dire, dilla, altrimenti sono occupata», risponde perentoria la sovrana. Lasciando gli spettatori con il sospetto: è stata davvero infedele al marito? La puntata incriminata, nel regno Unito, è diventata un caso. A cui il Times ha dedicato una pagina intera raccogliendo lo sdegno di Dickie Arbiter, ex addetto stampa di Sua Maestà: «Si tratta di scene ridicole, disgustose e totalmente infondate. La regina è l’ultima persona al mondo che avrebbe guardato un uomo che non fosse suo marito, figuriamoci averci una tresca. Questo pettegolezzo, tra l’altro, va avanti da decenni senza alcuna prova e il Conte nel frattempo è deceduto e non può nemmeno difendersi». Anche un figlio di Lord Porchester è intervenuto sulla piega presa dallo storia così come è raccontata nella serie. Negando che tra suo padre e la monarca vi sia mai stato del tenero, e insistendo sul comune amore per i cavalli. A tentare di placare gli animi ci ha pensato lo sceneggiatore Peter Morgan, che pur ribadendo «il fondo di verità» della sua narrazione ha precisato al New York Times: «Si tratta di pura fiction. Nessuno conosce le conversazioni tra i membri della famiglia reale, eppure le immaginiamo e le mettiamo in scena, sensazionalizzando a volte le vicende per l’audience, com’è normale che sia. Il nostro non è un documentario, ma una serie televisiva». Da Palazzo, come sempre, tutto tace. Ma secondo una fonte dell’Express Elisabetta II sarebbe furiosa: «La Regina si rende conto che molti spettatori credono che la fiction sia un ritratto accurato della famiglia reale. La cosa non le aggrada, ma non può far nulla per bloccare la serie».

Dai Beatles a Downton Abbey. Londra ci appartiene ancora. Pubblicato venerdì, 13 dicembre 2019 su Corriere.it da Aldo Cazzullo, inviato a Londra e Luigi Ippolito, corrispondente da Londra. Sul piano giuridico e politico, s’intende. Un Paese che dà o rifiuta visti, passaporti, permessi di soggiorno. Ma un Paese da cui non potremo e non vorremo mai prescindere per la cultura, quella astratta e quella materiale. La Gran Bretagna è il software dell’Occidente, e pure dell’Oriente. È la terra dove si compongono le musiche, si inventano i mondi, si creano i personaggi, si pensano le serie, nascono i talenti che cambiano il nostro modo di pensare e di sentire. È sempre stato e sempre sarà così, anche se i loro governanti ci tratteranno da estranei. La generazione degli Anni 60 ha avuto, com’è ovvio, la swinging London e la minigonna, i Beatles e i Rolling Stones, la regina che da tempo era già la stessa ed Elton John che non aveva ancora i capelli. Ma anche la Londra laburista — quando c’era Tony Blair — ha lasciato ricordi formidabili. Subito morì lady Diana. Il diabolico Alastair Campbell inventò per il premier la definizione «princess of the people», il suddetto Elton scrisse prontamente una canzone e la principessa tradita e traditrice divenne un mito. Come il Manchester United del laburista Alex Ferguson e di Beckham, che sposava la più bella delle Spice Girls. Le canzoni di Robbie Williams e i romanzi di Ian McEwan. Gli emiri arabi e gli oligarchi russi, Abramovic contro Berezovskj, spie e omicidi con il veleno. La morbidezza di Kate Winslet e la magrezza di Keira Knightley. Il ciuffo di Hugh Grant e il London Eye, che ispirava l’ennesimo capitolo della saga di James Bond. E la fiaba globale di Harry Potter, ultima invenzione di una letteratura fantastica che da secoli continua a «riempire il cielo inglese di miraggi». Tutti i miti letterari britannici in questi anni sono diventati film di successo internazionale: Narnia, Alice nel paese delle meraviglie, Jack the Ripper, Sherlock Holmes, Gulliver, Frankenstein, i romanzi delle sorelle Bronte e ovviamente Shakespeare (lo splendido Shakespeare in Love di John Madden vinse sette Oscar nel 1999, bellissimo anche Anonymous in cui il Bardo era in realtà il conte di Oxford); mentre prima l’americano Kevin Costner, poi il neozelandese Russell Crowe diventavano Robin Hood. Nel frattempo si portavano al cinema le regine, dalle due Elisabetta a Vittoria, e gli scienziati: Stephen Hawking de La teoria del tutto e Alan Turing, il genio che decifrò il codice dei nazisti ma fu perseguitato in quanto omosessuale. Damien Hirst metteva in formalina gli squali e lanciava la Tate Modern, Lewis Hamilton vinceva il Mondiale di Formula1 a 23 anni, Amy Winehouse pareva la voce di Dio, Alexander McQueen provocatore dell’alta moda inventava le scarpe armadillo indossate da Lady Gaga. Se tu non andavi a Londra, Londra veniva da te. Poi qualcosa si è rotto. La grande crisi del 2008 ha colpito duro la capitale della finanza europea. I laburisti hanno perso le elezioni del 2010 e non si sono più ripresi. L’Olimpiade 2012 fu un successo; ma la Brexit ha fatto perdere tre anni e mezzo sia al Regno Unito sia all’Europa. Amy Winehouse se l’è portata via la droga, McQueen si è suicidato, e James Bond ha assunto le fattezze rudi di Daniel Craig, che ai tempi di Sean Connery avrebbe fatto il cattivo della Spectre. Eppure la metropoli multietnica continua ad avere grande capacità di attrazione e di creazione di miti, neppure paragonabile a quella dei Paesi dell’Unione, comprese Francia e Germania. La serie di culto Downtown Abbey è approdata al cinema, Adele non sbaglia una canzone, Banksy è di qui, il Guardian ha il sito più visitato d’Europa, il Liverpool è tornato a vincere la Champions. Londra, anche se non ci vuole più, ci appartiene. E non si libererà mai di noi.

Elisabetta I d’Inghilterra traduttrice dal latino dello storico romano Tacito. Pubblicato lunedì, 09 dicembre 2019 da Corriere.it. La regina Elisabetta I d’Inghilterra (1533-1603), nota per aver imposto il dominio della Chiesa anglicana nel Paese e per aver costruito le basi della sua potenza marittima, pare avesse anche una passione per la storia antica, tanto da aver tradotto in inglese dal latino il grande autore romano Tacito, in particolare il primo libro del suo capolavoro , gli Annales, che ricostruiscono le vicende dell’Impero dopo la morte di Ottaviano Augusto, avvenuta nel 14 dopo Cristo. La scoperta si deve al professor John-Mark Philo, docente di Studi inglesi all’Università dell’East Anglia, che ha esaminato con attenzione un manoscritto del XVI secolo, conservato nella biblioteca del Lambeth Palace a Londra, attribuito finora a un segretario di corte. A suo avviso la grafia con cui è stato redatto il testo presenta le caratteristiche specifiche del modo in cui scriveva Elisabetta I in età avanzata. Va ricordato tra l’altro che Tacito, vissuto a cavallo tra il I e il II secolo dopo Cristo, è un autore nient’affatto facile da tradurre nelle lingue moderne, per la densità della sua prosa e l’uso di espressioni sintetiche ricche di significato. Tra le sue caratteristiche anche l’atteggiamento critico verso alcuni imperatori, specie Tiberio e Nerone, dipinti come crudeli tiranni. Elisabetta I, figlia del re Enrico VIII e della sua seconda moglie Anna Bolena, regnò dal 1558 al 1603 e guidò con successo l’Inghilterra nella lotta contro la Spagna, che all’epoca era la maggiore potenza europea per via delle sue ricche colonie americane.

Beatrice Manca per ilfattoquotidiano.it il 15 dicembre 2019. Per i regali di Natale, le persone si dividono in due categorie: chi si riduce all’ultimo secondo e chi organizza tutto con largo anticipo. E poi c’è la regina Elisabetta, che ha già comprato i 620 regali per la famiglia e per i collaboratori stretti, ha già spedito 750 cartoline d’auguri e ha mandato ai delegati del Commonwealth 1500 confezioni di pudding natalizio, il celebre dolce inglese. Tutto con l’efficienza e la parsimonia che la contraddistingue: per le centinaia di regali ha speso, secondo la stampa inglese, 30mila sterline, cioè 48 sterline a regalo, circa 56 euro. A fare i conti in tasca a sua Maestà ci ha pensato il Sun, che cita un membro anziano dello staff di palazzo. Due settimane prima di Natale, dice, tutte le persone che lavorano a palazzo – valletti, cameriere, stallieri, autisti – si recano nelle stanze della regina, si mettono ordinatamente in fila e ricevono un regalino incartato proprio dalle mani di sua maestà in persona. Lei si fa suggerire i nomi man mano e ringrazia personalmente il personale dicendo «Grazie per l’aiuto che ci hai dato durante l’anno» e ovviamente «Buon Natale». Chi è impegnato nelle altre residenze o non riesce a essere presente riceverà il pacchetto a casa con un biglietto. Poi, insieme al principe Filippo, Elisabetta spedisce 750 biglietti d’auguri ai rappresentanti del Commonwealth, a personalità inglesi di primo piano e ad altri capi di Stato: la cartolina include una foto di famiglia e le loro firme. Elisabetta una volta selezionava personalmente i regali: negozi ben selezionati, come Harrods e Fortnums, inviavano la merce a Buckingham Palace in modo che la sovrana potesse sceglierli comodamente seduta sul divano. Ma oggi, complice la stanchezza e i troppi impegni, preferisce affidarsi a due collaboratrici fidate che selezionano i regali online, esattamente come qualunque suddito troppo impegnato per fare shopping. I membri della famiglia reale si scambiano i doni nella residenza di Sandringham, dove passano il periodo delle festività: i pacchetti vengono aperti all’ora del tè e si fa a gara a chi trova l’idea più buffa. La leggenda narra che un anno il principe Harry abbia regalato alla nonna una cuffia da doccia con la frase ‘Ain’t life a bitch’ stampata sopra. Meglio di una corona.

Il discorso di Natale della Regina senza foto di Harry e Meghan. Ma baby Archie si prende la rivincita. Sulla scrivania mancano le fotografie dei duchi di Sussex che però si fanno vedere sui social con una cartolina di Natale irresistibile. La Repubblica il 24 Dicembre 2019. Dopo un anno "accidentato", considerati gli scandali che hanno scosso la Famiglia Reale e il percorso tormentato della Brexit, la regina Elisabetta II intende invitare i britannici, nel suo tradizionale discorso di Natale, a superare le divisioni. Alcuni passi del suo discorso sono stati anticipati dalla stampa britannica: "Piccoli passi nella fede e nella speranza possono superare le vecchie differenze e le profonde divisioni per portare armonia e comprensione. Certo, la strada non è sempre facile e a volte quest'anno è sembrata abbastanza accidentata, ma piccoli passi possono fare una grande differenza", dirà la monarca 93enne. Ma non solo. E' stata diffusa anche un'immagine della sovrana durante la registrazione del discorso e di nuovo i royal watcher non hanno perso occasione per analizzare le scelte di Elisabetta. Sulla scrivania sono disposte le fotografie incorniciate di alcuni componenti della famiglia reale a partire da Carlo e Camilla, in prima fila, in secondo piano la fotografia del principe Filippo, ancora ricoverato in ospedale a Londra, la cartolina di Natale di William e Kate e l'immagine del padre, Giorgio VI. Mancano i duchi di Sussex e, naturalmente, Andrea. Harry e Meghan, che i tabloid vogliono in Canada dove dovrebbero trascorrere sei settimane ed essere raggiunti da Doria Ragland (madre della duchessa), hanno pubblicato la loro cartolina di Natale e di felice anno nuovo attraverso l'account ufficiale del Queen's Commonwealth Trust, organo del quale sono rispettivamente presidente e vice presidente. Intanto continua la degenza in ospedale del principe Filippo, ricoverato venerdì scorso per misura precauzionale a causa di una "condizione pre-esistente". Come riferisce il Telegraph,il figlio Carlo, interpellato in merito durante una visita nel South Yorkshire flagellato dalle piogge, si è limitato a dire che il padre "è curato molto bene in ospedale. Al momento è tutto ciò che sappiamo". Per poi continuare, "va bene, quando arrivi a quest'età le cose non funzionano così bene". Le condizioni del consorte 98enne non hanno modificato i programmi natalizi della regina Elisabetta II che venerdì ha lasciato Buckingham Palace per Norfolk in treno: passerà le vacanze come di consueto a Sandringham dove Filippo passa la maggior parte del suo tempo da quando si è ritirato dalla vita pubblica.

Da "d.repubblica.it" il 24 dicembre 2019. Dopo un anno "accidentato", considerati gli scandali che hanno scosso la Famiglia Reale e il percorso tormentato della Brexit, la regina Elisabetta II intende invitare i britannici, nel suo tradizionale discorso di Natale, a superare le divisioni. Alcuni passi del suo discorso sono stati anticipati dalla stampa britannica: "Piccoli passi nella fede e nella speranza possono superare le vecchie differenze e le profonde divisioni per portare armonia e comprensione. Certo, la strada non è sempre facile e a volte quest'anno è sembrata abbastanza accidentata, ma piccoli passi possono fare una grande differenza", dirà la monarca 93enne. Ma non solo. E' stata diffusa anche un'immagine della sovrana durante la registrazione del discorso e di nuovo i royal watcher non hanno perso occasione per analizzare le scelte di Elisabetta. Sulla scrivania sono disposte le fotografie incorniciate di alcuni componenti della famiglia reale a partire da Carlo e Camilla, in prima fila, in secondo piano la fotografia del principe Filippo, appena dimesso dopo quattro notti in ospedale, la cartolina di Natale di William e Kate e l'immagine del padre, Giorgio VI. Mancano i duchi di Sussex e, naturalmente, Andrea. Harry e Meghan, che i tabloid vogliono in Canada dove dovrebbero trascorrere sei settimane ed essere raggiunti da Doria Ragland (madre della duchessa), hanno pubblicato la loro cartolina di Natale e di felice anno nuovo attraverso l'account ufficiale del Queen's Commonwealth Trust, organo del quale sono rispettivamente presidente e vice presidente. Intanto è stato appena dimesso il principe Filippo, ricoverato venerdì scorso per misura precauzionale a causa di una "condizione pre-esistente". Le condizioni del consorte 98enne non avevano modificato i programmi natalizi della regina Elisabetta II che venerdì ha lasciato Buckingham Palace per Norfolk in treno: passerà le vacanze come di consueto a Sandringham dove Filippo passa la maggior parte del suo tempo da quando si è ritirato dalla vita pubblica.

"Mia nonna è riuscita a fare la differenza". Il toccante omaggio del Principe William alla Regina Elisabetta. Il Principe William è molto legato a sua nonna Elisabetta e, in un programma tv in cui è stato l'ospite d'onore, ha elogiato la sovrana in un toccante messaggio a cui ha assistito anche Kate Middleton. Carlo Lanna, Martedì 03/12/2019, su Il Giornale. I figli di Carlo e Lady D. sono fortemente legati a nonna Elisabetta. Sia il Principe William che Harry, più volte nel corso del tempo, hanno rivelato quanto possono essere importanti i consigli e l’affetto incondizionato della sovrana. Ed anche se i nipoti hanno agito secondo una logica sbagliata, Elisabetta li ha sempre accolti a braccia aperte, perdonando anche il più futile errore. E dopo tutti gli scandali e le malelingue che si sono abbattute sulla vita della royal family, come lo scandalo del Principe Andrea, è giusto ricordare quanto è importante per il popolo inglese avere una regina come Elisabetta. Ed è proprio il Principe William che decide di rendere omaggio alla sovrana con un toccante discorso trasmesso in diretta tv. L’erede al trono, insieme a sua moglie Kate Middleton, di recente è stato uno degli ospiti d’onore di un notissimo programma culinario (di cui sono anche dei fan sfegatati) e, in quel contesto, il principe ha dedicato alla sovrana un omaggio molto toccante. "Ho una grande ammirazione per lei – esordisce -. Ho imparato tutto: come relazionarmi con il pubblico, come comportarmi durante gli incontri ufficiali e anche a cucinare". William infatti è un vero esempio di regalità. L’unico che insieme a Kate rispetta il rigore e le regole di Corte, mostrandosi per una persona integerrima e carismatica. "Lei è diventata una regina in tenera età. Sedersi sul trono inglese a 25 anni non deve essere stato facile per una donna– continua -. Ha seguito il popolo inglese in un periodo complesso e difficile, soprattutto è diventata una sovrana in un mondo che era terribilmente maschilista. Fare la differenza è stato molto difficile. Alla fine però ci è riuscita a distinguersi, e lo fatto in un modo straordinario – e aggiunge – Lei e mio nonno rappresentano come prestare un servizio pubblico". E durante lo show, tra una ricetta e un’altra, al fianco della conduttrice, si sono toccati anche diversi argomenti della vita di Corte del Principe William e di sua moglie Kate. Come gli impegni filantropici dei duchi. "Personalmente mi piace aiutare le persone in difficoltà. Trovo che si possa imparare molto nel dedicare un po’ di tempo agli altri". Un i’dea condivisa anche dalla Middleton, dato che insieme, molto spesso si dedicano ad attività umanitarie per aiutare i più deboli. Proprio di recente, la Duchessa di Cambridge è diventa un’infermiera nel reparto di maternità del Kensington Hospital. "Sono cresciuto con due genitori molto caritatevoli. Siamo fortunati e in quanto reali dobbiamo restituire la nostra fortuna".

Regina Elisabetta: alla sua morte sarà allarme come in guerra. Antonella Ferrari il 03/12/2019 su Notizie.it. Un piano articolato e studiato nei minimi dettagli scatterà nel momento della morte della Regina Elisabetta. Direttamente da Buckingham Palace arrivano notizie relativamente a quanto accadrà nel momento della morte della Regina Elisabetta. A Corte è stato messo a punto nei minimi dettagli un piano per la comunicazione della notizia a tutti i sudditi: a Londra accadranno una serie di episodi concatenati che avranno lo scopo di far arrivare l’avviso della morte alla maggior parte dei sudditi possibile, persino a coloro che saranno in volo in aereo.

Regina Elisabetta: il piano per la morte. Quando la reggente inglese passerà a miglior vita, il primo a dare la notizia sarà un domestico di Buckingham Palace, che vestito a lutto, uscirà da palazzo e affiggerà all’esterno un avviso che comunica la morte della sovrana. Il sito web di Buckingham Palace cambierà colore e tutti i contenuti saranno eliminati temporaneamente per dare spazio all’annuncio funebre. Verrà quindi attivato un allarme radio, molto simile a quello che passa in periodo di guerra, mentre la BBC sospenderà tutta la programmazione per approfondire la notizia. I piloti sugli aerei, inoltre, avranno il compito di comunicare la notizia a personale di bordo e passeggeri.

La canzone-allarme. Stando ad un’indiscrezione rilasciata dal produttore BBC Chris Price, qualora gli inglesi dovessero ascoltare la canzone “Haunted Dancehall (Nursey Remix)” di Sabres of Paradise è bene che inizino a preoccuparsi. Il brano sarebbe infatti il segnale d’allarme che qualcosa di terribile è appena successo.

DAGONEWS il 3 dicembre 2019. Mai tredici a tavola. È il volere di sua maestà la regina Elisabetta che, a 93 anni, si assicura che quando fa degli inviti a Buckingham Palace i commensali non siano mai 13. Non perché lei sia superstiziosa, assicurano le persone che lavorano con lei da anni, ma per evitare che altri commensali che invece credono nelle superstizioni possano sentirsi a disagio. Ma se il 13 per la Regina non è associato alla sfortuna, la sovrana crede nei fantasmi e ha una serie di portafortuna sempre con sé nella sua borsetta. E se in molti pensano che il vantaggio di essere Regina sia quello che c’è qualcuno che pensa a preparare il cibo appositamente per te, sua maestà preferisce non avere un piatto specifico che le venga servito a tavola. In sostanza se qualcuno volesse avvelenare la sovrana dovrebbe assicurarsi di far fuori tutti i commensali. D’altra parte è la regina stessa a supervisionare sul cibo servito a Palazzo ed è lei in persona che sceglie i piatti che saranno preparati dagli chef. Darren McGrady, che ha lavorato per la famiglia reale per 15 anni come chef della Regina, ha spiegato a Sua Maestà che viene presentato un elenco di pietanze che vorrebbero servirle a tavola: «Lei sceglie cosa non vuole e ci indica cosa gradisce». Ma c’è anche qualcosa che è completamente bandito da Buckingham Palace: niente aglio e le cipolle sono tollerate, ma solo in piccole dosi.

La regina Elisabetta cerca un organizzatore di viaggi reali. Buckingham Palace ha pubblicato un annuncio di lavoro su LinkedIn per aspiranti organizzatori di viaggi reali e la paga è molto interessante. Francesca Rossi, Martedì 03/12/2019, su Il Giornale. La regina Elisabetta cerca un direttore di royal travel, cioè una persona che organizzi i viaggi della royal family, come rivela il magazine Grazia. Sull’annuncio pubblicato nel sito LinkedIn è scritto chiaramente che il prescelto dovrà fare attenzione a scegliere sempre voli “economici”” ed “efficienti”. Ai tabloid non è sfuggito il fatto che l’offerta di lavoro sia arrivata a pochi mesi dalla polemica che ha investito il principe Harry e Meghan Markle, accusati di spendere belle parole in favore dell’ambiente senza far seguire un esempio concreto e coerente. I duchi di Sussex sono stati criticati per aver utilizzato 4 voli privati durante la scorsa estate contribuendo, secondo i detrattori, all’inquinamento globale con le emissioni di carbonio. Inoltre il fatto che i jet li abbiano portati a Nizza e a Ibiza per le vacanze ha inasprito ancora di più il tono delle polemiche. Il principe Harry si è difeso spiegando di aver optato per i aerei privati in modo da garantire la sicurezza della sua famiglia, aggiungendo di trascorrere il 99% del suo tempo su voli commerciali. Tuttavia la questione non si è mai “sgonfiata” del tutto. Ora la regina Elisabetta vorrebbe tentare di invertire la rotta, proponendo l’immagine di una royal family più attenta ai problemi ambientali. Per questo scopo persino i dettagli di un annuncio di lavoro e la scelta delle parole giuste per presentarlo sono fondamentali, soprattutto se si tratta di un incarico da royal travel. L’aspirante organizzatore di viaggi reali avrà il suo “quartier generale” a Londra, ma naturalmente sono previsti anche spostamenti all’estero. È necessario essere sempre reperibile e il contratto prevede 37.5 ore settimanali di lavoro. Stando alla proposta di lavoro apparsa su LinkedIn il candidato dovrà “guidare una piccola squadra nell’ufficio del Royal Travel e The Queen’s Helicopter Flight”. L’annuncio prosegue spiegando che sarà richiesto un “supporto logistico alla famiglia reale, compreso il sostegno nelle attività di corte, alle visite di Stato e alla fornitura del servizio di viaggio del personale impiegato a palazzo”. Lo stipendio non è affatto male. Si tratta di 85mila sterline all’anno (100mila euro circa) e le candidature sono aperte fino al 20 dicembre. Il lavoro è di certo ambito, ma richiede anche una notevole responsabilità. I viaggi della royal family devono essere programmati secondo precise norme di sicurezza che mai come in questo momento è importantissimo seguire alla lettera. I royal tour sono organizzati secondo un equilibrio che deve tener conto tanto dell’incolumità dei reali, quanto del significato, dello scopo del viaggio e di ogni sua singola tappa. Il prescelto non dovrà solo sovrintendere a dei semplici spostamenti, ma organizzare con coerenza dei veri e propri eventi pubblici che rimarranno impressi nella storia dei Windsor e verranno ripresi dai giornali di tutto il mondo.

"Il pensiero è rivolto alle famiglie delle vittime". La Regina Elisabetta parla dopo gli attacchi di Londra. Dopo l'attentato che ha stravolto il centro di Londra, la Regina Elisabetta esprime in un post sui social tutto il dolore e la vicinanza al popolo inglese. Carlo Lanna, Domenica 01/12/2019, su Il Giornale. L’assalto di un lupo solitario al cuore di Londra, avvenuto qualche giorno fa nei pressi del London Bridge, ha fatto piombare (di nuovo) tutto il Regno Unito nella paura del terrorismo. Sotto colpi di Usman Khan sono morte due persone e altre tre ne sono restate gravemente ferite. Il killer è stato braccato dalle unità e poi è stato freddato da diversi colpi di arma da fuoco. L’evento ha scosso nel profondo la società inglese, già segnata da diversi dissidi politici. Per fortuna la Regina Elisabetta resta un faro di speranza per tutti i cittadini, una voce calda e pacata su cui contare e su cui poter far affidamento. La sovrana infatti, dopo un momento di meditato silenzio, dal suo staff ha fatto diramare una nota sul profilo social della Royal Family, come atto di grande umanità per tutta la popolazione. Poche righe appena in cui Elisabetta ha dimostrato la sua vicinanza alle vittime e, soprattutto, spezzando una lancia a favore delle forze dell’ordine che sono intervenuti immediatamente, permettendo così di evitare che la situazione potesse diventare più grave del previsto. "Il principe Filippo ed io siamo molto rattristati per gli attacchi terroristici di London Bridge che hanno sconvolto la città – si legge nella nota pubblicata sui profili social della famiglia reale -. Inviamo i nostri pensieri, le preghiere e la più profonda solidarietà a tutti coloro che hanno perso i cari e che sono stati coinvolti nei terribili atti di violenza". La parte finale del toccante messaggio poi è rivolta alle forze dell’ordine e ai passanti che hanno aiutato nei primi soccorsi, ancor prima che le ambulanze arrivassero sul luogo del misfatto. "Inoltre la nostra più profonda gratitudine va alla polizia, ai servizi di emergenza e alle coraggiose persone che hanno messo a rischio la loro vita per proteggere gli altri". Infatti come hanno riportato le notizie che si sono susseguite in quei brevi ma intensi attimi di terrore, sono stati proprio alcuni passanti coraggiosi che hanno bloccato la furia cieca dell’assalitore, impedendo che la conta delle vittime potesse aumentare considerevolmente. Una lode è arrivata non solo dalla Regina Elisabetta, ma anche dallo stesso premier Boris Jhonson che ha ringraziato le persone che sono state coinvolte in uno “straordinario atto di coraggio per proteggere la vita degli altri”. Per fortuna la paura è rientrata, ma c’è una nuova ferita nel cuore del Regno Unito.

Elisabetta II arriva al castello di Windsor, al riparo dall’epidemia. Pubblicato giovedì, 19 marzo 2020 su Corriere.it da Enrica Roddolo. La regina, classe 1926, si prepara al suo compleanno - il prossimo 21 aprile - più triste degli ultimi decenni. Si ritirerà a Windsor, il castello fuori Londra, è considerato più sicuro in vista dell’emergenza Covid 19 che sta arrivando anche Oltremanica. Arrivata già oggi fuori Londra, ben prima di Pasqua quando è già una tradizione la riunione a Windsor della Firm, vi resterà poi ben oltre le festività. Di più, rinuncerà agli amati Royal garden parties estivi. Una tradizione che scandisce da secoli l’anno a Buckingham palace: in genere sono cinque ogni anno, quattro tenuti nei giardini del palazzo reale a Londra e uno nel giardino del palazzo reale in Scozia. Buckingham palace ha annunciato che molti degli appuntamenti pubblici che coinvolgono normalmente molte persone saranno necessariamente annullati o cancellati nei prossimi mesi. «In consultation with the Medical Household and government, a number of public events with large numbers of people due to have been attended by the queen, and other members of the royal family, in the coming months will be canceled or postponed». Insomma, anche la regina, una stakanovista dei Royal engagement dovrà rinunciare alla sua routine di lavoro. E con lei si asterranno dai Royal duties altri membri della famiglia reale mentre la situazione sanitaria a Londra si fa più preoccupante. Rinviata anche una visita di stato a Londra, quella dell’imperatore e imperatrice del Giappone. A data da definirsi.

Luigi Ippolito per il “Corriere della Sera” il 5 aprile 2020. Sarà un evento eccezionale per tempi eccezionali. Questa sera la regina Elisabetta comparirà sugli schermi della tv britannica per un messaggio alla nazione: una cosa successa prima solo per sconvolgimenti quali la guerra del Golfo o la morte di Diana. Ci si aspetta che la sovrana faccia appello all' unità e alla resistenza dei sudditi, oltre che lodare gli sforzi del venerato servizio sanitario. Ma come sta passando questi giorni in isolamento, nel castello di Windsor, una regina abituata per tutta la vita ad avere attorno uno stuolo di servitori, da chi le apre le tende la mattina a chi le rimbocca le coperte la sera? Elisabetta, che questo mese compirà 94 anni, sta affrontando la situazione con spirito indomito: data l'età, sono state prese tutte le cautele del caso, soprattutto dopo che il principe Carlo è risultato positivo al coronavirus. Ma lei non ha abbandonato la sua routine: e al suo umore giova il fatto che si è ritrovata riunita col consorte Filippo, ormai alle soglie dei 99 anni. La coppia - ha riferito il Daily Mail - anche se abita in aree separate del castello, ha ripreso a pranzare assieme dopo settimane. La regina ha dovuto rinunciare a quasi tutto il suo staff dopo che la giovane attendente incaricata di portare a passeggio i suoi cagnolini ha contratto il virus: di conseguenza tutto il resto del personale di Palazzo che era venuto in contatto con la donna è stato messo in quarantena. A prendersi cura di Elisabetta sono ora i due anziani paggi di Filippo, William Henderson e Stephen Niedojadlo, che lui si è portato dietro dalla residenza di Sandringham: anche se adesso la dog sitter si sta riprendendo e parte dello staff, che non è risultato positivo al virus, potrà presto tornare in servizio. La sovrana ha dovuto modificare alcune abitudini: per esempio, non può più andare nelle stalle di Windsor a dare un' occhiata ai suoi amati cavalli. Ma non se ne sta con le mani in mano: riceve e scrive lettere, legge documenti ufficiali, autorizza messaggi e soprattutto è molto attiva al telefono, tramite cui si tiene in contatto con amici e familiari (e conduce alla cornetta anche le udienze settimanali con Boris Johnson). Un passatempo a cui pare invece abbia rinunciato sono i puzzle, una delle sue passioni: li ritiene troppo frivoli per questi tempi difficili. Filippo, dal canto suo, che è andato in pensione tre anni fa, occupa il tempo leggendo biografie di personaggi famosi. Ma la persona che è rimasta sempre al fianco della regina in questa settimane è Angela Kelly, la donna che la veste ogni giorno e che è diventata la sua confidente: una figura rassicurante in questi giorni di isolamento. Le due amano guardare il cielo notturno assieme: e in queste serate chiare passano il tempo ad ammirare le stelle, grazie anche alla quiete dovuta all' assenza di traffico aereo dal vicino aeroporto di Heathrow. Poi si siedono davanti alla tv per il loro programma preferito, il quiz Countdown su Channel 4. La regina ha avuto dei gesti di considerazione verso chi affronta con lei le difficoltà di questi giorni: e ha aperto la piscina reale di Windsor allo staff e alle loro famiglie, che altrimenti rimarrebbero rinserrate in piccoli appartamenti. Così come ha autorizzato l' uso del parco al personale rimasto dentro Buckingham Palace, dove continuano a lavorare i giardinieri e gli addetti alle telecomunicazioni...La pandemia è una prova anche per la monarchia britannica: ma il messaggio alla nazione di oggi sarà la dimostrazione del rinsaldato legame con i sudditi.

Vittorio Sabadin per “la Stampa” l'11 maggio 2020. La regina Elisabetta esce di scena per un lungo periodo, senza fissare una data per il ritorno. A 94 anni, e dopo 68 di regno, è stata costretta dall' epidemia di Covid a cancellare ogni impegno futuro: la sua agenda, per la prima volta, è vuota. Niente più apparizioni pubbliche, ricevimenti, inaugurazioni, cene di stato. Resterà confinata almeno fino all' autunno nel castello di Windsor, dove si trova dal marzo scorso in compagnia di suo marito il principe Filippo (99 anni il prossimo mese), del suo ultimo corgi, Peggy, e di una delle poche amiche che le sono rimaste, la sarta Angela Kelly. In quell' enorme e millenario castello, i passi dei pochi domestici rimasti rimbombano nei saloni vuoti, malinconica colonna sonora del tramonto della più longeva monarchia nella storia britannica. Anche Buckingham Palace, che persino durante la Seconda Guerra Mondiale continuò ad ospitare il re e la regina, verrà chiuso per tutta l' estate. I 50.000 turisti che lo affollano da luglio a ottobre non contribuiranno quest' anno ai lavori di restauro. La Regina non andrà neppure a trascorrere le vacanze al castello scozzese di Balmoral: il suo isolamento sarà totale. Fonti del palazzo, interrogate dal Sunday Times, che ha dato la notizia del volontario ritiro di Elisabetta, hanno spiegato: «La Regina non farà niente che vada contro le raccomandazioni comunicate alle persone della sua età e intende adottare tutte le precauzioni necessarie. Si discute se potrà riprendere l' attività in ottobre, ma in questo momento nella sua agenda non c' è più nulla». La prima volta dal 1953 Alcuni esperti ritengono che in ottobre potrebbe verificarsi una seconda e più violenta ondata dell' epidemia ed è probabile che le persone a rischio saranno nuovamente invitate a restare in casa. Inutile dunque fissare impegni per l' autunno. Elisabetta non vuole mai mancare ad un appuntamento: migliaia di persone, ha sempre spiegato ai suoi collaboratori, si preparano con settimane di anticipo per vederla, alcuni spendono soldi per abiti nuovi e non bisogna mai deludere le loro aspettative. Meglio dunque cancellare fin da subito l' agenda dei prossimi mesi. Niente Chelsea Flower, l' appuntamento di maggio dedicato ai fiori e ai giardini che Elisabetta non ha mai mancato dal 1953. Annullati anche gli appuntamenti equestri al Royal Ascot e al Royal Windsor Horse Show. Niente cerimonia per i conferimenti dell' Ordine della Giarrettiera. Niente Trooping the Colour, la parata militare con la quale si festeggia a giugno il suo compleanno. Niente visite di stato giapponese e sudafricana. Annullati i quattro garden party per tremila persone previsti a Buckingham Palace e in Scozia. Rinviato a data da destinarsi anche il matrimonio della principessa Beatrice di York con Edoardo Mapelli Mozzi. Annullato ogni incontro, sospesa ogni inaugurazione. Le giornate scandite per decenni da una infinita serie di impegni, più di 500 l' anno, sono improvvisamente vuote: Elisabetta passa il tempo a comporre puzzle e guarda in tv i drammi storici inglesi, segnalando a chi le è vicino gli errori che ci sono. Il consiglio della madre La Regina ripete sempre che lei deve «essere vista per essere creduta» e non le sfuggono certo i rischi che questa lunga assenza comporta. Sua madre Elizabeth le aveva detto, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, che dopo quella tragedia che aveva spazzato via i Savoia, i Borbone e tante altre monarchie, un sovrano avrebbe dovuto conquistarsi ogni giorno il diritto di regnare, perché la storia, le linee di sangue e le fandonie sull' unzione divina non bastavano più. Una monarchia può superare molte crisi (Elisabetta ne ha viste di ogni tipo) ma se un sovrano si isola nel proprio palazzo, allora corre i rischi più gravi. Lo aveva fatto la regina Vittoria, e la gente aveva appeso a Buckingham Palace cartelli con scritto: «Vendesi per assenza del proprietario». Il significato dei cappellini Questa costante preoccupazione spiega le Rolls-Royce modificate con finestrini più grandi, perché tutti possano vedere che la Regina è a bordo; gli abiti dai colori pastello e i cappelli strani, perché siano inconfondibili nella folla; le passeggiate in strada per stringere mani; la fitta agenda di impegni, più di due al giorno, ognuno con il suo abito e le sue cose da dire e da sapere su chi si incontrerà. Ma se il sovrano scompare, i sudditi possono legittimamente domandarsi a che cosa serva una monarchia. Anche per questo Elisabetta ha voluto fare due discorsi alla nazione in un mese, dopo i tre che aveva pronunciato in tutto negli altri 68 anni di regno. È stata molto brava a toccare le corde giuste: l' orgoglio britannico, l' esempio delle generazioni che hanno combattuto altre battaglie: «Mai arrendersi, mai disperare», ha detto, ricordando che lo spirito che ha vinto la guerra può abbattere anche un coronavirus. Ma la Regina non può andare sempre in tv: si può forse governare dalla televisione, e molti lo fanno, ma non regnare. Il principe Carlo è stato contagiato ed è guarito, ma resta anche lui confinato con la moglie Camilla nella residenza di Balmoral. Molte pratiche che svolgeva la Regina ora toccheranno a lui e il ruolo di supplenza al trono che già esercita diventerà ancora più impegnativo. Ma anche Carlo non è più un ragazzino, e i 72 anni che compirà a novembre lo mettono nelle categorie a rischio per un possibile ritorno autunnale della pandemia con un virus mutato. William e Harry E i giovani sui quali la monarchia faceva tanto affidamento? Harry e Meghan nuotano nella piscina della villa da 18 milioni di dollari che occupano a Beverly Hills, William e Kate sono confinati nella residenza di Sandringham e non mettono il naso fuori casa. Una volta, penserà forse la Regina in questi giorni di ozio, negli anni delle guerre e delle pandemie le principesse e le duchesse si arruolavano tra le ausiliare, come aveva fatto lei, o lavoravano con la Croce Rossa per assistere i ricoverati o preparare i pasti. Oggi stanno a casa e si scattano selfie con i bambini. Davvero nessuno poteva andare un attimo in un ospedale a ringraziare i medici e gli infermieri? Nessuno capisce quanto sia importante in questo momento farsi vedere? Non si può stare assenti. Si diceva che Elisabetta avrebbe lasciato al figlio Carlo la reggenza al compimento dei 95 anni, nella primavera del 2021. Se il Covid-19 non scompare in fretta è ora possibile che questa scadenza venga accorciata e che la lunga solitudine della Regina scandisca davvero l' inizio della fine del suo lungo, impareggiabile regno. 

Da "rainews.it" il 9 maggio 2020. Quella dell'8 maggio 1945 fu una giornata davvero particolare per la giovane Elisabetta che è stata anche raccontata, in modo romanzato, nel film Una notte con la Regina che trae però spunto da un fatto realmente accaduto. Re Giorgio VI concesse alle figlie Lilibeth e Margaret il permesso di lasciare Buckingham Palace e unirsi, seppure accompagnate da un folta schiera di persone, ai festeggiamenti dei sudditi per le strade di Londra. La stessa Elisabetta ne parlò in un'intervista alla BBC del 1985. "Avevamo paura di essere riconosciute", raccontò la Regina. "Così mi calcai fin sopra gli occhi il cappello dell'uniforme, ma fui ripresa da un ufficiale che era con noi". E ancora: "Penso sia stata la notte più memorabile della mia vita" 

Stefania Saltalamacchia per "vanityfair.it" il 9 maggio 2020. Un mese dopo lo storico discorso in era coronavirus, solo il quarto in quasi 70 anni di regno, Elisabetta II torna a parlare e lo fa in un giorno ben preciso: l’8 maggio 2020, ben 75 anni dopo da quell’8 maggio del 1945 quando il padre, re Giorgio VI aveva annunciato alla radio la fine della seconda guerra mondiale. All’epoca Elisabetta aveva 19 anni, oggi ne ha 94 ed è una monarca esperta e navigata. Sa che deve esserci nei momenti più delicati per la sua nazione. Ora la Gran Bretagna è in lockdown, sta affrontando – come il resto del mondo – la pandemia. La regina, che aveva 13 anni quando scoppiò la guerra nel 1939, fa sapere oggi: «Può sembrare difficile non poter celebrare questo anniversario speciale come vorremmo. Ma lo ricordiamo dalle nostre case, dalle nostre porte. Le nostre strade non sono vuote, sono piene dell’amore e della cura che proviamo l’uno per l’altro», ha continuato Elisabetta, facendo riferimento all’invito del governo britannico: restare a casa, stare lontani oggi per riabbraciarci presto. «E quando guardo il nostro Paese», ha continuato, con la foto del padre Giorgio VI in primo piano sulla scrivania, «E vedo quello che siamo disposti a fare per proteggerci e sostenerci a vicenda, dico con orgoglio che siamo ancora una nazione che quei coraggiosi soldati, marinai e aviatori riconoscerebbero e ammirerebbero». Il discorso della regina è stato registrato nel salotto bianco di Windsor la scorsa settimana. Nel castello poco fuori Londra, lei e il marito Filippo, 98 anni, sono ormai in isolamento da oltre un mese. Parlando dell’inizio della guerra, la regina, allora principessa, ha detto: «La prospettiva sembrava desolante, la fine lontanissima, il risultato incerto. Ma abbiamo continuato a credere che la causa fosse giusta – e questa convinzione, come ha notato mio padre, ci ha portato avanti. “Mai mollare, mai disperarsi”, era quello il messaggio del V-E Day. «Ricordo vividamente le scene esultanti a cui io e mia sorella abbiamo assistito con i nostri genitori e Winston Churchill dal balcone di Buckingham Palace», ha continuato la sovrana, «Il senso di gioia della gente che si radunava fuori e in tutto il Paese, anche se mentre si celebrava la vittoria in Europa, sapevamo che ci sarebbero stati ulteriori sacrifici. Molte persone hanno perso la vita in quel terribile conflitto. Hanno combattuto per poter vivere in pace, in patria e all’estero. Sono morti per la speranza di poter vivere come persone libere in un mondo di nazioni libere. Hanno rischiato tutto in modo che le nostre famiglie e i nostri quartieri potessero essere al sicuro. Dovremmo e li ricorderemo». La pace in Europa, ha aggiunto, la regina da allora è stata mantenuta. E questo è il modo migliore per onorare tutti quelli che dal campo di battaglia non sono mai tornati. Oggi il nemico è invisibile, la lotta è contro un virus, ma il messaggio di Elisabetta II alla Gran Bretagna non cambia: «Mai mollare, mai disperarsi».

La regina Elisabetta: "Vinceremo e torneremo insieme". La sovrana britannica ha tenuto un discorso televisivo straordinario sull'emergenza. La Repubblica il 05 aprile 2020. "Vi parlo in un tempo che so essere di crescente difficoltà. Un tempo di sconvolgimento nella vita del nostro Paese che ha portato dolore ad alcuni, problemi economici a molti ed enormi cambiamenti nella vita quotidiana di tutti noi". Così la regina Elisabetta, quasi 94 anni, di verde vestita, nel suo discorso televisivo straordinario alla nazione sull'emergenza coronavirus registrato nei giorni scorsi dal castello di Windsor, anticipato dalla corte ai media nelle ultime ore, e trasmesso stasera nelle case di milioni di britannici. "Insieme stiamo affrontando l'emergenza, se restiamo uniti e risoluti vinceremo noi". Nel suo discorso di quattro minuti alla nazione, la regina Elisabetta ringrazia "chi resta a casa" e, facendo così, "aiuta a proteggere le persone fragili e a risparmiare a molte famiglie il dolore già sofferto da quelli che hanno perso i loro cari". E ancora: "Spero che nei prossimi anni tutti potranno essere orgogliosi di come hanno risposto a questa sfida. E coloro che verranno dopo di noi diranno che i britannici di questa generazione sono stati più forti di qualsiasi altro, che le qualità dell'autodisciplina, della cortese determinazione e della comprensione reciproca ancora caratterizzano questo Paese". La Gran Bretagna e il mondo "sapranno prevalere" sulla minaccia del coronavirus. Ha detto convinta Elisabetta II. "Prevarremo - ha concluso - e la vittoria apparterrà a ciascuno di noi. Dobbiamo confortarci pensando che giorni migliori torneranno: che saremo di nuovo con i nostri amici, saremo di nuovo con le nostre famiglie e ci incontreremo ancora". È il quarto discorso in 68 anni di regno dopo quelli in occasione del primo conflitto in Iraq, dei funerali di lady Diana e l'ultimo per la scomparsa di sua madre ultracentenaria nel 2002.

Alessandro Logroscino per "ansa.it" il 6 aprile 2020. E' stato visto solo nel Regno Unito da oltre 24 milioni di telespettatori il discorso straordinario registrato nei giorni scorsi da Elisabetta II sull'emergenza coronavirus dal castello di Windsor e trasmesso ieri sera anche nei Paesi del Commonwealth. Lo rende noto oggi la Bbc, precisando che si tratta di uno share tre volte superiore a quello dei tradizionali messaggi televisivi di Natale della regina, seguiti in media da circa 7 milioni di persone. Non è stato battuto tuttavia il record d'ascolto (27 milioni) fatto segnare dal messaggio alla nazione del primo ministro Boris Johnson tenuto il 23 marzo per annunciare il lockdown. Nel suo intervento, il quarto in così forma eccezionale in 68 anni di regno, la quasi 94enne sovrana britannica ha ringraziato gli operatori della sanità per il loro lavoro e tutti coloro che restano a casa nel rispetto delle direttive del governo. Usando un tono ad un tempo di sollecitazione alla consapevolezza dei sudditi, invitati a essere all'altezza delle precedenti generazioni e allo spirito mostrato dai britannici al tempo della Seconda guerra mondiale, e d'incoraggiamento a non abbattersi: nella consapevolezza che la sfida può essere vinta, che uniti "prevarremo" sul virus e "ci incontreremo di nuovo". Il senso del messaggio è stato peraltro oscurato, pochi minuti dopo, dall'annuncio improvviso del ricovero allarmante in ospedale di Johnson: alla prese con sintomi perduranti di Covid-19, dieci giorni dopo esser stato testato positivo. Una battaglia da combattere restando a casa, dura, "penosa" e che cambierà le nostre vite, ma nella quale infine "prevarremo" e "torneremo insieme". Così, con un appello accorato quanto fermo "all'autodisciplina" e alla risolutezza di fronte alla più grave avversità che incombe sul suo Regno e sul mondo dopo la Seconda Guerra Mondiale, Elisabetta II ha parlato stasera ai britannici e ai popoli del Commonwealth dell'epidemia di coronavirus. Lo ha fatto inossidabile come sempre, vestita di verde speranza, incoraggiando e spronando i sudditi in uno storico discorso dagli schermi della tv: appena il quarto in ben 68 anni di regno, al di fuori della tradizione del Natale. Un discorso dai toni gravi, ma non angosciati, trasmesso in un giorno nel quale i dati hanno fatto segnare oltremanica un nuovo picco di contagi, quasi 6.000 in più in 24 ore, con una conta di morti censiti arrivata quasi a quota 5.000. La pandemia, ha avvertito Sua Maestà dalla Drawing Room del castello di Windsor, non fa sconti, consuma un tempo di "crescente difficoltà". "Un tempo di sconvolgimento nella vita del nostro Paese", ha rimarcato, che ha ha già "portato dolore ad alcuni, problemi finanziari a molti ed enormi cambiamenti alla vita quotidiana di tutti". L'invito e la sfida al suo popolo, espressi con echi alla Winston Churchill, primo ministro all'epoca della sua incoronazione, è a mostrare le qualità migliori, con "orgoglio", in questa lotta senza armi e senza bombe. Ad essere degno del giudizio del posteri. "Spero che chi verrà dopo di noi possa dire dei britannici di questa generazione che sono stati forti" come le altre, ha scandito con fermezza da matriarca la sovrana, 94 anni fra due settimane, guardando all'orizzonte d'una storia di cui è stata protagonista per decenni anche in momenti più tormentati di quello attuale. Non è mancato un grazie "al duro lavoro" dei medici, degli infermieri del servizio sanitario nazionale (Nhs) e di tutti coloro che assistono gli altri, né un elogio dell'applauso collettivo rivolto loro anche dai balconi e dalle finestre dell'isola. Ma soprattutto non è mancato il grazie alla gente comune, "a coloro che restano a casa, aiutando così a proteggere le persone vulnerabili e a risparmiare alle loro famiglie la sofferenza... di chi ha perso dei cari". Stare in casa, rispettare le restrizioni imposte dal governo di Boris Johnson, è faticoso, ma "è la cosa giusta da fare", ha sottolineato con chiarezza la regina. Invitando tutti a cercare "conforto" dall'attuale "penoso senso di separazione" - paragonato a quello del conflitto mondiale, con tanto di richiamo al suo primo discorso (radiofonico) da giovane principessa rivolto con la sorella Margaret agli sfollati del 1940 - nella convinzione, da mantenere viva "mentre abbiamo ancora di che sopportare, che giorni migliori torneranno: che saremo di nuovo con i nostri amici, saremo di nuovo con le nostre famiglie e ci incontreremo ancora". L'esperienza di una vita lunga e costellata di sfide nazionali e globali induce del resto la figlia di Giorgio VI a indicare una luce in fondo al tunnel di questa prova, "diversa dalle altre" poiché vissuta come "uno sforzo che ci accomuna agli altri Paesi del globo": la luce della certezza che "prevarremmo" e che alla fine "la vittoria apparterrà a tutti". Nel frattempo, si tratta di testimoniare che "l'autodisciplina, la determinazione amabile, la calma e la fratellanza" sono ancora parte del "carattere di questo Paese", ha incalzato la monarca, mostrandosi salda a dispetto dell'età e delle traversie, dal rifugio di Windsor in cui si è trasferita con il quasi 99enne consorte Filippo per allontanare nei limiti del possibile l'ombra di un virus già capace di colpire, seppure in forma lieve, sia l'erede al trono Carlo sia il premier Boris Johnson, con la sua compagna incinta Carrie Symonds e un discreto numero di consiglieri e ministri. Ma non di piegare lo spirito di una regina figlia della guerra.

Due retroscena sul discorso straordinario della regina Elisabetta (preparato con lo “zampino” del principe Filippo). E pensare che, visti i precedenti storici, c'era chi era pronto a scommettere che Elisabetta II avesse indetto il discorso straordinario per annunciare la morte del quasi 99enne principe consorte. Ilaria Mauri su Il Fatto Quotidiano il 6 aprile 2020. Per la quarta volta nella storia del suo lungo regno, domenica 5 aprile la regina Elisabetta ha tenuto un discorso straordinario alla nazione, parlando di una battaglia dura, “penosa”, da combattere restando a casa, che cambierà le nostre vite, ma nella quale infine “prevarremo” e “torneremo insieme”. Un appello accorato quanto fermo “all’autodisciplina” e alla risolutezza di fronte alla più grave avversità che incombe sul mondo dopo la Seconda Guerra Mondiale. Un discorso dai toni gravi, ma non angosciati, che la Regina – 94 anni fra due settimane – ha preparato personalmente, come sempre fa anche in occasione dei suoi messaggi d’auguri natalizi. Alla stesura del testo hanno collaborato però anche i suoi assistenti personali in collaborazione con Downing Street e potrebbe esser stato vagliato anche dal principe Filippo che, a dispetto di alcune indiscrezioni, non solo sarebbe vivo e vegeto ma avrebbe gettato anche un’occhiata al discorso della moglie come ha rivelato il suo ex segretario stampa, Simon Lewis, a Sky News. Dopo aver trascorso gli ultimi mesi separati, il Duca di Edimburgo ha raggiunto la moglie a Windsor e ora stanno vivendo insieme questi giorni di quarantena nel castello di Windsor. “La Regina non legge mai un discorso alla cieca ma lo prepara e lo controlla più volte personalmente per assicurarsi che il messaggio sia fedele alle sue intenzioni. E potrebbe aver chiesto anche in questo caso al marito Filippo di dare un’occhiata alle sue parole, ha sempre fatto prima delle trasmissioni annuali del giorno di Natale. Ciò che abbiamo ascoltato è assolutamente autentico, è la voce della Regina – ha spiegato Lewis -. Lei vuole essere soddisfatta al 100% del tono e dei messaggi, ciò che dice deve essere assolutamente perfetto e Filippo sa consigliarla per raggiungere questo obiettivo“. E pensare che, visti i precedenti storici, c’era chi era pronto a scommettere che Elisabetta II avesse indetto il discorso straordinario per annunciare la morte del quasi 99enne principe consorte. D’altra parte il Duca di Edimburgo era stato ricoverato in ospedale ai primi di dicembre 2019 a causa di una brutta polmonite sorta come complicazione a quella che sembrava essere una comune influenza e ora l’età lo espone particolarmente ai rischi del coronavirus, contratto anche dal figlio Carlo. Ma c’è anche un altro retroscena su discorso del 5 aprile. Per l’occasione la sovrana ha sfoggiato una simbologia ben precisa, nascosta come spesso accade nei suoi look. L’abito di seta da lei indossato era verde, colore usato non solo come messaggio di speranza ma anche come rimando ai camici indossati dai medici impegnati in prima linea negli ospedali, di cui aveva l’esatta tonalità. Non solo, oltre all’immancabile collana di perle a tre giri in pendant con gli orecchini, Elisabetta ha scelto di portare una spilla di diamanti con al centro un turchese, pietra che oltre a richiamare anch’essa nei toni le divise del personale sanitario, era prediletta da sua sorella Margaret che ne aveva una parure completa, con tanto di diadema. D’altra parte il suo testo era pervaso da riferimenti a quel al suo primo discorso (radiofonico) pronunciato quando era solo una giovane principessa assieme a Margaret agli sfollati del 1940, in piena Seconda Guerra Mondiale. Come spesso nelle grandi occasioni, Sua Maestà ha lasciato dire al suo corpo quello che non poteva dire a parole, ovvero la sua vicinanza e comprensione alla drammatica situazione che gli operatori sanitari si stanno trovando ad affrontare ma anche il rammarico e i sensi di colpa per quella sorella vissuta nella sua ombra, incapace di trovare pace e serenità per l’invidia di quel ruolo che a lei non era stato concesso.

Harry e Meghan: la reazione a sorpresa dopo il discorso della Regina. Linda il 07/04/2020 su Notizie.it. Secondo fonti certe, Harry e Meghan hanno assistito al discorso della Regina Elisabetta rivolto alla Nazione: ecco dunque la loro reazione. Il principe Harry e la consorte Meghan Markle hanno davvero “divorziato” dalla Casa Reale? Secondo quanto emerse, anche i “ribelli” di Sussex hanno di fatto assistito al discorso della Regina Elisabetta, avvenuto il diretta nazionale il 5 aprile 2020. In esso sua maestà ha invitato tutti i cittadini britannici a restare forti nella lotto contro il Coronavirus, con un invito che ha commosso tutta la Gran Bretagna. A quanto pare, ad ogni modo, anche la contestata coppia è rimasta molto toccata dal discorso, così come rivelato da Omid Scobie. “L’hanno percepito non solo come una dimostrazione di leadership esperta, ma anche come un messaggio di calore, conforto e rassicurazione”, ha precisato l’editor reale. Dopo il toccante videomessaggio alla Nazione, la Regina avrebbe anche sentito per telefono il nipote Harry. Stando inoltre a quel che è stato riportato da una fonte, il principe avrebbe persino offerto alla nonna il proprio personale supporto prima della trasmissione. Nonostante tutto, quello del duca di Sussex appare dunque certamente come un bel gesto. Nel mentre, in attesa di conoscere i loro nuovi progetti professionali, la coppia pare abbia preferito sparire dalla circolazione. Sembra infatti che i due abbiano anche chiuso i loro profili social e stiano pensando di trovare casa a Malibu. Ricordiamo che la Regina Elisabetta ha vietato loro l’uso del marchio Royal Sussex. Intanto, però, forse la ritrovata certezza di avere comunque un’entrata economica grazie al principe Carlo li ha tranquillizzati entrambi.

Da "rainews.it" il 9 maggio 2020. Quella dell'8 maggio 1945 fu una giornata davvero particolare per la giovane Elisabetta che è stata anche raccontata, in modo romanzato, nel film Una notte con la Regina che trae però spunto da un fatto realmente accaduto. Re Giorgio VI concesse alle figlie Lilibeth e Margaret il permesso di lasciare Buckingham Palace e unirsi, seppure accompagnate da un folta schiera di persone, ai festeggiamenti dei sudditi per le strade di Londra. La stessa Elisabetta ne parlò in un'intervista alla BBC del 1985. "Avevamo paura di essere riconosciute", raccontò la Regina. "Così mi calcai fin sopra gli occhi il cappello dell'uniforme, ma fui ripresa da un ufficiale che era con noi". E ancora: "Penso sia stata la notte più memorabile della mia vita" 

Stefania Saltalamacchia per "vanityfair.it" il 9 maggio 2020. Un mese dopo lo storico discorso in era coronavirus, solo il quarto in quasi 70 anni di regno, Elisabetta II torna a parlare e lo fa in un giorno ben preciso: l’8 maggio 2020, ben 75 anni dopo da quell’8 maggio del 1945 quando il padre, re Giorgio VI aveva annunciato alla radio la fine della seconda guerra mondiale. All’epoca Elisabetta aveva 19 anni, oggi ne ha 94 ed è una monarca esperta e navigata. Sa che deve esserci nei momenti più delicati per la sua nazione. Ora la Gran Bretagna è in lockdown, sta affrontando – come il resto del mondo – la pandemia. La regina, che aveva 13 anni quando scoppiò la guerra nel 1939, fa sapere oggi: «Può sembrare difficile non poter celebrare questo anniversario speciale come vorremmo. Ma lo ricordiamo dalle nostre case, dalle nostre porte. Le nostre strade non sono vuote, sono piene dell’amore e della cura che proviamo l’uno per l’altro», ha continuato Elisabetta, facendo riferimento all’invito del governo britannico: restare a casa, stare lontani oggi per riabbraciarci presto. «E quando guardo il nostro Paese», ha continuato, con la foto del padre Giorgio VI in primo piano sulla scrivania, «E vedo quello che siamo disposti a fare per proteggerci e sostenerci a vicenda, dico con orgoglio che siamo ancora una nazione che quei coraggiosi soldati, marinai e aviatori riconoscerebbero e ammirerebbero». Il discorso della regina è stato registrato nel salotto bianco di Windsor la scorsa settimana. Nel castello poco fuori Londra, lei e il marito Filippo, 98 anni, sono ormai in isolamento da oltre un mese. Parlando dell’inizio della guerra, la regina, allora principessa, ha detto: «La prospettiva sembrava desolante, la fine lontanissima, il risultato incerto. Ma abbiamo continuato a credere che la causa fosse giusta – e questa convinzione, come ha notato mio padre, ci ha portato avanti. “Mai mollare, mai disperarsi”, era quello il messaggio del V-E Day. «Ricordo vividamente le scene esultanti a cui io e mia sorella abbiamo assistito con i nostri genitori e Winston Churchill dal balcone di Buckingham Palace», ha continuato la sovrana, «Il senso di gioia della gente che si radunava fuori e in tutto il Paese, anche se mentre si celebrava la vittoria in Europa, sapevamo che ci sarebbero stati ulteriori sacrifici. Molte persone hanno perso la vita in quel terribile conflitto. Hanno combattuto per poter vivere in pace, in patria e all’estero. Sono morti per la speranza di poter vivere come persone libere in un mondo di nazioni libere. Hanno rischiato tutto in modo che le nostre famiglie e i nostri quartieri potessero essere al sicuro. Dovremmo e li ricorderemo». La pace in Europa, ha aggiunto, la regina da allora è stata mantenuta. E questo è il modo migliore per onorare tutti quelli che dal campo di battaglia non sono mai tornati. Oggi il nemico è invisibile, la lotta è contro un virus, ma il messaggio di Elisabetta II alla Gran Bretagna non cambia: «Mai mollare, mai disperarsi».

Ecco perché la regina Elisabetta II non sarà mai regina d'Inghilterra. Siamo abituati a definire la regina Elisabetta con il titolo “regina d’Inghilterra”, ma in realtà stiamo commettendo un errore dovuto non solo alla complessa “interpretazione” di alcuni titoli nobiliari inglesi, ma anche a una questione geografica. Francesca Rossi, Mercoledì 03/06/2020 su Il Giornale. Se chiedessimo a un passante chi è la regina Elisabetta, o magari gli mostrassimo una sua fotografia senza dire nulla, molto probabilmente ci risponderebbe che la donna ritratta è la regina d’Inghilterra. Nessuno avrebbe da ridire su questa “definizione”, eppure tecnicamente non è corretta. Certo, la sovrana inglese è uno dei volti più riconoscibili a livello mondiale. La sua effigie compare sulle monete di 35 Stati, raggiungendo un primato. Elisabetta II è sul trono britannico dal 6 febbraio 1952, quando aveva solo 25 anni (ma l’incoronazione si svolse il 2 giugno 1953). È la quarta monarca più longeva della Storia. Pensate che il suo regno ha superato perfino quello del re maya Pakal il Grande, che guidò il suo popolo dal 615 al 683. Per diventare la regina più longeva in assoluto Elisabetta dovrà superare altri tre “contendenti”, tra cui il primo in classifica fino a oggi, cioè il Re Sole, che regnò per 72 anni e 110 giorni. Per adesso la regina Elisabetta rimane comunque la sovrana più longeva della storia britannica, dopo aver superato l’antenata Vittoria, sul trono per 63 anni e 216 giorni. Il tempo è decisamente dalla sua parte, l’ha aiutata a diventare un’icona mondiale, una specie di Monna Lisa vivente (chi non conosce il quadro La Gioconda?). Nonostante tutti questi primati e la fama che accompagna la sovrana, però, quasi tutti continuiamo a commettere lo stesso errore quando la indichiamo su una foto, ne parliamo, perfino quando scriviamo di lei. Il fatto interessante è che molto spesso sappiamo di sbagliare, ma l’abitudine, la convenzione e l’obiettivo di una comunicazione facile e rapida ci fanno sorvolare sull’inesattezza. L’equivoco nel titolo di regina d’Inghilterra, però, è di non poco conto e si porta dietro le conseguenze di importanti cambiamenti politici e geografici. Il magazine Express ci spiega meglio la questione. Il titolo di nascita della monarca è Sua Altezza Reale la principessa Elisabetta di York. Dunque Lilibet è nata principessa, ha da sempre il trattamento di altezza reale (lo stesso tolto a Harry e Meghan, per intenderci) ed è la figlia di re Giorgio VI (in carica dal 1936 al 1952). Quest’ultimo non era destinato a regnare e suo padre, Giorgio V (in carica dal 1910 al 1936), lo nominò duca di York nel 1920 (ecco perché la giovane Lilibet ha quel “di York” nel nome). Come sappiamo il fratello di Giorgio VI, Edoardo VIII, abdicò per sposare Wallis Simpson e la storia inglese cambiò in favore di Elisabetta. Quando Giorgio VI morì, il 6 febbraio 1952, sua figlia divenne Elisabetta II, per grazia di Dio, del Regno Unito, della Gran Bretagna, dell’Irlanda del Nord e regina dei suoi altri regno e territori, Capo del Commonwealth, Difensore della Fede. Questo è il titolo completo e ufficiale della regina Elisabetta. Una sovrana un po’ “sfortunata” da un certo punto di vista, poiché all’inizio del suo regno i fasti degli antichi domini indiani e irlandesi erano già Storia. Suo padre fu l’ultimo imperatore dell’India e l’ultimo re di tutta l’Irlanda. Elisabetta II è anche conosciuta con altri titoli non ufficiali. Per esempio in Canada è “Mother of all People”, “Madre di tutto il Popolo”, in Giamaica “The Queen Lady”, “La Signora Regina”. Per i Maori in Nuova Zelanda la regina Elisabetta è “Kotuku”, ovvero “L’Airone Bianco”, alle Isole Fiji “Tui Viti” oppure “Vunivalu”, che significa “regina”, mentre nelle Channel Islands è conosciuta come il Duca di Normandia. Eppure Elisabetta II non è regina d’Inghilterra. A dire il vero l’ultima vera regina d’Inghilterra fu Elisabetta I, la “Regina Vergine”, ultima dei Tudor (in carica dal 1558 al 1603). Per capirne il motivo dobbiamo tornare indietro nel tempo. Come spiega il sito Royal Central per secoli Inghilterra e Scozia sono stati due regni separati e in lotta tra loro. L’Inghilterra era uno Stato unitario dal 927, mentre il Regno di Scozia risale all’843. Quando Elisabetta I regina d’Inghilterra e d’Irlanda morì, nel 1603, non lasciò eredi diretti e a quanto pare non nominò alcun successore. Gli storici dibattono su quale fosse realmente la sua volontà in proposito, ma la verità non è mai venuta a galla. Forse Elisabetta I avrebbe preferito che a regnare dopo di lei fossero i discendenti della sorella, Maria Tudor, ma è probabile che non lo sapremo mai. Questa incertezza portò sul trono l’unico personaggio abbastanza potente da poter rivendicare la Corona, ovvero re Giacomo Stuart di Scozia (1603.1625). Questo sovrano venne incoronato Giacomo VI di Scozia e Giacomo I d’Inghilterra e d’Irlanda. La doppia nomenclatura ci ricorda soltanto che in Inghilterra Giacomo fu il primo re con questo nome, mentre in Scozia vi erano stati altri regnanti omonimi prima di lui. Quando ereditò l'Inghilterra Giacomo era già re di Scozia dal 24 luglio 1567, ovvero quando aveva solo un anno. Con lui, per la prima volta, i regni d’Irlanda, Scozia e Inghilterra vennero, così, unificati. Piccolo dettaglio: Giacomo divenne sovrano d’Inghilterra tramite una proclamazione ufficiale fatta da un consiglio noto come Consiglio di Accessione. Non era mai accaduto prima, ma da quel momento sarebbe divenuta la prassi per l’incoronazione di tutti i monarchi inglesi. L’unione delle Corone sotto un unico sovrano non coincise fin da subito con una effettiva fusione degli Stati, i quali continuarono a mantenere Parlamento e leggi separati (la doppia nomenclatura di re Giacomo è prova evidente di questo). Per l’unificazione ufficiale dovremo attendere l’Atto di Unione del 1707, quando Inghilterra e Scozia unirono i loro destini divenendo il Regno Unito di Gran Bretagna. Questo nome deriva da quello dell’isola più grande d’Europa, la Gran Bretagna appunto, che è anche la più estesa dell’arcipelago britannico. Il Regno d’Irlanda, invece, venne inglobato solo nel 1801 e la denominazione del nuovo Stato cambiò di nuovo in Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda (infatti dire Gran Bretagna per intendere l’intero Regno Unito sarebbe improprio, benché ormai sia un’abitudine consolidata). Nel 1922, dopo la Guerra d’Indipendenza irlandese (1919-1921) che vide sconfitti gli inglesi, la situazione politica cambiò ancora. Infatti il Trattato anglo-irlandese post-bellico lasciò alla Corona inglese solo l’Irlanda del Nord. Il cerchio si chiude. Ecco perché la regina Elisabetta non può essere chiamata regina d’Inghilterra e per quale motivo il suo potere non si estende su tutta l’Irlanda. L’Inghilterra ha mutato il suo volto politico. Non esiste più in quanto reame o Stato indipendente. Dunque non ha senso definire l'attuale sovrana "regina d'Inghilterra". Oggi la regina Elisabetta regna sui territori conosciuti con il nome di "Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord". Domini che comprendono, oltre all’Irlanda del Nord, la Scozia (con buona pace di Sean Connery), il Galles e, appunto l’Inghilterra.

La regina Elisabetta (prima) faceva il meccanico. La regina Elisabetta non smette mai di stupire con la sua vita piena di esperienze, come quella che la vide meccanico in tempo di guerra non solo per dovere verso la patria, ma anche per passione. Francesca Rossi, Martedì 28/04/2020 su Il Giornale. La regina Elisabetta è una donna che sfugge alle definizioni. Quando pensiamo di sapere tutto su di lei e di conoscerla abbastanza bene, vengono fuori nuovi dettagli sulla sua vita piena di avvenimenti felici e anche dolorosi. Capita persino di trovarsi di fronte ad aneddoti conosciuti ma arricchiti da ulteriori dettagli che ne cambiano la prospettiva e, di conseguenza, anche l’idea che ci eravamo fatti. Avrete sentito parlare dell’impegno della regina Elisabetta come esperta di motori durante la Seconda Guerra Mondiale. Il 22 aprile scorso, in occasione del 94esimo compleanno di Sua Maestà, la ITV ha mandato in onda un documentario dedicato proprio alla vita della sovrana in tempo di guerra, dal titolo "Our Queen At War". Durante il programma sono state diffuse le fotografie della giovane Elisabetta, allora 18enne, alle prese con motori e cambi ruote delle automobili. L’allora principessa dovette frequentare un corso di addestramento presso l’Auxiliary Territorial Service, ramo femminile della British Army, prima di diventare autista e meccanico. Nelle foto la vediamo in divisa, altro particolare molto interessante e per certi versi inusuale. Non tutti sanno che dietro a questi scatti c’è una storia di passione e ribellione. Di solito ci viene raccontato che la regina Elisabetta divenne un’abile esperta di auto per dovere verso la patria in un momento tragico della Storia mondiale. Tutto vero, ma c’è di più. Lilibet amava davvero il rombo dei motori. Si arruolò e compì l’addestramento nonostante il parere contrario del padre, re Giorgio VI. Alla fine i due raggiunsero un compromesso. La ragazza venne lasciata libera di inseguire la sua passione a patto di tornare a dormire ogni sera al Castello di Windsor dove, secondo il sovrano, sarebbe stata più al sicuro. La regina Elisabetta, però, non fu un’eccezione. Come racconta Cosmopolitan, in quegli anni l’ATS cercò di coinvolgere le donne nello sforzo bellico, di spingerle a superare dei limiti imposti per convenzione alle donne e imparare a fare mestieri faticosi, da sempre giudicati maschili come, per esempio, il meccanico o il magazziniere. La regina Elisabetta e altre 190mila coetanee colsero al volo l’opportunità di dimostrare di essere in grado di svolgere lavori pesanti, trasformando passo dopo passo il caos, la sofferenza causati da un evento drammatico come quello della guerra in un cammino più delineato e nuovo verso l’emancipazione delle donne. Dopo le suffragette le giovani inglesi, tra cui Lilibet, gettarono le basi per una nuova interpretazione della femminilità. La regina Elisabetta, per esempio, fu la prima nella royal family a ricoprire un ruolo nei servizi militari, partendo dal grado di sottotenente fino ad arrivare a quello di comandante junior. Negli anni del conflitto venne intervistata dal magazine Life e dichiarò di essere felice della “carriera” di meccanico e, soprattutto, di poter partecipare a eventi che sarebbero rimasti nella memoria collettiva. Elisabetta si rendeva conto di essere una testimone della Storia, ma anche di aver dato, con la sua passione, un contributo concreto alla salvezza della sua nazione. I giornali dell’epoca la soprannominarono “Princess Auto Mechanic”. Quando la guerra finì la regina Elisabetta scese in strada a festeggiare con i sudditi e sembra che di quel periodo le sia rimasto un bellissimo ricordo. Le piaceva stare in mezzo alla gente, essere attiva, sporcarsi le mani perfino nel deposito reale delle Rolls Royce. Lilibet era sempre pronta a usare la sua chiave inglese e per lei le macchine non avevano più segreti. Questo passaggio della sua vita ritorna, benché in sottofondo, nel discorso alla nazione inglese del 5 aprile 2020. Quando la regina Elisabetta ha detto che vinceremo sul coronavirus e torneremo a riabbracciarci, potevamo quasi vedere ancora in lei lo spirito vivace di quella ragazzina che ha trovato in una passione il motivo per sperare, affrontando la guerra con la consapevolezza che tutto passa, anche i drammi peggiori.

La Regina Elisabetta II: «Ho messo l’apparecchio ai denti, direi che ne è valsa la pena». Pubblicato giovedì, 20 febbraio 2020 su Corriere.it da Simona Marchetti. Per perfezionare il suo regale sorriso e imparare come dispensarlo ai sudditi, Sua Maestà non si è limitata a fare semplicemente pratica per anni davanti a uno specchio, ma è anche ricorsa a un aiuto professionale, mettendo l’apparecchio per raddrizzare i denti. A rivelare questo segreto beauty è stata la stessa regina Elisabetta II durante la sua recente visita per l’inaugurazione dei nuovi locali della Royal National ENT e dell’Eastman Dental Hospitals, dove ha incontrato lo staff medico e infermieristico e ha anche scherzato con alcuni bambini che stavano aspettando di mettere il tanto temuto apparecchio. «Ho messo anche io i fili di ferro ai denti per raddrizzarli – ha raccontato la 93enne sovrana, parlando con la piccola Ilia Aristovich, di 10 anni – per fortuna è stato molto tempo fa, ma penso che alla fine ne sia valsa la pena». Da sempre coinvolta in prima persona nelle visite agli ospedali, la Regina ha sfoggiato il consueto look a tinte forti: cappotto viola monopetto, abbinato a un cappello a tesa larga nella stessa tonalità brillante e accessoriato con una spilla di grande impatto, guanti neri e l’immancabile borsa Launer al braccio. Come viene ricordato sul «People», Sua Maestà non è il solo membro della famiglia reale ad aver messo l’apparecchio per sistemare i denti: anche il principe Harry e il fratello William lo hanno fatto durante la loro adolescenza (il primo venne immortalato dai paparazzi con i denti racchiusi dall’imbragatura di metallo nel 1999, durante la consueta passeggiata di Natale della famiglia reale) e lo stesso è capitato alle principesse Beatrice ed Eugenia durante i loro anni da teenager.

La ribellione della regina Elisabetta: così va contro tutti e indossa i pantaloni. Siamo abituati a vedere la regina Elisabetta indossare sempre tailleur con gonne lineari e rigide, ma qualche volta anche Sua Maestà ha infranto il severo dress code di corte e scelto un paio di pantaloni. Francesca Rossi, Lunedì 18/05/2020 su Il Giornale. Sarebbe strano pensare alla regina Elisabetta con indosso dei pantaloni. L’abbiamo sempre vista in tailleur con gonne e giacche dalla linea sobria e con colori pastello che rendono la sovrana ben individuabile tra la folla, anche a diversi metri di distanza. Per questo faticheremmo non poco a immaginarla con uno stile diverso. D’altra parte Sua Maestà è figlia di un’epoca in cui i pantaloni erano un capo d’abbigliamento quasi esclusivamente maschile e la solita, rigida etichetta di Buckingham Palace non contempla, per una regina, altre opzioni se non quelle della gonna e degli abiti (salvo casi straordinari). Eppure qualche volta anche la regina Elisabetta ha violato il protocollo e indossato dei pantaloni. A dire il vero in 68 anni di regno e in 94 anni di vita queste eccezioni si contano sulle dita di una mano, ma fanno trasparire il carattere indipendente di Lilibet. Vanity Fair ci ricorda che la sovrana mise dei pantaloni quando lavorava come meccanico durante la Seconda Guerra Mondiale. Anzi, le fotografie ce la mostrano in tuta da lavoro, a quell’epoca caso più unico che raro per una giovane principessa erede al trono. Se poi a questo aggiungiamo il fatto che la futura monarca si mise contro l’amato padre pur di frequentare il corso dell’Auxiliary Territory Service e dare il suo aiuto alla Gran Bretagna, la ribellione giovanile è completa. E non fu nemmeno l’unica. Nel giugno 1958, quando la Corona era ormai ben salda sulla sua testa, la regina Elisabetta visitò la miniera di Rothes Colliery indossando la tuta bianca da minatore e l’elmetto d’ordinanza. Secondo una superstizione alle donne non era permesso mettere piede in quel luogo, ma la sovrana sfidò etichetta e dicerie scendendo a 1600 piedi e completando la visita in 45 minuti. Naturalmente la regina Elisabetta ha bisogno di un abbigliamento adeguato per cavalcare, abitudine che non ha mai abbandonato, neppure per il suo 94esimo compleanno. In tutte le foto che la ritraggono in sella ai regali cavalli, che si tratti di scatti del passato o recenti, la sovrana indossa dei pantaloni. Nel 2003 Elisabetta subì un’operazione al ginocchio e per evidenti ragioni di comodità dovette lasciare le gonne nell’armadio. I fotografi colsero proprio l’istante in cui la regina usciva dall’ospedale in tailleur grigio e bastone. Inoltre nel 2010, mentre si trovava a bordo della Hebridean Princess per una vacanza con la famiglia nelle isole scozzesi, la regina Elisabetta scelse di nuovo i pantaloni.

Questo fa pensare che con ogni probabilità in un clima informale, lontano da telecamere ed eventi pubblici, Sua Maestà privilegi i suoi ruoli di madre e nonna, accantonando per un po’ i doveri del suo “mestiere”. Proprio come fanno tutte le persone che lavorano quando si ritrovano in famiglia. Purtroppo non conosciamo questo tipo di particolari così intimi. Possiamo solo supporre che a Balmoral, o negli appartamenti privati di Buckingham Palace, anche la regina trovi il tempo per rilassarsi standosene in tuta, per esempio. Quasi sicuramente non avremo mai la possibilità di vederla in questa “veste” casalinga, ma possiamo comunque tentare di immaginare. Ci fu anche un momento nella storia del regno in cui la regina Elisabetta decise di cambiare look. Era il 1970 e la sovrana affidò a Ian Thomas il compito di creare dei nuovi abiti per il royal tour che si sarebbe tenuto in Canada in quello stesso anno. Il sarto era stato allievo di Sir Norman Hartnell, ovvero lo stilista che aveva disegnato l’abito da sposa e per l’incoronazione della regina. Dunque Thomas aveva un’idea ben precisa tanto dei gusti di Elisabetta, quanto delle regole dell’abbigliamento regale. Proprio questa conoscenza gli consentì di sovvertire la norma e dare spazio all’estro, dando vita a un tailleur con pantaloni ampi e una giacca a tunica, doppiopetto ma senza collo. La creazione era perfetta sul fisico snello della regina Elisabetta, ma rappresenta un evento unico e irripetibile. Sua Maestà non indossò mai più nulla di simile e bisogna dire che è un vero peccato. A quanto pare la monarca non avrebbe mai portato neppure un paio di jeans. Eppure il Daily Mail racconta dell’esistenza di una fotografia scattata negli anni Settanta, ritrovata nel 2008 e messa all’asta da Reeman Dansie a Colchester. Si tratta di uno scatto che faceva parte di una serie di foto reali inedite in cui vediamo una giovanissima Elisabetta posare davanti all’obiettivo con un ampio cappello per ripararsi dal sole e un paio di pantaloni che sembrano proprio dei denim a zampa d’elefante. Sullo sfondo lo yacht reale Britannia. Sarebbe interessante sapere perché la regina Elisabetta non ha reso l’infrazione alla regola una norma. Con la sua tempra avrebbe potuto farlo. Magari i pantaloni non rappresentano il suo stile, potrebbero essere lontani dal suo concetto di eleganza. Questo, forse, non lo sapremo mai con certezza. 

Gran Bretagna, email dal Lord dei conti: la regina è in rosso. Pubblicato martedì, 19 maggio 2020 su Corriere.it da Luigi Ippolito. La pandemia ha scavato un buco da 20 milioni di euro nelle tasche della regina. Il collasso del turismo negli ultimi due mesi ha arrestato il flusso di visitatori nei palazzi reali, che l’anno scorso aveva fruttato a Elisabetta circa 80 milioni di euro: e dal Lord ciambellano, che gestisce i possedimenti della Corona, è partita una email allarmata a tutti i dipendenti. Non che la sovrana rischi la bancarotta: la monarchia riceve ogni anno dai contribuenti britannici circa 100 milioni di euro, che servono a coprire le spese ufficiali (e più di un terzo se ne va per il mantenimento di Buckingham Palace). Ma il Lord ciambellano ha avvertito che i progetti di rinnovamento verranno messi in pausa e i 500 dipendenti della Casa Reale dovranno aspettarsi il congelamento degli stipendi e forse anche dei licenziamenti. «L’intero Paese — ha fatto sapere Buckingham Palace — sarà probabilmente colpito sul piano finanziario dal coronavirus e la Casa Reale non fa eccezione». «Come molte organizzazioni — ha scritto il Lord ciambellano nella sua mail — non siamo immuni dall’impatto della pandemia sulle nostre posizioni finanziarie. Molti progetti sono stati bloccati e tutte le spese — tranne quelle essenziali — sono state sospese». Per capire l’entità del danno, basti pensare che il castello di Windsor frutta alla monarchia quasi 30 milioni di euro l’anno, mentre Buckingham Palace (che è aperto solo un paio di mesi estivi) ne porta circa 15 nelle casse della Corona. Ora tutti i palazzi reali sono chiusi fino a data da destinarsi: la Gran Bretagna infatti non ha ancora un piano certo per l’uscita dal «lockdown» e le chiusure potrebbero protrarsi fino a dopo l’estate. Contrariamente a quello che si può pensare, la regina non è ricchissima ed è notoriamente sparagnina: i possedimenti della Corona sono proprietà dello Stato e il suo patrimonio personale è stato valutato in soli 350 milioni di sterline (circa 400 milioni di euro), il che la colloca appena al 372esimo posto nella lista delle persone più ricche di Gran Bretagna appena pubblicata dal Sunday Times. Ma non è solo il portafogli a soffrire: anche l’agenda della regina è stata sconvolta dalla pandemia. Già tutti gli impegni ufficiali fino all’autunno sono stati cancellati e la sovrana rimarrà fino ad allora in isolamento a Windsor (con i suoi 94 anni, nessuno vuole correre rischi). Ma adesso si apprende che tutta la pianificazione degli appuntamenti fino al 2022 è in sospeso: il calendario della regina richiede infatti una lunga preparazione e va coordinato con quello degli altri reali oltre che con le visite dei dignitari stranieri. E poiché l’incertezza sul futuro è totale, al momento l’agenda per i prossimi due anni è vuota: anche l’annuale ricevimento diplomatico, quando Elisabetta incontra gli ambasciatori di stanza a Londra, è adesso in forse.

L'indiscrezione: "La regina è triste. Non sappiamo se tornerà mai al lavoro". Il coronavirus ha sconvolto i ritmi quotidiani del mondo intero e secondo alcuni esperti perfino la regina Elisabetta, a causa dei rischi legati all’età, potrebbe essere costretta a modificare per sempre le abitudini legate ai suoi impegni ufficiali. Francesca Rossi, Giovedì 21/05/2020 su Il Giornale.  Il coronavirus ha scardinato la nostra quotidianità, rimescolando le carte della vita in tutto il mondo. La pandemia è un evento che (quasi) nessuno si aspettava. Abbiamo sbagliato. Forse abbiamo peccato di presunzione, magari non avremmo dovuto affidarci troppo al nostro senso un po’ illusorio di illimitata sicurezza. Uno dei compiti per il futuro sarà proprio quello di lavorare sulla lungimiranza. Una dote che non sembra mancare alla regina Elisabetta. Anche la sua vita è stata messa in pericolo dalla presenza del virus e i suoi ritmi normali sconvolti dalla quarantena e da un domani incerto. La sovrana è in isolamento al Castello di Windsor dall’inizio della pandemia in Gran Bretagna. A tenerle compagnia c’è il principe Filippo, anche lui “sradicato” dalla quiete di Wood Farm (Sandringham), dove si è ritirato a vita privata nel 2017. La tenuta di Windsor è meno caotica di Buckingham Palace e, per questo motivo, sia la monarca che il suo staff sono più protetti dai rischi della malattia. Gli esperti reali, però, stanno già pensando al futuro della regina Elisabetta, come spiega Il Messaggero. Quanto durerà la quarantena di Sua Maestà? Quando e in che modo Lilibet potrà tornare ai suoi impegni ufficiali? Omid Scobie, uno degli autori della tanto chiacchierata biografia di Harry e Meghan “Finding Freedom”, ha spiegato la sua teoria in merito durante l’Heir Podcast. Il giornalista di Harper’s Bazaar ha chiarito: “Non sappiamo per quanto tempo potrebbe durare e, quando ho chiesto al Palazzo, un portavoce ha detto che la regina continua a essere impegnata e che seguirà i consigli appropriati sugli impegni mano a mano” e ha proseguito: “Data l’età della regina a 94 anni, è in una categoria ad alto rischio per Covid-19”. Anche il biografo Andrew Morton sembra avere le idee molto chiare su un possibile ritorno della regina Elisabetta e ha dichiarato al Sun: "Ѐ terribilmente triste, ma non riesco a immaginare come la regina possa riprendere il suo lavoro usuale" e ha aggiunto: "Il virus Covid-19 non se ne andrà via presto e resterà con noi per mesi, se non per anni. Sarebbe troppo rischioso per la regina iniziare a incontrare persone regolarmente". Sui giornali si è perfino ipotizzato che la regina Elisabetta possa decidere di non tornare più ai suoi impegni ufficiali, soprattutto a quelli che prevedono assembramenti. La questione dell’età, impossibile da trascurare in un momento come questo, non sarebbe l’unico dettaglio a far pensare a una simile virata. In gioco potrebbe esserci anche un cambiamento dell’immagine della Corona, ormai giunta a un bivio, alla necessità e alla volontà di rinnovarsi. Non serve scomodare la parola “abdicazione”. La regina Elisabetta potrebbe scegliere di delegare degli incarichi più difficili da gestire e più rischiosi per la sua salute al principe Carlo e al principe William. Del resto questa linea di condotta non è affatto nuova per la sovrana. Per ora, come ha chiarito Omid Scobie, la sovrana continua a lavorare a distanza, come molti di noi fanno già da settimane e i tabloid sostengono che si tenga in forma cavalcando tutti i giorni. La situazione della pandemia è in costante evoluzione, quindi è molto difficile fare delle previsioni per quel che riguarda il futuro di Sua Maestà. Per quanto riguarda l’ipotesi più funesta, cioè che la regina Elisabetta non torni più a svolgere i suoi dover ufficiali, le parole d’ordine potrebbero essere due: tempo e pazienza. La possibilità che si verifichi questa condizione esiste, ma semplicemente non è prevedibile con largo anticipo e neppure con una certa attendibilità al momento attuale. Anche in questo caso, insomma, vale il detto “non fasciarsi la testa prima di essersela rotta”. Infatti da una parte la regina Elisabetta ha una tempra d’acciaio che abbiamo imparato a conoscere molto bene e che le ha fatto superare scogli pericolosi in passato. Dall’altra la sovrana sa benissimo che dovrà cercare di seguire il più possibile il parere dei medici per il suo bene. Possiamo aspettarci che la monarca riesca a conciliare la sua determinazione con la realtà circostante, che sappia trovare un compromesso tra la sua missione come regina e la salute. I discorsi alla nazione durante la quarantena hanno dimostrato che la regina Elisabetta è ancora la più amata dagli inglesi e non è escluso che la sua immagine, ancora così potente sui mezzi di comunicazione, riesca ancora una volta a risollevare le sorti di una nazione che, al pari del resto del mondo, sta affrontando un’emergenza grave. Gli scienziati ci dicono che la pandemia finirà, così come è accaduto in passato. Bisognerà vedere quali conseguenze sanitarie, economiche e sociali si lascerà dietro, ma avrà una fine. Allora sarà possibile formulare ipotesi realistiche sul futuro e sulla rinascita di tutti, monarchia inglese inclusa. Per ora tempo, pazienza e buon senso. Non sarebbe strano se la regina Elisabetta riprendesse le redini della sua quotidianità, più forte che mai. A quel punto tutti i tabloid, forse, diranno che ancora una volta Sua Maestà è stata una fonte d’ispirazione per molti e che da una donna come lei non potevamo aspettarci altro se non il ritorno.

L'indiscrezione: "A Buckingham Palace la regina tiene separati gli uomini dalle donne". L’ex chef della regina Elisabetta, Darren McGrady, racconta la vita a Buckingham Palace, paragonandola alle atmosfere e alle trame intricate della celebre serie Downton Abbey. Francesca Rossi, Venerdì 29/05/2020 su Il Giornale. A Buckingham Palace gli uomini e le donne dello staff della regina Elisabetta vivono da sempre rigorosamente separati. Le vite degli abitanti del Palazzo reale, si tratti di nobili o di domestici, sono racchiuse in microcosmi modellati su rigide regole di comportamento a cui perfino i sentimenti vengono assoggettati. Sembra un cliché sugli inglesi? Non proprio. In questo modo, infatti, descrive la quotidianità nella residenza della regina l’ex chef Darren McGrady. Quest’ultimo ha lavorato a corte per 11 anni, dal 1982 (nel 1993 è stato assegnato a Kensington Palace, dove ha servito Lady Diana per 4 anni) e conosce molto bene le abitudini dei reali, ha potuto osservare da un punto privilegiato le trame delle loro esistenze, respirato l’atmosfera del potere dietro al quale si celano segreti e intrighi. Proprio la confidenza con questo stile di vita ha spinto McGrady a svelare al magazine Insider la somiglianza tra la quotidianità di Buckingham Palace e quella romanzata della celebre serie targata ITV “Downton Abbey”. Come spesso accade nelle opere artistiche (poco importa che si tratti di libri o di film) la realtà e la fantasia si sovrappongono per fondersi in qualcosa di nuovo, quasi inscindibile. Darren McGrady ha focalizzato il suo racconto sul lavoro dello staff di Buckingham Palace. Quasi sempre leggiamo le storie e gli scandali dei padroni dei palazzi, dimenticando che attorno alle regine e ai principi ruota una specie di “galassia” composta dalle persone che lavorano in questi ambienti, contribuendo a renderli vivi e a costruire l’apparenza fiabesca che noi vediamo. I collaboratori, dal primo valletto all’ultimo lavapiatti, sono il “backstage” non di uno spettacolo, ma di una storia vera che si dipana nella realtà di tutti i giorni. Del resto sono loro anche le proverbiali “orecchie” di cui sarebbe dotato ogni muro regale che si rispetti. A proposito delle persone che compongono lo staff di Buckingham Palace, Darren McGrady ha sottolineato che uomini e donne abitavano su piani diversi del Palazzo, dichiarando: “Avevo una stanza a Palazzo. Quando vivevo lì l’ambiente era suddiviso proprio come nello show Downton Abbey. Avevamo un’ala preposta alla cucina degli uomini e una per le donne, il piano dei domestici, il piano delle cameriere e non era consentito visitare i piani diversi dal proprio” e ha proseguito: “Se eri un cuoco o un valletto ma provavi a intrufolarti al piano delle cameriere e venivi sorpreso, eri in guai seri. Tutti vivevano separati, funzionava così. Eravamo parte dell’era vittoriana”. McGrady usa un’espressione idiomatica molto interessante, che rende bene quel tipo di vita: “it was the done thing”, ovvero un comportamento, una prassi socialmente accettata. Nel caso specifico significa che isolare gli uomini dalle donne era considerato un atteggiamento adeguato, in linea con i dettami e il rigore dell’epoca. McGrady ha anche spiegato: “Non si poteva neanche immaginare che uomini e donne single fossero insieme allo stesso piano”. Ancora negli anni Ottanta del Novecento la vita a Buckingham Palace era rimasta quasi immutata, almeno nelle norme di convivenza, dal regno vittoriano. Proibire ai membri dello staff di intrecciare legami che andassero oltre quelli professionali era un modo per mantenere un certo ordine e decoro (naturalmente ogni divieto può essere aggirato con la giusta accortezza), ma le regole vennero ulteriormente inasprite dalla regina Vittoria che, secondo la leggenda (probabilmente molto fantasiosa, fino al ridicolo, benché vi fosse una base reale di perbenismo piuttosto ipocrita), era talmente bigotta da far coprire persino le gambe dei mobili. Darren McGrady ha confessato, poi, che vivere a Palazzo era quasi come soggiornare in un hotel. Lo chef ha detto:“In qualità di domestici avevamo diritto alla nostra stanza, ma non ci rifacevamo neppure il letto la mattina. Ogni piano aveva la sua donna delle pulizie che entrava, rifaceva i letti, cambiava gli asciugamani e ti dava il sapone”. Dunque non esiste una gerarchia solo per gli aristocratici, ma anche tra i domestici di Buckingham Palace (dettaglio ben evidenziato anche in Downton Abbey). Tutto è rigidamente definito. McGrady ha aggiunto: “Era come un hotel, un’istituzione. Si può comprendere il motivo per cui le persone rimanevano lì per 30 anni o di più, perché ti veniva dato tutto ciò di cui avevi bisogno. Venivi pagato con un salario per le piccole spese”. Come riporta il Daily Express, già nel 2017 il maggiordomo Paul Burrell paragonò Buckingham Palace alla serie Downton Abbey, puntualizzando: “Se moltiplichi Downton per 100 ottieni Buckingham Palace”. Il Palazzo reale, secondo Burrell, è un mondo a sé, una piccola città guidata dalla sua regina, Elisabetta II.

Miriam Romano per “Libero quotidiano” il 21 maggio 2020. È come se lì l'incanto non si fosse mai rotto. L'emergenza Covid, i malati, i medici disperati in corsia, come non ci fossero stati. La tenuta sterminata, la foschia inglese, gli alberi secolari. La regina Elisabetta e i suoi cavalli. La regina inglese e i suoi novantaquattro anni che sfuggono alle intemperie del tempo. Con il suo foulard intrecciato al collo, la schiena dritta come una tavola levigata, le mani sicure stringono le redini. A suo agio, leggera, elegante. Non c' è stato un giorno per lei in questa quarantena, dicono i giornali inglesi, che abbia rinunciato ad andare a cavallo. Il suo hobby preferito. La sua valvola di sfogo. Accarezza la criniera del suo destriero, monta in sella con agilità e cavalca come fosse la cosa più semplice del mondo. Le immagini della regina e dei suoi cavalli hanno fatto il giro del mondo. Da far invidia l' eleganza, da far invidia il portamento, da far invidia la forma fisica. Nel suo incredibile castello a Windsor, dove si è ritirata per l' isolamento forzato, con una corte ridotta a circa una ventina di persone, ha rinunciato a impegni e svaghi, si è cimentata in dirette sul web e riunioni in streaming. Ma si è tenuta stretta i cavalli. Di loro non ha voluto far a meno. Tanto che vederla in sella fa pensare che forse stia tutto lì il segreto dei suoi anni ben portati. Il segreto di una vita lunga e senza le grane di salute che impestano chi si spinge così in là con l' età. Nel bel mezzo della quarantena, ad aprile, ha pure compiuto gli anni, 94 dicevamo. E giustamente per la sua salute, non ha voluto saperne di uscire in questo periodo per non incorrere in rischi di contagio, si è barricata nella sua residenza, insieme ai cavalli. Rinuncia persino ai suoi abiti, ad esibire le sue gonne inamidate, per cavalcare. Quando è in sella, e solo quando è in sella, la regina si concede di indossare i pantaloni e gli stivali in pelle. Via i vezzosi cappellini delle occasioni ufficiali e le decolté. Per lei, d'altronde, i cavalli sono una faccenda alquanto seria. Ha battezzato lei stessa i quattro animali che traino le sue carrozze, Tyrone, Claudia, Rui e St. Ives. Non si è trattato di un vezzo regale, la volontà di metter becco un po' dovunque, ma è lei stessa a prendersene cura di persona. Si può dire che si trovano in buone mani, perché la regina è considerata una delle allevatrici migliori al mondo. È un amore di lunga data che percorre quasi un secolo intero. Ad andare a cavallo la sovrana ha imparato da piccola, quando aveva solo 4 anni. Suo padre, re Giorgio, le aveva regalato un pony, Peggy. È da Peggy che è nato tutto. Ha sempre avuto cavalli al suo fianco. Ha sempre cavalcato e passeggiato insieme a loro. Ed è persino una delle più esperte di cavalli del Regno Unito. Tutte le mattine sfoglia il Racing Post, il quotidiano di riferimento dei patiti dell' ippica, prima di prendere tra le mani qualsiasi altro giornale o rotocalco. Alleva trenta purosangue e ha vinto tutte le principali corse della Gran Bretagna. Non che i soldi in fatto di passioni centrino sempre qualcosa. Ma che lo stalliere dei cavalli della regina sia uno degli uomini più pagati della corte regale inglese, dice più di qualcosa sul conto del legame tra la sovrana e i quadrupedi. Con uno stipendio di 22mila euro al mese, l' assistente della regina non può sgarrare in nulla. Inoltre, e la notizia è rimbalzata pure sui social di tutto il mondo, prima ancora di mettersi in quarantena con il marito Filippo, la regina ha pensato ai suoi cavalli. La sua prima premura in questi mesi, infatti, ancora antecedente alla salute propria, è stata rivolta ai cavalli. Ha ordinato il loro trasferimento dalle scuderie reali di Buckingham Palace a un luogo più sicuro: il palazzo di Hampton Court, fuori Londra, luogo incantato che fu la residenza di Enrico VIII e non è abitato dalla famiglia reale dal XVIII secolo. Insomma si può dire che ha donato un palazzo intero ai suoi destrieri.

·        Filippo.

Da "repubblica.it" il 10 giugno 2020. Sono 99 le candeline su cui soffia oggi il principe Filippo e Buckingham Palace celebra la ricorrenza pubblicando una nuovo foto che lo ritrae insieme alla regina Elisabetta. L'immagine è stata scattata la settimana scorsa al castello di Windsor, dove la coppia reale, sposata da 72 anni, si è trasferita durante l'emergenza coronavirus. A quanto raccontano i tabloid britannici, la coppia reale vivrà il compleanno in isolamento, ma non rinuncerà a festeggiare con la famiglia attraverso una serie di videochiamate. In particolare, dovrebbero esserci collegamenti video attraverso la piattaforma Zoom coi 4 figli - a cominciare dall'erede al trono Carlo, che si trova in Scozia con la moglie Camilla e proprio di recente s'è detto 'triste' di non poter abbracciare il padre -, con i nipoti e i pronipoti. Inclusi i "ribelli" Harry e Meghan, che col piccolo Archie, dovrebbero contattarlo dagli Usa dove si sono trasferiti di recente. A credere ai soliti commentatori di cose reali, Filippo, ritiratosi quasi totalmente dalla scena pubblica da ormai tre anni, affronta la ricorrenza con una certa fierezza per il traguardo raggiunto, a dispetto delle inevitabili limitazioni e acciacchi dell'età e di episodiche chiacchiere ricorrenti sulla sua morte. A quanto pare il principe ama le nuove tecnologie, passione sempre coltivata nel corso della sua lunga vita, ricorda il biografo Robert Lacey, rivelando come questo gli valga ancora il nomignolo di "gadget man" in seno alla famiglia Windsor. La nuova foto del ritratto, nella quale i reali appaiono in splendida forma, è la prima immagine pubblica del principe Filippo, dopo quella scattata all'uscita dell'ospedale lo scorso 24 dicembre, quando era stato ricoverato a Londra per quattro giorni a causa di una "condizione pre-esistente". Dopo il ritiro a vita privata nel 2017, sono state poche le occasioni in cui il marito della regina si è fatto vedere in pubblico; lo scorso aprile, con una dichiarazione aveva ringraziato il personale in prima linea nella lotta al Covid-19, mettendo a tacere le voci che circolavano sulla sua presunta morte.

Da "elle.com" il 9 agosto 2020. Ha sposato la Regina Elisabetta, è a tutti gli effetti un membro (importante) della royal family, ma non possiamo chiamarlo re. Il principe Filippo, che è conosciuto anche come duca di Edimburgo, ha una storia interessante che ancora oggi rimanda a una domanda lecita e mai scontata a cui rispondere: perché non è re? Il marito della Regina Elisabetta è conosciuto dai fan della royal family semplicemente come “principe consorte”. Molto della sua storia è stato già rivelato nella celebre serie TV The Crown (nota bene: la terza stagione è in arrivo su Netflix il 17 novembre, ndr): sappiamo che Filippo è nato principe di Grecia e Danimarca, e che ha rinunciato a questi tioli per convolare a nozze con Elisabetta. Sappiamo anche che è il figlio del principe Andrea e della principessa Alice di Battenberg, che lasciarono la Grecia e adottarono il cognome Mountbatten per neutralizzarsi come cittadini del Regno Unito. Sappiamo inoltre che Her Majesty the Queen gli ha conferito il titolo di duca di Edimburgo, conte di Merioneth e barone Greenwich al momento delle loro nozze nel 1947. Tuttavia, un dubbio resta: perché, all’incoronazione della Regina Elisabetta nel 1953, Filippo non è stato proclamato re? Questo quesito è anche al centro di un articolo apparso su harpersbazaar.com, che chiarisce: “Nella royalty anglosassone, la moglie di un re è chiamata regina consorte ma il marito di una regina è chiamato principe consorte e non re consorte”. La stessa fonte sottolinea anche che un ulteriore (e anche l’ultimo) riconoscimento di sangue blu è stato dato a Filippo nel 1957, quando la Regina Elisabetta gli ha conferito ufficialmente il titolo di principe del Regno Unito. E a proposito di titoli nella royal family, un chiarimento lungimirante è quello di townandcountrymag.com, che guarda al futuro della monarchia inglese offrendo un prospetto molto interessante. Ammettiamolo, c’è una domanda a cui tutti vorrebbero risposta nel Regno Unito (e non solo): Camilla diventerà Regina? Secondo la fonte, sì, Camilla potrebbe diventare regina consorte quando Carlo sarà incoronato re. Tuttavia, Clarence House (la residenza di Carlo e Camilla) ha annunciato che sarà sua intenzione utilizzare (solo) il titolo di Sua Altezza Reale la principessa consorte. Quanto a Kate Middleton? Inutile prenderci in giro, il popolo non vede l’ora che diventi regina accanto a William. Ma attenzione, niente diminutivi: come per nome di battesimo, lei sarà Queen Catherine.

I continui tradimenti di Filippo che imbarazzano la regina Elisabetta. Il principe Filippo ha appena compiuto 99 anni segnati da eventi straordinari, sempre in bilico tra la Storia e la vita privata trascorsa accanto all’amata regina Elisabetta. Francesca Rossi, Giovedì 11/06/2020 su Il Giornale. Non è un caso che la regina Elisabetta abbia definito il principe Filippo “la mia roccia”. Il duca di Edimburgo, che ha appena compiuto 99 anni, è davvero il fulcro della famiglia Windsor insieme alla moglie, benché si sia ritirato a vita privata nel 2017. Non dobbiamo farci ingannare dal fatto che il regale consorte rimanga sempre tre passi dietro Sua Maestà. È il protocollo, una delle tradizioni che come tanti tasselli compongono l’immagine della monarchia. Una specie di puzzle che, una volta completato, ci regala l’immagine vera della sovrana e del marito. Una coppia inossidabile da quasi 73 anni. Il principe Filippo è il vero consigliere della regina, l’unico che possa mettere in discussione le decisioni della moglie usando perfino la tagliente ironia che lo contraddistingue. Filippo di Edimburgo è un uomo che ha fatto dell’eccezione la sua vita. Fin dalla nascita. Come racconta il Telegraph, il principe consorte venne alla luce sul tavolo da cucina della residenza estiva di Mon Repos, a Corfù, il 10 giugno 1921. Un fatto davvero strano che, in qualche modo, dà inizio a un destino altrettanto fuori dall’ordinario. Il principe è il quinto figlio e unico maschio del principe Andrea di Grecia e della principessa Alice di Battenberg. Dopo l’abdicazione del re Costantino I di Grecia, suo zio, il piccolo Filippo dovette abbandonare la sua patria salpando alla volta della Francia. Aveva circa un anno e mezzo e durante il viaggio sulla nave HMS Calypso, di proprietà della Royal Navy, venne improvvisata per lui una culla ricavata da una scatola di arance. Nel 1928 il futuro principe Filippo si trasferì nel Regno Unito grazie all’aiuto dello zio Louis Mountbatten e terminò lì i suoi studi. Secondo gli esperti reali il principe Filippo incontrò per la prima volta la futura regina Elisabetta nel 1934, al ricevimento nuziale della principessa Marina di Grecia. Elisabetta aveva solo 13 anni e lui ben 18. I due sono anche cugini di terzo grado e hanno in comune la parentela con la regina Vittoria. A quanto pare Lilibet rimase così colpita da quel giovane bello e alto da confessare alla sorella Margaret di essersi trovata di fronte “un ragazzo bello come un dio greco”. Non aveva torto. Tracce di quell’antica bellezza sono ancora visibili sul volto e nel fisico del duca di Edimburgo. Elisabetta e Filippo iniziarono una fitta corrispondenza che continuò per tutto il periodo della guerra. La proposta di matrimonio arrivò nel 1946, ma re Giorgio VI, padre di Lilibet, non era affatto entusiasta all’idea di avere per genero quel giovane principe senza più un regno. Nell’aprile 1947, però, dovette capitolare di fronte alle insistenze della figlia, certa di aver trovato l’uomo giusto per lei. A Balmoral il principe Filippo regalò alla futura moglie un anello di brillanti che suggellò il fidanzamento. Per sposare la regina Elisabetta, il duca di Edimburgo venne naturalizzato cittadino britannico, adottando il cognome Mountbatten, che apparteneva al ramo materno del suo casato. Inoltre dovette convertirsi all’anglicanesimo (era ortodosso per nascita), rinunciare ai titoli greci, alla carriera militare e a eventuali pretese sul trono greco. Il matrimonio tra la futura regina Elisabetta e il principe Filippo venne celebrato il 20 novembre 1947 nell’Abbazia di Westminster. In quell’occasione Filippo ricevette il titolo di duca di Edimburgo e il trattamento di altezza reale. Solo nel 1957, grazie alla moglie ormai ascesa al trono d’Inghilterra, ottenne il titolo di principe del Regno Unito.

I tradimenti del principe Filippo. Il matrimonio tra il principe consorte e Sua Maestà non è stato tutto rose e fiori. Fin dai primi tempi iniziarono a circolare voci di presunti tradimenti. Sembra che Filippo abbia avuto diverse amanti, tra cui alcune attrici, ma Buckingham Palace ha sempre smentito ogni pettegolezzo. Si dice perfino che la sovrana fosse al corrente delle relazioni extraconiugali del marito, ma preferisse lasciar correre. Tra i nomi delle presunte amanti del principe figurano quello della ballerina sovietica Galina Sergeevna Ulanova, molto famosa e prima nella storia del balletto a essere nominata “prima ballerina assoluta”. Oppure potremmo menzionare Katie Boyle, nome d’arte dell’aristocratica fiorentina Caterina Irene Elena Maria Boyle, modella, attrice e scrittrice. In questo elenco piuttosto lungo figura perfino la madre di Sarah Ferguson, Susan Barrantes e la celebre scrittrice Daphne du Maurier. Naturalmente non ci sono prove a sostegno di questi presunti tradimenti. Il principe Filippo è sempre stato l’ago della bilancia in casa Windsor. Impossibile dimenticare che secondo i tabloid fu lui a spingere il principe Carlo a fare la proposta di matrimonio a Lady Diana. Sempre lui a “bacchettare” la principessa del Galles nelle ultime, tragiche fasi del suo matrimonio. Ancora lui, a quanto pare, furioso con il principe Harry a causa della Megxit, sebbene non presente allo storico vertice di Sandringham. La biografa Sarah Bradford ha scritto di lui: "Impenitente farfallone, difficilissimo di carattere". Il biografo ufficiale di corte, Gyles Brandreth ha affermato: "La regina indossa la corona, ma suo marito indossa i pantaloni. È lui la vera forza dietro il trono: fermo e sempre di supporto nelle scelte di Sua Maestà". Una personalità complessa, dunque, impossibile da ridurre in poche parole. Il principe Filippo, però, è famoso anche per le sue gaffe politicamente scorrette. Nel 1969, dopo una esibizione di Tom Jones al Royal Variety, il duca disse al cantante: “Con cosa li fai i gargarismi, con i sassi?”. In Australia, invece, chiese al leader degli aborigeni William Brin: "Vi tirante ancora le lance?". Durante la recessione affermò con il suo aplomb britannico: “Tutti dicevano che avremmo dovuto avere più tempo libero. Ora si lamentano di essere disoccupati”. Nel 1986 disse ad alcuni studenti inglesi in Cina: “Se rimarrete qui più a lungo vi verranno gli occhi a mandorla”. Battute fuori luogo? Forse talvolta sì, benché la sua schiettezza possa rivelarsi persino un pregio che le nuove generazioni stanno perdendo in favore di un pensiero più monocorde, piatto, uniforme. Questo è il principe Filippo, il consorte reale più longevo della Storia, con un curriculum di 22.219 impegni ufficiali. Piaccia o meno.

Da ilfattoquotidiano.it il 26 marzo 2020. “Il Principe Filippo è morto. Ma la Regina Elisabetta è costretta al silenzio”. È questa l’indiscrezione che nelle ultime ore sta facendo il giro dei tabloid britannici, creando grande dibattito sui social network. C’è chi dice che “la Regina Elisabetta sta mantenendo il riserbo perché fare i funerali ora sarebbe troppo pericoloso con il Covid-19” e chi invece smentisce tacciando la cosa come una fake news. Tutto nasce dal fatto che con i suoi 98 anni Filippo è sicuramente esposto alla minaccia del coronavirus, soprattutto contando che lo scorso dicembre il principe consorte era stato ricoverato in una clinica ospedaliera a causa di alcuni problemi di salute. Nell’autunno del 2019 infatti, il Duca era stato colpito da una brutta sindrome influenzale che, trascinatasi per settimane, lo aveva costretto al ricovero ospedaliero poco prima di Natale. Così, in molti ipotizzano che sia deceduto in questi giorni e che la regina Elisabetta con tutta la famiglia reale stia temporeggiando a dare la notizia perché con l’emergenza sanitaria in corso, infatti, non è più possibile celebrare i funerali, neanche nel Regno Unito. Ipotesi che ha ripreso corpo in queste ore dopo l’annuncio ufficiale di Buckingham Palace sul fatto che il principe Carlo è risultato positivo al tampone del Covid-19. E la Bbc ha fatto sapere che a corte si sta valutando un l’ipotesi di mandare in onda un messaggio televisivo straordinario della Regina alla nazione: l’ultima volta che la Sovrana parlò “a sorpresa” ai suoi sudditi fu quando morì sua madre, nel 2002, a 101 anni d’età. Non solo. Come riporta il tabloid britannico Express, le disposizioni sulle esequie del principe Filippo sono già state stabilite da tempo, ma negli ultimi giorni il consorte di sua Maestà avrebbe fatto nuove richieste. Il rito funebre si dovrebbe tenere alla presenza della famiglia, degli amici e dei capi di Stato dei paesi del Commonwealth, che si raduneranno attorno al feretro nella cappella di San Giorgio a Windsor Castle, secondo lo stile di un funerale militare inglese. E non solo: il 98enne vorrebbe essere sepolto nei giardini di Frogmore, nel parco del Castello di Windsor, dove già riposano le salme della Regina Vittoria e del Principe Alberto, e non nella cappella di Westminster dove sono sepolti molti altri esponenti della Famiglia Reale. Se il principe Filippo dovesse venire a mancare prima della regina Elisabetta II, il protocollo reale prevede che quest’ultima osservi un periodo di lutto di otto giorni.

La morte del principe Filippo e il silenzio della regina: giallo a Buckingam Palace. Redazione de Il Riformista il 26 Marzo 2020. Il duca di Edimburgo Filippo sarebbe morto ma la regina Elisabetta, sua consorte, non potrebbe rivelarlo. È la spy story che da giorni affolla le pagine dei tabloid inglesi e che vorrebbe il 98enne marito della sovrana d’Inghilterra deceduto e lei costretta al silenzio a causa della prescrizione a celebrare funerali per via del Coronavirus.

Complice l’età, gli ultimi ricoveri del duca e la situazione di emergenza sanitaria in cui è piombato anche il Regno Unito, l’indiscrezione sul possibile decesso di Filippo è già salita agli onori delle cronache in precedenza ma, finora, era sempre arrivata pronta la smentita di Buckingham Palace. L’ultima volta era stata una settimana fa quando dal palazzo reale fecero sapere che il principe era “still alive”, ancora vivo. Secondo la stampa scandalistica britannica, però, questa volta la smentita potrebbe non arrivare. La Regina, infatti, sta preparando dal suo isolamento a Balmoral, in cui è tenuta sotto strettissima osservazione, un discorso alla nazione. Fatto salvo quelle tenuto nel giorno di Natale, la sovrana d’Inghilterra ha parlato al popolo solo quattro volte durante il suo lungo regno e le ultime due furono rispettivamente, per la morte di Lady Diana e della Regina madre. A queste indiscrezioni si aggiunge poi la notizia, quella sì ufficiale, che già il 12 marzo, giorno dell’ultimo incontro tra il principe Carlo, positivo al Covid-19, e la regina il principe Filippo non era presente.

DAGONEWS il 25 marzo 2020. Trema la corona inglese. La notizia della positività al coronavirus del principe Carlo mette in angoscia gli inglesi preoccupati non solo per le sorti del futuro erede al trono, ma soprattutto per la possibilità che abbia potuto incontrare la Regina e il principe Filippo. C’è infatti il rischio che il principe fosse già contagiato quando ha incontrato, seppur per breve tempo, la madre lo scorso 13 marzo. Ma quali sono stati i movimenti di Carlo degli ultimi giorni? E soprattutto da dove arriva il contagio? Sui media inglesi si fa sempre più insistente l’ipotesi che il contagio sia avvenuto il 10 marzo tramite il principe Alberto di Monaco, risultato positivo quattro giorni fa. Negli ultimi 16 giorni Carlo ha partecipato ad almeno sei impegni pubblici incontrando centinaia di persone tra cui una serie di star durante il Prince's Trust alla Royal Albert Hall due settimane fa. Il Principe di Galles è andato a Buckingham Palace l’ultima volta il 12 marzo per svolgere investiture per conto della Regina, che ha anche "brevemente" incontrato. Non ha visto, invece, il padre, il 98enne principe Filippo, che si trova al Castello di Windsor dove è stato raggiunto pochi giorni fa anche dalla sovrana. L’ultima volta che Carlo ha visto Filippo pare sia stato durante i colloqui della Megxit. William e Kate sono ad Anmer Hall a Norfolk, mentre Harry e Meghan sono tornati in Canada. Entrambe le coppie hanno visto Carlo al Commonwealth Service nell'Abbazia di Westminster lo scorso 9 marzo. Due giorni dopo, l'11 marzo, Carlo ha anche incontrato una serie di celebrità al “Prince's Trust Awards 2020” a Londra, a cui hanno partecipato Ant e Dec, Philip Schofield, Fearne Cotton, Pierce Brosnan, Richard E Grant, Ronnie Wood, Dina Asher-Smith e Craig David. La sera del 12 marzo, dopo le investiture a Buckingham Palace, il Principe di Galles ha avuto una cena alla Mansion House di Londra con il Lord Mayor della City di Londra e l'Alto Commissario per l'Australia. Questo è il suo ultimo impegno pubblico. Tuttavia da allora ha avuto anche una serie di incontri privati. Ora è a Birkhall, la sua casa Balmoral, con Camilla. Il 22 marzo ha iniziato a sentirsi male. Lunedì è stato sottoposto al tampone e oggi è stata divulgata la notizia della sua positività al Covid-19.

Coronavirus, il principe Carlo d'Inghilterra positivo al test. In questo momento avrebbe soltanto "sintomi leggeri" della malattia. E' già in auto-isolamento insieme a sua moglie, la duchessa della Cornovaglia Camilla, che tuttavia è risultata negativa al test. Antonello Guerrera il 25 Marzo 2020 su La Repubblica. Il principe Carlo, 71 anni, è risultato positivo al Coronavirus. La notizia è stata confermata dalla residenza di Clarence House. Il principe del Galles starebbe bene, avrebbe soltanto "sintomi leggeri" della malattia ed è già in auto-isolamento insieme a sua moglie, la duchessa della Cornovaglia Camilla, che tuttavia è risultata negativa al test. Carlo e Camilla si trovano in questo momento nella loro tenuta in Scozia e la positività del principe è stata testata in un ospedale pubblico nell'Aberdeenshire. Secondo il suo portavoce, non è chiaro come Carlo abbia contratto la malattia, in quanto "negli ultimi tempi il principe ha presenziato numerosi eventi pubblici". Il pensiero corre immediatamente alla salute dei suoi genitori, ossia la 93enne Regina Elisabetta e suo marito, il cagionevole e 98enne principe Filippo. Entrambi da giorni sono riparati nella loro tenuta di Windsor e già da tempo erano scattate misure a loro protezione: per questo hanno lasciato di recente il più affollato e potenzialmente pericoloso Buckingham Palace. Un comunicato ufficiale dei reali fa sapere ora che la "Regina è in buona salute" e che l'ultima volta che Carlo è venuto in contatto con la madre sovrana è stato lo scorso 12 marzo durante una cerimonia di riconoscimenti pubblici a Buckingham Palace. Lo stesso giorno tra l'altro il principe del Galles ha avuto anche il suo ultimo evento pubblico, una cena di beneficenza relativa agli incendi in Australia, a Londra. Prime polemiche anche sul presunto trattamento di favore ricevuto da Carlo: in Regno Unito per le persone normali è praticamente impossibile sottoporsi al test del coronavirus a meno che ci si ritrovi in gravi condizioni di salute. Il principe del Galles invece, come da comunicato ufficiale, sinora ha mostrato solo "sintomi lievi". Condizione di norma assolutamente non sufficiente per farsi testare dalla sanità pubblica britannica. 

·        Anna.

DAGONOTA il 15 agosto 2020. Perché non può essere la principessa Anna (che oggi compie 70 anni) a succedere a sua madre Elisabetta invece di Carlo? Perché la linea dinastica della corona inglese ha previsto fino al 2013 che fossero i maschi primogeniti in linea retta a ereditare il trono. Elisabetta era figlia di Re Giorgio che ebbe solo due femmine e lei, più grande della fumantina Margaret, divenne regina molto giovane. Ora, rispettando la cosiddetta ''legge semisalica'', l'erede è Carlo, seguito dal primogenito William, e poi suo figlio George. Ma poiché nel 2013 è intervenuto il Succession to the Crown Act, invece di tornare indietro nella linea fino al primo maschio ''utile'' (l'ormai americano principe Harry), in caso di morte o abdicazione del principino George (senza eredi), sarebbe la sorella Charlotte a prendere in mano la monarchia, seguita dal fratello Louis. E solo dopo toccherebbe a Harry, e poi dal figlio Archie. La principessa Anna, al momento, è 15^ nella linea. Dunque il suo ruolo – dopo la morte, l'abdicazione, o, terza opzione, la scelta di un reggente – di Elisabetta II, non potrà che essere di ''consigliera'' e spalla del fratello, di due anni più anziano di lei. Sua maestà regina Elisabetta II del Regno Unito, nata nel 1926, prima figlia di re Giorgio VI e attuale sovrano del Regno Unito.

1. Sua altezza reale Carlo, principe del Galles, nato nel 1948, primo figlio della regina Elisabetta II

2. Sua altezza reale il principe William, duca di Cambridge, nato nel 1982, primo figlio del principe Carlo

3. Sua altezza reale il principe George di Cambridge, nato nel 2013, primo figlio del principe William

4. Sua altezza reale la principessa Charlotte di Cambridge, nata nel 2015, figlia del principe William

5. Sua altezza reale il principe Louis di Cambridge, nato nel 2018, secondo figlio maschio del principe William

6. Sua altezza reale il principe Henry, duca di Sussex, nato nel 1984, secondo figlio del principe Carlo

7. Archie Mountbatten-Windsor, nato nel 2019, figlio del principe Henry

8. Sua altezza reale il principe Andrea, duca di York, nato nel 1960, secondo figlio maschio della regina Elisabetta II

9. Sua altezza reale la principessa Beatrice di York, nata nel 1988, prima figlia del principe Andrea

10. Sua altezza reale la principessa Eugenia di York, nata nel 1990, seconda figlia del principe Andrea

11. Sua altezza reale il principe Edoardo, conte di Wessex, nato nel 1964, terzo figlio maschio della regina Elisabetta II

12. James, visconte Severn, nato nel 2007, figlio del principe Edoardo

13. Lady Louise Windsor, nata nel 2003, figlia del principe Edoardo

14. Sua altezza reale Anna, Principessa Reale, nata nel 1950, figlia della regina Elisabetta II

15. Peter Phillips, nato nel 1977, figlio della principessa Anna

16. Savannah Phillips, nata nel 2010, prima figlia di Peter

17. Isla Phillips, nata nel 2012, seconda figlia di Peter

18. Zara Phillips, nata nel 1981, figlia della principessa Anna

19. Mia Tindall, nata nel 2014, prima figlia di Zara

20. Lena Tindall, nata nel 2018, seconda figlia di Zara 

Da dilei.it il 15 agosto 2020. Unica figlia femmina della Regina Elisabetta e di Filippo, filantropa, icona di stile e amazzone di talento, più volte premiata: queste sono sono solo alcune delle espressioni che possono essere utilizzate per descrivere la Principessa Anna, secondogenita della Sovrana d’Inghilterra. La sorella minore del Principe Carlo compie oggi 70 anni. Nata a Londra – a Clarence House per la precisione – è da sempre una figura estremamente discreta, poco avvezza a interagire con i media. Patrona di oltre 200 organizzazioni benefiche, ha il titolo di Principessa Reale e, come già detto, si è distinta per la sua abilità di fantina. La passione viscerale per l’equitazione – che ha trasmesso anche alla figlia Zara – le ha permesso di vincere due medaglie, la prima nel 1971 e la seconda nel 1975. La Principessa Anna è stata anche il primo membro della Royal Family inglese a partecipare ai Giochi Olimpici (ha gareggiato nel 1976 a Montreal). Con alle spalle dieci anni di militanza in Save the Children, Anna ha detto la sua, con un’affermazione che molti hanno interpretato come una stoccata a Meghan Markle e Harry. Intervistata dalla corrispondente reale Katie Nicholl nel maggio 2020 sulle pagine di Vanity Fair, ha affermato che, a suo dire, le giovani generazioni della Famiglia Reale hanno fretta di cambiare l’approccio collaudato nel campo della filantropia. Nota al mondo per la sua attenzione allo stile – ha ereditato dalla madre la passione per i foulard ed è stata una pioniera tra i membri di The Firm per quanto riguarda il riciclo degli abiti – ha dei buoni rapporti con Kate Middleton. Nel corso di diversi eventi ufficiali, le due donne sono state fotografate diverse volte in atteggiamenti complici, con un linguaggio del corpo che dagli esperti è stato letto come un segnale di armonia. Celebre per il suo carattere spigoloso, nel 1974 ha subito un tentativo di rapimento e ha rotto il protocollo ben prima di Meghan e Harry: con suo marito Mark Phillips – sposato nel 1973 – ha rifiutato per i figli Peter e Zara i titoli di Altezza Reale. I due fratelli, nati rispettivamente nel 1977 e nel 1981, sono stati i primi nipoti di un sovrano a non avere un titolo nobiliare. Concludiamo ricordando che, oggi come oggi, il matrimonio tra Anna e Mark Phillips fa parte del passato: nel 1992, l’unica figlia femmina di Elisabetta e di Filippo ha detto sì una seconda volta, andando all’altare con il comandante della Royal Navy Timothy Laurence. 

Enrica Roddolo per il "Corriere della Sera" il 13 agosto 2020. Prende the Tube, la metropolitana di Londra, come un'inglese qualsiasi. Anna, Princess Royal dal 1987 per volere di Elisabetta II (sua madre) è sempre andata per la sua strada. E non le dispiacerà se - colpa della crisi sanitaria - la festa per i suoi 70 anni il 15 agosto, a Buckingham Palace, salterà. Si consolerà veleggiando per i mari del Nord con il secondo marito Sir Timothy Laurence. Il sangue freddo si rivelò utile una sera di marzo del 1974, quando con il primo marito Mark Phillips rischiò il rapimento. Sul Mall diretti a palazzo, furono fermati a colpi di pistola da Ian Bell che sperava in un riscatto di 2 milioni di sterline. L'uomo afferrò la principessa per un braccio, ma lei si liberò a calci e strattoni. Merito del training al quale ogni Windsor è sottoposto: anche Meghan, racconta il libro «Finding Freedom» appena uscito Oltremanica, si è misurata con la prova di sopravvivenza a un tentato attacco terroristico (due giorni con le forze speciali Sas). La verità è che Anna ama l'azione, più che la moda. Così lontana dalle principesse trendsetter. E a proposito dei Sussex, dopo il loro «gran rifiuto» Anna ha detto che «le nuove generazioni non capiscono, vogliono sempre provare a fare in modo nuovo». Parole taglienti. Gran lavoratrice, la prima inaugurazione a 18 anni, è una workaholic nonostante sia solo 14ma nella successione. Sempre pronta a partire per Save the Children UK, di cui è patrona dal 1970. Adorata da papà Filippo, il «principe Dynamo» come diceva Patricia Mountbatten, per il politico vicino al duca di Edimburgo, Gyles Brandreth, tra Anna e il padre c'è sempre stata competizione, Anna e Filippo hanno sempre totalizzato il più alto numero di impegni ufficiali. Nel 2019 sono stati 506 quelli di Anna. Ad accomunarli anche i guai al volante: lei per una brutta multa per eccesso di velocità anni fa, il padre per un incidente d'auto... guidata a più di 90 anni. Interpretata da Erin Doherty in The Crown 3 , un anno prima del tentato rapimento Anna era apparsa al balcone di Buckingham Palace, fresca sposa del capitano Mark Phillips, Oro ai Giochi di Monaco. Ma di un'angelicata castellana non ha mai avuto molto. Alla guida della British Olympic Association, membro del Cio dopo la partecipazione a Montreal nel 1976 - prima Windsor alle Olimpiadi - il suo amore per l'equitazione arrivò (con una decorazione a tema) in cima alla torta nuziale. E a proposito di sì reali la designer dell'abito di Diana, Elizabeth Emanuel, mi svelò che lady D provò il vestito da sposa nella camera di Anna. Cresciuta in solitudine mentre la madre (con la quale avrebbe pranzato a Windsor per un brindisi informale di compleanno) si dedicava al lavoro di regina, «Anna ha le migliori qualità dei genitori ma è indubbio che sia una goccia d'acqua con papà Filippo», dice al Corriere da Londra lo storico Hugo Vickers. Ed Elisabetta, dopo l'uscita di Harry e Meghan, punta su di lei. Un ruolo in prima fila che sarebbe piaciuto al principe Andrea messo però fuori gioco dall'affaire Epstein. «E quando Carlo salirà al trono il suo peso non diminuirà di una virgola, è così strategica per la Corona», dice l'ex segretario Nick Wright. Prima di Meghan, Anna non volle titoli per i figli: Peter, che ha fatto notizia per la promozione del latte in polvere cinese, e Zara che ha gareggiato ai Giochi di Londra 2012. E a proposito di Meghan e i Windsor, emerge ora che i veleni iniziarono nel 2018 quando la famiglia si riunì per i 70 anni di Carlo. Anna è avvisata.

Buckingham Palace, è l’ora di Anna: dopo Carlo, la regina si affida a lei. Enrica Roddolo il 12/8/2020 su Il Corriere della Sera. Il 15 agosto la principessa di Galles compie 70 anni: niente festa (causa Covid) ma una crociera a Nord. Conservatrice, Elisabetta conta su di lei per l’immagine. Prende the Tube, la metropolitana di Londra, come un’inglese qualsiasi. Anna, Princess Royal dal 1987 per volere di Elisabetta II (sua madre) è sempre andata per la sua strada. E non le dispiacerà se — colpa della crisi sanitaria — la festa per i suoi 70 anni il 15 agosto, a Buckingham Palace, salterà. Si consolerà veleggiando per i mari del Nord con il secondo marito Sir Timothy Laurence. Il sangue freddo si rivelò utile una sera di marzo del 1974, quando con il primo marito Mark Phillips rischiò il rapimento. Sul Mall diretti a palazzo, furono fermati a colpi di pistola da Ian Bell che sperava in un riscatto di 2 milioni di sterline. L’uomo afferrò la principessa per un braccio, ma lei si liberò a calci e strattoni. Merito del training al quale ogni Windsor è sottoposto: anche Meghan, racconta il libro «Finding Freedom» appena uscito Oltremanica, si è misurata con la prova di sopravvivenza a un tentato attacco terroristico (due giorni con le forze speciali Sas). La verità è che Anna ama l’azione, più che la moda. Così lontana dalle principesse trendsetter. E a proposito dei Sussex, dopo il loro «gran rifiuto» Anna ha detto che «le nuove generazioni non capiscono, vogliono sempre provare a fare in modo nuovo». Parole taglienti. Gran lavoratrice, la prima inaugurazione a 18 anni, è una workaholic nonostante sia solo 14ma nella successione. Sempre pronta a partire per Save the Children UK, di cui è patrona dal 1970. Adorata da papà Filippo, il «principe Dynamo» come diceva Patricia Mountbatten, per il politico vicino al duca di Edimburgo, Gyles Brandreth, tra Anna e il padre c’è sempre stata competizione, Anna e Filippo hanno sempre totalizzato il più alto numero di impegni ufficiali. Nel 2019 sono stati 506 quelli di Anna. Ad accomunarli anche i guai al volante: lei per una brutta multa per eccesso di velocità anni fa, il padre per un incidente d’auto... guidata a più di 90 anni. Interpretata da Erin Doherty in The Crown 3, un anno prima del tentato rapimento Anna era apparsa al balcone di Buckingham Palace, fresca sposa del capitano Mark Phillips, Oro ai Giochi di Monaco. Ma di un’angelicata castellana non ha mai avuto molto. Alla guida della British Olympic Association, membro del Cio dopo la partecipazione a Montreal nel 1976 — prima Windsor alle Olimpiadi — il suo amore per l’equitazione arrivò (con una decorazione a tema) in cima alla torta nuziale. E a proposito di sì reali la designer dell’abito di Diana, Elizabeth Emanuel, mi svelò che lady D provò il vestito da sposa nella camera di Anna. Cresciuta in solitudine mentre la madre (con la quale avrebbe pranzato a Windsor per un brindisi informale di compleanno) si dedicava al lavoro di regina, «Anna ha le migliori qualità dei genitori ma è indubbio che sia una goccia d’acqua con papà Filippo», dice al Corriere da Londra lo storico Hugo Vickers. Ed Elisabetta, dopo l’uscita di Harry e Meghan, punta su di lei. Un ruolo in prima fila che sarebbe piaciuto al principe Andrea messo però fuori gioco dall’affaire Epstein. «E quando Carlo salirà al trono il suo peso non diminuirà di una virgola, è così strategica per la Corona», dice l’ex segretario Nick Wright. Prima di Meghan, Anna non volle titoli per i figli: Peter, che ha fatto notizia per la promozione del latte in polvere cinese, e Zara che ha gareggiato ai Giochi di Londra 2012. E a proposito di Meghan e i Windsor, emerge ora che i veleni iniziarono nel 2018 quando la famiglia si riunì per i 70 anni di Carlo. Anna è avvisata.

·        Le Dame di Compagnia.

Natalia Aspesi per “la Repubblica” il 29 aprile 2020. Lady in waiting, dama di compagnia, come ai tempi delle regine Tudor e Stuart, Hannover e Sassonia -Coburgo- Gotha, e adesso Windsor, un piccolo gruppo di nobili signore e fanciulle nel ruolo di confidenti, protettrici, medichesse, guardie del corpo, ma anche giullari, spie, cameriere, sguattere, amanti, vittime sacrificali. Quale ruolo ha interpretato Lady Anne Coke, primogenita del conte di Leicester, vedova di Lord Glenconner, per decenni dama di compagnia della principessa Margaret? Come racconta nelle sue memorie Lady in Waiting: My Extraordinary Life in the Shadow of the Crown che in un baleno ha superato le 200 mila copie in Gran Bretagna, soprattutto l' accompagnatrice nei viaggi di rappresentanza e forse, talvolta, la complice e l' amica, sia pure ininfluente. Senza edulcorare troppo, il libro restituisce a Margaret una sua umanità nelle tante ferite che l' hanno devastata, e una dignità sia pure spesso altezzosa che continuano a esserle negate anche nella fortunata serie televisiva The Crown , sempre col bicchiere in mano, disprezzata dal marito Lord Snowdon, circondata da maschi giovani e impresentabili, e anche nella miniserie tratta da I Melrose di Edward St Aubyn, che la descrive come una ridicola villanzona in età. Ma l' autrice ripercorre soprattutto la sua storia personale, una delle tante prodotte da quella classe di immenso e stravagante privilegio che è l' aristocrazia britannica, ancora con sue leggi patriarcali intoccabili in un Paese di antica democrazia. E se anche può innervosire noi plebei la classe con cui, bevendo il tè con una giornalista del Guardian, Lady Anne non fa tintinnare il cucchiaino nella tazza (mai in un salotto elegante davanti al caminetto), il suo racconto dolente eppure sereno è quello di un lungo - 54 anni - martirio matrimoniale e familiare da lei accettato stoicamente. I Leicester erano legati alla famiglia reale anche da ragioni non protocollari, essendo stata una delle loro più affascinanti dame l' amante ufficiale di re Edoardo VII, primogenito della regina Vittoria. Anne aveva diviso con Elisabetta e Margaret i giochi d' infanzia durante la guerra (tramando di assassinare Hitler!) a Holkham Hall, nel Norfolk, l' antica magione dei Leicester così grande (più della televisva Downton Abbey!) che le bambine non riuscivano mai ad avere a colazione le uova alla coque perché nel lunghissimo tragitto dalla cucina alle loro camerette arrivavano sode e fredde. A 22 anni Anne, di bellezza diafana e regale, divenne la fanciulla modello dell' aristocrazia britannica dopo essere stata, nel 1953, vestita di veli bianchi con coroncina di rose in testa, una delle sei damigelle d' onore all' incoronazione di Elisabetta. Una sposa molto ambita per nobiltà, docilità, bellezza e ovviamene verginità, necessaria ma anche fastidiosa almeno per il fortunato sposo, il barone Colin Tennant, che il primo giorno della luna di miele a Parigi la portò in una casa di tolleranza a osservarne le coppie, affinché si istruisse e gli risparmiasse la noia di trovarla impreparata. Bel giovanotto fascinoso, esemplare nell' indossare il tight, il cilindro, la bombetta, si rivelò subito un disastro: viziato, narcisista, aggressivo, crudele, adultero, sempre scontento, forse pazzo. Ereditando lui il titolo, la nobile dimora, l' immensa ricchezza di famiglia derivata dalla produzione di candeggina industriale, sua moglie divenne Lady Glenconner, col compito di accompagnare l' ex amichetta Margaret nei viaggi ufficiali, quando la principessa, graziosa e vivace (però molto piccola, a Corte la chiamavano "la nana reale") sapeva conquistare tutti con la sua intelligenza, preparazione politica e ironia; con tiare di diamanti ospite d' onore di Ronald Reagan e di sua moglie Nancy, meno addobbata in una capanna dello Swaziland alle prese con una onorificenza da appuntare sul perizoma alquanto minuscolo del re locale. Nel tempo terribile dell' Aids, Margaret andava nei reparti dei malati terminali, si sedeva vicino a loro, raccontava storie, li faceva ridere, li rasserenava: «C' eravamo solo noi due, molto prima che arrivasse la principessa Diana con un' orda di fotografi». In comune le due signore avevano, si fa per dire, un uomo, Glenconner, il marito crudele di una, lo sfortunato innamorato dell'altra, o meglio, la coppia sposata condivideva la vicinanza della principessa, i suoi cattivi umori, alcolismo, tabagismo, la sua implacabile infelicità e la sua corte di ragazzi tanto più giovani e impresentabili. Anne la seguiva nei suoi viaggi, Colin la inseguiva nel paradiso vizioso e inaccessibile di Mustique, l' isoletta delle Piccole Antille nel Mar dei Caraibi di sua proprietà. Ragazzi indigeni nudi e dipinti d' oro, festa eterna sulle spiagge, rifugio di celebrità e ricchi sfrenati (anche italiani), un terreno regalato a Margaret che ci andava spesso, esibendo costumi da bagno trasparenti. Tutti d' accordo, tranne il di lei marito Anthony Armstrong-Jones, Lord Snowdon, che ormai l' odiava sfrenatamente, chiamando Colin «quella merda». La parte più spietata delle memorie è quella in cui la lady in waiting confessa i sensi di colpa per aver trascurato, come del resto era stata lei dai suoi genitori, i cinque figli affidati a una serie di governanti, chiusi in collegio, soli e separati, la mamma assente per servire i suoi due tiranni. I risultati furono tragici, a otto anni Charles, il primogenito, l' erede, fu colpito da una sindrome ossessiva compulsiva, adolescente cominciò a drogarsi morendo di epatite. Harry, sposato, padre e omosessuale fu infettato dall' Aids negli anni in cui il male era ancora inarrestabile: le pagine in cui ne è descritta l' agonia, il figlio estenuato disteso sul pavimento d' ospedale, la testa adagiata in grembo alla madre rannicchiata a terra, sono davvero strazianti. Christopher, il terzogenito, dopo un incidente durante una vacanza in Belize, è rimasto seriamente menomato. Dissolta la ricchezza ereditata, Lord Glenconner dovette lasciare Mustique e nel 1982 trovò rifugio nella vicina isola di Santa Lucia dove inseguire i suoi progetti di lunatico piacere: non più il grandioso palazzo esotico disegnato da Oliver Messel a Mustique, ma un paio di casupole di poche stanze in cui Margaret lo raggiunse una volta sola e poi mai più. Lei è morta a 71 anni di un ictus nel febbraio 2002 in un ospedale londinese, lui a 86 anni di cancro nell' agosto 2010, a Santa Lucia, assisto dal suo cameriere personale caraibico, Kent Adonai. «Mia madre mi aveva insegnato che bisogna nascondere le emozioni, ma quella notte, a Santa Lucia, non ce la feci, urlai e urlai». La lettura del testamento era stata velocissima: Colin Tennant lasciava tutto le sue proprietà nei Caraibi dal valore milionario al suo devoto cameriere, sposato e con quattro figli, il titolo nobiliare all' erede più diretto, il figlio del primogenito defunto, Glenconner Hall al figlio del secondogenito, però già da tempo svuotato di ogni cosa di valore e in cattive condizioni. Nulla agli altri figli e nipoti, nulla alla moglie, che pur essendo primogenita dei Leicester, già non aveva ereditato nulla in quanto femmina. A 87 anni Lady Anne dopo aver vissuto sempre all' ombra di Colin e di Margaret, si trova famosa, continuamente in televisione e sui giornali, e a essere patrimonio di se stessa: le sue memorie stanno per essere pubblicate negli Stati Uniti e in altri paesi, diventeranno un serial e lei sta già scrivendo il suo primo thriller blasonato.

·        Andrea.

La Regina travolta dallo scandalo: "Andrea è dipendente dal sesso". Il principe Andrea è ancora nell’occhio del ciclone, ma stavolta non a causa dello scandalo Epstein, bensì di un libro che promette scottanti rivelazioni sulla sua vita intima. Francesca Rossi, Mercoledì 23/09/2020 su Il Giornale. Il 2020 è stato l’anno delle rivelazioni e delle biografie sui Windsor. Libri che hanno messo a nudo la famiglia reale più chiacchierata del mondo. L’ultimo in ordine di tempo si intitola “Sex, Lies and Dirty Money by The World’s Powerful Elite” ha tra i protagonisti il principe Andrea e promette piccanti rivelazioni sulla sua vita sessuale. L’autore, Ian Halperin, avrebbe intervistato delle ex conquiste del figlio prediletto di Sua Maestà per carpirne i segreti più intimi. Dettagli di cui le signore in questione non sono state certo avare. Tutte hanno avuto rapporti consensuali con il principe Andrea e lo hanno descritto come un amante “senza limiti tra le lenzuola”. Una di loro ha perfino dichiarato: “Andrew ha scosso il mio mondo in camera da letto. Ci sono rimasta male quando lui è sparito”.

"Due giorni a sua disposizione". Mille euro per intrattenere il principe Andrea. Un’altra ex fiamma ha fatto affermazioni molto più tranchant, sostenendo che il principe Andrea abbia una “dipendenza sessuale”. Il motivo di tale ossessione sarebbe da ricercare nel rapporto con il principe Carlo. Il duca di York avrebbe sofferto di una sorta di complesso di inferiorità nei confronti del fratello, destinato a regnare. L’ex amante di Andrea ha spiegato: “Non si sentiva abbastanza considerato nella royal family. E questo lo ha spinto al suo stile di vita da playboy. Avere tante belle donne nel suo letto lo faceva sentire speciale”. Naturalmente quest’affermazione è tutta da dimostrare. Lo scorso anno un insider rivelò al Daily Mail che il duca di York avrebbe avuto più di mille amanti e da giovane e, proprio per questa sua particolare inclinazione, gli sarebbe stato affibbiato il nomignolo di “Randy Andy”, ovvero “Andy l’arrazzato”. Confessioni di dubbio gusto che gettano una luce equivoca sul figlio della regina Elisabetta.

Brutto colpo per il figlio prediletto della regina. Ora lo cancellano pure dalla rete. Vanity Fair ricorda che un osservatore reale fece persino un calcolo a tal proposito, giungendo alla conclusione secondo cui dal momento del divorzio da Sarah Ferguson al 2010 il principe Andrea avrebbe avuto circa 15 fidanzate. Le relazioni del principe Andrea sono sempre state tollerate a corte. Ben diverso è il caso Epstein, un vero e proprio giro di prostituzione e schiavitù sessuale in cui sono state coinvolte delle ragazze minorenni all’epoca dei fatti. A proposito della presunta amicizia tra il principe Andrea e il magnate morto in carcere nel 2019, Ian Halperin sostiene di non aver trovato alcuna prova che confermi le accuse secondo le quali il duca di York avrebbe avuto rapporti con delle minorenni. Tuttavia l’autore dello scandaloso volume si dice certo che Epstein fornisse al principe “ragazze con cui fare sesso” e aggiunge: “È questo il motivo per cui erano amici. Andrea aveva un’ossessione per le ragazze dai capelli rossi. Ed Epstein gli rimediava le più belle rosse su piazza”. Il duca di York ha sempre negato le accuse, ma Halperin arriva a dichiarare che Andrea non fosse legato a Epstein solo da un rapporto di amicizia, ma anche di paura e spiega: “Epstein aveva informazioni scottanti sui suoi amici facoltosi e le usava per ricattarli”.

Abusi su minorenni, Ghislaine scandalizza la regina: si siede sul suo trono. Un classico. Squallido, ma assolutamente prevedibile. Halperin è un fiume in piena e racconta anche che il principe Andrea, nel 2011, avrebbe perfino pregato in ginocchio Epstein di non rivelare nulla sul suo conto. Dopo quell’incontro i due non si videro più, ma l’imprenditore era stato talmente furbo da posizionare telecamere in tutte le sue case, in modo da spiare gli incauti uomini facoltosi che le frequentavano. Secondo il Mail on Sunday sarebbe stato ripreso anche il principe Andrea. Se tutta questa storia venisse dimostrata, per il figlio di Elisabetta II non ci sarebbe più un posto al mondo dove andarsi a nascondere.

Anna Guaita per ''Il Messaggero'' il 3/8/2020. Sono stati distrutti dopo due anni. I tabulati che elencavano i turni delle guardie del corpo del principe Andrew non sarebbero più disponibili. Gli investigatori di New York non avranno dunque modo di convalidare o contestare l'alibi che il principe cita a propria discolpa per la notte del 10 marzo 2001. Lui assicura che si trovava nella sua villa di Sunninghill Park, nella contea di Bershire, insieme alle due figlie Beatrice e Eugenia, allora di 10 e 11 anni. Ma Virginia Roberts Giuffrè sostiene invece che il principe quella notte la passò con lei, a fare sesso, in una lussuosa casa nel quartiere di Belgravia a Londra. La Giuffrè aveva allora 17 anni, e la sua testimonianza è oggi al centro del processo per sfruttamento sessuale di minori ai danni di Ghislaine Maxwell, l'ereditiera britannica che per anni era stata al fianco del pedofilo Jeffrey Epstein, suicida in carcere un anno fa. Giuffrè sostiene che Epstein e Maxwell la obbligarono a intrattenere il principe varie volte, sia nel ranch che Epstein aveva nel Nuovo Messico, sia a New York, che a Londra e nell'isola privata che il finanziare possedeva nei Caraibi. La questione dei tabulati era stata sollevata da una guardia reale, che ha detto al tabloid britannico Daiy Mail di avere un ricordo diverso di quella notte rispetto a quel che dice il principe. L'uomo sostiene che Andrew era tornato a notte fonda a Buckingham Palace su un'automobile guidata da una delle guardie del corpo, e assicura di ricordare bene perché il principe era stato maleducato con le guardie di turno al palazzo e lui aveva presentato un reclamo sulla sua condotta. Proprio questa ex guardia ha chiesto di vedere i tabulati e si è sentito rispondere dopo quasi cinque mesi di attesa che non esistevano più perché vengono conservati solo per due anni: «Sono deluso ha detto l'uomo al Daily Mail -. E sono sorpreso anche di scoprire che i documenti circa la famiglia reale e la sua protezione vengono distrutti, per di più appena dopo due anni». La testimonianza della Giuffrè che coinvolge il principe fa parte di un processo per diffamazione che la donna aveva intentato contro Ghislaine Maxwell nel 2016 e che si era risolto con un accordo fra le due parti. I documenti erano allora stati sigillati con il benestare del giudice che aveva avuto la gestione del caso, ma sono stati in parte desecretati l scorsa settimana dal giudice Loretta Preska, che sta adesso presiedendo al nuovo processo contro la Maxwell. La 58enne cittadina britannica è tuttavia riuscita a ottenere che per il momento non venga resa nota quella parte dei documenti del processo in cui erano state trascritte le sue testimonianze. I suoi avvocati ricordano che Ghislaine aveva accettato di testimoniare a patto che le sue parole rimanessero confidenziali e sigillate, e solo a quella condizione aveva parlato della sua vita sessuale privata e dei contatti che aveva avuto con numerosi vip. Il giudice deciderà il 22 settembre se quell'accordo debba essere ancora considerato valido. Nel frattempo, la lunga ricostruzione che Giuffrè ha fatto degli anni fra il 2001 e il 2003, come «schiava del sesso» di Epstein e Maxwell, rimane l'unica testimonianza pubblica di una delle ragazze. E le pagine sul principe sono ricche di particolari piccanti, come il fatto che lui era «in adorazione» del corpo giovane della 17enne Virginia, tanto che arrivava a baciarle e leccarle i piedi. Come il fatto che ogni volta che la vedeva lui la abbracciava come se rivedesse una cara amica, mentre lei fra sé e sé sbuffava al pensiero di quello che le sarebbe toccato fare. Il principe dal canto suo nega con forza di aver avuto questi rapporti con la giovane, anche se non ha mai negato l'amicizia con Epstein.

L'amico gli sconsigliò di vedere Epstein, ma Andrea replicò duro: "Sei solo un bigotto". Un amico del principe Andrea di York ha rivelato di avergli sconsigliato di frequentare Jeffrey Epstein, ma la replica del duca fu molto dura: "Lasciami in pace, sei solo un bigotto". Mariangela Garofano, Mercoledì 19/08/2020 su Il Giornale.  Secondo l’Express il principe Andrea rifiutò il consiglio di un amico di tagliare i ponti con Jeffrey Epstein. Il duca di York fu introdotto al magnate pedofilo nel 1999 da Ghislaine Maxwell, all’epoca già da tempo amica di Andrea e ben inserita nell’alta società britannica. Ma quando nel 2005 Epstein venne indagato per la prima volta per traffico della prostituzione, il terzogenito di Elisabetta non smise di frequentarlo, attirandosi le critiche del bel mondo. Un conoscente ha rivelato a Vanity Fair di aver tentato di convincere il duca a non frequentare più il disgraziato finanziere, a causa delle pesanti accuse a suo carico. Ma il consiglio dell’amico non fu accolto dal duca in modo positivo, al contrario, Andrea dimostrò di non avere alcuna intenzione di rinnegare l’amicizia con Epstein. “Dopo che Jeffrey fu condannato, telefonai ad Andrea e gli dissi: ‘Non puoi continuare ad avere un rapporto con Jeffrey’”, racconta la fonte, che prosegue: “Lui mi disse: "Smettila di tormentarmi. Sei solo un bigotto! Lasciami in pace, Jeffrey è mio amico, essere leali con gli amici è una virtù. E io gli sarò fedele"”. Nemmeno una condanna per traffico della prostituzione fecero dunque cambiare idea a “Randy Andy” circa il suo “amico”. Anzi, lealtà a parte, pare che il fatto che Epstein potesse essere colpevole di reati su minori e registrato come predatore sessuale, fosse una sottigliezza tale da definire l’amico preoccupato come un puritano. Quando a novembre scorso Andrea rilasciò la famosa intervista per la Bbc, dichiarò di essere pentito dei suoi legami con il finanziere, ma di non aver mai sospettato nulla circa i reati da lui commessi. Jeffrey Epstein è stato arrestato a luglio 2019 con l’accusa di abuso e traffico di minore. Ad agosto dello stesso anno fu trovato impiccato nella sua cella, in circostanze ancora oggi non del tutto chiare. Quasi esattamente un anno più tardi la sua complice, la raffinata “adescatrice” di ragazze Ghislaine Maxwell, viene arrestata dopo un anno in fuga. La donna, accusata di cospirazione nel traffico di prostituzione minorile e abuso di minore, è detenuta in isolamento, sorvegliata 24 ore su 24 in attesa del processo, che avrà luogo a luglio 2021.

Le perversioni del principe Andrea nelle carte desecretate del processo Epstein. Pubblicato lunedì, 03 agosto 2020 da Enrico Franceschini su La Repubblica.it “Dovevo lasciare che mi montasse sulla schiena come per cavalcarmi e voleva perfino leccarmi le dita dei piedi”, avrebbe raccontato Virginia Giuffre spiegando nei dettagli i due giorni trascorsi con il duca di York nel 2001 nel ranch del miliardario nel New Mexico. Era già accusato di avere fatto sesso con una minorenne. Poi è saltato fuori che a costringerla ad andare a letto con lui sarebbe stato Jeffrey Epstein, allo scopo di comprometterlo per poterlo ricattare e usarlo come suo lobbista nei confronti delle autorità giudiziarie americane. Adesso sul principe Andrea saltano fuori anche presunte perversioni: “Dovevo lasciare che mi montasse sulla schiena come per cavalcarmi e voleva perfino leccarmi le dita dei piedi”, avrebbe raccontato la donna in questione, l’americana Virginia Roberts Giuffre, secondo un manoscritto appena desecretato che sarebbe uscito dalle carte del processo al miliardario pedofilo morto suicida in carcere nel 2019 e a Ghislaine Maxwell, la dama dell’alta società inglese recentemente arrestata negli Stati Uniti dopo una lunga latitanza. Il documento, riportano agenzie di stampa e siti di news, descrive nei dettagli i due giorni trascorsi dal duca di York nel ranch di Epstein in New Mexico nel 2001 in compagnia di Virginia, la “schiava del sesso” di Epstein e Maxwell. All’epoca dei fatti, Virginia aveva 17 anni. Oggi, sposata e con figli in Australia, è diventata la principale accusatrice del terzogenito della regina Elisabetta nello scandalo di abusi sessuali che gira attorno allo scomparso e controverso uomo d’affari americano. “Il mio lavoro era intrattenerlo a oltranza, dal prestargli tutto il mio corpo durante un massaggio erotico magari lasciare che mi salisse sulla schiena per cavalcarmi”, afferma Roberts nel manoscritto. “Gli piacevano i miei piedi”, continua “e per questo mi ha persino leccato tra le dita. Tra noi non c’era alcuna passione, per lui ero solo una ragazza come tante e per me lui era solo un altro lavoro. Non è mai stato semplice soddisfare i desideri sessuali degli strani uomini che mi presentava Epstein. E il principe era uno di loro”. Non è la prima volta che parla dei gusti particolari di Andrea sotto le lenzuola: “Entrò con me nella vasca, mi leccò le dita dei piedi e mi portò a letto”, aveva già dichiarato anni fa, all’inizio dello scandalo. Per le 48 ore con Andrea nel ranch, Virginia avrebbe ricevuto dal miliardario 1000 dollari. Ma era tornata a New York disgustata dall’incontro, facendo il conto alla rovescia in attesa di tornare a casa. Al rientro, Epstein e Maxwell le domandarono come era andata con il principe e lei rispose che lo aveva soddisfatto in ogni modo e che le era sembrato contento. Il duca di York ha sempre negato le accuse e perfino di averla mai incontrat, sebbene ci sia una foto, pubblicata da tutti i giornali, che lo ritrae mentre le cinge la vita sorridente, con Ghislaine Maxwell alle loro spalle. La regina Elisabetta, per prendere le distanze dalla vicenda, ha esautorato Andrea da ogni compito di rappresentanza della famiglia reale. Il principe non è nemmeno apparso nelle fotografie ufficiali del recente matrimonio di sua figlia Beatrice con il conte italiano Edoardo Mapelli Mozzi.

DAGONEWS il 5 agosto 2020. Un amico di Ghislaine Maxwell ha rivelato i dettagli di una “inquietante” canzone che gli è stata commissionata da Ghislaine Maxwell per il party per il 40esimo compleanno di Jeffrey  Epstein. Christopher Mason, 54 anni, che vive a Manhattan, scrive canzoni satiriche e dopo l'incontro con Maxwell nel 1989, gli venne chiesto di esibirsi al party del pedofilo milionario dove cantò una canzone in cui si “parlava di erezioni che duravano 24 ore” e di “scolarette che avevano una cotta per Epstein”. «Mi presento, mi siedo in mezzo alla stanza a gambe incrociate con il completo di Karate di Epstein che Ghislaine mi aveva chiesto di indossare. Era studiato in modo da farlo andare di matto quando mi avesse visto vestito in quel modo. In questa stanza, c'era un'atmosfera da club con gentiluomini che si godevano la reciproca compagnia. A pensarci a posteriori è stato tutto molto inquietante. Per scrivere i miei versi prendo informazioni sulla persona facendo domande in giro, ma Ghislaine mi disse che non dovevo parlare con nessuno di quello che stavo facendo. Mi venne chiesto di inserire nella canzone dei versi in cui si diceva che Epstein aveva erezioni di 24 ore e che le sue studentesse avevano una cotta per lui». Poi  Christopher si è soffermato sul rapporto perverso che legava Ghislaine a Epstein: «Era come se fosse diventato un padre da cui ricevere approvazione. Lei era la sua preferita e avrebbe fatto qualsiasi cosa per compiacerlo». Secondo Christopher, Ghislaine ha incontrato Epstein dopo che si era trasferita in un "modesto" appartamento con una camera da letto a New York: «Dopo averlo incontrato per lei è cambiato tutto. Nella sua vita erano tornati aerei privati e yacht».

Elisa Messina per "corriere.it" il 6 agosto 2020. Tra i nomi delle ragazze presenti nella villa degli abusi del milionario americano Jeffrey Epstein compare ora un nome noto nell’alta società britannica, quello della 44enne Clementine Hambro, detta “Clemnie”. Aveva 23 anni, non era minorenne, all’epoca del viaggio a Little St. James Island, proprietà privata del finanziere suicidatosi nel carcere di New York il 10 agosto scorso, ma il nome di Clamnie (venuto fuori dopo che sono stati resi noti i registri di volo dei jet privati) è di quelli che fanno rumore all’interno dell’inchiesta americana sul caso Epstein. Tanto che alla sua storia il tabloid britannico Daily Mail dedica la prima pagina di oggi e raccoglie le sue dichiarazioni in merito.

La pupilla di Lady D. Miss Hambro era la più piccola delle damigelle di nozze al matrimonio di Carlo e Diana d’Inghilterra, nel 1981. Quella che, nella celebre foto del bacio degli sposi dal balcone di Buckingham Palace, ha il dito in bocca e l’aria annoiata. Naturale che fin da piccolissima frequentasse case e palazzi delle famiglie inglesi che contano: il suo bisnonno era Sir Winston Churchil e la sua educatrice nell’elitaria scuola materna Pimlico di Londra era una giovanissima Lady D. Dopo aver vissuto per un periodo negli Stati Uniti - dove ha fatto in tempo a frequentare una scuola di recitazione, lavorare come attrice e come impiegata in una casa d’aste, chiudere la relazione con un finanziere americano a pochi giorni dalle nozze - Clementine Hambro è tornata nella madrepatria e si è sposata con Orlando Fraser (uno dei sei figli di Lady Antonia Fraser, celebre storica e moglie di Harold Pinter) da cui ha avuto quattro figli. E ora è un attiva autrice di testi di giardinaggio.

Il suo nome tra i passeggeri del jet di Epstein. Il nome di Clamnie Hambro risulta, per due volte, nell’elenco dei passeggeri che hanno volato a bordo dei jet privati di Jeffrey Epstein. In entrambe le occasioni era stata ospite nelle lussuose ville dove, in base all’inchiesta, Epstein abusava di ragazze minorenni assieme ad altri amici e con la complicità della ex fidanzata e socia Ghislaine Maxwell. Una di queste ville era a Little St James nelle Isole Vergini.

«Ai Caraibi non mi sono divertita». Al Daily Mail Clamnie Hambro ha raccontato le circostanze dei due soggiorni precisando però di non aver mai subito alcun abuso e neppure di avervi assistito. All’epoca dei viaggi, nel 1999, miss Hambro aveva 23 anni e lavorava per la casa d’aste Christie’s a New York. Il primo viaggio, da New York a Santa Fe, in Nuovo Messico, dove Epstein aveva acquistato un ranch, era stato per motivi lavoro, racconta lei: con altre colleghe doveva visionare la nuova dimora e discutere su quali opere d’arte il milionario avrebbe acquistato. Il secondo viaggio, invece, quello nell’isola caraibica era stato un invito personale, di piacere. Ma di piacevole, forse, c’era stato poco in quel soggiorno, se Hambro si è sentita in dovere di precisare: «Non conoscevo nessuno, non mi sono divertita e così non ci sono mai più tornata». Stiamo parlando delle proprietà caraibiche di Epstein finite sotto inchiesta anche da parte dei procuratori delle stesse Isole Vergini: nelle ville del milionario si praticavano abusi di ogni genere ai danni di giovani donne e bambine di 13 anni. Epstein e gli amici portavano le ragazze alle Vergini, quindi le spostavano in barca o in elicottero nella proprietà di Little St. James, secondo l’accusa, proprio per agire indisturbati.

«Ero giovane e ingenua». Miss Hambro nega di aver visto o subito abusi nelle circostanze dei suoi viaggi ma non difende Epstein: «Sono stata molto fortunata» ammette. «Ora so cosa è successo su quell’isola. il mio cuore va a coloro che sono state abusate da lui e confido che ottengano la giustizia che meritano». Nel suo discorso, la pronipote di Churchill dichiara anche: «Ero giovane e ingenua, non immaginavo cosa sarebbe successo».

I testimoni degli abusi. Molti dei dettagli sugli abusi di Epstein e sul ruolo “organizzativo” avuto dalla sua socia Ghislaine Maxwell sono venuti fuori dopo che la giudice federale americana Loretta Preska ha tolto i sigillo ai documenti dell’inchiesta: Ghislaine, che nega ogni coinvolgimento, sarebbe stata la vera regista del circolo di abusi sessuali e pedofilia di Epstein. Tra le carte ci sono anche scambi di mail tra Maxwell ed Epstein e i registri di volo del jet privato del magnate. In aggiunta, nel dossier ci sono anche le deposizioni in cui Virginia Giuffre , principale teste nel processo contro Epstein, ha descritto gli abusi subìti e quelli a cui ha assistito ed è anche una delle accusatrici del principe Andrea d’Inghilterra, sodale di Epstein: la donna riferisce di aver visto il magnate e Maxwell partecipare a sesso di gruppo con ragazze giovanissime — «direi di età compresa tra i 15 e i 21 anni», si legge in una delle testimonianze — sull’isola privata del consulente finanziario ai Caraibi. Ma i nomi presenti nei registri dei voli potrebbero rivelare ancora molte sorprese circa le frequentazioni del miliardario pedofilo.

Anche la damigella di Lady Diana nella villa di Epstein. Le indagini sul caso Epstein proseguono, rivelando nuovi retroscena, tra cui la presenza, nella villa degli abusi, di Clementine Hambro, nipote di Winston Churchill e damigella al matrimonio di Lady Diana. Francesca Rossi, Giovedì 06/08/2020 su Il Giornale. Lo scandalo Epstein sembra un fiume in piena da cui riemergono ogni settimana indiscrezioni che non smettono di indignare l’opinione pubblica, né di instillare nuovi dubbi su questa squallida vicenda. L’ultimo retroscena in ordine di tempo vede coinvolta una personalità di spicco del gotha inglese, la bisnipote di Winston Churchill, figlia del banchiere Richard Hambro, ovvero la quarantaquattrenne Clementine Silvia Hambro. Una donna molto conosciuta non solo per la sua ascendenza, ma anche per essere stata, a soli 5 anni, la più giovane damigella al matrimonio di Lady Diana, avvenuto il 29 luglio 1981. Oggi Clementine Hambro si trova, suo malgrado, invischiata nel caso Epstein, ma il suo ruolo sembrerebbe marginale, per nulla collegabile né a quello di vittima, né a quello di carnefice. Stando alle notizie riportate dal Daily Mail, la Hambro, oggi scrittrice, avrebbe viaggiato sul jet privato di Epstein per due volte, nel febbraio e nel marzo 1999. Dai documenti depositati al tribunale di New York i viaggi avrebbero portato via Clementine da due delle case private di Epstein. La prima volta dal ranch in New Mexico, la seconda dall’isola privata ai Caraibi, a Little St. James, ovvero nell’ormai nota “villa degli abusi”, come la chiamano i giornali. Dunque si trattò di viaggi di ritorno. Non sappiamo, invece, come la Hambro sia arrivata nelle due residenze. Inoltre, a quanto risulta, il finanziere americano sarebbe stato su entrambi i voli, mentre la sua ex fidanzata e presunta complice Ghislaine Maxwell avrebbe preso parte solo a uno di questi. All’epoca Clementine Hambro, che aveva solo 23 anni, lavorava per la nota casa d’aste Christie’s e si sarebbe recata nelle abitazioni dell’imprenditore per consigliarlo in merito a degli acquisti di oggetti d’arte. Quindi la nipote di Churchill avrebbe avuto con Epstein un contatto professionale e nulla di più. Il Dailly Mail ha riportato le parole della scrittrice, inorridita dallo scandalo ma decisa a spiegare la sua posizione in questa storia da incubo. La Hambro ha raccontato: “Il primo volo fu un viaggio di lavoro con delle colleghe per vedere la nuova casa di Epstein a Santa Fe e per discutere sul tipo di oggetti d’arte che lui aveva intenzione di comprare. Il secondo viaggio, a Little St. James, fu un invito personale che pensai potesse essere carino accettare, ma non conoscevo nessuno lì, non partecipai davvero e non tornai mai più. Il mio cuore si spezza al pensiero dei sopravvissuti, ora so cosa accadde su quell’isola”. Clementine Hambro ha sottolineato anche di non aver subito alcuna molestia mentre si trovava nelle dimore di Epstein, rivelando: “Nel corso di questi due viaggi, nessuno abusò di me, né io fui testimone di abusi o di qualunque altra situazione sconveniente, con minori o meno”. Riferendosi a Epstein, la Hambro ha aggiunto: “Sono sconvolta dalle rivelazioni sul suo comportamento…Sono stata chiaramente molto fortunata, il mio pensiero va a quanti hanno subito abusi da lui e ho fiducia che otterranno la giustizia che meritano”. Guardandosi indietro, riflettendo sulla “se stessa” degli anni di quei viaggi, Clementine Hambro ha ammesso una certa mancanza di consapevolezza, dichiarando: “Ero giovane e ingenua, non potevo neanche concepire ciò che sarebbe successo”. Il Times riporta anche un’altra notizia relativa al comportamento riprovevole di Epstein. Un’indiscrezione raccontata nel libro “The Grifter’s Club”, scritto da quattro giornalisti. Sembra che nell’ottobre del 2007 Epstein sia stato cacciato dal Mar-a-Lago Club di Donald Trump per aver molestato la figlia minorenne di un altro socio. L’episodio sarebbe accaduto proprio nel periodo in cui l’imprenditore stava per patteggiare in un’altra vicenda simile che lo vedeva coinvolto. Benché sembri che la Hambro non abbia avuto nulla a che vedere con l’intricato e terribile scandalo Epstein, la sua presenza è un’ulteriore prova evidente del potere di quest’uomo e, soprattutto, dei suoi legami con i personaggi di spicco del jet set internazionale.

La testimonianza shock: "Una pervertita procurava le ragazze a Epstein. Conosceva Andrea". Non si arrestano i pettegolezzi sul legame del principe Andrea e il pedofilo Jeffrey Epstein. Secondo una nuova indiscrezione il figlio della regina Elisabetta avrebbe soggiornato sull'isola privata del magnate con un'altra "complice chiave". Mariangela Garofano, Sabato 08/08/2020 su Il Giornale. Una nuova rivelazione confermerebbe il legame tra il principe Andrea e il milionario pedofilo Jeffrey Epstein. A quanto riportato dal Mirror, un’altra donna oltre a Ghislaine Maxwell sarebbe stata complice "chiave” del magnate nel traffico di minorenni. La donna, la cui identità per ora è segreta, sarebbe di nazionalità britannica e avrebbe soggiornato con il duca di York sull’esclusiva isola di Little Saint James, di proprietà del milionario deceduto.

Ghislaine Maxwell, chi è la "dama nera" complice delle violenze di Epstein (che imbarazza la regina). Secondo quanto trapelato, la vacanza del principe con la donna avvenne alcune settimane prima che la damigella di Lady Diana, Clemmie Hambro, volò sull’isola, aggiungendosi alle frequentazioni "reali" del magnate.“Jeffrey godeva dei suoi legami con la famiglia reale e l’aristocrazia britannica”, ha dichiarato una fonte. “Faceva sempre i loro nomi quando aveva bisogno di una porta aperta. I suoi legami con la famiglia reale sono molto più profondi di quanto la gente creda”. Ed ora questa nuova donna del mistero inglese, aiutante del perverso milionario, confermerebbe ulteriormente la stretta connessione tra Epstein e i salotti dell'alta società britannica. Maria Farmer, vittima del magnate, racconta che la donna senza scrupoli procurava ad Epstein le minorenni dall’Inghilterra e si riferisce a lei come la “babysitter”.

Virginia Giuffre: "Fui costretta ad un’orgia con il principe Andrea". “Procurava le ragazze dall’inghilterra. Era una pervertita e ne è uscita pulita, dopo tutte le schifezze che ha combinato per Jeffrey”, racconta ancora Maria Farmer. Ghislaine Maxwell non era quindi la sola complice di Epstein, ma un’altra “Crudelia De Mon” aiutava il ricco americano ad abusare delle minorenni. “È sotto i radar ma protetta dai soldi”, conclude la Farmer, riferendosi alla donna misteriosa, il cui ruolo è venuto alla luce con l’arresto di Ghislaine Maxwell. L’amicizia tra la “madame” di Epstein e Andrea di York risale ai tempi dell’università, ed è proseguita negli anni, tra feste nelle tenute reali ed eventi prestigiosi. Il terzogenito di Elisabetta è stato accusato da Virginia Giuffre di aver avuto rapporti intimi con lei all’età di 17 anni, costretta proprio dalla Maxwell. “Schiava sessuale” del diabolico magnate, la Giuffre ha inoltre accusato la donna di aver abusato in prima persona delle ragazze.

Anna Guaita per "Il Messaggero" l'11 agosto 2020. Aveva 19 anni. Un po’ troppo grandicella per i gusti perversi di Jeffrey Epstein. Ma Paris Hilton aveva una pelle purissima, occhi di un blu penetrante, lunghi capelli biondi e un corpo perfetto. E quando Ghislaine Maxwell la vide a una festa a New York, la sua reazione fu immediata: «Sarebbe perfetta per Jeffrey!». La socialite britannica nel 2000 non era più la girlfriend del miliardario pedofilo, ma – secondo le denunce di varie giovani vittime - continuava nella sua attività di procurare ragazzine per il suo harem. In carcere da un mese, proprio per l’accusa di traffico umano e sfruttamento di minorenni, la Maxwell dovrà rispondere delle accuse nel processo che si terrà nel luglio dell’anno prossimo.

Regno Unito, Andrea rimosso dalle foto del matrimonio di Beatrice: l'ombra dello scandalo Epstein sul duca di York. Pubblicato domenica, 19 luglio 2020 da Antonello Guerrera su La Repubblica.it Nelle istantanee delle nozze segrete pubblicate da Buckingham Palace appare la nuova coppia reale, l'imprenditore italiano Edoardo Mapelli Mozzi, perfino Elisabetta e Filippo. C'è un solo grande assente, il padre della sposa. "Papà, dove sei?", titola il Daily Mirror in prima pagina oggi. Già, perché papà Andrea è stato rimosso dalle foto ufficiali. Altrimenti sarebbe stato troppo l'imbarazzo per la casa reale. E così, nelle istantanee del matrimonio segreto di venerdì scorso ora pubblicate da Buckingham Palace, ecco finalmente i due freschi sposi, ossia la principessa Beatrice - figlia del duca di York e della duchessa Sarah Ferguson - e il ricco imprenditore Italiano Edoardo Mapelli Mozzi, fuori dalla Royal Chapel of All Saints nel Windsor Great Park, a pochi chilometri di distanza dalla tenuta della sovrana. Elisabetta che insieme al marito Filippo - in discreta forma nonostante le bufale sulla sua "morte e imbalsamazione" circolate di recente soprattutto in Italia - sono gli unici altri membri dei Windsor a comparire nelle foto. Nozze celebrate venerdì scorso in segreto, le più riservate da oltre 235 anni, quando Giorgio IV si unì sempre in segreto all'amante cattolica Maria Fitzherbert, e le prime con il distanziamento sociale. Tra la ventina di ospiti presenti, c'erano come detto Elisabetta e Filippo, ma anche il papà di Beatrice, il principe Andrea, svanito però dalle foto ufficiali di sua figlia in quanto travolto dallo scandalo sessuale di Jeffrey Epstein. Eppure, era la prima volta del duca di York insieme alla madre sovrana dopo l'inizio del lockdown e l'arresto della sua amica ed ex compagna di Epstein, Ghislaine Maxwell, pesantemente sospettata di complicità nei crimini del miliardario americano. C'era poi anche Sarah Ferguson, controversa madre della sposa ed ex consorte di Andrea (anche se i due vivono ancora insieme), pure lei, per non infliggere ulteriore vergogna sul duca di York, esclusa dalle foto ufficiali. Presenti alla cerimonia anche i genitori di Edoardo, il padre nobile e olimpionico Alex Mapelli Mozzi, la madre Nikki Williams-Ellis, e la sorella Natalia Yeomans, mentre non hanno partecipato il principe Carlo (zio di Beatrice) e Camilla (che proprio venerdì scorso ha festeggiato il suo 73esimo compleanno) e neppure i duchi di Cambridge Kate e William (Harry e Meghan si sono trasferiti da tempo in California). Per l'occasione, Beatrice ha indossato un abito vintage e una tiara di diamanti della nonna Elisabetta. Il primo, color avorio, scelto dalla sovrana nel 1966 per la cerimonia di apertura del Parlamento, ma anche la tiara sul capo della sposa 31enne, la Queen Mary diamond fringe donata all'attuale sovrana dalla Regina Vittoria, adornò il capo di Elisabetta per il suo matrimonio con Filippo nel 1947. L'estrema riservatezza causa coronavirus del matrimonio, seppur non di risonanza mondiale come quelli di William e Kate o di Meghan e Harry, alla fine è stata un mezzo toccasana per tutti, perché si è discusso per mesi della impresentabilità di Andrea nell'accompagnare all'altare Beatrice e quindi si era pensato a vari sostituti per ovviare a una presenza scottante e per molti imbarazzante come la sua. Anche per le vicissitudini di Andrew, Beatrice ed Edoardo non volevano troppa ribalta: originariamente il matrimonio era stato pensato per 150 selezionatissimi invitati, con una cerimonia religiosa alla Chapel Royal di St James's Palace, a Londra, e poi ricevimento nei giardini di Buckingham Palace. Tutto previsto per fine maggio scorso e ovviamente tutto annullato. Inoltre, ora era il momento giusto anche per Elisabetta: la sovrana a fine luglio dovrebbe trasferirsi nell'altra tenuta di Balmoral, in Scozia, e quindi il matrimonio di Beatrice ed Edoardo s'aveva da fare in questi giorni, per non costringere la regina a doversi rispostare subito dopo.

Brutto colpo per il figlio prediletto della regina. Ora lo cancellano pure dalla rete. L’annus horribilis del principe Andrea continua con una nuova rinuncia imposta che allontana sempre di più dalla royal family il figlio prediletto della regina Elisabetta. Francesca Rossi, Mercoledì 22/07/2020 su Il Giornale. La caduta del principe Andrea sembra infinita. Un crollo lento, inesorabile che nessuno riesce ad arrestare. Dall’intervista alla BBC, tragico tentativo di difesa avvenuto nel novembre 2019, il duca di York non fa che inanellare un disastro dietro l’altro, tentando di ripararsi dalla pioggia di accuse che continuano a piovergli addosso dopo lo scandalo Epstein. Circa 8 mesi fa il figlio preferito della regina Elisabetta ha perfino dovuto abbandonare incarichi e doveri per ritirarsi a una prematura vita privata. Ora, come ha scoperto il magazine Hello, neppure il sito ufficiale del duca di York, thedukeofyork.org, è più online. Del resto, ormai, la sua figura è fortemente compromessa, per non dire impresentabile. Finché la vicenda Epstein non verrà chiarita, rimarranno troppe ombre sul passato recente del principe Andrea. Le dichiarazioni di Virginia Giuffre, la quale ha rivelato di essere stata costretta ad avere rapporti sessuali con il duca quando era ancora minorenne, potrebbero essere la punta dell’iceberg di una faccenda ben più losca. In una intervista alla BBC la Giuffre raccontò: “Non è stata una storia morbosa di sesso, è stata una storia di abusi, io sono stata oggetto di un traffico”. Con queste parole la donna alzò un tetro sipario su un disgustoso traffico di esseri umani destinati alla prostituzione. Naturalmente sarà il tribunale a stabilire la verità di queste affermazioni che noi possiamo solo limitarci a riportare. A questa intervista seguirono i mancati tentativi di collaborazione tra le autorità statunitensi e il principe Andrea. A tal proposito il procuratore federale di New York, Geoffrey Berman, disse senza mezzi termini: “Dal principe Andrea zero collaborazione sul caso Epstein”. Eppure durante la famosa intervista alla BBC il duca di York si era mostrato disponibile a un confronto, promettendo di “voler collaborare con le autorità americane qualora ci fossero state le giuste condizioni”. Per ora la questione si sarebbe risolta con un nulla di fatto, ma tutto potrebbe cambiare da un momento all’altro. Impossibile, infatti, dimenticare il ruolo di Ghislaine Maxwell, ex amante di Epstein, socialite ed ereditiera caduta in rovina. La Maxwell avrebbe svolto il ruolo di “cortigiana” in questa tratta di esseri umani, cercando e “addestrando” le donne destinate a uomini facoltosi. Poche settimane fa ha fatto il giro del web una sua foto che la immortala seduta sul trono della regina Elisabetta con l’attore Kevin Spacey. Un colpo durissimo per la Corona. Uno scandalo nello scandalo che Sua Maestà ha tentato di arginare nel modo più silenzioso possibile. Al principe Andrea, infatti, sarebbe stato proibito di comparire nelle foto ufficiali del matrimonio della figlia, la principessa Beatrice. Una mossa regale per evitare commenti, polemiche e aspre critiche. Sia il duca di York che Sarah Ferguson hanno assistito al “sì” di Beatrice come due privati cittadini. Non era mai accaduta una cosa simile in un royal wedding. Il principe Andrea ha potuto accompagnare all’altare la figlia, ma se esistono scatti di quegli istanti, sono destinati a rimanere ben chiusi nell’album di nozze della principessa e di Edoardo Mapelli Mozzi. Ora l’ultimo affondo della royal family nei confronti del principe Andrea riguarderebbe proprio la sua pagina web ufficiale, non più online. Sparita nel nulla. Se provate a digitare il link, verrete indirizzati alla sezione dedicata al duca di York che si trova sul sito ufficiale dei Windsor. In questa sezione viene chiarito che Andrea ha “abbandonato i suoi incarichi pubblici nel novembre 2019” e riportato il documento di dimissioni. Un nuovo passo indietro per il principe Andrea, una spinta che lo allontana ancora di più dalla regina e dagli altri parenti. Una linea di condotta che forse mira a far eclissare completamente il duca, la cui figura scompare e riappare, ma non è mai ben visibile, mai nitida (pensiamo ancora al matrimonio di Beatrice. Il principe era presente per la famiglia, ma in un certo senso assente per l’opinione pubblica). Quasi sicuramente la regina Elisabetta ha scelto questa strategia per difendere l’immagine della monarchia, soprattutto finché lo scandalo Epstein non sarà chiuso definitivamente. Un’esclusione doverosa, rigida in ogni suo aspetto, ma non per questo meno triste per la sovrana, che tolta la corona e posato lo scettro torna a essere la madre del principe Andrea. Quest’ultimo, però, sa di non aver soddisfatto le aspettative. Nell’intervista dello scorso novembre ammise: “Mi scuso perché ho deluso tutti”. Una delusione che, purtroppo, si sarebbe acuita lo scorso maggio, quando il duca di York è stato accusato di non aver saldato l’ultima rata d’acquisto di uno chalet in Svizzera. Rata che, per la cronaca, ammonterebbe a 7 milioni di euro. Anche in questo caso il dubbio è d’obbligo, però tutte le vicende che si sono susseguite dal suicidio in carcere di Epstein in poi hanno compromesso forse irrimediabilmente il futuro del principe Andrea. Verrà il giorno in cui il preferito di Sua Maestà potrà tornare in pubblico sereno e sorridente? Non lo sappiamo, ma di certo non è un finale scontato.

La rivelazione: "Nel video il principe Andrea è con una ragazza in topless". Non si arrestano i guai per il principe Andrea. Una ex dipendente di Jeffrey Epstein ha rivelato di aver visionato un filmino hard a casa del milionario, in cui il duca si intrattiene con una giovane in topless. Mariangela Garofano, Mercoledì 22/07/2020 su Il Giornale. Nuovi imbarazzanti aneddoti sul principe Andrea stanno per abbattersi sul buon nome della Royal Family. Questa volta a rivelare il particolare scabroso sul duca di York è una ex dipendente di Jeffrey Epstein, che ora aiuta le vittime del milionario a farsi giustizia. Tiffany Doe, così si fa chiamare la donna, ha rivelato al Daily Mail di aver visto Epstein e Ghislaine Maxwell guardare un filmino hard, il cui protagonista pare sia il figlio della regina Elisabetta, con una ragazza in topless. “Non so chi fosse la ragazza nel video, ma era in topless”, racconta la donna, che aggiunge: “Non saprei dire quanti anni avesse e non ho visto bene Andrea, quindi non so se fosse vestito o no. Mi sembrava fosse in camera da letto. Non credo che lui sapesse di essere ripreso”. Secondo il racconto della ex ballerina di lapdance, Epstein e la Maxwell stavano sghignazzando, quando Ghislaine disse: “Ah, ecco ‘Randy Andy’ per te!". "Randy Andy", ovvero Andy il libidinoso, è il soprannome che i tabloid hanno affibbiato al principe, per via del suo amore per le donne. Sebbene diverse donne abbiano accusato Andrea di molestie sessuali, il figlio prediletto di Elisabetta ha sempre negato ogni “condotta sconveniente”. Virginia Giuffre, una delle “schiave sessuali” del magnate morto in carcere, ha affermato di essere stata svenduta al duca da Ghislaine Maxwell e di aver avuto numerosi rapporti intimi con il principe, il primo dei quali quando aveva 17 anni. Dopo l’arresto di Ghislaine Maxwell, le autorità hanno fatto sapere di aver trovato diversi video e foto di giovani ragazze nude, nella sua casa nel New Hampshire. La rivelazione di Tiffany Doe conferma le voci che girano da tempo: Epstein e la Maxwell riprendevano di nascosto gli influenti ospiti che soggiornavano nelle dimore del milionario, a scopo di ricatto. Secondo la rivelazione di un conoscente della coppia, tra gli uomini “immortalati” nei video "piccanti" ci sarebbero politici di spicco e diversi nomi del jet set internazionale. Andrea di York ha abbandonato i suoi ruoli istituzionali lo scorso novembre a causa delle accuse della Giuffre e dell'intervista rilasciata alla Bbc. Nel tentativo di discolparsi e riabilitare il suo nome, il duca ha concesso un'intervista a Newsnight, ma il risultato non è stato quello sperato. La scarsa empatia per le vittime degli abusi di Epstein da lui dimostrata, ha indignato l'opinione pubblica, costringendo "Randy Andy" a ritirarsi a vita privata.

Spuntano le foto del principe Andrea al party "Prostitute e protettori". Con lui c'è Ghislaine Maxwell. Il settimanale Chi, in edicola domani 8 luglio, ha ritrovato alcune vecchie foto che ritraggono il principe Andrea di York in compagnia di Ghislaine Maxwell. I due, immortalati nel 2000 al party dal controverso tema "Prostitute e Protettori", sembrano ottimi amici. Mariangela Garofano, Martedì 07/07/2020 su Il Giornale. L’arresto dell’adescatrice di minorenni Ghislaine Maxwell sta facendo tremare il principe Andrea. Alcune vecchie foto riscoperte dal settimanale Chi, in edicola da domani, metterebbero in luce il rapporto tra il duca di York e la complice di Jeffrey Epstein, che per anni ha aiutato e coperto il pedofilo ad abusare di decine di minorenni. Correva l’anno 2000 e all’esclusivo party di Halloween organizzato da Heidi Klum, vengono immortalati il terzogenito della regina Elisabetta con la ricca ereditiera, figlia dell’editore Robert Maxwell. Il tema del party è “Prostitute e Protettori”, non esattamente il genere di festa alla quale ci si aspetterebbe di trovare un principe reale. All’elegante Hudson Hotel di New York sono presenti parecchi vip, persino l’allora milionario Donald Trump con la moglie Melania. Nelle foto il principe, che indossa una semplice giacca blu, è rittatto sorridente tra la Klum e la Maxwell, con parrucca a caschetto bionda e mise leopardata. I due sembrano divertirsi un mondo e soprattutto, gli altri invitati alla festa concordano sul fatto che la coppia è arrivata ed è andata via dal party insieme. L’amicizia tra la Maxwell e Andrea risale ai tempi del college. Entrambi di nazionalità britannica, i due vengono immortalati spesso insieme sui rotocalchi e in diverse occasione, con loro c’è anche Jeffrey Epstein. La diabolica coppia Epstein-Maxwell appare ad eventi prestigiosi organizzati dall'amico Andrea, nelle splendide tenute di Windsor Castle e Sandringham. Nonostante il principe abbia negato di essere a conoscenza del giro di prostituzione minorile del milionario, Virginia Giuffre, una delle “schiave sessuali” del magnate pedofilo, lo ha pubblicamente accusato di aver intrattenuto rapporti sessuali con lei quando aveva solo 17 anni, nel 2001. A fare da tramite tra i due sarebbe stata proprio Ghislaine Maxwell, che avrebbe “svenduto” la giovane al duca, dopo una serata passata al Tramp club di Londra. Le foto del party newyorkese confermerebbero inoltre, che all’epoca dei rapporti con la Giuffre, Andrea e Ghislaine frequentavano insieme feste ed eventi mondani. Le infamanti accuse della Giuffre hanno costretto il duca a ritirarsi dalla vita pubblica. Ma ora l’arresto della Maxwell potrebbe riportare a galla indiscrezioni che getterebbero ulteriore fango sulla posizione già compromessa del principe.

Luigi Ippolito per "corriere.it" il 4 luglio 2020. Non sono dei bei momenti per il principe Andrea, dopo l’arresto di Ghislaine Maxwell, la sua amica stretta accusata di procurare ragazzine da stuprare al magnate pedofilo Jeffrey Epstein: perché quelle stesse vittime sostengono di essere state offerte in pasto anche al figlio della regina Elisabetta. E ora Ghislaine, l’unica che conosce la verità, potrebbe decidersi a vuotare il sacco. Ieri i magistrati americani che indagano sulla vicenda – nella quale Andrea, al momento, non figura come accusato – hanno di nuovo chiesto al principe di farsi avanti per testimoniare: “Saremmo grati se il principe Andrea venisse a parlare con noi – ha detto la procuratrice Audrey Strauss – vorremmo avere il beneficio delle sue dichiarazioni. La nostra porta rimane aperta, vorremmo ascoltare le sue parole”. Gli avvocati di Andrea affermano che lui si è già offerto per tre volte di testimoniare, ma i magistrati americani replicano che il principe ha sempre rifiutato di farsi intervistare, fornendo “zero cooperazione”: tanto che il Dipartimento di Giustizia Usa ha formalmente chiesto l’intervento del ministero degli Interni britannico – una mossa che potrebbe far finire Andrea di fronte a un tribunale. L’ombra più pesante gettata sul principe è data dalle accuse di Virginia Roberts, la donna oggi 36enne che sostiene di essere stata costretta da Epstein – del quale era una “schiava sessuale” - ad andare a letto con Andrea per tre volte nel 2001, quando lei era solo una 17enne. Sono accuse che il principe nega con veemenza, affermando di non aver mai conosciuto Virginia. L’amicizia fra Andrea e Ghislaine Maxwell, ora al centro dell’attenzione dei magistrati, risale alla metà degli anni 90: e fu lei che poi fece conoscere Epstein al principe. Nel 1999 Andrea li ospitò entrambi al castello di Balmoral e l’anno dopo li invitò a Windsor al “Ballo del Decennio”; pochi mesi dopo il principe organizzò nel castello di Sandringham la festa di compleanno per Ghislaine (con Epstein come ospite), dopo di che i tre se ne andarono in vacanza assieme in Thailandia. Nel 2006 Ghislaine viene invitata al 18esimo compleanno di Beatrice, la figlia di Andrea, e in seguito viene fotografata a fianco al principe nell’esclusivo recinto reale di Ascot. Nel 2008 Epstein subisce una prima condanna per prostituzione minorile: con l’aiuto di Ghislaine, che era anche la sua amante, aveva organizzato un traffico internazionale di ragazzine delle quali approfittava assieme ai suoi facoltosi amici. Nonostante ciò, Andrea non interrompe la pericolosa amicizia: anzi, nel 2010 partecipa a una festa nella casa newyorkese del magnate e l’anno dopo viene fotografato assieme a lui a Central Park. L’estate scorsa Epstein viene arrestato di nuovo con l’accusa di traffico sessuale di minori, ma viene poi trovato morto in cella, ufficialmente suicida. Alla fine dell’anno scorso Andrea si era deciso a concedere un’intervista televisiva, nella speranza di mettersi lo scandalo alle spalle: ma la mossa si era rivelata un clamoroso boomerang. Il principe non aveva mostrato nessun rimorso per la sua amicizia con Epstein né aveva espresso compassione per le vittime del magnate pedofilo. Il risultato della catastrofica apparizione tv fu che Andrea – su iniziativa di Carlo e William e con l’approvazione della regina – venne privato di ogni ruolo ufficiale nella monarchia. Ma ora Buckingham Palace trema: perché l’arresto di Ghislaine Maxwell cambia tutto e lo scandalo che potrebbe seguirne farebbe impallidire le turbolenze seguite alla fuga di Harry e Meghan. Ghislaine è la donna che compare nella celebre foto in cui Andrea abbraccia la giovane Virginia Roberts: ed è dunque a conoscenza di molti segreti. Il suo rapporto con Andrea è sempre stato così stretto – per quanto platonico – che perfino Sarah Ferguson, l’ex moglie del principe, aveva più volte espresso la sua preoccupazione per la malsana influenza esercitata dalla donna. Lei una volta si era portata dietro Andrea a una festa a tema a New York intitolata “magnaccia e prostitute” e lui aveva perfino chiesto alla regina (inutilmente) di averla con sé nei viaggi ufficiali. Ma adesso le preoccupazioni per Elisabetta sono ben più serie: se la posizione di Andrea dovesse aggravarsi, il crepuscolo del suo regno rischia di conoscere una crisi senza precedenti.

Epstein: Usa, Andrea non sarà estradato. Da "Ansa" il 9 giugno 2020. Il principe Andrea non sarà estradato negli Stati Uniti per essere ascoltato su suoi legami con Jeffrey Epstein, il finanziere americano condannato per abusi, sfruttamento della prostituzione e traffico di minori, suicidatosi in carcere lo scorso agosto: lo ha detto il ministro della Giustizia americano William Barr nel corso di un'intervista a Fox News. "Non è una questione di consegnarlo" alla giustizia americana, ha detto Barr riferendosi al principe Andrea, ma di "farlo testimoniare". L'intervento del ministro segue le dichiarazioni del procuratore di New York Geoffry Berman, che indaga sui traffici sessuali di Epstein, secondo il quale il duca di York continua a rifiutarsi di collaborare con le autorità americane.

Il procuratore di New York: "Il principe Andrea non ha mai cooperato per l'indagine su Epstein". Da “repubblica.it” il 9 giugno 2020. "Il principe Andrea nuovamente cerca di dipingersi in pubblico come desideroso di cooperare all'indagine" anche se "non ha concesso un colloquio alle autorità federali, ha ripetutamente rifiutato la nostra richiesta di programmarne uno e quasi quattro mesi fa ci ha informato in modo inequivocabile che non sarebbe venuto per tale colloquio ". Lo ha detto il procuratore di New York Geoffry Berman, che indaga sugli abusi sessuali dell'ex finanziere Jeffrey Epstein, morto suicida in carcere lo scorso agosto, mentre era in attesa di processo. La dichiarazione arriva dopo la notizia che le autorità Usa hanno contattato quelle britanniche per ottenere la testimonianza del principe Andrea e le parole del legale del duca di York secondo cui il principe Andrea ha offerto aiuto alle autorità Usa "in almeno tre occasioni quest'anno". "Se il principe Andrea, in effetti, è seriamente intenzionato a collaborare con le inchieste federali in corso, le nostre porte restano aperte e attendiamo notizie su quando dovremmo aspettarlo", ha dichiarato Berman.

Braccio di ferro Gb-Usa. Il principe Andrea fugge dai giudici americani. Erica Orsini per "Il Giornale" il 9 giugno 2020. Il coinvolgimento del Principe Andrea nel caso Epstein apre un fronte giudiziario e diplomatico con gli Stati Uniti. Ieri infatti il secondogenito della Regina è stato costretto a diffondere l'ennesima dichiarazione pubblica dopo che le autorità americane hanno formalmente chiesto di sentirlo come testimone nell'ambito dell'inchiesta criminale avviata contro il miliardario pedofilo Jeffrey Epstein morto suicida in carcere. L'indagine va avanti da mesi e Andrea ha pagato a caro prezzo le inopportune frequentazioni con il controverso filantropo che già nel 2008 era stato condannato per avviamento alla prostituzione di giovani minorenni. Dopo essere stato accusato da Virginia Giuffrè, una delle ragazze di Epstein, di aver avuto rapporti sessuali con lei quando era ancora minorenne, il Principe aveva rilasciato una lunga intervista televisiva a NewsNight negando tutto e dichiarando di non aver mai assistito a nulla di illegale o sospetto durante le sue visite nelle dimore possedute dal miliardario americano. Aveva inoltre confermato la piena disponibilità a collaborare con le autorità qualora gli fosse stato richiesto. Secondo gli inquirenti però, alle parole non sono seguiti i fatti. Per questo il Dipartimento di Giustizia statunitense - come hanno rivelato ieri il Sun e i media americani - ha deciso di ricorrere allo strumento della Mutua Assistenza Legale, secondo il quale il principe potrebbe dover testimoniare davanti alla corte dei magistrati di Westminster. La richiesta deve però venir prima approvata dall'Home Office britannico che ieri non ha né confermato né smentito di averla ricevuta, ma sicuramente si accerterà che sia conforme alla legislazione nazionale prima di approvarla. Per il governo si tratta di una questione delicata. Se decidesse di rigettare la richiesta le conseguenze sul fronte diplomatico sarebbero pesanti. Se invece dovesse accoglierla il principe può venir convocato, ma non è costretto a dire nulla, come ha spiegato ieri al Times l'avvocato Ben Keith. «Anche se - ha aggiunto il legale - nel caso rifiutasse di testimoniare, i procuratori americani potrebbero pensare che ha qualcosa da nascondere e quindi considerare di trattarlo come un indagato». Una cosa è certa: il figlio di Elisabetta non gode della simpatia degli inquirenti. Geoffrey Bergman, a capo dell'indagine su Epstein, già in marzo aveva dichiarato che da parte del Principe c'era stata «zero collaborazione» e che il suo ufficio stava valutando che cosa fare. Ora tra le due parti è guerra dichiarata. Ieri, il team legale del Duca di York ha fatto sapere che da parte sua era stata offerta collaborazione volontaria «in tre occasioni» ma che «sfortunatamente il dipartimento di giustizia aveva reagito alle prime due offerte violando le regole di riservatezza e affermando che il Principe non voleva collaborare». «Forse stavano cercando di farsi pubblicità, piuttosto che accettare il nostro aiuto - si legge nella nota - anche perché avevamo ricevuto la garanzia inequivocabile che ogni nostra discussione o colloquio sarebbe rimasto riservato». Sempre ieri uno degli avvocati che rappresentano cinque delle presunte vittime di Epstein ha dichiarato che il comportamento del Principe Andrea «è uno schiaffo in faccia per le donne che sono state abusate». Nessun commento per ora da parte di Buckingham Palace anche se la Regina non ha mai abbandonato il figlio e ultimamente è intervenuta per garantirgli il pagamento delle tre guardie del corpo a cui Andrea non avrebbe più diritto visto che non ha incarichi pubblici.

«Il principe Andrea molestò delle minorenni»: l’accusa al figlio della Regina Elisabetta. Pubblicato sabato, 10 agosto 2019 da Corriere.it. Di Andrea duca di York, secondo figlio della regina Elisabetta, 59 anni, si parla sempre poco. Ma quando se ne parla, lui che una volta portava il soprannome di Andy the Randy, Andrea il mandrillo, addirittura «si sdoppia». E così ci sono due duchi, molto somiglianti tra loro, che si danno il cambio nei giochi erotici raccontati da Virginia Giuffre e Joanna Sjoberg ai magistrati americani che hanno mandato a processo il finanziere Jeffrey Epstein con l’accusa di traffico e sfruttamento di minorenni. Uno aspetta sul divano, mentre l’altro esce dall’armadio con il petto gonfio. Nelle duemila pagine diffuse ieri sera dal Tribunale di Manhattan ci sono testimonianze risalenti al 2015 che coinvolgono la Royal Family: Andrea è sospettato di aver avuto rapporti sessuali con Virginia Giuffre quando la ragazza aveva 17 anni, e di aver fatto sesso a pagamento con la ventunenne Sjoberg. Entrambe le giovani sono descritte come «schiave» alla mercé di capitan Epstein nel suo Lolita Express. Un episodio in particolare è finito nei titoli dei quotidiani britannici. Guiffre e Sjoberg raccontano di un incontro con Andrea nella residenza del finanziere a New York nel 2001. La regista dell’appuntamento era Ghislaine Maxwell, ex fidanzata di Epstein denunciata per sfruttamento della prostituzione e come lui «ossessionata dal sesso» (i documenti diffusi ieri si riferiscono a questo procedimento). «Ghislaine mi disse di andare a prendere nell’armadio un bambolotto gonfiabile – si legge nella deposizione di Joanna - C’era l’etichetta con la scritta Prince Andrew. Fu molto divertente, perché quando entrai nella stanza con il bambolotto davanti a me c’era il principe in persona». Secondo il racconto delle due donne, Maxwell fece sedere sul divano Joanna con il bambolotto in grembo, mentre Virginia sedeva sulle ginocchia del Duca. «Hanno preso le mani del bambolotto e le hanno messe sul seno di Virginia, mentre il vero Andrea faceva la stessa cosa su di me». Un teatrino narcisistico fatto «in modo giocoso». Quella sera Virginia Giuffre, all’epoca diciassettenne, racconta di aver fatto sesso con il principe sul lettino dei massaggi per «la solita cifra di 200 dollari». Dai documenti si evince che la stessa ragazza fu mandata da Epstein a Londra per un incontro con Andrea nella casa di Ghislaine Maxwell, la quale non ha mai prodotto una giustificazione circa quella visita provata da una serie di fotografie in cui Andrea abbraccia la ragazza all’altezza del petto. Il fiato fetido del caso Epstein arriva dunque fino a Buckingham Palace, che però si chiude a riccio con una difesa d’ufficio. Una nota ufficiale del portavoce della Regina dice che le ultime rivelazioni «si riferiscono a un procedimento giudiziario in corso negli Stati Uniti nel quale il Duca di York non è parte in causa. Ogni insinuazione su comportamenti impropri con minori – conclude la nota di Buckingham Palace - è categoricamente falsa». 

Il principe Andrea da Epstein.  Un video imbarazza i Windsor. Pubblicato domenica, 18 agosto 2019 da Monica Ricci Sargentini su Corriere.it. Da uno spiraglio del portone il principe Andrea saluta una bella ragazza. Siamo nella «casa degli orrori» di Jeffrey Epstein, il miliardario condannato per pedofilia e morto suicida qualche giorno fa. Il video, pubblicato in esclusiva da The Mail on Sunday, risale al 6 dicembre 2010, due anni dopo la sentenza che aveva condannato l’imprenditore per pedofilia. Nel filmato si vede Epstein lascare la casa con una bionda un’ora prima dell’apparizione del principe. Il duca di York ha sempre negato le accuse di Virginia Roberts, una delle presunte schiave sessuali che ha denunciato Epstein e che ha sostenuto di aver avuto rapporti sessuali con il principe in diverse occasioni, la prima quando era minorenne. Buckingham Palace ha ripetutamente difeso Andrea: «Qualsiasi insinuazione di atti impropri con minorenni è assolutamente falsa. Neghiamo che il duca di York abbia avuto contatti sessuali o relazioni con Virginia Roberts». Domenica scorsa la Regina aveva manifestato il suo appoggio al principe facendolo sedere accanto a lei durante la messa a Balmoral. «Il principe Andrea sembrava totalmente a suo agio nella casa di Epstein — ha rivelato una fonte al The Mail on Sunday —, c’erano ragazze che andavano e venivano. Era una giornata molto fredda e alcune tremavano. Tutti sapevano che Epstein era un pedofilo, tuttavia lui continuava a condurre il suo stile di vita sotto gli occhi di tutti».

Jeffrey Epstein, il video che fa tremare la Corona: "Andrea d'Inghilterra che entra a casa sua con le ragazze". Libero Quotidiano il 18 Agosto 2019. Un video pubblicato dal sito del Mail on Sunday fa tremare Buckingham Palace e la Corona inglese. Si vede Andrea d'Inghilterra, fratello del principe Carlo e figlio della Regina Elisabetta, entrare nella casa di New York di Jefferey Epstein, il finanziere americano morto impiccato in carcere e accusato di traffico di minori e prostituzione. La visita risale al 6 dicembre 210, quando Epstein era già stato condannato in un primo processo per pedofilia. Una frequentazione molto imbarazzante, anche perché il Duca di York era già finito al centro di polemiche per la accuse di Virginia Roberts, una delle presunte schiave sessuali del finanziere. "Qualsiasi insinuazione di atti impropri con minorenni è assolutamente falsa. Neghiamo che il duca di York abbia avuto contatti sessuali o relazioni con Virginia Roberts", è stata la secca smentita di Buckingham Palace. Ora, però, il video che aggiunge carne al fuoco. "Il principe Andrea sembrava totalmente a suo agio nella casa di Epstein - rivelato una fonte anonima al Mail on Sunday -, c'erano ragazze che andavano e venivano. Era una giornata molto fredda e alcune tremavano. Tutti sapevano che Epstein era un pedofilo, tuttavia lui continuava a condurre il suo stile di vita sotto gli occhi di tutti".

Il Principe Andrea rompe il silenzio sul caso Epstein e parla delle sue accuse. Dopo settimane di silenzi, parla il principe Andrea coinvolto nello scandalo Epstein. Roberta Damiata, Lunedì 19/08/2019, su Il Giornale. Il Principe Andrea è uscito allo scoperto dopo giorni di silenzio e accuse che si rincorrevano in ogni parte del mondo. Dopo la morte per suicidio di Jeffrey Epstein si è trovato coinvolto nello scandalo delle “schiave sessuali” e fino ad oggi era rimasto nel più totale silenzio. Ora ha deciso finalmente di parlare, e ha affermato di essere “sconvolto” dalle notizie di abusi sessuali che hanno portato al suicidio il suo ex amico Jeffrey Epstein. Lo ha fatto dopo l’uscita di un filmato postato dal “Mail On Sunday” che lo mostra all’interno della casa di Epstein a Manhattan. Ha dichiarato come “ripugnanti” le accuse sui suoi presunti comportamenti trasgressivi. Una dichiarazione ufficiale di Buckingham Palace afferma: “Il duca di York è stato sconvolto dalle recenti notizie sui presunti crimini di Jeffrey Epstein. Sua Altezza Reale, deplora lo sfruttamento di qualsiasi essere umano, e le accuse che approvasse o avesse partecipato a tale comportamento è ripugnante”. Nel vecchio video del 6 dicembre 2010 mostrato dal “Mail on Sunday”, si vede il principe Andrea, che scruta sulla porta della casa di Epstein a New York e poi saluta una donna, dopo che Epstein è uscito dallo stesso appartamento poco prima. Virginia Roberts, la presunta “schiava del sesso” del miliardario suicida, ha affermato invece di aver fatto sesso con il principe proprio nell’appartamento dove è stato ripreso e fotografato. All’epoca aveva la ragazza aveva 17 anni. Inoltre ha dichiarato sotto giuramento, di aver fatto sesso con lui, altre tre volte, inclusa un’orgia a Londra, a casa di Epstein a New York, e in un’orgia sulla villa privata di Epstein ai Caraibi. Buckingham Palace si è affrettata a bollare le accuse come false e senza fondamento, dichiarando che: “Qualsiasi accusa di inadeguatezza nei confronti di minore da parte del duca è assolutamente falsa”. In ogni caso le prime ripercussioni sull’uscita del video ci sono, perché il principe ha deciso di lasciare il suo incarico di “inviato speciale per le relazioni commerciali” per il Regno Unito.

CHE CI FACEVANO IL PRINCIPE ANDREA E BILL GATES SULL’AEREO DI JEFFREY EPSTEIN? DAGONEWS il 21 agosto 2019. Nuova bufera sul principe Andrea accusato, questa volta da David Rodgers, ex pilota di Jeffrey Epstein, di aver volato in almeno quattro occasioni, tra l’aprile e il luglio del 2001, sull'aereo del miliardario: tra i passeggeri l’uomo ha indicato anche Virginia Giuffre, una delle “schiave sessuali” del finanziere. Le dichiarazioni risalgono al 2016 quando David Rodgers, in relazione alla causa di Virginia Roberts contro Ghislaine Maxwell, confermò che tra i passeggeri del volo c’era anche il principe. Nei registri di volo si leggono le iniziali “JE, GM, AP, BK, VR, Joann”. Quando il procuratore ha chiesto conferma, lui ha risposto che si trattava di Jeffrey Epstein, Ghislaine Maxwell, il Principe Andrew, Banu Küçükköylü, Virginia Roberts e Johanna. "AP" è indicato come passeggero insieme a Roberts ed Epstein in almeno altre tre occasioni: il 16 aprile, il 4 luglio e l’8 luglio. Buckingham Palace ha negato le accuse e, secondo alcuni documenti mostrati in tribunale, pare che il Principe il 4 luglio fosse nel Regno Unito. Rodgers aveva precedentemente utilizzato “AP” per il designer Alberto Pinto, e le stesse iniziali potrebbe essere state usate anche per lo chef di Epstein, Adam Perry Lang. Ma il principe non è il solo a finire nella bufera per i registri di volo. Anche Bill Gates pare abbia viaggiato sull’aereo di Epstein nel 2013. I registri di volo rivelano che Gates ha volato con il miliardario dall'aeroporto di Teterboro nel New Jersey a Palm Beach il 1° marzo 2013, uno dei pochi voli dell'anno in cui il pilota Larry Viskoski ha registrato il nome di un passeggero. Un portavoce di Gates ha smentito ogni accusa, riferendo che i due non hanno mai avuto legami.

DAGONEWS il 19 novembre 2019. Rose McGowan è intervenuta alla BBC per parlare dell’intervista del principe Andrea. La leader del movimento MeToo ha parlato di “oltraggiosi privilegi” e di “mancanza di empatia”, bollando come una serie di bugie l’intervista del Duca di York: «Secondo me, non è un'intervista veritiera e certamente non è nemmeno la spiegazione di un personaggio empatico che si preoccupa delle vittime. Venire in America a parlare di Epstein sarebbe la cosa onorevole da fare». E sulla dichiarazione di Andrea che ha raccontato di non aver fatto sesso con Virginia Roberts, perché stava cenando in un ristorante Pizza Express, McGowan ha continuato: «Credo che Pizza Express chiuda abbastanza presto, quindi c'è abbastanza tempo per andare in una discoteca chiamata Tramps. È un tale privilegio per un uomo di quel tipo di mondo avere così tante persone che fanno tutto per te che non vedi nulla di sbagliato in qualunque tua azione e nelle persone che consideri tue amiche. Ogni volta che qualcuno mente ti senti impotente, ti senti di non esistere e che nessuno ti ascolta. Quindi, posso immaginare che quelle povere donne abbiamo sentito una morsa allo stomaco durante questa intervista. Penso sicuramente che sono state ignorate. Avrei voluto  molte più domande sulle vittime. Non possiamo dimenticare che c'è una tragedia umana dietro questo. Questo non è solo uno scherzo di due uomini più anziani. C'è un forte dolore in questa storia». Prima della sua apparizione alla BBC, McGowan aveva scritto una serie di tweet mentre guardava l’intervista di Andrea: «Sono nauseata. So come si sentono le sue vittime, si sentono ignorate. Guardare la verità fatta a pezzi è davvero terribile. La tua monarchia fa parte di una cospirazione predatoria. Devono risolvere questo». E ancora: «Il principe Andrew non ricorda Virginia Roberts, la sua accusatrice, perché c'erano così tante ragazze? Sto sentendo bene? L'intervista è un discorso di copertura da manuale del predatore. Ci dà uno sguardo molto importante sul potere. Questo è ciò che l'abuso di potere è, gente. Dobbiamo riconoscerlo per fermarlo. Guardate oltre le bugie. Dite la verità. Rimanete puliti».

Epstein, le foto che imbarazzano il principe Andrea. Lui smentisce: «Accuse ripugnanti». Pubblicato lunedì, 19 agosto 2019 da Francesco Giambertone su Corriere.it. Il principe Andrea, secondo figlio della Regina Elisabetta d’Inghilterra, continua a dissociarsi dalle accuse che lo vedono coinvolto in prima persona nello scandalo Epstein. In un comunicato pubblicato da Buckingham Palace dice di essere «inorridito dalle recenti notizie sui presunti crimini di Jeffrey Epstein. Sua Altezza Reale deplora lo sfruttamento di ogni essere umano e l’insinuazione che abbia partecipato o incoraggiato comportamenti simili è ripugnante». Il comunicato ha un tempismo preciso. Arriva dopo che il Mail on Sunday ha pubblicato i fermi immagine di un video del 6 dicembre 2010 che mostrava il principe Andrew all’interno della casa di New York di Epstein mentre saluta una ragazza che esce dalla porta. Il video era stato registrato dopo la condanna del 2008 di Epstein per favoreggiamento della prostituzione minorile. C’era già un’altra foto, più vecchia, che imbarazzava il principe: l’hanno divulgata i giudici di New York che hanno reso pubbliche centinaia di pagine sul caso Epstein (e sul ruolo della sua ex fidanzata e amica Ghislaine Maxwell) poche ore prima che lui si uccidesse. Nella foto del marzo 2001 si vede Virginia Giuffre, la testimone chiave, all’epoca sedicenne, abbracciata dal principe Andrea con cui sarebbe stata «costretta ad avere rapporti sessuali». Sono a casa di Ghislaine Maxwell, anche lei nella foto, la donna che - secondo Giuffre - «agiva da madame per Epstein» e che avrebbe «facilitato» quell’incontro. Accuse confermate anche da un’altra testimone, Joanna Sjoberg, che dice di essere stata toccata dal principe Andrea nella villa di Epstein a Manhattan.

Matteo Persivale per il “Corriere della sera” il 20 Agosto 2019. Tutti ormai lo chiamavano «Randy Andy». «Andy l'arrazzato», greve ma memorabile definizione che i tabloid gli avevano confezionato su misura negli anni 80. Era il principe Andrea, duca di York, terzogenito di Elisabetta e secondo figlio maschio, oggi ottavo in linea di successione per il trono (ma quando è nato, il 19 febbraio 1960, era secondo). La sua passione per le donne era nota e lo rendeva una figura allegramente smargiassa nel panorama grigio (Elisabetta e, ovviamente, Diana a parte) della famiglia reale. Ora però i sospetti di pedofilia gettano una luce orrida su quel soprannome di una volta, dopo che il Mail on Sunday ha pubblicato le immagini e il video di Andrea a New York, a casa dell' amico Jeffrey Epstein, nel 2010, due anni dopo la condanna per pedofilia dell' americano. Nelle immagini Andrea è sorridente e pare supervisionare il viavai di ragazzine - bambine, a ben guardare - nel lussuoso palazzo di Manhattan con vista su uno dei musei più belli del mondo, la Frick Collection. Buckingham Palace ha rapidamente diffuso una nota dura: «Il Duca di York è rimasto sconvolto dalle recenti rivelazioni sui presunti crimini di Jeffrey Epstein. Sua Altezza Reale condanna lo sfruttamento di ogni essere umano, e ipotizzare che possa aver favorito, incoraggiato, commesso crimini di questo tipo è orribile». Si sapeva già che Andrea, amico di Epstein, aveva continuato a frequentarlo anche dopo la condanna per pedofilia del 2008: una scelta incomprensibile. Ma è ancora più grave sapere, grazie al video emerso l' altro giorno, che Andrea frequentava Epstein non solo in luoghi pubblici ma anche nella sua villa (dove sono stati trovati in cassaforte passaporti falsi, materiale pedopornografico, decine di migliaia di dollari in contanti). Andrea nei giorni scorsi si è provvidenzialmente ritirato dalla vita pubblica, auto-pensionandosi a soli 59 anni (la madre, a 93, continua a fare la sovrana con un calendario di impegni molto fitto). Elisabetta tace ma appoggia il figlio con decisione: si è fatta fotografare in auto con Andrea soltanto pochi giorni fa, segnale ovvio della sua intenzione di proteggerlo. Quello che la regina non può impedire, però, è che le indagini sui crimini di Epstein che continuano anche dopo la sua morte, avvenuta apparentemente per suicidio in cella, finiscano per aggravare ulteriormente la posizione di suo figlio. È significativo che ieri, a Londra, ci si domandasse se Andrea potrebbe contare o no sull' immunità diplomatica (la questione è spinosa, la risposta non è certa ma è più sì che no, e se gli americani volessero un giorno incriminarlo si aprirebbe un caso diplomatico senza precedenti). Come si è arrivati a questo punto? Per i reali, poi, i giornali di domenica hanno aggiunto un ulteriore gravissimo imbarazzo: si è scoperto che l'Fbi aveva un dossier su Lord Mountbatten - ultimo viceré dell' India, zio di Filippo e mentore del giovane principe Carlo, assassinato dall' Ira nel 1979 - accusato di pedofilia su ragazzini e descritto come «personaggio di infimo livello morale». Si è a questo punto per l'enorme imprudenza di Andrea: frequentare Epstein, personaggio oscuro e già molto discusso prima della condanna per pedofilia, uomo dall' enorme patrimonio dall' origine misteriosa e in odore di contatti con l' intelligence di vari Paesi. Aver continuato a vederlo anche dopo la condanna sembra oggi pura follia. O quantomeno il sintomo della convinzione di Andrea d' essere invulnerabile.

Principe Andrea, massaggio ai piedi da giovane donna a casa di Epstein. Pubblicato venerdì, 23 agosto 2019 da Corriere.it. Il principe Andrea, duca di York e terzogenito della regina Elisabetta, viene di nuovo tirato in ballo nel caso di Jeffrey Epstein, il miliardario americano accusato di abusi sessuali e traffico di minori morto suicida in carcere lo scorso 10 agosto. Il fratello di Carlo d’Inghilterra è stato visto mentre si faceva massaggiare i piedi da una giovane donna nell’appartamento di New York dell’amico Epstein, secondo quanto emerge da uno scambio di email — pubblicato da «New Republic» — tra l’agente letterario John Brockman e lo scrittore Evgeny Morozov. Nell’articolo di «New Republic», Morozov, esortato da Brockman a incontrare Epstein, cita una email datata 12 settembre del 2013 in cui l’agente letterario gli racconta di aver visto il principe Andrea e Epstein che si facevano massaggiare i piedi da «due giovani donne russe elegantemente vestite». Buckingham Palace ha già negato ogni possibile coinvolgimento di Andrea nel caso collegato a Epstein indicando che «il duca di York è rimasto sconvolto dalle rivelazioni sui presunti crimini di Jeffrey Epstein. Sua Altezza Reale condanna lo sfruttamento di ogni essere umano e ipotizzare che possa aver favorito, incoraggiato, commesso crimini di questo tipo è orribile», si legge in una nota diffusa domenica scorsa. È noto che Andrea abbia continuato a frequentare Epstein anche dopo la sua prima condanna per pedofilia nel 2008. 

La maîtresse di Epstein a Buckingham Palace. La Maxwell tra le invitate del principe Andrea Gli amici: «È un playboy ma non un pedofilo». Erica Orsini, Domenica 25/08/2019 su Il Giornale. Londra Il Principe Andrea ancora nell'occhio del ciclone. È emersa ieri infatti l'ennesima testimonianza che racconta come il Duca di York fosse abituato a portare in segreto a palazzo molte donne, tra le quali Ghislaine Maxwell, figlia di Robert Maxwell e accusata di procurare le schiave sessuali per il miliardario Jeffrey Epstein e i suoi amici. A spiegarlo è Paul Page, che ha lavorato a Buckingham Palace nel servizio di protezione dei Reali. Le accuse sono state fatte da Page nel 2009, nel corso di un processo che lo vedeva accusato di investimenti fraudolenti e non erano mai state rese pubbliche, ma sono finite in mano al tabloid Daily Mirror che le ha diffuse. Page aveva mosso accuse di negligenza pesanti nei confronti di colleghi e capi dello staff, ma soprattutto verso il principe Andrea definito anche molto arrogante e scortese. «Il peggior responsabile degli abusi era il principe Andrea - afferma Page - aveva spesso signore che gli facevano visita, inclusa Ghislaine Maxwell, e diventava verbalmente molesto quando gli ufficiali in servizio lo riprendevano per non aver segnalato nel registro preposto l'ingresso delle sue ospiti». In nessuna parte delle sue dichiarazioni Page fa riferimento a minorenni come conferma anche l'ex Soprintendente e capo della Protezione Reale Dai Davies: «È ben documentato che il Duca di York era coinvolto con un parecchie signore attraenti ma non ho mai saputo che si trattasse di minorenni». Davies aggiunge che non era contro il protocollo non segnalare l'ingresso delle ospiti. «È una loro prerogativa, dopotutto sono a casa loro». Insomma, un playboy prepotente e abusivo, ma non un pedofilo. Una fonte del tabloid The Sun descrive il terzogenito di Elisabetta come un uomo «che ha una fidanzata in ogni porto», al punto da meritarsi il soprannome di «Randy Andy», «Andy il lascivo». Ma gli amici confermano che non si è mai accompagnato a minorenni. «Girando il mondo come ambasciatore per gli scambi commerciali - raccontano i suoi conoscenti al Sun aveva l'opportunità di conoscere molte donne e traeva pieno vantaggio da questo privilegio. Sebbene gli piacesse divertirsi, sarebbe però rimasto scioccato se avesse saputo che qualcuna di loro aveva subito violenze o abusi». E sempre ieri, in una nuova nota stampa il Duca di York difende la sua amicizia con il finanziere Jeffrey Epstein affermando che in nessun momento ha mai visto o sospettato comportamenti criminali da parte del miliardario suicidatosi in prigione qualche settimana fa. Il principe ammette che incontrare Epstein nel 2010, quando uscì di prigione, fu un errore di cui oggi si può solo rammaricare. «Evidentemente non era la persona che pensavo di conoscere, alla luce di quello che sappiamo oggi». E però sottolinea che «nel periodo in cui l'ho conosciuto l'ho visto poco di frequente - spiega - probabilmente non più di una o due volte in un anno. Sono stato ospite in alcune delle sue residenze. In nessuna occasione, nel tempo limitato che ho trascorso con lui, sono stato testimone o ho sospettato di comportamenti come quelli che hanno poi condotto al suo arresto». Il principe ha aggiunto inoltre di provare una grande compassione per le vittime di Epstein. «Il suo suicidio ha lasciato molti interrogativi senza risposta e comprendo e solidarizzo con chiunque sia stato coinvolto e voglia chiudere questa vicenda».

Regina Elisabetta trema, bomba sessuale su Andrea: "A casa di Epstein, cosa l'ho visto fare con due russe". Libero Quotidiano il 24 Agosto 2019. Dettagli imbarazzanti su Andrea d'Inghilterra a casa di Jeffrey Epstein, a tratti imbarazzanti. Il figlio della Regina Elisabetta e fratello di Carlo d'Inghilterra si recò nel 2010 nella casa newyorkese del finanziere americano morto suicida in carcere dopo essere stato nuovamente invischiato in una terrificante inchiesta su prostituzione e pedofilia internazionale. Ora però emergono alcuni particolari su quella visita "in amicizia" (sebbene Epstein fosse già al tempo stato schedato dalle autorità Usa come personaggio sessualmente pericoloso) del Duca di York. Secondo quanto riportano il New York Republic Magazine e tutti i giornali britannici, il principe Andrea a casa Epstein si sarebbe fatto fare un massaggio ai piedi da due giovani donne russe. L'episodio è stato raccontato nelle e-mail intercorse nel settembre 2013 tra lo scrittore Eugeny Morozov e il suo agente letterario John Brockman. "L'ultima volta che sono stata a casa sua - si legge nella mail di Brockman - sono entrato e l'ho trovato in tuta assieme a uomo inglese in vestito e bretelle, che si stava facendo massaggiare i piedi da due giovani russe ben vestite". "Dopo avermi interrogato per un po' a proposito della sicurezza cibernetica continua a raccontare l'agende - l'inglese, di nome Andy, ha fatto alcuni commenti sulle accuse contro Julian Assange per passare poi a commentare il suo profilo pubblico". "A Monaco  - si sarebbe lamentato Andrea - Alberto lavora 12 ore al giorno ma alle nove di sera, quando esce, può fare quello che vuole, nessuno ci fa caso. Se lo faccio io, però, sono nei guai grossi". 

IL DUCA DI “PORK”! Antonello Guerrera per la Repubblica il 24 agosto 2019. Nel "Padrino" di Coppola sarebbe il goffo Fredo, per Italo Svevo lo Zeno preso a schiaffi dal padre morente, oppure, chissà, forse è un po' Hans Jacob, il figlio rinnegato del drammaturgo norvegese Henrik Ibsen: quando adulto e in miseria bussò alla porta del padre, questi gli mise in mano due spiccioli e gli sbatté la porta in faccia. Ogni giorno che passa, il 59enne principe Andrea, fratello minore di Carlo e figlio di Elisabetta e di Filippo, pare sempre più la pecora nera della famiglia Windsor. E va bene che non è lo primo scandalo della dinastia, ma ora Andrew pare scivolato in una infinita spirale di ignominia, lui, il notorio "cocco" di mamma Elisabetta. «Dovrebbe rinunciare immediatamente alle sue funzioni pubbliche», ha detto ieri al Guardian un celebre ma anonimo esperto di reali. Sì, perché lo scandalo Epstein, il miliardario americano che aveva creato uno spaventoso impero di prostituzione minorile invischiando molti potenti e poi morto impiccato nella sua cella di Manhattan il 10 agosto, sta travolgendo il duca di York Andrea. L' ultima è di ieri, quando il celebre giornalista e massmediologo Evgeny Morozov ha raccontato sulla rivista americana New Republic uno scambio di email con il suo agente John Brockman, amico e frequentatore di Jeffrey Epstein, in cui viene fuori che Andrea, nel settembre 2013, si sarebbe trovato a Manhattan, nella magione del miliardario, mentre si faceva massaggiare i piedi da «una ragazza molto giovane ». Non solo. Tre giorni fa il Sun ha pubblicato il resoconto di un pilota, raccolto dalle carte processuali in America, che confermerebbe gli spostamenti in volo di Andrea con Virginia Roberts Giuffre, allora 17enne schiava sessuale di Epstein che sostiene di aver avuto almeno tre rapporti sessuali con Andrew nel 2001 grazie alla mediazione di Ghislaine Maxwell, assistente personale di Epstein e amica del duca di York. Quest' ultimo, in una famigerata foto, nel marzo di quello stesso anno avvinghia i fianchi la teenager, proprio a casa di Maxwell. Accuse non nuove e che la Casa Reale smentisce categoricamente ma che ora sono tornate attuali. Anche perché Andrea ha continuato a frequentare Epstein pure dopo il 2008, quando quest' ultimo ricevette una condanna e secondo la legge, era schedato per reati sessuali. Ma Andrea, ex eroe delle Falkland, è stato sempre così, non a caso negli anni si è guadagnato i soprannomi Randy Andy ("allupato") e "principe dell' azzardo". E poi ha sempre avuto un' attrazione fatale per le conoscenze pericolose, vedi Gheddafi o il figlio dell' ex presidente tunisino Ben Ali. Ora però in molti temono che la sua strafottenza stia debordando, con conseguenze pericolose per i Windsor, anche perché lo scandalo Epstein pare essere solo agli inizi: ieri in Francia è stata aperta una nuova inchiesta per presunti stupri nei confronti di minori, legata al caso del miliardario. Pur nella bufera mediatica, Andrea ha pensato bene di rilassarsi giocando a golf a Sotogrande, in Spagna, dove ora si trova insieme all' ex moglie, la sgargiante e sconclusionata Sarah Ferguson, altro rapporto bizzarro del principe. Hanno divorziato nel 1996 dopo dieci anni di matrimonio, ma da molto tempo i due viaggiano e soprattutto vivono ancora insieme. A Londra c' è chi dice che potrebbero addirittura risposarsi, e al diavolo gli scandali sessuali di Epstein. Il giorno dopo la morte dell'americano, Andrea era in chiesa con la mamma a Crathie, nei pressi della tenuta reale scozzese di Balmoral. Va tutto bene, caro Andrew.

Principe Andrea difende amicizia con Epstein: "Mai visto o sospettato comportamenti criminali". Per il terzogenito della regina Elisabetta "è stato un errore" solo l'incontro con il finanziere dopo la sua scarcerazione nel 2010. La Repubblica il 24 agosto 2019.  Il principe Andrea, terzogenito della regina Elisabetta, difende la sua amicizia con Jeffrey Epstein, accusato di abusi e traffico di minori e morto suicida in prigione a New York. "Mai, in nessun momento ho visto o sospettato comportamenti criminali", ha detto citato dalla Bbc, ammettendo che incontrare il finanziere dopo la sua scarcerazione nel 2010 "è stato un errore". Il figlio della regina è stato visto in casa di Epstein ed è noto che avesse continuato a frequentare Epstein anche dopo la sua prima condanna per pedofilia nel 2008. "Nel periodo in cui l'ho conosciuto ci siamo visti raramente, probabilmente non più di una o due volte l'anno", afferma il duca di York in un comunicato. "Sono stato ospite in alcune delle sue residenze, e mai nel limitato periodo in cui sono stato con lui ho visto, sono stato testimone o ho sospettato qualsiasi comportamento che ha portato al suo arresto e alla sua condanna". Andrea afferma di avere una "grande simpatia" per tutte le vittime di Epstein. "Il suo suicidio ha lasciato molte domande senza risposta, e sono a fianco di chiunque sia stato vittima e voglia in qualche modo chiudere" con il passato. Buckingham Palace ha sempre negato ogni possibile coinvolgimento di Andrea nel caso collegato a Epstein da quando sono venute fuori le accuse di molestie sessuali da parte di una minorenne che si è definita "schiava sessuale di Epstein". "Il duca di York - era scritto nella nota della Casa Reale - è rimasto sconvolto dalle rivelazioni sui presunti crimini di Epstein. Sua Altezza Reale condanna lo sfruttamento di ogni essere umano e ipotizzare che possa aver favorito, incoraggiato, commesso crimini di questo tipo è orribile", si leggeva in una nota diffusa domenica scorsa.

Epstein: abusi, amici potenti. Chi non sapeva? Il principe Andrea:  un errore frequentarlo. Pubblicato sabato, 24 agosto 2019 da Viviana Mazza su Corriere.it. Jeffrey Epstein adorava «la sensazione che provi quando trovi la risposta giusta a un rompicapo», come disse in un’intervista del 2003 con Bloomberg sulla sua isola privata di Little St. James. Incontrò il giornalista nel gazebo, perché nella residenza c’era confusione: «Troppe ragazze». Sedici anni dopo — e 15 giorni fa — il milionario americano si è ucciso in carcere a Manhattan, incriminato per traffico sessuale di minorenni. I pezzi del puzzle della sua vita e dei suoi rapporti con amici potenti — come il principe Andrea, i presidenti Clinton e Trump — stavano cominciando a comporsi, nonostante i suoi tentativi di usare denaro e contatti per sfuggire alla giustizia. Poche ore prima del suicidio erano state rese pubbliche testimonianze, rapporti di polizia, registri di volo dei suoi jet privati: duemila pagine di documenti legali relativi agli anni 2002-2005. Illustrano in modo dettagliato le perversioni di questo ex insegnante di matematica della Dalton, prestigiosa scuola privata di New York, che era stato introdotto dal padre di un allievo a Wall Street e, dopo un’ascesa fulminea nella banca di investimenti Bear Stearns, s’era messo in proprio come consulente finanziario. Decine e decine di ragazzine passarono dalle sue residenze a Manhattan, a Palm Beach in Florida, sull’isola, nel ranch «di Zorro» e forse a Parigi, dove pure è stata aperta un’inchiesta. «Aveva un’ossessione per le minorenni... puntava sulle ragazze con difficoltà economiche». Le ingaggiava come massaggiatrici, pagando ben 200 dollari a seduta e offrendo regali (iPod, gioielli) alle favorite. Dopo i primi appuntamenti, chiedeva loro di spogliarsi («ma puoi tenere le mutandine»). Le guardava, le toccava fino all’orgasmo («ne esigeva tre al giorno») e con alcune andava oltre, come si legge nei documenti. Il maggiordomo che ripuliva il bagno dai sex toys si rese conto che erano giovanissime. «Mangiavano sempre latte e cereali, come le mie figlie». Tutto questo accadeva negli stessi anni in cui i giornali americani ritraevano Epstein come «uomo del mistero» che aveva costruito la sua fortuna da zero, novello Gatsby, scapolo ambitissimo. Misteriosi restano i nomi dei suoi clienti, tranne uno, Leslie Wexner, il proprietario di Victoria’s Secret che gli diede carta bianca per gestire la sua fortuna. Virginia Roberts Giuffre, reclutata a 16 anni nel 2000 a Mar-a-lago, il resort di Trump, dice di essere diventata una «schiava sessuale» costretta a compiacere gli amici di Epstein: tre volte con il principe Andrea, sette con Wexner, e poi l’ex governatore Bill Richardson, il pioniere dell’intelligenza artificiale Marvin Minsky, l’agente di modelle Jean-Luc Brunel, l’avvocato Alan Dershowitz (negano tutti). Intanto Lady Lynn de Rothschild gli presentava Bill Clinton, che nel 2002 si recò in Africa sul Boeing 757 di Epstein (il «Lolita Express») per la sua campagna contro l’Aids. Dai registri di volo, sottolinea Trump, emerge che Clinton ha viaggiato sui jet del finanziere 12 volte, non 4 come ha ammesso; ma del racconto di Giuffre che lo colloca a Little St. James con «due brunette» scortato dagli 007 non ci sono prove.Nel 2000 Epstein conobbe il Principe Andrea, allora rappresentante per il commercio britannico. Un amico comune spiegò che l’aristocratico inglese imparò da lui a «rilassarsi». A presentarli fu Ghislaine Maxwell, ereditiera inglese che si era trasferita a New York dopo la morte del padre, magnate dell’editoria misteriosamente «caduto dallo yacht» (e precipitato in uno scandalo post-mortem per aver rubato milioni dalle pensioni dei dipendenti). È l’esuberante Maxwell — per un periodo fidanzata, poi «amica» che forse sperava di sposarlo — la principale «procacciatrice» di minorenni, secondo almeno tre accusatrici: setacciava le sale massaggi, aspettava all’uscita della scuola, prometteva impieghi rispettabili. E quando abboccavano le istruiva sui massaggi erotici (di cui usufruiva anche lei). Nelle stesse ville Epstein teneva conferenze di scienziati e cene di filantropi servendo i vini e i cibi più raffinati, ma lui non beveva né mangiava, ci racconta l’avvocato Dershowitz nella sua casa a Martha’s Vineyard. «Poi abbiamo capito: il suo vizio era un altro». Lo scandalo scoppiò nel 2005, quando la madre di una quattordicenne di Palm Beach andò dalla polizia. Presto le accusatrici diventarono sei, nel giro di un anno 36. Nel 2008 il finanziere patteggiò: colpevole di adescamento minorile, scontò 13 mesi di carcere, evitando pene federali. Carcere per modo di dire: usciva per 16 ore al giorno, tornava a casa. Un accordo ottenuto dal suo team di avvocati superstar (tra cui Dershowitz) che tenne all’oscuro le vittime e garantì l’immunità a Maxwell e alle assistenti: Sarah Kellen, che «curava la lista delle ragazze»; Lesley Groff che organizzava i viaggi; Nadia Marcinkova, «schiava sessuale» diventata reclutatrice. Dopo lo scandalo gli amici potenti presero il largo, Andrea no. Le prime accuse contro di lui sono emerse nel 2015, quando Giuffre ha prodotto la famosa foto del principe che la abbracciava nel 2001. Ancora nel 2010 fu ripreso sull’uscio di Epstein a New York in compagnia di ragazze. Ieri è stato costretto a intervenire: «Non sapevo nulla ma fu un errore continuare a vederlo». Non c’è mai stato un processo: negli anni decine di vittime hanno taciuto dopo accordi economici. Se il caso è stato riaperto a luglio è merito del Miami Herald. La cronista Julie K. Brown ha identificato 80 donne. Ne ha intervistate otto, tra cui Courtney Wild e Jena-Lisa Jones, molestate a 14 anni. A 66 anni Epstein rischiava di passare il resto della vita in prigione. Aveva fatto dipingere un murales nella casa di Manhattan che lo ritrae dietro le sbarre, una sorta di memento. Il suicidio è stato «il risultato di un’analisi costi-benefici», dice Dershowitz. Il giorno prima ha messo il suo patrimonio in un fondo fiduciario, rendendo più ardue le cause civili. È stata la sua risposta al rompicapo finale, per sfuggire, ancora una volta, alla giustizia.

Caso Epstein, principe Andrea pronto a collaborare con Fbi. E spuntano nuove rivelazioni sul jet privato. Secondo i registri di volo, il terzogenito della regina e Anna Malova, 27enne ex miss Russia e seconda a miss Universo, erano tra i nove passeggeri dell'aereo diretto dalle Isole Vergini americane dove il finanziere teneva le sue orge private, alla Florida nel febbraio 1999. La Repubblica il 26 agosto 2019. Il principe Andrea è pronto a collaborare con l'Fbi sul caso Jeffrey Epstein se gli sarà richiesto. Lo riferiscono fonti di Buckingham Palace al Daily Mail. La scorsa settimana era emerso che la polizia metropolitana aveva deciso di non indagare sulle affermazioni di una donna statunitense che aveva dichiarato di essere stata costretta dal finanziere americano morto suicida in carcere ad avere rapporti sessuali con il terzo figlio della regina Elisabetta. Ma su Epstein, travolto dalle accuse di abusi sessuali, sfruttamento della prostituzione e traffico di minori, e sulle circostanze della morte del finanziere americano, sta indagando l'Fbi. Intanto continuano a uscire nuove rivelazioni che imbarazzano ancora il principe pubblicate dai tabloid di tutto il mondo e che documentano l'amicizia del principe con Epstein. Adesso si parla del jet privato del miliardario sul quale si sarebbe trovato anche Andrea insieme ad un gruppo che includeva anche una modella russa. Secondo i registri di volo, il principe e Anna Malova, allora 27enne, ex miss Russia e secondo a miss Universo nel '98, erano tra i nove passeggeri dell'aereo diretto dalle Isole Vergini americane (dove il finanziere teneva le sue orge private) alla Florida nel febbraio 1999. Condannata per aver falsificato una ricetta per il Vicodin, Malova è stata successivamente anche in carcere negli Stati Uniti per non aver rispettato un programma di riabilitazione ordinato dal tribunale per l'uso di antidolorifici. La scoperta del volo, finora sconosciuta, aumenta la pressione sulla casa reale britannica che continua a negare qualsiasi coinvolgimento nel caso. Il principe sabato ha rilasciato una dichiarazione in cui sostiene di non aver mai "assistito o sospettato alcun tipo di comportamento" che abbia portato alla condanna di Epstein nel 2008 e che il suo solo errore sia stato continuare a vederlo dopo la condanna. Il volo del febbraio 1999, come sostiene il Sunday Times, è segnato nei registri tenuti dai piloti di Epstein depositati presso un tribunale americano da Virginia Roberts Giuffre, che afferma di essere stata usata come schiava sessuale da Epstein. Il diario di bordo era tra le quasi duemila pagine di documenti e non tra le 73 pagine dei registri dei voli di Epstein precedentemente rilasciati alla magistratura dove Andrea già figurava diverse volte tra i passeggeri. Nel 1999 sullo stesso volo erano presenti lo stretto amico di Epstein, Ghislaine Maxwell, figlia del defunto finanziere Robert Maxwell accusato da diverse vittime di aver assistito agli abusi sulle ragazze, Gwendolyn Beck, un ex dirigente del settore finanziario che si candidò senza successo al Congresso in Virginia nel 2014 (e al quale Epstein donò più di 12 mila dollari per la sua campagna).

CHI ENTRAVA E USCIVA DALLA CASA DELLA GNOCCA? DAGONEWS il 26 agosto 2019. Il principe Andrea non è l’unico a essere finito nella bufera per la sua frequentazione con Jeffrey Epstein. Adesso a finire nel mirino del Daily Mail è Woody Allen, fotografato mente lascia la casa di Manhattan del finanziere suicida. Il regista, accompagnato dalla moglie Soon-Yi, è stato immortalato mentre si allontanava il 5 dicembre 2010 dopo aver partecipato al party in onore del terzogenito di Elisabetta II. Durante la visita di quattro giorni di Andrea il miliardario avrebbe organizzato una festa alla quale hanno partecipato anche la giornalista Katie Couric, l'attrice Chelsea Handler e l'anchor man George Stephanopoulous.

Usa, le vittime di Epstein in lacrime in tribunale: “Era un codardo". La rabbia è cresciuta dopo il suicidio in carcere dell'uomo, il 10 agosto: "Non sarà fatta giustizia". Una delle donne ha denunciato: "Il fatto che non avrò mai la possibilità di affrontare il mio aggressore in tribunale mi toglie l'anima". Secondo Virginia Giuffre, il principe Andrea "sa cosa ha fatto". La Repubblica il 28 agosto 2019. Le vittime che si susseguono sul palco dei testimoni sono d'accordo: Jeffrey Epstein, il miliardario al centro di uno scandalo di pedofilia che coinvolge molti Vip, era un "codardo". E la loro rabbia è cresciuta dopo il suicidio in carcere dell'uomo, il 10 agosto: "Non sarà fatta giustizia". Ieri, 27 agosto, è stato il primo giorno di testimonianze davanti ai giudici: una decina di donne ha raccontato la sua versione e denunciato di essere state sottoposte ad abusi da parte del miliardario. Molte, come Courtney Wild, hanno sottolineato la sua vigliaccheria: "Sono molto arrabbiata e triste, è stato un codardo". Frustrazione condivisa da Jennifer Araoz: "Il fatto che non avrò mai la possibilità di affrontare il mio aggressore in tribunale mi toglie l'anima". Un suicidio sotto indagine dell'Fbi, e giudicato "pieno di interrogativi" ieri dall'avvocato Brad Edwards che rappresenta le vittime. Un'altra vittima è scesa nei dettagli spiegando le violenze sessuali subite e le conseguenze che hanno avuto: "Ho trascorso due settimane a vomitare quasi a morte in ospedale dopo quel primo incontro con Epstein". Una delle vittime, Virginia Roberts Giuffre, ha denunciato: "Sono una vittima di Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell e degli oscuri e crudeli atti criminali che hanno commesso contro di me, per anni e anni tenuti all'oscuro". La donna ha anche tirato in ballo il principe Andrea, terzogenito della regina Elisabetta, amico del miliardario morto suicida e coinvolto negli scandali sessuali, affermando di essere stata costretta a fare sesso con il reale quando aveva 17 anni: il principe "sa cosa ha fatto" e spero che "dica la verità su tutto". Epstein è stato arrestato il 6 luglio scorso: già nel 2008 era stato dichiarato colpevole di traffico sessuale di decine di ragazze, alcune giovanissime. Anche se il processo penale non andrà in porto a causa della morte dell'imputato, il suicidio, ha assicurato la procuratrice federale Maurene Comey: "Non fermerà le indagini su altre persone che hanno aiutato Epstein a portare avanti il suo piano di sfruttamento di ragazze minorenni". "Non lo lascerò vincere nella morte", ha avvertito una delle vittime, Chauntae Davies.

Una vittima di Epstein: «Il principe Andrew ora deve dire cosa ha fatto». Pubblicato mercoledì, 28 agosto 2019 da Monica Ricci Sargentini Corriere.it. Virginia Roberts Giuffre punta il dito ancora una volta sul principe Andrew: «Il terzogenito della regina Elisabetta sa quello che ha fatto e mi aspetto che vuoti il sacco». Una delle presunte vittime di Jeffrey Epstein, il miliardario accusato di abusi e sfruttamento della prostituzione minorile che si è suicidato in cella a New York lo scorso 10 agosto, ha parlato ieri davanti a un tribunale della Grande Mela dove si sono appena tenute le audizioni delle ragazze stuprate dal finanziere. Giuffre, 35 anni, ha ribadito di essere stata costretta ad avere incontri con il principe quando aveva 17 anni, sotto l’età consentita. In una foto che risale al 2001 si vede il Duca di York cingerle la vita. I due, dunque, si conoscevano ed avevano una certa intimità. «Non mi fermerò mai fino a che non otterrò giustizia» ha dichiarato ieri la donna. Il Duca di York conobbe Epstein nel 2000 quando il principe era rappresentante per il commercio britannico. Un amico comune spiegò che l’aristocratico inglese imparò da lui a «rilassarsi». A presentarli fu Ghislaine Maxwell, ereditiera inglese che si era trasferita a New York dopo la morte del padre, magnate dell’editoria misteriosamente «caduto dallo yacht» (e precipitato in uno scandalo post-mortem per aver rubato milioni dalle pensioni dei dipendenti). È l’esuberante Maxwell — per un periodo fidanzata, poi «amica» che forse sperava di sposarlo — la principale «procacciatrice» di minorenni, secondo almeno tre accusatrici: setacciava le sale massaggi, aspettava all’uscita della scuola, prometteva impieghi rispettabili. E quando abboccavano le istruiva sui massaggi erotici (di cui usufruiva anche lei). Nei giorni scorsi il principe Andrew aveva espresso «profonda vicinanza» a tutte le persone danneggiate dal comportamento di Epstein ma aveva negato «qualsiasi suo atto improprio con minorenni». Fonti di palazzo reale hanno riferito che il duca di York è disponibile a collaborare con l’Fbi sulla vicenda se gli verrà richiesto.

Epstein, Virginia Roberts Giuffre: «Il principe Andrea sa cosa ha fatto». Alessandro Fioroni il 29 Agosto 2019 su Il Dubbio. È una delle 20 vittime che accusano il finanziere di violenza sessuale. Il reale è accusato dalla donna di essere stato uno degli uomini con I quali, a soli 17 anni, fu costretta dal miliardario a fare sesso. È stata una prima udienza carica di sentimenti contrastanti quella che si è svolta nel tribunale federale di New York il 27 agosto. Davanti alla Corte infatti hanno sfilato una a una le vittime degli abusi di Jeffrey Epstein, il miliardario arrestato il 6 luglio per traffico sessuale e trovato impiccato nella sua cella il 10 agosto. Circostanze della morte che hanno provocato un vespaio di polemiche e lasciato spazio al complottismo più sfrenato e che hanno avuto come conseguenza pratica la sospensione delle guardie e del direttore del carcere. Ma le donne cadute nella rete di Epstein non hanno gioito per la morte dell’uomo, anzi dal palco dei testimoni hanno espresso in maggioranza la loro rabbia per non poter ottenere giustizia e guardare in faccia il loro aguzzino ormai suicida. «Sono molto arrabbiata e triste, è stato un codardo» ha detto una delle testimoni alla quale hanno fatto eco parole simili di un’altra: «il fatto che non avrò mai la possibilità di affrontare il mio aggressore in tribunale mi toglie l’anima». L’incriminazione e il conseguente arresto del miliardario apre però scenari inquietanti e potrebbe travolgere anche altri personaggi. Si conosce già il ruolo che avrebbe avuto Ghislaine Maxwell, la donna che procurava le ragazze minorenni poi portate nella villa di Epstein, fermata a New York poco tempo fa. Le parole della procuratrice federale Maurene Comey lasciano intendere che l’inchiesta non verrà chiusa tanto facilmente. Sebbene la morte di Eptein renda vano un processo penale a suo carico la procuratrice ha dichiarato ai media che ciò «non fermerà le indagini su altre persone che hanno aiutato Epstein a portare avanti il suo piano di sfruttamento di ragazze minorenni». In questo senso va considerata la testimonianza di Virginia Roberts Giuffre, la quale ha confermato di essere stata «una vittima di Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell e degli oscuri e crudeli atti criminali che hanno commesso contro di me, per anni e anni tenuti all’oscuro» e chiamando in causa il principe Andrea, il terzogenito della regina Elisabetta di Inghilterra. Il reale è accusato dalla Giuffre di essere stato uno degli uomini con i quali, a soli 17 anni, Epstein la costrinse a fare sesso. Il principe Andrea «sa esattamente cosa ha fatto, mi auguro che confessi e dica tutto» ha detto la donna. Di certo c’è solo che Andrea era amico del miliardario ma ha respinto tutte le altre accuse dichiarandosi pronto a collaborare con l’Fbi.

DAGONEWS il 2 settembre 2019. Volete altre prove del fatto che Epstein fosse un porcone? Allora dovete guardare le foto e le follie che il buon Jeffrey teneva nella sua modesta dimora di Palm Beach: fotografie di ragazze “barely legal” molto svestite, ritratti e scatti dell’ex compagna Ghislaine Maxwell totalmente nuda, tavoli da massaggi e sedie da dentista. Tutto ripreso dalla polizia, durante un blitz nella casa da 16 milioni di dollari di Palm Beach. Alcuni video  di quel blitz sono rispuntati la scorsa settimana dopo la morte di Epstein. Tra le molte immagini appese alle pareti spicca una in cui si vedono Jeffrey e Ghislaine, amica ed ex compagna del finanziere sospettata di aver organizzato il traffico sessuale di minorenni a uso e consumo del miliardario, in un posto che somiglia molto alla sala stampa della Casa Bianca. I video sono rispuntati dopo la morte del finanziere.

Caso Epstein, spuntano le foto della domestica con il principe Andrea. Nuove foto trovate sul profilo Facebook della domestica di Jeffrey Epstein spuntano a rafforzare i legami del principe Andrea d'Inghilterra con il magnate pedofilo. Mariangela Garofano, Giovedì 12/09/2019, su Il Giornale. Il principe Andrea finisce ancora sotto i riflettori per i suoi legami con il magnate arrestato per pedofilia Jeffrey Epstein. Nuove fotografie riportate da Forbes, rafforzerebbero l’accusa di una sua amicizia con il magnate morto suicida in carcere il 10 agosto. Si tratta di alcune foto risalenti al 2010 trovate sul profilo Facebook della ex domestica di Epstein. Negli scatti, la signora Jun-Lyn Fontanilla è ritratta con il principe e con la moglie Sarah Ferguson, oltre che con l’attrice Hilary Swank e l’ex presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton. Il principe lo stesso anno è stato fotografato uscire dalla casa newyorkese di Epstein in compagnia di una giovane donna, ma ha sempre negato di essere a conoscenza del traffico di minori di cui è stato accusato il finanziere. “In nessun periodo, nel tempo limitato che ho trascorso con lui, ho notato o sono stato testimone di comportamenti inappropriati che hanno portato al suo arresto”, ha dichiarato Andrea, che in questi giorni erea stato invitato a non partecipare ad un torneo di golf, per non "rovinare il buon club del club". Il duca di York è stato accusato dall’allora minorenne Virginia Giuffre di aver avuto rapporti sessuali con lei. La Giuffre è una delle donne che hanno testimoniato in tribunale di essere state usate come “schiave sessuali” di Epstein e ha inoltre dichiarato di essere stata costretta ad avere rapporti con il duca in più di un'occasione. Quella della Giuffre non è l'unica accusa nei confronti del terzogenito della regina Elisabetta: un'altra donna ha infatti recentemente accusato il reale di averla toccata in modo inappropriato.

Courtney Love rivela: "Il principe Andrea venne da me una notte per fare sesso". Non si fermano i pettegolezzi riguardanti il terzogenito di Elisabetta. Dopo le accuse di abusi sessuali su minore fatte da Virginia Giuffre, Courtney Love ha rivelato che il principe si sarebbe presentato a casa sua all'una di notte con l'intenzione di fare sesso. Mariangela Garofano, Lunedì 16/09/2019, su Il Giornale. Emergono nuove indiscrezioni legate al principe Andrea, recentemente accusato di abusi sessuali connessi alla sua amicizia con il milionario pedofilo, Jeffrey Epstein. Questa volta a tirare fuori dal cilindro un episodio alquanto piccante riguardante il duca di York è stata la moglie del defunto leader dei Nirvana Kurt Cobain, Courtney Love. La rocker ha rivelato al The Sun di aver conosciuto Andrea nel 2000 alla premiere de “Come il Grinch rubó il Natale”, presentati proprio da Epstein. Una notte, stando al racconto della Love, il principe suonò alla sua porta alla ricerca di sesso. La leader delle Hole ha rivelato: “Ero a letto quando all’una di notte suonò il campanello. Mi infilai le pantofole e una vestaglia e mi trovai davanti il secondogenito della regina d’Inghilterra con una guardia del corpo, assolutamente non annunciato. Disse di aver avuto il mio numero da un amico comune e di essere in cerca di svago ad Hollywood. Così pensò che io potessi farlo divertire". La Love ha aggiunto anche che Andrea “era in cerca di una notte di sesso e flirtava molto”. L’ex moglie di Cobain ha poi affermato di avergli preparato una tazza di tè e di avergliela messa, scherzosamente, in una tazza raffigurante la regina. "Ci sedemmo sul divano, vicino al camino e fu allora che iniziò a flirtare. Alla fine non restò più di 45 minuti”, rivela ancora la 55enne. Il nome del duca è venuto fuori nei mesi scorsi dopo che una delle vittime di Jeffrey Epstein aveva rivelato di essere stata costretta ad avere rapporti sessuali con il principe quando aveva solo 17 anni. Una foto rubata mentre si apprestava ad uscire dalla dimora newyorchese del finanziere, aveva suggellato il legame di amicizia tra i due, sebbene Andrea ha sempre negato di essere a conoscenza del traffico di minorenni in cui era implicato l’amico, morto suicida in carcere il 10 agosto scorso.

 Enrico Franceschini per “la Repubblica” il 21 settembre 2019. «Abbiamo fatto sesso in bagno». Non se ne vanno le accuse di abuso di minore contro il principe Andrea. Virginia Giuffre, l'ex schiava del sesso del miliardario americano Jeffrey Epstein - suicidatosi al Metropolitan Correctional Center di New York lo scorso 10 agosto - le rilancia in un'intervista alla rete televisiva Usa Nbc , con le dichiarazioni più esplicite e cariche di dettagli particolareggiati mai rese contro il terzogenito della regina Elisabetta. «La prima volta che l' ho incontrato fu a Londra», dice la donna, che all' epoca dei fatti aveva 17 anni. «Ero così giovane. Fui svegliata da Ghislaine Maxwell (la dama dell' alta società inglese che è stata a lungo fidanzata con Epstein e poi era diventata la sua procacciatrice di pseudo massaggiatrici adolescenti, ndr ). Mi disse: "Oggi incontrerai un principe". A quel punto ancora non sapevo che sarei stata l' oggetto di un traffico sessuale per quel principe». Nell' intervista, Virginia Giuffre racconta di essere stata portata prima in un locale notturno, dove Andrea le fece bere vodka, quindi alla casa londinese di Ghislaine, che le dice: «Voglio che fai per il principe quello che di solito fai per Epstein». L' abuso inizia in bagno e continua in camera da letto. «Andrea non fu rude. Alla fine disse "grazie" e qualche altra espressione di gentili sentimenti, quindi se ne andò. Non ci potevo credere, che perfino la famiglia reale fosse coinvolta». Secondo Virginia ci furono altri due episodi di sesso fra lei e Andrea, uno a New York e uno nella villa di Epstein ai Caraibi. «Lui nega e continuerà a negare quello che è successo, ma sa quale è la verità e anche io la conosco ». La casa reale britannica ha sempre smentito tutto. E lo stesso Andrea, dopo il recente suicidio in carcere del miliardario pedofilo, si è detto «sconvolto» dalle rivelazioni sul suo conto, sostenendo di non avere mai sospettato di niente nei lunghi anni in cui lo frequentava, anche dopo le prime incriminazioni nei suoi confronti. Una foto scattata a una festa ritrae Andrea che cinge i fianchi dell' allora diciasettenne Virginia, posando la mano sulla pelle nuda della giovane. «Non lo accuso per avere soldi, è passato troppo tempo per chiedere un risarcimento per danni morali », dice ora lei alla Nbc . «Parlo soltanto per un bisogno di giustizia e perché si sappia la verità ».

 Virgina Giuffre rivela alla NBC: "A 17 anni fui svenduta al principe Andrea". Non si frena l'ondata di particolari scottanti riguardanti le nottate "brave" del principe Andrea. Virginia Giuffre, durante l'intervista per la NBC, ha rivelato sfumature alquanto piccanti del suo primo incontro sessuale con il duca di York, all'età di 17 anni. Mariangela Garofano, Lunedì 23/09/2019, su Il Giornale. A pochi giorni dalle ultime rivelazioni fatte da Virginia Giuffre, che ha accusato il principe Andrea di aver fatto sesso con lei all’età di 17 anni, il 20 settembre è andata in onda un’intervista in cui la donna rivela i dettagli più intimi del loro primo incontro. Nell'esclusiva in onda per la NBC e riportata dal Mirror Online, la Giuffre ha raccontato di come Ghislane Maxwell l’abbia svegliata una mattina, anticipandole che “oggi incontrerai un principe”, ignara che in realtà sarebbe stata "svenduta al principe". La 35enne, all’epoca dei fatti diciassettenne, ha rivelato ai microfoni della NBC che: “Il principe quel giorno suonò a casa di Ghislaine alle 18. Lei lo ha salutato e la guardia che lo aspettava è tornata in macchina. Poi è stato introdotto nel salotto dove sedevamo io e Jeffrey, al quale ha dato la mano. Ghislaine mi ha presentato e come mi aveva insegnato, ci baciammo sulla guancia”. La donna, visibilmente scossa da quei ricordi, prosegue raccontando che i tre fecero una specie di gioco che consisteva nel far indovinare al duca l’età della ragazza e che lui disse 17 anni. Durante la serata nel privee del Tramp Club, il reale inglese diede da bere della vodka alla ragazza e iniziò ad essere sempre più audace, baciandole il collo. A fine serata tornarono a casa della Maxwell. A questo punto i racconti della Giuffre si fanno sempre più piccanti e compromettenti per il duca di York. “Il principe iniziò a leccarmi le dita dei piedi”, rivela la donna, che aggiunge: “Poi andammo in camera da letto dove facemmo l’amore”. La posizione del principe si fa quindi sempre più compromessa, pur avendo sempre negato alcun coinvolgimento con i traffici di Epstein. I suoi rapporti con il magnate morto suicida in carcere erano piuttosto stretti, come dimostrano le fotografie in sua compagnia. Contattato per una dichiarazione circa le ultime scottanti rivelazioni della Giuffre, Buckingham Palace non ha fornito alcun commento in merito.

“SUL CASO EPSTEIN L’FBI HA INSABBIATO LE INFORMAZIONI SU ANDREA”. DAGONEWS  il 26 settembre 2019. L'MI6 britannico teme che la Russia sia in possesso d'informazioni in grado di collegare il principe Andrea allo scandalo di abusi sessuali che ha travolto Jeffrey Epstein. A preoccupare l'intelligence britannica è John Mark Dougan, veterano dei Marine ed ex vice sceriffo di Palm Beach, fuggito a Mosca dopo un’incursione dei federali in casa sua. L’uomo afferma di avere centinaia di ore di riprese della casa del pedofilo in Florida e l’MI6 teme che possa aver trasmesso al Cremlino informazioni compromettenti sul duca di York. Tuttavia, il 42enne ha detto al Times che era "ridicolo" pensare che avrebbe consegnato qualsiasi informazione alle autorità russe. «Sono certo che l'FBI sia coinvolto in una sorta di insabbiamento su Epstein» ha detto Dougan, che è stato in Russia da quando ha cercato asilo per evitare l'arresto negli Stati Uniti per reati informatici - Ciò potrebbe assolutamente includere informazioni su Andrew, o potrebbe essere che persone dell'FBI abbiano visitato la casa di Epstein e non vogliano rivelarlo. L'FBI ha ottenuto tutti i dati che ho quando hanno fatto irruzione in casa mia. Le  copie dei file non verranno mai rilasciate a meno che non accada qualcosa di spiacevole. Quando gli è stato chiesto quali informazioni avesse sul Principe, Dougan ha detto: «Ho un sacco di cose. Ma non sono un agente del Cremlino e non ho condiviso alcun materiale con il governo russo. Non intendo ricattare nessuno con le mie informazioni. È contro i miei principi». Dougan ha dichiarato di avere circa 200 ore di video dall'interno delle proprietà di Epstein, comprese le scansioni dei documenti sequestrati dalla polizia. Ha detto di aver visto solo frammenti dei video, che mostravano l'interno delle stanze da diverse angolazioni. Dougan afferma che i dati gli sono stati dati da un investigatore della Florida che stava lavorando al caso Epstein. Tuttavia, afferma che i suoi file sono crittografati e che i codici segreti per aprirli sono detenuti da amici in tutto il mondo. «I file di Epstein rimarranno al sicuro. Non ho una copia fisica in mio possesso per motivi di sicurezza. I file sono al sicuro e le persone che li tengono non hanno idea di cosa ci sia».

Il detective rivela: "Il principe Andrea chiamava Epstein da 13 numeri diversi". Il conivolgimento del principe Andrea nello scandalo Epstein si fa sempre più evidente. A portare alla luce nuove prove ci ha pensato un detective americano, che ha scoperto che il duca di York avrebbe contattato Epstein da 13 diversi numeri. Mariangela Garofano, Lunedì 21/10/2019, su Il Giornale. Il principe Andrea si trova nel mirino degli investigatori per i suoi legami con il defunto Jeffrey Epstein. A parlare dei nuovi particolari emersi, è Mike Fisten, un detective della Florida che nella casa di Palm Beach del finanziere ha trovato una rubrica telefonica, da lui definita come“il tesoro delle attività di Epstein”. Fisten racconta: “La rubrica ci ha portato fuori dalla Florida, in giro per il mondo. Se per esempio, vai alla sezione Londra, puoi trovare il duca di York. E sotto il suo nome ci sono 13 differenti numeri di Buckingham Palace”. Il detective americano avrebbe scoperto che i due amici si sarebbero visti non meno di 10 volte in dieci anni e che il duca era solito cambiare sempre numero per contattare l'amico. Come riporta il The Sun, il 21 ottobre Fisten racconterà le sue recenti scoperte su Channel 4, mettendo a nudo il legame tra Epstein e il terzogenito della regina Elisabetta, che ha sempre negato alcun coinvolgimento con lo scandalo in corso. I guai di Andrea sono iniziati quando Virginia Giuffre affermò di eesere stata una delle“schiave sessuali” di Jeffrey Epstein e di aver avuto rapporti sessuali con il duca all’età di 17 anni. La donna ha rivelato di essere stata “svenduta” al principe da Ghislaine Maxwell ed Epstein in persona. Nella ricostruzione di Channel 4, verranno inoltre presentati alcuni documenti dell’ospedale in cui la Giuffre si recò tre mesi dopo i presunti rapporti sessuali con il principe. I referti medici rivelano che la ragazza aveva perdite di sangue vaginali, nausea, dolori addominali e vertigini. Mike Fisten si sta occupando da diversi anni di raccogliere prove a favore delle vittime di Jeffrey Epstein ed ha affermato senza esitazioni: “A questo punto so per certo che non abbiamo solo un pedofilo, ma un vero e proprio predatore sessuale pedofilo”.

Da lastampa.it il 16 novembre 2019. Il principe Andrea ha accettato di rispondere a viso aperto ai sospetti (negati) su rapporti sessuali con una ragazza non ancora maggiorenne sollevati nei suoi confronti in relazione ai rapporti con Jeffrey Epstein: il miliardario americano, amico di numerose personalità dell'establishment economico e politico internazionale, nonché sostenitore dei democratici Usa, morto in cella nei mesi scorsi dopo essere stato travolto da accuse di pedofilia e riduzione in schiavitù di ragazze trattenute per anni nelle sue residenze. Il duca di York si è sottoposto a un'intervista che andrà in onda domani sera sulla Bbc senza domande concordate o veti di sorta, come fa sapere Emily Maitlis, anchorwoman del programma Newsnight. Si tratta del primo confronto pubblico diretto dopo le accuse di una delle testimoni-vittime del caso Epstein: Virginia Roberts - ora Virginia Giuffre - che ha denunciato d'essere stata forzata a fare sesso tre volte fra il '99 (quando era ancora minorenne) e il 2002 con il terzogenito della regina Elisabetta a Londra, a New York e ai Caraibi. «Mi mangio le mani ogni giorno per essere stato ospite a casa di Jeffrey Epstein» ha affermato il principe Andrea, terzogenito della regina Elisabetta. «Sono stato da lui e per questo mi mangio le mani ogni giorno», ha ammesso il terzogenito della regina Elisabetta, spiegando che questo «non e' qualcosa che ci si aspetta da un membro della famiglia reale; noi sosteniamo i piu' alti standard e comportamenti e, semplicemente, ho messo in imbarazzo tutti». Il principe Andrea, inoltre, ha precisato di non ricordare di aver mai incontrato Virginia Roberts Giuffre, una delle accusatrici di Epstein; la donna, nel 2015 in tribunale, aveva dichiarato di essere stata obbligata, quando ancora era minorenne, ad avere rapporti sessuali con Andrea tra il 1999 e il 2002 a Londra, New York e su un'isola privata caraibica di proprietà del miliardario. L'accusa era stata successivamente cancellata dai documenti per ordine del giudice, perché ritenuta non necessaria al caso in oggetto allora. Una seconda donna, Johanna Sjoberg, aveva sostenuto che il duca l'aveva palpeggiata, nel 2001, mentre erano seduti su un divano nell'appartamento di Manhattan di Epstein. Buckingham Palace ha sempre respinto le accuse, definendole "categoricamente false". Il principe Andrea e il finanziere americano si erano conosciuti nel 1999 e da allora si erano incontrati diverse volte. In un comunicato lo scorso agosto, il duca di York aveva sostenuto di non aver visto, nè di essere stato testimone di comportamenti che avrebbero potuto condurre all'arresto e alla condanna di Epstein.

Andrea, Sarah e il riavvicinamento dopo il divorzio. Mai così benvenuto a corte. Pubblicato domenica, 17 novembre 2019 da Corriere.it. Gli occhi di un blu intenso, ai piedi un paio di slipper di velluto e un abito Royal blue a far risaltare il rosso dei capelli, Fergie la Rossa come l’hanno chiamata i tabloid, l’ex moglie del terzo figlio della regina Elisabetta II ama «parlare sempre con il cuore, dico quello che penso non quel che mi suggeriscono di dire...», mi ha confessato incontrandola mesi fa in Italia. Così l’indomani dell’intervista scomoda dell’ex marito alla BBC sul caso Epstein, le parole di Sarah affidate al web sul marito dicono molto del clima a corte. E in famiglia, mentre Sarah e Andrea si preparano alle nozze della loro figlia maggiore Beatrice attese a primavera con l’italiano Edoardo Mapelli Mozzi (dopo quelle di Eugenie un anno fa). «It is so rare to meet people that are able to speak from their hearts with honesty+pure real truth» ha scritto Sarah riferendosi al marito Andrew. Per aggiungere: «Andrew è un true+real gentleman ed è deciso a perseguire i suoi doveri ma anche la sua gentilezza e bontà d’animo». Abbastanza insomma per far capire il suo sostegno pieno al marito che ha avuto il coraggio di affrontare le telecamere e confessare l’errore di un passo sbagliato. Abbastanza per confermare che tra Sarah e Andrea c’è una nuova intesa, tanto che molti nell’entourage royal immaginano un riavvicinamento che porterà chissà, anche a nuove nozze. Le terze, a questo punto, in casa York nel giro di pochi anni. E in fondo non c’è nulla di più potente di un matrimonio Principesco - come già insegnava il costituzionalista Walter Bagehot nell’800-per catturare (e sviare) attenzione. Esattamente quanto serve oggi ai Windsor per allontanare i riflettori dal caso Epstein. Di certo Sarah era molto innamorata quando nel 1986 sposò a Westminster Abbey il principe Andrea con una ghirlanda di fiori a coprire la tiara di Garrard. «Erano gardenie sulla mia coroncina di nozze, piacciono tanto a Andrew ... al duca di York», ha ricordato parlando con il Corriere. E a proposito del divorzio nel 1996 ha aggiunto «Servono amore ma anche compromesso, e comprensione reciproca, e io l’ho sposato per vero amore». Con Andrew insomma è una storia d’amore che continua, anche dopo il caso Epstein. I due ex si sentono «ogni giorno. Più volte al giorno, lui è sempre con me, sostiene sempre i miei progetti...quando ci siamo sposati ha come dato voce ai miei pensieri. Mi considero una donna fortunata, ho sposato l’uomo che amavo e abbiamo sempre cercato di tenere unita la nostra famiglia».

Il principe Andrea rompe il silenzio: "Mai avuto rapporti con minorenni". Intervistato da BBC Newsnight, il principe Andrea ha parlato apertamente della sua amicizia con il magnate Jeffrey Epstein, negando di aver avuto rapporti sessuali con Virginia Giuffre, all'epoca dei fatti 17enne, che lo accusa di abusi. Novella Toloni, Lunedì 18/11/2019, su Il Giornale. Il principe Andrea, dopo mesi di rumors, accuse, prove e smentite, ha scelto di parlare pubblicamente del caso Epstein, che lo vede coinvolto in prima persona negli scandali sessuali del magnate. Il secondogenito della regina Elisabetta ha rilasciato un'intervista esclusiva alla BBC a "Newsnight", parlando apertamente dei suoi rapporti con Jeffrey Epstein e affrontando le accuse di abusi mossegli da Virginia Giuffre. Nonostante in molti lo avessero sconsigliato dall'esporsi così direttamente (ma non la regina che sarebbe stata favorevole all'intervista, sempre secondo la BBC), il principe Andrea ha scelto la strada della trasparenza, sottoponendosi alle pungenti domande di Emily Maitlis. "Non ricordo di aver mai incontrato questa signora, nessuna di quelle donne", sono le parole usate dal duca di York, 59 anni, alla domanda della giornalista di "Newsnight" se avesse fatto o meno sesso con Virginia Roberts (poi Virginia Giuffre), o con qualsiasi altra donna implicata nella vicenda dallo scandalo sessuale, che ha coinvolto Jeffrey Epstein. "Non è mai successo, non ne ho ricordo", ha affermato con decisione. La donna, all'epoca 17enne, lo accusa di aver abusato di lei tre volte nel periodo tra il 1999 e il 2002. La giornalista ricorda l'episodio del presunto primo incontro con la Giuffre, nell'esclusivo nightclub Tramp di Londra, dove il principe Andrea e Virginia Giuffre avrebbero ballato prima di lasciare il locale. "No, non sarebbe potuto accadere perché in quella data ero a casa con i bambini. Avevo portato Beatrice a un Pizza Express a Woking per una festa, immagino che fossero le quattro o le cinque del pomeriggio". Il duca di York ha menzionato una regola che al tempo condivideva con la moglie, Sarah Ferguson: "Quando uno era assente l'altro era lì. All'epoca ero in congedo dalla Royal Navy, quindi ero a casa". Il principe riporta poi l'attenzione su un particolare di quella sera. Virginia Giuffre aveva raccontato di aver ballato con il principe sulla pista e di averlo visto sudare copiosamente. Il secondogenito di Elisabetta II ha però spiegato come questo fosse impossibile: "Ho sofferto di quello che definirei un'overdose di adrenalina nella guerra delle Falkland quando mi hanno sparato. Per me è quasi impossibile sudare". Il principe Andrea ha poi negato di aver avuto rapporti sessuali non consensuali con la donna a New York, perché "ero a una cena per The Outward Bound Trust a New York e poi sono volato a Boston il giorno seguente" e di aver fatto una foto con la Giuffre, che risalirebbe al 2001. Nella fotografia il reale porta il braccio intorno alla vita di Giuffre, ma il principe ha negato fermamente, mettendo in discussione l'autenticità dello scatto: "Non ricordo che quella foto sia mai stata scattata e non ricordo di essere andato di sopra in casa perché quella fotografia è stata scattata di sopra ... non possiamo essere certi che questa sia la mia mano su di lei". Il principe Andrea ha poi parlato della sua amicizia con Jeffrey Epstein, confermando di esser stato con lui, nella sua abitazione di Palm Beach e Londra e nella sua isola privata in più occasioni e di averlo invitato, subito dopo lo scandalo degli abusi su minori, al 18esimo di Eugenie. Ha però negato di essere a conoscenza del traffico di ragazze di Epstein, confessando, infine, di aver sbagliato a stargli accanto anche dopo lo scandalo, quando invece avrebbe dovuto rompere l'amicizia: "È stata sicuramente la cosa sbagliata da fare. Ma all'epoca pensavo fosse la cosa giusta e onorevole da fare".

"Non vado alle feste", ma le foto inchiodano il principe Andrea. A poche ore dall'esclusiva intervista con la BBC, dove ha negato di aver avuto rapporti e di aver partecipato a feste con Virginia Giuffre, il Daily Mail ha pubblicato foto compromettenti del duca di York in un locale con alcune ragazze. Novella Toloni, Lunedì 18/11/2019, su Il Giornale. A poche ore dalla pubblicazione dell'intervista esclusiva rilasciata dal principe Andrea alla BBC nel programma "Newsnight", il secondogenito della regina Elisabetta II è finito, ancora una volta, nel mirino dei giornali scandalistici. Dopo aver negato su tutti i fronti di aver abusato di Virginia Giuffre tra il 1999 e 2002 e di non averla mai frequentata né a feste né in locali pubblici, il Daily Mail ha pubblicato sul suo portale online alcune fotografie compromettenti, risalenti al 2007 e 2008. L'intervista rilasciata all'emittente nazionale BBC sarebbe servita alla famiglia reale non solo a mettere in chiaro la posizione del duca, ma anche a ripulire la sua immagine dopo lo scandalo Epstein. Un'operazione che, al momento, sembra essere miseramente fallita. La pubblicazione delle foto e del video in cui il principe Andrea si mostra attorniato da belle ragazze in un locale della Costa Azzurra, realizzate tra il 2007 e il 2008, mettono infatti in discussione le affermazioni, pacate e diplomatiche, da lui rilasciate alla giornalista inglese Emily Maitlis. Nelle foto pubblicate dal Daily Mail poche ore fa, il principe Andrea viene immortalato mentre si scatena con un gruppo di ragazze a Saint-Tropez durante un party mondano, organizzato dal magnate del vino Claude Ott in Costa Azzurra. Era il luglio 2008, poche settimane dopo che Jeffrey Epstein, suo amico di vecchia data, venisse accusato di traffico di minori e di induzione alla prostituzione. Le immagini stridono con quanto affermato alla BBC, poche ore fa, dal principe Andrea che non aveva però rinnegato l'amicizia con il magnate americano. Il duca di York aveva dichiarato, però, di non essere tipo da feste e party e di non amare le "manifestazioni pubbliche di affetto", proprio per confutare ogni dubbio su quanto dichiarato invece dalla Giuffre, che lo accusa di averla violentata dopo aver festeggiato con lei in un locale. Le foto risalenti al luglio del 2008 non sono però le uniche in circolazione. Un anno prima, sempre nella località francese di Saint Tropez, il principe Andrea venne immortalato in compagnia di due influencer Chris Von Aspen e Pascale Bourbeau, in atteggiamenti decisamente lascivi. Pizzicato con le mani addosso alle giovani socialite, pronto a farsi abbracciare, toccare in viso e addirittura leccare, il secondogenito della regina ha mostrato, ancora una volta, il suo lato debole. Più volte giornali e riviste britanniche avevano immortalato negli anni '90 e 2000 Andrea in atteggiamenti poco "reali".

Il principe Andrea e Epstein, la regina prende le distanze dal figlio. Pubblicato lunedì, 18 novembre 2019 da Corriere.it. Le onde alte sollevate dalla straordinaria intervista tv del principe Andrea stanno imprimendo pericolosi scossoni alla monarchia britannica. Tanto che la regina ha tenuto a prendere le distanze dal figlio, facendo sapere di non aver affatto autorizzato la surreale video-confessione nella quale Andrea ha difeso la sua amicizia col magnate pedofilo e stupratore Jeffrey Epstein e ha negato di aver mai conosciuto né tantomeno fatto sesso con la allora minorenne Virginia Roberts (una delle «schiave» di Epstein), asserendo di ricordare bene (a quasi vent’anni di distanza!) che la sera incriminata era andato a mangiare una pizza fuori Londra con le figlie. Da Buckingham Palace sostengono che Elisabetta è stata informata dell’intervista alla Bbc solo a cose fatte: e che dunque ne era «al corrente», ma non l’ha approvata. Tuttavia la giornalista che ha condotto il programma, Emily Maitlis, ha scritto che Andrea l’aveva informata di dover chiedere l’autorizzazione «più in alto»: che secondo la reporter può indicare soltanto la regina. Come che sia, a Corte stanno provando a stendere un cordone sanitario attorno ad Andrea per limitare i danni: e così filtrano voci sull’intenzione di Carlo, una volta salito al trono, di «degradare» il fratello, privandolo di ruoli ufficiali. Perché se è vero che Andrea continua a credere di aver fatto bene a esporsi in quel modo ai riflettori, tutti giudicano l’intervista come un «incidente stradale, anzi l’incidente di un autotreno». Come ha commentato Dick Arbiter, l’ex portavoce reale, il principe si è rivelato «arrogante e poco intelligente». Ma il catastrofico fiasco di pubbliche relazioni sta sollevando interrogativi su cosa stia realmente succedendo nel cuore della più importante istituzione del Regno Unito. E per ironia della sorte, dopo che sabato è andata in onda la famigerata intervista, domenica è arrivata su Netflix la terza serie di The Crown, che mostra la monarchia in crisi di fronte ai tumultuosi cambiamenti degli anni Sessanta e Settanta. Ora siamo entrati nella fase di fine regno di Elisabetta: e ci si chiede chi sia veramente in controllo della situazione. Soprattutto dopo che già a ottobre Harry e Meghan avevano sollevato molte perplessità con le loro interviste, in cui si rivelava la frattura con William, e con la loro decisione di querelare i giornali. Ora è arrivato il fiasco di Andrea a dare la sensazione del «liberi tutti». Perché se fino a non molto tempo fa il principe Filippo svolgeva la funzione di «guardiano» che teneva tutti in riga, ora che lui è quasi centenario questo ruolo dovrebbe essere svolto da Carlo: che evidentemente non ce la fa, col risultato che la monarchia è diventata una istituzione «federale», dove ognuno si muove per conto suo. O a voler insistere: un’anarchia totale. C’è preoccuparsi: perché la Corona è il collante della nazione, ma si è messa su un piano inclinato che potrebbe non farla sopravvivere a Elisabetta. Con conseguenze inimmaginabili.

Caso Epstein, la regina prende le distanze dal principe Andrea. Tempi duri per la regina Elisabetta, costretta a prendere le distanze dal principe Andrea dopo le sue dichiarazioni in merito al caso Epstein alla BBC. Francesca Galici, Lunedì 18/11/2019, su Il Giornale. Non è un bel momento per la monarchia inglese, che negli ultimi mesi deve affrontare il fuoco incrociato delle polemiche da parte dei media. Se da una parte ci sono i dissapori tra William e Harry, emersi con chiara evidenza anche durante l'ultima uscita pubblica degli ex Fab Four, dall'altra c'è il caso del principe Andrea, coinvolto nel caso Epstein, dal quale la regina Elisabetta II pare abbia preso le distanze. L'ultimo tassello di questa complicata vicenda che coinvolge il minore dei figli della Regina Elisabetta riguarda un'intervista rilasciata dal principe Andrea alla BBC. Durante questa, l'uomo ha difeso la sua amicizia con il magnate Jeffrey Epstein, accusato di violenza carnale e pedofilia, suicida in carcere. Di contro, ha ripudiato ogni attribuzione relativa a un suo presunto coinvolgimento diretto nelle vicende, negando di aver mai fatto sesso con una delle principali accusatrici di Epstein, Virginia Roberts, minorenne all'epoca dei fatti. Contrariamente a quanto imporrebbe il protocollo reale, il principe Andrea non ha informato sua madre dell'intenzione di rilasciare un'intervista alla BBC su un argomento così delicato. La regina Elisabetta sarebbe stata informata solo a cose fatte, quindi, sarebbe stata a conoscenza di tutto ma non c'è mai stata la sua autorizzazione all'intervista. Da una parte, il diretto interessato pare sia felice di com'è andata l'intervista ma dall'altra l'intero entourage di corte la reputa al pari di “un incidente di un autotreno.” Sono, quindi, iniziate le grandi manovre per limitare i danni e si mormora che se il principe Carlo dovesse salire al trono, uno dei primi provvedimenti sarebbe quello di sollevare il fratello da ogni incarico ufficiale. Questo è solo l'ennesimo evento che negli ultimi mesi sta mettendo in crisi la monarchia inglese. Oltremanica i suditti, ma non solo, iniziano a chiedersi se il regno sopravviverà alla morte di Elisabetta II. Finché c'era il principe Filippo a mantenere l'ordine e la disciplina tra i membri della sua famiglia tutto sembrava filare liscio ma il principe è quasi centenario e da qualche tempo pare abbia delegato questo ruolo a Carlo, che sembra però incapace di gestirlo. L'attenzione dei media è adesso tutta su Andrea, ritenuto “arrogante e poco intelligente” per la sua intervista e difficilmente, vista la portata delle sue dichiarazioni e del caso in cui è coinvolto, la bolla si sgonfierà in breve tempo.

Il principe Andrea: «Mi ritiro» dopo l’intervista alla Bbc su Epstein. Pubblicato mercoledì, 20 novembre 2019 su Corriere.it da Paola De Carolis. Amico del magnate arrestato per traffico di minori, era andato a trovarlo anche dopo la condanna. Il principe Andrea, duca di York, ha annunciato che si ritira a vita privata «per gli anni a venire», con il permesso della regina. Andrea ha dichiarato che la sua amicizia con Jeffrey Epstein, condannato per reati sessuali — in particolare traffico di minori — è diventata «evidentemente una distrazione massima» per il lavoro della famiglia reale. Se ne dispiace e «simpatizza profondamente» con le vittime di Epstein. Andrea è stato duramente criticato, nei giorni scorsi, per la disastrosa intervista di 45 minuti rilasciata alla Bbc, in cui non sa spiegare né commentare foto e prove che ne mostrano la presenza a casa di Epstein, già condannato per reati sessuali, e nemmeno sa ribattere alle accuse di una delle testimoni chiave del processo, Virginia Giuffre, che racconta di essere stata costretta a fare sesso con lui. Nell’intervista — che ha portato alle dimissioni immediate del suo addetto alle pubbliche relazioni — non sembra né dispiaciuto né al corrente delle conseguenze dei reati sessuali di cui era accusato Jeffrey Epstein.

Il principe Andrea si ritira dalla scena pubblica: ​"La regina d'accordo". Attraverso una nota ufficiale, il duca di York ha annunciato che si allontanerà dai doveri pubblici per il prossimo futuro, con il benestare della regina Elisabetta. Novella Toloni, Mercoledì 20/11/2019, su Il Giornale. È di poche ore fa l'annuncio ufficiale che il principe Andrea ha deciso, con il consenso della regina Elisabetta II, di ritirarsi dai doveri istituzionali per il prossimo futuro. Dopo l'intervista rilasciata alla BBC, che sarebbe dovuta servire a chiarire la sua posizione in merito all'amicizia con Jeffrey Epstein, la famiglia reale è piombata nel caos più totale. La regina ha preso le distanze dall'intervista esclusiva rilasciata dal figlio a "Newsnights", la sua accusatrice, Virginia Giuffre, ha colto la palla al balzo per affondare il duca con nuove pesanti accuse e i giornali di mezzo mondo hanno screditato la sua verità. Insomma l'essersi presentato in televisione davanti al suo popolo non ha giovato alla sua reputazione, anzi. Per questo il principe Andrea ha deciso di allontanarsi, per il momento, dalla scena pubblica e dagli impegni reali, evitando così di danneggiare ulteriormente la famiglia reale. In una nota ufficiale, pubblicata poche ore fa sui profili social della Royal Family, il duca di York ha dichiarato: "Negli ultimi giorni mi è diventato chiaro che le circostanze relative alla mia precedente associazione con Jeffrey Epstein sono diventate una grave disagio per il lavoro della mia famiglia e per il prezioso lavoro svolto nelle molte organizzazioni e associazioni di beneficenza che sono orgoglioso di supportare. Pertanto, ho chiesto a Sua Maestà di poter fare un passo indietro dai doveri pubblici per il prossimo futuro, e lei ha dato il suo permesso". Alla fine, l'intervista rilasciata alla BBC, che avrebbe dovuto ripulire la sua immagine e chiarire la sua posizione in merito allo scandalo sessuale legato al magnate Epstein, gli si è rivoltata contro. Il duca ha così preferito farsi da parte e lasciare che le acque si calmino. "Continuo a rimpiangere inequivocabilmente la mia mal giudicata associazione con Jeffrey Epstein. - prosegue il principe Andrea nella nota ufficiale - Il suo suicidio ha lasciato molte domande senza risposta, in particolare per le sue vittime, e sono profondamente solidale con tutti coloro che sono stati colpiti e desiderano una qualche forma di chiusura. Posso solo sperare che, col tempo, saranno in grado di ricostruire le loro vite. Sicuramente, sono disposto ad aiutare qualsiasi autorità competente nelle loro indagini, se necessario". L'annuncio arriva, purtroppo, in un giorno che sarebbe dovuto essere di felice e festoso per la regina Elisabetta II e per il consorte il principe Filippo, che oggi festeggiano 72 anni di matrimonio.

DAGONEWS il 19 novembre 2019. Non c’è pace per il principe Andrea finito in una bufera che rischia di travolgere la famiglia reale inglese. Adesso a portare imbarazzo a corte ci sarebbe una serie di battute razziste che il duca di York avrebbe rivolto ai sauditi durante una cena di stato a Buckingham Palace. A rivelarlo è Jacqui Smith, ex segretario di stato, che ha raccontato di essersi trovata in una situazione imbarazzante a causa di una serie di commenti che il principe ha rivolto ai sauditi, compresa «una battuta sui cammelli e quanto di peggio si possa immaginare». Smith non ha rivelato quando è successo, ma l'unica visita di stato della famiglia reale saudita avvenuta durante il suo periodo da segretario di stato è stata nel 2007. Il banchetto si è tenuto a Buckingham Palace il 30 ottobre. «L’ho incontrato diverse volte – ha detto Smith - Anche una volta a un banchetto di stato, dove dopo cena io e mio marito e un altro ministro del governo laburista abbiamo bevuto qualcosa con lui. Devo dire che la conversazione ci ha lasciato a bocca aperta per le cose inappropriate che ha detto. Era un banchetto di stato per la famiglia reale saudita e fece incredibili commenti razzisti sugli arabi. Pensare che potevamo trovare quei commenti divertenti, ma è stata una situazione terribile in cui trovarsi. Dovevo fare qualcosa e mi vergogno di non averlo fatto. Non l’ho mai trovato particolarmente brillante. È isolato dalla famiglia e sicuramente è la parte peggiore». In una dichiarazione a MailOnline, un portavoce di Buckingham Palace ha dichiarato: «HRH ha fatto molte iniziative in Medio Oriente per molti anni e ha molti amici nella regione. Non tollera il razzismo in nessuna forma».

Enrico Franceschini per "repubblica.it" il 19 novembre 2019. Era già la pecora nera della famiglia reale. Adesso si ritrova protagonista di una bufera che rischia di coinvolgere anche sua madre, la regina Elisabetta. L'intervista televisiva del principe Andrea alla Bbc, studiata come un mezzo per disinnescare lo scandalo della sua amicizia con il miliardario pedofilo Jeffrey Epstein e delle accuse di abuso sessuale con un minorenne nei suoi stessi confronti, ha peggiorato la situazione per il terzogenito di Sua Maestà, anziché migliorarla. Oggi i potenti sponsor economici del principe hanno annunciato il ritiro del sostegno finanziario alle sue iniziative di beneficenza, una fonte lo accusa di avere usato la "n-word" (l'epiteto razzista "nigger"), un'altra donna afferma che Andrea ha fatto da esca del suo stupro da parte di Epstein, la Bbc si prepara a intervistare la sua principale accusatrice e la stampa inglese all'unisono lo sbatte in prima pagina come un mostro, invitando suo fratello maggiore Carlo ad allontanarlo dalla royal family. Quel che è peggio per i Windsor, l'uragano a questo punto comincia a deflettersi verso Elisabetta II, accusata a sua volta di avere perso il controllo della "ditta", come qui viene soprannominata la royal family. Evidentemente a palazzo reale non c'è un consigliere in grado di guidare la sovrana come sarebbe necessario. Forse, a 93 anni, lei stessa comincia a non sapere più come affrontare le crisi: la decisione di apparire due volte da sola con Andrea, nelle scorse settimane, chiaramente per esprimergli il suo appoggio davanti alle accuse, con il senno di poi risulta un errore catastrofico per la sua immagine. Come scrive stamane il Daily Mail, il 2019 è diventato un altro "annus horribilis" per la monarca, tra l'incidente d'auto provocato da suo marito Filippo, che a 97 anni ha investito con la sua Range Rover un'altra macchina e per poco non ha ucciso una donna e un bambino; le critiche dei tabloid a Meghan Markle e la crescente freddezza tra lei e Kate Middleton, risultata in analoghe tensioni, a quanto pare, pure tra Harry e William; ed ora la gogna pubblica di Andrea. Per il quale, bisogna dire, non si tratta certo della prima volta. La sua è stata una vita piena di scandali, dal tempestoso divorzio con Sarah Ferguson (rimasto nella memoria popolare con la foto rubata da un paparazzo di lei, Fergie la Rossa come la chiamava la stampa popolare, che si faceva succhiare un alluce dall'amante) a un tentato golpe finito male con una banda di mercenari in Africa, per finire con le accuse di corruzione nel corso di una liaison dangerouse con una ricca e stravagante ereditiera khazaka. Ma lo scandalo Epstein è il peggiore di tutti: una lunga amicizia con un miliardario condannato per molestie sessuali contro minori, l'accusa di essere a sua volta andato a letto con una delle "schiave del sesso" di Epstein all'epoca anche lei minorenne, Virginia Roberts, che ora sarà intervistata dalla Bbc e potrà rispondere alle smentite di Andrea. Del resto c'è una foto che lo ritrae con una mano sul fianco nudo della ragazza, immagine davanti alla quale il "non ricordo di averla incontrata" pronunciato da lui ai microfoni della Bbc (ben diverso da un perentorio "non l'ho mai incontrata") suona ancora più ipocrita. Per non parlare del suo presunto alibi: "Non potevo essere con lei", in una delle date citate da Virginia dei loro incontri, "perché ero andato a mangiare la pizza da Pizza Express con mia figlia Beatrice". A rimetterci sono anche le sue figlie Beatrice ed Eugenia, che hanno finalmente trovato l'amore proprio quest'anno, dopo essere rimaste nell'ombra, descritte malignamente dalla stampa come una sorta di sorellastre della Cenerentola Kate Middleton, loro nobili, lei plebea, loro sgraziate, lei bellissima e perfetta, con ora anche la star di Hollywood Meghan a sottolineare la distanza con le figlie di Andrea. E adesso il principe ha perfino la spudoratezza di usarle come alibi per difendersi dall'accusa di avere abusato di una ragazza di 17 anni. Tutto quello che Andrea tocca, finisce male: anche l'ottimo rapporto con Sarah dopo il divorzio, corredato di voci secondo cui i due si potrebbero rimettere insieme, finisce per sembrare una soluzione di comodo, da parte di lei per tenere un piede nella famiglia reale, da parte di lui per apparire uomo di famiglia nonostante le voci di depravazione sessuale. E al peggio non c'è fine: se l'Fbi decidesse di interrogarlo e risultasse una sua falsa testimonianza, il principe potrebbe anche essere incriminato. L'impressione è che, come minimo, sappia su Epstein molto più di quello che ha detto finora in pubblico. Ed è uno dei pochi che può parlare sulla vicenda, visto che il miliardario si è suicidato in carcere a New York quattro mesi fa. Morale di una favola in cui non si intravede il lieto fine: i giornali suggeriscono al principe Carlo di esiliare Andrea, o almeno di farlo scomparire da ogni attività legata alla "ditta" di cui un giorno lui sarà il capo prendendo il posto di Elisabetta. Per una coincidenza che sembra fatta apposta per aumentare gli indici d'ascolto, in questi stessi giorni Netflix manda in onda la terza serie di The Crown, la storia a puntate della famiglia reale britannica. La regina Elisabetta vi appare alle prese con un premier socialista (Wilson) e accuse di non sapere reagire con sufficiente calore al disastro di 200 bambini uccisi dal crollo di una miniera in Galles. La storia si ripete. E in questa telenovela infinita, The Crown potrà avere scandali e bufere reali per molte altre stagioni.

Da "affaritaliani.it" il 19 novembre 2019. Valanga di guai per il principe Andrea. La sua "disastrosa" intervista alla Bbc sui suoi rapporti di amicizia con l'imprenditore e pedofilo statunitense Jeffrey Epstein, dalla quale ha preso le distanze anche Buckingham Palace, ha peggiorato la situazione per il duca di York. Aziende, organizzazioni benefiche e istituzioni alle quali è legato, stanno a catena minacciando di tagliare ogni legame col principe, a causa della "cattiva pubblicità" generata dalla vicenda. E' il caso di Kpmg, una delle maggiori società di revisione contabile del mondo, che ha cancellato l'accordo di sponsorizzazione con Pitch@Palace, la principale organizzazione benefica che fa riferimento al duca di York. Anche AstraZeneca, altro sponsor di Pitch@Palace, ha annunciato che a fine anno intende rivedere il contratto di partnership. L'Università di Huddersfield ha invece riferito che consulterà il consiglio degli studenti riguardo alla posizione di rettore attualmente tenuta da Andrea, dopo che è stata avanzata la richiesta di dimissione nei confronti del principe. A complicare ancora di più la situazione del terzogenito della regina Elisabetta c'è l'indiscrezione comparsa ieri sulla stampa britannica, riguardo all'uso della parola "negr..." che Andrea avrebbe fatto durante un incontro di affari con un consulente di Downing Street sette anni fa. La stampa britannica ha anche rilanciato la notizia che negli Usa starebbero per essere diffuse nuove carte relative alle attività sessuali di Epstein, nelle quali sarebbe coinvolto anche il principe. Ieri, in una conferenza stampa in California, una nuova vittima di Epstein, identificata con il nome fittizio di "Jane Doe 15", ha raccontato di essere stata invitata ad un party sull'isola privata di Epstein, al quale era presente anche il duca di York. La donna ha invitato il principe Andrea e "chiunque fosse in confidenza con Epstein a farsi avanti e testimoniare sotto giuramento le cose di cui sono a conoscenza". Epstein, già arrestato e condannato in passato per abusi sessuali su ragazze minorenni, è morto in carcere il 10 agosto scorso, dopo essere stato arrestato nuovamente il 6 luglio per traffico sessuale di minori in FLorida e a New York. Le versione ufficiale parla di suicidio, anche se i suoi avvocati hanno contestato le conclusioni dei medici legali.

(ANSA il 20 novembre 2019) - Il principe Andrea - investito dallo scandalo sulla frequentazione con Jeffrey Epstein, il miliardario americano morto suicida in carcere dopo essere stato accusato di abusi sessuali su ragazze minorenni - si ritira dagli impegni pubblici in veste di membro della famiglia reale britannica "per il prossimo futuro". Lo annuncia Buckingham Palace, precisando che il terzogenito di Elisabetta II ha chiesto e ottenuto il permesso della regina a compiere il passo indietro.

DAGONEWS il 20 novembre 2019. La vita di Jeffrey Epstein era un insano equilibrio tra giovani ragazze sfruttate sessualmente, loschi affari e soldi di dubbia provenienza. Un membro di una famiglia reale dovrebbe cambiare strada solo incontrando lo sguardo di un personaggio di questo tipo. La domanda, dunque, è sempre la stessa: cosa ha spinto il principe Andrea a essere attratto dal miliardario pedofilo? Dopotutto, questo finanziere americano disonesto era l'incarnazione vivente del tipo di persona che chiunque con il pedigree del Duca avrebbe dovuto evitare. Un uomo che si era fatto da solo, la cui fortuna personale era stata accumulata in modo poco chiaro (in alcuni ambienti, si diceva fosse coinvolto in ricatti e riciclaggio di denaro sporco), al quale si aggiungeva la sua ossessione per giovani ragazze che ospitava nelle sue prigioni dorate. La sua casa in Florida, dove Andrea è stato in diverse occasioni, aveva fotografie di adolescenti nude sparse sulle pareti, c’erano sex toys ovunque e nei bagni c’erano saponette a forma di fallo. Eppure, in un tempo straordinariamente breve, il Principe accolse Epstein nella cerchia della famiglia reale, invitandolo a una festa di compleanno al Castello di Windsor, intrattenendolo a Balmoral e facendolo sparare a Sandringham. Cosa stava pensando il figlio preferito della regina? Ce lo dice Guy Adams sul Daily Mail che spiega, come in molti racconti sul potere, la risposta ruoti quasi certamente attorno all'unica cosa che Epstein aveva e che Andrea desiderava disperatamente: il denaro. Per capire il perché, dobbiamo riportare l'orologio al tempo in cui iniziò la loro relazione, nei primi anni 2000. Il principe, che aveva appena compiuto 40 anni, era a un bivio: si apprestava a lasciare la Royal Navy, aveva due figlie, un divorzio e un'ex moglie notoriamente costosa da finanziare, insieme a hobby di lusso come golf, yacht e vacanze esclusive in destinazioni da sogno come St. Tropez e le Alpi svizzere. Eppure, come la maggior parte della sua famiglia, la cui ricchezza si sostanzia in proprietà, dipinti, gioielli e trust, il Duca non era, sulla carta, particolarmente ricco e non aveva molta liquidità. In effetti, il suo reddito ufficiale consisteva in un'indennità della Regina, che adesso si aggira intorno alle 250.000 sterline all'anno, più una pensione della Marina di circa 20.000 sterline all'anno. Cosa diversa sono i 4 milioni di sterline che i contribuenti hanno dovuto sborsare nel corso di un decennio per i viaggi del duca come "ambasciatore commerciale" e i 10 milioni per i costi di sicurezza. Ed è esattamente in questo quadro che entra in gioco Epstein. Il losco finanziere prestò il suo jet privato al Duca, mise a sua disposizioni le varie case e l'isola privata, permettendogli di vivere e trascorrere le vacanze come un oligarca. In almeno un'occasione durante la loro relazione, Epstein aprì il suo libretto degli assegni. Quell’occasione si è presentata nel 2010, quando Epstein fu condannato per reati sessuali su minori, meno di sei mesi dopo che Andrea aveva deciso di trascorrere quattro notti nella sua dimora di New York. A quel punto, il finanziere ha accettato di pagare 15.000 sterline a Sarah Ferguson. Secondo quanto riferito, il dono le ha dato una mano in un periodo in cui i debiti ammontavano a 5 milioni di sterline. Epstein lo aiutò anche a saldare i salari non pagati per il suo ex assistente personale, Johnny Oullullan. A differenza del duca, che non ha ancora ritenuto opportuno esprimere dispiacere per le vittime di Epstein, la duchessa ha fatto un mea culpa dopo che l’aiuto economico è venuto a galla. Sarah si è affrettata a parlare di un "gigantesco errore di giudizio e ha condannato la pedofilia e qualsiasi abuso di minori", promettendo di restituire i soldi. Ma l'aiuto di Epstein ad Andrea non è arrivato solo sotto forma di omaggi e denaro contante. Ciò è diventato molto chiaro durante l'intervista di sabato, quando il Principe ha fatto sfacciatamente riferimento alle "persone che ho incontrato e le opportunità che mi ha dato di imparare, da lui o grazie a lui", dicendo che erano "davvero molto utili". Ciò che sembra aver cercato di sostenere è che la cerchia di contatti influenti di Epstein non era solo una compagnia divertente (per un uomo un po' solitario che ha pochi amici veri), ma poteva anche essere sfruttata. Date le rivelazioni sulle finanze di Andrea, è difficile non essere d'accordo. Perché non solo queste persone potevano aiutare il principe Andrea nel suo ruolo commerciale ufficiale, ma avevano anche la capacità di incanalare opportunità commerciali redditizie. Inoltre, nel corso degli anni da quando ha lasciato la Royal Navy nel 2001, il Duca sembra aver iniziato  a ritagliarsi una ruolo a latere lavorando come una sorta di "intermediario" commerciale per ricchi uomini d'affari, usando i suoi contatti e la polvere di stelle reale per aiutarli a fare affari redditizi in angoli remoti del globo. Gli affari stessi sono sempre stati segreti, così come le commissioni che ha guadagnato. Tuttavia, aiutano a spiegare come, tra il 2000 e oggi, il Duca abbia accumulato tale ricchezza. Oggi vanta una collezione di costosi orologi da polso - tra cui diversi Rolex e Cartier, un Apple Watch in oro da 12.000 sterline e un Patek Philippe da 150.000 sterline - e un piccolo parco di auto di lusso, tra cui una nuova Bentley verde. Sembra anche che il Duca sia riuscito a ripagare i debiti di 5 milioni di sterline della sua ex moglie. Poi ci sono i suoi enormi esborsi sulle proprietà, tra cui i 7,5 milioni di sterline che ha speso per ristrutturare la Royal Lodge, la sua casa nel Windsor Great Park e lo chalet da 13 milioni di sterline in Svizzera che ha acquisito nel 2014. Per anni, questi stravaganti acquisti hanno confuso gli amici, dato il suo scarso reddito ufficiale e la mancanza di un lavoro adeguato a questi lussi. Dal 2011, la sua vita lavorativa ufficiale ruota attorno a un ente di beneficenza imprenditoriale, Pitch@Palace e a un numero sempre minore di impegni ufficiali (225 nel 2019, in calo rispetto al doppio degli anni precedenti). «Paragonerei Andrea a una mongolfiera - disse una volta un conoscente - Sembra galleggiare serenamente in ambienti molto rarefatti, senza alcun mezzo visibile di supporto. Nessuno ha mai avuto idea di come paghi tutto quello che ha». Tuttavia, nel 2016, il Mail ha ottenuto una tranche di e-mail che descrivono in dettaglio i suoi straordinari rapporti commerciali con uno dei tanti gruppi di imprenditori politicamente connessi alla sua orbita. I documenti provenivano dal Kazakistan, un paese dell'Asia centrale molto corrotto, ma ricco di minerali, il cui dittatore Nursultan Nazarbayev era impazzito per Andrea durante le visite commerciali. Le e-mail erano state originariamente ottenute da attivisti per la democrazia nel Paese e offrivano una visione agghiacciante di alcuni degli oligarchi della cerchia del Principe. Un gruppo di e-mail era inviata da un uomo d'affari kazako (che era stato precedentemente fotografato a un incontro con Andrea) a un gruppo di amici russi. Era un'oscena discussione sulle prostitute adolescenti che presto si sarebbero unite a loro in vacanza vicino al Mar Nero. In allegato c’erano le riprese video di alcune ragazze, magre e incredibilmente giovani, che danzavano in bikini accanto a una piscina. Andrea non faceva parte di questa corrispondenza, e va sottolineato che non aveva nulla a che fare con le vacanze in questione. Il suo nome invece è apparso in un’altra serie di e-mail, che coinvolgevano un uomo d'affari kazako chiamato Kenges Rakishev. Il 14 aprile 2011, il Principe ha inviato personalmente una e-mail a Rakishev per conto di una compagnia idrica greca chiamata EYDAP e una casa finanziaria svizzera chiamata Aras Capital, che voleva fare un'offerta per un contratto da 385 milioni di sterline per costruire reti idriche e fognarie in due grandi città kazake, Astana e Almaty, una delle quali era amministrata dal suocero di Rakishev. Descrivendo il consorzio come "noi" e delineando ampi dettagli di quello che chiamava "il piano idrico", il Principe affermava che la sua segretaria privata, Amanda Thirsk, avrebbe aiutato personalmente a presentare le aziende ad alti personaggi politici kazaki. Secondo i dirigenti greci coinvolti nell'offerta, Andrea avrebbe dovuto ricevere una commissione dell'1%, ovvero 3,85 milioni di sterline, per essere stato l'intermediario che li aveva aiutati a concludere con successo l’affare. Le e-mail del 2011, per conto di aziende greche e svizzere, senza alcun vantaggio per il Regno Unito, sono state inviate mentre Andrea stava lavorando a tempo pieno come ambasciatore commerciale della Gran Bretagna. In un primo momento da Buckingham Palace hanno cercato di parlate di una falsificazione, ma si sono dovuti arrendere di fronte all’autenticità della firma e hanno ingaggiato lo studio legale Harbottle & Lewis per impedirne la pubblicazione appellandosi alla privacy del Principe. Nelle e-mail c'erano anche messaggi che descrivevano dettagliatamente la famosa vendita di Sunninghill, l'ex casa di Windsor con 12 camere da letto del Duca. Era rimasta in vendita sul mercato per cinque anni prima di essere venduta improvvisamente nel 2007. L'acquirente era una misteriosa società con sede nelle Isole Vergini britanniche, che per ragioni mai spiegate, decise di pagare 15 milioni di sterline - 3 milioni di più rispetto al prezzo richiesto. La proprietà rimase vuota per otto anni prima di essere rasa al suolo. Successivamente si è scoperto che l'acquirente era Timur Kulibayev, un altro oligarca kazako che Andrea aveva incontrato nei suoi giri d’affari nel Paese. Sebbene Buckingham Palace avesse insistito a lungo sul fatto che Andrea non avesse alcun ruolo nella vendita, le e-mail mostravano che il suo ufficio privato aveva fatto di tutto per mediare l'accordo. Nessuno tra gli “amici” di Andrea è un personaggio tanto controverso come Epstein, ma tra i nomi che fanno storcere il naso c’è il figlio del colonnello Gheddafi, Saif al-Islam, e Tarek Kaituni, un contrabbandiere di armi libico, già condannato che è stato invitato al matrimonio della figlia Eugenie, e Sakher el- Materi, un tempo membro del governo tunisino che ha ottenuto asilo alle Seychelles dopo essere stato condannato per corruzione, e David Rowland, un magnate in esilio che in passato era conosciuto per essere un "losco finanziatore". Tutti hanno, come Epstein, hanno dei portafogli notevoli e sono capaci di un grande fascino. E senza dubbio sono in grado di organizzare anche dei festini.  

Gb, il principe Andrea non capisce e vuole andare in Bahrain. La regina lo ferma. Dopo la rinuncia ufficiale a tutti gli incarichi pubblici, il figlio di Elisabetta sembra riluttante e stava per programmare un viaggio semi ufficiale nell'arcipelago del Golfo Persico. La famiglia reale lo ha fermato. Enrico Franceschini il 22 novembre 2019 su La Repubblica. “Ma allora proprio non ti è chiaro? Come dobbiamo dirtelo?” La regina e Carlo sarebbero intervenuti in termini molto espliciti sulla “pecora nera” della famiglia reale, il principe Andrea, per farlo desistere da un viaggio semi ufficiale in Bahrain, all’indomani del suo ritiro da ogni attività pubblica a causa del suo coinvolgimento nello scandalo di Jeffrey Epstein, il miliardario pedofilo americano morto suicida in carcere a New York quattro mesi fa. Di fatto “sospeso” dalle sue funzioni, e conseguentemente privato della sua parte di finanziamenti statali (circa 250 mila sterline l’anno versati dal contribuente), Andrea sembrava intenzionato a partire lo stesso. Ma la sovrana e il suo erede Carlo lo hanno fermato dicendogli in sostanza, secondo le indiscrezioni riportate stamane dai tabloid inglesi: “Ma proprio non capisci? Non è una buona idea fare questo viaggio in un momento simile. Lascia perdere”. Le umiliazioni per il principe non si fermano a questo: è stato costretto a dimettersi da cancelliere, in pratica il titolo di rettore onorifico, dell’università di Huddersfield per le vibranti contestazioni degli studenti contro di lui; ha lasciato l’incarico di presidente di Outward Bound Trust, un’altra delle iniziative di beneficenza che gestiva; e gli avvocati delle vittime di Epstein annunciano che intendono chiedere che venga a testimoniare in America, nel qual caso Andrea potrebbe essere interrogato sotto giuramento per fare venire fuori tutto quello che sa sulle “schiave del sesso” minorenni, una delle quali sarebbe stata anche una sua vittima, ipotesi in cui rischia come minimo di essere incriminato per falsa testimonianza. Il fango di questa bruttissima storia continua dunque a crescere, attorno al terzogenito di Sua Maestà e indirettamente su tutta la “ditta”, com’è soprannominata la royal family, tanto che un columnist del Financial Times si chiede se non sia venuto il momento di riesaminare il rapporto della monarchia con la democrazia britannica: non per abolirla e diventare repubblica, ma per ridurne il ruolo e i fondi. L’unico a non rendersi conto di che bufera ha provocato è Andrea, ieri ripreso sorridente mentre usciva dalla sua residenza nel parco del castello di Windsor. E altrettanto sorridente, spingendosi a fare ciao con la mano dal finestrino, è apparsa la sua ex-moglie Sarah Ferguson arrivando con l’autista a Buckingham Palace. Come se fosse un episodio del serial “The Crown”.

Meghan "vorrebbe sotterrarsi dalla vergogna" dopo l'intervista di Andrea. L'intervista rilasciata dal principe Andrea per la BBC, con l'obiettivo di scagionarsi dall'accusa di rapporti sessuali con una minorenne, ha coinvolto l'intera famiglia reale britannica, tra cui Meghan Markle. Da sempre paladina dei diritti delle donne, Lady Sussex si troverebbe ora nei guai per le parole del principe. Mariangela Garofano, Sabato 23/11/2019, su Il Giornale. La sfortunata intervista rilasciata dal principe Andrea per la BBC, riguardo ai suoi legami con Jeffrey Epstein, ha coinvolto loro malgrado, tutti i membri della Royal Family. E anche Meghan Markle sta subendo delle ripercussioni a seguito delle parole pronunciate dal duca. Durante l'intervista, alla domanda se avesse avuto rapporti sessuali con l'allora diciassettenne Virgina Giuffre, il duca aveva risposto: “No, fare sesso per un uomo è una cosa positiva. Quindi anche se provi a dimenticarlo, è difficile. E io non ricordo nulla a tal proposito”. La dichiarazione del principe suona come una nota stonata, non avendo infatti negato di aver avuto rapporti con la ragazza, ma di “non ricordarlo”. Ora per colpa di queste incaute affermazioni, Lady Sussex, grande sostenitrice delle campagne per i diritti delle donne, si troverebbe in una posizione molto delicata, come riferisce una fonte a lei vicina al The Telegraph. “L’intervista ha lasciato quelli che l'hanno guardata con la voglia di nascondersi sotto a un tavolo. La situazione sta peggiorando sempre di più”, afferma la fonte, secondo la quale Meghan sarebbe “nei guai” a causa delle scellerate dichiarazioni di Andrea. La mancata empatia nei confronti delle vittime di Epstein manifestata dal duca di York ha contribuito a rendere ancora più disastroso il tentativo di scusarsi per la sua amicizia con il finanziere. Gli sponsor che finanziavano gli enti benefici fondati dal principe si stanno tirando indietro, lasciandolo isolato ed esposto alla gogna mediatica. Da qui la sua decisione di ritirarsi dalla vita pubblica, sostenuto e consigliato dalla regina Elisabetta, che negli ultimi giorni è stata fotografata insieme al terzogenito nel tentativo di mostrare il suo sostegno al figlio. E come era ovvio, a fare le spese delle gravi accuse mosse ad Andrea sono state anche le figlie Beatrice ed Eugenia. Sebbene investite dallo scandalo paterno, si dice che "sono calme e vanno avanti", rimanendo al fianco del padre nonostante la disgraziata vicenda che lo vede protagonista. Virginia Giuffre ha accusato il principe Andrea di aver avuto rapporti intimi con lei diverse volte quando era minorenne e di essere stata “svenduta” al duca da Jeffrey Epstein.

Caso Epstein: la regina Elisabetta annulla la festa per i sessant'anni del principe Andrea. La sovrana ha cancellato l'evento per il sessantesimo del duca di York, in programma per febbraio. Secondo i tabloid britannici la regina avrebbe ripiegato su una cena informale di famiglia. Novella Toloni, Lunedì 25/11/2019, su Il Giornale. A una settimana esatta dall'intervista del principe Andrea alla BBC, prosegue la serie di conseguenze scatenate dalle pesanti dichiarazioni rilasciate all'emittente britannica dal duca di York. L'effetto domino non accenna ad arrestarsi e oggi coinvolge anche il sessantesimo compleanno del principe. Secondo quando riportato dal quotidiano britannico The Times, la regina Elisabetta II ha annullato la festa di compleanno in onore del suo secondogenito, prevista tra quattro mesi. Il 19 febbraio prossimo il principe Andrea, infatti, compirà 60 anni e la sovrana aveva programmato una festa in grande stile per celebrare il figlio e i numerosi enti benefici dei quali, fino a pochi giorni fa, era a capo. Alla luce di quanto successo recentemente, però, sua Maestà ha fatto un passo indietro. Lo sfarzo e le celebrazioni in pompa magna devono, necessariamente, lasciare il passo a un basso profilo. Così la regina Elisabetta II ha cancellato la festa, ripiegando su una cena privata in famiglia che si terrà presumibilmente a Buckingham Palace. La notizia arriva pochi giorni dopo che Sua Maestà ha "licenziato" il principe Andrea dai suoi impegni reali sulla scia della disastrosa intervista rilasciata dal reale sullo scandalo Jeffrey Epstein. Il duca di York è coinvolto nella vicenda non solo in quanto amico del magnate americano, ma anche in qualità di accusato di molestie sessuali da una delle vittime di Epstein, Virginia Giuffre. L'intervista rilasciata a Newsnight sulla BBC domenica scorsa, avrebbe dovuto ridare credibilità al principe Andrea, ma così non è stato. Davanti alla giornalista il duca ha negato qualsiasi accusa di trasgressione durante la sua amicizia con Epstein e di non aver abusato di Virginia Giuffre, ma né i tabloid inglesi né il suo popolo gli hanno creduto. Anzi, l'intervista rilasciata dal duca alla BBC ha messo in seria difficoltà la famiglia reale, contravvenendo addirittura alla volontà della sovrana, che a quanto pare era contraria all'intervista. La popolarità del principe Andrea è inesorabilmente in caduta libera. Un sondaggio reso noto dal Daily Mail ha, infatti, rivelato che il 51% dei sudditi britannici non vuole che il duca presenzi a eventi reali nel prossimo futuro, di nessun tipo. L'essersi ritirato dalla scena pubblica e dai doveri istituzionali non ha saziato gli inglesi, che vogliono il principe al bando. Il principe Andres dovrebbe, sempre secondo il sondaggio, smettere di andare agli eventi pubblici a cui partecipa tutta la famiglia reale compresi il Trooping the Colour, il Remembrance Sunday e il compleanno della Regina.

Enrica Roddolo per corriere.it il 27 novembre 2019. Non è la prima volta che una casa reale stende un cordone sanitario attorno al re (o all’erede al trono), per limitare i danni d’immagine e fiducia popolare verso la Corona. Insomma, il principe Andrea di York che dopo la discussa intervista con la Bbc a proposito della sua amicizia con Jeffrey Epstein, ha dovuto abbandonare gli impegni ufficiali e adesso si prepara a dover lasciare anche la presidenza delle tante - quasi 200 - charities in cui è coinvolto, non è il primo caso.

Juan Carlos e Felipe. Successe anche a re Juan Carlos dopo le fotografie che lo ritrassero anni fa impegnato in un safari con un’avvenente nobile. Il figlio Felipe prese le distanze dal padre, per evitare che la solidità della giovane corona spagnola — giovane perché riportata sul trono da Juan Carlos a metà degli anni ‘70 — venisse messa in discussione. E dire che Juan Carlos «scivolò», al termine di un regno che per il carisma, la simpatia popolare, la guida salda del re che aveva ereditato la corona grazie al beneplacito di un dittatore (Franco) ma nel nome del padre il conte di Barcellona costretto all’esilio, passerà alla storia come l’età del Juancarlismo.

Edoardo, Wallis e Giorgio VI. E in fondo anche l’abdicazione di Edoardo VIII dopo le simpatie per l’appeasement mentre sull’Europa spiravano i venti della seconda guerra mondiale, se ufficialmente consentì finalmente al duca di Windsor di sposare la sua amata Wallis, è innegabile che risultò nell’allontanamento dal trono, e da pericolose commistioni con il millenario trono di San Giacomo. Per aprire la strada al regno di Giorgio VI e quindi della regina Elisabetta II. Certo il caso di Andrew è molto differente da quello di Edoardo e Wallis, non di politica, di affari di stato, ma di frequentazioni personali si tratta. Ma resta il fatto che, come in un’azienda in caso di crisi si tende ad allontanare i vertici aziendali coinvolti in un crollo di fiducia, allo stesso modo — e anzi a maggior ragione in istituzioni millenarie come le monarchie che da sempre hanno lo sguardo proiettato verso un orizzonte lungo anzi lunghissimo — prende le distanze è indispensabile.

Clarence House. E di questo parlerà con Andrew, di ritorno dal suo viaggio in Nuova Zelanda, l’erede al trono Carlo che d’intesa con William il secondo nell’ordine di successione alla corona oggi saldamente sul capo di Elisabetta II, avrebbe discusso la questione Andrew con il padre e la nonna dicendo «è la cosa giusta da fare» a proposito dell’allontanamento di Andrew dagli impegni ufficiali. Carlo — che convocherà il principe Andrea a Clarence House — e William insomma sembrano decisi a mettere uno steccato di divisione tra il loro operato e quello del fratello e zio che intanto ha già visto cancellare il previsto festeggiamento dei suoi 60 anni con tutta la Pomp and circumstance dei grandi eventi a Buckingham Palace, già in calendario il prossimo febbraio.

Trooping the Colour. Il fatto è che da un nuovo sondaggio nel Regno Unito già sei persone su dieci sono convinte che il principe abbia danneggiato la reputazione della Royal family, con alcuni che vorrebbero che fosse addirittura tenuto lontano dai grandi appuntamenti di famiglia dei Windsor, dal Trooping the Colour al Remembrance Sunday.

Charities. E in pochi giorni le disdette o i malumori per il coinvolgimento di Andrea in Charities e progetti da lui sostenuti sono fioccate rapide. A partire dagli sponsor del suo progetto-fiore all’occhiello, Pitch@Palace che Andrea vorrebbe disperatamente mantenere. Ma le charities in cui è coinvolto il duca di York vanno dall’English National Ballet,alla Royal Philharmonic Orchestra, l’Outward Bound Trust.

Corona e figli. In realtà, «la regina in sé resterà immune, gode di un tale rispetto e affetto che nulla può scalfirla — ha detto al Corriere l’executive editor dell’Economist, Daniel Franklin — ma sono i suoi figli e il contesto Royal che possono avere delle ricadute dal caso Epstein». Regina che se come Carlo e William — pur senza pronunciarsi — in questi giorni ha tenuto le distanze dal figlio. In privato ha voluto confermare il suo sostegno di madre (per il suo figlio «del cuore»), cavalcando venerdì nella tenuta di Windsor al suo fianco. In ogni caso «Il caso Andrew dimostra che la Corona verrà sempre prima della famiglia», dice Simon Heffer sul Telegraph. Anche se Elisabetta II non rinuncerà dunque di continuare a cavalcare fianco a fianco con il figlio, questo non la distoglierà dal mettere sempre prima la Corona, e dopo la famiglia.

Parla Virginia Giuffre  la ragazza che spaventa  i reali (e accusa  il principe Andrea). Pubblicato lunedì, 02 dicembre 2019 da Corriere.it. Mancano poche ore e l'accusatrice del principe Andrea Virginia Giuffre rivelerà maggiori dettagli sulle sue accuse contro la Casa Reale britannica. In un trailer dell'intervista registrata un mese fa ma che andrà in onda questa sera sulla Bbc alle 21 (le 22 in Italia), Virginia Giuffre afferma come il periodo della sua vita in cui ha incontrato il principe Andrew «è stato un periodo davvero spaventoso». Poi la «bomba» — già detonata in queste settimane — e destinata a riaprire le polemiche e a far tremare Buckingham Palace. Giuffre afferma di aver fatto sesso per la prima volta con il principe Andrea quando aveva 17 anni «Lui sa cosa è successo, io so cosa è successo e c'è solo uno di noi che dice la verità». Virginia Giuffre, all'epoca conosciuta come Virginia Roberts, ha poi dichiarato di aver fatto sesso tre volte con il Duca di York a partire dal 2001, inclusa una volta a Londra. Una versione che il diretto interessato ha «categoricamente» negato in un'intervista alla Bbc due settimane fa mettendo in dubbio la veridicità della fotografia che lo ritrae con la ragazza. E se di polemiche si parla, di sicuro ne susciterà altre la decisione di Scotland Yard di non riaprire il caso sulle accuse mosse da Giuffre al finanziere Usa Jeffrey Epstein, morto suicida in carcere. Virginia accusa Epstein di averla forzata ad andare a letto con il principe Andrea e ha accusato la polizia di Londra di non aver sottoposto a inchiesta la sua denuncia risalente al 2015. Scotland Yard, ha spiegato di non aver indagato sul caso denunciato dopo essersi consultata «con altre organizzazioni delle forze dell'ordine» perché l'inchiesta «sarebbe stata incentrata in buona parte su attività e rapporti avvenuti fuori dal Regno Unito». «Siamo arrivati alla conclusione - è stata la risposta di Scotland Yard tramite il comandante Alex Murray - che il Mps (il servizio di polizia metropolitana) non era l'autorità appropriata per condurre un'indagine su queste circostanze e nel novembre del 2016 è stata presa la decisione di non procedere ad un'indagine penale su questa materia». 

Virginia: «Io minorenne con il principe Andrea. Lui ha negato, ma io so la verità». Pubblicato lunedì, 02 dicembre 2019 su Corriere.it da Paola De Carolis. L’ex ragazzina della foto: «Sono cresciuta con i film della Disney in cui i principi sono buoni». Le accuse in tv di Virginia. «Lui sa cosa è successo, io pure. E solo uno di noi sta raccontando la verità». Dopo l’intervista di Andrea, in cui il principe ha negato di aver mai conosciuto la donna statunitense che sostiene di essere stata costretta ad avere rapporti sessuali con lui quando era ancora minorenne, la parola passa ora all’accusatrice, Virginia Roberts Giuffre. Andrea aveva parlato a Neswsnight, Giuffre a Panorama, trasmissioni rivali della stessa emittente, e il Paese si trova ora a fare i conti un nuovo capitolo di una telenovela reale, ma laddove i Windsor di The Crown avevano la colpa di essere un po’ freddi, distaccati e snob, la trama in cui sembra coinvolto Andrea è scabrosa e all’apparenza criminale. «Sono cresciuta con i film della Disney, in cui i principi e le principesse sono prevalentemente buoni, ma lui non lo era», ha sottolineato Giuffre, che nel corso della trasmissione di un’ora — la prima intervista televisiva rilasciata in Gran Bretagna — ha chiesto al pubblico di schierarsi con lei, di «non accettare o giustificare» ciò che le è accaduto. «Questa non è una sordida storia di sesso, è la storia di un abuso che coinvolge uno dei vostri reali». La sua versione è a grandi linee risaputa. A 16 anni, Virginia va a lavorare presso il salone di bellezza di Mar-a-Lago, il resort di Donald Trump in Florida. Un giorno viene avvicinata da Ghislaine Maxwell, figlia di Robert Maxwell, proprietario del Daily Mirror e colpevole di frodi milionarie contro le pensioni dei suoi dipendenti. Ghislaine è la compagna dell’imprenditore Jeffrey Epstein, ed è amica del principe Andrea. Vede che Virginia sta leggendo un libro sui massaggi, e lì comincia un’opera di indottrinamento, in cui a Virginia viene promesso di tutto e di più in cambio di prestazioni sessuali con Epstein e la sua banda. Le viene insegnato come fare sesso orale, come adottare un atteggiamento sottomesso nei confronti dei compagni di letto, come capire cosa le era richiesto. Riguardo al principe Andrea, che conosceva bene, Ghislaine — che stando a Giuffre aveva il compito di procurare ragazzine per Epstein — fu particolarmente specifica. Virginia fu portata prima in un night di Londra, il Tramp, dove il principe le chiese di ballare. «Lui ballava malissimo, non ho mai visto nessuno ballare così male, e sudava tantissimo, le gocce di sudore cadevano come pioggia». In macchina Ghislaine disse a Virginia di comportarsi con Andrea come si comportava con Epstein, «di fargli le stesse cose». «Al solo pensiero mi veniva il voltastomaco». Quella sera fecero sesso a casa di Maxwell. Virginia aveva 17 anni. In tutto furono tre, dice, gli incontri tra i due. «Chi sta con lui dirà che la foto che ci ritrae insieme è stata corretta, ma non è vero». Nel frattempo Epstein è morto suicida in carcere a New York, dove si trovava per pedofilia e traffico di minorenni; Ghislaine è scomparsa. Il tabloid Sun ha offerto una taglia di diecimila sterline a chi dia informazioni su dove si trovi, ma con la morte di Epstein, Maxwell è riuscita a far perdere le sue tracce. Il principe Andrea, che per via delle accuse di Giuffre ha dovuto prendere le distanze dalle charities e le università alle quali era legato e ha abbandonato il ruolo ufficiale all’interno del casato dei Windsor, ha negato di aver mai incontrato Virginia, precisando che ai tempi, per via dello stress conosciuto durante la guerra delle Falklands, aveva un disturbo fisico che gli impediva di sudare. La sera in questione, inoltre, si trovava, dice, in un ristorante di Woking, Pizza Express, con la figlia Beatrice. Ancora ieri Buckingham Palace ha sottolineato l’estraneità ai fatti di Andrea, negando in modo categorico che il principe abbia avuto relazioni sessuali con minorenni.

Principe Andrea, spunta un'email: "Dove possiamo parlare di Virginia Giuffre?" In queste ore, il principe Andrea sta subendo forti pressioni per la nuova intervista che la sua accusatrice, Virginia Giuffre, ha rilasciato alla BBC. E proprio durante il programma è spuntata fuori un'email che il duca avrebbe inviato a Ghislaine Maxwell riguardo alla Giuffre. Mariangela Garofano, Martedì 03/12/2019, su Il Giornale. Martedì sera sulla BBC è andata in onda una nuova trasmissione “bomba” sul presunto coinvolgimento del principe Andrea nello scandalo Epstein, dal titolo“ The Prince and the Epstein Scandal”. Come si legge sul Mirror, durante il programma di un’ora, è stata mostrata un’email che il duca di York avrebbe inviato a Ghislaine Maxwell nel 2015, riguardo a Virginia Giuffre, la principale accusatrice del principe. L’email alla Maxwell fu inviata quando fu chiaro che la Giuffre avrebbe rivelato degli abusi subiti da Jeffrey Epstein e dei rapporti intimi che fu costretta ad avere con il principe, quando era minorenne. “Fammi sapere dove possiamo parlare. Ho delle domande specifiche da farti riguardo a Virginia Roberts”, si legge. L’email fu mandata alle 5:50 del mattino, qualche ora prima che la Giuffre (Roberts da nubile) dichiarava su un sito web americano di essere stata abusata da Epstein. In seguito alle pesanti accuse della donna, Buckingham Palace e il principe hanno sempre negato qualsiasi coinvolgimento nel traffico di minorenni in cui era implicato l’amico, definendo ogni accusa “falsa”. Ma Virginia Giuffre, insieme ad altre vittime del magnate pedofilo, sono determinate a non mollare e hanno assunto un team di avvocati negli Stati Uniti, a sostegno delle loro affermazioni. I legali e le vittime hanno affermato che il duca debba recarsi negli Stati Uniti per testimoniare sotto giuramento riguardo ai suoi rapporti con Epstein e dire la verità su Virginia Giuffre. La sorella di una vittima di Epstein, ora deceduta, ha addirittura espresso la volontà che il terzogenito di Elisabetta venga estradato negli USA, se non vi si recherà di sua spontanea volontà. A causa delle pressioni d’oltreoceano e dell’imbarazzo causato alla Royal Family, Andrea si è ritirato dalla vita pubblica, consigliato dal fratello maggiore Carlo e dalla madre. Nel frattempo la sua caduta libera non si arresta e la Giuffre sta andando avanti con la sua battaglia affinché venga fuori la verità. Durante il programma del 2 dicembre la donna tra le lacrime, ha chiamato in causa la popolazione britannica, implorando il loro aiuto nella ricerca della giustizia. “Imploro le persone nel Regno Unito a starmi accanto e ad aiutarmi nella mia battaglia. Questa non è una sordida storia di sesso. Questa è una storia di trafficanti di donne, e di abusi”.

Un testimone: "Vidi il principe Andrea con la Giuffre al Tramp Club". A dare sostegno alle accuse di Virginia Giuffre, che afferma di essere stata costretta a fare sesso con il principe Andrea a 17 anni, ora spunta una nuova testimone, che sostiene di aver visto il duca di York con la ragazza al Tramp club di Londra nel 2001. Mariangela Garofano, Mercoledì 04/12/2019, su Il Giornale.  Continuano a spuntare indiscrezioni e novità nello scandalo che riguarda il principe Andrea. Dopo la trasmissione di martedì 2 dicembre, durante la quale è stata intervistata la sua principale accusatrice, Virginia Giuffre, ora pare che un’altra donna sia pronta a parlare. Si tratta di una persona che afferma di aver visto il principe con la Giuffre al Tramp Club di Londra a marzo del 2001. Secondo quanto riporta il Mirror, la donna smentirebbe quanto affermato dal duca durante l’intervista per la BBC. Nella sfortunata intervista Andrea ha negato nel modo più assoluto di essere stato nell’esclusivo club londinese con la Giuffre in quella data, ma di essersi recato ad un Pizza Express e di aver passato la serata con le figlie. Ma ora la testimonianza della donna potrebbe recargli un ulteriore danno. A Londra per cercare di parlare con il duca, Lisa Bloom, legale della potenziale testimone, ha parlato ai microfoni di ITV’s This Morning. L’avvocato ha affermato che la donna sarebbe pronta a riferire quanto visto al Tramp Club all’FBI. "Io rappresento una testimone che afferma di essere stata lì”, ha rivelato Lisa Bloom. E ancora: “Ha visto il principe Andrea con Virginia, e lo ricorda bene perché le fu detto che era un membro della famiglia reale. È stato un grande avvenimento per lei. Ha visto Virginia con lui e ora la porterò all’FBI". La legale ha poi lanciato un messaggio al duca di York: “Hai detto che avresti collaborato. Facciamolo. Non farci chiedere un mandato di comparizione. Dacci i documenti, i calendari, i giornali e lasciaci interrogare lo staff che viaggia con te". Virginia Giuffre ha accusato Andrea di aver avuto rapporti sessuali con lei quando era minorenne e di essere stata costretta da Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell. La 35enne afferma di aver avuto il primo rapporto con il principe proprio una notte di marzo del 2001, all’età di 17 anni. La Maxwell l’avrebbe indotta a lasciarsi sedurre dal principe, il quale le avrebbe offerto diversi drink al Tramp Club, prima di recarsi a casa della Maxwell a Belgravia e consumare con lei un rapporto intimo. La testimonianza della Giuffre è sostenuta anche dal padre, che ha affermato: “Non ha ragioni per mentire, mentre lui ha tutti i motivi per negare”. Il principe ha negato ogni accusa dell'americana, affermando di non aver mai avuto alcun rapporto con lei. A sostegno delle affermazioni della donna c'è anche una foto, che la ritrae insieme al figlio della regina Elisabetta. Ma Andrea continua a proclamarsi innocente, sostenendo che la foto sarebbe stata ritoccata.

DAGONEWS il 6 dicembre 2019. Il principe Andrea amava che due donne lo massaggiassero contemporaneamente e non disdegnava di accogliere sulle sue gambe modelle durante le cene. Nuovi dettagli sul comportamento del duca di York emergono a tre settimane dall’intervista scandalo alla BBC in cui ha negato di aver mai fatto sesso con l’allora 17enne Virginia Virginia Roberts nella casa di Ghislaine Maxwell. Una fonte anonima, amico del principe, racconta di essere stato uno dei suoi compagni di baldoria subito dopo il divorzio da Sarah Ferguson nel 1996: racconta di come i due si divertissero alle feste e di come le giovani e sexy modelle si lanciavano a braccia vero il duca mentre urlavano "Andy, tesoro". In particolare ha ricordato una festa a fine anni ’90 a casa di un commerciante d'arte britannico durante il quale le ragazze si sedevano a turno sulle ginocchia del principe che non disdegnava l’avvicinamento. Una stilista di nome Lucy, che ha frequentato Andrea per un breve periodo, ha raccontato di come lui si divertisse particolarmente a ricevere massaggi a quattro mani: «Gli piaceva che due donne lavorassero su di lui. Quando si è parlato di un massaggio ai piedi durante l'intervista della BBC, ho subito pensato: “Sì, è lui”. Comunque per me Andrea è sempre stato un gentiluomo. Non c’è nulla di subdolo in lui. Tranne quando si trattava di pagare il conto, di solito si sottraeva».

Mariangela Garofalo per ilgiornale.it il 16 dicembre 2019. Virginia Giuffre, la donna che ha accusato il principe Andrea di aver fatto sesso con lei quando era minorenne, ha scritto un post su Twitter a dir poco inquietante. Il post della donna arriva in risposta al tweet di un utente che scriveva: “L’FBI la ucciderà per proteggere i ricchi e potenti”. “Voglio rendere pubblico che non ho nessuna forma o mania suicida”, twitta la Giuffre, che aggiunge: “Ho fatto sapere al mio terapista e al mio medico di base – se mai dovesse accadermi qualcosa – di non lasciar cadere la cosa, per la salvezza della mia famiglia, e di aiutarmi a proteggerli. Troppa gente malvagia vorrebbe vedermi in silenzio”. La scioccante dichiarazione della Giuffre riportata dal Daily Mail, arriva dopo l’ultima intervista per Bbc Panorama, nella quale ha accusato il principe Andrea di aver abusato di lei, nell’ambito del traffico di minori portato avanti da Jeffrey Epstein. Il milionario arrestato per pedofilia è morto in carcere suicida, ma molti credono che sia stato messo a tacere per evitare che facesse i nomi degli abituali frequentatori dei suoi party. Il più grande sostenitore di questa teoria è il patologo Michael Baden, il quale ritiene che tutti gli indizi “portino ad un omicidio”. Virginia sostiene di essere stata usata come “schiava sessuale” di Epstein e i suoi facoltosi amici, tra cui il duca di York, al quale fu presentata una sera di marzo del 2001. Quella sera Andrea le avrebbe offerto diversi drink nell’esclusivo Tramp Club di Londra, prima di fare sesso con lei nella dimora di Belgravia di Ghislaine Maxwell. La 35enne ha mostrato agli inquirenti una foto che la ritrae con il principe Andrea, a supporto della sue affermazioni. In una delle fotografie in suo possesso, una giovane Virginia posa tra la Maxwell e il principe, che la abbraccia. Ma nonostante l’evidenza, il duca e il suo entourage hanno affermato che si tratta di una foto manipolata. Il duca, nella disastrosa intervista per la Bbc, ha dichiarato di non aver mai conosciuto la Giuffre. Il tentativo di scagionarsi, ha però sortito l’effetto contrario e il terzogenito di Elisabetta è stato costretto a ritirarsi dalla vita pubblica, per non causare ulteriore imbarazzo alla famiglia reale. Ora una seconda vittima starebbe per rivelare pubblicamente nuovi particolari scabrosi riguardanti il principe, andando ad aggiungersi a quelli della Giuffre, il cui contenuto scottante la sta facendo temere per la sua incolumità. 

 "Cerca di voltare pagina". La dura vita del Principe Andrea dopo lo scandalo. Come ha rivelato una fonte anonima, il Principe Andrea e tutta la sua famiglia sta cercando di voltare pagine e uscire indenni dallo scandalo Epstein. Carlo Lanna, Giovedì 26/12/2019, su Il Giornale. Non è facile per il Principe Andrea e tutta la sua famiglia cercare di guardare oltre tutti i problemi degli ultimi due mesi. Le accuse di molestie si sono abbattute sulla vita del principe e, i rapporti con il defunto Jeffrey Epstein, sono una scure anche tutto il resto della famiglia. Eppure Andrea, come Sarah Ferguson e la stessa Eugenia, cercano di voltare pagina, di guardare oltre, sperando che il tempo possa aggiustare le cose. Ma non è facile, eppure da parte del Principe Andrea c’è tutta l’intenzione di farlo. È una fonte anonima di palazzo che, in una recente intervista rilasciata al Daily Mail, rivela le condizioni della famiglia dopo lo scandalo, che teme ancora le ripercussioni e, soprattutto, teme il giudizio della Regina. "Cercano di capire come prendere possesso dello loro vita", afferma la gola profonda, in un messaggio per nulla criptico che è stato rilasciato al tabloid. Un messaggio che rivolge uno sguardo non solo alla situazione del Principe Andrea ma che, ovviamente, riguarda sia la Ferguson che Eugenia, colpite anche loro dagli eventi. "La famiglia sostiene il padre incondizionatamente e crede fermamente nella sua estraneità ai fatti – aggiunge -. Eugenia è la sua più grande supporter. Il principe inoltre sarà al matrimonio di sua figlia. Non ha nessuna intenzione di perdersi il grande giorno. Lui ha un ruolo molto forte nella sua vita e la accompagnerà all’altare". Il momento non è certo facile, ma la fonte ammette che il Principe Andrea ha tutte le intenzioni di non farsi sopraffare dagli eventi. "Come famiglia affrontano i problemi giorno dopo giorno. Con un po’ di timore sono sicuri che riusciranno ad uscire vivi dalla tempesta – afferma -. Soprattutto Beatrice non farebbe mai nulla per ferire suo padre. Tra i due non c’è stata nessuna rottura". Nonostante il turbinio di eventi, il principe Andrea come da tradizione ha raggiunto la Regina a Bukingham Palace nel pranzo di Natale organizzato dalla Elisabetta. Un evento a cui la sovrana tiene in maniera particolare e, nonostante tutto, ha voluto che Andrea fosse insieme a lei: "Erano tutti felici. Circondati dai loro parenti più stretti". Pare che il matrimonio di Eugenia non sia a rischio e che Andrea sarà presente nonostante le voci sul suo conto. All’inizio si è creduto che non avrebbe accompagnato la figlia all’altare, poi è stata la stessa Eugenia a confermare la sua presenza.

Il principe Carlo è un'ombra nello scandalo di Andrea. Nella vicenda del principe Andrea, accusato da due vittime di Jeffrey Epstein di molestie, il fratello maggiore Carlo ha giocato un ruolo fondamentale circa la decisione del ritiro del duca dalla vita pubblica. Mariangela Garofano, Mercoledì 27/11/2019 su Il Giornale. Il principe Carlo, primogenito di casa Windsor, sarebbe ad un passo dal trono. A rivelarlo è il Mirror, dopo che a seguito della disastrosa intervista del fratello Andrea, avrebbe preso la decisione assieme alla madre, di far ritirare il principe Andrea dalla vita pubblica. Fonti interne hanno soprannominato il principe di Galles “Il Re nell’Ombra”, proprio per il ruolo ricoperto all’interno dell’imbarazzante vicenda. Sebbene infatti i media avessero in un primo momento imputato a Elisabetta la decisione di escludere Andrea dagli impegni pubblici, piano piano l’ombra di Carlo sulla scelta si è fatta evidente. Il principe ha infatti interrotto il suo tour in Nuova Zelanda per rientrare in patria e discutere con il duca di York circa il suo futuro e quello del resto della famiglia. “Lo scandalo riguardante Andrea ed Epstein ha dato l’opportunità a Carlo di dimostrare di poter diventare re”, riferisce un insider. E ancora: “Nulla è più importante dell’istituzione della famiglia reale, nemmeno Andrea, il figlio prediletto della regina. Carlo lo ha capito e ha agito prontamente – come farebbe un re. Questo è stato il momento in cui si è mostrato come Principe Reggente, il Re nell’Ombra”. L’intervista rilasciata dal principe Andrea con l’obiettivo di scagionarsi dall’accusa di aver intrattenuto rapporti intimi con una delle vittime di Epstein di 17 anni, si è ritorta contro il duca. La mancata empatia con le vittime del finanziere, unita al suo goffo tentativo di apparite ignaro dei traffici illeciti di Epstein, hanno portato la regina e Carlo ad intervenire. Ma la stessa Elisabetta ha subito delle critiche per aver permesso al figlio prediletto di partecipare all’intervista, ed è qui che è entrato in gioco Carlo. “Andrea deve andarsene… è l’unica via possibile”, avrebbe affermato il principe alla madre, il cui ritiro dal trono sarebbe previsto tra due anni. Nonostante il ritiro dagli impegni pubblici sia ormai effettivo, Andrea avrebbe rifiutato di restare in disparte a vita, ma avrebbe abbandonato i suoi doveri solo temporaneamente.

Liberoquotidiano.it il 2 dicembre 2019. La famiglia reale d'Inghilterra è scossa dall'ennesimo principio di scandalo. Questa volta i protagonisti sono Carlo Windsor e la consorte Camilla Shand, il cui matrimonio sarebbe vicino ad un misterioso epilogo. Come rimbalza dai tabloid britannici, l'aspirante coppia regnante starebbe affrontando una dura crisi coniugale, con Camilla che avrebbe minacciato di rivelare i segreti della famiglia Windsor nel caso in cui Carlo si rifiutasse di firmare un accordo di divorzio dal valore di 300 milioni di sterline. Le tensioni tra i due, amanti durante il matrimonio con Lady D e sposati dal 2005, sarebbero scoppiate in occasione dell'ultimo viaggio ufficiale nel Sud Pacifico. Camilla sarebbe tornata anzitempo a Londra, nel momento in cui il marito Carlo stava per prendere un aereo di Stato in direzione Isole Salomone. La bufera, che minaccia di abbattersi sulla famiglia reale, arriva ad un anno esatto dall'annunciata abdicazione della 94enne regina Elisabetta in favore del figlio 71enne Carlo, principe del Galles. Inoltre alcune indiscrezioni rivelano di un incontro tra Camilla e il celebre avvocato divorzista dei vip, Fiona Shackleton. Tira una brutta aria dalle parti di Buckingham Palace.

Cristina Marconi per “il Messaggero” il 03 dicembre 2019. Tira un'aria di cambiamenti a Buckingham Palace, dove la vicenda dell'amicizia del principe Andrea con Jeffrey Epstein ha costretto a prendere decisioni drastiche. E a fare i conti con il fatto che la regina Elisabetta II è ormai molto avanti con l'età e il suo controllo sulla famiglia si sta, inevitabilmente indebolendo. E così si rincorrono le voci che il principe di Galles, Carlo, a cui si deve la decisione di rimuovere il terzogenito Andrea da ogni incarico pubblico e, per quanto possibile, dai riflettori dello scandalo, potrebbe affiancare la madre sul trono con il titolo di principe reggente e con molte più responsabilità di quelle, già importanti, che ha ora. Il 21 aprile del 2021 Elisabetta compirà 95 anni, la stessa età che aveva Filippo d'Edimburgo quando si è ritirato dai suoi impegni pubblici, e per allora potrebbe essere Carlo a gestire la monarchia, lasciando alla madre il titolo di regina. Il principe di Galles, ultrasettantenne, ha delle opinioni forti su come i Windsor dovrebbero affrontare le sfide del futuro. Innanzi tutto ridimensionando le loro spese e il numero di parenti da far mantenere ai contribuenti: ad esempio, per lui Andrew e le figlie Eugenie e Beatrice non dovrebbero rientrare nel perimetro. «Lo scandalo di Andrew e Epstein ha dato a Carlo l'occasione di dimostrare che può gestire la Ditta», ha spiegato una fonte al tabloid The Sun, aggiungendo che «nessuno è più grande dell'istituzione della famiglia reale. Neppure Andrew, il figlio favorito della regina. Carlo l'ha capito e ha agito in maniera decisiva, come il re che potrebbe presto diventare. È il momento in cui Carlo è entrato in scena come il Principe Reggente, il Re Ombra». Carlo era infatti in Nuova Zelanda per una visita ufficiale con la moglie Camilla quando è stata trasmessa la catastrofica intervista di Andrea alla Bbc e appena rientrato è andato in Norfolk per incontrare il padre, che storicamente ha sempre governato la famiglia con pugno di ferro per contenere le numerose intemperanze di figli e parenti. E invece Andrea aveva preso la tragica decisione da solo, consigliato solo dalla sua assistente personale Amanda Thirsk, che sperava che parlando in pubblico il principe sarebbe riuscito a sanare la sua immagine pubblica. La ex moglie Sarah, con cui è ancora in ottimi rapporti, l'aveva sconsigliato, così come una delle figlie. E infatti la sua situazione continua a peggiorare, soprattutto dopo che ieri sera sulla Bbc l'accusatrice, Virginia Giuffre, ha raccontato delle tre occasioni in cui ha avuto rapporti con il principe, quando era ancora minorenne. «Ghislaine (Maxwell, la compagna di Epstein, ndr) mi disse di fare per il principe quello che facevo per Jeffrey e mi venne la nausea», ha raccontato la Giuffre, lanciando un appello al pubblico britannico a «stare dalla sua parte». Questa sera, quando i capi di stato e di governo si riuniranno a palazzo per un ricevimento in vista del vertice Nato, Andrea non ci sarà, così come non ci saranno Harry e Meghan, che hanno preso una pausa dai loro impegni ufficiali, anche loro dopo un'intervista molto controversa. Gli altri ci saranno, in forma smagliante, perché come in ogni famiglia qualcosa ogni tanto deve cambiare perché non cambi nulla.

Regno Unito, William preoccupato per Harry e le orge del Principe Andrea. Famiglia reale a pezzi. Caos a Buckingham e Kensington Palace dopo il documentario su Harry e Meghan in Africa andato in onda su Itv. Il principe aveva parlato del fratello: “Io e William siamo su due sentieri diversi, ma sappiamo che io ci sarò sempre per lui e il contrario”. Antonello Guerrera il 21 ottobre 2019 su La Repubblica.  Starebbe scatenando il caos a Buckingham e Kensington Palace il documentario su Harry e Meghan in Africa andato in onda ieri sera su Itv. Alcuni tabloid britannici parlano del principe William “furioso" col fratello, dopo che Harry nell’intervista del docufilm ha dichiarato: “Certo, ci sono state delle incomprensioni tra noi, abbiamo avuto buoni e cattivi momenti insieme, ma sono cose che succedono soprattutto in una famiglia con una pressione come la nostra”. Per poi aggiungere: “Io e William siamo su due sentieri diversi, ma sappiamo che io ci sarò sempre per lui e il contrario”. Frasi che non sarebbero piaciute al fratello maggiore dei figli di Carlo d’Inghilterra e Diana. Ufficialmente non c’è stato alcun commento da parte della Casa Reale, ma secondo la Bbc William avrebbe espresso “preoccupazione” in famiglia per “il momento molto fragile” del fratello Harry e di sua moglie Meghan. Questo perché i duchi del Sussex, nel documentario, hanno rivelato il loro profondo disagio della vita da celebrità cui sono per forza di cose sottoposti. Nel documentario di Itv, Meghan dichiara addirittura “io esisto, non vivo", riferendosi al disagio in apparenza crescente della sua vita regale costantemente sotto i riflettori. Nella clip l'ex attrice americana Markle ammette di "non stare troppo bene", sottolineando come "non molte persone mi abbiano chiesto come ci si senta nei panni di mamma e moglie" di un principe. Ecco perché sembra proprio essere giunto il momento per cui Harry, Meghan e il piccolo Archie possano prendersi una pausa lontano dalla notorietà, per "almeno sei settimane", come ha scritto domenica il Sunday Times. Ma potrebbe essere solo il primo passo di una vera e propria fuga verso l’Africa, un continente che piace molto ai duchi del Sussex. La destinazione potrebbe essere Città del Capo, in Sudafrica, toccata tra l'altro proprio nel recente tour della coppia nel continente, che ha incluso anche una visita di Harry in Angola lungo lo stesso percorso di sua madre Diana in una storica campagna contro le mine anti-uomo. Harry e Meghan da tempo esprimono continuo disagio nei confronti della vita da "vip" e degli stessi media, contro cui i due hanno lanciato di recente una guerra a colpa di denunce contro i tabloid per presunte intrusioni nella vita privata. Harry di recente ha dichiarato di associare ogni clic di una fotocamera all'immagine di sua madre e anche la recente nascita del piccolo Archie è stata a lungo tenuta segreta o misteriosa proprio per tenere lontano i media e il mondo esterno. Non a caso, Meghan e Harry mesi fa si sono trasferiti nella tenuta, più riservata, di Frogmore Cottage, che però ha scatenato polemiche per gli alti costi della sua ristrutturazione addebitati ai contribuenti, che però in cambio si aspetterebbero meno riservatezza dagli amati e giovani duchi. Ma la casa reale inglese è sempre più nei guai dopo le ultime rivelazioni sul Principe Andrea e la torbida amicizia con Jeffrey Epstein, il milionario americano suicida in carcere dopo le rivelazioni sui suoi festini sessuali con minorenni e molti vip e lo sfruttamento della prostituzione minorile. Secondo alcune carte processuali svelate da un documentario di Channel 4, Epstein aveva almeno 13 numeri telefonici del principe - segno di un rapporto tra i due molto articolata - e soprattutto Andrea con Epstein avrebbe partecipato anche a un’orgia con nove ragazze probabilmente minorenni. Andrea, fratello di Carlo, smentisce categoricamente anche queste ultime accuse. 

DAGONEWS il 28 novembre 2019. Il principe Andrea ha aperto una breccia nella sicurezza di Buckingham Palace invitando una massaggiatrice che non è stata controllata nella sua camera da letto. Monique Giannelloni dice di non essere stata perquisita durante la sua visita al palazzo dopo essere stata presentata al principe Ghislaine Maxwell, l’ape regina e la donna che procacciava giovani ragazze a Jeffrey Epstein. Monique ha raccontato di essere arrivata a palazzo dove le è stato preso solo il numero di targa. «Era il 2000. Sono stata contattata dall'allora segretaria privata del Duca, Charlotte Manley. È stato così facile entrare nel palazzo e mi ha turbato perché avrei potuto essere chiunque. Non conoscevo Andrew e non avevo mai incontrato nessuno della famiglia reale. Nessuno mi conosceva. Non sono stato contattata da un ufficiale della Royal Protection né mi sono state fatte domande. Nessuno ha controllato la mia borsa quando sono arrivata o quando me ne sono andata. Mi aspettavo certamente controlli di sicurezza più rigorosi». Monique faceva visite a domicilio al momento dell'incontro il 30 giugno 2000 e aveva Maxwell tra i suoi clienti. «Non sapevo chi fosse e lei mi rispose che avrei dovuto leggere i tabloid. Più tardi l’ho cercata e ho visto le sue foto con Andrea e ho capito che era la figlia del magnate dei media caduto in disgrazia Robert Maxwell. Poi mi disse che mi avrebbe fatto conoscere una persona più famosa di Dio. Pensavo a un attore, ma mai avrei immaginato un membro della famiglia reale. Quando sono andata a palazzo tutto era grandioso. Andrea mi ha accolto in accappatoio alla porta della sua stanza. Ho fatto un massaggio in camera da letto. C’era una foto di Sarah e delle figlie accanto al lettino». E la donna ha dato anche dettagli interessanti sulla foto di Andrea e Virginia Roberts. Il principe continua a sostenere che la foto sia stata manomessa, ma Monique ha rivelato dei dettagli sul posto in cui è stata scattata: «E’ il pianerottolo al piano di sopra di Maxwell. La stanza dove l’ho massaggiata è sulla sinistra. Ricordo la prima volta che venni contattata dalla segretaria di Maxwell. Mi chiese un massaggio alle 23 nella casa di Belgravia, ma io ho spostato l’appuntamento per l’indomani mattina. Quando sono arrivata era impegnata a parlare con qualcuno e poi mi ha guardato e mi ha chiesto di andarle a comprare le sigarette. Ero seccata dalla sua arroganza. Ho aspettato un’ora prima di farle il massaggio. Poi ha aperto il suo libretto di assegni e mi ha detto di scriverci sopra la cifra che volevo. Pochi giorni dopo mi ha richiamata e in quell’occasione c’era pure Epstein. Era tutto molto imbarazzante. Hanno discusso tutto il tempo dell’acquisto di un’isola. Epstein era inquietante e aveva un’aria da viscido. Alla fine lei mi ha chiesto se ero disposta a fare dei massaggi su uno yacht durante una festa che stavano organizzando. Ho declinato l’invito. Ora mi guardo indietro e sono grata di averli incontrati quando avevo 35 anni e non ero un’adolescente vulnerabile. Avrei potuto essere un’altra vittima di Epstein».

Carlo e i consigli di Filippo sulla Firm dei Windsor, dopo il caso Andrea. Pubblicato giovedì, 28 novembre 2019 su Corriere.it da Enrica Roddolo. Caso Epstein, resa dei conti a Palazzo: il principe Carlo convoca Andre. Di ritorno dal viaggio oltreoceano ha fatto subito rotta verso Sandringham dove passa molto del suo tempo il padre, Filippo, duca di Edimburgo, 98 anni, che dopo aver lasciato gli impegni pubblici un paio di anni fa ama trascorrere lunghi periodi a Wood Farm nella tenuta tanto cara alla famiglia Windsor che qui passa ogni anno il Natale. Oltre a salutare l’anziano genitore, Carlo, principe di Galles destinato al trono, ha sicuramente voluto chiedere consiglio a colui che anni fa diede a casa Windsor il nickname di The Firm. Che ancora oggi ben sintetizza il mix di legami famigliari e business di famiglia che unisce i vari esponenti della casata. Un vero team aziendale. E poi chi meglio di Filippo, prima di vedere il fratello Andrea travolto dall’onda dello scandalo dopo l’intervista alla Bbc sul caso Epstein? A Londra secondo alcuni, fino al tempo in cui Filippo controllava con polso fermo la «Firm» errori di pr come questo non sarebbero successi nella famiglia reale, e forse il principe Andrea avrebbe cambiato le sue frequentazioni prima che scoppiasse lo scandalo. Anche se in realtà come ha spiegato al Corriere Daniel Franklin (Economist) «è successo anche quando la regina era pienamente al comando di tutto che qualcosa sfuggisse di mano. La prova: i problemi del principe Andrew risalgono ad anni fa». A proposito della regina, the Queen è rimasta apparentemente in disparte nella gestione del caso Andrea. O meglio, a esporsi, adesso che è rientrato dal lungo viaggio in nome di Her Majesty in Nuova Zelanda e isole Solomon, sembra essere piuttosto il principe Carlo dopo aver seguito con attenzione gli sviluppi del caso con il quale ha discusso al telefono con Her Majesty. Caso sul quale si è consultato anche con il figlio William. In fondo, a esporsi al pubblico da anni ormai è proprio Carlo — che viaggia per i Paesi del Commonwealth e per rinsaldare le relazioni diplomatiche britanniche nel nome della regina come in Nuova Zelanda giorni fa; che ha deposto la corona di papaveri davanti al monumento del Cenotafio a Londra al posto della regina che ha seguito la cerimonia in memoria dei caduti di guerra dal balcone. Carlo che ormai si muove come un principe reggente in pectore. «Carlo sta chiaramente prendendo sempre più spazi, mentre in parallelo la regina arretra». Quali indizi guardare? «La cosa più evidente sono i viaggi e gli impegni istituzionali all’estero: è stato Carlo ad aprire i Commonwealth Games in Australia un anno fa», aveva fatto notare Franklin già mesi fa. Quasi un principe reggente, insomma. Mentre William e Harry hanno separato le rispettive Household. Decisione forse presa dal Way Ahead Group (Wag) voluto dalla regina dopo l’annus horribilis 1992 per la tracciare la strada verso il futuro.Un principe reggente che si preparerebbe a raccogliere il testimone dalla madre decisa sì a «guidare il Paese come sovrana fino alla morte» come ha giurato nella solenne cerimonia di stampo medievale sotto le volte di Westminster Abbey nel giugno del 1953 quando sedette sulla «mitologica» pietra di Stone (e quando ancora buona parte degli inglesi, guardando i sondaggi degli anni ‘50, credevano nell’unzione a divinis della regina). Ma consapevole anche che a quasi 94 anni le forze e le energie si affievoliscono e Carlo ormai è uscito dal cono d’ombra nel quale si era auto-confinato dopo le vicende sentimentali con Diana, la tragica scomparsa di lady D e il nuovo sì con Camilla. Oggi Carlo (e anche Camilla) ha saputo guadagnarsi sul campo rispetto, e anche affetto da parte del pubblico britannico che vede in lui la naturale estensione della regina Elisabetta, mentre il pubblico internazionale è conquistato dalla visione contemporanea, sostenibile, del principe tra i pionieri del pensiero «verde» e dei ragionamenti su sostenibilità e climate change. Ecco perché si intensificano a Londra le voci da alcuni mesi che non la staffetta con the Queen, ma il riconoscimento del ruolo di Reggente per Carlo (come fu per Giorgio IV reggente nel 1811 dopo che il padre Giorgio III fu dichiarato pazzo, e che salirà al trono come re nel 1820), si stia avvicinando. La regina avrebbe definito con il Way Ahead Group un timing preciso per aprire ufficialmente la strada alla reggenza di Carlo, i suoi 95 anni. Ma nulla esclude che il caso Andrew abbia invitato il gruppo di lavoro sulla successione in casa Windsor creato proprio nel 1992 primo annus horribilis dei Windsor, oggi inviti ad accelerare i tempi. In fondo, il 2019 passerà alla storia come il secondo annus horribilis del casato. Con il principe Andrea che dopo aver perso il suo ruolo pubblico, ora rischia di dover dire addio anche al titolo (pur alquanto improbabile come ipotesi). E con le voci più dure nel circuito della famiglia reale e dell’esercito che ipotizzano per l’unico reale di casa Windsor (oltre al principe Harry due volte in missione in Afghanistan) ad aver calcato, in anni recenti, i mari in tempo di guerra (negli ‘80 della Thatcher e delle Falklands), anche un passo indietro dai suoi tanti titoli onorari nell’Esercito di Sua Maestà (come quello di Colonel of the Grenadier Guards). In fondo i più severi sostengono, anche il duca di Edimburgo Filippo quando lasciò i ruoli pubblici due anni fa fece un passo indietro anche rispetto ai titoli militari onorifici. E il suo posto potrebbe essere preso da un altro «militare» di casa Windsor, il nipote William, pilota della Raf. Quanto ancora a Filippo, per dare l’assenso a una reggenza — secondo lo storico Regency Act — servirebbe comunque il suo viatico (oltre a quello dello Speaker della House of Commons e del Chancellor). Insomma, ormai «in pensione» a Sandringham, ma sempre centrale nelle dinamiche della Firm.

Scoppia la "bomba" a corte: "Dopo lo scandalo la regina non mostrerà più al pubblico suo figlio". E' stato un anno difficile per Andrea di York. Oltre all'uscita della docuserie su Jeffrey Epstein e suoi legami con il duca, ora è pronto "Prince Andrew: The End of the Monarchy and Epstein", il libro che potrebbe sancire la fine della reputazione del principe. Mariangela Garofano, Sabato 23/05/2020 su Il Giornale.  Lo scrittore Nigel Cawthorne è in procinto di pubblicare una biografia sulla vita del principe Andrea, che potrebbe rivelarsi una “bomba a mano”, pronta ad affossare definitivamente l’immagine del duca. Ma non è tutto. Netflix rilascerà una nuova docuserie su Jeffrey Epstein:"Jeffrey Epstein: Filthy Rich", che esplora i crimini commessi dal finanziere e i suoi legami con Andrea. Nella serie, diverse vittime del milionario racconteranno gli abusi subìti, e tra queste comparirà anche Virginia Giuffre. La donna ha affermato di essere stata “svenduta” al duca di York all’età di 17 anni da Epstein e la sua diabolica complice, Ghislaine Maxwell. Cawthorne, autore di "Prince Andrew: The End of the Monarchy and Epstein", che uscirà a fine maggio, ha dichiarato al Daily Beast che difficilmente rivedremo il volto del duca di York in futuro.“La regina non lascerà che il figlio muoia di fame, ma non credo che farà vedere la sua faccia in pubblico di nuovo”, ha affermato lo scrittore, che prosegue: “l’Fbi ha detto chiaramente che prima o poi parlerà con Ghislaine Maxwell e la metteranno di fronte ad una scelta: fare la spia su di lui o finire i suoi giorni in galera. Quindi è meglio che Andrea stia lontano dagli Usa”. Cawthorne, parlando della biografia da lui scritta, ha racconto al Daily Mail come il principe sia passato dall’essere considerato dai media come il principe “dal look da star del cinema”, adorato dalle ragazze, a membro meno popolare della Royal Family. “Mi chiedo come si può conciliare il tipo poco raccomandabile con il principe azzurro di un tempo”, scrive Cawthorne, che al suo attivo ha numerose pubblicazioni, tra cui “Call me Diana: The Princess of Wales on herself”. Fin da bambino Andrea si è distinto dai fratelli maggiori, Anna e Carlo. Il suo soprannome era“baby brontolone”, per la sua ostinazione. Ma il terzogenito di Elisabetta e Filippo era anche il prediletto di casa Windsor, a cui tutto veniva perdonato. “Andrea ha un atteggiamento decisamente arrogante”, racconta Cawthorne al Daily Beast. “Ma ciò non deve sorprendere, se consideriamo che ogni volta che prendi un tè con tua madre, lei ti da una medaglia. Questo ti da una strana visione del mondo”. Il ritratto che emerge dal libro è dunque quello di un bambino viziato, a cui i genitori hanno sempre perdonato tutto. Ma ora la piccola peste è cresciuta. E non può più nascondersi dietro la gonna di Elisabetta. A questo proposito, sul coinvolgimento del duca nei traffici di Jeffrey Epstein, Cawthorne non ha dubbi: “Come poteva non sapere? Era un intimo amico di Ghislaine, non poteva non sapere”. A novembre 2019 il preferito della regina ha deciso di porre fine alle speculazioni sul suo conto, rilasciando un’intervista alla Bbc. Durante la chiacchierata con la conduttrice, Andrea ha negato categoricamente di conoscere Virginia Giuffre. Ma il suo tentativo di discolparsi dalle disonorevoli accuse non è piaciuto al pubblico, che ha notato in lui quell' arroganza di cui Cawthorne ha scritto nella biografia. La “mancanza di empatia” mostrata da Andrea nei confronti delle vittime di Epstein e l’evidente predisposizione a mentire, hanno sancito una volta per tutte la rovina del duca. A questo punto, Elisabetta e il fratello maggiore Carlo non potevano fare altro che imporre all’ormai caduto in disgrazia Andrea, di ritirarsi dalla vita pubblica, per salvare il buon nome dei Windsor. Ma potrebbe andare peggio di così per il terzogenito di Elisabetta? In aggiunta allo scandalo Epstein, ecco che recentemente una nuova umiliazione si è abbattuta sull’immagine in rovina del duca. Andrea e l’ex moglie Sarah Ferguson sono stati denunciati per non aver pagato la rata finale del loro chalet in Svizzera, che ammonta a circa 9 milioni di sterline. A meno di voler rispondere agli inquirenti sui suoi legami con il pedofilo Epstein, si prospetta un futuro decisamente meno mondano per Andrea, che per ironia della sorte, era soprannominato “Airmiles Andy", per la sua passione smodata per i viaggi. La vita casalinga potrebbe diventare una realtà definitiva, con la quale il duca dovrà convivere negli anni a venire.

Il figlio della regina travolto dallo scandalo: "In un momento di intimità mi disse che ero minorenne come le sue figlie". Nella docuserie sui crimini commessi da Jeffrey Epstein, Virginia Giuffre fa una rivelazione scioccante: il principe Andrea scherzava sulla sua giovane età, dicendole "hai l'età delle mie figlie". Mariangela Garofano, Giovedì 28/05/2020 su Il Giornale. Il 27 maggio è uscito “Jeffrey Epstein: Filthy Rich”, la docuserie prodotta da Netflix, sulla vita del pedofilo milionario morto in carcere lo scorso agosto. Nel documentario hanno raccontato la loro storia diverse vittime degli abusi sessuali dell’uomo, tra cui Virginia Giuffre. La donna ha affermato di essere state una “schiava sessuale” del magnate, circuita dalla sua complice Ghislaine Maxwell e “svenduta” a soli 17 anni al principe Andrea. Nella serie viene esplorato il legame d’amicizia che legava il diabolico finanziere al principe inglese, che è costato a quest’ultimo il ritiro della vita pubblica. Come si legge sul Mirror, la Giuffre ha rivelato nuovi particolari decisamente poco edificanti sul conto del duca, che prima di un loro incontro intimo avrebbe scherzato con lei sulla sua età, vicina a quella delle figlie Beatrice ed Eugenia. Racconta la Giuffre: “Ghislaine amava giocare a far indovinare l’età delle ragazze. Chiese al principe Andrea, 'quanti anni ha Virginia secondo te? 'E lui disse 17. Lei esclamò 'giusto!' E scherzarono sulla cosa. Lui mi disse, 'le mie figlie hanno più o meno la tua età, sono solo un po’ più giovani'”. La rivelazione di Virginia aggiunge alle accuse mosse ad Andrea una nota ancora più disturbante, dato che la ragazza all’epoca dei fatti era minorenne. La Giuffre sostiene di aver avuto rapporti intimi con Andrea in diverse occasioni nelle dimore di Epstein in giro per il mondo, tra cui la villa sull’isola privata del milionario, Little Saint James. E proprio ai Caraibi, un altro testimone ha rivelato nel documentario di aver visto il duca di York in compagnia di Virginia e di altre giovani ragazze. Steve Scully, ex dipendente di Jeffrey Epstein, ha rivelato che sull’isola soggiornavano diverse figure note, tra cui membri della corona britannica. “Credo fosse il 2004 quando vidi il principe Andrea”, racconta Scully, che prosegue con particolari sempre più compromettenti. “Era in piscina, con una ragazza che all’epoca non conoscevo, giovane. Era in topless e si stavano scambiando effusioni. La toccava e si strusciava contro di lei”. La giovane a cui Scully fa riferimento era Virginia Giuffre, che l’uomo riconobbe solo anni dopo, quando iniziò la sua battaglia legale contro Jeffrey Epstein. “Puoi dire a te stesso che non sei sicuro di ciò che hai visto, di non aver visto niente. Ma è solo per razionalizzare”, va avanti l’ex dipendente. “Jeffrey Epstein era bravo a nascondere le sue devianze, ma non così bravo”. Virginia Giuffre ha chiesto a gran voce che il terzogenito di Elisabetta venga estradato negli Stati Uniti per essere interrogato sui suoi legami con i traffici illeciti di Epstein, sotto giuramento. Ma il duca, che si era detto disponibile a collaborare, secondo il legale Geoffrey Berman, ha “sbattuto la porta in faccia agli inquirenti”, rifiutandosi di collaborare con l’Fbi. Intervistato dalla Bbc a novembre 2019, il duca ha negato di aver conosciuto Virginia Giuffre e di non essere stato a conoscenza del traffico di minorenni dell’amico.

La rivelazione: "Il principe Andrea ha fatto sedere una sua amante sul trono della Regina". Nell'occhio del ciclone per via dei suoi legami con il miliardario pedofilo Jeffrey Epstein, il Duca di York sta affrontando in queste ore anche l'accusa di vilipendio alla Corona, per aver permesso a una sua amante di sedersi sul trono di sua madre la Regina. Sandra Rondini, Lunedì 02/03/2020 su Il Giornale. Il Principe Harry non è l’unico in questi giorni ad essere accusato dai media e dai sudditi di mancanza di rispetto nei confronti della Regina. Stando al Daily Mail il Principe Andrea corteggiò a lungo una top model americana invitandola persino a Buckingham Palace come se fosse la sua di residenza e non il Palazzo istituzionale della Monarchia inglese, lasciandola persino sedere sul trono di sua madre, Elisabetta II. Era il 2000 e la modella era la bionda Caprice Bourret, un nome familiare nel Regno Unito dove ha recentemente partecipato al reality show "Dancing on Ice". Dopo essere stata ricoperta di regali e portata in località da sogno si sarebbe all’improvviso resa irreperibile al Principe Andrea "perché non le interessava davvero", così ha tagliato tutti i ponti all’improvviso. E lui, senza tanti rimpianti, l’ha presto rimpiazzata con una nuova bellezza e poi tante altre ancora, tutte interessate a frequentare il figlio della Regina, già divorziato dalla moglie Sarah Ferguson, quindi single e possibile scapolo d’oro cui mirare. Non è quello che ha fatto Caprice Bourret che, secondo il Sun, avrebbe "spremuto il più possibile la sua gallina dalle uova d’oro prima di liberarsene perché Andrea non le piaceva affatto, lo trovava irritante e noioso, era solo una conquista di cui vantarsi, nulla di più", ha scritto il Sun. "Andrea l’ha portata a Buckingham Palace due volte, e in un'occasione le ha permesso di sedere sul trono della Regina", ha detto una fonte vicina a Caprice al tabloid britannico. E ancora: “Ha individuato un prezioso vassoio che le piaceva e ha chiesto ad Andrea se poteva prenderselo per darlo a sua madre. Lui le ha detto di sì e la madre di Candice è impazzita quando ha visto il regalo!”. La Caprice, che vanta nel suo carnet di conquiste famose anche il cantante Rod Stewart, sembra sia riuscita a tenere su un piano platonico la sua relazione con il Principe Andrea. Da qui la sua insistenza a impressionarla portandola a Palazzo e addirittura facendola accedere alla Sala del Trono. Ma è stato tutto invano. "Ha ottenuto qualche bacio appassionato", scrive il Sun, citando la sua fonte che ricorda bene quanto Caprice lo trovasse "snob, non gli piaceva. Ma come americana, era divertita dall'idea che Andrea facesse parte della Royal Family". Stando al Sun, inoltre, in quei mesi si creo tra Andrea e suo nipote Harry una sorta di gelosia perché il Duca del Sussex, che allora aveva solo 16 anni, "aveva un calendario sexy di Caprice sul muro della sua camera da letto" a Eton, il liceo privato da lui frequentato. La rottura tra Andrea e la modella avvenne quando la stampa iniziò a collegare i loro nomi, insinuando che tra Caprice e il Duca di Yok ci fosse una relazione. "Andrea era un gentiluomo, ma non le piaceva, così quando la stampa cominciò a fare illazioni, Caprice tagliò subito ogni rapporto perché lui non era il suo tipo e non voleva essere accostata al suo nome dai media", sostiene la fonte aggiungendo che "dopo Caprice il Principe Andrea uscì per quasi un anno con una massaggiatrice e ‘guaritrice energetica’ di nome Denise Martell". Una fonte reale ha commentato in proposito che se la notizia dell’aver fatto accedere una common americana alla Sala del Trono fosse vera sarebbe "da prendere molto seriamente", ma il Sun rincara la dose e ricorda che Andrea era "noto per portare a Palazzo i suoi amici famosi e le sue conquiste" per impressionarle, dato che tutti lo frequentavano solo perché figlio di una Regina e "probabilmente la modella non sarà stata l’unica a chiedere di potersi sedere sul trono. Solo l’unica di cui siamo a conoscenza, anche per via della prova costituita dal vassoio in possesso di sua madre". Buckingham Palace non ha ritenuto di rispondere alle richieste di commento avanzate dal Daily Mail anche perché, come nota il tabloid, "con il Principe Andrea già nella povere dopo lo scandalo di Jeffrey Epstein, il fatto che abbia ‘profanato’ e ridicolizzato il trono reale, simbolo da secoli della Monarchia inglese nel mondo, è davvero un’inezia se messa al confronto delle accuse di pedofilia che gli sono state mosse".

Antonello Guerrera per ''la Repubblica'' il 17 febbraio 2020. Il "figlio preferito" di Elisabetta potrebbe aver avuto un' altra amicizia pericolosa ad infangare, ancora di più, il suo nome. Perché ora si scopre che il principe Andrea, già implicato nel caso Jeffrey Epstein con il quale ha avuto una lunga e oggi scandalosa amicizia, ha soggiornato nel 2000 anche nella maestosa magione alle Bahamas di Peter Nygard, il guru della moda canadese-finlandese, di recente accusato di molestie sessuali. Solo tanta sfortuna per il 60enne duca di York nello scegliersi gli amici? O c' è di più? Il caso Nygard complicato quanto quello Epstein, il miliardario americano pedofilo e sfruttatore della prostituzione anche minorile che ospitò più volte negli anni Andrea nelle sue regge nel mondo, dove il principe, secondo la sua accusatrice Virginia Giuffre, avrebbe abusato di quest' ultima per ben tre volte nonostante fosse solo 17enne. Il 78enne Nygard, invece, per ora non è stato incriminato. Ma da un po' di tempo diverse donne lo accusano di averne stuprate in tutto una decina tra 2008 e 2015. Di queste, all' epoca, tre avrebbero avuto 14 anni e altre tre 15. Gli abusi sarebbero avvenuti principalmente proprio nella lussuosa villa alle Bahamas di Nygard. Il quale, secondo le accusatrici che hanno presentato una "class action" a New York, aveva messo su un meccanismo seriale affinché i servitori gli procurassero giovani fanciulle, spesso disagiate o povere, alle quali lui prometteva una carriera nella moda mentre somministrava alcol e droghe per poi violentarle. Sempre secondo i denuncianti, Nygard, per coprire le sue malefatte, avrebbe creato un sistema di corruzione così ampio alle Bahamas coinvolgendo non solo alti gradi della polizia ma anche della politica e "persino un primo ministro". Nygard e i suoi legali negano tutto, categoricamente: «Ripuliremo il nome del nostro assistito», promettono. Ma già negli anni Novanta l' imprenditore della moda aveva subito simili accuse, anche se allora tutto era stato risolto mediante accordi e risarcimenti privati con almeno tre donne coinvolte. E Andrea? Per ora si sa soltanto che nel 2000 soggiornò da Nygard, tra l' altro insieme all' allora moglie Sarah Ferguson. Dopo l' ultima, disastrosa intervista Bbc sul caso Epstein, ieri il Palazzo reale si è limitato a far sapere: "No comment".

Nicola Bambini per "vanityfair.it" il 19 febbraio 2020. Niente, non c’è pace a Buckingham Palace, e ora è di nuovo la volta di Andrea di York. Come se non bastasse lo scandalo Epstein che lo ha spinto ad abbandonare i ruoli reali, il principe è tornato sotto ai riflettori per la sua presunta amicizia con Peter Nygard, magnate della moda finlandese, accusato di recente di abusi sessuali da dieci donne, di cui tre adolescenti all’epoca dei fatti. Sì, perché seppur ad oggi Nygard non sia incriminato di nulla, è un po’ di tempo che viene accusato di stupro da persone diverse: episodi avvenuti tra il 2008 e il 2015 ma che adesso vengono fuori e sbattono l’imprenditore sulle prime pagine dei giornali. E con lui il terzogenito della regina Elisabetta, che pare abbia pure soggiornato nell’estate del 2000 nella maestosa villa di Nygard, alle Bahamas. Proprio in quella magione – stando a quanto riportato dalle accusatrici che a New York hanno presentato una “class action” – sarebbero avvenuti la gran parte degli stupri. A quanto sembra, nessuna donna accusa il principe Andrea, ma per lui si tratterebbe comunque di un’altra «amicizia pericolosa», scomoda, che infangherebbe di nuovo l’immagine pubblica della monarchia dopo la questione Epstein. Il principe sta pagando a caro prezzo i contatti avuti in passato con l’imprenditore americano, accusato di traffico minorile e morto suicida in carcere la scorsa estate: «Mi dispiace aver deluso e messo in imbarazzo la famiglia reale», ha detto pubblicamente Andrea in un’intervista, smentendo comunque le affermazioni di Virginia Giuffre che lo accusa di aver abusato di lei quando aveva appena 17 anni. «Ora, più che mai, è importante che Andrea di York faccia un passo avanti e collabori con le autorità», ha dichiarato Lisa Bloom, avvocato delle accusatrici di Epstein. «Le vittime chiedono giustizia, ascolti le loro voci». In effetti il principe, seppur abbia dichiarato più volte di essere pronto a dare una mano alle indagini, è stato criticato pure dal procuratore di New York: «Zero collaborazione». Se dovesse scatenarsi anche la bufera Nygard, Andrea si troverebbe ancor di più con le spalle al muro.

Luigi Ippolito per corriere.it l'8 giugno 3030. La giustizia americana dà la caccia al principe Andrea. Gli inquirenti Usa hanno chiesto ufficialmente al governo britannico di consegnare il figlio della regina Elisabetta per poterlo interrogare in relazione al caso Epstein, il magnate pedofilo del quale il principe era amico stretto. È una svolta senza precedenti: mai una magistratura, per di più straniera, aveva incluso un membro della famiglia reale in un’indagine criminale. Il Sun, il principale tabloid inglese, ha appreso che il Dipartimento di Giustizia americano ha inviato una richiesta di «mutua assistenza legale» al ministero dell’Interno britannico, scavalcando Buckingham Palace: è una procedura che viene usata in casi criminali e si basa su un trattato del 1994 fra i due Paesi. È una mossa che mette il governo di Londra in una posizione difficile e che non viene certo intrapresa alla leggera: ma probabilmente gli americani si sono decisi a compiere questo passo di fronte al rifiuto di Andrea di collaborare. Se i britannici dovessero acconsentire, si aprirebbero due strade: Andrea potrebbe essere interrogato e firmare una dichiarazione, ma non sotto giuramento; oppure, il principe potrebbe essere costretto a comparire di fronte a un tribunale per fornire una testimonianza giurata. A differenza della regina, Andrea non gode di immunità, anche se potrebbe avvalersi del diritto di non rispondere per evitare una auto-incriminazione: ma gli esperti legali avvertono che un simile atteggiamento potrebbe ritorcersi contro di lui. Già lo scorso gennaio il procuratore americano che indaga sul caso Epstein aveva denunciato la «cooperazione zero» fornita dal principe; e due mesi dopo aveva avvertito che il suo ufficio stava «considerando tutte le opzioni». Andrea è stato accusato da una delle vittime di Jeffrey Epstein, Virginia Roberts, oggi 36enne, di aver fatto sesso con lei in più occasioni quando la ragazza era ancora minorenne. Il principe nega di averla mai conosciuta, ma è un fatto che Andrea fosse in stretti rapporti con Epstein, che aveva organizzato un giro internazionale di ragazzine che offriva in pasto ai suoi sodali. La stessa Virginia ha raccontato di essere stata costretta a partecipare a un’orgia con altre otto ragazze e il principe Andrea.  Lo scorso novembre il figlio di Elisabetta aveva provato a mettersi alle spalle lo scandalo concedendo un’intervista alla Bbc, ma la decisione si era rivelata un boomerang disastroso: come conseguenza, era stato costretto a dimettersi da tutti gli impegni reali. Andrea ha ammesso di aver stretto amicizia con Epstein fin dal 1999: i due si sono incontrati almeno dieci volte e il principe è stato ospite del magnate a New York, a Palm Beach e sulla sua isola privata alle Virgin Islands (quella dove venivano organizzati i festini con le minorenni). Epstein, che era stato poi incarcerato per traffico di minori, venne trovato morto nella sua cella a New York, ufficialmente suicida, lo scorso agosto.

DAGONEWS il 2 giugno 2020. Non c’è pace per il principe Andrea. Dopo la denuncia di Virginia Giuffre e il presunto stupro e la disastrosa intervista alla BBc, adesso arriva il passo indietro definitivo: il duca di York non prenderà più parte agli eventi ufficiali. Sarà un caso, ma per molti appare una strana coincidenza il fatto che la decisione arrivi a pochi giorni di distanza dalla messa in onda su Neflix della nuova miniserie “Jeffrey Epstein – Soldi, potere e perversione”. Se il principe Andrea pensava di essere uscito di scena, tra l’altro rifiutandosi di testimoniare negli Usa, a tirarlo in ballo è Steve Scully, ex dipendente di 70 anni nell'isola caraibica privata di Epstein a Little Saint James, lo stesso che ha rivelato di aver visto Bill Clinton nella residenza del milionario. Circostanza sempre negata dall’ex presidente, ma confermata anche da Virginia Giuffre. La nuova tegola arriva proprio con la messa in onda della miniserie in cui Scully racconta di aver visto il principe a bordo piscina con una ragazzina. Lei era Virginia Giuffre, la stessa della famosa foto a casa di Ghislaine Maxwell e la stessa che sostiene di essere stata violentata. Nel documentario Scully dice: «Ho visto il principe Andrea, penso fosse il 2004, era con una ragazza che a quel tempo non conoscevo. Era giovane, a seno scoperto. Erano impegnati nei preliminari. La stringeva e si strofinava contro di lei. Solo dopo ho saputo che era Virginia Giuffe».

Chiara Dalla Tomasina per "iodonna.it". Non svolgerà più compiti e doveri ufficiali come membro della famiglia reale inglese. Il principe Andrea, 60 anni, dopo aver parlato con la BBC nel novembre scorso in riferimento allo scandalo sessuale legato al pedofilo Jeffrey Epstein, si era temporaneamente ritirato dagli impegni ufficiali. Ma, a distanza di sei mesi, pare proprio che il suo allontanamento dai royal duties sia diventato definitivo. Il figlio prediletto della regina Elisabetta, in quell’occasione, aveva chiesto a sua madre di potersene stare in disparte almeno “nell’immediato futuro”, per far calmare le acque intorno alla sua posizione molto controversa. La sovrana aveva accettato, ma ai tempi questa decisione appariva soltanto temporanea.

Decisione definitiva. Come riporta invece il Sunday Times, pare che questa scelta – drastica, certo, ma necessaria – si protrarrà molto più a lungo nel tempo, probabilmente per sempre. Il principe Andrea, come spiega il giornalista della testata inglese, «sperava che il suo status fosse solo temporaneo, ma le sue speranze sono scomparse» e la casa reale inglese «non ha intenzione di rivedere la sua posizione».

Un libro e un documentario. Tra le presunte vittime nel tristemente famoso giro di schiave del sesso organizzato da Epstein, c’è Virginia Giuffre, che ha rivelato di essere stata costretta, quando aveva solo 17 anni, ad avere rapporti sessuali con diversi uomini, tra cui figura anche il Duca di York. Ora, a gettare benzina sul fuoco sulla vicenda, arriva anche la nuova serie di Netflix Jeffrey Epstein: Filthy Rich e anche un libro dal titolo Prince Andrew, Epstein and the Palace, la cui uscita è prevista per il luglio 2020.

La regina Elisabetta trema: un altro addio alla famiglia reale? Dopo aver dovuto rinunciare al suo royal wedding ora Beatrice sarebbe pronta ad abbandonare la famiglia reale per cominciare una nuova vita in Italia. Novella Toloni, Domenica 05/07/2020 su Il Giornale. Elisabetta II lo sapeva, lasciar andare Harry e Meghan avrebbe creato un pericoloso precedente per la corona. Una via d'uscita ai doveri reali che oggi anche la principessa Beatrice sembra pronta a voler imboccare. Secondo i tabloid britannici, infatti, la figlia del principe Andrea e di Sarah Ferguson, sarebbe pronta ad abbandonare la famiglia reale e i suoi doveri per trasferirsi in Italia insieme al suo promesso sposo, Edoardo Mapelli Mozzi. Tra le nipoti della regina Elisabetta II, Beatrice di York è senza dubbio la più sfortunata. Vittima mediatica dello scandalo che ha travolto il padre, il principe Andrea invischiato nel caso Epstein, Beatrice avrebbe dovuto sposare l'immobiliarista italiano Edoardo Mapelli Mozzi lo scorso 29 maggio. Tutto era pronto, la regina le aveva addirittura concesso l'uso dei giardini reali di Buckingham Palace per il ricevimento nuziale (onore toccato solo a William e Kate) e invece la pandemia da coronavirus ha rovinato il suo sogno, costringendola a cancellare le nozze. Una delusione che l'avrebbe portata a maturare la decisione di abbandonare la famiglia reale per trasferirsi in Italia, paese di origine del suo fidanzato, per iniziare con lui una nuova vita. A lanciare l'indiscrezione è l'esperto reale Phil Dampier che, attraverso le pagine di Express.uk, ha svelato quanto il desiderio di Beatrice di fuggire dal Regno Unito e dai doveri della corona sia più che un rumors. Ad aprire la strada alla volontà della secondogenita del principe Andrea sarebbe stato l'addio di Harry e Meghan che, con la Megxit, hanno creato un pericoloso precendente all'interno della famiglia reale. Uno squarcio a regole e rigore reale che la principessa Beatrice sarebbe pronta a sfruttare pur di iniziare la sua nuova vita con Edoardo Mapelli lontana da scandali e obblighi. Insomma Beatrice come Meghan Markle. Il paese prescelto per la "fuga" potrebbe essere l'Italia, dove la famiglia Mapelli Mozzi ha le sue radici e un titolo nobiliare, ipotizza Dampier. "Non lo sorprenderebbe un suo addio - svela l'esperto reale - Ha dovuto sopportare molto, facendo rimandare il suo matrimonio e anche il furore per suo padre, il principe Andrew e lo scandalo di Epstein. Non è una reale lavoratrice e merita di essere felice. L'Italia è solo un paio d'ore di distanza dal Regno Unito e gli York usano aerei come gli autobus, quindi non sarebbe un problema". Dalla sua, per così dire, ci sarebbe il ruolo marginale che da sempre lei e la sorella Eugenia rivestono all'interno della famiglia. Non avendo obblighi reali perché troppo lontane nella successione al trono, le principesse Eugenia e Beatrice di York hanno impegni istituzionali ridotti e non vengono sovvenzionate dalla corona ma sono "costrette" a mantenersi lavorando. Per questo lasciare il Regno Unito potrebbe non essere un vero problema. Mentre si attende di conoscere la nuova data delle nozze (pandemia da covid-19 permettendo), Beatrice dunque pianifica un'uscita di scena in stile Meghan.

L’esperta reale: "Andrea non comparirà nelle foto delle nozze di Beatrice". Profondamente condizionata dallo scandalo in cui è implicato il padre, le nozze della principessa Beatrice saranno decisamente "low profile". Ed ora un'esperta reale afferma che il principe Andrea potrebbe addirittura non comparire nelle foto del matrimonio. Mariangela Garofano, Domenica 19/01/2020, su Il Giornale. La principessa Beatrice ed Edoardo Mapelli Mozzi convoleranno a nozze entro l’anno, ma il matrimonio si preannuncia molto meno “royal” di quello della sorella Eugenia. A causa dello scandalo che ha colpito il principe Andrea, le nozze di Bea e Edo saranno decisamente “low profile”. È recente la notizia che nessuna emittente televisiva manderà in onda la cerimonia nuziale e ora, come riporta il Mirror, l’esperta reale Angela Mollard ha rivelato un altro particolare sul matrimonio. Il padre della sposa potrebbe non comparire nelle fotografie ufficiali delle nozze. “Come sappiamo, il principe Andrea non è andato al party di fidanzamento di Beatrice”, ha affermato la donna a The Royals Podcast, aggiungendo: “C’erano i suoi amici, sua madre. Ma suo padre non c’era. Sarà interessante vedere che ruolo avrà al matrimonio. Credo che lo vedremo passare velocemente lungo la navata e sarà finita lì. Penso proprio che Beatrice arriverà con Fergie e Eugenia sarà la sua damigella d’onore. Sarà una cosa molto ridotta”. Parlando poi delle fotografie del matrimonio, la Mollard ha dichiarato: “Ci saranno dei fotografi, ma non penso che Andrea comparirà nelle foto”. La Mollard ha continuato, affermando che Bea è stata duramente colpita dallo scandalo riguardante i rapporti del padre con Jeffrey Epstein e le accuse mossegli da Virginia Giuffre. “Sfortunatamente, la povera Bea è stata investita in pieno dalle illazioni riguardanti il padre, e la cosa non è ancora stata dimenticata”, ha dichiarato l’esperta, sottolineando poi la diversità tra le due sorelle. Mentre Beatrice è la più timida e pacata delle nipoti della regina, Eugenia pare essere la più mondana. "Quando Eugenia si è sposata, il principe Andrea aveva fortemente voluto che il matrimonio venisse mandato in onda”, spiega la Mollard. E ancora: “Stavolta ha contattato la Bbc, ma hanno rifiutato e Itv ha accettato controvoglia. Mi dispiace molto per Beatrice, perché credo che non avrebbe comunque voluto che le sue nozze venissero trasmesse in televisione. Sono completamente diverse come sorelle. Beatrice è le maggiore, più seria e quieta. Eugenia è la più social ed estroversa”. Insomma, benché Beatrice sia la più riflessiva e meno mondana delle figlie di Andrea, pare che il suo matrimonio sarà condizionato dallo “scabroso” padre. Il duca di York si è ritirato a vita privata dopo la disastrosa intervista rilasciata a novembre alla Bbc. Durante il colloquio con la conduttrice di Newsnight, Andrea è apparso tutto fuorché empatico nei confronti delle vittime di Epstein e ha negato di aver conosciuto la Giuffre. La donna sostiene di essere stata costretta dal magnate ad avere rapporti sessuali con il duca, all’età di 17 anni. I rapporti si sarebbero ripetuti più volte nel corso degli anni, ma Andrea ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nello scandalo del traffico di minorenni portato avanti dall’amico pedofilo.

Nuovi problemi legali per il Principe Andrea: non avrebbe pagato l’acquisto di uno chalet in Svizzera. E dopo il caso Epstein c'è una nuova azione legale per il Principe Andrea; secondo le notizie trapelate in rete non avrebbe saldato l'acquisto di uno chalet in Svizzera. Carlo Lanna, Sabato 09/05/2020 su Il Giornale. Altre ombre e altri scandali si abbattono sulla vita del Principe Andrea, terzogenito della Regina Elisabetta. Dopo quando successo con il caso Epstein e tutti i problemi che si sono riversati sull’immagine della royal family, per l’ex marito di Sarah Ferguson spunta all’orizzonte una nuova e difficile battaglia legale. Questa volta però nessuno scandalo sessuale ma, l’oggetto della controversia, è l’acquisto di uno chalet tra le alpi Svizzere. Il caso è stato riportato da Le Temps, quotidiano svizzero in lingua francese. Secondo il giornalista che ha riportato la notizia, non è affatto facile sbrogliare il nodo alla matassa dato che la proprietà è in comunione tra il Principe Andrea e la stessa Sarah Ferguson. Ma andiamo con ordine. Nel 2014 è stato acquistato uno delizioso chalet a Verbier, in Svizzera. Secondo l’atto di compravendita, il Principe Andrea entro il 31 dicembre del 2019 avrebbe dovuto saldare la restante somma pattuita per l’acquisto dell’immobile. Costato più di 22 milioni di franchi, i rimanenti sei milioni di franchi dovevano essere versati entro la fine dello scorso anno. Tutto questo però non è avvenuto e ora, l’ex proprietario dello chalet "Helora", ha intentato una causa legale nei riguardi del Principe. Ha chiesto non solo i sei milioni che restano, ma anche l’aggiunta degli interessi, facendo lievitare il compenso a ben 8 milioni di franchi. Un portavoce del duca, interrogato sulla questione, fa sapere che la controversia intentata contro Andrea non avrebbe ragione di esistere. Il proprietario dello chalet avrebbe reso noti alcuni dettagli contrattuali che, per legge, devono essere riservati. E soprattutto il Principe Andrea non è l’unico proprietario, dato che condivide il bene con la sua ex moglie (di cui nonostante il divorzio è in ottimi rapporti). La vicenda ora è al vaglio degli inquirenti ma, come fanno sapere alcune fonti di palazzo, il caso non sarà facile e si prevedono molti colpi di scena. Questo scandalo però non aiuta di certo l’immagine pubblica del Principe Andrea, già offuscata dopo quanto successo con il caso Epstein. Lo chalat è degno del nome che porta. Ha sette stanze e uno staff di sei persone. Ha una piscina, una sauna e una vista che mozza il fiato. Nel contratto è previsto anche l’affitto dell’immobile, e si può farlo a una cifra di 22 mila sterline alla settimana. Tra i vicini di casa ci sono il cantante James Blunt e Sir Richard Branson.

Antonello Guerrera per "repubblica.it" il 10 maggio 2020. Il principe Andrea è diventato improvvisamente povero. O meglio: non ha più i soldi per comprare un maestoso chalet in Svizzera da 17 milioni di sterline. Cosa che ha scatenato la furia del precedente proprietario elvetico, che, dopo mesi e mesi di inutile attesa, ha spiattellato tutto alla stampa. Procurando l'ennesima figuraccia internazionale al figlio della Regina Elisabetta, già in disgrazia dopo l'esplosione del "caso Epstein". Andrea, fratello del principe Carlo e della principessa Anna, nel 2014 compra per circa 17 milioni di sterline un lussuoso chalet sulle Alpi svizzere, nel resort di Verbier. Lo fa insieme alla sua ex moglie - ma compagna di una vita, anzi tuttora condividono la stessa casa - Sarah Ferguson, la duchessa di York. Pagano una prima tranche, una seconda e l'ultima era prevista entro il 1° gennaio di quest'anno: ben 6,6 milioni di sterline, interessi inclusi, perché i due acquirenti erano già in forte ritardo coi pagamenti. Il problema è che il duca di York quei soldi ora non li ha, a causa dello scandalo legato a Jeffrey Epstein, il miliardario statunitense pedofilo che gestiva un giro di prostituzione minorile tra molti vip e trovato morto impiccato in una cella di New York la scorsa estate. Andrea era amico di Epstein, lo ha visto anche dopo una prima condanna per traffico di minori ed è stato poi accusato da Virginia Roberts (una delle vittime di Epstein) di averla violentata tre volte quando lei era 17enne, anche nelle magioni dell'americano. La famigerata e disastrosa intervista alla Bbc dello scorso novembre, poi, in cui Andrea ha accampato scuse e alibi ridicoli, è stata il colpo di grazia per lui. Da quel momento, oltre ad avere gli investigatori americani alle costole, Andrea si è ritirato, a tempo indeterminato, dalla vita pubblica e ciò ha prosciugato sensibilmente le sue entrate annuali. Con la conseguenza di non avere più i fondi per completare l'acquisto dello chalet. Così ieri il proprietario svizzero si è deciso a denunciare i duchi di York alle autorità svizzere, nonostante i messaggini Whatsapp di Sarah che, come una "plebea indigente", gli avrebbe scritto più volte nelle ultime settimane: "La prego, ci dia ancora un po' di tempo", "Pagheremo tutto". Non è chiaro ora se i duchi rivenderanno la proprietà per ricompensare il proprietario e chiudere il caso. Il problema è che tutta questa cattiva pubblicità di sicuro abbasserà il valore dello chalet. A Londra qualcuno crede che il proprietario svizzero abbia spifferato tutto ai giornalisti sperando così di ottenere un effetto "leva" e convincere altri membri della famiglia reale a dare una mano - economica - ad Andrea. Magari un tempo. Oggi, dopo tutti i pasticci di Andrea, non è più così. C'è poi un altro caso che offusca la già ottenebrata reputazione del duca di York. Secondo il Financial Times, ci sarebbe un'indagine da parte della Charity Commission (un organismo statale che si occupa delle associazioni no-profit, tra cui anche le piattaforme di Andrea) per accrediti sospetti per quasi 400 mila sterline a favore della sua segretaria privata, Amanda Thirsk, poi scomparsa dopo l'intervista di Andrea alla Bbc.

·        Carlo.

DAGONEWS il 21 settembre 2020. «Diana diceva che l’unica cosa che Carlo aveva imparato sull’amore dai suoi genitori è stata una stretta di mano». Se vi sembra un’esagerazione vale la pena leggere le rivelazioni tratte dalla biografia “Prince Philip Revealed” di Ingrid Seward che ripercorre il complicato rapporto del principe Filippo con il primogenito Carlo. Carlo aveva 4 anni quando il principe Filippo partecipò a un suo compleanno. A otto anni Carlo aveva visto suo padre solo a due compleanni. Non era presente nemmeno alla sua nascita il 14 novembre 1948: era troppo impegnato a giocare a squash e, vedendo il figlio appena nato, dichiarò che sembrava "un budino di prugne". Per il bambino, l'amore di sua madre e suo padre, come il cibo e il vestiario in quegli anni austeri del dopoguerra, era severamente razionato. Filippo aveva un ruolo nell'Ammiragliato quando nacque Charlo, e nel giro di un anno tornò nel Mediterraneo come secondo in comando del cacciatorpediniere HMS Checkers. Da quel momento iniziarono una serie di separazioni che avrebbero rovinato la giovane vita di Carlo, stabilendo un modello che è proseguito fino alla sua età adulta, con tutte le sue terribili conseguenze. Non era insolito che i figli di famiglie aristocratiche fossero affidati alle cure di tate in quel periodo. Ma, anche per gli standard del tempo, Filippo ed Elisabetta vedevano molto poco la loro prole. La principessa Elisabetta ha trascorso il suo 24° compleanno, nell'aprile 1950 quando Charles aveva solo 18 mesi, a Malta a guardare suo marito giocare a polo ed è tornata a casa solo ad agosto per mettere al mondo la seconda figlia Anne. La regina trascorse la fine dell'estate a Balmoral prima di raggiungere Filippo a Malta di nuovo per una vacanza, lasciando la figlia di quattro mesi e il figlio di due anni a trascorrere il Natale senza di loro a Sandringham. Nonostante le frequenti assenze di Filippo in mare, era lui che aveva l'ultima parola nell'educazione dei suoi figli. Aveva solo 26 anni quando nacque Carlo e voleva che suo figlio fosse a sua immagine e somiglianza. Mentre Carlo cresceva come un bambino timido e diffidente, Filippo era determinato a fare di suo figlio un uomo e lo costrinse ad andare tre volte in palestra per allenamento e boxe. Il metodo di Filippo per insegnargli a nuotare consisteva nel trascinarlo, o talvolta gettarlo, nella piscina di Buckingham Palace.  «Filippo tollerava Carlo, ma non era un padre amorevole - ha detto Eileen Parker, l'ex moglie di uno degli amici più intimi di Filippo, Mike Parker  - Penso che Carlo avesse paura di lui. Era molto silenzioso quando Filippo era nei paraggi». Diverso il rapporto con la figlia Anna. Prestava più attenzione a lei che a suo figlio semplicemente perché era più reattiva. Rideva con Anna in un modo che non aveva mai fatto con Carlo. Anna è tanto simile a suo padre quanto Carlo è diverso. Lei e Filippo sono energici, attivi e allo stesso tempo resilienti. «Un personaggio come Filippo, che vede l’ essere duro come una necessità per la sopravvivenza, voleva irrobustire suo figlio, ma lui era molto sensibile - ha detto Lady Edwina Mountbatten - Non è stato facile per nessuno dei due». Quando si trattava dell'istruzione di Carlo, Filippo era fermamente convinto che suo figlio dovesse seguire le sue orme e frequentare Gordonstoun nel nord della Scozia. Filippo aveva un'avversione che rasentava il disprezzo per l'establishment britannico e per molte delle sue istituzioni elitarie, come le scuole pubbliche all'antica Inghilterra. Per lui, sapevano di privilegio immeritato. Il terreno fertile per una rete di vecchi ragazzi di cui, come principe straniero, non era membro. Carlo odiava Gordonstoun. Trovava difficile adattarsi al suo ambiente austero, soddisfare le sue esigenze atletiche e fare amicizia. La cosa più difficile da sopportare per il giovane principe era l'atteggiamento degli altri ragazzi. È stato immediatamente preso di mira "maliziosamente, crudelmente e senza tregua", come quando lo registrano di notte mentre russava. Ma di fronte ai problemi Filippo gli scrisse di rialzarsi al posto di empatizzare con lui. Carlo ancora ricorda l'umiliante giorno in cui i suoi genitori andarono a Gordonstoun per vederlo recitare in Macbeth. «Ho dovuto sdraiarmi su un enorme tappeto di pelliccia e ho avuto un incubo - ricorda Carlo – Sono rimasto sdraiato lì e mi dimenavo. Tutto quello che potevo sentire era mio padre che rideva». Non c'era modo che suo padre potesse trasformare Carlo nell'uomo che voleva che fosse. Né avrebbe ammesso che la sua insistenza nel mandarlo a Gordonstoun fosse un errore. Diana aveva più volte parlato dell’infanzia di Carlo ed era convinto che, se fosse stato educato normalmente, sarebbe stato in grado di gestire meglio le sue emozioni. Invece i suoi sentimenti sembravano essere stati soffocati alla nascita. Secondo lei, non aveva mai ricevuto amore dai suoi genitori. Solo le sue tate gli mostravano affetto ma, come ha spiegato Diana, non era come essere baciato e coccolato dai tuoi genitori. «Quando incontrava i suoi genitori, non si abbracciavano: si stringevano la mano» racconta Diana. Gli uomini di Windsor sono famosi per i loro scatti d’ira e Carlo non era da meno. Quando era arrabbiato con Diana, gridava, urlava e lanciava oggetti e non sembrava essere in grado di controllarsi. Dopo si scusava sempre e Diana attribuiva il suo modo di fare a come era stato educato da bambino. Quindi, secondo Diana, Filippo non era un genitore particolarmente bravo. Con la nascita del terzo e quarto figlio, Andrea ed Edoardo, la regina e Filippo hanno adottato un approccio diverso alla genitorialità. Filippo con loro è stato meno esigente e più presente.

Dal dentifricio al tappo della vasca. Ecco tutti i vizi del principe Carlo. L'erede al trono è stato etichettato come il "principe più viziato" per le sue manie e bizzarre richieste soprattutto in tema di guardaroba e cura della persona. Novella Toloni, Venerdì 11/09/2020 su Il Giornale. La lavatrice? Bandita. Il dentifricio? Nelle giusta dose già sopra lo spazzolino. I lacci delle scarpe? Stirati ogni giorno. La lista delle bizzarrie richieste dal principe Carlo è lunga e sorprendete. Sarà per questo che il primogenito della regina Elisabetta, da tempo, è soprannominato il "principe più viziato" della famiglia reale. Nel corso degli anni sono emerse molte delle manie dei reali inglesi ma l’erede al trono è sicuramente quello che ne ha di più e soprattutto più imbarazzanti. Secondo le biografie reali, infatti, il principe Carlo sin da piccolo è stato abituato a non fare proprio nulla. Gli altri fanno per lui, sistemano e preparano affinché l'erede si stanchi il meno possibile e trovi tutto pronto come lui desidera. Inevitabili i vizi, protratti nel tempo, che i domestici e maggiordomi del principe Carlo conoscono alla perfezione e mettono in atto ogni mattina al suo risveglio.

L'etichetta del risveglio del principe Carlo. A svelare parte delle manie di Carlo è il biografo reale Brian Hoey, autore di alcune dei libri reali più venduti nel mondo: "Il principe di Galles non solleva niente. Si alza la mattina e il suo accappatoio è lì ad aspettarlo; entra in bagno e tutto è già pronto e posizionato. Anche quando esce dalla vasca l'asciugamano è piegato in modo speciale, quindi deve solo sedersi e avvolgerlo su se stesso". Persino il contenuto della vasca è dettato da regole precise: l'acqua "appena" tiepida, la vasca riempita solo per metà e il tappo posizionato sempre in una certa posizione.

Il principe Carlo tradì Lady Diana. E lei lo fece vergognare con il vestito della vendetta. Fissazioni e manie che riguardano anche il dentifricio del principe Carlo. Paul Burrell, ex maggiordomo reale, ha raccontato che a occuparsene deve essere sempre lo stesso cameriere, che spreme la giusta quantità di dentifricio dal tubetto per lui (un pollice) e lo posiziona sullo spazzolino pronto per essere semplicemente utilizzato.

Le regole della biancheria e degli indumenti. Sono molti i libri e le rivelazioni fatte da ex dipendenti che confermano le fissazioni del principe Carlo. Dopo i rituali del risveglio e della cura della persona, il primogenito della regina Elisabetta non sarebbe solo neppure quando si tratta di vestirsi. Quattro valletti lo aiutano a cambiarsi d’abito da quattro a cinque volte al giorno. "Nel suo camerino i suoi vestiti sono disposti per lui - ha svelato l'ex maggiordomo Burrell - anche i suoi calzini, sinistro e destro, sono esattamente al posto giusto affinché il principe faccia meno sforzi e la sua biancheria intima è piegata sempre in un certo modo". La rapidità e la sveltezza a Clarence House non sono contemplate. Il principe Carlo pretende che le lenzuola in cui lui e la moglie Camilla dormono siano stirate per almeno un'ora, anche quando la coppia è in viaggio. Per non parlare poi dei lacci delle scarpe, puliti e stirati tutti i giorni come del resto il pigiama reale. E guai a usare la lavatrice, messa al bando dal reale da molti anni. Gli abiti di Carlo e Camilla vengono lavati esclusivamente a mano da tre camerieri addetto ai vestiti della coppia. E se qualcuno sbaglia qualcosa, tutti vengono rimproverati. Ma del resto il principe Carlo è destinato a diventare re e come tale ha sempre avuto un trattamento particolare: "E' cresciuto con uno stile di vita così privilegiato che non è più abituato a scegliere da solo".

Il principe Carlo lascia l'azienda dopo 35 anni. Si prepara a diventare re? Per i tabloid inglesi la mossa di Carlo d'Inghilterra di lasciare la fattoria biologica nel Gloucestershire sarebbe un chiaro segnale della sua imminente ascesa al trono. Novella Toloni, Mercoledì 19/08/2020 su Il Giornale. Da mesi si vocifera che il principe Carlo sia prossimo all'incoronazione e le ultime mosse del duca lo confermerebbero. L'annuncio della vendita della sua azienda agricola biologica - la Duchy Home Farm che gestisce da ormai 35 anni - suona infatti come il primo passo verso i suoi doveri di re. Dai tabloid inglesi si apprende che il principe Carlo non ha rinnovato la gestione della fattoria che si trova all'interno dei giardini di Highgrove House, la residenza di campagna dei duchi di Cornovaglia. Un segnale, per molti, che il prossimo futuro del primogenito della regina sarebbe pronto a cambiare radicalmente. Gli esperti reali non ci avrebbero mai scommesso eppure tutte le indiscrezioni portano il principe Carlo al trono. Se per molti il predestinato a indossare la corona era il principe William, già pronto a portare la monarchia nel terzo millennio, il coronavirus avrebbe rivoluzionato i piani della sovrana. La regina Elisabetta II a 94 anni suonati non ha mai manifestato l'intenzione di abdicare in favore di figlio o nipote, ma l'inattesa pandemia da covid-19 ha aperto scenari inconsueti sulla successione. Con la regina sempre più isolata per evitare un possibile contagio e la necessità della famiglia reale di dare una guida sicura e decisa al paese, il principe Carlo sembra essere la soluzione più probabile per l'avvicendamento al trono. La conferma sembrerebbe nascondersi dietro il mancato rinnovo della licenza di Home Farm, l'azienda agricola biologica da 400 ettari tra campi e allevamenti, che il principe Carlo gestisce dagli anni '80. A 71 anni, il primogenito della regina il prossimo aprile lascerà e non a un reale ma bensì a un privato, che proseguirà l'opera cominciata dal duca, come confermano da Clarence House. L'azienda rimarrà una delle passioni del principe, amante della natura e pioniere dell'organic, che qui ha dato vita alla sua prima linea di prodotti interamente biologici (Duchy Originals, ndr) e che oggi viene venduta nei migliori supermercati e negozi della Gran Bretagna.

Estratto dell’articolo di Antonello Guerrera per “la Repubblica” il 20 luglio 2020. […] Il principe Carlo, mondialista, ambientalista, il meno classista della sua generazione, da tempo pensa a una monarchia più snella e frugale, per quando toccherà a lui. […] secondo Charles, la "dieta" della monarchia britannica - che oggi ha un valore di circa 77 miliardi di euro - dovrà ridurne il peso finanziario come in altri Paesi. I Windsor oggi gravano circa 94 milioni di euro all' anno sulle casse dello Stato britannico, una cifra cresciuta nell' ultimo decennio e ingrassata dal fondo pubblico Sovereign Grant (75 milioni) che copre le spese istituzionali della famiglia. Per fare un confronto, i contribuenti versano alle monarchie danesi e norvegesi circa 43 milioni all' anno, in Spagna otto scarsi, in Svezia sette. […] le premesse dello snellimento sono già evidenti, non solo per le peripezie di Andrea, Harry e Meghan, ma anche per il Covid-19. Che, tra le altre cose, ha ridotto di almeno 50 milioni le entrate nelle casse reali (causa flop di turisti e merchandising) […] Il futuro della "ditta" reale si baserà essenzialmente su Carlo, la consorte e duchessa di Cornovaglia Camilla, William e Kate […] Ma questa "spending review" sarà anche un problema. […] Quasi 3mila associazioni umanitarie e filantropiche sono sostenute o patrocinate dalla "ditta". […]

Chi ha contagiato il principe Carlo? Alberto di Monaco potrebbe essere il "colpevole". I due principi hanno partecipato all'evento organizzato dall'Ong WaterAid. Erano seduti allo stesso tavolo, uno di fronte all'altro. Sono risultati entrambi positivi al coronavirus. Marina Lanzone, Venerdì 27/03/2020 su Il Giornale. Solo un giorno fa Clarence House ha annunciato che il Principe Carlo era risultato positivo al Covid-19. Sebbene le condizioni di salute dell’erede al trono non preoccupino gli esperti (Carlo presenta solo dei "lievi sintomi"), tutto il popolo inglese è in forte apprensione e vorrebbe capire come si sia verificato il contagio. Il giornale francese "Gala" ha una teoria, secondo cui "l’untore" del prossimo monarca inglese possa essere il futuro collega Alberto di Monaco. Non è il solo a pensarlo: purtroppo c’è più di una coincidenza che renderebbe la cosa plausibile. Il dubbio si è diffuso quando su internet ha iniziato a circolare una foto che mostrava Carlo e Alberto seduti allo stesso tavolo, uno di fronte all’altro, in occasione del summit organizzato dall’ONG WaterAid. L’evento si è tenuto il 10 marzo, e i due principi, molto attenti alle questioni ambientali, erano entrambi presenti. Solo nove giorni dopo, lo staff del principato di Monaco ha comunicato che Alberto aveva presentato i primi sintomi del Covid-19. È possibile che il 10 marzo, quando Alberto di Monaco è arrivato all’evento, avesse già contratto il virus. L’idea sarà balzata in mente anche allo staff di Clarence House, che però ha subito voluto specificare che "non è possibile sapere da chi sia stato contaminato il principe a causa della moltitudine di impegni onorati dalla sua altezza nelle ultime settimane", evitando così l’incidente diplomatico. D’altronde, se così fosse, Alberto di Monaco si è presentato all’evento sano come un pesce e di certo non poteva immaginare, che da lì a pochi giorni, sarebbe finito in quarantena e sotto stretto controllo medico per colpa del coronavirus. All’evento erano presenti molte persone e la situazione di promiscuità potrebbe aver favorito il contagio del principe del Galles. C’è da ricordare, inoltre, che anche un lavoratore di Buckingham Palace è risultato positivo e che, quindi, il virus circolava a Palazzo. Non è escluso che il dipendente avesse avuto contatti con il principe. Proprio il 9 marzo, Carlo ha incontrato sua madre e il resto della famiglia per l’ultima volta. Erano presenti anche Harry e Meghan, volati a Londra prima della Megxit in occasione del Commonwealth Day, e ritornati in Canada il giorno dopo. Comunque sia andata, la caccia alle streghe non giova a nessuno, men che meno alla salute dei principi. Entrambi stanno abbastanza bene, e sembra che le loro condizioni siano stabili. Sono stati messi in quarantena, lontani dalle rispettive famiglie. Fortunatamente, sia Camilla sia Charlene e i gemelli di 5 anni, Jacques e Gabriella sembrano non aver contratto il virus. I tamponi sono risultati al momento tutti negativi. Il trono del Regno Unito, così come quello del Principato di Monaco, sembrano essere salvi.

L'indiscrezione: "Camilla veglia sul principe Carlo ma è preoccupata per la sua salute". Come riportano le fonti interne di palazzo, Camilla è in apprensione per la salute del principe Carlo risultato positivo al virus qualche giorno fa. Carlo Lanna, Venerdì 27/03/2020 su Il Giornale. La situazione nel Regno Unito è in continuo movimento. La notizia del contagio da parte del Principe Carlo ha scosso nelle fondamenta la calma apparente di tutta la famiglia reale. Con il virus che continua a dilagare a Londra e in tutto il resto del Paese, ora la paura serpeggia anche tra le mura di palazzo mettendo in serio pericolo l’incolumità dei Windsor. Il contagio pare essere circoscritto e non avrebbe fatto altri danni in famiglia, ma tutti conosciamo le insidie del coronavirus. Quindi ognuno può essere a rischio. Sulla questione del principe Carlo che è esplosa con veemenza ad inizio settimana, ha preso la parola una fonte interna di palazzo. E tra le pagine di People ha cercato di rassicurare tutti sulle condizioni di salute del figlio di Elisabetta. La salute di Carlo è stabile, ha avuto solo dei lievi sintomi. Ha scelto di sottoporsi al tampone per "l’incolumità delle persone a lui care". Ma non è finita qui. Ora è in quarantena nella sua dimora del Galles e, per fortuna, può contare sulle attenzioni di Camilla. La Duchessa di Cornovaglia che, stranamente, non è stata contagiata (almeno per ora) pare che sia una vera e propria ancora di salvezza per il Principe. Non può stare a contatto con il marito ma resta comunque una fonte inesauribile di coraggio e di buona speranza. "Camilla è molto preoccupata per la salute del Principe –esordisce la gola profonda-. Resta comunque molto ottimista sulla questione. È consapevole del pericolo, ma cerca di infondere coraggio a se stessa e al marito. Anzi, Camilla ha affermato che Carlo in questi giorni non ha perso la sua dose di buon umore". E a dirla tutta, forse è l’unico modo per fronteggiare l’emergenza sanitaria che sta strozzando tutto il mondo. A Londra la situazione è critica ma, come in molti altri paesi, si stringono i denti. Per fortuna, prima ancora che il Principe Carlo risultasse positivo, tutta la royal family aveva già annullato gli impegni e si era già isolata in quarantena. La Regina è a palazzo, mentre William è in isolamento ad Anner Hall. "Carlo è monitorato e per ora sta bene", continua la fonte. "Camilla è in apprensione ma è una donna forte. È straordinaria – aggiunge-. Si è dimostrata un valido supporto sia per Carlo che per la sovrana". I due si sono sposati nel 2005 dopo una lunga relazione che è iniziata negli anni ’70.

Da tg24.sky.it il 28 marzo 2020. La pandemia di coronavirus si sta espandendo nel Regno Unito dove si superano i mille morti con Covid-19. Solo nell'ultima giornata i nuovi decessi sono stati 260, portando il totale a 1.019 mentre i contagi nel Paese sono 17.089.

Il Governo aumenta il numero di test per il personale ospedaliero. L'esecutivo inglese, da quanto riporta la Bbc, sta aumentando il numero di test per il personale ospedaliero in prima linea che ha sintomi o che vive con persone che hanno sintomi. I medici e gli infermieri in terapia intensiva avranno priorità. Intanto, nel numero delle nuove vittime sono incluse 246 persone in Inghilterra, con pazienti di età compresa tra i 33 e i 100 anni.

Il bilancio in Scozia e Irlanda del Nord. La Scozia ha registrato altri sette decessi, portando il suo totale a 40, mentre altre quattro persone sono morte in Galles, per un totale di 38. Nell'Irlanda del Nord, altre due persone sono rimaste vittime del Covid-19 per un totale di 15 deceduti.

Gianluca Perino per il Messaggero il 28 marzo 2020. Prima la teoria sull'immunità di gregge, poi la frase choc sui cittadini britannici («perderete molti dei vostri cari»), infine la repentina retromarcia con la chiusura di scuole, uffici, ristoranti e pub. La strategia sulla gestione dell'emergenza Coronavirus da parte di Boris Johnson, da ieri anche lui contagiato e in quarantena con altri ministri, aveva già sollevato le perplessità di molti paesi europei, compresa l'Italia. Ma ieri per il primo ministro è arrivata un'altra stoccata pesante. A lanciarla il direttore della prestigiosa rivista scientifica The Lancet, Richard Horton, che ha definito uno «scandalo nazionale» la risposta del governo britannico all'emergenza coronavirus, affermando che la strategia messa in atto ha «fallito». E «ha fallito, in parte, perché i ministri non hanno seguito in consiglio dell'Oms di fare "test, test, test" a ogni caso sospetto. Non hanno isolato e non hanno messo in quarantena. Questi principi di base della sanità pubblica e del controllo della malattia infettiva sono stati ignorati, per ragioni che restano poco chiare», ha scritto Horton in un articolo pubblicato oggi.  «La Gran Bretagna ha oggi un nuovo piano. Ma questo piano, concordato troppo tardi mentre l'epidemia era in corso, ha trovato il sistema sanitario nazionale completamente impreparato a curare i tanti pazienti gravemente malati che arriveranno presto», ha aggiunto.

Spunta una lista di possibili spose del principe Carlo: "Posso dire di essere gay?" Le indiscrezioni di un documentario rivelano che per scegliere la sposa ideale al principe Carlo sarebbe stata sottoposta una lista di possibili candidate, ma l’erede al trono non avrebbe reagito con aplomb britannico a questa sorta di imposizione. Francesca Rossi, Mercoledì 06/05/2020 su Il Giornale. In passato quando i rampolli dei casati reali dovevano sposarsi e le famiglie iniziavano a muovere nella maniera più vantaggiosa possibile per loro le pedine dello scacchiere di alleanze politico-matrimoniali, era prassi far circolare nelle corti d’Europa i ritratti dei giovani in età da marito o da moglie. Una pratica che continuava anche dopo la promessa nuziale. Capitava spesso anche che i pittori di corte si prendessero delle licenze “estetiche” mentre lavoravano a questi ritratti, rendendo i loro soggetti più affascinanti di quanto non fossero in realtà (e causando non poche delusioni quando i futuri sposi si incontravano dal vivo). Potremmo pensare che tale abitudine sa ormai obsoleta tra le famiglie regnanti, invece non sarebbe proprio così, almeno nella royal family inglese e in particolare per il principe Carlo. Secondo le rivelazioni del banchiere Broderick Munro-Wilson, riportate dall’Express, prima di prendere in considerazione Lady Diana al principe di Galles sarebbe stata presentata una lista di possibili candidate a matrimonio. Non più ritratti tra cui selezionare la sposa ideale, ma una serie di nomi (a cui, comunque, potevano essere abbinate delle fotografie presenti su tutti i giornali). Munro-Wilson conosce il principe Carlo e la consorte Camilla personalmente e, secondo la sua opinione, il figlio della regina Elisabetta non sarebbe stato affatto contento dell’esistenza della famigerata lista. Il banchiere ha aggiunto: “Ho pensato, oh poveretto, non sono sicuro che sceglierei qualcuna tra loro”. A dire il vero, però, un nome spiccava sugli altri. A tal proposito Broderick Munro-Wilson ha rivelato: “La sola possibilità era Carolina di Monaco”. Dunque in passato, almeno per un istante, c’è stata la concreta speranza di vedere una Grimaldi sul trono d’Inghilterra. È vero che la Storia non si fa con i “se”, però viene da chiedersi come sarebbe stata la vita del principe Carlo e della royal family inglese se a corte fosse arrivata una delle figlie di Ranieri di Monaco e di Grace Kelly. Munro-Wilson ha ricordato le perplessità dell’erede al trono, forse persino i timori per il futuro, riassunti in una frase secca, incredibile, venata di una punta di cinismo. Il banchiere, infatti, ci dice che dopo aver osservato la lista il principe Carlo avrebbe dichiarato, un po’ per scherzo un po’, forse, per esasperazione: “Potrei diventare gay?”. Munro-Wilson ha poi raccontato: “Scoppiammo a ridere e poi passammo oltre”. A quanto pare il principe Carlo considerava piuttosto sgradevole dover scegliere la donna della sua vita in questo modo e, in effetti, non sembra il massimo del romanticismo. A questo dobbiamo aggiungere, come puntualizza il banchiere, che per gli aristocratici di tale livello la scelta era limitata alle eredi di poche, selezionatissime famiglie. Quello che in passato i nobili chiamavano “mercato matrimoniale” era davvero ristretto e non esisteva la possibilità di uscire da questi rigidi confini. Una opzione concessa al principe William e a Harry, ma non al principe Carlo. Quindi è comprensibile la sua insofferenza verso la lista di mogli ideali. Non dimentichiamo, poi, che oltre al lignaggio alla sposa veniva richiesto un altro requisito, ovvero la verginità (come accadde a Lady Diana). Richieste inutili e inammissibili oggi, ma non fino a poco tempo fa. Il principe Carlo mostrò un certo interessamento per sua cugina, Lady Amanda Knatchbull, ma quella lo rifiutò, dichiarandosi non ancora pronta al matrimonio. Si volse, allora, verso l’ereditiera scozzese Anna Wallace, chiedendole di sposarla per ben due volte. A quanto pare, però, sia il principe Carlo che Anna non erano convinti l’uno dell’altra e il matrimonio sfumò. Come riporta l’Express qualcuno ritiene che il matrimonio tra Carlo e Diana sia stato combinato. È difficile capire se sia andata davvero così. Sembrerebbe certo l’intervento del principe Filippo che non gradiva l’eccessivo tentennamento del figlio nei riguardi della giovane contessa Spencer. Sembra che il duca di Edimburgo abbia intimato all’erede al trono: “O le fai la proposta o la lasci”. Il principe Carlo optò per la prima soluzione e sappiamo come andò a finire. Del resto il suo grande amore era Camilla Parker Bowles. Tuttavia forse per il principe di Galles la giovinezza non è stata semplicissima e le pressioni a cui è stato sottoposto a causa del suo ruolo non devono essere state facili da sopportare. Ora il principe Carlo sembra felice accanto alla donna della sua vita e il passato con i suoi gravi errori, i tradimenti e le ripicche non può essere modificato.

La rivelazione: "Per Carlo l’addio di Harry è una tragedia come la morte di Diana". A pochi giorni dall'ufficializzazione dell'allontanamento dei duchi di Sussex dalla Royal Family, un amico del principe Carlo ha rivelato che sarebbe proprio lui il più dispiaciuto per la decisione del figlio Harry, che ha riportato alla sua mente la ferita ancora aperta della scomparsa di Lady Diana. Mariangela Garofano, Lunedì 20/01/2020, su Il Giornale. L’addio dei duchi di Sussex alla Royal Family, ufficializzato nella giornata di sabato 18 gennaio, ha creato subbuglio e stupore tra i membri della famiglia. Uno dei più colpiti per la decisione del figlio minore, è sicuramente il principe Carlo, che sarebbe “profondamente dispiaciuto”. Un amico del principe di Galles, ha rivelato al Mirror che la “Megxit” ha riportato alla mente di Carlo vecchie ferite, come la tragica morte della principessa Diana."Carlo sente che la vicenda sarà vista come un altro disastro. Prima la tragedia accaduta alla madre di suo figlio, ora il disastro del figlio”. Il primogenito di Elisabetta aveva fatto il tifo per le nozze del principe Harry con Meghan Markle, convincendo la madre che un matrimonio misto sarebbe stato un passo importante per la modernizzazione della monarchia. Inoltre, anche Meghan proprio come Carlo, era già stata sposata. Carlo quindi, è stato il più favorevole all’unione tra il figlio minore e la nuora americana, spingendo affinché la regina desse “la sua benedizione per un matrimonio in chiesa” della giovane coppia. Ma ecco che l’annuncio “bomba” dei duchi di Sussex ha mandato all’aria tutti i piani, lasciando Buckingham Palace nello sconforto più totale. Elisabetta aveva chiesto al nipote di preparare una bozza del piano che voleva portare avanti con la moglie, per il padre, ma l’annuncio a sorpresa lanciato su Instagram, ha spiazzato tutti. La regina, nella sua decisione finale, ha dichiarato di accogliere il desiderio del nipote e della consorte, di ritirarsi dagli obblighi istituzionali, ma su una cosa è stata chiara: non potranno essere“reali part time”. Harry e Meghan dal canto loro, pare che rimborseranno ai contribuenti i 2.4 milioni di sterline utilizzati per il restauro della loro dimora di Frogmore Cottage. Nel comunicato ufficiale rilasciato sabato 18 gennaio, la regina ha dichiarato: “Harry, Meghan e Archie saranno sempre membri molto cari alla mia famiglia. Riconosco le sfide che hanno portato avanti in questi due anni e supporto il loro desiderio di una vita più indipendente. Voglio ringraziarli per il lavoro che hanno svolto per questo paese, per il Commonwealth e oltre. Sono particolarmente fiera di come Meghan si sia integrata velocemente all’interno della famiglia. La speranza di tutta la mia famiglia è che l’accordo preso oggi, permetta loro di costruirsi una vita felice e tranquilla”. 

·        Camilla.

Lo schiaffo di Camilla a Lady D. Così ha cancellato la principessa. Camilla Parker Bowles potrà essere chiamata Regina consorte quando il principe Carlo sarà Re: ecco che cosa afferma l'esperto di Royal Family. Elisabetta Esposito, Giovedì 11/06/2020 su Il Giornale. Quale sarà il titolo di Camilla Parker Bowles quando il marito diverrà Re del Regno Unito? Un esperto non ha dubbi: la duchessa di Cornovaglia diventerà Regina consorte. A dirlo è Iain MacMarthanne in un’intervento sull’Express, in cui vengono chiariti i possibili scenari che seguiranno l’ascesa al trono del principe Carlo e cosa ne sarà della moglie Camilla Parker Bowles. “Dopo la sua incoronazione - ha detto MacMarthanne riferendosi a Carlo - la duchessa di Cornovaglia diventerà automaticamente Regina consorte. Ci sono state molte speculazioni relative alla questione, principalmente a causa dei nervi scoperti legati a Diana, Principessa di Galles. Questo tuttavia non cambia il fatto che per legge la duchessa diventerà Regina consorte. Infatti attualmente ha il diritto di essere conosciuta come la Principessa di Galles”. Come chiarisce l’esperto di Royal Family, Camilla Parker Bowles non viene chiamata con quest’ultimo titolo per sua scelta: da sempre, come forma di rispetto nei confronti di Lady Diana, prima moglie defunta di Carlo, evita di essere identificata con il titolo che appartenne alla defunta Lady D. Per questo Camilla ha scelto da sempre di essere chiamata con uno dei titoli “minori” di Carlo, cioè duchessa di Cornovaglia. Le circostanze rappresentano un unicum nella storia della monarchia britannica. Carlo e Diana divorziarono nel 1996 e l’anno successivo lei rimase vittima di un tragico incidente stradale nel tunnel dell’Alma a Parigi. Per molto tempo, il Principe e Camilla Parker Bowles non ufficializzarono la loro unione, cosa che invece accadde nel 2005, benché i due potessero farlo anche prima, ma solo su permesso della regina Elisabetta II. Carlo è infatti tecnicamente un vedovo, sia per lo Stato che per la Chiesa d’Inghilterra. “Non esiste un precedente - continua MacMarthanne su Camilla - e questo non preclude l’eventuale uso né rende meno serio il suo diritto legale di essere riconosciuta come Regina consorte”. Tanto più che Camilla Parker Bowles dovrà rinunciare al titolo di duchessa di Cornovaglia alla morte di Elisabetta. La morte della Regina segnerà infatti il momento in cui Carlo sarà Re e passerà tutti i propri titoli al figlio, il principe William, che diventerà automaticamente Principe di Galles, duca di Cornovaglia e duca di Rothesay. I titoli saranno quindi trasferiti da Camilla a Kate Middleton. Con quest’ultima sarà la prima volta che qualcuno userà il titolo di Principessa di Galles dopo la scomparsa di Diana.

Camilla imbarazza la royal family. E se la prende con i genitori di Kate Middleton. Camilla Parker Bowles al centro delle polemiche per alcune rivelazioni sul suo passato: si sarebbe comportata da "arpia" con i genitori di Kate Middleton. Elisabetta Esposito, Lunedì 11/05/2020 su Il Giornale. Camilla Parker Bowles nel ruolo "dell'arpia", nei primi anni di convivenza con i consuoceri. È questa l'ultima indiscrezione scottante che proviene da Buckingham Palace: la duchessa di Cornovaglia avrebbe infatti utilizzato per anni un soprannome infelice per i genitori di Kate Middleton. Ma non è tutto: la moglie di Carlo si sarebbe anche ferocemente lamentata del tempo trascorso dal principe George con i nonni materni, preoccupata per la sua educazione. L’ingresso di Camilla nella Royal Family è stato a dir poco burrascoso. Negli anni ’90 fu resa nota la sua relazione clandestina con il Principe Carlo, uno scandalo che portò rapidamente al divorzio dell'erede al trono con Lady Diana. Sembra che inizialmente il Principe William non abbia visto di buon grado questa unione, un rapporto che portò il padre a nuove nozze nel 2005. L’Express racconta però un nuovo dettaglio di questo rapporto conflittuale, proveniente dal passato recente di Camilla. Il tutto è accaduto nel 2010, in occasione del fidanzamento tra il Principe William e Kate Middleton, quando la duchessa di Cornovaglia si ritrovò a incontrare per la prima volta Michael e Carole Middleton. Ed è proprio durante questo incontro che si sarebbe verificato uno dei cliché più classici dei rapporti di famiglia, quello dello scontro fra i consuoceri. Stando ad alcuni informatori vicini alla coppia reale, Camilla avrebbe accolto i Middleton con un poco edificante “Meet the Fockers”. Si tratta del titolo originale del film "Mi presenti i tuoi?", una commedia con Robert De Niro e Dustin Hoffman, in cui due genitori tradizionalisti si trovano - loro malgrado - a dover familiarizzare con due consuoceri a dir poco bizzarri e folkloristici. La duchessa si sarebbe rivista in questa pellicola, si sarebbe sentita la raffinata moglie del futuro re d'Inghilterra, costretta a doversi mischiare con i ben più comuni e chiassosi Middleton. Un gesto incomprensibile da Camilla, considerando come ben conosca il peso e il fastidio di un soprannome. La duchessa fu infatti ribattezza dalla stampa “la terza persona”, un modo crudele per sottolineare il suo ruolo da intrusa nel matrimonio tra Carlo e Lady Diana. Il contrasto tra Windsor e Middleton non si sarebbe tuttavia limitato a una battuta. I rapporti si sarebbero inaspriti nel corso del tempo, fino a scadere in una vera e propria lotta di potere fra nonni alla nascita del piccolo George. Sembra che Carlo e Camilla avessero espresso il desiderio di trascorre più tempo con il nipotino, il quale invece se la spassava allegramente in giro per il mondo con i Middleton. Una fonte anonima ha confermato il disagio provato dai reali, i quali definirono la madre di Kate con l'appellativo di "regina Carole”. Aveva infatti il diritto di veto su tutte le abitudini del piccolo George, dall'ora del pisolino pomeridiano fino all'alimentazione. Tom Parker Bowles, figlio di Camilla, ha più volte smentito il presunto contrasto tra la madre e i Middleton. Nel mentre, la famiglia di Kate ha sempre espresso dispiacere per essere stata dipinta negativamente sulla stampa, poiché apparentemente più coinvolta nell'infanzia del nipote. Al centro la stessa duchessa di Cambridge, che si è sempre adoperata per prevenire qualunque frattura tra le due famiglie. Sembra che i dissidi si siano però appianati: oggi l’immagine dei rapporti tra Windsor e Middleton è molto diversa, i quattro consuoceri si comportano come nonni orgogliosi e affiatati tra loro.

Ora spunta il figlio segreto di Carlo e Camilla. Un ingegnere inglese si è rivolto alla Alta Corte di Sidney per stabilire se tra lui e i duchi di Cornovaglia c’è un vincolo di parentela. Questo è solo l’ultimo dei grattacapi che sta affliggendo la regina Elisabetta negli ultimi tempi. Novella Toloni, Martedì 28/01/2020, su Il Giornale. Ci mancava il figlio segreto di Carlo e Camilla ad arricchire la già considerevole vetrina di scandali della famiglia reale. Dopo l’abbandono di Harry e Meghan, lo scandalo sessuale in cui è finito il principe Andrea e i malumori dei sudditi sulle questioni economiche, ora un’altra tegola si abbatte sulla dinastia degli Windsor. Un erede segreto e non riconosciuto in giro per il mondo. A fare la scioccante rivelazione è stato – come spesso accade negli ultimi tempo – il quotidiano britannico Daily Mail, che sulle pagine del suo sito internet ha sganciato la bomba del figlio illegittimo. Simon Dorante-Day è un ingegnere elettrotecnico di origini inglesi trasferitosi in Australia dopo la sua adozione. Il 53enne sostiene di essere il figlio illegittimo del principe Carlo di Inghilterra e Camilla Parker Bowles, nato dalla loro relazione quando entrambi erano ancora legati ad altre persone. La vicenda non è però nuova. Da anni l’uomo combatte per dimostrare la sua verità e oggi chiede che venga fatto un test del Dna a Carlo e Camilla per dimostrare che sono sua madre e suo padre. Il suo caso ora è finito in tribunale all’Alta Corte australiana. Come riporta il Daily Mail Simon Dorante-Day è nato in un piccolo borgo dell’Hampshire nel 1966. Una coppia britannica lo ha adottato quando aveva solo 18 mesi, portandolo con loro in Australia. I suoi nonni adottivi avrebbero lavorato per la regina Elisabetta II e suo marito, il principe Filippo, come cuoco e giardiniere. Più volte i due gli avrebbero confessato di essere il frutto dell’amore segreto del principe Carlo e dell’allora diciottenne Camilla. L’uomo ha così deciso di portare avanti un’azione legale contro Buckingam Palace con l’obiettivo di far sottoporre Carlo e Camilla al test del Dna, per poter mettere la parola fine alla vicenda. Sul suo account Facebook il figlio segreto di Carlo e Camilla ha pubblicato numerose fotografie dei reali messe a confronto per provare la sua tesi e ha racconta anche di aver scritto a Meghan e Harry, per fargli sapere della similitudine con il suo matrimonio interculturale (è sposato a una donna aborigena). Ma non solo. Secondo quanto riferisce Simon anche la Megxit sarebbe stato un tentativo della famiglia reale di insabbiare il caso e la principessa Diana sarebbe stata pronta a svelare il segreto poco prima di morire nel 1997. L’uomo ha così presentato una pratica di riconoscimento, poco prima di Natale, all’High Court di Sidney, spiegando: "Sono semplicemente un uomo che cerca i suoi genitori biologici, e ogni strada mi ha portato a Camilla e Carlo". Le autorità competenti, inizialmente scettiche, stanno ora valutando con attenzione la documentazione ricevuta che fornirebbe prove attendibili. Se questo venisse confermato si tratterebbe di una vera e propria bomba. Sempre secondo quanto riferisce il quotidiano inglese, la scottante questione sarebbe stata discussa in forma privata a Sandringham, in occasione della Megxit, cioè durante l’incontro avvenuto tra Carlo, William e la Regina a metà gennaio. Da Clarence House invece non sono arrivati commenti ufficiali.

Tiziana Lapelosa per “Libero quotidiano” il 29 gennaio 2020. Non c'è pace in casa Windsor. Archiviata (si fa per dire) la questione Harry-Meghan, falliti i tentativi di insabbiare lo scandalo che insegue Andrea, il duca di York (una donna, Virginia Giuffre, lo accusa di aver avuto dei rapporti con lei quando era minorenne), ora a far perdere il sonno alla Regina Elisabetta è il presunto figlio di Carlo d' Inghilterra e Camilla Parker Bowles. Simon Dorante-Day è il suo nome, ha 53 anni, è nato in Inghilterra, vive in Australia e fa l' ingegnere. Se fino a poco tempo fa si era limitato a farsi chiamare "Prince Simon" e a postare fotomontaggi con i reali sui suoi profili social, adesso, scrive il Daily Mail online, ha deciso di fare sul serio. Si è infatti rivolto all' Alta Corte di Sidney per ottenere il test del dna dalla Famiglia reale e confermare una volta per tutte se nelle sue vene scorre sangue blu. Lui ne è certo. Anzi certissimo. Il presunto principe, del resto, è nato negli anni in cui Carlo e Camilla già si amavano, e questo depone a suo favore. Il colore dei suoi occhi, però, non ha nulla del colore dei reali. Dettagli, nemmeno gli occhi di Tom, figlio (riconosciuto) di Camilla sono del colore della mamma. Dice pure che la nonna adottiva, un tempo cuoca "reale", gli ripeteva sempre "tu sei il figlio di Carlo e Camilla"... "tu sei il figlio di Carlo e Camilla". E lui se ne è convinto e magari lo è. Del resto pure Delphine Boël, figlia della baronessa Sybille de Selys Longchamps, soltanto pochi giorni fa, a 51 anni, si è vista riconoscere la paternità da parte dell' ex re di Belgio Alberto II di cui sua madre era amante. Anche qui a colpi di carte bollate. Ma torniamo a Prince Simon, ai nonni e ai genitori adottivi. Nonna Winifred, dunque, faceva la cuoca, il nonno Ernest il giardiniere. La figlia Karen e il marito David Day avrebbero adottato il presunto figlio segreto di Carlo e Camilla quando aveva soltanto 18 mesi. Poi il volo verso l' Australia per, si presume, calare il sipario su quello che sarebbe diventato un vero e proprio boccone scandalistico per la Corona per i decenni a venire. Ma ci sarebbe dell' altro. La fuga di Harry e Meghan in Canada sarebbe stata architettata per mettere a tacere questa notizia esplosiva e spostare, dunque, l' attenzione dei sudditi sulla bella famigliola irrequieta e allergica alle regole di corte. E si vocifera pure che Diana, prima di morire, era intenzionata a rivelare l'esistenza di questo figlio illegittimo del suo ormai ex marito. Quanto ci sia di vero in tutto questo è difficile saperlo. In attesa del test del dna, semmai ci sarà, consola il fatto che l' essere blasonati non vaccina dall' essere come i comuni mortali. Nel bene e nel male.

·        Diana.

Il trauma infantile di Lady Diana. ​E ora il fratello rompe il silenzio. In una intervista Charles Spencer, fratello di Lady Diana, racconta l’infanzia infelice della principessa del Galles, segnata dal divorzio dei genitori e dell’abbandono della madre, Frances Spencer. Francesca Rossi, Lunedì 14/09/2020 su Il Giornale.  Non serve essere psicologi per sapere quale impatto abbia l’infanzia di un bambino sulla sua futura vita adulta. Su questo tema delicato si è espressa anche Kate Middleton che, durante il suo mini royal tour all’inizio del 2020, ha dichiarato: “I primi 5 anni di vita sono fondamentali. Cruciali per la nostra salute e felicità da adulti”. Chissà se la duchessa di Cambridge, pronunciando quelle parole, è stata sfiorata dal pensiero dell’infanzia triste che ebbe sua suocera, Lady Diana. L’esistenza della principessa del Galles è stata più volte segnata da eventi dolorosi, spesso riportati impietosamente sulle prime pagine dei tabloid, o addirittura ripresi dall’obiettivo inquisitore dei paparazzi. C’è stato un avvenimento, però, a cui non era presente nessun fotografo. Un aneddoto finora chiuso tra le mura di Althorp, la residenza della famiglia Spencer e che potrebbe essere stata la prima grande sofferenza di una giovanissima Lady Diana. Il divorzio dei suoi genitori. Ad aprire le pagine di questa storia drammatica è il fratello della principessa, il conte Charles Spencer, in una intervista rilasciata al Sunday Times Magazine. Questi ha rivelato che Lady Diana “ha sofferto tanto per il divorzio dei nostri genitori”. Quando John VIII conte Spencer e la moglie Frances decisero di lasciarsi, Diana aveva circa 6 anni e Charles 3. Era il 1967. La madre della futura principessa del Galles abbandonò la famiglia per seguire il suo nuovo amore, il ricco erede Peter Shand Kydd, che sposò nel 1969 (i due divorziarono nel 1988, quando Peter lasciò la moglie per una donna più giovane). Il conte Spencer non rimase a guardare. Riuscì a ottenere la custodia legale dei figli, ma l’infanzia dei giovani Spencer non fu affatto semplice. Lady Diana continuava a pensare alla madre lontana e si sentiva disorientata. Le sue giornate divennero una lunga attesa del ritorno di Frances, la quale, prima di lasciare la residenza di Althorp, aveva promesso alla figlia che sarebbe venuta a trovarla molto presto. Un patto a cui Lady Diana si aggrappò con tutte le sue forze pur di non dover affrontare la solitudine. Come ha ricordato il conte Spencer, la futura principessa “aspettava la mamma sulla soglia di casa” ma Frances “non è più tornata”. Di notte la piccola Diana sentiva il fratello piangere (le sorelle maggiori erano in collegio). Avrebbe voluto raggiungere la sua camera e consolarlo, ma non ce la faceva neppure a scendere dal letto. Aveva “troppa paura del buio” ha rammentato ancora Charles. La tragedia dell’abbandono e l’illusione di rivedere la madre ha influito sul destino e sulle scelte dei piccoli Spencer i quali, comunque, non erano completamente soli. Charles ha spiegato: “Nostro padre era una persona tranquilla, costante fonte di amore, mentre nostra madre non era proprio tagliata per la maternità”. Per Charles Lady Diana fu la prima, fondamentale figura femminile della sua infanzia e lo sottolineò anche al funerale della principessa, nel 1997, quando la definì “la sorella maggiore che da bambina mi ha fatto da madre”. Sembra che sul divorzio dei genitori di Lady Diana abbia pesato la morte del piccolo John dopo sole 10 ore di vita. Una tragedia da cui i conti Spencer non si sarebbero più ripresi. Nella biografia di Lady Diana scritta da Andrew Morton, è di nuovo Charles a raccontare quei momenti: “È stato un momento terribile per i miei genitori e, probabilmente, la radice del loro divorzio poiché non credo che se ne siano fatti una ragione”. Nel 1976 il padre di Lady Diana sposò Raine, contessa di Dartmouth (figlia della celebre scrittrice Barbara Cartland). Secondo le indiscrezioni il rapporto tra le due fu tutt’altro che idilliaco (pare addirittura che una volta Diana abbia tentato di spingere giù dalle scale la matrigna, ma è importante mantenere un buon grado di scetticismo su questa faccenda, non solo per l’estrema gravità, ma soprattutto perché non è mai stata dimostrata). Tuttavia Lady Diana e Raine avrebbero trovato dopo molti anni una buona intesa. L’assenza della madre potrebbe spiegare il bisogno d’amore che accompagnò la principessa del Galles per tutta la vita? Forse. Sia Diana che Frances si sposarono giovanissime e vennero catapultate in una realtà del tutto nuova per loro. Bastano questi similitudini per cercare di capire le scelte della madre di William e Harry? D’altro canto la mancanza di una figura così importante potrebbe aver spinto Lady Diana a diventare una mamma diversa, sempre presente e amorevole con i figli. In casi come questo il rischio di cadere nella psicologia spicciola è alto. Rimane, però, un fatto. L’abbandono di Frances ha segnato i suoi figli e, purtroppo, la principessa non ha avuto il tempo di riprendere totalmente le fila di quel rapporto sospeso.

La rivelazione shock del poliziotto: "Le ultime parole di Lady Diana". A pochi giorni dal 23esimo anniversario dalla scomparsa di Lady D il poliziotto, che fu tra i primi a soccorrerla dopo il drammatico schianto nel tunnel Pont de l'Alma a Parigi, ricorda le ultime parole della principessa prima di morire. Novella Toloni, Mercoledì 02/09/2020 su Il Giornale. Il 31 agosto 1997 perdeva la vita in un tragico incidente automobilistico Lady Diana. Un lutto che travolse la famiglia reale, in particolare i figli William e Harry, ma soprattutto i sudditi inglesi che nella principessa del Popolo vedevano un simbolo. A ventitré anni dalla drammatica scomparsa, oggi, emergono ulteriori dettagli sui suoi ultimi istanti di vita. A raccontare cosa successe negli attimi successivi al violento incidente - che coinvolse l'auto dove Diana Spencer si trovava con il fidanzato Dodi Al-Fayed - è stato uno dei primi soccorritori, il poliziotto Régis Farcy. Nell'intervista rilasciata al quotidiano francese Sud-Ouest in occasione del 23esimo anniversario dalla scomparsa di Lady Diana, il gendarme ha raccontato cosa vide sulla scena del tragico impatto: una vettura completamente sventrata accartocciata contro uno dei pilastro del tunnel Pont de l'Alma a Parigi. "La scena era apocalittica - ha ricordato con lucidità il soccorritore - le luci al neon della strada sotterranea davano un colore pallido. Ho visto un grosso motore fracassato sul davanti. Due corpi giacevano a terra senza vita quelli di Dodi Al-Fayed e Henri Paul, l'autista. Poi ho visto la testa di un passeggero anteriore destro privo di sensi, con un occhio che sporgeva dall'orbita era la guardia del corpo (Trevor Rees Jones, ndr). Dietro una squadra che stava fornendo assistenza a una giovane donna sul sedile posteriore del veicolo danneggiato".

Le ultime ore di vita di Lady Diana. Quella giovane donna, priva di sensi ma ancora in vita, era Lady Diana. Il poliziotto, che oggi è in pensione, ha ricordato con estrema lucidità di non aver riconosciuto immediatamente la principessa, ma di essersi avvicinato a lei mentre un pompiere le stava dando ossigeno per farle riprendere conoscenza. "Aveva gli occhi aperti ed era cosciente - ha svelato Régis Farcy - questo pompiere le teneva la mano per confortarla poi lei disse: "Oh mio Dio, cosa è successo?" prima di essere colpita da un arresto cardiaco". Solo poche ore dopo, alle 4 del mattino, dopo una corsa in ambulanza e l'intervento per cercare di arginare l'emorragia interna il cuore di Lady Diana smise di battere. Che Lady D fosse ancora viva dopo il terribile impatto lo confermò anche la sua guardia del corpo Trevor Rees Jones, unico sopravvissuto all'incidente. Nonostante la perdita di memoria e l'impossibilità di svelare i reali motivi dell'incidente, nel 1998 la bodyguard raccontò al The Sun di aver udito una voce femminile chiedere aiuto e di aver sentito la principessa chiamare "Dodi".

Maria Corbi per "La Stampa" il 28 agosto 2020. I matrimoni sono complicati già quando è l'amore a portare al «sì», figuriamoci cosa accade quando la marcia verso l'altare è voluta dalla ragion di Stato. Anzi, cosa succede lo sappiamo bene visto che la storia di Carlo d'Inghilterra, futuro re della Gran Bretagna, e di Diana, rampolla di una delle più nobili famiglie inglesi, è stato il primo reality a cui abbiamo assistito. Dalla favola, il 29 luglio del 1981, il giorno del matrimonio, all'incubo, il 31 agosto 1997, giorno della morte della principessa, sono stati 16 anni in cui il «c'era una volta» non ha mai concesso la speranza di un lieto fine. Ad aspettare la timida Diana nella cattedrale di St Paul c'era uno sposo renitente. Carlo, allora 33enne, aveva dovuto piegarsi al dovere di Stato che imponeva una linea di successione che mettesse al sicuro la corona dei Windsor. Era il momento di dare nuovi eredi alla patria. Possibilmente con una ragazza aristocratica e vergine. E quindi lo scapolo d'oro del gotha internazionale doveva prendere moglie. Il fatto che lui fosse già saldamente innamorato di un'altra, Camilla Parker Bowles, poteva essere ignorato. D'altronde tra i tanti privilegi delle loro altezze reali non è prevista la felicità sentimentale. La candidata perfetta era lei: Diana Spencer, la figlia più giovane del Visconte Althorp e di Frances Ruth Shand Kydd, dama di compagnia della Regina Madre. E così in mondovisione si coronò il sogno della nazione, non certo di Carlo e probabilmente neanche di Diana, la quale iniziò a capire da subito che le favole sono un'altra cosa. Fu la stessa Diana a raccontare, quando già gli ingranaggi del divorzio si erano messi in moto, di avere scoperto il giorno prima delle nozze che Carlo voleva regalare a Camilla un braccialetto con le lettere F e G intrecciate (le iniziali di Fred e Gladys, i loro soprannomi). Diana, sconvolta, si confidò con le sorelle: «Non posso più sposarlo». Ma loro le ricordarono impietosamente che ormai la sua faccia era sulle tovagliette da tè, che era troppo tardi per tirarsi indietro. Il matrimonio le regalò due figli amatissimi, lo status, la fama planetaria ma non la felicità. E 11 anni dopo la misura della sopportazione era colma. Carlo e Camilla erano sempre più uniti, lei sempre più sola, nonostante cercasse il conforto di un sentimento, intrecciando storie alla ricerca del suo lieto fine. Nel 1992, quando la stampa inglese pubblicò le intercettazioni delle telefonate hot tra i due amanti (quelle dove Carlo le dice: «Vorrei essere il tuo tampax») la coppia reale decise di separarsi come anche Camilla e Andrew Parker Bowles. Iniziò un periodo difficile non solo per i diretti interessati ma soprattutto per la Corona. Diana la ribelle che insegna agli inglesi come mostrare le emozioni, che li fa entrare nei segreti Palazzi reali, che svela l'ipocrisia del suo mondo, che aiuta chi ha più bisogno, è sempre più amata, mentre Carlo non riesce a entrare nel cuore della gente. Diana, diranno poi i soliti amici e i soliti servitori dopo la sua morte, non voleva divorziare, per paura di perdere i figli, prima di tutto, ma anche il suo status di altezza reale. La regina avrebbe fatto un'eccezione e le avrebbe permesso di mantenerlo, ma Carlo si era impuntato.  Il 20 novembre 1995, poi, quando Lady D decise di raccontare tutto al giornalista Martin Bashir in tv la situazione precipitò. La principessa del Galles svelò a 22,8 milioni di telespettatori quello che ormai tutti sapevano, ma l'effetto fu quello di una bomba: «Eravamo in tre in questo matrimonio, un po' troppo affollato». La regina non poteva più rimanere a guardare. Prese carta e penna e scrisse alla nuora: «Mi sono consultata con l'arcivescovo di Canterbury, con il primo ministro e, naturalmente, con Charles. Abbiamo deciso che il percorso migliore per te sia il divorzio». Diana così dovette accettare un divorzio che non voleva, la somma forfettaria 17 milioni di sterline e un mantenimento annuale di 400.000 sterline. La perdita del titolo fu un'umiliazione: avrebbe dovuto inchinarsi al marito e ai figli. Fu William, allora quattordicenne, a consolarla: «Non preoccuparti, mamma, te lo restituirò un giorno quando sarò Re». Nell'estate 1996, il 28 agosto, il divorzio era formalizzato. Due anni dopo Diana morì. Camilla un giorno regnerà accanto a Carlo, ma sarà lei a continuare a regnare nel cuore del popolo.

Ora il gioielliere rompe il silenzio: "Lady Diana e Dodi volevano annunciare il fidanzamento". A pochi giorni dall’anniversario della morte di Lady Diana, il gioielliere Alberto Repossi racconta la sua versione su uno dei misteri che ancora avvolgono la fine della principessa del Galles. Francesca Rossi, Martedì 18/08/2020 su Il Giornale. A quasi 23 anni dalla scomparsa di Lady Diana sono ancora tanti gli enigmi da risolvere. Misteri legati ai suoi ultimi giorni, alle presunte scelte fatte dalla principessa del Galles, alle sue parole, alle sue intenzioni. Ce n’è uno in particolare che ancora non ha trovato una soluzione: dove è andato a finire l’anello di fidanzamento che, stando alle indiscrezioni, Dodi al-Fayed avrebbe regalato a Lady Diana? Questo gioiello esiste davvero? Stando alla ricostruzione dei fatti del gioielliere Alberto Repossi l’anello ci sarebbe, eccome. La principessa lo avrebbe scelto e il miliardario egiziano suo (presunto) ultimo fidanzato sarebbe persino andato a ritirarlo nel negozio Repossi di Parigi. Con il suo racconto, raccolto dal Corriere della Sera, Alberto Repossi riapre una questione che sembrava chiusa, almeno ufficialmente. La presenza (o l’assenza) dell’anello, infatti, è fondamentale per cercare di capire quale impronta Lady Diana intendesse dare alla sua vita, a quale futuro avesse pensato. Dodi era solo un ripiego per cercare di dimenticare il (di nuovo presunto) vero amore Hasnat Khan, oppure la principessa era davvero innamorata dell’uomo d’affari egiziano? Insomma l’anello simboleggiava un impegno, oppure faceva parte di una precisa strategia per far ingelosire Hasnat? Prima di tentare di dare una risposta a queste domande, è necessario fare un passo indietro attraverso le rivelazioni di Alberto Repossi, il quale ha raccontato: “Sono passati 23 anni, ma non riesco a dimenticare quell’incontro con Diana e Dodi a Saint Tropez, di mattina presto, per l’anello di Dodi al-Fayed” e ha proseguito: “Diana e Dodi, in crociera nel Mediterraneo, attraccarono a Monaco e la principessa arrivò alla vetrina della nostra boutique accanto all’Hotel Hermitage. Senza entrare indicò un anello che l’aveva catturata, della collezione Dis-moi oui. Poi mi chiamarono per fissare un incontro a Saint Tropez dove erano diretti, per definire la scelta e la misura dell’anello”. Repossi si recò all’appuntamento il 22 agosto 1997 e la conversazione che intrattenne con Lady Diana e Dodi durò appena 15-20 minuti. Il gioielliere mostrò alla principessa diversi tipi di montature, ma Diana aveva già deciso di non modificare nulla dell’anello che aveva visto in vetrina. Il gioiello, però, era troppo largo per le sue dita, così Repossi aprì il suo laboratorio in pieno agosto pur di portare a termine il lavoro. Un impegno che aveva una scadenza ben precisa, come ha confessato il gioielliere: “Mi chiesero di poter ritirare l’anello messo a misura dell’anulare della principessa per il 30 agosto, perché l’1 settembre dissero ci sarebbe stato un annuncio importante, un fidanzamento. L’anello andava ristretto e non era un modello facile”. Se questa teoria venisse dimostrata, stravolgerebbe tutto ciò che crediamo di sapere sulle ultime ore di Lady Diana. Secondo la versione di Repossi Lady Diana e Dodi al-Fayed viaggiarono dalla Sardegna a Parigi pur di ritirare in tempo l’anello. Dunque il gioielliere non ha dubbi: la principessa e il miliardario volevano ufficializzare la loro unione. Ne è talmente certo da aggiungere: “Lei era bella, serena, anche se non raggiante. Il più emozionato era Dodi…Per stemperare la tensione, quando Dodi è venuto poi a ritirare l’anello nella boutique di Place Vendôme ricordo che provammo persino a scherzare sul nome della collezione, quel Dis-moi Oui. E presi l’impegno del riserbo…”. Queste frasi smentirebbero la versione secondo la quale Dodi non sarebbe andato a ritirare l’anello. Repossi ha spiegato: “A settembre ricevetti una telefonata dal tabloid britannico Sun, che aveva saputo dalla compagnia assicurativa dei Lloyds di Londra dell’anello”. Il gioielliere, per rispettare l’impegno sulla riservatezza preso in precedenza, dichiarò di non sapere nulla di questo anello e la faccenda si arenò nell’incertezza fino a una nuova rivelazione. A questo proposito Repossi ha detto: “Anni dopo il bodyguard sopravvissuto allo schianto, Trevor Rees-Jones, rimasto senza memoria, in un suo libro ricordava che Dodi non aveva mai ritirato alcun anello. Impossibile, l’avevo consegnato io stesso. Chiamai il vecchio al-Fayed, gli dissi che era tempo di parlare e mettere al sicuro le prove. La visita del figlio Dodi in boutique era stata registrata dalle telecamere e mettemmo la registrazione in cassaforte…”. Repossi ha le idee molto chiare anche sul motivo per cui il presunto anello di fidanzamento avrebbe conquistato per anni la scena mediatica: “Iniziava il lavoro dell’establishment per preparare la futura unione di Carlo e come idea mia, personale, credo che per una questione mediatica si preferisse far passare quell’ultima estate di Diana come la stagione leggera di una principessa, non come l’anticamera di un fidanzamento, un vero amore…”. Teoria interessante, quella del gioielliere, che venne anche interrogato da Scotland Yard. Vennero analizzati persino il lavoro e i documenti della sua fabbrica, attraverso i quali sarebbe stata dimostrata l’esistenza dell’anello e la successiva modifica. Rimane, però, un quesito. Che fine ha fatto il Dis-moi Oui? Il gioielliere ha potuto solo rispondere: “Non si sa. La Police francese mi disse che gli oggetti personali di Lady D furono dati alla sorella. Non so se c’era l’anello…”. L’anello simbolo delle reali intenzioni della principessa è diventato un fantasma, la cui esistenza potrebbe persino risultare scomoda. Cosa avrà pensato Lady Diana mentre lo sceglieva? O meglio, a chi? A Dodi oppure ad Hasnat? Forse non lo sapremo mai.

Il gioielliere Repossi: «Io, Dodi Al Fayed e l’anello segreto per Diana. Volevano annunciare la loro unione». Enrica Roddolo il 18/8/2020 su Il Corriere della Sera.  «Sono passati 23 anni ma non riesco a dimenticare quell’incontro con Diana a St Tropez, di mattina presto, per l’anello di Dodi Al Fayed». Alberto Repossi, il gioielliere al centro delle cronache (e poi dei processi) dell’ultima estate della principessa dei cuori prima dello schianto fatale a Parigi, si confida con il Corriere. E riannoda le emozioni di quell’agosto lontano che ha cambiato per sempre i Windsor, lasciando un segno nella memoria collettiva. «Diana e Dodi erano in crociera sul loro yacht lungo il Mediterraneo, attraccarono a Monaco e la principessa arrivò davanti alla vetrina della nostra boutique accanto all’Hotel Hermitage. Senza neppure entrare indicò un anello che l’aveva catturata, un anello della collezione Dis-moi oui, Dimmi di sì – racconta il gioielliere -. Poi mi chiamarono per fissare un appuntamento a St Tropez dove erano diretti, per definire la scelta e la misura dell’anello. Così mi presentai qualche giorno dopo nel piccolo hotel di St Tropez che ricordo aveva le camere affacciate sulla piscina centrale, e con sorpresa mi ritrovai davanti Dodi e Diana. Erano soli, senza il solito seguito di bodyguard… in un albergo semi deserto ancora, data l’ora, la conversazione durò 15-20 minuti, non avevamo molto tempo».

Di che cosa parlò con Diana?

«Ero arrivato all’appuntamento con altri esempi di montature preziose che ritenevo anche più importanti per la donna al tempo al centro delle dinamiche mediatiche globali, ma lei mi fermò subito. Disse “va bene questo”, confermando la scelta fatta a Monaco del gioiello visto in vetrina, e non insistetti oltre. Dodi e Diana mi chiesero di poter ritirare l’anello messo a misura dell’anulare della principessa, per il 30 agosto, perché l’1 settembre dissero ci sarebbe stato un annuncio importante, un fidanzamento. L’anello andava ristretto e non era un modello facile da adattare, avrei dovuto rimandarlo in fabbrica che ad agosto era chiusa. Ma ovviamente, davanti alla donna del momento, tutto era possibile, riaprimmo il laboratorio in pieno agosto per l’anello che consegnammo il 30 agosto a Parigi, come promesso. Vennero apposta dalla Sardegna a Parigi per ritirarlo, e anche per trascorrere qualche giorno nella casa che era stata dei duchi di Windsor e che intuii fosse loro intenzione fare un po’ un buen retiro fuori Londra».

Cosa la colpì di Diana?

«Lei era bella, sembrava serena anche se non raggiante… il più emozionato era lui Dodi, più emozionato persino di me che mi trovavo davanti alla donna più inseguita, ammirata al mondo. Per stemperare le emozioni e le tensioni quando Dodi verrà poi a ritirare l’anello nella boutique di Place Vendome ricordo provammo persino a scherzare sul nome della collezione quel Dimmi di sì. Presi l’impegno del riserbo e non parlai dell’anello con nessuno finché…».

Finché?

«A settembre ricevetti una telefonata dal tabloid britannico Sun che aveva saputo dalla compagnia assicurativa dei Lloyds di Londra dell’anello. Il giornalista mi chiese dell’anello consegnato alla principessa, dissi: “Non ne so nulla”, questo era l’impegno di riservatezza che avevo preso con gli Al Fayed. Pubblicarono una foto della collezione Dis-moi oui con la notizia del regalo di fidanzamento… ma non riuscirono ad avere informazioni precise su quale degli anelli della collezione, che nel frattempo avevamo preso l’impegno di annullare, era stato effettivamente scelto dalla principessa. In questo modo la mia promessa di riservatezza era rimasta in un certo senso salvaguardata. E non mi preoccupai oltre. Fu però anni dopo, alla pubblicazione del libro della guardia del corpo sopravvissuta allo schianto, Trevor Rees-Jones, senza ricordare nulla, che capii che era tempo di venire allo scoperto».

Perché?

«Perché nel libro il bodyguard rimasto senza memoria dopo lo schianto, ricordava invece che Dodi non aveva mai ritirato alcun anello. Impossibile, l’avevo consegnato io stesso a Dodi. Chiamai allora il vecchio Al Fayed, gli dissi che era tempo di parlare e anzi di mettere al sicuro le prove dell’effettivo ritiro dell’anello il 30 agosto, poche ore prima dello schianto nella notte. La visita del figlio nella boutique era stata infatti registrata dalle telecamere, mettemmo subito in sicurezza quella registrazione in cassaforte. Sarà l’inizio di una lunga stagione di interrogatori».

Perché quell’anello era al centro di tanta attenzione?

«Iniziava il lavoro dell’establishment per preparare la futura unione di Carlo, e come idea mia, personale, credo per una questione mediatica si preferisse far passare quell’ultima estate di Diana come l’estate leggera di una principessa, non come la stagione che precede un fidanzamento, un nuovo vero amore. Accettai di andare a Londra a testimoniare, fui convocato una prima volta poi una seconda con mia moglie Gio’ e ci separarono.Ricordo ore e ore sotto il torchio di Scotland Yard che passò in rassegna il lavoro della nostra fabbrica, i nostri dipendenti, i documenti doganali… e tutto confermava l’effettiva lavorazione e consegna dell’anello. Nell’ultimo interrogatorio, il terzo, solo con il numero uno di Scotland Yard e il traduttore, io rispondevo in francese, capii che avrei fatto meglio a cambiare versione. Se volevo uscire da quel groviglio di pressioni. Ma non era mia intenzione. Chiamai i miei avvocati a Monaco, spedimmo una lettera raccomandata a Lord Stevens incaricato del caso Diana (che poi si dimise per ragioni di salute), e per risposta da Londra arrivò una precisazione: nessuno aveva mai provato a suggerire di cambiare versione, doveva esser stato un problema di misunderstanding, di traduzione… resta il fatto che persino la Première Dame francese, Bernadette Chirac, che conoscevo bene una sera in quella stagione parlandomi mi suggerì “ma suvvia, non bisogna dire tutte queste cose” alludendo all’anello di fidanzamento».

Che ne è stato dell’anello?

«Non si sa. LaPolice francese mi disse che gli oggetti personali di Lady D furono dati alla sorella. Non so se c’era l’anello...».

Ha vissuto il caso Diana in prima persona, che idea se ne è fatto?

«Il mio interrogatorio dopo l’incidente, il fatto che Diana fu imbalsamata senza autopsia e molto altro mi hanno lasciato perplesso. Certo, trovo incredibile che della principessa entrata nel cuore della gente più di vent’anni dopo non ci sia in tutta Londra una sola statua a ricordarla. Cinque o sei anni fa poi Al Fayed un giorno mi invitò a colazione al Ritz e a un certo punto mi passò un foglio: era la risposta che il magistrato londinese aveva ricevuto dai francesi a proposito della richiesta di Londra di mandare Oltremanica il dottore che aveva imbalsamato Diana e i paparazzi, a testimoniare. Lo impediscono ragioni di interesse nazionale, mi disse adirato Al Fayed che aggiunse: “Basta, adesso attacco anche i francesi”. Gli suggerii di mettersi il cuore in pace, ormai. L’ho visto spesso negli anni, sempre più anziano, sempre più addolorato, amareggiato verso quelli che chiamava “colonialisti”».

Ha avuto contatti con i Windsor, dopo l’incidente?

«Ho incontrato il principe Carlo, assieme a Donatella Versace per un evento con De Beers. È stato uno scambio molto cordiale. E sono rimasto in contatto negli anni con la fondazione della principessa anche per bloccare il proliferare di copie “pirata” dell’anello della principessa di cuori che... quando l’incontrai quell’ultima volta a Saint Tropez aveva anche intenzione di affidarmi una serie di vecchi bijoux da rinnovare: bracciali, collane che la principessa voleva rimontare in modo più attuale e per le quali avevamo già preso appuntamento per rivederci a settembre. Ma il destino ha deciso diversamente».

Harry e Meghan. Meghan le ricorda qualcosa di Diana?

«Mah... di certo Harry deve essersi trovato solo dopo la morte della madre, Diana, che non era solo bella, era intelligente, educata. Un modo di fare regale che ho ritrovato negli anni in altre clienti della maison Repossi. Da Grace a Charlène di Monaco, passando per Carolina: Charlotte Casiraghi e mia figlia Gaia che oggi ha la direzione artistica della maison (con circa il 35% delle azioni, il resto è passato a LVMH nel 2019) andavano a scuola assieme. Poi la sceicca Mozah del Qatar e molte altre».

A proposito di reali, cosa pensa del caso Juan Carlos di Spagna e della fuga in esilio?

«Penso che oggi non c’è più segreto per nessuno, e specie chi porta una corona finisce per essere vittima più che un privilegiato. La vita è scandagliata ogni istante, e un principe o re ha il dovere morale di essere un esempio. Umanamente poi mi dispiace per Juan Carlos che deve aver pensato di poter essere perdonato in virtù dei meriti della sua saggia gestione del Paese dopo il Franchismo. Circostanze diverse ma mi viene in mente Churchill vittorioso nella seconda guerra mondiale, che poi però perse le elezioni del dopoguerra».

Anelli di fidanzamento reali: miti, segreti e leggende dei gioielli più ammirati della storia, da Elisabetta II a Meghan Markle. I diamanti sono i migliori amici delle donne, cantava Marilyn Monroe, ma a giudicare dagli anelli di fidanzamento delle coppie reali, l'affermazione è come minimo riduttiva. Tra zaffiri blu e rubini, montature classiche e creazioni molto più ardite, ogni gioiello racconta una storia a sé. Da quello di Lady Diana "riciclato" da Kate a quello di Grace Kelly, passando per Sofia di Spagna per arrivare fino all'ultima generazione di reali, con Meghan Markle e Beatrice di York,. Serena Tibaldi il 17 Agosto 2020 su La Repubblica. Com'è l'anello? È questa la domanda ricorrente ogni volta che viene annunciata una nuova unione reale. Non si scappa: sarà pure bello sentire i futuri sposi raccontare del loro primo incontro, di come sia avvenuta la proposta e dei piani che hanno per il matrimonio, ma quello che il pubblico aspetta davvero è la foto ufficiale con lui, l'anello di fidanzamento, in bella vista. Non è solo una questione di carati o di rarità della pietra: per carità, quando si parla di famiglie reali si può star sicuri che il gioiello in questione sarà di valore, ma il fascino che esercitano certi pezzi sull'immaginario comune va oltre le mere dimensioni. Per fare un esempio, non c'è star che con le sue vicende susciti lo stesso trasporto, nonostante i solitari sfoggiati da molti divi in genere siano assai più imponenti. Quello che però questi "sassi" da 15 carati e passa non hanno, è la storia: quando si tratta di un matrimonio reale, ciascun pezzo indossato dalla promessa sposa di turno vanta un passato che magari risale a secoli prima. Ha carattere, e questo sì che è impagabile. Ecco dunque gli anelli di fidanzamento di regine e principesse più famosi, amati e discussi della storia contemporanea: magari non tutte le unioni hanno avuto il lieto fine, però questo non ne ha appannato la fama. 

Elisabetta II. Il diamante centrale da 3 carati che adorna l'anello con cui Filippo d'Edimburgo chiese in sposa la futura regina del Regno Unito arriva dalla Russia. Per essere più precisi, fa parte di una tiara donata dallo zar Nicola II ad Alice, la madre di Filippo, che la indossò per il suo matrimonio. A quanto pare la donna non ha esistato un attimo a far smontare il prezioso gioiello pur di dare al figlio una pietra adatta a una futura sovrana. E aveva ragione: a Elisabetta II il gioiello deve essere piaciuto davvero, visto che lo indossa quasi sempre.

Grace Kelly. Il principe Ranieri di Monaco aveva deciso di fare le cose in grande con l'attrice americana. L'anello che le donò fu infatti commissionato a Cartier, che per l'occasione creò un modello di platino, piuttosto classico, con al centro un diamante di taglio baguette da oltre 10 carati, e che ancora oggi è considerato tra i più cari della storia. Non si stenta a crederlo.

Lady Diana e Kate Middleton. L'anello indossato da Diana prima e da Kate Middleton poi non sarà vecchio di secoli, ma è di sicuro uno dei più celebri (e imitati). Al momento di scegliere quale regalare alla futura consorte, il principe Carlo prese la via più facile: diede a Diana il catalogo di Garrard, gioielliere ufficiale dei Windsor, dicendole di scegliere quello che le piaceva di più. Un gesto non romanticissimo ma pragmatico, e pure efficace: Diana adorava quello zaffiro circondato di diamanti, tanto che continuò a indossarlo anche dopo il divorzio. Un dettaglio commovente: alla sua morte il gioiello passò a Harry, che decise di cederlo al fratello al momento del suo fidanzamento con Kate, facendo sì che la futura sovrana porti avanti il ricordo della madre.

Sofìa di Spagna. Una scatolina lanciata in aria da prendere al volo. È così che Juan Carlos offrì l'anello alla sua futura sposa Sofìa. Un approccio insolito, come era pure insolito il design del gioiello: due rubini rotondi uniti da un diamante taglio baguette centrale. 

Maxìma d'Olanda. Assai più romantico il sovrano dei Paesi Bassi, Guglielmo Alessandro, che ha disegnato personalmente l'anello di fidanzamento donato alla regina Maxìma, sposata nel 2002. Il modello, composto da due fasce di diamanti, al centro ha un diamante fancy yellow, cioè giallo, in onore della dinastia reale, gli Orange.

Camilla di Cornovaglia. Non è chiaro se il principe Carlo, per il suo secondo matrimonio con Camilla Parker Bowles, abbia adottato la stessa tecnica usata con Diana, lasciando che fosse la promessa sposa a scegliersi l'anello. Comunque, non è cambiata la fonte del gioiello (un classico solitario taglio baguette), opera sempre di Garrard.

Sarah Ferguson. Al momento il principe Andrea non gode proprio del favore del pubblico, ma all'epoca (i due si sono sposati nel 1986) il pubblico adorò il fatto che fosse stato lui a comporre personalmente l'anello con cui chiedere la mano di Sarah, insistendo che al centro ci fosse uno splendido rubino birmano, chiaro omaggio alle chiome fulve della fidanzata.

Letizia Ortiz. L'attuale sovrana spagnola non indossa mai il suo anello di fidanzamento, una splendida fascia di diamanti baguette. Non che non le piaccia, ma di fatto non può più mostrarlo in pubblico: il principe Felipe chiese infatti alla sorella Cristina e all'allora cognato Iñaki Urdangarin di andarlo a comprare per lui a Barcellona, alla gioielleria Suarez. Iñaki pagò il gioiello con la carta di credito della sua Fondazione Noòs, rifiutando di farsi rimborsare da Felipe; ovviamente, quando poi lui e Cristina furono accusati di frode fiscale proprio attraverso la Fondazione, divenne chiaro come l'anello fosse ormai "impresentabile". Che sfortuna, Letizia. 

Charlotte Casiraghi. Il suo matrimonio con Dimitri Rassam è stato assai meno spettacolare della media a cui i matrimoni reali ci hanno abituato e, in linea con questa loro discrezione, non esistono nemmeno immagini ufficiali della coppia in posa con l'anello bene in vista. Un peccato, perché il solitario montato su una sottile struttura d'oro giallo, merita. 

Meghan Markle. Quello tra Meghan e Harry è stato di sicuro uno dei matrimoni mediaticamente più seguiti di sempre, e la presentazione ufficiale dell'anello, nei giardini di Kensington Palace adorati da Diana, non ha fatto eccezione. La pietra centrale dell'anello arriva dal Botswana, stato africano molto caro a Harry, mentre i due diamanti laterali arrivano da un gioiello di Lady D. Il pubblico ne ha molto apprezzato il significato simbolico, ecco perché molti sono rimasti perplessi alle apparizioni di Meghan dopo la nascita del figlio Archie, in cui sembrerebbe che il gioiello sia stato modificato. Chissà.

Eugenia di York. In linea con l'uso di molti reali, anche Jack Brooksbank ha disegnato da solo l'anello di fidanzamento regalato alla principessa Eugenia. Chiaramente ispirato a quello della suocera Sarah, al posto del rubino ha però un notevolissimo zaffiro padparadscha, sui toni del rosa e dell'arancio.

Beatrice di York. Come cambiano i tempi. Invece di rivolgersi a Cartier o Garrard, come si usava, Edoardo Mapelli Pozzi ha coinvolto Shaun Leane, designer di gioielli assai più modaiolo (ha lavorato spesso con Alexander McQueen), commissionandogli l'anello da donare a Beatrice, l'ultima reale in ordine di tempo ad andare all'altare. Il risultato è in realtà piuttosto classico: un diamante tondo con ai lati 4 diamanti taglio baguette. 

Il conte Spencer ricorda Lady Diana. E con una foto attacca la regina. Il conte Spencer ha ricordato sua sorella, Lady Diana, nel giorno del suo 59esimo compleanno, ma il suo omaggio social, oltre a essere molto toccante, potrebbe nascondere una critica nei confronti della royal family. Francesca Rossi, Venerdì 03/07/2020 su Il Giornale.  Il primo luglio scorso Lady Diana avrebbe compiuto 59 anni. Chissà che aspetto avrebbe oggi e in che direzione sarebbe andata la sua vita se non fosse stata bruscamente interrotta la sera del 31 agosto 1997 a Parigi. Diana avrebbe continuato la sua love story con il miliardario Dodi al-Fayed, oppure sarebbe tornata dal chirurgo pakistano Hasnat Khan, secondo le indiscrezioni il suo vero amore? La guerra tra la principessa del Galles e la royal family si sarebbe conclusa con la pace? In che modo Diana avrebbe proseguito il suo impegno umanitario alla luce delle sfide del nuovo millennio? Che rapporto avrebbe avuto con Kate Middleton e Meghan Markle? Avrebbe appoggiato la Megxit? Tutte domande che, purtroppo, rimarranno senza risposta. Di Lady Diana conserviamo solo l’immagine cristallizzata del passato, le foto che i giornali e i social pubblicano per ricordare l’icona di stile che è stata e il tragico destino che ha percorso fino alla fine. Per il suo 59esimo compleanno i social network, in particolare Instagram, si sono riempiti di scatti che ritraevano la principessa in diversi momenti della sua breve esistenza. I tabloid hanno riportato la notizia dell’omaggio del principe Harry, intervenuto durante la cerimonia virtuale del Princess Diana Award Charity per sottolineare una volta ancora l’impegno della madre nei confronti dei più deboli. È stato evidenziato anche il silenzio del principe William (un silenzio relativo, visto che il duca di Cambridge ha firmato con Harry il discorso del Princess Diana Award Charity), il quale di certo avrà dedicato più di un pensiero a Lady Diana, ma ha preferito farlo in privato. C’è stato, però, un altro ricordo di cui forse non si è parlato abbastanza, quello del conte Spencer, il fratello minore di Lady Diana. Un tributo diverso da quello che ci saremmo aspettati, che si fa notare per due tipi di assenza molto particolari. Il primo riguarda l’assenza di una fotografia della principessa del popolo. Charles Spencer, infatti, ha scelto di pubblicare sul suo profilo Instagram uno scatto del prato della casa natia di Lady Diana, Althorp. Il secondo ha a che fare con la mancanza del nome della principessa e di un messaggio a lei dedicato nella didascalia, che recita soltanto: “Le nuvole sopra Althorp House questo pomeriggio”. In realtà non vi era alcun bisogno di menzionare la principessa, o pubblicare una sua foto. In questa dimora Diana ha vissuto gli anni difficili, ma anche felici, della sua infanzia. Ad Althorp riposa per sempre, in una tomba costruita su un isolotto nel cuore del grande parco. Dunque non è un caso che Charles Spencer abbia pubblicato questo post. Ad Althorp Lady Diana, in un certo senso, “vive” ancora, poiché il suo ricordo è sempre lì, tra le mura del palazzo che continuano a “parlare” di lei. Non solo. La tenuta di Althorp fu il teatro in cui per la prima volta si incontrarono Lady Diana e il principe Carlo. Era il novembre 1977, l’erede al trono frequentava la sorella della principessa, la 22enne Lady Sarah, quando partecipò a una battuta di caccia proprio ad Althorp e le venne presentata la timida Diana, che allora aveva solo 16 anni. Il resto della storia lo conosciamo bene. Con la foto dell’antica dimora Charles Spencer ha condiviso con il pubblico la vita della sorella, un tempo ormai irripetibile, sospeso nella memoria di famigliari e fan. Questo, forse, è l’omaggio più emozionante e originale rivolto a Lady Diana nel giorno del suo compleanno. Chi può dire se questa immagine nasconda anche una critica velata ne confronti della royal family? Althorp come il luogo in cui tutto è cominciato, le gioie, ma soprattutto i dolori della principessa del Galles e dove tutto è finito per sempre. Non dimentichiamo che Charles Spencer abbandonò la linea morbida nei confronti dei Windsor già nel giorno del funerale di sua sorella. Durante l’orazione funebre scrutò uno a uno i membri della royal family, prima di lanciare il guanto di sfida, prendendosi l’impegno di accompagnare William e Harry nel difficile passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Una promessa che lui e le sorelle di Lady Diana hanno mantenuto, tanto da essere amatissimi dai duchi di Cambridge e di Sussex. Il conte dichiarò: “Diana era l’essenza della pietà, del dovere, dello stile, della bellezza…Nell’ultimo anno aveva dimostrato di non avere alcun bisogno di un titolo reale per continuare a ispirare quella sua speciale magia” e giurò: “Non lasceremo che i tuoi figli adorati, William e Harry, subiscano la stessa sorte. Non lasceremo che patiscano le stesse angosce che ti portavano alla disperazione e alle lacrime. Noi, la tua famiglia di sangue, faremo sì che le loro anime crescano non solo nel dovere e nella tradizione, ma anche libere di cantare”.

Da huffingtonpost.it il 6 novembre 2019. Proprio come nelle favole, anche lady D è stata vittima di una matrigna cattiva. Una matrigna talmente perfida che spinse Diana sull’orlo dell’esasperazione e la portò a commettere un gesto estremo: buttarla giù dalle scale. A raccontarlo è un documentario intitolato “Princess Diana’s ‘Wicked’ Stepmother” che rivela un volto inedito della vita della principessa. Si chiamava Raine MrCorquodale. Si sposò la prima volta a 19 anni, come lady D, e poi altre due volte. “Nessuno diventa contessa tre volte per caso”, dice di lei l’amico Julian Fellowes nel documentario. Capelli cotonati, gioielli sempre in vista, era soprannominata “batuffolo di filo spinato”. Aveva sposato John, terzo Conte Spencer, il padre adorato da Lady D, nonché la sua unica figura genitoriale dato che mamma Frances era scappata con l’amante quando lei aveva 7 anni. Quando entrò a far parte della residenza di famiglia di Althorp, Raine non era vista di buon occhio da nessuno: Diana e il fratellino le cantavano una filastrocca modificata con il suo nome "Raine Raine go way", "Raine raine vai via", e le davano dei nomignoli poco simpatici come “Acid Raine”. Crescendo, l’odio non fece altro che alimentarsi: stando a quanto riportato dal documentario, a 28 anni Diana la spinse dalle scale. Accadde nel 1989: era il matrimonio del fratellino di Lady D, Carlo. C’era anche Frances, ma Raine si sentiva la padrona di casa, al centro dell’attenzione. In quell’occasione trattò così male la madre naturale, che la principessa decise di darle una bella spinta. Un gesto di certo poco signorile, così come quello di Raine, che mise in vendita la proprietà di famiglia, senza consultare i figli del marito, soltanto perché non l’amava. Lady D ebbe modo di vendicarsi anche al matrimonio con Carlo: di Raine nelle foto ufficiali non c’è traccia e, durante la cerimonia, fu relegata in un angolo della basilica. Le due si avvicinarono soltanto dopo il divorzio di Diana, quando ormai il padre era morto: qualcosa cominciò ad unirle, forse un vissuto comune. Iniziarono a prendere il tè insieme, a frequentarsi. La loro amicizia durò fino alla morte di Diana: Raine rimase poi in vita altri nove anni.

"Lady D. e Camilla erano amiche". La mossa "spregiudicata" di Carlo. C’è stato un tempo molto lontano in cui Lady Diana e Camilla Parker Bowles si frequentavano ed erano persino diventate amiche, prima che il principe Carlo scegliesse con la testa la prima, ma con il cuore la seconda. Francesca Rossi, Lunedì 04/05/2020 su Il Giornale. Incredibile ma vero, almeno stando alle indiscrezioni riportate da Elle. Lady Diana e Camilla Parker Bowles sarebbero state amiche, almeno per un periodo di tempo, prima che il principe Carlo decidesse di sposare la giovane Spencer e relegasse al ruolo di amante Camilla. La scelta dell’erede al trono d’Inghilterra non fu dettata dal cuore, bensì dal ruolo di corte e dal timore di deludere la famiglia. Lady Diana era la sposa che tutti si aspettavano di vedere all’altare accanto a lui, dai membri della royal family ai sudditi. Camilla era il vero amore, ma non possedeva le qualità giuste per ambire a un futuro sovrano, dunque rimase un legame proibito come nei migliori romanzi d’appendice. Sappiamo tutti come è andata a finire la storia di questo pericoloso triangolo, ma forse alcuni non sanno che in un tempo ormai sepolto dai gossip, dalle biografie, dalle ipotesi e dalle certezze, Lady Diana e l’eterna rivale Camilla Parker Bowles si sarebbero frequentate e, a quanto pare, si andavano perfino a genio. Stavano per diventare amiche, insomma. Secondo la biografa della duchessa di Cornovaglia, Penny Junor, nel momento in cui Lady Diana e Carlo cominciarono a frequentarsi, Camilla e il marito Andrew Parker Bowles li ospitarono spesso nella loro tenuta a Bolehyde Manor, nel Wiltshire. Siamo alla fine degli anni Settanta. Carlo e Camilla erano già innamorati dal 1971, quando galeotta era stata una partita di polo nel parco di Windsor. La loro relazione era durata due anni, poi la regina Elisabetta aveva intimato al figlio di cercare altrove una moglie che fosse all’altezza di diventare, un giorno, regna consorte. Camilla Parker Bowles si era fatta da parte, sposandosi con l’ufficiale dell’esercito Andrew Parker Bowles (da cui avrebbe divorziato nel 1995, dopo avergli dato due figli). Il principe Carlo, però, non aveva mai dimenticato quel grande amore e per dirla tutta la cosa era reciproca. Nel 1977 il figlio della regina Elisabetta aveva incontrato la giovanissima Diana e sembrava che ormai Camilla si fosse messa l’anima in pace. La contessa Spencer si recava con Carlo a far visita ai Parker Bowles e secondo i rumors si affezionò molto ai figli di Camilla, Tom e Laura. Esiste perfino una foto che risale al 1980 e ritrae Diana e Camilla mentre tifano per Carlo durante un match di polo e Ludlow. Tutto normale, almeno in apparenza. L’equilibrio, però, era destinato rompersi. Il 6 febbraio 1981, al Castello di Windsor, il principe di Galles chiese a Lady Diana di sposarlo. Da quell’istante, stando alla rivelazione della Junor, Camilla decise che non sarebbe più rimasta in un angolo e Carlo non si sarebbe tirato indietro. Diana divenne sospettosa e diffidente, rifiutò di frequentare ancora quest’amica che nei suoi confronti sembrava sempre simpatica e disponibile. Forse comprese qualcosa, forse intuì soltanto il pericolo. Tuttavia si sentiva forte, pronta a sfidare chiunque volesse far vacillare il suo sogno. Questo, almeno, nelle intenzioni. Il giorno prima del matrimonio, infatti, Lady Diana scoprì che il futuro marito voleva regalare all’amante un bracciale con le iniziali “F” e “G” (i soprannomi che si erano dati Carlo e Camilla, cioè Fred e Gladys). La principessa cambiò idea e pensò di mandare a monte il matrimonio, incurante del gossip e dello scandalo. A quanto pare Diana chiese consiglio alla famiglia, ma la risposta delle sorelle fu piuttosto fredda: “Sfortunatamente la tua faccia è sulle tovagliette da tè, quindi è troppo tardi per tirarti indietro”. Parole in cui vediamo una punta di cinismo, ma anche un certo realismo. Il 29 luglio 1981 Lady Diana sposò il principe di Galles e in chiesa vide anche la sua rivale, Camilla. Da quel momento per la timida Spencer la favola sarebbe finita. Nel 1997 Carlo, ormai divorziato, organizzò una festa di compleanno per quella che non era più solo un’amante, ma una vera e propria fidanzata. Lady Diana tentò di fuggire dal dolore e dall’umiliazione cocente che ancora provava accettando l’invito di Mohammed al-Fayed. Una vacanza a Saint Tropez l’avrebbe aiutata a dimenticare. Ad attenderla trovò il figlio del miliardario egiziano, Dodi. Quello fu l’inizio della fine di una fiaba al contrario in cui la principessa non visse mai felice e contenta.

Giada Oricchio per iltempo.it il 4 maggio 2020. Lady Diana ha tentato il suicidio quattro volte. È la clamorosa rivelazione di un nuovo e controverso documentario che dovrebbe andare in onda su Netflix. Il "The Sun" annuncia nuovi dispiaceri per la Royal Family più celebre al mondo: un documentario di prossima uscita lascerà "molto turbati e arrabbiati" i principi William e Harry d'Inghilterra, costretti ancora una volta a fare i conti con il loro amaro e drammatico passato. Secondo "The Sun", una serie in quattro parti, provvisoriamente chiamata "Being Me: Diana", approfondirà i tormenti fisici e mentali dell'ex moglie del principe Carlo, dall'infanzia dolorosa alla lotta ai disturbi alimentari fino al suo infelice matrimonio che l'avrebbe portata a tentare il suicidio per ben quattro volte. La serie, realizzata dalla compagnia televisiva DSP, già autrice di 127 Hours, userà filmati inediti delle interviste e dei discorsi della Principessa del Galles, girati prima della morte violenta avvenuta a Parigi nel 1997, oltre a testimonianze delle persone che le erano vicine per far luce sul periodo precedente alla separazione da Carlo d'Inghilterra nel 1992. Il progetto è previsto per Netflix ma non è stato ancora commissionato anche perché l'ex duca di Sussex Harry, che ha lavorato con la piattaforma di streaming per uno speciale del 75° anniversario di Thomas The Tank Engine, potrebbe rimanerne sconvolto decidendo di interrompere la collaborazione che lo vede impegnato con la moglie Meghan Markle su progetti futuri. Intanto gli Spencer, la famiglia di Lady D, si è rifiutata di apparire o prendere parte in qualsiasi forma e modo al documentario.

"Ha provato a farlo per 4 volte" Il racconto choc su Lady Diana. Sta per arrivare un nuovo documentario sulla vita di Lady Diana che promette di svelare dettagli molto sconvolgenti, ma Harry e William vogliono boicottare il progetto. Carlo Lanna, Martedì 05/05/2020 su Il Giornale. Il mito di Lady Diana è immortale. La principessa triste, morta tragicamente nell’estate del 1997, ha lasciato un’impronta nel cuore di tutti, soprattutto in quello dei suoi figli. Harry e William, da tempo ai ferri corti dopo la Megxit, di una cosa sono consapevoli: sono ciò che sono grazie agli insegnamenti di Lady Diana. Quella mamma così apprensiva, severa ma giusta, ha permesso ai due principi di poter sognare in grande e di poter vivere una vita diversa, non come due altezze reali. La memoria della defunta moglie di Carlo, però, potrebbe essere a rischio. Secondo quanto riporta il The Sun, prossimamente, potrebbe arrivare in tv un documentario sulla vita di Lady Diana, un documentario che sconvolgerà non solo gli estimatori della principessa ma che metterà in serio pericolo anche l’apparente serenità di Palazzo. Con il titolo di "Being me: Diana" (Essere me stessa: Diana), gli autori promettono una ricostruzione dettagliata della vita (segreta) della principessa. Il documentario si pone l’obbiettivo di raccontare il passato di Lady D., dall’infanzia fino a quando non ha messo piede nella royal family, soffermandosi sui periodi bui prima del suicidio. "Dall’infanzia complicata fino all’infelice matrimonio con il Principe Carlo", recita il comunicato. Una ricostruzione però, secondo quanto è stato rivelato dalla stampa britannica, che potrebbe portare a galla dettagli sconvolgenti sul passato della giovane Lady. "Diana ha tentato il suicidio quattro volte – affermano i produttori –. E noi vogliamo raccontare le motivazioni". Il documentario si fonderebbe su fatti realmente accaduti e su diverse testimonianze di persone che hanno avuto contatti con Diana, come fotografi, stilisti e semplici confidenti. Ancora non c’è una data ufficiale di trasmissione, ma secondo le prime indiscrezioni, pare che il colosso di Netflix avrebbe tutte le intenzioni di accaparrarsi il progetto. La notizia, ovviamente, non è passata inosservata. È arrivata già alle orecchie della famiglia reale inglese. Pare che la Regina sia molto preoccupata delle conseguenze, ma ad essere più indignati sono proprio Harry e William i quali contano sull’appoggio di Meghan e Kate. I due principi che da anni stanno combattendo per proteggere l’eredità di Lady Diana, non sarebbero propensi a dare il loro benestare. Soprattutto Harry che, secondo le voci, avrebbe firmato un accordo con Netflix per la produzione di diversi contenuti. E già si urla al conflitto di interessi. Non resta che attendere i prossimi risvolti.

Il medico: "Una ferita che nessuno aveva notato. Lady Diana poteva essere salvata". Nuovi e incredibili dettagli sul destino di Lady Diana spuntano in una intervista rilasciata da un noto patologo che mette in mostra un particolare che è sfuggito a tutti e che avrebbe potuto mettere in salvo la principessa. Carlo Lanna, Mercoledì 13/05/2020 su Il Giornale. Sono trascorsi più di 20 anni da quel tragico 31 agosto del 1997 e dall’incidente a Parigi in cui è morta Lady Diana. Il mito della principessa triste è ancora oggi nel cuore di tutti, ma sono tantissime le verità celate nell’ombra sul suo infame destino. E in attesa di un documentario, prodotto da Netflix, in cui si promettono scioccanti indiscrezioni, ora spuntano nuove verità sull’incidente mortale direttamente dal patologo Richard Sherpard. Sul numero di Oggi, in edicola il 14 maggio, verrà pubblicata una lunga intervista in cui l’uomo rivela dettagli su quanto è accaduto nell’agosto del 1997 . E Dagospia, sulla questione, ha regalato qualche piccante anticipazione. Il patologo di fama mondiale nel 2004 è stato incaricato dalle autorità britanniche di indagare sulla morte di Lady Diana, scoprendo alcuni dettagli che in passato nessuno aveva notato. "La principessa era incastrata dietro il sedile del bodyguard, per questo motivo hanno avuto serie difficoltà nel liberarla dalla trappola di lamiere – esordisce –. Le condizioni del bodyguard, però, erano più critiche rispetto a quelle di Lady D. In quel frangente nessuno aveva notato di una ferita, uno strappo molto profondo vicino la vena polmonare. Diana era ferita molto gravemente, ma i medici la vedevano stabile ". Il patologo, che già aveva ricostruito l’accaduto in un libro pubblicato qualche anno fa, rivela che quella ferita sfuggita agli occhi dei paramedici è stata più che fatale per Lady Diana. "Nel frattempo quella ferita ha cominciato a sanguinare e lei è svenuta – continua l’esperto –. Solo più tardi quando è arrivata in sala operatoria si è scoperto il vero problema, ma oramai era troppo tardi". Il dottor Richard, durante l’intervista, afferma che Lady Diana si sarebbe potuta salvare se avesse avuto la cintura di sicurezza allacciata. "Avrebbe avuto qualche livido, qualche costola rotta ma sarebbe ancora in vita –aggiunge –. I soccorritori invece, salvando la bodyguard hanno perso tempo prezioso". Il patologo comunque non esprime il suo parere solo sulle condizioni di Lady Diana, ma rivela dettagli anche su Henry Paul. "Il monossido di carbonio che è stato trovato nell’autista è un vero mistero – rivela-. E inoltre non è chiaro perchè sono state rivelate tracce di una medicina che viene usata contro i vermi nell’intestino dei bambini. Suono tutto molto strano". Infatti la provenienza di alcune prove rinvenute sono state messe più volte in dubbio, tanto da ipotizzare che la documentazione sulle analisi possa essere stata compromessa. Sta di fatto che questa verità aggiunge un altro tassello al mistero che aleggia su Lady Diana. 

Da "Oggi" il 13 maggio 2020. Mentre impazzano nuove voci su quattro tentativi di suicidio di Lady Diana (dovrebbe parlarne a breve un documentario Netflix), saltano fuori curiose battute fatte da Carlo («Posso diventare gay?»), torna alla ribalta il presunto flirt tra la bionda principessa e l’ex presidente francese Valéry Giscard D’Estaing, il settimanale OGGI, in edicola da domani, pubblica una intervista con Richard Shepherd, il patologo di fama mondiale che nel 2004, su incarico delle autorità britanniche, indagò sull’incidente del 31 agosto 1997, scoprendo delle stranezze su quello che è successo prima e dopo. Lo specialista, che in un libro si era detto certo Diana poteva essere salvata, dice a OGGI: «Era incastrata dietro il sedile del bodyguard che era molto più ferito di lei: hanno faticato a tirarlo fuori dall’auto. Nessuno poteva sapere che Diana aveva un piccolissimo strappo, nascosto ma molto profondo, nella vena polmonare… Agli occhi dei soccorritori Diana era ferita, ma stabile perché poteva ancora parlare. Per questo motivo hanno dato la precedenza al bodyguard. Nel frattempo la vena nel seno di Diana ha continuato a sanguinare e lei è svenuta. Durante il trasporto in ospedale il suo cuore si è fermato, ma è stata rianimata. Soltanto più tardi in sala operatoria è stato individuato il vero problema e si è cercato di chiudere la vena. Ma purtroppo era troppo tardi». Sarebbe sopravvissuta se si fosse allacciata la cintura di sicurezza? «Sì, non ho alcun dubbio», dice Shepherd a OGGI, «se la sarebbe cavata con qualche livido e qualche costola rotta. Lady Diana potrebbe essere ancora in vita anche se, invece del bodyguard, i soccorritori avessero portato lei per prima in ospedale. È stata vittima di una catena di avvenimenti sfortunati». Shepherd, inoltre, insiste sui misteri che circondano le condizioni dell’autista di Diana, Henry Paul: «Il monossido di carbonio nel sangue di Henri Paul rimane un mistero… È anche molto strano che nel sangue dell’autista siano state trovate tracce di una medicina che viene usata contro i vermi nell’intestino dei bambini. La provenienza di alcune prove sanguigne dell’autista deve essere messa in dubbio, perché esse non sono state trattate con la necessaria precisione e documentate con la necessaria disciplina. Inoltre ci sono delle foto che confermano che alcuni prelievi di Henri Paul sono stati scambiati. Soltanto i prelievi nei quali venne individuato alcol sono senza dubbio dell’autista».

Vittima rivela: "Epstein e la Maxwell si divertivano a far piangere Lady Diana". Maria Farmer, una delle vittime degli abusi perpetrati da Jeffrey Epstein, ha raccontato che il milionario pedofilo e la sua complice Ghislaine Maxwell si divertivano a bullizzare Lady Diana, che diventò uno dei loro "bersagli preferiti". Mariangela Garofano, Venerdì 01/05/2020 su Il Giornale.  Nella storia degli abusi compiuti dalla diabolica coppia formata da Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell, non sono stati risparmiati nemmeno i membri della Royal Family. Intimi amici del principe Andrea, il milionario e l’amica erano assidui frequentatori degli eventi prestigiosi organizzati dai reali. Una delle vittime di Epstein, Maria Farmer, ha rivelato al Daily Mail che i due si divertivano a bullizzare Lady Diana Spencer. La donna racconta che un giorno la Maxwell, mentre guardavano insieme un album di fotografie che la ritraeva con i reali, le disse: “Guarda, qui avevamo fatto piangere Diana. Non è divertente? Odiavamo Diana”. La Farmer, che rimase scioccata dalla cattiveria della donna, racconta che “erano molto cattivi con lei, offensivi, ma credevano fosse divertente. Una cosa davvero malata”. Lady Diana era uno dei loro “bersagli preferiti”, continua a rivelare la 50enne, aggiungendo particolari sempre più inquietanti sulla personalità deviata della coppia, che lei descrive come due novelli “Bonny e Clyde”. Ghislaine Maxwell, figlia dell’importante editore britannico Robert Maxwell, crebbe nei migliori salotti dell’alta società inglese, ma la sua personalità corrotta la portò a diventare la perfetta "partner in crime" del pedofilo Jeffrey Epstein. Maria Farmer ha rivelato di essere stata abusata non solo dal milionario, ma dalla Maxwell stessa, il cui compito era adescare giovanissime ragazze per Epstein, al fine di trasformarle in “schiave sessuali”. Dopo la morte di Epstein, Ghislaine Maxwell è diventata invisibile, una sorta di Primula Scarlatta, ancora oggi a piede libero, nonostante le gravi accuse della Farmer e di Virginia Giuffre. Quest'ultima ha accusato il principe Andrea di aver avuto rapporti intimi con lei a 17 anni e ha più volte raccontato che fu la Maxwell ad adescarla. Portata nella grande dimora di Jeffrey Epstein a Palm Beach, come “massaggiatrice”, la ragazza divenne ben presto una delle schiave del sesso del pedofilo, “svenduta” ai suoi facoltosi amici per anni. Il duca di York ha negato ogni accusa della 36enne americana durante un’intervista concessa alla Bbc. Ma nonostante i suoi sforzi per discolparsi dalle imbarazzanti denunce, le parole di Andrea non hanno convinto il pubblico, che ha notato una scarsa empatia con le vittime di Epstein. Subito dopo la disastrosa intervista, Elisabetta e il principe Carlo hanno convinto Andrea a ritirarsi a vita privata, per evitare ulteriori scandali e salvare il buon nome dei Windsor.

Carlo Lanna per "ilgiornale.it" il 18 febbraio 2020. Il mito di Lady Diana aleggia tra le mura di Buckingham Palace come un fantasma, portatore di segreti celati nell’ombra e verità che resteranno celate per sempre. Il suo è stato un destino crudele e ingiusto che, inevitabilmente, ha segnato la vita della famiglia dei Windsor. Lady Diana è stata la principessa del popolo e la principessa triste, la moglie tradita del principe Carlo e mamma di William e di Harry, i due fratelli reali che ancora oggi non riescono ad accettare la morte di una donna forte e anticonvenzionale. Una vicenda che non troverà mai soluzione, una storia incredibile, fatta di misteri e parole sussurrate, un incidente che non si può dimenticare. E ora sulla morte di Lady Diana continuano a fioccare altri segreti che, almeno fino a questo momento, sono rimasti nascosti nel buio ma al tempo dei gossip e delle news che corrono veloci sul web, riemergono dal magma degli archivi della famiglia reale. Come, ad esempio, secondo le ultime informazioni trapelate in rete, spunta l’esistenza di una lettera che la Regina Elisabetta avrebbe inviato proprio a Lady Diana. Una lettera in cui si discuteva di faccende legate a questioni familiari di vitale importanza. La sovrana avrebbe infatti spedito una lettera a Lady D, invitando la principessa a divorziare immediatamente dal principe Carlo. Tutto sarebbe accaduto dopo quell’intervista che è stata rilasciata da Diana alla stampa, in cui ha affermato di essere stata tradita da Carlo. In quell’instante su tutta la famiglia reale si era abbattuto un vero e proprio tornado e la Regina per salvare la reputazione della Corona è dovuta intervenire. "Ho consultato l’arcivescovo di Canterbury, il primo ministro e anche il principe – si legge nella lettera -. E abbiamo deciso che il miglior percorso per voi è il divorzio". Parole schiette, dure e spesse. La Regina però, da quel che sembra, aveva tutte le intenzioni di mettere a tacere i rumor ed evitare che l’immagine della Corona potesse essere ulteriormente infangata. Il divorzio però, almeno all’inizio, non era l’intenzione ultima di Lady Diana. Ma alla fine è capitolata e ottenne la separazione dal Principe solo il 28 agosto nel 1996. Un anno dopo, a Parigi, Diana è stata coinvolta in quel tragico incidente stradale in cui è morto anche Dodi Al Fayed.

Uno scambio di lettere tra Lady Diana e il Principe Filippo. Ci sarebbe stato uno scambio di lettere tra Lady Diana e il Principe Filippo in cui la ex moglie di Carlo chiedeva aiuto e sperava in un mano per sopravvivere a un matrimonio infelice. Carlo Lanna, Giovedì 20/02/2020 su Il Giornale. Un mito che è diventato leggenda quello di Lady Diana. La memoria della Principessa Triste, morta in un tragico incidente stradale nell’agosto del 1997, è rimasta cristallizzata nel tempo. Amata da tutti e ricordata con affetto dai suoi figli, resta ad oggi una delle figure più controverse della nostra contemporaneità. A distanza di anni dal suo tragico destino, ci si interroga ancora sulle cause della sua morte e, soprattutto, ci si chiede se tutto quello che è accaduto poteva essere evitato. La sua è stata una favola dal triste epilogo, costretta a sposare un uomo che non ha mai amato fino in fondo ma che ha regalato a Lady D due splendidi figli, ora due principi felici e sposati. In un documentario che di recente è stato trasmesso sull’emittente France 3, un episodio è stato interamente dedicato al mito di Lady Diana. In Secrets d’Histoire, programma che analizza la vita dei grandi personaggi storici, ha svelato alcuni retroscena sulla vita di Corte, in special modo ha rivelato di uno scambio di lettere tra Lady Diana e il Principe Filippo (marito di Elisabetta). Da sempre il consorte è stato definito come un uomo burbero che ha sempre avuto un rapporto conflittuale con la moglie di Carlo. Dettagli che sono sempre stati smentiti dalle fonti ufficiali di palazzo e ora il documentario rivela un particolare che, fino a questo momento, era rimasto celato nell’ombra. Sì, il Principe Filippo ha un carattere scomodo, difficile da domare, eppure ha avuto un bellissimo rapporto con Lady Diana e lo attesta uno scambio di lettere che c’è stato tra i due. La principessa che si rivolgeva al principe con "Caro Papà", ha chiesto il suo aiuto per cercare di risolvere le liti che c’erano tra lei e Carlo. Le lettere fanno riferimento al 1992, periodo molto particolare per la famiglia reale, dato che di lì a poco, Carlo e Diana si sarebbero separati. Filippo avrebbe risposto con un "farò il possibile", rendendosi conto della gravità della gravità della situazione. Come riporta il documentario, lo scambio di lettere sarebbe stato molto lungo, e i due si sarebbero confrontati su diversi aspetti delle loro vite da reali. A quanto pare Filippo avrebbe compreso quanto fosse difficile per Diana vivere in quel modo e, mettendo a rischio anche alcune regole di Corte, avrebbe cercato di far tornare la pace tra i due senza riuscire però nell’intento. Chissà, se Carlo avesse ascoltato i consigli del padre ora le cose sarebbero state diverse?

Ecco l'episodio decisivo che ha fatto scattare il divorzio tra Carlo e Diana. Il matrimonio tra Lady Diana e il principe Carlo non è mai stato solido e fin dall’inizio mostrò crepe profonde e insanabili, ma secondo i tabloid nel 1990 ci fu un evento che spinse Lady Diana a prendere la decisione definitiva di divorziare da Carlo. Francesca Rossi, Giovedì 23/04/2020 su Il Giornale. Il matrimonio di Lady Diana con il principe Carlo non nacque sotto una buona stella. Troppe incomprensioni, due personalità inconciliabili, lo spettro onnipresente di Camilla Parker Bowles che non ha mai abbandonato il cuore dell’erede al trono. In questi anni molti tra esperti e fans della royal family si sono chiesti come il figlio della regina Elisabetta abbia potuto preferire l’amante alla giovane, ingenua e bella Diana. In realtà a questa domanda non c’è risposta. Piaccia o meno l’amore non è una forza controllabile e tantomeno possibile da reprimere o da definire. Non si spiega, è così come la vediamo. Il principe Carlo lo ha imparato a sue spese e dopo anni di sofferenze è riuscito comunque a sposare quella che per lui era la donna della vita, Camilla. Purtroppo, però, Lady Diana è rimasta coinvolta suo malgrado in questa guerra di sentimenti giocata sullo scacchiere politico e della ragion di Stato. Guardando al passato potremmo dire che, forse, l’inesperienza potrebbe averla tradita. Eppure non sarebbe strano pensare che se la principessa del Galles avesse saputo cosa l’aspettava, se avesse compreso la natura dell’amore tra Carlo e Camilla e di essere solo “la sposa ideale” perché giovane e vergine, ma non “la sposa giusta”, si sarebbe tenuta molto lontana da Buckingham Palace. Da una parte Diana sarebbe rimasta ignara di ciò che le accadeva intorno, dall’altra avrebbe tentato (anche insieme a Carlo, non lo possiamo escludere) di salvare un matrimonio che in buona parte era già naufragato prima ancora di prendere il largo. Lady Diana, però, negli anni avrebbe subìto diverse umiliazioni in nome di questa unione. Secondo il sito Leggo ve ne sarebbe stata una in particolare che l’avrebbe spinta a gettare la spugna definitivamente. Questo aneddoto è stato raccontato da Ken Wharfe, ex bodyguard della principessa e avrebbe rappresentato il punto di rottura, l’evento davanti al quale Lady Diana dovette arrendersi, poiché perfino il suo ruolo di moglie sarebbe stato messo in discussione. Tutti i giornali riportarono l’incidente di polo in cui venne coinvolto il principe Carlo il 28 giugno 1990. Per fortuna il risultato fu solo un braccio rotto, ma poteva andare peggio. L’erede al trono cadde da cavallo e fu subito trasportato al Cirencester Memorial Hospital di Gloucestershire dove rimase in osservazione per tre giorni. Aveva due fratture al braccio destro e dopo tre mesi dall’incidente dovette essere operato di nuovo al Queen’s Medical Center di Nottingham perché una delle due non era perfettamente guarita. Subito dopo la tragedia sfiorata Lady Diana andò a trovare il marito in ospedale, decisa a rimanergli accanto. La sorpresa e la delusione furono enormi quando, secondo i rumors, la principessa venne messa alla porta in tutta fretta. Non poteva restare con Carlo, poiché questi stava aspettando la visita di Camilla Parker Bowles. Questa sarebbe la versione dei fatti secondo i giornali. Lady Diana capì che in quel matrimonio, paradossalmente, non c’era mai stato posto per lei. Lo stesso valeva per il cuore del principe di Galles. A quanto sembra in quel momento esatto Diana comprese che non avrebbe mai vinto contro Camilla. Non bastavano l’eleganza e la bellezza se non c’era neanche una goccia d’amore tra lei e Carlo. La principessa realizzò che ormai era davvero sola e che avrebbe dovuto reinventarsi una nuova vita, affrontare lo scandalo del divorzio se voleva smettere di soffrire. Questa storia viene riportata anche nei libri “Diana. Her True Story – In Her Own Words” di Andrew Morton e “Diana, la principessa del Popolo” di Tim Clayton e Phil Craig. Gli autori ci rivelano che quando Carlo uscì dal Cirencester Hospital venne fotografato con la moglie, poi i due salirono in auto. Il principe era diretto a Highgrove, dove avrebbe trascorso la convalescenza, mentre Lady Diana tornò a Kensington Palace sola e ferita. Avrebbe voluto raggiungere il marito ma, a quanto pare, lui glielo impedì. C’era già Camilla ad aiutarlo. In quel frangente la principessa avrebbe confidato all’amante James Gilbey: “James, ne ho abbastanza. Se mi lascio coinvolgere, sarò ancora più triste. La cosa da fare è occuparmi del mio lavoro, andare in giro e prendere una boccata d’aria. Se mi fermo a pensare, divento matta”.

Quando Lady Diana pianse per il Principe Carlo. In un documentario dedicato ai reali inglesi, si torna a parlare di Lady Diana e del rapporto conflittuale che aveva con il principe Carlo. Carlo Lanna, Sabato 25/01/2020, su Il Giornale. Il mito di Lady Diana vive nel cuore di tutti. A più di venti anni dalla sua tragica morte in un incidente stradale a Parigi, la sua immagine è come se fosse rimasta cristallizzata nel tempo, simbolo di beltà e di forza d’animo. Gli insegnamenti e il suo lascito vivono attraverso i sorrisi e i gesti di William e di Harry e la sua iconica bellezza è ancora oggi fonte di grande ispirazione. Lady Diana però non ha avuto una vita serena e tranquilla. Legata al Principe Carlo in un matrimonio di comodo in cui aleggiava lo spettro di Camilla, lady Spencer ha lottato con tutte le sue forze per rispettare il suo impegno preso con la Corona inglese. Sappiamo tutti come sono andate le cose, eppure in molti affermano che Diana non si è arresa alle avversità, anzi ha lottato per tenersi stretto il suo principe. Ora, in un documentario che è stato trasmesso qualche giorno su ITV (network inglese), si torna a parlare del mito della Principessa Triste e a farlo è Ken Lennox. Lui è stato uno dei primi fotografi che, al tempo dei corteggiamento tra Carlo e Lady Diana, ha immortalato i due insieme e in atteggiamenti da eterni innamorati. In Inside The Crown: secret of the Royals, Lennox racconta però particolari inediti sul rapporto tra i due, ricordando che è stato uno dei primi fotografi che ha immortalato le crepe nel rapporto tra Carlo e Lady Diana. Tutto è iniziato nel 1983, in un tour che i due hanno intrapreso in Australia. Lennox racconta di una scena molto particolare in cui vide Diana fuori al Sidney Opera House scoppiare a piangere, senza che il Principe Carlo le rivolgesse la più piccola attenzione. Il fotografo ammette che, proprio in quel momento, il matrimonio tra il principe e lady si è disgregato considerevolmente. "Forse Carlo non si rese conto di quello che era appena successo, ma se anche lo avesse fatto, era tipo da lui guardare da un’altra parte – afferma -. Quello è stato il primo segnale di una crepa vivida nel loro matrimonio. E all’epoca nessuno aveva notato un particolare del genere. Di fronte alle telecamere tutto era perfetto, ma dietro le quinte le cose non funzionavano". Il documentario rivela inoltre che, per i diversi sgarri che il principe Carlo ha rivolto alla moglie, Lady Diana avrebbe messo in atto anche diverse sottili vendette, come un urlo di aiuto per far capire alla gente che lei era terribilmente infelice.

“Carlo non diventerà mai Re”. E quel sogno premonitore di Lady Diana. Durante la sua vita di corte, Lady Diana si era rivolta a una donna che era capace di interpretare i sogni, rivelando una profezia che oggi potrebbe diventare realtà. Carlo Lanna, Sabato 16/05/2020 su Il Giornale. La vita di Lady Diana è ancora oggi un vero e proprio mistero. A più di 20 anni dalla sua morte, avvenuta a Parigi in un incidente d’auto, continuano a trapelare indiscrezioni e pettegolezzi (presumibilmente veri) sulla sua vita a Corte. E la vita tra le mura di palazzo non era facile. Lady Diana, infatti, ha sempre affermato di sentirsi spesso fuori luogo e continuamente sotto osservazione. E, soprattutto, era in una condizione emotivamente per nulla stabile, viveva in uno stato di inquietudine perpetuo che la costringevano a far ricorso a diversi farmaci per calmare le ansie. Lo afferma anche Joan Hanger a New Idea. Amica e confidente di Lady Diana, di professione è una futurologa e un’esperta nell’interpretazione dei sogni. E in una recente intervista che ha lasciato al tabloid americano, ha rivelato nuovi dettagli sulla vita di Lady D. rivelando che, poco prima di morire, era affetta da incubi ricorrenti e carichi di significato. La principessa ha conosciuto Joan ad inizio degli anni ’90 e la frequentazione è diventata molto assidua quando Diana ha compreso che la donna poteva esserle di grande aiuto nell’interpretare i suoi sogni. La Hanger conferma la giovane Lady si sentiva sola, stanca e spossata e che, soprattutto durante il fine settimana, era affetta da incubi e deliri onirici. "Sognava di perdersi in continuazione. E questo indica un senso di perdita dell’identità – afferma l’esperta -. Non riusciva a vedere la luce in fondo al tunnel e, soprattutto, non riusciva a proiettarsi nel futuro". Ma non è finita qui. "Lady Diana ha sognato anche abiti strappati che, secondo le letture, sono il simbolo di persone che ti fanno a pezzi – aggiunge -. E poi nei suoi sogni molto spesso appariva anche Carlo." La Hanger afferma che le confessioni di Diana erano quasi profetiche, alla luce di cosa è successo nella famiglia reale. "Mi ha confessato che suo marito non sarebbe mai diventato Re. Lo vedeva decapitato nei suoi sogni, e questo ha un grande significato – rivela -. Può indicare la morte o semplicemente la voglia di andare avanti per la sua strada. Il significato è ambivalente". Sta di fatto che questi pensieri così forti non sono poi così distanti dalla realtà. A questa indiscrezioni sui sogni di Lady Diana, si aggiungono dettagli sulla sua morte rivelati da un celebre patologo inglese. Il quale ha rivelato che nessuno, durante i soccorsi, avrebbe notato di una ferita mortale che se fosse stata curata subitaneamente, forse il destino di Diana sarebbe stato diverso.

Da corrieredellosport.it il 2 giugno 2020. Un clamoroso caso di stupro all'interno della casa reale inglese, messo a tacere ad ogni costo, fino ad arrivare alla morte di Lady D: sarebbe questo il motivo della prematura scomparsa di Diana Spencer, morta in un incidente stradale il 31 agosto del 1997 secondo quanto afferma la rete di hacker Anonymous.

"Quello di Lady Diana non fu un incidente casuale". Seguendo le ricostruzioni di Anonymous, una donna che era al servizio della corte venne costretta ad avere rapporti sessuali da un dipendente molto vicino al principe Carlo, tanto che ad oggi sarebbe ancora al suo servizio. Dopo due violenze, la donna sarebbe stata liquidata dai reali d'Inghilterra con una buonuscita di trentamila sterline per pagare il suo silenzio. Ma Lady D sarebbe venuta in possesso di una registrazione che documentava l'avvenuto stupro e avrebbe minacciato Carlo di renderlo pubblico, cosa che la Royal Family non avrebbe assolutamente potuto permettersi. La registrazione sarebbe poi sparita nei giorni seguenti l'incidente mortale di Diana.

La teoria di Anonymous: "La morte di Lady Diana non fu un incidente". Il gruppo di hacker di Anonymous sostiene di avere le prove che smaschererebbero la royal family inglese, dimostrando che la morte di Lady Diana non fu un incidente, ma un omicidio. Francesca Rossi, Lunedì 08/06/2020 su Il Giornale. Il gruppo di hacker famoso in tutto il mondo con il nome di Anonymous sostiene di possedere i documenti che smentirebbero la versione ufficiale sulla morte di Lady Diana, avvenuta il 31 agosto 1997 nel tunnel dell’Alma, a Parigi. Per anni giornalisti, esperti e scrittori si sono interessati alla prematura scomparsa della principessa del Galles e del suo fidanzato, il miliardario egiziano Dodi al-Fayed. Sono state scritte pagine di giornali e di libri, riempiti di parole interi documentari televisivi su queste morti inaspettate ed eccellenti. Alcune ipotesi virano decisamente sul complotto che vedrebbe la royal family inglese come una sorta di “regia occulta” dietro all’incidente nel tunnel parigino. Secondo le congetture più estreme Lady Diana sarebbe stata uccisa poiché incinta di Dodi al-Fayed. Per i Windsor sarebbe stato impensabile che il principe William, futuro re d’Inghilterra, avesse un fratellastro musulmano. Dunque temendo lo scandalo, la royal family avrebbe ordinato l’eliminazione della principessa. Questa teoria si avvicina molto alla possibile trama di un romanzo e in effetti non è mai stata provata, anzi, le analisi ufficiali del caso ci dicono che Lady Diana morì in un incidente e non era incinta al momento del decesso. Non vi sarebbe nessun retroscena. Forse siamo noi che costruiamo nella nostra mente delle suggestioni per spiegarci una morte improvvisa, assurda nella sua semplicità, perfino banalità da un certo punto di vista. Ora Anonymous tira fuori un’altra possibilità. Naturalmente il condizionale è d’obbligo e ogni virgola delle affermazioni del gruppo di hacker va presa con le proverbiali pinze. Anonymous dichiara di possedere delle registrazioni che comprometterebbero la royal family, ponendola al centro della morte della principessa del Galles. L’incidente sarebbe stata una copertura per occultare l’assassinio di Lady Diana, la quale prima di morire avrebbe realizzato delle registrazioni bomba. In questi documenti audio la madre di William e Harry avrebbe raccontato di una presunta violenza sessuale subita da una dipendente di Buckingham Palace. L’aggressione sarebbe avvenuta proprio nel Palazzo reale e a quanto pare il colpevole sarebbe una persona molto vicina al principe Carlo. Qualcuno che ancora adesso lavorerebbe per l’erede al trono. Lady Diana avrebbe voluto rivelare questa storia ma la royal family, spaventata dalle conseguenze, non glielo avrebbe consentito. La questione è molto grave e delicata, ma nessuno ha ancora visto le prove di cui Anonymous ha parlato. Come sempre dovremmo mantenere un atteggiamento scettico, in cui il giudizio viene sospeso fino a quando non ci sono dati incontrovertibili. Se questi documenti esistono, basta mostrarli. Ne verrà valutata la veridicità e l’attendibilità. Intanto possiamo iniziare a ragionare su alcuni elementi che dovrebbero far suonare un campanello d’allarme nella nostra mente. Per prima cosa viene riproposta la teoria secondo cui Lady Diana sarebbe stata uccisa da un potere più grande, di fronte al quale è difficile, se non impossibile, combattere, ovvero la famiglia reale inglese. Sia nell’ipotesi di Anonymous che in quella della principessa in attesa del figlio di Dodi, vediamo Diana in una posizione di debolezza, sebbene corretta da un punto di vista morale. In un caso lei vorrebbe vivere la sua vita, un fatto giusto e normale, ma le sue presunte scelte indipendenti la portano alla morte, cioè alla privazione del diritto fondamentale a cui aspirava. Questo schema si ripropone anche nella versione di Anonymous. Lady Diana si sarebbe schierata contro un’ingiustizia e anche stavolta ne avrebbe pagato le conseguenze. Così si creano due schieramenti opposti. Da una parte Lady Diana “buona”, dall’altro la royal family “cattiva”. Una visione che appare molto semplicistica e non tiene conto della complessità di certe situazioni, delle dinamiche familiari. Inoltre il presunto movente spiegato da Anonymous non reggerebbe del tutto. Nel tunnel dell’Alma è morto anche al-Fayed, a quanto sembra estraneo ai presunti dissidi descritti dagli hacker tra Lady Diana e i Windsor. Perché coinvolgere una persona innocente, il cui nome avrebbe fatto “rumore”? Solo per “costruire” meglio la versione ufficiale dell’incidente? Sembrerebbe tutto un po’ forzato anche se tirassimo in ballo l’ipotesi dei danni collaterali. Comunque in entrambi i casi non abbiamo dati verificabili su cui lavorare, quindi il metodo di ragionamento razionale (e scientifico) ci impone di essere cauti e attendere le prove.

·        Kate e Will.

Kate Middleton ha chiesto e ottenuto che alcuni passaggi di un articolo a lei dedicato fossero cancellati perché "offensivi e falsi". Biagio Carapezza, Lunedì 21/09/2020 su Il Giornale. Kate Middleton ha vinto la battaglia legale intentata contro la rivista britannica Tatler. A dare il via all'azione legale della futura regina sono stati alcuni paragrafi pubblicati e da lei giudicati lesivi per se stessa e per la sua famiglia. Gli avvocati incaricato dalla Middleton hanno dichiarato che i passaggi incriminati, contenuti in un articolo pubblicato lo scorso mese di giugno, riporterebbero "inaccuratezze e falsificazioni". La mossa di Kate Middleton ha dato i suoi risultati. Richard Dennen, direttore della rivista considerata la bibbia dell'aristocrazia britannica e letta dagli stessi membri della famiglia reale, e vecchio amico della duchessa fin dai tempi dell'università, ha deciso di rimuovere i paragrafi condiderati diffamatori dalla futura regina del Regno Unito. Nonostante la copertina del numero di giugno recasse una foto della Middleton e il titolo "Caterina la Grande", l'articolo pubblicato all'interno descriveva la condizione fisica della donna come "pericolosamente magra". Inoltre definiva Kate "esausta e intrappolata" a corte a causa della quantità enorme di impegni cui presenziare accumulatisi dopo la Megxit. L'articolo inoltre presentava un ritratto impietoso di Carole Middleton, madre di Kate, descritta come una "snob altezzosa" e "spinta da idee di grandezza". La Condé Nast, casa editrice del periodico, ha ora acconsentito la cancellazione dei paragrafi sgraditi con il fine di salvaguardare il lungo rapporto che la lega alla famiglia reale britannica. In queste ore è riemerso anche un vecchio aneddoto su Kate. Nel 2008, quando già faceva coppia con William, la duchessa ha inviato ai suoi amici delle mail in cui chiedeva loro di chiamarla Catherine e non più con il diminutivo Kate. Questo richiesta è stata avanzata perché il nome completo suonerebbe più adatto ad una regina. L'intento non sembra essere però riuscito visto che, dopo anni e anni, tutti continuano a rivolgersi al lei usando in nome abbreviato. La duchessa sembra però non rassegnarsi e continua imperterrita a firmare la sua corrispondenza con il suo nome per esteso.

Il silenzioso potere della Corona che protegge Kate e non Meghan. Kate Middleton e Meghan Markle hanno combattuto battaglie molto simili contro i tabloid, ma la prima ne è uscita vincitrice, la seconda piuttosto malconcia. Francesca Rossi, Martedì 22/09/2020 su Il Giornale. In quattro mesi Kate Middleton ha vinto la guerra contro Tatler, il giornale da sempre definito “la bibbia dell’aristocrazia” e letto perfino dalla royal family. L’articolo “Catherine The Great”, ovvero “Caterina la Grande”, dovrà essere “ripulito” da tutte le accuse e critiche poco edificanti riservate alla futura regina consorte d’Inghilterra. Ricorderete che nel pezzo scritto da Anna Pasternak (la nipote del celebre Boris) la duchessa di Cambridge veniva definita una “arricchita, kitsch e pericolosamente magra proprio come la principessa Diana”. Non solo. Il principe William era etichettato come “assolutamente furioso” a causa della Megxit e Kate “esausta e intrappolata” nei doveri di corte diventati ancora più gravosi dopo l’allontanamento di Harry e Meghan. Il giornale non ha avuto parole affettuose nemmeno per la famiglia Middleton. Carole, madre di Kate, è stata bollata come “terribilmente snob”, una donna “spinta da idee di grandezza”. La royal family è famosa per la sua strategia del silenzio sfoderata di fronte a quasi tutte le provocazioni e le polemiche provenienti dai tabloid. Stavolta, però, le cose sono andate diversamente. Già a giugno, quando l’articolo venne pubblicato da Tatler, Buckingham Palace decise di replicare, sostenendo che nel pezzo vi fossero “una serie di inesattezze e false dichiarazioni che non sono state inviate a palazzo prima della pubblicazione”. Alla fine gli avvocati di Kate Middleton hanno avuto la meglio e Tatler ha dovuto cancellare le dichiarazioni incriminate dalla versione online del magazine (nulla si può fare per quella cartacea, che potrebbe persino diventare un oggetto da collezione per gli esperti). L’editore, come riporta Vanity Fair, ha fatto un passo indietro per “proteggere il suo rapporto di lunga data con la famiglia reale”. Kate Middleton, però, sarebbe rimasta delusa dall’articolo, vedendolo come “una frecciata estremamente crudele e offensiva”, “disgustoso e sessista”, soprattutto perché il caporedattore del magazine è Richard Dennen, suo amico dai tempi dell’università. Questa storia, seppur con esito diverso, l’abbiamo già letta. Lo scorso maggio la duchessa di Sussex ha perso la sua battaglia contro il Daily Mail, citato in giudizio aver pubblicato, senza permesso, dei passaggi di una lettera inviata da Meghan Markle a suo padre nell’agosto 2018. Per il giudice Mark Warby queste accuse sarebbero “irrilevanti”. Inoltre non si contano più le volte in cui Harry e Meghan hanno chiesto, invano, ai tabloid di rispettare la loro privacy. Allo stesso modo sono molti gli articoli in cui la Markle viene pesantemente colpita per le sue origini e a causa dell’atteggiamento della sua famiglia d’origine. Nella biografia “Finding Freedom” viene sottolineato che la duchessa di Sussex avrebbe voluto rispondere alle invettive, ma lo staff di corte le avrebbe sempre consigliato di tacere. Alla luce di questi fatti dovremmo pensare che alla corte inglese si usino due pesi e due misure? Perché Kate Middleton ha potuto replicare e vincere la stessa guerra che a Meghan non sarebbe stato consentito combattere finché viveva a Palazzo e che ha perso una volta libera di difendersi? La risposta ha diverse sfumature e non c’entra solo il futuro di Kate in veste di regina. Harry e Meghan sono stati sconfitti perché hanno perso l’appoggio della royal family, mettendo l’oceano tra loro e Buckingham Palace. Non ci sono mezze misure per la Firm: o si è dentro, o si è fuori (poco importa che Harry e Meghan stiano vivendo un periodo di transizione di 12 mesi imposto dalla regina Elisabetta). Inoltre Kate Middleton e Meghan Markle hanno avuto due atteggiamenti diversi nei confronti della stampa. La prima di solito ignora le critiche, la seconda avrebbe fatto di ogni provocazione quasi una persecuzione (e chi provoca gongola quando il guanto di sfida viene raccolto). Kate ha aspettato, lasciando lavorare gli avvocati e sferrato il colpo decisivo al momento giusto, Meghan si è esposta troppo, fin da subito, senza una strategia. Kate Middleton ha ottenuto ciò che giustamente chiedeva ma, in realtà, è il silenzioso potere della royal family inglese ad aver trionfato ancora una volta.

Il gesto di Kate che fa infuriare tutti: ​"Non può farlo, è una privilegiata". I figli di Kate Middleton tornano a scuola ma un gesto in particolare della duchessa fa indignare l'opinione pubblica e una nuova bufera si abbatte sulla casa reale inglese. Carlo Lanna, Venerdì 18/09/2020 su Il Giornale. C’è sempre grande attenzione da parte della stampa quando si parla dei reali inglesi. Non solo Meghan ma anche Kate Middleton finisce molto spesso nel mirino dei fotografi e dei royal gossip. Rispetto alla ex duchessa del Sussex, la moglie del principe William ha un comportamento più consono alle regole di corte, ma in casi eccezionali, anche Kate può commettere qualche errore. E proprio uno di questi ha fatto infuriare l’opinione pubblica della capitale Inglese. C’è un fatto in particolare che ha innescato una polemica silenziosa ma pungente che si è scatenata su un gesto compiuto proprio da Kate Middleton. La accusa più grande? Ha accompagnato i figli a scuola anche se non poteva farlo. Come in Italia, anche in Inghilterra le scuole sono riaperte dopo mesi di chiusura forzata. Anche nel Regno Unito si guarda con apprensione al ritorno tra i banchi di scuola, tra mascherine e obbligo di distanziamento sociale. Come tutti i bambini inglesi, anche Charlotte e George sono tornati a studiare, dopo che sono stati costretti a una didattica online. Lo scorso lunedì sono rientrati alla Thomas’s Battersa School, il prestigioso istituto di Londra, che ha accolto a braccia aperte i suoi piccoli studenti. Le norme di corte, per i figli di Kate, prevedono regole ben precise. Ad esempio, il primo giorno, i fotografi devo immortalare la duchessa e i figli nel momento in cui si apprestano ad entrare a scuola. Quest’anno, per evitare assembramenti, la stampa non è stata invitata al primo giorno dei piccoli eredi. E già questo ha fatto indignare molti giornali. Ma non è finita qui. Le norme anti-Covid impongono un ligio rispetto delle regole. I genitori non possono accompagnare i figli dentro l’istituto. I bambini devo restare ai cancelli e lì verranno accolti dalle maestre, rigorosamente con indosso le mascherine. Kate Middleton, però, in barba alle regole ha accompagnato i figli fin dentro l’aula, facendo indignare molti genitori che erano presenti sul luogo. Chi ha riportato l’accaduto ha affermato che la duchessa ha avuto un "trattamento privilegiato" e che ha infranto "una regola base imposta dal governo". La Nichol, giornalista ed esperta di corte, ha giustificato il gesto della Middleton affermando che tutti "hanno avuto un anno difficile. Ed è lecito essere preoccupati per i propri figli". L’esperta afferma inoltre che Kate ha accompagno i figli fin dentro la classe solo per regalare a George e Charlotte un momento di spensieratezza. Per ora dalla casa reale tutto tace.

Il futuro del piccolo Archie? Tutto dipenderà da Kate Middleton. La Megxit non ha cambiato la linea di successione. Secondo le leggi di corte, Archie quando si sposerà dovrà chiedere il permesso a Kate Middleton. Carlo Lanna, Lunedì 07/09/2020 su Il Giornale. Sappiamo fin troppo bene che gli assetti della famiglia reale inglese sono cambiati. Nel momento in cui Harry e Meghan hanno deciso di prendere le distanze dai Windsor, ogni cosa lì a corte ha subito diversi scossoni. Alcune vecchie abitudini, però, sono dure a morire. Ad esempio, la "Libertà" che la ex duchessa ha chiesto e ottenuto per se stessa e suo figlio? Tutto sarà dipeso da Kate Middleton. Strano ma vero, ma è così. Infatti, anche se i due duchi non fanno parte della linea diretta di successione, secondo alcune disposizioni della Corona, il loro futuro dovrà essere comunque “pilotato” dalla stessa royal family, grazie agli atti redatti nel 2013 del Succession to the Crown.

Harry e Meghan, la linea di successione cambia? Secondo quando è riportano in queste disposizioni reali, le prime sei persone in linea di successione al trono, quando si sposeranno, dovranno chiedere il permesso al sovrano in carica. Per ora c’è ancora Elisabetta che siede sul trono, ma quando sarà la volta di Archie, l’erede dei Sussex dovrà chiedere il permesso a Kate Middleton, perchè Regina d’Inghilterra. E dunque, l’atto parla molto chiaro e per il figlio di Meghan non ci sarà scampo. Può anche non essere un membro effettivo della famiglia reale, ma il legame di sangue con i Windsor non può essere mai cancellato. Secondo i calcoli, però, Archie, sarebbe settimo in linea di successione dato che prima di lui ci sono i figli di William, ma con i recenti cambiamenti al "vertice", Baby Sussex corre un vero e proprio pericolo. Il Principe Carlo, secondo i rumor, tra un paio di anni sarà Re per volere di Elisabetta e quindi Archie salirebbe automaticamente al sesto posto e, non appena William e Kate Middleton saranno i nuovi sovrani, diventerà persino quinto nella linea di successione. E quindi, se il Succession Act resterà ancora in vigore, quando il figlio di Meghan sarà pronto per sposarsi, dovrà chiedere udienza a Kate. Si tratterà sicuramente di una formalità, ma non sarà detta l’ultima parola. E quindi, se così fosse, la Megxit è stato solo un capriccio da parte di Meghan? Come è stato riportato nella biografia, i malintesi e i dissapori con la famiglia non sono stati il fattore scatenante. La voglia di indipendenza è stata dettata da ben altre esigenze. Eppure la libertà di Harry e Meghan non sarà una libertà totale. Archie sarà un cittadino canadese ma sarà comunque legato a un doppio filo con la corona e a Kate Middleton.

Kate è la nuova "vittima" di Buckingham Palace: "È stanca..." Troppi impegni per Kate Middleton e ora la duchessa accusa di essere stanca e stressata, ma a quanto pare, la mogie di William è diventata la nuova "vittima sacrificale" di palazzo. Carlo Lanna, Giovedì 27/08/2020 su Il Giornale. A Londra c’è aria di rinnovamento. La famiglia reale inglese, dopo le turbolenze scatenate dalla Megxit, sta cercando di far brillare (ancora una volta) il buon nome dei Windsor. E secondo le indiscrezioni che sono state lanciate su Express, la Regina e il suo entourage stanno cercando una figura forte per ristabilire l’ordine e far trasparire una nuova immagine della royal family. E la scelta è caduta proprio su Kate Middleton. La duchessa di Cambridge, moglie del Principe William e futura Regina d’Inghilterra, pare che sia l’unico membro della famiglia adatta per ricoprire un ruolo così importante. Kate ha classe, è bella, intelligente e soprattutto è una duchessa che sa come dialogare con il popolo. La Middleton potrebbe essere l’ago della bilancia, la donna che potrebbe far svanire tutte le ombre che si sono abbattute sulla Regina e, soprattutto, far dimenticare al popolo inglese la Megxit e gli scandali del principe Andrea. Non è un’impresa facile. Per Kate Middleton questo significa avere più impegni e meno tempo da dedicare alla sua famiglia numerosa. Da febbraio ad oggi abbiamo visto, infatti, una duchessa molto attiva durante la quarantena. Ha cercato di mantenere tutti o quasi gli impegni prefissati, ingigantendo la sua presenza con video chiamate e incontri virtuali, riuscendo persino a pensare alla salute del marito e dei figli. La stampa inglese però afferma che la Middleton non è più "in fiore" come lo era fino a qualche mese fa. Katie Nicholl, la giornalista e esperta di corte che ha curato l’ultimo ritratto della duchessa, afferma che Kate ora è stanca, afflitta e stressata. "Non ride più. Appare come una donna sull’orlo di una crisi", si legge tra le pagine del tabloid inglese. Questo perché, dopo mesi di lavoro, la Middleton non riesce più a mantenere il ritmo, e pare che abbia espresso più volte il desiderio di prendersi un attimo di respiro da tutti gli impegni. Pare che sia impossibile accontentare i voleri della Duchessa. Nonostante gli impegni formali sono diminuiti a causa del virus, sono le responsabilità ad essere aumentate a dismisura. Dopo la fuga di Meghan a Los Angeles e quanto è successo con il Principe Andrea, la Regina ha ben pensato di distribuire il lavoro in maniera diversa, dando a Kate la responsabilità di trasmettere una nuova immagine della corona dopo gli scandali. La Nicholl però ora parta di "vittima sacrificale" di Buckingham Palace. La giornalista è sicura che la duchessa è stata costretta a compiere questi sacrifici per un bene comune. Chissà, quando l’emergenza sanitaria sarà finita cosa ne sarà di Kate.

Cosa è il metodo “Chat Sofa” usato da William e Kate Middleton contro i capricci dei tre figli. Redazione su Il Riformista il 2 Luglio 2020. Un metodo, chiamato “Chat Sofa”, per educare al meglio i tre figli. L’attenzione alle buone maniere è fondamentale all’interno della Famiglia Reale inglese e per questo i duchi di Cambridge William e Kate per i loro figli George (quasi 7 anni), Charlotte (5 anni) e Louis (2 anni) hanno deciso di educarli con un metodo non convenzionale. Ma in cosa consiste il “Chat Sofa”? Per fare fronte all’educazione e ai capricci dei tre figli, i duchi di Cambridge seguono un metodo che vieta le punizioni o l’alzare la voce nei loro confronti. Se i tre bambini fanno i capricci, vengono portato sul divano e i genitori parlano con loro per analizzare le motivazioni, come degli psicologi. “Sono due genitori severi, ma la bravura è riuscire a non apparire tali”, ha raccontato una fonte di Buckingham Palace al tabloid Sun. Niente urla e sculacciate, ma un approccio morbido e certamente diverso per l’educazione di George, Charlotte e Louis. Pera ora, almeno guardando alle uscite pubbliche della famiglia, il metodo innovativo sembra aver portato a ottimi risultati. A confermare l’ottimo comportamento dei bambini alcuni testimoni oculari: l’intera famiglia mangia spesso all’Hurlingham Club, un esclusivo club sportivo nel quartiere di Fulham, e i bambini “sono soliti comportarsi bene, fanno la fila al ristorante con i genitori, non chiedono favori speciali e mangiano quasi sempre tutto”.

Il Principe William segue le orme di Lady Diana. In onore di Lady Diana, il Principe William ha presenziato all'edizione di quest'anno dei Legacy Awards in cui sono stati premiati i piccoli leader del domani che si sono distinti per le loro attività umanitarie. Carlo Lanna, Mercoledì 27/11/2019 su Il Giornale. Lady Diana ha lasciato un’impronta indelebile nel cuore di tutti, soprattutto nel cuore dei figli Harry e William, che a distanza di anni dalla sua scomparsa, cercano di mantenere alto il ricordo di una donna straordinaria. La Principessa Triste è stata una donna anticonformista ma, allo stesso tempo, ha combattuto per i diritti dei più deboli, dei giovani e degli emarginati. E il Diana Awards è la prova più tangibile di tutto l’operato di Lady D. Alla sua scomparsa, l’onoreficenza che premia i giovani che si sono distinti per la loro forza di volontà, è stato soprannominato The Legacy Awards. Il Principe William ne ha preso le redini e, proprio di recente, fra le mura di Kensington Palace, in un evento informale, il duca di Cambridge ha ospitato alcuni di quei ragazzi che, secondo lo spirito di Lady Diana, si sarebbero distinti per diverse attività. Il Principe William ha parlato con 20 piccoli ma grandi leader del domani che provengono da ogni parte del mondo, tutti hanno fra i 12 e 25 anni, i quali con le loro capacità avrebbero ispirato le nuove generazione a realizzare i propri sogni e combattere per i diritti di tutti. Per ambire a questo riconoscimento non è facile, ma la soddisfazione di ricevere i complimenti dal principe in persona è un’emozione indescrivibile. In questo contento, non sono passate inosservate le dichiarazioni di Olivia Hancock, di 14 anni appena, che ha ricevuto il premio perché si è distinta nella sua lotta alla parità di genere nel mondo del calcio. Intercettata dal Daily Mail, la giovane è rimasta molto colpita dal sorriso del Principe William. "Si è fermato a parlare con me solo per qualche minuto – afferma la promessa del cacio giovanile -. Mi ha raccontato che gioca molto spesso a calcio con il piccolo George e anche Charlotte si unisce a loro molto spesso. Non vuole creare né differenze né rivalità tra sorella e fratello – continua -. Condivide molto tempo con i figli. Li fa giocare all’aria aperta e cerca di trasmettere tutte le passioni e gli ideali della sua famiglia". Sul profilo instagram ufficiale di Kensington Palace si possono intravedere tutti gli scatti più belli dell’evento che si è svolto ieri, martedì 26 novembre, nella City. Il principe stringe mani, elargisce sorrisi e perle di saggezza. Ha a cuore questo progetto, è come se attraverso il Legacy Awards, trovasse un modo per dialogare ancora una volta con la madre prematuramente scomparsa.

Abbracci e sorrisi ai sudditi: la principessa Charlotte ruba la scena ai Reali. Al suo debutto per la messa di Natale a Sandringham, la principessa Charlotte ha rubato la scena a tutti, anche a suo fratello George, regalando abbracci e sorrisi ai sudditi. Francesca Galici, Mercoledì 25/12/2019, su Il Giornale.  La messa di Natale a Sandringham di quest'anno è stata la prima alla quale ha preso parte la principessa Charlotte, secondogenita del principe William e della duchessa Middleton. La bambina, che oggi ha 4 anni, anche stavolta ha rubato la scena ai suoi parenti nonostante non si sia esibita in uno dei siparietti che in altre occasioni hanno strappato un sorriso. Mano nella mano con sua madre Kate, la principessina ha tenuto un comportamento davvero regale mentre ha attraversato il lungo viale che conduce verso la chiesa di Sandringham dove, come da tradizione, la famiglia reale si reca nel giorno di Natale per assistere alle sacre celebrazioni. Erano presenti tutti questa mattina, tranne il sovrano consorte Filippo, dimesso ieri dopo la degenza di 4 giorni in un ospedale di Londra, e i duchi del Sussex che hanno disertato i rituali del Natale della Royal Family. Come ogni anno, sono migliaia le persone che fin dal primo mattino si assiepano ai lati del viale per vedere sfilare la famiglia reale, nell'unica occasione nella quale è possibile ammirarla al completo (o quasi.) L'atmosfera è stata meno sfarzosa rispetto al passato, complice i grandi problemi che quest'anno affliggono la Royal Family. Per smorzare le polemiche, il principe Carlo ha effettuato la camminata lungo il viale che conduce alla chiesa di St Mary Magdalene insieme a suo fratello Andrea, come dimostrazione della forte unione parentale. Il figlio maggiore di Elisabetta II ha poi ripercorso lo stesso tragitto insieme a suo figlio William e ai nipoti George e Charlotte. I due bambini hanno caratteri profondamente differenti e lo hanno dimostrato anche in quest'occasione. Il futuro re d'Inghilterra George, come spesso accade, non si concede alla folla e preferisce un atteggiamento più serioso e distaccato rispetto alla sorella. George e William si sono avvicinati alla folla ma si sono limitati a qualche stretta di mano, come impone il protocollo reale di cui George sembra essere già a conoscenza. Charlotte, in compagnia della madre, al termine della messa si è invece avvicinata con trasporto ad alcune persone che attendevano il loro passaggio ed è stata protagonista di un momento molto toccante. In compagnia di sua madre, la bambina si è avvicinata a una signora in sedia a rotelle in prima fila che aveva in dono un fenicottero gonfiabile per lei. Non solo Charlotte ha accettato di buon grado il regalo ma ha lasciato che la donna la abbracciasse, regalandole dei sorrisi. La prima esperienza ufficiale a Sandringham per i principi sembra essere stata un successo, in attesa del debutto ufficiale del piccolo Louise, ancora troppo piccolo per certi eventi.

Kate non è il vero nome della Middleton. Come rivela un esperto di Corte, da oltre 10 anni, Kate Middleton si sta battendo per riabilitare il suo vero nome, credo di non essere adatto per il ruolo di Regina. Carlo Lanna, Venerdì 13/12/2019, su Il Giornale. Insieme a Meghan Markle è una delle personalità più in vista della royal family. Kate Middleton è la moglie di William, è una donna bellissima, dal sorriso dolce e ha la stoffa per diventare la regina del Regno Unito. Dai modi elitari, attenta alla salvaguardia della famiglia, alle attività benefiche, ad oggi è la duchessa più amata dal popolo, venerata dai marchi di moda e apprezzata anche dai membri della famiglia. Ma alcune indiscrezioni fanno trapelare un inusuale aneddoto sulla duchessa di Cambridge. Un aneddoto che in pochi conoscono. Nessuno avrebbe mai immaginato che il vero nome di Kate fosse Catherine. La Middleton, infatti, a malincuore ha dovuto sottostare al nomignolo che le è stato affibbiato, ma da quel che sembra, avrebbe tutte le intenzioni di riabilitare il suo vero nome. In realtà è da più di 10 anni che la duchessa si sta battendo per farsi chiamare semplicemente Catherine, come ha riportato diverse volte Adam Helliker. L’esperto di corte e confidente della Middleton, dice che la moglie di William vuole a tutti i costi che la gente smetta di chiamarla Kate. Catherine sarebbe un nome più regale, più altolocato, un nome da versa regina. Dal 2008 la Middleton, sia con i familiari che con il Principe, sta cercando di riabilitare il suo vero nome. L’esperto inoltre aggiunge che, nel periodo in cui la duchessa si stava frequentando con William e sapeva che a breve sarebbe diventata la moglie di uno dei Windsor, ha battibeccato molto spesso con la mamma perché ha affermato che Catherine è un nome da Regina, Kate è solo un vezzeggiativo. In poche parole, la Middleton si voleva già preparare al ruolo che, presto o tardi, avrebbe ricoperto all’interno della famiglia reale e non desiderava che la gente potesse pensare che il suo nome non fosse adatto per la regina d’Inghilterra. Il fatto è che la sua richiesta non è mai andata a buon fine. Né i genitori né tantomeno il Principe hanno cambiato l’abitudine. Per tutti è ancora Kate Middleton. Questo è un problema solo ed esclusivamente della duchessa perché, da quel che sembra, a corte, tutti apprezzano il nome della moglie di William e nessuno crede che non sia un nome adatto per una regina. La stessa Elisabetta non ha mai messo bocca sulla questione. Se la sovrana non ha creato problemi vuole dire che, in futuro, avremo sul trono una donna dal nome comune.

Il principe William le posa una mano sulla spalla e Kate lo allontana: la scena imbarazzante sulla Bbc. La scena in onda sulla Bbc. Corriere Tv il 17 dicembre 2019. Cosa succede tra William e Kate? Pochi secondi andati in onda in una puntata di «A Berry Royal Christmas» sulla Bbc sembrano mostrare la duchessa di Cambridge «scrollarsi» dalla spalla la mano che il marito, il principe William, le aveva appena appoggiato teneramente. La trasmissione della Bbc ha seguito gli impegni dei reali per il Natale. La scena non è passata inosservata in rete. «Imbarazzante, avrebbero dovuto tagliare la sequenza» si legge tra alcuni commenti.

Kate Middleton, il gestaccio contro il principe William in diretta Bbc: sudditi inglesi sotto-shock. Libero Quotidiano il 18 Dicembre 2019. Aria di crisi? Lite fresca? Chi lo sa. In molti se lo stanno domandando dopo aver visto uno spezzone del programma A Berry Royal Christmas, in onda sulla Bbc, in cui si vede la duchessa di Cambridge Kate Middleton allontanarsi in modo brusco dal marito, il principe William, dopo che lui allunga una mano per toccarle la spalla. Un piccolo gesto di insofferenza, che potrebbe in realtà significare semplicemente il rispetto di un protocollo della famiglia reale, vale a dire niente affettuosità in pubblico. Durante la puntata i duchi di Cambridge sono stati protagonisti come assistenti della celebre chef Mary Berry per uno scopo benefico. La missione della coppia reale è infatti stata quella di preparare un pranzo natalizio e servirlo ai volontari che trascorrono il Natale nelle mense. Lo show, registrato nei giorni scorsi, è stato mandato in onda il 16 dicembre. 

"Kate e William sono due rivali": ecco il segreto delle loro nozze felici. C'è della sana rivalità tra Kate Middleton e il Principe William, una rivalità che ha reso forte il loro rapporto agli occhi del popolo. Carlo Lanna, Lunedì 16/12/2019, su Il Giornale. Sono una coppia solida, hanno una famiglia perfetta e sono amorevoli con i loro figli. Sono complici, sono eternamente innamorati e rappresentano a pieno titolo la monarchia inglese. Kate Middleton e il Principe William sono una fra le coppie reali più amate dal popolo. In prima linea per questioni umanitarie e nel salvaguardare le tradizioni dei Windsor, sono invidiati da tutti perché con lo scorrere del tempo il loro rapporto è ancora molto forte, è come se fossero degli eterni sposini. Kate e William però dispongono di un ingrediente fondamentale per permettere al loro legame di non appannarsi, se colpito dalla vita frenetica di corte. C’è la passione, c’è la stima, ma c’è anche una sana rivalità. A svelare il segreto del felicissimo matrimonio di Kate Middleton è stata Marry Berry, la regina delle pasticcerie inglesi ed ex conduttrice di The Great British Bake Off. Secondo quanto è stato raccontato ai tabloid inglesi, Kate e William amano sfidarsi e battersi a vicenda. Sono rivali per passione, solo per il gusto di esserlo. Si tratta di una rivalità bonaria, che stimola il loro rapporto, che lo mantiene vivo e che permette alla coppia di non cadere vittima di tutti i pettegolezzi di corte. Marry Barry afferma quindi, con assoluta certezza, che la competitività che c’è fra i duchi di Cambridge è nata proprio per mantenere vivo il loro sentimento, e ha notato questo dettaglio, proprio durante le registrazioni di uno show di cucina in cui Kate e William hanno preso parte di recente. L’episodio speciale e a tema natalizio a cui parteciperà la coppia reale, andrà in onda lunedì 16 dicembre sulla BBC. Messi l’uno contro l’altro ai fornelli, intenti a preparare un dolce tipo natalizio, Kate Middleton e il principe hanno dato il meglio di sé, sfidando i loro limiti con estremo spirito di gioco. "Ho fatto cucinare anche un involtino di carne – ha rivelato la conduttrice ai tabloid – e tutti e due avevano un forte spirito competitivo. Continuavo a sorridersi e guardarsi mentre preparavano la pietanza". E sono diverse le occasioni in cui i duchi si sfidano con il sorriso sulle labbra. Lo fanno spesso a tennis, e ancora mentre tosano le pecore, mentre spillano le birre e tirano con l’arco. Molte infatti sono le occasioni ufficiali in cui sia Kate che William non smettono di divertirsi insieme, come due persone comuni. E questo aspetto della loro quotidianità che tanto piace alla popol ha fatto dei duchi una tra le coppie reali più stimate. Sono definiti incantevoli, amorevoli e invidiabili. Tutti vorrebbero essere come loro.

Kate Middleton e il Principe William sono davvero in crisi? Non ci sarebbe nessun divorzio imminente tra Kate Middleton e il Principe William, dopo il gesto in diretta tv della duchessa. Carlo Lanna, Sabato 21/12/2019, su Il Giornale. Sarà un Natale dolceamaro per Kate Middleton e il Principe William? Sembra proprio di no, nonostante le ultime indiscrezioni che sono trapelate in rete. Dopo il gesto stizzito di Kate, immortalato in tv e che ha fatto il giro del web, in molti credono che il matrimonio dei duchi di Cambridge sia arrivato a un punto morto. Durante una breve intervista nella trasmissione A Berry Royal Christsmas, si è visto chiaramente come la Middleton non avrebbe gradito un dolce gesto d’affetto da parte di suo marito. Il video, anzi il breve frammento, subito è diventato virale e gli esperti si stanno interrogando sulle conseguenze. La vicenda però potrebbe avere un colpo di scena. A rivelare qualche dettaglio in più, ci avrebbe pensato un amico fidato di Kate e William, in alcune brevi dichiarazioni che ha rilasciato ai tabloid inglesi. Secondo la gola profonda, il matrimonio tra Kate Middleton e William sarebbe molto sereno e felice e i rumor su una possibile separazione sono del tutto infondati. "Si prendono cura l’uno dell’altro, ma in modo differente – rivela ai tabloid la fonte -. Il loro non è un matrimonio all’antica come da tutti è stato definito, ma è qualcosa che va ben oltre il rispetto reciproco". I duchi hanno un carattere molto diverso. William è più impulsivo ed è bilanciato dal carattere più pacato di Kate. "Loro hanno trovato un equilibrio, mantenendo la spontaneità tra la vita di tutti i giorni e i rigidi protocolli di corte – continua la fonte -. E poi entrambi hanno dei doveri diversi. William tiene discorsi ufficiali, anche politici; Kate invece è molto più umana, e si interessa da vicino a causa benefiche e umanitarie". Una vita non facile quella dei duchi. L’amico fidato però esclude a priori il divorzio. Si accusa il gesto ai tanti impegni dell’ultimo periodo e, soprattutto, allo stresso per lo scandalo del Principe Andrea che, di fatto, ha gettato una nube oscura sulla royal family. Ma niente è nero o bianco, i problemi sono nel mezzo, in quella sfumatura di grigio quasi impercettibile. Nessuno ha dimenticato i pettegolezzi che sono trapelati questa estate, nessuno ha dimenticato il possibile tradimento di William con Rose Hansbury (sua vicina di casa), nessuno ha dimenticato gli sguardi bassi e l’assenza di sorrisi complici. Una crisi c’è e lo dimostra anche il fatto che fino ad ora non è stata diffusa ancora nessuna cartolina di Natale.

Kate in tv: "William mi ha conquistata con un piatto di spaghetti". Ospiti in tv di uno special natalizio tenuto dalla chef Mary Berry, i Duchi di Cambridge hanno rivelato divertenti aneddoti sulla loro storia d'amore e sui loro tre bambini. Sandra Rondini, Martedì 17/12/2019, su Il Giornale. Ospiti in tv dello special natalizio "A Berry Royal Christmas", i Duchi di Cambridge hanno parlato della loro passione per la cucina, con Kate che ha rivelato alla famosa stella dell’edizione inglese del programma "Bake Off", Mary Berry, qual è stato il piatto che suo marito William le ha cucinato per conquistare il suo cuore, mettendosi ai fornelli per la prima volta. I due, com’è noto, si sono conosciuti all’università di St. Andrews, continuando a frequentarsi per più di dieci anni fino a prendere finalmente la decisione di sposarsi e metter su famiglia. "Mi ha invitata a cena da lui e mi ha preparato un piatto italiano, degli spaghetti alla bolognese", ha raccontato Kate con un velo di nostalgia, ricordando i tempi in cui lui e William avevano poco più di 20 anni e adesso sono marito e moglie, nonché genitori di 3 bambini. Tra l'altro, proprio a proposito di uno di loro, il minore, il piccolo Louis di un anno e mezzo, proprio ieri si era diffusa la notizia che avrebbe appena pronunciato la sua prima parola che, però non sarebbe stata 'mamma' o 'papà', ma come diversi insider hanno fatto sapere a diversi tabloid, sarebbe proprio "Mary", come Mary Berry di “Bake Off”, programma che pare che Louis guardi sempre e apprezzi molto. Se fosse vero, e i Cambridge non confermano né smentiscono, sarebbe per la popolare chef televisiva un grande onore e Louis avrebbe diritto, da parte sua, a una torta davvero molto speciale, come i sudditi di Sua Maestà sui social le stanno chiedendo di fare a gran voce. In ogni caso, ieri sera William e Kate sono comparsi insieme nello special tv, rivelando una grande intimità e affinità, come hanno avuto modo di notare sia i telespettatori che gli esperti reali, conversando amabilmente proprio con Mary Berry. "Ai tempi dell'università – ha detto ridendo Kate - William cucinava ogni sorta di cibo. Sai Mary, penso che stesse cercando di impressionarmi con piatti come spaghetti alla bolognese, salse e cose del genere". Ha poi aggiunto: "Adesso però è William deve sopportare la mia cucina per la maggior parte del tempo", prima che il Duca le rispondesse scherzando: "È la ragione per cui sono così magro!". A William è stato quindi chiesto se avesse in programma di cucinare qualcosa con i suoi figli George, Charlotte e Louis durante il Natale e lui ha risposto: "Sì, certo. Stiamo parlando di fare delle torte sbriciolose quest'anno. Se i bambini vogliono giocare a fare gli chef in cucina sarò felice di accontentarli". Kate, da par suo, ci ha tenuto a sottolineare che i dolci a casa Cambridge sono riservati alle occasioni speciali, perché i suoi bambini mangiano e amano molto le verdure che lei stessa e il marito coltivano nell’orto di casa. "Io e William coltiviamo personalmente le verdure che mangiamo. Abbiamo carote, fagioli e barbabietole che sono il piatto preferito di Louis. Ne va pazzo!". Anche la Middleton, infine, ha ammesso di saper cucinare e "in particolare - ha detto - adoro preparare torte. È diventata un po' una tradizione per me rimanere sveglia fino a mezzanotte con spropositate quantità di impasti di torte e glassa. Ne faccio davvero troppe. Non so regolarmi con le dosi...Ma adoro fare torte e cucinare mi diverte tantissimo", ha concluso la Duchessa, regalando così ai sudditi, insieme al Principe William, l’immagine di una famiglia giocane e normale che nel periodo natalizio trasforma la cucina di casa in un campo di battaglia con il solito allegro caos che si crea quando si sta ai fornelli in una occasione speciale, soprattutto se circondati da bambini molto piccoli, come sono George, Charlotte e Louis.

DAGONEWS il 27 novembre 2019. Nuovo attacco frontale a Meghan Markle da parte di uno dei membri della sua famiglia: questa volta ad asfaltare la duchessa ci ha pensato Mike Markle, lo zio 80enne, ex diplomatico e fratello del padre Thomas. In una lunga intervista a “Woman” l’ex diplomatico descrive la nipote come una “primadonna”, «una persona che porta rancore pensando di essere stata maltrattata. Questo potrebbe essere uno dei problemi che ha con la cognata Kate». Mike ricorda come ha aiutato la nipote ad assicurarle un prestigioso tirocinio come addetto stampa junior presso l'ambasciata americana in Argentina quando aveva 20 anni visto che Meghan all’epoca stava considerando una carriera nelle relazioni internazionali. «Lei ha fatto la sua scalata sociale e ci ha lasciato alle spalle – ha detto Mike -  Penso che sia quello che succede quando sei una di una classe inferiore che cerca di superare la realtà dei fatti. Visto qual è il suo passato, potrebbe avere una rabbia derivata dal pensiero di essere stata trattata male in passato. Potrebbe essere una parte del problema con sua cognata. Meghan è in qualche modo immatura. Lo vedo nel modo in cui agisce, non solo nei confronti dei familiari, ma di altre persone». La responsabilità del carattere “difficile” della duchessa per lo zio Mike è del padre Thomas: «Può darsi che sia stata prepotente nei confronti del personale perché è stata viziata da mio fratello. Tom ha trascorso più tempo con lei e l'ha aiutata a scuola. Ha sempre avuto più rapporti con lei rispetto agli altri figli. Si sente una primadonna perché lui l’ha sempre trattata molto bene». Mike, che non è stato invitato al matrimonio reale, incalza: «Non ha invitato molte persone, quindi non ha discriminato me. Sarebbe stato bello per lei avere un parte della sua famiglia, ma non la capisco. Non riesco a comunicare con lei perché non le danno la posta al palazzo e in ogni caso non so cosa dovrei scriverle. Sta a lei fare il primo passo. Ho fatto molto di più per lei rispetto alla maggior parte delle altre persone. Ho parlato personalmente con l'ambasciatore in Argentina per lei. L'ho aiutata e non ho chiesto nulla in cambio. Se vuole avere una relazione più stretta, per me va bene, ma deve venire da lei».

Mal di pancia a corte: "Carlo è infastidito dai genitori di Kate Middleton". Il Principe del Galles si sentirebbe escluso dalla vita dei suoi nipotini. Il padre e la madre di Kate Middleton trascorrono molto più tempo d lui con George, Charotte e Louis, con grande dispiacere di Carlo. Sandra Rondini, Lunedì 18/05/2020 su Il Giornale. È guerra tra nonni per i piccoli George, Charlotte e Louis, i figli di William e Kate. Il Principe Carlo, stando a una fonte di Express UK, avrebbe messo in atto una guerra fredda con i consuoceri Carole e Michael Middleton, genitori di Kate Middleton, che trascorrerebbero più tempo di lui con gli adorati nipotini. Con Archie Harrison lontano, a Los Angeles, con mamma Meghan e papà Harry alle prese con la loro nuova vita da common milionari, a Carlo restano i tre nipoti figli di William. a cui, come ha svelato una fonte del tabloid, "è molto legato perché li ha visti crescere sotto i suoi occhi, a differenza di Archie con cui ha avuto finora pochi contatti ". Come già segnalato al Daily Mail nel 2016 dall’esperta reale Katie Nicholl "il Principe di Galles si sente tagliato fuori dai genitori di Kate, Carole e Michael, che ottengono di passare più tempo di lui con George e Charlotte. Lui, in confronto, li vede molto poco e nutre un po' di rancore al riguardo". Questo avveniva 4 anni fa, quando Louis, l’ultimogenito di William e Kate non era ancora nato, eppure a distanza di tempo non sembra che le cose siano cambiate. Katie Nicholl è infatti tornata a riproporre la questione su Express UK, aggiornando i lettori con nuove confdenze fattele da una fonte che farebbe parte della cerchia più intima del Principe Carlo. Secondo la Nicholl pare che sia Kate Middleton a fare di tutto perché i suoi figli si leghino molto ai suoi genitori che sarebbero "più alla mano e meno formali del Principe Carlo" che, nonostante il grande affetto che nutre per loro, "non riuscirebbe a superare una certa freddezza che non è indifferenza nei confronti dei piccoli, ma semplicemente il modo in cui è stato abituato ad esprimere le sue emozioni, senza troppi slanci emotivi". Come ben sanno i suoi stessi figli, William e Harry, che sebbene molto legati alla figura paterna, ricevano il calore di un abbraccio e tante tenerezze solo dalla madre Lady Diana. D’altronde non è un mistero a Corte che la Regina Elisabetta II abbia allevato il Principe Carlo con fermezza "perché - ha sottolineato la Nicholl - è così che i Windsor educano i futuri Re". Secondo l'esperta reale, quindi, la nonna più amata dai principini sarebbe Carole Middleton, unica e sola dato che dell’altra, Camilla Parker Bowles, non sono noti, stando a quanto le ha riferito la sua fonte, particolari gesti d'affetto verso nipoti comunque non suoi, ma acquisiti dopo il suo matrimonio con il Principe Carlo. L'nsider definisce Carole Middleton come una "presenza piuttosto invadente" quando è a Kensington Palace, residenza ufficiale di William e Kate, e "gelosa e possessiva" del suo rapporto con i tre nipotini. La Nicholl, al riguardo, cita due episodi in particolare. "Quando George nacque nel 2013, Carlo si lamentò di aver dovuto fare anticamera prima di vedere il nipote. In ospedale i genitori di Kate furono i primi a vedere la figlia che aveva da poco messo al mondo il loro primo nipotino e si intrattennero con lei a lungo, mentre Carlo attendeva fremente in corsia". Poi c'è l'episodio della terza festa di compleanno di George nel 2016. "Fu interamente organizzata dai Middleton. Carlo e Camilla non presero parte a nessuno dei preparativi, furono semplicemente invitati alla festa", rivela la Nicholl al tabloid inglese. "Carlo era stato tutto il giorno impegnato in una riunione a Clarence House per discutere di una campagna a tutela dei parchi dell'Inghilterra rurale. Ma fece di tutto per non perdersi la festa, mentre Camilla non ci andò, sostenendo di avere altri impegni. Carlo arrivò quasi alla fine della festa, mentre Carole e Michael Middleton avevano trascorso l'intera giornata a organizzare cibo e giochi per i bambini, facendoli divertire un mondo". La fonte della Nicholl ha aggiunto: "Carlo non voleva perdersi il compleanno del nipote, ma il fatto che l'intera faccenda fosse praticamente un evento dei Middleton con Carole che orchestrava l'intera faccenda l’ha molto innervosito, soprattutto perché suo figlio William non capiva il motivo del suo disappunto. Ancora oggi - prosegue la fonte della Nicholl - Carlo si sente escluso. Passa pochissimo tempo con i suoi nipoti ed è qualcosa che lo irrita profondamente. Non fa che ripetere quanto gli dispiaccia che le cose stiano così e che Wiliam non intervenga per spalleggiarlo, anzi, persino lui trascorre più tempo con i Middleton che con la sua stessa famiglia". Per rappresaglia contro il primogenito Carlo è arrivato, sempre nel 2016, a riprendersi il controllo di Birkhall, la proprietà scozzese che apparteneva alla Regina Madre e che la Regina Elisabetta II, nei primi anni di matrimonio tra William e Kate, aveva concesso loro come proprietà in cui godersi qualche bel weekend. Ma non solo. Carlo avrebbe fatto pressione perché i Middleton non fossero invitati a diversi eventi reali chiave nel 2016, come il concorso ippico di Ascot, il servizio di Ringraziamento per il 90esimo compleanno della Regina e il Royal Windsor Horse Show. Ma la punizione non sembra aver sortito alcun effetto: i consuoceri negli anni hanno continuato ad essere i nonni più presenti e amati dai piccoli di casa Cambridge, "con William che – sottolinea la Nicholl - ricorda bene quando cercava un abbraccio dal padre e non lo trovava, rifugiandosi sempre da sua madre Lady Diana, così materna da infrangere il protocollo che imponeva di impartire un'educazione più severa a un futuro Re, quale Wlliam è”. Anche il piccolo George un giorno sarà Re e papà William desidera per lui "un’infanzia il più possibile normale, piena d'amore. Da qui la scelta di privilegiare i Middleton perché più propensi a quegli slanci d'affetto di cui suo padre Carlo sarebbe incapace a causa dell'educazione ricevuta e per il suo carattere naturalmente schivo e riservato", ha concluso la Nicholl.

Kate e Will, ascesa dei futuri sovrani. Ora sono loro la forza della Corona. Mai uno scandalo, mai uno scivolone. Con la Megxit salgono le loro quotazioni. Perfetti interpreti della linea di Elisabetta II. Gaia Cesare, Lunedì 13/01/2020, su Il Giornale. Il maggiore, William, 37 anni, più timido e taciturno, ha sempre misurato le sue uscite pubbliche e non è mai finito in uno scandalo. Il minore, Harry, 35 anni, più sfacciato e festaiolo, ha sempre voluto fare di testa sua e ha creato non pochi imbarazzi alla Corona, dalle foto in uniforme nazista per una festa in costume alle immagini nudo in un party privato a Las Vegas. Sono passati 22 anni dall'evento più tragico che possa capitare a due ragazzini, la morte della mamma, la principessa Diana, nell'agosto del '97, quando il primo aveva 15 anni e il secondo appena 12. E nemmeno quella tragedia basta più a tenere unito il filo indissolubile tra i due fratelli e discendenti di casa Windsor. «Will» e Harry prendono strade diverse. Con rammarico del maggiore, che secondo il «Sunday Times» a un amico ha confessato: «Ho protetto mio fratello per tutta la vita. Non posso più farlo. Sono triste per questo. Ormai siamo entità separate». Le parole di William sono il frutto della crisi scatenata da Harry e Meghan con la decisione di abbandonare il proprio ruolo di membri «senior» della Casa reale. Ma l'epilogo, seppur amaro, giorno dopo giorno rafforza la figura di William come futuro sovrano, uomo affidabile, padre amorevole di tre bambini, il miglior continuatore della linea impeccabile di Elisabetta II. Con i suoi modi affabili, la sua capacità di non inciampare mai in uno scandalo e in una sbavatura, William si conferma oggi più che mai il fedele interprete e difensore della monarchia britannica che, in qualità di secondo erede al trono in linea di successione, prima o poi si troverà a rappresentare nel ruolo più importante e complicato. Non è un caso che in questi anni molti sondaggi abbiano chiaramente manifestato la voglia degli inglesi di far saltare un giro nella successione e vederlo sul trono al posto del padre e principe Carlo, figura più controversa. Non succederà. Elisabetta II mai lo permetterebbe. Ma l'auspicio dei sudditi conferma come William si sia guadagnato nel tempo stima e rispetto, trasformandosi da principe un po' scialbo rispetto al fratello Harry, a solido riferimento della Corona, perfetto interprete dello stile di nonna Elisabetta: rigoroso, abbottonato e autorevole. Le sue quotazioni sono esplose con la Megxit. Il «Daily Mail» dice che Will batte Harry 65% a 35% nelle preferenze degli inglesi e la moglie Kate straccia Meghan 73% a 27%. Sembra quasi superfluo precisare che a contribuire all'ascesa di consensi di William sia stata la scelta di sposare Catherine Middleton, ormai per tutti Kate, la nuova «principessa del popolo». Entrambi riservati e misurati quanto si addice all'istituzione che rappresentano, entrambi capaci di ottemperare agli obblighi della Corona senza farli sembrare fardelli, il duca e la duchessa di Cambridge hanno portato a corte una ventata di freschezza e modernità senza proclamare la rivoluzione. Perfetta nel suo ruolo, mai uno scivolone, la commoner Kate, che non ha sangue blu, fin qui si è prestata alle esigenze di Sua Maestà e alle richieste dei media senza battere ciglio e senza mai lasciar trapelare stanchezza e insoddisfazione. Lo ha fatto pur subendo limitazioni e obblighi quanto e più di Meghan. Kate e William hanno capito privilegi e limiti del proprio ruolo, ligi interpreti della filosofia: «Mai lamentarsi, mai spiegare». Come disse la regina consorte alla figlia Lilibet, appena diventata regina dopo la morte del padre Giorgio VI: «Non fare nulla è il lavoro più difficile di tutti e richiederà tutta la tua energia. Essere imparziali non è naturale, non è umano. La gente vorrà sempre vederti sorridere, annuire o aggrottare la fronte. Ma appena lo farai avrai dichiarato il tuo punto di vista, e in quanto sovrana questa è una cosa che non puoi permetterti».

Kate Middleton fuori dal vertice della famiglia reale. Intanto che si decideva il futuro dei Sussex, Kate Middleton volutamente si è tirata fuori dai pettegolezzi e dai rumor di Palazzo per dedicarsi alla famiglia. Carlo Lanna, Martedì 14/01/2020, su Il Giornale. Per la royal family ieri è stata una giornata epocale, ma anche molto difficile da affrontare. Si è messo un punto, o almeno un punto e virgola, al divorzio dei Duchi di Sussex dalla Corona inglese. L’attesa summit, indetto dalla Regina nel corso del fine settimana, ha dato i suoi frutti. Infatti, nel corso della serata di lunedì, si è deliberato il destino di Meghan e di Harry. In questo frangente nessuno pare aver fatto caso all’assenza di Kate Middleton. La moglie di William, infatti, nel corso della settimana e mentre la bomba lanciata dalla Markle cominciava a evidenziare i primi danni, è rimasta da sola e come una spettatrice passiva della vicenda. Come riportano le prime voci di palazzo, Kate Middleton è stata esclusa volutamente da tutto questo e a volerlo è stata proprio la stessa Duchessa. Per lei, l’unico vero interesse, è la famiglia. Una vicenda, quella del summit, che non ha sfiorato minimante né la routine né l’animo di Kate Middleton, o almeno così vogliono far credere le fonti ufficiali. Durante quelle ore tremende e dove si sono rincorsi molti rumor, alcuni di questi anche infondati, la duchessa di Cambridge è rimasta nella tenuta di famiglia, a badare i figli e aspettare il ritorno di William. Una scelta che pare sia stata decisa di comune accordo con il marito. Sì, perché dato che l’incontro nel cuore di Sandringham era di vitale importanza, c’era bisogno di discutere della vicenda tra consanguinei e, soprattutto, limitare quanto più possibile la diffusione di rumor e falsi pettegolezzi sulla vicenda. Nessuno ha voluto escludere Kate dalla vita di Corte, è stata solo una mossa per limitare i danni ed evitare la diffusione di gossip. Nel corso della giornata di ieri, la Middleton ha vissuto tra impegni di corte e di famiglia. L’unico avvistamento è nel primo pomeriggio mentre, scortata dalla guarda del corpo, si è diretta alla Thomas’s Battersa School per portare a casa Charlotte e George. Il suo obbiettivo, in tutta questa vicenda, è stato quello di dare priorità alla famiglia, una scelta che rispecchia il carattere e il punto di vista di Kate. Diversamente dalla Markle, la duchessa di Cambridge ha sempre rispettato il suo ruolo e, ora più che mai, ha voluto sottolinearlo. Si è trattata di una sottile vendetta nei riguardi di Meghan? Chi può dirlo. Le due duchesse erano già ai ferri corti da tempo, forse ora la Middleton, non ha fatto altri che far capire chi è la vera altezza reale tra le due.

Kate Middleton e il legame con il Principe Harry? "Teme di non avere più sue notizie". A soffrire maggiormente per la Megxit è proprio Kate Middleton, la quale avrebbe paura di non avere più nessun contatto con il Principe Harry a cui è molto legata. Carlo Lanna, Domenica 02/02/2020, su Il Giornale. Gli effetti della Megxit sono incontrollabili. Se da una parte Meghan e Harry stanno scrivendo un nuovo capitolo della loro vita in Canada, è a Londra che si fa la conta dei danni. E secondo le prime indiscrezioni, pare che siano incalcolabili. A subire gli effetti di questo divorzio improvviso e alquanto ingiustificato è proprio Kate Middleton. La moglie del duca di Cambridge, secondo quello che è stato rivelato da una fonte interna di palazzo, è l’unica che sta somatizzando gli effetti e le conseguenze della Megxit. La Middleton, donna tutto d’un pezzo, dedita alla famiglia e agli impegni di Corte, non riesce proprio a digerire quanto è successo nelle ultime settimane. E non sente la mancanza di Meghan, dato che tra le due il rapporto non è stato mai idillico, ma più altro soffre la lontananza del principe Harry. Come riporta l’US Weekly in una news che è stata pubblicata nelle ultime ore, pare che Kate Middleton non riesca a credere che il principe abbia deciso di rinunciare al suo ruolo e che abbia deciso di fuggire in Canada insieme a sua moglie. La fonte di palazzo, che come sempre preferisce restare anonima, riporta che la Middleton è molto afflitta, triste e arrabbiata per tutta questa faccenda. Anche se sposata con William, ha sempre avuto un bellissimo rapporto con Harry. Più che cognati erano due amici. È stato il Principe che le ha dato il benvenuto in famiglia quando era ancora uno scapestrato, ed è stato proprio lui che ha messo la Middleton a proprio agio, indicando regole e "riti" di passaggio. "Vorrebbe parlare con Harry – esordisce la gola profonda -. Ha paura però di non aver più sue notizie e teme che non potrà contare più sul suo appoggio". E come riportano le indiscrezioni, il rapporto tra Kate Middleton e il principe Harry si sarebbe logorato proprio a causa di Meghan e, soprattutto, perfino il legame con William si è spezzato a causa della ex duchessa del Sussex. E Kate sta soffrendo molto per quello che è accaduto alla sua famiglia. Ecco perché negli ultimi giorni è apparsa triste, sconsolata e visibilmente smagrita: la moglie di William sta soffrendo molto la sua lontananza. "Kate è entrata nel panico perché ora si trova a gestire da sola gli impegni di Harry e Meghan", rivela la fonte. Però secondo i ben informati, anche le cugine Beatrice e Eugenie di York, presto o tardi, dovrebbero assumere ruoli di rilievo per colmare il gap.

Kate Middleton ha lavorato in segreto nel reparto maternità di un ospedale di Londra. La duchessa di Cambridge ha prestato servizio nel reparto maternità del Kingston Hospital di Londra, lavorando al riparo dall'interesse mediatico, al fianco di medici e infermieri. Novella Toloni, Venerdì 29/11/2019, su il Giornale. Kate Middleton è tornata a lavorare, in gran segreto, per un ospedale londinese. La consorte del Principe William ha prestato servizio nel reparto maternità del Kingston Hospital di Londra, senza che nessuno lo sapesse. Se ne saranno accorti sicuramente i piccoli pazienti e il personale ospedaliero, ma la notizia è stata ufficializzata solo a lavoro compiuto. Kate ha fatto un'esperienza di due giorni all'interno del reparto maternità dell'ospedale inglese, affiancando il personale interno. A dare la notizia del suo breve progetto è stato il Daily Mail che, nell'edizione online, ha riportato la nota reale in cui si spiega che la duchessa "ha completato due giorni con il Kingston Hospital Maternity Unit di Londra". Non è invece stato reso noto quale lavoro abbia svolto la moglie del principe William all'interno del reparto di maternità, ma dopo tre figli c'è da scommettere che la duchessa se la sia cavata egregiamente. Il Kingston Hospital Maternity Unit di Londra è uno dei più attivi della metropoli inglese e solo nel 2018 ha visto nascere quasi sei mila bambini, fornendo assistenza per le nascite a casa, insieme a un'unità di ostetriche tra le più richieste del Regno Unito. La duchessa di Cambridge non è nuova agli impegni negli ospedali della Regina Elisabetta II. Kate Middleton, infatti, riveste numerosi ruoli per conto della famiglia reale, tra i quali l'incarico di patrona reale degli ospizi per bambini dell'East Angliàs. Due settimane fa la duchessa ha inaugurato il "Nook Children Hospice" a Norfolk, intrattenendosi per alcune ore con i piccoli pazienti e le loro famiglie. Anche durante il Royal Tour in Pakistan, la duchessa di Cambridge ha fatto visita, insieme a William, al Shaukat Khanum Memorial Cancer Hospital di Lahore, dove giocando con una paziente indossò una tiara giocattolo.

Kate Middleton diventa un'infermiera per un giorno. Duchessa e ora anche infermiera, per due giorni Kate Middleton ha prestato servizio al Kensington Hospital di Londra al reparto neo-natale lontana da occhi indiscreti e dalla stampa inglese. Carlo Lanna, Domenica 01/12/2019 su Il Giornale. Tutti sono a conoscenza del grande interesse che Kate Middleton rivolge alle attività umanitarie. Oltre che duchessa, è una moglie, è una madre ed è soprattutto una donna dal gran cuore che utilizza la sua influenza per fare la differenza e, soprattutto, per costruire un mondo migliore. Quasi tutte le attività che la Middleton svolge quotidianamente finiscono sotto l’occhio indagatore della stampa, tutte tranne una. Da quello che è stato rivelato dal magazine Hello!, la duchessa di Cambridge il 28 novembre ha prestato servizio per due giorni, in qualità di infermiera volontaria, al Kensington Hospistal di Londra. Camice bianco e un passo rapido in corsia, la Middleton si è data un bel da fare al fianco dei medici del reparto di maternità di uno fra gli ospedali più attivi della capitale inglese. In gran segreto e lontano da gli occhi indiscreti della stampa, la moglie di William è diventata un’infermiera che, per due giorni, ha prestato servizio all’ospedale, rispettando orari e turnazione come una gente comune. E da quel che sembra, Kate Middleton è una donna dai mille talenti dato che, in molti sono stati felici di avere in corsia una duchessa così umana e ligia al dovere. Per ora non c’è nessuna foto di quanto è accaduto negli scorsi giorni ma, dal magazine che ha rivelato la notizia, spunta una nota che l’ospedale avrebbe inviato alla stampa, per raccontare quando è accaduto. "La duchessa ha completato due giorni di lavoro nella unità. È stata una donna fantastica che ha prestato servizio sempre con il sorriso sulle labbra e a incastrato altri impegni che aveva durante la giornata – si legge dalla nota -. È stata nella sala pre-natale e in quella post-natale e ha assistito alle operazioni in sala travaglio. Ha visitato il reparto in gran segreto per valutare l’operato dell’Early Years". Non è stata quindi una visita a sorpresa, ma da quel che si legge in rete, Kate Middleton ha voluto constatare con mano come procedono i lavori nell’associazione che lei stessa ha fondato nel 2018. È un gruppo che si occupa di migliorare la vita dei bambini appena nati e che si occupa della crescita del singolo in una fascia di età compresa dai 0 ai 5 anni. "Kate è nata per essere una mamma. Ha cuore, ha tatto e riesce a empatizzare con il paziente", conclude la nota. Proprio perché ha a cuore la salute dei bambini, di recente, la duchessa di Cambridge non ha partecipato a un evento per stare vicino al piccolo George e al resto della sua famiglia.

Kate Middleton e l’influenza di Lady D. "Per i miei figli desidero una vita normale". I tabloid riportano che Kate Middleton nell'educare i suoi figli è molto influenzata dal metodo usato da Lady D. proprio perchè vuole far crescere la famiglia secondo le regole della gente comune. Carlo Lanna, Lunedì 04/11/2019, su Il Giornale. È una duchessa, ma è anche una moglie e madre amorevole. Kate Middleton è questo e molto altro. E di recente, in una news trapelata sul Daily Mail, alcuni esperti di corte nel ricostruire l’immagine della duchessa nel corso del tempo, hanno evidenziato come la Middleton ha molte affinità con Lady D. Queste affinità sono trapelate soprattutto nel modo in cui Kate sta educando i suoi figli. "Desidera una vita normale per George, Charlotte e Louis – rivela l’esperto al tabloid inglese – Kate ha sempre voluto che i suoi figli vivessero nel mondo reale e non sotto una campana di vetro. Vuole educarli facendo vivere le stesse esperienze dei bambini della loro età". Come ha riportato il magazine, Kate Middleton intende regalare ai suoi figli un’educazione moderna e, soprattutto, influenzata dalle convinzioni di Lady D, la quale non aveva nessun problema nell’infrangere il protocollo di corte. "Kate è assolutamente consapevole di quanto William fosse legato a sua madre. Per questo motivo vuole che i suoi stessi figli sperimentano cosa vuol dire essere normali", aggiunge l’esperto. E le intenzioni sono state già messe in pratica dalla duchessa di Cambridge. Ad esempio è stata avvistata qualche giorno fa in un negozio mentre ha acquistato dei vestiti di Halloween per i tre pargoli e, a inizio ottobre, dato che Louis non è stato molto bene, ha preferito restare a casa e bigiare lo stadio in cui tutta la royal family era lì per tifare l’Aston Villa.

Vittorio Sabadin per “la Stampa” il 3 novembre 2019. La regina Elisabetta organizzò nel gennaio del 2001 un rito molto simile a un esorcismo in una stanza del palazzo di Sandringham nella quale i domestici non volevano più entrare a causa di strani fenomeni: dopo la funzione, il sacerdote disse che avrebbe potuto trattarsi del fantasma di Diana. Chi è appassionato di storie reali non deve perdersi il secondo volume dei diari di Kenneth Rose, «Who Loses, Who Wins» appena uscito a Londra e anticipato dal «Daily Mail». Rose, morto nel 2014, è stato uno dei più informati biografi della Royal Family: conosceva tutti e le cose che non poteva scrivere sui libri le annotava nei diari, che ora vengono pubblicati. Rose riceveva informazioni di prima mano da persone in stretto contatto con i reali. È stata Prudence Penn, ad esempio, lady in-waiting della Regina Madre, a raccontargli che alcuni domestici avevano segnalato strani avvenimenti in un' ala del palazzo di Sandringham, la residenza nella quale Elisabetta trascorre sempre le vacanze di Natale con la famiglia. Era stato chiamato un sacerdote che insieme alle tre donne (la Regina, sua madre, Lady Penn e nessun altro) avevano individuato l' origine dei flussi negativi intorno alla camera nella quale era morto nel 1952 Giorgio VI, padre di Elisabetta e marito della Regina Madre. Lady Penn ha raccontato a Rose che fu celebrata una breve funzione «per portare tranquillità», non un vero e proprio esorcismo. Il sacerdote impartì la Comunione e furono recitate particolari preghiere. Dopo la funzione, il prete disse alla Regina che avrebbe potuto trattarsi di Lady Diana, perché in base alla sua esperienza «a volte accadono cose del genere quando si muore di morte violenta». Molte pagine del diario di Rose sono dedicate a Diana e al suo rapporto con la Royal Family. I giudizi sulla Principessa del Galles sono spesso negativi. Il 6 febbraio 1983 Rose annota un commento di chi aveva conosciuto Diana come insegnante d' asilo: «Poco brillante, non ha risorse intellettuali necessarie a sposare il principe del Galles». Per questa ragione la principessa ricevette poi lezioni private da Eric Anderson, decano di Eton, che cercò di istruirla sulla lingua e la letteratura inglese. Rose rivela molti particolari anche sui giorni del matrimonio con Carlo nella basilica di St Paul. Agli Spencer erano stati assegnati 50 posti per gli invitati della famiglia. Quando suo padre le mostrò l' elenco, Diana cancellò tutte le persone che avevano snobbato l' invito ai matrimoni delle sorelle Jane e Sarah, avvenuti pochi mesi prima. «Questa ragazza farà strada», annota il biografo a margine. Rose conferma quanto Diana trovasse insopportabile e noiosa la vita a Balmoral: Marmaduke Hussey gli racconta il 9 ottobre 1981 che Carlo usciva ogni giorno alle 9 del mattino per andare a pesca e a caccia, e tornava alle 7 della sera. A un certo punto del diario parla anche Raine Spencer, seconda moglie del Conte Spencer, odiata da Diana e dalle sorelle. «Non mi sembrava che si amassero - dice Raine di Carlo e Diana -. Avevano camere da letto separate e sembrava che lei non volesse toccarlo. Quando lui le diceva "Dammi un bacio", lei non rispondeva"». Anche su Carlo i giudizi sono spesso negativi: immaturo, perso nei discorsi sulle foreste pluviali che il Conte Spencer non sopportava al punto da chiudersi con una scusa in camera da letto, e rifiutare di scendere per la cena. Ce n'è anche per Sarah Ferguson, all'epoca moglie del principe Andrea. Il 31 maggio 1996 la sorella della Regina, la principessa Margaret, dice: «Come sarebbe felice la famiglia di liberarsi delle due mogli, Diana e Fergie». E Martin Charteris, a lungo segretario di Elisabetta: «Se la Regina avesse dedicato alle caratteristiche delle spose dei suoi figli la stessa attenzione che ha dedicato ai suoi cani e ai suoi cavalli, ci saremmo risparmiati un sacco di guai». Diana è molto criticata per l'intervista concessa nel 1995 alla Bbc nella quale ha «deliberatamente e pubblicamente umiliato Carlo». Rose rivela che le riprese durarono 17 ore, perché la principessa voleva essere ogni volta sicura che le sue risposte «fossero al giusto grado di sincerità ingannevole». E infine l' epitaffio più perfido, ancora di Margaret: «Un memoriale per Diana davanti a Kensington Palace? Certo che non lo vogliamo. Dopo tutto, lei viveva nel retro della casa, non davanti».

"Kate ora comanda su William" ​Il retroscena sulla Royal Family. Gli esperti di corte hanno analizzato la mimica facciale di Kate Middleton e del Principe William, e affermano che tra i due è la duchessa a essere la vera leader della famiglia. Carlo Lanna, Domenica 26/04/2020 su Il Giornale. Amati e invidiati da tutti, i Duchi di Cambridge ad oggi sono la coppia reale più solida della dinastia del Windsor. Sposati dal 2011 e con tre figli a seguito, Kate Middleton e il Principe William sono il fiore all’occhiello della royal family. Lo affermano le fonti di palazzo, come lo affermano ancora gli esperti di corte che analizzano e commentano ogni loro mossa. Di recente, come ha riportato il The Sun, due royal watcher hanno studiato la mimica facciale e le dichiarazioni dei duchi di Cambridge in alcune video-chiamate di lavoro a cui hanno preso parte nel corso delle ultime settimane, e hanno affermato con estrema sicurezza: "Kate è la vera leader della famiglia". Il carattere deciso della Middleton da sempre è stata una delle particolarità che ha contraddistinto la duchessa a corte. Lei è una moglie amorevole e una madre severa ma giusta, e ha sempre spiccato di fianco a William. Lui, rispetto alla moglie, si è sempre contraddistinto per essere un uomo pacato, dolce e sensibile: il classico bravo ragazzo. Questi atteggiamenti ora sono proprio palesi, almeno come riportano le esperte, le quali ai tabloid inglesi, rivelano che in famiglia è Kate Middleton a "portare i pantaloni". Angela Mollard e Roberta Fiorito su questo non hanno nessun dubbio. Le due esperte hanno passato in rassegna le espressioni e la mimica in due video-chiamate dei duchi. In una di queste il principe era molto a disagio mentre la Middleton era solare e allegra; in un’altra Kate avrebbe addirittura ripreso il marito più volte. "Kate ha un bel caratterino. Riesce a dare l’idea di essere a suo agio in qualsiasi contesto – affermano le esperte -. E’ molto organizzata rispetto a William. Per questo durante le conversazioni è lei che ha le redini. Ha paura che il marito possa fare troppe gaffe". Proprio nella seconda video-chiamata, quella più informale, Kate Middleton ha ripreso (bonariamente) William chiamandolo "musone" e accusandolo di mangiare troppo cioccolata. "Ha un scendente sul principe – continuano le due esperte di corte -. Ciò che lei dice per William è legge. Ma questo non deve essere vista come una dinamica negativa. La Middleton gioca a fin di bene con i difetti del marito – aggiunge -. È solo per far trasparire un’immagine di una famiglia normale. Lei non ha un carattere dominante. È solo se stessa". È la duchessa quindi la vera donna di casa, secondo le dichiarazioni. Forse è proprio questo il segreto di una relazione così duratura?

Spunta una foto di Kate Middleton da adolescente. In concomitanza con il viaggio di Kate Middleton e del principe William in Galles, spunta una foto inedita della duchessa di Cambridge adolescente. Francesca Rossi, Venerdì 07/02/2020, su Il Giornale. In occasione del viaggio del principe William e di Kate Middleton in Galles il Daily Mail ha tirato fuori dal cilindro una foto inedita di una (non ancora) duchessa adolescente. Lo scatto non è stato pubblicato per caso. Infatti la foto è stata realizzata alla St. Andrew’s School di Pangbourne, nel Berkshire (Galles) dove la futura regina consorte d’Inghilterra ha studiato dal 1986 ed è tornata in visita ufficiale lo scorso 4 febbraio. Kate Middleton ha ricordato i bei tempi andati dichiarando: “Voglio trasmettere ai miei bambini quello che ho appreso qui”. Durante il giro della scuola Kate ha potuto rincontrare il suo professore di francese e di tedesco, Kevin Alford, anche lui presente nell’ormai famosa fotografia. Secondo Vanity Fair la duchessa avrebbe riconosciuto subito il suo ex insegnante ed esclamato: "Il mondo è proprio piccolo" prima di fermarsi a chiacchierare con lui. Come spiega Elle la St. Andrew’s non è esattamente una scuola economica, dato che la retta dovrebbe aggirarsi sulle 16.950 sterline l’anno, ma i Middleton vi hanno iscritto tutti e tre i figli. Chi avrebbe mai detto che la timida ragazzina della fotografia sarebbe tornata in quel luogo in visita istituzionale, come duchessa di Cambridge e moglie del futuro re d’Inghilterra? Il professor Alford ha rivelato al magazine Hello: “Ho aspettato questo momento per più di venti anni" e ha proseguito: "Non l’ho più vista dal giorno in cui tornò a trovare il fratello James, quando aveva 14 anni”. Infine ha precisato: “Ovviamente tutti noi abbiamo seguito l’evoluzione della sua carriera. La sua fu una splendida classe di ragazze e andavano tutte molto d’accordo”. Kate Middleton frequentò la St. Andrews dopo il ritorno della famiglia dalla Giordania. Il periodo della scuola, però, non fu sempre così felice. La duchessa frequentò anche un'altra scuola nel Galles, la Downe House di Newbury, ancora nel Berkshire. Come racconta l'esperta Katie Nicholl, purtroppo proprio lì la duchessa sarebbe stata vittima di bullismo a causa della sua timidezza. La brutta esperienza l'avrebbe spinta a lasciare la scuola per iscriversi alla Marlborough College. Lo scatto che oggi possiamo guardare ci rimanda una Kate Middleton naturalmente molto lontana dalla donna sicura ed elegante che è oggi, eppure è perfettamente riconoscibile. Soprattutto il sorriso non è stato alterato dagli alti e bassi della vita. I cambiamenti avvenuti in lei durante tutti questi anni non sono definibili come veri e propri “stravolgimenti”, almeno in apparenza. Essere diventata duchessa di Cambridge, aver avuto tre figli e vivere a corte ha inevitabilmente modificato il comportamento e l’immagine della duchessa, eppure è come se fosse stata rispettata un’ideale consequenzialità in questa evoluzione da ragazza a madre e royal. Quasi fossero nel DNA (o destino?) di Kate Middleton. Come fossimo in un paradosso, in quella ragazzina alta e magra vi era già la duchessa e la donna che sarebbe diventata, almeno in potenza. Kate è cambiata, eppure sembra non essere cambiata affatto. Si è realizzata e tutto in lei si è modificato pur rimanendo com’è (Tancredi de Il Gattopardo avrebbe annuito).

Erica Orsini per “il Giornale” il 17 febbraio 2020. Le nausee mattutine, le notti insonni, il continuo senso di colpa di una madre schiacciata tra lavoro e cura di tre figli. Oddio, Kate la perfettina, una volta soltanto Middleton e adesso nientemeno che Duchessa di Cambridge, è la mamma lavoratrice più famosa del Regno Unito. Qualche aiuto in più delle altre ce l' ha di sicuro, ma questo non significa che non possa sentirsi, di tanto in tanto, come una donna qualunque. Una donna che ama i figli e il proprio lavoro, ma che a volte ha dei dubbi su quale ruolo scegliere e molte paure per il futuro che attende i suoi figli. Ebbene sì, anche la madre del futuro re d' Inghilterra fa parte del gruppo globale delle mamme costantemente in sella alle montagne russe dei sentimenti contrastanti. Lo rivela lei stessa in un' intervista a cuore aperto rilasciata alla podcaster Giovanna Fletcher, in cui confessa candidamente le gioie e i dolori di crescere tre figli in una famiglia così speciale e di far fronte a un calendario di impegni sempre più intensi, che poco ormai hanno a che fare con il divertimento. Un'intervista che ha fatto ancora più scalpore soprattutto perché, per la prima volta, Kate si discosta totalmente dall' immagine algida e composta che spesso aveva dato di sé stessa, presentandosi ad esempio al pubblico, poche ore dopo il parto, truccata di tutto punto. Invece alla Fletcher confessa di essersi sentita smarrita dopo la nascita di George. «Anche se durante il parto ho avuto ogni supporto possibile - ha spiegato - quando ti mandano a casa con il tuo primo figlio in braccio, ti chiedi sempre: ce la farò ad essere una buona madre?». In realtà che Kate lo sia e si diverta a stare con i suoi bambini è evidente, anche perché ha sempre voluto occuparsene in prima persona e se li è sempre portati dappertutto, almeno quando poteva. Proprio per questo ha ammesso «il senso di colpa di assentarsi per lavoro, di non poterli andare a prender a scuola». «È inevitabile sentirsi così. E qualunque genitore vi dica il contrario sta mentendo! - ha aggiunto - È normale avere dei dubbi, farsi delle domande e chiedersi se hai preso la decisione giusta. È qualcosa che inizia dal momento in cui nasce il tuo primo figlio». Per fortuna la vita di una Duchessa può essere ragionevolmente piacevole per cui Kate scherza sulle piccole difficoltà tecniche. Racconta di quando, con l' arrivo di George, la sua vita e quella del marito William, cambiarono per sempre, visto che quel despota del neonato scambiava il giorno per la notte. «William si chiedeva continuamente: Oh santo cielo, quindi essere genitori è questo? - rivela - Ci è voluto un po' di tempo per assestarci». Eppoi spiega anche di quanto possa essere complicato essere mamma e al tempo stesso una donna con uno status diverso, inutile negarlo. Ora che vive in campagna. Ha scoperto «una nuova dimensione della vita» e adora «quando siamo tutti insieme nei campi, tutti incredibilmente sporchi». Senza vestiti lunghi, senza corone e orpelli, solo lei, suo marito e i bambini e qualche animale.

"Kate Middleton teme di essere messa da parte". Dubbi sul ritorno a Londra di Harry e Meghan. A Londra si respirano le paure di Kate Middleton e del Principe William in merito al ritorno di Meghan nella City. Carlo Lanna, Venerdì 28/02/2020 su Il Giornale. Tutta l’attenzione si sposta di nuovo su Harry e Meghan. Gli ex duchi di Sussex, nelle ultime 48 ore, hanno fatto tremare ancora una volta la royal family dato che, come hanno riportato i tabloid, non avrebbero digerito il veto della Sovrana in merito al brand di "Sussex Royal". Tutto questo avrebbe influito sulla fragile stabilità di Kate Middleton e del Principe William. I duchi di Cambridge dopo la Megxit hanno cercato di mantenere un certo equilibrio all’interno della famiglia e ora, con il ritorno sul suolo inglese della chiacchieratissima coppia reale, si teme il peggio. Sia Kate Middleton che William esprimono le loro paure e i loro dubbi a un loro confidente, il quale preferisce restare anonimo, rivelando quanto possono essere incontrollati sia Harry che Meghan ora che non sono più dei reali e non hanno più vincoli imposti dalla Corona. Il Daily Mail, qualche ora fa, ha spifferato tutti i dubbi dei duchi di Cambridge affermando che "William è molto contento di poter trascorrere un po’ di tempo con il fratello", ma aggiunge inoltre che "sua moglie Kate è molto preoccupata perché teme che i media inglesi possano mettere in ombra gli sforzi compiuti nelle ultime settimane per arginare tutte le voci sulla Megxit". Paure più che lecite, eppure come riportano le fonti, né Kate né William, dovrebbero avere problemi. Gli ex Fab4 dovrebbero incontrasi solo ai principi di marzo quanto tutta la famiglia si unirà per celebrare i Giorni del Commonwealth. Fino a qual momento, ognuno di loro, dovrebbe percorrere strade diverse. E le foto e le news trapelate nelle ultime ore, avrebbero già messo a tacere i rumor su Kate Middleton. Per ora sul suolo inglese c’è solo Harry, il quale è volato a Edimburgo per un convegno sulla salute mentale. Meghan è rimasta in Canada insieme al piccolo, ma il suo ritorno a Londra è previsto a breve. Kate, d’altro canto, in tutto questo periodo ha preso in carico anche diversi impegni a cui gli ex duchi di Sussex non hanno portato a termine e, temendo altri gossip su litigi e dissidi, spera solo che l’incontra possa essere pacifico e quanto più tranquillo possibile. Come rivela la fonte, la Middleton ha lavorato duramente in quest’ultimo mese per mettere in ordine la situazione dopo l’urgano Meghan. E temendo di finire in disparte, ha l’impressione che tutto il bene e tutti gli impegni a cui ha partecipato, possano esser dimenticati solo perché la Markle è tornata a "casa". Per scoprire cosa succederà, non resta che attendere il tanto atteso incontro tra le due.

William e Kate: 9 anni di matrimonio, la favola continua. Il 29 aprile del 2011 si univano in matrimonio. Dopo nove anni sono ancora una coppia affiatata, oltre che genitori affettuosi di tre bambini. Oggi più che mai, dopo l'addio di Harry e Meghan, la monarchia inglese punta tutto su di loro. Eva Grippa il 29 Aprile 2020 su La Repubblica. La loro, è la favola che si compie. Quando li abbiamo visti scambiarsi le promesse di fronte e 2 miliardi di spettatori televisivi (più il pubblico presente), quel 29 aprile 2011, abbiamo pensato che quello fosse l'unico finale possibile della loro romantica storia: finalmente il principe William aveva trovato la principessa perfetta per lui, dolce come mamma Diana e raffinata quanto lei, e dopo 10 anni di fidanzamento era riuscito a sposarla. Grazie all'assenso della nonna regina, che tutto sommato in questa ragazza aveva trovato molte doti e aveva accettato di accoglierla in famiglia nonostante non avesse il sangue blu. Catherine Middleton era una vera commoner, una borghese, figlia di due ex assistenti di volo che avevano fatto fortuna come imprenditori, ma aveva studiato assieme a William all'Università di St Andrews e frequentato da sempre le stesse compagnie di amici. Dopo nove anni, si può dire che l'istinto di Elisabetta II non ha fallito: non solo Kate si è rivelata una perfetta duchessa, nonché moglie e madre, ma la monarchia deve molto a lei considerato che in questo decennio è stata più volte nominata tra le donne più eleganti del pianeta a tutto vantaggio dei brand inglesi che la vestono. E in generale dell'economia britannica. Kate Middleton era, ed è ancora nonostante nel frattempo abbia dovuto subìre la concorrenza di Meghan Markle, la royal influencer più amata. Copiatissima sia nei look sia nei tagli di capelli, sempre impeccabile, una vera icona di stile. Kate ha la compostezza imposta dal protocollo ma anche la spontaneità che oggi la monarchia moderna pretende: ride a crepapelle e guarda con occhi innamorati il marito, lo sfida in qualsiasi sport quando assieme visitano associazioni patrocinate, alleva i figli con grande semplicità e li veste con abiti "riciclati", ovvero riutilizzati più volte, proprio come fa lei. Gioca con i suoi bambini come qualsiasi mamma, preferisce girare in jeans ed espadrillas piuttosto che in abiti formali. Con lei accanto, anche l'impacciato William riesce a emergere di più. E anzi, a volte è lei a "bacchettarlo" quando non rispetta il protocollo, e le mette per esempio una mano sulla spalla: Kate ha preso sul serio il suo ruolo e si prepara a diventare una perfetta regina. William e Kate sono la coppia che ha salvato la monarchia inglese, secondo molti, svecchiandola e rendendola di nuovo gradita al grande pubblico dopo anni di scandali e cupezza. Come già per il compleanno del loro terzogenito Louis (23 aprile) i due celebrano l'anniversario in isolamento ad Anmer Hall, la loro residenza di campagna nel Nortfolk. Gli anni scorsi si sono concessi cene romantiche nel loro ristorante preferito, The Crown Inn, a pochi minuti dalla loro tenuta ma quest'anno festeggeranno in casa e in famiglia, assieme ai principini George (6 anni), Charlotte (4) e Louis (2). Si dice che per le coppie l'anno più difficile sia il settimo: per Will e Kate non è stato diverso. Almeno stando alle voci maligne diffuse dai tabloid, secondo le quali nel 2018, quando la duchessa era incinta del suo terzogenito, il marito si sia "distratto" con la compagnia di Rose Hanbury, una sua vecchia conoscenza nonché ex amica di Kate che non a caso, forse, l'aveva bandita da tempo dalla loro cerchia di amici. I rumors sono venuti fuori circa un anno dopo, ma a inizio 2020 la moglie del marchese David de Cholmondeley è riapparsa vicino a Kate Middleton: a Sandringham, per assistere alla messa. Che le due abbiano fatto pace? Kate e William sono ancora molto innamorati, la loro è una coppia solida su cui la monarchia costruisce il suo futuro. Soprattutto dopo l'addio di Harry, fratello di William, e Meghan Markle, che hanno rinunciato ai loro doveri reali, e ai loro titoli, in cambio di piena libertà per poter vivere da persone "normali", o quasi. In passato, i fratelli Windsor hanno condiviso lo stesso ufficio, lo stesso team di comunicazione e lo stesso accont social, KensingtonRoyal; così è stato anche quando è arrivata Meghan Markle nella vita del giovane principe, ma poco dopo le cose sono cambiate. I Fab Four, come erano stati definiti dalla stampa citando i Beatles e i super eroi, si sono presto divisi, con Meghan ed Harry che hanno creato un proprio ufficio di comunicazione, con sede a Buckingham Palace, e un proprio canale Instagram: SussexRoyal. A gennaio 2020, l'addio definitivo alla famiglia reale, ed ora sono a Los Angeles dove conducono una vita indipendente rispetto alla monarchia in cui Harry è nato. L'amata regina ha compiuto quest'anno 94 anni (il 21 aprile scorso) e sebbene sia più in gamba che mai prima o poi dovrà cedere trono e corona a Carlo, suo figlio primogenito, l'erede al trono più vecchio di sempre con i suoi 71 anni di attesa... Ma Carlo non è amato come Elisabetta II, e nemmeno come suo figlio William. Per non parlare di sua moglie Camilla, non più detestata come accadeva ai tempi di Lady Diana ma nemmeno troppo popolare. Più facile vedere Kate, in veste di amatissima regina consorte. Chissà....

Il principe Harry e la sorella di Kate. Passione segreta tra i due reali inglesi? Una biografia svela alcuni retroscena su un possibile flirt tra il Principe Harry e Pippa Middleton, confermando che i due avrebbero avuto una relazione amorosa. Carlo Lanna, Sabato 02/05/2020, su Il Giornale. Sono tanti, tantissimi, i rumor che ogni giorno serpeggiamo sui reali inglesi. Prima Meghan Markle, poi Kate Middleton, rivalità, dissidi e pallide riappacificazioni: a Buckingham Palace il gossip è all’ordine del giorno. La stampa inglese, ora ai ferri corti con la dinastia del Windsor, non ha mai dimenticato un rumor molto piccante che, ben 9 anni fa, diventò un vero e proprio boomerang. Secondo gli esperti, il Principe Harry e Pippa Middleton, sorella della duchessa di Cambridge, in passato avrebbero avuto un flirt. La passione scoppiata tra i due, però, non è stata mai confermata né dai diretti interessati né tanto meno dalle fonti ufficiali di palazzo. Si è tornato però a parlare dell’amore segreto tra Harry e Pippa in vista dell’anniversario di matrimonio dei duchi di Cambridge, e con l’uscita di un libro dal titolo "Exposed", in cui la fotografa e artista Alison Jackson ha racconto il suo punto di vista su diversi scoop di corte. Tra questi? Ci sarebbe anche la passione tra Pippa e il Principe Harry. Era il 29 aprile del 2011 e a Londra si celebrava il royal wedding di Kate e William. E i riflettori non erano puntati solo sui futuri duchi, ma anche su i rispettivi testimoni. Tutti ricordano le foto, le news e i pettegolezzi sull’abito di Pippa che, per giorni, è passato al setaccio da parte della stampa inglese; ma in pochi ricordano gli sguardi complici e i sorrisi che la sorella della sposa e il Principe Harry si sono scambiati durante il matrimonio. Gli esperti, a gran voce, avevano affermato che tra i due ci fosse una forte attrazione. 9 anni fa erano tempi molto particolari per la corona inglese. Le attenzioni era rivolte tutte verso il Principe Harry il quale, almeno in quel periodo, era ancora una mina vagante dato che preferiva uscire a far baldoria con gli amici invece che pensare al rigore di Corte. E in molti hanno visto nella vicinanza di Pippa una sorta di ancora di salvezza per il futuro duca di Sussex. Non solo il matrimonio di Kate, ma i due sono stati avvistati diverse volte insieme. E hanno persino condiviso un volo Londra-Bari per trascorrere in Puglia un week-end con amici in comune. Le cose sono andate diversamente, alla fine di tutto. Harry ha sposato Meghan e Pippa ora sfugge dalla popolarità di corte, ma come fa notare l’autrice della biografia, tra i due l’alchimia era molto forte. Verità o semplice illazione?

Kate Middleton e Meghan Markle ai ferri corti, dove nasce l'odio: "A Palazzo...", voci e sfuriate. Libero Quotidiano il 21 luglio 2020. Kate Middleton e Meghan Markle ai ferri corti, non è una novità. Le due infatti non si sono mai sopportate. Dietro a tutto ciò, secondo l'esperto di questioni reali Tom Quinn, ci sarebbe un episodio ben preciso: un incidente avvenuto a Palazzo che ha per protagonista un assistente della duchessa di Cambridge. Nel libro Royal book Kensington Palace: An Intimate Memoir from Queen Mary to Meghan Markle si parla di una sfuriata della moglie di Harry contro una dipendente di Kate, rea - a dire dell'ex attrice - di non aver portato a termine un lavoro assegnatole anche se non era di sua competenza. Eppure questo non sarebbe il solo episodio a mettere il dito nella piaga di un'amicizia già allo sbando. In passato infatti è venuto a galla un litigio per delle calze alle nozze di Harry e Meghan. Come dimenticare poi il tentativo di Kate e William di dissuadere il secondogenito di Lady Diana dallo sposare un'attrice americana. Insomma, la situazione sarebbe diventata così insostenibile da preparare il terreno per l'uscita dei duchi di Sussex, lontani dalla Famiglia Reale.

Meghan Markle torna in Inghilterra, ma Kate fugge a Dublino. Le tensioni continuano. Meghan Markle tornerà a Londra per qualche giorno, ma Kate e William non ci saranno per evitare altri gossip sul rapporto conflittuale tra le due duchesse. Carlo Lanna, Lunedì 24/02/2020 su Il Giornale. I rapporti tra Kate Middleton e Meghan Markle non sono mai stati idilliaci, almeno come hanno riportato i gossip dei tabloid inglesi. Le due duchesse, da quel che sembra, non sono mai riuscite a conciliare i loro caratteri estremamente diversi. Kate ha sempre rispettato le regole, comportandosi come una vera Regina. Meghan invece ha sempre agito contro il rigore di Corte, non perdendo quei suoi modi da attrice di Hollywwod. Due mondi e due diversi modi di pensare. E nessuna delle due pare sia riuscita a conciliare le loro divergenze. La Megxit, come hanno riportato alcune fonti di Palazzo, pare che abbia acuito ancora di più il rapporto tra le due. Infatti ora Kate e Meghan Markle sono agli antipodi e neanche si rivolgono più la parola. Sulla vicenda è stato il Daily Mail che ha portato un aggiornamento. Il magazine che è sempre in prima linea quando si tratta di rumor e pettegolezzi sui reali inglesi, ha pubblicato di recente un’indiscrezione in merito a quello che sta accadendo tra le due duchesse. Secondo le prime ricostruzioni, Meghan Markle e il Principe Harry, a fine febbraio saranno a Londra per adempiere ad alcuni impegni ufficiali, gli ultimi in quanto duchi. Si dovrebbero trattenere almeno fino ai principi di marzo, quando tutta la famiglia sarà riunita per il Commonwealth Day. Da quel che sembra però, Kate e William, non saranno lì ad attendere il ritorno degli ex duchi. Pare che saranno impegnati in un viaggio ufficiale nel cuore di Dublino, in un viaggio che pare sia stato calendarizzato da tempo. I più attendi però, riportano che la scelta di Meghan di tornare a Londra proprio quando Kate è assente, sarebbe stata una scelta decisa a tavolino da entrambe le parti per fare in modo che i Fab4 non si incontrassero. Sì, perché anche tra Harry e William la situazione non è affatto serena e tranquilla, anche tra di loro non scorre più buon sangue. Quindi il tabloid azzarda l’ipotesi che tutto è stato organizzato per evitare la diffusione di altri gossip di Corte, perché alla fin fine, da entrambe le parti, i rumor sono praticamente all’ordine del giorno. Kate Middleton preferisce evitare le diffusioni di altri pettegolezzi e vola a Dublino insieme al marito. Si incontrerà con Meghan solo alla cerimonia del Commonwealth nell’abazia di Westminister. Ma per come stanno messe le cose, tra le due donne ci saranno solo sorrisi di convenienza.

Imprevisto per Kate Middleton all'ospedale: la gonna si alza e mostra tutto. La duchessa di Cambridge è stata sorpresa dai fotografi mentre cercava di tenere a bada la gonna di tweed svolazzante a causa del forte vento poco dopo l'arrivo all'ospedale di Londra. Novella Toloni, Martedì 28/01/2020, su Il Giornale. Per fortuna che c’è Kate a strappare un sorriso a sua Maestà e sudditi. In tempi in cui la Corona deve combattere contro lotte familiari interne e scandali sessuali provenienti da oltreoceano, la duchessa di Cambridge stempera le polemiche con un fuori programma decisamente goliardico. Poco prima di un incontro ufficiale Kate Middleton si è trovata a "combattere" contro la sua gonna irriverente che, per colpa del vento, l’ha quasi fatta finire in mutande davanti ai fotografi. Un fatto non nuovo per lei che spesso, nel corso degli anni, si è trovata in situazioni (imbarazzanti) simili. La moglie del principe William era attesa questa mattina all’ospedale pediatrico Evelina a Londra per un incontro con i piccoli degenti. La reale, in qualità di patrona sia dell'ospedale pediatrico che della National Portrait Gallery, era presente all'evento per partecipare a un laboratorio creativo dedicato ai piccoli pazienti e alle loro famiglie. Al suo arrivo però qualcosa è andato storto. Complice il forte vento che sferzava la capitale britannica fin dalle prime luci dell’alba, mentre Kate Middleton si apprestava a scendere dall’auto di servizio, la sua gonna di tweed le ha giocato un brutto scherzo, svolazzando di qua e di là. Il tutto davanti agli obiettivi dei fotografi presenti al suo arrivo fuori dall’ospedale. Lei, sorridente e divertita, ha cercato di tenere a bada la gonna firmata, mantenendo le mani ben salde sulle gambe per evitare che il vento mostrasse più del dovuto. Il suo rocambolesco arrivo, però, è stato immortalato dai fotografi che hanno fotografato la duchessa di Cambridge con buffe facce mentre cerca di salvare il salvabile. Tutta colpa della gonna troppo corta per gli standard di Kate che l’aveva indossata, per la prima volta, in occasione della conferenza sulla salute mentale della fondazione Mental Health In Education lo scorso 19 febbraio. A dire la verità il vento non sembra essere mai stato "amico" della duchessa che in più occasioni, negli anni, è stata vittima di qualche folata di troppo. Come quando il "Bild" pubblicò lo scatto del lato B di Kate Middleton il cui vestito non aveva retto al vento, o ancora nel 2014 mentre scendeva dall’aereo reale con in braccio la piccola Charlotte la gonna del suo vestito rosso la mise in forte imbarazzo, lasciando intravedere la biancheria intima della futura regina d'Inghilterra. L’elenco però è ancora lungo.

"Harry non deve far passare una brutta immagine di William". Ora la regina ha paura. Secondo nuove indiscrezioni la Corona sarebbe spaventata dalla possibilità che il libro “Finding Freedom” possa rivelare le presunte cause della lite tra William e Harry, mettendo in cattiva luce il duca di Cambridge. Francesca Rossi, mercoledì 24/06/2020 su Il Giornale. La regina Elisabetta sarebbe preoccupata e spaventata dalla prossima pubblicazione di diversi libri che promettono sensazionali rivelazioni sulla presunta lite tra i principi William e Harry. In particolare, Buckingham Palace attenderebbe con una certa angoscia il prossimo agosto, mese previsto per l’uscita di “Finding Freedom”, la biografia dei duchi di Sussex scritta dai giornalisti Omid Scobie e Carolyn Durand. Sembra che il volume sia stato redatto proprio con l’aiuto di Harry e Meghan, i quali avrebbero raccontato la loro versione dei fatti sulle cause della Megxit. Non solo. Dalle pagine di questo libro verrebbe fuori una verità sconcertante: sarebbe stato Harry a volere e programmare la storica ritirata dalla royal family, non Meghan. In proposito una fonte della Dey Street Books, la casa editrice che pubblicherà la biografia, ha confermato al Sun: "Quella parola, Megxit, ha sempre fatto arrabbiare il principe Harry. Dà l’impressione che la decisione di allontanarsi dalla famiglia reale sia stata di Meghan. La realtà è che è stata volontà di Harry". L'insider ha proseguito: "Il libro lo chiarirà e spiegherà perché è dovuto accadere. La verità è che Harry era infelice da molto, molto tempo. È da più di un anno che pensava di prendere questa strada. E Meghan ha sostenuto la decisione di Harry. Più di una volta gli ha chiesto se era sicuro che fosse quello che voleva. Ha sempre messo in chiaro che lo avrebbe sostenuto in qualunque cosa facesse". Come spiega ancora il Sun Sua Maestà sarebbe turbata dall’eventualità che il libro possa ledere la reputazione del principe William, futuro re d’Inghilterra, la cui immagine deve essere preservata a tutti i costi. Ricordiamo che già da ora il duca di Cambridge rappresenta la Corona britannica, pur essendo ancora relativamente lontano dal trono. La regina vorrebbe proteggerlo, evitando che vengano divulgati fatti privati. Una fonte ha dichiarato al Sun: “Lo staff di corte è preoccupato che da tale opera possa uscire un ritratto negativo di William. La paura è che possa essere dipinto come il responsabile della frattura con il fratello Harry, finendo così in cattiva luce”. Sappiamo quanto la sovrana detesti il gossip sulla sua famiglia, ma è impossibile distogliere l’attenzione mediatica dai Windsor. Questo interesse ha radici lontane e ha toccato il suo apice con il divorzio tra Lady Diana e il principe Carlo. A tal proposito il tabloid sostiene che la biografia “Finding Freedom” possa perfino essere “la cosa più dannosa alla famiglia reale dall’intervista di Lady Diana con Martin Bashir” (la celebre intervista del 1995 in cui la principessa definì il suo matrimonio “affollato”). L’esperto e consulente Netflix per la serie “The Crown”, Robert Lacey, afferma che le prime crepe nel rapporto tra William e Harry affonderebbero le radici proprio nella burrascosa relazione dei genitori. Lacey ha dichiarato: “I semi del litigio tra i fratelli stanno nelle contraddizioni vissute durante l’infanzia” e ha aggiunto: “Sia William che Harry hanno vissuto sotto uno stretto controllo. Un tempo erano inseparabili, adesso sono divisi non soltanto dalla distanza geografica”. Dunque il legame tra William e Harry avrebbe iniziato a incrinarsi molti anni fa, in maniera latente e forse neppure i diretti interessati se ne sono accorti fin quando non è stato troppo tardi e la rottura inevitabile. Lacey si è focalizzato sull’infanzia e la maturità dei duchi per scrivere il suo libro, “Battle of Brothers. William and Harry, the Friendship and the Feuds”, in uscita il prossimo ottobre. Questa è la seconda opera che sta mettendo in subbuglio il Palazzo Reale, poiché si propone non solo di indagare le cause della lite tra William e Harry, ma anche di dedicare uno spazio importante al rapporto tra Kate Middleton e Meghan Markle, oltre che alle loro personalità. Secondo Vanity Fair Robert Lacey avrebbe raccolto il materiale per il suo libro intervistando i testimoni dello scontro tra William e Harry. Si tratterebbe di decine di persone coinvolte, che conoscerebbero molto bene la situazione. Lo storico ha chiarito: "Sono rimasto senza parole e a volte mi sono emozionato fino alle lacrime per tutti i dettagli inediti e le rivelazioni che sono riuscito a raccogliere cercando di raccontare questa storia di conflitto famigliare" . Lacey è certo che la battaglia dei fratelli Windsor sia “senza precedenti nella storia della monarchia”. In effetti non abbiamo notizia di una guerra recente e senza esclusione di colpi tra due fratelli così vicini alla Corona britannica. Sembra che l’evento scatenante sia accaduto nel 2017, quando il principe William avrebbe consigliato al principe Harry di non affrettare i preparativi del matrimonio con Meghan, di valutare la questione con calma. A quanto pare il duca di Sussex avrebbe preso quel consiglio come una prevaricazione. A quel punto tutto ciò che negli anni aveva creato delle tensioni “sotterranee” tra i due sarebbe venuto a galla, esplodendo e creando un muro invalicabile. Ci sarebbe anche un terzo libro che promette di fare scintille tra i media e l’opinione pubblica. Si tratta della biografia “Harry and Meghan: The Real Story” di Lady Colin Campbell, in pubblicazione ad agosto 2020. L’autrice racconterebbe le origini della Megxit e del conflitto tra la regina e Meghan Markle scoppiato presumibilmente a causa di un dissidio avvenuto quattro giorni dopo il royal wedding dei Sussex. La Campbell non ha anticipato quasi nulla del suo libro, ma ha precisato che Harry e Meghan avrebbero cercato di bloccarne o almeno spostarne l’uscita, a quanto pare per evitare la concorrenza diretta con “Finding Freedom”.

Regno Unito, "cafone". "Irrispettoso". Guerra di insulti fra William e Harry. In un lungo retroscena il Mail on Sunday ripercorre il rapporto sempre più difficile tra i due principi della famiglia Windsor negli ultimi mesi. Frizioni, risentimenti, incomprensioni che hanno contribuito alla decisione dei duchi del Sussex a trasferirsi in Canada. Antonello Guerrera il 16 marzo 2020 su La Repubblica. Harry e William, "ecco tutti i motivi dei loro litigi". Li racconta il Mail on Sunday di ieri, in un lungo retroscena a firma di Kate Mansey, che ripercorre il rapporto sempre più difficile tra i due principi della famiglia Windsor negli ultimi mesi. Frizioni, risentimenti, incomprensioni che hanno contribuito alla recente decisione del duca del Sussex e di sua moglie Meghan Markle di abbandonare la famiglia reale, trasferendosi in Canada con il piccolo Archie e iniziare così una nuova vita da imprenditori, star e influencer. Innanzitutto, secondo il Mail on Sunday, William ce l'ha, e tanto, con Harry soprattutto per alcuni suoi comportamenti degli ultimi tempi. Non solo la recente scelta di abbandonare il resto della famiglia e le dichiarazioni poco gradite apparse sul sito dei due "ribelli" Sussex Royal. Ma anche perché, secondo il duca di Cambridge, Harry avrebbe spesso mancato di rispetto verso tutta la famiglia e soprattutto sua nonna, la Regina Elisabetta II. Harry invece sarebbe infuriato soprattutto per l'atteggiamento del fratello William nei confronti di sua moglie Meghan, "spesso arrogante e a tratti cafone". Non solo: il secondo figlio di Diana e del principe Carlo non avrebbe mai accettato l'atteggiamento della famiglia reale, che avrebbe messo "sempre al primo posto William". Il quale, secondo le indiscrezioni degli insider, gli ricorderebbe più volte "chi sarà il futuro re". Harry non è geloso di questo, ma certo sono frasi che "lo hanno fatto sentire sempre più l'ultima ruota del carro", scrive il tabloid britannico. Come quando la Regina qualche mese fa fece un discorso alla nazione con sul tavolo le foto di tutta la famiglia, esclusi Meghan e Harry. O come quando Carlo, in un recente documentario della rete Itv, ha lodato quasi commosso William e non Harry, che invece "ha sempre cercato invece dimostrazioni di affetto dal papà". Il resoconto del Mail on Sunday si basa su numerosi "fonti" della famiglia reale. Il rapporto sarebbe tuttora freddissimo tra i due principi fratelli "e lo sarà ancora per qualche tempo". Il disappunto e il senso di esclusione di Harry però sembrano arrivare da lontano. Come quando, nel 2015, è tornato nel mondo civile dopo i suoi anni da militare: "Quando chiedeva qualcosa allo staff di Kensington Palace spesso si sentiva dire che erano impegnati per William". Decisivo, poi, l'arrivo di Meghan, con la quale, scrive il domenicale, "Harry non solo si è convinto ancora di più di quanto fosse trascurato dai familiari, ma si è deciso a passare all'azione". Meghan che non avrebbe mai conquistato le simpatie di William: il duca di Cambridge avrebbe più volte esortato il fratello "a pensarci bene prima di sposarla. Non la conosci bene". Una discussione tra Meghan e Kate, moglie di William, avrebbe poi fatto piangere quest'ultima, con Harry e consorte che hanno fatto le valigie verso Frogmore Cottage, lontani dal fratello. Prima dell'addio, definitivo, oltreoceano. 

Il retroscena sul royal wedding: "Meghan e Kate hanno litigato per un paio di calze". Tatler rivela la ragione della frattura tra Meghan Markle e Kate Middleton: le duchesse litigarono per i collant delle damigelle al royal wedding. Elisabetta Esposito, Mercoledì 27/05/2020 su Il Giornale. Kate Middleton è “furiosa”, si sente “esausta e in trappola” per colpa della Megxit. Ma la frattura tra lei e Meghan Markle ha radici ben salde. Andiamo con ordine. La presunta rivelazione su quelle che finora sono state solo indiscrezioni arriva da Tatler Magazine, come riportato dal Daily Mail, che ha dedicato la sua copertina proprio alla futura Principessa di Galles, chiamandola “Catherine la Grande” in un articolo di Anna Pasternak, che svelò a suo tempo la relazione tra Lady Diana e il maggiore James Hewitt. Scandagliato il rapporto tra Kate e Meghan, sono state trovate le origini della faida reale. Tutta colpa di un paio di collant. O meglio, di sei paia di collant. Il giorno prima del royal wedding del maggio 2018, c’è stata una discussione tra le allora future cognate. Meghan non voleva che le sue sei damigelle, tra cui la principessa Charlotte, indossassero le calze: sarebbe stata una giornata molto calda. Kate invece, fedelissima al protocollo, ha insistito affinché le bimba avessero le gambe coperte. L’ha spuntata Meghan e infatti si può notare che, negli scatti ufficiali, le damigelle non indossano i collant. Che invece sono ben visibili durante il royal wedding di Kate, nell’aprile 2011. “C’è stato un incidente durante le prove del matrimonio - ha detto una fonte anonima a Tatler - È stata una giornata calda e apparentemente c’è stata una discussione sul fatto che le damigelle dovessero indossare o no i collant. Kate, che seguiva il protocollo, sentiva che avrebbero dovuto. Meghan non voleva che lo facessero”. La frattura tra la duchessa di Cambridge e quella di Sussex arriva fino a oggi, con un’“esausta” Kate, oberata dagli impegni con la royal family, costretta ad assumerne di nuovi dopo che Meghan e il Principe Harry hanno fatto un passo indietro lo scorso marzo. “Kate è furiosa per il carico di lavoro più ampio - ha rivelato un’altra fonte - Certo, sorride e si veste in modo appropriato, ma non ne ha voglia. Su sente esausta e in trappola. Sta lavorando duramente come un amministratore delegato di alto livello sempre in marcia, senza benefit e senza vacanze”. Il che non è certo quello che la duchessa di Cambridge desiderasse, dato che aveva in programma di trascorrere più tempo con i suoi tre figli. “Meghan e Harry - ha rivelato un’altra fonte - sono stati così egoisti. William e Kate volevano davvero essere genitori alla mano, ma i Sussex hanno davvero gettato i loro tre figli sotto un autobus”.

"Kate Middleton furiosa con Meghan". I collaboratori della regina rompono il silenzio. Nei giorni scorsi ha suscitato un certo clamore la notizia secondo cui Kate Middleton sarebbe molto arrabbiata con Harry e Meghan a causa della Megxit, ma una nota di Buckingham Palace smentisce categoricamente tutte le voci in merito. Francesca Rossi, Venerdì 29/05/2020 su Il Giornale. Da qualche giorno si susseguono indiscrezioni che dipingono una Kate Middleton addirittura furiosa con Harry e Meghan a causa del loro addio alla corte. L’origine di questa notizia è il magazine Tatler, che ha dedicato a Kate la cover con il titolo “Caterina la Grande”, un articolo a quanto pare concordato con lo staff reale e raccolto la confessione di un amico della duchessa di Cambridge. La fonte sostiene che il motivo di tanto presunto astio non starebbe nella Megxit in sé, ma nelle sue conseguenze sulla royal family, in particolare sui futuri sovrani d'Inghilterra. William e Kate stanno cercando da mesi di far fronte a tutti gli impegni che il loro rango richiede, ma ai doveri propri del loro ruolo si sarebbero aggiunti anche quelli di Harry e Meghan. Questo significherebbe non solo un doppio sforzo per il principe William e per Kate Middleton, ma anche minor tempo da dedicare ai figli. In proposito l’insider ha spiegato: “William e Kate vorrebbero ardentemente essere genitori presenti”, ma a causa della notevole mole di lavoro questo non è del tutto possibile. La fonte ha proseguito, spiegando che Kate Middleton “sorride, indossa i suoi abiti migliori, ma non vuole tutto questo. Kate è furiosa per via del nuovo e maggiore carico di lavoro”. Insomma, la duchessa cercherebbe di fare buon viso a cattivo gioco, ma sarebbe sfinita. L’insider ha anche dichiarato: “Lavora tanto duramente quanto fa un Ceo, costretto a essere costantemente sospinto qua e là. A differenza di un Ceo, però, non gode dei benefici dati da limiti chiari né ha una vita piena di vacanze”. Pertanto Kate sarebbe adirata soprattutto con Meghan Markle. La Megxit grava ancora sui Cambridge e la regina Elisabetta non ha neppure avuto il tempo di riassegnare i compiti di Harry e Meghan ad altri membri dei Windsor, per esempio alla contessa di Wessex, o alle principesse Beatrice ed Eugenia. Il coronavirus, infatti, ha stravolto il normale corso dell’esistenza di tutti, reali e non. Purtroppo l’addio dei Sussex è arrivato nel momento più sbagliato possibile, ma non è colpa di nessuno. La pandemia ha costretto la royal family a rivedere tutti i suoi piani, a spostare impegni o a ridefinirli secondo le regole dello smart working. La duchessa di Cambridge sarebbe stata travolta dai cambiamenti dovuti sia alla scelta dei cognati che alla quarantena. Se i doveri dei Sussex ricaduti sulle sue spalle non le lasciavano il tempo per organizzare la vita familiare, il virus ha ulteriormente complicato le cose, rendendo i limiti del suo lavoro da casa più flessibili, più “liquidi” per citare e parafrasare Bauman, con un inizio e una fine non sempre ben delimitati. Nel suo ruolo di futura regina consorte, poi, la duchessa non poteva proprio tirarsi indietro. Dunque potremmo spiegare così un presunto rancore di Kate Middleton nei confronti di Meghan Markle. Se non fosse per una novità arrivata a scombinare le carte in tavola. Il sito Royal Central ci informa di una nota di Kensington Palace giunta a sorpresa per difendere la moglie del futuro re d’Inghilterra. Un gesto importante da parte del Palazzo, che si “scomodato” per mettere a tacere un gossip. Un evento non così frequente. Un portavoce dei Cambridge ha respinto le accuse al mittente, puntualizzando che l’articolo di Tatler conterrebbe numerose “inaccuratezze e false rappresentazioni”. Le notizie trapelate dal giornale non sarebbero state né verificate né approvate dal Palazzo prima della pubblicazione. A quanto pare il giornale avrebbe presentato il ritratto di una Kate esausta, intrappolata nel suo ruolo, ansiosa di liberarsi dai doveri di palazzo. Non la duchessa sempre perfetta, pronta, calma e sorridente a cui siamo abituati. In linea teorica Kensington Palace avrebbe potuto sorvolare su queste affermazioni, come già accaduto in passato. Stavolta, forse, ha deciso di intervenire perché William e Kate ora più che mai rappresentano la Corona inglese. Probabilmente ha voluto preservare la loro immagine, non far trasparire eventuali problemi. I Cambridge sono il volto giovane e sereno della monarchia, le figure che mantengono ben saldo il timone del casato nella tempesta della pandemia. Tuttavia non è da escludere che le indiscrezioni relative a Kate Middleton siano davvero false, o magari ingigantite. Se anche la duchessa fosse stanca, lo capiremmo. Viviamo un periodo davvero turbolento, ma la speranza è che tutto possa tornare alla normalità il prima possibile. Per i comuni mortali e per i royal.

La grande guerra tra William ed Harry: ecco cosa c'è dietro. Ci sarebbero delle divergenze inconciliabili tra il Principe Harry e William, e il problema di fondo sarebbe la realizzazione di una statua dedicata a Lady D. Carlo Lanna, Venerdì 05/06/2020 su Il Giornale. Continuano a fioccare indiscrezioni sul rapporto conflittuale tra il Principe Harry e il Principe William. Nell’ultimo periodo, proprio a causa della Megxit, pare che i figli di Lady Diana non siano riusciti a conciliare le loro incomprensioni, e da quel che riportano le fonti interne di palazzo, pare che i dissidi siano del tutto inconciliabili. Neanche l’improvvisa malattia, affrontata e sconfitta dal principe Carlo, sarebbe riuscita a riavvicinare William e Harry. I due principi sono due rette parallele. Ci sarebbe però un motivo che spiegherebbe perché nessuno dei due riesce a trovare un modo per mettere fine a una lunga serie di litigi. E la colpa non sarebbe né di Kate né di Meghan, dato che per lungo tempo si vociferava che le due duchesse avrebbero spinto i fratelli l’uno contro l’altro. Anzi alla base dei dissidi ci sarebbe la realizzazione di una statua dedicata a Lady Diana. Il Principe Harry e William non hanno mai avuto un rapporto sereno, ma dal 2017 ad oggi, quelle incomprensioni si sono acuite sempre di più per diventare poi assolutamente inconciliabili. Nel marzo di tre anni fa, insieme al Conte Spencer, i due fratelli volevo celebrare il ricordo della madre istituendo una giornata in suo onore, così che il popolo britannico potesse in certo modo mantenere alto il buon nome della Principessa morta a Parigi nel 1997. Si sarebbe chiamata “la giornata della Gentilezza”, e per un solo giorno, a Londra ci sarebbero state diverse manifestazioni per ricordare il mito di Lady D. Per l’occasione, sia Harry che William, avevo contattato lo scultore Ian Rank-Broadley (che ha già lavorato per la famiglia reale inglese per un ritratto della sovrana), per realizzare una statua in onore di Lady D. che si sarebbe dovuto posizione all’interno del White Garden. Il progetto però non si è mai realizzato, proprio perché i due principi in nessun modo avrebbero trovato un accordo e un pensiero comune. È stato un vero e proprio argomento di discussione. Harry e William si sono dibattuti sull’aspetto della statua e sulla reale somiglianza di Lady Diana. Nel 2019, come riportano le fonti interne di palazzo, il progetto era tornato nelle mani dell’architetto, affermando che la statua sarebbe stata ultimata molto presto, ma per un’altra serie di inconvenienti, il progetto è tornato nell’ombra. Sta di fatto che questi dissidi tra il Principe Harry e William sarebbero stati “annunciati” in passato dalla stessa Lady Diana, la quale aveva predetto che i figli avrebbero avuto molti problemi da risolvere una volta diventati adulti, tanto da non riuscire a conciliare le loro divergenze.

Harry e William, un incontro segreto per tornare “fratelli”. Lontani dalle decisioni di palazzo, Harry e William spinti dalle rispettive consorti, sono riusciti a ritagliarsi un po' di tempo per chiarirsi e tornare finalmente uniti come erano un tempo e come Lady Diana avrebbe voluto. Roberta Damiata, Martedì 21/01/2020, su Il Giornale. La cosa che più ha amareggiato i sudditi di Sua Maestà ma anche gli amanti della monarchia inglese in tutto il mondo, della decisione di Harry e Meghan di allontanarsi dalla corona, è stata sicuramente la separazione tra William ed Harry. I due fratelli, attaccatissimi fin dalla nascita, e soprattutto uniti dopo la morte della loro madre, dopo il matrimonio di Harry si erano inevitabilmente allontanati, cosa che avrebbe dato un enorme dolore a Lady Diana che per loro ha voluto sempre il meglio. Il carattere forte di Meghan Markle, le scaramucce con Kate Middleton, avevano irrimediabilmente incrinato i rapporti da i due fratelli che da sempre erano stati l’uno la spalla dell’altro. Ma è proprio di poco fa, la notizia che tra due, sarebbero intercorsi degli “incontri segreti” prima del definitivo trasferimento di Harry in Canada e sembra che questi abbiano dato i loro frutti riuscendo a sanare le loro incomprensioni, anche se, per Harry, rimane il contrasto con il principe Carlo totalmente in disaccordo con la sua decisione di lasciare la corona. L'idea di vedersi, è stata presa da entrambi che si sono resi conto che “ora o mai più”, c’era bisogno di un riavvicinamento prima della partenza di Harry per Canada dove raggiungerà Meghan e Archie. Questi “colloqui di pace” sono stati aiutati da entrambe le consorti, Meghan e Kate. Una fonte ha raccontato al “The Sun”, che i due hanno passato del tempo insieme lontani dal vertice di Sandringham, parlando della loro relazione e discutendo sul loro futuro. Questo ha dato la possibilità di salvare il loro rapporto e di "ritornare fratelli”, dopo quasi due anni di contrasti, supportati da Kate e Meghan che si sono unite ai colloqui in più di un’occasione, e facendo contemporaneamente pace tra di loro. Come dicevamo prima però, se un passo è stato fatto con suo fratello, rimangono invece i dissapori con il padre Carlo. La loro relazione è stata descritta come “Molto complicata con mancanza di fiducia da parte di entrambi”. Harry ha comunque voluto rompere il silenzio e ha parlato della sua “grande tristezza” nel lasciare la famiglia reale, ma che lui e Meghan non avevano altra scelta se non quella di abbandonare i doveri reali, anche se ha spiegato che la coppia “non sta andando via”. Un discorso molto sentito da parte di Harry che ha detto di aver sperato di continuare a servire la regina, il Commonwealth e le varie associazioni senza avere alcun finanziamento pubblico. Ha insistito molto sul fatto che il Regno Unito sarebbe sempre stato la sua casa, e che sua moglie Meghan ha i suoi stessi suoi valori ed era eccitata di avere un ruolo reale subito dopo il loro matrimonio. “Ma non c’era altra opzione - ha continuato - se non quella di fare un passo indietro. - Decisione che ha sottolineato - Non è stata presa alla leggera”.

Luigi Ippolito per il “Corriere della Sera” l'1 giugno 2020. Panico nelle contee. I duchi di Cambridge (ossia William e Kate) sono scesi in guerra contro Tatler , la rivista che è la bibbia dell' alta società britannica, rea di aver pubblicato un articolo irriguardoso nei confronti della duchessa. Ma Tatler è il vademecum sfogliato in tutti i salotti della upper class : con chi bisognerà schierarsi allora? A dare fuoco alle polveri è stato il pezzo di copertina dell' ultimo numero della rivista, intitolato «Catherine the Great», Caterina la Grande: apparentemente un elogio della moglie di William, ma in realtà zeppo di perfidia. Lo ha firmato Anna Pasternak, pronipote dell' autore del «Dottor Zhivago», già scrittrice di diversi libri sui reali e rea confessa di «elitario snobismo». Nell' articolo si svelano i retroscena del litigio fra Kate e Meghan Markle, che al matrimonio di quest' ultima si sarebbero accapigliate sul dilemma calze sì/calze no per le damigelle (l' ha spuntata Meghan): ma soprattutto si riferisce che la duchessa si sentirebbe «esausta e intrappolata» a causa della diserzione dei duchi di Sussex, che ha scaricato su di lei una gran mole di lavoro che le impedirebbe di stare abbastanza con i figli. Le frasi peggiori però sono riservate alla famiglia Middleton, dove si ricorda che Carole, la madre di Kate, è una ex hostess nata in una casa popolare ed è una NQOCD ( Not Quite Our Class, Darling , non proprio la nostra classe, cara) che ha imposto il suo gusto pacchiano alla casa di William e Kate, definita «molto Buckinghamshire» (ossia la contea prediletta dai nouveax riches ): «Ben lontano dall' essere un tipica dimora aristocratica, con tappeti consumati e peli di cane ovunque, appare come uno scintillante hotel a cinque stelle, con cuscini e candele». Per finire, Kate viene indicata come «pericolosamente magra» e accostata per questo alla principessa Diana, che notoriamente oscillava fra anoressia e bulimia. E lei e la sorella Pippa vengono descritte in sostanza come delle scaltre arrampicatrici sociali. Ce n' era abbastanza per scatenare la reazione dei duchi di Cambridge: che già la settimana scorsa hanno fatto uscire un insolito e furibondo comunicato da Kensington Palace in cui definivano l' articolo «falso e inaccurato». Ma adesso, ha svelato ieri il Mail on Sunday , William e Kate sono addirittura passati alle vie legali: i loro avvocati hanno scritto a Tatler per ingiungere alla rivista di rimuovere l' articolo dal loro sito internet. Altrimenti finiranno in tribunale. E' un passo davvero fuori programma per una coppia riservata come i duchi di Cambridge: e che riporta piuttosto alla campagna contro i tabloid lanciata da Harry e Meghan, che hanno citato in giudizio il Daily Mai l per violazione della privacy (e hanno perso il primo round della causa). Vedere i membri della famiglia reale scendere in campo contro i giornali non è un bello spettacolo: e infatti i duchi di Sussex sono stati criticati per aver deciso di tagliare ogni contatto con i tabloid inglesi. Solo che ora nel mirino non è finito un giornale popolare o scandalistico, ma la rivista preferita dagli aristocratici (o aspiranti tali): Tatler è un mensile di gossip d' alto bordo, tutto marchesi e contessine impegnati in feste e balli, condito di consigli aspirazionali su come apparire davvero altolocati. Insomma, è una guerra civile in seno alla migliore società: e capire da che parte stare sarà più faticoso di una caccia alla volpe.

·        Meghan e Harry.

Luigi Ippolito per il "Corriere della Sera" il 24 settembre 2020. Un intervento a gamba tesa nelle presidenziali americane che ha causato costernazione a Londra. E l'immediata, stizzita reazione di Donald trump. L’ultimo video di Harry e Meghan dalla California ha decisamente passato il segno: perché i duchi di Sussex lanciano un appello che è stato letto da più parti come un invito neppure troppo velato a votare contro l'attuale inquilino della Casa Bianca. Il che è una grossolana violazione delle regole di imparzialità della Casa reale britannica: e sfiora l’incidente diplomatico. Nel video incriminato, si vedono Harry e Meghan seduti su una panchina in un parco: lei definisce le presidenziali Usa «le elezioni più importanti della nostra vita» e lui aggiunge che «è vitale che rigettiamo i discorsi d’odio, la disinformazione e la negatività online». Parole che sono apparse come un affondo nei confronti di Trump che ha risposto per le rime, dicendo di «non essere un fan» dell'ex attrice americana e augurando «molta fortuna» a Harry, perché «ne avrà bisogno». Le reazioni a Londra non hanno tardato ad arrivare. Un ex consigliere reale ha detto al Times che le dichiarazioni dei duchi di Sussex provocheranno preoccupazione a Buckingham Palace: «L’arena politica è molto sensibile per tutti i membri della famiglia reale. Non puoi avere una istituzione apolitica, qual è una monarchia ereditaria, e avere membri della famiglia reale che fanno anche i più vaghi commenti politici». Diversi esperti della monarchia hanno commentato che a questo punto Harry e Meghan farebbero bene a rinunciare a tutti i loro titoli: perché non ci può essere un’altezza reale, tuttora in linea di successione al trono, che si immischia negli affari di un altro Paese. D’altra parte l’ingresso diretto in politica di Meghan viene considerato sempre più probabile, perché tutte le sue mosse puntano in quella direzione. Di recente ha avuto un incontro, molto pubblicizzato, con Gloria Steinem, l’icona del femminismo americano: e l’attivista ha rivelato che loro due si sono messe al telefono e hanno chiamato una serie di elettori per incoraggiarli a votare («ciao, sono Meg», si presentava la duchessa agli sbigottiti interlocutori). Gloria Steinem ha dato il suo viatico alla duchessa, che ha definito «intelligente, autentica, divertente, e politica»: e ha aggiunto che durante il loro incontro la duchessa ha espresso tutta la sua ammirazione per Kamala Harris, la donna nera scelta da Joe Biden come vicepresidente. Ma non è tutto. Il contratto da 150 milioni di dollari stipulato con Netflix ricalca quello analogo degli Obama e può fornire a Meghan, che vede in Michelle O il suo modello di ispirazione, una straordinaria piattaforma; inoltre, la nuova fondazione dei duchi di Sussex ha fra i suoi obiettivi, oltre ad attività commerciali e di marketing, anche il «lobbying politico». D’altra parte, quando era entrata a far parte della famiglia reale, Meghan era stata definita «la duchessa attivista», perché se ne sottolineava l’impegno femminista e il desiderio di avere un impatto politico grazie al suo nuovo ruolo. Le cose sono andate diversamente, come sappiamo: la «Megxit» ha portato alla fuga in California dei duchi di Sussex. Ma questo non ha messo la sordina alle sue ambizioni politiche, che ha coltivato fin da ragazza. Arriverà fino al punto di candidarsi alla Casa Bianca, come qualcuno suggerisce? Chissà. Ma d’altra parte, si fa notare, se ci è arrivato uno come Trump, tutto è possibile. E a questo proposito c’è anche chi ha immaginato che sulla sua strada Meghan potrebbe trovare proprio Ivanka, la figlia prediletta di The Donald.

Harry e Meghan attaccano Trump: ma scatenano la furia della regina. Harry e Meghan si sentono sempre più distanti dalla famiglia reale e infrangono anche l’ultimo tabù, parlando di politica americana in pubblico e suggerendo in maniera fin troppo diretta le loro preferenze sulle prossime presidenziali. Francesca Rossi, Giovedì 24/09/2020 su Il Giornale. Harry e Meghan hanno dato un calcio all’ultimo baluardo della royal family: la neutralità politica, ovvero il divieto, per la Firm, di esprimere opinioni sulle spinose faccende della cosa pubblica. Il principe e sua moglie non si sono limitati a dire la loro sulle prossime presidenziali americane, ma hanno persino suggerito agli elettori, in modo piuttosto esplicito, a chi dare la preferenza. Inutile dire che le simpatie dei Sussex convergono su Biden e non certo su Trump. Del resto sono indimenticabili gli screzi tra l’attuale presidente degli Stati Uniti e Meghan Markle. Alla corte inglese, però, sembra scoppiata una bomba, tanto è l’imbarazzo e l’incredulità nei confronti del nuovo gesto di ribellione di Harry e Meghan. Anche i sudditi inglesi sarebbero furiosi, tanto da chiedere alla regina Elisabetta di togliere alla coppia il titolo di duchi del Sussex. Harry e Meghan, infatti, sono intervenuti sulla ABC per la cerimonia del Time che li ha eletti tra le personalità più influenti del mondo. Dal giardino della nuova casa a Santa Barbara il principe ha dichiarato: “È fondamentale rifiutare l’incitamento all’odio, la disinformazione e la negatività online. Ciò a cui siamo esposti e ciò con cui ci impegniamo online ha un effetto reale su di noi”. Meghan, invece, ha sottolineato che le prossime elezioni sono “le più importanti della nostra vita”. I duchi non hanno effettivamente fatto i nomi dei candidati alla Casa Bianca, ma gli esperti hanno letto in queste frasi, nei trascorsi di Meghan con Trump e nell’invito dei Sussex a cambiare l’attuale situazione americana uno sbilanciamento fin troppo evidente nei confronti di Biden. Una frase che il presidente americano, rispondendo ai giornalisti, ha commentato così: "Non sono un suo fan e auguro tanta fortuna a Harry, ne avrà bisogno". Devono essersene resi conto anche a Buckingham Palace, se nel comunicato ufficiale emesso dallo staff regale e riportato dal Daily Mail possiamo leggere: “Il duca non è un membro attivo della famiglia reale e qualunque commento faccia è a titolo personale”. Insomma il Palazzo se ne lava le mani. Con questa nota la regina ha escluso il nipote dalla royal family, poco conta il famoso periodo di transizione di 12 mesi per rendere effettiva la Megxit. Senza troppi giri di parole la corte inglese ci sta dicendo che ormai ha ben poco da spartire con Harry e Meghan. Il portavoce dei Sussex, James Holt, minimizza l’accaduto: “Harry non stava parlando di un candidato o di un partito, ma del tono del dibattito, specie online”. In apparenza ciò è vero ma, di fatto, l’opinione politica di Harry e Meghan è facilmente intuibile ascoltando il loro discorso ed è poco credibile che ciò sia dovuto a un errore di valutazione. Dopo l’apparizione dei duchi i social network si sono infiammati. Un utente dichiara: “Perché un principe britannico e sua moglie sono coinvolti in un’elezione negli Stati Uniti? Cosa c’entrano? Non abbiamo combattuto una guerra per porre fine alle interferenze della monarchia britannica?” . Un altro rincara la dose: “Perché un principe del Regno Unito incoraggerebbe i cittadini statunitensi a votare alle loro elezioni? Come può essere consentito?”. Dan Wootton, editorialista del Sun, non le manda a dire: “Se Harry e Meghan vogliono sostenere il partito democratico americano è una loro scelta, ma allora devono rinunciare immediatamente ai loro titoli reali se non vogliono danneggiare la monarchia”. Norman Baker, autore del libro “And What Do You Do? What The Royal Family Don’t Want You To Know”, precisa anche che Harry “non può parlare di elezioni politiche rappresentando di fatto ancora la famiglia reale”. Il giornalista Piers Morgan sottolinea: “Il loro comportamento è inaccettabile”. Già Lady Colin Campbell aveva svelato nella sua biografia, “Harry e Meghan, La Loro Vera Storia”, che l’obiettivo finale di Meghan Markle sarebbe la Casa Bianca. A tal proposito c’è già chi immagina una sfida all’ultimo voto nel 2024 tra la duchessa e Ivanka Trump. Harry e Meghan si sono esposti troppo e male, hanno rinunciato a una neutralità che avrebbe potuto sostenerli nelle loro iniziative umanitarie, soprattutto tenendo conto della delicatissima situazione politica americana in questo periodo. Harry rimane un Windsor anche senza l’appoggio della famiglia e le sue esternazioni potrebbero avere un peso diplomatico non indifferente. Un fardello di cui, considerati i precari equilibri geopolitici, nessuno sente il bisogno.

Luigi Ippolito per "corriere.it" il 16 settembre 2020. Meghan ha fatto la fine di Trotskij e Bucharin: come gli oppositori di Stalin venivano cancellati dalle foto sovietiche ufficiali, così la duchessa di Sussex è stata del tutto oscurata nelle immagini utilizzate dalla casa reale per festeggiare ieri i 36 anni del principe Harry. Una scelta che non è passata inosservata agli occhi dei giornali inglesi, ma soprattutto a quelli dei fan dell’ex attrice americana, che hanno accusato Buckingham Palace di comportamento «immaturo e meschino». Colpisce soprattutto la foto scelta da William e Kate. È un’immagine scattata nel 2017, quando i duchi di Cambridge si sono sfidati a una gara di corsa con Harry: non solo si tratta di un’istantanea pre-Meghan, ma soprattutto in mezzo ai tre c’è una corsia vuota, quasi a sottolineare la «scomparsa» dell’intrusa americana. Inoltre, la foto evoca i tempi in cui il terzetto si muoveva affiatato, prima che l’arrivo di Meghan provocasse una frattura tra William e Harry. La regina è stata più discreta, se vogliamo: ma anche il suo account ufficiale ha postato una foto in cui ci sono soltanto la sovrana e il nipote, senza traccia di Meghan. E altrettanto ha fatto il principe Carlo, che ha scelto un’immagine che lo ritrae assieme al figlio, senza consorte. Ovviamente, le fonti ufficiali smentiscono letture maliziose: «La gente vuole leggerci troppo dentro – ha commentato una portavoce di Kensington Palace, la residenza di William e Kate —. Si tratta soltanto di un bello scatto». Ma l’impressione è che la damnatio memoriae abbia già avviato il suo corso.

DAGONEWS il 9 settembre 2020. Mejo di un film! Harry e Meghan avevano già studiato tutto e progettavano di fare un accordo con Netflix già prima di sposarsi. Lo sostiene la biografa del duca di Sussex Angela Levin, che ha incontrato e intervistato nel 2018: “la coppia ha sfruttato la famiglia reale firmando l’accordo con la piattaforma di streaming. Parlando allo show tv The Royal Beat, ha detto: "Penso che sia il più grande sfruttamento della famiglia reale. È inspiegabile che possano aver negoziato l’accordo in così breve tempo. Loro che escono dalla famiglia reale, e ricevono subito 150 milioni di sterline. Secondo me era tutto scritto fin dall’inizio, prima delle nozze.

Le pretese di Harry e Meghan: un milione di dollari a discorso. Harry e Meghan dettano legge, stilando una lista di regole minuziose per quel che concerne i loro futuri discorsi pubblici, dal compenso (si parla di un milione di dollari a intervento) fino alla richiesta di conoscere in anticipo il pubblico che li ascolterà. Francesca Rossi, Venerdì 11/09/2020 su Il Giornale. Harry e Meghan fanno sul serio e vogliono dimostrare che una vita oltre la royal family è possibile, così come l’indipendenza economica al di fuori del protocollo reale. Questo, almeno, è ciò che ci raccontano le ultime indiscrezioni del Telegraph. I Sussex si stanno ritagliando un avvenire totalmente plasmato dalla loro volontà e, per far questo, hanno anche iniziato a stabilire i primi, proverbiali “paletti” per quel che concerne i futuri discorsi pubblici.

Regole d'acciaio, inamovibili, attraverso cui la coppia vorrebbe costruirsi un’immagine e, chissà, forse perfino un brand. Per il momento, dati i rischi dell’emergenza sanitaria in corso, si tratta di norme relative soprattutto agli interventi virtuali, da remoto, ma poco importa. Stando alle notizie raccolte dal tabloid Harry e Meghan avrebbero incaricato la New York Harry Walker Agency (la stessa con cui hanno firmato gli Obama, i Clinton e Oprah Winfrey) di rappresentarli, curando nei minimi dettagli l’esposizione mediatica conseguente ai discorsi. L’agenzia e i duchi avrebbero già iniziato la loro collaborazione, preparando insieme un modello di quattro pagine con domande mirate a cui dovranno rispondere gli organizzatori degli eventi a cui i Sussex saranno invitati. Il documento, dal titolo “modulo di richiesta evento virtuale” potrebbe essere il mezzo con cui Harry e Meghan vogliono dimostrare che la ricerca della libertà non è stata un capriccio, ma un’esigenza che si è fatta sempre più pressante. I duchi di Sussex vogliono controllare ogni aspetto dei loro interventi, senza lasciare nulla al caso. A cominciare dal compenso, un particolare non da poco che la coppia chiede di conoscere in anticipo. Sembra che il cachet in questione possa arrivare addirittura a un milione di dollari a discorso. Ed è solo l’inizio.

A quanto sembra i Sussex vorrebbero decidere anche chi modererà le loro partecipazioni e a chi sarà affidato il compito di presentarli. Il Telegraph ha visionato il modello, spiegando che “prima di accettare qualsiasi cosa, la coppia desidera una stima dei partecipanti e una descrizione di chi sono”. Sembra di capire che Harry e Meghan vogliano preparare i loro interventi in base a chi avranno di fronte (non è affatto detto che sia un male, anzi) e confrontarsi con un pubblico che non sia totalmente sconosciuto per loro. Per quanto riguarda gli sponsor siamo sulla stessa lunghezza d’onda. I duchi esigono in anticipo anche i nomi di chi finanzierà gli eventi. Chiedono, inoltre, quali altre personalità interverranno, se verranno mostrati dei video e di che tipo, se ci saranno uno o più marchi visibili e quali. Infine i Sussex gradirebbero informazioni dettagliata sulle modalità di svolgimento dei loro discorsi e pretendono che la parte tecnica sia curata in maniera impeccabile, in modo da evitare problemi di connessione, per esempio. Le richieste sono numerose ma non impossibili, a ben pensarci. In effetti la maggior parte delle teste coronate e dei personaggi molto in vista ha a disposizione esperti e interi uffici stampa che “monitorano” e preparano ogni apparizione pubblica, in modo da evitare eventuali situazioni imbarazzanti o sconvenienti. L’obiettivo è quello di mantenere un profilo sobrio ma di alto livello, costruendo e proteggendo un certo tipo di immagine che, negli anni, si dovrebbe fondere con il personaggio. Non è strano, dunque, che anche Harry e Meghan si comportino alla stessa maniera, consci anche del loro valore (soprattutto economico, viste le grandi aspettative che il pubblico nutre nei loro confronti). Non dimentichiamo, poi, che il principe Harry rimane un Windsor, anche se non ha più il trattamento di altezza reale e non è più un membro senior della royal family. I Sussex iniziano a camminare sulle loro gambe e sanno già che tipo di passo vogliono mantenere. Le loro pretese possono apparire un tantino snob, eccessive, vi si può forse intuire un vago capriccio dettato dall’ambizione, ma non è detto che sia così (non del tutto). Harry e Meghan chiedono di essere presi sul serio, puntualizzando con le loro richieste di avere a cuore i temi di cui si occupano. Per questo e anche per il successo della loro carriera la preparazione è fondamentale. Non possono permettersi passi falsi. Hanno stabilito le regole del gioco, ma ora dovranno iniziare a giocare e farci vedere che sanno farlo. Liberi dalle imposizioni di corte, un fastidio, ma da una certa prospettiva anche uno scudo protettivo, Harry e Meghan sapranno fare buon uso del potere che deriva dalla loro immensa popolarità?

E ora esce (tutta) la verità: la regina non ha mai escluso Meghan. Disponibile dal 27 agosto anche in Italia, "Libertà" è il libro che racconta la verità su tutti i gossip di Meghan Markle e del Principe Harry, facendo luce anche sulla Megxit. Carlo Lanna, Sabato 29/08/2020 su Il Giornale. Fin da quando è stata annunciata l’uscita di "Finding Freedom", la biografia dedicata a Meghan Markle e al Principe Harry è diventata argomento di discussione che ha accesso un vero e proprio dibattito tra gli estimatori dei Windsor. Definito come un "libro-scandalo" e capace di gettare nel caos tutta la famiglia reale inglese a causa delle rivelazioni in esso contenute, alla luce dei fatti, ciò che Omid Scobie e Carolyn Durand hanno portato a galla è un ritratto ben diverso delle aspettative. “Finding Freedom” dal 27 agosto è disponibile qui in Italia grazie alla Harper Collins che ne ha curato la traduzione e regala ai lettori una visione d’insieme su una tra le coppie più amate e discusse della monarchia inglese. Una storia, quella di Harry e Meghan, ancora tutta da scrivere che nel libro dei due giornalisti ed esperti di corte viene raccontata come un perfetto romanzo d’amore, in cui non si lesinano dettagli sulla vita e i segreti di palazzo. Non un vero e proprio retroscena su ciò che accade a Buckingham Palace, ma un resoconto di cuore e di pancia su un momento storico molto importante che ha rivoluzionato gli assetti della royal family. "Libertà", questo è il titolo che è stato scelto per la versione italiana, nelle sue 400 pagine ha un unico obbiettivo da perseguire: far capire come e perché Harry e Meghan hanno deciso di voltare le spalle alla Corona. E finalmente si scioglie il nodo alla matassa dopo tante indiscrezioni. Fin dalle prime pagine, non è difficile comprendere in che direzione gli autori vogliono spingere i fili del racconto. Si parte da un’introduzione in cui Omid e Carolyn spiegano il motivo per quale hanno deciso di scrivere un libro su Meghan e Harry. Da quel che sembra, i due quotati giornalisti (rispetto ad altri) conoscono molto bene i menage di Corte e, soprattutto, sono voci autorevoli in fatto di rumor e gossip reali. Sono gli unici che hanno vissuto, nel vero senso del termine, alcuni dei momenti più importanti della vita dei Windsor. Aprire una parentesi sulla vita del Principe Harry, eterno secondo nel cuore di Carlo, ha messo in moto tutta una serie di considerazioni sulla sua autorevolezza all’interno della famiglia. E se fino ad oggi tutti i pettegolezzi avevano descritto il giovane Harry come una testa calda e un uomo succube di Meghan, nel libro traspare invece l’idea di un giovane coscienzioso e alla costante ricerca del suo posto del mondo. Harry, fin da ragazzo, ha sempre vissuto con la consapevolezza di sentirsi un outsider e un diverso, grazie anche agli insegnamenti di Lady Diana. Per questo ha sempre cercato il modo di distinguersi e di fuggire dal rigore di corte. L’arrivo di Meghan Markle, in quel giugno del 2016, per lui è stato come un segno da parte del destino. Il principe ha trovato la sua anima affine, il lato destro del suo cuore, una donna che crede nei suoi stessi ideali. Ecco perché la loro storia d’amore, dentro e fuori le mura di palazzo, è stata così epica: entrambi hanno voluto prendere in mano le redini della loro vita e scrivere, da soli, il loro lieto fine. E si parte proprio dal principio. La biografia, con un tratto deciso e molto cordiale, inizia nel tratteggiare le figure di Meghan e di Harry ancora prima di quell’appuntamento alla Soho House di Londra, che li ha uniti indissolubilmente. Fin da quando l’immagine della Markle è apparsa al fianco del Principe sono state tante le parole che si sono spese sul suo conto. Vere e non vere, "Libertà" sfata diversi miti sull’immagine di Meghan. Conosciuta solo come la protagonista di Suits, prima di diventare attrice, la Markle ha cercato di sbarcare il lunario come giornalista, food blogger e persino come paladina dei diritti sulle donne. Tra le pagine del libro traspare una Meghan dolce, carismatica, ma anche forte e combattiva. Non così diversa caratterialmente dal Principe. E attraverso i ricordi del loro primo appuntamento, ricostruito soprattutto grazie all’intervento di diversi amici fidati della coppia, si intuisce come i futuri Duchi di Sussex, almeno all’inizio della loro storia, non hanno mai pensato al futuro, non hanno mai pensato a regole e imposizioni di Corte. Hanno vissuto come due adolescenti quel forte desiderio che è nato tra di loro. Una storia che per mesi si è fortificata in segreto, tra cene a lume di candela e brevi soggiorni in località sperdute. Meghan non è affatto una donna arrivista che ha plagiato il principe: ha rubato solo il suo cuore. Il sogno però si è infranto con la realtà, durante una festa privata di Halloween in cui una persona vicina all’entourage di Beatrice di York (cugina di Harry e figlia del Principe Andrea) ha spifferato alla stampa della nuova love story del Principe. Da quel momento in poi tutto è andato a rotoli. Harry e Meghan sono stati costretti a reagire, bersagliati dai tabloid che montavano accuse inesistenti e pettegolezzi atti solo per appannare il principe e a criticare la giovane attrice. Nel mirino infatti sono finite le idee politiche della Markle, il suo passato da valletta in tv e il colore della pelle. E proprio per questo motivo la vita dei due futuri sposi finisce nel caos. Diversamente, però, da quello che è trapelato in rete negli ultimi periodi, gli autori della biografia hanno sottolineato alcuni dettagli molto particolari. Quei fotografi e quei giornalisti così insidiosi, non hanno mai creato fratture tra Meghan e Harry, né tantomeno il buon nome della famiglia è stato messo in cattiva luce. Tutti quegli articoli diffamanti, non hanno fatto altro che aumentare le paure del Principe per l’incolumità sua e della Markle. Proprio quei giornalisti che hanno "provocato" la morte di Lady D, ora tornano a disturbare la sua quiete, facendo riemergere dal passato disturbi mai del tutto superati. Di grande impatto, infatti, è il capitolo 4 del libro che apre una lunga parentesi sui problemi mentali di Harry che ha subito a causa della morte della madre. E proprio per questi motivi, la coppia ha sempre cercato di vivere lontano dall’attenzione dei fotografi, simbolo di una voglia di indipendenza e di liberà. Il terzo incomodo nella loro relazione? Sono stati proprio i tabloid inglesi, come il The Sun e il Daily Mail. Al centro del discorso, inoltre, ci sono anche i legami di Meghan con il resto della famiglia. Primo fra tutti con Kate e William. E nonostante i continui rumor di dissidi tra i famigerati " Favolosi 4" (nomiglolo con cui sono stati soprannominati i rampolli di corte Kate, Harry, William e Meghan), i rapporti sono sempre stati molti sereni e cordiali. Meghan è stata ben accetta all’interno della famiglia e la Regina ha sempre avuto un rapporto molto amichevole con la Markle. E sì, la Martkle non è stata mai esclusa dalle grazie della sovrana. Si legge, infatti, di una versione diversa dai fatti che fotografa una nuova verità. E anche se William ha consigliato al fratello di non "correre troppo" e di "ponderare bene le scelte di cuore", questo non ha di certo influito sul loro rapporto. I due principi hanno preso solo due strade diverse. Ancora oggi, pur non vivendo a Londra, sono ancora molto legati. La cosa certa è che sia Harry che Meghan sono stati indirizzati verso la scelta giusta, ma alla fine agitio sempre e comunque secondo il loro istinto. Dunque, non è assolutamente vero che in famiglia ci sono stati trattamenti diversi solo perché Harry aveva intrecciato una storia con una donna comune. La biografia fa capire come il secondogenito di Carlo e Diana è sempre stato uno spirito libero, rispetto a William, che è nato e cresciuto per essere re di Inghilterra. Harry ha vissuto in una campana di vetro, sperando solo di trovare una donna con cui condividere avventure e ideali, e Meghan racchiude tutto ciò che lui ha sempre desiderato. Non un memoriale. Né tantomeno un’autocelebrazione. "Libertà" analizza i fatti e, seppur romanzando sulla storia d’amore che ha fatto sognare tutto il mondo, traspare un’unica verità: Meghan e Harry hanno sempre voluto fare la differenza. I duchi di Sussex hanno seguito un protocollo perché ingabbiati in una vita fatta di regole e “imposizioni”, ma in quanto figure di spicco e aperte a far del bene, hanno deciso di chiudere le porte a titoli e rimostranze solo per un bisogno innato di pensare al prossimo. Diritti civili e sociali. Ambiente, viaggi e energie rinnovabili. La coppia d’oro della monarchia si è resa conto di voler far ancora di più, di lasciare un’impronta in questo mondo in cui stiamo vivendo. Ma essere un duca ha un costo e per questo motivo Harry e Meghan hanno deciso di rinunciare alla sicurezza della corona, per poter scrivere una nuova pagina della loro vita. E il libro finisce proprio sul più bello, spiegando come la scelta di abbandonare la famiglia reale è stata ponderata, non è stata una presa di petto. Anzi, è stata guidata non da quei litigi in famiglia (mai del tutto confermati), ma gli ex duchi sono stati spinti proprio da quella stampa scandalistica che ha impedito loro di poter essere liberi, nonostante fossero "ingabbiati" in una vita di riverenze, impegni d'ordinanza e di obblighi. Una scelta voluta e per nulla forzata che ha cambiato il volto della corona inglese, e che ha regalato la possibilità ai Windsor di guardare al futuro e costruire una "nuova monarchia".

 Elisa Messina per "corriere.it" il 13 agosto 2020. La nuova villa a Santa Barbara acquistata a 14 milioni di dollari. Trasloco numero cinque per l’inqueta coppia dei duchi di Sussex, ma a giudicare dall’investimento in ballo, circa 14 milioni di dollari, secondo le fonti interpellate dal britannico Daily Mail, forse si tratta di una scelta definitiva. Ecco, infatti la nuova dimora acquistata alla fine di giugno dal principe Harry e da Meghan Markle a Santa Barbara, in California, per la precisione a Montecito, la zona della contea dove sorgono le residenze più esclusive e dove abitano molte celebrità di Hollywood. Tanto che la cittadina si è guadagnata il soprannome di Beverly Hills del nord. Nuovi vicini di casa di Harry e Meghan sono infatti Oprah Winfrey, Ellen De Generes, Gwyneth Paltrow e George Lucas.

Due ettari di tenuta come garanzia di privacy. Quella acquistata dai duchi di Sussex, quasi sicuramente grazie all’aiuto finanziario del principe Carlo, il 18 giugno scorso, è una villa indipendente grande circa 1400 metri quadrati: ha nove camere da letti, sedici bagni, una palestra, un’area benessere ed è circondata da una tenuta di oltre due ettari con piscina e campo da tennis. Perché Santa Barbara? Perché, rispetto a Hollywood dove hanno abitato negli ultimi mesi, la ricca cittadina californiana garantisce maggiore privacy e tranquillità. «Questo è il luogo in cui hanno intenzione di essere felici, fare nuove amicizie e crescere Archie, dandogli la possibilità di giocare con altri bambini della sua età», ha detto una fonte vicina alla coppia al sito americano Page Six. Inoltre le caratteristiche della casa sembrano soddisfare le caratteristiche apprezzate dal principe Harry che, essendo cresciuto in storiche e importanti dimore, sente l’esigenza di una casa più intima e personale.Per la coppia questo è comunque il quinto trasloco in appena due anni di matrimonio. Tra ville, dimore storiche e palazzi di città vediamo tutte le case in cui sono passati.

Kensington Palace, la “prima casa”. La “prima casa” dei Duchi di Sussex, dopo le nozze del 19 maggio 2018 è stata un appartamento all’interno di Kensington Palace, storico palazzo reale nel cuore di Londra dove ha abitato Lady D e dove abitano alcuni tra i più importanti membri della Famiglia Reale, William e Kate in primis, con i loro tre figli e dove da scapolo viveva Harry da solo. Non a caso, il profilo ufficiale dei social dei duchi di Cambridge è Kensington Royal, e, in primo momento, anche questo canale di comunicazione, oltre che il palazzo, dei duchi di Cambridge ha ospitato la nuova coppia dei duchi di Sussex. Ma, come abbiamo visto, non ha funzionato. Né la convivenza social (Harry e Meghan lanciarono infatti il loro profilo Sussex Royal) né quella residenziale. Il confortevole appartamento di Harry (Nottingham Cottage) aveva”solo” due camere da letto, così quando Meghan è rimasta incinta la coppia ha iniziato a cercare una nuova casa.

Frogmore Cottage: 3 milioni di lavori per pochi mesi. La scelta è caduta su Frogmore Cottage, una deliziosa residenza indipendente, due piani e 10 stanze, con tutto lo spazio per ospitare una nursery, una palestra e uno studio per lo yoga. All’interno della tenuta di Frogmore House, a Windsor, bellissima residenza vittoriana dove la coppia tenne il party per famigliari e amici dopo le nozze. Ma il cottage necessitava di restauri, così nell’autunno del 2018 iniziano i lavori per trasformare gli interni del vecchio edificio secondo gli standar eco-friendly imposti dalla duchessa: vernici eco, spazio per l’orto, arredi curati da una designer di grido. Lavori costosi, 2,7 milioni di euro ( la cifra esatta è riportata sul Sovereign Grant pubblicato sul sito di Buckingham Palace) e lunghi: la coppia riesce a trasferirsi solo nell’aprile 2019, u mese prima della nascita di Archie. Quando, pochi mesi dopo, nel gennaio 2020, la coppia manifesta la sua intenzione di affrancarsi dai doveri della famiglia reale e vivere in Nord America, la stampa britannica insorge contro lo spreco di una ristrutturazione così costosa. Così tra gli accordi presi all’interno della “Megexit” c’è anche la promessa di rimborsare i costi di ristrutturazione, al ritmo di 18.000 sterline al mese (circa 20.000 euro). Per quanto tempo hanno effettivamente abitato nella storica villa della campagna inglese riadattata secondo il loro personale gusto e stile? Una manciata di mesi: dalla nascita di Archie (maggio 2019) alle vacanze di Natale 2019-2020, quando volano in Canada.

Fuga in Canada: la villa a Vancouver. La prima destinazione di Harry e Meghan, durante le vacanze di Natale, è il Canada, dove la ex attrice ha vissuto quando recitava nella serie Suits: si insediano a Vancouver, in una villa (probabilmente in affitto) affacciata sull’Oceano Pacifico. Una residenza da 14 milioni di dollari (12,6 milioni di euro) con vista mozzafiato sull’Oceano Pacifico. La tenuta è composta da una casa principale di 3.400 metri quadrati con cinque camere da letto e otto bagni e da un cottage per gli ospiti di 715 metri quadrati con tre letti e due bagni. In più la residenza è corredata da un giardino d’inverno su un terreno di quattro acri con due punti di accesso alla spiaggia privata. Qui la coppia resta fino a fine febbraio, quando tornano a Londra per gli ultimi impegni ufficiali con la famiglia reale e definire tutti gli accordi del Megexit con Carlo e la regina Elisabetta.

La casa “in prestito” a Beverly Hills. Alla vigilia della chiusura dei confini tra Canada e Stati Uniti, a marzo, Harry e Meghan volano negli Stati Uniti, in California, a Los Angeles, dove abita la madre di Meghan, Dora Ragland. Qui, si stabilizzano, non si sa se in prestito o in affitto, in una villa sulle colline di Beverly Hills del produttore e regista Tyler Perry, del valore di circa 18 milioni di dollari, la classica casa hollywodiana da vip: 12 stanze da letto, parco, piscina... Lussuosa, ma impersonale. Qui hanno trascorso il lockdown anche impegnandosi in alcune attività di volontariato per le famiglie in difficoltà per via dell’emergenza Covid-19. Ma evidentemente anche questa sistemazione, per quanto lussuosa, si trattava di una soluzione temporanea nella loro personale ricerca della felicità. Così si sono messi alla ricerca di una casa “con più carattere” a Santa Barbara.

"Lei non ha buone intenzioni...". Disastro Harry: colpa di Meghan. Spuntano nuove indiscrezioni su Harry e Meghan a un passo dalla pubblicazione del contestatissimo memoriale, come i rapporti del principe con un amico di vecchia data. Carlo Lanna, Martedì 11/08/2020 su Il Giornale. Manca poco per l’uscita della contestata "Finding Freedom", la biografia dedicata al Principe Harry e all’ex duchessa del Sussex che promette di far tremare tutta la famiglia dei Windsor. Di fatto, ancor prima della sua pubblicazione, le pagine del libro stanno creando scompiglio all’intero della royal family. Gli autori del testo, fin da quando è stata resa nota la data d’uscita, hanno ammesso che le notizie e i fatti ricostruiti promettono un ritratto veritiero della Regina e di tutta la famiglia. Storie, gossip, pettegolezzi, tutti raccontati con un tratto deciso per spiegare come e perché Harry e Meghan hanno deciso di prendere le distanze dalla Corona. E ora la stampa regala in pasto all’opinione pubblica un’altra pagina del memoriale. Tra i retroscena c’è anche quello che riguarda il Principe Harry e Tom Inskip, detto Skippy.

Quando Meghan era "la showgirl di Harry". Secondo quando è riportato in "Finding Freedom", Harry avrebbe litigato con il suo miglior amico proprio a causa di Meghan. I due erano legati da una profonda amicizia fin da quando erano compagni di studio a Eton, ma da quando la Markle è entrata nel cuore del Principe, qualcosa è andato storto. Carolyn Durant e Omid Scobie, autori del memoriale, affermano che Skippy avrebbe cercato di mettere Harry in guardia dall’influenza di Meghan. "Le sue intenzioni non sono buone", avrebbe affermato l’amico di vecchia data. Skippy, parlando con Harry, avrebbe affermato a gran voce che la Markle era una donna molto subdola e lui avrebbe dovuto agire con cautela senza compiere scelte affrettate. "Provate a vivere insieme per qualche tempo, prima di fare il grande passo", continua Skippy. Invece Harry ha agito d’impulso e accecato dall’amore per Meghan, ha deciso lo stesso di sposare l’ex attrice e di fatto ha cambiato per sempre gli assetti della Corona. Il principe non avrebbe accettato di buon grado i consigli dell’amico, tanto è vero che dopo 20 anni, i due ora non avrebbero più rapporti. Eppure Harry e Skippy sono stati molto legati quando erano giovanissimi. Il ragazzo, infatti, era presente quando il principe era un assiduo frequentare dei pub inglesi e quando fu fotografato nudo in una stanza di albergo insieme ad alcune ragazze in abiti succinti. Gli esperti che hanno riportato il fatto non si spiegano un comportamento del genere."È ferito, perché prendere una decisione così drastica non è stato affatto facile", si legge tra le pagine della biografia. Per avere un quadro totale sulla questione, non resta che attendere l’uscita del libro, presta in Inghilterra per l’11 agosto e in Italia il prossimo 27 agosto.

Emily Stefania Coscione per iodonna.it il 12 agosto 2020. Le intenzioni degli autori erano quelle di rivelare il vero “dietro le quinte” della Megxit, soprattutto nel rapporto tra i Cambridge e i Sussex. E a giudicare dalle reazioni a corte, finora Finding Freedom: Harry And Meghan And The Making Of A Modern Royal Family non ha deluso. Ecco le 10 rivelazioni più inaspettate del libro che hanno profondamente irritato la regina Elisabetta. Sarà nelle librerie italiane con il titolo Libertà per HarperCollins dal 27 agosto.

1 – I COMMENTI A CORTE. Uno degli assistenti dei reali avrebbe descritto Meghan Markle come la “showgirl di Harry”, commentando il suo passato controverso. Un altro avrebbe detto di non fidarsi di lei. Harry, però, se la prese ancora di più quando, ancora fidanzato, William gli consigliò di fare con calma e cercare di conoscere bene “this girl”, questa ragazza. Harry lo interpretò come un commento snob, legandosela al dito, stanco già da tempo della dinamica che si era creata tra i due, con William nel ruolo di fratello maggiore e futuro re, intento a tenere sotto controllo il fratellino più spericolato.

2 – IL RIFIUTO DELLA REGINA. Al loro ritorno a Londra, lo scorso gennaio, Harry e Meghan Markle si erano proposti di incontrare subito la regina Elisabetta per discutere le richieste già fatte in diverse conversazioni prima della loro partenza per le vacanze natalizie in Canada. Invece, Elisabetta mandò a dire che era troppo occupata e che li avrebbe incontrati non prima del 29 gennaio. Una Meghan Markle furiosa avrebbe, quindi, avuto l’idea di recarsi direttamente a Sandringham e costringere la sovrana a riceverli, infrangendo le regole di protocollo. Per fortuna, Harry riuscì a farle cambiare idea.

3 – SEMPRE UN PASSO INDIETRO. “Ho rinunciato a tutto per questa famiglia. Ero pronta a fare di tutto”: questo avrebbe confidato Meghan Markle a un amico, lo scorso marzo, delusa dal trattamento ricevuto a corte. Il libro sostiene che, quando erano Londra, Harry e Meghan Markle avevano la certezza di essere “usati” da Buckingham Palace per la loro popolarità tra i sudditi, ma comunque costretti a mantenersi sempre un passo indietro rispetto a coloro che erano più importanti in base al pecking order, ovvero la gerarchia a corte.

4 – IL DISPIACERE DI CARLO. Il principe del Galles rimase molto male quando, nel 2016, Harry oscurò un viaggio ufficiale in Medio Oriente del padre, di grande importanza politica, emanando un comunicato non autorizzato (Carlo lo venne a sapere appena 20 minuti prima della pubblicazione) in cui accusava i media di aver perseguitato la sua fidanzata. In questo modo confermò, quindi, la sua storia d’amore, finendo col “rubare” quelle prime pagine dei giornali che avrebbero dovuto essere destinate al padre.

5 – L’INTRUSIONE A CORTE. Harry e Meghan Markle sostengono che i funzionari della regina, consapevoli dell’enorme popolarità a livello globale dei Sussex, stavano cercando di ridurre in qualche modo la loro crescente importanza, per timore che potesse finire con l’eclissare la regina. Meghan, poi, non riusciva ad abituarsi alle continue interferenze. Come esempio viene riportato l’episodio di una collanina con le iniziali H e M, indossata dall’ex attrice: uno degli assistenti le consigliò di evitare accessori simili, in quanto avrebbero incoraggiato i fotografi, facendola finire sui giornali. Meghan non riuscì a nascondere la sua furia nel sentirsi dire cosa indossare e cosa no.

6 – PER MEGHAN, KATE È UNA SNOB. Secondo i Sussex, Kate Middleton non avrebbe fatto il possibile per aiutare Meghan Markle ad abituarsi alla vita a corte. E l’antipatia sarebbe scoppiata quando Kate si rifiutò di dare un passaggio con la sua Range Rover a Meghan, che all’epoca abitava a Kensington Palace, quando entrambe stavano per andare a fare shopping nella stessa zona. La Sussex si sentì insultata. Kate mandò dei fiori, ma le sue scuse non furono accettate. E le accuse continuano. I Cambridge non avrebbero fatto visita ai cognati per ben 10 mesi, prima e dopo il royal wedding. E quando, lo scorso marzo, Harry e Meghan Markle hanno fatto la loro ultima apparizione da reali senior, nell’Abbazia di Westminster, William e Kate avrebbero ricambiato con freddezza i loro sorrisi.

7 – GLI AMICI ANTI MEGHAN. Harry avrebbe rotto i rapporti con tutti gli amici e conoscenti che avevano fatto commenti negativi o avanzato dubbi sull’idoneità dell’ex attrice al futuro ruolo di duchessa. Harry si è sempre preoccupato dei toni razzisti di una certa copertura mediatica che insisteva sul denigrare l’americana birazziale improvvisamente accolta a corte. E si sarebbe lamentato più volte leggendo i post online meno favorevoli, decidendo poi di chiudere tutti i suoi account personali, inclusa una sua pagina segreta su Instagram.

8 –  L’ACCORDO CON I PAPARAZZI. La duchessa avrebbe ammesso che, quando era ancora un’attrice alla costante ricerca di pubblicità e del prossimo ruolo sul piccolo e grande schermo, aveva preso più volte accordi con i fotografi a Londra, attraverso i contatti del suo agente a Hollywood, per generare opportunità fotografiche da far poi finire sui giornali e mantenere quindi alto il suo profilo mediatico. Ma, dice il libro, Meghan Markle smise immediatamente di farlo una volta iniziata la relazione con Harry, per evitare di mettere a repentaglio la privacy del principe.

 9 – DUBBI SUL FIDANZAMENTO. Il romantico racconto da loro fatto nella famosa intervista registrata per l’annuncio del loro fidanzamento ufficiale, nel novembre 2017, rivelava che Harry aveva chiesto a Meghan Markle di sposarlo di recente, una sera in cui i due si trovavano da soli nella loro abitazione a Nottingham Cottage, la villetta da scapolo del principe a Kensington Palace, ed erano intenti a cucinare un pollo arrosto per cena. Invece, secondo Finding Freedom, si erano fidanzati in gran segreto già nell’agosto precedente.

10 – MEGXIT, L’IDEA FU DI HARRY. Il principe Harry avrebbe deciso di lasciare la corte anni prima di conoscere l’ex attrice. Non si trovava bene, gli mancava un ruolo appropriato e temeva di non potersi fidare di nessuno a palazzo. E sentiva che la nonna, la regina Elisabetta, pur essendo consapevole del suo disappunto, avrebbe sempre dato la precedenza alla monarchia. Ma all’annuncio della Megxit fatto dalla coppia sui social, senza l’approvazione della regina, questa si sarebbe infuriata, chiedendo ai suoi assistenti di risponderesi annunciando lunghe discussioni prima della decisione definitiva sullo status dei Sussex. In poche parole, a decidere tutti i dettagli sarebbe stata solo lei.

L'indiscrezione: "La regina ha minato l’equilibrio di Meghan Markle". La saga dei Sussex si arricchisce di un nuovo capitolo secondo il quale la regina Elisabetta non avrebbe protetto Meghan Markle dagli attacchi dei tabloid, impedendole perfino di difendersi da sola. Francesca Rossi, Martedì 07/07/2020 su Il Giornale. Spunta un nuovo retroscena nella storia del principe Harry e Meghan Markle, che ormai somiglia sempre più a un feuilleton contemporaneo con tanto di protagonista che attraversa varie peripezie per conquistare la felicità (e l’indipendenza economica). Lo scorso ottobre, durante il royal tour in Africa, i duchi di Sussex diffusero un comunicato stampa con cui annunciavano di voler far causa al gruppo editoriale britannico Associated Newspapers. Il principe Harry, stanco delle critiche e degli attacchi a sfondo razzista rivolti a Meghan Markle, prese una decisione che non ha precedenti nella storia reale inglese. In particolare i Sussex dichiararono guerra al Mail On Sunday e il Mail Online per i loro frequenti e fin troppo espliciti attacchi. Ricorderete che il comunicato stampa si concludeva paragonando la situazione di Meghan a quella di Lady Diana. Il duca di Sussex, infatti, scrisse: “La mia paura più grande è che la storia si ripeta. Ho visto cosa succede quando qualcuno che ami arriva a non essere trattato più neanche come una persona. Ho perso mia madre e ora guardo mia moglie diventare vittima dello stesso meccanismo”. Quello fu il periodo dell’ormai celebre frase della duchessa, “esisto, ma non vivo”, dei tentativi per arginare i pettegolezzi e trovare un modo per convivere con le pressioni dei tabloid. A quanto pare il principe Harry e Meghan Markle non sarebbero riusciti nell’impresa. Dalla ferma volontà di liberarsi dei doveri e delle luci dei riflettori costantemente puntate addosso sarebbe scaturita la Megxit (anche se, a dire il vero, i duchi non sono ancora riusciti a smarcarsi dai paparazzi). Harry e Meghan, ma soprattutto quest’ultima, si sarebbero sentiti prigionieri del protocollo, dei commenti al vetriolo espressi da alcuni giornali e non solo. Vi sarebbe anche un altro motivo che li avrebbe spinti a partire il più in fretta possibile. Il più lontano possibile. La BBC ha riportato il contenuto dei documenti depositati in tribunale per la causa contro i suddetti tabloid, affermando che Meghan Markle si sarebbe sentita “non protetta dalla royal family mentre era incinta e molto provata dal punto di vista del benessere emotivo e mentale”. Una versione dei fatti triste e sconvolgente, soprattutto perché la duchessa si sarebbe trovata sola contro tutti proprio in un momento delicato come quello della gravidanza. È possibile che il principe Harry abbia tremato di fronte all’eventualità di rivivere con la moglie ciò che aveva già passato con la madre. Per questo avrebbe preferito lasciarsi dietro le spalle la vita da royal. Come riporta Cosmopolitan, gli amici di Harry e Meghan si sarebbero preoccupati per l’equilibrio fisico e psicologico della duchessa, poiché “non l’avevano mai vista in quello stato. Erano giustamente preoccupati per il suo benessere, soprattutto perché era incinta, non protetta dalle Istituzioni e le era stato proibito di difendersi”. Ques