
SELEZIONE NATURALE, CON IL TRUCCO !!!
Alla fine è dovuta intervenire la polizia penitenziaria. Al grido di “Buffoni! Buffoni!” centinaia di esaminandi del padiglione 6 si sono scagliati contro la commissione. “Questo esame è una farsa – hanno gridato – ci sono gli estremi per poterlo annullare”. Venerdì 13 marzo 2009, alla Nuova Fiera di Roma, l’esame di Stato notarile si è trasformato nell’ennesimo siparietto che potrebbe invalidare la validità dell’ultima prova. Gli ingredienti ci sono tutti: sospetti, accuse e rivolte. Dopo lo scandalo che nel 2008 investì il concorso da magistrato, ora tocca all’esame notarile di cadere nel vortice delle polemiche.
Alle prime luci di mercoledì 11 marzo circa 3.900 candidati si sono messi in fila davanti alla Nuova Fiera di Roma per sostenere il concorso. “E’ la seconda volta che mi presento – racconta una ragazza che preferisce rimanere anonima – perché non so ancora se ho superato il vecchio esame”. In effetti il penultimo bando aveva indetto un concorso per ottobre 2007: in “palio” vi erano 230 posti. Della correzione di quelle prove non si ha ancora avuto esito così diversi candidati hanno pensato bene di iscriversi e sostenere nuovamente l’esame. In coda già alle 8 e mezza – prima che i cancelli si chiudano definitivamente – e sui banchi per l’una per iniziare l’esame. Tre le materie, tre le buste per ciascuna materia. Si estrae tra inter vivos (contratto), mortis causa (testamento) e atto di diritto societario. “Dato il nostro numero ci hanno diviso in due padiglioni differenti – racconta Martino, candidato che la settimana scorsa ha sostenuto il concorso – per legge due volontari del padiglione in cui non è presente il presidente di Commissione devono presenziare all’estrazione della materia, all’estrazione della traccia e alla lettura di quest’ultima”. I gesti si ripetono come riti. Tutto deve essere a norma di legge. La tensione è forte. Venerdì 13 a leggere la traccia – una fusione societaria – è il presidente della Commissione, Sergio Del Core (magistrato della Corte di Cassazione). Non vengono distribuite fotocopie. I candidati prendono appunti, scrivono in silenzio. Non vola una mosca. Finita la dettatura inizia la prova.
“A differenza dei due giorni precedenti non si è sentita la voce del presidente chiamare i candidati del nostro padiglione per partecipare alla conta per la selezione della persona che avrebbe estratto la busta con la traccia – continua a raccontare Martino – non si è sentito il presidente dar conto dell’estrazione della traccia e nemmeno aprire la busta e iniziare la dettatura”. In realtà, due ragazze sono presenti. “Non è stata una dettatura anticipata, semplicemente non si è sentito che si stava procedendo all’estrazione – spiega una delle volontarie del padiglione 6 – ho pescato io: non facciamo una polemica per tutto”. Ricostruire la dinamica risulta difficile. Resta il fatto che numerosi candidati del padiglione 6 sono in piedi, in fila ai bagni, a chiacchierare col vicino di banco. La baraonda scoppia proprio quando il presidente di Commissione ammette: “Mi dicono che devo ripetere tutto perché non si è sentito niente”. La protesta si scalda. Al grido di “Buffoni! Buffoni!” alcuni candidati si avvicinano al tavolo dove sono seduti alcuni commissari per illustrare la necessità di annullare il concorso o, quantomeno, di ripetere le operazioni, a partire dall’estrazione delle buste. “Come facevano le due candidate prescelte a sapere che dovevano recarsi nel padiglione 5 per procedere all’estrazione? – si chiede Giorgio – come mai, a un certo punto, il presidente ha iniziato a dettare la traccia velocemente senza che noi avessimo scritto ancora niente?”.
“L’osservanza delle regole è fatta apposta per poter escludere ogni dubbio che il concorso sia truccato”, spiega Martino raccontando come l’intervento della polizia penitenziaria in difesa dei commissari del padiglione 6 fosse “inutile”. Alcuni ragazzi hanno addirittura invitato gli agenti a verbalizzare. Immediato l’imbarazzo. “I poliziotti erano divisi tra due fuochi – continua Martino – si sono accorti che qualcosa era andato storto; tuttavia, non potevano opporsi ai commissari”. “La storia della dettatura della traccia è futile, c’è ben di peggio”, spiega Marco, un candidato del padiglione 6 che, sul forum di www.romoloromani.it, racconta di aver visto “gente che infilava un nastro rosso nella busta” per farsi riconoscere, gente che “aveva le tracce già svolte” e gente che, dopo aver chiacchierato con i commissari, “si faceva firmare la busta in modo diverso”. Marco è demoralizzato: “La divisione a favore di terzo è un dogma indimostrabile: devi prenderla per fede e accettarla”. Quindi? “Passerò i prossimi anni a cercare una raccomandazione, visto che studiare non serve a nulla”.
Di precedenti la storia dei concorsi pubblici è piena. L’ultimo risale al novembre 2008 alla Fiera di Milano a Rho in occasione del concorso nazionale da magistrato. Allora avevano partecipato 5.600 laureati in legge per 500 posti. Anche allora i candidati avevano chiesto l’annullamento della prova perché sui banchi erano “comparsi” fotocopie, fogli con possibili tracce e codici commentati, il tutto con il timbro d’approvazione del dicastero di via Arenula. Per legge, infatti, ciascun candidato può portare con sé codici da consultare previo controllo del cancelliere di tribunale. Compito di quest’ultimo è controllare che i volumi siano conformi al bando. “Sono stata sottoposta a un controllo che è durato dieci minuti – aveva denunciato una candidata – non si spiega come sia possibile che quei volumi abbiano ottenuto il timbro ministeriale. Eppure, anche un bambino vedrebbe che il tomo pesa il doppio perché contiene dei commenti”. Anche in quel caso ci fu una mezza sommossa popolare che portò diversi candidati ad abbandonare il concorso.
Intanto il concorso notarile ha i suoi i precedenti che parlano chiaro: candidati ammessi agli orali nonostante errori da somari, atti nulli che vengono premiati con buoni voti, mancata verbalizzazione delle domande, elaborati di figli di professionisti ed europarlamentari prima considerati "non idonei" e poi promossi agli orali.
Un mix di irregolarità e gaffe macroscopiche che gettano un'ombra su uno degli ultimi concorsi pubblici che si vanta di trasparenza e massimo rigore: quello notarile. Una gara che permette di accedere ad una delle professioni più invidiate, protette e meglio retribuite del Paese. Le prove incriminate riguardano il concorso indetto nel 2004. Gli scritti si sono tenuti nel novembre del 2005 e tra qualche giorno i 187 vincitori verranno incoronati con la pubblicazione della graduatoria finale, ma nel frattempo i compiti sospetti sono finiti in un fascicolo della Procura di Roma, che ha aperto un procedimento penale per abuso d'ufficio contro ignoti, girandolo poi a Perugia, per il presunto coinvolgimento di magistrati del distretto della capitale.
Il dossier che colpisce al cuore il mito del 'concorso perfetto' nasce su Internet. Un gruppo di bocciati, delusi dai risultati, decide di controllare de visu le correzioni della commissione. Quasi per gioco, a turno, vanno al ministero della Giustizia (le prove sono pubbliche e dunque consultabili) per spulciare gli scritti dei fortunati ammessi agli orali. Dal passaparola on line a febbrili contatti telefonici, nasce un dossier fitto di dati, riscontri e liste di cantonate. Una sorta di j'accuse che prima circola nel mondo notarile, poi finisce sulla scrivania di un professionista affermato che, incredulo, denuncia tutto al Consiglio nazionale, l'organo supremo della categoria. Paolo Piccoli, il presidente, è costretto ad avvertire il ministero e i pm.
Al vaglio dei magistrati, dunque, ci sono le prove scritte degli aspiranti professionisti (una simulazione di veri atti notarili), le quali contengono 'nullità', ossia errori formali che, se fossero stati compiuti durante la normale attività, in qualche caso avrebbero portato persino al ritiro del sigillo e alla cancellazione dall'ordine. Invece dell'automatica bocciatura e dell'eliminazione dal concorso, chi ha dimenticato di allegare certificati fondamentali (come quello di destinazione urbanistica) ha superato la prova in cavalleria. "Un candidato in un unico scritto ha scordato un documento fondamentale, non ha letto l'atto e ha fatto firmare in ordine sparso i testimoni. Altri concorrenti per molto meno sono stati bocciati, questo chissà perché è stato addirittura premiato con cinque punti aggiuntivi", racconta Gian Enrico Figari, avvocato, che ha partecipato al concorso per ben sei volte.
Non solo. Altri aspiranti sbagliano a inserire postille, alcuni dimenticano di far siglare le parti, un concorrente stipula un documento senza mettere la firma del notaio in calce: tutti promossi, nonostante aberrazioni formali che potrebbero portarli, nella real life, a sanzioni pesantissime. In qualche caso, infine, ci sarebbero gravi discrasie tra il giudizio scritto sul compito e quello riportato sul verbale. Il figlio di un eurodeputato dell'Udc, ad esempio, su un elaborato viene inizialmente bocciato, ma il giudizio negativo viene interlineato a penna e sostituito da un punteggio sufficiente a superare la prova. Nonostante ci fosse, secondo il dossier, un grave errore "per giudicare il compito non idoneo". Stesso trattamento per la figlia di un notaio (che però scrive un atto apparentemente perfetto): prima bocciata, poi cambio repentino di valutazione e promozione. Se non ci fosse dolo intenzionale, come nessuno può al momento dimostrare, e i commissari si fossero semplicemente ingannati, sarebbe stato logico almeno trovare traccia dell'equivoco sul verbale. Dove, invece, non v'è alcun riferimento alla doppia votazione.
Il notariato ha cercato di tenere lo scandalo in naftalina, cercando di non far trapelare il malcontento dei 'non idonei' e di chi ritiene che l'accesso all'ordine debba seguire strade più trasparenti. "Sull'inchiesta c'è il segreto istruttorio, non so nulla", spiega Ilario Marsano, consigliere nazionale con delega ai concorsi, da sempre paladino di un'apertura della professione ai giovani, "noi abbiamo spedito il fascicolo ai magistrati come atto dovuto, senza intenti di denuncia contro la commissione. Sono certo che non c'è dolo, anche perché gli elaborati sono anonimi. Si tratta di peccati veniali, non mortali".
Nessun raccomandato, nessun trucco, ma Marsano ammette le sviste dei correttori. Errori che, di fatto, rischiano di minare la credibilità del concorso. "Dall'esterno tutto può apparire in una luce distorsiva. Si metta nei panni dei commissari: rivedere per mesi e mesi temi sempre uguali dalle 8 di mattina alle 9 di sera è un lavoro improbo, sfido chiunque a farlo. Errare humanum est", chiosa il notaio. In realtà, l'analisi dei 2 mila scritti è durata ben 16 mesi, con un carico medio di quattro temi al giorno per una commissione che tra presidente, supplenti, effettivi e segretari arriva a 12 componenti. Una lentezza che, se impedisce di aumentare il numero totale di pubblici ufficiali, avrebbe quantomeno dovuto assicurare controlli a prova di bomba.
Figari è deluso, e non lo manda a dire. "È il primo anno che, in modo più o meno organizzato, abbiamo deciso di controllare una parte (piccola) dei compiti ammessi, e molti errori che abbiamo trovato sono davvero pazzeschi. Premiare atti nulli è come perdonare il medico che uccide per sciatteria il paziente o l'ingegnere che fa cadere il ponte costruito male.
Difficile non accorgersi di errori così gravi. Uno scandalo che fa male, perché ho sempre avuto profondo rispetto per la categoria di cui un giorno spero di poter far parte". Il giovane avvocato ritenterà, sperando che l'iter del nuovo concorso sia meno travagliato del precedente. Nato male fin dall'inizio: il giorno degli scritti la tensione era alle stelle, e un candidato scoperto con una cartucciera è stato arrestato dalla polizia penitenziaria per resistenza. Poi i sospetti, le accuse e le denuncie per la correzione. Dulcis in fundo, lo scorso novembre l'unica bocciata agli orali (su 187 ammessi) ha fatto ricorso al Tar per ripetere la prova. Richiesta accettata: i commissari si erano dimenticati di verbalizzare le domande, così hanno dovuto rifare l'esame una seconda volta. Al secondo tentativo la ragazza è stata promossa.
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=337455
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Notai-in-un-mare-di-guai/1985007